ABC …. Adulti e BAmBini in CompAgniA

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ABC …. Adulti e BAmBini in CompAgniA
Anno 2013 n. 1
Istituto Comprensivo di Castelnuovo Magra
A B C …. Adulti e BAmBini in CompAgniA
SALVIAMO IL BOSCO …
Ogni albero ha una vita
e per avere la carta ora è finita.
La foresta è come un centro abitato
dove ogni animale se ne sta
accovacciato;
ormai questa città è distrutta
perché le motoseghe l’hanno
sterminata tutta.
Ora non hanno più una casa
gli animali,
la carta appartiene ai bambini che
dipingono con le mani.
Se ci aiuti anche tu
salveremo qualche albero in più
Dai mettiamoci al lavoro
niente più disboscamento, solo per
loro!!
Alessia 5B Canale
Da questa poesia è nata la decisione da parte degli alunni
del nostro Istituto, di pubblicare solo on-line il giornalino:
usare meno carta e salvare
qualche albero in più. Bravi
ragazzi!
CONCORSO PER LA
CREAZIONE DI UN
LOGO D’ISTITUTO
L'Istituto Comprensivo di Castelnuovo Magra, nell’ambito
della realizzazione del nuovo
sito scolastico organizza un concorso per la creazione di un nuovo logo.
Si tratta di una competizione artistica per tutti gli studenti
dell'Istituto Comprensivo di Castelnuovo Magra, consiste nel
realizzare un simbolo identificativo della scuola.
Il logo, realizzato con tecnica
grafica libera, potrà essere composto di sole parole o di sola immagine, oppure di parole e immagine e dovrà essere coerente
con il soggetto a cui si riferisce.
Il logo deve essere inedito e non
potrà essere composto da immagini soggette a copyright
o di proprietà di terzi, inoltre
avere requisiti di praticità, originalità e flessibilità nell’utilizzo.
Può essere presentato su supporto cartaceo (foglio A4), o in formato digitale.
Sono ammessi al concorso partecipanti singoli o associati; in
quest’ultimo caso tutti i componenti del gruppo devono possedere i requisiti di partecipazione
previsti dal bando e sono tenuti a
designare un capogruppo che
sarà il referente nei confronti
degli organizzatori del concorso.
I concorrenti interessati dovranno far pervenire alla prof. Linda
De Gioia per le scuole medie, e
alla maestra Venturini Emanuela
entro il 10 Giugno 2013 il lavoro completato.
La valutazione e la selezione dei
lavori verranno effettuate da una
Commissione esaminatrice che
valuterà la conformità dei progetti alle condizioni previste dal
bando di concorso e, a suo insindacabile giudizio, segnalerà il
Logo prescelto.
Il Logo vincitore diventerà proprietà esclusiva dell'Istituto
Comprensivo di Castelnuovo
Magra, che ne acquisirà i diritti
di utilizzazione, riproduzione e
pubblicazione, senza limiti di
spazio e tempo.
Tutti i lavori pervenuti non saranno restituiti.
Il vincitore , si aggiudicherà un
premio e l’onore di veder stampato il suo lavoro.
L’adesione al concorso implica,
da parte del concorrente,
l’accettazione integrale del presente regolamento, la cessione
dei diritti d’autore sulle opere
presentate ed autorizza la riproduzione fotografica dell’opera
per qualsiasi pubblicazione di
carattere artistico, turistico, pubblicitario, ecc.. La mancata osservanza delle clausole descritte
comporta l’esclusione dal concorso e dall’aggiudicazione del
premio.
Il Dirigente Scolastico
SOMMARIO
Articoli S. S. di I Grado “ Dante
Pag. 2-3
La musica e i ragazzi
Pag. 4
Il fumetto
Pag. 5
Interviste
Pag. 6
Gite
Pag. 7-8
Recensioni
Pag. 9
Esperienze e giochi
Pag. 10
Gli uomini primitivi
Pag. 11
Racconti horror
Pag. 12
Una serata da paura
Pag. 13
Ricette
Pag. 14
Poesie
Pag. 15-16
Infanzia Arcobaleno
Pag. 17-18
Settimana del Teatro
Pag. 19
Non siamo così ignoranti
La tecnologia è contrapposta alla
cultura?
Il 31 ottobre è apparso sul quotidiaNo, la tecnologia è cultura!
no La Repubblica un articolo del
Professor Marco Lodoli che descri- Quando abbiamo cercato la definive con amarezza il peggioramento zione del termine “tecnologia” - sul
dei suoi allievi in questi ultimi anni, vecchio e caro dizionario cartaceo e
il calo di interessi culturali, la noia utilizzando dizionari digitali- abbiache si respira nelle aule scolastiche, mo capito che in realtà tecnologia
il sentimento di impotenza che pro- cultura non sono poi così lontane, la
vano gli insegnanti.
parola tecnologia deriva infatti da
Il quadro tratteggiato è negativo, la due parole greche, la prima signifimassa degli alunni appare irrime- ca arte, la seconda, parola, discorso.
diabilmente perduta, incapace di Cultura e tecnologia non devono
apprezzare un buon libro, di emo- essere in antitesi ma si devono fonzionarsi per un testo poetico, dere,quindi dobbiamo utilizzare la
un’opera d’arte, un brano di musica tecnologia come strumento per acclassica. Ci sono poi pochi “eletti” cedere, velocemente, al sapere.
che hanno deciso di consacrare la La tecnologia apporta tanti vantagpropria giovinezza al sapere, che gi: noi siamo in grado di scambiarci
frequentano licei selezionati e clas- informazioni velocemente, di ascolsicissimi, suonano uno strumento tare la musica che vogliamo, di stumusicale, dissertano di filosofia, diare un autore leggendo i suoi tefrequentano le mostre d’arte.
sti, il tutto senza muoverci da casa
Durante i giorni successivi il dibat- o da scuola (in classe abbiamo a
tito si è allargato ad altri quotidiani disposizione una bellissima Lavae molti intellettuali hanno espresso gna Multimediale Interattiva conle loro opinioni in proposito, descri- nessa a internet).
vendo i ragazzi di oggi sempre più
poveri di interessi.
Anche in classe abbiamo parlato a
lungo di questo argomento e ci siamo sentiti parte in causa; in effetti
anche noi siamo più attirati dalle
nuove tecnologie che dalla cultura
tradizionale come i ragazzi descritti
negli articoli di giornale, alcuni di
noi a volte esagerano.
Però non è vero -almeno non sempre- che non comprendiamo il lin- Insomma,non tutto il tempo trascorguaggio degli insegnanti, che abbia- so davanti ad uno schermo è rubato
mo eretto una barriera tra noi e gli ai libri; ci piacerebbe che tutti conadulti. Ci piace leggere, viaggiare, dividessero l’entusiasmo verso le
adoriamo la musica, apprezziamo nuove tecnologie che ha il cantante
l’arte, suoniamo, dipingiamo, an- Lorenzo Cherubini, in arte Jovanotdiamo alle mostre….
ti, che in una recente intervista ha
Siamo cambiati rispetto alla genera- paragonato il libro di carta al cavalzione precedente, abbiamo passa- lo e l’e-book all’automobile, il pritempi diversi, siamo in media più mo va lento ed è adatto agli appastecnologici e meno umanisti ma sionati, la seconda è meno affasciforse c’è un modo per coniugare il nante ma è rapida, veloce, affidabisapere antico con quello nuovo. le. Il libro digitale è freddo e non
Frequentiamo la scuola per cinque profuma, non avrà mai il sapore del
ore al giorno proprio per questo!
libro di carta ma è pratico.
Noi, è sottinteso, amiamo entrambi
i mezzi di trasporto.
E-book
Cos’è, a cosa serve
Nel mese di ottobre la nostra biblioteca scolastica ha organizzato un
ciclo di incontri che aveva un titolo
paradigmatico: “In biblioteca perché c’è il futuro della Tua Storia”.
Abbiamo vissuto la magia della
stampa con il viaggio nell’officina
tipografica di Gutemberg, abbiamo
partecipato al laboratorio sulla carta
e poi siamo passati alla Rivoluzione
Digitale.
