La ricerca - Pari Opportunità Provincia di Venezia

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La ricerca - Pari Opportunità Provincia di Venezia
SENSIBILIZZAZIONE E FORMAZIONE
SUGLI STEREOTIPI DI GENERE PER GLI
EDUCATORI E LE EDUCATRICI ALL’INFANZIA
REPORT DI RICERCA SULLE BUONE PRATICHE
NAZIONALI
SENSIBILIZZAZIONENSIBILIZZAZIONE E
FORMAZIONESUGLI STEREOTIPI DI GENERE PER GLI
EDUCATORI E LE EDUCATRICI ALL’INFANZIA
REPORT DI RICERCA SULLE BUONE PRATICHE NAZIONALI
A CURA DI FRANCA PULLIA
CENTRO RISORSE DONNE
UFFICIO PARI OPPORTUNITA’ E POLITICHE DI GENERE
PROVINCIA DI VENEZIA
WEB - WWW.PARIOPPORTUNITA.PROVINCIA.VENEZIA.IT
Un particolare ringraziamento ai/alle referenti dei progetti menzionati in questa mappatura, che, con
la loro cortesia e disponibilità, ci hanno permesso di raccogliere informazioni e approfondimenti utili
ai fini dell’indagine.
INDICE
Introduzione
pp. I - IV
Schede dei progetti
pp. 1 – 42
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“Bambini e bambine nella scuola dell’infanzia: a scuola di pari opportunità”pp. 1 – 2
“Combattere gli stereotipi di genere – Progetto didattico – scientifico per le scuole
d’infanzia e le scuole elementari”
pp. 3 – 4
“Dentro la differenza: crescere bambine e crescere bambini per essere donne e
uomini”
p. 5
DVD e laboratorio ludico – didattico “Io come te e tu come me”
pp. 6- 7
“Educare alla differenza di genere –superare gli stereotipi di genere alla scuola
d’infanzia
”
pp. 8-11
“Il Rosa e l’Azzurro: dalla parte delle bambine trent’anni dopo”
p. 12
“Genere e identità: per una educazione alle differenze”
p. 13- 14
“Educazione alla cura e contrasto degli stereotipi – inizio di una sperimentazione”
pp. 15 – 16
“Identità di genere e condivisione del lavoro di cura – Formazione e sperimentazione
nei servizi dell’infanzia e nelle scuole”
pp. 17 – 19
“Genere e immaginario di genere nelle professioni educative e sociali”
pp. 20 - 21
“Percorso Formativo sulla didattica di genere”
p. 22
“Corso di educazione alla differenza di genere”
pp. 23 -24
"Cappuccetto Rosso va nel bosco. Stereotipi di genere e modelli educativi nel nido
d’infanzia"
pp. 25 - 26
“E tu, a cosa giochi? – A quoi joues tu?”
pp. 27 – 29
“Chi lavora in casa tua? - Campagna di sensibilizzazione sul lavoro di cura”pp. 30 – 32
“Quante donne puoi diventare? Nuovi modelli per bambine e bambini nelle scuole di
Torino”
pp. 33 - 36
“Oltre il pregiudizio di genere”
p. 37
“Educazione alla cittadinanza e alla solidarietà – Cultura dei diritti umani - Progetti
Pluridisciplinari” – Progetti della Provincia di Belluno: “Discriminazioni di genere” e
“Curiosando tra i diritti delle bambine e dei bambini”
pp. 38 – 41
“Attention, Album!”
pp. 42 - 43
Bibliografia di riferimento
pp. 44 – 47
Webgrafia – approfondimenti
p. 48
Sensibilizzazione e formazione sugli stereotipi di genere per gli
educatori e le educatrici all’infanzia – Report di ricerca sulle
buone pratiche nazionali
INTRODUZIONE
Premessa: le attività del Centro Risorse Donne contro gli stereotipi di genere
È ormai dal 2005 che il Centro Risorse Donne – Ufficio per le Pari Opportunità e le
Politiche di Genere della Provincia di Venezia si occupa di progetti e attività finalizzati a
sensibilizzare le giovani generazioni nel contrasto agli stereotipi sui ruoli maschili e
femminili.
Nell’ambito del Progetto Equal “P.O.N.T.I.” - cui la Provincia ha partecipato in qualità di
partner - il Centro Risorse, negli anni scolastici 2005/2006 e 2006/2007, ha organizzato
due percorsi di animazione in altrettanti istituti superiori del territorio (rispettivamente un
Istituto professionale per i servizi commerciali, turistici e alberghieri e un Liceo scientifico),
predisponendo successivamente un report di modellizzazione degli interventi finalizzato
alla trasferibilità di questa esperienza anche ad altri contesti. Parallelamente, sempre
nell’ambito di Equal ““P.O.N.T.I.”, il Centro Risorse ha collaborato alla realizzazione del
CD-Rom “Al lavoro dentro e fuori”, a cura della cooperativa Mediaculture scarl, un
percorso interattivo e multimediale di approfondimento sui temi degli stereotipi di genere
nella vita quotidiana e nella società, nei media e nel mondo del lavoro indirizzato a
ragazze/i delle scuole superiori, insegnanti ed educatori. Nel 2007 il Centro, sempre in
collaborazione con Mediaculture, ha inoltre realizzato una mappatura dei progetti e delle
attività, a livello nazionale, finalizzate a contrastare gli stereotipi di genere nelle scuole
(elementari, medie inferiori e medie superiori). L’anno successivo i fondi dell’Assessorato
alle Pari Opportunità hanno reso possibile la pubblicazione del volume “Educare con
differenza – Modelli educativi e pratiche formative”, edito da Rosenberg & Sellier e a cura
della pedagogista e ricercatrice presso l’Università di Ca’ Foscari Ivana Padoan e di Maria
Sangiuliano, coordinatrice delle attività del Centro Risorse. Parallelamente, il Centro
Risorse Provinciale ha portato avanti una serie di progetti e attività finalizzate alla
promozione dei percorsi di studio e di carriera nei settori tecnologico – scientifici tra le
giovani ragazze, tramite il coordinamento di azioni specifiche rivolte al territorio e, dall’altra
parte, attraverso una partecipazione attiva a reti transnazionali tematiche (come ECWT, la
Rete Europea per Donne e Tecnologie).
Perché una mappatura delle buone pratiche formative contro gli stereotipi rivolte agli
educatori e alle educatrici all’infanzia?
In questi anni, grazie alle numerose esperienze condotte, il Centro Risorse Donne ha
maturato la convinzione dell’importanza del lavoro con le giovani generazioni sulla
questione dei “ruoli maschili e femminili” che la società ci attribuisce, realizzando quanto
sarebbe importante anticipare il più possibile gli interventi fino alla prima età infantile
Rileggere i testi di riferimento di ieri e di oggi (su tutti “Dalla parte delle bambine” di Elena
Gianini Belotti e il suo ideale proseguimento “Ancora dalla parte delle bambine” di
Loredana Lipperini) con questa maturata consapevolezza ci ha indotto a voler ampliare
ulteriormente il nostro “raggio d’azione”, iniziando a pensare di poter estendere l’ambito di
intervento agli interventi che, rivolgendosi agli educatori e alle educatrici all’infanzia,
vanno a interessare direttamente i più piccoli e a coinvolgere direttamente quelli che sono i
loro primi educatori: i genitori. È infatti la fascia d’età della prima infanzia quella in cui
I
iniziano a manifestarsi tutti quei condizionamenti culturali – quasi sempre subdoli perché
invisibili, e quindi ancor più pericolosi - che ci indicano silenziosamente quali sono i
comportamenti a cui dovremmo adeguarci per “essere maschi” o “essere femmine”.
“Negli anni settanta, Elena Gianini Belotti raccontò come l'educazione sociale e culturale all'inferiorità
femminile si compisse nel giro di pochi anni, dalla nascita all'ingresso nella vita scolastica. Le cose non sono
cambiate malgrado le apparenze. Niente più grembiulino rosa all'asilo, ma in tutti i toni del rosa è dipinto il
mondo di Barbie e delle sue molte sorelle. Libri, film e cartoni propongono, certo, più personaggi femminili di
un
tempo:
ma
confinandoli
negli
antichi
stereotipi
della
fata
e
della
strega.
Il ritorno al passato è cominciato negli anni Novanta ed è accaduto poco a poco, sembrava una scemenza al
principio, l'abbiamo sottovalutata. Poi abbiamo giocato a fare gli intellettuali che scherzavano col trash.
Si ritorna con la massima disinvoltura a ridurre l'individuo di sesso femminile ad un assemblaggio di pezzi di
carne privo di intelligenza, dignità, volontà, consentendogli l'unico obiettivo di piacere all'uomo e di
conquistarsi con ogni mezzo il principe azzurro.”
(da: “Ancora dalla parte delle bambine” - Loredana Lipperini - Ed Feltrinelli, 2007)1
Sono gli stessi educatori/educatrici e insegnanti a praticare, sebbene quasi sempre
inconsapevolmente, questa “schematizzazione dei comportamenti” e a mettere in atto,
anche con i bambini e le bambine più piccoli/e, la cosiddetta “attenzione discriminante”,
ovvero quella differenza di attenzione verso maschi e femmine che finisce spesso con il
privilegiare, più o meno direttamente, comportamenti e risultati ascrivibili a caratteri
maschili, o meglio, a caratteri che sono di frequente espressione di un certo e determinato
tipo di “maschilità”2
Proprio nella prospettiva della costruzione di nuovi scenari di attività per il Centro Risorse
Donne che possano annoverare anche interventi specifici rivolti a educatori/educatrici
all’infanzia (naturalmente senza tralasciare i genitori), abbiamo deciso di intraprendere
un’azione preliminare di indagine, predisponendo una mappatura di tutte le buone pratiche
nazionali in materia di interventi di formazione / sensibilizzazione per questi target di
beneficiari.
Metodologia e fasi principali della ricerca
Dal punto di vista strettamente metodologico, la prima fase del lavoro si è concretizzata in
una ricerca dei progetti più interessanti su questo tema attraverso il web.
In questo momento iniziale abbiamo riscontrato come molti dei materiali descrittivi delle
attività e dei relativi prodotti siano effettivamente reperibili on-line. Anche in assenza di
descrizioni approfondite, la rete permette comunque di reperire con estrema facilità i
recapiti e i contatti dei soggetti promotori dei singoli progetti; grazie a questa “trasparenza”
del web ma grazie ancor più alla cortesia e alla disponibilità dei referenti stessi ci è stato
possibile, in una fase successiva che si è poi articolata durante tutto l’arco del progetto,
raccogliere tutte le informazioni e gli approfondimenti utili ai fini dell’indagine.
In una fase immediatamente successiva sono stati definiti una serie di indicatori di base
per la classificazione delle buone pratiche; è stata quindi predisposta una scheda di
rilevazione dei progetti finalizzata alla descrizione delle stesse nella maniera più
omogenea possibile.
Poco dopo si è proceduto con la definizione di un indice di massima nonché con
l’elaborazione di una bibliografia di riferimento e di una webgrafia di approfondimento con
1
Questa citazione appare come testo di presentazione del convegno “Il rosa e l’azzurro – Dalla parte delle bambine
trent’anni dopo”, organizzato dall’Associazione Medici per i Diritti Umani e tenutosi a Firenze, presso l’Istituto degli
Innocenti, il 7 giugno 2008. Al convegno è dedicata una scheda della nostra indagine, a p. 11.
2
Cfr. E. Besozzi, Il genere come risorsa comunicativa. Maschile e femminile nei processi di crescita, Milano, Franco
Angeli. 2003, p. 12 e F. Pullia, M. Sangiuliano, Pari generi, L’esperienza della Provincia di Venezia con l’educazione
tra pari nelle scuole superiori in I. Padoan – M. Sangiuliano (a cura di) Educare con differenza – Modelli educativi e
pratiche formative, Rosenberg & Sellier, Torino, 2008, pp. 227 – 253, p. 240.
II
alcuni link utili sulle seguenti tematiche: narrativa per l’infanzia, stereotipi di genere e
società, educazione e pedagogia.
Parallelamente, abbiamo iniziato a selezionare i progetti da classificare nelle singole
schede, scartando tutti quelli che, pur essendo interessanti, non trattavano direttamente la
materia oggetto dell’indagine o perché si indirizzavano a un target meno specifico (ad es.
educatori e insegnanti in generale, senza riferimento specifico all’infanzia) o perché
trattavano temi diversi, sebbene in parte attinenti a quello delle differenze di genere. Una
volta effettuata la selezione, abbiamo inserito i dati descrittivi dei progetti nelle relative
schede, contattando, quando necessario, i referenti dei singoli progetti per eventuali
chiarimenti e/o approfondimenti.
Infine le schede dei progetti (19 in tutto) sono state assemblate in un unico documento
seguendo un ordine cronologico (dall’esperienza più recente alla più remota).
Tutte le schede, così assemblate, sono state quindi accorpate con gli altri materiali (la
presente introduzione, l’indice, la bibliografia e la webgrafia).
La presente indagine è pubblicata in formato elettronico nel sito web
www.pariopportunita.provincia.venezia.it, sia al percorso Home > News > Pubblicazione e
ricerche sia al percorso Home > Documenti > Stereotipi di genere.
Conclusioni
Le buone pratiche che abbiamo segnalato nella nostra mappatura riguardano varie
tipologie di attività: si va dai convegni e seminari di una giornata ai corsi di formazione
seguiti da laboratori sperimentali nelle scuole per l’infanzia, ai prodotti multimediali di
sensibilizzazione fino a progetti più articolati. Una riflessione a sé merita quel filone di
attività inaugurato con il
progetto transazionale “Attention, album!” promosso
dall’Associazione Europea Du Côté Des Filles nell’ormai lontano 1996/1997, finalizzate a
indagare l’incidenza di immagini e rappresentazione stereotipate nei libri illustrati per
bambine e bambini, veicolo principale dei modelli sessuati socialmente accettati nell’età
infantile.
Per quanto riguarda la dislocazione geografica delle prassi esaminate, si nota una
particolare sensibilità per questo tipo di progetti da parte delle amministrazioni della
Toscana (dove il Comune di Firenze e altri capoluoghi di provincia si sono fatti promotori di
progetti innovativi e interessanti), della Provincia Autonoma di Bolzano e della Città di
Torino.
Per concludere è necessario sottolineare come questo “catalogo di buone prassi”, accanto
all’utilità che potrà avere per il Centro Risorse Donne in quanto imprescindibile punto di
partenza per eventuali azioni future sul tema da sviluppare sul territorio, diventa un
importante database per tutti gli altri soggetti territoriali (Enti locali e/o Associazioni) che
siano interessati all’argomento. Questa indagine, se da un lato costituisce uno strumento
di valorizzazione e diffusione delle buone pratiche già attuate, dall’altro può diventare uno
strumento e una fonte preziosa per tutti quei soggetti che, a vario titolo, desiderino attuare
simili attività sul proprio territorio.
Buona lettura!
Lo staff del Centro Risorse Donne – Ufficio per le Pari Opportunità e Politiche di Genere
Provincia di Venezia
San Marco, Palazzetto Carmagnani 2637 30124 Venezia
Tel 041 2501630 / 1618/1622
E-mail [email protected]
Web www.pariopportunita.provincia.venezia.it
III
NOTA IMPORTANTE: nella ricerca di materiale on-line qualche progetto potrebbe essere
sfuggito alla nostra indagine. La scelta di utilizzare il formato elettronico per la
pubblicazione della ricerca si presta anche a eventuali integrazioni: se avete promosso
iniziative sul tema specifico degli interventi educativi in materia di lotta agli stereotipi di
genere nella prima infanzia e desiderate segnalarcelo, potete compilare il modello di
scheda (in appendice alla ricerca) e inviarcelo con la descrizione del vostro progetto
all’indirizzo [email protected] Provvederemo a inserire nella
pubblicazione anche il vostro progetto!
IV
TITOLO DEL PROGETTO
“Bambini e bambine nella scuola dell’infanzia: a scuola di pari opportunità”
Soggetto/i
promotore/i
Periodo di
svolgimento
Paese/i
coinvolto/i
Fonti di
finanziamento
Professionisti
attivi nel
progetto
Istituti
scolastici
coinvolti
Target
beneficiari
Descrizione
generale
Obiettivi
Azioni e
metodologia
Associazione GEA per la solidarietà femminile e contro la violenza in collaborazione
con LUB Libera Università di Bolzano e la Provincia Autonoma di Bolzano –
Sovraintendenza e le Ispettrici della Scuola d’Infanzia Italiana e Tedesca
Giugno 2009 – dicembre 2010 (progetto attualmente in corso)
Territorio della Provincia di Bolzano
Fondo Sociale Europeo
Gabriella Kustatscher, responsabile del progetto, vicepresidente della Libera
Università di Bolzano e docente del corso "Scuola e differenze di genere" per il
Corso di Laurea in Scienze della Formazione Primaria presso la stessa Università.
La ricerca si svolge in tre scuole per l’infanzia del territorio: le scuole d’infanzia
“Girasole” e “Gulliver” (a Bolzano) e la scuola tedesca di Maranza, nei pressi di
Brunico (BZ).
