ERCO Lichtbericht 87

Transcript

ERCO Lichtbericht 87
E
Lichtbericht 87
New York Times Building
Tra i grattacieli di Manhattan la
torre del quotidiano «The New
York Times» costituisce un model­
lo architettonico del XXI° secolo:
chiaro e trasparente, raffinato, leg­
gero e tecnologicamente innova­
tivo. L’illuminazione della facciata
a tendina alta 250 metri in tubi di
ceramica bianchi trasforma l’intero
edificio in uno scintillante simbolo
notturno della metropoli di New
York, e ciò grazie alla moderna illu­
minotecnica che richiede un con­
sumo energetico inferiore a quello
necessario per l’illuminazione
della sola punta dell’Empire State
Building.
Pubblicato nel dicembre 2008
In questa edizione
Indice
Introduzione
1
In questa edizione
2
Flash
4
Sprazzi di luce
Luce & Tecnica
Articolo
6
12
New York Times Building
Con il nuovo grattacielo della storica
testata e con le sue facciate illuminate,
Manhattan dota il suo panorama not­
turno di un nuovo elemento distintivo.
Da New York il servizio della storica
dell’architettura e giornalista dell’illumi­
nazione Margaret Maile.
20
Novità 2009
Proiettori e washer Powercast
Light System DALI
24
Zoom
Ingressi digitali negli impianti di
­programmazione luminosa
25
Doppio zoom
Ingressi analogici negli impianti di
­programmazione luminosa
Progetti
L’illuminotecnica è decisiva
Un’intervista di Margaret Maile con
Jean Sundin ed Enrique Peiniger nello
studio OVI
Sfondo
Light System DALI
Applicazioni
16
Prof. Dott. Markus Gehnen:
Tune the light!
Dalla prima dimmerazione con poten­
ziometri agli attuali sistemi di bus la
strada è stata lunga, ma la fine di que­
sto percorso di sviluppo non è ancora
in vista: una rassegna delle innovazioni
dell’illuminotecnica dal punto di vista
di un esperto di tecnologia edilizia.
ERCO Lichtbericht
Impressum
Editore: Tim H. Maack
Redattore capo: Martin Krautter
Design: Thomas Kotzur, Christoph Steinke
Stampa: Mohn Media Mohndruck GmbH, Gütersloh
1028730000
© 2008 ERCO
26
Cascina in Münsterland
Messa in scena con DALI
28
Museo dell’Arte di Emden
Una luminosa entrata in scena, con DALI
30
Museo dell’automobile Central
­Garage, Bad Homburg
tune the light – con DALI
32
LPP Reserved Shop, Varsavia
Scenografie per le vetrine, con DALI
34
Chiesa di St. Petri, Stavanger
Liturgie luminose con DALI
36
Luci di chiusura
Nuovi showroom ERCO a Oslo e Milano
Tim Henrik Maack
Il New York Times ha fatto realizzare all’archi­
tetto Renzo Piano la sua nuova sede, un impres­
sionante edificio destinato a diventare un nuovo
simbolo nella città di New York. La messa in
scena notturna del grattacielo poneva dei seri
problemi: il leit motiv che costituiva il filo con­
duttore dell’intero progetto era composto da
leggerezza e trasparenza. Questo tema è stato
trasformato in luce dallo studio OVI di Jean
Sundin ed Enrique Peiniger, che hanno impie­
gato i nostri strumenti di illuminazione per
l’illuminazione delle facciate. Un compito per
niente facile, in un progetto così complesso, ma
gli sforzi compiuti hanno dato i loro risultati.
Anche il nuovo proiettore Powercast è cer­
tamente adatto alla messa in scena notturna
delle facciate. Dotato della più moderna tecno­
logia dei riflettori Spherolit, potrà essere utiliz­
zato in un’ampia gamma di impieghi, per le più
diverse soluzioni illuminotecniche. Per un indi­
rizzamento ottimale della luce nelle versioni per
LED si impiegano dei sistemi di lenti. Questi sono
costituiti da uno speciale collimatore ottico e da
un ulteriore alloggiamento per delle lenti dalle
caratteristiche più diverse.
Il tema centrale di questo numero è però deci­
samente costituito dalle innumerevoli possibilità
offerte dalla moderna programmazione lumino­
sa. In un’ampia casistica presentiamo i diversi
ambiti di impiego di Light System DALI. Il fatto
che la programmazione luminosa venga utilizza­
ta dagli abitanti di una cascina nel Münsterland
per ottenere la giusta atmosfera luminosa in
modo semplice e comodo, ma anche per mette­
re in scena con efficacia l’ingresso del Museo
dell’Arte di Emden mostra quanto siano varie le
sue possibilità di impiego.
Nel negozio LPP Reserved di Varsavia la vetrina
viene messa in scena utilizzando delle dimme­
razioni dinamiche. La plasticità dei manichini in
vetrina cambia continuamente e questi sembra­
no prender vita. Il tutto comandato naturalmente
con il Light System DALI.
La luce e la liturgia sono da sempre stretta­
mente connesse. Anche durante una moderna
messa la liturgia ha sempre un suo ruolo, che
può essere supportato creando un’adeguata
drammaturgia con la luce. Si deve quindi dap­
prima provvedere ad un’attenta progettazione
di un impianto di illuminazione adeguato. La
lineare messa in scena della luce, con le oppor­
tune situazioni e sequenze luminose, l’atmo­
sfera, la definizione dei punti di focalizzazione
della percezione e l’efficacia degli spazi è un
lavoro che viene poi fatto in loco, ponendo gli
accenti giusti con buon gusto e sensibilità.
Ora è possibile sperimentare le tecnologie
DALI anche a Milano e a Oslo, nei nostri due
nuovi showroom. Se con la programmazione
della luce siamo riusciti ad incuriosirvi, sia per
le prospettive scenografiche che per i risparmi
energetici o dal punto di vista del comfort, non
dovete far altro che venire a visitarci!
Foto (Pagina):
Frieder Blickle (U1, 2, 6-15), Bernd Hoff (2, 3),
Alexandra Lechner (2), Thomas Mayer (2, 3, 4-5, 24,
26-27, 34-37, U4), Rudi Meisel (3, 28-29, 32-33),
Alexander Ring (20-21), Dirk Vogel (30-31), Edgar
Zippel (1, 3).
Traduzione: Lanzillotta Translations, Düsseldorf
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Flash
Sandnes (Norvegia)
Una parte del museo regionale di
Sandnes, vicino a Stavanger, costi­
tuisce il Vitenfabrikken, un museo
interattivo per la diffusione della
tecnica e della scienza. Le più
moderne tecnologie sono utilizza­
te anche nell’illuminazione: dagli
apparec­chi per facciate Focalflood
per LED varychrome al completo
impianto Light System DALI.
Vitenfabrikken, Sandnes
Architetto: Askim & Lantto AS, Oslo
Progettazione impianto elettrico:
Cowi AS, Stavanger
www.jaermuseet.no/vitenfabrikken
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Caldaro (Alto Adige)
Questa località sul Lago Caldaro,
nota per i suoi vini, riesce a darsi
con la moderna architettura un’im­
magine adeguata ai tempi: il nuovo
Winecenter offre dei raffinati spazi
per l’acquisto e l’assaggio dei vini,
presentati sotto la luce dei faretti
Optec, dai faretti direzionali ad in­casso Quadra, dai wallwasher e dai Monaco di Baviera
washer per pavimenti Lightcast.
I grandi nomi dell’arte contempo­
ranea sono ora in programma nella
Cantine Winecenter, Caldaro
Galleria Terminus: da Baselitz a
Architetto: feld72 Architekten,
Warhol, da Kiefer a Uecker. «Da noi
Vienna
l’arte respira»: i galleristi descri­
www.winecenter.it
vono così la loro concezione degli
spazi e presentano in Paradeplatz 1,
nel cuore della metropoli bavarese,
esposizioni che per dimensioni,
allestimento e dotazioni tecniche si
misurano con quelle dei musei. La
luce è opera di ERCO: faretti e wall­
washer Optec montati sui binari
elettrificati incassati a filo del sof­
fitto, combinati con wallwasher
Quadra per lampade alogene a
bassa tensione.
Barcellona
Il locale gemello dell’omonima
Brasserie di Parigi conquista con un
ambiente autentico e con dei piatti
tipici, in particolare con i frutti di
mare. I lampadari originali con lam­
pade dimmerate e non schermate
creano la giusta atmosfera, ma la
vera illuminazione viene creata dai
discreti faretti Pollux per lampade
alogene a bassa tensione.
Glashütte (Sassonia)
Dopo il grande ritorno dell’indu­
stria sassone dell’orologeria, a
Glashütte anche la sua tradizione
ha trovato una dimora adeguata: il
nuovo museo dell’orologeria illustra
con mezzi moderni la movi­mentata
storia industriale di questa località
sui Monti Metalliferi. I faretti Pollux
a bassa tensione fanno splendere
gli oggetti in esposizione.
Brasserie Fló, Barcellona
Architettura e progettazione
­illuminotecnica: Carlos Martínez
www.brasserieflobarcelona.com
Museo dell’orologeria, Glashütte
Design dell’esposizione e
­progettazione illuminotecnica:
­Atelier Brückner, Stoccarda
www.uhrenmuseum-glashuette.com
Galleria Terminus, Monaco di
Baviera
Architetto: mocar architects,
Monaco di Baviera
Progettazione illuminotecnica:
Licht & Technik Jürgen Ludwig,
Monaco di Baviera
www.galerie-terminus.de
Kaohsiung, Taiwan
Un’opera affascinante in uno spazio
pubblico, una vera cooperazione
internazionale: per l’illuminazione
dei suoi rilievi costituiti da migliaia
di strisce di vetro dalle forme pre­
cise e laminate l’artista americano
Lutz Haufschild ha incaricato il
progettista illuminotecnico Arne
Fiedler di Wiesbaden. Questi ha
impiegato Light System DALI con
faretti Optec per LED varychrome
per illuminare dinamicamente i
rilievi dal retro e farli vivere.
Emerald Laminata, opera in
vetro nella Rapid Transit Station
­Kaohsiung, Taiwan
Architetto: Charles C. Chen
Architects, Kaohsiung, Taiwan
Progettazione illuminotecnica:
Made by Light, Arne Fiedler,
­Wiesbaden
Artisti: Lutz Haufschild,
North Vancouver, BC
Glashütte (Sassonia)
Precisione nella costruzione degli
orologi e nell’illuminazione: la
tradizionale marca di cronometri
Tutima è tornata a Glashütte, dove
era stata fondata nel 1930. Per
la nuova sede è stata sviscerata
e adattata ai tempi l’ex officina
ferroviaria, illuminata con ERCO
all’interno e all’esterno.
Spreitenbach, presso Zurigo
Uno sguardo all’accesso al Center
Spreitenbach, un grande centro
commerciale: il nuovo ponte di
collegamento tra l’edificio pre­
esistente ed il nuovo complesso,
corredato di luce colorata dall’ar­
chitetto e designer Matteo Thun.
Gli strumenti: washer Focalflood
varychrome con componentistica
DALI.
Center Spreitenbach,
Spreitenbach, presso Zurigo
Progettazione illuminotecnica:
Matteo Thun
www.centerspreitenbach.ch
Fabbrica di orologi Tutima,
Glashütte
Architetto: Kai Strehl Architekten,
Dachsberg
www.tutima.com
Berlino
Con la frase «Ich bin ein Berliner»
(«Sono un berlinese») John F.
Kennedy nel 1963 conquistò il
­cuore dei tedeschi. Ora nella capi­
tale tedesca un piccolo museo sulla
Pariser Platz si dedica completa­
mente alla storia della sua famiglia
e mostra un’ampia panoramica
di immagini e documenti della
collezione Kennedy della galleria
«Camera Work». Le luminose ed
eleganti sale espositive sono illu­
minate da ERCO, tra l’altro con i
wallwasher con lenti Quadra.
Museo «The Kennedys», Berlino
Architetto: Abcarius & Burns,
­Berlino
www.thekennedys.de
Erice (Sicilia)
I faretti Stella e gli uplight Trion
per lampade ad alogenuri metallici
illuminano la volta della chiesa di
San Martino in modo efficace ed
economico, un motivo in più per un
turista in Sicilia per fare una visita
in questa città dalle radici antiche
e dai monumenti medievali.
Chiesa di San Martino, Erice (Sicilia)
Progettazione illuminotecnica:
Adragna Illuminazione, Alcamo
Alaquàs, vicino a Valencia
Un castello medievale diventa un
centro culturale e di formazione,
facendo sì che la cittadina di Ala­
quàs, alle porte di Valencia, man­
tenga e rafforzi la sua identità. I
washer per soffitti Trion illuminano
gli splendidi soffitti a cassettoni e
gli apparecchi per facciate Zylinder
creano nelle scale la giusta atmo­
sfera.
