Il nuovo Messale inglese

Commenti

Transcript

Il nuovo Messale inglese
170-186:Layout 3
15-03-2012
9:25
Pagina 170
S
tudi e commenti |
LITURGIA
Il nuovo Messale
inglese
N
Nicholas King sulla nuova traduzione
inglese delle quattro Preghiere
eucaristiche del Messale
La nuova traduzione del Messale romano è già in uso dallo scorso novembre nei paesi di lingua inglese, dopo
una contrastata elaborazione e non
poche resistenze da parte di numerosi vescovi e teologi, contrari soprattutto
a quelle scelte che hanno privilegiato
un’aderenza formale e rigida all’originale latino, a scapito della comprensibilità e della scorrevolezza. Sedatesi ormai le polemiche e avviatasi
la fase della recezione dal parte delle
assemblee liturgiche, il biblista gesuita Nicholas King – docente di greco e di
Nuovo Testamento all’Università di
Oxford – coglie questo «momento propizio per fare il punto della situazione,
sine ira et studio, e tentare una valutazione di alcune delle implicazioni,
specialmente in riferimento all’importantissimo canone della messa».
Concludendo che «la nuova versione,
anche presa in sé, non è riuscitissima,
ma la possiamo comunque assolvere
dall’accusa di essere un tentativo sistematico di vanificare i passi avanti
per la Chiesa compiuti dallo Spirito Santo nel concilio Vaticano II». Con qualche suggerimento per una futura revisione.
«The new English Missal: a user’s guide. Lost,
and found, in translation», in The Tablet
19.11.2011, supplemento; nostra traduzione dall’inglese. Cf. Regno-att. 20,2011,654.
IL REGNO -
DOCUMENTI
5/2012
essuna traduzione è perfetta. Quando poi il testo
da tradurre è molto amato, come la messa che
abbiamo avuto in inglese per quasi quarant’anni
ormai, il dispiacere è inevitabile; ricordiamoci
però che i traduttori non si alzano al mattino
chiedendosi: «Chi posso fare inquietare oggi?».
Piuttosto, l’inquietudine che si è diffusa è l’altra faccia del
grande dono che è stato per noi la liturgia in lingua corrente dal
1973, e della flessibilità che ha offerto all’articolazione liturgica. Infatti essa si è prestata bene alle occasioni solenni, come
alle messe di chi ha difficoltà di apprendimento, come alle celebrazioni informali con gli accademici di Oxbridge (un modo
per indicare il mondo accademico, unendo i nomi delle famose
università di Oxford e Cambridge; ndt).
La nuova traduzione è in uso già da diverse settimane, e vi
sono state reazioni diverse, forse perlopiù di dispiacere. Può essere questo un momento propizio per fare il punto della situazione, sine ira et studio, e tentare una valutazione di alcune
delle implicazioni, specialmente in riferimento all’importantissimo canone della messa.
Durante le scorse settimane ho potuto osservare in tre nazioni anglofone i celebranti che lottavano con il testo, come ho
fatto io stesso. Devo dire che finora ho visto solo un prete riuscire ad arrivare alla fine della preghiera eucaristica senza inciampare.
Non è chiaro ciò che se ne può dedurre; da un certo punto
di vista può essere semplicemente che i traduttori non hanno
fatto quanto fecero i gruppi di studiosi che ci hanno dato la traduzione della Bibbia del re Giacomo, ossia leggere il testo ad
alta voce prima di stamparlo. Come dicevo, nessuna traduzione è perfetta, ma questo può essere tenuto presente quando
la presente traduzione verrà rivista. Mi sembra di notare che
le difficoltà si presentino specialmente per i celebranti la cui
lingua madre non è l’inglese.
Tuttavia prima di esaminare le preghiere eucaristiche e sottolineare le difficoltà del lavoro dei traduttori, vorrei indicare
due caratteristiche della nuova traduzione, una all’inizio (e in
diversi altri punti della messa) e una alla fine.
La prima, di cui tanto si è parlato, è che quando il celebrante dice, ad esempio, «The Lord be with you», «Il Signore sia
con voi», la risposta dell’assemblea è ora «And with your spirit»,
«E con il tuo spirito». Sostengono questa traduzione due valide
ragioni, e una ragione che non è valida affatto. È assolutamente
valido far notare, primo, che essa coglie esattamente il latino e,
170
170-186:Layout 3
15-03-2012
9:26
Pagina 171
secondo, che (per quanto ne so) è la traduzione adottata in ogni
altra parte del mondo, così che anche lo zulu, che normalmente segue la traduzione inglese molto da vicino, ha ibe nomoya wakho futhi («che sia anche con il tuo spirito»).
Una ragione molto meno felice portata talvolta a favore
della nuova traduzione è che essa ascrive al sacerdote qualche
tipo di superiorità ontologica, così che siamo invitati a rivolgerci non a lui, ma al suo «spirito». Questo sembrerebbe vanificare alcune delle più importanti conquiste del concilio
Vaticano II.
La seconda caratteristica è il congedo alla fine della messa.
Il latino, come tutti sanno, dice «Ite missa est». Così com’è, è
intraducibile. Letteralmente significa «Andate – è stata mandata». Esiste su questo un’infinità di studi, e le opinioni sono
divise sull’origine dell’espressione, che chiaramente si riferisce
sia al fatto di condurre a termine la celebrazione eucaristica,
sia al fatto di affidare una missione («inviare») al popolo di
Dio.
Nel VI secolo la parola missa era ormai arrivata a indicare
chiaramente la «messa» nel senso odierno; ed ecco che oggi
utilizziamo parole come «messale» per il libro in cui sono raccolti i testi della messa in tutte le principali lingue del mondo.
Tuttavia, la cognizione del viaggio che ha compiuto nella
storia la parola missa per giungere a quel punto probabilmente
è irrimediabilmente andata perduta. Così, quando la nostra
nuova traduzione offre alternative differenti, ossia «Go forth,
the Mass is ended», «Andate, la messa è finita», oppure «Go
and announce the Gospel of the Lord», «Andate e annunciate il
Vangelo del Signore», oppure «Go in peace, glorifying the Lord
by your life», «Andate in pace, glorificando il Signore con la vostra vita», si tratta di mandati ineccepibili, affidati a noi che
dalla messa usciamo nel mondo del lunedì. Ma sono traduzioni? Sollevo la questione soltanto per far notare la difficoltà
di compiere il lavoro di traduzione.
Lo stesso vale per le preghiere eucaristiche; e qui propongo
semplicemente di esaminare alcuni elementi dei quattro canoni principali della messa (naturalmente abbiamo almeno
altre otto possibilità) e sottolineare alcune delle sfide poste all’arte della traduzione.
Tabella 1 - Preghiera eucaristica I
Versione del 1973
Versione del 1973
(inglese)
(traduzione)
We come to you, Father,
with praise and
thanksgiving, through
Jesus Christ your Son…
Tabella 2
Versione del 1973
(inglese)
... watch over it, Lord,
and guide it: grant it
peace and unity
throughout the world ...
for all who hold and
teach the Catholic faith
that comes to us from
the apostles.
Veniamo a te,
Padre, con lode e
rendimento di grazie, per
Gesù Cristo tuo Figlio...
La Preghiera eucaristica I
Una bella caratteristica della nuova versione (tabella 1) è
che echeggia il risalto dato dal testo latino a colui al quale si rivolge, ossia il «Padre»; e «we make humble prayer and petition»,
«leviamo umile preghiera e supplica», è più vicino all’originale.
Riesce anche abbastanza bene a cogliere i due verbi, rogamus
ac petimus (una ripetizione, va detto, che non aggiunge molto
al senso), per mezzo di due sostantivi, «prayer and petition»,
«preghiera e supplica».
Ovviamente ciò ha un costo, e infatti il testo che ne risulta
è molto più difficile da pronunciare della versione 1973, specialmente per un celebrante che parli in una seconda o terza
lingua. E a questa versione non riesce di collocare «through
Christ, your son, our Lord» «per Cristo, tuo Figlio, nostro Signore» immediatamente dopo l’indirizzo al Padre, a cui invece
si riferisce (e qui è fatto divieto ai lettori più maturi di ricordare
la storiella popolare negli anni Cinquanta su quel prete con
scarsa padronanza del latino il quale, alla richiesta del suo ordinario di tradurre il Canone romano ad alta voce, prese un bel
respiro e cominciò: «You, therefore, Father of Clement...» «Tu
dunque, Padre di Clemente...»).
Di nuovo (tabella 2), la versione del 1973 è facile da pronunciare, ma anche la nuova versione esce di bocca abbastanza
agevolmente, e «guard, unite and govern», «proteggerla, unirla
e governarla», rende molto bene il fascino della preghiera latina. Se invece la nuova traduzione non ha reso toto orbe terrarum, con il suo richiamo alla Roma imperiale, sfido chiunque
a fare di meglio. Incontreremo spesso «be pleased», «compiàciti» per tradurre digneris; col grazioso richiamo alle prime parole di Estella a Pip in Grandi speranze («be pleased to step this
way»), anche se forse non è questo che aveva in mente il traduttore.
La conclusione della preghiera non funziona molto bene.
La versione latina conserva, senza tradurla, una parola greca
(orthodoxis, che significa qualcosa come «retto pensiero»), che
in inglese è diventata «those who hold to the truth», «coloro che
si attengono alla verità» e, in maniera non del tutto soddisfa-
Versione latina
Te igitur, clementissime
Pater Per Iesum
Christum, Filium tuum,
Dominum nostrum,
supplices rogamus ac
petimus...
Versione del 1973
(traduzione)
Versione latina
... veglia su di essa,
Signore, e guidala:
assicurale pace e unità in
tutto il mondo... per tutti
quelli che abbracciano e
insegnano la fede
cattolica che ci viene
dagli apostoli.
... quam
[sc. Ecclesiam] pacificare,
adunare et regere
digneris toto orbe
terrarum... et omnibus
orthodoxis atque
catholicae et apostolicae
fidei cultoribus.
Nuova versione
(inglese)
Nuova versione
(traduzione)
To you, therefore, most
merciful Father, we make
humble prayer and
petition through Jesus
Christ, your Son, our Lord
...
A te, dunque,
clementissimo Padre,
leviamo umile preghiera e
supplica per Gesù Cristo,
tuo Figlio, nostro
Signore...
Nuova versione
(inglese)
Nuova versione
(traduzione)
... Be pleased to grant her
peace, to guard, unite
and govern her
throughout the whole
world ... and all those
who, holding to the
truth, hand on the
catholic and apostolic
faith.
... Compiàciti
di assicurarle pace,
di proteggerla, unirla
e governarla
nel mondo intero...
e tutti coloro che,
attenendosi alla verità,
trasmettono la fede
cattolica e apostolica.
IL REGNO -
DOCUMENTI
5/2012
171
170-186:Layout 3
15-03-2012
9:26
Pagina 172
S
tudi e commenti
Tabella 3
Versione del 1973
(inglese)
Remember all of us
gathered here before you ...
we pray to you for our
well-being and
redemption.
Versione del 1973
(traduzione)
Ricorda tutti noi riuniti qui
davanti
a te... ti preghiamo per il
benessere e la redenzione
nostri.
Tabella 4
Versione del 1973
(inglese)
Versione del 1973
(traduzione)
Giuseppe suo marito.
Joseph her husband.
Tabella 5
Versione del 1973
(inglese)
Versione del 1973
(traduzione)
Versione latina
[memento] omnium
circumstantium... pro spe
salutis et incolumitatis
suae.
Versione latina
Sed et beati Joseph,
eiusdem Virginis sponsi.
Versione latina
Nuova versione
(traduzione)
... all gathered here ... in
hope of health and wellbeing, and paying their
homage to you.
... tutti riuniti qui... nella
speranza di salute e
benessere, e rendendo a
te il loro omaggio.
Nuova versione
(inglese)
Nuova versione
(traduzione)
blessed Joseph her spouse.
Nuova versione
(inglese)
il beato Giuseppe suo
sposo.
Nuova versione
(traduzione)
... accept this offering from
your whole family ...
... accetta questa offerta
dalla tua intera famiglia...
... Hanc igitur oblationem
servitutis nostrae...
quaesumus ut placatus
accipias...
... graciously accept this
oblation of our service
... benevolmente accetta
questa oblazione del nostro
servizio
... count us among those
you have chosen.
... annoveraci fra coloro che
hai scelto.
et in electorum tuorum
iubeas grege numerari.
... and command that we be
... counted among the flock
of those you have chosen.
... e comanda che siamo...
contati nel gregge di coloro
che hai scelto.
Nuova versione
(inglese)
Nuova versione
(traduzione)
Tabella 6
Versione del 1973
(inglese)
Bless and approve our
offering; make it
acceptable to you, an
offering in spirit and in
truth.
Versione del 1973
(traduzione)
Benedici e approva la nostra
offerta; rendila accettabile
a te, un’offerta in spirito
e in verità.
Versione latina
Quam oblationem tu, Deus,
in omnibus, quaesumus,
benedictam, adscriptam,
ratam, rationabilem
acceptabilemque facere
digneris.
cente, la nuova versione offre «hand on», «trasmettono», per
cultoribus, che intendo come una metafora derivata dall’agricoltura, e dovrebbe quindi significare coloro che «make the Catholic and apostolic faith grow», «fanno crescere la fede cattolica
e apostolica».
