Tamini, ora Terna apre alla trattativa

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Tamini, ora Terna apre alla trattativa
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MARISA BRUNI TEDESCHI
LE STORIE
Nel Ticino gli storioni
per il caviale italiano
La provocazione
degli studenti nudi
Simona Marchetti
Fabrizio Assandri
A PAGINA 19
A PAGINA 19
“Racconto alle mie
figlie Valeria e Carla
la guerra e gli amori”
INTERVISTA DI Leonardo Martinelli A PAGINA 28
LA
LA STAMPA
STAMPA
QUOTIDIANO FONDATO NEL 1867
MARTEDÌ 10 MAGGIO 2016 1 ANNO 150 N. 129 1 1,50 € IN ITALIA (PREZZI PROMOZIONALI ED ESTERO IN ULTIMA) SPEDIZIONE ABB. POSTALE - D.L. 353/03 (CONV. IN L. 27/02/04) ART. 1 COMMA 1, DCB - TO www.lastampa.it
GLI ISLAMISTI DI BOKO HARAM HANNO SCONFINATO. L’ESERCITO SVUOTA I VILLAGGI: CHI RESTA SARÀ UCCISO
Le forze centrifughe scuotono l’Europa
Brexit, l’allarme In Ciad la nuova trincea dei taleban d’Africa
di Cameron
M
“Pace a rischio”
DOMENICO QUIRICO
INVIATO A KAYA (CIAD)
ezzogiorno. Luce, luce.
Così intensa da rimanere ammirati, stupefatti, come se uscendo da una
sorta di semioscurità gli occhi
si spalancassero, vedessero
più chiaro, sempre più chiaro.
Sulle acque del lago Ciad, che
chiamiamo lago ma che è un
mare, un errore della natura
che ha colmato di acqua dolce
questa enorme voragine nel
cuore dell’Africa e l’ha imprigionata fra pareti di deserti incombenti come un lento destino e di fertili savane dai contorni azzurrognoli, danzano luminose frange di argento.
Austria, il Cancelliere si dimette
La Polonia: da noi niente profughi
Nel Regno Unito scatta l’allarme Brexit. A lanciarlo è Cameron che evoca scenari terribili nel caso di uscita del suo Paese dall’Ue. «Così sarebbe a rischio la pace», ha detto il premier britannico. In Austria si
dimette il Cancelliere sconfitto
alle elezioni. Mastrolilli, Perosino,
1
UE, LA SFIDA
PER IL NUCLEO
RISTRETTO
MARTA DASSÙ
CONTINUA ALLE PAGINE 4 E 5
Schianchi e Simoncelli ALLE PAG. 4 E 5
Sforza, Simoni e Zatterin ALLE PAG. 2 E 3
L
a gestione delle crisi
sembra essere diventata la «nuova normalità»
dell’Europa. Un tempo si diceva che era bene che fosse
così. Grazie alle crisi - questa
la tesi - l’Europa si fortificava. Oggi è una storia che non
convince più. Dal 2009, l’Europa è stata investita dai riflessi della crisi finanziaria
(debito sovrano e banche),
dalla crisi greca (con le lacerazioni conseguenti nei rapporti Nord-Sud), dalla guerra in Ucraina (con le tensioni
che ne sono derivate sull’asse
Ovest/Est) e infine dalla crisi
dei rifugiati, che ha messo insieme i punti cardinali di una
crescente ri-nazionalizzazione. E oggi stiamo aspettando
di capire se, con il referendum del 23 giugno, la Gran
Bretagna uscirà o resterà
nell’Unione europa. Muri e
«Brexit» dominano il dibattito attuale, scatenando tensioni prima che passioni. Ma
la realtà è che nessuna delle
crisi precedenti è stata davvero risolta. Mentre si discute di Brexit torna in primo
piano anche il rischio Grecia:
la possibilità niente affatto
teorica che falliscano gli sforzi fatti per salvare le sorti
dell’anello più debole e vulnerabile dell’euro.
CONTINUA A PAGINA 25
Fronte Sud
l’Italia
alla prova
La direzione del Pd
L’ira di Boschi
contro la sinistra
“Da voi arrivano
soltanto accuse”
STEFANO STEFANINI
L
JEROME DELAY/AP
a politica estera ha bisogno di realismo e di lungimiranza: dell’uno per
affrontare crisi e problemi
contingenti, dell’altra per sapere dove vuole andare. Per l’Italia, il realismo si è affacciato ieri quando il ministro Gentiloni
ha riconosciuto, per la prima
volta, un «ruolo nella transizione» al generale libico Khalifa
Haftar che dalla Cirenaica si
oppone al governo di unità nazionale di Fayez al Sarraj.
Centomila i profughi costretti a lasciare i villaggi sulle rive del lago Ciad svuotati dai soldati (nella foto)
CONTINUA A PAGINA 25
Alla direzione del Pd affondo di Maria Elena Boschi
contro la sinistra. Cuperlo la
attacca dopo la frase «Al referendum chi vota no, vota come
CasaPound». E la ministra replica: da voi soltanto accuse.
1
Bertini, Maesano, Magri,
Pitoni e Sorgi ALLE PAG. 8 E 9
I magistrati
e l’opportunità
del silenzio
VLADIMIRO ZAGREBELSKY
La Finanza in Banca: ci fu un ordine dall’alto per piazzare i bond. E la Consob si autoassolve
Etruria, la cabina di regia della truffa
occano una questione
non nuova le polemiche attorno agli interventi di singoli magistrati o
di loro gruppi associativi sulla riforma della Costituzione.
Dentro Banca Etruria
c’era una «cabina di regia»
che avrebbe organizzato il
collocamento delle obbligazioni subordinate alla base
della truffa. La Finanza: ci fu
un ordine dall’alto.
CONTINUA A PAGINA 25
Paolucci e Spini ALLE PAG. 6 E 7
T
1
Buongiorno
MASSIMO GRAMELLINI
9 771122 176003
60510
1 Ogni volta che inciampo in un comizio del sindaco De
Magistris penso con qualche brivido che c’è stato un
tempo in cui quel furbo arruffapopolo era un magistrato. Lo spacciatore di rivoluzioni alle vongole che sul palco arringa la folla fingendo di farne parte ha avuto in
passato il terribile potere di privare altri individui della
libertà. Di sicuro fa meno danni dove sta ora, al governo
di una città che non vuole essere governata, ma ammaliata. L’ultimo monologo del tribuno napoletano ha raggiunto vette retoriche da repubblica delle banane. Andate a godervelo sul web, se volete ripassare le ragioni
per cui da settant’anni in Italia comandano i democristiani. Perché l’unica alternativa sembra essere questo
populismo d’accatto, che specula sulla rabbia degli im-
Il futuro di Ghizzoni
e i numeri di Unicredit
FRANCESCO MANACORDA
MILANO
I
numeri, come spesso accade, raccontano
molto anche se non tutto. E i numeri delle
due maggiori banche italiane, impegnate anche a tenere in piedi attraverso il fondo Atlante
il sistema creditizio nazionale in difficoltà, raccontano due cose.
CONTINUA A PAGINA 7
Santone subito
poveriti per costruirsi un dominio personale.
Sono ormai abbastanza vecchio per sapere che chi
urla in piazza «Potere al popolo!» si immedesima a tal
punto nel popolo che il potere lo vuole tutto per sé. E
dopo trent’anni di gargarismi leghisti mai seguiti da un
atto concreto non mi spaventa un caudillo che incita
alla secessione le plebi furenti e minaccia a salve il governo centrale, al grido di «Renzi, cacati sotto». Ma
continuo a trovare esilarante e terribile lo sdoppiamento di personalità che porta il santone partenopeo ad annunciare che «dopo le elezioni del 5 giugno tutto cambierà: io uscirò dal Palazzo e governerò in strada!», come se il sindaco uscente fosse un altro e non lui.
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2 .Primo Piano
STAMPA
.LA
MARTEDÌ 10 MAGGIO 2016
IL FRONTE POLITICO
Verso
il voto
del
23 giugno
Il Tory anti-Ue
1 Per l’ex
sindaco di Londra, Boris Johnson, il divorzio
dall’Ue è un’opportunità per
recuperare la
sovranità britannica perduta
50 e 50
1 Nonostante
gli appelli di
Cameron, secondo i sondaggi il fronte di chi
vuole uscire
dall’Unione
europea ha
guadagnato tre
punti in pochi
giorni
L’ambasciatore
1 «È la deci-
sione più importante che questa generazione
è chiamata a
fare» ha detto
Christopher
Prentice, ambasciatore del
Regno Unito in
Italia. «Non
abbiamo alcun
piano specifico
in caso di uscita»
Cameron, guerra contro la Brexit
“Mette a rischio la pace in Europa”
Cresce il fronte euroscettico, il premier evoca lo spettro di un conflitto nel Continente
Johnson: quel che dice non è serio. Oltre un italiano su due vorrebbe un voto sulla Ue
ALBERTO SIMONI
IL CONSERVATORE KACZYNSKI
David Cameron evoca scenari
terribili in caso di uscita del Regno Unito dall’Unione europea.
In un discorso al British Museum di Londra, il premier britannico dice che l’uscita dalla
Ue potrebbe mettere a rischio
«la pace e la stabilità del Continente». A meno di un mese e
mezzo dal referendum del 23
giugno sulla Brexit, il premier
alza i toni e agita lo spettro della
guerra in Europa che ha vissuto
decenni di stabilità e tranquillità grazie anche al Regno Unito.
«Possiamo essere sicuri che la
pace e la stabilità del nostro
continente siano garantite senza dubbio? Vale la pena correre
questo rischio?» dice Cameron
che scorrendo i sondaggi deve
essersi convinto di dover giocare all’attacco per evitare sorprese il 23 giugno.
Il discorso di Obama, il sostegno di Hillary Clinton, le parole
che dalle cancellerie occidentali (e non solo, basti pensare che
contro la Brexit si è espresso
anche il cinese Xi Jinping) sono
giunte a favore della permanenza nella Ue, evidentemente non
hanno funzionato. Gli osservatori erano convinti che Obama assai esplicito nel ricordare allo
storico alleato i contraccolpi di
un eventuale addio alla Ue avesse assestato un colpo decisivo ai fautori del «Leave». Invece l’effetto non c’è stato. «Business Insider» appaia i due
fronti al 50% con gli anti-Ue in
crescita del 4% in sette giorni;
testa a testa anche per You Gov.
Le recenti amministrative con i
buoni risultati ottenuti dallo
Ukip di Farage alimentano le
paure. Fra gli analisti della City
c’è più ottimismo: sondaggi ufficiosi rivelano che salvo colpi
di scena i britannici diranno
Il leader polacco
“I profughi?
Mai a Varsavia”
MONICA PEROSINO
INVIATA A VARSAVIA
tutto il Paese, segno di uno
scontento che i grandi partiti
popolari non hanno saputo intercettare, e che ha trovato, al
momento, un’unica voce a
rappresentarlo. Quella di Norbert Hofer appunto, che ha dichiarato di essere pronto a fare il presidente, ma che forse
come cancelliere sarebbe addirittura migliore.
Mancano ancora due mesi al
summit Nato dell’otto e nove
luglio, ma a Varsavia il conto alla rovescia è già iniziato. Di
fronte al ministero della Difesa
un enorme pannello a led rossi
scandisce i giorni, i minuti, i secondi che dividono la capitale
polacca dal vertice che metterà il blocco dell’Est - e le sue richieste di «aiuto» - al centro dei
negoziati e degli incontri dell’Alleanza. E quanto più il governo di Beata Szydlo preme
per stringere i legami militari e
difendere i confini della Polonia
dalla minaccia di Putin, tanto
più si allontana dall’Europa.
Nessuno si è sorpreso granché quando Szydlo, «fervente
ammiratrice di Orban» ed
esponente del Pis, il partito di
ultradestra guidato dal Richelieu di Varsavia, il potentissimo
Jaroslaw Kaczynski, ha rafforzato - lo scorso gennaio - l’alleanza anti-Ue con l’Ungheria e
rinsaldato il fronte comune costruito con il socialdemocratico
Robert Fico, premier slovacco,
un prodotto della transizione
post-comunista chiamato, senza simpatia, l’Orban socialdemocratico. Da mesi il blocco del
centro-Est Europa è sempre
più compatto sull’asse anti-migranti, anti-Berlino, anti-Ue.
Un fronte bipartisan che conta
anche la Slovenia, la Repubblica Ceca e la Croazia.
La spallata definitiva l’ha data Kaczynski che, se ce ne fosse
ancora bisogno, ieri ha scoperto
le carte: «Dopo i recenti attacchi
terroristici la Polonia non accetterà i rifugiati perché non esiste
un meccanismo che assicurerebbe la sicurezza». Kaczynski,
ossessionato dall’indebolimento
della sovranità degli Stati, ha aggiunto che la multa di 250 mila
euro per ogni rifugiato previsto
dalle quote Ue sarebbe una
«sanzione» ingiusta contro i Paesi più deboli. «La Polonia si opporrà a qualsiasi legge che imponga ai Paesi membri della Ue
di pagare multe. Da sempre riteniamo che il problema dei migranti debba essere risolto assistendoli fuori dall’Europa».
Considerare la posizione di
Kaczynski come la «strategia
polacca» sarebbe limitativo: il
no all’Europa sui migranti sarebbe nient’altro che la testa di
ponte del no più allargato di tutto l’Est Europa, il primo passo
di quella «tattica comune» delineata lo scorso 8 gennaio sui
Carpazi in un incontro segreto
fra i due «nemici giurati» dell’Unione, Kaczynski e il premier
ungherese Orban. Un pranzo di
sei ore a base di trota, zuppa e
strategie anti-Ue, imbastite dopo la «seccante inferenza» negli
affari interni di Varsavia.
12BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI
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RICK FINDLER/PA/LAPRESSE
Premier
Il conservatore David
Cameron è
primo ministro britannico dal maggio
2010. L’idea di
un referendum sulla
permanenza
nella Ue risale
al 2012
I sondaggi
54
58
«no» alla Brexit. La sfida è tiratissima se persino Cameron,
noto per l’allergia alle iperboli,
ieri ha evocato termini come
pace e guerra per il futuro dell’Europa. Il fronte anti-Brexit
gli ha dato manforte con un video in cui quattro veterani della
Seconda Guerra mondiale ricordano ai sudditi di Sua maestà le tragedie europee quando
ancora non c’era un progetto di
vita comune.
per cento
Sono gli
italiani che
secondo la
Ipsos Mori
vorrebbero
un voto
sul destino
del Paese
in Europa
Fonte: Whatukthinks
Dati %
53
53
52
53
51
51
51
50
50
50
50
49
48
50
49
49
47
47
46
45
47
FAVOREVOLI
ALL’USCITA DALLA UE
25 mar
30 mar
12 apr
CONTRARI
ALL’USCITA DALLA UE
14 apr
26 apr
9 mag
«Non è serio parlare di guerra», ha replicato a Cameron Boris Johnson, ex sindaco di Londra conservatore e volto della
campagna pro Brexit. Michael
Gove, ministro della Giustizia
euroscettico, ha spostato il tema
sull’economia: figuriamoci se i
francesi o i tedeschi erigeranno
barriere per evitare di commerciare con noi anche se lasciassimo la Ue, la sua tesi. «Irresponsabile e ingenuo», gli ha replicato il presidente della British Telecom accusandolo di ignorare
le conseguenze sui posti di lavoro che la Brexit innescherebbe.
Ad ora quel che Brexit ha
causato è un effetto emulazione. Un sondaggio Ipsos Mori dice che il 58% degli italiani e il
55% dei francesi vuole un referendum per decidere del loro
destino in seno alla Ue. Il 48%
degli italiani vorrebbe addirittura che il Paese - fra i sei fondatori - salutasse l’Unione europea. Abbastanza per far dire al
«Financial Times» che tutto
questo è «sintomo evidente di
mancanza d’entusiasmo».
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L’avanzata dei populisti mette in crisi Faymann
Terremoto politico in Austria
Il cancelliere costretto alle dimissioni
FRANCESCA SFORZA
ROMA
«Werner, ti prego, lascia», si
intitolava l’editoriale dell’ultimo numero del settimanale austriaco Profil, a firma di
Josef Muchitsch, parlamentare socialdemocratico e
compagno di tante battaglie
del cancelliere Werner Faymann. Prima di questo appello, tanto più grave nei toni in quanto rivolto da un sodale di lungo corso, erano arrivate alla cancelleria austriaca centinaia di mail di
semplici elettori, tutte all’insegna di un unico tema: dimissioni. Ed è così che ieri i
messaggi e i fischi (veri, durante le celebrazioni del 1
maggio) hanno portato all’addio: «Il governo ha bisogno di ripartire con forza e
vigore - ha detto Werner
36,4%
Destra
Norbert Hofer
candidato
della destra
al primo
turno per le
presidenziali
è arrivato
primo con il
36,4% e
sfiderà il
Verde
Alexander
Van der
Bellen che ha
ottenuto il
20,4%.
I socialdemocratici si sono
fermati
all’11,2%
Faymann nel suo ultimo discorso da cancelliere - Chi non
ha un sostegno sufficiente,
non può assolvere a un simile
compito». E si è dimesso, dalla
cancelleria e dalla segreteria
del Partito.
E adesso che succederà
nell’Austria dei muri, dell’estrema destra fresca del
successo elettorale del 24
aprile scorso, dei grandi partiti precipitati in una crisi
mai vista prima? Per il momento l’interim andrà al vice
cancelliere del partito popolare Oevp Reinhold Mitterlehner, che avrà il compito di
mantenere un’apparenza di
stabilità all’interno della
grande coalizione con i socialdemocratici attualmente
al governo. Tra le sue prime
dichiarazioni c’è stato un richiamo alla necessità di tene-
re i nervi saldi: «Non vedo
nessun motivo per anticipare
le elezioni previste nel 2018».
Ma in vista del ballottaggio
del prossimo 22 maggio, dove
alle presidenziali si sfideranno il leader della destra xenofoba Norbert Hofer (Fpoe) e il
candidato dei Verdi Alexander Van der Bellen, non sembra possibile che il futuro della grande coalizione sia al riparo da sconvolgimenti.
La crisi è esplosa ora, ma è
cominciata molto tempo fa, e
l’emergenza migranti non ha
fatto che accelerare una decomposizione politica in corso
da anni: partiti ingessati, una
classe dirigente incapace di
rinnovarsi, energie nuove
sempre strozzate sul nascere.
Il risultato è stato fotografato
negli ultimi sondaggi, che
danno l’Fpoe in crescita in
CHRISTIAN BRUNER/EPA
Leader
Werner
Faymann
si è assunto
la responsabilità della
sconfitta
elettorale
al primo
turno
delle
presidenziali
LA STAMPA
MARTEDÌ 10 MAGGIO 2016
Primo Piano .3
.
LE SFIDE DELL’EUROPA
PAOLO MASTROLILLI
INVIATO A NEW YORK
La Germania dovrebbe investire di più, in particolare nelle infrastrutture, per stimolare la crescita e ridurre il surplus dei conti correnti. Nello
stesso tempo dovrebbe favorire l’integrazione dei rifugiati
nel mercato del lavoro, e l’occupazione a tempo pieno delle
donne, per rimediare al declino demografico previsto dopo
il 2020. Sono le raccomandazioni fatte ieri dal Fondo Monetario Internazionale, che
dimostrano come anche l’economia più forte dell’Unione
Europea abbia problemi che
richiedono interventi, se non
proprio richiami.
I suggerimenti dell’Fmi sono contenuti nel rapporto pubblicato dopo le consultazioni
tenute in base all’Articolo IV,
cioè l’esame
annuale a cui
Queste misure
l’organizzaziocontrasterebbero
ne finanziaria
il declino della crescita di Washington
sottopone tute stimolerebbero
ti i membri. La
i consumi privati
crescita in
Germania resterà all’1,5%
nel 2016 e 1,6
Raccomandiamo
nel 2017, perulteriori azioni
ché il rallentamento dei
politiche per
consumi nei
promuovere una
Paesi emerriuscita integrazione genti, e quindi
delle esportadei rifugiati nel
zioni tedemercato del lavoro
sche, verrà
compensato
Il Fmi
da un rialzo
Le raccomandazioni
dei consumi
del Fondo monetario
interni e dalle
condizioni generali favorevoli, cioè la debolezza dell’euro
e il ribasso del petrolio.
Tutti questi elementi, però,
contribuiranno a far salire ancora il surplus dei conti correnti, arrivato a circa 215 miliardi di euro nel 2014, con un
aumento del 14% in un anno.
Troppa salute, in sostanza,
che il governo dovrebbe compensare facendo più investimenti nello sviluppo delle infrastrutture, che servirebbero
nello stesso tempo a ridurre il
surplus, stimolare l’economia,
e creare le basi per una crescita sostenibile nel futuro.
il caso
MARCO ZATTERIN
CORRISPONDENTE DA BRUXELLES
Q
uasi accordo. «Con la
Grecia ci siamo davvero», giura uno sherpa
mentre il presidente dell’Eurogruppo, Jeroen Dijsselbloem, entra in sala stampa per
dare la benedizione dei ministri alle riforme approvate
dal governo Tsipras domenica notte. Sono un passo necessario, ma non sufficiente.
«Aprono la strada ad un esito
positivo» per l’esame dello
stato d’attuazione degli interventi che accompagnano il
salvataggio da 86 miliardi firmato da Atene coi creditori la
scorsa estate. C’è anche intesa sulle misure di emergenza
volute dal Fmi, automatiche
in caso di deviazione dagli
obiettivi: varranno il 2% del
pil ellenico. La decisione è attesa il 24 maggio, giorno in cui
si parlerà di come rendere «il
programma più dolce e smussato», per dirla con Pier Carlo
Padoan. Anche se, precisa
l’italiano e non solo lui, l’ipo-
Angela
Merkel
Il punto
Guida
la Germania
dal 22
novembre
2005. L’ultimo
mandato
è iniziato
nel 2013
UN AMBASCIATORE
DI “ALTO RANGO”
AL POSTO DI CALENDA
C
Christine
Lagarde
Dal luglio
2011
è direttore
operativo
del Fondo
Monetario
Internazionale
MARKUS SCHREIBER/AP
RODRIGO ABD/AP
IL FRONTE ECONOMICO
Il Fondo monetario
contro l’austerità di Berlino
“Servono più investimenti”
Il rapporto dell’Fmi sottolinea il calo dei consumi interni
Nello stesso tempo, secondo
il rapporto del Fondo, «il previsto declino della forza lavoro,
dovuto all’invecchiamento della popolazione dopo il 2020, richiede misure per sostenere
l’offerta nel medio termine. A
questo scopo, sarebbero importanti politiche addizionali per
integrare nel mercato del lavoro l’attuale ondata di rifugiati,
allargare le opportunità di impiego a tempo pieno per le donne, ed estendere le vite lavorative». Queste riforme, aggiunge
l’Fmi, «non servirebbero solo a
contrastare il previsto declino
della crescita nel medio termine, ma anche a stimolare i consumi privati e gli investimenti
nel breve periodo».
Nello specifico, l’organizzazione di Washington sollecita
Berlino a rimuovere gli ostacoli
per l’impiego dei rifugiati, favorire la formazione, riconoscere
le capacità che possiedono. La
metà delle donne, poi, non lavora a tempo pieno, e per cambiare questa tendenza bisognerebbe proseguire le riforme sociali
per l’assistenza sanitaria e
quella dei bambini.
Inquadrate nell’animato dibattito in corso sul futuro dell’Europa, queste raccomandazioni hanno un forte peso politico. Da una parte, infatti, tornano a spingere la Germania verso politiche espansive per stimolare l’economia, invece dell’austerità privilegiata finora.
Dall’altra, dicono che la reazione xenofoba all’emergenza delle
migrazioni è anti storica, perché comunque Berlino, e l’intero continente, sono nel pieno di
un declino demografico che imporrà di accettare forza lavoro
in arrivo dall’esterno.
Gli Stati Uniti fanno pressioni da tempo sulla Germania affinché abbandoni l’austerità, e
ora si rendono conto che l’emergenza dei rifugiati e quella della
difesa dal terrorismo richiederanno investimenti che ridurranno i margini per spendere
altrove. L’Fmi però conferma
che gli stimoli, e l’integrazione
dei migranti nella forza lavoro,
sono irrinunciabili.
Accordo a metà con Atene
L’Eurogruppo sposta
la decisione al 24 maggio
86
miliardi
ORESTIS PANAGIOTOU/EPA
La manifestazione di domenica contro le riforme del governo ellenico
tesi di tagliare l’esposizione è
esclusa dal tavolo.
Bisognerà lavorare ancora.
Aiuta la grande quantità di dettagli contenuti nella dichiarazione finale diffusa dall’Eurogruppo, i margini per l’attività
3,5%
del Pil
Il surplus per
il 2018 dovrà
essere il 3,5%
Donne
Il Fondo
monetario
ha evidenziato anche che
in Germania
solo la metà
delle donne
lavora
a tempo
pieno
12BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI
In arrivo oltre 5 miliardi di aiuti finanziari
Nel complesso il piano
di aiuti,
partito nel
2015 e che
arriverà fino
al 2018,
prevede aiuti
alla Grecia
per 86
miliardi
di euro
50%
arlo Calenda giura stasera e diventa il ministro dello Sviluppo
economico del governo Renzi. Domani mattina sarà a
Bruxelles per preparare il suo
primo Consiglio Ue per il
Commercio estero in programma venerdì. Nel frattempo, si dovrebbe conoscere
il nome del successore a capo
della rappresentanza permanente italiana presso l’Unione. Ieri le fonti parlavano di
una rosa ristretta di due-tre
nomi, composta da «ambasciatori di rango». I più quotati risultavano essere Maurizio Massari (ora in Egitto),
Raffaele Trombetta (capo di
Gabinetto di Gentiloni) e Giuseppe Buccino (dg Ue agli
Esteri). Inseguono tre esperti
di cose europee, Grassi, Giansanti e Zappia. «Ma col premier non si sa mai», ammette
una fonte altolocata.
L’improvvisa rivoluzione
bruxellese ha generato reazioni differenti. Piace ai piani alti della Commissione
Ue, dove Calenda viene considerato la voce europea
che mancava all’Italia. Oltretutto, il neoministro intenderebbe mantenere il
suo ruolo di avanguardia a
Bruxelles per essere anche
l’ombra di Renzi ai vertici.
«Lui sarebbe la mano politica, la rappresentanza quella
tecnica», si sente argomentare. Da parte dei diplomatici c’è molta preoccupazione. Già domenica sera, all’annuncio del premier, i telefoni sono diventati rossi.
Temono che si possa preferire un politico a un diplomatico di carriera, sarebbe
«un colpo molto duro». Nella pancia delle istituzioni, si
registra malumore in numerose voci italiane, legato al
secondo cambiamento in
pochi mesi e agli effetti che
questo potrebbe avere sul[M. ZAT.]
l’Italia.
dei tecnici dell’Euro Working
Group (Ewg, i dirigenti dei tesori nazionali) sono ben delineati. Saranno loro a fare rapporto ai ministri fra due settimane.
I greci sono soddisfatti, vedono
arrivare i soldi, mentre non si
hanno notizie di malumori da
parte del Fondo monetario.
L’accordo complessivo è propedeutico all’esborso di una nuova tranche di finanziamenti, oltre 5 miliardi, secondo più fonti. Magari entro maggio. Giovedì si riunisce l’Ewg che dovrà
chiarire il percorso. Si va avanti spediti, sebbene ci siano ancora dei «caveat» di fattura tedesca e nordica.
Alla base di tutto c’è l’accettazione del fatto che la Grecia
attuerà sino in fondo le riforme
passate in parlamento (3% pil)
e che sarà varata una legge per
assicurare un meccanismo di
salvaguardia che scatterà automaticamente qualora non
dovesse essere raggiunto un
surplus primario del 3,5% nel
2018. Per aggirare l’impossibilità per Atene di scrivere norme che non necessariamente
entrano in vigore, il ministro
Tsakalotos ha accettato di impegnarsi a tagli di spesa, cosa
che rientra nei margini di azione del governo.
Posta questa condizione si
potrà parlare dell’addolcimento del debito. «Se necessario»,
si cautela l’Eurogruppo. Un documento arrivato sul tavolo
dell’Eurogruppo suggerisce di
ragionare su come estendere le
scadenze, limitare i pagamenti
annuali e mettere un tetto ai
tassi di interesse nel secondo
piano di salvataggio, quello dello scorso agosto. Dopo il 2018, si
valuteranno le misure ulteriori
per tempi e modi di pagamento, con possibili azione a lungo
termine non precisate. Sarà
quindi definito un parametro di
riferimento per la valutazione
della sostenibilità in base al
quale i bisogni finanziari «dovrebbero restare affrontabili».
Tutto questo va bene a Berlino
come a Washington. C’è fiducia
per un accordo «entro maggio». Necessario per i pagamenti, la stabilità della Grecia e
per archiviare il caso prima
che si entri nel vivo del referendum britannico. Andare avanti
sarebbe pericolosissimo.
12BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI
Jena
Boschi
Una ne dice
e cento non ne pensa.
12BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI
[email protected]
4 .Primo Piano
STAMPA
.LA
MARTEDÌ 10 MAGGIO 2016
1 Il lago Ciad,
che si sviluppa
sui confini di
Ciad, Camerun,
Niger e Nigeria,
è quasi prosciugato. Le acque
sono profonde
non più di tre
metri. Secondo
la Nasa è destinato a scomparire in 15 anni
In fuga
Profughi
nigeriani
scappati da
Boko Haram a
N’Gouboua,
in Ciad
Dove colpisce
Boko Haram
NIGER
Lago
Ciad
Baga
YOBE
Maiduguri
NIGERIA
CIAD
400
Jos
200
100
BUJA
ATTACCHI
MULTIPLI
NUMERO
DI CIVILI UCCISI
CAMERUN
NIGERIA
Da setta
a gruppo
terrorista
1 I miliziani di
Boko Haram
controllano
varie zone nel
Nord della Nigeria e hanno
sconfinato in
Camerun e Ciad
arruolando
giovanissimi
con violenza
e promesse di
soldi e mogli
In Ciad sul lago che non esiste più
la trincea dei taleban d’Africa
Boko Haram ha sconfinato. Il governo svuota i villaggi: “Chi resta sarà ucciso”
Reportage
DOMENICO QUIRICO
INVIATO A KAYA (CIAD)
SEGUE DALLA PRIMA PAGINA
empre più luce… Da quali
tenebre siamo dunque
usciti? Eppure questa è
una parte del mondo messa a
soqquadro dalla rabbia sanguinaria dei Boko Haram, i taleban d’Africa. Di che natura è
questa festa di chiarori bianchi che sembra in ogni luogo
avere inizio? E invece: queste
ombre fatte di massacri, kamikaze bambine o travestiti da
donne, pulizie totalitarie fitte
di stupri e sgozzamenti… Il lago Ciad è chiuso, vietato: ai
battelli, alle piroghe, impossibile attraversarlo. Bisogna penosamente aggirarlo in questo
paese senza strade, con lunghi
percorsi di sabbia. La setta più
temuta del mondo, i miliziani
di una giovinezza frustrata e
inferocita, ne ha assaltato le
isole fertili, saccheggiato,
sgozzato. L’esercito ciadiano
ha brutalmente ordinato alla
popolazione di andarsene in
massa: campi villaggi acque,
tutto deve restare vuoto. Chi
disobbedisce sarà ucciso. Centomila profughi si accalcano
già in villaggi di canne senza
cibo e senza assistenza, i bambini muoiono di denutrizione. I
Boko Haram hanno già vinto?
A prestar fede ai geologi e
alle leggende che hanno prece-
S
1 Nel 20014
numerosi personaggi pubblici,
tra cui Hillary
Clinton, Michelle Obama e il
premio Nobel
Malala, erano
scesi in campo
nella campagna
«Bring back our
girls» per chieder la liberazione delle oltre
200 liceali rapite
dai miliziani
duto di secoli i loro scientifici
vaticini, l’Africa un giorno si
spaccherà in due proprio qui,
all’altezza di questa lunghissima cicatrice che corre tra il
Sahara e le foreste, luoghi
grandiosi e subdoli dove dalla
decomposizione delle foglie sale il profumo della morte.
Quando il continente si spezzerà, allora si realizzerà il sogno, che il Ciad torni ad essere
il mare. Ventimila anni fa era
già sparito, per riapparire poi
come per un sortilegio. L’Africa è un tuffo non nella preistoria, ma nell’eternità, tutto qui è
possibile.
Nella geopolitica la spaccatura è già avvenuta. Questa è
una delle congiunzioni del
mondo che l’islamismo rivoluzionario vuole controllare. Le
Afriche si incontrano qui, in
questi vecchi golfi di lago caldi
e languidi, sulle polveri di intere umanità scomparse: l’Est
degli Shabaab e l’Ovest dei Boko Haram, il Nord jihadista
della Libia, del Sahel con le
nuove frontiere della guerra
santa sempre più a Sud, Centrafrica, Kenya… Come è articolata ed estesa la geografia
del califfato universale…
Secondo la Nasa tra quindici anni il lago non esisterà più,
prosciugato dalla siccità e dall’uso degli uomini. Ma ancora
oggi è bello da ferirti gli occhi,
un dio, visto che dà vita a trenta milioni di persone che si affollano sulle rive, su frontiere
più che mai senza senso davanti alla lotta per sopravvivere. È un dio placido, senza malumori, nulla che ricordi le
burrasche degli astiosi laghi
dell’Africa australe. Le acque
sono diventate basse, non più
di tre metri. È perfino difficile
pescare. Ma ora il problema
non esiste più. L’esercito ha
vietato di utilizzare le piroghe,
non vuole impicci e testimoni
mentre sul lago conduce una
guerra senza sfumature e innocenti.
I pescatori sono filosofi come in tutto il mondo, gente che
vive senza fare rumore come
se temesse di far male al dio,
un malato fragile come è. Uo-
20
mila
È il numero
delle vittime
cadute sotto
il fuoco di
Boko Haram
in sei anni
di guerra
mini e bimbi sparuti, strozzati
dal bisogno, continuano a lavorare attorno alle loro canoe
sempre più inutili, ne ricuciono le slabbrature con stoppie e
argilla. Dove le hanno tirate in
secco una lunga macchia scura
ricorda che lì, solo poco tempo
fa, c’era ancora l’acqua. Acque
stanchissime, quasi impaludate, che avanzano senza un tremito, come di un canale morto.
Lunghi gemiti rompono l’aria,
uccelli spiccano il volo e palpitano come scossi da morte…
Su un arenile nascosto qualcuno pesca ancora, di frodo, gettano a riva strani pesci di un
verde splendido, dalle squamose branchie di corallo, che
lasciano nella polvere le tracce
della loro agonia. Tre pescatori hanno visi famelici di barbareschi. Non so qual muta di-
100
mila
Sono i profughi costretti a
lasciare i loro
villaggi sulle
rive del lago
Ciad, svuotati
dall’esercito
I terroristi braccati dall’esercito
esportano il jihad in Camerun
LORENZO SIMONCELLI
PRETORIA
In fuga, dimezzati, sulle gambe.
I guerriglieri di Boko Haram, il
gruppo jihadista che ha causato più vittime al mondo nel
2015, sono l’ombra di se stessi.
Le offensive delle ultime settimane dell’esercito nigeriano
hanno lasciato ferite profonde
tra i terroristi. I militari li hanno colpiti nel Nord-Est del Paese, al cuore di quel progetto in
stile Isis, che aspirava ad un
Califfato nigeriano. Maiduguri,
la città-Stato dei fondamentalisti è stata neutralizzata. Ne
rimane un luogo di disperazione con molti dei 2,8 milioni di
rifugiati interni scappati dai
villaggi dello Stato di Borno.
I capi di Boko Haram sono
rimasti senza cibo, benzina per
moto e pick-up con cui facevano razzie e diffondevano terrore. Anche le armi scarseggiano
a causa dei continui raid delle
forze nigeriane. Non gli è rimasta che una fuga disordinata,
dato che da settimane la lea-
Ex leader
Abubakar
Shekau in un
video avrebbe
annunciato il
passo indietro
LA STAMPA
MARTEDÌ 10 MAGGIO 2016
Primo Piano .5
.
LA MINACCIA ISLAMISTA
Penso che Haftar
debba avere un ruolo
nella transizione
Confluisca
in un’unica struttura
militare legata
al governo di Sarraj
Paolo Gentiloni
ministro degli Esteri
ANSA
La mossa italiana
JEROME DELAY/AP
Campo profughi di nigeriani in Ciad
Libia, Gentiloni
apre ad Haftar:
deve avere un ruolo
dato una valutazione positiva
dell’incontro di domenica tra
L’incontro avviene in aero- Sarraj e Al Sisi, consideriaporto, pochi minuti prima mo importante questa
che il ministro Gentiloni espressione di sostegno deldebba imbarcarsi di corsa l’Egitto» al governo sostenuper Parigi, atteso per una to dall’Onu. Episodio imporriunione sulla Siria. Martin tante, visto che il Cairo è conKobler, l’inviato Onu per la siderato il principale sponsor
Libia, è a Tunisi, sa della del generale Haftar che guida
presenza del nostro re- le forze armate in Cirenaica,
sponsabile degli Esteri. E il quale a sua volta è uno dei
passa a salutarlo, intercet- principali ostacoli al riconotandolo per un breve scam- scimento del governo Sarraj.
bio dopo la visita ufficiale di
Una figura a cui però GenGentiloni al palazzo presi- tiloni tende una mano: se si
denziale e al Forum italo- impegna a riconoscere «l’autunisino che accoglie 150 torità del governo sostenuto
imprenditori italiani, «la dalla comunità internazioprima volta dopo gli atten- nale» – condizione fondatati del 2015 che si organiz- mentale - «penso che possa e
za una delegazione di alto debba avere un ruolo nella
livello con numerose impre- transizione». Per questo,
se straniere».
non chiede il suo «disarmo»,
ma fa un discorso più comVerso Vienna
plessivo. «Dopo una fase di
Appartati in un angolo del- guerra, di instabilità, il prola piccola sala
blema è far nache porta agli
scere, da un
imbarchi, in
contesto in cui
inglese, i due si
ci sono diverse
confrontano
milizie che si
sulla situaziocombattono,
ne della Libia,
un’unica strutdove Kobler ha
tura militare leancora diffigata al governo
coltà nei rapriconosciuto:
porti col genequesto non avrale Khalifa
viene mai attraHaftar, e soverso uno scioprattutto sulla
glimento, ma atriunione previtraverso una
sta sull’argoconfluenza».
mento a VienQualcosa di non
na lunedì prosfacile, «lo abbiasimo, che stanmo visto nei
no organizzan- Il generale Khalifa Haftar Balcani», ma di
do Italia e Stamolto diverso e
ti Uniti insieme: Gentiloni e meno perentorio della riKobler discutono di come chiesta di disarmo.
gestirla, avanzando l’ipotesi di allargare gli inviti a un Il nodo dell’embargo
paio di Paesi a sud della Li- Insomma, nessuna demonizbia, come il Ciad. E, in par- zazione ma una mano tesa
ticolare, parlano di chi invi- per farsi alleato Haftar e
tare tra le varie fazioni libi- comprenderlo nel percorso
che, sapendo che la scelta di normalizzazione del Paenon è tecnica, ma tutta po- se. Che passerà anche attralitica, perché invitare si- verso «l’eliminazione parziagnifica legittimare.
le di alcuni aspetti» dell’embargo sulle armi nei confronIl ruolo di Al Sisi
ti della Libia, valuta il miniIl ministro è in visita lampo stro, parallelamente al proa Tunisi per incontrare i gressivo «consolidamento
vertici del Paese, per gli delle forze di sicurezza libiscambi commerciali e an- che sotto Sarraj». Certo,
che culturali (fa visita al bu- chiarisce, «non si può parlasto di Annibale arrivato due re di eliminazione dell’emgiorni fa dal Quirinale, in bargo verso tutti o tout
prestito per una mostra al court», ma c’è un «processo»
Bardo), ma è il tema Libia a in corso per «mettere in condominare gli incontri, per- dizioni il governo di difenché «serve uno sforzo co- dersi e combattere il terrorimune per assicurarne la smo».
Di tutto questo dovranno
stabilizzazione», come predica accanto al ministro de- parlare lunedì a Vienna. Dove
gli Esteri tunisino, col quale Haftar però, è già sicuro, non
«c’è un’identità di vedute sarà invitato.
sul tema: insieme, abbiamo
12BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI
FRANCESCA SCHIANCHI
INVIATA A PARIGI
JEROME DELAY/AP
JEROME DELAY/AP
Soldati del Ciad a N’Gouboua, villaggio attaccato da Boko Haram nel febbraio del 2015
sperazione infiammi i loro occhi, ma certo ci guardano con
rabbia e paura.
Attorno al lago l’aria è fresca, la brezza porta odori di erbe giovani: dove l’acqua si è ritirata recentemente si stendono pianure umide, i contadini
hanno preso il posto dei pescatori e mettono a coltura le nuove terre, avidamente. La gente
è tanta. La terra non può, non
deve riposare… Ma ora tutto è
in pericolo: la pesca, l’agricoltura, gli uomini.
Il terrore soffia dall’altra
parte del lago. La Nigeria, una
«democrazy» come dicono, la
democrazia folle d’Africa ha
fabbricato un mostro. I Boko
Haram non sono più la setta
che si batteva contro la corruzione delle élites politiche e religiose del Nord, arricchite dal
petrolio, mentre il sessanta
per cento della popolazione vive con meno di due dollari al
giorno. Adesso l’islamismo è
un progetto mondiale, c’è il Califfato: i miliziani portano uniformi come veri soldati, il loro
capo Abubakar Shekau, sparito per un anno, si è addestrato
con gli Shabaab somali, all’altro capo dell’ Africa. La setta è
diventata un gruppo terroristico, ha fondato il suo Califfato, rapina banche e si arricchisce di sequestri e di usura, imita con cura gli uomini del Califfo di Mosul. I video, che all’inizio sembravano sgorbi di «Nollywood», utilizzano effetti speciali e sotto titoli in inglese e
arabo.
Il reclutamento avviene non
più con l’ideologia ma con la
violenza, la magia nera, il de-
dership del gruppo terrorista
sembra essere in frantumi. Il
sanguinario
Abubakar
Shekau, colpevole di aver ucciso circa 20 mila persone in 6
anni in nome della jihad, in un
video, la cui veridicità non è
mai stata confermata, ha annunciato di non essere più a capo di Boko Haram. Si scappa
verso il lago Ciad e le montagne
nel Nord del Camerun e nella
foresta nigeriana di Sambisa,
tutt’altro che rigogliosa e che a
breve potrebbe trasformarsi in
una trappola per topi. Soprattutto se gli Usa venderanno,
come sembra, una dozzina di
velivoli A-29 Super Tucano al
governo nigeriano.
Due delle centinaia di terroristi arrestati nelle ultime set-
timane hanno confessato che
mangiano radici e mango e per
ottenere informazioni utili a
pianificare attacchi stanno ricorrendo al finanziamento dei
poveri pastori locali. Sono iniziate anche le condanne: 25 anni a testa per tre jihadisti arrestati due anni fa. Secondo
l’esercito circa 8 mila combattenti sono stati uccisi e nell’ultimo mese e mezzo 11 mila prigionieri liberati. Tranne le
«Chibok Girls», le oltre 200 liceali rapite nel 2014, su cui
aleggia il mistero. Ma, secondo
alcuni commentatori, ancora
vive e al centro di una trattativa prossima a concludersi tra i
vertici di Boko Haram e il governo di Abuja.
12BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI
naro e la promessa di una moglie. I nigeriani dei villaggi del
Nord sono poveri, non possono
pagare una dote, una giovane
rapita è un richiamo seducente. Soprattutto i Boko Haram
uccidono: in sei anni ventimila
vittime.
Seguiamo le svolte del lago,
oltre Bol, alla ricerca dei segni di questa guerra spietata.
Guerra tutta notturna che inizia dopo il coprifuoco. Guerra
di chiatte, di imboscate, di silenziosi agguati su isole vuote
e paludi fittissime. Attraversiamo villaggi di canne e di
fango, qui sono di fango secco
anche le moschee, non ci sono
minareti e guglie che si slanciano al di sopra delle polvere,
nella purezza dell’immutabile
cielo. Non ci sono porte, si può
guardare la miseria di ogni
casa, i pavimenti di terra, le
poche stoviglie. Il lago è già
lontano, l’autista mostra i
denti alla pista di sabbia con
ringhioso accanimento. Bianca la polvere, bianche le case e
la pista, bianche le vesti, bianca la folla in cammino a piedi,
su asinelli, cavalli, dromedari
solenni. Gli alberi ora hanno
fronde di cenere, di un verde
spento.
Ormai i piani dei Boko Haram hanno scavalcato i confini
della Nigeria, controllare il
grande lago vuol dire mettere
in ginocchio il Ciad che importa tutto dalla Nigeria; il Ciad
da punire perché aiuta i francesi a combattere gli alleati
islamisti nel Sahel. Mescolano
tattiche di guerra e attentati
suicidi, disseminano le piste di
mine artigianali, li precede un
terrore che crea il vuoto. Sedi-
cimila nigeriani sono fuggiti
dall’altra parte del lago in cerca di sicurezza. E poi i centomila ciadiani che vivevano nelle isole del lago, espulsi con la
minaccia di essere uccisi come
complici dei terroristi e di cui
il governo del presidente Déby,
un dinosauro al potere da ventisei anni, non si occupa. Pensa
di risolvere il problema con la
violenza: come i nigeriani all’inizio della epopea sanguinaria della setta .
Il lago è ormai alle nostre
spalle, la vegetazione si è rarefatta, scomparse le grandi
palme, la terra non è più scura: steppe di sabbia, lande
bruciate pianori salati color
calce, rare acacie spossate
dalla siccità gettano la loro rara ombra intorno ai villaggi.
L’islam ha impresso la propria impronta su questo mondo, l’islam sempre attratto
dalle regioni desolate, dallo
sfavillio dei deserti. Asinelli e
cavalli si rotolano nella sabbia
scura, cercando di respirare,
stremati, un po’ di frescura
dalla terra. Il Ciad dei fuggiaschi crepita, si affila al sole.
È un cortile tutto bianco
questo mercato, gli uomini con
le loro lunghe vesti siedono in
gruppi, accigliati. Ma le donne
no: strepitano con uno strepito
di bambine senza risa, accanitamente loquaci. Hanno voci
tremanti, anche se gridano, di
un tono mite e denso, come
d’olio, e scorrono una sulla altra. Voci cantanti, da fanciulle
di sedici anni, le vecchie pure.
Ci racconteranno, loro e i bimbi, le ferocie dei Boko haram.
(1 - continua)
12BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI
6 .Primo Piano
STAMPA
.LA
MARTEDÌ 10 MAGGIO 2016
Banca Etruria, una “cabina di regia”
per vendere i bond ai risparmiatori
Arezzo, blitz della Guardia di finanza nella sede dell’istituto: indagati due manager
L’ipotesi: “incentivi” per spingere i direttori di filiale a far comprare i titoli a rischio
Nicastro:
in settimana
le offerte
per i 4 istituti
MILANO
Una «cabina di regia» manageriale ha deciso la vendita dei
bond subordinati ai clienti di
Banca Popolare dell’Etruria.
Prodotti ad alto rischio finiti
anche a piccoli risparmiatori
per abbassare il costo della
raccolta dell’istituto in una fase che vedeva gli investitori
istituzionali poco propensi ad
assumersi il rischio legato alla
banca aretina, se non pagando
elevati rendimenti. È l’ipotesi
della procura di Arezzo, con il
nucleo tributario della Guardia di finanza che ieri ha effettuato nuove perquisizioni
presso la sede dell’istituto e
presso le abitazioni di due manager indagati.
Tra le ipotesi al vaglio degli
inquirenti, anche quella di
«incentivi» ai responsabili
delle filiali per spingere la
vendita di questi prodotti
presso la clientela.
L’attività investigativa che
segue l’ipotesi di concorso di
persone nel reato di truffa aggravata, ha spiegato la Procura di Arezzo in una nota, «è indirizzata alla ricerca della documentazione e della corrispondenza dei vari responsabili di area, che hanno imposto,
tramite circolari interne e altre condotte al vaglio degli inquirenti, la sottoscrizione di
1 Questa
settimana «è
quella buona
per le offerte
non vincolanti»
sulle quattro
nuove banche
nate dalla risoluzione di Banca
Marche, Banca
Etruria, CariFerrara e CariChieti.
Lo ha detto ieri il
presidente
Roberto Nicastro, a margine
della relazione
ai mercati della
Consob, che si è
tenuta a Piazza
Affari a Milano.
MAURIZIO DEGL’INNOCENTI/ANSA
La truffa
Secondo i pm
i manager
hanno imposto la sottoscrizione di
bond ad alto
rischio a una
clientela priva
di un profilo
finanziario
adeguato
subordinate a una clientela retail, priva di un profilo finanziario adeguato all’investimento, proposto di norma ai
clienti “professionali»” che
possiedono le competenze necessarie per prendere consapevolmente le proprie decisioni e per valutare correttamente i rischi che assumono». Grazie anche alle dichiarazioni
contenute nelle oltre 400 de-
nunce raccolte, prosegue la
Procura, «è emersa con ragionevole certezza una “cabina di
regia” a livello manageriale,
che ha prescritto il collocamento delle subordinate in
modo “granulare”, andando a
individuare anche soggetti con
un profilo di investitore a “rischio basso” e non più solo a
“rischio medio-elevato” in linea con la tipologia di investi-
Le obbligazioni allo sportello
e la distrazione dei controllori
L’emissione del 2013 dell’istituto aretino rendeva meno dei Btp
È finita alle famiglie sotto gli occhi di Bankitalia e Consob
Retroscena
GIANLUCA PAOLUCCI
schero Burali, 66 anni, e il direttore dell’agenzia 8 di Banca
Popolare dell’Etruria erano
amici di famiglia. Anni di cene insieme o a scartare i regali di Natale la sera della Vigilia. Così quando nel giugno
del 2013 l’amico lo chiama
per proporgli un investimento che «ti conviene», non ci
ha pensato più di tanto. Su
consiglio dell’amico («Basta
che siano sicuri». «Non ti
preoccupare»), ha venduto le
obbligazioni «senior», le più
sicure, che aveva e sarebbero
scadute solo tre mesi dopo e
ha comprato i nuovi bond subordinati appena emessi. Da
novembre, quando banca
Etruria è stata messa in risoluzione insieme a Banca
Marche, CariFerrara e CariChieti, non si sono più rivisti.
L’amico è stato trasferito ad
un’altra filiale.
Quello di Aschero è uno
dei 400 casi vagliati dal Nu-
A
cleo tributario di Arezzo e di
Firenze della Guardia di finanza. Quello che il signor Burali
non sapeva fino a tre giorni fa è
che le obbligazioni senior che
ha venduto rendevano quanto
i famigerati titoli subordinati.
Il 3,5%. Che è già da sé un controsenso. Ma proprio quella
emissione di bond subordinati
del giugno 2013 (60 milioni di
euro, finiti per il 57,2% alle famiglie) è la peggiore tra tutte
quelle azzerate dal decreto di
novembre. Perché quei titoli
rendevano non solo molto meno dei titoli analoghi emessi
dalle altre banche. Ma anche
del Btp di pari durata emesso
in quel periodo, che aveva un
rendimento del 3,54%. Ovvero,
stando alla regola che vuole
rendimenti più alti per rischi
maggiori, quel bond subordinato di Etruria era più sicuro
dei titoli dello Stato italiano.
Mentre il direttore dell’Agenzia 8 convinceva il suo
amico a vendere i titoli più si-
curi e comprare quelli più a rischio in cambio di niente (stesso rendimento) alla Popolare
dell’Etruria era in corso dal 4
dicembre del 2012, più di sei
mesi, una ispezione della Banca d’Italia. Che aveva richiesto
un rafforzamento patrimoniale, realizzato in parte con un
aumento di capitale da 100 milioni e in parte proprio con
quel bond subordinato «Lower
tier II» finito in malora.
Sotto gli occhi degli ispettori, che da tempo premevano
per rinforzare il capitale, la
banca ha scaricato 60 milioni
di euro di bond subordinati sui
suoi correntisti.
Alla Banca d’Italia però non
spetta la vigilanza sulle modalità di vendita dei titoli allo
sportello, ovvero sugli argomenti che il direttore dell’Agenzia ha utilizzato per convincere il signor Burali a comprare dei titoli ad alto rischio e
basso rendimento. È un compito questo che spetta alla
Consob. Che il 18 aprile del
2013 ha approvato il prospetto
dell’operazione. E il 31 maggio
successivo ha ricevuto la nota
informativa della banca sulle
condizioni definitive dell’investimento.
La nota di 21 pagine si pare
con l’avvertenza che quel bond
è rischioso. Che in caso di li-
Arezzo
Una sede
della Banca
Popolare
Etruria
quidazione della banca si rischia di perdere tutto o parte
del capitale investito. Poi sono
riportati una serie di rischi: la
mancanza del rating, che
l’agenzia Fitch aveva ritirato
all’inizio del 2012 su richiesta
della banca stessa (era BB+,
non particolarmente brillante
né sicuro). Poi c’è la segnalazione che i bilanci sono in rosso, che le sofferenze crescono
in misura esponenziale, che
l’attività della banca si è concentrata negli investimenti in
titoli di Stato (passati in un anno da 1,4 miliardi a 4,6 miliardi) e che nonostante questo i
conti siano in rosso. Che chi
vendeva i titoli era lo stesso
che avrebbe beneficiato dell’incasso, ovvero sempre la
banca. Che avrebbe anche
comprato e venduto i bond di
coloro che volevano disfarsene, con un macroscopico conflitto d’interesse.
Poi c’è scritto anche che
rendevano appena il 3,5%, meno di un Btp.
12BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI
400
denunce
Sono state
raccolte
dalla Procura
di Arezzo
e avrebbero
svelato
la «cabina
di regia»
mento finanziario».
Una scelta precisa, quella di
piazzare sempre più prodotti a
rischio nei portafoglio che nel
bilancio del 2013, l’ultimo approvato da Etruria prima del
commissariamento, veniva
spiegata così: «La scelta di ridurre costantemente la dipendenza da controparti istituzionali ha comportato un’evoluzione della raccolta che ha privilegiato obiettivi qualitativi di
granularizzazione e di stabilità, piuttosto che obiettivi meramente quantitativi. Infatti,
la disintermediazione dalla
clientela istituzionale realizzata nel 2013 - che si aggiunge a
quanto già ampiamente realizzato nel 2012 - ed il maggior peso percentuale della raccolta
da privati contribuisce a mantenere in equilibrio e rendere
stabili nel tempo le fonti di finanziamento degli impieghi».
La realtà era molto più semplice del linguaggio utilizzato
dagli estensori del bilancio. I
famosi investitori istituzionali
avrebbero preteso rendimenti
molto più alti per comprare
quelle obbligazioni subordinate, consapevoli dei rischi di un
istituto - com’era Etruria in
quella fase - con bilanci in perdita, sofferenze in aumento
esponenziale e qualche problemino sul capitale.
[G. PAO.]
12BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI
3,5% 97,2%
il tasso
Le famiglie
Nel giugno
del 2013
Etruria emette 60 milioni
di bond subordinati. Il
rendimento è
inferiore a
quello del Btp
di pari durata
emesso in
quei giorni
Il bond viene
venduto
praticamente
tutto «allo
sportello». La
quota che
finisce alle
famiglie è del
97,2% del
totale dell’emissione
LA STAMPA
MARTEDÌ 10 MAGGIO 2016
Primo Piano .7
.
BUFERA SUL CREDITO
Vegas assolve Consob
sulle banche fallite
“La vigilanza funziona”
il caso
FRANCESCO SPINI
MILANO
operato della Consob?
Nulla da ridire. Nemmeno le tormentate vicende delle quattro banche
(Etruria&Co) in risoluzione e
dei risparmiatori finiti al verde «mettono in discussione la
validità di fondo dei modelli di
vigilanza», assicura il presidente della Commissione,
Giuseppe Vegas, durante l’incontro annuale con il mercato
finanziario. Di fronte alla platea di banchieri e imprenditori riuniti a Piazza Affari, il numero uno della Commissione
rivendica le valutazioni «positive» ottenute da Consob ad
opera di Fmi e Esma e afferma, casomai, che con l’«incertezza» generata da questi episodi e dall’arrivo del salvataggio interno («bail-in») «i tradizionali strumenti posti a presidio e a tutela del risparmio
vanno ripensati, ponendo l’investitore al centro del sistema». Il prospetto informativo,
in particolare, è da rivedere:
«Troppo lungo e complesso
per poter essere letto e compreso dal risparmiatore». Ma
al di là di questo, nessun ripensamento. Perché i prospetti delle emissioni di quelle
maledette obbligazioni subordinate «erano stati redatti nel
rispetto delle regole di trasparenza previste dalle norme» e
«specificavano - scandisce Vegas - che l’investitore avrebbe
potuto perdere l’intero capitale». Certo, avvisa che «sono
in corso accertamenti» sul
«rispetto delle regole di con-
L’
Ghizzoni conta sull’appuntamento di oggi per mostrare
che i numeri della sua banca
sono buoni, ma anche per
cercare di dissipare una voce
ricorrente e fastidiosa. È
Presidente
della Consob
milioni
Le sanzioni
applicate
da Consob
nel 2015
al termine
di 236
procedimenti
L’anno prima
le multe
superavano
i 20,5 milioni
600
mila euro
Il valore
dei beni
confiscati
dopo i procedimenti
per violazioni
in materia
di abusi
di mercato
dotta nel collocamento». Ma
per le associazioni dei consumatori non c’è dubbio: Vegas si
auto-assolve. Lettura che il presidente rigetta. Spiega in serata: «Dal punto di vista regolamentare noi abbiamo fatto
quello che potevamo fare. Si
può fare sempre di più e noi ad
esempio l’abbiamo fatto come
nel caso delle banche venete,
andando oltre la regolazione
europea». Il riferimento è agli
aumenti di capitale di Popolare
di Vicenza e di Veneto Banca
per cui l’autorità ha raccomandato, andando oltre la normativa Ue, «la consegna sistematica
delle avvertenze» (una descrizione sintetica dei principali rischi legati all’investimento) così da «spingere il cliente a pren-
dere concretamente conoscenza del loro contenuto».