Educatori / educatrici della scuola d’infanzia, bambini e bambine della fascia d’età
interessata (dai 3 ai 5 anni) e loro genitori. In generale, il progetto mira a
sensibilizzare non solo tali soggetti, ma anche l’opinione pubblica sul tema
dell’educazione in un’ottica di pari opportunità.
Il progetto, sperimentale, prevede la realizzazione di varie attività volte a produrre
un’indagine sull’incidenza degli stereotipi di genere nell’approccio educativo rivolto
alla fascia d’età tra i 3 e i 5 anni. È vitale agire con interventi educativi sin dalla
prima infanzia per proporre modelli culturali più flessibili, svincolati dai cliché, ma
forti della specificità dei due sessi e delle caratteristiche personali. Bambine e
bambini dovrebbero essere messi nelle condizioni di poter esplorare e sviluppare
liberamente gusti, interessi, abilità, modalità di gioco e di relazione, perché come ci
ricorda Lipperini (2007) “difendendo le bambine diligenti dai maschi disturbatori, nei
primi giochi e all’asilo, si condanneranno entrambi”.
La ricerca che sarà prodotta mira a individuare i fabbisogni formativi delle/degli
insegnanti per ridurre la trasmissione degli stereotipi di genere nell’approccio
educativo con i bambini e le bambine delle scuole dell’infanzia e permettere una
scelta più libera e consapevole del proprio percorso scolastico e professionale. La
ricerca mira quindi a sviluppare un modello di formazione del personale centrato
non solo sull’acquisizione di conoscenze, ma anche sullo sviluppo di capacità di
osservazione e di riflessione attiva intorno al pensiero e al comportamento di
bambini e adulti su questo tema.
Il progetto vuole essere uno strumento offerto al mondo scolastico del nostro
territorio per valutare il punto in cui siamo oggi e per riuscire a costruire percorsi
relazionali alternativi che valorizzino le differenze, sfruttando la naturale curiosità e
voglia di sperimentare del bambino nel suo incontro con l’altro.
Il progetto prevede 6 fasi principali:
• Prima fase: analisi della bibliografia esistente sul tema della parità tra generi
e processi educativi e relativa scelta metodologica, con parallela costruzione
di modelli di rilevazione (giugno – settembre 2009);
• Seconda fase: ricerca, con analisi delle esigenze formative degli / delle
insegnanti della scuola d’infanzia in tema di stereotipi di genere (ottobre 2009
– gennaio 2010). La ricerca si articola a sua volta in varie fasi:
l’ osservazione libera del/lla bambino/a e del gruppo classe in tre momenti diversi
della giornata (arrivo all’asilo e congedo dal genitore, gioco libero, pranzo);
1
l’intervista agli adulti con responsabilità educativa, ovvero le/gli insegnanti; in
particolare: valutazione della salienza del tema nella loro pratica professionale,
valutazione delle modalità stereotipate di relazionarsi ai bambini e alle bambine);
il gioco con i gruppi classe, attività semi-strutturata con una fase di verbalizzazione
attiva sulle differenze di genere - es. “cosa vuol dire essere maschio / essere
femmina?”; “cosa piace ai maschi/alle femmine (e a te?)”; qual è il colore preferito
dai maschi/dalle femmine (e il tuo?)”; “qual è il gioco (la storia?) preferito dai maschi
/dalle femmine (e il tuo?)” - in cui ogni bambino/a è coinvolto/a e incoraggiato/a a
produrre del materiale creativo da condividere poi con le compagne/i;
•
•
Prodotti
realizzati
Contatti
Terza fase: elaborazione qualitativa dei dati (febbraio – aprile 2010);
Quarta fase: restituzione ai partecipanti, attraverso incontri specifici rivolti a
insegnanti, dirigenti, genitori (maggio – giugno 2010).
• Quinta fase: strutturazione mappa delle competenze e bisogni formativi degli
educatori e delle educatrici, per definirne le competenze, individuarne le aree
di forza e i punti che necessitino di sviluppo (luglio – agosto 2010);
• Sesta fase: diffusione dei risultati, con la pubblicazione di materiali di
disseminazione (cfr. la casella “prodotti realizzati”), l’organizzazione di una
giornata formativa presso l’Università di Bolzano per studentesse e studenti
in Scienze della Formazione, aperta al territorio (settembre – dicembre 2010).
Le attività progettuali sono / saranno intervallate da 4 incontri di gruppo per il
controllo e la valutazione della ricerca.
Oltre agli strumenti per la rilevazione delle informazioni (griglie di osservazione,
tracce d’intervista, questionario di rilevazione dei fabbisogni formativi) il progetto
prevede la stesura di relazioni di fine attività, per ciascuna fase progettuale prevista.
Il momento di osservazione libera dei bambini e delle bambine sarà documentato
tramite fotografie e documentazione scritta: verrà elaborato un cartellone (il librone)
con i bambini composto dalle foto effettuate, dalle verbalizzazioni, dagli elaborati
grafici individuali e dalle foto che documentano il prodotto collettivo (gioco).
Durante le fasi finali del progetto, la relazione conclusiva sull’analisi dei fabbisogni
formativi del personale educativo e il materiale prodotto dalle classi durante il
percorso didattico proposto verranno raccolto in un CD-Rom che sarà realizzato in
50 copie e distribuito nelle scuole d’infanzia della città, presso il Nucleo valutativo e
presso
le
Sovrintendenze
Scolastiche.
Sarà inoltre pubblicata la scheda delle competenze e dei fabbisogni formativi degli
educatori / delle educatrici, per evidenziare il gap tra competenze possedute e
necessarie.
Al termine del progetto, verrà allestita una mostra con i prodotti creati dai bambini e
dalle
bambine.
Tale materiale avrà lo scopo di documentare l’esperienza educativa e formativa e di
diffondere prodotti fruibili anche da altri soggetti.
Associazione GEA – Per la Solidarietà Femminile e Contro la violenza
Neubruchweg, 17
39100 Bolzano (Trentino-Alto Adige)
Tel. 0471 502450
E-mail [email protected]
2
TITOLO DEL PROGETTO
“Combattere gli stereotipi di genere – Progetto didattico – scientifico per le scuole
d’infanzia e le scuole elementari”
Soggetto/i
promotore/i
Periodo di
svolgimento
Paese/i
coinvolto/i
Professionisti
attivi nel
progetto
L’Istituto storico grossetano per la Resistenza e l’Età contemporanea (ISGREC) e il
Centro di Documentazione Donna, in collaborazione con Provincia e Comune di
Grosseto e con il patrocinio del Ministero dell’istruzione
20 e 27 marzo 2009 (seminario “Stereotipi di genere nei libri per l’infanzia”) e 23
marzo 2009 (seminario “Stereotipi di genere nei manuali scolastici della scuola
primaria”)
Territorio della Provincia di Grosseto
Docenti dei corsi: esperte in politiche di genere. Barbara Solari (ricercatrice ISGREC)
per l’iniziativa rivolta alle/agli insegnanti della scuola per l’infanzia e Irene Biemmi
(ricercatrice pedagogica Università degli Studi di Firenze) per l’iniziativa rivolta alle/agli
insegnanti della scuola primaria.
Target
beneficiari
L’iniziativa si rivolge a insegnanti della scuola per l’infanzia e primaria, ma è aperta
anche ai genitori
Descrizione
generale
Il progetto didattico – scientifico si articola in due laboratori – seminari sul tema degli
stereotipi di genere, rispettivamente nei libri per l’infanzia e nei manuali scolastici
della scuola primaria.
Obiettivi
Azioni e
metodologia
Un lessico di immagini simboliche è indispensabile per comunicare con bambini che
ancora non leggono o per rapportarsi meglio a bambini che si sono appena
affacciati al mondo della scuola. È un fatto incontestabile che molti dei libri per
l’infanzia e dei manuali scolastici per le scuola primaria siano uno dei maggiori
veicoli attraverso i quali viene trasmessa una visione della società non rispettosa
dell’identità di genere. Se al momento del loro ingresso nella scuola materna i
bambini e le bambine si sono già identificati nel loro ruolo sessuale e hanno già
appreso il comportamento “adeguato” a ciascun sesso, i libri illustrati e i manuali
scolastici perfezionano questa identificazione, riproponendo tenacemente ruoli
stereotipati in ambito familiare, lavorativo e pubblico. Lo stereotipo, quindi, permea
entrambi i generi e ne immobilizza i ruoli, ne rende indistinte le inclinazioni e le
aspirazioni, i modi di essere e di pensarsi. L’identità non legata alla persona ma a
un ruolo prestabilito e considerato naturale per il genere femminile e maschile rende
difficile ai soggetti essere progettuali su di sé, pensare alla propria identità come a
un’opera in continua evoluzione. I ruoli rigidi, infatti, imprigionano e modificano la
soggettività, la adeguano a “ciò che è”, privandola della necessaria libertà e
creatività di attingere da modelli diversi per ricombinarli in un insieme personale e
originale.
Il progetto intende offrire a insegnanti e genitori gli strumenti per riconoscere gli
stereotipi nei libri illustrati e destrutturarli. Contemporaneamente il progetto mira a
far conoscere a insegnanti e genitori tutta una serie di prodotti editoriali più rispettosi
dell’identità di genere, che spesso rimangono appannaggio di un pubblico di nicchia
e che potrebbero essere utili per una didattica più rispettosa della differenza.
Si sono svolti vari incontri, in cui le lezioni frontali si sono intervallate a momenti di
laboratorio: due seminari di due ore ciascuno per il laboratorio sugli stereotipi di
genere nei libri per l’infanzia e un seminario di quattro ore per il laboratorio sugli
stereotipi di genere nei manuali scolastici della scuola primaria, tutti in orario
pomeridiano.
3
Portale / sito /
riferimenti
web
Contatti
Le docenti hanno utilizzato, a supporto delle attività, una serie di materiali e prodotti
realizzati nell’ambito di altri progetti nazionali e internazionali sul tema, tra cui:
• La pubblicazione “Educazione alla cura e contrasto degli stereotipi – Inizio di
una sperimentazione”, realizzata nell’ambito dell’omonimo progetto
coordinato dal Comune di Firenze (cfr. la relativa scheda descrittiva, pp. 8 - 11);
• La “Guida alla decifrazione degli stereotipi di genere negli albi illustrati”, la
ricerca “Analisi degli stereotipi di genere nella percezione di bambine e
bambini e negli albi illustrati”, i tre racconti "La giubba rattoppata", "Yasmine",
"Il gomitolo bianco" realizzati nell’ambito del progetto “Quante donne puoi
diventare?”, promosso dalla Città di Torino (cfr. la relativa scheda descrittiva, pp
33- 36);
• Il Codice di Autoregolamentazione “POLITE – Pari Opportunità nei Libri di
Testo”, messo a punto nell’ambito dell’omonimo progetto;
• Le “Raccomandazioni per un uso non sessista della lingua italiana” (testo
estratto da “Il Sessismo nella lingua italiana” a cura di Alma Sabatini per la
Presidenza del Consiglio dei Ministri e Commissione Nazionale per la Parità
e le Pari Opportunità tra uomo e donna, 1987)
• La bibliografia ragionata sulle pari opportunità nell’educazione e altri materiali
tratti dal programma di ricerca “Attention, album!”, a cura dell’ Association
Européenne Du Côté des Filles (cfr. la relativa scheda descrittiva, p. 42 - 43 ).
http://www.isgrec.it/cdd/iniziative/corso_stereotipi.htm (da cui si possono scaricare i
programmi dei due corsi e le relative schede di iscrizione)
Centro Documentazione Donne presso l’Isgrec, via De' Barberi, 61 - 58100 –
Grosseto – tel. e fax 0564 415219 – e-mail [email protected] [email protected]
4
TITOLO DEL PROGETTO
Seminario “Dentro la differenza: crescere bambine e crescere bambini per essere
donne e uomini”
Soggetto/i
promotore/i
Comune di Pistoia, Assessorato all’Educazione e alla Formazione.
Periodo di
svolgimento
Paese/i
coinvolto/i
Professionisti
attivi nel
progetto
Target
beneficiari
Descrizione
generale
19 marzo 2009
Obiettivi
Azioni e
metodologia
Portale / sito /
riferimenti
web
Contatti
Le iniziative nel cui ambito il seminario è stato organizzato sono gestite in condivisione tra i
Comuni di Pistoia, Marliana e Sambuca P.se, in collaborazione con i seguenti soggetti:
• Donne pensionate SPI-CGIL, UILP-UIL, FNP-CISL
• Coordinamento CGIL Donne
• ANTEAS
• AUSER-Filo d’Argento
• Croce Rossa
• Sezione Soci Coop Pistoia
• Gruppo Aiutodonna
• Associazione Banca del Tempo
Comune di Pistoia e territori limitrofi
Relatrice del convegno: Laura Cappellini, psicopedagogista ed esperta di
formazione di genere per la scuola dell'infanzia ed elementare
Insegnanti, educatori, genitori
Il convegno si è inserito nell’ambito delle iniziative “Il valore delle differenze – Un
percorso da costruire insieme”, che si sono svolte tra febbraio e giugno 2009. Il
tema del percorso era il valore delle differenze, contro l’intolleranza e le varie forme
di violenza che le donne subiscono.
Obiettivo generale delle iniziative è mettere a punto un percorso condiviso che dia il
senso della trasversalità positiva fra vari settori, valorizzando le iniziative concrete
presenti nel territorio e a cui l’Amministrazione Comunale di Pistoia, insieme agli altri
soggetti coinvolti, vuole dare continuità. Le iniziative, più nello specifico, mirano a
promuovere il valore delle differenze di genere.
Iniziativa aperta alla cittadinanza
http://www.comune.pistoia.it/cgi-bin/comunicati/comunicati.cgi?cmd=vis&id=2746
Comune di Pistoia, Assessorato Educazione e Formazione
Ufficio Assessora Rosanna Moroni:
Via dei Pappagalli, 29 • Tel. 0573371824 • Fax 0573371843
[email protected]
Segretaria:
Fiorella Serafini • Tel. 0573371820
Servizio - Educazione e formazione Dirigente Dr.ssa Sonia Iozzelli
Tel. 0573-371830 [email protected]
5
TITOLO DEL PROGETTO
DVD e laboratorio ludico – didattico “Io come te e tu come me”
Soggetto/i
promotore/i
Periodo di
svolgimento
Paese/i
coinvolto/i
Fonti di
finanziamento
Professionisti
attivi nel
progetto
Istituti
scolastici
coinvolti
Target
beneficiari
Descrizione
generale
Obiettivi
Azioni e
metodologia
Consigliera Regionale di Parità del Veneto in collaborazione con il Comune di
Valdagno (VI)
• Realizzazione DVD: aprile 2008
• Svolgimento Laboratorio ludico-didattico: autunno 2008 – aprile 2009
• DVD: Regione del Veneto
• Laboratorio: Territorio del Comune di Valdagno
Fondi della Consigliera di Parità del Veneto
•
Alla realizzazione del DVD hanno collaborato vari professionisti: Patrizia De
Padova, psicologa, esperta in politiche familiari e genitorialità (progettazione e
realizzazione del prodotto); Roberta Pagnin, ricercatrice sociale ed esperta in
politiche di genere (coordinatrice del gruppo di lavoro per il progetto); Daniele
Martinello e Andrea Cuna, grafici 3 D; Enrica Dal Zio, artista della parola, attrice,
clown e terapeuta (che ha doppiato un personaggio del DVD);
•
•
Il laboratorio è stato curato dalla psicologa Patrizia De Padova.
Per il laboratorio: Scuole per l’Infanzia Don Minzoni e Belfiore di Valdagno
(VI)
•
•
Bambini / bambine delle scuole d’infanzia, loro insegnanti e genitori;
Il laboratorio ha visto coinvolti 60 bambini /e dai tre ai cinque anni
Il DVD “Io come te e tu come me – Storie per bambini della scuole d’infanzia
contro gli stereotipi di genere”, finalizzato a stimolare delle riflessioni e a
sensibilizzare sul tema degli stereotipi di genere, contiene tre storie animate
incentrate sui temi “Il gioco”, “In famiglia” e “Le emozioni”
Il prodotto è stato quindi utilizzato a supporto di un laboratorio ludico didattico sugli
stessi temi indirizzato a 2 scuole per l’infanzia di Valdagno. Si tratta di
un’esperienza pilota riproducibile sul territorio.
Obiettivi generali:
- Riflessione sui temi della differenza di genere, degli stereotipi sessisti,
dell’identità sessuale, radicati nella nostra cultura e tramandati già a partire
dalla prima infanzia;
- Superamento dei ruoli rigidi che imprigionano e modificano la personalità e
condizionano
la
sfera
dei
sentimenti
e
dell’emotività.