È una particolarità interessante (e l’incontreremo anche
nella traduzione delle Preghiere eucaristiche II e IV) che il traduttore (tabella 3) abbia sorvolato sul chiaro accenno del latino
al fatto che il popolo di Dio sta in piedi attorno all’altare. È palese che la preferenza vada alla postura inginocchiata durante
la preghiera eucaristica, relativamente recente. La conclusione
della preghiera è forse un miglioramento rispetto al 1973, sebbene non mi convinca particolarmente «health and well-being»,
«salute e benessere», per salutis et incolumitatis.
Nella tabella 4 la nuova versione sembra quasi cercare la
pienezza del latino, affermando che Giuseppe è «blessed»,
«beato», e uno «spouse», «sposo», anziché un marito, ma (saggiamente, anche se non coerentemente) omette la ridondante
espressione «of the same Virgin», «della stessa Vergine».
È possibile che nella tabella 5 il latino voglia richiamare diakonia tes leitourgias da 2Cor 9,12, ed evidentemente nel 1973
i traduttori non seguirono questa direzione. Ma non è subito
chiaro che «oblation of our service», «oblazione del nostro servizio», dal suono non molto inglese, colga invece quell’eco scritturistica. Placatus non ha esattamente lo stesso significato di
«graciously», «benevolmente»; in realtà suggerisce l’idea ab-
172
Nuova versione
(inglese)
IL REGNO -
DOCUMENTI
5/2012
Be pleased, o God, we pray,
to bless, acknowledge, and
approve this offering in
every respect; make it
spiritual and acceptable.
Compiàciti, o Dio, ti
preghiamo, di benedire,
riconoscere, e approvare
quest’offerta in ogni
aspetto; rendila spirituale e
accettabile.
bastanza allarmante di un Dio che ha bisogno di essere «appeased», «placato».
Possiamo sentirci sollevati dal fatto che i traduttori della
nuova versione abbiano fatto una scelta diversa, ma possiamo
anche chiederci se questa sia una traduzione nel vero senso
della parola. Al termine della preghiera, tuttavia, hanno fatto
un lavoro eccellente preservando l’immagine «pastorale» di
grege numerari, che la versione del 1973 non traduceva.
Il Quam oblationem (tabella 6) presenta un problema particolare, in quanto in latino è una frase unica, e l’inglese non padroneggia bene frasi di questo tipo. Inoltre nel tentativo di
riecheggiare Rm 12,1 il latino inanella una serie di non meno
di cinque aggettivi, cosa davvero troppo pesante per l’inglese.
I traduttori della nuova versione hanno qui mostrato attenzione alla «lingua dei destinatari» mutando tre degli aggettivi
in verbi («bless, acknowledge, approve», «benedire, riconoscere,
approvare») e conservandone due. Lascio ad altri decidere se
ciò rispetti o meno i criteri della Liturgiam authenticam.
Vediamo ora (tabella 7) le parole dell’istituzione, che sono
all’incirca le stesse in tutte e quattro le preghiere eucaristiche,
così che non vi sarà bisogno di ritornarvi nella seconda parte
dell’articolo.
La nuova versione ha colto la forza del congiuntivo imperfetto pateretur con «was to suffer», «avrebbe dovuto soffrire».
Ha inoltre conservato il latino sanctas ac venerabiles come «holy
170-186:Layout 3
15-03-2012
9:26
Pagina 173
and venerable», «sante e venerabili», mentre la versione del
1973 semplicemente aveva «sacred hands», «sacre mani». Venerabilis è un latino relativamente tardo, e può significare sia
«worthy of veneration», «degne di venerazione», sia «showing
veneration», «che mostrano venerazione»; e sebbene l’inglese
non sopporti facilmente la moltiplicazione degli aggettivi, ritengo che in questo caso funzioni bene, in quanto siamo invitati a contemplare (e venerare) ciò che a quelle mani accadrà,
poche ore più tardi, il che è importante al fine di comprendere
appieno che cos’è l’eucaristia.
Nella riga successiva la nuova traduzione ha mantenuto il
sapore dell’ablativo assoluto latino con «with eyes raised to heaven», «con gli occhi levati al cielo», invece di «looking up»,
«guardando su», e in inglese rende molto bene, poiché fissa
l’attenzione sul gesto di Gesù. Nella riga seguente si potrebbe
obiettare che «o God», «o Dio», implica un vocativo, mentre
«Deum», «Dio» è invece all’inizio di un sintagma accusativo,
che si riferisce a te; ma chiaramente è quello che si potrebbe definire un «vocativo implicito», poiché è a Dio che ci si rivolge,
come evidenzia il pronome tibi.
Nella riga successiva la versione 1973 ha «gave you thanks
Tabella 7
Versione del 1973
(inglese)
Versione del 1973
(traduzione)
and praise», «ti rese grazie e lode», ma omette «benedisse», e
penso che benedixit sia reso bene nella nuova versione come
«said the blessing» «disse la benedizione», che evoca la liturgia
ebraica sottostante a ciò che sta avvenendo.
Entrambe le versioni inglesi poi inseriscono «the bread», «il
pane», dopo «broke», «spezzò», forse necessario per chiarezza,
sebbene non sia una traduzione in senso stretto. E la nuova
versione conserva il latino enim («for» «poiché»); può essere un
errore, in quanto enim è enclitico in latino (nella frase non può
venire per primo), mentre mettere «for» all’inizio della frase inglese distrae l’ascoltatore da «this is my body», «questo è il mio
corpo».
Vediamo ora (tabella 8) la preghiera sulla coppa.
Su questo naturalmente vi è molto da dire, e non vi è spazio per dire tutto. Innanzitutto, la nuova traduzione ha mantenuto Simili modo, omesso dalla versione 1973, conservando
il legame con il racconto dell’istituzione nella versione di Paolo,
lievemente diversa. Quindi viene la parola «chalice», «calice»,
in contrapposizione a «cup», «coppa», della versione 1973. È
ripetuta tre volte nella nuova versione, e solo due in latino, ma
la ripetizione può essere semplicemente perché, come nella
Versione latina
Nuova versione
(inglese)
Nuova versione
(traduzione)
The day before he suffered,
he took bread in his sacred
hands, and looking up to
heaven, to you, his almighty
Father, he gave you thanks
and praise.
Il giorno prima di soffrire
prese del pane nelle sue
sacre mani, e guardando su
al cielo, a te, suo
onnipotente Padre, ti rese
grazie e lode.
Qui pridie quam
paterentur, accepit panem,
in sanctas ac venerabiles
manus suas, et elevatis
oculis in caelum ad te
Deum Patrem suum
omnipotentem, tibi gratias
agens benedixit,
On the day before he was
to suffer, he took bread in
his holy and venerable
hands, and with eyes raised
to heaven to you, o God,
his almighty Father, giving
you thanks, he said the
blessing,
Nel giorno prima di quando
avrebbe dovuto soffrire,
prese del pane nelle sue
sante e venerabili mani, e
con gli occhi levati al cielo a
te, o Dio, suo onnipotente
Padre, rendendoti grazie,
disse la benedizione,
He broke the bread, gave it
to his disciples, and said:
Take this, all of you, and eat
it: this is my body which will
be given up for you.
Spezzò il pane, lo diede ai
suoi discepoli, e disse:
Prendete questo, tutti voi, e
mangiatelo: questo è il mio
corpo che sarà dato per voi.
fregit, deditque discipulis
suis, dicens: Accipite et
manducate ex hoc omnes:
hoc est enim corpus meum,
quod pro vobis tradetur.
broke the bread and gave it
to his disciples, saying: Take
this, all of you, and eat of it:
for this is my body, which
will be given up for you.
spezzò il pane e lo diede ai
suoi discepoli, dicendo:
Prendete questo, tutti voi, e
mangiatene: poiché questo
è il mio corpo, che sarà dato
per voi.
Versione del 1973
(traduzione)
Versione latina
Nuova versione
(inglese)
Nuova versione
(traduzione)
In a similar way, when
supper was ended, he took
this precious chalice in his
holy and venerable hands
In modo simile, quando la
cena fu terminata, egli prese
questo prezioso calice nelle
sue sante e venerabili mani
and once more giving you
thanks he said the blessing
and gave the chalice to his
disciples, saying:
e una volta ancora
rendendoti grazie disse la
benedizione e diede il calice
ai suoi discepoli, dicendo:
Tabella 8
Versione del 1973
(inglese)
When supper was ended,
he took the cup.
Quando la cena fu
terminata, egli prese la
coppa.
Again he gave you thanks
and praise, gave the cup to
his disciples, and said:
Di nuovo ti rese grazie e
lode, diede la coppa ai suoi
discepoli, e disse:
Simili modo, postquam
coenatum est, accipiens et
hunc praeclarum calicem in
sanctas ac venerabiles
manus suas,
item tibi gratias agens
benedixit, deditque
discipulis suis, dicens:
Take this all of you and
drink from it: this is the cup
of my blood,
Prendete questa tutti voi e
bevete da essa: questa è la
coppa del mio sangue,
Accipite et bibite ex eo
omnes:hic est enim calix
sanguinis mei,
Take this, all of you, and
drink from it: for this is the
chalice of my blood,
Prendete questo, tutti voi, e
bevete da esso: poiché
questo è il calice del mio
sangue,
the blood of the new and
everlasting covenant.
il sangue del nuovo e
perenne patto.
novi et aeterni testamenti,
the blood of the new and
eternal covenant
il sangue del nuovo ed
eterno patto
It will be shed for you and
for all so that sins may be
forgiven.
Sarà sparso per voi e per
tutti così che i peccati
possano essere perdonati.
qui pro vobis et pro multis
effundetur in remissionem
peccatorum.
which will be poured out
for you and for many for
the forgiveness of sins.
che sarà versato per voi e
per molti per il perdono dei
peccati.
Do this in memory of me.
Fate questo in memoria
di me.
Hoc facite in meam
commemorationem.
Do this in memory of me.
Fate questo in memoria
di me.
IL REGNO -
DOCUMENTI
5/2012
173
170-186:Layout 3
15-03-2012
9:26
Pagina 174
S
tudi e commenti
Tabella 9
Versione del 1973
(inglese)
Versione del 1973
(traduzione)
Versione latina
Nuova versione
(inglese)
Nuova versione
(traduzione)
Father, we celebrate the
memory of Christ your
Son. We, your people and
your ministers, recall his
passion, his resurrection
from the dead, and his
ascension into glory; and
from the many gifts you
have given us we offer to
you, God of glory and
majesty,
Padre, noi celebriamo la
memoria di Cristo tuo
Figlio. Noi, tuo popolo e
tuoi ministri, rievochiamo
la sua passione, la sua
risurrezione dai morti, e la
sua ascensione nella gloria;
e fra i molti doni che ci hai
dato noi offriamo a te, Dio
di gloria e maestà,
Unde et memores, Domine,
nos servi tui, sed et plebs
tua sancta, eiusdem Christi
filii Tui, Domini nostri, tam
beatae passionis, necnon
et ab inferis resurrectionis,
sed et in caelos gloriosae
ascensionis offerimus
praeclarae maiestati tuae
de tuis donis ac datis
Therefore, o Lord,
as we celebrate the
memorial of the blessed
passion, the resurrection
from the dead, and the
glorious ascension into
heaven of Christ, your Son,
our Lord, we, your servants
and your holy people offer
to your glorious majesty
from the gifts you have
given us
Quindi, o Signore, mentre
noi celebriamo il memoriale
della beata passione, della
resurrezione dai morti, e
della gloriosa ascensione al
cielo di Cristo, tuo Figlio,
nostro Signore, noi, tuoi
servi e tuo popolo santo
offriamo alla tua gloriosa
maestà fra i doni che ci hai
dato
this holy and perfect
sacrifice,
questo santo e perfetto
sacrificio,
hostiam puram, hostiam
sanctam, hostiam
immaculatam,
this pure victim this
spotless victim
questa pura vittima, questa
vittima immacolata
the bread of life and the
cup of eternal salvation.
il pane della vita e la coppa
dell’eterna salvezza.
panem sanctum vitae
aeternae et calicem salutis
perpetuae.
the holy bread of eternal
life and the chalice of
everlasting salvation.
il pane santo della vita
eterna e il calice della
perenne salvezza.
preghiera sul pane, l’inglese ha bisogno di un complemento
oggetto per «gave», «diede».
Cosa dire del termine «chalice»? Da quello che capisco, si
ritiene che esso abbia un tono più adeguatamente solenne, e
certamente alza di qualche gradino il livello della narrazione.
Ma l’innalzamento potrebbe anche essere un po’ artificioso,
poiché calix è una latinizzazione della parola greca kylix, che
indica soltanto una «tazza per bere» e prende un sapore nobile
solo quando entra nel francese antico. È mia opinione che qui
«cup», «coppa», colga meglio ciò che sta avvenendo durante
l’ultima cena, quando i Vangeli usano poterion, che senza dubbio è una «coppa» e non un «calice».