Perché poi resta solo una
consolazione, magra, per l’investitore ingannato: le multe
comminate a chi compie scorrettezze. L’anno passato - è il
conto contenuto nella relazione
annuale - sono stati conclusi
268 procedimenti sanzionatori,
in aumento rispetto al 2014. Ca-
L’autorità
Un momento
della
riunione
annuale
della
Consob
a Milano
Il calo in Borsa e l’incognita dei conti
quegli ostacoli sulla strada di Unicredit
Il presidente Vita nega rivoluzioni al vertice: tutto tranquillo
Il mercato: banca difficile da gestire. Ghizzoni alla prova dei numeri
SEGUE DALLA PRIMA PAGINA
I conti
Giuseppe Vegas
12,1
FRANCESCO MANACORDA
MILANO
C
Il tetto al possesso dei
titoli di Stato potrebbe
avvantaggiare i Paesi
con rating più elevati
Il presidente dell’Authority boccia i prospetti informativi:
“Troppo lunghi per poter essere capiti dagli investitori”
Analisi
he il titolo Unicredit ha
perso negli ultimi dodici mesi quasi il 52% del
suo valore, mentre Intesa
Sanpaolo è scesa del 26% e
l’indice che misura l’andamento di Borsa di tutte le
banche quotate italiane è andato giù del 40,3%.
Proprio oggi Unicredit farà parlare altri numeri, quelli
della sua trimestrale: il «consensus» degli analisti finanziari, cioè la loro previsione
media, è che la banca guidata
da Federico Ghizzoni metta a
segno nei tre mesi da gennaio
a marzo un utile netto di 379
milioni. Ma anche tra i 20
analisti che hanno formato
questa media le opinioni sono
variabilissime: il giudizio più
fiducioso dà a Unicredit un
utile trimestrale di 756 milioni, il più freddo di soli 202 milioni. Intesa-Sanpaolo, che ha
annunciato i suoi dati la scorsa settimana e che vale oggi
in Borsa circa due volte la
concorrente - 37 miliardi contro 19 - è arrivata nel trimestre a un utile di 806 milioni.
Chiari i rischi per chi
comprò i bond delle
banche, ma prospetti
poco comprensibili
zardo, ma un semplice mandato esplorativo da cui Unicredit
si sarebbe potuto sfilare anche
senza caricarne il peso sulle
spalle di Atlante, e rassicurare
la Borsa che il gruppo - come
ha detto numerose volte negli
ultimi mesi - non ha bisogno di
chiedere nuovi fondi agli azionisti e può generare da solo il
capitale di cui ha bisogno.
-8,7%
-7,5%
-7%
Così
le banche
a Piazza
Affari
-4,51%
-3,64%
-2,35%
«Too complex to manage»
-2,04%
+0,63%
+2,31%
LA STAMPA
-52
per cento
La perdita
in Borsa
di Unicredit
nel corso
degli ultimi
dodici mesi
mentre Intesa
ha lasciato
sul terreno
il 26 per cento
quella che vorrebbe l’amministratore delegato spinto verso
l’uscita da alcuni soci, non convinti dell’efficacia della sua
azione. I cahiers de doléances
appaiono ampi e articolati: la
redditività non ingrana a pieno
regime, l’accordo con Santander per il risparmio gestito di
Pioneer, concluso oltre un anno fa e che avrebbe dovuto migliorare i requisiti patrimoniali della banca, non si vede ancora; sotto tiro c’è anche la garanzia di sottoscrizione che
Unicredit aveva prestato per
l’aumento di capitale da un miliardo e mezzo della Popolare
di Vicenza e che è stata girata
poi al fondo Atlante che si è ritrovato così in tasca il 99% dell’istituto in crisi.
La governance
Dal quartier generale della
banca si nega qualsiasi rivoluzione al vertice e ieri è toccato
al presidente di Unicredit Giuseppe Vita versare olio sulla
maretta delle illazioni: «Sulla
governance è tutto tranquillo». Sta di fatto che Ghizzoni
oggi parlerà probabilmente al
cda e al mercato per spiegare
che l’operazione con la Popolare di Vicenza non è stato un az-
99
per cento
La quota
del fondo
Atlante
in Popolare
di Vicenza
L’aumento
di Veneto
Banca slitta
di una
settimana
Ma dietro il diverso apprezzamento in Borsa dei due principali gruppi italiani c’è anche
dell’altro. La preoccupazione
del «too big to fail», la parola
d’ordine che salvò i colossi di
Wall Street nella crisi del 2008
perché erano appunto «troppo grandi per fallire», senza rischiare così di travolgere nella
loro caduta tutto il sistema finanziario, è stata sostituita
dal «too complex to manage»,
banche troppo complicate e
difficili da gestire. La definizione non è di oggi, risale almeno al 2012, quando fu usata
in un dibattito alla Federal Reserve di Saint Louis, ma oggi
le megabanche e i loro problemi sono in alto nelle preoccupazioni dei regolatori. Negli
Usa si tratta di colossi come
Jp Morgan Bank of America o
Citi, in Europa una Deutsche
Bank può essere un buon
la invece il totale delle multe:
12,1 milioni, rispetto ai 20,6 milioni del 2014. Ora, per rendere
più agevole la vita del risparmiatore, si punta a migliorare la
trasparenza. Il prospetto informativo in particolare «è diventato uno strumento utile a chi lo
redige per prevenire possibili
rischi legali», dice Vegas, ma
così com’è non assicura a chi lo
legge la dovuta comprensione.
Consob ha lanciato così tre consultazioni per altrettante raccomandazioni tese a rafforzare
una modalità di informazione
più sintetica e fruibile per l’investitore. Con la prima si intende introdurre linee guida per
definire e rendere standard le
«avvertenze per l’investitore».
La seconda principi guida sulle
«informazioni chiave» da fornire ai clienti nella distribuzione
di prodotti finanziari attraverso «schede prodotto». La terza
consultazione riguarda infine
una raccomandazione in tema
di distribuzione degli «strumenti finanziari attraverso la
quotazione diretta su mercati
regolamentati o su sistemi multilaterali di negoziazione, anziché attraverso il tradizionale
collocamento» allo sportello.
12BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI
esempio e in Italia Unicredit
sconta senza dubbio il fatto di
avere una struttura assai più
ramificata e globale della concorrente Intesa Sanpaolo,
concentrata soprattutto sul
mercato nazionale. Se si vuole
vederla in una prospettiva di
lungo periodo l’impero di
Alessandro Profumo, che nei
primi Anni 2000 aveva portato il gruppo dalla Germania al
Kazakistan, dalla Polonia all’Ucraina, non ha dato i frutti
sperati. Anche perché la grande scommessa di un vero mercato finanziario unico europeo
non è andata in porto.
Basteranno parole e atti di
Ghizzoni per garantirgli un
saldo futuro di fronte a soci
che spaziano dalle fondazioni
di Torino e Vicenza agli emiratini del fondo Aabar, fino ai libici divisi tra due capitali?
Ascoltata dalle torri gemelle di
Unicredit, nella nuovissima
piazza Gae Aulenti - già passate dall’immobiliarista Manfredi Catella al fondo sovrano del
Qatar, anche questo un segno
dei tempi - la ridda di voci non
ha fondamento. Ma anche tra i
grandi banchieri si esercita la
nobile arte del pettegolezzo
sui colleghi e ieri mattina in
una sala di Borsa dove la relazione della Consob è stata non
a caso dedicata tutta alla situazione difficile degli istituti
di credito c’erano due assenze
che spiccavano: quella di Carlo
Messina, il Ceo di IntesaSanpaolo impegnato nel classico giro tra investitori che segue la presentazione dei risultati trimestrali, e quella di
Ghizzoni che si preparava invece a spiegare che la sua banca non è troppo complessa per
essere gestita.
12BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI
8 .Primo Piano
STAMPA
.LA
MARTEDÌ 10 MAGGIO 2016
Uggetti
ascoltato
in Procura
Hanno
collaborato
confermando la
ricostruzione
della Procura il
sindaco del Pd di
Lodi Simone
Uggetti e
l’avvocato
Cristiano Marini,
in cella con
l’accusa di aver
pilotato la gara
per la gestione
delle piscine
scoperte della
città, e
interrogati ieri
dal pm Laura
Siani. Le loro
ammissioni
avrebbero
lasciato
«soddisfatto» il
magistrato,
tant’è che le
difese stanno
valutando di
chiedere al gip
Isabella Ciriaco la
scarcerazione
Intervista
FRANCESCO MAESANO
ROMA
C’
è anche la sua firma
in calce all’appello
dei 56 costituzionalisti che ad aprile hanno
scritto contro una riforma
che definiscono una «potenziale fonte di nuove disfunzioni nel sistema istituzionale». Valerio Onida, ex presidente della corte Costituzionale, è tra coloro che Renzi
ha chiamato in causa durante la direzione Pd di ieri definendoli «archeologi travestiti da costituzionalisti».
Presidente Onida, il premier
dice che lei e gli altri costituzionalisti che hanno espresso
riserve sulla riforma costituzionale siete scesi “in difesa
del codice di Hammurabi”.
«Non c’è male».
Lei si sente un archeologo?
«Queste cose non le raccoglierei neanche, non ne vale la pena: si commentano da sole».
Al referendum si vince
se non ci perdiamo in
beghe. Il giorno dopo,
via al congresso
«Il rush finale»
prima del
referendum
costituzionale
«si aprirà
simbolicamen
te tra il 5-10
settembre
fino al 15-20
ottobre con la
seconda
edizione di
classe dem
Mentre la
campagna
elettorale
andrà sui toni,
per così dire,
più superficiali
avremo un
luogo di
approfodimen
to», aggiunge
Renzi.
Doppiopesismo
incredibile del M5S,
garantista solo
quando tocca ai suoi
I comitati del sì al
referendum non sono
l’ossatura del Partito
della Nazione
Matteo Renzi
premier
e segretario del Pd
MASSIMO PERCOSSI/ANSA
Boschi all’attacco degli oppositori Pd
Cuperlo la chiama in causa per la frase su Casa Pound, lei per la prima volta prende la parola:
“Da qui al 2018 ci sarà mai una direzione in cui la minoranza non accusa la maggioranza?”
CARLO BERTINI
ROMA
Che sia una tregua armata quella siglata ieri tra Renzi e la sinistra del Pd lo dimostra non solo
la proposta a doppio taglio di anticipo del congresso - condizionata alla fine delle ostilità interne - e di una segreteria nuova da
formare dopo le comunali con
«scelte condivise»; ma soprattutto il duro scontro andato in
scena in Direzione tra la Boschi
e Gianni Cuperlo. Mai lei aveva
preso la parola in Direzione e il
suo esordio è dovuto a «fatto
personale»: cioè alla battuta di
qualche sera fa, «chi vota no al
referendum vota come quelli di
Casapound», criticata da Cuperlo al punto da chiedere pubbliche scuse alla ministra che invece la rilancia come «dato di
fatto». «Ho atteso come atto dovuto la smentita di chi ha posto
quella parte della sinistra orientata a votare no sullo stesso piano di Casapound», attacca Cuperlo. E la Boschi: «Da qui al
2018 ci sarà una Direzione, una,
in cui la minoranza non attaccherà questa dirigenza? Una
Gianni!». Come a dire, meglio
non continuare le polemiche
perché «la nostra gente è abbastanza stanca delle discussioni
tra di noi, soprattutto quando
nascono dal nulla».
Il nemico sono i 5stelle
Ma qui serve un passo indietro
al primo tempo: Renzi smonta la
polemica con i giudici, rilancia
solo l'invito alle toghe di arrivare
presto a sentenza; accusa i
5Stelle di doppiopesismo e invita la minoranza del suo partito a
deporre le armi. «Non chiediamo la luna quando invochiamo
sentenze rapide, noi le rispettiamo», dice il premier. Che attacca
«l’ incredibile doppiopesismo»
di chi è «garantista quando tocca ai suoi, viceversa quando tocca ad altri, una cosa insopportabile. Noi siamo genuinamente
garantisti, non chiediamo le dimissioni del sindaco di Livorno»,
fa notare Renzi. Che dunque indica con precisione quale sia il
nemico da battere a giugno; e
poi affronta il tema del referendum e di «un no che può essere
superato se avremo la forza e il
Crescono neofascisti e M5S
Bolzano, ballottaggio Pd-centrodestra
1 Sarà un ballottaggio tra il Pd ed il centrodestra a
decidere le sorti del comune di Bolzano, chiamato alle
urne per due volte nel giro di un anno. Il risultato del
primo turno vede in testa il candidato dem Renzo Caramaschi (22,32% dei voti), che contenderà la poltrona di sindaco all’esponente del centrodestra Mario Tagnin (18,39%). I Cinque Stelle diventano terzo partito
passando da 4 a 6 consiglieri. Cresce anche l’estrema
destra di CasaPound, che passa da uno a 3 consiglieri.
coraggio di stare in mezzo alle
persone e non rinchiuderci nelle
nostre beghe interne: dal giorno
dopo il congresso», è l’annuncio
inatteso. Accompagnato da precisazioni utili alle orecchie dei
«compagni» del Pd: i comitati
del sì al referendum «non sono
l’ossatura di un soggetto futuro»
e cioè non saranno l’embrione
del partito della Nazione tanto
inviso alla sinistra, «perché passato e futuro sono il Pd».
Sinistra divisa alla meta
«Molto bene, abbiamo scelte
così importanti su cui bisogna
ascoltare i nostri iscritti», è il
commento di Roberto Speranza, «bene così, era quello che
avevamo chiesto tempo fa».
Mentre quello di Cuperlo, l’altro leader della sinistra è «rispetterò la moratoria, ma quello della Boschi non mi sembra il
modo per impostare la discussione sulla riforma della Costituzione». Insomma da una parte è vero - spiegano i renziani che la proposta di anticipare il
congresso va incontro ai desiderata della minoranza, ansiosa di fissare “quote” attendibili
da riproporre per le liste eletto-
Onida: il combinato con l’Italicum
aumenta di fatto i poteri del premier
Renzi durante
la direzione Pd
di ieri ha definito i professori contrari
alla riforma
archeologi
travestiti da
costituzionalisti»
Renzi lamenta che oggi la Costituzione assegna al capo del governo una scarsità di poteri che
non ha eguali nel mondo.
«La riforma tocca marginalmente i poteri del governo.
Semmai è l’effetto del combinato disposto con la legge elettorale ad aumentarne il peso: legge elettorale che, in una situazione tutt’altro che bipartitica,
rischia di produrre eccessivi
squilibri di rappresentanza. In
ogni caso non è vero che nel nostro sistema il Presidente del
consiglio sia così debole».
Teme che le vostre eccezioni alla
riforma finiscano nel calderone
dell’anti-Renzismo militante?
«Questa campagna referendaria è presentata come un voto su
Renzi. Ma non è e non deve essere così. Il referendum ha un og-
«Certo, ce ne sono. Penso all’introduzione di tempi certi per il
voto su alcuni progetti di legge
del governo, o alla possibilità di
portare al vaglio preventivo della Corte Costituzionale le leggi
elettorali prima che vengano
promulgate».
ex presidente
della Corte Costituzionale
IMAGOECONOMICA
«No, mi convince: ma la riforma va fatta bene, per esempio
costruendo una vera camera
delle regioni sul modello del
Bundesrat tedesco. Un’assemblea con veri poteri e che dav-
12BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI
Vede aspetti positivi nella riforma?
Valerio Onida
Il superamento del bicameralismo paritario proprio non la
convince?
La prima conseguenza di quanto chiesto dal premier - unità su
sindaci e referendum e subito
dopo parte il congresso Pd - sarà una maratona di dodici mesi
e oltre di campagna elettorale
permanente. La seconda è che
la sinistra Pd dovrà sudare assai di qui in avanti per guadagnarsi seggi al prossimo giro:
tanto per cominciare chi si impegnerà alle comunali e farà
campagna per il sì al referendum sarà avvantaggiato, gli altri assai meno, per usare un eufemismo.
Ecco, se a quanto è dato capire questi saranno i riflessi pratici, non deve stupire che ieri il
premier e la Boschi abbiano giocato la parte del poliziotto buono e quello cattivo, visto che ora
che il gioco si fa duro le polemiche interne non saranno ben accette.
«Questo è un problema politico.
Se c’è una legge importante sulla
quale la maggioranza è compatta allora i tempi sono governabili.
Lo ha dimostrato proprio Renzi
portando a casa diverse leggi».
I difetti non dipendono solo dal
bicameralismo, le leggi escono da
Palazzo Chigi scritte male
getto preciso ed è su questo che
voteremo. Il Governo invece
sembra porre una questione di
fiducia di fronte all’elettorato».
Campagna permanente
C’è però anche un problema di
gestione di due maggioranze in
due camere con equilibri spesso differenti.
“Noi archeologi? Frasi che si commentano da sé
Non vero che nel nostro sistema il premier sia debole”
L’accusa
rali, «ma non sarà secondario
per tutte le valutazioni successive cosa faranno i loro esponenti nelle regioni alle comunali e se faranno i comitati per il
no o per il si al referendum...».
vero rappresenti le Regioni».
Sarà però un passo avanti in termini di tempistica legislativa,
non crede?
«Qualche abbreviazione potrà
esserci. Ma i difetti del nostro
sistema legislativo non dipendono solo dal bicameralismo».
E da chi dipendono?
«Le leggi escono anche da palazzo Chigi scritte male. I decreti
sono spesso alluvionali, ledendo
chiarezza e certezza del diritto».
La convince la proposta dei Radicali di spacchettare il “quesitone” in alcune parti da sottoporre al vaglio degli elettori singolarmente?
«E’ una soluzione plausibile e
auspicabile. Costringere a votare in blocco su tanti argomenti
lede la libertà di voto dell’elettore. Il quesito non è omogeneo.
Dunque sarebbe giusto “spacchettarlo”, magari andando per
titoli del testo costituzionale,
per consentire ai cittadini di
esprimersi sui singoli temi».
12BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI
LA STAMPA
MARTEDÌ 10 MAGGIO 2016
Primo Piano .9
.
IL GOVERNO E LA GIUSTIZIA
Autodisciplina delle toghe
Il Csm ci sta lavorando
Retroscena
UGO MAGRI
ROMA
Il premier
evita di gettare benzina sul
fuoco, addirittura augura
«buon lavoro» alle toghe. E dalla
magistratura
non si segnalano attacchi
al governo
Il premier
Renzi vedrebbe di buon
occhio un
regolamento
dove si specifichi come
dovranno
regolarsi i
magistrati
durante la
prossima
campagna
referendaria
a tregua regge. Per
quanto ancora magistrati e politici riusciranno a
trattenersi, nessuno lo può sapere. Magari la zuffa riprenderà alla prossima inchiesta, più
virulenta che mai. Però intanto
certi segnali inducono a ben
sperare. Il premier evita di gettare benzina sul fuoco, addirittura augura «buon lavoro» alle
toghe. Nel campo della magistratura non si segnalano attacchi al governo. E chi immagina una regia, dietro questo
abbassamento dei toni, sicuramente non sbaglia.
Di Maio attacca
“Il Pd ha sostituito
Berlinguer con Verdini”
1 «Renzi ammette
che nel Pd c’è una questione morale, come
denunciava Berlinguer. Il problema è che
ha sostituito Berlinguer con Verdini». Così
Luigi Di Maio, membro
del direttorio Cinque
Stelle. Per il vicepresidente della Camera «il
M5S è l’unica forza politica che ha colto l’importanza storica della
denuncia di Berlinguer
sui partiti degenerati».
L’arbitrato del Colle
L’ultima cosa che il Quirinale
metterà in piazza è il ruolo di
Mattarella. Dunque mai là confesseranno se la frenata di
Renzi nasce da qualche suo
consiglio. Tantomeno diranno
quali iniziative sono maturate
rispetto alle toghe. Si sa solo
che negli ultimi giorni sono
stati piuttosto fitti i contatti telefonici con Legnini, vice-presidente del Csm (il numero uno
è Mattarella). Ieri Legnini è
stato ricevuto al Quirinale, e
come al solito il comunicato
nulla svela sui contenuti del
colloquio. Ma qualcosa è filtrato da altri palazzi istituzionali.
Dove si conferma che il Capo
dello Stato sta adoperandosi
per mettere pace tra i belligeranti. E si aggiunge che forse
non ci sarà nemmeno bisogno
di adottare codici deontologici,
o di disciplina, per mettere in
futuro un argine alle esternazioni dei magistrati.
Vietata la «militanza»
Qualcuno insinua che Renzi
(non altrettanto il ministro
della Giustizia Orlando, il quale se ne tiene fuori) vedrebbe di
buon occhio un regolamento
dove si specifichi come dovranno regolarsi i magistrati
durante la prossima campa-
Intervista
FRANCESCO
AMMENDOLA/QUIRINALE/LAPRESSE
Mattarella
Sergio
Mattarella
interviene alla
cerimonia del
Giorno della
Memoria
dedicato alle
vittime del
terrorismo
gna referendaria. Non si desidera un bis di quanto accadde
nel referendum del 2006,
quando intere correnti della
magistratura si tuffarono nell’agone. Legnini sta valutando
la possibilità di mettere questo
codice nero su bianco, su proposta di una parte della stessa
magistratura associata. Stamane incontrerà i capigruppo
del Csm per una valutazione
preliminare. L’idea-guida consiste nel fissare alcuni paletti,
oltre i quali la legittima manifestazione delle idee si trasformerebbe in una «militanza»
del tutto inopportuna. Ma ci
sono alcune controindicazioni.
Anzitutto, non è facile classificare i comportamenti «vietati»: le interviste sì le relazioni
ai convegni no? Una dichiarazione va bene e due sono trop-
Su La Stampa
GIUSTIZIA E POLITICA
Violante: “Il partito è a un bivio
rischia di diventare strumento di potere”
/1
L’ex presidente della Camera: “O premier o segretario, Matteo deve scegliere”
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affrontarla. Ora nel Pd si pone
un problema di direzione politica. Bisogna trovare una soluzione: o facciamo della segreteria un vero organo di autorevole
direzione politica, o vanno scisse le due responsabilità, di premier e segretario».
Le cose nel partito non
vanno, ma per noi il
problema si pone in
modo più grave,
abbiamo più potere
Luciano Violante
Ex magistrato
ex presidente della Camera
DANIELE SCUDIERI/IMAGOECONOMICA
un po’ a sorpresa, della lezione
di Enrico Berlinguer?
«Berlinguer in realtà denunciava l’occupazione dello Stato da
parte dei partiti. Il progressivo
indebolimento di una funzione
sana dei partiti nella dinamica
istituzionale. All’espressione
“questione morale” Berlinguer
dava un carattere non politico,
gli interessava denunciare un
calo di etica pubblica. Perciò direi che il riferimento a lui probabilmente non è da fare in maniera meccanica. Di certo va notato che quando in un Paese c’è
corruzione, ci sono sempre due
attori, il pubblico e il privato; la
corruzione è un rapporto a due,
non è coinvolta solo la politica è
coinvolta anche la società, ma la
politica ha più responsabilità,
nel dettare una guida, nel porre
un argine. Mi sembra che la posizione espressa da Renzi vada
in questa direzione».
Lei ha mai parlato direttamente,
con lui, di una questione morale
nel partito?
«No, mai».
Come giudicava fino a ieri sera il
suo posizionamento sullo stato
del partito, e il problema delle
troppe indagini sui suoi amministratori?
Toga e
deputato
Luciano Violante, magistrato anti
terrorismo, è
stato deputato del Pci e
poi presidente della
Camera dal
1996 al 2001
«Innanzitutto ricordiamo che
indagine non vuol dire colpevolezza. Pensiamo al caso di Pena-
ti. Mi sono persuaso, poi, che a
monte ci sia un problema: chi
ha la doppia responsabilità, di
guidare il governo e guidare il
primo partito, non può che finire per trascurare il partito, non
ce la fa a star dietro al partito in
un momento così difficile, anche sul piano internazionale.
Preso com’è il premier dagli impegni di guida del governo, il Pd
rischia di diventare un semplice strumento di potere, e si creano le condizioni, in troppe situazioni, per una prevalenza di
interessi personali su quelli
pubblici. Renzi ovviamente non
ha creato questa situazione, ma
non ha il tempo materiale per
«A differenza del passato, nel cosiddetto scontro politica-magistratura, tanto le dichiarazioni
del dottor Davigo quanto quelle
del dottor Morosini non hanno
dato una risposta, ma hanno
tentato di aprire uno scontro.
Dopodiché, la presa di distanza
dell’Anm è stata un fatto molto
positivo. Io penso che bisogna
difendere la magistratura non
solo dai suoi nemici, ma anche
dai suoi apparenti amici».
Anche Renzi però è arrivato all’uscita autocritica di ieri dopo
alcuni sbandamenti.
«Ne ebbe uno, sui magistrati
della Basilicata; ma lo scontro,
dopo la prima dichiarazione, è
stato aperto da magistrati».
Esiste un problema anche della
magistratura, non solo della politica?
«Io penso che la magistratura,
oltre che dai rischi di dipendenza
dal potere politico, debba guardarsi anche dai rischi di dipendenza dal potere finanziario»
12BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI
se. È il concetto di simbolo dell’antimafia che trovo pericoloso.
Delegare a pochi simboli l’impegno civile contro le mafie diventa un modo, per la maggioranza,
per sottrarsi alla responsabilità
e all’impegno. Devo poi aggiungere che spesso non mi piace il
tono quasi sacerdotale che adottano taluni di questi simboli. Mi
fanno venire in mente una frase
.
e
a
L’intervista a Luciano
Violante (pubblicata ieri)
sul nervo della degenerazione del Pd da comunità a
struttura di potere
1
12BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI
Alimentato da chi?
Colloqui di pace
Di positivo c’è che nelle prossime ore tutti parleranno con
tutti. Legnini andrà in visita
domani da Orlando. Entrambi
incontreranno oggi (separatamente) la nuova giunta dell’Anm guidata dal battagliero
Davigo. Il quale giovedì sarà ricevuto dal presidente del Senato Grasso, e il 30 maggio salirà al Colle da Mattarella. Tanti colloqui per costruire, dopo
la tregua, una durevole pace.
12BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATIL
Chi è
nostri strumenti di lavoro: se lo
Stato, che è il nostro datore di
lavoro, ci dà il piccone per intervenire dove servirebbe la trivella, abbiamo il dovere di farlo
presente. Purtroppo, sempre
più spesso si delega alla magistratura un controllo di legalità
che, nel nostro caso, può essere
esercitato solo quando il danno
è ormai stato fatto. Laddove, al
contrario, occorrerebbe intervenire prima».
Alfonso
Sabella, ex
assessore alla
Legalità a
Roma
H
«Da chi non vuole il cambiamento e, puntualmente, soffia
sul fuoco delle polemiche alla
vigilia di riforme importanti.
Come, restando all’attualità,
la riforma del processo penale
pe? Inoltre, un regolamento
che desse l’impressione di imporre un bavaglio alle toghe
avrebbe l’effetto opposto, di far
riesplodere le tensioni. Ecco
perché le perplessità sono tante e, a quanto risulta, manifestate pure in altissimo loco.
Che pensa dell’atteggiamento
di Renzi verso i giudici, e dei giudici - o di tanti giudici - verso
Renzi?
Lo scontro? Aperto da
Davigo e Morosini
La magistratura si
guardi dai finti amici, e
dal potere finanziario
ANTONIO PITONI
ROMA
a fatto parte del pool di
magistrati di Palermo
che assicurò alle patrie galere mafiosi del calibro
di Leoluca Bagarella e Giovanni Brusca. Ma nel suo curriculum, oltre alla parentesi
da assessore (indipendente)
alla Legalità di Roma nella
Giunta Marino, c’è anche una
curiosa circostanza. «Per
scelta personale non sono
iscritto ad alcuna corrente, lo
considero un modo per rivendicare la mia totale autonomia e indipendenza», assicura
Alfonso Sabella. Che sulle tensioni tra politica e magistratura ha una sua visione del tutto
particolare. «C’è chi spesso ha
evocato lo spettro della giustizia ad orologeria, ma credo
che il vero problema sia, in realtà, il ciclico ritorno del conflitto ad orologeria».
MARCELLO
SORGI
Mattarella
e i nodi
Ma il Quirinale spera che la tregua politici-giudici
diventi stabile e non ci sia bisogno del Codice su politica e toghe
L
Distensione
Taccuino
Da parte della politica?
MASSIMO PERCOSSI/ANSA
Sabella: “Basta guerre
e conflitti a orologeria”
“Bene il premier che non parla di complotti”
e della prescrizione».
Parla di politici o magistrati ?
«Di entrambi, ma non solo. Mi
riferisco anche ad una parte degli operatori dell’informazione
e ai rappresentanti delle categorie professionali (leggi avvocati, ndr). Lo dico perché noto
una certa tendenza ad enfatizzare affermazioni nelle quali, se
analizziamo le parole dei singoli
protagonisti delle ultime tensioni, non vedo francamente
Le liti
«Alimentate
da chi non
vuole il
cambiamento,
e soffia sul
fuoco alla
vigilia di
riforme importanti»
nulla di grave. Con il rischio di
perdere di vista il vero pericolo
che stiamo correndo».
Sarebbe a dire?
«Che anche stavolta le riforme
non vedano la luce o che taglino
il traguardo monche».
Ma i magistrati hanno o no il diritto di esprimere opinioni sulle
leggi dello Stato?
«Certamente sì. Come magistrati abbiamo il pieno diritto di
esprimerci sulle leggi che sono i
«Non solo. Il problema è che la
legge Bassanini, che considero
una buona legge con una pessima applicazione, ha deresponsabilizzato la politica . A rispondere alla Corte dei Conti ci vanno dirigenti e funzionari. Il risultato è un ammanco di amministrazione che ha favorito
un’evoluzione dei fenomeni corruttivi. E’ lì che la criminalità si
è insinuata generando
un’espansione geometrica della
corruzione lungo l’intera area
dell’amministrazione».
Tornando allo scontro politicamagistratura, come se ne esce?
«Con il buon senso, da parte di
tutti. Dialogando senza polemizzare. Del resto, i margini ci
sono. Ho apprezzato molto che
il premier Renzi abbia respinto
ogni ipotesi di complotto contro
la politica, evitando ogni riferimento alla giustizia ad orologeria. Una posizione che può certamente aiutare».
12BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI
N
ella vita di ogni Presidente della Repubblica c’è sempre un momento - a volte più di uno - in
cui è chiamato a intervenire
nel conflitto tra politica e magistratura. Senza andare molto indietro, al 1985 in cui Cossiga mandò i carabinieri nella
sede del Consiglio superiore
della magistratura per impedirgli di pronunciarsi contro il
governo Craxi, basta solo ricordare cosa è toccato in sorte agli ultimi tre Capi dello
Stato.
Scalfaro, che da ex magistrato si rifiutò nel ’93 di firmare il cosiddetto “decreto
colpo di spugna”, dopo aver
assistito alla rivolta dei giudici di Mani pulite, grazie a quella mossa potè varie volte, nel
corso del suo settennato, intervenire per denunciare gli
eccessi nell’uso di arresti e
manette da parte dei pm contro i politici. Ciampi si trovò
stretto tra l’offensiva, e in
qualche caso l’accanimento,
delle procure contro Berlusconi, e le prime “leggi ad personam” varate dall’ex-Cavaliere (tra cui la riscrittura del
falso in bilancio e l’accorciamento dei termini di prescrizione che adesso si tenta di
nuovo di allungare). Napolitano, per aver criticato con parole chiare le esagerazioni di
certe toghe e per aver politicamente riabilitato lo stesso
Craxi, cioè la vittima numero
uno di Tangentopoli, si ritrovò
coinvolto, seppure come testimone, nel processone di Palermo per la presunta “trattativa” tra Stato e mafia, e dovette sopportare nel 2014 l’intrusione dei pubblici ministeri al Quirinale, dove venne sottoposto a un lunghissimo
(quanto inutile) interrogatorio a proposito di alcune affermazioni del suo consigliere
giuridico Loris D’Ambrosio.
Adesso tocca a Mattarella.
L’approccio del Presidente, al
momento, è mediato: dal vicepresidente del Csm Legnini,
che domenica ha ricordato come i magistrati possano legittimamente esprimere le loro
opinioni politiche, ma dovrebbero evitare di far propaganda; o dal presidente del Senato Grasso, quarant’anni di toga sulle spalle, che non a caso
ha ricordato come, al momento di impegnarsi, abbia concretamente cambiato mestiere (dimettendosi anche dalla
magistratura, sebbene molti
altri suoi colleghi entrati in
Parlamento prima di lui, avessero scelto l’aspettativa).
Basteranno queste parole
che verosimilmente non sarebbero mai state pronunciate senza il consenso preventivo del Capo dello Stato? A giudicare da quel che hanno detto, sebbene con accenti diversi, il procuratore Spataro e
l’ex-procuratore Caselli, a
proposito del referendum e
delle conseguenze della riforma istituzionale sul Csm e sulla Corte costituzionale, sembra di no. Mattarella potrebbe
presto dover prendere atto
dell’insufficienza della moral
suasion per interposta alta
carica dello Stato, ed essere
portato a intervenire personalmente sulla questione.
12BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI
1
10 .Primo Piano
STAMPA
.LA
MARTEDÌ 10 MAGGIO 2016
UNA GENERAZIONE A RISCHIO
NUOVE TENDENZE
Il fenomeno
STUDENTI 15-19 (ANNO 2015)
Il 27%
ha usato almeno
una volta sostanze
psicoattive illegali
(22% nel 2011)
Il 4%
consumo
frequente
di questi
il 26% 10 o più volte
Miscuglio di erbe sconosciute 54%
In forma liquida
Pasticche/pillole
56%
52%
1%
sostanze per via iniettiva
(2 su 3: eroina, cocaina,
allucinogeni, stimolanti)
di questi, il 62%
ha sperimentato
cannabis sintetica,
49% mefedrone,
60% antidolorifici
2,1%
per sballare
degli studenti
(52 mila)
ha assunto almeno
una volta sostanze
sconosciute
il 3%
senza sapere
(80 mila studenti)
cosa fossero
li ha usati
almeno una volta
Reportage
Scontro
sulle
frasi di
De Magistris
1 A meno di
un mese dal
voto per conquistare il Comune
di Napoli, scontro tra il sindaco
De Magistris e il
Pd. Ad alimentare le polemiche
un video di
sabato, quando
durante il lancio
delle 14 liste a
lui legate, De
Magistris ha
attaccato il
premier Renzi:
«Renzi vai a
casa, ti devi c...e
sotto, devi avere
paura». Poi il
sindaco ha
aggiunto: «Napoli capitale,
Sud ribelle,
potere al popolo. È il popolo
che scrive la
storia».
FRANCO GIUBILEI
CORIANO (RIMINI)
ino a vent’anni fa era normale che un tossicomane
si bucasse. Poi sono arrivate le droghe chimiche, le modalità di assunzione sono mutate e le siringhe sono quasi scomparse.
Oggi i dati più recenti non solo dicono che l’eroina sta tornando pericolosamente di moda fra i ragazzini e che si stanno
riaffacciando aghi e lacci emostatici. A San Patrignano, seduti a pranzo in mezzo a mille ragazzi nell’enorme mensa voluta
da Vincenzo Muccioli, si scorrono i dati dell’ultima rilevazione Espad sul consumo di sostanze fra gli adolescenti italiani (fra i 15 e i 19 anni): il 27% lo
ha fatto almeno una volta nella
vita, mentre i consumatori frequenti raggiungono il 4%. Poi si
scopre che circa 52mila studenti, il 2,1% del totale, ha preso sostanze sconosciute senza neanche sapere che cosa stesse buttando giù: miscugli di erbe sconosciute, pasticche, pillole o altra roba in forma liquida, purché fosse molto efficace.
F
Un tragico ritorno
C’è il ritorno dell’eroina, col 2%
dei maschi 15enni che l’ha presa almeno una volta e l’1% che
si è “fatto” con la siringa, iniettandosi ero, coca, allucinogeni
o stimolanti. C’è la cocaina,
che non passa di moda (provata dal 2,5%), e naturalmente la
cannabis, in dosi massicce, con
oltre il 26% che ne ha fatto uso.
Ma siccome per sballare va bene qualsiasi cosa, arriva anche
il dato del 10% dei teenager che
nell’ultimo anno ha assunto
psicofarmaci senza prescrizione medica, cui va ad aggiun-
Eroina
Cocaina
Cocaina
2%
2,5%
2 5%
dei maschi 15enni
ne ha consumata
almeno una volta
(il doppio rispetto
all'anno precedente)
almeno
una volta
Psicofarmaci
aci
senza
prescrizione
ne
medica
Cannabis
Ca nabis
0,6%
ne fa uso
frequente
Oltre
Ol il 26%
almeno una volta
Il 10%
3,4%
- LA STAMPA
uso frequente
(20 o più volte
all'anno)
Fonte: Espad
2%
ne ha
uso
consumato
frequente
nell'ultimo anno
(era l'8%
nel 2007)
Torna l’eroina fra i giovani
Così cambia il consumo di droghe
Presentata a San Patrignano una ricerca su ragazzi e stupefacenti
Adolescenti senza paura: usano la stessa siringa e non temono l’Aids
La visita
Ieri a San
Patrignano è
stato ospite
Enrico Costa
(sopra con la
camicia),
ministro agli
Affari regionali con delega alla famiglia. Ha ricordato che suo
padre, nel ’94,
inaugurò da
ministro il
Centro medico di San
Patrignano
gersi un 3% che allo stesso scopo ha usato antidolorifici. L’occasione per parlare dei nuovi
scenari delle droghe è la visita
a “Sanpa” del ministro agli Affari regionali con delega alla
famiglia, Enrico Costa: «Fu
mio padre, quando era ministro nel ’94, a inaugurare il
Centro medico di San Patrignano. Nel suo ufficio c’è sempre stata una foto di Muccioli,
e io sono voluto venire a vedere
di persona questa esperienza,
che trovo un percorso di recupero molto costruttivo, perché
fa sentire veramente utili gli
ospiti della comunità».
Il pranzo dei ragazzi sta per
cominciare, introdotto come
sempre da tre battiti di mani,
8
ragazze
Sono accolte
e seguite in
varie attività
nel centro
minori
femminile
di San
Patrignano
il segnale per fare alzare tutti
in piedi per un momento di
raccoglimento.
L’ex tossicodipendente
Antonio Boschini, entrato a
Sanpa negli Anni 90 da eroinomane, si è laureato in infettivologia e oggi è il responsabile del
Centro medico della comunità.
Le sue informazioni sui comportamenti degli ospiti di San
Patrignano confermano in parte quelli della ricerca Espad:
«Nei primi vent’anni di vita della comunità il problema era
l’eroina per il 99% dei ragazzi.
Da 7-8 anni invece il 30% circa
ha dipendenza da cocaina, alcol
e spesso anche da gioco d’azzardo. Per il 70% la dipendenza
principale è ancora dall’eroina,
cui sono arrivati attraverso cannabis e droghe sintetiche. Da un
paio d’anni, fra i giovanissimi è
ricomparsa la siringa, usata da
un 20% degli assuntori di eroina. Non si teme più il contagio
dell’Aids come negli Anni 80:
oggi si scambiano l’ago fra amici
o fra partner, nella coppia, una
costante dai 18 anni di età».
I ragazzi si raccontano a tavola: Save, 21 anni, dopo un anno di permanenza in comunità
è diventato tutor: «Sono responsabile per un’altra persona
entrata di recente». Emanuele,
36 anni, due figli di 10 e 4 anni,
vede quasi l’uscita: «Sto imparando a fare il cameriere professionale, per trovare poi un
mestiere». Il tour all’interno
della comunità più grande
d’Europa, fra vialetti lindi come
una campagna svizzera e campi
che producono vini d’eccellenza
e prodotti alimentari a chilometri zero, porta al centro minori
femminile: «Ci sono 8 ragazze
che seguiamo in varie attività»,
spiega Patty 22 anni, facendo da
guida fra la palestra e la sala tv.
Poi c’è la scuola, con la sezione
nido e materna, aperta ai figli
degli ospiti della comunità e alle
famiglie della zona. Al centro
minori maschile, l’educatore
Leonardo Viscione mostra il
magazine realizzato dai ragazzi: «Riconoscono chi, come me,
ha vissuto esperienze analoghe,
serve a costruire un rapporto di
fiducia».
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LA STAMPA
MARTEDÌ 10 MAGGIO 2016
Primo Piano .11
.
L’ITALIA CHE CAMBIA
il caso
FLAVIA AMABILE
ROMA
Le novità
1 Velocizzata
l’ufficializzazione di una convivenza: basta
presentare agli
uffici comunali
una dichiarazione attraverso la
quale il cittadino costituisce
un nuovo nucleo familiare
che includa
anche il convivente. In caso di
malattia che
comporti incapacità di intendere e di volere,
ogni convivente
di fatto potrà
tra l’altro designare l’altro
come suo rappresentate con
poteri pieni o
limitati. Sul
fronte della
casa, i diritti del
convivente si
estendono
anche dopo la
morte del partner, come nel
caso di morte
del proprietario
della casa di
comune resistenza
rmai ci siamo, questa
settimana gli italiani
avranno una legge sulle unioni civili. Nulla sarà più
come prima ma la comunità
lgbt ancora non ha le idee
chiare, sembra quasi disorientata di fronte a quello che
sta per accadere.
Si dovrebbe festeggiare, dicono quelli che all’interno del
Pd hanno voluto con forza questa legge, e qualcuno sta anche
provando ad organizzare qualcosa. Ma chi nel mondo omosessuale ha vissuto come uno
schiaffo e come l’ennesima discriminazione il testo che sta
per essere approvato in via definitiva alla Camera, si terrà
ben lontano da ogni raduno,
pubblico o privato che sia.
«La verità? È un momento
talmente grande e che abbiamo
aspettato così a lungo, che ora
che è arrivato ci trova impreparati», ammette Ivan Scalfarotto, Pd, sottosegretario alle
Riforme, da fine marzo viceministro allo Sviluppo economico,
uno che si è battuto per le Unioni civili dal primo momento in
cui ha messo piede in Parlamento. «Forse perché, nonostante il lavoro e le speranze, in
parte dei nostri cuori ci si era
abituati all’idea che non sarebbe arrivato mai. È stato un modo per resistere alle continue
delusioni e continuare a vivere,
nonostante tutto».
Eppure il momento è arrivato e Anna Paola Concia non
intende perderlo. Lei appartiene agli entusiasti, a quelli
che vorrebbero portare tutti
in piazza in nome delle unioni
civili. «Non capisco come si
possa non festeggiare, per me
inizia una delle settimane più
belle della mia vita. La nuova
legge cambierà la vita di tante
donne e uomini. Ho parlato
con il partito, mi farebbe piacere vedere le piazze riempirsi
per sottolineare questo momento storico».
Anna Paola Concia, tessera
del Pd e prima ancora di tutte
le varie sigle fino a risalire al
Pci, dal 2008 al 2013 è stata
l’unica omosessuale dichiarata
in Parlamento. Non è stata rieletta, è andata a vivere in Germania con sua moglie ma da
qualche settimana è di nuovo in
Italia, si presenta alle comunali
con Giachetti. «Da due anni vi-
O
In piazza
Una recente
manifestazione dei
sostenitori
della legge
sulle unioni
civili, che
potrebbe
avere il via
libera dalla
Camera entro
questa
settimana
CORRADETTI/ALDO LIVERANI
Unioni civili, politici gay e attivisti
si dividono tra festa e delusione
La nuova legge all’esame definitivo della Camera. Forse giovedì il voto
Per qualcuno è un passo importante, per altri un’occasione mancata
Una delle settimane
più belle della mia vita
È un momento storico
mi piacerebbe vedere
le piazze riempirsi
Nell’immediato non
cambierà nulla
e il ministro Alfano
potrebbe rallentare
o complicare l’iter
Anna Paola Concia
Andrea Maccarone
Ex parlamentare Pd
Ex presidente circolo
Mario Mieli
La comunità
Lgbt
Secondo
Cristiana
Alicata la
legge crea un
istituto
equivalente
al matrimonio: si abbatte anche così
il muro del
nulla e del
silenzio»
vo in un Paese che, con l’unica
eccezione della stepchild adoption, dà gli stessi diritti e anche
le stesse responsabilità contenute nel testo che sta per essere approvato. So quanto è rivoluzionario quello che sta per
accadere».
Dal cognome comune alla
reversibilità della pensione, i
congedi parentali, le graduatorie all’asilo nido se si hanno dei
figli, ai diritti di successione, i
cambiamenti in arrivo sono
molti. Li sottolinea Cristiana
Le famiglie
Arcobaleno
Marilena
Grassadonia,
presidente
dell’associazione è critica:
«I bambini, i
primi a dover
essere
tutelati, sono
stati
cancellati»
Alicata, che da anni è una delle
colonne della comunità Lgbt
che fa capo al Pd oltre ad essere
manager Fca e consigliere di
amministrazione dell’Anas:
«Con questa legge avremo un
istituto equivalente al matrimonio e avremo finalmente abbattuto il muro del nulla e del
silenzio. Mi piacerebbe una comunità matura che festeggi in
piazza e che sappia dire che è
un grande passo anche se non
basta. Un minuto dopo aver festeggiato tornerò a lottare,
adesso il Pd deve mettere in
programma il matrimonio
egualitario».
Non basta e c’è una parte
della comunità Lgbt che lo va
dicendo da tempo e che non festeggerà proprio nulla. Andrea
Maccarrone, ex presidente del
circolo Mario Mieli, è fra gli attivisti che si sono esposti di più
nell’opporsi alla legge. Per tre
settimane ha seguito i lavori in
Senato con le provocazioni
consentite dal regolamento
parlamentare. Da ieri sta facendo altrettanto alla Camera.
«Capisco l’importanza da un
punto di vista simbolico e anche pratico, ma forse non si è
capito che nell’immediato non
cambierà nulla. Si tratta di una
legge delega, dovranno essere
approvati i regolamenti per
renderla operativa, e dovrà farlo il ministro Alfano che potrebbe avere tutto l’interesse
politico a rallentare i tempi o a
complicare le procedure».
Nessuna voglia di festeggiare anche tra le Famiglie Arcobaleno. La presidente Marilena Grassadonia ha una compagna sposata in Spagna e tre figli che per l'Italia non hanno
famiglia ma due madri single:
«I bambini che avrebbero dovuto essere i primi a essere tutelati, sono stati cancellati.
L’Italia ha perso un’occasione e
noi continueremo la nostra
battaglia per riconoscere i nostri figli alla nascita».
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123456789A812BBCD8EA9F LA STAMPA 9E
1
LA STAMPA
MARTEDÌ 10 MAGGIO 2016
Il trionfo del “Trump delle Filippine”
“Obitori, non prigioni per i criminali”
Duterte eletto presidente: populista e politicamente scorretto, ha offeso anche il Papa
Da sindaco
a presidente
Rodrigo Duterte, il «Donald Trump dell’Asia»,
sarà il nuovo presidente delle Filippine. Nella
tarda serata di ieri i risultati non ufficiali
davano l’ex procuratore e attuale sindaco di
Davao in testa con il 38,6 per cento dei voti.
La sua principale avversaria, la senatrice
Grace Poe, ha ammesso la sconfitta. Nella
corsa alla vicepresidenza, per la quale il voto
è separato, è invece in testa il rampollo dei
Marcos (58 anni), con circa 700 mila voti di
margine sulla candidata Leni Robredo.
Duterte, 71 anni, promette di onorare anche
da presidente la sua fama di «giustiziere»:
nel suo ventennio alla guida di Davao ha
ordinato centinaia di esecuzioni di criminali.
Rodrigo
Duterte,
71 anni,
è sindaco
di Davao
e dato per
vincente alle
elezioni
nelle
Filippine
Soprannominato il «Castigatore»,
promette
di mettere
fine
a corruzione
e povertà
12BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI
Personaggio
CARLO PIZZATI
MANILA
BULLIT MARQUEZ/AP
«Q
uando sarò al potere dovremo costruire obitori, non prigioni, per affrontare il problema degli spacciatori». Eccola
là, un’altra delle sparate di Rodrigo Duterte, sindaco di Davao e dato per vincente alle
presidenziali nelle Filippine.
Chiamatelo come volete: il Castigatore, Digong il duro, oppure Duterte Harry, facendo il
verso allo spietato ispettore
Dirty Harry di Clint Eastwood.
Sboccato anti-cattolico,
brutale istigatore all’omicidio,
donnaiolo al Viagra, spaccone
giustizialista. Candidato anti-sistema. Un Donald Trump filippino, direte voi, ma sarebbe
troppo facile. «Trump non è altro che un bigotto», ha detto Duterte. Il sindaco di Davao non
solo partecipa ogni anno alle Feste natalizie dei gruppi di gay, lesbiche e transgender, dove gli
uomini vanno vestiti da Cenerentola e Barbie, ma ha anche
fatto approvare una moderna
legge anti-discriminazione.
Dal palco di uno dei suoi comizi ha letto un elenco di nomi
di persone accusate di narcotraffico. In poche settimane,
1424
esecuzioni
commissionate da Duterte
alle squadre
della morte
«Se vinco le
elezioni potrei
uccidere non
mille
criminali,
ma centomila», ha dichiarato Duterte
in un comizio
molti di loro sono stati giustiziati dai vigilantes. Duterte difende le squadre della morte
che hanno fatto fuori mille e 424
presunti spacciatori, di cui 132
minorenni. «Qui a Davao non ne
esci vivo. Puoi uscirne, certo,
ma dentro a una bara. Volete
chiamarle esecuzioni extra-giudiziali? Allora trascinerò i narcotrafficanti di fronte a un giudice e li ucciderò lì, così non sarà più extra-giudiziale, va bene?». Eccolo là, Duterte Harry
al suo peggio: «Se vinco potrei
uccidere non mille criminali,
ma 100 mila. Dopotutto i pesci
4°
città
più
sicura
Davao veniva
chiamata la
«Nicaragua
dell’Asia».
Sotto l’amministrazione di
Duterte è
diventata la
quarta città
più sicura
al mondo
della Baia di Manila vanno pure
nutriti, no?». La missionaria australiana stuprata nel 1989 durante le sommosse dei carcerati? «Avrai voluto stuprarla io
per primo». I disabili? «Dovrebbero suicidarsi».
Gli oppositori vedono in lui
un nuovo Ferdinand Marcos,
presidente eletto democraticamente nel ’65 e trasformatosi in
un despota finito male nell’86.
«Se sono un dittatore? Sì è vero.
Ma se fallisco uccidetemi». Coerente. «Arriva il cambiamento» è lo slogan elettorale che il
71enne sbandiera al manubrio
.
Estero .13
della sua Harley o della sua
Yamaha, quando non lo trovate
al volante di un taxi.
Eccolo là, il cambiamento che
promette Duterte. Pugno duro e
regole ferree, anche se è lui stesso a violarle in nome di una sua
giustizia. Davao è una delle prime città dell’Asia dov’è proibito
fumare ovunque. E pur avendo
contratto una malattia da ex fumatore accanito, Duterte è accorso di persona in un bar per far
ingoiare una sigaretta a un turista che si rifiutava di spegnerla.
Ha preso di petto anche la
chiesa cattolica, da sempre importantissima tra i filippini. «Se
seguissi i dieci comandamenti
non riuscirei a far niente come
sindaco». Ha dato del «figlio di
puttana» al Papa, perché aveva
causato un ingorgo. Un’acredine che va contestualizzata: Duterte ha pubblicamente denunciato un prete per molestie sessuali subite negli Anni 50.
Però Davao, metropoli di un
milione e mezzo d’abitanti, prima di lui veniva chiamata «la
Nicaragua dell’Asia». Ora è la
quarta città più sicura al mondo. Sono aumentati gli investimenti, il turismo è raddoppiato.
Dietro alle boutade, si dice operi una squadra di esperti che sa
quel che fa. Tra le masse dei barangay (i quartieri popolosi) si
vedono folle di adoratori con il
braccialetto blu e rosso contrassegnato da un pugno giallo:
un pugno alzato contro i criminali e le gang del narcotraffico,
ma in realtà anche contro l’oligarchia al potere da decenni.
Sì, perché Duterte promette
davvero di mettere fine ai favoritismi, alla corruzione, all’ineguaglianza e alla povertà di
un’economia che sta vivendo un
boom. Di questa crescita la
maggioranza non vede i risultati. Così i filippini, stanchi della
politica del familismo, s’affidano a un uomo che promette metodi dittatoriali, ma anche meno disparità. Per disperazione.
12BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI
1
23456789AB923CCDE9FBA LA STAMPA A
LA STAMPA
MARTEDÌ 10 MAGGIO 2016
.
Estero .15
71 ANNI DOPO LA RESA DI BERLINO
il caso
EMILIANO GUANELLA
RIO DE JANEIRO
C’
Le accuse
Rousseff è
accusata di
aver manipolato il
bilancio
dello Stato
nel 2014 per
mascherare
le difficoltà
economiche
del Paese
Il voto
della
Camera
Il 17 aprile
scorso la
Camera ha
votato a
favore
dell’impeachment
della
presidente
Il voto
del
Senato
Ieri il presidente della
Camera ha
annullato la
votazione
del 17 aprile, congelando l’iter
alla vigilia
del voto in
Senato
è incertezza fino all’ultimo in Brasile sulla richiesta di impeachment alla presidente Dilma
Rousseff, bloccata ieri pomeriggio per decisione del presidente ad interim della Camera
dei deputati Waldir Maranhao, che ha annullato la votazione favorevole del 17 aprile
scorso congelando così per
qualche ora l’iter alla vigilia
della votazione finale in Senato. Corsi e ricorsi infiniti, i tre
poteri, giudiziario, esecutivo e
legislativo, che si accusano a
vicenda, con duecento milioni
di brasiliani che assistono increduli ad una lunga ed estenuante telenovela fatta di colpi di scena, complotti e tradimenti continui.
Ieri i quindici minuti di fama
sono stati tutti di Maranhao,
medico veterinario, homo politicus eclettico e trasversale, alleato del presidente deposto
della Camera Eduardo Cunha,
ma che ha votato, contraddicendo l’indicazione del suo
partito, contro la messa in stato d’accusa della Rousseff. Maranhao, che in teoria avrebbe
dovuto semplicemente traghettare la Camera in attesa
che i partiti decidessero una
nuova guida, ha deciso di accogliere una richiesta di sospensione della votazione depositata dall’Avvocatura generale
dello Stato, ma che era stata
ignorata da Cunha, nemico
giurato del governo e grande
architetto dell’impeachment.
Cunha, coinvolto in numerosi scandali di corruzione, è
stato deposto dalla Corte Suprema la settimana scorsa;
L’orgoglio russo nel Giorno della Vittoria
Putin: «La nostra forza è il patriottismo»
1 Le note de «La guerra santa» di Aleksandrov, la bandiera della
Vittoria issata nella Piazza Rossa, la commozione di migliaia di presenti. Ieri in Russia (e nelle ex repubbliche sovietiche) si è celebrato
il «Den Pobedi» - il Giorno della Vittoria - nel 71esimo anniversario
della vittoria dell’Armata Rossa sul nazifascismo. Diecimila soldati, 135 mezzi militari e 71 velivoli hanno sfilato per ricordare i 26
milioni di caduti sovietici durante la seconda guerra mondiale, che
i russi chiamano la «Grande guerra patriottica». Ma anche per mostrare al mondo lo stato dell’arte delle forze armate della Federazione. Le sfilate sono partite dal lato più orientale del Paese, che ha
nove fusi orari, ed è culminata, come ogni anno, nella grande parata militare di Mosca, sotto lo sguardo dei vertici del Cremlino. «La
nostra forza,», ha detto il presidente Vladimir Putin, «la nostra sicurezza e la nostra dignità risiedono nella fedeltà alla patria». Poi
un riferimento alla lotta al terrorismo in Siria: «Uniremo le forze
con gli altri Stati». Ma, ha aggiunto Putin, è stato «il popolo sovietico a portare la libertà agli altri popoli».
[A. DER.]
GRIGORY DUKOR/REUTERS
Brasile, prima vittoria per Dilma
Sospeso (per ora) l’impeachment
Il presidente della Camera annulla a sorpresa la votazione
Rousseff esulta. Ma la Corte suprema può rovesciare tutto
per alcuni analisti sarebbe
stato proprio lui a suggerire
l’annullamento del voto a Maranhao come vendetta per il
fatto di essere stato scaricato
dalla nuova coalizione che formerà il governo ribaltone del
vicepresidente Michel Temer,
pronto ad insediarsi non appena il Senato sottometterà la
Rousseff al processo di impeachment. Come Nerone, sarebbe ora disposto a bruciare Roma per suo interesse. Annullare il voto della Camera, del resto, sarebbe l’ultima disperata
carta in mano alla Rousseff,
vicinissima al suo addio al pa-
UESLEI MARCELINO/REUTERS
Dilma Rousseff, 68 anni
lazzo presidenziale di Planalto. Ieri Dilma è stata informata della decisione di Maranhao
durante un incontro con un
gruppo di studenti universitari. «Manteniamo la calma – ha
detto visibilmente emozionata
- vediamo i prossimi sviluppi,
la lotta contro il golpe continua». Tutto lascia indicare,
comunque, che la manovra
non avrà successo. Il presidente del Senato Renan
Calheiros, altro personaggio
ambiguo in tutta questa vicenda, un giorno vicino al governo, un giorno con l’opposizione, ha fatto sapere che l’iter
ormai è avviato e che tocca alla Camera alta decidere. Ieri
in serata si attendeva una decisione del Supremo Tribunale Federale, chiamato per l’ennesima volta a dirimere questioni relative al procedimento dell’impeachment.
Mentre nell’arena i leoni si
sbranano, il vicepresidente
Michel Temer si mantiene defilato, occupato a riempire gli
ultimi tasselli del suo governo.
I dicasteri più importanti sono
già assegnati, è bagarre sui
minori, con una ventina di
partiti che reclamano la loro
parte. Temer avrà a disposizione anche 10.000 posti nella
gigantesca macchina amministrativa federale di Brasilia,
incarichi controllati oggi dal
Partito dei Lavoratori (Pt) di
Lula e Dilma.
Dovrà faticare non poco
per calmare gli appetiti voraci di una classe politica sempre più screditata agli occhi
dell’opinione pubblica, ma disposta a tutta pur di mantenere il potere.
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16 .Cronache
STAMPA
.LA
MARTEDÌ 10 MAGGIO 2016
La storia
A Roma
Ubriaco arrestato
per omicidio stradale
NICOLA PINNA
CAGLIARI
1 Ubriaco al volante
a prima volta che mi
hanno arrestato?
Giuro che non me lo
ricordo più». Era il 1962 e da allora per Stefanina Malu è stato
un viavai continuo: quasi 30
anni di carcere, lunghi periodi
di semilibertà, arresti domiciliari e persino qualche anno di
libertà vera. Con i soldi dello
spaccio lei ci ha cresciuto i figli. A 83 anni non ha più il carattere di un boss. La salute comincia a vacillare, la depressione avanza, ma per i giudici
non è una in grado di redimersi. Il magistrato non le concede
un’altra chance e così Nonna
Galera resta ancora chiusa in
carcere. È la detenuta più anziana d’Italia.
