Riparazione, sostituzione e vendita di pneumatici

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Riparazione, sostituzione e vendita di pneumatici
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Metodologia di controllo
RIPARAZIONE E SOSTITUZIONE DI PNEUMATICI (II edizione)
Codici attività: 50.20.4
Indice
1. PREMESSA........................................................................................................................... 2
2. ATTIVITÀ PREPARATORIA AL CONTROLLO..................................................................... 4
2.1 Interrogazioni dell’Anagrafe Tributaria ......................................................................... 4
2.2 Altre interrogazioni e ricerche preliminari all’accesso ................................................ 4
2.2.1 - Controllo delle informazioni relative al soggetto presenti in Internet ...................... 5
3. METODOLOGIA DEL CONTROLLO..................................................................................... 7
3.1 L’accesso ........................................................................................................................ 7
3.2 Controllo del volume d’affari ......................................................................................... 9
3.2.1 - Tipologie di evasione............................................................................................. 9
3.2.2 - Ricerca e valutazione degli indizi di evasione........................................................ 9
3.2.3 - Ricostruzione del volume d’affari........................................................................... 9
3.3 Altri controlli e riscontri ............................................................................................... 15
3.3.1 - Indice di produttività per addetto ......................................................................... 15
3.3.2 - Altri riscontri ........................................................................................................ 15
3.4 Ulteriori elementi di valutazione .................................................................................. 16
3.5 Le indagini bancarie ..................................................................................................... 17
3.5.1 - Richiesta al contribuente degli estremi identificativi dei conti............................... 17
3.5.2 - Richiesta della copia dei conti agli istituti di credito e finanziari ........................... 18
CHECK LIST ........................................................................................................................... 19
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Riparazione e sostituzione di pneumatici
50.20.4
1. PREMESSA
La presente metodologia, individuata dal codice attività 50.20.4 Riparazione e sostituzione di pneumatici,
è rivolta ai soggetti che effettuano riparazioni e sostituzioni di pneumatici e ricomprende anche il servizio di:
i convergenza;
i equilibratura;
i incrocio gomme.
L’attività di “sostituzione di pneumatici” è una prestazione di servizi per ciò che concerne la messa in
opera dei materiali ed i connessi servizi accessori.
Le gomme sostituite vengono generalmente lasciate nella disponibilità del riparatore che trova
conveniente farle rigenerare per rimetterle in commercio.
Molti “gommisti” utilizzano il codice attività 50.30.0: “commercio di parti e accessori di autoveicoli”,
nonostante che la loro attività consista prevalentemente nella sostituzione e riparazione di pneumatici e non
trattino la vendita di altri componenti meccanici. In tal caso andrà utilizzata la presente metodologia.
Con riferimento alle specifiche caratteristiche dell’attività da sottoporre a controllo, sarà utile tenere conto
anche delle indicazioni contenute nella metodologia “commercio all’ingrosso e al dettaglio di parti di ricambio
ed accessori di autoveicoli, motocicli e ciclomotori”.
Il settore è caratterizzato dalla presenza di piccole imprese artigiane costituite prevalentemente dal
titolare coadiuvato, a volte, da familiari o da personale dipendente.
Gli spazi impiegati per l’esercizio dell’attività non sono molto ampi, si tratta di piccole officine, che
operano su superfici limitate, con un magazzino, dove presente, assai ridotto e prive di altri spazi al di fuori di
un ufficio destinato all’accoglienza della clientela, costituita quasi esclusivamente da privati.
La dotazione di beni strumentali è essenziale e non eccessivamente sofisticata, mancano spesso, ad
esempio, apparecchiature evolute come quelle per il controllo dell’assetto e della convergenza dei veicoli.
A livello di medie e grandi officine operano, invece, società di persone o, con ridotta diffusione, società di
capitali, in cui si rileva abitualmente la presenza di personale dipendente, che può anche rivestire ruoli
esclusivamente di tipo amministrativo.
Per tali soggetti le superfici dedicate all’attività sono piuttosto ampie e diversificate, destinate
prevalentemente all’attività operativa ed in buona parte utilizzate anche per il magazzino, le aree esterne,
nonché quelle amministrative, come ad esempio l’ufficio per l’accesso alla clientela, costituita parimenti da
privati e da società.
Per questo tipo di imprese la dotazione di beni strumentali deve essere quantitativamente consistente e
tecnologicamente aggiornata per offrire un buon livello di servizio, che consenta l’intervento anche sui veicoli
industriali.
Un fenomeno di recente diffusione nel settore è l’apertura di catene in franchising nelle varie regioni
d’Italia, che offrono un elevato standard di servizi ed assistenza per l’auto.
Sempre di recente è apparsa la possibilità di richiedere in tempi brevi, attraverso una semplice telefonata,
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l’intervento urgente presso il domicilio del cliente, grazie ad un’attrezzata officina mobile, senza bisogno di
trasportare il veicolo presso l’officina stabile per procedere alla riparazione.
La Legge del 5 febbraio 1992, n. 122 (in G.U. del 19/02/1992, n. 41) recante disposizioni in materia di
manutenzione e riparazione di veicoli, nonchè il D.M. del 30 luglio 1997, n. 406 del Ministero dei Trasporti e
della Navigazione (in S.O. alla G.U. del 28/11/1997, n. 278) recante dotazioni minime di attrezzature e
documentazioni, disciplinano l’attività di autoriparazione che ricomprende anche gli operatori del settore.
Il D.Lgs. del 5 febbraio 1997, n. 22, all’art. 12, comma 1, istituisce l’obbligo della tenuta del registro di
smaltimento dei rifiuti tossici, che disciplina tutte le operazioni relative al carico e scarico di pneumatici
scartati da parte di coloro che, (come stabilito all’art. 11, comma 3 del citato D.Lgs. n. 22/1997 e successive
modificazioni ed integrazioni), vendono, producono, raccolgono o smaltiscono detti rifiuti speciali, altamente
inquinanti, e sono tenuti a comunicarne annualmente quantità e caratteristiche qualitative.
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2. ATTIVITÀ PREPARATORIA AL CONTROLLO
2.1 Interrogazioni dell’Anagrafe Tributaria
L’attività di controllo dovrà essere preceduta dalla raccolta dei dati e delle informazioni riguardanti il
soggetto da verificare. Si dovranno acquisire notizie in ordine alle eventuali segnalazioni da parte di altri
Uffici Finanziari o Comandi della Guardia di Finanza per irregolarità fiscali a carico del contribuente da
verificare, nonché elementi di accertamento.
