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Il Popolo di Dio nel Nuovo Testamento
Cominciamo dal testo del Concilio Vaticano II Lumen gentium n. 9 (Cap 2° Il popolo di Dio)
Nuova alleanza e nuovo popolo - 9 In ogni tempo e in ogni nazione è accetto a Dio chiunque lo
teme e opera la giustizia (cfr. At 10,35). Tuttavia Dio volle santificare e salvare gli uomini non
individualmente e senza alcun legame tra loro, ma volle costituire di loro un popolo, che lo
riconoscesse secondo la verità e lo servisse nella santità.
Scelse quindi per sé il popolo israelita, stabilì con lui un'alleanza e lo formò lentamente,
manifestando nella sua storia se stesso e i suoi disegni e santificandolo per sé. Tutto questo però
avvenne in preparazione e figura di quella nuova e perfetta alleanza da farsi in Cristo, e di quella
più piena rivelazione che doveva essere attuata per mezzo del Verbo stesso di Dio fattosi uomo. «
Ecco venir giorni (parola del Signore) nei quali io stringerò con Israele e con Giuda un patto
nuovo... Porrò la mia legge nei loro cuori e nelle loro menti l'imprimerò; essi mi avranno per Dio ed
io li avrò per il mio popolo... Tutti essi, piccoli e grandi, mi riconosceranno, dice il Signore » (Ger
31,31-34). Cristo istituì questo nuovo patto cioè la nuova alleanza nel suo sangue (cfr. 1Cor 11,25),
chiamando la folla dai Giudei e dalle nazioni, perché si fondesse in unità non secondo la carne, ma
nello Spirito, e costituisse il nuovo popolo di Dio. Infatti i credenti in Cristo, essendo stati rigenerati
non di seme corruttibile, ma di uno incorruttibile, che è la parola del Dio vivo (cfr. 1Pt 1,23), non
dalla carne ma dall'acqua e dallo Spirito Santo (cfr. Gv 3,5-6), costituiscono « una stirpe eletta, un
sacerdozio regale, una nazione santa, un popolo tratto in salvo... Quello che un tempo non era
neppure popolo, ora invece è popolo di Dio » (1Pt 2,9-10).
Questo popolo messianico ha per capo Cristo « dato a morte per i nostri peccati e risuscitato per la
nostra giustificazione » (Rm 4,25), e che ora, dopo essersi acquistato un nome che è al di sopra di
ogni altro nome, regna glorioso in cielo. Ha per condizione la dignità e la libertà dei figli di Dio, nel
cuore dei quali dimora lo Spirito Santo come in un tempio. Ha per legge il nuovo precetto di amare
come lo stesso Cristo ci ha amati (cfr. Gv 13,34). E finalmente, ha per fine il regno di Dio,
incominciato in terra dallo stesso Dio, e che deve essere ulteriormente dilatato, finché alla fine dei
secoli sia da lui portato a compimento, quando comparirà Cristo, vita nostra (cfr. Col 3,4) e « anche
le stesse creature saranno liberate dalla schiavitù della corruzione per partecipare alla gloriosa
libertà dei figli di Dio » (Rm 8,21). Perciò il popolo messianico, pur non comprendendo
effettivamente l'universalità degli uomini e apparendo talora come un piccolo gregge, costituisce
tuttavia per tutta l'umanità il germe più forte di unità, di speranza e di salvezza. Costituito da Cristo
per una comunione di vita, di carità e di verità, è pure da lui assunto ad essere strumento della
redenzione di tutti e, quale luce del mondo e sale della terra (cfr. Mt 5,13-16), è inviato a tutto il
mondo.
