17 luglio 2015

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17 luglio 2015
ANICA
17 luglio 2015
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INDICE
ANICA CITAZIONI
16/07/2015 www.ilfattoquotidiano.it_economia 14:42
Il cinema italiano vivacchia e aspetta il ritorno del salvatore della patria, Checco
Zalone
5
16/07/2015 youmovies.it 13:30
Fondazione Cinema per Roma presenta MIA - Mercato Internazionale dell'Audiovisivo
6
16/07/2015 rbcasting.com 12:23
Parte dal Vietnam il Moviemov con Ozpetek, Solarino, Fresi, Minaccioni e Del Bono
8
16/07/2015 www.lagazzettadelmezzogiorno.it 20:04
«Castrum Minervae» un premio alle imprese su cooperazione e sviluppo
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16/07/2015 youmovies.it 11:30
Partito ufficialmente il concorso "Il protagonista 2.0?
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CINEMA
17/07/2015 La Repubblica - Nazionale
E ora Sky produce film per le sale
13
17/07/2015 Corriere della Sera - Nazionale
Locarno al via con la rockstar Meryl Streep
14
17/07/2015 La Repubblica - Nazionale
Minions mania
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17/07/2015 La Repubblica - Nazionale
Il cinema in piazza a Locarno
17
17/07/2015 La Repubblica - Napoli
Giffoni ricomincia da Ant-Man
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17/07/2015 La Stampa - Nazionale
Nell'autunno caldo della tv italiana Da Sky nuove serie e cinque film
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17/07/2015 Il Messaggero - Nazionale
Sky produce cinque film per il cinema
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17/07/2015 Il Giornale - Nazionale
Dagli Obama a Papa Bergoglio il cinema scopre l'«instant bio»
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17/07/2015 QN - Il Resto del Carlino - Nazionale
Brividi horror, amori e risate Il cinema non va in vacanza
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17/07/2015 Il Mattino - Nazionale
«Il mio impegno tra mafia e diritti delle donne»
24
17/07/2015 Il Mattino - Nazionale
La Disney arriva con «Ant-Man» I burattini per ricordare Eduardo
26
17/07/2015 Il Tempo - Nazionale
A Locarno in concorso l'italiano «Bella e perduta» di Marcello
27
17/07/2015 Gazzetta di Mantova - Nazionale
Rondi, un film che racconta l'Italia
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17/07/2015 Il Venerdi di Repubblica
TRISTI, SOLITARI, BUONISSIMI LA RIVINCITA DEI MINIONS*
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17/07/2015 Il Venerdi di Repubblica
ESos: Pac Man attacca New York È un videogame? No, un flm
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TELEVISIONE
17/07/2015 Corriere della Sera - Nazionale
Il tris di Gomorra e la satira politica Sky rilancia le serie
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17/07/2015 ItaliaOggi
Sky, l'On demand vale già il 10% della raccolta
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ANICA CITAZIONI
5 articoli
16/07/2015 14:42
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www.ilfattoquotidiano.it_economia
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Il cinema italiano vivacchia e aspetta il ritorno del salvatore della patria,
Checco Zalone
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Come sta il cinema italiano? Meglio gettare la maschera e chiederci esplicitamente: 'Checco-sa vogliamo?'.
Semplice: Zalone. Nel 2014 non c'è stato un Sole a catinelle a issarsi sulle spalle il comparto, e il box office
abbandonato da Checco ha pianto miseria. Nulla di drammatico, perché il Nostro fa film comici e perché c'era
da aspettarselo: senza i film-evento la gente al cinema non va, si è persa l'abitudine, oggi serve l'occasione,
altrimenti streaming, download (più o meno legali) e social network rappresentano validissime alternative al
theatrical. Che serve? Uno Star Wars sotto l'albero (l'attesissimo Il risveglio della forza diretto da J.J. Abrams,
in uscita il 16 dicembre) oppure un Jurassic World, che ha già rastrellato un miliardo e 470 milioni di dollari in
tutto il mondo (14 milioni di euro da noi): film, anzi, filmoni catalogabili nei blockbuster e, prima, annoverabili
nei must-see, quelli che tutti, ma proprio tutti devono vedere.
In attesa del promesso salvatore della patria - Quo vado? di Zalone arriverà il 1° gennaio 2016 con Medusa possiamo però incassare timidi segnali di ripresa nel primo semestre 2015: da gennaio a giugno, più di 51
milioni di spettatori, con una crescita del 5% sul 2014, e oltre 330 milioni di euro, con un incremento del 9,4%
(Cinetel). Non solo, come appena svelato a Ciné, i distributori dell'Anica e gli esercenti di Anec e Anem
possono contare su un mese di giugno ringalluzzito: 5 milioni di presenze, uno in più dello scorso anno
(+23,7%), e più di 32 milioni di incassi, con uno scarto positivo di oltre 8 milioni di euro (+35%). Insomma, una
timida schiarita la si intravede, ma ci possiamo fidare? A giudicare dal 2014, no: 574.839.395 euro l'incasso
globale, che segna un -7,04% sul 2013 e un -5,69% sul 2012; 156 milioni di spettatori contro i 188 del 2013 e
i 153 del 2012. Flessioni pesanti, parzialmente attenuate se, anziché questi dati Cinetel (1.065 cinema
monitorati), consideriamo i 5.100 schermi del rilevamento SIAE: -4,95% gli spettatori e -4,5% gli incassi del
2014 sul 2013.
A stigmatizzare la decrescita infelice è la scarsa attrattività dei titoli in top 3, top 5 e top 10: nel 2014 hanno
fatto rispettivamente 34, 39 e 64 milioni, perdendone ben 41, 54 e 60 sul 2013. Ribadiamo, il film-evento non
è importante, è tutto: 'Il pubblico non ha tradito, a tradire semmai è stata l'offerta, priva nel 2014 di filmevento'. Lo afferma Redento Mori, curatore del Rapporto 'Il mercato e l'Industria del Cinema in Italia', giunto
alla settima edizione. Editato da Direzione Generale Cinema del Ministero dei Beni Culturali e Fondazione
Ente dello Spettacolo, analizza il territorio e delinea una carta buona per non perdersi e, possibilmente,
ripartire sulla strada giusta: il primo ad averne bisogno è il cinema italiano, passato in un anno dal 31,16% al
27,76% di quota di mercato. Possiamo fare di peggio, e lo faremo presto: 'Nel 2015 la fetta di mercato dei
nostri film - dice Nicola Borrelli, direttore Cinema del MiBACT - rischia di scivolare al 22%, sotto la media
europea. Che vogliamo fare, invertire la rotta, con la collaborazione di tutti gli attori della filiera, o continuare a
vivacchiare?'. La seconda che ha detto, perché i vasi comunicanti non abitano qua, il cinema fatto in Italia
oggi ha un titolo d'elezione, Io sono un autarchico: investitori stranieri in fuga (-47% sul 2013), co-produzioni
in caduta libera (7 nel 2014, erano 34 nel 2009!) e sempre più povere (2,53 milioni di euro il costo medio del
2014, erano 7 nel 2013).
Non c'è da stupirsi, dunque, se ci riscopriamo piccini piccini: i 69 film d'iniziativa italiana prodotti con budget
inferiore a 200mila euro rappresentano il 36% del totale (194), i 25 costati oltre tre milioni e mezzo solo il
13%. Chiariamo, poveri ma belli non è la via d'uscita, al contrario, il nostro 'minimismo' produttivo, e ancor
prima ideativo e creativo, ha poco a che fare con la bellezza e la qualità : servono strategie, servono sinergie,
soprattutto, servirebbe unire le forze per un obiettivo comune. Per esempio, che dire dei due mercati, quello
alla Mostra di Venezia e quello della Festa di Roma: strabismo o strabismo?
ANICA CITAZIONI - Rassegna Stampa 17/07/2015 - 17/07/2015
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16/07/2015 13:30
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Fondazione Cinema per Roma presenta MIA - Mercato Internazionale
dell'Audiovisivo
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MIA
La prima edizione di MIA, il nuovo Mercato Internazionale dell'Audiovisivo, si terrà a Roma dal 16 al 20
ottobre 2015 durante la Festa del Cinema (16-23 ottobre).
Per la prima volta in Italia, un Mercato si occuperà di tutti i segmenti del prodotto audiovisivo, dal cinema alle
tv series, dai documentari ai factual, dall'animazione ai videogiochi, vedendo coinvolte, dal punto di vista
strategico e operativo, tutte le realtà più consolidate e attive del panorama produttivo e distributivo italiano:
per il cinema, l'Associazione Nazionale Industrie Cinematografiche Audiovisive (Anica) e Fondazione Cinema
per Roma; per le attività televisive, compresa Agorà , l'Associazione Produttori Televisivi (APT); per i
documentari, l'associazione Doc/it.
MIA si svolgerà grazie al sostegno del Ministero dello Sviluppo Economico e di ICE - Agenzia per la
promozione all'estero e l'internazionalizzazione delle imprese italiane, sarà promosso dal Ministero dei beni e
delle attività culturali e del turismo e da Istituto Luce - Cinecittà , e conterà sulla collaborazione della Roma
Lazio Film Commission, in sinergia con le film commission nazionali.
MIA offrirà ai professionisti e agli operatori del settore occasioni di networking, proiezioni, dibattiti,
conferenze, workshops, incontri di co-produzione, tavole rotonde, approfondimenti sugli ultimi trend del
mercato, sulla coproduzione e la distribuzione in ambito globale, riservando una particolare attenzione alle
nuove piattaforme, alla transmedialità e al gaming (con la partecipazione dell'Aesvi - Associazione Editori
Sviluppatori Videogiochi Italiani).
MIA proporrà concrete opportunità di business e informazione agli operatori italiani e alle società più vivaci
del mercato globale, ereditando e potenziando le competenze dei suoi partner e le loro esperienze, tra cui:
The Business Street, New Cinema Network, Forum delle co-produzioni, TvDays, Italian Doc Screenings,
Agorà . Tutti i soggetti lavoreranno in sinergia attorno ad un progetto comune, con l'obiettivo di sviluppare una
piattaforma permanente funzionale all'internazionalizzazione dell'industria audiovisiva italiana, mettendo in
campo strumenti concreti che sostengano il networking, le esportazioni e le coproduzioni e che riportino gli
operatori italiani ai tavoli di negoziazione di grandi progetti europei e globali. L'Italian Film Commission
presenterà gli strumenti operativi per promuovere le Regioni e le loro capacità a sostegno dei produttori
nazionali e internazionali.
MIA si svolgerà in alcune straordinarie location della Capitale, su tutte le Terme di Diocleziano, il più grande
complesso termale dell'antica Roma, che ospiterà gli incontri di co-produzione e le attività di networking. Nel
vicino Hotel Boscolo Exedra, presso Piazza della Repubblica, si terranno convegni e incontri fra compratori e
venditori internazionali, mentre il cinema Quattro Fontane ospiterà le proiezioni.
Il Direttore di MIA è Lucia Milazzotto, già Direttore del settore Marketing di World Content Pole SA e
responsabile di New Cinema Network, con una lunga esperienza nel campo dell'industria audiovisiva
internazionale, consolidata grazie ai rapporti con produttori, distributori e alcune fra le più importanti istituzioni
cinematografiche come Eurimages, Media Programme, Sundance Institute e Cannes Cinefondation. Lucia
Milazzotto sarà affiancata da due board specifici per cinema e televisione composti da world sales, produttori
e broadcaster nazionali e internazionali per individuare le tendenze, le attività e gli operatori più interessanti
da tutto il mondo.
