tavv 1-2-3 con prospetti Model (1)

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tavv 1-2-3 con prospetti Model (1)
COMUNE di EMPOLI
Ufficio Tecnico - LL.PP.
CAPITOLATO SPECIALE D'APPALTO
PROGETTO ESECUTIVO PER LA RISTRUTTURAZIONE DELL’EX
MENSA COMUNALE PER AMPLIARE LA SCUOLA DELL’INFANZIA
ESISTENTE
Importo dei lavori
………………………………………………….Euro 136.500,00
Somme a disposizione dell'Amministrazione...............................Euro 23.500,00
Importo complessivo dell’opera...................................................Euro 160.000,00
Redatto da: arch. Francesca Capecchi
Empoli lì maggio 2007
Visto:
IL DIRIGENTE DEL SETTORE LL.PP
Ing. Paolo Gini
-1Comune di Empoli - Ufficio Tecnico
SOMMARIO
CAPO 1°
Oggetto ed ammontare dell'appalto - Designazione, forma e dimensioni delle opere
Art. 1 Oggetto dell'appalto
Art. 2 Ammontare dell'appalto. Modalità di stipulazione del contratto. Categoria prevalente, categorie
scorporabili, altre categorie di lavori. Denominazione in valuta
Art. 3 Designazione sommaria delle opere, forma e principali dimensioni delle medesime
Art. 4 Pagamenti
Art. 5 Disposizioni generali relative ai prezzi dei lavori a misura ed a corpo. Invariabilità dei prezzi. Prezzi
applicabili ai nuovi lavori e ai nuovi prezzi
Art. 6 Revisione dei prezzi
CAPO 2°
Norme generali
Art. 7 Rappresentante dell’appaltatore e domicilio
Art. 8 Disposizioni particolari riguardanti l’appalto. Fallimento dell’appaltatore. Cessioni del contratto e
cessioni di credito
Art. 9 Norme generali sui materiali, i componenti, i sistemi e l’esecuzione. Norme sui contratti collettivi e
disposizioni sulla manodopera
CAPO 3°
Contratto
Art.
Art.
Art.
Art.
Art.
10
11
12
13
14
Affidamento dei lavori
Stipulazione del contratto
Interpretazione del contratto e capitolato speciale d’appalto. Documenti del contratto
Cauzioni e garanzie
Disciplina del subappalto
CAPO 4°
Esecuzione del contratto
Art.
Art.
Art.
Art.
Art.
Art.
Art.
Art.
Art.
Art.
Art.
Art.
Art.
Art.
Art.
Art.
Art.
15
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31
Consegna dei lavori
Direzione dei lavori da parte dell’appaltante
Rappresentante dell’appaltatore sui lavori. Personale dell’appaltatore
Approvvigionamento dei materiali. Custodia continuativa dei cantieri
Oneri ed obblighi diversi a carico dell’appaltatore
Rinvenimenti
Brevetti di invenzione
Ordine da tenersi nell’andamento dei lavori e programma dei lavori
Varianti in corso d’opera
Disposizioni in materia di sicurezza
Durata giornaliera dei lavori – lavoro straordinario e notturno
Tempo utile per l’ultimazione dei lavori – sospensioni – proroghe – penalità – premio di accelerazione
Risoluzione e rescissione del contratto. Esecuzione dei lavori d’ufficio
Danni di forza maggiore
Espropriazione dei terreni
Ultimazione dei lavori e gratuita manutenzione
Termini per il collaudo e per il certificato di regolare esecuzione
-2Comune di Empoli - Ufficio Tecnico
Art. 32 Presa in consegna dei lavori ultimati
Art. 33 Valutazione dei lavori a corpo e a misura
CAPO 5°
Definizione delle controversie
Art. 34 Controversie
CAPO 6°
Norme tecniche per l'esecuzione e collaudo degli edifici in muratura e c.a. e per il loro
consolidamento
Art. 35 Edifici in muratura e c.a.
CAPO 7°
Qualità e provenienza dei materiali - Modo di esecuzione di ogni categoria di lavoro –
Parte 1^
Qualità e provenienza dei materiali
Art. 36 Materiali in genere
36. 1
Materiali per formazione di rilevati
36. 2
Acqua per gli impasti
36. 3
Calci
36. 4
Leganti idraulici
36. 5
Gessi
36. 6
Sabbia
36. 7
Pietrame
36. 8
Pietrisco
36. 9
Pietre naturali
36.10 Laterizi
36.11 Materiali ferrosi e metalli vari
36.11.1
Materiali ferrosi
36.11.1.1 Ferro
36.11.1.2 Acciaio trafilato o laminato
36.11.1.3 Acciaio fuso in getti
36.11.1.4 Ghisa
36.11.1.5 Acciaio per cemento armato
36.11.1.6 Acciaio per strutture metalliche
36.11.2
Metalli vari
36.12 Legnami
36.13 Tubazioni
36.13.1
Tubi in ghisa
36.13.2
Tubi in acciaio
36.13.3
Tubi in grès
36.13.4
Tubi in cemento
36.13.5
Tubi in ardesia artificiale
36.13.6
Tubi di policloruro di vinile (PVC)
36.13.7
Tubi di polietilene (PE)
36.14.8
Tubi drenanti in PVC
36.14 Materiali per pavimentazioni e rivestimenti
36.14.1
Mattonelle, marmette e pietrini di cemento
36.14.2
Pietrini e mattonelle di terracotta greificate
36.14.3
Graniglia per pavimenti alla veneziana
36.14.4
Pezzami per pavimenti a bollettonato
36.14.5
Linoleum e rivestimenti in plastica
36.14.6
Pavimenti in legno
36.14.7
Pavimenti in massello di calcestruzzo
-3Comune di Empoli - Ufficio Tecnico
36.14.8
Pavimenti in ceramica
36.15 Colori e vernici
36.16 Materiali per impermeabilizzazioni
36.17 Vetri e cristalli
36.18 Materiali ceramici in genere
36.19 Isolanti termo-acustici
36.20 Materiali per opere di sistemazione vegetazionale
36.21 Materiali per applicazioni geologiche e pedologiche
36.22 Materiali additivi per calcestruzzi e malte
36.23 Bitume
36.24 Materiali per impianti elettrici
36.24.1 Generalità
36.24.2 Interruttori
36.24.3 Quadri di comando e distribuzione
36.24.4 Prove dei materiali dell’impianto elettrico
36.24.5 Accettazione dei materiali dell’impianto elettrico
36.25 Materiali per impianti idro-sanitario e termico
36.25.1 Corpi scaldanti
36.25.2 Tubazioni
Parte 2^
Modo di esecuzione di ogni categoria di lavoro
Art. 37 Prescrizioni tecniche per l’esecuzione dei lavori
37.1 MOVIMENTI TERRA
37.1.1 Scavi in genere
37.1.2 Scavi di sbancamento
37.1.3 Scavi di fondazione
37.1.4 Demolizioni
37.1.5 Rilevati
37.2 OPERE EDILI
37.2.1 Demolizioni
37.2.2 Composizione delle malte
37.2.3 Murature e calcestruzzi
37.2.3. 1 Murature in genere
37.2.3. 2 Murature e riempimenti in pietrame a secco- vespaio
37.2.3. 3 Murature di pietrame con malta
37.2.3. 4 Paramenti per le murature di pietrame
37.2.3. 5 Murature di mattoni
37.2.3. 6 Pareti di una testa ed in foglio con mattoni pieni o forati
37.2.3. 7 Murature miste
37.2.3. 8 Murature di getto o calcestruzzi
37.2.3. 9 Opere in cemento armato e strutture prefabbricate in precompresso
37.2.3.10 Costruzione delle volte
37.2.4 Solai e coperture
37.2.4.1 Solai in legno
37.2.4.2 Solai su travi di ferro a doppio T
37.2.4.3 Solai in cemento armato
37.2.4.4 Solai di tipo misto in cemento armato ed elementi forati in laterizio
37.2.4.5 Controsoffitti
37.2.4.6 Coperture a tetto
37.2.4.7 Coperture a terrazzo
37.2.5 Impermeabilizzazioni
37.2.6 Intonaci, decorazioni e pitture
37.2.6.1 Intonaci
37.2.6.2 Decorazioni
37.2.6.3 Pitture - norme generali
-4Comune di Empoli - Ufficio Tecnico
37.2.6.4 Esecuzioni particolari
37.2.6.5 Tappezzeria con carta
37.2.7 Pavimenti, rivestimenti ed opere in marmi e pietre
37.2.7.1 Pavimenti
37.2.7.2 Rivestimenti di pareti
37.2.7.3 Opere in marmo e pietre, norme generali
37.2.7.4 Marmi e pietre naturali
37.2.7.5 Pietre artificiali
37.2.8 Opere in legname - opere da carpentiere
37.2.9 Infissi in legno - norme generali - opere da vetraio
37.2.9.1. Infissi in legno - norme generali
37.2.9.2. Opere da vetraio
37.2.10
Opere in ferro ed alluminio - norme generali e particolari
37.2.11
Opere da stagnaio e tubazioni in genere
37.2.11. 1 Opere da stagnaio
37.2.11. 2 Tubazioni in genere
37.2.11. 3 Fissaggio delle tubazioni
37.2.11. 4 Tubazioni in ghisa
37.2.11. 5 Tubazioni in piombo
37.2.11. 6 Tubazioni in lamiera di ferro zincato
37.2.11. 7 Tubazioni di ferro
37.2.11. 8 Tubazioni in grès
37.2.11. 9 Tubazioni in ardesia artificiale
37.2.11.10
Tubazioni in cemento
37.2.11.11
Docce e pluviali
37.2.12
Strutture in vetro cemento
37.2.13
Collocamento in opera di materiali
37.2.13.1 Norme generali
37.2.13.2 Manufatti in legno
37.2.13.3 Manufatti in ferro
37.2.13.4 Manufatti in marmo e pietre
37.2.13.5 Manufatti vari, apparecchi e materiali forniti dall’amministrazione appaltante
37.3 OPERE STRADALI E DI FOGNATURA
37.3.1 Sottofondo e massicciate
37.3.2 Massicciate di pietrisco e trattamenti superficiali a leganti bituminosi
37.3.3 Pavimentazioni in conglomerato bituminoso
37.3.3.1 Materiali
- Aggregato grosso
- Aggregato fine
- Additivo
- Bitume
37.3.3.2 Composizione dei conglomerati
37.3.3.3 Preparazione del conglomerato
37.3.3.4 Posa in opera dei conglomerati
37.3.4 Rivestimento di sponda e di scarpata
37.3.5 Fognature
37.4 IMPIANTISTICA
37.4.1 Impianto idrico - canalizzazioni di scarico
37.4.2 Impianto elettrico
37.4.2.1 Prescrizioni tecniche generali
37.4.2.2 Stazioni di energia
37.4.2.3 Disposizioni particolari per gli impianti di illuminazione
37.4.2.4 Impianto di alimentazione centrale termica
37.4.2.5 Impianti di segnalazioni comuni per usi civili all’interno di fabbricati
37.4.2.6 Esecuzione dei lavori
37.4.2.7 Verifica provvisoria, consegna e norme per il collaudo dell’impianto elettrico
-5Comune di Empoli - Ufficio Tecnico
37.4.3 Impianto termico
5.4.3.1 Obblighi particolari
5.4.3.2 Modalità di installazione
5.4.3.3 Canne fumarie
37.4.4 Impianto di condizionamento
37.4.5 Impianto di .............................
Parte 3^
Norme per la misurazione e valutazione dei lavori
Art. 38 Misurazione e valutazione dei lavori
-6Comune di Empoli - Ufficio Tecnico
CAPO 1°
Oggetto ed ammontare dell'appalto
Designazione, forma e principali dimensioni delle opere
Articolo N. 1.
OGGETTO DELL'APPALTO
L’oggetto dell’appalto consiste nell’esecuzione di tutti i lavori e forniture necessari per la
ristrutturazione dell’ex mensa comunale per ampliare la scuola dell’infanzia esistente, secondo il
progetto elaborato dall’Ufficio Tecnico del Comune di Empoli ed approvato dall’Amministrazione
Comunale.
Sono compresi nell’appalto tutti i lavori, le prestazioni, le forniture e le provviste necessarie per dare il
lavoro completamente compiuto e secondo le condizioni stabilite in questo Capitolato, con le
caratteristiche tecniche, qualitative e quantitative previste dal progetto esecutivo con i relativi allegati,
con riguardo anche ai particolari costruttivi ed ai progetti esecutivi delle parti architettoniche, delle
strutture, dell’impianto elettrico, dei quali l’appaltatore dichiara di aver preso completa ed esatta
conoscenza.
L’esecuzione dei lavori è sempre e comunque effettuata secondo le regole dell’arte e l’appaltatore deve
conformarsi alla massima diligenza nell’adempimento dei propri obblighi.
Articolo N. 2.
AMMONTARE DELL'APPALTO
MODALITÀ DI STIPULAZIONE DEL CONTRATTO
CATEGORIA PREVALENTE, CATEGORIE SCORPORABILI,
ALTRE CATEGORIE DI LAVORI
- AMMONTARE DELL’APPALTO
L’importo dei lavori posti a base dell’affidamento è definito come segue:
A) LAVORI
Euro 133.523,50
B) ONERI PER LA SICUREZZA Euro 2.976,50
A)+B)
IMPORTO
TOTALE
DELL’APPALTO
Euro 136.500,00
L’importo contrattuale corrisponde all’importo dei lavori come risultante dall’offerta complessiva
dell’aggiudicatario presentata in sede di gara che sostituisce l’importo di cui alla lettera A), aumentato
dell’importo degli oneri di cui alla lettera B) e non oggetto dell’offerta ai sensi del combinato disposto
dell’art. 131, del D. Lgs. 12 aprile 2006, n. 163 e dell’art. 12, comma 1, primo periodo, del decreto
legislativo 14 agosto 1996, n. 494.
-
MODALITA’ DI STIPULAZIONE DEL CONTRATTO
Il contratto è stipulato «a corpo e a misura» ai sensi dell’art. 53 comma 4 del D. Lgs. 12 aprile 2006,
n. 163 , come segue:
1) LAVORI A CORPO
2) LAVORI A MISURA
1) + 2) IMPORTO TOTALE DELL’APPALTO
Euro 42.976,50
Euro 93.523,50
Euro 136.500,00
-7Comune di Empoli - Ufficio Tecnico
L’importo della parte di lavori a corpo, di cui al numero 1), come determinato in seguito all’offerta
complessiva in sede di gara, resta fisso ed invariabile, senza che possa essere invocata da alcuna
delle parti contraenti, per tali lavori, alcuna successiva verificazione sulla misura o sul valore
attribuito alla quantità di detti lavori.
L’importo del contratto può variare, in aumento od in diminuzione, esclusivamente per la parte dei
lavori di cui al numero 2), previsti a misura negli atti progettuali e nel «fascicolo per l’offerta a
prezzi unitari» delle categorie di lavoro e forniture previste per l’esecuzione dell’appalto, in base
alle quantità effettivamente eseguite, fermi restando i limiti indicati dalla legge.
Per i lavori di cui al numero 1), i prezzi unitari offerti dall’aggiudicatario non hanno efficacia
negoziale e l’importo complessivo dell’offerta, anche se determinato attraverso l’applicazione dei
predetti prezzi unitari alle quantità, resta fisso ed invariabile; allo stesso modo non hanno efficacia
negoziale le quantità indicate dalla stazione appaltante negli atti progettuali e nel «fascicolo per
l’offerta a prezzi unitari», ancorché rettificata, essendo obbligo esclusivo del concorrente il
controllo e la verifica preventiva della completezza e della congruità delle voci e delle quantità
indicate dalla stessa stazione appaltante, e di formulare l’offerta solo sulla base delle proprie
valutazioni qualitative e quantitative, assumendosene i rischi.
Nel termine fissato con la lettera d’invito, i concorrenti dovranno rimettere alla stazione appaltante,
unitamente agli altri documenti richiesti, il “fascicolo per l’offerta a prezzi unitari”, che riporterà,
nella quinta e sesta colonna, i prezzi unitari offerti per ogni lavorazione e fornitura, espressi in cifre
nella quinta colonna ed in lettere nella sesta colonna e, nella settima colonna, i prodotti dei
quantitativi risultanti dalla quarta colonna per i prezzi indicati nella sesta. Il prezzo complessivo
offerto, rappresentato dalla somma di tali prodotti, sarà indicato dal concorrente in calce al fascicolo
stesso unitamente al conseguente ribasso percentuale rispetto al prezzo complessivo posto a base di
gara. Il prezzo complessivo ed il ribasso saranno indicati in cifre ed in lettere. In caso di
discordanza prevale il ribasso percentuale indicato in lettere. Nel caso di discordanza dei prezzi
unitari offerti prevale il prezzo indicato in lettere. Il fascicolo sarà sottoscritto in ciascun foglio dal
concorrente e non potrà presentare correzioni che non siano dallo stesso espressamente confermate
e sottoscritte.
La lista delle quantità relative alla parte dei lavori a corpo posta a base di gara ha effetto ai soli fini
dell’aggiudicazione; prima della formulazione dell’offerta, il concorrente ha l’obbligo di controllare
le voci riportate nel fascicolo attraverso l’esame degli elaborati progettuali, comprendenti anche il
computo metrico, posti in visione ed acquisibili. In esito a tale verifica il concorrente è tenuto ad
integrare o ridurre le quantità che valuta carenti o eccessive e ad inserire le voci e le relative
quantità che ritiene mancanti, rispetto a quanto previsto negli elaborati grafici e nel capitolato
speciale nonché negli altri documenti che è previsto facciano parte del contratto, alle quali
applicherà i prezzi unitari che ritiene di offrire.
L’offerta dovrà essere accompagnata, a pena di inammissibilità, da una dichiarazione di presa d’atto
che l’indicazione delle voci e delle quantità non ha effetto sull’importo complessivo dell’offerta
che, seppure determinato attraverso l’applicazione dei prezzi unitari offerti alle quantità delle varie
lavorazioni resta fisso ed invariabile ai sensi dell’art. 53 comma 4 del D. Lgs. 12 aprile 2006, n. 163
Nel giorno e nell’ora stabiliti dal bando di gara, il presidente della commissione aggiudicatrice
aprirà i plichi ricevuti, contrassegnerà ed autenticherà l’offerte in ciascun foglio e le eventuali
correzioni, apportate nel modo sopra indicato, leggerà ad alta voce il prezzo complessivo offerto da
ciascun concorrente ed il conseguente ribasso percentuale e procederà all’aggiudicazione in base al
ribasso percentuale indicato in lettere, secondo i criteri di legge.
La stazione appaltante, dopo l’aggiudicazione definitiva e prima della stipula del contratto,
procederà alla verifica dei conteggi presentati dall’aggiudicatario tenendo per validi ed immutabili i
prezzi unitari e correggendo, ove si riscontrino errori di calcolo, i prodotti o le somme. In caso di
discordanza tra il prezzo complessivo risultante da tale verifica e quello dipendente dal ribasso
percentuale offerto, tutti i prezzi unitari saranno corretti in modo costante in base alla percentuale di
discordanza. Alla fine della correzione il prezzo complessivo offerto, rappresentato dalla somma dei
prodotti dei singoli prezzi unitari corretti per le rispettive quantità, dovrà, quindi, rappresentare un
-8Comune di Empoli - Ufficio Tecnico
ribasso percentuale, rispetto all’importo posto a base di gara, proprio uguale a quello indicato in
calce dal concorrente, espresso in lettere, e sulla cui base gli è stata aggiudicata la gara.
I prezzi unitari offerti, eventualmente corretti, costituiscono l’elenco dei prezzi unitari contrattuali.
Nel caso si rendesse necessario effettuare lavorazioni in economia non previste che richiederanno
l’utilizzo di prezzi elementari contrattuali, ma non indicati nel «fascicolo per l’offerta a prezzi
unitari», su di essi verrà applicato il ribasso percentuale offerto in sede di gara.
I rapporti ed i vincoli negoziali di cui al presente articolo si riferiscono ai lavori posti a base d’asta
lettera A), mentre per gli oneri per la sicurezza e la salute nel cantiere di cui alla lettera B)
costituiscono vincolo negoziale i loro prezzi indicati a tale scopo dalla stazione appaltante negli atti
progettuali ed in particolare nell’elenco prezzi.
- CATEGORIE PREVALENTI, SCORPORABILI, ALTRE CATEGORIE DI LAVORI
Ai sensi del DPR n. 34 del 25/01/00 i lavori sono classificati nella categoria prevalente OG1 classifica
I e nella categoria OG11 classifica I, categorie per la quali è richiesta la qualificazione.
Designazione dei lavori
Categoria prevalente OG1 (Euro)
1. Smontaggi e demolizioni
A CORPO
A base d’asta
Per sicurezza
A MISURA
A base d’asta
Per sicurezza
10.018,23
2. Opere murarie
17.126,43
3. Opere in copertura
4. Scarichi acque luride
5. Infissi
2.546,25
1.882,00
28.087,96
6. Opere di finitura (pavimenti, intonaci,
tinteggiature)
7. Oneri di sicurezza
Totali categoria OG1
Totale categoria OG1
Categoria OG11 (Euro)
33.862,63
2.976,50
2.976,50
93.523,50
96.500,00
1. Impianti
Totale categoria OG11
40.000,00
TOTALI
TOTALE GENERALE (Euro)
40.000,00
A) Lavori a base d’asta
B) Oneri per la sicurezza
Totale lavori da appaltare
40.000,00
2.976,50
93.523,50
136.500,00
133.523,50
2.976,50
136.500,00
Le lavorazioni relative alle categorie generali OG1 e OG11 non possono essere eseguite direttamente
dall’impresa aggiudicataria, se priva della relativa adeguata qualificazione. E’ comunque possibile
subappaltare completamente i lavori della categoria OG11 ed il 30% dei lavori della categoria OG1 a
ditte aventi la necessaria qualificazione.
I lavori relativi agli impianti, per i quali vige l’obbligo di esecuzione da parte di installatori aventi i
requisiti di cui alla Legge n. 46/90 e al relativo regolamento d’attuazione approvato con DPR n. 447/91
devono essere realizzati dall’appaltatore solo se in possesso dei predetti requisiti, ancorché acquisiti
dopo la stipulazione del contratto; in caso contrario essi devono essere realizzati da una impresa
mandante qualora l’appaltatore sia in associazione temporale di tipo verticale, ovvero da una impresa
subappaltatrice. In ogni caso l’esecutore deve essere in possesso dei requisiti necessari.
-9Comune di Empoli - Ufficio Tecnico
Articolo N. 3.
DESIGNAZIONE SOMMARIA DELLE OPERE, FORMA E PRINCIPALI DIMENSIONI
DELLE MEDESIME
Le opere che formano oggetto dell'appalto, la forma e le principali dimensioni delle medesime
risultano dal progetto esecutivo e dagli elaborati di seguito elencati:
1.
RELAZIONE ILLUSTRATIVA E QUADRO ECONOMICO
2.
COMPUTO METRICO ESTIMATIVO
3.
ELENCO PREZZI UNITARI
4.
FASCICOLO PER L’OFFERTA A PREZZI UNITARI
5.
TAV. 0: ESTRATTO DI R.U.; PLANIMETRIA CON INDIVIDUAZIONE ZONA DI INTERVENTO
6.
TAV. 1: STATO ATTUALE – PIANTA PIANO TERRA, SEZIONI, PROSPETTI
7.
TAV. 2: STATO DI PROGETTO – PIANTA PIANO TERRA, SEZIONI, PROSPETTI
8.
TAV. 3: STATO SOVRAPPOSTO – PIANTA PIANO TERRA, SEZIONI, PROSPETTI
9.
TAV. 4 : ABACO DEGLI INFISSI
10. TO: RELAZIONE E DATI IMPIANTO TERMICO
11. T1: SCHEMA IMPIANTO TERMICO
12. T2: SCHEMA COLLETTORI
13. I1: SCHEMA IMPIANTO DI SCARICO ACQUE REFLUE E IMPIANTO IDRICO
14. PROGETTO IMPIANTO ELETTRICO - RELAZIONE
15. E0: PROGETTO IMPIANTO ELETTRICO - PLANIMETRIA GENERALE
16. E1: PROGETTO IMPIANTO ELETTRICO - PIANTA PIANO TERRA
17. CAPITOLATO SPECIALE D’APPALTO
18. PIANO DI SICUREZZA E COORDINAMENTO.
La realizzazione tecnica delle opere oggetto dell’appalto dovrà essere effettuata in ottemperanza al
presente capitolato, salvo che non sia altrimenti indicato nei disegni del progetto allegati e/o dalle
disposizioni impartite dalla Direzione dei Lavori.
Le opere dovranno essere eseguite garantendo la prosecuzione dell’attività scolastica nella scuola
attigua.
In sintesi l’appalto comprende l’esecuzione delle seguenti opere:
- demolizione di tamponature in policarbonato e profilati di alluminio o in cartongesso;
- demolizione di controsoffitti;
- demolizione di pavimentazioni;
- smontaggio di porzione di manto di copertura;
- smontaggio degli infissi esistenti
- realizzazione di nuove pareti interne;
- posa in opere di nuovo manto impermeabilizzante su porzione di copertura;
- fornitura e posa in opera di infissi in alluminio per porte e finestre;
- fornitura e posa in opera di controsoffitto;
- fornitura e posa in opera di pavimentazioni e rivestimenti;
- realizzazione di intonaci e tinteggiature.
-10Comune di Empoli - Ufficio Tecnico
Articolo N. 4.
PAGAMENTI
Se non diversamente disposto da obblighi di legge non sarà dovuta alcuna anticipazione.
I pagamenti avvengono per stati d’avanzamento, mediante emissione di certificato di pagamento ogni
volta che i lavori eseguiti raggiungano un importo non inferiore a Euro 50.000,00.
Entro i 45 giorni successivi all’avvenuto raggiungimento dell’importo dei lavori eseguiti di cui al
capoverso precedente, deve essere redatta la relativa contabilità ed emesso il conseguente certificato di
pagamento il quale deve recare la dicitura «Lavori a tutto il __/__/__» con l’indicazione della data.
La stazione appaltante deve procedere al pagamento del predetto certificato entro i successivi 30 giorni,
mediante emissione dell’apposito mandato e l’erogazione a favore dell’appaltatore ai sensi dell’art. 29
del D. Lgs. N. 77/95.
Qualora i lavori rimangano sospesi per un periodo superiore a 30 giorni, per cause non dipendenti
dall’appaltatore, si provvede alla redazione dello stato di avanzamento ed all’emissione del certificato
di pagamento, prescindendo dall’importo minimo più sopra fissato.
Per i lavori finanziati con mutuo il pagamento della rata di acconto avverrà al momento della
somministrazione del mutuo.
Il conto finale dei lavori è sottoscritto dall’appaltatore e, per la stazione appaltante, dal responsabile del
procedimento entro 30 giorni dalla sua redazione.
La rata di saldo, ove dovuta, è pagata entro 90 giorni dopo l’avvenuta emissione del certificato di
collaudo. Il pagamento della rata di saldo, disposto previa garanzia fidejussoria ai sensi dell’art. 141,
comma 9, del D.Lgs. 163/2006, non costituisce presunzione di accettazione dell’opera, ai sensi dell’art.
1666, secondo comma, del Codice Civile.
La garanzia fidejussoria di cui sopra deve avere validità ed efficacia non inferiore a 32 mesi dalla data
di ultimazione dei lavori e può essere prestata, a scelta dell’appaltatore, mediante adeguamento
dell’importo garantito o altra estensione avente gli stessi effetti giuridici, della garanzia fidejussoria già
depositata a titolo di cauzione definitiva al momento della sottoscrizione del contratto. L’importo di
tale garanzia fidejussoria sarà pari all’importo del saldo aumentato degli interessi legali calcolati su tale
importo per il periodo di efficacia della garanzia stessa.
Salvo quanto disposto dall’art. 1669 del Codice Civile, l’appaltatore risponde per la difformità ed i vizi
dell’opera, ancorché riconoscibili, purché denunciati dal soggetto appaltante prima che il certificato di
collaudo assuma carattere definitivo.
Qualora il certificato di pagamento delle rate di acconto non sia emesso entro i termini suddetti per
causa imputabile alla stazione appaltante spettano all'appaltatore gli interessi corrispettivi al tasso
legale sulle somme dovute, fino alla data di emissione di detto certificato. Qualora il ritardo nella
emissione del certificato di pagamento superi i sessanta giorni, dal giorno successivo sono dovuti gli
interessi moratori.
Qualora il pagamento della rata di acconto non sia effettuato entro i termini contrattuali vale quanto
disposto dall’art.133 del D.Lgs. 163/2006.
Articolo N. 5.
DISPOSIZIONI GENERALI RELATIVE AI PREZZI DEI LAVORI A MISURA ED A CORPO
INVARIABILITA' DEI PREZZI
PREZZI APPLICABILI AI NUOVI LAVORI E NUOVI PREZZI
I prezzi unitari di cui all’elenco relativo compensano:
a) circa i materiali, ogni spesa (per fornitura, trasporto, dazi, cali, perdite, sprechi, ecc.), nessuna
eccettuata, che venga sostenuta per darli pronti all'impiego, a piede di qualunque opera;
b) circa gli operai e mezzi d'opera, ogni spesa per fornire i medesimi di attrezzi e utensili del
mestiere, nonché per premi di assicurazioni sociali, per illuminazione dei cantieri in caso di
lavoro notturno;
c) circa i noli, ogni spesa per dare a piè d'opera i macchinari e mezzi pronti al loro uso, compresi
carburanti, lubrificanti e qualsiasi cosa sia necessaria;
-11Comune di Empoli - Ufficio Tecnico
d) circa i lavori a misura ed a corpo, tutte le spese per forniture, lavorazioni, mezzi d'opera,
assicurazioni d'ogni specie, indennità di cave, di passaggi o di deposito, di cantiere, di
occupazione temporanea e d'altra specie, mezzi d'opera provvisionali, carichi, trasporti e scarichi in
ascesa o discesa, ecc., e quanto occorre per dare il lavoro compiuto a perfetta regola d'arte,
intendendosi nei prezzi stessi compreso ogni compenso per gli oneri tutti che l'Appaltatore
dovrà sostenere a tale scopo, anche se non esplicitamente detti o richiamati nei vari articoli e
nell'elenco dei prezzi del presente Capitolato.
Le eventuali variazioni sono valutate mediante l’applicazione dei prezzi unitari offerti
dall’aggiudicatario in sede di gara per la parte dei lavori a misura. Qualora nella «lista», tra i prezzi
offerti per la parte di lavori a misura, non siano previsti prezzi per i lavori in variante, si procede alla
formazione di nuovi prezzi, mediante apposito verbale di concordamento, con i criteri di cui all’art.
136 del Regolamento approvato con D.P.R. n° 554 del 21/12/1999.
Articolo N. 6.
REVISIONE DEI PREZZI
Ai fini della revisione dei prezzi trova applicazione quanto previsto all’art. 133 commi 2,3,4,5,6 e 7 del
D.Lgs. 163/2006
-12Comune di Empoli - Ufficio Tecnico
CAPO 2°
Norme generali
Articolo N. 7
RAPPRESENTANTE DELL’APPALTATORE E DOMICILIO
L’appaltatore ha l’obbligo di comunicare per iscritto alla stazione appaltante, ai sensi dell’art. 2 del
Capitolato Generale d’appalto approvato con D.M.LL.PP. n. 145/2000, entro 30 giorni dalla stipula del
contratto, il proprio domicilio legale, da individuare inderogabilmente nel luogo in cui ha sede l’ufficio
della direzione dei lavori, dove questa e la stazione appaltante in ogni tempo possono indirizzare ordini
e notificare atti; ove non abbia in tal luogo uffici propri, deve eleggere domicilio presso gli uffici
comunali, o lo studio di un professionista, o gli uffici di società legalmente riconosciuta purché abbiano
comunque sede nel Comune di Empoli.
L’appaltatore ha altresì l’obbligo di comunicare, con i medesimi termini e modalità, ai sensi dell’art. 11
del Capitolato Generale d’appalto, il nominativo del proprio rappresentante, del quale, se diverso da
quello che ha sottoscritto il contratto, dev’essere presentata procura speciale che gli conferisca i poteri
per tutti gli adempimenti spettanti ad esso aggiudicatario ed inerenti l’esecuzione del contratto.
Tutte le intimazioni, le assegnazioni di termini ed ogni altra notificazione o comunicazione dipendente
dal contratto di appalto sono fatte dal direttore dei lavori o dal responsabile unico del procedimento,
ciascuno relativamente agli atti di propria competenza, a mani proprie dell'appaltatore o di colui che lo
rappresenta nella condotta dei lavori oppure devono essere effettuate presso il domicilio eletto ai sensi
del comma precedente.
Articolo N. 8
DISPOSIZIONI PARTICOLARI RIGUARDANTI L’APPALTO
FALLIMENTO DELL’APPALTATORE
CESSIONI DEL CONTRATTO E CESSIONI DI CREDITO
La sottoscrizione del contratto e dei suoi allegati da parte dell’appaltatore equivale a dichiarazione di
perfetta conoscenza ed incondizionata accettazione della legge, dei regolamenti e di tutte le norme
vigenti in materia di lavori pubblici, nonché alla completa accettazione di tutte le norme che regolano il
presente appalto, e del progetto per quanto attiene alla sua perfetta esecuzione.
In particolare l’appaltatore, all’atto della firma del contratto, accetta specificatamente per iscritto, a
norma degli art. 1341 e 1342 del Codice Civile, le clausole tutte contenute nelle suddette disposizioni
di legge e di regolamento, nonché del presente Capitolato.
In caso di fallimento dell’appaltatore la Stazione appaltante si avvale, salvi ed impregiudicati ogni altro
diritto ed azione a tutela dei propri interessi, di quanto previsto dall’ art. 140 del D.Lgs. 163/2006
E’ vietata la cessione del contratto sotto qualsiasi forma; ogni atto contrario è nullo di diritto.
E’ ammessa la cessione dei crediti, ai sensi dell’art. 117 del D.Lgs. 163/2006, a condizione che il
cessionario sia un istituto bancario od un intermediario finanziario iscritto nell’apposito Albo presso la
Banca d’Italia e che il contratto di cessione, in originale od in copia autenticata, sia notificato alla
stazione appaltante almeno 15 giorni prima dell’emissione del certificato di pagamento che deve essere
soggetto a tale cessione.
Articolo N. 9
NORME GENERALI SUI MATERIALI, I COMPONENTI, I SISTEMI E L’ESECUZIONE
NORME SUI CONTRATTI COLLETTIVI E DISPOSIZIONI SULLA MANODOPERA
Nell’esecuzione di tutte le lavorazioni, le opere, le forniture, i componenti, anche relativamente a
sistemi e subsistemi di impianti tecnologici oggetto dell’appalto, devono essere rispettate tutte le
prescrizioni di legge e di regolamento in materia di qualità, provenienza e accettazione dei materiali e
-13Comune di Empoli - Ufficio Tecnico
componenti, nonché, per quanto concerne la descrizione, i requisiti di prestazione e le modalità di
esecuzione di ogni categoria di lavoro, tutte le indicazioni contenute o richiamate contrattualmente o
nel capitolato speciale di appalto, negli elaborati grafici del progetto esecutivo e nella descrizione delle
singole voci di prezzo.
Per quanto concerne gli aspetti procedurali ed i rapporti tra la Stazione appaltante e l’Appaltatore si fa
esplicito riferimento al Capitolato Generale approvato con D.M. LL.PP. n° 145/2000
L’appaltatore è tenuto all’esatta osservanza di tutte le leggi, regolamenti e norme vigenti in materia di
contratti collettivi e manodopera, nonché eventualmente entrate in vigore nel corso dei lavori, ed in
particolare:
a) nell’esecuzione dei lavori che formano oggetto del presente appalto, l’appaltatore si obbliga ad
applicare integralmente il contratto nazionale di lavoro per gli operai dipendenti dalle aziende
industriali edili e affini e gli accordi locali e aziendali integrativi dello stesso, in vigore per il tempo
e nella località in cui si svolgono i lavori;
b) i suddetti obblighi vincolano l’appaltatore anche qualora non sia aderente alle associazioni
stipulanti o receda da esse e indipendentemente dalla natura industriale o artigiana, dalla struttura o
dalle dimensioni dell’impresa stessa e da ogni altra sua qualificazione giuridica;
c) è responsabile in rapporto alla stazione appaltante dell’osservanza delle norme anzidette da parte
degli eventuali subappaltatori nei confronti dei rispettivi dipendenti, anche nei casi in cui il
contratto collettivo non disciplini l’ipotesi del subappalto; il fatto che il subappalto non sia stato
autorizzato non esime l’appaltatore dalle responsabilità e ciò senza pregiudizio degli altri diritti
della Stazione appaltante;
d) è obbligato al regolare assolvimento degli obblighi contributivi in materia previdenziale,
assistenziale, antinfortunistica e in ogni altro ambito tutelato dalle leggi speciali.
A garanzia di tale osservanza, sull'importo netto progressivo dei lavori è operata una ritenuta dello 0,50
per cento.
Dell'emissione di ogni certificato di pagamento il responsabile del procedimento provvede a dare
comunicazione per iscritto, con avviso di ricevimento, agli enti previdenziali e assicurativi, compresa
la cassa edile, ove richiesto.
L'amministrazione dispone il pagamento a valere sulle ritenute suddette di quanto dovuto per le
inadempienze accertate dagli enti competenti che ne richiedano il pagamento nelle forme di legge.
Le ritenute possono essere svincolate soltanto in sede di liquidazione del conto finale, dopo
l'approvazione del collaudo provvisorio, ove gli enti suddetti non abbiano comunicato
all'amministrazione committente eventuali inadempienze entro il termine di trenta giorni dal
ricevimento della richiesta del responsabile del procedimento.
In caso di ritardo nel pagamento delle retribuzioni dovute al personale dipendente, l'appaltatore è
invitato per iscritto dal responsabile del procedimento a provvedervi entro i successivi quindici giorni.
Ove egli non provveda o non contesti formalmente e motivatamente la legittimità della richiesta entro
il termine sopra assegnato, la stazione appaltante può pagare anche in corso d'opera direttamente ai
lavoratori le retribuzioni arretrate detraendo il relativo importo dalle somme dovute all'appaltatore in
esecuzione del contratto.
I pagamenti di cui al comma precedente fatti dalla stazione appaltante sono provati dalle quietanze
predisposte a cura del responsabile del procedimento e sottoscritte dagli interessati.
Nel caso di formale contestazione delle richieste da parte dell'appaltatore, il responsabile del
procedimento provvede all'inoltro delle richieste e delle contestazioni all'ufficio provinciale del lavoro
e della massima occupazione per i necessari accertamenti.
In caso di inottemperanza, accertata dalla Stazione appaltante o ad essa segnalata da un ente preposto,
la Stazione appaltante medesima comunica all’appaltatore l’inadempienza accertata e procede a una
detrazione del 20% sui pagamenti in acconto, se i lavori sono ancora in corso di esecuzione, ovvero
alla sospensione del pagamento del saldo, se i lavori sono ultimati, destinando le somme così
accantonate a garanzia dell’adempimento degli obblighi di cui sopra; il pagamento all’impresa
appaltatrice delle somme accantonate non è effettuato sino a quando non sia stato accertato che gli
obblighi predetti sono stati integralmente adempiuti.
-14Comune di Empoli - Ufficio Tecnico
CAPO 3°
Contratto
Articolo N. 10
AFFIDAMENTO DEI LAVORI
L'affidamento dei lavori oggetto del presente appalto, avverrà mediante procedura aperta con
pubblicazione del bando di gara.
Articolo N. 11
STIPULAZIONE DEL CONTRATTO
La stipulazione del contratto di appalto avverrà secondo i criteri indicati nel D.M.LL.PP. 19 Aprile
2000, n.145. Nel contratto sarà dato atto che l'impresa dichiara di aver preso conoscenza di tutte le
norme previste nel presente Capitolato speciale. Se l'aggiudicatario non stipula il contratto definitivo
nel termine stabilito, l'Amministrazione appaltante attiverà la procedura per l'incameramento del
deposito cauzionale provvisorio.
Il presente contratto è soggetto all’imposta sul valore aggiunto (IVA); l’IVA è regolata dalla legge;
tutti gli importi citati nel presente Capitolato si intendono IVA esclusa.
Articolo N. 12
INTERPRETAZIONE DEL CONTRATTO E DEL CAPITOLATO SPECIALE D’APPALTO
DOCUMENTI DEL CONTRATTO
In caso di discordanza tra i vari elaborati di progetto vale la soluzione più aderente alle finalità per le
quali il lavoro è stato progettato e comunque quella meglio rispondente ai criteri di ragionevolezza e di
buona tecnica esecutiva.
In caso di norme del capitolato speciale tra loro non compatibili, o apparentemente non compatibili,
trovano applicazione in primo luogo le norme eccezionali o quelle che fanno eccezione a regole
generali, in secondo luogo quelle maggiormente conformi alle disposizioni legislative o regolamentari
ovvero all’ordinamento giuridico, in terzo luogo quelle di maggior dettaglio ed infine quelle di
carattere ordinario.
L’interpretazione delle clausole contrattuali, così come delle disposizioni del capitolato speciale
d’appalto, dev’essere fatta tenendo conto delle finalità del contratto e dei risultati ricercati con
l’attuazione del progetto approvato, per ogni altra evenienza trovano applicazione gli articoli dal 1362
al 1369 del Codice Civile.
Fanno parte integrante e sostanziale del contratto d’appalto e devono in esso essere richiamati, anche se
non materialmente allegati:
1. Il capitolato generale d’appalto approvato con D.M.LL.PP. n° 145 del 19/04/2000
2. il presente Capitolato Speciale d’appalto;
3. tutti gli elaborai grafici del progetto esecutivo;
4. l’elenco dei prezzi unitari;
5. il piano di sicurezza e di coordinamento o il piano di sicurezza sostitutivo, quando il primo non sia
previsto ai sensi del D.Lgs. 494/96, di cui all’art. 131 del D.Lgs. 163/2006 e le proposte integrative
al predetto piano di cui al comma 2 lettera a) dello stesso articolo;
6. il piano operativo di sicurezza di cui all’art. 31, comma 1-bis lettera c) della Legge 109/94;
7. il cronoprogramma dei lavori;
Non sono invece parte del contratto e sono estranee ai rapporti negoziali:
- il computo metrico e il computo metrico estimativo
- le tabelle di riepilogo dei lavori e la suddivisione per categorie degli stessi, ancorché inserite ed
integranti il presente Capitolato speciale;
-15Comune di Empoli - Ufficio Tecnico
-
tutto quanto non elencato tra i documenti facenti parte del contratto
Articolo N. 13
CAUZIONI E GARANZIE
1. (CAUZIONE PROVVISORIA) - Il deposito cauzionale provvisorio dovuto per la partecipazione
alle gare per l'appalto dei lavori è fissato, giusto quanto disposto dall'art. 75 del D.Lgs. 163/2006
nella misura pari al 2% dell'importo dei lavori posti a base dell'appalto. Detta cauzione, di validità
pari ad almeno 180 (centottanta) giorni dalla data di presentazione dell’offerta, dovrà prevedere
espressamente la rinuncia al beneficio della preventiva escussione del debitore principale e la sua
operatività entro 15 giorni a semplice richiesta scritta della stazione appaltante ed essere altresì
corredata dall’impegno del fidejussore a rilasciare la garanzia di cui al successivo punto, qualora
l’offerente risultasse l’aggiudicatario. La cauzione copre la mancata sottoscrizione del contratto per
fatto dell’aggiudicatario ed è svincolata automaticamente al momento della sottoscrizione del
contratto medesimo.
L’importo della cauzione provvisoria è ridotto al 50 per cento per i concorrenti in possesso della
certificazione di qualità conforme alle norme europee della serie UNI EN ISO 9000, ovvero di
dichiarazione da parte di Enti Certificatori della presenza di elementi significativi e tra loro
correlati di tale sistema, ai sensi del comma 7 art. 75 del D.Lgs. 163/2006.
2. (CAUZIONE DEFINITIVA) - L’esecutore dei lavori è obbligato a costituire una garanzia
fideiussoria nella misura del 10% dell'importo dei lavori al netto del ribasso d’asta nel caso in cui il
ribasso concesso in sede di gara, non superi il limite del 10%. In caso di aggiudicazione con ribasso
d’asta superiore al 10%, la garanzia fideiussoria è aumentata di tanti punti percentuali quanti sono
quelli eccedenti il 10%. Ove il ribasso sia superiore al 20%, l’aumento è di due punti percentuali per
ogni punto di ribasso superiore al 20%. La cauzione definitiva sarà svincolata secondo quanto
previsto dall’art. 113 del D.Lgs. 163/2006.
La mancata costituzione della garanzia determina la revoca dell'affidamento e l’acquisizione della
cauzione provvisoria da parte della stazione appaltante.
Detta cauzione dovrà prevedere espressamente la rinuncia al beneficio della preventiva escussione
del debitore principale e la sua operatività entro 15 giorni a semplice richiesta scritta della stazione
appaltante. Approvato il certificato di collaudo/regolare esecuzione, la garanzia fideiussoria si
intende svincolata ed estinta di diritto, automaticamente, senza necessità di ulteriori atti formali,
richieste, autorizzazioni, dichiarazioni liberatorie o restituzioni.
L’Amministrazione potrà avvalersi della garanzia fideiussoria, parzialmente o totalmente, per le
spese dei lavori da eseguirsi d’ufficio nonché per il rimborso delle maggiori somme pagate durante
l’appalto in confronto ai risultati della liquidazione finale; l’incameramento della garanzia avviene
con atto unilaterale dell’Amministrazione senza necessità di dichiarazione giudiziale, fermo
restando il diritto dell’Appaltatore di proporre azione innanzi l’autorità giudiziaria ordinaria.
La garanzia deve essere tempestivamente reintegrata qualora, in corso d’opera essa sia stata
incamerata, parzialmente o totalmente, dall’Amministrazione; in caso di variazioni al contratto per
effetto di successivi atti di sottomissione, la medesima garanzia può essere ridotta in caso di
riduzione degli importi contrattuali, mentre non dev’essere integrata in caso di aumento degli stessi
importi fino alla concorrenza di un quinto dell’importo originario.
3. (POLIZZE ASSICURATIVE) Ai sensi dell’art. 129 comma 1 del D.Lgs. 163/2006, l’appaltatore è
obbligato, contestualmente alla sottoscrizione del contratto, a produrre una polizza assicurativa che
tenga indenne l’amministrazione appaltante da tutti i rischi di esecuzione da qualsiasi causa
determinati, salvo quelli derivanti da errori di progettazione, insufficiente progettazione, azioni di
terzi o cause di forza maggiore, e che preveda anche una garanzia di responsabilità civile per danni
a terzi nell’esecuzione dei lavori sino alla data di emissione del certificato di collaudo.
Tale assicurazione, per quanto concerne i rischi di esecuzione, deve essere stipulata per un
massimale pari al prezzo contrattuale delle opere più il prezzo dei materiali o impianti forniti dalla
-16Comune di Empoli - Ufficio Tecnico
Stazione Appaltante, aggiornati al momento di inizio della garanzia assicurativa ed in caso di
eventuali perizie suppletive o compensi per variazioni del progetto originario, mentre per quanto
riguarda la responsabilità civile deve essere stipulata per un massimale di Euro 750.000,00 per
singolo sinistro, con limite di Euro 750.000,00 per danni a persone e Euro 750.000,00 per danni a
cose o animali; tale polizza deve specificamente prevedere l’indicazione che tra le «persone» si
intendono compresi i rappresentanti della Stazione Appaltante autorizzati all’accesso al cantiere,
della direzione dei lavori e dei collaudatori in corso d’opera. Le polizze di cui al presente comma
devono recare espressamente il vincolo a favore della stazione appaltante e devono coprire l’intero
periodo dell’appalto fino al termine previsto per l’approvazione del certificato di collaudo.
La garanzia assicurativa prestata dall’appaltatore copre senza alcuna riserva anche i danni causati
dalle imprese subappaltatrici e subfornitrici. Qualora l’appaltatore sia un’associazione temporanea
di concorrenti la garanzia assicurativa prestata dalla mandataria capogruppo copre senza alcuna
riserva anche i danni causati dalle imprese mandanti.
Articolo N. 14
DISCIPLINA DEL SUBAPPALTO
Così come disposto dall’art. 118 del D.Lgs. 163/2006 tutte le lavorazioni, a qualsiasi categoria
appartengano, prevalente, scorporabile, o non scorporabile, comunque prevista in progetto, sono
subappaltabili o subaffidabili in cottimo, ferme restando le vigenti disposizioni che prevedono che la
percentuale di lavori della categoria prevalente subappaltabile è stabilita nel 30% dell’importo della
stessa categoria.
L’affidamento in subappalto o in cottimo è consentito, previa autorizzazione della Stazione Appaltante,
alle seguenti condizioni:
a) che l’appaltatore abbia indicato all’atto dell’offerta i lavori o le parti di opere che intenda
subappaltare o concedere in cottimo; l’omissione delle indicazioni sta a significare che il ricorso al
subappalto od al cottimo è vietato e non può essere autorizzato;
b) che l’appaltatore provveda al deposito di copia autentica del contratto di subappalto presso la
stazione appaltante almeno 20 giorni prima della data di effettivo inizio dell’esecuzione delle
relative lavorazioni subappaltate, unitamente alla dichiarazione circa la sussistenza o meno di
eventuali forme di controllo o di collegamento, a norma dell’art. 2359 del Codice Civile, con
l’impresa alla quale è affidato il subappalto o il cottimo; in caso di associazione temporanea,
società di imprese o consorzio, analoga dichiarazione deve essere effettuata da ciascuna delle
imprese partecipanti all’associazione, società o consorzio;
c) che l’appaltatore, unitamente al deposito del contratto di subappalto presso la stazione appaltante,
ai sensi della lettera b), trasmetta alla stessa Stazione appaltante la certificazione attestante che il
subappaltatore possiede i requisisti d’ordine generale e di ordine tecnico-organizzativo previsti dal
D.P.R. n° 34 del 25/01/2000 per l’importo dei lavori affidati in subappalto;
d) che non sussista, nei confronti del subappaltatore, alcuno dei divieti previsti dall’art. 10 della
Legge n. 575/65, e successive modificazioni ed integrazioni; a tale scopo, qualora l’importo del
contratto di subappalto sia superiore a Euro 154.937,07 l’appaltatore deve produrre alla stazione
appaltante la documentazione necessaria agli adempimenti di cui alla vigente legislazione in
materia di prevenzione dei fenomeni mafiosi e lotta alla delinquenza organizzata, relativamente
alle imprese subappaltatrici e cottimiste, con le modalità di cui al DPR n. 252/98; resta fermo che,
ai sensi dell’art. 12, comma 4, dello stesso DPR n. 252/98, il subappalto è vietato, a prescindere
dall’importo dei relativi lavori, qualora per l’impresa subappaltatrice sia accertata una delle
situazioni indicate dall’art. 10, comma 7, del citato DPR n. 252/98.
Il subappalto e l’affidamento in cottimo devono essere autorizzati preventivamente dalla Stazione
Appaltante in seguito a richiesta scritta dell’appaltatore; l’autorizzazione è rilasciata entro 30 giorni dal
ricevimento della richiesta; tale termine può essere prorogato una sola volta per non più di 30 giorni,
ove ricorrano giustificati motivi; trascorso il medesimo termine, eventualmente prorogato, senza che la
-17Comune di Empoli - Ufficio Tecnico
Stazione appaltante abbia provveduto, l’autorizzazione si intende concessa a tutti gli effetti qualora
siano verificate tutte le condizioni di legge per l’affidamento del subappalto.
L’affidamento dei lavori in subappalto o in cottimo comporta i seguenti obblighi:
- l’appaltatore deve praticare, per i lavori e le opere affidate in subappalto, i prezzi risultanti
dall’aggiudicazione ribassati in misura non superiore al 20%;
- nei cartelli esposti all’esterno del cantiere devono essere indicati anche i nominativi di tutte le
imprese subappaltatrici;
- le imprese subappaltatrici devono osservare integralmente il trattamento economico e normativo
stabilito nei contratti collettivi nazionale e territoriale in vigore per il settore e per la zona nella
quale si svolgono i lavori e sono responsabili, in solido con l’appaltatore, dell’osservanza delle
norme anzidette nei confronti dei loro dipendenti per le prestazioni rese nell’ambito del subappalto;
- le imprese subappaltatrici, per tramite dell’appaltatore, devono trasmettere alla stazione appaltante,
prima dell’inizio dei lavori, la documentazione di avvenuta denunzia agli enti previdenziali, inclusa
la Cassa Edile, assicurativi ed antinfortunistici; devono altresì trasmettere, a scadenza trimestrale,
copia dei versamenti contributivi, previdenziali, assicurativi nonché di quelli dovuti agli organismi
paritetici previsti dalla contrattazione collettiva.
Le presenti disposizioni si applicano anche alle associazioni temporanee di imprese e alle società
consortili, quando le imprese riunite o consorziare non intendono eseguire direttamente i lavori
scorporabili, nonché ai concessionari di lavori pubblici.
Ai fini del presente articolo è considerato subappalto qualsiasi contratto avente ad oggetto attività
ovunque espletate che richiedano l’impiego di manodopera, quali le forniture con posa in opera, i noli a
caldo, se singolarmente di importo superiore al 2% dell’importo dei lavori affidati o di importo
superiore a 100.000 Euro e qualora l’incidenza del costo della manodopera e del personale sia
superiore al 50% dell’importo del contratto di subappalto.
I lavori affidati in subappalto non possono essere oggetto di ulteriore subappalto pertanto il
subappaltatore non può subappaltare a sua volta i lavori.
L’appaltatore resta in ogni caso responsabile nei confronti della stazione appaltante per l’esecuzione
delle opere oggetto di subappalto, sollevando la stazione appaltante medesima da ogni pretesa dei
subappaltatori o da richieste di risarcimento danni avanzate da terzi in conseguenza all’esecuzione dei
lavori subappaltati.
Il direttore dei lavori e il responsabile del procedimento, nonché il coordinatore per l’esecuzione in
materia di sicurezza di cui all’art. 5 del D. Lgs. N. 494/96, provvedono a verificare, ognuno per la
propria competenza, il rispetto di tutte le condizioni di ammissibilità e del subappalto.
Il subappalto non autorizzato comporta le sanzioni penali previste dal decreto legge 29 aprile 1995, n.
139, convertito dalla legge 28 giugno 1995, n. 246 (ammenda fino a un terzo dell’importo dell’appalto,
arresto da sei mesi ad un anno).
La stazione appaltante non provvede a corrispondere direttamente ai subappaltatori il compenso per le
lavorazioni effettuate e l’aggiudicatario è obbligato a trasmettere alla stessa Stazione appaltante, entro
20 giorni dalla data di ciascun pagamento effettuato a proprio favore, copia delle fatture quietanzate
relative ai pagamenti da esso corrisposti ai medesimi subappaltatori o cottimisti, con l’indicazione delle
eventuali ritenute a garanzia effettuate.
-18Comune di Empoli - Ufficio Tecnico
CAPO 4°
Esecuzione del contratto
Articolo N. 15
CONSEGNA DEI LAVORI
La consegna dei lavori avverrà entro 45 giorni dalla data di stipulazione del contratto di appalto, con le
modalità prescritte dagli artt. 129, 130, 131 e 132 del Regolamento generale dei lavori pubblici, n.
554/1999.
La stessa potrà, nei casi previsti per legge, essere disposta in via di urgenza anche sotto le riserve di
legge ai sensi dell’art. 129 comma 4 del D.P.R. 554/99.
E’ altresì facoltà della stazione appaltante procedere alla consegna frazionata, ai sensi dell’art. 130 del
suddetto D.P.R. 554/99, senza che l’appaltatore possa pretendere indennità o risarcimenti di sorta; in
tal caso si provvede ogni volta alla compilazione di un verbale di consegna provvisorio e l’ultimo di
questi costituisce verbale di consegna definitivo anche al fine del computo dei termini per l’esecuzione.
Se nel giorno fissato e comunicato l’appaltatore non si presenta a ricevere la consegna dei lavori, viene
fissato un termine perentorio, non inferiore a 5 giorni e non superiore a 15, decorso inutilmente il quale
l’appaltatore stesso è dichiarato decaduto dall’aggiudicazione, il contratto è risolto di diritto e la
Stazione appaltante trattiene la garanzia fidejussoria al fine del risarcimento del danno, senza che ciò
possa costituire motivo di pretese o eccezioni di sorta. Qualora sia indetta una nuova procedura per
l’affidamento del completamento dei lavori, l’aggiudicatario è escluso dalla partecipazione in quanto
l’inadempimento è considerato grave negligenza accertata.
L’appaltatore deve trasmettere alla Stazione appaltante, prima dell’inizio dei lavori, la documentazione
di avvenuta denunzia di inizio lavori effettuata agli enti previdenziali, assicurativi ed antinfortunistici,
inclusa la Cassa Edile, ove dovuta.
Articolo N. 16
DIREZIONE DEI LAVORI DA PARTE DELL’APPALTANTE
Ai sensi degli artt. 123 e 124 del D.P.R. 554/99 l'ente appaltante è tenuto ad affidare la direzione dei
lavori ad un tecnico che, per quanto di competenza in tale sua veste, assumerà ogni responsabilità
civile e penale.
Articolo N. 17
RAPPRESENTANTE DELL’APPALTATORE SUI LAVORI – PERSONALE
DELL’APPALTATORE
Il contratto di appalto dovrà indicare:
a) il luogo e l'ufficio dove saranno effettuati i pagamenti, e le relative modalità, secondo le norme che
regolano la contabilità della stazione appaltante;
b) la persona o le persone autorizzate dall'appaltatore a riscuotere, ricevere e quietanzare le somme
ricevute in conto o saldo anche per effetto di eventuali cessioni di credito preventivamente riconosciute
dalla stazione appaltante; gli atti da cui risulti tale designazione sono allegati al contratto.
La cessazione o la decadenza dall'incarico delle persone autorizzate a riscuotere e quietanzare deve
essere tempestivamente notificata alla stazione appaltante.
In caso di cessione del corrispettivo di appalto successiva alla stipula del contratto, il relativo atto deve
indicare con precisione le generalità del cessionario ed il luogo del pagamento delle somme cedute.
In difetto delle indicazioni previste dai commi precedenti, nessuna responsabilità può attribuirsi alla
stazione appaltante per pagamenti a persone non autorizzate dall'appaltatore a riscuotere.
-19Comune di Empoli - Ufficio Tecnico
L'appaltatore che non conduce i lavori personalmente deve conferire mandato con rappresentanza a
persona fornita dei requisiti d'idoneità tecnici e morali, per l'esercizio delle attività necessarie per la
esecuzione dei lavori a norma del contratto.
L'appaltatore rimane responsabile dell'operato del suo rappresentante.
Il mandato deve essere conferito per atto pubblico ed essere depositato presso l'amministrazione
committente, che provvede a dare comunicazione all'ufficio di direzione dei lavori.
L'appaltatore o il suo rappresentante deve, per tutta la durata dell'appalto, garantire la presenza sul
luogo dei lavori.
Quando ricorrono gravi e giustificati motivi l'amministrazione committente, previa motivata
comunicazione all'appaltatore, ha diritto di esigere il cambiamento immediato del suo rappresentante,
senza che per ciò spetti alcuna indennità all'appaltatore o al suo rappresentante.
L'appaltatore è responsabile della disciplina e del buon ordine nel cantiere e ha l'obbligo di osservare e
far osservare al proprio personale le norme di legge e di regolamento.
L'appaltatore, tramite il direttore di cantiere assicura l'organizzazione, la gestione tecnica e la
conduzione del cantiere.
La direzione del cantiere è assunta dal direttore tecnico dell'impresa o da altro tecnico formalmente
incaricato dall'appaltatore ed eventualmente coincidente con il rappresentante delegato.
In caso di appalto affidato ad associazione temporanea di imprese o a consorzio, l'incarico della
direzione di cantiere è attribuito mediante delega conferita da tutte le imprese operanti nel cantiere; la
delega deve indicare specificamente le attribuzioni da esercitare dal direttore anche in rapporto a quelle
degli altri soggetti operanti nel cantiere.
Il direttore dei lavori ha il diritto, previa motivata comunicazione all'appaltatore, di esigere il
cambiamento del direttore di cantiere e del personale per indisciplina, incapacità o grave negligenza.
L'appaltatore è comunque responsabile dei danni causati dall'imperizia o dalla negligenza di detti
soggetti, e risponde nei confronti dell'amministrazione committente per la malafede o la frode dei
medesimi nell'impiego dei materiali.
Articolo N. 18
APPROVVIGIONAMENTO DEI MATERIALI
Qualora l'Appaltatore non provveda tempestivamente all'approvvigionamento dei materiali occorrenti
per assicurare a giudizio insindacabile dell'Appaltante l'esecuzione dei lavori entro i termini stabiliti dal
contratto, l'Appaltante stesso potrà, con semplice ordine di servizio, diffidare l'Appaltatore a
provvedere a tale approvvigionamento entro un termine perentorio.
Scaduto tale termine infruttuosamente, l'Appaltante potrà provvedere senz'altro all'approvvigionamento
dei materiali predetti, nelle quantità e qualità che riterrà più opportune, dandone comunicazione
all'Appaltatore, precisando la qualità, le quantità ed i prezzi dei materiali e l'epoca in cui questi
potranno essere consegnati all'Appaltatore stesso.
In tal caso detti materiali saranno senz'altro contabilizzati a debito dell'Appaltatore, al loro prezzo di
costo a piè d'opera, maggiorato dell'aliquota del 5% (cinque per cento) per spese generali
dell'Appaltante, mentre d'altra parte continueranno ad essere contabilizzati all'Appaltatore ai prezzi di
contratto.
Per effetto del provvedimento di cui sopra l'Appaltatore è senz'altro obbligato a ricevere in consegna
tutti i materiali ordinati dall'Appaltante e ad accettarne il relativo addebito in contabilità, restando
esplicitamente stabilito che, ove i materiali così approvvigionati risultino eventualmente esuberanti al
fabbisogno, nessuna pretesa od eccezione potrà essere sollevata dall'Appaltatore stesso che in tal caso
rimarrà proprietario del materiale residuato.
L'adozione di siffatto provvedimento non pregiudica in alcun modo la facoltà dell'Appaltante di
applicare in danno dell'Appaltatore, se del caso, gli altri provvedimenti previsti nel presente Capitolato
o dalle vigenti leggi.
I materiali e i componenti devono corrispondere alle prescrizioni del capitolato speciale ed essere della
migliore qualità: possono essere messi in opera solamente dopo l'accettazione del direttore dei lavori;
in caso di controversia, si procede ai sensi dell'articolo 138 del regolamento.
-20Comune di Empoli - Ufficio Tecnico
L'accettazione dei materiali e dei componenti è definitiva solo dopo la loro posa in opera. Il direttore
dei lavori può rifiutare in qualunque tempo i materiali e i componenti deperiti dopo la introduzione in
cantiere, o che per qualsiasi causa non fossero conformi alle caratteristiche tecniche risultanti dai
documenti allegati al contratto; in questo ultimo caso l'appaltatore deve rimuoverli dal cantiere e
sostituirli con altri a sue spese.
Ove l'appaltatore non effettui la rimozione nel termine prescritto dal direttore dei lavori, la stazione
appaltante può provvedervi direttamente a spese dell'appaltatore, a carico del quale resta anche
qualsiasi onere o danno che possa derivargli per effetto della rimozione eseguita d'ufficio.
Anche dopo l'accettazione e la posa in opera dei materiali e dei componenti da parte dell'appaltatore,
restano fermi i diritti e i poteri della stazione appaltante in sede di collaudo.
