N°37 del 26/10/2013

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N°37 del 26/10/2013
0828. 720114 - unicosettimanale. it - [email protected] it
Editore: Calore s. r. l. Sede Legale: Via S. Giovanni, 86 - Villa Littorio - Laurino (Sa); Sede Redazionale:
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PARCO DEL CILENTO
I “NO“ A CONTE
“Se l’Italia, in una sua appendice, riporta
indietro le lancette di 30 anni, con la proposta di Carmelo Conte a Presidente del
Parco, vuol dire che ha fallito, e che le
nuove generazioni non vogliono assumersi
la responsabilità di essere classe dirigente
determinante nei processi di cambiamento.
La politica degli anni ‘80 ha determinato
gran parte dello sfacelo attuale, con le sue
logiche consociative e clientelari, che nemmeno il terremoto degli inizi degli anni ’90
è riuscito a distruggere e Conte ne è stato
attore principale”. Duro e senza appello il
parere di Antonio D’Agosto, attivista della
Sinistra vallese sulla probabile candidatura
dell’ex ministro socialista alla presidenza
del parco nazionale del Cilento, Diano, Alburni. Un tormentone che non solo i
media stanno alimentando da qualche
mese, ma generatosi anche per le attività
iniziate con la benedizione dell’avvocato
Franco Chirico che lo ha posto al vertice
della fondazione Alario ad Ascea. Per
D’Agosto il giudizio è politico e non ha
nulla a che fare con le vicende giudiziaria
che lo hanno visto assolto. “Purtroppo
oltre ad un sentimento di antipolitica, nella
nostra società serpeggia anche un insieme
di luoghi comuni come: si stava meglio
quando si stava peggio. L’elezione del Presidente del Parco potrebbe rappresentare
un’inversione di rotta, e non per creare
centri di potere politico”. Per il territorio
la carica all’ente parco rappresenta una zattera a cui guardare in un mare non sicuro.
Sempre a sinistra non appare molto disponibile a questa ipotesi Pietro Miraldi, assessore comunale PD a Vallo della
Lucania. “L’Italia è il Paese dei Napolitano,
dei Berlusconi e ora anche dei Carmelo
NICOLETTI A PAGINA 10
€ 1,00
Anno XIV
n° 37 del 26 Ottobre 2013
CHIARA CENNAMO E’ NELLA FINALE DI MISS ITALIA
ARTICOLO A PAGINA 9
LA FINALISSIMA DOMENICA 27 OTTOBRE SU LA 7
ANNESSI E CONNESSI
EBOLI
IL CASO DEI POLITICI
QUASI NULLATENENTI
ghghgPiù che redditi, sembrano richieste
di aiuto alla Caritas. Nei giorni scorsi sono
state pubblicate le dichiarazioni patrimoniali dei consiglieri e degli assessori comunali. I due terzi dei politici ebolitani o
evadono il fisco, stile Maradona, o vanno a
pranzo dalla Caritas di padre Cosimo Corrado. Altra spiegazione non c’è. I paradossi
ebolitani? Tanti. Il vicesindaco infermiere
che guadagna più del sindaco avvocato.
FAENZA A PAGINA 12
PARCO CILENTO,
“IO CANDIDO LUCIO CAPO”
Grida, o potente Poseidone, signore di tutti
i mari, forte il tuo dolore e la tua rabbia e
scaglia pure contro il cielo il tuo tridente
scatenando le tempeste più violente che,
ancora una volta, il tuo bel Parco è in pericolo.
Sena idee e con alte scale manovali e politici carichi solo di vecchia politica insieme
con arrampicatori in carriera sono oramai
già tutti alle tue porte e facendo finta di liRICCO A PAGINA 8
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N° 37
26 Ottobre 2013
ALBANELLA
Il matrimonio che ha fatto epoca
Giuseppe ha impalmato Sofia. Auguri da tutto il paese
Albanella. Sabato 19 ottobre
2013: paese in festa, pulito,
“lindo e pinto” per il matrimonio così definito “dell’anno”
quello del sindaco Giuseppe Capezzuto e Sofia Lettieri. La cerimonia è stata celebrata da padre
Antonio Russo nel santuario di
Santa Sofia alla presenza dei
componenti dell’amministrazione comunale, del deputato
Cirielli, testimone di nozze; parenti, amici, sindaci-amici dei comuni limitrofi e tanti curiosi
accorsi a vedere il “concittadinosindaco” che convolava a nozze.
I festeggiamenti si sono svolti
presso il Savoy Beach Hotel di
Paestum col “benvenuto in terrazza” con piatti che andavano
dal formaggio al pesce.
A seguire poi in sala i piatti si
sono articolati tra baccalà, gamberi fino ad arrivare a gustare i
ravioli di ricotta di bufala passando per l’entrecòte di vitello
bianco al forno il tutto accompagnato da vari contorni e diverse qualità di vini. In chiusura
la “wedding cake” nonché la
torta nuziale e tanto divertimento, musica e la collaborazione degli sposi per la gioia di
tutti gli invitati.
Katia Lettieri
[email protected] o.it
PADULA. Presentato il libro di Giovanni Lovito
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Nella sede sociale del Circolo
Carlo Alberto 1886 di Padula si
sta consumando la rassegna culturale “Ottobre, anche a Padula
piovono libri” e domenica
scorsa è stato presentato il libro
di Giovanni Lovito “L’aquila
e la croce: lettura storica della
Divina Commedia – Sulle
tracce del Veltro”. All’ incontro
culturale erano presenti Francesco Vitale Dirigente Scolastico
dell’Istituto Omnicomprensivo
di Padula, Emilio Giordano
Docente dell’Università di Salerno e Consigliere del Circolo
alla Cultura e Francesco Vitale
Vice - Presidente del Carlo Alberto. Una lunga disquisizione
lanciata da Giordano ha fatto
comprendere alcuni dei passi più
significativi dell’opera summa di
Dante, un percorso a ritroso nei
meandri delle allegorie e canti
più noti per comprendere meglio il racconto e i diversi messaggi formulati pieni di
molteplici interpretazioni. Tuttavia Lovito, non nuovo a questo
genere di letteratura, non ha
voluto analizzare nel dettaglio
le tre cantiche della Divina
Commedia nè le pagine del
testo vogliono completare
quanto già è stato ampiamente
detto dall’Umanesimo fino a noi
sulla poetica sul testo e sulla
esagesi dantesca.
Lovito ha voluto approfondire il
discorso sul pensiero politico
di Dante e conclude: la Divina
Commedia dal noto contenuto
morale e religioso nasconde
ideali storico-giuridici di matrice laica. La Divina Commedia
riflette pienamente il coinvolgi-
mento di Dante nelle vicende
politiche del suo tempo e il periodo storico. Lovito riporta alcuni passi famosi e li commenta
perché Dante decantò la felicità
del genere umano e perseguitato
dall’ingiustizia esaltò la Giustizia.
A conclusione la Commedia,
come letta da Lovito, ha riflessi
vivi nella modernità che ben si
appaga e la riflette in ogni dove.
Un dibattito molto stimolante
quello proposto dal Circolo
Carlo Alberto che ogni anno a
ottobre si fa promotore di iniziative culturali senza precedenti,
dialoghi con autori di diversi generi letterari fanno comprendere
meglio i luoghi gli orientamenti
e i sentimenti attuali.
Antonella Citro
citr [email protected]
CAPACCIO
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26 Ottobre 2013
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Discariche abusive: è allarme. Siamo anche noi Terra dei fuochi?
Incendi e spargimenti di rifiuti pericolosi all’interno di tutto il territorio pestano
Sono sempre di più nel nostro
territorio le discariche abusive
che inquinano terreni e falde acquifere. L’ultima ritrovata nel
territorio di S. Venere alle porte
dei Templi e luogo di villette per
vacanze estive.
Sono sempre di più i cittadini del
territorio di Capaccio allarmati
da questo fenomeno, forse pure
sull’onda delle notizie che arrivano dalla “Terra dei fuochi”
quel territorio a nord-est di Napoli dove gli abitanti sono oramai crocifissi da questo
problema, causato innanzitutto
dalla criminalità organizzata e
dalla malversazione di politiche
sbagliate. Sono mesi che nella
zona di Giugliano, Caivano e
dintorni, i cittadini si sono riuniti
in presidio, sotto la guida di un
Parroco, Don Maurizio Patriciello e portano avanti la loro
lotta a viso aperto contro questo
fenomeno che sta causando
molti morti per tumore e malattie respiratorie. Politici negletti e
superficiali hanno bollato il fenomeno come cattivo “stile di
vita”: conclusione? La gente ha
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Il N° 37 di Unico è stato
chiuso in redazione il 23/10/2013
ed è stato avviato alla spedizione agli
abbonati il giorno 25/10/2013
presso il CPO di Salerno
il ribrezzo della politica e dei politici, si allontana sempre di più
dalle istituzioni. Della terra dei
fuochi ne parlò abbondantemente lo scrittore Roberto Saviano nel suo bestseller
“Gomorra” ma evidentemente
causò soltanto una vasta amplificazione mediatica, ciò nondimeno provvedimenti di carattere
legale e giuridico ne furono presi
pochi.
Per i delitti ambientali le pene
evidentemente non sono ancora
abbastanza dure, c’è chi chiede
l’ergastolo per i capoclan che
mandano i camion zeppi di rifiuti tossici a interrarli nel sottosuolo della Campania.
E pene esemplari anche per la
committenza: per anni le industrie del nord si sono avvalse
dello smaltimento illegale per
mano criminale per abbatterne i
costi. I risultati? Sotto gli occhi
di tutti: la Campania sta diventando una specie di cloaca tossica a cielo aperto.
Ma ritorniamo nel nostro territorio. A luglio fu ritrovato nel
circondario La Stregara - Gromola una discarica dal potenziale
enorme, tra rifiuti vari, c’era
dell’eternit, amianto puro alla
mercé del vento e della pioggia.