Espacio cultural Castell d'Alaquàs,
Valencia
Progettaz. illuminotecnica: Claude
R. Engle (USA), Lighting Consultant
http://castell.alaquas.org
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Lichtblick
Sprazzi
di luce
Indre Kai, Haugesund (Norvegia)
(Norwegen)
Foto: Thomas Mayer, Neuss
www.haugesund.no
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Architetto:Smedsvig
Architekt:
SmedsvigLandskapsarkitekter
LandskapsarkitekterAS,
AS,Bergen
Bergen
Elektroplaner: Multiconsult AS, Nesttun;
Impiantistica:
Cowi AS, Haugesund
Installateur: Jatec
Installazione:
JatecAS,
AS,Haugesund
Haugesund
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New York Times Building
Dai bracci per il montag­
gio degli apparecchi inizia
la griglia della facciata. La
vernice degli apparecchi,
gialla come i taxi di New
York, è conseguenza delle
normative sull’illumina­
zione nella zona di Times
Square. Per maggiori det­
tagli in proposito vedere
a pagina 14.
Con il nuovo grattacielo della storica testata
e con le sue facciate illuminate, Manhattan
dota il suo panorama notturno di un nuovo
elemento distintivo. Da New York il servizio
della storica dell’architettura e giornalista
dell’illuminazione Margaret Maile.
Agli inizi del XX° secolo, con i suoi impressio­
nanti grattacieli e la sua skyline luminosa, la
City di New York costituiva il modello della
metropoli moderna. Oggi, all’alba del XXI° seco­
lo, la città sta vivendo un rinascimento in quan­
to a grattacieli: tra questi uno dei più notevoli
è il New York Times Building, progettato dal
Renzo Piano Building Workshop e da Fx Fowle
e con la progettazione illuminotecnica di Jean
Sundin ed Enrique Peiniger dell’Office for Visual
Interaction (OVI). Con la sua placida bellezza
questa torre monolitica si distingue dall’ener­
gia febbrile di Times Square e costituisce per il
«New York Times» e per l’intera città un’icona
tecnologicamente innovativa ma al tempo
stesso atemporale.
La concezione dell’illuminazione esterna
Renzo Piano afferma che «Questo edificio parla
di leggerezza e trasparenza», e davvero il filo
conduttore della trasparenza e della luce si è
sviluppato nell’intera progettazione del New
York Times Building: dal vetro chiarissimo a
basso contenuto di ferro e dalle barre in cera­
mica, che costituiscono una doppia facciata
a soffietto, fino all’illuminazione regolata con
cura, che conferisce alla facciata un chiarore
caldo e tenue e allo stesso tempo consente lo
sguardo all’interno dell’edificio.
Con OVI la creatività, l’innovazione e la tecno­
logia vanno sempre di pari passo. Non sorprende
quindi che l’inusuale progetto illuminotecnico
per la facciata del New York Times Building sia
partito dal concetto di leggerezza, ma anche
accettando la sfida di un’illuminazione efficace
ed efficiente della facciata costituita da una
griglia in ceramica, la prima del suo genere in
America. Jean Sundin conferma che «L’elemento
su cui concentrarsi per l’illuminazione esterna
erano le griglie in ceramica». Con l’obbiettivo di
mettere in evidenza la raffinatezza delle griglie
che si elevano per tutta l’altezza dell’edificio,
OVI ha concepito un progetto illuminotecnico
che gestisce l’illuminazione diffusa della fac­
ciata con un’unica famiglia di apparecchi ed un
solo tipo di lampada. Gli apparecchi ERCO per
lampade ad alogenuri metallici a doppio attac­
co da 250W sono stati dotate di diversi sistemi
di riflettori per ottenere l’illuminazione diffusa
desiderata per le intere facciate est e ovest, alte
circa 260 metri. Gli apparecchi a fascio stretto
sono orientati fino alla punta dell’edificio, men­
tre degli apparecchi anch’essi a fascio stretto
ma dotati di diffusori illuminano i piani inter­
medi e i washer proiettano la luce sullo zoccolo
dell’edificio. I progettisti di OVI hanno scelto
le lampade ad alogenuri metallici per la loro
vita utile particolarmente lunga, che supera le
10.000 ore, e hanno voluto esplicitamente una
6 ERCO Lichtbericht 87
Come già per molti altri
progetti di OVI, le soluzio­
ni tecnologiche di avan­
guardia costituiscono
un elemento fondamen­
tale della progettazione
illumi­notecnica del New
York Times Building.
I meccanismi per la rego­
lazione fine dell’orienta­
mento degli apparecchi
offrivano la precisione
necessaria per una cor­
retta illuminazione dif­
fusa della facciata. Allo
stesso tempo l’illumino­
tecnica e le schermature
integrate minimizzano
la dispersione della luce
e quindi l’inquinamento
luminoso del cielo not­
turno.
luce di tonalità bianco calda, con una tempera­
tura colore di 3000K, adatta al bianco dei tubi
delle pregnanti grate in ceramica.
Altezze da vertigine: solo
guardando le luci delle
strade di Manhattan dagli
oltre 260 metri di altezza
del tetto del New York
Times Building diventano
visibili gli apparecchi
raggruppati in un cluster
sul tetto dello zoccolo
dell’edificio.
L’architetto: Renzo Piano
Con compagni di strada come Richard
Rogers e Peter Rice ha realizzato delle pietre
miliari dell’architettura e dell’ingegneria in
tutto il mondo. Il suo studio, il «Renzo Piano
Building Workshop», è ancora oggi situato a
Genova, sua città natale, ma ha delle depen­
dance a Parigi e, in funzione dei progetti, in
tutto il mondo. Nei suoi oltre 40 anni di suc­
cessi professionali ha toccato tutte le tipolo­
gie architettoniche. I molti premi conseguiti
sono riconoscimenti della sua capacità di
coniugare arte, architettura e mentalità
ingegneristica senza tralasciare l’attenzione
all’ambiente e agli aspetti sociali. Non esiste
uno stile «tipico di Renzo Piano», ma sempre
nuove sorprendenti invenzioni di forme che
si sviluppano dalla funzionalità degli edifici,
dalle esigenze degli utenti, dalle condizioni
climatiche e delle risorse energetiche. I com­
piti urbanistici più complessi, come la rico­
struzione e lo sviluppo della Potsdamer Platz
di Berlino, sono uno dei suoi punti di forza.
Renzo Piano è una garanzia per la funziona­
lità dei musei e dei complessi culturali, ma è
anche la persona giusta per realizzare edifici
per le infrastrutture per i trasporti o impianti
industriali. L’apprendimento e la formazione
sono radicate nella sua filosofia d’impresa.
L’engineering ecologico occupa sempre
un ruolo importante nelle opere di Renzo
Piano. Con il museo di scienze naturali «più
verde» del mondo, il «California Academy
of Sciences» di San Francisco, si coniugano
esposizioni, oasi ecologiche e centri di for­
mazione e di ricerche.
www.rpbw.com
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Focalizzazione dell’illuminazione esterna
Per illuminare degli oggetti o delle superfici
di dimensioni eccezionalmente grandi si può
lavorare con apparecchi di dimensioni e potenze
eccezionali oppure distribuire il flusso luminoso
necessario tra un numero relativamente grande
di apparecchi più compatti. Quest’ultima solu­
zione non ha solo il vantaggio dell’utilizzabilità
di apparecchi e lampade standard e quindi più
economiche, ma consente anche di ottenere una
maggiore omogeneità dell’illuminazione, sempre
che sia possibile orientare ciascun apparecchio
in modo tale da sovrapporre con precisione i sin­
goli coni luminosi.
I progettisti di OVI hanno già sfruttato questo
principio in diversi progetti: ad esempio nella
sala per le riunioni plenarie del Parlamento scoz­
zese o nel US Air Force Memorial di Arlington.
Per ottenere gli esatti illuminamenti desiderati
OVI per la prima volta ha impiegato per la foca­
lizzazione degli strumenti di puntamento laser
montati temporaneamente sugli apparecchi
di illuminazione. Con l’aiuto dei laser anche i
proiettori sul New York Times Building sono stati
quindi orientati e fissati con precisione come nel
progetto al computer, in modo da far sì che la
luminosità diminuisca omogeneamente e pre­
senti un rapporto di 1:3 tra la punta e lo zoccolo
dell’edificio.
Per l’orientamento preci­
so degli apparecchi sulla
facciata dell’edificio si
sono utilizzati dei radio­
goniometri al laser. Con
l’aiuto del punto verde
proiettato sulla facciata
(a destra) i montatori
hanno potuto trovare e
fissare i corretti angoli
di impostazione (sotto).
Con l’ausilio delle simu­
lazioni al computer
sono state dapprima
individuate le posizioni e
l’orientamento degli ap­
parecchi da impostare per
ottenere un andamento
ottimale della luminosità
(a sinistra).
8 ERCO Lichtbericht 87
ERCO Lichtbericht 87 9
Nel progetto di illumina­
zione le aree funzionali
come quella di controllo
all’accesso sono gestite
in modo differenziato.
I washer per soffitti
Lightscoop montati su
speciali bracci conferi­
scono le giuste propor­
zioni all’ampia lobby.
Con il «TheTimesCenter»
al piano terreno del grat­
tacielo Manhattan vanta
ora uno spazio nuovo,
moderno, attrezzato ed
architettonicamente
raffinato dove ospitare
regolarmente talk show,
concerti da camera e
proiezioni cinematogra­
fiche.
draft
Sulle pareti della lobby:
arte mediatica di Ben
Rubin e Mark Hansen.
La loro opera «Moveable
Type» è costituita da
560 display con testi sele­
zionati da un complesso
programma compute­
rizzato tra i contenuti
dell’attuale versione on­
line del New York Times
o con testi memorizzati
nell’archivio digitale del
giornale.
10
ERCO Lichtbericht 87
Progetti di illuminazione per il foyer ed il
giardino
Il motivo della leggerezza e della trasparenza
prosegue nelle aree pubbliche del pian terreno
del New York Times Building. I progettisti di
OVI hanno tradotto queste caratteristiche
metaforiche in spazio tridimensionale, rego­
lando i rapporti di luce in modo da attivare e
collegare visualmente le diverse aree: la lobby,
il giardino centrale, racchiuso nelle pareti di
vetro, e la sala multiuso «TheTimesCenter».
Jean Sundin descrive così l’approccio di OVI:
«Dapprima componiamo un’immagine com­
plessiva ma in questo progetto la sfida stava
nel fatto che, data la sua grande trasparenza, si
creavano dappertutto viste verso l’esterno o che
attraversano l’edificio. E da ogni punto di vista
si doveva avere una bella visuale.» Il giardino
centrale, circondato da pareti di vetro, serve da
punto di riferimento per questo variare dei punti
di vista e per le mutevoli prospettive, guidando
l’occhio tra gli spazi dello zoccolo dell’edificio e
collegandoli tra loro.
Per raggiungere questa sintonia equilibrata
tra gli spazi aperti al pubblico OVI ha lavorato
sia su obbiettivi estetici che su problemi tecnici.
Tenendo conto degli illuminamenti necessari
per le aree funzionali come le zone di traffico
della lobby, l’area di controllo degli accessi, i
negozi, le bacheche ecc., OVI ha elaborato un
progetto complessivo dell’illuminazione per
risolvere questi compiti di illuminazione e allo
stesso tempo mantenere o migliorare la vista
sul giardino interno. «Per noi era importante
che nessun elemento diventasse troppo domi­
La luce orientata con
precisione sugli alberi del
giardino interno e una
fila di luci puntiformi dei
LED (a sinistra), e la loro
perfetta integrazione
nell’illuminazione da pal­
coscenico della sala del
TimesCenter testimonia­
no la particolare atten­
zione che è stata rivolta
ai più minuti dettagli e
alle prestazioni tecniche,
(sopra): descrivendo
nante. A tal fine abbiamo considerato lo spa­
zio e gli assi delle viste in modo differenziato
in funzione del primo piano, del piano interme­
dio e dello sfondo.» Peiniger ci racconta come
OVI abbia posto una grande attenzione nel far
risaltare il giardino come un polo di attrazione
degli sguardi, senza però portare l’illuminazione
agli estremi: guardando le aree confinanti non
si doveva avere l’impressione di guardare in un
tunnel con troppo poca luce ma d’altra parte
non si voleva un’illuminazione troppo omoge­
nea, che facesse scomparire i singoli elementi
dietro una «cortina di luce».
l’ambizione di OVI di
offrire un’illuminazione
ottimale ma anche la
completa integrazione di
estetica e tecnologia.