L'appaltatore che nel proprio interesse o di sua iniziativa abbia impiegato materiali o componenti di
caratteristiche superiori a quelle prescritte nei documenti contrattuali, o eseguito una lavorazione più
accurata, non ha diritto ad aumento dei prezzi e la contabilità è redatta come se i materiali avessero le
caratteristiche stabilite.
Nel caso sia stato autorizzato per ragioni di necessità o convenienza da parte del direttore dei lavori
l'impiego di materiali o componenti aventi qualche carenza nelle dimensioni, nella consistenza o nella
qualità, ovvero sia stata autorizzata una lavorazione di minor pregio, viene applicata una adeguata
riduzione del prezzo in sede di contabilizzazione, sempre che l'opera sia accettabile senza pregiudizio e
salve le determinazioni definitive dell'organo di collaudo.
Gli accertamenti di laboratorio e le verifiche tecniche obbligatorie, ovvero specificamente previsti dal
capitolato speciale d'appalto, sono disposti dalla direzione dei lavori o dall'organo di collaudo,
imputando la spesa a carico delle somme a disposizione accantonate a tale titolo nel quadro economico.
Per le stesse prove la direzione dei lavori provvede al prelievo del relativo campione ed alla redazione
di apposito verbale di prelievo; la certificazione effettuata dal laboratorio prove materiali riporta
espresso riferimento a tale verbale.
La direzione dei lavori o l'organo di collaudo possono disporre ulteriori prove ed analisi ancorché non
prescritte dal capitolato speciale d'appalto ma ritenute necessarie per stabilire l'idoneità dei materiali o
dei componenti. Le relative spese sono poste a carico dell'appaltatore.
Se gli atti contrattuali non contengono specifica indicazione, l'appaltatore è libero di scegliere il luogo
ove prelevare i materiali necessari alla realizzazione del lavoro, purché essi abbiano le caratteristiche
prescritte dai documenti tecnici allegati al contratto. Le eventuali modifiche di tale scelta non
comportano diritto al riconoscimento di maggiori oneri, né all'incremento dei prezzi pattuiti.
Nel prezzo dei materiali sono compresi tutti gli oneri derivanti all'appaltatore dalla loro fornitura a piè
d'opera, compresa ogni spesa per eventuali aperture di cave, estrazioni, trasporto da qualsiasi distanza e
con qualsiasi mezzo, occupazioni temporanee e ripristino dei luoghi.
A richiesta della stazione appaltante l'appaltatore deve dimostrare di avere adempiuto alle prescrizioni
della legge sulle espropriazioni per causa di pubblica utilità, ove contrattualmente siano state poste a
suo carico, e di aver pagato le indennità per le occupazioni temporanee o per i danni arrecati.
Qualora gli atti contrattuali prevedano il luogo di provenienza dei materiali, il direttore dei lavori può
prescriverne uno diverso, ove ricorrano ragioni di necessità o convenienza.
Nel caso di cui al comma suddetto, se il cambiamento importa una differenza in più o in meno del
quinto del prezzo contrattuale del materiale, si fa luogo alla determinazione del nuovo prezzo ai sensi
degli articoli 136 e 137 del regolamento 3. Qualora i luoghi di provenienza dei materiali siano indicati
negli atti contrattuali, l'appaltatore non può cambiarli senza l'autorizzazione scritta del direttore dei
lavori, che riporti l'espressa approvazione del responsabile unico del procedimento. In tal caso si
applica l'articolo 16, comma 2 del D.M.LL.PP. n° 145/00
Articolo N. 19
ONERI ED OBBLIGHI DIVERSI A CARICO DELL’APPALTATORE
Si intendono comprese nel prezzo dei lavori e perciò a carico dell'appaltatore:
a) le spese per l'impianto, la manutenzione e l'illuminazione dei cantieri, con esclusione di quelle
relative alla sicurezza nei cantieri stessi;
-21Comune di Empoli - Ufficio Tecnico
b) le spese per trasporto di qualsiasi materiale o mezzo d'opera;
c) le spese per attrezzi e opere provvisionali e per quanto altro occorre alla esecuzione piena e perfetta
dei lavori;
d) le spese per rilievi, tracciati, verifiche, esplorazioni, capisaldi e simili che possono occorrere, anche
su motivata richiesta del direttore dei lavori o dal responsabile del procedimento o dall'organo di
collaudo, dal giorno in cui comincia la consegna fino al compimento del collaudo provvisorio o
all'emissione del certificato di regolare esecuzione;
e) le spese per le vie di accesso al cantiere;
f) le spese per idonei locali e per la necessaria attrezzatura da mettere a disposizione per l'ufficio di
direzione lavori;
g) le spese per passaggio, per occupazioni temporanee e per risarcimento di danni per abbattimento di
piante, per depositi od estrazioni di materiali;
h) le spese per la custodia e la buona conservazione delle opere fino al collaudo provvisorio o
all'emissione del certificato di regolare esecuzione;
i) le spese di adeguamento del cantiere in osservanza del decreto legislativo n. 626/1994, e successive
modificazioni.
L'appaltatore deve provvedere ai materiali e ai mezzi d'opera che siano richiesti ed indicati dal direttore
dei lavori per essere impiegati nei lavori in economia contemplati in contratto.
La stazione appaltante può mantenere sorveglianti in tutti i cantieri, sui galleggianti e sui mezzi di
trasporto utilizzati dall'appaltatore.
Oltre agli oneri di cui agli artt. 4, 5, 6, 7 e 14 del Capitolato Generale, nonché a quanto previsto da tutti
i piani per le misure di sicurezza fisica dei lavoratori, sono pure a carico dell'Appaltatore e compensati
nei prezzi di elenco i seguenti obblighi speciali:
1. La fedele esecuzione del progetto e degli ordini impartiti per quanto di competenza, dal direttore
dei lavori, in conformità alle pattuizioni contrattuali, in modo che le opere eseguite risultino a tutti
gli effetti collaudabili, esattamente conformi al progetto ed a perfetta regola d’arte, richiedendo al
direttore dei lavori tempestive disposizioni scritte per i particolari che eventualmente non
risultassero dai disegni, dal Capitolato o dalla descrizione delle opere. In ogni caso l’appaltatore
non deve dare corso all’esecuzione di aggiunte o varianti non ordinate per iscritto ai sensi dell’art.
1659 del Codice Civile.
2. L’applicazione al limite del cantiere, entro dieci giorni dalla data di consegna, di n. 1 cartello
indicatore delle dimensioni di almeno cm. 100 di base e 200 di altezza, recanti le descrizioni di cui
alla Circolare del Ministero LL.PP. dell’1 giugno 1990, n. 1729/UL, e comunque sulla base di
quanto indicato nell’allegata Tabella «A», curandone i necessari aggiornamenti periodici.
3. I movimenti di terra ed ogni altro onere relativo alla formazione del cantiere attrezzato, in relazione
all’entità dell’opera, con tutti i più moderni e perfezionati impianti per assicurare una perfetta e
rapida esecuzione di tutte le opere prestabilite, ponteggi e palizzate, adeguatamente protetti, in
adiacenza di proprietà pubbliche o private, la recinzione con solido steccato, nonché la pulizia, la
manutenzione del cantiere stesso, l’inghiaiamento e la sistemazione delle sue strade, in modo da
rendere sicuri il transito e la circolazione dei veicoli e delle persone addette ai lavori tutti, ivi
comprese le eventuali opere scorporate o affidate a terzi dallo stesso ente appaltante.
4. La costruzione e manutenzione entro il recinto di cantiere dei locali ad uso ufficio del personale di
direzione lavori e assistenza, arredati, illuminati e provvisti di armadio chiuso a chiave, tavolo,
sedie, macchina da scrivere, macchina da calcolo e materiale di cancelleria.
5. L’allacciamento alla rete per la fornitura dell'energia elettrica e dell'acqua necessaria al servizio del
cantiere ed al funzionamento dei mezzi d'opera, nonché le previdenze atte ad ottenere la continuità
dei servizi, quando manchino energia elettrica ed acqua.
6. L’idonea protezione dei materiali impiegati e messi in opera a prevenzione di danni di qualsiasi
natura e causa, nonché la rimozione di dette protezioni a richiesta della Direzione lavori; nel caso
di sospensione dei lavori deve essere adottato ogni provvedimento necessario ad evitare
deterioramenti di qualsiasi genere e per qualsiasi causa delle opere eseguite, restando a carico
dell’appaltatore l’obbligo di risarcimento degli eventuali danni conseguenti al mancato od
insufficiente rispetto della presente norma.
-22Comune di Empoli - Ufficio Tecnico
7. L’adozione, nel compimento di tutti i lavori, dei procedimenti e delle cautele necessarie a garantire
l’incolumità degli operai, delle persone addette ai lavori stessi e dei terzi, nonché ad evitare danni
ai beni pubblici e privati, osservando le disposizioni contenute nelle vigenti norme in materia di
prevenzione infortuni; con ogni più ampia responsabilità in caso di infortuni a carico
dell’appaltatore, restandone sollevati la Stazione appaltante, nonché il personale preposto alla
direzione e sorveglianza lavori.
8. L’assunzione in proprio, tenendone sollevata la Stazione appaltante, di ogni responsabilità
risarcitoria e delle obbligazioni relative, comunque connesse all’esecuzione delle prestazioni
dovute dall’impresa appaltatrice a termini di contratto.
9. La fornitura e manutenzione dei cartelli di avviso, di fanali di segnalazione notturna nei punti
prescritti e di quant’altro indicato dalle disposizioni vigenti a scopo di sicurezza, nonché
l’illuminazione notturna del cantiere.
10. E’ a carico ed a cura dell’appaltatore la custodia e la tutela del cantiere, diurna e notturna, di tutti i
manufatti e dei materiali in esso esistenti, anche se di proprietà della stazione appaltante e ciò
anche durante periodi di sospensione dei lavori e fino alla presa in consegna dell’opera da parte
della Stazione Appaltante.
11. Le occupazioni temporanee per formazione di cantieri, baracche per alloggio di operai ed in genere
per tutti gli usi occorrenti all'Appaltatore per l'esecuzione dei lavori appaltati. A richiesta, dette
occupazioni, purché riconosciute necessarie, potranno essere eseguite direttamente dall'Appaltante,
ma le relative spese saranno a carico dell'Appaltatore. Nel caso si renda necessario la temporanea
occupazione di suolo pubblico per la formazione del cantiere e sue pertinenze, restano a carico
dell’Appaltatore le relative imposte e spese se ed in quanto dovute.
12. L’esecuzione di un’opera campione delle singole categorie di lavoro ogni volta che questo sia
previsto specificatamente dal capitolato speciale o sia richiesto dalla Direzione Lavori, per ottenere
il relativo nulla osta alla realizzazione di opere simili.
13. Il mantenimento, fino a collaudo, della continuità degli scoli delle acque e del transito sugli spazi,
pubblici e privati, adiacenti alle opere da eseguire. In particolare nell'esecuzione dei lavori
l’Appaltatore dovrà tenere conto della situazione idrica della zona, assicurando il discarico delle
acque meteoriche e di rifiuto provenienti dai collettori esistenti, dalle abitazioni, dal piano stradale
e dai tetti e cortili. Le spese per l’esecuzione ed esercizio delle opere ed impianti provvisionali,
qualunque ne sia l’entità, che si rendessero necessari sia per deviare le correnti d’acqua e
proteggere da esse gli scavi, le murature e le altre opere da eseguire, sia per provvedere agli
esaurimenti delle acque stesse, provenienti da infiltrazioni dagli allacciamenti nuovi o già esistenti
o da cause esterne, il tutto sotto la propria responsabilità.
14. La formazione e manutenzione di passi provvisori in quel numero che sarà necessario a garantire
l’accesso agli spazi e ai locali che rimarranno aperti all’uso pubblico e/o di privati. Inoltre i passi
dovranno essere provvisti di lanterne in quel numero sufficiente a tutelare la sicurezza pubblica.
Saranno, inoltre, a carico del medesimo appaltatore le provviste e la mano d'opera per la
realizzazione di parapetti, ponti provvisori, chiusure di strade, deviazioni del traffico ogni
qualvolta occorrano o vengano richieste dalla D.L. per la sicurezza pubblica e/o degli operai
addetti ai lavori.
15. La spesa per la raccolta periodica delle fotografie relative alle opere appaltate, durante la loro
costruzione e ad ultimazione avvenuta, che saranno volta per volta richieste dalla direzione dei
lavori nonché di tutte quelle lavorazioni di particolare complessità, ovvero non più ispezionabili o
verificabili dopo la loro esecuzione. Le fotografie saranno del formato 18 x 24 e di ciascuna di esse
saranno consegnate n. 2 copie in carta al bromuro, unitamente alla negativa ad ogni sottoscrizione
di nuovo stato di avanzamento lavori. Sul tergo delle copie dovrà essere posta in modo non
modificabile la denominazione dell'opera e la data del rilievo fotografico.
16. L’accesso al cantiere, il libero passaggio nello stesso e nelle opere costruite o in costruzione, degli
addetti delle imprese che eseguono lavori per conto diretto dell'Amministrazione appaltante.
Inoltre, a richiesta della D.L., l'uso parziale o totale da parte di dette imprese dei ponti di servizio,
impalcature, costruzioni provvisorie e degli apparecchi di sollevamento, per tutto il tempo
occorrente alla esecuzione dei lavori, senza che l’Appaltatore possa richiedere alcun compenso.
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E’ a carico dello stesso Appaltatore il coordinamento delle eventuali imprese operanti all’interno
del cantiere anche qualora le stesse operino per conto diretto della stessa Amministrazione
appaltante.
L’Appaltatore si obbliga a procedere, prima dell'inizio dei lavori ed a mezzo di ditta specializzata
ed all'uopo autorizzata, alla bonifica della zona di lavoro per rintracciare e rimuovere ordigni
bellici ed esplosivi di qualsiasi specie in modo che sia assicurata l'incolumità degli operai addetti al
lavoro medesimo. Pertanto, di qualsiasi incidente del genere che potesse verificarsi per
inosservanza della predetta obbligazione, ovvero per incompleta e poco diligente bonifica, è
sempre responsabile l'Appaltatore, rimanendone in tutti i casi sollevato l'Appaltante.
L’onere per custodire e conservare qualsiasi materiale di proprietà dell'Appaltante, in attesa della
posa in opera e quindi, ultimati i lavori, l’onere di trasportare i materiali residuati nei magazzini o
nei depositi che saranno indicati dalla direzione dei lavori.
Le spese per concessioni governative e specialmente quelle di licenze per la provvista e l'uso delle
materie esplosive, come pure quelle occorrenti per la conservazione, il deposito e la custodia delle
medesime.
La predisposizione del personale e degli strumenti necessari per tracciamenti, rilievi, misurazioni,
prove e controlli dei lavori tenendo a disposizione del direttore dei lavori i disegni e le tavole per
gli opportuni raffronti e controlli, con divieto di darne visione a terzi e con formale impegno di
astenersi dal riprodurre o contraffare i disegni ed i modelli avuti in consegna.
Qualora l'Appaltante fornisse il progetto completo di calcoli statici, la verifica di detti calcoli dovrà
essere eseguita dall'Appaltatore. L'Appaltatore perciò dovrà dichiarare, per iscritto prima dell'inizio
dei relativi lavori e provviste, di aver preso conoscenza del progetto, averne controllato i calcoli
statici a mezzo di ingegnere di sua fiducia (qualora l'Appaltatore stesso non rivesta tale qualità)
concordando nei risultati finali e di riconoscere quindi il progetto perfettamente attendibile e di
assumere piena ed intera responsabilità tanto del progetto come dell'esecuzione dell'opera. Per i
progetti delle strutture in cemento armato precompresso, nel caso sia necessaria l'autorizzazione
del Genio Civile o di chi per esso, la relativa pratica, istruita a cura e spese dell'Appaltatore dovrà
essere trasmessa al competente ufficio solo tramite l'Appaltante.
La manutenzione di tutte le opere eseguite, in dipendenza dell'appalto, nel periodo che sarà per
trascorrere dalla loro ultimazione sino al collaudo. Tale manutenzione comprende tutti i lavori di
riparazione dei danni che si verificassero alle opere eseguite e quanto occorre per dare all'atto del
collaudo le opere stesse in perfetto stato, rimanendo esclusi solamente i danni prodotti da forza
maggiore e sempre che l'Appaltatore ne faccia regolare denuncia nei termini prescritti.
L'uso anticipato dei locali o delle opere che venissero richiesti dalla D.L., senza che l'Appaltatore
abbia perciò diritto a speciali compensi. Esso potrà, però, richiedere che sia constatato lo stato delle
opere per essere garantito dei possibili danni che potrebbero derivargli.
L’osservanza scrupolosa delle norme in vigore e di quelle che venissero eventualmente emanate
durante il corso dell'appalto, circa l'assunzione di operai in genere.
L’appaltatore è obbligato alla tenuta delle scritture di cantiere ed in particolare:
a) Il libro giornale a pagine previamente numerate nel quale sono registrate, a cura
dell’appaltatore:
a.1) tutte le circostanze che possono interessare l’andamento dei lavori: condizioni
meteorologiche, maestranze presenti, fasi di avanzamento, date dei getti in calcestruzzo armato
e dei relativi disarmi, stato dei lavori eventualmente affidati all’appaltatore e ad altre ditte;
a.2) le disposizioni e osservazioni del direttore dei lavori;
a.3) le annotazioni e contro deduzioni dell’impresa appaltatrice;
a.4) le sospensioni, riprese e proroghe lavori;
b) il libro dei rilievi o delle misure dei lavori, che deve contenere tutti gli elementi necessari
all’esatta e tempestiva contabilizzazione delle opere eseguite, con particolare riguardo a quelle
che vengono occultate con il procedere dei lavori stessi; tale libro, aggiornato a cura
dell’appaltatore, è periodicamente verificato e vistato dal Direttore dei Lavori; ai fini della
regolare contabilizzazione delle opere, ciascuna delle parti deve prestarsi alle misurazioni in
contraddittorio con l’altra parte;
-24Comune di Empoli - Ufficio Tecnico
c) note delle eventuali prestazioni in economia che sono tenute a cura dell’appaltatore e sono
sottoposte settimanalmente al visto del direttore dei lavori e dei suoi collaboratori (in quanto
tali espressamente indicati sul libro giornale), per poter essere accettate a contabilità e dunque
retribuite.
26. L’appaltatore è obbligato ai tracciamenti ed ai riconfinamenti, nonché alla conservazione dei
termini di confine, così come consegnati dalla direzione lavori su supporto cartografico o
magnetico-informatico. L’appaltatore deve rimuovere gli eventuali picchetti e confini esistenti nel
minor numero possibile e limitatamente alle necessità di esecuzione dei lavori. Prima
dell’ultimazione dei lavori stessi e comunque a semplice richiesta della direzione lavori,
l’appaltatore deve ripristinare tutti i confini ed i picchetti di segnalazione, nelle posizioni,
inizialmente consegnate dalla stessa direzione lavori.
27. La consegna, prima della smobilitazione del cantiere, di un certo quantitativo di materiale usato,
per le finalità di eventuali successivi ricambi omogenei, previsto dal capitolato speciale o precisato
da parte della direzione lavori con ordine di servizio e che viene liquidato in base al solo costo del
materiale.
28. L'Appaltatore è tenuto prima di dare inizio ai lavori, ad informarsi presso gli Enti preposti, se nelle
aree interessate dai lavori stessi, esistono cavi sotterranei o condutture in genere. Chiedendo altresì
tutti quei dati e permessi necessari per poter eseguire i lavori senza arrecare danni ai cavi e alle
condutture presenti. Il maggiore onere al quale l’impresa dovesse sottostare per l’esecuzione delle
opere nelle suddette condizioni, si intende compreso e compensato con i prezzi dell’elenco. In ogni
caso, l’Appaltatore è tenuto a risarcire direttamente alle Società interessate e/o all'Amministrazione
comunale tutti i danni che nell'esecuzione dei lavori venissero arrecati alle condutture ed ai cavi
suddetti. Qualora l'appaltatore non provvedesse al risarcimento sopra detto, l'Amministrazione
comunale d'ufficio per quanto la riguarda e su specifica richiesta dell’ente interessato, tratterà sulle
ritenute di legge e sulla cauzione la somma presuntivamente occorrente al risarcimento medesimo,
salvo ad effettuare il pagamento in seguito ad accordo tra le parti od a sentenza. Rimane comunque
ben fissato che nei confronti delle opere danneggiate l’unico responsabile rimane l’appaltatore
rimanendo del tutto estranea l’amministrazione appaltante da qualsiasi vertenza sia essa civile che
penale.
29. Sono a carico dell’appaltatore senza diritto di rivalsa:
a) le spese contrattuali di cui all’art. 8 del Capitolato Generale d’appalto approvato con
D.M.LL.PP. n. 145/2000;
b) le tasse e gli altri oneri per l’ottenimento di tutte le licenze tecniche occorrenti per l’esecuzione
dei lavori e la messa in funzione degli impianti;
c) le tasse e gli altri oneri dovuti ad enti territoriali (occupazione temporanea di suolo pubblico,
passi carrabili, permessi di scarico, canoni di conferimento a discarica, ecc.) direttamente od
indirettamente connessi alla gestione del cantiere ed all’esecuzione dei lavori;
d) le spese, le imposte, i diritti di segreteria e le tasse relativi al perfezionamento ed alla
registrazione del contratto.
30. Nel caso in cui si rendessero necessari interventi da parte dei gestori dei servizi, questi dovranno
essere preventivamente autorizzati dalla stazione appaltante ed inoltre, l’appaltatore é tenuto a
garantire l’accesso in cantiere durante le fasi esecutive a detti gestori o ad imprese da loro
incaricate e a coordinare con esse gli stessi interventi. L’appaltatore non potrà per questo richiedere
alcun compenso aggiuntivo o proroghe ai tempi contrattuali in quanto già compresi nel tempo
contrattuale.
A carico dell’appaltatore restano inoltre le imposte e gli altri oneri che, direttamente od indirettamente
gravino sui lavori e sulle forniture oggetto dell’appalto.
L'appaltatore deve demolire e rifare a sue spese le lavorazioni che il direttore dei lavori accerta eseguite
senza la necessaria diligenza o con materiali diversi da quelli prescritti contrattualmente o che, dopo la
loro accettazione e messa in opera, abbiano rivelato difetti o inadeguatezze.
Se l'appaltatore contesta l'ordine del direttore dei lavori, la decisione è rimessa al responsabile del
procedimento; qualora l'appaltatore non ottemperi all'ordine ricevuto, si procede di ufficio a quanto
necessario per il rispetto del contratto.
-25Comune di Empoli - Ufficio Tecnico
Qualora il direttore dei lavori presuma che esistano difetti di costruzione, può ordinare che le
necessarie verifiche siano disposte in contraddittorio con l'appaltatore. Quando i vizi di costruzione
siano accertati, le spese delle verifiche sono a carico dell'appaltatore, in caso contrario l'appaltatore ha
diritto al rimborso di tali spese e di quelle sostenute per il ripristino della situazione originaria, con
esclusione di qualsiasi altro indennizzo o compenso.
I controlli e le verifiche eseguite dalla stazione appaltante nel corso dell'appalto non escludono la
responsabilità dell'appaltatore per vizi, difetti e difformità dell'opera, di parte di essa, o dei materiali
impiegati, né la garanzia dell'appaltatore stesso per le parti di lavoro e materiali già controllati. Tali
controlli e verifiche non determinano l'insorgere di alcun diritto in capo all'appaltatore, né alcuna
preclusione in capo alla stazione appaltante.
Quando l'Appaltatore non adempia a tutti questi obblighi, l’Appaltante sarà in diritto —previo avviso
dato per iscritto, e restando questo senza effetto, entro il termine fissato nella notifica — di provvedere
direttamente alla spesa necessaria, disponendo il dovuto pagamento a carico dell'Appaltatore. In caso
di rifiuto o di ritardo di tali pagamenti da parte dell'Appaltatore, essi saranno fatti d'ufficio e
l'Appaltante si rimborserà della spesa sostenuta sul prossimo acconto. Sarà applicata una penale pari al
10% sull'importo dei pagamenti derivati dal mancato rispetto agli obblighi sopra descritti nel caso che
ai pagamenti stessi debba provvedere l'Appaltante.
Tale penale sarà ridotta del 5% qualora l'Appaltatore ottemperi all'ordine di pagamento entro il termine
fissato nell'atto di notifica.
Si dichiara infine espressamente che nella valutazione dei prezzi di appalto si è tenuto conto di tutti gli
oneri ed obblighi sopra descritti, quindi non spetterà alcun altro compenso all'Appaltatore per quanto
sopra.
Ai sensi dell’art. 9 del Capitolato Generale di Appalto, n. 145/2000 è altresì fatto salvo il diritto da
parte dell’Appaltatore di avere riconosciuto un rimborso in caso di ritardata consegna dei lavori da
parte della stazione appaltante, in misura pari a quanto previsto dalle vigenti leggi e regolamenti..
Articolo N. 20
RINVENIMENTI
Fatta eccezione per i diritti che spettano allo Stato a termini di legge, appartiene alla stazione
appaltante la proprietà degli oggetti di valore e di quelli che interessano la scienza, la storia, l'arte o
l'archeologia, compresi i relativi frammenti, che si dovessero reperire nei fondi occupati per
l'esecuzione dei lavori e per i rispettivi cantieri e nella sede dei lavori stessi.
L'appaltatore ha diritto al rimborso delle spese sostenute per la loro conservazione e per le speciali
operazioni che fossero state espressamente ordinate al fine di assicurarne l'integrità ed il diligente
recupero.
Il reperimento di cose di interesse artistico, storico o archeologico deve essere immediatamente
comunicato alla stazione appaltante. L'appaltatore non può demolire o comunque alterare i reperti, né
può rimuoverli senza autorizzazione della stazione appaltante.
I materiali provenienti da escavazioni o demolizioni sono di proprietà dell'amministrazione.
L'appaltatore deve trasportarli e regolarmente accatastarli nel luogo stabilito dalla Direzione Lavori,
intendendosi di ciò compensato coi prezzi degli scavi e delle demolizioni relative.
Qualora gli atti contrattuali prevedano la cessione di detti materiali all'appaltatore, il prezzo ad essi
convenzionalmente attribuito deve essere dedotto dall'importo netto dei lavori, salvo che la deduzione
non sia stata già fatta nella determinazione dei prezzi.
Articolo N. 21
BREVETTI DI INVENZIONE
-26Comune di Empoli - Ufficio Tecnico
Sia che l'Amministrazione Appaltante prescriva l'impiego di disposizioni o sistemi protetti da brevetti
d'invenzione, sia che l'Appaltatore vi ricorra di propria iniziativa con il consenso del direttore dei
lavori, l’Appaltatore deve dimostrare di aver pagato i dovuti canoni e diritti e di aver adempiuto a tutti i
relativi obblighi di legge.
Articolo N. 22
ORDINE DA TENERSI NELL’ANDAMENTO DEI LAVORI E PROGRAMMA DEI LAVORI
Entro 30 giorni dalla data del verbale di consegna, e comunque prima dell’inizio dei lavori,
l’appaltatore deve predisporre e consegnare alla Direzione Lavori un proprio programma dei lavori,
elaborato in relazione alle proprie tecnologie, alle proprie scelte imprenditoriali ed alla propria
organizzazione lavorativa tenendo conto delle esigenze dell’amministrazione; tale programma deve
essere coerente con i tempi contrattuali di ultimazione e dev’essere approvato dalla direzione lavori –
che lo trasmetterà per conoscenza alla stazione appaltante- mediante apposizione di un visto, entro
cinque giorni dal ricevimento. Trascorso il predetto termine senza che la direzione lavori si sia
pronunciata, il programma si intende accettato, fatte salve palesi illogicità o indicazioni erronee
palesemente incompatibili con il rispetto dei termini di ultimazione.
Il programma dei lavori dell’appaltatore può essere modificato od integrato dalla Stazione Appaltante,
mediante semplice ordine di servizio, ogni volta che sia necessario alla miglior esecuzione dei lavori ed
in particolare:
- per il coordinamento con le prestazioni o le forniture di imprese o altre ditte estranee al contratto;
- per l’intervento o il mancato intervento di società concessionarie di pubblici servizi le cui reti siano
coinvolte in qualunque modo con l’andamento dei lavori, purché non imputabile ad inadempimenti
o ritardi della stazione appaltante;
- per l’intervento o il coordinamento con autorità, enti o altri soggetti diversi dalla stazione
appaltante, che abbiano giurisdizione, competenze o responsabilità di tutela sugli immobili, i siti e
le aree comunque interessate dal cantiere; a tal fine non sono considerati soggetti diversi le società
o aziende controllate o partecipate dalla Stazione appaltante o soggetti titolari di diritti reali sui
beni in qualunque modo interessati dai lavori intendendosi, in questi casi, ricondotta la fattispecie
alle responsabilità gestionale della stazione appaltante;
- per la necessità o l’opportunità di eseguire prove sui campioni, prove di carico e di tenuta e
funzionamento degli impianti, nonché collaudi parziali o specifici;
- qualora sia richiesto dal coordinatore per la sicurezza e la salute nel cantiere, in ottemperanza
all’art. 5 del D. Lgs. N. 494/96
Articolo N. 23
VARIANTI IN CORSO D’OPERA
La stazione appaltante si riserva la facoltà di introdurre nelle opere oggetto dell’appalto quelle varianti
che a suo insindacabile giudizio ritenga opportune, senza che perciò l’impresa appaltatrice possa
pretendere compensi all’infuori del pagamento a conguaglio dei lavori eseguiti in più o in meno con
l’osservanza delle prescrizioni ed entro i limiti stabiliti dagli art. 10 e 12 del capitolato generale
d’appalto approvato con D.M.LL.PP. n. 145/2000 e dall’art. 132 del D.Lgs. 163/2006.
Qualunque reclamo o riserva che l’appaltatore si credesse in diritto di opporre, deve essere presentato
per iscritto alla direzione lavori prima dell’esecuzione dell’opera oggetto della contestazione. Non sono
prese in considerazione domande di maggiori compensi su quanto stabilito in contratto, per qualsiasi
natura o ragione, qualora non vi sia accordo preventivo prima dell’inizio dell’opera oggetto di tali
richieste.
Non sono considerati varianti ai sensi del primo capoverso del presente articolo gli interventi disposti
dal direttore dei lavori per risolvere aspetti di dettaglio, che siano contenuti entro un importo non
superiore al 5 % delle categorie di lavoro dell’appalto come individuate all’art. 2, e che non
comportino un aumento dell’importo del contratto.
-27Comune di Empoli - Ufficio Tecnico
Ai sensi dell'articolo 134 del regolamento, nessuna modificazione ai lavori appaltati può essere attuata
ad iniziativa esclusiva dell'appaltatore. La violazione del divieto, salvo diversa valutazione del
responsabile del procedimento, comporta l'obbligo dell'appaltatore di demolire a sue spese i lavori
eseguiti in difformità, fermo che in nessun caso egli può vantare compensi, rimborsi o indennizzi per i
lavori medesimi.
Per le sole ipotesi previste dall'articolo 132, del D.Lgs. 163/2006 la stazione appaltante durante
l'esecuzione dell'appalto può ordinare una variazione dei lavori fino alla concorrenza di un quinto
dell'importo dell'appalto, e l'appaltatore è tenuto ad eseguire i variati lavori agli stessi patti, prezzi e
condizioni del contratto originario, salva l'eventuale applicazione dell'articolo 134, comma 6, e 136 del
regolamento, e non ha diritto ad alcuna indennità ad eccezione del corrispettivo relativo ai nuovi lavori.
Se la variante, nei casi previsti dal comma precedente, supera tale limite il responsabile del
procedimento ne dà comunicazione all'appaltatore che, nel termine di dieci giorni dal suo ricevimento,
deve dichiarare per iscritto se intende accettare la prosecuzione dei lavori e a quali condizioni; nei
quarantacinque giorni successivi al ricevimento della dichiarazione la stazione appaltante deve
comunicare all'appaltatore le proprie determinazioni. Qualora l'appaltatore non dia alcuna risposta alla
comunicazione del responsabile del procedimento si intende manifestata la volontà di accettare la
variante agli stessi prezzi, patti e condizioni del contratto originario. Se la stazione appaltante non
comunica le proprie determinazioni nel termine fissato, si intendono accettate le condizioni avanzate
dall'appaltatore.
Ai fini della determinazione del quinto, l'importo dell'appalto è formato dalla somma risultante dal
contratto originario, aumentato dell'importo degli atti di sottomissione per varianti già intervenute,
nonché dell'ammontare degli importi, diversi da quelli a titolo risarcitorio, eventualmente riconosciuti
all'appaltatore ai sensi dell'articolo 240 del D.Lgs. 163/2006 . La disposizione non si applica nel caso di
variante disposta ai sensi dell'articolo 132, comma 1, lettera e) del D.Lgs. 163/2006.
Nel calcolo di cui al comma 4 non sono tenuti in conto gli aumenti, rispetto alle previsioni contrattuali,
delle opere relative a fondazioni. Tuttavia, ove tali variazioni rispetto alle quantità previste superino il
quinto dell'importo totale del contratto e non dipendano da errore progettuale ai sensi dell'articolo 132,
comma 1, lettera e) del D.Lgs. 163/2006, l'appaltatore può chiedere un equo compenso per la parte
eccedente.
Ferma l'impossibilità di introdurre modifiche essenziali alla natura dei lavori oggetto dell'appalto,
qualora le variazioni comportino, nelle quantità dei vari gruppi di lavorazioni comprese nell'intervento
ritenute omogenee secondo le indicazioni del capitolato speciale, modifiche tali da produrre un
notevole pregiudizio economico all'appaltatore è riconosciuto un equo compenso, comunque non
superiore al quinto dell'importo dell'appalto.
Ai fini del presente comma si considera notevolmente pregiudizievole la variazione della quantità del
singolo gruppo che supera il quinto della corrispondente quantità originaria e solo per la parte che
supera tale limite.
In caso di dissenso sulla misura del compenso è accreditata in contabilità la somma riconosciuta dalla
stazione appaltante, salvo il diritto dell'appaltatore di formulare la relativa riserva per l'ulteriore
richiesta.
Qualora il progetto esecutivo sia stato redatto a cura dell'appaltatore, e la variante derivi da errori o
omissioni progettuali imputabili all'appaltatore stesso, sono a suo totale carico l'onere della nuova
progettazione, le maggiori spese, le penali per mancato rispetto dei termini di ultimazione contrattuale
e gli ulteriori danni subiti dalla stazione appaltante.
Indipendentemente dalle ipotesi previste dall'articolo 132 del D.Lgs. 163/2006, la stazione appaltante
può sempre ordinare l'esecuzione dei lavori in misura inferiore rispetto a quanto previsto in capitolato
speciale d'appalto, nel limite di un quinto dell'importo di contratto, come determinato ai sensi
dell'articolo 10, comma 4 del Capitolato generale di appalto, e senza che nulla spetti all'appaltatore a
titolo di indennizzo.
L'intenzione di avvalersi della facoltà di diminuzione deve essere tempestivamente comunicata
all'appaltatore e comunque prima del raggiungimento del quarto quinto dell'importo contrattuale.
Qualora, per il manifestarsi di errori od omissioni imputabili alle carenze del progetto esecutivo, si
rendessero necessarie varianti che possono pregiudicare, in tutto o in parte la realizzazione dell’opera
-28Comune di Empoli - Ufficio Tecnico
ovvero la sua utilizzazione, e che sotto il profilo economico eccedano il quinto dell’importo originario
del contratto, la Stazione appaltante procede alla risoluzione del contratto con indizione di una nuova
gara alla quale è invitato l’appaltatore originario. In tal caso la risoluzione del contratto comporta il
pagamento dei lavori eseguiti, dei materiali utili e del 10 per cento dei lavori non eseguiti, fino a
quattro quinti dell’importo originario del contratto. In tale circostanza i titolari dell’incarico di
progettazione sono responsabili dei danni subiti dalla Stazione Appaltante; si considerano errore od
omissione di progettazione l’inadeguata valutazione dello stato di fatto, la mancata od erronea
identificazione della normativa tecnica vincolante per la progettazione, il mancato rispetto dei requisiti
funzionali ed economici prestabiliti e risultanti da prova scritta, la violazione delle norme di diligenza
nella predisposizione degli elaborati progettuali.
Durante l’esecuzione dei lavori, come disposto all’ art. 11 del Capitolato Generale, è data facoltà
all’Appaltatore di proporre alla Direzione dei Lavori eventuali varianti migliorative che comportino
una diminuzione dell’importo originario dei lavori.
Possono formare oggetto di proposta le modifiche dirette a migliorare gli aspetti funzionali, nonché
singoli elementi tecnologici o singole componenti del progetto, che non comportano riduzione delle
prestazioni qualitative e quantitative stabilite nel progetto stesso e che mantengono inalterate il tempo
di esecuzione dei lavori e le condizioni di sicurezza dei lavoratori. La idoneità delle proposte è
dimostrata attraverso specifiche tecniche di valutazione, quali ad esempio l’analisi del valore.
La proposta dell’appaltatore, redatta in forma di perizia tecnica corredata anche degli elementi di
valutazione economica, deve essere presentata al direttore dei lavori. Il responsabile del procedimento
entro i successivi 30 giorni, sentito il progettista, comunicherà all’appaltatore le proprie motivate
determinazioni ed in caso positivo procederà alla stipula di apposito atto aggiuntivo.
Le proposte dell’Appaltatore devono essere predisposte e presentate in modo da non comportare
interruzione o rallentamento nell’esecuzione dei lavori così come stabilita nel relativo programma.
Le economie risultanti dalla proposta migliorativa approvata ai sensi del presente articolo sono ripartite
in parti uguali tra la stazione appaltante e l’appaltatore.
-29Comune di Empoli - Ufficio Tecnico
Articolo N. 24
DISPOSIZIONI IN MATERIA DI SICUREZZA
I lavori appaltati devono svolgersi nel pieno rispetto di tutte le norme vigenti in materia di prevenzione
degli infortuni e igiene del lavoro ed in ogni caso in condizione di permanente sicurezza ed igiene.
L’appaltatore è altresì obbligato ad osservare scrupolosamente le disposizioni del vigente Regolamento
Locale di Igiene, per quanto attiene la gestione del cantiere, deve predisporre, per tempo e secondo
quanto previsto dalle vigenti disposizioni, gli appositi piani per la riduzione del rumore, in relazione al
personale ed alle attrezzature utilizzate.
L’appaltatore non può iniziare o continuare i lavori qualora sia in difetto nell’applicazione di quanto
stabilito nel presente articolo.
L’appaltatore è obbligato ad osservare scrupolosamente e senza riserve o eccezioni il piano di
sicurezza e di coordinamento predisposto dal coordinatore per la sicurezza e messo a disposizione da
parte della stazione appaltante, ai sensi del decreto legislativo 14 agosto 1996, n. 494 e successive
modifiche.
L’appaltatore può presentare al coordinatore per la sicurezza in fase di esecuzione una o più proposte
motivate di modificazione o di integrazione al piano di sicurezza di coordinamento, nei seguenti casi:
a) per adeguarne i contenuti alle proprie tecnologie ovvero quando ritenga di poter meglio
garantire la sicurezza nel cantiere sulla base della propria esperienza, anche in seguito alla
consultazione obbligatoria e preventiva dei rappresentanti per la sicurezza dei propri lavoratori
o a rilievi da parte degli organi di vigilanza;
b) per garantire il rispetto delle norme per la prevenzione degli infortuni e la tutela della salute dei
lavoratori eventualmente disattese nel piano di sicurezza, anche in seguito a rilievi o
prescrizioni degli organi di vigilanza.
L’appaltatore ha il diritto che il coordinatore per la sicurezza in fase di esecuzione si pronunci
tempestivamente, con atto motivato da annotare sulla documentazione di cantiere, sull’accoglimento o
il rigetto delle proposte presentate; le decisioni del coordinatore sono vincolanti per l’appaltatore.
Qualora il coordinatore non si sia pronunciato entro il termine di tre giorni lavorativi dalla
presentazione delle proposte dell’appaltatore, prorogabile una sola volta di altri tre giorni lavorativi, nei
casi di cui alla lettera a), le proposte si intendono accolte, mentre nei casi di cui alla lettera b) si
intendono rigettate.
Nei casi di cui alla lettera a), l’eventuale accoglimento delle modificazioni ed integrazioni non può in
alcun modo giustificare variazioni o adeguamenti dei prezzi pattuiti, né maggiorazioni di alcun genere
del corrispettivo.
Nei casi di cui alla lettera b), qualora l’eventuale accoglimento delle modificazioni e integrazioni
comporti maggiori oneri a carico dell’impresa, e tale circostanza sia debitamente provata e
documentata, trova applicazione la disciplina delle varianti.
L’appaltatore, entro la stipulazione del contratto e comunque prima dell’inizio dei lavori, deve
predisporre e consegnare al direttore dei lavori o, se nominato, al coordinatore per la sicurezza nella
fase di esecuzione, un piano operativo di sicurezza per quanto attiene alle proprie scelte autonome e
relative responsabilità nell’organizzazione del cantiere e nell’esecuzione del lavori.
Il piano operativo di sicurezza costituisce piano complementare di dettaglio del piano di sicurezza e
coordinamento previsto dall’art. 4, comma 1, lettera a) e dall’art. 12, del D. Lgs. N. 494/96.
L’appaltatore è obbligato ad osservare le misure generali di tutela di cui all’art. 3 del D. Lgs. N.
626/94, con particolare riguardo alle circostanze e agli adempimenti descritti agli art. 8 e 9 e
all’allegato IV del D. Lgs. 494/96.
I piani di sicurezza devono essere redatti in conformità alle direttive 89/391/CEE del Consiglio, del 12
giugno 1989, 92/57/CEE del Consiglio, del 24 giugno 1992, alla relativa normativa nazionale di
recepimento, ai regolamenti di attuazione e alla migliore letteratura tecnica in materia.
L’impresa esecutrice è obbligata a comunicare tempestivamente prima dell’inizio dei lavori e quindi, a
richiesta della stazione appaltante o del coordinatore, l’iscrizione alla Camera di Commercio, Industria,
Artigianato e Agricoltura, l’indicazione dei contratti collettivi applicati ai lavoratori dipendenti e la
dichiarazione circa l’assolvimento degli obblighi assicurativi e previdenziali. L’affidatario è tenuto a
-30Comune di Empoli - Ufficio Tecnico
curare il coordinamento di tutte le imprese operanti nel cantiere, al fine di rendere gli specifici piani
redatti dalle imprese subappaltatrici compatibili tra loro e coerenti con il piano presentato
dall’appaltatore. In caso di associazione temporanea o di consorzio di imprese detto obbligo incombe
sull’impresa mandataria capogruppo. Il direttore tecnico di cantiere è responsabile del rispetto del
piano da parte di tutte le imprese impegnate nell’esecuzione dei lavori.
Il piano di sicurezza e di coordinamento ed il piano operativo di sicurezza formano parte integrante del
contratto di appalto. Le gravi o ripetute violazioni dei piani stessi da parte dell’appaltatore, comunque
accertate, previa formale costituzione in mora dell’interessato, costituiscono causa di risoluzione del
contratto.
Articolo N. 25
DURATA GIORNALIERA DEI LAVORI
LAVORO STRAORDINARIO E NOTTURNO
L'appaltatore può ordinare ai propri dipendenti di lavorare oltre il normale orario giornaliero, o di
notte, ove consentito dagli accordi sindacali di lavoro, dandone preventiva comunicazione al direttore
dei lavori. Il direttore dei lavori può vietare l'esercizio di tale facoltà qualora ricorrano motivati
impedimenti di ordine tecnico o organizzativo. In ogni caso l'appaltatore non ha diritto ad alcun
compenso oltre i prezzi contrattuali.
Salva l'osservanza delle norme relative alla disciplina del lavoro, se il direttore dei lavori ravvisa la
necessità che i lavori siano continuati ininterrottamente o siano eseguiti in condizioni eccezionali, su
autorizzazione del responsabile del procedimento ne dà ordine scritto all'appaltatore, il quale è
obbligato ad uniformarvisi, salvo il diritto al ristoro del maggior onere.
L'orario giornaliero dei lavori sarà quello stabilito dal contratto collettivo valevole nel luogo dove i
lavori vengono compiuti, ed in mancanza, quello risultante dagli accordi locali e ciò anche se
l'Appaltatore non sia iscritto alle rispettive organizzazioni dei datori di lavoro.
Non è consentito fare eseguire dagli operai un lavoro maggiore di dieci ore su ventiquattro.
All'infuori dell'orario normale, come pure nei giorni festivi, l'Appaltatore non potrà a suo arbitrio far
eseguire lavori che richiedano la sorveglianza da parte degli agenti dell'Appaltante; se, a richiesta
dell'Appaltatore, la direzione lavori autorizzasse il prolungamento dell'orario, l'Appaltatore non avrà
diritto a compenso od indennità di sorta, ma sarà invece tenuto a rimborsare all'Appaltante le maggiori
spese di assistenza.
Nessun compenso, infine, sarà devoluto all'Appaltatore nei casi di lavoro continuativo di 16 ore
(effettuato quando le condizioni di luce naturale nell'epoca in cui si svolgono i lavori lo consentono) e
di 24 ore (nei lavori usualmente effettuati senza interruzioni, o per i quali è prescritta dal presente
Capitolato l'esecuzione senza interruzione), stabilito su turni di 8 ore ciascuno e ordinato, sempre per
iscritto, dalla direzione lavori.
-31Comune di Empoli - Ufficio Tecnico
Articolo N. 26
TEMPO UTILE PER L’ULTIMAZIONE DEI LAVORI
SOSPENSIONI – PROROGHE – PENALITÀ – PREMIO DI ACCELERAZIONE
Il tempo utile per ultimare tutti i lavori compresi nell’appalto è fissato in giorni 180 solari consecutivi
decorrenti dalla data del verbale di consegna dei lavori.
Nel calcolo del tempo contrattuale si è tenuto conto delle ferie contrattuali.
L’appaltatore si obbliga alla rigorosa ottemperanza del cronoprogramma dei lavori che potrà fissare
scadenze inderogabili per l’approntamento delle opere necessarie all’inizio di forniture e lavori da
effettuarsi da altre ditte per conto della Stazione appaltante ovvero necessarie all’utilizzazione, prima
della fine dei lavori e previo collaudo parziale, di parti funzionali di opere.
Qualora cause di forza maggiore, condizioni climatologiche od altre simili circostanze impediscano in
via temporanea che i lavori procedano utilmente a regola d’arte, la direzione lavori d’ufficio o su
segnalazione dell’appaltatore può ordinare la sospensione dei lavori redigendo apposito verbale.
Cessate le cause della sospensione la direzione dei lavori ordina la ripresa degli stessi redigendo
apposito verbale.
L’appaltatore, qualora per cause ad esso non imputabili, non sia in grado di ultimare i lavori nei termini
fissati, può chiedere con domanda motivata proroghe che, se riconosciute giustificate, sono concesse
dalla direzione dei lavori, purché le domande pervengano prima della scadenza del termine anzidetto.
A giustificazione del ritardo nell’ultimazione dei lavori l’appaltatore non può mai attribuirne la causa,
in tutto o in parte, ad altre ditte o imprese o forniture, se esso appaltatore non abbia tempestivamente
per iscritto denunciato alla Stazione appaltante il ritardo imputabile a dette ditte, imprese o fornitori.
I verbali per la concessione di sospensioni o proroghe, redatti con adeguata motivazione a cura della
direzione lavori e controfirmati dall’appaltatore, devono pervenire al responsabile del procedimento
entro il quinto giorno naturale successivo alla loro redazione e devono essere restituiti controfirmati
dallo stesso o dal suo delegato; qualora il responsabile del procedimento non si pronunci entro tre
giorni dal ricevimento, i verbali si danno per riconosciuti e accettati dalla stazione appaltante. In ogni
caso la sospensione opera dalla data di redazione del relativo verbale, accettato dal responsabile del
procedimento o sul quale si sia formata l’accettazione tacita. Non possono essere riconosciute
sospensioni, e i relativi verbali non hanno alcuna efficacia, in assenza di adeguate motivazioni o le cui
motivazioni non siano riconosciute adeguate da parte del responsabile del procedimento.
Il verbale di sospensione ha efficacia dal terzo giorno antecedente la sua presentazione al responsabile
del procedimento, qualora predetto verbale gli sia stato trasmesso dopo il quinto giorno dalla
redazione, ovvero rechi una data di decorrenza della sospensione anteriore al quinto giorno precedente
la data di trasmissione.
Nel caso di mancato rispetto del termine indicato per l’esecuzione delle opere, per ogni giorno naturale
consecutivo di ritardo nell’ultimazione dei lavori o per le scadenze inderogabili fissate nel programma
temporale dei lavori, viene applicata una penale di Euro 100,00 (cento/00).
Qualora il capitolato speciale preveda scadenze differenziate di varie lavorazioni, oppure sia prevista
l'esecuzione dell'appalto articolata in più parti, il ritardo nella singola scadenza comporta l'applicazione
della penale nell'ammontare contrattualmente stabilito.
E' ammessa, su motivata richiesta dell'appaltatore, la totale o parziale disapplicazione della penale,
quando si riconosca che il ritardo non è imputabile all'impresa, oppure quando si riconosca che la
penale è manifestamente sproporzionata, rispetto all'interesse della stazione appaltante. La
disapplicazione non comporta il riconoscimento di compensi o indennizzi all'appaltatore.
Sull'istanza di disapplicazione della penale decide la stazione appaltante su proposta del responsabile
del procedimento, sentito il direttore dei lavori e l'organo di collaudo ove costituito.
La penale trova applicazione anche in caso di ritardo:
a) nell’inizio dei lavori rispetto alla data fissata dal direttore dei lavori per la consegna degli
stessi, qualora la Stazione appaltante non si avvalga della facoltà di risolvere il contratto;
b) nella ripresa dei lavori seguente un verbale di sospensione, rispetto alla data fissata dal
direttore dei lavori;
-32Comune di Empoli - Ufficio Tecnico
c) nel rispetto dei termini imposti dalla direzione dei lavori per il ripristino di lavori non
accettabili o danneggiati.
Non costituiscono motivo di proroga dell’inizio dei lavori, della loro mancata regolare e continuativa
conduzione secondo il relativo programma o della loro ritardata ultimazione:
a) il ritardo nell’installazione del cantiere e nell’allacciamento delle reti tecnologiche necessarie
al suo funzionamento, per l’approvvigionamento dell’energia elettrica e dell’acqua;
b) l’esecuzione di accertamenti integrativi che l’appaltatore ritenesse di dover effettuare per la
esecuzione delle opere di fondazione, delle strutture e degli impianti, salvo che siano ordinati
dalla direzione dei lavori o concordati con questa;
c) il tempo necessario per l’esecuzione di prove sui campioni, di sondaggi, analisi e altre prove
assimilabili;
d) il tempo necessario per l’espletamento degli adempimenti a carico dell’appaltatore comunque
previsti dal Capitolato Speciale d’appalto;
e) le eventuali controversie tra l’appaltatore e i fornitori, i subappaltatori, affidatari e altri
incaricati;
f) le eventuali vertenze a carattere aziendale tra l’appaltatore ed il proprio personale dipendente.
Non è previsto il premio di accelerazione di cui all’art. 23 del D.M.LL.PP. 145/2000
Articolo N. 27
RISOLUZIONE E RESCISSIONE DEL CONTRATTO
ESECUZIONE DEI LAVORI D’UFFICIO
L'appaltatore deve ultimare i lavori nel termine stabilito dagli atti contrattuali, decorrente dalla data del
verbale di consegna ovvero, in caso di consegna parziale ai sensi dell'articolo 130 del regolamento,
dall'ultimo dei verbali di consegna.
L'ultimazione dei lavori, appena avvenuta, deve essere dall'appaltatore comunicata per iscritto al
direttore dei lavori, il quale procede subito alle necessarie constatazioni in contraddittorio.
L'appaltatore non ha diritto allo scioglimento del contratto né ad alcuna indennità qualora i lavori, per
qualsiasi causa non imputabile alla stazione appaltante, non siano ultimati nel termine contrattuale e
qualunque sia il maggior tempo impiegato.
Nel caso di risoluzione del contratto ai sensi dell'articolo 136 del D.Lgs. 163/2006, ai fini
dell'applicazione delle penali il periodo di ritardo è determinato sottraendo dal tempo trascorso tra la
consegna dei lavori e la data della risoluzione contrattuale, il tempo previsto per l’esecuzione dei
lavori fatti e correttamente ammessi alla contabilità, nel cronoprogramma dei lavori allegato al
contratto.
La stazione appaltante può dichiarare rescisso il contratto oltre che nei casi previsti dagli art. 136 del
D.Lgs. 163/2006 anche nei seguenti casi:
a) quando risulti accertato il mancato rispetto delle ingiunzioni o diffide fattegli dal direttore dei
lavori, nei termini imposti dagli stessi provvedimenti, in relazione alla violazione delle norme
sostanziali sul subappalto;
b) nel caso di mancato rispetto delle ingiunzioni fattegli dalla stazione appaltante nei modi e nei
termini previsti dal regolamento, per ritardo nell’inizio o per ingiustificata sospensione dei
lavori o per ritardo rispetto al programma di esecuzione dei lavori, inadempienza che, in
relazione alle caratteristiche ed alle finalità dell’appalto, viene contrattualmente configurata
come negligenza grave o contravvenzione da parte dell’appaltatore agli obblighi e alle
condizioni stipulate;
c) nel caso di mancato rispetto della normativa sulla sicurezza e la salute dei lavoratori di cui ai
D. Lgs. n. 626/94 e 494/96, o ai piani di sicurezza, integranti il contratto, e delle ingiunzioni
fattegli al riguardo dal coordinatore per la sicurezza.
Nei casi di rescissione del contratto si procede in conformità a quanto previsto dagli artt. 134, 135, 136,
137, 138, 139 e 140 del D.Lgs. 163/2006).
-33Comune di Empoli - Ufficio Tecnico
Nei casi di rescissione del contratto e di esecuzione d’ufficio, come pure in caso di fallimento
dell’appaltatore, i rapporti economici con questo o il curatore sono definiti, con salvezza di ogni diritto
e ulteriore azione della stazione appaltante, nel seguente modo:
a) ponendo a base d’asta del nuovo appalto l’importo lordo dei lavori di completamento da
eseguire d’ufficio in danno, risultante dalla differenza tra l’ammontare complessivo lordo dei
lavori posti a base d’asta nell’appalto originario, eventualmente incrementato per perizie in
corso d’opera oggetto di regolare atto di sottomissione o comunque approvate o accettate dalle
parti, e l’ammontare lordo dei lavori eseguiti dall’appaltatore inadempiente medesimo;
b) ponendo a carico dell’appaltatore inadempiente:
b.1) l’eventuale maggiore costo derivante dalla differenza tra importo netto di aggiudicazione
del nuovo appalto per il completamento dei lavori e l’importo netto degli stessi risultante
dall’aggiudicazione effettuata in origine dall’appaltatore inadempiente;
b.2) l’eventuale maggior costo derivato dalla ripetizione della gara d’appalto eventualmente
andata deserta, necessariamente effettuata con importo a base d’asta opportunamente
maggiorato;
b.3) l’eventuale maggior onere per la stazione appaltante per effetto della tardata ultimazione
dei lavori, delle nuove spese di gara e pubblicità, delle maggiori spese tecniche di
progettazione, direzione, assistenza, contabilità e collaudo dei lavori, dei maggiori interessi per
il finanziamento dei lavori, di ogni eventuale maggiore e diverso danno documentato,
conseguente alla mancata tempestiva utilizzazione delle opere alla data prevista dal contratto
originario.
Articolo N. 28
DANNI DI FORZA MAGGIORE
In merito agli eventuali danni che potrebbero verificarsi durante i lavori si richiama l'art. 20 del
Capitolato Generale (D.M.LL.PP. 145/2000)
Si conviene inoltre:
1. che non saranno da considerarsi come danni di forza maggiore quelli che venissero causati da
pioggia, gelo, vento, siccità e simili eventi, essendo l'impresa tenuta a cautelarsi ed eliminare gli
effetti ed i pericoli, rimanendo stabilito che dovrà a totale sua cura e spesa provvedere al
risarcimento dei danni.
2. che non sarà riconosciuto alcun risarcimento per danni arrecati a passaggi provvisori per il
mantenimento del transito anche se dipendenti da cause di forza maggiore.
I danni riconosciuti esclusivamente di forza maggiore perché provocati da eventi eccezionali, saranno
compensati all'Appaltatore ai sensi e nei limiti stabiliti dall'art. 20 del Capitolato Generale, sempre che
i lavori siano stati misurati ed iscritti a libretto.
Articolo N. 29
ESPROPRIAZIONE DEI TERRENI
L'Appaltante provvederà ad ottemperare alle formalità prescritte dalla legge sulle espropriazioni per
causa di pubblica utilità e all’occupazione di urgenza, prima che l'Appaltatore occupi i terreni
occorrenti per l'esecuzione delle opere appaltate.
Qualora durante il corso dei lavori insorgessero difficoltà a causa dell'occupazione dei terreni, che
richiedessero un rallentamento od anche una sospensione dei lavori, l'Appaltatore non avrà diritto a
compensi, ma potrà solo ottenere una proroga nel caso che l'impedimento fosse tale da non permettere
l'ultimazione dei lavori nel termine stabilito dal presente Capitolato.
-34Comune di Empoli - Ufficio Tecnico
Articolo N. 30
ULTIMAZIONE DEI LAVORI E GRATUITA MANUTENZIONE
Al termine dei lavori e in seguito a richiesta scritta dell’impresa appaltatrice il direttore dei lavori
redige, entro 10 giorni dalla richiesta, il certificato di ultimazione dei lavori; entro trenta giorni dalla
data del certificato di ultimazione dei lavori il direttore dei lavori procede all’accertamento sommario
della regolarità delle opere eseguite.
In sede di accertamento sommario, senza pregiudizio di successivi accertamenti, sono rilevati e
verbalizzati eventuali vizi e difformità di costruzione che l’impresa appaltatrice è tenuta ad eliminare a
sue spese in un tempo non superiore a 60 gg. continuativi e con le modalità prescritte dal direttore dei
lavori, fatto salvo il risarcimento del danno dell’ente appaltante. In caso di ritardo nel ripristino, si
applica la penale per i ritardi prevista dall’apposito articolo del presente capitolato speciale,
proporzionale all’importo della parte dei lavori che direttamente e indirettamente traggono pregiudizio
dal mancato ripristino e comunque all’importo non inferiore a quello dei lavori di ripristino ed il fatto
rende automaticamente inefficace il certificato di ultimazione dei lavori.
L’ente appaltante si riserva di prendere in consegna parzialmente o totalmente le opere con apposito
verbale immediatamente dopo l’accertamento sommario se questo ha avuto esito positivo, ovvero nel
termine assegnato dalla direzione lavori.
Dalla data del verbale di ultimazione dei lavori decorre il periodo di gratuita manutenzione; tale
periodo cessa con l’approvazione del collaudo finale da parte dell’ente appaltante, da effettuarsi entro i
termini previsti dal capitolato speciale.
Articolo N. 31
TERMINI PER IL COLLAUDO E PER IL CERTIFICATO DI REGOLARE ESECUZIONE
Il certificato di collaudo è emesso entro il termine di 6 mesi dall’ultimazione dei lavori ed ha carattere
provvisorio; esso assume carattere definitivo trascorsi due anni dalla data dell’emissione. Decorso tale
termine, il collaudo si intende tacitamente approvato anche se l’atto formale di approvazione non sia
intervenuto entro i successivi due mesi.
Durante l’esecuzione dei lavori la Stazione appaltante può effettuare operazioni di collaudo volte a
verificare la piena rispondenza delle caratteristiche dei lavori in corso di realizzazione a quanto
richiesto negli elaborati progettuali, nel Capitolato speciale o nel contratto.
Il Certificato di regolare esecuzione è emesso dal direttore dei lavori entro tre mesi dall’ultimazione dei
lavori ed è confermato dal Responsabile del procedimento. Esso dovrà almeno contenere gli elementi
previsti all’art. 195 del D.P.R. 554/99.
Oltre a quanto disposto dall'articolo 193 del regolamento e dagli altri articoli di questo capitolato
speciale, sono ad esclusivo carico dell'appaltatore le spese di visita del personale della stazione
appaltante per accertare la intervenuta eliminazione delle mancanze riscontrate dall'organo di collaudo
ovvero per le ulteriori operazioni di collaudo resa necessaria dai difetti o dalle stesse mancanze. Tali
spese sono prelevate dalla rata di saldo da pagare all'impresa.
Articolo N. 32
PRESA IN CONSEGNA DEI LAVORI ULTIMATI
La Stazione appaltante si riserva di prendere in consegna parzialmente o totalmente le opere appaltate
anche subito dopo l’ultimazione dei lavori. Qualora la stazione appaltante si avvalga di tale facoltà, che
viene comunicata all’appaltatore per iscritto, lo stesso appaltatore non può opporvisi per alcun motivo,
né può reclamare compensi di sorta. Egli può però richiedere che sia redatto apposito verbale circa lo
stato delle opere onde essere garantito dai possibili danni che potrebbero essere arrecati alle opere
stesse.
La presa in possesso da parte della stazione appaltante avviene nel termine perentorio fissato dalla
stessa per mezzo del direttore dei lavori o per mezzo del responsabile del procedimento, in presenza
dell’appaltatore o di due testimoni in caso di sua assenza.
-35Comune di Empoli - Ufficio Tecnico
Qualora la stazione appaltante non si trovi nella condizione di prendere in consegna le opere dopo
l’ultimazione dei lavori l’appaltatore non può reclamare la consegna ed è altresì tenuto alla gratuita
manutenzione fino ai termini previsti dal presente capitolato speciale.
Articolo N. 33
VALUTAZIONE DEI LAVORI A CORPO E A MISURA
La valutazione dei lavori a corpo è effettuata secondo le specificazioni date nell’enunciazione e nella
descrizione del lavoro a corpo, nonché secondo le risultanze degli elaborati grafici e di ogni altro
allegato progettuale; il corrispettivo per il lavoro a corpo resta fisso ed invariabile senza che possa
essere invocata dalle parti contraenti alcuna verifica sulla misura o sul valore attribuito alla quantità di
detti lavori.
Nel corrispettivo per l’esecuzione dei lavori a corpo s’intende sempre compresa ogni spesa occorrente
per dare l’opera compiuta sotto le condizioni stabilite dal capitolato speciale d’appalto e secondo i tipi
indicati e previsti negli atti progettuali. Pertanto nessun compenso può essere richiesto per lavori,
forniture e prestazioni che, ancorché non esplicitamente specificati nella descrizione dei lavori a corpo,
siano rilevabili dagli elaborati grafici e viceversa. Lo stesso dicasi per lavori, forniture e prestazioni che
siano tecnicamente e intrinsecamente indispensabili alla funzionalità, completezza e corretta
realizzazione dell’opera appaltata secondo la regola dell’arte.
La contabilizzazione dei lavori a corpo è effettuata applicando all’importo netto di aggiudicazione le
percentuali convenzionali relative alle singole categorie di lavoro indicate all’art. 2, di ciascuna delle
quali va contabilizzata la quota parte in proporzione al lavoro eseguito.
L’elenco dei prezzi unitari e il computo metrico hanno validità ai soli fini della determinazione del
prezzo a base d’asta in base al quale effettuare l’aggiudicazione, in quanto l’appaltatore era tenuto, in
sede di gara, a verificare le voci e le quantità richieste per l’esecuzione completa dei lavori progettati,
ai fini della formulazione della propria offerta e del conseguente corrispettivo.