Ci ha colpito molto l’intervento di
Laura Testoni, bibliotecaria presso
l’Università di Genova e blogger:
l’e-book in biblioteca, sfide e opportunità Laura ci ha mostrato vari
modelli di libri digitali che contenevano tantissimi testi, praticamente
un’intera biblioteca; ci ha insegnato
la diversità tra un normale schermo
e un libro elettronico e ci ha fatto
apprezzare le differenze tra i vari
modelli, quelli più economici e
quelli che imitano il più possibile la
carta stampata e che affaticano
meno la nostra vista.
Utilissimo per gli approfondimenti
e le ricerche è stato l’intervento
dell’esperta in bibliografia e biblioteconomia, Alessandra Longobardi
che ha tenuto un incontro per noi
dal titolo: nella giungla dei documenti; Alessandra ci ha mostrato
come si svolge una ricerca su
internet elencandoci siti seri e affidabili. Su internet si trova di tutto
ma bisogna essere in grado di orientarsi, di avere una bussola, una
guida salda che solo il sapere tradizionale fornisce.
Classe III C
Esponi le tue riflessioni sull’Olocausto basan- un’istruzione, esercitare una professione, profesdoti sulle tue conoscenze storiche e su testimo- sare la propria religione. Leggendo
l’autobiografia di Nelson Mandela mi è venuto
nianze che hai letto o sentito.
in mente che è vero che le leggi vanno rispettate,
1932: Hitler vuole liberare la Grande Germania ma non si possono accettare quelle che differenda tutti gli individui che, non essendo di razza
ziano le persone per il colore della loro pelle. La
ariana, “inquinano” la purezza della razza tede- libertà è fare ciò che si vuole nei limiti delle legsca. Ed è così che iniziò l’era del genocidio, del gi giuste. La libertà è come un icosaedro: è uno
massacro, dello sterminio.
solo, ma ha tante facce.
Sei milioni di ebrei, sei milioni di vite strappate Nicolò Consonni, 5^B Canale
a delle persone che avevano l’unica colpa di non
fare parte della “razza pura”, vite di valore inestimabile torturate, malnutrite, uccise.
Figli vs genitori:cerchiamo di capirci
Uomini, donne, bambini deportati in campi di
Il coraggio degli adolescenti:parlare con i gesterminio, trasformati in numeri e privati di idennitori è sempre più difficile.
tità, sfruttati, sterminati…..
Ed io mi domando, sconvolta, come degli uomiLe aspettative dei genitori non sempre stimolano
ni possano rendersi l’un l’altro la vita così imed influenzano in modo gratificante ed ottimale
possibile….solo per dover eseguire degli ordini.
il rapporto con i ragazzi. I genitori si aspettano
Ascoltando delle testimonianze di un deportato,
da noi dei comportamenti secondo i loro criteri
ho realizzato che la sopravvivenza in quei campi
d’educazione , non riescono a capire quello che
era molto difficile, quasi impossibile; ho capito
pensiamo e vogliamo, anche se lo vorrebbero , a
che, nelle sue parole vi era la determinazione nel
volte si aspettano troppo da noi e non si accorgoricordare, ma anche molta rabbia nei confronti di
no che potremmo avere idee diverse dalle loro.
coloro che lo hanno seviziato nel campo di transito di Bolzano.
Nel periodo della adolescenza noi ragazzi siamo
Mentre lo ascoltavo, percepivo la sua tristezza
soggetti a cambiamenti sia sul piano psicologico
nel ricordare le crudeltà; ho scoperto a malincuoche sul piano fisico e questo determina una forte
re e ritengo tuttora ingiusto, che le donne venivacrisi d’identità perché non siamo né adulti né
no private dei loro figli e dei loro mariti e che i
bambini. In questa fase, infatti, ricerchiamo
neonati venivano eliminati subito poiché erano
l’autonomia e mettiamo in discussione il ruolo
considerati “inutili”.
dei nostri genitori.
Ho anche riflettuto sulle terribili sorti di coloro
In questa fascia di età, è fondamentale che anche
che, in campi e schieramenti diversi, hanno
il comportamento dei genitori cambi;
combattuto contro le ideologie fasciste ed hanno
è importante cominciare a pensarci come persosacrificato la loro vita per aiutare i deportati, le
ne più libere, grandi e responsabili.
quali non vanno mai dimenticate.
Per intensificare ulteriormente il nostro rapporto
Sono convinta che, anche a distanza di anni, quecon loro, i genitori dovrebbero approfondire il
sto terribile massacro, deve assolutamente essere
dialogo cercando di comprendere i nostri sentiricordato sempre, affinchè simili eventi non posmenti e ascoltare le nostre opinioni su ogni argosano mai più accadere.
mento trattato in una conversazione.
In un rapporto positivo tra genitori e figli ci devono essere amore e fiducia che racchiudono
accettazione, tolleranza, rispetto reciproco, consiglio, libertà e persuasione. La qualità della comunicazione è molto importante per avere un bel
rapporto equilibrato.
I famigliari, se sono aperti al confronto e sono
disposti a mettersi in discussione, per altro avrebbero qualcosa da imparare da noi figli, anche che non sono perfetti e che possono sbagliare. Tuttavia se questa realtà per il primo periodo
può provocare un sentimento di rabbia e delusioChiara Musicò 3° B scuola media Dante Alighiene, il tempo favorisce il dialogo con noi ragazzi,
ri, Castelnuovo Magra.
fino a diventare una buona autoeducazione per
entrambi.
Cosa ne penso io della libertà
I genitori devono comprendere anche che, a volte, noi ragazzi ci sentiamo oppressi dalla loro
Quando la maestra ci ha chiesto di fare questo
apprensione che si nota soprattutto per le troppe
testo ho pensato che sarebbe stato molto difficile
raccomandazioni. Questa insistenza rassicura i
svolgerlo. Libertà è un termine molto usato, ma è
“grandi” e li fa sentire a posto ma allo stesso
complesso spiegare cosa sia.
tempo può danneggiare il dialogo e creare perHo cercato la parola sul vocabolario ed ho notato
plessità.
che lo spazio dedicatole è immenso, perchè la
Inoltre a noi adolescenti dà molta sicurezza esselibertà può avere molte facce. Per chiarirmi le
re a conoscenza che i genitori hanno fiducia in
idee ho pensato ai suoi contrari e quello che mi
noi anche quando stiamo maturando il nostro
ha colpito di più è stata “oppressione”. Questa
“io”.
parola mi ha rammentato la nostra recita per il
Si può anche spiegare loro che, se noi figli parGiorno della Memoria. I protagonisti della storia
liamo di più con i nostri coetanei, sovente è per
sono Daniel e la mamma, due ebrei. La mamma
verificare se anche gli altri adolescenti provano
lavora di nascosto e non può uscire di casa. Dale stesse emozioni e vivono gli stessi problemi.
niel deve andare a fare la fila per prendere il paSecondo noi un buon inizio da cui partire per
ne, ma ha fretta perché la città è occupata dai
migliorare i rapporti con i nostri genitori potrebTedeschi. Daniel non può andare a scuola, né
be essere l'utilizzo di una strategia basata sulla
professare la sua religione. Sapendo che cos’è la
persuasione e non sull'imposizione.
non libertà si può capire cosa può essere la libertà. Libertà è uscire di casa liberamente, ricevere
INTERVISTA
L’ESPERIENZA DI NIKO
Spesso le famiglie purtroppo, per vari casi, diventano famiglie allargate. Niko ha 17 anni e
vive in una di queste situazioni da dieci anni. I
suoi genitori hanno dei compagni. Suo padre si è
sposato con una donna giovane e ha due bambine. Niko vive con la madre e il suo compagno.
Gli abbiamo fatto qualche domanda.
Come vivi questa situazione?
Non è stato facile all’inizio, ma, visto che i miei
sono separati da molto tempo, ci ho fatto
l’abitudine!
Quale è stata la tua reazione quando hai saputo che i tuoi genitori si erano di nuovo accompagnati?
È stato problematico perché io ero molto piccolo e ogni giorno vivevo con la speranza che i
miei si riavvicinassero. Mia madre me lo ha detto subito, mi disse che si era innamorata di un
altro uomo.
Con mio padre non è stato così semplice. Non
me lo disse subito. Lo scoprii per caso.
Poi sono andato a casa sua per avere delle spiegazioni e gli dissi che non mi avrebbe mai più
rivisto perché ero ferito e mi aveva umiliato davanti ai miei amici. Lui si scusò dicendomi che
con la sua nuova compagna era felice.