Sappiamo tutti che una minuscola particella di questo materiale, una volta respirata può
causare uno dei tumori maligni
più terribili che ci siano: il mesotelioma, che colpisce le membrane di rivestimento dei
polmoni e degli organi addominali. Non è finita qua. A distanza
di poche settimane una quantità
smisurata di eternit fu ritrovata
dai vigili urbani nella pineta alle
spalle dell’ex lido “Il Corsaro”.
Sono ormai centinaia le segnala-
zioni dei cittadini di CapaccioPaestum per i fumi tossici che si
sprigionano dagli incendi di materiale plastico senza nessuna interruzione
climatica
o
temporale, l’allarme è alto, tutte
le contrade di Capaccio-Paestum
ne sono coinvolte, la pazienza
sta per terminare, le ragioni
(economiche o logistiche) di
quegli imprenditori agricoli che
incendiano plastica e polistirolo
non hanno più validità. Si innescherebbe un circolo vizioso in
cui tutti sono autorizzati ad appiccare dei falò di qualsiasi genere nel proprio fondo adibito a
coltivazione agricola.
Parlando tempo fa con un agricoltore Gromolese mi disse che
un tizio che veniva dal napoletano e che aveva fittato un terreno in zona per coltivarlo,
veniva tutte le settimane con un
camioncino pieno di bottiglie di
plastica, materiale di qualsiasi
genere, e gli dava fuoco.
Non è possibile tutto questo. Bi-
sogna costituire dei comitati cittadini di salute pubblica per vigilare, prevenire e segnalare
qualsiasi illegalità ambientale, soprattutto formare i giovani ad
una coscienza che sia più civile
possibile, nel rispetto della terra
e di chi ci abita, tenere alta l’attenzione ed organizzare delle
vere e proprie manifestazioni al
riguardo e gridare a voce alta:
Basta!
Prima che sia troppo tardi.
Prima che la cartina geografica
della Terra dei fuochi si allarghi
man mano all’agro nocerino e
scenda giù per la Piana del Sele.
Sarebbe una catastrofe enorme,
per la nostra agricoltura, per il
nostro ambiente marino e collinare, per la nostra rigogliosa pianura, per la nostra mozzarella,
per il nostro turismo, per il nostro lavoro, per la nostra coscienza, per il nostro futuro, per
la nostra dignità.
Antonio Pecoraro
car [email protected]
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N° 37
26 Ottobre 2013
CAPACCIO
Geografia di eventi politici neopestani e vetero capaccesi
I trasformisti, gli identitari e la criptonite ovvero storie di legami
Quella che era solo un'ipotesi
politica sembra ormai concretizzarsi. Nel prossimo Consiglio
Comunale si formerà il Gruppo
Consiliare del PD con Pasquale
Cetta, Nino Pagano e Franco
Tarallo.
I due consiglieri formalizzano,
così, la scelta di uscire dalla formazione civica in cui erano stati
eletti, che se chiarisce la loro
identità politica, porta però lo
scompiglio nella coalizione "civica" e nello stesso PD, dove
tutti sembrano cadere dalle nuvole. Così se il Presidente del
partito locale, Vincenzo Serrone, afferma “che non c’è
alcun verbale” , cioè alcuna decisione ufficiale dei dirigenti locali a riguardo, Nello Mastursi,
responsabile dell’organizzazione
del Pd provinciale, nega l’esistenza di un comunicato del PD
provinciale a riguardo e rimanda
qualsiasi decisione a riguardo a
dopo il congresso provinciale,
come dire: vediamo chi è chi e
quanto pesa a Capaccio.
Sulle motivazioni di tale strappo
ben poco sappiamo, se non delle
vaghe dichiarazioni degli interessati sulla preminenza personale
di alcuni esponenti della civicità
su gli altri.
Che cosa significhi ciò non lo
sappiamo. Certo è che nell'ultima ridistribuzione delle deleghe i due consiglieri Pagano e
Cetta sono rimasti a mani vuote,
cosa che indica che già non
erano più considerati dal Sindaco dei consiglieri della sua
maggioranza. Di fatto il Patto
Civico, si fondava sul principio
che le liste, i candidati e gli eletti
non avessero una connotazione
partitica. La volontà dei due
consiglieri di caratterizzarsi po-
liticamente nel massimo consesso cittadino, dichiarando la
loro appartenenza al PD, li ha
posti quindi al di fuori da quel
patto e dalla maggioranza.
La questione non è di poca importanza in quanto una scelta diversa avrebbe minato la
maggioranza stessa.
Ricordiamo, infatti, come l'UDC di
Capaccio non ha trovato "ufficialmente" collocazione nell'alleanza elettorale che sosteneva
Italo Voza a Sindaco proprio
perché “partito”, e come l'UDC
abbia, poi, rifiutato la controproposta del candidato sindaco
di candidare i suoi uomini nelle
varie liste civiche già esistenti.
E che dire dello "schiaffo" ricevuto dalla compagine civica di
provenienza di centro-destra?
Il candidato sindaco, Italo Voza,
fece un ulteriore giro di vite
escludendo anche le liste "Filippo Turati" (cioè quella promossa da Antonio Fasolino, uno
dei massimi sponsor della civicità targata Voza, e riconducibile
a Stefano Caldoro, il Presidente
della Regione Campania ed al
Nuovo PSI) ed il "Principe Arechi" (cioè quella pidiellina dell'uomo forte di Salerno, l'on.
Edmondo Cirielli). Cosa che
creò non pochi malumori e mal
di pancia. Poi sono cominciate
le caratterizzazioni politiche del
Sindaco, prima coltivando simpatie per Pisapia e De Magistris
poi successivamente per Renzi
ed il PD. Quindi la rottura con i
vertici provinciali e regionali istituzionali e politici del CDX (Caldoro
e
Cirielli)
che
consideravano, erroneamente,
Voza un loro uomo. Ma da lì a
poco alcuni consiglieri comunali
parteciparono ad una manifesta-
zione di partito, quella del PD.
Nino Pagano e Marilena Montefusco provocando con questa
scelta un profondo malumore
dei consiglieri politicamente di
CDX ed uno strascico polemico.
A luglio di quest'anno Italo Voza
si decide e prende la tessera del
PD. "Il sindaco Voza" afferma
il coordinatore cittadino, Emanuele Sica in una sua dichiarazione a La Città di Salerno "con
convinzione e correttezza ha
dichiarato la sua indubbia appartenenza alle idee del nostro partito.” Ed aggiunge:
"Siamo fiduciosi che questa
adesione è solo il primo passo
verso nuovi scenari nel rapporto tra l’amministrazione
ed il partito, che intende confrontarsi in maniera costruttiva
e programmatica per il bene del
nostro territorio."
Ciò portò anche a nuovi equilibri sulle quiescenti colorazioni
politiche dei consiglieri di maggioranza. Così Pasquale Mazza
e Giuseppe Tommasini Arenella, definitisi originariamente
di area di CDX, s'iscrivono al
PD. Nasce quindi una nuova
geografia politica esoterica
del CONSIGLIO COMUNALE. e delle anime civiche.
I consiglieri di maggioranza
ascrivibili, oggi, "idealmente" al
centro-destra, sono esattamente
7 + 1 (Marandino). Quelli di
CSX sarebbero 3 (Tommasini,
Mazza, Montefusco) + 1
(Longo).
All'opposizione
avremmo
quindi il già candidato sindaco
De Caro ed i tre PD. In totale il
PD avrebbe tesserati 6 consiglieri comunali. Tre in maggioranza e tre all'opposizione.
La maggioranza civica può con-
ITALO VOZA
tare ancora su una maggioranza
schiacciante di 12 consiglieri su
16.
Con tali numeri sarebbe difficile
che il Sindaco possa avere ripensamenti. Il suo problema semmai è quello di trovare un
raccordo tra le aspirazioni e le
ambizioni degli uomini della sua
squadra, che parrebbero, ora,
per alcuni mortificate dalla preponderanza decisionale di altri.
L'uscita di Pagano e Cetta in ciò
semplifica le cose. Ma se alcuni
hanno avuto soddisfazione dalle
deleghe ricevute, che in taluni
casi contemplano importanti
opere pubbliche, per altri pare
difficile ritagliarsi uno spazio.
Difatti i malumori più che di carattere politico sono di ben altra
natura. Infatti al di là dei malumori sulle colorazioni politiche,
ossia sulle tessere di alcuni, c'è di
più.
Cerchiamo di capire.
Il CDX capaccese, oggi, non esiste organizzativamente, se non
in vaghi riferimenti di amministratori, ex amministratori e stoCONTINUA AFFIANCO PAG. 5
CAPACCIO
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I “salernitani” ci governano con i “due forni”
Alla fine i privilegiati sono gli “istituzionali”
SEGUE DA PAG. 4
rici attivisti. Ciò è chiaramente
voluto. Si preferisce all'essere ingabbiati in strutture, come le sedi
di partito, dove dover render
conto agli iscritti o subirne l'attivismo o le critiche, piuttosto coltivare rapporti personali con
questo o quel riferimento politico o istituzionale d'oltre Sele,
che sia locale o nazionale. Così
l'eventuale tessera di un esponente del CDX è poco significativa in fatto di ricadute
sull'amministrazione comunale e
sulle scelte che i suoi uomini
d'area devono compiere nell'azione amministrativa in quanto
non devono render conto ad alcuno se non forse a qualche famiglio e amico.
Ma il PD è tutta un'altra storia.
E' un partito, con all'interno personalità forti e di esperienza.
Così la formazione di un gruppo
consiliare del PD mette in evidenza tutte le contraddizioni
della politica capaccese. Alla fine
il PD si ritrova a rivivere quelle
stesse contraddizioni vissute dal
PDL sotto l'amministrazione
Marino. Cioè, ad esempio, l'esistenza, allora, di un PDL di opposizione e di uno di
maggioranza. Abbiamo cosi,
oggi, un Sindaco e dei consiglieri
del PD in maggioranza ed un
gruppo consiliare del PD forse
all' "opposizione".
Si potrebbe tutto sintetizzare in
una parola: "Legami".
