Il 2005 è senza alcun dubbio un anno chiave per il

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Il 2005 è senza alcun dubbio un anno chiave per il
Il mondo dei game system nel 2005 ha subito un forte processo di cambiamento così, mentre
Microsoft presentava la sua Xbox 360 (commercializzata 6 mesi dopo), Sony e Nintendo si
apprestavano a competere con le loro creazioni, rispettivamente Play station 3 e Revolution.
Quest’ultimo nome in codice utilizzato da Nintendo faceva presagire la strada intrapresa
dall’azienda e più volte ribadita dai vertici del colosso giapponese: rivoluzionare il mondo dei
videogiochi.
I fan storici di Super Mario sin da subito si incuriosirono e ci si chiedeva dopo l’avvento del
3d quale altra strada avrebbe potuto esplorare Nintendo.
Durante l’E3 (electronic entertainment expo) del 2005 i vertici aziendali anticiparono alcune
delle novità che furono poi presentate in modo completo durante l’E3 del 2006.
A sorpresa Nintendo decise di lanciare il suo prodotto prima in America il 19 novembre 2006
e poi in Giappone il 2 dicembre. Decisione del tutto nuova per una azienda che da sempre
aveva dato priorità al mercato di casa. Il lancio europeo invece è datato 7 dicembre.
Se fino ad ora il mercato target dei videogames era rappresentato dai giovani (5-22 anni),
Nintendo per la prima volta si interessa alla conquista di un mercato molto più ampio
costituito da persone di tutte le età, comprese quelle che mai prima di allora si erano accostate
ad una console.
Aprendo il mondo video-ludico ad un pubblico di inesperti giocatori Nintendo ha
abbandonato un mercato già fortemente presidiato da Microsoft e Sony (red ocean) creando
un nuovo mercato di riferimento e realizzando la cosidetta “blue ocean strategy” .
La Wii non intende essere considerata la migliore delle console sotto il profilo tecnico, ma si
rivolge ad un nuovo gruppo di clienti definiti “ non-gamers”.
Product strategy
Concentrando la propria attenzione su una varietà così ampia di consumatori sotto il profilo
dell’età, Nintendo ha dato vita ad un controller (Wiimote) davvero facile da usare e che
permette un approccio al gioco intuitivo e naturale. Gli attributi grafici e tecnici della Wii non
sono sicuramente esaltanti e mostrano come Nintendo competa con Sony e Microsoft in
maniera del tutto nuova, sviluppando direttamente le possibilità di movimento reale del
giocatore piuttosto che la realisticità della rappresentazione grafica.
Pricing strategy
Nel tentativo di convincere il nuovo segmento di cui si è discusso le politiche di prezzo
applicate sono state piuttosto decise, e mentre le console concorrenti al lancio costavano tra i
350$ e i 500$ la Nintendo Wii al lancio americano aveva un prezzo di 250$ inclusivo del
gioco Wii sport che permette un facile adattamento alla nuova piattaforma.
Un'altra importante considerazione riguarda il prezzo che viene applicato ai software (giochi)
acquistabili per una somma di 10$ inferiore rispetto ai prezzi dei giochi Xbox360 e
Playstation3.
Nintendo può mantenere un prezzo relativamente basso della console per la mancanza di
alcune applicazioni che invece caratterizzano le altre piattaforme di gioco (nessun Hd interno,
nessun lettore Dvd, lentezza del processore).
Promotional strategy
Per la promozione del suo nuovo prodotto l’azienda giapponese ha speso oltre $200 milioni
(questa campagna pubblicitaria è la più costosa nella storia Nintendo).
L’80% del budget è stato utilizzato per convincere gli adulti che il prodotto non era più rivolto
al classico consumatore (bambini/ragazzi appassionati di videogame) piuttosto a coloro che
per le prime volte si affacciano in questo mondo.
Il messaggio promozionale, che rispetta determinati criteri in tutto il mondo, calamita
l’attenzione dello spettatore sulla semplicità d’uso e sulla capacità della Wii di unire la
famiglia nel gioco.