Lucia Milazzotto
Trentanove anni, ha lavorato per quindici nell'ambito di imprese private, istituzioni pubbliche e Fondazioni per
ideare e realizzare iniziative di mercato volte a sostenere il cinema, l'industria televisiva e mediatica nello
sviluppo, nella produzione e nella distribuzione internazionale dei loro contenuti. È stata Marketing and Sales
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Director di World Content SA, piattaforma per la distribuzione internazionale contenuti media-entertainment, e
responsabile di New Cinema Network, il mercato di co-produzione della Festa del Cinema di Roma. Durante
la sua esperienza ha creato una vasta rete di rapporti a livello globale con l'industria dei media e dello
spettacolo: ha lavorato in partnership con il Sundance Institute, i principali istituti europei per la promozione
del cinema, Cannes Cinefondation, European Film Promotion, Eurimages, Programma Media, i maggiori
festival e mercati internazionali. Ha inoltre curato sezioni e programmi speciali per il Locarno International
Film Festival e ha svolto attività di consulenza per alcune fra le più importanti realtà produttive e distributive in
Italia.
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Parte dal Vietnam il Moviemov con Ozpetek, Solarino, Fresi, Minaccioni e
Del Bono
valeria-solarino-645
Dopo il successo delle passate edizioni ritorna quest'anno il Moviemov_Italian Film Festival. La prima tappa
della V edizione si svolgerà dal 21 al 26 luglio per la prima volta in Vietnam nella suggestiva cornice della
città di Hanoi, nuovo punto nevralgico del mercato asiatico. Per la prima volta questo Paese accoglie e
sostiene un Festival internazionale.
Ideato e diretto da Goffredo Bettini in collaborazione con l'Ambasciata d'Italia ad Hanoi e ICE Vietnam e
organizzato dalla Playtown Roma, il Moviemov è realizzato grazie al sostegno del Ministero della CulturaDirezione Generale del Cinema, il Ministero dello Sviluppo Economico, la Camera di Commercio di Roma, La
Regione Lazio e Lazio Innova con l'indispensabile contributo di partner e sponsor privati.
Nella tappa di Hanoi saranno proposti al pubblico 11 tra i film più rappresentativi e premiati delle ultime
stagioni cinematografiche:
Anime nere di Francesco Munzi
Fino a qui tutto bene di Roan Johnson
I nostri ragazzi di Ivano De Matteo
Il Giovane Favoloso di Mario Martone
La sedia della felicità di Carlo Mazzacurati
Le Meraviglie di Alice Rohrwacher
Meraviglioso Boccaccio di Paolo e Vittorio Taviani
Noi e la Giulia di Edoardo Leo
Smetto quando voglio di Sydney Sibilia
Tempo instabile...con probabili schiarite di Marco Pontecorvo
Film di apertura "Allacciate le cinture" di Ferzan Ozpetek.
Ad accompagnarli e presentarli al pubblico interpreti e registi tra cui: Ferzan Ozpetek, Paola Minaccioni e
Stefano Fresi.
Nella delegazione anche Pippo Del Bono, in Vietnam per i sopralluoghi del suo prossimo film sull'opera di
Pier Paolo Pasolini 'Il Vangelo secondo Matteo' e per partecipare agli incontri industry dedicati all'audiovisivo
promossi dal Moviemov.
Madrina di questa edizione Valeria Solarino che oltre alla serata di apertura introdurrà anche il film 'Smetto
quando voglio'.
Oltre alla rassegna cinematografica sarà presentata al pubblico vietnamita anche un'altra delle eccellenze
creative italiane: la moda. La componente moda rappresenterà un fil rouge di tutto il festival, con
presentazioni di giovani designer vietnamiti ispirate alle pellicole dei film ed una mostra che rimarrà aperta
fino al 19 agosto.
'L'eleganza del cibo. Tales about food and fashion', è il titolo della mostra curata dalla Maison Gattinoni in
collaborazione con il Consiglio della Moda italo-vietnamita che verrà allestita presso Casa Italia, vetrina delle
eccellenze italiane nel cuore di Hanoi. La mostra si presenta come parte della più ampia rassegna curata da
Stefano Dominella, della Maison Gattinoni, in questo periodo in corso a Roma presso i Mercati Traianei, con
l'obiettivo di presentare sul mercato asiatico le capsule collection di giovani designer italiani e vietnamiti,
insieme ad una selezione di capi di storiche case di moda italiane. La mostra illustra la contaminazione tra
moda e cibo, il connubio tra nutrizione e sostenibilità , temi di grande attualità al centro fra l'altro di Expo
Milano 2015, la creatività di giovani designer italiani e vietnamiti e di stilisti di fama internazionale. In mostra
la 'Natural Couture' dell'eco-designer Tiziano Guardini, gli abiti 'Nuvola' di Italo Marseglia, la 'Couture a la
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carte' di Guillermo Mariotto che ha dedicato un'intera collezione di alta moda della Maison Gattinoni al cibo e
un divertente e prezioso omaggio a Expo 2015 dell'orafo Gianni De Benedittis, designer del brand
FuturoRemoto, con i suoi 'gioielli da mangiare'.
Il Moviemov sarà inoltre luogo di incontri grazie al supporto e alla collaborazione di Anica ,Ice, Regione Lazio
e camera di commercio , con tavole rotonde che avranno come tema la cooperazione cinematografica tra
Vietnam ed Europa, il dossier sul libero commercio tra Europa e Vietnam e focus sui festival come strumenti
e opportunità di promozione e di lancio nei nuovi mercati.
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16/07/2015 20:04
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CASTRO (LECCE) - Ha come tema "Cooperazione, sviluppo e nuove prospettive mediterranee - Incontri", il
Premio Castrum Minervae, diretto da Luciano Schito, in programma dal 31 luglio al 2 agosto a Castro. La
manifestazione, giunta alla 10/a edizione, è promossa dal Comune di Castro e prende il nome dall'antico
insediamento messapico dove recenti ritrovamenti archeologici testimoniano la presenza di un santuario
dedicato alla dea Minerva, il "Templum Minervae" , citato da Virgilio nell'Eneide come approdo di Enea sulle
coste della nostra penisola. Ne dà notizia un comunicato.
Alle imprese pugliesi emergenti saranno assegnati premi per l'Innovazione Culturale; per l'Innovazione
sociale; per la Comunicazione e Promozione Innovativa; per l' Innovazione Tecnologica. Particolare
attenzione - sottolineano gli organizzatori - va alla seconda edizione del 'Premio Enea contemporaneò
dedicato a chi ha sviluppato un progetto imprenditoriale di successo attraverso azioni sociali, culturali e
manageriali, trasferendosi da un contesto diverso da quello della propria terra di origine ma continuando ad
applicarne i principi storico-etici.
Sabato 1° agosto, inoltre, nel Castello Aragonese, è in programma il workshop "Tax credit esterno - Un
beneficio fiscale per le imprese che vogliono investire in cultura", un workshop in collaborazione con Mibact,
Apulia Film Commission, Confindustria Puglia, Distretto Produttivo Puglia Creativa, Puglia Sviluppo s.p.a.,
ANICA e 100 autori.
Domenica 2 agosto, infine, in Piazza Vittorio si svolgerà la serata conclusiva con la partecipazione anche
degli artisti Enza Pagliara e Aziza Ibrahim, Fabrizio Saccomanno, Erica Mou e Banda Adriatica.
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Il protagonista 2.0
Dopo il successo della prima edizione, parte ufficialmente il concorso organizzato nell'ambito del progetto 'Il
Protagonista 2.0', l'iniziativa promossa da ANICA, FAPAV, MPA e UNIVIDEO in collaborazione con
YOUTUBE per valorizzare la creatività , l'originalità e lo spirito creativo dei nuovi talenti italiani.
A partire dal 15 luglio i giovani creativi e film-maker dai 18 ai 30 anni potranno inviare il loro video tramite
l'apposito form (http://www.ilprotagonista.eu/partecipa/) ed i migliori avranno l'opportunità di partecipare ad un
corso di una settimana presso la Palestra dell'Innovazione di Roma, all'interno dei corsi dedicati al video
making del progetto 'L'Officina dei Nuovi Lavori'.
Il tema del concorso di quest'anno è l'ispirazione: 'I film, e le storie che raccontano, spesso ispirano le
persone nelle loro vite, nelle scelte e nelle professioni'. Ai partecipanti viene chiesto: 'Raccontaci con
creatività attraverso un video come e in che modo sei stato ispirato dai film e come il cinema influenza la tua
visione del mondo'.
La durata massima dei video è di 15 minuti ed il termine per presentare i propri lavori è il 30 novembre 2015.
Tutte le informazioni sono sul sito del Protagonista 2.0.
La giuria sarà presieduta anche quest'anno da Daniele Vicari, regista e direttore della Scuola d'Arte
Cinematografica Gian Maria Volonté.
Ma le novità non finiscono qui. Il progetto 'Il Protagonista 2.0' prevede anche la realizzazione di una serie di
masterclass gratuite rivolte ai giovani studenti ed appassionati di cinema.
I corsi, per i quali verrà rilasciato un attestato di frequenza, si terranno nel prossimo autunno a Roma presso
la Scuola d'Arte Cinematografica Gian Maria Volontè, a Bari presso l'Università degli Studi Aldo Moro
(Dipartimento di Lettere Lingue Arti) e a Milano.
Il programma dettagliato degli incontri sarà presentato nelle prossime settimane.
Per ulteriori informazioni: [email protected]
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CINEMA
15 articoli
17/07/2015
Pag. 45
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tiratura:710716
E ora Sky produce film per le sale
ERNESTO ASSANTE
ROMA CINQUE film per le sale cinematografiche, ecco la novità annunciata ieri da Andrea Scrosati, capo di
cinema, intrattenimento e news di Sky. Cinque film che arriveranno prima nelle sale cinematografiche e poi,
con una finestra più breve del normale, nella piattaforma distributiva di Sky, che vuol dire in tv, on demand,
sui tablet, sui pc e gli smartphone, via Internet e via satellite, in quell'universo neotelevisivo in cui l'azienda si
muove con sempre maggiore sicurezza. «Cinque prodotti molto diversi tra loro», dice Scrosati, «tutti
totalmente italiani».
Il primo ad uscire, in autunno, sarà Tommy. Si tratta di «un thriller classico, novanta minuti che si rivolvono
negli ultimi cinque, tutto girato in Alto Adige». Un budget medio/basso, «ma non di bassa qualità», sottolinea
Scrosati. «Abbiamo già dimostrato che si possono fare prodotti di ottimo livello spendendo di meno».
Seguiranno Monolith, girato in Nevada, poi un docu-film sulla vita di Gilles Villeneuve diretto da Walter
Veltroni, Piuma storia rivolta ai teenager con alcuni dei protagonisti di Braccialetti rossi. E Hashtag, cinque
storie sui social media che hanno deviato la vita di cinque persone.
Ma non è finita qui: «Stiamo girando Gomorra 2 e siamo al lavoro sulla sceneggiatura della terza serie,
sull'onda del successo internazionale. Oggi la credibilità delle produzioni italiane è a un livello
straordinariamente alto, tutte le nostre nuove produzioni sono al 50% con partner internazionali e in alcuni
casi, come The young Pope di Sorrentino si arriva anche al 75%. Ieri abbiamo formalizzato l'impegno per
Zero Zero Zero, regia di Sollima, basato ovviamente sul libro di Saviano. E ragioniamo su altri nuovi progetti,
come una sceneggiatura da Il tribunale delle anime di Carrisi e una su Calciopoli, mentre siamo andati avanti
sul progetto Diabolik. Il tutto aspettando l'arrivo di Netflix: «Siamo sereni», dice Scrosati, «la concorrenza farà
bene al mercato, e alla fine saranno gli utenti a scegliere l'offerta migliore».
