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Rotary2030
GENNAIO-FEBBRAIO 2010 N°1
Allegato a Rotary Gennaio-Febbraio n. 1 2010. Registrazione Tribunale di Milano n. 89 dell’8/3/1986 Dir. Editoriale: Andrea Pernice
Una pubblicazione per i Rotariani del Distretto 2030
Direzione e redazione: via Locatelli, 40 - 20121 Bergamo
Coordinatore editoriale: Silvano Balestreri E-mail: [email protected]
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LETTERA
DI
GENNAIO
LETTERA
Essere testimoni consapevoli
degli ideali e dei valori rotariani
C
are Amiche e cari Amici,
“Consapevolezza e sensibilizzazione al
Rotary” questo è il tema del mese di
Gennaio, ma è soprattutto ed essenzialmente
il fondamento del nostro essere Rotariani.
Consapevolezza che il Rotary voglia dire impegno e che l’impegno individuale costituisca
l’esempio coinvolgente per tutti.
“Bonum est diffusivum sui”, ossia il bene per
la sua natura tende a diffondersi.
Come Rotariani dobbiamo quindi essere i testimoni e i divulgatori degli ideali e dei principi che sono la ragion d’essere di un’organizzazione che, solida nella sua tradizione ultracentenaria, dimostra di possedere vitalità,
energia, visione aperta ed entusiasmo tali da
consentirle di affrontare le sfide del Futuro.
Ma non dimentichiamo che non si è testimoni a parole, si è testimoni con i fatti, con le
nostre azioni e con il nostro comportamento
coerente.
Bisogna sensibilizzare sé stessi, prima di sensibilizzare gli altri al Rotary, bisogna formare
sé stessi, prima di formare gli altri.
Il nostro impegno e la nostra formazione come Rotariani sono iniziati al momento della
nostra ammissione al Club; per molti, nel
tempo, la consapevolezza è maturata e si è accresciuta sempre più. Per alcuni, dopo un iniziale entusiasmo, è seguito un decadimento
dell’interesse e della motivazione.
Il tema del Presidente Internazionale “Il Futuro del Rotary è nelle Vostre Mani” giunge
per risvegliare il nostro entusiasmo e per richiamarci all’impegno e alla responsabilità
individuale e collettiva.
Devo riconoscere che i Rotariani che ho incontrato e i Club che ho visitato, e sono cer-
to che ciò varrà anche per il futuro, mi hanno
sorpreso per la loro dimostrazione di consapevolezza dell’impegno, rappresentata splendidamente dalla validità dei propri service.
Siamo nel mezzo del nostro cammino rotariano; abbiamo ancora molti obiettivi da raggiungere.
Dobbiamo proseguire con impegno ed entusiasmo; impegno ed entusiasmo che non devono esaurirsi con il nostro mandato, ma
devono perdurare, ricordando sempre
che il valore fondamentale dell’appartenenza al Rotary è rappresentato dall’essere e dal mantenersi veri Rotariani.
I migliori auguri di un sereno e fruttuoso 2010.
Con grande affetto
U
FEBBRAIO
Il nostro impegno per la pace
per la vita e un mondo migliore
C
are Amiche e cari Amici,
una delle principali finalità del Rotary consiste nel promuovere la comprensione, la buona volontà e la pace tra i popoli, mediante una rete internazionale di professionisti e imprenditori, uniti dall’ideale del
servire.
I Rotariani nel mondo si riconoscono e si
identificano nel motto “Servire al di sopra di
ogni interesse personale”.
Lo spirito umanitario e di fratellanza insito nel sentire rotariano è
alla base di importanti progetti di servizio locali e internazionali finalizzati a contribuire alla pace nel mondo.
“Siamo stati creati per fare
del bene” ha detto l’Arcivescovo Desmon Tutu, premio Nobel per la Pace, alla
Convention Mondiale di
Birminghan.
È certamente un fatto positivo avvertire che
una persona come l’Arcivescovo Tutu, che ha
dedicato con grande sacrificio tutta la sua vita
alla lotta per la pace, continui nel suo impegno e con il suo esempio sia di stimolo a tutti
per non perdere mai la speranza di realizzarla.
Anche il Rotary sente il bisogno di credere in
questa speranza e continua a impegnarsi per
costruire la pace nel mondo e la comprensione tra i popoli attraverso il suo esercito di pace formato da un milione e duecentomila volontari sparsi in 33 mila comunità presenti in
quasi ogni angolo della Terra.
I Rotariani sono profondamente diversi per
razza, religione, convinzioni politiche, professioni, usi e costumi, ma sono uniti dalla missione di promuovere la comprensione mondiale attraverso programmi umanitari ed educativi.
Il Rotary, agendo con progetti locali e internazionali per l’acqua potabile, per l’alfabetizzazione, per la lotta alle malattie, alla fame,
alla povertà, al degrado ambientale contribuisce indirettamente, ma fortemente, alla pace
nel mondo.
Il Rotary, in collaborazione con prestigiose
Università di tutto il mondo, ha creato i
Centri rotariani di studi internazionali sulla
pace e sulla risoluzione dei conflitti.
Si tratta di un programma innovativo, indirizzato a formare la prossima generazione di
leader internazionali, che è in grado di offrire
ogni anno 60 borse di studio per il conseguimento di un Master e 50 borse di studio per
il conseguimento di un certificato di formazione professionale nell’ambito delle problesegue a pag. 3
Lascia una traccia
sul tuo cammino
Volano in alto
i sogni del Rotary
n mondo libero dalla poliomielite.
Ventun dirigibili fanno volare il
grande sogno del Rotary: End Polio
Now. Martedì 23 febbraio, giorno dell’orgoglio rotariano (la più grande associazione di
servizio del mondo è stata fondata da Paul
Harris il 23 gennaio di 105 anni), nel cielo
del Distretto 2030, dalle
piazze di ventun città e comuni si alzano i palloni aerostatici con il simbolo del Rotary.
L’iniziativa, che porta una
grande visibilità, è stata fortemente voluta dal Governatore Alessandro Pastorini. Sollecitati dagli assistenti distrettuali alla chiamata i RC hanno risposto da Aosta e Courmayeur; da Torino e dal Piemonte; da Genova. Un vero
record è stato stabilito dall’area distrettuale
Piemonte Nord Est con quattro dirigibili:
Orta San Giulio; Pallanza; Borgomanero;
Novara e Valticino insieme. I palloni aerostatici richiamano passanti, curiosi, uomini e
donne, persone di tutte le età e offrono l’occasione per raccontare a tutti che cosa è il Ro-
DI
tary e che cosa fa nel proprio territorio e nel
mondo intero, per costruire un futuro migliore, libero dalla fame e dalle malattie. La
poliomielite, infatti, sta per essere sconfitta.
“Dopo vent’anni di duro lavoro - spiega Pastorini - il Rotary ed i suoi partner sono sul
punto di eradicare la tenace malattia della polio, ma proprio adesso è necessaria una forte spinta per
darle il colpo decisivo. È
un’opportunità di proporzioni storiche. Fino a quando la
poliomielite minaccia anche
un solo bambino in tutto il
mondo, tutti i bambini del
mondo sono ancora a rischio.
La posta in gioco è alta”.
Il Rotary International è impegnato nella sfida umanitaria da 100 milioni di dollari
lanciata dalla Fondazione Bill
& Melinda Gates. I 200 milioni di dollari
che si aggiungeranno andranno direttamente
a sostegno delle campagne d’immunizzazione
nei paesi in via di sviluppo, dove la polio
continua a paralizzare e infettare i bambini,
privandoli del loro futuro e aumentando le
difficoltà delle loro famiglie.
N
ella dinamica aziendale di questo mondo e
di questo mercato invasi dagli effetti talvolta problematici della globalizzazione
sembra non ci sia il tempo per
momenti di tregua e di riflessione. Il libro di una Rotariana
“doc”, l’indiana Rekha Shetty,
ci aiuta con la sua tecnica denominata “Potere della mente”,
a scoprire la via migliore per un
aumento dell’efficienza del proprio business attraverso creatività ed innovazione. Attributi
questi che innescano un circolo
virtuoso in cui la riduzione dei
costi e l’aumento di fatturato
vengono ottenuti creando un
ambiente collaborativo, stimolando il potere della nostra
mente e del nostro spirito, la
sua capacità di valutare strategicamente le situazioni sociali ed
economiche e di perseguire
questa strategia non a livello
teorico, ma a livello dell’organizzazione in cui il leader opera
e si esprime. Molto spesso questa capacità creativa viene sug-
gerita, prende corpo e si sviluppa con una particolare attenzione rivolta ai messaggi che
provengono dalla sfera degli
utenti dei prodotti o servizi offerti dall’azienda. Il mondo dell’utenza aiuta spesso a capire le
profonde implicazioni proprie
delle dinamiche del cambiamento e fornisce gli elementi
traenti di una implementazione
corretta e rispettosa di tutte le
fasi, anche di quelle più trau-
matiche dell’evoluzione.
Il motivo conduttore delle raccomandazioni e della testimonianza professionale di Rekha è
di natura squisitamente etica e
richiama in ogni sua parte la
necessità per il nuovo manager
di lasciare una traccia visibile
del proprio passaggio oltre alGiorgio Bongiorno
segue a pag. 7
SOMMARIO
3
Medicina tra etica ed economia
4
Il Distretto si mobilita per la Sindone
5
Centomila euro per l’Abruzzo
8
Il RC Bra in missione in Ruanda
11 Meeting, il prezzo non è giusto
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Convegno nazionale dei Rotary genovesi
perché la cura del malato non sia speculazione
dalla prima Lettera di febbraio
Da Ippocrate alle logiche di mercato,
la medicina tra etica ed economia
I
l 5 dicembre scorso si è
svolto presso la sala IRIDE
di Genova il Convegno
promosso dai Rotary genovesi
su “Etica, Medicina ed Economia - Il fenomeno dell’eccesso
di prestazioni”.
Dopo il benvenuto agli intervenuti e l’augurio di buon lavoro del past-Governor del
Distretto 2030, professor
Marco Canepa, sono intervenuti il Presidente dell’Ordine
dei Medici di Genova, Enrico
Bartolini, e l’Assessore regionale alla Sanità Claudio Montaldo.
Gli obbiettivi del convegno
sono stati presentati dal professor Giancarlo Andrioli, Presidente del Rotary Club Genova Ovest.
L’ingresso sempre più prepotente del mercato in medicina
ha comportato la trasformazione del paziente in soggetto
economico. Volendo sintetizzare con uno slogan “da Ippocrate al mercato”.
Tale situazione riconosce varie
cause: la necessità di valutare
l’impatto economico che sulla
Società ha la soddisfazione
della richiesta di salute da parte dei suoi componenti ha
portato all’adozione di sistemi
organizzativi che quantificano
economicamente la prestazione sanitaria e con ciò alla creazione di interessi convergenti
tra medici, dirigenti e, nel caso di strutture a capitale privato, proprietà. La logica del
mercato comporta la trasformazione del paziente in cliente.