Entrambe le versioni inglesi mettono «the blood», «il sangue», prima di «the new and eternal covenant» «il nuovo ed
eterno patto», forse perché l’inglese richiede un qualche sostantivo a questo punto, ma chiaramente questa è più di una
semplice traduzione del latino. La parola «new», «nuovo»,
viene dalle narrazioni di Paolo e Luca; ma «eternal», «eterno»,
che è nel latino, non è in alcuno dei racconti scritturistici.
Vi è qui un’altra scelta della nuova versione che ha fatto
versare fiumi d’inchiostro: quella di tradurre pro multis come
«for many», «per molti», mentre la versione del 1973 ha «for
all» «per tutti». Ho sentito usare la parola «eresia» a questo
proposito, che ritengo sia decisamente troppo forte. Il fatto è
che in realtà multis significa «many», «molti»; la difficoltà si
pone se si considera ciò come un’implicazione che Gesù morì
solo per alcuni, e non per tutti. Evidentemente non è così a
mio modo di vedere; la lingua semitica sottostante il nostro
testo usa «many» «molti» per significare «un grandissimo numero, virtualmente tutti»; e nella seconda parte di questo articolo vedremo come i nostri traduttori certamente non credono
che Gesù morì solo per alcuni. Dovremmo tuttavia tenere in
considerazione l’ansietà che questa traduzione ha generato, e
nelle ultime settimane ho potuto osservare non pochi celebranti
che, sembra di proposito, hanno conservato la formula precedente.
Un’ultima cosa da dire qui è che le due versioni inglesi sono
d’accordo nel tradurre il latino in meam commemorationem
come «in memory of me», «in memoria di me». La frase latina
raccoglie ciò che Paolo dice in 1Cor 11,25, ma forse dovrebbe
174
IL REGNO -
DOCUMENTI
5/2012
essere tradotta più precisamente come «remembrance», «rimembranza», o «reminder» «ricordo». La resa sarebbe anche
più fedele al latino.
Possiamo trattare abbastanza rapidamente il resto della
Preghiera eucaristica I (tabella 9).
Nell’Unde et memores, le due versioni inglesi partono simili:
«celebrate the memory/memorial», «celebriamo la memoria/memoriale», anche se la resa avrebbe potuto essere migliore usando «mindful», «memori». Esse affrontano tuttavia
in modo diverso le complessità della frase latina. La versione
del 1973 la spezza in due parti, il che si adatta meglio all’inglese; la nuova versione è più fedele al periodo latino e la conserva come unica frase, e naturalmente questo la rende più
difficile da pronunciare.
La nuova versione è anche più fedele nel legare la «memoria» direttamente alla passione, risurrezione e ascensione di
Gesù, sebbene, in accordo con il latino, l’ascensione sia descritta come gloriosa, mentre la risurrezione è «from the dead»,
«dai morti», invece del latino «dall’oltretomba», o anche «dagli
inferi»; lo vedremo di nuovo nella Preghiera eucaristica IV.
Successivamente la cosa si fa interessante: la nuova versione
è più vicina al latino con «glorious Ascension», «gloriosa ascensione», contro «Ascension into glory», «Ascensione nella gloria»; e nel prosieguo della frase conserva l’ordine del latino
(sebbene, come sempre, al prezzo di rendere l’inglese più difficile da pronunciare): il soggetto e il verbo principale sono tenuti
insieme («servants offer», «servi offriamo»), cosa che molti anni
fa a noi studenti veniva insegnato di evitare, traducendo il latino o il greco in inglese, ma forse la moda è cambiata.
Poi, quando la versione 1973 ha «we offer to you, God of
glory and majesty», «offriamo a te, Dio di gloria e maestà», la
nuova versione propone «offer to your glorious majesty» «offriamo alla tua gloriosa maestà», che è certamente più fedele
al latino. Le due versioni inglesi lottano entrambe con de tuis
donis ac datis («i tuoi regali e doni»?), unendo i concetti – con
quella del 1973 che si concede un’originalità aggiungendo
«many», «molti» – come «gifts you have given us», «doni che
ci hai dato», che non è esattamente ciò che dice il latino.
In seguito, i traduttori della nuova versione semplicemente
rinunciano al tentativo di seguire il latino poiché omettono (e
170-186:Layout 3
15-03-2012
9:26
Pagina 175
li comprendiamo) hostiam sanctam (presumibilmente sarebbe
«holy victim», «santa vittima»). «Victim» «vittima», comunque,
mi sembra un buon tentativo per tradurre hostia, e l’Antico
Testamento vi risuona più che nel «sacrifice», «sacrificio», del
1973. Di nuovo, seguendo le scelte precedenti, la nuova versione dà «chalice» invece di «cup».
La nuova versione (tabella 10) riesce bene nel tradurre il
Supra quae propitio...
«Serene and kindly countenance», «espressione serena e benigna» (che suona meglio di «kindly and serene», «benigna e serena», come potrebbe suggerire l’ordine del latino) è
semplicemente omesso dalla versione 1973, che ha «with favour», «con favore». Entrambe le versioni inglesi hanno «accept», «accetta», mentre il latino potrebbe suggerire qualcosa
come «regard as acceptable», «guarda come accettabile», per
sottolineare che tutto è opera di Dio. Allo stesso modo sia «were
pleased to accept», «ti sei compiaciuto di accettare», sia l’attestazione di Abele come «just», «giusto», restituiscono ciò che
dice il latino, anche se non so bene da dove provenga «just»,
che non è nel racconto della Genesi su Caino e Abele. «The offering of your high priest Melchisedek», «l’offerta del tuo sommo
sacerdote Melchisedek», è abbastanza accurato; la versione
Tabella 10
Versione del 1973
(inglese)
Versione del 1973
(traduzione)
1973 utilmente inserisce a questo punto «bread and wine»,
«pane e vino», per quanti non ricordano Genesi 14, che la
nuova versione omette; e non è una sorpresa che la nuova versione ripristini «a holy sacrifice, a spotless victim» «un santo sacrificio, una vittima immacolata».
Nel Supplices te rogamus (tabella 11) la nuova versione mantiene la frase unica del latino, che rende la traduzione difficile
da pronunciare; tuttavia «in humble prayer», «in umile preghiera», non è male per Supplices. La parola haec per l’inglese
richiede qualche spiegazione, e la versione 1973 ha aggiunto
«this sacrifice», «questo sacrificio», mentre la nuova versione è
forse più vicina con «these gifts», «questi doni», come è anche
più vicina con «your altar on high», «tuo altare nell’alto»; ma,
a causa della separazione in due frasi, alla versione del 1973 riesce meglio la contrapposizione che il latino fa fra i due altari.
D’altro canto essa omette la nozione di «participation»
«partecipazione», che appare molto importante in teologia, e
forse la adombra soltanto con «sacred», «sacro», per sacrosanctum, che in realtà significa qualcosa come «stabilito o costituito santo». Ancora una volta, è a Dio che va l’attenzione. La
nuova traduzione si è di nuovo presa la libertà di cambiare l’ordine. Il latino suggerirebbe «every heavenly blessing and grace»
Versione latina
Nuova versione
(inglese)
Nuova versione
(traduzione)
Look with favour on these
offerings,
Guarda con favore a
queste offerte,
Supra quae propitio ac
sereno vultu respicere
digneris:
Be pleased to look upon
these offerings with a
serene and kindly
countenance
Compiàciti di guardare a
queste offerte con
espressione serena e
benigna
and accept them as once
you accepted
e accettale come una
volta accettasti
et accepta habere,
sicuti accepta habere
dignatus es
and to accept them, as
once you were pleased to
accept
e di accettarle, come una
volta ti sei compiaciuto di
accettare
the gifts of your servant
Abel, the sacrifice of
Abraham, our father in
faith, and the bread and
wine offered by your
priest Melchisedek.
i doni del tuo servo Abele,
il sacrificio di Abramo,
nostro padre nella fede, e
il pane e il vino offerti dal
tuo sacerdote
Melchisedek.
munera pueri tui iusti
Abel, et sacrificium
patriarchae nostri
Abrahae et quod tibi
obtulit summus sacerdos
tuus Melchisedech,
sanctum sacrificium,
immaculatam hostiam.
the gifts of your servant
Abel the just, the sacrifice
of Abraham, our father in
faith, and the offering of
your high priest
Melchisedek, a holy
sacrifice, a spotless victim.
i doni del tuo servo Abele
il giusto, il sacrificio di
Abramo, nostro padre
nella fede, e l’offerta del
tuo sommo sacerdote
Melchisedek, un santo
sacrificio, una vittima
immacolata.
Versione latina
Nuova versione
(inglese)
Nuova versione
(traduzione)
Tabella 11
Versione del 1973
(inglese)
Versione del 1973
(traduzione)
Almighty God,
we pray
Onnipotente Dio, ti
preghiamo
Supplices te rogamus,
omnipotens Deus:
In humble prayer we ask
you, almighty God:
command
In umile preghiera ti
chiediamo, onnipotente
Dio:
that your angel may take
this sacrifice to your altar
in heaven.
che il tuo angelo possa
portare questo sacrificio al
tuo altare in cielo.
iube haec perferri per
manus sancti Angeli tui in
sublime altare tuum, in
conspectu divinae
maiestatis tuae;
that these gifts be borne by
the hands of your holy
angel to your altar on high
in the sight of your divine
majesty,
ordina che questi doni siano
portati per le mani del tuo
santo angelo al tuo altare
nell’alto alla vista della tua
divina maestà,
Then, as we receive from
this altar
Quindi, mentre riceviamo da
questo altare
ut quotquot ex hac altaris
participatione
so that all of us, who
through this participation
at the altar
così che tutti noi, che
mediante questa
partecipazione all’altare
the sacred body and blood
of your Son,
let us be filled with every
grace and blessing.
il sacro corpo
e sangue del tuo Figlio,
fa’ che siamo colmati di ogni
grazia e benedizione.
sacrosanctum Filii tui
corpus et sanguinem
sumpserimus,
omni benedictione caelesti
et gratia repleamur.
receive the most holy Body
and Blood of your Son,
may be filled with every
grace and heavenly
blessing.
riceviamo il santissimo
Corpo e Sangue del tuo
Figlio, possiamo essere
colmati di ogni grazia e
celeste benedizione.
IL REGNO -
DOCUMENTI
5/2012
175
170-186:Layout 3
15-03-2012
9:26
Pagina 176
S
tudi e commenti
«ogni celeste benedizione e grazia», ma per salvare i ritmi naturali dell’inglese il traduttore si è permesso «every grace and
heavenly blessing», «ogni grazia e celeste benedizione», evitando così il suono troppo pesante di quel monosillabo finale.
Quella che segue (tabella 12) in latino è una bella preghiera,
con la sua richiesta di «un posto di ristoro, di luce e di pace» per
coloro che sono morti, ma non è facile da rendere in inglese.
Alla versione del 1973 è riuscita l’eco dell’Apocalisse con «marked with the sign of faith» «segnati con il segno della fede» (che
però non è nel latino). In latino vi sono tre parole per «rest», «riposano», o «sleep», «dormono».
La nuova versione riesce a usarle tutte e tre, ma nell’ordine
sbagliato, per ragioni comprensibilissime (evitare l’uso di
«sleep», «sonno/dormire», due volte nella stessa frase, come
sostantivo e come verbo), e deve tradurre quiescentibus («those
who rest», «quelli che riposano») come «[to] all who sleep» «
[a] tutti quelli che dormono». La versione del 1973 evita il problema omettendo le prime due ricorrenze di «sleep», «dormono».
La versione del 1973 cambia anche l’ordine di ciò per cui
preghiamo per conto dei defunti, apparentemente a causa di
come suona in inglese: «light, happiness, and peace», «luce, felicità e pace». «Happiness» è un po’ debole per refrigerium, e
«refreshment», «ristoro» (nuova versione), si avvicina un po’
di più.
Tabella 12
Versione del 1973
(inglese)
Versione del 1973
(traduzione)
Versione latina
Nuova versione
(inglese)
Nuova versione
(traduzione)
Remember, Lord, those who
have died and have gone
before us marked with the
sign of faith ...
Ricorda, Signore, coloro che
sono morti e ci hanno
preceduto segnati con il
segno della fede...
Memento etiam, Domine,
famulorum famularumque
tuarum... qui nos
praecesserunt cum signo
fidei et dormiunt in somno
pacis.
Remember also, Lord, your
servants ... who have gone
before us with the sign of
faith and rest in the sleep of
peace.
Ricorda anche, Signore, i
tuoi servi... che ci hanno
preceduto con il segno della
fede e riposano nel sonno
della pace.
May these and all who
sleep in Christ find in your
presence light, happiness
and peace.
Possano questi e tutti quelli
che dormono in Cristo
trovare alla tua presenza
luce, felicità e pace.
Ipsis Domine, et omnibus in
Christo quiescentibus,
locum refrigerii, lucis et
pacis ut indulgeas
deprecamur.
Grant them, o Lord, we
pray, and all who sleep in
Christ, a place of
refreshment, light and
peace.
Concedi loro,
o Signore, ti preghiamo, e a
tutti quelli che dormono in
Cristo, un luogo di ristoro,
luce e pace.
Tabella 13
Versione del 1973
(inglese)
Versione del 1973
(traduzione)
Versione latina
For ourselves, too ... Though
we are sinners ... we ask
some share ...