Foto: Il ciak di "Gomorra 2"
CINEMA - Rassegna Stampa 17/07/2015 - 17/07/2015
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L'ANNUNCIO R2
17/07/2015
Pag. 51
diffusione:619980
tiratura:779916
Al festival si parlerà soprattutto di donne. Apertura con il film di Demme
Maurizio Porro
MILANO Al 68° festival del cinema di Locarno, 5-15 agosto, si parlerà molto di donne. Che si amano, si
odiano, lasciano la famiglia, litigano coi figli, cantano, lavorano, donne anni 70, le donne giapponesi e
un'outsider come Meryl Streep che apre la Piazza Grande col nuovo film di Jonathan Demme Ricky and the
flash («Dove eravamo rimasti»).
A Milano il presidente Marco Solari e il direttore Carlo Chatrian hanno presentato la rassegna in cui i milanesi
la fanno da «frontalieri»: oltre 230 titoli, scelti su 4000, il più lungo 5 ore e 15' (il nipponico Happy hour ), il più
corto di 4 minuti e un'appendice milanese scelta dal 21 al 28 settembre, a cura dell'Agis, garantita
dall'assessore Filippo Del Corno.
Vetrina di opere internazionali, molto sud-est asiatico, molta America (a cominciare dalla ghiotta retrospettiva
di Sam Peckinpah), linguaggi popolari e raffinati, originali e seriali, senza paura di temi impopolari come la
morte, vista dalla belga Chantal Ackerman che tratta dei suoi rapporti con la madre ( No home movie ).
Per la prima volta senza Pardi nei poster, una dozzina i manifesti con volti umani leopardizzati (ciascuno ha
dentro il suo pardo ruggente), soddisfatto del budget alzato a 13 milioni di franchi, contento degli sponsor
generosi, il Festival annuncia ospiti di rilievo, con molte signore in lungo: Sabine Azema, Maria Grazia
Cucinotta, Bulle Ogier, Cecile de France, Marthe Keller, Carmen Maura, Senta Berger, Isabel Vega oltre ai
tre pezzi forti, il regista Michael Cimino che fece fallire la United Artists coi Cancelli del cielo (proiezione in
piazza), Andy Garcia e Edward Norton, fresco del successo di Birdman . Un ospite d'eccezione sarà Marco
Bellocchio che viene dopo 50 anni sempre con i Pugni in tasca , ex Pardo d'oro, restaurato e ripremiato (e col
prossimo film quasi certo a Venezia).
Stavolta gli italiani ci sono quasi in massa: in concorso, casertano fantasy, Bella e perduta del talentoso
Pietro Marcello, cui si aggiungono un documentario sulla Fabbrica del Duomo di D'Anolfi e Parenti, uno di
Alberto Fasulo con genitori di figli disabili chiusi in una stanza, Romeo e Giulietta in un campo rom diretto da
Massimo Coppola con Valerio Mastandrea. Oltre a un ritratto sul magnifico 89enne doppiatore, attore e
imitatore: Elio Pandolfi, che frequentava sia Visconti sia Garinei e Giovannini. E poi Martone con un filmato di
19' sul Salento girato per Expo. Promessa anche molta sociologia e attesa per il greco Chevalier della
Tsangari, storia di un gruppo di uomini che giocano su uno yacht.
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Rassegna
Il festival di Locarno, alla 68ma edizione, si tiene dal 5
al 15 agosto Tra i 18 film in concorso:
«Cosmos»
di Andrzej Zulawski, «Chevalier»
di Athina Tsangari
e «Bella e perduta» di Pietro Marcello
Foto: Meryl Streep, 66 anni, in una scena di «Dov'eravamo rimasti», in cui è una donna che lascia la famiglia
per il rock. Nel film recita anche sua figlia Mamie Gummer, 31
CINEMA - Rassegna Stampa 17/07/2015 - 17/07/2015
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Locarno al via con la rockstar Meryl Streep
17/07/2015
Pag. 44
diffusione:556325
tiratura:710716
Minions mania
Viaggio buffo e cattivissimo nel passato
LUCA RAFFAELLI
ROMA LO SPIN-OFF tanto atteso dei film Cattivissimo me (che esordirà sugli schermi italiani il 27 agosto)
parte mostrando l'origine dei Minions in tempi lontanissimi: quelli dei dinosauri.
Gli esserini gialli non avevano ancora la tuta da meccanico ma anche allora si comportavano come bambini
allegri, buffi, un po' selvaggi e parlavano un grammelot in stile esperanto, in cui si catturano parole soprattutto
inglesi, spagnole, francesi e italiane.
Il prologo storico, già anticipato nei trailer, è molto divertente. Dopo aver distrutto la civiltà egizia e la carriera
di Napoleone i Minions si rifugiano in una grotta al Polo Nord. Ma sono depressi. Anche le attività gioiose li
vedono afflitti e scoraggiati: esultano tristemente di fronte a demoralizzate ragazze pon-pon per poi assistere
a una partita di calcio esasperatamente lenta, in cui il portiere si tuffa qualche secondo dopo aver visto il
pallone entrare in porta. L'esultanza dei tifosi al gol? Depressa. Non c'è dubbio: è tutto molto divertente.
Il film ha il suo vero inizio quando tre Minions decidono di partire verso la New York del 1968 dove un corteo
di hippies inneggia a un mondo tutto Peace & Love. Ma appare un cartellone pubblicitario con l'immagine di
Richard Nixon, e sotto la scritta "l'uomo di cui ti puoi fidare". Nixon fu eletto per la prima volta nel 1968 e fu
l'unico presidente degli Stati Uniti a doversi dimettere dopo lo scandalo Watergate, altro che fidarsi. Che sia
un accenno di satira politica? Figuriamoci.
Eppure è qui che ci si aspetterebbe un colpo di coda, un salto di qualità rispetto alle pur divertenti e gioiose
gag dei protagonisti. I Minions sono personaggi davvero interessanti, sono il simbolo dell'infantilismo
contemporaneo e anche qualcosa di più. La loro depressione polare era infatti dovuta alla mancanza di
uomini cattivissimi di cui poter essere i servitori assoluti. Non è male come tema, visto che la storia dell'uomo
è costellata di masse pronte ad osannare i cattivissimi .
Se non fossero così bambini, così carini, così irresistibili, i Minions rappresenterebbero la parte più orribile
dell'umanità, quella che si rende gioiosamente schiava del più forte che è anche il più cattivo. Purtroppo però
quello di Nixon era solo un aggancio per il pubblico adulto, che nel corso del film si divertirà anche a
riconoscere i Beatles che in fila attraversano le famose strisce pedonali di Abbey Road o ammirare i Minions
mentre fanno irruzione in uno studio televisivo dove viene ripreso il primo passo sulla luna (evidentemente
finto).
In precedenza i Minions li avevamo visti arrivare in un festival segreto in cui fan adoranti festeggiano i
cattivissimi del mondo: sono loro le star, sono loro i divi che fanno impazzire il pubblico.
Col passare dei minuti l'attesa del decollo diventa inutile, ma il film continua a mantenersi a galla grazie
all'esuberanza dei suoi protagonisti, e con situazioni brillanti, con momenti esilaranti. Ma ci sarebbe voluto
qualcosa di più, un'idea che riuscisse a far crescere questi personaggi, a staccarli dalla sola idea della
"carineria".
Peccato. Anche perché i Minions hanno la particolarità di essere per metà europei, creati come sono dai due
registi dei Cattivissimo me: Chris Renaud, statunitense, e Pierre Coffin, francese che ha studiato cinema alla
Sorbona. Coffin è anche interprete della loro voce, elemento fondamentale di tanto successo. Ma se va
sottolineata la partecipazione europea a un trionfo mondiale (negli Usa il film ha riscosso un ottimo risultato al
primo week-end, conquistando il 22° posto nella classifica di tutti i tempi), dall'altra non si può non rimanere
delusi: il film è intrappolato nella logica produttiva dell'entertainment statunitense.
Quella che la Pixar, coraggiosamente, riesce spesso a sfidare e che sembra tanto volerci tutti un po' infantili
e un po' Minions. I DOPPIATORI Le voci dei Minions arrivano dalla tv.
CINEMA - Rassegna Stampa 17/07/2015 - 17/07/2015
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Hanno cancellato la civiltà egizia e messo i bastoni tra le ruote a Napoleone Il 27 agosto arrivano in Italia,
mentre negli Usa gli incassi sono già da record R2
17/07/2015
Pag. 44
diffusione:556325
tiratura:710716
CINEMA - Rassegna Stampa 17/07/2015 - 17/07/2015
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Fabio Fazio, Luciana Littizzetto e Riccardo Rossi sono tra i doppiatori italiani.
E la voce narrante è quella di Alberto Angela GADGET Sono ovunque. Una marea gialla. Dagli store per gli
emoticon di Facebook fino ai negozi per bambini.
Senza contare spot e trailer sul web. Un Minions in ogni casa IL FENOMENO COLONNA SONORA I
Minions sono rock! Nella soundtrack canzoni di Jimi Hendrix, Doors, Aerosmith, Madness. In uno degli spot tv
anche un pezzo degli italiani Belladonna
Foto: SPIN OFF Minions segue i due capitoli di "Cattivissimo me" usciti nelle sale nel 2010 e nel 2013. La
regia è di Pierre Coffin e Kyle Balda
17/07/2015
Pag. 45
diffusione:556325
tiratura:710716
Il cinema in piazza a Locarno
(r.n.)
MILANO. A Locarno ( 5-15 agosto)il cinema italiano avrà una presenza folta.
Osservando il programma di piazza Grande l'occhio cade su titoli appetitosi: Dove eravamo rimasti di
Jonathan Demme con Meryl Streep nella parte di una rockstar; Southpaw, boxe-movie di Antoine Fuqua con
Jake Gyllenhall. Come sempre eclettica, la sezione concorso affianca una veterana come Chantal Akerman (
No home movie ), un film giapponese lungo oltre cinque ore dal titolo Happy hour e l'italiano Bella e perduta
di Pietro Marcello, sulle peregrinazioni pasoliniane di un pulcinella e di un bufalo nella terra dei fuochi. Le
altre presenze nazionali sono spalmate un po' ovunque.
Fuori concorso i documentari I sogni del lago salato di Andrea Segre e Genitori di Alberto Fasulo; poi Romeo
e Giulietta di Massimo Coppola, che riambienta la tragedia shakespeariana in un campo rom.
Foto: Il film "Dove eravamo rimasti"
CINEMA - Rassegna Stampa 17/07/2015 - 17/07/2015
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FESTIVAL R2
17/07/2015
Pag. 17 Ed. Napoli
diffusione:556325
tiratura:710716
Giffoni ricomincia da Ant-Man
La prima nazionale del film sul supereroe inaugura oggi il Festival del cinema per ragazzi. Domani altra prima
con "Inside Out" ultima impresa della Disney. L'attesa dei 3600 giurati per l'arrivo di Hulk-Mark Ruffalo
ILARIA URBANI
IL film di fantascienza "Ant-Man" apre la 45esima edizione del Giffoni FilmFestival. La nuova opera dei
Disney Studios sarà vista da oltre tremila giurati dello storico festival cinematografico per ragazzi fondato e
diretto da Claudio Gubitosi, dai 13 ai 20 anni, alle 20 nella Sala Truffaut in anteprima nazionale (nelle sale il
film esce il 12 agosto). Una gigantografia del supereroe Marvel Comics in costume accoglierà i fan per i selfie
di rito. Ma prima di vedere sul grande schermo le gesta del mitico Avengers interpretato da Paul Rudd, e il
suo mentore Dr. Hank Pym (il premio Oscar Michael Douglas), nel film dal budget di 130 milioni di dollari
(versione originale con sottotitoli in italiano), regia Peyton Reed, sul blue carpet della Cittadella del cinema
arriva la grinta e la bellezza di Tea Falco.