Di certo il PD dei vertici provinciali, attento come sempre a collocare le sue bandierine sulla
cartina geografica della provincia, è con il Sindaco. Un sindaco
val bene un Partito. E di questo
gli "scissionisti" dovranno ben
tenerne conto come anche il suo
dirigente locale, Emanuele
Sica.
Il PD capaccese è spaccato, non
solo nella sua componente che
guarda all'amministrazione Voza
ed in quelle che vi si sono opposte nella scorsa tornata elettorale
o che non vi si riconoscono, ma
anche nelle sue componenti o
anime locali. Se inizialmente i
giovani di GD (Giovani Democratici) avevano affrontato una
campagna elettorale assieme a
Franco Tarallo sotto le insegne
di De Caro candidato sindaco, e
susseguentemente una battaglia
congressuale assieme nel PD
(15) che ha portato, mi pare, 2
giovani nel direttivo, si e poi
consumato un "divorzio", dove
addirittura i giovani neo-eletti
nel partito si sono dimessi, creando una spaccatura tra il giovanile ed il partito.
Lo stesso PD, nel cui congresso
locale era risultata perdente al
primo turno la componente Pagano, allora vicina al Sindaco, ha
visto però poi nominato a suo
dirigente, Emanuele Sica, in
area Pagano contro Vincenzo
Serrone e Angelo Cavallo. Poi
le dimissioni dei giovani dal direttivo ed il susseguente accordo
sul nome. A questo punto bisogna chiedersi quali saranno gli
sviluppi nel PD e soprattutto
cosa abbia in mente il suo responsabile locale.
Ma se Atene piange, Sparta
non ride.
Come abbiamo visto nel CDX
capaccese vi è una colpevole latitanza organizzativa e politica.
O meglio pare, da indiscrezioni
da prendere con i dovuti dubbi
del caso, che diverse sere fa, in
un noto villaggio turistico, si
siano riuniti gli amministratori di
maggioranza di area di CDX.
Sembra che lo scopo dell'incontro fosse di avviare la formazione di un comune percorso
che avrebbe dovuto sfociare
nella ricostituzione di un'area
comune di CDX. Sembra che la
“cosa” sia saltata nel momento
in cui è stato proposto un comunicato stampa. Al solito aspetteremo le prossime elezioni per
vedere ciascuno con il suo bel
NINO PAGANO
stemmino appuntato sulla giacchetta, dovendo portare l'acqua
al mulino dei propri riferimenti
politici ed istituzionali salernitani
o romani.
Al momento tutto è sotto traccia. Le camminate Oltresele di
chi conta sono funzionali ai propri personalismi. Le appartenenze si risolvono all'interno di
qualche segreteria provinciale o
in qualche ufficio istituzionale. A
Capaccio, invece, tutti civici,
anche qualche aspirante oppositore.
E' la politica dei due forni.
Aspetteremo...
Vincenzo Di Sirio
[email protected] m
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N° 37
26 Ottobre 2013
LA LETTERA
AL SINDACO DI PIAGGINE
“Spiegaci perché hai voluto per forza tagliare i faggi?”
Priante di COPAT Comitato parco e Territori Gruppo Escursionistico trekking accusa Vairo
Un anno fa nell'ambito della Giornata del Camminare della Federtrek
si decise di organizzare tale manifestazione a Piaggine, in collaborazione
con il Sindaco che proprio in quei
giorni aveva promosso l'iniziativa
"adotta un albero, salviamo il bosco"
intraprendendo un nuovo percorso di
gestione e promozione del territorio. Si
trattava di una petizione per la raccolta di fondi per l'adozione degli alberi destinati al taglio nel territorio del
Monte Cervati (cuore naturalistico del
Parco Nazionale del Cilento, Vallo di
Diano e Alburni), una iniziativa
nuova, coraggiosa e nobile. Un importante segnale di cambiamento di come
si può amministrare un territorio inserito in un'area protetta. Per questo
motivo abbiamo ritenuto appoggiare
tale iniziativa rendendola più visibile
a iniziare dalla Giornata del Camminare. Nell'occasione fu organizzata
una escursione al M. Cervati nella
zona destinata al taglio in località
Piana degli Zingari, in compagnia del
Sindaco di Piaggine. Nella stessa giornata il Sindaco ha promosso un convegno di presentazione del progetto
"Adotta un albero, salviamo il bosco".
Al convegno erano presenti circa 100
escursionisti provenienti da varie parti
della Regione Campania oltre ad alcuni politici (regionali e provinciali), il
direttore dell'Ente Parco Nazionale e
funzionari di una banca locale. Nell'occasione ci sono state anche le prime
adesioni. A meno di un anno dal 14
Ottobre 2012 le cose si sono fermate,
anzi si è tornati indietro di alcuni
anni. E' tornato l'incubo della passata
Amministrazione e a Settembre sono
iniziati i tagli degli alberi secolari di
faggio in una delle più belle faggete del
Parco N. situata in un contesto naturale di particolare pregio paesaggistico
arricchito dalla presenza di suggestivi
fenomeni di carsismo epigeo (zona de-
nominata Gravittoni). E' tornato l'incubo del mostro sul M. Cervati che
sembrava essere stato sconfitto. E'
cambiato il musicante ma la musica è
sempre la stessa, anzi questa musica
è ancora più stonata. Una musica che,
per noi amanti della natura, assomiglia ad un incubo ritornato dopo alcuni anni: i tagli di alberi di faggio sul
Monte Cervati. Caro Sindaco non
dovevi farci questa sorpresa, avevi promesso che con la tua amministrazione
non ci sarebbero stati tagli di faggio
nel territorio del M. Cervati.
Mi dispiace Sindaco la tua musica è
più stonata di chi ti ha preceduto e noi
siamo INCAZZATI perché ci hai
beffati e ingannati. Hai ingannato noi
e soprattutto il territorio di cui dovresti
essere onorato di amministrare e tutelare. Il tuo progetto "adotta l'albero"
lo dobbiamo interpretare come gioco di
furbizia per distrarci ed evitare eventuali ricorsi che avrebbero potuto bloccare il taglio che si sta consumando.
Forse ti sei ricordato o ti hanno informato che nel Luglio del 2011 abbiamo evitato l'ennesimo taglio in
località Acqua che Suona.
Il taglio iniziato ormai da diverse settimane dovrebbe riguardare le particelle n 46, 55, 57 e 58, nelle sole
particelle 55 e 57 potrebbero essere
circa 1000 gli alberi interessati dal taglio (rilievoeffettuato con GPS Garmin nell'Autunno 2011). Eppure in
occasione della presentazione del progetto adotta l'albero ti abbiamo informato
cheprobabilmente
le
autorizzazioni dei tagli non erano legittime, alla luce delle nuove disposizioni di legge. Inoltre sai anche che
l'area in questione è attraversata dal
Sentiero Europeo E1 della Federazione Europea Escursionistica, che
bella figura!!!. A questo punto ti chiediamo, anzi le chiediamo se il Comune
di Piaggine ha ottenuto tutte le auto-
rizzazioni necessarie al taglio, in particolare: - se ha ottenuto il nulla osta
dall'Ente Parco N. necessario in seguito all'approvazione del Piano del
Parco; - Poiché il bosco ricade in zona
SIC e ZPS della Rete Europea "Natura 2000", se è stata prodotta una
nuova documentazione adeguata relativamente alla Valutazione di Impatto Ambientale e Valutazione di
Incidenza; - Poiché le particelle n. 46,
55, 58 e 58 ricadono in Zona B1 di
"Riserva Orientata", l'art. 8 delle
norme di attuazione de Piano del
Parco, prevede per queste zone "tagli
a prevalenti fini protettivi" (e non produttivi) che assicurino il mantenimento
della funzionalità eco-sistemica e della
biodiversità, ben altre caratteristiche
presenta invece il taglio in atto. Si domanda se il taglio di circa 1000 alberi
(nelle sole particelle 55 e 57) è da considerarsi come taglio protettivo, a noi
sembra proprio un taglio a scopo produttivo che è stato svenduto per qualche
decina di migliaia di euro per sanare
in minima parte il disastroso bilancio
comunale. A tal proposito si chiede
quale è la somma incassata dal Comune di Piaggine. E' proprio questa
la rabbia, ancora una volta si è dimostrata la incapacità di amministrare
la cosa pubblica attingendo dal preCONTINUA A PAGINA 10
ROCCADASPIDE
N° 37
26 Ottobre 2013
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Maria Grazia Lettieri, la danzatrice popolare con la laurea
Fa parte del Triotarantae e si esibisce in tutta Italia
MARIA GRAZIA LETTIERI
Maria Grazia Lettieri, è un’appassionata “danzatrice popolare”, rocchese di Tempalta.
Laureata in scienze politiche ora
è completamente immersa nelle
musiche e danze popolari delle
tradizioni del sud Italia. Questo
il repertorio che il gruppo “Triotarantae”, di cui fa parte, porta
nei concerti lungo tutta la penisola, e che ha partecipato alle
trasmissioni televisive “Sereno
Variabile” (Rai due) , “Cristianità” (Rai International); e a diversi festival come il “Padova
jazz”, “La notte della Tammorra” (Na), “Adriatico Mediterraneo Festival” (Ancona) etc.
Il gruppo è formato da quattro
musicisti e da due ballerine.
«Musica e danza popolare vanno
insieme perché sono condivisione, dice Mariagrazia. Negli ultimi anni c’è stata un’esplosione
di questo genere anche da noi.
Mentre l’esibizione cui ho partecipato a Rocca, meno di dieci
anni fa, è stata poco seguita.
Oggi, in qualsiasi manifestazione, invece, c’è un concerto di
musica popolare. Ma, oltre alla
voglia di divertirsi e stare insieme, c’è la voglia di riscoprire
un passato». Legato alle tradizioni popolari ed al mondo contadino. «Queste danze nascono
e si sviluppano in ambienti rurali, continua la ragazza. Alcuni
gesti dei ballerini, infatti, simulano il lavoro dei contadini.