Finalità del DVD e del laboratorio:
Realizzazione di percorsi formativi guidati che parlano direttamente ai bambini e
alle bambine, per supportarli nello sviluppo di una nuova sensibilità attraverso la
creatività e il gioco grazie a strumenti vicini ai piccoli (cartoon, disegni, materiale
da colorare, discussione con le maestre) affinché dalla semplice percezione delle
“pari opportunità” sia possibile pervenire a una concreta e tangibile condizione di
“reale parità”
• Il DVD “Io come te e tu come me” è un prodotto multimediale incentrato
sulle tre aree tematiche “Il gioco”, “In famiglia”, “Le emozioni”, affrontate in
altrettanti filmati animati in 3 dimensioni. Nei filmati, che durano poco più di
4 minuti ciascuno, un personaggio virtuale (la coccinella Memè) fa da filo
conduttore, introducendo la storia e, al suo termine, riapparendo per
6
Prodotti
realizzati
Portale / sito /
riferimenti web
Contatti
guidare la discussione con il gruppo di bambini e bambine e “trarre le
conclusioni”;
• Laboratorio ludico – didattico nelle due scuole per l’infanzia di Valdagno: i
bambini coinvolti, dopo aver visionato le storie, sono stati stimolati dalle loro
insegnanti, coordinate dalla psicologa, a esprimere le loro prime
impressioni. La discussione è stata seguita da esercitazioni con l’ausilio di
materiale cartaceo che riproduceva fasi e immagini del gioco (figurine da
ritagliare e colorare, puzzle da comporre, disegni liberi ecc.) e da veri e
propri esercizi di espressione corporea e di recitazione per imitare le storie
del filmato, correggere i comportamenti frutto di stereotipi e sviluppare
giochi di ruolo, esibendosi in comportamenti rispettosi della parità. Un
valore aggiunto del progetto è rappresentato dal fatto che circa metà dei
bambini coinvolti appartenevano ad altre nazionalità (9 etnie differenti):
l’attività ha perciò costituito una importante occasione di approccio alla
lingua italiana. L’esperienza del laboratorio è stata in gran parte
documentata attraverso riprese video, grazie alle quali l’esperienza sarà
riproducibile anche in altri contesti;
• L’esperienza del laboratorio è stata presentata in occasione di una “serata
conclusiva” aperta al pubblico, che si è svolta l’11 maggio 2009 e che ha
visto la partecipazione della Consigliera Regionale di Parità, delle
rappresentanti delle istituzioni che hanno promosso il progetto e della
psicologa esperta che l’ha coordinato.
Il DVD “Io come te e tu come me – Storie per bambini della scuole d’infanzia
contro
gli
stereotipi
di
genere”
è
visualizzabile
al
sito
http://www.consiglieraparitaveneto.it/files/index.htm?cur_sez=32&cur_art=176
Al link http://www.consiglieraparitaveneto.it/allegati/io_come_te.pdf è disponibile
inoltre una scheda di 8 pagine in formato pdf con una descrizione dettagliata del
prodotto.
www.consiglieraparitaveneto.it
Ufficio Consigliera Regionale di Parità del Veneto presso Veneto lavoro, Via Ca’
Marcello, 67, 30172 Mestre – tel. 041 2794410-11-12 - fax 041 2794426 – e-mail
[email protected]
7
TITOLO DEL PROGETTO
“Educare alla differenza di genere –superare gli stereotipi di genere alla scuola
d’infanzia”
Soggetto/i
promotore/i
Periodo di
svolgimento
Paese/i
coinvolto/i
Fonti di
finanziamento
Titolari: Comune di Prato1 attraverso i Servizi
“Qualità Totale” e “Educazione e Cultura dell’Infanzia”.
Equipe di Progetto:
Per l’Ufficio Pari Opportunità: Mariangela Giusti;
Per il Coordinamento Pedagogico: Perla Giagnoni, Cristina Gavazzi
Il progetto, iniziato nel 2007, è stato presentato fra le Offerte Formative rivolte
alle scuole della città negli anni 2007/08 e 2008/2009 e anche per il presente
anno 2009/2010.
Settembre 2007: giornata di studio e formazione dal titolo “Un percorso di
educazione alla cura - Relazione tra differenze” per la presentazione del
progetto.
Anno scolastico 2007-2008 : realizzazione del progetto nelle scuole d’infanzia
gestite dal Comune.
Settembre 2008: “Bambini e bambine: relazione fra differenze … Crescendo
in giochi di cura“ convegno di restituzione del percorso fatto e presentazione
delle relazioni da parte delle scuole e degli esperti; confronto con altre
esperienze in Italia.
Settembre 2008: “…è maschio quando il fiocco è celeste è femmina quando
il fiocco è rosa”, Mostra degli elaborati e della documentazione, anche
fotografica dei laboratori, predisposta dalle scuole.
Settembre 2009 : convegno di presentazione del progetto alle scuola scuola
secondaria di primo grado
Il progetto è tutt’ora in corso nelle scuole d’infanzia, nella scuola primaria e
secondaria di primo grado.
Comune di Prato e Comuni della Provincia di Prato (Cantagallo, Carmignano,
Montemurlo, Vaiano e Vernio)
• L’iniziativa sperimentale rivolta alle scuole d’infanzia comunali è stata
organizzata
o sia nell’ambito del progetto “TEMPO – Territorio e Mainstreaming per
le Pari Opportunità” (realizzata e finanziata nell’ambito dell’Iniziativa
Comunitaria Equal fase II – IT-G2-TOS-060)
o sia accedendo a risorse umane e finanziarie del Comune di Prato
afferenti ai Servizi Educazione e Cultura dell’infanzia e Pari
Opportunità.
• L’iniziativa con il nome “Crescendo…bambini e bambine” è stata replicata
grazie ai finanziamenti previsti per i Progetti integrati d’area (PIA), contributi
Regionali distribuiti dalla Provincia, destinati ad aumentare la qualità delle
scuole.
1
Vista l’ottimale riuscita dei percorsi rivolti alle scuole dell’infanzia, il Comune di Prato si è successivamente fatto
promotore di un ulteriore percorso di sensibilizzazione sul tema degli stereotipi di genere, rivolto questa volta alle
scuole secondarie di primo grado. Il progetto, intitolato “La cura di sé, dell’altro, del mondo: formazione ad uno
sguardo di genere. Percorsi di sensibilizzazione nella scuola”, si è aperto con l’omonimo convegno, che si è svolto il 9
settembre 2009 e che ha visto la partecipazione, oltre che dell’Assessora alle Pari Opportunità Marina Pierri e della
responsabile dell’Ufficio Tempi e Pari Opportunità del Comune di Prato Mariangela Giusti, anche degli esperti Marco
Deriu, Marina Piazza e Barbara Mapelli. Il progetto, in corso di svolgimento, vede coinvolte le seguenti scuole: Istituto
Comprensivo F. Lippi, Istituto Comprensivo Convenevole da Prato, Convitto Nazionale Cicognini, Scuola secondaria di
I° grado E. Fermi, Scuola secondaria di I° grado Don Bosco.
8
Supervisione scientifica del progetto: Marina Piazza (sociologa)
Professionisti
attivi nel progetto Docente corso: Antonella Orlandi (insegnante in congedo del comune di
Arezzo).
Esperti che hanno tenuto laboratori con bambini e con i genitori:
Teo Paoli, Mariella Pavani, Caterina Poggesi, Roberto Seghi Rospigliosi e
Federica Vannoni
Istituti scolastici
coinvolti
Monitoraggio e Verifica:
Mariangela Giusti – Referente Pari Opportunità
Perla Giagnoni - Responsabile Coordinamento Pedagogico
Cristina Gavazzi – Coordinatrice Pedagogica
Nell’anno scolastico 2007-2008
Scuole d’infanzia gestite dal Comune di Prato (9)
Scuole d’infanzia gestite dallo Stato e paritarie a gestione privata con sede sia
nel territorio del comune di Prato che nel territorio provinciale (8)
Nell’anno scolastico 2008 - 2009 – Scuole d’infanzia statali e paritarie private (7)
Target beneficiari
Descrizione
generale
Obiettivi
Fase sperimentale a.s.2007-2008
• Circa 650 tra bambine e bambini di 5 anni delle scuole dell’infanzia
• Il personale insegnante (50), ausiliario (10), gli esperti e il Coordinamento
Pedagogico
• Circa 250 genitori dei bambini di 5 anni
• n. 5 esperte/i
• n. 2 formatrici
Fase successiva: bambine e bambini delle scuole d’infanzia dei Comuni della
Provincia di Prato (in prevalenza i gruppi dei 5 anni) con il coinvolgimento delle
insegnanti e dei genitori. Nel 2008-2009 circa 200 bambini e bambine.
L’iniziativa si inserisce nel quadro del progetto formativo “CiPì – Città Prato
Infanzia”, rivolto alla scuola d’infanzia e che comprende anche altre opportunità
e servizi che vengono attivati per bambini/e e famiglie.
Alla fase formativa e seminariale rivolta alle/agli insegnanti, sono seguiti i
laboratori con i bambini e le bambine, e i momenti d’incontro serale con i
genitori.
Approfondire il tema della nascita degli stereotipi nei bambini e nelle bambine in
età prescolare, coinvolgendo in questa riflessione anche gli adulti (insegnanti e
genitori) che sostengono e accompagnano i bambini nel processo educativo di
crescita e formazione della propria identità.
9
Azioni e
metodologia
I progetti (quello sperimentale e la replica dell’anno successivo) si sono articolati
in varie fasi.:
Per la fase sperimentale:
I. Presentazione della bozza di progetto alle insegnanti di scuola infanzia
comunale, per la raccolta di adesioni;
II. Elaborazione definitiva del progetto in accordo anche con le insegnanti;
III. Giornata di Studio e Formazione per la presentazione delle linee culturali
del progetto e racconto ragionato delle esperienze simili avviate nella
Comune di Arezzo (6 settembre 2007: Seminario di apertura “Un
percorso di educazione alla cura - Relazione tra differenze”, con
interventi di esperti/e: 5 ore di formazione per insegnanti, educatori,
ausiliarie, aperto ad altre scuole infanzia e nidi e comuni esterni);
IV. Corso di formazione per insegnanti, operatori e laboratoristi coinvolti (2
incontri formativi di 3 ore ciascuno per il progetto nella sua fase
sperimentale e 2 incontri formativi di 3 ore ciascuno per il progetto nella
sua seconda fase);
V. Monitoraggio in itinere dell’esperienza;
VI. Attività di laboratorio nelle classi con esperti e bambini per le scuole
d’infanzia (giochi, fiabe, role playing) con 5 incontri di supervisione per
ciascuno dei due progetti (sperimentale e replica);
VII. 3 incontri con genitori, in orario serale con metodologia autobiografica,
per ciascuno dei due progetti (sperimentale e replica)
VIII. Plenaria delle insegnanti con gli esperti (maggio 2008);
IX. Iniziative per la restituzione e presentazione dei risultati e dei materiali
elaborati durante l’esperienza con i bambini (settembre 2008: convegno
“Bambini e bambine: relazione fra differenze – Crescendo in.. Giochi di
cura”, con mostra sugli elaborati realizzati nel progetto aperta alla
cittadinanza e intitolata “È maschio quando il fiocco è celeste ...È
femmina quando il fiocco è rosa”
Per le fasi successive:
X. Sono state ripercorse in altri contesti le fasi della presentazione alle
scuole, della formazione degli insegnanti, delle attività di laboratorio per
bambini e per genitori, delle attività di monitoraggio e restituzione.
XI. 17 marzo 2009: giornata di studio in occasione degli stati generali
intitolato “Educare alla differenza di genere”, con la presentazione dei
risultati del progetto “Un percorso di educazione alla cura”. Durante
l’evento di marzo sono stati diffusi anche i risultati degli interventi di
sensibilizzazione sugli stereotipi e differenze di genere messi a punto dal
Comune con ragazzi e ragazze delle Scuole Secondarie di Secondo
Grado “Maschio Celeste, Femmina Rosa”).
Prodotti realizzati
•
•
Programma e atti del convegno “Un percorso di educazione alla cura Relazione tra differenze” (settembre 2007), disponibili in formato elettronico
nel sito del Comune di Prato, http://www.comune.prato.it/, al percorso
“Comune di Prato” >“Scuola e Formazione” > “ Servizio Infanzia” > “Iniziative”
>
“Convegni”
>
“Convegno
del
2007”,
link
http://www.comune.prato.it/servizicomunali/infanzia/?act=i&fid=2689&id=200
81203132327720
Galleria della mostra "... È maschio quando il fiocco è celeste ...È femmina
quando il fiocco è rosa" - La differenza di genere nelle esperienze dei
bambini“, presentata durante il convegno “Crescendo in...giochi di cura” (4
10
Portale / sito /
riferimenti web
Contatti
settembre 2008), e disponibile in formato elettronico nel sito del Comune di
Prato, http://www.comune.prato.it/, al percorso “Comune di Prato” >“Scuola e
Formazione” > “ Servizio Infanzia” > “Iniziative” > “Convegni” > “Convegno
del
2008”,
al
link:
http://tempolibero.prato.it/?forward=evento&opera=MOSTRA232&sala=WAL
LA101&data=20080904
• Numeri speciali della rivista “Cipì notes” interamente dedicati al progetto
(numero 2 di dicembre 2007 e numero 1 del luglio 2009), scaricabili dal sito
del
Comune
di
Prato
al
link
http://www.comune.prato.it/servizicomunali/infanzia/?act=i&fid=2536&id=200
80924132809950
www.comune.prato.it/servcom/infanzia
[email protected]
CiPì – Servizio Educazione e Cultura dell’Infanzia – Coordinamento Pedagogico
e Organizzativo, Via Santa Caterina 17, tel. 0574 1835180 Fax 0574 1837346 /
e-mail [email protected]
11
TITOLO DEL PROGETTO
Convegno “Il Rosa e l’Azzurro: dalla parte delle bambine trent’anni dopo”
Soggetto/i
promotore/i
Periodo di
svolgimento
Paese/i coinvolto/i
Professionisti
attivi nel progetto
Associazioni “Medici per i diritti umani” e “Un pediatra per amico” (Uppa)
con la collaborazione di Regione Toscana, Comune di Firenze, Istituto
degli Innocenti, A.O.G.O.I. – Associazione Ostetrici Ginecologi
Ospedalieri Italiani
Sabato 7 giugno 2008
Convegno di potenziale interesse per tutto il territorio nazionale. Gli
esperti intervenuti provenivano per la maggior parte dalla realtà Toscana
(Fiorentina in particolare).
Il comitato scientifico annoverava autorevoli esperti/e in varie discipline
(medici, giornalisti, psicologi ecc): Rossella Castelnuovo, giornalista RAI,
conduttrice Radio3scienza, Roma - Valeria Dubini, ginecologa, Nuovo
Ospedale S. G. Di Dio, Azienda Sanitaria Firenze - Ilaria Lemmi, ostetrica ASL
10, Medici per i Diritti Umani, Firenze - Sandra Maggi, Presidente Istituto degli
Innocenti Firenze - Francesco Miniati, psicologo-psicoterapeuta, cultore della
materia, Università di Firenze - Mariella Orsi, sociologa, responsabile Centro
Studi Ricerca e Documentazione su Dipendenze e AIDS (Ce.S.D.A), ASL 10
Firenze - Alessandra Puppo, ostetrica ASL 10, Medici per i Diritti Umani,
Firenze - Paolo Sarti, pediatra e vicepresidente Medici per i Diritti Umani
Firenze - Giuseppe Sparnacci, psicologo, Medici per i Diritti Umani, Firenze,
Marco Zanchetta, ARCI, Medici per i Diritti Umani, Firenze.
Target beneficiari
Descrizione
generale
Obiettivi
Azioni e
metodologia
Portale / sito /
riferimenti web
Contatti
Il convegno ha visto la partecipazione di numerosi/e altri esperti/e tra
medici, giornalisti, psicoterapeuti ecc.
Educatori, educatrici, medici, esperti/e in politiche di genere e tutti i
soggetti interessati
Il convegno, a partecipazione gratuita, ha trattato il tema degli stereotipi
di genere, radicati nella nostra società fin dalla prima infanzia. Come
afferma Loredana Lipperini nel testo “Ancora dalla parte delle bambine”
(Feltrinelli, 2007) “negli anni settanta, Elena Gianini Belotti raccontò
come l'educazione sociale e culturale all'inferiorità femminile si compisse
nel giro di pochi anni, dalla nascita all'ingresso nella vita scolastica. Le
cose non sono cambiate malgrado le apparenze. Niente più grembiulino
rosa all'asilo, ma in tutti i toni del rosa è dipinto il mondo di Barbie e delle
sue molte sorelle. Libri, film e cartoni propongono, certo, più personaggi
femminili di un tempo: ma confinandoli negli antichi stereotipi della fata e
della strega.”
Indagare sugli stereotipi di genere nell’infanzia con attenzione ai mass
media, all’educazione, alla società e sensibilizzare l’opinione pubblica su
queste tematiche.
Convegno con tavole rotonde tematiche
Il programma completo del convegno con l’elenco dei relatori è
disponibile al link http://www.maschioperobbligo.it/convegno.pdf
Segreteria organizzativa
ENIC - Meetings & events
Piazza Adua 1/d 50123 Firenze
Tel: 055 2608941 Fax: 055 2608948 e-mail: [email protected]
12
TITOLO DEL PROGETTO
“Genere e identità: per una educazione alle differenze2”
Soggetto/i
promotore/i
Periodo di
svolgimento
Paese/i
coinvolto/i
Professionisti
attivi nel progetto
Città di Torino - Settore Pari Opportunità e Politiche di Genere in collaborazione
con il Settore Servizi per l’Infanzia
Ad oggi sono state organizzate due edizioni del corso: 2007 e 2008 (quella del
2009 è attualmente in fase di definizione).
Territorio della Città di Torino.