Elenco degli
apparecchi
ERCO impiegati
Proiettori Beamer
Facciata e illuminazione
dei passaggi
Washer Lightscoop
Facciata e illuminazione
indiretta
Faretti Stella
Auditorium
«TheTimesCenter»
Wallwasher Optec
Sale per conferenze
Apparecchi di
orientamento a LED
Atrio
ERCO Lichtbericht 87
11
L’illuminotecnica è decisiva
A due fermate di metro­
politana, andando dal
New York Times Building
verso Downtown, nella
25a strada si trova lo
studio OVI. Qui sono
state concepite le illumi­
nazioni dei progetti più
diversi, dal Parlamento
scozzese di Edimburgo al
US Airforce Memorial di
Washington.
Un’intervista di Margaret Maile con Jean
­Sundin ed Enrique Peiniger nello studio OVI
www.oviinc.com
Appuntamento in loco
sul tetto del New York
Times Building, quasi
all’altezza dell’Empire
State Building: progetti
di queste dimensioni
richiedono un impegno
straordinario da parte
di tutti i partecipanti.
12 ERCO Lichtbericht 87
Margaret Maile (MM): Qual è stato il maggiore
problema nello sviluppare un progetto di illu­
minazione dell’esterno di un edificio al centro
del quartiere di Times Square?
Jean Sundin (JS): Nella realizzazione di una
simile icona della cultura che con la sua luce
contribuisce a definire la skyline di Manhattan
ci si assume una grande responsabilità, sapendo
di non avere una seconda chance se qualcosa
va storto. Inoltre volevamo creare per l’edificio
un progetto illuminotecnico classico e atempo­
rale, ma dovevamo rispettare le normative per
l’illuminazione vigenti nel quartiere di Times
Square, in un periodo di crescente consapevo­
lezza dei problemi energetici.
Enrique Peiniger (EP): Molti edifici attorno
a Times Square hanno luci colorate e lampeg­
gianti, schermi a LED eccetera. Ma nessuno
pensava ad un approccio di questo genere per
questo edificio, quindi dovevamo farci venire
in mente delle soluzioni creative per l’illumi­
nazione, come l’illuminazione integrale delle
facciata in tubi in ceramica.
MM: Quindi non avete considerato solo il con­
testo del passato e del presente, ma in partico­
lare anche il futuro contesto urbano del New
York Times Building?
EP: Ci preoccupiamo molto di come i nostri
progetti invecchieranno. Naturalmente la zona
attorno a Times Square continuerà a svilupparsi
nel futuro e a cambiare carattere, e in tutto ciò
il New York Times Building costituisce il germo­
glio di un nuovo quartiere abitativo e commer­
ciale.
JS: L’illuminazione è letteralmente incassa­
ta nella struttura architettonica, si innesta a
­ridosso della facciata e si adegua alla costru­
zione a griglia dell’edificio. Per essere un nuo­
vo simbolo della città l’edificio deve avere un
design che non passi di moda. Per questo il ­
«giallo taxi» degli apparecchi si richiama al sin­
golare conte­sto culturale di New York e i detta­
gli dell’impianto di illuminazione sono ­realizzati
con cura ed adeguati per dimensioni e ruolo. È
necessario un dialogo interdisciplinare per far sì
che committenti, team di progettisti e fornitori
uniscano i loro sforzi per trasformare in realtà
tutte le idee sviluppate.
MM: Come si trasferisce questo processo di
sviluppo sulla scelta degli apparecchi? Perché
la scelta è caduta sui prodotti ERCO? In che
misura hanno consentito di realizzare il pro­
getto al meglio?
EP: Il nostro approccio è quello, per così
dire, di svolgere la progettazione al contrario.
Fin dall’inizio del progetto ci preoccupiamo
dell’utente e della manutenzione degli appa­
recchi. La scelta degli apparecchi deriva da
una valutazione dei requisiti e delle prestazioni
tec­niche richiesti. Dopo di che la scelta degli
strumenti di illuminazione è fondamentale.
JS: Abbiamo prodotto un progetto illumino­
tecnico per l’intera facciata dell’edificio e per
le sue aree pubbliche utilizzando solamente
12 diversi tipi di lampade. Abbiamo confrontato
molti produttori che sapevamo essere adatti al
progetto per l’ampiezza della gamma di prodotti,
per le caratteristiche di gestione e di manuten­
zione, per le caratteristiche tecniche e per altri
aspetti. Li abbiamo confrontati e valutati con
attenzione.
EP: Chi offre una funzione di fissaggio? Chi
ha delle viti che non possono cadere? E una
schermatura integrata? Abbiamo confrontato
tutte le caratteristiche e le prestazioni. Alcuni
apparecchi richiedono ad esempio due lampa­
de di diversa potenza e quindi, date le diverse
durate della vita utile delle lampade, anche due
diversi cicli di manutenzione.
JS: Alla fine ci siamo decisi a favore dei pro­
dotti ERCO. Abbiamo utilizzato tre tipi di appa­
recchio con diverse caratteristiche ottiche, ma
con gli stessi tipi di lampada, per l’illuminazione
della facciata. Gli apparecchi sono efficienti
sotto il profilo energetico e per il loro design si
abbinano allo stile della facciata.
EP: Con dei progetti così complessi a volte
bisogna fare un passo indietro e osservare i fatti.
In definitiva si tratta di qualità e prestazioni
degli apparecchi di illuminazione. Il processo di
valutazione ci consente di prendere una deci­
sione chiara e razionale sui prodotti più adatti
al progetto.
MM: Qual è stata per voi la sfida più difficile
nel corso del progetto del New York Times
­Building?
JS: Riuscire a convincere gli altri partecipanti
al progetto del fatto che eravamo in grado di
illuminare una facciata alta più di 260 metri con
degli apparecchi da 250 Watt! Fino ad oggi per
questi compiti si era soliti utilizzare dei washer
da 400 o 1000 Watt.
EP: Restare concentrati sull’obbiettivo. Non
farsi distrarre dai problemi quotidiani. Si deve
avere presente il quadro generale, rimanere
concentrati e portare avanti la realizzazione
del progetto con decisione.
Sulla carta o sul monitor,
gli intelligenti processi
di progettazione di OVI
sono la chiave del suc­
cesso di questi esperti
dell’illuminazione delle
architetture.
ERCO Lichtbericht 87 13
New York Times Building
Il quartiere attorno a Times Square è uno degli
spazi cittadini più intensivamente illuminati
e più carichi di simbolismi del mondo. Questo
contesto ha determinato lo sviluppo del pro­
getto di illuminazione dell’esterno del New York
Times Building. Nella sua concezione di fondo
l’architettura classica e atemporale di Renzo
Piano rifiuta l’approccio caratteristico di questa
parte della città, con i suoi schermi giganti e le
sue facciate mediatiche. Come per tutti i nuovi
edifici nella zona attorno a Times Square, anche
per il New York Times Building le normative
locali hanno richiesto un’adeguata illuminazio­
ne della facciata. «Il nostro compito era quello
di trovare una soluzione accettabile sia per il
New York Times che per gli uffici del RPBW»,
spiega Peiniger.
OVI ha proposto quindi di far verniciare
gli apparecchi ERCO, montati a coppie sullo
zoccolo dell’edificio, nel particolare colore
«giallo taxi». Gli apparecchi e i loro elementi di
montaggio prolungano la griglia della faccia­
ta, accentuando allo stesso tempo la ritmica
dell’edificio ed illuminando la facciata e l’area
di passaggio in modo stimolante e vivace. Con
questo tocco d’arte OVI è riuscito a ravvivare
visualmente la facciata e a soddisfare così le
autorità locali in un modo consono alla cultura
e all’immagine delle strade di New York, ma
senza contraddire le caratteristiche dell’archi­
tettura.
Così, visto dall’Empire
State Building, il nuovo
edificio ridefinisce la
skyline di Manhattan. È
interessante il rapporto
con il grattacielo illumi­
nato in rosso, in stile Art
Deco, situato sulla Times
Square: il Paramount
Building. I suoi scantina­
ti per un certo periodo
sono serviti da magazzi­
no per la vicina tipografia
del New York Times.
Hanno partecipato al progetto
Committente: The New York Times/Forest City
Ratner Companies
Architetti: Renzo Piano Building Workshop
(Genova/Parigi) in collaborazione con FXFowle
Architects, P.C. (New York)
Concorso (2000)
Gruppo di progetto: B. Plattner (senior partner
responsabile), E. Volz con G. Bianchi, J. Mool­
huijzen (partner), S. Ishida, P. Vincent (senior
partner), A. Eris, J. Knaak, T. Mikdashi, M. Pimmel,
M. Prini, A. Symietz
Con gli accenti cromatici
«giallo taxi» dei corpi
degli apparecchi i proget­
tisti di OVI hanno ­evitato
l’impiego di schermi a
LED o di altri strumenti
luminosi lampeggianti
simili a quelli utilizzati
in molti edifici adiacenti.
R. Stubbs, G. Tran, J. Zambrano; O. Aubert,
C. Colson, Y. Kyrkos (costruzione del modello)
Consulenza ingegneristica: Thornton Tomasetti
(statica); Flack & Kurtz (impiantistica); Jenkins &
Huntington (ascensori); Heitman & Associates
(facciata); Ludwig & Weiler (negozi); Office
for Visual Interaction (illuminazione); Gensler
Associates (arredamento degli interni); H. M.
White (architettura paesaggistica); AMEC
­(direzione dei lavori)
Consulenza ingegneristica: Ove Arup & Partners
(statica e impiantistica)
Progettazione esecutiva (2000-2007)
Gruppo di progetto: B. Plattner (senior partner
responsabile), E. Volz (partner responsabile) con
J. Carter, S. Drouin, B. Lenz, B. Nichol, R. Salceda,
M. Seibold, J. Wagner e C. Orsega, J. Stanteford,
14 ERCO Lichtbericht 87
ERCO Lichtbericht 87 15
Tune the light!
Del Prof. Dott. Markus Gehnen
All’inizio, come si dice, era la luce. Ma non
sta scritto da nessuna parte che gli interruttori e i dimmer erano compresi nella dotazione, senza i quali non ci sarebbero state
né la notte né le albe o i tramonti. Le programmazioni luminose emulano il grande
esempio con una sempre maggiore ricchezza
di varianti. Dalle prime dimmerazioni con i
potenziometri agli odierni sistemi con bus
la strada è stata lunga, ma la fine di questo
percorso di sviluppo non è ancora in vista,
e l'ordine è sempre lo stesso: al comando.
Ring
Star
Fully Connected
Line
Tree
Bus
Topologie dei network
In un sistema bus molti
componenti si scambiano
le informazioni attraverso
una rete comune di dati.
In certi sistemi bus è pre­
fissata una determinata
topologia del network. Il
protocollo DALI accetta
anche le cosiddette topo­
logie miste, il che facilita
l’installazione.
KNX era all’origine uno
strumento per sempli­
ficare l’installazione
degli impianti elettrici
di illuminazione. Oggi
lo si impiega anche per
altre opere, tra l’altro
anche nello Stadio
­Olimpico di Pechino.
16 ERCO Lichtbericht 87
Chiaro e scuro
Che si tratti di regolazioni della luce in
funzione dell’intensità della luce diurna
o di impianti per vibranti spettacoli lumi­
nosi, le moderne esigenze di programma­
zione luminosa non sono più concepibili
senza la dimmerazione della luce. Oggi
si può regolare a piacere la luminosità di
quasi tutti i tipi di lampada, ma la cosa
non è affatto ovvia.
Per molto tempo si è potuto influenzare
l’illuminazione delle lampade a incande­
scenza solamente con dei potenziometri. Il
loro grande svantaggio è che l’energia che
si sottrae alle lampade viene trasformata
in calore. Ora ormai i dimmer ad anticipo
di fase risolvono questo problema in modo
elegante, interrompendo il flusso di cor­
rente in ogni oscillazione della tensione di
alimentazione a 50Hz per un tempo regola­
bile. La lampada, per così dire, viene accesa
meno di frequente. Il filamento della lam­
pada nonostante ciò rimane omogenea­
mente incandescente per effetto della sua
conducibilità termica ma con una tempe­
ratura e una luminosità inferiori.
In confronto la dimmerazione delle lam­
pade fluorescenti è invece un’invenzione
recente, in quanto per le loro caratteristiche
fisiche le scariche ad arco sono piuttosto
restie nei confronti dei tentativi di regolare
la loro luminosità. In questo caso il trucco
dell’interruzione momentanea del flusso di
corrente non funziona, perché se le pause
di alimentazione della corrente sono trop­
po lunghe l’arco luminoso diventa troppo
freddo e la lampada si spegne. Col tempo si
è trovata una soluzione anche a ciò, e sono
stati risolti anche per i livelli di luminosità
più ridotta il problema della variazione cro­
matica e quello del fastidioso sfarfallio del­
la luce. Ora la dimmerabilità delle lampade
a scarica ad alta pressione segue zoppican­
do. In ogni caso la riduzione del consumo di
corrente a circa la metà, già oggi ottenibile,
consente dei risparmi di corrente nell’illu­
minazione degli ambienti esterni.