Sta male e da alcuni giorni è
in ospedale. Non si regge in piedi e di certo non può scendere
dal letto. Per spostarsi ha bisogno di una sedia a rotelle: non
può darsi alla fuga e per questo
di fronte alla stanza non c’è
neppure una guardia. Per incontrarla basta semplicemente
indossare camice e mascherina
perché nel reparto di medicina
si è diffuso un pericoloso batterio. «La droga è una cosa brutta, lo so, anzi l’ho sempre saputo. Ma per me lo spaccio era un
lavoro. L’unico lavoro, perché
nel quartiere non ce n’era altro.
Solo così potevamo vivere dignitosamente. Ho venduto di
tutto, mai roba sporca. Non ho
morti sulla coscienza. Ho fatto
il lavoro sbagliato, però ho pagato per tutti. Ogni volta la polizia e i carabinieri hanno accusato me: mi sono presa tante condanne, ma non ero l’unica che
della sua auto ha travolto e ucciso un pedone a Tivoli, vicino a Roma. L’uomo, un romeno di 35 anni è stato arrestato dai carabinieri
con l’accusa di omicidio stradale. L’incidente è avvenuto nella tarda serata di domenica
e la vittima, un
37enne, è deceduto in
ospedale. Il romeno è
risultato con un tasso
alcolemico di 1,5 e
quindi superiore al limite di legge.
«L
1962
primo
arresto
Più di cinquant’anni
fa Stefanina
ha visto per
la prima
volta aprirsi
le porte
del carcere
30
anni
Ha scontato
quasi
trent’anni
di carcere
per tutte
le volte che
è stata
condannata
E’ mancato il
A 83 anni ancora dietro le sbarre
A Cagliari la detenuta più vecchia
“Ho spacciato per mantenere 8 figli. Non voglio morire in cella”
In ospedale
Adesso
è ricoverata
in ospedale
per i problemi
di salute, ma
non le
concedono
gli arresti
domiciliari
perché
sempre
recidiva
Il nostro ricordo di
prof. Pier Franco Martini
Gennaro Metitieri
Nefrologo
anni 81
Lo annunciano con dolore la moglie
Elsa, la figlia Simonetta, il figlio
Carlo con Monica e Federico, parenti
e amici tutti. I Funerali avranno
luogo mercoledì 11 maggio alle ore
10 nella parrocchia Madonna della
Neve, Pecetto. Dopo la Funzione, si
proseguirà per il Tempio Crematorio
di Torino.
- Arignano, 7 maggio 2016
Giubileo 011.8181
è per sempre. Giorgio e Patrizia Baralis.
- Casale Monf.to, 10 maggio 2016
Tua sorella con Gianni, i nipoti
Enrico con Emily, Marco con Annalisa e rispettivi figli, ti ricordano per
i sentimenti che ci hanno sempre
uniti. Abbracciamo Elsa, Simonetta
e Carlo.
I tuoi cugini Margherita e Giorgio ti
ricorderanno sempre con affetto e
abbracciano commossi tutta la famiglia.
Le famiglie Carrara, Nicolucci, Gola
e Gandolfo partecipano con affetto
alla scomparsa del
prof. Pier Franco Martini
- Torino, 9 maggio 2016
Il Professor Martini è stato un fraterno AMICO ed un indiscutibile
professionista: continuerà ad abitare nei nostri cuori. Ugo Ferrando.
Piero e Margherita Stratta sono vicini alla famiglia.
Profondamente addolorato Giuliano Giachino partecipa al lutto.
Il Collegio Notarile dei Distretti Riuniti di Torino e Pinerolo, che lo ebbe
suo componente, partecipa con
profondo cordoglio la scomparsa
del
dott. Gennaro Metitieri
Notaio a riposo
ricordandone la figura di studioso e
di collega esemplare, impegnato al
servizio della categoria, alla quale
dedicò con personale sacrificio la
sua infaticabile attività.
- Torino, 9 maggio 2016
I Consigli Notarili componenti il Comitato Notarile Interregionale Piemonte e Valle d’Aosta partecipano
al lutto per la scomparsa del
Ilde Bozzi
ved. Benzan
anni 93
Lo annuncia il figlio Rodolfo con Donatella e Alessandro, parenti e amici
tutti. Per orari telefonare oggi 14 17.
- Torino, 9 maggio 2016
Giubileo 011.8181
E’ mancata
Cristina Giani
in Negri
Ne ricordano la determinazione e
dolcezza i suoi cari Jean, Lidia, Filippo, i famigliari Alessandra, Alberto, Christel, Jacqueline, Luca. I
Funerali saranno mercoledì 11 ore
10,45 presso cimitero Monumentale
di Torino.
- Torino, 8 maggio 2016
O.F. Angelus - tel. 011.655320
MICHEL, sarai sempre nei nostri
cuori. Grazia e Bobo.
- Torino, 10 maggio 2016
Gianmaria Alessandra e Giorgia
sono vicini a Lidia e Filippo.
E’ mancata all’affetto dei suoi cari
Gennaro Metitieri
La Scuola di Notariato di Torino partecipa commossa al dolore della famiglia per la scomparsa del
Notaio
Gennaro Metitieri
per tanti anni suo insigne docente.
- Torino, 9 maggio 2016
E’ serenamente mancato all’affetto dei suoi cari
Ne danno il triste annuncio l’amatissima moglie Licia, i figli Mauro con
Miranda, Michele e Martina; Riccardo con Mariafranca, Matteo e
Paolo; la cognata Mariuccia e il figlioccio Massimo con Tiziana. I Funerali avranno luogo giovedì 12
maggio 2016 alle ore 10,30 nella
parrocchia San Giuseppe Artigiano
di Settimo Torinese. Il Santo Rosario
sarà recitato mercoledì 11 maggio
alle ore 19 in parrocchia.
- Settimo T.se, 9 maggio 2016
vi siamo vicini con tutto il nostro affetto. Serena Alfonso Chiara Luigi.
- Torino, 8 maggio 2016
E’ mancato all’affetto dei suoi cari
Corrado Tavella
di anni 77
Ne danno il triste annuncio la moglie Tania, il figlio Marco, la nuora
Sabrina, la nipote Irene e i parenti
tutti. Il Funerale in forma religiosa
avrà luogo martedì 10 maggio alle
ore 14,15 partendo dalla camera
mortuaria di Lugo per la chiesa parrocchiale di Traversara.
- Traversara, 8 maggio 2016
O.F. Dalfiume - Bagnacavallo
Si è spenta serenamente
Rita Fioravazzi
Ne danno il triste annuncio le sorelle
Elena e Laura con le rispettive famiglie. Santo Rosario il 10 maggio ore
18,45 e Funerali l’11 maggio ore 11
parrocchia Maria Santissima Speranza Nostra, via Chatillon 41. Non
fiori, ma offerte per la Fondazione
F.A.R.O.
- Torino, 10 maggio 2016
Maria Cristina Margotti
ved. Blanchetti Revelli
L’annunciano con infinito amore i figli Lanfranco, Stefania e Francesco,
la nuora Maria, i nipoti Marta, Davide, Tommaso, Stefano e parenti
tutti. S. Rosario martedì 10 maggio
ore 19 e Funerali mercoledì 11 maggio ore 11, chiesa S. Teresa, via S.
Teresa 5.
- Torino, 9 maggio 2016
Genta dal 1848 - Torino
Graziella piange addolorata la carissima MARIA CRISTINA.
Il Presidente Antonio D’Amato, i
componenti del Consiglio Direttivo
e tutti i colleghi della Federazione
Nazionale dei Cavalieri del Lavoro,
profondamente rattristati, partecipano al dolore dei familiari per la
scomparsa del collega
Bartolomeo Bianchi
Cavaliere del Lavoro
- Roma, 9 maggio 2016
La moglie Paola, il figlio Andrea
con Paola, Carlotta e Amalia, insieme a tutti i parenti annunciano
con dolore la scomparsa di
Carlo Bellavita
- Livorno Ferraris, 9 maggio 2016
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CATANIA
ANNIVERSARI
Michele Ganino
L’annunciano Silvana, Andrea,
Yvonne con Francesco e Gaia. Un
particolare ringraziamento a tutti
coloro che si sono presi cura di lui.
No fiori ma eventuali offerte alla
Fondazione FARO. S. Rosario martedì 10 maggio ore 17,30 in parrocchia. Funerali mercoledì 11 maggio
ore 11,30 parrocchia Santa Monica.
- Torino, 9 maggio 2016
Ciao cara CRISTINA, con tanto affetto: i cugini Ada e Giorgio, Rosanna e Piergiorgio, Franco, Giovanni.
Cristina Giani
dimenticato: mi hanno concesso solo tre ore di libertà
per il funerale dei miei due figli. Forse vogliono farmi morire in cella?».
Dopo tanti anni di lavoro nel
più florido mercato della droga
della città, Stefanina Malu non
è riuscita a diventare ricca.
«Altro che ricca, per noi la vita
è sempre stata difficile. Difficilissima. Se avessi fatto tanti
soldi, di certo, non avrei vissuto in una casa comunale. Polizia e carabinieri mi hanno
sempre trattato come il peg-
E’ mancato all’affetto dei suoi cari
Le famiglie Barbero e Garassino partecipano al dolore di Silvia, Yvonne
e Andrea.
Notaio
ricordandone la lunga ed appassionata opera, di studioso e di collega.
- Torino, 9 maggio 2016
mesi dopo l’arresto, il suo avvocato ha presentato un’istanza di scarcerazione, ma per
convincere il magistrato non è
stato sufficiente neanche far
leva su età e condizioni di salute. Ancora deve scontare un
anno e mezzo ma anche lei ha
perso il conto delle condanne.
«In carcere mi vogliono tutti
bene, ma quel posto per me è
diventato insopportabile. Io li
dentro non ci faccio più nulla e
tutti, guardie comprese, dicono “questa donna deve andarsene a casa”. Invece, mi hanno
Si uniscono Piero Audino e famiglia.
Jean, Lidia e Filippo, abbracciandovi
nel ricordo della carissima
cav. Pietro Antoniotti
Ha raggiunto il suo Franco
vendeva droga in città. Adesso
non ce la faccio più a stare dentro il carcere: la cella per me è
diventata un inferno».
L’ultima volta che i carabinieri hanno fatto irruzione a
casa sua, nel quartiere di Is
Mirrionis, Nonna Galera aveva già 82 anni e stava finendo
di confezionare duecento dosi.
Cocaina ed eroina, tutto pronto per essere consegnato ai soliti clienti. In quel periodo Stefanina Malu era ancora ai domiciliari e in un attimo è tornata in cella. A dicembre, tre
gior delinquente del quartiere,
ma non è vero niente. Ho solo
messo insieme i soldi necessari per tirar su otto figli».
Nella zona di Is Mirrionis,
una piccola Scampia in versione cagliaritana, nonna Stefanina era considerata una specie
di capo dei capi. «Mi vogliono
tutti bene, non ho mai avuto paura. Chi voleva qualcosa da me
veniva a cercarmi». «A casa
sua, di certo non per bere il caffè, ci siamo andati in tanti»,
conferma un fruttivendolo del
mercato comunale di via Quirra. Le donne che passano il pomeriggio nelle panchine la rinnegano, anzi alla prima domanda su Stefanina Malu si alzano e
se ne vanno. Ma il paninaro di
piazza Medaglia Miracolosa
non si vergogna a difenderla:
«Qui la conosciamo tutti. Sappiamo tutti che ha sbagliato, ma
adesso perché la giustizia si accanisce contro di lei?».
2010
10 maggio
2016
Alba Mellano
nata Montanaro
Il tuo ricordo ci accompagna ogni
giorno.
2007
2016
Giulia Vezza Gaibina
Sei nei nostri cuori.
Prete fugge
con la cassa
e l’amante
CATANIA
Il Gip del Tribunale di Catania Antonio Pietro Currò ha
disposto il sequestro di un
conto corrente nel quale vi
erano 18 mila euro del sacerdote camilliano Vincenzo
Duca di 44 anni, originario
del Palermitano, appartenente all’Ordine dei Chierici
Regolari ministri degli infermi, che ha deciso di spogliarsi della tonaca per una nuova vita, fuggendo con una volontaria e la cassa dell’istituto religioso.
All’interno della cassa
c’erano 28 mila euro destinati ai poveri della «Casa Sollievo di San Camillo» di Acireale (Catania). Il religioso
(a questo punto ex) risulta
indagato dalla procura per
appropriazione indebita ed
ha già ricevuto un avviso di
garanzia con la fissazione
dell’interrogatorio previsto
per venerdì della prossima
settimana. Sulla vicenda era
stata presentata una denuncia dall’avvocato Giampiero
Torrisi, legale dei religiosi.
Interpellato nei giorni
scorsi Duca aveva detto:
«Non è stata una fuga d’amore. Anziché farmi un’amante, ho deciso di lasciare l’abito sacro», annunciando che
«se ammanco di denaro c’è
stato, restituirò comunque
tutto».
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1
LA STAMPA
MARTEDÌ 10 MAGGIO 2016
Cronache .17
.
NELLE IMMAGINI ANCHE UN IMPIEGATO CHE CERCA DI ACCECARE LA TELECAMERA CON UNA SCOPA
Il dirigente anti fannulloni
timbrava per la moglie assente
Foggia, al Comune indagati in 20: truffavano pur sapendo dei video
Gli altri
episodi
1
Siracusa
Settembre
2015, otto
indagati
all’Asp
2
Sanremo
La foto
simbolo:
195 indagati
al Comune
3
Acireale
A febbraio
scorso altri
indagati 62
dipendenti
RAPHAËL ZANOTTI
C’è una certa spudoratezza in
quel dipendente che, sospettando della telecamera messa
dai carabinieri per controllare
chi timbrava al Comune di Foggia, impugna un manico di scopa e cerca di abbatterla. Luddismo? Ribellione contro il sistema? La
s p av a l d e r i a
sembra più
probabile. La
stessa mostrata dai suoi
20 colleghi del
Servizio Integrato Attività
Economiche (13 ai domiciliari e
7 sospesi) che per mesi hanno
continuato a non presentarsi al
lavoro, o a farlo in ritardo, facendo timbrare ai (pochi) colleghi presenti. E dire che qualche settimana prima alcuni dirigenti erano
già stati pizzicati. Come se
non fosse successo: i dipendenti hanno
continuato nel
loro assenteismo patologico come mostrano le immagini
ormai stranote di situazioni
pressoché identiche: dipendenti che rientrano con le borse della spesa, in tuta dopo la
palestra, timbratori seriali con
dieci badge a testa che coprivano i colleghi.
L’accusa è
quella di truffa ai danni dello Stato. E oggi ci si stupisce. Perché in
impigliato nella rete, questa
volta, è finito
anche un dirigente, proprio
quello del Servizio integrato.
Che non solo chiudeva un’occhio non denunciando i sottoposti, ma di buon grado si ado-
il caso
GIUSEPPE SALVAGGIULO
TORINO
A
nnunciato in pompa
magna dal premier
Matteo Renzi dopo lo
scandalo del Comune di Sanremo, a quattro mesi di distanza il decreto «ammazza
furbetti del cartellino» deve
ancora entrare in vigore. Dopo i pesanti rilievi del Consiglio di Stato, oggi la commissione Lavoro del Senato discuterà la relazione (non meno critica) del relatore e giuslavorista Pietro Ichino. Poi il
testo tornerà in Consiglio dei
ministri per l’approvazione
definitiva. Il governo non è
obbligato a uniformarsi alle
modifiche suggerite da Consiglio di Stato e Parlamento,
ma difficilmente potrà ignorarle. Sia per l’autorevolezza
dei «suggeritori», sia perché
in caso contrario il decreto
potrebbe creare più problemi di quelli risolti.
Il decreto del governo allarga le ipotesi di «falsa atte-
CARABINIERI/ANSA
perava anche lui nell’attività di
obliteratore, passando il badge
della moglie (anch’ella dipendente), per poi andarla a prendere a casa e portarla in ufficio.
Quando accadeva.
La sorte, ironica, vuole che
di nome il dirigente faccia
Stanchi. Antonio, all’anagrafe.
Sessantacinque anni, un diploma scientifico e con inglese
scolastico - come recita il curriculum - Stanchi negli ultimi
anni è stato una specie di trottola tra gli uffici. Fin da quando, nell’ottobre 2014, l’assessore Eugenia Moffa ne aveva
chiesto la rimozione. Secondo
l’assessore ostacolava l’attività. E nella lettera spedita al sindaco lamentava vari episodi:
quella volta che, il 29 luglio, non
si era presentato a un incontro
con la Confcommercio lamentando «conflitti d’interesse con
le associazioni e la necessità di
recarsi dal dentista», quell’altra conferenza di servizio fissata per il 1° agosto per la quale il
dirigente si era detto indisponibile, il mancato invio di una
relazione sul suo ufficio, i problemi nella redazione del protocollo anti corruzione.
E così le poltrone giravano
(Statistica e Censimento, Servizio Integrato, Servizio Informatico, Politiche sociali) ma
Stanchi restava lì. E il suo stipendio anche (82.327,51 lordi)
secondo il bollettino. Con tanto
di premi perché, mentre i badge giravano vorticosamente
nel quasi desertico ufficio foggiano, l’organismo indipendente per la valutazione delle performance dirigenziali del Comune attribuiva a Stanchi
qualche migliaio di euro in più
per «prestazioni superiori alle
aspettative del ruolo».
Nell’indagine ci sono altri
sei indagati, per adesso senza
alcuna misura cautelare imposta. Il sindaco Franco Landella
ha annunciato che il Comune si
costituirà parte civile.
Come
le figurine
Un
dipendente
del Comune
di Foggia
mentre
«sfoglia»
i badge
dei colleghi
per timbrarli
e coprire così
gli assenteisti
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Difficile licenziarli
Il decreto Renzi è bloccato
in attesa di modifiche
Norme scritte male, si rischia l’effetto boomerang
stazione di presenza» anche a
chi agevola i fannulloni, introduce la sospensione cautelare
senza stipendio entro 48 ore;
accelera il procedimento disciplinare; prevede il pagamento
di un risarcimento alla pubblica amministrazione di un danno d’immagine; stabilito dalla
Corte dei Conti; applica il licenziamento e il reato di omissione di atti di ufficio al dirigente negligente nei confronti
dei furbetti.
Approvato a metà gennaio
dal Consiglio dei ministri, il decreto è andato all’esame del
Consiglio di Stato. Il parere ha
sollevato diverse perplessità.
I magistrati amministrativi
hanno suggerito di cancellare
la previsione del danno d’immagine e l’estensione del reato
di omissione di atti d’ufficio ai
dirigenti pubblici che non sanzionano i fannulloni. Il motivo
è che queste norme eccedono i
limiti della legge delega, dunque sarebbero censurabili in
un successivo giudizio davanti
alla Corte Costituzionale.
Altre osservazioni critiche
del Consiglio di Stato riguardano la tecnica con cui il decreto è stato redatto. Un conto
sono gli slogan («Furbetti licenziati entro 48 ore», «anzi
no, licenziati entro 30 giorni»),
un altro le norme giuridiche.
Se scritte male, generano pasticci in fase di applicazione e
ricorsi a raffica.
Quello più macroscopico riguarda i tempi del procedimento disciplinare. Come gli
esperti avevano subito evidenziato, il decreto impone termini iniziali («immediatamen-
te») e finali («entro 30 giorni»)
molto più rapidi, ma non cambia quelli interni al procedimento sanzionatorio. Per
esempio i termini per la difesa
del lavoratore, non comprimibili se si vuole rispettare la Costituzione. La conseguenza è
che rispettando i termini intermedi si viola quello finale, e
viceversa. In entrambi i casi, la
sanzione potrebbe essere annullata da un giudice.
Un altro problema riguarda
i procedimenti in corso: quali
norme si applicheranno, le
nuove o le vecchie?
Su tutti questi punti il Consiglio di Stato ha suggerito
correzioni. Altrettanto si appresta a fare il Senato. Poi la
palla tornerà al governo per il
voto finale.
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23456789AB923CCDE9FBA LA STAMPA A
LA STAMPA
MARTEDÌ 10 MAGGIO 2016
Cronache .19
.
LE STORIE
Curiosità
La mostra
delle foto
degli studenti in
costume
adamitico
sta provocando reazioni e
dibattiti
all’università di Torino
DARIO NAZZARO/REPORTERS
FABRIZIO ASSANDRI
TORINO
a lei è nel nostro
corso». Due studentesse si fermano davanti alla foto di una
loro compagna di banco, in
abito adamitico, e senza foglia.
Si danno di gomito. «Io non
l’avrei mai fatto», commenta
Francesca Balocco, che studia
Legge. «Ma non mi scandalizzo», aggiunge subito. Eppure
ieri all’Università di Torino il
debutto di quindici studenti
uomini e donne au naturel, per
la mostra «Scoprirsi» nell’atrio del Campus Einaudi, ha
generato un certo scompiglio,
con un «processo» seduta
stante da parte dell’Ateneo.
La mostra è stata prima
autorizzata, poi messa in forse, poi approvata, ma solo per
un giorno. Infine, nuova retromarcia: potrà restare fino a
venerdì, per tutta la durata
«M
Imbarazzano le foto di studenti nudi
in mostra al Campus nel Festival Lgbt
Torino, autorizzata, poi messa in forse e infine accettata dall’ateneo
del Festival Lgbt (Lesbiche,
Gay, Bisessuali e Transgender),
di cui fa parte. Tutto è avvenuto
nell’arco di poche ore, tra proteste degli studenti che si sentivano in un clima da caccia alle
streghe. In realtà alla mostra
c’è stato il via libera un mese fa,
col patrocinio dell’Università.
Ma non appena i pannelli si sono riempiti delle foto che ritraggono in sequenza i giovani vestiti e poi nudi, è scattato l’allarme. Anche per le critiche, va
detto, di un gruppo di ragazzi.
«Avevamo appena finito di
montare i pannelli – racconta
Virginia Vadori, studentessa
di Storia tra gli organizzatori
nonché modella senza veli – e i
responsabili dell’Ateneo ci
hanno detto che dovevamo
smontare o quantomeno spostare il materiale in un’area
meno visibile». Gli universitari, del collettivo Identità unite
e della lista Studenti Indipendenti, sono stati accusati inizialmente di non aver detto all’ateneo che le foto sarebbero
state senza vestiti. Nell’attesa
di capire chi avesse ragione, i
responsabili dell’università li
hanno invitati a ritirare la mostra. Eventualmente, avrebbero potuto riallestirla. Poi però
l’autorizzazione è saltata fuori.
Rosario Ferrara, direttore
della Scuola di scienze giuridiche, politiche ed economiche,
parla per questo di «malinteso». Ieri però l’imbarazzo era
innegabile. «Tutto questo deve
restare qui per una settimana
intera?», continuava a ripetere
al capannello di studenti radunato per difendere la mostra.
E aggiungeva: «Non lo dico per
me, ma noi dobbiamo tutelare
le sensibilità di tutti quanti,
comprese quelle urtate da
un’iniziativa del genere». Anche adesso che il rettore Gianmaria Ajani ha incontrato gli
studenti assicurando che la
mostra potrà andare avanti,
Ferrara ribatte: «In futuro bisognerà ritualizzare meglio le
autorizzazioni: sebbene fosse
stato chiesto il permesso, non
avevamo il dossier completo».
A spiegare il significato della mostra è Beatrice Balzola,
studentessa: «È una riflessione sul corpo, per superare stereotipi, aspettative e l’immagine della perfezione data dalla pubblicità». Ventuno studenti sono stati fotografati nudi, quindici hanno accettato di
comparire. «Lo scopo è rappresentare l’interezza della
persona». «Abbiamo voluto ritrarre il quotidiano – aggiunge
l’autore degli scatti, il neolaureato Mirko Isaia – in quel
quotidiano dove la nudità
spesso crea vergogna». Per
questo i corpi non sono michelangioleschi.
«La mostra ha un contenuto
artistico, e anche se ognuno è
giudice dell’arte, non mi pare
si urti la sensibilità di nessuno
– dice da giurista esperto qual
è di arte contemporanea il rettore Ajani -. Al contrario ci sono pubblicità offensive della
dignità della donna: non mi
sembra questo il caso».
Ma non tutti sono d’accordo.
Per Davide Rondinelli, rappresentante di Obiettivo Studenti,
collettivo vicino a Cl, il fine della mostra è buono, «ma è di cattivo gusto. Non è consono veder gente nuda in un ambiente
universitario. Per noi la mostra
può restare, ma non ci vediamo
nulla di artistico o interessante». A generare le polemiche,
anche il fatto che sia non in
un’aula ma nell’atrio, passaggio obbligato per tutti. Ma tra i
commenti che si potevano lasciare in un box, c’è anche chi è
entrato, diciamo, nel merito.
«Il fatto che gli uomini in foto
siano tutti dotati – uno dei pareri – fa pensare che l’iniziativa
non superi la vergogna che si
può avere per l’inadeguatezza
del proprio corpo».
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“Abbiamo salvato gli storioni
per fare nel Parco del Ticino
il caviale amato da Leonardo”
Nel Pavese l’allevamento che sfida i produttori russi
SIMONA MARCHETTI
CASSOLNOVO (PAVIA)
loccati dalle dighe costruite lungo il Po negli
anni del boom economico, rischiavano di scomparire. Così delle tre specie autoctone di storione italiano
se ne è salvata soltanto una,
ora allevata nel parco del Ticino: quando Giacinto Giovannini, negli anni Settanta,
acquistò gli ultimi cinquanta
esemplari mise le basi per la
«Storione Ticino» di Cassolnovo, nel Pavese, diventata
uno dei maggiori allevamenti
per la produzione di caviale
made in italy.
Del caviale italiano si parlava già nel Rinascimento.
Ne racconta diffusamente
l’umanista Bartolomeo Sacchi, detto il Platina, nel trattato «De honesta voluptate e
valetudine» (Del piacere onesto e della buona salute) nel
1474. Un’usanza gastronomica confermata dal dono che
Leonardo da Vinci fece a Beatrice d’Este per il suo matrimonio: delle uova di storione.
La tradizione ha rischiato di
morire definitivamente con
l’estinzione delle tre specie
autoctone italiane, l’Acipenser Sturio, l’Huso Huso, catalogate da Linneo, e l’Acipenser Naccarii. Delle tre si è
salvata solo l’ultima, ora alle-
B
800
tonnellate
Il peso degli
storioni a
Cassolnovo:
ci sono più
storioni nel
Parco del
Ticino che in
tutto il mar
Caspio
vata nel Parco del Ticino e
reintrodotta anche in natura
con alterne fortune: «Gli storioni si comportano come i salmoni, devono risalire le acque
del fiume per deporre le uova conferma Sergio Giovannini,
amministratore di Storione
Ticino, la società che gestisce
l’impianto di Cassolnovo - durante il boom economico si costruì una diga sul Po a Isola Serafini, tra Piacenza e Cremona. Non si tenne conto delle
esigenze riproduttive di questi
pesci, che si fermavano davanti agli sbarramenti. Vennero
pescati senza pietà, fin quasi a
farli scomparire». Suo padre,
Giacinto Giovannini, negli anni
’70 decise di acquistare gli ultimi cinquanta esemplari di
Naccarii, e cominciò ad allevarli, aggiungendo a poco a poco altre sei specie. Oggi il numero degli esemplari è tale
che Ars Italica Calvisius, società del gruppo Agro Ittica,
ne ricava un caviale che, non a
caso, si chiama Da Vinci. Il colore delle uova, che varia di
specie in specie, in questo caso
è grigio scuro. «Mio nonno allevava trote, mio padre ha continuato, affiancando anche gli
storioni - aggiunge Giovannini
- nel 1998 abbiamo cominciato
a operare nel parco del Ticino,
dove ci sono le condizioni ideali». Il gruppo italiano è tra i
Moderno
Le vasche
dove
vengono
allevati
gli storioni
del Parco
del Ticino
UMBERTO BOCCA
maggiori produttori mondiali:
dai suoi stabilimenti di salatura escono 25 delle 180 tonnellate commerciate a livello mondiale. Parlando sempre e soltanto del caviale legale. «Il
mercato nero, soprattutto in
Russia, esiste, ma non si può
quantificare» aggiunge Giovannini. Tutto il caviale in
commercio dovrebbe provenire infatti solo da allevamenti:
da una ventina d’anni anche lo
storione viene considerato tra
le specie a rischio estinzione. A
Cassolnovo la società riproduce e alleva diverse varietà del
pesce preistorico, privo di
scheletro: le femmine, giunte
intorno ai 9-10 anni, si macellano per ottenere le piccole sfere
scure, preziosissime una volta
salate e conservate. Un chilo di
Da Vinci costa poco meno di 2
mila euro. Uno storione gravido di questa età può arrivare a
pesare quaranta chili, le uova
raggiungono circa un decimo
del peso. Ogni chilo ne contiene 25 mila e una femmina può
deporne fino a 100 mila.
L’allevamento è un modo
per garantire la sopravvivenza
agli avannotti: i predatori in
natura ne uccidono circa il
98% prima che diventino adulti. «Qui a Cassolnovo abbiamo
numerosissimi esemplari - aggiunge - ammontano a circa
800 tonnellate: ci sono più storioni nel Parco del Ticino che
in tutto il mar Caspio». Nel-
l’avannotteria, dove vengono
fatti riprodurre e poi allevati i
piccoli, quest’anno se ne contano 40 mila, di diverse tipologie.
Oltre ai bianchissimi albini,
con il muso a punta e gli occhi
rosa da cui presto si otterrà il
caviale bianco italiano, c’è lo
storione stellato, da cui si ricava il «Sevruga», c’è lo storione
russo, da cui si ottiene
l’«Oscietra». A Calvisano, in
provincia di Brescia, lo stesso
gruppo gestisce anche altri
due impianti di acquacoltura
da cui si ottengono anche il caviale tradition, dallo storione
bianco, il beluga, dall’omonima
specie, e il Siberian, dalla varietà siberiana.
12BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI
1
20
STAMPA
.LA
MARTEDÌ 10 MAGGIO 2016
ECONOMIA
FINANZA
Il punto
della
giornata
economica
Italia
FTSE/MIB
-0,88%
17.685 punti
FTSE Italia
All Share
-0,76%
EuroDollaro
Cambio
1,1404
VERRANNO ASSUNTI 200 INGEGNERI NEL GIRO DI 18 MESI. IMPATTI DALLA COMMESSA CON IL KUWAIT
IL CAMBIO AI VERTICI
Finmeccanica punta
un miliardo su Torino
Peveraro eletto
presidente Iren
“Avanti sulle
aggregazioni”
L’ad Moretti: Fca guardi qui, non solo a Google per l’auto senza pilota
MAURIZIO TROPEANO
TORINO
Petrolio
dollaro/barile
43,44
All’estero
Dow Jones
(NewYork)
-0,19%
Nasdaq
(New York)
+0,30%
Dax
(Francoforte)
+1,12%
Ftse(Londra)
-0,18%
Oro
Euro/grammo
36,0690
«Dopo cinque anni in perdita
siamo tornati in utile e riprendiamo ad investire dove
c’è più alto valore aggiunto e
Torino è uno di questi siti».
Mauro Moretti, amministratore delegato di LeonardoFinmeccanica, incontra i
giornalisti dopo aver visitato
insieme al sindaco di Torino,
Piero Fassino, lo stabilimento Nord di Caselle. Le parole
di Moretti spiegano come
dietro il cambio di nome, avvenuto poche settimane fa, ci
sia una trasformazione organizzativa, da società finanziaria ad operativa, che si
porta dietro un piano di investimenti di circa 1 miliardo in
5 anni. Di questi, 250 milioni
serviranno per asset e impiantistica in corso Marche e
il resto sarà speso su ricerca
e innovazione. Risorse che
hanno già generato 100 mila
ore di formazione professionale e che porteranno nei
prossimi 18 mesi all’assunzione di 200 tra ingegneri e
tecnici specializzati, «tutti
stabili», assicura il manager.
Che cosa è successo? L’installazione del nuovo apparato radar sui veicoli Eurofighter ha allungato la vita industriale di questi aerei da
combattimento di almeno
vent’anni e quindi consente di
proseguire la produzione alle
porte di Torino grazie anche
Operai al lavoro nello stabilimento di Caselle
alle ricadute del maxi-contratto da 8 miliardi con il Kuwait.
Secondo Fassino l’investimento di Leonardo porterà benefici
anche «nell’indotto e dovrebbe
permettere di creare altri 350400 nuovi posti di lavoro». Secondo Fassino «l’aerospazio si
conferma oggi il secondo settore produttivo della città, strategico in quanto si qualifica per
un livello di ricerca ad altissimo contenuto tecnologico».
A Torino - dove si costruiscono l’Eurofighter, il C-27J e
sistemi avionici e spaziali di
sorveglianza come il Napo Ags
e l’Atos - i dipendenti diretti di
Leonardo-Finmeccanica sono
3.3000, ai quali si aggiungono
750 della controllata dello spazio, Thales Alenia, con un indotto di oltre 4.500 persone.
Moretti, sottolineando questi
numeri, si è tolto qualche sassolino dalle scarpe attaccando
la Regione Piemonte e, indirettamente, anche il ministero
per lo Sviluppo economico, che
hanno destinato fondi europei,
circa 40 milioni, per sviluppare
negli stabilimenti torinesi di
Ge un nuovo motore che «non
c’entra nulla con quello che
L’EX MINISTRO ALLA PRESIDENZA. LICIA MATTIOLI È VICE
Alla Compagnia di San Paolo
inizia l’era di Francesco Profumo. L’ex ministro, fino a ieri presidente dell’Iren, è stato eletto all’unanimità alla
presidenza della fondazione,
principale azionista di Intesa
Sanpaolo. Al suo fianco, come vicepresidente, il Consiglio generale ha nominato c’è
Licia Mattioli, presidente degli industriali torinesi.
Nel comitato di gestione,
organo esecutivo della fondazione, entrano con Profumo e Mattioli, Anna Maria
Poggi, Roberto Timossi e
Alessandro Comitto che lavora presso l’Imperial College di Londra. Cooptati tre
consiglieri: l’ex direttore
dell’Ilo Dario Arrigotti, il
presidente della casa editrice Einaudi Walter Barberis
e la professoressa Franca Fagioli.
Profumo, che sostituisce il
presidente uscente Luca Remmert, ha detto che, entro ottobre, verrà presentato il piano
strategico della Compagnia
per i prossimi quattro anni («ci
vorrà la collaborazione di tutto il consiglio, serve una profonda condivisione») e ha ricordato che la Compagnia dovrà dismettere parte della
quota detenuta in Intesa
Sanpaolo, come previsto dall’accordo tra Acri e Ministero
del Tesoro: «Lavoreremo su
questo tema anche se non è il
momento più favorevole. Staremo molto attenti. La Compagnia ha dimostrato nel corso
degli anni di avere professionalità uniche. Siamo riusciti a
ottenere dei rendimenti veramente eccezionali».
[R.E.]
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TORINO
stiamo facendo noi in questo
territorio e in questo Paese».
Per Leonardo-Finmeccanica, però, Torino rappresenta
anche un importante centro di
ricerca e di sviluppo di tecnologie nell’ambito dei veicoli a pilotaggio remoto. Secondo Moretti, in un futuro prossimo
quando gli aerei senza pilota
diventeranno una realtà in
questi stabilimenti si potrebbe
localizzare il «cuore della nostra produzione». Si spiega così perché il manager non perda
l’occasione per sottolineare come «Fca avrebbe potuto trovare qualche soddisfazione anche guardando verso Torino e
non solo a Google». E aggiunge:
«Noi stiamo già sviluppando sistemi di guida senza pilota. Abbiamo vinto importanti gare a
livello mondiale. Siamo primissimi in Europa in questa tecnologia. Quei sistemi li possiamo
fare anche noi».
Si vedrà. Quel che è certo è
che Leonardo-Finmeccanica
sta cercando di aumentare la
partecipazione in Avio Space,
la società che produce, fra l’altro, il piccolo lanciatore Vega,
controllata all’81% dal fondo
Cinven e partecipata al 14% da
Leonardo-Finmeccanica. Moretti conferma «il nostro interesse» anche se «finora le valutazioni non sono state collimanti. Spero che con buona volontà di tutti si arrivi a un accordo».
Cambio della guardia ai vertici dell’Iren, la multiutility di
energia, acqua e rifiuti: il
nuovo presidente è Paolo Peveraro, nominato dall’assemblea degli azionisti riunita a
Reggio Emilia. Prende il posto di Francesco Profumo.
Peveraro, ex assessore comunale a Torino ed ex vicepresidente della Regione Piemonte, è stato scelto dal sindaco di Torino Piero Fassino
d’accordo con gli altri grandi
azionisti, i primi cittadini di
Genova, Marco Doria, e di
Reggio Emilia, Luca Vecchi.
«Nel solco della continuità
con il presidente uscente
Francesco Profumo, mi impegnerò affinché Iren possa
continuare a recitare un ruolo da protagonista nel sistema economico del Paese e
rappresentare un polo di aggregazione per ulteriori realtà locali con sempre maggiore attenzione all’ascolto e al
dialogo con i propri territori», ha affermato Peveraro.
Tra gli obiettivi salire al
51% di Asa Livorno (di cui
Iren detiene il 40%) e dell’Amiu, ma «anche altre realtà nei territori di competenza».
Intanto, gli azionisti hanno
approvato il bilancio 2015,
chiuso con un utile netto consolidato pari a 118,2 milioni di
euro (+71,4%) e la distribuzione di un dividendo di 0,055
euro per ciascuna azione ordinaria e di risparmio. [R.E.]
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CITTÀ DI BRA
ESTRATTO ESITO DI GARA
Compagnia San Paolo
Inizia l’era di Profumo
TORINO
&
AMMINISTRAZIONE PROCEDENTE: CENTRALE UNICA DI COMMITTENZA Bra, Baldissero
d’Alba, Montà, Monticello d’Alba, Sanfrè,
S. Vittoria d’Alba, Sommariva Perno – UFFICIO GARE, P.zza Caduti per la Libertà, 14
- 12042 BRA (CN) - [email protected] www.comune.bra.cn.it.
Procedura aperta per appalto di lavori di riqualificazione “i percorsi del commercio di
Bra Via Principi di Piemonte e Via Vittorio
Emanuele II” da aggiudicarsi secondo il criterio
dell’offerta economicamente più vantaggiosa CIG: 6553769544 - categoria OG3 classifica III.
Data di aggiudicazione definitiva: 27/04/2016.
Aggiudicatario: GIUGGIA COSTRUZIONI SRL Villanova Mondovì (CN).
Importo di aggiudicazione: € 790.883,94 (oltre
oneri per la sicurezza).
RUP: geom. Claudio Ramello – Responsabile
del procedimento di gara: Dr. Claudio Chianese
Pubblicato in Gazzetta Ufficiale V Serie Speciale
- Contratti Pubblici n. 52 del 09/05/2016.
Bra, 09/05/2016
IL DIRIGENTE RESPONSABILE
Dr. Claudio Chianese
TRIBUNALE DI ASTI
FALLIMENTO N. 84/14 R.F.
Curatore Dott. Emilio De Giorgis. Vendita senza incanto: 12/07/2016
ore 11:00 presso lo studio in Torino, Via Andrea Massena, 17. Comune di Asti (AT) Via C. Gnocchi: Lotto 1 – civ. 18/A. Autorimessa al
p. terra. Prezzo base Euro 9.000,00 (Offerta minima pari al 75% del
prezzo base Euro 6.750,00). Lotto 2 – civ. 18. Autorimessa al p. terra.
Prezzo base Euro 9.000,00 (Offerta minima pari al 75% del prezzo
base Euro 6.750,00). Info presso delegato tel. 011549834 - 534207
e su www.tribunale.asti.it, www.giustizia.piemonte.it e su www.
astegiudiziarie.it (A343285,A343286).
1
LA STAMPA
MARTEDÌ 10 MAGGIO 2016
Economia .21
.
LA VALUTAZIONE DATA DA ENEL SAREBBE LEGGERMENTE INFERIORE AGLI 800 MILIONI
Quartier
generale
Telecom offre 820 milioni
per il 100% di Metroweb
La sede
del gruppo
Rizzoli
a Milano
Pagamento in contanti, la controllata Sparkle verso la Borsa
FRANCESCO SPINI
MILANO
Telecom cala le sue carte per
chiudere la partita su Metroweb. Ieri sera ha recapitato a Cdp la proposta, non vincolante, per acquisire la società della fibra: il gruppo
guidato da Flavio Cattaneo la
valuta nel complesso (debito
incluso) quasi 820 milioni di
euro. L’ex monopolista offre
ai suoi interlocutori diverse
modalità per giungere a un
accordo sull’operazione: l’acquisto immediato dell’intero
100% oppure una salita in due
tempi, che prevederebbe
dapprima il raggiungimento
del 67%. Cdp, infatti, almeno
in un primo tempo, potrebbe
restare nell’azionariato della
società, per presidiare uno
degli snodi per lo sviluppo
della rete per la banda ultralarga, su cui il governo Renzi
punta molto.
Anche per il pagamento ci
sono due opzioni, almeno sulla carta. La prima è in contanti. La seconda prevederebbe
il passaggio di una quota di
Telecom Italia Sparkle - la
controllata assai strategica
per i suoi collegamenti internazionali - sulla cui valutazione, però, non c’è concordanza
di visione. Mentre Telecom
ha valutato Metroweb circa
15 volte il margine operativo
lordo, Cdp non si sarebbe
REUTERS
Tecnici di Telecom al lavoro
67,9
milioni
I ricavi
di Metroweb
Italia
a fine 2014
(Ultimi dati
disponibili)
Il margine
operativo
lordo sfiorava
i 50 milioni
di euro
spinta oltre le 6 volte quando si
è trattato di parlare di Sparkle.
Telecom, invece, sarebbe disposta a cedere una quota (tra
il 15 e il 20%) della sua controllata solo di fronte a una valutazione di almeno 10 volte il mol.
Troppo per la Cdp. Ora la partita entra nel vivo. Anche Enel tramite la Open Fiber - avrebbe
già fatto circolare tra gli advisor (Vitale&Co consiglia Metroweb accanto a Banca Imi)
una proposta - anche qui, non
vincolante - in cui la valutazione di tutta Metroweb sarebbe
sotto gli 800 milioni di euro, attorno ai 776 milioni - dunque
30
per cento
La quota
di Sparkle
che potrebbe
finire in Borsa
attraverso
un’offerta
pubblica
di vendita
della
capogruppo
Telecom
sulla carta meno vantaggiosa -,
mentre la quota d’ingresso sarebbe attorno al 50%, garantendo anche in questo caso la
permanenza della Cdp nel capitale di Metroweb. C’è chi parla già di possibili revisioni al
rialzo dell’offerta di Enel (che
secondo alcuni osservatori sarebbe comunque in testa), per
escludere che la scelta abbia un
carattere politico.
Per Sparkle - senza la prospettiva di ingresso della Cdp potrebbe invece aprirsi la strada della Borsa. Telecom, infatti,
starebbe considerando un’offerta pubblica di vendita fino a
un 30% del capitale. Sarebbe
questa una mossa che, con una
valutazione pari a 15 volte il Mol
(la stessa a cui è stata quotata
Inwit) porterebbe nelle casse di
Telecom altri 900 milioni, utili
per premere ulteriormente
l’acceleratore sugli investimenti nelle infrastrutture di nuova
generazione. Proprio Sparkle
ieri si è aggiudicata la gara per
la gestione e il controllo operativo del del cavo sottomarino
Sea Me We 5 (Sud Est Asiatico Medio Oriente - Europa Occidentale). Le attività di gestione
e controllo saranno operate
nella stazione di arrivo del cavo
a Catania, che rappresenta un
importante snodo di collegamento dell’«autostrada» sottomarina della fibra ottica.
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CONSOB: ABBIAMO CHIESTO CHIARIMENTI
Mediobanca: valutiamo
proposte alternative
a Cairo sulla Rizzoli
TORINO
Mediobanca punta a valorizzare la quota in Rcs e valuterà
offerte alternative a quella di
Cairo, se mai arriveranno. Su
richiesta della Consob, che
vuole fare chiarezza dopo le
indiscrezioni sul ruolo dell’istituto per mettere in piedi
una contro-Opa («abbiamo
fatto come il prete che in chiesa deve chiedere a entrambi i
futuri sposi se si vogliono sposare», spiega il presidente
Giuseppe Vegas), Piazzetta
Cuccia non si sbilancia.
Né lo fa l’ad Alberto Nagel.
«Noi siamo destinatari», replica il banchiere, al termine
del discorso di Vegas all’incontro annuale della Commissione a Milano, a chi gli domanda se la banca, azionista
col 6,2% del capitale, sia parte
attiva in una eventuale controfferta su Rcs. Concetto
espresso poi in un comunicato: Mediobanca «si riserva di
valutare ogni opzione per la
miglior valorizzazione della
partecipazione, ivi incluso il
mantenimento della stessa o
eventuali proposte alternative,
di cui possa essere destinatario». Tanto basta per far partire
il titolo Rcs in Borsa che chiude
la seduta in rialzo del 5,26% a
0,6 euro, sopra il valore dello
scambio con Cairo Communications (-0,52% a 4,5 euro).
Riguardo all’Ops, Mediobanca ribadisce che farà «le opportune valutazioni sulla base dei
contenuti finanziari e industriali», quando verrà pubblicato il prospetto informativo. Occorrerà attendere sino a fine
mese, visto che Consob venerdì
ha chiesto a Cairo di integrare il
documento con nuove informazioni, che l’editore è pronto a
fornire nei prossimi giorni. «Bisogna chiarire tutte le posizioni
- spiega Vegas -, così abbiamo
chiesto un supplemento di comunicazione a Cairo e lo abbiamo fatto con Mediobanca in
quanto capo cordata di una proposta alternativa, a quanto leggiamo sulla stampa».
[R.E.]
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1
23456789AB923CCDE9FBA LA STAMPA FF
Borsa .23
LA STAMPA
.
MARTEDÌ 10 MAGGIO 2016
LEGENDA
AZIONI: Il prezzo di chiusura rappresenta l’ultima quotazione
dei titoli al termine della giornata di scambi. EURIBOR: è il tasso
interbancario comune delle piazze finanziarie dell’area euro.
il punto
Panorama
GIUSEPPE BOTTERO
IL MIGLIORE
+7,26%
Industria e Innovazione
IL PEGGIORE
-8,75%
Banco Popolare
4,996
0,2365
Mar
Mer
Gio
Ven
Lun
Mar
Mer
Gio
Ven
Lun
CROLLANO BANCO POPOLARE E BPM
BENE CAMPARI CON FERRAGAMO E YOOX
L
e banche in caduta libera zavorrano Piazza Affari, la
peggiore tra le Borse europee. A Milano l’indice Ftse
Mib arretra dello 0,88% a 17.685 punti, l’All Share dello 0,76
per cento. La maglia nera è il Banco Popolare (-8,75%) assieme alla «futura sposa» Bpm (-7,04%), Montepaschi (-7,56%),
Popolare dell’Emilia Romagna (-4,51%), Ubi (-3,64%) e Carige (-3,92%). In decisa controtendenza Mediolanum (+2,31%)
mentre, fuori dal comparto, cade Saipem (-4,53%) in seguito
alla bocciatura arrivata venerdì sera da parte di Standard &
Poor’s. Brilla invece Campari (+2,94%) dopo i conti del primo trimestre che hanno mostrato un utile prima delle imposte pari a 40,2 milioni di euro, in crescita del 26,1 per cento.
Bene anche il lusso con Salvatore Ferragamo (+2,3%), Yoox
(+1,69%), Luxottica (+1,15%) e Moncler (+0,7%).
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Inps: 100mila lavoratori senza diritto agli sgravi
L’attività ispettiva dell’Inps per contrastare
l’evasione e l’elusione contributiva si rafforza
e produce risultati a partire dai dati sull’utilizzo illecito degli sgravi contributivi previsti
dalla legge di Stabilità per le assunzioni a
tempo indeterminato fatte nel 2015. L’Inps,
secondo i dati presentati dal presidente, Tito
Boeri ha individuato 100 mila lavoratori, degli
oltre 1,5 milioni assunti nel 2015 per i quali sono stati chiesti gli sgravi contributivi totali,
senza diritto agli incentivi. Sono coinvolte - ha
spiegato Boeri - 60.000 aziende mentre il risparmio per il triennio (dato che le aziende
dovranno a questo punto versare i contributi
per questi lavoratori) è calcolato in circa 600
milioni. Boeri ha presentato il piano sulla «vigilanza documentale» per il 2016 spiegando il
lavoro di incrocio di dati tra le varie amministrazione dello Stato e sottolineando l’importanza della «deterrenza» nella lotta all’evasione ma anche alle frodi per ottenere prestazioni indebite come nel caso delle indennità di
disoccupazione per i rapporti di lavoro fittizi.
Italmobiliare compra Clessidra
Operazione da 20 milioni
Enel, in tre mesi l’utile
supera i 900 milioni (+16%)
Italmobiliare ha acquistato Clessidra
Sgr, valutata 20 milioni di euro. La holding della famiglia Pesenti ha rilevato la
quota del private equity detenuta dagli
eredi del fondatore Claudio Sposito, circa il 70%, e la restante quota dal management, acquisendo di fatto il controllo
totale della società. La finalizzazione
dell’operazione, il cui progetto era stato
annunciato lo scorso 26 aprile, è subordinata alle approvazioni da parte delle
competenti Autorità e dei sottoscrittori
del Fondo Clessidra Capital Partners III.
Per Italmobiliare l’operazione Clessidra
«rientra in una visione di ampia politica
di diversificazione del proprio portafoglio di investimenti e rappresenta una significativa opportunità di sviluppo».
L’Enel ha chiuso il primo trimestre del 2016
con un risultato netto di 939 milioni
(+15,9%) e un utile netto ordinario a 795 milioni di euro (-1,9%). I ricavi ammontano a
17,8 miliardi (-10,5%) a causa, spiega il gruppo, di minori vendite nei mercati maturi,
minori attività di trading ed effetto cambi
negativo. L’ad Francesco Starace, che conferma gli obiettivi del 2016, parla di «progressi molto buoni rispetto al piano strategico». «Abbiamo aggiunto al nostro mix di
generazione altra capacità da fonti rinnovabili e realizzato l’integrazione di Enel
Green Power all’interno del gruppo. Il processo di semplificazione societaria in America Latina continua a segnare progressi aggiunge - e contiamo di portarlo a compimento nella seconda metà dell’anno».
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Il Mercato Azionario del 09-05-2016
Prezzo
chiusura
Var. %
ultima.
A
Cap.
mln
AZIONI
Prezzo
chiusura
Var. %
ultima.
Minimi
anno
Massimi
anno
Var. %
annua.
Cap.
mln
AZIONI
Prezzo
chiusura
0,4280
1,2140
12,8500
1,6430
0,4161
4,8380
33,9800
0,0792
19,9100
3,0000
3,2480
1,8500
140,6000
0,4140
3,6000
5,5000
11,5500
24,0300
7,4600
17,5000
20,7200
19,2200
-2,9500
-1,4600
-0,3900
-0,2400
-0,3400
+0,2100
-0,5600
+0,3800
+0,0000
+0,0000
-0,0600
-1,3900
+1,0100
+2,2200
+1,6900
-4,5100
+0,2600
-0,4600
+0,9500
-0,2800
+1,4200
-1,4900
0,3700
0,4939 -12,4400
0,9560
1,2570 -3,1900
11,8000 14,2500 -9,5100
1,2640
1,6590 +2,6900
0,3156
0,5195 -19,9000
4,0880
5,4650 -8,0200
32,3100 43,2700 -21,4700
0,0785
0,1412 -43,9100
18,7300 20,4500 +3,9700
2,2120
3,0360 -1,1900
2,8980
3,7760 -10,2800
1,8000
2,4480 -22,9200
126,9000 163,9000 -14,2200
0,3647
0,4620 -8,0000
3,3720
5,3500 -32,7100
5,3850
8,0200 -31,4200
8,9350 11,6600 +0,0000
22,0800 24,6500 -1,9200
6,2150
8,8200 -15,4200
16,3200 17,8900 -1,6300
18,8800 25,3900 -18,3900
15,5100 23,0600 -16,6500
170
3803
2737
126
133
0
3
30
81
63699
4
9
1649
1016
19844
1898
77
2753
Edison rnc
EEMS
Enel
Enertronica
Enervit
ENGIE
ENI
ERG
Ergycapital
Eukedos
EXOR
0,6370
0,0635
3,8900
5,0650
2,5920
13,2900
13,3800
11,1800
0,0570
0,9800
31,8200
-1,0900
+0,7900
-0,3100
+1,3000
-1,4400
-0,4500
-1,2500
-0,5300
+1,9700
+0,5100
-1,1500
0,6110
0,0630
3,3980
3,8380
2,3900
13,1100
10,9300
10,6600
0,0522
0,9340
23,6100
0,7230
0,1007
4,0540
6,0800
3,1620
16,5300
14,4000
12,4700
0,0787
1,0680
42,0900
-11,8900
-36,2400
-0,0500
+31,9700
-8,4700
-19,6000
-3,0400
-10,3400
-27,3900
-7,8100
-24,4000
70
3
39548
18
46
48625
1681
10
22
7835
Pininfarina
Piquadro
Poligrafici Editoriale
Poligrafici Printing
Poste Italiane
Prelios
Premuda ord
Primi Sui Motori
Prysmian
2,1100
1,1350
0,1942
0,2210
6,6500
0,0832
0,0857
1,7200
20,4100
37,7100
6,6150
0,3286
6,3750
3,5020
0,8370
0,4538
0,3700
1,2590
-0,7600 28,0000
-1,5600 5,2015
-3,3500 0,2700
-2,0700 6,0000
+0,0000 3,5020
-5,9600 0,7560
+0,2200 0,3408
-3,3900 0,3700
+0,0000 0,9900
44,6000
8,5196
0,4100
7,6250
4,3880
0,8900
0,4830
0,5740
1,7790
-22,3600
-17,9100
-16,3900
-20,1900
-3,7900
-6,0500
-35,5400
-28,8300
7313
8500
556
3868
90
20
197
18
14
Banca Carige
Banca Carige ris
Banca Generali
Banca Intermobiliare
Banca Mediolanum
Banca Monte Paschi Siena
Banca Pop. Emilia Romagna
Banca Popolare di Milano
Banca Popolare di Sondrio
Banca Profilo
Banco di Desio e Brianza
Banco di Desio e Brianza rnc
Banco di Sardegna risp
Banco Popolare
Banco Santander
Basf
Basicnet
Bastogi
Bayer
Beghelli
Beni Stabili
Best Union Company
Bialetti Industrie
Biancamano
Bio On
Biodue
Bioera
BMW
BNP Paribas
Boero
Bonifiche Ferraresi
Borgosesia
Borgosesia r
Brioschi
Brunello Cucinelli
Buzzi Unicem
Buzzi Unicem rnc
0,5765
85,0000
23,8100
1,8980
7,3150
0,5990
4,4020
0,5480
3,0000
0,2133
2,3840
2,3460
7,0000
4,9960
4,0160
69,6500
3,4060
1,3690
99,8000
0,3975
0,6360
2,5500
0,3060
0,1715
13,0000
4,8400
0,2400
76,4500
44,0900
17,5000
19,0000
0,2717
0,3420
0,0580
17,2500
16,2200
9,6550
-3,9200
+0,0000
-1,2400
+2,0400
+2,3100
-7,5600
-4,5100
-7,0400
-0,7900
-0,0500
-1,4900
+1,1200
+1,3000
-8,7500
-1,4700
+1,6800
+1,1300
-0,2900
+2,3600
+0,1000
-0,6200
-0,3900
+4,1900
-2,2200
-0,5400
-2,5000
-4,0000
+0,9200
-0,4500
+0,0000
+0,0000
+0,0000
+0,0000
-1,0200
-1,7100
+0,2500
+0,2600
0,4430
1,2620 -54,3200
49,9000 99,9000 +1,5500
20,1700 29,1800 -18,4000
1,2710
2,2500 -14,8100
5,3150
7,3450 +0,0700
0,4361
1,2320 -51,3800
3,7540
7,0400 -37,4700
0,5125
0,9210 -40,5000
2,9000
4,1520 -27,7500
0,1902
0,2699 -20,9700
2,0900
2,7880 -13,8700
2,0100
2,5400 -7,2700
6,4500
8,2650 -15,3100
4,3860 12,8100 -61,0000
3,3580
4,6600 -13,2600
56,8000 73,0000 -1,7600
3,3680
4,8500 -29,7700
1,1610
1,6500 -13,3500
93,1000 117,0000 -14,7000
0,3698
0,4779 -16,8200
0,5425
0,7215 -8,9500
2,3400
2,8600 +6,2500
0,2305
0,3793 -19,0500
0,1682
0,2810 -38,9700
10,3300 15,3900 -14,5300
4,2020
5,8050 -14,1100
0,2400
0,3740 -34,5200
67,1000 97,9500 -21,9500
37,5000 52,5000 -16,0200
17,5000 22,3000 -21,5200
16,5900 19,0000 +0,3200
0,2500
0,2900 -6,3100
0,3420
0,3900 -12,3100
0,0457
0,0879 -34,0200
13,2800 17,5700 +5,7000
12,1000 17,0300 -2,2900
7,3500 10,1900 -5,2500
479
2
2765
296
5402
1756
2119
2407
1360
145
279
31
46
1809
57969
208
169
80
1443
24
33
6
190
54
9
76
150
10
0
46
1173
2682
393
Caleffi
Caltagirone
Caltagirone Editore
Campari
Carraro
Carrefour
Cattolica Assicurazioni
CdR Advance Capital
Cerved Information Solutions
CHL
CIA
Cir
Class Editori
CNH Industrial
Cofide
Conafi Prestito'
Credem
Credit Agricole
Credito Valtellinese
CSP
CTI Biopharma
1,0350
2,2480
0,8700
8,7650
1,3520
24,3000
5,6750
0,7200
7,3500
0,0224
0,1964
1,0900
0,4290
6,0100
0,4100
0,2922
6,0450
8,9900
0,5790
1,1070
0,3852
-0,4800 0,8735
+0,9000 1,7850
+0,0000 0,8065
+2,9400 6,9400
-2,7300 1,2100
+1,8900 22,3500
-2,7400 5,3800
+0,0000 0,6510
+0,9600 6,1450
+3,2300 0,0182
+2,1300 0,1790
+0,0000 0,7640
-1,1500 0,3450
-2,2800 5,1700
+2,1900 0,3164
+0,3800 0,2005
-0,0800 5,1050
-0,5000 7,7350
-2,4400 0,5020
-3,4900 0,7755
-4,4400 0,2741
1,1700
2,3600
1,0000
8,8200
1,9260
27,1500
7,3400
0,7295
7,7000
0,0338
0,2305
1,1000
0,6950
6,7500
0,4306
0,3190
6,8550
10,9100
1,0910
1,2340
1,1600
+3,5000
-4,7500
-13,0000
+9,5600
-29,8000
-10,5000
-22,6800
+2,8600
-4,5500
-33,7300
-14,7900
+12,3700
-38,2700
-5,2100
-1,4400
-5,5900
-11,8200
-17,6000
-46,9300
+4,2400
-66,6800
16
270
109
5091
62
989
9
1433
6
18
866
40
8191
295
14
2009
642
37
108
Daimler
Damiani
Danieli
Danieli rnc
Danone
De' Longhi
Deutsche Bank
Deutsche Telekom
Diasorin
Digital Magics
DigiTouch
DMail Group
59,7500
0,9410
18,6200
13,6000
61,0500
20,9800
14,6200
15,5200
52,5000
4,7060
1,8800
1,2650
-0,4200
-1,9800
-0,5300
+0,0000
+3,3900
+1,2500
-0,2000
+3,8100
+1,0600
-0,1300
-2,0800
-4,0200
58,5500
0,8990
13,4000
10,8000
57,7000
18,9300
13,2700
14,2900
42,6800
4,1660
1,7980
1,1000
77,9500
1,2150
20,1000
14,6900
64,3500
27,6700
22,6300
16,6100
53,1000
5,8000
2,3480
1,9900
-23,3500
-21,2600
+5,8000
+3,4200
-2,9400
-24,1800
-35,4000
-6,5600
+8,3600
-18,1600
-19,9300
-36,4300
78
761
550
3137
2937
23
26
2
A.S. Roma
A2A
Acea
Acsm-Agam
Aedes
Aegon
Ageas
Agronomia
Ahold Kon
Alba
Alcatel Lucent
Alerion
Allianz SE
Ambienthesis
Ambromobiliare
Anima Holding
ASTM
Atlantia
Autogrill Spa
Autostrade Meridionali
Axa SA
Azimut
Minimi
anno
Massimi
anno
Dati forniti da FIDA-Finanza Dati Analisi
Var. %
annua.