La misteriosa attrice e fotografa catanese incontrerà alle 16.30 la giuria dei 3600 giovani giurati provenienti
da cinquanta paesi del mondo (fra cui Palestina, Francia, Giordania, Brasile e Usa). Lanciata dal maestro
Bernardo Bertolucci nel 2012 nel film "Io e te" , Tea Falco è reduce della serie tv di Sky su tangentopoli
"1992" al fianco di Stefano Accorsi. L'attrice 28enne ad aprile è stata protagonista sul web di un tormentone
virale: secondo alcuni, nella serie tv, avrebbe reso comica l'interpretazione della figlia di un imprenditore
corrotto milanese invece che tragica come richiederebbe il personaggio della ricca ereditiera viziata e drogata
Bibi Mainaghi.
Dopo la Falco, sarà ospite Stefano Fresi, musicista e compositore per cinema e tv, che ha collaborato, tra gli
altri, con Giuseppe Tornatore, Leone Pompucci e Davide Luchetti.
Ma gli occhi sono puntati già da giorni su Mark Ruffalo, la star hollywodiana, interprete di Hulk, sbarcherà per
la prima volta a Giffoni domani alle 17 per incontrare i 3600 giurati del festival. Ruffalo, figlio di parrucchieri
calabresi emigrati nel Wisconsin, ha già mostrato sui social network l'entusiamo per la terra d'origine. L'attore
ha infatti postato su Facebook i selfie sorridenti con la moglie Sunrise Coigney sullo sfondo del panorama di
Sorrento. Da Hollywood a casa nostra: alle 18 ospiti del Giffoni Film Festival gli attori Angelo Duro e Fabio De
Luigi. Ancora un'anteprima Disney domani alle 20 con il film d'animazione "Inside Out" di Pete Docter
riservata ai giurati Elements +13 (con prenotazione), replica aperta al pubblico alle 22 con prenotazione su
www.giffoni.mytickets.it. In attesa dei prossimi ospiti nazionali e internazionali, il 21 Tom Felton, il 23 Walter
Veltroni e Fortunato Cerlino, fino a sabato 25 l'amato divo britannico Orlando Bloom, noto com il Legolas de Il
Signore degli Anelli o - per chi preferisce - Will Turner de la trilogia dei Pirati dei Caraibi, Giffoni entra nel vivo
anche con gli eventi collaterali: domani alle 15 all'Antica Ramiera masterclass con il regista e scrittore
napoletano de "La kryptonite nella borsa" Ivan Cotroneo che parlerà ai giurati ventenni del prossimo film "Un
bacio", ispirato al suo romanzo omonimo, girato ad Udine e prodotto da Indigo Film, Titanus, Lucky Red e Rai
Cinema.
Poi, alle 16.15 sale in cattedra il fumettista e regista Alessandro Rak e alle 17.30 nella sala Lumière
presentazione del libro "7 Fiabe per 7 Diritti", scritto dall'attore Massimo Andrei, illustrazioni di Massimiliano
Riso, interviene il Garante per l'infanzia e l'adolescenza Vincenzo Spadafora. Domenica in piazza Fratelli
Lumière dalle 22 Trio Medusa Late Show, ospiti Nicolas Vaporidis, Primo Reggiani, Matteo Branciamore e
Lillo, con il concerto di Malika Ayane. MARK RUFFALO L'interprete di "Hulk" è la star protagonista della
giornata di domani e incontrerà i giovani GLI OSPITI TEA FALCO L'attrice protagonista della serie "1992"
sarà oggi fra gli ospiti del Festival PER SAPERNE DI PIÙ www.giffonifilmfestival.it www.giffonihub.com
Foto: IL SUPEREROE Paul Rudd è Ant-Man. Oggi l'anteprima del film da 130 milioni di dollari
CINEMA - Rassegna Stampa 17/07/2015 - 17/07/2015
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Spettacoli
17/07/2015
Pag. 30
diffusione:309253
tiratura:418328
Nell'autunno caldo della tv italiana Da Sky nuove serie e cinque film
Investirà più di 100 milioni e per la prima volta produrrà per le sale Tra i progetti il "Papa giovane" di
Sorrentino e la storia di Calciopoli
PAOLO FESTUCCIA ROMA
La sfida è già partita. E mai come ora toccherà al mercato decretare i vincitori. Da una parte gli operatori di
rete, dall'altra i maggiori player dell'offerta televisiva nazionale e internazionale. Da ottobre,la più attesa delle
novità: l'arrivo di Netflix in Italia. Rete e satellite protagonisti: abbonato dopo abbonato la grande sfida
stavolta non si gioca sulle share e sulla raccolta pubblicitaria ma sui contenuti e sulla tecnologia. Sky mette
sul piatto decine di milioni di euro per arricchire l'offerta di serie tv e film. La ragnatela anti-Netflix la tesse il
vicepresidente Andrea S crosati, che annuncia lo sbarco della piattaforma pay dopo il successo di Gomorra ,
venduta in oltre 115 Paesi - anche nella produzione di film per le sale. «Sky - racconta Scrosati sta già
lavorando alla produzione di cinque film che usciranno nelle sale a partire dal prossimo autunno: due thriller,
Tommi e Monolith , un docufilm sul campione automobilistico Gilles Villeneuve, e due commedie, Piuma e
Hashtag sul mondo dei social media». Insomma, il perimetro televisivo cresce e aumenta la concorrenza. Un
bene per l'utente, per il pubblico «ma anche per chi commenta Scrosati - è protagonista nel mercato».
Tradotto, con più competizione, maggiori investimenti. «Anche perché riprende il top manager della Tv di
Murdoch - la competizione aiuta a fare meglio il tuo mestiere». Un esempio? «Il patrimonio di credibilità che
abbiamo costruito con le nostre serie oggi ci consente di trovare sul mercato internazionale risorse
impensabili sino a due anni fa per produzioni pensate e realizzate nel nostro Paese. Basta pensare che il
75% del budget della serie che stiamo realizzando con Paolo Sorrentino The Young Pope viene tutto
dall'estero». Tra i nuovi progetti seriali su cui Sky sta lavorando oltre ad aver già approvato Gomorra 3 , 1993
e 1994 , sequel di 1992 , una sullo scandalo che ha travolto il calcio italiano dal titolo Calciopoli (prodotta da
Luca Barbareschi e scritta da Claudio Fava), Zero, Zero, Zero diretto da Stefano Sollima e tratto dal libro di
Roberto Saviano con lo stesso titolo, e una sui «penitenzieri» (storia tratta dal libro di Donato Carrisi). Se si
sommano gli investimenti generati da questi progetti si supera ampiamente la cifra di 100 milioni di euro.
Come a voler dire: Netflix non ci troverà impreparati. Siete pronti alla televisione on demand? «La visione non
lineare in Italia c'è già - risponde Scrosati ed è un fenomeno molto più forte di quello che spesso si legge» E
già. Perché l'on demand, o la televisione in tasca come molti definiscono la web-tv (per tablet, smartphone e
pc), fa orm a i n u m e r i i m pressionati. Almeno su Sky: oltre 210 milioni di contenuti scaricati sul serviz i o
«Sky ondemand» negli ultimi 12 mesi. «Con percentuali di crescita geometriche mese dopo mese - chiosa il
responsabile dei contenuti non sportivi di Sky - anche su questo l'Italia è tutt'altro che il fanalino di coda in
Europa, anzi grazie agli investimenti fatti in questi ultimi anni soprattutto da Sky siamo uno dei mercati più
dinamici». E così è nata la nuova scommessa cinematografica della pay-tv: più qualità, più contenuti, ma
soprattutto più piattaforme di divulgazione. L'obiettivo «è innovare. E credo che solo prendendo dei rischi
anche concettuali si può contribuire a creare una crescita del proprio prodotto e più in generale del comparto
culturale italiano», conclude Scrosati.
Foto: Andrea Scrosati Classe 1972, romano, è il responsabile dei contenuti non sportivi di Sky Italia
Foto: Gomorra 3 Mentre si gira la seconda «Gomorra» (foto sopra), è già prevista «Gomorra 3», così come
«1993» e «1994», che continuano la saga di «1992»
CINEMA - Rassegna Stampa 17/07/2015 - 17/07/2015
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Anteprima
17/07/2015
Pag. 28
diffusione:210842
tiratura:295190
Sky produce cinque film per il cinema
TRA LE SERIE DI SKY TG24 CINQUE PUNTATE SULLE POVERTÀ DI OGGI AMBIENTATE IN UN
QUARTIERE DELLA CAPITALE
Niki Barbati
Cinque film per il grande schermo e tante serie tv tra sequel e debutti come Calciopoli , Young Pope e Zero
zero zero . Forte dell'esperienza e dei successi maturati con i vari Romanzo Criminale , Gomorra e In
treatment , Sky amplia i propri confini e guarda al cinema dove approda come produttore di pellicole low
budget: cinque storie diverse con cast italiani. L'arrivo di Netflix, la piattaforma statunitense di streaming non
turba i sonni ai piani alti di Rogoredo dove invece di prepararsi alla guerra si guarda oltre: «Dobbiamo
renderci conto - spiega Andrea Scrosati, gran capo di intrattenimento e news dell'emittente satellitare e
artefice della svolta produttiva Sky nei campi delle serie, degli show e ora anche del cinema - che il mercato è
cambiato e bisogna evolversi. Il fenomeno dello streaming non ci preoccupa visto che negli ultimi dodici mesi
il nostro on demand ha originato 215 milioni di download, a livello europeo siamo decisamente avanti.
Quando ci sarà la concorrenza lo spettatore valuterà la nostra offerta e la loro e deciderà, sono sereno
perché conosco il nostro prodotto». Ecco, quindi, che Sky cambia pelle passando da distributore di contenuti
a produttore e distributore degli stessi. Sono già in produzione 5 film che, dopo il passaggio nelle sale,
finiranno sul piccolo schermo. Prodotti molto diversi tra loro che comprendono un documentario sulla vita di
Gilles Villeneuve firmato da Walter Veltroni, e un thriller con Filippo Nigro, Tommi , ambientato in Alto Adige,
in cui tutto ruota attorno alla scomparsa di un bambino durante una sagra paesana. Altro thriller è Monolith le
cui riprese sono in corso in Nevada. Protagonista una macchina supertecnologica e a prova di ladro in cui,
sotto il sole del deserto, resta intrappolato un neonato nel momento in cui la madre esce dall'abitacolo e non
può più riaprirlo. Piuma è invece una pellicola dedicata ai ragazzi con protagonisti alcuni interpreti di
Braccialetti rossi , mentre Hashtag racchiude cinque storie di come i social ci hanno cambiato la vita. Sul
fronte della produzione televisiva oltre al Gomorra 3 già in fase di scrittura e che si inizierà a girare in
primavera e alla miniserie Young Pope diretto da Paolo Sorrentino e interpretato da Jude Law, Sky ha avviato
anche la produzione di Zero zero zero dal libro di Roberto Saviano e affidato alla regia di Stefano Sollima
(«tema centrale è la cocaina - ha detto Scrosati - e si tratterà di una sorta di Gomorra sul narcotraffico»). In
fase di scrittura sono invece il progetto dark su I Penitenzieri ispirato al libro "Il tribunale delle anime" di
Donato Carrisi e la miniserie Che fine ha fatto Mario in cui Corrado Guzzanti prenderà in giro il mondo radical
chic. Non mancheranno una fiction su Calciopoli («ma senza Moggi» assicura Scrosati) affidata alla
sceneggiatura di Claudio Fava e una sorta di House of cards in versione italiana in cui Giancarlo De Cataldo
racconterà la storia di un politico di centrosinistra. Il progetto forse più rivoluzionario, mutuato da un format di
Channel Four, è ambientato a Roma dove in un quartiere volutamente non precisato, sono state installate 60
telecamere per indagare sulle dinamiche delle nuove povertà e dell'immigrazione: la mole di immagini e voci
sarà sintetizzata in cinque puntate in onda all'interno di Sky Tg24, il canale all news.
