Comunità in cammino

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Comunità in cammino
Periodico della Comunità Parrocchiale di Coccaglio - Gennaio 2007 - n° 1/25
Gennaio 2007.ps - 1/18/2007 8:41 AM
Gennaio 2007.ps - 1/18/2007 8:41 AM
Direttore responsabile
sac. Giuseppe Mensi
La vecchia Pieve
periodico
della Comunità parrocchiale
di Coccaglio
Autorizzazione del Tribunale di Brescia
n° 35/2004
dell’8 settembre 2004
Composizione copertina e logo
di Ugo Capretti
n. 1/25 -Gennaio 2007
Sommario
Periodico della Comunità Parrocchiale di
Gennaio: mese della pace,
caratterizzato dalla Giornata Mondiale della Pace,
dalla Festa dei Popoli
(Epifania - v. immagine a
sinistra), dalla Giornata
per gli Immigrati e i
Rifugiati (14 gennaio),
dalla Giornata per il dialogo ebraico-cristiano, dall’Ottavario di preghiera
per l’Unità dei Cristiani (sotto: basilica di S. Paolo
a Roma, sede della preghiera ecumenica del 25 gennaio
di ogni anno, a conclusione della Settimana), senza
tralasciare la Giornata della Memoria, per non dimenticare di che cosa l’uomo sia stato capace nel corso
della sua storia: l’orrore dell’Olocausto si presenta
come emblema di tutte le atrocità che segnano la
vicenda umana.
Vi è poi febbraio, che si configura ormai come il mese
della Vita, con la Giornata Nazionale per la Vita (4
febbraio) e quella mondiale del Malato (11 febbraio):
la vita all’inizio e la vita “menomata”, sempre comunque marcata dalla fragilità ed esposta all’indifferenza, alla violenza, alla prepotenza del più forte,
degli interessi economici, della volontà di dominio.
Vi è poi l’inizio della Quaresima.
A questa nutrita
serie di temi
cerca di fare
riferimento questo numero de
“La vecchia Pieve”, che dà avvio al 5° anno
della sua esistenza. La preghiera per l’unità dei cristiani
è
già
stata riportata sul numero di novembre 2006.
Ai suoi Lettori, la nostra rivista parrocchiale si
offre come compagna di cammino: non un rotocalco da
consumare in qualche ora e da mandare al macero, ma soprattutto nella prima parte - un insieme di pagine da utilizzare poco alla volta, per nutrire la
riflessione e la preghiera o guidarci passo passo
nella vita liturgica e pastorale della Comunità.
Buona lettura e, ancora, buon anno.
La redazione
2
Direttore
sac. Giovanni Gritti
Gruppo di redazione:
d. Roberto Soncina, Stefano Pedalino, Andrea
Bighetti, Gianluca Pedrali, Anna Massetti
Correzione delle bozze
Cucchi Rosa, Bertassi Anna
Il prossimo numero uscirà il 18 marzo. I
collaboratori della “Vecchia Pieve” sono
invitati a recapitare i loro scritti, su
dischetto o, preferibilmente, all’indirizzo di posta elettronica (v. sotto), entro il
I dello stesso mese. Non rispondiamo
della mancata pubblicazione degli articoli
che perverranno oltre tale data. La
Redazione non è tenuta a dare giustificazione degli articoli che ritiene opportuno
non pubblicare o, all’occorrenza, modificare. Si fa viva preghiera di ritirare il
materiale informatico, fotografico o di
altro tipo nell’ufficio parrocchiale entro
8 giorni dalla pubblicazione.
Recapito articoli:
1) p.za Luca Marenzio, 22F (casa canonica)
2) posta elettr.: [email protected]
PARROCCHIA
“S. MARIA NASCENTE”
Coccaglio
Orario delle sante Messe:
FESTIVO
FERIALE
ore 16,30 (Casa Alb. - sabato)
ore 18,00 (sabato)
ore 7,00
ore 9,00
ore 10,00
ore 11,00
ore 18,00
ore 7,00
ore 8,30
ore 16,30
Numeri telefonici (premettere sempre 030)
Casa canonica (abit. don Giovanni)
7721248
Sacrestia - Ufficio parrocchiale
* 7248203
Segreteria Oratorio “Il Focolare”
723575
Oratorio femminile
7721625
Abitazione don Roberto
7721039
Abitazione don Titta
7700340
Abitazione don Lino
7704848
Diacono don Francesco
723392
Delbarba Pierino/Orat. femm.
7721102
* durante gli orari di sacrestia
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Editoriale
“AMARE E DESIDERARE LA VITA”
on si può non amare la vita: è il primo e il più prezioso bene per ogni essere umano. Dall’amore scaturisce
la vita e la vita desidera e chiede amore. Per questo la vita umana può e deve essere donata, per amore,
e nel dono trova la pienezza del suo significato, mai può essere disprezzata e tanto meno distrutta. Certo, i
giorni della vita non sono sempre uguali: c’è il tempo della gioia e il tempo della sofferenza, il tempo della
gratificazione e il tempo della delusione, il tempo della giovinezza e il tempo della vecchiaia, il tempo della
salute e il tempo della malattia... A volte si è indotti spontaneamente ad apprezzare la vita e a ringraziarne
Dio, “amante della vita” (Sap 11,26), altre volte la fatica, la malattia, la solitudine ce la fanno sentire come
un peso.
N
Ma la vita non può essere valutata solo in base alle condizioni o alle sensazioni che la caratterizzano nelle
sue varie fasi; essa è sempre un bene prezioso per se stessi e per gli altri e in quanto tale è un bene non
disponibile. La vita, qualunque vita, non potrà mai dirsi “nostra”. L’amore vero per la vita, non falsato
dall’egoismo e dall’individualismo, è incompatibile con l’idea del possesso indiscriminato che induce a pensare
che tutto sia “mio”; “mio” nel senso della proprietà assoluta, dell’arbitrio, della manipolazione. “Mio”, ossia
ne posso fare ciò che voglio: il mio coniuge, i miei figli, il mio corpo, il mio presente e il mio futuro, la mia
patria, la mia azienda, perfino Dio al mio servizio, strumentalizzato fino al punto da giustificare, in suo
nome, omicidi e stragi, nel disprezzo sommo della vita.
e siamo attenti, qualcosa dentro di noi ci avverte che la vita è il bene supremo sul quale nessuno può
mettere le mani; anche in una visione puramente laica, l’inviolabilità della vita è l’unico e irrinunciabile
principio da cui partire per garantire a tutti giustizia, uguaglianza e pace. Chi ha il dono della fede, poi, sa
che la vita di una persona è più grande del percorso esistenziale che sta tra il nascere e il morire: ha origine
da un atto di amore di Colui che chiama i genitori a essere “cooperatori dell’amore di Dio creatore” (FC n.
28). Ogni vita umana porta la Sua impronta ed è destinata all’eternità. La vita va amata con coraggio.
Non solo rispettata, promossa, celebrata, curata, allevata. Essa va anche desiderata. Il suo vero bene va
desiderato, perché la vita ci è stata affidata e non ne siamo i padroni assoluti, bensì i fedeli, appassionati
custodi.
S
Chi ama la vita si interroga sul suo significato e quindi anche sul senso della morte e di come affrontarla,
sapendo però che il diritto alla vita non gli dà il diritto a decidere quando e come mettervi fine. Amandola,
combatte il dolore, la sofferenza e il degrado – nemici della
vita – con tutto il suo ingegno e il contributo della scienza. Ma
non cade nel diabolico inganno di pensare di poter disporre
della vita fino a chiedere che si possa legittimarne l’interruzione
con l’eutanasia, magari mascherandola con un velo di umana
pietà. Né si accanirà con terapie ingiustificate e sproporzionate.
Nei momenti estremi della sofferenza si ha il diritto di avere
la solidale vicinanza di quanti amano davvero la vita e se ne
prendono cura, non di chi pensa di servire le persone procurando
loro la morte.
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Editoriale
hi ama la vita, infatti, non la toglie ma la dona, non se ne appropria
ma la mette a servizio degli altri. Amare la vita significa anche
non negarla ad alcuno, neppure al più piccolo e indifeso nascituro,
tanto meno quando presenta gravi disabilità. Nulla è più disumano
della selezione eugenetica che in forme dirette e indirette viene sempre
più evocata e, a volte, praticata. Nessuna vita umana, fosse anche alla
sua prima scintilla, può essere ritenuta di minor valore o disponibile
per la ricerca scientifica. Il desiderio di un figlio non dà diritto ad
averlo ad ogni costo. Un bambino può essere concepito da una donna
nel proprio grembo, ma può anche essere adottato o accolto in affidamento:
e sarà un’altra nascita, ugualmente prodigiosa.
C
Il nostro tempo, la nostra cultura, la nostra nazione amano davvero
la vita? Tutti gli uomini che hanno a cuore il bene della vita umana
sono interpellati dalla piaga dell’aborto, dal tentativo di legittimare
l’eutanasia, ma anche dal gravissimo e persistente problema del calo
demografico, dalle situazioni di umiliante sfruttamento della vita in
cui si trovano tanti uomini e donne, soprattutto immigrati, che sono venuti nel nostro Paese per cercare
un’esistenza libera e dignitosa. È necessaria una decisa svolta per imboccare il sentiero virtuoso dell’amore
alla vita. Non bastano i “no” se non si pronunciano dei “sì” forti e lungimiranti a sostegno della famiglia
fondata sul matrimonio, dei giovani e dei più disagiati.
uardiamo con particolare attenzione e speranza ai giovani, spesso traditi nel loro slancio d’amore e
nelle loro aspettative di amore. Capaci di amare la vita senza condizioni, capaci di una generosità che
la maggior parte degli adulti ha smarrito, i giovani possono però talora sprofondare in drammatiche crisi di
disamore e di non-senso fino al punto di mettere a repentaglio la loro vita, o di ritenerla un peso insopportabile,
preferendole l’ebbrezza di giochi mortali, come le droghe o le corse del sabato sera. Nessuno può restare
indifferente.
Per questo, come Pastori, vogliamo dire grazie e incoraggiare i tanti adulti che oggi vivono il comandamento
nuovo che ci ha dato Gesù, amando i giovani come se stessi. Grazie ai genitori, ai preti, agli educatori, agli
insegnanti, ai responsabili della vita civile, che si prendono cura dei giovani e li accolgono con i loro slanci
entusiasti, ma anche con i loro problemi e le loro contraddizioni. Grazie perciò a quanti investono risorse
per dare ai giovani un futuro sereno e, in particolare, una formazione e un lavoro dignitosi.
Sì, la vita umana è un’avventura per persone che amano senza riserve e senza calcoli, senza condizioni e
senza interessi; ma è soprattutto un dono, in cui riconosciamo l’amore del Padre e di cui sentiamo la dolce
e gioiosa responsabilità della cura, soprattutto quando è più debole e indifesa. Amare e desiderare la vita è,
allora, adoperarsi perché ogni donna e ogni uomo accolgano la vita come dono, la custodiscano con cura
attenta e la vivano nella condivisione e nella solidarietà.
G
Roma, 21 novembre 2006
Memoria della Presentazione della Beata Vergine Maria
IL CONSIGLIO EPISCOPALE PERMANENTE
dELLA CONFERENZA EPISCOPALE ITALIANA
in occasione della 29a Giornata per la vita, Domenica 4 febbraio 2007
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Editoriale
C
Ai fratelli e alle sorelle di Coccaglio
arissimi,
"Pasqua". È un tempo di grazia particolare, "tempo
favorevole", occasione - da cogliere come ci esorta la Liturgia,
facendo eco a s. Paolo, “non ci sia data invano la grazia del
Signore” (cfr. 2 Cor. 6, 2)- per compiere il cammino pasquale:
morire a noi stessi per risorgere con Lui a vita nuova.
con l’Epifania, più precisamente con la festa del Battesimo
del Signore, che dell’Epifania rappresenta uno degli aspetti,
abbiamo concluso il tempo di Natale, quest’anno più breve
di quanto non succeda di solito; anche l’Avvento s’è ridotto
nello spazio di tre settimane, essendo caduto il Natale di
lunedì.
a grazia propria delle celebrazioni della Chiesa non consiste, però, nella maggiore o minore durata di un tempo
liturgico, quanto nell’azione dello Spirito che, attraverso la
viva memoria dell’Evento che viene celebrato, risveglia nei
cuori - attenti e desiderosi di aprirsi alla sua azione - una
rinnovata consapevolezza di quel particolare aspetto del
Mistero di Cristo, rendendolo “patrimonio” costante della
nostra vita di credenti. Così, l’Avvento, con la sua tensione
alla venuta del Signore, alimenta per tutto l’anno la consapevolezza che sempre noi siamo in attesa di Lui e in ogni
tempo siamo chiamati a vigilare per essere pronti, poiché
“non consociamo né il giorno, né l’ora”; allo stesso modo, il
Natale ha rinfrescato la nostra certezza gioiosa che il Signore è con noi, poiché Egli è l’Emmanuele; così pure, nell’Epifania, rendendo grazie per il dono della fede, abbiamo ripreso coscienza della grande grazia che ci è stata elargita con il
Battesimo nel nome della Trinità: la nostra vocazione cristiana; insieme, essa ha risvegliato la tensione missionaria,
coscienti che la salvezza che il Signore è venuto a portarci in
dono facendosi uomo è chiamata rivolta agli uomini ed alle
donne di tutta la Terra.
a buona volontà - lo sappiamo - non basta: nulla potremmo senza lo Spirito; è Lui che ci sospinge nel deserto dei
Quaranta Giorni, come a suo tempo vi condusse Gesù (Lc.
4, 1).
La Quaresima ci sta a ricordare che la nostra vita, cammino
verso la risurrezione, è tempo di lotta, come quella che Gesù
sostenne nel deserto. Non lotta contro la gioia e le gioie
autentiche della vita, tanto meno contro qualcuno; è, invece,
lotta contro ciò che di negativo vi è in noi: ciò che ha sapore
di morte perché ci chiude in noi stessi, nel ristretto orizzonte
che non va oltre la punta del nostro naso.
La affrontiamo perciò con le “armi” del cristiano, le stesse
usate dal Signore:
1. l’ ascolto della Parola di Dio, più frequente e profondo, una più intensa preghiera personale e comunitaria;
2. la penitenza (quella prescritta dalle norme, forse un
po’ troppo miti, della Chiesa a quella che possiamo assumere volontariamente);
3. l’impegno per vivere la carità fraterna espressa anche
attraverso la condivisione con i poveri.
Vi invito a prendere visione delle proposte a pag. 23.
L
L
Riscoprire l’Eucaristia
ome frutto di questo periodo, possiamo tenere davanti
a noi l’obiettivo che s. Paolo ci ha indicato all’inizio dell’Avvento: quello di sforzarci di piacere a Dio in tutto quello che facciamo e diciamo, a partire dalla nostra fedeltà all’Eucaristia domenicale.
C
tiamo facendo tesoro della Nota pastorale del nostro Vescovo? Molto concreta, essa ci offre motivi di riflessione e
revisione riguardo al nostro modo di vivere l’Eucaristia. Invito tutti a leggerla, nell’inserto dello scorso novembre.
Già dallo scorso anno, come Comunità parrocchiale, stiamo
cercando di attuare alcuni piccoli e semplici cambiamenti
sulla scorta dei suggerimenti del nostro Pastore. Prossimamente cercheremo di fare un po’ di verifica sull’argomento.
La Quaresima, insieme al successivo Tempo di Pasqua, potrà
costituire un’altra preziosa occasione di riflessione e per
nuovi atteggiamenti sul nostro modo di vivere l’Eucaristia.
Buon cammino a tuti.
S
Siamo prossimi alla Quaresima
uasi dietro l’angolo, essa inizierà a un mese di distanza dall’uscita di questo numero de “La vecchia Pieve”,
nel quale è presentata buona parte delle proposte offerte alla
nostra Comunità cristiana per quel periodo dell’anno liturgico.
La Quaresima ci prepara a rivivere l'evento centrale della
nostra fede: la passione, morte, sepoltura e risurrezione di
nostro Signore Gesù Cristo, cioè l’ insieme di fatti che chiamiamo
Q
Il Signore vi dia pace.
don Giovanni
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Comunità in ascolto
MESSAGGIO DI SUA SANTITÀ BENEDETTO XVI
PER LA CELEBRAZIONE DELLA
GIORNATA MONDIALE DELLA PACE
LA PERSONA UMANA, CUORE DELLA PACE
Il I gennaio è alle spalle, il Messaggio del Papa per la Giornata Mondiale della Pace, la 40a,conserva tuttavia la sua piena validità. Il Papa-teologo ci offre di nuovo un insieme di riflessioni profonde e stringenti, pur nella relativa semplicità di linguaggio.
Particolarmente importante ci pare il passaggio sulla concezione “debole” dell’uomo, all’insegna di un relativismo che finisce
con il risolversi in un sistema di pensiero che si accascia su se stesso, minato dalle proprie contraddizioni. Quali diritti dell’uomo - chiede il Papa - possono trovare fondamento in una concezione riduttiva dell’uomo stesso?
Il messaggio ci offre un aiuto a formarci una coscienza critica nei confronti della mentalità che sempre più si va imponendo, alimentata da gran parte dei mezzi di informazione.
1.
Vorrei far giungere […] a tutti gli uomini e le donne di
buona volontà, il mio augurio di pace. Lo rivolgo, in particolare, a quanti sono nel dolore e nella sofferenza, a chi vive
minacciato dalla violenza e dalla forza delle armi o, calpestato
nella sua dignità, attende il proprio riscatto umano e sociale. Lo
rivolgo ai bambini, che con la loro innocenza arricchiscono l’umanità di bontà e di speranza e, con il loro dolore, ci stimolano
a farci tutti operatori di giustizia e di pace. Proprio pensando ai
bambini, specialmente a quelli il cui futuro è compromesso
dallo sfruttamento e dalla cattiveria di adulti senza scrupoli, ho
voluto che in occasione della Giornata Mondiale della Pace la
comune attenzione si concentrasse sul tema: Persona umana,
cuore della pace. Sono infatti convinto che rispettando la persona si promuove la pace, e costruendo la pace si pongono le premesse per un autentico umanesimo integrale. È così che si prepara un futuro sereno per le nuove generazioni.
rivolgendosi all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite il 5
ottobre 1995, ebbe a dire che noi « non viviamo in un mondo
irrazionale o privo di senso [...] vi è una logica morale che illumina l’esistenza umana e rende possibile il dialogo tra gli uomini e tra i popoli ». La trascendente “grammatica”, vale a dire l’insieme di regole dell’agire individuale e del reciproco rapportarsi delle persone secondo giustizia e solidarietà, è iscritta nelle
coscienze, nelle quali si rispecchia il progetto sapiente di Dio.
Come recentemente ho voluto riaffermare, « noi crediamo che
all’origine c’è il Verbo eterno, la Ragione e non l’Irrazionalità ».
La pace è quindi anche un compito che impegna ciascuno ad
una risposta personale coerente col piano divino. Il criterio cui
deve ispirarsi tale risposta non può che essere il rispetto della
“grammatica” scritta nel cuore dell’uomo dal divino suo Creatore.
In tale prospettiva, le norme del diritto naturale non vanno
considerate come direttive che si impongono dall’esterno, quasi
coartando la libertà dell’uomo. Al contrario, esse vanno accolte
come una chiamata a realizzare fedelmente l’universale progetto divino iscritto nella natura dell’essere umano. Guidati da tali
norme, i popoli — all’interno delle rispettive culture — possono
così avvicinarsi al mistero più grande, che è il mistero di Dio. Il
riconoscimento e il rispetto della legge naturale pertanto costituiscono anche oggi la grande base per il dialogo tra i credenti
delle diverse religioni e tra i credenti e gli stessi non credenti. È
questo un grande punto di incontro e, quindi, un fondamentale presupposto per un’autentica pace.
La persona umana e la pace: dono e compito
[…] (Gn 1,27). Perché creato ad immagine di Dio, l’individuo
umano ha la dignità di persona; non è soltanto qualche cosa,
ma qualcuno, capace di conoscersi, di possedersi, di liberamente donarsi e di entrare in comunione con altre persone. Al
tempo stesso, egli è chiamato, per grazia, ad un’alleanza con il
suo Creatore, a offrirgli una risposta di fede e di amore che nessun altro può dare al posto suo. In questa mirabile prospettiva,
si comprende il compito affidato all’essere umano di maturare
se stesso nella capacità d’amore e di far progredire il mondo,
rinnovandolo nella giustizia e nella pace. Con un’efficace sintesi sant’Agostino insegna: « Dio, che ci ha creati senza di noi,
non ha voluto salvarci senza di noi » […].
2.
Il diritto alla vita e alla libertà religiosa
Il dovere del rispetto per la dignità di ogni essere umano,
nella cui natura si rispecchia l’immagine del Creatore,
comporta come conseguenza che della persona non si possa disporre a piacimento. Chi gode di maggiore potere politico, tecnologico, economico, non può avvalersene per violare i diritti degli
altri meno fortunati. È infatti sul rispetto dei diritti di tutti che
si fonda la pace. Consapevole di ciò, la Chiesa si fa paladina dei
diritti fondamentali di ogni persona. In particolare, essa rivendica il rispetto della vita e della libertà religiosa di ciascuno. Il
rispetto del diritto alla vita in ogni sua fase stabilisce un punto
4.
Anche la pace è insieme un dono e un compito. […] La pace è
dono di Dio. La pace è, infatti, una caratteristica dell’agire
divino, che si manifesta sia nella creazione di un universo ordinato e armonioso come anche nella redenzione dell’umanità
bisognosa di essere recuperata dal disordine del peccato.
Creazione e redenzione offrono dunque la chiave di lettura che
introduce alla comprensione del senso della nostra esistenza
sulla terra. Il mio venerato predecessore Giovanni Paolo II,
3.
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Comunità in ascolto
fermo di decisiva importanza: la vita è un dono di cui il soggetto non ha la completa disponibilità. Ugualmente, l’affermazione del diritto alla libertà religiosa pone l’essere umano in rapporto con un Principio trascendente che lo sottrae all’arbitrio
dell’uomo. Il diritto alla vita e alla libera espressione della propria fede in Dio non è in potere dell’uomo. La pace ha bisogno
che si stabilisca un chiaro confine tra ciò che è disponibile e ciò che
non lo è: saranno così evitate intromissioni inaccettabili in quel
patrimonio di valori che è proprio dell’uomo in quanto tale.
tutti inscritto in quella “grammatica” naturale, desumibile dal
progetto divino della creazione; un bene che non può essere
disatteso o vilipeso senza provocare pesanti ripercussioni da cui
è messa a rischio la pace. Le gravissime carenze di cui soffrono
molte popolazioni, specialmente del Continente africano, sono
all’origine di violente rivendicazioni e costituiscono pertanto
una tremenda ferita inferta alla pace.
7.
Anche la non sufficiente considerazione per la condizione
femminile introduce fattori di instabilità nell’assetto sociale. Penso allo sfruttamento di donne trattate come oggetti e alle
tante forme di mancanza di rispetto per la loro dignità; penso
anche — in contesto diverso — alle visioni antropologiche persistenti in alcune culture, che riservano alla donna una collocazione ancora fortemente sottomessa all’arbitrio dell’uomo, con
conseguenze lesive per la sua dignità di persona e per l’esercizio
delle stesse libertà fondamentali. Non ci si può illudere che la
pace sia assicurata finché non siano superate anche queste
forme di discriminazione, che ledono la
dignità personale, inscritta dal Creatore
in ogni essere umano.
5.
Per quanto concerne il diritto alla vita, è doveroso denunciare lo scempio che di essa si fa nella nostra società: accanto alle vittime dei conflitti armati, del terrorismo e di svariate
forme di violenza, ci sono le morti silenziose provocate dalla
fame, dall’aborto, dalla sperimentazione sugli embrioni e dall’eutanasia. Come non vedere in tutto questo un attentato alla
pace?
L’aborto e la sperimentazione sugli
embrioni costituiscono la diretta negazione dell’atteggiamento di accoglienza verso
l’altro che è indispensabile per instaurare
durevoli rapporti di pace.
L’« ecologia della pace »
[…] Accanto all’ecologia della natura c’è un’ecologia che potremmo
dire “umana”, la quale a sua volta richiede un”‘ecologia sociale”. E ciò comporta
che l’umanità, se ha a cuore la pace,
debba tenere sempre più presenti le connessioni esistenti tra l’ecologia naturale,
ossia il rispetto della natura, e l’ecologia
umana. L’esperienza dimostra che ogni
atteggiamento irrispettoso verso l’ambiente reca danni alla convivenza umana, e viceversa. Sempre più chiaramente emerge un
nesso inscindibile tra la pace con il creato e la pace tra gli uomini. L’una e l’altra presuppongono la pace con Dio […].
Per quanto riguarda poi la libera espressione della propria fede, un altro preoccupante sintomo di mancanza di pace nel
mondo è rappresentato dalle difficoltà che
tanto i cristiani quanto i seguaci di altre
religioni incontrano spesso nel professare
pubblicamente e liberamente le proprie
convinzioni religiose. Parlando in particolare dei cristiani, debbo rilevare con dolore
che essi non soltanto sono a volte impediti; in alcuni Stati vengono addirittura perseguitati, ed anche di
recente si sono dovuti registrare tragici episodi di efferata violenza. Vi sono regimi che impongono a tutti un’unica religione,
mentre regimi indifferenti alimentano non una persecuzione
violenta, ma un sistematico dileggio culturale nei confronti
delle credenze religiose. In ogni caso, non viene rispettato un
diritto umano fondamentale, con gravi ripercussioni sulla convivenza pacifica. Ciò non può che promuovere una mentalità e
una cultura negative per la pace.
8.
9.
Ci aiuta a comprendere quanto sia stretto questo nesso tra
l’una ecologia e l’altra il problema ogni giorno più grave
dei rifornimenti energetici. In questi anni nuove Nazioni sono
entrate con slancio nella produzione industriale, incrementando i bisogni energetici. Ciò sta provocando una corsa alle risorse disponibili che non ha confronti con situazioni precedenti.
Nel frattempo, in alcune regioni del pianeta si vivono ancora
condizioni di grande arretratezza, in cui lo sviluppo è praticamente inceppato anche a motivo del rialzo dei prezzi dell’energia. Che ne sarà di quelle popolazioni? Quale genere di sviluppo
o di non-sviluppo sarà loro imposto dalla scarsità di rifornimenti energetici? Quali ingiustizie e antagonismi provocherà la
corsa alle fonti di energia? E come reagiranno gli esclusi da questa corsa? Sono domande che pongono in evidenza come il
rispetto della natura sia strettamente legato alla necessità di tessere tra gli uomini e tra le Nazioni rapporti attenti alla dignità
della persona e capaci di soddisfare ai suoi autentici bisogni. La
distruzione dell’ambiente, un suo uso improprio o egoistico e
L’uguaglianza di natura di tutte le persone
All’origine di non poche tensioni che minacciano la pace
sono sicuramente le tante ingiuste disuguaglianze ancora
tragicamente presenti nel mondo. Tra esse particolarmente
insidiose sono, da una parte, le disuguaglianze nell’accesso a
beni essenziali, come il cibo, l’acqua, la casa, la salute; dall’altra,
le persistenti disuguaglianze tra uomo e donna nell’esercizio dei
diritti umani fondamentali.