Cosa pensi di questa situazione?
Se io ho un problema i miei genitori sono i primi
a darmi qualche consiglio e non mi è mai mancato nulla. All’inizio andavo male a scuola ma
poi ho capito che lo studio è importante e porto a
casa bei voti! Sono contento perché loro sono
felici.
Come si è evoluta la famiglia nel tempo: da
quella patriarcale a quella allargata.
CAMBIA LA FAMIGLIA , CAMBIANO
I RUOLI
La famiglia italiana ha subìto, negli ultimi centocinquant'anni, una trasformazione radicale e profonda,
innanzitutto sotto il profilo demografico. La famiglia,
nucleo fondamentale della società, si è evoluta, e il
progresso sociale le ha apportato significativi cambiamenti e novità. Infatti il vecchio modello era fondato su regole ben precise, formato da genitori anziani, figli sposati, nipoti ed aveva una struttura patriarcale. Il membro più anziano, il “pater familias”, aveva la massima autorità ed era il depositario dei valori
e dell'educazione dei giovani, in un'economia fondamentalmente agricola che aveva bisogno di molte
braccia.
Con lo sviluppo della società industriale, i figli hanno
cominciato ad abbandonare la casa paterna, trovando
una loro indipendenza economica e dando sempre
più luogo alla quasi insormontabile barriera tra microcosmo della famiglia e macrocosmo della società.
Infatti essi tendono ad allontanarsi dal proprio
"nido", perché preferiscono affermarsi in una società,
da cui dipenderà il loro futuro, creando così una sorta
di muro divisorio con la loro famiglia.
Al giorno d'oggi, molto frequentemente, si sente parlare di un nuovo tipo di famiglia, la famiglia allargata. È un' istituzione che nasce dalla crisi della famiglia tradizionale: i genitori decidono di separarsi, poi
si riaccompagnano e formano un'altra famiglia che
crea nuove convivenze tra figli di padri e madri diversi. In questo caso, a volte, il disagio dei ragazzi è
maggiore perché possono perdere un punto di riferimento stabile e sicuro, ma , per fortuna, non sem-
pre è così.
Classe 3^ B Scuola media Dante Alighieri
IMPORTANZA FORMATIVA DELL’EDUCAZIONE secondaria di secondo grado e solo chi ha
MUSICALE
scelto di frequentare il liceo musicale avrà la
Abbiamo deciso di parlare di musica perché è un te- possibilità di studiare musica a scuola; un
ma che ci coinvolge, ci riguarda da vicino, ci emo- vero peccato; la musica dovrebbe essere per
ziona. Tutti ascoltiamo musica per svariate ore al tutti, non per pochi.
giorno, molti suonano uno strumento.
Il termine ‘musica’ deriva dal greco ed è l'arte e la
scienza dell'organizzazione dei suoni nel corso del
tempo e nello spazio. Si ipotizza che la musica possa
aver avuto origine dall’imitazione dei suoni naturali.
I primi strumenti musicali risalgono al Paleolitico e
sono principalmente quelli a percussione come i tamburi, costruiti con la pelle degli animali e gli strumenti a fiato. Dalla sua origine sino ad oggi alla musica è stato attribuito un grande valore inoltre è alla
portata di tutti; l’arte del suono è diventata motivo di
pregio per chi è in grado di trasmetterla al pubblico
emozionandolo. E’ usata come terapia in sostegno a
gravi handicap, come cura per superare momenti bui,
per stimolare il feto nel ventre materno o semplicemente come colonna sonora di ogni attimo della nostra vita. A scuola può essere utilizzata per favorire
una didattica interculturale.
Si sono evoluti i supporti per ascoltare musica, tra
questi la radio è rimasta il metodo principale per diffonderla, sono inoltre esistiti i dischi in vinile, i juke
box, le musicassette fino ad arrivare ai moderni ipod,
ipad, pc, telefoni e cd. La tecnologia ha reso la musica alla portata di tutti e fruibile in qualsiasi momento
della giornata ma i suoni, passando per tante apparecchiature, perdono la magia che solo la musica dal
vivo trasmette. Ognuno di noi sviluppa una personale
sensibilità musicale ed è per questo che oggi possiamo ascoltare una grande varietà di generi: dalla musica classica al rap, dalla lirica al rock o dal jazz
all’elettronica.
Un nostro compagno ha suggerito un’associazione
mentale tra la musica e la cioccolata, quando le assaggi non puoi più farne a meno....Abbiamo la fortuna di vivere in un Paese ricco di cultura musicale,
culla dei più importanti compositori. I principali teatri del mondo dedicano ampio spazio alla musica italiana e i musicisti sono richiestissimi. Ma se la musica è così importante dal punto di vista formativo e
culturale perché nella scuola italiana è una materia
così poco presente?
Il prossimo anno frequenteremo la scuola
QUALE MUSICA ASCOLTIAMO?
INDAGINE ALL’INTERNO DELLA
CLASSE
Ma quale musica siamo abituati ad ascoltare nel tempo libero? Ognuno di noi ha
le proprie preferenze, ascoltiamo musica
italiana e straniera, di ieri e di oggi, classica e pop.
Di solito con il tempo cambiano i nostri
gusti musicali, cominciamo ad interessarci alla musica commerciale più pubblicizzata, poi, entrando in contatto con
nuove realtà (nuova scuola, nuovi compagni, nuovi amici.), iniziamo ad ampliare i nostri orizzonti musicali ascoltando
musica di vario genere. Gli stimoli che
riceviamo dagli adulti determinano le
nostre scelte contribuendo a formare la
nostra cultura musicale, ecco perché la
scuola gioca un ruolo importante.
Abbiamo deciso di fare un’indagine in
classe per sondare le nostre preferenze
musicali. I dati sono chiarissimi: i gusti
preferiti sono la musica house, il pop e il
rap. Ovviamente con i generi musicali
cambiano anche i cantanti preferiti, nella
nostra classe sono: Emis Killa, Eminem o
J-Ax, insomma quasi tutti cantanti che
fanno musica da discoteca, composta da
suoni fatti al computer messi in sequenza
IL NOSTRO PERCORSO INTERDISCIPLINARE che si ripetono per 10 minuti o più.
La nostra generazione è affascinata dal
ALLA SCOPERTA DELLA MUSICA
suono mentre le generazioni precedenti si
concentravano sugli aspetti melodici o
A scuola abbiamo la possibilità di suonare alcuni
testuali. L’importante è considerare la
strumenti, la cosa che ci piace di più è partecipamusica un’espressione culturale evitando
re ai concerti, ci fa sentire uniti, parte di un grupl’omologazione e il pregiudizio.
po affiatato; abbiamo suonato anche sotto le stelle ed è stata un’esperienza che non dimentichereClasse III C della scuola Media Dante Alighieri:
mo. Durante l’anno abbiamo svolto molti percorsi caratterizzati dalla musica: abbiamo studiato i
Beatles e ci siamo esercitati nell’esecuzione di
molti brani musicali. Quest’anno ricorre il bicentenario della nascita di Giuseppe Verdi, abbiamo
colto l’occasione per approfondire la sua biografia, ciò ha favorito il collegamento tra educazione musicale e le altre discipline: abbiamo studiato il periodo storico legato al Risorgimento e
all’Unità d’Italia, visionato i ritratti più celebri
del Maestro come quello eseguito dal pittore ferrarese Giovanni Boldini a Parigi. Si è rivelato
utile confrontare Verdi ad alcuni importanti contemporanei, primo tra tutti Alessandro Manzoni;
Richard Wagner è nato esattamente lo stesso anno di Verdi ma la sua musica è completamente
diversa, sembrano appartenere a mondi distanti.
Quando abbiamo studiato Romeo e Giulietta di
William Shakespeare abbiamo svolto alcuni approfondimenti teatrali e cinematografici, alla fine
l’insegnante ci ha fatto ascoltare Romeo and Juliet dei Dire Straits: strepitosa.Uno degli argomenti più interessanti in programma è stato a
nostro parere il percorso legato alle città della
musica americana (il rock, il grunge, la musica
country), ci ha consentito di collegare musica,
letteratura, geografia e inglese. Non ci siamo
quindi limitati alla musica colta e alla musica del
passato, abbiamo esplorato anche la musica popolare che rispecchia la realtà quotidiana, ci è
piaciuto ad esempio riflettere sul testo della canzone Tensione evolutiva di Jovanotti dedicando
l’attenzione linguistica riservata solitamente ai
testi poetici. Attraverso questi percorsi abbiamo
avuto la possibilità di spaziare attraverso i generi, le epoche e i luoghi. Istruttivo e piacevole.
