Diapositiva 1

Commenti

Transcript

Diapositiva 1
Corso di Formazione
I DIPARTIMENTI DI SANITA’ PUBBLICA E L’APPLICAZIONE DEI
REGOLAMENTI REACH E CLP:
CONTROLLO DELLE SOSTANZE, MISCELE E ARTICOLI
Impatto del regolamento CLP su
altre normative
Cesena, 23 novembre 2010
Paolo Pagliai
Dipartimento Sanità Pubblica
1
Impatto del CLP a “valle”…..da subito
L’articolo 55 del CLP abroga l’Allegato I della Direttiva 67/548 e lo sostituisce
con la tabella 3.2 dell’Allegato VI che però non è una pura traduzione in un
nuovo linguaggio…
Le classificazioni della tabella 3.2 del CLP, essendo stato abrogato l’Allegato I,
sono già vigenti a tutti gli effetti dal 20 gennaio 2009.
Nella Tabella 3.2 dell’allegato VI, alcune soglie specifiche di concentrazione
per 222 sostanze sono state eliminate: l’effetto è stato quello di cambiare la
classificazione delle miscele risultanti.
Infatti in assenza di limiti specifici, secondo il DLgs 65/2003 si applicano i
limiti generici e si stabilisce la pericolosità della miscela con il metodo
convenzionale.
In particolare le soluzioni diluite di circa 20 sostanze pericolose sono ora
classificate pericolose per l’ambiente a partire da concentrazioni
sensibilmente più basse.
Il caso dell’ipoclorito di sodio
Classificazione in base all’Allegato I della 67/548/CE
Index No
Chemical Name
Notes
017-011-00-1
sodium
hypochlorite,
solution ... % Cl
active
B
EC No
CAS No
231-668-3
7681-52-9
Classification
Labelling
Concentration Limits
C; R34
R31
N; R50
C; N
R: 31-34-50
S: (1/2-)28-45-50-61
C ≥ 25 %: C, N; R31-34-50
10 % ≤ C < 25 %: C; R31-34
5 % ≤ C < 10 %: Xi; R31-36/38
Note
In base alle regole stabilite dal DLgs 65/2003, fino al 20 gennaio 2009, le
soluzioni di ipoclorito di sodio sotto il 25% non erano pericolose per l’ambiente
Classificazione in base alla tabella 3.2 del CLP
Come si può notare, non abbiamo una semplice trasposizione e, in particolare,
il limite di concentrazione specifico riferito alla pericolosità per l’ambiente (N)
per le soluzioni di ipoclorito di sodio non c’è più. Pertanto per sapere se una
soluzione di ipoclorito di sodio è pericolosa o no per l’ambiente devo
consultare le tabelle del DLgs 65/2003
3
Il caso dell’ipoclorito di sodio
In base al D.Lgs 65/2003 per determinare le caratteristiche di pericolosità di
una miscela per l’ambiente si può usare un metodo convenzionale riportato
nell’Allegato II parte B. In particolare per valutare la tossicità acuta di una
miscela contenente una sostanza classificata R50 si applica la tabella 2:
Come si può notare la classificazione del preparato (miscela) dipende ai
valori di LC50 o EC50…..
4
Il caso dell’ipoclorito di sodio
Tale valore dovrebbe essere ricavabile dalle SDS dei fornitori alla
sezione 12 “Informazioni ecologiche”……….
In base ai differenti valori trovati non è possibile stabilire un’univoca
classificazione per la pericolosità per l’ambiente acquatico per le soluzioni di
ipoclorito di sodio.
In attesa degli effetti positivi derivanti dagli obblighi imposti dal REACH per le
registrazioni (gli studi di tossicità a breve termine sugli invertebrati devono
essere presentati già per l’Allegato VII e quindi per sostanze > 1 ton/anno), in
questi casi occorre ricercare riferimenti “autorevoli”, se ci sono…
SUMMARY RISK ASSESSMENT REPORT Final Summary, September 2009
5
Il caso dell’ipoclorito di sodio
In definitiva, i dati reperiti in letteratura, porterebbero a classificare tutte le
soluzioni contenenti ipoclorito di sodio in quantitativi > 0.25% p/p come
altamente tossiche per gli organismi acquatici (N, R50).