Costituisce un elemento di primaria importanza per la costruzione della pace il riconoscimento dell’essenziale uguaglianza
tra le persone umane, che scaturisce dalla loro comune trascendente dignità. L’uguaglianza a questo livello è quindi un bene di
6.
7
Gennaio 2007.ps - 1/18/2007 8:41 AM
Comunità in ascolto
l’accaparramento violento
delle risorse della terra
generano lacerazioni, conflitti e guerre, proprio perché sono frutto di un concetto disumano di sviluppo.
Uno sviluppo infatti che si
limitasse all’aspetto tecnico-economico, trascurando
la dimensione morale-religiosa, non sarebbe uno sviluppo
umano integrale e finirebbe, in quanto unilaterale, per incentivare le capacità distruttive dell’uomo.
ri. Bene sentenziava, al
riguardo, il mahatma
Gandhi: « Il Gange dei
diritti
discende
dall’Himalaia dei doveri »
[…].
La Chiesa a tutela
della trascendenza
della
persona
umana
Desidero, infine, rivolgere un pressante appello al
Popolo di Dio, perché ogni cristiano si senta impegnato
ad essere infaticabile operatore di pace e strenuo difensore della
dignità della persona umana e dei suoi inalienabili diritti. Grato
al Signore per averlo chiamato ad appartenere alla sua Chiesa
che, nel mondo, è « segno e tutela della trascendenza della persona umana », il cristiano non si stancherà di implorare da Lui
il fondamentale bene della pace che tanta rilevanza ha nella vita
di ciascuno. Egli inoltre sentirà la fierezza di servire con generosa dedizione la causa della pace, andando incontro ai fratelli,
specialmente a coloro che, oltre a patire povertà e privazioni,
sono anche privi di tale prezioso bene. Gesù ci ha rivelato che
«Dio è amore» (1 Gv 4,8) e che la vocazione più grande di ogni
persona è l’amore. In Cristo noi possiamo trovare le ragioni
supreme per farci fermi paladini della dignità umana e coraggiosi costruttori di pace.
16
Visioni riduttive dell’uomo
Urge pertanto, pur nel quadro delle attuali difficoltà e
tensioni internazionali, impegnarsi per dar vita ad un’ecologia umana che favorisca la crescita dell’« albero della pace » [….].
Non si può ammettere che vengano coltivate concezioni antropologiche che rechino in se stesse il germe della contrapposizione e della violenza. Ugualmente inaccettabili sono concezioni di Dio che stimolino all’insofferenza verso i propri simili e al
ricorso alla violenza nei loro confronti. È questo un punto da
ribadire con chiarezza: una guerra in nome di Dio non è mai
accettabile! Quando una certa concezione di Dio è all’origine di
fatti criminosi, è segno che tale concezione si è già trasformata
in ideologia.
Oggi, però, la pace non è messa in questione solo dal conflitto tra le visioni riduttive dell’uomo, ossia tra le ideologie. Lo è anche dall’indifferenza per ciò che costituisce la vera
natura dell’uomo. Molti contemporanei negano, infatti, l’esistenza di una specifica natura umana e rendono così possibili le
più stravaganti interpretazioni dei costitutivi essenziali dell’essere umano. Anche qui è necessaria la chiarezza: una visione
«debole» della persona, che lasci spazio ad ogni anche eccentrica concezione, solo apparentemente favorisce la pace. In realtà
impedisce il dialogo autentico ed apre la strada all’intervento di
imposizioni autoritarie, finendo così per lasciare la persona
stessa indifesa e, conseguentemente, facile preda dell’oppressione e della violenza.
10
11
17
Non venga quindi mai meno il contributo di ogni credente alla promozione di un vero umanesimo integrale,
secondo gli insegnamenti delle Lettere encicliche Populorum progressio e Sollicitudo rei socialis, delle quali ci apprestiamo a celebrare proprio quest’anno il 40o e il 20o anniversario. Alla Regina
della Pace, Madre di Gesù Cristo « nostra pace » (Ef 2,14), affido la mia insistente preghiera per l’intera umanità all’inizio dell’anno 2007, a cui guardiamo — pur tra pericoli e problemi —
con cuore colmo di speranza. Sia Maria a mostrarci nel Figlio
suo la Via della pace, ed illumini i nostri occhi, perché sappiano
riconoscere il suo Volto nel volto di ogni persona umana, cuore
della pace!
Dal Vaticano, 8 Dicembre 2006.
Diritti umani e Organizzazioni internazionali
Una pace vera e stabile presuppone il rispetto dei diritti
dell’uomo. Se però questi diritti si fondano su una concezione debole della persona, come non ne risulteranno
anch’essi indeboliti? Si rende qui evidente la profonda insufficienza di una concezione relativistica della persona, quando si
tratta di giustificarne e difenderne i diritti. L’aporia in tal caso è
palese: i diritti vengono proposti come assoluti, ma il fondamento che per essi si adduce è solo relativo. C’è da meravigliarsi se, di fronte alle esigenze “scomode” poste dall’uno o dall’altro diritto, possa insorgere qualcuno a contestarlo o a deciderne l’accantonamento? Solo se radicati in oggettive istanze della
natura donata all’uomo dal Creatore, i diritti a lui attribuiti
possono essere affermati senza timore di smentita. Va da sé,
peraltro, che i diritti dell’uomo implicano a suo carico dei dove-
12
BENEDICTUS PP. XVI
La Giornata mondiale del migrante e del rifugiato
Viaggi, o molto spesso fughe, accompagnati dal bisogno
di migliorare la propria condizione, che si rivelano poi
“trappole di morte”. E’ l’epilogo estremo, ma frequente,
per molte famiglie di immigrati, che ripongono nell’esilio
l’idea di un nuovo futuro senza tuttavia un’adeguata rete
di protezione, che garantisca loro anzitutto il più elementare dei diritti, quello alla sopravvivenza. Alla “Famiglia
migrante” è stata dedicata la Giornata mondiale del
migrante e del rifugiato, celebrata il 14 gennaio 2007. Nel
suo Messaggio, Benedetto XVI ha sottolineato esigenze
umane e spirituali e nel contempo denunciato le violazioni che compongono il complesso fenomeno dell’immigrazione.
8
Gennaio 2007.ps - 1/18/2007 8:41 AM
Comunità in ascolto
di don Giovanni
La purificazione della memoria
(cfr, “L’Angelo di Verola”, marzo 2001, pagg 14-17)
facciano senza nulla
chiedere in cambio, forti
solo dell’“amore di Dio
che è stato riversato nei
nostri cuori” (Rm 5, 5) (Incarnationis Mysterium,
11; cf. Tertio Millennio Adveniente, 33).
“La Chiesa non può varcare la soglia del nuovo millennio
senza spingere i suoi figli a purificarsi, nel pentimento, da
errori, infedeltà, incoerenze e ritardi” (TMA 33).
Dopo
aver a lungo sostato sul par. 50 - molto
altro ci sarebbe da aggiungere in tema di
sfide del nostro tempo che, come Chiesa siamo chiamati
ad affrontare – continuiamo nella lettura del documento
di Giovanni Paolo II che dà il titolo alla nostra rubrica.
Consegnato alla Chiesa nell’Epifania di 6 anni or sono,
esso conserva tutta la sua validità, la carica e lo slancio
impresso alla Comunità cristiana dall’esperienza del
Giubileo del 2000. Vogliamo continuare, ancora per un
poco, a farne tesoro.
I paragrafi che riguardano il dialogo
vanni Paolo II confessò
e la missione (NMI 54 ss.), vanno
i peccati commessi dai
inquadrati, a mio parere, nell’ottica
cristiani nel corso dei secoli fino
di purificazione della memoria la cui
a oggi, nella consapevolezza che
celebrazione ha costituito uno dei
la Chiesa di ieri e di oggi è un
momenti più forti del Grande
unico soggetto.
Giubileo.
Si trattò di una preghiera che,
Il 12 marzo 2000, prima domenica
ricordando i peccati commessi,
di Quaresima, Giovanni Paolo II
rese reale la domanda del perdono
celebrò l’Eucaristia, nel corso della
e aprì la strada ad un impegno
quale chiese perdono al Signore
preso, oltre che davanti a Dio,
per i peccati passati e presenti dei
anche davanti agli uomini: avviò
figli della Chiesa.
un cammino di conversione, di
Era la celebrazione della “Giornata
mutamento rispetto al passato.
del perdono”, che fu voluta
Per questo motivo ci pare
espressamente dal santo Padre
la tomba di Giovanni Paolo II nelle grotte vaticane
opportuno
ripresentare il testo di
quale segno forte dell’Anno
quella invocazione suggestiva, forte e “compromettente”:
Giubilare che, per sua natura, si poneva come momento
essa ci può essere d’aiuto per una riflessione penitenziale
di conversione. È per questa sua natura penitenziale che
personale, nella quale possiamo far nostri gli stimoli alla
trattiamo quest’argomento in prossimità della Quaresima.
revisione dei nostri atteggiamenti, pratici e mentali. Può
Successore di Pietro, chiedo che in questo
essere inoltre impiegata come liturgia penitenziale, personale:
anno di misericordia la Chiesa, forte
o comunitaria (a questo scopo già l’abbiamo usata la scorsa
della santità che riceve dal suo Signore, si inginocchi dinanzi
Quaresima).
a Dio ed implori il perdono per i peccati passati e presenti
La lunghezza del testo non deve scoraggiare; può essere
dei suoi figli. Tutti hanno peccato e nessuno può dirsi
utilizzato a più riprese, anziché tutto in una volta: non ci
giusto dinanzi a Dio (cf. 1 Re 8, 46) ... I cristiani sono invitati
pareva giusto mutilare la riflessione profonda contenuta
a farsi carico, davanti a Dio e agli uomini offesi dai loro
in questa serie di invocazioni e inviti alla riflessione, la cui
comportamenti, delle mancanze da loro commesse. Lo
preziosa eredità sarebbe stato errore disperdere.
Gio
“Come
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Gennaio 2007.ps - 1/18/2007 8:41 AM
Comunità in ascolto
Questa
celebrazione tiene conto di ammissioni
di colpa già fatte sia da Paolo VI sia, a
più riprese, dallo stesso Giovanni Paolo II nel corso del suo
pontificato.
La confessione dei peccati pronunciata dal Papa era sì rivolta
a Dio, che solo può rimettere i peccati, ma era fatta al cospetto
degli uomini, ai quali non si possono nascondere le responsabilità
dei cristiani.
Il testo di questa confessione non esprime giudizio su coloro
che ci hanno preceduto: esso spetta solo a Dio e sarà manifestato
nell’ultimo giorno. I cristiani d’oggi non pensano di essere
“migliori dei loro padri” (cf. l Re 19, 4). La confessione avviene
piuttosto nella solidarietà dei peccatori: i battezzati di oggi,
infatti, si sentono legati ai battezzati di ieri. In questa
invocazione, non si giudicano i cristiani del passato, né si
escludono circostanze attenuanti, ma ci si rammarica e si
confessa il male perpetrato, facendoci carico delle mancanze
commesse da chi ci ha preceduti, rendendoci attenti a non
ripeterle in futuro, con la grazia dello Spirito.
La confessione dei peccati storici dei cristiani non intende
perciò operare solo una purificazione della memoria: vuole
essere anche un’occasione perché cambi la mentalità, la
prospettiva di determinati atteggiamenti ecclesiali, e perché
emerga un insegnamento per il futuro, nella consapevolezza
che i peccati del passato permangono come tentazione nell’oggi.
Confessiamo, a maggior ragione, le nostre responsabilità di
cristiani per i mali di oggi. Dinanzi all’ateismo, all’indifferenza
religiosa, al secolarismo, al relativismo etico, alle violazioni
del diritto alla vita, al disinteresse verso la povertà di molti
Paesi, non possiamo non chiederci quali sono le nostre
responsabilità.
Per la parte che ciascuno di noi, con i suoi comportamenti,
ha avuto in questi mali, contribuendo a deturpare il volto
della Chiesa, chiediamo umilmente perdono.
In pari tempo, mentre confessiamo le nostre colpe, perdoniamo
le colpe commesse dagli altri nei nostri confronti. Nel corso
della storia innumerevoli volte i cristiani hanno subito
angherie, prepotenze, persecuzioni a motivo della loro fede.
Come perdonarono le vittime di tali soprusi, così perdoniamo
anche noi».
Per
il testo della preghiera di perdono, si rimanda alle
pagine successive.
Riportiamo, a conclusione, il denso “mandato” finale di
quella celebrazione, ottimo programma di vita per tutti noi,
singolarmente presi e in quanto Comunità cristiana.
Il Santo Padre:
Fratelli e sorelle,
Com
pletiamo queste annotazioni, in parte estratte
a suo tempo dal sito internet della Santa Sede,
con alcuni stralci dell’omelia tenuta da Giovanni Paolo II
in quella memorabile giornata.
questa liturgia che ha celebrato
la misericordia del Signore
e ha voluto purificare la memoria
del cammino dei cristiani nei secoli,
susciti in tutta la Chiesa e in ciascuno di noi
un impegno di fedeltà
al messaggio perenne del Vangelo:
«Perdoniamo e chiediamo perdono! …. “Per quel legame
che, nel Corpo mistico, ci unisce gli uni agli altri, tutti noi,
pur non avendone responsabilità personale e senza sostituirci
al giudizio di Dio che solo conosce i cuori, portiamo il peso
degli errori e delle colpe di chi ci ha preceduto” (Incarnationis
mysterium, 11). Riconoscere le deviazioni del passato serve
a risvegliare le nostre coscienze di fronte ai compromessi
del presente, aprendo a ciascuno la strada della conversione.
Perdoniamo e chiediamo perdono! Mentre lodiamo Dio
che, nel suo amore misericordioso, ha suscitato nella Chiesa
una messe meravigliosa di santità, di ardore missionario, di
totale dedizione a Cristo ed al prossimo, non possiamo non
riconoscere le infedeltà al Vangelo in cui sono incorsi certi
nostri fratelli, specialmente durante il secondo millennio.
Chiediamo perdono per le divisioni che sono intervenute
tra i cristiani, per l’uso della violenza che alcuni di essi hanno
fatto nel servizio alla verità, e per gli atteggiamenti di diffidenza
e di ostilità assunti talora nei confronti dei seguaci di altre
religioni.
mai più contraddizioni alla carità
nel servizio della verità,
mai più gesti contro la comunione della Chiesa,
mai più offese verso qualsiasi popolo,
mai più ricorsi alla logica della violenza,
mai più discriminazioni, esclusioni, oppressioni,
disprezzo dei poveri e degli ultimi.
E il Signore con la sua grazia
porti a compimento il nostro proposito
e ci conduca tutti insieme alla vita eterna.
Amen.
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Comunità in ascolto
(26)
a cura di don Giovanni
CONFESSIONE DELLE COLPE E RICHIESTA DI PERDONO
Le pagine che precedono fungono anche da introduzione a questa preghiera: di sapore penitenziale e intonata al tempo della Quaresima,
essa contiene riferimento anche all’unità dei credenti in Cristo - è in corso l’ ottavario di preghiera (18-25 gennaio) e al rispetto per la vita,
la cui giornata è prossima (4 febbraio: v. pagg. 3-4 e 26-27).
C.= celebrante; L. = lettore; T. = tutti
Monizione iniziale
Viene accesa una lampada davanti al Crocifisso.
C.: Fratelli e sorelle,
supplichiamo con fiducia Dio nostro Padre,
misericordioso e compassionevole,
lento all'ira, grande nell'amore e nella fedeltà,
perché accolga il pentimento del suo popolo,
che confessa umilmente le proprie colpe,
e gli conceda la sua misericordia.
Tutti pregano per qualche momento in silenzio.
II. CONFESSIONE DELLE COLPE NEL SERVIZIO
DELLA VERITÀ
L.: Preghiamo perché ciascuno di noi,
riconoscendo che anche uomini di Chiesa,
in nome della fede e della morale,
hanno talora fatto ricorso a metodi non evangelici
nel pur doveroso impegno di difesa della verità,
sappia imitare il Signore Gesù, mite e umile di cuore.
I. CONFESSIONE DEI PECCATI IN GENERALE
Preghiera in silenzio.
L.: Preghiamo perché la nostra confessione e il nostro
pentimento siano ispirati dallo Spirito Santo,
il nostro dolore sia consapevole e profondo, e perché,
considerando con umiltà le colpe del passato,
in un'autentica «purificazione della memoria», ci
impegniamo in un cammino di vera conversione.
C.: Signore, Dio di tutti gli uomini,
in certe epoche della storia i cristiani hanno talvolta
accondisceso a metodi di intolleranza
e non hanno seguito il grande comandamento dell'amore,
deturpando così il volto della Chiesa, tua Sposa.
Abbi misericordia dei tuoi figli peccatori
e accogli il nostro proposito
di cercare e promuovere la verità
nella dolcezza della carità, ben sapendo che la verità
non si impone che in virtù della stessa verità.
Per Cristo nostro Signore.
T.: Amen.
Kyrie, eleison; Kyrie, eleison; Kyrie, eleison.
Preghiera in silenzio.
C.: Signore Dio, la tua Chiesa pellegrina,
sempre da te santificata nel sangue del tuo Figlio,
in ogni tempo annovera nel suo seno
membri che rifulgono per santità
ed altri che nella disobbedienza a te
contraddicono la fede professata e il santo Vangelo.
Tu, che resti fedele
anche quando noi diventiamo infedeli,
perdona le nostre colpe
e concedici di essere tra gli uomini
tuoi autentici testimoni.
Per Cristo nostro Signore.
Viene accesa una lampada davanti al Crocifisso.
III. CONFESSIONE DEI PECCATI CHE HANNO
COMPROMESSO L'UNITÀ DEL CORPO DI CRISTO
L.: Preghiamo perché il riconoscimento dei peccati,
che hanno lacerato l'unità del Corpo di Cristo
e ferito la carità fraterna,
T.: Amen.
Kyrie, eleison; Kyrie, eleison; Kyrie, eleison.
11
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Comunità in ascolto
appiani la strada verso la riconciliazione e la comunione
di tutti i cristiani.
T.: Amen.
Kyrie, eleison; Kyrie, eleison, Kyrie, eleison.
Preghiera in silenzio.
Viene accesa una lampada davanti al Crocifisso.
C.: Padre misericordioso, nella vigilia della sua passione,
tuo Figlio ha pregato per l'unità dei credenti in lui:
essi però, contraddicendo alla sua volontà,
si sono opposti e divisi,
e si sono reciprocamente condannati e combattuti.
Invochiamo con forza il tuo perdono
e ti chiediamo il dono di un cuore penitente,
perché tutti i cristiani, riconciliati con te e tra di loro
in un solo corpo e in un solo spirito,
possano rivivere l'esperienza gioiosa della piena
comunione. Per Cristo nostro Signore.
T.: Amen.
Kyrie, eleison; Kyrie, eleison; Kyrie, eleison.
V. CONFESSIONE DELLE COLPE COMMESSE CON
COMPORTAMENTI CONTRO L'AMORE, LA PACE,
I DIRITTI DEI POPOLI, IL RISPETTO DELLE
CULTURE E DELLE RELIGIONI
L.: Preghiamo perché nella contemplazione di Gesù,
nostro Signore e nostra Pace,
i cristiani sappiano pentirsi
delle parole e dei comportamenti
che a volte sono stati loro suggeriti dall'orgoglio,
dall'odio, dalla volontà di dominio sugli altri,
dall'inimicizia verso gli aderenti ad altre religioni
e verso gruppi sociali più deboli,
come quelli degli immigrati e degli zingari.
Viene accesa una lampada davanti al Crocifisso.
Preghiera in silenzio.
IV. CONFESSIONE DELLE COLPE NEI RAPPORTI
CON ISRAELE
C.: Signore del mondo, Padre di tutti gli uomini,
attraverso tuo Figlio
tu ci hai chiesto di amare il nemico,
di fare del bene a quelli che ci odiano
e di pregare per i nostri persecutori.
Molte volte, però, i cristiani hanno sconfessato
il Vangelo e, cedendo alla logica della forza,
hanno violato i diritti di etnie e di popoli,
disprezzando le loro culture e le loro tradizioni religiose:
mostrati paziente e misericordioso con noi e perdonaci!
Per Cristo nostro Signore.
L.: Preghiamo perché, nel ricordo delle sofferenze
patite dal popolo di Israele nella storia,
i cristiani sappiano riconoscere i peccati
commessi da non pochi di loro
contro il popolo dell'alleanza e delle benedizioni,
e così purificare il loro cuore.
Preghiera in silenzio.
C.: Dio dei nostri padri,
tu hai scelto Abramo e la sua discendenza
C.: Amen.
perché il tuo Nome fosse portato alle genti:
Kyrie, eleison; Kyrie, eleison; Kyrie, eleison.
noi siamo profondamente
Viene accesa una lampada
addolorati
per il comportamento di
davanti al Crocifisso
quanti nel corso della storia
hanno fatto soffrire questi
tuoi figli,
VI. CONFESSIONE DEI
e chiedendoti perdono
PECCATI CHE HANNO
vogliamo impegnarci
FERITO LA DIGNITÀ
in un'autentica fraternità
DELLA DONNA E
con il popolo dell'alleanza.
L'UNITÀ DEL GENERE
immagine
dai
Mercati
Traianei
Roma
Per Cristo nostro Signore.
UMANO
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Gennaio 2007.ps - 1/18/2007 8:41 AM
Comunità in ascolto
L.: Preghiamo per tutti quelli che sono stati offesi
nella loro dignità umana e i cui diritti sono stati
conculcati;
preghiamo per le donne
troppo spesso umiliate ed emarginate,
e riconosciamo le forme di acquiescenza
di cui anche cristiani si sono resi colpevoli.
quante volte anche i cristiani non ti hanno riconosciuto
in chi ha fame, in chi ha sete, in chi è nudo,
in chi è perseguitato, in chi è incarcerato,
in chi è privo di ogni possibilità di autodifesa,
soprattutto negli stadi iniziali dell'esistenza.
Per tutti coloro che hanno commesso ingiustizie
confidando nella ricchezza e nel potere,
e disprezzando i « piccoli », a te particolarmente cari,
noi ti chiediamo perdono:
abbi pietà di noi ed accogli il nostro pentimento.
Per Cristo nostro Signore.
Preghiera in silenzio.
C.: Signore Dio, nostro Padre,
tu hai creato l'essere umano, l'uomo e la donna,
a tua immagine e somiglianza
e hai voluto la diversità dei popoli
nell'unità della famiglia umana;
a volte, tuttavia, l'uguaglianza dei tuoi figli
non è stata riconosciuta,
ed i cristiani si sono resi colpevoli
di atteggiamenti di emarginazione e di esclusione,
acconsentendo a discriminazioni
a motivo della razza e dell'etnia diversa.
Perdonaci e accordaci la grazia di guarire le ferite
ancora presenti nella tua comunità a causa del peccato,
in modo che tutti ci sentiamo tuoi figli.
Per Cristo nostro Signore.
T.: Amen
Kyrie, eleison; Kyrie, eleison; Kyrie, eleison.
Viene accesa una lampada davanti al Crocifisso.
Orazione conclusiva
C.: O Padre misericordioso, tuo Figlio Gesù Cristo,
giudice dei vivi e dei morti,
nell'umiltà della prima venuta
ha riscattato l'umanità dal peccato
e nel suo glorioso ritorno chiederà conto di ogni colpa:
ai nostri padri, ai nostri fratelli e a noi tuoi servi,
che mossi dallo Spirito Santo
ritorniamo a te pentiti con tutto il cuore,
concedi la tua misericordia e la remissione dei peccati.
Per Cristo nostro Signore.
T.: Amen.
Kyrie, eleison; Kyrie, eleison; Kyrie, eleison.
Viene accesa una lampada davanti al Crocifisso.
T.: Amen.
VII. CONFESSIONE DEI PECCATI NEL CAMPO
DEI DIRITTI FONDAMENTALI DELLA PERSONA
In segno di penitenza e di venerazione si abbraccia e bacia
il Crocifisso.
L.: Preghiamo per tutti gli esseri umani del mondo,
specialmente per i minorenni vittime di abusi,
per i poveri, gli emarginati, gli ultimi;
preghiamo per i più indifesi,
i non-nati soppressi nel seno materno,
o persino utilizzati a fini sperimentali da quanti
hanno abusato delle possibilità offerte dalla biotecnologia stravolgendo le finalità della scienza.
Un’immagine di
penitenza: alcuni
pellegrini percorrono
la Scala santa, presso
S. Giovanni in
Laterano - Roma
Preghiera in silenzio.
C.: Dio, Padre nostro,
che sempre ascolti il grido dei poveri,
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Comunità in ascolto
IN CAMMINO CON ....
“L’imitazione di Cristo”
Libro III
Capitolo 19
Sopportazione delle ingiurie.
Chi è il vero paziente
Confessione
della propria debolezza
e miseria della presente
vita.
Capitolo 20
Il Signore
he è quello che vai dicendo, o figlio? Cessa il tuo lamento, tenendo presenti le sofferenze mie e quelle degli
altri santi. “Non hai resistito ancora fino al sangue” (Eb 12,4).
Ciò che tu soffri è poca cosa, se ti metti a confronto con coloro che patirono tanto gravemente: così fortemente tentati,
così pesantemente tribolati, provati in vari modi e messi a
dura prova. Occorre dunque che tu rammenti le sofferenze
più gravi degli altri, per imparare a sopportare le tue, piccole. Che se piccole non ti sembrano, vedi se anche questo non
dipenda dalla tua incapacità di sopportazione. Comunque,
siano piccoli o grandi questi mali, fa' in modo di sopportare
tutto pazientemente [...].
*C
Il Discepolo
onfesserò contro di me il mio peccato” (Sal31,5); a
te, o Signore, confesserò la mia debolezza. Spesso
basta una cosa da nulla per abbattermi e rattristarmi: mi propongo di comportarmi da uomo forte, ma, al sopraggiungere di una piccola tentazione, mi trovo in grande difficoltà.
Basta una cosa assolutamente da nulla perché me ne venga
una grave tentazione: mentre, fino a che non l'avverto, mi
sento abbastanza sicuro, poi, a un lieve spirare di vento, mi
trovo quasi sopraffatto.
