Anno Scolastico 1940/`41

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Anno Scolastico 1940/`41
CIRCOLO DIDATTICO ‘N. FIORENTINO’
MONTALBANO JONICO (MT)
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LA SCUOLA AI TEMPI
DELLA GUERRA
Frammenti di vita scolastica montalbanese
raccontata attraverso i registri di classe
degli anni dal 1939 al 1943
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A cura di M. Mastronardi
E. Moliterno
Anno scolastico 1940/’41
Anno scolastico 1940/1941
16 settembre Già inizia l’anno scolastico. Pochissimi alunni son venuti ad iscriversi. Ogni anno si verifica lo
stesso inconveniente, dipendente dai lavori autunnali e specialmente dalla raccolta della frutta e dalla
vendemmia.
10 ottobre Esami di riparazione. Il direttore ha fissato pel 10-11 ottobre gli esami di riparazione di passaggio
alla seconda ed alla terza classe. Le bambine di prima non si sono neppure presentate. Date le lunghe
vacanze di quest’anno hanno dimenticato di scrivere anche il loro nome.
16 ottobre Ha inizio l’anno scolastico. Tutti gli alunni vengono condotti nel teatro Comunale, dove il collega
Bruni Domenico tiene una suadente e facile conferenza per l’inaugurazione dell’anno scolastico. Ha trattato
dell’amore reciproco fra alunni e maestro, dell’importanza del binomio scuola – GIOVANI ITALIANE e della
guerra che combattiamo. Sono presenti le famiglie degli alunni e le Autorità.
Si svolge nel pomeriggio la leva fascista; e così sono due cerimonie che dimostrano come la scuola e la
GIOVANI ITALIANE siano due cose care al Regime. Ai miei scolari ho fatto rilevare l’importanza delle due
manifestazioni, perché uguale il dovere dei ragazzi verso la scuola e verso la GIL: la scuola rappresenta il
libro e la GIL rappresenta il moschetto.
Il Duce ha dato la parola d’ordine “Libri e Moschetto” per dire che l’arma e il libro sono gli indispensabili
strumenti di un’unica educazione fascista, di un’unica conquista di capacità fisiche, spirituali e professionali.
Dopo la cerimonia dell’inaugurazione, semplice ed austera, proprio come l’ora presente richiedeva, prendo
contatto con la scolaresca. Mi è stata assegnata una prima maschile di 50 alunni. Questi bimbi dagli occhi
vispi, che si credono sottratti, sia pure per poche ore, alle tenerezze materne, mi guardano quasi compunti.
Qualcuno mi domanda se devo attendere ancora molto per tornare a casa, qualche altro non parla, ma ha le
lacrime agli occhi. Mi adopero per trattenerli in paterna conversazione e, memore del detto: “entrate
lietamente, fanciulli, qui si insegna, non si tormenta”, cerco di far comprendere agli scolaretti ingenui per
quanto belli, che la scuola deve essere per loro il luogo di gioia e di lavoro, verso cui devono accorrere
contenti e volentieri per stringersi intorno al loro maestro, che li accoglierà sempre amorevolmente e lavorerà
sulle candide anime per aprirle alla luce di eterne verità dell’umana bellezza.
È stata affidata a me la seconda classe femminile, sez. B, formata dalle mie alunne dell’anno passato e dalle
ripetenti della seconda mista.
La mia prima impressione non è stata gradita. Le bambine sono venute sporche, sudice e molto chiacchierine.
Ho notato anche che non sanno più leggere, ed è naturale, dopo quasi cinque mesi di vacanza. Molte obbligate
non sono venute ad iscriversi. Mi affretto a richiamarle insistentemente!
Come primi giorni di scuola impartisco alle mie alunne prime cognizioni sul modo di come devono venire a
scuola. Parlo specialmente della pulizia che lascia molto a desiderare, ho detto pure che tutte devono avere il
grembiale uniforme nero, colore più adatto per le macchie d’inchiostro, e colletto bianco sempre pulito.
Il nuovo anno scolastico sorge oggi e lo saluto con animo lieto.
Stamane ho preso servizio in una prima mista. La classe che mi è stata assegnata è abbastanza numerosa e le
difficoltà cui vado incontro, penso, siano proporzionali al numero, ma ho fede di superarle tutte. Non mancherò
di registrare, volta per volta, tutti gli ostacoli che incontrerò unitamente ai mezzi usati per superarli, così
convaliderò la mia esperienza che mi sarà maestra nei futuri anni di insegnamento.