Non soltanto, ma la crescente
offerta di tecnologie sempre
più raffinate e potenti hanno
reso possibili, di regola più
semplici e a rischio contenuto
procedimenti che prima rimanevano limitati a situazioni
del tutto particolari; le novità
farmacologiche che vengono
presentate con un ritmo pressocché quotidiano; gli strumenti diagnostici in grado di
rilevare ogni particolare anatomico e funzionale del soggetto; tutto ciò in assenza di un
controllo sulla loro reale validità che solo uno studio longitudinale, eseguito a distanza di
Il professor Giancarlo Andrioli apre il convegno su medicina ed etica
tempo su un ampio numero
di soggetti può dimostrare.
Questa situazione racchiude il
rischio reale, attuale, di una
estensione delle indicazioni ai
trattamenti, un eccesso di prestazioni.
Esempi non mancano: il numero di interventi che a una
analisi eseguita a distanza di
anni mostrano di non comportare un beneficio superiore
a trattamenti incruenti; farmaci che, proposti come innovatori e quindi più costosi, non
dimostrano una reale efficacia
o comunque non si differenziano da quella fornita prodotti già in uso; l’esorbitante numero di indagini diagnostiche.
Viene posta ai relatori la domanda “che fare”?
Dal dottor Mauro Occhi, responsabile dell’area di Governo clinica dell’Agenzia Sanitaria della Regione Liguria viene
la raccomandazione di attenersi al dato scientifico nel valutare le prestazioni e sottolinea come cruciale sia la questione delle risorse umane nella gestione della sanità tenendo presente l’intreccio tra etica, cultura e politica.
Il professor Elio Borgonovi
dell’Università Bocconi di Milano, Presidente del CERGAS
ricorda come in Lombardia si
sia puntato sino dal 1995 sulla
massima autonomia di scelta
per i pazienti, equiparando gli
erogatori pubblici e privati
tramite l’accreditamento (rimborso regionale in base a tariffe). Peraltro ogni sistema di tariffazione stimola a comportamenti finalizzati ad aumentare
i volumi, ossia il numero di
prestazioni o a classificare i casi trattati in modo da ottenere
una tariffa più elevata. Così
facendo gli erogatori aumentano i profitti, ma anche le
Aziende ospedaliere pubbliche, tramite entrate più elevate, possono raggiungere più
agevolmente il pareggio di bilancio gratificato dalla regione.
La Lombardia per controllare
il fenomeno si affida a sistemi
di controllo e di monitoraggio
che, per evitare che si ripetano
gravi anomalie è necessario intensificare.
Il dottor Giovanni Baldi, direttore generale dell’Istituto
Rizzoli di Bologna riporta
l’esperienza dell’Emilia Romagna ove si è puntato mediante
la creazione di Aziende di garanzia sulla razionalizzazione e
sul miglioramento dell’offerta
pubblica per contenere il pri-
Il Consiglio
di Legislazione
si riunirà a Chicago
I
l Consiglio di Legislazione del Rotary International si svolgerà a Chicago dal 25 al 30 aprile
2010. In tale occasione il Past Governatore Gino Montalcini rappresenterà il Distretto 2030, in
qualità di Delegato per i rapporti con gli Organi
Rotariani Centrali.
Eventuali considerazioni andranno inviate all’indirizzo di posta elettronica: [email protected], entro il
31 marzo prossimo.
vato e, quindi, una parte almeno dell’eccesso di prestazioni; una via seguita in funzione
di migliorare la qualità della
spesa e contenere gli sprechi è
stata quella di accorpare le
funzioni di strutture sanitarie
la cui chiusura è divenuta impossibile dopo il varo della
Legge ospedaliera vigente.
Il professor Aldo Pagni, Presidente emerito della Federazione nazione dei Medici Chirurghi ed Odontoiatri si chiede
come possa identificarsi la
“cura appropriata” quando incidono un gran numero di variabili deontologiche, tecnologiche, economiche, quando
l’atto medico è perturbato da
innumerevoli interferenze e lo
strumento sostituisce totalmente la propria capacità clinica.
Il medico rimane la figura
centrale del sistema, l’ultimo
effettore quindi il problema
etico si pone con forza.
La professoressa Luisella Battaglia, membro del Comitato
nazionale di Bioetica ha voluto tra l’altro ricordare la dichiarazione di Barcellona che
nel 1998 ha dettato i principi
etici attuali: “L’autonomia, la
dignità delle persone, l’integrità e l’identità, la vulnerabilità”
elementi questi debbono essere tenuti in prima attenzione
per chi esercita una professione sanitaria, ma anche da chi
si occupa delle scelte economiche che regolano la sanità.
Franco Manti, professore di
Etica Sociale e Filosofia morale dell’Università di Genova
con un interesse particolare
per l’etica delle strutture organizzate, ha posto in primo pia-
no la valorizzazione degli uomini che lavorano in sanità e
la possibilità che questi possano lavorare in modo interconesso, limitandone i vincoli
burocratici.
Per rispondere alla domanda
posta inizialmente sul “che fare” propone per le aziende sanitarie la strutturazione di
Codici etici e la pubblicazione dei bilanci Sociali nella
considerazione che i pazienti
sono cittadini ma anche azionisti.
Il Convegno è stato moderato
dal professor Michele Schiavone, professore emerito della
Facoltà di Medicina di Genova che è intervenuto su ogni
spunto offerto dai relatori
proponendo concetti che hanno stimolato la riflessione: in
Italia il medico è la parte debole del sistema, dato che deve agire sotto la pressione
dell’organizzazione sanitaria
che pretende di tagliare le spese, ma non è in grado di gestire con l’efficienza auspicabile
il sistema. Vengono citati alcuni esempi in materia.
Tra l’altro propone di responsabilizzare la richiesta di prestazione ad esempio può essere uno degli elementi in grado di ridurne l’eccesso, quando si tende ad ottenere un
rimborso più elevato con ricorso a prestazioni superflue.
Le conclusioni illustrate dal
professor Andrioli si riassumono in quattro punti con
valore operativo: valorizzazione del capitale umano; presidi
terapeutici rispondenti a rigorosa scientificità; ripristino
dell’etica; e recupero del merito e della competenza.
I Past Governatori
a marzo a Genova
L’
Associazione dei Past Governatori di Italia, Albania, Malta e San Marino si riunirà a primavera a Genova, il 26, 27 e 28 marzo prossimo.
Sede dell’incontro sarà l’Hotel Bristol Palace, sede
storica del RC Genova, che fu infatti inaugurato fra
quelle mura il 15 novembre 1924. I temi della riunione di lavoro, di cui sarà patron il past Governatore
Giuseppe Viale (nella foto), verteranno su “Gli aspetti
storici del Rotary italiano” e “Rotary ed Europa”. Il
summit dei Past Governatori, a cui interverrà il Governatore in carica Alessandro Pastorini, riveste grande importanza per il Distretto 2030 ed è un’occasione
per riscoprire le radici storiche del Rotary ed esaminare il suo ruolo nell’ambito della realtà europea.
L’impegno
per la pace
matiche relative ai conflitti
e al progresso della pace.
Kofi Annan, quando era Segretario generale dell’Onu,
diceva che: “la vera pace è
molto più che l’assenza di
guerre. Si tratta di una questione più vasta e profonda
che comprende lo sviluppo
economico e la giustizia Sociale. Significa anche salvaguardare l’ambiente globale
e porre freno al commercio
mondiale delle armi. La pace è legata al rispetto e alla
tutela dei diritti umani e
delle libertà fondamentali.
Questo non è un progetto
facile, ma è raggiungibile
mediante una trasformazione del nostro modo di pensare, una fortissima volontà
politica e la solidarietà di
tutta l’umanità. Tutti noi,
giovani e vecchi, ricchi e
poveri, governi e Società civile abbiamo il dovere di fare la nostra parte in nome
di questo progetto fondamentale. La creazione delle
Nazioni Unite per salvare le
future generazioni dal flagello della guerra è stata un
inizio. La pace dipende da
noi tutti e la Cultura della
Pace può diventare patrimonio dell’umanità intera”.
Abbiamo detto che lottando contro le malattie il Rotary contribuisce anche la
pace. Allora in occasione
del Rotary Day del 23 febbraio promuoviamo, insieme all’immagine del Rotary,
anche la nostra priorità, la
nostra più importante sfida:
un mondo libero dalla Polio. Non dimentichiamo il
nostro impegno verso questa importantissima iniziativa, di cui siamo stati promotori, che abbiamo assunto liberamente di fronte al
mondo.
Non dimentichiamo il nostro impegno verso Bill Gates, che è venuto un anno fa
a San Diego ad offrirci la
generosa sovvenzione di
255 milioni di USD da parte della Fondazione Bill &
Melinda Gates.
Il 23 febbraio nelle piazze
principali di numerose città
del nostro Distretto e in alcuni Distretti italiani uno o
più palloni aerostatici con
l’emblema del Rotary e la
scritta Rotary International
si leveranno in cielo. Alla
base di questo pallone i Rotariani e i Rotaractiani spiegheranno a tutti che cosa è
questa magnifica organizzazione che si chiama Rotary
e che cosa essa fa nel mondo e nella sua realtà locale.
Sarà questa un’occasione
per richiamare l’attenzione
sul Rotary, per essere vicini
alla nostra città, per organizzare una raccolta fondi a
favore dell’eradicazione della polio e per dare il nostro
piccolo contributo alla pace.
Con grande affetto
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U
na delle maggiori attrazioni dell’area torinese è certamente
l’importante recupero del
complesso architettonico della
Reggia di Venaria Reale. I numerosissimi visitatori non solo
italiani vengono informati che
le Reggia fu commissionata
dal Duca di Savoia Carlo
Emanuele II, che fu progettata
dall’architetto Amedeo di Castellamonte e costruita tra il
1658 ed il 1679. Attorno viene edificato il borgo di Venaria con una pianta che disegna
il collare dell’Annunziata,
massima onorificenza sabauda
nei secoli. In questi tormentati
anni del secolo XVIII la devozione dei duchi è focalizzata
sulla Madonna come provano
i tipi monetali del periodo destinati a divulgare l’immagine
della casata. Nel 1637 il duca
Francesco Giacinto sotto la
reggenza della madre Cristina
di Francia riproduce la Madonna dei Fiori di Bra sul pezzo da 8 scudi d’oro, una delle
più importanti coniazioni di
ostentazione dell’intera storia
di Casa Savoia. La rappresentazione sarà ripetuta a partire
dal 1641 dal fratello Carlo
Emanuele II sempre sotto la
reggenza della madre Cristina
di Francia. Dal 1743 Carlo
Emanuele III rappresenta la
scena detta della Santissima
Annunziata sulla serie degli
zecchini d’oro.
La Sindone, l’antico lenzuolo
funerario che secondo la tradizione religiosa e popolare i Savoia hanno acquisito a Ginevra nel 1454 per farne discendere la propria legittimazione,
sul modello della casa regnante francese che lega il proprio
potere a quella che si ritiene la
corona di spine della passione,
non è più uno dei primi oggetti dell’attenzione ducale.
Vittorio Amedeo II si limita a
proteggerla in sordina. Durante l’assedio dei francesi la allontana insieme alla famiglia
ducale che fugge a Cherasco, a
Oneglia e a Genova per ritornare appena il pericolo è
scampato.