*“C
* “Guarda dunque, Signore, alla mia miseria” e alla mia fragilità, che tu ben conosci per ogni suo aspetto; abbi pietà di
me; “ tirami fuori dal fango, così che io non vi rimanga confitto ” (Sal 68, 15), giacendo a terra per sempre. Quello che mi
risospinge indietro e mi fa arrossire dinanzi a te, è appunto
questa mia instabilità e questa mia debolezza nel resistere alle
tentazioni. [...]. La mia debolezza mi appare in modo chiaro
dal fatto che proprio i pensieri che dovrei avere sempre in orrore sono molto più facili a piombare su di me che ad andarsene.
* O potentissimo Dio di Israele, fammi forte della divina fortezza, affinché non abbia a prevalere in me l'uomo vecchio:
questa misera carne non ancora pienamente sottomessa allo
spirito, contro la quale bisogna combattere, finché si vive in
questa miserabile vita. Ahimé!, quale è questa vita, dove non
mancano tribolazioni e miserie; dove tutto è pieno di agguati e di nemici! Ché, se scompare un'afflizione o una tentazione, un’altra ne viene; anzi, mentre ancora dura una lotta,
ne sopraggiungono molte altre, e insospettate [...].
* Vero paziente non è colui che vuole sopportare soltanto quel
che gli sarà sembrato giusto, e da chi gli sarà piaciuto. Vero
paziente, invece, è colui che non guarda da quale persona egli
venga messo alla prova: se dal suo superiore, oppure da un
suo pari, o da un inferiore; se da un uomo buono o santo,
oppure da un malvagio, o da persona che non merita nulla.
Vero paziente è colui che indifferentemente - da qualunque
persona, e per quante volte, gli venga qualche contrarietà tutto accetta con animo grato dalla mano di Dio, anzi lo ritiene un vantaggio grande, poiché non c'è cosa, per quanto piccola, purché sopportata per amore di Dio, che passi senza
ricompensa, presso Dio.
* Sii dunque preparato al combattimento, se vuoi ottenere
vittoria. Senza lotta non puoi giungere ad esser premiato per
la tua sofferenza. Se desideri essere premiato, devi combattere e saper sopportare con pazienza. Come al riposo non si
giunge se non dopo aver faticato, così alla vittoria non si giunge se non dopo aver combattuto.
* Quelli che si sforzano di vivere per Dio in santa
disciplina, conoscono la divina dolcezza, che è stata
promessa a chi sa davvero rinunciare.
Il Discepolo
h, Signore, mi diventi possibile, per tua grazia, quello che mi sembra impossibile per
la mia natura: tu sai che ben scarsa è la mia capacità di soffrire, e che al sorgere di una, sia pur piccola, difficoltà mi trovo d'un colpo atterrato. Che
sappia sopportare, in tuo nome, qualsiasi prova e
qualsiasi tribolazione: soffrire ed essere tribolato
per amor tuo, ecco ciò che è grandemente salutare
all'anima mia.
*O
Dobbiamo aspirare
a riposare in Dio al di sopra
di ogni suo bene e dono
Capitolo 21
Il Discepolo
anima mia, in ogni cosa e al di sopra di ogni
cosa, troverai riposo, sempre, nel Signore,
perché lui stesso costituisce la pace dei santi, in eterno. Dammi, dolcissimo e amabilissimo Gesù di tro-
*O
Roma: reliquiario della Croce nella basilica di S. Croce in
Gerusalemme
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Gennaio 2007.ps - 1/18/2007 8:41 AM
Comunità in ascolto
vare quiete in te. In te, al di sopra di ogni creatura, di ogni
bene e di ogni bellezza; al di sopra di ogni gloria ed onore,
potere e autorità, al di sopra di tutto il sapere, il più penetrante; al di sopra di ogni ricchezza e capacità; al di sopra di
ogni letizia e gioia, e di ogni fama e stima degli uomini; al di
sopra di ogni dolcezza, consolazione, speranza o promessa
umana; al di sopra di ogni ambita ricompensa, di ogni dono
o favore che, dall'alto, tu possa concedere; al di sopra di ogni
motivo di gaudio e di giubilo, che mente umana possa concepire e provare; [...] al di sopra di tutto ciò che non sia tu, Dio
mio.
to e ricche di frutto. Che se io potessi fedelmente custodirle,
tali parole, nessun turbamento dovrebbe tanto facilmente sorgere in me; in verità, ogni volta che mi sento inquieto od oppresso, trovo che mi sono allontanato da questa dottrina. Ma tu,
che tutto puoi; tu che hai sempre caro il progresso dell'anima mia, accresci sempre la tua grazia, così che io possa adempiere alle tue parole e raggiungere la mia salvezza.
Preghiera
per ottenere lume all'intelletto.
* In verità, o Signore mio Dio, tu sei eccellentissimo su ogni
cosa; tu solo sei l'altissimo e l'onnipotente; tu solo dai ogni
appagamento e pienezza e ogni dolcezza e conforto; tu solo
sei tutta la bellezza e l'amabilità; tu solo sei, più d'ogni cosa,
ricco di nobiltà e di gloria; in te sono, furono sempre e saranno, tutti quanti i beni, compiutamente. Perciò, qualunque
cosa tu mi dia, che non sia te stesso, qualunque cosa tu mi
riveli di te, o mi prometta, senza che io possa contemplare o
pienamente possedere te, è ben poco e non mi appaga. Ché,
in verità, il mio cuore non può realmente trovare quiete, e
totale accontentamento se non riposi in te, portandosi più in
alto di ogni dono e di ogni creatura [...].
* O Signore mio Dio, quando mi raccoglierò interamente in
te, cosicché, per amor tuo, non mi accorga di me stesso, ma
soltanto di te, al di là del limite di ogni nostro sentire e in un
modo che non tutti conoscono? [...]
* Gesù, splendore di eterna gloria, conforto dell'anima pellegrina. A te è rivolta la mia faccia [...]. Vieni, vieni: senza di te
non ci sarà una sola giornata, anzi una sola ora, gioiosa, perché la mia gioia sei tu, e vuota è la mia mensa senza di te [...].
Il Discepolo
Rischiarami, o buon Gesù, con la luce del
lume interiore, e strappa ogni tenebra dal
profondo del mio cuore; frena le varie fantasie; caccia le tentazioni che mi fanno violenza; combatti valorosamente per me e
vinci queste male bestie, dico le allettanti
concupiscenze, cosicché, per la forza che
viene da te, si faccia pace, e nell'aula
santa, cioè nella coscienza pura
(Sal121,7), risuoni la pienezza della tua
lode. Comanda ai venti e alle tempeste. Di'
al mare “ calmati ”, al vento “ non soffiare ”;
e si farà grande bonaccia (Mt 8,26).
“ Manda la tua luce e la tua verità ”
(Sal52,3) a brillare sulla terra; ché terra io
sono, povera e vuota, fino a quando tu non
mi illumini. Effondi dall'alto la tua grazia,
irriga il mio cuore di celeste rugiada versa
l'acqua della devozione ad irrigare la faccia
della terra, che produca buono, ottimo frutto. Innalza la mia mente schiacciata dalla
mole dei peccati; innalza alle cose celesti
tutto l'animo mio, in modo che gli rincresca
di pensare alle cose di questo mondo,
dopo aver gustato la dolcezza della felicità
suprema.
Strappami e distoglimi dalle effimere consolazioni che danno le creature; poiché non
v'è cosa creata che possa soddisfare il mio
desiderio e darmi pieno conforto.
Congiungimi a te con il vincolo indissolubile dell'amore, poiché tu solo basti a colui
che ti ama, e a nulla valgono tutte le cose,
se non ci sei tu.
Capitolo 23
Quattro cose che arrecano grande pace.
Il Signore
figlio, ora ti insegnerò la via della pace e della vera
libertà.
Il Discepolo
* Fa', o Signore, come tu dici; mi è gradito ascoltare il tuo
insegnamento.
Il Signore
* Studiati, o figlio, di fare la volontà di altri, piuttosto che la
tua. Scegli sempre di avere meno, che più. Cerca sempre di
avere il posto più basso e di essere inferiore a tutti. Desidera
sempre, e prega, che in te si faccia interamente la volontà di
Dio. Un uomo che faccia tali cose, ecco entra nel regno della
pace e della tranquillità.
Il Discepolo
* Una grande dottrina di perfezione è racchiusa, o Signore,
in queste tue brevi parole: brevi a dirsi, ma piene di significa-
*O
15
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Comunità in ascolto
Il “Credo”
di A. Corsini
XVII - CREDO LA SANTA CHIESA CATTOLICA - 1
Dopo averci invitato a professare la nostra fede nello Spirito Santo, terza persona della Santissima Trinità, il Simbolo Apostolico ci invita
a credere “la Santa Chiesa”, da Lui ispirata, luogo nel quale egli agisce ed opera; essa è il sacramento, cioè il segno, lo strumento dell’azione dello Spirito Santo nella storia dell’uomo.
Non si dice credere nella Santa Chiesa come si crede in Dio, in Cristo e nello Spirito Santo, ma si crede la Santa Chiesa senza aggiungere
la preposizione “in”; questa preposizione di una sillaba distingue il Creatore nel quale si professa di credere e la creatura. Si crede in Dio
creatore e si crede la Chiesa, creatura, riunita per Dio.
E’ la grande differenza delle due parti del simbolo: nella prima parte, quella che abbiamo approfondito insieme fino ad ora, siamo stati
chiamati a credere in Dio Uno e Trino, nella seconda la nostra professione di fede riguarda le creature, le opere di Dio nella storia dell’uomo; la prima creatura o opera di Dio nella quale siamo chiamati a credere è appunto la Chiesa, Santa perché non opera degli uomini ma
opera di Dio.
I. LA CHIESA - POPOLO DI DIO
- Questo Popolo ha per Capo [Testa] Gesù Cristo [Unto,
Messia]: poiché la medesima Unzione, lo Spirito Santo,
scorre dal Capo al Corpo, esso è “il Popolo messianico”.
- “Questo Popolo ha per condizione la dignità e la libertà
dei figli di Dio, nel cuore dei quali dimora lo Spirito Santo
come nel suo tempio”.
- “Ha per legge il nuovo precetto di amare come lo stesso
Cristo ci ha amati” [Cf Gv 13,34 ]. E' la legge “nuova” dello
Spirito Santo [Cf Rm 8,2; 782 Gal 5,25 ].
- Ha per missione di essere il sale della terra e la luce del
mondo [Cf Mt 5,13-16 ]. “Costituisce per tutta l'umanità
un germe validissimo di unità, di speranza e di salvezza”.
- “E, da ultimo, ha per fine il Regno di Dio, incominciato
in terra dallo stesso Dio, e che deve essere ulteriormente
dilatato, finché alla fine dei secoli sia da lui portato a
compimento” [Conc. Ecum. Vat. II, Lumen gentium, 9].
L
a parola “Chiesa” significa « convocazione». Il Concilio
Vaticano II citando S. Ireneo la presenta così: “un popolo
adunato nell’unità del Padre del Figlio e dello Spirito
Santo.
Il Cat. della Chiesa Catt. Così si esprime:
781 “In ogni tempo e in ogni nazione è accetto a Dio chiunque
lo teme e opera la sua giustizia. Tuttavia piacque a Dio di
santificare e salvare gli uomini non individualmente e senza
alcun legame tra loro, ma volle costituire di loro un Popolo,
che lo riconoscesse nella verità e santamente lo servisse. Si
scelse quindi per sé il popolo israelita, stabilì con lui
un'alleanza e lo formò progressivamente. . . Tutto questo
però avvenne in preparazione e in figura di quella Nuova
e perfetta Alleanza che doveva concludersi in Cristo. . . cioè
la Nuova Alleanza nel suo sangue, chiamando gente dai
Giudei e dalle nazioni, perché si fondesse in unità non
secondo la carne, ma nello Spirito” [Conc. Ecum. Vat. II,
Lumen gentium, 9].
Un popolo sacerdotale, profetico e regale
783 Gesù Cristo è colui che il Padre ha unto con lo Spirito
Santo e ha costituito “Sacerdote, Profeta e Re”. L'intero
Popolo di Dio partecipa a queste tre funzioni di Cristo e
porta le responsabilità di missione e di servizio che ne
derivano [Cf Giovanni Paolo II, Lett. enc. Redemptor hominis,
18-21].
Le caratteristiche del Popolo di Dio
7
82 Il Popolo di Dio presenta caratteristiche che lo
distinguono nettamente da tutti i raggruppamenti
religiosi, etnici, politici o culturali della storia:
- E' il Popolo di Dio: Dio non appartiene in proprio ad alcun
popolo. Ma egli da coloro che un tempo erano non-popolo
ha acquistato un popolo: “la stirpe eletta, il sacerdozio
regale, la nazione santa” ( 1Pt 2,9 ).
- Si diviene membri di questo Popolo non per la nascita
fisica, ma per la “nascita dall'alto”, “dall'acqua e dallo
Spirito” (Gv 3,3-5), cioè mediante la fede in Cristo e il
Battesimo.
La preparazione e la nascita della Chiesa
D
io raduna il suo popolo a cominciare dal tempo delle
prime alleanze, in particolare con la vocazione di
Abramo, che riceve la promessa di diventare il padre di un
grande popolo. Alleanze che Dio mantiene e perfeziona con
il popolo di Israele, formato dalle 12 tribù, segno della
riunione futura di tutte le nazioni, ma già i profeti annunciano
16
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Comunità in ascolto
per il sangue di Cristo, rinato nel battesimo vive nella Chiesa
in comunione col Signore nell’Eucarestia. Comunione con
la quale il Signore genera la comunione tra tutti coloro che
« mangiano lo stesso pane», rendendoli un « unico corpo»
(1Cor. 10,17), un«unico uomo nuovo» (Ef.2.15).
a più riprese che Dio stesso stipulerà una nuova alleanza
eterna, che il Messia realizzerà. Infatti, sin dall’inizio della
sua vita pubblica, Gesù proclama che: «il regno di Dio è
vicino...» (Mc. 1,15). Egli forma il nuovo popolo di Dio,
costituendo i 12 apostoli, ad essi e agli altri discepoli
conferisce i poteri per continuare la sua missione, gli dona
un capo Simone al quale cambia il nome in Pietro, pietra
angolare sulla quale Cristo edifica la sua Chiesa. Lo conferma
poi in questo ruolo indicandogli con l’esempio quale deve
essere la sua missione di servo umile, pastore del popolo,
guida ed esortatore nella fede, testimone dell’amore di Dio.
Attraverso la sua predicazione Cristo prepara ed edifica la
sua Chiesa che è « ...il regno di Cristo già presente in mistero...»
(Lumen gentium 3).
Santa, cattolica e una
Teodoro di Mopsuestia, in una sua omelia, con gioia
riconoscente, dice: «Sono stato battezzato per diventare membro
del grande Corpo della Chiesa, come dice S. Paolo: “Un solo corpo,
un solo spirito, come una sola è la speranza alla quale siete stati
chiamati, quella della vostra vocazione” (Ef. 4.4)». Quando egli
parla di Chiesa, non si riferisce certamente all’edificio
costruito dagli uomini – benché anche questo riceva il nome
di chiesa dall’assemblea dei fedeli che in esso celebra – ma
definisce Chiesa tutta l’assemblea dei fedeli... . «Per il battesimo,
dunque, spero di essere uno dei figli della Chiesa o assemblea dei
fedeli, che hanno meritato il nome di corpo di Cristo e hanno ricevuto
una santità ineffabile. I Padri chiamano questa Chiesa santa, per
la santità che riceve dallo Spirito santo; la designano cattolica, per
comprendere quanti in ogni tempo e luogo hanno creduto; ed
affermano pure che è una, perché solo quelli che hanno creduto in
Cristo e riceveranno i beni futuri, costituiscono l’unica santa Chiesa.»
La Chiesa nasce dalla Pasqua di Cristo e dallo Spirito
La nascita della Chiesa si concretizza soprattutto nella
Passione di Cristo; quando il Giovedì Santo istituisce
l’Eucarestia, e perpetua il suo sacrificio, ordinando agli
apostoli: « Fate questo in memoria di me».
Il Venerdì santo, quando per verificare la sua morte un
soldato trafigge il costato di Gesù, dal quale sgorga sangue
ed acqua.
San Giovanni, testimone del fatto lo racconta, affinchè
anche noi crediamo che la salvezza ci è data in virtù della
morte di Gesù sulla croce per noi.
Per questo il Concilio Vaticano II e il Catechismo della
Chiesa Cattolica ci insegnano che «... l’inizio e la crescita
della Chiesa, sono simboleggiati dal sangue e dall’acqua
che uscirono dal costato aperto di Cristo crocifisso...».
San Luca ci racconta, nei primi due capitoli degli Atti degli
Apostoli, dei primi passi della Chiesa, dai nascondimenti
iniziali, all’apertura alla missione, all’annuncio del kerigma,
dopo aver ricevuto lo Spirito Santo nelle Pentecoste; alla
nascita e alla vita delle prime comunità. Fin dall’inizio, la
fede ha confessato che si entra nella Chiesa per il battesimo
« nel nome del Padre, del
Figlio e dello Spirito
Santo».
In effetti troppe volte nei discorsi, anche impegnati, tra
credenti si tende ad identificare la Chiesa come il luogo di
culto o come l’insieme delle gerarchie che la conducono o
al massimo l’insieme di coloro che in qualche modo, per
istituzione sono gli “addetti ai lavori”, dimenticando che
ognuno di noi che si professa cristiano è parte integrante
di questa Chiesa, è Chiesa, ognuno con carismi e servizi
diversi, ma tutti allo stesso livello, tutti con gli stessi benefici,
doni e responsabilità.
Membra diverse di un unico corpo. Questo unico corpo è
il corpo ecclesiale di Cristo. E’ impossibile credere ed aprirsi
al Vangelo da se stessi, è
impossibile incontrare,
conoscere amare Cristo
da soli. Bisogna che
qualcuno ci annunci il
Vangelo e ci trasmetta la
fede. Nella Chiesa, la fede
ci viene impressa col
battesimo e questa fede è
sostenuta, rafforzata,
vivificata con la
testimonianza dei fratelli
nella fede e con l’Eucarestia.
N
ella Chiesa riceviamo
il Dono di Dio che
trasforma l’uomo in un
essere nuovo, donandogli
un cuore nuovo non di
pietra ma di carne,
innestandolo in una nuova
comunità che può ricevere
e vivere solo come dono.
Il nuovo uomo, frutto della
riconciliazione con Dio
continua 17
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Comunità in cammino
Vita della Comunità
13 novembre 2006 - 14 gennaio 2007
Sono figli di Dio, con il Battesimo:
56 Rossini Valentina
da Omar e Noli Emanuela
57 Raineri Aurora
da Francesco Angelo e Crescini Primina Elena
58 Raineri Elisa
da Francesco Angelo e Crescini Primina Elena
59 Moretti Andrea
da Dario e Formenti Emanuela
60 Moretti Emma
da Dario e Formenti Emanuela
61 Massè Lucrezia
da Dario e Binacchi Paola
62 Lenza Alessandro
da Maurizio e Lazzaroni Sara
63 Archetti Valentina
da Massimo e Marinoni Simona
64 Sculco Eva
da Mauro e Dzemova Vasilka
65 Scheffczyk Emily
da Stefan e Ghidini Raffaella
66 Amihere Georgia Ofosu
da Obed e Agyeiwah Evelyn
1 Schiavon Giulia
da Matteo Viero Paola
b. 03 dicembre
b. 03 dicembre
b. 03 dicembre
b. 03 dicembre
b. 03 dicembre
b. 03 dicembre
b. 03 dicembre
b. 24 dicembre
b. 24 dicembre
b. 24 dicembre
b. 24 dicembre 2006
b. 7 gennaio 2007
Ci hanno preceduto nell’eternità:
51
52
53
54
55
56
1
Migliorati Maria, di anni 79
Bonardi Laura, di anni 83
Frigerio Carlo, di anni 98
Verzeletti Luigia, di anni 83
Del Frate Maria, di anni 84
Mazzoldi Palmira, di anni 75
Antonelli Giovanni, di anni 64
Abeni Rachele, di anni 77
Lancini Pierina, di anni 9 2
19 novembre, da Cologne
22 novembre
29 novembre, Casa alb., funerato e sepolto in prov. di Asti
11 dicembre, Casa albergo
11 dicembre, Casa albergo
12 dicembre
20 dicembre
28 dicembre 2006
3 gennaio 2007, Casa albergo
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Comunità in cammino
Calendario liturgico - pastorale
21 - Domenica
III del tempo ordinario (s. Agnese)
(Sett. I)
D EDIC AZIONE DELLA NOSTRA CHIESA - solennità parrocchiale
Gesù si recò a Nazareth... nella sinagoga si alzò a leggere. Gli fu dato il rotolo del profeta Isaia, apertolo... trovò il passo
dove era scritto: “Lo Spirito del Signore è sopra di me... e mi ha mandato ad annunziare ai poveri un lieto messaggio... per
proclamare ai prigionieri la liberazione e ai ciechi la vista” (Lc. 4, 17-18).
Giornata mondiale dell’unità della Chiesa
ore 15.30
presso il Focolare, 3°incontro per i genitori dei fanciulli del Gruppo “Cafarnao” (3°anno ICFR)
ore 15.45
celebrazione comunitaria del Battesimo
23 - martedì
ore 20.30
25 - giovedì
ore 15.00
ore 16.00
27 - sabato
28 - Domenica
30 - martedì
beata Paola Gambara, sposa e madre bresciana e terziaria francescana, mem. facoltativa
a Calino, presso il centro Oreb, continua il corso biblico, con mons. Mauro Orsatti
CONVERSIONE DI S. PAOLO, apostolo - festa
Si conclude l’ottavario di preghiera per l’unità dei cristiani
sacramento della Riconciliazione per i ragazzi delle medie
sacramento della Riconciliazione per i fanciulli delle elementari
s. Angela Merici, vergine bresciana - memoria
IV del tempo ordinario (s. Tommaso d’Aquino)
(Sett. II)
Tutti gli (a Gesù) rendevano testimonianza ed erano meravigliati delle parole di grazia che uscivano dalla sua bocca.
(Lc. 4, 22)
Festa esterna di s. Agnese e s. Giovanni Bosco, protettori dei nostri Oratori
(S. Tommaso d’Aquino - la cui memoria viene omessa a motivo della Domenica- è, con s. Agostino,
uno dei pensatori che ha maggiormente influenzato il pensiero della Chiesa latina o d’Occidente)
ore 15.30
incontro per i genitori e i fanciulli del Gruppo “Betlemme” (1°anno del nuovo cammino ICFR)
ore 20.30
A Calino si conclude il corso biblico
FEBBRAIO
1 - giovedì
2 - venerdì
ore 8.30
3 -sabato
4 - Domenica
E’ il primo giovedì del mese, giornata mensile parrocchiale di preghiera per le vocazioni: dopo la Messa delle ore 8.30 esposizione del ss. Sacramento con adorazione comunitaria; adorazione privata fino alle ore 12.00
Presentazione del Signore, festa - XI giornata mondiale della Vita Consacrata
Primo venerdì del mese, dedicato alla devozione del sacro Cuore
la s. Messa inizia con la Liturgia della Luce. Benedizione delle candele
S. Biagio, vescovo e martire - memoria facoltativa
Dopo le ss. Messe, celebrate secondo l'orario del sabato, viene impartita, secondo tradizione, la benedizione della gola
V del Tempo Ordinario
(Sett. III)
Simon Pietro si gettò alle ginocchia di Gesù, dicendo: "Allontanati da me, Signore, perché sono un peccatore!". Gesù
disse a Simone: - Non temere, d’ora in poi sarai pescatore di uomini” (Lc. 15, 9 - 10)
Oggi si celebra la XXIX "Giornata per la vita", voluta dai Vescovi italiani per attirare
l'attenzione dei credenti e degli uomini di buona volontà sul tema del rispetto alla vita,
dal suo concepimento fino alla sua naturale conclusione; per suscitare iniziative volte
a sensibilizzare l'accoglienza e la promozione della vita, diritto per ogni essere umano
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Comunità in cammino
5 - lunedì
9 - venerdì
10 - sabato
11 - Domenica
ore 11.45
ore 14.20
ore 20.30
ore 16.30
che si affaccia su questo mondo (cfr. pagine 26-27)
Celebrazione comunitaria del Battesimo
presso il Focolare, incontro con i genitori dei fanciulli di 4a-5a elementare
nel Focolare, incontro per gli animatori dei Centri di Ascolto
s. Giuseppina Bakhita, canossiana
s. Messa distinta nel salone della Casa Albergo in vista della Giornata di domani
VI del Tempo Ordinario (B. Vergine di Lourdes)
(Sett. I)
Gesù diceva: "Beati voi poveri perché vostro è il regno di Dio, beati voi che ora avete fame, perché sarete saziati. Beati
voi che ora piangete, perché riderete. Beati voi quando gli uomini vi odieranno... rallegratevi perché la vostra ricompensa è grande nei cieli" (Lc. 7, 21-23).
XV "Giornata Mondiale del Malato", istituita da Giovanni Paolo II come "momento
forte di preghiera, condivisione, di offerta della sofferenza per il bene della Chiesa e di
richiamo per tutti a riconoscere nel volto del fratello infermo il santo volto di Cristo,
che soffrendo, morendo e risorgendo ha operato la salvezza dell'umanità"
12 - lunedì
13 - martedì
ore 14.20
ore 20.30
ore 20.30
ore 20.30
presso il Focolare, incontro con i genitori dei ragazzi di 1a media
nelle rispettive sedi, Centri d’Ascolto della Parola di Dio
nel Focolare, incontro di magistero per i catechisti
incontro di spiritualità per giovani presso il centro Oreb di Calino
14 - mercoledì
Santi Cirillo e Metodio, patroni d'Europa - festa
15 - giovedì
Santi Faustino e Giovita, martiri, Patroni della Diocesi - festa
18 - Domenica
VII del Tempo Ordinario
19 - lunedì
20 - Martedì
(Sett. II)
Gesù disse ai suoi discepoli: " A voi che ascoltate, io dico: amate i vostri nemici, fate del bene a coloro che vi odiano, benedite coloro che vi maledicono, pregate per coloro che vi maltrattano" (Lc. 6, 27-28).
Primo giorno del Triduo per i Defunti: tutte le ss. Messe sono celebrate a suffragio
dei Defunti della Parrocchia
ore 15.00
Esposizione del Ss. Sacramento e adorazione comunitaria; adorazione personale
fino alle 16.00.
ore 16.00
celebrazione comunitaria del Battesimo
continua il Triduo. L'ufficio che precede la s. Messa è quello per i defunti.
ore 7.00
s. Messa preceduta dall’ufficio di Lodi
ore 8.30
s. Messa preceduta dall'ufficio di Ora media (Terza)
ore 15.00
Esposizione del Ss. Sacramento e adorazione comunitaria e personale
ore 16.30
s. Messa preceduta dall’ufficio di Vespro
ore 20.00
s. Messa distinta.
continua e si conclude il Triduo, con i medesimi orari di ieri.