I moduli formativi sono stati curati da esperti/e in pari opportunità e da altri attori
del territorio:
Edizione 2007:
• Anna Maria Gallivanone, Responsabile del settore Pari Opportunità e Politiche di
genere del Comune di Torino; Silvana Luciani, del Settore PO e Politiche di
Genere / Roberto Emprin, del Servizio LGBT del Comune;
• Ferdinanda Vigliani, storica e studiosa femminista del Centro Studi e
Documentazione Pensiero Femminile;
• Mariateresa Molo, psicologa
Edizione 2008:
• Silvia Pogliano, Facoltà di Psicologia - Università degli Studi di Torino;
• Chiara Bertone, Dipartimento di Scienze Sociali - Università del Piemonte
Orientale;
• Valentina Violino, Maria Tina Scarano e Giuliana Beppato, Famiglie ArcobalenoAssociazione genitori omosessuali;
• Ferdinanda Vigliani, storica e studiosa femminista del Centro Studi e
Documentazione Pensiero Femminile;
• Carla Napoli, Associazione Scambiaidee;
• Anna Maria Zucca, Donne & Futuro onlus;
• Melina Caudo, Associazione Progettarsi
Istituti Scolastici
coinvolti
Target beneficiari
Descrizione
generale
Obiettivi
Le scuole per l’infanzia e gli asili nido gestiti dalla Città di Torino
Responsabili Pedagogici/che – coordinatori delle attività degli istituti coinvolti
Corso di formazione sul tema dell’educazione alle differenze di genere, sui
modelli educativi e il superamento degli stereotipi.
Il contenuto del corso è in parte variato a seconda delle edizioni: nel 2008 sono
stati trattati anche i temi della genitorialità omosessuale e della violenza contro le
donne.
La partecipazione da parte dei/delle Responsabili Pedagogici/che agli incontri
(che non hanno caratteristiche di occasionalità, ma vengono organizzati
sistematicamente dal Comune e costituiscono pertanto la premessa per altre
iniziative rivolte direttamente a insegnanti ed educatori) è il presupposto
indispensabile perché questi siano in grado successivamente di accompagnare
gli insegnanti e gli educatori stessi nel loro lavoro quotidiano con i bambini e le
bambine.
Il percorso mira a:
consentire una riflessione sugli stereotipi sessisti e di genere che ancora
caratterizzano lo sfondo culturale sul quale si costruiscono i percorsi educativi e
2
Per l’anno scolastico 2008 l’area tematica del progetto si è ulteriormente ampliata, trattando anche la questione
dell’orientamento sessuale. Il titolo dell’intervento per l’anno 2008 è stato “Genere, orientamento sessuale e identità:
per un’educazione alle differenze e al contrasto della violenza”
13
Azioni e
metodologia
Portale / sito /
riferimenti web
Contatti
formativi delle nuove generazioni e le opportunità di scelta nella costruzione del
proprio progetto di vita;
consentire una riflessione sui percorsi di formazione dell’identità di genere
nella prima infanzia, dopo aver acquisito elementi di conoscenza che permettano
di riconoscere e imparare a gestire i casi di sviluppo atipico dell’identità di
genere.
Ciascuna edizione del corso si è articolata in più incontri di 3 ore ciascuno (nel
2007 4 incontri di 3 ore ciascuno, per un totale di 12 ore; nel 2008 3 incontri di 3 ore
ciascuno, per un totale di 9 ore).
Il percorso ha previsto momenti frontali, attività interattive, dibattito e riflessione
in gruppo.
Portale del Comune di Torino per le Pari Opportunità http://www.irma-torino.it/it/
Città di Torino
Ufficio Pari Opportunità e Politiche di Genere
Via Corte d’Appello, 16
Tel. 011/4432557/508/509
Fax 011/4424039
[email protected]
14
TITOLO DEL PROGETTO
“Educazione alla cura e contrasto degli stereotipi – inizio di una sperimentazione”
Soggetto/i
promotore/i
Periodo di
svolgimento
Paese/i
coinvolto/i
Fonti di
finanziamento
Il progetto è stato organizzato dal Comune di Firenze – Assessorato alla
Pubblica Istruzione e Politiche Tempi e Spazi Ufficio Tempi e Spazi in
collaborazione con il Coordinamento pedagogico della Scuola dell'Infanzia e
quello degli Asili Nido del Comune di Firenze Spazi e con R.T.D. – Rete
Toscana Donne.
Ottobre 2007 – giugno 2008
Territorio del Comune di Firenze.
L’iniziativa è stata organizzata nell’ambito del progetto “TEMPO – Territorio e
Mainstreaming per le Pari Opportunità”, realizzato e finanziato nell’ambito
dell’Iniziativa Comunitaria Equal fase II – IT-G2-TOS-060
Oltre ai rappresentanti delle istituzioni e dei servizi, anche esperti autorevoli a
Professionisti
attivi nel progetto livello nazionale in materia di pari opportunità e politiche di genere hanno
partecipato al seminario introduttivo per le/gli insegnanti di tutte le classi
coinvolte nelle varie tipologie di scuole (nidi, scuole dell’infanzia, istituti
superiori):Marina Piazza (sociologa), Letizia Lambertini (storica ed esperta di studi di
genere), Stefano Ciccone (biologo ed esperto di studi di genere), Barbara Mapelli
(docente di Pedagogia della differenza di genere presso l’Università di Milano Bicocca).
Le sperimentazioni nelle scuole sono state supervisionate da Letizia Lambertini.
Istituti scolastici
coinvolti
Target beneficiari
Descrizione
generale
Obiettivi
4 scuole dell’infanzia (“Andrea del Sarto”, “Giulio Bechi”, Fioretta Mazzei” e
“Vittorino da Feltre”), 2 asili nido (Asili Nido “Erbastella” e “Palloncino”) e 1 centro
gioco (Centro Gioco “Fortini”)
- Beneficiari delle attività formative: 14 educatrici di due asili nido e di un
centro gioco e 9 insegnanti di quattro scuole dell’infanzia del Comune di
Firenze.
- Beneficiari dei laboratori: i bambini e le bambine degli asili nido, del centro
gioco e delle scuole d’infanzia coinvolte;
- Altri beneficiari: i soggetti interessati, la cittadinanza in generale, grazie
alle iniziative di diffusione delle attività progettuali.
Come indicato alla voce “Fonti di finanziamento”, l’iniziativa è stata realizzata
nell’ambito del progetto Equal II fase “TEMPO – Territorio e Mainstreaming per
le Pari Opportunità”; che ha visto come capofila il Comune di Firenze. Obiettivo
generale del progetto è stata l’implementazione di azioni sperimentali sul
territorio tali da favorire una politica dei tempi che rispondesse ai bisogni dei
cittadini attraverso il coinvolgimento di soggetti attivi nell'ambito di una politica
favorevole alla conciliazione dei tempi e al superamento delle differenze di
genere.
Il progetto “Educazione alla cura e contrasto agli stereotipi” si è articolato in varie
azioni, descritte approfonditamente di seguito, alla voce “Azioni e metodologia”:
• una fase di sensibilizzazione / supervisione dei /delle docenti;
• il lavoro con i bambini e le bambine delle scuole dell’infanzia;
• una fase finale di disseminazione dei risultati.
L’iniziativa “Educazione alla cura e contrasto agli stereotipi” si proponeva di
modificare atteggiamenti e mentalità, superare gli stereotipi attraverso
l'elaborazione di strumenti educativi e "azioni positive" dirette a sensibilizzare e
formare educatori e genitori. Attraverso la formazione rivolta agli insegnanti,
l’iniziativa mirava a fare un passo avanti verso l’eliminazione delle
15
Azioni e
metodologia
disuguaglianze nei contesti educativi e, di pari passo, nell’ottica di una
continuità/contiguità con l’altro contesto primario di vita dei bambini, nelle
famiglie.
Il progetto si è articolato secondo varie fasi e azioni:
Per le insegnanti:
• 1 convegno di presentazione cui hanno partecipato esperti/e nella
tematica delle differenze di genere (6 ottobre 2007)
• 4 incontri di supervisione della sperimentazione con una formatrice
esperta di differenze di genere e stereotipi di genere.
Per i bambini:
• sperimentazioni in classe tramite lavoro di gruppo (drammatizzazione,
giochi di scambio dei ruoli ecc.) per un numero di ore stabilite dagli
insegnanti (autunno 2007 - primavera 2008).
Il progetto ha previsto, in una fase finale (marzo 2008), la realizzazione di una
pubblicazione contenente una raccolta della documentazione prodotta: materiali
del convegno; materiali degli incontri di programmazione e supervisione;
documentazione della sperimentazione effettuata con i bambini.
Realizzazione di una mostra di quanto prodotto nell’ambito del progetto.
Gli esiti del progetto sono stati presentati in occasione di vari incontri pubblici, tra cui la
“Biennalina” di Firenze (Primo salone internazionale dell’infanzia, nel novembre 2008,
occasione in cui è stata allestita la mostra dei lavori realizzati nell’ambito del progetto),
“Dire e fare - il salone della P.A. che funziona”, sempre a Firenze (novembre 2008; nel
cui ambito il progetto è stato premiato).
Prodotti realizzati
Portale / sito /
riferimenti web
Contatti
Pubblicazione “Educazione alla cura e contrasto degli stereotipi – Inizio di una
sperimentazione”, con gli interventi al convegno di apertura del progetto, una
parte descrittiva della supervisione delle sperimentazioni, la descrizione dei
singoli interventi negli asili nido e nelle scuole d’infanzia a cura delle
educatrici/insegnanti. La pubblicazione è disponibile in formato elettronico ai
seguenti link: http://progettotempo.comune.fi.it/materiale.htm
http://www.comune.fi.it/asilinido/pubblicazioni/stereotipi.htm
Sito web del progetto Equal “T.E.M.P.O.”, sezione “attività”
http://progettotempo.comune.fi.it/attivita.htm (con una scheda descrittiva del
progetto)
Comune di Firenze – Direzione Istruzione / Ufficio Tempi e Spazi; via Nicolodi 2,
50137 Firenze, tel. 055 2625846/7/8, fax 055 2625849, e-mail
[email protected], web www.comune.fi.it
16
TITOLO DEL PROGETTO
Identità di genere e condivisione del lavoro di cura – Formazione e sperimentazione
Soggetto/i
promotore/i
Periodo di
svolgimento
Paese/i
coinvolto/i
Professionisti
attivi nel
progetto
nei servizi dell’infanzia e nelle scuole
Consiglio delle Donne del Comune di Bergamo in collaborazione con Provincia di
Bergamo – Commissione Pari Opportunità – Assessorato Istruzione, Formazione
Lavoro, Assessorato Politiche Sociali, Comune di Bergamo, Istituzione Servizi alla
Persona
Ottobre 2007 / aprile 2008
Comune di Bergamo
•
•
•
Istituti
scolastici
coinvolti
•
•
•
•
•
•
Target
beneficiari
-
-
Esperte/i autorevoli a livello nazionale in materia di pari opportunità e
politiche di genere hanno gestito gli incontri formativi per le/gli insegnanti di
tutte le classi coinvolte nelle varie tipologie di scuole (scuole dell’infanzia,
scuole primarie, scuole secondarie inferiori e istituti secondari
superiori):Marina Piazza (sociologa), Letizia Lambertini (storica ed esperta di
studi di genere), Stefano Ciccone (biologo ed esperto di studi di genere), Barbara
Mapelli (docente di Pedagogia della differenza di genere presso l’Università di
Milano Bicocca).
Il lavoro con i bambini delle scuole per l’infanzia e primarie è stato condotto
direttamente dagli/dalle educatori/educatrici delle sezioni coinvolte;
Il lavoro con le studentesse e gli studenti delle scuole secondarie inferiori e
delle scuole secondarie superiori è stato condotto da animatori/ facilitatori
esterni
1 asilo nido (Archimede di Campagnola);
2 servizi per l’infanzia (Spazio per adulti e bambini Parco Locatelli;
Ludoteca Giocagulp) e 2 scuole per l’infanzia: Istituto Comprensivo F. Nullo
della scuola di via Bellini (Longuelo), sezioni Yellow e Orange e Scuola di
via Meucci (Loreto), sezioni Gialli, Rossi e Verdi;
3 scuole primarie, facenti parte di 2 istituti comprensivi (la scuola Diaz,
classe IV A e la scuola Rodari, classi IV A e B dell’Istituto Comprensivo
Rodari e la scuola Scuri, classi III A e B, dell’Istituto Comprensivo Savoia);
2 scuole secondarie inferiori facenti parte di altrettanti istituti comprensivi,
coinvolte solo nella fase di formazione: Istituto Comprensivo Mazzi/ scuola
secondaria di primo grado L. Lotto e Istituto Comprensivo Savoia / scuola
secondaria di primo grado Savoia;
2 scuole secondarie superiori: I.S.I.S. Romero di Albino (classi IVA Liceo
Socio-Psico-Pedagogico e II F Istituto Tecnico Commerciale) e Istituto
Maironi da Ponte di Presezzo (classi I ARI e I BRI);
1 Centro di formazione professionale, ABF – Azienda Bergamasca
Formazione, classe II E (operatore/trice cura estetica)
Beneficiari delle attività formative: 7 educatori ed educatrici dei servizi per
l’infanzia, 5 insegnanti di scuole per l’infanzia; 6 insegnanti di scuole
primarie, 6 insegnanti di scuole secondarie inferiori, 3 insegnanti di scuole
secondarie superiori, 2 insegnanti di istituto professionale;
Beneficiari dei laboratori scolastici: bambine e bambini, alunne e alunni,
studentesse e studenti di istituti scolastici di ogni ordine e grado. Di
particolare interesse la fascia di età della scuola d’infanzia, perché è in
questa fase della vita che bambine e bambini acquisiscono la percezione di
17
Descrizione
generale
Obiettivi
Azioni e
metodologia
sé e dell’identità sessuale, e strutturano i propri comportamenti.
Coinvolgimento attivo dei genitori per i percorsi rivolti alla fascia di età della
scuola d’infanzia e della scuola primaria;
- Altri soggetti interessati, la cittadinanza in generale, grazie alle iniziative di
diffusione delle attività progettuali.
Il progetto “Identità di genere e condivisione del lavoro di cura” è il secondo dei
due interventi promossi dall’amministrazione Comunale di Bergamo per
l’affermazione di una cultura della condivisione del lavoro di cura organizzati nel
progetto “Educare alla cura”: Il primo dei due interventi, intitolato “Il primo anno in
famiglia”, era finalizzato a sostenere la richiesta di congedi parentali da parte dei
genitori con figli sotto l’anno di età, grazie alla possibilità di ricevere da parte
dell’amministrazione comunale l’integrazione parziale per 6 mesi del reddito
mensile. Il secondo intervento, “Identità di genere e condivisione del lavoro di
cura”, si è invece concretizzato nell’azione sperimentale educativa all’interno delle
scuole territoriali di ogni ordine e grado sul tema degli stereotipi di genere, con
particolare attenzione, appunto, alla ripartizione del lavoro di cura.
Il progetto ha visto una fase iniziale di formazione dei/delle docenti, cui sono
seguiti i laboratori nelle classi, elencati e descritti nel volume elaborato a fine
progetto dagli attori coinvolti nelle attività.
Il progetto si è inserito nelle azioni di buone prassi intraprese dal Comune di
Bergamo per diffondere la cultura di genere e per promuovere il diritto delle donne
e degli uomini a una migliore qualità della vita, anche attraverso l’armonizzazione
del tempo di lavoro con quello dedicato alla famiglia e ai figli. Più nello specifico, il
progetto si proponeva di diffondere la cultura di genere fra ragazzi e ragazze sin
dalla prima infanzia e di formare educatrici ed educatori, al fine di stimolare una
riflessione sull’importanza di vivere in una comunità caratterizzata da relazioni
sociali che concepiscono la differenza come una risorsa da rispettare e coltivare.
L’obiettivo era mettere a punto un intervento trasferibile e riproducibile in altre
scuole del territorio.
Il progetto ha visto:
- una fase di formazione dei docenti (4 incontri di 4 ore ciascuno) sui temi
della concezione del lavoro di cura, della lotta agli stereotipi di genere,
dell’identità maschile e femminile e sul relativo ruolo degli/delle insegnanti ;
- un lavoro con i bambini e le bambine delle scuole d’infanzia, condotto in
prima persona dalle insegnanti delle sezioni coinvolte (per le insegnanti: 3
incontri di 3 ore di supervisione con esperto);
- un lavoro con le alunne e gli alunni delle scuole primarie, condotto in prima
persona dalle/ dagli insegnanti delle classi coinvolte (per le/gli insegnanti: 3
incontri di 2 ore di supervisione con esperto);
- un lavoro con le studentesse e gli studenti delle scuole secondarie inferiori,
condotto da due animatori/ facilitatori esterni (2 ore al mattino per 3 volte; e
per gli/le insegnanti: 3 incontri di 3 ore di supervisione con esperto);
- un lavoro con le studentesse e gli studenti delle scuole secondarie
superiori, condotto da due animatori/ facilitatori esterni (2 ore al mattino per
3 volte; e per gli/le insegnanti: 3 incontri di 3 ore di supervisione con
esperto);
- un lavoro con i genitori;
- un convegno di presentazione dell’esperienza in progress, intitolato
“Comincio a vedere cose mai viste… - Sperimentazione nei servizi
dell’infanzia e nelle scuole sull’identità di genere e la condivisione del lavoro
di cura”, che si è svolto il 16 maggio 2008, e una mostra, allestita nel
18
Prodotti
realizzati
Portale / sito /
riferimenti web
Contatti
contesto del convegno, in cui sono state esposte, tra le altre le opere
realizzate per il concorso creativo “Diversamente arte”, promosso da
Aretusa e a cui hanno partecipato alcune scuole della città e della provincia
di Bergamo sviluppando il tema delle differenze di genere.