Come già l'Israele secondo la carne peregrinante nel deserto viene chiamato Chiesa di Dio (Dt 23,1
ss.), così il nuovo Israele dell'era presente, che cammina alla ricerca della città futura e permanente,
si chiama pure Chiesa di Cristo (cfr. Mt 16,18); è il Cristo infatti che l'ha acquistata col suo sangue
(cfr. At 20,28), riempita del suo Spirito e fornita di mezzi adatti per l'unione visibile e sociale. Dio
ha convocato tutti coloro che guardano con fede a Gesù, autore della salvezza e principio di unità e
di pace, e ne ha costituito la Chiesa, perché sia agli occhi di tutti e di ciascuno, il sacramento
visibile di questa unità salvifica.1 Dovendosi essa estendere a tutta la terra, entra nella storia degli
uomini, benché allo stesso tempo trascenda i tempi e i confini dei popoli, e nel suo cammino
attraverso le tentazioni e le tribolazioni è sostenuta dalla forza della grazia di Dio che le è stata
promessa dal Signore, affinché per la umana debolezza non venga meno alla perfetta fedeltà ma
1
Cf. CIPRIANO, Epist. 69,6: PL 3, 1142B; HARTEL 3B, p. 754: “sacramento inseparabile di unità”.
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permanga degna sposa del suo Signore, e non cessi, con l'aiuto dello Spirito Santo, di rinnovare se
stessa, finché attraverso la croce giunga alla luce che non conosce tramonto.
Se c’è un “popolo” definito nel NT esso ha contemporaneamente due caratteristiche:
-
vive con gli altri
ma la sua patria è nel cielo
ha le stesse luci, strade, guide degli altri
ma la sua città (Apocalisse) la sua guida (Agnello) è qualcun altro
vive la legge dell’incarnazione (tutto di Dio), ma tutto dell’uomo
è un popolo che con Israele ha le sue radici
1. patriarchi
2. promesse
3. benedizioni
4. Legge
5. Giudici, Re e Profeti
6. Libri sacri
Dobbiamo recuperare la nostra storia perché è la storia di Dio con l’uomo.
Se è una storia in formazione (si cammina per diventare popolo) allora nessuno, oggi, deve avere la
presunzione di esserlo.
Il Vangelo e tanto meno le Lettere apostoliche ci consegnano questa certezza: la Chiesa è da
formare. Da riformare. Sempre. Non è l’appartenenza che fa la realtà (anche oggi è un purtroppo:
appartengo a… quindi… l’ha detto il Papa… quindi… quindi niente: Dio educa il suo popolo e lo
conduce, anche nel Nuovo Testamento e anche nella storia della Chiesa. Ciò che la Parola di Dio –
Scrittura e Magistero della Chiesa – dicono è da prendere sul serio e da vivere. Non è
sufficiente dire che hanno detto!).
Prendiamo ad esempio gli Atti degli Apostoli:
lo Spirito Santo suggerisce a Pietro e Paolo
- cosa fare
- dove andare
- chi incontrare
Non consegna le soluzioni. Apre le strade. Su di esse – con la loro libertà – gli apostoli
camminino. Facciano la Chiesa.
Israele, quindi, non è annientato. Ma integrato.
La Chiesa è altro e più d’Israele.
E nemmeno la Chiesa è esaustiva.
Extra ecclesia nulla salus (San Cirpiano).
«Fuori della Chiesa non c'è salvezza» (CCC) 846 Come bisogna intendere questa affermazione
spesso ripetuta dai Padri della Chiesa? Formulata in modo positivo, significa che ogni salvezza
viene da Cristo-Capo per mezzo della Chiesa che è il suo corpo:
Il santo Concilio « insegna, appoggiandosi sulla Sacra Scrittura e sulla Tradizione, che questa
Chiesa pellegrinante è necessaria alla salvezza. Infatti solo Cristo, presente per noi nel suo corpo,
che è la Chiesa, è il Mediatore e la Via della salvezza; ora egli, inculcando espressamente la
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necessità della fede e del Battesimo, ha insieme confermato la necessità della Chiesa, nella quale gli
uomini entrano mediante il Battesimo come per la porta. Perciò non potrebbero salvarsi quegli
uomini, i quali, non ignorando che la Chiesa cattolica è stata da Dio per mezzo di Gesù Cristo
fondata come necessaria, non avessero tuttavia voluto entrare in essa o in essa perseverare » (LG
14).