Oggi la Venaria Reale restaurata è sede di mostre di grande
richiamo. Dal 28 novembre
2009 all’11 aprile 2010 ospita
la mostra “Cavalieri. Dai Templari a Napoleone”. Tra i reperti di maggior pregio è
esposto il coperchio di legno
di una cassa ritrovato tra i materiali di reimpiego del tetto di
quella che fu una caserma di
questo ordine religioso militare nel villaggio inglese di Templecombe, nel Somerset in Inghilterra. Le dimensioni corri-
Da sabato 10 aprile a domenica 23 maggio la Sindone sarà nuovamente esposta al pubblico a Torino. È la decima
ostensione nella storia: la prima risale al 1578, l’ultima è di dieci anni fa, quando quasi due milioni di visitatori, di
ogni parte del mondo, sono arrivati nel capoluogo piemontese. L’ostensione della Sindone rappresenta un avvenimento che va ben al di là del significato religioso, rivestendo un’importanza culturale e storica che non può non coinvolgere anche il mondo laico e l’intera comunità civile. Nel duemila era stato prezioso l’impegno dei volontari: oltre 3.200
uomini e donne di tutte le età hanno offerto la loro disponibilità per 93.512 ore, svolgendo servizio d’ordine, accompagnando disabili e anziani, accogliendo i pellegrini. Di fronte a una simile mobilitazione, il Rotary non può disertare
questo appuntamento che si svolge nel cuore del Distretto 2030. Il Governatore Alessandro Pastorini sta mettendo a
punto le modalità perché il Distretto sia protagonista dell’avvenimento.
La Sindone, l’ostensione a Torino
e l’impegno del Distretto rotariano
spondono esattamente a quelle della Sindone ripiegata in
otto su se stessa. Vi è dipinto
un volto al centro di una decorazione a fiori di giglio di tipo francese. Secondo gli specialisti, sarebbe il coperchio di
un contenitore del Telo e proverebbe che esso fu davvero in
mani templari. Le fotografie
non rendono giustizia a questo volto. Visto da vicino, mostra la capigliatura abbondante, l’ampia fronte, uno spazio
aperto tra le sopracciglia, la
bocca dalle grandi labbra leggermente storta, con baffi e
barba che ricordano veramente da vicino il volto della Sindone.
La Sindone è un ampio lenzuolo funerario rettangolare di
lino delle dimensioni di oltre
4 metri e della larghezza di oltre 110 centimetri con una
lunga cucitura che corre a una
decina di centimetri dal margine superiore di cui mancano
i due angoli estremi. È un tessuto di lino a spina di pesce,
con bande di circa un centimetro. Vi si osservano, accostate per il capo, l’impronta
anteriore e posteriore del cadavere di un uomo di alta statura, di armonica complessione
che riproduce un tipo semitico familiare. In questi giorni i
media che per ragioni di attualità illustrano ambienti e
popolazioni dell’interno della
penisola arabica mostrano soggetti di questa costituzione. È
un cadavere che mostra le lesioni che i Vangeli riferiscono
della passione e della morte di
Gesù: da flagellazione, distribuite su tutto il corpo, volto
compreso, tranne che agli
avambracci e alle mani; da applicazione di una corona di
spine, da trasporto sulle spalle
del patibolo, il braccio orizzontale della croce, da inchiodamento alle mani e ai polsi
per crocifissione. Vi si rileva
inoltre una ampia ferita all’emitorace destro da cui sgor-
Il mistero dei
Templari
La chiesa di Santa Maria a Templecombe retta dai Cavalieri
Templari fino al 1311. Tra i reperti di maggior pregio della mostra
“Cavalieri. Dai Templari a Napoleone” a Venaria Reale c’è il
coperchio di legno di una cassa ritrovato tra i materiali di reimpiego
del tetto di quella che fu una caserma di questo ordine religioso
militare nel villaggio inglese di Templecombe, nel Somerset in
Inghilterra. Le dimensioni corrispondono esattamente a quelle della
Sindone ripiegata in otto su se stessa. Vi è dipinto un volto al centro
di una decorazione a fiori di giglio di tipo francese. Secondo gli
specialisti, sarebbe il coperchio di un contenitore della Sindone e
proverebbe che il Santo Telo fu davvero in mani Templari.
ga un sangue cadaverico, “disiserato” nella parte sierosa e in
quella cellulare.
Le ricerche scientifiche su
questo lenzuolo sono iniziate
nel 1898 quando le prime fotografie, evidentemente in
bianco e nero, eseguite da Secondo Pia dimostrarono che le
immagini contenute nella Sindone hanno un carattere negativo. Questo significa che esse
appaiono in positivo sul negativo fotografico. Le fotografie
nel bianco e nero sono state
ripetute con una apparecchiatura molto più perfezionata e
con lastre ortocromatiche nel
1931 quando sono state ottenute delle foto estremamente
dettagliate che hanno costituito la base la ricerca fino ai nostri giorni. La Sindone è stata
fotografata a colori. Le immagini più perfezionate sono
quelle ufficiali dell’ostensione
del 1998 e poi ancora nel
2000 da Gian Durante.
Lo studio dell’originale e la
vati i pollini di una sessantina
di piante diverse. Una quarantina sono di provenienza medio orientale. Sono il Cistus
creticus, un piccolo arbusto indigeno delle aree desertiche siro-palestinesi, la Gundelia
tourneforti che fiorisce in primavera nell’area tra Gerusalemme ed il Mar Morto ed infine un tipo particolare di cappero locale, lo Zygophyllum domusum. L’unica area del mondo in cui queste tre piante crescono insieme è il territorio
che comprende Gerusalemme
ed Ebron. Sono stati inoltre
ritrovati i pollini di due piante
delle steppe anatoliche in cui
si trova la città di Urfa, oggi
Edessa, e di una terza specie
botanica, l’Epymedium pubigerum caratteristica di Costantinopoli e dei suoi dintorni.
L’identificazione pollinica
conferma totalmente la tradizione secondo la quale la Sindone sarebbe stata trasportata
in un antico passato da Geru-
Pierluigi Baima Bollone, Presidente del RC Torino,
direttore onorario del Centro internazionale di Sindonologia
valutazione comparativa delle
fotografie permette di valutare
in ogni dettaglio antropologico, anatomopatologico e medicolegale. Dalle lesioni fuoriescono abbondanti tracce da
sempre ritenute di sangue trasferitosi sul lenzuolo per contatto diretto con la cute del
cadavere. Nel 1978 mi è stato
concesso di prelevare alcuni
campioni sui quali ho scientificamente dimostrato che si
tratta effettivamente di sangue
conservatosi per la commistione con aloe e mirra e che è
sangue umano di gruppo AB.
Ho anche promosso con le
prime ricerche del DNA che
hanno accertato il sangue appartiene a un maschio ed è
contaminato di DNA femminile. Quest’ultimo è chiaramente riferibile ai molti soggetti di sesso femminile che
con ogni attendibilità parteciparono alla filatura e alla tessitura e alle altre donne che ebbero più volte a riparare il reperto nel corso dei secoli.
Sulla Sindone sono stati ritro-
salemme nella città di UrfaEdessa per essere poi trasferita
a Costantinopoli.
Che il volto della Sindone fosse conosciuto nei secoli centrali del primo millennio ha
un’importante conferma numismatica. Nel 691-692 l’imperatore bizantino Giustiniano II favorisce la decisione del
Concilio Trullano o Quinisesto he dispone che Cristo venga rappresentato come uomo e
non più con simboli come avvenuto fino ad allora. In ossequio a tali disposizioni conciliari fa rappresentare per la
prima volta con impressionante realismo il volto di Gesù
che vediamo sulla Sindone.
Poiché è un originale e non
una copia se ne trae il ragionevole convincimento che già all’epoca fosse ben conosciuto.
Quanto poi al passaggio da
Edessa a Costantinopoli, sappiamo che nel 670 è conservato nella chiesa di Santa Sofia
di Urfa il Mandylion che in
aramaico, greco e arabo ha il
significato della moderna pa-
rola di foulard. Vi sono indizi
per pensare che il Mandylion
fosse proprio la Sindone ripiegata quattro volte su se stessa e
sistemata in un reliquiario che
ne lasciava vedere soltanto il
volto.
Nei quattro secoli tra il 544 ed
il 994 la notorietà del Mandylion si diffonde a tutto l’impero di Bisanzio. L’autorità centrale non può ignorarlo. L’imperatore Romano I Lecapeno
(920-944) nell’ultimo anno
del suo regno invia il generale
Giovanni Curcas che con un
breve assedio costringe la città
a cedere il reperto. Con un
viaggio trionfale l’immagine
viene portata a Costantinopoli
dove giunge il 15 agosto. Vi
rimarrà per secoli, sino al saccheggio della città da parte
delle armate della IV Crociata
del 1204.
Da allora, per circa un secolo
e mezzo, non se ne sa più nulla e una delle ipotesi è che sia
caduta nelle mani dei Templari che l’hanno gelosamente
conservata per circa cent’anni
sino allo scioglimento dell’ordine disposto da Filippo II
agli inizi del XIV secolo. Per
questa ragione il pannello di
Templecombe da cui siamo
partiti potrebbe essere significativo.
Difficile, salvo scoperte oggi
imprevedibili, che si possano
trovare riscontri diretti di questa ipotesi che non è certo
l’unica per giustificare l’arrivo
del lenzuolo in Europa. Sta di
fatto che intorno alla metà del
XIV secolo essa compare a Lirey in Champagne, delle mani
della famiglia Charny. Il 22
marzo 1453 l’ultima erede
Margherita la cede certo non
disinteressatamente al Duca
Ludovico di Savoia e alla sua
consorte Anna Licipro. Da allora resta di proprietà della
Casa di Savoia per ben 530
anni, che agli inizi del XVI secolo la collocano a Chambery,
in una cappella all’interno del
Palazzo Ducale costruita appositamente.
La notte tra il 3 ed il 4 dicembre 1532 un incendio di notevoli proporzioni distrugge la
cappella, fonde il reliquiario in
cui è conservato il prezioso
lenzuolo piegato su se stesso in
32, ne pirolizza un angolo e
ne strina un margine. Nel
1534 si devono far eseguire lavori di riparazione alle Suore
Clarisse di Chambery che applicano grandi toppe sulle perdite di sostanza principali e
applicano il lenzuolo originale
su una tela di supporto di lino
proveniente dall’Olanda. Nel
1578 Emanuele Filiberto tra-
sporta la Sindone a Torino per
rendere omaggio a Carlo Borromeo che la vuole raggiungere a piedi da Milano, per sciogliere il voto che ha fatto durante la grande peste del
1576-77. In realtà il trasferimento, che diverrà definitivo,
fa parte del progetto di fare di
questa città la capitale del Ducato. Nel 1694 la Sindone viene trasferita nella cappella
commessa all’abate Guarino
Guarini sita tra il Duomo e il
Palazzo Reale e sistemata alla
sommità dell’altare centrale,
opera di Antonio Bertola,
dentro una preziosa cassetta.