Volume “Identità di genere e condivisione del lavoro di cura - Formazione e
sperimentazione nei servizi dell’infanzia e nelle scuole”, con una sintesi delle
esperienze svolte, gli interventi degli esperti che hanno curato la parte formativa e
una presentazione dettagliata del lavoro da parte delle educatrici e degli
insegnanti.
Il
volume
è
scaricabile
dal
link
http://www.provincia.bergamo.it/provpordocs/0804_lavoro_di_cura.pdf
Il testo integrale della presentazione del progetto è disponibile al link
http://www.bergamo.istruzione.lombardia.it/documenti07/n3_04_05_07.pdf
Consiglio delle donne di Bergamo, e-mail
segreteria.consigliereparità@provincia.bergamo.it
19
TITOLO DEL PROGETTO
Convegno “Genere e immaginario di genere nelle professioni educative e sociali”
Soggetto/i
promotore/i
Periodo di
svolgimento
Paese/i
coinvolto/i
Professionisti
attivi nel
progetto
Ufficio Servizio Giovani di lingua tedesca della Provincia Autonoma di Bolzano
cooperazione con la Facoltà di Scienze della Formazione (Università di Bolzano),
Ripartizione Politiche Sociali, l’Ufficio Orientamento scolastico e professionale,
Intendenze Scolastiche e gli Istituti Pedagogici, nonché l’Ufficio Servizio Giovani
lingua italiana della Provincia Autonoma di Bolzano.
Giovedì 25 ottobre 2007
in
la
le
di
Territorio della Provincia di Bolzano
Il convegno ha visto la partecipazione di autorevoli esperti/e e relatori/relatrici:
•
•
•
•
•
•
•
•
•
•
•
Anna Aluffi Pentini: Prof.ssa presso la Facoltà di Scienze della Formazione della
Terza Università di Roma
Armin Bernhard: Coordinatore scientifico del gruppo di lavoro „AKM - Arbeitskreis
Jungen- und Männerarbeit”
Lothar Böhnisch: Prof. di Pedagogia Sociale e Socializzazione delle età presso
l’Università Tecnica di Dresda e Prof. incaricato presso le Università di Zurigo, Graz,
Berlino, Bolzano; ricercatore di genere
Waltraud Klapfer: Consulente di orientamento a Bressanone e Vipiteno, Provincia
Autonoma di Bolzano
Gabriella Kustatscher, vicepresidente della Libera Università di Bolzano e docente
del corso "Scuola e differenze di genere" per il Corso di Laurea in Scienze della
Formazione Primaria presso la stessa Università
Walter Lorenz: Prof. di Sociologia applicata presso la Facoltà di Scienze della
Formazione, Università di Bolzano
Barbara Mapelli: Docente di Pedagogia delle differenze di genere presso la Facoltà
di scienze della formazione, Università degli studi di Milano Bicocca
Erika Pircher: Docente di Studi di genere presso la Facoltà di Scienze della
Formazione, Università di Bolzano; Sociologa & consulente nell’ambito delle
politiche del Gender Mainstreaming & Diversity
Johanna Plasinger: Direttrice dell’Ufficio Statistiche demografiche, Provincia
Autonoma di Bolzano
Alexa Seebacher: Consulente di orientamento a Bressanone, Provincia Autonoma di
Bolzano; supervisora
Moderatrici: Katia Tenti (Direttrice dell‘Ufficio Servizio Giovani della Provincia) e
Armin Bernhard (Arbeitskreis Männer- und Bubenarbeit – AKM)
Target
beneficiari
Studentesse/studenti e operatrici/ operatori del settore sociale ed educativo nonché
altri soggetti interessati.
Descrizione
generale
Maestra, educatrice, assistente sociale, sono professioni tipicamente femminili.
Quanti sono gli uomini nei servizi giovani o nelle professioni sociali? Quale influenza
ha il genere in tutte queste professioni? Ha realmente un peso e lo avrà anche in
futuro? Il convegno ha presentato, con l’ausilio di dati, la situazione attuale riguardo
la presenza di uomini e donne in queste professioni.
L’obiettivo del convegno è stato quello di analizzare il molteplice significato di una
così massiccia presenza di donne negli ambiti professionali socio-educativi. Si è
inteso inoltre evidenziare la suddivisione dei ruoli, dei compiti e l’influsso del genere
sui processi decisionali. Queste riflessioni dovrebbero permettere di ridimensionare
infine i vecchi modelli e di abbozzare nuovi scenari del lavoro socio-educativo,
tendendo pur sempre in considerazione sia l’organizzazione delle strutture, che il
Obiettivi
20
Azioni e
metodologia
confronto con le nuove generazioni. L’obiettivo finale di questo convegno è stato
quello di apportare un contributo alla rivalutazione delle professioni socio-educative.
La mattinata è stata dedicata agli interventi degli esperti, con l’analisi concreta della
presenza di donne e uomini nelle professioni socio – educative (con l’ausilio di dati)
e con la discussione delle conseguenze della socializzazione femminile e maschile
in riferimento alla scelta della professione e alla trasmissione dei ruoli già
dall’infanzia.
Nel pomeriggio, le/ i partecipanti hanno avuto la possibilità di approfondire questi
aspetti, sviluppando riflessioni critiche e prospettive future nei diversi workshop e
durante le discussioni sul tema, coordinati dagli/dalle esperti/e, che hanno trattato
vari temi:
• Questioni di genere in una dimensione interculturale;
•
•
•
•
•
Portale / sito /
riferimenti
web
Contatti
Quanto “maschio” deve essere un ragazzo e che tipo di lavoro educativo andrebbe
svolto con i ragazzi?
Più pedagogisti uomini? Implicazioni e conseguenze
Riflessioni sul proprio percorso formativo
Pratiche e culture femminili e maschili nel lavoro di cura. Le esperienze, i desideri
Che cosa significa l’ottica di genere nella propria pratica professionale?
Al link http://www.provincia.bz.it/aprov/giunta-provinciale/theiner/newstheiner.asp?redas=yes&aktuelles_action=300&aktuelles_image_id=295532 è
scaricabile la brochure con il programma dettagliato della giornata
Provincia Autonoma di Bolzano
Ufficio Servizio Giovani – Rip. 14 – Cultura tedesca e Famiglia
Via A.Hofer, 18 – I 39100 Bolzano
[email protected] – Tel. 0471 413370 – Fax 0471 412907
21
TITOLO DEL PROGETTO
Percorso Formativo sulla didattica di genere
Soggetto/i
promotore/i
Periodo di
svolgimento
Paese/i
coinvolto/i
Fonti di
finanziamento
Professionisti
attivi nel
progetto
Target
beneficiari
Provincia Autonoma di Bolzano / Sovraintendenza Scolastica – Formazione
Professionale – Istituto Pedagogico.
Il percorso è stato organizzato per 3 anni scolastici consecutivi:
2004 / 2005; 2005 / 2006 e 2006 / 2007.
Territorio della Provincia di Bolzano
Descrizione
generale
Il percorso formativo sulla didattica di genere ha la finalità generale di costruire un
modello di didattica orientata ai concetti di genere e di pari opportunità che,
attraverso l’istruzione e la formazione, aiuti a promuovere e diffondere una
consapevole visione dell’essere donna e, quindi, una valorizzazione delle differenze
di genere.
Nello specifico, gli obiettivi delle attività con le docenti (laboratorio / project work)
sono:
Definire cosa si intende per didattica di genere;
quali sono i suoi obiettivi;
quali sono le sue modalità esplicative.
Come costruire un modulo didattico in un’ottica di genere da internalizzare nelle
attività in classe:
secondo
quale
prospettiva
vanno
impostati
i
contenuti
(a)
sociale/storica/antropologia, b) psicologica/emozionale, altro…);
quali sono gli strumenti didattici da privilegiare (teatro, fiaba, musica, altro)
quali le metodologie didattiche da privilegiare.
Il percorso formativo si è articolato secondo modalità di erogazione della didattica
diverse.
• 24 ore di attività laboratoriale in cui ad input teorici si alternano momenti di
discussione
• 16 ore di elaborazione di un project work in cui sperimentare gli strumenti
emersi nell’attività laboratoriale.
Gabriella Kustatscher – [email protected]
Obiettivi
Azioni e
metodologia
Contatti
Fondi interni dell’Ente promotore.
Gabriella Kustatscher, responsabile del progetto, vicepresidente della Libera
Università di Bolzano e docente del corso "Scuola e differenze di genere" per il
Corso di Laurea in Scienze della Formazione Primaria presso la stessa Università.
Docenti di ogni ordine e grado, docenti della formazione professionale, docenti della
scuola per l’infanzia3
3
Come ha affermato la promotrice del progetto Gabriella Kustatscher, tra le varie tipologie di docenti, le educatrici
della scuola per l’infanzia si sono dimostrate le più interessate e coinvolte, per varie ragioni: accanto a una maggiore
curiosità per la tematica affrontata, perlopiù poco conosciuta, le educatrici delle scuole d’infanzia, meno sollecitate da
altre tipologie di proposte e richieste rispetto alle altre categorie di insegnanti, hanno dimostrato particolare interesse per
la costruzione di un progetto elaborato in un’ottica di genere durante l’anno scolastico. Particolarmente coinvolte le
cosiddette “maestre volanti”, ovvero quelle supplenti che, avendo modo di coprire le assenze delle insegnanti di ruolo
per brevi periodi di tempo ed esercitando dunque la propria professione in numerose scuole per l’infanzia, hanno una
visione globale del territorio.
22
TITOLO DEL PROGETTO
“Corso di educazione alla differenza di genere”
Soggetto/i
promotore/i
Periodo di
svolgimento
Paese/i
coinvolto/i
Fonti di
finanziamento
Professionisti
attivi nel progetto
Target beneficiari
Descrizione
generale
Obiettivi
Azioni e
metodologia
Prodotti realizzati
Portale / sito /
riferimenti web
Contatti
Commissione Pari Opportunità in collaborazione con l'Assessorato alle Politiche
Scolastiche del Comune di Carpi.
2005-2006
Territorio del Comune di Carpi
Fondi interni della Commissione P.O. e dell’Assessorato alle Politiche
Scolastiche del Comune di Carpi
Elisabetta Musi, pedagogista, Docente Pedagogia della Differenza di Genere Università Cattolica di Piacenza
Educatrici / educatori di nido e insegnanti della scuola d’infanzia e primaria
Corso di aggiornamento sul tema dell’educazione alla differenza di genere
seguito da alcune esperienze pratiche con genitori e bambini/e.
Obiettivo primario del corso è di portare alla luce le molteplici valenze dei vissuti
di cui ognuno è portatore, mettendo in risalto la non neutralità delle reti
relazionali educative allo scopo di favorire nei bambini e nelle bambine una
consapevolezza sempre più autentica di sé, sostenuta da un ascolto attento da
parte di genitori, educatori, insegnanti.
Corso di aggiornamento per operatori: il progetto si è articolato attraverso un
lavoro preliminare di riflessione critica sulla propria soggettività da parte di
educatrici e insegnanti. L'analisi si è progressivamente estesa alle implicazioni
filosofiche, antropologiche, sociologiche ed etiche contenute nel tema della
differenza, nel tentativo di cogliere l'origine della disparità e individuare nuovi
paradigmi concettuali con cui operare un cambiamento. A conclusione del
percorso sono state realizzate alcune esperienze didattiche con bambini e
bambine e di confronto con i genitori.
Il lavoro è confluito nel volume di E. Musi, “Non è sempre la solita storia...
Interrogare la tradizione per dar voce alla differenza di genere nelle pratiche
educative", edito da Franco Angeli. L'opera è articolata in tre parti: una prima,
introduttiva, basata sui presupposti teorici e sui fondamenti scientifici; una
seconda tesa a contestualizzare il problema tra storia e filosofia; e infine una
terza più pedagogica in cui si tracciano le linee guida di una didattica sensibile
alle differenze. Il libro ha raccolto anche alcune esperienze pratiche messe in
campo nelle scuole di Carpi con gli alunni e con i genitori. La pubblicazione vede
come interlocutori privilegiati gli insegnanti di Nido, scuola d'infanzia e scuola
elementare che ogni giorno sono chiamati ad aiutare i bambini e le bambine a
maturare una loro identità, al di là dei luoghi comuni e degli stereotipi4 .
Sito Ufficiale dell’Amministrazione Comunale di Carpi
www.carpidiem.it
Comune di Carpi
Commissione Pari Opportunità
Corso A. Pio, 91 - 2° piano - 41012 Carpi
Referenti: Nadia Minichiello - segreteria della commissione
4
Fonte: “Voce – Settimanale di attualità, cultura e sport” del 20 marzo 2008. La scheda del libro è disponibile nel sito
della
casa
editrice
Franco
Angeli,
al
link
http://www.francoangeli.it/ricerca/Scheda_Libro.asp?ID=15855&Tipo=Libro&titolo=Non+e+sempre+la+solita+storia
%2E+Interrogare+la+tradizione%2C+dar+voce+alla+differenza+di+genere+nelle+pratiche+educative.
23
Tel: 059.649.238 / 059.649.218
Fax: 059.649.200
[email protected]
Settore Servizi Educativi e scolastici dell’Unione Terre d’Argine
Area sviluppo, organizzazione e gestione delle attività educative e didattiche
Corso A. Pio, 91 – Carpi Tel: 059 649722
e-mail [email protected]
24
TITOLO DEL PROGETTO
"Cappuccetto Rosso va nel bosco. Stereotipi di genere e modelli educativi nel
nido d’infanzia"
Soggetto/i
promotore/i
Periodo di
svolgimento
Paese/i
coinvolto/i
Professionisti
attivi nel progetto
Istituti Scolastici
coinvolti
Target beneficiari
Descrizione
generale
Obiettivi
Azioni e
metodologia
Città di Torino – Divisione Servizi Educativi – Settore Servizi per l’Infanzia in
collaborazione con il Settore Pari Opportunità e Politiche di Genere.
Anno scolastico 2005 / 2006 (primo incontro: ottobre 2005 – ultimo incontro:
aprile 2006)
Città di Torino
Progetto redatto e realizzato dalla storica e studiosa femminista Ferdinanda
Vigliani del Centro Studi e Documentazione Pensiero Femminile, già
collaboratrice della Città di Torino nell’ambito del progetto “Quante donne puoi
diventare?” (cfr. la relativa scheda progettuale, pp. 33-36)
Tutti i 42 nidi della città, suddivisi per aree geografiche (Nord Est e Sud Ovest
della città)
Educatrici ed educatori dei nidi della Città di Torino (max 25 persone per
ciascuno dei 4 modulo formativi realizzati)
Corso di formazione rivolto alle educatrici e agli educatori dei nidi d'infanzia,
finalizzato a consentire una riflessione sugli stereotipi sessisti e di genere sulla
base dell’analisi delle fiabe, degli albi illustrati, dei giocattoli “per bambini” e “per
bambine” grazie a un approccio basato sull’autobiografia.
Riconoscere e avere consapevolezza degli stereotipi e pregiudizi di
genere: mettere in luce gli stereotipi non significa abolirli, ma leggerli
consapevolmente e, nel farlo, trasmettere strumenti critici e libertà di
interpretazione della realtà;
Analizzare i modelli educativi nell’ottica di genere;
Comunicare individualmente e in gruppo nell’ottica delle differenze di
genere.
La metodologia proposta si è basata su brevi momenti frontali, attività interattive
e creative, riflessione di gruppo a partire da “sé”.
Il percorso ha previsto 4 moduli rivolti a 4 gruppi diversi di educatrici dei nidi
cittadini. Ogni modulo è strutturato su 4 incontri di 3 ore ciascuno (per un totale
di 12 ore) con i seguenti contenuti:
Attività in generale:
analisi dei modelli di femminilità di riferimento, visti in una prospettiva
storica;
ripercorrere i ricordi antichi dell’umanità, riconoscibili nelle fiabe e nella
tradizione orale, per individuare modelli di identificazione di genere alternativi a
quelli classici;
Attività nel dettaglio:
1° incontro
lezione frontale introduttiva (Powerpoint) su stereotipi di genere e
passaggio dal mondo delle dee madri al patriarcato;
esame interattivo di due storie molto famose: il mito di Demetra e Core e
la fiaba di Cappuccetto Rosso;
Struttura della fiaba. Fiabe a confronto e messa alla prova dello schema
25
strutturale. Rilevazione della minore presenza di stereotipi di genere nelle fiabe
tradizionali rispetto ai racconti per l’infanzia “moderni”:
Discussione e riferimento alle esperienze personali
2° incontro
Esame critico di un certo numero di albi illustrati per lettori da 0 a 6 anni e
individuazione di stereotipi;
Come anche gli albi che contengono stereotipi possono essere utilizzati,
se fanno sorgere degli interrogativi e sollecitano la riflessione. Discussione e
proposte;
3° incontro
Esame critico dei cataloghi di giocattoli per bambini e bambine da 0 a 6
anni: chi gioca con che cosa? L’esperienza delle insegnanti ci dice che la
retorica della bambola e del pallone fino ad una certa età lascia indifferenti i
bambini e le bambine, che scambiano i giochi senza fare caso alla destinazione
di genere. Ma se sono gli adulti a incoraggiare precocemente le differenze,
questo atteggiamento, almeno nella scuola può essere cambiato;
Entriamo nella stanza dei giochi: esame critico dei giochi “di genere”;
Il papà (o il maestro) nella stanza dei giochi: l’educazione non è un affare
di esclusiva competenza femminile. Discussione e proposte.