Al riguardo, una prima fonte di notizie può essere acquisita dal sistema informativo dell’Anagrafe
Tributaria, sia in ambiente tradizionale che web, dal quale possono essere tratte le seguenti informazioni:
se trattasi di società:
i
i
i
i
i
i
principali soci;
notizie sui comportamenti dell’organo amministrativo;
redditi dichiarati dalla società e dai soci (categoria e importo);
esistenze di partite I.V.A., anche cessate, intestate ai soci;
elementi indicatori della capacità contributiva dei soci;
bilancio civilistico e relativi indici contabili;
se trattasi di persona fisica:
i
i
i
i
reddito complessivo dichiarato negli ultimi anni;
reddito d’impresa dichiarato negli ultimi anni;
esistenze di partite I.V.A. cessate;
elementi indicatori di capacità contributiva;
per tutte le tipologie di soggetti:
i
i
i
i
i
i
data di inizio dell’attività;
luogo di conservazione delle scritture contabili;
posizione fiscale e dati relativi alle ultime dichiarazioni;
precedenti fiscali: controlli già effettuati a qualunque titolo, segnalazioni, ecc.;
notizie sulla sede legale e amministrativa e/o luogo di esercizio dell’attività;
eventuali incrementi patrimoniali o altre manifestazioni di capacità contributiva del contribuente e dei
suoi familiari o dei soci della società (possesso di auto, imbarcazioni, residenze secondarie, ecc.);
i atti registrati relativi a compravendite di immobili, sottoscrizioni di aumenti di capitale, appalti, ecc.;
i precedenti controlli effettuati dall’ufficio o da altri soggetti;
i elementi rilevanti ai fini dell’accertamento in possesso dell’ufficio.
2.2 Altre interrogazioni e ricerche preliminari all’accesso
E’ opportuno riscontrare le informazioni acquisite dall’interrogazione all’A.T. con quelle desumibili dalla
banca dati della Camera di Commercio, dell’I.N.A.I.L. e dell’I.N.P.S., relativamente a:
i
i
i
i
tipologia delle attività esercitate dal soggetto;
luogo o luoghi di esercizio dell’attività;
generalità del/i rappresentante/i legale/i della società;
situazione giuridica del soggetto: normale attività, soggetto estinto, soggetto in liquidazione/fallito, ecc.;
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i eventuale presenza di protesti a carico dell’impresa, sia nella provincia di residenza che nel resto d’Italia,
per valutare sia lo “stato di salute” dell’azienda che la prevedibile proficuità dell’azione accertatrice.
Un altro sintomo sullo “stato di salute” dell’esercizio può essere rappresentato dalla “visibilità”
pubblicitaria del soggetto, in quanto il relativo onere normalmente risulta proporzionale alle aspettative di
crescita dei ricavi.
Nella fase preparatoria al controllo può risultare utile verificare le inserzioni pubblicitarie presenti su
“Pagine Gialle” e “Pagine Utili”, al fine di acquisire notizie relative all’oggetto caratteristico dell’attività, alla
presenza di sedi decentrate, all’ambito territoriale entro il quale l’impresa svolge l’attività, ecc..
2.2.1 - Controllo delle informazioni relative al soggetto presenti in Internet
Al fine di raccogliere maggiori informazioni sul soggetto da sottoporre a controllo sarà utile verificare la
sua presenza in Internet.
Tale presenza potrà manifestarsi in vari modi: dalla semplice “pagina” con poche indicazioni, al “sito”
completo di cataloghi, listini, informazioni tecniche, ecc..
Per effettuare la ricerca è sempre opportuno partire da un indirizzo specifico del soggetto (dominio) e ci si
potrà avvalere dei cosiddetti “motori di ricerca”.
Il dominio in genere si identifica con la denominazione del contribuente seguita dall’estensione ad
esempio (.it), (.com), (.org).
I motori di ricerca contengono una finestra in cui è possibile digitare una o più parole per avviare una
ricerca sulla rete; il verificatore potrà digitare il nome/denominazione del soggetto e cliccare su “cerca”,
ottenendo una serie di collegamenti (link) e di pagine web contenenti la parola da lui cercata.
La presenza su internet riguarda soprattutto aziende strutturate ed articolate nell’offerta di servizi,
comunque, la mancata individuazione di un dominio specifico non significa, necessariamente, che il
contribuente è assente dalla rete, in quanto molte piccole aziende tendono a far “ospitare” le proprie pagine
in apposite aree di siti di grandi dimensioni generalmente gestiti da Internet Provider, i fornitori di accesso
alla rete, o società che specificamente curano tali servizi, ideando, costruendo e mantenendo i siti per conto
terzi.
In questo caso si potrà tentare l'individuazione del soggetto mediante consultazione della banca dati della
Registration Authority del CNR di Pisa, che ha la gestione centralizzata dei domini “.it”; tale database è
consultabile dal sito www.nic.it.
La ricerca sarà effettuata con le diverse modalità consentite (consigliabile quella per nome e testo libero):
inserendo il nome/denominazione del soggetto da individuare, si potrà ottenere il nome di dominio
corrispondente.
Tra le informazioni consultabili vi sono quelle relative al soggetto che ha richiesto la registrazione del
nome di dominio, all’eventuale amministratore ed una breve descrizione dell’attività.
Si segnala, inoltre, che nel sito www.infoimprese.it è presente una banca dati contenente, per i soggetti
interrogati, alcune informazioni tratte dal registro imprese e l’eventuale link con cui operare la connessione.
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E’ possibile accedere ad un motore di ricerca dei siti italiani con dominio, tramite il link di connessione
www.dominitaliani.it.
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3. METODOLOGIA DEL CONTROLLO
3.1 L’accesso
Tutte le operazioni di seguito descritte necessitano, per essere realmente efficaci ai fini delle indagini, di
un elevato grado di riservatezza, determinante per acquisire ogni elemento o documento utile per la
ricostruzione del reale giro d’affari.
I verificatori dopo aver adempiuto alle formalità di rito, procederanno a:
i reperire ed acquisire agli atti della verifica tutte le registrazioni ed i documenti contabili ed extracontabili
rilevanti ai fini del controllo (schedari dei clienti, quietanze, corrispondenza, indirizzi, agende, appunti,
preventivi di spesa, contratti o altra documentazione inerente “pacchetti di prestazioni”, tariffe relative ai
diversi servizi offerti, ecc.);
i acquisire i “floppy disk” e gli altri supporti magnetici rinvenuti. Se l'azienda si avvale di mezzi informatici,
si provvederà a visionare il programma di gestione ed a richiedere la stampa dell'elenco clienti. La lettura
di detti supporti magnetici potrà consentire la rilevazione di clienti, fornitori, incassi e pagamenti non
presenti in contabilità. Debita attenzione va riservata ai dati registrati nell'hard disk del personal
computer, utilizzato dal titolare dell'impresa o da soggetti aventi particolari responsabilità gestionali.
Si rammenta che se la parte non consente l’utilizzazione dei propri impianti e del proprio personale, i
funzionari che procedono all’accesso possono, ai sensi dell’art. 52, comma 9, del D.P.R. n. 633/72,
provvedere con mezzi propri alla elaborazione e lettura dei supporti magnetici (dischetti, CD ROM, ecc.)
fuori dai locali aziendali.
Qualora vengano utilizzate chiavi di accesso o codici particolari a tutela del contenuto dei supporti
magnetici si potrà chiedere al titolare dell’azienda di eseguire le operazioni necessarie per accedere alle
informazioni in esso contenute.