AZIONI
F Ferrari
Fiat Chrysler Automobiles
Fincantieri
Finecobank
Fintel Energia Group
First Capital
FNM
Frendy Energy
Fullsix
G Gabetti Property Solutions
B
C
D
E
E.ON
Ed. L'Espresso
8,3750 -0,2400
0,9135 -0,4400
7,9500
0,7050
9,6200
1,0300
-6,6300
-9,7300
0
376
Mercati
Fondi su LaStampa.it
I fondi di investimento sono on line su LaStampa.it
Per consultarli l’indirizzo è www.lastampa.it/fondi
0,5735 -1,1200 0,4649
3,0180 -1,0500 2,6700
Gas Plus
12,9300 +0,0000 10,9600
Generali
2,6880 -3,0300 2,5800
Geox
9,6600 +0,0500 9,5000
Glenalta Food
Gruppo Ceramiche Ricchetti 0,1972 -0,3500 0,1616
0,2185 -5,9400 0,1820
Gruppo Waste Italia
HHera
I
I Grandi Viaggi
IKF
Il Sole 24 Ore
IMMSI
Imvest
Industria e Innovazione
Ing Groep NV
Intek Group
Intek Group risp
Intesa Sanpaolo
Intesa Sanpaolo rnc
Investimenti e Sviluppo
Iren
Italcementi
Italia Independent
Italmobiliare
Italmobiliare rnc
J Juventus FC
K K.R.Energy
Kering
Ki Group
L L'Oreal
Leonardo-Finmeccanica
Leone Film Group
Lucisano Media Group
Luxottica
LVenture Group
Lvmh
M M&C
Mailup
Maire Tecnimont
MC-link
Mediacontech
Mediaset
Mediobanca
Meridie
Methorios Capital
Mid Industry Capital
Mittel
Molmed
Moncler
Mondadori
Mondo TV France
Monrif
MP7 Italia
Munich Re Ag
N Net Insurance
Neurosoft
Noemalife
Nokia Corporation
Notorious Pictures
Nova Re
O Olidata
Orange
OVS
P Parmalat
Philips NV
Piaggio
Pierrel
2,6100 +0,7700
0,8460
0,0214
0,5275
0,4012
0,4380
0,2365
10,2100
0,2396
0,4278
2,2400
2,1540
0,1510
1,5770
10,3800
17,9000
37,8000
28,1000
2,4160
-0,4700 0,6975
-3,6000 0,0202
-3,9200 0,4528
-3,3300 0,3292
-2,4500 0,1920
+7,2600 0,2100
+0,0000 9,3400
-0,0800 0,2200
-0,3300 0,4020
+0,6300 2,1460
+0,6500 2,0320
-0,6600 0,1510
-0,1900 1,2700
+0,1000 9,7600
+0,0000 17,9000
-0,5300 31,1000
+0,0000 22,2300
0,2556 +0,8300
0,2310
0,8295
3,6900
16,9200
4,0820
10,0500
0,2465
0,7350
2,6580
0,9250
0,0527
0,6450
0,4680
0,6675
0,3006
12,5800
0,3164
0,4817
3,0880
2,8340
0,2732
1,6150
10,4300
26,2000
42,1000
29,9000
0,2850
-30,8600
-16,4000
-23,5800
-34,1500
-3,4000
-17,2800
-69,8600
+6,5300
-6,0000
-58,7700
-18,2200
-14,2700
+39,0500
-20,6400
-18,8400
-24,2700
-11,1300
-27,4600
-23,9900
-44,2800
+5,8400
+1,2700
-31,6800
-10,2100
-6,0200
-1,6900
33
136
20169
697
77
16
12
3888
40
2
23
137
19
6
39430
83
21
35525
2009
1
1864
3625
40
839
459
258
0,5015 -3,1900 0,3707
0,6710 -25,2600
146,2000 +1,3200 140,3000 167,3000 -9,1900
2,5300 -4,1700 2,4000
3,1000 -6,3700
17
0
14
160,5000
10,2600
2,9980
1,7400
49,3800
0,6870
146,2000
+1,7100 144,9000 168,5000 +1,9000
-1,2500 8,6300 12,9000 -20,4700
-0,0700 2,4400
3,0100 +12,2800
-1,6900 1,6300
2,0840 -7,9400
+1,1500 47,1400 60,4000 -18,2500
-0,4300 0,4146
0,7475 -0,5100
+1,9500 134,0000 160,5000 -1,0800
5932
42
26
23887
12
-
0,1525
2,3600
2,4000
5,3600
1,4560
3,8700
6,2450
0,0960
0,0525
4,2500
1,4400
0,3160
14,6100
0,9400
0,1390
0,2049
1,5500
163,9000
+0,8600 0,1142
0,1539
-1,1700 2,2108
2,5000
-2,4400 1,8550
2,7200
+0,0000 5,0000
6,0300
+0,2100 0,6700
1,6500
+0,2100 2,8660
4,0220
-2,0400 5,6500
8,8850
+0,0000 0,0960
0,1151
-2,7800 0,0500
0,2510
+1,1900 3,9100
4,6000
-1,3700 1,2900
1,5740
-4,5300 0,2398
0,3874
+0,7600 12,1900 15,7000
-2,2400 0,7140
1,0390
-0,7100 0,1220
0,1807
-1,1100 0,2010
0,2657
-0,9600 1,5500
2,1700
+1,1100 161,3000 185,5000
+13,3000
+1,9300
-4,3800
-9,1500
+75,9500
+0,9900
-29,7100
-16,5900
-79,0800
+6,2500
-7,8700
-13,5700
+13,0800
-9,5300
-23,0800
-22,4200
-28,5700
-10,1900
72
27
733
17
3
4571
5440
5
7
18
127
133
3655
246
15
31
9
-
+0,0000 17,2000
+0,0000 1,3480
-0,2800 6,4800
+1,3800 4,9420
-6,7700 1,2250
+0,0000 0,2800
17,9800 -0,7800
1,7000 +4,0800
7,8100 +6,3900
6,9200 -24,0900
2,0720 -39,9800
0,5540 -45,6000
122
39
60
28
4
0,1540 +0,0000 0,1193
14,6300 +1,3200 14,0800
5,7200 +0,7000 5,0650
0,1991 -18,0900
16,5400 -6,2200
6,4200 -10,9000
5
1298
+0,0000 2,3120
+0,0900 20,9000
-4,4700 1,6550
-1,9200 0,3052
2,4560 -0,2500
25,5700 -3,4200
2,3260 -25,6200
0,5490 -38,5400
4423
625
18
17,7600
1,5300
7,1550
5,0100
1,2400
0,3014
2,3840
23,1800
1,7300
0,3374
R Rai Way
Ratti
RCS Mediagroup ord
Recordati
Renault
Retelit
Risanamento
Rosss
RWE
S S.S. Lazio
Safilo Group
Saipem
Saipem rnc
Salini Impregilo
Salini Impregilo rnc
Salvatore Ferragamo
Sanofi
SAP
Saras
Save
Seat Pagine Gialle ord
Seat Pagine Gialle R
SIAS
Siemens
Sintesi
Snai
Snam
Societe Generale
Sol
Stefanel
Stefanel rcv
STMicroelectronics
T TAS
TBS Group
TE Wind
Telecom Italia
Telecom Italia R
Telefonica
Tenaris
Terna
Tiscali
Tod's
Toscana Aeroporti
Total
Trevi
U UBI Banca
UniCredit
UniCredit rnc
Unilever
Unipol
UnipolSai
V Valsoia
Vianini Industria
Visibilia Editore
Vita Societa' Editoriale
Vivendi
4,4000
2,4400
0,6000
23,7100
81,7500
0,6160
0,0912
0,6475
11,6000
0,4158
7,5050
0,3732
6,1000
3,6200
7,9850
19,8400
71,8000
68,4500
1,4220
12,7900
0,0026
300,0000
8,8600
93,0000
0,0235
0,7450
5,3250
33,1300
7,5300
0,1845
145,0000
4,7140
0,5245
1,5090
0,3600
0,8500
0,6865
9,2200
11,1300
4,8980
0,0520
59,4000
14,5600
42,5000
1,3200
3,1800
2,9920
7,3500
38,8400
3,4620
1,9430
Var. %
ultima.
Minimi
anno
Massimi
anno
Var. %
annua.
Cap.
mln
-1,2200 1,9580
+2,9900 0,9825
-3,8100 0,1900
+0,0000 0,2210
-0,8900 5,1700
-1,5400 0,0730
-6,2400 0,0857
-0,9200 1,5961
+1,0400 16,4500
3,7000
1,3880
0,2588
0,2810
7,2000
0,2694
0,1886
3,3917
20,6900
-42,9700
-15,1100
-23,5100
-21,0700
-6,3400
-69,1200
-54,3200
-49,2900
+0,7400
64
57
26
7
8686
96
16
5
4423
+0,9200 4,1140
+1,6700 2,2500
+5,2600 0,4080
+3,8500 19,4300
+1,2400 67,1500
-2,8400 0,4267
-3,3900 0,0720
-0,3800 0,5500
-2,1900 10,1500
-0,4100
-0,4600
-4,5300
+0,0000
-1,3100
+0,0000
+2,3700
+2,4300
+1,4100
-3,3300
-0,4700
+4,0000
+0,0000
-0,3400
+0,5900
-1,6700
+0,3400
-0,1900
+2,9200
+0,0000
-5,6300
+0,0000
-2,3600
4,7860 -6,7400
2,5780 +2,9500
0,6480 -3,3000
24,3700 -1,5800
94,1000 -13,1200
0,6640 +1,6500
0,1256 -27,3900
0,9500 -31,8400
13,0900 -0,9400
1197
67
313
4958
101
164
7
-
0,3919
0,5235 -19,2600
7,3500 10,7100 -29,9300
0,3014
0,9429 -60,4200
3,9000
9,5000 +4,6900
2,9360
4,0100 -9,7300
7,5000
9,5100 -16,0400
18,8200 22,8100 -8,7800
67,5500 79,9500 -10,1900
65,5000 74,4000 -5,9100
1,2900
1,9520 -20,2900
11,2700 13,4600 -1,6200
0,0021
0,0035 -16,1300
292,7000 320,0000 +2,4900
7,8150
9,8000 -9,5900
79,0000 96,5500 +3,9100
0,0165
0,0355 -32,8600
0,5290
0,8925 -16,5300
4,7220
5,5300 +10,2500
27,4000 43,3200 -23,5200
7,0800
8,2600 -8,8400
0,1420
0,2386 -22,6700
145,0000 145,0000 +0,0000
4,5900
6,2700 -24,7600
28
470
3773
1
1782
13
3349
1352
708
167
2
2016
1
87
18641
683
16
0
4294
-0,5700 0,3850
-0,6600 1,3000
+5,8800 0,2780
-1,2800 0,8200
-0,1500 0,6505
-0,7000 8,5000
-3,3900 8,6400
+0,3300 4,5000
+0,0000 0,0378
+0,1700 59,0500
-0,2100 12,9700
-0,2800 36,0500
-3,0100 1,2260
-3,6400 2,8100
-2,3500 2,7700
+1,3800 7,1600
+1,2200 36,7600
-2,3700 2,8660
-0,6600 1,5510
+1,2500 17,3412
-0,2500 1,1500
+5,1100 0,2269
-3,2000 0,0614
+0,8900 16,7000
0,5275
1,6100
0,5390
1,1750
0,9510
10,4900
12,2300
5,0800
0,0577
73,7500
15,5000
45,0000
1,8300
6,2000
5,1350
8,2900
41,4400
4,7640
2,3600
+23,7000
+0,2700
-33,1500
-27,6600
-27,8100
-12,1100
+1,7400
+2,9900
-9,8800
-18,6900
-1,8200
+2,2100
-27,8700
-48,7100
-41,7300
-9,9300
-4,5700
-27,3300
-17,6700
22
64
4
11475
4138
0
13139
9845
164
1966
271
218
2868
18484
19
2484
5498
21,9161 -6,8200
1,2980 -0,1700
0,3668 -34,9800
0,0898 -27,9200
20,0200 -13,8500
203
36
4
1
-
0,0011
0,0057
0,0500
0,0067 -54,5500
0,0204 -28,9200
0,0574 +14,8000
0
0
0
23,5000 +1,6900 23,1100
34,5500 -31,9800
2087
19,4000
1,2070
0,2385
0,0635
16,9800
Var. %
ultima.
Minimi
anno
Massimi
anno
Var. %
annua.
Cap.
mln
Acotel Group
7,0450 -0,4200
5,7500
9,0100
-17,7500
29
Aeffe
1,0600 -1,5800
0,9450
1,4890
-28,8100
114
Aeroporto Marconi di Bologna
8,0350 +1,0700
6,1000 10,4500 +31,7200
Amplifon
8,2700 +0,7900
6,7550
AZIONI
STAR
War First Capital 2010-2016
War IKF 2010-2018
Y Yoox Net-A-Porter Group
Z Zucchi
Zucchi rnc
0,0030+130,7700
0,0145 +0,0000
0,0574 +0,0000
0,0218 -4,8000
0,1580 +0,0000
0,0080
0,1150
MONETE AUREE
0,0402 -45,7700
0,2095 +37,3900
8
1
Quotazioni del 09-05-2016
Dati elaborati da Bolaffi Metalli Preziosi S.p.a.
+3,4400
1865
9,7350 10,7000
+5,5700
2084
2,0100
2,3920
+3,6600
531
3,8600 -5,1600
3,5800
5,6150
-31,2600
380
7,2300 +0,5600
6,2400
7,8100
-6,3500
0,3800 -1,9100
0,3431
0,4322
-12,0800
138
23,2000 -2,3200 23,2000 29,1100
-19,5300
1248
210
10,4200 +1,0700
Ascopiave
2,2640 -4,0700
Astaldi
B&C Speakers
Banca Finnat
Banca Ifis
ACQUISTO
Marengo
203,17
-
223,91
Sterlina
256,13
-
282,26
4 Ducati
481,77
-
530,93
20 $ Liberty
1.053,04
-
1.160,49
Krugerrand
1.088,98
-
1.200,10
50 Pesos
1.312,28
-
1.446,19
VENDITA
80
Banca Sistema
2,6100 -1,2900
2,4280
4,0000
-32,8400
Banzai
3,8680 +0,4700
3,2760
4,5700
-13,0800
159
44,3700 +1,9800 36,9400 54,1800
-18,1100
2629
BB Biotech
BE
Biesse
Bolzoni
Brembo
0,5540
-1,0600
69
12,4400 +0,3200 10,5000 15,9200
-21,8600
341
0,5110 -5,0200
0,3584
4,2960
+9,6000
112
47,1600 +0,3600 32,7800 47,5100
+5,5500
3150
4,2940 +0,0500
3,4700
CAD IT
3,9000 -0,7600
3,4000
4,3320
-5,3400
35
Cairo Communication
4,5760 -4,6700
3,3700
4,9900
+0,1300
358
Cembre
-2,8800
230
4,6000 +1,3200
3,9200
5,9050
-22,1000
732
Centrale del Latte di Torino
2,8600 -1,3800
2,5800
3,3400
-14,0600
29
D'Amico
0,4401 -0,5400
0,3750
0,6935
-36,5400
189
2,4000 +1,3500
1,9900
2,7320 +11,5200
40
-3,5400
925
390
Cementir
Dada
Datalogic
13,5000 -0,8800 12,3500 14,1700
15,8200 +2,0600 13,8900 17,1800
Dea Capital
1,2720 +0,3900
1,1730
1,4140
-10,0400
Digital Bros
4,5860 +3,7600
3,8860
7,4300
-38,2800
65
Ei Towers
49,7000 -1,1900 47,0000 59,5500
-16,5400
1405
EL.EN.
42,0100 -0,6900 35,7500 43,2000
+4,5000
203
Elica
1,8480 -4,0500
1,4020
1,9850
-6,9000
117
Emak
0,7650 -0,6500
0,6045
0,8185
-0,5800
125
65,9500 +0,0000 55,1500 66,0500
Engineering
+9,9200
824
Esprinet
8,4900 +5,7300
6,7100
8,6850
-0,2400
445
Eurotech
1,3460 -3,2400
1,1000
1,6180
-16,4000
48
Exprivia
0,7430 +1,7800
0,6075
0,8150
-2,1700
39
Falck Renewables
0,8850 -4,1200
0,7805
1,1060
-19,9800
258
Fidia
6,5500 +0,8500
4,1420
6,8700
+2,6600
34
Fiera Milano
1,7100 +1,7300
1,3570
2,3180
-26,2300
123
9,8500 12,1000 +11,5200
419
Fila
12,1000 +0,8300
Gefran
1,7400 +0,0600
1,4300
1,8170
+0,8700
25
IGD
0,7855 -1,1900
0,6320
0,8865
-11,3900
639
Ima
50,9000 -0,3900 41,2900 52,1500
+6,0600
1909
Interpump
12,0900 -0,3300 10,4500 14,3200
-15,5700
1316
Irce
1,8000 -0,1100
1,7470
2,1340
-15,6500
51
Isagro
1,0500 -1,4100
0,9040
1,5000
-30,0000
26
Isagro Azioni Sviluppo
0,8700 +0,0000
0,7255
1,0390
-16,2700
1,6290 -0,2400
1,1340
It Way
La Doria
Landi Renzo
Marr
12
1,8200
+1,1800
13
9,8400 13,2900
-2,6800
394
0,7575
-30,2900
58
18,0700 +0,8900 15,8300 19,0800
-5,2900
1202
12,7000 +2,0100
0,5190 -0,1000
0,3900
Massimo Zanetti Beverage
7,1000 -0,1400
6,4200
9,5050
-25,3000
244
Moleskine
2,0780 +0,1000
1,3440
2,1000 +22,0900
441
Mondo TV
4,0000 -0,2000
3,6400
6,0600
-33,0500
111
Mutuionline
7,2550 +0,7600
6,6600
7,9950
-9,2600
287
Nice
2,3460 +2,2700
1,9030
2,5300
-4,4000
272
Openjobmetis
6,8300 -1,7300
6,5250
7,5000
-6,4400
94
Panariagroup
3,0500 -0,6500
2,9880
3,9400
-13,3500
138
Poligrafica S.Faustino
5,0550 +0,1000
4,4600
5,9400
-14,7600
6
8,7500 14,8200
-27,2600
113
Prima Industrie
Reno De Medici
Reply
10,7800 -3,1400
0,3679
-8,1500
128
122,5000 +0,0800 105,0000 135,9000
-2,7000
1146
0,3379 -0,3200
0,2993
Sabaf
10,0000 +0,3500
9,7800 11,4800
-11,8900
115
Saes Getters
10,3200 +0,9800
8,9850 14,0000
-20,0600
151
8,2750 +0,1200
6,7500 10,5500
-16,8800
61
3,4900 +1,1600
3,1480
Saes Getters rnc
Sesa
3,8700
-8,1600
111
14,9500 +0,0000 12,5000 15,6800
-4,2900
234
Sogefi
1,5010 -3,2200
1,2930
2,1660
-30,7000
178
Tamburi
3,1500 +3,1400
2,5900
3,3880
-7,0200
466
TerniEnergia
1,1500 -1,5400
1,0500
1,5820
-27,3100
46
Tesmec
0,5530 -7,1400
0,4930
0,6500
-14,9200
59
TXT e-solutions
7,6000 -0,5200
7,1450
8,1300
-6,5200
99
Vittoria Assicurazioni
8,2500 -0,4200
7,7650 10,0400
-17,8300
556
Zignago Vetro
5,5000 -3,2500
5,0000
6,0650
-9,3200
484
QUOTAZIONI BOT
SCADENZA
13-05-2016
31-05-2016
14-06-2016
30-06-2016
14-07-2016
29-07-2016
08-12-2016
31-08-2016
14-09-2016
30-09-2016
14-10-2016
31-10-2016
14-11-2016
14-12-2016
13-01-2017
14-02-2017
14-03-2017
GIORNI
PREZZO
TASSO %
4
22
36
52
66
81
95
114
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-0,2369
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-0,2908
-0,2699
-0,2716
-0,2580
-0,2377
-0,2837
-0,2847
-0,2749
-0,2050
-0,2416
-0,2352
-0,1559
-0,1474
-0,1399
EURIBOR
PER.
TA. 360
1 mese
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-0,3480 -0,3530 6 mesi
-0,2920 -0,2960 9 mesi
-0,2560 -0,2600 12 mesi
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TA. 360
PER.
TA. 365
-0,1440 -0,1460
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-0,0130 -0,0130
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QUOT.
MERCATI
Corona Ceca
Corona Danese
Corona Islandese
Corona Norvegese
Corona Svedese
Dollaro
Dollaro Australiano
Dollaro Canadese
Dollaro di Hong Kong
Dollaro N. Zelanda
Dollaro Singapore
Fiorino Ungherese
Franco Svizzero
Leu Rumeno
Lev Bulgaro
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Rand Sud Africano
Sterlina
Won Sud Coreano
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27,0220
7,4393
140,0061
9,3330
9,2730
1,1395
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1,4743
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1,6746
1,5572
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1,1053
4,4905
1,9558
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17,2127
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1.337,3600
123,3900
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3,7007 +0,0000
100
1,3442 +0,0000
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0,7143 +0,0900
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1,0715 -0,2000
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1,0784 -0,0200
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1
0,6783 +0,1800
1
0,1131 -0,2500
1
0,5972 +0,2600
1
0,6422 +0,3000
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0,3174 +0,4400
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0,9047 -0,1500
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10000 2.226,9235 -0,2200
0,5113 +0,0000
1
0,2990 +0,2500
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0,0581 +0,6800
1
1,2659 +0,1900
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0,7477 -0,1700
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0,8104 +0,9500
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METALLI PREZIOSI
(Prezzi vendita in $ per oncia). Un'oncia Troy=gr.31,1035
09-05-2016 PRECEDENTE VAR.%
DESCRIZIONE
Argento Milano (Euro/kg)
502,8250
512,7580 -1,9400
Oro Londra P.M. (Usd/oz) 1.265,2500 1.289,0000 -1,8400
36,0690
36,6300 -1,5300
Oro Milano P.M. (Euro/gr)
BORSE ESTERE
MERCATI
Amsterdam (Aex)
Bruxelles (Bel 20)
EuroParigi (Cac 40)
Francoforte (Dax Xetra)
Hong Kong (Hang Seng)
Londra (FTSE 100)
Madrid (Ibex 35)
Sidney (AllOrd)
Tokyo (Nikkei 225)
Zurigo (SMI)
QUOTAZ.
VAR.%
431,5800
3.335,9000
4.322,8100
9.980,4900
20.156,8100
6.114,8100
8.660,8000
5.387,8000
16.216,0300
7.824,9500
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-0,4700
+0,5400
+0,6800
+1,1600
OBBLIGAZIONI 09-05-2016
TITOLI
MONETE
290
8,3000
Ansaldo Sts
Servizi Italia
W War Ergycapital 2016
Prezzo
chiusura
Autostrade 1.625% 12.06.2023
B.IMI USD Fix Rate 26.06.2022
B.Popolare Sub Tier 2 TV 2022
B.Popolare TF Amm.Per. 11/2020
Banca IMI TF Rublo Russo 8.30%
BNP Arb.TF 10% BRL 02.12.2017
Btp 3.25% 01.09.2046
Btp 4% 01.02.2037
Btp Italia 20.04.2023
Bund 1% 15.08.2025
Cassa D.Prestiti TM 2015-2022
Cct 01.03.2017 Ind
Cct EU Euribor+0.7% 15.12.2022
PREZZO
104,2100
104,1100
101,1800
102,3000
99,1800
98,9600
112,3600
126,2500
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100,1400
100,2700
100,7200
TITOLI
Cct EU Euribor+1.2% 15.11.2019
Comit 1998/2028 ZC
Ctz ZC 27.02.2017
EBRD ZAR ZC Notes 30.12.2027
EIB BRL 10% Bonds 17.12.2018
EIB MXN 4% Bonds 25.02.2020
EIB SEK 2.75% Bonds 13.11.2023
EIB ZAR 6.00% Bonds 21.10.2019
EIB ZAR 7.50% Bonds 21.12.2018
EIB ZAR 8.50% Bonds 17.09.2024
G.Sachs Fixed Float 26.11.2027
GS Ten-Year USD 3.5% Call.2025
IVS Group 4.5% 15.11.2022
PREZZO
103,4100
73,5000
100,1100
37,9400
100,4100
98,8000
111,4400
93,2000
101,0300
95,0400
101,4500
101,1800
103,8600
TITOLI
Med.Lombardo 99/2019 3^Rev.Fl.
Mediob.Carattere 2023 LowTier2
Mediob.II Atto 5% 2020LowTier2
Mediob.IV Atto TV 2021 L.Tier2
Mediobanca TV Floor 2015-2025
MPS 2017 TM Cap&Floor BPosta 3
Oat 0.5% 25.05.2025
Obligaciones 1.60% 30.04.2025
RBS Ottobre 19 Royal Fisso-Var
Rep.of Italy 5.375% 15.06.2033
Rep.Polonia 3% Notes 17.3.2023
SG $100 Mln Notes 23.06.2025
Sg 7.25% Idr 375 Mld 29.1.2019
PREZZO
110,9500
115,3400
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107,1500
103,2300
101,0700
101,3000
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99,3300
121,2000
101,0500
100,8000
98,8600
24 .Lettere e Commenti
STAMPA
.LA
MARTEDÌ 10 MAGGIO 2016
LA STAMPA
Quotidiano fondato nel 1867
1
SECONDO ME
PAOLO DI PAOLO
c.
contatti
Le lettere
vanno inviate a
LA STAMPA
Via Lugaro 15,
10126 Torino
E-MAIL:
[email protected]
Anna Masera
Garante del lettore:
[email protected]
FAX: 011 6568924
DIRETTORE RESPONSABILE
MAURIZIO MOLINARI
CONDIRETTORE
MASSIMO RUSSO
VICEDIRETTORI
FRANCESCO MANACORDA (RESPONSABILE MILANO), LUCA UBALDESCHI
REDATTORE CAPO CENTRALE FLAVIO CORAZZA
CAPO DELLA REDAZIONE ROMANA FRANCESCO BEI
ART DIRECTOR CYNTHIA SGARALLINO
COORDINATORI MACRODESK
GIANNI ARMAND-PILON ATTUALITÀ, ALBERTO INFELISE STILI DI VITA,
GUIDO TIBERGA CRONACHE, MARCO SODANO DIGITALE
REDAZIONI
GIUSEPPE SALVAGGIULO ITALIA, ALBERTO SIMONI ESTERI,
TEODORO CHIARELLI ECONOMIA E FINANZA, ANDREA MALAGUTI INCHIESTE,
MAURIZIO ASSALTO CULTURA, PIERO NEGRI SCAGLIONE SPETTACOLI,
RAFFAELLA SILIPO SOCIETÀ, PAOLO BRUSORIO SPORT,
LAURA CARASSAI EDIZIONI PIEMONTE E VALLE D’AOSTA,
GUIDO BOFFO CRONACA DI TORINO
Nato nel 1983 a Roma, è autore, tra l’altro, di «Dove eravate
tutti» (2011, Premio Mondello) e di «Mandami tanta vita»
(2013, finalista Premio Strega). Ha scritto per il teatro, per la
televisione e libri per bambini. Il suo ultimo romanzo è «Una
storia quasi solo d’amore» (Feltrinelli).
Goldkorn e la Strout mi aspettano
sul comodino. Chi c’è sul vostro?
1
ITALIANA EDITRICE SPA
PRESIDENTE JOHN ELKANN
VICEPRESIDENTE CARLO PERRONE
AMMINISTRATORI
LUCA ASCANI, LODOVICO PASSERIN D’ENTRÈVES, DIEGO PISTONE
AMMINISTRATORE DELEGATO LUIGI VANETTI
DIRETTORE GENERALE MAURIZIO SCANAVINO
DIRETTORE EDITORIALE MAURIZIO MOLINARI
DIRETTORE CREATIVO MASSIMO GRAMELLINI
uando incontro qualcuno che leg- cora un po’ la notte. E poi: come è arrivato
ge - ho scritto una volta - mi pare sul vostro comodino proprio quel libro? Un
sempre un piccolo miracolo. C’è acquisto casuale, un regalo, un consiglio,
chi è rimasto perplesso: un mira- una recensione letta, un classico che aspetcolo? Sì, ribadisco. Pensateci: sono molte tava da troppo nella biblioteca di casa?
di più le ragioni per non essere lettori, riChe si tratti di volumi arresi alla polvespetto a quelle per esserlo. La lettura è re o di un e-reader, sarebbe bello indagatirannica, richiede parecchia concentra- re il rapporto fra ciò che stiamo leggendo
zione, pretende una scelta. E scegliere e le nostre giornate. Che tipo di rapporto
una storia scritta fra milioni di storie non è? Misterioso, talvolta anche magico. Per
scritte, non è così automatico, non più.
esempio: la voce di Lucy Barton, la protaI nostri comodini testimoniano questa gonista del nuovo romanzo di Elizabeth
scelta, sono diventati gli avamposti di Strout («Mi chiamo Lucy Barton», Eiuna passione lenta, controtempo. Anco- naudi), è già entrata nel mio campo sonora contagiosa, nonostante tutto: meglio ro, la riconosco, la aspetto. Così come
però se spostiamo l’accento dal generico quella dell’autore di «Il bambino nella ne«io leggo perché» - lo slogan scelto per la ve» (Feltrinelli), Wlodek Goldkorn: raccampagna di promozione della lettura - a conta di essersi perso a Katowice, mi perun più preciso «io leggo cosa».
do anch’io con lui. Comincia così un viagNon contano tanto le enunciazioni ge- gio doloroso nella geografia e nella storia.
nerali, i motivi «nobili», contano le espeI libri, questo sì, dilatano il tempo e
rienze concrete. Sto leggendo questo li- lo spazio, muovono i calendari, e - come
bro, mi appassiona. Ho scoperto questo spiega Marcello Fois nel suo efficace
autore, è una sorpresa. Peccato che sui «Manuale di lettura creativa» (Einausocial il malumore dominante spinga a di) - fanno diventare «attivo» anche il
parlare soprattutto di ciò che non ci pia- passato. Occorre essere però lettori
ce. Sparare a zero è uno
creativi: «Il lettore creasport diffuso, dà dipen- scrive Fois - vuole
Raccontateci cosa tivo
denza e compiacimento.
sorprendersi, essere
Nella settimana del Sastate leggendo preso in contropiede,
lone del Libro che apre gioconsiderare un punto di
vedì, mi piacerebbe in que- Fino a venerdì sarà lo scrittore vista che gli pareva imsto spazio invertire la ten- Paolo Di Paolo a dialogare con possibile. Il lettore creai lettori sui libri che stanno
denza. Chiedervi di raccontivo vuole amare il libro
leggendo. Perché vi
tare che cosa c’è sul vostro
che non si aspetta».
appassionano? Chi ve li ha
comodino, che cosa vi sta
Avanti allora, lettori
consigliati? Scrivetegli
appassionando, che cosa vi
creativi!
a [email protected]
spinge a restare svegli anwww.lastampa.it/lettere
Q
RESPONSABILE DEL TRATTAMENTO DEI DATI DI USO REDAZIONALE (D. LGS.196/2003):
MAURIZIO MOLINARI
1
REDAZIONE AMMINISTRAZIONE E TIPOGRAFIA: VIA LUGARO 15 - 10126 TORINO, TEL. 011.6568111
STAMPA:
ITALIANA EDITRICE S.P.A., VIA GIORDANO BRUNO 84, TORINO
LITOSUD SRL, VIA CARLO PESENTI 130, ROMA
ETIS 2000, 8A STRADA, CATANIA, ZONA INDUSTRIALE
RCS PRODUZIONI MILANO S.P.A., VIA ROSA LUXEMBURG 2 – PESSANO CON BORNAGO
L’UNIONE SARDA S.P.A. – VIA OMODEO 5, ELMAS (CAGLIARI)
©2016 ITALIANA EDITRICE S.P.A.
REG. TRIB. DI TORINO N. 26 14/5/1948 CERTIFICATO ADS 8107 DEL 06/04/2016.
LA TIRATURA DI LUNEDÌ 9 MAGGIO 2016 È STATA DI 206.367 COPIE
TM
LA GARANTE DEL LETTORE
Fonti anonime
negli articoli,
serve prudenza
Per segnalare correzioni, critiche e proposte scrivete a:
[email protected] o www.lastampa.it/publiceditor
ANNA MASERA
i lettori stanno a cuore
le fonti delle notizie: a
giudicare dai primi risultati del questionario online
«Migliora La Stampa» su LaStampa.it, è una questione cruciale per migliorare la credibilità del giornale e dei giornalisti e
guadagnare la fiducia dei lettori. Un primo passo può essere
quello di adottare regole chiare
sull’uso delle fonti anonime.
Il «New York Times» ha
adottato una linea a riguardo
poco più di un mese fa: «L’uso
delle fonti anonime è a volte
cruciale per la nostra missione, ma mette a rischio la fiducia dei lettori nei nostri confronti» recita una email della
direzione a tutti i giornalisti.
«Garantire l’anonimato ci
permette di rivelare atrocità
commesse da gruppi terroristici, abusi da parte di governi, e altre situazioni in cui le
fonti possono rischiare la loro vita, la loro libertà o la loro
carriera se non sono protette. Quindi su argomenti che
riguardano la sicurezza nazionale, possono essere inevitabili. Ma in altri casi, i lettori
chiedono se l’anonimato per-
A
Le soluzioni dei giochi
TRAIT D'UNION
PONTE. Ponte di Legno è una nota
località turistica alpina in provincia di
Brescia; il ponte è una protesi dentaria; il
ponte-radio è una connessione senza fili
a radiofrequenza; sulle navi, il ponte di
coperta è quello che copre le stive; «Il
ponte delle spie» è un recente film con
Tom Hanks.
SFERA. La sfera celeste è una sfera
immaginaria su cui proiettare le stelle; la
penna a sfera è la biro; Arnaldo
Pomodoro è uno scultore famoso per la
sua «Sfera bronzea» situata sul
lungomare di Pesaro (e molte altre); si
definisce sfera d'influenza l'area sulla
quale una persona o uno Stato
esercitano la loro autorità; il pallone da
calcio è spesso definito "la sfera".
TEXAS
Check, perché la situazione è pericolosa
e conviene foldare al primo segnale di
forza. Anche se esce un 7, chi avesse in
mano un J o un 6 chiuderebbe scala;
unica carta buona sarebbe il 6, ma le
prospettive di vincita sarebbero davvero
basse, perché nessuno rischierebbe
puntate importanti con quella
possibilità di scala in tavola.
REBUS [4,8,7] AV Ermes, chine EN
tra T E = aver meschine entrate
SCACCHI
La partita è stata giocata nel
torneo di gioco veloce che ha
inaugurato il super torneo di
Stavanger (Norvegia, aprile 2016),
che ha visto come protagonisti
Carlsen e Kramnik.
Il Nero minaccia matto con Db2,
ma la mossa è al Bianco… 1.
T:h7+!, R:h7 (obbligata); 2. Dh5+,
Dh6 (unica); 3. D:h6 scacco matto!
(la Torre nera in g8 blocca la fuga
del Re).
a cura di
La Stampa
REDAZIONE
AMMINISTRAZIONE TIPOGRAFIA 10126 Torino, via Lugaro 15, telefono 011.6568111,
fax 011.655306; Roma, via Barberini 50, telefono 06.47661, fax 06.486039/06.484885;
Milano, via Paleocapa 7, telefono 02.762181, fax 02.780049. Internet: www.lastampa.it.
ABBONAMENTI 10126 Torino, via Lugaro 21, telefono 011.56381, fax 011.5627958.
Italia 6 numeri (c.c.p. 950105) consegna dec. posta anno e 402,50; Estero: e 858,50.
Arretrati: un numero costa il doppio dell’attuale prezzo di testata.
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Usa La Stampa (Usps 684-930) published daily in Turin Italy. Periodicals postage paid at L.I.C. New York
and address mailing offices. Send address changes to La Stampa c/o speedimpex Usa inc.- 3502 48th
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Per sottoscrivere l’abbonamento inoltrare la richiesta tramite Fax al numero 011 5627958;
tramite Posta indirizzando a: La Stampa, via Lugaro 21, 10126 Torino; per telefono: 011.56381;
indicando: Cognome, Nome, Indirizzo, Cap, Telefono.
Forme di pagamento: c. c. postale 950105; bonifico bancario sul conto n. 12601
Istituto Bancario S. Paolo; Carta di Credito telefonando al numero 011-56.381
mette di dare un taglio di parte
alle storie che vengono raccontate. È capitato che alcune informazioni arrivate da fonti
anonime siano state pubblicate senza interrogarsi abbastanza sulla loro attendibilità,
e che si siano poi rivelate sbagliate. L’uso di fonti anonime in
articoli di routine che riguardano la politica, l’economia e
altre storie mette a dura prova
la credibilità del giornale con i
lettori. Per questo serve più attenzione a riguardo: d’ora in
poi i caporedattori devono approvarle. Il materiale che deriva da fonti anonime deve riguardare vere informazioni,
non voci o speculazioni, devono essere rilevanti non rincorrere il pettegolezzo, e devono
essere attendibili: il giornale ci
deve poter mettere la faccia».
Il direttore de «La Stampa»
Maurizio Molinari conferma di
essere d’accordo: «Le fonti anonime possono essere usate solo
come “ultima risorsa”, indicando la citazione fra virgolette, aggiungendo elementi che ne descrivano l’origine in maniera generica e mettendo al corrente il
caporedattore competente di
chi si tratta».
12BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI
oppure collegandosi al sito www.lastampashop.it; presso gli sportelli del Salone La Stampa,
via Lugaro 21, Torino.
INFORMAZIONI Servizio Abbonati tel. 011 56381; fax 011 5627958. E-mail [email protected]
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Via Rizzoli, 8 - 20132 Milano. Telefono 02/2584.6543 - [email protected]
CONCESSIONARIA PER LA PUBBLICITA’ LOCALE PUBLIKOMPASS S.p.A.
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DISTRIBUZIONE ITALIA TO-DIS S.r.l. via Lugaro 15, 10126 Torino. Tel. 011 670161, fax 011 6701680.
1
LA STAMPA
MARTEDÌ 10 MAGGIO 2016
UE, LA SFIDA
PER IL NUCLEO
RISTRETTO
MARTA DASSÙ
SEGUE DALLA PRIMA PAGINA
on molti giorni fa, Christine Lagarde, direttore del Fondo monetario internazionale, ha affermato di non volere più sentire parlare di
Grexit negli incontri internazionali. È
uno scenario, questo il messaggio da
Washington, che non va preso in considerazione. Per evitarlo, tuttavia, sia la
Grecia che l’Europa devono diventare
attori più razionali. Lagarde ha scritto
infatti chiaramente, in una lettera rivolta ai ministri delle finanze europei in vista della riunione dell’eurogruppo di ieri, che le condizioni imposte alla Grecia
in cambio degli aiuti finanziari concordati nel 2015 non sono realistiche. Il
Fondo esprime
così le sue riserve
sul modo in cui
gli europei stanno gestendo la
crisi greca: in
particolare, Lagarde «non ritiene possibile» che
Atene arrivi a
conseguire, a furia di misure votate dal Parlamento e respinte
dalla gente, un
avanzo primario
di 3,5 miliardi di
euro nel 2018. Se
Bruxelles vuole il
Fondo dalla sua
parte deve fissare obiettivi sostenibili: cosa non facile per un’Europa ormai abituata a compromessi e rinvii.
Resta il punto sostanziale: la Grecia per equilibri politici, condizioni economiche e resistenze sociali - ha fatto
un’enorme fatica ad adottare le misure
già richieste (riforma delle pensioni, tagli fiscali) come condizione per lo sblocco della nuova tranche del piano di aiuti
di 86 miliardi di dollari. Molto più di
Spagna, Portogallo e Irlanda, la Grecia
è un «paziente» difficile e vulnerabile.
Vista dall’esterno, Atene sta facendo
dei progressi; ma difetta ancora - sostengono i paesi più rigidi del Nord - di
responsabilità nazionale, sia nella gestione della propria economia che nei
controlli dei flussi migratori. Vista da
Atene, che punta su una ristrutturazione del debito, l’Europa manca ancora di
sufficiente solidarietà in entrambi i
campi. La combinazione delle due crisi
rende più difficile la situazione.
E quindi - al di là del mezzo passo in
avanti dell’Eurogruppo - conviene tornare a riflettere sulla domanda di fon-
N
Illustrazione di
Irene Bedino
FRONTE SUD
L’ITALIA
ALLA PROVA
STEFANO STEFANINI
SEGUE DALLA PRIMA PAGINA
a lungimiranza è il filo
conduttore della prima
Conferenza Ministeriale
Italia-Africa che si terrà a Roma il 18 maggio con la partecipazione di 40 ministri africani.
La misurata apertura a
Haftar è subordinata al suo riconoscimento del governo di
unità nazionale; la Conferenza
è da lungo programmata. La
coincidenza è casuale, ma ne
potrebbe scaturire l’avvio di
una politica italiana per l’Afri-
L
ca. Sarebbe tempo. Le visite, sia
degli ultimi Presidenti della Repubblica che del Capo del Governo, sono stimoli importanti
ma, senza continuità di seguiti,
restano sprazzi.
Perché l’Africa e perché
adesso? L’Africa brulica di energie, di spirito imprenditoriale, di
voglia di crescere e d’innovare.
A lungo guardata esclusivamente o come destinataria di
assistenza internazionale o come serbatoio di risorse naturali,
promette il prossimo miracolo
economico e sociale, motore di
capacità produttive e meta d’investimenti, con mercati in
do: la Grecia, con il suo 3% scarso del Pil
europeo, è un problema sistemico per
l’Unione? Mentre si discute di Brexit,
stiamo in effetti trascurando un potenziale rischio Grexit?
Brexit (possibile ma improbabile) e
Grexit (improbabile e basta) avrebbero
una natura diversa, naturalmente. Nel
caso della Gran Bretagna, l’uscita eventuale segnerebbe una sorta di ritorno
all’anima «insulare» dello United Kingdom, che indebolirebbe entrambi, Uk
e Ue: ci vorranno anni prima di riuscire
a regolare di nuovo gli accordi economici e commerciali fra Londra e l’Europa
continentale. Uno scenario Grexit sarebbe molto meno rilevante per il dinamismo del mercato unico; si tratterebbe, tuttavia, della prima vera frattura
della zona euro. Per questa ragione - la
dimostrazione tangibile che si può tornare indietro dalla moneta unica Grexit avrebbe probabilmente un significato simbolico e politico ancora più rilevante di Brexit. E se le due questioni si
sommassero, sarebbe la fine dell’Ue per
come la conosciamo oggi. Si aprirebbe
in modo molto più esplicito, invece, il dibattito semi-nascosto che aleggia da
anni: la costruzione di un’euro-zona più
piccola e più coesa, che graviti sull’area
tedesca allargata, associandovi la Francia e i paesi in grado di essere parte di
un «nucleo duro». Quella «Kern-Europa» immaginata due decenni fa dall’attuale ministro delle Finanze tedesco,
Wolfgang Schäuble, e mai davvero abbandonata come ipotesi di scuola.
Per l’Italia, questo scenario evoca da
sempre un rischio di esclusione: tanto
più nelle condizioni di oggi, quando la
crisi economica greca e la crisi di
Schengen tendono a rafforzarsi a vicenda, «esponendo» i Paesi mediterranei. In questa Europa che vive di forti
pulsioni nazionali e di decisioni comuni
lente e sempre parziali, l’Italia ha il
preciso interesse ad evitare che l’Ue si
spacchi sull’asse Nord-Sud. Il rischio
esclusione non va d’altra parte esagerato, fino a diventare una sindrome:
l’importanza comparativa dell’economia italiana fa sì che un euro senza
l’Italia non converrebbe alla Francia
né alla Germania stessa. E segnerebbe,
prevedibilmente, la fine vera e propria
della moneta unica. Tutto questo non è
particolarmente consolante e non elimina il dato di fondo. Il nostro paese
deve comunque prepararsi ad affrontare quella che potrà diventare la prima conseguenza di un’Europa che cominci a perdere dei pezzi: la spinta verso un’Unione ancora più differenziata,
con un nucleo portante ristretto di cui
l’Italia deve avere la forza economica e
politica di essere parte.
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espansione e col dinamismo della gioventù demografica. Il XXI
secolo è il turno dell’Africa, pur
afflitta da un calderone di perdurante povertà, guerre, cambiamenti climatici e potenziali
emergenze sanitarie.
Il rovescio della medaglia è
l’Africa fonte di minacce alla sicurezza e stabilità internazionale. Verso Nord, le correnti migratorie, i traffici d’ogni genere
e le saldature terroristiche di
Boko Haram con Isis. Le documenta, su queste pagine, il reportage di Domenico Quirico
dal Ciad. Verso Sud, la penetrazione jihadista, ben oltre la fascia sahariana. Le propaggini
del proselitismo wahhabita arrivano ormai fino in Congo: solo
scuole e servizi sanitari e sociali
per ora, ma non è dalle madrasse pakistane e afghane che è cominciato l’indottrinamento di
tanti terroristi?
Nordafrica mediterraneo e
Lettere e Commenti .25
.
I MAGISTRATI
E L’OPPORTUNITÀ
DEL SILENZIO
VLADIMIRO ZAGREBELSKY
SEGUE DALLA PRIMA PAGINA
iforma che, approvata dal
Parlamento, sarà sottoposta a referendum per la sua
conferma o reiezione. Anche all’interno della magistratura, la
presa di posizione politica singola
o collettiva da parte dei magistrati è oggetto di opposte valutazioni,
che risalgono già alla fine degli
Anni 60, quando l’associazionismo giudiziario si fece vivace (ed
anche fecondo). La rivendicazione del diritto di prendere posizione e partecipare alla lotta politica
fu ed è rimasta un singolare carattere proprio del gruppo di Magistratura Democratica.
Ora la questione si ripresenta e
tende a essere discussa secondo lo
schema che oppone il lecito (una libertà) all’illecito (una violazione
sanzionabile). Si tratta di uno schema ormai prevalente nel dibattito
politico italiano, ove spesso le condotte che non sono sanzionate (penalmente, con sentenze definitive)
sono ritenute lecite e senza alcuna
possibile conseguenza. Così, in difesa delle prese di posizione dei
magistrati, si fa valere il diritto alla
libertà di espressione, garantito a
tutti dalla Costituzione. Si tratta
però di un diritto che non è privo di
limiti, che non riguardano solo i
magistrati. Ma soprattutto la riduzione della questione al piano del
diritto, nella sua veste sanzionatoria, distoglie l’attenzione (e la polemica) dal terreno più rilevante, che
indica invece i cardini del tema nell’opposizione tra l’opportuno e
l’inopportuno. Per chiarezza va
detto che quest’ultimo terreno è
anche più delicato e importante del
primo legato alla sola legalità/sanzionabilità. Che non tutto ciò che è
lecito sia anche opportuno è affermazione ovvia, così come lo è la severità della condanna di una condotta inopportuna, che può essere
addirittura maggiore di quella dipendente dalla sola legalità.
Piuttosto che la distinzione tra
le dichiarazioni di carattere politico e quelle che politiche non sarebbero, bisognerebbe considerare il
legame che la condotta del magistrato ha con la sua funzione, per
vedere se questa sia utilmente richiamata o sia invece strumentalizzata. Il primo caso si ha quando
l’intervento del magistrato riguarda ciò che è legato alla sua specifica esperienza, che altri non potrebbe avere. Così ad esempio le
Commissioni parlamentari proce-
R
Africa sub-sahariana si ricongiungono nell’instabilità. Il
Sahara non fa più da barriera.
E’ diventato in buona parte terra di nessuno, sottratta al controllo degli Stati che se lo dividono. Fino a soli nove anni fa vi
passava la Parigi-Dakar. Chi lo
rischierebbe oggi? Il rally ha ceduto il passo ai terroristi e ai
trafficanti. In paraggi dove ci
avventuravamo con tranquillità
si viaggia oggi senza rete, a nostro rischio e pericolo.
Il Mediterraneo è confine e
ponte verso questa nuova e
magmatica Africa. L’Italia, in
prima linea, deve pensare a una
politica africana senza sempre
aspettare l’imbeccata europea.
Le crisi e minacce contingenti
richiedono un approccio realistico, le potenzialità e il futuro
del continente una visione strategica. Fra le emergenze è in testa la Libia. Non basta dire che
deve rimanere unita. Se le spin-
dono ad audizione di magistrati su
temi su cui la loro esperienza è rilevante. I magistrati poi da sempre
collaborano efficacemente a riviste e convegni giuridici. Ma l’intervento del magistrato nel largo
pubblico su problemi di natura generale, proprio perché espressivo
della sua esperienza, è non solo lecito ma anche utile a formare
un’opinione pubblica consapevole.
Un esempio può essere quello recente che ha visto magistrati dichiarare e attestare che è inutile e
anzi controproducente il mantenimento del reato di ingresso illegale
nel territorio dello Stato.
Ma, venendo all’intervento di
magistrati nel dibattito attorno alla riforma della Costituzione, quale
è il legame di esperienza che giustifica le prese di posizione? Prese di
posizione che sono naturalmente
di natura politica e non tecnica. Esse, anche se fatte da singoli, coinvolgono la magistratura nella contrapposizione al Parlamento e al
Governo fattosi costituente, nell’appello al popolo cui appartiene la
sovranità. Senza offesa per chi ha
già pubblicizzato la sua posizione,
è difficile attendersi da parte del
magistrato argomenti nuovi o più
efficacemente esposti, rispetto a
quelli che già tanti e tanto autorevoli esperti hanno reso pubblici. E
allora c’è da chiedersi quale sia
l’apporto dato al dibattito dal fatto
che chi parla è un magistrato. La
risposta rinvia alla qualità stessa
di chi interviene, alla funzione svolta, alla credibilità assegnata alla
istituzione di cui il magistrato è
parte. In assenza di argomentazioni radicate nell’esperienza specifica del magistrato, la diversità dell’intervento del magistrato - e tanto più di un gruppo - sta proprio
nella chiamata in appoggio della
funzione giudiziaria svolta. Non si
tratta dunque di messa a disposizione del dibattito pubblico di ciò
che si è appreso e maturato nell’esercizio delle funzioni svolte, ma
di uso improprio della particolare
funzione che la Costituzione assegna alla magistratura. Che quest’ultima sia impropriamente e
inopportunamente messa in campo, sperando che pesi nella discussione, è dimostrato dal fatto che
nessun media che dia conto di interventi di magistrati ometta di citarne la funzione (procuratore della Repubblica, giudice, consigliere
del Csm, ecc.): non parla infatti il
cittadino, ma il magistrato in quanto tale e perché è tale. Sarebbe bene che non lo facesse.
te centrifughe, quali quelle del
governo di Tobruk, non vengono imbrigliate, e se la comunità
internazionale si spacca fra sostenitori di al Sarraj e di Haftar,
come aspettarci che i libici si riconcilino?
Entra qui in gioco la nostra
capacità di lavorare sulla crisi
libica anche con l’Egitto, malgrado la grave controversia sulla scomparsa di Giulio Regeni.
La politica estera richiede talvolta i compartimenti stagni.
Russia e Stati Uniti sono ai ferri
corti sull’Ucraina, ma collaborano su Iran e Siria. Dopo l’abbattimento del Sukhoi russo da
parte turca, Erdogan e Putin,
teste dure se mai ve ne sono,
hanno sì richiamato i rispettivi
ambasciatori, ma li hanno poi
rapidamente rinviati in sede e,
nell’adottare sanzioni, hanno
scientemente evitato quelle reciprocamente più dannose.
L’Italia deve imparare.
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Avevamo una politica africana quando l’Africa era meno importante. Negli Anni 80 avevamo la cooperazione, con l’iniziativa contro la fame e la desertificazione in Sahel, con programmi avanzati nel Corno d’Africa,
in Mozambico, in Senegal, a Capo Verde. Abbiamo seminato,
ma non raccolto. Quando l’Africa ha cominciato a crescere abbiamo chiuso i rubinetti e cominciato la miope chiusura di
ambasciate: ne abbiamo meno
che non negli Anni 70 quando il
continente era in letargo postcoloniale. La Conferenza del
18 maggio a Roma, co-presieduta da Moussa Faki Mahamat,
ministro degli Esteri di quel
Ciad che è crocevia d’immigrazione illegale e di traffici, può segnare il punto di svolta.
Auguriamocelo: è ora che
l’Italia abbia una politica
africana.
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26
STAMPA
.LA
MARTEDÌ 10 MAGGIO 2016
Addio a Beaussant, scrittore e musicologo
È morto a 86 anni lo scrittore e musicologo francese Philippe
Beaussant, studioso della musica barocca e raffinato romanziere.
Nel 2007 era stato eletto all’Académie Française. Dalla sua
biografia di Jean-Baptiste Lully, dal titolo Lully ou le musicien du
soleil, che racconta la salita al potere di Luigi XIV vista attraverso
gli occhi del compositore, è stato tratto nel 2000 il film Le Roi danse
del regista Gérard Corbiau. Tra i suoi libri tradotti in italiano
Anche il Re Sole sorge al mattino, pubblicato da Fazi nel 2004.
&
CULTURA
SOCIETA’
SPETTACOLI
Migranti siriani davanti alla barriera
di filo spinato alla frontiera con la Turchia,
a Akcakale, in una foto del giugno 2015.
Sotto, il corpo del piccolo Aylan Kurdi, 3 anni,
morto nell’Egeo mentre con la famiglia cercava
di raggiungere Kos da Bodrum: una foto
che la scorsa estate ha sconvolto il mondo
UMIT BEKTAS/REUTERS
NILUFER DEMIR/DHA/AP
ANTONIO SCURATI
Al Salone
del Libro
Il testo che proponiamo
in questa pagina è tratto
dal nuovo libro di Antonio
Scurati (foto) Dal tragico
all’osceno. Raccontare la
morte nel XXI secolo
(Bompiani, pp. 256, € 13),
in cui l’autore, analizzando
romanzi, film, foto e tv,
mette sotto accusa il falso
senso umanitario
di una società che riesce a
vivere nello spazio protetto
del proprio mondo e nella
palude insanguinata di
apocalissi lontane.
Il saggio sarà presentato
al Salone del Libro,
Caffè letterario, sabato
alle ore 20. Con Scurati,
il condirettore della
Stampa Massimo Russo
ella primavera del
2007 è accaduto che
molti cittadini degli
Stati Uniti d’America, comodamente seduti ai tavolini di
Starbucks, abbiano sorseggiato il loro finto espresso macchiato-caldo mentre leggevano di corpi dilaniati su cui volano sciami di mosche «talmente eccitate e intossicate
che vanno a morire gettandosi
nelle pozze di sangue».
Il libro più venduto negli
Stati Uniti nella primavera del
2007 fu, infatti, Memorie di un
bambino soldato, di Ishmael
Beah, in cui l’autore rievocava
la sua adolescenza di guerriero e assassino, arruolato a forza dai ribelli durante la guerra
civile del 1993 in Sierra Leone.
Beah aveva tredici anni quando, nel silenzio della comunità
internazionale e dei mass media, i ribelli s’impadronirono
della zona diamantifera e v’instaurarono un regno del terrore, amputando gambe, braccia, orecchie e naso a più di
trentamila persone. Quattordici anni dopo, le sue memorie
appaiono in Usa con un’impressionante prima tiratura e
scalano immediatamente le
classifiche di vendita. Perfino
la catena Starbucks, uno dei
simboli internazionali dell’iperconsumismo gaudente pur vendendo caffè, non libri ne prenota 100.000 copie.
Come si spiega un paradosso del genere? Con un risveglio
della coscienza di un popolo fino ad allora indifferente alle
tragedie africane e poi, tutto a
un tratto, attento e partecipe?
Salman Rushdie ha una sua
spiegazione per lo straordinario successo che, sempre più
spesso, ottengono negli Stati
Uniti e nel resto del mondo occidentale i libri che raccontano
N
Un orrore al giorno
leva il rimorso di torno
Le grandi tragedie del nostro tempo ci appassionano
perché investono la nostra facoltà immaginativa
lasciando inattiva quella morale: dal nuovo saggio di Scurati
le sofferenze di popolazioni coinvolte in guerre o in tragedie umanitarie lontane e dimenticate: gli
occidentali sopperirebbero al loro bisogno di sapere, disatteso da
giornali e tv, ricorrendo alla letteratura. Auguriamoci che Rushdie abbia ragione, ma qualcosa
non torna nella sua spiegazione.