La Sindone non abbandonerà
più la capitale sabauda se non
per il breve tempo durante
l’assedio della città del 1706 di
cui ho già detto e poi ancora
durante il secondo conflitto
mondiale tra il 1939 ed il
1945. Questa volta il progetto
iniziale è quello di sistemarla a
Montecassino dove sarebbe
andata inesorabilmente distrutta a seguito dei bombardamenti che hanno distrutto
l’abbazia. Dietro suggerimento
di Pio XII viene invece sistemata nell’abbazia di Montevergine presso Avellino di dove ritorna indenne a guerra finita. Nel 1983 muore a Ginevra Umberto II, ultimo re
d’Italia nel maggio 1946, che
la lascia per legato testamentario alla Santa Sede.
Nel 1988 viene eseguito un
tentativo di radiodatazione
con il C14 i cui risultati non
hanno resistito alle critiche. La
notte tra l’11 e il 12 aprile
1997 un incendio di vaste
proporzioni divampa nella
cappella del Guarini sita tra il
Duomo e il Palazzo Reale di
Torino, ma come tutti sanno
la Sindone ne esce indenne. Il
trasferimento di proprietà ha
facilitato l’ostensione del 1998
e quella del 2000. La prima ha
richiamato l’afflusso di oltre
due milioni e mezzo di persone provenienti da ogni parte
del mondo che si erano prenotate e di altre 350.000 giunte
a Torino senza preavviso. Nel
2000 i visitatori sono stati circa un milioniee mezzo ai quali
vanno aggiunte circa 250 mila
persone senza prenotazione.
Dopo delicati e provvidenziali
lavori di riparazione del 2002
con asportazione delle toppe
applicate nel 1532 e sostituzione della tela di supporto, è
conservata distesa in un apposito contenitore in una cappella laterale del Duomo. Siamo
così giunti all’ostensione che si
terrà tra l’8 aprile e il 23 maggio di questo 2010 con l’annunciata visita di Benedetto
XVI il 2 maggio.
Il significato è quello di offrire
ai visitatori, che si preannunciano numerosissimi, ed al resto del mondo attraverso i media, l’immagine sensibile di un
volto e di una sofferenza che
hanno cambiato la storia. Nessun pannello di Templecombe, che beninteso pur colpisce
il visitatore di Venaria, e nessuna altra immagine proveniente dal profondo passato
delle nostre radici religiose e
culturali può mettere di fronte
l’uomo a se stesso come la Sindone.
Pierluigi Baima Bollone
Rotary Torino
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Centomila euro per l’Abruzzo
Resoconto del Fondo Solidarietà
l Fondo di Solidarietà del
Distretto 2030, ideato nel
1998 dall’allora Governatore Giuseppe Capone, per
sovvenire persone che venissero a trovarsi in condizioni di
emergenza a causa di calamità
naturali abbattutesi sul territorio nazionale, non è rimasto
sordo e indifferente alla tragedia che nell’aprile scorso ha
devastato l’Abruzzo.
Il Governatore Ermanno Bassi
aveva subito fornito ai Club
una prima informativa circa la
possibilità d’intervento a favore delle zone colpite dal terremoto, al fine di concentrare
l’aiuto dei Rotariani italiani su
un obbiettivo comune, ben
determinato e condiviso, evitando dispersioni e rischi gestionali.
Si scelse, come è noto, l’Università dell’Aquila, centro propulsore dell’economia e della
cultura della Regione.
La somma raccolta dai Club
del nostro Distretto al
30.06.09 ammonta a 86.529
euro.
Ebbene, i gestori del Fondo anziché indirizzarsi verso altri
obiettivi - hanno ritenuto più
razionale e più utile “irrobustire” il contributo del nostro
Distretto portandolo - con un
versamento di 13.471 euro - a
100 mila euro, che il P.D.G.
Bassi ha accreditato al collega
“L
a Befana vien di
notte con le scarpe
tutte rotte…” ma
questa volta per il Rotary ha
fatto un’eccezione. Infatti la
consegna dei regali ai piccoli
degenti che non hanno potuto
lasciare l’Ospedale nemmeno
nei giorni di festa, è stata fatta
nel giorno dell’Epifania nel reparto di Neuropsichiatria all’Istituto Giannina Gaslini da
un nutrito gruppo di rotariane
del Club Golfo di Genova, vestite a “festa” per l’occasione.
E per la “donna” rotariana,
con la sua naturale vocazione
a fare del bene, cominciare
l’anno vestita da Befana, in
mezzo ai piccoli del Gaslini,
portando loro amicizia, gioia
e un sorriso… può
essere considerato un buon
inizio.
Quanta gioia, quanto
stupore,
quante Befane tutte insieme intorno
a quei piccoli
fanciulli con gli occhi felici. Strappare la
carta, aprire i regali, regali donati per il piacere di donare,
come il dono di “servire”, per
un rotariano, uomo o donna
che sia, è forse il modo più significativo per celebrare la festività dell’Epifania.
“Il Rotary - spiega Adriana Parodi segretario del Rotary
Club Golfo di Genova e responsabile del progetto Gaslini - è un’associazione mondia-
Giorgio Splendiani, Governatore del Distretto 2090.
Nel contempo al Fondo è pervenuta una richiesta di aiuto
per 2 mila euro da parte del
RC Torino Sud Est, indispensabile a completare la somma
necessaria per ricostruire l’ambulatorio medico per gli anziani della casa di riposo di
Rocca di Mezzo, in provincia
dell’Aquila, distrutta dal terremoto. Il Fondo ha accolto la
richiesta - consentendo così al
Club di portare a termine il
suo programma - anche in
considerazione delle particolari caratteristiche dell’operazione, rispondenti appieno ai criteri che ispirano i suoi interventi.
Il Club, infatti, annovera fra i
suoi Soci il dottor Sergio
Sgambetterra, responsabile del
compartimento medico della
Protezione Civile all’Aquila,
che è stato interessato al progetto in questione e che, molto opportunamente, ha pensato di coinvolgervi il suo Club.
Anche in questo caso, quindi,
gestione “rotariana” dell’operazione, con tutte le garanzie
del caso.
Con i due sopra illustrati, salgono così a sei gli interventi
finora effettuati dal Fondo che
rapidamente riepiloghiamo.
21-11-2000
Lit. 20.000.000 = € 10.329,00
a favore dell’ASILO CARLETTI di Chiavasso per il ripristino
dei locali distrutti dall’alluvione che colpì l’Italia N.O. nell’autunno 2000 (segnalazione del RC CHIVASSO)
21-11-2000
Lit. 20.000.000 = € 10.329,00
a favore della CASA PARROCCHIALE di LOCANA per rifacimento arredi dell’oratorio distrutto dall’alluvione suddetta (segnalazione del RC CUORGNÈ - CANAVESE)
22-10-2003
€ 15.000,00
consegnati - tramite il PDG PRAITANO del Distretto 2090 ad una famiglia di S. CROCE A MAGLIANO (CB) rimasta
priva di abitazione e lavoro a causa terremoto del MOLISE
3-10-2008
€ 20.508,00
a fronte del pagamento di fatture relative all’acquisto di attrezzi,
arredi, ecc. destinati ad aziende e famiglie gravemente danneggiate dall’alluvione che colpì le VALLI CHISONE - PELLICE e
GERMANASCO nella primavera del 2008
Il Fondo esiste, è utile, è efficiente, non presenta addebito di costi, è a disposizione di tutti i Club.
È soprattutto, uno strumento
rotariano, che opera con spirito rotariano, che realizza
l’ideale rotariano del servizio.
Gli interventi sino ad oggi effettuati ci confermano che gli
euro raccolti arrivano tutti a
destinazione, senza perdite di
sorta lungo il tragitto, perché
si cerca di percorrerlo esclusivamente in ambito rotariano,
avvalendosi della collaborazione, preziosa e disinteressata, di
amici rotariani. Per sopravvivere però, e per operare il Fondo ha bisogno di linfa, ossia di
denaro. Finora le sue fonti di
alimentazione sono state il Di-
Donare un sorriso è un buon inizio di anno nuovo
Tra i bambini del Gaslini
arriva la Befana rotariana
le di imprenditori e professionisti, di entrambi i sessi, che
prestano servizio umanitario,
che incoraggiano il rispetto di
elevati principi etici nell’esercizio di ogni professione e che
si impegnano a costruire un
mondo di solidarietà, di amicizia e di pace. In sintesi, è il
piacere di stare insieme per
rendersi utili, donare competenza, tempo, disponibilità”.
Il Rotary è ben più di un
pranzo e di qualche
riunione. Se la
percezione
dell’opinione
pubblica vede il Rotary
come
un
Club di persone anziane,
capaci solo di
vivere nel passato, la realtà è quella
di un’associazione diversa
e vitale, formata da professionisti con una grande varietà di
interessi e votati al servizio.
Programmi e progetti di servizio come la fame, la sete, la
Polio Plus, nata come progetto
rotariano italiano, l’educazione nelle scuole e la lotta contro l’AIDS, non certo per lodarsi o autocelebrarsi, ma per
far conoscere a tutte le persone che ne sono esterne, cosa in
Le rotariane del Golfo di Genova vestite da Befana
portano i regali ai bambini ricoverati all'istituto
pediatrico Giannina Gaslini nel giorno dell'Epifania
realtà il Rotary sia e come
operi.
Il Rotary ha in sé una forza
straordinaria perché esprime
una sorta di “capitalismo evoluto” permettendo cioè a chi è
ricco di esperienza e/o di denaro, di restituire alla Società
quello che la Società gli ha
permesso di acquisire grazie ai
suoi meriti e alla fatica.
Tanti sono stati i progetti che
il Rotary ha realizzato a Genova e, solo per citarne alcuni
vorremmo ricordare: il progetto “Dopo di noi” per l’acquisto di attrezzature, per l’allestimento di nuove residenze protette e la ristrutturazione dell’Istituto David Chiossone, i
contributi all’Associazione San
Marcellino a favore dei senza
tetto del Centro Vincenziano
Diamante che opera nel quar-
stretto e alcuni Club (quattro,
per l’esattezza, di cui peraltro
solo uno in forma continuativa).
Se tutti i Club ne rammentassero l’esistenza e, ogni tanto,
facessero affluire nelle sue vene (leggi: c/c 134410 presso
Ag. 15 di Genova del Banco
tiere Begato a favore delle famiglie disagiate, o una barca
da voga per i disabili dell’Istituto Acquarone, gli aiuti alla
Croce Bianca di Bolzaneto e a
quella genovese, e, per il Centro Storico, alle Associazioni
La Zanzara e la Stiva.
Per non parlare di quanto i
Rotary genovesi fanno per i
paesi del Terzo Mondo sia con
aiuti umanitari di medicine,
vestiario, generi alimentari o,
recandosi a proprie spese sul
posto, contribuire all’istruzione o alla formazione di personale medico e paramedico
partecipando attivamente alla
stessa costruzione di ospedali e
all’allestimento di sale operatorie.
Ogni programma di inserimento parte da uno studio,
dalla collaborazione di menti
intelligenti, dall’aggregazione
spontanea di teste, cuori e tasche e si esprime poi concretamente nel raggiungere l’obiettivo prefissato, molto spesso
con la partecipazione, in prima persona, degli stessi Soci.
Essere rotariano è un lavoro di
anima e di storia che ti collega
al futuro e qualifica il tuo presente.