UN’ESPERIENZA IN STILE
CARTOON!
Il primo marzo 2013 gli alunni della nostra scuola si sono recati al
centro sociale per un incontro con il
disegnatore esperto Federico Bertolucci diviso in due parti, la prima
interessata a tutte le classi e la seconda dedicata unicamente ai ragazzi che frequentano il corso di
fumetto pomeridiano organizzato
dalla scuola.
Il fumettista viareggino ha risposto
alle nostre domande, ci ha raccontato la sua testimonianza coinvolgendoci con divertimento.
Ha raccontato che sin da bambino
aveva la passione per il disegno, gli
bastava avere una matita e un foglio
per essere felice.
Con il passare degli anni questa
passione accompagnata da uno straordinario talento naturale è diventata il suo lavoro quotidiano.
Ha frequentato il liceo Artistico e
successivamente l’Accademia delle
Belle Arti nella quale ha conosciuto
la nostra professoressa di arte e immagine, Linda De Gioia e nella
quale ha potuto mettere alla prove
le sue doti e ampliare le sue conoscenze.
Ci ha inoltre parlato della sua esperienza alla Disney e di come è riuscito a lavorarci.
Ha partecipato ad un concorso organizzato da questa casa di produzione, ha inviato i suoi disegni ed è
stato assunto per la grande capacità
espressiva dei suoi personaggi. E’
proprio questa la dote più grande
per un fumettista, ci ha spiegato,
l’espressività è la base per disegnare un capolavoro, le figure disegnate devono saper trasmettere emozioni a chi le osserva senza ricorrere all’uso dei dialoghi.
Ci ha colpito molto la sua scelta di
lasciare la Disney e ci ha spiegato
che in questa grande azienda tutto
era fantastico arredato in stile
cartoon, a molti può sembrare
l’obiettivo finale di un fumettista
come lui, il culmine della sua carriera, invece è solo il punto di inizio.
Il disegno è qualcosa di estremamente personale, è un modo per
mettere nero su bianco le nostre
emozioni esprimendosi, per chi ha
una grande dote, al meglio.
Ed è proprio questa la motivazione
di tale decisione, la Disney ha personaggi prestabiliti e il disegnatore
si deve attenere a schemi precisi,
non potendo lavorare con la propria
fantasia. Per questo negli ultimi
anni ha deciso di lavorare in proprio con un suo collaboratore francese Frèdèric Brèmaud.
Il fumetto è composto da tre serie,
la prima ha come personaggio principale la tigre, la seconda una volpe
e il terzo è in fase di lavorazione.
Tutti e tre parlano del rapporto degli animali con la natura e sono tutti
interamente privi di dialoghi.
Grazie a quest’esperienza abbiamo
capito che i sogni si posso realizzare, con una buona dose di forza di
volontà possiamo raggiungere gli
obiettivi che ci siamo posti e in futuro poterci esprimere al meglio
facendo il lavoro che amiamo.
Elena Paita 3^ C
Link per Federico Bertolucci:
http://federicobertolucci.blogspot.it/
http://
tutorialkinart.blogspot.it/2010/09/
federico-bertolucci-costruzione-diuna.html
https://www.youtube.com/watch?
v=PwHvhBNscWw
Il 20 Maggio 2013, presso la Scuola
Secondaria di I Grado “Dante Alighieri”, si terrà un incontro con il
fumettista Claudio Stassi che ha
realizzato il fumetto del libro “ Per
questo mi chiamo Giovanni”, autore Luigi Clando.
Intervista a Silvia Lambruschi da quello europeo e italiano.
campionessa mondiale di
Intervista al Dirigente
Scolastico Luca Cortis.
8) COME TI SEI SENTITA QUAN-
pattinaggio artistico su rotelle. DO TI HANNO INTERVISTATA
ALLA TV?
Ero impacciatissima e non sapevo
cosa dire.
9) COME HAI VISSUTO
L’ACCOGLIENZA CHE TI E’
STATA PREPARATA DAGLI AMICI DI CASTELNUOVO?
1) A QUANTI ANNI HAI INIZIATO A PATTINARE?
A cinque anni e mezzo.
2) CHE COSA TI HA SPINTA A
PRATICARE IL PATTINAGGIO
ARTISTICO?
Mi sono rotta una gamba mentre
sciavo, dovevo rinforzarla cosi il
pattinaggio è entrato nella mia vita.
Pensavo ad una piccola festa; ma
all’uscita dal casello autostradale, la
massiccia presenza di amici mi ha 1) Cosa si prova a essere dirigenfatto capire che ero stata seguita da te di questo Istituto?
moltissime persone ed è stata veraUn grande senso di responsabilità
mente una grande festa
ma anche gioia quando le cose vanno bene.
10) QUANTE MEDAGLIE HAI
VINTO?
14 ori e 1 argento ai campionati
europei, 21 medaglie ai campionati
f. i. h. p. , 8 medaglie ai campionati
italiani u. i. s.p., 2 ori e 1 argento ai
campionati mondiali
4) HAI INCONTRATO DELLE
DIFFICOLTA ‘ALL’INIZIO DELLA TUA ATTIVITA’ SPORTIVA?
No, pattinare mi piaceva e sono
sempre stata sostenuta dalla mia
famiglia.
Avevo tante cose da fare tipiche di
quell’ età. Ho smesso per un mese,
ma quando mi sono giunte le convocazioni della Nazionale, non ho
saputo resistere e ho capito che il
pattinaggio era la mia passione.
Insegnavo e prima ancora ho fatto il
militare di leva.
4) Si vede mai con gli altri presidi?
Sì, spesso.
5) Quali sono i compiti di un Preside?
12) CHE COSA PROVI QUANDO
ENTRI IN PISTA E HAI TUTTI
Capire bene il posto dove si lavora,
GLI OCCHI PUNTATI ADDOSSO? costruire delle buone relazioni e far
Le prime volte mi sentivo a disagio
e soprattutto mi infastidiva la pre5) TI RICORDI LE EMOZIONI
senza ravvicinata dei giudici, ora
DELLA TUA PRIMA VITTORIA? sono più sicura e riesco a concenA nove anni ho riportato la mia pri- trarmi dimenticando quello che sucma vittoria; ricordo di aver provato cede intorno a me.
un’ emozione grandissima e quasi
non credevo di aver vinto.
13) CHE IDEA TI SEI FATTA DEL
6) COME HAI FATTO A CONCILIARE LO STUDIO CON LO
SPORT?
Ho insegnato 10 anni in Inghilterra
e negli Stati Uniti e sono stato Dirigente in Sardegna.
3) Prima di diventare Preside ha
11) SEI MAI STATA TENTATA DI mai fatto altri lavori?
3) IL PATTINAGGIO ARTISTICO LASCIARE LO SPORT?
è UNO SPORT IMPEGNATIVO?
Si, in prima superiore a gennaio.
Sì, molto; più si sale di livello, più
diventa impegnativo; prima dei
campionati mi devo allenare 7-8 ore
al giorno.
2) Hai insegnato in altri Istituti?
capire a tutti che bisogna osservare
le leggi.
6) Le piace il suo lavoro?
Sì, mi piace molto il lavoro che
svolgo e quando sono seguito dalle
persone che lavorano con me sono
MONDO DELLO SPORT?
molto soddisfatto. A volte alcune
C’è il bello e il brutto, certamente
persone non mi seguono e ciò mi
bisogna stare attenti; sembrerà strano ma è un mondo ricco di insidie. rende infelice.
Durante le elementari e le medie
non ho incontrato difficoltà, durante 14) COSA INTENDI FARE IN FUle superiori ho dovuto imparare ad TURO?
organizzare bene il mio tempo.
Vorrei iscrivermi all’ Università e
iniziare a pensare di diventare una
7) COSA HAI PROVATO QUANallenatrice, ma sono anche molto
DO SEI DIVENTATA CAMPIOinteressata al pattinaggio su ghiacNESSA MONDIALE?