Con la larga diffusione delle nuove tecnologie è sempre più frequente lo scambio di dati ed informazioni
tramite posta elettronica (E-mail). Tali informazioni desunte dalla casella di posta elettronica dell’azienda
possono avere rilevanza ai fini del controllo. A questo proposito si fa presente che i messaggi già
“aperti”, come per la normale corrispondenza attinente l’attività, sono direttamente acquisibili, mentre
quelli non ancora letti sono da trattare secondo quanto previsto dall’art. 52, comma 3, del D.P.R.
n. 633/72 (si evidenzia che in molti programmi di gestione della posta elettronica i messaggi aperti sono
contraddistinti da una icona raffigurante una busta aperta, mentre quelli non ancora letti da un titolo in
grassetto);
i controllare l’esistenza di un eventuale sito internet non rilevato durante la fase preparatoria al controllo
dell’azienda, attraverso l’esame della documentazione reperita;
i rilevare il personale presente in azienda, individuando, oltre ai dati anagrafici, la data di inizio dell’attività,
il tipo di rapporto di lavoro, le mansioni svolte ed il tipo di specializzazione; tale rilevazione potrà rivelarsi
particolarmente proficua anche al fine di individuare professionalità sintomatiche della presenza di
servizi collaterali. I dati rilevati saranno confrontati con i libri obbligatori in materia previdenziale e del
lavoro;
i rilevare il numero delle ore lavorate dal personale dipendente (dai fogli di presenza o dai libri paga);
i rilevare l’eventuale svolgimento di attività collaterali (vendita di ricambi, parti ed accessori, officina,
carrozzeria e autolavaggio) al fine di accertare la tipologia dei servizi offerti. In tali casi si rileverà la
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presenza di eventuali macchinari ed il loro costo nonché l’ammontare delle spese correnti (ad esempio
spese di energia elettrica) e quelle relative alla manodopera. Per il controllo di tali attività si rinvia
comunque alle rispettive metodologie;
i rilevare le tariffe praticate per le diverse tipologie di prestazioni; a tal fine, potranno essere acquisite
informazioni direttamente dai clienti presenti nell’azienda;
i rilevare il periodo e l’orario di apertura al pubblico;
i inventariare le auto (in attesa, in corso di intervento o pronte per la consegna) sia all’interno che su
eventuali spazi esterni;
i controllare la cassa per verificare se i valori rinvenuti (denaro, assegni, ricevute di carte di credito)
trovano riscontro con gli incassi complessivi e parziali certificati (scontrini, ricevute fiscali, fatture);
i rilevare quali carte di credito vengono accettate in pagamento, anche dalle etichette esposte sulle
vetrine o presso la cassa o da altri avvisi alla clientela;
i rilevare gli eventuali rapporti con società di credito al consumo per la concessione di rateazioni sulle
vendite;
i acquisire il registro di smaltimento dei rifiuti speciali;
i inventariare gli impianti, le principali attrezzature ed i macchinari utilizzati con particolare riguardo alle
strumentazioni a tecnologia avanzata per il controllo dell’assetto delle ruote dai quali potrebbe essere
possibile rinvenire dati relativi agli interventi eseguiti o più in generale al numero degli utilizzi. E’ utile
ricordare che il citato D.M. del 30 luglio 1997, n. 406 elenca dettagliatamente le dotazioni degli operatori
del settore;
i inventariare le giacenze di magazzino, tenendo presente che le modalità di approvvigionamento sono
caratterizzate dall’acquisto di scorte minime dei pneumatici maggiormente diffusi e dal reintegro, volta
per volta, a seconda delle richieste della clientela. Dovrà altresì essere individuata l’eventuale presenza
di beni commercializzati direttamente, come ad esempio gli accessori;
i accertare che i beni rilevati in giacenza siano coperti da regolare fattura di acquisto; in particolar modo i
pneumatici che al momento dell’accesso sono utilizzati nelle sostituzioni in corso;
i rilevare e controllare i dati utilizzati e dichiarati dal contribuente ai fini dell’applicazione degli Studi di
Settore. I controlli da effettuare sono esplicitati nella circolare del 13 ottobre 2000, n. 185/E;
i controllare l’esistenza e la corretta tenuta della contabilità;
i richiedere alla parte, con contestuale verbalizzazione delle dichiarazioni rese, notizie relative a:
x tempo medio di occupazione della manodopera per le diverse tipologie di prestazioni;
x percentuali di sconto ottenute dai fornitori;
x tipologia di clientela (privata, società o enti);
x tipologia di prestazioni rese alla clientela;
x prezzi e tariffe praticate alla clientela.
Le seguenti ulteriori rilevazioni potranno essere utili al fine di inquadrare la potenzialità reddituale
dell’esercizio:
i anno d’inizio dell’attività;
i titolo di possesso dell’esercizio;
i costi sostenuti per l’utilizzo dei locali;
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i rilevazione delle dimensioni dei locali e destinazione delle superfici;
i capitale complessivamente investito, valutando tra l’altro gli impegni finanziari assunti per gli investimenti
effettuati in macchinari per le eventuali attività collaterali;
i ubicazione (se in zona centrale o periferica, se in zona servizi o in zona a destinazione abitativa);
i premi di assicurazione contro i rischi derivanti dall’esercizio dell’attività;
i comparazione dei consumi di energia elettrica (forza motrice) relativamente all’anno verificato ed ai tre
precedenti (da eseguire solo se ritenuta significativa in relazione alle modalità di svolgimento
dell’attività).
3.2 Controllo del volume d’affari
3.2.1 - Tipologie di evasione
La verifica dei ricavi dichiarati muoverà dai dati e dalle notizie acquisite nel corso del controllo e tenderà a
ricostruire l’effettiva entità, quantità e qualità, delle prestazioni rese dall’azienda.
Si possono ipotizzare i seguenti comportamenti, adottati spesso congiuntamente, strumentali
all’occultamento dei corrispettivi:
i totale occultamento dei corrispettivi conseguiti;
i sottofatturazione delle prestazioni rese.
3.2.2 - Ricerca e valutazione degli indizi di evasione
La verifica dei ricavi dichiarati muoverà dai dati e dalle notizie acquisite nel corso dell’accesso; l’obiettivo
del controllo è quello di ricostruire credibilmente i ricavi corrispondenti ai servizi effettivamente resi a fronte di
quelli annotati in contabilità e dichiarati, sia ai fini I.V.A. che delle imposte sui redditi.
Allo scopo di verificare l’attendibilità delle risultanze contabili si procederà in primo luogo a:
i controllare la cassa, confrontando il denaro e gli altri valori rinvenuti con gli incassi certificati a partire dal
giorno dell’ultimo versamento in banca. Si tenga al riguardo presente che una piccola differenza può
essere giustificata da esigenze di funzionamento della cassa che richiedono una giacenza minima (per
dare il resto, per esigenze improvvise, ecc.);
i controllare che gli assegni rinvenuti o le ricevute di carta di credito trovino riscontro con gli incassi
complessivi e parziali certificati;
i analizzare i corrispettivi risultanti dalle ricevute e dalle fatture, scomponendoli ed imputandoli secondo la
tipologia di lavori svolti: riparazioni, commercio, servizi accessori (convergenze, equilibrature, ecc.);
i riscontrare che tutta l’attrezzatura e la manodopera rilevata al momento dell’accesso sia stata
regolarmente contabilizzata;
i esaminare le fatture di acquisto per accertare l’eventuale omessa contabilizzazione dei costi relativi ai
consumi essenziali (assicurazioni, energia elettrica, telefono, acqua, ecc.); tale circostanza consente di
presumere un’impostazione contabile poco aderente alla realtà aziendale;
i riscontrare che tutti gli elementi rilevati da documentazione extracontabile e da supporti elettronici
trovino corrispondenza nelle scritture contabili e documentali (brogliacci, schedari, ecc.).