Gli oneri per la sicurezza, di cui all’art. 2, per la parte prevista a corpo, sono valutati in base
all’importo previsto separatamente dall’importo dei lavori negli atti progettuali e sul bando di gara,
secondo la percentuale stabilita, intendendosi come eseguita e liquidabile la quota parte proporzionale
ai lavori eseguiti.
In corso d’opera, qualora debbano essere introdotte variazioni ai lavori, e queste non siano valutabili
mediante i prezzi unitari rilevabili dagli atti progettuali o di gara, si procede mediante la formazione dei
nuovi prezzi fermo restando che le stesse variazioni possono essere predefinite, sotto il profilo
economico, con atto di sottomissione «a corpo».
La misurazione e valutazione dei lavori a misura sono effettuate secondo le specificazioni date dalle
norme del Capitolato speciale e nell’enunciazione delle singole voci in elenco; in caso diverso sono
utilizzate per la valutazione dei lavori le dimensioni nette delle opere eseguite rilevate in loco, senza
che l’appaltatore possa far valere criteri di misurazione o coefficienti moltiplicatori che modifichino le
quantità realmente poste in opera.
Nel corrispettivo per l’esecuzione dei lavori a misura s’intende sempre compresa ogni spesa occorrente
per dare l’opera compiuta sotto le condizioni stabilite nel capitolato speciale d’appalto e secondo i tipi
indicati e previsti negli atti progettuali.
-36Comune di Empoli - Ufficio Tecnico
CAPO 5°
Definizione delle controversie
Articolo N. 34
CONTROVERSIE
L'appaltatore è sempre tenuto ad uniformarsi alle disposizioni del direttore dei lavori, senza poter
sospendere o ritardare il regolare sviluppo dei lavori, quale che sia la contestazione o la riserva che egli
iscriva negli atti contabili.
Le riserve devono essere iscritte a pena di decadenza sul primo atto dell'appalto idoneo a riceverle,
successivo all'insorgenza o alla cessazione del fatto che ha determinato il pregiudizio dell'appaltatore.
In ogni caso, sempre a pena di decadenza, le riserve devono essere iscritte anche nel registro di
contabilità all'atto della firma immediatamente successiva al verificarsi o al cessare del fatto
pregiudizievole. Le riserve non espressamente confermate sul conto finale si intendono abbandonate.
Le riserve devono essere formulate in modo specifico ed indicare con precisione le ragioni sulle quali
esse si fondano. In particolare, le riserve devono contenere a pena di inammissibilità la precisa
quantificazione delle somme che l'appaltatore ritiene gli siano dovute; qualora l'esplicazione e la
quantificazione non siano possibili al momento della formulazione della riserva, l'appaltatore ha l'onere
di provvedervi, sempre a pena di decadenza, entro il termine di quindici giorni fissato dall'articolo 165,
comma 3, del regolamento.
La quantificazione della riserva è effettuata in via definitiva, senza possibilità di successive
integrazioni o incrementi rispetto all'importo iscritto
Qualora, a seguito dell’iscrizione di riserve sui documenti contabili, l’importo economico dell’opera
possa variare in misura sostanziale e in ogni caso non inferiore al 10% dell’importo contrattuale, il
responsabile del procedimento nomina apposita commissione e procede come previsto all’art. 240 del
D.Lgs. 163/2006. Visto l’ammontare dell’appalto, è facoltà del responsabile del procedimento, a suo
insindacabile giudizio, non nominare la commissione e procedere direttamente alla formulazione
dell’accordo bonario. Nel qual caso, lo stesso, acquisisce immediatamente la relazione riservata del
direttore dei lavori e, ove nominato, del collaudatore e, sentito l’appaltatore, formula, entro 80 giorni
dall’apposizione dell’ultima delle riserve, proposta motivata di accordo bonario. In merito a detta
proposta si pronunciano, nei successivi 30 giorni, l’appaltatore e la stazione appaltante. Decorso tale
termine è in facoltà dell’appaltatore avvalersi del disposto dell’art. 241 del D.Lgs. 163/2006. Il verbale
di accordo bonario sottoscritto per accettazione dall’appaltatore ha natura transattiva.
Le riserve e le pretese dell'appaltatore, che in ragione del valore o del tempo di insorgenza non sono
state definite attraverso la procedura di accordo bonario ai sensi dell'articolo suddetto, sono oggetto di
proposta motivata entro novanta giorni dalla ricezione degli atti di collaudo o del certificato di
regolare esecuzione, effettuata ai sensi dell'articolo 204 del regolamento. A tale proposito, visto
l’importo dell’appalto, il responsabile del procedimento, a sua discrezione, decide di formulare la
proposta di accordo bonario o attraverso la nomina della commissione o direttamente, dopo aver
esaminato le relazioni riservate del direttore lavori e del collaudatore. Sulla stessa proposta si
pronunceranno, entro 30 giorni dalla sua presentazione, l’appaltatore e la stazione appaltante.
Il pagamento delle somme eventualmente riconosciute dalla stazione appaltante deve avvenire entro
sessanta giorni decorrenti dalla accettazione da parte dell'appaltatore dell'importo offerto. In caso di
ritardato pagamento decorrono gli interessi al tasso legale.
Le domande che fanno valere in via ordinaria o arbitrale pretese già oggetto di riserva non possono
essere proposte per importi maggiori rispetto a quelli quantificati nelle riserve stesse.
L'appaltatore che intenda far valere le proprie pretese nel giudizio ordinario o arbitrale deve proporre la
domanda entro il termine di decadenza di sessanta giorni, decorrente dal ricevimento della
determinazione della stazione appaltante sulla proposta di accordo formulata dal responsabile del
procedimento, o della determinazione prevista dai commi 1 e 2 dell'articolo 32 del Capitolato Generale,
oppure dalla scadenza dei termini previsti dagli stessi commi 1 e 2.
-37Comune di Empoli - Ufficio Tecnico
Qualora la domanda non abbia ad oggetto questioni la cui definizione non è differibile nel tempo, la
controversia arbitrale non può svolgersi prima che siano decorsi i termini di cui ai commi 1 e 2
dell'articolo 32 dello stesso Capitolato Generale.
Se nel corso dell'appalto sono state proposte più domande di arbitrato in relazione a diverse procedure
di accordo bonario, queste sono decise in un unico giudizio.
Qualora non si proceda agli accordi di cui sopra e l’appaltatore confermi le riserve la definizione delle
controversie è attribuita da un arbitrato ai sensi delle norme del titolo VIII del libro quarto del codice di
procedura civile e con le modalità indicate negli artt. 241, 242,243 del D.Lgs. 163/2006
Nell'ipotesi di cui al comma precedente, le controversie sono risolte da un collegio arbitrale costituito
presso la Camera arbitrale per i lavori pubblici secondo le modalità previste dalla legge. Il giudizio
arbitrale si svolge secondo le regole di procedura contenute nel decreto del Ministro dei lavori pubblici
di concerto con il Ministro della giustizia previsto dall'articolo 32 della legge. L’Arbitrato ha natura
rituale.
Nelle more della risoluzione delle controversie l’appaltatore non può comunque rallentare o sospendere
i lavori, né rifiutarsi di eseguire gli ordini impartiti dalla Stazione appaltante.
-38Comune di Empoli - Ufficio Tecnico
CAPO 6°
Norme tecniche per l'esecuzione e collaudo degli edifici in muratura e c.a. e per il loro
consolidamento
Art. N. 35.
EDIFICI IN MURATURA E C.A.
Le strutture in conglomerato cementizio armato normale, precompresso e acciaio sono disciplinate
dalla Legge 5 novembre 1971, n° 1086 «Norme per la disciplina delle opere in conglomerato
cementizio, normale e precompresso, ed a struttura metallica», che, introdotte alcune disposizioni
generali, rimanda per il calcolo, l’esecuzione ed il collaudo di tali strutture alle norme tecniche
contenute in appositi decreti ministeriali:
D.M. Min. LL.PP. 9 gennaio 1996 e Circolare Min. LL.
PP. 15 ottobre 1996 n° 252 AA.GG./STC.; in particolare le norme di calcolo e le verifiche col metodo
delle tensioni ammissibili e le relative regole di progettazione e di esecuzione devono essere applicate
riferendosi ancora alle vecchie norme tecniche di cui al D.M. 14 FEBBRAIO 1992, che si debbono in
tale caso applicare integralmente, salvo per i materiali e prodotti, le azioni ed il collaudo statico. Il
progetto deve essere svolto tenendo conto di tutte le indicazioni contenute in tali norme tecniche.
Le strutture in muratura sono disciplinate dal D.M. Min. LL.PP. 20 novembre 1987 e Circolare Min.
LL. PP. 4 gennaio 1989 n° 30787 «Norme tecniche per la progettazione, esecuzione e collaudo degli
edifici in muratura e per il loro consolidamento», che hanno lo scopo di fissare i criteri generali
tecnico-costruttivi per la progettazione, l’esecuzione ed il collaudo degli edifici ad uno o più piani, in
tutto o in parte a muratura portante, costituiti da un insieme di sistemi resistenti collegati tra di loro e le
fondazioni e disposti in modo da resistere ad azioni verticali ed orizzontali; per gli edifici realizzati in
zona sismica si applicheranno inoltre le prescrizioni di cui alla legge 02 - 02 - 1974, n° 64 e D.M. 24 01 - 86 e successive modificazioni ed integrazioni ( D.M. 16 - 01 - 96 ). Anche in questo caso il
progetto deve essere svolto tenendo conto di tutte le indicazioni contenute in tali norme tecniche.
Per altre tipologie edilizie, le norme di cui sopra potranno assumersi quale utile riferimento
metodologico. Per quanto concerne le opere di fondazione, vale quanto stabilito dal D.M. 11 marzo
1988.
I metodi di verifica ammessi ed i dati sulle azioni da considerare nei calcoli sono quelli contenuti nelle
norme: «Criteri generali per la verifica della sicurezza delle costruzioni e dei carichi e sovraccarichi»
emanate ai sensi dell’art. 1 della Legge 2 febbraio 1974, n° 64 e successivi aggiornamenti ( D.M. Min.
LL.PP. 16 gennaio 1996 e Circolare Min. LL. PP. 4 luglio 1996 n° 156 AA.GG./STC. ). In particolare
nell’ambito di una stessa struttura i calcoli devono fondarsi sullo stesso metodo di verifica, cioè il
metodo delle tensioni ammissibili od il metodo semiprobabilistico agli stati limite, salvo le eccezioni
appositamente previste dalle norme.
Le strutture in zona sismica sono disciplinate dalla Legge 2 febbraio 1974, n° 64 «Provvedimenti per le
costruzioni con particolari prescrizioni per le zone sismiche», che, introdotte alcune disposizioni
generali, rimanda per la progettazione delle strutture in zona sismica alle norme tecniche contenute in
appositi decreti ministeriali: D.M. Min. LL.PP. 16 gennaio 1996 e Circolare Min. LL. PP. 10 aprile
1997 n° 65 AA.GG./STC.; in particolare tale normativa detta disposizioni sui seguenti argomenti:
altezza massima degli edifici in relazione al sistema costruttivo, al grado di sismicità della zona ed alle
larghezze stradali; distanze minime consentite tra gli edifici e giunzioni tra edifici contigui; sistemi
costruttivi ammessi (struttura intelaiata in cemento armato normale o precompresso, acciaio o sistemi
combinati dei predetti materiali, struttura a pannelli portanti, struttura in muratura ordinaria o armata,
struttura in legno) e i criteri per il dimensionamento e la verifica delle diverse parti delle costruzioni sia
con il metodo delle tensioni ammissibili che con il metodo semiprobabilistico; interventi di
adeguamento e miglioramento degli edifici esistenti, realizzati con i precedenti sistemi costruttivi.
-39Comune di Empoli - Ufficio Tecnico
CAPO 7°
Qualità e provenienza dei materiali
Modo di esecuzione di ogni categoria di lavoro
Ordine da tenersi nell'andamento dei lavori
PARTE 1^
Qualità e provenienza dei materiali
Articolo N. 36
MATERIALI IN GENERE
Tutti i materiali occorrenti per l'esecuzione dei lavori, qualunque sia la loro provenienza, saranno
della migliore qualità e si intenderanno accettati solamente quando, a giudizio insindacabile della
Direzione dei Lavori, saranno riconosciuti idonei. Salvo speciali prescrizioni essi dovranno provenire
da cave, fabbriche, depositi, ecc. scelti ad esclusiva cura dell'appaltatore il quale non potrà quindi
accampare alcuna eccezione qualora in corso di coltivazione delle cave o di esercizio delle fabbriche,
ecc. i materiali non fossero più rispondenti ai requisiti prescritti, ovvero venissero a mancare ed esso
fosse quindi obbligato a ricorrere ad altre cave in località diverse od a diverse provenienze,
intendendosi che anche in tali casi resteranno invariati i prezzi unitari stabiliti in elenco come pure le
prescrizioni relative alle qualità dei materiali.
Per la provvista dei materiali in genere si richiamano espressamente le prescrizioni dell'art. 20 e
seguenti del Capitolato Generale e, per la scelta ed accettazione dei materiali stessi, saranno, a seconda
dei casi, applicabili le norme ufficiali in vigore, all'osservazione delle quali l'appaltatore è tenuto, ad
ogni effetto.
L’impresa resta comunque totalmente responsabile della riuscita delle opere, anche per quanto
dipende dai materiali stessi, la cui accettazione non pregiudica in nessun caso i diritti della Stazione
appaltante in sede di collaudo.
In particolare si prescrivono i seguenti requisiti:
36.1 - Materie per formazioni di rilevati.
Il materiale per la formazione dei rilevati stradali proverrà da demolizione di rilevati o da cave di
prestito. Esso dovrà essere privo di terra vegetale, di detriti, di sostanze organiche e solubili in acqua,
non contenere inclusioni di zolle di argilla o torba ed in ogni caso dovrà presentarsi, all’atto della
messa in opera, sufficientemente omogeneo in modo che soddisfi alle prescrizioni granulometriche
consigliate dalla AASMO M 147-SS. L'indennità da corrispondersi ai proprietari sia per l'occupazione
del terreno relativo alla detta apertura di cave, sia per danni relativi a passaggi provvisori, depositi o
altro, sono a carico dell'impresa la quale avrà anche l'obbligo di uniformarsi a quanto riflette
l'ubicazione ed il modo di apertura delle cave alle norme vigenti in materia.
Le materie provenienti dagli scavi di fondazione delle opere d'arte potranno essere dall'Impresa
impiegate nella formazione dei nuovi rilevati, solo per quella parte ritenuta adatta dalla Direzione dei
Lavori e che resterà disponibile dopo essere stati regolarmente riempiti i residui scavi. L'impiego delle
terre resta subordinato al riconoscimento della loro idoneità da parte della Direzione dei Lavori.
Per la formazione di rilevati stradali e rinterri da addossarsi alle murature si dovranno impiegare
materie sciolte silicee o ghiaiose restando vietato l'impiego di materie argillose e tutte quelle che con
l'assorbimento di acqua si rammolliscono e si gonfiano.
-40Comune di Empoli - Ufficio Tecnico
Il materiale per la costruzione dei rilevati dovrà comunque essere corrispondente alle caratteristiche
prescritte nel presente Capitolato Speciale di Appalto ed essere accettato dalla Direzione dei Lavori,
previa eventuale campionatura.
36.2 - Acqua per gli impasti.
L'acqua dovrà essere dolce, limpida, scevra da materie terrose e non contenere solfati e cloruri in
percentuale dannosa.
36.3 - Calci.
Le calci aeree (grasse, magre o idrate) e le calci idrauliche (naturali o artificiali) risponderanno ai
requisiti di accettazione, vigenti al momento dell’esecuzione dei lavori e saranno fornite e conservate
perfettamente asciutte. Le calci idrauliche in polvere saranno fornite con imballaggi originali sigillati
del peso di Kg. 50, riportanti l'indicazione dello stabilimento produttore, del peso e delle resistenze
minime a tensione e compressione della malta normale 1:3 dopo 28 giorni di stagionatura.
36.4 - Leganti idraulici.
I cementi, da impiegare in qualsiasi lavoro, dovranno rispondere alle norme di accettazione di cui al
D.M. 3 giugno 1968, pubblicato nella Gazz. Uff. n. 180 del 17 luglio 1968, modificato dal D. M. 20
novembre 1984 in Gazz. Uff. 27 dicembre 1984, n. 353. Essi dovranno essere conservati in modo da
restare perfettamente riparati dall’umidità.
36.5 - Gessi.
Il gesso sarà di recente cottura, fornito e conservato perfettamente asciutto, macinato da non lasciare
residui sullo staccio di 56 maglie al cmq.
36.6 - Sabbia, Pietrisco e Ghiaia
Le ghiaie, i pietrischi e le sabbie da impiegare nella formazione dei calcestruzzi dovranno
corrispondere alle condizioni di accettazione considerate nelle norme di cui al R.D. 16 novembre 1939,
nn. 2228 e 2229, nonché dal D.M. 27 luglio 1985, Allegato 1.
Le ghiaie ed i pietrischi dovranno essere costituiti da elementi omogenei derivanti da rocce
resistenti il più possibile omogenee e non gelive; tra le ghiaie si escluderanno quelle contenenti
elementi di scarsa resistenza meccanica, facilmente sfaldabili o rivestite da incrostazioni o gelive.
La sabbia da impiegarsi nelle murature o nei calcestruzzi dovrà essere ben granita, ruvida al tatto, di
grossezza normale, uniforme, assolutamente scevra di sostanze terrose ed eterogenee ed al bisogno
dovrà essere vagliata e lavata. Dovrà avere forma angolosa ed avere elementi di grossezza variabile da
mm 1 a mm 5.
Per la muratura di getto ed il pietrame si sceglieranno le sabbie meno fini, riservando le più sottili
per le murature di mattoni, di pietra squadrata e da taglio per le profilature. Per gli intonaci la sabbia
dovrà essere passata al setaccio con maglie di mm. 0,8.
L’accettabilità della sabbia dal punto di vista del contenuto di materie organiche verrà definita con i
criteri nell’Allegato 1 del D.M. 3 giugno 1968 sui requisiti di accettazione dei cementi.
La granulometria degli aggregati litici per i conglomerati sarà prescritta dalla Direzione dei lavori in
base alla destinazione, al dosaggio ed alle condizioni della messa in opera dei calcestruzzi. L’impresa
dovrà garantire la costanza delle caratteristiche della granulometria per ogni lavoro.
Per i lavori di notevole importanza l’Impresa dovrà disporre della serie dei vagli normali atti a
consentire alla Direzione dei lavori i normali controlli.
In linea di massima, per quanto riguarda la dimensione degli elementi dei pietrischi e delle ghiaie,
questi dovranno essere da mm 40 a mm 71 (trattenuti dal crivello 40 U.N.I., e passanti da quello 71
-41Comune di Empoli - Ufficio Tecnico
U.N.I. n. 2334) per lavori correnti di fondazione, elevazione, muri di sostegno: da mm 40 a mm 60
(trattenuti dal crivello 40 U.N.I., e passanti da quello 60 U.N.I. n. 2334) se si tratti di volti, di getti di
un certo spessore; da mm 25 a mm 40 (trattenuti dal crivello 25 U.N.I., e passanti da quello 40 U.N.I.
n. 2334) se si tratti di volti, di getti di limitato spessore.
Le ghiaie da impiegarsi per formazione di massicciate stradali dovranno essere costituite da
elementi omogenei derivati da rocce durissime di tipo costante, e di natura consimile fra loro,
escludendosi quelle contenute elementi di scarsa resistenza meccanica o sfaldabili facilmente, o gelide
o rivestite di incrostazioni.
Il pietrisco, il pietrischetto e la graniglia, secondo il tipo di massicciata da eseguire, dovranno
provenire dalla spezzatura di rocce durissime, preferibilmente silicee, a struttura microcristallina, o
calcari puri durissimi e di alta resistenza alla compressione, all’urto, alla abrasione, al gelo ed avranno
spigolo vivo: e dovranno essere scevri di materie terrose, sabbia o comunque materie eterogenee. Sono
escluse le rocce marnose. Dovranno corrispondere alle norme di cui al Fascicolo n. 4 - Ed. 1953 del
C.N.R.; mentre i ghiaietti per pavimentazione alla «Tabella U.N.I. 2710 - Ed. giugno 1945».
Qualora la roccia provenga da cave nuove o non accreditate da esperienze specifiche di enti pubblici
e che per natura o formazione non diano affidamento sulle sue caratteristiche, è necessario effettuare su
campioni prelevati in cava , prove di compressione e di gelività.
Quando non sia possibile ottenere il pietrisco da cave di roccia, potrà essere consentita per la
formazione di esso la utilizzazione di massi sparsi in campagna o ricavabili da scavi, nonché di
ciottoloni o di massi ricavabili da fiumi o torrenti sempreché siano provenienti da rocce di qualità
idonea.
I materiali suindicati, le sabbie e gli additivi dovranno corrispondere alle norme di accettazione del
fascicolo n. 4 ultima edizione, del Consiglio Nazionale delle Ricerche. Rispetto ai crivelli U.N.I. 2334,
i pietrischi saranno quelli passanti dal crivello 71 U.N.I. e trattenuti dal crivello 25 U.N.I. i pietrischi
quelli passanti dal crivello 25 U.N.I. e trattenuti dal crivello 10 U.N.I. le graniglie quelle passanti dal
crivello 10 U.N.I. e trattenute dallo staccio 2 U.N.I. 2332.
Di norma si useranno le seguenti pezzature:
1) pietrisco da 40 a 71 mm ovvero da 40 a 60 mm se ordinato, per la costruzione di massicciate
all’acqua cilindrate;
2) pietrisco da 25 a 40 mm (eccezionalmente da 15 a 30 mm granulometria non unificata) per la
esecuzione di ricarichi di massicciate e per i materiali di costipamento di massicciate
(mezzanello);
3) pietrisco da 15 a 25 mm per esecuzione di ricarichi di massicciate per conglomerati bituminosi e
per trattamenti con bitumi fluidi;
4) pietrisco da 10 a 15 mm per trattamenti superficiali, penetrazioni, semipenetrazioni e
pietrischetti bitumati;
5) graniglia normale da 5 a 10 mm per trattamenti superficiali, tappeti bitumati, strato superiore di
conglomerati bituminosi;
6) graniglia minuta da 2 a 5 mm di impiego eccezionale e previo specifico consenso della
Direzione dei lavori per trattamenti superficiali; tale pezzatura di graniglia, ove richiesta, sarà
invece usata per conglomerati bituminosi.
Nella fornitura di aggregato grosso per ogni pezzatura sarà ammessa una percentuale in peso non
superiore al 5% di elementi aventi dimensioni maggiori o minori di quelle corrispondenti ai limiti della
prescelta pezzatura, purché, per altro, le dimensioni di tali elementi non superino il limite massimo o
non siano oltre il 10% inferiori al limite minimo della pezzatura fissata.
Gli aggregati grossi non dovranno essere di forma allungata o appiattita (lamellare).
36.7 - Terreni per sovrastrutture in materiali stabilizzati
Essi debbono identificarsi mediante la loro granulometria e i limiti di Atterberg, che determinano la
percentuale di acqua in corrispondenza della quale il comportamento della frazione fina per terreno
(passante al setaccio 0,42 mm n. 40 A.S.T.M.) passa da una fase solida ad una plastica (limite di
-42Comune di Empoli - Ufficio Tecnico
plasticità L.P.) e da una fase plastica ad una fase liquida (limite di fluidità L.L.) nonché dall’indice di
plasticità (differenza fra il limite di fluidità L.L. e il limite di plasticità L.P.).
Tale indice, da stabilirsi in genere per raffronto con casi similari di strade già costruite con analoghi
terreni, ha notevole importanza.
Salvo più specifiche prescrizioni della Direzione dei lavori si potrà fare riferimento alle seguenti
caratteristiche (Highway Research Board):
1) strati inferiori (fondazione): tipo miscela sabbia-argilla: dovrà interamente passare al setaccio 25
mm: ed essere almeno passante per il 65% al setaccio n. 10 A.S.T.M.; il detto passante al n. 10
dovrà essere passante dal 55 al 90 % al n. 20 A.S.T.M. e dal 35 al 70% passante al n. 40
A.S.T.M., dal 10 al 25% passante al n. 200 A.S.T.M.;
2) strati inferiori (fondazione): tipo miscela ghiaia o pietrisco, sabbia ed argilla: dovrà essere
interamente passante al setaccio da 71 mm: ed essere almeno passante per il 50% al setaccio da
10 mm dal 25 al 50% al setaccio n. 4 dal 20 al 40% al setaccio n. 10, dal 10 al 25% al setaccio n.
40, dal 3 al 10% al setaccio n. 200;
3) negli strati di fondazione, di cui ai precedenti paragrafi 1) e 2), l’indice di plasticità non deve
essere superiore a 6, il limite di fluidità non deve superare 25 e la frazione passante al setaccio n.
200 A.S.T.M. deve essere preferibilmente la metà di quella passante al setaccio n. 40 e in ogni
caso deve superare i due terzi di essa;
4) strato superiore della sovrastruttura tipo miscela sabbia-argilla: valgono le stesse condizioni
granulometriche di cui al paragrafo 1);
5) strato superiore della sovrastruttura: tipo della miscela ghiaia o pietrisco, sabbia ed argilla: deve
essere interamente passante dal setaccio da 25 mm ed almeno il 65% al setaccio da 10 mm dal
55 all’85% al setaccio n. 4, dal 40 al 70% al setaccio n. 10, dal 25 al 45% al setaccio n. 40, dal
10 al 25% al setaccio n. 200;
6) negli strati superiori 4) e 5), l’indice di plasticità non deve essere superiore a 9 né inferiore a 4, il
limite di fluidità non deve superare 35 e la frazione passante al setaccio n. 200 A.S.T.M. deve
essere inferiore ai due terzi della frazione passante al n. 40.
Inoltre è opportuno controllare le caratteristiche meccaniche delle miscele con la prova C.B.R.
(California bearing ratio) che esprime la portanza della miscela sotto un pistone cilindrico di due pollici
di diametro, con approfondimento di 2,5, ovvero 5 mm in rapporto alla corrispondente portanza di una
miscela tipo. In linea di massima il G.B.R. del materiale, costipato alla densità massima e saturato con
acqua dopo 4 giorni di immersione, e sottoposto ad un sovraccarico di 9 Kg dovrà risultare, per gli
strati inferiori, non inferiore a 30 e per i materiali degli strati superiori non inferiore a 70.
36.8 - Pietrame e Gabbioni
Il pietrame da adoperare, sia per murature che per qualsiasi altro lavoro, dovrà provenire dalle
migliori cave della zona e dovrà essere di qualità omogenea, dura e tenace, ben resistente alle
sollecitazioni esterne, essendo assolutamente vietato l’uso dei materiali scistosi e teneri, facilmente
disgregabili sotto l’azione del gelo e delle acque.
Le pietre per paramenti dovranno provenire pure dalle locali cave e saranno scelte tra il materiale
più adatto.
Le dimensioni dei ciottoli o del pietrame da impiegarsi nella costruzione dei gabbioni non dovranno
in media, essere inferiori a 12 cm; il peso dei singoli elementi dovrà essere compreso tra 10 e 100 Kg,
con una tolleranza, in volume, del 10% di pezzi più leggeri di 10 Kg o più pesanti di 100 Kg.
Le gabbie, di forma prismatica, saranno costituite da rete metallica plastificata a maglie di lati non
superiori a 8 x 10 cm ed avranno le forme e dimensioni prescritte dalla Direzione dei lavori.
Il filo di ferro della rete dovrà avere diametro di almeno 2,7 mm, essere zincato, ben galvanizzato,
atto a resistere per lunghissimo tempo all’effetto dell’ossidazione.
Le bocche dei gabbioni saranno chiuse accuratamente con legature di ferro zincato e plasticato dello
stesso diametro di quello di rete; ogni gabbione verrà vincolato con più legature a quelli laterali e
sottostanti.
-43Comune di Empoli - Ufficio Tecnico
Il collocamento in opera dei gabbioni avverrà disponendoli in file contigue e parallele, a contatto
l’una con l’altra, in modo che le connessure di una fila non corrispondano con quelle delle file
adiacenti e delle sovrastanti.
I gabbioni dovranno essere posti in opera nei periodi di più accentuata magra del corso d’acqua,
eventualmente provvedendo alla preventiva, parziale deviazione dello stesso.
36.9 - Pietre naturali
Le pietre naturali da impiegarsi nella muratura e per qualsiasi altro lavoro dovranno essere a grana
compatta e monde da cappellaccio, esenti a piani di sfaldamento, da screpolature, peli, venature,
interclusioni di sostanze esterne; dovranno avere dimensioni adatte al particolare loro impiego, offrire
una resistenza proporzionale all’entità della sollecitazione cui devono essere soggette, ed avere una
efficace adesività alle malte.
Saranno assolutamente escluse le pietre marmoree e quelle alterabili all’azione degli agenti
atmosferici dell’acqua corrente.
In particolare le caratteristiche alle quali dovranno soddisfare le pietre naturali da impiegare nella
costruzione in relazione alla natura della roccia prescelta, tenuto conto dell’impiego che dovrà farsene
nell’opera da costruire, dovranno corrispondere alle norme di cui al R.D. 16 novembre 1939, n. 2232,
nonché alle norme UNI 8458-83 e 9379-89, e, se del caso, alle <<Norme per l’accettazione dei cubetti
di pietra per pavimentazioni stradali>> CNR - ed. 1954 ed alle tabelle UNI 2719 ed. 1945.
Le pietre da taglio oltre a possedere i requisiti ed i caratteri generali sopra indicati dovranno avere
struttura uniforme, essere scevre da fenditure, cavità e litoclasi, sonore alla percussione e di perfetta
lavorabilità.
Il tufo dovrà essere di struttura litoide, compatto ed uniforme, escludendo il cappellaccio, quello
pomicioso e quello facilmente friabile.
L’ardesia in lastre per copertura dovrà essere di prima scelta e di spessore uniforme; le lastre
dovranno essere onore, di superficie piuttosto rugosa che liscia, e scevre da inclusioni e venature.
I marmi dovranno essere della migliore qualità, perfettamente, sani, senza scaglie, brecce, vene,
spaccature, nodi, peli od altri difetti che ne infirmino l’omogeneità e la solidità. non saranno tollerate
stuccature, tasselli, rotture, scheggiature.
Le pietre di tufo dovranno essere di struttura compatta ed uniforme, evitando quelle pomiciose e
facilmente friabili, nonché i cappellacci.
36.9.1 - Cubetti di pietra, pietrini in cemento e masselli in calcestruzzo
I cubetti di pietra dovranno rispondere alle «Norme per l’accettazione dei cubetti di pietre per
pavimentazioni stradali» C.N.R. - ed. 1954 ed alle Tabelle U.N.I. 2719 - ed. 1945. I pietrini in cemento
dovranno corrispondere alle norme U.N.I. 2623-44 e seguenti.
I pavimenti in masselli di calcestruzzo risponderanno alle U.N.I. 9065-87 e 9066/1 e 2-87.
36.10 - Laterizi
I laterizi da impiegare peri lavori di qualsiasi genere dovranno corrispondere alle norme per
l’accettazione di cui al R.D. 16 novembre 1939, n. 2233, ed alle norme UNI 8942/1-3, ed. ‘86 per
laterizi in murature, nonché UNI 5967/67 per mattoni forati, UNI 2619-44, 2620-44 per laterizi da
copertura, uni 2105, 2106, 2107 per tavelle e tavelloni.
I mattoni pieni per uso corrente dovranno essere parallelepipedi , di lunghezza doppia della
larghezza (salvo diverse proporzioni dipendenti dall’uso locale), di modello costante, e presentare, sia
all’asciutto che dopo prolungata immersione nell’acqua, una resistenza alla compressione non inferiore
a Kg. 100 per centimetro quadrato.
I mattoni forati, le volterrane ed i tavelloni dovranno pure presentare una resistenza alla
compressione di almeno Kg 16 per centimetro quadrato di superficie totale premuta.
-44Comune di Empoli - Ufficio Tecnico
Le tegole piane o curve, di qualunque tipo siano, dovranno essere esattamente adattabili le une sulle
altre, senza sbavature e presentare tinta uniforme: appoggiate su due regoli posti a mm. 20 dai bordi
estremi dei due lati più corti, dovranno sopportare, sia un carico concentrato nel mezzo gradualmente
crescente fino a Kg. 120, sia l’urto di una palla di ghisa del peso di Kg. 1 cadente dall’altezza di cm.
20. Sotto un carico di mm. 50 d’acqua mantenuta per 24 ore le tegole devono risultare impermeabili.
Le tegole piane, infine, non devono presentare difetto alcuno nel nasello.
I laterizi da impiegarsi nelle opere in cemento armato normale e precompresso e per le strutture
metalliche dovranno rispondere alle caratteristiche di cui all’Allegato 7 del D.M. 27 luglio 1985.
I mattoni e blocchi artificiali pieni e semipieni da impiegarsi nelle costruzioni sismiche dovranno
essere della tipologia di cui all ‘allegato 1 del D.M. 24 gennaio 1986, e dovranno avere le percentuali
di foratura e le caratteristiche per l’accettazione ivi previste; ai fini dell’accettazione della fornitura,
l’Appaltatore sottoporrà al direttore dei Lavori la certificazione di cui al detto Allegato 1.
36.11 - Materiali ferrosi e metalli vari
36.11.1 - Materiali ferrosi. I materiali ferrosi da impiegare nei lavori dovranno essere esenti da
scorie, soffiature, brecciature, paglie o da qualsiasi altro difetto apparente o latente di fusione,
laminazione, trafilatura, fucinatura e simili.
Essi dovranno rispondere a tutte le condizioni previste dal D.M. 29 febbraio 1908 modificato dal
decreto reale 15 luglio 1925 ed alle norme UNI vigenti e presentare inoltre, a seconda della loro
qualità, i seguenti requisiti:
36.11.1.1 - Ferro. - Il ferro comune dovrà essere di prima qualità, eminentemente duttile e tenace e
di marcatissima struttura fibrosa. essere malleabile, liscio alla superficie estera, privo di
screpolature, senza saldature aperte e senza altre soluzioni di continuità;
36.11.1.2 - Acciaio trafilato o laminato. - Tale acciaio, nelle varietà dolce (così detto ferro
omogeneo), semi duro e duro, dovrà essere privo di difetti, di screpolature, di bruciature e di altre
soluzioni di continuità: in particolare per la prima varietà sono richieste perfette malleabilità e
lavorabilità a freddo e a caldo, senza che ne derivino screpolature o alterazioni. Esso dovrà essere
altresì saldabile e non suscettibile di prendere la tempera; alla rottura dovrà presentare struttura
lucente e finemente granulare.
36.11.1.3
- Acciaio fuso in getti. - L’acciaio in getti per cuscinetti, cerniere, rulli e per qualsiasi
altro lavoro, dovrà essere di prima qualità, esente da soffiature e da qualsiasi altro difetto.
36.11.1.4
- Ghisa. - La ghisa dovrà essere di prima qualità e di seconda fusione, dolce, tenace,
leggermente malleabile, facilmente lavorabile con la lima e con lo scalpello; di frattura grigia
finemente granosa e perfettamente omogenea, esente da screpolature, vene, bolle, sbavature,
asperità ed altri difetti capaci di menomare la resistenza. Dovrà essere inoltre perfettamente
modellata. E’ assolutamente escluso l’impiego di ghise fosforose.
36.11.1.5
- Acciaio per cemento armato. - L’acciaio impiegato nelle strutture in conglomerato
cementizio armato dovrà rispondere alle prescrizioni di cui al D.M. 27 luglio 1985, Parte Prima,
punto 2.2, se normale e punto .3, se precompresso, nonché alle prescrizioni di cui agli Allegati 3, 4,
5 e 6, e alla Circ. M.LL.PP. 1 settembre 1987 N. 29010. Il Direttore dei lavori, a suo insindacabile
giudizio, effettuerà i controlli in cantiere, a norma dei punti 2.2.8.4 e 2.3.3.1 della suddetta Parte
Prima.
36.11.1.6
- Acciaio per strutture metalliche. - L’acciaio impiegato nelle strutture metalliche
dovrà rispondere alle prescrizioni di cui l D.M. 27 luglio 1985, Parte Seconda, punto 2.1 per acciaio
laminato, punto 2.2 per acciaio per getti, punto 2.3 per acciaio per strutture saldate; gli elettrodi per
saldature dovranno rispondere alle prescrizioni di cui al punto 2.4, mentre i bulloni e i chiodi di cui
al D.M. 27 luglio 1985, Allegato 8. Il Direttore dei lavori, qualora lo ritenga opportuno, ed a suo
insindacabile giudizio, potrà effettuare controlli, a norma del suddetto Allegato 8, anche su prodotti
qualificati.
36.11.2 - Metalli vari. - Il piombo, lo zinco, lo stagno, il rame e tutti gli altri metalli o leghe
metalliche da impiegare nelle costruzioni devono essere delle migliori qualità, ben fusi o laminati a
-45Comune di Empoli - Ufficio Tecnico
seconda della specie di lavori a cui sono destinati, e scevri da ogni impurità o difetto che ne vizi la
forma o ne alteri la resistenza o la durata.
36.12 - Legnami
I legnami, da impiegare in opere stabili o provvisorie, di qualunque essenza essi siano, dovranno
rispondere a tutte le prescrizioni di cui al D.M. 30 ottobre 1912 e alle norme UNI 2853-57 e 4144-58,
saranno provveduti fra le più scelte qualità della categoria prescritta e non presenteranno difetti
incompatibili con l’uso a cui sono destinati.
Il legname si distinguerà, secondo le essenze e la resistenza di cui è dotato, in dolce e forte: si riterrà
dolce il pioppo, l’ontano, l’abete, il pino nostrale, il tiglio, il platano, il salice, l’acero, mentre forte la
quercia, il noce, il frassino, l’olmo, il cipresso, il castagno, il larice, il pino svedese, il faggio.
I legnami destinati alla costruzione degli infissi dovranno essere di prima scelta, di struttura e fibra
compatta e resistente, non deteriorata, perfettamente sana, dritta, e priva di spaccature sia in senso
radiale che circolare. essi dovranno essere perfettamente stagionati, a meno che non siano stati essiccati
artificialmente, presentare colore e venatura uniforme, essere privi di alburno ed esenti da nodi,
cipollature, buchi od altri difetti.
Il tavolame dovrà essere ricavato dalle travi più diritte, affinché le fibre non riescano mozze dalla
sega e si ritirino nelle connessioni.
I legnami rotondi o pali dovranno provenire dal tronco dell’albero e non dai rami, dovranno essere
sufficientemente diritti, in modo che la congiungente i centri delle due basi non debba uscire in alcun
punto dal palo, dovranno essere scortecciati per tutta la loro lunghezza e conguagliati alla superficie, la
differenza fra i diametri medi delle estremità non dovrà oltrepassare i 15 millesimi della lunghezza né
il quarto del maggiore dei 2 diametri.
Nei legnami grossolanamente squadrati ed a spigolo smussato, tutte le facce dovranno essere
spianate e senza scarniture, tollerandosene l’alburno o lo smusso in misura non maggiore di un sesto
del lato della sezione trasversale.
36.13 - Tubazioni.
36.13.1 - Tubi in ghisa. - I tubi di ghisa saranno perfetti in ogni loro parte, esenti a ogni difetto di
fusione, di spessore uniforme e senza soluzione di continuità. Prima della loro messa in opera, a
richiesta della Direzione dei lavori, saranno incatramati a caldo internamente ed esternamente.
36.13.2 - Tubi di acciaio. - I tubi di acciaio dovranno essere trafilati e perfettamente calibrati. Quando
i tubi di acciaio saranno zincati dovranno presentare una superficie ben pulita e scevra di grumi; lo
strato di zinco sarà di spessore uniforme e ben aderente al pezzo, di cui dovrà ricoprire ogni parte.
36.13.3 - Tubi di grès. - I materiali di grès ceramico devono essere a struttura omogenea, smaltati
internamente ed esternamente con smalto vetroso, non deformati, privi di screpolature, lavorati
accuratamente e con innesto a manicotto o bicchiere. I tubi saranno cilindrici e diritti tollerandosi
solo eccezionalmente, nel senso della lunghezza, curvature con freccia inferiore ad 1/100 della
lunghezza di ciascun elemento.
In ciascun pezzo i manicotti devono essere conformati in modo da permettere una buona giunzione,
e l’estremità sarà lavorata esternamente a scannellatura. .
I pezzi battuti leggermente con un corpo metallico dovranno rispondere con un suono argentino per
denotare buona cottura ed assenza di screpolature non apparenti. Lo smalto vetroso deve essere
liscio specialmente all’interno, aderire perfettamente alla pasta ceramica, essere di durezza non
inferiore a quella dell’acciaio ed inattaccabile dagli alcali e dagli acidi concentrati, ad eccezione
soltanto del fluoridrico. La massa interna deve essere semi fusa, omogenea, senza moduli estranei,
assolutamente priva di calce, dura, compatta, resistente agli acidi (escluso il fluoridrico) ed agli
alcali, impermeabile, in modo che un pezzo immerso, perfettamente secco, nell’acqua non ne
assorba più del 3,5 per cento in peso; ogni elemento di tubazione, provato isolatamente, deve
resistere alla pressione interna di almeno tre atmosfere.
-46Comune di Empoli - Ufficio Tecnico
36.13.4 - Tubi di cemento. - I tubi di cemento dovranno essere confezionati con calcestruzzo
sufficientemente ricco di cemento, ben stagionati, ben compatti, levigati, lisci, perfettamente
rettilinei, a sezione interna esattamente circolare, di spessore uniforme e scevri da screpolature. Le
superfici interne dovranno essere intonacate e lisciate. La fattura dei tubi di cemento dovrà essere
pure compatta, senza fessure ed uniforme. Il ghiaiettino del calcestruzzo dovrà essere così
intimamente mescolato con la malta che i grani dovranno rompersi sotto l’azione del martello senza
distaccarsi alla malta.
36.13.5 - Tubi di ardesia artificiale. - I tubi di ardesia artificiale ( tipo <Eternit> o simili) dovranno
possedere una elevata resistenza alla trazione ed alla flessione congiunta d una sensibile elasticità,
inalterabilità al gelo ed alle intemperie, assoluta impermeabilità all’acqua e resistenza al fuoco,
scarsa conducibilità del calore. Dovranno inoltre essere ben stagionati mediante immersione in
vasche d’acqua per il periodo di almeno una settimana.
36.13.6 - Tubi di policloruro di vinile (PVC). - I tubi di PVC dovranno avere impressi sulla
superficie esterna, in modo evidente, il nominativo della ditta costruttrice, il diametro, l’indicazione
del tipo e della pressione di esercizio; sulle condotte per acqua potabile dovrà essere impressa una
sigla per distinguerle da quelle per altri usi, come disposto dalla Circ. Min. Sanità n. 125 del 18
luglio 1967.
Come previsto dalle norme UNI 7441-75, 7443-75, 7445-75, 7447-75 i tubi si distinguono in:
- tipo 311, per fluidi non alimentari in pressione, con temperature fino a 60 gradi;
- tipo 312, per liquidi alimentari e acqua potabile in pressione, per temperature fino a 60 gradi;
- tipo 313, per acqua potabile in pressione;
- tipo 301, per acqua e ventilazione dei fabbricati, per temp. max perm. di 50 gradi;
- tipo 302, per acque di scarico, per temp. max perm. di 70 gradi;
- tipo 303, per acque di scarico, interrate, per temp. max perm. di 40 gradi;
Il Direttore dei lavori potrà prelevare a suo insindacabile giudizio dei campioni da sottoporre a
prove, a cura e spese dell’Appaltatore sarà costretto alla completa sostituzione della fornitura,
ancorché messa in opera, e al risarcimento dei danni diretti ed indiretti.
36.13.7 - Tubi di polietilene (PE). - I tubi in PE saranno prodotti con PE puro stabilizzato con nero
fumo in quantità del 2-3% della massa, dovranno essere perfettamente atossici ed infrangibili ed in
spessore funzionale alla pressione normalizzata di esercizio (PN 2,5 4,6 10). Il tipo a bassa densità
risponderà alle norme UNI 6462-69 e 6463-69, mentre il tipo ad alta densità risponderà alle norme
UNI 711, 7612, 7613, 7615.
36.13.8 - Tubi drenanti in PVC. - I tubi drenanti saranno in PVC duro ad alto modulo di elasticità a
basso coefficiente di scabrezza, conformi alle DIN 16961, DIN1187 e DIN 7748.
i tubi si distinguono nei seguenti tipi:
a) tipo flessibile corrugato a sez. circolare, anche rivestito di filtro in geotessile o polipropilene,
fessure di mm. 1,3 di larghezza (d.e. mm. da 50 a 200);
b) tipo rigido a doppia parete corrugato, sez. circolare, fessure di mm. 0,8 di larghezza, (d.i. mm. da
100 a 250 );
c) tipo tunnel corrugato con suola d’appoggio liscia, fessure mm.0,8 di larghezza (D.N. mm da 80 a
300).
36.14 - Materiali per pavimentazione e rivestimenti.
I materiali per pavimentazione pianelle di argilla, mattonelle e marette di cemento, mattonelle
greificate, lastre e quadrelli di marmo, mattonelle di asfalto, dovranno corrispondere alle norme di
accettazione di cui al R.D. 16 novembre 1939, n. 2234 ed alle norme UNI vigenti.
Si prescrive tassativamente che per ogni locale, o insieme di locali, a giudizio insindacabile del
Direttore dei lavori, gli elementi di pavimentazione dovranno essere di aspetto, colore, dimensioni,
grado di ruvidezza e spessore assolutamente uniformi, e recare sul retro il marchio del produttore; ogni
confezione dovrà riportare le indicazioni generali e le caratteristiche tecniche e commerciali del
prodotto.
-47Comune di Empoli - Ufficio Tecnico
Gli elementi dovranno essere sempre delle fabbriche più note, della prima scelta commerciale, e,
qualora il Direttore dei lavori lo ordini per iscritto, potranno essere della seconda scelta con
l’applicazione di un coefficiente, al prezzo di quelle di prima, pari a 0,75. Qualora in relazione al tipo
di locale in cui dovranno essere poste, il Direttore dei lavori lo richieda, potrà essere messo in opera
anche materiale della terza scelta applicando un coefficiente pari a 0,55.
36.14.1 - Mattonelle, marmette e pietrini di cemento . - Le mattonelle, le marmette ed i pietrini di
cemento dovranno essere di ottima fabbricazione a compressione meccanica, stagionati da almeno
tre mesi, ben calibrati, a bordi sani e piani: non dovranno presentare né carie, né peli, né tendenza al
distacco tra il sottofondo e lo strato superiore. La colorazione del cemento dovrà essere fatta con
colori adatti, amalgamati, uniformi. Le mattonelle, di spessore complessivo non inferiore a mm. 25,
avranno uno strato superficiale di assoluto cemento colorato, di spessore costante non inferiore a
mm. 7. Le marmette avranno anch’esse uno spessore complessivo di mm. 25 con strato superficiale
di spessore costante non inferiore a mm. 7 costituito da un impasto di cemento, sabbia e scaglie di
marmo. I pietrini avranno uno spessore complessivo non inferiore a mm. 30 con lo strato
superficiale di assoluto cemento di spessore non inferiore a mm. 8; la superficie dei pietrini sarà
liscia, bugnata o scanalata secondo il disegno che sarà prescritto. Dovranno rispondere alle norme
UNI 2623-44 e seguenti.
36.14.2 - Pietrini e mattonelle di terracotta greificate. - Le mattonelle ed i pietrini saranno di prima
scelta, greificati per tutto intero lo spessore, inattaccabili dagli agenti chimici e meccanici, di forme
esattamente regolari, a spigoli vivi, a superficie piana. Dovranno rispondere alle norme UNI 650669. Sottoposte ad un esperimento di assorbimento, mediante gocce d’inchiostro, queste non
dovranno essere assorbite neanche in minima misura. Le mattonelle saranno fornite nella forma,
colore e dimensioni che saranno richieste dalla Direzione dei lavori. Per locali di abitazione ed
ambienti di vita in genere, sarà richiesto il grès ceramico (smaltato), di cui alla norme UNI 6872-71:
per locali di servizi igienici il Direttore dei lavori potrà prescrivere elementi a tesserina di cm. 2 x 2,
con spessore mm. 5.
36.14.3 - Graniglia per pavimenti alla veneziana . - La graniglia di marmo o di altre pietre idonee
dovrà corrispondere, per tipo e granulosità, ai campioni di pavimento prescelti e risultare
perfettamente scevra di impurità.
36.14.4 - Pezzami per pavimenti a bollettonato . - I pezzami di marmo o di atre pietre idonee
dovranno essere costituiti da elementi, dello spessore da 2 a 3 cm., di forma e dimensioni
opportune secondo i campioni prescelti.
36.14.5 - Linoleum e rivestimenti in plastica. - Dovranno rispondere alle norme vigenti, presentare
superficie liscia priva di discontinuità, strisciature, macchie e screpolature. Salvo il caso di
pavimentazione da sovrapporsi ad altre esistenti, gli spessori non dovranno essere inferiori a mm.
2,5 con una tolleranza non superiore al 5%. Dovranno rispondere alle norme UNI 8298/1-16, ediz.
81-86. I materiali vinilici risponderanno alle norme UNI 5573-72 e 7071-72. I materiali in gomma
risponderanno alle UNI 8272/1-11, ediz. 1981-87.Il peso a metro quadrato non dovrà essere
inferiore a Kg. 1,20 per millimetro di spessore. Il peso verrà determinato sopra provini quadrati del
lato di 0,50 con pesature che diano l’approssimazione di un grammo. Esso non dovrà avere
stagionatura inferiore a mesi quattro. Tagliando i campioni a 45 gradi nello spessore, la superficie
del taglio dovrà risultare uniforme e compatta, dovrà essere perfetto il collegamento fra i vari strati.
Un pezzo di tappeto di forma quadrata di 0,20 di lato dovrà potersi curvare col preparato in fuori
sopra un cilindro del diametro 10 x (s + 1) millimetri, dove s rappresenta lo spessore in millimetri,
senza che si formino fenditure e screpolature.
36.14.6 - Pavimenti in legno. - Saranno di tre tipi in relazione alle dimensioni degli elementi:
• a doghe di piccole dimensioni in larghezza cm. 3,5-5 e lunghezza cm. 20-40, di spessore cm.
0,6-1,2, da montare per incollaggio;
• a formelle premontate, i dimensioni quadrate, rettangolari, con listoncini e con disegni vari, da
montare per incollaggio, oppure da posare con incastri a secco;
• a listoni delle dimensioni in larghezza cm. 12-20 e lunghezza cm. 400, con spessore di cm. 2-2,5
da posare con incastri a secco. Gli elementi di pavimentazione risponderanno alle norme UNI 437359, 4374-59, 4375-59.
-48Comune di Empoli - Ufficio Tecnico
36.14.7 - Pavimenti in massello di calcestruzzo. - Saranno utilizzati prevalentemente all’esterno e
risponderanno alle norme UNI 9065-87 e 9066/1 e 2-87. Il massello sarà doppio strato,
autobloccante e realizzato mediante stampaggio multiplo in calcestruzzo pressovibrato, di
dimensioni approssimative mm. 220x70, con spessore di mm. 60-70, potranno essere utilizzate, a
discrezione del Direttore dei lavori, anche misure diverse, come ad esempio cm. 20x40. L’impasto
dello strato superficiale sarà base di quarzo, colorato con pigmenti di ossidi di ferro.
36.14.8 - Piastrelle in ceramica . - Potranno essere fabbricate con procedimenti diversi e di varie
dimensioni, purché siano garantite le seguenti caratteristiche fisico-chimiche: alto peso specifico,
minimo assorbimento di acqua, elevata resistenza a flessione, resistenza all’usura, al gelo, agli
sbalzi di temperatura, alle azioni chimiche di acidi e basi. Gli elementi risponderanno ai criteri di
accettazione di cui alle norme UNI EN 163-85.
36.15 - Colori e vernici.
I materiali impiegati nelle opere da pittore dovranno essere sempre della migliore qualità e
rispondere alle norme UNI 8305-81, 8359-82 e 8785-86.
a) Olio di lino cotto. - L'olio di lino cotto sarà ben depurato, di colore assai chiaro e perfettamente
limpido, di odore forte ed amarissimo al gusto, scevro da adulterazioni con olio minerale, olio
di pesce ecc. Non dovrà lasciare alcun deposito né essere rancido, e disteso sopra una lastra di vetro
o di metallo dovrà essiccare completamente nell'intervallo di 24 ore. Avrà acidità nella misura
del 7%, impurità non superiori all'1% ad alla temperatura di 15°C presenterà una densità compresa
fra 0,91 e 0,93.
b) Acquaragia (essenza di trementina). - Dovrà essere limpida, incolore, di odore gradevole e
volatilissima. La sua densità a 15° C sarà di 0,87.
c) Biacca. - La biacca o cerussa (carbonato basico di piombo) deve essere pura, senza miscele di
sorta e priva di qualsiasi traccia di solfato di bario.
d) Bianco di zinco. - Il bianco di zinco dovrà essere in polvere finissima, bianca, costituita da
ossido di zinco, e non dovrà contenere più del 4% di sali di piombo allo stato di solfato, né più
dell'1% di altre impurità; l'umidità non deve superare il 3%.
e) Minio. - Sia di piombo (sesquissido di piombo) che di alluminio (ossido di alluminio) dovrà essere
costituito da polvere finissima e non contenere colori derivati dall'anilina, né oltre il 10% di
sostanze estranee (solfato di bario ecc.).
f) Latte di calce. - Il latte di calce sarà preparato con calce grassa, perfettamente bianca, spenta
per immersione. Vi si potrà aggiungere la quantità di nerofumo strettamente necessaria per
evitare la tinta giallastra.
g) Colori all'acqua, a colla o ad olio. - Le terre coloranti destinate alle tinte all'acqua, a colla o ad
olio, saranno finemente macinate e prive di sostanze eterogenee e dovranno venire perfettamente
incorporate nell'acqua, nelle colle e negli oli, ma non per infusione. Potranno essere richieste in
qualunque tonalità esistente.
h) Vernici. - Le vernici che si impiegheranno per gli interni saranno a base di essenza di trementina e
gomme pure e di qualità scelta; disciolte nell'olio di lino dovranno presentare una superficie
brillante.
E' escluso l'impiego di gomme prodotte da distillazione.
Le vernici speciali eventualmente prescritte dalla Direzione lavori dovranno essere fornite nei loro
recipienti originali chiusi.
i) Encaustici. - Gli encaustici potranno essere all'acqua o all'essenza, secondo le disposizioni della
Direzione lavori.
La cera gialla dovrà risultare perfettamente disciolta, a seconda dell'encaustico adottato, o
nell'acqua calda alla quale sarà aggiunto del sale di tartaro, o nell'essenza di trementina.
36.16 - Materiali impermeabilizzanti.
a) Asfalto. - L'asfalto sarà naturale e proverrà dalle miniere più reputate, sarà in piani, compatto,
omogeneo, privo di catrame proveniente dalla distillazione del carbon fossile, ed il suo peso
-49Comune di Empoli - Ufficio Tecnico
specifico varierà fra i limiti di 1104 a 1205 chilogrammi. Risponderanno alle norme UNI 565465 e seguenti.
b) Bitume asfaltico. - Il bitume asfaltico proverrà dalla distillazione di rocce di asfalto naturale,
sarà molle, assai scorrevole, di color nero e scevro dell'odore proprio del catrame minerale
proveniente dalla distillazione del carbon fossile e del catrame vegetale. Risponderanno alle
norme UNI 4157-87.
c) Mastice di rocce asfaltiche e mastice di asfalto sintetico per la preparazione delle malte
asfaltiche e degli asfalti colati. - I bitumi da spalmatura impiegati avranno di norma le
caratteristiche seguenti o altre qualitativamente equivalenti:
________________________________________________________________________________
____
Tipo
Indice
Penetrazione
Punto di
Punto
Volubilita’
Volatilita’
Penetrazione
di
a 25°C
rammolli-
d’inffiamma-
in cloruro
a 136°C
mento
bilità\
di carbonio
per 5 ore
residuo della
del
penetrazione
(Cleveland)
a 25°C
prova di volatilità
%
del bitume
dmm
°C
°C
%
%
originario
______________________________________________________________________________________________________________
____
minimo
0
75
15
75
25
75
minimo
minimo
minimo
minimo
minimo
minimo
0
40
55
230
99,5
0,3
+ 1,5
35
65
230
99,5
0,3
+2,5
20
80
230
99,5
0,3
Le eventuali verifiche e prove saranno eseguite con i criteri e le norme UNI 4377-59 e seguenti.
Le membrane, le guaine e in genere i prodotti prefabbricati per impermeabilizzazioni e
coperture continue e relativi strati e trattamenti ad esse contigui e funzionali di cui appresso
dovranno rispondere alle norme UNI 8202/1-35, ediz. 1981-88, UNI 8629/1-6, ediz. 1984-89,
UNI 8818-86, UNI 8898/1-7, ediz. 1987.88, UNI 9168-87, UNI 9307-88 ed UNI 9380-89.
d) Cartefeltro. - Questi materiali avranno di norma le caratteristiche seguenti od altre
qualitativamente equivalenti:
________________________________________________________________________________
______
Tipo
Peso
Contenuto di :
Residuo
Umidità
Potere di
di rottura
lana
g
%
cotone,
ceneri
assorbimento
a trazione longit.
juta e altre
in olio di
delle fibre su
fibre tessili
naturali
antracene
striscia di 15 mm
x 180 mmm
%
%
%
-50Comune di Empoli - Ufficio Tecnico
%
%
Carico
______________________________________________________________________________________________________________
_______
minimo
224
2,800
333
4,000
450
4,700
minimo
minimo
massimo
massimo
minimo
minimo
224+12
10
55
10
9
160
333+16
12
55
10
9
160
450+25
15
55
10
9
160
Le eventuali verifiche e prove saranno eseguite con le norme vigenti, tenendo presenti le
risultanze accertate in materia da organi competenti ed in particolare dall'UNI.
e) Cartonfeltro bitumato cilindrato. - E' costituito di cartafeltro impregnata a saturazione di bitume in
bagno a temperatura controllata.
Esso avrà di norma le caratteristiche seguenti od altre qualitativamente equivalenti:
________________________________________________________________________________
______
Tipo
cartefeltro tipo
Caratteristiche dei componenti
ccntenuto solubile
in solfuro di carbonio
Peso a m3
del cartonfeltro
peso a m3
g
g
______________________________________________________________________________________________________________
_______
minimo
224
333
450
224
333
450
233
348
467
450
670
900
Questi cartonfeltri debbono risultare asciutti, uniformemente impregnati di bitume, presentare
superficie piana, senza nodi, tagli, buchi od altre irregolarità ed essere di colore nero opaco.
Per le eventuali prove saranno seguite le norme vigenti e le risultanze accertate da organi
competenti in materia come in particolare l'UNI.
f) Cartonfeltro bitumato ricoperto. E' costituito di cartafeltro impregnata a saturazione di bitume,
successivamente ricoperta su entrambe le facce di un rivestimento di materiali bituminosi con un
velo di materiale minerale finemente granulato, come scagliette di mica, sabbia finissima, talco
ecc. Esso avrà di norma le caratteristiche seguenti od altre qualitativamente equivalenti:
________________________________________________________________________________
___
Tipo
cartefeltro tipo
Caratteristiche dei componenti
ccntenuto solubile
del cartonfeltro
in solfuro di carbonio
peso a m3
-51Comune di Empoli - Ufficio Tecnico
Peso a m3
g
g
______________________________________________________________________________________________________________
___
minimo
224
333
450
224
333
450
660
875
1.200
1.100
1.420
1.850
La cartafeltro impiegata deve risultare uniformemente impregnata di bitume; lo strato di
rivestimento bituminoso deve avere spessore uniforme ed essere privo di bolle; il velo di
protezione deve inoltre rimanere in superficie ed essere facilmente asportabile; le superfici
debbono essere piane, lisce, prive di tagli, buchi ed altre irregolarità.
Per le eventuali prove saranno seguite le norme vigenti e le risultanze accertate da organi
competenti in materia, come in particolare l'UNI.
g) Membrana bitumata biarmata. - Le membrane per impermeabilizzazione monostrato saranno
composte da bitume distillato modificato con polimeri plasto-elastomerici di sintesi ad elevato
peso molecolare, a doppia armatura: principale, in nontessuto di poliestere a filo continuo per
agugliatura, resistente al punzonamento; e secondaria, in velo di vetro, che conferisce stabilità
dimensionale. La superficie superiore sarà protetta con materiale antiaderente costituito da talco se
non è prescritta l'esposizione agli agenti atmosferici, oppure da graniglia se è prevista l'esposizione
all'esterno. Le principali caratteristiche saranno le seguenti: carico di rottura minimo 70 N/5cm;
allungamento minimo 40%; flessibilità a freddo, nessuna lesione a -20°C; punzonamento statico
PS4; punzonamento dinamico PD3.
h) Guaina antiradice. - Si prescrive una specifica capacità di resistere all'azione di penetrazione
meccanica e disgregatrice delle radici, dei microrganismi e dei batteri viventi nel terreno della
vegetazione di qualsiasi specie, conferita da sostanze bio-stabilizzatrici presenti nella mescola del
componente principale della guaina stessa. Per quanto riguarda il componente principale il
Direttore dei lavori potrà prescrivere uno dei seguenti:
a) guaina in PVC plastificato in monostrato, armato con velo di vetro e spalmato sulle due facce
del velo stesso;
b) guaina multistrato di bitume polipropilene su supporto di nontessuto in poliestere da filo
continuo. Inoltre risponderanno alle norme UNI 8202-24, ediz. 1988.
36.17 - Vetri e cristalli.
I vetri e i cristalli dovranno essere, per le richieste dimensioni, di un sol pezzo, di spessore
uniforme, di prima qualità, perfettamente incolori, molto trasparenti, privi di scorie, bolle, soffiature,
ondulazioni, nodi, opacità lattiginose, macchie e di qualsiasi altro difetto.
I vetri piani trasparenti per l'edilizia dovranno rispondere alla UNI 6486-75, con le seguenti
denominazioni riguardo agli spessori espressi in mm:
sottile
(semplice)
2
(1,8-2,2)
normale
(semi-doppi)
3
(2,8-3,2)
forte
(doppio)
4
(3,7-4,3)
spesso
(mezzo-cristallo)
5-8
ultraspesso
(cristallo)
10-19
Per quanto riguarda i vetri piani stratificati con prestazioni antivandalismo e anticrimine si
seguiranno le norme UNI 9186-87, mentre se con prestazioni antiproiettile le UNI 9187-87.
36.18 - Materiali ceramici in genere.
-52Comune di Empoli - Ufficio Tecnico
I prodotti ceramici più
comunemente
impiegati
per
apparecchi igienico-sanitari,
rivestimento di pareti, tubazioni ecc., dovranno presentare struttura omogenea, superficie
perfettamente liscia, non scheggiata e di colore uniforme, con lo smalto privo assolutamente di
peli, cavillature, bolle, soffiature o simili difetti.
Gli apparecchi igienico-sanitari in ceramica saranno accettati se conformi alle norme UNI
4543/1e 2-86, mentre se in porcellana dura (vetro-china) risponderanno alle UNI 8949-86, 8950-86,
8951-86.
Le apparecchiature di maggiori dimensioni, come lavandini da cucina ad una o due vasche, piatti
doccia, vasche per lavare ecc., saranno accettate in grès porcellanato.
36.19 - Isolanti termo-acustici.