Per i diodi luminosi la soluzione è di
nuovo semplice: la loro luminosità dipende
dall’intensità della corrente che li attraver­
sa e può quindi essere facilmente regolata
con l’elettronica di comando.
Compito e strumento
Il semplice interruttore della luce ha ormai
fatto il suo tempo in molti ambiti di appli­
cazione. Al suo posto però non c’è «il»
sistema di comando dell’illuminazione, in
quanto il ventaglio di esigenze è troppo
ampio. Al suo posto si ha ora una quantità
smisurata di diversi sistemi, le cui capacità
dipendono non tanto dai loro limiti tecnici
quanto dagli scopi che si prefiggono. Ciò
vale anche per i loro concetti di ­comando,
adattati alle conoscenze (o anche alla
mancanza di esigenze) dell’utente. In tutta
questa varietà di tipi si possono definire
approssimativamente tre ambiti d’impiego:
Nelle costruzioni funzionali la luce arti­
ficiale è considerata semplicemente un
fattore di costo e di consumo energetico,
sottoposto alla gestione energetica nella
gestione automatizzata degli edifici. Que­
sto aspetto, in tempi di risparmio energetico
e di certificazioni energetiche, assumerà in
futuro un peso ancora maggiore. Ad esso
appartengono delle funzionalità come la
regolazione della luce in funzione dell’in­
tensità della luce diurna o la rilevazione
della presenza, che fanno irradiare la luce
davvero solo quando ce n’è bisogno. Alla
riduzione dei costi energetici si possono
aggiungere degli altri risparmi se si tiene
conto che, quando cambia l’inquilino o
l’utilizzo di uno spazio, non si deve ogni
volta modificare i cablaggi ma solo pro­
grammare diversamente l’impianto di illu­
minazione.
Questo è il terreno dei sistemi di bus,
da KNX a BACnet, che possono gestire
grandi quantità di apparecchi ed elevati
scambi di dati e sono strumenti collaudati
per altri tipi di sistemi come quelli per la
protezione dai raggi solari o per la tecno­
logia di climatizzazione. Questi sistemi si
sono affermati e ci sono molti produttori di
componenti e software. Si può quindi esse­
re praticamente certi che tra qualche anno
ci saranno degli ulteriori apparecchi per
aggiornare o ampliare i sistemi attuali.
La configurazione e il comando di questi
sistemi complessi sono separati nettamente.
Mentre nemmeno serve che l’utente fina­
le si renda conto delle procedure interne
all’impianto, l’esperto se necessario deve
poter regolare ogni parametro e poter con­
trollare fino all’angolo più nascosto dei
file di «log» dei dati di esercizio.
Filmati con rapide successioni di imma­
gini, pubblicità invadenti, giochi violenti
al computer: la soglia degli stimoli visivi
­viene alzata sempre più. Chi oggi vuole
attirare l’attenzione sul suo edificio, sulla
sua offerta di merci o sulla sua manifesta­
zione deve tenere il passo. In ogni centro
delle città di una certa dimensione si ha
ormai una corsa agli armamenti visivi,
e l’arma è costituita dalle luci colorate e
dinamiche. La gestione della luce orientata
al puro valore visivo presenta molte ana­
logie con l’illuminazione dei palcoscenici
teatrali. Non a caso anche qui si incontra
spesso il DMX, un sistema di comando
affermatosi da tempo nell’illuminotecni­
ca da palcoscenico. La sua centralina di
comando può creare in parallelo e in tempo
reale delle rapidissime variazioni di colore
e di luminosità su fino a 512 canali.
Dove la funzione si concentra sull’effet­
to luminoso, le superfici degli elementi di
comando dei programmi di configurazione
sono orientate in modo decisamente gra­
fico. Il comportamento di ciascun singolo
punto luminoso è regolabile, ma si prefe­
risce utilizzare degli effetti scenici pronti,
memorizzati dal programma, che devono
essere solo adattati al progetto attuale. E
sullo schermo si può subito controllare il
loro effetto.
Il terzo campo di applicazione è l’impie­
go situazionale della luce. Essa sottolinea
le particolarità architettoniche di un luogo,
consente di sfruttare gli spazi per diversi
impieghi e li carica dell’atmosfera più
adatta. Adatta la visibilità negli spazi pub­
blici alle circostanze esterne.
Dalle sale multiuso agli Home Cinema, i
sistemi di programmazione devono essere
utilizzati in modo semplice negli impieghi
quotidiani anche da utenti non familiariz­
zati con la tecnica. Siccome la probabilità
che l’utente voglia modificare una situa­
zione luminosa è alta, anche la configura­
zione del sistema non deve richiedere una
laurea in ingegneria. DALI si colloca pro­
prio in questo settore. Gli elementi come la
memorizzazione delle situazioni luminose
sono raccolti già in partenza nei compo­
nenti; e ormai ci sono sistemi che hanno
aggiunto delle ulteriori caratteristiche di
comfort e automatizzano la gran parte delle
operazioni più fastidiose come l’assegna­
zione degli indirizzi.
I confini di questa tripartizione sono
­fluidi. I produttori più affermati in un dato
segmento pescano tranquillamente negli
altri settori: tecnologie per spettacoli com­
plete di magie da palcoscenico, faretti,
scanner e proiettori mobili vengono mon­
tati negli impianti di illuminazione delle
architetture, e al contrario i produttori
più esperti ampliano il loro portafoglio
prodotti di sistemi di illuminazione per le
architetture con faretti capaci di generare
gli effetti adatti agli eventi da organizza­
re. Alla fine ci si ritrova tutti negli stessi
­progetti, come è accaduto di recente al
nuovo BMW Welt: diversi produttori dei
vari settori lo includono con orgoglio tra
le proprie referenze più recenti.
Questo panorama è solo una istantanea,
i nuovi sviluppi sono all’ordine del giorno.
Talvolta sembrano essere guidati dal motto
«l’appetito vien mangiando» e stimolano i
confini dei sistemi esistenti.
All’origine KNX era un ausilio per
semplificare l’installazione elettrica degli
impianti di illuminazione. Oggi lo si impie­
ga anche per tutti gli altri sistemi. Come
attuale referenza si indica il «nido d’uccel­
lo», lo Stadio Olimpico di Pechino.
DALI iniziò la sua esistenza come siste­
ma per un indirizzamento semplificato
delle lampade a fluorescenza su 64 canali.
Lo sforzo tecnico ed economico doveva
risultare inferiore a quelli dei sistemi di bus
più affermati. Oggi con DALI si comandano
apparecchi di tutti i tipi, ma in particolare
è stata scoperta la sua validità nelle appli­
cazioni in tecnica RGB con diodi luminosi.
Ad ogni modo, se si vogliono regolare i tre
colori fondamentali e si aggiunge magari
un quarto canale bianco, un apparecchio
richiede 4 indirizzi. Con i 64 canali di un
«mondo» DALI non si va molto lontano.
Attualmente ci si aiuta mettendo in rete
diversi apparecchi di comando attraverso
Ethernet, in modo da aumentare l’ambito
degli indirizzi. Si mira ad una standardiz­
zazione di queste strutture più grandi.
Anche DMX, conosciuto come tecnologia
per palcoscenici, non ha raggiunto un livel­
lo finale di sviluppo. Il suo tipico campo di
applicazioni è la luce in movimen­to. Come
di recente si è potuto ammirare in moltissi­
me occasioni alla fiera Light&Building, con
i pannelli di LED si rasenta ormai la quali­
tà dei video. I limiti tecnici di DMX sono
quindi stati raggiunti, ma per le sue presta­
zioni non sono ancora definiti gli standard
definitivi.
Potrebbe essere tutto così semplice
Chi si addentra un poco nella materia arri­
va subito alla conclusione che «con una
programmazione luminosa intelligente tut­
to è migliore, più elegante e offre maggiori
prestazioni». Nonostante ciò, nonostante
si presentino degli splendidi progetti come
referenze, nell’edilizia abitativa e degli edi­
fici amministrativi si continuano ad utiliz­
zare soprattutto le tecnologie di impianto
convenzionali. Qui il pannello di comando
nelle sale degli eventi appare sempre come
un espositore degli interruttori della luce
nei negozi di lampade. Perché?
Naturalmente ciò ha a che fare anche
con i costi: la programmazione luminosa
non è gratuita, gli apparecchi, il software,
la configurazione e la messa in funzione
vanno pagati. E anche se in seguito si
hanno fantastici risparmi di energia nella
gestione corrente, un investitore che non
amministra anche i suoi edifici amministra­
tivi rimarrà indifferente: preferisce rispar­
miare sui costi e quindi non è interessato
alla programmazione luminosa.
Talvolta sono anche la tecnologia e
l’utente a non andare d’accordo, come
illustra bene questa storia vera: in un uffi­
cio la luce artificiale doveva essere accesa
e spenta automaticamente in funzione
dell’intensità della luce diurna; si riteneva
di non dover ricorrere alla luce dimmera­
bile. L’impianto veniva completamente
acceso e spento, e quindi le variazioni di
luminosità erano sempre molto brusche.
Alla fine i dipendenti trovarono la solu­
zione: no, non il sabotaggio, ma la gomma
da masticare, che attaccarono in modo
professionale sulla superficie di ingresso
della luce nel sensore. Finalmente regnava
la calma. L’impianto continuava ad essere
tecnicamente perfetto, ma per i dispositivi
di regolazione era sempre notte fonda e
la luce rimaneva accesa. Nel frattempo si
è imparata la lezione e si è introdotta la
regolazione dell’illuminazione in funzio­
ne dell’intensità della luce diurna, ma con
l’aggiunta della dimmerazione.
Inoltre alcuni anni fa le promesse, allora
impossibili da mantenere, della tecnologia
Powerline hanno lasciato dietro di sé solo
terra bruciata. Il trasporto dati modulato
sul cavo della corrente già esistente dove­
va essere la panacea del risanamento. Gli
impianti elettrici di una casa non sono stati
concepiti e posati per la trasmissione di
segnali di comando ad alta frequenza. In
confronto ad un impianto con una separata
linea bus era quindi possibile un flusso di
dati molto inferiore. Sulle ali dell’entusia­
smo si prometteva spesso più di quanto era
possibile mantenere nella prassi. Chi, come
L’illuminazione della
torre Pentacon, a Dresda:
l’impiego situazionale
della luce sottolinea le
particolarità architetto­
niche del luogo, apre gli
spazi a diversi impieghi
e li dota dell’atmosfera
più adatta (Progettista
illuminotecnico: Jürgen
Meier, Medien für Alles).
Il BMW Welt di Monaco
di Baviera: sotto la regia
del progettista dello
­studio ag Licht di Bonn
si mescolano qui appa­
recchi e sistemi prove­
nienti sia dal settore
dell’illuminazione delle
architetture che dai
sistemi di illuminazio­
ne dei palcoscenici, per
creare una pregnante
scenografia.
ERCO Lichtbericht 87 17
Le diverse forme dei
componenti dei sistemi
di programmazione lumi­
nosa: sopra un attuatore
di comando DALI per
un montaggio su guide
DIN, sotto il Light Server
ERCO, il cui corpo delle
dimensioni di una scato­
la di sigari può essere
montato in un quadro di
distribuzione ma anche
collocato nei controsof­
fitti. A prescindere da
Programmazione
­luminosa, anno 1987:
fosse questo il livello
della tecnica, oggi per
alcune delle soluzioni
di programmazione
­luminosa più avanzate
si dovreb­be dedicare
una stanza ­intera per
far spazio alle apparec­
chiature richieste, e si
dovrebbe dotarla di un
impianto di climatizza­
zione ad alte prestazioni.
18 ERCO Lichtbericht 87
tutte le norme interna­
zionali, nei vari paesi ci
sono diverse preferenze
per il montaggio della
componentistica.
utente, ha dovuto subire le conseguenze
di questo peccato originale, ci penserà due
volte prima di dare una seconda chance
alla questione.