Un’ emozione inspiegabile, il cam- cio.
I ragazzi della terza C
pionato mondiale è molto diverso
7) Ha mai studiato all’estero?
Sì, sono andato a studiare e perfezionare la lingua inglese.
Nicolò e Gabriel - Classe IV A
Palvotrisia.
Gita di istruzione a
Campo Cecina
Nei giorni 19 e 20 febbraio le
classi 1B e 1C della scuola media “ Dante Alighieri “,si sono
recate a Campo Cecina per osservare la fauna e la flora del
luogo.
Di mattina presto abbiamo raggiunto un luogo solitario e suggestivo per vivere un'avventura
emozionante.
Ci siamo diretti verso il sentiero
che porta al rifugio del C.a.i.
Carrara.
Camminando ci si poteva immedesimare in professionisti fotografi che cercavano di immortalare gli aspetti più suggestivi del
paesaggio mozzafiato che avevamo davanti.
Lungo la camminata ci accorgevamo sempre di più che la neve
aumentava e la temperatura diminuiva.
La prima escursione prevedeva
l'osservazione di piante e arbusti che si trovavano lungo il sentiero dell'Anello Ballerino.
Dopo aver terminato l'escursione ci siamo diretti al rifugio, caldo e accogliente.
Verso le otto abbiamo cenato
con un menù squisito: penne al
sugo, patate, carne e come dessert uno squisito budino al cioccolato.
Verso le dieci siamo andati tutti
a letto anche se nessuno di noi
aveva voglia di dormire.
Il mattino seguente ci aspettava
una ricca colazione a base di
latte, cereali, marmellata
e...nutella.
Fuori nevicava, il paesaggio era
mutato rispetto al giorno precedente,sopra le nostre teste si
stava scatenando una bufera di
neve!!! Il tutto era molto suggestivo; abbiamo fatto un'escursione invernale nel bosco, abbiamo
visto le impronte degli animali, le
cave di marmo; i più intrepidi
hanno provato le ciaspole, delle
particolari calzature che permettono di camminare in mezzo alla
neve.
Quando ho realizzato che il tempo per stare insieme ai miei
compagni e ai miei insegnanti in
un ambiente così bello era terminato,mi è venuto quasi da
piangere perché non mi ero mai
divertita così tanto in una gita...
Spero che capiti presto un'occasione del genere,per divertirsi,
per imparare cose nuove e per
consolidare nuove amicizie.
Voglio dire GRAZIE ai miei professori che hanno reso possibile
un'esperienza magnifica...
Beatrice Monti 1c D.Alighieri”
Gita a Firenze
Il 29 gennaio 2013, siamo partiti
dalla stazione di Sarzana con
Ad un certo punto del cammino il treno delle h 6.40. Siamo arrivati a Firenze alle h 8.45
siamo arrivati fino ad un accupresso la stazione Santa Maria
mulo immenso di neve dove ci
siamo messi a fare castelli e pu- Novella. Quanti negozi
pazzi di neve:alcuni addirittura si che c'erano! E quanta gente.
Dopo una lunga passeggiata
sono rotolati nella neve!!!
tra palazzi antichi, chiese dipinte
con affreschi meravigliosi
e statue della Piazza Signoria,
siamo arrivati al Museo degli
Uffizi, abbiamo attraversato gallerie di quadri tristi e allegri, con
colori accesi o spenti, di sculture
di pietra, bronzo, oro e disegni
su un vassoio scudi e tele. Abbiamo apprezzato molto la Venere di Botticelli, però ci ha impaurito la testa di Medusa tagliata dipinta su uno scudo. Dagli
Uffizi si vede l'Arno con il Ponte
Vecchio con le sue botteghe di
orafi che si affacciano sul fiume.
Usciti dal museo siamo andati a
visitare il Duomo e il Campanile
di Giotto.
Dopo la visita alla città, siamo
andati al ristorante Lorenzo de'
Medici.
Finalmente una pausa! Dopo
pranzo, tra chiacchiere e risate,
ci siamo incamminati verso il
Planetario, mentre i nostri
genitori si sono sparsi in giro a
"caccia di interessi".
La scienziata del Planetario ci
ha mostrato il globo terrestre e
le stelle, le costellazioni, i pianeti, come orientarsi e trovare la
stella polare. Sembrava veramente tutto vero. è stato entusiasmante!
Abbiamo poi fatto un laboratorio
sulla luce, molto interessante.
Il tempo era finito, quindi abbiamo fatto una volata alla stazione
per prendere appena in tempo il
treno per andare a casa.
Classe 5^B di Canale
N. Consonni e V. Rolla
Primaria Canale
Visita al Museo Egizio
di Torino
Passiamo oltre, meno male! Ammiriamo dei sarcofagi ben conservati e dei vasi canopi.
Mercoledì, 13 Febbraio 2013
Da una lastra si vede la tomba di
Kha e Merit, una famiglia molto ricca. Al suo interno sono stati
ritrovati 506 reperti.
Sono le sette e stiamo per partire. Ecco il pullman!
Il viaggio è lungo ma a Genova
che spettacolo: è tutto bianco,
immacolato! Quanta neve!
Dopo quattro ore di viaggio, finalmente eccoci arrivati. Camminiamo un po’ e finalmente
siamo davanti al museo egizio.
Continuiamo e osserviamo dei
dipinti raffiguranti Osiride, Iside
e Anubi che pesa un cuore.
Nella sala della tessitura vediamo
abiti e sandali; in quella scrittura
testi in geroglifico e frammenti di
vaso che gli scribi utilizzavano per
prendere appunti o esercizi di scrittura o disegno.
Entriamo e ci aspetta la nostra
guida. Inizia il percorso e per
primo vediamo una mummia.
Che effetto! Le mani sono rotte:
forse aveva le dita ornate di
gioielli e dei ladri gliele hanno
rotte per rubarli.
Sono veramente belli, sembrano
disegnati da poco tempo.
Entriamo nella sala degli oggetti
che gli egizi usavano quotidianamente e verifichiamo che le donne erano proprio vanitose: specchi, pettini, trucchi…
Il nostro tempo è finito, la guida ci
saluta. Peccato! E’ stato così bello e
interessante che torneremo. Ciao
museo! Ciao Torino!
Classe IV A Palvotrisia
- Ma come fa a saperlo? E il medico ribatté dicendo : - Lo so perché
quando si ha l' appendicite la pancia
Boy di Roald Dahl
è tesa invece la tua non lo è!
Un giorno Roald mette un topo
Il libro Boy di Roald Dahl mi è pia- morto nel barattolo delle mitiche
ciuto molto perché è una storia ve- palle arcobaleno (le caramelle che
ra. Racconta la giovinezza dell'au- tutti i bambini volevano comprare),
tore in modo divertente e scanzona- un altro giorno mette degli escreto. A volte parla malissimo degli
menti di capra nella pipa del noioinsegnanti e degli adulti in genesissimo fidanzato della sorella.
re.....uno spasso!
Insomma, se avete voglia di leggere
Però era un mondo molto duro :
un libro interessante, istruttivo, irridopo averlo letto ho pensato: meno verente ma sopratutto divertente
male che non sono nata cent'anni
non perdetevi Boy!
fa, per fortuna non esistono più le
punizioni corporali a scuola! Per
Elena Moroni I C
non parlare del rapporto con le malattie, allora i medici ti operavano
senza nemmeno farti un'anestesia. L’isola del Tempo Perso
Ora racconterò gli episodi che mi
Autore: Silvana Gandolfi
sono piaciuti di più:
Editore: Salani Gl’ istrici
Quando hanno tolto le adenoidi a
Trama: Giulia e Arianna sono amiche
Roald Dahl.
per la pelle . Durante una gita alla miEra un giorno qualunque quando
niera , Arianna s’ infila in un cunicolo
per accudire un cucciolo di pipistrello ,
Roald fu accompagnato dalla
mamma da un medico perché respi- Giulia la segue , e le due si perdono e
vengono inghiottite all’ interno di un
rava male, la nonna gli disse che
crepaccio . Si ritrovano misteriosamenera solo un semplice controllo …
Quando furono arrivati dal medico te in un vulcano in un vulcano ; il tempo scorre lentissimo , i tramonti durano
questi lo fece sdraiare su un lettino, giorni , così come le notti di luna . Scogli controllò la gola, prese delle
prono di essere nell’ isola del Tempo
pinze taglienti e zacc! Gli tolse le
Perso dove finiscono tutte le cose e le
adenoidi in modo fulmineo e senza persone che sulla terra si trovano smaranestesia.
rite . Nell’ isola incontrano una banda
di ragazzini che si occupa di controllaVi ricordo che lui era sempre lì
sotto, sveglio e che aveva visto del- re il posto e di rispedire nel mondo tutti
le cose sanguinose che gli uscivano quelli che da soli nell’ isola non potrebbero sopravvivere ( cuccioli , vecchietti
dalla bocca ...