Per quanto riguarda gli isolanti termici si prescrive l'uso dei seguenti materiali, che dovranno
rispondere alle norme UNI 7745-77, 7891-78, 8804-87, 9233-88:
a) Lana di roccia. - Sarà fornita in rotoli di vario spessore, con supporto di carta catramata; in
pannelli resinati; in materassini trapuntati su rete metallica; in coppelle per isolamento di
tubazioni.
b) Lana di vetro. - Sarà fornita in rotoli di vario spessore, con supporto di carta bitumata; in pannelli
rigidi legati con resine termoindurenti; in coppelle per l'isolamento di tubazioni degli impianti di
riscaldamento.
c) Polistirolo espanso a vapore. - Sarà fornito in forma di lastre di vario spessore, nel tipo sia
stampato che estruso: non andrà mai messo in opera a contatto o in prossimità di elementi di
impianti producenti calore.
d) Poliuretano espanso. - Sarà fornito in opera mediante iniezione nei cavi delle murature
predisposte allo scopo, oppure spruzzato a pistola sulla superficie delle murature.
e) Polivinile di cloruro espanso. - Sarà fornita in lastre di vario spessore e densità: per particolari
esigenze il Direttore dei lavori potrà prescrivere pannelli composti per incollaggio con lamiere
metalliche o pannelli in legno.
f) Argilla espansa. - Sarà fornita con quattro differenti granulometrie: mm 0-3 (peso 550 kg/mc);
mm 3-8 (peso 500); mm 8-15 (peso 450); mm 15-20 (peso 400).
Per isolamento termico andrà usato il tipo monogranulare in miscela con 200 kg/mc di cemento
tipo 325, senza aggiunta di sabbia, per ottenere un peso inferiore a 700 kg/mc.
g) Vermiculite espansa. - Sarà utilizzata per calcestruzzo leggero, del peso asciugato di kg/mc 300, ed
isolante, con la seguente dosatura: vermiculite da calcestruzzo, mc 1,00; cemento tipo 325, kg
200; additivo liquido aerante, litri 0,8; acqua di impasto, litri 350.
I materiali di cui sopra con funzione di isolamento termico dovranno avere o le caratteristiche di cui
alla tabella seguente.
______________________________________________________________________________
Materiale:
Coeff. lamda
Peso specifico
Temp. max
di conduz. termica
kg/mc
di impiego
a 30°C (kcal/m h °C)
______________________________________________________________________________
Lana di roccia
Lana di vetro
Polistirolo espanso a vap.
Poliuretano espanso
PVC espanso
Argilla espansa
Vermiculite espansa
0.032
0.026
0.027
0.019
0.030
0.112
0.090
30-120
10-110
28- 35
25-100
25- 40
550-700
250-500
-53Comune di Empoli - Ufficio Tecnico
700
500
75
100
55
1000
1000
I materiali di cui sopra potranno essere impiegati anche con funzione di isolanti acustici,
purché la messa in opera sia particolarmente curata nelle giunzioni e nelle fasce di prossimità agli
elementi strutturali e alle murature.
Con funzione specifica di isolante acustico i materiali risponderanno alle norme UNI 8199-81,
8270/1-9, ediz. 1982-88, e dovranno avere un elevato fattore di assorbimento acustico, ed essere
idonei, per qualità e per accorgimenti nella messa in opera, al tipo di frequenza che dovrà assorbire.
Si prescrive l'impiego dei seguenti materiali:
1) Pannello in trucioli di gomma. - Se ne prescrive l'applicazione al di sotto delle murature di
tramezzo e dei massetti di pavimentazione, per attenuare la trasmissione dei rumori da calpestio,
negli spessori di mm 6-8-10. Saranno costituiti da sfilacciature e granuli di gomma di pneumatici
automobilistici, accoppiati mediante speciali collanti ad un supporto di cartone bitumato. Dovranno
essere di peso moderato, elastici e inalterabili nel tempo.
2)
................................................................................................................................................................
......
36.20 - Materiali per opere di sistemazione vegetazionale.
a) Terra. - Per il rivestimento di scarpate e banchine laterali delle strade e delle aiuole si impiegherà
solamente terra vegetale, proveniente da aree a destinazione agraria, da prelevarsi fino alla
profondità di cm 80. Dovrà avere reazione neutra, con abbondante sostanza organica e di elementi
nutritivi e di medio impasto, priva di ciottoli, detriti, radici e quanto altro potrebbe nuocere alla
crescita vegetativa.
b) Concimi. - Dovranno essere di nota fabbrica, conservati negli involucri originali, con titolo
dichiarato.
c) Materiale per piantumazione. - L'impresa potrà approvvigionare le piante e le talle da qualsiasi
vivaio immune da malattie parassitarie, purché la provenienza venga preventivamente dichiarata
dall'Appaltatore, e accettata dalla Direzione dei lavori.
d) Semenze. - L'impresa potrà approvvigionare le semenze dalle ditte di sua fiducia, dichiarando il
titolo. Qualora il valore del seme fosse inferiore, per non oltre il 20% rispetto al valore della
colonna <<buona semente>> delle tavole Marchettano, si dovrà provvedere ad aumentare
proporzionalmente le quantità per unità di superficie.
e) Zolle. - Dovranno provenire da prato polifita stabile e asciutto, con esclusione del prato irriguo
e paludoso. Il Direttore dei lavori potrà rifiutare forniture provenienti da località non gradite.
Saranno escluse zolle con presenza di specie infestanti tra cui: Rumex sp.pl., Artemisia sp.pl.,
Catex sp.pl., e tutte le Umbrellifere. Il manto vegetativo dovrà essere continuo, e la zolla sarà di
spessore tale da raccogliere per la maggior parte l'intreccio delle radici delle specie presenti, e
comunque non inferiore a cm 8, con esclusione di zolle provenienti da terra sabbiosa, o argillosa.
f) Paletti. - I paletti per viminate, staccionate e simili saranno in castagno, carpino oppure
orniello, del diametro minimo di punta di cm 6, diritti, senza nodi e difetti da gelo.
36.21 - Materiali per applicazioni geologiche e pedologiche.
a) Nontessuti. - Il telo sarà in fibre di polipropilene o poliestere a filo continuo, ottenuto per
agugliatura ad alta temperatura e senza collanti, e avrà le seguenti caratteristiche: coefficiente di
permeabilità per filtrazione trasversale compreso tra 10 e 10 cm/sec.; resistenza a trazione di
una striscia di 5 cm di lato maggiore di 30 kg se per impieghi drenanti, mentre per impieghi
portanti di pavimentazioni o rilevati tale valore potrà essere richiesto dalla Direzione dei lavori
non minore di 50 oppure 75 kg. Per determinare peso e spessore si seguiranno le norme di cui ai
B.U.-CNR n. 110 del 23.12.1985 e n. 111 del 24.11.1985, e le norme UNI 4818, 5114, 511, 5121,
5419, UNI 8279/1-16, ediz. 1981-87, UNI 8639-84, 8727-85, 8986-87.
b) Geogriglie. - La griglia a rete di tipo laminare e monorientata sarà ottenuta per estrusione e
stiratura, con polimeri HDPE, inattaccabile dagli agenti atmosferici, indeformabile, inalterabile,
trattata con additivi anti raggi ultra-violetti. Resistenza alla trazione longitudinale minima di 35
-54Comune di Empoli - Ufficio Tecnico
kN/m se per impieghi portanti in sottofondi o rilevati stradali; allungamento alla massima trazione
longitudinale non superiore al 15%; interasse delle maglie max cm 15 longitudinale e cm 2
trasversale. Si seguiranno le norme ASTMD-792, ASTMC-293-79.
c) Georeti. - La rete in juta sarà costituita da fibre biodegradabili naturali (circa 85% cellulosa e 15%
lignina) ottenute per macerazione, cardatura, filatura e tessitura, con diametro dei fili mm 4;
maglia mm 20 x 15; peso 500 gr/mq; resistenza a trazione 8-15 kN/m; resistenza al calore per il
tipo trattato con 0,3-0,6% di oli minerali circa 190°C.
36.22 - Materiali additivi per calcestruzzi e malte.
a) Additivi per calcestruzzi e malte. - L'impiego degli additivi negli impasti dovrà essere sempre
autorizzato dal Direttore dei lavori, in conseguenza delle effettive necessità, relativamente alle
esigenze della messa in opera, o della stagionatura, o della durabilità. Dovranno essere conformi
alle norme UNI 7101-72 e successive, e saranno del tipo seguente: fluidificanti; aeranti;
ritardanti; acceleranti;
fluidificanti-aeranti;
fluidificanti-ritardanti; fluidificanti-acceleranti;
antigelo; superfluidificanti. Per speciali esigenze di impermeabilità del calcestruzzo, o per la
messa in opera in ambienti particolarmente aggressivi, potrà essere ordinato dal Direttore dei
lavori l'impiego di additivi reoplastici.
Per conferire idrorepellenza alle superfici dei calcestruzzi o delle malte già messi in opera si
potranno impiegare appositi prodotti.
b)
................................................................................................................................................................
...........
36.23 - Bitume.
Il bitume da usarsi per i trattamenti a caldo, come per la preparazione del pietrischetto bitumato,
dovrà essere fornito da Ditte che offrono la più completa garanzia rispetto all'ottima qualità di esso.
l'Impresa dovrà perciò ottenere dalla Direzione dei Lavori il preventivo benestare circa il bitume da
adoperare, e sempre subordinatamente al risultato dei saggi e prova di laboratorio sui campioni delle
singole forniture.
Per l'accettazione dei bitumi, emulsioni, graniglie, la D.L. si atterrà a quanto consigliato nei
fascicoli 1-2-3-4 del Consiglio Nazionale delle Ricerche, Commissione Studio materiali stradali.
Per i trattamenti superficiali e semipenetrazione si adopereranno i tipi B 180/200, B 130/150; per i
trattamenti a penetrazione, pietrischetti bitumati, tappeti si adoperano i tipi B 80/10, B 60/80; per
conglomerati chiusi i tipi B 80/60, B 50/60, B 40/50, B 30/40, per asfalto colato il tipo 20/30.
4.23.1 - Bitumi liquidi. - Debbono soddisfare alle «Norme per l’accettazione dei bitumi liquidi per
casi stradali» di cui al «Fascicolo n. 7» del Consiglio Nazionale delle Ricerche, edizione 1957. Per
trattamenti a caldo si usano i tipi BL 150/300 e BL 350/700 a seconda della stagione e del clima.
4.23.2 - Emulsioni bituminose. - Debbono soddisfare alle «Norme per l’accettazione delle emulsioni
bituminose per usi stradali» di cui al «Fascicolo n. 3» del Consiglio Nazionale delle Ricerche, ultima
edizione.
4.23.3 - Catrami. - Debbono soddisfare alle «Norme per l’accettazione dei catrami per usi stradali» di
cui al «Fascicolo n. 1» del Consiglio Nazionale delle Ricerche, ultima edizione. Per i trattamenti si
usano i tre tipi C 10/40, C 40/125 e C 125/500.
4.23.4 - Polvere asfaltica. - Deve soddisfare alle «Norme per l’accettazione delle polveri di rocce
asfaltiche per pavimentazioni stradali» di cui al «Fascicolo n. 6» del Consiglio Nazionale delle
Ricerche, ultima edizione.
4.23.5 - Olii minerali. - Gli olii da impiegarsi nei trattamenti in polvere di roccia asfaltica a freddo, sia
di prima che di seconda mano, potranno provenire:
a) da rocce asfaltiche o scisto-bituminose;
b) da catrame;
-55Comune di Empoli - Ufficio Tecnico
c) da grezzi di petrolio;
d) da opportune miscele dei prodotti suindicati.
Gli Olii avranno caratteristiche diverse a seconda che dovranno essere impiegati con polvere di roccia
asfaltica di provenienza abruzzese o siciliana ed a seconda della stagione in cui i lavori verranno
eseguiti.
36.24 - Materiali per impianti elettrici.
36.24.1 - Generalità
Tutti i materiali e gli apparecchi impiegati negli impianti elettrici devono essere adatti
all'ambiente in cui sono installati e devono avere caratteristiche tali da resistere alle azioni
meccaniche, corrosive, termiche o dovute all'umidità alle quali possono essere esposti durante
l'esercizio. Tutti i materiali e gli apparecchi devono essere rispondenti alle relative norme CEI e
tabelle di unificazione CEI-UNEL, ove queste esistono.
E' raccomandata nella scelta dei materiali la preferenza ai prodotti nazionali. Tutti gli
apparecchi devono riportare dati di targa ed eventuali indicazioni d'uso utilizzando la simbologia del
CEI e la lingua italiana.
36.24.2 - Interruttori
Per i comandi (interruttori, deviatori, pulsanti e simili) e prese a spina sono da impiegarsi, salvo che
il progetto non indichi qualcosa di diverso, apparecchi da incasso modulari e componibili.
Gli interruttori devono avere portata 16 A; é ammesso negli edifici residenziali l'uso di
interruttori di portata 10 A; le prese devono essere di sicurezza con alveoli schermati e far parte di
una serie completa di apparecchi atti a realizzare impianti di segnalazione, impianti di
distribuzione sonora negli ambienti ecc.
La serie deve consentire l'installazione di almeno 3 apparecchi interruttori nella scatola
rettangolare normalizzata.
Nelle costruzioni a carattere collettivo-sociale aventi interesse amministrativo, culturale,
giudiziario, economico e comunque in edifici in cui si svolgono attività comunitarie, le
apparecchiature di comando devono essere installate ad un'altezza massima di 0,90 m dal pavimento.
Devono essere inoltre facilmente individuali e visibili anche in caso di illuminazione nulla:
vedere D.P.R. 384 del 27 aprile del 1978.
Le prese di corrente che alimentano utilizzatori elettrici con forte assorbimento (lavatrice,
lavastoviglie, cucina ecc.) devono avere un proprio dispositivo di protezione di sovracorrente,
interruttore bipolare con fusibile sulla fase o interruttore magnetotermico.
Le apparecchiature installate nei quadri di comando e negli armadi devono essere del tipo
modulare e componibile con fissaggio a scatto su profilato preferibilmente normalizzato EN 50022
[norme CEI (17-18)].
In particolare:
a) gli interruttori automatici magnetotermici da 1 a 100 A devono essere modulari e componibili
con potere di interruzione fino a 6.000 A, salvo casi particolari;
b) tutte le apparecchiature necessarie per rendere efficiente e funzionale l'impianto (ad esempio
trasformatori, suonerie, portafusibili, lampade di segnalazione, interruttori programmatori, prese di
corrente CEE ecc.) devono essere modulari e accoppiabili nello stesso quadro con gli interruttori
automatici di cui al punto a);
c) gli interruttori con relé differenziale fino a 63 A devono essere modulari e appartenere alla stessa
serie di cui ai punti a) e b).
d) gli interruttori magnetotermici differenziali tetrapolari con 3 poli protetti fino a 63 A devono
essere modulari ed essere dotati di un dispositivo che consenta la visualizzazione dell'avvenuto
intervento e permetta preferibilmente di distinguere se detto intervento é provocato dalla
protezione magnetotermica o dalla protezione differenziale. E' ammesso l'impiego di interruttori
-56Comune di Empoli - Ufficio Tecnico
differenziali puri purché abbiano un potere di interruzione con dispositivo associato di almeno
4.500 A;
e) il potere di interruzione degli interruttori automatici deve essere garantito sia in caso di
alimentazione dai morsetti superiori (alimentazione dall'alto) sia in caso di alimentazione dai morsetti
inferiori (alimentazione dal basso).
Gli interruttori di cui in c) e in d) devono essere conformi alle norme CEI 23-18 e devono essere
interamente assemblati a cura del Costruttore.
Interruttori scatolati
Onde agevolare le installazioni sui quadri e l'intercambiabilità, gli apparecchi da 100 a 250 A é
preferibile abbiano stesse dimensioni d'ingombro. Nella scelta degli interruttori posti in serie, va
considerato il problema della selettività nei casi in cui sia di particolare importanza la continuità del
servizio.
Il potere di interruzione deve essere dato nella categoria di prestazione P2 (norme CEI 17-5) onde
garantire un buon funzionamento anche dopo 3 cortocircuiti con corrente pari al potere di
interruzione.
Gli interruttori differenziali devono essere disponibili nella versione normale e nella versione
con intervento ritardato per consentire la selettività con altri interruttori differenziali installati a
valle.
Qualora vengano usati interruttori modulari negli impianti elettrici che presentano correnti di c.c.
elevate 6.000 A, gli interruttori automatici magnetotermici devono avere adeguato potere di
interruzione in categoria di impiego P 2 Gli interruttori magnetotermici posti a monte dell’impianto
elettrico da proteggere dovranno essere del tipo con elevato potere di limitazione
36.24.3 - Quadri di comando e distribuzione in lamiera
I quadri di comando devono essere muniti di profilati per il fissaggio a scatto delle
apparecchiature elettriche Detti profilati devono essere rialzati dalla base per consentire il passaggio
dei conduttori di cablaggio.
Gli apparecchi installati devono essere protetti da pannelli di chiusura preventivamente lavorati
per far sporgere l'organo di manovra delle apparecchiature.
I quadri devono essere costruiti in modo da dare la possibilità di essere installati da parete o da
incasso, senza sportello, con sportello trasparente o in lamiera, con serratura a chiave a seconda della
decisione della Direzione Lavori.
Il grado di protezione dovrà essere quello di progetto ma comunque non dovrà essere minore di
IP 30 e adeguato all'ambiente.
I quadri di comando di grandi dimensioni e gli armadi di distribuzione devono appartenere a una
serie di elementi componibili di larghezza e di profondità adeguate
Gli apparecchi installati devono essere protetti da pannelli di chiusura preventivamente lavorati
per far sporgere l'organo di manovra delle apparecchiature; deve essere prevista la possibilità
di individuare le funzioni svolte dalle apparecchiature.
Sugli armadi deve essere possibile montare porte trasparenti o cieche con serratura a chiave. Sia
la struttura che le porte devono essere realizzate in modo da permettere il montaggio delle porte
stesse con l'apertura destra o sinistra.
Il grado di protezione minimo é di IP 30.
Quadri di comando e di distribuzione in materiale isolante
Negli ambienti in cui l'Amministrazione appaltante lo ritiene opportuno, al posto dei quadri in
lamiera si dovranno installare quadri in materiale isolante.
In questo caso devono avere attitudine a non innescare l'incendio in caso di riscaldamento
eccessivo secondo la tabella di cui all'art. 134.1.6 delle norme CEI 64-8, e comunque i quadri non
incassati devono avere una resistenza alla prova del filo incandescente non inferiore a 650 °C.
I quadri devono essere composti da cassette isolanti con piastra porta-apparecchi estraibile
per consentire il cablaggio degli apparecchi in officina. Devono essere disponibili con grado di
-57Comune di Empoli - Ufficio Tecnico
protezione adeguato all'ambiente di installazione e comunque almeno IP 30; in questo caso il
portello deve avere apertura a 180 gradi.
Questi quadri devono consentire una installazione del tipo a doppio isolamento.
Tutti i quadri dovranno essere certificati AS o ASD o ANS a cura della ditta appaltatrice.
36.24.4 - Prove dei materiali dell’impianto elettrico
Tutti i materiali dovranno essere contrassegnati con il Marchio di qualità Italiano o equivalenti ai
sensi della legge 791 del 18 ottobre 1977.
Nell’ipotesi in cui dovessero essere utilizzati, con il consenso dell’Amministrazione appaltante,
materiali privi di marchio di qualità riconosciuto, la stessa indicherà preventivamente eventuali
prove da eseguirsi in fabbrica o presso laboratori specializzati da precisarsi, su materiali da
impiegarsi negli impianti oggetto dell'appalto.
Le spese inerenti a tali prove non faranno carico all'Amministrazione appaltante, la quale si
assumerà le sole spese per fare eventualmente assistere alle prove propri incaricati.
36.24.5 - Accettazione dei materiali dell’impianto elettrico
I materiali dei quali sono stati richiesti i campioni non potranno essere posti in opera che dopo
l'accettazione da parte dell'Amministrazione appaltante. Questa dovrà dare il proprio responso
entro sette giorni dalla presentazione dei campioni, in difetto il ritardo graverà sui termini di consegna
delle opere.
Le parti si accorderanno per l'adozione, per i prezzi e per la consegna, qualora nel corso dei
lavori si dovessero usare materiali non contemplati nel contratto.
La Ditta appaltatrice non dovrà porre in opera materiali rifiutati dall'Amministrazione
appaltante, provvedendo quindi ad allontanarli dal cantiere.
36.25 - Materiali per impianti idro-sanitaro e termico.
36.25.1- Corpi scaldanti
Ventilconvettori:
• Norme di riferimento
- Norma UNI 7940 “Ventilconvettori. Condizioni di prova e caratteristiche
- Norma CEI
• Documentazione da fornire
- dettagli di installazione
- documentazione tecnico-illustrativa
- dichiarazione della potenza sonora in dB(A)
- lista parti di ricambio per un esercizio di due anni
• Oltre agli accessori specifici illustrati nel progetto esecutivo dovranno essere fornite le seguenti
valvole
- valvole a sfera di intercettazione
- valvole di sfogo aria su batteria
Radiatori:
• Documentazione da fornire
- dettagli di installazione
- documentazione tecnico-illustrativa
-58Comune di Empoli - Ufficio Tecnico
• Caratteristiche costruttive
- I Corpi scaldanti potranno essere in ghisa a colonna o a piastra, in alluminio o in acciaio del tipo
modulare verniciati con colore bianco ral 9010 se non diversamente specificato nel progetto esecutivo
• Oltre agli accessori specifici illustrati nel progetto esecutivo dovranno essere fornite le seguenti
valvole
- valvole a sfera di intercettazione e detentori
- valvole automatiche di sfogo aria
36.25.2 - Tubazioni
• Norme di riferimento
- D.M. 12 dicembre 1985 “Norme tecniche relative alle tubazioni”
- Norme UNI
- Norme UNI-CIG per la sicurezza nell’impiego del gas combustibile
- Norma sperimentale UNI 9182 “Impianti di alimentazione e distribuzione di acqua fredda e calda.
Criteri di progettazione, collaudo e gestione”.
- D.M. 24 Novembre 1984 “Norme di sicurezza antincendio per il trasporto, la distribuzione,
l’accumulo e l’utilizzazione del gas naturale con densità superiore a 0,8”.
- Norme di installazione, costruzione ed esercizio degli impianti fissi di estinzione automatici a
pioggia emesse dal Concordato Italiano Incendi
- Norma sperimentale CTIMA n° 12 (Comitato tecnico italiano materiali antincendio) “Idranti per
l’estinzione incendi.
Norme per l’installazione e condizioni di accettazione”.
- D.M. 12/04/1996 “Approvazione della regola tecnica di prevenzione incendi per la progettazione, la
costruzione e l’esercizio degli impianti termici alimentati da combustibili gassosi”
• Documentazione da fornire
- disegni costruttivi, nella scala richiesta dalla D.L., rispecchianti l’esatta ubicazione delle reti e di
ogni loro componente, (Valvole, dilatatori,
punti fissi, punti scorrevoli, scarichi, sfiati,
strumentazione, supporti, staffe ecc.)
- dettagli di installazione
• Materiali tubazioni
Tubazioni in acciaio
- tubi senza saldatura, in acciaio legato, secondo UNI 8863 serie leggera e media;
- tubi bollitori di acciaio lisci commerciali senza saldatura, acciaio secondo UNI 7287 e UNI 4991;
- tubi senza saldatura, in acciaio non legato, secondo UNI 6363 serie B e C;
- tubi senza saldatura, in acciaio Fe 45-1, secondo UNI 7088.
Per tutte le tubazioni, condizioni di impiego in funzione della temperatura e della pressione di
esercizio, secondo UNI 1284
Tubazioni in rame
Tubi in rame disossidato al fosforo Cu-DHP secondo UNI 5649/1, fabbricati con il procedimento senza
saldatura, secondo UNI 6507, nel tipo ricotto in rotoli o/e crudo in verghe. Diametri, spessori e masse
conformi alla serie B (pesante).
Tubazioni in materiale plastico
Non devono essere utilizzati in impianti di riscaldamento. Negli impianti di distribuzione di acqua
fredda potabile saranno utilizzati tubi di polietilene (Pebd, Pead, PEX, XLPE), tubi di polipropilene
(PP) o tubi di polibutene purché siano fornite le certificazioni attestanti la loro idoneità in quanto non
-59Comune di Empoli - Ufficio Tecnico
rilascianti sostanze tossiche all’acqua. Per impianti di distribuzione di acqua calda sanitaria saranno
utilizzati soltanto tubi di polietilene reticolato (PEX, XLPE). La pressione sopportata dai tubi utilizzati
dovrà essere almeno 1,5 volte quella massima prevista nell’impianto.
Per l’adduzione del gas dovrà essere utilizzato soltanto polietilene ad alta densità resistente almeno
fino a 10 atmosfere.
• Giunzioni e pezzi speciali
Per tubazioni in acciaio nero
- saldature
saldature eseguite da saldatori qualificati secondo UNI 4633 ed UNI 5770-60
giunzioni delle tubazioni con diametro inferiore a DN 50 di norma realizzate mediante saldatura
autogena con fiamma ossiacetilenica.
giunzioni delle tubazioni con diametro superiore eseguite di norma all’arco elettrico a corrente
continua.
La D.L. si riserva il diritto di fare eseguire a spese a cura della Ditta qualche controllo radiografico
(max 2% del numero totale di saldature).
- giunzioni mobili
giunzioni a raccordi filettati per diametri inferiori a DN 50 ed in alternativa alla saldatura.
giunzioni a flangia con flange del tipo a saldare di testa UNI 2280-84 secondo la pressione nominale di
esercizio.
Tutte le flange con gradino di tenuta UNI 2229 ed il diametro esterno del collarino corrispondente al
diametro esterno della tubazione (ISO).
Guarnizioni tipo Klingerit spessore 2 mm
Bulloni a testa esagonale con dado esagonale UNI 5727-65.
Unione delle flange al tubo eseguita mediante saldatura elettrica .
- pezzi speciali da saldare
curve in acciaio stampato a raggio stretto UNI 5788-65 senza saldatura. Sono ammesse curve piegate a
freddo sino al diametro 1”. Non sono ammesse curve a spicchi, ne gomiti.
riduzioni concentriche oppure eccentriche come mostrato sui disegni o come concordato con la D.L.
Per tubazioni di rame
giunzioni in rame a brasatura capillare forte.
mediante raccordi a brasare e raccordi misti secondo UNI 8050
Per tubazioni di polietilene le giunzioni possono avvenire con raccordi in ottone o press fitting, con
saldatura di testa o con pezzi speciali e raccordi anch’essi in polietilene. Le norme di riferimento sono
la UNI 8849, 8850, 9736.
• Spessore delle coibentazioni
Conduttività
dell’isolante
(W/m °C)
0,034
0,036
0,038
0,040
0,042
0,044
0,046
ø
esterno
tubo
(mm)
< 20
15
17
18
20
22
24
26
ø
esterno
tubo
(mm)
da 20 a 39
23
25
28
30
32
35
38
esterno
ø
tubo
(mm)
da 40 a 59
31
34
37
40
43
46
50
ø
esterno
tubo
(mm)
da 60 a 79
39
43
46
50
54
58
62
Riduzioni dello spessore delle coibentazioni:
-60Comune di Empoli - Ufficio Tecnico
ø
esterno
tubo
(mm)
da 80 a 99
44
47
51
55
59
63
68
ø
esterno
tubo
(mm)
100
48
52
56
60
64
69
74
per tubazioni poste nella parte interna di pareti affacciate verso l’esterno o verso locali non riscaldati
(all’interno rispetto all’isolamento della parete) gli spessori vanno ridotti alla metà (coefficiente 0,5)
per tubazioni poste entro pareti affacciate verso locali riscaldati gli spessori vanno ridotti del 70 %
(coefficiente 0,3)
I canali dell’aria per la climatizzazione invernale posti in ambienti non riscaldati vanno coibentati con
isolante posto all’esterno del canale e avente spessore non inferiore a quello indicato nella colonna da
20 a 39 mm.
Il materiale usato per la coibentazione dovrà in ogni caso essere idoneo all’uso alla temperatura
massima raggiungibile nell’impianto ed essere in classe di reazione al fuoco non superiore alla I°.
-61Comune di Empoli - Ufficio Tecnico
PARTE 2^
Modo di esecuzione di ogni categoria di lavoro
Articolo N. 37
PRESCRIZIONI TECNICHE PER L'ESECUZIONE DEI LAVORI
Tutti i lavori, definitivi o provvisori, saranno eseguiti secondo le migliori regole d'arte e secondo le
prescrizioni che in corso di esecuzione verranno date dalla Direzione dei Lavori, rimanendo stabilito
che l'Impresa attuerà a sue cure e spese, tutti i provvedimenti necessari per evitare il verificarsi di danni
alle opere, alle persone ed alle cose, intendendosi pertanto che l'Amministrazione appaltante resterà
sollevata ed indenne da qualsiasi responsabilità verso terzi e da qualunque molestia giudiziaria che
dovesse derivare dall'esecuzione dei lavori.
In particolare l'Impresa dovrà adottare tutte le cautele del caso nell'esecuzione delle opere destinate
ad assicurare il transito provvisorio durante l'esecuzione dei lavori nonché le cautele ed i mezzi d'opera
atti a prevenire i danni che potessero verificarsi ai fabbricati, servizi e beni circostanti in dipendenza
dell'esecuzione dei lavori ed accertare eventualmente in contraddittorio con i proprietari od Enti
interessati la consistenza dei fabbricati, beni o servizi rimanendo fin d'ora pattuito che l'Impresa ed essa
sola è responsabile degli eventuali danni ad essi arrecati, e come tale è tenuta al loro completo
risarcimento.
In genere l'appaltatore avrà facoltà di sviluppare i lavori nel modo che crederà più conveniente per
darli perfettamente compiuti nel termine contrattuale. L'Amministrazione si riserva il diritto
insindacabile di stabilire l'esecuzione di un determinato lavoro entro un congruo termine perentorio o
di disporre l'ordine di esecuzione dei lavori nel modo che riterrà più conveniente, senza che
l'Appaltatore possa rifiutarsi o farne oggetto di richiesta di speciali compensi.
Per tutte quelle categorie di lavori per le quali non si trovino nel presente contratto ed annesso
elenco, prescritte speciali norme, l'Appaltatore dovrà seguire i migliori procedimenti prescritti dalla
tecnica, attenendosi agli ordini che a l’uopo impartirà la Direzione dei Lavori.
Particolarmente si prescrivono le seguenti norme:
37.1 - MOVIMENTI TERRA
37.1.1 - Scavi in genere.
Gli scavi in genere per qualsiasi lavoro dovranno essere eseguiti secondo i disegni di progetto e le
particolari prescrizioni che saranno date all'atto esecutivo dalla D.L.
Nelle esecuzioni degli scavi in genere l'Appaltatore dovrà procedere in modo da impedire
scoscendimenti e franamenti, restando esso oltrechè totalmente responsabile di eventuali danni alle
persone ed alle opere, altresì obbligato a provvedere a suo carico e spese alla rimozione delle macerie
franate.
L'Appaltatore dovrà inoltre provvedere a sue spese affinché le acque scorrenti ed alla superficie del
terreno siano deviate in modo che non abbiano a riversarsi negli scavi.
Le materie provenienti dagli scavi in genere, ove non siano utilizzabili, o non ritenute adatte, a
giudizio insindacabile della D.L., ad altro impiego nei lavori, dovranno essere portate a rifiuto fuori
della sede del cantiere, o ai pubblici scarichi ovvero su aree che l'Appaltatore dovrà provvedere a sua
cura e spese.
Qualora le materie provenienti dagli scavi dovessero essere utilizzate per tombamenti o rinterri, esse
dovranno essere depositate in luogo adatto, accettato dalla Direzione dei Lavori, per essere poi riprese
a tempo opportuno.
In ogni caso le materie depositate non dovranno riuscire di danno ai lavori, alle proprietà pubbliche
o private ed a libero deflusso delle acque scorrenti alla superficie.
-62Comune di Empoli - Ufficio Tecnico
La D.L. potrà fare asportare a spese dell'Appaltatore, le materie depositate in contravvenzione alle
precedenti disposizioni.
37.1.2 - Scavi di sbancamento.
Gli scavi di sbancamento sono quelli occorrenti per lo spianamento e sistemazione del terreno per
l'impianto delle opere d'arte, formazione di platee, tagli di scarpate, ritagli di sponde ed aperture di
trincee stradali. Per scavo di sbancamento o taglio a sezione aperta, s'intende quello praticato al disopra
del piano orizzontale, passante per il punto più depresso del terreno naturale o dal punto più depresso
delle trincee o plateamenti precedentemente eseguiti ed aperti almeno da un lato.
Detti scavi dovranno essere eseguiti dall'Impresa convenientemente armati con sbadacchiature od
anche, se la natura del terreno lo richiede, con casseri a tenuta.
Degli eventuali franamenti di scarpate dovuti a deficiente armatura degli scavi o ad altra causa
qualsiasi, non sarà tenuto conto agli effetti contabili.
Quando l’intero scavo debba risultare aperto su di un lato (caso di un canale fugatore) e non venga
ordinato lo scavo a tratti, il punto più depresso è quello terminale.
Appartengono alla categoria degli scavi di sbancamento così generalmente definiti tutti i cosiddetti
scavi di splateamento e quelli per allargamento di trincee, tagli di scarpate di rilevati per costruire
opere di sostegno, scavi per incassatura di opere d’arte (spalle di ponti, spallette di briglie, ecc.)
eseguiti superiormente al piano orizzontale determinato come sopra, considerandosi come piano
naturale anche l’alveo dei torrenti e dei fiumi.
37.1.3 - Scavo di fondazione.
Per scavi di fondazione in generale si intendono quelli ricadenti al disotto del piano orizzontale di
cui all’articolo precedente, chiusi fra le pareti verticali riproducenti il perimetro delle fondazioni delle
opere d’arte. Quali che siano la natura e la qualità del terreno, gli scavi per fondazione dovranno essere
spinti fino alla profondità che dalla Direzione dei lavori verrà ordinata all’atto della loro esecuzione,
tenendo conto delle prescrizioni di cui al D.M. 11 marzo 1988 riguardante le norme tecniche sui terreni
e i criteri di esecuzione delle opere di sostegno e di fondazione e la relativa Circ. M. LL. PP. 24
settembre 1988, n. 30483.
Le profondità che si trovano indicate nei disegni di consegna sono perciò di semplice avviso e
l’Amministrazione appaltante si riserva piena facoltà di variarle nella misura che reputerà più
conveniente, senza che ciò possa dare all’Appaltatore motivo alcuno di fare eccezione o domande di
speciali compensi, avendo egli soltanto diritto al pagamento del lavoro eseguito, coi prezzi contrattuali
stabiliti per le varie profondità da raggiungere.
E’ vietato all’Appaltatore, sotto pena di demolire il già fatto, di porre mano alle murature prima che
la Direzione dei lavori abbia verificato ed accettato i piani delle fondazioni.
I piani di fondazione dovranno essere generalmente orizzontali, ma per quelle opere che cadono
sopra falde inclinate, potranno, a richiesta della Direzione dei lavori, essere disposti a gradini ed anche
con determinate contropendenze.
Gli scavi di fondazione dovranno di norma essere eseguiti a pareti verticali e l’Impresa dovrà,
occorrendo, sostenerle con convenienti armature e sbadacchiature, restando a suo carico ogni danno
alle cose ed alle persone che potesse verificarsi per smottamenti o franamenti dei cavi. Questi potranno
però, ove ragioni speciali non lo vietino, essere eseguiti con pareti a scarpata. In questo caso non sarà
compensato il maggiore scavo eseguito, oltre quello strettamente occorrente per la fondazione
dell’opera, e l’Impresa dovrà provvedere a sue cure e spese al successivo riempimento del vuoto
rimasto intorno alle murature di fondazione dell’opera, con materiale adatto, ed al necessario
costipamento di quest’ultimo.
Analogamente dovrà procedere l’Impresa senza ulteriore compenso a riempire i vuoti che restassero
attorno alle murature stesse, pure essendosi eseguiti scavi a pareti verticali, in conseguenza della
esecuzione delle murature con riseghe in fondazione.
-63Comune di Empoli - Ufficio Tecnico
Per aumentare la superficie di appoggio la Direzione dei lavori potrà ordinare per il tratto terminale
di fondazione per una altezza sino ad un metro che lo scavo sia allargato mediante scampanatura,
restando fermo quanto sopra è detto circa l’obbligo dell’Impresa, ove occorra di armare
convenientemente, durante i lavori la parete verticale sovrastante.
Qualora gli scavi si debbano eseguire in presenza di acqua e questa si elevi negli scavi, non oltre
però il limite massimo di cm. 20 previsto nel titolo seguente, l’Appaltatore dovrà provvedere, se
richiesto dalla Direzione dei lavori, all’esaurimento dell’acqua stessa coi mezzi che saranno ritenuti più
opportuni.
L’Appaltatore dovrà provvedere, a sua cura, spese ed iniziativa, alle suddette assicurazioni,
armature, puntellature e sbadacchiature, nella quantità e robustezza che per la qualità delle materie da
escavare siano richieste. Il legname impiegato a tale scopo, semprechè non si tratti di armature
formanti parte integrante dell’opera, da restare quindi in posto in proprietà all’Amministrazione,
resteranno di proprietà dell’Impresa se, per qualsiasi ragione, tale recupero possa risultare soltanto
parziale, od anche totalmente negativo.
L’Impresa sarà tenuta ad evitare il recapito entro i cavi di fondazione di acque provenienti
dall’esterno. Nel caso che ciò si verificasse resterebbe a suo totale carico la spesa per i necessari
aggottamenti.
37.1.4 - Demolizioni.
Le demolizioni si eseguiranno in modo da non danneggiare le eventuali rimanenti parti delle opere
da conservare, rimanendo a carico dell'appaltatore il ripristino delle parti indebitamente demolite o
danneggiate. I materiali inutilizzabili di risulta, verranno portati alla discarica a cura e spese
dell'Impresa.
37.1.5 - Rilevati.
Prima di costruire nuovi rilevati di terra e ringrossi di altri già esistenti, siano argini o rampe, si fa lo
scoticamento, l'espurgo di melma o altre materie ed il dissodamento della sede, lo scoticamento ed
addentellamento, l'affossamento e l'espurgo di tutte le superfici degli esistenti rilevati ai quali devono
addossarsi i ringrossi ed i nuovi rilevati.
Lo scoticamento consisterà nel cavare la cotica erbosa per lo spessore fissato dal progetto, l'espurgo
consisterà nel togliere dalla sede dei nuovi rilevati e da tutte le superfici di unione del vecchio ai nuovi
rilevati, le pietre sciolte o murate, le ghiaie, le sabbie, le melme ed ogni altra materia inadatta a
costruire buoni rilevati arginali e ciò fino alla profondità che sarà ritenuta necessaria per impiantare su
terreno adatto nuovi rilevati.
Per espurgo si deve intendere anche l'estirpazione della ceppa e delle
radici di arbusti.
I materiali risultanti dalla scorticatura e dall'espurgo saranno a cura e spesa dell'Impresa trasportati a
rifiuto in quei luoghi che crederà meglio l'Impresa stessa nel suo interesse, purché non abbiano a porre
impedimenti di sorta all'esecuzione dei lavori, allo scolo o al deflusso delle acque, alla circolazione
ecc.
Quando l'Impresa per tali depositi di rifiuto intendesse valersi degli alvei dei corsi d'acqua, dovrà
ottenere il prescritto nulla osta idraulico e la preventiva autorizzazione della D.L.
Il dissodamento della sede dei nuovi rilevati si farà vangandoli in modo continuo fino alla
profondità di 15 cm. e sminuzzando le zolle risultanti dalla vangatura oppure si eseguiranno
affossamenti di ml. 0,50 di larghezza e ml. 0,50 di profondità ubicati a distanza di ml. 1,50 fra asse ed
asse.
L'addentellamento si farà incidendo nelle superfici inclinate degli esistenti rilevati, preventivamente
scoticate ed espurgate, una gradinata a gradini immediatamente consecutivi, che abbiano la pedata
larga non meno di 40 cm. ed inclinata a reggipoggio, cioè in senso inverso alla scarpata nella quale i
gradini stessi saranno intagliati.
37.1.6 - Rilevati compattati.
-64Comune di Empoli - Ufficio Tecnico
I rilevati compattati saranno costituiti da terreni adatti, esclusi quelli vegetali (vedi norme di cui
all’art. 14 lettera f ) da mettersi in opera a strati non eccedenti i 25-30 cm costipati meccanicamente
mediante idonei attrezzi (rulli a punte, od a griglia, nonché quelli pneumatici zavorrati secondo la
natura del terreno ed eventualmente lo stadio di compattazione - o con piastre vibranti) regolando il
numero dei passaggi e l’aggiunta dell’acqua (innaffiamento) in modo da ottenere ancor qui una densità
pari a 90% di quella Proctor. Ogni strato sarà costipato nel modo richiesto prima di procedere a
ricoprirlo con altro strato, ed avrà superiormente la sagoma della monta richiesta per l’opera finita, così
da evitarsi ristagni di acqua e danneggiamenti. Qualora nel materiale che costituisce il rilevato siano
incluse pietre, queste dovranno risultare ben distribuite nell’insieme dello strato, comunque nello strato
superiore sul quale appoggia l’impianto della sovrastruttura tali pietre non dovranno avere dimensioni
superiori a cm 10.
Il terreno di impianto dei rilevati compattati che siano di altezza minore di m 0.50, qualora sia di
natura sciolta o troppo umida, dovrà ancor esso essere compattato, previa scarificazione, al 90% della
densità massima, con la relativa umidità ottima. Se detto terreno di impianto del rilevato ha scarsa
portanza lo si consoliderà preliminarmente per l’altezza giudicata necessaria, eventualmente
sostituendo il terreno in posto con materiali sabbiosi o ghiaiosi.
Particolare cura dovrà aversi nei riempimenti e costipazione a ridosso dei piedritti, muri d’ala, muri
andatori ed opere d’arte in genere.
Sarà obbligo dell’Appaltatore, escluso qualsiasi compenso, di dare ai rilevati, durante la loro
costruzione, quelle maggiori dimensioni richieste dallo assestamento delle terre, affinché all’epoca del
collaudo i rilevati eseguiti abbiano dimensioni non inferiori a quelle prescritte.
Fa parte della formazione del rilevato oltre la profilatura delle scarpate e delle banchine e dei cigli, e
la costruzione degli arginelli se previsti, il ricavare nella piattaforma, all’atto della costruzione e nel
corso della sistemazione, il cassonetto di dimensione idonea a ricevere l’ossatura di sottofondo e la
massicciata.
In corso di lavoro l’Appaltatore dovrà curare l’apertura di fossetti di guardia a monte scolanti, anche
provvisori, affinché le acque piovane non si addossino alla base del rilevato in costruzione.
Nel caso di rilevati compattati su base stabilizzata, i fossi di guardia scolanti al piede dei rilevanti
dovranno avere possibilmente il fondo più basso dell’impianto dello strato stabilizzato.
37.1.7 - Rilevati e rinterri addossati alle murature e riempimenti con pietrame
Per rilevati e rinterri da addossarsi alle murature dei manufatti o di altre opere qualsiasi, si dovranno
sempre impiegare materie sciolte, silicee o ghiaiose, restando vietato in modo assoluto l’impiego di
quelle argillose ed in generale di tutte quelle che con l’assorbimento di acqua si rammolliscano e si
gonfiano, generando spinte.
Nella formazione dei suddetti rilevati, rinterri e riempimenti, dovrà essere usata ogni diligenza
perché la loro esecuzione proceda per strati orizzontali di eguale altezza da tutte le parti, disponendo
contemporaneamente le materie bene sminuzzate con la maggiore regolarità e precauzione, in modo da
caricare uniformemente le murature su tutti i lati e da evitare le sfiancature che potrebbero derivare da
un carico male distribuito.
Le materie trasportate in rilevato o rinterro con vagoni o carretti non potranno essere scaricate
direttamente contro le murature, ma dovranno depositarsi in vicinanza dell’opera per essere riprese poi
e trasportate con carriole, barelle ed altro mezzo, purché a mano, al momento della formazione dei
suddetti rinterri.
Per tali movimenti di materiale dovrà sempre provvedersi alla pilonatura delle materie stesse, da
farsi per quella larghezza e secondo le prescrizioni che verranno indicate dalla Direzione lavori.
E’ vietato addossare terrapieni a murature di fresca costruzione.
Tutte le ripartizioni o ricostruzioni che si rendessero necessarie per la mancata od imperfetta
osservanza delle prescrizioni del presente articolo, saranno a tutto carico dell’Appaltatore.
-65Comune di Empoli - Ufficio Tecnico
I riempimenti di pietrame a secco per drenaggi, fognature, vespai, banchettoni di consolidamento e
simili, dovranno essere formati con pietre da collocarsi in opera a mano e ben costipate, al fine di
evitare cedimenti per effetto dei carichi superiori.
Per i drenaggi o fognature si dovranno scegliere le pietre più grosse e regolari e possibilmente a
forma di lastroni per impiegarle nella copertura dei sottostanti pozzetti e cunicoli, ed usare negli strati
inferiori il pietrame di maggiori dimensioni, impiegando, nell’ultimo strato superiore pietrame minuto,
ghiaia o anche pietrisco per impedire alle terre sovrastanti di penetrare o scendere, otturando così gli
interstizi fra le pietre. Sull’ultimo strato di pietrisco si dovranno pigiare convenientemente le terre, con
le quali dovrà completarsi il riempimento dei cavi aperti per la costruzione delle fognature o drenaggi.
37.2 - OPERE EDILI
37.2.1 - Demolizioni e Rimozioni.
Le demolizioni devono essere eseguite con ordine e con le necessarie precauzioni in modo da non
danneggiare le residue murature e da prevenire qualsiasi infortunio agli addetti ai lavori e da evitare
incomodi e disturbi.
Rimane pertanto vietato di gettare dall'alto i materiali in genere che invece devono essere trasportati
in basso e di sollevare polvere per il che tanto le murature, quanto i materiali di risulta dovranno essere
opportunamente bagnati.
Nelle demolizioni e rimozioni l'Appaltatore deve inoltre provvedere alle eventuali necessarie
puntellature per sostenere le parti che devono restare e disporre in modo da non deteriorare i materiali
risultanti i quali tutti devono ancora potersi impiegare utilmente sotto la pena di rivalsa di danni a
favore della Stazione appaltante.
Le demolizioni dovranno limitarsi alle parti ed alle dimensioni prescritte. Quando anche per
mancanza di puntellamenti o di altre precauzioni, venissero demolite altre parti od oltrepassati i limiti
fissati, saranno pure a carico e spese dell'Appaltatore, senza alcun compenso, ricostruite e rimesse in
pristino le parti indebitamente demolite.
Tutti i materiali riutilizzabili che la Direzione dei Lavori ordinasse di reimpiegare devono essere
opportunamente scalcinati, puliti e custoditi nei luoghi di deposito che verranno indicati dalla
Direzione stessa.
Tutti i materiali, sia di scarto che di recupero, provenienti dalle demolizioni e rimozioni, devono
essere sempre dall'Appaltatore, trasportati fuori del cantiere nei punti indicati ed in rifiuto alle
pubbliche discariche.
37.2.2 - Composizione delle malte e conglomerati.
I quantitativi dei diversi materiali da impiegare per la composizione delle malte e dei conglomerati
dovranno essere secondo le indicazioni imposte dalla D.L. o stabilite nell'elenco dei prezzi. In assenza
di tali indicazioni dovranno corrispondere alle seguenti proporzioni:
a) MALTA COMUNE PER MURATURE (1:3)
Calce spenta in pasta ...................................................
Sabbia ........................................................................
mc.
mc.
0.30
0.90
b) MALTA COMUNE PER INTONACO RUSTICO
Calce spenta in pasta ..................................................
Sabbia ........................................................................
mc.
mc.
0.40
0.80
c) MALTA COMUNE PER STABILIRE (1:2)
Calce spenta in pasta ..................................................
Sabbia ........................................................................
mc.
mc.
0.40
0.80
-66Comune di Empoli - Ufficio Tecnico
d) MALTA BASTARDA
Malta di cui alla lettera (a) ..........................................
Cemento Portland tipo "325" ....................................... q.li
mc. 1.00
1.50
e) MALTA CEMENTIZIA PER MURATURE
Cemento Portland tipo "325" .......................................
Sabbia ...........................................................................
q.li
mc.
3.00
1.00
f) MALTA CEMENTIZIA PER INTONACI
Cemento Portland tipo "325" .......................................
Sabbia ..........................................................................
q.li
mc.
5.00
1.00
g) CONGLOMERATO CEMENTIZIO PER FONDAZIONI E SOTTOFONDI
Cemento R=325 ..........................................................
q.li 2.50
Sabbia ..........................................................................
mc. 0.40
Pietrisco o ghiaia ........................................................
mc. 0.80
h) CONGLOMERATO CEMENTIZIO CON CEMENTO PORTLAND PER C.A. RcK 200
Cemento R=425 ..........................................................
q.li 2.50
Sabbia ........................................................................
mc. 0.400
Pietrisco o ghiaia ........................................................
mc. 0.800
i) CONGLOMERATO CEMENTIZIO CON CEMENTO ALTA RESISTENZA PER C.A.:
Cemento R=425 ..........................................................
q.li 3.50
Sabbia ........................................................................
mc. 0.400
Pietrisco o ghiaia ........................................................
mc. 0.800
Quando la Direzione dei lavori ritenesse di variare tali proporzioni, l'Impresa sarà obbligata ad
uniformarsi alle prescrizioni della medesima, salvo le conseguenti variazioni di prezzo in base alle
nuove proporzioni previste. I materiali, le malte ed i conglomerati, esclusi quelli forniti in sacchi di
peso determinato, dovranno ad ogni impasto essere misurati con apposite casse, della capacità
prescritta dalla Direzione dei lavori, che l'Impresa sarà in obbligo di provvedere e mantenere a sue
spese costantemente su tutti i piazzali ove verrà effettuata la manipolazione.
La calce spenta in pasta non dovrà essere misurata in fette, come viene estratta con badile dal
calcinaio, bensì dopo essere stata rimescolata e ricondotta ad una pasta omogenea consistente e bene
unita.
L'impasto dei materiali dovrà essere fatto a braccia d'uomo, sopra aree convenientemente
pavimentate, oppure a mezzo di macchine impastatrici o mescolatrici.
I materiali componenti le malte cementizie saranno prima mescolati a secco, fino ad ottenere un
miscuglio di tinta uniforme, il quale verrà poi asperso ripetutamente con la minore quantità di acqua
possibile, ma sufficiente, rimescolando continuamente.
Nella composizione di calcestruzzi con malte di calce comune od idraulica, si formerà prima
l'impasto della malta con le proporzioni prescritte, impiegando la minore quantità di acqua possibile,
poi si distribuirà la malta sulla ghiaia o pietrisco e si mescolerà il tutto fino a che ogni elemento sia per
risultare uniformemente distribuito nella massa ed avviluppato di malta per tutta la superficie.
Per i conglomerati cementizi semplici od armati gli impasti dovranno essere eseguiti in conformità
alle prescrizioni contenute nel D.M. 26 marzo 1980 - D.M. 27 luglio 1985 e successive modifiche ed
integrazioni.
Gli impasti, sia di malta che di conglomerato, dovranno essere preparati soltanto nella quantità
necessaria, per l'impiego immediato, cioè dovranno essere preparati volta per volta e per quanto
possibile in vicinanza del lavoro. I residui di impasto che non avessero, per qualsiasi ragione,
-67Comune di Empoli - Ufficio Tecnico
immediato impiego dovranno essere gettati a rifiuto, ad eccezione di quelli formati con calce comune,
che potranno essere utilizzati però nella sola stessa giornata del loro confezionamento.
37.2.3 - Murature e calcestruzzi
37.2.3.1 - Murature in genere. - Nelle costruzioni delle murature in genere verrà curata la perfetta
esecuzione degli spigoli, delle voltine, sordine, piattabande, archi e verranno lasciati tutti i necessari
ricavi, sfondi, canne e fori:
per ricevere le chiavi e i capichiavi delle volte, gli ancoraggi delle catene e delle travi a doppio T, le
testate delle travi in legno ed in ferro, le pietre da taglio e quanto altro non venga messo in opera
durante la formazione delle murature;
per il passaggio dei tubi pluviali, dell'acqua potabile, canne di stufa e camini, cessi orinatoi,
lavandini, immondizie, ecc.;
per le condutture elettriche di campanelli, di telefono e di illuminazione;
per le imposte delle volte e degli archi;
per gli zoccoli, arpioni di porte e finestre, zanche, soglie, ferriate, ringhiere, davanzali, ecc..
Quanto detto, in modo che non vi sia mai bisogno di scalpellare le murature già eseguite.
La costruzione delle murature deve iniziarsi e proseguire uniformemente, assicurando il perfetto
collegamento sia con le murature esistenti, sia fra le varie parti di esse, evitando nel corso dei lavori
la formazione di strutture eccessivamente emergenti dal resto della costruzione.
La muratura procederà a filari rettilinei, coi piani di posa normali alle superfici viste o come
altrimenti venisse prescritto.
All'innesto con muri da costruirsi in tempo successivo dovranno essere lasciate opportune
ammorsature in relazione al materiale impiegato.
I lavori di muratura, qualunque sia il sistema costruttivo adottato, debbono essere sospesi nei
periodi di gelo, durante i quali la temperatura si mantenga, per molte ore, al di sotto di 0° C.
Quando il gelo si verifichi solo per alcune ore della notte, le opere in muratura ordinaria possono
essere eseguite nelle ore meno fredde del giorno, purché, al distacco del lavoro, vengano adottati
opportuni provvedimenti per difendere le murature dal gelo notturno.
Le facce delle murature in malta dovranno essere mantenute bagnate almeno per giorni 15 dalla loro
ultimazione od anche più se sarà richiesto dalla Direzione dei lavori.
Le canne, le gole da camino e simili, saranno intonacate a grana fina; quelle di discesa delle
immondezze saranno intonacate a cemento liscio. Si potrà ordinare che tutte le canne, le gole, ecc.,
nello spessore dei muri siano lasciate aperte sopra una faccia, temporaneamente, anche per tutta la
loro altezza; in questi casi, il tramezzo di chiusura si eseguirà posteriormente.
Le impostature per le volte, gli archi, ecc. devono essere lasciate nelle murature sia con gli
addentellati d'uso, sia col costruire l'origine delle volte e degli archi a sbalzo mediante le debite
sagome, secondo quanto verrà prescritto.
La Direzione stessa potrà ordinare che sulle aperture di vani di porte e finestre siano collocati degli
architravi in cemento armato delle dimensioni che saranno fissate in relazione alla luce dei vani,
allo spessore del muro e al sovraccarico.
37.2.3.2. - Murature e riempimenti in pietrame a secco - vespai.a) Murature in pietrame a secco. - Dovranno essere eseguite con pietre ridotte col martello alla
forma più che sia possibile regolare, restando assolutamente escluse quelle di forma rotonda. Le
pietre saranno collocate in opera in modo che si colleghino perfettamente fra loro; scegliendo per i
parametri quelle di maggiori dimensioni, non inferiori a 20 cm di lato, e le più adatte per il miglior
combaciamento, onde supplire così con l'accuratezza della costruzione alla mancanza di malta.
Si eviterà sempre la ricorrenza delle connessure verticali. Nell'interno delle murature si farà uso
delle scaglie soltanto per appianare i corsi e riempire gli interstizi tra pietra e pietra.
La muratura in pietrame a secco per muri di sostegno in controriva o comunque isolati sarà sempre
coronata da uno strato di muratura in malta di altezza non minore di 30 cm; a richiesta della
-68Comune di Empoli - Ufficio Tecnico
Direzione dei lavori vi si dovranno eseguire anche opportune feritoie regolari regolarmente
disposte, anche a più ordini, per lo scolo delle acque.
b) Riempimenti in pietrame a secco (per drenaggi, fognature, banchettoni di consolidamento e
simili). - Dovranno essere formati con pietrame da collocarsi in opera a mano su terreno ben
costipato, al fine di evitare cedimenti per effetto dei carichi superiori.
Per drenaggi o fognature si dovranno scegliere le pietre più grosse e regolari e possibilmente a
forma di lastroni quelle da impiegare nella copertura dei sottostanti pozzetti o cunicoli; oppure
infine negli strati inferiori il pietrame di maggiore dimensione, impiegando nell'ultimo strato
superiore pietrame minuto, ghiaia o anche pietrisco per impedire alle terre sovrastanti di penetrare e
scendere otturando così gli interstizi tra le pietre. Sull'ultimo strato di pietrisco si dovranno pigiare
convenientemente le terre, con le quali dovrà completarsi il riempimento dei cavi aperti per la
costruzione di fognature e drenaggi.
c) Vespai e intercapedini. - Nei locali in genere i cui pavimenti verrebbero a trovarsi in contatto con
il terreno naturale, potranno essere ordinati vespai in pietrame o intercapedini in laterizio. In ogni
caso il terreno di sostegno di tali opere dovrà essere debitamente spianato, bagnato e ben battuto
con la mazzaranga per evitare qualsiasi cedimento.
Per i vespai in pietrame si dovrà formare anzitutto in ciascun ambiente una rete di cunicoli di
ventilazione, costituita da canaletti paralleli aventi interasse massimo di 1,50 m; essi dovranno
correre anche lungo tutte le pareti ed essere comunicanti fra loro. Detti canali dovranno avere
sezione non minore di 15 x 20 (di altezza) cm2 ed un sufficiente sbocco all'aperto, in modo da
assicurare il ricambio dell'aria.
37.2.3.3. - Murature di pietrame con malta. - La muratura a getto ("a sacco") per fondazioni risulterà
composta di scheggioni di pietra e malta grossa, quest'ultima in proporzione non minore di 0,45 m3
per metro cubo di murature.
La muratura sarà eseguita facendo gettate alternate entro i cavi fondazione di malta fluida e
scheggioni di pietra, preventivamente puliti e bagnati, assestando e spianando regolarmente gli strati
ogni 40 cm di altezza, riempiendo accuratamente i vuoti con materiale minuto e distribuendo la
malta in modo da ottenere strati regolari di muratura, in cui le pietre dovranno risultare
completamente rivestite di malta.
La gettata dovrà essere abbondantemente rifornita d'acqua in modo che la malta penetri in tutti gli
interstizi; tale operazione sarà aiutata con beveroni di malta molto grassa. La muratura dovrà
risultare ben costipata ed aderente alle pareti dei cavi, qualunque sia la forma degli stessi.
Qualora in corrispondenza delle pareti degli scavi di fondazione si incontrassero vani di gallerie o
cunicoli, l'lmpresa dovrà provvedere alla perfetta chiusura di detti vani con murature o chiusure in
legname in guisa da evitare il disperdimento della malta attraverso tali vie, ed in ogni caso sarà cura
adottare tutti i mezzi necessari perché, le murature di fondazione riescano perfettamente compatte e
riempite di malta.
La muratura di pietrame così detta lavorata a mano sarà eseguita con scapoli di pietrame, delle
maggiori dimensioni consentite dalla grossezza della massa muraria, spianati grossolanamente nei
panni di posa ed allettati di malta.
Le pietre, prima di essere collocate in opera, saranno diligentemente ripulite dalle sostanze terrose
ed ove occorra, a giudizio della Direzione dei lavori, accuratamente lavate. Saranno poi bagnate,
essendo proibito di eseguire la bagnatura dopo di averle disposte sul letto di malta.
Tanto le pietre quanto la malta saranno interamente disposte a mano, seguendo le migliori regole
d'arte, in modo da costituire una massa perfettamente compatta nel cui interno le pietre stesse ben
battute col martello risultino concatenate fra loro e rivestite da ogni parte di malta, senza alcun
interstizio.
La costruzione della muratura dovrà progredire a strati orizzontali di conveniente altezza,
concatenati nel senso della grossezza del muro, disponendo successivamente ed alternativamente
una pietra trasversale (di punta) dopo ogni due pietre in senso longitudinale, allo scopo di ben
legare la muratura anche nel senso della grossezza.
Dovrà sempre evitarsi la corrispondenza delle connessure fra due corsi consecutivi.
-69Comune di Empoli - Ufficio Tecnico
Gli spazi vuoti che verranno a formarsi per l'irregolarità delle pietre saranno riempiti con piccole
pietre che non tocchino mai a secco e non lasciano mai spazi vuoti, colmando con malta tutti gli
interstizi.
Nelle murature senza speciale paramento si impiegheranno per le facce viste le pietre di maggiori
dimensioni, con le facce interne rese piane e regolari in modo da costituire un paramento rustico a
faccia vista e si disporranno negli angoli le pietre più grosse e più regolari. Detto paramento rustico
dovrà essere più accurato e maggiormente regolare nelle murature di elevazione di tutti i muri dei
fabbricati.
Qualora la muratura avesse un rivestimento esterno, il nucleo della muratura dovrà risultare, con
opportuni accorgimenti, perfettamente concatenato col detto rivestimento nonostante la diversità di
materiale, di struttura e di forma dell'uno e dell'altro.
Le facce viste delle murature in pietrame, che non debbano essere intonacate o comunque rivestite,
saranno sempre rabboccate diligentemente con malta idraulica mezzana.
37.2.3.4. - Paramenti per le murature di pietrame. - Per le facce viste delle murature di pietrame,
secondo gli ordini della Direzione dei lavori, potrà essere prescritta l'esecuzione delle seguenti
speciali lavorazioni:
a) con pietra rasa e teste scoperte (ad opera incerta);
b) a mosaico greggio;
c) con pietra squadrata a corsi pressoché, regolari;
d) con pietra squadrata a corsi regolari.
Nel paramento con pietra rasa e teste scoperte (ad opera incerta) il pietrame dovrà essere scelto
diligentemente fra il migliore e la sua faccia vista dovrà essere ridotta col martello a superficie
approssimativamente piana; le pareti esterne dei muri dovranno risultare bene allineate e non
presentare alla prova del regolo rientranze o sporgenze maggiori di 25 mm. Le facce di posa e
combaciamento delle pietre dovranno essere spianate ed adattate col martello in modo che il
contatto dei pezzi avvenga in tutti i giunti per una rientranza non minore di 8 cm.
La rientranza totale delle pietre di paramento non dovrà essere mai minore di 0,25 m e nelle
connessure esterne dovrà essere ridotto al minimo possibile l'uso delle scaglie.
Nel paramento a mosaico greggio la faccia vista dei singoli pezzi dovrà essere ridotta col martello e
la grossa punta a superficie perfettamente piana ed a figura poligonale, ed i singoli pezzi dovranno
combaciare regolarmente, restando vietato l'uso delle scaglie.
In tutto il resto si seguiranno le norme indicate per il paramento a pietra rasa.
Nel paramento a corsi pressoché regolari il pietrame dovrà essere ridotto a conci piani e squadrati,
sia col martello che con la grossa punta, con le facce di posa parallele fra loro e quelle di
combaciamento normali a quelle di posa. I conci saranno posti in opera a corsi orizzontali di altezza
che può variare da corso a corso, e potrà non essere costante per l'intero filare. Nelle superfici
esterne dei muri saranno tollerate alla prova del regolo rientranze o sporgenze non maggiori di 15
millimetri.
Nel paramento a corsi regolari i conci dovranno essere perfettamente piani e squadrati, con la faccia
vista rettangolare, lavorati a grana ordinaria; essi dovranno avere la stessa altezza per tutta la
lunghezza del medesimo corso, e qualora i vari corsi non avessero eguale altezza, questa dovrà
essere disposta in ordine decrescente dai corsi inferiori ai corsi superiori con differenza però fra due
corsi successivi non maggiore di 5 cm. La Direzione dei lavori potrà anche prescrivere l'altezza dei
singoli corsi, ed ove nella stessa superficie di paramento venissero impiegati conci di pietra da
taglio, per rivestimento di alcune parti, i filari di paramento a corsi regolari dovranno essere in
perfetta corrispondenza con quelli della pietra da taglio.