Anche dal lato dei produttori non andava
sempre tutto per il verso giusto con i siste­
mi di programmazione luminosa. Alcune
imprese del settore dell’illuminazione han­­no pensato di poter mantenere al minimo
le attività dell’elettronica, magari acqui­
standola. I colleghi responsabili di tale set­tore erano facilmente riconoscibili, mezzi
addormentati nelle poche occasioni in cui
erano in fabbrica, tra una visita ad un can­
tiere e l’altra. Si era sottovalutato decisa­
mente l’impegno necessario nella gestione
dei progetti e nell’engineering. I produtto­ri di successo invece hanno imparato da
questa lezione e hanno dedicato a questo
aspetto le risorse necessarie. Talvolta è
addirittura la forma esterna di un apparec­
chio ad essere decisiva per le sue chance
di diffusione. Inoltre, a prescindere dalle
norme internazionali, nei vari paesi ci sono
diverse preferenze per il montaggio della
componentistica. In molti paesi è normale
collocare gli apparecchi di comando in
un quadro di distribuzione o disporli in
un controsoffitto. In tal caso la forma del
loro involucro è indifferente. In Europa e
soprattutto in Germania si ­preferiscono
invece apparecchi che possono essere
­montati sulle apposite guide a norma DIN.
Chi non è in grado di offrire prodotti di
questo tipo avrà difficoltà a farsi largo.
Uno sguardo in avanti
Qual è il futuro dei sistemi di program­
mazione luminosa? Gli edifici e le loro
dotazioni tecniche sono dei beni durevoli,
mentre il progresso fa la parte di un lento
operaio. I settori più dinamici sotto il pro­
filo tecnologico, come l’industria automo­
bilistica o quella delle telecomunicazioni,
sono più soggette al vento dell’innovazio­
ne. Uno sguardo su di esse può dare un’idea
sui contorni delle future tendenze di svi­
luppo.
L’automatizzazione accresce l’utilità di
un sistema nel momento in cui elimina le
attività fastidiose della sua gestione. Que­
sta non è una novità: nella telefonia ad
esempio già da tempo le centraline di com­
mutazione automatizzate hanno sostituito
la signorina dell’ufficio dei telefoni. L’in­
novazione sta però nella velocità e nella
complessità di tale circolazione. Entrambe
crescono nella misura in cui il software
supera i limiti della meccanica e dell’elet­
tronica. Due esempi recenti: ricordate il
trafficare con la valvola dell’auto che ser­
viva per riuscire ad accendere il motore in
inverno? Oggi quell’operazione è realiz­
zata senza preoccupazioni dalla gestione
del motore, e questo in modo tale che in
qualsiasi situazione il motore si accenda
in modo ottimale ed economico. O si pensi
ai collegamenti di reti di PC: una volta era
una scienza segreta, oggi è una quisquiglia
svolta in modo praticamente automatico
nelle reti LAN.
Si tratta di trasportare questi trend nel
mondo della programmazione luminosa,
e così ci si dimentica per un momento
le attuali orge di configurazioni e si può
­pensare ad altro:
Si supponga che il consumo energeti­
co di un impianto di illuminazione debba
diminuire per il maggiore impiego della
luce diurna. A tal fine si immagini di poter
disporre di apparecchi sensibili alla luce
sul soffitto e che poi si debba configurare...
niente. Niente taratura, niente impostazio­
ne dei valori nominali, niente. Si immagini
che ciascun apparecchio sia in grado di
riconoscere da sé la situazione luminosa
nel suo ambiente e sia capace di adattarvi­
si, che gli apparecchi si coordinino auto­
maticamente tra loro su di un andamento
omogeneo della luminosità, che non ci
siano nervosi aumenti e cali di luminosità
nelle giornate nuvolose e che non ci si deb­
ba irritare per degli spostamenti di mobili.
In breve: si immagini che il tutto funzioni
in modo semplice e non crei fastidi.
Oppure, continuando a pensarci su:
a parte il cercare l’interruttore della luce,
non voglio stare sempre a pensare quale
delle ventisette possibili atmosfere lumi­
nose in un ambiente dotato di un sistema
di programmazione luminosa completo
sia la più adatta a quello che sto facendo.
Questo vale per l’ufficio, con il passare dal
lavoro alla scrivania ai meeting e alle pre­
sentazioni, e vale anche per le aree private
degli utenti più esigenti: immaginate un
impianto di illuminazione che non coman­
di solo l’operazione «seleziona la situazio­
ne luminosa TV quando si accende il tele­
visore», ma tenga conto di quali persone
sono nell’ambiente, di dove sono, di quale
atmosfera regna e di cosa fanno o vogliono
fare. Quindi l’impianto si adatta. Il Gran­
de Fratello ci guarda? Si, si può pensarla
così. Ma se immagino di ricevere una sera
degli ospiti per un cocktail party, la sera
successiva di sprofondare nella poltrona
leggendo un libro e quindi di passare una
terza serata con un gioco da tavolo, e se la
luce si adattasse sempre automaticamente
e in modo discreto, una volta che l’avessi
provato non vorrei più rinunciarvi. Quel­
lo che si dovrebbe ancora impostare non
dovrebbe essere più tecnico di un «quanto
colore si vuole?».
La gran parte della tecnologia per un
simile scenario è oggi già disponibile. E
in ogni caso è sufficientemente piccola. Il
quadro interruttori è fuori moda, la siste­
mazione dell’elettronica non presenta più
problemi. E quello che ancora manca sem­
bra essere a portata di mano.
Nell’età della messa in rete di tutto il
possibile, i sistemi di programmazione
luminosa diventeranno sempre più simili
alle reti di computer, e alla fine ciascun
apparecchio riceverà un suo indirizzo
IP, come oggi hanno i calcolatori. Sotto
l’aspetto della loro provenienza, i comandi
di DALI e dei sistemi simili diventano dei
pacchetti di dati nel protocollo Internet. La
distinzione tra i diversi sistemi diventerà
sempre meno nitida. Oggi c’è una quantità
certamente non gestibile di moduli di tran­
scodificazione, che traducono i protocolli
o provvedono ai loro inserimenti nella
tecnologia di gestione degli edifici. Ma il
vostro PC dà l’esempio: provate a vedere
quanti diversi formati di file può gestire il
vostro programma di elaborazione di testi.
La tecnologia computerizzata fa da apri­
pista anche da un altro punto di vista: oggi
si accede a Internet attraverso le reti di
computer, con sistemi pubblici di accesso
WLAN, con reti veloci di telefonia mobile;
si creano continuamente nuove opportu­
nità. Anche i sistemi di programmazione
luminosa in futuro non gestiranno più i
propri dati solo attraverso i classici colle­
gamenti a doppio filo. Le soluzioni senza
fili ci sono già, altre soluzioni basate sullo
standard ZigBee sono alla linea di parten­
za. E anche la riabilitazione del trasferi­
mento Powerline appare possibile, se solo
si pensa alla velocità con cui i PC svolgono
ormai i loro febbrili traffici di dati attraver­
so il cavo della corrente, con l’impiego di
appositi adattatori.
Più complessa diventa la tecnologia,
più essa diventa invisibile per l’utente.
La miniaturizzazione dell’elettronica e i
potenti software facilitano tutto, e allo
stesso tempo l’aspetto degli apparecchi
si allontana progressivamente dalle loro
origini tecniche. Il vano motore di un’auto
moderna, con i suoi rivestimenti lisci, è più
simile a una pila di scatole di scarpe che a
una macchina, e i telefoni cellulari sono
ormai da tempo percepiti più come degli
accessori e degli stili di vita che come degli
apparecchi telefonici. Meno la tecnologia è
visibile, maggiore è per l’utente l’importan­
za del suo aspetto esteriore. Naturalmente
è importante che i pulsanti di comando di
un apparecchio siano disposti logicamente
e che le strutture dei menù di un software
siano comprensibili. Per il successo di un
prodotto serve poi ancora un’ulteriore qua­
lità percepibile: la piacevolezza nell’utiliz­
zare lo strumento e nel prenderlo in mano.
Oltre a non comportare dei rebus, l’utilizzo
deve essere proprio divertente. Sono anni
che la società con la mela basa il suo suc­
cesso su questo. Se invece si guarda agli
attuali sistemi di comando degli odierni
sistemi di programmazione luminosa, ci
si rende spesso conto di quanto ci sia anco­
ra da fare. Chissà, forse i telefoni cellulari
si affermeranno come dei telecomandi
per tutti gli aspetti delle vita quotidiana e
all’acquisto di un sistema di programma­
zione luminosa si potrà acquistare anche il
relativo software da caricare sul telefonino.
Anche questo sarebbe a portata di mano;
dei sorprendenti prototipi basati sull’iPod
sono già stati presentati all’ultima edizione
della fiera Light&Building.
Forse non si svilupperanno solo le
opportunità tecniche, ma anche i mercati
che le accolgono. Il settore automobilisti­
co insegna: la nuova tecnologia debutta
sempre nel segmento ad alto prezzo e poi
col tempo si diffonde nel mercato di massa.
È successo con gli impianti di climatiz­
zazione e con gli ABS, succederà anche
con i sistemi di assistenza alla guida. Nel
settore dell’illuminazione c’è invece, ora
come in passato, una netta separazione tra
il mercato dei progetti ambiziosi e quello
dei clienti finali. Il settore delle soluzioni
illuminotecniche pregiate si concentra su
quanto comporta prestigio e ruota attorno
ai nomi dei più noti architetti e progettisti
illuminotecnici. Qui ci sono degli esempi
virtuosi di concetti di programmazione
luminosa, ma difficilmente si trova trac­
cia di ciò negli altri segmenti di mercato.
Chi andasse nei negozi di apparecchi di
illuminazione o nei reparti specializzati in
illuminazione nei mobilifici di qualità ha
l’impressione che lo sviluppo si sia fermato
subito dopo l’invenzione della lampada ad
incandescenza e subito dopo si trova nel
mezzo di uno stridente gioco di colori con
LED colorati. Dei seri sistemi di program­
mazione o delle proposte anche solo utiliz­
zabili per la gestione della luce colorata
praticamente non si trovano. Non preten­do di poter comprare un sistema EIB in un
mobilificio, ma se ad esempio offrissero un
set semplificato per iniziare con un siste­
ma plug&play DALI per la gestione delle
luci nel mio home theater, sono sicuro che
non sarei l’unico a comprarlo. Può essere
che questo settore fino ad ora non abbia
­avuto un grosso significato. Ma se offerto
in combinazione con il cablaggio della rete
dei computer e dei media domestici la cosa
cambierebbe. In fondo anche i PC, che oggi
sono onnipresenti, venti anni fa erano un
tema di esclusiva competenza degli esperti.
Anche se lo sviluppo tecnico segue spes­
so strade diverse da quelle previste, una
cosa è certa: ogni innovazione prima o poi
viene completamente assorbita dalle suc­
cessive esigenze e richieste di applicazioni
sempre più complesse. E l’ambito di azione
del progresso rimane sempre aperto.
Circa 20 anni di controllo
dell’ illuminazione ERCO
separano queste due
immagini. Il primo siste­
ma, un tipo EOS, è stato
programmato da un tele­
comando via cavo di con­
trollo, e controllava una
manciata di ­circuiti nell’
auditorium del Centro
tecnico di ERCO a Lüden­
scheid (sopra). Oggi, un
sistema di luci DALI gesti­
sce più di 160 apparecchi
di illuminazione con più
di 375 singoli indirizzi
– facilmente raggiungi­
bile con il soft­ware Light
Studio per PC (sotto).
Prof. Dott. Markus Gehnen,
nato nel 1963, da più di dieci anni insegna
alla scuola superiore tecnica di Bochum.
Ha studiato elettrotecnica alla RWTH di
Aquisgrana. Dopo gli studi ha fatto per la
AEG Lichttechnik i primi passi nel campo
dei sistemi di regolazione della luce.
Ancora oggi si occupa del tema
dell’automazione della luce e degli edifi­
ci. Pubblica i suoi contributi sulle riviste
specializzate e partecipa ai processi di
definizione normativa. Alla scuola supe­
riore dirige un laboratorio di tecnologia
dei sistemi di gestione degli edifici e
con il suo studio ingegneristico esegue
consulenze per produttori e utenti sulle
attuali tecnologie e sulle loro possibilità
d’impiego.
ERCO Lichtbericht 87 19
Novità: proiettori e washer Powercast
La famiglia Powercast, di impiego
universale, contiene apparecchia­
ture economiche per l‘illuminazio­
ne di spazi esterni. I proiettori e i
washer dispongono di tecnologie
attuali quali la tecnica LED o i
riflettori Spherolit per un comfort
visivo efficiente. In un corpo di
forma esteticamente unitaria, il
design del sistema presenta distri­
buzioni della luce simmetriche per
l‘illuminazione d‘accento, dal nar­
row spot al wide flood, ma anche
varie distribuzioni a luce diffusa.
Powercast costituisce quindi una
famiglia particolarmente versatile,
economica e flessibile, ad esempio
per l‘illuminazione di dettagli di
facciate, di insegne o vegetazione.
Powercast offre un
ampio spettro di distri­
buzioni della luce per
i più svariati requisiti
d‘illuminazione.
Orientamento della luce
Il collimatore ottico in
materiale sintetico, calco­
lato e prodotto da ERCO,
inizialmente orienta la
luce in senso parallelo,
mentre una speciale lente
realizza con precisione
l’angolo di distribuzione
desiderato.
