La Storia di Astro del ciel Scritta da un organista e da un prete

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La Storia di Astro del ciel Scritta da un organista e da un prete
La Storia di Astro del ciel
Scritta da un organista e da un prete irrequieto
«Era il 24 dicembre del 1818, quando l’allora aiuto prete
signor Josef Mohr presso la parrocchia appena costruita di San Nicola in Oberndorf
lesse una poesia all’organista Franz Xaver Gruber, avendo intenzione di scrivere con lui una melodia ap- propriata
per due voci soliste con co- ro e un accompagnamento di chitar- ra». Così Gruber stesso descrisse il 30 dicembre
1854, in una relazione sull’origine del brano destinata al re di Prussia, la storia della nascita di
«Stille Nacht! Heilige Nacht!», diventato a quell’epoca un canto di Natale ormai famoso in tutta l’area tedesca. La
musica fu composta in poche ore: Gruber la sera stessa presentò i suoi spartiti a Mohr, piacquero e furono subito
eseguiti durante la Messa di mezzanotte. Mohr cantò come tenore, accompagnandosi con la chitarra, Gruber come
basso. «Stille Nacht»
trovò subito fra la popolazione di Oberndorf (composta più che altro da marinai del Salzach e da costruttori navali)
un’«approvazione generale».
«Stille Nacht» in 190 anni è stata tra- dotta in più di 300 fra lingue e parlate varie, compreso il giapponese, il cinese e
i dialetti dei pellerossa ame- ricani: oggi, nel tempo di Natale, ri- suona ai quattro angoli della Terra. Mohr era un
giovane prete nato a Salisburgo l’11 dicembre 1792, terzo figlio illegittimo di Anna Schoiber e di un soldato
dell’esercito imperiale cui la magliaia di Hallein offrì ospitalità. Questi preferì disertare che affrontare un matrimonio
riparatore. In assenza del padre, fu tenuto a battesimo dal boia di Salisburgo, Josef Wohl- gemuth. Josef Mohr
diventò adulto nella povertà. Si fece prete perché vo- leva dedicare la vita ad aiutare il prossimo meno fortunato, ma
era un tipo piuttosto polemico: fu costretto a cambiare parrocchia molte volte.
La storia di «Stille Nacht» inizia in realtà a Mariapfarr: è qui, già nel 1816, e non a Oberndorf che Mohr pare abbia
scritto il testo originale. Ne esiste infatti una copia autografa, rinvenuta nel 1995 a Salisburgo.
L’autore di «Stille Nacht» è stato a lungo considerato Gruber, organista di una certa fama nell’800. Che sia stato lui a
comporre il brano musicale è lo stesso Mohr a confermarlo, citandolo esplicitamente sullo sparti- to originale
databile intorno al 1820, ma le parole del testo tedesco, molto intense e belle, sono del sacerdote au- striaco. La
leggenda dice che il ricorso alla chitarra fosse dovuto al fatto che l’organo era fuori uso, perché i topi ne avevano
rosicchiato il mantice: i «puristi», infatti, ancor oggi intonano «Stille Nacht» al semplice suono delle corde. Sarà
invece Karl Mauracher, noto costruttore di organi, a far conoscere la canzone nell’area austriaca. E le famiglie di
cantori ambulanti Rainer e Strasser la diffusero poi nel resto d’Europa e nel mondo: nel 1822 i Rainer la cantarono al
Castello di Fügen per l’imperatore Francesco I d’Austria e lo zar di Russia Alessandro I; nel 1839 «Silent Night» sbarcò
a New York, dove il gruppo si esibì davanti alla Trinity Church distrutta dalle fiamme.
Nel 1914, durante la Prima guerra mondiale, alla vigilia di Natale il can- to «Stille Nacht! Heilige Nacht!» all’improvviso si alzò dalle trincee tedesche nei pressi di Ypres. I soldati iniziarono addirittura a uscire dalle loro difese
per ornare di candele gli alberi attorno e festeggiare in qualche modo il Natale. Gli inglesi, loro nemici, rimasero
sbigottiti. Ascoltaro- no quel canto, rapiti da parole incom- prensibili che evocavano però atmosfere familiari anche a
loro. A un certo punto si unirono al coro cantando
«Silent night! Holy night!»: un unico canto in due lingue diverse si diffuse come una fiammata lungo il fronte di quel
primo inverno di guerra. I due eserciti nemici avevano proclamato, d’impulso, la famosa
tregua natalizia del 1914, un evento miracoloso che non si ripeterà più né nella Prima né nella Seconda guerra
mondiale.

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