Tanto nel paramento a corsi pressoché regolari, quanto in quello a corsi regolari, non sarà tollerato
l'impiego di scaglie nella faccia esterna; il combattimento dei corsi dovrà avvenire per almeno un
terzo della loro rientranza nelle facce di posa, e non potrà essere mai minore di 10 cm nei giunti
verticali.
La rientranza dei singoli pezzi non sarà mai minore della loro altezza, n, inferiore a 25 cm; l'altezza
minima dei corsi non dovrà mai essere minore di 20 cm.
-70Comune di Empoli - Ufficio Tecnico
In entrambi i paramenti a corsi, lo sfalsamento di due giunti verticali consecutivi non dovrà essere
minore di 10 cm e le connessure avranno larghezza non maggiore di 1 centimetro.
Per tutti i tipi di paramento le pietre dovranno mettersi in opera alternativamente di punta in modo
da assicurare il collegamento col nucleo interno della muratura.
Per le murature con malta, quando questa avrà fatto convenientemente presa, le connessure delle
facce di paramento dovranno essere accuratamente stuccate.
In tutte le specie di paramenti la stuccatura dovrà essere fatta raschiando preventivamente le
connessure fino a conveniente profondità per purgarle dalla malta, dalla polvere, e da qualunque
altra materia estranea, lavandole con acqua abbondante e riempiendo quindi le connessure stesse
con nuova malta della qualità prescritta, curando che questa penetri bene dentro, comprimendola e
lisciandola con apposito ferro, in modo che il contorno dei conci sui fronti del paramento, a lavoro
finito, si disegni nettamente e senza sbavature.
37.2.3.5 - Murature di mattoni. - I mattoni, prima del loro impiego, dovranno essere bagnati fino a
saturazione per immersione prolungata in appositi bagnaroli e mai per aspersione.
Essi dovranno mettersi in opera con le connessure alternative in corsi ben regolari e normali alla
superficie esterna; saranno posati sopra un abbondante strato di malta e premuti sopra di esso in
modo che la malta refluisca all'ingiro e riempia tutte le connessure.
La larghezza delle connessure non dovrà essere maggiore di 8 n, minore di 5 mm.
I giunti non verranno rabboccati durante la costruzione per dare maggiore presa all'intonaco od alla
stuccatura col ferro.
Le malte da impiegarsi per l'esecuzione di questa muratura dovranno essere passate al setaccio per
evitare che i giunti fra i mattoni riescano superiori al limite di tolleranza fissato.
Le murature di rivestimento saranno fatte a corsi bene allineati e dovranno essere opportunamente
ammorsate con la parte interna.
Se la muratura dovesse eseguirsi a paramento visto (cortina) si dovrà avere cura di scegliere per le
facce esterne i mattoni di migliore cottura, meglio formati e di colore più uniforme, disponendoli
con perfetta regolarità e ricorrenza nelle connessure orizzontali, alternando con precisione i giunti
verticali.
In questo genere di paramento le connessure di faccia vista non dovranno avere grossezza maggiore
di 5 mm, e, previa raschiatura e pulitura, dovranno essere profilate con malta idraulica o di cemento,
diligentemente compresse e lisciate con apposito ferro, senza sbavatura.
Le sordine, gli archi, le piattabande e le volte dovranno essere costruite in modo che i mattoni siano
sempre disposti in direzione normale alla curva dell'intradosso e le connessure dei giunti non
dovranno mai eccedere la larghezza di 5 mm all'intradosso e 10 mm all'estradosso.
37.2.3.6 - Pareti di una testa ed in foglio con mattoni pieni e forati. - Le pareti di una testa ed in
foglio verranno eseguite con mattoni scelti, esclusi i rottami, i laterizi incompleti e quelli mancanti
di qualche spigolo.
Tutte le dette pareti saranno eseguite con le migliori regole dell'arte, a corsi orizzontali ed a perfetto
filo, per evitare la necessità di forte impiego di malta per l'intonaco.
Nelle pareti in foglio, quando la Direzione dei lavori lo ordinasse, saranno introdotte nella
costruzione intelaiature in legno attorno ai vani delle porte, allo scopo di poter fissare i serramenti al
telaio, anziché alla parete, oppure ai lati od alle sommità delle pareti stesse, per il loro
consolidamento, quando esse non arrivano fino ad un'altra parete od al soffitto.
Quando una parete deve eseguirsi fino sotto al soffitto, la chiusura dell'ultimo corso sarà ben
serrata, se occorre, dopo congruo tempo con scaglie e cemento.
37.2.3.7 - Murature miste. - La muratura mista di pietrame e mattoni dovrà progredire a strati
orizzontali intercalando n.......... di filari di mattoni ogni ....... m di altezza di muratura di pietrame.
I filari dovranno essere estesi a tutta la grossezza del muro e disposti secondo piani orizzontali.
Nelle murature miste per i fabbricati, oltre ai filari suddetti, si debbono costruire in mattoni tutti gli
angoli e spigoli dei muri, i pilastri, i risalti e le incassature qualsiasi, le spallette e squarci delle
-71Comune di Empoli - Ufficio Tecnico
aperture di porte e finestre, i parapetti delle finestre, gli archi di scarico, e le volte, i voltini e le
piattabande, l'ossatura delle cornici, le canne da fumo, le latrine, i condotti in genere, e qualunque
altra parte di muro all'esecuzione della quale non si prestasse il pietrame, in conformità delle
prescrizioni che potrà dare la Direzione dei lavori all'atto esecutivo.
37.2.3.8 - Murature di getto o calcestruzzi. - Il calcestruzzo da impiegarsi per qualsiasi lavoro sarà
messo in opera appena confezionato e disposto a strati orizzontali di altezza da 20 a 30 cm, su tutta
l'estensione della parte di opera che si esegue ad un tempo, ben battuto e costipato, per modo che
non resti alcun vano nello spazio che deve contenerlo e nella sua massa.
Quando il calcestruzzo sia da collocare in opera entro cavi molto stretti od a pozzo esso dovrà
essere calato nello scavo mediante secchi a ribaltamento.
Solo nel caso di cavi molto larghi, la direzione dei lavori potrà consentire che il calcestruzzo venga
gettato liberamente, nel qual caso prima del conguagliamento e della battitura deve, per ogni strato
di 30 cm d'altezza, essere ripreso dal fondo del cavo e rimpastato per rendere uniforme la miscela
dei componenti.
Quando il calcestruzzo sia da calare sott'acqua, si dovranno impiegare tramogge, casse apribili o
quegli altri mezzi d'immersione che la Direzione dei lavori prescriverà, ed usare la diligenza
necessaria ad impedire che, nel passare attraverso l'acqua, il calcestruzzo si dilavi con pregiudizio
della sua consistenza.
Finito che sia il getto, e spianata con ogni diligenza la superficie superiore, il calcestruzzo dovrà
essere lasciato assodare per tutto il tempo che la Direzione dei lavori stimerà necessario.
37.2.3.9 - Opere in cemento armato e strutture prefabbricate in precompresso. - Nell'esecuzione
delle opere in cemento armato normale e precompresso l'Impresa dovrà attenersi a tutte le norme
contenute nella Legge 5 novembre 1971, n. 1086, nella Legge 2 febbraio 1974, n. 64 - D.M. 1 aprile
1983 - D.M. 27 luglio 1985 e successive modifiche ed integrazioni.
L'Appaltatore, prima di iniziare i lavori che prevedono l'esecuzione di opere in calcestruzzo armato,
dovrà prendere conoscenza del progetto, controllarne le modalità esecutive e rielaborarne per
controllo i calcoli di stabilità assumendo piena ed intera responsabilità tanto del progetto come
dell'esecuzione dell'opera. Il fatto di non sollevare obiezioni, (da esprimere per iscritto con plico
raccomandato da far recapitare all'Ufficio prima di dare inizio al getto e comunque non oltre giorni
naturali 20 decorrenti dalla data di consegna), equivarrà ad implicita accettazione senz'alcuna
riserva, delle condizioni di cui sopra.
Qualora invece l'assuntore ritenga di dover proporre delle modifiche, queste saranno
specificatamente indicate, entro il suddetto termine con ogni dettaglio grafico, illustrativo e di
calcolo. Con apposito ordine di servizio saranno comunicate le decisioni prese in merito
dall'Amministrazione appaltante e l'appaltatore, al quale spetterà sempre la piena ed intera
responsabilità, non potrà apportare alcuna modifica se non approvata secondo la procedura di cui
sopra.
Almeno un mese prima del presumibile inizio del getto l'appaltatore dovrà far conoscere a mezzo
plico postale la Ditta che egli propone per la fornitura del cemento nonché, se trattasi di opere di
cemento armato, lo stabilimento siderurgico ove egli intende prelevare il ferro.
Nel caso che non venisse mossa in merito alcuna obbiezione da parte della D.L. nel termine di
giorni 7 dalla sua comunicazione egli potrà provvedere all'ordinazione dando immediato avviso alla
D.L. medesima del ricevimento delle forniture in modo che possano essere prelevati al più presto i
relativi campioni. Almeno quindici giorni prima del presumibile inizio del getto l'Appaltatore dovrà
far pervenire alla Stazione appaltante a mezzo plico postale:
- i disegni ed i calcoli completi delle armature di sostegno del getto;
- trattandosi di struttura in calcestruzzo armato, i disegni della posizione delle interruzioni nel
caso che l'appaltatore ritenesse dover proporre delle giunzioni nelle armature in ferro. Esse
dovranno essere sfalsate e disposte in corrispondenza delle zone di minore sollecitazione. Se si
prevedono giunzioni speciali (manicotti filettati oppure saldature elettriche), dovranno essere
precisate le relative caratteristiche.
-72Comune di Empoli - Ufficio Tecnico
Qualora invece s'intenda procedere mediante sovrapposizioni (di almeno 40 diametri di lunghezza )
si dovranno produrre i particolari quotati in scala 1/10 della posizione dei ferri (sezioni trasversali
dell'elemento strutturale in corrispondenza di ogni zona ove si propongono dette sovrapposizioni).
La D.L. potrà a suo insindacabile giudizio ordinare che le armature siano ciascuna di un solo pezzo
oppure prescrivere l'esecuzione di uno dei tipi di giunzione suindicati senza che l'appaltatore possa
rifiutarsi, ne pretendere speciali compensi.
Le armature di sostegno del getto devono essere sufficientemente rigide per resistere senza
apprezzabili deformazioni al peso proprio della costruzione e delle vibrazioni prodotte dalla
battitura del conglomerato.
Dovranno essere previsti e collocati sotto le casseforme o sotto i puntelli, opportuni cunei od altri
apparecchi atti ad assicurare al disarmo un abbassamento graduale dell'armatura.
Almeno sette giorni prima del presumibile inizio del getto l'appaltatore dovrà far conoscere a mezzo
plico postale la data che egli propone per l'inizio del getto, nonché il programma che egli intende
seguire per il medesimo.
Rimane contrattualmente stabilito che non potrà darsi corso al getto prima che:
- siano stati approvati dalla D.L. i disegni delle armature di sostegno del getto e siano state
controllate le armature medesime sia per la loro rispondenza ai disegni sia per la loro esecuzione;
rimane in proposito stabilito che l'approvazione dei disegni delle centine ed i controlli effettuati non
sollevano l'appaltatore dalla sua responsabilità piena ed assoluta;
- siano stati approvvigionati ed accettati dalla D.L. i materiali necessari al getto rimanendo stabilito
che gli inerti dovranno risultare puliti e con la ghiaia separata dalla sabbia;
- siano stati controllati ed accettati dalla D.L. i mezzi per la misurazione dei materiali di getto, quelli
necessari all'impasto e pilonatura del calcestruzzo, nonché le regolamentari forme metalliche per il
prelevamento dei campioni di calcestruzzo;
- siano stati controllati ed accettati i casseri di getto i quali dovranno risultare eseguiti con tavolame
ben puntellato, robusto, di spessore uniforme e bordi combacianti specie per il tavolame lungo le
facce che rimarranno in vista i cui bordi dovranno essere piallati;
- trattandosi di calcestruzzo armato, sia stata accettata l'armatura in ferro la quale fra l'altro dovrà
essere legata a tutti gli incroci e solidamente mantenuta in posto con puntelli e sostegni provvisori.
Qualsiasi superficie metallica (quindi anche le staffe) deve distare dalle casseforme di almeno mm.
8 se trattasi di soletta e di almeno cm. 2 se trattasi di nervatura. Fra la superficie delle barre di ferro
vi deve essere in ogni direzione una distanza almeno uguale al diametro delle medesime ed in ogni
caso non inferiore a cm. 2.
Per realizzare praticamente queste due ultime prescrizioni l'appaltatore potrà proporre accorgimenti
idonei a mantenere sollevate le armature durante il getto.
Le distanze fra le file di tondini di una stessa nervatura saranno mantenute con serpentine a distanza
non superiore a ml. 2,50 l'una dall'altra e del diametro non inferiore a quello delle staffe. Ad evitare
che le staffe siano visibili sulle facce verticali del calcestruzzo in vista si prescrive che internamente
ad ogni braccio di staffa lungo le facce suddette siano legati tondini orizzontali di diametro non
inferiore a mm. 12 distribuiti all'altezza della nervatura in modo che la distanza tra loro ed i ferri
longitudinali dell'armatura principale non superi cm. 40.
A questi almeno ogni 60 cm. e nel punto di legatura delle staffe, saranno applicati dei tenditori in
ferro che manterranno l'esterno delle staffe a distanza dalle casseforme leggermente superiore a cm.
2.
Quando la D.L. avrà definitivamente dato il benestare per l'inizio del getto, l'Appaltatore dovrà
provvedere a bagnare abbondantemente le casseforme e curare che gli impasti risultino intimamente
mescolati nei vari ingredienti. Il quantitativo di acqua sarà tale da dare loro la consistenza della terra
umida ed in ogni caso non dovrà refluire assolutamente acqua alla superficie del calcestruzzo
durante il suo trasporto nel luogo di impiego.
Il calcestruzzo dovrà essere messo in opera per strati di spessore non maggiore di cm. 15, pestonato
accuratamente e battute le casseforme fino a fare apparire umida la superficie del calcestruzzo senza
che si formino mai ristagni di acqua.
-73Comune di Empoli - Ufficio Tecnico
Il getto dovrà effettuarsi senza interruzione. Qualora il D.L. consenta che vi siano interruzioni esse
dovranno effettuarsi nelle sezioni e secondo le modalità che dovranno essere approvate dal
Direttore stesso. Se al momento della ripresa il conglomerato sottostante trovasi ancora molle,
basterà effettuare il getto di ripresa con uno strato di conglomerato un poco più ricco dell'impasto
normale curando di fare amalgamare i due strati in contatto. Nel caso, invece, in cui il conglomerato
gettato trovasi già indurito all'atto della ripresa, dapprima si renderà scabra la superficie di contatto
raschiandola e se necessario lavorandola alla punta indi si pulirà detta superficie lavandola
abbondantemente e possibilmente a pressione ed infine si procederà al getto di ripresa come sopra
indicato con un primo strato di calcestruzzo dosato un poco di più del calcestruzzo normale. E'
vietato assolutamente l'impiego di boiacca.
Dopo il getto e fino a che l'intera opera non avrà raggiunto un sufficiente grado di maturazione
dovrà essere impedito sulla stessa il passaggio diretto degli operai e mezzi d'opera.
Per un periodo non inferiore a giorni 10 successivi al getto, si curerà che il conglomerato sia
periodicamente e frequentemente innaffiato e se necessario in rapporto alla stagione potrà essere
ordinato la stesura sulla superficie superiore di uno strato di sabbia od altro materiale atto a
mantenerlo umido.
L'Appaltatore non potrà provvedere al disarmo se non dopo esservi stato autorizzato dal Direttore
dei Lavori. In proposito si rammenta che a norma del succitato decreto nelle migliori condizioni
atmosferiche e con conglomerato idraulico normale non si devono rimuovere prima di 5 giorni le
sponde laterali per casseri delle travi e dei pilastri e non si procede prima di 10 giorni per le solette.
Per le strutture gettate con cemento ad alta resistenza (RcK 425) i termini suddetti vengono ridotti
rispettivamente a 48 ore e 4 giorni. Ad ogni modo è da tener presente che agli effetti della
protezione contro i raggi solari o del gelo nonché per conservare più a lungo la necessaria umidità al
calcestruzzo durante la presa, si ritiene consigliabile ritardare più che sia possibile il disarmo delle
parti suindicate.
Il disarmo delle nervature verrà effettuato scaduto il termine e secondo le modalità che verranno
fissate dalla D.L.
A norma degli articoli 3 e 4 del R.D. 13.11.1939 n. 2229, si prescrive che la condotta tecnica dei
lavori in calcestruzzo armato deve essere affidata ad un Ingegnere di gradimento della Stazione
appaltante.
L'esame e verifica da parte della Direzione dei lavori dei progetti delle varie strutture in cemento
armato non esonera in alcun modo l'Impresa dalle responsabilità ad essa derivanti per legge e per le
precise pattuizioni del contratto, restando contrattualmente stabilito che, malgrado i controlli di ogni
genere eseguiti dalla Direzione dei lavori nell'esclusivo interesse dell'Amministrazione, l'Impresa
stessa rimane unica e completa responsabile delle opere, sia per quanto ha rapporto con la loro
progettazione e calcolo, che per la qualità dei materiali e la loro esecuzione; di conseguenza essa
dovrà rispondere degli inconvenienti che avessero a verificarsi, di qualunque natura, importanza e
conseguenze essi potessero risultare.
- Con struttura prefabbricata si intende una struttura realizzata mediante l'associazione, e/o il
completamento in opera, di più elementi costituiti in stabilimento o a pie' d'opera.
La progettazione, esecuzione e collaudo delle costruzioni prefabbricate sono disciplinate dalle
norme contenute nel Decreto del Ministro dei Lavori Pubblici del 3 dicembre 1987, nonché' nella
circolare 16 marzo 1989 n. 31104 e ogni altra disposizione in materia.
I manufatti prefabbricati utilizzati e montati dall'impresa costruttrice dovranno appartenere ad una
delle due categorie di produzione previste dal citato Decreto e precisamente: in serie " dichiarata" o
in serie " controllata".
- Posa in opera
Nella fase di posa e regolazione degli elementi prefabbricati si devono adottare gli accorgimenti
necessari per ridurre le sollecitazioni di natura dinamica conseguenti al movimento degli elementi e
per evitare forti concentrazioni di sforzi.
I dispositivi di regolazione devono consentire il rispetto delle tolleranze previste nel progetto,
tenendo conto sia di quelle di produzione degli elementi prefabbricati, sia di quelle di esecuzione
della unione.
-74Comune di Empoli - Ufficio Tecnico
Gli eventuali dispositivi di vincolo impiegati durante la posa se lasciati definitivamente in sito non
devono alterare il corretto funzionamento dell'unione realizzata e comunque generare
concentrazioni di sforzo.
- Unioni e giunti
Per "unioni" si intendono collegamenti tra parti strutturali atti alla trasmissione di sollecitazioni.
Per "giunti" si intendono spazi tra parti strutturali atti a consentire ad essi spostamenti mutui senza
trasmissione di sollecitazioni.
I materiali impiegati con funzione strutturale nelle unioni devono avere, di regola, una durabilità,
resistenza al fuoco e protezione, almeno uguale a quella degli elementi da collegare. Ove queste
condizioni non fossero rispettate, i limiti dell'intera struttura vanno definiti con riguardo
all'elemento significativo più debole.
I giunti aventi superfici affacciate, devono garantire un adeguato distanziamento delle superfici
medesime per consentire i movimenti prevedibili.
Il Direttore dei lavori dovrà verificare che eventuali opere di finitura non pregiudichino il libero
funzionamento del giunto.
- Appoggi
Gli appoggi devono essere tali da soddisfare le condizioni di resistenza dell'elemento appoggio,
dell'eventuale apparecchio di appoggio e del sostegno, tenendo conto delle variazioni termiche,
della deformabilità delle strutture e dei fenomeni lenti. per elementi di solaio o simili deve essere
garantita una profondità di appoggio , a posa avvenuta, non inferiore a 3 cm, se e' prevista in opera
la formazione della continuità della unione, e non inferiore a 5 cm se definita. Per appoggi
discontinui ( nervature, denti) i valori precedenti vanno raddoppiati.
Per le travi, la profondità minima dell'appoggio definitivo deve essere non inferiore a ( 8 + l /300)
cm, essendo "l" la luce netta della trave in centimetri. In zona sismica non sono consentiti appoggi
nei quali la trasmissione di forse orizzontali sia affidata al solo attrito. Appoggi di questo tipo sono
consentiti ove non venga messa in conto la capacità di trasmettere azioni orizzontali; l'appoggio
deve consentire spostamenti relativi secondo quanto previsto dalle norme sismiche.
- Montaggio
Nel rispetto delle vigenti norme antinfortunistiche, i mezzi di sollevamento dovranno essere
proporzionati per la massima prestazione prevista nel programma di montaggio; inoltre, nella fase
di messa in opera dell'elemento prefabbricato fino al contatto con gli appoggi, i mezzi devono avere
velocità di posa commisurata con le caratteristiche del piano di appoggio e con quella dell'elemento
stesso. La velocità di discesa deve essere tale da poter considerare non influenti le forze dinamiche
di urto.
Gli elementi vanno posizionati come e dove indicato nel progetto.
L’elemento può essere svincolato dall'apparecchiatura di posa solo dopo che e' stata assicurata la
sua stabilita'. L'elemento deve essere stabile di fronte all'azione del:
- peso proprio;
- vento;
- azioni di successive operazioni di montaggio;
- azioni orizzontali convenzionali.
L'attrezzatura impiegata per garantire la stabilità nella fase transitoria che precede il definitivo
completamento dell'opera deve essere munita di apparecchiature, ove necessarie, per consentire, in
condizioni di sicurezza, le operazioni di registrazione dell'elemento ( piccoli spostamenti delle tre
coordinate, piccole rotazioni, ecc.) e, dopo il fissaggio definitivo degli elementi, le operazioni di
recupero dell'attrezzatura stessa, senza provocare danni agli elementi stessi.
deve essere previsto nel progetto un ordine di montaggio tale da evitare che si determinino strutture
temporanee labili o instabili nel loro insieme.
La corrispondenza dei manufatti al progetto sono tutti gli aspetti rilevabili al montaggio ( forme,
dimensioni e relative tolleranze) sarà verificata dalla Direzione dei lavori, che escluderà l'impiego di
manufatti non rispondenti.
- Accettazione
-75Comune di Empoli - Ufficio Tecnico
Tutte le forniture di componenti strutturali prodotti in serie controllata possono essere accettate
senza ulteriori controlli dei materiali, ne' prove di carico dei componenti isolati, se accompagnati da
certificato di origine firmato dal produttore e dal tecnico responsabile della produzione e attestante
che gli elementi sono stati prodotti in serie controllata e recante in allegato copia del relativo
estratto del registro di produzione e degli estremi dei certificati di verifica preventiva del laboratorio
ufficiale. Per i componenti strutturali prodotti in serie dichiarata si deve verificare che esista una
dichiarazione di conformità rilasciata dal produttore.
37.2.3.10 - Costruzione delle volte. - Le volte in genere saranno costruite sopra solide armature,
formate secondo le migliori regole, ed in guisa che il manto o tamburo assuma la conformazione
assegnata all'intradosso degli archi, volte o piattabande, salvo a tener conto di quel tanto in più, nel
sesto delle centine, che si crederà necessario a compenso del presumibile abbassamento della volta
dopo il disarmo.
E data facoltà all'Impresa di adottare nella formazione delle armature suddette quel sistema che
crederà di sua convenienza, purché presenti la necessaria stabilità e sicurezza, avendo l'Impresa
l'intera responsabilità della loro riuscita con l'obbligo di demolire e rifare a sue spese i volti che, in
seguito al disarmo, avessero a deformarsi o perdere la voluta robustezza.
Ultimata l'armatura e diligentemente preparate le superfici d'imposta delle volte, saranno collocati
in opera i conci di pietra od i mattoni con le connessure disposte nella direzione precisa dei
successivi raggi di curvatura dell'intradosso, curando di far procedere la costruzione gradatamente e
di conserva sui due fianchi. Dovranno inoltre essere sovraccaricate le centine alla chiave per
impedire lo sfiancamento impiegando a tal uopo lo stesso materiale destinato alla costruzione della
volta.
In quanto alle connessure, saranno mantenuti i limiti di larghezza fissati negli articoli precedenti
secondo le diverse categorie di murature.
Per le volte in pietrame si impiegheranno pietre di forma, per quanto possibile, regolare, aventi i
letti di posa o naturalmente piani o resi grossolanamente tali con la mazza o col martello.
Nelle volte con mattoni di forma ordinaria le connessure non dovranno mai eccedere la larghezza di
5 mm all'intradosso e di 10 mm all'extradosso. A tal uopo l'Impresa per le volte di piccolo raggio, è
obbligata, senza diritto ad alcun compenso speciale, a tagliare diligentemente i mattoni per renderli
cuneiformi, ovvero a provvedere, pure senza speciale compenso, mattoni speciali lavorati a raggio.
Si avrà la maggiore cura tanto nella scelta dei materiali, quanto nel loro collocamento in opera, e
nell'unire con malta gli ultimi filari alla chiave si useranno metodi suggeriti dall'arte, onde abbia a
risultare un lavoro in ogni parte perfetto.
Le imposte degli archi, piattabande e volte, dovranno essere eseguite contemporaneamente ai muri e
dovranno riuscire bene collegate ad essi. La larghezza delle imposte stesse non dovrà in nessun caso
essere inferiore a 20 cm. Occorrendo impostare volte od archi su piedritti esistenti, si dovranno
preparare preventivamente i piani di imposta mediante i lavori che saranno necessari, e che sono
compresi fra gli oneri a carico dell'Impresa.
Per le volte oblique, i mattoni debbono essere tagliati sulle teste e disposti giusta la linea
dell'apparecchio prescritto.
Nelle murature di mattoni pieni, messi in foglio o di costa, murati con cemento a pronta presa per
formazione di volte a botte, a schifo, a crociera, a padiglione, a vela, ecc. e per volte di scale alla
romana, saranno seguite tutte le norme e cautele che l'arte specializzata prescrive, in modo da
ottenere una perfetta riuscita dei lavori.
Sulle volte saranno formati i regolari rinfianchi fino al livello dell'estradosso in chiave, con buona
muratura in malta in corrispondenza delle pareti superiori e con calcestruzzo per il resto.
Le sopraindicate volte in foglio dovranno essere rinforzate, ove occorra, da ghiere o fasce della
grossezza di una testa di mattoni collegate alla volta durante la costruzione.
Per le volte e gli archi di qualsiasi natura l'Impresa non procederà al disarmo senza il preventivo
assenso della Direzione dei lavori. Le centinature saranno abbassate lentamente ed uniformemente
per tutta la lunghezza, evitando soprattutto che per una parte il volto rimanga privo di appoggio,
mentre l'altra si trovi tuttavia sostenuto dall'armatura.
-76Comune di Empoli - Ufficio Tecnico
37.2.4 - Solai e coperture
Le coperture degli ambienti e dei vani potranno essere eseguite, a seconda degli ordini della
Direzione dei lavori, con solai di uno dei tipi descritti in appresso.
La Direzione dei lavori ha la facoltà di prescrivere il sistema e tipo di solaio di ogni ambiente e per
ogni tipo di solaio essa stabilirà anche il sovraccarico accidentale da considerare e l'Impresa dovrà
senza eccezioni eseguire le prescrizioni della Direzione dei lavori.
L'impresa dovrà provvedere ad assicurare solidamente alla faccia inferiore di tutti i solai ganci di
ferro appendilumi del numero, forma e posizione che, a sua richiesta, sarà precisato dalla Direzione dei
lavori.
37.2.4.1 - Solai su travi e travicelli di legno. - Le travi principali a quattro fili di legno avranno le
dimensioni e le distanze che saranno indicate in relazione alla luce ed al sovraccarico.
I travicelli di cm 8 per cm 10, pure a quattro fili, saranno collocati alla distanza, fra asse e asse,
corrispondente alla lunghezza delle tavelle che devono essere collocate su di essi. I vani su travi, fra
i travicelli, dovranno essere riempiti di murature, e sull'estradosso delle tavelle deve essere disteso
uno strato di calcestruzzo magro di calce idraulica formato con ghiaietto fino.
37.2.4.2 - Solai su travi di ferro a doppio T (putrelle) con voltine di mattoni (pieni o forati) o con
elementi laterizi interposti. - Questi solai saranno composti delle putrelle, dei copriferri, delle
voltine in mattoni (pieni o forati) o dei tavelloni o delle volterrane ed infine del riempimento.
Le putrelle saranno delle dimensioni fissate volta per volta dalla Direzione dei lavori e collocate alla
distanza, tra asse ed asse, che verrà prescritta; in ogni caso tale distanza non sarà superiore a 1 m.
Prima del loro collocamento in opera dovranno essere colorite a minio di piombo e forate per
l'applicazione delle chiavi, dei tiranti e dei tondini di armatura delle piattabande.
Le chiavi saranno applicate agli estremi delle putrelle alternativamente (e cioè una con le chiavi e la
successiva senza) e i tiranti trasversali, per le travi lunghe più di 5 m, a distanza non maggiore di
2,50 m.
Le voltine, di mattoni pieni o forati, saranno eseguite ad un testa in malta comune od in foglio con
malta di cemento a rapida presa, con una freccia variabile fra cinque e dieci centimetri.
Quando la freccia è superiore ai 5 cm dovranno intercalarsi fra i mattoni delle voltine delle grappe
in ferro per meglio assicurare l'aderenza della malta di riempimento delI'intradosso.
I tavelloni e le volterrane saranno appoggiati alle travi con l'interposizione di copriferri.
Le voltine di mattoni, le volterrane ed i tavoloni, saranno poi rinfiancate sino all'altezza dell'ala
superiore della trave e dell'estradosso delle voltine e volterrane, se più alto, con scoria leggera di
fornace o pietra pomice, convenientemente crivellata e depurata da ogni materiale pesante,
impastata con malta magra fino ad intasarnento completo.
Quando la faccia inferiore dei tavelloni o volterrane debba essere intonacata sarà opportuno
applicarvi preventivamente una sbruffatura di malta cementizia ad evitare eventuali distacchi
dell'intonaco stesso.
37.2.4.3 - Solai in cemento armato. - Per tali solai si richiamano tutte le norme e prescrizioni per
l'esecuzione delle opere in cemento armato, di cui all'art. 37.2.3.9
37.2.4.4 - Solai di tipo misto in cemento armato ed elementi laterizi forati. - I laterizi dei solai di
tipo misto in cemento armato, quando abbiano funzione statica, dovranno rispondere alle seguenti
prescrizioni di cui al D.M. 26 marzo 1980, e successive modifiche ed integrazioni:
1° essere conformati in modo che le loro parti resistenti a pressione vengano nella posa a collegarsi
tra di loro così da assicurare una uniforme trasmissione degli sforzi di pressione dall'uno all'altro
elemento;
2° ove sia disposta una soletta di calcestruzzo staticamente integrativa di quella in laterizio,
quest'ultima deve avere forma e finitura tali da assicurare la perfetta aderenza tra i due materiali ai
fini della trasmissione degli sforzi di scorrimento;
3° il carico di rottura a pressione semplice riferito alla sezione netta delle parti e delle costolature
non deve risultare inferiore a 350 kg/cm2 e quello a trazione, dedotto con la prova di flessione, non
minore di 50 kg/cm2;
-77Comune di Empoli - Ufficio Tecnico
4° qualsiasi superficie metallica deve risultare circondata da una massa di cemento che abbia in
ogni direzione spessore non minore di un centimetro;
5° per la confezione a pie' d'opera di travi in laterizio armato, l'impasto di malta di cemento deve
essere formato con non meno di 6 quintali di cemento per m3 di sabbia viva.
37.2.4.5 - Controsoffitti. - Tutti i controsoffitti in genere dovranno eseguirsi con cure particolari allo
scopo di ottenere superfici orizzontali (od anche sagomate secondo le prescritte centine), senza
ondulazioni od altri difetti e di evitare in modo assoluto la formazione, in un tempo più o meno
prossimo, di crepe, incrinature o distacchi nell'intonaco. Al manifestarsi di tali screpolature la
Direzione dei lavori avrà facoltà, a suo insindacabile giudizio, di ordinare all'lmpresa il rifacimento,
a carico di quest'ultima, dell'intero controsoffitto con l'onere del ripristino di ogni altra opera già
eseguita (stucchi, tinteggiature, ecc.).
Dalla faccia inferiore di tutti i controsoffitti dovranno sporgere i ganci di ferro appendilumi . Tutti i
legnami impiegati per qualsiasi scopo nei controsoffitti dovranno essere abbondantemente spalmati
di carbolinio su tutte le facce.
La Direzione dei lavori potrà prescrivere anche le predisposizioni di adatte griglie o sfiatatoi in
metallo per la ventilazione dei vani racchiusi dai controsoffitti.
a) Controsoffitto in rete metallica (cameracanna).
I controsoffitti in rete metallica saranno composti:
1° dell'armatura principale retta o centinata in legno di abete, formata con semplici costoloni di 6 x
12 cm2, oppure con centine composte di due o tre tavole sovrapposte ed insieme collegate ad
interasse di 100 cm;
2° dell'orditura di correntini in abete della sezione di 4 x 4 cm2, posti alla distanza di 30 cm gli uni
dagli altri e fissati solidamente con chiodi e reggette alle centine od ai costoloni di cui sopra ed
incassati ai lati entro le murature in modo da assicurare l'immobiIità;
3° della rete metallica, in filo di ferro lucido del diametro di 1 mm circa con maglie di circa 15 mm
di lato, che sarà fissata all'orditura di correntini con opportune grappette;
4° del rinzaffo di malta bastarda o malta di cemento, secondo quanto prescritto, la quale deve
risalire superiormente alla rete;
5° dell'intonaco (eseguito con malta di calce e sabbia e incollato a colla di malta fina) steso con le
dovute cautele e con le migliori regole dell'arte perché riesca del minore possibile, con superficie
piana e liscia.
b) Controsoffitto tipo "Perret".
I controsoffitti eseguiti con materiale laterizio speciale tipo "Perret", "Italia" o simili saranno
costituiti da tavelline sottili di cotto dello stesso spessore di 2,5 cm armate longitudinalmente da
tondini d'acciaio annegato in malta a 3 q di cemento Portland per m3 di sabbia, il tutto ancorato al
solaio sovrastante mediante robusti cavallotti di ferro posti a opportuna distanza.
La faccia vista del controsoffitto sarà sbruffata con malta bastarda .
c) Controsoffitto in graticcio tipo "Stauss".
I controsoffitti con graticcio di cotto armato tipo "Stauss" o simile saranno costituiti essenzialmente
da strisce di rete di filo di ferro ricotto del diametro di 1 mm a maglie di 20 mm di lato aventi gli
incroci annegati in crocettine di forma poliedrica in argilla cotta ad alta temperatura, che assicurano
alla malta una buona superficie di aderenza.
Dette strisce, assicurate agli estremi a tondini di ferro da 8 mm almeno ancorati a loro volta nelle
murature perimetrali con opportune grappe poste a distanza di 25 cm, e ben tese mediante taglie
tendifili, verranno sostenute con cavalloni intermedi (a distanza di circa 0,40 m) ed occorrendo
mediante irrigidimenti di tondino di ferro da 3 mm in modo da risultare in tutta la superficie
saldamente fissate al soffitto senza possibilità di cedimenti.
Per l'intonacatura si procederà come per un controsoffitto normale: la malta gettata con forza contro
il graticcio deve penetrare nei fori fra le varie crocette, formando al di là di esse tante piccole teste
di fungo che trattengono fortemente l'intonaco alla rete.
Trattandosi di rivestire superfici curve comunque centinate, la rete metallica del controsoffitto tanto
del tipo comune (lett. a) che del tipo "Stauss" (lett. c) dovrà seguire le sagome di sostegno
-78Comune di Empoli - Ufficio Tecnico
retrostanti opportunamente disposte ed essere fissata ad esse con tutti i necessari accorgimenti per
assicurare la rete e farle assumere la curvatura prescritta.
37.2.4.6 - Coperture a tetto. - La copertura a tetto sarà sostenuta da una grossa armatura in legno,
ferro e cemento armato, il tutto con le disposizioni che saranno prescritte dai tipi di progetto o dalla
Direzione dei lavori.
Sulla grossa armatura saranno poi disposti i travicelli ed i listelli in legno (piccola armatura) sui
quali sarà poi distesa la copertura di tegole direttamente o con l'interposizione di un sottomanto in
legno od in laterizi.
Sottomanto di legno. - Sarà costituito da tavole di legno di abete dello spessore di 2,5 cm, piallate
dalla parte in vista, unite a filo piano e chiodate alla sottostante orditura di travicelIi.
Sottomanto di pianelle o tavelline. - ll sottomanto di pianelle o tavelline si eseguirà collocando sui
travicelli o correntini del tetto le pianelle o tavelline una vicina all'altra, bene allineate in modo che
le estremità di esse posino sull'asse di detti legnami e le connessure non siano maggiori di 6 mm. Le
dette connessure saranno stuccate con malta idraulica liquida.
I corsi estremi lungo la gronda saranno ritenuti da un listello di abete chiodato alla sottostante
armatura del tetto.
Copertura di tegole curve o coppi. - La copertura di tegole a secco si farà posando sulla superficie
da coprire un primo strato di tegole con la convessità rivolta in basso, disposte a filari ben allineati
ed attigui, sovrapposte per 15 cm ed assicurate con frammenti di laterizi. Su questo tratto se ne
collocherà un secondo con la convessità rivolta in alto, similmente accavallate per 15 cm disposte in
modo che ricoprano la connessura fra le tegole sottostanti.
Le teste delle tegole in ambedue gli strati saranno perfettamente allineate con la cordicella, sia nel
parallelo alla gronda che in qualunque senso diagonale.
Il comignolo, i displuvi ed i compluvi saranno diligentemente suggellati con malta, e così pure
suggellate tutte le tegole che formano il contorno delle falde, o che poggiano contro i muri,
lucernari, canne da camino e simili. Le tegole che vanno in opera sulle murature verranno posate su
letto di malta.
La copertura di tegole su letto di malta verrà eseguita con le stesse norme indicate per la copertura
di tegole a secco; il letto di malta avrà lo spessore di 4"5 cm.
Copertura in tegole alla romana. - La copertura in tegole alla romana (o "maritate") composta di
tegole piane (embrici) e di tegole curve (coppi) si eseguirà con le stesse norme della precedente,
salvo che si poserà sulla superficie da coprire il primo strato di tegole curve che ricopriranno i vuoti
tra i vari filari di tegole piane. Anche per questo tipo di copertura a secco dovrà eseguirsi con malta
idraulica mezzana la necessaria muratura delle testate e dei colmi, la calce a scarpa, ecc.
In corrispondenza delle gronde dovranno impiegarsi embrici speciali a lato parallelo.
Copertura di tegole piane. - Nella copertura di tegole piane ad incastro (marsigliesi o simili), le
tegole, quando devono poggiare su armatura di correnti, correntini o listelli, saranno fissate a detti
legnami mediante legature di filo di ferro zincato, grosso 1 mm circa, il quale, passando
nell'orecchio esistente in riporto alla faccia inferiore di ogni tegola, si avvolgerà ad un chiodo pure
zincato, fissato in una delle facce dei correnti o listelli.
Quando invece le tegole devono poggiare sopra un assito, sul medesimo, prima della collocazione
delle tegole, saranno chiodati parallelamente alla gronda dei listelli della sezione di 4 x 3 cm2 a
distanza tale, fra loro, che vi possano poggiare i denti delle tegole di ciascun filare.
Per la copertura di tegole piane ad incastro su sottomanto di laterizio, le tegole dovranno posare
sopra uno strato di malta grosso da 4 a 5 cm, ed ogni tegola dovrà essere suggellata accuratamente
con la malta stessa.
In ogni caso dovranno essere impiegate, nella posa della copertura, mezze tegole rette e diagonali
alle estremità delle falde e negli spigoli, in modo da alternare le tegole da un filare all'altro.
Sopra i displuvi dovranno essere disposti appositi tegoloni di colmo murati in malta idraulica;
inoltre dovrà essere inserito un numero adeguato di cappucci di aerazione.
Copertura in lastre di ardesia artificiale. - Le coperture in ardesia artificiale potranno essere eseguite
nei seguenti tipi:
con lastre ondulate normali.................................................spessore da 5,5 a 6 mm
-79Comune di Empoli - Ufficio Tecnico
con lastre ondulate alla romana ..........................................spessore da 5,5 a 6 mm
con lastre ondulate alla toscana...........................................spessore da 5,5 mm
con lastre piane alla francese ..............................................spessore da 4 mm
In ogni caso le lastre di copertura verranno poste in opera su tavolato di legno abete dello spessore
di almeno 25 mm con superiore rivestimento in cartone catramato, ovvero sopra orditura di listelli
pure in abete della sezione da 4 x 4 a 7 x 7 cm2 a seconda dell'interasse e del tipo di copertura,
fissandole con speciali accessori in ferro zincato (grappe, chiodi, o viti, ranelle triple in piombo,
ecc.). La loro sovrapposizione dovrà essere, a seconda del tipo di lastra, da 5 a 8 cm; i colmi ed i
pezzi speciali terminali di ogni tipo saranno anch'essi fissati con gli appositi accessori.
L'ardesia artificiale per coperture potrà essere richiesta nei colori grigio naturale, rosso, nerolavagna, ruggine.
37.2.4.7 - Coperture a terrazzo. - Il solaio di copertura dell'ultimo piano a terrazzo sarà eseguito in
piano, mentre le pendenze da darsi al terrazzo, non inferiori all'1%, saranno raggiunte mediante
inclinazione del lastrico di copertura da eseguirsi in smalto, gretonato o simile.
Sopra tale lastrico verrà eseguita una spianata di malta idraulica dello spessore di 2 cm (camicia di
calce) e quindi la spianata di asfalto, che sarà data in due strati successivi dello spessore ciascuno di
8 mm, dati l'uno in senso normale all'altro, e ciò allo scopo di evitare ogni infiltrazione d'acqua.
Anche le pareti perimetrali del terrazzo verranno protette, nella parte inferiore, previamente
preparate con intonaco grezzo, mediante un'applicazione verticale di asfalto dello spessore di 8 mm
e dell'altezza non inferiore a 20 cm, raccordata opportunamente con gli strati suddetti.
Sulla spianata di asfalto sarà poi applicata direttamente (senza massetto) la pavimentazione.
37.2.5 - Impermeabilizzazioni.
La pasta di asfalto per stratificazioni impermeabilizzanti di terrazzi, coperture, fondazioni, ecc.,
risulterà dalla fusione di:
- 60 parti in peso di mastice di asfalto naturale (in pani);
- 4 parti in peso di bitume naturale raffinato;
- 36 parti in peso di sabbia vagliata, lavata e ben secca.
I vari materiali dovranno presentare i requisiti indicati al precedente art. 4.16.
Nella fusione i componenti saranno ben mescolati perché l'asfalto non carbonizzi e l'impasto diventi
omogeneo.
La pasta di asfalto sarà distesa a strati e a strisce parallele, dello spessore prescritto con l'ausilio
delle opportune guide di ferro, compressa e spianata con la spatola e sopra di essa, mentre è ancora ben
calda, si spargerà della sabbia silicea di granulatura fina uniforme la quale verrà battuta per ben
incorporarla nello strato asfaltico.
Nelle impermeabilizzazioni eseguite con l'uso di cartafeltro e cartonfeltro questi materiali avranno i
requisiti prescritti all'art. 4.16 e saranno posti in opera mediante i necessari collanti con i giunti sfalsati.
Qualsiasi impermeabilizzazione sarà posta su piani predisposti con le opportune pendenze.
Le impermeabilizzazioni, di qualsiasi genere, dovranno essere eseguite con la maggiore accuratezza
possibile, (specie in vicinanza di fori, passaggi, cappe, ecc.); le eventuali perdite che si manifestassero
in esse, anche a distanza di tempo e sino al collaudo, dovranno essere riparate ed eliminate
dall'lmpresa, a sua cura e spese, compresa ogni opera di ripristino.
37.2.6 - Intonaci, decorazioni e pitture.
37.2.6.1 - Intonaci. - Gli intonaci in genere dovranno essere eseguiti in stagione opportuna, dopo aver
rimossa dai giunti delle murature la malta poco aderente, ed avere ripulita e abbondantemente
bagnata la superficie della parete stessa.
Gli intonaci, di qualunque specie siano (lisci, a superficie rustica, a bugne, per cornici e quanto
altro), non dovranno mai presentare peli, screpolature, irregolarità negli allineamenti e negli spigoli,
od altri difetti.
-80Comune di Empoli - Ufficio Tecnico
Quelli comunque difettosi o che non presentassero la necessaria aderenza alle murature, dovranno
essere demoliti e rifatti dall'Impresa a sue spese.
La calce da usarsi negli intonaci dovrà essere estinta da almeno tre mesi per evitare scoppiettii,
sfioriture e screpolature, verificandosi le quali sarà a carico dell'Impresa il fare tutte le riparazioni
occorrenti.
Ad opera finita l'intonaco dovrà avere uno spessore non inferiore ai 15 mm.
Gli spigoli sporgenti o rientranti verranno eseguiti ad angolo vivo oppure con opportuno
arrotondamento a seconda degli ordini che in proposito darà la Direzione dei lavori.
Particolarmente per ciascun tipo d'intonaco si prescrive quanto appresso:
a) Intonaco grezzo o arriccitura. - Predisposte le fasce verticali, sotto regolo di guida, in numero
sufficiente, verrà applicato alle murature un primo strato di malta bastarda detto rinzaffo, gettato
con forza in modo che possa penetrare nei giunti e riempirli. Dopo che questo strato sarà alquanto
asciutto, si applicherà su di esso un secondo strato della medesima malta che si estenderà con la
cazzuola o col frattone stuccando ogni fessura e togliendo ogni asprezza, sicché le pareti riescano
per quanto possibile regolari.
b) Intonaco comune o civile. - Appena l'intonaco grezzo avrà preso consistenza, si distenderà su di
esso un terzo strato di malta fina (40 mm), che si conguaglierà con le fasce di guida per modo che
l'intera superficie risulti piana ed uniforme, senza ondeggiamenti e disposta a perfetto piano
verticale o secondo le superfici degli intradossi.
c) Intonaci colorati. - Per gli intonaci delle facciate esterne, potrà essere ordinato che alla malta da
adoperarsi sopra l'intonaco grezzo siano mischiati i colori che verranno indicati per ciascuna parte
delle facciate stesse.
Per dette facciate potranno venire ordinati anche i graffiti, che si otterranno aggiungendo ad uno
strato d'intonaco colorato, come sopra descritto, un secondo strato pure colorato ad altro colore, che
poi verrà raschiato, secondo opportuni disegni, fino a far apparire il precedente. Il secondo strato
d'intonaco colorato dovrà avere lo spessore di almeno 2 mm.
d) Intonaco a stucco. - Sull'intonaco grezzo sarà sovrapposto uno strato alto almeno 4 mm di malta
per stucchi , che verrà spianata con piccolo regolo e governata con la cazzuola così da avere pareti
perfettamente piane nelle quali non sarà tollerata la minima imperfezione.
Ove lo stucco debba colorarsi, nella malta verranno stemperati i colori prescelti dalla Direzione dei
lavori.
e) Intonaco a stucco lucido. - Verrà preparato con lo stesso procedimento dello stucco semplice;
l'abbozzo però deve essere con più diligenza apparecchiato, di uniforme grossezza e privo affatto di
fenditure.
Spianato lo stucco, prima che esso sia asciutto si bagna con acqua in cui sia sciolto del sapone di
Genova e quindi si comprime e si tira a lucido con ferri caldi, evitando qualsiasi macchia, la quale
sarà sempre da attribuire a cattiva esecuzione del lavoro.
Terminata l'operazione, si bagna lo stucco con la medesima soluzione saponacea lisciandolo con
pannolino.
f) Intonaco di cemento liscio. - L'intonaco a cemento sarà fatto nella stessa guisa di quello di cui
sopra alla lettera a) impiegando per rinzaffo la malta cementizia normale di cui all'art. 37.2.2.f, e per
gli strati successivi quella più debole. L'ultimo strato dovrà essere tirato liscio col ferro e potrà
essere ordinato anche colorato.
g) Rivestimento in cemento a marmiglia martellinata. - Questo rivestimento sarà formato in
conglomerato di cemento nel quale sarà sostituita al pietrisco la marmiglia della qualità, delle
dimensioni e del colore che saranno indicati. La superficie in vista sarà lavorata a bugne, a fasce, a
riquadri eccetera secondo i disegni e quindi martellinata, ad eccezione di quegli spigoli che la
Direzione ordinasse di formare lisci o lavorati a scalpello piatto.
h) Rabboccature. - Le rabboccature che occorressero su muri vecchi o comunque non eseguiti con
faccia vista in malta o sui muri a secco, saranno formate con malta.
Prima dell'applicazione della malta, le connessure saranno diligentemente ripulite, fino a
conveniente profondità, lavate con acqua abbondante e poi riscagliate e profilate con apposito getto.
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37.2.6.2 - Decorazioni. - Nelle facciate esterne, nei pilastri e nelle pareti interne, saranno formati i
cornicioni, le cornici, le lesene, gli archi, le fasce, gli aggetti, le riquadrature, i bassifondi, ecc., in
conformità dei particolari che saranno forniti dalla Direzione dei lavori, nonché, fatte le
decorazioni, anche policrome, che pure saranno indicate, sia con colore a tinta, sia a graffito.
L'ossatura dei cornicioni, delle cornici e delle fasce sarà formata, sempre in costruzione, con più
ordini di pietre o di mattoni e anche in conglomerato semplice od armato, secondo lo sporto e
l'altezza che le conviene.
Per i cornicioni di grande sporto saranno adottati i materiali speciali che prescriverà la Direzione dei
lavori oppure sarà provveduto alla formazione di apposite lastre in cemento armato con o senza
mensole.
Tutti i cornicioni saranno contrappesati opportunamente e, ove occorra, ancorati alle murature
inferiori.
Per le pilastrate o mostre e finestre, quando non sia diversamente disposto dalla Direzione dei
lavori, l'ossatura dovrà sempre venire eseguita contemporaneamente alla costruzione.
Predisposti i pezzi dell'ossatura nelle stabilite proporzioni e sfettate in modo da presentare l'insieme
del proposito profilo, si riveste tale ossatura con un grosso strato di malta, e si aggiunta alla meglio
con la cazzuola. Prosciugato questo primo strato si abbozza la cornice con un calibro o sagoma di
legno, appositamente preparato, ove sia tagliato il controprofilo della cornice, che si farà scorrere
sulla bozza con la guida di un regolo di legno.
L'abbozzo come avanti predisposto, sarà poi rivestito con apposita superficie di stucco da tirarsi e
lisciarsi convenientemente.
Quando nella costruzione delle murature non siano state predisposte le ossature per lesene, cornici,
fasce, ecc., e queste debbano quindi applicarsi completamente in oggetto, o quando siano troppo
limitate rispetto alla decorazione, o quando infine possa temersi che la parte di rifinitura delle
decorazioni, per eccessiva sporgenza o per deficiente aderenza all'ossatura predisposta, col tempo
possa staccarsi, si curerà di ottenere il maggiore e più solido collegamento della decorazione
sporgente alle pareti od alle ossature mediante infissione in esse di adatti chiodi, collegati tra loro
con filo di ferro del diametro di 1 mm, attorcigliato ad essi e formante maglia di 10 cm circa di lato.
Decorazioni a cemento. - Le decorazioni a cemento delle porte e delle finestre e quelle della parte
ornata delle cornici, davanzali, pannelli, ecc. verranno eseguite in conformità dei particolari
architettonici forniti dalla Direzione dei lavori. Le parti più sporgenti del piano della facciata ed i
davanzali saranno formati con speciali pezzi prefabbricati di conglomerato cementizio dosato a 400
kg (art. 48) gettato in apposite forme all'uopo predisposte a cura e spese dell'Impresa, e saranno
opportunamente ancorati alle murature. Quando tali pezzi siano a faccia liscia, verranno lavorati con
le norme di cui all'art. 69. Il resto della decorazione, meno sporgente, sarà fatta in posto, con
ossature di cotto o di conglomerato cementizio, la quale verrà poi, con malta di cemento, tirata in
sagoma e lisciata.
Per le decorazioni in genere, siano queste da eseguirsi a stucco, in cemento od in pietra l'Impresa è
tenuta ad approntare il relativo modello in gesso al naturale, a richiesta della Direzione dei lavori.
37.2.6.3 - Pitture - Norme generali. - Qualunque tinteggiatura, coloritura o verniciatura dovrà essere
preceduta da una conveniente ed accuratissima preparazione delle superfici, e precisamente da
raschiature, scrostature, eventuali riprese di spigoli e tutto quanto occorre per uguagliare le superfici
medesime.
Successivamente le dette superfici dovranno essere perfettamente levigate con carta vetrata e,
quando trattasi di coloriture o verniciature, nuovamente stuccate, quindi pomiciate e lisciate, previa
imprimitura, con modalità e sistemi atti ad assicurare la perfetta riuscita del lavoro.
Speciale riguardo dovrà aversi per le superfici da rivestire con vernici. Per le opere in legno, la
stuccatura ed imprimitura dovrà essere fatta con mastici adatti, e la levigatura e rasatura delle
superfici dovrà essere perfetta.
Per le opere metalliche la preparazione delle superfici dovrà essere preceduta dalla raschiatura delle
parti ossidate.
-82Comune di Empoli - Ufficio Tecnico
Le tinteggiature, coloriture e verniciature dovranno, se richiesto, essere anche eseguite con colori
diversi su una stessa parete, complete di filettature, zoccoli e quant'altro occorre per l'esecuzione dei
lavori a regola d'arte.
La scelta dei colori è dovuta al criterio insindacabile della Direzione dei lavori e non sarà ammessa
alcuna distinzione tra colori ordinari e colori fini, dovendosi in ogni caso fornire i materiali più fini
e delle migliori qualità.
Le successive passate di coloriture ad olio e verniciature dovranno essere di tonalità diverse, in
modo che sia possibile, in qualunque momento, controllare il numero delle passate che sono state
applicate.
In caso di contestazione, qualora l'Impresa non sia in grado di dare la dimostrazione del numero di
passate effettuate, la decisione sarà a sfavore dell'Impresa stessa. Comunque essa ha l'obbligo, dopo
l'applicazione di ogni passata e prima di procedere all'esecuzione di quella successiva, di farsi
rilasciare dal personale della Direzione dei lavori una dichiarazione scritta.
Prima d'iniziare le opere da pittore, l'Impresa ha inoltre l'obbligo di eseguire nei luoghi e con le
modalità che le saranno prescritti, i campioni dei vari lavori di rifinitura, sia per la scelta delle tinte
che per il genere di esecuzione, e di ripeterli eventualmente con le varianti richieste, sino ad
ottenere l'approvazione della Direzione dei lavori. Essa dovrà infine adottare ogni precauzione e
mezzo atti ad evitare spruzzi o macchie di tinte o vernici sulle opere finite (pavimenti, rivestimenti,
infissi, ecc.), restando a suo carico ogni lavoro necessario a riparare i danni eventualmente arrecati.
37.2.6.4 - Esecuzioni particolari. - Le opere dovranno eseguirsi di norma combinando
opportunamente le operazioni elementari e le particolari indicazioni che seguono.
La Direzione dei lavori avrà la facoltà di variare, a suo insindacabile giudizio, le opere elementari
elencate in appresso, sopprimendone alcune od aggiungendone altre che ritenesse più
particolarmente adatte al caso specifico e l'Impresa dovrà uniformarsi a tali prescrizioni senza
potere perciò sollevare eccezioni di sorta. Il prezzo dell'opera stessa subirà in conseguenza semplici
variazioni in meno od in più, in relazione alle varianti introdotte ed alle indicazioni, della tariffa
prezzi, senza che l'Impresa possa accampare perciò diritto a compensi speciali di sorta.
A) Tinteggiatura a calce. - La tinteggiatura a calce degli intonaci interni e la relativa preparazione
consisterà in:
1) spolveratura e raschiatura delle superfici;
2) prima stuccatura a gesso e colla;
3) levigamento con carta vetrata;
4) applicazione di due mani di tinta a calce.
Gli intonaci nuovi dovranno già aver ricevuto la mano di latte di calce denso (scialbatura).
B) Tinteggiatura a colla e gesso. - Saranno eseguite come appresso:
1) spolveratura e ripulitura delle superfici;
2) prima stuccatura a gesso e colla;
3) levigamento con carta vetrata;
4) spalmatura di colla temperata;
5) rasatura dell'intonaco ed ogni altra idonea preparazione;
6) applicazione di due mani di tinta a colla e gesso.
Tale tinteggiatura potrà essere eseguita a mezze tinte oppure a tinte forti e con colori fini.
C) Verniciature ad olio. - Le verniciature comuni ad olio su intonaci interni saranno eseguite come
appresso:
1) spolveratura e ripulitura delle superfici;
2) prima stuccatura a gesso e a colla;
3) levigamento con carta vetrata;
4) spalmatura di colla forte;
5) applicazione di una mano preparatoria di vernice ad olio con aggiunta di acquaragia per facilitare
l'assorbimento, ed eventualmente di essiccativo;
-83Comune di Empoli - Ufficio Tecnico
6) stuccatura con stucco ad olio;
7) accurato levigamento con carta vetrata e lisciatura;
8) seconda mano di vernice ad olio con minori proporzioni di acquaragia;
9) terza mano di vernice ad olio con esclusione di diluente.
Per la verniciatura comune delle opere in legno le operazioni elementari si svolgeranno come per la
verniciatura degli intonaci, con l'omissione delle operazioni nn. 2 e 4; per le opere in ferro,
l'operazione n. 5 sarà sostituita con una spalmatura di minio, la n. 7 sarà limitata ad un
conguagliamento della superficie e si ometteranno le operazioni nn. 2, 4 e 6.
D) Verniciature a smalto comune. - Saranno eseguite con appropriate preparazioni, a seconda del
grado di rifinitura che la Direzione dei lavori vorrà conseguire ed a seconda del materiale da
ricoprire (intonaci, opere in legno, ferro, ecc.).
A superficie debitamente preparata si eseguiranno le seguenti operazioni:
1) applicazione di una mano di vernice a smalto con lieve aggiunta di acquaragia;
2) leggera pomiciatura a panno;
3) applicazione di una seconda mano di vernice a smalto con esclusione di diluente.
E) Verniciature con vernici pietrificanti e lavabili a base di bianco di titanio (tipo "Cementite" o
simili), su intonaci:
a) Tipo con superficie finita liscia o "buccia d'arancio":
1) spolveratura, ripulitura e levigamento delle superfici con carta vetrata;
2) stuccatura a gesso e colla;
3) mano di leggera soluzione fissativa di colla in acqua;
4) applicazione di uno strato di standolio con leggera aggiunta di biacca in pasta, il tutto diluito con
acquaragia;
5) applicazione a pennello di due strati di vernice a base di bianco di titanio diluita con acquaragia e
con aggiunta di olio di lino cotto in piccola percentuale; il secondo strato sarà eventualmente battuto
con spazzola per ottenere la superficie a buccia d'arancio.
b) Tipo "battuto" con superficie a rilievo. - Si ripetono le operazioni sopra elencate dai nn. 1 a 3 per
il tipo E), indi:
4) applicazione a pennello di uno strato di vernice come sopra cui sarà aggiunto del bianco di
Meudon in polvere nella percentuale occorrente per ottenere il grado di rilievo desiderato;
5) battitura a breve intervallo dall'applicazione 4), eseguita con apposita spazzola, rulli di gomma,
ecc.
37.2.6.5 - Tappezzeria con carta. - Le pareti sulle quali deve essere applicata la tappezzeria saranno
preparate diligentemente come per le tinteggiature, e successivamente lavata con acqua di colla.
La tappezzeria verrà applicata con colla di farina scevra di granuli e dovrà risultare perfettamente
distesa e aderente, senza asperità, con le giunzioni bene sovrapposte ed esattamente verticali, in
modo che vi sia esatta corrispondenza nel disegno; sarà, inoltre, completata in alto e in basso con
fasce e bordature e con filettature a tinta in corrispondenza dei vani di finestra o di porta.
Se richiesto dalla Direzione dei lavori, le pareti saranno preventivamente ricoperte da un primo
strato di carta fodera.
37.2.7 - Pavimenti, rivestimenti ed opere in marmi e pietre.
37.2.7.1 - Pavimenti. - La posa in opera dei pavimenti di qualsiasi tipo o genere dovrà venire eseguita
in modo che la superficie risulti perfettamente piana ed osservando scrupolosamente le disposizioni
che, di volta in volta, saranno impartite dalla Direzione dei lavori.
I singoli elementi dovranno combaciare esattamente tra di loro, dovranno risultare perfettamente
fissati al sottostrato e non dovrà verificarsi nelle connesse dei diversi elementi a contatto la benché
minima ineguaglianza.
-84Comune di Empoli - Ufficio Tecnico
I pavimenti si addentreranno per 15 mm entro l'intonaco delle pareti, che sarà tirato verticalmente
sino al pavimento, evitando quindi ogni raccordo o guscio.
Nel caso in cui venga prescritto il raccordo, debbono sovrapporsi al pavimento non solo il raccordo
stesso, ma anche l'incontro per almeno 15 mm.
I pavimenti dovranno essere consegnati diligentemente finiti lavorati e senza macchie di sorta.
Resta comunque contrattualmente stabilito che per un periodo di almeno dieci giorni dopo
l'ultimazione di ciascun pavimento, l'Impresa avrà l'obbligo di impedire l'accesso di qualunque
persona nei locali; e ciò anche per pavimenti costruiti da altre Ditte. Ad ogni modo, ove i pavimenti
risultassero in tutto o in parte danneggiati per il passaggio abusivo di persone e per altre cause,
l'Impresa dovrà a sua cura e spese ricostruire le parti danneggiate.
L'impresa ha l'obbligo di presentare alla Direzione dei lavori i campionari dei pavimenti che
saranno prescritti. Tuttavia la Direzione dei lavori ha piena facoltà di provvedere il materiale di
pavimentazione. L'impresa, se richiesta, ha l'obbligo di provvedere alla posa in opera al prezzo
indicato nell'elenco ed eseguire il sottofondo secondo le disposizioni che saranno impartite dalla
Direzione stessa.
a) Sottofondi. - ll piano destinato alla posa dei pavimenti, di qualsiasi tipo essi siano, dovrà essere
opportunamente spianato mediante un sottofondo, in guisa che la superficie di posa risulti regolare e
parallela a quella del pavimento da eseguire ed alla profondità necessaria.
Il sottofondo potrà essere costituito, secondo gli ordini della Direzione dei lavori, da un massetto di
calcestruzzo idraulico o cementizio o da un gretonato, di spessore minore di 4 cm in via normale,
che dovrà essere gettato in opera a tempo debito per essere lasciato stagionare per almeno 10 giorni.
Prima della posa del pavimento le lesioni eventualmente manifestatesi nel sottofondo saranno
riempite e stuccate con un beverone di calce o cemento, e quindi vi si stenderà, se prescritto, lo
spianato di calce idraulica (camicia di calce) dello spessore da 1,5 a 2 cm.