3.2.3 - Ricostruzione del volume d’affari
a) Prestazioni di servizi
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Convergenza
L’operazione consiste nell’allineamento delle ruote sterzanti dell’automezzo; viene effettuata per mezzo di
apparecchiature elettroniche collegate ad un ponte elevatore. E’ importante sottolineare che i modelli più
recenti di tali apparecchiature sono quasi totalmente automatizzati ed il software di utilità contiene dati che
consentono di risalire al numero degli utilizzi; anche i modelli meno recenti, comunque, essendo
apparecchiature ad elevata tecnologia, contengono informazioni utili a risalire alle ore di impiego. E’ infine da
rilevare che la convergenza viene sempre effettuata per ogni cambio delle quattro gomme.
Equilibratura
Viene effettuata mediante applicazione di “placchette” di piombo che eliminano le differenze di massa
della ruota, rilevate con un apposito macchinario. L’esame delle fatture di acquisto di tali placchette e delle
giacenze di magazzino possono consentire di ricostruire i consumi e quindi le prestazioni di servizi;
occorrerà tener presente che per ogni ruota possono essere impiegate anche più placchette (mediamente
due).
Riparazione foratura
In tale tipo d’intervento vengono utilizzati quantitativi minimi di materiale di consumo difficilmente
quantificabile a posteriori, la componente maggiormente incisiva sul prezzo è la manodopera.
Incrocio gomme e giro pneumatici
Consiste nell’inversione delle gomme anteriori con quelle posteriori; il giro pneumatici, poco usato, si
realizza invertendo il pneumatico intorno al cerchione, esponendo all’esterno la parte del cerchione che era
rivolta verso l’interno.
Altri servizi
Esistono, infine, altre prestazioni di servizi delle quali andrà verificata la presumibile effettuazione
attraverso la presenza di specifici materiali e attrezzature.
Il gonfiaggio gomme con azoto, ad esempio, si sta diffondendo anche per i normali veicoli in quanto più
vantaggioso di quello ad aria compressa, stante l’inerzia dell’azoto al variare della temperatura, la maggiore
tenuta di strada, la riduzione del consumo del battistrada e del carburante. Occorrerà verificare la presenza
di acquisti di bombole di azoto e di un apposito kit di ricarica, oppure verificare l’eventuale noleggio degli
impianti specifici.
Altro tipo di servizio offerto da alcuni gommisti consiste nel variare l’assetto del veicolo. Tale prestazione,
più tipica del settore delle riparazioni meccaniche per auto, consiste nella sostituzione di ammortizzatori,
molle e gomme, con conseguente “abbassamento” della vettura. Il costo dei materiali sostituiti è abbastanza
elevato e di non poco impegno la prestazione effettuata; occorre verificare se nella certificazione fiscale sia
riportato, oltre al prezzo del materiale, anche il corrispettivo della prestazione.
In generale, in presenza di consumi di materiale che presuppongono un largo impiego di manodopera,
occorre controllare che sia stata fatturata anche la remunerazione della stessa.
Il dato relativo alle ore di manodopera impiegate, qualora non fosse direttamente rilevabile dalla
documentazione contabile, va comunque definito in contraddittorio con la parte e deve essere raffrontato con
il totale delle ore ordinarie e straordinarie prestato nell’anno dai lavoratori dipendenti e dagli altri addetti
(familiari, ecc.) operanti nell’azienda.
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Eventuali apprezzabili differenze dovranno trovare adeguata giustificazione, sempre avvalendosi del
contraddittorio con la parte, tenendo tuttavia conto che:
i il monte ore utilizzato per le prestazioni può risentire del possibile ridotto impegno del titolare, familiari e
soci addetti all’amministrazione. A tale proposito ed a titolo orientativo, si può considerare che l’apporto
del titolare diminuisce all’aumentare del numero dei dipendenti e può ritenersi nullo quando questi
superano le 8-10 unità;
i abbattimenti del 10-20% per pause e dispersioni di tempo potranno essere, altresì, applicati al monte ore
lavorativo rilevato;
i apprendisti e dipendenti assunti con contratti di formazione dovranno essere prudentemente valutati,
quanto alla resa produttiva, sulla base delle affermazioni del titolare o del socio responsabile
dell’organizzazione del lavoro.
Gli eventuali differenziali tra il monte ore disponibili e quello calcolato sulla base delle prestazioni
fatturate, che risultassero non adeguatamente motivati, potranno costituire fondamento per la legittima
presunzione di mancata o parziale fatturazione dei corrispettivi. Le prestazioni non fatturate verranno
rideterminate mediante ventilazione delle stesse, in base alle diverse incidenze sul volume d’affari (rilevabili
dalla documentazione fiscale rilasciata) ed ai relativi prezzi praticati.
Fondamentale importanza assume anche la valutazione delle attrezzature utilizzate (ponti sollevatori,
apparecchi per assetto ruote, macchine montagomme, ecc.) e la congruità dei ricavi attribuibili in relazione
alla loro capacità produttiva ed al loro effettivo impiego.
E’ da verificare, infatti, se tra i corrispettivi addebitati alla clientela siano presenti, in misura
presumibilmente remuneratoria dell’investimento effettuato, prestazioni comportanti l’utilizzo di uno speciale
impianto o di una specifica attrezzatura, specie se di recente acquisizione.
Particolare attenzione dovrà essere riservata ai dati eventualmente registrati da centraline elettroniche da
cui poter risalire agli interventi e al numero degli utilizzi.
Va peraltro considerata l’eventuale crescita dimensionale dell’azienda e l’incremento dei beni strumentali
registrato nel tempo essendo queste circostanze legate al favorevole andamento degli affari.
Moderazioni del metodo di determinazione induttiva potranno trovare applicazione a fronte di accertate,
particolari situazioni, obiettivamente valutabili di volta in volta dai verificatori che ne daranno puntuale conto
nella relazione di accompagnamento alla verifica.
b) Vendita e sostituzione di pneumatici
Come già accennato, in genere le imprese del settore tengono in magazzino limitate scorte, preferendo
acquistare di volta in volta quanto occorre. Le gomme, infatti, con l’andare del tempo, tendono a “seccare” e,
di conseguenza, non sono più garantite per il chilometraggio previsto al momento dell’acquisto.