I criteri di notiziabilità
È risaputo, oramai, che i criteri
di notiziabilità - quel complesso
di requisiti che gli eventi devono
avere per diventare notizie - non
sono relativi soltanto al fatto in
sé ma anche, e soprattutto, al
modo in cui è organizzato il lavoro giornalistico, al linguaggio
specifico del mezzo che presenta la notizia, alla notizia in quanto prodotto da vendere sul mercato dell’informazione. La «nazionalizzazione» e la «personalizzazione» aumentano il valore
di notiziabilità di un accadimento perché suscitano l’interesse
del pubblico e perché consentono di inserire il fatto in una struttura narrativa drammatica.
Per questi motivi, si parla di
una malattia africana solo se
colpisce un italiano, o s’informa
efficacemente sulla tragedia di
un popolo solo se riconducibile
al dramma di un solo individuo
come nel caso del povero, piccolo Aylan per la tragedia del popolo siriano. Ma, anche stando
così le cose, sorprende che i
mezzi d’informazione non trovino il modo di raccontare in
forme avvincenti la crisi alimentare in Etiopia che spinge
masse di migranti verso l’Europa o l’endemica emergenza criminale in Campania; stupisce
che i direttori di giornali e tg siano più cinici dei loro lettori e
spettatori, i quali poi corrono a
centinaia di migliaia a comprare i libri di Beah o di Saviano.
Verosimilmente, il problema
sta altrove. La faction, oggi tanto
di moda, l’impasto di artifici
drammaturgici e materia narrativa ad alto tasso di contenuti informativi, forse non indica un desiderio del pubblico di essere
messo di fronte alla tragedia dell’Africa, della Siria o della camorra. Al contrario, l’esperienza che
si fa, a livello di consumo di massa, di guerre, pandemie, crisi
umanitarie, quando filtrate da un
docudrama o da un romanzo-veri-
tà, forse rientra anch’essa in quella diffusissima cultura del diniego
che consente a tutti noi di restare
inerti di fronte alle immagini del
dolore trasmesse ogni giorno dai
mass media e ai nostri governi di
negare le loro responsabilità di
fronte agli orrori, accadano essi
in luoghi remoti del mondo o entro i confini del «nostro» mondo.
La denegazione
Forse si tratta ancora di quel
meccanismo psichico che
Freud definiva denegazione: un
ritorno soltanto parziale del rimosso. Le grandi tragedie del
nostro tempo, rimosse per decenni dalla coscienza collettiva
perché oscurate dai mezzi d’informazione, avrebbero nella faction un ritorno solo affabulatorio. Investirebbero, cioè, in pieno la facoltà immaginativa dei
lettori, lasciando però inattive
le facoltà intellettive e morali.
Gli orrori reali supererebbero, così, il doppio filtro di rifiuto
e disinteresse ma a patto di essere fruiti con le modalità dei
prodotti di finzione. Le accorate
denunce verrebbero in soccorso al diniego funzionando come
«allucinazioni positive» (fantasie, miti, favole), rischiando così
di fornirci un alibi per continuare a rimanere inerti sul piano
dell’agire politico e civile. Come
a dire: dopo che la mia nazione,
e io stesso, abbiamo colpevolmente ignorato le tragedie africane o mediorientali, e continuiamo a farlo anche ora, mi purifico la coscienza appassionandomi al singolo caso, ben raccontato, di un ex bambino guerriero o di un bambino cadavere.
Insomma, una forma più sottile,
e più perversa, di rimozione.
Questa sofisticata forma di remissività nei confronti della sofferenza mediatizzata di popoli
stranieri, la ritroveremmo poi all’opera anche di fronte alla sofferenza del nostro popolo. Non si
spiegherebbe altrimenti come la
coscienza europea abbia potuto
digerire nel giro di pochi mesi il
presunto trauma per le stragi di
Parigi dello scorso novembre e
stia facendo lo stesso con quelle
di Bruxelles dello scorso marzo.
© 2016 Rizzoli Libri SpA /Bompiani
Published by arrangements with
The Italian Literary Agency
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1
LA STAMPA
MARTEDÌ 10 MAGGIO 2016
A Firenze le lettere di Michelangelo a Vasari
Disegni, fotografie e video per ricordare Scola
«Caro Vasari, ti scrivo...»: per la prima volta le lettere di Michelangelo
Buonarroti all’amico architetto e artista, autore delle celebri Vite de’ pittori,
lasciano il Museo Casa Vasari di Arezzo per una mostra a Firenze. Il nucleo
più prezioso delle carte vasariane è stato sottoposto a un restauro
promosso dalla Soprintendenza archivistica e bibliografica della
Toscana ed è stato interamente digitalizzato. Ora, a restauro terminato, i
rari documenti saranno esposti a Firenze, in Palazzo Medici Riccardi, da
dopodomani fino al 24 luglio.
«Attenzione a non esagerare con gli elogi. Ettore amava stare a casa e
lavorare, mentre non gli piaceva essere celebrato troppo né che si parlasse
di lui. Era antipatico, soprattutto con i giornalisti»: è con un avvertimento
che Gigliola Fantoni Scola accompagna la presentazione di «Piacere,
Ettore Scola», la mostra dedicata a suo marito in programma al Museo
Carlo Bilotti di Roma dal 16 settembre al 23 ottobre. La mostra renderà
omaggio a Scola, a pochi mesi dalla morte, con fotografie, disegni, oggetti
di scena, carteggi e video.
.
27
Neppure un libro in dodici mesi tra i 6 e i 17 anni
Consigli d’autore per i ragazzi che non leggono
Un rapporto di Save the Children: il fenomeno coinvolge in Italia il 48% dei minori
In Italia il 48% dei minori tra i
6 e i 17 anni non ha letto
neanche un libro, se non
quelli scolastici, nell’anno
precedente. E inoltre il 69%
non ha visitato un sito ar-
cheologico e il 55% un museo,
mentre il 46% non ha svolto
alcuna attività sportiva. È il
quadro - non nuovo, ma non
per questo meno preoccupante
- che emerge dal rapporto di
Save the Children Liberare i
bambini dalla povertà educativa: a che punto siamo?, presentato ieri a Roma alla conferenza di rilancio della campagna
«Illuminiamo il Futuro». Nel
Sud e nelle Isole la situazione è
anche peggiore, con la privazione culturale e ricreativa che
segna i picchi in Campania e in
Sicilia, seguite con dati appena
migliori dalla Calabria e dalla
Puglia. All’opposto, Lombardia, Emilia Romagna e FriuliVenezia Giulia sono le regioni
che offrono ai minori più possibilità. Abbiamo chiesto a quattro scrittori (uno di loro, Erne-
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Dacia Maraini
Ernesto Ferrero
Lazarillo da Tormes
il primo dei picari
La fabbrica di cioccolato La scala urlante
per capire il mondo
si fa tutta d’un fiato
onsiglio Lazarillo da Tormes, un
libro bellissimo
e poco conosciuto, di autore
ignoto, scritto nel Cinquecento: e non paia una stranezza. È un libro universale. Ora lo si può trovare facilmente in varie edizioni.
Io l’ho letto tantissimi anni
fa nella vecchia Bur, e non
sono più riuscita a dimenticarlo. Perché è un
libro per ragazzi e per adulti, non fa differenza;
è piccolo, agile, molto moderno, arguto. Lazarillo inaugura la tradizione dei “picari”, dei furfantelli astuti e beffardi; è un ragazzino del popolo che si arrangia, sempre in movimento,
sempre famelico, e scopre gli aspetti più vari
del mondo.
«Combatte con l’ingegnosità la condizione,
comune allora come adesso, di essere molto
poveri. Parla della Spagna di cinque secoli fa, e
anche del nostro tempo. È un romanzo che fa
molto ridere e fa pensare, tutto basato sull’azione. Credo che potrebbero apprezzarlo
proprio i ragazzi che non leggono mai un libro
perché i loro interessi vanno magari ad altre
forme di divertimento, a storie televisive o a
videogiochi, basati appunto sull’azione. Come
apprezzerebbero, se non si faranno spaventare
dalle dimensioni, Le anime morte di Gogol, terribile e divertente, comico e spietato. Un altro
grande romanzo per ragazzi e per adulti». [M. B.]
ERNESTO FERRERO
LICIA TROISI
GIUSEPPE CULICCHIA
roverei con il collaudatissimo La fabbrica
di cioccolato di Roald
Dahl (Salani), di cui quest’anno si festeggia il centenario della nascita. Charlie
Bucket, che vive con nonni
e genitori in povertà, nutrendosi di zuppa di cavoli,
vince un concorso indetto dal proprietario di
una grande industria di dolciumi e può trascorrere un’intera giornata in una fabbrica
delle meraviglie insieme con quattro altri fortunati: un bambino troppo grasso, una ragazzina viziata, un campionessa di masticazione
di chewing-gum e un maniaco di televisione.
Ma i più stravaganti sono proprio il padrone
della fabbrica, il signor Willy Wonka, e i suoi
operai, gli Umpa Lumpa, popolo della giungla
golosissimo di semi di cacao.
A suo modo è un romanzo di formazione, la
storia di un bambino che sa crescere preservando la propria innocenza, e a prevalere sulla
stramberia degli adulti. Ma quel che conta è il
ritmo che Dahl, superbo artigiano, riesce a imprimere alle sue storie, l’originalità del linguaggio, l’originalità di invenzioni surreali.
Una metafora colorita e travolgente, attraverso la quale si possono capire molte cose del
mondo che sta fuori dalla magica fabbrica. E
non a caso piace molto anche agli adulti
redo che chi non legge
si perda qualcosa; gli
manca l’esperienza di
abbandonarsi completamente a una storia, di vivere la vita nei panni di un altro, e provare i suoi sentimenti. Per
questo, mi piace cercare di
trasferire questo mio vizio ad
altri e, per appassionare un non-lettore alla lettura, non posso che schierare l’artiglieria pesante,
uno dei libri più divertenti e appassionanti che
abbia mai letto, del mio autore fantasy preferito:
Jonathan Stroud. Si tratta del primo libro della
serie Lockwood & Co., La scala urlante (Salani).
Siamo in una Londra alternativa, invasa dai
fantasmi. Solo i ragazzini sono in grado di vederli e combatterli efficacemente. Lucy, George e
Anthony Lockwood lavorano nell’unica agenzia
di acchiappafantasmi completamente gestita da
ragazzi. È un libro che ti tiene incollato alla pagina con una trama serratissima, e personaggi azzeccatissimi, dalla ruvida Lucy, che è anche voce
narrante, al nerd George, all’enigmatico e affascinante Lockwood. C’è suspense, mistero, un
pizzico di paura e anche tantissimo divertimento, perché Stroud è un mago dell’ironia. Insomma, io l’ho letto d’un fiato facendo le ore piccole.
Era tutto un «solo un altro capitolo e poi basta»,
e, dopo quasi trent’anni di onorata carriera di
lettrice forte, non mi capita tanto spesso.
er quanto mi riguarda, non ho dubbi. Il
Valentino Rossi della
letteratura per ragazzi è da
sempre e per sempre sarà
Huck Finn, non lettore per
eccellenza, ribelle fino al
midollo, disposto a tutto
pur di fuggire la noia della
scuola, le regole della società borghese e l’ipocrisia mascherata dalle buone maniere.
In realtà Le avventure di Huckleberry Finn non
è solo un meraviglioso libro per ragazzi, è il Grande Romanzo Americano: non a caso Hemingway
lo indicava come l’origine di tutta la buona letteratura Usa. Ma con questo personaggio capace
di racchiudere in sé tutta l’innocenza dell’infanzia e la voglia di libertà della parte migliore del
suo Paese, Mark Twain è riuscito a fissare in
eterno la figura dello scavezzacollo immune da
qualsiasi ansia di omologazione o normalità.
Huck, che ancora oggi col suo linguaggio imparato sulla strada fa abbaiare il cane di Pavlov
che alberga nei sacerdoti del politicamente corretto, impara fuggendo sul Mississippi che la libertà vera ha un prezzo. Scopre l’amicizia grazie
al negro fuggitivo Jim. Capisce di poter affermare la propria identità sottraendosi alla pochezza
del mondo degli adulti. Impossibile non innamorarsi di lui, impossibile non imparare ad amare la
lettura dopo averlo incontrato.
«C
Licia Troisi
sto Ferrero, è anche direttore
del Salone del Libro) di consigliare ai giovani renitenti alla
lettura quattro libri per «rompere il ghiaccio».
P
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Giuseppe Culicchia
C
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Nell’analisi di Giacomo Galeazzi il Pontefice realizza la “primavera del Concilio”
n Pontefice che usa
parole semplici, che
vive in un semplice residence, che agisce in modi
semplici ha bisogno di interpreti per capire il senso della
sua missione? Pare proprio di
sì, tanti sono i corrivi e superficiali giudizi su Papa Francesco, sia degli agiografi che ne
fanno un santino per comode
autoassoluzioni, sia degli avversari, fuori e dentro la
Chiesa, che tentano di screditarlo con condanne sommarie, definendolo «comunista»
o «pauperista» o «buonista».
Ecco perché è assai utile la
lettura del libro del vaticanista
della Stampa, Giacomo Galeazzi, edito da «Elledici» e intitolato Il concilio di papa France-
U
sco, perché, attraverso un suggestivo filo di richiamo al Concilio
Vaticano II e alla figura di Giovanni XXIII, rivela, con finezza
interpretativa, i caratteri della
personalità di questo Papa e il significato del suo pontificato.
La tesi di Galeazzi parte da
quello che potremmo chiamare
un ossimoro logico: Francesco,
proprio perché è il primo Papa
che non ha partecipato al Vaticano secondo, ha come indirizzo
fondamentale «la realizzazione
e l’attualizzazione della primavera conciliare». Una tesi che
contrasta il luogo comune di un periodo
storico della Chiesa
del tutto concluso e,
ormai, da celebrare
con un obbligato ossequio retorico, più o meno convinto, più o
meno ipocrita. Francesco, os-
Pur essendo
il primo Papa
a non aver
partecipato
al Concilio
Vaticano II,
secondo
Galeazzi
Francesco
ne incarna
al meglio
le istanze
ANDREW MEDICHINI/AP
Il libro di Galeazzi sarà
presentato al Salone del
Libro, Spazio Autori
giovedì alle 18,30. Con
l’autore, don Pietro
Mellano, Luigi La Spina,
Gianni Riotta
e Domenico Agasso jr
P
12BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI
La rivoluzione semplice di papa Francesco
LUIGI LA SPINA
Huckleberry Finn
impossibile non amarlo
serva l’autore, ritiene che il Concilio, al contrario, sia rimasto
largamente inapplicato e che, invece di celebrarlo ritualmente,
appunto, vada vissuto nella quotidiana esperienza pastorale.
Galeazzi, così, sfugge alla
consueta disputa tra chi inter-
preta il suo pontificato come testimonianza di una clamorosa
«discontinuità» nella storia recente della Chiesa e chi si sforza di individuarne costantemente i segnali di una assoluta
continuità con gli immediati
predecessori, perché associa a
quella continuità i caratteri di
una radicale riforma.
La ricetta del pontificato di
Papa Francesco si riassume, a
giudizio dell’autore, nell’applicazione moderna del Vangelo,
cioè la volontà di tornare alla
radici del cristianesimo, quei
valori che fanno della «misericordia», una specie di parola
d’ordine del suo pontificato,
non solo «un atteggiamento pastorale, ma la sostanza stessa
del Vangelo di Gesù».
Il richiamo al Concilio consente a Galeazzi, anche attraverso una vasta ricognizione
tra le opinioni dei più autorevoli
protagonisti del dibattito ecclesiale, di formulare sottili e interessanti distinzioni tra termini
che si confondono troppo per
essere chiarificatori. Quelli che
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ricordano l’essenziale differenza, ad esempio, tra «miseria» e
«povertà», per cui «la prima è
indegnità, la seconda è stile di
vita» e il Vangelo dice, appunto,
«beati i poveri», non «beati i miseri». A questo proposito, proprio per contestare ingenue o
maligne assimilazioni ideologiche, l’autore richiama parole
del Papa che rivendicano la primogenitura della parola evangelica sull’importanza della
«cura dei poveri», rispetto a rivendicazioni marxiste totalmente estranee alla concezione
cristiana della vita.
Il libro, arricchito dai contributi del segretario generale
della Cei, Nunzio Galantino, di
Simone Caleffi e di una introduzione del nostro vaticanista,
Andrea Tornielli, ha il merito di
illuminare, con chiarezza e profondità, tutti gli aspetti, soprattutto quelli più controversi, di
un pontificato che si annuncia,
nella sua «rivoluzionaria» semplicità, promotore di una nuova
grande stagione della Chiesa.
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28 .Società
STAMPA
.LA
MARTEDÌ 10 MAGGIO 2016
“Racconto a Valeria e Carla
la guerra, la musica, gli amori”
L’autobiografia di Marisa Bruni Tedeschi: dalla storia con Benedetti Michelangeli al genero Sarkozy
LAPRESSE
Valeria Bruni Tedeschi, 51 anni
La giovane Marisa Borini
Anni 70
Marisa Bruni Tedeschi
con i figli Valeria, regista
e attrice, Virginio (morto
nel 2006) e Carla,
cantante e moglie di
Nicolas Sarkozy
Intervista
LEONARDO MARTINELLI
PARIGI
n giorno Marisa Bruni
Tedeschi andò sulla
tomba del marito, Alberto, imprenditore influente
nell’Italia del miracolo economico. E raffinato compositore
di musica dodecafonica. Nel cimitero, d’un tratto, dal telefonino rimbalzò uno squillo. Un
sms della figlia, Carla Bruni:
«Dì a papà che il mio papà è
lui». «Era proprio così: lui l’ha
allevata e l’ha amata come gli
altri nostri due figli».
La signora Bruni Tedeschi,
86 anni, si confida nel suo appartamento a Parigi. Quella vicenda (Carla figlia di una storia
che lei ebbe con il musicista
Maurizio Remmert) la ricostruisce con garbo e sincerità
nel libro appena uscito in Francia, Mes chères filles, je vais vous
U
86
anni
Marisa Borini
ha sposato
l’imprenditore
Alberto Bruni
Tedeschi da
cui ha avuto i
figli Valeria e e
Virginio. Carla
invece è nata
da una storia
che ebbe
con il musicista Maurizio
Remmert
raconter…, edito da Robert Laffont. Sì, racconta a Carla e a Valeria la vita tra Torino e Parigi.
Le origini piccolo-borghesi, la
fame durante la II guerra mondiale, i sei bambini impiccati
dalle SS in fondo al giardino.
Fino alla «rinascita», la vita
con Alberto Bruni Tedeschi, la
carriera di pianista, viaggi in
tutto il mondo. E, negli ultimi
anni, i film con Valeria.
Ma davvero le sue figlie non conoscevano tutte queste storie?
«Sapevano pochissimo. Niente dell’infanzia e dell’adolescenza. E non tutto neppure
del resto. Comunque, l’hanno
trovato spassoso».
Lei racconta pure la Torino fra gli
Anni 50 e i 70. Come era?
«Una città elegantissima. Ma
non si muoveva niente, sempre
le solite facce».
za. E io ero come una madre
per lui. Gli facevo lo shampoo,
gli tagliavo le unghie. Anche
quello era amore».
Ma è vero che ancora oggi paga
una pensione ad alcune delle
amanti di suo suocero, Virginio,
il padre di Alberto?
La passione
Nel libro
c’è anche la sua
relazione con
Arturo Benedetti
Michelangeli,
il famoso pianista. Finì male,
ma lei dice: «La
ricomincerei oggi
pomeriggio
quella storia. Fu
una passione.
Soffrii. Ma fu
anche bello»
E in quell’ambiente alto-borghese lei e suo marito, una coppia libera, ognuno con storie parallele, eravate speciali…
«Mio padre è morto quando
ero molto giovane e così è stato per Alberto con sua madre.
Lui è stato come un padre per
me. Mi ha insegnato tutto:
sull’arte, la musica, la finan-
«Cominciammo nel 1974, erano
nove allora. Oggi ne sono rimaste due. Sono eterne».
Nel libro c’è anche la sua storia
con Arturo Benedetti Michelangeli, il famoso pianista. Finì male, lei fu anche umiliata. Sente
dell’amarezza a pensarci?
«Guardi, la ricomincerei oggi
pomeriggio quella storia. Fu
una passione. E le passioni finiscono sempre male, con uno
che soffre e l’altro che ti tratta
male. Io lasciai la sua casa in
Svizzera di notte e percorsi chilometri da sola nel bosco. Soffrii. Ma fu anche bello».
Rimpianti dopo una vita così intensa, signora Marisa?
«Forse di non aver detto prima a Carla chi fosse il suo vero
padre. Lo seppe da Alberto:
glielo confessò prima di morire. Ma era difficile spiegarlo a
una ragazzina. Ogni tanto le
dico: “Non ti lamentare, ne hai
La venalità del male, asta record
per il piccolo Hitler di Cattelan
New York, l’opera venduta per 17 milioni di dollari da Christie’s
FRANCESCO BONAMI
NEW YORK
l mercato dell’arte contemporanea viene sempre dato sul punto di collassare
ma nonostante i gufi continua
a rimanere in piedi, robusto.
Lo ha dimostrato domenica
sera con le due prime aste di
New York da Christie’s e poi
da Phillips. Molte opere hanno raggiunto prezzi forti. In
particolare da Christie’s il record fatto da Him il piccolo Hitler di Maurizio Cattelan, ope-
I
ra del 2001 prodotta in quattro
esemplari, aggiudicato per 17,2
milioni di dollari con un’offerta
al telefono che si presume arrivi dal collezionista tedesco Erich Marx. Hitler comprato da
Marx sembra una barzelletta.
Le altre tre versioni di questa
opera così controversa, il che
spiega in parte l’assurdità del
valore, sono tutte in mano a collezionisti privati per motivi opposti attratti dal soggetto:
l’ebreo austriaco Stefan Edliss
a Chicago, gli sceicchi del Qatar,
un industriale di Washington.
La salute del mercato dell’arte può essere però ingannevole
essendo diventato il sistema
delle aste molto complicato e
non limpidissimo da capire. Le
cifre che fanno notizia non sempre raccontano la vera storia
che ha portato a certi valori.
Prendiamo proprio l’asta di domenica: oltre a Cattelan un’opera di Koons, One Ball Total Equilibrium Tank del 1985, una palla
da basket sospesa in un acquario, è stata venduta per 15,3 milioni di dollari. Un prezzo esorbitante visto ad occhio nudo. In
AFP
Him il piccolo Hitler
di Maurizio Cattelan
avuti due di padri”. E anche
Maurizio le è affezionato».
La musica è stata molto per lei.
Ma a un certo momento smise di
suonare. Quando?
«Il 5 gennaio 1994, dopo aver saputo che Virginio, mio figlio, era
malato di Aids. Pensai che potesse morire in tre mesi. Chiusi
il pianoforte e mi dedicai a tempo pieno a lui. Facevo il giro dei
medici. Poi morì mio marito.
Solo dopo che Virginio se ne è
andato, nel 2006, un giorno ho
riaperto il pianoforte e ho ricominciato a suonare».
Come era Virginio?
«Un contemplativo. Gli piaceva
l’alba. E camminare a Venezia
alle sei di mattina. A me l’alba
dà nostalgia. Preferisco un tramonto rosso fuoco: lo guardo e
faccio un sacco di progetti».
Nel libro ricorda anche l’ultimo
giorno di suo figlio…
«Era così magro, neanche lo vedevo nel letto, morto. Era Cristo.
Scattai una foto. Ogni tanto la tiro fuori dal cassetto. La guardo:
non posso farne a meno».
Virginio era molto affezionato
alla vostra casa al Cap Nègre,
nella Francia del Sud, davanti al
Mediterraneo. Un giorno lì arri-
realtà pare che la casa d’aste,
pur di avere l’opera, avesse garantito al collezionista 15 milioni di dollari e il suo guadagno
sia stato quindi di «soli» 300
mila. Il perverso sistema delle
garanzie è spesso alla base delle
aste importanti: le case sono disposte a prendersi rischi enormi pur di convincere un collezionista a mollare capolavori
che portano un incredibile ritorno d’immagine ma spesso
pochi utili. Se l’opera di Koons
non avesse trovato acquirenti,
Christie’s avrebbe dovuto
ugualmente sborsare 15 milioni
diventandone lei proprietaria.
Insomma non è tutto oro
quello che luccica. Espressione
che torna bene con l’opera di
Cattelan America, il cesso d’oro
massiccio che doveva essere installato al Guggenheim e invece
per problemi tecnici non si sa
quando sarà esposto. La mancata inaugurazione aveva crea-
AP
Carla Bruni Sarkozy, 48 anni
vò un tale Nicolas Sarkozy, presidente della Repubblica. Come
andò?
«A tavola si mise a sedere nel
posto che era stato di Virginio e
prima di mio marito. Così, senza complessi. Quella sera c’eravamo io e mia sorella Gigi, Carla
e Valeria. E quando siamo tutte
insieme, è difficile per altri parlare. Praticamente restò zitto».
Com’è suo genero?
«Le parlo da un punto di vista
privato: è una persona gentile.
Adora la famiglia, la sua ma anche la mia. È un casalingo».
Continua a suonare, signora?
«Ogni giorno, almeno due ore.
Da sempre, tutte le mattine interpreto un brano di Bach. Dentro c’è tutto: la poesia, la calma.
Dà pace. Finalmente».
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to preoccupazione attorno alla
vendita del Piccolo Hitler. Si temeva che i potenziali compratori cambiassero idea. Non è
stato così. Il mercato di Cattelan è quindi tornato ad essere
forte dopo un periodo di flessione? Anche questa conclusione è
fuorviante. I grandi prezzi vengono raggiunti da opere iconiche, diventate parte della storia
dell’arte contemporanea come
appunto Him o la palla da
basket di Koons. Altri lavori
meno importanti degli stessi
artisti non è detto che raggiungano gli stessi risultati o addirittura vengano comprati.
Il mercato dell’arte ha la memoria breve ed è facilmente impressionabile. Non è scontato, se
un altro dei quattro piccoli Hitler
tornasse in vendita, che otterrebbe lo stesso risultato. Per il
momento comunque «la venalità
del male» fa sicuramente notizia.
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LA STAMPA
MARTEDÌ 10 MAGGIO 2016
.
Società .29
Lorenzo Vitturi
È uno dei sette che si sono
cimentati in una nuova
«esplorazione» della via Emilia
(con Bublex, Graziani, Ravaldi,
Stumpf Tranchina, Ventura).
Veneziano, ha colto la sfida con
sofisticati still life di
coloratissima paccottiglia,
«zavagli», schegge di
parmigiano, plastiche, icone.
Gioioso trionfo dell’inutile
Michael Najjar
Tedesco, sarà il primo artista a
salire nello spazio con i voli
della Virgin. Si sta
sottoponendo a un severo
allenamento psicofisico, lo
stesso dei cosmonauti, che
documenta con immagini quasi
metafisiche: servono
per finanziare il costoso
passaggio in orbita
MICHAEL NAJJAR
Fermo immagine
tra la via Emilia e il futuro
Reggio s’illumina per l’XI festival di Fotografia Europea
LORENZO VITTURI
BRUNO VENTAVOLI
REGGIO EMILIA
3
mila
fotografie
scattate
ogni minuto
solo in Italia
300
milioni di
foto
postate
ogni giorno
sui social
rentacinque mostre del circuito ufficiale, e oltre trecento nella sezione Off. Reggio Emilia
s’illumina d’un immenso vortice d’immagini per l’XI festival di «Fotografia
Europea» che dura fino al 10 luglio,
con concerti, feste, incontri casuali
con artisti, sparsi nel reticolo della
città vecchia, dagli ex chiostri cinquecenteschi di San Pietro al suggestivo
Museo Spallanzani, a case private,
botteghe, «non luoghi» recuperati all’arte. Curato da Diane Dufour, Elio
Grazioli, Walter Guadagnini, si snoda
lungo il tema della Via Emilia. Trent’anni dopo che, nel 1986, Ghirri con
Calvino e un’allegra combriccola di
scrittori e fotografi esplorò e raccon-
T
WALKER EVANS
tò quell’arteria romana che andava
dal fiume (Po) al mare (Adriatico), attraversando città, cascine abbandonate, discoteche, fabbriche pulsanti
di genio e imprenditoria, nella lancinante e fotogenica orizzontalità della
Pianura Padana. Oltre alle immagini
bellissime, superclassiche d’allora di
Barbieri, Jodice e compagni ci sono
gli scatti di oggi, sulle stesse latitudini. E oltre, lungo tante le vie del mondo. Dall’Afghanistan petroso del giapponese Ikuru Kuwajima alle geometria dipinte di Paolo Ventura, dagli alberi di Paola De Pietri che s’incidono
nel paesaggio come arabeschi ai viaggi di Paolo Pellegrin sul confine messicano di malavita e clandestini, ai migranti, ai ritratti che Gabriele Basilico
catturò negli Anni 70 tra balere, dancing, discoteche per documentare il
Walker Evans (1903-1975)
È il grande maestro della fotografia americana. Con il suo sguardo
ha raccontato l’era rooseveltiana e oltre. Questa prima mostra
italiana a lui dedicata, offre un assaggio di 150 immagini che
documentano una curiosità onnivora. Dalle strade senza fine, ai volti
catturati a caso nella folla in metrò, dagli edifici in costruzione agli
interni borghesi, dai reietti alle star, ai «comunisti». Ma anche
semplici utensili, o marchi di compagnie ferroviarie che scompaiono
nel panta rei del capitalismo yankee.
mitico distretto del ballo nato sulla
via Emilia, aggiornati da quelli contemporanei di Andrea Amadasi, Hyena, Arianna Lerussi, ai metafisici
scatti al photofinish di Paolo Gioli, al
Grand Tour di Giuliano Ferrari.
Tutto questo a sancire che l’immagine fotografica è, anche e soprattutto,
viaggio consapevole lungo le vene del
mondo e nei visceri del sociale. Dai nitidi bianconeri di allora, all’instagram di
oggi. Da un’epoca in cui ogni singola
stampa su carta era preziosa, all’era
dei pixel, in cui uno tsunami di immagini divora pantagruelico lo scorrere del
tempo in una frenesia del clic incondizionato, selvaggio, immateriale. Perché ogni minuto, solo in Italia, sbocciano 3 mila fotografie; e ogni giorno, sui
social, se ne postano 300 milioni.
PASQUALE BOVE
12BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI
REGGIO EMILIA
rent’anni fa erano usciti
da Feltrinelli due volumi
sulla via Emilia, curati
da E. Bronzoni e G. Bizzarri:
uno di fotografia, Vedute nel paesaggio, con foto di Luigi Ghirri, Olivo Barbieri, Gabriele Basilico, Vincenzo Castella, Giovanni Chiaramonte, Guido
Guidi, Mimmo Jodice ecc.; e un
secondo volume di racconti
(Scritture nel paesaggio) di Italo
Calvino, Antonio Tabucchi,
Tonino Guerra, Daniele Del
T
Giudice, Gianni Celati, Ermanno
Cavazzoni, Beppe Sebaste, Giulia Niccolai, Antonio Faeti, Giorgio Messori, Corrado Costa.
Ora, trent’anni dopo, sullo
stesso tema, la via Emilia, è
uscita una nuova raccolta Almanacco 2016. Esplorazioni sulla
via Emilia (ed. Quodlibet, promossa dalla biblioteca Comunale di Reggio Emilia), dove in
ordine geografico da Ovest ad
Est, cioè dalla sorgente al mare, hanno scritto Paolo Colagrande, Paolo Nori, Learco Pignagnoli, Ivan Levrini, Francesco Marsibilio, Irene Russo,
LUIGI GHIRRI
Fu il grande narratore della via Emilia, con la stessa vocazione del suo
concittadino Boiardo (nacque a Scandiano) a cogliere il fantastico nei
ruderi, nelle brume, nelle zolle. Fondamentale fu la sua amicizia con
Celati. Alcuni suoi scatti sono in mostra ai Chiostri di San Pietro.
La Rimini Anni 80
Via dei due Gobbi
Luca Santese è cofondatore di «Cesura». Pasquale Bove è un
fotoreporter del «Carlino», che ha scattato 200 mila fotografie, molte a
Rimini negli Anni 80, punto d’arrivo della via Emilia nonché baricentro
euforico della modernità. Il primo ha selezionato 336 immagini e le ha
editate in «Italy&Italy», ai Chiostri di San Domenico, dove il visitatore
può consultare le immagini sui muri e in classici schedari d’archivio. Da
un comizio di D’Alema al festival dell’hard. Corpi, volti, kitsch.
Mondanità e quotidianità. Con un magnifico pigmento tondelliano.
Il bello di Reggio Emilia è il circuito di gallerie e fucine creative sparse
in ogni angolo della città (www.fotografiaeuropea.it/off), che
trasformano il visitatore in un viandante a caccia di sorprese. Tra gli
eventi, vale un salto in via dei due Gobbi 3. La proprietaria del
magnifico palazzo nel centro storico fatto di ballatoi, scalette, cantine,
cucine, ripostigli, che s’intersecano come in un’incisione di Escher, lo
offre ogni anno a fotografi che lo abitano; e trasformano le case in
salotti d’esposizione. In un fluxus permanente.
Quante storie lungo quella strada
ERMANNO CAVAZZONI
Luigi Ghirri (1943-’92)
Sandro Campani, Stefano Tonietto, Gianfranco Mammi, Paolo Vistoli, Ugo Cornia, Andrea
Lucatelli, Antonio Castronuovo, Dino Baldi, Mauro Orletti,
Jacopo Narros, Paolo Albani,
Patrizia Barchi, Adrián N. Bravi, il tutto da me curato. Ed è
stata l’occasione per pubblicare quegli scritti brevi che oggi,
senza più le riviste letterarie,
non hanno più un destino.
Nel frattempo la via Emilia è
cambiata, forse tutti questi
scritti sono il suo funerale: da
arteria fondamentale della viabilità europea, come per due
millenni la via Emilia è stata,
oggi è poco più di un viottolo
asfaltato, una via di seconda
scelta, interdetta al grande
traffico che ora viaggia sull’autostrada e sull’alta velocità ferroviaria; oggi è un percorso tra
fabbriche, vetrine, supermercati, discoteche, saloni, case, e
paesini dopo paesini; serve solo
per brevi tragitti. È diventata
una strada di città, perché tra
Piacenza e Rimini è un’unica
continua città che si distende. I
racconti di questo Almanacco
2016 si allargano perciò molto
oltre il tracciato della vecchia
via Emilia, divagando per le sue
vaste periferie, sulle colline o
verso la Bassa padana, fino agli
argini del Po, e anche avanti e
indietro nel tempo; e poi hanno
preso un’aria molto più scherzosa e parodica rispetto alla
prima antologia. C’è il ristorante dove cucinano i gatti (parodia della troppo famosa cucina
emiliana); o brani di una locale
antica letteratura latina, però
inesistente, come se la narrativa cosiddetta padana fosse nata
già duemila anni fa, assieme a
precursori di Ungaretti e Montale. A molti, me compreso, il
volumetto di trent’anni fa ha
portato fortuna; spero questo
porti altrettanta fortuna agli
autori che ci hanno scritto.
12BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI
Ieri e oggi
Trent’anni fa uscivano da
Feltrinelli due volumi sulla via
Emilia: uno di foto, «Vedute nel
paesaggio» e uno di racconti
«Scritture nel paesaggio». Ora per
Quodlibet esce «Almanacco 2016.
Esplorazioni sulla via Emilia» a
cura di Ermanno Cavazzoni
30 .Spettacoli
STAMPA
.LA
MARTEDÌ 10 MAGGIO 2016
Il Regio riparte da “Bohème”
la più torinese delle opere
MASOLINO D’AMICO
Teatro
Quantasorridenteironia
Otto titoli, musical e balletto per la nuova stagione inquestaballataperbalordi
P
Cartellone
ALBERTO MATTIOLI
TORINO
E
quilibrata, solida, senza
fronzoli né eccessi. La
nuova stagione del Regio è così, molto torinese. Dieci titoli in totale (erano 14 in
questa), di cui otto opere, un
musical e un balletto, La bella
addormentata sotto Natale
con lo Staatsballett di Berlino
e la coreografia di Nacho Duato. Inaugurazione il 12 ottobre,
con una nuova Bohème per i
120 anni dalla «prima» della
più torinese delle opere. Dirige ovviamente Gianandrea
Noseda e le premesse sono
giustissime, le uniche ragionevoli se si decide di rifare
Bohème dove la si è già strafatta: «Vogliamo ripensare da capo un’opera che potremmo
montare in tre ore». All’aspetto scenico pensa Alex Ollé del
collettivo catalano La Fura
dels Baus: farà muovere una
compagnia multietnica in una
periferia contemporanea,
perché la Bohème di oggi è lì.
Al direttore musicale della
maison spettano anche l’altro
titolo torinese di Puccini, Manon Lescaut, e a fine stagione
il Macbeth di papà Verdi nella
nuova produzione palermitana di Emma Dante, e a questo
punto siamo tutti curiosi di
I più
attesi
Noseda
Dirige tre titoli
«La bohème»,
«Manon
Lescaut»
e il nuovo
«Macbeth»
Kunde
Il tenorissimo
americano
sarà Sansone
e il Des Grieux
di Puccini
vedere le streghe. Di gran lusso
il nuovo Samson et Dalila: l’opera di Saint-Saëns è un capolavoro di suo, Pinchas Steinberg
direttore e Hugo de Ana regista dovrebbero essere un garanzia. Dal passato prossimo
del Regio vengono esumati due
spettacoli non esattamente
memorabili, appunto la Manon
Lescaut di Jean Reno e la Zauberflöte di Roberto Andò. Pagliacci «fanno serata» da soli in
una nuova produzione di Gabriele Lavia, già responsabile
di alcune delle regie liriche più
brutte degli ultimi decenni.
Da leccarsi i baffi i tre spettacoli che proseguono altrettanti
cicli pluriennali. Il musical è
rappresentato dal capolavorissimo West Side Story di Bernstein nella versione originale e
in esclusiva italiana. Il ciclo Janacek-Carsen prosegue con la
Katia Kabanova del sommo
Bob, già acclamata alla Scala,
quella con il palcoscenico inondato e i cantanti che deambulano sulle passerelle tipo acqua
alta a Venezia. Il barocco fa festival con L’incoronazione di Dario di Vivaldi diretta da Ottavio
Dantone, intorno alla quale si
mobiliteranno tutte le istituzioni culturali cittadine com’è stato fatto quest’anno per Casella.
Le compagnie di canto non
presentano grandissime star
ma molti solidi professionisti.
L’eroe della stagione è il tenore
Gregory Kunde, che a 62 anni
affronta due delle parti tenorili
più scomode del repertorio,
Sansone e Des Grieux. Tournée
a Lugano, Muscat e al Festival
di Edimburgo. Il sovrintendente Walter Vergnano e il direttore artistico Gastón FournierFacio sono soddisfatti. Tutto
sommato, hanno ragione.
1 BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI
La «prima»
La stagione
si aprirà
il 12 ottobre
con «La
Bohème»
di Puccini
La regia è
di Alex Ollé,
protagonisti
Irina Lungu
e Giorgio
Berrugi
rimi Novecento. Due
balordi si incontrano
vicino alle cascate del
Niagara, predestinati a fare
coppia dai rispettivi sia cognomi (Smith e Wesson, come il titolo della commedia)
sia nomi (Tom e Jerry). Uno è
un bizzarro quanto sfortunato inventore, che sta elaborando una sua astrusa teoria
meteorologica; l’altro di mestiere recupera i cadaveri dei
suicidi, molto numerosi da
quelle parti. L’amicizia non fa
in tempo a sbocciare, e già i
due sono aggrediti dall’energia di una ragazza, Rachel,
aspirante scrittrice e giornalista in prova. Bisognosa di
uno scoop, costei vuole fare
notizia gettandosi dalle cascate per riemergere, possibilmente, indenne. Lì per lì
poco persuasi, poi coinvolti,
Smith e Wesson finiscono per
affidare l’intrepida Rachel a
una botte. Inutile dire che il
folle progetto finisce miseramente. I due balordi si sottraggono alle conseguenze
penali riparando al Messico.
Raccontando un episodio
così Alessandro Baricco
sembra aver voluto ammiccare al genere tipicamente
americano della ballata popolare (Frankie and Johnny,
Bonnie and Clyde) ovvero
della «tall story». La sua è
una gradevole imitazione in
chiave di sorridente ironia,
più un pizzico di compassione davanti alla ingenua incoscienza dei diseredati sogna-
SERENA PEA
Natalino Balasso e Camilla Nigro
tori. La sostengono brillanti
scambi di dialogo tra i due
clown, un Vladimiro e un Estragone derivati da Mark Twain:
ottima occasione per interpreti
spiritosi come Natalino Balasso
e Fausto Russo Alesi, che non
se la fanno sfuggire. Forse ancora più ammirevole di loro perché meno prevedibile risulta la
Rachel di Camilla Nigro. C’è anche un quarto personaggio, la
molto evocata signora Higgins
padrona dell’albergo del posto
(Mariella Fabbris), che arriva al
finale per tirare delle conclusioni tutto sommato superflue.
L’elegante confezione diretta da
Gabriele Vacis in 100’ filati si impernia su di una spartana capanna
tipoFebbredell’oromasenzapareti,
disposta a librarsi in volo e persino
a fungere da simbolica botte; altre
invenzioni, accreditate come questa a Roberto Tarasco, evocano la
devastante potenza delle cascate.
1 BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI
SMITH & WESSON
Visto al Goldoni di Venezia
A Padova fino al 14
***
1
LA STAMPA
MARTEDÌ 10 MAGGIO 2016
.
Spettacoli .31
Anteprima
MICHELA TAMBURRINO
ROMA
n trionfo di croci al neon
e di madonnine votive fa
da sfondo impuro ai
massacri. Sangue, sgozzamenti, terrore; è il potere che si costruisce tra case abusive, skyline da incubo, povertà interiore,
opulenza d’intenti. Benvenuti a
Gomorra seconda stagione, la
serie che ha valicato le frontiere
di Scampia, venduta in oltre 130
nazioni per la gioia dei telespettatori internazionali. Torna su
Sky Atlantic da stasera in contemporanea con altri cinque
Paesi, in dodici episodi diretti
da quattro registi, Stefano Sollima che ne è anche il supervisore artistico, Claudio Cupellini, Francesca Comencini e
Claudio Giovannesi.
Vetrina d’eccezione per
l’anteprima internazionale, il
Teatro dell’Opera di Roma,
tutto oro e stucchi, che ha fatto dire al bravo protagonista
Marco D’Amore: «Siamo sotto
al boccascena e mi piace che
questo progetto sia portato in
uno spazio tanto ricco di storia. E mi piace che condividano questa emozione attori giovani che vengono “da miezz’a
via” e che qui godono della loro
dignità. Perchè è tutto bello e
brutto, tutto è alto e basso. Se
avessimo bocche così grandi
da poterlo gridare, forse faremmo la differenza».
Un racconto sul quale, dice
Andrea Scrosati, Evp Programming Sky, «nessuno voleva scommettere preconizzandogli un futuro breve e una capacità di presa che non sarebbe
andata oltre Roma». Invece no,
perchè, come dice Roberto Saviano, a dieci anni dalla pubblicazione del suo libro, in sala alla presentazione blindatissima,
oltre alla coerenza filologica
premia il differente approccio
che spariglia rispetto agli altri
crime internazionali.
«Qui si racconta come si costruisce il potere, che non conosce campanilismi. Napoli per
parlare del mondo. Ecco come
si apre una piazza di spaccio,
come ci si rifornisce, quanto
dura un tradimento, come si
pianifica una vendetta. Emancipati dal giudizio morale, non
denunciamo, raccontiamo una
storia di potere di un’economia
che prende forma e riguarda
tutti. È un metodo e noi abbiamo fatto scuola E allora il cri-
U
Salvatore
Esposito
È ancora
il figlio del
boss, Genny
Savastano
Cristina
Donadio
Tra le novità,
l’attrice che
fa la parte
di Scianel
Cristiana
Dell’Anna
Una donna
forte anche
per lei:
Patrizia
Marco D’Amore (Ciro) in «Gomorra 2»; a destra, due scene della nuova serie in onda su Sky Atlantic
Gomorra 2, sangue e potere
“Napoli per parlare del mondo”
Da oggi su Sky la serie tv in contemporanea con altri cinque Paesi
Roberto Saviano
«Mafie, il governo
non fa abbastanza»
1 Il Governo fa ab-
bastanza per contrastare le mafie? Secondo Roberto Saviano,
no: «Le norme non bastano, la politica è
sguarnita da questo
punto di vista. Il Sud è
diventato un tema
marginale e questo è
terribile». E poi c’è
Cantone che gli ha dato del nichilista: «Non
mi spaventa raccontare una contraddizione, significa provare a
risolverla, non parteggiare per essa. Ce la
prendiamo con chi
racconta il male e non
con il male stesso. Un
vizio italico».
mine apre altre strade di racconto, diventa una metafora».
O come sostiene il produttore Cattleya Riccardo Tozzi: «Il
romanzo del terzo millennio si
è imposto per le sue caratteristiche, porta sullo schermo la
gente, la vita, le case, è uno
shock come avvenne per il Neorealismo quando Rossellini
buttò la realtà sullo schermo».
L’università del rischio prevede in questo solco altri pro-
L’autore
Sky annuncia
una serie
tratta dal libro
«ZeroZero
Zero»
di Roberto
Saviano (foto)
NÉ CRONACA NÉ CATTIVO ESEMPIO
PIACE PERCHÉ RACCONTA L’ANIMO UMANO
GIANMARIA TAMMARO
NAPOLI
lla fine, anche in Gomorra - La serie, tutto si
riduce a questo: all’inevitabile scontro tra realtà e
finzione. Al difficilissimo equilibrio da trovare tra quello che
è vero, concreto, riscontrabile
nella vita di ogni giorno e
quello che invece è solo una
trovata narrativa, un artificio
per coinvolgere lo spettatore.
Non c’entra niente la pedagogia: Gomorra - La serie resta
un prodotto di intrattenimento - un ottimo prodotto, sotto
ogni punto di vista. Il merito,
ovviamente, è di chi la storia
l’ha scritta e l’ha riadattata: è
di Roberto Saviano, autore
del libro e del soggetto, di Stefano Sollima, padre-padrone
del progetto, e di Sky.
Gomorra vive una doppia
vita: si trova davanti a un bivio. E tra chi, sbagliando, le attribuisce un ruolo educativo -
A
se certe cose succedono, è colpa
di questa serie - e chi, al contrario, la spoglia di qualsiasi contenuto - è solo fiction - Gomorra è
un ottimo esempio di come, in
Italia, cronaca e finzione arrivino a un solenne compromesso.
Non tutto quello che vediamo sul piccolo schermo è vero;
e non tutto quello che ci viene
raccontato è falso. Gomorra è
storia di camorristi e mostri, di
uomini e di donne, e del potere
che logora («Potere e tradimento - ha detto Roberto Saviano vanno a braccetto»). Non è una
serie tv per tutti, e non è nemmeno per un’élite. È l’Italia non solo Napoli o la Campania che viene messa a nudo. È il
problema «criminalità organizzata» che viene spiegato (talvolta letteralmente: senza saltare
passaggi o particolari).
Il Salvatore Conte di Marco
Palvetti o il Pietro Savastano di
Fortunato Cerlino sono persone vere, riconoscibili, che vivono in un mondo finto ma coe-
rente, e che agiscono come hanno agito veri boss. Ma attenzione: il processo non è inverso.
Non c’è la finzione che influisce sulla realtà. Il circolo si ferma non appena c’è la messa in
onda. È anche in questo, forse,
che va ricercato il segreto del
successo di questa serie: Sky è
partita da un’idea, da un libro,
da una storia, e si è spostata altrove. Il male è diventato una
metafora: dell’animo umano,
della passione, della fama, del
successo; di tutto ciò che è, oltre il velo della finzione.
Oggi Gomorra respira l’aria
di un intero continente: alle
storie dei camorristi si affiancano le storie della ’ndrangheta. Napoli come Berlino e Berlino come Milano. Il protagonista è il potere. Gomorra è lo
specchio del nostro mondo
spogliato di qualsiasi elemento
positivo. Siamo noi, al contrario, in un inferno senza fiamme
ma pieno di cemento.
12BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI
getti che hanno presa sul mondo grazie alla tedesca Beta
Film presente con il Ceo Jan
Mojto. «L’estero è attratto dai
caratteri più che dal plot e in
questa serie l’accento è posto
proprio sui personaggi, forti e
magistralmente interpretati».
Eccoli allora questi personaggi, partendo da Genny Savastano che nell’ultima puntata avevamo lasciato a terra
quasi morto a causa dell’imbo-
12
episodi
Nella seconda
serie
di «Gomorra»,
diretta da
Stefano Sollima
e altri tre registi;
la prima è stata
distribuita
in 130 nazioni
scata di Ciro (Marco D’Amore), ex «fratello» e ora acerrimo nemico. L’era del clan Savastano con il padre mezzo
pazzo in galera sembra tramontata. Ma Don Pietro, lucidissimo, evade, come dice il
suo interprete, l’ottimo Fortunato Cerlino: «Pietro è un uomo devastato, la moglie morta,
in conflitto con il figlio, un impero sparito. E ora guarderà in
faccia la sua parte più nera».
Perché Genny è vivo e vuole
riprendersi tutto quello che era
suo. Ora, orbi di Donna Imma
morta, arrivano due nuovi volti
femminili, Scianel spietata e
perfida resa magistralmente
nei dettagli da Cristina Donadio e la più misteriosa Patrizia
di Cristiana Dell’Anna. Le alleanze nuove creeranno nuove
mappe del potere. In cantiere
la serie numero 3 e numero 4.
12BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI
123456789A812BBCD8EA9F LA STAMPA E
LA STAMPA
MARTEDÌ 10 MAGGIO 2016
.
Spettacoli .33
Programmi tv
I programmi settimanali completi delle principali tv satellitari, del digitale terrestre e delle radio su: www.lastampa.it/programmi
del 10 maggio 2016
Rai 1
6.00 Il caffè di Raiuno
6.30 Tg 1
6.45 Unomattina Attualità
11.10 A conti fatti - La parola
a voi Attualità
12.00 La prova del cuoco Varietà Antonella Clerici e i
suoi ospiti preparano
ogni giorno nuove e
invitanti ricette
13.30 Telegiornale
14.00 Tg 1 Economia Attualità
14.05 Colors Game show
15.15 Torto o ragione? Il verdetto finale Attualità
16.30 Tg 1
16.40 La vita in diretta
Attualità
18.45 L’eredità Game show
20.00 Telegiornale
20.30 Affari tuoi Game show
con Flavio Insinna
Rai 2
7.20 Il tocco di un angelo TF
8.05 Le sorelle McLeod Serie
9.30 Tg2 Insieme Attualità
10.30 Cronache animali
Attualità
11.00 I fatti vostri Varietà
13.00 Tg 2 Giorno
13.30 Tg2 Costume e società
Attualità
13.50 Medicina 33 Rubrica di
attualità medica
14.00 Detto fatto Attualità
16.15 Castle Telefilm
17.45 Rai Parlamento - Telegiornale Attualità
17.55 Tg2 Flash L.I.S.
18.00 Tg sport
18.20 Tg 2
18.50 NCIS Los Angeles TF
19.40 NCIS Telefilm
20.30 Tg 2 20.30
21.05 Lol Serie
21.15
Captain America
★★
The winter...
Canale 5
6.00
7.55
8.00
8.45
Tg 5 Prima pagina
Traffico
Tg 5 Mattina
Mattino Cinque
Attualità
11.00 Forum Attualità
13.00 Tg 5. Meteo.it
13.40 Beautiful Soap opera
14.10 Una vita Soap opera
14.45 Uomini e donne Talk
show
16.10 Amici Talent show
16.20 Il segreto Telenovela
La serie ambientata
nella Spagna rurale
dell’inizio del XX secolo
17.10 Pomeriggio cinque
Attualità
18.45 Caduta libera Game
show
20.00 Tg 5. Meteo.it
20.40 Striscia la notizia Varietà
8.00 Agorà Attualità
10.00 Mi manda Raitre
11.00 Elisir Attualità
12.00 Tg 3. Tg Regione. Tgr
Meteo
12.45 Pane quotidiano
13.10 Il Tempo e la Storia
14.00 Tg 3. Tg Regione. Tgr
Meteo
14.20 Tg 3. Meteo 3
14.50 Tgr Leonardo Attualità
15.05 Tgr Piazza Affari
15.10 Ciclismo: Giro d’Italia
Sport
18.10 Geo Documentari
19.00 Tg 3. Tg Regione. Tgr
Meteo
20.00 Blob Videoframmenti
20.10 Viaggio nell’Italia del
Giro Documentari
20.35 Un posto al sole Soap
opera
Italia 1
7.25 C’era una volta... Pollon
Cartoni animati
7.50 Sailor moon Cartoni
8.15 Settimo cielo Telefilm
10.15 Dr. House - Medical division Telefilm
12.05 Cotto e mangiato
Il menù del giorno
12.25 Studio Aperto
13.05 Sport Mediaset Sport
13.45 I Simpson Cartoni
14.35 Futurama Cartoni
15.00 Big Bang Theory Sitcom
15.35 My name is Earl Telefilm
16.05 Due uomini e mezzo
Telefilm
17.00 Friends Telefilm
18.00 Mike & Molly Sitcom
18.25 What women want Sitcom
18.30 Studio Aperto. Meteo
19.25 CSI Miami Telefilm
Rete 4
La 7
6.55 Hunter Telefilm
8.55 Cuore ribelle Telenovela
9.45 Carabinieri Telefilm
10.45 Ricette all’italiana
11.30 Tg 4 - Telegiornale
12.00 Detective in corsia TF
13.00 La signora in giallo TF
14.00 Lo sportello di Forum
15.30 Hamburg distretto 21
Telefilm
16.35 Chisum Film (western,
1970) con John Wayne,
Forrest Tucker. Regia di
Andrew V. McLaglen.
Wayne possiede un
ranch nel Nuovo Messico che un prepotente
gli vuole togliere. ★★
18.55 Tg4 - Telegiornale
19.35 Dentro la notizia
19.55 Tempesta d’amore SO
20.30 Dalla vostra parte
6.00 Tg La7. Meteo. Oroscopo.
Traffico
6.30 Omnibus Attualità
9.45 Coffee break Attualità
11.00 L’aria che tira Attualità
Il programma dedicato
a politica e attualità
condotto in studio da
Myrta Merlino
13.30 Tg La7
14.00 Tg La7 Cronache Attualità Il programma, a cura
della redazione News,
dedicato alla cronaca
14.20 Tagadà Attualità
16.20 Water Brothers Documentari
18.15 Joséphine ange gardien
Telefilm
20.00 Tg La7
20.35 Otto e mezzo Attualità
con Lilli Gruber
21.05
Ballarò
21.10
Fuoco amico TF45
21.10
Blindspot
FICTION. Enea e Frezzo rientrano
TELEFILM. A Times Square viene
a Roma, convinti che, seguendo
le tracce di Dorrico, arriveranno a Fedora e ai bambini. Samira è con loro, di nuovo accanto
al suo Enea
ritrovato un borsone al cui interno c’è una donna; è drogata e
confusa. Unico indizio è il nome
dell’agente Fbi Weller tatuato
sulla sua schiena
FILM. (dramm., 2011) con T. Hanks,
Evans, Samuel L. Jackson. Regia
di A. Russo, J.Russo. Due anni
dopo la battaglia di New York,
Steve Rogers vive a Washington
ATTUALITÀ. Massimo Giannini
conduce un nuovo appuntamento con il talk show di approfondimento politico. Gli ospiti in
studio discuteranno sul tema
del giorno
J. Roberts. Regia di T. Hanks. Larry,
45 anni, capo commesso esemplare, viene licenziato. Decide di
iscriversi all’università
ATTUALITÀ. Informazione e
approfondimento su temi di
attualità politica in compagnia
di Giovanni Floris. Con tanti
ospiti in studio e la copertina
satirica di Maurizio Crozza
23.35 2Next - Economia e Futuro Attualità L’economia,
alla portata di tutti, raccontata da Annalisa
Bruchi
0.40 Tg2
0.55 Hawaii Five-0 Telefilm
0.00 Tg3 Linea notte Attualità
1.05 Rai Parlamento - Telegiornale Attualità
1.15 Terza pagina Attualità
1.45 Fuori orario. Cose (mai)
viste
2.00 Rainews 24
23.00 The Last Ship Telefilm
0.55 Delitti e profumi Film
(comm., 1988) con Jerry
Calà, Umberto Smaila.