Nel caso che si richiedesse un massetto di notevole leggerezza la Direzione dei lavori potrà
prescrivere che sia eseguito in calcestruzzo in pomice.
Quando i pavimenti dovessero poggiare sopra materie comunque compressibili il massetto dovrà
essere costituito da uno strato di conglomerato di congruo spessore, da gettare sopra un piano ben
costipato e fortemente battuto, in maniera da evitare qualsiasi successivo cedimento.
b) Pavimenti di laterizi. - I pavimenti in laterizi, sia con mattoni di piatto che di costa, sia con
pianelle, saranno formati distendendo sopra il massetto uno strato di malta crivellata, sul quale i
laterizi si disporranno a filari paralleli, a spina di pesce, in diagonale, ecc. comprimendoli affinché,
la malta rifluisca nei giunti. Le connessure devono essere allineate e stuccate con cemento e la loro
larghezza non deve superare 3 mm per i mattoni e le pianelle non arrotati, e 2 mm per quelli
arrotati.
c) Pavimenti in mattonelle di cemento con o senza graniglia. - Tali pavimenti saranno posati sopra
un letto di malta cementizia normale, distesa sopra il massetto; le mattonelle saranno premute
finché la malta rifluisca dalle connessure. Le connessure debbono essere stuccate con cemento e la
loro larghezza non deve superare 1 mm.
Avvenuta la presa della malta i pavimenti saranno arrotondati con pietra pomice ed acqua o con
mole carborundum o arenaria, a seconda del tipo, e quelli in graniglia saranno spalmati in un
secondo tempo con una mano di cera, se richiesta.
d) Pavimenti in mattonelle greificate. - Sul massetto in calcestruzzo di cemento, si distenderà uno
strato di malta cementizia magra dello spessore di 2 cm, che dovrà essere ben battuto e costipato.
Quando il sottofondo avrà preso consistenza si poseranno su di esso a secco le mattonelle a seconda
del disegno o delle istruzioni che verranno impartite dalla Direzione. Le mattonelle saranno quindi
rimosse e ricollocate in opera con malta liquida di puro cemento, saranno premute in modo che la
malta riempia e sbocchi dalle connessure e verranno stuccate di nuovo con malta liquida di puro
cemento distesavi sopra. Infine la superficie sarà pulita e tirata a lucido con segatura bagnata e
quindi con cera.
Le mattonelle greificate, prima del loro impiego, dovranno essere bagnate a rifiuto per immersione.
e) Pavimenti in lastre di marmo. - Per i pavimenti in lastre di marmo si useranno le stesse norme
stabilite per i pavimenti in mattonelle di cemento.
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f) Pavimenti in getto di cemento. - Sul massetto in conglomerato cementizio verrà disteso uno strato
di malta cementizia grassa, dello spessore di 2 cm ed un secondo strato di cemento assoluto dello
spessore di 5 mm, lisciato, rigato o rullato, secondo quanto prescriverà la Direzione dei lavori.
Sul sottofondo previamente preparato in conglomerato cementizio, sarà disteso uno strato di malta,
composta di sabbia e cemento colorato giunti con lamine di zinco od ottone, dello spessore di 1 mm
disposte a riquadri con lato non superiore a 1 m ed appoggiate sul sottofondo.
Detto strato sarà battuto a rifiuto e rullato.
Per pavimenti a disegno di diverso colore, la gettata della malta colorata sarà effettuata adottando
opportuni accorgimenti perché il disegno risulti ben delineato con contorni netti e senza soluzione
di continuità.
Quando il disegno deve essere ottenuto mediante cubetti di marmo, questi verranno disposti sul
piano di posa prima di gettare la malta colorata di cui sopra.
Le qualità dei colori dovranno essere adatte all'impasto, in modo da non provocarne la
disgregazione; i marmi in scaglie tra 10 mm e 25 mm, dovranno essere non gessosi e il più possibile
duri (giallo, rosso e bianco di Verona; verde, nero e rosso di Levanto; bianco, venato e bardiglio di
Serravezza, ecc.).
I cubetti in marmo di Carrara dovranno essere pressoché perfettamente cubici, di 15 mm circa di
lato, con esclusione degli smezzati; le fasce e le controfasce di contorno, in proporzione
all'ampiezza dell'ambiente.
L'arrotatura sarà fatta a macchina, con mole di carborundum di grana grossa e fine, fino a vedere le
scaglie nettamente rifinite dal cemento, poi con mole leggera, possibilmente a mano, e ultimate con
due passate di olio di lino crudo, a distanza di qualche giorno, e con un'ulteriore mano di cera.
g) Pavimenti a bollettonato. - Su di un ordinario sottofondo si distenderà uno strato di malta
cementizia normale, per lo spessore minimo di 1,5 cm sul quale verranno posti a mano pezzami di
marmo colorato di varie qualità, di dimensioni e forme atte allo scopo e precedentemente approvati
dalla Direzione dei lavori. Essi saranno disposti in modo da ridurre al minimo gli interspazi di
cemento.
Su tale strato di pezzami di marmo, sarà gettata una boiacca di cemento colorato, distribuita bene ed
abbondantemente sino a rigurgito, in modo che ciascun pezzo di marmo venga circondato da tutti i
lati dalla malta stessa. Il pavimento sarà poi rullato.
Verrà eseguita una duplice arrotatura a macchina con mole di carborundum di grana grossa e fina ed
eventualmente la lucidatura a piombo.
h) Pavimenti in legno ("parquet"). - Tali pavimenti dovranno essere eseguiti con
legno.................................... ben stagionato e profilato di tinta e grana uniforme. Le doganelle delle
dimensioni di......................................, unite a maschio e femmina, saranno chiodate sopra
un'orditura di listelli della sezione di.................... ed interasse non superiore a 35 cm.
L'orditura di listelli sarà fissata al sottofondo di ........................... mediante grappe di ferro
opportunamente murate.
Lungo il perimetro degli ambienti dovrà collocarsi un coprifilo in legno all'unione tra pavimento e
pareti.
La posa in opera si effettuerà solo dopo il completo prosciugamento del sottofondo e dovrà essere
fatta a perfetta regola d'arte, senza discontinuità, gibbosità od altro; le doghe saranno disposte a
spina di pesce con l'interposizione di bindelli fra il campo e la fascia di quadratura.
I pavimenti di parquet dovranno essere lavati e lucidati con doppia spalmatura di cera, da eseguirsi
l'una a lavoro ultimato, l'altra all'epoca che sarà fissata dalla Direzione dei lavori.
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i) Pavimenti d'asfalto. - Il sottofondo dei pavimenti in asfalto sarà formato con conglomerato
cementizio dosato a 250 kg , ed avrà lo spessore di ......... cm.
Su di esso sarà colato uno strato dell'altezza di 4 cm di pasta d'asfalto, risultante dalla fusione del
mastice d'asfalto naturale e bitume, mescolati a ghiaietta o graniglia nelle proporzioni di 50 parti di
asfalto, quattro di bitume e 46 di ghiaietta passata tra vagli di 5 e 10 mm.
La ghiaietta sarà ben lavata, assolutamente pura ed asciutta.
Nella fusione i componenti saranno ben mescolati perché l'asfalto non carbonizzi e l'impasto diventi
omogeneo.
L'asfalto sarà disteso a strati di 2 cm di spessore ognuno a giunti sfalsati.
Sopra l'asfalto appena disteso, mentre è ben caldo, si spargerà della sabbia silicea di granulatura
uniforme la quale verrà battuta e ben incorporata nello strato asfaltico.
l) Pavimenti in linoleum. Posa in opera. - Speciale cura si dovrà adottare per la preparazione dei
sottofondi, che potranno essere costituiti da impasto di cemento e sabbia, o di gesso e sabbia.
La superficie superiore del sottofondo dovrà essere perfettamente piana e liscia, togliendo gli
eventuali difetti con stuccatura a gesso.
L'applicazione del linoleum dovrà essere fatta su sottofondo perfettamente asciutto; nel caso in cui
per ragioni di assoluta urgenza non si possa attendere il perfetto prosciugamento del sottofondo,
esso sarà protetto con vernice speciale detta antiumido.
Quando il linoleum debba essere applicato sopra a vecchi pavimenti, si dovranno innanzitutto
fissare gli elementi del vecchio pavimento che non siano fermi, indi si applicherà su di esso uno
strato di gesso dello spessore da 2 a 4 mm, sul quale verrà fissato il linoleum.
Applicazione. - L'applicazione del linoleum, dovrà essere fatta da operai specializzati, con mastice
di resina o con altre colle speciali.
Il linoleum dovrà essere incollato su tutta la superficie e non dovrà presentare rigonfiamenti od altri
difetti di sorta.
La pulitura dei pavimenti di linoleum dovrà essere fatta con segatura (esclusa quella di castagno),
inumidita con acqua dolce leggermente saponata, che verrà passata e ripassata sul pavimento fino
ad ottenere pulitura.
Dovrà poi il pavimento essere asciugato passandovi sopra segatura asciutta e pulita, e quindi
strofinato con stracci imbevuti con olio di lino cotto.
Tale ultima applicazione contribuirà a mantenere la plasticità ed ad aumentare l'impermeabilità del
linoleum.
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37.2.7.2 - Rivestimento di pareti. - I rivestimenti in materiale di qualsiasi genere dovranno essere
eseguiti a perfetta regola d'arte, con il materiale prescelto dall'Amministrazione appaltante, e
conformemente ai campioni che verranno volta a volta eseguiti, a richiesta della Direzione dei
lavori.
Particolare cura dovrà porsi nella posizione in sito degli elementi, in modo che questi a lavoro
ultimato risultino perfettamente aderenti al retrostante intonaco.
Pertanto, i materiali porosi prima del loro impiego dovranno essere immersi nell'acqua fino a
saturazione, e dopo aver abbondantemente innaffiato l'intonaco delle pareti, alle quali deve
applicarsi il rivestimento, saranno allettati con malta cementizia normale, nelle qualità necessarie e
sufficienti.
Gli elementi del rivestimento dovranno perfettamente combaciare fra loro e le linee dei giunti,
debitamente stuccate con cemento bianco o diversamente colorato, dovranno risultare, a lavoro
ultimato, perfettamente allineate. I rivestimenti dovranno essere convenientemente lavati e puliti.
-87Comune di Empoli - Ufficio Tecnico
L'applicazione del linoleum alle pareti sarà fatta nello stesso modo che per i pavimenti, avendo,
anche per questo caso, cura di assicurarsi che la parete sia ben asciutta.
37.2.7.3 - Opere in marmo e pietre, norme generali. - Le opere in marmo, pietre naturali od
artificiali dovranno in genere corrispondere esattamente alle forme e dimensioni risultanti dai
disegni di progetto ed essere lavorate a seconda delle prescrizioni generali del presente Capitolato o
di quelle particolari impartite dalla Direzione dei lavori all'atto dell'esecuzione.
Tutti i materiali dovranno avere le caratteristiche esteriori (grana, coloritura e venatura) e quelle
essenziali della specie prescelta.
Prima di cominciare i lavori, qualora non si sia provveduto in merito avanti l'appalto da parte
dell'Amministrazione appaltante, l'Impresa dovrà preparare a sue spese i campioni dei vari marmi o
pietre e delle loro lavorazioni, e sottoporli all'approvazione della Direzione dei lavori, alla quale
spetterà in maniera esclusiva di giudicare se essi corrispondono alle prescrizioni. Detti campioni,
debitamente contrassegnati, resteranno depositati negli Uffici della Direzione dei lavori, quali
termini di confronto e di riferimento.
Per quanto ha riferimento con le dimensioni di ogni opera nelle sue parti componenti, la Direzione
dei lavori ha la facoltà di prescrivere le misure dei vari elementi di un'opera qualsiasi (rivestimento,
copertina, cornice, pavimento, colonna, ecc.), la formazione e disposizione dei vari conci e lo
spessore delle lastre, come pure di precisare gli spartiti, la posizione dei giunti, la suddivisione dei
pezzi, l'andamento della venatura, ecc., secondo i particolari disegni costruttivi che la stessa
Direzione dei lavori potrà fornire all'Impresa all'atto dell'esecuzione; e quest'ultima avrà l'obbligo di
uniformarsi a tali norme, come ad ogni altra disposizione circa la formazione di modanature,
scorniciature, gocciolatoi, ecc.
Per le opere di una certa importanza, la Direzione dei lavori potrà, prima che esse vengano iniziate,
ordinare all'Impresa la costruzione di modelli in gesso, anche in scala al vero, il tutto a spese
dell'Impresa stessa, sino ad ottenere l'approvazione, prima di procedere all'esecuzione della
particolare finitura.
Per tutte le opere infine è fatto obbligo all'Impresa di rilevare e controllare, a propria cura e spese, la
corrispondenza delle varie opere ordinate dalla Direzione dei lavori alle strutture rustiche esistenti, e
di segnalare tempestivamente a quest'ultima ogni divergenza od ostacolo, restando essa Impresa in
caso contrario unica responsabile della perfetta rispondenza dei pezzi all'atto della posa in opera.
Essa avrà pure l'obbligo di apportare alle stesse, in corso di lavoro, tutte quel modifiche che
potessero essere richieste dalla Direzione dei lavori.
37.2.7.4 - Marmi e pietre naturali. a) Marmi. - Le opere in marmo dovranno avere quella perfetta lavorazione che è richiesta dall'opera
stessa, congiunzioni senza risalti e piani perfetti.
Salvo contraria disposizione, i marmi dovranno essere di norma lavorati in tutte le facce viste a
pelle liscia, arrotate e pomiciate.
I marmi colorati devono presentare in tutti i pezzi le precise tinte e venature caratteristiche della
specie prescelta.
Potranno essere richiesti, quando la loro venatura si presti, con la superficie vista a spartito
geometrico, a macchina aperta, a libro o comunque giocata.
b) Pietra da taglio. - La pietra da taglio da impiegare nelle costruzioni dovrà presentare la forma e le
dimensioni di progetto, ed essere lavorata, secondo le prescrizioni che verranno impartite dalla
Direzione dei lavori all'atto dell'esecuzione, nei seguenti modi:
a) a grana grossa;
b) a grana ordinaria;
c) a grana mezza fina;
d) a grana fina.
Per pietra da taglio a grana grossa, si intenderà quella lavorata semplicemente con la grossa punta
senza fare uso della martellina per lavorare le facce viste, né allo scalpello per ricavarne spigoli
netti.
-88Comune di Empoli - Ufficio Tecnico
Verrà considerata come pietra da taglio a grana ordinaria quella le cui facce viste saranno lavorate
con la martellina a denti larghi.
La pietra da taglio s'intenderà lavorata a grana mezza fina e a grana fina, se le facce predette
saranno lavorate con la martellina a denti mezzani e, rispettivamente, a denti finissimi.
In tutte le lavorazioni, esclusa quella a grana grossa, le facce esterne di ciascun concio della pietra
da taglio dovranno avere gli spigoli vivi e ben cesellati per modo che le connesse fra concio e
concio non eccedano la larghezza di 5 mm per la pietra a grana ordinaria e di 3 mm per le altre.
Qualunque sia il genere di lavorazione delle facce viste, i letti di posa e le facce di combaciamento
dovranno essere ridotti a perfetto piano e lavorati a grana fina. Non saranno tollerate né smussature
agli spigoli, né cavità nelle facce, né stuccature in mastice o rattoppi. La pietra da taglio che
presentasse tali difetti verrà rifiutata e l'impresa sarà in obbligo di sostituirla immediatamente, anche
se le scheggiature od ammacchi si verificassero dopo il momento della posa in opera e ciò fino al
collaudo.
37.2.7.5 - Pietre artificiali. - La pietra artificiale, ad imitazione della natura, sarà costituita da
conglomerato cementizio, formato con cementi adatti, sabbia silicea, ghiaino scelto sottile lavato, e
graniglia della stessa pietra naturale che s'intende imitare. Il conglomerato così formato sarà gettato
entro apposite casseforme, costipandolo poi mediante battitura a mano o pressione meccanica.
Il nucleo sarà dosato con non meno di 3,5 q di cemento Portland per 1 m3 di impasto e non meno di
4 q quando si tratti di elementi sottili, capitelli, targhe e simili. Le superfici in vista, che dovranno
essere gettate contemporaneamente al nucleo interno, saranno costituite, per uno spessore non
inferiore a 2 cm, da impasto più ricco formato con cemento bianco, graniglia di marmo, terre
colorate e polvere della pietra naturale che si deve imitare.
Le stesse superfici saranno lavorate all'utensile, dopo perfetto indurimento, in modo da presentare
struttura identica per l'apparenza della grana, tinta e lavorazione, alla pietra naturale imitata. Inoltre
la parte superficiale sarà gettata con dimensioni esuberanti rispetto a quelle definitive, in modo che
queste ultime possano poi ricavarsi asportando materia a mezzo di utensili da scalpellino, essendo
vietate in modo assoluto le stuccature, le tassellature ed in genere le aggiunte del materiale.
I getti saranno opportunamente armati con tondini di ferro e lo schema dell'armatura dovrà essere
preventivamente approvato dalla Direzione dei lavori.
Per la posa in opera dei getti sopra descritti valgono le stesse prescrizioni indicate per i marmi in
genere.
La dosatura e la stagionatura degli elementi di pietra artificiale devono essere tali che il
conglomerato soddisfi alle seguenti condizioni:
1° inalterabilità agli agenti atmosferici;
2° resistenza alla rottura per schiacciamento superiore a 300 kg/cm2 dopo 28 giorni;
3° le sostanze coloranti adoperate nella miscela non dovranno agire chimicamente sui cementi sia
con azione immediata, che con azione lenta e differita; non conterranno quindi acidi, né anilina, né
gesso; non daranno aumento di volume durante la presa né successiva sfioritura e saranno resistenti
alla luce.
La pietra artificiale, da gettare sul posto come parametro di ossature grezze, sarà formata da rinzaffo
ed arricciature in malta cementizia, e successivo strato di malta di cemento, con colori e graniglia
della stessa pietra naturale da imitare.
Quando tale strato debba essere sagomato per formazione di cornici, oltre che a soddisfare tutti i
requisiti sopra indicati, dovrà essere confezionato ed armato nel modo più idoneo per raggiungere la
perfetta sua adesione alle murature sottostanti, che saranno state in precedenza debitamente
preparate, rese nette e levate abbondantemente dopo profonde incisioni dei giunti con apposito
ferro.
Le facce viste saranno poi ottenute in modo perfettamente identico a quello della pietra preparata
fuori d'opera, nel senso che saranno ugualmente ricavate dallo strato esterno a graniglia, mediante i
soli utensili di scalpellino o marmista, vietandosi in modo assoluto ogni opera di stuccatura,
riportati, ecc.
-89Comune di Empoli - Ufficio Tecnico
37.2.8 - Opere in legname - Opere da carpentiere.
Tutti i legnami da impiegarsi in opere permanenti da carpentiere (grossa armatura di tetto, travature
per solai, impalcati, ecc.), devono essere lavorati con la massima cura e precisione, secondo ogni buona
regola d'arte e in conformità alle prescrizioni date dalla Direzione dei lavori.
Tutte le giunzioni dei legnami debbono avere la forma e le dimensioni prescritte, ed essere nette e
precise in modo da ottenere un perfetto combaciamento dei pezzi che devono essere uniti.
Non è tollerato alcun taglio in falso, né zeppe o cunei, né qualsiasi altro mezzo di guarnitura o
ripieno.
Qualora venga ordinato dalla Direzione dei lavori, nelle facce di giunzione verranno interposte delle
lamine di piombo o di zinco od anche del cartone incatramato.
Le diverse parti componenti un'opera in legname devono essere fra loro collegate solidamente con
caviglie, chiodi, squadre, staffe di ferro, fasciature di reggia od altro, in conformità alle prescrizioni che
saranno date.
Dovendosi impiegare chiodi per collegamento dei legnami, è espressamente vietato farne
l'applicazione senza apparecchiarne prima il conveniente foro con succhiello.
I legnami prima della loro posizione in opera e prima dell'esecuzione della spalmatura di catrame o
della coloritura, se ordinata, debbono essere congiunti in prova nei cantieri, per essere esaminati ed
accettati provvisoriamente dalla Direzione dei lavori.
Tutte le parti dei legnami che rimangono incassate nella muratura devono, prima della posa in
opera, essere convenientemente spalmate di catrame vegetale o di carbolineaum e tenute, almeno
lateralmente e posteriormente, isolate in modo da permettere la permanenza di uno strato di aria
possibilmente ricambiabile.
37.2.9 - Infissi in legno - Norme generali - Opere da vetraio
37.2.9.1 - Infissi in legno - Norme generali. - Per l'esecuzione dei serramenti od altri lavori in legno
l'Impresa dovrà servirsi di una Ditta specialista e ben accetta alla Direzione dei lavori. Essi saranno
sagomati e muniti degli accessori necessari, secondo i disegni di dettaglio, i campioni e le
indicazioni che darà la Direzione dei lavori.
Il legname dovrà essere perfettamente lavorato e piallato e risultare, dopo ciò, dello spessore
richiesto, intendendosi che le dimensioni dei disegni e gli spessori debbono essere quelli del lavoro
ultimato, né saranno tollerate eccezioni a tale riguardo.
I serramenti e gli altri manufatti saranno piallati e raspati con carta vetrata e pomice in modo da fare
scomparire qualsiasi sbavatura. E' proibito inoltre assolutamente l'uso del mastice per coprire difetti
naturali di legno o difetti di costruzione.
Le unioni dei ritti con traversi saranno eseguite con le migliori regole dell'arte: i ritti saranno
continui per tutta l'altezza del serramento, ed i traversi collegati a dente e mortisa, con caviscie di
legno duro e con biette, a norma delle indicazioni che darà la Direzione dei lavori.
I denti e gli incastri a maschio e femmina dovranno attraversare dall'una all'altra parte i pezzi in cui
verranno calettati, e le linguette avranno comunemente la grossezza di 1/3 del legno e saranno
incollate.
Nei serramenti ed altri lavori a specchiature i pannelli saranno uniti a telai ed ai traversi intermedi
mediante scanalature nei telai e linguette nella specchiatura, con sufficiente riduzione dello spessore
per non indebolire soverchiamente il telaio. Fra le estremità della linguetta ed il fondo della
scanalatura deve lasciarsi un gioco per consentire i movimenti del legno della specchiatura.
Nelle fodere dei serramenti e dei rivestimenti, a superficie o perlinata, le tavole di legno saranno
connesse, a richiesta della Direzione dei lavori, o a dente e canale ed incollatura, oppure a canale
unite da apposita animella o linguetta di legno duro incollata a tutta la lunghezza.
Le battute delle porte senza telaio verranno eseguite a risega, tanto contro la mazzetta quanto fra le
imposte.
Le unioni delle parti delle opere in legno e dei serramenti verranno fatte con viti; i chiodi o le punte
di Parigi saranno consentiti solo quando sia espressamente indicato dalla Direzione dei lavori.
-90Comune di Empoli - Ufficio Tecnico
Tutti gli accessori, ferri ed apparecchi di chiusura, di sostegno, di manovra, ecc. dovranno essere,
prima della loro applicazione, accettati dalla Direzione dei lavori. La loro applicazione ai vari
manufatti dovrà venire eseguita a perfetto incastro, per modo da non lasciare alcuna discontinuità,
quando sia possibile, mediante bulloni a viti.
Quando trattasi di serramenti da aprire e chiudere, ai telai od ai muri dovranno essere sempre
assicurati appositi ganci, catenelle od altro, che, mediante opportuni occhielli ai serramenti, ne
fissino la posizione quando i serramenti stessi debbono restare aperti. Per ogni serratura di porta od
uscio dovranno essere consegnate due chiavi.
A tutti i serramenti ed altre opere in legno, prima del loro collocamento in opera e previa accurata
pulitura a raspa e carta vetrata, verrà applicata una prima mano di olio di lino cotto accuratamente
spalmato in modo che il legno ne resti bene impregnato. Essi dovranno conservare il loro colore
naturale e, quando la prima mano sarà ben essiccata, si procederà alla loro posa in opera e quindi
alla loro pulitura con pomice e carta vetrata.
Per i serramenti e le loro parti saranno osservate le prescrizioni di cui al seguente art. 49, oltre alle
norme che saranno impartite dalla Direzione dei lavori all'atto pratico.
Resta inoltre stabilito che quando l'ordinazione riguarda la fornitura di più serramenti, appena avuti
i particolari per la costruzione di ciascun tipo, l'Impresa dovrà allestire il campione di ogni tipo che
dovrà essere approvato dalla Direzione dei lavori e verrà depositato presso di essa. Detti campioni
verranno posti in opera per ultimi, quando tutti gli altri serramenti saranno stati presentati ed
accettati.
Ciascun manufatto in legno o serramento prima dell'applicazione della prima mano d'olio cotto
dovrà essere sottoposto all'esame ed all'accettazione provvisoria della Direzione dei lavori, la quale
potrà rifiutare tutti quelli che fossero stati verniciati o colorati senza tale accettazione.
L'accettazione dei serramenti e delle altre opere in legno non è definitiva se non dopo che siano stati
posti in opera, e se, malgrado ciò, i lavori andassero poi soggetti a fenditure e screpolature,
incurvamenti e dissesti di qualsiasi specie, prima che l'opera sia definitivamente collaudata,
l'Impresa sarà obbligata a rimediarvi, cambiando a sue spese i materiali e le opere difettose.
37.2.9.2 - Opere da vetraio. - Le lastre di vetro saranno di norma chiare, del tipo indicato nell'elenco
prezzi; per le latrine si adotteranno vetri rigati o smerigliati, il tutto salvo più precise indicazioni che
saranno impartite all'atto della fornitura dalla Direzione dei lavori.
Per quanto riguarda la posa in opera, le lastre di vetro verranno normalmente assicurate negli
appositi incavi dei vari infissi in legno con adatte puntine e mastice da vetraio (formato con gesso e
olio di lino cotto), spalmando prima uno strato sottile di mastice sui margini verso l'esterno del
battente nel quale deve collocarsi la lastra.
Collocata questa in opera, saranno stuccati i margini verso l'interno col mastice ad orlo inclinato a
45°, ovvero si fisserà mediante regoletti di legno e viti.
Potrà inoltre esser richiesta la posa delle lastre entro intelaiature ad incastro, nel qual caso le lastre,
che verranno infilate dall'apposita fessura praticata nella traversa superiore dell'infisso, dovranno
essere accuratamente fissate con spessori invisibili, in modo che non vibrino.
Sugli infissi in ferro le lastre di vetro potranno essere montate o con stucco ad orlo inclinato, come
sopra accennato, o mediante regoletti di metallo o di legno fissato con viti; in ogni caso si dovrà
avere particolare cura nel formare un finissimo strato di stucco su tutto il perimetro della battuta
dell'infisso contro cui dovrà appoggiarsi poi il vetro, e nel ristuccare accuratamente dall'esterno tale
strato con altro stucco, in modo da impedire in maniera sicura il passaggio verso l'interno dell'acqua
piovana battente a forza contro il vetro e far si che il vetro riposi fra due strati di stucco (uno verso
l'esterno e l'altro verso l'interno).
Potrà essere richiesta infine la fornitura di vetro isolante e diffusore (tipo "Termolux" o simile),
formato da due lastre di vetro chiaro dello spessore di 2,2 mm, racchiudenti uno strato uniforme
(dello spessore da 3 mm) di feltro di fili e fibre di vetro trasparente, convenientemente disposti
rispetto alla direzione dei raggi luminosi, racchiuso e protetto da ogni contatto con l'aria esterna
mediante un bordo perimetrale di chiusura, largo da 10 a 15 mm, costituito da uno speciale
composto adesivo resistente all'umidità.
-91Comune di Empoli - Ufficio Tecnico
Lo stucco da vetraio dovrà sempre essere protetto con una verniciatura a base di minio ed olio cotto;
quello per la posa del "Termolux" sarà del tipo speciale adatto.
Il collocamento in opera delle lastre di vetro, cristallo, ecc. potrà essere richiesto a qualunque
altezza ed in qualsiasi posizione, e dovrà essere completato da una perfetta pulitura delle due facce
delle lastre stesse, che dovranno risultare perfettamente lucide e trasparenti.
L'Impresa ha l'obbligo di controllare gli ordinativi dei vari tipi di vetri passatile dalla Direzione dei
lavori, rilevandone le esatte misure ed i quantitativi, e di segnalare a quest'ultima le eventuali
discordanze, restando a suo completo carico gli inconvenienti di qualsiasi genere che potessero
derivare dall'omissione di tale tempestivo controllo.
Essa ha anche l'obbligo della posa in opera di ogni specie di vetri o cristalli, anche se forniti da altre
Ditte, a prezzi di tariffa.
Ogni rottura di vetri o cristalli, avvenuta prima della presa in consegna da parte della Direzione dei
lavori, sarà a carico dell'Impresa.
37.2.10 - Opere in ferro ed alluminio - Norme generali e particolari
Nei lavori in ferro, questo deve essere lavorato diligentemente con maestria, regolarità di forme e
precisione di dimensioni, secondo i disegni che fornirà la Direzione dei lavori, con particolare
attenzione nelle saldature e bolliture. I fori saranno tutti eseguiti col trapano, le chiodature, ribattiture,
ecc. dovranno essere perfette, senza sbavature; i tagli essere rifiniti a lima.
Saranno rigorosamente rifiutati tutti quei pezzi che presentino imperfezione od indizio
d'imperfezione.
Ogni pezzo od opera completa in ferro dovrà essere fornita a piè d'opera colorita a minio.
Per ogni opera in ferro, a richiesta della Direzione dei lavori, l'Impresa dovrà presentare il relativo
modello, per la preventiva approvazione.
L'Impresa sarà in ogni caso obbligata a controllare gli ordinativi ed a rilevare sul posto le misure
esatte delle diverse opere in ferro, essendo essa responsabile degli inconvenienti che potessero
verificarsi per l'omissione di tale controllo.
In particolare si prescrive:
a) Inferriate, cancellate, ecc. - Saranno costruiti a perfetta regola d'arte, secondo i tipi che verranno
indicati all'atto esecutivo. Essi dovranno presentare tutti i regoli ben dritti, spianati ed in perfetta
composizione. I tagli delle connessure per i ferri incrociati mezzo a mezzo dovranno essere della
massima precisione ed esattezza, ed il vuoto di uno dovrà esattamente corrispondere al pieno
dell'altro, senza la minima ineguaglianza o discontinuità.
Le inferriate con regoli intrecciati ad occhio non presenteranno nei buchi, formati a fuoco, alcuna
fessura.
In ogni caso l'intreccio dei ferri dovrà essere diritto ed in parte dovrà essere munito di occhi, in
modo che nessun elemento possa essere sfilato.
I telai saranno fissati ai ferri di orditura e saranno muniti di forti grappe ed arpioni, ben chiodati ai
regoli di telaio in numero, dimensioni e posizioni che verranno indicate.
b) Infissi in ferro. - Gli infissi per finestre, vetrate ed altro, potranno essere richiesti con profilati
ferro finestra o con ferri comuni profilati.
In tutti e due i casi dovranno essere simili al campione che potrà richiedere o fornire
l'Amministrazione. Gli infissi potranno avere parte fissa od apribile, anche a vasistas, come sarà
richiesto; le chiusure saranno eseguite a ricupero ad asta rigida, con corsa inversa ed avranno il ferro
inferiore e superiore. Il sistema di chiusura potrà essere a leva od a manopola a seconda di come sarà
richiesto. Le cerniere dovranno essere a quattro maschiettature in numero di due o tre parti per ciascuna
partita dell'altezza non inferiore a 12 cm con ghiande terminali.
Gli apparecchi di chiusura e di manovra in genere dovranno risultare bene equilibrati e non
richiedere eccessivi sforzi per la chiusura.
Le manopole e le cerniere, se richiesto, saranno cromate.
Le ante apribili dovranno essere munite di gocciolatoio.
Le ferramenta di ritegno dovranno essere proporzionate alla robustezza dell'infisso stesso.
-92Comune di Empoli - Ufficio Tecnico
Per tutte le strutture metalliche si dovranno osservare le norme di cui alla legge 5 novembre 1971,
n. 1086 e del Decreto Ministero LL.PP. 1 aprile 1983.
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37.2.11 - Opere da stagnaio e tubazioni in genere.
37.2.11.1 - Opere da stagnaio. - I manufatti in latta, in lamiera di ferro nera o zincata, in ghisa, in
zinco, in rame, in piombo, in ottone, in alluminio o in altri materiali dovranno essere delle
dimensioni e forme richieste nonché lavorati a regola d'arte, con la maggiore precisione.
Detti lavori saranno dati in opera, salvo contraria precisazione contenuta nella tariffa dei prezzi,
completi di ogni accessorio necessario al loro perfetto funzionamento, come raccordi di attacco,
coperchio, viti di spurgo in ottone o bronzo, pezzi speciali e sostegni di ogni genere (braccetti,
grappe, ecc.). Saranno inoltre verniciati con una mano di catrame liquido, ovvero di minio di
piombo ed olio di lino cotto, od anche con due mani di vernice comune, a seconda delle
disposizioni della Direzione dei lavori.
Le giunzioni dei pezzi saranno fatte mediante chiodature, ribattiture, o saldature, secondo quanto
prescritto dalla stessa Direzione ed in conformità ai campioni, che dovranno essere presentati per
l'approvazione.
L'Impresa ha l'obbligo di presentare, a richiesta della Direzione dei lavori, i progetti delle varie
opere, tubazioni, reti di distribuzione, di raccolta, ecc. completi dei relativi calcoli, disegni e
relazioni, di apportarvi le modifiche che saranno richieste e di ottenere l'approvazione da parte della
Direzione stessa prima dell'inizio delle opere stesse.
37.2.11.2 - Tubazioni in genere. - Le tubazioni in genere, del tipo e dimensioni prescritte,
dovranno seguire il minimo percorso compatibile col buon funzionamento di esse e con le necessità
dell'estetica; dovranno evitare, per quanto possibile, gomiti, bruschi risvolti, giunti e cambiamenti di
sezione ed essere collocate in modo da non ingombrare e da essere facilmente ispezionabili, specie
in corrispondenza di giunti, sifoni, ecc. Inoltre quelle di scarico dovranno permettere il rapido e
completo smaltimento delle materie, senza dar luogo ad ostruzioni, formazioni di depositi ed altri
inconvenienti.
Le condutture interrate all'esterno dell'edificio dovranno ricorrere ad una profondità di almeno 1 m
sotto il piano stradale; quelle orizzontali nell'interno dell'edificio dovranno per quanto possibile
mantenersi distaccate, sia dai muri che dal fondo delle incassature, di 5 cm almeno (evitando di
situarle sotto i pavimenti e nei soffitti), ed infine quelle verticali (colonne) anch'esse lungo le pareti,
disponendole entro apposite incassature praticate nelle murature, di ampiezza sufficiente per
eseguire le giunzioni, ecc., e fissandole con adatti sostegni.
Quando le tubazioni siano soggette a pressione, anche per breve tempo, dovranno essere sottoposte
ad una pressione di prova eguale dal 1,5 a 2 volte la pressione di esercizio, a seconda delle
disposizioni della Direzione dei lavori.
Circa la tenuta, tanto le tubazioni a pressione che quelle a pelo libero dovranno essere provate prima
della loro messa in funzione, a cura e spese dell'Impresa, e nel caso che si manifestassero delle
perdite, anche di lieve entità, dovranno essere riparate e rese stagne a tutte spese di quest'ultima.
-93Comune di Empoli - Ufficio Tecnico
Così pure sarà a carico dell'Impresa la riparazione di qualsiasi perdita od altro difetto che si
manifestasse nelle varie tubazioni, pluviali, docce, ecc. anche dopo la loro entrata in esercizio e sino
al momento del collaudo, compresa ogni opera di ripristino.
37.2.11.3 - Fissaggio delle tubazioni. - Tutte le condutture non interrate dovranno essere fissate e
sostenute con convenienti staffe, cravatte, mensole, grappe o simili, in numero tale da garantire il
loro perfetto ancoraggio alle strutture di sostegno. Tali sostegni eseguiti di norma con ghisa
malleabile, dovranno essere in due pezzi, snodati a cerniera o con fissaggio a vite, in modo da
permettere la rapida rimozione del tubo, ed essere posti a distanze non superiori a 1 m.
Le condutture interrate poggeranno, a seconda delle disposizioni della Direzione dei lavori, o su
baggioli isolati in muratura di mattoni, o su letto costituito da un massetto di calcestruzzo, di
gretonato, pietrisco, ecc., che dovrà avere forma tale da ricevere perfettamente la parte inferiore del
tubo per almeno 60f, in ogni caso detti sostegni dovranno avere dimensioni tali da garantire il
mantenimento delle tubazioni nell'esatta posizione stabilita.
Nel caso in cui i tubi posino su sostegni isolati, il rinterro dovrà essere curato in modo particolare.
37.2.11.4 - Tubazioni in ghisa. - Le giunzioni nei tubi di ghisa saranno eseguite con corda di canapa
catramata e piombo colato e calafato.
37.2.11.5 - Tubazioni di piombo. - I tubi di piombo dovranno essere di prima fusione.
Saranno lavorati a mezzo di sfere di legno duro, in modo che il loro spessore e diametro risultino
costanti anche nelle curve e le saldature a stagno accuratamente lavorate col sego di lardo e il
percalle, abbiano forma a oliva (lavorazione all'inglese).
37.2.11.6 - Tubazioni in lamiera di ferro zincato. - Saranno eseguite con lamiera di ferro zincato di
peso non inferiore a 4,5 kg/m2, con l'unione "ad aggraffatura" lungo la generatrice e giunzioni a
libera dilatazione (sovrapposizione di 5 cm).
37.2.11.7 - Tubazioni in ferro. - Saranno del tipo "saldato" o "trafilato" (Mannesmann), a seconda del
tipo e importanza della conduttura, con giunti a vite e manicotto, rese stagne con guarnizioni di
canapa e mastice di manganese. I pezzi speciali dovranno essere in ghisa malleabile di ottima
fabbricazione.
A richiesta della Direzione dei lavori le tubazioni in ferro (elementi ordinari e pezzi speciali)
dovranno essere provviste di zincatura; i tubi di ferro zincato non dovranno essere lavorati a caldo
per evitare la volatilizzazione dello zinco; in ogni caso la protezione dovrà essere ripristinata, sia
pure con stagnatura, laddove essa sia venuta meno.
37.2.11.8 - Tubazioni in grès. - Le giunzioni saranno eseguite con corda di canapa imbevuta di
litargirio e compressa a mazzuolo; esse saranno poi stuccate con mastice di bitume o catrame.
37.2.11.9 - Tubazioni in ardesia artificiale. - Le giunzioni dovranno essere costituite da una
guarnizione formata di anelli di gomma, ovvero calafata di canapa e successivamente colatura di
boiacca semifluida da agglomerato cementizio, completata da una stuccatura di malta plastica dello
stesso agglomerante, estesa sino all'orlo del manicotto. Nel caso di condotti di fumo si dovrà invece
colare nei giunti malta fluida di terra refrattaria e calce, in luogo della boiacca di agglomerante.
37.2.11.10 - Tubazioni in cemento. - Le giunzioni saranno eseguite distendendo sull'orlo del tubo in
opera della pasta di cemento puro, innestando quindi il tubo successivo e sigillando poi tutto
all'ingiro, con malta di cemento, in modo da formare un anello di guarnizione.
37.2.11.11 - Docce e pluviali. - Potranno essere in lamiera di rame, e dovranno essere posti in opera
con le esatte pendenze che verranno prescritte dalla Direzione dei lavori.
-94Comune di Empoli - Ufficio Tecnico
I canali di gronda in lamiera di rame verranno sagomati in tondo od a gola con riccio esterno,
ovvero a sezione quadrata e rettangolare, secondo le prescrizioni della Direzione dei lavori, e forniti
in opera con le occorrenti unioni o risvolti per seguire la linea di gronda; i pezzi speciali di
imboccatura, ecc., e con robuste cicogne in rame per sostegno, modellate secondo quanto sarà
disposto e murate o fissate all'armatura della copertura a distanze non maggiori di 1,00 m. Le
giunzioni dovranno essere saldate con saldature a perfetta tenuta.
I tubi pluviali di lamiera di rame dello spessore di 8/10 di mm e di diametro di cm 10 saranno
muniti delle curve occorrenti, dei braccioli ed anelli da collocarsi a distanza non maggiore di m 2
l’uno dall’altro.
37.2.12 - Strutture in vetro cemento
Nella costruzione di strutture in vetro-cemento armato, che dovranno essere realizzate da Ditte
specializzate, si dovranno seguire tutte le norme già citate per le opere in cemento armato, oltre le cure
e gli speciali accorgimenti che sono particolari delle costruzioni in oggetto.
Si dovrà pertanto impiegare, per le nervature in cemento armato, un conglomerato cementizio
formato con ghiaietta finissima e sabbia scelta di marrana, dosato con almeno 4 q di cemento Portland
salvo l'uso di impasti più ricchi in legante o l'impiego di cemento ad alta resistenza qualora i calcoli
statici o prove pratiche su cubetti ne dimostrino la necessità.
Per l'armatura dovranno usarsi gli acciai Aq 50 od Aq 60.
I diffusori, tanto piani che cavi, di forma quadrata o tonda, dovranno essere di vetro speciale e dello
spessore stabilito nell'elenco prezzi.
Le strutture di copertura saranno di norma del tipo a soletta nervata, in cui gli elementi in vetro
risultino annegati in un reticolo di nervature sporgenti sotto la faccia inferiore del diffusore ed
arrotondate inferiormente in modo da opporre il minimo ostacolo al passaggio dei raggi luminosi
obliqui, oppure del tipo a soletta piena in cui i diffusori, del tipo a bicchiere rovesciato, hanno lo stesso
spessore della soletta.
Tali strutture potranno essere richieste tanto in piano che in pendenza, a schiena d'asino o centinate,
a curva, a cupola, ecc. ed in genere saranno transitabili.
A disarmo avvenuto le nervature sporgenti dovranno essere accuratamente intonacate con malta di
composizione eguale a quella del getto, seguendo esattamente la loro sagoma in modo da risultare a
superficie liscia, regolare e perfettamente rifinita.
Gli elementi di vetro potranno essere richiesti con la faccia inferiore munita di prismi di vario tipo,
per la diffusione uniforme della luce o per la sua deviazione in una direzione.
Potranno richiedersi inoltre pareti verticali, eseguite come sopra tanto a nervature di calcestruzzo
sporgenti da un lato, quanto a doppia superficie piana.
In tutti i casi si dovrà avere cura particolare nella scelta degli elementi di vetro in rapporto ai
requisiti particolari cui deve rispondere l'opera nei dettagli costruttivi degli appoggi sulle strutture
circostanti di sostegno, nel fissare i giunti di dilatazione, ma soprattutto nell'assicurare l'eventuale
impermeabilizzazione, sia con adatte sostanze aggiunte al conglomerato, sia con uno strato superiore di
cemento plastico o di speciali mastici bituminosi, da stendere sulla faccia superiore della struttura e nei
collegamenti perimetrali.
I carichi accidentali da considerare nella progettazione delle varie strutture saranno fissati dalla
Direzione dei lavori, alla cui approvazione dovrà essere inoltre sottoposto il progetto, completo dei
calcoli statici, delle opere stesse, redatto come stabilito per le normali opere in cemento armato.
L'Impresa sarà responsabile dell'imperfetta esecuzione delle opere in oggetto e dovrà eseguire a sua
cura e spese ogni riparazione ed anche il completo rifacimento di quelle che non rispondessero ai
requisiti sopra descritti e in modo speciale che non comportassero perfetta impermeabilità all'acqua
piovana.
37.2.13 - Collegamento in opera dei materiali.
-95Comune di Empoli - Ufficio Tecnico
37.2.13.1 - Norme generali - La posa in opera di qualsiasi materiale, apparecchio o manufatto,
consisterà in genere nel suo prelevamento dal luogo di deposito, nel suo trasporto in sito
(intendendosi con ciò tanto il trasporto in piano o in pendenza, che il sollevamento in alto o la
discesa in basso, il tutto eseguito con qualsiasi sussidio o mezzo meccanico, opera provvisionale,
ecc.), nonché nel collocamento nel luogo esatto di destinazione, a qualunque altezza o profondità ed
in qualsiasi posizione, ed in tutte le opere conseguenti (tagli di strutture, fissaggio, adattamenti,
stuccature e riduzioni in pristino).
L'impresa ha l'obbligo di eseguire il collocamento di qualsiasi opera od apparecchio che gli venga
ordinato dalla Direzione dei lavori, anche se forniti da altre Ditte.
Il collocamento in opera dovrà eseguirsi con tutte le cure e cautele del caso; il materiale o manufatto
dovrà essere convenientemente protetto, se necessario, anche dopo collocato, essendo l'Impresa
unica responsabile dei danni di qualsiasi genere che potessero essere arrecati alle cose poste in
opera, anche dal solo traffico degli operai durante e dopo l'esecuzione dei lavori, sino al loro
termine e consegna, anche se il particolare collocamento in opera si svolge sotto la sorveglianza e
assistenza del personale di altre Ditte, fornitrici del materiale o del manufatto.
37.2.13.2 - Manufatti in legno - I manufatti in legno come infissi di finestre, porte, vetrate, ecc.,
saranno collocati in opera fissandoli alle strutture di sostegno, mediante, a seconda dei casi, grappe
di ferro, ovvero viti assicurate a tasselli di legno od a controtelai debitamente murati.
Tanto durante la loro giacenza in cantiere, quanto durante il loro trasporto, sollevamento e
collocamento in sito, l'Impresa dovrà curare che non abbiano a subire
alcun guasto o lordura, proteggendoli convenientemente da urti, da schizzi di calce, tinta o vernice,
ecc.
Nel caso di infissi di qualsiasi tipo muniti di controtelaio, l’Impresa sarà tenuta ad eseguire il
collocamento in opera anticipato, a murature rustiche, a richiesta della Direzione dei lavori.
Nell'esecuzione della posa in opera le grappe dovranno essere murate a calce o cemento, se
ricadenti entro strutture murarie; fissate con piombo e battute a mazzolo, se ricadenti entro pietre,
marmi, ecc.
Sarà a carico dell'Impresa ogni opera accessoria occorrente per permettere il libero e perfetto
movimento dell'infisso posto in opera (come scalpellamenti di piattabande, ecc.), come pure la
verifica che gli infissi abbiano assunto l'esatta posizione richiesta, nonché l'eliminazione di qualsiasi
imperfezione che venisse riscontrata, anche in seguito, sino al momento del collaudo.
37.2.13.3 - Manufatti in ferro - I manufatti in ferro, quali infissi di porte, finestre, vetrate, ecc.,
saranno collocati in opera con gli stessi accorgimenti e cure, per quanto applicabili, prescritti
all'articolo precedente per le opere in legno.
Nel caso di infissi di qualsiasi tipo muniti di controtelaio, l'Impresa avrà l'obbligo, a richiesta della
Direzione dei lavori, di eseguirne il collocamento; il collocamento delle opere di grossa carpenteria
dovrà essere eseguito da operai specialisti in numero sufficiente affinché, il lavoro proceda con la
dovuta celerità. Il montaggio dovrà essere fatto con la massima esattezza, ritoccando
opportunamente quegli elementi che non fossero a perfetto contatto reciproco e tenendo opportuno
conto degli effetti delle variazioni termiche.
Dovrà tenersi presente infine che i materiali componenti le opere di grossa carpenteria, ecc.,
debbono essere tutti completamente recuperabili, senza guasti ne perdite.
37.2.13.4 - Manufatti in marmo e pietre - Tanto nel caso in cui la fornitura dei manufatti le sia
affidata direttamente, quanto nel caso in cui venga incaricata della sola posa in opera, l'Impresa
dovrà avere la massima cura per evitare, durante le varie operazioni di scarico, trasporto e
collocamento in sito e sino a collaudo, rotture, scheggiature, graffi, danni alle lucidature, ecc. Essa
pertanto dovrà provvedere a sue spese alle opportune protezioni, con materiale idoneo, di spigoli,
cornici, colonne, scalini, pavimenti, ecc., restando obbligata a riparare a sue spese ogni danno
riscontrato, come a risarcirne il valore quando, a giudizio insindacabile della Direzione dei lavori, la
riparazione non fosse possibile.
-96Comune di Empoli - Ufficio Tecnico
Per ancorare i diversi pezzi di marmo o pietra, si adopereranno grappe, perni e staffe, in ferro
zincato o stagnato, od anche in ottone o rame, di tipi e dimensioni adatti allo scopo ed agli sforzi cui
saranno assoggettati, e di gradimento della Direzione dei lavori.
Tali ancoraggi saranno saldamente fissati ai marmi o pietre entro apposite incassature di forma
adatta, preferibilmente a mezzo di piombo fuso e battuto a mazzuolo, e murati nelle murature di
sostegno con malta cementizia. I vuoti che risulteranno tra i rivestimenti in pietra o marmo e le
retrostanti murature dovranno essere diligentemente riempiti con malta idraulica fina o mezzana,
sufficientemente fluida e debitamente scagliata, in modo che non rimangano vuoti di alcuna entità.
La stessa malta sarà impiegata per l'allettamento delle lastre in piano per pavimenti, ecc.
E vietato l'impiego di agglomerante cementizio a rapida presa, tanto per la posa che per il fissaggio
provvisorio dei pezzi, come pure è vietato l'impiego della malta cementizia per l'allettamento dei
marmi.
L'impresa dovrà usare speciali cure ed opportuni accorgimenti per il fissaggio o il sostegno di
stipiti, architravi, rivestimenti, ecc., in cui i pezzi risultino sospesi alle strutture in genere ed a quelli
in cemento armato in specie: in tale caso si potrà richiedere che le pietre o marmi siano collocati in
opera prima del getto, ed incorporati con opportuni mezzi alla massa della muratura o del
conglomerato, il tutto seguendo le speciali norme che saranno all'uopo impartite dalla Direzione dei
lavori e senza che l'Impresa abbia diritto a pretendere compensi speciali.
Tutti i manufatti, di qualsiasi genere, dovranno risultare collocati in sito nell'esatta posizione
prestabilita dai disegni o dalla Direzione dei lavori; le connessure ed i collegamenti eseguiti a
perfetto combaciamento secondo le minori regole dell'arte, dovranno essere stuccati con cemento
bianco o colorato, a seconda dei casi, in modo da risultare il meno appariscenti che sia possibile, e
si dovrà curare di togliere ogni zeppa o cuneo di legno al termine della posa in opera.
I piani superiori delle pietre o marmi posti all'interno dovranno avere le opportune pendenze per
convogliare le acque piovane, secondo le indicazioni che darà la Direzione dei lavori.
Sarà in ogni caso a carico dell'impresa, anche quando essa avesse l'incarico della sola posa in opera,
il ridurre e modificare le murature ed ossature ed eseguire i necessari scalpellamenti e incisioni, in
modo da consentire la perfetta posa in opera dei marmi e pietre di qualsiasi genere.
Nel caso di rivestimenti esterni potrà essere richiesto che la posa in opera delle pietre o marmi
segua immediatamente il progredire delle murature, ovvero che venga eseguita in un tempo
successivo, senza che l'Impresa possa accampare pretese di compensi speciali oltre quelli previsti
dalla tariffa.
37.2.13.5 - Manufatti vari, apparecchi e materiali forniti dall’Amministrazione appaltante Qualsiasi apparecchio, materiale o manufatto fornito dall'Amministrazione appaltante sarà
consegnato alle stazioni ferroviarie o in magazzini, secondo le istruzioni che l'Impresa riceverà
tempestivamente. Pertanto essa dovrà provvedere al suo trasporto in cantiere, immagazzinamento e
custodia, e successivamente alla loro posa in opera, a seconda delle istruzioni che riceverà,
eseguendo le opere murarie di adattamento e ripristino che si renderanno necessarie.
Per il collocamento in opera dovranno seguirsi inoltre tutte le norme indicate per ciascuna opera nei
precedenti articoli del presente Capitolato, restando sempre l'Impresa responsabile della buona
conservazione del materiale consegnatole, prima e dopo del suo collocamento in opera.
37.3 - OPERE STRADALI E DI FOGNATURA
37.3.1 - Sottofondo di massicciate.
37.3.1.1. - Preparazione del sottofondo
Il terreno interessato dalla costruzione del corpo stradale che dovrà sopportare direttamente o la
sovrastruttura o i rilevati, verrà preparato asportando il terreno vegetale per tutta la superficie e per la
profondità fissata dal progetto o stabilito dalla Direzione dei lavori.
-97Comune di Empoli - Ufficio Tecnico
I piani di posa dovranno anche essere liberati da qualsiasi materiale di altra natura vegetale, quali
radici, cespugli, alberi.
Per l’accertamento del raggiungimento delle caratteristiche particolari dei sottofondi qui appresso
stabilite, agli effetti soprattutto del grado di costipamento e dell’umidità in posto, l’Appaltatore,
indipendentemente ai controlli che verranno eseguiti dalla Direzione dei lavori, dovrà provvedere esso
a tutte le prove e determinazioni necessarie.
37.3.1.2. - Fondazioni - Quando occorra, la massicciata, deve essere munita di una fondazione che, a
seconda delle particolari condizioni dei singoli lavori, viene realizzata con una delle seguenti strutture:
a) in pietrame o ciottolami;
b) in misto di ghiaia (o pietrisco) e sabbia; o materiale prevalentemente sabbioso;
c) in materiale di resulta, come i prodotti di recupero delle demolizioni di precedenti
massicciate o di costruzioni edilizie, i detriti di frantumazione, le scorie, le ceneri, ecc., purché nei
materiali di resulta delle demolizioni non esistano malte gessose;
d) in terra stabilizzata.
Le fondazioni con misti di ghiaia o pietrisco e sabbia dovranno essere formate con uno strato di
materiale di spessore uniforme e di altezza proporzionata sia alla natura del sottofondo che alle
caratteristiche del traffico. Di norma lo spessore dello strato da cilindrare non dovrà essere superiore a
cm. 30.
Lo strato deve essere assestato mediante cilindratura. Se il materiale lo richiede per scarsità di
potere legante, è necessario correggerlo con materiale adatto, aiutandone la penetrazione mediante
leggero innaffiamento, tale che l’acqua non arrivi al sottofondo.
Le cilindrature dovranno essere condotte precedendo dai fianchi verso il centro. A lavoro finito, la
superficie dovrà risultare parallela a quella prevista per il piano viabile.
Le stesse norme valgono per le fondazioni costruite con materiale di risulta. Tale materiale non
dovrà comprendere sostanze alterabili e che possono rigonfiare in contatto con l’acqua.
37.3.2 - Massicciate di pietrisco e trattamenti superficiali a leganti bituminosi.
Il materiale di rifiorimento di sottofondo di massicciata sarà esclusivamente pietrisco calcareo o
siliceo escluso il pietrisco di natura arenaria. Il pietrisco sarà scevro di terra e di ogni altra materia
eterogenea ed avrà le dimensioni tra 4 e 7 cm.
Il materiale di massicciata verrà sparso e regolarizzato in modo che la superficie in sezione
trasversale e per tratti stradali in rettifilo, risulti conformata ad arco di circonferenza, con una freccia
pari a 1/40 per strade a mac-adam e compresa fra 1/50 ed 1/70 della corda a seconda che La D.L.
stabilisca se il piano viabile debba essere sottoposto al trattamento superficiale.
Quando la massicciata cilindrata debba servire di appoggio a pavimentazioni di tipo permanente, la
freccia potrà ridursi a 1/100 della corda; spetta comunque alla D.L. di stabilire detto rapporto.
La cilindratura meccanica dovrà essere eseguita con rulli compressori, di peso adeguato alla natura
del materiale da cilindrare, che effettueranno il numero di passaggi da stabilire dalla D.L. in relazione
al tipo di pavimentazione.
Prima di procedere allo spargimento del pietrisco, dovrà essere provveduto, secondo la consistenza
del rilevato stradale, alla compressione del sottofondo, si farà passare il compressore per quel numero
di volte che la D.L. crederà opportuno, secondo la consistenza del sottofondo stesso. Tale lavoro
speciale di compressione sarà eseguito in economia e pagato a parte in base al prezzo stabilito in elenco
per la fornitura e l'impiego del compressore. Sulla strada preparata e grossolanamente livellata, si
provvederà a spargere e regolarizzare il pietrisco, innaffiando prima moderatamente la superficie di
posa ed impiegando, per la formazione degli strati inferiori della nuova massicciata, i materiali
utilizzabili, provenienti dalla scarificazione e, per la formazione dello strato superiore, il pietrisco di
nuova fornitura. Il materiale di massicciata sarà sparso e regolarizzato in modo che la superficie della
nuova massicciata risulti convenientemente raccordata con il piano viabile esistente.
Le curve saranno in ogni modo convenientemente rialzate sul lato esterno con la pendenza
trasversale che la D.L. stabilirà, caso per caso, in relazione al raggio delle curve stesse e con gli
opportuni raccordi delle superfici tra i tratti in curva ed il rettifilo.
-98Comune di Empoli - Ufficio Tecnico
La avanzata della preparazione della massicciata non dovrà mai precedere per più di m. 100 (metri
cento) ciascun compressore.
37.3.2.1. - Cilindratura delle massicciate - Salvo quanto detto al precedente articolo per ciò che
riguarda le semplici compressioni di massicciata a macadam ordinario, quando si tratti di cilindrare a
fondo le stesse massicciate da conservare a macadam ordinario, o eseguite per spianamento e
regolarizzazioni di piani di posa di pavimentazioni, oppure di cilindrature da eseguire per preparare la
massicciata a ricevere trattamenti superficiali, rivestimenti, penetrazioni e relativo supporto, o per
supporto di pavimentazioni in conglomerati asfaltici bituminosi od asfaltici, in porfido ecc., si
provvederà all’uopo ed in generale con rullo compressore a motore del peso non minore di 16
tonnellate.
Il rullo nella sua marcia di funzionamento manterrà la velocità oraria uniforme non superiore a Km.
3.
Per la chiusura e rifinitura della cilindratura si impiegheranno rulli di peso non superiore a
tonnellate 14, e la loro velocità potrà essere anche superiore a quella suddetta, nei limiti delle buone
norme di tecnica stradale.
Il lavoro di compressione o cilindratura dovrà essere iniziato dai margini della strada e
gradatamente proseguito verso la zona centrale.
Il rullo dovrà essere condotto in modo che nel cilindrare una nuova zona passi sopra una striscia di
almeno cm. 20 della zona precedentemente cilindrata, e che nel cilindrare la prima zona marginale
venga a comprimere anche una zona di banchina di almeno cm. 20 di larghezza.
Non si dovranno cilindrare o comprimere strati di pietrisco o ghiaia superiore a cm. 12 di altezza
misurati sul pietrisco soffice sparso, e quindi prima della cilindratura.
Quanto alle modalità di esecuzione delle cilindrature queste vengono distinte in 3 categorie:
1° di tipo chiuso
2° di tipo parzialmente aperto;
3° di tipo completamente aperto;
a seconda dell’uso cui deve servire la massicciata a lavoro di cilindratura ultimato e dei trattamenti o
rivestimenti coi quali è previsto che debba essere protetta.
Qualunque sia il tipo di cilindratura, fatta eccezione per le compressioni di semplice assestamento,
occorrenti per poter aprire al traffico senza disagio del traffico stesso, almeno nel primo periodo, la
strada o i tratti da conservare a macadam semplice, tutte le cilindrature in genere debbono essere
eseguite in modo che la massicciata, ad opera finita e nei limiti resi possibili dal tipo cui appartiene,
risulti cilindrata a fondo, in modo cioè che gli elementi che la compongono acquistino lo strato di
massimo addensamento.
La cilindratura di tipo chiuso dovrà essere eseguita con uso di acqua, pur tuttavia limitato, per
evitare ristagni nella massicciata e rifluimento in superficie del terreno sottostante che potesse perciò
essere rammollito e con impiego, durante la cilindratura, di materiale di saturazione, comunemente
detto aggregante, costituito da sabbione pulito e scevro di materie terrose da scegliere fra quello con
discreto potere legante, o da detrito dello stesso pietrisco, se è prescritto l’impiego del pietrisco e come
è opportuno per questo tipo, purché tali detriti siano idonei alla scopo. Detto materiale col sussidio
dell’acqua e con la cilindratura prolungata in modo opportuno, ossia condotta a fondo, dovrà riempire
completamente, od almeno il più che sia possibile, i vuoti che anche nello stato di massimo
addensamento del pietrisco restano tra gli elementi del pietrisco stesso.
Ad evitare che per eccesso di acqua si verifichino inconvenienti immediati o cedimenti futuri, si
dovranno aprire frequenti tagli nelle banchine, creando dei canaletti di sfogo con profondità non
inferiore allo spessore della massicciata ed eventuale sottofondo e con pendenza verso l’esterno.
La cilindratura sarà protratta fino a completo costipamento col numero di passaggi occorrenti in
relazione alla qualità e durezza del materiale prescritto per la massicciata, e in ogni caso non mai
inferiore a 120 passate.
La cilindratura del tipo semiaperto, a differenza del precedente, dovrà essere eseguita con le
modalità seguenti:
-99Comune di Empoli - Ufficio Tecnico
a) l’impiego di acqua dovrà essere pressoché completamente eliminato durante la cilindratura,
limitandone l’uso ad un preliminare innaffiamento moderato del pietrisco prima dello spandimento e
configurazione, in modo da facilitare l’assestamento dei materiali di massicciata durante le prime
passate di compressione, e qualche leggerissimo innaffiamento in sede di cilindratura e limitatamente
allo strato inferiore da cilindrare per primo (tenuto conto che normalmente la cilindratura di
massicciate per strade di nuova costruzione interessa uno strato di materiale di spessore superiore ai
cm. 12),e ciò laddove si verificasse qualche difficoltà per ottenere l’assestamento suddetto. Le ultime
passate di compressore, e comunque la cilindratura della zona di massicciata che si dovesse
successivamente cilindrare al disopra della zona suddetta di cm. 12, dovranno eseguirsi totalmente a
secco:
b) il materiale di saturazione da impiegare dovrà essere della stessa natura, essenzialmente arida
e preferibilmente silicea, nonché almeno della stessa durezza, del materiale durissimo, e pure
preferibilmente siliceo, che verrà prescritto ed impiegato per le massicciate da proteggere coi
trattamenti superficiali e rivestimenti suddetti.
Si potrà anche impiegare materiale detritico ben pulito proveniente dallo stesso pietrisco
formante la massicciata 8se è previsto impiego di pietrisco), oppure graniglia e pietrischino, sempre
dello stesso materiale.
L’impiego dovrà essere regolato in modo che la saturazione dei vuoti resti limitata nella parte
inferiore della massicciata e rimangano nella parte superiore per una altezza di alcuni centimetri i vuoti
naturali risultanti dopo completata la cilindratura: qualora vi sia il dubbio che per la natura o
dimensione dei materiali impiegati possano rimanere in questa parte superiore vuoti eccessivamente
voluminosi a danno dell’economia del successivo trattamento, i dovrà provvedere alla loro riduzione
unicamente mediante l’esecuzione dell’ultimo strato, che dovrà poi ricevere il trattamento, con
opportuna mescolanza di diverse dimensioni dello stesso materiale di massicciata.
La cilindratura sarà eseguita col numero di passate che risulterà necessario per ottenere il più
perfetto costipamento in relazione alla qualità e durezza del materiale i massicciata impiegato, ed in
ogni caso con numero non minore di 80 passate.
Il tipo di cilindratura semiaperto è quello da eseguire per le massicciate che si debbano
proteggere con applicazioni di un mano (di impianto) con o senza mani successive, di bitume o
catrame, a caldo od a freddo, o per creare una superficie aderente a successivi rivestimenti, facendo
penetrare i leganti suddetti più o meno profondamente nello strato superficiale della massicciata
(trattamento in semipenetrazione).