“Purtroppo nel Rotary - conclude Adriana Parodi - ci sono
poche donne e pochissimi
giovani, e questo toglie a volte
intuizione, concretezza e sveltezza. Le donne poi contribuirebbero con quelle dosi di intuizione e concretezza che a
volte mancano agli uomini
così formali e astrattamente
razionali”.
Popolare, Iban: IT 13 X
05164 01415 000 000
134410) qualche goccia di euro, quante cose potrebbe fare
nei momenti sempre tragici
del bisogno: 100 € all’anno
per 80 = 8.000 €!
La goccia diventa un fiume.
I gestori del FONDO
Giorgio
Groppo
nel CNEL
G
iorgio Groppo
(nella foto), Past
President del Rotary Club Bra e Presidente
della Commissione Distrettuale Volontari del Rotary 2008/2009, Consigliere nazionale Avis è stato
nominato componente dell’Osservatorio nazionale
del Volontariato in seno al
CNEL (Consiglio nazionale economia e lavoro) insieme con Rmanuele Alecci
del Movi, Carlo Laghidi
del Banco Alimentare,
Fausto Casini dell’Anpas e
Gabriele Brunini delle Misericordie d’Italia.
Il nuovo CNEL entrerà in
funzione nella primavera
2010 dopo la designazione
dei componenti da parte
di tutti gli enti designanti
e durerà in carica cinque
anni.
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Non può esserci innovazione e successo
senza compassione sociale e amore
segue dalla prima
Rekha Shetty, in abito verde, con altri Rotariani indiani
in occasione di un service per disabili
l’opportunità di usare strumenti metodologici che insieme arricchiscono la sfera individuale
e contribuiscono ai risultati positivi dell’azienda. C’è inoltre
una proficua tendenza a diffondere questo spirito a tutti i livelli della compagine operativa,
in modo che la missione sia interpretata in maniera pervasiva
da tutte le espressioni aziendali,
dalle istanze operative più semplici a quelle strategiche del top
management. Infatti, secondo
Rekha, i paradigmi aziendali
nella particolare situazione di
cambiamento che la globalizzazione propone e talvolta impone, vengono visti sempre alla
luce di principi e contenuti legati alla fertile convivenza ed al
successo di comportamenti sociali rispettosi della libera concorrenza dei talenti, tesi al servizio della creatività e dell’innovazione dell’impresa ed insieme
al progresso bilanciato della società in cui viviamo. Innovazione significa anche profonda
trasformazione e capacità di
adeguarsi in maniera vincente a
condizioni variabili che investono tutti gli aspetti del business, talvolta in modo burrascoso ed improvviso.
Sembra che il mondo che ci
circonda sia destinato a muoversi con una velocità e con
una accelerazione sempre maggiori ed in questo processo di
trasformazione mutano allo
stesso tempo le risorse umane e
finanziarie, i prodotti, i materiali, le macchine, i metodi e i
mercati. Non è sufficiente però
riconoscere la necessità, talvolta
impellente, di cambiare, ma è
necessario operare i cambiamenti con tempestività ed in
maniera efficace in modo che
non si verifichino inutili sprechi di energia e dannosi quanto
perniciosi conflitti fra le risorse
umane dell’azienda. La decisione di cambiare rotta e di rinunciare alla comodità talvolta ineludibilmente attraente dello
status quo è nelle mani di ciascuno di noi e siamo noi, quindi, gli artefici principali dell’innovazione, ma senza alcun
dubbio ci sono un numero
quasi illimitato di sfide in questo arduo cammino. Appunto
per vincere queste sfide e superare gli ostacoli che si frappongono al successo dell’impresa è
necessario affidarsi a metodologie che risveglino lo straordinario potere della mente e delle
emozioni, aiutando a liberare la
capacità umana di adattarsi con
profitto a condizioni differenti.
Fermarsi, afferma Rekha Shetty
nel suo libro, è la via più veloce
per retrocedere in un mondo
che cambia così velocemente.
Primi concreti passi verso l’innovazione di successo sono: la
capacità creativa di un’azienda
e la strategia organizzativa mirata che lasci posto a nuove
idee e soprattutto al loro libero
sviluppo all’interno della comunità aziendale. Uno degli
strumenti assolutamente necessari alla fertilizzazione innovativa è la presenza, nella strategia
aziendale, di iniziative e programmi di largo respiro in cui
il lungo termine a cui queste
sono legate possa permettere lo
sviluppo, il consolidamento di
nuove idee e la loro affermazione oltre i confini dell’impresa,
nella più vasta arena del mercato. L’innovazione, il momento
magico della scoperta sono
sempre il risultato di anni di
osservazione e di riflessione. All’ispirazione che accompagna
questo processo virtuoso devono spesso aggiungersi una dedizione ed un impegno straordinari, oltre che una metodologia
e una disciplina specifiche al
settore oggetto di cambiamento. Per stimolare il processo innovativo sono necessarie da
parte del management doti di
leadership e visioni illuminate
oltre a livelli molto alti di collaborazione e di motivazione
aziendale. Il compensare adeguatamente l’efficienza del lavoro individuale e di team e soprattutto premiare l’eccellenza
aiutano a creare quell’atmosfera
magica in cui fioriscono e proliferano le idee creative. Concentrarsi sulle esigenze del
cliente può agevolare una strategia di scrupolosa attenzione
ai messaggi che il mercato invia
alla compagine dell’impresa.
Secondo Rekha Shetty il processo che conduce al momento
magico della scoperta dell’innovazione vincente può suddividersi in cinque fasi: definizione del problema; generazione
dell’idea; incubazione; analisi; e
implementazione. Anzitutto
per sviluppare un’atmosfera che
alimenti creatività è necessario
separare il momento della generazione di idee al momento
della loro analisi dettagliata.
Il primo passo che caratterizza
l’approccio Mindspower è la
creazione di un clima positivo,
in cui i membri del team possano trovare un ambiente che
ispiri fiducia, susciti libertà di
emozioni ed esprima apertura
mentale e inventiva.
Questo clima di positività viene generato da apposite attitudini del carattere ed atteggiamenti che si estrinsecano e si
manifestano in varie espressioni
del linguaggio verbale e non
verbale.
Il clima di lavoro rappresenta
una fase critica nei confronti
della creatività necessaria alla
concezione e alla generazione
di idee innovative. Molti sono
gli ostacoli che si incontrano a
livello di team nella condivisione di idee innovative. Infatti
parecchi manager sono portati
a mantenere lo status quo e sono fiduciosi quando riescono a
affermare i limiti di alcune soluzioni e di alcune idee in gestazione più che valutarne apertamente e sinceramente le possibilità di successo. Il vantaggio
principale dell’approccio Mindspower è quello dello stimolare nuovi modi di pensare e di
permettere l’esplorazione di
nuove visioni e prospettive per
l’azienda. Ed è anche quello di
riconoscere in modo inequivocabile che il cambiamento non
è qualcosa che vive nella possibile fase descrittiva e cartacea,
ma deve essere interpretato da
opportune misure organizzative
che influenzino i processi produttivi. L’approccio creativo è
anche facilitato da una maggiore attenzione ai suggerimenti
ed alle raccomandazioni dei
clienti e dei fruitori dei prodotti e dei servizi dell’azienda. La
ricerca e sviluppo accompagna
infatti tutte le fasi della creazione e della commercializzazione
di questi prodotti o servizi. In
un ambiente creativo ciascun
membro deve vivere la libertà
di espressione lasciando molto
spazio all’intuizione ed all’orgoglio personali. Occorre concedere libero sfogo alla parte positiva che convive in ognuno
dei membri in modo che questa attitudine virtuosa permei
lo stile comune di collaborazione e si rifranga in maniera creativa sulla psicologia di lavoro
del gruppo. Utile allo scopo è
la considerazione delle nove
emozioni (nava rasas) tipiche
della antica filosofia indiana
che in fondo sono alla base del
miglioramento della qualità
della vita. Fra queste è l’attitudine altruistica di considerare il
benessere del prossimo una delle maggiori cause della felicità
individuale e di lavorare seriamente per raggiungere questo
nobile obiettivo. Associazioni
di volontariato come il Rotary
sono veicoli insostituibili per
alimentare questo spirito di
coesione e di compassione Sociale. L’amore in tutte le sue valenze, il sorriso e la serenità
estesi ai rapporti di lavoro, il
coraggio imprenditoriale nelle
scelte aziendali e la capacità di
meravigliarsi e di gioire di fronte alle espressioni della natura
sono le fonti inesauribili di
energia positiva mentre l’odio,
il timore, l’ansia, l’antagonismo, la negazione e la paura
contribuiscono a creare una
barriera negativa allo sviluppo
di un’atmosfera creativa ed al
raggiungimento di risultati tangibili. Infatti sono proprio le
emozioni e il modo di agire in
gruppo sotto la loro influenza
che caratterizzano la positività
di un ambiente creativo ed insieme generano l’antidoto alle
attitudini negative che inevitabilmente si sviluppano in un
contesto competitivo di team.
È chiaro come l’era dell’individuo, attraverso le varie evoluzioni che sono sfociate nel vasto utilizzo dei Social Network,
sia stata rimpiazzata dalla diffusione sempre più incisiva delle
aggregazioni, delle reti, delle
connessioni e della epoca di
tutti coloro che sono versati
nello spirito di gruppo. E questo è solo l’inizio. Il mondo
della connettività spaziale e
temporale ha sostituito il concetto della genialità dell’individuo solitario e sovrano. La collaborazione e la condivisione
sia degli obiettivi che del percorso per raggiungerli sono diventate le caratteristiche fondamentali della elaborazione e
della gestione dei progetti. In
fondo si tratta di aderire a una
legge naturale che lega tutti gli
elementi e gli esseri viventi della terra in una comune espressione di interdipendenza e di
connessione. Identificare e formulare il problema in maniera
appropriata è la parte più impegnativa e difficile nello sforzo
creativo. Molto spesso si rincorrono obiettivi legati a scelte
di fondo che sono sbagliate e si
investono ulteriori risorse per
non voler ammettere l’errore
iniziale. È importante coinvolgere tutti i componenti della
squadra in questa delicata fase
di partenza. Passando alla generazione delle idee è opportuno
notare come si possano individuare buone idee che provengono anche da campi non legati al settore in cui l’azienda
opera. L’analisi e l’uso di metafore possono aiutare a fruire di
similitudini “creative” e a svelare aspetti ignoti del problema.
Ne deriva la necessità di comportamenti adeguati e non necessariamente simili a quelli
suggeriti dalla cultura aziendale. Dopo aver investito tempo
raccogliendo fatti riguardanti il
problema e generando in piena
libertà idee di soluzioni possibili è utile passare tempo nella fase di incubazione, cosiddetta
perché gli individui abbandonano la sostanza specifica del
problema e si lasciano guidare
dal proprio subconscio nella
valutazione del lavoro svolto e
nella possibile scoperta di nuove vie. Le leggi della gravità furono scoperte da Newton proprio in questa fase del processo
creativo. Kekule, dopo anni di
tentativi di individuare la molecola del benzene, pare abbia
scoperto il famoso anello del
benzene dopo aver sognato un
serpente che cercava di addentare la propria coda.