Ogni insegnante conosce
le responsabilità che su di esso
incombono specie nell’era storica
che attraversiamo ed io, con animo lieto,
mi accingo ad affrontare e superare qualunque
ostacolo potrò incontrare perché possa
la mia opera raggiungere
quella finalità educativa che è il punto di arrivo
della missione del maestro.
17 ottobre Comincia questo nuovo anno col pensiero della Patria che combatte, ma con la fede
dell’immancabile vittoria, che presto ci arriderà, perché i nostri fratelli sanno battersi da eroi e Dio
non mancherà di assecondare le nostre sante aspirazioni.
È con questa fede, con questa visione negli occhi che accoglierò tutte le mattine i miei alunni,
contenta di fare per essi e per le loro famiglie quanto occorre per una maggiore resistenza della
Patria in armi e per un doveroso omaggio ai soldati che combattono su tutti i fronti.
22 ottobre Tranne due bambine hanno tutte il grembiale nero. Le prime sono sfornite perché
povere molto. Cercherò a poco a poco di indurre le mamme a fare quest’altro sacrificio per il bene
delle loro figliole.
23 ottobre Alcune bambine sono assenti. Sono ammalate di febbri malariche. Mi dispiace molto
perché i primi giorni di scuola sono preziosissimi per l’opera disciplinare incominciata.
24 ottobre Assegnazione dei posti. Stamane ho distribuito i posti secondo regolare criterio. Ho
cercato di circondare le peggiori con gruppi delle migliori bambine per disciplina e per studio. Le
ripetenti che in media sono svogliate e chiacchierine le ho messe una per banco per ottenere
subito una discreta disciplina. Ho già consegnato ad ogni bambino matite e quaderni e ho
cominciato gli esercizi preparatori alla scrittura. Ho notato che quasi tutti hanno gran voglia di
cancellare, qualcuno è già fornito di gomma, altri, i meno esperti, si adoperano in mille modi per
cancellare e rifare con una sempre maggiore insoddisfazione. Io, nonostante incoraggiassi ed
intimassi di scrivere senza cancellare, tuttavia li comprendo. Giovanni Gentile dice che i bambini
fanno e disfanno contemporaneamente. Si potrebbe pensare che essi abbiano la mania e siano
nati per distruggere. Non è vero. Nel momento in cui essi disfanno è sopraggiunta in loro una
maggiore intuizione e vogliono rifare. Non bisogna adagiarsi nel fatto: chi si compiace del fatto è
un’anima morta
25 ottobre Le quotidiane raccomandazioni sulla pulizia e sull’ordine, in generale, già hanno fatto assumere ai
piccoli scolari un altro aspetto. Quasi tutti hanno indossato l’uniforme scolastica, grembiule nero e colletto
bianco, solo pochi, appartenenti a famiglie di comprovate disagiate condizioni economiche, sono ritardatari,
ma noto anche in questi alunni e nelle loro famiglie, la buona volontà di uniformarsi ai desideri degli
insegnanti, che sono quelli della scuola, ed alle regole dell’igiene.
Il tesseramento alla GIL è molto lusinghiero. Su 51 iscritti, 44 hanno già versato l’intero importo della tessera.
Fra breve sarà totalitario e senza difficoltà. Segno questo che, i nostri bravi contadini ed i nostri modesti
operai, hanno compreso le alte finalità del Regime.
Richiamo delle assenti. Molte bambine non ancora sono venute ad iscriversi. Ho fatto l’elenco di tutte le
ritardatarie obbligate e per mezzo di lettere d’avviso le ho fatte richiamare.
Le alunne sono in certo qual modo pulite più degli altri giorni. Incominciano a capire che a scuola devono
venire pulite. Qualcuna, però, è ancora disordinata. Forse è anche colpa della mamma che da piccolina non
l’ha abituata all’ordine ed alla pulizia.
28 ottobre In questa giornata celebrativa del XXVIII ottobre, giornata che segna il definitivo trionfo del
fascismo e la salita al potere di Mussolini, in tutte le province – ed anche in Albania -, si procede
all’inaugurazione di importanti opere pubbliche, di grande utilità per il Popolo italiano.
Anche in periodo di guerra il Regime fascista mantiene più che è possibile inalterato il ritmo di questi grandiosi
lavori che stanno trasformando e migliorando tante terre italiane, con immenso beneficio delle popolazioni.