Questo episodio è uno di quelli che smarriti ) .
A questo punto le vicende si infittiscomi sono piaciuti di più, però quando no, leggetelo e scoprirete ciò che accal' ho letto stavo per svenire.
de.
Quando Roald finge di avere l'ap- Mattia Lorenzani 5B Canale
pendicite
Roald era stato mandato dalla ma- Storia di un gatto e di topo che
dre in un collegio. Ma lui aveva
diventò suo amico
nostalgia di casa, allora si finse malato di appendicite (conosceva benissimo i sintomi perché l' aveva
avuta sua sorella). Il medico del
collegio lo controllò e dopo la visita
mandò Roald a casa . La madre per
accertarsi che avesse veramente
l'appendicite lo condusse dal medico di famiglia. Dopo la visita il medico portò il ragazzo dietro la scrivanie e gli disse : - E' una scusa
solo perché vuoi stare con tua madre vero? Roald stupefatto rispose :
Le nostre recensioni
Autore: Luis Sepulveda
Editore: Guanda Editore
Questo libro racconta la storia di
una grande amicizia tra un gatto,
Mix e un topo, Mex.
Mix è un gatto nero che vive con
Max, il suo padrone. Diventato adulto Max va a vivere in un appartamento a Monaco e si porta il suo
gatto, anche se vecchio e cieco. Un
giorno, mentre Max è fuori casa per
lavoro, Mix conosce un topo messicano che si è introdotto
nell’appartamento in cerca di cibo.
I due diventano grandi amici. Il
topo diventa addirittura gli occhi
per Mix; lo aiuta a salire sul tetto e
a saltare su quello della casa di
fronte. La loro amicizia diventa una
leggenda per gli abitanti del quartiere che raccontano di aver visto
un gatto e un topo guardare insieme
il tramonto.
Gabriel Bianchi IV A Palvotrisia
Il grande cavallo
Autore: Roberto Piumini
Editore: Piemme Junior
Il libro mi è piaciuto molto. Parla di
un cavallo diverso dagli altri: è
molto, molto più grande. Nasce nel
villaggio di una tribù indiana e alcuni lo giudicano un demone a causa della sua altezza. La parte più
bella è la nascita di Iuco.
Nicolò Bottiglioni IV A Palvotrisia
Storia di un grappolo d’uva
L' attività, rientra nell' ambito
disciplinare di storia. Dopo aver
letto il racconto, le insegnanti
hanno aperto una conversazione,
cercando di coinvolgere il più'
possibile i bimbi, in modo da
approfondire e verificare le conoscenze che gli alunni hanno
sul concetto di " Prima, Dopo,
Infine ".
In seguito, siamo passati alla
visualizzazione di immagini e
figure, relative alla nascita di un
grappolo d' uva, grazie all' ausilio della LIM. Gli alunni hanno
rappresentato individualmente in
sequenza la storia ascoltata, apponendo le relative didascalie.
Infine, per una maggiore interiorizzazione dei contenuti, e' stato
realizzato un cartellone murale,
dove tutti hanno potuto esprimere la propria creatività
Classe 2B Palvotrisia
Il percorso da casa a
scuola
Nell' ambito della disciplina di
geografia abbiamo realizzato un
cartellone raffigurante un percorso immaginario casa/scuola.
L' attività, è stata dapprima consolidata, attraverso: conversazioni, schede, libro di testo. Successivamente, abbiamo disegnato su un cartellone, gli elementi
principali e i relativi punti di riferimento. In questo modo, è
stata data la possibilità a tutti i
bambini della classe di partecipare alla realizzazione del lavoro. Questa attività, ha visto la
partecipazione di un bimbo di 5
L.M. il quale, quasi ogni mercoledì, durante le ore di lezione
della disciplina di geografia, partecipa volentieri alle attività che
vengono proposte e adattate dalle insegnanti per valorizzare le
capacità , le attitudini e soprattutto le abilità diverse di ogni
singolo alunno.
Divertiamoci un po’
TROVA L’ANIMALE….
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Corsa
Spuma
Gruviera
Canino
Piena
Motorino
Sgattaiolare
Sfocare
Polline
Rapina
Storie
TROVA IL FRUTTO….
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Coccodrillo
Speranza
Limo nel Nilo
Amore
Aranciata
Afràgola
Pomona
Olivastro
TROVA LA PIANTA….
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Melone
Perone
Cacciavite
Opinione
Sedimentazione
Assorbo
Orticaria
Gli uomini primitivi presentati dalla classe
3^ A di Palvotrisia
Così comincia l’evoluzione:
con cinque uomini in trasformazione.
Il primo fu l’australopiteco
Con il pollice opponibile.
In seguito l’habilis sviluppò il cervello,
Poi venne l’homo erectus
Che dominò il fuoco,
Seguito dall’homo sapiens
Che iniziò un proprio linguaggio.
Subito dopo incontriamo l’homo sapiens sapiens
Che diventò il nostro antenato.
Da lui discendiamo
Noi che oggi viviamo.
Francesca Maria Monfroni
L’uomo primitivo.
L’uomo primitivo nelle grotte
Dormiva tutta la notte
Il fuoco usava
Di carne si cibava
Lui era anche un pittore
E di stupendi graffiti era l’autore.
Peloso era tutto
Col muso un po’ brutto
Su due piedi camminava
E grazie al pollice gli oggetti afferrava.
Parlare non sapeva
Con i gesti si esprimeva
Nell’era neolitica viveva
Uomo di Neandertal si chiamava.
Alessia P.
L’uomo primitivo.
La fame è tanta
Fuori la neve
Ricopre ogni cosa,
Il freddo unisce la famiglia
In un caldo abbraccio,
Il fuoco è ancora una grande paura
ma domani chissà…..
Martina Franceschini
Una sera come tutte le altre ero nel
letto tranquillamente,
ma non riuscivo a prendere sonno,
quando ad un certo punto sentii uno
scricchiolio….qualcuno stava camminando; io pensai che fossero le
porte in legno a scricchiolare, ma
nel muro vidi un’ombra.
Avevo molta paura, dovevo fare
pipì, e decisi di andare in bagno, al
piano di sotto; quando stavo scendendo dalle scale inciampai facendomi un livido e tagliandomi un po’
il dito.
Perdevo sangue!.....Trattenni il
respiro..Cercai, non di camminare
ma di volare, per non far rumore.
Andai in bagno per disinfettarmi,
quando nello specchio
notai di nuovo quell’ ombra, inciampi e caddi, quando
l’ombra mi afferrò e mi portò in
camera. Mi rimboccò le
coperte e poi tutto svanì: era tutto
un sogno!!!!!!!
Mi ero persa in un tunnel.
Mi sentivo osservata e seguita,
quando all’improvviso sentii un
rumore. Mi voltai e…..aiuto! Aiuto!
Un mostro gigantesco era pronto
per mangiarmi.
Era un miscuglio tra un orco e un
gigante.
Scappai da ogni parte, ma il tunnel
era finito, non avevo via di scampo,
il mostro era davanti a me.
Pensavo che era la fine, ma il peso
del mostro fece franare il tunnel:
era il mio momento per scappare.
Il tunnel stava crollando, pensavo
di aver seminato il mostro, am era
troppo presto per cantare vittoria.
Ero dall’altra parte del tunnel,
quando risentii i passi del mostro;
in quel momento non riuscivo più a
reggermi in piedi dalla paura.
Svenni e, quando mi risvegliai, mi
trovai legata e vedevo un enorme
pentolone. Ecco, il mostro stava per
infilarmi nella pentola quando senAlessia Dell’Amico tii la voce della mamma: << SveClasse 5B Canale glia, dormigliona…>>, scopro che
era soltanto un incubo.