Sono tutte tarantelle che, in ogni
luogo, hanno caratteristiche diverse. La “Tammurriata” in
Campania; la “Pizzica” nel Salento; la “Tarantella cilentana”;
la “Tarantella” di Monte Marano
(AV) hanno in comune l’ambiente contadino ed il ritmo
scandito dal tamburo: che è la
tammorra nella tammurriata ed
il tamburello nelle altre tarantelle». La danza popolare di ieri
e di oggi. «C’è una differenza tra
come si ballava una volta e
adesso perché la tradizione è in
continua evoluzione, spiega Mariagrazia. Ad esempio prima le
donne usavano “u maccaturu”,
mentre oggi il foulard. La “Pizzica” presenta nuovi passi e si
parla di “Neopizzica”. Ma c’è
anche differenza tra come si
balla alle feste popolari, in maniera più lenta, e sul palco, in
modo più accentuato». Ed una
differenza sostanziale «Prima si
ballava sia per esprimere gioia
che dolore. Una sorta di musicoterapia di oggi. I giovani si avvicinano alla danza popolare, ma
non vanno oltre i passi per cogliere cosa c’è dietro». E racconta i suoi inizi «Mi sono
avvicinata per caso alle danze
popolari quando alla festa della
Madonna delle Galline, a Pagani,
ho scoperto “o ball’ ‘ngopp” o’.
Sono rimasta affascinata da questo ballo dove c’è un forte legame tra tradizione e la
religione. Un misto tra sacro e
profano». E poi imparare una
danza popolare «non vuol dire
solo imparare dei passi, ma avvicinarsi a conoscere un’altra realtà. La danza popolare è per
tutti perché i passi sono molto
semplici. E non serve la fisicità,
ma ballando si esprime la personalità di una persona». Così conclude Mariagrazia che ha
collaborato e collabora con diversi gruppi di musica tradizionale e contaminata: Lino
Cannavacciuolo Ensemble per
l’auditorium Scarlatti di Napoli
in collaborazione con Raitrade;
Giovanni Mauriello, fondatore
della Nuova Compagnia di
Canto Popolare; Carlo Faiello,
Erasmo Petringa, Fiorenza Calogero, Musicastoria, Tarantolati
di Tricarico e Peppe Cirillo.
Francesca Pazzanese
[email protected]
Tra le lacrime la cerimonia per l’omaggio ai tre caduti di guerra rientrati dopo settant’anni
Foto aerea che ritrae Roccadaspide, il 15
settembre 1943, alle ore 16.46: giorno in
cui il paese ha subìto il bombardamento
alleato e la perdita di 47 vittime civili e 2
militari. Motivo che ha spinto il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, a concedere la “Medaglia di
Bronzo” al “Merito civile” apposta sul
gonfalone del comune Roccadaspide dal
prefetto di Salerno, Gerarda Maria Pantalone. Cerimonia svoltasi il 22 ottobre,
giorno in cui sono ritornati a casa i tre
rocchesi caduti in guerra nei campi di stermino della Germania nazista, durante il
secondo conflitto mondiale. Dopo essere
stati fatti prigionieri dai tedeschi e inter-
nati. Le loro salme sono state, recentemente, ritrovate nel cimitero militare
d’Onore di Amburgo. Si tratta dei caduti:
Antonio Di Giorgio, nato il 13 giugno
1915, arruolato nel 260esimo reggimento
Fanteria e morto il 24 marzo 1944. Michele Ricco, nato il 28 aprile 1921, soldato del 32esimo reggimento Fanteria,
morto il 29 aprile 1945. Antonio Urti,
nato il 27 novembre 1924, soldato del reparto Fanteria “Misto truppe di Zara”,
morto il 19 ottobre 1944. Ed il vescovo
di Vallo della Lucania, Mons. Ciro Miniero, ha celebrato la Messa in loro onore
«Questa cerimonia vuole essere un inno
alla pace, ma ci sono voluti quasi settan-
t’anni per farli ritornare a casa». Poi un
gruppo di anziani e la commozione di uno
di essi «Sono un loro compagno, sono stato
anch’io in guerra e so cosa vuol dire». Le
sue parole sono interrotte dalle lacrime. E
la presenza di tanti bambini, allievi dell’asilo e delle scuole elementari di Roccadaspide. E i ragazzi più grandi delle
scuole medie che si sono esibiti in un brano
di musica leggera italiana. Una bimba che
premia il sindaco di Roccadaspide, Girolamo Auricchio «Per il suo impegno nell’organizzare la cerimonia». Poi la mostra
sui reperti bellici e le relative foto, allestita
da Tonino De Rosa, rocchese di Tempalta, esperto di strategie militari. La pre-
senza dei parenti delle vittime; del comandante dell’esercito italiano di Salerno,
Augusto Gravante; dei militari di Persano; del presidente della Provincia, Antonio Iannone; dei sindaci del territorio e
di altre autorità civili e religiose. Poi l’esibizione del coro polifonico “ Santa Sinforosa” di Roccadaspide, diretto da
Sabina Martiello. Il lieve malore accorso
ad un giovane militare impegnato nel picchetto d’onore alle tre salme. Ed il prefetto
«Nutriteli questi ragazzi». Poi l’intervento di alcuni medici e la situazione che
rientra. E lo sguardo di tutti che, alla fine,
era rivolto a quelle tre bare ricoperte dalla
bandiera tricolore…
8
N° 37
26 Ottobre 2013
IL PERSONAGGIO / LA PROPOSTA
Vi spiego il mio presidente ideale del Parco del Cilento
“Lucio Anneo Poseidonate, folle e affamato genio ambientalista”
DALLA PRIMA
tigare si preparano un troiano a
fare lo sgambetto a un
greco,tutto per meglio dividersi
poi, con l’opinione pubblica appagata, le tue mortali spoglie!
Fino a quando dunque noi, cittadini del Parco del XXI secolo,
dovremo ancora sopportare il
vostro selvaggio assalto abusando sistematicamente della nostra pazienza?
Fino a quando dovremo ancora
aspettare che la vostra sete di potere satolla ceda invece all’amore
per il Parco e per la natura, consegnando non a noi che di questa
storia ne siamo già poca cosa ma
ai nostri figli che orfani di tanta
martoriata bellezza aspettano ancora una nuova alba?
Fino a quando ancora, o uomini
delle istituzioni rosse, che continuate così “ostinatamente” a tenere il destino di questo Parco,
noi poveri cittadini dovremo
aspettare per avere il nostro
grande Presidente e per lui potere finalmente apparecchiare
lunghe e feconde attese al Parco?
A quel grande presidente che
sogno e conosco e che schernendosi dell’ultima diretta discendenza dall’eroe fondatore del
Parco, in tempi non sospetti,
prima ancora che scoppiasse il
tormentone estivo delle tante
sagre “inventate” alla bisogna del
denaro, immaginò, nella sua lucida follia, l’unica, autentica,vera
sagra della nostra terra cilentana
e per questo” giustamente” mai
realizzata, e che ricordo ancora si
chiamava la sagra della “Ficazza
cu li Frimbuli”!
Quel grande presidente che, nel
tempo del pensiero debole, contro l’edonismo imperante del relativismo etico dei tanti
predicatori di giornata, nella più
fatale solitudine del genio pensatore, ebbe l’ardire di fondare, nel
Parco, la prima austera scuola filosofica italiana del sapere ambientale della “Capiscienza”! O
ancora sognare quel grande presidente che, nella lunga e fredda
notte della Diga di Magliano o
dell’eterno ritorno della Fondovalle del Calore, ci illuminò allora
con la sua fiammante lungimiranza ambientale, facendoci intravedere ed io c’ero, il sogno
possibile di un Parco ancora da
venire e che poi ostinatamente
lottando tutti insieme conquistammo proprio contro coloro
che oggi -mirabile dictu - pretenderebbero “ ipocritamente” di
comandarne il timone! Quali
tempi crudeli ci comanda il basso
impero se coloro che un tempo
furono contro il Parco, possono,
nella buia notte della Repubblica,
contendere e con arroganza a
questo grande presidente lo scettro e il vanto !
A te, grande presidente, che ancora solo qualche anno fa, con il
solito, geniale colpo d’ali, per attirare l’attenzione delle istituzioni
sul grave pericolo di estinzione
che minacciava molte specie di
animali del Parco, ti inventasti,
primo fra tutti i presidenti, l’imminente scomparsa dell’ultimo
(mai esistito!) famoso “Trucillo
Maculato del Cilento”!
O ancora a te che assolutamente
non incline agli allori, contro la
tua volontà, dovesti, per obbedienza ambientalista, coronare a
forza il tuo capo e assumere di
Lega Ambiente la guida dell’unica “Oasi Dunale Marittima”
che ancora resiste nella regione
Campania! Ah ingratitudine e
pochezza dei miei tempi se a in-
sidiare il tuo scettro, avanzano,
facendosi scudo di quella politica
che anche noi, una volta, tanto
tempo fa, imparammo a conoscere e ad amare, famelici sciacalli trionfanti pronti al baratto
che squadernando senza ritegno
i loro altisonanti titoli di bottega,
contro di te, grande presidente,
scaleranno la città e la città cadrà
come purtroppo sappiamo inutilmente invocando pietà che
pietà non ci sarà per … un popolo che non si indigna!
E noi, io che di questa vecchia,
stessa storia, come tanti cittadini,
da sempre ne conosciamo il triste epilogo pure vogliamo lo
stesso gridare il tuo nome grande
presidente e levando in alto la
mia spada giustiziera solennemente dichiaro al Parco ed al
mondo che tu, Lucio Anneo Poseidonate, sei il mio grande Presidente del Parco Nazionale del
Cilento,Vallo di Diano e Alburni
e la mia unica, sicura guardia ambientale e al rogo dunque tutti i
titoli e le medaglie ben nutrite
allo scopo e sia giustizia finalmente al Parco di greci e di troiani e … dolendomi purtroppo
di questo mio sogno impossibile
che presto immantinente ricadrà,
non curandoti (noli me tangere!)
tu, Lucio, assolutamente di queste mie per te “ambizioni politichesi” ma impassibile, come già
tante volte ti ho visto fare, nel
tuo folle amore per questa terra,
continuerai, nell’epoca della automazione assoluta, felice ed
ostinato a impaginare “manualmente” foglio per foglio il tuo
giornale, in quella gioiosa e
quanto mai geniale redazione,
dove capitando, qualche volta tra
le diffuse voci dialoganti di Oreste, di Katia, di Rossana, di
LUCIO CAPO
[Or.Mo].Gaetano Ricco ha appena
scritto il primo volume delle “Tavole
Federiciane” e altri ne annuncia a
breve. Chi ha visto il libro ne ha ricavato l’impressione nitida della sua
consacrazione a più accreditato
uomo di cultura delle nostre zone.