Regia di Vittorio De Sisti ★
2.45 Studio aperto - La giornata
23.30 About a boy Film
(comm., 2002) con
Hugh Grant, Toni Collette. Regia di Chris Weitz,
Paul Weitz ★★★
1.35 Tg4 Night News
2.15 Ieri e oggi in tv Varietà
0.00 Tg La7
0.10 Otto e mezzo Attualità
Lilli Gruber conduce
una finestra quotidiana
aperta sull’attualità,
nazionale e internazionale (Replica)
21.20
Felicia Impastato
FICTION. Il 9 maggio 1978, il gior-
nalista Peppino Impastato è
assassinato dalla mafia. Per
anni, la madre Felicia (Lunetta
Savino) si batte per avere giustizia
23.25 Porta a porta Attualità
1.00 Tg 1 - Notte. Che tempo
fa
1.35 Sottovoce Attualità
2.05 Rai Cultura - Inventare
il tempo - Mozart
Documentari
Rai 3
FILM. (azione, 2014) con Chris
23.30 Grand Hotel Chiambretti
Varietà
Gente che va gente che
viene dall’isola
1.20 Tg 5 Notte. Meteo.it
2.10 Striscia la notizia (R)
2.20 Uomini e donne (R)
21.15
L’amore all’improvviso
Larry Crowne
★★
21.10
diMartedì
digitale terrestre
RAI 4
21
11.30 Flashpoint Serie
13.00 Atlantis Serie
14.30 Star Trek
Enterprise Telefilm
15.15 Fairy Tail Telefilm
15.40 Numbers Serie
17.55 Rai News - Giorno
Notiziario
18.00 Flashpoint Serie
19.35 Ghost Whisperer
Serie
21.10 Eurovision Song
Contest Musicale
23.25 Atlantis Serie
0.55 Rai News - Notte
RAI 5
23
15.50
16.40
18.40
18.45
18.55
19.45
This Is Opera
Opera - Tosca
Rai News - Giorno
Piano Pianissimo
This Is Opera
La Libertà di
Bernini
20.45 Passepartout:
Borghesi
Cosmopoliti
21.15 Ai confini del
paradiso Film
23.15 The Pink Floyd
And Syd Barrett
Story Documentari
RAI STORIA 54
19.35 W la storiaCostruire
20.05 Il giorno e la storia Documentari
20.25 Il tempo e la storia. H. I. J. O. S. i
figli dei desaparecidos Documentari
21.05 Viaggio nell’Italia
del Giro. Tappa
5.Praia a MareBenevento
21.40 Speciali storia.
Italiani con Paolo
Mieli
RAI MOVIE
12.05 La congiura della
pietra nera Film
13.55 Legittima offesa While She Was
Out Film
15.25 Un medico, un
uomo Film
17.30 Rai News - Giorno
17.35 L’estate di
Martino Film
19.05 C’eravamo tanto
amati Film
21.15 La famiglia Film
23.25 Una giornata particolare Film
film
19.15 All’ultimo respiro Un
ladro di auto coinvolge
una bella studentessa
nelle sue pericolose
avventure SKY CLASSICS
Drunken Master 2
Cina: un giovane incappa in un generale in
cerca di reperti archeologici SKY COMEDY
19.25 Il 13° guerriero Anno
1000: Antonio
Banderas conduce una
vita raffinata nella
splendida Baghdad SKY
HITS
Ho ucciso Napoleone In
24 ore la vita di Anita,
single e manager in
carriera, viene spazzata
via SKY CINEMA 1
Seafood - Un pesce
fuor d’acqua Una favola ecologica ambientata sott’acqua diretta da
Aun Hoe Goh SKY
CINEMA FAMILY
21.00 Sky cine news
SKY
CINEMA 1
Boygirl - Questione
di… sesso Woody e
Nell, vicini di casa dall’infanzia, non potrebbero essere più differenti SKY CINEMA FAMILY
Quinto potere Peter
Finch dichiara davanti
le telecamere di volersi
suicidare. Di Sidney
Lumet SKY CLASSICS
La leggenda di Al, John
e Jack Aldo, Giovanni e
serie tv
Giacomo uccidono per
sbaglio la zia del boss
16.35 NCIS Los Angeles
SKY COMEDY
16.40 2 Broke Girls FOX
17.05 How I Met Your
Mother FOX
17.10 Castle FOX LIFE
17.30 NCIS Los Angeles
Mona Lisa Smile
America anni ‘50: la
prof Julia Roberts sfida
il tradizionalismo di un
college SKY PASSION
Knockout - Resa dei
conti Gina Carano, soldatessa dei black ops,
cerca di scoprire chi l’ha
incastrata SKY MAX
21.10 Manuale d’amore
Quattro episodi concatenati con Carlo
Verdone, Margherita
Buy e Sergio Rubini SKY
HITS
22.40 Zip & Zap e il club delle
biglie Zipi e Zap, due
gemelli, si distinguono
solo per il diverso colore di capelli SKY CINEMA
FAMILY
Fair Game - Caccia alla
Spia La vera storia di
Valerie Plame, agente
Cia SKY MAX
22.50 Ricomincio da tre
Massimo Troisi vuole
ricominciare da tre,
visto che due cose
buone le ha fatte SKY
COMEDY
23.05 Un sogno per cambiare
SKY PASSION
23.10 Il talento di Mr. Ripley
Matt Damon viene
inviato in Italia per
riportare a casa il ricco
e viziato Dicki SKY HITS
24
FOX
CRIME
22
13.10 Perdutamente
tuo... mi firmo
Macaluso
Carmelo fu
Giuseppe Film
15.15 Concorrenza sleale Film
17.20 Delitto al ristorante cinese Film
19.20 Supercar Telefilm
20.05 Walker Texas
Ranger Telefilm
21.00 Los Amigos Film
23.15 L’Istruttoria è chiusa dimentichi Film
DISCOVERY CHANNEL
FOX
GEOGRAPHIC
DISCOVERY
CHANNEL
19.05 Top Gear
17.35 How I Met Your
Mother FOX
18.00 I Griffin FOX
18.05 Castle FOX LIFE
18.20 NCIS Los Angeles
19.15 Tuttigiorni’s Got Talent
SKY UNO
FOX
CRIME
18.30 I Griffin FOX
19.00 Il contadino cerca
moglie - I
Protagonisti FOX LIFE
I Simpson FOX
19.15 NCIS FOX CRIME
Ci pensa Mainardi FOX
19.40 Gomorra Sound ARTE
socialface SKY UNO
19.55 L’Eldorado della droga
NATIONAL GEOGRAPHIC
20.00 Affari a quattro ruote
DISCOVERY CHANNEL
20.10 De.sign: L’idea della
bellezza ARTE
20.20 Hell’s Kitchen Usa SKY
UNO
20.55 Stupidi al quadrato
LIFE
19.20 I Simpson FOX
19.45 Ci pensa Mainardi
NATIONAL GEOGRAPHIC
FOX
LIFE
21.00 Come è fatto: Top 5
DISCOVERY CHANNEL
The Big Bang Theory
FOX
20.05 NCIS FOX CRIME
20.10 Grey’s Anatomy
FOX
LIFE
21.10 Artists in Love:
Federico Fellini e
Giulietta Masina ARTE
Hell’s Kitchen Usa SKY
UNO
The Big Bang Theory
FOX
21.25 Stupidi al quadrato
NATIONAL GEOGRAPHIC
20.35 2 Broke Girls FOX
21.00 Elementary FOX CRIME
Teen Wolf FOX
21.50 22.11.63 FOX
21.55 Elementary FOX CRIME
22.45 Falling Skies FOX
22.50 NCIS FOX CRIME
22.55 Come Date With Me
FOX LIFE
FOX
CIELO
26
13.45 MasterChef
Australia Varietà
14.15 MasterChef Italia
- La sfida italiana
16.15 Fratelli in affari
17.15 Buying & Selling
18.15 Fratelli in affari
19.15 Affari al buio
20.15 Affari di famiglia
21.15 Junior MasterChef
USA Varietà
22.15 Junior MasterChef
USA Varietà
23.15 Valerie - Diario di
una ninfomane
TV8
REAL TIME
8
14.15 Affari legali
15.15 Eredità da star
16.15 Mamme sull’orlo
di una crisi da
ballo Varietà
18.15 Hell’s Kitchen Usa
19.15 House of Gag
Varietà
21.15 Ghost Rider Film
23.30 Italia’s Got Talent
Varietà
1.45 Tuttigiorni’s Got
Talent Varietà
2.45 Eredità da star
Documentari
21.30 Come è fatto
DISCOVERY CHANNEL
21.55 Una famiglia fuori dal
mondo DISCOVERY
CHANNEL
I maghi del garage
NATIONAL GEOGRAPHIC
22.00 Artists in Love: Rudolf
Nureyev e Erik Bruhn
ARTE
31
14.45 Dire, Fare, Baciare
- Italia Varietà
15.45 Abito da sposa
cercasi: Atlanta
17.10 Il mio grosso
grasso matrimonio gipsy US
18.10 Amici di Maria De
Filippi Varietà
19.10 La cuoca bendata
20.10 Alta infedeltà
21.10 Take Me Out UK
Varietà
22.40 Incidenti di bellezza
DMAX
17.50 Ballistic Una nuova
arma letale minaccia di
devastare l’intera umanità PREMIUM CINEMA
ENERGY
18.25 Nemiche amiche Una
madre modello e una
donna in carriera sono
costrette a far pace per
i figli PREMIUM UNIVERSAL
19.15 Concorrenza sleale
Roma 1938: i litigi fra il
sarto Diego
Abatantuono e l’ebreo
Sergio Castellitto
PREMIUM CINEMA
Amore, bugie e calcetto Un gruppo di amici
per nulla al mondo
rinuncerebbe alla partita del giovedì PREMIUM
COMEDY
19.30 Possession - Una storia
romantica Gwyneth
Paltrow e Aaron
Eckhart ricostruiscono
la storia d’amore tra
due poeti PREMIUM
CINEMA EMOTION
Catwoman Timida e
sensibile, Patience
Philips viene trasformata in Catwoman. Con
H. Berry PREMIUM CINEMA
ENERGY
20.40 Close Up — Johnny
Depp PREMIUM
UNIVERSAL
21.15 La scuola più bella del
mondo Il preside
Christian De Sica vuole
vincere la gara della
Festa dei giovani
PREMIUM CINEMA
Focus — Generation
Rock’n Roll PREMIUM
UNIVERSAL
Basic Instinct Sharon
Stone, sospettata di
omicidio, seduce il
detective Michael
Douglas PREMIUM CINEMA
EMOTION
Barb Wire
PREMIUM
CINEMA ENERGY
40 Giorni e 40 Notti
PREMIUM COMEDY
21.20 Animal House Le vicende degli studenti di
una folle università
anni ‘60. Con John
Belushi PREMIUM
UNIVERSAL
22.55 Special Forces Liberate l’ostaggio Elsa,
giornalista francese
inviata in Afghanistan,
entra nel mirino dei
Talebani PREMIUM
CINEMA ENERGY
The Best Man Holiday
Ex compagni di college
si riuniscono dopo 15
anni, riaffiorano le tensioni PREMIUM COMEDY
23.05 Minions Protagonisti i
minion, personaggi
creati da Ken Daurio e
Cinco Paul PREMIUM
CINEMA
23.20 Seduzione pericolosa Il
detective Al Pacino
indaga su una serie di
omicidi a sfondo sessuale PREMIUM UNIVERSAL
52
14.10 Si salvi chi può!
15.05 Gator Boys: gli
acchiappalligatori
15.55 Prova a prenderli
16.50 Affari a quattro
ruote World Tour
17.45 Gli eroi dell’asfalto
18.35 Affare fatto!
19.30 Banco dei pugni
20.20 Affari a tutti i
costi
21.10 Nudi e crudi
22.00 Caccia all’oro
bianco - 1^TV
film
intrattenimento
18.10 Ingegneria degli errori
18.30 Gadget Man SKY UNO
18.50 Gadget Man SKY UNO
18.55 Megafabbriche Ferrari FF NATIONAL
CRIME
23.35 Bartendency
IRIS
serie tv
14.40 Hustle - I signori della
truffa JOI
14.50 Fringe ACTION
15.05 Girlfriends’ Guide To
Divorce STORIES
15.45 Psych JOI
The Musketeers
ACTION
Harry’s Law TOP CRIME
15.58 Dallas STORIES
16.30 30 Rock JOI
16.40 Fuori Serie ACTION
16.50 Dallas STORIES
16.55 30 Rock JOI
17.05 Izombie ACTION
17.25 Baby Daddy JOI
17.45 Dr. House - Medical
division STORIES
Baby Daddy JOI
17.55 Izombie ACTION
18.15 Mike & Molly JOI
18.35 Dr. House - Medical
division STORIES
18.40 Mike & Molly JOI
18.45 Fringe ACTION
18.59 Aiutami Hope! JOI
19.25 Person Of Interest TOP
CRIME
19.30 Covert affairs STORIES
Una mamma per
amica JOI
19.35 Revolution ACTION
20.15 Due uomini e 1/2 JOI
20.20 Covert affairs STORIES
20.25 Revolution ACTION
20.40 Due uomini e 1/2 JOI
21.10 Blindspot TOP CRIME
21.15 The Night shift STORIES
Big Bang Theory JOI
Chicago Fire ACTION
21.35 Mom JOI
22.05 The Night shift STORIES
34
STAMPA
.LA
MARTEDÌ 10 MAGGIO 2016
Serie B: punti playoff per lo Spezia
Spezia-Brescia 2-1 nel posticipo della 40ª giornata di serie B.
La classifica: Crotone** 79; Cagliari** 77; Pescara 68; Trapani
67; Bari, Spezia 65; Novara (-2), Cesena 62; Entella 61; Brescia,
Perugia 54; Avellino, Ternana 49; Vicenza 48; Ascoli 46; Pro
Vercelli 43; Modena, Latina, Salernitana 42; Lanciano (-7) 39;
Livorno 38; Como* 30. (**) = Promosse in serie A. (*) =
Retrocesso in Lega Pro.
SPORT
Oggi
in Tv
12,00 Tennis. Torneo
Atp Roma
Sky Sport 2/3
13,05 Sport Mediaset
Italia 1
13,45 Ciclismo. Giro
d’Italia
Rai sport 1
15,10 Ciclismo. Giro
d’Italia
Raitre
17,15 Ciclismo. Giro
d’Italia, processo alla
tappa
Raitre
18,00 Tg Sport Raidue
19,00 Pallanuoto.
World League, ItaliaCroazia
Rai Sport 2
20,30 Nuoto.
Europei, sincro femm.
Rai Sport 1
20,45 Premier L. West
Ham-Manchester
United
Fox Sports
Wayne Rooney,
Manchester United
20,45 Basket. Playoff,
Milano- Trento
Rai Sport 2
20,45 Basket. Playoff,
Cremona-Venezia
Sky Sport 1
21,00 Tennis. Torneo
Atp Roma Sky Sport 2
02,00 Basket Nba.
Playoff
Sky Sport 2
Venire dopo di lui è impegnativo,
la campagna elettorale non sia
una guerra: perderebbero tutti
Questa decisione,
guarda caso, impone
una sospensione
che mi impedirà
di candidarmi alle
prossime elezioni Fifa
Giancarlo Abete
Vicepresidente
dell’Uefa
Ho deciso di dimettermi, proseguirò
la battaglia nei tribunali svizzeri
per dimostrare la mia onestà
Michel Platini
Presidente dell’Uefa
dimissionario
IL VERDETTO DEL TAS: A LE ROI SCONTO DI DUE ANNI
I possibili
successori
Fernando Gomes,
64 anni (sopra), presidente
della federazione
portoghese
Sotto, Michael van Praag
(68), numero uno
della federcalcio olandese
PAOLO BRUSORIO
Se è vero che solo chi cade può
risorgere, a Michel Platini non
resta che aspettare il 2019 per
rimettersi in piedi. E già questa
scadenza, non proprio dietro
l’angolo, dà il peso della sentenza: quattro anni di squalifica, a
partire dal 2015. Confermato
dunque il conflitto di interessi:
è il verdetto del Tas sulla vicenda che riguarda l’ex presidente
dell’Uefa e quel velenoso pagamento postdatato di 2 milioni di
franchi svizzeri ricevuti da
Blatter nel 2011 per una consulenza triennale stipulata nel
1999. Dal macigno della prima
sentenza, otto anni di squalifica, i successivi gradi di giudizio
ne hanno erosi prima due e poi
altri due fino al verdetto di ieri.
Il tribunale, si legge nelle motivazioni, «non è convinto della
legittimità di quel pagamento»
e soprattutto guarda con sospetto la tempistica: giusto 4
mesi prima delle elezioni Fifa,
quelle che vedevano in corsa
proprio Sepp Blatter e
Mohammed Bin Hamman. Insomma, non c’è la pistola fumante ma i proiettili probabilmente sì: tanto è bastato per
far cadere Le Roi. Nella sentenza ce n’è anche per la Fifa che,
pur sapendo del pagamento fin
dal 2011, non ne ha parlato al comitato etico fino al 2015. Insomma, rivelazioni a orologeria.
Svizzera come il colonnello
Sepp, infine nemico di Platini.
Prima mossa
Una decapitazione con uno
sconto che non può soddisfare
Platini. Non lo riabilita da un
punto di vista giuridico-sportivo né dal punto di vista operativo. Tanto che la prima mossa
del tre volte Pallone d’Oro sono
Fine
corsa
Sentenza definitiva:
4 anni di squalifica
per Platini. Termina
così la carriera dell’ex
presidente Uefa: “Una
profonda ingiustizia, ma
non mi fermo, dalla vita
ho avuto molte sorprese”
PHOTOPRESS
I soldi da Blatter
Quel pagamento
da 2 mln di franchi
1 Il pagamento che
ha stroncato la carriera
politica di Michel Platini riguarda una consulenza da 2 milioni di
franchi svizzeri seguita
a un accordo tra Platini
stesso e l’allora presidente della Fifa Sepp
Blatter. L’accordo fu firmato nel 1999, ma il pagamento venne effettuato solo nel 2011 alla
vigilia di una tornata
elettorale Fifa che vedeva Blatter tra i candidati e Platini, nel frattempo presidente Uefa
e nel comitato esecutivo Fifa, tra gli elettori. Il
Tas si è detto «non convinto della legittimità»
di tale pagamento.
state le dimissioni da presidente,
anche per liberare l’Uefa dall’impasse. «Prendo atto della decisione del Tas ma la vivo come una
profonda ingiustizia. Il futuro? La
vita mi ha sempre riservato belle
sorprese, sono pronto a viverle.
Proseguirò la mia battaglia davanti ai tribunali svizzeri per dimostrare la mia onestà». La giustizia ordinaria, quel percorso
fuoristrada che con l’istituzione
del Tas, il tribunale per i casi
sportivi, Platini intese scongiurare. Deroga ad personam. La sua.
Pratiche inevase
Ma che cosa succederà ora all’Uefa? Il primo passo sarà il comitato esecutivo fissato a Basilea
il 18 maggio in occasione della finale di Europa League: verrà
scritta la road map che dovrebbe
portare all’elezione del nuovo
presidente tra settembre e ottobre. Ora che Michel è a fine corsa,
partiranno le grandi manovre:
mettere d’accordo 55 federazioni
non sarà semplice, «venire dopo
Platini è molto impegnativo, spero che la campagna elettorale
non diventi una guerra, altrimenti c’è il rischio che perdano anche
24
squadre
Partecipanti
al prossimo
Europeo
di Francia
2016 (sei
gironi): una
novità
voluta
proprio
da Platini
i vincitori», dice Giancarlo Abete,
attuale vice presidente Uefa che
non ha intenzione di candidarsi
ma che di strategie se ne intende
eccome. Sul tavolo di Nyon, inevase, ci sono le pratiche che riguardano il nuovo format delle
coppe europee e il rapporto con i
club: questioni di cui i candidati
non potranno non tenere conto.
Ma chi saranno? Non l’attuale
presidente reggente (lo spagnolo
Villar), probabilmente i presidenti della federazione olandese
(Michael van Praag) e portoghese (Fernando Gomes). Pare certo
che il blocco dei Paesi dell’Est
(che ruota intorno al ministro
dello sport russo Mutko) farà la
voce grossa e anche un nome da
mettere sul tavolo. È già circolato anche il profilo di Pierluigi Collina, confermato per ora alla guida degli arbitri in Uefa: potrebbe
seguire Gianni Infantino alla Fifa
o invece scalare l’Europa.
Per ora, solo schermaglie.
Fuori Platini, è saltato il tappo.
Alla Juve, via Le Roi, presero
Magrin per sostituirlo e non andò benissimo. L’Uefa può fare
certamente di meglio.
12BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI
Carriera
interrotta
Michel
Platini,
60 anni,
fu eletto
presidente
Uefa il 26
gennaio 2007
Da giocatore
vinse tra
le altre cose
3 Palloni
d’Oro
LA STAMPA
MARTEDÌ 10 MAGGIO 2016
.
35
Basket: Avellino e Reggio Emilia ok
Tommasi rieletto n. 1 del sindacato giocatori Lite Cassano-Samp, ma Fantantonio si salva
Con 32 punti di Nunnally, Avellino batte ancora
Pistoia in casa e si avvicina alle semifinali. Anche
Reggio Emilia si è portata sul 2-0 contro Sassari. Gara
2 dei quarti dei playoff: Avellino-Pistoia 83-70 (serie 20), Reggio Emilia-Sassari 82-75 (serie 2-0). Stasera ore
20,45: Milano-Trento (Rai Sport 1, serie 1-0),
Cremona-Venezia (Sky Sport 1, serie 0-1).
Damiano Tommasi è stato rieletto per il terzo mandato
al vertice dell’Aic, il sindacato dei giocatori. Rimarrà in carica
per il prossimo quadriennio alla guida di un consiglio
direttivo di 25 membri: fra questi, anche gli juventini Giorgio
Chiellini e Leonardo Bonucci e il rossonero Riccardo
Montolivo. Per la prima volta entrano nella struttura
di vertice due donne: Chiara Marchitelli e Marta Mason.
Retroscena
MASSIMILIANO NEROZZI
TORINO
Q
uelli di Mahmoud
Dahoud, vent’anni,
centrocampista di talento del Borussia Mönchengladbach, e di Christoph Kramer, cinque anni più vecchio,
mediano del Bayer Leverkusen, non sono solo nomi annotati su un block-notes come tanti altri, ma giocatori
cui val la pena dare un’occhiata da vicino, e con una
certa urgenza: dev’essere per
questo che sabato pomeriggio «Kicker», settimanale
sportivo tedesco, ha scovato
il ds juventino Fabio Paratici
al Borussia Park, dove giocavano uno contro l’altro. Due
obiettivi con un volo. Non siamo ancora al viaggio con libretto degli assegni al seguito, perché in quei casi c’è pure l’ad Beppe Marotta, ma è
comunque una decisa manifestazione d’interesse.
Obiettivo
Talenti
André Gomes,
22 anni,
centrocampista del
Valencia e
del Portogallo
Quest’anno,
3 gol in 37
partite: costa
non meno
di 30 milioni
Mahmoud
Dahoud,
20 anni,
e Christoph
Kramer, 25,
l’anno scorso
quando giocavano insieme nel Borussia Mönchengladbach
Kramer contro Dahoud
Blitz Juve in Germania
Il ds Paratici a Mönchengladbach per la sfida
col Leverkusen: occhi sui due centrocampisti
Emergenza nel mezzo
Del resto, che a centrocampo la Juve dovrà comprare
almeno un paio di pezzi (affidabili) è fin troppo evidente,
causa infortuni. A partire da
quello di Claudio Marchisio,
che non rientrerà in servizio
permanente prima di ottobre: dunque, qualcuno davanti alla difesa ci vorrà.
Questione sanitaria pure per
Sami Khedira, costretto ai
box ora e per metà stagione, in
senso aritmetico: di 50 partite
stagionali, il tedesco ne ha giocate 25. Tecnicamente e tatticamente, un grande affare (a
zero euro), clinicamente una
sciagura. Ovvero, se Dybala
ha sostituito Tevez e Marchisio s’è preso lo scranno di Pirlo, seppur con altri spartiti,
nessuno ha dato il cambio ad
Arturo Vidal. Quel che Marot-
ta e Paratici vorrebbero appunto fare in occasione del
prossimo shopping estivo.
Sempre che resti Paul Pogba,
cosa di cui al momento è convinto il club bianconero, altrimenti bisognerebbe allungare
la lista della spesa.
Giovani e di talento
L’idea resta sempre quella del
rinnovamento, cercando di
25
Presenze
Quelle
stagionali di
Sami Khedira,
tutte da
titolare, sulle
50 gare
della Juve
Cinque gol
Tornano le cassanate dopo il derby perso dalla Samp:
Antonio Romei, braccio destro del presidente Ferrero, era
piombato negli spogliatoi accusando la squadra di poco
impegno e Cassano aveva risposto a modo suo. Tanto che
ieri il club è stato a un passo dal rescindere il contratto:
solo che Romei non ha incarichi ufficiali, ed è quindi
inapplicabile la clausola anti-cassanate.
conciliare età e talento. In questo senso, Dahoud sarebbe un
colpo deluxe, dopo una stagione da protagonista tra Bundesliga e Coppe: 41 presenze, 5
gol e 9 assist. Prezzo base dai
12 milioni di euro in su, in forte
aumento. Costa quasi il doppio
Kramer, 25 anni, un metro e 91
di gran presenza e senso tattico, davanti alla difesa. Più fisico ma meno tecnico di
Dahoud. Però, già di un altro livello di esperienza, come da
stima del ct tedesco Joachim
Löw, che gli è valsa 12 presenze
con i campioni del mondo.
Dahoud e Kramer sono stati
visionati più volte dagli osservatori bianconeri coordinati
da Javier Ribalta ma, come
sempre, pure dagli 007 di altri
club: su tutti, Borussia Dortmund e Liverpool. Insomma,
occhio alla concorrenza.
Ancora Barzagli ed Evra
A volte però, la qualità non ha
età e, nel caso della Juve, porta
al successo. Così, dopo settimane di attesa, è davvero tutto
pronto per il rinnovo di Andrea Barzagli, 35 anni e 5 scudetti: annuncio previsto domani. Negli ultimi tempi è stata
invece avviata la trattativa per
confermare anche Patrice
Evra, che farà i 35 domenica: si
discute sulla base di un biennale, l’offerta del club. Il francese,
che alla Juve s’è legato molto
(«Ho trovato una casa»), aveva
chiesto un momento di riflessione subito dopo la vittoria
dello scudetto, per l’ipotesi di
lasciare l’Italia, come scelta di
vita e famigliare. Potrebbe ripensarci e firmare con i bianconeri fino al 2018.
12BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI
FRANCESCO MANASSERO
TORINO
-6
punti
Il bilancio
del Torino
rispetto
al 2014/15
a un turno
dal termine:
ora ha 45
punti, allora
ne aveva 51
e chiuse
a quota 54
È
caos calmo al Toro, dove
la consegna è temporeggiare ancora per qualche
giorno. Ma la partita a scacchi
tra Urbano Cairo e Giampiero
Ventura prosegue. Tra rassicurazioni in pubblico - anche domenica nel pre e dopo gara col Napoli - e trame private che stanno
tessendo il patron granata e l’allenatore. Due che in 5 anni di
proficuo lavoro sono diventati
«quasi» amici fuori dal campo,
basti pensare che il primo è stato
invitato al matrimonio del secondo. Ma che non hanno ancora
trovato la forza né per dirsi addio, né per confermare il matrimonio al di là di ogni sospetto.
Seguendo il mantra degli ultimi
mesi - quasi uno scudo - dei due
anni di contratto ancora da onorare, il progetto continuerà ad
essere guidato da Ventura. Op-
Partita a scacchi
I giorni decisivi saranno quelli
vicini all’ultima sfida di campionato, nei quali il Toro ha nel
menù l’Empoli ma anche il vertice tra presidente e allenatore
più importante degli ultimi anni. Si capirà se sussistono ancora stimoli per proseguire insieme: l’idea comune è fare presto,
per non ritrovarsi a fine giugno
con la patata bollente e una
nuova sfida ancora da progettare (a pochi giorni dall’avvio della nuova stagione). Né Cairo né
Ventura ora hanno la sfera di
cristallo, ma nessuno vuole rimetterci tempo e denaro in
questa sottile «guerra» di posizioni e di dichiarazioni: è chiaro
che chi fa il primo passo diventa
LAPRESSE
Se il mio futuro sarà
granata? Ho due anni
di contratto, stiamo
già lavorando per la
prossima stagione
Giampiero Ventura
Allenatore
del Torino
la parte debole al momento della contrattazione. E come tra
moglie e marito anche l’accordo sui viveri sarebbe importante. Consapevole, il patron del
Toro, del rischio di dover pagare fino all’ultimo centesimo
(circa 2 milioni) in caso di esonero; e l’allenatore della possibilità di perdere la buonuscita.
GUGLIELMO BUCCHERI
ROMA
La storia riscritta con il Leicester campione d’Inghilterra ne racchiude altre in un effetto domino. Claudio Ranieri
era andato via da Roma dopo
una pazza sfida a Genova il
pomeriggio del 20 febbraio di
cinque anni fa: da 3 a 0 a 3 a 4
per i rossoblù a Marassi. Ha
perso la squadra, anzi, gli giocano tutti contro: così la piazza e gli umori della Capitale
con il tecnico testaccino in fuga, o quasi. Ieri, lo stesso Ranieri è tornato nella sua città
con gli onori che si devono a
un imperatore: Salone d’Onore del Coni mai visto tanto carico di entusiasmo, selfie, foto, pacche sulle spalle e la
doppia consegna, il premio in
memoria di Enzo Bearzot e la
Ranieri con Malagò (a destra)
Tutti lo vorrebbero ct
Cairo sull’ex tecnico rossonero se Ventura andrà via
Retroscena
Roma ai piedi
di Ranieri
Sarà testimonial
per i Giochi 2024
Palma d’Oro, il massimo riconoscimento sportivo italiano
(in 100 anni l’ha ricevuto solo
Marcello Lippi per il Mondiale vinto a Berlino).
Contatto con Mihajlovic
Il Toro prepara l’alternativa
pure è l’alba di una rivoluzione,
se si dà ascolto alle dinamiche di
un mercato nel quale rischia di
verificarsi un clamoroso effetto
domino di panchine. E anche ai
rumors che danno l’attuale tecnico granata non più così persuaso dall’idea di lavorare ancora in una piazza sempre più critica sul suo operato e con un gruppo che pare non seguirlo più con
la stessa attenzione di una volta.
LASCIÒ FRA LE CRITICHE
L’aiutino di Berlusconi
Entrambi intanto stanno approfondendo un piano B. Quello
di Urbano Cairo prevede Sinisa
Mihajlovic in cima alla lista dei
desideri: sì, proprio il tecnico
fresco di esonero dal Milan che
è sempre piaciuto all’imprenditore piemontese. I due si sono
sentiti un paio di volte, parlando
già di ingaggio: un milione all’anno (contratto biennale), sperando in un «aiutino» dei rossoneri (difficile, in verità) con cui il
serbo è sotto contratto fino al
2017. Per Ventura invece rimane in piedi il sogno Nazionale,
anche se il suo nome è nella lista
B, dietro a Montella e a Di Francesco. E più concretamente
l’opportunità Cagliari, piazza
che ha già frequentato con soddisfazione reciproca in passato.
12BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI
In cerca
di rilancio
Sinisa
Mihajlovic,
47 anni,
in Italia
ha allenato
Bologna,
Catania,
Fiorentina,
Sampdoria
e Milan:
è stato
esonerato
dopo il ko
con la Juve
Il Ranieri in fuga ha lasciato
spazio all’allenatore più corteggiato. Primo: il tecnico re
della Premier League con un
club partito per strappare la
salvezza sarà uno dei testimonial di punta della candidatura di Roma 2024. Secondo: a Ranieri i vertici della Federcalcio, ma non solo (ieri i
segnali si sono sprecati), affiderebbero la panchina dell’Italia per il dopo-Conte, ma
ogni tentativo è caduto nel
vuoto. «Ranieri è il nome che
tutti vorrebbero, ma - così il
presidente del Coni Giovanni
Malagò - giustamente vuole
assaporare la Champions League da campione d’Inghilterra e la Premier per difendere il titolo. Penso abbia ragione da vendere...». Niente
Nazionale, dunque. Una risposta già data da Ranieri ai
primi sondaggi del numero
uno della Figc, Tavecchio.
«Non fa per me. Resto dove
sono e spero di farlo per tanti
anni ancora. L’Italia - spiega farà bene agli Europei, c’è
Conte, preparato e carismatico: dopo l’avventura in
Francia lo aspetto in Premier, noi italiani siamo rispettati perché capaci...».
Applausi e foto: i tempi dell’indifferenza di Roma sono
alle spalle. «Ma io sono sempre lo stesso», dice.
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1
36 .Sport
STAMPA
.LA
MARTEDÌ 10 MAGGIO 2016
Il Giro diventa mondiale
Per l’edizione 2018
c’è l’idea Giappone
Contatti già avviati per le prime quattro tappe
e la scalata del Fuji: affare da oltre 35 milioni
Retroscena
GIORGIO VIBERTI
INVIATO A CATANZARO
Il leader
D
Il Giro riparte
oggi
da Catanzaro
con il tedesco
Kittel (foto)
maglia rosa
con 9”
su Dumoulin
e 15” su
Amador
Nibali è a 28”
PARTNERS - Torino
27.0 35.3
50.7 64.8 79.0 91.2 104.1
126.0
150.4 163.4
181.1
7 - Praia a Mare
127 - San Nicola Arcella
98 - Santa Maria del Cedro
GPM
378 - San Pietro
GPM
409 - Bonifati
139 - Svinc. di Paola
R
12 - Torremezzo di Falconara
7 - Amantea
3 - Nocera Scalo
125 - Catanzaro
206 - Svinc. Marcellinara
9.8
Rai Tre
ore 15:00
18 - Guardia Piemontese Marina
Catanzaro-Praia a Mare (200 km)
4ª
39 - Svinc. di Lamezia Sud
16 - Marinella
opo le prime tre tappe
in Olanda, il Giro è
rientrato in Italia per
riprendere oggi con la 4a tappa Catanzaro-Praia a Mare. Il
grande successo riscosso all’estero dalla Corsa Rosa ha
alimentato nuove insistenti
voci su un altro progetto straniero, questa volta davvero
senza precedenti. Non riguarda l’edizione 2017, che essendo
la n° 100 verrà disputata e celebrata in patria. Per il 2018 si
parla invece di una partenza
straordinaria in Estremo
Oriente, dal Giappone, con un
suggestivo gemellaggio tra il
Monte Fuji e lo Zoncolan. Si
tratterebbe del 13° via all’estero, ma sarebbe il primo fuori
dall’Europa. Un tentativo simile era già stato fatto per il
2012: sembrava fatta per la
Grande Partenza da Washington, poi il business saltò in
extremis. Si sentì poi parlare
di Dubai e Qatar, senza tuttavia che si arrivasse a concretizzare. L’ipotesi Giappone sa-
rebbe già invece molto avviata e
mancherebbero soltanto le ultime firme per avere l’ufficialità.
Due giorni di riposo
Fra gli intermediari del progetto c’è Enzo Cainero, il vulcanico
manager friulano che fece scoprire al Giro il Monte Zoncolan,
diventato presto una delle salite simbolo della Corsa Rosa.
Proprio la terribile montagna
della Carnia dovrebbe rappresentare l’epilogo decisivo dell’edizione 2018, che si aprirebbe
con 4 tappe in Giappone, una
delle quali sul Fuji, la
montagna più alta nel
Paese del Sol Levante
(3776 metri). Mauro
Vegni, il direttore del
Giro, si sarebbe già
recato nella Prefettura di Shizuoka per definire l’accordo con il
governatore Kawakatsu. Il patron avrebbe
poi chiesto all’Uci due
giorni di riposo subito dopo le tappe giapponesi per permettere alle squadre di
rientrare in Italia e di
assorbire almeno in
parte gli effetti delle
14 ore di volo e del jet
lag. Il business complessivo sarebbe superiore ai 35 milioni
di euro, compresi i
ANSA
rimborsi spese per le
squadre: da 250 a 500
mila euro a team (è uno dei nodi
ancora da sciogliere). A supportare il progetto ci sarebbe
anche l’Asatsu-DK, agenzia
pubblicitaria giapponese in
grado di coinvolgere numerosi
sponsor. Va ricordato che il Giro da anni ormai viene trasmesso anche dalla tv nazionale del
Giappone, Paese nel quale sono
in costante ascesa sia la passione dei tifosi sia gli interessi
commerciali legati all’industria
della bicicletta, vero motore di
tutta l’operazione.
12BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI
TENNIS: SU OTTO ITALIANI PASSA SOLO SEPPI
Roma, ecatombe azzurra
Fognini: “Ero senza idee
Giocare in casa è diverso”
STEFANO SEMERARO
ROMA
In campo Fabio Fognini ieri
si è divertito molto, ma dopo, quando l’hanno fatto giocare sul vecchio centrale, il
«Pietrangeli», come aveva
chiesto alla vigilia. Peccato
che si trattasse dell’esibizione fra tennisti e calciatori
della Roma, Totti e De Rossi
compresi, organizzata da
Roma Cares. Che peraltro
Fabio ha vinto, in coppia con
Alessandro Florenzi, prendendo la giornata con molta
filosofia («Be’, almeno un risultato l’ho fatto»).
Delude anche la Errani
Prima, nel match che contava, l’esordio negli Internazionali d’Italia perso in due set
(6-1 7-6) contro lo spagnolo
Garcia Lopez, n. 51 Atp, Fabio
invece ha masticato amaro. E
non solo per il risultato. «Il direttore del torneo aveva detto delle cose, poi non le ha rispettate, così ho giocato sul
Centrale, a una certa ora, su
un campo molto veloce. Ma
aggrapparsi a queste cose sarebbe demenziale. La verità è
che ho giocato male, sciupando le occasioni che ho avuto,
senza un’idea. Devo accettarlo e andare avanti. Anche perché ho promesso di stare buono e a volte è giusto andare oltre il tennis senza farsi rovinare l’umore per una partita». A franare ieri del resto
non è stato solo «Fogna», ma
(quasi) tutta l’Italia in campo:
su otto azzurri si è salvato solo
Seppi, vincitore su Vasek Pospisil, mentre è volata fuori anche Sara Errani, la finalista del
2014 vittima, oltre che della n.
55 Wta Heather Watson, di un
attacco d’ansia che le ha letteralmente tolto il fiato nel primo
set. «Mi è capitato altre volte,
qui a Roma e a Parigi, è colpa
della tensione», ha spiegato
con l’occhio cupo dopo il crollo
del terzo set (6-4 3-6 6-0).
Le sconfitte più brucianti
A quarant’anni dalla vittoria di
Panatta, Roma continua a fare
male agli italiani? «Non ho perso per la tensione - nega Fognini -, però è vero che giocare in
Italia è diverso, lo senti. E se
mi chiedete quale sconfitta mi
brucia di più fra questa e quella di Madrid la risposta è scontata». E dolorosa.
12BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI
Così nel 1° turno
1 Uomini: Garcia Lo-
pez-Fognini 6-1 7-6,
Seppi-Pospisil 7-6 7-6,
Raonic-Cecchinato 6-4
4-6 6-4, Sousa-Sonego
6-7 6-3 7-5, Kyrgios-Caruso 6-1 6-2. Donne:
Watson-Errani 6-4 3-6
6-0, Safarova-Schiavone 6-3 6-2, StrycovaKnapp 6-2 6-2.
ALPINI, ITALIANI, PARTIGIANI:
NOMI, DESTINI, EROISMI
DI UNA GENERAZIONE CHE HA
COMBATTUTO PER LA LIBERTÀ
Partigiani Penne Nere è uno dei libri più importanti
mai pubblicati sulla storia della Resistenza
italiana. Importante perché scritto da uno dei più
autorevoli comandanti partigiani del Nordovest,
fondatore di una del 1° Gruppo Divisioni Alpine.
Importante perché quel comandante era un ufficiale
degli Alpini, che nei giorni successivi all’8 settembre
1943 scelse di continuare a combattere, contro gli
invasori tedeschi e contro la Repubblica di Salò. Fino
alla loro definitiva sconfitta. Fino alla Liberazione.
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LA STAMPA
MARTEDÌ 10 MAGGIO 2016
Intervista
GIULIA ZONCA
INVIATA A LONDRA
Sport .37
.
Giorgio, beato tra le donne (vincenti)
“Noi uomini siamo stati uno choc”
Europei di nuoto, Minisini in gara nel sincro: “Mi sento un poster vivente”
Italia esce dall’acqua di
Londra con un bronzo
dopo un solo giorno di
Europei. Arriva una medaglia
nella piscina dove siamo naufragati alle Olimpiadi, per giunta nel sincronizzato: la squadra
non si era neppure qualificata
4 anni fa e ora ha il pass per Rio
e un podio all’attivo. Il terzo posto nel team tecnico è solo l’inizio, ci sono 9 gare e la possibilità di fare l’en plein. È una nuova era e Giorgio Minisini, primo sincronetto maschio della
Nazionale, è un esperto di frontiere inesplorate.
Sintonia
L’
Giorgio
Minisini
e Mariangela
Perrupato,
bronzo
nel duo misto
libero ai
Mondiali
di Kazan
8
ore
L’allenamento
medio
quotidiano
della Nazionale di sincro,
sei giorni
su sette
Che sta succedendo?
«Le ragazze sono bravissime, lo
erano anche prima. Ora c’è persino più energia perché i giudici
sono un po’ usciti dagli schemi
fissi: credo dipenda in parte an-
che è giudice di gara».
Le compagne la coinvolgono in
sessioni di trucco?
«A volte urlano "vieni qui che ti
facciamo le unghie". Io scappo».
Altri suoi colleghi però amano gli
occhi bistrati e le paillettes.
«Non mi piace eccedere sulla
teatralità, evito costumi eccessivi. Il nostro sport è simile al
pattinaggio artistico, in bilico
tra show e agonismo: spingere
troppo in una direzione è rischioso. Il bello è che siamo pionieri, sta a noi dare una faccia
alla specialità».
Crede che i ragazzi debbano ancora superare l’imbarazzo?
«Vedo bambini di 5 o 6 anni in piscina. A quell’età è tutto naturale, prima non li facevano provare,
oggi sì e i genitori non sono più in
difficoltà. La pubblicità aiuta».
Si sente un poster?
Le ragazze sono
bravissime, lo erano
anche prima. Ma con
noi però c’è persino
più energia perché
i giudici sono un po’
usciti dagli schemi fissi
che dall’arrivo del doppio misto».
Avete sconvolto le gerarchie?
«Li abbiamo obbligati a guardare fuori dai soliti canoni. Sul
podio non si vedono più sempre
le stesse squadre ed è un bene
pure per il pubblico. Come può
aumentare l’interesse se la
gente vede nazionali che festeg-
Le mie compagne
ogni tanto cercano
di dipingermi
le unghie ma io scappo
Giorgio Minisini
Primo sincronetto maschio
della Nazionale
giano il sesto posto come la vittoria? Però se sai che quello è il
tetto la vivi così. Invece adesso
si è risvegliata la competizione.
Siamo stati uno shock per un
mondo abituato a muoversi
molto lentamente».
Come si vive in un mondo di sole
donne?
«Quando lavoriamo non c’è differenza. Otto ore al giorno, a
volte nove, per sei giorni su sette: è un massacro che non prevede sfumature. Nel tempo libero a volte loro si fanno più
paranoie del dovuto, ogni problema si gonfia di chiacchiere.
Noi ragazzi siamo più semplici,
lasciamo correre».
È diventato il confidente del
gruppo?
«Sono un buon ascoltatore. Mi
sono allenato con la squadra junior preparata da mia madre e
dalla mia fidanzata».
Altro gineceo.
«Per le chiacchiere tra maschi
dovrei aspettare una generazione. Mi sostiene mio padre
A Londra bronzo
per il team tecnico
1 Le ragazze del te-
am tecnico vincono il
bronzo con 88.9053
punti. L’oro è della Russia in 94.0994, l’argento
è dell’Ucraina.Oggi il
sincro punta alla seconda medaglia con il libero di Linda Cerruti (terza
dopo il preliminare) dalle 17,30. Dalle 20,30
(Raisport ed Eurosport),
i tuffi degli uomini da
un metro con Tocci.
«Un po’, però io non sono mai
stato imbarazzato, solo entusiasta e sono felice che il messaggio sia stato recepito. Questi
Europei sono importanti. Bisogna continuare a farsi vedere e
dopo i due bronzi mondiali vogliamo migliorarci».
Perché non ci sono uomini negli
esercizi di squadra?
«È l’anno olimpico, non si rompono gli equilibri. Ci vuole tempo. Quando il sincronetto smetterà di essere una curiosità si
apriranno altre porte».
Come le Olimpiadi?
«Dipende da noi. Più interesse
c’è, più sarà facile. Tra quattro
anni sarebbe un sogno, tra otto è
possibile. Siamo ancora pochi».
12BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI
12345
6789ABC3DE367FF23ED LA STAMPA PARTIGIANI PENNE NERE di Enrico Martini Mauri
NOMI, DESTINI, EROISMI DI UNA GENERAZIONE CHE HA COMBATTUTO PER LA LIBERTÀ
DA VENERDÌ 13 MAGGIO
IN EDICOLA
67
LA STAMPA
REDAZIONE DI NOVARA
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E-MAIL [email protected]
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L’H2O di Orta San Giulio
Un fronte
perturbato è
transitato nella
notte e un
secondo giungerà in serata,
più attivo
domani con
piogge anche
intense.
Hotel H2O
Tutti assolti
Sassi sulla statale
Disagi a Fondotoce
Tutti assolti perché «il fatto
non sussiste»: è la sentenza
d’appello ieri mattina nel processo per abuso edilizio all’ex
sindaco di Orta, Fabrizio Morea assieme all’ex assessore all’edilizia Giorgio Pozzi e alla responsabile dell’ufficio tecnico, Antonella Zanetti. La vicenda riguarda l’ampliamento
dell’albergo «H2O» di Orta.
Disagi al traffico, ieri, a Fontotoce. Dopo le 9 terriccio e sassi
si sono staccati dalla parete
cadendo sulla statale: due auto colpite senza grossi danni.
Durante il sopralluogo di pompieri, vigili urbani e geologo la
strada è rimasta a senso unico,
con deviazione obbligatoria
verso Bieno per chi usciva da
Verbania. I lavori proseguono
oggi: possibili nuovi disagi.
Laugeri e Giordani A PAGINA 43
L’intervento dei pompieri
E PROVINCIA
MARTEDÌ 10 MAGGIO 2016
LA MANIFESTAZIONE È IN PROGRAMMA SABATO POMERIGGIO
Forza Nuova sfila a Sant’Agabio
Sindaco e Anpi chiedono lo stop
Gli studenti dell’Uds stanno organizzando un contro-corteo
12° 17°
Oggi
Nuvoloso con
pioggia fino al
mattino, ma in
attenuazione
fino a cessare;
ripresa delle
piogge in serata.
ALPINI, ITALIANI, PARTIGIANI
Verbania
NOVARA - VCO
Che
tempo
fa
Situazione
Orta San Giulio
13° 15°
Domani
Nuvoloso con
piogge e rovesci
anche intensi,
con qualche
pausa al mattino, ma ripresa
nel pomeriggio
di piogge
intense.
11° 20°
Giovedì
Nuvoloso con
piogge e rovesci
fino al primo
mattino, in
seguito in parte
o abbastanza
soleggiato con
locali rovesci.
12345
BARBARA COTTAVOZ
NOVARA
Forza Nuova annuncia una
manifestazione su immigrazione e sicurezza a Sant’Agabio e di colpo sale la tensione
in città. L’Unione degli studenti organizza un controcorteo, il sindaco scrive al prefetto, l’Anpi si rivolge anche al
questore.
Il motto è «Ordine contro il
caos» e il ritrovo è sabato alle
15,30 in via Casorati: il corteo
di Forza Nuova sfilerà sino a
piazza Brustia dove il segretario nazionale Roberto Fiore
terrà un comizio. «Abbiamo
scelto Sant’Agabio perché ha
il più alto tasso di immigrati dice il segretario provinciale
Stefano Sacchetto - e qui ha
vissuto addirittura un terrorista dell’Isis. Chiediamo più
controlli e la fine dello sfruttamento dei profughi a vantaggio delle cooperative che li
ospitano. Nessuna provocazione: sono dati di fatto».
Non la pensa così il presidente dell’associazione dei
partigiani Massimo Bosio:
«Chiederemo alle autorità
che la manifestazione non
venga autorizzata. Sant’Agabio ha problemi ma anche positive esperienze di integrazione. Il corteo rappresenta
un affronto a Novara che ha
dato un contributo alto e qualificato alla Resistenza». Sulla
S. Sacchetto
Sarà a Novara il segretario nazionale di Forza Nuova
V. Angellotto
Lista nazional-socialista a Soriso
1 È stata ammessa alle consultazioni amministrative di Soriso
la lista del Movimento nazionalista e socialista dei lavoratori, per
cui era stato verificato dove erano state depositate le firme dei
candidati. La lista è guidata da
un imprenditore di Busto Arsizio,
Carlo Rola, ed è formata da candidati della provincia di Varese.
«Ogni volta che presentiamo le
nostre liste - dice Rola - c’è chi,
prima di avere valutato con attenzione le carte e la situazione,
grida allo scandalo, avanza eccezioni pretestuose e infantili, e dà
giudizi superficiali e affrettati, illudendosi che questo sia sufficiente per potere arbitrariamente impedirci di esercitare il nostro diritto di partecipare a democratiche elezioni».
[M.G.]
stessa linea il Pd: «Novara non
merita l’umiliazione di una nostalgica sfilata che inneggi alla
discriminazione e alla segregazione».
Ieri mattina il sindaco Andrea Ballarè ha scritto al prefetto esprimendo le sue preoccupazioni in merito all’ordine
pubblico e invitandolo a considerare la possibilità di non autorizzare la manifestazione. Immediata la replica di Sacchetto:
«Come qualsiasi altra nostra
manifestazione, sarà eseguita
con ordine. Se ci fosse paura
per possibili problemi basterebbe bloccare le cause, ovvero
il corteo organizzato per contestare la libertà della nostra parola, diffuso sui social con frasi
poco democratiche». Il riferimento è all’iniziativa dell’Uds
che ha lanciato la pagina Facebook «Difendiamo Sant’Agabio» e una contro-manifestazione: «In questo quartiere, nonostante le difficoltà, si è sempre
diffuso il verbo dell’inclusione»
ha scritto Vincenzo Angellotto.
Sono preoccupati i ragazzi
del centro culturale islamico di
via Della Riotta: nelle scorse
settimane era stata portata via
la targa sulla strada. «La manifestazione è ufficialmente una
provocazione - dice il portavoce
Mohamed Hamad -. Temiano
che gli animi vengano aizzati
ancora di più contro di noi».
12BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI
Intervento dei carabinieri
ARIZZANO
Aggressione
nella comunità
di recupero
Una denuncia
Il litigio all’interno della comunità di recupero Crisalide
di Arizzano è degenerato e
quando è spuntato un coltello il personale ha chiamato i
carabinieri. È stato denunciato un uomo di 45 anni (residente ad Arona), ospite in
regime di arresti domiciliari,
che aveva appena litigano
con un ucraino. Avrebbe cercato di aggredirlo per poi minacciarlo con la lama, sequestrata. Sempre i militari del
Nor, in questo caso insieme ai
colleghi della stazione di Gravellona, hanno denunciato
una persona del 1984 che
aveva sfondato la porta d’ingresso del container di servizio del campo sportivo della
Voluntas Suna. All’arrivo
delle pattuglie l’uomo si è sfilato il passamontagna, tentando di nasconderlo, e ha
aggredito i carabinieri. Due i
reati contestati: resistenza e
tentato furto aggravato.
12BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI
12345
40 .Novara e provincia
STAMPA
.LA
MARTEDÌ 10 MAGGIO 2016
In breve
IERI LA SVOLTA ALL’INCONTRO FRA I SINDACATI E L’AZIENDA DI CORSO RISORGIMENTO
Tamini, ora Terna apre alla trattativa
Giovedì la giornata cruciale a Roma: doppio incontro con la società e il ministero
MARCELLO GIORDANI
NOVARA
Ancora nessun accordo ancora tra sindacato e Tamini
Trasformatori ma il gruppo
Terna entra nella partita. Ha
convocato i rappresentanti
sindacali a Roma e la trattativa fa un passo avanti. E’ questa la svolta che è emersa ieri, dopo un incontro-fiume
che si è tenuto nella sede dell’Associazione Industriali di
Novara.
Gli esponenti sindacali
(Marco Ticozzi e Francesco
Campanati per la Cgil, Umberto Zilio per la Cisl e Sergio Busca per la Uil) hanno
ribadito la necessità che
l’azienda ritiri i 48 procedimenti di mobilità aperti il
primo di aprile. I rappresentanti dell’azienda hanno replicato che Tamini è disponibile, anzi vuole trovare una
soluzione, ma i numeri definitivi sui «tagli» li farà quando sarà certa della conclusione positiva della trattativa.
Una risposta che non ha
ancora soddisfatto il sindacato che però può incassare
l’apertura fondamentale da
parte di Terna. Il gruppo, che
controlla la Tamini, finora
aveva sempre dichiarato che
la vertenza novarese era separata da Terna e che andava condotta soltanto dalla so-
ché a Roma si svolgeranno due
incontri cruciali. Alle 16 i sindacalisti verranno ricevuti dai
rappresentanti di Terna, alle
19 la vertenza Tamini verrà discussa nell’ambito del ministero dello Sviluppo economico.
Domenica, ultimi giorno
Gli operai della Tamini durante una manifestazione in centro a Novara
cietà proprietaria dello stabilimento di corso Risorgimento.
Lavoratori e sindacato più volte hanno invece chiesto l’intervento di Terna, e in particolare
della presidente «novarese»
Catia Bastioli, perché un gruppo così ampio ha tutte le possibilità di assorbire i lavoratori
in esubero.
Ieri è arrivata, a sorpresa, la
notizia della convocazione dell’incontro, in programma per
giovedì: sarà una data decisiva
per le sorti dei dipendenti per-
IL VENTENNE ERA GIÀ STATO FERMATO AD APRILE
Rapina un passante per 15 euro
Condannato a un anno e 4 mesi
Lo ferma per strada e, dopo
avergli stretto un braccio, lo
costringe a consegnargli il
portafogli che teneva nel
marsupio. Vittima della rapina un giovane novarese bloccato domenica intorno alle 15
in via Solferino a Novara.
La scenata in strada
Si è trovato di fronte Ahmed
Bouregba, 20 anni, residente
in frazione Lumellogno, già
arrestato a metà aprile perché, armato di bastone, aveva seminato il panico in corso Cavour insultando passanti e commercianti e pic-
Era stato arrestato dalla polizia
Il negozio di piazza Cavour chiude il 31
«I lavoratori Oviesse restino a Novara»
1 Il 31 maggio l’Oviesse chiude il negozio di piazza
Cavour. Il sindacato ha chiesto un incontro con l’azienda
per trovare sbocchi occupazionali per i sei dipendenti
negli altri due negozi di Novara o nei centri vicini mentre
Oviesse ha offerto solo l’alternativa di Torino e del suo
hinterland. Intanto ha aperto la procedura di mobilità
per tutti e sei.
[M.G.]
Domenica scadono i termini
perché la trattativa possa essere condotta a livello locale.
Da lunedì si passerà in sede regionale, con trenta giorni di
tempo a disposizione prima
che scattino i licenziamenti veri e propri.
A questo punto però la vicenda si gioca questa settimana e il sindacato appare cautamente ottimista: «Intanto - dicono Ticozzi, Zilio e Busca - c’è
la novità dell’incontro con Terna. La stessa Tamini poi ha
detto di volere concludere in
modo positivo la vertenza, che
ormai si trascina da quaranta
giorni, e sta pesando moltissimo sui lavoratori, per gli scioperi a singhiozzo. Secondo noi
ci sono i margini per riuscire a
trovare un accordo e ricollocare i dipendenti. Sarà fondamentale quello che ci dirà Terna. Poi al ministero del Lavoro
siamo pronti a discutere anche
per tutta la notte e la giornata
di venerdì, l’importante è riuscire a salvare i posti».
12BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI
chiando bastonate contro le
vetrine dei negozi: il giovane di
origine marocchina è stato inseguito e arrestato nuovamente da una Volante della polizia, che si trovava già in zona
per i controlli del territorio.
Con sé aveva il portafogli rubato al passante, contenente
15 euro. E per 15 euro ieri mattina, alla direttissima, ha rimediato una condanna a 1 anno e 4 mesi di reclusione con la
condizionale e, stavolta, il nullaosta all’espulsione.
Una condanna che si aggiunge ai 10 mesi già inflitti
qualche settimana fa per resistenza a pubblico ufficiale. Assistito dall’avvocato d’ufficio
Pier Antonio Galimberti, ha
negato l’aggressione: «Lui ha
aperto il marsupio e io ho preso i soldi al volo, senza neanche toccarlo».
[M. BEN.]
12BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI
INCIDENTE PROBATORIO PER L’AMICO
Chiesto“anticipo” dell’udienza
al processo contro Sansarella
Novara
Scenata in ospedale
Accusato di lesioni
1 Entra al pronto soccorso
e dà in escandescenza aggredendo e insultando i presenti
e sferrando calci e pugni ai
poliziotti intervenuti. L.R., 35
anni, di Novara, è finito nei
guai per resistenza a pubblico ufficiale e lesioni nei confronti del personale di servizio all’ospedale.
[M.BEN.]
Novara
Fermato con dosi
di marijuana
1 Lo
fermano in centro a
Novara, nella notte fra sabato e domenica, e lo trovano
con alcuni involucri di marijuana, confezionati in modo
tale da far ritenere che si
trattasse di dosi pronte a essere vendute. Ad essere controllato dagli uomini delle
Volanti della polizia un ventenne italiano residente in
città.
[M.BEN.]
Novara
Pestaggio fuori dal bar
«Ci siamo difesi»
1 Hanno chiesto la scarce-
razione, o una misura cautelare meno grave, i legali dei
tre albanesi arrestati il 10
aprile per il tentato omicidio
davanti al «Public House» di
via Bonomelli. Ieri l’udienza
al Tribunale del Riesame di
Torino, che si è riservato di
decidere. Per il pestaggio,
che ha visto vittima un rom
cliente del bar, sono detenuti
i fratelli Edmond e Regen
Likaj, il primo gestore di fatto
del locale, e il cugino Erald, di
passaggio in città. Si difendono dicendo che hanno reagito
all’aggressione da un gruppo
di nomadi che picchiava la
serranda con una chiave inglese. L’aggredito, nel frattempo, è stato dimesso dall’ospedale.
[M.BEN.]
Novara
Un anticipo di processo per
l’omicidio di Andrea Gennari,
il tifoso del Novara assassinato e poi sepolto nei boschi
dall’amico Nicola Sansarella,
il 17 dicembre. Il pm Mario
Andrigo ha chiesto al gip l’incidente probatorio per verbalizzare ora, in fase di indagine, la testimonianza di
Christian Guerrini, coindagato per occultamento di cadavere. L’obiettivo è fissare
definitivamente le sue dichiarazioni essendo l’uomo senza
una dimora stabile e soprattutto temendo gli inquirenti
che col tempo possano diven-
tare più lacunose e confuse.
Secondo la Procura l’uomo
ha fornito un supporto logistico all’assassino, pur non avendo assistito (così sostiene) all’aggressione. Lui e Sansarella, detenuto a Ivrea, non si sarebbero accorti della gravità
delle condizioni di Gennari,
motivo per cui non hanno
chiamato i soccorsi. Quella sera, in base a quanto ricostruito dai carabinieri, c’era stato
un violento litigio: Sansarella
non voleva che Gennari si
mettesse alla guida ubriaco
per andare a casa.
[M. BEN.]
12BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI
Molesta la sorella
della sua compagna
1 Entra all’alba a casa del-
la compagna, sapendo che lei
non c’è e la porta non viene
chiusa a chiave, e molesta la
sorella minorenne della donna, sorprendendola a letto
mentre dormiva. Un trentenne marocchino di Trecate,
M.C., è stato denunciato per
violenza sessuale, lesioni e
violazione di domicilio. I fatti
sono avvenuti a Novara; vittima una studentessa di 16 anni che è riuscita a divincolarsi e chiudersi in bagno.[M.BEN.]
12345
LA STAMPA
MARTEDÌ 10 MAGGIO 2016
.
Novara città .41
IERI IL SIT-IN DAVANTI AL MUNICIPIO
Gli ambulanti sfidano Ballarè
“Subito il rinvio del canone”
ROBERTO LODIGIANI
NOVARA
Blocco del traffico in viale
Dante, il corteo di protesta
lungo via XX Settembre e sit
in rumoroso sotto le finestre
del municipio: è stata una
mattinata movimentata,
quella di ieri in centro città,
per la manifestazione promossa dai commercianti del
mercato coperto del settore
generi vari.