Partendo da questo presupposto, tuttavia non assoluto, può risultare utile, ai fini del controllo, raccordare
gli acquisti con i lavori eseguiti, contestualmente o dopo un ragionevole lasso di tempo, allo scopo di
riscontrare se c’è stata regolare emissione dei documenti fiscali (ricevuta o fattura) e se sussiste una
congruità degli stessi a fronte dei materiali impiegati (pneumatici, cerchi, ecc.).
Così, ad esempio, se risulta acquistato un “treno” di gomme di uso non comune, si dovrà reperire il
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documento che descrive e quantifica il valore del servizio di montaggio e di quello accessorio (equilibratura,
convergenza, ecc.).
Questo tipo di indagine potrà essere utilmente eseguita, a campione, ovvero analiticamente, a seconda
delle dimensioni dell’azienda verificata.
E’ importante ricordare che i gommisti, oltre ai pneumatici ed ai cerchi, vendono anche altri articoli (ad
esempio bulloni antifurto, catene da neve, ecc.).
L’eventuale scarsa significatività degli acquisiti documentati rispetto alle caratteristiche dell’azienda
(dimensioni, numero e qualità degli addetti), potrà costituire ulteriore indizio di acquisti in nero e di
conseguente inattendibilità delle scritture contabili.
Le effettive quantità di materiali impiegati potranno essere orientativamente ricostruite anche sulla base
del registro di smaltimento dei rifiuti.
L’esame dei dati in esso contenuti potrà fornire spunti per verificare la congruenza dei rapporti tra prodotti
smaltiti e prodotti sostituiti risultanti dai documenti fiscali emessi; a tal fine dovranno essere preventivamente
appurati i tempi e le modalità di smaltimento.
Ad esempio, dai quantitativi di gomme da trasporto pesante e da trasporto leggero smaltite, si può risalire
ai pneumatici nuovi acquistati e sostituiti su autovetture e camion, riconducendo i kg di materiali smaltiti al
numero di pneumatici scartati.
Il procedimento di disaggregazione dei valori contabili, obiettivo centrale dell’attività di verifica, è
sicuramente utile alla formulazione di un ragionevole e motivato giudizio di congruità dei risultati.
In questa prospettiva, i consumi di forza motrice, gli acquisti dei pneumatici, i costi della manodopera ed i
ricavi registrati in contabilità, verranno distintamente rilevati per mese e riportati in un prospetto che consenta
un immediato confronto dei valori per periodo.
Dall’analisi dei dati così rappresentati potrebbero emergere sfasamenti dai quali trarre, in quanto
relativamente apprezzabili, le dovute conclusioni.
Così, ad esempio, se in un determinato periodo all’ammontare degli acquisti dei materiali non
corrispondesse un correlato ammontare dei ricavi (calcolato sulla base dei rapporti precedentemente
accertati tra i due componenti), in assenza di plausibili giustificazioni (quali, ad esempio, la particolare
politica di un fornitore in materia di sconti che può aver spinto il contribuente ad incrementare gli acquisti), si
potrà pervenire alla logica presunzione di omessa fatturazione di una parte dei corrispettivi.
Allo stesso modo si dovrebbe operare con riguardo ai consumi di energia motrice e agli impieghi di
manodopera produttiva.
Al fine di dare ragionevolezza alle presunzioni, sarà opportuno tener presente il momento di formazione
dei ricavi, coincidente con l’ultimazione del servizio, che potrebbe anche essere fisiologicamente sfasato
rispetto al breve periodo.
Sarà bene, quindi, sottoporre ad ulteriore verifica le eventuali discordanze evidenziate, operando riscontri
anche su periodi allargati (bimestrali o trimestrali).
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Riparazione e sostituzione di pneumatici
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Occorrerà tener conto delle informazioni che possono essere direttamente assunte dai clienti, anche
attraverso questionari in cui vengano confermati importi pagati e notizie relative a servizi accessori forniti.
Si tenga conto che le case produttrici hanno autonomi listini, solitamente reperibili al momento
dell’accesso, che consentono di operare un utile confronto con le fatture di acquisto per determinare le
percentuali di ricarico applicate.
La maggiorazione lorda sarà misurabile in relazione allo sconto mediamente praticato dalle ditte fornitrici,
avendo cura di effettuare le opportune ponderazioni in relazione ai gruppi di beni con diverso sconto e quindi
diverso ricarico.
La ricostruzione indiretta del volume d’affari per questa tipologia di attività sarà eseguita con le stesse
modalità applicate per le attività di commercio al dettaglio, già esposte in precedenti metodologie.
Come è noto, il “ricarico” è la maggiorazione che il commerciante applica al prezzo di acquisto per
determinare il prezzo di vendita.
Sulla base dei dati indicati nel conto economico o nella dichiarazione dei redditi (per le imprese in
contabilità semplificata), la percentuale media di ricarico può essere così calcolata:
Ricavi - Costo del venduto
% di ricarico =
______________________
x 100
Costo del venduto
Costo del venduto = Giacenze iniziali + Acquisti - Rimanenze finali
Nel settore in argomento, le categorie dei beni trattati sono varie ed occorre inoltre tenere presente la
varietà dei modelli e delle caratteristiche costruttive che ne diversificano i prezzi di vendita e quindi il ricarico.
I prezzi di vendita variano anche a seconda della tipologia di clienti (consumatori finali, imprese) e della
quantità di materiale ordinato da questi.
Queste circostanze non devono essere trascurate in sede di accertamento giacché la ricostruzione
induttiva del giro di affari può superare il vaglio del contenzioso soltanto se si fonda su una percentuale
media ponderata del ricarico che tenga conto della diversità qualitativa e quantitativa dei beni scambiati,
nonché della destinazione delle vendite (al minuto o all’ingrosso).
In tal caso il ricarico può essere calcolato con riferimento ad un campione significativo di articoli
individuati, anche in contraddittorio con il contribuente, non tanto in base alla tipologia merceologica quanto
piuttosto in base alla percentuale di ricarico praticata.
Un metodo alternativo potrebbe essere quello di calcolare il ricarico sulle rimanenze di merce rilevate al
momento dell’accesso, nel presupposto, generalmente accettato, che la composizione del magazzino sia
sufficientemente rappresentativa, quanto a varietà degli articoli trattati e relative incidenze sul totale, dei
consumi di merce dell’esercizio.
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Il ricarico medio ponderato può essere calcolato come segue:
n
6 (R x p)
1
Rmp
_________
=
100
Rmp = ricarico medio ponderato
n = numero degli articoli considerati
R = ricarico dell’articolo considerato
p = incidenza o peso del costo del venduto dell’articolo sul costo del venduto totale (o sul costo del
venduto totale del campione se l’indagine è di carattere campionario)
Ad esempio, nel caso di un campione composto di 3 articoli a, b, c, che presentano ciascuno un ricarico,
rispettivamente, del 100%, 150%, 200% ed un’incidenza sul costo del venduto totale (del campione) del
30%, 50% e 20%, il ricarico medio ponderato è uguale a:
(100x30)+(150x50)+(200x20)
(Raxpa)+(Rbxpb)+(Rcxpc)
___________________
=
__________________________
100
=
145%
100
I prezzi di vendita da utilizzare per il calcolo del ricarico saranno rilevati dai listini delle varie case
produttrici, dai prezzi esposti al pubblico o in contraddittorio con la parte.