E’ vero questo, ma apre (CCC 849) al mandato missionario. Quindi il popolo di Dio è in continua
formazione. Da qui l’urgenza
-
di ascoltare la Parola (come la Legge antica, così quella nuova e antica allo stesso tempo)
di celebrare insieme il mistero della Pasqua
di camminare insieme
di vivere nella verità (lealtà e purezza di spirito)
di testimoniare con la vita ciò che si celebra
di condividere i doni che si hanno (pensiamo all’idea e all’immagine della prima Chiesa di
Gerusalemme)
++++++++
L’espressione “popolo” è solitamente usata per indicare l’antico, il vero, l’unico Israele (Mt 1,21;
Rm 11,1-2)
1 Io domando dunque: Dio avrebbe forse ripudiato il suo popolo? Impossibile! Anch'io infatti sono
Israelita, della discendenza di Abramo, della tribù di Beniamino. 2 Dio non ha ripudiato il suo
popolo, che egli ha scelto fin da principio. O non sapete forse ciò che dice la Scrittura, nel
passo in cui Elia ricorre a Dio contro Israele? 3 Signore, hanno ucciso i tuoi profeti, hanno
rovesciato i tuoi altari e io sono rimasto solo e ora vogliono la mia vita. 4 Cosa gli risponde però
la voce divina? Mi sono riservato settemila uomini, quelli che non hanno piegato il ginocchio
davanti a Baal. 5 Così anche al presente c'è un resto, conforme a un'elezione per grazia. 6 E se lo è
per grazia, non lo è per le opere; altrimenti la grazia non sarebbe più grazia. 7 Che dire dunque?
Israele non ha ottenuto quello che cercava; lo hanno ottenuto invece gli eletti; gli altri sono stati
induriti, 8 come sta scritto: Dio ha dato loro uno spirito di torpore, occhi per non vedere e
orecchi per non sentire, fino al giorno d'oggi. 9 E Davide dice: Diventi la loro mensa un laccio,
un tranello e un inciampo e serva loro di giusto castigo! 10 Siano oscurati i loro occhi sì da non
vedere, e fa' loro curvare la schiena per sempre! 11 Ora io domando: Forse inciamparono per
cadere per sempre? Certamente no. Ma a causa della loro caduta la salvezza è giunta ai
pagani, per suscitare la loro gelosia. 12 Se pertanto la loro caduta è stata ricchezza del mondo
e il loro fallimento ricchezza dei pagani, che cosa non sarà la loro partecipazione totale! 13
Pertanto, ecco che cosa dico a voi, Gentili: come apostolo dei Gentili, io faccio onore al mio
ministero, 14 nella speranza di suscitare la gelosia di quelli del mio sangue e di salvarne alcuni. 15
Se infatti il loro rifiuto ha segnato la riconciliazione del mondo, quale potrà mai essere la loro
riammissione, se non una risurrezione dai morti? 16 Se le primizie sono sante, lo sarà anche tutta
la pasta; se è santa la radice, lo saranno anche i rami. 17 Se però alcuni rami sono stati tagliati e tu,
essendo oleastro, sei stato innestato al loro posto, diventando così partecipe della radice e della linfa
dell'olivo, 18 non menar tanto vanto contro i rami! Se ti vuoi proprio vantare, sappi che non sei tu
che porti la radice, ma è la radice che porta te. 19 Dirai certamente: Ma i rami sono stati tagliati
perché vi fossi innestato io! 20 Bene; essi però sono stati tagliati a causa dell'infedeltà, mentre tu
resti lì in ragione della fede. Non montare dunque in superbia, ma temi! 21 Se infatti Dio non ha
risparmiato quelli che erano rami naturali, tanto meno risparmierà te! 22 Considera dunque la
bontà e la severità di Dio: severità verso quelli che sono caduti; bontà di Dio invece verso di te, a
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condizione però che tu sia fedele a questa bontà. Altrimenti anche tu verrai reciso. 23 Quanto a loro,
se non persevereranno nell'infedeltà, saranno anch'essi innestati; Dio infatti ha la potenza di
innestarli di nuovo! 24 Se tu infatti sei stato reciso dall'oleastro che eri secondo la tua natura e
contro natura sei stato innestato su un olivo buono, quanto più essi, che sono della medesima natura,
potranno venire di nuovo innestati sul proprio olivo! 25 Non voglio infatti che ignoriate, fratelli,