CONSEGUENZA
La classificazione N,R50 fa rientrare tali prodotti fra quelli coinvolti nella
normativa “Seveso” (D.Lgs. 334/1999 e succ. modifiche).
Questo significa che gli stabilimenti e i magazzini che trattano prodotti con tale
classificazione sopra le fasce di tonnellaggio previste, devono rispettare quanto
previsto da tale norma (individuazione dei rischi di incidente rilevante,
redazione dei piani di emergenza interni, informazioni per piani di emergenza
esterni, redazione della notifica o del rapporto di sicurezza, ecc.)
6
Impatto del CLP sulle “Downstream Regulations”
L’articolo 60 del CLP prevede che a partire dal 1 giugno 2015 siano
abrogate la Direttiva 67/548/CEE sulle sostanze pericolose (DSP) e la
Direttiva 1999/45/CE sui preparati pericolosi (DPP).
Pertanto a partire dal 01 giugno 2015 tutte le normative che si basano o
comunque fanno riferimento alle regole di classificazione, etichettatura
ed imballaggio delle direttive DSP e DPP dovranno adeguarsi al CLP.
Occorre però tenere presente che, poiché il CLP introduce modifiche
anche nei criteri di classificazione e nelle classi e categorie di pericolo, le
“downstream legislations” dal 1 giugno 2015 subiranno ripercussioni non
solo a livello “formale” o di linguaggio utilizzato.
7
CLP: tempistica di applicazione e disposizioni transitorie
Da Checchini
8
CLP: tempistica di applicazione e disposizioni transitorie
Da Checchini
9
Impatto del CLP sulle “Downstream Regulations”
Sono stati individuati più di 20 filoni di cosiddetta “legislazione a valle” che
verrà toccata più o meno direttamente dall’introduzione del CLP; ad
esempio:
9 Detergenti (Reg. 648/2004/CE)
9 Biocidi (Dir. 1998/8/CE)
9 Prodotti fitosanitari (Dir. 91/414/CEE)
9 Aerosol (Dir.2008/47/CE)
9 Cosmetici (Dir. 76/768/CE)
9 Sicurezza giocattoli (Dir. 1988/378/CEE)
9 Eco - labelling (Reg. 1980/2000/CE)
9 Import-export sostanze pericolose (Reg. 689/2008/CE)
Alcune di queste “downstream regulations” sono state già allineate al CLP,
per altre i lavori sono in corso d’opera e le versioni “modificate” potrebbero
essere varate ben prima del 2015.
Impatto del CLP sulle “Downstream Regulations”
A livello UE sono già stati emanati due atti che hanno modificato alcuni filoni
di downstream regulations; in particolare:
¾Il Regolamento (CE) n°1336/2008 che ha emendato il regolamento sui
detergenti n°648/2004
¾La Direttiva 2008/112/CE che ha aggiornato al CLP le direttive sui
cosmetici, sui giocattoli, sui VOC, sui veicoli fuori uso e sui RAEE.
11
Impatto del CLP sulle “Downstream Regulations”
Per altre normative “l’allineamento al CLP” è ancora in corso e in alcuni casi
di non facile realizzazione.
Tuttavia è probabile che le versioni “modificate” siano varate ben prima del
2015.
Di seguito prenderemo in considerazione alcuni impatti su:
¾ Seveso (D.Lgs. 334/99 e s.m.i.)
¾ Salute e sicurezza nei luoghi di lavoro (D.Lgs. 81/08)
¾ Rifiuti (Allegati D e I alla Parte Quarta del D.Lgs.152/2006 e s.m.i)
Seveso, 10 luglio 1976
Contaminazione ambientale da TCDD
13
Baia Mare, 30 gennaio 2000
Disastro della miniera Aurul
Cede la diga utilizzata dalla AURUL
per stoccare acque reflue e fanghi
ricchi di cianuro utilizzato per
l’estrazione dell’oro nella miniera di
Baia Mare.