Termina la prima parte del TEMPO ORDINARIO ( o "per annum") che riprenderà dopo Pentecoste, il
5 giugno
TEMPO DI QUARESIMA
21 - Mercoledì
ore 7.00 - 8.30
ore 16.30
Le Ceneri. Solenne inizio della Quaresima.
È giorno di astinenza dalle carni (magro) per tutti e di digiuno per coloro che vi sono
tenuti (v. pag. 24)
ss. Messe
s. Messa, a cui sono invitati in particolare fanciulli e ragazzi
20
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Comunità in cammino
ore 20.00
22 - giovedì
ore 15.00
ore 16.00
23 - venerdì
24 - sabato
25 - Domenica
28 - mercoledì
ore 17.00
s. Messa distinta di avvio del cammino quaresimale, per gli adolescenti, i giovani e
gli adulti
Per le proposte del Tempo di Quaresima, vedere pag. 23
Cattedra di s. Pietro, apostolo - festa
sacramento della Riconciliazione per i ragazzi delle medie
sacramento della Riconciliazione per i fanciulli delle elementari
è giorno di astinenza
sacramento della Riconciliazione per gli adolescenti, i giovani e gli adulti.
I di Quaresima
(Sett. III)
Gesù, pieno di Spirito santo, si allontanò dal Giordano e fu condotto allo Spirito nel deserto, dove per quaranta giorni,
fu tentato dal diavolo (Lc. 4, 1-2).
ore 9.30
ore 14.20
ore 15.00
ore 15.30
ore 20.00
presso l’Oratorio femminile, ritiro II per i fanciulli del gruppo Cafarnao
presso il Focolare, incontro per i Genitori dei ragazzi di 2a media
Via Crucis. Così ogni domenica di Quaresima
presso il Focolare, incontro per Genitori e Fanciulli del gruppo “Betlemme” (1° anno di ICFR)
in chiesa, appuntamento quaresimale per gli adolescenti, i giovani e gli adulti
MARZO
1 - giovedì
2 - venerdì
ore 15.00
ore 16.15
3 - sabato
4 - Domenica
5 - lunedì
7- mercoledì
9 - venerdì
ore 17.00
II di Quaresima
(Sett. I)
In quel tempo Gesù prese con sé Pietro, Giovanni e Giacomo e salì sul monte a pregare. E, mentre pregava, il suo volto cambiò d'aspetto e la sua veste divenne candida e sfolgorante (Lc. 9, 28-29).
ore 9,30
presso l’Oratorio femminile, ritiro II per i ragazzi di prima media
ore 11.45
Celebrazione comunitaria del Battesimo
ore 14.20
presso il Focolare, incontro per i Genitori dei ragazzi di 3a media
ore 20.30
nel “Focolare” incontro per gli animatori dei Centri di Ascolto
ore 20.00
ore 15.00
ore 16.15
10 - sabato
11 - Domenica
primo giovedì del mese, giornata mensile parrocchiale di preghiera per le vocazioni:
dopo la Messa delle ore 8.30 esposizione del ss. Sacramento con adorazione comunitaria; adorazione privata fino alle ore 12.00
primo venerdì del mese, dedicato alla devoz. del sacro Cuore. E’ giorno di astinenza
Via Crucis
presso la chiesa dell'Oratorio femminile, in via Cavour, incontro quaresimale per i fanciulli delle elementari e i ragazzi delle medie
almeno un sacerdote è presente per il Sacramento della Confessione
ore 17.00
in chiesa, appuntamento quaresimale per gli adolescenti, i giovani e gli adulti
è giorno di astinenza
Via Crucis
presso la chiesa dell'Oratorio femminile, in via Cavour, incontro quaresimale per i
fanciulli delle elementari e i ragazzi delle medie
almeno un sacerdote è presente per il Sacramento della Confessione
III di Quaresima
(Sett. II)
Gesù disse questa parabola: " Un tale aveva un fico piantato nella vigna e venne a cercarvi frutti, ma non ne trovò.
Allora disse al vignaiolo: “ Taglialo”. Quegli rispose: “ Padrone, lascialo ancora quest’anno e poi... se non porterà frutto lo taglierai”" (Lc. 13, 6-8).
21
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Comunità in cammino
12 - lunedì
13 - martedì
14 - mercoledì
16 - venerdì
ore 9.30
ore 20.30
ore 20.30
ore 20.00
ore 15.00
ore 16.15
17 - sabato
18 - Domenica
ore 17.00
IV di Quaresima “Laetare”
(Sett. III)
Gesù disse questa parabola: Un uomo aveva due figli. Il più giovane disse al padre: “Padre, dammi la parte del patrimonio che mi spetta” ….Il figlio partì per un paese lontano e là sperperò tutto vivendo da dissoluto (Lc. 15, 11-13).
Si apre la Settimana Vocazionale, in Zona e in Parrocchia
ore 9.30
presso l’Oratorio femminile, ritiro II per i fanciulli di 5a elementare
ore 15.30
nel Focolare, incontro per fanciulli e genitori del gruppo “Cafarnao”
ore 15.45
Celebrazione comunitaria del Battesimo
19 - lunedì
21 - mercoledì
22 - giovedì
23 - venerdì
ore 8.30
ore 20.30
ore 20.00
ore 20.30
ore 15.00
ore 16.15
24 - sabato
25 - Domenica
presso l’Oratorio femminile, ritiro II per i fanciulli di quinta elementare
nelle rispettive sedi, hanno luogo i Centri di Ascolto della Parola di Dio
incontro di spiritualità per giovani presso il centro Oreb di Calino
in chiesa, appuntamento quaresimale per gli adolescenti, i giovani e gli adulti
è giorno di astinenza.
Via Crucis
presso la chiesa dell'Oratorio femminile, in via Cavour, incontro quaresimale per i
fanciulli delle elementari e i ragazzi delle medie
almeno un sacerdote è presente per il Sacramento della Confessione
ore 17.00
S. GIUSEPPE , sposo della B.V. Maria - solennità
s. Messa distinta in onore di s. Giuseppe
nella chiesetta dell’Oratorio di via Cavour, serata di spiritualità (ritiro II) per gli adol.
in chiesa, appuntamento quaresimale per gli adolescenti, i giovani e gli adulti
Diaconia S. Pietro: inizia la Via Crucis nelle Diaconie
è giorno di astinenza.
Via Crucis
presso la chiesa dell'Oratorio femminile, in via Cavour, incontro quaresimale per i
fanciulli delle elementari e i ragazzi delle medie
almeno un sacerdote è presente per il Sacramento della Confessione
V di Quaresima
(Sett. I)
"Chi di voi è senza peccato, scagli per primo la pietra contro di lei" … "Donna, dove sono? Nessuno ti ha condannata?" Ed essa rispose: "Nessuno Signore". E Gesù le disse: "Neanch’io ti condanno, va’ e d’ora in poi non peccare più"
(Gv. 8, 9-11).
ore 9.30
presso l’Oratorio femminile, ritiro II per i fanciulli di 4a elementare
ore 15.30
nel Focolare, incontro per fanciulli e genitori del gruppo “Betlemme”
ANNUNCIAZIONE DEL SIGNORE - solennità, trasferita dal 25
26 - lunedì
ore 8.30
ore 20.00
s. Messa distinta
ritrovo in chiesa parrocchiale e fiaccolata al convento dell’Annunciata ove, alle 20.45,
verrà concelebrata l’Eucaristia.
Chiesa S. Maria E., Palosco particolare dell’interno
22
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Comunità in cammino
Per vivere la Quaresima
In linea con quanto è scritto a pag. 4, alla Comunità parrocchiale sono proposti vari appuntamenti, allo scopo
di aiutarci ad attuare i tre aspetti là elencati: preghiera-ascolto, penitenza, carità; queste proposte sono anche
occasioni per ricordare che il cammino personale di ognuno si inserisce in quello più vasto della Comunità.
a) PER TUTTI, in particolare per gli adulti:
✍ Ogni giorno feriale, le ss. Messe sono precedute dalla celebrazione della Liturgia delle Ore: le Lodi alle
7.00, l'Ora di Terza alle 8.30, il Vespro alle 16.30. La Messa delle 8.30 e quella delle 16.30 sono accompagnate da una breve proposta di riflessione.
✍ Ogni lunedì, martedì, mercoledì e giovedì la Messa delle 8.30 è preceduta dalla Via Crucis, quando
essa non ha luogo la sera nelle Diaconie.
✍ Ogni venerdì, ore 15.00: Via Crucis distinta.
b) PER I FANCIULLI DELLE ELEMENTARI E I RAGAZZI DELLE MEDIE:
✍ la confessione di inizio Quaresima, giovedì 22 febbraio
✍ ogni venerdì alle 16.15, nella chiesa dell'Oratorio femm., il breve incontro di riflessione e preghiera;
✍ il ritiro, secondo quanto indicato nel calendario liturgico.
c) PER GLI ADOLESCENTI E I GIOVANI:
✍ la confessione di inizio Quaresima, sabato 24 febbraio, alle 17.00
✍ ogni mercoledì, alle ore 20.00, appuntamento quaresimale, nella chiesa parrocchiale
✍ il 19 marzo, la serata di spiritualità (ritiro II), all'Oratorio femminile.
d) PER I GIOVANI - ADULTI E GLI ADULTI:
✍ la confessione di inizio Quaresima, sabato 24 febbraio, alle 17.00
✍ l'appuntamento quaresimale del mercoledì, alle 20.00, Convento dell’Annunciata, sopra Coccaglio: particolare del chiostro
in chiesa parrocchiale
✍ il ritiro di mercoledì 28 marzo, alle 14.30 o alle 20.00.
VIA CRUCIS NELLE DIACONIE, alle ore 20,30 secondo il
calendario ed i percorsi che verranno indicati sul prossimo bollettino
E’ bene ricordare che
1) tutti i venerdì di Quaresima sono di magro.
2) Il mercoledì delle Ceneri il Venerdì santo sono di magro e
digiuno per tutti coloro che vi sono tenuti: quanti hanno compiuto il 14° anno di età; alla legge del digiuno, invece, tutti i maggiorenni fino ai 60 anni.
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Comunità in cammino
ASTINENZA E DIGIUNO:
in che consistono, “quando” e “chi”
A
ccanto al richiamo continuo alla conversione del
cuore abbiamo l’invito, e alcune volte l’obbligo, di
compiere atti penitenziali. Essi sempre dovranno esprimere l’atteggiamento interiore e la volontà di rinnovarsi
e ritornare al Signore. “Per legge divina, tutti i fedeli sono
tenuti a fare penitenza, ciascuno a suo proprio modo...”.
Tale obbligo stabilito dal Codice di Diritto Canonico
(Canoni 1249-1253), richiamato più volte nel
Catechismo della Chiesa Cattolica, era stato rivisto e
aggiornato dalla Costituzione apostolica "Poenitemini" di
Papa Paolo VI del 17 febbraio 1966. Ora, per l’Italia, la
Conferenza Episcopale, il 4 ottobre 1994, con una Nota
pastorale, dopo aver richiamato il senso cristiano del
digiuno e dell’astinenza, ha anche dato alle nostre Chiese
alcune disposizioni normative e orientamenti pastorali
che in parte riportiamo.
5) Alla legge del digiuno sono tenuti tutti i maggiorenni
fino al 60° anno iniziato; alla legge dell’astinenza coloro
che hanno compiuto il 14° anno di età.
6) Dall’osservanza dell’obbligo della legge del digiuno e
dell’astinenza può scusare una ragione giusta, come ad
esempio la salute. Inoltre, “il parroco, per una giusta
causa e conforme alle disposizioni del Vescovo diocesano,
può concedere la dispensa dall’obbligo di osservare il
giorno (...) di penitenza, oppure commutarlo in altre
opere pie; lo stesso può anche il Superiore di un istituto
religioso o di una società di vita apostolica, relativamente ai membri ed agli altri che vivono nella loro casa”.
Indicazioni per gli educatori nella fede (genitori, ecc.)
N
el tempo sacro della Quaresima i pastori e gli educatori nella fede sono invitati a favorire la riscoperta e
l’approfondimento dell’originalità cristiana del digiuno e dell’astinenza, collegandoli intimamente con l’impegno a maturare nella
vita di fede e di carità. In tal senso sono
da valorizzare l’ascolto della Parola di
Dio, una più intensa vita liturgica, iniziative di preghiera personale e di gruppo,
forme di carità e di servizio.
È quindi lodevole la consuetudine di proporre alle comunità parrocchiali, anche
nella nostra Diocesi, uno o più interventi
di aiuto a favore delle situazioni di bisogno, verso le quali far convergere i frutti
del digiuno e della carità.
Gli impegni penitenziali chiesti in Italia ai credenti
1) La legge del digiuno “obbliga a fare un
unico pasto durante la giornata, ma non
proibisce di prendere un po’ di cibo al
mattino e alla sera, attenendosi, per la
quantità e la qualità, alle consuetudini
locali approvate”.
2) La legge dell’astinenza proibisce l’uso
delle carni, come pure dei cibi e delle
bevande che, ad un prudente giudizio,
sono da considerarsi come particolarmente ricercati e costosi.
3) Il digiuno e l’astinenza, nel senso sopra precisato,
devono essere osservati il Mercoledì delle ceneri (o il
primo Venerdì di Quaresima per il rito ambrosiano) e il
Venerdì della Passione e Morte del Signore Nostro Gesù
Cristo; sono consigliati il Sabato Santo fino alla Veglia
Pasquale.
Ai pastori e agli educatori è chiesto di fare in modo che i
giovani siano istruiti anche circa l’obbligo morale e canonico del digiuno, che ha inizio con i 18 anni. Ai fanciulli
e ai ragazzi si propongano forme semplici e concrete di
astinenza e carità, aiutandoli a vincere la mentalità non
poco diffusa per la quale il cibo e i beni materiali sarebbero fonte unica e sicura di felicità ed a sperimentare la
gioia di dedicare il frutto di una rinuncia a colmare la
necessità del fratello: “Vi è più gioia nel dare che nel ricevere” (At 20,35).
4) L’astinenza deve essere osservata nei venerdì di
Quaresima, a meno che coincidano con la solennità di S.
Giuseppe (19 marzo) o quella dell’Annunciazione del
Signore (25 marzo). In tutti gli altri venerdì dell’anno
si deve osservare l’astinenza nel senso detto oppure compiere qualche altra opera di penitenza, di preghiera, di
carità.
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Comunità in cammino -
Chiesa universale
Pace – Shalom
di don Titta
S
ta avendo grandissima risonanza nel mondo la stupenda
lettera che papa Benedetto XVI ha inviato all’attenzione
dei responsabili delle Nazioni ed a tutti gli uomini e donne
di buona volontà con sinceri auguri di pace. Il Vicario di
Gesù Cristo ha fatto e fa presente quanti milioni di persone,
dislocati nei vari paralleli della terra, vivono nella sofferenza
a causa della violenza, di guerre fratricide, di soprusi
ed ingiustizie che calpestano i diritti di
ogni persona.
pace deve avere il suo habitat nel cuore di ogni persona amante della vita, propria ed altrui. Trovo commovente l’invito del
Papa per farsi operatori di pace nell’ambiente in cui viviamo
o relazioniamo la nostra professione. La ascoltassero questa
voce di padre e pastore chi ha responsabilità civili e sociali
affinché si possano dissipare le guerre, gli odi, i soprusi, le
violenze. Purtroppo il cammino della
storia è disseminato di guerre, lager,
gulag e deportazioni.
Q
uanto è bello il canto degli angeli
scesi dal cielo, la Notte santa,
sulla grotta di Betlemme: pace in terra
agli uomini di buona volontà. Ben lontano dall’imperativo romano del
tempo a Cesare Augusto: se vuoi la
pace, prepara la guerra.
Come fu bello l’augurio di Francesco
d’Assisi “pax et bonum” – pace e bene. È
grave rifiutare le radici cristiane
d’Europa!
Quante vittime innocenti degli
“Erode” del nostro tempo. quanti profughi che oltrepassano i confini delle
loro patrie in cerca di libertà oppure
costretti a vivere ammassati in campi
che hanno poco di civiltà ed umanità.
Sottoscrivo appieno la riflessione di
papa Benedetto XVI quando afferma:
“Ogni uomo ha in sé l’impronta di Dio
Padre che tutti ha creato a sua immagine col diritto alla vita ed alla dignità
personale, indipendentemente dal
colore della pelle, dalla categoria sociale di provenienza e dalla religione che
pratica”.
Cari lettori, quanti pontefici hanno
apertamente lottato in favore della
pace, con classici interventi alle istituzioni umanitarie. Ricordiamo insieme
Leone XIII, Pio X, Benedetto XV, Pio
XI, Pio XII, Giovanni XXIII, che scrisse
l’enciclica Pacem in Terris. Peccato che i
vari capi delle nazioni le abbiano fatte
cadere a terra! Ma noi bresciani non possiamo dimenticare il
forte appello alle Nazioni Unite di Paolo VI del 4 ottobre
1965. Egli lavorò tanto anche accanto a papa Pacelli negli
anni terribili della Seconda Guerra Mondiale per aiutare le
tante persone che venivano braccate dalle SS o deportate.
Nel discorso all’ONU, rifacendosi all’inizio ad una frase di
J.F. Kennedy : “L’umanità deve porre fine alla guerra o la
guerra porrà fine all’umanità”, Paolo VI fra l’altro disse che
la pace deve guidare la sorte dei popoli, se si vuole essere fratelli bisogna lasciar cadere le armi dalle nostre mani. Non si
può amare con le armi in pugno. Amici, preghiamo insieme
Maria, la regina della pace,
perché ci dia la grazia e la
volontà di essere costruttori
di pace, relazionando la
civiltà dell’amore, tanto raccomandata dal Papa.
P
ensando all’impellente necessità di
attuare opere di pace, ha ragione il
Papa nel sottolineare che la pace è un
dono ed un impegno. Sì, un grande
dono a Dio, rivelatosi nella creazione di un universo armonioso ove tutto canta la bellezza e l’onnipotenza di Dio. Ma
– scrivo queste note in pieno tempo natalizio – si è rivelato
pure nel mistero dell’Incarnazione: un Dio che si fa uomo –
bambino! La pace è un serio impegno per ogni uomo, per
ogni comunità che si vanta della propria libertà, senza
dimenticare quella degli altri, se è vero ciò che diceva
Thomas Merton, ex comunista e poi monaco cistercense nel
Kentuky (USA), l’uomo non è un’isola – dice relazione a…mi è piaciuta molto questa espressione del Papa: il criterio
cui deve ispirarsi ogni risposta personale al piano divino è il
rispetto della grammatica scritta nel cuore dell’uomo dal
suo creatore. E qui salta fuori il diritto alla vita ed alla difesa
di essa.
Cari amici, su che scala mettiamo l’aborto, l’eutanasia, la
mutilazione degli organi? La vita è dono di Dio, Egli solo ne
è il Dominus (Signore). La vita è sua! Quanto è vero che la
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Comunità in cammino -
Chiesa Italiana
OBIETTIVO VITA
si celebra domenica 4 febbraio in tutta Italia la
Giornata per la Vita
invitiamo a leggere il messaggio del Consiglio permanente dei Vescovi italiani alle pagine 2-3.
Qui illustriamo alcune iniziative dei Centri di Aiuto alla Vita, espressione del Movimento Per la Vita (MPV).
Iniziamo dal servizio SOS vita:
Che cos’è il telefono “Sos
vita”?
È un telefono “salva-vite”,
che aspetta soltanto la
tua chiamata.
Vuole salvare le mamme
in difficoltà e, con loro,
salvare la vita dei figli che
ancora esse portano in
grembo.
E quasi sempre ci riesce,
perché con lui lavorano
250 Centri di aiuto alla
vita.
Il Movimento per la vita lo
ha pensato per te
Puoi parlare con questo
telefono da qualsiasi
luogo d’Italia: componi
sempre lo stesso numero: 800813000.
Risponde un piccolo
gruppo di persone di provata maturità e capacità,
fortemente motivate e
dotate di una consolidata
esperienza di lavoro nei
Centri di aiuto alla vita
(Cav) e di una approfondita conoscenza delle
strutture di sostegno a
livello nazionale. La
risposta, infatti, non è
soltanto telefonica.
Questo telefono non ti dà
soltanto ascolto, incoraggiamento, amicizia, ma
attiva immediatamente
un concreto sostegno di
pronto intervento attraverso una rete di 250
Centri di aiuto alla vita e
di oltre 260 Movimenti
per la vita sparsi in tutta
Italia.
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Comunità in cammino
Telefono e rete dei Cav e dei Mpv costituiscono un
unico servizio.
Divagazioni
LA FELICITA’
Non immaginarti che la vera felicità costi molto; meno
costa, più è di buona qualità; non sognarla vestita
come tu credi: vestirà sempre abiti diversi da quelli
che tu hai in mente.
Progetto Gemma
adozione prenatale a distanza
Sostieni una mamma in difficoltà e salvi il suo bambino.
Essa è spesso come un berretto: la cerchi dovunque
e, senza accorgerti, l’hai in testa; dopo aver girato il
mondo in cerca di essa, ti accorgi che stava davanti
alla porta di casa tua.
Si tratta di una adozione prenatale a distanza grazie
alla quale il contributo che l’adottante (un singolo o
un gruppo) versa ogni mese (160 euro) per 18 mesi
viene interamente dato ad
una mamma in attesa ed in
difficoltà per cause economiche.
Non è una grande cifra ma
è soprattutto il segno della
solidarietà e della “compagnia” che viene offerta a
quella donna.
Rimandiamo al prossimo
numero del bollettino per qualche chiarificazione in
più.
Non credere che essa vada a braccetto con la ricchezza, la notorietà e il piacere; non pensare che entri
solo in casa degli altri.
La più grande felicità è quella che non era attesa;
certe volte è muta, sorride come il sole e poi tramonta.
“Mi lagnavo di non avere le scarpe; vidi un uomo
senza gambe: cessai di lamentarmi”.
La felicità non è in noi, né fuori di noi; è in Dio, sia fuori
che dentro di noi.
UNA DONNA
Una mattina, una donna, appena sveglia, dice al marito: “Caro, ho sognato che per san Valentino mi regalavi una collana di perle. Cosa vorrà dire?”. Il marito:
“Lo saprai stasera”.
La sera, il marito torna a casa con un pacchetto e lo
dà alla moglie. Lei, eccitata e felice, lo apre e trova un
libro intitolato “Il significato dei sogni”.
Agata Smeralda
Adozione a distanza di bambini brasiliani.
Bastano 31 euro al mese, per adottare a distanza
un "menino de rua", un bambino di strada brasiliano.
Con questi fondi i volontari e gli operatori del
Progetto a Salvador garantiscono al bambino cibo,
cure, istruzione; al bambino e alla sua famiglia.
Un piccolo gesto può fare veramente molto: salvare
una vita.
Oltre agli 8000 bambini adottati a distanza, di cui
200 portatori di handicap, il Progetto Agata
Smeralda conta anche 100 centri di accoglienza, 60
"scuoline" di alfabetizzazione, 5 case famiglia per ragazzine tolte dal marciapiede, un
presidio sanitario presso il
"Centro do Menor" nella favela
di Mata Escura, luoghi di
avviamento al lavoro per i
ragazzi piu' grandi.
Agata Smeralda lavora anche
sul fronte culturale, sensibilizzando l’opinione pubblica sul
grave problema del "turismo sessuale" e sostenendo la causa dei "Senza terra".
I FAGIOLI
Questi legumi sono potenti talismani: proteggono i
bambini e portano fortuna. In Scozia si portano e si
regalano collane di fagioli, con la scusa che portano
fortuna, ma in realtà per spendere poco.
In Inghilterra, i fantasmi dei castelli temono il fragore
dei temporali e quello dei fagioli.
I NONNI
I nonni sono come i cavalli selvaggi, domati dai figli
perché possano poi cavalcarli i nipotini.
STARE ZITTI
Avete taciuto abbastanza. E’ ora di finirla di stare
zitti. Gridate in centomila
lingue. Io vedo che a
forza di stare in silenzio, il
mondo è marcito.
Basta che esista un solo
giusto, perché il mondo
meriti di essere creato.
Altre iniziative e attività del Movimento Per la Vita
su: www.mpv.org
A. B.
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Comunità in cammino
Gli istituti secolari in diocesi – 3
( a cura di don Francesco )
Spigolatrici della Chiesa
Volontarie di don Bosco
Questa famiglia religiosa è nata a Lippiano (Città di
Castello) nel 1947, è di diritto diocesano. La fondatrice è
Pia Tavernelli. Le spigolatrici della Chiesa attingono dal
libro biblico di Ruth l’atteggiamento nel servizio e l’appartenenza a Cristo Signore padrone del Campo. La
ricerca della spiga dimenticata nel solco, la comunione
con i pastori e con tutto il popolo di Dio, chiamate a
cambiare il mondo dal di dentro – questa è la missione di
queste sorelle del Vangelo - come le definì il servo di Dio
Giovanni Paolo II nel 1980.
Esse tendono ad avere una visione eucaristica di tutta la
realtà, con spirito di riparazione. In modo particolare
desiderano annunziare che i germi di salvezza sono già
presenti nel mondo. Vivono i tre voti : castità, povertà ed
obbedienza
con
gioia grande. Esse
testimoniano con la
propria vita la predilezione del Cuore di
Dio per i più poveri
e dimenticati. Molte
sono le comunità
operanti in Italia,
Malta, Svizzera, Brasile, Argentina e
Polonia. La casa
generalizia è a Prato.
Il fondatore di questa famiglia religiosa è il beato Filippo
Rinaldi SdB (1856 – 1931). L’identità della volontaria è
espressa dal trinomio consacrazione – secolarità – salesianità che ella cerca di vivere in profonda armonia.
Consacrata a Dio, la volontaria, si offre totalmente a Lui
mediante i voti per vivere integralmente il Vangelo in
mezzo al mondo, alla cui santificazione contribuisce dal
di dentro. Il carisma salesiano qualifica la vita delle
volontarie nella Chiesa e nel mondo e le rende particolarmente sensibili ed aperte ai valori umani ed evangelici che don
Bosco attinse al cuore del
Salvatore. Seguendo Cristo che
si incarna nell’uomo per divinizzarlo, la volontaria, traduce
tutta la vita in apostolato mettendo al servizio del Regno ogni
dono ricevuto. Nella sua azione
apostolica e nella vita personale,
la volontaria cerca di attuare
nell’oggi lo stile di azione, di
rivelazione e di preghiera che fu di don Bosco; privilegiando i giovani e gli altri destinatari a cui il Santo fu
inviato. Le volontarie di don Bosco non hanno vita
comune, ma vivono in comunione di vita. L’istituto non
gestisce opere proprie. La sede centrale è a Roma.