Ciò faccio rilevare ai miei alunni e specialmente in questo momento in cui la nazione è impegnata in una
guerra gigantesca. Anche quest’anno ha avuto luogo la cerimonia della marcia su Roma. Erano presenti tutte
le scolaresche e tutte le autorità. Si sono cantati gli inni della Patria. Dopo la cerimonia il Segretario Politico
ha comunicato la circolare del Provveditore agli Studi riguardante la Gioventù Italiana del Littorio, dichiarando
gli incarichi che ogni insegnante può e deve avere dalla GIL. La circolare parlava pure che gli insegnanti che
hanno superato 45 anni di età o che hanno altri impegni di famiglia possono chiedere l’esonero al
Provveditore mediante speciale domanda redatta su carta di £ 4.
Né impegni di famiglia, tanto meno l’età mi spingeranno a chiedere che sia dispensata dal prestare l’opera
mia alla GIL. Al contrario chiederò che mi sia dato qualsiasi incarico che disimpegnerò sempre con
entusiasmo sicura di servire la mia cara Patria e l’amato Duce. Il 29 ottobre il ministro Bottai a mezzo della
radio ha parlato alle scolaresche di tutto il Regno.
29 ottobre Si è presentata a scuola un’altra alunna proveniente dalla scuola di Taranto.
31 ottobre Giornata del risparmio. Ho parlato alle mie alunne del risparmio. È cosa utilissima sacrificare oggi un
soldo, una lira perché li troveremo domani. Fortunate le persone che hanno l’abitudine di risparmiare da giovani,
non saranno poveri in vecchiaia!
1 ^ novembre La mia classe risulta costituita da alunni provenienti da tre classi: un terzo è formato da ripetenti di
una seconda e i novellini del povero collega Glionna, i quali ebbero tre diversi maestri durante l’anno passato.
Fatto il consueto sondaggio, mi sono accorto che sono molto indietro nella conoscenza della lingua. Mi sono
perciò proposto di fare tutti i giorni lettura e dettato nella speranza di amalgamare elementi tanto eterogenei e di
colmare le molte lacune. Per la dettatura farò così: fare quasi sempre dettati ortografici, spiegare volta per volta le
difficoltà, girare fra i banchi e correggere gli errori, uno per uno, durante la dettatura stessa e accertarmi che tutti
abbiano scritto bene. Ciò penso mi farà guadagnare tempo e apporterà il beneficio della correzione immediata
dell’errore.
2 novembre Stamane ho parlato dell’ultima guerra d’indipendenza.
Ho rievocato il valore del Re soldato e del valore dei nostri sodati
ed ho terminato invitando tutti gli alunni a non mancare,
vestiti in divisa, alla cerimonia che si svolgerà
poi il quattro corrente.
Commemorazione dei defunti.
Stamane, le alunne vanno tutte al Camposanto!
Accompagnate dai loro congiunti.
Le aule sono deserte. Alle poche presenti parlo dei nostri morti.
4 novembre Soppressione della vacanza del 4 novembre. Ieri, mentre mi preparavo per andare alla Sede del
Fascio, ove ero attesa dalla Comandante del reparto femminile della GIL per prendere gli opportuni accordi e
procedere poi al corso di taglio e di cucito che in questa sede si terrà alle Giovani Italiane e Giovani Fasciste,
venne a casa la bidella recante il telegramma del Direttore ove diceva che oggi sarebbe stato giorno di
regolare lezione. La notizia non mi dispiacque e il pensiero corse subito ai nostri soldati che pur sacrificandosi
si coprono di gloria mirando ad una Patria più grande. Anche la scuola deve essere in piedi. In seguito al
telegramma pervenuto dall’Ill.mo Signor Direttore Prof. Rapanaro, stamane prima dell’orario della lezione ho
fatto chiamare singolarmente tutti gli alunni per prendere parte alla lezione di oggi. In seguito all’invito si sono
presentati quasi tutti e dico quasi tutti perché quattro ragazzi erano già andati in campagna con i genitori,
quando sono stati chiamati. Si è fatto regolarmente lezione. Ho parlato ai miei scolari della grande guerra
1915-1918. Avendola vissuta, non potevo deflettere dalla realtà dello svolgimento della sanguinosa e lunga
guerra. In breve ho fatto una succinta trama delle battaglie, illustrando il comportamento e l’eroismo del nostro
esercito che in ogni momento ha saputo dimostrare che la vittoria risiede sulla punta delle baionette. Ed infatti
la dimostrazione e l’epilogo si ebbe con la battaglia di Vittorio Veneto.