questo mistero, perché non siate presuntuosi: l'indurimento di una parte di Israele è in atto fino a
che saranno entrate tutte le genti. 26 Allora tutto Israele sarà salvato come sta scritto: Da Sion
uscirà il liberatore, egli toglierà le empietà da Giacobbe. 27 Sarà questa la mia alleanza con
loro quando distruggerò i loro peccati. 28 Quanto al vangelo, essi sono nemici, per vostro
vantaggio; ma quanto alla elezione, sono amati, a causa dei padri, 29 perché i doni e la
chiamata di Dio sono irrevocabili! 30 Come voi un tempo siete stati disobbedienti a Dio e ora
avete ottenuto misericordia per la loro disobbedienza, 31 così anch'essi ora sono diventati
disobbedienti in vista della misericordia usata verso di voi, perché anch'essi ottengano
misericordia. 32 Dio infatti ha rinchiuso tutti nella disobbedienza, per usare a tutti
misericordia! 33 O profondità della ricchezza, della sapienza e della scienza di Dio! Quanto sono
imperscrutabili i suoi giudizi e inaccessibili le sue vie! 34 Infatti, chi mai ha potuto conoscere il
pensiero del Signore? O chi mai è stato suo consigliere? 35 O chi gli ha dato qualcosa per
primo, sì che abbia a riceverne il contraccambio? 36 Poiché da lui, grazie a lui e per lui sono
tutte le cose. A lui la gloria nei secoli. Amen.
-
quindi, una prima pista di riflessioni, potrebbe essere come la Chiesa consideri, Israele (cioè
che posto occupi la Chiesa rispetto all’Israele di Dio (Gal 6; Rm 9-11)
-
tuttavia ricorre anche per designare la Chiesa (Rm 9,25-26; 2Cor 6,14; Tt 2,14)
La Chiesa è il popolo di Dio (ma senza sostituzione di Israele): se ne riprendono le caratteristiche,
ma è una realtà fondata su Cristo e Cristo, nell’AT, non c’è.
Gesù Cristo, la sua Passione, morte e risurrezione, il dono delle Spirito Santo,
-
guida alla verità tutta intera
cerca adoratori in Spirito e Verità
vuole che si rinasca dall’alto
luce per illuminare le genti e gloria del suo popolo Israele
il Salvatore di tutti
Il popolo di Gesù Cristo contiene Israele, ma non lo sostituisce.
Non ne può fare a meno. Storicamente è il suo padre:
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Gesù non ha evitato l’AT, la Legge, i Patriarchi, i Profeti (sono i suoi supereroi!)
su di essi si è formato e ha pregato
ha usato quei testi per la predicazione e li ha commentati
quella Scrittura ha nutrito la sua vita di fede
gli ha permesso di conoscere – umanamente – il Padre
Il popolo di Gesù Cristo è un popolo che riprende il filo del discorso con Dio
•
il brano della 1 Pt 2,1-10
Deposta dunque ogni malizia e ogni frode e ipocrisia, le gelosie e ogni maldicenza, 2 come bambini
appena nati bramate il puro latte spirituale, per crescere con esso verso la salvezza: 3 se davvero
avete già gustato come è buono il Signore. 4 Stringendovi a lui, pietra viva, rigettata dagli uomini,
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ma scelta e preziosa davanti a Dio, 5 anche voi venite impiegati come pietre vive per la costruzione
di un edificio spirituale, per un sacerdozio santo, per offrire sacrifici spirituali graditi a Dio, per
mezzo di Gesù Cristo. 6 Si legge infatti nella Scrittura: Ecco io pongo in Sion una pietra
angolare, scelta, preziosa e chi crede in essa non resterà confuso. 7 Onore dunque a voi che
credete; ma per gli increduli la pietra che i costruttori hanno scartato è divenuta la pietra
angolare, 8 sasso d'inciampo e pietra di scandalo. Loro v'inciampano perché non credono alla
parola; a questo sono stati destinati. 9 Ma voi siete la stirpe eletta, il sacerdozio regale, la nazione
santa, il popolo che Dio si è acquistato perché proclami le opere meravigliose di lui che vi ha
chiamato dalle tenebre alla sua ammirabile luce; 10 voi, che un tempo eravate non-popolo, ora
invece siete il popolo di Dio; voi, un tempo esclusi dalla misericordia, ora invece avete ottenuto
misericordia.