Un giorno sono andato in cantina,
stavo prendendo una cosa, salta la
luce, ho paura, urlo.
AH.. ah….. ah…………. !!!
Corro per uscire, cado, mi faccio
male .
Trovo una torcia, l’ accendo, vedo
una bambola………… Aiuto!!!!
Corro, vedo la porta, è chiusa, trovo le chiavi, l’ apro, corro, vedo
mia sorella che si è messa il trucco
………ah!!!.
Scappo, vado in camera mia e
chiudo la porta .
Mi metto sotto il letto ,… poi vedo
qualcuno, con coraggio esco con la
racchetta da tennis in mano e urlo
Ah!!!!!!! Prendi questo!..........Urlo.
La prende in testa: era mio papà.
Scappo, vado in cucina, mia mamma cucinava i broccoli Aiuto!!!!!!!
YASSIN ABOUTAMMAM
Cl 5B Canale
Sto andando tranquillamente da mia
zia a portarle il dolce .Ad un tratto… bonk.. inciampo nello scalino
e intorno a me si forma una pozza
di sangue…Il mio gomito gocciola
sangue…..
Corro dalla mamma. Vado veloce
in bagno. C’è una scia rossa sul
pavimento.
Mi disinfetto. Ahi, che dolore!!!
Intanto il terrore continua ad aumentare .
Simona Iuliano classe 4° Canale La mamma urla dallo spavento .Io
piango. Chicco abbaia. Papà dice
che non è successo niente.
Dopo qualche secondo tutto è tornato alla normalità, con qualche
cerotto in più.
Ho la febbre a quaranta.
Che pauSento delle voci. Mi parlano. Mi
viene paura. Mi viene mal di testa. ra!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
Si spengono le luci. Mi alzo. Sento !!!!!!!!!!! ……..e che dolore!!!!
dei fulmini. Sbatto contro il muro.
Si apre la finestra. Inizia a piovere. Francesca Sergiampietri 5 BCanale
Cado dalle scale. Il vento spinge.
Cado dalla finestra. Atterro sul mio
gatto. Sento bisbigliare. Sento un
urlo di paura. Un’ ombra si avvicina. Il mondo inizia a ruotare. Vedo
delle sagome……. I miei genitori.
No, non sembrano loro. Scappo.
Salgo su un albero. Ma arriva un
fulmine. AHH…
Cado dall’albero. Perdo coscienza.
Sento una vocina. Mi sveglio. E’la
nonna! Avevo fatto un sogno,o
meglio… un incubo!
Virginia Baccellieri 5 B Canale
Una serata da paura con lo
strano amico X
no di essere finiti dentro ad un castello stregato.
Nel frattempo li raggiunse X strisciando sui gomiti, seguito da Jack
che aveva la bocca piena delle ossa
perse dallo scheletro.
Mentre il cane rimontava i pezzi di
X non proprio nell’ordine giusto, lo
scheletrino si accorse che quelle
figure non erano i suoi zii ma due
perfetti sconosciuti. Si spaventò
così tanto che cercò di scappare ma
inciampò sul suo ginocchio, cadde
e si mise a piangere.
< Non piangere X> disse Jack leccandogli le ossa, cogliendo intanto
l’occasione per fare un piccolo
spuntino di mezzanotte, < Non devi
avere paura di loro, sono miei amici! Avanti, fatevi vedere!>
Sara e Marco allora si tolsero la
maschera da scheletro e si presentarono a X spiegandogli il perché erano entrati nel suo castello.
Dopo avere raccontato tutto X li
portò a visitare il castello e li presentò ai suoi amici: i pipistrelli trasporta-messaggi, gli oggetti magici
e parlanti e i fantasmini fumosi.
Sara, alla fine della visita, propose
a X di seguirli alla loro casa, dove
nel frattempo, si stava svolgendo la
festa e X accettò volentieri l’invito
dei due fratelli.
Alla festa si divertirono talmente
tanto e gli amici di Sara e Marco
furono così gentili con X, che lui
decise di trasferirsi per un po’ di
tempo nell’armadio dei due bambini.
<Cara sorellina, Halloween ti dà
alla testa; i cani non parlano e i piQuella sera, Sara e Marco organiz- pistrelli non hanno l’orologio>
zarono una festa in maschera. La
<Non avranno l’orologio ma sono
casa era stata addobbata per
sempre puntuali a differenza tua
l’occasione: c’erano zucche scavate che ogni mattina devi rincorrere il
per farne delle lanterne , pipistrelli
di cartapesta che pendevano dal
soffitto, ragnatele appese in ogni
angolo della casa e grossi ragni pelosi per terra.
I due bambini erano travestiti da
scheletri ed erano molto contenti
del loro abito infatti erano anni che
desideravano indossare quella maschera la sera di Halloween.
Ad un certo punto Sara aprì la porta
di casa e il suo cane Jack scappò.
Lei uscì in strada per riprenderlo e, pulmino!> affermò il cane scodinalzando gli occhi al cielo, vide una zolando.
cosa assai bizzarra! Non aveva mai <Visto che avevo ragione!> ribatté
visto niente di simile in tutta la sua Sara <Ci deve essere qualcosa di
strano in quel castello lassù e Jack
vita…
sa già qualcosa! Andiamo a vedere
e portiamolo con noi.>. I due si allontanarono da casa seguendo Jack
che correva verso la collina.
Mezz’ora dopo erano già sulla cima
della Collina Nera. Il castello si
presentava ai loro occhi, ampio e
oscuro. Era circondato da alberi
senza foglie che proiettavano sul
terreno ombre minacciose. I vetri
delle finestre erano rotti e
dall’interno proveniva la luce delle
candele. I due fratelli entrarono imUna decina di pipistrelli che vola- pauriti e tremanti, solo Jack era
vano, ma non volavano come tutti i tranquillo e felice.
pipistrelli, bensì come una perfetta All’improvviso da un angolo buio
formazione aerea; e non era finita spuntò un vero e proprio scheletro
qua! Infatti portavano fra le zampe che corse verso di loro allargando
degli strani biglietti fosforescenti.
le braccia <Ciao! Caro zio Bob e
Anche Jack alzò gli occhi al cielo cara zia Amy! Finalmente siete veed esclamò < Anche quest’anno nuti a trovarmi!> i bambini scappasono in perfetto orario!>. Sara ri- rono via urlando per tutte le stanze
mase pietrificata e proprio in quel del castello e lo scheletro li rincormomento la raggiunse suo fratello reva stupito.
Marco che le chiese <Che cosa ti è < Ma come zii, non mi riconoscete?
successo? Sembra che tu abbia vi- Sono X! Vostro nipote Raggi X!
sto un UFO!>
Fermatevi!>, mentre correva dietro
< Non ci crederai mai! Jack ha par- a Sara e Marco, perdeva pezzi di Beh, è proprio vero: ogni casa ha
lato!> balbettò Sara < Mi ha detto ossa lungo tutto il corridoio.
che quei pipistrelli laggiù, diretti Arrivati in fondo i bambini si trova- il suo scheletro nell’armadio!!!
verso il castello sulla Collina Nera, rono di fronte ad un vecchio ed imsono in orario!>
polverato specchio che gridò:
Classe IV B Palvotrisia
< Fermi! O vi trasformo in ranocchi!> a quel punto i bambini capiro-
LA FARINATA:
GUSTO E LEGGENDA
In questi ultimi anni è aumentata la
voglia di mangiare il cibo di strada,
cibo pronto ed economico.
Non tutti i cibi di strada sono sani e
non tutti appartengono alle nostre
tradizioni alimentari. La farinata ha
il vantaggio di essere un cibo vegano, sano, buono, economico, facile
da reperire, fortemente legato alla
nostra storia e alle nostre tradizioni
e può essere mangiato anche dai
celiaci.
La farinata è un cibo che ha radici
molto antiche, i Romani preparavano spesso delle puree di legumi.
Nel passato i legumi erano una importante fonte di proteine per gli
abitanti del popolo che raramente
mangiavano carne.
Vogliamo raccontarvi una leggenda
legata alla farinata :si narra che il
giorno della battaglia della Meloria
nel 1284, ci fu un'invenzione casuale: quella della farinata.
Quest'invenzione fu scoperta dai
Genovesi in guerra contro i Pisani.