Powercast con LED
Come alternativa a consumo ener­
getico particolarmente ridotto e
con pochissima manutenzione, i
proiettori Powercast sono dispo­
nibili anche con la tecnologia LED
con tonalità di luce bianca calda e
bianca diurna. Per un orientamen­
to ottimale della luce, si impiegano
sistemi di lenti composti da un col­
limatore ottico progettato appo­
sitamente per questi apparecchi e
da varie lenti per le caratteristiche
spot, flood e wide flood. Gli angoli
di distribuzione risultanti dalle
diverse caratteristiche di distribu­
zione dell’intensità luminosa sono
simili alle comuni caratteristiche
di distribuzione dei faretti ERCO
convenzionali.
Bianco diurno
I faretti Powercast in
bianco diurno da 5500K
presentano un’efficienza
particolarmente elevata,
con una resa cromatica
accettabile. L’effetto
­cromatico è simile alla
luce del giorno.
Bianco caldo
I faretti Powercast in
bianco caldo hanno
un’efficienza luminosa
un po’ più limitata rispet­
to al bianco diurno, ma
in compenso una miglio­re resa cromatica. L’effet­
to cromatico di 3500K si
avvicina alla luce delle
lampade alogene.
I proiettori Powercast per
lampade alogene a bassa
tensione o per lampade
ad alogenuri metallici
sono dotati di riflettori
Spherolit intercambiabili.
Narrow spot
Per l’accentuazione
di piccoli oggetti con
illuminamento elevato
o per superare grandi
distanze tra l’apparecchio
e l’oggetto. Angolo di
distribuzione dell’inten­
sità luminosa < 10°.
Spot
È la caratteristica stan­
dard per l’illuminazione
d’accento di oggetti di
ogni tipo, in particolare
per la modellazione delle
forme tridimensionali.
Angolo di distribuzione
dell’intensità luminosa
10°–20°.
Flood
Per un’accentuazione
efficiente di grandi
oggetti o per mettere
in risalto estese zone di
un ambiente. Angolo di
distribuzione dell’inten­
sità luminosa 25°–35°.
Wide flood
Per una flessibile illu­
minazione diffusa di
superfici e zone di un
ambiente. Angolo di
distribuzione dell’inten­
sità luminosa > 45°.
Oval flood
Per una flessibile illu­
minazione diffusa di
superfici e oggetti. La
distribuzione ovale della
luce può essere orientata
in senso orizzontale o
verticale con una sem­
plice rotazione.
Per ottenere un gradiente
morbido, il washer con
riflettore Spherolit oval
flood fino a 150W dispo­
ne come accessorio di
una lente Softec.
Per una flessibilità
elevata nella pratica, il
riflettore Spherolit oval
flood può essere ruotato
di 360°. Per le posizioni
a 90° è disponibile una
funzione di arresto. Di
impiego paragonabile ad
una lente per scultura,
il cono ovale di luce può
essere regolato in base
all‘orienta­mento dell‘og­
getto da illuminare.
Washlight
Caratteristica per
­l’illuminazione diffusa
asimmetrica di superfici
verticali quali facciate,
muri o cespugli.
I washer con riflettore
Spherolit washlight fino
a 70W sono dotati di una
lente Softec.
Per la sostituzione della
lampada o del riflettore
basta semplicemente
ribaltare il corpo. La
sostituzione del riflettore
Spherolit non richiede
l’impiego di attrezzi.
20 ERCO Lichtbericht 87
ERCO Lichtbericht 87 21
Novità DALI
WLAN
1
Hub/Switch
2
Zona A
Zona B
Zona C
Light Studio
Light Server
Comando della
tecnologia dei media
2
Zona A + B
Collegamento tramite rete tra
Light System DALI e PC
Il collegamento al Light Server 64+
del PC con il software Light Studio,
finora effettuato con cavo USB,
è possibile ora anche mediante
Ethernet, sia con un cavo diretta­
mente connesso con un unico
Light Server 64+, sia mediante hub
o switch. Il collegamento tra PC e
hub a sua volta può essere effet­
tuato con cavo, ma anche senza
fili (WLAN). Questa opzione crea
grande flessibilità, ad esempio per
allestire impianti che si estendono
a più ambienti: in questo modo,
sul notebook o PC connesso senza
cavi, si possono programmare le
situazioni proprio là dove devono
svolgersi.
Collegamento di tecnologia
dei media
Sempre mediante Ethernet si
può allacciare il Light System
DALI con sistemi di comando
commerciali per tecnologia dei
media. Molte delle funzioni del
Light System DALI possono essere
attivate a ­questo scopo tramite
un’interfaccia di programmazione
documenta­ta. I comandi per media
del produttore AMX sono già pre­
disposti al collegamento con Light
Studio.
Quellenwahl
Projektor
zusätzliche
Funktionen
VCR
Bedienfeld
DVD
Bedienfeld
Audio Foyer
ENDE
AMX, produttore leader
di comandi per media,
ha predisposto i propri
prodotti al collegamen­
to con il Light System
DALI di ERCO e mette
Documentazione progetti
Per la documentazione dei pro­
getti di programmazione lumi­
nosa con il Light System DALI, il
software Light Studio dispone
ora di un dialogo che offre ampie
possibilità di opzioni adattabili. Il
numero di pagine risultante della
documenta­zione viene calcolato
automaticamente e visualizzato.
Inoltre la documentazione del
progetto può essere stampata o
anche esportata in formati digitali
(per es. .XPS, .PDF) a seconda della
configura­zione del PC.
22 ERCO Lichtbericht 87
Licht
Audio Controls
MIC
mute
Modulo di raggruppamento
Negli ambienti multifunzionali (ad
es. sale per conferenze o banchetti)
difficilmente si vorrà rinunciare ai
giochi di luce. Solo pochi sistemi di
programmazione luminosa sono
però in grado di gestire in modo
veramente pratico e intelligente
gli ambienti divisibili con pareti
mobili. La generazione attuale del
Light Server 64+ e il software Light
Studio offrono una soluzione pra­
tica per questo problema.
Gli interruttori di finecorsa di
un massimo di 4 pareti divisorie
comunicano la loro condizione al
sistema mediante gli ingressi per
1
Zona A
a disposizione modelli
­corrispondenti.
Funzionamento con Master
dimmer
Con la funzione Master dimmer
si può ridurre o aumentare la
luminosità generale di una zona
sia mediante pulsanti che sul Light
Changer. Per affrontare problemi
d’illuminazione particolari e tenere
conto del diverso comportamento
di dimmerazione delle lampade,
con il Master dimmer ora si può
anche influire sul comportamento
individuale di un Light Client. Il
modulo Light Book del software
Light Studio mette a disposizione
uno strumento a questo scopo.
Per i Light Client dimmerabili
(ad es. con LED, lampade alogene
a bassa tensione o lampade fluo­
rescenti) si può scegliere tra un
comportamento lineare e uno in
Zona C
interruttori/dispositivi digitali sul
Light Server. Di conseguenza, le
consolle si comportano come pul­
santi o Light Changer nel rispettivo
segmento spaziale nel modo pre­
definito nel software Light Studio
e comandano come zone comuni
gli ambienti combinati.
Zona B + C
Le caratteristiche e le
liste delle situazioni
per ogni possibile con­
figurazione spaziale
sono rappresentate nel
Light Studio come zone
e comandate automa­
ticamente a seconda
dello stato delle pareti
divisorie.
Come caratteristica
­supplementare, si può
ora definire il compor­
tamento individuale del
Master dimmer in ogni
Light Client, a prescin­
dere dalle sue caratteri­
stiche di dimmerazione.
cui il Light Client non deve scen­
dere al di sotto di un valore limite
definito o in cui viene escluso del
tutto. Si può inoltre assegnare una
soglia di comando individuale ai
Light Client commutabili (attuatori
di comando DALI, apparecchi HIT).
ERCO Lichtbericht 87 23
Zoom
Ingressi digitali negli impianti di
programmazione luminosa
Gli impianti di programmazione
luminosa come il Light System DALI
consentono di allestire complesse
situazioni luminose e sequenze per
adattare l’illuminazione in modo
funzionale e creativamente flessi­
bile alle architetture. Il richiamo
della giusta situazione luminosa in
determinate condizioni può essere
effettuato automaticamente con
sensori o manualmente con degli
adeguati elementi di comando.
Oltre alle comode unità di input
dei dati create specificamente per
i diversi impianti, in un sistema di
programmazione luminosa si pos­
sono integrare anche dei comuni
pulsanti, interruttori e sensori
disponibili in commercio. A tal fine
il sistema di controllo centrale, che
tra l’altro memorizza i dati delle
diverse situazioni luminose e invia
i segnali ai singoli apparecchi, deve
essere dotato di ingressi program­
mabili collegabili in modo flessibile
a diverse funzioni. Il Light Server
del Light System DALI prevede due
fondamentali tipi di ingressi: quelli
digitali e quelli analogici.
Gli ingressi digitali riconoscono
solamente gli stati «off» o «on», e
non possono elaborare dei valori
intermedi. I relativi segnali sono
inviati da interruttori o pulsanti.
Già con questi strumenti si può
­sviluppare una molteplicità di
opzioni di comando: un interrut­
tore può realizzare il passaggio tra
due situazioni luminose o tra una
situazione luminosa e la situazio­
ne precedente. Un pulsante può
richiamare una determinata situa­
zione luminosa, ma con il ripetersi
del suo azionamento far scorrere
una lista di fino a 30 situazioni
luminose. Gli elementi dotati di più
tasti rendono possibile il richiamo
diretto delle diverse situazioni: il
Light Server offre a tal fine fino a
8 ingressi digitali. Per rendere dispo­
nibili le stesse funzionalità in diver­
si punti di un ambiente, ad esempio
in una sala con diversi ingressi, si
attivano i tasti in parallelo.
Per tipo di segnale inviato, gli
interruttori crepuscolari o i rileva­
tori di movimento corrispondono
ad un interruttore e possono quindi
essere collegati ad un ingresso digi­
tale. La soglia di commutazione,
ossia il valore misurato per il quale
si modifica il segnale dal sensore,
può essere impostata sul sensore
24 ERCO Lichtbericht 87
Doppio zoom
stesso. La variazione del suo stato
fa scattare le funzioni preceden­
temente impostate sul sistema di
programmazione luminosa.
Il progettista può definire e
adattare nel software Light Studio
le funzioni da attivare quando il
segnale arriva all’ingresso digitale.
Oltre al richiamo delle situazioni
luminose, di sequenze e di liste di
situazioni, sono disponibili anche
delle funzioni speciali: ad esem­
pio la funzione masterdimmen,
che può essere regolata con dei
pulsanti basculanti. Altre opzioni
­speciali sono le funzioni a tempo
per i pulsanti, ad esempio per illu­
minare le scale per qualche minu­
to, o la funzione «Tutti i Client»,
che commuta tutti gli apparecchi
di un impianto allo 0% o al 100%
della loro potenza.
Interruttore Cambio situazione
S2
S2
Interruttore crepuscolare
100
0%
Tempo
S3
S1
Tempo
S1
Tempo
Cambio situazione
Pulsante Cambio situazione
S2
S1
Con l’interruttore si ha
un passaggio tra due
situazioni luminose. I
pulsanti invece ­possono
essere azionati più volte
per attivare una succes­
sione di situazioni lumi­
nose assegnate. Con il
suo sensore l’interruttore
crepuscolare invia, ad
una determinata soglia
di commutazione, un
segnale digitale che
attiva il passaggio tra
due situazioni luminose
sull’ingresso digitale del
Light Server.
I comuni pulsanti
ed interruttori sono
un’alter­nativa affidabile,
semplice ed economica
per il comando degli
impianti di programma­
zione luminosa, o una
soluzione complementa­re ai comodi elementi di
comando specifici del
sistema, come il Light
Changer.
S4
Ingressi analogici negli impianti
di programmazione luminosa
Al contrario degli ingressi digitali,
quelli analogici possono registrare
anche dei valori intermedi. Ciò con­
sente ad esempio il collegamento
di un sensore di luminosità, che al
contrario dell’interruttore crepu­
scolare invia un segnale analogico
e non digitale, la cui tensione è
proporzionale alla luminosità
misurata.