Da stamane, ho incominciato, a principio della lezione, a leggere e spiegare in modo da farlo comprendere
agli alunni il bollettino del Comando Supremo delle forze Armate. Ogni mattina, farò tale lettura e
spiegazione in modo che gli alunni sappiano, giorno per giorno, quello che fa il nostro valorosissimo esercito e
gli atti di valore che compiono per terra, sul mare e nel cielo i nostri eroici soldati di tutte le armi.
Delle bambine ritardatarie e che ho richiamate si sono presentate. Le madri di due bambine hanno promesso
che le manderanno non appena provvederanno per un vestitino nuovo. Sono poveri.
6 novembre Ho redatto il programma particolareggiato del mese di ottobre e novembre che svolgo
lentamente. Date le lunghe vacanze di quest’anno, le bambine hanno dimenticato di scrivere persino il loro
nome, perciò ho ricominciato a leggere il sillabario dalle vocali, con i dittonghi e trittonghi, inoltre le consonanti
e le sillabe. Scrittura e lettura vanno di pari passo. Mi fermerò ancora a lungo sul sillabario. Il metodo di Vera
Cottarelli Gaiba adottato per l’apprendimento della lettura e scrittura mi riesce incomprensibile. Non vorrei
essere una conservatrice perché chi si ferma è perduto. Sto seguendo lo svolgimento del programma e provo
sempre una maggiore insoddisfazione.
“Si faccia scrivere al bambino la parola Mario, che importa se non sa di quali lettere è formata”. Io mi
domando: perché questa scrittura meccanica, quando il bambino si renderà consapevole di ciò che scrive e
perché questo esercizio anticipato?
Mi proverò, mi sforzerò a seguire il nuovo metodo ma non ho fiducia sulla buona riuscita.
9 novembre Ho intrattenuto la scolaresca sulla “Famiglia Reale”. Ho insegnato agli alunni quanto grande di
bello ha fatto per la nostra diletta patria, il nostro amatissimo Re. Ho parlato inoltre della buona Regina e dei
figli del nostro Re. Ho detto che il nostro Re è l’Imperatore di una vasta Regione assai lontana da noi e che si
chiama l’Etiopia. Ho aggiunto che al termine della guerra, che attualmente si combatte e che con tutta
certezza terminerà con la nostra vittoria, l’Italia nostra sarà più grande, più potente e più ricca.
10 novembre Secondo il principio sancito nella carta della scuola “Rapporto tra scuola e famiglia” ho preso
contatto con i genitori dei miei scolari. La VII dichiarazione dice: “Scuola e famiglia, naturalmente solidali,
collaborano in intimo e continuo rapporto ai fini dell’educazione e dell’ordinamento degli alunni”.
In una I classe l’apporto famigliare è indispensabile per l’impostazione di ogni buon principio educativo. Ho
chiesto quindi caldamente e con insistenza la dovuta attenzione e collaborazione dei genitori per abituare gli
alunni all’ordine, alla pulizia, alla frequenza continuata ed alla stretta osservanza dell’orario. Ne ho ottenuto
formale promessa ed i risultati sono già soddisfacenti.
12 novembre Ieri si è fatto vacanza perché ricorreva il genetliaco di S.M. Vittorio Emanuele III Re d’Italia e
d’Albania e Imperatore d’Etiopia. Ho lungamente parlato alle mie alunne del buon Sovrano e di tutto il suo
Regno.
Il tesseramento è totalitario. Alcuni hanno già versato l’intero importo, altri pagano poco per volta, altri,
essendo di famiglie numerose, avranno la tessera gratuita come lo scorso anno dal comitato cui
appartengono.
14 novembre Stamani il tempo è bellissimo. Il sole spende nel cielo terso e azzurro. Mette una nota gaia
negli animi tristi. Anche ieri sera la luna, contro il solito, aveva un chiarore fenomenale.
Benché il tempo bello invita a fare una passeggiata con le bambine, resto in classe. Il tempo scappa e mi
adopero per lo svolgimento di tutto il programma che ho stabilito per il mese di novembre. Continuo con la
scrittura ortografica.