11 febbraio 2007:
Giornata Mondiale del Malato
preghiera a Maria Madre della speranza
O Maria, Madre della speranza,
tu che hai conosciuto la fragilità dell’uomo
attraverso la sofferenza del tuo Figlio,
volgi il tuo sguardo materno
ad ogni sofferenza e debolezza umana.
Lourdes
Noi ti preghiamo, o Madre della speranza:
chiedi al tuo Figlio che abbia misericordia
e ci sostenga nei momenti più bui della vita.
Intercedi per noi affinché viviamo nel tempo
con la speranza dell’eternità
per contemplare così con gioia la gloria di
Cristo Risorto.
Tu che hai sperato contro ogni speranza
sotto la Croce del tuo Figlio,
infondendo fiducia ai discepoli smarriti e delusi,
ottieni per tutti noi
la consolazione della speranza.
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Gennaio 2007.ps - 1/18/2007 8:41 AM
Comunità in cammino -
cronaca parrocchiale
24 e 25 dicembre 2006, 6 gennaio 2007
Il PRESEPIO VIVENTE
E’
la sera della vigilia di
Natale. Sono le ore
21.45, ora di ritrovo
alla Panineria Maniero per la
partenza del Presepio Vivente.
I figuranti arrivano alla spicciolata e alcuni componenti
del Civico Corpo Bandistico
sono già pronti, compresi i
genitori dei bambini della banda. Sono già presenti anche i due vigili che ci scorteranno, uno all’inizio e l’altro alla fine
del corteo. Forse perché siamo ben coperti, non sentiamo molto il freddo.
Definito il percorso, accese le torce e le candele, al suono dei campanelli dei ragazzi, ci incamminiamo, soffermandoci
davanti ai vari presepi allestiti lungo il percorso per permettere alla Banda di suonare musiche natalizie e per qualche
momento di riflessione. Siamo passati per le vie interne del Quartiere degli Orti e per alcune vie centrali del paese. Davanti
al bar Zucca, i gestori ci hanno gentilmente preparato dell’ottimo tè caldo; l’abbiamo preso tutti molto volentieri, questo
ci ha scaldato un po’ (alla Sacra Famiglia, duemila anni fa, tutti avevano chiuso le porte e nessuno aveva preparato qualcosa per potersi scaldare).
Sul sagrato, molta gente accoglieva il Presepio Vivente. Sarebbe stato bello se un po’ di queste persone ci avessero seguito
lungo tutto il percorso, poiché lo scopo di questo nostro camminare insieme era proprio rivivere il viaggio che hanno
compiuto Maria e Giuseppe duemila anni fa.
La presenza di animali veri, un asino e due caprette, ha reso più suggestiva la rappresentazione.
La mattina di Natale, prima dell’inizio della Messa delle ore 10.00, i pastori hanno fatto il loro ingresso in Chiesa e hanno
preso posto all’altare laterale dove c’era ad attenderli la Sacra Famiglia. Al momento dell’offertorio, sono stati i pastori
che hanno portato le offerte al celebrante.
U
n grazie va a quanti hanno reso possibile lo svolgersi di questa manifestazione: alla Parrocchia, in particolare a don
Francesco per averci messo a disposizione il microfono, le candele, i tappeti e la possibilità di utilizzare il sagrato;
all’Oratorio femminile ove abbiamo potuto preparare la capanna; i Vigili per la paziente scorta fornitaci lungo il
tragitto; il Vivaio che ha fornito il verde utilizzato per decorare la capanna; il nostro Corpo Bandistico sempre molto
disponibile; i proprietari degli animali per averceli messi a disposizione e quanti hanno contribuito alla preparazione
generale.
Con questo nostro itinerare per le strade cittadine abbiamo voluto aiutare la gente a riscoprire un poco di più il vero senso
del Natale, che non è solo acquisti, regali, pranzi e
vacanze, ma la ricerca di un Dio che si è fatto
Uomo per salvarci, ma che ci salva solo se saremo
noi a volerlo. Anche perché, se tutti si ricordano di
festeggiare il Natale, quanti si ricordano veramente
del Festeggiato? ---
La rappresentazione del Presepio Vivente si è ripetuta la mattina dell’Epifania. Come negli altri presepi, così anche in questo, la scena si è completata
con l’arrivo degli ultimi tre personaggi : i Magi.
29
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Comunità in cammino
age
®
associazione
genitori
Coccaglio
I fatti
di violenza e teppismo,
accaduti nelle scuole, si
succedono a cadenza incalzante sui
giornali, in televisione e in Internet,
sconvolgendo l’opinione pubblica e
suscitando la mobilitazione delle
istituzioni. Le prepotenze arrivano a
colpire in modo osceno anche ragazzi
disabili, umiliati dai compagni, ripresi
col telefonino e scaricati in internet. Le
prese di posizione e le riflessioni si
moltiplicano: alcuni inquadrano
l’accaduto nel fenomeno del bullismo,
altri dicono che si tratta di casi particolari
di una situazione ben più
diffusa e nascosta di
illegalità e di violenza, che
si scatena senza uno scopo
e senza un senso.
L’
intera società pare
scardinata dai media,
incapaci di una riflessione
e di una proposta, diffusori
di una cultura votata ad
ogni trasgressione pur di
perseguire il successo. Cresce il numero
delle famiglie che si sfasciano e che
rinunciano ad educare. La scuola stessa
è messa in forma, come istituzione
anacronistica, senza più autorevolezza
né morale, in collisione con i disvalori
che la società propina a giovani e adulti.
Il disorientamento e la paura negli
ambienti scolastici non riguardano solo
il nostro Paese, ma investono gli altri
Paesi occidentali, per cui in Francia i
docenti sono spaventati dai loro allievi
ed in Spagna sono terrorizzati al punto
da organizzarsi in associazioni di
autodifesa.
A
ccanto alle analisi, si sono moltiplicate
anche le iniziative di mobilitazione
e di rinnovato impegno contro i disagi
e le devianze dei ragazzi, rinsaldando
FAMIGLIA
la collaborazione tra le Istituzioni. Il
Presidente della Repubblica ha proposto
un’alleanza rinnovata tra Stato e Chiesa
nella proposta di valori e di autentiche
passioni civili; il Ministro della Pubblica
Istruzione ha chiesto alle scuole di essere
aperte più a lungo ed ha assegnato più
fondi, da ogni parte si invoca “la tolleranza
zero” nei confronti della violenza,
dell’illegalità e verso ogni assuefazione
all’illegalità e alla sottovalutazione
dell’autorità. In questo pullulare di
iniziative e in questa vivacità di
considerazioni i genitori, però, sono
bullismo e teppismo nelle scuole
E I GENITORI
DOVE SONO?
rimasti pressoché assenti ed emarginati.
A
volte sono stati evocati, spesso
individuati come corresponsabili ,
ma, per lo più, sono stati tenuti sullo
sfondo, senza essere mai chiamati a dire
la loro, né a coinvolgersi, alla pari degli
altri protagonisti, nelle strategie di
intervento.
Il Forum Nazionale dei genitori ha
chiesto al Ministro di essere riunito per
definire “una comune intesa educativa”,
ma senza trovare ascolto.
Sembra proprio che il pregiudizio
negativo sulle capacità della famiglia
ad educare continui a permanere in
modo pervicace. Si continua a far leva
solo su strutture, organizzazioni e
stanziamenti economici, nonostante i
limiti registrati finora, le reiterate denunce
30
di
impotenza e
le verifiche ripetute
di fallimento. Si insiste a definire strategie
raffinate e costose, come se le famiglie
non ci fossero, salvo poi riscontrare
nelle ricerche che, per i ragazzi, la loro
famiglia è la cosa più importante e che
i genitori sono determinanti al settanta
per cento della riuscita umana e
professionale dei figli.
Si
continua ad evidenziare i casi di
incapacità, di inettitudine e di
devianza, invece di
cogliere il tanto di
positivo che milioni di
famiglie operano
quotidianamente in
favore dei figli. Si arriva
a considerare i genitori
come destinatari passivi
di interventi correttivi
o di recupero, ma quasi
mai come risorsa per la
scuola e per le altre
famiglie in difficoltà.
P
ermane, insomma, un atavico
pregiudizio che attribuisce all’intero
mondo genitoriale di venti milioni di
individui, le carenze di poche migliaia,
quasi che tra i genitori non ci fossero
le decine di migliaia di insegnanti, di
politici, di laureati, di diplomati, di bravi
papà e mamme, in grado di essere
protagonisti in un’azione comune contro
la violenza e l’illegalità.
Non vi sono solo i papà dei bulli, in
difficoltà rispetto ai propri compiti, ma
vi sono anche i molti papà e mamme
in grado di essere i primi alleati nel
costruire ambienti scolastici, dove vige
il rispetto degli altri e l’impegno nello
studio.
Di fronte ai gravi casi di ribellione e di
Gennaio 2007.ps - 1/18/2007 8:41 AM
Comunità in cammino
SPAZIO PER FAMIGLIE
(“Facciamo il nido”)
prepotenza dei ragazzi l’istintivo
colpevolizzare le famiglie non
fa che incancrenire la patologia,
confermare gli equivoci di un
confronto disturbato, dove invece
di assumere ognuno le
responsabilità, si scaricano
sull’interlocutore anche le
proprie.
Un luogo dove mamme e papà ,
nonne e nonni, fratelli e sorelle
possono portare i bambini più piccoli
e incontrarsi per chiacchierare, giocare,
creare e trascorrere alcuni pomeriggi insieme.
Un gruppo di genitori ha organizzato uno
spazio per le famiglie presso l’Oratorio
“Maria Tonelli”, in via Cavour 14.
I
l fatto, però, che i giudici
arrivino a sequestrare i beni
dei genitori, per risarcire i danni
causati dal figlio in ambiente
scolastico, diventa la riprova che spetta ai genitori educare e che la
chiusura delle scuole all’ingresso dei genitori non solo è inopportuna,
ma giuridicamente insostenibile. Come è possibile, infatti, che i
genitori siano responsabili di ciò che fa il proprio figlio in un ambiente
scolastico dove è loro “vietato entrare”? La colpa presuppone certamente
la responsabilità, ma se si è impediti di esercitarla all’interno della
scuola, non si può essere chiamati a pagare in solido i danni di
comportamenti, che altri hanno voluto gestire da soli. E’ davvero
duro a morire il pregiudizio ideologico secondo il quale è compito
della scuola “decondizionare i figli” dagli influssi negativi delle
famiglie, per cui si persiste in un modello scolastico improntato
all’autosufficienza e all’autoreferenzialità. A scalfirlo non bastano i
risultati fallimentari riscontrati in tutti i Paesi che l’hanno instaurato.
Si dice,
ancora, che la scuola ha bisogno di recuperare in
autorevolezza morale e sociale, ma non è
immaginabile che si possa perseguire questo obbiettivo senza la
fiducia delle famiglie che sono le prime interlocutrici e che restano
il primo riferimento affettivo ed esistenziale di ogni ragazzo.
Le famiglie hanno tutto l’interesse e la volontà di avere stima nei
riguardi degli insegnanti, ma occorre che questi, a loro volta, ne
abbiano nei confronti dei genitori. Che importanza può avere, infatti,
la stima dei genitori se i docenti per primi non ne apprezzano il valore?
Le famiglie non possono certo dare autorevolezza e legittimazione
morale se questa è la prima a delegittimarle nel loro compito.
Mi pare che la strategi corretta sia stata indicata dalla “mamma
coraggio” napoletana, l’unica che sia arrivata all’onore della cronaca
di questi giorni burrascosi. Ha ringraziato pubblicamente “la scuola
che l’ha aiutata ad aiutare il figlio”. Da notare che ringrazia perché
la scuola l’ha aiutata, non perché l’ha sostituita o emarginata. E’ stata
aiutata a fare meglio il suo compito. C’è urgente bisogno che anche
la scuola arrivi a ringraziare le famiglie che l’aiutano ad aiutare i
ragazzi a vivere i valori della legalità e della solidarietà reciproca.
(tratto da A.ge Stampa)
31
Si tratta di uno spazio opportunamente allestito
per tre giorni alla settimana - Martedì,
Mercoledì e Giovedì dalle ore 16,00 alle ore
18,30 – e in cui le famiglie possono incontrarsi
per conoscersi e aiutarsi nella cura quotidiana
dei bambini.
E’ sempre presente un’animatrice che aiuta a
intrattenere i bambini mentre i genitori possono
dialogare e confrontarsi. Il progetto è stato attivato nel 2005 e ha visto la partecipazione di
circa 50 genitori alcuni dei quali si sono successivamente impegnati ad aprire questo spazio e ad accogliere gli utenti. Questa iniziativa
sembra rispondere a bisogni di inserimento
nella comunità di alcune mamme che provengono da fuori paese (anche extracomunitarie) o
comunque mamme che desiderano ritagliarsi
nella giornata un momento d’ incontro e cercano un luogo per creare nuove relazioni.
Il progetto è libero, gratuito e prevede anche
alcuni incontri di scambio e confronto, aperti a
tutti, organizzati da formatori e riguardanti il
ruolo dei genitori nella scuola e nella famiglia.
Questi incontri saranno realizzati presso la
Scuola dell’ Infanzia Urbani-Nespoli nei
seguenti giorni:
GIOVEDI’ 18 GENNAIO 2007
dalle ore 20,30 alle ore 22,30
“LA COMUNICAZIONE IN FAMIGLIA”
GIOVEDI’ 8 FEBBRAIO 2007
dalle ore 20,30 alle ore 22,30
“ AFFETTIVITA’ E SESSUALITA’ TRA I FIGLI”
GIOVEDI’ 1 MARZO 2007
dalle ore 20,30 alle ore 22,30
“ I VALORI “
GIOVEDI’ 22 MARZO 2007
dalle ore 20,30 alle ore 22,30
“IL NO DEI GENITORI: REAZIONE DEI FIGLI”
Una maestra sarà a disposizione
per intrattenere i bambini
PER INFORMAZIONI :
LUCA 340 411 3998
Gennaio 2007.ps - 1/18/2007 8:41 AM
Comunità in cammino -
dall’Oratorio
PICCOLO IMPEGNO
PER UN GRANDE PROGETTO
più assidua e non si è persa un appuntamento, chi solo
per brevi periodi, ma tutte hanno messo a disposizione il
proprio impegno.
Chi ha portato la propria esperienza, chi tanta creatività
e fantasia e chi la voglia di fare, unita ad un po’ di allegria
e spensieratezza. In questo clima di serenità e disponibilità sono stati realizzati addobbi natalizi come ghirlande,
candele, centrotavola; oggetti pasquali, icone, fiori per la
festa della mamma, piatti decorati…….
Tutto ciò con l’obiettivo di collaborare con piccoli aiuti,
al grande progetto del “Focolare”, e quest’anno, in particolare, all’acquisto di nuovi giochi per il cortile
dell’Oratorio “femminile” dato che quelli “storici” sono
stati rottamati perché ormai più pericolosi che utili.
i impegniamo noi e non gli altri, unicamente noi e non gli altri; né chi sta in
alto, né chi sta in basso, né chi crede, né chi
non crede. Ci impegniamo senza pretendere
che altri si impegnino.
Ci impegniamo senza giudicare chi non si impegna, senza accusare chi non si impegna, senza
condannare chi non si impegna, senza cercare
perché non si impegna, senza disimpegnarci
perché altri non si impegna…… Ci impegniamo
per trovare un senso alla nostra vita…….
Si vive una volta sola e non vogliamo essere
giocati in nome di nessun piccolo interesse.
Non ci interessa la carriera; non ci interessa il
denaro; non ci interessa il successo né di noi
stessi né delle nostre idee; non ci interessa
passare alla storia. Ci interessa perderci per
qualcosa o qualcuno che rimarrà anche dopo
che noi saremo passati e che costituisce la
ragione del nostro ritrovarci.
Ci impegniamo non per riordinare il
mondo, non per rifarlo su misura, ma
per amarlo……….”
“C
……E finchè il nostro contributo sarà utile e ben accetto
continueremo ad impegnarci .
Per questo cogliamo l’occasione per invitare chiunque
volesse condividere questo interesse ad unirsi a noi, con
la propria disponibilità di tempo, capacità e voglia di fare.
tutti coloro che con passione dedicano il loro
impegno per il grande progetto - l’Oratorio
- perché credono nel valore educativo di quest’ambiente che è anzitutto un insieme di persone, perché desiderano spendersi di persona e che,
realizzando prodotti di vario tipo presentati su
una bancarella, ora in piazza durante il mercatino pre-natalizio dei Patroni, ora sotto il portico
della vecchia cascina al Focolare, ora nel bar
dell’Oratorio e ove altro si rende possibile, il grazie sentito e sincero. Questo impegno non ottiene
solo il risultato di raccogliere un po’ di fondi per
fronteggiare i debiti, ma contribuisce a tenere
viva la consapevolezza che l’Oratorio c’è e aspetta il contributo di tutti.
A
DON PRIMO MAZZOLARI
on voglio in alcun modo essere irriverente o banalizzare queste parole, ma,
leggendole, mi è venuto da pensare, molto
semplicemente, al nostro gruppo di mamme
che da ormai tre anni in prossimità di feste
importanti e ricorrenze come il Natale, la
Pasqua, la festa della mamma, ecc., puntualmente si ritrova a preparare tutto ciò che può
essere utile per allestire una bancarella.
Ognuna secondo la propria disponibilità; chi
N
32
Gennaio 2007.ps - 1/18/2007 8:41 AM
Comunità aperta
Gesù, nel povero, si è fermato da noi
di G.Pedrali
nei loro cuori e sui loro visi… essere amati è il dono più
grande che si può ricevere!
Oggi un seme di pace
è stato gettato, domani
dovrà continuare a
dare il suo frutto.
Desideriamo ringraziare tutta la Comunità
parrocchiale che, con
costante sacrificio, ci
aiuta a donare sollievo
ai poveri.
a festa delle feste, diceva S. Francesco d'Assisi, è quella
in cui i poveri sono al posto d'onore. E' quanto è
successo
nella nostra
Coccaglio sabato
6 gennaio, solennità dell’Epifania
e Festa dei Popoli,
le porte dell’oratorio e centro
giovanile “Il
Focolare”, si sono
aperte ai poveri:
anziani, giovani
ed adulti che
hanno perso
tutto.
Tra gli ospiti
presenti all’agape
fraterna, sia cristiani che musulmani provenienti dall'Africa,
dall’Asia, dai Paesi medio orientali e dall’Europa vi erano
i volontari della Caritas parrocchiale, l’arciprete don
Giovanni, con i sacerdoti ed il diacono; don Gaetano
Fontana, parroco di Cologne e responsabile della Consulta
Zonale della Carità, avrebbe voluto esserci, ma vi è stato
impedito da altri impegni.
È la prima volta che nella nostra Zona pastorale si organizza
un pranzo per i poveri e siamo
contenti che proprio nella nostra
Comunità ci sia stata la gioia e il
desiderio di organizzare il tutto.
L
uesto momento di festa e di
condivisione è stato visto come
un contagio di bene per tutta
la Comunità e come segno tangibile
del desiderio di vedere sempre il
volto di Cristo nei poveri.
Oggi, nel nostro Oratorio, tante
erano le storie dolorose invitate a
convenire nel luogo di pace della
nostra Comunità: un forte sorriso
ha avuto la possibilità di rinascere
n grazie sincero
a tutti i volontari
che, con generoso
amore, donano del
loro tempo per essere
testimoni della carità.
Un grazie sincero a
chi, in diversi modi,
ha potuto far sì che
questo gesto di solidarietà si potesse realizzare: alle donne
che hanno preparato con pazienza ed amore il pranzo,
all’arciprete don Giovanni e don Francesco che ci hanno
sostenuto in questo viaggio,
a don Roberto che ci ha
concesso gli ambienti
dell’Oratorio e al sig. Sindaco
che ci ha onorato con la sua
presenza.
Grazie di cuore a tutti e che
questo momento con i poveri
possa diventare una bella
tradizione nella nostra
Comunità, sempre attenta
al grido dei poveri.
U
Q
“Il frutto della fede è l’amore
e il frutto dell’amore è il servizio”
33
Questo è stato un bel regalo
che Dio ha offerto a noi
tutti!
Gennaio 2007.ps - 1/18/2007 8:41 AM
Comunità aperta
VITA MISSIONARIA
Missionari di casa nostra
Un pozzo d’acqua “che non finisce mai”
Dopo aver ricevuto, durante la Messa delle 10.00 del 31 dicembre il
“mandato” a rappresentare la nostra comunità parrocchiale (ma il
pozzo era frutto anche dell’impegno delle comunità di Capriolo e Urago
Mella) il I gennaio sono partiti alla volta del Kenya i volontari che
dovevano presenziare all’inaugurazione del pozzo dedicato al nostro
don Bruno. Si è così realizzato un suo sogno.
In Kenya i Nostri incontreranno sr. Martina Foschetti e sr. Emilia Paris,
un’altra delle missionarie originarie di Coccaglio, di recente tornatae
entrambe tra noi per qualche tempo.
Ai partenti abbiamo affidato l’incarico
di salutarle, a nome della nostra
Comunità.
Modificando i tempi verbali dal futuro
al passato prossimo, riportiamo dal
Giornale di Brescia l’articolo di Anna
Salvioni e, di seguito, la lettera inviata
a suo tempo da sr. Martina.
I
non solo.
«L’obiettivo del
progetto, condiviso e
approvato dalla
Fondazione - hanno
sottolineato i promotori dell’iniziativa
- è quello di creare una
missione autonoma, che
animi una
piccola economia locale:
oltre al pozzo,
infatti, il pro... e con sr. Martina
getto ha permesso di acquistare anche alcune mucche e di ristrutturare
le stalle esistenti».
gennaio 2003: don Bruno con sr. Emilia
nella baraccopoli di Nairobi...
naugurazione del pozzo «Don
Bruno, maji ya uzima» (acqua
che non finisce mai), intitolato alla memoria di don Bruno
Cadei, il sacerdote tragicamente scomparso nell’agosto 2005.
La sera del I gennaio, infatti, nove coccagliesi - Eugenio Fossati,
Giulia Fossati, Tiziana Filisetti, Tiziana Bosio, Andrea Bono,
Diego Pedercini, Sebastiano Torrisi, Claudia Torrisi e Patrizia
Murgo - si sono messi in viaggio verso Subukia, nella Rift Valley
del Kenya, per raggiungere la compaesana suor Martina Foschetti
delle Serve del Sacro Cuore di Gesù e dei poveri (che da oltre
dieci anni è impegnata in Kenya come missionaria), e partecipare
alla solenne inaugurazione, prevista per il 4 gennaio, dell’opera
tanto desiderata da don Bruno, che servirà le circa 250 ragazze
(ma non solo - NdR) frequentanti la scuola sorta recentemente
in quella zona.
Già nel febbraio 2003, un piccolo gruppo di coccagliesi (tra i
quali gli stessi Eugenio Fossati, Tiziana Filisetti, Tiziana Bosio
e Andrea Bono) guidati da don Bruno, si era recato in Kenya
per far visita a suor Martina e vi era rimasto per tre settimane,
rendendosi conto delle difficoltà degli abitanti. Lo stesso
gruppo, con qualche partecipante in più e con don Bruno nel
cuore, è tornato nuovamente in quelle zone.
L
a permanenza in Kenya dei franciacortini è durata
fino al 13 gennaio e durante il viaggio era prevista
la visita alle baraccopoli di Nairoibi e alla missione della
Consolata dove opera un’altra missionaria di Coccaglio, suor
Emilia Paris.
Dopo la benedizione di monsignor Francesco Beschi, i partenti
hanno ricevuto anche quella del parroco di Coccaglio, accompagnata
dalla consegna del mandato missionario.
Un grazie a tutti, in
particolare ad
Eugenio che, per
quanto riguarda
Coccaglio, è stato il
motore trainante
dell’iniziativa del
pozzo, ed a quanti
hanno collaborato
con lui.
Sul prossimo numero
del nostro bollettino
ascolteremo dalla
viva voce dei nostri
“inviati-missionari”
racconto ed emozioni
dell’esperienza,
vissuta a lode del
Signore nella ricerca
del bene per i fratelli.
G
razie alla collaborazione tra gli abitanti di Coccaglio,
Urago Mella e Capriolo, «La Risposta di Coccaglio onlus»
e al consistente contributo di 10mila euro generosamente
offerto dalla Fondazione della Comunità bresciana (dal 2001
impegnata «per lo sviluppo civile, culturale, sociale, ambientale
ed economico della comunità e il sostegno di coloro che
forniscono concrete risposte ai bisogni del territorio»), è stato
così possibile portare a termine la costruzione del pozzo, ma
34
gennaio 2003: sr. Martina con sr. Emilia: la visita dei
Nostri nel 2003 offrì loro una rarissima occasione
d’incontrarsi
Gennaio 2007.ps - 1/18/2007 8:41 AM
Comunità aperta
In prossimità dell’inaugurazione del pozzo e della partenza, sr. Martina aveva indirizzato questa lettera a coloro che si accingevano
a raggiungerla in Kenya e alla nostra Comunità
Cari amici, vi scrivo....
Carissimo Don Giovanni,
e
ccomi a voi miei cari coccagliesi e amici pronti per la partenza. Mi sento anch'io commossa con voi.
Tre anni fa il nostro amico e fratello Don Bruno era con voi nel viaggio, con il suo entusiasmo, coraggio
e tenacità. Ora sarà ancora molto più presente, sarà con voi nello spirito e nel più profondo dei vostri
cuori, pensieri e bei ricordi vissuti insieme: egli vi seguirà dall'immenso e sconfinato cielo, sarà con voi e
sentirete la sua presenza, non morirà mai, sarà sempre al nostro fianco come un angelo che ci guida e ci
darà il conforto nei momenti più difficili.
Ma nel suo ricordo, sono rimasti altri ricordi: un pozzo dedicato a lui, un pozzo d'acqua che non finirà
mai e da lui voluto.
D
ue anni fa avevo mandato una lettera per chiedere un aiuto ed è proprio per lui che quel pozzo è stato iniziato e voi l'avete
portato a compimento nel suo nome. Le targhe di marmo sono state gia messe su di un pozzo decorativo, sto aspettando la
foto che voi mi porterete.
Non so come ringraziare la vostra generosità e voglia di lavorare per i più bisognosi e poveri. Vorrei ringraziare tanto anche la
parrocchia di Urago Mella (ora si e' formato il gemellaggio) e anche la mamma di don Bruno che ho potuto conoscere l'anno
scorso nelle vacanze. Grazie di vero cuore!
Dopo solo due anni anch'io lascerò Subukia e andrò in un'altra missione con un nuovo incarico, questa e' la Sua volontà,
continuare a fare del bene dove Lui vuole.
Mi sento veramente accompagnata da don Bruno, lui e' il mio protettore ed intercessore nei nuovi progetti a me affidati dalla
congregazione.
G
razie Don Giovanni di inviare oggi questi nostri amici alla missione del Kenya: saranno benedetti e ricordati da tutte le
persone care che hanno voluto e vogliono bene a Don Bruno.