Per noi pure... Benché siamo
peccatori... chiediamo
qualche parte...
Nobis quoque peccatoribus
famulis tuis...
To us also your servants
who, though sinners ...
admit us, we beseech you,
into their company,
Anche a noi tuoi servi che,
benché peccatori...
ammettici,
ti supplichiamo, nella loro
compagnia,
... Do not consider what we
truly deserve, but grant us
your forgiveness.
... Non considerare ciò che
veramente meritiamo, ma
concedici la tua indulgenza.
... intra quorum nos
consortium non aestimator
meriti, sed veniae,
quaesumus, largitor
admitte.
not weighing our merits,
but granting us your
pardon.
non pesando i nostri meriti,
ma concedendoci il tuo
perdono.
Tabella 14
Versione del 1973
(inglese)
176
Il Nobis quoque (tabella 13) nella versione 1973 era separato molto bene in due frasi, la seconda che inizia «Though we
are sinners...», «Benché siamo peccatori...». La nuova versione
ha mantenuto la struttura del latino, ma rende quasi impossibile la pronuncia in inglese. Ha ripristinato l’aggettivo «holy»,
«santo», per «apostles and martyrs» «apostoli e martiri», sebbene non sembri strettamente necessario.
È interessante notare che sia la versione del 1973 sia la
nuova identificano Giovanni come il Battista. Si argomenterà
senza dubbio che in giro per la Palestina del primo secolo ci
sono troppi Giovanni, ma ci si potrebbe chiedere se questa è
traduzione o esegesi.
Nella seconda frase della preghiera il latino ha un mirabile
equilibro, intraducibile in inglese: «...non aestimator meriti...
sed veniae... largitor» («non un giudice del nostro merito, ma
una riserva generosa di indulgenza»), che dà risalto a Dio, non
agli esseri umani.
La versione del 1973 non ha affrontato la cosa; la nuova
versione ha tentato senza veramente riuscire, e non gliene si
può fare una colpa.
Allo stesso modo intraducibile è la preghiera conclusiva del
canone (tabella 14).
La nuova versione è efficace, cogliendo semper... creas come
«continue to make», «continui a fare», mentre quella del 1973
ha dovuto cambiare l’ordine per via di come suona in inglese.
Versione del 1973
(traduzione)
Versione latina
Nuova versione
(inglese)
Nuova versione
(traduzione)
Nuova versione
(inglese)
Nuova versione
(traduzione)
Through him you give us all
these gifts.
Per mezzo di lui tu ci dai
tutti questi doni.
Per quem haec omnia,
Domine,
Through whom you
continue to make all these
good things, o Lord;
Per mezzo del quale tu
continui a fare tutte queste
buone cose, o Signore;
You fill them with life and
goodness, you bless them
and make them holy.
Tu li riempi di vita e bontà, li
benedici e li rendi santi.
semper bona creas,
sanctificas, vivificas,
benedicis et praestas nobis.
you sanctify them, fill them
with life, bless them, and
bestow them
upon us.
tu le santifichi, le riempi di
vita, le benedici, e le elargisci
a noi.
IL REGNO -
DOCUMENTI
5/2012
170-186:Layout 3
15-03-2012
9:26
Pagina 177
Tabella 15 - Preghiera eucaristica II
Versione del 1973
Versione del 1973
(inglese)
(traduzione)
Let your Spirit come
upon these gifts to make
them holy ...
Tabella 16
Versione del 1973
(inglese)
Before he was given up
to death, a death he
freely accepted ...
Fa’ che il tuo Spirito venga
sopra questi doni per
renderli santi...
Versione del 1973
(traduzione)
Prima che fosse
consegnato alla morte,
una morte che egli
liberamente accettò...
Versione latina
Haec ergo dona,
quaesumus, Spiritus tui
rore sanctifica...
Versione latina
Qui cum passioni
voluntarie traderetur...
La nuova versione mantiene la parola latina «sanctify», «santifichi», ma singolarmente del 1973 conserva «fill... with life»,
«riempi di vita», anziché optare per «vivify», «vivifichi». E «bestow» «elargisci» è un buon praestas inglese.
Il nostro esame della Preghiera eucaristica I spero abbia
reso evidente che tradurre è un compito difficile, più un’arte
che una scienza, e che nessun traduttore resta sempre coerente
ai propri principi. È chiaro che le norme fissate nella Liturgiam
authenticam non sono state le uniche a guidare questa versione.
Nella seconda parte di questo articolo possiamo guardare più
brevemente alle altre preghiere eucaristiche.
Preghiere eucaristiche da II a IV
Consultando una delle prime edizioni della Bibbia di
Douay-Rheims si può vedere come il versetto 3 del Salmo
121 (122 nella numerazione ebraica) reciti: «Jerusalem is built
as a city, whose participation is in the self-same/whose participation is together in itself», «Gerusalemme è costruita come
città, la cui partecipazione è in se stessa/la cui partecipazione
è insieme in sé». Quell’ultima incomprensibile proposizione
relativa fu rivista nella versione del Challoner come «a city
that is compact together», «una città che è insieme compatta».
Senza andare adesso a cercare le origini dell’inglese nell’ebraico attraverso il greco e il latino, può essere una dimostrazione sufficiente di come a volte una traduzione letterale
del latino possa avere effetti catastrofici, e come per coglierne
il significato possa essere necessario riandare alle lingue che
stanno sotto il nostro latino.
Ora, talvolta si argomenta che per tornare ad accostarsi
all’eucaristia con la reverenza che le è dovuta è necessario ritornare all’«originale latino». Il problema di questo approccio è che il latino non era originale. Il Vangelo fu prima
annunciato da Gesù nel suo dialetto nativo, l’impenetrabile
aramaico della Galilea. Per poter essere trasmesso dovunque
nel mondo mediterraneo (e qui non si può sottovalutare l’influenza di san Paolo), esso dovette essere tradotto in greco, e
non il greco sofisticatissimo dell’Atene del V secolo, ma il comune linguaggio quotidiano che permetteva a popoli con lingue native differenti di comunicare gli uni con gli altri in tutto
l’Impero romano.
Fu solo a partire dal II secolo che i cristiani usarono il latino nei propri documenti ufficiali, e non era più il latino di
Nuova versione
(inglese)
Nuova versione
(traduzione)
Make holy, therefore,
these gifts, we pray, by
sending down your Spirit
upon them like the
dewfall ...
Rendi santi, quindi, questi
doni, ti preghiamo,
facendo scendere il tuo
Spirito su di essi
come la rugiada
che cade...
Nuova versione
(inglese)
Nuova versione
(traduzione)
At the time he was
betrayed and entered
willingly into his passion
...
Al tempo in cui fu tradito
ed entrò volontariamente
nella sua passione...
Cicerone e nemmeno di Tacito, era la lingua di tutti i giorni
che la gente usava per parlare con gli altri. Oggi si potrebbe
pensare ad esempio al linguaggio dei tweets e a Facebook.
L’equivalente moderno del latino del II secolo è l’inglese, non
quello di Shakespeare e Dickens, ma l’inglese che consente
ad esempio ai piloti di aerei e agli ingegneri informatici di comunicare in tutto il mondo, quale che sia la loro lingua d’origine.
Per poter diventare un simile linguaggio comune, una lingua passa attraverso un certo processo. Lo vediamo con l’inglese nel nostro mondo contemporaneo, ed è ciò che accadde
al latino che divenne la lingua franca dell’Europa. Diventò
più semplice da padroneggiare, con una grammatica meno
pressante, e con un’inevitabile perdita in eleganza e talvolta
in potenza (vi fu un noto cardinale che rifiutò di recitare il
breviario, allora interamente in latino, perché esso avrebbe
irrimediabilmente rovinato la sua prosa ciceroniana).
Se i nostri pro-pro-pronipoti ci dicessero di ritenere una
«lingua sacra» il nostro inglese attuale, lo penseremmo un
fatto alquanto singolare; ed è ugualmente singolare trovare
chi difende l’uso del latino nella liturgia sulla base del fatto
che «preserva il mistero». A volte sembrano voler dire semplicemente che «non si capisce».
Con questo in mente, guardiamo alla nuova traduzione
inglese delle preghiere eucaristiche dalla II alla IV. Possiamo
essere più sintetici, poiché molto è già stato detto in precedenza.
Notiamo (tabella 15) la relativa brevità della versione latina e della traduzione 1973 che omette la metafora della rugiada («con la rugiada del tuo Spirito»); la nuova versione ha
aggiunto «sending down», «facendo scendere» lo Spirito, e
ha cambiato la metafora in una similitudine, sacrificando in
concisione. C’è chi ha fatto obiezione a «dewfall» «rugiada
che cade», ma immagino che i traduttori desiderassero evitare
il rischio di confondere la parola «dew» con altre di simile pronuncia come «due», «dovuto», o «Jew», «ebreo».
L’introduzione alle parole dell’istituzione è riportata nella
tabella 16.
Il latino qui significa qualcosa come «il quale, quando di
sua libera volontà veniva consegnato alla sofferenza». La versione 1973 ha letto «sofferenza» come «morte», che non è
necessariamente sbagliato. La nuova versione non usa l’apposizione, e produce una traduzione ammirevolmente breve.
Il traduttore ha aggiunto «and entered», «ed entrò», che può
IL REGNO -
DOCUMENTI
5/2012
177
170-186:Layout 3
15-03-2012
9:26
Pagina 178
S
tudi e commenti
Tabella 17
Versione del 1973
(inglese)
Versione del 1973
(traduzione)
Versione latina
Nuova versione
(traduzione)
In memory of this death
and resurrection, we offer
you, Father ...
In memoria della sua morte
e risurrezione, ti offriamo,
Padre...
Memores igitur mortis et
resurrectionis eius, tibi,
Domine...
Therefore as we celebrate
the memorial of his death
and resurrection, we offer
you, Lord ...
Quindi mentre celebriamo il
memoriale della sua morte e
risurrezione, ti offriamo,
Signore...
We thank you for counting
us worthy to stand in your
presence and serve you ...
Ti ringraziamo di
considerarci degni di stare in
piedi alla tua presenza e
servirti...
gratias agentes quia nos
dignos habuisti astare
coram te et tibi ministrare.
giving thanks that you have
held us worthy to be in
your presence and minister
to you.
rendendo grazie perché ci
hai ritenuti degni di essere
alla tua presenza e renderti
culto.
May all of us who share in
the body and blood of
Christ be brought together
in unity by the Holy Spirit.
(Fa’ che) Possiamo tutti noi
che condividiamo il corpo e
il sangue di Cristo essere
portati insieme in unità dallo
Spirito Santo.
Et supplices deprecamur ut
corporis et sanguinis Christi
participes a Spiritu Sancto
congregemur in unum.
Humbly we pray that,
partaking of the body and
blood of Christ, we may be
gathered into one by the
Holy Spirit.
Umilmente ti preghiamo
che, prendendo parte
al corpo e il sangue di Cristo
possiamo essere radunati
in uno dallo Spirito Santo.
Versione del 1973
(traduzione)
Versione latina
Nuova versione
(inglese)
Nuova versione
(traduzione)
Tabella 18
Versione del 1973
(inglese)
Remember our brothers
and sisters who have gone
to their rest in the hope of
rising again;
Ricorda i nostri fratelli e
sorelle che sono andati al
loro riposo nella speranza di
sorgere ancora;
Memento etiam fratrum
nostrorum qui in spe
resurrectionis dormierunt,
omniunque in tua
miseratione defunctorum,
Remember also our
brothers and sisters who
have fallen asleep in the
hope of the resurrection,
and all who have died in
your mercy:
Ricorda anche i nostri fratelli
e sorelle che sono caduti
addormentati nella speranza
della risurrezione, e tutti
quelli che sono morti nella
tua misericordia:
bring them and all the
departed into the light of
your presence.
porta loro e tutti i defunti
nella luce della tua presenza.
et eos in lumen vultus tui
admitte.
welcome them into the
light of your face.
accoglili nella luce del tuo
volto.
Tabella 19
Versione del 1973
(inglese)
... make us worthy to share
eternal life ...
Versione del 1973
(traduzione)
... rendici degni di
condividere la vita eterna...
Versione latina
... aeternae vitae mereamur
esse consortes...
aiutare la comprensione, ma non è nell’originale; ma più goffamente ha usato «betray», «tradire» per un verbo che nella
narrazione dell’istituzione sta per tradurre come «given up»,
«consegnato».
Si tratta di un punto importante: la parola greca che sta
sotto il latino potrebbe significare «tradire», che è il modo in
cui è stata normalmente compresa. Ma potrebbe anche significare «passare, consegnare», il che solleva la questione del
ruolo di Giuda nella morte di Gesù. Forse il traduttore sta
cercando di salvaguardare tutto traducendo lo stesso verbo
in due modi diversi, il che tuttavia può confondere quando
questi sono presenti nella stessa frase.
Come spesso altrove, nel brano successivo (tabella 17) la
versione 1973 spezza in due la singola frase latina, il che
rende l’inglese più scorrevole. Il «celebrate the memorial»,
«celebriamo il memoriale», della nuova versione non è
esattamente memores... mortis et resurrectionis, ma vi si accosta maggiormente della versione del 1973, dove «in memory», «in memoria», fa della risurrezione un evento più
remoto di quanto il cristianesimo ortodosso potrebbe accettare; forse «mindful», «memori», avrebbe risolto il problema.