Foto: Filippo Nigro in una scena di Tommi
CINEMA - Rassegna Stampa 17/07/2015 - 17/07/2015
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In lavorazione anche il "Villeneuve" di Veltroni e due trhiller con cast italiani I TITOLI
17/07/2015
Pag. 27
diffusione:192677
tiratura:292798
Dagli Obama a Papa Bergoglio il cinema scopre l'«instant bio»
Anche Steve Jobs e Amy Winehouse sono già diventati film. Ora tocca a Gianni Versace A dimostrazione
che, senza nuove idee, la vita dei «famosi» è sempre il miglior copione C'È ANCHE SNOWDEN Oliver Stone
ha scelto l'odissea dell'«uomo più ricercato del mondo» SIMBOLO DELLA MODA Banderas vorrebbe
interpretare il grande stilista morto nel 1997
Pedro Armocida
Il cinema si addice ai biopic, le biografie per immagini dei grandi personaggi a cui un film ormai non si nega
più. Almeno uno, perché poi c'è chi ha avuto l'onore di più rivisitazioni, buon ultimo il fondatore della Apple
Steve Jobs che è al secondo titolo omonimo, dopo Jobs con Ashton Kutcher di due anni fa, ora diretto da
Danny Boyle con il bel Michael Fassbender vestito con il lupetto nero, jeans a vita alta, scarpe bianche da
tennis e occhialetti tondi tondi. Forse è anche per la carenza di nomi del passato, oltre che per sfruttare un
genere riconoscibile e amato dagli spettatori, che adesso si sta passando direttamente a raccontare le storie
dei personaggi viventi in quelli che potremmo chiamare instant biopic . Come definire diversamente un film
come Southside with You che racconterà il primo appuntamento tra l'attuale Presidente degli Stati Uniti e la
sua First Lady, all'epoca ambedue giovani avvocati? Un biopic romantico scritto e diretto dall'esordiente
trentenne Richard Tanne, attualmente in fase di produzione (e proprio l'altro ieri sono state diffuse le prime
foto di scena con i due protagonisti a spasso in un parco di Chicago), in cui Parker Sawyers (visto già in
ZeroDarkThirty ) e Tika Sumpter ( Get On Up ) interpretano un giovane Barack Obama e la futura moglie
Michelle Robinson. Il soggetto è presto detto, anche perché è stato raccontato direttamente dalla coppia
presidenziale durante la campagna elettorale di Obama nel 2012: i due sono usciti insieme per la prima volta
in una calda giornata estiva del 1989 e, tra una visita all'Art Institute di Chicago e la proiezione di Fa' lacosa
giusta di Spike Lee, ecco il primo bacio davanti a un gelato. Curiosamente vedremo l'attore protagonista che
interpreta Obama, Parker Sawyers, in una parte minore anche nel nuovo film di Oliver Stone che, ancora una
volta, dopo W. sul presidente George W. Bush, ha trovato pane per i suoi denti di grande critico del potere. Si
tratta di Snowden , altro biopic che uscirà a Natale negli Stati Uniti su Edward Snowden, l'ex tecnico della Cia
e consulente dell'Nsa, l'agenzia di sicurezza nazionale, famoso per aver diffuso notizie sui vari programmi
segreti di sorveglianza di massa del governo statunitense e britannico. «A 22 si unisce alla Cia, a 29 è l'uomo
più ricercato del mondo», così inizia il trailer del film di Oliver Stone che ruota intorno alla figura di Snowden
(attualmente ospitato dalla Federazione Russa che gli ha concesso un asilo politico temporaneo), interpretato
da Joseph Gordon-Levitt, che un certo giorno ha deciso di raccontare molte delle cose che sapeva sui milioni
di individui che hanno visto la loro privacy pesantemente violata in nome della lotta al terrorismo. Torna
invece un po' indietro nel tempo Daniele Luchetti che ha finito di girare nelle scorse settimane il film su Papa
Bergoglio dal titolo Chiamatemi Francesco in arrivo nelle nostre sale prima di Natale, il 3 dicembre, distribuito
da Medusa che ha collaborato a questa produzione internazionale da 13 milioni di Euro girata in spagnolo
attraverso la TaoDue di Pietro Valsecchi. Un biopic sul Pontefice che però, ci tiene a dire il regista, «non sarà
un santino, la sfida è andare oltre una figura già quasi santificata, per raccontare l'essere umano e i punti di
svolta nella sua vita». Su questa falsariga Daniele Luchetti ha costruito tutto il film sul Papa (interpretato da
giovane dall'argentino Rodrigo De la Serna e nella maturità dal cileno Sergio Hernandez): «Bergoglio è una
figura straordinaria, ricca di chiavi di lettura, che mi ha profondamente affascinato, il film si conclude il giorno
in cui viene eletto papa è l'avventura umana e spirituale dalla vocazione agli anni della formazione nei gesuiti,
dalla durissima esperienza della dittatura fino alla missione pastorale tra i più poveri di Buenos Aires, prima di
venire chiamato al soglio pontificio. La vicenda appassionante del Papa che ha scelto di chiamarsi come il più
umile tra i santi per riportare la Chiesa alla sua vera missione». E se c'è chi rivela, come Antonio Banderas
(l'altro giorno all'Ischia Global Film Fest), che «da anni sto lavorando alla sceneggiatura del film su Pablo
Picasso e ora anche su Gianni Versace», qualcun altro ha già girato un biopic-documentario su una delle
cantanti pop contemporanee più famose, Amy Winehouse, scomparsa tragicamente quattro anni fa. Dopo
CINEMA - Rassegna Stampa 17/07/2015 - 17/07/2015
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La proprietà intellettuale è riconducibile alla fonte specificata in testa alla pagina. Il ritaglio stampa è da intendersi per uso privato
il fenomeno ESISTENZE CAPOLAVORO Contro la crisi di ispirazione
17/07/2015
Pag. 27
diffusione:192677
tiratura:292798
CINEMA - Rassegna Stampa 17/07/2015 - 17/07/2015
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La proprietà intellettuale è riconducibile alla fonte specificata in testa alla pagina. Il ritaglio stampa è da intendersi per uso privato
essere stato presentato a Cannes e mostrato in Italia al recente Biografilm Festival di Bologna, appuntamento
legato proprio al genere biopic, ecco che arriverà nelle nostre sale per soli tre giorni, il 15, il 16 e il 17
settembre prossimi (il 14 sarebbe stato il compleanno dell'artista nata nel 1983), distribuito da Nexo Digital e
da Good Films, Amy di Asif Kapadia sulla tormentata esistenza della cantante trovata senza vita proprio in
questi giorni, il 23 luglio del 2011, nella sua casa di Londra.
Foto: TEMPO REALE Ormai i «biopic» non aspettano decenni dopo la morte prima di celebrare i personaggi:
da sinistra, Michelle e Barack Obama, Steve Jobs e Amy Winehouse, le cui vite diventano film
17/07/2015
Pag. 32
diffusione:165207
tiratura:206221
Andrea Martini COMMEDIE demenziali e fantasy, horror e musica. Ce n'è per tutti. La festa è appena
cominciata o, meglio, non è mai finita. Si tratta solo di decidere se sotto le stelle o nel buio della sala.
Blockbuster e anteprime, insomma film nuovissimi, si contendono i due schermi senza alcuna distinzione.
Adesso anche da noi, secondo le leggi del mercato, il flusso continuo delle (ex) pellicole non cessa anche se i
generi più popolari, a suon di puro spettacolo, sono quelli vincenti. Sia pure con qualche eccezione, visto che
Tucker film, temerariamente, fa uscire in questi giorni cinque film restaurati del maestro giapponese Ozu che
per classicità e rigore sono tra le opere più intransigenti (e bellissime) del cinema di sempre. HORROR. A
farla da padroni delle nostre serate future sono i generi in grado di offrire un divertimento immediato. Chissà
perché il caldo va d'accordo con la paura. Ecco quindi una teoria di horror da brividi. Massima attenzione se
un uomo nero batte tre volte alla vostra porta: è The Babadook, viene dall'Australia ed è uno dei film più
paurosi dell'anno ma anche uno dei più profondi e commoventi: anticonvenzionale, stilizzato e d'atmosfera,
analizza la fatica e le insidie della solitudine. A seguire tra gli altri Left Behind - La profezia, star Nicolas Cage
e Lea Thompson, dove il filo è offerto da strane ed inspiegabili sparizioni: improvvisamente, in tutto il mondo,
milioni di persone svaniscono nel nulla, lasciando dietro di loro solo gli indumenti. Alle spalle un best seller da
milioni di copie ispirato a una profezia biblica. Un sapore horror ha anche il convincente Ex Machina in cui
reminiscenze di romanzi gotici di fine Ottocento incontrano modelli ultramoderni di sognate donne robot. POP
ROCK E CLASSICA. La musica rock e classica nella forma della ricostruzione o del documentario ha sempre
fan sicuri. 130 milioni di album venduti, platee oceaniche ai loro concerti perennemente sold out: fra il 1999 e
il 2002 nessuno poteva fermare i Backstreet Boys protagonisti dell'omonimo film che per una volta prende in
considerazione son solo l'ascesa ma anche l'occaso della band venuta dalla Florida. Gratificato dal successo
dei festival più sofisticati arriva Cobain: Montage of Heck, ricostruzione puntuale e della vicenda artistica e
biografica del leader dei Nirvana, Kurt Donald Cobain. Non l'ennesimo film sull'icona rock ma il tentativo
riuscito di decifrare la rabbia infantile, l'impegno nella musica, l'emozione della paternità, la dannazione
dell'eroina. Per gusti non necessariamente opposti si segnala Carmen, la registrazione della messa in scena
del teatro di Taormina dove una cornice unica aggiunge suggestione alle armonie brillanti dell'opera di Bizet.
COMMEDIE USA. Più o meno smaglianti ma quasi sempre ultrademenziali le commedie estive Usa: si va da
Entourage nuova puntata della serie imprenditoriale dove l'emergenteVincent Chase e i suoi ragazzi sono
alle prese con il mondo spietato di Hollywood a Spy, starring Jude Law, in cui una delicata missione della Cia
viene inopinatamente affidata all'impiegata semplice Melissa McCarthy, cento e passa chili di efficiente
simpatia. Il sentimento ironico del romanticismo è offerto da Il fidanzato di mia sorella forse uno dei film
migliori dell'estate, in cui Pierce Brosnan, tra Jessica Alba e Salma Hayek, interpreta un brillante professore
di Cambridge, con una passione sfrenata per la poesia romantica e per le belle donne. Tra le commedie va
annoverato anche lo stravagante Pixels in cui una razza aliena scambia le immagini dei vecchi videogames
per una dichiarazione di guerra. Gradito sicuramente ai fan di Adam Sandler. CARTOON E FANTASY. Tra le
animazioni sicuramente spicca Naruto il film - Il maestro e il discepolo prosieguo d'avventure in salsa ecoverde in cui viene esaltata ancora una volta la formula mista giapponese tra tecnologie antiche e
modernissime e forse ai medesimi spettatori non spiacerà il fantasy d'oltretomba, nobilitato dalla presenza di
Willem Dafoe Il luogo delle ombre dove un giovane cuoco dalle sorprendenti capacità è in grado di mettersi in
contatto con anime di morti senza pace. Alla base l'omonimo best seller. THRILLER. Un tempo re dell'estivo
non è scomparso ma vive e si batte ancora il thriller: un duo da non perdere è offerto da Il ragazzo della porta
accanto dove la bella Jennifer Lopez, madre separata, inizia una relazione con un vicino di casa troppo amico
di suo figlio e da The Reach Caccia all'uomo in cui Michael Douglas è un ricco uomo d'affari che vuole a tutti i
costi attraversare il deserto per esibire un misterioso trofeo.