Partite con la provvidenza e protezione della Madonna e di Gesù che sempre ci accompagnano da vicino e con un Angelo dal
cielo sempre pronto a soccorrerci.
Con tanto affetto saluto i miei parrocchiani, i miei genitori e gli amici; il suo assistente Don Roberto, don Battista e Don Francesco.
Vi porto nel cuore: buon Natale e buon anno 2007
NON VI SCORDO NELLA MIA PREGHIERA.
CIOA A TUTTI I CAVALIERI DEL KENYA.
ARRIVEDERCI A PRESTO
un altro dei missionari di casa nostra: p. Battista Omodei, guanelliano, tra alcuni dei suoi ragazzi,
nelle Isole Filippine
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Gennaio 2007.ps - 1/18/2007 8:41 AM
Comunità aperta
CHIESE CRISTIANE
18-25 gennaio: Ottavario di preghiera per l’unità dei Cristiani
"Fa sentire i sordi e fa parlare i muti!"
(Marco 7, 31, 37)
P
iù ci avviciniamo alla croce di Cristo, più ci avviciniamo gli uni agli altri. Se cogliamo la straordinaria
grandezza di questo amore, comprendiamo di più il cammino che dobbiamo intraprendere per realizzare la preghiera al Padre: “Fa’ che siano
tutti una cosa sola [...] così il
mondo crederà che mi hai mandato” (Gv 17, 21).
In Italia siamo quotidianamente a contatto con coloro
che hanno lasciato la loro terra, la loro casa, a volte per la
guerra e per la fame, in vista di un luogo migliore.
T
roppo spesso noi ci tappiamo le orecchie alla
loro condizione ed alla loro
richiesta di aiuto. Questa
cospirazione di silenzio
esige una risposta.
Sappiamo che vi è sempre
un rischio quando si apre la
porta di casa a qualcuno
che è sconosciuto. Gesù ha
sempre corso questo rischio pur di incontrare una
creatura di Dio. Il nostro
più grande nemico è la
paura che ci fa chiudere la
porta del nostro cuore e ce
la mantiene serrata. Se permaniamo in questo stato
per un periodo lungo, diveniamo aridi e viviamo solo
nella paura, accumulando le nostre ricchezze solo per
noi.
Il tema della Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani di
quest’anno, ci porta nel cuore del
messaggio del Vangelo. L’amore
supera ogni distanza, abbatte
ogni barriera; coloro che amano,
infatti, sanno spendere la propria
vita per gli altri. Essi sanno “svuotarsi” dell’amore solo per se stessi
per amare e servire gli altri, a partire dai più deboli. Il brano biblico scelto quest’anno ci presenta
un Gesù che si identifica con i
poveri, i malati, i piccoli. Egli
prende su di Sé la sofferenza degli
uomini. A motivo del peccato noi
siamo incapaci di ascoltare la Parola e incapaci di portare testimonianza con le nostre labbra alla gloria di Dio.
I
l testo di quest’ anno ci aiuta a riflettere sul significato
dell’ unità come “comunione con” tutti e particolarmente con i poveri. Comprendere la natura trinitaria del
Dio che crea, che salva, che guarisce, che ascolta la supplica dei poveri, che rompe il silenzio, che desidera che
tutta la sua creazione sia una cosa sola con lui, rende noi
cristiani in grado di prendere sulle nostre spalle la
responsabilità di tutta la creazione, di tutta la famiglia
umana.
F
orse si può far derivare dal testo biblico un ulteriore
significato: il fatto che spesso davanti al peccato e al
male noi siamo sordi e muti. Non vogliamo ascoltare il
“grido dei poveri”. Le situazioni di sofferenza in alcuni
luoghi nel mondo, lontani ma anche vicini alle nostre
case, impongono ai cristiani di agire insieme per alleviare
la sofferenza umana e ristabilire la dignità della persona.
Ciò che ci unisce, nel desiderio di superare queste condizioni, è il nostro comune battesimo. In esso diveniamo
fratelli e sorelle fra noi, perché siamo adottati come figli
di Dio e dunque Gesù diventa nostro Fratello. Nel suo
corpo noi siamo uno, così che, quando una parte del
corpo soffre, tutto il corpo soffre.
L’unità dei cristiani comincia con la consapevolezza di
doversi conformare alla vera immagine che Dio ha posto
nei nostri cuori affinché possiamo crescere verso la pienezza in Cristo. La violenza ai danni dei deboli e degli
36
Gennaio 2007.ps - 1/18/2007 8:41 AM
Comunità aperta
DAL MONDO DEL VOLONTARIATO
DALL’AFRICA GLI AUGURI A COCCAGLIO…
l Vescovo di Mbalmayo, in Camerun, Mons. Adalbert Ndzana, che fu a Coccaglio lo scorso settembre e che incontrò
alcuni membri del clero, ha cortesemente inviato alla nostra Comunità gli auguri e il ringraziamento anche per l’articolo riguardo a quell’incontro apparso sul nostro bollettino. Riportiamo con piacere il testo della sua lettera che possiamo pubblicare solo ora,
in quanto, quando ci è giunta, il numero di novembre era già in stampa. La lettera originale è scritta in francese, viene qui riproposta già tradotta.
I
Mbalmayo, 15 dicembre 2006
Don Giovanni GRITTI
Parrocchia di COCCAGLIO
BRESCIA
Reverendo e caro Padre,
con ritardo mi rivolgo a Lei, dopo il mio passaggio a COCCAGLIO, per ringraziarla di tutto cuore per
l’accoglienza calorosa e fraterna che mi avete riservato il 26/09/2006, il Suo vicario e Lei stesso, al
momento del mio breve soggiorno nella Vostra bella Parrocchia.
Marco mi ha consegnato il giornale “VECCHIA PIEVE” con l’articolo scritto su di me; anche di questo
sono piacevolmente sorpreso, e La ringrazio anche per questa delicatezza nei miei confronti.
Marco e la sua Associazione svolgono un lavoro notevole nel quadro del progetto “OASI MAMMA
DELL’AMORE DI ZAMAKOE”: grazie alla generosità degli amici e dei benefattori italiani, migliaia di
persone - bambini, giovani, adulti ed anziani, uomini e donne - sono stati curati praticamente gratis e
molte vite sono state salvate.
Di tutto questo rendo grazie a Dio ed esprimo, a nome di queste migliaia di beneficati senza voce, tutta
la mia soddisfazione e la mia profonda gratitudine. Apprezzo ed incoraggio vivamente tutto ciò che può
sostenere quest’opera così benefica nel nostro contesto di grande povertà, dove curarsi delle malattie più comuni, ma anche di quelle più mortali, quali la malaria, l’HIV/AIDS, si rivela assai spesso un
lusso!
Ripetendo ancora una volta di tutto cuore il mio grazie e porgendo i miei più vivi voti augurali per le
sante festività di Natale ormai alle porte, voglia accogliere, reverendo e caro padre, l’espressione dei
miei saluti cordiali in Gesù e Maria.
+ Adalbert NDZANA
Vescovo di Mbalmayo
Cameroun
Per aiutare la realizzazione del progetto o fare una esperienza missionaria, è pssibile contattare il numero telefonico dell’Associazione
“Opera Mamma dell’Amore” di Paratico: 333 3045028, dalle 9.00 alle 20.00 un incaricato risponderà ad ogni vostra richiesta. M.F.
segue dalla pagina precedente
indifesi, contro i bambini e le donne, contro i poveri e gli anziani che viene continuamente perpetrata nella nostra società,
spinge i cristiani a sciogliere la lingua per poter parlare con una sola voce contro di essa. Questo è un “ecumenismo della
vita” che vuole costruire comunione con tutti coloro che ascoltano la chiamata di Gesù a controbattere il male che c’è nel
mondo di oggi.
P
rima di operare questo miracolo, Gesù eleva la sua preghiera al Padre. Preghiamo per il dono dello Spirito, che fa
nuove tutte le cose, che rinvigorisce ciò che è avvizzito, che bagna ciò che arido, che scalda ciò che è freddo, che dà vita
ai morti, che fa di tanti un solo corpo. È questo stesso Spirito che aprirà i nostri orecchi e scioglierà le nostre lingue.
L’unità per cui preghiamo non è solo una comunione con la fede degli apostoli, ma anche con la vita degli apostoli. La
Parola che abbiamo ricevuto deve essere proclamata, celebrata e vissuta. In questo modo il mondo saprà che noi davvero
siamo i discepoli dell’unico Signore, e crederà in Colui mandato dal Padre per la salvezza del mondo.
La Commissione Ecumenica Italiana
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Gennaio 2007.ps - 1/18/2007 8:41 AM
Comunità aperta
GENNAIO - FEBBRAIO 2007
Iniziative per la Pace
Variegato e intenso il calendario delle iniziative per promuovere l’educazione alla pace curato dal nostro Tavolo
della Pace. Una di esse ha già ha avuto luogo Domenica
14 gennaio, alle ore 16.30: nell’auditorium è stato proiettato il film “Paradise Now” del regista Hany Abu-Assad.
Domenica 28 gennaio 2007
ore 16.30
presso l’auditorium San Giovanni Battista
in occasione della GIORNATA DELLA MEMORIA
proiezione del film
Rosenstrasse
della regista Margarethe von Trotta
Il dialogo si realizza conoscendosi e valorizzando le
espressioni spirituali e culturali dell’altro; dalla reciproca
conoscenza, nasce quella possibilità di vincere la paura
che è frutto del dialogo e deriva dal fatto che mi accorgo
che non c’è motivo per cui io debba avere paura dell’altro.
Una delle cause della guerra, accanto agli interessi economici, alla volontà di dominio e a quella di rivalsa, è, infatti, proprio la paura dell’altro. Siccome mi fai paura, ti
combatto: allo scopo di togliere di mezzo la paura, cerco
di togliere di mezzo te: è un meccanismo perverso, applicato tante volte nella storia.
------
Domenica 4 febbraio 2007
ore 16.30
presso l’auditorium San Giovanni Battista
proiezione del film
Private
del regista Saverio Costanzo
Ci attendono i seguenti appuntamenti, a cominciare da
quello di oggi, giorno di uscita di questo numero del bollettino:
L’appuntamento, il primo, previsto per venerdì 12 gennaio alle ore 20.30 nell’auditorium “San Giovanni
Battista”, incontro sul tema “Nel segno del Dialogo” il
Vicedirettore del Giornale di Brescia, dott. Claudio
Baroni, intervista lo scrittore Kaled Fouad Allam, volto
noto dell’Islam che è in Italia, è stato rimandato ad altra
data, a motivo dell’indisposizione del sig. Allam.
Domenica 21 gennaio 2007
dalle 9.30 alle 12.00 e dalle 15.00 alle 17.30
presso l’auditorium San Giovanni Battista
Mostra di Arte postale:
“Creatività contro la povertà”
La tua voce per la costruzione
di una pace giusta e duratura
Nel mese di marzo, in giorno, ora e modalità da stabilire,
è fissata la Marcia della Pace, che speriamo scevra da
qualsiasi strumentalizzazione ideologica.
--------
A cura del Gruppo Sportivo “Vita per la vita” è in fase di pogrammazione un convegno internazionale, da tenersi a Coccaglio
su “La donazione del sangue, degli organi, dei tessuti e delle cellule nel mondo: esperienze a confronto”.
Non è la prima volta che si organizza qualcosa di simile nel nostro paese: un precedente convegno internazionale, sempre inerente il tema della donazione, si tenne nei primi anni ‘90 ed ebbe quale risonanza un’importante determinazione legislativa a
livello nazionale su questo tema.
La sera di venerdì 12 gennaio, nella sede del gruppo - la Casa della Solidarietà - ha avuto luogo una riunione programmatica, in vista della definizione del programma, presieduta dal Presidente del Gruppo promotore, Cav. Lino Lovo e dalla dottoressa xy, alla presenza del sindaco, del parroco, dei presidenti di Enti e Fondazioni direttamente interessante o chiamate al
coinvolgimento, prime fra tutte l’AVIS, l’AIDO, i Volontari del Soccorso. Il Convegno è programmato per la metà di ottobre; per
esso verrà chiesto l’accreditamento dell’ASL e saranno invitati a partecipare esperti dalla Spagna, Francia, Russia, Svezia,
Cina, Canada, Giappone, USA. Varie le realtà la cui collaborazione si intende chiedere. A caratterizzare il convegno ci sarà
anche l’inaugurazione di due nuove costruzioni realizzate con le lattine: la Torre di Pisa e la Grande Muraglia.
Un’iniziativa che contribuirà a qualificare ulteriormente Coccaglio e, soprattutto, al di là dei campanilismi, potrà offrire un altro
apporto alla conoscenza reciproca tra gli abitanti del “villaggio globale” e al progresso a favore della persona.
38
Gennaio 2007.ps - 1/18/2007 8:41 AM
Comunità aperta
Associazione dei Club degli Alcolisti in Trattamento
ACAT FRANCIACORTA
CAT
“Il sorriso”
Coccaglio
IL CLUB DEGLI ALCOLISTI
IN TRATTAMENTO SI PRESENTA
AA. VV.
N
I
el 1964 Vladimir Hudolin (psichiatra croato di fama
internazionale) diede vita, a Zagabria, ai “Club degli
Alcolisti in Trattamento”. Oggi i Club in Italia sono circa
2.300, 60 dei quali in provincia di Brescia. L’ACAT
Franciacorta raccoglie 6 club: 1 a Castegnato, 1 a
Gussago, 2 ad Ospitaletto, 1 a Rovato e 1 a Coccaglio.
Anche a Coccaglio, infatti, è nato un CAT.
l servitore/insegnante del CAT "Il sorriso" di Coccaglio
è Luisa Ferrandi cell. 348 5405116; ci si incontra il
lunedì 20,30-22 nella “Casa della solidarietà".
S
i può parlare di un'esperienza importante e diffusa
come i Club in molti modi. Si può provare a descrivere il Club tramite le sue regole, le sue modalità di svolgimento senza riuscire a dire niente del Club, cioè senza
riuscire a far emergere il significato vero e profondo di
questa storia che coinvolge molte persone, famiglie,
paesi… Forse si riesce a parlare del Club quando si facilita la possibilità, per chi ascolta, di sentirsi partecipe e di
comprendere che quello che si sta dicendo riguarda
anche la propria storia e le proprie domande di senso. Ma
non solo, che quello che si sente è inserito in un processo
che è anche culturale e in quanto tale coinvolge tutti e
ciascuno. Quest'esperienza fortemente umana e relazionale si fonda su solide basi scientifiche. Perciò nel parlare del Club è necessario utilizzare sia un linguaggio evocativo (le storie personali, la creatività, i volti, la musica,
le metafore, le risonanze…) sia una precisione terminologica (tipica della metodologia che appartiene all'approccio ecologico/sociale, alla teoria sistemica oltre che agli
orientamenti dell'Organizzazione Mondiale della
Sanità).
I Club degli Alcolisti in Trattamento, da dieci anni presenti in Franciacorta e da circa venti in provincia di
Brescia, sono una risorsa attenta e discreta a servizio delle
famiglie con sofferenze legate all’uso di alcol.
L
’alcol può sembrare una piccolezza, un semplice evidenziatore, ma spesso sono le piccole cose, che paiono poco importanti, a far emergere le domande profonde, di senso che riguardano tutti noi. Sono gli interrogativi profondi a farci incontrare e constatare che “Tutti
siamo responsabili di tutti”.
Parlare di alcol e di problemi legati al suo uso non può
che riguardare tutti noi esseri umani che ci sentiamo in
cammino, non da soli, ma insieme; non da soli, ma possibilmente in una comunità che riconosce come proprie
le sofferenze presenti.
L
’Interclub - da non confondere con il circolo sportivo
dal nome simile - è un momento privilegiato di
incontro e di testimonianza che i membri, le famiglie dei
CAT desiderano condividere con le persone, le famiglie
dei propri paesi.
L
'opportunità di esserci: l'OMS da anni sta chiedendo
che l'Europa affronti questo problema. La cultura
alcolica nella quale viviamo e il contatto continuo con i
Problemi Alcol Correlati rendono difficile il loro stesso
riconoscimento. È importante dare visibilità al fenomeno. Infatti dedicare il proprio tempo per approfondire le
tematiche alcolcorrelate potrebbe sembrare un po’ sterile
se non lo si collegasse alle reali difficoltà e alle sofferenze
che ogni giorno vediamo e proviamo come singoli, famiglie e comunità.
In particolare sentiamo come necessario coinvolgere le
persone che nella comunità hanno responsabilità specifiche a servizio dei cittadini e del loro benessere.
Ogni Interclub è diverso da un altro… ognuno di noi può
fare la differenza portando se stesso.
39
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Cultura, sport, notizie - Curiosando nello scrigno
Il nostro monsignore ed artista
( a cura di G. Pedrali )
Q
uesta volta, anziché aprire polverosi cassetti ed armadi nascosti per tirar fuori oggetti
rari e preziosi, desidero attirare la vostra attenzione su uno dei grandi pastori della nostra
Comunità coccagliese che, fra l’altro, aveva delle
doti nascoste e preziose: questi è mons. Antonio
Dossena. Proprio il prossimo 19 febbraio ricorrerà il 51° anniversario della sua morte. Egli,
oltre ad essere zelante pastore, era anche un
poeta, musicista ed artista. Venne eletto parroco
dai capi famiglia di Coccaglio nel 1919, aveva 40
anni. Fu predicatore di corsi di santi esercizi e di
missioni in varie diocesi. Arricchì la nostra chiesa di preziosi paramenti, suppellettili sacri e di bellissimi
inni che ancora cantiamo…per fortuna! Cesare Pavese
diceva: “Non è bello che qualcuno, in un paese, in una
frazione, voglia far dimenticare le radici e le tradizioni di
quei luoghi. Facendo questo si distrugge la storia e la
memoria del Popolo…si distrugge il desiderio di tramandare…”.
che ti devi consolar.”
Agli otto di settembre,
allo spuntar dell’aurora,
alla mattina di buon ora,
Maria è nata in un bel dì.
Inno cantato per il vespro di Natale
(versione ritmica in italiano dal testo latino)
N
elle cronache redatte da don Botti così si legge:
“Monsignore volle erigere un grande campanile ad
onore di Dio e sotto la protezione di Maria Santissima.
Lo eresse con coraggio, con le offerte del Popolo e le
chiacchiere dei ricchi…” e continua don Botti :” morì servendo Dio e la sua Coccaglio. Lasciò a tutti noi un esempio di grande fede e di confidenza nella Provvidenza di
Dio. Morì in povertà, come il suo Signore, ma senza
lasciar debito alcuno…” ed è per questo che mi sembra
doveroso venerare la sua memoria proponendo a tutti voi
alcune opere redatte dal nostro mons. Dossena.
Gesù Cristo redentore,
sei venuto sulla terra
per aprire a tutti il cielo
a gloria del tuo Padre.
Tu splendore dell’Eterno
e speranza dei mortali,
esaudisci la preghiera
che a te leviamo in coro.
Non scordare o Creatore,
che siam figli della terra,
e tu pure da tua Madre
hai preso un cuore umano.
Apriamo insieme questo scrigno…
Questo giorno ci ricorda,
con festiva ricorrenza,
che Dio Padre ti ha mandato
in dono di salvezza.
Inno cantato per la solennità della
Natività di Maria Santissima
Gioacchino era sul monte,
sul monte era pastore.
Un bel angelo del Signore
lo viene ad annunziare:
“Vai a casa o Gioacchino
e sta pur col cuor contento.
S’avvicina un gran momento
Noi redenti dal tuo sangue
e congiunti nell’amore,
festeggiamo il tuo Natale
e a te leviamo in canto.
Cristo figlio di Maria,
40
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Cultura, sport, notizie - Curiosando nello scrigno
o
Cristo a tutti sei fratello,
nello Spirito del Padre
a te sia gloria e vita . Amen.
l’eletta schiera dè
nostri maggiori,
desiosa di renderti gli
onori.
Entra nel sacro tempio:
veh!
Qual mistica luce vien
dall’alto…
Oh! Piove da le artistiche vetrate
che munifica gente ha
a noi donate.
O presule! Benedici a
quella luce da lassù
piovente,
perché poi guidi l’alme
a coglier del Ciel le
Accorri a Betlemme (canto popolare coccagliese )
Accorri a Betlemme, o popol fedel.
E pieni di gioia la terra ed il ciel.
È nato fra stenti, degli angeli il re.
S’accorre al presepe
Si prostri ai suoi piè. (x 2 volte)
Vedete i pastori, cui l’angiol parlò.
Ciascuno gli armenti sul prato lasciò. ( x 2 volte)
Venite adoriamo, con giubilo nel cuor.
È nato il bambino, del mondo il Signor. ( si ripete )
ambite palme.
Ed ai benefattori pur benedici, o inviato del Signore:
che, in compenso, il buon Dio
renda pago ogni giusto lor desio.
Benedetto che vieni nel nome del Signore,
entra nel tempio: dall’alto protettrice,
la Bambina, ride fra gli Angioli, di beltà divina.
Ed i martiri invitti Maurizio e Giacinto,
nostri Patroni, implorano copiosi i suoi favori,
per versar su Coccaglio i bei favori.
Inno cantato alla Madonna di santo Stefano di Rovato
(che ancora oggi si canta )
Dal dì che a piè del monte, l’immagin tua ci arride,
con grande amore provvide, della regal tua bontà.
Da sempre i nostri padri, convenner qui pregando,
ed ottener d’incanto, perdono e pietà.
Salve , salve regina Madre d’amor.
Salve, salve Divina speme dei cuor.
Nell’ufficio parrocchiale è conservata la pergamena dell’inaugurazione delle nuove vetrate della nostra chiesa
arcipretale. Anche per questa occasione, mons. Dossena
compose uno splendido inno che ora vi propongo:
Nota
Le fotografie scelte sono quelle più significative che resteranno nella memoria storica di Coccaglio: una mostra le
impalcature per la costruzione del nuovo campanile, che
svettano nel cielo. Si intravedono i primi 25 metri del
nuovo campanile e la vecchia torretta delle campane. La
seconda è l’ultima fotografia scattata a mons. Dossena. È
posto sul catafalco, rivestito dei paramenti sacri che,
mani pietose ed amorose, hanno preparato.
ODE
Benedetto chi viene nel nome del Signore
e benedette son pur esse le soglie del loco che l’accoglie.
Or tu, pastor ( qui si rivolge al vescovo mons. Bongiorni che presiedeva il rito), cui l’infula sacra, corona la serena fronte,
dal pontefice eterno hai de l’alme il governo.
Su te si posa vivido di Dio lo sguardo,
ed il suo poter t’investe;
e dove drizzi il piede, è Dio che incede.
Incedi or, fra lo stuolo dè cari nostri pargoli
cui del divino Spirito infondi in petto
i santi doni, con paterno affetto.
Incedi, fra gli evviva e la gioia d’un popolo festante:
ben tu gli leggi in core che t’accoglie, mandato dal Signor.
Incedi o sacro presule cui pur circonda e segue
41
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Cultura, sport, notizie - Note di storia
Le forme della solidarietà nella storia del nostro paese
di Natale Partegiani
Premessa – In questo e nei prossimi articoli presenterò le forme e le manifestazioni della solidarietà che si sono
intrecciate e sviluppate con la storia del paese e che ho già delineate nella pubblicazione “Dalle diaconie al
Centro Sociale Gaspare Monauni”.
Penso infatti che sia utile riproporre alla riflessione dei cittadini le esperienze della solidarietà delle passate
generazioni e della presente, pur con i limiti, le incertezze e le imprecisioni determinate dal gran tempo trascorso: esse infatti rappresentano, nell’incertezza del tempo presente, concreti motivi di fiducia e di speranza per
l’avvenire.
Diaconie – cappelle ed ospizi – a Coccaglio
F
in dalle sue origini la Chiesa
seguendo l’esempio del suo
Maestro , il quale passava per
le strade della Palestina insegnando e
beneficando, si propose di diffondere la Buona Novella facendosi anche
carico dei bisogni dei suoi fedeli e dei
“poveri” in particolare. Infatti uno
dei suoi primi interventi, descritti
negli Atti degli Apostoli, fu l’istituzione dei diaconi che avevano
appunto il compito di provvedere
alle necessità dei più bisognosi.
Pochi anni dopo aver ottenuto la
libertà religiosa con l’editto di
Costantino del 313, la Chiesa nel
Concilio di Nicea (325) dava un
nuovo impulso alla rete assistenziale già presente e sviluppata demandando ai vescovi la cura e la diffusione degli ospizi e degli xenodochi,
che erano dei ricoveri gratuiti per i
poveri, per gli ammalati e per i pellegrini.
Con la “Prammatica Sanzione” del
554, l’imperatore Giustiniano, fra le
altre nuove importanti funzioni
pubbliche assegnate ai vescovi, rappresentanti della Chiesa locale eletti
dal popolo cristiano alla loro carica e
perciò circondati da grande prestigio, riconfermava loro la cura degli
ospizi e degli xenodochi ed i vescovi,
mediante la diffusione delle pievi,
estesero l’assistenza fin dove la predicazione del Vangelo poté arrivare.
stica piccola o grande che fosse,
accanto alle loro certose o cappelle
vi erano le foresterie, gli ospizi e le
case della carità.
Quest’opera è continuata e continua
ancora oggi nell’impegno dei missionari, delle Caritas locali e delle varie
istituzioni caritative e solidaristiche,
religiose e laiche.
Ogni pieve, allora, oltre ad avere
una propria sede caritativa, istituiva
sul suo vasto territorio xenodochi e
diaconie, soprattutto lungo le vie più
frequentate, per l’assistenza spirituale dei fedeli, ma anche per la pratica delle opere di misericordia spirituali e materiali, per cui si può affermare che ogni cappella, per un lungo
periodo, fu anche un punto di riferimento per i bisognosi.
L’opera caritativa dei vescovi e delle
pievi era alimentata oltre che dal
volontariato di pie persone, religiosi
e laici , dalle donazioni dei potenti e
dalla raccolta delle decime, cioè dalle
offerte dei fedeli, i quali ispirandosi
al Levitico, secondo il quale “Tutte le
decime della terra, sian prodotti
della terra che frutti delle piante
appartiene al Signore. …Ogni decima
del bestiame grosso o minuto, e cioè
il decimo capo di quanto passa sotto
la verga del pastore sia considerato
sacro al Signore” (Lv XXVII 30-32),
alle origini offrivano liberamente
quanto potevano per sostenere la
loro chiesa soprattutto come obbligo morale.
In seguito, nell’VIII secolo con il placito “De Villis” del 789 di Carlo
Magno, furono rese obbligatorie e
costituirono la parte principale e
costante delle entrate ecclesiastiche.