“Wii would like to play” è lo spot americano realizzato da Stephen Gaghan (sceneggiatore
vincitore di un premio oscar nel 2001) in cui due simpatici giapponesi a bordo della loro
Smart attraversano l’America dal Texas fino a NY dimostrando quanto è facile e divertente
giocare con la Wii.
Nello spot televisivo italiano invece il ruolo di protagonista viene interpretato da Giorgio
Panariello, personaggio che anche grazie alle sue doti di semplicità e ironia veicola il
messaggio di familiarità.
L’attore toscano nelle diverse edizioni della pubblicità comunica le diverse possibilità offerte
da Wii relativamente al riunirsi in famiglia, incontrare gli amici e relazionarsi coi più piccoli
all’insegna del divertimento comune.
Supply chain strategy
Nintendo acquista le parti necessarie alla realizzazione della console da aziende di fama
mondiale: ATI (scheda grafica), IBM (processore), Panasonic (batterie) e successivamente le
assembla nel quartier generale di Kyoto. Dopo il test di funzionamento le Wii vengono
spedite in America, Europa e nelle altre aree geografiche di interesse dove vengono acquistate
e trasportate nei magazzini dei grandi distributori come Wal mart, Game stop e Target oppure
dei piccoli retailers.
Reduce dai fallimenti della Game cube e della N64, inizialmente la casa giapponese non
aveva predisposto una adeguata capacità produttiva e di distribuzione almeno sufficiente a
soddisfare le richieste di mercato, infatti in una recente intervista al LATimes Reggie FilsAime ,direttore della Nintendo of America, ha svelato che la produzione è passata da 1,6
milioni di console al mese all’attuale livello di 2,4 milioni di console al mese (+33%).
Ogni elemento della campagna di marketing della Wii ci permette di considerare come
l’obiettivo principale che si intende raggiungere sia quello di far giocare il numero più elevato
di persone e per questo tutte le iniziative promozionali intraprese mirano a mettere nelle mani
di giovani e anziani, donne e uomini, esperti e non, l’ormai famoso Wiimote aiutandoli ad
entrare nella nuova generazione dei videogamers.
Tra le molteplici iniziative attivate il “Wii ambassador program” prevedeva che Nintendo
organizzasse per i rappresentanti di tre principali categorie (famiglie multi generazionali,
giocatori hard-core, mamme moderne) degli eventi ai quali partecipavano 30 tra i suoi amici e
parenti.
In questo modo tutti potevano giocare con la Wii per la prima volta e condividere la loro
esperienza con gli altri invitati (marketing esperienziale). Questa non è stata l’unica iniziativa
di cui si è occupata, infatti per i due mesi successivi alla data di lancio in 25 centri
commerciali americani gli stand Wii mostravano ai visitatori il nuovo modo di giocare.
Nei distretti urbani invece venivano organizzati gli “Urban gaming hours” per i quali
venivano allestiti spazi ricreativi che per un’ora intrattenevano i passanti.
La campagna di marketing curata in ogni dettaglio non ha di certo trascurato la possibilità di
collegare il proprio prodotto ad un brand di successo, per cui in tutti i negozi 7-Eleven è
possibile acquistare una slurpee cup al nuovo gusto StrawberrWii Banana e partecipare al
concorso che mette in palio 711 Nintendo Wii.
Tra le altre partnership eccellenti dall’azienda giapponese citiamo Pringles snack che ha
ridisegnato il packaging di 7 milioni dei suoi famosi tubi e Comedy central (famoso network
americano) che nel Thanksgiving weekend ha distribuito dal giovedì alla domenica una Wii
per ogni ora.
Gli sforzi economici sostenuti da Nintendo per la realizzazione di questa campagna
pubblicitaria sicuramente hanno pagato permettendo oggi alla casa giapponese di vendere
oltre 35 milioni di console e secondo VgChartz la grande N avrebbe in mano il 47% del
mercato mondiale della macchina da gioco di nuova generazione.
Giuseppe Borracci

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