Abstract intervento di Franco Farinelli

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Abstract intervento di Franco Farinelli
Inaugurazione anno accademico 2016/2017
Intervento di Franco Farinelli
direttore del Dipartimento di Filosofia e Comunicazione dell’Università di Bologna
La mappa, la sfera, la terra: la natura della globalizzazione
Intervento di Franco Farinelli
A che punto è la globalizzazione? Per rispondere è necessario precisarne la natura, effetto
essenzialmente dall’avvento della Rete, che ha scardinato tutto (o quasi) il moderno
funzionamento
spazio-temporale del mondo. Per un verso la nascita della Rete (della
globalizzazione) è il compimento del grande progetto moderno, che è consistito nella
trasformazione della faccia della Terra in un unico spazio, cioè in una gigantesca mappa, in
funzione della riduzione della superficie terrestre a tempo di percorrenza, a velocità. Per un altro
verso la Rete, al cui interno il tempo e lo spazio della fisica classica svolgono un ruolo al massimo
residuale, costituisce il definitivo superamento della logica spaziale, fondata sulla riduzione della
Terra ad una estensione al cui interno tutte le parti sono l’un l’altra equivalenti, si possono cioè
scambiare l’un l’altra senza che nulla cambi. La fase attuale mostra appunto la crisi dell’armatura
spaziale del mondo, il ritiro della sua presa sui meccanismi di quest’ultimo, favorendo in tal modo il
risorgere dei luoghi, che sono proprio l’esatto contrario dello spazio: una pluralità di ambiti ognuno
irriducibile all’altro, perché considerati in funzione delle proprie qualità specifiche e distintive, a
partire dalla capacità di manipolazione simbolica (la cultura) che è la merce più preziosa dell’intero
mercato globale. È in tal senso che vanno appunto interpretati, ad esempio, gli avvenimenti che
più hanno segnato, di recente, la scena politica internazionale, dalla Brexit all’esito delle elezioni
americane di qualche giorno fa.
E tutto ciò accade perché per la prima volta nella storia dell’umanità l’economia mondiale
funziona all’unisono come un tutt’uno, è diventata un’unica simultanea realtà. È questo il motivo
per cui si è costretti ad affrontare il globo nella sua totalità e complessità, e non basta più ricorrere
alla strategia fin qui seguita, consistente nella sua trasformazione in un numero infinito di mappe
cioè di spazi o se si vuole di stati. Tra il globo e la mappa vi è una forma di irriducibilità analoga a
quella che esiste tra il luogo e lo spazio. La sfera si compone di linee chiuse ma essa è illimitata, la
mappa al contrario si compone di linee aperte e i suoi limiti sono inamovibili e ben definiti. È tale
irriducibilità, di natura topologica cioè matematica, l’origine profonda della difficoltà ad interpretare
la globalizzazione con l’ausilio degli schemi ereditati dalla modernità. Ed è a partire da essa che
bisogna cercare di mettere a punto i nuovi modelli per la comprensione del mondo di cui abbiamo
urgente bisogno.
Franco Farinelli (Ortona 1948) ha insegnato per anni nelle università di Ginevra, Los Angeles
(Ucla), Berkeley e a Parigi alla Sorbona e all’École normale supérieure - Paris. Attualmente è
direttore del Dipartimento di Filosofia e Comunicazione dell’Università di Bologna, dove insegna
geografia. E’ presidente dell’Associazione dei Geografi Italiani (Agei).

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