Circa 100.000 mc di acque e fanghi
contenenti livelli elevatissimi di
cianuri eliminano dai fiumi ogni
forma di vita (plancton, pesci,
uccelli) per centinaia di chilometri;
L’inquinamento
interessera’
Romania, Ungheria e Serbia e sarà
rilevato al delta del Danubio dopo
2000 km e due settimane.
14
Enschede, 13 maggio 2000
Esplosione alla S.E. Fireworks
Esplodono 177 tonnellate di fuochi
artificiali distruggendo un’area di 40
ettari.
BILANCIO:
• 22 morti
• 947 feriti
• circa 400 abitazioni distrutte
• circa 1250 senza tetto
15
Tolosa, 21 settembre 2001
Esplosione della AZF
Alla fabbrica di materie chimiche AZF
trecento tonnellate di nitrato di
ammonio esplodono creando un
cratere grande 200 metri e profondo
quasi 30. Le travi metalliche sono
state ritrovate a 3 km di distanza
dall’esplosione che viene avvertita a
80 km di distanza.
BILANCIO:
• 31 morti
• più di 10.000 feriti
• circa 30.000 abitazioni distrutte
• circa 40.000 senza tetto
16
Impatti del CLP sulla Seveso
Dopo gli incidenti di Tolosa (Francia), Enschede (Olanda) e Baia Mare
(Romania) si è deciso di modificare la Seveso II con la direttiva CEE
105/2003, meglio conosciuta come Seveso III (o "Seveso ter").
Tale direttiva (recepita in Italia con il D.Lgs 238/2005) introduce nuovi
limiti per le aziende che detengono nitrato di ammonio, materiale
pirotecnico e per le aziende minerarie
Inoltre il D.Lgs 238/2005 abbassa le quantità limite per le sostanze
pericolose per l’ambiente e aggiunge nuove sostanze all’elenco
delle cancerogene da considerare.
17
Decreto legislativo 17 agosto 1999, n. 334 e s.m.i.
18
CRITERI DI CLASSIFICAZIONE PER LA TOSSICITA’ ACUTA ORALE
AVVERTENZA pericolo
Letale
pericolo
Letale
pericolo
Letale
attenzione
Nocivo
attenzione
Può essere nocivo
Nessun
pittogramma
CLP
Categoria
1
Categoria 2
Categoria 3
Categoria 4
Categoria 5
Building
block
approach
DSP
DL50
mg/Kg
Molto Tossico T+
R 28
5
Tossico T
R 25
25
50
Nocivo Xn
R 22
200 300
2000
5000
19
Impatti del CLP sulla Seveso
In seguito all’introduzione del CLP, è indubbia la necessità di procedere
ad una revisione della Direttiva Seveso.
La Commissione Europea ha istituito un apposito gruppo tecnico (TWG
on Seveso and GHS) che ha riscontrato notevoli problematiche nel
passare dal vecchio al nuovo sistema.
Infatti le nuove categorie di pericolo per la tossicità acuta non
coincidono con le vecchie e si rischia di allargare o stringere il
numero di stabilimenti soggetti alla Seveso per “problemi di
traduzione” senza che le caratteristiche intrinseche di pericolosità delle
sostanze siano nel frattempo cambiate.
20
Impatti del CLP sulla Seveso
Il TWG ha il compito di elaborare un nuovo Allegato I alla Seveso, facendo in
modo che:
™ non vi siano riduzioni nel livello di protezione raggiunto attualmente
™ non vi siano inutili (e costose) estensioni del numero di stabilimenti che
ricadono nel campo di applicazione della normativa Seveso.
A questo scopo sono state elaborate quattro proposte che tentano di legare il
campo di applicazione della Seveso alle nuove categorie CLP.