Ora non è per amore del paradosso
dell’erudizione fine a se stessa che
Gaetano Ricco ha scritto quest’accorata quanto ironica lettera per chiedere la nomination a presidente del
Parco Nazionale del Cilento, Vallo
di Diano e Alburni, per il capaccese
Lucio Capo, tra l’altro promotore
dell’iniziativa di “Paestumumanità” tesa a coinvolgere concretamente i privati nella valorizzazione
dell’area archeologica pestana. La
vita di Capo e i suoi titoli nel campo
della difesa dell’ambiente sono maggiori di quelli di Carmelo Conte.
Come la mettiamo?
Mario e di te, Lucio, io, me ne
partii sempre “nostalgicamente”
di sapienza più ricco! Vale!
Grande Lucio e a te il tuo folle e affamato genio ambientale e a me il cruccio
del mio poco visionario tempo “reo” !
Gaetano Ricco
[email protected]
CAPACCIO
“Sogno di notte le mie creazioni”
Ecco la bigiotteria di Simona Petraglia
La bigiotteria, ossia l’arte di
adornarsi spendendo poco, è
sempre esistita, ma oggi giorno
è diventata una vera e propria
forma d’arte, espressamente diversa dalla gioielleria tradizionale. La migliore rappresentante
locale di quest’arte è la pestana
Simona Petraglia, la quale, in
pochi mesi di lavoro, è riuscita
ad attirare l’attenzione dei grandi
nomi della moda. Le sue creazioni sono apparse nelle pagine
della rivista Vogue Accessori e
su molti blogs e riviste del settore. Lo stile di Simona è variato
e i materiali che usa spaziano
dalla similpelle, plexiglass, cristalli e tessuti, alle pietre semi
preziose. Le tecniche sono antiche, come l’uncinetto e il “soutache” ma rese innovative dai
disegni assolutamente originali,
spesso realizzati con programmi
grafici vettoriali.
Con una laurea in sociologia in
tasca e un buon lavoro in uno
studio medico, la nostra simpatica compaesana godeva di una
vita tranquilla ma non del tutto
soddisfacente. Uno dei grandi
benefici dell’attuale crisi economica è il risvegliarsi dei desideri
nascosti in ognuno di noi. Molti
sono giunti alla conclusione che,
dato che si deve lavorare tanto
ma non si può risparmiare per
avere un futuro migliore, è meglio fare un lavoro che ci riempia
e ci soddisfi quotidianamente.
Dai primi mesi del 2013, Simona
è una libera professionista ed ha
molti più grattacapi di quando
era una semplice dipendente ma
non sente il peso delle lunghe
ore di lavoro e dei viaggi per assistere e partecipare alle fiere del
settore, perché sta facendo
quello che aveva sempre sognato.
Non solo metaforicamente, ma
soprattutto letteralmente! La
dottoressa Petraglia ha infatti il
dono di sognare i modelli per le
sue creazioni durante la notte, e
per questo ha sempre sul comodino un taccuino su cui annotarli
al risveglio. Reduce dalla collaborazione con gli hair stylist di
Agropoli Izaccaria, che presentarono domenica 20 ottobre il
video della loro sfilata e calenda-
SIMONA PETRAGLIA
rio 2014 nella splendida cornice
del palazzo Dogana, Simona
guarda al futuro, ricco di collaborazioni con firme illustri, con
entusiasmo. Molto versata nell’uso di computer e social media,
la sua presenza nel mondo virtuale è palpabile.
I lettori potranno ammirare le
sue creazioni sulla sua pagina ufficiale di facebook, Anima&ManiCreations, e il sito web
animaemani.com
Agnese Mandetta
[email protected]
Albanella. Chiara Cennamo in finale a Miss Italia: la finalissima domenica su La 7
Un sorriso radioso e un metro e
ottanta di bellezza acqua e sapone.
E' Chiara Cennamo, 21enne di
Matinella, frazione di Albanella,
a rappresentare il Cilento e la
provincia di Salerno alla finalissima del concorso di bellezza
più importante dello Stivale,
Miss Italia, che si terrà domenica
27 ottobre al Pala Arrex di Jesolo di Venezia. La bella cilentana, che ha il padre originario di
Altavilla Silentina e mamma di
Roccadaspide, sfilerà con il nu-
mero 58 e con la fascia di Miss
Ragazza in Gambissima Luciano
Barachini Basilicata. E' iscritta al
secondo anno della facoltà di
Scienze dell'educazione all'università di Salerno. «Un'esperienza che segnerà per sempre la
mia vita e che porterò nel cuore
- ha commentato Chiara - Sono
orgogliosa di rappresentare la
Basilicata e tutta la provincia di
Salerno. Ringrazio tutti quelli
che mi hanno sostenuta e continueranno a farlo».
AGENZIA DI PAESTUM
VIALE DELLA REPPUBLICA,18
84047 - CAPACCIO (SA)
Tel: 0828 723268 - Fax: 0828 725886
e-mail:[email protected]
N° 37
26 Ottobre 2013
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N° 37
26 Ottobre 2013
CILENTO
Andare a sfidare il futuro con un contemporaneo
Conte al Parco? C’è un Cilento che si ribella a questa prospettiva di ritorno all’indietro
DALLA PRIMA
Conte, un’invidiabile età media,
invidiabili pensioni d’oro e qualcosa di non invidiabile.
Quindi un appello ai giovani manager, giovani laureati con lode:
‘fate le valigie e partire per i Paesi
dove a 50 anni siete vecchi, vedi
Stai Uniti con Clinton o Regno
Unito con Blair. Poi avrete il
tempo di ritornare e cercare di
far carriera in Italia, o forse al
vostro ritorno iniziamo a capire
come va il mondo e allora sarà
tardi e qualcuno vi dirà: ‘sono
cambiati i tempi, a 80 anni dove
andate?’”. Sul merito interviene
anche Lorenzo Lentini, attivista
del MoVimento Cinque Stelle.
“Tornano i fantasmi del passato.
Forse non sono mai andati via,
continuando a gestire la cosa
pubblica nelle stanze chiuse del
potere.
Il segno evidente del fallimento
politico: in oltre tre anni dalla
morte di Angelo Vassallo non è
stato ancora eletto il Presidente
della Comunità dei Sindaci. Nel
frattempo inizia la corsa per la
“nomina” del nuovo Presidente
del Parco. Consiglierei all’On.
Conte di godersi la pensione,
politica, e impiegare il suo
tempo libero nella gestione della
Fondazione Alario, Ente privato
che l’ha scelto quale Presidente,
consentendo il ricambio generazionale di cui questo Paese ha bisogno.
Consiglierei alla politica di valutare con attenzione chi designare
alla Presidenza del Parco. Più
che un politico o un “tecnico”,
di cui la gente è stanca e, a ragione, sfiduciata, sceglierei una
figura di comprovata REALE
esperienza che sia in grado di
guidare il Parco a spiccare quel
salto di qualità che finora non c’è
stato. Selezionerei le candidature
tra gli abitanti dell’area interessata tralasciando chi ha già dato,
visti i risultati deludenti, i ritardi
e gli sprechi che negli anni si
sono accumulati.
Poi, siamo abituati a tutto”. Una
domanda ritorna in questi
giorni: da chi nasce la candidatura? Sotto quali accordi? E poi:
perché così presto? Per bruciarla? Pasquale Di Perna, attivista di Piaggine che con
“Wivalcalore onlus”, non si arrende alla secca del fiume Calore, ha contattato l’illustre
concittadino Conte per chiedere
un interessamento sull’area protetta a rischio da anni. Ma a
anche qui il silenzio regna imperturbabile. PS. Abbiamo cercato di coinvolgere anche il
centro destra interrogando
Enzo Pasca, responsabile PDL
del Cilento. Attendiamo fiduciosi di conoscere la sua opinione. Prima o poi.
Nicola Nicoletti
[email protected] o.it
PIAGGINE. ECCO LA LETTERA “QUERELATA”
SEGUE DA PAGINA 6
zioso, ma non infinito, salvadanaio
della natura senza trovare altre strade.
La strada dell'adozione del bosco poteva essere l'opportunità per: 1) evitare l'inutile danno (anche di
immagine) al territorio interessato e al
microsistema ambientale; 2) per dare
un esempio pilota di come si può amministrare in maniera intelligente un
piccolo paese il cui territorio è all'interno di un'area protetta; 3) dimostrare coerenza tra promozione e
salvaguardia di un territorio ad elevata
valenza paesaggistica e turistica. Invece
ha preferito tagliare il bosco. Peccato
!!!. Poteva essere ricordato come il Sindaco che ha salvato i faggi. Questo accade quando non si ha la ferma
convinzione di prendere delle decisioni
per fronteggiare problemi che minac-
ciano la natura verso la quale l'uomo
deve essere umilmente rispettoso. La
scelta del taglio sarà per la sua amministrazione solo pubblicità negativa,
purtroppo anche per la sua comunità.
Intanto stanno tagliando il bosco, probabilmente a tempo di record come lo
è stato nell'Estate del 2010. Purtroppo è troppo tardi per fermare il taglio e salvare il salvabile. Anche
questa volta si è consumata la beffa.