15 novembre Le alunne cominciano ad affiatarsi. La disciplina lascia ancora a desiderare, benché molto
migliorata. Manca qualcuna. Le madri vanno a raccogliere le ulive e le bambine grandi fanno da mammine a
fratellini e sorelline.
18 novembre Stamane all’inizio della lezione, dopo la consueta lettura quotidiana del bollettino del Comando
Supremo delle Forze Armate e la spiegazione di esso alla scolaresca, ho parlato delle inique sanzioni che
cinquantadue nazioni, ad istigazione della Francia ed Inghilterra nostre nemiche, applicarono contro di noi e
come il Duce seppe far fronte alla situazione creata dalle nazioni nemiche.
20 novembre Sembra che la lettura quotidiana sul testo e i molti dettagli ortografici comincino a dare buoni
risultati. M’accorgo che parecchi alunni leggono e scrivono con una certa speditezza.
All’ultima ora abbiamo avuto la visita del Signor Direttore il quale, dopo aver dato una capatina in tutte le
classi, ha voluto riunirci nell’aula del maestro fiduciario per dare alcuni schiarimenti sul comportamento
dell’andamento scolastico. Dopo il suo cameratesco e cordiale saluto ci ha lungamente trattenuti esponendo
tutte le direttive da seguire in questo anno scolastico. Ha raccomandato molto la disciplina, la puntualità e la
perfetta osservanza dell’orario. È ripartito per Ferrandina nel pomeriggio. Il nuovo Superiore mi ha fatto ottima
impressione.
La visita del colto e valoroso funzionario nostro Superiore è riuscita graditissima tanto a me che all’intera
scolaresca. Quando il Superiore è andato via, parecchi scolari mi hanno domandato dove il Superiore risiede,
se ritornerà, se sarà egli che verrà per gli esami. Mi sono state rivolte molte altre domande a cui ho risposto.
Stamani vengono ad iscriversi 3 bambine di Taranto. Sono profughe per le incursioni aeree avvenute i giorni
passati.
Ho già iscritto nella mia classe in linea provvisoria, sei alunne provenienti dalle scuole di Taranto, Bari,
Modugno.
21 novembre Stamane ho mandato indietro a casa quasi metà scolaresca, perché si è presentata a scuola
tardi, quasi alle 9 ½. Ai pochi presenti ho raccomandato vivamente la puntualità dell’orario come ebbe a dirci
ieri il sig. Direttore, venuto a visitare le nostre classi. Capisco che l’ora legale anticipa di un’ora il lavoro, ma
devono imparare a sacrificarsi, a vincere la pigrizia, come fanno alcuni alunni, tra i più piccoli sempre presenti
e al loro primo posto non solo per l’orario, ma anche per tutte le altre discipline.
25 novembre Tutti gli alunni fanno a gara per portare del ferro e della carta da macero. Anche le famiglie
rispondono al mio invito e son certo che potrò accumulare un buon quantitativo di ferro e di carta.
28 novembre Tutti gli insegnamenti sono permeati di eventi storici della guerra odierna. Gli scolari
seguono con interesse la lettura del Bollettino di guerra e prestano viva attenzione ai miei commenti ed
all’esposizione degli episodi più salienti dei nostri eroi dell’aria e del mare.
29 novembre Come tutti i giorni, a principio della lezione, ho letto il bollettino diramato ieri dal
comando delle forze Armate. Ho parlato della tentata incursione nemica su Taranto e Brindisi,
incursioni che non raggiunsero gli obiettivi del nemico, di bombardare le due città nostre. Ho colto
l’occasione per ripetere agli alunni che noi vinceremo certamente la guerra perché abbiamo una forte
marina, un valoroso esercito e un’arma aerea superiore a quella del nemico.
30 novembre Abbiamo accolto a scuola, stamattina, una nuova alunna, venuta giorni or sono da
Taranto, con tutta la famiglia, per paura delle incursioni aeree che in quella città si sono verificate. Per
le domande e risposte e commenti di tutti, con questa bambina è nato un po’ di disordine, però mi sono
compiaciuto ascoltandoli. Mi ricordo di un alunno, il quale ha detto di non aver paura delle bombe e che
se potesse essere bombardiere picchiatello, affonderebbe 100 navi al minuto secondo. Veramente nei
suoi occhi si legge qualcosa che un giorno potrà fargli dominare il cielo traducendo in realtà e in parte il
suo esagerato desiderio.