Anche se è difficile raccogliere la
prassi delle decime in uno schema
unitario prima del Mille per la
varietà delle usanze locali, si può ritenere valida anche presso di noi la
prescrizione del vescovo veronese,
N
egli ospizi di queste cappelle,
molte delle quali col tempo si
trasformarono in parrocchie,
si ospitavano i viandanti, si assistevano gli infermi abbandonati, si offriva
un pasto agli affamati e, intorno alle
stesse, si seppellivano i morti.
Alle istituzioni assistenziali vescovili
e plebane si aggiunsero quelle dei
monasteri e delle loro dipendenze
per cui, accanto ad ogni casa mona42
Gennaio 2007.ps - 1/18/2007 8:41 AM
Cultura, sport, notizie - Note di storia
Raterio (890 – 974), che stabiliva di
dividere la raccolta delle decime in
quattro parti: un quarto doveva essere devoluta al vescovo, un quarto alla
costruzione o alla manutenzione
della pieve e delle cappelle dipendenti, un altro quarto al mantenimento
del clero della pieve ed infine un
quarto doveva servire per soccorrere i
bisognosi e per il funzionamento
degli ospizi.
I
n questo quadro generale si può
collocare e leggere l’opera caritativa che veniva svolta sul vasto territorio della pieve di Coccaglio prima
del 1000, interpretando e
integrando gli indizi che ci
sono pervenuti attraverso
alcuni documenti scritti,
resti archeologici e ricordi
conservati nella topografia
locale.
Va ricordato che il territorio della pieve comprendeva l’area ora occupata da
Palazzolo con Pontoglio e
forse con Palosco, Chiari
con Castelcovati e Castrezzato, Rovato fino a
Pedergnano e probabilmente anche
il territorio di
Rudiano, secondo mons. Guerini.
Sul territorio di Coccaglio esistevano sicuramente le cappelle di San
Floriano, di San Pietro, di San Zeno e
la sede della Pieve che probabilmente
era la chiesetta che si trovava ai piedi
del monte, dedicata a Sant’Emiliano,
prima che la sede stessa della pieve
fosse incastellata intorno al decimo
secolo, durante le scorribande ungariche, che determinarono anche l’aggregarsi ed il formarsi dei paesi intorno alle chiesette vicinali e che oggi
punteggiano il vasto territorio della
pieve.
La pieve doveva avere una sua diaconia, ma anche l’originaria cappella di
S. Pietro, rivolta verso oriente doveva
svolgere la funzione di ospizio lungo
l’importante strada sottomonte che
portava a Bergamo, prima che fosse
tracciata, intorno al 1220, la strada
per Palazzolo, o come veniva chiamata nei documenti dell’epoca la “Strata
Nova” o semplicemente “Strata”.
Nei documenti del 1500, si parla di
“case vecchie” della chiesa di San
Pietro, sostituite dalle “case nuove”,
abitate da don Tommaso de
Triolinis.
la chiesetta del cimitero di Cologne
N
el suo testamento del 30 giugno del 1559, rogato dal
notaio Gian Giacomo Muzio,
don Tommaso, che si dichiarava
sacerdote e rettore della chiesa di San
Pietro, tra le altre cose stabiliva “che
per l'uso di coloro che servono la
Carità e che vanno da Brescia a
Bergamo siano destinati un paio di
lenzuola con impresso il segno di
croce, due coperte da letto, una di
"cocin" ed una “schiavina pelosa”,
con una lettiera di noce che si trova
nella camera superiore; queste cose
vuole che siano destinate a quelle
persone e a quei sacerdoti della
Carità di Brescia e di Bergamo che si
trasferiscono com'è stato detto più
43
sopra".
Quindi ancora nel 1500, quando
ormai gli antichi ospizi delle pievi da
molto tempo erano scomparsi, nelle
case della chiesa di San Pietro, che
erano anche l’abitazione del rettore
della chiesa, si continuava a dare
ospitalità ed assistenza alle persone,
laici o sacerdoti che fossero, impegnate nelle opere caritative e che si
spostavano da Brescia a Bergamo e
viceversa.
Q
uesta prassi rappresenta
forse la conferma di una
antica tradizione di ospitalità.
Con ogni probabilità
quindi, fin dalla sua
origine, da collocarsi
tra il quinto ed il settimo secolo, la cappella
di San Pietro fu uno
xenodochio, un ospizio per i pellegrini, ed
il tratto di muro trovato sotto il pavimento della chiesa
potrebbe essere il
resto dell’antico ospizio ed insieme l’abitazione dell’eremita custode o rettore.
La cappella inoltre aveva un suo cimitero, come l’aveva la chiesa di San
Floriano, la quale, per gli scarsi resti
della primitiva chiesetta che ancora
esistono, inglobati nell'omonima
cascina e per la posizione occupata,
può avere svolto la funzione di accoglienza sulla antica Via Francesca
che portava a Milano.
La dedicazione a San Floriano, successiva alla originaria dedicazione,
rafforza l’ipotesi ch’essa possa essere
diventata un’obbedienza di un ramo
della grande famiglia benedettina,
intorno agli ultimi decenni dell’undicesimo secolo nel clima riformistico promosso dal vescovo bresciano
Gennaio 2007.ps - 1/18/2007 8:41 AM
Cultura, sport, notizie - Note di storia
Arimanno (1087 – 1116), sostenuto
nella sua opera dalla pataria lombarda e dagli ordini benedettini.
F
u certamente un’obbedienza
dell’abbazia dei Santi Gervasio
e Protasio (la Badia bresciana)
lo xenodochio di San Gervasio,
ricordato in alcuni documenti del
1100, il quale aveva diversi terreni
nel territorio di Coccaglio e che
ancora esiste, dopo vari rifacimenti,
nel territorio di Chiari al di sotto dei
Lumetti, ora ceduto a privati e che
sta facendo la fine del nostro San
Floriano.
In alcuni documenti del 1500 si
parla ancora di un vecchio ospizio,
oramai di proprietà privata, dedicato
a San Giorgio. Si trovava “ad carobium”, sull’incrocio cioè di Via
Francesca con Via per Chiari, dove si
trovava l’Osteria dell’Isola, che nei
secoli, in maniera diversa, ha sempre
svolto la sua funzione di assistenza ai
viandanti pellegrini, ai carrettieri ed
in seguito ai motorizzati e che è
stato egregiamente di recente restaurato, mettendo in evidenza parte
delle antiche strutture.
La dedicazione a San Giorgio fa pensare ad un ospizio di origine longobarda.
Il re cattolico longobardo Cuniperto
(690 – 700), infatti, dopo aver sconfitto nel 690 l’ariano Alahis, conte di
Trento e di Brescia, fece erigere sul
luogo della battaglia un monastero
dedicato a San Giorgio, al quale era
stata attribuita la vittoria e che fu
proclamato protettore dei Longobardi cattolici.
Il conte Alahis, per opporsi alla totale conversione al cattolicesimo del
suo popolo originariamente ariano e
pagano e per mantenere, come oggi si
direbbe, l’integrità della razza, con
un ultimo disperato tentativo aveva
raccolto intorno a sé i residui degli
irriducibili arimanni ariani e i trica-
pitolini, che si erano separati da
Roma a causa di quisquiglie teologiche, opponendosi al re cattolico
Cuniperto, ma trovò sconfitta e
morte a Cornate sull’Adda.
Liutprando, successore di Cuniperto,
diffuse nel regno le Case della Carità
o di Dio dedicate proprio a questo
Santo per l'accoglienza e per l’assistenza dei pellegrini, dei bisognosi e
degli ammalati e può darsi che l’odierna nostra Osteria dell’Isola, per
la sua vetustà, sia stata in origine,
come ospizio di San Giorgio, una di
quelle case dell’ospitalità diffuse dai
Longobardi cattolici. La devozione a
questo Santo guerriero della nostra
gente è testimoniata da un piccolo
ma bell’affresco, anche se deteriorato
dal tempo, che si trova nella chiesa di
San Pietro.
A
nche sul territorio della
pieve, là dove poi si costituirono le parrocchie, sorsero
diaconie e xenodochi.
La parrocchia di Rovato ebbe origine
dalla diaconia e poi chiesa vicinale di
Santo Stefano e dalla cappella di San
Donato, quella di Castrezzato dalla
diaconia o chiesa vicinale di San
Pietro, quelle di Chiari e Palazzolo
da diaconie o chiese vicinali di cui s’è
perso il ricordo essendo state costituite intorno all’anno Mille o subito
dopo in chiese autonome con nuove
dedicazioni, la parrocchia di Rudiano si costituì forse intorno alla
diaconia o xenodochio di dipendenza monastica di San Martino, mentre
quella di Cologne si formò intorno
alle diaconie di San Lorenzo e di
Sant’ Eusebio.
Altre chiesette molto antiche che
svolsero funzioni di xenodochi o di
ospizi furono certamente quelle di
San Vito, che si trovava sui confini
della pieve di Coccaglio con la pieve
di Erbusco nel territorio di
Pedergnano, distrutta o caduta in
totale rovina nel 1910 e la cappella di
44
San Giacomo sul monte di Spina.
Non c’è da pensare che queste istituzioni fossero sempre efficienti; molte
di esse durante i secoli furono abbandonate e restaurate ripetutamente.
Ramperto, vescovo riformatore di
Brescia dall’824-26 all’844, in una
sua epistola scritta forse dopo una
sua visita pastorale al territorio bresciano, affermava che: “…volendo
ordinare convenientemente la situazione delle pievi e degli xenodochi,
ho ritrovato che i luoghi un tempo
monasteri e xenodochi ben ordinati,
erano
miseramente
in
rovina”(Epistulae V – 28), per cui
affidò ai benedettini, che avevano il
loro centro animatore nel monastero
dei Santi Faustino e Giovita da lui
voluto, la riforma della chiesa bresciana ed il ripristino delle antiche
istituzioni caritative, opera continuata poi dai suoi successori.
E questa situazione di ripresa e di
degrado dell’organizzazione ecclesiastica si ripeté altre volte nel corso dei
secoli e, nei vari ospizi abbandonati e
ricostruiti, si alternarono pie persone o religiosi appartenenti all’uno o
all’altro ramo in cui si era andata
articolando la grande famiglia benedettina.
Q
uesta alternanza di decadimento e di rifioritura sembra abbia interessato anche
il nostro San Floriano, cappella,
cimitero e quasi certamente ospizio
molto antichi, costituiti alle origini
della diffusione del cristianesimo sul
nostro territorio e riattati probabilmente subito dopo il 1000, forse per
l’intervento degli stessi benedettini ai
quali si deve con ogni probabilità la
nuova dedicazione a San Floriano,
devozione diffusa dal loro ordine.
Anche la cappella, l’ospizio ed il
cimitero di San Pietro subirono forse
le stesse vicissitudini..
(Continua)
Gennaio 2007.ps - 1/18/2007 8:41 AM
Cultura, sport, notizie
Questo genere spirituale dei musicisti religiosi ha
trovato vasta attuazione nella produzione prima in dischi,
LP e poi musicassette, CD, DVD, raccolte di spartiti
musicali, ma senza mortificare la prospettiva di veicolare,
in presa diretta con il pubblico, la testimonianza di vita,
i contenuti vicini alla sensibilità della nostra gente, secondo
l’ambiente e la mentalità del tempo, ma sempre densi di
messaggi spirituali.
Filippo Strofaldi, Vescovo di Ischia
Musica/libri
LA CANZONE RELIGIOSA
dal Concilio Vaticano II ad oggi
Stefano Varnavà
N
ell’ampio panorama della musica moderna che
si esprime in svariate forme, ritmi e canzoni d’autori
e cantanti alla moda che manifestano sentimenti
di gioia, tristezza, amore, pace, amicizia… c’è posto anche
per i giullari di Dio come San Francesco, autori di canti
popolari come Sant’Alfonso, menestrelli religiosi, cantautori
di Dio, semplici cantastorie dell’amore del Signore verso
le sue creature?
Non solo i “mostri sacri” nell’élite dei cantanti di musica
contemporanea si sono cimentati su vari testi di Vangeli
autentici e apocrifi o elaborazioni di messaggi spirituali,
ma sono nati sempre più numerosi compositori, artisti,
cantanti che hanno inciso valide canzoni di
ispirazione cristiana con le finalità più varie:
- per approfondire la catechesi,
- per accompagnare riflessioni sulla Parola di
Dio,
- per scandire giornate associative e favorire
il dialogo,
- per interiorizzare proposte formative in
spettacoli e recitals…
il tutto in teatri, stadi, ritrovi, piazze, discoteche…
come in Parrocchia, feste religiose, meeting,
kermesse musicali, festival…
Insomma, questa musica che coinvolge tutti,
persone d’ogni età, è diventata fonte di dialogo,
di confronto, di annuncio, di evangelizzazione e certamente
crea un’atmosfera di gioia e simpatia.
Dall’INTRODUZIONE
Anche se ignorato dalla critica ufficiale, il fenomeno
musicale religioso ha avuto il suo piccolo peso nell’evolversi
della musica stessa.
Il fatto che le canzoni profane attuali ricalchino il periodo
dal 1960 al 1980 è significativo. Quello che è avvenuto in
quel periodo non si è più ripetuto se non marginalmente,
e le canzoni dal 1960 al 1978 sono quelle che ancor oggi
ci rallegrano e ci lasciano stupiti per la capacità di interpretare
i nostri problemi quotidiani.
Quanto è avvenuto nella canzone profana
italiana è avvenuto anche nella canzone
religiosa, più sommessamente, ma ha lasciato
il segno in quello che è avvenuto 20 anni
dopo, dal 1980 al 2000.
L’autore del libro che presento, ha il grande merito di
essere stato un antesignano dei compositori di musica
moderna religiosa e anche ad alto livello artistico, sin dagli
anni ‘60, quando imperavano solo grandi cantautori o
complessi musicali di fama internazionale.
Conoscere quanto sia stato difficile proporre
una canzone cristiana a quei tempi, dove
c’era posto, fatte poche eccezioni, solo per
la canzone profana, è importante per capire
come oggi, sviluppandosi la presenza di
Editrici cattoliche come le Paoline, l’Elledici,
la Rugginenti Editore e la Pongo, è diventato più semplice
far produrre un CD di musica cristiana, che non avrà la
tiratura di 100.000 copie, ma che, pur raggiungendo
l’esigua tiratura di un migliaio di copie, arriva a coprire
tutte le attese delle comunità cristiane, anche perché la
produzione cristiana attuale si è ridotta a un dialogo tra
il cantautore e Dio, e non affronta più quelle problematiche
di fede vissuta estensibile anche ai cosiddetti “lontani”.
Questo excursus storico-musicale di don Stefano Varnavà
fa sintesi dei più noti cantautori e compositori di ispirazione
sacra che continuano ancora oggi a proporre, con le loro
canzoni diffuse dappertutto, l’annuncio del Vangelo
inserito in un contesto esistenziale e valori fortemente
cristiani e profondamente umani.
Cosa significa: “un cantarsi addosso”, e nei propri ambienti?
E’ il non capire che i cosiddetti “lontani” aspettano da
noi un dialogo che metta in discussione tanti problemi
che esistono al di fuori del cristianesimo, ma che fanno
comunque riferimento ad esso.
Don Stefano Varnavà
([email protected])
45
Gennaio 2007.ps - 1/18/2007 8:41 AM
Cultura, sport, notizie
Proèrbe e poesie cüntade só nel nost dialet.
Stórie e tradisiù dela nostra provincia.
Stòrie e Tradisiù bresane.
camino di casa con la pipa in bocca. Gli piaceva restare
incantato davanti alle fiamme a scaldarsi. Il figlio, sposato
con la Lena, preferiva andare nella stalla dei vicini a
chiacchierare. Ma lui, niente. Se ne stava da solo, immerso
nei suoi sogni. Lena, la nuora - tirchia come era - pensava
che Furia consumasse troppa legna mentre tutta la casa
cercava di risparmiare. E così, giocando sulla presenza delle
anime vaganti nella valle, pensò di spaventare il povero
Furia. Disse ad un fratello, il Medoro, che voleva fare uno
scherzo al vecchio e lo mandò davanti all’uscio di casa:
“Dovrai far rumore battendo gli zoccoli sul selciato”.
A questo sono condannati spesso i morti che ritornano
per segnalare la loro presenza. Spaventandolo a morte lo
avrebbe convinto a non restare più da solo a consumar
legna, ma sicuramente si sarebbe aggregato a quelli che
facevano filocci nella stalla. Non ci riuscì e la punizione,
inventata in un lampo da Furia, finì per diventare oggetto
di risate all’osteria e quindi un bel raccontino da tramandare.
“Conoscete lo scherzo fatto da Furia al fratello di quella
taccagna di sua nuora Lena?” esordì circa un mese dopo il
Beppe, chiacchierone del paese.
“Dai, conta su” risposero gli amici in una pausa del tresette.
“ Lui non è mai voluto andare con gli altri a far filos in stalla.
Lo sapete tutti che gli piace star solo davanti al caminetto”,
continuò l’informatissimo Beppe.
“E alura!” tagliarono corto gli altri. “E alura, quella grima
della nuora convinse suo fratello, il Medoro, a fingersi un
morto che cammina per far venire i vermi al Furia”.
“Se, pròpe al Furia... èl g’ha gna pora dè Berlicche” – ridacchiò
quello che smazzava le carte.
“ Brao. Giösta. Intanto che il Medoro faceva il cospì con gli
zoccoli sull’aia il Furia ha accatastato un po’ di sòc de legna
vicino alla finestra. E sul più bello ha incominciato tirargli
in testa pezzi di legno”.
“L’è per chèl chè l’alter dé l’era tót sacagnàt... EI cöntàa a tóocc che
l’éra burld zo da ‘na pianta”, anticipò un altro.
“ Brao…. E intanto che Furia dalla finestra lo bombardava”,
concluse il narratore. “ Sapete cosa ci diceva dietro a quello
scemo? Ci diceva: ‘Se sei morto stai con i morti. Se no... te
farò morto mi.. E vai di gran... lena”.
Una grassa risata risuonò nell’osteria, alle spalle della Lena
cattiva, del fratello stordito e alla salute di Furia.
Ben Tar
La grapa de Vaia
Bagolino — Si divertivano i montanari a giocare con quel
teschio, senza pensare che era appartenuto a un uomo. Lo
avevano trovato in un prato e lo usavano come un pallone.
Se lo lanciavano dietro, lo infilzavano con il bastone usato
per appoggiarsi al terreno e lo facevano roteare in aria.
Cominciarono a ridere un po’ meno quando lo gettarono
nel lago dicendo: “Bevi, se hai sete!...” Il teschio, dopo essere
finito sul fondo melmoso, ritornò a galla e parve agli attoniti
mandriani, che ridesse loro in faccia. Fu in quel momento
che il meno stupido dei presenti disse che c’era qualcosa
di insolito in quello che stava accadendo. A chi poteva essere
appartenuto? Un soldato rimasto insepolto? Un poveretto
come loro colto dalla morte in un prato? Una donna? Un
uomo? Il rimorso per il gioco sciocco li prese. E qualcuno
decise di recuperarlo dal lago e portarlo a chi ne sapesse
più di loro. Fu in quell’attimo che il teschio li pose di fronte
al mistero della vita e della morte. E dal teschio nacque una
santella.
C’è ancora al giorno d’oggi a Bagolino quella santella. Si
trova nelle vicinanze del Lago Vaia, a 2130 metri di quota,
e il nome lo ha dato quel teschio, “gràpa de Vaia “, preso a
calci dai mandriani che non sapevano nemmeno quello
che facevano. Quando un uomo saggio disse loro che poteva
appartenere ad un anima confinata i mandriani si misero
d’impegno a costruire quella santella. Era la fine dell’800
e il teschio è ancora lì a testimoniare un atto di bontà,
seppure tardivo. La santella nel tempo fu sempre rispettata.
Anche nel 1981, con il contributo di una ditta di Bagolino
e l’apporto dei valligiani, fu restaurata, in modo tale che
potesse offrire riparo agli escursionisti sorpresi dal maltempo.
Ora possono attendere il sereno in compagnia della “grapa
de Vaia”.
Le anime di Furia
Edolo — Lo chiamavano Furia perché nella vita faceva
tutto di corsa. In quattro e quattr’otto concludeva contratti
al mercato, di gran lena si era arruolato e anche la moglie
l’aveva scelta in fretta e furia. Due parole, un’intesa e poi
… all’altare. Furia passava le serate invernali davanti al
46
Gennaio 2007.ps - 1/18/2007 8:41 AM
Cultura, sport, notizie
Poesie
come el fa Martino, o a fa pasculà i uchì dopo el
disinàt che l’è l’incombensa de Enrico e le so suriline. Ma
la primâ settimana de zögn l’è stadâ en pó tròp muvimentadâ:
da aerei, bumbardamecc, camion e camionète de suldacc…
colone de autoblinde e stórie che a sintile i popi i se’npressiunâ.
Nel pasà el pont söla seriöla coi sò uchì, Enrico el se ferma
a scultà chèl che ghè sucidìt alâ matinâ prèst. Entàt che le
sò suriline le va aànti a cumpagnà le bestiuline a pasculà
l’erba paàrina, i verzàc e i ridoi dela strada del Termen (piö
mulatierâ de strada), ‘ndo pasa anche l’acquâ che simàa
föra de la seriöla.
“ I l’ha ciapàt Butulì Bigià, ligàt alâ piantâ del mur, sensâ
mudande e con öna gamba tirada sö dedré… le braghe dela
divisa iera butade là ‘n banda… el piansiâ…” la diss Grandiglia.
“ I diss che l’è endàt a troà Ada e i sò fradei i l’ha troat a let
ensema”, la và aànti la Luisâ… con tono ‘n po’ morbuss. E
Marina la cüntigna:
“El sarà stat el capitano a daga öna punisiù perché el völ
mia che le robe lé…”
Errata corrige
La poesia dialettale: “ L’umasì del vertical ”riportata nel
bollettino stampato nel mese di novembre 2006, attribuita
erroneamente ad altra persona, è stata bensì scritta dalla
signora Carla Zambelli, alla quale vanno le nostre scuse.
Proèrbe
(Ben Tar)
A proposito della donna
Le margherite le sé sfòia, le röse le sé nasa e le fòmne le sè
bàsa.
Fòmna dislussàda, fòmna desideràda.
Nò ghè fònma sensa amùr. No ghè ‘n vècc sensa dulur.
La ròba èn móstra l’è chela che sè ènt.
A proposito dell’amore.
Lontà dai öcc, lontà dal cör.
Amùr nöf èl va el vé, amùr vècc èl sé mantè.
La minestra riscaldada la sènt de föm.
Enrico en del vidìss scoperto ch’el scultaâ, coi supilì en mà
per la sigulada del dé prima, el va a contrulà el mur del
misfatto e el vet che l’è pròpe erâ, perché ghe amò tacat la
curdinâ alâ pianta e l’erba tötâ pestuladâ.
A proposito del matrimonio.
Chi sé marida per amur, dè nòt èl gha piasér, del dé
dulur.
Èl marit ‘l völ véder sotàne a ulà e sentèr campane a
sunà.
El lèt l’è benedèt e dè rispetà, l’è ‘l nìt dei spus e ‘l fa
polsà.
Entàt che el vé serâ però el contròlà i tre persèch nel cap
de Didimo, ma iè amò ‘ndré, i per botér del nóno del Termen
i cuminciâ a dientà bei bagaròcc, ma le brògne de Maria
Longa e i pirulì de San Piero iè proncc de catà apéna el vé
‘npo’ scür.
A proposito della famiglia.
L’om l’è ‘l ciós, la fomna l’è la sés.
Èn casa del galantòm, comanda piö la fomna che l’om.
Nücc rìóm, nücc sé la càóm.
Le spuse perché le aghe bé, bisogna che le piase, che le
tàse e che le staghe a le so case.
Ben Tar.
Ma el richiamo de mamâ Anetà con l’urdin categorico de
‘ndà a tö el lat che ocor per la senâ el fa rimandà la “spedisiù”
‘nde l’órt de Maria Lónga. Dopo ‘n po dè titubanse, rimostranse
e visto che Martino el trabascàâ amò con la legna, Enrico
col pignatì en ma el se ‘ncamina söi scalì dela salida che va
söl mont a tö el lat ala stalina de Giacom del Ruc, con tanti
pensér ‘ndel có: i aerei, i suldàcc, i bumbardamecc, el tenent
ligàt, la fam delâ pansa che bruntulâ…Ma en del alsà èl có
èl vèt daanti a lü , tra el ciar el scür, en omasù, con en barbù,
con a spale en giachetù, e le mà larghe, che ‘l völ ciapàl…
En scartament a destrâ, gü a sinistrâ e po amò a destrâ, ma
staoltâ de là del mür, sensâ pignatinâ del lat e zo per el
lumet del cióss de Bigio…
Pa néghèr, pulenta e fic sèc
XIV episodio: El tenentì birichì
La chiusurâ del méss de magio l’è rìisìdâ en grand bè: al
sabot trentâ èl Rosare nele trè cisine del paéss e nela capelâ
de sant Bartolomè, alâ dominicâ trentù töcc en parochiâ
per el Rosare, la Mesâ, el canto dele litanie e la Benedisiù
solene.
Le santele, le edicole o le capele che ricordâ la Mamâ del
Signur a cüntà poâ chele nele case privade iè vintòt. E l’Ave
Maria tà vé spontanèa de dila en tante ocasiù, come nel nà
dalâ maestra Carulina al dopo scöla o per legna nel bosc
…Gioanù de l’Orsa el sè presentâ a l’Anetâ a purtagâ el
pignatì del lat:
“Ulie daga doi caramèle a Enrico, ma l’è scapàt. Ga domande
scüsa!...”
Andà a tö el lat ghe tocat amò a Martino che l’era strac!
(Continua)
47
Lime
Gennaio 2007.ps - 1/18/2007 8:41 AM
Cultura, sport, notizie
INIZIATIVE PER IL NATALE 2006:
IL PRESEPIO IN SAN PIETRO
di Gianluca Urgnani
N
el
segno
della tradizione prosegue
ormai da anni,
per la precisione
siamo arrivati
alla 16° edizione, l’allestimento
da parte del
Comitato Civico
Borgo San Pietro
Coccaglio del
presepe tradizionale, che con
oltre sessanta
giorni di lavoro, quindi iniziando fin dal mese di
Ottobre, ha realizzato all’interno della omonima chieset-
lano venti minuti di visita davvero
piacevoli.
T
ra le situazioni più interessanti che possiamo trovare lungo
il percorso, da segnalare alcuni
effetti atmosferici carichi di fascino tra cui la nevicata; inoltre l’alternanza tra giorno e notte con
relative alba e tramonto che rendono il percorso oltremodo realistico. Tra i personaggi in movimento da segnalare le situazioni relative alla “ricerca di alloggio” nella
quale Giuseppe e Maria bussano
alla porte delle locande; il “censimento”, nel quale al
cospetto dello scrivano e della Guardia registrano il proprio nome ed “il castello di Erode” con le guardie impegnate nella ronda.