Naturalmente non ci limitiamo a
piangere sul latte versato, ci muoveremo con ogni azione possibile per fare
chiarezza anche su eventuali possibili
irregolarità e responsabilità. Se ci sono
state irregolarità che giustizia sia fatta
nell'interesse di chi ama il Monte Cervati, ma soprattutto per tutelare questo
territorio montano che ancora una
volta è stato offeso da chi avrebbe do-
vuto (maggiormente)tutelarlo. A questo punto siamo obbligati a riprendere
la battaglia di sensibilizzazione di 3
anni fa "Salviamo i faggi di Cervati",
ci sono altri boschi interessati al taglio.
Chiediamo a tutti quelli che condividono il nostro pensiero di mandare email o quant'altro (sul sito, facebook,
ecc.) di disapprovazione al Comune di
Piaggine. Bombardiamoli di e-mail!!!
([email protected]). A
questa lettera seguiranno iniziative, interrogazioni ed anche eventuali denunce, se c'è ne sarà bisogno, che
saranno inviate ai vari Organi Amministrativi e giuridici di competenza.
Staremo a vedere.
A nome degli amanti del Cervati Sassano, li 11.10.2013 Il Presidente
COPAT e GET Vallo di Diano
Giancarlo Priante
ALTRO ARTICOLO A PAGINA 14
CILENTO
N° 37
26 Ottobre 2013
11
Dramma mobilità. Cilentana spezzata e aeroporto senza ali
Quanto tempo ancora per poterci sentire normali? il fallimento della politica
Quanto è costato al sistema turistico del Cilento la mancata sistemazione (anche provvisoria)
della strada che collega la piana
del Sele al Cilento?
Quanto è costato in termini di
credibilità delle istituzioni l’aver
lasciato “marcire” una frana su
se stessa costringendo migliaia di
automobilisti ad incolonnarsi
per raggiungere le spiagge della
Costiera Cilentana e poi tornare
a casa subendo code interminabili?
Quanto tempo ci vorrà “ancora”
per trovare una soluzione “parziale” o definitiva per evitare che
al situazione s’incancrenisca e
renda permanente dell’immaginario collettivo che il Cilento sia
ripiombato nello splendido isolamento in cui è stato costretto
da sempre?
Quanto tempo dovremo aspettare per vedere funzionare a regime
l’aeroporto
“Costa
d’Amalfi” che avrebbe potuto
dare impulso al turismo delle
due costiere dopo aver impiegato risorse ingenti per tornare
al punto di “partenza”?
Domande che si aggiungono alle
tante altre che ancora cercano risposte:
perché è stato soppresso il
“Metrò del mare” la vera alternativa “turisticamente” valida ai
collegamenti su ferro e su ruota
che, per altro, funzione bene in
Costiera Amalfitana?
Perché dopo tre anni dalla scomparsa di Angelo Vassallo, presidente della comunità del parco,
gli ottanta sindaci, che non si lasciano sfuggire occasione per
lanciare strali contro l’istituzione
Parco, non riescono a sostituirlo
sulla poltrona di presidente.
Non vale la pena continuare con
gli interrogativi, molti dei quali
potrebbero trovare risposte con
un degna cartellonistica che informi sullo stato “dell’opera” di
ripristino magari con un “conto
alla rovescia” rispetto alla data
prevista dell’inizio e della conclusione dei lavori.
Restano, ovviamente gli interrogativi sulla capacità di chi ha il
potere (e il dovere) di dare solu-
zione al problema che ha causato un alo di presenze turistiche
nel Cilento che sono andate ad
aggiungersi al calo fisiologico
dovuto alla crisi economica che
ha “taglieggiato” il numero dei
giorni delle famiglie appartenenti alla classe media italiana.
Fa specie che, a fronte di scarsità
di risorse destinate alla promozione del territorio messe in
campo dai vari soggetti pubblici
e privati, si debba prendere atto
che non si sia riusciti a fare
fronte ad un problema infrastrutturale serio ma non impos-
sibile da affrontare anche con
una soluzione tampone in attesa
di realizzare l’intervento decisivo
e risolutivo.
Non manca convegno in cui si
attacca il “Napolicentrismo” che
penalizza il Cilento e le province
campane. Ma se l’autonomia
sempre rivendicata produce questi risultati (Cilentana spezzata e
aeroporto senza ali), meglio votarsi a S. Gennaro che a S. Matteo: almeno a Napoli la speranza
del “miracolo” non è così mal
riposta!
Barto lo Scandizzo
Rubrica a cura di «www.astetrasparenti.it»Via Vernieri, 51 84125 Salerno
Tel. 089-222970 Fax 089-255425 E-mail:[email protected]
TRIBUNALE DI SALERNO UFFICIO ESECUZIONI
IMMOBILIARI SI RENDE NOTO
che nella procedura esecutiva N° 255/07 R.E., il G.E. ha fissato
l’udienza del 05.12.2013, h.9.30, per l’esame delle offerte di acquisto
ai sensi dell’art. 572 c.p.c., ovvero per la gara fra gli offerenti ai sensi
dell’art. 573 c.p.c. (nel caso di più offerte per lo stesso lotto), e
l’udienza del 19.12.2013 ore 10, per la vendita con incanto nel caso
in cui la vendita senza incanto non abbia esito positivo, al prezzo base
ridotto di E.50.510,46 lotto 1, E.6.639,15 lotto 2, offerte in aumento
non inferiori ad E.2.600,00 lotto 1, E.350,00 lotto 2 nel caso di incanto. Per partecipare occorre depositare in Cancelleria entro le ore
12.30 del giorno precedente la vendita, le offerte di acquisto e le domande di partecipazione all’incanto unitamente alla cauzione pari al
10% del prezzo offerto (senza incanto) o del prezzo base d’asta (incanto). Maggiori informazioni e modalità di partecipazione in Cancelleria o consultando il sito www.astetrasparenti.it, dove sono
pubblicate anche l’ordinanza e la CTU. Custode giudiziario degli immobili è l’avv. Pietro Bellaiuto con studio in Battipaglia, tel.
0828/344149..
DESCRIZIONE DEGLI IMMOBILI
LOTTO 1: Piena proprietà di parte di fabbricato rurale in Campagna,
loc. Galdo, in NCT fg.90, p.lla 996/2, vani 5,5.
LOTTO 2: Piena proprietà di stalla in Campagna, loc. Galdo, in NCT
fg.90, p.lla 996/3, mq.52.
TRIBUNALE DI SALERNO UFFICIO ESECUZIONI
IMMOBILIARI SI RENDE NOTO
che nella procedura esecutiva N° 263/07 R.E., il G.E. ha fissato
l’udienza del 05.12.2013, h.9, per l’esame delle offerte di acquisto ai
sensi dell’art. 572 c.p.c., ovvero per la gara fra gli offerenti ai sensi
dell’art. 573 c.p.c. (nel caso di più offerte per lo stesso lotto), e
l’udienza del 19.12.2013 ore 10, per la vendita con incanto nel caso
in cui la vendita senza incanto non abbia esito positivo, al prezzo base
ridotto di E.151.312,50, offerte in aumento non inferiori ad
E.7.600,00 nel caso di incanto. Per partecipare occorre depositare in
Cancelleria entro le ore 12.30 del giorno precedente la vendita, le offerte di acquisto e le domande di partecipazione all’incanto unitamente alla cauzione pari al 10% del prezzo offerto (senza incanto) o
del prezzo base d’asta (incanto). Maggiori informazioni e modalità di
partecipazione in Cancelleria o consultando il sito www.astetrasparenti.it, dove sono pubblicate anche l’ordinanza e la CTU. Custode
giudiziario degli immobili è l’avv. Marcella Luca cell.339.2455831.
DESCRIZIONE DEGLI IMMOBILI
LOTTO UNICO: Piena proprietà di locali commerciali in Bellizzi,
via Napoli, 46/48, in NCEU fg.2, p.lla 509/4, p.lla 509/5 e p.lla
509/9.
INFORMAZIONE PUBBLICITARIA A CURA DE
Corso Garibaldi, 19484122 Salerno
www.lacomunicazioneadv.it
12
N° 37
26 Ottobre 2013
EBOLI
Comune: Ecco i politici locali a “rosso fisso”
Alcune considerazioni sulle sorprese dalla pubblicazione dei redditi
DALLA PRIMA
Cicia batte Melchionda 40 mila
euro a 39 mila euro all’anno. Il
segretario comunale, Gerardo
Rosania, che ha un reddito doppio rispetto a Vito Busillo, imprenditore agricolo dalla tempra
latifondista, ma con una dichia-
razione dei redditi da Fiat Duna
e Piaggio Si. E poi c’è l’esercito
degli avvocati. Una lista lunga e
indigente di liberi professionisti,
finiti sul lastrico come l’incazzoso Emilio Fede (quello intervistato
dal
programma
radiofonico La Zanzara). Lo
spaccato che ne deriva non meraviglia nessuno. Chi è pagato
dallo Stato non può evadere. E
quindi dichiara tutto: medicine,
pillole e supposte, come Mario
Di Donato e Lazzaro Lenza, i
due medici-paperoni del consiglio comunale (124 mila euro a
testa). “La metà del reddito le paghiamo di tasse” si schermiscono
i due “super” ricchi. Se abbiamo
un po’ di asfalto superstite per le
strade e i lampioni pubblici semiaccesi dobbiamo ringraziare i
medici di base e non gli avvocati.
Se l’ospedale è ancora aperto e
gli asili pullulano di bambini, lo
dobbiamo agli infermieri Rizzo e
Cicia e non agli imprenditori e ai
libero professionisti. In Italia va
così. A Eboli, pure. Più che una
polemica, la dichiarazione dei
redditi dei politici ha destato
molte perplessità. Tra le carte
consegnate, non si trova una
macchina nuova comprata negli
ultimi dieci anni. Addolorati partecipiamo alla prospettiva grigia
per le concessionarie ebolitane.