La cilindratura di tipo completamente aperto differisce a sua volta dagli altri sopradetti in quanto
deve essere eseguita completamente a secco e senza impiego di sorta di materiali saturanti i vuoti.
La massicciata viene preparata per ricevere la penetrazione, mediante cilindratura che non è portata
subito a fondo, ma sufficiente a serrare fra loro gli elementi del pietrisco, che deve essere sempre di
qualità durissima e preferibilmente siliceo, con le dimensioni appropriate, all’uopo, il definitivo
completo costipamento viene affidato alla cilindratura, da eseguirsi successivamente alla applicazione
del trattamento in penetrazione.
37.3.2.2. - Massicciata a macadam ordinario
Le massicciate da eseguire e conservare a macadam ordinario saranno semplicemente costituite con
uno strato di pietrisco o ghiaia di qualità, durezza e dimensioni conformi a quelle indicate dalla D.L. o
da mescolanza di dimensioni assortite secondo gli ordini che saranno impartiti in sede di esecutività
della Direzione dei Lavori. I materiali da impiegare dovranno esser scevri di materie terrose, detriti,
sabbie e comunque di materie eterogenee. Essi saranno posti in opera nell’apposito cassonetto
spargendoli sul fondo configurati accuratamente in superficie secondo il profilo assegnato alla sagoma
trasversale in rettifilo fissata nei precedenti articoli per queste massicciate, e a quello in curva che sarà
ordinato dalla Direzione dei lavori.
Se per la massicciata è prescritta o sarà ordinata in sede esecutiva la cilindratura a fondo, questa
sarà eseguita con le modalità relative l tipo chiuso descritto nel precedente articolo. In entrambi i casi si
dovrà curare di sagomare nel modo migliore l superficie della carreggiata secondo i prescritti profili
trasversali soprindicati.
-100Comune di Empoli - Ufficio Tecnico
37.3.2.3. - Massicciata per il supporto di rivestimento di notevole spessore
Quando la massicciata è destinata a servire da supporto a rivestimenti di spessore relativamente
notevole, assumendo così il compito quasi esclusivo di ridurre le pressioni trasmesse agli strati
inferiori, possono usarsi materiali i costo limitato, in particolare pietrischetti della seconda categoria
(fascicolo n. 4 edito al Consiglio Nazionale delle Ricerche, ultima edizione, contenente le norme per
l’accettazione dei pietrischi, pietrischetti, delle graniglie, delle sabbie e degli additivi per costruzioni
stradali) e ghiaie.
La tecnica della esecuzione è analoga quella indicata per la formazione delle massicciate ordinarie,
ma si può ridurre il lavoro di cilindratura occorrente per il costipamento aumentando il quantitativo del
materiale di aggregazione o passando addirittura all’impiego di materiale delle pezzature normali a
quello di materiale di convenienti granulometrie estese sino ad includere le sabbie.
A cilindratura finita la massicciata dovrà presentarsi chiusa ben assestata così da non dar luogo a
cedimenti al passaggio del compressore.
37.3.3 - Pavimentazioni in conglomerato bituminoso.
Per i conglomerati bituminosi dovranno osservarsi le seguenti norme:
37.3.3.1- Materiali a) Aggregato grosso - Per la formazione dei conglomerati da usarsi per manti di usura si dovranno
impiegare aggregati rientranti nelle categorie I^, II^ e III^ delle Norme del C.N.R. per
"l'accettazione dei pietrischi, dei pietrischetti, delle sabbie e degli additivi per costruzioni stradali".
Per strati non di usura si potranno usare anche materiali meno pregiati, sino a quelli della V^
categoria delle citate Norme del C.N.R. Saranno ammessi anche aggregati provenienti dalla
frantumazione di ciottoli e ghiaie.
Gli aggregati dovranno corrispondere alle granulometrie di cui in appresso. Per assicurare la
regolarità della granulometria la D.L potrà richiedere che l'aggregato grosso venga fornito in due
distinti assortimenti atti a dare, per miscela, granulometrie comprese nei limiti stabiliti.
Gli aggregati da impiegarsi per manti di usura non dovranno essere idrofili.
b) Aggregato fine - Per la formazione dei conglomerati si dovranno impiegare sabbie corrispondenti
ai requisiti di cui alle Norme del C.N.R. per "l'accettazione dei pietrischi, dei pietrischetti, delle
sabbie e degli additivi per costruzioni stradali". Si potranno usare tanto sabbie naturali che sabbie
provenienti dalla frantumazione delle rocce. In quest'ultimo caso si potranno ammettere anche
materiali aventi più del 5% di passante a setaccio 200.
c) Additivo - L'additivo dovrà corrispondere ai requisiti di cui alle sopracitate Norme del C.N.R.
d) Bitume - I bitumi solidi dovranno corrispondere alle Norme del C.N.R. per l'accettazione dei
bitumi stradali (Edizione 1951).
In seguito sono indicate le penetrazioni e le viscosità dei bitumi che dovranno essere adottate.
37.3.3.2 - Composizione dei conglomerati - I conglomerati per manti di usura su strade comuni
dovranno risultare costituiti come è indicato nella tabella che segue:
_
A
Per spessori
B
Per
spessori
inferiori a 20 mm.
superiori
a 20 mm.
% in peso
peso
AGGREGATO GROSSO
-101Comune di Empoli - Ufficio Tecnico
% in
Passante al crivello 15 e trattenuto dal setaccio 10 ......
--------
59
-
Passante al crivello 10 e trattenuto dal setaccio 10 ......
60 - 80
AGGREGATO FINE
Passante sul setaccio 10 e rimanente sul 200 ................
15 - 30
15 -
ADDITIVO
Passante al 200 .............................................................
3-5
3-5
78
------
--
30
BITUME ...................................................................
4,5 - 6,0
4,5 -
6,0
Si useranno bitumi di penetrazione compresa tra 80 e 220, a seconda dello spessore del manto,
ricorrendo alle maggiori penetrazioni per gli spessori minori. Impiegando bitumi liquidi si dovranno
usare i tipi a più alta viscosità.
37.3.3.3 - Preparazione del conglomerato
a) La formula effettiva di composizione degli impasti dovrà corrispondere, a seconda dei tipi di
conglomerati richiesti di volta in volta, alle prescrizioni di cui sopra e dovrà essere preventivamente
comunicata alla D.L.
Per l'esecuzione di conglomerati con bitumi solidi si dovrà provvedere al preventivo essiccamento e
riscaldamento degli aggregati con un essiccatore a tamburo, provvisto di ventilatore per
l'aspirazione della polvere. Gli aggregati dovranno essere riscaldati a temperature comprese tra 120°
e 160°C.
Il bitume dovrà essere riscaldato a temperatura compresa tra i 180°C. e i 200°C. Il riscaldamento
deve essere eseguito in caldaie idonee, atte a scaldare uniformemente tutto il materiale evitando
ogni surriscaldamento locale, utilizzando possibilmente, per lo scambio di calore, liquidi caldi o
vapori circolanti in serpentine immerse od a contatto col materiale.
Si dovrà evitare di prolungare il riscaldamento per un tempo maggiore di quello strettamente
necessario. Il riscaldamento e tutte le operazioni eseguite con materiale riscaldato devono essere
condotte in modo da alterare il meno possibile le caratteristiche del legante, la cui penetrazione
all'atto della posa in opera in opera non deve risultare comunque diminuita di oltre il 30% rispetto a
quella originaria.
Allo scopo di consentire il sicuro controllo delle temperature sopra indicate, le caldaie di
riscaldamento del bitume e i sili degli aggregati caldi dovranno essere muniti di termometri fissi.
Per agevolare l'uniformità delle miscele e del regime termico dell'essiccatore, il carico degli
aggregati freddi nell'esiccatore dovrà avvenire mediante un idoneo alimentatore meccanico, che
dovrà avere almeno tre distinti scomparti, riducibili a due per i conglomerati del 1° tipo.
Dopo il riscaldamento l'aggregato dovrà essere riclassificato in almeno due diversi assorbimenti,
selezionati mediante opportuni vagli. La dosatura di tutti i componenti dovrà essere eseguita a peso
con bilance di tipo automatico, con quadranti di agevole lettura. Si useranno in ogni caso almeno
due distinte bilance, una per gli aggregati e l'altra per il bitume, quest'ultima dovrà eventualmente
utilizzarsi anche per l'additivo.
Gli impianti dovranno essere muniti di mescolatori efficienti e capaci di assicurare la regolarità e la
uniformità delle miscele.
La capacità dei mescolatori, quando non siano di tipo continuo, dovrà essere tale da consentire
impasti singoli del peso complessivo di almeno 200 Kg.
Nella composizione delle miscele per ciascun lavoro saranno ammesse variazioni massime
dell'1,0% per quanto riguarda la percentuale del bitume, del 2% per la percentuale dell'additivo e
-102Comune di Empoli - Ufficio Tecnico
del 10% per ciascun assortimento granulometrico stabilito, purché sempre si rimanga nei limiti
estremi di composizione e di granulometria fissati per i vari conglomerati.
b) Per l'esecuzione di conglomerati con bitumi liquidi, valgono le norme sopra stabilite, ma gli
impianti dovranno essere muniti di raffreddatori capaci di abbassare la temperatura dell'aggregato,
prima essiccato ad almeno 110° C., riducendola, all'atto dell'impasto, a non oltre i 70° C.
Potrà evitarsi l'uso del raffreddatore rinunciando all'essiccazione dell'aggregato mediante l'impiego
dei bitumi attivati con sostanze atte a migliorare l'adesione tra aggregati e bitumi in presenza di
acqua. L'uso di questi materiali dovrà essere tuttavia autorizzato dalla D.L. ed avverrà a cura e spese
dell'Assuntore.
I bitumi liquidi non dovranno essere scaldati, in ogni caso, a più di 90° C., la loro viscosità non
dovrà aumentare per effetto del riscaldamento di oltre il 40% rispetto a quella originale.
Qualora si voglia ricorrere all'impiego di bitumi attivati per scopi diversi da quelli sopra indicati, ad
esempio per estendere la stagione utile di lavoro o per impiegare aggregati idrofili, si dovrà ottenere
la preventiva autorizzazione dalla D.L.
37.3.3.4 - Posa in opera dei conglomerati - Il trasporto e lo scarico del materiale dovranno essere
eseguiti in modo da evitare di modificare o sporcare la miscela ed ogni separazione dei vari
componenti.
I conglomerati dovranno essere portati sul cantiere di stesa a temperature non inferiori a 110° C., se
eseguiti con bitumi solidi. I conglomerati formati con bitumi liquidi potranno essere posti in opera
anche a temperatura ambiente. La stesa in opera di conglomerato sarà condotta con macchine
finitrici meccaniche di tipo idoneo. Le finitrici dovranno essere semoventi, munite di un sistema
di distribuzione in senso longitudinale e trasversale capace di assicurare il mantenimento
dell'uniformità degli impasti ed un uniforme grado di assestamento in ogni punto dello strato
deposto.
Dovranno consentire la stesa di strati dello spessore di volta in volta stabilito, di livellare i profili
perfettamente regolari, compensando eventualmente le irregolarità della fondazione.
A tale scopo i punti estremi di appoggio al terreno della finitrice dovranno distare l'uno dall'altro,
nel senso longitudinale della strada, di almeno tre metri, e dovrà approfittarsi di questa distanza per
assicurare la compensazione delle ricordate eventuali irregolarità della fondazione.
Per la cilindratura del conglomerato si dovranno usare compressori a rapida inversione di marcia,
del peso di almeno 5 tonnellate.
Per evitare l'adesione del materiale caldo alle ruote del rullo si provvederà a spruzzare queste ultime
con acqua. La cilindratura dovrà essere iniziata dai bordi della strada e si procederà poi a mano a
mano verso la mezzeria. I primi passaggi saranno particolarmente cauti per evitare il pericolo di
ondulazioni o fessurazioni del manto. La cilindratura, dopo il primo consolidamento del manto,
dovrà essere condotta anche in senso obliquo all'asse della strada, e, se possibile, anche in senso
trasversale. La cilindratura dovrà essere continuata sino ad ottenere un sicuro costipamento.
Tutti gli orli ed i margini comunque limitanti la pavimentazione ed i suoi singoli tratti (come i
giunti in corrispondenza alle riprese di lavoro ai cordoni laterali, alle bocchette dei servizi
sotterranei, ecc.) dovranno essere spalmati con uno strato di bitume, prima di addossarvi il manto,
allo scopo di assicurare la perfetta impermeabilità ad adesione delle parti. Inoltre tutte le giunzioni
ed i margini dovranno essere battuti e finiti a mano con gli appositi pestelli da giunta, a base
rettangolare, opportunamente scaldati o freddi nel caso di conglomerati preparati con bitumi liquidi.
A lavoro finito i manti dovranno presentare superficie in ogni punto regolarissima e perfettamente
corrispondente alle sagome ed alle livellette di progetto o prescritte dalla D.L.
37.3.4 - Rivestimento di sponda e di scarpata.
Il rivestimento delle sponde dei corsi d'acqua e delle scarpate dei rilevati verrà eeguito in pietrame a
secco od in malta, in calcestruzzo cementizio con le dimensioni e spessori di volta in volta indicati
-103Comune di Empoli - Ufficio Tecnico
dalla D.L. o con piote vegetali. Essi dovranno essere eseguiti secondo le precise sagome indicate ed in
particolare si precisa: Rivestimento con pietrame a secco: sarà eseguito con pietre di cava ridotte a
martello rusticamente spianate ed a figura rettangolare o poligonale, di spessore non inferiore a cm. 25.
I singoli pezzi dovranno combaciare fra loro regolarmente restando vietato l'uso di scaglie in faccia
vista.
Il rivestimento in base, per un'altezza di cm. 60, dovrà essere murato con malta cementizia dosata con
q.li 4.00 di cemento RcK 325 per mc. 1 di sabbia.
La parete esterna del rivestimento dovrà risultare bene allineata e non presentare alla prova del regolo
rientranze o sporgenze maggiori di mm. 30. Le facce di posa e combaciamento della pietra, dovranno
essere spianate col martello e la punta in modo che i giunti siano di spessore inferiore a mm. 25.
I giunti prima della loro stuccatura dovranno essere accuratamente scalfiti e ripuliti.
Rivestimento in calcestruzzo: il calcestruzzo sarà messo in opera appena confezionato a strati
orizzontali ben battuti di altezza da cm. 20 a 30, estesi a tutta la parte che si esegue ad un tempo. La
parte esterna del rivestimento dovrà risultare piana senza avvallamenti né gibbosità.
37.3.5 - Fognature
37.3.5.1 - Realizzazione della fossa
1. Dimensioni della fossa
Lungo le strade pubbliche, le fosse scavate per la posa della canalizzazione avranno di regola pareti
verticali sostenute da armatura.
In ogni caso, gli scavi saranno eseguiti secondo le sagome geometriche prescritte dalla Direzione
dei Lavori e, qualora le sezioni assegnate vengano maggiorate, l'Appaltatore non avrà diritto ad alcun
compenso per i maggiori volumi di scavo, ma anzi sarà tenuto ad eseguire a proprie cure e spese tutte
le maggiori opere, anche di ripristino, che si rendessero per conseguenza necessarie.
Nella esecuzione degli scavi in trincea, l'Appaltatore - senza che ciò possa costituire diritto a
speciale compenso - dovrà uniformarsi, riguardo alla lunghezza delle tratte da scavare, alle prescrizioni
che fossero impartite dal Direttore dei Lavori.
2. Interferenze con servizi pubblici sotterranei
Prima dell'inizio dei lavori di scavo, sulla scorta dei disegni di progetto e/o mediante sopralluoghi
con gli incaricati degli uffici competenti, si devono determinare con esattezza i punti dove la
canalizzazione interferisce con servizi pubblici sotterranei (condutture per acqua e gas, cavi elettrici,
telefonici e simili, nonché manufatti in genere).
Nel caso di intersezione, i servizi interessati dovranno essere messi a giorno ed assicurati solo alla
presenza di incaricati degli uffici competenti. In ogni caso, appena venga scoperto un condotto non in
precedenza segnalato, appartenente ad un servizio pubblico sotterraneo, o si verifichi un danno allo
stesso durante i lavori, l’Appaltatore dovrà avvertire immediatamente l'Ufficio competente.
I servizi intersecati devono essere messi a giorno mediante accurato scavo a mano, fino alla quota di
posa della canalizzazione, assicurati mediante un solido sistema di puntellamento nella fossa e - se si
tratta di acquedotti - protetti dal gelo nella stagione invernale, prima di avviare i lavori generali di
escavazione con mezzi meccanici.
Le misure di protezione adottate devono assicurare stabilmente l'esercizio dei servizi intersecati.
Qualora ciò non sia possibile, su disposizione della Direzione dei Lavori, sentiti gli Uffici competenti,
si provvederà a deviare dalla fossa i servizi stessi.
Saranno a carico della Stazione appaltante esclusivamente le spese occorrenti per quegli spostamenti
dei pubblici servizi che, a giudizio della Direzione dei Lavori, risultino strettamente indispensabili.
Tutti gli oneri che 1'Impresa dovrà sostenere per le maggiori difficoltà, derivanti ai lavori a causa dei
servizi stessi, si intendono già remunerati dai prezzi stabiliti dall'Elenco per l’esecuzione degli scavi.
3. Interferenze con edifici
-104Comune di Empoli - Ufficio Tecnico
Qualora i lavori si sviluppino lungo strade affiancate da edifici, gli scavi dovranno essere preceduti
da attento esame delle loro fondazioni, integrato da sondaggi, tesi ad accertarne natura, consistenza e
profondità, quando si possa presumere che lo scavo della trincea risulti pericoloso per la stabilità dei
fabbricati. Verificandosi tale situazione, l'Appaltatore dovrà ulteriormente procedere, a sue cure e
spese, ad eseguire i calcoli di verifica della stabilità nelle peggiori condizioni che si possano
determinare durante i lavori ed a progettare le eventuali opere di presidio, provvisorie o permanenti,
che risulti opportuno realizzare.
Le prestazioni relative all'esecuzione dei sondaggi e alla realizzazione delle opere di presidio alle
quali - restando ferma ed esclusiva la responsabilità dell'Appaltatore - si sia dato corso secondo
modalità consentite dalla Direzione dei Lavori, faranno carico alla Stazione appaltante e verranno
remunerate ai prezzi d'elenco.
Qualora, lungo Le strade sulle quali si dovranno realizzare le opere, qualche fabbricato presenti
lesioni o, in rapporto al suo stato, induca a prevederne la formazione in seguito ai lavori, sarà obbligo
dell'appaltatore redigerne lo stato di consistenza in contraddittorio con le Proprietà interessate,
corredandolo di un'adeguata documentazione fotografica e installando, all'occorrenza, idonee spie.
4. Scavi e riempimenti
Senza che ciò dia diritto a pretendere delle maggiorazioni sui prezzi d'Elenco, i materiali scavati
che, a giudizio della Direzione dei Lavori, possano essere riutilizzati, ed in modo particolare quelli
costituenti le massicciate stradali, le cotiche erbose ed il terreno di coltivo, dovranno essere depositati
in cumuli distinti in base alla loro natura, se del caso eseguendo gli scavi a strati successivi, in modo da
poter asportare tutti i materiali d'interesse prima di approfondire le trincee.
In particolare, l'Appaltatore dovrà realizzare una tempestiva intesa con l'autorità stradale
competente, al fine di identificare le modalità ed i luoghi più idonei per l’accatastamento dei materiali
da riutilizzare per il successivo ripristino della massicciata stradale.
I materiali di risulta esuberanti e quelli non adatti al reinterro devono essere caricati sui mezzi di
trasporto direttamente dagli escavatori o dagli operai addetti allo scavo e mandati a discarica senza
deposito intermedio. Qualora, in particolare su strade strette, non sia possibile l'accumulo dei materiali
di scavo accanto alla fossa, i materiali idonei al reimpiego devono essere direttamente caricati sui
mezzi di trasporto e portati ad un deposito intermedio, prescritto o comunque accettato dalla Direzione
dei Lavori, ovvero al reinterro dei tronchi di canalizzazione già ultimati.
5. Armatura della fossa
Di regola, tutte le fosse con pareti verticali devono essere armate. A giudizio della Direzione dei
Lavori, potrà essere evitata unicamente l'armatura di fosse poco profonde, purché scavate in suoli
naturali compatti ed all'esterno di strade che rimangono aperte al traffico.
Le pareti delle fosse devono essere armate in modo compatto, senza lacune, con armatura
orizzontale o verticale, realizzata mediante tecniche corrette rispettando le indicazioni specifiche della
Direzione dei Lavori e le norme antinfortunistiche
In particolare, fino alla profondità di 4 metri, si adotterà di norma l'armatura con tavole orizzontali
aventi lunghezza minima di 4 m e spessore minimo di 5 cm, purché il terreno sia sufficientemente
resistente. Le tavole verranno fissate in gruppi di 3-4 con traverse verticali e compresse mediante
sbadacchi trasversali contro le pareti dello scavo.
6. Nonne antinfortunistiche
L'Appaltatore dovrà sottrarre alla viabilità il minor spazio possibile ed adottare i provvedimenti
necessari a rendere sicuro il transito di veicoli e pedoni, nonché l’attività delle maestranze.
Fermi tutti gli obblighi e le responsabilità in materia di prevenzione degli infortuni, l'Appaltatore
risponde della solidità e stabilità delle armature di sostegno degli scavi ed è tenuto a rinnovare o
rinforzare quelle parti delle opere provvisionali che risultassero deboli. L'efficienza delle armature
dovrà essere verificata giornalmente. Per entrare ed uscire dalla fossa, si dovranno utilizzare apposite
scalea pioli solidamente disposte, facendosi assoluto divieto di utilizzare gli sbadacchi.
-105Comune di Empoli - Ufficio Tecnico
L'Appaltatore dovrà contornare, a suo esclusivo carico, tutti gli scavi mediante robusti parapetti,
formati con tavole prive di chiodi sporgenti e di scheggiature, da mantenere idoneamente verniciate,
ovvero con sbarramenti di altro tipo che garantiscano un'adeguata protezione. In vicinanza delle
tranvie, le barriere dovranno essere tenute a distanza regolamentare, e comunque non inferiore a metri
0,80 dalle relative sedi.
In corrispondenza ai punti di passaggio dei veicoli ed agli accessi alle proprietà private, si
costruiranno sugli scavi solidi ponti provvisori muniti di robusti parapetti e - quando siano destinati al
solo passaggio di pedoni - di cartelli regolamentari di divieto di transito per i veicoli, collocati alle due
estremità. La costruzione, il noleggio e il disfacimento di tali passaggi provvisori e delle loro
pertinenze saranno compensati con gli appositi prezzi d'Elenco.
37.3.5.2 - Aggottamenti
Le canalizzazioni ed i manufatti saranno costruiti mantenendo il piano di posa costantemente
all'asciutto. Pertanto, in caso di immissione e successivo ristagno nella fossa di scavo di acque
superficiali o sorgive, ovvero nel caso in cui la suola della fossa si trovi ad una quota inferiore al livello
della falda freatica, si dovrà provvedere alle necessarie opere di aggottamento o abbassamento della
falda.
Va tuttavia precisato che l'Appaltatore non avrà diritto ad alcun particolare compenso per
aggottamenti. Parimenti, quando l'Appaltatore non assuma i provvedimenti atti ad evitare il recapito di
acque superficiali nelle fosse di scavo, l’aggottamento in caso di ristagno sarà a totale suo carico.
37.3.5.3 - Continuità dei corsi d’acqua
L'Appaltatore dovrà provvedere con diligenza, a sue cure e spese, salvo casi speciali stabiliti di
volta in volta dalla Direzione dei Lavori, ad assicurare la continuità dei corsi d'acqua intersecati o
interferenti con i lavori. A tal fine dovranno, se del caso, essere realizzati idonei canali, da mantenere
convenientemente spurgati, lungo i quali far defluire le acque sino al luogo di smaltimento, evitando in
tal modo l’allagamento degli scavi.
Non appena realizzate le opere, 1'Appaltatore dovrà, sempre a sue cure e spese, provvedere con
tutta sollecitudine a riattivare l’originario letto del corso d'acqua, eliminando i canali provvisori e
ponendo in pristino stato il terreno interessato dagli stessi.
37.3.5.4 - Canalizzazioni realizzate in opera
Per le canalizzazioni in muratura di mattoni o in calcestruzzo realizzate in opera valgono le seguenti
disposizioni particolari, integrative di quelle indicate ai precedenti articoli.
- Realizzazione in trincea
I condotti dovranno essere costruiti mantenendo il piano di fondazione costantemente asciutto, se
del caso con opportune opere di drenaggio.
Il piano di fondazione dovrà essere sistemato in conformità alle prescritte livellette e su di esso si
farà luogo al getto del sottofondo e della fondazione.
Sul piano superiore del getto di fondazione si collocheranno in giusto allineamento e livelletta i
pezzi speciali di fondo e, dopo verificata l'esattezza della loro posa in opera, si rincalzeranno con malta
di cemento e sabbia, colando poi boiacca di puro cemento o malta anticorrosiva nei giunti dei pezzi
successivi.
In seguito si passerà alla gettata della parte inferiore dei piedritti, lasciando in essi, con apposita
dima, la rientranza per il rivestimento dei mattoncini o piastrelle, ove questo debba aver luogo;
eseguito anche il rivestimento e completato con la relativa stilatura, si appresteranno le dime superiori
-106Comune di Empoli - Ufficio Tecnico
e si farà la gettata dei rimanenti piedritti, lasciando le incassature per i pezzi speciali di immissione
degli scarichi laterali.
Si procederà poi all'armatura della volta, alla sua formazione in getto di calcestruzzo o in mattoni,
secondo quanto sia ordinato, e sopra la volta si stenderà la cappa lisciandola a ferro con spolveratura di
cemento puro.
Quando il calcestruzzo della volta abbia fatto sufficiente presa, si toglieranno le armature e si
procederà alla intonacatura interna del condotto.
Quali dime per le volte circolari potranno essere utilizzate, secondo le disposizioni della Direzione
dei Lavori, casseforme rigide oppure (per i getti in calcestruzzo) forme pneumatiche tubolari. Nel caso
di casseforme rigide, per sezioni di qualsiasi tipo, si procederà in un'unica ripresa all’armatura della
parte superiore dei piedritti e della volta; nel caso di forme pneumatiche, per sezioni circolari, dovrà
essere oggetto di particolari cure il loro ancoraggio, così da evitarne lo spostamento ed il sollevamento
durante il getto.
In entrambi i casi, la messa in opera delle dime dovrà essere eseguita con centratura planimetrica ed
a quota esatta; il getto, poi, avverrà per strati dello spessore prescritto, uniformemente distribuiti sui
due lati delle dime; esso verrà interrotto, e contenuto da idonee casserature di testata, in corrispondenza
delle camerette, alla cui costruzione si provvederà successivamente al disarmo della canalizzazione.
Il disarmo per sgonfiamento e l'estrazione delle forme pneumatiche dovrà avvenire da 12 a 16 ore
dopo il getto; appena recuperate, le forme pneumatiche verranno accuratamente lavate per togliere ogni
residuo cementizio, non tollerandosene il reimpiego se esse siano incrostate o comunque non
perfettamente pulite.
Non appena tolte le dime ed i casseri le superfici del getto verranno regolarizzate, subito dopo si
procederà, secondo le previsioni di progetto, alla intonacatura, o, se necessario, alla preparazione delle
superfici per l’applicazione dei rivestimenti protettivi.
37.3.5.5 - Modalità di posa
Per le operazioni di posa in opera, si dovranno osservare le raccomandazioni ed istruzioni del
fornitore dei tubi.
Prima della posa in opera, i tubi, i giunti ed i pezzi speciali dovranno essere accuratamente
controllati: quelli che dovessero risultare danneggiati in modo tale da compromettere la qualità o la
funzionalità dell'opera dovranno essere scartati e sostituiti. Nel caso in cui il danneggiamento abbia
interessato soltanto l’eventuale rivestimento, si dovrà provvedere al suo ripristino.
Per il sollevamento e la posa dei tubi in scavo, in rilevato o su appoggi, si dovranno impiegare
mezzi adatti a seconda del tipo e del diametro, onde evitare il deterioramento dei tubi ed in particolare
delle testate e degli eventuali rivestimenti protettivi.
I tubi che nell'operazione di posa avessero subito danneggiamenti dovranno essere riparati così da
ripristinarne la completa integrità, ovvero saranno definitivamente scartati e sostituiti.
Nell'operazione di posa dovrà evitarsi che nell'interno delle condotte penetrino detriti o corpi
estranei di qualunque natura e che venga comunque danneggiata la loro superficie interna.
Qualora, durante le operazioni di accostamento dei tubi, penetrasse della terra o altri materiali
estranei tra le superfici frontali o nei giunti, si dovrà provvedere a sfilare l’ultimo tubo per effettuare le
necessarie pulizie ed a posarlo nuovamente dopo aver ripristinato la suola.
I tubi saranno posati procedendo da valle verso monte e con i bicchieri disposti in senso contrario
alla direzione del flusso.
In nessun caso si dovrà regolarizzare la posizione dei tubi nella trincea utilizzando pietre o mattoni
ed altri appoggi discontinui.
Non si procederà in alcun caso al rinterro se prima non sia stata controllata la corretta posizione
della canalizzazione mediante esami condotti con funi, traguardi, tabelle di mira, apparecchi di
livellazione, o con atri idonei mezzi.
Per la corretta esecuzione delle livellette di posa, la Stazione appaltante si riserva di prescrivere
l’uso di un'apparecchiatura a raggio laser, corredata di indicatori di pendenza, di dispositivo elettronico
-107Comune di Empoli - Ufficio Tecnico
di autolivellamento, di spostamento della direzione destra/sinistra, di inclinazione laterale, di spia
batteria, munita di livello a bolle d'aria e protetta contro l'inversione della polarità.
Modalità di posa dei tubi in materiali rigidi
Prima della posa, i tubi devono essere accuratamente puliti ed essiccati sulle superfici di giunzione,
da trattare - secondo le prescrizioni del fornitore - con una prima mano avente composizione simile al
materiale della guarnizione.
I tubi, dopo essere stati calati accuratamente nella fossa, evitando le angolazioni, devono essere
collegati alla canalizzazione già in opera con un processo che dipende dal tipo di tubo e di giunzione,
realizzando comunque una forza di pressione il più possibile uniforme lungo la circonferenza del tubo
nella direzione dell'asse, con un baricentro la cui posizione dipende dal peso del tubo.
La Stazione appaltante si riserva di prescrivere l'uso di un'apparecchiatura tiratubi a funzionamento
idraulico; con forza di tiro adeguata al peso delle tubazioni da posare.
Per i tubi di dimensioni maggiori, secondo le indicazioni della Direzione dei Lavori, la pressione
esercitata dovrà essere controllata con appositi manometri.
Per i tubi in cemento-amianto, è consentito il collegamento fuori dalla fossa e la successiva posa dei
tubi collegati, tollerandosi un'angolatura massima fino a 6°.
Nel caso specifico di tubazioni metalliche, dovranno essere inserite, ai fini della protezione
catodica, in corrispondenza dei punti d'appoggio, membrane isolanti.
Si dovrà evitare il più possibile di tagliare i tubi. Qualora tuttavia, per il collegamento alle
camerette, i tubi dovessero essere tagliati, questa operazione dovrà essere realizzata prima della posa
nella fossa, con attrezzi appositi, adatti ai singoli materiali e diametri, operando con la massima
diligenza, in modo tale da non incrinare gli spezzoni e curando l'ortogonalità della superficie di taglio
rispetto all'asse del tubo.
Qualora i tubi siano dotati di rivestimento di fondo o di contrassegno al vertice, questi, durante la
posa, dovranno essere costantemente tenuti nella giusta posizione, in modo da risultare, una volta in
opera, esattamente simmetrici rispetto al piano verticale passante per l'asse del tubo; ove ciò non fosse,
il tubo dovrà essere sfilato, ripetendo quindi, in modo corretto, le operazioni di posa; l'aggiustamento
del tubo mediante rotazione non è ammesso.
Nel caso di interruzione dei lavori, l'ultimo tubo, dopo la posa, deve essere sempre chiuso con
apposito coperchio, per evitare l'ingresso di corpi estranei. Analogo provvedimento dovrà prendersi,
all'atto della posa ed in via provvisoria, per ogni pezzo speciale d'immissione.
- Modalità di posa dei tubi in materie plastiche
Per i tubi costituiti da materiali plastici, dovrà prestarsi particolare cura ed attenzione quando le
manovre di movimentazione dovessero effettuarsi a temperature inferiori a O°C, al fine di evitare
danneggiamenti. I tubi in PVC dovranno essere sempre posati ad una profondità sicura contro il gelo.
Dopo una lunga permanenza al sole nella fossa, sia i tubi di PE che quelli di PVC devono essere
raffreddati prima del riempimento della fossa.
I tubi in materie plastiche possono essere tagliati e collegati, anche in grandi lunghezze, fuori della
fossa.
A causa della deformabilità del materiale, dopo la posa nella fossa, si dovrà usare la massima cura per
la realizzazione di un rincalzo del tubo e di un riempimento della fossa ineccepibili. A contatto con la
falda freatica, si dovrà assicurarsi che essa non possa provocare in alcun modo spostamenti del
materiale di rinterro che circonda il tubo.
- Ricopertura minima di 1,5 m sotto superficie di traffico fino a 20 t.
37.3.5.6 - Prescrizioni generali sulle giunzioni dei tubi
1. Generalità
Verificati allineamento e pendenza, si procederà alla giunzione dei tubi.
-108Comune di Empoli - Ufficio Tecnico
Le estremità dei tubi e dei pezzi speciali da giuntare e le eventuali guarnizioni dovranno essere
perfettamente pulite.
La giunzione dovrà garantire la continuità idraulica e il comportamento statico previsto in progetto
e dovrà essere realizzata in maniera conforme alle norme di esecuzione dipendenti dal tipo di tubo e
giunto impiegati nonché dalla pressione di esercizio.
A garanzia della perfetta realizzazione dei giunti, dovranno, di norma, essere predisposti dei
controlli sistematici con modalità esecutive specificatamente riferite al tipo di giunto ed al tubo
impiegato.
A tal fine, per l'esecuzione delle giunzioni, l'Appaltatore dovrà assicurare l'assistenza del fornitore, con
riserva, per la Direzione dei Lavori, di chiedere che l'esecuzione sia direttamente affidata ad operai
specializzati indicati dal fornitore stesso.
2. Prescrizioni
2.1. Tenuta idraulica
Le giunzioni dei tubi devono essere durevolmente impermeabili contro pressioni idrauliche sia
interne che esterne.
Di norma dovrà essere garantita la tenuta idraulica con sovrappressioni, interne ed esterne, variabili
da O a 0,5 bar, ossia nell'arco delle situazioni dal funzionamento a pelo libero con piccole altezze di
riempimento e sovrappressione o al funzionamento rigurgitato con un'altezza massima della colonna
d'acqua pari a 5 metri.
Per tronchi particolari della canalizzazione, funzionanti normalmente in pressione o soggetti a
sovrappressioni massime superiori a 0,5 bar (ad es. per tubazioni a grandi profondità), i giunti
dovranno garantire la tenuta idraulica alle condizioni specifiche di pressione o sovrappressione indicate
dal progetto e/o dalla Direzione dei Lavori.
2.2 Modifiche longitudinali dei tubi
Le giunzioni devono consentire le modifiche longitudinali dei tubi, che si possono verificare durante
l'esercizio per effetto della temperatura dell'acqua.
37.3.5.7- Anelli elastici per giunzioni di tubi
Per ciò che riguarda i requisiti delle guarnizioni ad anello di elastomero compatto, usate per giunti
di tubazione di qualunque dimensioni e forma di sezione, si farà riferimento alle norme UNI 4920.
37.3.5.8 - Prova di impermeabilità della canalizzazione
Ultimate le operazioni di giunzione ed il rinterro parziale dei tubi, i tronchi di condotta dovranno
essere sottoposti ad una prova idraulica d'impermeabilità, con pressione, durata e modalità di seguito
indicate, a cura e spese dell'Appaltatore. La Direzione dei Lavori potrà richiedere l'assistenza della ditta
fornitrice dei tubi.
I singoli tronchi di condotta da sottoporre alla prova idraulica verranno chiusi tra due dischi a tenuta
ermetica.
Parimenti si provvederà a chiudere ermeticamente, con gli appositi tappi e serra tappi, tutte le
diramazioni predisposte per i collegamenti della canalizzazione agli edifici ed ai pozzetti stradali.
Per consentire la saturazione dei tubi, le canalizzazioni in conglomerato cementizio dovranno essere
riempite d'acqua 24 ore prima della prova; quelle in grès 1 ora prima della prova.
L'acqua sarà sottoposta per 15 minuti alla pressione di 0,5 bar, che dovrà essere controllata con un
piezometro o un manometro.
Se, durante il tempo prescritto, la pressione diminuisce, si deve aggiungere altra acqua, in modo da
mantenere costante il valore iniziale; se tuttavia si notano punti permeabili, in particolare nei giunti, la
-109Comune di Empoli - Ufficio Tecnico
prova deve essere interrotta per riparare i difetti, eventualmente mediante sostituzione dei tubi e dei
giunti che perdono, e successivamente ripetuta durante altri 15 minuti.
I quantitativi massimi di acqua che possono essere perduti dai vari tipi di canalizzazioni sono
riassunti nella tabella di seguito riportata.
Non potrà comunque convalidarsi una prova in base alle sole indicazioni del piezometro o
manometro registratore e dei quantitativi di acqua perduti, senza che sia stata effettuata la completa
ispezione dei giunti.
Per i condotti di dimensioni maggiori, la Direzione dei Lavori potrà consentire - in alternativa alla
prova idraulica su interi tronchi di canalizzazione - una prova idraulica effettuata con dispositivi
speciali da applicare a ciascun giunto, in modo tale da realizzare, in apposite intercapedini sulla parte
interna del giunto o su quella esterna, una piccola camera di acqua, in cui dovrà essere raggiunta la
prescritta pressione di 0,5 bar, con risultati equivalenti a quelli della prova sui tronchi interi.
La prova d'impermeabilità della canalizzazione dovrà essere ripetuta dopo il reinterro definitivo.
Prova d'impermeabilità delle canalizzazioni
Canalizzazioni in
conglomerato cementizio
semplice
Sezione
circolare φ
10 - 25 cm
30 - 60 cm
70-100 cm
oltre 100 cm
Aggiunta d’acqua
l/mq
superficie bagnata
0,40
0,30
0,25
0,20
ovoidale Ω
Canalizzazioni in
Conglomerato cementizio
Armato
Sezione
circolare φ
10 - 25 cm
30 - 60 cm
70-100 cm
oltre 100 cm
Aggiunta d’acqua
l/mq
superficie bagnata
0,20
0,15
0,13
0,10
Canalizzazioni in
grès
Sezione
circolare φ
10−150 cm
Aggiunta d’acqua
l/mq
superficie bagnata
0,20
ovoidale Ω
30 X 45 cm
50 X 75 cm
0,30
30 X 45 cm
50 X 75 cm
0,15
60 X 90 cm
80 X 120 cm
0,25
60 X 90 cm
80 X 120 cm
0,13
90 X 135 cm
120 X 180 cm
0,20
90 X 135 cm
120 X 180 cm
0,10
37.3.5.9 - Coordinamento altimetrico e rispetto delle livellette
E’ fatta obbligo all'Appaltatore di effettuare, prima dell’inizio dei lavori, il controllo ed il
coordinamento delle quote altimetriche delle fognature esistenti alle quali la canalizzazione da
costruire dovrà eventualmente collegarsi.
Qualora, per qualunque motivo, si rendessero necessarie modifiche al progetto ed in particolare alle
quote altimetriche di posa dei condotti od ai salti di fondo, prima dell'esecuzione dei relativi lavori,
dovrà essere chiesta l’autorizzazione scritta della Direzione dei Lavori.
In caso di inosservanza di quanto prescritto e di variazione non autorizzata dalla pendenza di fondo
e delle quote altimetriche, l'Appaltatore dovrà, a propria cura e spese, apportare tutte quelle modifiche
alle opere eseguite che, a giudizio della Direzione dei Lavori, si rendessero necessarie per conservare la
funzionalità delle opere progettate.
Non sono ammesse contropendenze o livellette in piano: eventuali errori di esecuzione della
livelletta che, a giudizio insindacabile della Direzione dei Lavori o del Collaudatore, siano giudicati
accettabili in quanto non pregiudicano la funzionalità delle opere, daranno luogo all'applicazione della
penale indicata nel Capitolato speciale complementare d'appalto.
-110Comune di Empoli - Ufficio Tecnico
37.4 - IMPIANTISTICA
37.4.1 - Impianto idrico- canalizzazioni di scarico.
L’impianto di distribuzione dell’acqua fredda potabile sarà realizzato con tubi di polietilene (Pebd,
Pead, PEX, XLPE), tubi di polipropilene (PP) o tubi in polibutene .
Per impianti di distribuzione di acqua calda sanitaria sarà realizzato con tubi di polietilene reticolato
(PEX, XLPE).
Le reti di distribuzione dovranno risultare, dopo le varie saldature e collegamenti, uniformi ed atti a
sopportare una pressione di almeno 1,5 volte quella massima prevista nell’impianto.
In mancanza di disposizioni all’atto esecutivo , l’Appaltatore dovrà, di massima attenersi ai seguenti
portate:
acqua calda e fredda della vasca
12 l/m
idem lavabo
6 l/m
idem doccia
12 l/m
idem vaso igienico
6 l/m
idem lavandini cucina
9 l/m
idem vasca lavanderia
9 l/m
idem lavastoviglie
15 l/m
idem lavatrice
15 l/m
Le suddette portate dovranno essere garantite con un coefficiente di contemporaneità
F=1/(n-1)1/2 dove n è il numero degli apparecchi installati.
Sia la conduttura principale che le condotte di derivazione, saranno munite di apposite saracinesche
in bronzo.
Le tubazione saranno incassate nelle murature, il tutto come indicato all’atto esecutivo dalla
Direzione Lavori.
Le canalizzazioni di scarico saranno realizzate con apposite colonne discendenti con tubazioni
PE.H.D. di idonei diametri e suddivisi per linea di scarico e ventilate.
L’impianto di scarico deve:
assicurare un rapido smaltimento, secondo il percorso più breve, delle acque evacuate;
evitare la formazione dei depositi di materiali putrescibili;
essere a perfetta tenuta di acqua, gas e aria;
resistere a fenomeni di corrosione dovuti ad ossidazione e all’azione di acidi e gas corrodenti;
non presentare resistenza al deflusso dei liquami.
Nell’impianto di scarico il deflusso delle acque deve avvenire per gravità, esse non debbono
occupare l’intera sezione delle tubazioni e non debbono generare fenomeni di pressione e depressione.
Nelle tubazioni deve essere garantita la circolazione dell’aria anche nella fase di smaltimento delle
acque con la massima portata di deflusso.
Ogni apparecchio allacciato all’impianto di scarico deve essere provvisto di un dispositivo, sifone,
che eviti la fuoriuscita dei gas maleodoranti provenienti dalla rete di scarico. La chiusura idraulica dei
sifoni deve essere di cm 5.
Nella realizzazione dell’impianto dovranno essere adottati gli opportuni accorgimenti atti a evitare
fenomeni di rumorosità prodotti dalle acque di scarico in particolare:
evitando il passaggio nei vani abitati;
assicurando alle tubazioni la libera circolazione dell’aria;
evitando e riducendo gli urti di masse d’acqua contro le pareti delle tubazioni;
evitando la formazione di moti vorticosi;
utilizzando curve ad ampio raggio evitando gomiti e cambiamenti di sezione troppo accentuati;
prevedendo sistemi di fissaggio delle tubazioni alle strutture murarie che non trasmettono
vibrazioni;
-111Comune di Empoli - Ufficio Tecnico
utilizzando opportuni materiali fonoassorbenti.
L’impianto di scarico deve essere provvisto di dispositivi che consentono l’ispezione e la pulizia
delle tubazioni.
Le giunzione dei tubi, e di questi con i pezzi speciali, devono essere realizzati con i seguenti sistemi:
- giunzioni fisse resistenti a trazione che può essere:
a. saldatura di testa
Per ottenere saldature di testa esenti da difetti è necessario lavorare con superfici, del materiale e
della piastra perfettamente pulite. Il taglio delle estremità da saldare deve essere eseguito con
tagliatubi o seghetti aventi angolazione regolabile. Le estremità da saldare vanno sbavate. La
saldatura di testa può essere eseguita a mano, per diametri fino a mm 63, a macchina per diametri
superiori. I due pezzi da saldare devono essere appoggiati sullo specchio, portato a temperatura di
210 ° C , esercitando una leggera pressione fino a quando non si è formato un cordone uniforme
lungo la circonferenza di essi. Questi, distaccati dal disco, saranno uniti esercitando una pressione
esercitata in modo crescente per l’ottenimento di una saldatura uniforme. Le saldature devono essere
lasciate raffreddare naturalmente e i pezzi non devono essere sottoposti a sollecitazione meccanica
prima del loro raffreddamento.
b. saldatura con manicotto elettrico
Queste di ottengono con l’uso di uno speciale manicotto provvisto di resistenza elettrica. Per la
realizzazione di esse le estremità da saldare devono:
essere tagliate ad angolo retto;
essere pulite mediante opportuno raschiamento;
essere introdotte nel manicotto, sgrassato con alcol, fino a battuta su l’anello di arresto.
Il manicotto elettrico a saldatura avvenuta non deve essere sottoposto a sollecitazione meccanica
prima del suo completo raffreddamento.
c. saldatura smontabili
Questo tipo di saldatura si può effettuare solo se non necessita di resistenza a trazione. Essa si
effettua con opportuni raccordi dotati di guarnizione elastomerica o con raccordi a vite.
Le tubazione saranno incassate nelle murature, il tutto come indicato all’atto esecutivo dalla
Direzione Lavori.
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37.4.2 - Impianto elettrico
37.4.2.1. - Prescrizioni tecniche generali
Requisiti di rispondenza a norme, leggi e regolamenti.
Gli impianti e i componenti devono essere realizzati a regola d'arte, conformemente alle
prescrizioni della legge 1° marzo 1968, n. 186, della legge 5 marzo 1990, n. 46, e del D.P.R. 6
dicembre 1991, n. 447 (regolamento di attuazione della legge n. 46/1990).
-112Comune di Empoli - Ufficio Tecnico
Le caratteristiche degli impianti stessi, nonché dei loro componenti, devono corrispondere alle
norme di legge e di regolamento vigenti alla data di presentazione del progetto ed in particolare
essere conformi:
• alle prescrizioni di Autorità Locali, comprese quelle dei Vigili del Fuoco;
• alle prescrizioni e indicazioni dell'ENEL o dell'Azienda Distributrice dell'energia elettrica;
• alle prescrizioni e indicazioni del gestore della rete telefonica;
• alle norme CEI (Comitato Elettrotecnico Italiano).
Norme per la prevenzione degli infortuni sul lavoro
Nei
disegni e negli atti posti a base dell'appalto, saranno chiaramente precisati,
dall'Amministrazione appaltante, la destinazione o l'uso di ciascun ambiente, affinché le Ditte
concorrenti ne tengano debito conto ai fini di quanto disposto dalle vigenti disposizioni di legge
in materia antinfortunistica, nonché dalle norme CEI. 9.3
In particolare i sostegni degli apparecchi di illuminazione esterna devono essere distanziati dai
conduttori destinati alle telecomunicazioni e al trasporto dell’energia elettrica secondo quanto indicato
nel D.P.R. n° 164 del 7/1/1956 e nel D.P.R. n° 1062 del 21/6/1968.
Prescrizioni riguardanti i circuiti - Cavi e conduttori a) Isolamento dei cavi:
i cavi utilizzati nei sistemi di prima categoria devono essere adatti a tensione nominale verso terra
e tensione nominale (Uo/U) non inferiori a 450/750 V, simbolo di designazione 07. Quelli
utilizzati nei circuiti di segnalazione e comando devono essere adatti a tensioni nominali non inferiori a
300/500 V, simbolo di designazione 05. Questi ultimi, se posati nello stesso tubo, condotto o canale
con cavi previsti con tensioni nominali superiori, devono essere adatti alla tensione nominale maggiore;
b) colori distintivi dei cavi:
i conduttori impiegati nell'esecuzione degli impianti devono essere contraddistinti dalle
colorazioni previste dalle vigenti tabelle di unificazione CEI-UNEL 00722-74 e 00712. In
particolare i conduttori di neutro e protezione devono essere contraddistinti rispettivamente ed
esclusivamente con il colore blu chiaro e con il bicolore giallo-verde. Per quanto riguarda i conduttori
di fase, devono essere contraddistinti in modo univoco per tutto l'impianto dai colori: nero, grigio
(cenere) e marrone;
c) sezioni minime e cadute di tensioni massime ammesse:
le sezioni dei conduttori non dovranno essere inferiori a quelle indicate nel progetto ma in ogni caso
dovranno essere tali che la caduta di tensione non superi il valore del 4% della tensione a vuoto e
dovranno essere scelte tra quelle unificate. In ogni caso non devono essere superati i valori delle
portate di corrente ammesse, per i diversi tipi di conduttori, dalle tabelle di unificazione CEIUNEL.
Indipendentemente dai valori ricavati con le precedenti indicazioni, le sezioni minime ammesse dei
conduttori di rame sono:
1 mmq per i circuiti di segnalazione e telecomando;
1,5 mmq per illuminazione di base, derivazione per prese a spina per altri apparecchi di
illuminazione e per apparecchi con potenza unitaria inferiore o uguale a 2,2 kW;
2,5 mmq per derivazione con o senza prese a spina per utilizzatori con potenza unitaria superiore
a 2,2 kW e inferiore o uguale a 3,6 kW;
4 mmq per montanti singoli o linee alimentanti singoli apparecchi utilizzatori con potenza
nominale superiore a 3,6 kW;
d) sezione minima dei conduttori neutri:
la sezione dei conduttori neutri non deve essere inferiore a quella dei corrispondenti conduttori di
fase. Per conduttori in circuiti polifasi, con sezione superiore a 16 mmq, la sezione dei conduttori
neutri può essere ridotta alla metà di quella dei conduttori di fase, con il minimo tuttavia di 16 mmq
(per conduttori in rame), purché siano soddisfatte le condizioni degli artt. 522, 524.2, 524.3, 524.1,
543.1.4 delle norme CEI 64-8;
-113Comune di Empoli - Ufficio Tecnico
c) Sezione minima del conduttore di protezione:
Sezione dei conduttori di fase
S ≤ 16 mmq
16 < S ≤ 35 mmq
S > 35 mmq
Sezione minima del conduttore di protezione
Sp = S (se non è nella stessa conduttura S ≥ 4 mmq)
Sp = 16 mmq
Sp = S/2
Il conduttore di protezione deve essere costituito dallo stesso materiale del conduttore di fase; per la
sezione di riferimento del conduttore di fase si deve prendere quella maggiore del circuito a cui il
conduttore di protezione si riferisce.
- Sezione minima dei conduttori di terra:
Caratteristica di posa del conduttore
protetto contro la corrosione ma non meccanicamente
protetto sia contro la corrosione che meccanicamente
non protetto contro la corrosione
sezione minima in mmq
16 mmq per rame e ferro
come la tabella del conduttore di protezione
rame 25 mmq - ferro 50 mmq
- Sezione minima del conduttore equipotenziale:
Conduttori equipotenziali
sezione conduttore protezione PE
S ≤ 10 mmq
S = 16 mmq
S = 25 mmq
S > 35 mmq
principale EQP
Supplementare EQS:
collegamento massa-massa
collegamento massa-massa estranea
collegamento massa estranea-massa
estranea
EQS ≥PE di sezione minore
EQS ≥ ½ della sezione del corrispondente PE
EQS ≥ 4 mmq
sezione EQ.
6 mmq
10 mmq
16 mmq
25 mmq
E
e) propagazione del fuoco lungo i cavi:
i cavi in aria installati individualmente, cioè distanziati fra loro di almeno 250 mm, devono
rispondere alla prova di non propagazione delle norme CEI 20-35.
Quando i cavi sono raggruppati in ambiente chiuso in cui sia da contenere il pericolo di
propagazione di un eventuale incendio, essi devono avere i requisiti di non propagazione
dell'incendio in conformità alle norme CEI 20-22;
f) provvedimenti contro il fumo:
allorché i cavi siano installati in notevole quantità in ambienti chiusi frequentati dal pubblico e di
difficile e lenta evacuazione si devono adottare sistemi di posa atti ad impedire il dilagare del fumo
negli ambienti stessi o in alternativa ricorrere all'impiego di cavi a bassa emissione di fumo secondo le
norme CEI 20-37 e 20-38;
g) problemi connessi allo sviluppo di gas tossici e corrosivi:
qualora cavi in quantità rilevanti siano installati in ambienti chiusi frequentati dal pubblico,
oppure si trovino a coesistere, in ambiente chiuso, con apparecchiature particolarmente vulnerabili
da agenti corrosivi, deve essere tenuto presente il pericolo che i cavi stessi bruciando sviluppino gas
tossici o corrosivi.
Ove tale pericolo sussista occorre fare ricorso all'impiego di cavi aventi la caratteristica di non
sviluppare gas tossici e corrosivi ad alte temperature secondo le norme CEI 20-38.
-114Comune di Empoli - Ufficio Tecnico
Canalizzazioni
I conduttori devono essere sempre protetti e salvaguardati meccanicamente.
Dette protezioni possono essere: tubazioni, canalette porta cavi, passerelle, condotti o cunicoli
ricavati nella struttura edile ecc. Negli impianti il tipo di installazione deve essere conforme al
progetto esecutivo o se non presente concordato di volta in volta con l'Amministrazione appaltante.
Negli impianti in edifici civili e similari si devono rispettare le seguenti prescrizioni.
Tubi protettivi percorso tubazioni, cassette di derivazione:
Nell'impianto previsto per la realizzazione sotto traccia, i tubi protettivi devono essere in
materiale termoplastico serie leggera per i percorsi sotto intonaco, in acciaio smaltato a bordi
saldati oppure in materiale termoplastico serie pesante per gli attraversamenti a pavimento;
il diametro interno dei tubi deve essere pari ad almeno 1,3 volte il diametro del cerchio
circoscritto al fascio dei cavi in esso contenuti. Tale coefficiente di maggiorazione deve essere
aumentato a 1,5 quando i cavi siano del tipo sotto piombo o sotto guaina metallica;
il diametro del tubo deve essere sufficientemente grande da permettere di sfilare e reinfilare i
cavi in esso contenuti con facilità e senza che ne risultino danneggiati i cavi stessi o i tubi. Comunque
il diametro interno non deve essere inferiore a 16 mm;
il tracciato dei tubi protettivi deve consentire un andamento rettilineo orizzontale (con minima
pendenza per favorire lo scarico di eventuale condensa) o verticale. Le curve devono essere
effettuate con raccordi o piegature che non danneggino il tubo e non pregiudichino la sfilabilità dei
cavi;
ad ogni brusca deviazione resa necessaria dalla struttura muraria dei locali, ad ogni
derivazione della linea principale o secondaria e in ogni locale servito, la tubazione deve essere
interrotta con cassette di derivazione;
le giunzioni dei conduttori devono essere eseguite nelle cassette di derivazione impiegando
opportuni morsetti e morsetterie di capienza idonea a contenere i cavi collegati e in grado di resistere
alla trazione dei cavi stessi secondo quanto previsto dalla norma CEI 20-33. Dette cassette devono
essere costruite in modo che nelle condizioni ordinarie di installazione non sia possibile introdurvi
corpi estranei, deve inoltre risultare agevole la dispersione di calore in esse prodotta. Il coperchio
delle cassette deve offrire buone garanzie di fissaggio ed essere apribile solo con attrezzo;
i tubi protettivi dei montanti di impianti utilizzatori alimentati attraverso organi di misura
centralizzati e le relative cassette di derivazione devono essere distinti per ogni montante. E'
ammesso utilizzare lo stesso tubo e le stesse cassette purché i montanti alimentino lo stesso
complesso di locali e ne siano contrassegnati per la loro individuazione, almeno in corrispondenza
delle due estremità;
qualora si preveda l'esistenza, nello stesso locale, di circuiti appartenenti a sistemi elettrici
diversi, questi devono essere protetti da tubi diversi e far capo a cassette separate. Tuttavia è
ammesso collocare i cavi nello stesso tubo e far capo alle stesse cassette, purché essi siano isolati
per la tensione più elevata e le singole cassette siano internamente munite di diaframmi, non
amovibili se non a mezzo di attrezzo, tra i morsetti destinati a serrare conduttori appartenenti a sistemi
diversi.
I tubi protettivi dei conduttori elettrici collocati in cunicoli che ospitano altre canalizzazioni
devono essere disposti in modo da non essere soggetti ad influenze dannose in relazione a
sovrariscaldamenti, sgocciolamenti, formazione di condensa ecc. E' inoltre vietato collocare
nelle stesse incassature montanti e colonne telefoniche o radiotelevisive. Nel vano degli ascensori o
montacarichi non è consentita la messa in opera di conduttori o tubazioni di qualsiasi genere che non
appartengano all'impianto dell'ascensore o del montacarichi stesso.
I circuiti degli impianti a tensione ridotta per <<controllo ronda>> e <<antifurto>>, nonché
quelli per impianti di traduzioni simultanee o teletraduzioni simultanee, dovranno avere i
conduttori in ogni caso sistemati in tubazioni soltanto di acciaio smaltato o tipo mannesman.
Le tracce e/o le opere murarie necessarie per sistemare nei loro alloggiamenti le canalizzazioni dei
cavi saranno a completo carico della ditta appaltatrice la quale dovrà consegnare l’opera finita e a
perfetta regola d’arte.
-115Comune di Empoli - Ufficio Tecnico
Canalette porta-cavi
Per i sistemi di canali battiscopa e canali ausiliari si applicano le norme CEI 23-19. Per gli altri
sistemi di canalizzazione si applicheranno le norme CEI specifiche (ove esistenti). Il numero dei
cavi installati deve essere tale da consentire un'occupazione non superiore al 50% della sezione utile dei
canali, secondo quanto prescritto dalle norme CEI 64-8. Per il grado di protezione contro i contatti
diretti, si applica quanto richiesto dalle norme CEI 64-8 utilizzando i necessari accessori (angoli,
derivazioni ecc.); opportune barriere devono separare cavi a tensioni nominali differenti.
I cavi vanno utilizzati secondo le indicazioni delle norme CEI 20-20.
Devono essere previsti per canali metallici i necessari collegamenti di terra ed equipotenziali
secondo quanto previsto dalle norme CEI 64-8.
Nei passaggi di parete che necessitano di una certa resistenza al fuoco, dovranno essere previste
opportune barriere tagliafiamma che non degradino i livelli di segregazione assicurati dalle pareti.
Le caratteristiche di resistenza al calore anormale ed al fuoco dei materiali utilizzati devono
soddisfare quanto richiesto dalle norme CEI 64-8.
Tubazioni per le costruzioni prefabbricate
I tubi protettivi annegati nel calcestruzzo devono rispondere alle prescrizioni delle norme
CEI 23-17.
Essi devono essere inseriti nelle scatole preferibilmente con l'uso di raccordi atti a garantire
una perfetta tenuta. La posa dei raccordi deve essere eseguita con la massima cura in modo che non
si creino strozzature. Allo stesso modo i tubi devono essere uniti tra loro per mezzo di appositi
manicotti di giunzione.
La predisposizione dei tubi deve essere eseguita con tutti gli accorgimenti della buona tecnica in
considerazione del fatto che alle pareti prefabbricate non è in genere possibile apportare sostanziali
modifiche né in fabbrica né in cantiere.
Le scatole da inserire nei getti di calcestruzzo devono avere caratteristiche tali da sopportare le
sollecitazioni termiche e meccaniche che si presentano in tali condizioni.
In particolare le scatole rettangolari porta-apparecchi e le scatole per i quadretti elettrici devono
essere costruite in modo che il loro fissaggio sui casseri avvenga con l'uso di rivetti o viti da inserire
in apposite sedi ricavate sulla membrana anteriore della scatola stessa.
La serie di scatole proposta deve essere completa di tutti gli elementi necessari per la
realizzazione degli impianti comprese le scatole di riserva conduttori necessarie per le discese alle
tramezze che si monteranno in un secondo tempo a getti avvenuti.
Posa di cavi elettrici isolati, sotto guaina, interrati
Per l'interramento dei cavi elettrici, si dovrà procedere nel modo seguente:
- sul fondo dello scavo, sufficiente per la profondità di posa preventivamente concordata con la
Direzione Lavori e privo di qualsiasi sporgenza o spigolo di roccia o di sassi, si dovrà costruire, in
primo luogo, un letto di sabbia di fiume, vagliata e lavata, o di cava, vagliata, dello spessore di almeno
10 cm, sul quale si dovrà distendere poi il cavo (od i cavi) senza premere e senza fare affondare
artificialmente nella sabbia;
- si dovrà quindi stendere un altro strato di sabbia come sopra, dello spessore di almeno 5 cm, in
corrispondenza della generatrice superiore del cavo (o dei cavi); pertanto lo spessore finale
complessivo della sabbia dovrà risultare di almeno cm 15 più il diametro del cavo (quello maggiore,
avendo più cavi);
- sulla sabbia così posta in opera si dovrà infine disporre una fila continua di mattoni pieni, bene
accostati fra loro e con il lato maggiore secondo l'andamento del cavo (o dei cavi) se questo avrà
diametro (o questi comporranno una striscia) non superiore a cm 5 od al contrario in senso
trasversale (generalmente con più cavi);
-116Comune di Empoli - Ufficio Tecnico
- sistemati i mattoni, si dovrà procedere al rinterro dello scavo pigiando sino al limite del possibile e
trasportando a rifiuto il materiale eccedente dall'iniziale scavo.
L'asse del cavo (o quello centrale di più cavi) dovrà ovviamente trovarsi in uno stesso piano
verticale con l'asse della fila di mattoni.
Per la profondità di posa sarà eseguito il concetto di avere il cavo (o i cavi) posto
sufficientemente al sicuro da possibili scavi di superficie per riparazioni a manti stradali o cunette
eventualmente soprastanti, o movimenti di terra nei tratti a prato o giardino.
Di massima sarà però osservata la profondità di almeno cm 50 misurando sull'estradosso della
protezione di mattoni.
Tutta la sabbia ed i mattoni occorrenti saranno forniti dalla Ditta appaltatrice.
Posa di cavi elettrici, isolati, sotto guaina, in cunicoli praticabili
A seconda di quanto stabilito nel progetto, i cavi saranno posati:
- entro scanalature esistenti sui piedritti dei cunicoli (appoggio continuo), all'uopo fatte predisporre
dall'Amministrazione appaltante;
- entro canalette di materiale idoneo tenute in sito da mensoline in piatto o profilato d'acciaio
zincato o da mensoline di calcestruzzo armato;
- direttamente su ganci, grappe, staffe, o mensoline (appoggio discontinuo) in piatto o profilato
d'acciaio zincato, ovvero di materiali plastici resistenti all'umidità, ovvero ancora su mensoline di
calcestruzzo armato.
Dovendo disporre i cavi in più strati, dovrà essere assicurato un distanziamento fra strato e
strato pari ad almeno una volta e mezzo il diametro del cavo maggiore nello strato sottostante con
un minimo di cm 3, onde assicurare la libera circolazione dell'aria.