CINEMA - Rassegna Stampa 17/07/2015 - 17/07/2015
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Brividi horror, amori e risate Il cinema non va in vacanza
17/07/2015
Pag. 16
diffusione:79573
tiratura:108314
«Il mio impegno tra mafia e diritti delle donne»
Diego Del Pozzo
Anche con i suoi prossimi progetti, il film sulla crisi del lavoro «7 minuti» e l'attesissima serie tv sulla storia
della mafia «Il regno», Michele Placido continua a indagare tra le pieghe più oscure della realtà italiana, di ieri
e di oggi, proponendo quel collaudato mix di impegno e senso dello spettacolo che da decenni ne ha fatto un
beniamino del pubblico. Dei suoi nuovi lavori, l'attore e regista pugliese parla diffusamente all'Ischia Global
Film & Music Fest, contagiato dall'atmosfera rilassata della kermesse che si svolge al Regina Isabella di
Lacco Ameno.
In ordine cronologico, Placido, il suo prossimo impegno è il nuovo film da regista «7 minuti». Di che si tratta?
«Di un piccolo film con un bel cast femminile che stiamo ancora continuando a comporre. Parlerà di lavoro e
diritti, perché credo che il cinema italiano debba tornare all'impegno civile, ancora di più in un momento di
grande instabilità come quello attuale. I "7 minuti" del titolo sono quelli ai quali le 11 operaie di una fabbrica
tutta al femminile dovrebbero rinunciare, sul tempo della loro pausa pranzo, per evitare il licenziamento. Ma,
come si scopre nel finale, dietro quella rinuncia si nasconde ben altro, per tutte le 200 donne. La struttura è
ispirata al classico di Sidney Lumet "La parola ai giurati", mentre la sceneggiatura è tratta dal testo teatrale di
Stefano Massini. Girerò in una fabbrica di Latina a partire da novembre, per interrogarmi sul significato del
lavoro al tempo della precarietà e dell'instabilità economica. Sarà una sfida affascinante dirigere 11
protagoniste per altrettanti ruoli ben caratterizzati. Ma anche così il cinema italiano può provare a uscire dalla
dittatura della commedia».
Intanto, lei continua a lavorare alla scrittura della serie Rai sulla mafia «Il regno», certamente tra i progetti
italiani più attesi del piccolo schermo.
«Per questo lavoro sulla storia della mafia siculo-americana, per fortuna, possiamo prenderci tutto il tempo
necessario per produrre una scrittura seriale di grande qualità. L'idea della serie è mia e di Giancarlo De
Cataldo, ma la stiamo sviluppando assieme al trio di sceneggiatori di "1992": Alessandro Fabbri, Ludovica
Rampoldi e Stefano Sardo, con la consulenza del giornalista siciliano Francesco La Licata, autentica
memoria storica dei fenomeni mafiosi. Proseguiremo con la scrittura per almeno un altro anno, per arrivare
sul set a settembre 2016. Avrebbe potuto produrla Dino De Laurentiis, col quale ne parlai pochi giorni prima
della sua morte. Invece, adesso la produzione è di Barbagallo e la regia sarà affidata a me per l'episodio
pilota e almeno un altro, mentre coinvolgeremo anche altri registi per i restanti. In totale, le puntate saranno
sei».
Quale arco temporale coprirà la serie?
«Sarà una vera e propria epopea, che partirà dal secondo dopoguerra, dai rapporti tra americani e siciliani e,
attraverso episodi significativi come la strage di Portella della Ginestra, farà capire come la mafia sia passata
da fenomeno rurale a potentissima lobby finanziaria globale. Da uomo del Sud, conosco bene certe
atmosfere e so di poter fare un buon lavoro, soprattutto per quanto riguarda lo sguardo antropologico. La
mafia di metà Novecento, infatti, si sviluppa nelle campagne, tra gli analfabeti, per poi arrivare nelle grandi
città e far studiare le nuove generazioni nelle università più importanti. Mostreremo come i picciotti di strada
ignoranti possano trasformarsi in killer spietati, ma soprattutto racconteremo una buona fetta della storia
d'Italia».
Da «La piovra» a «Il regno», sembra quasi la chiusura di un cerchio.
«Anche lì c'era una notevole qualità di scrittura, grazie a Damiano Damiani e ad altri grandi uomini di cinema
che decisero di fare televisione. E poi, per me, il commissario Cattani resta un personaggio fantastico.
Stavolta non so se ci sarò come attore, ma alcune figure di vecchi padrini mafiosi mi affascinano e sarebbero
straordinarie da interpretare. D'altra parte, gli spunti narrativi più interessanti arrivano sempre dalla realtà. E,
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Global Fest
17/07/2015
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come diceva Roberto Rossellini, la televisione è uno strumento perfetto per raccontare storie anche
complesse in un modo popolare».
Qualche anno fa, lei rinunciò a dirigere la serie tv tratta dal suo film «Romanzo criminale». Oggi, invece,
sembra molto affascinato dalle potenzialità delle serie televisive.
«Infatti oggi accetterei di girare "Romanzo criminale - La serie" senza gli snobismi di un tempo. In realtà, ho
compreso che l'evoluzione tecnologica sta facendo mutare il cinema in qualcosa d'altro e, in tale processo,
proprio la serialità ha un ruolo centrale. E spero che il prossimo arrivo di un colosso come Netflix in Italia si
tramuti in investimenti sulle produzioni giovani e sui talenti del domani».
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Oscar Cosulich
Oltre il concorso, molta attesa c'è per le proiezioni evento di film «speciali», di forte richiamo popolare. Ecco
allora che il festival, confermando la felice collaborazione con la Disney avviata da tempo, si apre con
l'anteprima di «Ant-Man» (in uscita il 12 agosto), nuovo capitolo dell'universo Marvel. Il film, diretto da Peyton
Reed, ha per protagonista Paul Rudd (Scott Lang/Ant-Man), il suo mentore Michael Douglas (per la prima
volta in un cinefumetto), nei panni dello scienziato Hank Pym, affiancati da Evangeline Lily, Michael Peña e
Jordi Mollà. Prima della proiezione Ant-Man sarà anche disponibile per un «meet & greet» e dei selfie con gli
spettatori. Ma se l'uomo formica, l'Avenger più piccolo del mondo, non fosse abbastanza per voi, allora è
assolutamente imperdibile, domani, la proiezione di «Inside Out» di Pete Docter, capolavoro della Pixar che
approda a Giffoni dopo l'anteprima di Cannes prima di uscire nelle sale il 16 settembre. Il film è un viaggio
nelle emozioni primarie (Gioia, Paura, Rabbia, Disgusto e Tristezza), che si agitano nella mente di una
bambina di undici anni, condizionandone il comportamento. Secondo la migliore tradizione dell'animazione, il
film presenta diversi livelli di lettura, offrendo godibile intrattenimento per gli spettatori più piccoli e una
profonda analisi della psicologia umana per i più maturi.
Domenica 19 si continuano ad esplorare le diverse potenzialità dell'animazione con l'anteprima dell'ultima
produzione dello Studio Ghibli: «Quando c'era Marnie» di Hiromasa Yonebayashi, basato sul romanzo di
Joan G. Robinson, dove si racconta l'amicizia tra l'orfana Annie e la misteriosa Marnie. Di diverso taglio,
«Eduardo e i Burattini», docufilm di Francesco Saponaro tratto dallo spettacolo di burattini realizzato da
Bruno Leone in occasione dei 30 anni dalla scomparsa di Eduardo De Filippo, che sarà proiettato a Giffoni il
20 luglio. Il film vede la partecipazione di Luca De Filippo e di sua moglie Carolina Rosi che danno la voce ai
burattini Pericolosamente e Sik-Sik ed è prodotto dalla Fondazione De Filippo, con l'intenzione di avvicinare i
più giovani alla tradizione del teatro.
«Né Giulietta né Romeo» è l'anteprima di martedì 21, una commedia diretta e interpretata da Veronica Pivetti
e, nella stessa giornata, sarà proiettato anche un assaggio di «Babbo Natale non viene da Nord», nuovo film
di Maurizio Casagrande che ha avuto come set anche le strade e le piazze di Salerno. Il 22 è la volta della
commedia «The Duff» (L'A.S.S.O. nella manica).
Sempre sul fronte dei teaser è imperdibile il 25 quello dei «Minions» diretti da Pierre Coffin e Kyle Balda. I
caotici esseri gialli, dopo due film al servizio di Gru, protagonista dei due «Cattivissimo me», si sono meritati
ora un film tutto per loro e che promette ilari sfracelli attraverso i secoli. Nello stesso giorno, l'anteprima del
romantico «Città di carta» di Jake Schreier, con Nat Wolff, Cara Delevigne, Justice Smith, Austin Abrams,
Halston Sage e Jaz Sinclair. Il film è tratto dal romanzo di John Green ed è sceneggiato da Neustadter e
Weber, già sceneggiatori di «Colpa delle stelle», altro film tratto da un libro di Green, presentato a Giffoni nel
2014. Preparate i fazzoletti.
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La Disney arriva con «Ant-Man» I burattini per ricordare Eduardo
17/07/2015
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A Locarno in concorso l'italiano «Bella e perduta» di Marcello
Evento speciale Il 16 agosto il film «Asino vola» con Cucinotta e Lo Cascio
Din. Dis.
Tutto pronto per il Festival del cinema di Locarno (5-15 agosto), nella cittadina svizzera dove c'è la storica
piazza Grande che accoglie proiezioni anche per 10mila persone. Annunciato anche l'evento speciale di
domenica 16 agosto con la prima mondiale di «Asino vola» di Marcello Fonte e Paolo Tripodi, alla presenza
degli interpreti Maria Grazia Cucinotta e Luigi Lo Cascio. Nei 10 giorni del festival, tanti gli ospiti: a partire da
Michael Cimino, regista americano omaggiato del Pardo d'onore. Mentre per i diversi film saranno presenti a
Locarno, fra gli altri, Marco Bellocchio (anche per lui Pardo d'Onore), Cécile de France, Andy Garcia, Mario
Martone, Carmen Maura, Edward Norton, Andrea Segre e molti altri artisti. L'apertura (il 5 agosto) sarà
affidata al film «Ricki And The Flash» di Jonathan Demme, mentre in concorso è presente un film italiano,
«Bella e Perduta» di Pietro Marcello, con Tommaso Cestrone, Sergio Vitolo, Gesuino Pittalis per una
coproduzione RaiCinema. Sempre una coproduzione Rai anche «Genitori» di Alberto Fasulo presente, fuori
concorso con «I sogni del Lago salato» di Andrea Segre. «Quando mi sono imbattuto nella Reggia di
Carditello e nella favola - perchè di favola si tratta - di Tommaso, "l'angelo di Carditello", il pastore che con
immensi sacrifici ha deciso di dedicare tanti anni della sua vita alla cura di un bene artistico abbandonato, ho
visto una potente metafora di ciò che sentivo la necessità di raccontare - ha detto Marcello - Dopo la morte di
Tommaso, prematura e improvvisa, "Bella e perduta", è diventato un altro film, sposando fiaba e
documentario, sogno e realtà. Carditello è l'emblema della bellezza perduta e della lotta del singolo in questo
Paese». Per il direttore artistico Carlo Chatrian, «come è nella tradizione di Locarno al programma
concorrono film documentari, film in prima persona, fiction più tradizionali e opere che ibridano i generi».