La moto più fiammante ha almeno dieci anni di vita, la macchina più giovane è del 2004. Se
non ci fossero Lenza, Di Donato
e Rotondo (medici) Cicia, Rizzo
e Rosania (infermieri, i primi
due, segretario comunale, il
terzo) la città sarebbe in cassa integrazione, come la Multiservizi,
senza nemmeno la pancia piena
per le cene elettorali del 2010. Va
precisato, però, che non tutti i li-
bero professionisti avranno accesso alla Caritas. Se gli avvocati,
infatti, se la passano male, i commercialisti Palladino e Lettera, o
meglio ancora un ingegnere
come Norma, presentano dichiarazioni da due auto, uno scooter
e tre immobili (abitazione, villa a
mare e in montagna), con tanto
di settimana bianca a Natale. Gli
insegnanti Marra e Cillo, i pensionati Salviati e Di Cosmo, arrivano tranquilli a fine mese, con
tanto di paghetta settimanale per
i nipotini. Conti alla mano, vincere le elezioni conviene. Il sindaco incassa 35 mila euro solo
per la fascia tricolore che indossa. Gli assessori arrivano a
10-13 mila euro all’anno con
estrema facilità. I compensi da
consiglieri comunali sono da
fame. Chi supera il tetto dei mille
euro in un anno dovrà rispondere a un’interrogazione parlamentare del piccolo Brunetta.
L’ex tesoriere di Craxi, dopo i
viaggi in Cina negli anni Ottanta
(a spese dei contribuenti) ha deciso di cambiare religione. Insieme a Fazio e Crozza, i
consiglieri comunali come Rizzo
che guadagnano oltre 3000 euro
all’anno dovranno dedicare un
po’ del loro tempo libero ai servizi sociali. Al lodo Dudù non si
sfugge nemmeno a Eboli.
Francesco Faenza
[email protected]
LE PAGELLE EBOLITANE
Vito Sparano, voto 4: “il reparto di
oculistica funziona, è accorpato e non
chiuso. Altro personale non ci serve, i
posti letto nemmeno. Abbiamo bisogno
dei macchinari nuovi e della sistemazione dei vecchi macchinari che sono
rotti”. I medici di oculistica escono allo
scoperto e finiscono per imbarazzare lo
zelo sindacale della Uil di Vito Sparano. Da mesi Sparano ha iniziato una
battaglia confusionaria. Vuole a tutti i
costi più personale in un reparto che
chiede macchinari. Vuole a tutti i costi
riaprire un reparto che è già funzionante. Una domanda sorge spontanea:
in un ospedale con sedici reparti, tutti i
problemi sono in oculistica? Attendiamo
una risposta. Astenersi perditempo,
Razzi e Scilipoti di turno.
Wwf e Legambiente, voto 7: A volte ritornano. Questa volta con una tempistica lodevole. Luigi De Lisio, Leopolda
Minchillo e Vincenzo Armenante (ambientalisti ebolitani doc) alzano la voce
contro il parcheggio di via Masillo che
sorgerà al posto di un parco verde della
scuola Agatino Arìa. E’ vero che il
parco era abbandonato da anni e da
nessuno era frequentato, ma il verde
pubblico va tutelato e aumentato in
città. Il no deciso quindi al parcheggio
al posto del parco ci sta tutto. Gli ambientalisti questa volta intervengono in
tempo. Negli ultimi anni, ahinoi e ahiloro, a Eboli sono stati tagliati decine
di alberi in ogni quartiere della città.
Con criteri discutibili. E soprattutto con
gli ambientalisti che protestavano a
strage botanica già realizzata. La sveglia civica questa volta è suonata in
tempo. Si spera.
Roberto Palladino, voto 4: quando il
gioco si fa duro, Palladino…si dimette.
L’ex assessore ed ex capogruppo del Pd
lascia la commissione urbanistica dopo
averla scossa e resa operativa. Il motivo?
Troppe pressioni (del gruppo Sgroia-Di
Donato)? Troppe fughe in avanti (del
gruppo Di Donato-Sgroia)? Con il congresso cittadino alle porte (parva materia) e la scelta del successore di
Melchionda (da contrapporre a Cariello) Palladino decide di rassegnare le
dimissioni? Finchè c’è il Pd non mancherà mai l’inchiostro per scrivere.
800.93.11.62
FUTANI
Alla “pecora nera” le creazioni della Merola
I materiali di scarto trasformati in raffinati accessori per donne
Mariagrazia Merola, uno sguardo
dolce ma al tempo stesso pieno
di acume e determinazione, è
una vera e propria rivelazione.
Laureatasi a Napoli, all' Accademia di Belle Arti, nel 2007, decide di restare a Futani e di
costituire, con l' amica Maria
Maura Lisanti, una cooperativa
sociale, denominata Effetto Rete,
le cui attivitá sono finalizzate alla
promozione del territorio, all'
ideazione e gestione di eventi ma
anche alla realizzazione di laboratori didattici con scuole e
gruppi.Tra le numerose iniziative
realizzate figurano il Progetto Vivere i Musei con l' Ente Parco
Nazionale del Cilento e l' allestimento del Museo Ortega, a
Bosco, frazione di San Giovanni
a Piro. Mariagrazia unisce le sue
doti artistiche con la sensibilitá e
la propensione alla cura ed al rispetto dell' ambiente e, da questo
connubio , nascono i suoi laboratori creativi sul tema del riciclo
dei materiali. Poi un giorno, durante un presidio a Laurito per
scongiurare il pericolo di realizzazione di una discarica, trova
sulla strada una camera d' aria e
da lì nasce l' idea che cambierá la
sua vita. " Ho raccolto la camera
d' aria - ricorda Mariagrazia - ed
ho subito realizzato ciò che
avevo immaginato: borse alla
moda e gioielli che ho voluto
esporre in vari festival locali. Da
qui alla creazione del laboratorio
d' idee Pecora NERA con cui recupero e trasformo materiali di
scarto in oggettistica nel segno
della moda, del design e dell' arte,
il passo é stato breve".Grazie ai
social network la giovane artista
cilentana inizia a condividere
esperienze ed a partecipare a vari
bandi e concorsi.
Viene subito selezionata da Artistar che pubblica alcune sue creazioni sul catalogo L' arte da
indossare e che le da la possibilitá
di esporre i suoi lavori allo Spazio Fondazione Maimeri, durante la settimana della Moda a
Milano, dal 18 al 23 settembre
2013.
Mariagrazia continua a proporsi
e partecipa ad un bando on line
della catena di negozi Lo Spaventapasseri. Si dice che la fortuna aiuta gli audaci e
Mariagrazia è determinata ed audace. Viene selezionata nuovamente per esporre il suo atelier
creativo Pecora NERA a Berlino,
nel nuovo negozio Lo Spaventapasseri, nello storico quartiere
Mitte, dove le sue piccole opere
saranno in bella mostra fino al 31
dicembre.
" Mi piacerebbe collaborare con
artisti del calibro di Blu, con
Stella McCartney per la moda e
con Maurizio Cattelan che ammiro moltissimo ma, il mio vero
sogno è quello di aprire uno sho-
wroom qui, nel Cilento, dove
sono le mie radici " ci confida
Mariagrazia, aggiungendo "
anche se sono giovane e forse
non ho un' esperienza consolidata, sento di consigliare ai ragazzi, che hanno delle idee in cui
credono , di lanciarsi, anche
quando tutti li scoraggiano
.....Volere è potere! ".
Le borse ed i gioielli di Mariagrazia sono visionabili anche attraverso il sito
http://pecora-nera4.webnode.it e su fb
www.facebook.com/Pecoranera.atelier
Maria Giulia Fier ro
mariag [email protected]
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AUGURI A ANTONELLA MARINIELLO
Un sogno che finalmente si avvera: la laurea in Giurisprudenza
a Perugia che hai sempre desiderato oggi è arrivata! Una preziosa
soddisfazione perché puoi ambire a diventare quel bravo Ma-
gistrato terzo e imparziale che si
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hai come punto di riferimento.
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N° 37
26 Ottobre 2013
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N° 37
26 Ottobre 2013
PIAGGINE
“Perché querelo Giancarlo Priante”
Il sindaco Guglielmo Vairo porta la contesa in tribunale
La lettera aperta diffusa per difendere le posizioni degli ambientalisti sulla questione del taglio di
faggi sul monte Cervati continua
a tenere banco ed a produrre non
solo effetti di natura mediatica,
ma anche effetti di natura giuridica nel comune di Piaggine.
Con la deliberazione n. 75 del 17
ottobre 2013 la giunta del comune di Piaggine, infatti, ha fornito l' “autorizzazione al Sindaco
a sporgere denuncia/querela ed
eventuale costituzione di parte civile nei confronti del Presidente
COPAT e GET Vallo di Diano”.
Ad approvare, con voto unanime
in giunta, la linea dura del comune
di Piaggine contro la lettera aperta
indirizzata al primo cittadino, diffusa sul web e sottoscritta da
Giancarlo Priante, presidente del
COPAT e GET Vallo di Diano,
sono stati: il sig. D'ELIA Carmelo, vicesindaco, il sig. PETRONE Nicola, assessore ed il
sig. VAIRO Guglielmo, sindaco
del comune di Piaggine.
Alla base dell'approvazione del
provvedimento deliberativo della
giunta del comune di Piaggine,
come indicato in delibera, sembra
che siano presunte “informazioni
false e tendenziose in ordine alle
operazioni di taglio, asserite quali
illegittime, di un bosco nel territorio del comune di Piaggine” e
“che dette affermazioni hanno
generato profondo stupore in
paese, un'unanime indignazione e
sconcerto per la significazione calunniosa e diffamatoria e di rilevante
impatto
emotivo
intrinsecamente contenuto nei
termini usati”. La giunta, inoltre,
precisa prima di deliberare ed
“autorizzare il sindaco a presentare atto di querela nei confronti
del sig. Giancarlo Priante, presidente COPAT e GET Vallo di
Diano e/o ogni altro soggetto
che venga individuato come corresponsabile...” che “i tagli in questione, oggetto di regolare asta
pubblica, sono stati legittimamente autorizzati dagli organi
preposti in ordine agli aspetti ambientali, paesaggistici e forestali”
e “che l'andamento del taglio è
stato sottoposto a stretta verifica
da parte del Corpo Forestale dello
Stato e dei funzionari regionali,
coadiuvati dal Comando di Polizia locale..”. Il Presidente del
COPAT e GET Vallo di Diano
interpellato, dopo la pubblicazione all'albo pretorio online del
comune di Piaggine della delibera
di giunta che potrebbe mettere in
moto l'iter giuridico della denuncia/querela, ha dichiarato sul prosieguo della lotta per salvare i
faggi sul Cervati: <<Un ulteriore
stimolo ad andare avanti, acquisita la documentazione ed i pareri,
se vi saranno gli estremi, procederemo di conseguenza>>.