La fase finale del processo è
l’implementazione che rappresenta la parte più impegnativa
della sfida dell’innovazione. A
questo punto ogni azione impegna tempo prezioso e costi
non trascurabili per cui è necessario stabilire una roadmap
precisa, fatta di iniziative concrete, che sfoci in una completa
analisi dei risultati misurabili e
dell’impatto specifico di ciascuna soluzione sulle prestazioni
aziendali, in termini di aumento di fatturato, di diminuzione
dei costi, di incremento della
soddisfazione del cliente o della
motivazione delle risorse umane impegnate nel progetto. In
fondo il successo di una organizzazione alle prese con una
soluzione innovativa si individua facilmente attraverso i tradizionali indici che determinano l’impatto misurabile sulla
efficienza aziendale. È utile ricordare alcune attività ed attitudini aziendali essenziali alla
riuscita del processo creativo e
di una efficace e concreta iniezione di innovazione in un processo comunque complesso e
cioè:
• esecuzione corretta delle cose
giuste attraverso opportuna
formazione delle risorse, otti-
mizzazione dei processi, miglioramento della qualità, motivazione e promozione dell’eccellenza, cooperazione al posto
di concorrenza.
• Eliminazione delle funzioni
duplicate o ridondanti, di inutili livelli di responsabilità,di
varie inefficienze di sistema.
• Miglioramento persistente ed
ottimizzazione dei processi esistenti.
• Imitazione e conferma di processi che si sono rivelati virtuosi.
• Esecuzione eccellente di progetti non affrontati da altri.
• Accoglimento di idee volte al
miglioramento dei processi.
• Enfatizzazione dei fattori legati alle risorse umane.
• Riconoscimento e promozione dell’eccellenza nell’esecuzione.
• Interazione continua con il
mercato ed i clienti.
• Investimenti coerenti in ricerca e sviluppo.
• Attitudine ad affrontare livelli
di rischio calcolabili e calcolati.
• Risorse ed energia disponibili
alla promozione della creatività.
Innovazione non è necessariamente terreno per geni o per
fenomeni intellettuali: è una
disciplina aziendale che si basa
su attitudini che devono essere
perseguite con piani a lungo
termine, con fiducia ed impegno attraverso tutta l’organizzazione e che devono permeare
virtualmente tutte le funzioni
più vitali dell’impresa.
L’innovazione, la traccia evidente nel cammino del successo, è il prodotto dell’impegno e
dell’ingegno umani. La tecnologia può essere solo uno degli
elementi abilitanti. Essenziali
sono la disciplina di approccio
manageriale e l’attitudine di
leadership che, unitamente alle
doti di un’organizzazione
aziendale aperta e illuminata,
producono quella magica atmosfera che permette una continua e persistente attività creativa ed insieme costituisce la
necessaria premessa al raggiungimento di benefici, virtuosi e
misurabili impatti sulla performance dell’impresa. In questo
mondo in corsa, dove pare siano dimenticati i principi etici
fondamentali dell’umana convivenza e dove tutte le raccomandazioni metodologiche
sembrano incitare a una competitività sempre più conflittuale ed aggressiva, la lezione di
Rekha Shetty arriva come una
salutare panacea. Richiama e
raccomanda infatti, principi
eterni come la compassione sociale, l’amore della felicità e
della pace e li riporta nell’arena
dei rapporti umani come elementi e requisiti fondamentali
alla creazione e alla alimentazione di un ambiente positivamente e realisticamente volto al
successo dell’impresa umana.
Solo così l’individuo, abbandonando la tradizionale e ormai
consueta solitudine del comando, potrà operare in un contesto creativo ed innovativo, lasciando una traccia importante
sul cammino del progresso.
Giorgio Bongiorno
RC Courmayeur-Valdigne
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Il Teatro di Torino per il RC Vercelli
Il RC Bra in Ruanda
combatte la poliomielite
I
n occasione della mia recente visita in Ruanda, alla
Missione di Mujanza, ho
partecipato all’avvio della
campagna di vaccinazione antipolio organizzata dal Ministero della Sanità e sotto l’egida degli Ospedali e dei Centri
di Salute del Ruanda. Tale
campagna, raccomandata
dall’OMS, si è resa necessaria
per il verificarsi di alcuni casi
di polio “di ritorno” in Congo, Uganda e Burundi, e pertanto è stata attuata anche in
tutte le cittadine ed i villaggi
vicini al confine di questi stati
interessati, coinvolgendo anche le Strutture di accoglienza
dei bambini. presenti sul territorio. All’inaugurazione della
campagna nel villaggio di Mu-
janza oltre alle Autorità civili e
religiose e a tutta la cittadinanza, erano presenti anche le
nostre Sorelle delle Piccole Figlie di San Giuseppe che gestiscono il locale Centro Nutrizionale della Missione di Mujanza, sostenuto dal Rotary
Club Bra nell’ambito del
“Progetto Africa”, e che hanno
contribuito ad organizzare
l’eventoNella mia qualità di
pediatra, presente presso la
Missione, sono stato invitato a
partecipare alle fasi di avvio
della “campagna” e alla sua
inaugurazione.
La magia del balletto
contro violenza e abusi
G
Le “gocce” che infondono speranza
Mujanza (Ruanda), novembre 2009
Sebastiano Cocuzza
rande successo per la
serata benefica promossa di recente dal
Rotary Club Vercelli e dal Balletto Teatro di Torino con la
collaborazione e il patrocinio
dell’Assessorato alla Cultura
del Comune di Vercelli. Per la
prima volta in Italia, da New
York direttamente a Vercelli, il
meglio delle produzioni del
repertorio della prestigiosa
compagnia di ballo, guidata
da più di trent’anni da Loredana Furno, è andato in scena
al teatro Civico. Ma lo spettacolo, dal titolo “Moving
Parts”, aveva prima di tutto
uno scopo di service: «L’iniziativa fa parte di un percorso
oggetto di un protocollo d’intesa siglato con la Provincia di
Vercelli, il Provveditorato agli
studi e il Comune di Vercelli.
Il protocollo prevede una serie
di azioni a favore della difesa
dagli abusi, soprattutto familiari, e si è tenuto conto delle
maggiori criticità negli interventi di lotta alla violenza: immediato allontanamento dal
luogo dove si subisce violenza
con ricovero in una casa protetta, assistenza che va dalla
medica alla legale, corsi formativi contro la violenza nelle
scuole vercellesi, obiettiva informazione pubblica sui diritti
di difesa, formazione del personale addetto ai centri di intervento», ha affermato Loredana Conti, Presidente del
Rotary Club Vercelli all’aper-
tura della serata. Il balletto, ha
aggiunto, «rappresenta il primo inevitabile passo di raccolta fondi, ma sottintende un
forte messaggio contro la violenza mediante l’arte come
espressione estetica di equilibrio e bellezza contro la barbaria». Il programma della serata
comprendeva tre creazioni firmate da Matteo Levaggi (il coreografo stabile della formazione) che hanno riscosso un
grande successo di pubblico e
di critica nel recentissimo tour
che ha visto la compagnia impegnata al noto Joyce Theater
di New York. Ha aperto la serata “solo”, sull’ipnotica musica di Arvo Part tradotta dal
coreografo in movimenti lenti
e sinuosi che legano i danzatori, immersi in un nero assoluto, quasi in una coreografia
che rammenta i movimenti ipnotici del tai chi. Come
un’esplosione di musica e di
colore, il secondo brano del
programma, “Partita”, che invadeva la scena coinvolgendo i
danzatori. La musica di Bach
faceva da supporto ad una
danza dinamica e vivace che
suggeriva, anche nei costumi,
un momento ludico in un gioco quasi ginnico dei cinque
solisti. A chiudere la serata
“Frames”, una creazione che
ha debuttato a New York. Il
gusto e l’ambiente suggerito
dagli estrosi costumi di Cikita
Z erano infatti assolutamente
newyorkesi. Il Balletto Teatro
di Torino vanta oltre trent’anni di attività e ha ridefinito la
propria immagine sulla linea
artistica di Levaggi, che usa il
movimento e la fisicità come
prima ragion d’essere della sua
danza. Nessuna storia da leggere, nessun “messaggio” da
cercare, ma solo una danza
che trova in se stessa la ragione
di essere, così come quando si
ascolta una sonata di Bach o si
contempla un’opera di Pollock.
Chiara Conti
Presidente della Commissione
Pubbliche Relazioni Rotary Club Vercelli
L’attesa
In mostra a Santa Margherita
le opere del service
“io ho quel che ho donato”
Gli obiettivi di sviluppo
dell’effettivo per il 2009/10
A
Un momento del balletto organizzato dal RC Vercelli
metà ormai trascorsa dell’annata rotariana, il Governatore Alessandro Pastorini ricorda
l’esigenza di una prima ricognizione del cammino percorso sulla via dello sviluppo
dell’effettivo rotariano dai Club del Distretto 2030.
Il Presidente Internazionale John Kenny ha illustrato con chiarezza gli obiettivi da raggiungere
nell’anno per soddisfare i requisiti per il Riconoscimento Presidenziale.
Per i Club 1) L’aumento netto di almeno un Socio; 2) Il mantenimento di almeno l’80% dei
Soci; 3) Certificazione del Governatore Distrettuale di almeno
due delle seguenti realizzazioni conseguite: a) Aumento della percentuale di qualificati Soci di sesso femminile; b)
Aumento della percentuale di qualificati Soci con
meno di 50 anni d’età; c) Immissione nel Club di
almeno un Socio già Alumnus/a del R.I. o della
R.F.; d) Aumento della diversità della compagine
associativa (classifiche, genere, età, etnia). Il
conseguimento di tutti gli obbiettivi deve essere
certificato dal Governatore.
Per il Distretto 1) Ogni Club del Distretto dovrà avere conseguito l’aumento netto di almeno
un Socio; 2) Ogni Club del Distretto dovrà avere
conservato almeno l’80% dei Soci di inizio anno;
3) Il Distretto dovrà contare almeno uno o due
nuovi Club. I risultati raggiunti dal Distretto dovranno pure essere certificati dal Governatore.
I Club dovranno sottoporre i risultati raggiunti al Governatore Distrettuale entro il 15 maggio prossimo. Il Distretto certificherà i risultati e li sottoporrà al Rotary International, insieme con i risultati conseguiti dal Distretto, entro il 22 maggio.
Tutti i Club e i Distretti che avranno conseguito gli obiettivi indicati riceveranno l’Attestato del
Presidente John Kenny: tra questi i Club e i Distretti classificati entro i primi 10 per i risultati
conseguiti riceveranno il Riconoscimento presidenziale nel corso del Congresso internazionale
di Montreal.
I
l RC Portofino ha allestito, presso l’Hotel Laurin
a Santa Margherita Ligure, una mostra dei disegni
che hanno partecipato al
Concorso “Il Futuro è nelle
Tue mani”.
L’iniziativa, promossa dalla
Presidente Ines Guatelli, ha
illustrato il lavoro fatto dai
giovani studenti degli istituti
artistici del Distretto 2030 e
promosso il Service “Io ho
quel che ho donato”, rivolto
ai bambini oncologici curati
e dall’ospedale Regina Margherita di Torino e dall’Istituto Giannina Gaslini di Genova.