«Di fatto abbiamo scioperato per una mattinata - dicono i portavoce del comitato di
gestione -. La manifestazione
era stata regolarmente autorizzata e non è stata un’iniziativa a sorpresa».
Ieri la consegna del contributo a Neurochirurgia e Oncologia
DA FONDAZIONE BPN, AZIENDE E PRIVATI
Donazioni per 350 mila euro
in una settimana al Maggiore
Nuove tecnologie e ricerche
Insieme in centro storico
Blocco del traffico, corteo lungo via XX
Settembre e infine il sit-in sotto le finestre del
municipio: mattinata movimentata, ieri, con
la protesta dei titolari dei banchi di generi vari
Dallo scorso luglio
Gli operatori del commercio
ambulante dal luglio scorso
sono rientrati nel restaurato
edificio del mercato coperto
di viale Dante dopo il trasferimento temporaneo in via
XX Settembre, reso necessario per completare i lavori di
recupero strutturale: «Siamo rientrati nella sede abituale dopo 18 mesi di “esilio”,
per così dire - dicono gli operatori dei generi vari - e i
giorni di apertura sono stati
aumentati a 6 giorni alla settimana, con orario che va
dalle 7 alle 13,30, invece dei
precedenti tre giorni del lunedì, giovedì, sabato. La
clientela però non è ancora
ben al corrente di queste novità e le vendite quindi non
sono soddisfacenti».
Il valore suggerito
Dopo consultazioni e varie
ipotesi, l’idea del sit in per
rendere pubbliche le richieste: «Chiediamo che l’aumento del canone di concessione dei banchi del mercato
venga rinviato. I 130 euro al
metro quadrato sono eccessivi». Per chiarire le motivazioni della protesta una delegazione di commercianti è
stata ricevuta dal sindaco
Andrea Ballarè e dall’assessore comunale al Commercio
Sara Paladini che fa presente: «L’aumento del canone di
concessione è giustificato
dalla perizia asseverata dell’agenzia del Territorio: il valore suggerito variava tra 130
e 204 euro. E’ stato scelto il
livello minimo, appunto 130».
L’ipotesi del 31 dicembre
Il rinvio dell’aumento al 31 dicembre 2016 è stato proposto
dall’assessore Paladini ma i
commercianti non sembrano
aver accolto la proposta: «Solo
nove commercianti su 61 - dice
l’amministratrice - hanno presentato la documentazione in
grado di giustificare con adeguati parametri economici il
calo del giro d’affari».
Continua Paladini: «Se dovessero decidersi a dimostrare con elementi certi le difficoltà, si potrebbe deliberare in
tempo utile il rinvio dell’aumento».
«Strategia da cambiare»
L’assessore cita anche un altro
elemento di dissidio interno
tra i commercianti del mercato coperto: «Non è stata accet-
tata nemmeno la possibilità di
destinare il 50 per cento dei
canoni di concessione versati,
una somma pari a 50 mila euro, per avviare adeguate campagne di promozione e comunicazione. Non viene compreso che senza la dovuta “pubblicità”, il numero dei frequentatori del mercato coperto non
aumenterà».
12BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI
MARIA PAOLA ARBEIA
NOVARA
E’ gara di donazioni all’ospedale Maggiore e con alcuni
progetti inediti. Un esempio:
chi ha acquistato un’auto nel
2015, grazie all’iniziativa di
«Peugeot Locauto Due» e
«Peugeot Automobili Italia»,
ha contribuito all’assegno
donato ieri ai reparti di Neurochirurgia e Oncologia. A ricevere i 6.500 euro c’erano i
primari Gabriele Panzarasa
e Oscar Alabiso. Il primo, con
lo staff, persegue l’obiettivo
di acquisire una Tac intraoperatoria. Il secondo potrà
approfondire alcuni rami di
ricerca sui tumori.
Tende e padiglioni raffrescati
Ecco il piano per combattere l’afa
Un sistema di raffrescamento dei padiglioni che costa
123.100 euro più Iva, tende
elettriche su tutti i finestroni
esposti al sole (36 mila euro,
saranno installate dal 19
maggio), 40 mila euro di arredi che comprendono una
fornitura di carrelli a moneta, per girare tra le bancarelle come al supermercato. Sono i principali investimenti
decisi dal Comune per rendere più funzionale il mercato
coperto di viale Dante: in totale, un budget di oltre 200
mila euro.
La struttura è stata inaugurata il 2 luglio 2015, dopo
l’impegnativo restauro. Fin
dalle prime settimane erano
però emersi alcuni problemi,
come sempre capita dopo un
trasloco.
In Comune ci hanno lavorato per mesi, individuando le risorse che in parte derivano dai
risparmi del finanziamento
«Pisu» e per il resto sono stati
stanziati dalle spese correnti.
L’intervento più importante
è contro la calura estiva. Visto
il volume dei padiglioni e il
continuo viavai, l’aria condizionata era impraticabile per i
costi spaventosi. È stata individuata una tecnologia diversa: sfrutta il principio adiaba-
tico, con la posa di «pannelli
evaporativi» che funzionano
come estrattori di calore. È
stato pubblicato un avviso
d’indagine di mercato per individuare operatori da invitare
alla procedura negoziata: ci si
può fare avanti entro il 23 maggio. L’impianto sarà in funzione prima dell’estate.
Oltre ai carrelli, gli arredi
comprendono panchine, portabiciclette e pannelli informativi da posizionare nei cortili e
negli ingressi, con la mappa
del mercato e l’elenco delle attività. I braccetti per la chiusura automatica delle porte sono
stati già installati. Poi c’è la
promozione: da lunedì prossimo sarà online un sito internet
dedicato e non avrà costi perché gestito direttamente dal
Ced comunale. È già partita
una campagna pubblicitaria
sugli autobus.
[C. B.]
12BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI
Ben 350 mila euro, tra macchinari e fondi, sono arrivati in
meno di una settimana al Maggiore. Nei giorni scorsi con
Fondazione Bpn per il Territorio la consegna della nuova apparecchiatura per Medicina
nucleare, la «Gamma Camera
Spect» modello Symba Evo: la
prima in Italia, valore 340 mila
euro. Franco Zanetta, presidente della fondazione, al primario Gian Mauro Sacchetti e
staff: «Siamo certi che farete
buon uso di questa attrezzatura. L’ospedale è un riferimento
per tutto il territorio e va sostenuto».
Nelle altre specialità
Dalle auto e dall’officina
La struttura di viale Dante
Alla Medicina nucleare
Massimo Lovera, presidente
del consiglio d’amministrazione della concessionaria
«Locauto Due» (sede a Lumellogno), con Debora Minelli e Massimiliano Gnocchi
ha sottolineato l’originalità
della raccolta fondi: «Per ciascuna auto venduta lo scorso
anno, noi accantonavamo 10
euro e altrettanto faceva
Peugeot Italia. Alcuni singoli
clienti hanno contribuito in
modo diretto e spontaneo».
Anche con la vendita di
ogni veicolo usato venivano
destinati 10 euro. E per ogni
passaggio in officina, via un
altro euro «pro ospedale».
Giuseppe Lobue ha seguito il
progetto per Peugeot Italia.
Lovera: «Ci auguriamo che
sia l’inizio di un percorso
nuovo insieme. In 55 anni di
storia, per la concessionaria
è un’esperienza inedita ed
etica. Un gesto d’attenzione
per tutta la comunità».
Il direttore del Maggiore, Mario Minola: «Con questo recente contributo, i finanziamenti
di Fondazione Bpn all’ospedale
hanno raggiunto negli ultimi
anni i sei milioni. Ringraziamo
tutti. Vogliamo che ogni singolo euro sia usato al meglio».
Non è finita, tra «gocce nel mare» ed elargizioni record. Domani i Lions Novara consegnano apparecchi Mp4 a Nefrologia, Pediatria e Riabilitazione.
Cardiologia è 5° in Italia
L’ospedale, pur con carenze di
spazi e spese da contenere, incassa promozioni sul campo.
Nel recente convegno «Sulle
sponde del Ticino: focus in
Cardioncologia», organizzato
a Baveno dal dottor Angelo
Sante Bongo, direttore di Cardiologia II, è stato sottolineato
il primato nelle angioplastiche
coronariche: quinto posto nella classifica italiana del portale
«Dove e come mi curo».
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42 .Novara e provincia
STAMPA
.LA
MARTEDÌ 10 MAGGIO 2016
In breve
DOPO UNA PAUSA DI QUASI SEI MESI
Stalli blu a Trecate
Ritorna il ticket
anche in stazione
L’appalto dei parcometri a una società pugliese
SIMONA MARCHETTI
TRECATE
Dopo una pausa di quasi sei
mesi, i posteggi blu sono tornati a pagamento: da ieri gli
stalli collocati in centro storico e nel nuovo parcheggio accanto alla stazione non potranno più essere occupati
gratuitamente dagli automobilisti. La società che ha vinto
il nuovo appalto, la San Luca
multiservice di Tricase, in
provincia di Lecce, nei giorni
scorsi ha sistemato i nuovi
parcometri, ed ha riattivato
la modalità a pagamento.
Negli ultimi mesi, dal periodo prima di Natale, l’amministrazione uscente aveva
scelto di evitare il pagamento
del pedaggio in attesa che il
servizio di gestione venisse
riaffidato ad un nuovo soggetto. Nei mesi scorsi l’ente
locale si era trovato al centro
di un contenzioso con la precedente società affidataria,
che non aveva versato alcuni
dei canoni previsti, ed aveva
rescisso il contratto.
Deciso dal sindaco
É stato il sindaco Enrico
Ruggerone a scegliere, con la
giunta, di sospendere l’efficacia delle strisce blu, per consentire anche ai commercianti di beneficiare di questa situazione soprattutto
durante il periodo natalizio.
Una circostanza che ha favorito tutti i residenti.
Nel frattempo è stato pubblicato il bando per la nuova
gestione: ad aggiudicarselo è
stata la ditta pugliese.
Da ieri in 174 stalli
La sosta a pagamento è tornata così attiva da ieri e riguarda 174 stalli, suddivisi
fra via Gramsci, via Mazzini,
via Parini, via Matteotti, largo Carducci, via Adua, via
XX Settembre e piazza Marconi. Qui, in centro storico,
sarà in vigore dalle 8 alle 19,
da lunedì a sabato, al costo di
50 centesimi di euro l’ora,
Novara
Ecco come sarà
la scheda elettorale
1È
stato sorteggiato l’ordine dei candidati sulla scheda elettorale di Novara.
L’elenco si apre con Luigi Rodini e «La città in Comune»
seguito da Romano Piantanida e «Insieme per Novara»
quindi il gruppo che sostiene
Alessandro Canelli nell’ordine: Fratelli d’Italia, Forza
Novara, Con noi per voi e Lega Nord. Quindi Giancarlo
Paracchini sostenuto da Popolo civitas, Cristina Macarro del Movimento CinqueStelle e poi il sindaco Andrea
Ballarè con Pensionati e invalidi giovani, Vivere Novara, Partito democratico, Novara Popolare. Chiude Daniele Andretta con Libertas Dc,
Forza Italia, Io Novara, Rivoluzione cristiana e Federazione popolare.
[B.C.]
Novara
Ricusato il simbolo
di Forza Novara
1 La
La piazza centrale di Trecate: i posteggi blu tornano a pagamento
Galliate
Un defibrillatore
per il Comune
1 È stato donato al
Comune domenica
mattina un defibrillatore, acquistato dai
volontari della Croce
Rossa e dai rappresentanti delle associazioni
organizzatrici della festa annuale del Varallino: si tratta dei Fedeli
del Santuario del Varallino, della Tenda
Gialla, dei Folliconi e
Pis Geubi, che hanno
consegnato al sindaco
Davide Ferrari il dispositivo medico posizionato nel porticato davanti all’ingresso dell’Ufficio dell’anagrafe
in una teca termocontrollata.
[S. M.]
con tariffa invariata rispetto al
passato.
La novità di questo nuovo
appalto riguarda però l’istituzione degli stalli blu con tariffa
fissa giornaliera nell’area dell’ex scalo merci alla stazione:
in quest’area, che l’ente locale
ha preso in affitto da una delle
società delle ferrovie, la sosta
sarà a pagamento 24 ore su 24,
tutti i giorni, domeniche comprese, per tutti i tipi di veicoli.
Multe da 5 a 41 euro
«Per i mezzi trovati con tagliando scaduto - spiega il Comune - è prevista una sanzione
da 5,50 euro, mentre per il
mancato pagamento del ticket
la multa, prevista dal Codice
della strada, è di 41 euro».
Le verifiche sulle soste nelle
zone interessate sarà svolto
dagli ausiliari del traffico, dipendenti della ditta appaltatrice; sarà quindi sgravata da
questo compito la polizia municipale, che potrà così continuare a dedicarsi alle attività
per il controllo del territorio.
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commissione elettorale ha ricusato il simbolo
della lista Forza Novara contro cui aveva presentato un
ricorso Forza Italia sostenendo che fosse troppo simile a quello del suo partito (da
cui provengono i fondatori
del nuovo schieramento, Gerardo Murante e Valter Mattiuz). È stato presentato un
contrassegno modificato.[B.C.]
Borgomanero
I vandali danneggiano
la casetta degli Alpini
1 Atti vandalici sulla vetta
del colle di San Michele, dove
il Gruppo Alpini di Borgomanero aveva realizzato vent’anni fa una struttura coperta. Ignoti hanno danneggiato
la «casetta» e anche la chiesetta medioevale.
[M. G.]
Prato Sesia
Morto a 51 anni
ieri il funerale
1 Tutto
il paese ha voluto
porgere ieri l’ultimo saluto a
Massimo Schibuola, stroncato da un tumore a 51 anni. Lavorava alla Lavazza di Gattinara. Lascia la moglie Stefania e la figlia Giorgia. [M. G.]
Arona
Il sindaco Gusmeroli
oggi incontra i cittadini
1 Incontri
nei quartieri
con il sindaco Alberto Gusmeroli. Oggi è in corso Repubblica dalle 9,30.
[C. BOV.]
VERSO LE ELEZIONI
LE MOTIVAZIONI DEI CANDIDATI
C’È ANCHE UN AGENTE DI POLIZIA
Sfida a tre a Nebbiuno Casaleggio, corsa a 4
CINZIA BOVIO
NEBBIUNO
Ha deciso di ricandidarsi per
il secondo mandato consecutivo. Elis Piaterra (nella foto),
attuale sindaco leghista di
Nebbiuno, si è ripresentata alle elezioni comunali confermando il nome della lista civica «LeAli per Nebbiuno»:
«Nella continuità, consolideremo i risultati raggiunti soprattutto nella scuola. La
squadra è quasi completamente rinnovata». A sfidare
Piaterra con la lista civica
«Bene Comune» è l’attuale capogruppo di minoranza Gian
Battista Bertoli, già sindaco
due legislature fa: «Sono impegnato da vent’anni nella vi-
ta politica del paese, oltre che
sempre attivo nel mondo della
associazioni. Amiamo smisuratamente Nebbiuno». Fabrizio
Favino, coordinatore uscente
del circolo Pd
del Vergante, è
il terzo candidato con la lista civica «Noi
ci crediamo»:
«Siamo l’unica
vera alternativa rispetto a
chi ha amministrato negli ultimi dieci anni.
L’unico con esperienza sarà
Carlo Baranzini, ex sindaco, già
designato come nostro assessore esterno al Bilancio».
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ROBERTO LODIGIANI
NOVARA
L’agente della polizia di Stato Piero Acquaro, 42 anni, si
candida a diventare sindaco
di Casaleggio con il supporto
della lista «Sezione civica
per il progresso».
«La lista si era già presentata nel Novarese durante la
tornata elettorale del maggio
2015 nel Comune di Vinzaglio - dice Piero Acquaro -.
Nel caso di Casaleggio, sono
rimasti invariati i candidati a
sedere in consiglio Alessandro Aiello, Matteo Marcuzzo, Giovanna Letizia Grignaschi, Francesco Maria Marcuzzo, Andrea Pantano con
l’aggiunta di Fabrizio Cenna-
mo, Tatiana Bertoletti, Daniele Scala». Sulla scheda elettorale di Casaleggio ci saranno
altri tre candidati sindaco.
Oltre a Piero Acquaro, i residenti potranno esprimersi per il
sindaco in
scadenza,
Valter Brustia, il capogruppo della
minoranza
uscente Renato Marangon e Pierluigi Pagliughi, sostenuto dalla lista
Nsab-Mlns-Movimento nazionalista e socialista dei Lavora[R. L.]
tori.
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LA STAMPA
MARTEDÌ 10 MAGGIO 2016
.
Novara e provincia .43
A TORINO L’APPELLO RIBALTA IL VERDETTO DI PRIMO GRADO: «IL FATTO NON SUSSISTE»
Abusi edilizi all’H2otel, tutti assolti a Orta
Cadono le accuse per l’ex sindaco, l’ex assessore e una funzionaria. Sospeso l’ordine di demolire l’albergo
Fabrizio
Morea
CLAUDIO LAUGERI
TORINO
L’albergo «H2O» sul lago
d’Orta sopravviverà. È la conseguenza della sentenza che
ieri ha assolto dall’accusa di
abuso edilizio l’ex sindaco di
Orta, Fabrizio Morea, condannato in primo grado a 4
mesi (con la condizionale) assieme all’ex assessore all’edilizia Giorgio Pozzi e alla responsabile dell’ufficio tecnico,
Antonella Zanetti. Per i giudici di secondo grado, «il fatto
non sussiste». «Era possibile
applicare la prescrizione, ma
la corte d’appello ha deciso
nel merito, come è previsto
dalla legge quando i motivi
per l’assoluzione sono evidenti» dice l’avvocato Elena Negri, difensore di Morea e Pozzi. «Leggeremo le motivazioni
e valuteremo il ricorso in Cassazione» dice l’avvocato Francesca Marica, parte civile per
il Comune di Orta.
La vicenda
Tutto comincia nel 2003,
quando la società «Conca
d’oro» progetta l’ampliamento dell’albergo Anni 50, che
sarebbe passato da sette stanze classificato una stella a un
gigante di lusso con 50 came-
Ex sindaco
di Orta
San Giulio
era stato
condannato
a 4 mesi
in 1° grado
Giorgio
Angeleri
Attuale
sindaco
di Orta
Il Comune
si è costituito
parte civile
nel processo
L’H2otel di Orta San Giulio non è mai stato completato
re, costruito in pietra e vetro.
Un’operazione da 22 milioni di
euro, finanziata dalla Regione
con tre milioni e 400 mila euro.
L’opera non è mai stata completata e la Regione ha chiesto la
restituzione dei soldi, con rivalutazione Istat (3 milioni e 900
mila). Colpa anche dell’incertezza legata alle contestazioni
piovute sulle autorizzazioni comunali. All’inizio, qualcuno
aveva sollevato questioni sulla
scelta del municipio di adottare
una «procedura semplificata»
il caso
MARCELLO GIORDANI
NOVARA
per alcune varianti, nonostante
coinvolgessero modifiche strutturali. E c’era stata la contestazione della concessione edilizia
per l’innalzamento dell’albergo
di un piano, portando la palazzina da 11 metri e 30 a 14 e 40.
I processi
Le varianti erano costate le accuse di abuso edilizio ai tre personaggi condannati in primo
grado, ma anche a Giancarlo
Primatesta (progettista e direttore dei lavori) e a Alberto Gia-
comini, capostipite della famiglia di imprenditori che aveva
finanziato l’opera e morto prima del processo d’appello, fissato a luglio. Ma c’è anche una
seconda questione giudiziaria,
che sarà esaminata a novembre
dal Tar. Riguarda l’autorizzazione comunale per l’ultimo
piano dell’albergo: chiusa
l’«Era Morea», il Comune ne
aveva ordinato la demolizione.
Bloccata dal ricorso al Tar fatta
dai costruttori.
l’ex sindaco di Orta San Giulio, Fabrizio Morea: «Non ho
mai avuto dubbi sulla giustizia, ma dieci anni trascorsi
con questa accusa sono molto pesanti. La magistratura
ha stabilito che abbiamo lavorato nella massima correttezza e trasparenza e che non abbiamo favorito nessuno. È chiaro che questa sentenza mi lascia soddisfatto,
ma non dimentico l’amarezza di avere trascorso tanti
anni in ansia». L’attuale sindaco di Orta, Giorgio Angeleri, rimarca la necessità di chiudere la vicenda dell’H2otel
con una decisione definitiva della magistratura: «Dieci
anni per una pronuncia sono veramente tanti. Come
amministrazione abbiamo sempre detto che ci saremmo attenuti alle sentenze, ed è quello che facciamo, ma
è indispensabile che arrivino entro un termine ragionevole. Il mio auspicio è che questa vicenda arrivi ad una
conclusione definitiva in tempi rapidi, in modo da giungere ad una decisione. Noi non facciamo il tifo per nessuno, l’unico obiettivo è quello di stabilire da parte della
magistratura un punto fermo». La sentenza è di buon
auspicio per l’altra tranche del processo, che vede coinvolta la società proprietaria dell’albergo, di cui è a capo
Andrea Giacomini. A nome dell’imprenditore parla l’avvocato Fabio Giarda: «Questa sentenza dice che la variante era legittima, e quindi diventa corretto anche
quanto è stato costruito in base a questo strumento urbanistico. Per noi è una sentenza importante».
[M. G.]
In provincia altri 1500 edifici fantasma
Fabbriche fallite, stazioni e locali abbandonati per 2,5 milioni di metri quadri
gazzino, senza contare le decine di capannoni dismessi a Sant’Agabio». Se si esce dal capoluogo si trovano l’ex Filatura di
Grignasco, l’ex Bemberg, discoteche una volta celebri come la
Pipa di Prato Sesia. Sulla ferrovia Novara-Varallo basta dare
un’occhiata alle stazioni dismesse, invase dalle sterpaglie.
A
Esempi positivi
Accanto all’abbandono, c’è il
tentativo di fare rinascere gli
edifici: «Abbiamo il caso di Casa Bossi, dove il comitato
d’amore sta promuovendo iniziative per rilanciare questo
luogo, il castello di Miasino,
confiscato alla mafia, l’Attico
delle arti in largo Donegani» .
Molti Comuni stanno tentando di sbarazzarsi di immobili
troppo costosi da gestire, ma è
difficile trovare acquirenti. Così la lista degli immobili fantasma è destinata ad allungarsi.
Il cacciatore di ruderi
L’ex fabbrica Olcese di Novara ora è piena di rifiuti e vetri rotti
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A8
GOZZANO
Gallarate
PRATO
SESIA
La discoteca Pipa
La Bemberg
Il locale di Prato Sesia era uno
dei più celebri in provincia
L’azienda di filati sintetici
di Gozzano è chiusa dal 2009
A26
Vicolungo
Le ex aree militari
A Novara città l’elenco degli
edifici in attesa di riuso è lunghissimo: si va dall’ex Olcese
al parte dell’ex Wild, fabbriche che un tempo davano centinaia di posti di lavoro, oggi
deserte. «Un’area straordinaria - aggiunge Campagnoli - è
quella militare del quinto ma-
1 Ha accolto la sentenza con grande soddisfazione
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lmeno mille e 500 edifici abbandonati, vuoti,
fatiscenti. Due milioni
e mezzo di metri quadri di superficie invasa dalle erbacce:
dal lago d’Orta alla Bassa si
trovano capannoni dismessi,
stazioni abbandonate, ex aree
militari da anni deserte, cascine ridotte a ruderi, discoteche
e locali pubblici trasformati in
rifugi per i senza tetto.
Giovanni Campagnoli, sociologo borgomanerese, ha girato non solo la provincia ma
tutta l’Italia alla ricerca luoghi degradati dall’incuria o
dall’abbandono, e anche di
quelli che sono stati riutilizzati e sono tornati a vivere. Ne
ha fatto un «road book», «Riusiamo l’Italia», dove si scopre
che i soli capannoni vuoti in
giro per la Penisola sono 700
mila. Nel Novarese basta
scorrere le vendite giudiziarie: gli immobili in vendita sul
territorio perché all’interno
di un fallimento o di una esecuzione sono 449, alberghi,
ville, capannoni industriali,
garages e rustici. «La crisi
economica - dice Campagnoli
- ha accentuato gli abbandoni,
ma il fenomeno nasce da una
cultura dello spreco e del consumo del suolo che ha caratterizzato per decenni l’Italia,
per cui si preferisce costruire
su nuovo terreno».
Le reazioni
Il Comune: «Troppi dieci anni»
L’avvocato: «Variante legittima»
A4
NOVARA
La Wild a Sant’Agabio
L’area dell’ex fabbrica è stata
recuperata solo in parte
Magenta
Vercelli
L’ex Ente nazionale risi
VESPOLATE
LA STAMPA
È vuoto l’edificio che ospitava
l’ente risi di Vespolate
La proposta
“Concediamo
quegli spazi
alle start up”
Come si fa a riutilizzare gli
spazi in disuso? Giovanni
Campagnoli ha un’idea precisa: «Bisogna semplificare le
procedure per assegnare questi spazi, favorendo chi è disposto a riutilizzarli. Quindi
non bisogna avanzare proposte economiche eccessive, altrimenti nessuno si sobbarca
l’onere. Poi bisogna incrociare
domanda e offerta. C’è una disoccupazione giovanile altissima, ma anche tanti giovani
i n t ra p r e n denti: perché non favorire in questi
spazi la nascita di start
up?».
In questo
modo si co- Giovanni
glierebbero Campagnoli
due obiettivi:
riuso dell’immobile e nuovi
posti di lavoro. «Non solo - aggiunge Campagnoli - ma si rilancerebbero interi quartieri.
La scommessa di Sant’Agabio
a Novara è legata a questo: rivitalizzare i capannoni industriali abbandonati significa».
Lo studioso pensa anche ad
un «rischio» futuro: «Cosa ne
sarà dell’attuale area dell’ospedale quando si realizzerà il nuovo complesso sanitario? Questa è la domanda a cui
dovrebbero rispondere in modo concreto gli aspiranti sindaci di Novara».
[M. G.]
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6789ABC3DE367FF23ED LA STAMPA 12345
LA STAMPA
MARTEDÌ 10 MAGGIO 2016
In breve
VERBANIA, ANNULLATO IL CONCERTO DI GIUGNO AL MAGGIORE
“Commessi troppi errori
Ecco la vera causa
del no di De Gregori”
Zacchera si difende: “Il forfait non è colpa mia”
IVAN FOSSATI
VERBANIA
Non ci sta Marco Zacchera a
passare per il «killer» del
concerto inaugurale del nuovo teatro di Verbania. Apre la
porta dell’ufficio e tendendo
la mano sorride: «Non sapevo di essere così potente».
In effetti dalla società,
F&P group, che produce il
concerto di Francesco De
Gregori, era arrivata la conferma che il concerto è stato
cancellato «a causa del clima
acceso e che continua a danneggiare, denigrare e strumentalizzare, per scopi altri,
l’immagine dell’artista».
Clima innescato proprio
da una dura lettera di Zacchera inviata al presidente
del Consiglio comunale di
Verbania con richiesta di farla arrivare ai consiglieri. E da
lì alle testate giornalistiche il
passo è stato breve. «La vera
notizia - attacca Zacchera - è
che un cantautore di fama rinuncia a un cachet sostanzioso perché io ho segnalato l’irregolarità di una serie di atti
amministrativi».
L’ex sindaco di Verbania,
che non risparmia critiche
alla direttrice artistica dei
teatri Coccia e Maggiore Renata Rapetti, rimarca che
nella determina di spesa non
compare l’agenzia che produce lo spettacolo ma una intermediaria: «Strano, no?».
In realtà esperti del mondo dello spettacolo su questo
punto hanno spiegato che
non sia così inusuale che
aziende acquistino pacchetti
di concerti per poi rivenderli
senza aumentare il costo finale. Sulla questione del cachet Zacchera ammette che
la cifra era «in linea con il
mercato, anche se a Varese
l’hanno pagato meno». Su
questo punto Rapetti ha invece più volte sottolineato di
averlo ottenuto a un costo
leggermente inferiore rispetto al prezzo di mercato 2016.
Un’altra accusa riguarda
Tentato furto, otto mesi
1 Condannato a 8 mesi per
tentato furto aggravato. Andrea Pesce, 22 anni, una mattina di fine aprile aveva forzato la porta d’ingresso della
lavanderia automatica «Il lavatoio» in piazza Beltrami a
Omegna e aveva cercato di
scassinare la macchina
«cambia monete» del negozio, coperto da videosorveglianza. Proprio le telecamere avevano restituito in tempo reale le immagini di quanto stava accadendo alla titolare, che aveva chiamato il
113. Ai poliziotti - che lo avevano trovato sdraiato su una
panca - il ragazzo aveva detto
di essere in attesa del suo bucato.
[C. P.]
Verbania
Colpevole di evasione
1 La famiglia se ne prende
Ex sindaco
Marco
Zacchera
si è dimesso
nel 2013
dopo 4 anni
alla guida
di Verbania
la determina del dirigente comunale che indicava il titolo
del concerto dell’anno scorso e
non quello dedicato a Bob Dylan. «La determina è del 22
aprile, ma ieri, 9 maggio, la dirigente Noemi Comola mi ha
scritto una lunga lettera nella
quale ammette l’errore. “Il
contratto da me firmato corrisponde a Amore e Furto (lo
spettacolo 2016, ndr) anche se
erroneamente nella determina ho citato il vecchio spettacolo in quanto avendo gli eventi la stessa scheda tecnica, mi
hanno per errore girato quella
dell’anno prima. Ho fatto un
errore, ma ritengo che non sia
tale da giustificare questi suoi
attacchi”. Bene, prendo atto
delle parole di Comola, ma il
problema non riguarda la
struttura comunale».
Zacchera sostiene che per
l’inaugurazione del teatro
(«una mia creatura la versione
STRESA, CONDANNATO GESTORE DI UN LOCALE
Viaggiava con la pistola in auto
ma il porto d’armi era scaduto
La Skoda sui cui viaggiavano
era stata fermata in corso
Umberto I a Stresa nel marzo dell’anno scorso. Con un
controllo serale la pattuglia
della guardia di finanza procedeva a verificare l’identità
di conducente e passeggero e
scopriva - consultando la
banca dati delle forze dell’ordine - che il primo era stato
denunciato per aver puntato,
qualche mese prima nel Varesino, una pistola contro un
carabiniere.
A quel punto i finanzieri
avvisavano i due che avrebbero proceduto con la perquisizione dell’auto. A quelle
parole il passeggero, Roberto
Formentini non esitò a di-
Omegna
chiarare che tra i piedi aveva
un borsello che conteneva un
revolver: una Smith&Wesson
calibro 38, trasportata con un
porto d’armi a uso sportivo
scaduto.
Quattro mesi
Nel processo di ieri il suo difensore Silvana Albertalli ha
spiegato come avesse chiesto il
rinnovo, ma la questura di Varese aveva risposto negativamente con motivazioni alle
quali aveva replicato con memorie difensive, tanto che in
quel momento - ha rimarcato
al giudice Rosa Maria Fornelli
e al pm Anna Maria Rossi - non
c’era nulla che gli facesse supporre un diniego in via definiti-
in riva al lago, a cui voglio bene») si sarebbe dovuto partire
prima: «C’era tempo, si potevano fare le cose bene senza
spendere tanti soldi in consulenze». E risfodera il concerto
mai realmente programmato
di Ennio Morricone: «Si è detto che costava troppo, ma era
un nome mondiale». Poi l’ex
primo cittadino punta il dito
contro i bandi per la gestione
di ristorante, bar e spiaggia
andati deserti: «Ora il Comune
offre i locali con una riduzione
dell’89 per cento pur di trovare qualcuno. Di chi sarebbe la
colpa se il lavoro è stato fatto
male prima?». Capitolo danni:
«Mi auguro che il Comune
chieda il risarcimento, dal momento che non vi è alcuna causa di forza maggiore per il forfait di De Gregori». L’ultima
stoccata è sul mancato arrivo
di Franceschini: «Anche lui
non verrà per colpa mia?».
Zacchera dopo essersi dimesso in anticipo da sindaco di
Verbania era rimasto in silenzio due anni. Ora questo improvviso ritorno di fiamma:
starà preparando il ritorno?
«Voglio essere chiaro - conclude -: non farò più politica locale. Ma tengo molto al teatro».
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va, comunicato invece tre mesi
dopo quel controllo sulla statale. «Ma io quella pistola non
l’ho mai usata: la tenevo in auto perché rincasavo con l’incasso del locale notturno che
per qualche mese ho gestito a
Stresa e perché già in precedenza avevo subito un furto
per un valore di 60 mila euro.
Della persona che era con me,
factotum del locale, sapevo poco: entrambi abitavamo in provincia di Varese e capitava che
andassimo insieme sul luogo di
lavoro» ha riportato in aula
Formentini.
E’ stato condannato per
porto abusivo d’armi a 4 mesi e
593 euro di multa, pena sospesa. La pistola, con i proiettili
con cui era stata caricata, è
stata confiscata. Anche se fosse stato in regola con il porto
d’armi sportivo, con quel revolver avrebbe potuto recarsi
solo al poligono e seguendo la
via più breve.
[C. P.]
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cura e gli è vicina, ma lui non
si sottopone alle necessarie
terapie. Il perito interpellato
dal tribunale gli ha diagnosticato una schizofrenia che lo
rende parzialmente incapace
d’intendere e volere. Un uomo di 34 anni è stato condannato per evasione dagli arresti domiciliari a cinque mesi
e 10 giorni. Gli è stato riconosciuto il vizio parziale di
mente, ma anche la pericolosità sociale tanto che il tribunale ha disposto il provvedimento di libertà vigilata per
un anno. «Sarà ora il giudice
dell’esecuzione della pena a
verificare se si atterrà a
quanto deciso con la sentenza, a fronte della consulenza
psichiatrica e dunque - dice il
suo difensore Paola Morando
- a un percorso di cura o, nel
caso non si sottoponesse a
queste terapie, al ricovero in
una struttura».
[C. P.]
.
VCO .45
OMEGNA, ERANO BRUCIATI TRE ETTARI
Incendio al Monte Zuoli
A processo un operaio
della Comunità montana
CRISTINA PASTORE
OMEGNA
Per spegnere l’incendio divampato il 2 aprile dell’anno
scorso al Monte Zuoli, in un
tratto di bosco non lontano
dal Parco della fantasia, erano intervenuti due squadre
dei vigili del fuoco di Verbania, altrettante di supporto
da Gravellona e Omegna,
gruppi di volontari Aib e un
elicottero. Quattro ore per
mettere in sicurezza tre ettari andati in fiamme che, secondo l’indagine compiuta
dalla guardia forestale, furono inavvertitamente innescate da Nunzio Maggiore.
Con due colleghi, come lui
grazie a una «borsa lavoro»
in servizio alla Comunità
montana Cusio Mottarone,
stava eseguendo lavori di
piccola manutenzione nella
località sopra Omegna. Mentre i primi due operai sistemavano la staccionata, Maggiore ripuliva dalle sterpaglie un tratto di bosco che dava su un sentiero. Secondo la
sua testimonianza, rilasciata
al processo nel quale deve rispondere di incendio doloso,
stava lavorando secondo le
direttive che gli erano state
impartite: trasportava con la
carriola le ramaglie nella zona dei barbecue, in modo che
in quel periodo di vacanze pasquali chi saliva per i pic-nic
trovasse combustibile per le
griglie a portata di mano.
«Non ho acceso il fuoco»
«Tornando dove stavo lavorando, dopo aver svuotato la
carriola, notai dei ragazzi bighellonare e poi del fumo e delle fiamme, che cercai subito di
spegnere con i piedi. Gridavo
per chiamare in aiuto il mio
compagno, intanto però si era
levato il vento e il fuoco, che
non ho acceso io, non si fermava. Fui preso dal panico ma
riuscii a chiamare il 115» ha
detto Maggiore, difeso dall’avvocato Antonello Riccio, al
giudice Rosa Maria Fornelli e
al pm Anna Maria Rossi.
La sua telefonata ai vigili del
fuoco è una prova controversa,
perché risulta che l’imputato
abbia parlato di un bidone in
cui avevano messo del «secco». «Si è trattato di un lapsus» ha ribadito. Il responsabile del servizio Agricoltura della Comunità montana ha riportato come in altre situazioni, d’inverno e in pausa pranzo,
capitasse che gli operai si scaldavano accendendo sterpaglie
in un bidone, ma non nei boschi, conoscendo il divieto. Si
torna in aula il 10 giugno.
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Verbania
Lotta alla ludopatia
1 Il
cinema si avvicina al
gioco d’azzardo e fa luce, servendosi di un linguaggio da
favola, sul tema della ludopatia: una doppia proiezione è
prevista oggi alle 17,30 e 20 al
Chiostro di Intra per il film
«Il tarlo» realizzato dal regista emergente Marco Lanzafame. Nella pellicola proposta il gioco d’azzardo viene
affrontato dal punto di vista
femminile, e prima di ogni
proiezione il film sarà introdotto dal regista siciliano e
dagli esperti del fenomeno
della ludopatia Sonia Lio e
Mauro Croce dell’Asl Vco.
L’ingresso è libero.
[B. AR.]
PALLANZA, GASOLIO RIVERSATO NEL LAGO
Motoscafo affondato, intervengono i sub
1 Un grosso motoscafo da diporto attraccato a una boa al largo
della Canottieri Pallanza, per cause ancora da verificare, ieri ha cominciato a imbarcare acqua e ad affondare. I proprietari hanno
chiesto l’intervento dei Sub Verbania che sono riusciti a spostare il
mezzo vicino alla riva, dove poi è stato imbracato e rimosso. E’ stato
anche necessario circoscrivere l’inquinamento provocato dalla fuoriuscita dal serbatoio di gasolio che si è sversato nel lago.
[S. R.]
INTRA, LAVORI DAL 7 GIUGNO
Parte la rimozione dell’amianto
nell’ala “nuova” del Cobianchi
Finite le lezioni all’istituto
Cobianchi di Verbania si comincerà a rimuovere
l’amianto. Lo ha annunciato
ieri il preside reggente, Guido Boschini. «La parola
amianto - spiega il dirigente crea una comprensibile inquietudine: vanno però considerati la forma e il contesto
in cui questo materiale, potenzialmente pericoloso, si
presenta. Qui da noi è in forma compatta e non friabile,
quindi è minima la possibilità
che qualche fibra possa disperdersi nell’aria e diventare effettivamente pericolosa». Aggiunge il preside:
«Negli ultimi 10 anni abbiamo dato la precedenza alla ri-
mozione delle coperture in
Eternit che contenevano
amianto poco compatto e più
pericoloso». I lavori, che inizieranno il 7 giugno con l’installazione del cantiere, riguardano
la rimozione dell’amianto dai
pavimenti e dai pilastri del piano rialzato di quella che è l’ala
nuova, costruita negli Anni 70.
«Nell’estate del 2015 - spiega Danilo Recupero ingegnere
della Provincia, proprietaria
dello stabile - è stato ultimato
un primo lotto del piano rialzato. Ora si tratta di completarlo.
Sugli altri piani si interverrà
quando ci saranno le risorse».
I lavori saranno conclusi per la
ripresa delle lezioni a settembre. «I tempi lunghi - dice Bo-
A sinistra il preside Boschini
schini - sono giustificati dalla
complessità delle operazioni di
rimozione in sicurezza». E’ dal
2001 che la Provincia tiene sotto controllo l’edificio, ma non è
mai stata rilevata la presenza
di amianto nell’ambiente. Gli
esami di maturità si svolgeranno nell’«ala vecchia».
[F. RU.]
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12345
46 .VCO
STAMPA
.LA
MARTEDÌ 10 MAGGIO 2016
STRESA, LAVORI DI RISTRUTTURAZIONE COMPLETATI DA CINQUE VOLONTARI
VERBANIA
Un museo sulla “loro” isola
racconta la vita dei pescatori
Auxologico
Salta ancora
la trattativa
sui tagli
Realizzato nell’ex scuola elementare che era chiusa da 34 anni
Gli ultimi alunni si erano salutati alla fine dell’anno scolastico 1981-82 e da allora il
piccolo edificio, che ospitava
la scuola elementare dell’Isola Pescatori, era stato adibito
a ricovero degli attrezzi.
Dopo 34 anni la casa, donata per farne una scuola agli
isolani da Ugo Ara, musicista
di fama internazionale che
amava trascorrere nel piccolo borgo lunghi periodi, torna
a nuova vita e vuole raccontare, con un piccolo museo, la
storia degli uomini di questa
isola del Lago Maggiore, che
fino all’avvento del turismo
vivevano solamente di pesca.
Un mondo, quello dei pescatori, di cui rimangono tracce
labili: il Lago Maggiore arrivò ad avere fino a 350 pescatori, 60 solo sull’Isola Pescatori, protagonisti prima dell’avvento delle barche a mo-
Il museo della Pesca è stato inaugurato sabato: si trova nella piccola casa che ospitava la scuola
tore, di lunghe spedizioni per il
Verbano a remi o a vela, che li
portavano lontano da casa tutta la settimana. Oggi sull’isola i
pescatori rimangono solo cinque.
Domodossola, in piazza Mercato
Dimostrazioni di soccorso con la Croce rossa
Gli attrezzi conservati
E’ cambiato anche il tipo di pescato nei secoli: oggi uno dei
pesci più ricercati è il coregone, introdotto però solo a fine
Ottocento quando a Carciano
c’era lo stabilimento ittiogenico. Nel piccolo museo sono
conservati anche gli attrezzi
per la tintura delle reti di cotone o canapa che si faceva facendole bollire con i gusci di
castagne. C’è anche un torchio
per la preparazione del «Misultin», gli agoni essiccati, salati e poi pressati.
«L’Isola Pescatori si arricchisce, grazie al volontariato,
di una nuova attrattiva, aggiungendo valore a questo piccolo unico borgo» ha commentato in occasione dell’inaugurazione il sindaco di Stresa
Giuseppe Bottini.
1 Anche a Domodossola domenica si è celebrata la Giornata
mondiale della Croce rossa. I volontari del comitato cittadino - che
festeggia il 50° - hanno effettuato al mattino un’esercitazione dimostrativa con i vigili del fuoco e una di primo soccorso; nel pomeriggio lezione di educazione stradale per bambini con la polizia
stradale. Sotto la tenda della Croce rossa per tutto il giorno c’è
stata anche la misurazione gratuita di glicemia e pressione.
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INIZIATIVA PER I LETTORI A VERBANIA
Gli scatti curiosi col tricolore
regalano un giro goloso
alla “Risottata” del 2 giugno
Uno scatto col tricolore, ovvero la bandiera italiana immortalata tra panorami, monumenti, selfie, con gli amici
a quattro zampe, a tavola o in
ogni altra occasione: le 10 immagini migliori - selezionate
tra quelle che perverranno a
[email protected] - otterranno una tessera per la
«Risottata tricolore», percorso gastronomico che debutta il 2 giugno a Intra.
È la novità per la Festa della Repubblica a Verbania,
che ancora non aveva un
evento che andasse oltre le
celebrazioni civili riunendo
la gente in piazza. Il comitato
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Nuovo appello
del comitato
pro ospedale
“Più certezze”
Interventi di recupero
Il mestiere è cambiato
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OMEGNA
LUCA GEMELLI
STRESA
Una mano l’hanno data in
tanti sull’Isola Pescatori, ma
sono cinque gli artefici della
riapertura della vecchia
scuola come museo: ripristino degli intonaci e dei serramenti, recupero del pavimento tradizionale in pietra
sono solo alcuni dei lavori
che Marco Rodella, Luca
Gottardi, Vittorio Rodella e
Daniele e Romeo Ruffoni
hanno portato avanti in questi mesi prima di passare all’allestimento vero e proprio.
Sulle pareti le reti da pesca, prima in cotone e canapa
e poi in materiale sintetico,
mentre modellini di imbarcazione raccontano la storia di
questo mestiere faticoso,
praticato sull’isola fin dai primi insediamenti. «Nei secoli
ci sono state lotte per i diritti
di pesca, di cui non erano titolari solo la famiglia Borromeo ma anche i Nitta, i Rusca, fino anche a qualche episodio cruento - ha spiegato lo
storico Carlo Alessandro Pisoni -, ma anche la nascita di
forme di solidarietà all’interno delle comunità».
Giudizio positivo, ma con
qualche riserva, da parte del
comitato per la difesa dell’ospedale e dei servizi sanitari del Cusio dopo l’incontro
a Torino in cui si è formalizzata la stabilizzazione del
Coq. «Rileviamo la concreta
e positiva disponibilità delle
parti coinvolte, e in modo
particolare dell’Asl Vco, a
trovare una sintesi per la sottoscrizione dell’accordo - afferma Valentino Valentini,
referente del comitato - ma
nello stesso tempo le ipotesi
di mantenimento degli attuali servizi sono rimaste generiche». Il punto cruciale del
dibattito resta quello dei servizi sanitari al Madonna del
Popolo. «Serve una verifica
sulla reale portata degli accordi - dice Valentini - sul
mantenimento dei posti letto
di medicina generale, di quelli di day hospital, di day sugerey e sul futuro del centro
dialisi». Il comitato non ha
quindi intenzione di fermarsi
con la raccolta firme domenica arrivata a quota 7 mila.
«Rimane irrisolto il problema del punto di primo intervento - aggiunge l’ex sindaco Antonio Quaretta - :
chiediamo a Regione e Asl
Vco un approccio senza pregiudizi. Così pure chiediamo
nuovamente che venga riconosciuto un numero adeguato di posti letto di continuità
assistenziale sanitaria alla
Casa dell’anziano Lagostina». Il comitato oltre a volere
un incontro col presidente
della Regione Sergio Chiamparino propone un’assemblea pubblica con i sindaci
del Cusio per illustrare i temi
della sottoscrizione e raccogliere indicazioni.
[V. A.]
Saltata la trattativa tra dipendenti e direzione delle sedi verbanesi dell’Istituto auxologico. Le assemblee di ieri
non hanno dato mandato ai
referenti di Cgil, Cisl, Uil e
Fials di presentarsi giovedì al
tavolo con la direzione dell’ospedale di Piancavallo e reimbastire un accordo. Bocciato ad aprile quello che faceva leva sulla disponibilità a
lavorare due ore in più alla
settimana, senza compenso
per almeno il primo anno,
non si è trovata un’alternativa che impegni l’azienda a
bloccare per un quadriennio
i processi, già in atto, di
esternalizzazione.
Il personale ha rigettato la
proposta, sostenendo di essersi già fatto carico di notevoli sacrifici. Si è detto favorevole solo a rinunciare a
quattro giorni di ferie, che in
termini di risparmio però si
sarebbero tradotti in 160 mila euro all’anno, lontani dai
900 mila richiesti dal datore
di lavoro, alle prese con equilibri di bilancio che risentono
di 13 milioni di finanziamenti
regionali venuti a mancare
dal 2013 a oggi.
«L’obiettivo era tornare a
dialogare partendo da un taglio inferiore ma i lavoratori
hanno detto no anche a
un’ipotesi di risparmio di
300 mila euro, che suddivisi
tra i 300 dipendenti avrebbe
significato la rinuncia di
1.000 euro lordi all’anno ciascuno» spiega Riccardo Negrino di Cisl. «Non resta che
aspettare le prossime mosse
della direzione» dice Massimo Pregnolato di Cgil.
Dall’Istituto auxologico è
stata manifestata l’intenzione di arrivare a cedere anche
importanti rami d’azienda,
come il laboratorio analisi,
attività ambulatoriali o reparti di degenza. Giovedì c’è
l’incontro con Gabriele Terruzzi, direttore dell’ospedale
San Giuseppe. Senza mandato non si porterà avanti nessuna trattativa, ma l’occasione sarà sfruttata per affrontare la conseguenza di una
prima esternalizzazione: il
servizio guardaroba e lavanderia passa alla cooperativa
Azzurra e 13 sono gli addetti
interni da ricollocare. [C. P.]
L’ex sindaco Antonio Quaretta
Cima d’Intra ha scelto i sapori
per proporre alla città una
nuova manifestazione. I commercianti di Intra alta hanno
deciso di «prendere per la gola»: tre risotti sono il centro
del percorso gastronomico
collegato ad altre tappe per
buongustai. Riso, pesce, pizza,
dolce: ogni portata sarà preparata al momento.
Comitato Cima d’Intra
«Non saranno assaggi ma porzioni ordinarie - precisa Cosimo Clemente, presidente del
comitato Cima d’Intra -. Il percorso sarà un pranzo a tutti gli
effetti, solo che anziché essere
Il risotto tricolore
seduti al ristorante si girerà a
piedi unendo la passeggiata al
gusto». Per partecipare alla
«Risottata tricolore» ci sono
tessere create per la manifestazione con bollini da spuntare a ogni tappa. La camminata
gastronomica comincerà alle
11,30; per tutta la giornata si
potrà girare per Intra gustando risotti e altre prelibatezze.
Il (triplo) primo piatto sarà il
protagonista del menu portando il tricolore in cucina: risotto
verde agli spinaci, bianco al
parmigiano e rosso al pomodoro verranno serviti in piazza
Cavour. Gli chef saranno alle
prese con sette pentoloni, con
un ciclo continuo di portate coordinato dal cuoco Stefano Colagrande del ristorante Le Volte. Prima di assaggiare i risotti
c’è la tappa al bar Zodiaco per
l’aperitivo. Il secondo di pesce
- calamari fritti - sarà preparato dalla Taverna Azzurra e
«Pane e pizza» offrirà pizze e
torte. In corso Cobianchi sarà
distribuita la frutta.
Il costo del biglietto per il
percorso gastronomico è di 17
euro, cifra ridotta a 15 in prevendita nei negozi di Cima
d’Intra (info allo 0323.581070).
Ogni cosa ricorderà la Festa
della Repubblica: anche le
bandane con il tricolore la cui
vendita aiuterà Gabriele, bimbo malato di leucemia. [B. AR.]
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MARTEDI’ 10 MAGGIO 2016
Fotografa il tricolore
Invia una foto di qualunque tipo che contenga il tricolore,
gli autori delle 10 immagini selezionate avranno
un biglietto omaggio per la «Risottata tricolore»
in programma a Intra il 2 giugno
Inviare le immagini entro domenica 22 maggio
all’indirizzo [email protected]
allegando il tagliando compilato
Nome e cognome
Città
Numero di telefono
12345
LA STAMPA
MARTEDÌ 10 MAGGIO 2016
Evento
VERBANIA
n inedito spettacolo di
fuochi d’artificio e
giochi di luce nel porto di Intra ha chiuso domenica sera i festeggiamenti di
San Vittore, il patrono di
Verbania. È stato l’ultimo atto di una giornata iniziata
con la distribuzione di «risott, scigull e luganiga» al
tendone dei Pacian.
Poi nel pomeriggio a Villa
Giulia il Comune ha consegnato le benemerenze al
giornalista Sergio Ronchi e
alle suore rosminiane (a ritirarlo suor Annaluisa, suor
Ave e suor Carmen). In serata la funzione religiosa in basilica, presieduta dal vescovo
Franco Giulio Brambilla e la
processione con la banda che
si è conclusa al porto, dove è
stato benedetto il lago prima
dello show dei fuochi.
U
La notte di San Vittore
accesa dai fuochi a sorpresa
Verbania, la processione col vescovo ha chiuso la patronale
.
VCO .47
In breve
Domodossola
Ricette all’italiana
1 Oggi
e giovedì alle 10,45
andranno in onda su Rete4 le
due puntate di «Ricette all’italiana» registrate a Domodossola con Davide Mengacci. Oggi saranno trasmessel’intervista a Massimo Gianoglio, la preparazione di pasta e bajan di Piero Pagani di
Slow Food con lo chef Angelo
Tanzarella, i prodotti presentati da Marilena Panziera
e i gruppi folk.
[F. ZA.]
Domodossola
«Patto di comunità»
1 «Verso un patto di comu-
Festa a Intra
L’inizio della processione di San Vittore
e lo spettacolo al porto dopo la benedizione
Fotogallery www.lastampa.it/vco
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DANILO DONADIO
Cerimonia
A sinistra
l’auto che i Pacian
hanno donato
all’Angsa
A destra
la consegna
delle benemerenze
a Sergio Ronchi
e alle rosminiane
suor Ave,
suor Annaluisa
e suor Carmen
Tra loro
il presidente del
Consiglio comunale
Piero Giorgio Varini
e il sindaco
Silvia Marchionini
nità. La moneta complementare come strumento per
promuovere il cambiamento
sociale». Si intitola così l’incontro in programma alle
20,45 a Casa Don Gianni. Organizzano la cooperativa La
Bitta e Arcipelago Scec. Interverranno Alberto Gallo,
presidente di Arcipelago
Scec Piemonte e Francesco
Bernabei, sviluppatore sociale. Ingresso libero. [F. ZA.]
Gignese
Ricordo di padre Chiti
1 Oggi alle 11 con una ceri-
monia pensata dai bambini
delle elementari di Gignese,
verrà messo a dimora il primo albero del «giardino dei
giusti», istituito in via per
Nocco dall’amministrazione
comunale. «Hanno scelto un
agrifoglio per dedicarlo a padre Gianfranco Chiti da Gignese» spiega l’insegnante e
consigliere Simona Attanasi.
Padre Chiti a 57 anni divenne
frate, dopo essere stato ufficiale dei granatieri, salvando
durante la guerra partigiani
ed ebrei.
[C. P.]
12345
48 .Spettacoli
STAMPA
.LA
MARTEDÌ 10 MAGGIO 2016
Premio pianistico Martucci
“Deciderete voi il vincitore”
Domani al cinema Vip
«Ascensore per il patibolo» da Novara Jazz
Stasera al Cantelli di Novara il primo recital, si bissa il 17: voterà la platea
I concorrenti arrivano da Roma e Napoli. In palio ingaggi per i concerti
Ludovica
De Bernardo
MARIA PAOLA ARBEIA
NOVARA
«Deciderete voi, in platea,
chi vincerà il premio internazionale Martucci. Ci auguriamo che la città e tanti appassionati partecipino. È il nostro modo di ricordare il maestro Folco Perrino. Credeva
nei giovani talenti e desiderava onorare il compositore e
direttore d’orchestra che ebbe in Toscanini un convinto
sostenitore»: l’invito per stasera e il 17 - alle 21, conservatorio Cantelli - arriva da Ettore Borri, presidente degli
Amici della musica «Vittorio
Cocito». Si contenderanno il
premio, alla seconda edizione, i giovani pianisti Ludovica De Bernardo di Napoli e
Francesco Grano di Roma.
Anche Pedroni in giuria
Borri: «Vogliamo che il premio sia sempre più conosciuto perché porta alla ribalta
anche la dedizione di Perrino
nell’allestire una tra le più
ricche raccolte di documenti
su Martucci e l’epoca. Altro
obiettivo: dare ai concorrenti
la possibilità di presentare
una scelta di brani che metta
in luce la propria personalità
artistica». La prima selezione si è tenuta davanti alla
giuria tecnica: Marco Di Bari, Giulio De Padova, Oleg
Marshev, Anelide Nascimbene e Simone Pedroni. Borri:
«I concorrenti hanno presentato, oltre a pezzi di Martucci, brani da Beethoven a Bartok e proprie improvvisazioni». Nel montepremi, un concerto nella stagione degli
«Amici della musica» con cachet di 1.500 euro e altri riconoscimenti alle migliori esecuzione dal repertorio di
Martucci e autori tra il 1856 e
il 1909. Poi, ancora recital con
associazioni partner. Stasera
e il 17 ingresso a 10 euro, 5 ridotto; anche su www.vivaticket.it.
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È di Napoli
Nel montepremi ci sono
un concerto
nella stagione
degli «Amici
della musica»
con cachet
di 1.500 euro
e altri riconoscimenti
alle migliori
esecuzioni
di Martucci e
di altri autori
tra il 1856
e il 1909
Francesco Grano
Arriva da Roma. La prima selezione si è tenuta
davanti alla giuria tecnica composta da Marco Di
Bari, Giulio De Padova, Oleg Marshev,
Anelide Nascimbene e Simone Pedroni
1 Anche a Novara l’8 mag-
gio è stata una «Giornata
mondiale»: centinaia i volontari del comitato Cri della città impegnati in numerose attività. Sabato hanno regalato
un sorriso ai bimbi in collaborazione con l’associazione «Il
Pianeta dei Clown». La raccolta fondi quest’anno è stata
promossa con oltre 200 bellissime orchidee. La concomitanza con la festa della
mamma e la grande generosità dei novaresi hanno permesso all’iniziativa di riscuotere un inatteso successo.
Riempie il cuore di gioia, ed è
la più grande ricompensa per
i volontari, vedere persone
con poche possibilità economiche, partecipare con affetto, perché «Non si può non fare un’offerta alla Croce Rossa
- commenta una anziana signora - mi avete aiutato tante
volte». Molto attesa e partecipata la cena di beneficenza
di venerdì sera con il presi-
che aggiungeva un’altra dimensione alle immagini. Sono convinto che senza la musica di Davis il film non avrebbe avuto quel successo di critica e pubblico»: il regista Louis Malle diresse «Ascensore per il patibolo». Domani, mercoledì, il film sarà proiettato per
l’anteprima di «Novara Jazz» edizione estiva, la numero 13. I direttori artistici Corrado Beldì e Riccardo Cigolotti: «Il festival si conferma un palcoscenico unico nel cuore di Novara per il grande jazz,
l’improvvisazione, le sperimentazioni elettroniche e le contaminazioni tra arti». La rassegna si terrà tra Novara e dintorni dal 26
maggio al 12 giugno. Domani l’appuntamento è al cinema Vip di
Novara alle 21,15: la pellicola è stata appena restaurata e la splendida colonna sonora è appunto di Miles Davis (foto).
[M. P. A.]
Lo show il 19 maggio: anticipazioni e prevendita
Gigi D’Alessio è il protagonista di “Running”
Con Maccarini e Moreno per “Noi come voi”
tempo: sono arrivate richieste
da Alessandria, Sondrio, perfino dalla Sardegna.