La nuova versione è corretta, avendo «Lord», «Signore»,
non il «Father», «Padre» del 1973 (e so per esperienza quanto
178
Nuova versione
(inglese)
IL REGNO -
DOCUMENTI
5/2012
Nuova versione
(inglese)
... we may merit to be coheirs to eternal life ...
Nuova versione
(traduzione)
... possiamo meritare di
essere coeredi della vita
eterna...
sia facile commettere quest’errore traducendo). È interessante
vedere ancora una volta la nuova versione riluttante a rappresentare l’assemblea «standing», «in piedi», durante preghiera eucaristica, preferendo «be in your presence», «essere
alla tua presenza», per astare coram te, mentre la versione del
1973 lo traduce correttamente.
I nuovi traduttori avrebbero potuto seguire il 1973 anche
traducendo ministrare con «serve», «servire», piuttosto che
con «minister», «renderti culto». È vero che «minister» significa «serve», è vero anche che segue la radice latina, ma in inglese la parola ha forse un sapore troppo cultuale per restituire
ciò che il latino sembra dire. Al termine della preghiera, tuttavia, la nuova versione è corretta, traducendo congregemur in
unum con «we may be gathered into one», «possiamo essere
raccolti in uno».
Nel brano successivo (tabella 18) la nuova versione ha
colto molti aspetti dell’originale, e ha anche introdotto un insolito tocco di linguaggio inclusivo («brothers and sisters», «fratelli e sorelle»). «Fallen asleep», «caduti addormentati», è
leggermente meglio, a mio giudizio, di «gone to their rest»,
«andati al loro riposo», e «died in your mercy», «morti nella
tua misericordia» riprende molto bene il latino. E mi piace
particolarmente «welcome them into the light of your face»,
«accoglili nella luce del tuo volto» per eos in lumen vultus tui
170-186:Layout 3
15-03-2012
9:26
Pagina 179
admitte, sebbene la versione 1973 avesse colto il significato
dell’espressione ebraica sottostante il latino.
Tutto questo rende più sconcertante la conclusione della
preghiera (tabella 19). Il latino qui significa qualcosa come
«possiamo meritare di condividere la vita eterna». «Merit to
be co-heirs» è praticamente impossibile da dire ad alta voce,
non suona inglese, e non coglie realmente ciò che dice il latino. È un triste modo di terminare la bella Preghiera eucaristica II.
La Preghiera eucaristica III (tabella 20) nella nuova versione a mio parere comincia veramente molto bene. La nuova
versione corregge «Father», «Padre», con «Lord», «Signore»,
e cambia «all creation», «tutta la creazione», in «all you have
created», «tutto ciò che hai creato»; questo è un po’ più vicino al latino, che significa qualcosa come «l’intera creazione
da te fondata», anche se il traduttore ha conservato «rightly
gives you praise», «giustamente ti rende lode», del 1973 per
«meritatamente ti loda». «By the power and working of the
Holy Spirit», «per potenza e opera dello Spirito Santo», non
è male per Spiritus Sancti operante virtute; e mi piace «you
give life to all things and make them holy», «tu dai vita a tutte
le cose e le rendi sante», per vivificas et stanctificas universa,
che è più vicino che «all life, all holiness comes from you»,
«tutta la vita, tutta la santità vengono da te»; universa non è
facile da rendere in inglese.
Tabella 20 - Preghiera eucaristica III
Versione del 1973
Versione del 1973
(inglese)
(traduzione)
Mi è sempre piaciuto come suona «from age to age you gather...», «di età in età tu raduni...», ma devo ammettere che
non coglie il latino bene come «you never ceases to gather...»,
«mai cessi di radunare...». «From the rising of the sun to its setting», «dal sorgere del sole al suo tramonto» è preferibile a
«from east to west», «da Oriente a Occidente», e mi ha fatto
felice vedere che il traduttore ha resistito alla tentazione di
tradurre oblatio con «oblation», «oblazione»: «a pure sacrifice», «un sacrificio puro», funziona molto bene, e nel momento in cui questo testo sarà rivisto, si potrebbe suggerire ai
revisori di usare il comando «Sostituisci tutto» del computer
per rimuovere tutte le ricorrenze di «oblation», «oblazione».
Nel Supplices ergo te rogamus (tabella 21) la nuova versione
ha vinto la tentazione di usare «sanctify», «santificare» (che è
la pratica normale), e ha scelto il più autentico inglese «make
holy» «rendere santo»; «for consecration», «per la consacrazione», probabilmente coglie sacranda leggermente meglio,
e ugualmente penso che in ogni caso sia preferibile «mysteries», «misteri», a «eucaristia», anche se comprendo perché vi
sia chi lo respinge.
Vi è poi (tabella 22) un piccolo problema; la nuova versione correttamente traduce il pronome enfatico ipse con «he
himself», «egli stesso», senza aggiungere veramente nulla al significato, ma stranamente segue il 1973 traducendo il tempo
imperfetto come «he was betrayed», «fu tradito», piuttosto che
Versione latina
Nuova versione
(inglese)
Nuova versione
(traduzione)
Father, you are holy
indeed,
Padre, tu sei santo
veramente,
Vere sanctus es, Domine,
You are indeed holy, o
Lord,
Tu sei veramente santo, o
Signore,
and all creation rightly
gives you praise.
e tutta la creazione
giustamente ti rende
lode.
et merito te laudat omnis
a te condita creatura,
and all you have created
rightly gives you praise,
e tutto ciò che hai creato
giustamente ti rende
lode,
All life, all holiness comes
from you through your
Son, Jesus Christ our
Lord,
Tutta la vita, tutta la
santità vengono da te
mediante tuo Figlio, Gesù
Cristo nostro Signore,
quia per Filium tuum,
Dominum nostrum Iesum
Christum,
for through your Son our
Lord Jesus Christ,
poiché mediante tuo
Figlio nostro Signore Gesù
Cristo,
by the working of the
Holy Spirit.
per opera dello Spirito
Santo.
Spiritus Sancti operante
virtute,
by the power and
working of the Holy Spirit
per potenza e opera dello
Spirito Santo
From age to age you
gather a people to
yourself, so that from
east to west a perfect
offering may be made to
the glory of your name.
Di età in età tu raduni un
popolo a te così che da
Oriente a Occidente
un’offerta perfetta possa
essere fatta a gloria del
tuo nome.
vivificas et sanctificas
universa, et populum tibi
congregare non desinis,
ut a solis ortu usque ad
occasum oblatio munda
offeratur nomini tuo.
you give life to all things
and make them holy, and
you never cease to
gather a people to
yourself, so that from the
rising of the sun to its
setting a pure sacrifice
may be offered to your
name.
tu dai vita a tutte le cose
e le rendi sante, e mai
cessi di radunare un
popolo a te, così che dal
sorgere del sole al suo
tramonto un sacrificio
puro possa essere offerto
al tuo nome.
Versione del 1973
(traduzione)
Versione latina
Nuova versione
(inglese)
Nuova versione
(traduzione)
Tabella 21
Versione del 1973
(inglese)
And so, Father, we bring
you these gifts.
E dunque, Padre, ti
portiamo questi doni.
Supplices ergo te,
Domine,
Therefore, o Lord, we
humbly implore you:
Quindi, o Signore,
umilmente ti imploriamo:
We ask you to make
them holy by the power
of your Spirit ... at whose
command we celebrate
this eucharist.
Ti chiediamo di renderli
santi per la potenza
del tuo Spirito... al cui
comando celebriamo
questa eucaristia.
deprecamur ut haec
munera, quae tibi
sacranda detulimus,
eodem Spiritu
sanctificare digneris...
cuius mandato haec
mysteria celebramus.
by the same Spirit
graciously make holy
these gifts we have
brought to you for
consecration ... at whose
command we celebrate
these mysteries.
per lo stesso Spirito
benevolmente rendi santi
questi doni che abbiamo
portato a te per la
consacrazione...
al cui comando
celebriamo questi misteri.
IL REGNO -
DOCUMENTI
5/2012
179
170-186:Layout 3
15-03-2012
9:26
Pagina 180
S
tudi e commenti
Tabella 22
Versione del 1973
(inglese)
On the night he was
betrayed, he took bread
...
Versione del 1973
(traduzione)
Nella notte in cui fu
tradito, egli prese del
pane...
Tabella 23
Versione del 1973
(inglese)
Father, calling to mind
the death your Son
endured for our
salvation, his glorious
resurrection and
ascension into heaven,
and ready to greet him
when he comes again, we
offer you in thanksgiving
this holy and living
sacrifice.
Versione del 1973
(traduzione)
Padre, chiamando alla
mente la morte che tuo
Figlio ha sopportato per
la nostra salvezza, la sua
gloriosa risurrezione e
ascensione al cielo, e
pronti a riceverlo quando
ritorna, ti offriamo in
rendimento di grazie
questo santo e vivente
sacrificio.
Tabella 24
Versione del 1973
(inglese)
Look with favour on your
Church’s offering, and
see the victim whose
death has reconciled us
to yourself. Grant that
we ... may become one
body, one spirit ...
Versione del 1973
(traduzione)
Guarda con favore
all’offerta della tua
Chiesa, e vedi la vittima la
cui morte ci ha riconciliati
con te stesso. Concedi
che noi... possiamo
diventare un corpo, uno
spirito...
Versione latina
Ipse enim in qua nocte
tradebatur, accepit
panem...
Versione latina
Memores igitur, Domine,
eiusdem Filii tui
salutiferae passionis
necnon mirabilis
resurrectionis et
ascensionis in caelum,
sed et praestolantes
alterum eius adventum,
offerimus tibi, gratias
referentes, hoc
sacrificium vivum et
sanctum.
Versione latina
Respice, quaesumus, in
oblationem Ecclesiae
tuae et, agnoscens
hostiam, cuius voluisti
immolatione placari,
concede ut... unum
corpus et unus spiritus
inveniamur...
«he was being betrayed» (o «handed over»), «veniva tradito» (o
«consegnato»).
Per una volta (tabella 23), entrambe le traduzioni inglesi
sono un po’ più brevi dell’originale latino. La nuova versione
pare un po’ impacciata nella traduzione di parole relativamente poco importanti come igitur, ma abbastanza inesatta
traducendo memores in modo sovraccarico come «we celebrate
the memorial», «celebriamo il memoriale», e salutiferae come
«saving», «salvifica», sebbene qui «wondrous», «mirabile»,
sia probabilmente più accurato del «glorious» del 1973 per
mirabilis. Va detto che naturalmente «glorious», «gloriosa»,
suona meglio nell’inglese contemporaneo. Non mi convince
«as we look forward», «mentre attendiamo», per praestolantes,
per cui sarebbe stato meglio qualcosa come «stand ready for»,
«stiamo (in piedi) pronti per», non così lontano dal «ready to
greet», «pronti a riceverlo», del 1973.
Nella parte successiva (tabella 24), nella nuova versione
qualcosa è andato proprio storto. Per il latino respice dovremmo avere qualcosa come «look carefully», «guarda attentamente», e la versione del 1973 ci va un po’ più vicino.
«Oblation», «oblazione», non è realmente necessario; come
abbiamo già visto, i traduttori altrove lo rendono volentieri
con «offering», «offerta».
La maggiore difficoltà sta nella teologia del testo latino,
un po’ inquietante, la quale suggerisce un Dio dal brutto carattere che chiede sangue, in una proposizione che alla lettera potrebbe essere resa come «riconoscendo il sacrificio
180
IL REGNO -
DOCUMENTI
5/2012
Nuova versione
(inglese)
For on the night he was
betrayed, he himself took
bread ...
Nuova versione
(traduzione)
Poiché la notte
in cui fu tradito,
egli stesso prese
del pane...
Nuova versione
(inglese)
Nuova versione
(traduzione)
Therefore, o Lord, as we
celebrate the memorial
of the saving passion of
your Son, his wondrous
resurrection and
ascension into heaven,
and as we look forward
to his second coming, we
offer you in thanksgiving
this holy and living
sacrifice.
Quindi, o Signore, mentre
celebriamo il memoriale
della salvifica passione del
tuo Figlio, della sua
mirabile risurrezione e
ascensione al cielo, e
mentre attendiamo la sua
seconda venuta, ti
offriamo in rendimento di
grazie questo santo e
vivente sacrificio.
Nuova versione
(inglese)
Nuova versione
(traduzione)
Look, we pray, upon the
oblation of your Church,
and, recognising the
sacrifical victim by whose
death you willed to
reconcile us to yourself,
grant that we ... may
become one body, one
spirit ...
Guarda, ti preghiamo
all’oblazione della tua
Chiesa, e, riconoscendo la
vittima sacrificale per la
cui morte tu volesti
riconciliarci con te stesso,
concedi che noi...
possiamo diventare un
corpo, uno spirito...
dalla cui immolazione tu volesti essere placato». Altra difficoltà è che la lunga frase latina, sottilmente articolata con attenta subordinazione, in inglese semplicemente non funziona,
e il participio «recognising», «riconoscendo», non riesce ad
avere in inglese l’effetto che agnoscens ha in latino. In questo
riesce molto meglio la versione del 1973 con «and see», «e
vedi». E «we may become», «possiamo diventare», che è la
scelta sia del 1973 sia della nuova versione, in realtà non funziona per inveniamur, che ha un’inflessione in qualche modo
simile al se trouver francese. Ma mi pare che non lo si potrebbe tradurre neanche come «we may be found», «possiamo
essere trovati».