«Signs of Life» è la sezione dedicata a quei lavori che sperimentano nuovi modelli narrativi e comprende otto
titoli, tutti in prima mondiale, ognuno nato come un'esperienza visiva e sonora. Eccezionale la presenza
americana con quattro film molto diversi tra loro, che mescolano lacrime e risate, avventure ed emozioni.
Oltre ai 16 lungometraggi la Piazza Grande quest'anno prevede anche 3 cortometraggi, tra l'onirico e il
poetico: dall'immersione nella grotta di Chauvet in «Le dernier passage», al viaggio nel mondo senza tempo
immaginato da Mario Martone, fino all'ultimo lavoro di Georges Schwizgebel.
Foto: In gara Una scena del film «Bella e perduta»
Foto: Attrice Maria Grazia Cucinotta sarà a Locarno il 16 agosto per il film «Asino vola»
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Festival Tutto pronto per la kermesse del cinema svizzero che sarà inaugurata il 5 agosto con «Ricki And The
Flash» di Jonathan Demme
17/07/2015
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Rondi, un film che racconta l'Italia
Rondi, un film che racconta l'Italia
Treves soddisfatto del docufilm dedicato al critico cinematografico
Di felicità e soddisfazione sono state le parole di Giorgio Treves per il suo docufilm Gian Luigi Rondi vita
cinema passione l'altroieri sera al Cine Arena Baratta: «La prima vera proiezione pubblica dopo il Festival del
cinema di Venezia e quella a invito a Roma per il compleanno di Rondi», ha detto il regista. Rondi, il critico
cinematografico italiano per eccellenza, ha compiuto 93 anni essendo nato il 10 dicembre 1921, una fortuna
di avere scansato per un pelo il 1922, quello della marcia su Roma. Nel film si vede infatti Rondi che parla
molto male del fascismo e delle leggi razziali e, quasi con ribrezzo, ricorda di avere visto Hitler a Roma nel
1938 in uniforme color giallo senape e con i baffetti rossi. Rondi, che era stato partigiano nel 1944 nella città
eterna occupata dai tedeschi, si dichiara in quegli anni un cristiano di sinistra, insomma di una sinistra
cristiana che ancora non esisteva come componente politica della Dc quando conobbe il sottosegretario allo
spettacolo Giulio Andreotti: insieme contribuirono a rilanciare il cinema italiano nel dopoguerra. Nel film di
Treves (prodotto da Laurentina Guidotti, anche lei presente all'Arena Baratta) passa il fior fiore della regia
cinematografica: i fratelli Taviani, Ettore Scola, Carlo Lizzani, Francesco Rosi, Pupi Avati, Margarethe von
Trotta. Passano le grandi stagioni del neorealismo, della commedia all'italiana, del cinema di impegno civile e
del cinema d'autore che oggi non esiste più. Con Rondi - non regista, non attore, ma solo critico - che è il
cinema italiano. (scud)
CINEMA - Rassegna Stampa 17/07/2015 - 17/07/2015
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Rondi, un film che racconta l'Italia Treves soddisfatto del docufilm dedicato al critico cinematografico
17/07/2015
Pag. 112 N.1426 - 17 luglio 2015
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TRISTI, SOLITARI, BUONISSIMI LA RIVINCITA DEI MINIONS*
Mario Serenellini
ANNECY. Sono le nuove star del cinema d'animazione, ma hanno rischiato di non esistere. Nella
sceneggiatura del primo Cattivissimo me non erano previsti i minuscoli ominidi gialli aiutanti di Gru: «Si sono
infiltrati e aggiunti pian piano, durante la lavorazione», rivelano gli autori, Pierre Cofn e Chris Renaud «e ne
siamo diventati subito complici, tanto da prestar loro le nostre voci: un grammelot d'inglese, spagnolo,
francese, italiano, giapponese». Il successo è stato tale che, già nel secondo Cattivissimo , dove sono stati
riconvertiti in cuochi, camerieri, babysitter, la produzione aveva puntato tutto su di loro per l'uscita in Usa:
l'intera New York tappezzata di omini gialli, un gigantesco pupazzo all'entrata del meganegozio di giocattoli
Fao Schwarz. La consacrazione definitiva adesso, con I Minions , di Cofn in tandem stavolta con Kyle Balda,
tenuto a battesimo al Festival del film d'animazione a Annecy, che per l'anteprima ha varato in riva al lago un
Minion gigante, gonfiato come un omino Michelin. Il nuovo capitolo (nelle sale italiane il 27 agosto), parte
dall'idea che i Minions, prima di lavorare per il Cattivissimo, erano disoccupati: «Tristi, solitari, in cerca di
lavoro» spiegano i registi «è un prequel, senza Gru, ma con tanti altri cattivissimi». In questo film tutto loro,
ambientato nel '68, dunque 42 anni prima di Cattivissimo me , i gialli cipputi lillipuziani, in salopette di jeans e
occhialoni siderurgici, vivono un momento critico, dopo aver attraversato le ere al servizio dei cattivi più
disparati: un T-Rex, Gengis Khan, Napoleone, Dracula, da loro eliminati accidentalmente uno dopo l'altro.
Senza un nuovo datore di lavoro, la comunità Minion è in piena depressione, finché il baldo trio composto da
Kevin, il più in gamba, Stuart, il musicista, e Bob, il più infantile, non ha l'idea del secolo, che condurrà la
truppa, e il pubblico, in un'avventura planetaria, dall'Antartico alla Swinging London e alla Big Apple anni
Sessanta. Promozione finale di una rapida scalata al successo, i Minions , pur all'ombra stavolta
dell'inventore diabolico Herb Overkill e della sua degna consorte, Scarlett, sono i protagonisti assoluti,
vocianti e scalpitanti, della nuova sfida in 3D della parigina Illumination Mac Guf, neotempio dell'animazione
europea, contraltare Pixar al di qua dell'Atlantico, che nel giro di due Cattivissimi ha superato il miliardo
d'incassi. Merito d'uno Studio anomalo, che unisce risorse statunitensi e creatività francese, e che ora può
contare sulla simpatia del suo formicolio giallo. Dove hanno attinto i Minions il loro look? Dalle capsule
mediche? «Poteva essere un'idea», ridono gli autori «ma l'ispirazione è operaia: i lavoratori del sottosuolo,
minatori o operai del Metrò. All'inizio avevamo pensato a mini-robot. Troppo freddi: mini-umanoidi, fa più
tenerezza».
Foto: Sopra, i personaggi di I Minions (a sinistra la locandina) : presentato al Festival del flm d'animazione di
Annecy, sarà in sala dal 27 agosto
CINEMA - Rassegna Stampa 17/07/2015 - 17/07/2015
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GLI OMINI GIALLI DI CATTIVISSIMO ME SONO I PROTAGONISTI SCALPITANTI DI UN FILM IN 3D.
BELLA SFIDA DELL'ANIMAZIONE EUROPEA A QUELLA USA
17/07/2015
Pag. 121 N.1426 - 17 luglio 2015
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ESos: Pac Man attacca New York È un videogame? No, un flm
Anna Lombardi
Ese Ronald Reagan, Madonna, Max Headroom e il nano Tatoo di Fantasilandia - le più famose icone degli
anni 80 - si trasformassero in minacciosi portavoce di alieni cattivi e decisi a distruggere la Terra? Ovvero, se
invasori extraterrestri usasessero micidiali armi modellate sugli antenati dei nostri videogame, giochi come
Pac Man , Donkey Kong e Space Invaders , che accadrebbe? Per l'ultima partita dell'umanità, i supereroi
mascherati servirebbero a poco. Per salvare il mondo dalla catastrofe piovuta dal cielo non resta che
chiamare una banda di nerd... Benvenuti nel mondo di Pixels , l'ultima follia di Chris Columbus, regista e
sceneggiatore di alcuni dei più famosi blockbuster degli ultimi decenni, da Gremlin s a Mamma ho perso
l'aereo , dalla trilogia di Una notte al museo alla saga del maghetto Harry Potter. Ma forse sarebbe meglio
dire «bentornati»: perché Pixels , che approda nelle sale italiane il 29 luglio, è un tufo negli anni 80, un action
movie dal gusto retrò che piega alla sua trama il meglio di quegli anni. A partire, appunto, dai videogiochi. Lo
ha spiegato lo stesso Columbus al CinemaCon di Los Angeles: «Ho voluto riscoprire le mie radici e spingere
all'estremo il genere commedia trasformando Pixels in un esilarante film d'azione che recupera il meglio degli
anni 80 in chiave evocativa niente afatto nostalgica. È come aver messo Gremlins e Harry Potter insieme:
qualcosa di estremamente nuovo creato usando strumenti che fanno parte nell'immaginario di tutti...». Sì,
perché a ispirare gli extraterrestri è il materiale contenuto in una capsula del tempo spedita
dall'amministrazione Reagan nello spazio per far conoscere il meglio della cultura pop del momento, il 1982.