21
Impatti del CLP sulla Seveso
In attesa delle decisioni europee ulteriori impatti sulla Seveso potrebbero
derivare da eventuali riclassificazioni di sostanze che, in seguito alle nuove
conoscenze derivanti dai test eseguiti in ottica REACH, evidenzino nuove
caratteristiche di pericolosità pertinenti alla Seveso.
22
Impatti del CLP sulla normativa rifiuti
L’elenco dei rifiuti pericolosi e non pericolosi e i criteri per
l’assegnazione al rifiuto di una o più caratteristiche di pericolo sono
definiti dalla Decisione 2000/532/CE che istituisce il CER (Catalogo
Europeo dei Rifiuti).
Anche in questo caso è prevista una revisione della Decisione
200/532/CE che terrà conto dell’entrata in vigore del CLP e della
conseguente necessità di armonizzarlo con i criteri per l’assegnazione
delle caratteristiche di pericolo dei rifiuti che attualmente fanno
riferimento alla Direttiva 67/548/CEE.
Infatti per i rifiuti con voce a specchio la pericolosità viene decisa in
base al contenuto di sostanze classificate pericolose (tossiche, nocive,
ecc.)
23
Pericolosità dei rifiuti in funzione della
composizione
24
Pericolosità dei rifiuti in funzione della
composizione
25
Impatti del CLP sulla normativa rifiuti
Fino al 2015 (se non intervengono nel frattempo altre modifiche
normative) l’impatto sulla normativa dei rifiuti dal punto di vista formale
sarà lieve e non ci saranno particolari problemi a valutare la pericolosità
di un rifiuto in quanto:
™ le SDS delle sostanze dal 1 dicembre 2010 fino al 1/6/2015
riporteranno sia la classificazione CLP che la classificazione secondo la
Direttiva 67/548/CE
™ le SDS delle miscele riporteranno obbligatoriamente fino al 1/6/2015
la classificazione secondo la Direttiva 1999/45
Resta invece aperta e continuamente da verificare l’ipotesi che le
singole sostanze all’interno del sistema della Direttiva 67/548/CEE
cambino classificazione in seguito ai risultati dei test chimico-fisici e
tossicologici eseguiti in ambito REACH.
26
Impatto sulla normativa in tema di salute e
sicurezza nei luoghi di lavoro
La classificazione delle sostanze e delle miscele tocca vari aspetti
della normativa; in particolare oltre alle direttive riguardanti gli agenti
chimici e cancerogeni negli ambienti di lavoro, non bisogna
trascurare le direttive riguardanti i lavoratori giovani (Dir.1999/53/CE),
le lavoratrici in gravidanza o allattamento (Dir.1992/85/CE) e i
segnali di sicurezza (Dir. 92/58/CE).
A causa dei notevoli riflessi sociali che tali normative hanno, a livello
europeo specifici gruppi di lavoro stanno formulando proposte per
adeguarsi al CLP in modo tale da salvaguardare le impostazioni
originali.
27
Impatto sulla normativa in tema di salute e
sicurezza nei luoghi di lavoro
I nuovi dati che saranno disponibili in virtù dell’applicazione del REACH
(risultati dei test con conseguente modifica della classificazione, misure di
gestione del rischio inserite negli scenari di esposizione) avranno impatti
direttamente collegati alla Valutazione del Rischio Chimico con necessità di
modificare il documento.
Anche in questo caso il CLP, in assenza di modifiche legislative sulla
normativa a valle, manifesterà i propri effetti in maniera compiuta dal
01/06/2015.
Tuttavia occorre tenere presente che dal 01/12/2010 le sostanze devono
essere obbligatoriamente etichettate ed imballate secondo le regole del CLP
E’ pertanto evidente la necessità:
¾ di formare e informare i lavoratori circa i nuovi criteri di classificazione,
etichettatura ed imballaggio delle sostanze e delle miscele pericolose
¾ di aggiornare la segnaletica di sicurezza in base ai nuovi pittogrammi
introdotti dal CLP
Decreto legislativo 17 agosto 1999, n. 334 e s.m.i.
29

Documenti analoghi