MARCO BENVENUTI
NOVARA
Gigi D’Alessio lascia i suoi
impegni internazionali e per
un giorno «corre» a Novara,
contro le discriminazioni: si
chiama infatti «Running» lo
spettacolo di musica, danza e
arte per abbattere le «barriere umane». Il cantante, con il
rapper Moreno e Marco
Maccarini, professore di canto ad «Amici di Maria De Filippi», è testimonial d’eccezione. Organizzato dall’associazione «Noi come voi» di
Galliate, e diretto dal coreografo Gianluca Moia con il light designer Stefano Taccucci, è in programma giovedì 19 maggio alle 21,30 al Pala
Igor. I biglietti (15 euro) da
Tune Dischi, alla onlus gallia-
LE LETTERE
«Un giorno speciale
Grazie dalla Cri»
1 «Ricordo la prima scena. La tromba di Davis le dava un tono
dente della Cri, Paolo Pellizzari, e la vicaria Margherita Castano Comazzi; un ringraziamento particolare al duo «En
blanc et noir» composto da
Orietta Cassini e Cristina Laganà che hanno intrattenuto
gli oltre 100 ospiti tra cui il prefetto Francesco Paolo Castaldo. Tutte le offerte raccolte saranno ancora una volta destinate all’acquisto di nuovi defibrillatori per la città di Novara, a sostegno del progetto
«Novara ci sta a cuore». Inoltre, oltre 25 volontari soccorritori hanno fornito assistenza
sanitaria a due manifestazioni
ciclistiche. La prima era per i
più piccini: «Bimbimbici», allegra pedalata nei centri urbani
con l’obiettivo di incentivare la
mobilità sostenibile e diffondere l’uso della bicicletta tra giovani e giovanissimi. La Croce
Rossa ha seguito i piccoli ciclisti con un’ambulanza e una
moto; i soccorritori sono stati
chiamati a intervenire tre volte per piccoli incidenti.
CROCE ROSSA ITALIANA
NOVARA
Testimonial d’eccezione
Gigi D’Alessio: è un ritorno
tese, che si occupa dell’assistenza di persone diversamente abili, e in altri negozi in provincia. Il popolo dei fan di
D’Alessio si sta muovendo da
Ieri lo spettacolo è stato presentato da Benedetta Sereno
Clerici, presidente della onlus:
«Da anni “Noi come voi” promuove iniziative culturali per
sensibilizzare su disabilità,
emarginazione sociale, discriminazioni. Nel progetto “Running” è coinvolto anche l’istituto Mossotti». Per l’istituto, era
presente il professor Bruno
Bolzoni. Moia: «Con danza e
musica proporremo quattro
quadri con altrettanti personaggi-simboli di disabilità,
omofobia, immigrazione. Ma
scoprono, alla fine, di non essere soli». La colonna sonora è
Bruno Bolzoni, Benedetta Sereno Clerici e Gianluca Moia
un mix pop: tema dominante è
il «correre». Cinque voci novaresi nello show ricco di colori e
effetti: Maria Raciti, Cristina
Pagliarin, Marica Sottile, Giorgia Allifranchini, Serena Fittipaldi. Danzano allievi di scuole
come Rosso Lab Galliate, X Fit
Novara, da Torino e Cornaredo. Sarà costruito il «Quadro
infinito», opera pittorica in va-
ri blocchi realizzata da studenti di scuole novaresi. I cancelli
apriranno alle 20. Per D’Alessio, che canterà un paio di brani, è «un ritorno a casa». E’ già
stato ospite di Noi come voi: ha
sostenuto, anche economicamente, la creazione del nuovo
centro di via Leopardi a Galliate, da lui inaugurato nel 2012.
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Numeri utili
PRONTO INTERVENTO SANITARIO
numero unico tel. 118.
GUARDIA MEDICA
Novara: tel. 62.60.00; Arona: tel.
0322 51.61; Borgomanero: tel. 0322
81.500; Oleggio: tel. 0321 96.00.47;
Vco Centrale operativa Asl tel.
800448118.
FARMACIE DI TURNO OGGI
Novara: Turno di 24 ore (dalle 9 alle
ore 9 del mattino successivo).
Vescovile, piazza Battisti 5, 0321
62.33.88.
Provincia e Vco
Caltignaga: Mantegazza dott. Aurelio, via Risorgimento 25, 0321
65.21.02.
Galliate: Ferrari di Cristina, Via Cavour
4, 0321 86.14.32.
Borgo Ticino: Giusti snc, via Valle 3,
0321 96.29.67.
Colazza: Farmacia Delia dott. Lavorato, via Nazionale 9, 0322 21.83.96.
Maggiora: Furlan dott. Gian Antonio,
via V. Emanuele 100, 0322 87.119.
Cureggio: Paglino dott.ssa Maria, via
Roma 1, 0322 83.98.20.
Belgirate: Farmacia Del Lago di Rasia
Dal Polo, via Mazzini 49, 0322
76.445.
Orta San Giulio: Bergamasco dr.ssa
Elena, via C. Albertoletti 10, 0322
90.117.
Domodossola: Bogani dr.ssa Lucia,
p.zza Cavour 7, 0324 24.22.66.
Vanzone San Carlo: Fabris dr. Marco,
via Protasio 1, 0324 82.89.86.
Verbania (Intra): Comunale, via Farinelli 4, 0323 52.259.
Prime visioni
CASTELLETTO TICINO
Novara
PERNATE
METROPOLIS MULTISALA // Tel. 0331 - 914.285
Informazioni e prenotazioni dalle ore 19 alle ore 21,30;
sabato dalle ore 16,30 alle ore 21,30;
domenica e festivi dalle ore 14,30 alle ore 21,30
www.metropolisarea.it
Zeta - Una storia hip hop (2K), orario 20,10; 22,40
Nonno scatenato (2K), orario 22,40
The Dressmaker - Il diavolo è tornato (2D), orario
20; 22,30
Il libro della giungla (2D), orario 20,10; 22,30
Zona d’ombra (2K), orario 20; 22,30
Robinson Crusoe (2K), orario 20,20
La coppia dei campioni (2K), orario 22,40
La foresta dei sogni (2D), orario 20,10
Captain America: Civil war (2K), orario 19,40; 22,30
Captain America: Civil war (3D), orario 21,30
SANT’ANDREA // info www.cinemapernate.it
RIPOSO
TRECATE
NOVARA
CINETEATRI NOVARESI // infoweb
www.novaracinema.it - [email protected]
tel. 0321 - 35731 / Prenotazioni 199.208002,
feriali dalle 15/18; sab/dom dalle 12,30 alle 15
VIP // Tel. 0321- 625.688
Captain America: Civil war (3D), orario 21,15
ARALDO // Tel. 0321- 474.625
Where to invade next (Evento), orario 21,15
SACRO CUORE // Tel. 0321- 465.484
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SILVIO PELLICO // Tel. 345 - 455.4937
RIPOSO
BELLINZAGO
MOVIE PLANET MULTISALA //
info: 0321 - 987.046 / 988.872 Per prenotare: 0321 - 92.74.19 / 89.95.52.578
www.movieplanetgroup.it
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Il traditore tipo, orario 17,10; 19,40; 22,15
SALA 2
Nonno scatenato, orario 17,10; 19,50
La foresta dei sogni, orario 22,15
SALA 3
Captain America: Civil war (3D), orario 18,20;
21,20
SALA 4
Zeta - Una storia hip hop, orario 17,10; 19,45
La coppia dei campioni, orario 22,15
SALA 5
Captain America: Civil war, orario 16,15; 19,10;
22,15
SALA 6
Robinson Crusoe, orario 17,10; 20
Zona d’ombra - Una scomoda verità, orario
22,15
SALA 7
Il libro della giungla, orario 17,10; 19,45
Where to invade next, orario 22,15
Dal film «The Dressmaker»
Vco
DOMODOSSOLA
SALA 8
The Dressmaker - Il diavolo è tornato, orario
17,10; 22,15
Where to invade next, orario 19,40
CORSO MULTISALA // Tel. e segr. 0324 - 240.853
www.cinemacorso.it; www.cinemacorso.com
RIPOSO
BORGOMANERO
CINEMA ORATORIO S. CUORE // Tel. 0323 - 642.992
CHIUSO PER RISTRUTTURAZIONE SALA
CINEMA SOCIALE // Tel. e info 0323 - 61.459
RIPOSO
NUOVO MULTISALA // Tel. 0322 - 81.741
SALA 1
Captain America: Civil war, orario 19,45
Captain America: Civil war (3D), orario 22,15
SALA 2
Robinson Crusoe, orario 20,15
The Dressmaker - Il diavolo è tornato, orario 22,15
SALA 3
Room (Cineforum), orario 21,15
CAMERI
BALLARDINI // Tel. 0321 - 64.40.52
RIPOSO
OMEGNA
VERBANIA
MULTISALA CINELANDIA (INTRA) // Info e orari su
segr. tel. 0323 - 404.525 o www.cinelandia.it
SALA 1
The Dressmaker - Il diavolo è tornato, orario 20;
22,35
SALA 2
Captain America: Civil war (2D), orario 19,50; 22,45
SALA 3
Fuocoammare (Cinema di qualità), orario 21,15
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LA STAMPA
MARTEDÌ 10 MAGGIO 2016
Scorci notturni e angoli nascosti
“Racconto l’amore per la mia terra”
Cristina Meschia ha girato i video di alcuni brani del cd “Intra”
La storia
BEATRICE ARCHESSO
VERBANIA
Novara
Novara
Rattaro dal Bancarella
Ballare per curarsi
1 La
1 Alla
vincitrice del Premio
Bancarella 2015 Sara Rattaro presenta stasera a Novara
il suo libro «Splendi più che
puoi», alle 18 al Circolo dei
Lettori, con ingresso libero:
racconta un’intensa storia di
violenza familiare. L’autrice
dialogherà con la giornalista
Erica Bertinotti.
Novara
«I martedì dell'Oliver», l’Irish pub di via Boggiani a Novara, stasera alle
21,30 il live dei «Triciclo Musical» che proporranno inediti e cover pop e rock cantautorale.
Novara
Terza età e soglie
1 Il
interpretandolo con quartetto
d’archi. L’altro pezzo di cui è
stato girato il video è «Intra»,
che dà nome al cd. Le riprese
sono state fatte in notturna tra
il porto vecchio, piazza Ranzoni e il lungolago fino a piazza
San Vittore, in bicicletta.
È una collaborazione tra artisti verbanesi, con Andrea
Marcovicchio della 10/13 Films
dietro la cinepresa. Nel video
Meschia cammina, canta e
svela la Intra di cui scrisse il
poeta Luigi Fioretta, che nella
canzone - musicata da Riccardo Zoja - parla del cambiamen-
Testi e note dal passato
La musica di «Val Grande» è di
Luigi Bianchi, nonno di Franca
Olmi che è stata presidente del
parco nazionale e ha scritto il
testo insieme a don Pierino
Lietta. In origine era un testo
corale e Meschia l’ha ripreso
Verbania, show e solidarietà
Dal festival del fitness un aiuto per Tiago
to della città: il progresso, le
industrie, il vecchio teatro e la
nostalgia dei ricordi. Altri video saranno girati con Caldani
(per il brano «Un cappello da
Ghiffa») e Simone Falcone (su
un pezzo da definire). Le foto
dei backstage sono di Raffaele
D’Angelo e Giacomo Bianchi.
«Porto in giro il territorio non
solo con canto e dialetto ma
anche con le immagini - conclude Meschia -. Noi diamo per
scontata la bellezza del Verbano, ma altrove rimangono incantati dai nostri panorami».
12BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI
Tanto pubblico a Domodossola
Tradizioni sul palco al «Dialetto è servito»
1 Una serata in cui i veri protagonisti sono stati i dialetti delle
valli dell’Ossola, che con le loro leggere sfumature sono uno diverso dall’altro anche se utilizzati da persone che abitano a poca distanza tra loro. È stato questo il tema della 19ª edizione del «Dialetto è servito», lo spettacolo organizzato venerdì sera al teatro
Galletti di Domodossola. Anima e presentatore lo scrittore Antonio «Tommi» Prevosti che ha guidato le esibizioni di gruppi folkloristici e di teatro.
Fotogallery www.lastampa.it/vco
Sudoku
Il sudoku
Medio
Il gioco consiste nel riempire tutte le caselle in modo tale che
ogni riga, ogni colonna e ogni settore contenga tutti i numeri
senza alcuna ripetizione: negli junior sudoku sono in gioco
i numeri da 1 a 6, nel sudoku medio e difficile i numeri da 1 a 9
Junior Sudoku
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Giorgio Ornano
presenta domani alla «Feltrinelli Point», in corso Repubblica ad Arona, il suo libro «Finale di partita». Interviene anche
Sara Ramondino. L’incontro, a
ingresso libero, si terrà alle 21
alla libreria di corso Repubblica 106.
Prevendite per la Scala
1 È un martedì sera in
compagnia del ballo quello
odierno a Villa Giulia: si danza dalle 21 con Luciana. L’ingresso è libero.
1 Iniziano
po di latino americano stasera da O’Connors. Inizio alle
22, entrata libera.
domani alle 18 le
prevendite dei tre spettacoli
della rassegna «Con la biblioteca Alla Scala». Le proposte
sono il 4 giugno «Der Rosenkavalier» di Strauss con la direzione di Zubin Mehta, il 2 settembre il «Flauto magico» di
Mozart con direttore Adam Fischer e il 5 ottobre «Giselle»
con Roberto Bolle. Prevendite
in biblioteca (pacchetti con
trasporto in bus).
Verbania
Crevoladossola
Fuocoammare di Rosi
«Amici della notte»
1 Alle
21,15 al Cinelandia
di Intra proiezione di Fuocoammare di Gianfranco Rosi.
Iniziativa nell’ambito della
rassegna «Cinema di qualità» con ingressi a 5 euro.
1 Si balla con gli Amici della
Verbania
1 Il
Verbania
ritrovo è domani alle
10 a palazzo Flaim a Intra per
il nuovo appuntamento delle
camminate «per conoscere i
territorio» organizzate dall’università del Ben.Essere.
La destinazione domani è la
Trinità di Ghiffacon visita
guidata e pranzo al sacco.
Rientro previsto per le 16. Info e adesioni al 348.2553861.
notte oggi Al 59. Il via alle danze è alle 21; ingresso gratuito.
Domodossola
Concorso di poesia
concorso di poesia
«Quantarte è anche parola»
organizzato dall’associazione
artistica è dedicato quest’anno
ad Alda Merini. C’è tempo per
partecipare fino al 25 settembre, con elaborati sui temi «Il
viaggio della vita» o «Acqua,
metafora di vita». Gli iscritti
devono essere inediti e ogni
partecipante può inviare massimo tre poesie per tema, non
superiori ai 30 versi. Regolamento su www.quantarte.it.
Difficile
6 8
Le soluzioni dei
giochi di domenica
1 L’autore
Verbania
1 Il
co e anche numeri di magia e cantautori: è la carrellata di esibizioni che ha caratterizzato lo spettacolo di sabato al palazzetto dello
sport di Intra per il primo «Verbania fitness festival» organizzato
dalla scuola Borella e Vero. Nell’occasione sono stati raccolti oltre
2 mila euro, che al netto delle spese andranno alla famiglia di Tiago, il bimbo di Bieno malato di leucemia che era presente all’evento in suo nome.
Fotogallery www.lastampa.it/vco
«Finale di partita»
Serata di liscio
Conoscere il territorio
1 Dalla salsa alla rumba, dalla ginnastica al rock’n’roll acrobati-
Novara
Verbania
1 Con i Los Amigos è tem-
STUDIO RDS
fisioterapista Paola
Rovida dispensa consigli sulla
salute della colonna vertebrale. Stasera alle 21 nella sede
dell’associazione «Macinaidee» in via Falcone 9 l’incontro
a ingresso libero dedicato a fisiologia, esercizi per stare in
forma, suggerimenti.
[email protected]
Balli latini
DANILO DONADIO
1 La
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La soluzione dei giochi
di domenica
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Medio
ca da legn» il 3 giugno a Intra
nell’ambito della Maratona
della valle Intrasca. «Abbiamo
scelto una scenografia naturale - dice Meschia, 26 anni -.
Mentre passeggio si vedono
paesaggi e scorci anche ripresi
dall’alto».
Club Donegani propone la conferenza «Invecchiamento cerebrale e malattie
neurologiche: quale la soglia
critica e quali le possibili
strategie di protezione?»: sarà stasera alle 21 nell’aula
magna dell’istituto superiore
Omar di Novara. Relatore il
professor Carlo Pasetti, specialista in Neurologia. L’ingresso è libero.
La salute della schiena
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Difficile
N
Le riprese
in notturna
del video
girato
a Intra
con Andrea
Marcovicchio
sala dell’ex quartiere
Sacro Cuore stasera alle 20,30
prosegue «DanteLab», laboratorio di danzaterapia creativa
col metodo Fux con Caterina
Degiorgi, operatrice di danzaterapia e discipline bionaturali. Prevista una quota di partecipazione equo solidale; [email protected]
com.
Novara
1 Per
Backstage
Spettacoli .49
[email protected]
Triciclo Musical
on sempre nascono
nelle grandi città i
progetti musicali interessanti. Cristina Meschia
ha scommesso su Verbania,
città natale, con il cd «Intra»
che canta tradizioni popolari
e dialetto. Con coerenza la
verbanese tiene fede all’investimento realizzando i video
delle canzoni nei territori
cantati. Due mattine e una
sera sono bastati a girare le
clip di «Val Grande» e «Intra», due delle 12 tracce.
«Val Grande» è stato girato all’alpe Pala (comune di
Miazzina) che rientra a pieno
titolo nel parco nazionale che
delimita la più grande area
selvaggia d’Europa. Il video è
nato dalla collaborazione con
il fotografo verbanese Alberto Caldani che ha lavorato
anche col drone. La prima
parte è stata girata due mesi
fa, poi nuove scene settimana
scorsa e una parentesi finale
che con ogni probabilità sarà
girata al tramonto. L’opera
parteciperà al concorso dedicato alla montagna «La pi-
.
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STAMPA
.LA
MARTEDÌ 10 MAGGIO 2016
Baseball, triplo stop per Novara a Bologna
Calcio femminile, Romagnano vince il derby
1 Ancora un weekend da dimenticare per il Ba-
1 Senza storia l’andata dei quarti di finale di
seball Novara sconfitto in tre partite a Bologna
(3-1, 13-3 e 11-1). Stasera c’è il recupero contro
Rimini: si gioca alle 19 al Provini.
Coppa Piemonte: alla Cavallotta di Novara, il Romagnano ha battuto 7-0 la Sanmartinese; domenica il ritorno a Romagnano.
CALCIO, PRIMA VOLTA NEI PROFESSIONISTI
I numeri
del trionfo
gialloblù
74
Gol fatti
Il Bellinzago
ha avuto
il miglior attacco
con Caronnese
e Chieri
Marco Massaro
con 25 reti
ne ha realizzati
più di tutti
Nella foto sotto
l’attaccante
dopo la partita
ha chiesto
alla fidanzata
Carlotta
di sposarlo
27
Vittorie
Solo Parma
e Piacenza
hanno fatto
meglio
in tutti
i gironi di serie D
Alla fine
sono stati
4 i punti
di vantaggio
sulla Caronnese
che ha pareggiato a chieri
Il Bellinzago è nella storia
“Una favola lunga 10 anni”
In Lega Pro la società partita dalla 3ª categoria a Marano
Esplode
la festa
GIACOMO BARAGGIOLI
BELLINZAGO
Il giorno della festa per la
promozione in Lega pro dello
Sporting Bellinzago è un misto di gioia e incredulità per
quanto fatto. Una storia bellissima, partita dieci anni fa
in Terza Categoria e culminata con il salto nel mondo del
professionismo. Chi era presente già allora è il bomber
Marco Massaro, passato dalle lacrime di gioia per la vittoria a quelle di commozione
quando chiede alla sua Carlotta di sposarlo. «È una promessa che mi ero fatto a inizio stagione e l’ho mantenuta». Segno che in questa vittoria ci ha sempre creduto:
«È una gioia indescrivibile, in
dieci anni abbiamo scritto un
libro bellissimo, i sacrifici fatti da mio papà per portare
avanti questo sogno sono stati incredibili, con il lavoro abbiamo costruito qualcosa di
unico e questa vittoria ci ripaga degli sforzi fatti».
«Feeling eccezionale»
Dai gol di Massaro alla regia
di Sandro Siciliano, il tecnico
protagonista assoluto della
vittoria: «Si è creato un feeling eccezionale nello spogliatoio e con la società, anche se
all’inizio c’è stata qualche difficoltà con il passare dei mesi
è nato qualcosa di importante, il gruppo è diventato una
squadra ed è arrivata la continuità di risultati. È un risultato incredibile, ancora di più
perché inaspettato».
Il ds Domenico Cicciù ci
scherza su: «Ho vinto Promozione, Eccellenza e serie D, il
presidente rischia di vincere
anche la Lega Pro se mi tiene.
Conquistare il campionato all’ultima giornata, senza dover aspettare i risultati degli
il caso
LUCA ZIROTTI
OMEGNA
Le immagini
di una
giornata
storica
per Bellinzago
e il calcio
novarese
PAOLO MIGLIAVACCA
Il presidente Massaro
«Il futuro? È presto per parlarne»
1 L’aveva detto, o così
narra la leggenda, alcuni
anni fa: il suo desiderio
era arrivare tra i professionisti. In dieci anni ci è
riuscito partendo dalla
terza categoria con il Marano. Antonio Massaro si
gode una giornata indimenticabile: «Ho iniziato
a crederci quando abbiamo avuto cinque punti di vantaggio sulle inseguitrici,
abbiamo scritto una bellissima storia. Ho avuto la fortuna di avere intorno a me delle persone capaci che
hanno costruito un gruppo forte dentro e fuori il campo». Con costanza ed investimenti ha costruito negli
anni qualcosa di incredibile con la moglie Anna sempre al suo fianco, ma le tante voci sul futuro non possono scalfire il momento di gioia: «Ci ritroveremo nei
prossimi giorni intorno ad un tavolo per pensare al futuro, adesso è solamente il momento di festeggiare».
altri lo rende ancora più bello,
se vinci 27 partite non può che
essere meritato». Fondamentale il ruolo del dg Mauro Turino: «È la vittoria del gruppo e
dello staff, di un allenatore che
ha proposto un calcio intelligente. Obiettivo raggiunto con
lavoro e la collaborazione».
Il momento decisivo
Primo acquisto estivo dello
Sporting, Giuseppe Cacciatore
ha portato solidità e una mentalità vincente a Bellinzago:
«Quando siamo passati davanti non ce n’è stato più per nessuno, il gruppo ha fatto la differenza. Non abbiamo mai mollato». Quasi incredulo Lucio Ciana, al quarto anno in gialloblù:
Omegna, la stagione dei rimpianti
Dopo tre anni addio all’Eccellenza
Scelte sbagliate e punti sprecati:“Ma la dirigenza è solida”
Pareggio
fatale
L’Omegna
nei playout
è stato
fermato
sullo 0-0
dall’Aygreville
che si è
salvato
in virtù
del miglior
posizionamento
in stagione
l riscatto dovrà partire dal
piano inferiore, da quella
Promozione lasciata tre anni fa e che ora torna il palcoscenico sul quale ricostruire. Il
giorno dopo dell’Omegna è
quello della delusione, per una
retrocessione che lascia il segno e costringerà i rossoneri a
ridefinire i programmi.
Un anno dopo lo 0-0 con il
Caselle che valse la salvezza al
Liberazione questa volta il pareggio a reti bianche a Gressan
con l’Aygreville è inutile, a salvarsi dopo i supplementari sono i valdostani per il miglior
piazzamento finale in campionato. «Dopo dieci anni di obiet-
I
tivi centrati, tra promozioni inseguite e lotte per salvarci è
arrivata un’annata storta, con
errori che paghiamo a caro
prezzo ma che dobbiamo accettare a testa alta» dice il presidente onorario Nicola Binda.
Progetti per ripartire
Troppo presto parlare già di
piani per il futuro, obiettivi e
uomini sui quali puntare e soprattutto quale ambizione coltivare nell’immediato. Ovvero
se prevarrà la voglia (e la possibilità) di ritentare subito il
passo per riconquistare la categoria o se si imposterà un
percorso di più lunga prospet-
Il capitano dell’Omegna Luca Appetito, 26 anni
tiva. «Parlare ora di programmi è dura oltre che molto prematuro, c’è la delusione da
smaltire e dovremo farlo in
questi giorni» dice anche il direttore generale Valter Zanni.
Delusioni e tensioni che
hanno accompagnato la stagione. Basti pensare alla vicenda del cambio di allenatore in
corsa, tra chi l’avrebbe fatto
prima e chi avrebbe atteso ancora. E poi via con i rimpianti,
per i tanti (troppi) punti sciupati mandando in fumo risultati alla portata e che nonostante le difficoltà avrebbero
dato un finale diverso. «Ci abbiamo provato fino in fondo
«Ci vorrà qualche giorno per
capire quello che è successo.
Sono arrivato in Eccellenza e
ora siamo in Lega Pro, non ci
credo ancora». Parole da veterano per Giuseppe Carriero,
nonostante i 19 anni ancora da
compiere: «Siamo partiti con
un obiettivo diverso ma abbiamo dimostrato di essere i più
forti di tutti. Paura di perdere il
campionato? Mai, la paura si è
trasformata in energia. Ora è il
momento di festeggiare, ce lo
meritiamo». Non troppo però:
alle porte le sfide con Piacenza
e Venezia per la poule scudetto.
12BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI
Fotogallery
www.lastampa.it/novara
ma il grosso rammarico è per i
punti importanti persi prima,
che non ci avrebbero messi in
questa condizione» dice anche
il tecnico Matteo Paladin.
La panchina in primis sarà il
nodo da sciogliere per ricostruire il futuro. «Sono valutazioni che spettano alla società
– dice Paladin - io non avrei
nessun problema a restare anche in Promozione». Ci sarà
tanta carne al fuoco insomma,
con un primo consiglio direttivo che dovrebbe riunirsi già
entro una decina di giorni.
«Qualunque obiettivo si sceglierà lo faremo sempre in base alle finanze a disposizione, è
la linea seguita in tanti anni e
che non cambieremo certo ora
- conclude Binda -. Importante
è la solidità e il rispetto che
questa società negli anni si è
costruita. Un grazie intanto va
ai tifosi, sono venuti in tanti a
spingerci in una trasferta lontana e sono stati encomiabili».
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LA STAMPA
MARTEDÌ 10 MAGGIO 2016
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51
SPORT NOVARA E VCO
il caso
SAMANTHA FILIPPINI
OMEGNA
bbiamo bendato anche la sfortuna», sorride coach Filippo Faina. È un’impresa quella della
Paffoni Omegna: ha pareggiato la serie con Jesi vincendo gara 4 (86-77) senza Tyler
Smith (stagione finita) e con
l’utilizzo ridotto di Antonio
Iannuzzi, due titolari importanti. Quest’ultimo, al rientro
dopo oltre un mese di stop
per problemi muscolari, ha
stretto i denti ma non è certo
al meglio. Solo una settimana
fa Omegna era sotto 2-0 e
sembrava vicina al baratro,
ora si giocherà tutto domani
alle 20,30 a Jesi: chi vince è
salvo, chi perde farà l’ultimo
turno playout.
A
“Siamo più forti della sfortuna”
Ora la Paffoni crede all’impresa
Il Dkc Galliate
va ai playoff
Playout di A2, battuto Jesi senza Smith. Domani la “bella” Oleggio fuori
per un punto
12BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI
12BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI
Con 23
punti
è stato
il miglior
realizzatore
della
Poli Opposti
STUDIO RDS
Serie C gold, successo di Domodossola
DANILO DONADIO
Antonio Iannuzzi ha segnato 10 punti al rientro dall’infortunio
Serie C Silver
Arona eliminata
dal Reba Torino
1 Non bastano ad
Arona i 27 punti del
trascinatore Penny Hidalgo per poter proseguire l’avventura nei
playoff di C Silver. I
biancoverdi hanno
perso la decisiva gara
3 a Torino contro il Reba (79-69) e devono
abbandonare così al
primo turno gli spareggi promozione.
Stasera tocca a Gravellona, che sarà impegnata in gara 2 a Valenza: la serie è al meglio delle cinque gare
e i tocensi hanno già
vinto gara 1 in casa degli alessandrini: palla
a due alle 21.
[M. C.]
Iannuzzi, come fatto domenica: «Non è allenato e occorre
utilizzarlo nei momenti chiave,
cioè quando serve alzare la
qualità del gioco. Al suo posto
Galmarini e Vildera devono
continuare a giocare come nelle ultime gare: lottando per tenere testa ai giocatori più potenti fisicamente».
Trasferta dei tifosi
Faina non si fida degli avversari feriti: «Mi sarei aspettato
che studiassero qualche diavoleria per contrastarci e per
sfruttare i nostri punti deboli.
In verità ci hanno provato ma
senza riuscirci, perché siamo
riusciti a prendere subito le
giuste contromisure».
Domani si torna in campo
per la «bella» a Jesi. L’associazione Kenzio Belotti organizza
un pullman di tifosi per seguire la squadra, con partenza e
rientro in giornata dal piazzale
del Penny di Omegna. Per informazioni e prenotazioni si
può contattare il numero
335.490893.
12BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI
GIOVANILE, DUE SETTIMANE DI APPUNTAMENTI A GIUGNO
Bambini a lezione dai calciatori di serie A
Sul Lago Maggiore il “Baveno summer camp”
Calcio, divertimento e beneficenza con ospiti importanti e
entusiasmo. È il Baveno Summer camp per i piccoli calciatori diventato un appuntamento fisso sul lago Maggiore. Manca poco ormai: Mini
camp dal 6 all’11 giugno e poi il
piatto forte del Summer
camp dal 13 al 19 giugno allo
stadio Galli.
Sarà un’occasione per divertirsi e imparare da ex giocatori di serie A diventati allenatori, come Fabio Gallo e
Fulvio Pea, confermati nello
staff degli istruttori. E poi Lorenzo Squizzi, rimasto al
Chievo anche dopo aver appeso i guanti da portiere, che curerà i numero uno.
stare a riposo per tutta la settimana». Gli ossolani hanno giocato con grande intensità. «Ho
preteso dai ragazzi uno sforzo
sul piano della concentrazione
- dice il tecnico Alessio Fioravanti -. Tutti sono riusciti a difendere con efficacia e così in
avanti è stato più facile».
Per Francesco Petricca il
largo vantaggio non deve ingannare: «Siamo stati bravi
noi a rendere la gara più facile
del previsto». Sempre il migliore in attacco Marko Raskovic autore di 23 punti: «Abbiamo fatto una grande gara sbagliando pochissimo. Li abbiamo battuti sul loro terreno,
quello della fisicità». Ora l’attenzione si sposta a domenica
alle 18: la Poli Opposti ospiterà
al PalaSpezia, che avrà l’impianto di illuminazione già riparato, il Bra nella prima gara
di semifinale. «Ci serve un’altra vittoria per avvicinarci
sempre di più alla finale - dice
Fioravanti - . Siamo i favoriti e
l’unico risultato che può andarci bene è la promozione».
Nel femminile la Dkc Galliate
si qualifica ai playoff di B2 e il
Guinness Time Scurato a
quelli di serie D, mentre Mrg
Borgomanero, Igor e Team
Volley Novara retrocedono in
Prima divisione. Nel maschile la Clinica Viana festeggia
la promozione in C, categoria
in cui torna il Volley Novara,
retrocesso dalla B2.
Sono questi i verdetti che
al termine della stagione regolare interessano le squadre
novaresi. In B1 la Igor, già salva da qualche giornata, chiude perdendo 3-0 sul campo
del Cagliari. In B2 femminile
la Dkc Galliate, che aveva già
ipotecato i playoff la settimana scorsa, fa perdere il campionato all’Acqui battendolo
3-2 a Galliate: a vincere è stato così il Garlasco. Il neopromosso Pavic Romagnano supera 3-2 in trasferta il Casale
e saluta l’allenatore Marco
Bonfantini, che il club non
confermerà. In C maschile
l’Altea Verbania batte 3-2 fuori casa l’Alto Canavese e chiude quarta.
Salvezza tranquilla per
l’Erreeesse Romagnano, vittorioso 3-1 in casa con Acqui;
salvo anche il Bistrot Domodossola ko 3-1 in Ossola con
Santhià. In C femminile la
Flavourart Oleggio, vittoriosa 3-0 in casa con Borgaro
perde i playoff per un punto.
L’Issa già salva perde 3-1 a
Barge, stessa sorte per l’Igor
a Montalto. In D maschile il 2°
posto vale la promozione per
la Clinica Viana, mentre solo
la classifica avulsa condanna
l’Ebano Novara, vittorioso
3-0 con Savigliano, a non salire: a festeggiare la C con il 3°
posto è il Caselle. In D femminile la Guinness Time supera
3-0 in trasferta la già retrocessa Borgomanero e vola ai
playoff grazie anche alla Vega
Verbania, che ferma 3-0 in
casa il Lessona.
[A. TO.]
Marko
Raskovic
«La squadra si è unita»
«Abbiamo giocato alla grande - commenta Faina - la
squadra ha avuto la reazione
caratteriale che mi aspettavo». Se in gara 3 la Paffoni
aveva retto l’uscita dal campo di Smith gestendo il vantaggio accumulato, non era
altrettanto scontato che riuscisse ad aggredire la partita
allo stesso modo, senza l’ala
americana dall’inizio. «Tyler
è un catalizzatore, avevamo
paura che la squadra avrebbe patito, invece si è compattata giocando bene insieme»,
spiega il coach.
Contro un’avversaria che
nelle prime due partite aveva
dimostrato di poter dominare sotto canestro, la Paffoni
ha usato la forza del gruppo e
lavorato anche di astuzia:
«Abbiamo avuto tanto da
tutto il reparto guardie, siamo stati aggressivi come loro
lo sono stati in casa propria.
È la chiave della serie: chi
riuscirà a limitare meglio e
prima il gioco dell’avversario
conquisterà la salvezza».
Ora l’inerzia è a favore di
Omegna, ma questo non sarà
determinante per il risultato
perché «Jesi sul proprio
campo è difficile da superare». Sotto canestro Faina dovrà dosare il minutaggio di
VOLLEY, DALLA B ALLA D
Allo stadio
Galli
È previsto
un mini
camp
dal 6 all’11
giugno
per i più
piccoli
L’evento
principale
è dal 13 al 19
giugno
Ospite d’eccezione sarà il
portiere del Palermo Stefano
Sorrentino, presente in date
ancora da confermare. Il Mini
camp è per i bambini dai 4 ai 6
anni, con attività dalle 17,30 alle
19 dal 6 all’11. Dal 13 al 19 giugno
spazio al Summer camp, aper-
Poli Opposti, una prova di forza
Superato Casale Monferrato
In semifinale sarà sfida con Bra
FILIPPO RUBERTÀ
DOMODOSSOLA
La Poli Opposti Cipir batte
con largo margine, 81-62, Casale Monferrato e approda
alle semifinali playoff. Ora
l’ultimo ostacolo, per accedere alla finale, è rappresentato
da Bra che si è aggiudicato il
confronto con Savigliano. Si
è giocato nella palestra comunale di Ornavasso per l’indisponibilità del PalaSpezia
di Domodossola. Gli ossolani
hanno faticato nei minuti iniziali, poi, però, hanno recuperato chiudendo la prima
frazione avanti di 9 punti e
innalzando il distacco fino a
19 punti all’intervallo.
Il resto è stato soltanto
controllo della gara, tanto
che la distanza alla fine è rimasta inalterata. Nelle file
biancoblù si temeva per l’infortunio a Fabrizio Foti, ma i
medici hanno fatto i miracoli
e il play ossolano ha giocato
28 minuti segnando anche 11
punti. «E’ stato molto bravo dice Foti - il medico Carlo
Maestrone, ora però dovrò
to alle classi dal 2000 al 2009.
L’attività è dalle 8,30 alle 17 (accoglienza in base alle necessità
già alle 7,30). Ci sarà una giornata di divertimento all’Acquadventure park e una cena di gala con ospiti sportivi per beneficenza, iniziativa che sarà aperta anche a chi non è iscritto al
camp. Per il Mini camp la quota
di iscrizione è di 95 euro, per il
Summer camp è di 195 euro. Le
adesioni sono aperte al
338.1833921 o alla segreteria
dello stadio di Baveno il lunedì,
mercoledì e venerdì dalle 17,30
alle 19,30.
Iniziativa per i lettori
Il Baveno mette a disposizione
due posti per il Summer camp:
per partecipare alla selezione
basta scattarsi un selfie e inviarlo via mail, insieme al tagliando, a [email protected] Se la scelta della giuria
cadrà su un ragazzo già iscritto, la società restituirà la quota.
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MARTEDI’ 10 MAGGIO 2016
Al Summer Camp
con i campioni
Partecipa alla selezione di due posti per il Summer Camp
del Baveno calcio che si terrà dal 13 al 19 giugno inviando
un selfie. Gli autori delle due immagini ritenute più simpatiche
otterranno l’iscrizione gratuita alla settimana
di lezioni con i campioni di serie A e B
Il primo «pass» verrà assegnato con le immagini
inviate entro domenica 22 maggio, il secondo
con le foto inviate entro domenica 5 giugno.
Inviare le immagini
a [email protected]
allegando il tagliando compilato
Nome e cognome
Località
Numero di telefono
Età
1231431536738439639A
52 .Nord-Ovest
STAMPA
.LA
MARTEDÌ 10 MAGGIO 2016
NOVARA
rato la disponibilità ad aumentare il numero dei lavoratori in esubero che verrebbero riassorbiti: attualmente la richiesta è per 48 persone. Giovedì la trattativa vivrà una giornata cruciale a Roma: alle 16 incontro
con Terna, alle 19 al ministero.
[M.G.]
Crisi alla Tamini, interviene Terna
Il gruppo Terna apre alle trattative per la vertenza della
Tamini Trasformatori di Novara. Ieri pomeriggio Cgil,
Cisl e Uil hanno incontrato l’azienda e Tamini ha dichia-
I SINDACATI CONGELANO LO SCIOPERO CONTRO LA LIBERALIZZAZIONE
Le Fs alla Regione
“Compriamo 50 treni”
La società vuole il servizio, senza gare, per 15 anni
Artigiani
edili
C’è il contratto
secondo le associazioni degli
artigiani (Confartigianato, Cna,
Casartigiani) il
Piemonte è
diventato un
«faro per
il settore edile»
perchè è stato
firmato, caso
unico in Italia, il
primo contratto
regionale
dell’edilizia
MAURIZIO TROPEANO
TORINO
Venerdì scorso il presidente
del Piemonte, Sergio Chiamparino, con l’assessore Francesco Balocco, hanno incontrato l’amministratore delegato del gruppo Fs, Renato
Mazzoncini, per capire
l’orientamento dei nuovi vertici delle Ferrovie italiane sul
trasporto locale. I risultati?
Chiamparino si limita a dire
di «aver constatato un maggior volontà di intervenire sul
trasporto locale». E ieri l’assessore Balocco, incontrando
i sindacati per fare il punto
sulla liberalizzazione del servizio ha spiegato che Trenitalia ha annunciato la volontà
di presentare una proposta
economica e di servizio che
possa portare ad un rinnovo
dell’affidamento del servizio
senza lo svolgimento delle gare. Una proposta importante
che prevede un investimento
di 400 milioni che permetterebbe di acquistare dai 50 ai
60 treni in cambio di un affidamento diretto del servizio
per 15 anni.
Ipotesi tutta da verificare
ma che andrebbe incontro ad
una delle priorità indicate
dalla regione che punta al miglioramento in tempi brevi
del servizio. Dall’inizio dell’anno, comunque, gli ispettori regionali hanno registrato
un miglioramento in termini
di puntualità, pulizia e manutenzione del materiale rotabile. Ma per affidare il servizio
senza gare il maggior ostacolo da superare resta il decreto
Madia che però, in alcune
norme sui contratti di servizio, trova la contrarietà di tutte le regioni.
Due lotti
Ecco perchè la Regione inten-
I nuovi laboratori della De Martini di Cerrione
BIELLA, PRIMA IN ITALIA A CERTIFICARSI
L’azienda a impatto zero
produce più energia
di quanta ne consuma
PAOLA GUABELLO
CERRIONE (BIELLA)
La società del gruppo Fs pronta ad investire 400 milioni
de andare avanti con le procedure di liberalizzazione con le
gare anche se i lotti non saranno più tre ma due, uno per il nodo metropolitano di Torino
(l’ipotesi della società mista tra
Gtt e Trenitalia è sostanzialmente ferma) e il secondo per il
resto del Piemonte compresi i
servizi dei regionali veloci.
Le organizzazioni sindacali
(Cgil, Cisl, Uil, Ugl e Fast), invece, continuano a sostenere un
modello di gara con un unico
lotto e chiedono a gran voce la
garanzia dei livelli occupazionali attraverso la clausola sociale. La Regione si è detta
pronta a raccogliere la seconda
richiesta mentre sulla prima
l’assessore ha spiegato come il
lotto unico non avrebbe reali
caratteristiche per garantire la
concorrenza tra le società interessate oltre che ad essere in
contrasto con le indicazioni
dell’Autorità di Regolamentazione dei Trasporti.
Il rispetto dell’ambiente, riducendo al massimo le emissioni
di CO2 e ottimizzando le risorse disponibili, è il principio
sul quale è nata la collaborazione tra De Martini, azienda
specializzata nella produzione di filtri a capillarità controllata (dai pennarelli alla
profumazione degli ambienti)
e lo studio degli architetti Tonetti e Petri che insieme a un
pool di professionisti con
competenze specifiche, imprese e artigiani qualificati
tutti biellesi, ha portato alla
costruzione della prima
«azienda passiva» in Italia,
che produce, cioè, più energia
di quanta ne consuma.
L’obiettivo
Il ruolo della Lombardia
L’incontro è servito anche per
fare il punto sul prossimo passaggio della Arona-Varallo-Domodossola sul contratto di servizio della regione Lombardia.
Regione e sindacati si rivedranno a giugno intanto i sindacati
che avevano convocato uno
sciopero per l’11 e il 12 maggio.
Per i sindacati si è trattato di un
incontro ancora interlocutorio
ma è stata apprezzata la volontà di apertura della Regione.
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Primo a ottenere il certificato
di Phi Italia, autorevole ente
nazionale, l’edificio costruito
ex novo a Cerrione, nel Biellese, risponde infatti all’esigenza di essere a impatto zero,
pur mantenendo tutte le altre
caratteristiche proprie di un
polo produttivo. Dall’inizio
cantiere, in soli 10 mesi i reparti erano già in attività
mentre gli uffici e la sistemazione esterna si sono completati nei tre mesi successivi.
L’edificio, con il lato lungo
sull’asse nord-sud e gli uffici in
testata nord, garantisce la miglior esposizione per i pannelli
fotovoltaici, assicura un’illuminazione ottimale ed evita il surriscaldamento estivo grazie a
frangisole esterni piazzati sulle
finestre. Il reparto produttivo è
stato realizzato con prefabbricati ad alto livello di coibentazione e la palazzina, oltre a ottimizzare tutti gli apporti energetici naturali, garantisce la tenuta all’aria evitando lo scambio termico tra interno ed
esterno. L’impianto geotermico
sfrutta contemporaneamente
l’energia solare e il calore immagazzinato nel terreno, ed è
costituito da tubi intrecciati in
cui circola un liquido termovettore. La climatizzazione recupera anche il calore sviluppato
dalle linee produttive.
De Martini, oltre 50 anni di
esperienza, oggi è uno dei due
leader mondiali in un settore ad
alta specializzazione, quello
della progettazione e produzione di filtri adatti a tutti gli impieghi in cui occorre disporre di
serbatoi che trattengano e rilascino liquidi in modo controllato utilizzati in svariati campi
(scrittura, cosmetica, medicale, diffusione di liquidi, profumazione per ambienti, disinfettanti e insetticidi).
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LA STAMPA
MARTEDÌ 10 MAGGIO 2016
Nord-Ovest .53
.
ECONOMIA
TORINO, ELETTO IL PRESIDENTE E GLI ORGANI DIRIGENTI
Compagnia di San Paolo
Inizia l’era Profumo
Agenda
Complimenti al presidente
uscente e a quello entrante.
Luca Remmert e Francesco
Profumo sono riusciti a stupire la pattuglia dei cronisti
che in queste settimane si
era esercitata nell’indicare i
nuovi componenti il governo
della Compagnia di San Paolo, facendo spuntare dal cilindro due nomi mai citati nelle
più o meno documentate
spifferate. Sono Walter Barberis, storico ed ex-direttore
editoriale dell’Einaudi esponente culturale di primo piano, e Dario Arrigotti ex-direttore dell’Ilo, l’ex-Bit, un
esperto dunque di internazionalizzazione. Con loro, come previsto, sono rientrate
nel Consiglio la professoressa Franca Fagioli del Regina
Margherita, la professoressa
Daniela Del Boca e Alessandra Vallarino Gancia.
Nuove competenze
Cinque figure scelte per completare il bouquet di competenze che dovranno guidare
la Compagnia di San Paolo,
da ieri affidata all’ex-ministro
ed ex-rettore del Politenico
appena uscito dalla presidenza di Iren, Francesco Profumo, nei prossimi anni. Il fatto
che qualche candidato della
vigilia sia scomparso il giorno
della verità vuol forse dire
che qualcosa dev’essere accaduto. O forse no. Resta il fatto
che il più accreditato nuovo
componente il Consiglio generale della Compagnia, l’avvocato Claudio Piacentini,
«partorito» da più importante azionista della Fondazione
ex-bancaria, cioè il sindaco
Fassino al quale spetta per
consuetudine difesa con le
unghie e con i denti la desi-
Due incontri importanti in
maggio per lo stabilimento
Alstom Ferroviaria di Savigliano. Il 17 Rsu e segreterie
provinciali sindacali incontreranno a Cuneo in Confindustria i vertici aziendali su
carichi di lavoro e nuovi appalti. Il 24 a Milano Coordinamento nazionale FimFiom-Uilm.
[P. B.]
La salvezza per l’industria
dolciaria valdostana arriva
dalla Turchia. Come annunciato venerdì scorso dall’assessore regionale alle Attività produttive Raimondo
Donzel, «il 19 aprile è stata
costituita con sede ad Aosta
la Cioccolato Valle d’Aosta
spa, che sta valutando dove
insediare la produzione».
Un’idea c’è ed è quella di andare a rilevare lo storico stabilimento di Pont-St-Martin
che un tempo ospitava il
marchio Feletti, ormai entrato nell’orbita della cremonese Holding Dolciaria Italiana
(Hdi) e che in Lombardia ha
trasferito la sua produzione
chiudendo e svuotando la sede di Pont-St-Martin.
Secondo Donzel la «Cioccolato VdA» ha «un concreto
interesse per lo stabilimento,
attualmente di proprietà di
una società di fondi di investimenti». Quel che emerge
ora è che alla base della nuova società ci sia una cordata
di imprenditori turchi che ha
già fornito le garanzie finanziarie per l’attività e che potrebbe ridare vita allo stabilimento valdostano già entro il
prossimo autunno, con una
produzione orientata all’export verso mercati esteri
come Usa e Russia. L’assessore commenta soddisfatto:
«Abbraccio idealmente i 7 lavoratori della ex Feletti che
furono licenziati dopo che il
gruppo dolciario di Cremona
ha deciso di cessare la produzione a Pont-St-Martin. È
una grande soddisfazione
per me dire che ci sarà di
nuovo un lavoro per loro e
per altri valdostani. È una
vittoria per tutta la Valle
d’Aosta che, viene così dimostrato, può attirare capitali
nazionali ed esteri e nuove
energie imprenditoriali».
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Verbania
Salta l’accordo
all’Auxologico
E’ saltata la trattativa tra dipendenti e direzione delle sedi di Verbania dell’istituto
Auxologico. Le assemblee di
ieri non hanno dato l’ok ai
sindacati di presentarsi al tavolo con la direzione dell’ospedale privato. No alla richiesta di lavorare 2 ore in
più senza compenso.
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REPORTERS
Passaggio di consegne
La stretta di mano tra il nuovo, Francesco Profumo, e il vecchio presidente, Luca Remmert
gnazione del presidente, è
scomparso. O forse no, perchè i
meccanismi di rinnovo delle
cariche della Compagnia prevedono un secondo tempo durante il quale i posti lasciati liberi nel Consiglio Generale dai
promossi nel Comitato di gestione della Compagnia, devono essere rimpiazzati dagli enti
che li avevano indicati nel Consiglio. Complicato? Prendete
Francesco Profumo, indicato
dal Comune e, da ieri, nuovo
presidente della Compagnia e
quindi numero 1 dei 5 che compongono l’esecutivo: la poltrona che ha lasciato libera verrà
occupata da qualcuno indicato
dal Comune e cioè dal sindaco
che, a quel punto, potrà, forse,
promuovere l’avvocato Piacentini. Lo stesso meccanismo
varrà per la Camera di Commercio che aveva indicato Licia
Mattioli diventata la vice di
Profumo e che, molto probabilmente, sarà sostituita da Fabrizio Cellino. Gli altri tre componenti il governo della compagnia sono quelli ipotizzati alla
vigilia: il genovese Roberto Timossi, la professoressa Annamaria Poggi e l’ingegner Alessandro Commito. Su quest’ultimo, s’è dilungato Francesco
Profumo, con accanto Luca
Remmert, confermando le indiscrezioni della vigilia che vogliono un Profumo particolarmente in palla nell’affrontare il
problema, se vogliamo chiamarlo così, della miglior gestione della trasformazione in cash
di un buon 4% di azioni di Intesa San Paolo che la Compagnia
dovrà vendere entro il 2018. E
Commito è un innovatore nel
settore. «Come?» e «Quando?»
avverrà la dismissione sono
due interrogativi che Profumo
ha elegantemente e giustamente lasciato cadere.
Il nuovo Piano strategico
Piuttosto s’è dilungato sulla
strategia che intende adottare
durante il suo mandato. E cioè
«costruire una filantropia moderna che guardi ai più deboli,
puntando sull’innovazione sociale, gestendo il patrimonio in
modo che possa diventare anche un fondo di sviluppo infrastrutturale del nostro territorio. Entro ottobre dovremo progettare il Piano strategico della
Compagnia per i prossimi 4 anni - ha spiegato ancora Profumo
-. Mi piacerebbe pensassimo
che delle due facce di un euro,
una risponda alle necessità di
socialità e l’altra dia una risposta in termini di innovazione».
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Investitori
dalla Turchia
nel futuro
della ex Feletti
DANIELE MAMMOLITI
PONT-ST-MARTIN
Un nuovo consiglio generale, a sorpresa entrano Barberis e Arrigotti
BEPPE MINELLO
TORINO
PONT-ST-MARTIN
Savigliano
Due incontri
sull’Alstom
12345
6789ABC3DE367FF23ED LA STAMPA 123143153673783943AB3AC3C63CD
LA STAMPA
MARTEDÌ 10 MAGGIO 2016
Il tempo
Piogge di Maggio al Centro-Nord, sole e caldo al Sud
LE PREVISIONI DI OGGI
SITUAZIONE
Una vasta depressione
atlantica attiva soprattutto tra
Penisola Iberica e Francia ha
iniziato a convogliare aria
umida e perturbata verso la
Penisola, interessando
soprattutto tra oggi e giovedì
il Centro-Nord. Il Sud resterà
più ai margini con aria calda
che porterà locali punte di 30
gradi.
NORD
Al Nord-Ovest e su Ovest
Lombardia nuvoloso con
piogge al mattino in
esaurimento, e schiarite su
Valle d’Aosta e in parte sulla
Liguria, con ripresa delle
piogge in serata. Sul Nord-Est
irregolarmente nuvoloso o
nuvoloso, ma più asciutto, con
spazi di sole su bassa Emilia e
Romagna.
IN EUROPA
Il Sole
CENTRO
Abbastanza soleggiato tra
velature e qualche
addensamento più consistente
sull’interno della Toscana,
sull’Umbria e sull’Appennino
marchigiano, soprattutto al
mattino, ma nel pomeriggio
più soleggiato. Nubi irregolari
sulla costa Est della Sardegna.
SUD
Condizioni soleggiate con
lievi velature in transito, in
estensione sull’Ovest della
Sicilia; qualche
addensamento per nubi
basse sarà presente sui mari
siciliani e in parte sulle
coste meridionali e
orientali. Scirocco
moderato o forte sul Mar
di Sicilia.
Sorge
alle ore
05.53
Culmina
alle ore
13.07
Tramonta
alle ore
20.21
Orari medi Italia
PRIMO
QUARTO
La Luna
Si leva Cala
alle ore alle ore
--.-09.21
13 MAG
SOLE
NUVOLOSO
POCO NUVOLOSO
COPERTO
DOMANI
VARIABILE
Tempo .55
.
PIOGGIA DEBOLE-MODERATA
PIOGGIA INTENSA
TEMPORALE
NEBBIA
VENTO
NEVE
MARE CALMO
POCO MOSSO
MARE MOSSO
Le perturbazioni
atlantiche
continuano a
interessare
Portogallo e
Spagna, con piogge
anche intense, più
diradate sull’Est
della Spagna. Spazi
di sole sulla Francia,
ma con piogge e
rovesci sul Nord-Est
della nazione, su
Irlanda, Inghilterra.
Ampie schiarite tra
Germania, Polonia,
zona baltica.
Variabilità con
rovesci sui Balcani.
MARE AGITATO
Le precipitazioni attese oggi
LA TENDENZA DELLE
TEMPERATURE
In aumento,
soprattutto al Sud.
Trento
Trieste
16 22
Aosta
Milano
13 18
8 18
14 22
15 19
Bologna
14 23
Torino
11 15
Venezia
Genova
15 19
Firenze
Ancona
16 26
Perugia
15 20
13 25
Piogge in estensione al Nord, su Toscana,
Umbria, anche intense al Nord-Ovest;
abbastanza soleggiato al Sud.
DEBOLI
L‘Aquila
Roma
Campobasso
13 26
DOPODOMANI
Foggia
10 24
FORTI
MOLTOFORTI
Vigilanza meteo di oggi e domani
12 27
Bari
Napoli
14 22
13 25
Alghero
MODERATE
Piogge al mattino al Nord-Ovest, ma in
cessazione; in ripresa in serata.
12 24
Potenza
9 23
16 25
Cagliari
Catanzaro
16 22
11 24
Palermo
Reggio Calabria
16 26
14 27
Catania
11 25
Piogge fino al mattino al Centro-Nord, poi
più variabile e in parte soleggiato; poco o
parzialmente nuvoloso al Sud.
NESSUNA
MODERATA
ELEVATA
ESTREMA
Piogge intense domani al Nord-Ovest, ma
situazione nella norma del periodo.
Acura di www.nimbus.it
DAL 5 MAGGIO AL 2 GIUGNO
CON LA STAMPA
A 12,90 EURO IN PIÙ
FOTOGRAFARE IN MONTAGNA
TECNICHE, CONSIGLI, SEGRETI PER FOTOESCURSIONISTI
IL PRIMO MANUALE COMPLETO PER LA FOTOGRAFIA IN MONTAGNA. DEDICATO
AD APPASSIONATI E FOTOESCURSIONISTI DI OGNI LIVELLO. PER RENDERE
UN’ESCURSIONE DAVVERO INDIMENTICABILE E REALIZZARE PAESAGGI PERFETTI.
Martedì I tempi degli animali
Tempo e temperature previsti nel mondo e in Europa
CITTÀ
ALGERI
ANKARA
BAGHDAD
BANGKOK
BEIRUT
BOMBAY
BRASILIA
BUENOS AIRES
CALGARY
CARACAS
CASABLANCA
CHICAGO
CITTÀ DEL CAPO
CITTÀ DEL MESSICO
DAKAR
DUBAI
FILADELFIA
GERUSALEMME
HONG KONG
IL CAIRO
JOHANNESBURG
KINSHASA
LA MECCA
L'AVANA
LOS ANGELES
MANILA
MELBOURNE
MIAMI
MONTREAL
NAIROBI
NEW YORK
NUOVA DELHI
PECHINO
SHANGAI
SINGAPORE
TOKYO
WASHINGTON
MIN °C MAX °C OGGI
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ATENE
BARCELLONA
BELGRADO
BERLIN
BERNA
BRATISLAVA
BRUSSELS
BUCAREST
BUDAPEST
COPENHAGEN
DUBLIN
EDIMBURGO
HELSINKI
ISTAMBUL
LISBONA
LONDRA
LUBIANA
MADRID
MOSCA
OSLO
PARIGI
PODGORICA
PRAGA
REYKJAVIK
ROMA
SARAJEVO
S. PIETROBURGO
SOFIA
STOCCOLMA
TALLINN
TIRANA
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19
NELLE EDICOLE DI PIEMONTE, LIGURIA
E VALLE D’AOSTA AL NUMERO 011.2272118
E SU WWW.LASTAMPA.IT/SHOP
Il volo delle mante nel Mare di Cortez
la felicità è sognare il cielo
CARLO GRANDE
N
el mese di maggio, quando il
vento è calmo, nel Mare di Cortez - l’immenso golfo creato
dalla penisola della Baja California in
Messico – ha luogo ogni anno una delle
più spettacolari performances naturali della terra: migliaia di mante e mobule schizzano fuori dall’acqua verso il
cielo, una dopo l’altra, il più delle volte
con grazia, eleganza e immensa abilità
atletica - come danzatrici sincronizzate, la miglior squadra di ondine mai vista - altre volte in solitaria, perdendo il
controllo del volo, basculando, capottando, piroettando. Un’esibizione da
brividi, una festa saltante: dalla calma
superficie dell’Oceano «eruttano» colossali pesci alati che pesano centinaia
di chili e misurano alcuni metri; balzano uno dopo l’altro e restano sospesi
per qualche secondo, poi la gravità li
reclama e tornano nel profondo dell’Oceano con un gigantesco «Bang»,
una rumorosa panciata o più prosasticamente come se qualcuno cucinasse
giganteschi pop corn sulla superficie
silenziosa del mare.
Perché lo fanno? Esistono molte teorie: parassiti sulla loro pelle, corteggiamento, ricerca di cibo, comunicazione all’interno del gruppo. In attesa
che ci dicano il perché ci piace pensare
che lo facciano semplicemente perché
possono farlo: così come la scimmie
arrampicano, le lumache lasciano la
bava, gli artisti e i poeti veri producono arte e bellezza. Con ali di oltre due
metri (che poi sono pinne pettorali)
perché non provare a volare? Oltretutto mobule e mante, grandi pesci pelagici e nomadi del blu, sembra abbiano
un cervello piuttosto grande. Forse è
giusto, è una nemesi (nome della dea
figlia dell’Oceano, peraltro) che nel
mare di Cortez, Cortez the killer cantava Neil Young, balzino in volo i «diavoli
di mare». Chissà che effetto fecero agli
occhi dei primi conquistadores (manta in castigliano significa coperta).
Forse quegli esseri sono semplicemente felici di essere nell’acquario del
mondo - così lo definì Jacques Cousteau – in quel migliaio di chilometri (beato chi ci può andare) abitati da balene,
squali e infiniti esseri marini. Alle mobule volanti e al loro istinto dedichiamo il mese di maggio. Come disse
Flaubert in una lettera a Louise Colet
«Credo che se guardassimo sempre il
cielo, finiremmo per avere le ali». Fra
qualche milione di anni scommetto
che le mante saranno capaci di volare.
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