Durante la battaglia della Meloria ci
fu una tempesta: le navi genovesi
erano cariche di farina di ceci e di
olio d'oliva che si mescolarono insieme all'acqua di mare; i Genovesi
raccolsero questa purea in alcune
scodelle. Dopo averla raccolta, la
purea fu scaldata dal sole e poi fu
mangiata. Quando furono a Genova
prepararono nuovamente la farinata
e la cossero al forno: era buonissima!...la battezzarono “L'oro di Pisa” schernendo i Pisani battuti.
teglie di rame.
LA RICETTA Ora vi proponiamo
la ricetta classica della farinata:
far stemperare 250g. farina di ceci,
il triplo d'acqua (circa 750 ml) ed
un pizzico di sale in una ciotola.
Lasciare riposare per almeno quattro ore. Con un cucchiaio togliere la
schiuma che si è formata in superficie e versare il liquido ottenuto in
una teglia bassa con un diametro di
circa 32 cm unta in precedenza con
abbondante olio extra-vergine d'oliva. Girare il tutto in modo che l'olio
venga in superficie ed infornare a
250 °C per 20 min. Prima di mangiarla è uso abituale aggiungere un
pizzico di pepe...Buon appetito!
Trascorso questo tempo, riprendere il
panetto, spianarlo e ricavarne delle
strisce di pasta larghe circa due dita e
lunghe 15 cm. Sistemarle man mano su
un vassoio infarinato e lasciarle riposare per almeno mezz’ora.
Trascorso questo tempo, scaldare
l’olio in padella e friggere pochi sgabei alla volta.
LA CLASSE 1C DELLA SCUOLA MEDIA “DANTE ALIGHIERI”.
Quando raggiungono la doratura giusta,
scolarli, aiutandosi con un mestolo
forato, asciugarli tamponandoli con
Gli sgabei
carta assorbente. Servite gli sgabei ancora caldi, aggiungendo sopra un pizziGli sgabei sono un tipico antipasto delco di sale, un po’ d’origano o rosmarila nostra zona e sono ottimi con salumi
no.
e formaggi. Gli sgabei non sono altro
Speriamo che qualcuno ce li prepari,
che strisce di i pasta lievitata e fritte
abbiamo una fame!
nell’olio extravergine.
Ecco come si preparano:
Sciogliere il lievito in poca acqua tiepida;
Disporre la farina a fontana sulla spianatoia, al centro aggiungere 1 cucchiaino scarso di sale e il lievito prima
sciolto.
Iniziare a impastare gli ingredienti, fino
a ottenere un panetto morbido, omogeneo ed elastico. Coprirlo quindi con un
canovaccio pulito e lasciare a riposo
per almeno un’ora in un luogo tiepido e
si privo di correnti d’aria.
Tradizionalmente la farinata
mangia solo in Liguria e in alcuni
luoghi dell'alta Toscana.
A Genova e a La Spezia viene chiamata farinata, a Carrara caldacalda, a Pisa cecina, a Livorno torta
o cinque-cinque. In ogni pizzeria al
taglio viene cotta in forno in grandi
Classe IVA Palvotrisia
Il primo giorno di Primavera.
E’ il primo giorno di primavera.
Che freddo stamattina. Piove.
Ci affacciamo alla finestra per guardare
E quello che vediamo è da ricordare!
Nel lampione che illumina la sera
Due passeri hanno portato la primavera:
il loro vi hanno costruito
E questo ci ha molto stupito.
Mamma passera, con rapidi voli,
Pubblicità—Progresso
“Non fare uso di droghe”
W la vita
M la droga
Se mai ti drogherai
Più felice sarai.
La droga fa male
Vivrai come un animale.
Del male puoi fare
Il cibo cercava,
E gli amici abbandonare.
Sul palo il papà vigile osservava.
La droga porta la morte
Immaginiamo dentro al caldo nido
Ma tu puoi cambiare la sorte.
Dei passerotti che pigolano affamati
Scegli: la vita
La loro mamma che li ha sfamati
non la morte
E loro, piano piano si sono addormentati.
W la vita
Francesca e Nicolò - IV A Palvotrisia
NON PARTO
SE HAI BEVUTO!
IO L’ALCOOL
L’HO SEMPRE RICONOSCIUTO.
SE SOBRIO SARAI
LONTANO ANDRAI!
ALCOOL + GUIDA = MINUTI CONTATI
STOP CARR WITH ALCOOL
Le nostre filastrocche
Nella scuola mia
c’è molta fantasia:
con la maestra d’italiano
cartelloni colorati al muro appendiamo.
Carla ci insegna storia e geografia
e a volte in classe leggiamo qualche profezia,
con la geografia
voliam dalla Sicilia alla Lombardia.
Mi piace tanto l’inglese
e a religione disegniamo tante chiese;
a motoria facciam tanto movimento
e a musica ognuno suona uno strumento,
Infine facciamo tanti spettacoli teatrali
che ci fa mal la testa dal battito delle mani.
A volte le materie possono sembrare pesanti,
ma in realtà sono tutte molto interessanti!!!!
Alessia Dell’Amico 5B Canale
Arlecchino e Colombina
che coppia birichina
Pulcinella con Brighella
mangian l’ultima frittella.
Pantalone col giullare,
quante cose da mangiare!
Tra maschere e mascherine,
trecce e treccioline,
da cosa mi travesto?
Arlecchino e Colombina
bella coppia birichina
Se ti travesti da Pulcinella
devi far la birbantella
Se il giullare vuoi imitare
ti consiglio di cantare.
Fischiettando di qua e di là
il carnevale se ne va in giro per tutta la città.
Tra vestiti e mascherine
da cosa ti travesti ?
Io adoro il carnevale
perché ogni scherzo vale !!!!!!!!!!!!
Trecce e treccine
bomboloni e dolcetti
il carnevale è una festa
Che se ci stai troppo
ti fa girar la testa!
BUON CARNEVALE A TUTTI!!!!!!!!!!!!!!!
Francesca Sergiampietri 5B Canale
Dobbiamo fare presto!
La festa è cominciata!
Ci scateneremo all’ impazzata!
Aurora Biasin 5°B Canale
La Scuola dell’ Infanzia Arcobaleno presenta
Il golfo e il mare
Il bozzetto
Materiali
Esposizione alle Terrazze
Il Libro dell’ Inverno
Scuola dell’Infanzia Arcobaleno
I tre porcellini:
I tre Porcellini:
il nostro libro
il nostro teatro
Settimana del teatro
Mercoledì 29 Maggio:
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Primaria Canale classe IV B
“ ROBIN HOOD “
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Primaria Canale classe V A
“ SORRIDERE SEMPRE “
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Primaria Palvotrisia classe II A
“ Remake di canzoni “
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Primaria Palvotrisia classi VA—V B
“ SU E GIU’ PER L’ITALIA “
Da lunedì 27 Maggio a Venerdì 31 Maggio si svolgerà
presso la tensostruttura di Colombiera la settimana del
teatro.
Giovedì 30 Maggio:
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Lunedì 27 Maggio:
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Scuola Secondaria di I Grado classe I A
“ I VESTITI NUOVO DELL’IMPERATORE”
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Video “ AZUR E ASMAR “
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Scuola Secondaria di I Grado classe III A
video “ I PROMESSI SPOSI “
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Scuola Secondaria di I Grado classe II A
video “ Iliade “
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Scuola Secondaria di I Grado classe II C
rappresentazione “ BUSCAR EL LEVANTE POR EL PONENTE “
Martedì 28 Maggio:
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Primaria Canale classe III A
“ UFFA, LA PIOGGIA “
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Primaria Canale classe V B
“ LA PORTINAIA APOLLONIA “
Venerdì 31 Maggio:
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Primaria Canale classe I B
“ ABICIO’ “
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Primaria Palvotrisia classe III A
“ PICCOLO MUSICAL “
Primaria Canale classe IV A
“ IL PAESE DI POCAFRUTTA “
Primaria Palvotrisia classe IV B
“ CAVOLO, CHE FRUTTA! “
Primaria Canale classe V B
Primaria Canale classi II A—II B
“ COME PASSA IL TEMPO “
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Primaria Canale classe I A
Primaria Palvotrisia classe IV A
“ LA REGINA MUSICA E I SUOI
“ LA SIRENETTA “
MUSICANTI “

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