La nuova versione (tabella 25) ha «make of us», «fare di
noi», per nos perficiat, anche se non è chiaro il motivo, e blandamente traduce valeamus come «we may», «possiamo», che
non vale «enable us», «metterci in grado», del 1973. La pletora di aggettivi, presi pari pari dal latino, in inglese non funziona, e non aggiunge nulla al significato. In modo un po’
singolare, la parola latina perpetuo sembra essere tradotta due
volte, come «constant», «costante», e come «unfailing», «infallibile». Forse è un modo per salvare capra e cavoli.
Nella nuova versione successivamente (tabella 26) ci sono
delle buone scelte. «Sacrifice of reconciliation», «sacrificio di riconciliazione», traduce abbastanza bene il latino, sebbene
normalmente la nuova versione opti per «sacrifical victim»,
«vittima sacrificale», per il latino hostia. In effetti al «which
has made our peace with you», «che ha fatto la nostra pace
170-186:Layout 3
15-03-2012
9:26
Pagina 181
con te», del 1973 riesce molto bene la metafora della riconciliazione.
Chi si preoccupa del «for many», «per molti», nelle parole
dell’istituzione, temendo che possa limitare il piano di salvezza di Dio ad alcuni soltanto, qui tirerà un sospiro di sollievo alla traduzione di proficiat ... ad totius mundi pacem
atque salutem in «advance the peace and salvation of all the
world», «fare procedere la pace e la salvezza di tutto il
mondo». È interessante che i traduttori della nuova versione
Tabella 25
Versione del 1973
(inglese)
May he make us an
everlasting gift to you and
enable us to share in the
inheritance of your saints,
with Mary, the virgin
mother of God; with the
apostles, the martyrs ... on
whose constant
intercession we rely for
help.
Tabella 26
Versione del 1973
(inglese)
Versione del 1973
(traduzione)
Possa egli renderci un
perenne dono a te e
metterci in grado di
condividere l’eredità dei tuoi
santi, con Maria, la vergine
madre di Dio, con gli
apostoli, i martiri... sulla cui
costante intercessione noi
contiamo per aiuto.
Versione del 1973
(traduzione)
qui siano rimasti fedeli a quella del 1973, come hanno fatto
anche con la bella immagine di «your pilgrim Church on
earth» «tua Chiesa pellegrina sulla terra», che invece, per rendere giustizia al participio presente, avrebbero potuto correggere in «your Church as it makes its prilgrimage on earth»,
«tua Chiesa mentre compie il suo pellegrinaggio sulla terra».
Molti osservatori hanno espresso irritazione per l’importanza data ai vescovi, in un momento in cui questi non godono di grande popolarità; «the Order of Bishops», «l’ordine
Versione latina
Ipse nos perficiat munus
aeternum, ut cum electis
tuis hereditatem consequi
valeamus, cum beatissima
virgine, Dei genetrice, Maria,
cum beatis apostolis tuis et
gloriosis martyribus...
quorum intercessione
perpetuo apud te
confidimus adiuvari.
Versione latina
Nuova versione
(inglese)
May he make of us an
eternal offering to you, so
that we may obtain an
inheritance with your elect,
especially with the most
blessed virgin Mary, mother
of God, with your blessed
apostles and glorious
martyrs ... on whose
constant intercession in
your presence we rely for
unfailing help.
Nuova versione
(inglese)
Nuova versione
(traduzione)
Possa egli fare di noi
un’eterna offerta
a te, così che possiamo
ottenere un’eredità con i
tuoi eletti, specialmente
con la beatissima vergine
Maria, madre di Dio,
con i tuoi beati apostoli e
gloriosi martiri...
sulla cui costante
intercessione alla tua
presenza noi contiamo
per infallibile aiuto.
Nuova versione
(traduzione)
Lord, may this sacrifice,
which has made our peace
with you, advance the
peace and salvation of all
the world.
Signore, possa questo
sacrificio, che ha fatto la
nostra pace con te, fare
procedere la pace e la
salvezza di tutto il mondo.
Haec hostia nostrae
reconciliationis proficiat,
quaesumus, Domine, ad
totius mundi pacem atque
salutem.
May this sacrifice of our
reconciliation, we pray, o
Lord, advance the peace
and salvation of all the
world.
Possa questo sacrificio della
nostra riconciliazione,
ti preghiamo, o Signore, fare
procedere la pace e la
salvezza di tutto
il mondo.
Strengthen in faith and love
your pilgrim Church on
earth, your servants ... and
all the bishops, with the
clergy and the entire people
your Son has gained
for you.
Rafforza nella fede e
nell’amore la tua Chiesa
pellegrina sulla terra, i tuoi
servi... e tutti i vescovi, con il
clero e l’intero popolo che
tuo Figlio ha guadagnato
per te.
Ecclesiam tuam,
peregrinantem in terra,
in fide et caritate firmare
digneris cum famulis tuis...
cum episcopali ordine et
universo clero et omni
populo acquisitionis tuae.
Be pleased to confirm
in faith and charity your
pilgrim Church on earth,
with your servants ... the
Order of Bishops, all the
clergy, and the entire
people you have gained
for your own.
Compiàciti di confermare
nella fede e nella carità
la tua Chiesa pellegrina sulla
terra, con i tuoi servi...
l’Ordine dei Vescovi, tutto il
clero, e l’intero popolo che
hai guadagnato
per te stesso.
Tabella 27
Versione del 1973
(inglese)
Versione del 1973
(traduzione)
Versione latina
Nuova versione
(inglese)
Nuova versione
(traduzione)
Father, hear the prayers of
the family you have
gathered here before you.
Padre, ascolta le preghiere
della famiglia che hai
radunato qui davanti a te.
Votis huius familiae, quam
tibi astare voluisti, adesto
propitius.
Listen graciously to the
prayers of this family,
whom you have
summoned before you:
Ascolta benevolmente le
preghiere di questa famiglia,
che hai convocato davanti a
te:
In mercy and love unite all
your children wherever
they may be.
Nella misericordia e
nell’amore unisci tutti i tuoi
figli dovunque possano
essere.
Omnes filios tuos ubique
dispersos tibi, clemens
Pater, miseratus coniunge.
in your compassion, o
merciful Father, gather to
yourself all your children
scattered throughout the
world.
nella tua compassione, o
misericordioso Padre, raduna
a te tutti i tuoi figli sparsi in
tutto il mondo.
Welcome into your
kingdom our departed
brothers and sisters, and all
who have left this world in
your friendship.
Accogli nel tuo regno i
nostri fratelli e sorelle
defunti, e tutti quelli che
hanno lasciato questo
mondo nella tua amicizia.
Fratres nostros defunctos
et omnes qui, tibi placentes,
ex hoc saeculo transierunt,
in regnum tuum benignus
admitte,
To our departed brothers
and sisters and to all who
were pleasing to you at
their passing from this life,
give kind admittance to
your kingdom.
Ai nostri fratelli e sorelle
defunti e a tutti quelli che
erano graditi a te al loro
passaggio da questa vita, dai
benigna ammissione nel tuo
regno.
We hope to enjoy forever
the vision of your glory ...
Speriamo di godere per
sempre la visione della tua
gloria...
ubi fore speramus, ut simul
gloria tua perenniter
satiemur...
There we hope to enjoy
forever the fullness of your
glory ...
Là speriamo
di godere per sempre la
pienezza della tua gloria...
IL REGNO -
DOCUMENTI
5/2012
181
170-186:Layout 3
15-03-2012
9:26
Pagina 182
S
tudi e commenti
dei vescovi», pare un po’ troppo «sbattuto in faccia», come dicono a New York, e forse le minuscole («the order of bishops») aiuterebbero a stemperare l’irritazione. «The entire
people you ave gained for your own», «l’intero popolo che hai
guadagnato per te stesso» è meglio del 1973, e più vicino alla
metafora veterotestamentaria del popolo di Dio.
«Listen graciously», «ascolta benevolmente» (tabella 27)
non è troppo male per adesto propitius, che dovrebbe significare qualcosa come «sii benignamente presente» o «sii benigno e attento». Vi è di nuovo riluttanza di fronte all’antica
idea dell’assemblea che sta in piedi durante la preghiera eucaristica, poiché il latino dovrebbe significare «che hai desiderato che stessero in piedi alla tua presenza», ma è stato
ridotto a «whom you have summonned before you», «che hai
convocato davanti a te».
È bene notare che filios e fratres sono correttamente tradotti «children», «figli», e «brother and sisters», «fratelli e sorelle», quando la tentazione avrebbe potuto essere quella di
optare per una resa più esclusivamente maschile. Ubique dispersos, che significa «sparsi ovunque», è divenuto «scattered
throughout the world», «sparsi in tutto il mondo», che è probabilmente corretto, sebbene il «wherever they may be», «dovunque possano essere» del 1973 colga la stessa idea.
Nella frase conclusiva di questa preghiera si arriva a capire ciò a cui miravano i traduttori ponendo all’inizio quel
«departed brothers and sisters», «fratelli e sorelle defunti», nello
stesso luogo dove si trova in latino, ma ciò significa che il sinTabella 28 - Preghiera eucaristica IV
Versione del 1973
Versione del 1973
(inglese)
(traduzione)
182
tagma inglese introdotto dalla preposizione sta reggendo un
peso impossibile, con «to» che barcolla sotto l’immenso peso
del resto della frase.
A mio parere «all who were pleasing to you at their passing
from this life», «tutti quelli che erano graditi a te al loro passaggio da questa vita», è meglio di «all who have left this world
in your friendship» «tutti quelli che hanno lasciato questo
mondo nella tua amicizia». «Give kind admittance», «dài benigna ammissione», ha un bel suono per benignus admitte,
ma la frase successiva è davvero spinosa da volgere in inglese,
e nessuna delle versioni ci riesce: «Where we hope to be, in order
that down the years we may be abundantly sated by your glory»,
«dove speriamo di essere, affinché nel corso degli anni possiamo essere abbondantemente saziati dalla tua gloria», è una
brutale e legnosa traduzione letterale, che vuole solo mostrare
sia ciò a cui mirano le due versioni inglesi, sia l’impossibilità
di qualunque traduzione.
Eccoci ora (tabella 28) alla Preghiera eucaristica IV, la più
bella e la più scritturistica fra quelle che ci sono state date nel
1973. Contiene alcuni problemi interessanti, come l’uso di
homo che significa l’«essere umano»: lo si tradurrà come
«man», «uomo», oppure come «humanity», «umanità», oppure «men and women», «uomini e donne», o è meglio usare
qualche eufemismo più o meno elegante?
Qui e poco oltre la nuova versione dà «Father most holy»
«Padre santissimo» per Pater sancte, presumibilmente per il
fatto che suona meglio in inglese (e vi sono altre parti in cui
Versione latina
Nuova versione
(inglese)
Nuova versione
(traduzione)
Father, we acknowledge
your greatness: all your
actions show your
wisdom and love.
Padre, noi riconosciamo la
tua grandezza: tutte le
tue azioni mostrano la tua
saggezza e il tuo amore.
Confitemur tibi, Pater
sancte, quia magnus es
et omnia opera tua in
sapientia et caritate
fecisti.
We give you praise, Father
most holy, for you are
great and you have
fashioned all your works
in wisdom and in love.
Ti rendiamo lode, Padre
santissimo, poiché tu sei
grande e hai modellato
tutte le tue opere nella
saggezza e nell’amore.
You formed man in your
own likeness and set him
over the whole world to
serve you, his Creator,
and to rule over all
creatures.
Tu formasti l’uomo a tua
stessa somiglianza e lo
ponesti sul mondo intero
per servire te, suo
Creatore e governare su
tutte le creature.
Hominem ad tuam
imagine condidisti, eique
commisisti mundi curam
universi, ut tibi soli
Creatori serviens,
creaturis omnibus
imperaret.
You formed man in your
own image and entrusted
the whole world to his
care, so that serving you
alone, the Creator, he
might have dominion
over all creatures.
Tu formasti l’uomo a tua
stessa immagine e
affidasti il mondo intero
alla sua cura, così che
servendo te solo, il
Creatore, egli potesse
avere dominazione su
tutte le creature.
Even when he disobeyed
you and lost your
friendship you did not
abandon him to the
power of death, but
helped all men to seek
and find you.
Anche quando egli ti
disobbedì e perse la tua
amicizia non lo
abbandonasti al potere
della morte, ma aiutasti
tutti gli uomini a cercarti
e trovarti.
Et cum amicitiam tuam,
non oboediens, amisisset,
non eum dereliquisti in
mortis imperio. Omnibus
enim misericorditer
subvenisti, ut te
quaerentes invenirent.
And when through
disobedience he had lost
your friendship, you did
not abandon him to the
domain of death. For you
came in mercy to the aid
of all, so that those who
seek might find you.