Le opere realizzate dai giovani hanno permesso di realiz-
zare il calendario rotariano e
promuovere l’immagine del
service.
Il Concorso artistico rientra
nelle attività avviate e coordinate dalla Commissione
“Mondo della scuola”, di cui
è Presidente Alfredo Cammara. Il concorso ha coinvolto
gli studenti delle tre Regioni
del Distretto 2030 ed ha avuto molto successo. La premiazione delle opere vincitrici è avvenuta nell’aula magna
della Facoltà di Architettura
a Genova.
Alla manifestazione a cui
hanno presenziato, fra gli altri, il Governatore Alessandro
Pastorini, il Presidente della
Commissione “Mondo della
scuola” Alfredo Cammara, e
il preside di Architettura hanno partecipato gli studenti,
molti accompagnati e applauditi da amici e familiari, e
docenti degli istituti artistici.
Torneo tennis
L’
annuale torneo di tennis aperto a rotariani (e consorti), rotaractiani e Socie Inner
Wheel, come comunica Giorgio Bertolini, Presidente della Commissione Distrettuale Fellowship, si svolgerà presso il prestigioso Tennis Club Alba, sabato 5 e domenica 6 giugno.
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9
Consegnate le Borse di Studio della Lingua Inglese
O
rganizzata dal Rotary Club Chiavari Tigullio in collaborazione con The
New London School of English and Services di Chiavari, si è tenuta
presso il Gran Caffè Defilla di Chiavari la cerimonia di consegna delle
borse di studio per la lingua inglese, che dal 1994 premiano allievi meritevoli di
alcune delle scuole superiori del comprensorio. Le borse di studio permettono ai
beneficiari di frequentare gratis presso la London School un corso di lingua inglese. I candidati sono proposti dai professori e dirigenti scolatistici e i vincitori sono
selezionati da una commissione mista di professori e rotariani, guidata dal Socio
Adriano Rissetto, che ha selezionato gli allievi in base a criteri di profitto nello
studio e alla situazione economica delle loro famiglie.
Le borse 2009/10 sono state assegnate a: Gloria Chiappe e Roberta Tripoli (Istituto in Memoria dei Caduti), Martina Delucchi (Liceo Marconi), Daniele Gambetti (Liceo Delpino), Aldo Mortola (Istituto Liceti, Rapallo) e Pietro Trivisonno
(Liceo Da Vigo, Rapallo).
Durante la stessa cerimonia sono stati consegnati dal Presidente del Rotary Club
Chiavari Tigullio, Armando Rosi, i diplomi ai borsisti dell’annata 2008/09 che
hanno completato con successo il corso: Andrea Albanese e Carolina Senesi (Liceo Gianelli), Daniela Cascini (Liceo Delpino), Eleonora De Martini (Istituto in
Memoria), Rachele Pincino (Liceo Marconi) e Veronica Previti (Liceo Da Vigo,
Rapallo).
Franco Cavagnaro
A Pinerolo
“lo studio
è premiato”
Assegnati 21 premi di studio
del valore di 11.000 euro
a ragazzi del pinerolese
I
l Rotary Club di Pinerolo è presente da più
di 50 anni sia in campo internazionale che a
livello locale sul territorio con numerose attività di service a sostegno delle fasce più deboli
della popolazione, a favore della cultura e dell’arte, a sostegno dei giovani e degli anziani.
Proprio a favore dei ragazzi, a partire dal 1990,
il RC ha voluto creare dei premi di studio assegnati a studenti del Liceo Classico, Scientifico,
Linguistico, della Scuola per Ragionieri e Geometri, dell’Istituto Tecnico, dell’Istituto Agroalimentare e dell’Istituto di Agraria di Osasco,
della Scuola Valdese di Torre Pellice, dell’Istituto Alberghiero e dell’Accademia di Musica.
I premi sono assegnati in base ai risultati scolastici conseguiti e, a parità di bravura, tenendo
conto delle condizioni famigliari, ed intendono
costituire un sostegno ed un incentivo a favore
del proseguimento degli studi.
La cerimonia di premiazione per l’anno 2009 si
è svolta giovedì 10 dicembre, nella Sala di Concerto dell’Accademia di Musica di Pinerolo, alla
presenza di autorità e di numerosa popolazione,
ed è stata coordinata dal Presidente del Club
Leonardo Surico.
Un momento della premiazione a Pinerolo
La cerimonia a Chiavari per la consegna delle borse di studio della lingua inglese
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Un 2010 di speranze
Prontamente il Rappresentante
Distrettuale, Giovanni Vagnone,
ha deciso di intervenire, collaborando attivamente per mitigare la
sofferenza del disastro come meglio potevamo.
Anche questa è la conferma che,
sebbene sui media sembra tornato in auge il termine “bamboccioni”, non riusciamo proprio ad
essere autoreferenziali ed egoisti.
Con la speranza che il 2010 sia
foriero di soddisfazioni, auguro a
tutto i Soci un buon anno, all’insegna del Rotaract.
I
l Rotaract Distretto 2030
apre il nuovo anno con uno
spirito estremamente positivo. Merito dell’incredibile responso dei Soci per l’evento internazionale che ci vedrà assoluti
protagonisti in marzo, l’International weekend Montecarlo.
Nonostante le feste, nei primi
giorni di gennaio sono state tantissime le adesioni per l’appuntamento monegasco. Ma con l’inizio d’anno abbiamo anche potuto osservare, mentre ancora festeggiavamo, le tragiche immagini del sisma che ha colpito l’isola
di Haiti.
Tutto il Rotaract
a Montecarlo
Fabrizio Goria,
Direttore Quadrifoglio
Capodanno a Capri
fra viaggi e feste
“L
e Emozioni non finiscono mai...”: uno slogan, quello scelto per il Capodanno
Nazionale Rotaract 2010, che non avrebbe potuto essere più calzante. Dal 30 dicembre al 2 gennaio, la splendida e suggestiva isola di Capri ha fatto da “culla” al
Rotaract Italia, che ha festeggiato l’arrivo del nuovo anno con oltre
100 partecipanti da tutti i distretti italiani. Un sogno lungo quattro
giorni, un tripudio di panorami mozzafiato, lunghe passeggiate per le
vie dell’isola e divertenti serate al chiaro di luna, complice anche il clima mite che ha permesso di godersi appieno le bellezze capresi. Al nostro arrivo, una deliziosa cenetta al ristorante “Capri’s” ed un dopocena esilarante alle nota taverna “Anema e Core” hanno dato il via ai festeggiamenti. Il veglione di Capodanno ci ha visti cenare e brindare
nel salone principale dell’hotel, sapientemente addobbato in ogni angolo, per poi proseguire con balli, canti, tamburelli e “tricheballache”
alla “Lanterna Verde”, fino all’alba. Da togliere il respiro lo spettacolo
che si è presentato ai nostri occhi dalle vetrate della sala: tutta la costa
appariva illuminata “ad intermittenza”, come le lucine dell’albero di
Natale... erano in realtà fuochi d’artificio in ogni località del golfo di
Napoli e della Penisola Sorrentina, che dal nostro hotel ad Anacapri
erano molto ben distinguibili. Purtroppo il maltempo ci ha sorpresi
alla vigilia della partenza, costringendoci ad un risveglio all’alba e ad
un viaggio odisseico per poter raggiungere la terraferma, alcuni di noi
rimanendo bloccati sul’isola fino all’indomani. Questi ultimi disguidi
non hanno comunque potuto turbare il ricordo di quattro giorni fiabeschi, di un’atmosfera di armonia e complicità che solo il Rotaract
può regalare, di tante risate, avventure, nuove conoscenze e vecchie
amicizie rinsaldate... e, soprattutto, una massiccia delegazione del
2030 (la più numerosa d’Italia!) che ha brindato, felice, ad un 2010
da favola!
Carlotta Marella
Redazione Quadrifoglio
I
nizia il 2010 e con l’anno nuovo ritorna
tutto l’entusiasmo delle progettualità Rotaract, dopo la breve pausa per i festeggiamenti natalizi.
Il 20 febbraio, alla Terza Assemblea Distrettuale
di Limone faremo il punto sui service in corso e
soprattutto potremo “chiudere” il discorso preparatorio del principale evento dell’anno: il Rotaract Day a Montecarlo. Marzo si preannuncia
come il mese dell’internazionalità per il nostro
Distretto.
In ordine: il weekend a cui parteciperanno tutti
i Club Rotaract italiani e, per il momento, Socie e Soci da Spagna, Francia, Germania, Belgio, Austria, Grecia, Egitto (…e non solo!), il
12, 13 e 14 marzo; a seguire accoglieremo gli
otto croceristi che l’attentissima Commissione
Azione Internazionale ha selezionato su una settantina di candidature, dal 19 al 28 marzo; ed
infine la seconda parte del gemellaggio con il
Club greco di Thessaloniki, imbastito lo scorso
anno ed avviato in ottobre con il nostro viaggio
nella bellissima penisola ellenica.
Ma, in particolar modo, siamo fieri di portare
avanti il discorso monegasco. Il sito www.racdaymc.eu, creato ad hoc dalla nostra formidabile Commissione Internet, sta calamitando adesioni da tutti i continenti.
Stiamo progettando un pomeriggio di lavori
per il Rotaract Day pienissimo di contenuti,
centrato sul tema della nostra identità e del service “utile” come nostro biglietto da visita, con
partner di livello globale come la Weber Shandwick e con l’intenzione di lasciare a chiunque
ascolterà un bagaglio di competenze ed un entusiasmo rinnovati.
Stiamo scaldando i motori per una serata di
Grande Gala che coinvolga anche tutti i Soci
Rotary che vorranno partecipare. L’idea è di festeggiare quella che il Rotary International ha
dichiarato “la nostra giornata” con tutta la famiglia rotariana, impegnandoci ad essere padroni di casa e a finalizzare due service cui teniamo moltissimo: il progetto APIN di quest’anno, legato alla campagna di farmacovigilanza “Giù le mani dai bambini”, e un doveroso
aiuto per Haiti.
La nostra prima speranza è quella di realizzare il
piccolo miracolo che in ogni Club si realizza
ogni volta che ci si riunisce: creare un feeling,
un’empatia tra i presenti, che rende “il pretesto”
dell’incontro solo uno sfondo.
E dopo anni, ormai, che ci parlano di crisi (economica, dei valori, dell’associazionismo giovanile…) la nostra seconda speranza è quella di
dimostrare che il Rotaract sa arrivare ovunque,
con umiltà e con lo spirito cheap & chic di chi
si sa prendere sul serio quando conta, ma anche
di chi sa sdrammatizzare tanto i momenti difficili quanto quelli più divertenti.
Siamo sempre più numerosi, siamo sempre più
carichi.
La nostra unica certezza è che vogliamo mettere
tutto noi stessi per aiutare la Società di cui siamo parte, divertendoci e stando insieme! Ed
ora, cosa aspettate? Collegatevi a www.racdaymc.eu e venite con noi a festeggiare 42 anni
di Rotary in Action!