E’ possibile presumere che la percentuale di ricarico constatata per il periodo d’imposta in corso sia stata
applicata anche al costo della merce venduta nell’annualità d’imposta oggetto di verifica, se, dal confronto
tra i due periodi non emergono significative variazioni relativamente a:
i
i
i
i
i
tipologia delle merci trattate, tipologia dei fornitori e condizioni di acquisto;
valore complessivo degli acquisti e delle vendite;
ubicazione e numero dei punti vendita;
condizioni di concorrenza;
tipologia della clientela.
Qualora si riscontrino le variazioni sopra menzionate, il ricarico constatato al momento dell’accesso potrà
essere esteso agli anni precedenti con le opportune rettifiche da determinare in contraddittorio con la parte.
Tali riduzioni dovranno, comunque, trovare riscontro in elementi oggettivi e documentati dal contribuente.
Dei suddetti riscontri è necessario dare atto puntualmente nel processo verbale di constatazione, al fine
di giustificare, per l’accertamento degli imponibili relativi agli anni precedenti, l’utilizzo di una percentuale di
ricarico diversa da quella constatata all’atto dell’accesso.
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Le eventuali dichiarazioni rese dalla parte in ordine ad un peggioramento della situazione commerciale
avvenuto negli ultimi anni avvaloreranno l’applicazione del ricarico, come individuato dalla rilevazione al
momento dell’accesso, agli altri anni oggetto di controllo, in quanto la ricostruzione del volume d’affari
dovrebbe risultare più favorevole al verificato.
A giustificazione dei bassi ricarichi viene spesso indicata la concessione di sconti per i quali dovrà essere
rinvenuta idonea dimostrazione. Qualora l’entità di tali diminuzioni di prezzo fosse dell’1-2% (corrispondente
al cosiddetto sconto cassa, che viene sovente concesso nel caso in cui il cliente rinunci ad utilizzare per
esempio la carta di credito a favore di altri mezzi di pagamento meno onerosi per il commerciante), può
essere ritenuto attendibile quanto affermato dal contribuente senza la necessità di procedere ad ulteriori
riscontri.
3.3 Altri controlli e riscontri
3.3.1 - Indice di produttività per addetto
Il numero di addetti all’interno di un’attività commerciale è in stretta correlazione con la dimensione
dell’attività stessa.
Potrebbe, dunque, essere utile calcolare l’apporto di ciascun addetto in termini di ricavi:
Ricavi al netto dell’I.V.A.
I =
numero addetti
I = indice di produttività per addetto
Il risultato di detto rapporto dovrà essere coerente con l’assunto logico secondo cui ad ogni addetto
devono corrispondere ricavi che consentano un margine sufficiente a coprire almeno la rispettiva
remunerazione.
A tal fine, sarà utile determinare l’intero costo aziendale per i dipendenti e la remunerazione corrisposta
agli addetti.
Qualora ci si trovi di fronte ad un costo per addetto sproporzionato rispetto al fatturato prodotto sarà
necessario indagare su eventuali vendite “in nero”.
3.3.2 - Altri riscontri
Il controllo incrociato tra i pagamenti effettuati con carte di credito e/o bancomat e i documenti fiscali
consente di rilevare se sussiste corrispondenza tra i corrispettivi introitati e quelli registrati.
Nonostante tale forma di pagamento renda più difficoltoso l’occultamento dei ricavi, potrebbe risultare
opportuno l’esame incrociato tra i documenti fiscali emessi ed i riepiloghi contabili delle società di gestione
delle carte di credito o i tagliandi P.O.S..
Nella maggioranza dei casi gli estratti conto delle società di gestione delle carte di credito, aventi in
genere periodicità mensile, contengono le date e gli importi per singola transazione avvenuta, con distinto
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Riparazione e sostituzione di pneumatici
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addebito delle commissioni dovute per il servizio.
Pertanto, l’acquisizione degli estratti conto delle movimentazioni di pagamenti effettuati con “moneta
elettronica”, o, in mancanza, la richiesta degli stessi (mediante questionario) alle società di gestione di carte
di credito, consente di verificare la veridicità dei ricavi contabilizzati.
Potrebbe, altresì, risultare utile distinguere gli incassi a seconda del mezzo di pagamento nei vari mesi,
per verificare se il loro ammontare è proporzionale al totale degli introiti.
Un confronto semplice si può effettuare rapportando il dato mensile emergente dalle contabili delle carte
di credito con il dato mensile dei corrispettivi: se tale rapporto calcolato su base mensile varia nei singoli
mesi in modo consistente, è opportuno concentrare il controllo su quei mesi in cui il valore è più elevato,
ossia è maggiore l’incidenza degli incassi con carta di credito sul totale dei corrispettivi mensili.
Tale elaborazione non si presenta utile quando la percentuale di incassi con carta di credito è
particolarmente bassa.
Sarà valutata caso per caso l’opportunità di un controllo incrociato nei confronti dei maggiori fornitori per
esaminare la documentazione relativa ai pagamenti effettuati dall’impresa verificata (con l’indicazione del
numero dell’assegno e della banca trassata), alla ricerca di eventuali assegni ricevuti da clienti per
prestazioni non contabilizzate e “girati” dall’impresa al fornitore.
Sarà utile, inoltre, controllare, anche a campione, sulla base della documentazione reperita, gli eventuali
rapporti con società di credito al consumo per verificare se alle vendite effettuate con finanziamenti
corrispondono altrettanti ricavi contabilizzati; sarà valutata, altresì, l’opportunità di approfondire il riscontro
mediante un controllo incrociato con le società di credito al consumo.
Sarà valutata anche l’opportunità di inviare questionari ai clienti (officine, meccanici, ecc.).
Per le imprese che operano in franchising particolare attenzione sarà riservata all’analisi dei costi,
considerato che i controlli eseguiti dall’affiliante sono tali da garantire, almeno in parte, la veridicità del
fatturato attivo.
Qualora siano stati dedotti importi rilevanti per pubblicità, promozione, rappresentanza occorre verificare
se alcuni di essi siano stati rimborsati dalla casa madre.
3.4 Ulteriori elementi di valutazione
Un’ultima serie di indizi può essere considerata al solo fine di valutare l’attendibilità della dichiarazione
ovvero la congruità minima di quanto accertato in base agli elementi in precedenza descritti.
Il capitale investito nell’azienda (attrezzature, magazzino, automezzi), il possesso a titolo di proprietà dei
locali utilizzati per l’esercizio dell’attività e la retribuzione figurativa del titolare e degli eventuali soci
impegnati a tempo pieno nell’azienda, costituiscono altrettanti elementi aventi un carattere indiziario. Si può
infatti porre a confronto il reddito dell’impresa con quello conseguibile da un impiego alternativo dei fattori
produttivi che concorrono a realizzarlo.