Vito Gerardo Roberto
[email protected]
IN FARMACIA. IL VALORE DEL PSA NON E’ SEMPRE
LEGATO AD UN TUMORE PROSTATICO
Una delle analisi cliniche di cui si parla
maggiormente,e la cui significatività è
però più discussa,è la valutazione della
concentrazione nel sangue dell’Antigene Prostatico Specifico (Prostate
Specific Antigen – PSA), una proteina
sintetizzata dalle cellule della prostata.
Alti livelli di PSA si riscontrano durante varie malattie prostatiche,come
il tumore della prostata, l’ipertrofia
prostatica benigna e varie forme di
prostatite. Per questa è invalsa l’associazione tra patologia neoplastica alla
prostata e alti livelli di PSA, cosa che
non è sempre vera.L’antigene prostatico specifico contenuto nel secreto è
proporzionale all’attività della ghian-
dola, alle sue stimolazione esterne ed
alla sua dimensione: è quindi un marcatore dell’attività ghiandolare e non
direttamente un marcatore tumorale, anche se una connessione esiste
perché la ghiandola ammalata aumenta l’attività secernente. Però il
PSA può aumentare per cause diverse da quella dell’attività tumorale.
Poi la grande diffusione dell’ipertrofia
prostatica spinge molti ricercatori a
definire dubbio l’uso del singolo valore
di PSA come screening per la prevenzione del tumore prostatico. Infine un
paziente potrebbe produrre maggiori
quantità di antigene prostatico rispetto al normale senza avere risvolti
patologici e possedendo una ghiandola
di dimensioni normali, soltanto per le
sue caratteristiche fisiologiche. Ma allora, quale può essere l’uso più intelligente dell’analisi del PSA? Una
risposta può venire da una metodica
nuova e fino ad ora poso usata:la curva
di andamento. Il concetto è semplice:
suggerire un periodico autocontrollo
del cliente disegnando una linea di andamento del PSA del singolo paziente. Questa metodica è valida sia
per il laboratorio convenzionale che
per l’autodiagnostica in farmacia.
Alberto Di Muria
[email protected]
GASTRONOMIA
a cura di Diodato Buonora
[email protected]
N° 37
26 Ottobre 2013
15
“La Bottega del formaggio”, una delle nostre eccellenze gastronomiche
Siamo in un periodo particolare.
Non si sente altro che parlare di
crisi. È diventata la parola più
gettonata in ogni luogo e in ogni
momento. È vero, la situazione
politica lascia molto a desiderare,
la pressione fiscale sulle aziende
è molto pesante, le tasse, con i
nomi sempre più strani (ici, imu,
tarsu, trise), aumentano sempre
di più. Ma, una cosa bisogna ammetterla: le persone che sono
più in crisi sono quelle che non
hanno voglia di lavorare e quelle
che non sanno fare niente. Per
molti, la parola crisi è un giustificativo per continuare questo
andazzo. Non si ha voglia di sacrificarsi e di impegnarsi per cercare come districarsi in un
periodo come questo. Tutti
aspettano il posto fisso, quello
dove non si lavora, ma a fine
mese arriva puntualmente lo stipendio. Purtroppo, questi tempi
sono finiti e bisogna darsi da
fare. È proprio il caso di dire:
“chi si ferma è perduto”. Questa
introduzione serve a farvi capire
come un’intera famiglia, con impegno, sacrifici e passione, anticipando i tempi, si è inventata un
lavoro ed è diventata una delle
eccellenze gastronomiche del
nostro Cilento. Prima della cosiddetta crisi, aveva capito che i
tempi stavano per cambiare e
non bisognava aspettare “la speranza degli altri”. Sto parlando
della famiglia Passaro dell’azienda “La Bottega del Formaggio” di Giungano, piccolo
paese ben organizzato e vivo che
si trova all'interno del Parco Nazionale del Cilento e Vallo di
Diano, fra le colline cilentane e
la Piana di Paestum. Per arrivarci, venendo da nord, all’ultima uscita di Paestum della S.S.
18, troviamo anche l’indicazione
per Giungano. Si prosegue per
pochi minuti e, 800 metri dopo
aver lasciato il comune di Capaccio, sulla destra, c’è l’azienda.
Questa “nostra” realtà, specializzata in formaggi ovini e caprini,
è nata nel 2005, anche se, da
tempi lontani, papà Antonio
aveva pecore e capre e produceva in modo artigianale prodotti caseari. Con il tempo,
Antonio e sua moglie Maria,
visti i consensi molto positivi dei
loro clienti locali e dei turisti che
LA RICETTA
CAVATELLI CON
PECORINO FRESCO
E OLIVE VERDI
PAOLA E VINCENZO PASSARO
nel periodo estivo andavano alla
ricerca di cose nostrane buone,
per dare un futuro ai loro figli,
hanno pensato di aprire questa
attività che sta dando loro molta
soddisfazione. Questo intuito è
venuto anche per forte volontà
del figlio Vincenzo Daniel, a
quei tempi ventenne, che si era
appena diplomato a Battipaglia
all’Istituto per l’Agricoltura e
l’Ambiente con indirizzo caseario. Sin dall’inizio la “bottega” si
è distinta per prodotti di estrema
qualità. Da qualche anno, oltre
ad Antonio, Maria e Vincenzo
Daniel, in prima fila troviamo
anche Paola che ai tempi studiava a Roma. Oggi, ognuno con
il suo apporto e con compiti
precisi è impegnato al buon andamento dell’azienda. Papà Antonio si occupa quotidianamente
degli animali che attualmente
sono 130 pecore e 100 capre. Il
suo lavoro inizia alle 5 del mattino con la mungitura, poi alle 7
tutti a pascolare e, cosa molto
importante, gli animali si nutrono unicamente di macchia
mediterranea, arbusti, alberi
bassi e foraggi prodotti esclusivamente dall'azienda. Questa salubre alimentazione rende
straordinaria la qualità del latte.
Poi, alle 18 si rientra all’ovile per
la mungitura serale. Vincenzo
Daniel, invece, con la collaborazione di mamma Maria che generalmente troviamo al banco, si
occupa, con pignoleria e capacità, della trasformazione del
latte. Per quanto riguarda Paola,
grazie ai suoi metodi garbati e signorili, si occupa in genere delle
pubbliche relazioni, della commercializzazione, va in giro per
fiere in tutta Italia e appena può
collabora in azienda per lavori
come spennellamento, salatura,
stagionatura e spesso la troviamo al punto vendita. Il banco,
cosi come il laboratorio, sono
curati in modo maniacale:
grande pulizia, igiene e ordine.
Io ci sono stato poche sere fa e
vedendolo mi è venuta voglia di
acquistare tutto, cosa che, sappiamo bene, non è facile trovare.
Tra i prodotti commercializzati
troviamo: il cacioricotta di capra
fresco (formaggio tipico con
tecniche di lavorazione miste tra
quelle del formaggio tradizionale e della ricotta. Il latte viene
portato quasi a ebollizione, poi
viene raffreddato e fatto coagulare con caglio di capretto, la cagliata viene rotta fino a
raggiungere grani della dimensione di un chicco di riso, messa
in fiscelle e fatta stufare per 24
ore), il “primo sale” (formaggio
fresco che non richiede stagionatura), il semi stagionato, lo stagionato,
lo
stagionato
aromatizzato (con mirto, alloro,
finocchietto, rosmarino, salvia,
peperoncino, menta, pepe nero,
tartufo, vinaccia, noci, pistacchi,
al limone, all'arancio, foglie di
noce, felce, foglia di castagna),
ricotta di pecora, pecorini semi
stagionati e stagionati, pecorini
farciti con pepe nero, pepe rosa
e così via. Tra le particolarità, o
meglio le bontà, non possiamo
non citare lo yogurt di capra e di
pecora, oltre a una vellutata di
pecora, cioè spalmabile. La produzione è per la maggior parte
commercializzata in loco, oltre
che in punti vendita che sono a
Roma e in Belgio, ma la bottega
del formaggio è organizzata per
spedizioni in tutta Italia. I pro-
Ingredienti per 4 pers.: 320 g di
cavatelli fatti in casa, 50 g di
olive verdi snocciolate, 100 g di
formaggio caprino fresco, 4
cucchiai di pecorino grattugiato, olio extravergine d’oliva
del Cilento, prezzemolo, sale e
pepe.
Procedimento: mentre lessate i
cavatelli, tritate le olive finemente e mettetele in una zuppiera. Unite il formaggio
caprino e il pecorino, un filo
d’olio extravergine, un pizzico
di sale e pepe a piacere. Quasi
a fine cottura della pasta mettete nel condimento un paio di
cucchiai di acqua di cottura e
amalgamate gli ingredienti,
schiacciandoli con una forchetta. Scolate i cavatelli e versateli
nella
zuppiera
amalgamandoli con il sugo di
condimento. Servite con una
spolverata di prezzemolo tritato.
Vino consigliato: Mimì 2012,
Rosso Paestum Igt (da uve
Barbera, Sangiovese e Cabernet Sauvignon), I Vini del Cavaliere – Casa Vinicola Cuomo
di Capaccio Paestum.
dotti bisogna provarli, ma vi
posso assicurare che abbiamo di
fronte una delle eccellenze gastronomiche del nostro Cilento,
grazie al lavoro e alla passione di
un’intera famiglia.
RECAPITI:
La Bottega del formaggio,
Via Antonio Renna 22, 84050
Giungano (SA)
Tel. 339.1125286 (Vincenzo)
334.3612474 (Paola). E-mail
[email protected]
Facebook:
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