Giovanni Vagnone di Trofarello e di Celle
Rappresentante Distrettuale
Rotaract Distretto 2030
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2030Rotary
11
Organo di infor mazione del Distretto Rotaract 2030
Rappresentante Distrettuale: Giovanni Vagnone di Trofarello e di Celle Direttore Quadrifoglio: Fabrizio Goria
Redazione: Valeria Abate (Liguria); Matteo Brancaleoni (Cuneese); Carlotta Marella (Piemonte Orientale); Davide Testa (Sud Piemonte) E-mail: [email protected]
■
■
Bambini del Kenya:
riparte ad aprile
la missione solidarietà
I
nizia la raccolta di adesioni per i partecipanti al “Progetto Kenya”. Io sarò il referente
unico del progetto (il RD ha già il suo bel
da fare con APIN, Montecarlo e gestione del
Distretto, quindi questo compito lo prendo io
in “esclusiva”), pertanto per qualunque dubbio,
incertezza, perplessità, io sono a disposizione.
Scrivetemi, telefonatemi, mandate messaggi, io
risponderò risolvendo (spero) ogni questione.
Per il momento fornisco qualche informazione
generica. Si partirà il 2 aprile con i turni (due
settimane per quattro persone alla volta). La destinazione è Ndaragwa, villaggio oltre i 2 mila
metri di altezza in cui sorge Casa Maria, la
struttura costruita dal Rotary.
I compiti da svolgere sono sostanzialmente di
due tipi. In primo luogo aiutare le suore nella
gestione della struttura (sono solo quattro suore
e un aiutante) e perfezionare il loro italiano
Quando i bimbi tornano da scuola - intorno alle quattro del pomeriggio - bisogna organizzare
qualche attività che sviluppi la loro creatività,
dato che le scuole governative hanno programmi didattici davvero scadenti e avvilenti.
L’alloggio sarà la Guest House costruita in modo che sia indipendente (composta di camere
doppie con bagno e acqua calda; cucina; salottino e sala da pranzo) dal resto della struttura così che ci si possa ristorare rimanendo autonomi,
rispetto ai bambini e alle suore stesse, e condividendo le impressioni con i propri compagni di
viaggio. Vitto e alloggio sono forniti dal Rotary,
l’unico costo vivo è il volo aereo che cercheremo di abbattere con gli introiti (speriamo!) del
nostro libro. I gruppi, come detto, sono da
quattro persone. Naturalmente se avete un
gruppo già formato, ben venga! È un progetto
davvero importante, e un’esperienza che oltre
ad essere utile per i destinatari del service permette di approfondire la conoscenza di se stessi
e di vedere il Rotaract nella sua dimensione più
pura e vera. Io rimango a completa disposizione, aggiungendo inoltre che se un gruppo avesse necessità di andare a marzo ci lavoriamo su e
lo accontentiamo. Tutto è possibile, basta volerlo. Consiglio la visione su vimeo.com (pagina
rotaract Distretto 2030) dei video “la nostra
Africa” e “je reparas a zero” per avere un’idea visiva di cosa sia essere laggiù, e vi rimando naturalmente alla lettura del “nido del matatu” presto in vendita (i cui ricavati, lo ricordo, serviranno ad abbattere i costi dei voli aerei).
Spero sarete molti ad aver voglia di vivere questa esperienza totale.
Jaky Grillo
Segretario Distrettuale Rotaract Distretto 2030
U
na festa divertente,
un relatore curioso,
un service importante, un tema di attualità: sono
tanti gli aspetti che un Club
Rotaract può portare avanti.
Un vero peccato tenere gelosamente questo tesoro per sé e
non comunicarlo agli altri, soprattutto a chi non ci conosce.
Vale la pena quindi chiedersi:
perché comunicare il Rotaract? Sicuramente per “farlo,
farlo bene, farlo sapere”, ma
anche per acquisire autorevolezza sia con il Rotary sia con
il territorio. Trovare nuove leve e togliere un po’ di ragnatele dagli stereotipi che ci portiamo dietro possono essere altri due aspetti degni di nota.
Sarà capitato anche a voi di
aprire il giornale o cliccare su
un portale internet di news e
di leggere di questa iniziativa
o di quella serata. Il primo
pensiero che ci viene in mente
è solitamente di invidia e liquidiamo la cosa alla voce,
OPINIONI & DISCUSSIONE
Anche i prezzi hanno un costo
Le scelte distrettuali, i giovani, l’immagine
I
l Rotaract, si sa, accoglie “uomini
e donne tra i 18 e i 30 anni di
età” (articolo 2 Linee Guida
per il Rotaract 2009). E si sa anche che tra 18 e 24 anni, metà
dell’esperienza rotaractiana, in
genere, si è impegnati nello studio. Tutto ciò rigorosamente a spese della famiglia. All’articolo 23 punto
h delle sopracitate Linee Guida si legge che
“[…] Il costo delle riunioni distrettuali deve
essere mantenuto in limiti il più possibile ristretti e deve essere compatibile con le possibilità finanziarie dei partecipanti”.
Un breve riepilogo degli ultimi appuntamenti distrettuali può risultare utile: Biella ’08
Circolo Sociale 50 euro, Sestriere Grand Hotel Sestriere 60 euro, Moncalvo (Asti) Cascina Spinerola 55 euro, Sanremo Grand Hotel
Londra 55 euro, Piossasco (Torino) Castello
feudale Nove Merli 55 euro, Biella ’09 Circolo Sociale 55 euro (60 se pagato in contanti all’ingresso). I costi, è evidente, non comprendono viaggio e pernottamento, che è
possibile decurtare attraverso una buona organizzazione (scroccando posti in macchina e
in casa d’altri).
Ora, essendo note le difficoltà di vari Club
sul tema giovani, è curioso il tentativo, certamente involontario, di tenere lontano dalle
distrettuali quelli che eventualmente ne fossero interessati. A tal proposito ricordo con
piacere l’intervento di Chiara Michelone
(Rac Santhià-Crescentino) durante l’incontro
con l’allora RD Michele Thea, esauritosi in
un nulla di fatto. Stessa occasione, altri personaggi. Ed ecco che al quesito del mio attuale Presidente Giovanni Marchi, immediata la risposta dell’attuale RD Giovanni: “Se
io so che a Biella faccio overbooking sia chiedendo 50 sia chiedendo 55, è ovvio che ne
chiedo 55”. Come non essere d’accordo, te-
nendo a mente che è il Service lo scopo?
L’obiezione principale di quando
si solleva la questione è che tutto
ciò serve per l’APIN. Il punto è
che io fatico molto a ricordare
nell’arco dei sei anni di esperienza
rotaractiana, una distrettuale che
non fosse in un grand hotel, in un palazzo storico, in un golf resort. Non ricordo
una pizzata distrettuale, una spaghettata distrettuale, una kebabbata distrettuale. Con le
spese delle sale e del catering ridotte, la fetta
per l’APIN potrebbe rimanere, per una rigida
proprietà matematica chiamata sottrazione,
esattamente la medesima. Discorrendo con
Giovanni, ho piacevolmente appreso essere
nei suoi progetti un’idea simile. Non posso
che essere d’accordo. Forse quell’evento distrettuale sarà accessibile anche ai più giovani. Chiunque abbia preso parte una sola volta a una riunione distrettuale ha ben presente
l’atmosfera di amicizia e condivisione che le
caratterizza. La distrettuale è l’occasione per
un Rotaract Club di sentirsi più Rotaract che
Club, di guardare a grandi progetti con l’occhio di chi ne è protagonista e promotore.
Ma tutti, s’intende, ne devono avere la possibilità: o vogliamo forse ancora una volta alimentare l’idea, devo dire piuttosto diffusa,
che il Rotaract è il solito Club elitario di ricchi figli di papà e tutto il resto?
Come organizzare al meglio
la comunicazione del Club
sdoganata da Chiambretti,
“marketta”. E invece basta fare
le cose con metodo. Le redazioni non aspettano altro che
voi, che gli forniate delle notizie. Quindi proviamo a capire
come con alcuni consigli generali. Di fondamentale importanza è costruire un database dei media che ci interessano. Suddividetelo per settore: chi si occupa di cronaca,
chi si occupa degli appuntamenti, chi si occupa degli
eventi culturali e per media:
stampa, radio, tv, internet,…
evitate di “spammare”, l’invio
di e-mail a pioggia senza criterio. Il cestino se non è sotto la
scrivania è a portata di mouse.
Privilegiate, specie all’inizio, il
rapporto personale con i gior-
nalisti. Attenzione,
però, dovete avere
una “notizia” da
divulgare: la materia prima senza
la quale è inutile
muoversi. Ogni
notizia ha un suo
target e ha obiettivi di
comunicazione ben precisi.
Cosa può far notizia per un
evento rotaract? Il service, la
curiosità, l’ospite importante,
… Quindi mani sulla tastiera
e prepariamo il nostro “comunicato”. Evitate sbrodolate,
siate sintetici e condensate il
succo in un titolo completo e
possibilmente accattivante.
Ricordate sempre di inserire in
coda una breve descrizione del
Club (Il Rotaract Club XY è
patrocinato dal Rotary XY, è il sodalizio giovanile
del Rotary International, è
stato fondato nel
19XY, quest’anno
porta avanti questo
e quest’altro service), il
contatto telefonico (cellulare!)
e di posta elettronica. Se possibile allegare foto ben fatte e
in alta risoluzione, evitate
quelle scattate con il cellulare,
vanno a malapena bene per
Facebook.
Una volta scritto il nostro comunicato bisogna inviarlo. Se
si tratta di dare un appuntamento mandatelo sia due giorni prima sia il giorno prima,
tra la tarda mattinata e il pri-
mo pomeriggio. Ricontattate
al telefono le redazioni, possibilmente chiedendo del giornalista che si occupa della rubrica degli appuntamenti.
Non chiamate i giornalisti al
telefono in prossimità della
chiusura dell’edizione (ad es.
dopo le 18.30 in caso di carta
stampata due ore prima del
tg)… hanno da fare e vi liquideranno frettolosamente.
Ricordiamoci, poi, che facciamo parte della famiglia rotariana, quindi… annuario Rotary alla mano. Individuare se
nel Rotary Padrino o nei Rotary della città o della provincia ci sono giornalisti. Informarsi preventivamente con il
Presidente se frequentano o se
sono “zeristi” e chiedere se
Nuccio Tola, Rotaract Biella
possiamo contattarli. Chiamarli e chiedere la disponibilità ad un incontro (conviviale,
conferenza, aperitivo) per parlare della loro attività, specie
se ricoprono ruoli interessanti:
un incontro con il direttore,
con il caporedattore o con il
vignettista aiutano a capire la
realtà che ci circonda da un
osservatorio decisamente privilegiato come quello di un
giornale. A questo punto parlategli di Rotaract! Ovviamente lo stesso discorso vale per i
Rotariani o per i Rotaractiani
che lavorano in Società di comunicazione o comunque nel
settore. Costruite rapporti e
comunicate. E ricordate quello che diceva Oscar Wilde: “I
giornalisti si scusano sempre
con noi in privato per quello
che hanno scritto contro di
noi in pubblico”.
Quindi fate anche attenzione!
Buon lavoro.
Luciano Maria Gandini
Vice Rappresentante Distrettuale
RC Genova
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