E quando attraverso la
disobbedienza aveva
perduto la tua amicizia, tu
non lo abbandonasti al
dominio della morte,
poiché tu venisti nella
misericordia in aiuto di
tutti, così che coloro che
cercano possano trovarti.
Again and again you
offered a covenant to
man, and through the
prophets taught him to
hope for salvation.
Molte volte tu offristi un
patto all’uomo, e
attraverso i profeti gli
insegnasti a sperare nella
salvezza.
Sed et foedera pluries
hominibus obtulisti
eosque per prophetas
erudisti in expectatione
salutis.
Time and again you
offered them covenants
and through the prophets
taught them to look
forward to salvation.
Diverse volte offristi a
loro patti e attraverso i
profeti insegnasti loro a
restare in attesa della
salvezza.
Father, you so loved the
world that in the fullness
of time you sent your
only Son to be our
Saviour.
Padre, tanto amasti il
mondo che nella pienezza
del tempo mandati il tuo
unico Figlio per essere il
nostro Salvatore.
Et sic, Pater sancte,
mundum dilexisti, ut,
completa plenitudine
temporum, Unigenitum
tuum nobis mitteres
Salvatorem.
And you so loved the
world, Father most holy,
that in the fullness of
time you sent your only
begotten Son to be our
Saviour.
E tanto amasti
il mondo, Padre
santissimo, che nella
pienezza del tempo
mandasti il tuo solo
unigenito Figlio per essere
nostro Salvatore.
IL REGNO -
DOCUMENTI
5/2012
170-186:Layout 3
15-03-2012
Tabella 29
Versione del 1973
(inglese)
9:26
Pagina 183
Versione del 1973
(traduzione)
Versione latina
He was conceived
through the power of the
Holy Spirit and born of
the virgin Mary, a man like
us in all things but sin.
Egli fu concepito
mediante il potenza dello
Spirito Santo e nacque
dalla vergine Maria, un
uomo come noi in tutte
le cose fuorché il peccato.
To the poor he
proclaimed the good
news of salvation, to
prisoners, freedom, and
to those in sorrow, joy. In
fulfilment of your will, he
gave himself up to death;
but by rising from the
dead he destroyed death
and restored life.
Tabella 30
Versione del 1973
(inglese)
Nuova versione
(inglese)
Nuova versione
(traduzione)
Qui, incarnatus de Spiritu
Sancto et natus ex Maria
virgine, in nostra
condicionis forma est
conversatus absque
peccato...
Made incarnate by the
Holy Spirit and born of
the virgin Mary, he shared
our human nature in all
things but sin.
Fatto incarnare dallo
Spirito Santo e nato dalla
vergine Maria, condivise la
nostra umana natura in
tutte le cose fuorché il
peccato.
Ai poveri proclamò la
buona notizia della
salvezza, ai prigionieri la
libertà, e a quelli nella
sofferenza, la gioia. A
compimento della tua
volontà egli diede se
stesso alla morte;
Salutem evangelizavit
pauperibus,
redemptionem captivis,
maestis corde laetitiam.
Ut tuam vero
dispensationem impleret,
in mortem tradidit
semetipsum
To the poor he
proclaimed the good
news of salvation, to
prisoners, freedom, and
to the sorrowful of heart,
joy. To accomplish your
plan, he gave himself up
to death,
Ai poveri proclamò la
buona notizia della
salvezza, ai prigionieri la
libertà, e ai sofferenti nel
cuore, la gioia. Per
realizzare il tuo progetto,
egli diede se stesso alla
morte,
ma nel risorgere dai morti
distrusse la morte e
ristabilì la vita.
ac, resurgens a mortuis,
mortem destruxit
vitamque renovavit.
and, rising from the dead,
he destroyed death and
restored life.
e, risorgendo dai morti,
distrusse la morte e
ristabilì la vita.
Versione del 1973
(traduzione)
Versione latina
Nuova versione
(inglese)
Nuova versione
(traduzione)
And that we might live
no longer for ourselves
but for him, he sent the
Holy Spirit from you,
Father, as his first gift to
those who believe, to
complete his work on
earth
E affinché possiamo
vivere non più per noi
stessi ma per lui, mandò
lo Spirito Santo da te,
Padre, come suo primo
dono a coloro che
credono, per completare
la sua opera sulla terra
Et, ut non amplius
nobismetipsis viveremus,
sed sibi qui pro nobis
mortuus est atque
surrexit, a te, Pater, misit
Spiritum Sanctum
primitias credentibus, qui,
opus suum in mundo
perficiens,
And that we might live
no longer for ourselves
but for him who died
and rose again for us, he
sent the Holy Spirit from
you, Father, as the first
fruits for those who
believe, so that, bringing
to perfection his work in
the world,
E affinché possiamo
vivere non più per noi
stessi ma per lui che morì
e risuscitò per noi, egli
mandò lo Spirito Santo da
te, Padre, come i primi
frutti per coloro che
credono, così che,
portando a perfezione la
sua opera nel mondo,
and bring us the fullness
of grace.
e portarci la pienezza di
grazia.
omnem sanctificationem
compleret.
he might sanctify
Creation to the full.
egli possa santificare la
Creazione in pienezza.
si vorrebbe che tale criterio fosse stato maggiormente utilizzato). Nella frase seguente la versione del 1973 coglie tutti gli
elementi del latino, ma è interessante che la nuova versione
abbia «you have fashioned all your works in wisdom and in
love», «hai modellato tutte le tue opere nella saggezza e nell’amore», dove il tono di «fashioned», «modellato», è forse un
gradino più alto di quello di fecisti; e colpisce che la nuova
versione, che altrove insiste su «charity», «carità», qui traduce
caritate come «nell’amore».
Quando si arriva alla questione del linguaggio inclusivo,
entrambe le versioni traducono hominem come «man»,
«uomo», sebbene la nuova versione si redima passando abbastanza bruscamente a «all», «tutti», e a «them», «loro»,
mentre il latino offre il plurale hominibus. È una questione
spinosa, e molti celebranti (incluso, va detto, il sottoscritto)
semplicemente non sono capaci di dire «uomo» quando la
preghiera si riferisce alla razza umana, così che forse sarebbe
stato meglio offrire un termine più neutro come genere. Tuttavia, va dato credito alla nuova versione di aver resistito alla
tentazione di usare un linguaggio esclusivo in «so that those
who seek might find you», «così che coloro che cercano possano trovarti», e «taught them to look forward to salvation»,
«insegnasti loro ad attendere la salvezza».
«Entrusted the whole world to his care», «affidasti il mondo
intero alla sua cura», è molto meglio per eique commisisti
mundi curam universi che «set him over the whole world», «lo
ponesti sul mondo intero»; e «so that serving you alone, the
Creator, he might have dominion over all creatures», «così che
servendo te solo, il Creatore, egli potesse avere dominazione
su tutte le creature», è corretto per ut tibi soli creatori serviens,
creaturis omnibus imperaret.
Di questi tempi ci viene richiesto molto opportunamente
di riprovare l’idea che l’umanità abbia licenza di fare ciò che
vuole con il pianeta; e qui ciò che limita la nostra libertà è
l’insistenza, non così esplicita nella versione del 1973, sul fatto
che dobbiamo servire Dio solo. Se comprendiamo correttamente, quindi, non abbiamo diritti illimitati su ciò che Dio ci
ha dato; non possiamo, ad esempio, semplicemente servire i
nostri appetiti.
«When through disobedience he had lost your friendship»,
«e quando attraverso la disobbedienza aveva perduto la tua
amicizia», coglie meglio che nel 1973 l’impatto del participio
presente latino (non oboediens) sul verbo principale; ed è un
tocco gradevole nella nuova versione che ripeta la radice «dominion... domain» «dominazione... dominio» per l’assonanza
latina imperaret... imperio.
Pluries è tradotto, non senza ragione, come «time and
again» «più volte», contro «again and again», «ripetutamente», del 1973, sebbene non vi sia molto da scegliere fra
queste versioni.
Ammesso che i fedeli comprendano la frase «made incarnate», «fatto incarnare» (tabella 29), la nuova versione è più
vicina al latino che nel 1973, sebbene de Spiritu Sancto non
sia né «by», «dallo», né «through the power of», «mediante la
IL REGNO -
DOCUMENTI
5/2012
183
170-186:Layout 3
15-03-2012
9:26
Pagina 184
S
tudi e commenti
potenza dello». Ma «shared your human nature in all things
but sin» «condivise la nostra umana natura in tutte le cose
fuorché il peccato» è eccellente per cogliere l’eco scritturistica
del latino.
Gran parte della nuova versione a questo punto sembra
di fatto una revisione del 1973, con la modifica in «sorrowful
of heart», «sofferenti nel cuore» che tiene il testo più vicino all’originale. È bello notare che entrambe le versioni inglesi evitano di usare la metafora obsoleta di «redemption»,
«redenzione», il cui collegamento con il riscatto degli schiavi
è ora dimenticato dai più.
Va detto che «to accomplish your plan», «per realizzare il
tuo progetto», è meglio di «in fulfilment of your will», «a compimento della tua volontà»: la versione del 1973 induce
troppo a ritenere che Dio condanni a morte suo Figlio, mentre la nuova colloca l’abbandono di Gesù alla morte nel
grande orizzonte della storia della salvezza. La versione del
1973, d’altro canto, è leggermente preferibile nella sua traduzione del participio presente resurgens come «by rising»,
«nel risorgere», dando risalto al contributo di Gesù alla distruzione della morte.
In questa parte della preghiera la nuova versione ha ripristinato l’importante elemento «lui che morì e risuscitò per
noi», sebbene non colga del tutto la forza riflessiva di sibi, forse
intraducibile. E in questa stessa parte «first fruits», «primi
frutti», è meglio per primitias di «first gift», «primo dono».
Due altri cambiamenti segnano un miglioramento rispetto al 1973, senza raggiungere del tutto la forza del latino: «bringing to perfection his work in the world», «portando a perfezioTabella 31
Versione del 1973
(inglese)
Father, may this Holy
Spirit sanctify these
offerings ... as we
celebrate the great
mystery which he left us
as an everlasting
covenant.
Versione del 1973
(traduzione)
Padre, possa questo
Spirito Santo santificare
queste offerte... mentre
celebriamo il grande
mistero che ci ha lasciato
come un patto perenne.
Tabella 32
Versione del 1973
(inglese)
He always loved those
who were his own in the
world. When the time
came for him to be
glorified by you, his
heavenly Father, he
showed the depth of his
love.
Versione del 1973
(traduzione)
Egli ha sempre amato
coloro che erano suoi nel
mondo. Quando venne
per lui il tempo di essere
glorificato da te, suo
celeste Padre, egli mostrò
la profondità del suo
amore.
Tabella 33
Versione del 1973
(inglese)
... he took the cup filled
with wine ...
184
IL REGNO -
DOCUMENTI
Versione del 1973
(traduzione)
... egli prese la coppa
riempita di vino...
5/2012
ne la sua opera nel mondo» non è del tutto giusto. L’inglese dovrebbe essere qualcosa come «completing his task in the world»,
«completando il suo compito nel mondo». La frase omnem et
sanctificationem compleret sembra implicare qualcosa come «che
egli possa completare l’intero compito di rendere santo», ma la
nuova versione è certamente più vicina al latino del «bring us
the fullness of grace», «portarci la pienezza di grazia», del 1973.
«Therefore, o Lord, we pray», «Dunque, o Signore, ti preghiamo» (tabella 31), nella nuova versione dà il senso leggermente più pieno della preghiera latina, sebbene «this same»,
«questo stesso», e «graciously», «benevolmente», suonino superflui in inglese; e «this», «questo», non è nel latino. E «for
the celebration», «per la celebrazione», funziona meglio che
«as we celebrate», «mentre celebriamo»; pare anche importante che la nuova versione abbia tradotto ipse («he himself»,
«egli stesso»), affermando così che è stato proprio Gesù, il
quale morì e risuscitò, colui che ci ha lasciato l’eucaristia.
La versione 1973 (tabella 32) è piacevole, in quanto in inglese la frase latina unica non suona bene; qui la forza della
nuova versione è che preserva l’importantissima eco della narrazione giovannea dell’ultima cena (Gv 13,1–17,1) nonostante abbia di nuovo importato il superlativo «most holy»,
«santissimo», che non è nel latino, forse per il comprensibile
timore che si possa prendere un disadorno «holy Father»,
«santo Padre», come un riferimento al vescovo di Roma. Il felice effetto complessivo è di conservare la speciale memoria
del racconto della passione di Gesù fatto dal quarto Vangelo.
«Accipiens chalicem…»: qui (tabella 33) la nuova versione
ha ripristinato «fruit of the vine», «frutto della vite», che ri-
Versione latina
Nuova versione
(inglese)
Nuova versione
(traduzione)
Quaesumus igitur,
Domine, ut idem Spiritus
Sanctus haec munera
sanctificare dignetur... ad
hoc magnum mysterium
celebrandum, quod ipse
nobis reliquit in foedus
aeternum.
Therefore, o Lord, we
pray: may this same Holy
Spirit graciously sanctify
these offerings ... for the
celebration of this great
mystery which he himself
left us as an eternal
covenant.
Dunque, o Signore,
ti preghiamo: possa
questo stesso Spirito
Santo benevolmente
santificare queste
offerte... per la
celebrazione di questo
grande mistero che egli
stesso ci ha lasciato come
un eterno patto.
