Fino all`8.V.2016Toulouse Lautrec. La collezione del Museo di

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Fino all`8.V.2016Toulouse Lautrec. La collezione del Museo di
03 maggio 2016 delle ore 17:09
Fino all'8.V.2016
Toulouse Lautrec. La collezione del Museo di
Belle Arti di Budapest
Museo dell’ Ara Pacis, Roma
Con Yvette Guilberte dall’aroma di "pourriture
fin-de-siècle”, la stessa Yvette dai guanti neri,
tra i riccioli del vestito a balze di Jane Avril,
nelle notti a teatro con Sybil Sanderson, alla
redazione della Revue Blanche, tra copertine di
spartiti musicali e illustrazioni di riviste
patinate di moda e soprattutto nei fumosi
bassifondi dei cabaret di Parigi, a Montmartre,
il piccolo grande Lautrec passa la sua breve
esistenza. Modelle, attrici, ballerine, sale da
ballo, palcoscenici e cabaret, sono tutte
istantanee parigine le opere in mostra all’Ara
Pacis provenienti da Budapest: un album di
fotografie da scorrere in fretta. La visita è
leggera, en passant con solo brevi momenti in
cui fermarsi a osservare. Magari per notare le
grandi affiche, i piccoli schizzi o per mettersi
davanti al puntino nero che sbuca dalle mani di
Miss Belfort (il suo gattino) o per guardare
profili sfuggenti di donne, clown deformi,
ballerine smodate, locali notturni, la vita di
Parigi insomma che scorre per fotogrammi
come ripetute tranche de vie. Una visita breve,
veloce, lampante proprio come è stata la vita di
Henry de Toulouse Lautrec (1864-1901).
Eppure anche se così fulminea la cometa di
Lautrec ha saputo tracciare con gesto sicuro,
svelto, lo spettacolo di una Parigi così lucida e
senza falsa morale, nelle notti della Belle
Epoque.
i disegni preparatori, i bozzetti. Quindi per la
prima volta si rivelano agli occhi di esperti e
curiosi non solo l’esito conclusivo ma anche le
varie fasi del procedimento tramite cui si giunge
al risultato finale. E il primo grande risultato è
del 1891, con l’affiche del famoso cabaret
Moulin Rouge. È qui che Henry rappresenta
brillantemente quella danza gioiosa e
spensierata che è il can can (resa celebre nel
1858 da Offenbach). Carta vergata, giapponese
o retinata, una matita e la pietra: ecco tutto ciò
che utilizzava per rendere grandi le sue
litografie. Una matita più o meno appuntita a
seconda dell’effetto che voleva ottenere,
leggera o graffiante. Artista a tutto tondo,
Lautrec amava la musica, sapeva cantare,
preparava fantasiosi cocktail e solo dopo i
bagordi notturni andava in redazione a vedere
le bozze delle sue prossime stampe. Allora
ancora per qualche giorno c’è una Parigi che
attende, una città tutta da vivere, da bere con
Lautrec. "Enivrez-vous”!
Anna de Fazio Siciliano mostra visitata il 4
dicembre 2015
Dal 4 dicembre 2015 all’8 maggio 2016
Toulouse Lautrec. La collezione del Museo di
Belle Arti di Budapest Museo dell’Ara Pacis
Lungotevere in Augusta, Roma Orari: tutti i
giorni 9.20-19.30 Info: 060608
Amante impavido del demone dell’assenzio,
Lautrec sulle sue tele fa danzare gioioso il
"teschio di Parigi” coi Moulin Rouge o gli Chat
noir, le maisons closes, i circhi, i café-chantants,
le balconate dei teatri, i cabaret, le donne dalle
gambe scoperte (quelle lavandaie di Montmartre
che facevano "scandal” inventando il can can)
con guanti di velluto o giarrettiere. Personaggi
sempre reali e mai fittizi il suo mondo è
popolato da personaggi come Caudieux o
Aristide Bruant, la Goulue o la signorina
Cocyte, tutti osservati con sguardo attento,
imparziale. Click lampanti che affondano nei
fumosi locali parigini, nei bassifondi più
peccaminosi della Ville Lumière. Coi suoi soli
152 cm di statura, il genio Lautrec coglie
l’essenza di donne e uomini e lo fa in maniera
innovativa poiché sperimenta alcune tecniche
artistiche, come il crachis o esponendo senza
pudore non solo le opere concluse, nel caso
delle 8 litografie presenti in mostra, ma anche
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