In altri termini il reddito dichiarato non dovrebbe mai collocarsi (quantomeno in modo ricorrente e
tendenziale) al di sotto di quello costituito dalla somma:
i dei proventi ottenibili da un impiego alternativo (ad esempio in titoli di stato) del capitale investito
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nell’azienda;
i del fitto figurativo dei locali (ovviamente se di proprietà) ove si svolge l’attività;
i della retribuzione conseguibile, in posizione di lavoro dipendente, nello stesso settore di attività.
Eventuali scostamenti negativi perduranti nel tempo devono essere considerati contrari ad ogni logica
economica e contribuiscono a rafforzare il giudizio di inattendibilità sostanziale delle risultanze contabili,
ovvero convalidare la ricostruzione dei ricavi operata con i controlli descritti nei precedenti paragrafi.
Altri elementi indiziari, come specificato nella parte dedicata alle attività preliminari, possono essere
costituiti da manifestazioni di capacità contributiva (possesso di auto, imbarcazioni, acquisto di immobili,
ecc.), riferibili al titolare dell’impresa e/o ai soci, particolarmente stridenti con l’ammontare del reddito
dichiarato.
In tale caso, soprattutto qualora non sia stato possibile effettuare una convincente ricostruzione del
volume d’affari, si potrà procedere, sia pure ai soli fini dell’imposizione diretta, all’accertamento sintetico del
reddito complessivo delle persone fisiche in vario modo coinvolte nella gestione dell’impresa, secondo la
procedura di cui all’art. 38, comma 4, del D.P.R. n. 600/73.
3.5 Le indagini bancarie
Gli accertamenti bancari costituiscono uno strumento molto incisivo per l’esame della posizione fiscale
del contribuente, in particolare delle persone fisiche, delle associazioni tra professionisti, delle società di
persone e delle società di capitale a ristretta base azionaria.
Il loro impiego deve rispondere a principi di economicità e di prevedibile proficuità dell’azione di controllo.
L’indagine bancaria è certamente consigliabile in presenza di gravi indizi di evasione, ovvero qualora
permanga un significativo divario tra il volume d’affari ed i redditi determinati in base alla metodologia in
precedenza descritta e quanto fondatamente attribuibile al contribuente sulla base delle condizioni di
esercizio dell’attività, della sua potenziale capacità reddituale, della consistenza del suo patrimonio ovvero di
altri elementi di valutazione.
Peraltro, la Legge 28 dicembre 1995, n. 549 consente di graduare l’indagine in relazione sia all’entità
degli indizi di evasione riscontrati che alle esigenze di progressivo approfondimento del controllo
eventualmente scaturite dall’analisi degli elementi acquisiti nel corso della verifica.
Sono quindi delineabili diversificati percorsi d’indagine, che potranno essere seguiti anche in via
alternativa.
3.5.1 - Richiesta al contribuente degli estremi identificativi dei conti
(artt. 32, 1° comma n. 6 bis del D.P.R. 600/73 e 51, 2° comma n. 6 bis del D.P.R. n. 633/72)
In tal caso viene richiesta alla parte, previa autorizzazione del Direttore Regionale dell’Agenzia delle
Entrate, la dichiarazione della natura, del numero e degli estremi identificativi dei rapporti intrattenuti con
aziende di credito, con l’amministrazione postale, con società fiduciarie ed ogni altro intermediario
finanziario.
Di conseguenza agli operatori finanziari segnalati dovrà essere richiesta la copia dei conti denunziati dal
contribuente e l’indicazione di tutti gli altri eventuali rapporti con lui intrattenuti.
Aggiornamento: Settembre 2002
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Riparazione e sostituzione di pneumatici
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3.5.2 - Richiesta della copia dei conti agli istituti di credito e finanziari
(artt. 32, 1° comma n. 7 del D.P.R. n. 600/73 e 51, 2° comma n. 7 del D.P.R. n. 633/72)
Indipendentemente dall’esercizio della facoltà di cui al punto precedente, i verificatori possono richiedere,
sempre previa autorizzazione del Direttore Regionale dell’Agenzia delle Entrate, la copia dei conti
direttamente agli istituti di credito ed agli intermediari finanziari.
Tale modalità d’indagine appare particolarmente opportuna quando siano stati frapposti ostacoli
all’azione dei verificatori o dell’ufficio, ovvero quando le violazioni e le omissioni e le false indicazioni
contabili siano così gravi e i dati a disposizione così scarsi, da rendere difficile la ricostruzione degli
imponibili fiscali.
Le indagini dovranno comunque essere condotte secondo selezionate opzioni investigative che
restringano la forbice costi-benefici dell’azione di accertamento (banche che hanno sportelli nella città ove
operano il contribuente e i suoi familiari più stretti, nelle province contigue, nel luogo di nascita, nella località
ove possiede residenze secondarie o comunque dove si supponga l’esistenza di conti).
L’indagine può coinvolgere anche altri soggetti (familiari e non) motivatamente sospettati di essere
intestatari di comodo di conti riferibili al contribuente o di cui il medesimo abbia la disponibilità.
Aggiornamento: Settembre 2002
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Riparazione e sostituzione di pneumatici
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Check List
N° processo
verbale
Codice Ufficio
Anno
Da compilare manualmente dopo l’acquisizione del Processo Verbale
Categoria Economica - RIPARAZIONE E SOSTITUZIONE DI PNEUMATICI Codice Attività:
DATI VERIFICATORI
Verificatore 1 - Nome e Cognome
Ente Verificatore
Verificatore 2 - Nome e Cognome
Cod. Ufficio I.V.A.
Cod. Ufficio II.DD.
DATI GENERALI
DATA INIZIO VERIFICA
(gg/mm/aaaa)
Cod. Fisc. Contribuente
Aggiornamento: Settembre 2002
DATA FINE VERIFICA
(gg/mm/aaaa)
Part. IVA Contribuente
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Riparazione e sostituzione di pneumatici
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SI: Controllo effettuato anche se con esito negativo
NO1: Controllo non effettuato per mancanza del presupposto da accertare
NO2: Controllo non effettuato perché non ritenuto proficuo
CONTROLLO
SI
NO1
NO2
Nota
SI
NO1
NO2
Nota
ATTIVITÀ PREPARATORIA AL CONTROLLO
Attraverso il sistema informativo dell'A.T.:
1
è stata effettuata un'interrogazione contabile completa?
2
sono state acquisite le ultime dichiarazioni disponibili?
3
si è proceduto ad accertare l'esistenza di precedenti controlli e
l'inclusione in liste di segnalazione?
4
è stata rilevata l'ubicazione della sede e degli altri locali utilizzati per
l'esercizio dell’attività?
5
è stato rilevato il luogo di conservazione delle scritture contabili e
l'eventuale soggetto depositario?
6
sono stati individuati gli elementi indicatori di capacità contributiva
(compresi gli atti del Registro) del soggetto verificato, dei familiari
conviventi, di eventuali associati nonché nel caso di società, dei soci e
dei loro familiari conviventi?
7
si è proceduto a verificare la presenza di protesti attraverso la banca
dati della Camera di Commercio?
8
è stata rilevata l’esistenza di partite I.V.A. cessate (anche intestate ai
soci)?
9
Sono stati acquisiti tutti gli elementi d'accertamento in possesso
dell'ufficio?