Posto all’esterno, il sensore di
luminosità può regolare l’illumina­
zione artificiale in funzione delle
condizioni luce diurna. A tal fine
nel software Light Studio del Light
System DALI si fissano le soglie di
commutazione e le situazioni lumi­
nose assegnate ai diversi intervalli
tra le soglie. Un’applicazione tipica
è la graduale compensazione della
luce diurna con la luce artificiale
quando l’intensità della luce diurna
non è più sufficiente per i compiti
di illuminazione previsti. Così si può
utilizzare al meglio la luce naturale,
ad esempio nell’illuminazione delle
postazioni di lavoro, risparmiando
molta energia. Nei musei i sensori di
luminosità comandano il rapporto
tra la luce diurna e quella artificiale
ma anche i dispositivi che genera­
no in modo mirato delle ombre per
proteggere le opere d’arte dagli
effetti di un’eccessiva irradiazione
solare. Un adeguato ritardo di com­
mutazione nel sistema dell’ingres­so analogico previene un’attivazio­
ne continua del sensore nel caso in
cui il valore di ingresso analogico
dovesse oscillare attorno alla soglia
di commutazione.
In altre situazioni, ad esempio
in ristoranti, negozi o vetrine, l’illu­
minazione artificiale deve spesso
creare determinati contrasti. Per
farlo sono necessari dei maggiori
illuminamenti quando la luce diur­
na è più forte che non quando il
cielo è coperto, alla sera o a notte
inoltrata: ciò significa che a mag­
giori valori di misurazione della
luminosità vengono assegnate
delle situazioni più luminose.
Thomas Schielke
I sensori di luminosità
inviano dei valori di
misurazione analogici
e a differenza degli
interruttori crepuscolari
consentono un’assegna­
zione differenziata delle
situazioni luminose in
funzione della lumino­sità ambientale.
Sensore di luminosità
100
Cambio
situazione
S1
Una possibilità d’impiego
per i sensori esterni: il
comando dell’illumina­
zione di una facciata in
funzione delle condizioni
della luce diurna.
Nel software per la pro­
grammazione luminosa
si assegnano le diverse
situazioni luminose ai
diversi valori di lumino­
sità misurati.
S2
S3
0%
Tempo
Se ad esempio nell’illu­
minazione d’accento si
desiderano dei contrasti
costanti lungo il corso
della giornata, con un
ingresso analogico nel
sistema di programma­
zione luminosa un senso­
re di luminosità analogico
può richiamare diverse
situazioni luminose con
gli illuminamenti neces­
sari a seconda delle con­
dizioni di luce diurna.
ERCO Lichtbericht 87 25
Cascina in Münsterland
Messa in scena con DALI
Architetto: Andreas Heupel, Münster
Foto: Thomas Mayer, Neuss
Il soggiorno, messo in
scena in modo sempre
nuovo con le diverse
situazioni luminose: qui
una situazione neutra,
con un’elevata compo­
nente di illuminazione
delle superfici verticali.
Una scena con pochi
accenti luminosi ben
orientati sottolinea i
mobili e gli oggetti nelle singole zone dell’am­
biente, creando una
maggiore intimità.
Illuminazione scenica
anche in cucina: una pri­
ma situazione luminosa
pone una luce brillante
sui piani di lavoro e fa
venir voglia di cucinare.
26 ERCO Lichtbericht 87
Questa seconda situazio­
ne luminosa crea nell’am­
biente un’atmosfera più
neutra con l’illuminazio­
ne diffusa della parete
contrapposta.
Nella terza situazione
luminosa le componenti
di illuminazione delle
superfici verticali sono
dimmerate a vantag­
gio dell’apparecchio a
sospensione: il tavolo è
messo al centro dell’at­
tenzione.
La luce fluisce attraverso
la moderna parete in
vetro di questa cascina,
per il resto riportata alla
sua forma originale del
1702: l’estetica ed il com­
fort odierni si incontrano
con le tradizioni secolari.
Molti in città sognano una vita in campagna,
ma solo pochi realizzano il loro sogno in modo
così deciso come il committente di quest’abita­
zione: per sé e la sua famiglia un imprenditore
dell’industria creativa ha trasformato questa
cascina nel Münsterland, nel rispetto della tute­
la dei beni culturali, in un rifugio che coniuga gli
elementi storici con il comfort più moderno e
con un’estetica minimalista.
Questa impostazione è oggi aiutata dal
­fatto che l’illuminotecnica e la tecnologia della
programmazione luminosa del XXI° secolo si
integrano nell’architettura abitativa in modo
discreto e compatto come mai in passato.
La combinazione di faretti e wallwasher ad
incasso per lampade a bassa tensione della
serie Quadra con il sistema di programmazione
luminosa Light System DALI descrive perfetta­
mente la filosofia ERCO, che offre «luce più che
apparec­chi». Le situazioni luminose liberamente
programmabili e comodamente richiamabili
consentono agli abitanti della cascina di met­
tere in scena il loro ambiente e la loro vita in
modo sempre adeguato e allo stesso tempo di
controllare e ridurre in modo efficace i consumi
energetici.
La combinazione dei due
tipi di illuminazione crea
un’atmosfera invitante e
festosa.
Come elementi di coman­
do il committente ha scel­
to i Light Changer ERCO
con il loro comodo display
con schermo ­tattile, che
rappresentano le situa­
zioni luminose con il loro
nome ed offrono molte
ulteriori funzioni.
ERCO Lichtbericht 87 27
Museo dell’Arte di Emden
Una luminosa entrata in
scena, con DALI
L’impianto Light System
DALI del Museo dell’Arte
di Emden integra una
molteplicità di apparecchi di illuminazione
sia per ambienti interni
sia per esterni, sia Light
Client compatibili DALI
che apparecchi comuni
gestiti tramite dimmerazione e attuatori DALI.
28 ERCO Lichtbericht 87
Di giorno utilizzare gli
edifici pubblici e le strutture culturali in modo
funzionale, e di notte
metterli in scena come
attrazioni negli spazi
cittadini: Light System
DALI e il software Light
Studio con i moduli Light
Timer e Light Sequencer
svolgono questi compiti
in modo comodo ed economico.
Architetti: Friedrich e Ingeborg Spengelin,
­Hannover; Venneberg & Zech, Hannover.
Foto: Rudi Meisel, Berlino
http://kunsthalle-emden.de
Quale tempio dell’arte è dotato di un suo molo
per far attraccare le imbarcazioni? Il Museo
dell’Arte di Emden, della Fondazione di Henri
ed Eske Nannen, è situato sul pittoresco fossato della città di Emden. Nel 1983 l’allora
direttore del settimanale Stern, Henri Nannen,
decise di creare una fondazione nella sua città
natale realizzando un museo dove esporre la
sua vasta collezione di opere d’arte. Nel 1986
è stato quindi aperto al pubblico il simpatico
complesso in laterizio degli architetti Ingeborg
Spengelin e del Prof. Friedrich Spengelin. La
donazione del gallerista e collezionista di
Monaco di Baviera Otto van de Loo ha ampliato
ulteriormente la collezione e ha reso necessario
un ampliamento del museo. In un concorso
internazionale gli architetti Venneberg & Zech,
in collaborazione con il Prof. Friedrich Spengelin,
hanno ricevuto il primo premio e, all’inizio del
2006, hanno avviato i lavori per un’approfon­
dita ristrutturazione del museo. Hanno sviluppato un progetto per l’ottimizzazione energetica del complesso esistente e della nuova
parte dell’ampliamento, con una regolazione
intelligente del riscaldamento e dell’areazione,
mirata al recupero del calore. I progettisti hanno
posto una particolare attenzione alla regolazio­
ne della luce diurna e di quella artificiale. Nella
parte vecchia dell’edificio le parti in legno sono
state dipinte di bianco e nell’ampliamento sono
stati utilizzati dei materiali chiari, in modo da
ottenere maggiori illuminamenti pur impiegan­
do lampade di potenza minore, grazie al miglioramento dei coefficienti di riflessione delle
superfici illuminate. Il comando delle tapparelle
reagisce all’incidenza dei raggi solari ed al tipo
di luce diurna; la luce artificiale è accesa, dosata
e dimmerata di conseguenza.
Il museo recentemente riaperto non costituisce solo una delle principali attrazioni culturali
della cittadina di Emden, ma diventa ancor più
che in passato un modello di urbanistica. Negli
interni gli apparecchi ERCO mettono in luce le
opere d’arte in modo ottimale, mentre la nuova
illuminazione esterna inserisce l’intero complesso architettonico nel panorama notturno.
L’impiego di Light System DALI consente la creazione di diverse situazioni luminose che volendo
possono proiettare dei giochi di luci colorate
sulle pareti intonacate di bianco della bussola e
del foyer: si crea così un efficace contrasto tra la
tradizionale architettura in laterizio e l’invitante
trasparenza del corpo in vetro dell’ingresso.
Il modulo Light Timer
del software Light Studio
consente il richiamo del­le situazioni luminose in
momenti predefiniti.
ERCO Lichtbericht 87 29
Museo dell’automobile Central Garage
tune the light – con DALI
Le belle automobili antiche sono affascinanti.
Con il loro coniugare estetica e funzionalità, i
veicoli storici sono uno specchio del design e
dello sviluppo tecnologico del loro tempo. Nel
museo dell’automobile Central Garage di Bad
Homburg questo fascino viene valorizzato al
massimo. I locali espositivi di un’ex concessio­
naria automobilistica fanno da teatro dal 2007
alle bellezze originali, ai materiali cromati e alle
vernici metallizzate. Tra le altre sono esposte
modelli come la Mercedes SL, la DKW Monza o
la Grantura del produttore artigianale britan­
nico TVR, ma anche le motociclette Horex, le
Trabant o le Citroën 2CV.
Oltre alla collezione stabile e a quelle itine­
ranti che illustrano la storia dell’automobile,
il museo offre dei locali rappresentativi per le
occasioni più diverse. Per feste private, ricorren­
ze o presentazioni d’azienda, è disponibile il
grande spazio d’ingresso con il telone multime­
diale, gli spazi di diverse dimensioni che si esten­
dono sui due piani del complesso ed un’area
perfettamente accessoriata per il catering.
30 ERCO Lichtbericht 87
La concezione flessibile dell’illuminazione
ERCO si adatta alla poliedricità degli impieghi
di questi spazi. Con Light System DALI la pro­
grammazione luminosa degli apparecchi è
in grado di creare le atmosfere più diverse. A
seconda delle esigenze del cliente si possono
prevedere dei semplici scenari funzionali per
gli interni, la cui illuminazione potrebbe variare
dalla neutralità all’espressività. I faretti Optec
con le economiche lampade HIT forniscono
l’illuminazione di fondo. Di sera la luce brillante
d’accento dei faretti Optec per lampade aloge­
ne a bassa tensione fa risaltare le auto in espo­
sizione. La luce alogena dimmerabile fa inoltre
da illuminazione di base e d’accento negli even­
ti festosi. Con i faretti Optec e gli apparecchi per
facciate Focalflood a tecnologia Varychrome,
dotati di LED ad alta potenza, si possono inoltre
irradiare le pareti e le colonne di luce colorata.
Accenti cromatici variabili
sulle colonne, realizzati
con i faretti Optec per
LED varychrome. Il siste­
ma di programmazione
luminosa Light System
DALI integra questi effetti
scenografici con l’illumi­
nazione generale e con
quella per le esposizioni
in un unico elemento di
comando.
Foto: Dirk Vogel, Dortmund
www.central-garage.de
Nello spazio luminoso
creato dosando l’illumi­
nazione di base e quella
d’accento si valorizza
l’estetica dell’automobile
storica. Qui si può ammi­
rare una Mercedes-Benz
modello 370S Mannheim
del 1931.
DALI
PLUG+
PLAY
I faretti Optec per LED
Varychrome con adat­
tatore DALI a 12 LED ad
alta potenza emettono
luce colorata. Il punto
colore della luce può
essere selezionato con
il software Light Studio
del Light System DALI.
La lente Softec consente
una distribuzione omo­
genea delle componenti
cromatiche di base.
Gli scenari di illuminazio­
ne desiderati nel museo
dell’automobile Central
Garage possono essere
impostati e richiamati in
modo semplice e veloce
con il software integrato
nel Light System DALI
ERCO e installato in un
PC o in un computer
portatile. L’utente può
quindi con pochi click
impostare delle succes­
sioni dinamiche di dim­
merazioni e di variazioni
cromatiche per gli appa­
recchi compatibili DALI e
controllarne direttamen­
te l’effetto.
ERCO Lichtbericht 87 31
LPP Reserved Shop, Varsavia
Scenografie per le vetrine, con DALI
Architettura e progettazione illuminotecnica:
Studio 1:1,
, Dariusz Brunka,
Foto: Rudi Meisel, Berlino
DA
1
www.lpp.com.pl
DA
N
PE
La marca «Reserved» è l’ammiraglia del gruppo tessile polacco LPP e vanta una grandiosa
storia di successo nelle giovani economie di
mercato del centro e dell’est Europa: fondata
già nel 1990 e trasformata nel 1995 in società
per azioni, questa impresa negli ultimi anni è
cresciuta velocemente e si è espansa con le sue
catene dalla Polonia ai vicini paesi baltici, in
Repubblica Ceca, in Slovacchia, in Ungheria e
fino in Russia e in Ucraina. Nel 2007 la LPP per
la prima volta ha superato il miliardo di zloty di
fatturato, che corrisponde a circa 265 milioni
di euro.