Se non diversamente prescritto dall'Amministrazione appaltante, sarà di competenza della Ditta
appaltatrice di soddisfare a tutto il fabbisogno di mensole, staffe, grappe e ganci di ogni altro tipo, i
quali potranno anche formare rastrelliere di conveniente altezza.
Per il dimensionamento ed i mezzi di fissaggio in opera (grappe murate, chiodi sparati ecc.) dovrà
essere tenuto conto del peso dei cavi da sostenere in rapporto al distanziamento dei supporti, che dovrà
essere stabilito di massima intorno a cm 70.
In particolari casi, l'Amministrazione appaltante potrà preventivamente richiedere che le parti in
acciaio debbano essere zincate a caldo.
I cavi, ogni m 150-200 di percorso, dovranno essere provvisti di fascetta distintiva in materiale
inossidabile.
Posa di cavi elettrici, isolati, sotto guaina, in tubazioni interrate o non interrate, od in cunicoli non
praticabili
Qualora in sede di appalto venga prescritto alla Ditta appaltatrice di provvedere anche per la
fornitura e posa in opera delle tubazioni, queste avranno
forma
e
costituzione come
preventivamente
stabilito dall'Amministrazione appaltante (cemento,
ghisa, grès ceramico,
cloruro di polivinile ecc.).
Per la posa in opera delle tubazioni a parete od a soffitto ecc., in cunicoli, intercapedini, sotterranei
ecc., valgono le prescrizioni precedenti per la posa dei cavi in cunicoli praticabili, coi dovuti
adattamenti.
Al contrario, per la posa interrata delle tubazioni, valgono le prescrizioni precedenti per
l'interramento dei cavi elettrici, circa le modalità di scavo, la preparazione del fondo di posa
(naturalmente senza la sabbia e senza la fila di mattoni), il rinterro ecc.
Le tubazioni dovranno risultare coi singoli tratti uniti tra loro o stretti da collari o flange, onde
evitare discontinuità nella loro superficie interna. Il diametro interno della tubazione dovrà essere in
rapporto non inferiore ad 1,3 rispetto al diametro del cavo o del cerchio circoscrivente i cavi,
sistemati a fascia.
-117Comune di Empoli - Ufficio Tecnico
Per l'infilaggio dei cavi, si dovranno avere adeguati pozzetti sulle tubazioni interrate ed apposite
cassette sulle tubazioni non interrate.
Il distanziamento fra tali pozzetti e cassette sarà da stabilirsi in rapporto alla natura ed alla
grandezza dei cavi da infilare. Tuttavia per i cavi in condizioni medie di scorrimento e grandezza, il
distanziamento resta stabilito di massima:
- ogni m 30 circa se in rettilineo;
- ogni m 15 circa se con interposta una curva.
I cavi non dovranno subire curvature di raggio inferiore a 15 volte il loro diametro.
Posa aerea dei cavi elettrici, isolati, non sotto guaina, o di conduttori elettrici nudi
Per la posa aerea dei cavi elettrici, isolati, non sotto guaina e di conduttori elettrici nudi,
dovranno osservarsi le relative norme CEI.
Se non diversamente specificato nel progetto la fornitura di tutti i materiali e la loro messa in
opera per la posa aerea in questione (pali di appoggio, mensole, isolatori, cavi, accessori ecc.) sarà di
competenza della Ditta appaltatrice.
Tutti i rapporti con terzi (istruzioni di servitù di elettrodotto, di appoggio, di attraversamento
ecc.) saranno di competenza esclusiva ed a carico dell'Amministrazione appaltante, in conformità di
quanto disposto al riguardo del Testo Unico delle leggi sulle acque e sugli impianti elettrici, di cui al
R.D. 11 dicembre 1933, n. 1775.
Posa aerea di cavi elettrici, isolati, sotto guaina, autoportanti o sospesi a corde portanti
Saranno ammessi a tale sistema di posa unicamente cavi destinati a sopportare tensioni di esercizio
non superiori a 1.000 V, isolati in conformità, salvo ove trattasi di cavi per alimentazione di circuiti per
illuminazione in serie o per alimentazione di tubi fluorescenti, alimentazioni per le quali il limite
massimo della tensione ammessa sarà considerato di 6.000 V.
Con tali limitazioni d'impiego potranno aversi:
- cavi autoportanti a fascio con isolamento a base di polietilene reticolato per linee aeree a corrente
alternata secondo le norme CEI 20-31;
- cavi con treccia in acciaio di supporto incorporata nella stessa guaina isolante;
- cavi sospesi a treccia indipendente in acciaio zincato (cosiddetta sospensione <<americana>>)
a mezzo di fibbie o ganci di sospensione, opportunamente scelti fra i tipi commerciali, intervallati
non più di cm 40. Per tutti questi casi si impiegheranno collari e mensole di ammarro,
opportunamente scelte fra i tipi commerciali, per la tenuta dei cavi sui sostegni, tramite le predette
trecce di acciaio.
Anche per la posa aerea dei cavi elettrici, isolati, sotto guaina, vale integralmente quanto
espresso al precedente par. 9.9 per la posa aerea di cavi elettrici, isolati, non sotto guaina, o di
conduttori elettrici nudi.
Protezione contro i contatti indiretti
Devono essere protette contro i contatti indiretti tutte le parti metalliche accessibili dell'impianto
elettrico e degli apparecchi
utilizzatori normalmente non in tensione ma che, per cedimento
dell'isolamento principale o per altre cause accidentali, potrebbero trovarsi sotto tensione (masse).
Per la protezione contro i contatti indiretti ogni impianto elettrico utilizzatore o
raggruppamento di impianti contenuti in uno stesso edificio e nelle sue dipendenze (quali portinerie
distaccate e simili) deve avere un proprio impianto di terra.
A tale impianto di terra devono essere collegati tutti i sistemi di tubazioni metalliche accessibili
destinati ad adduzione, distribuzione e scarico delle acque, nonché tutte le masse metalliche
accessibili di notevole estensione esistenti nell'area dell'impianto elettrico utilizzatore stesso.
-118Comune di Empoli - Ufficio Tecnico
Elementi di un impianto di terra
Per ogni edificio contenente impianti elettrici deve essere opportunamente previsto, in sede di
costruzione, un proprio impianto di messa a terra (impianto di terra locale) che deve soddisfare le
prescrizioni delle vigenti norme CEI 64-8. Tale impianto deve essere realizzato in modo da poter
effettuare le verifiche periodiche di efficienza e comprende:
a) il dispersore (o i dispersori) di terra, costituito da uno o più elementi metallici posti in intimo
contatto con il terreno e che realizza il collegamento elettrico con la terra;
b) il conduttore di terra, non in intimo contatto con il terreno destinato a collegare i dispersori fra di
loro e al collettore (o nodo) principale di terra. I conduttori parzialmente interrati e non isolati dal
terreno devono essere considerati, a tutti gli effetti, dispersori per la parte non interrata (o comunque
isolata dal terreno); il collegamento tra i dispersori a profilato ed il conduttore di terra avverrà di norma
per mezzo di un pressacavo e di un bullone stagnato.
c) il conduttore di protezione parte dal collettore di terra, arriva in ogni impianto e deve essere
collegato a tutte le prese a spina (ad alimentare utilizzatori per i quali è prevista la protezione contro i
contatti indiretti mediante messa a terra); o direttamente alle masse di tutti gli apparecchi da
proteggere, compresi gli apparecchi di illuminazione con parti metalliche comunque accessibili. E'
vietato l'impiego di conduttori di protezione non protetti meccanicamente con sezione inferiore a 4
mmq. Nei sistemi TT (cioè nei sistemi in cui le masse sono collegate ad un impianto di terra
elettricamente indipendente da quello del collegamento a terra del sistema elettrico) il conduttore di
neutro non può essere utilizzato come conduttore di protezione;
d) il collettore (o nodo) principale di terra nel quale confluiscono i conduttori di terra, di
protezione, di equipotenzialità (ed eventualmente di neutro, in caso di sistemi TN, in cui il
conduttore di neutro ha anche la funzione di conduttore di protezione);
e) il conduttore equipotenziale, avente lo scopo di assicurare l'equipotenzialità fra le masse
e/o le masse estranee (parti conduttrici, non facenti parte dell'impianto elettrico, suscettibili di
introdurre il potenziale di terra).
Prescrizioni particolari per locali da bagno
Divisione in zone e apparecchi ammessi
I locali da bagno vengono divisi in 4 zone per ognuna delle quali valgono regole particolari:
zona 0 - è il volume della vasca o del piatto doccia: non sono ammessi apparecchi elettrici, come
scalda-acqua ad immersione, illuminazioni sommerse o simili;
zona 1 - è il volume al di sopra della vasca da bagno o del piatto doccia fino all'altezza di 2,25 m
dal pavimento: sono ammessi lo scaldabagno (del tipo fisso, con la massa collegata al conduttore di
protezione) o altri apparecchi utilizzatori fissi, purché alimentati a tensione non superiore a 25 V, cioè
con la tensione ulteriormente ridotta rispetto al limite normale della bassissima tensione di sicurezza,
che corrisponde a 50 V;
zona 2 - è il volume che circonda la vasca da bagno o il piatto doccia, largo 60 cm e fino all'altezza
di 2,25 m dal pavimento: sono ammessi, oltre allo scaldabagno e agli altri apparecchi alimentati a non
più di 25 V, anche gli apparecchi illuminati dotati di doppio isolamento (Classe II). Gli apparecchi
installati nelle zone 1 e 2 devono essere protetti contro gli spruzzi d'acqua (grado di protezione IP
X4). Sia nella zona 1 che nella zona 2 non devono esserci materiali di installazione come interruttori,
prese a spina, scatole di derivazione; possono essere installati pulsanti a tirante con cordone isolante
e frutto incassato ad altezza superiore a 2,25 m dal pavimento. Le condutture devono essere limitate
a quelle necessarie per l'alimentazione degli apparecchi installati in queste zone e devono essere
incassate con tubo protettivo non metallico; gli eventuali tratti in vista necessari per il collegamento
con gli apparecchi utilizzatori (per esempio con lo scaldabagno) devono essere protetti con tubo di
plastica o realizzati con cavo munito di guaina isolante;
zona 3 - è il volume al di fuori della zona 2, della larghezza di 2,40 m (e quindi 3 m oltre la vasca o la
doccia): sono ammessi componenti dell'impianto elettrico protetti contro la caduta verticale di gocce
-119Comune di Empoli - Ufficio Tecnico
di acqua (grado di protezione IP X1), come nel caso dell'ordinario materiale elettrico da incasso,
quando installati verticalmente, oppure IP X 5 quando è previsto l'uso di getti d'acqua per la
pulizia del locale; inoltre l'alimentazione delle prese a spina deve soddisfare una delle seguenti
condizioni:
a) bassissima tensione di sicurezza con limite 50 V (BTS). Le parti attive del circuito BTS devono
comunque essere protette contro i contatti diretti;
b) trasformatore di isolamento per ogni singola presa a spina;
c) interruttore differenziale ad alta sensibilità, con corrente differenziale non superiore a 30 mA.
Le regole date per le varie zone in cui sono suddivisi i locali da bagno servono a limitare i pericoli
provenienti dall'impianto elettrico del bagno stesso, e sono da considerarsi integrative rispetto alle
regole e prescrizioni comuni a tutto l'impianto elettrico (isolamento delle parti attive,
collegamento delle masse al conduttore di protezione ecc.).
Collegamento equipotenziale nei locali da bagno
Per evitare tensioni pericolose provenienti dall'esterno del locale da bagno (ad esempio da una
tubazione che vada in contatto con un conduttore non protetto da interruttore differenziale), è
richiesto un conduttore equipotenziale che colleghi fra di loro tutte le masse estranee delle zone 12-3 con il conduttore di protezione all'ingresso dei locali da bagno.
Le giunzioni devono essere realizzate conformemente a quanto prescritto dalle norme CEI 64-8;
in particolare devono essere protette contro eventuali allentamenti o corrosioni. Devono essere
impiegate fascette che stringono il metallo vivo. Il collegamento non va eseguito su tubazioni di scarico
in PVC o in grès. Il collegamento equipotenziale deve raggiungere il più vicino conduttore di
protezione, ad esempio nella scatola dove è installata la presa a spina protetta dell'interruttore
differenziale ad alta sensibilità.
E' vietata l'inserzione di interruttori o di fusibili sui conduttori di protezione.
37.4.2.2 - Stazioni di energia
Sono considerate in questo articolo, quali stazioni di energia, le sorgenti di energia elettrica
costituite da batterie di accumulatori e da gruppi elettrogeni. Il progetto indicherà quale dei due
tipi dovrà essere installato oppure se entrambi dovranno essere realizzati contemporaneamente.
Tali stazioni di energia potranno servire per l'alimentazione di determinate apparecchiature o quali
fonti di energia di riserva. In questo ultimo caso serviranno, in via normale, per alimentare
l'illuminazione di riserva o di sicurezza. Sarà, infine, indicato nel progetto se dovranno essere
impiegate anche per l'alimentazione di altre utilizzazioni in caso di interruzioni della corrente
esterna.
Batterie di accumulatori
a) Caratteristiche e tipo della batteria in rapporto alla destinazione
Nel caso che la batteria d'accumulatori debba essere utilizzata quale fonte di energia di riserva o di
sicurezza, in caso di interruzioni della corrente esterna, essa dovrà poter alimentare, almeno per 1
ora, l'intero carico assegnatole, con decadimento di tensione, ai morsetti, non superiore al 10%
rispetto al valore nominale.
L'Amministrazione appaltante stabilirà il tipo delle batterie d'accumulatori.( al piombo o al NiCd
p.es.).
b) Carica delle batterie d'accumulatori
La carica delle batterie sarà effettuata a mezzo di raddrizzatore idoneo ad assicurare la carica a fondo
e quella di mantenimento.
La carica completa dovrà potersi effettuare nel tempo massimo di 24 ore (CEI 34-22).
L'Amministrazione appaltante indicherà se dovrà essere previsto un dispositivo per la carica automatica
della batteria.
-120Comune di Empoli - Ufficio Tecnico
c) Quadro di comando e controllo
Il complesso costituito dalla batteria, dal raddrizzatore e dagli utilizzatori dovrà essere controllato a
mezzo di un apposito quadro, provvisto di organi di manovra, protezione e misura.
Gruppi elettrogeni
L'Amministrazione appaltante preciserà gli utilizzatori per i quali è necessario assicurare la
continuità del servizio, in caso di interruzione della corrente esterna, indicando la contemporaneità
delle inserzioni privilegiate nel suddetto caso di emergenza. L'Amministrazione appaltante indicherà
inoltre le modalità di avviamento del gruppo, se manuale od automatico, precisando in tal caso i tempi
massimi di intervento. Preciserà altresì le condizioni di inserzione degli utilizzatori
L'Amministrazione appaltante indicherà l'ubicazione del gruppo elettrogeno, tenendo presenti i
requisiti essenziali ai quali il locale a ciò destinato deve soddisfare:
- possibilità di accesso del pezzo di maggior ingombro e peso;
- resistenza alle sollecitazioni statiche e dinamiche del complesso;
- isolamento meccanico e acustico ad evitare la trasmissione delle vibrazioni e dei rumori;
- dimensioni sufficienti ad assicurare le manovre di funzionamento;
- possibilità di adeguata aerazione;
- camino per l'evacuazione del gas di scarico;
- possibilità di costruire depositi di combustibile per il facile rifornimento del gruppo;
- possibilità di disporre in prossimità del gruppo di tubazioni d'acqua di adduzione e di scarico.
La Ditta appaltatrice dovrà però fornire tempestive e concrete indicazioni, sia quantitative che
qualitative, affinché il locale prescelto dall'Amministrazione appaltante risulti effettivamente
idoneo, in conformità ai requisiti genericamente sopra prospettati.
In mancanza di indicazioni specifiche da parte dell'Amministrazione appaltante, potranno di
norma essere usati motori a ciclo Diesel, la cui velocità per potenze fino a 150 kVA non dovrà
superare i 1.500 giri al minuto primo. Al disopra di questa potenza, si adatteranno motori di velocità
non superiore ai 750 giri al minuto primo.
Del motore sarà presentato il certificato di origine.
Saranno inoltre specificati i consumi garantiti dalla Casa costruttrice, di combustibile per cavallo/ora
ai vari regimi.
Il gruppo sarà dato funzionante, completo dei collegamenti elettrici fra il generatore ed il
quadro di controllo e manovra, con energia pronta agli interruttori, sia dell'utenza luce, sia dell'utenza
forza. Esso sarà inoltre corredato di:
- serbatoio atto a contenere il combustibile per il funzionamento continuo a pieno carico di almeno 12
ore;
- tubazione per adduzione del combustibile del serbatoio giornaliero;
- tubazioni per adduzione d'acqua al gruppo e tubazioni di raccordo allo
scarico;
- accordo al camino del condotto dei gas di scarico.
g) Pezzi di ricambio ed attrezzi
Nelle forniture comprese nell'appalto, debbono essere inclusi i seguenti pezzi di ricambio:
- una serie di fasce elastiche;
- un ugello per l'iniettore;
- una valvola di scarico ed una di ammissione per il motore primo;
- una serie di fusibili per il quadro elettrico.
Sarà inoltre fornita una serie completa di attrezzi necessari alla manutenzione, allo smontaggio e
rimontaggio dei vari pezzi del gruppo.
h) Assistenza per il collaudo
Per il collaudo, la Ditta appaltatrice metterà a disposizione operai specializzati ed il
combustibile necessario per il funzionamento a pieno carico di 12 ore, del gruppo. Curerà inoltre
che i lubrificanti siano a livello.
-121Comune di Empoli - Ufficio Tecnico
37.4.2.3 Disposizioni particolari per gli impianti di illuminazione
Assegnazione dei valori di illuminazione
I valori medi di illuminazione da conseguire e da misurare - entro 60 giorni dall'ultimazione dei
lavori - su un piano orizzontale posto a m 0,80 dal pavimento, in condizioni di alimentazione
normali, saranno precisati, per i valori locali, dall'Amministrazione appaltante.
Il tipo di illuminazione sarà prescritto dall'Amministrazione appaltante, scegliendolo fra i sistemi
più idonei, di cui, a titolo esemplificativo, si citano i seguenti:
- ad incandescenza;
- a fluorescenza dei vari tipi;
- a vapori di mercurio;
- a joduri metallici;
- a vapori di sodio ad alta pressione.
In ogni caso, i circuiti relativi ad ogni accensione o gruppo d accensioni simultanee, non
dovranno avere un fattore di potenza a regime inferiore a 0,9 ottenibile eventualmente mediante
rifasamento.
Devono essere presi opportuni provvedimenti per evitare l'effetto stroboscopico.
Gli apparecchi saranno dotati di schermi che possono avere compito di protezione e chiusura
e/o di controllo ottico del flusso luminoso emesso dalla lampada.
Gli apparecchi saranno in genere a flusso luminoso diretto per un migliore sfruttamento della
luce emessa dalle lampade; per installazioni particolari, l'Amministrazione appaltante potrà
prescrivere anche apparecchi a flusso luminoso diretto-indiretto o totalmente indiretto.
Particolare cura si dovrà porre all'altezza ed al posizionamento di installazione, nonché alla
schermatura delle sorgenti luminose per eliminare qualsiasi pericolo di abbagliamento diretto ed
indiretto.
In mancanza di indicazioni, gli apparecchi di illuminazione si intendono ubicati a soffitto con
disposizione simmetrica e distanziati in modo da soddisfare il coefficiente di disuniformità consentito.
In locali di abitazione è tuttavia consentita la disposizione di apparecchi a parete (applique), per
esempio, nelle seguenti circostanze:
- sopra i lavabi a circa m 1,80 dal pavimento;
- in disimpegni di piccole e medie dimensioni, sopra la porta.
Le alimentazioni dei servizi di sicurezza e di emergenza devono essere conformi alle norme CEI
64-8 e CEI 64-4 in quanto applicabili.
Alimentazione dei servizi di sicurezza e alimentazione di emergenza (CEI 64-8 e CEI 64-4 in
quanto applicabili).
Alimentazione dei servizi di sicurezza
Sono ammesse le seguenti sorgenti:
- batterie di accumulatori;
- pile;
- altri generatori indipendenti dall'alimentazione ordinaria;
- linea di alimentazione dell'impianto utilizzatore (ad esempio dalla rete pubblica di distribuzione)
indipendente da quella ordinaria solo quando sia ritenuto estremamente improbabile che le due
linee possono mancare contemporaneamente;
- gruppi di continuità.
L'intervento deve avvenire automaticamente.
L'alimentazione dei servizi di sicurezza è classificata, in base al tempo T entro cui è disponibile, nel
modo seguente:
-122Comune di Empoli - Ufficio Tecnico
- T = 0 : di continuità (per l'alimentazione di apparecchiature che non ammettono interruzione);
- T < 0,15 s : ad interruzione brevissima;
- 0,15 s < T < 0,5 s : ad interruzione breve (ad es. per lampade di emergenza).
La sorgente di alimentazione deve essere installata a posa fissa in locale ventilato accessibile solo a
persone addestrate; questa prescrizione non si applica alle sorgenti incorporate negli apparecchi.
La sorgente di alimentazione dei servizi di sicurezza non deve essere utilizzata per altri scopi
salvo che per l'alimentazione di riserva, purché abbia potenza sufficiente per entrambi i servizi, e
purché, in caso di sovraccarico, l'alimentazione dei servizi di sicurezza risulti privilegiata. Qualora si
impieghino accumulatori la condizione di carica degli stessi deve essere garantita da una carica
automatica e dal mantenimento della carica stessa. Il dispositivo di carica deve essere dimensionato
in modo da effettuare entro 24 ore la ricarica (norme CEI 34-22).
Gli accumulatori non devono essere in tampone. Il tempo di funzionamento garantito deve essere di
almeno 1 ora.
I dispositivi di protezione comando e segnalazione devono essere chiaramente identificati e, ad
eccezione di quelli di allarme, devono essere posti in un luogo o locale accessibile solo a persone
addestrate.
Negli impianti di illuminazione il tipo di lampade da usare deve essere tale da assicurare il ripristino
del servizio nel tempo richiesto, tenuto conto anche della durata di commutazione dell'alimentazione.
Negli apparecchi alimentati da due circuiti diversi, un guasto su un circuito non deve compromettere né
la protezione contro i contatti diretti e indiretti, né il funzionamento dell'altro circuito.
Tali apparecchi devono essere connessi, se necessario, al conduttore di protezione di entrambi i
circuiti.
Alimentazione di riserva
E' prevista per alimentare utilizzatori e servizi essenziali ma non vitali per la sicurezza delle persone
La sorgente di alimentazione di riserva, ad esempio un gruppo elettrogeno oppure un gruppo di
continuità, deve entrare in funzione entro 15 s dall'istante di interruzione della rete.
L'alimentazione di riserva deve avere tensione e frequenza uguali a quelle di alimentazione
dell'impianto.
La sorgente dell'alimentazione di riserva deve essere situata in luogo ventilato accessibile solo a
persone addestrate.
Qualora si utilizzino più sorgenti e alcune di queste non fossero previste per funzionare in parallelo
devono essere presi provvedimenti per impedire che ciò avvenga.
La protezione contro le sovracorrenti e contro i contatti diretti e indiretti deve essere idonea nei
confronti sia dell'alimentazione ordinaria sia dell'alimentazione di riserva, o se previsto, di entrambe
in parallelo.
37.4.2.4 - Impianto alimentazione centrale termica
L'impianto elettrico nelle centrali termiche deve essere realizzato in conformità alle
prescrizioni delle norme CEI 64-2, appendice B <<Impianti termici non inseriti in un ciclo di
lavorazione industriale>>.
E' di competenza dell'installatore elettricista, salvo diversi accordi tra le parti, l'esecuzione
dell'impianto riguardante:
a) alimentazione dal quadro servizi generali o dai gruppi di misura (contatori) al quadro
all'interno del locale previo passaggio delle linee da uno o più interruttori installati in un quadretto
con vetro frangibile e serratura posto all'esterno del locale vicino all'ingresso, per l'interruzione
dell'alimentazione elettrica al quadro interno, secondo disposizioni dei Vigili del Fuoco;
b) quadro interno al locale sul quale devono essere installate le protezioni della linea di
alimentazione del bruciatore, della linea di alimentazione delle pompe e di altri eventuali utilizzatori;
c) illuminazione del locale.
-123Comune di Empoli - Ufficio Tecnico
Il resto dell'impianto deve essere eseguito in modo da rispettare le disposizioni di legge sia
per quanto riguarda i dispositivi di sicurezza sia per quanto riguarda i dispositivi di regolazione per
fare in modo che la temperatura nei locali non superi quella di progetto.
Salvo alcune particolari zone di pericolo da identificare secondo le disposizioni delle norme
CEI 64-2, tutti gli impianti all'interno del locale devono essere adatti per i luoghi di classe 3.
Salvo diversa prescrizione progettuale, l’impianto elettrico all’interno della centrale termica dovrà
essere del tipo AD-FT.
37.4.2.5 - Impianti di segnalazioni comuni per usi civili nell'interno dei fabbricati
Le disposizioni che seguono si riferiscono agli impianti di segnalazioni acustiche e luminose, dei tipi
che si esemplificano qui appresso:
a) chiamate semplici a pulsante, con suoneria, ad esempio per ingressi;
b) segnali d'allarme per ascensori e simili (obbligatori);
c) chiamate acustiche e luminose, da vari locali di una stessa utenza (appartamenti o
aggruppamenti di uffici, cliniche ecc.);
d) segnalazioni di vario tipo, ad esempio per richiesta di udienza, di occupato ecc.;
e) impianti per ricerca di persone;
f) dispositivo per l'individuazione delle cause di guasto elettrico.
La realizzazione di detti impianti dovrà rispettare quanto indicato nel progetto esecutivo, ma in sua
mancanza dovranno essere realizzati secondo le seguenti disposizioni:.
Alimentazione
Per gli impianti del tipo b) è obbligatoria l'alimentazione con sorgente indipendente
dall'alimentazione principale (con pile o batterie di accumulatori, tensione da 6 a 24 V); per gli
impianti del tipo a), c), d) l'alimentazione sarà ad una tensione massima di 24 V fornita da un
trasformatore di sicurezza montato in combinazione con gli interruttori automatici e le altre
apparecchiature componibili. In particolare, gli impianti del tipo a) saranno realizzati con impiego di
segnalazioni acustiche modulari, singole o doppie con suono differenziato, con trasformatore
incorporato per l'alimentazione e comando. La diversificazione del suono consentirà di distinguere le
chiamate esterne (del pulsante con targhetta fuori porta) da quelle interne (dei pulsanti a tirante ecc.).
Le segnalazioni acustiche e i trasformatori si monteranno all'interno del contenitore d'appartamento.
In alternativa si potranno installare suonerie tritonali componibili nella serie da incasso, per la
chiamata dal pulsante con targhetta e segnalatore di allarme (tipo BIP-BIP) per la chiamata dal
pulsante a tirante dei bagni, sempre componibili nella serie da incasso.
La potenza effettiva nominale dei trasformatori non dovrà essere inferiore alla potenza assorbita
dalle segnalazioni alimentate.
Tutti i trasformatori devono essere conformi alle norme CEI 14-6.
I circuiti di tutti gli impianti considerati in questo articolo devono essere completamente
indipendenti da quelli di altri servizi. Si precisa, inoltre, che la sezione minima dei conduttori
non deve essere comunque inferiore a 1 mmq
.
37.4.2.6 - Esecuzione dei lavori
Modo di esecuzione ed ordine dei lavori
Tutti i lavori devono essere eseguiti secondo le migliori regole d'arte e le prescrizioni della
Direzione dei Lavori, in modo che gli impianti rispondano perfettamente a tutte le condizioni
stabilite nel Capitolato speciale d'appalto ed al progetto.
-124Comune di Empoli - Ufficio Tecnico
L'esecuzione dei lavori deve essere coordinata secondo le prescrizioni della Direzione dei Lavori
e le esigenze che possono sorgere dalla contemporanea esecuzione di tutte le altre opere affidate ad
altre Ditte.
La Ditta appaltatrice é pienamente responsabile degli eventuali danni arrecati, per fatto proprio
e dei propri dipendenti, alle opere dell'edificio. Salvo preventive prescrizioni dell'Amministrazione
appaltante, la Ditta appaltatrice ha facoltà di svolgere l'esecuzione dei lavori nel modo che riterrà
più opportuno per darli finiti nel termine contrattuale.
La Direzione dei Lavori potrà, però, prescrivere un diverso ordine nell'esecuzione dei
lavori, salvo la facoltà della Ditta appaltatrice di far presenti le proprie osservazioni e riserve nei modi
prescritti.
Gestione dei lavori
Per quanto riguarda la gestione dei lavori, dalla consegna al collaudo, si farà riferimento alle
disposizioni dettate al riguardo dal Regolamento per la direzione, contabilità e collaudazione dei lavori
dello Stato, approvato con R.D. 25 maggio 1895, n. 350, e dal Capitolato generale per gli appalti delle
opere dipendenti dal Ministero dei Lavori Pubblici, vigente all'atto dell'appalto.
Verifiche e prove in corso d'opera degli impianti
Durante il corso dei lavori, l'Amministrazione appaltante si riserva di eseguire verifiche e prove
preliminari sugli impianti o parti di impianti, in modo da poter tempestivamente intervenire qualora
non fossero rispettate le condizioni del Capitolato speciale di appalto.
Le verifiche potranno consistere nell'accertamento della rispondenza dei materiali impiegati con
quelli stabiliti, nel controllo delle installazioni secondo le disposizioni convenute (posizioni, percorsi
ecc.), nonché in prove parziali di isolamento e di funzionamento ed in tutto quello che può essere utile
allo scopo sopra accennato.
Dei risultati delle verifiche e prove preliminari di cui sopra, si dovrà compilare regolare verbale.
37.4.2.7 - Verifica provvisoria, consegna e norme per il collaudo degli impianti
Verifica provvisoria e consegna degli impianti
Dopo l'ultimazione dei lavori ed il rilascio del relativo certificato da parte della Direzione dei
Lavori, l'Amministrazione appaltante ha la facoltà di prendere in consegna gli impianti, anche se il
collaudo definitivo degli stessi non abbia ancora avuto luogo.
In tal caso, però, la presa in consegna degli impianti da parte dell'Amministrazione
appaltante dovrà essere preceduta da una verifica provvisoria degli stessi, che abbia avuto esito
favorevole.
Qualora l'Amministrazione appaltante non intenda valersi della facoltà di prendere in consegna
gli impianti ultimati prima del collaudo definitivo, può analogamente disporre affinché dopo il rilascio
del certificato di ultimazione dei lavori si proceda alla verifica provvisoria degli impianti.
E' anche facoltà della Ditta appaltatrice chiedere che, nelle medesime circostanze, abbia luogo
la verifica provvisoria degli impianti
La verifica provvisoria accerterà che gli impianti siano in condizione di poter funzionare
normalmente, che siano state rispettate le vigenti norme di legge per la prevenzione degli infortuni ed in
particolare dovrà controllare: - lo stato di isolamento dei circuiti;
- la continuità elettrica dei circuiti;
- il grado di isolamento e le sezioni dei conduttori;
- l'efficienza dei comandi e delle protezioni nelle condizioni del massimo carico previsto;
- l'efficienza delle protezioni contro i contatti indiretti.
La verifica provvisoria ha lo scopo di consentire, in caso di esito favorevole, l'inizio del
funzionamento degli impianti ad uso degli utenti a cui sono destinati.
-125Comune di Empoli - Ufficio Tecnico
Ad ultimazione della verifica provvisoria, l'Amministrazione appaltante prenderà in consegna
gli impianti con regolare verbale.
La ditta appaltatrice, al termine dei lavori, dovrà inoltre fornire all’amministrazione appaltante, tutte
le specifiche tecniche dei materiali utilizzati e, se non previste nel programma di manutenzione allegato
al progetto, dovrà indicare le modalità da tenere per la loro manutenzione e il programma di
manutenzione consigliato dalle ditte fornitrici per ottimizzare l’utilizzo degli stessi.
La ditta appaltatrice stessa, nel caso si fossero verificate nel corso dello svolgimento dei lavori, in
accordo con la direzione lavori, modifiche a quanto previsto nel progetto iniziale, dovrà fornire alla
direzione lavori tutto il materiale necessario, compreso schemi e specifiche tecniche, affinché
l’amministrazione appaltante possa ricevere gli elaborati grafici e descrittivi di quanto effettivamente
costruito (as-built).
Collaudo definitivo degli impianti
La ditta appaltatrice dovrà prestare l’assistenza necessaria al collaudo fornendo al tecnico
collaudatore tutte le specifiche, le notizie e le prestazioni d’opera che saranno da lui richieste al fine di
consentire di espletare l’incarico di collaudo nei tempi e nei modi previsti dalla legge e sotto ricordati.
Il collaudo definitivo deve iniziare entro tre mesi dalla data di ultimazione dei lavori e tutte le
relative operazioni devono essere portate a termine entro i sei mesi successivi.
Esso dovrà accertare che gli impianti ed i lavori, per quanto riguarda i materiali impiegati,
l'esecuzione e la funzionalità, siano in tutto corrispondenti a quanto precisato nel presente
Capitolato speciale, tenuto conto di eventuali modifiche concordate in sede di aggiudicazione
dell'appalto stesso o nel corso dell'esecuzione dei lavori.
Ad impianto ultimato si deve provvedere alle seguenti verifiche di collaudo:
- rispondenza delle disposizioni di legge;
- rispondenza delle prescrizioni dei Vigili del Fuoco;
- rispondenza a prescrizioni particolari concordate in sede di offerta;
- rispondenze alle norme CEI relative al tipo di impianto, come di seguito descritto.
Dovranno inoltre ripetersi i controlli prescritti per la verifica provvisoria e si dovrà redigere
l'apposito verbale del collaudo definitivo.
Per le verifiche in corso d'opera, per quella provvisoria ad ultimazione dei lavori e per il collaudo
definitivo, la Ditta appaltatrice è tenuta, a richiesta dell'Amministrazione appaltante, a mettere a
disposizione normali apparecchiature e strumenti adatti per le misure necessarie, senza potere perciò
accampare diritti a maggiori compensi.
37.4.3 - Impianti termici
37.4.3.1 Obblighi particolari
Oltre agli altri oneri specificati nel presente capitolato, saranno a carico della ditta appaltatrice i
seguenti oneri e obblighi:
La protezione e la pulizia di tutti gli apparecchi e materiali installati in modo che gli stessi, a lavoro
ultimato, siano come nuovi.
Obbligo di coordinare e subordinare l’esecuzione dei lavori alle esigenze e soggezioni di qualsiasi
genere se dipendenti dalla contemporanea esecuzione nell’edificio di altre opere anche se affidata ad
altre imprese.
L’allontanamento giornaliero dal cantiere dei materiali di risulta e di scarico dipendenti
dall’esecuzione degli impianti. In caso di inadempienza l’amministrazione appaltante potrà procedere
direttamente addebitando all’impresa appaltatrice le relative spese.
Tutte le operazioni di taratura, regolazione e messa a punto di ogni parte degli impianti in modo che
le caratteristiche degli stessi (portata, prevalenza ecc.) siano il più possibile vicini ai valori di progetto.
-126Comune di Empoli - Ufficio Tecnico
Fornitura dell’assistenza e degli strumenti necessari per effettuare le verifiche periodiche e finali.
Denuncia dell’impianto termico all’I.S.P.E.S.L. quando necessaria.
Fornitura di tutte le certificazioni degli impianti di sicurezza installati compreso quelle attinenti alla
rampa di adduzione gas o che comunque si rendessero necessarie per il completamento della pratica di
prevenzione incendi.
Assistenza necessaria alla D.L. affinché l’amministrazione appaltante, alla fine dei lavori, venga in
possesso degli elaborati grafici e degli schemi di ciò che è stato effettivamente costruito (as built)
Documentazione descrittiva dei materiali installati con le loro caratteristiche tecniche.
Piano di manutenzione con le relative modalità e tempi previsti dalle ditte costruttrici per le
apparecchiature e i materiali installati.
Dichiarazioni di conformità così come previste dalla legge 46/90 e dal suo regolamento di
attuazione.
37.4.3.2 - Modalità di installazione
Tubazioni di adduzione gas.
Le tubazioni di adduzione gas dovranno essere realizzate in conformità agli allegati al D.M.
12/04/1996 - norme di prevenzione incendi per impianti alimentati a gas combustibile - e alle norme
UNICIG 7129/92.
Tubazioni per impianti termici
La posa in opera delle tubazioni dovrà essere realizzata in modo da consentire un’agevole saldatura,
l’eventuale staffaggio nonché la facile messa in opera del rivestimento isolante. Particolare riguardo
dovrà tenersi per i sostegni in corrispondenza delle connessioni con pompe, batterie, valvole affinché il
peso non gravi sulle flange di collegamento.
Dovrà essere facilmente realizzabile lo svuotamento completo di tutto l’impianto.
Le tubazioni in acciaio nero devono essere pulite prima o dopo il montaggio, con spazzola metallica
e successivamente essere verniciate con due mani di antiruggine resistente alla temperatura del fluido
passante, ognuna di colore diverso; la seconda mano sarà applicata dopo l’approvazione della D.L.
Tutti gli attraversamenti di pareti e solai devono avvenire in manicotti di acciaio zincato, forniti
dalla ditta appaltatrice: essi devono essere installati e sigillati nei relativi fori prima della posa delle
tubazioni. Nel caso di attraversamento di giunti di dilatazione dell’edificio si devono prevedere
manicotti distinti da un lato e dall’altro del giunto stesso.
Nel caso che la direzione lavori lo ritenga opportuno, dovranno essere installate opportune
compensazioni delle dilatazioni delle tubazioni dell’impianto senza che la ditta appaltatrice possa
accampare qualsiasi altro diritto non previsto nel presente contratto, e questo anche se i compensatori
richiesti non fossero previsti nel progetto iniziale. A tale proposito i compensatori da installare saranno
unicamente giunti di dilatazione del tipo a snodo e il loro numero dovrà essere calcolato considerando
un allungamento delle tubazioni di acciaio di 0,01 mm per metro e per °C.
Tutte le tubazioni o dovranno essere verniciate con colori a norma o dovranno avere fascette
colorate di identificazione secondo le norme UNI e l’indicazione dei sensi di percorrenza dei fluidi. I
circuiti in partenza dai collettori devono essere identificati con targhette indicatrici della parte di
impianto di riferimento.
Tutte le tubazioni al termine del montaggio e prima del completamento delle opere murarie
previste per la loro copertura, dovranno essere sottoposte a prova di pressione idraulica (almeno 1,5
volte la pressione di lavoro per pressioni fino a 10 bar).
Il materiale di isolamento tubolare deve essere fatto scivolare sulle tubazioni evitando per quanto è
possibile il taglio longitudinale. Nei casi in cui questo non è possibile, il taglio deve essere eseguito con
lame e dime particolari in modo che esso sia lineare tra elementi distinti. Si deve inoltre utilizzare gli
adesivi previsti dalla ditta costruttrice dell’isolamento in modo da garantire una perfetta tenuta sia in
corrispondenza delle interruzioni che degli apparecchi idraulici presenti.
Tutte le tubazioni coibentate passanti in vista, a semplice richiesta della D.L. e senza nessun
aggravio ulteriore per la ditta appaltante, dovranno essere finite con lamierino di alluminio.
-127Comune di Empoli - Ufficio Tecnico
37.4.3.3 - Canne fumarie
Le canne fumarie dovranno essere progettate e realizzate secondo le norme UNI 9615, 9731, 8364,
7129/92 e nel rispetto della legge 615/66. Esse potranno essere del tipo singolo, collettivo e collettivo
ramificato secondo le indicazioni progettuali, realizzate in:
acciaio inossidabile di prima scelta AISI 304 (solo esternamente) e AISI 316 (internamente e
esternamente) coibentato con coibente avente spessore di almeno 5 cm
acciaio inossidabile AISI 316 internamente coibentato come sopra e rivestimento esterno in rame
naturale o acciaio zincato a caldo e verniciato ( solo se in accordo con l’amministrazione appaltante è
previsto progettualmente o indicato dalla D.L.)
refrattario coibentato e rivestimento in blocchi di cemento alleggerito prefabbricati.
Se non previsto progettualmente, il tipo della canna fumaria sarà deciso di comune accordo tra
l’amministrazione appaltante e la D.L. In ogni caso la canna fumaria dovrà essere fornita da una ditta
primaria, specializzata nella realizzazione di canne fumarie, dovrà essere da questa certificata idonea
per l’impianto per cui verrà utilizzata anche e soprattutto in relazione alla potenzialità e al tipo dei
generatori termici serviti, alla loro ubicazione e all’altezza della canna stessa; inoltre, dovrà essere
fornita di portello in acciaio inossidabile di dimensioni idonee a consentire l’ispezioni previste dalla
legge, di termometro per la misurazione della temperatura dei fumi e di fori per la misurazione del
rendimento dei generatori (temperatura dei fumi e quantità di CO2 presente), di scarico della condensa
dei fumi stessi e di elemento terminale di protezione dalle intemperie atmosferiche.
Il collegamento tra i generatori termici e le canne fumarie dovrà avvenire solo per mezzo di canali
da fumo di acciaio
inossidabile che a richiesta della D.L. dovranno essere coibentati e che, dove
previsto dalle norme UNICIG 7129/92, dovranno avere i fori necessari per la misurazione del
rendimento dei generatori termici (misurazione della temperatura dei fumi e prelievo campioni di
CO2). Il canale da fumo dovrà avere almeno una pendenza del 3%.
Per l’evacuazione dei fumi dei generatori termici a camera stagna e tiraggio forzato saranno
utilizzati condotti da fumo i quali dovranno essere certificati dalla ditta fornitrice del generatore
termico come idonei all’impiego nelle condizioni in cui verranno utilizzati. In ogni caso il loro utilizzo
non deve essere in contrasto con le leggi vigenti e, in particolare, a quanto previsto nel D.P.R. 412/93.
Per nessun motivo canne fumarie o condotti da fumo in pressione potranno essere realizzati
all’interno delle pareti (ancorché esterne) o all’interno di edifici abitabili se non per il tratto che si trova
nel locale dov’è ubicato il generatore.
Lo sbocco sopra il tetto dell’edificio dovrà essere ad un’altezza conforme a quanto indicato nelle
norme UNICIG 7129/92 e nel regolamento edilizio comunale.
-128Comune di Empoli - Ufficio Tecnico
PARTE 3^
Norme per la misurazione e valutazione dei lavori
Articolo N. 38
MISURAZIONE E VALUTAZIONE DEI LAVORI
I lavori eseguiti saranno valutati con metodi geometrici od a numero od anche a peso, a seconda dei
casi, ai prezzi riportati nel relativo elenco, nei quali s'intende compreso e compensato, senza eccezione,
ogni onere per dare ultimato il lavoro nel modo prescritto, anche quando ciò non sia dichiarato
esplicitamente nei relativi articoli.
Resta stabilito che non verranno né contabilizzati né pagati lavori, materiali, finimenti e magisteri
più accurati, migliori ed eccedenti quanto occorre o venga indicato per iscritto dalla D.L., ancorché
l'Amministrazione possa ricevere vantaggi statici, estetici ed anche economici.
Premesso che s'intendono compensati nei prezzi di elenco tutti gli oneri di cui al relativo articolo
che tratta nel modo di esecuzione di ogni partita di lavoro, e ferme restando le prescrizioni dell'Art. 12
del Capitolato Generale, si dispone quanto segue:
1) Scavi in genere.
Oltre agli obblighi particolari emergenti dal presente articolo, con i prezzi di elenco per gli scavi in
genere l'Appaltatore deve ritenere compensato per tutti gli oneri che esso dovrà incontrare:
- per il taglio e lo scavo, con qualsiasi mezzo, delle materie sia asciutte che bagnate in presenza di
acqua e di qualsiasi consistenza;
- per esaurimento ed aggottamento dell'acqua che potrebbe essere presente;
- per paleggi, innalzamento, carico, trasporto e scarico in rilevato od in rifiuto; a qualsiasi distanza, su
aree da provvedersi a cura e spese, sistemazione delle materie di rifiuto, deposito provvisorio e
successiva ripresa;
- per ogni indennità di deposito temporaneo o definitivo;
- per la regolarizzazione delle scarpate o pareti per lo spianamento del fondo, per la formazione di
gradoni, per il successivo rinterro intorno alle murature, attorno e sopra le condotte di acqua od altre
condotte in genere e sopra le fognature o drenaggi secondo le sagome definitive di progetto;
- per puntellature, sbadacchiature ed armature di qualsiasi importanza e genere, secondo tutte le
prescrizioni contenute nel presente articolo, compreso le composizioni, scomposizioni, estrazioni ed
allontanamento, nonché sfridi, deterioramenti, perdite parziali o totali del legname e del ferro;
- per impalcature, ponti da costruzioni provvisorie occorrenti sia per l'esecuzione dei trasporti delle
materie di scavo e sia per la formazione di rilevati, per passaggi, attraversamenti, ecc.
- per ogni altra opera infine necessaria per l'esecuzione completa degli scavi.
Si conviene inoltre che la misurazione degli scavi verrà effettuata nei seguenti modi:
a) Il volume degli scavi di sbancamento verrà determinato col metodo delle sezioni ragguagliate che
verranno rilevate in contraddittorio dall'Appaltatore all'atto della consegna.
b) Gli scavi di fondazione saranno computati per un volume uguale a quello risultante dal prodotto
della base di fondazione per la sua profondità sotto il piano degli scavi di sbancamento e del terreno
naturale, quando detto scavo di sbancamento non viene effettuato.
Al volume così calcolato si applicheranno i prezzi fissati nell'elenco per tali scavi, vale a dire che essi
saranno valutati sempre come eseguiti a pareti verticali ritenendosi già compreso e compensato col
prezzo unitario di elenco ogni maggiore scavo.
-129Comune di Empoli - Ufficio Tecnico
I prezzi di elenco degli scavi di fondazione sono applicabili unicamente al volume di scavo ricadente in
ciascuna zona compresa fra le quote del piano superiore e quella del piano inferiore che delimitano le
varie zone successive a partire dalla quota di sbancamento, proseguendo verso il basso.
Pertanto la valutazione definitiva dello scavo eseguito entro i limiti di ciascuna zona risulterà dal
volume ricadente della zona stessa e della applicazione al volume stesso del prezzo di elenco fissato
per lo scavo nella ripetuta zona.
2) Sassaie.
Saranno valutate a metro cubo e verranno misurate in opera in sezioni di prima e seconda pianta od
a piè d’opera disponendo il pietrame a masse regolari stivate a seconda delle possibilità che verranno
insindacabilmente riconosciute dal Direttore dei Lavori.
3) Murature in genere.
Tutte le murature in genere, salvo le eccezioni in appresso specificate, saranno misurate
geometricamente a volume od a superficie, secondo la categoria, in base a misure prese sul vivo dei
muri, esclusi cioè gli intonaci. La misurazione sarà fatta nelle effettive quantità computandosi,
peraltro, vuoto per pieno, i vani sia di porte che di finestre in compenso della formazione di archi di
scarico, di piattabande, di cantonali, di lesene, mazzette, spigoli delle canne, appoggi alle travi, imposte
di volte e simili, il tutto in mattoni, nonché della formazione di architravi in cemento armato, fatta
eccezione dei vuoti che, misurati al grezzo, abbiano la superficie superiore ai 4 (quattro) metri quadrati,
per la muratura ordinaria di pietrame e di 3 (tre) metri quadri, per la muratura a mattoni.
Le murature a mattoni ad una testa od in foglio si misureranno vuoto per pieno, al rustico,
deducendo soltanto le aperture di superficie uguale o superficie a mq. 3 (tre) intendendosi nel prezzo
compensata la formazione di sordini, spalle, piattabande, ecc.
4) Calcestruzzi e smalto.
I calcestruzzi per le fondazioni, murature, volte, ecc. e gli smalti costruiti di getto in opera, saranno
in genere pagati a metro cubo e misurati in opera in base alle dimensioni prescritte, esclusa quindi ogni
eccedenza ancorché inevitabile, dipendente dalla forma degli scavi aperti e del modo di esecuzione dei
lavori.
5) Conglomerato armato.
Il conglomerato per opere in cemento armato, di qualsiasi natura e spessore, verrà valutato per il suo
volume effettivo, senza detrazione del volume del ferro che verrà pagato a parte, degli smussi e simili.
Nei prezzi di elenco dei conglomerati armati sono anche compresi e compensati gli stampi di ogni
forma, i casseri, casseforme e cassette per il contenimento del conglomerato, le armature di sostegno in
legname di ogni sorta, grandi e piccole, i palchi provvisori di servizio, innalzamento dei materiali a
qualunque altezza alla quale l'opera in cemento armato dovrà essere costruita, nonché la rimozione
delle armature ad opera ultimata.
6) Solai.
I solai in travetti con elementi in laterizio armato, saranno pagati a metro quadrato, in base alla
superficie netta dei vani che ricoprono, qualunque sia la forma di questi, misurata al grezzo delle
murature principali di perimetro, escluso quindi la presa e l’appoggio sulle murature stesse.
Nei prezzi dei solai in genere è compreso l’onere per lo spianamento superiore con malta sino al
piano di posa del massetto per i pavimenti, nonché ogni opera e materiale occorrente, per dare il solaio
completamente finito e pronto per la pavimentazione o per l’intonaco.
-130Comune di Empoli - Ufficio Tecnico
7) Soffitti.
I soffitti piani saranno pagati in base alla superficie della loro proiezione orizzontale, senza tenere
conto dei raccordi curvi con i muri perimetrali, delimitata dal grezzo dei muri.
Nel prezzo dei soffitti, in genere sono compresi e compensate tutte le armature ed ogni fornitura,
magistero e mezzo d’opera per dare i soffitti compiuti in opera come descritto al precedente articolo.
8) Armatura in ferro per cemento armato.
Nel prezzo del ferro per armature di opere in cemento armato, oltre alla lavorazione e ad ogni
sfrido, è compreso l'onere per la legatura dei singoli elementi con filo di ferro, la fornitura del filo di
ferro, la posa in opera dell'armatura stessa.
Le sovrapposizioni delle barre di qualsiasi diametro saranno ammesse in contabilità soltanto per le
strutture che esigono tondini della lunghezza superiore ai metri dodici.
Lo sviluppo dei ganci, delle sovrapposizioni e delle piegature sarà contabilizzato in base alla
seguente tabella:
- uncino: 8 diametri + 3 centimetri
- sovrapposizione: 40 diametri.
Per tale categoria di lavoro la quantità potrà essere dedotta da misurazione in opera in base ai pesi
unitari corrispondenti di tabella.
9) Docce e tubi per pluviali.
Le docce e i tubi per pluviali in lamiera saranno misurati a metro lineare in opera, senza cioè tenere
conto delle parti sovrapposti, intendendosi compreso nei rispettivi prezzi di elenco la fornitura e posa
in opera di staffe e cravatte in ferro.
I prezzi delle docce e dei tubi di ferro zincato comprendono altresì la verniciatura con una mano di
minio e due mani di vernice ad olio di lino cotto, bianca e colori fini che indicherà la Direzione Lavori,
previa raschiatura e pulitura.
10) Tubazioni in genere.
La valutazione delle tubazioni di grès o cemento amianto, sia in opera che in semplice
somministrazione, sarà fatta a metro lineare, misurando sull'asse della tubazione senza tenere conto
delle parti destinate a compenetrarsi.
I pezzi speciali saranno ragguagliati al ml. delle tubazioni del corrispondente diametro nel seguente
modo: curve, gomiti e riduzioni, ml. 1.00; braghe semplici, ml. 1.25; braghe doppie ed ispezioni con
tappo compreso, ml. 1.75; sifoni, ml. 2.75.
Le riduzioni saranno valutate per un metro lineare di tubo del diametro più piccolo.
Il loro prezzo si intende per tubazioni complete di ogni parte; esso è comprensivo degli oneri
derivanti dalla esecuzione di tutte le opere murarie occorrenti, della fornitura e posa in opera di
mensole in ferro, grappe di sostegno di qualsiasi lunghezza.
Per i tubi in cemento vale quanto detto per i tubi in grès e cemento amianto.
Il prezzo si intende per tubazione completa, posta in opera con la sigillatura a cemento dei giunti.
11) Vetri e simili.
Per la misura dei vetri e cristalli resta convenuto che essa va eseguita sulla superficie effettivamente
collocata in opera, senza tener conto degli eventuali sfridi occorsi per ricavare la dimensione del vetro
o cristallo effettivamente collocato in opera, i quali si ritengono già compensati nel prezzo indicato
nell’elenco come pure si ritiene compensato col prezzo il mastice e le punte per il fissaggio.
-131Comune di Empoli - Ufficio Tecnico
12) Mano d'opera.
I prezzi di elenco si riferiscono ad operai idonei, provvisti dei necessari attrezzi.
L'Appaltatore è obbligato, senza compenso alcuno, a sostituire tutti gli operai che non riescano di
gradimento alla D.L..
Nelle prestazioni di manodopera sono seguite le disposizioni stabilite dalle Leggi e dai contratti
collettivi di lavoro stipulati e convalidati a norma delle Leggi sulla disciplina giuridica dei rapporti
collettivi.
13) Copertura a tetto.
Le opere di copertura a tetto saranno valutate a metro quadrato misurando geometricamente la sola
superficie delle falde del tetto qualunque sia la loro entità, tenuto conto essenzialmente delle particolari
indicazioni stabilite nell’elenco dei prezzi unitari.
Comunque nei prezzi unitari si intende compreso e compensato ogni onere per opere provvisionali,
trasporti, puntellature e quanto altro occorrente per dare l’opera compiuta a regola d’arte.
14) Pavimenti.
I pavimenti di qualunque genere saranno valutati per la superficie vista tra le pareti intonacate
nell’ambiente.
Nella misurazione sarà perciò compresa la superficie delle gusce .
In ciascuno dei prezzi concernenti i pavimenti, anche nel caso di sola posa in opera, si intendono
comprese le opere di ripristino e di raccordo con gli intonaci, qualunque possa essere l’entità dei lavori
per tale ripristino e le opere di pulitura.
15) Posa in opera di marmi.
Le lastre di marmo verranno misurate per la superficie effettiva, qualunque sia la sagoma e la
posizione.
16) Rivestimenti di pareti.
I rivestimenti si valuteranno misurando la superficie effettiva, intendendosi compensati i pezzi
speciali, gusci, angoli, ecc..
17) Intonaci.
I prezzi degli intonaci saranno applicati alle superfici intonacate compresa la fattura degli spigoli,
dei risalti, ecc..
Nella fattura degli intonaci è compreso l’onere della ripresa, dopo la chiusura, di tracce di
qualunque genere, la muratura di eventuali ganci al soffitto e le riprese contro i pavimenti, zoccolature
e serramenti.
I prezzi di elenco valgono anche per intonaci su murature di mattoni forati di più di una testa, con
l’onere dell’intasamento dei fori del laterizio.
Gli intonaci sui muri e sulle pareti di qualsiasi spessore saranno computati a vuoto per pieno, a
compenso della riquadratura dei vani, degli aggetti e delle lesene alle pareti che non saranno perciò
sviluppate. Saranno detratti i vani di superficie maggiore a metri quadrati 4, valutando a parte la
riquadratura di detti vani.
La superficie di intradosso delle volte, di qualsiasi forma e monta, si determinerà moltiplicando la
loro proiezione orizzontale per il coefficiente medio di 1,20.
-132Comune di Empoli - Ufficio Tecnico
18) Tinteggiature, coloriture e verniciature.
Nei prezzi delle tinteggiature, coloriture e verniciature in genere si intende compensato ogni mezzo
d’opera, trasporto, sfilatura di infissi, rinfilatura e rifinitura, ecc..
Le tinteggiature interne ed esterne per pareti e soffitti saranno in generale misurate con le stesse
norme sancite per gli intonaci.
Per le coloriture e verniciature degli infissi e simili, si osserveranno le seguenti norme:
a) porte, bussole e simili:
2 volte la luce netta del vano luce più la mostra misurata in proiezione verticale senza detrarre la
eventuale superficie vetrata. E’ compresa con ciò la coloritura dei telai, cassettoncini ed imbotti ,
qualunque sia la forma e l’estensione;
b) finestre:
1 volta la luce netta del vano luce quando siano senza persiane e senza scuretto;
3 volte la luce netta dell’infisso quando siano senza persiane ma con scuretto;
6 volte la luce netta dell’infisso quando siano con scuretto e persiane, montate su cassettone.
E’ compresa con ciò la coloritura di soglie di telai e di cassettone;
c) persiane comuni:
3 volte la luce netta dell’infisso. E’ compresa con ciò la coloritura del telaio;
d) persiane avvolgibili:
2,5 volte la luce netta dell’infisso.
E’ compresa con ciò la coloritura del telaio ed apparecchio a sporgere: il cassettoncino-coprirullo si
misurerà a parte;
e) opere in ferro:
3/4 della superficie complessiva misurata in proiezione, quando siano opere semplici e senza ornati
(finestre e vetrate, lucernari, serrande avvolgibili a maglie, infissi e vetrine);
1 volta la superficie come sopra, quando siano opere di tipo normale a disegno (ringhiere, cancelli,
anche riducibili, inferriate e simili);
1,5 volte la superficie come sopra, quando siano opere ornate, cioè come al precedente capoverso ma
con ornati ricchissimi, nonché reti metalliche, lamiere stirate. E’ compreso inoltre nei tre casi di cui
sopra la coloritura dei sostegni, grappe, accessori, ecc..
Per le lamiere ondulate e per le serrande da botteghe ad elementi di lamiera sarà computata 3 volte la
luce netta del vano, misurato in altezza tra la soglia e la battuta della lamiera e della serranda,
intendendo con ciò compensata la coloritura delle parti non in vista.
I radiatori dei termosifoni saranno pagati ad elemento senza distinzione delle colonne e della loro
altezza.
19) Lavori in legno.
Nella valutazione dei legnami non si terrà conto dei maschi e dei nodi per la congiunzione dei
diversi pezzi e parimenti non si dedurranno le relative mancanze od intagli.
Nei prezzi riguardanti la lavorazione e posa in opera dei legnami, è compreso ogni compenso per la
provvista di tutta la chioderia, staffe, bulloni, chiavette, ecc. per l’applicazione della ferramenta a
norma dei tipi e delle prescrizioni, per gli sprechi occorrenti a dare i legnami nelle dimensioni e forme
prescritte, per la esecuzione delle giunzioni e degli innesti di qualunque specie per palchi di servizio,
catene, cordami, malta, cemento, meccanismi e simili e qualunque altro mezzo provvisionale e di mano
d’opera per l’innalzamento, trasporto e posa in opera.
20) Infissi.
Gli infissi come porte, finestre, vetrate, e simili, si misureranno in base alla superficie del vano cui è
applicato l’infisso misurato in luce. Gli spessori indicati nelle varie voci di tariffa sono quelli che
debbono risultare al lavoro compiuto.
-133Comune di Empoli - Ufficio Tecnico
Tutti gli infissi si intendono provvisti sempre completi di ferramenta di sostegno e di chiusura, di
codette a muro, pomoli, maniglie ed ogni altro accessorio per il loro buon funzionamento ed ultimati
con tre mani di olio di lino cotto e vernice, quando non sono altrimenti lucidati o verniciati.
Essi dovranno inoltre corrispondere in ogni particolare ai campioni approvati dalla Direzione dei
Lavori.
I prezzi elencati comprendono la fornitura a piè d’opera, l’onere dello scarico e distribuzione ai
singoli vani di destinazione, la posa in opera e la manutenzione per garantirne il perfetto e regolare
funzionamento sino al collaudo finale.
Gli infissi riparati saranno misurati con i procedimenti detti per gli infissi nuovi.
21) Lavori in metallo.
Tutti i lavori in metallo saranno in genere valutati a peso ed i relativi prezzi verranno applicati al
peso effettivo dei metalli stessi a lavori completamente ultimati e determinato prima della loro posa in
opera con pesatura diretta fatta in contraddittorio a spese dell'Appaltatore.
Nei prezzi dei lavori in metallo è compreso ogni e qualunque compenso per fornitura ed accessori,
per lavorazione, montatura e posizione in opera.
Sono pure compresi e compensati:
- l'esecuzione dei necessari fori ed incastri nelle murature, le impiombature e suggellature, la malta ed
il cemento, nonché la fornitura del piombo per le impiombature;
- la coloritura con minio ed olio cotto, il tiro ed il trasporto in alto, ovvero la discesa in basso e tutto
quanto è necessario per dare i lavori compiuti in opera a qualsiasi altezza.
22) Opere stradali.
Rilevati e rinterri: Le sezioni per il calcolo dei rilevati o rinterri verranno rilevate in contraddittorio
prima all'inizio poi alla fine del lavoro. Non sarà tenuto conto del maggior volume derivante dallo
scoticamento, estrazione di piote erbose ed addentellamento delle sede dei rilevati. Non verrà però
dedotto il volume corrispondente agli impiantati eseguiti sui rilevati.
Per quanto riflette l'espurgo, qualora il medesimo venisse ordinato di spingerlo ad uno spessore
maggiore di cm. 15, nella contabilità dei rinterri sarà tenuto conto del maggior volume derivante da
esso. In nessun caso però potrà consentirsi uno speciale compenso per il lavoro di espurgo del cui
onere si intende comprensivo il prezzo di rinterro.
Palificazioni: I pali saranno misurati per la sola lunghezza di palo infisso, intendendosi compensati nel
relativo prezzo di elenco la parte non infissa e qualsiasi altro onere escluso quello della eventuale
puntazza in ferro.
Demolizioni: Le demolizioni delle murature saranno valutate secondo il volume effettivo delle
strutture da demolire. Nessun compenso è dovuto all'Impresa per la rimozione di eventuali materie
retrostanti che potessero franare, nonché il conseguente riempimento a tergo delle nuove murature.
Murature a secco - riempimenti: Le murature a secco ed i riempimenti in pietrame a secco a ridosso
delle murature, saranno valutati a metro cubo in opera.
Gabbioni: Saranno valutati a peso per la parte metallica e a metro cubo per il riempimento in pietrame.
L'onere delle legature e dei tiranti interni dei gabbioni nonché delle palettature e tiranti delle
gabbionate s'intende compreso nel prezzo di elenco dei gabbioni.
Armatura di volte e strutture in c.a.: Quando il prezzo dell'armatura sia tenuto distinto dall'opera
compiuta, si seguiranno i seguenti criteri di valutazione:
L'armatura delle volte in calcestruzzo semplice od armato od anche in muratura, sarà valutata a metro
quadrato di superficie di intradosso.
-134Comune di Empoli - Ufficio Tecnico
L'armatura, sia piana che centinata, di ponti in cemento armato, (esclusi soltanto gli schemi statici ad
arco), sarà valutata a metro quadrato di proiezione orizzontale del manufatto compreso tra il vivo delle
spalle, salvo speciali indicazioni in contrario nell'elenco dei prezzi in calce al presente capitolato.
Massicciata: Sarà valutata a metro cubo, secondo la sua effettiva cubatura.
Manti superficiali: Saranno valutati al mq., secondo la loro proiezione orizzontale.
Cordonati, panchine e zanelle: Saranno valutati al ml., misurando nelle curve la lunghezza
dell'estradosso, intendendosi compensati con questa misura i maggiori oneri derivanti dalla formazione
dei pezzi curvi.
Cassonetto per il contenimento del ricarico stradale dai due lati: Si misura al ml. di strada, misurando
l'asse della strada stessa, sia in rettifilo come in curva.
Il rilevato stradale, lo stabilizzato, la terra vegetale e comunque tutti i riempimenti saranno misurati
secondo l'effettiva cubatura a compattazione avvenuta.
-135Comune di Empoli - Ufficio Tecnico

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