Versione latina
Nuova versione
(inglese)
Nuova versione
(traduzione)
For when the hour had
come for him to be
glorified by you, Father
most holy, having loved
his own who were in the
world, he loved them to
the end.
Poiché quando fu venuta
per lui l’ora di essere
glorificato da te, Padre
santissimo, avendo amato
i suoi che erano nel
mondo, li amò sino alla
fine.
Nuova versione
(inglese)
Nuova versione
(traduzione)
Ipse enim, cum hora
venisset ut glorificaretur
a te, Pater sancte, ac
dilexisset suos qui erant
in mundo, in finem dilexit
eos.
Versione latina
... accipiens calicem, ex
genimine vitis repletum...
... taking the chalice filled
with the fruit of the vine
...
...
prendendo il calice
riempito con il frutto
della vite...
170-186:Layout 3
15-03-2012
Tabella 34
Versione del 1973
(inglese)
9:26
Pagina 185
Versione del 1973
(traduzione)
Versione latina
Nuova versione
(inglese)
Nuova versione
(traduzione)
Father, we now celebrate
this memorial of our
redemption. We recall
Christ’s death, his descent
among the dead, his
resurrection...
Padre, ora celebriamo
questo memoriale della
nostra redenzione.
Ricordiamo la morte di
Cristo, la sua discesa fra i
morti, la sua risurrezione...
Unde et nos, Domine,
redemptionis nostrae
memoriale nunc
celebrantes, mortem
Christi eiusque descensum
ad inferos recolimus, eius
resurrectionem...
profitemur...
Therefore, o Lord, as we
now celebrate the
memorial of our
redemption, we remember
Christ’s death and his
descent to the realm of the
dead, we proclaim his
resurrection ...
Dunque, o Signore, mentre
ora celebriamo il memoriale
della nostra redenzione,
rammentiamo la morte di
Cristo e la sua discesa al
reame dei morti,
proclamiamo la sua
risurrezione...
... the acceptable sacrifice
which brings salvation to
the whole world.
... l’accettabile sacrificio che
porta salvezza al mondo
intero.
sacrificium tibi acceptabile
et toti mundo salutare.
... the sacrifice acceptable
to you which brings
salvation to the whole
world.
... il sacrificio accettabile a
te che porta salvezza al
mondo intero.
Versione del 1973
(traduzione)
Versione latina
Tabella 35
Versione del 1973
(inglese)
Nuova versione
(inglese)
Nuova versione
(traduzione)
Lord, look upon this
sacrifice which you have
given to your Church; and
by your Holy Spirit,
Signore, guarda a questo
sacrificio che tu hai dato
alla tua Chiesa; e per il tuo
Santo Spirito
Respice, Domine, in
hostiam, quam Ecclesiae
tuae ipse parasti,
Look, o Lord, upon the
sacrifice which you
yourself have provided for
your Church,
Guarda, o Signore, al
sacrificio che tu stesso hai
provveduto per la tua
Chiesa,
gather all who share this
bread and wine into the
one body of Christ, a living
sacrifice of praise.
raduna tutti coloro che
condividono questo pane e
questo vino nell’unico
corpo di Cristo, un
sacrificio vivente di lode.
et concede benignus
omnibus qui ex hoc uno
pane participabunt et
calice, ut, in unum corpus a
Sancto Spiritu congregati,
in Christo hostia viva
perficiantur,
ad laudem
gloriae tuae.
and grant in your loving
kindness to all who
partake of this one bread
and one Chalice that,
gathered into one body by
the Holy Spirit, they may
truly become a living
sacrifice in Christ to the
praise of your glory.
e concedi nella tua
amorevole benignità a tutti
quelli che partecipano di
questo unico pane e unico
calice che, radunati in un
unico corpo dallo Spirito
Santo, essi possano
veramente diventare un
sacrificio vivente in Cristo a
lode della tua gloria.
chiama l’eco dei tre racconti sinottici dell’istituzione dell’eucaristia.
La nuova versione (tabella 34) ha tradotto ad inferos («l’oltretomba» o anche «inferno») con «realm of the dead»,
«reame dei morti», che è leggermente meglio di «among the
dead», «fra i morti»; ma nulla arriva alla forza dell’originale
latino, che presumibilmente vuole echeggiare 1Pt 3,19. «We
proclaim», «proclamiamo», è meglio per profitemur che «we
profess», «professiamo», sebbene nessuna delle due traduzioni
lo colga esattamente. E notiamo con piacere, una volta ancora, che la traduzione guarda a quanto Gesù ha fatto come
ciò che ha permesso «salvation to the whole world», «salvezza
al mondo intero», così che si presume che «for many», «per
molti», non voglia implicare «per alcuni ma non per altri».
Concede benignus (tabella 35) diventa in inglese «grant in
your loving kindness», «concedi nella tua amorevole benignità», nella nuova versione, dove chiaramente i traduttori
hanno voluto mostrare qualche rispetto alla lingua dei destinatari. Nel 1973 evidentemente non riuscirono, e omisero sia
quella frase sia ad laudem gloriae tue, che sembra importante
per la preghiera.
«Become», «diventare», forse non è una traduzione convincente di perficiantur, benché sia difficile suggerire una precisa alternativa. Forse potrebbe essere «be brought to
perfection/completion as a living sacrifice», «essere portati a
perfezione/completamento come sacrificio vivente». È un
altro invito ancora a simpatizzare con l’impossibile lavoro del
traduttore; questa frase latina è molto difficile da rendere in
inglese.
IL REGNO -
DOCUMENTI
5/2012
A CURA DI
PAOLO MARTINELLI
La teologia
spirituale oggi
Identità e missione
I
l volume s’interroga sull’identità e il
compito della teologia spirituale oggi,
confrontandosi con gli sviluppi interni alla
disciplina dopo il Vaticano II. I contributi
proposti hanno animato l’annuale giornata
di studi promossa dall’Istituto Francescano di
Spiritualità della Pontificia Università Antonianum, celebrata in occasione dei suoi quarant’anni di attività.
«TEOLOGIA SPIRITUALE» pp. 160 - € 14,00
185
EDB
Edizioni Edizioni
Dehoniane
Dehoniane
Bologna Bologna
Via Nosadella 6 - 40123 Bologna
Tel. 051 4290011 - Fax 051 4290099
www.dehoniane.it
170-186:Layout 3
15-03-2012
9:26
Pagina 186
S
tudi e commenti
Tabella 36
Versione del 1973
(inglese)
Versione del 1973
(traduzione)
Versione latina
Nuova versione
(inglese)
Nuova versione
(traduzione)
Nunc ergo, Domine,
omnium recordare, pro
quibus tibi hanc
oblationem offerimus...
et offerentium, et
circumstantium, et cuncti
populi tui, et omnium, qui
te quaerunt corde
sincero.
Therefore, Lord,
remember now all for
whom we offer this
sacrifice ... those who
take part in this offering,
those gathered here
before you, your entire
people, and all who seek
you with a sincere heart.
Dunque, Signore, ricorda
ora tutti quelli per i quali
offriamo questo
sacrificio... coloro che
prendono parte a questa
offerta, quelli radunati qui
davanti a te, il tuo intero
popolo, e tutti quelli che
ti cercano con un cuore
sincero.
Versione del 1973
(traduzione)
Versione latina
Nuova versione
(inglese)
Nuova versione
(traduzione)
Father, in your mercy,
grant also to us, your
children, to enter into our
heavenly inheritance in the
company of the virgin
Mary, the mother of God,
and your apostles and
saints.
Padre, nella tua
misericordia, concedi anche
a noi, tuoi figli, di entrare
nella nostra celeste eredità
in compagnia della vergine
Maria, la madre di Dio,
e dei tuoi apostoli
e santi.
Nobis omnibus, filiis tuis,
clemens Pater, concede, ut
caelestem hereditatem
consequi valeamus cum
beata virgine, Dei genetrice,
Maria, cum apostolis et
sanctis in regno tuo,
To all of us your children,
grant, o merciful Father,
that we may enter into a
heavenly inheritance with
the blessed virgin Mary,
mother of God, and with
your apostles and saints in
your kingdom.
A tutti noi tuoi figli,
concedi, o misericordioso
Padre, che possiamo
entrare in una celeste
eredità con la beata vergine
Maria, madre di Dio, e con i
tuoi apostoli e santi nel tuo
regno.
Then, in your kingdom,
freed from the corruption
of sin and death, we shall
sing your glory with every
creature through Christ
our Lord, through whom
you give us everything that
is good.
Allora, nel tuo regno,
liberati dalla corruzione del
peccato e della morte,
canteremo la tua gloria con
ogni creatura per mezzo di
Cristo nostro Signore per
mezzo del quale tu dai a
noi tutto quello che è
buono.
ubi cum universa creatura,
a corruptione peccati
mortis liberata, te
glorificemus per Christum
Dominum nostrum, per
quem mundo bona cuncta
largiris.
There, with the whole of
creation, freed from the
corruption of sin and
death, may we glorify you
through Christ our Lord,
through whom you bestow
on the world all that is
good.
Là, con l’intera creazione,
liberati dalla corruzione
del peccato e della morte,
possiamo glorificarti per
mezzo di Cristo nostro
Signore,
per mezzo del quale tu
elargisci al mondo tutto ciò
che è buono.
Lord, remember those for
whom we offer this
sacrifice ...
Signore, ricorda coloro
per i quali ti offriamo
questo sacrificio...
Remember those who
take part in this offering,
those here present and
all your people, and all
who seek you with a
sincere heart.
Ricorda coloro che
prendono parte a questa
offerta, quelli qui presenti
e tutto il tuo popolo, e
tutti quelli che ti cercano
con un cuore sincero.
Tabella 37
Versione del 1973
(inglese)
Stranamente la nuova versione ha qui (tabella 36) resistito
alla tentazione di aggiungere «o» prima del vocativo «Lord»,
«Signore», e di tradurre oblationem con il non-inglese «oblation», «oblazione», preferendo invece «sacrifice», «sacrificio».
Ci si potrebbe domandare: se qui è stato possibile, perché non
altrove? Non per la prima volta, vediamo la riluttanza a incoraggiare l’assemblea a stare in piedi durante la preghiera
eucaristica, poichè circumstantium è tradotto come «those gathered here before you», «quelli radunati qui davanti a te», mentre significa chiaramente «di quelli che sono in piedi attorno».
E offerentium sembra implicare, molto correttamente, che è
l’intero popolo di Dio a compiere il sacrificio, mentre entrambe le versioni inglesi lo riducono semplicemente a un
prendere «part in this offering», «parte a questa offerta».
Qui (tabella 37) è piacevole vedere filiis tradotto con «children» e non «sons», «figli maschi»; a riprova del fatto che non
si ha timore di un linguaggio sensibile al genere. «Grant, o
merciful Father», «concedi, o Padre misericordioso», ci riporta
al vocativo con «o», che non è un inglese del tutto naturale,
ed evidentemente non viene sempre richiesto al traduttore
della nuova versione. La versione del 1973 fa un errore implicando che siamo «noi» che veniamo «liberati dalla corruzione di peccato e morte», mentre nel latino è «l’intera
creazione». La nuova versione non fa chiarezza, ma lascia
aperta la possibilità. L’articolo indeterminativo prima di «heavenly inheritance», «celeste eredità», invece non fa onore alla
nuova versione; in latino non vi è un articolo determinativo,
e così dovrebbe essere tradotto come «l’eredità», o anche,
come nel 1973, come «our» «nostra», cogliendo l’allusione
scritturistica alla terra come eredità promessa del popolo di
186
IL REGNO -
DOCUMENTI
5/2012
Dio. Il «bestow», «elargisci», della nuova versione è meglio
per largiris di «give», «dai», come era nel 1973.
Conclusione
Tradurre è un compito impossibile. La nuova versione,
anche presa in sé, non è riuscitissima, ma la possiamo comunque assolvere dall’accusa di essere un tentativo sistematico di
vanificare i passi avanti per la Chiesa compiuti dallo Spirito
Santo nel concilio Vaticano II. Desidererei concludere con due
suggerimenti, uno minore e un altro le cui implicazioni possono richiedere qualche sforzo.
Il primo è che si dovrebbe far sparire «oblazione»: non riesce nel suo intento, e non aggiunge nulla alla celebrazione dell’eucaristia. Il secondo è che proprio per la medesima ragione
per la quale la Chiesa ha scelto il greco nel primo secolo,
quando proclamava il Vangelo nei grandi agglomerati urbani
ellenici, e il latino nel secondo secolo, dovremmo stendere i testi
liturgici in un linguaggio che possa essere tradotto facilmente
in altre lingue vernacolari.
Lascio alla fantasia di ognuno immaginare quale potrebbe
essere un simile linguaggio fra cento anni: ma al momento
l’unica possibilità è il linguaggio internazionale dei piloti d’aereo, la forma semplificata di inglese che al giorno d’oggi è ciò
che una volta era il latino, un linguaggio comprensibile quasi
dovunque nel mondo. Questa non è una conclusione che pretende un pronto assenso; ma è da molto tempo che il latino
non adempie più a questa funzione.

Documenti analoghi