Il primo negozio «Reserved» è stato aperto nel
2000, ma oggi la catena conta più di 190 negozi
e le cifre indicano una prosecuzione della crescita. Le filiali si trovano in genere nei centri città,
ma anche nei centri commerciali come nella
Galeria Mokotow di Varsavia. Proprio qui, in
mezzo alla dura concorrenza delle marche internazionali, la presentazione architettonica e con
essa l’allestimento illuminotecnico del negozio
assumono un ruolo particolarmente rilevante.
Una parte del concetto elaborato per «Reserved»
dallo Studio 1:1 di Danzica è costituito dagli
effetti luminosi dinamici realizzati nelle vetrine
con Light System DALI. I progettisti hanno puntato sul richiamo dell’attenzione dei passanti
con le variazioni del contrasto, della direzione
e della modellazione delle diverse qualità della
luce. I faretti Quinta per lampade alogene a
bassa tensione QT12 100W, compatibili DALI,
sono montati su binari elettrificati DALI e collegati con il Light Server. Per il comando individuale dei faretti i progettisti hanno utilizzato le
«successioni dinamiche», un’opzione utilizzabile
con il software Light Studio con tutti i Light
Client dimmerabili. L’illuminazione della vetrina
è così in grado di risvegliare l’attenzione dei
clienti e di indirizzare i loro sguardi sulle decorazioni, sui manichini, sugli espositori o sugli
altri elementi dell’allestimento.
Avvio della dimmerazione
dinamica: l’illuminazione
d’accento è dimmerata
e l’illuminazione generale diffusa determina il
risultato complessivo. I
contrasti sono limitati.
Quinta1 Quinta2
100
t
0%
5s
32 ERCO Lichtbericht 87
10s
15s
5 secondi dopo: l’illuminazione d’accento al
100% e il manichino in
vetrina viene modellato
con la luce orientata dei
faretti, con forti contrasti. Per creare degli
effetti in grado di attirare
l’attenzione si possono
realizzare delle successioni dinamiche con cicli
brevi: in questa vetrina
di LPP i cicli durano circa
10 secondi, in modo che
l’osservatore li percepisca
consapevolmente.
Binari elettrificati DALI
Per l’impiego dei faretti
con adattatori DALI si
collegano i classici profili dei binari elettrificati
ERCO in modo diverso
dal tipico collegamento
come binari trifase: due
dei collegamenti in rame
servono alla trasmissione
dei segnali DALI (DA)
invece che all’alimentazione elettrica.
DALI
PLUG+
PLAY
Nel modulo Light Master
del software Light Studio,
per i Light Client dimmerabili compare tra le altre
l’opzione «successioni
dinamiche», che viene
utilizzata nella messa
in scena delle vetrine di
«Reserved».
Non si deve ricorrere per
forza alla luce colorata:
nell’ambiente tipico di
un centro commerciale,
caratterizzato da elevati
livelli di luminosità, gli
effetti luminosi dinamici
sono un mezzo adatto
per attirare l’attenzione
dei clienti.
ERCO Lichtbericht 87 33
Chiesa di St. Petri, Stavanger
Liturgie luminose con DALI
La chiesa di St. Petri era
uno dei primi edifici in
laterizio di Stavanger,
le cui tradizionali case
in legno nel corso della
storia sono state più
volte vittime di disastrosi
incendi.
Architetto: Conrad Fredrik von der Lippe
(1833-1901), Helge Schjelderup, Stavanger
(Restauro)
Progettazione illuminotecnica: Erik Selmer
(ELDA), Trondheim
Foto: Thomas Mayer, Neuss
Con i suoi 120.000 abitanti Stavanger è la quar­
ta città della Norvegia e, assieme a Liverpool, è
la capitale europea della cultura per il 2008. La
chiesa di St. Petri, risalente al XIX° secolo, è un
gioiello architettonico della città: dopo il recen­
te restauro potrà ospitare alcune delle manife­
stazioni culturali previste per l’anno in corso.
I cittadini di Stavanger hanno commissio­
nato la chiesa di St. Petri nel 1861, quando
la cattedrale medievale era diventata troppo
piccola per la crescente popolazione della cit­
tà. L’architetto norvegese Conrad Fredrik von
der Lippe (1833-1901) costruì questa casa del
Signore in stile neoromanico tra il 1864 ed il
1866, prendendo ispirazione dalla chiesa ber­
linese di S. Giovanni, nel quartiere di Moabit,
realizzata da Karl Friedrich Schinkel, che aveva
avuto modo di conoscere durante i suoi studi
in Germania.
Negli anni dal 2004 al 2008 la chiesa è ­
stata sottoposta ad un completo restauro, nel
rispetto delle rigide normative per la tutela dei
beni culturali. In particolare si è dovuto con­
solidare il particolare tetto con travi a coppia
d'archi della navata principale. Sotto la guida
dell’archi­tetto Helge Schjelderup gli spazi della
chiesa sono tornati alla loro vecchia, festosa e
sobria bellezza; inoltre sono stati eseguiti dei
discreti adattamenti ed ampliamenti per con­
sentire un impiego di quegli spazi flessibile ed
adatto alle odierne esigenze: oltre che alla mes­
sa, la chiesa serve anche da sala per le attività
caritatevoli a favore delle persone ai margini
della società e, data la sua eccellente acustica,
da sala concerti.
Le lanterne a gas originali, trasformate in
moderni strumenti di illuminazione, hanno pre­
so di nuovo il loro posto nella chiesa, ma oggi
sono ormai solo una componente decorativa,
di «luce da osservare», di un moderno sistema di
illuminazione, adattabile con flessibilità a tutte
le diverse situazioni e ai diversi usi, sfruttando
pienamente le capacità di allestimento offerte
dal comando con Light System DALI.
Il sistema DALI con i
molti faretti e wallwasher
Optec comandabili indi­
vidualmente offre una
flessibilità estrema e un
comfort visivo ottimale:
gli apparecchi sono
molto schermati e tra
l’altro montati su binari
elettrificati Monopoll
DALI, molto al di sopra
del campo visivo degli
osservatori.
La religione ed il rito sono inseparabili. Da
sempre le messe sacre seguono una rigida
drammaturgia, ad esempio nella tradizio­
ne cristiana della liturgia. È quindi natu­
rale supportare tutta la cerimonia con
un’adeguata illuminazione scenografica.
Per questo scopo e per gli altri impieghi
dei locali sacri per eventi culturali, il siste­
ma di programmazione luminosa Light
System DALI rappresenta uno strumento
ideale. La molteplicità di Light Client DALI
individualmente indirizzabili costituisce
una matrice di apparecchi variabile e
flessibile, con la quale si possono definire
liberamente le atmosfere, la percezione
degli spazi e le aree di richiamo dell’atten­
zione. Allo stesso tempo, in modo sem­
plice e comodo, si possono impostare,
memorizzare e richiamare singolarmente,
in sequenze o con comando a timer le
situazioni luminose programmate.
La concezione scenica
dell’illuminazione è
stata ideata dal proget­
tista illuminotecnico
Erik Selmer (ELDA) di
Trondheim, in stretta
La navata principale
offre spazio per fino a
1500 fedeli. Al centro
dell’attenzione si impone
una copia di un croce­
fisso dell’artista danese
Bertel Thorvaldsen. L’illu­
minazione è prodotta
dai discreti faretti e
wallwasher Optec mon­
tati su binari elettrificati
Monopoll DALI.
34 ERCO Lichtbericht 87
DALI
PLUG+
PLAY
collaborazione con ERCO,
con gli architetti e con
l’ente preposto alla tutela
dei beni culturali.
Questa sequenza di
immagini mostra quanto
la percezione dell’am­
biente sia influenzabile
con le diverse situazioni
luminose.
Con il software Light
Studio si può impostare
e programmare in loco
l’impianto Light System
DALI. Ovviamente, una
volta stabilite le situa­
zioni luminose e le
sequenze, nell’impiego
quotidiano non è neces­
sario utilizzare un com­
puter portatile, essendo
sufficiente l’elemento
di un comando a parete
Light Changer (descritto
qui sopra nel riquadro
grigio) o di comuni inter­
ruttori e pulsanti.
ERCO Lichtbericht 87 35
Luci di chiusura
Inaugurazione dello Showroom
di Milano
A Milano, nella metropoli del
design italiano, ERCO pone con il
suo nuovo e prestigioso Showroom
un accento di creatività luminosa.
Sui due piani di un ex edificio indu­
striale sono stati sistemati gli uffici,
le sale per le riunioni ed un’area
Mock-Up con tutto il necessario
per illustrare i campioni degli appa­recchi di illuminazione. Anche
l’area esterna dell’«Edificio Sedici»,
nella zona nord di Milano, è stata
completamente rivisitata e messa
in scena con gli apparecchi ERCO
per ambienti esterni ed offre ora
uno ambiente stimolante per le
imprese più creative. Il 18 settembre ERCO Italia ha inaugurato la
nuova sede con clienti e amici. Qui
trovate delle impressioni sull’evento e sui nuovi locali.
Inaugurazione dello Showroom
di Oslo
Nella capitale norvegese, il 14 agosto ERCO ha aperto i battenti del
suo nuovo Showroom di Oslo.
Dietro alla facciata storica sulla
Kirkegata, illuminata in modo
prestigioso, gli architetti e i progettisti illuminotecnici trovano
un ambiente moderno nel quale
il team norvegese di ERCO offre
una gamma completa di servizi
nel settore dell’illuminazione delle
architetture: dalla campionatura,
ai colloqui di consulenza, ai seminari e fino all’organizzazione degli
eventi.
Contatto
ERCO Lighting AS
Kirkegata 5
0153 Oslo
Postboks 771 Sentrum
0104 Oslo
Norvegia
I clienti ed i dipendenti
ERCO hanno festeggiato
l’inaugurazione dello
Showroom in un’atmosfera informale e rilassata,
con amici e parenti, in un
tipico stile scandinavo.
Tel.: +47 2414 8200
Fax: +47 2414 8201
E-mail: [email protected]
L’organizzazione dei
nuovi uffici è totalmente
orientata alle esigenze
del mercato italiano, ma
l’immagine è quella tipica
di ERCO. A presenziare
all’inaugurazione c’erano
anche i soci ERCO Britta
Schreiter e Tim Henrik
Maack (sopra).
Contatto
ERCO Illuminazione S.r.l.
Viale Sarca 336 F
20126 Milano
Italia
Tel.: +39 02 365 872 84
Fax: +39 02 643 7831
E-mail: [email protected]
La ricca facciata di fine
’800, messa in scena con
apparecchi per facciate
Zylinder e proiettori per
LED Grasshopper.
Il nuovo Showroom
offre tutte le condizioni
necessarie per il successo
della rappresentanza di
ERCO in Norvegia. Le
grandi vetrate schiudono
gli interni agli sguardi,
risvegliando la curiosità
dei passanti.
36 ERCO Lichtbericht 87
Il clima mediterraneo ha
caratterizzato la festa
dell’apertura. L’ampio
cortile interno, messo in
scena con gli apparecchi
ERCO per ambienti esterni, è stato utilizzato per il
party che ha coinvolto i
dipendenti degli atelier e
degli studi vicini (a sinistra). Nell’area del MockUp del nuovo showroom
si possono presentare ai
clienti gli effetti luminosi
scenografici (a destra).
ERCO Lichtbericht 87 37
Maritim Utescene, Haugesund
Con questo palcoscenico a cielo
aperto la cittadina portuale di
­Haugesund ha realizzato un’attraente infrastruttura per le
manifestazioni all’aperto con fino
a 10.000 spettatori: e non è un
numero ipotetico, visto che il solo
Festival «Sildajazz», la cui tradizione
risale al 1987, quest’anno ha contato più di 50.000 visitatori. L’organizzatore è il vicino Hotel Maritim,
ed affinché le caratteristiche torri
del palcoscenico rivestite di bianco
e situate lungo la banchina possano
splendere anche nelle notti in cui
non sono in programma manifestazioni, il progettista ha previsto
per l’illuminazione un Light System
DALI di ERCO con 16 proiettori
Grasshopper per LED varychrome
che consentono dei giochi di luce
affascinanti con un consumo energetico minimo.
Architetto: Opus Arkitekter,
Haugesund
Progettazione impianto elettrico:
Cowi AS, Haugesund
www.hotelmaritim.no
E
ERCO GmbH
Postfach 2460
58505 Lüdenscheid
Germany
Tel.:+49 2351 551 0
Fax:+49 2351 551 300
[email protected]
www.erco.com

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