4° incontro
Raccontiamo una fiaba “militante” dalla parte delle bambine;
Come animare un gioco di fabulazione;
Conclusioni e spunti per la didattica
Portale / sito /
riferimenti web
Contatti
Città di Torino, Divisione Servizi Educativi
http://www.comune.torino.it/formazioneescuola/guida/
Referente:
Anna Gonella
Settore Pari Opportunità e Politiche di Genere
Via Bazzi, 4 - 10152 Torino
Telefono: 0114427492 - fax 0114427495
26
TITOLO DEL PROGETTO
“E tu, a cosa giochi? – A quoi joues tu?”
Soggetto/i
promotore/i
Periodo di
svolgimento
Paese/i coinvolto/i
Fonti di
finanziamento
Professionisti
attivi nel progetto
Istituti scolastici
coinvolti
Target beneficiari
Descrizione
generale
Obiettivi
Federazione Internazionale dei CEMEA (Centri di Esercitazione ai
Metodi dell’Educazione Attiva), le reti dei CEMEA del Belgio, di Francia e
d'Italia in collaborazione con le associazioni “Économie plurielle” ed
“Égalitère”, organismi di ricerca e di sperimentazione del ruolo delle pari
opportunità nelle diverse situazioni sociali, economiche, educative. La
rete europea dei CEMEA (Germania, Spagna, Grecia, Portogallo,
Svizzera, Ungheria, Lituania, Polonia, Romania, Repubblica Ceca) è
stata coinvolta per partecipare ad alcune tappe del progetto.
Dicembre 2004 / marzo 2006
Belgio, Francia Italia con la partecipazione di Germania, Spagna, Grecia,
Portogallo, Svizzera, Ungheria, Lituania, Polonia, Romania, Repubblica
Ceca (altri paesi coinvolti nella rete europea CEMEA).
Il progetto è stato realizzato con il sostegno della Commissione Europea,
Quinto Programma Comunitario per le Pari Opportunità tra le Donne e gli
Uomini
Diverse professionalità (esperti ed esperte in formazione alle pari
opportunità e di analisi delle differenze di genere) hanno collaborato alle
azioni progettuali, allo scopo di rilanciare la consapevolezza del ruolo
educativo degli adulti sin dalla prima infanzia per la comprensione dei
fenomeni di ineguaglianza legati agli stereotipi sessuali.
Sul territorio di Torino (sede di CEMEA Piemonte) sono state realizzate
alcune sperimentazioni dei contenuti elaborati dai gruppi di lavoro
presso:
- la Ludoteca “Il Drago Volante” della Città di Torino
- il Punto Gioco “La Filastrocca” gestita dal Cemea per il Comune di
Torino (legge 285/97);
- il soggiorno “Cascina Neri” di Ceresole d’Alba che accoglieva i bambini
del Circolo Ricreativo della Città di Torino
I beneficiari del progetto erano gli educatori e le educatrici all’infanzia e,
di riflesso, i bambini e le bambine della fascia d’età interessata (0-6
anni); beneficiari delle azioni sperimentali sono stati i bambini e le
bambine delle strutture educative coinvolte.
Questo progetto internazionale consisteva in un lavoro di contrasto agli
stereotipi di genere e ai ruoli sociali sessuati, affrontando la problematica
a partire dalla costruzione dell’identità sessuale e sociale dei bambini e
delle bambine. Tale progetto si è concretizzato sviluppando la possibilità
di un confronto critico tra i diversi attori educativi a contatto con bambini
e le bambine della prima infanzia.
Il progetto ha previsto pertanto una costruzione condivisa di strumenti e
sequenze pedagogiche finalizzate a decostruire gli stereotipi sessuali per
costruire eguaglianza e pari opportunità tra uomini e donne assieme ai
formatori e formatrici e ai professionisti della prima infanzia.
Obiettivo generale del progetto era integrare la decostruzione degli
stereotipi e dei ruoli sociali sessuati nei programmi di formazione per il
personale educativo della prima infanzia, una questione centrale ed
essenziale nella costruzione dell’identità sociale e sessuata dei bambini
e delle bambine (specie tra 0 e 6 anni).
27
Azioni e
metodologia
Gli obiettivi specifici del progetto erano:
1. l’identificazione degli stereotipi sessuali veicolati dall’ambiente:
genitori, educatori, media, libri, giocattoli, ecc.;
2. la costruzione di strumenti che permettessero di comprendere e di
modificare gli stereotipi sessuali;
3. comprendere e valorizzare il ruolo educativo degli adulti nella
decostruzione dei ruoli sociali connessi alle ineguaglianze
sessuali;
4. partecipare alla costruzione di una pedagogia non sessista, per
una co-educazione dell’eguaglianza;
5. elaborare esperienze di formazione per tutti gi attori della prima
infanzia.
L’obiettivo di concepire ed elaborare una cultura comune e condivisa
dell’eguaglianza tra uomini e donne con la collaborazione dei vari attori
interessati (responsabili pedagogici e amministrativi degli enti di
formazione per le tipologie di operatori coinvolti, formatori e formatrici di
questi stessi percorsi formativi, educatori - professionali e non - delle
diverse strutture rivolte alla prima infanzia) si è perseguito grazie a:
- un partenariato sviluppato tra una rete europea d’organismi di
educazione popolare che partecipano, a titolo diverso, alla
formazione continua degli operatori della prima infanzia e con
organismi di economia sociale e solidale, con esperti della
costruzione di processi di eguaglianza tra uomo e donna;
- una condivisione dei saperi partendo dai diversi contesti e
situazioni sociali d’ineguaglianza tra uomo e donna, bambini e
bambine oggi, considerando le problematiche a cui devono far
fronte i diversi attori del settore della prima infanzia e
confrontando le diverse modalità di gestione di tali situazioni
d’ineguaglianza;
- “ateliers di scambio” di pratiche professionali e sociali tra i
responsabili, formatori e formatrici, professionisti della prima
infanzia, operatori del settore.
Il lavoro si è snodato con una sua architettura ben definita, che si è articolata
nelle seguenti azioni:
1. Organizzare un modulo di sensibilizzazione sull’analisi degli stereotipi
sessuali e sui ruoli sociali sessuati rivolto agli operatori coinvolti nel
progetto (dimensione transnazionale);
2. prolungare tale analisi nei diversi siti individuati (dimensione locale –
nazionale);
3. definire lo stato dell’arte: lessico, vocabolario, concetti, contesti, dati su
bambini e bambine, sulle professioni della prima infanzia, sugli aspetti
legislativi, ecc.;
4. definire delle sperimentazioni sul campo (che in Piemonte si sono
concretizzate nelle strutture educative elencate nella casella “Istituti
scolastici coinvolti”);
5. rielaborare le esperienze tenendo conto dei territori e delle loro
specificità culturali e delle loro risorse;
6. definire un quadro di “buone pratiche” finalizzate a diffondere le analisi
e le proposte costruire in materia di pari opportunità e di costruzione
dell’eguaglianza tra uomini e donne, tra bambini e bambine.
Il progetto si è concluso il 16 e 17 marzo 2006 con un seminario
internazionale al Parlamento di Strasburgo, e con alcune proposte di
28
Prodotti realizzati
sviluppo per l’anno successivo (il 2007), sul doppio versante della
formazione specificatamente rivolta al personale dei nidi, delle scuole
materne e del primo ciclo della scuola elementare da un lato, e, dal’altra
parte, di un’apertura al pubblico più vasto e ai soggetti interessati in
generale, come momento di sensibilizzazione finalizzato a coinvolgere
diversi organismi istituzionali e associativi (nell’ambito di queste azioni il
23-25 marzo 2007 a Torino si è svolto un seminario nazionale)
È stato realizzato un Cd – Rom con tutti i materiali prodotti, scaricabile
dal
sito
di
progetto
al
link
http://www.cemea.asso.fr/aquoijouestu/it/storia/storia.htm.“Inventarsi
altrimenti”, una storia raccontata, guida i naviganti nel cammino di
comprensione della decostruzione sociale dell’identità sessuale. È una storia
che ci conduce in un paese dove la possibilità di liberarsi da ruoli socialmente
determinati è condizione per una sorta “autodisvelamento”, in tutta la potenza
creativa della nostra unicità. Le parole della storia sono come dei rinvii alle
risorse che ci hanno permesso di elaborare e reinterrogare le nostre pratiche
educative . Il CD-Rom contiene infatti:
- Testi di riferimento realizzati da ricercatori-trici, pedagogisti, istituzioni;
Apporti di riflessione e di dibattito in forma di un glossario;
- Strumenti pedagogici concepiti e sperimentati durante lo svolgersi del
progetto;
- Bibliografie mirate e commentate per continuare l’autoformazione;
- Dati comparativi sul settore professionale della prima infanzia in Belgio,
Italia e Francia.
Portale / sito /
riferimenti web
Contatti
È stato inoltre prodotto un Dvd con una scelta di film sul tema della
costruzione della differenza di genere nei bambini.
In Francia, infine, sono stati pubblicati diversi studi a cura dei membri del
progetto e nel mese di giugno 2006 è stato pubblicato un dossier sulla
rivista “École”.
Portale del progetto: http://www.cemea.asso.fr/aquoijouestu/index.htm.
Una presentazione completa del progetto è presente anche al link
http://www.piemonte.cemea.it/progetti_intern/pdf/gioco_pres.pdf
La lista completa dei contatti dei referenti CEMEA è disponibile al link
http://www.cemea.asso.fr/aquoijouestu/contact.htm. Per il Per il CEMEA
del Piemonte: Indirizzo CEMEA PIEMONTE Via Sacchi, 26 10128
Torino. Referente Stefano Vitale, e-mail
[email protected]
29
TITOLO DEL PROGETTO
“Chi lavora in casa tua?
Campagna di sensibilizzazione sul lavoro di cura - Un progetto educativo nelle scuole
di Arezzo”
Soggetto/i
promotore/i
Periodo di
svolgimento
Paese/i
coinvolto/i
Fonti di
finanziamento
Professionisti
attivi nel
progetto
Provincia di Arezzo – Assessorato alle Pari Opportunità con Assessorato
all’Istruzione e Consigliera di Parità
2004 / 2005
Territorio della provincia di Arezzo
La Regione Toscana ha finanziato l’attività in oggetto per il piano biennale 2004 –
2005. Ciò è conseguenza dell’approvazione, nell’anno 2003, dell’accordo di
programma denominato "Toscana Sociale - Linea Armonizzazione dei tempi delle
città", che sostanzialmente aveva recepito la proposta presentata dalla Provincia di
Arezzo, identificata quale "Progetto per la conoscenza, la diffusione, l'applicazione
della Legge 53/2000".
• Esperti autorevoli a livello nazionale in materia di pari opportunità e politiche
di genere hanno gestito gli incontri formativi per le/gli insegnanti di tutte le
classi coinvolte nelle varie tipologie di scuole (nidi, scuole dell’infanzia, istituti
superiori):Marina Piazza (sociologa e coordinatrice del progetto), Letizia Lambertini
•
•
(storica ed esperta di studi di genere), Stefano Ciccone (biologo ed esperto di studi
di genere), Barbara Mapelli (docente di Pedagogia della differenza di genere presso
l’Università di Milano Bicocca).
Il lavoro con i bambini delle scuole per l’infanzia è stato condotto
direttamente dagli/dalle educatori ed educatrici delle sezioni coinvolte;
Il lavoro con le studentesse e gli studenti delle scuole superiori è stato
condotto da animatori esterni: Alessandra Campani (Dottoressa in Filosofia e
Formatrice) e Gabriele Pinto (Psicologo, Psicoterapeuta e Analista Transazionale)
Istituti
scolastici
coinvolti
•
•
•
Target
beneficiari
•
•
2 sezioni di nido (ultimo anno): Nido “Peter Pan” e Mininido “Girotondo”
2 sezioni di scuole dell’infanzia: Direzione Didattica III circolo (Plesso
Fonterosa) – Sezione 3 anni e scuola “G.Rodari”;
Scuole superiori –: classe III Orafi dell'Istituto d’Istruzione Superiore “Piero
della Francesca”; classe IV AT dell'Istituto Statale per l’Industria e
l’Artigianato “Margaritone / G. Vasari”; classe IV G del Liceo Scientifico “F.
Redi”. Sono state coinvolte solo queste tre classi del capoluogo per
permettere a tutti gli operatori coinvolti uno scambio continuo, consentendo
loro di mettere a punto quei modelli di sperimentazione che potranno poi
essere adottati su più larga scala.
La fascia d’età della scuola dell’infanzia, di particolare interesse perché è in
questa fase della vita che bambine e bambini acquisiscono la percezione di
sé e dell’identità sessuale, e strutturano i propri comportamenti.
Fondamentale è, in questa età, la "costruzione del modello". Beneficiari
dell’azione sono gli educatori e le educatrici, i bambini e le bambine (quelli
delle scuole d’infanzia sono stati coinvolti direttamente) e i loro genitori
(l’attività di animazione sugli stereotipi di genere è stata rivolta anche a loro,
con particolare attenzione alla fascia dei nidi –. Hanno partecipato alla
sperimentazione anche genitori immigrati -);
Gli allievi dei primi tre anni delle scuole secondarie superiori, perché è in
questa fase della vita che le differenze tra il genere femminile e il genere
30
Descrizione
generale
Obiettivi
Azioni e
metodologia
Prodotti
realizzati
maschile si accentuano e si fanno più profonde e si è più facilmente vittime di
condizionamenti dettati da stereotipi sociali e culturali;
• Altri soggetti interessati, la cittadinanza in generale.
Il progetto consiste in una campagna di educazione al lavoro di cura rivolta a
bambini e ragazzi realizzata (in via sperimentale) in alcuni istituti superiori, nidi e
scuole dell’infanzia del capoluogo toscano. La campagna fa parte del “Progetto
provinciale per la conoscenza, la diffusione e l’applicazione della Legge 53/2000 Disposizioni per il sostegno della paternità e maternità, per il diritto alla cura e alla
formazione e per il coordinamento dei tempi delle città" su cui la Provincia di Arezzo
lavorava da anni, promosso dalla Provincia stessa; in essa rientra anche il servizio
sperimentale "Liberatempo"5, riservato ai dipendenti dell'Amministrazione.
Il progetto si è articolato in varie fasi:
- una fase di formazione dei /delle docenti
- il lavoro con i bambini delle scuole dell’infanzia;
- nel lavoro con le studentesse e gli studenti delle scuole superiori.
Il progetto si proponeva di favorire un’azione educativa finalizzata a superare la
"tradizionale" divisione dei ruoli tra uomini e donne nei compiti quotidiani di cura e
lavoro domestico, e quindi abbattere uno dei più diffusi "stereotipi di genere".
L’obiettivo era mettere a punto un intervento trasferibile e riproducibile in altre
scuole del territorio.
Nei servizi di nido e di scuola per l'infanzia, gli ambiti di sperimentazione individuati
dal progetto come essenziali a una "educazione di genere" (ambiti che il progetto
mirava a rendere modelli riproponibili e generalizzabili in tutti i servizi per l’infanzia)
sono stati:
• la formazione del personale, centrata sia sull’acquisizione di conoscenze che
sull'osservazione, documentazione e riflessione attiva intorno al pensiero e
ai comportamenti dei bambini e degli adulti;
• la relazione con le famiglie, coinvolte sia in specifiche fasi della formazione
che nell’analisi del materiale di documentazione prodotto nel servizio;
• il lavoro con i bambini, inteso come attività proposte, organizzazione
dell’ambiente e offerta di materiali, atteggiamenti degli adulti e qualità della
relazione interpersonale.
Il lavoro realizzato con i ragazzi - non attraverso "lezioni cattedratiche", ma grazie a
una forte interazione con la metodologia del focus group – ha avuto l’obiettivo di
fare esprimere ragazzi e ragazze sulle rappresentazioni di sé in quanto uomini e
donne e sulla loro vicinanza/lontananza dal senso comune e dalle rappresentazioni
sociali generali, per aiutarli a scalzare gli stereotipi legati al lavoro di cura (“lavoro
inutile”, “lavoro invisibile”, “lavoro solo per le donne”, ecc.).