P
er ciò che riguarda l’aspetto spirituale e maggiormente carico di significato, oltre ad ammirare la splendida capanna contenente il bambin Gesù da segnalare
due importanti momenti religiosi ricchi di suggestione:
ovvero l’annunciazione dell’angelo alla Madonna e l’apparizione dello stesso ai pastori che, grazie ad un complesso ma efficace gioco di riflessi, regalano momenti
davvero suggestivi.
C
ome ogni anno sono molti i visitatori che si alternano nella visita al presepio, l’organizzazione logistica
del percorso permette di non avere code e attese consentendo ai visitatori di effettuare il percorso con la massima calma per poterlo gustare al meglio; diverse comitive
arrivano in Coccaglio ogni anno, sempre ben accolte da
tutta l’organizzazione che è a disposizione per domande
ed informazioni; mediamente sono oltre diecimila i visitatori ogni anno in arrivo.
ta dedicata a San Pietro, risalente al 1050 e splendidamente conservata. L’idea del presepio inserito nella chiesa crea un effetto molto suggestivo offrendo al visitatore
un viaggio nel quale la bellezza degli affreschi risalenti al
XII secolo e gli splendidi allestimenti della Natività, rega-
Sopra: due immagini del presepio, continuamente attorniato da
visitatori, allestito in S. Pietro; qui a lato quello allestito sul fianco
della Pieve dal gruppo “Vita per la vita”.
48
49.ps - 1/18/2007 9:19 AM
Cultura, sport, notizie
ASD Or. FOCOLARE BONASSI CSI
NATALE DELLO SPORTIVO
o partecipato anche quest’anno al Natale dello sportivo e sempre più ho la brutta sensazione che sia diventato ormai un atto dovuto per la tradizione
Manifestazione nata, sì, per far festa insieme e per farci gli auguri, ma soprattutto per darci un’occasione per
meditare sull’utilità e l’importanza del nostro fare Sport, imperniata in modo attivo sulla preparazione e sulla
partecipazione alla celebrazione della santa Messa come veicolo per ringraziare il Signore nascente dei doni
ricevuti e per ribadire attraverso la preghiera il nostro impegno al rispetto dei valori umani che dovrebbero essere insiti nel nostro fare Sport: l’amicizia, la solidarietà, la gioia dello stare insieme e insieme giungere
alla vittoria senza calpestare l’altro ….. Quindi, in conclusione, mi domando: ha ancora senso chiamare Natale
… questa manifestazione?
H
ATTIVITA’ SPORTIVA
n occasione della sosta per le festività natalizie, è tempo di verifiche per le nostre squadre nei campionati 2006/07.
Prima giornata di ritorno per la Fin Beton, nel girone B del campionato provinciale di calcio a 7 femminile, ottimo fin qui il riscontro del campo, visto che le nostre ragazze guardano dall’alto della classifica le altre contendenti. Il cammino è ancora lungo per raggiungere l’obiettivo finale, ma le premesse sono solide, quindi, avanti con lo stesso impegno profuso fino ad ora.
Sosta natalizia anche per il campionato di calcio a 5, anche se più breve, dove partecipano le nostre quattro
squadre, con risultati un po’ più altalenanti, pur se con il massimo impegno.
Nel girone A l’Automonte e nel girone B Hypo Alpe Adria Bank, navigano attualmente, a due giornate dal giro
di boa, a metà classifica. Un po’ più su la posizione nel girone C per la Panineria Maniero, che, a differenza
degli altri gironi, è giunto alla fine dell’andata. Secondo posto in classifica, con una gara in meno, sempre nel
girone B, per la nostra quarta squadra l’Indola, quindi in ottima posizione.
I
L’obiettivo
per tutti
sono
le
finali provinciali, ma
per raggiungerle
bisogna
mantenere
alto fino
alla fine
dei gironi
di qualificazione
l’impegno e
la serietà
dimostrati.
A. B.
--49
Gennaio 2007.ps - 1/18/2007 8:41 AM
Cultura, sport, notizie
S.S. UNITAS COCCAGLIO
Gianlu
Il seguente scritto riferisce anch’esso del “Natale dello Sportivo”,
osservandolo da un punto di vista diverso da quello dell’articolo
precedente, i cui appunti critici - su cui forse varrebbe la pena di
riflettere - non contraddicono quanto segue, che costituisce invece
la cronaca di quella serata (NdR).
momenti dell’Eucarestia, le preghiere e i canti assumono
particolare fascino intrecciando un ambiente “tipico” per
gli sportivi come il Palazzetto dello Sport, con il momento più importante per la fede come la s. Messa, specie perché realizzata proprio per il santo Natale.
E’ speciale immaginare che dove abitualmente avvengono
gli allenamenti, le vittorie e le sconfitte ora si stia svolgendo un momento dal così elevato valore spirituale; vedere
le tribune solitamente occupate dagli spettatori, ora riempite di fedeli, dà alla cerimonia un sapore davvero particolare.
IL NATALE DELLO SPORTIVO
P
rosegue felicemente l’iniziativa di riunire al Palazzetto
dello Sport tutte le realtà sportive Coccagliesi presenti per festeggiare insieme il Natale, per una serata denominata: Natale dello Sportivo.
Organizzata dall’Amministrazione comunale, prevede
l’invito di tutte le realtà sportive presenti sul territorio
indipendentemente dal numero di associati ed iscritti che
hanno così l’occasione per conoscersi da vicino ed incontrarsi.
L
o sport ha il compito di unire, di faticare per ottenere,
di impegno per raggiungere i risultati e questi valori
così ben presenti nella cultura sportiva non sono certo
distanti dai valori che la religione insegna, con un occhio
di riguardo sempre rivolto al valore dell’educazione; nella
serata infatti sono presenti non solo gli atleti, ma anche
gli “educatori” allo sport: la riflessione deve arrivare proprio a loro, perché sappiano utilizzare lo sport come strumento per educare ad una vita sana, di gruppo e ricca di
valori, da trasmettere poi nel quotidiano e nelle situazioni di ogni giorno.
La serata, oltre i saluti e gli auguri da parte dell’Assessore
allo sport, ha come momento principale la s. Messa, celebrata quest’anno da don Roberto, che per una volta non
vissuta in un contesto abituale, come quello di una chiesa, rende particolare ed originale la celebrazione. I diversi
GUARDIA FARMACEUTICA
TURNI di due giorni dal 5 gennaio al 5 marzo 2007
LOCALITA’
INDIRIZZI
GUARDIA
Secondo
51
1
3
05 e 06
07 e 08
09 e 10
gennaio
gennaio
gennaio
04 e 05
06 e 07
08 e 09
febbraio
febbraio
febbraio
COCCAGLIO
C.so Bonomelli
12
Via Provinciale
21
Piaz. V. Emanuele 19
Via Garibaldi
6
Via De Gasperi
74
Via xxv Aprile
30
Via Cavour
14
Piaz. L. Marenzio 10
11 e 12
13 e 14
15 e 16
17 e 18
19 e 20
21 e 22
23 e 24
25 e 26
gennaio
gennaio
gennaio
gennaio
gennaio
gennaio
gennaio
gennaio
10 e 11
12 e 13
14 e 15
16 e 17
18 e 19
20 e 21
22 e 23
24 e 25
febbraio
febbraio
febbraio
febbraio
febbraio
febbraio
febbraio
febbraio
CHIARI
CHIARI
Via Piazza Moro
Via Sala
27 e 28
29e 30
gennaio
gennaio
26 e 27
28 e 01
febbraio
febb. mar.
PALAZZOLO S/0
Via Marconi
14
31 e 01
genn. febb.
02 e 03
marzo
ROVATO
V. C. Battisti
102/a
02 e 03
febbraio
04 e 05
marzo
CAZZAGO S.M.
CHIARI
COCCAGLIO
ROVATO
ERBUSCO
COLOGNE
PALAZZOLO S/O
CASTELCOVATI
CHIARI
ROVATO
Via Duomo
Via Rivetti
Via E. Mattei
TURNI DI
Primo
2
2/1
50
Gennaio 2007.ps - 1/18/2007 8:41 AM
Cultura, sport, notizie
RADIO ECZ - RADIO PARROCCHIALE
09.50
10.09
12.30
12.36
13.15
17.03
17.09
19.03
19.40
19.46
19.50
20.05
21.05
Programmi
DOMENICA
08.00
Riflessioni Kolbe
09.00
Celebrazione della S. Messa
11.00
Celebrazione della S. Messa
18.00
Celebrazione della S. Messa
20.00
Ghana Muntie (a cura dell'Associazione Ghanese di BS)
21.00
Web On Air (a cura di Fabio Vittori) (R)
22.00
ECZ Gallery (con DJ Pago e DJ Mary) (R)
LUNEDI’
*07.00
08.00
08.05
08.30
09.03
09.50
10.09
11.09
12.30
12.36
13.15
17.03
17.09
18.00
19.03
19.40
19.46
19.50
20.05
21.00
InBLU Notizie + Oggi in edicola
Riflessioni Kolbe
Gocce di saggezza (con Marta Almici)
Recita del S. Rosario
Celebrazione della S. Messa
Sul filo della memoria (con Adelina Biasotti)
Popoli tra sogni e speranze (con Silvia Gardella)
Oggi parliamo di. (con il Dott. Gianni Segala)
E.C.Z. Giornale
Cosa c'e' da vedere (app. teatr., cinem., music.,)
Pomeriggio INBLU Musica e notizie
E.C.Z Giornale
Cosa c'è da vedere
Fuori Gioco! (con Marco Menoni)
Celebrazione della S. Messa
E.C.Z. Giornale
Cosa c'è da vedere
Sul filo della memoria
Fuori Gioco! (con Marco Menoni) (R)
Oggi parliamo di. (con il Dott. Gianni Segala) (R)
Sul filo della memoria (con Adelina Biasotti)
Informazioni Liturgico Pastorale (con Alda Loda)
E.C.Z. Giornale
Cosa c'e' da vedere (app. teatr., cinem., music.,)
Pomeriggio INBLU Musica e notizie
E.C.Z Giornale
Cosa c'è da vedere
Celebrazione della S. Messa
E.C.Z. Giornale
Cosa c'è da vedere
Sul filo della memoria (con Adelina Biasotti)
Ghana Muntie (con l'Associazione Ghanese di BS) (R)
ECZ Gallery (con DJ Pago e DJ Mary)
GIOVEDI’
*07.00 InBLU Notizie + Oggi in edicola
08.00
Riflessioni Kolbe
08.05
Gocce di saggezza (con Marta Almici)
08.30
Recita del S. Rosario
09.03
Celebrazione della S. Messa
09.50
Sul filo della memoria (con Adelina Biasotti)
10.09
Giovedì Insieme (con Franca Galesi)
11.09
Apoteke (con dott. Silvio Betti)
12.30
E.C.Z. Giornale
12.36
Cosa c'e' da vedere (app. teatr., cinem., music.,)
13.15
Pomeriggio INBLU Musica e notizie
17.03
E.C.Z Giornale
17.09
Cosa c'è da vedere
19.03
Celebrazione della S. Messa
19.40
E.C.Z. Giornale
19.46
Cosa c'è da vedere
19.50
Sul filo della memoria (con Adelina Biasotti)
VENERDI’
*07.00 InBLU Notizie + Oggi in edicola
08.00
Riflessioni Kolbe
08.05
Gocce di saggezza (con Marta Almici)
08.30
Recita del S. Rosario
09.03
Celebrazione della S. Messa
09.50
Sul filo della memoria (con Adelina Biasotti)
10.09
Insieme. all'opera! (con Giovanna)
11.09
Pensieri, canzoni e poesia (con Annibale Bianchini)
12.15
Cucina e tradizione (a cura di Franca Galesi)
12.30
E.C.Z. Giornale
12.36
Cosa c'e' da vedere (app. teatr., cinem., music.,)
13.15
Pomeriggio INBLU Musica e notizie
17.03
E.C.Z Giornale
17.09
Cosa c'è da vedere
19.03
Celebrazione della S. Messa
19.40
E.C.Z. Giornale
19.46
Cosa c'è da vedere
19.50
Sul filo della memoria (con Adelina Biasotti)
21:00
Web On Air (a cura di Fabio Vittori)
MARTEDI’
*07.00 InBLU Notizie + Oggi in edicola
08.00
Riflessioni Kolbe
08.05
Gocce di saggezza (con Marta Almici)
08.30
Recita del S. Rosario
09.03
Celebrazione della S. Messa
09.50
Sul filo della memoria (con Adelina Biasotti)
10.09
Filo d'argento (con Adelina Biasotti)
11.09
Kaleido: voce al territorio bresciano
12.30
E.C.Z. Giornale
12.36
Cosa c'e' da vedere (app. teatr., cinem., music.,)
13.15
Pomeriggio INBLU Musica e notizie
17.03
E.C.Z Giornale
17.09
Cosa c'è da vedere
17.15
Apoteke (con dott. Silvio Betti)
19.03
Celebrazione della S. Messa
19.40
E.C.Z. Giornale
19.46
Cosa c'è da vedere
19.50
Sul filo della memoria (con Adelina Biasotti)
20.05
Bienvenida America Latina (con Silvia Gardella)
20.30
Pensieri, canzoni e poesia (con Annibale Bianchini)
SABATO
*07.00
08.00
09.00
12.15
13.15
19.00
21.00
MERCOLEDI’
*07.00 InBLU Notizie + Oggi in edicola
08.00
Riflessioni Kolbe
08.05
Gocce di saggezza (con Marta Almici)
08.30
Recita del S. Rosario
09.03
Celebrazione della S. Messa
51
InBLU Notizie + Oggi in edicola
Riflessioni Kolbe
Amico liscio (con Cesare Zanoni)
Cucina e tradizione (a cura di Franca Galesi)
Pomeriggio INBLU Musica e notizie
Celebrazione della S. Messa
Insieme, all'opera (con Giovanna) (R)
Gennaio 2007.ps - 1/18/2007 8:41 AM
Cultura, sport, notizie
ORARIO FERROVIARIO
Coccaglio Rovato
Brescia
06,04
06,16
07,13
07,20
08,30
09,28
10,29
12,25
13,30
13.59
14,30
15,29
16,28
17,30
18,30
19,12
19,32
19,32
20,56
21,28
06.25
06,32
07,30
07,35
08,48
09,47
10,45
12,40
13,48
14,14
14,44
15,47
16,46
17,47
18,49
19,26
19,50
18,48
21,14
21,43
06.16
06,19
07,16
07,24
08,35
09,34
10,33
12,28
13,36
13,59
14,33
15,34
16,32
17,35
18,35
19,16
19,36
19,36
21,00
21,31
Brescia Rovato
10
18
2
3
05.00
05,23
05,26
06,13
06,44
07,51
6 08,50
09,55
11,38
2
12,24
12,55
7
13,54
14,54
15,54
16,53
10 17,54
9
18,26
7
19,13
10 20,11
21,48
05.11
05,37
05,41
06,27
06,57
08,03
09,03
10,08
12,01
12,37
13,06
14,07
15,07
16,07
17,04
18,06
18,36
19,25
20,21
22,03
Coccaglio Bergamo
05.16
05,41
06,45
06,31
07,00
08,06
09,07
10,11
12,04
12,40
13,10
14,11
15,10
16,10
17,08
18,09
18,39
19,33
20,25
22,06
05.55
06,26
06,25
07,27
07,48
08,46
09,44
10,45
12,44
13,17
13,44
14,48
15,46
16,45
17,45
18,44
19,26
20,06
21,06
22,41
.1 si effettua i sabato feriale .
.2 nei giorni lavorativi fino al 22/12 dall’8/1 al 3/4, dal 12/4
.3 ferma a Coccaglio nei festivi, giornalmente dal 23/12 fino al 7/1, dal 5/4al’11/4.
.4 nei giorni lavorativi escluso il sabato sino
.5 fino al 22/12, dall’8/1
.6 solo nei giorni festivi.
.7 fino al 26/6.
. 8 il 16/12, il sabato feriale dal 13/1 al 31/3, dal 14/4.
.9 nei giorni lavorativi da lunedì a sabato.
.10 nei giorni lavorativi escluso il sabato
.11 nel sabato e nei giorni festivi.
Numeri
Municipio:
. centralino
. fax
. Ufficio Vigili
- Agente di servizio
- Emergenze
. Ufficio Anagrafe
. Ufficio Tributi
. Ufficio Ragioneria
. Ufficio Servizi sciali
. Ufficio Segreteria
. Ufficio Tecnico
. Servizi 24/24
COGEME
Scuola Materna
Scuola Elementare
Scuola Media
Radio parrocchiale
Ferrovie
Poste Italiane
Farmacia
Telefonici
030
030
030
335
335
030
030
030
030
030
030
335
800
030
030
030
030
030
030
030
7725711
7721800
7725702
7250663
7637031
7725704
7725707
7725709
7725716
7725724
7725731
7637031
017446
7721562
723730
7721190
2731444
7703004
7721318
7701217
Di
immediata
Guardia medica
Pronto soccorso Chiari
Soccorso pubblico di emergenza
Soccorso stradale
Guardia di Finanza
Carabinieri
Pronto intervento
Vigili del Fuoco
Emergenza sanitaria
Telefono Azzurro
Guardia Farmaceutica
Ufficio Invalidi
Prenotazioni ambulatoriali ……
. prestazioni ambulatoriali…….
. ecografie…………………………
. esami radiologici………………
Volontari del soccorso:
Coccaglio:
servizio diurno
servizio notturno
Emergenza infanzia
52
utilità
030
030
77191
711170
116
117
113
112
115
118
19696
800
297002
030
7007025
1991455050
Tasto 1
Tasto 2
Tasto 3
030
030
7240348
7722815
114
10
10
1
9
4
2
5
4
8
4
10
Gennaio 2007.ps - 1/18/2007 8:41 AM
Cultura, sport, notizie - Note di storia
MOVIMENTO demografico del comune di Coccaglio - dati al 15 novembre 2006
descrizione
Nati
Morti
Immigrati
Emigrati
Extracom. residenti
maschi
42
35
200
136
656
Matrimoni civili
Totale famiglie
Popolazione residente all 1.1.2006
Popolazione residente al 31.12.2006
di cui
4.037
femmine
62
26
180
121
432
totale
104
61
380
257
1.088
20
3.071
7.821
7.990
3.953
NB: per l’anagrafe parrocchiale, riguradante la pop. cattolica di Coccaglio, v. pag. 17.
Offerte per le opere parrocchiali
Per il Ritorno di Missione
Per il bollettino parrocchiale
Per il Ritorno di Missione
NN
NN
In memoria del Papà
NN
In onore della Madonna
€
€
€
€
€
€
€
€
50,00
20,00
50,00
60,00
50,00
370,00
50,00
20,00
13 novembre 2006 - 14 gennaio 2007
NN
In memoria del Papà defunto
NN
In onore della Madre di Dio
In memoria della Mamma defunta
In memoria della Mamma defunta
NN
€
€
€
€
€
€
€
5,00
250,00
100,00
50,00
100,00
180,00
20,00
Offerte per la ristrutturazione dell’Oratorio (13/XI/06 -14/I/07)
In occasione della festa di compleanno
In occasione della festa di compleanno
NN.
NN.
NN.
NN.
NN.
NN.
Bancarella dei giochi nel mercatino del 26-11
In occasione del s. Battesimo
Sconto
NN. vari
da “S. Vitale”
In occasione del s. Battesimo
In occasione del s. Battesimo
In occasione del s. Battesimo
In occasione del s. Battesimo
Bancarella dei bijou nel mercatino del 26-11
In occasione della benedizione della casa
In occasione della benedizione della casa
In occasione della benedizione della casa
In occasione della festa di compleanno
In onore della Madonna
Banca Pop. di Sondrio, ag. di Coccaglio
NN
In occasione della festa di compleanno
NN.
Offerte per le op. parr. (tavolino) Dom. 3 dic.
Eccedenza sulla colletta di Dom. 3 dicembre
€
€
€
€
€
€
€
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€
€
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Buste pro Oratorio Dom. 10 dicembre
Dal Comitato “S.Pietro”, mercatino del 26-11,
personaggi in movimento del presepio
NN.
NN., dalla cara Sorella
In ricordo del Battesimo della nipotina
NN.
NN.
NN.
NN.
NN.
NN.
NN.
NN.
NN.
In onore della s. Famiglia.
In occasione della doppia festa di compleanno
CMN - PlscBg
NN.
NN.
NN.
NN.
NN.
Due Coniugi per i rispettivi cari Defunti
NN.
NN.
NN.
NN.
NN.
25,00
20,00
20,00
5,00
10,00
10,00
10,00
20,00
630,00
100,00
30,00
60,00
50,00
150,00
100,00
100,00
100,00
250,00
10,00
5,00
25,00
20,00
20,00
150,00
50,00
15,00
50,00
950,00
343,00
53
€ 1.715,00
€ 550,00
€
50,00
€ 4.000,00
€ 100,00
€
50,00
€
50,00
€
50,00
€
50,00
€
10,00
€
10,00
€
50,00
€ 220,00
€
10,00
€
50,00
€
70,00
€ 300,00
€
50,00
€
20,00
€
50,00
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20,00
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20,00
€ 200,00
€
20,00
€
50,00
€
50,00
€
50,00
€
20,00
54.ps - 1/18/2007 9:33 AM
Cultura, sport, notizie
NN.
NN.
NN.
NN.
NN.
NN.
NN.
NN.
NN.
NN.
NN.
NN.
NN.
NN.
NN.
NN.
NN.
NN.
NN.
NN.
NN.
NN.
NN.
NN.
NN.
NN.
NN.
NN.
NN.
NN.
NN.
NN.
NN.
NN.
NN.
NN.
NN.
NN.
NN.
In occasione del s. Battesimo
In occasione del s. Battesimo
In occasione del s. Battesimo
NN.
NN.
NN.
NN.
NN.
In occasione della festa di compleanno
NN.
Bancarella dei giochi
NN.
NN.
NN.
“Bollicine”
NN.
NN.
Una coppia di sposi, in occas. della S.Famiglia
Una coppia di sposi, in occas. della S.Famiglia
Una coppia di sposi, in occas. della S.Famiglia
Una coppia di sposi, in occas. della S.Famiglia
Una coppia di sposi, in occas. della S.Famiglia
Una coppia di sposi, in occas. della S.Famiglia
€
€
€
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€
€
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€
10,00
10,00
50,00
20,00
10,00
50,00
50,00
10,00
10,00
10,00
10,00
20,00
50,00
50,00
50,00
100,00
250,00
100,00
50,00
50,00
10,00
25,00
50,00
30,00
10,00
50,00
20,00
10,00
50,00
300,00
50,00
50,00
20,00
10,00
10,00
5,00
500,00
20,00
20,00
100,00
100,00
60,00
100,00
50,00
20,00
10,00
15,00
20,00
20,00
71,00
20,00
200,00
50,00
120,00
50,00
10,00
50,00
50,00
100,00
25,00
50,00
50,00
Una coppia di sposi, in occas. della S.Famiglia
Una coppia di sposi, in occas. della S.Famiglia
Una coppia di sposi, in occas. della S.Famiglia
Una coppia di sposi, in occas. della S.Famiglia
Una coppia di sposi, in occas. della S.Famiglia
Una coppia di sposi, in occas. della S.Famiglia
Una coppia di sposi, in occas. della S.Famiglia
Due coppie di sposi, in occas. della S.Famiglia
Una coppia di sposi, in occas. della S.Famiglia
Una coppia di sposi, in occas. della S.Famiglia
Una coppia di sposi, in occas. della S.Famiglia
Una coppia di sposi, in occas. della S.Famiglia
Una coppia di sposi, in occas. della S.Famiglia
Una coppia di sposi, in occas. della S.Famiglia
Una coppia di sposi, in occas. della S.Famiglia
Una coppia di sposi, in occas. della S.Famiglia
Dai Catechsiti
AVIS Coccaglio
NN.
NN.
NN.
In onore della Madonna
NN.
NN.
In memoria della Mamma defunta
NN.
NN.
In occasione del s. Battesimo
Offerte per le op. parr. (tavolino) Dom. 7 genn.
Eccedenza sulla colletta di Dom. 7 genn.
Buste pro Oratorio Dom. 14 gennaio
Un gruppo di famiglie, in occasione del 31/12
A nome della cara Agnese L.
NN.
Ceri di Natale
Vers. su “Il Focolare ONLUS”
08/10/06
06/11/06
04/12/06
06/12/06
Un’azienda di Coccaglio
Un’azienda di Coccaglio
19/12/06
Un’azienda di Coccaglio (500+500)
21/12/06
28/12/06
Un’azienda di Coccaglio
29/12/06
per i vers. di gennaio e le donazioni da aziende,
v. bollettino di marzo.
€
€
€
€
€
€
€
€
€
€
€
€
100,00
200,00
50,00
150,00
2.500,00
2.500,00
50,00
1.000,00
400,00
500,00
2.000,00
250,00
Totale
€
Debito precedente
Debito residuo
€1.551.132,96
€1.519.858,76
I ragazzi della Scuola media per i giochi
dell’Oratorio femminile
Per l’Infanzia Missionaria, dal presepe in
Parrocchia e dalle off. ad hoc dell’Epifania
54
€
50,00
€ 100,00
€
50,00
€
70,00
€
50,00
€
50,00
€
30,00
€ 300,00
€
25,00
€
70,00
€ 150,00
€
50,00
€
70,00
€
50,00
€
50,00
€
50,00
€
67,00
€ 200,00
€ 120,00
€
50,00
€ 250,00
€
20,00
€ 200,00
€
50,00
€ 100,00
€ 200,00
€
50,00
€ 100,00
€ 730,00
€ 400,00
€ 2.034,00
€
80,00
€ 100,00
€
20,0
€ 834,20
31.274,20
€
900,00
€
462,80
Gennaio 2007.ps - 1/18/2007 8:41 AM
Cultura, sport, notizie
Ehi, ragazzo: se vuoi, qui c’è posto anche per te!
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Ce ne scusiamo con il lettori.
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Indirizzo del Sito:
Indirizzi di posta elettronica
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Parrocchia
orario delle celebrazioni, calendari, appuntamenti, ecc.
Parrocchia:
[email protected]
http://www.coccaglio.com/Parrocchia.asp
servizio per il Battesimo, il Matrimonio
e il Funerale
http://www.coccaglio.com/mbf.htm
Oratorio (in allestimento):
http://www.coccaglio.com/Focolare.asp
Archivio del Bollettino parrocchiale
http://www.coccaglio.com/archiviobollettino.asp
Guida al sito internet
http://www.coccaglio.com/sito.asp
Radio parrocchiale (ECZ-InBlu)
http://www.coccaglio.com/radiparrocchiale.asp
Oratorio:
[email protected]
[email protected]
redazione del bollettino parrocchiale:
[email protected]
redazione del sito internet:
[email protected]
Gruppo Missionario
[email protected]