10* Sono stati accertati i canali pubblicitari utilizzati?
ATTIVITÀ DI CONTROLLO
ACCESSO
Si è proceduto a:
11
effettuare la ricerca della documentazione extracontabile (preventivi,
agende, quietanze, schedari dei clienti, ecc.)?
12*
verificare la presenza in Internet del soggetto?
13
acquisire i “floppy disk” e gli altri supporti magnetici rinvenuti?
14
acquisire i dati presenti nell'hard-disk dei PC rinvenuti?
15
rilevare il numero, la qualifica e le mansioni dei dipendenti presenti al
momento dell'accesso?
16
rilevare il numero dei soci, dei familiari e degli altri collaboratori che
prestano la loro opera nell'impresa?
17
acquisire eventuali fascicoli o schedari intestati ai clienti?
18
rilevare i beni strumentali e le attrezzature?
19
inventariare i mezzi da riparare rinvenuti in officina o negli eventuali
spazi esterni?
20
inventariare i materiali (pneumatici, cerchi, ecc.) presenti in magazzino
(anche a campione)?
Aggiornamento: Settembre 2002
20
Riparazione e sostituzione di pneumatici
21
rilevare il denaro e gli altri valori in cassa?
22
rilevare le carte di credito accettate in pagamento?
23
rilevare se esistono rapporti con società di credito al consumo?
24
rilevare le tariffe praticate?
25
rilevare la presenza di strumentazioni a tecnologia avanzata
50.20.4
(centraline elettroniche per la convergenza, ecc.)?
26
acquisire il registro di smaltimento dei rifiuti speciali?
27
effettuare il controllo dei dati dichiarati per gli Studi di Settore?
28
controllare l’esistenza della contabilità e la sua corretta tenuta?
Si è proceduto a rilevare, anche in contraddittorio con la parte:
29
le tariffe orarie praticate per le prestazioni di manodopera relative alle
diverse tipologie di prestazioni?
30
la misura e le modalità degli eventuali sconti ottenuti dai fornitori?
31
la tipologia di clientela (privata, società o enti)?
32
la tipologia di prestazioni rese alla clientela?
33
i criteri utilizzati per la determinazione degli importi richiesti ai clienti?
CONTROLLO DEL VOLUME D’AFFARI
SI
NO1
NO2
Nota
Cod.
n°
Si è proceduto a:
34
accertare se i dati rilevati dalla documentazione extracontabile trovano
riscontro nella contabilità e nei documenti emessi?
35
effettuare la lettura dei dati contenuti nei supporti magnetici ed al loro
riscontro con le scritture e la documentazione contabile?
36
riscontrare se il personale rilevato al momento dell’accesso o
comunque risultante in forza all’impresa è regolarmente registrato nei
libri previsti in materia del lavoro?
37
accertare la presenza di merci non coperte da fattura di acquisto?
38
verificare se i valori rinvenuti in cassa trovano riscontro nei corrispettivi
complessivi e parziali certificati?
39
scomporre i corrispettivi dichiarati per ciascuno dei servizi offerti
separando la componente commerciale?
40
stimare, sulla base dei tempi medi rilevati in contraddittorio con la parte
e riferibili alle singole tipologie di prestazioni, il numero delle
prestazioni rese?
41
effettuare un confronto tra il numero delle prestazioni rese e quello
risultante dalle fatture e/o ricevute emesse?
42
verificare la coerenza tra i lavori eseguiti e fatturati ed i materiali
acquistati?
43
determinare il ricarico medio ponderato per la componente
commerciale?
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21
Riparazione e sostituzione di pneumatici
44
50.20.4
verificare la congruità del ricarico dei materiali impiegati risultante dalla
documentazione contabile con l’entità degli sconti praticati dalle ditte
fornitrici?
45
verificare la congruità del numero dei servizi fatturati in relazione ai
presumibili utilizzi di particolari attrezzature possedute, con particolare
riguardo a quelle che memorizzano gli interventi (centraline
elettroniche, ecc.)?
46
effettuare ulteriori controlli sulla base delle relative metodologie in
presenza di altre attività specifiche (vendita ricambi, parti ed accessori,
officina, carrozzeria e autolavaggio)?
47
operare la suddivisione del fatturato per tipologia di clientela (privata,
società o enti)?
48
valorizzare le prestazioni non contabilizzate in base ai prezzi
desumibili dai tariffari o dalle ricevute emesse?
49
verificare la congruenza tra i materiali smaltiti (pneumatici) e quelli
sostituiti risultanti dalle ricevute fiscali emesse?
50
verificare la congruità del rapporto tra i ricavi dichiarati e i consumi di
energia elettrica nel tempo?
51
calcolare l’indice di produttività per addetto?
52
effettuare un controllo incrociato tra i documenti fiscali emessi ed i
riepiloghi contabili delle società di gestione di carte di credito?
53
verificare gli eventuali rapporti esistenti con società di credito al
consumo per controllare se alle vendite effettuate con finanziamenti
corrispondono altrettanti ricavi contabilizzati?
54* effettuare un controllo incrociato con società di gestione di carte di
credito?
55* effettuare un controllo incrociato con società di credito al consumo?
56* effettuare un controllo incrociato con i fornitori ed i clienti abituali?
ALTRI CONTROLLI E RISCONTRI
SI
NO1
NO2
Nota
Cod.
n°
Si è proceduto a:
57
accertare il titolo di possesso dei locali utilizzati per l’esercizio
dell’attività?
58
calcolare il capitale investito nell’azienda (impianti, attrezzature, ecc.)?
Si è proceduto a valutare il reddito ritraibile da:
59
un impiego alternativo del capitale proprio investito?
60
l’affitto di locali di proprietà utilizzati per l’esercizio dell’attività?
61
lo svolgimento di un’attività di lavoro dipendente nel settore?
62
Si è proceduto a determinare il reddito accertabile in via sintetica (al
titolare o ai soci) sulla base delle manifestazioni di capacità contributiva
accertate?
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22
Riparazione e sostituzione di pneumatici
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INDAGINI BANCARIE
63
(1)
SI
NO1
NO2
Nota
Cod.
n°
Vi sono gravi indizi di evasione ovvero indizi tali da far ritenere che quanto
accertato diverga significativamente dall’effettiva capacità contributiva del
soggetto verificato?
Si è proceduto a:
64*
richiedere al contribuente l'indicazione dei conti intrattenuti con banche
e istituti finanziari?
65*
acquisire ed esaminare la copia dei conti segnalati ed esibiti dal
contribuente?
66*
richiedere copia dei conti agli istituti di credito e finanziari?
67*
interessare istituti bancari operanti in località diverse da quelle di
residenza?
68*
estendere le indagini bancarie ad altri soggetti?
*Controllo facoltativo.
(1)
NOTA: in caso di risposta affermativa, i successivi controlli rivestiranno carattere obbligatorio.
Indici di riscontro
PERCENTUALE DI
RICARICO CONSTATATA
PRODUTTIVITÀ PER
ADDETTO (in milioni di Lire)
ANNO DI
RIFERIMENTO
%
%
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