La campagna ha puntato anche a un forte coinvolgimento dell'opinione pubblica: il
progetto è stato oggetto di un convegno di presentazione, che ha avuto luogo ad
Arezzo il 29 ottobre 2004 e si è concluso il 10 maggio 2005 con un incontro di
chiusura intitolato “Chi lavora in casa tua? Campagna di sensibilizzazione per il
lavoro di cura. Progetto per la conoscenza, la diffusione, l’applicazione della Legge
53/2000”
• Volume "Chi lavora in casa tua? Campagna di sensibilizzazione per il lavoro
di cura. Progetto per la conoscenza, la diffusione, l’applicazione della Legge
53/2000 " con abstract degli interventi alla giornata del 10 maggio 2005,
5
Approfondimenti sul progetto al link http://www.provincia.arezzo.it/Istruzione/Pari_opportunita/Archivio/19-022005/Liberatempo.htm.
31
Portale / sito /
riferimenti
web
Contatti
scritti degli esperti e delle esperte coinvolti/e nel progetto, e parte dei
materiali prodotti dalle scuole coinvolte nel progetto. Il volume si può
scaricare in formato elettronico dal sito web
http://www.didonne.it/progetti/plusdatore/chi%20lavora%20in%20casa%20tua.pd
f
• Mostra, allestita da Stefano Ferrari, con gli elaborati degli studenti e delle
studentesse che hanno partecipato al progetto e inaugurata lo stesso 10
maggio
2005
e
consultabile
on-line
al
sito
http://www.didonne.it/mostra_chi_lavora.asp?mn=im&st=im3 .
Per approfondimenti sito web
http://www.provincia.arezzo.it/Istruzione/Pari_opportunita/Archivio/19-02-2005/1902-2005.htm
Centro Pari Opportunità e della Consigliera di Parità della Provincia di Arezzo,
Piazzetta delle Logge del Grano 52100 Arezzo, tel. 0575.3018, fax 0575.324803, email [email protected]
Informazioni sul progetto: Alessandra Nocciolini e-mail:
[email protected] , tel. 0575-301824. / [email protected]
32
TITOLO DEL PROGETTO
“Quante donne puoi diventare? Nuovi modelli per bambine e bambini nelle scuole di
6
Torino”
Soggetto/i
promotore/i
Periodo di
svolgimento
Paese/i
coinvolto/i
Fonti di
finanziamento
Professionisti
attivi nel progetto
Target beneficiari
Descrizione
generale
Obiettivi
Città di Torino, Assessorato al Sistema Educativo e alle Politiche di Pari
Opportunità, Settore Pari Opportunità e Politiche di Genere (soggetto capofila)
con la collaborazione di altri soggetti: Association Européenne Du Côté Des
Filles - Centro Studi e Documentazione Pensiero Femminile - Poliedra progetti
integrati - Biblioteche Civiche Torinesi
08/05/2003 - 07/05/2004
Città di Torino
POR 2000-2006 – Misura E1 della Regione Piemonte
Il progetto è stato coordinato e realizzato nelle sue attività da personale esperto
in politiche di genere e Pari Opportunità. Le traduzioni dal francese dei racconti
inediti di Adela Turin realizzati ad hoc per il progetto e della “Guida alla
decifrazione” (per la cui descrizione si rimanda alla sezione “prodotti realizzati”
della presente scheda) sono a cura dalla storica e filosofa femminista
Ferdinanda Vigliani del Centro Studi e Documentazione Pensiero Femminile.
390 soggetti, tra allievi di istituti di illustrazione, insegnanti scuole elementari,
bibliotecari, editori, sono beneficiari intermedi delle attività progettuali.
Beneficiari diretti sono tutti i bambini da 0 a 10 anni, ovvero la fascia di età
interessata dagli albi presi in esame.
Più in generale, il progetto mirava a sensibilizzare l’intera opinione pubblica,
grazie agli incontri per la diffusione dei risultati delle azioni e alla pubblicazione
dei materiali prodotti.
Nell’ambito di una politica fortemente orientata al gender mainstreaming in tutti
gli ambiti educativi, la Città di Torino (già firmataria della Carta delle città
educative, componente dell’Associazione Internazionale delle Città Educative e
del relativo comitato esecutivo) si è fatta promotrice del progetto, con
l’Assessorato al Sistema Educativo e alle Politiche di Pari Opportunità.
Inserendosi in questo contesto, la proposta progettuale “Quante donne puoi
diventare?” mirava a rimuovere le discriminazioni di genere nell’educazione
attraverso il superamento degli stereotipi che condizionano lo sviluppo
dell’identità di genere con ripercussioni sulle scelte scolastiche e professionali
future.
Il tutto con un’attenzione particolare al settore dell’editoria infantile e nella
fattispecie agli albi illustrati i quali, pur fortemente caratterizzati in maniera
sessista, costituiscono nella nostra società il veicolo principale dei modelli
sessuati socialmente accettati nell’età infantile.
Obiettivo del progetto è trasferire una buona prassi sviluppata dall'associazione
francese Du Côté Des Filles (il progetto “Attention, album,!” descritto
6
Alcune sezioni di questa scheda sono state compilate consultando una descrizione dettagliata del progetto disponibile
al
link
http://www.regione.piemonte.it/lavoro/cd_pariopp/data/mat/bp/REPERTORI_INTEGRARE/2002/QUANTE_DONNE
%20-%20comune%20di%20torino.doc; tale scheda fa parte del Repertorio dei Progetti di Pari Opportunità Finanziati in
Piemonte attraverso il POR 2000-2006 - Misura E1.
33
approfonditamente nella relativa scheda progettuale, pp. 42-43.), volta ad analizzare
Azioni e
metodologia
gli albi illustrati in quanto veicolo principale dei modelli sessuati socialmente
accettati, e insegnare agli adulti (insegnanti, bibliotecari e genitori) a decodificare
le immagini simboliche della famiglia e della società proposte dagli albi illustrati.
Più nello specifico, il progetto mirava a :
• Fornire a insegnanti, bibliotecari, studiosi, disegnatori, autori, editori, librai
un codice di lettura dei principali stereotipi sessisti contenuti negli albi
illustrati.
• Fornire a insegnanti, bibliotecari, studiosi, disegnatori, autori, editori, librai
strumenti informativi che propongano modelli culturali e professionali
alternativi a quelli esistenti.
• Introdurre, attraverso una serie di incontri seminario, la variabile di genere
nella formazione degli insegnanti, dei bibliotecari e dei librai che
affrontano la scelta e l’utilizzo di albi illustrati in classe e nelle biblioteche.
• Ideare uno strumento di narrazione che valorizzi e non neutralizzi la
diversità culturale e la specificità delle bambine e dei bambini.
• Promuovere e trasferire, sia in ingresso che in uscita, una buona prassi in
un altro contesto arricchendola e adattandola alle esigenze educative
della città di Torino. Il fine è quello di sensibilizzare l’opinione pubblica
sull’importanza di educare alle tematiche di genere i bambini e le bambine
sin dai primi anni di istruzione scolastica.
Il progetto ha visto la partecipazione attiva di tutti i partner, che ne hanno
realizzato le varie attività secondo le rispettive competenze:
•
•
•
•
La Città di Torino - Divisione servizi educativi - Settore pari opportunità e
politiche di genere, capofila del progetto, ha definito le motivazioni e le
finalità del progetto rispetto alle esigenze del territorio di concerto con i
partner, ha operato il coordinamento istituzionale della rete dei partner e
infine ha validato le modalità di svolgimento e la congruità delle azioni
coerentemente alle attività previste.
L'Assessorato al Sistema Educativo e alle Politiche di Pari Opportunità,
istituzione di parità del progetto "Quante donne puoi diventare?", ha
definito - in accordo con il capofila - gli obiettivi e le modalità di
realizzazione del progetto, in base alle priorità di Pari Opportunità tra
donne e uomini registrate sul territorio.
L'Association Européenne Du Côté Des Filles ha per prima affrontato i
temi del progetto "Quante donne puoi diventare" e vanta la "maternità"
intellettuale del progetto (ricerca, realizzazione di uno strumento di
formazione per gli insegnanti, realizzazione dei tre racconti destinati ai
bambini/e). L'Associazione ha provveduto inoltre a elaborare la griglia che
ha permesso di analizzare gli album illustrati e le immagini che sono state
utilizzate nella ricerca sui bambini e le bambine , provvedendo a formare
le persone che l'hanno realizzata. Ha inoltre fornito i testi e le illustrazioni
dei tre racconti dei quali possiede il ©.
Il Centro Studi e Documentazione Pensiero Femminile ha curato due
ricerche sul campo: la prima costituita da 204 interviste qualitative a
bambine e bambini di età compresa tra i sette e i dieci anni, la seconda
dall'analisi di 516 albi illustrati per lettori da zero a dieci anni. Entrambe le
ricerche miravano alla decodifica degli stereotipi sessisti contenuti nella
letteratura per l'infanzia e spesso impliciti nei messaggi che i bambini
assorbono dall'ambiente attraverso le immagini.
34
•
•
•
Prodotti realizzati
Portale / sito /
riferimenti web
Ferdinanda Vigliani ha inoltre curato la traduzione dal francese dei tre racconti
inediti di Adela Turin e della Guida alla decifrazione, pubblicati dal progetto.
Le Biblioteche Civiche Torinesi si sono occupate di fornire gli albi e i libri
illustrati ai ricercatori del Centro Studi e Documentazione Pensiero
Femminile, per l'analisi degli stessi e la relativa decifrazione degli
stereotipi di genere. Alcune delle interviste a bambine e bambini, previste
dal progetto, sono state possibili grazie al contatto, da parte delle
bibliotecarie, di utenti delle biblioteche civiche "Carluccio" e "Falchera".
Infine La Biblioteca civica "Geisser" è stata la sede degli incontri di
aggiornamento sui risultati della ricerca riservati a bibliotecari, insegnanti,
editori e librai.7
Poliedra progetti integrati ha realizzato la progettazione e si è occupata
della gestione del progetto; inoltre, ha fornito la segreteria organizzativa
per gli incontri seminario, ha partecipato alla realizzazione delle pagine
web e del CD-Rom e ha organizzato la presentazione dei risultati alla
Fiera del libro per ragazzi di Bologna 2004 (il 16 aprile 2004).
Al termine del progetto (il 14 aprile 2004) è stato inoltre organizzato un convegno
finale per la presentazione dei relativi risultati.
• “Guida alla decifrazione degli stereotipi di genere negli albi illustrati", che
fa una panoramica sull'evoluzione delle immagini destinate ai/alle
bambini/e negli ultimi 100 anni e mira a fornire agli adulti (autori, editori,
insegnanti, bibliotecari, genitori) degli strumenti per cogliere negli albi per
ragazzi/e attualmente in commercio la presenza di stereotipi sessisti e di
comprenderne il significato.
• Ricerca “Analisi degli stereotipi di genere nella percezione di bambine e
bambini e negli albi illustrati”, per un’analisi degli albi stessi da un lato e la
percezione del valore simbolico delle immagini e il grado di
interiorizzazione da parte dei bambini dall’altro; la ricerca comprende
l’analisi delle interviste, l’esame degli albi e le tavole di frequenza con dati
statistici sulle risposte.
• Approfondimenti: tre 3 racconti ("La giubba rattoppata", "Yasmine", "Il
gomitolo bianco") le cui protagoniste sono delle bambine e delle donne e
che trattano, sotto forme diverse, il tema della conquista dell'autonomia
attraverso il lavoro. Il loro scopo è fornire agli insegnanti delle scuole
elementari alcuni spunti per intavolare con le loro allieve un dialogo sul
loro futuro professionale, ribaltando le logiche stereotipate. È stata
prodotta anche una guida alla lettura delle 3 storie.
• Il sito web http://www.comune.torino.it/quantedonne/index.htm e un CDRom con i prodotti.
La guida alla decifrazione, la ricerca, i racconti e la relativa guida alla lettura
sono
scaricabili
in
formato
digitale
dalla
pagina
web
http://www.comune.torino.it/quantedonne/strumenti.htm.
http://www.comune.torino.it/quantedonne/index.htm
7
Va sottolineata la pubblicazione, nell’anno 2007 “Anno Europeo per le Pari Opportunità per tutti”, di una esaustiva
bibliografia sulla “Narrativa a tematica di genere per l’infanzia e l’adolescenza”, a cura della Città di Torino – Settore
Pari Opportunità e Politiche di Genere e delle Biblioteche Civiche Torinesi e scaricabile al link
http://www.comune.torino.it/cultura/biblioteche/ricerche_cataloghi/pdf/bibliografie/narrativatemgenere.pdf.
35
Contatti
Poliedra progetti Integrati SpA C.so Unione Sovietica, 612/3/E 1035 Torino
Tel. 011/347.37.74 E-mail:[email protected]liedra.it
36
TITOLO DEL PROGETTO
Corso di formazione “Oltre il pregiudizio di genere”
Soggetto/i
promotore/i
Periodo di
svolgimento
Paese/i
coinvolto/i
Istituti
scolastici
coinvolti
Target
beneficiari
Descrizione
generale
Obiettivi
Azioni e
metodologia
Portale / sito /
riferimenti
web
Contatti
Associazione ProgettarSi
Anno scolastico 2003/2004
Città di Torino
Nido d’Infanzia “I puffi” di via Fleming
Il corso è stato rivolto alle educatrici del nido d’infanzia “I puffi”.
Il target di beneficiari del corso si estende in generale a educatori e educatrici dei
nidi, insegnanti della scuola materna, scuola elementare, media inferiore e
superiore, insegnanti e allievi/e insieme, genitori.
Contenuti del corso:
che cos’è un pregiudizio;
come si origina e come si perpetua un pregiudizio;
pregiudizi individuali e pregiudizi culturali;
analisi del pregiudizio;
vantaggi e svantaggi del pregiudizio;
diventare consapevoli della struttura e della pervasività dei pregiudizi;
diventare consapevoli dei propri pregiudizi, soprattutto di quelli legati al
genere;
andare oltre i pregiudizi di genere;
riappropriarsi delle proprie capacità creative di giudizio;
imparare a vedere le cose anche da altri punti di vista.
Metodologia totalmente interattiva, con utilizzo di filmati, role-play, attività di ricerca,
giochi.
Associazione ProgettarSi Torino http://www.progettarsi.it/chisiamo.html
Associazione ProgettarSi, via Magenta, 57 - 10128 Torino, tel. e fax 011 532339 –
011 6634782 – 3336460016, e-mail [email protected]
37
TITOLO DEL PROGETTO
“Educazione alla cittadinanza e alla solidarietà – Cultura dei diritti umani Progetti Pluridisciplinari” – Progetti della Provincia di Belluno: “Discriminazioni di
genere” e “Curiosando tra i diritti delle bambine e dei bambini”
Soggetto/i
promotore/i
Periodo di
svolgimento
Paese/i
coinvolto/i
Fonti di
finanziamento
Professionisti
attivi nel
progetto
Istituti
scolastici
coinvolti
Target
beneficiari
Descrizione
generale
•
Soggetti promotori: centro interdipartimentale di ricerca e servizi sui diritti
della persona e dei popoli e dalla Cattedra UNESCO "Diritti umani,
democrazia e pace", ambedue dell'Università di Padova; Direzione
regionale del Veneto, del Ministero dell'Istruzione, della Ricerca e
dell'Università e dell'Assessorato alle Relazioni internazionali, ai diritti
umani e alla cooperazione allo sviluppo della Regione del Veneto;
• Soggetti attuatori: le 7 Province della Regione del Veneto. In particolare in
questa scheda si analizza l’esperienza della Provincia di Belluno,
ideatrice dei due progetti “Discriminazioni di genere” e “Curiosando tra
i diritti delle bambine e dei bambini”
A. S. 2003/ 2004: costituisce la naturale continuazione delle esperienze formative
realizzate negli anni scolastici 2001/2002 e 2002/2003 nella nostra regione.
Regione del Veneto (nella fattispecie il territorio della Provincia di Belluno).
Il Progetto didattico “Diritti umani, cittadinanza europea e dialogo interculturale”,
nel cui ambito è stato attuato, tra gli altri, il percorso formativo “Educazione alla
cittadinanza e alla solidarietà”, è realizzato grazie alla collaborazione e con il
contributo finanziario della Direzione regionale del Veneto, del Ministero
dell'Istruzione, della Ricerca e dell'Università e dell'Assessorato alle Relazioni
internazionali, ai diritti umani e alla cooperazione allo sviluppo della Regione del
Veneto.
Studiosi e ricercatori dell’Università degli Studi di Padova (Centro
interdipartimentale di ricerca e servizi sui diritti della persona e dei popoli) in
sinergia con insegnanti e personale dirigenziale degli istituti.
In ciascuna Provincia è stato prescelto un Istituto polo che ha svolto funzioni di
raccordo logistico (sedi di lezioni, laboratori, seminari, ecc.), comunicativo (invio e
ricezione di materiale didattico, documenti, convocazioni, ecc.) e amministrativo
(gestione delle risorse finanziarie). Scuola polo per la Provincia di Belluno è stato
l’ITIS “Segato”, dove si sono svolte le venti ore di corso, precedute da 3 incontri
preliminari presso l’Istituto “Gritti” di Mestre.
• Beneficiari diretti del corso di formazione: personale docente e dirigenziale
della scuola nella Regione Veneto (e nella fattispecie nella Provincia di
Belluno). In Provincia di Belluno il percorso ha visto la partecipazione di 40
iscritti (di cui 20 frequentanti) provenienti da vari ordini di scuola: materna,
elementare, media inferiore e media superiore.