Una data che gli autori del film non hanno certo scelto a caso, visto che quello è l'anno in cui esce il primo
Commodore 64 e l'evento è così rivoluzionario che la rivista Time decide di dichiara per la prima volta un
oggetto, per quanto pensante, person of the year . Quell'anno i videogiochi - che ancora non si giocavano in
casa - invadono i locali pubblici. Ispirando un autore come Martin Amis, che nel suo L'invasione degli Space
Invaders lamenterà addirittura la difusione di «nuovi e pittoreschi disturbi che i pronto soccorso sono costretti
ad afrontare: il gomito da Asteroids , il dito da Pac Man , la scoliosi da Galaxian ...». Qualche mese prima è
nata una tv che manda in onda solo videomusicali, Mtv. E al cinema vanno forti due titoli: ET e di Steven
Spielberg e quel Tron di Steven Lisberger che è il primo a portare un videogioco su grande schermo. Peccato
che gli alieni del film fraintendano quei feed di modernità e li considerino una dichiarazione di guerra. Da
combattere, appunto, con versioni tridimensionali dei vecchi giochi a 8 bit. Così i mattoncini di Tetris si
allineano da soli per distruggere grattacieli piano dopo piano. Le astronavi di Galaga riducono in fumanti
macerie - pardon fumanti pixel - i più importanti monumenti del mondo. E Pac Man giganti divorano tutto quel
che si trovano davanti in una New York davvero simile alla griglia del videogame. E nulla può nemmeno il
professor Tohru Iwatani, creatore del gioco, che cerca invano di placare la sua creatura. La scena è
interpretata da un attore: ma Iwatani ha voluto davvero fare un cameo nel film e appare per un breve istante
nella sala giochi del 1982. Insomma, sulla Terra nessuno è in grado di raccogliere la sfida: eccetto, appunto,
tre nerd, antieroi cresciuti negli anni 80, ex campioni di videogiochi, ex ragazzini sovrappeso che passavano
le giornate a salvare l'universo a 25 centesimi a partita. Trent'anni dopo sono degli sfigati che di strada ne
hanno fatta davvero poca: Sam Brenner, il protagonista (interpretato da Adam Sandler, che ha anche
prodotto il film, secondo i maligni per rilanciare la sua carriera in declino) è un ex campione di Pac Man
riciclatosi installatore di home video. Al suo fianco Wonder Kid, l'ex bambino prodigio Ludlow Lamonsof interpretato da quel Josh Gad che ha fatto impazzire Broadway con la sua interpretazione nel musical
campione d'incassi The Book of Mormon - regista paranoico e ossessionato dai complotti che vive ancora a
casa con la nonna e non ha mai superato la sua cotta infantile per Lady Lisa, eroina di Dojo Quest , il suo
gioco preferito. E poi c'è Eddie Plant, «The fire blaster» (Peter Dinklage, il popolarissimo nano del Trono di
spade ) già campione di Donkey Kong (dove appare per la prima volta Super Mario), in carcere per trufa e
CINEMA - Rassegna Stampa 17/07/2015 - 17/07/2015
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IN Pixels DI CHRIS COLUMBUS GLI ALIENI INVADONO LA TERRA COI VIDEOGIOCHI. A COMBATTERLI
GLI EX NERD DEGLI ANNI 80
17/07/2015
Pag. 121 N.1426 - 17 luglio 2015
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CINEMA - Rassegna Stampa 17/07/2015 - 17/07/2015
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La proprietà intellettuale è riconducibile alla fonte specificata in testa alla pagina. Il ritaglio stampa è da intendersi per uso privato
che accetta di dare una mano al team solo in cambio di un doppio appuntamento con le sue icone erotiche:
Serena Williams e Martha Stewart. Il tutto con l'aiuto del vecchio amico Will Cooper (Kevin James), sfortunato
al gioco ma fortunatissimo in politica, visto che è addirittura il Presidente degli Stati Uniti. Senza dimenticare
la pepatissima scienziata Violet Van Patten (l'attrice Michelle Monaghan di Gone Baby Gone ). Un film estivo
che è già un successo annunciato: il trailer - visto 34 milioni di volte nelle sole prime 24 ore dalla sua messa
online - ha battuto ogni record. Un successo stellare che negli anni 80, quando internet stava ancora
nascendo, no, non sarebbe stato proprio possibile... Anna Lombardi Una scena di Pixels (nelle sale italiane
dal 29 luglio), ultima «follia» di Chris Columbus. Sotto , da sinistra, Michelle Monaghan , Adam Sandler e
Josh Gad
Sopra, Serena Williams e Peter Dinklage in Pixels , accanto la locandina del flm che uscirà anche in 3D.
Sotto, Koji Kondo , il pianista giapponese autore di tutte le musiche di Super Mario Bros , e il libro
KojiKoindo's. Super Mario Bros. Soundtrack (Bloomsbury Academic, £ 7.99) del musicologo americano
Andrew Schartmann (che ne analizza il lavoro)
TELEVISIONE
2 articoli
17/07/2015
Pag. 53
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tiratura:779916
In arrivo anche «House of cards» all'italiana Servizio on demand Netflix? Vincerà la qualità dei contenuti E
noi siamo tranquilli
Renato Franco
MILANO «Questo è un momento che regala grandi opportunità. Oggi le storie che sono rilevanti per gli italiani
sono rilevanti anche per il mercato internazionale». Così dopo la strada aperta da Romanzo criminale e poi
asfaltata da Gomorra (la serie venduta in 115 Paesi nel mondo), Sky intensifica il suo impegno nella
realizzazione di produzioni originali. Non solo per la tv ma anche per il cinema.
Spiega Andrea Scrosati, executive vice president Intrattenimento e News della pay tv: «Produrremo cinque
film, cinque storie dai generi diversi, si va dal thriller psicologico (un bimbo rapito che riappare 8 anni dopo),
all'action (un ragazzino da salvare chiuso in un'auto nel deserto), dalla commedia sentimentale per teenager
a quella più acida sugli effetti dei social media sui ragazzi. E poi ci sarà anche un documentario firmato da
Veltroni sulla vita di Gilles Villeneuve».
I budget non sono da kolossal, i casting puntano su attori in via di affermazione, non rischia di essere un
investimento azzardato? «Beh anche quando avevamo parlato di una serie girata in napoletano ci avevano
preso per matti. Quello che noi dobbiamo cercare è uno scarto laterale: replicare quello che già fanno gli altri
è la morte della creatività, ma anche dell'industria. Sarebbe un modello di business sbagliato».
Sul fronte delle serie non solo Gomorra 2 (riprese in corso), ma anche Gomorra 3 . E Saviano torna ancora,
perché anche il suo Zero Zero Zero avrà la versione in fiction (regia sempre di Sollima). Per fortuna si ride
anche: Corrado Guzzanti con Dov'è Mario ironizzerà sul mondo dei radical chic di sinistra. E poi The Young
Pope (dirige Sorrentino, protagonista Jude Law), ma finalmente anche Diabolik: «La quarta versione della
sceneggiatura è quella buona, a dimostrazione che la priorità è la qualità del prodotto non il tempo di
realizzazione». In cantiere anche Calciopoli (il capo progetto è Claudio Fava) e una sorta di House of cards
italiana: «A differenza della serie con Kevin Spacey che parla di un uomo già al potere, qui si segue la
vicenda di un uomo della società civile che decide di impegnarsi in politica e si racconta la capacità del potere
via via crescente di modificare il dna delle persone. Una persona di principi che pian piano cede al
machiavellico fine che giustifica i mezzi». Una volta si sarebbe parlato di Dc, ora invece il nostro si impegna
per il Pd...
Capitolo concorrenza. Questo attivismo di Sky sul fronte dell'intrattenimento viene letto come risposta a
Mediaset Premium che ha accelerato sullo sport, con l'acquisizione della Champions e dei diritti d'archivio su
15 squadre di Serie A per i prossimi tre anni: «Non è così, il nostro impegno a variare e aumentare l'offerta è
in atto da tempo». Seconda questione. In Italia sta per arrivare Netflix: «La tv on demand in Italia c'è già da
tempo: negli ultimi 12 mesi noi abbiamo avuto 210 milioni di download, diamo la possibilità di vedere il nostro
catalogo su diversi device e il nostro on demand è in crescita costante. Alla fine il consumatore deciderà in
base alla qualità dei contenuti. E noi siamo tranquilli».
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Progetti
Andrea Scrosati (43 anni) vice president Intrattenimen-to e News di Sky. La pay tv produrrà 5 film. In arrivo
anche una serie da «Zero Zero Zero» di Saviano
Foto: Una scena di «Gomorra 2» (le riprese sono in corso): al centro Fortunato Cerlino (44 anni) nei panni del
boss Pietro Savastano
TELEVISIONE - Rassegna Stampa 17/07/2015 - 17/07/2015
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Il tris di Gomorra e la satira politica Sky rilancia le serie
17/07/2015
Pag. 1
diffusione:88538
tiratura:156000
Sky, l'On demand vale già il 10% della raccolta
Plazzotta
a pag. 19 Dopo il boom di maggio (+23,8%), anche giugno e luglio marciano bene per la raccolta pubblicitaria
di Sky: «In questi ultimi due mesi si conferma il trend positivo del 2015», spiega Daniele Ottier, direttore di
Sky pubblicità, «che, nei primi cinque mesi, in base alle stime Nielsen, è del +2,1% confrontandosi con un
2014 nel quale Sky e Cielo proponevano in esclusiva pay e free le Olimpiadi invernali di Sochi. Raccolta
positiva in giugno, ottimo andamento in luglio, ovviamente al netto dei Mondiali di calcio in Brasile 2014».
Presto, tuttavia, per fare ragionamenti più ampi circa il mercato della pubblicità in Italia: «Maggio è stato in
generale molto positivo per la tv, ma bisogna ancora aspettare mesi pesanti come settembre, ottobre e
novembre per capire l'andamento dell'anno». Tornando al mondo Sky, gli inserzionisti sembrano dimostrare
un particolare interesse per le offerte di contenuti On demand e in mobilità con Sky Go: «Per le serie tv e i fi
lm, l'On demand, venduto a pacchetto, vale già il 10% della raccolta. Con Sky Go abbiamo anche eventi live,
che in estate, quando la gente sta meno in casa, sono molto visti in mobilità e, quindi, molto pianifi cati.
Pensiamo solo alla fi nale di tennis di Wimbledon o alla gara di MotoGp della scorsa domenica. Peraltro i
target dell'On demand e di Sky Go sono ancora più profilati», continua Ottier, «e, perciò, più ricercati dagli
investitori: gente molto smart, che si confeziona da sola il palinsesto e per questo è ancora più attenta nella
visione». C'è poi la novità della stagione 2015-2016, in cui, e per tre anni, Sky avrà tutta la Serie A e tutta la
Serie B di calcio in esclusiva e disponibili per tutti gli abbonati: «Sono grandi opportunità da un punto di vista
pubblicitario, con una capillarità sul territorio che diffi cilmente si ottiene. La Serie A e B, infatti, coprono quasi
tutte le province italiane», commenta il direttore di Sky pubblicità, «e per quattro giorni su sette alla settimana.
Una opportunità perfetta per chi vuole pianificare il calcio e il suo pubblico». Nel comparto delle
concessionarie televisive, ormai da anni, torna sempre la polemica circa i prezzi di listino, gli sconti, chi offre i
propri spazi a tariffe stracciate e in uenza negativamente il mercato. «Mah, dico solo che Sky ora ha una
quota dell'11% degli investimenti pubblicitari in tv», sottolinea Ottier, «una fetta piccola, cresciuta peraltro, nel
frattempo, anche a seguito della contrazione della raccolta complessiva. È chiaro che sono i grandi player a
fare il mercato, visto che altri due grandi soggetti (Mediaset e Rai, ndr) controllano invece quasi l'80%. I
ragionamenti sulla torta di secondi disponibili per la pubblicità non hanno senso, soprattutto nel confronto tra
un modello di pay tv e un modello di tv in chiaro. Sky, comunque, ha una percentuale di fatturato che arriva
dalla pubblicità abbastanza stabile negli anni, attorno al 10%». Ma quali sono i parametri migliori per valutare
le performance di una concessionaria televisiva, per capire se sta praticando sconti eccessivi o se sta
godendo di posizioni di privilegio? «Non è facile», risponde Ottier, «e tutto cambia da concessionaria a
concessionaria. Certo, ci sono il power ratio, il costo/grp, il valore di un punto di share, ma bisogna tenere
conto anche dei livelli di affollamento diversi, della qualità del target, delle fasce orarie, dell'indice di
permanenza, della attività social che genera il programma, del livello di engagement. Non si può usare un
solo indice». Peraltro in Sky le cose stanno pure cambiando poiché le reti free stanno assumendo un peso
sempre maggiore (che potrebbe diventare ancora più alto se andasse in porto l'acquisto dell'lcn 8 di Mtv, ndr
): «Ovvio», conclude Ottier, «che le tecniche commerciali per le reti free di Sky (Cielo e Sky Tg 24, ndr) sono
diverse: la free dà una copertura maggiore, c'è un discorso di reach, mentre sulla pay fai ragionamenti più
legati alla qualità del target. Per questo ci sono due reti vendita distinte, e una è dedicata espressamente alla
free con dinamiche commerciali differenti: basti pensare ai contenuti pregiati che sono interrotti dagli spot
nella free, e che invece non vengono interrotti nella pay». © Riproduzione riservata
Foto: Daniele Ottier
TELEVISIONE - Rassegna Stampa 17/07/2015 - 17/07/2015
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