Una cosa interessante mi sembra quella di pensare se ci sono alcune delle caratteristiche di Israele e
anche nel popolo di Cristo.
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primato di Dio nella vita di Cristo e della Chiesa
profezia e doni (lo Spirito e l’agape come primi doni della comunità di Cristo)
la liturgia e il culto (in spirito e verità, il Padre cerca tali adoratori – Gv 4)
i ministeri del popolo di Israele (i ministeri della Chiesa)
la sacerdotalità del popolo ebraico (la missione della Chiesa: finale del vangelo di Mt
Andate, Mt 28)
la spinta di Israele verso gli altri popoli e la spinta della Chiesa
la tentazione del particolarismo e la tentazione del popolo di Cristo
l’attesa del Salvatore (Dt 34) e anche l’attesa della venuta di Cristo glorioso
Il popolo, dunque, non sono le folle che seguono Gesù. Anche in esse c’è mala fede, tentazione,
abbandono dell’ascolto e del Maestro.
Il popolo non è nemmeno, automaticamente, il gruppo dei dodici.
Non è che dove c’è un po’ di gente lì c’è il popolo!
Il popolo è ogni volta che Dio, in Gesù Cristo
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sceglie e chiama, mandando
si fa l’esperienza comunitaria di Dio
si condividono gioie e speranze
ci si rallegra per la salvezza, si prega, si canta, si innalzano inni a Dio
si spezza il corpo e il sangue, si muore e si risorge con Cristo
purtroppo lo si condanna
si chiede perdono (senza animali e sangue di tori o di capri – lettera agli Ebrei)
Ma allora Dio ha smesso con Israele? Ricomincia da capo? Intesse un discorso nuovo?
Gesù è ebreo e rimane profondamente ebreo.
Il mezzo della Rivelazione è passato attraverso un ebreo.
Ma ha anche superato la sua ebraicità.
È mezzo, ma non condizione.
Gesù è ebreo, ma non si pretende che tutti lo diventino.
Gesù è ebreo. Ma la circoncisione è stata superata.
Gesù è ebreo, ma la Legge è stata interpretata con la sua vita.
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Gesù è ebreo, ma la sua ebraicità e trascesa nella risurrezione.
Lui è la pietra angolare del popolo.
Antico o nuovo si deve passare da Lui.
Lui è la porta.
Se hai la sua forma, passi.
Circonciso o no.
Con Mosè o no, passi di lì.
Chiamati, dunque, TUTTI (pensa a san Paolo) a passare da Cristo.
Senza dimenticare MOsè.
Mosè non è necessario.
Lo è stato, storicamente. Ma non ora, per il piano salvifico.
È anche lui un tassello.
Gesù è vincolante. Lui si deve riconoscere, lui attendere.
Questa attesa ci unisce.
Dt 34
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Ora che è sorto uno diverso da Mosè, che era come colui che gli parlava faccia a faccia possiamo
attendere il momento in cui, grazie a Lui, si scoprirà ciò che si deve compiere.
Siamo popolo, chiamato, radunato, salvato da Cristo.
In cammino per accoglierlo al suo ritorno, quando il popolo sarà entrato nella terra promessa.
In attesa che si compia questo Esodo, questo deserto, il popolo va formandosi, nei secoli.
Con l’unica certezza che alla Guida c’è il Pastore “grande delle pecore”. Ucciso, ma non annientato.
Trafitto, ma non ucciso.
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