• Beneficiari diretti dei progetti promossi dalle scuole delle Province di
Belluno: gli alunni degli istituti scolastici del territorio. Nella fattispecie, per
le due iniziative in materia di pari opportunità i beneficiari sono stati i
seguenti:
o Progetto “Discriminazione di genere” – beneficiari: gli alunni dei tre
ordini di scuole (materne, elementari e medie);
o Progetto “Curiosando tra i diritti delle bambine e dei bambini”: tutti i
bambini di 3/4/5 anni.
Il 3° Corso di formazione per il personale docente e dirigenziale della scuola nella
Regione Veneto, a.s. 2003/2004, sul tema “Educazione alla cittadinanza e alla
38
solidarietà: cultura dei diritti umani”, si è inserito all’interno di un percorso
formativo più ampio. Il Corso, che, grazie alla notevole partecipazione degli
insegnanti e alla quantità dei materiali prodotti, ha assunto nel tempo rilevanza e
diffusione in ambito nazionale, ha rappresentato la naturale continuazione delle
esperienze formative realizzate nei due anni scolastici precedenti. L’approccio
adottato è stato quello della ricerca-azione e della progettualità didattica sulle
tematiche dei diritti umani e dell’educazione alla cittadinanza e alla solidarietà,
concepite quali snodi interdisciplinari del curricolo e non come discipline
aggiuntive. A livello regionale, il Corso si è sviluppato durante l’intero anno
scolastico ed è stato realizzato nelle scuole polo delle sette Province del Veneto.
Nella Provincia di Belluno, la cui esperienza viene qui descritta relativamente ai
progetti di nostro interesse, il corso si è sviluppato attraverso: una riunione
preliminare per illustrare ai corsisti la metodologia del lavoro; tre incontri iniziali; 20
ore di corso vero e proprio, che si è articolato in 7 incontri pomeridiani coordinati
da 2 docenti tutor sottoforma di laboratorio per l’elaborazione di percorsi didattici,
da inserire nel piano dell’offerta formativa degli istituti di provenienza dei corsisti.
Sono stati creati due macrogruppi, cui sono stati messi a disposizione testi e
materiali di riferimento, e che hanno lavorato sulle due tematiche “Educazione alla
cittadinanza” e “Diritti umani e solidarietà”. I due gruppi di lavoro si sono
concentrati sulla costruzione di percorsi pluridisciplinari da realizzare
concretamente nelle classi attraverso aree di progetto. Nel gruppo di lavoro
sull’educazione alla cittadinanza sono stati elaborati, tra gli altri, due progetti
didattici su “discriminazione di genere” e “curiosando tra i diritti delle bambine e
dei bambini”, in cui ci si è concentrati con particolare attenzione sulle tematiche di
genere. I gruppi di lavoro hanno scelto comunque di presentare delle semplici
strutture di progetto senza entrare nel dettaglio dei contenuti, con l’idea di
completare solo successivamente la progettazione delle azioni specifiche in
classe, vista la necessità di creare strumenti direttamente operativi.
• “Discriminazione di genere” è stato elaborato da un gruppo di lavoro
costituito da 4 insegnanti e si basa sul seguente presupposto: “la donna
non va definita in rapporto all’uomo”; l’idea è quella di rivolgere le attività ad
alunni di almeno tre ordini di scuole (materne, elementari e medie), con
contenuti che riguardano, tra le altre cose, la percezione del proprio corpo,
le caratteristiche comportamentali di entrambi i sessi, gli stereotipi legati al
“maschile” e al “femminile” nella tradizione e nella pubblicità, ecc. Le attività
proposte agli alunni e alle alunne sono di vario tipo: conversazioni su
esperienze apprese o vissute; compilazione di questionari e tabelle; ascolto
e produzione di racconti, aneddoti, poesie; drammatizzazione; giochi di
ruolo; visioni di filmati e film; incontri e interviste ad adulti (nonni, esperti e
testimoni). Il tutto con l’ausilio di molteplici strumenti: questionari e tabelle,
articoli di riviste e giornali, libri e atlanti, immagini pubblicitarie cartacee e in
video, film e documentari, giochi di ruolo, testimonianze orali;
• “Curiosando tra i diritti delle bambine e dei bambini” è stato elaborato da un
gruppo di lavoro costituito da 2 insegnanti e si basa sull’idea del bambino
“come soggetto di diritti”. Il progetto analizza varie tipologie di diritti dei
bambini e delle bambine: il diritto alla diversità; il diritto all’avere un nome; il
diritto ad avere una famiglia; il diritto ad avere cure e amore; il diritto al
gioco; il diritto all’istruzione, operando una distinzione fondamentale tra il
diritto inteso come bisogno e il diritto inteso come un capriccio. Le attività
proposte ai bambini destinatari del progetti (di 3, 4 e 5 anni) sono molteplici:
conversazioni libere e guidate, analisi di testi, attività di pittura, disegno,
39
manipolazione, giochi di ruolo ecc, basate sulle metodologie della ricerca
attiva, delle lezioni partecipate, dell’apprendimento collaborativo, del lavoro
di gruppo / a coppie / individuale / individualizzato con l’ausilio di molteplici
materiali (testi, riviste, carte geografiche, icone, diagrammi, sondaggi,
filmati, fotografia). Al termine del lavoro è previsto un momento conclusivo
di verifica.
Obiettivi
Azioni e
metodologia
Prodotti
realizzati
Portale / sito /
riferimenti web
Contatti
Il progetto “Diritti umani, cittadinanza europea e dialogo interculturale”, in
generale, ha inteso favorire la diffusione della cultura dei diritti umani e, all’interno
di questa, sostenere lo sviluppo di un approccio positivo per rendere più agevole a
insegnanti e studenti il pieno esercizio di tutti i diritti fondamentali, favorendo così
lo sviluppo della cittadinanza attiva e della solidarietà. Nello specifico, l’esperienza
attuata nell’anno scolastico 2003/2004 si è sviluppata su vari obiettivi formativi,
che si pongono in un rapporto di continuità con le precedenti esperienze e che, in
linee generali, si possono sintetizzare nell’acquisizione di elementi di base in
materia di diritti umani, nella diffusione della relativa conoscenza nonché della
cultura della cittadinanza e della solidarietà, valorizzando la scuola come centro di
promozione dei valori universali.
Nello specifico, l’esperienza della Provincia di Belluno ha avuto l’obiettivo di
formare gruppi di docenti su due macro-categorie tematiche: “Educazione alla
cittadinanza” e “Diritti umani e solidarietà”, allo scopo di far loro costruire dei
percorsi pluridisciplinari da realizzare poi concretamente nelle classi: andando
ancor più nel merito della questione, nel gruppo di lavoro sul tema “educazione
alla cittadinanza” i progetti: “Discriminazione di genere” e “Curiosando tra i diritti
delle bambine e dei bambini” sono stati elaborati allo scopo di sensibilizzare
alunni/alunne, studentesse e studenti e bambine/i sui temi relativi alle tematiche di
genere. Il progetto “Discriminazione di genere” ha l’obiettivo di prendere in
considerazione il punto di vista “femminile” nelle varie discipline, individuare gli
articoli relativi alla discriminazione nelle Convenzioni internazionali, riconoscere e
superare gli stereotipi di genere, cogliendo le differenze comportamentali delle
bambine e dei bambini di ieri e di oggi; il progetto “Curiosando tra i diritti delle
bambine e dei bambini” mira a far collaborare i piccoli attraverso varie metodologie
allo scopo di far loro apprendere i loro diritti fondamentali.
Corsi di formazione per gli insegnanti concepiti secondo una metodologia
“laboratoriale” finalizzati all’elaborazione di proposte didattiche per le scuole
strutturate in forma assolutamente “aperta” alle successiva sollecitazione di allieve
e allievi, studentesse e studenti.
Un Cd-Rom con la descrizione delle proposte didattiche sviluppate (una struttura
di progetto da completare nelle singole classi attraverso la partecipazione
concreta degli allievi), i cui contenuti sono disponibili nel sito web di progetto.
Per approfondimenti sul corso di formazione:
sito web http://www.centrodirittiumani.unipd.it/scuola0304/index.htm
sul percorso in Provincia di Belluno:
http://www.centrodirittiumani.unipd.it/scuola0304/terzo/belluno.htm
Università degli Studi di Padova Centro interdipartimentale di ricerca e servizi
sui diritti della persona e dei popoli
Direttore Prof. Marco Mascia
Segreteria Dr.ssa Cinzia Clemente, Sig.ra Donatella Daniel
(Tel: 049 827 1813 - 1817 - Fax: 049 827 1816)
40
Via Martiri della Libertà, 2 - 35137 Padova
e-mail [email protected]
web www.centrodirittiumani.unipd.it
41
TITOLO DEL PROGETTO
Programma di Ricerca “Attention, Album!”
Soggetto/i
promotore/i
Periodo di
svolgimento
Paese/i
coinvolto/i
Fonti di
finanziamento
Professionisti
attivi nel
progetto
Target
beneficiari
Descrizione
generale
Associazione Europea “Du Côté Des Filles” (“Dalla parte delle bambine”)
Anno 1996 – 1997
Tre paesi: Francia, Italia e Spagna
Progetto finanziato nell’ambito del programma Socrates di azione per la
cooperazione transnazionale nel campo dell’educazione.
Direttrice editoriale : Adela Turin (autrice di libri e racconti per bambini e bambine con
un’ottica di genere)
Produzione esecutiva: Pierre Lavoie
Responsabile del progetto : Marion Bastien
Bambine / bambini fruitori degli albi illustrati. Genitori, educatrici ed educatori.
Sono state/i intervistate/i:
• 50 bambine e bambini (25 maschi e 25 femmine) tra i 7 e i 10 anni per
ciascuno dei paesi coinvolti, che avessero familiarità con i libri e la lettura,
appartenenti alla vasta nebulosa detta “classe media”8.
• 4 gruppi per ogni paese di una decina di adulti, uomini e donne, fra i 35 e i 45
anni, vicini ai bambini in quanto genitori, insegnanti o bibliotecari, della stessa
classe sociale dei bambini. Il target di adulti comprendeva: madri casalinghe
e madri che lavorano fuori casa, famiglie monoparentali, biparentali e famiglie
ricostruite. In nessun caso si è inteso trarre conclusioni sulle differenze
culturali fra i tre paesi campione.
Il progetto consisteva in una ricerca qualitativa effettuata in tre Paesi (Francia, Italia
e Spagna) sul tema del sessismo negli albi illustrati per l’infanzia.
Osservazione degli albi
Attraverso una griglia di osservazione destinata all’analisi statistica è stata
analizzata in ogni paese la produzione completa di un intero anno (il 1994),
partendo dall’analisi dei caratteri peculiari del personaggio, dei suoi attributi, del
ruolo nella storia, delle azioni, del comportamento e del rapporto con gli altri
personaggi. L'ipotesi di partenza era che, attraverso le immagini e/o il testo, gli albi
veicolano stereotipi sessisti e discriminano le bambine e le donne, accordando loro
un posto minoritario e attribuendo loro specifici tratti fisici e psicologici, capacità,
ruoli e statuto sociale. Un atteggiamento discriminante anche nei riguardi dei
bambini e degli uomini, rappresentati in situazioni certo più varie e valorizzanti, ma
altrettanto mutilanti. Le cifre emerse dallo studio statistico hanno evidenziato sia lo
squilibrio numerico fra i personaggi maschili e quelli femminili, sia i ruoli non paritari
dei personaggi. Il mondo che mostrano gli albi illustrati è sessualmente segregato e
in prevalenza maschile e solo di rado si è davanti a situazioni miste e paritarie nelle
quali bambine e bambini, uomini e donne coabitano, comunicano, scambiano.
8
Si è scelto di dedicare una scheda di approfondimento anche a questo progetto perché, pur essendo il target di bambini
“campione” dell’intervista appartenente alle scuole primarie – elementari; gli effettivi fruitori degli albi illustrati sono
anche i bambini più piccoli. Il progetto “Attention album!” ha inoltre inaugurato un filone molto importante di iniziative
e progetti volti a indagare l’incidenza degli stereotipi di genere nella narrativa infantile, tra cui il progetto “Quante
donne puoi diventare?”, promosso dalla Città di Torino e approfonditamente descritto nella relativa scheda, alle pp. 33 –
36.
42
Obiettivi
Azioni e
metodologia
Interviste qualitative:
Dopo avere evidenziato la realtà del “sessismo” negli albi illustrati si è verificato,
interrogando i bambini, che è proprio attraverso immagini dai forti contenuti simbolici
che gli albi trasmettono una precisa gerarchia dei ruoli sessuali e dello status delle
donne e degli uomini nella famiglia e nella società. Occorreva altresì render conto
della consapevolezza da parte degli adulti (genitori ed educatori) dell’esistenza,
negli albi, di immagini che trasmettono ruoli sessuali stereotipati.
La ricerca aveva lo scopo di esplorare quanto e come i bambini percepiscono il
valore simbolico delle immagini alle quali sono esposti e il loro grado di
interiorizzazione dei ruoli sessuali. Si voleva inoltre verificare la consapevolezza da
parte degli adulti (genitori ed educatori) dell’esistenza, negli albi, di immagini che
trasmettono ruoli sessuali stereotipati.
Fase di osservazione degli albi
Sono state poste 150 domande sugli albi illustrati
Sono stati interrogati:
- in Francia: 537 albi illustrati di narrativa (la quasi totalità delle novità prodotte
nell'anno 1994);
- in Spagna, sulla base delle ricerche della Fundación Germán Sánchez Ruiperez di
Salamanca, 91 albi (la quasi totalità della produzione del 1994).;
- in Italia, basandosi su Liber Data Base e particolarmente sull'articolo “Tutti i libri
per ragazzi del 1994” si verifica che la produzione italiana è stata di 285 albi, di cui
13 sono comuni agli altri due corpus e 169 hanno origini similari a quelli dei libri
francesi. Per questa ragione è stata studiata in Italia soltanto la produzione locale,
(in tutto 107 titoli) che si è peraltro rivelata diversa da quella degli altri due paesi:
composta essenzialmente da libri animati rivolti ai bambini di meno di tre anni,
presenta poche descrizioni di personaggi.
Fase di interviste qualitative:
Le interviste qualitative si sono svolte in Francia, nelle regioni di Parigi e di
Montpellier, in Spagna a Salamanca, in Italia a Milano (per dettagli sui soggetti
intervistati cfr. la casella “target beneficiari”) :
Prodotti
realizzati
Portale / sito /
riferimenti
web
Contatti
•
•
Ricerca con i risultati dell’indagine.
Pubblicazione on-line del cartone animato “Una fortunata catastrofe”, dal
racconto di Adela Turin e finalizzato a stimolare i bambini a rendersi conto
dell'ineguale divisione, tra uomini e donne, del lavoro domestico e delle
responsabilità della vita quotidiana. Il cartone animato si può guardare on-line
alla
sezione
“Dei
racconti”
del
sito
http://www.ducotedesfilles.org/it/cote_filles.htm
• Nell’ambito del progetto è stata inoltre realizzata una bibliografia ragionata
sulle Pari Opportunità nell’educazione. Quella italiana (ma sono disponibili
anche i riferimenti bibliografici francese e spagnolo) è scaricabile al link
http://www.ducotedesfilles.org/it/docs/biblio_it.pdf
• È stata inoltre messa a punto una rassegna legislativa per ciascuno dei paesi
coinvolti.
Quella
italiana
è
disponibile
al
link
http://www.ducotedesfilles.org/it/docs/legal_it.pdf
Sito in tre lingue (francese, spagnolo e italiano)
http://www.ducotedesfilles.org/it/cote_filles.htm
[email protected]
43
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NARRATIVA PER L’INFANZIA
http://www.comune.torino.it/cultura/biblioteche/ricerche_cataloghi/pdf/bibliografie/n
arrativatemgenere.pdf
Nel sito web del Comune di Torino è possibile reperire una ricca bibliografia ragionata relativa alla
Narrativa a tematica di genere per l’infanzia e l’adolescenza. La bibliografia, realizzata dall’Ufficio
Studi locali del sistema bibliotecario urbano e dal Settore Pari Opportunità e Politiche di Genere del
Comune di Torino, è suddivisa in 4 sezioni:
• 4-8 anni (scuola per l’infanzia e primo ciclo scuola elementare)
• 9-11 anni (secondo ciclo scuola elementare)
• 12-14 anni (scuola media inferiore)
• 15 anni in poi (scuola media superiore)
STEREOTIPI DI GENERE E SOCIETA’
http://www.sorelleditalia.net/
Blog – Sorelle d’Italia
http://la-rete-non-neutra.noblogs.org/
Osservatorio su linguaggi e comportamenti discriminatori e sessisti nella rete.
http://www.ilcorpodelledonne.net/
Blog - Il corpo delle donne
http://loredanalipperini.blog.kataweb.it/
Blog – Lipperatura di Loredana Lipperini, autrice del libro “Ancora dalla parte delle bambine”
http://www.maschileplurale.it/cms/index.php
Sito web dell’associazione Maschile Plurale
EDUCAZIONE E PEDAGOGIA
http://educare.it/studi/studi_index.htm
Educare.it – L’educazione on-line
http://autoriformagentile.too.it/
Donne e uomini di ogni parte d’Italia che vogliono progettare una scuola priva di stereotipi
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