2 dicembre Ho preso visione di una circolare inviata dal Sig. Direttore. Egli ha voluto informarci di una
relazione fatta al Regio Provveditore circa l’attività applicata e da applicare da parte di insegnanti ed
alunni per contribuire alla immancabile radiosa vittoria. Io ho mobilitato i miei bravi figli della lupa per la
raccolta del ferro. Ogni mattina essi si presentano col loro pezzo di ferro. E fra tutti c’è una gara degna
di lode.
3 dicembre Le mie alunne hanno già iniziato la raccolta della carta e dei rottami di ferro. Sto
raccogliendo una piccola somma per l’acquisto della lana che dovrà servire per la confezione di alcuni
indumenti per i nostri soldati.
5 dicembre Stamane a principio della lezione, dopo la lettura e spiegazione del bollettino diramato dal
comando delle forze armate, ho parlato alla scolaresca dell’atto eroico compiuto dal ragazzo
Giambattista Perasso il 5 dicembre 1746. Gli scolari hanno prestato massima attenzione alla mia
spiegazione. Dopo la spiegazione ho fatto fare, in classe, un riassunto di tutto quanto ho detto. Molti
ragazzi hanno riassunto bene e con una certa correttezza, cosa che mi ha fatto piacere.
Come tutti i giorni anche oggi ho letto e commentato il Bollettino del Comando Supremo delle Forze
Armate. I ragazzi si interessano molto allo svolgimento delle operazioni belliche.
Ho parlato stamane di Arnaldo Mussolini fratello del nostro Duce. Gli alunni si sono vivamente
interessati di tutto quanto ho loro letto.
7 dicembre Ho iniziato la raccolta della carta, del ferro e dei soldi per comprare la lana. Ho detto ai
bambini che ci siamo impegnati in una lotta e tutti dobbiamo contribuire per la prossima vittoria.
Non sempre volere è potere. Le mie alunne avevano portato alcuni vasi con piantine ornamentali per far
più bella la scuola. Con sommo rincrescimento mio e loro si è constatato che le piantine muoiono. In
un’aula come la mia ove non si vede mai il sole, ove non entra aria se non da una finestra sotto il
porticato non si possono coltivare fiori. A miglior tempo, dunque, e quando avremo un’aula ove il sole
farà almeno capolino e l’aria entrerà in quantità.
9 dicembre Il Sig. Direttore, nella sua visita di giorni fa, ci disse che l’orario deve essere osservato da
parte degli alunni. Ebbene, ho provato a non ammettere in classe gli alunni ritardatari, ma per alcuni
giorni ho avuto pochi presenti. L’ora legale, nei mesi d’inverno, è abbastanza incomoda per i grandi,
immaginiamo per i piccoli! Con tutto ciò, la maggior parte degli alunni comincia ad essere puntuale. Ma
verso febbraio, quando, cioè, le giornate cominceranno ad essere più lunghe e il tempo meno
inclemente, credo che la puntualità sarà osservata da tutti.
Sto seguendo il nuovo metodo, però, per timore che i bambini facciano confusione, reputandoli non
capaci di ritenere tutte le consonanti, ho pensato di presentarle a gruppi. Ho insistito con opportuni
esercizi.
12 dicembre Le alunne hanno iniziato la raccolta della carta e del ferro. Ho già raccolto una piccola
somma per l’acquisto della lana e qualcuna già ha iniziato qualche lavoro a maglia.
Oggi è venuto l’Ufficiale Sanitario Dottor Vitacca ed ha iniettato ai bambini il vaccino antitubercolare.
17 dicembre Giornata rigidissima. C’è molta neve. Pochi alunni sono presenti. Mi limito a fare esercizi di
riepilogo.
20 dicembre È giunto tra noi il Regio Direttore di Ferrandina, incaricato della direzione di Pisticci. Ha fatto
buona impressione. Dalle direttive che ha dato e da tutto quello che ci ha consigliato, sembra che il Regio
Provveditore attuale di Matera sia energico, rigoroso e fattivo. Tali sue doti ci assicurano che la scuola
materana farà dei progressi e che l’ufficio amministrativo del Regio Provveditorato si sveltirà un pochino.
23 dicembre Infine di lezione ho detto ai ragazzi che da domani inizieranno le vacanze di Natale. Ho
raccomandato ai ragazzi di studiare durante i giorni che non verranno a scuola e di mostrarsi rispettosi
verso i genitori.
Abbiamo costruito il presepio con la cooperazione delle bambine che mostrano di essere molto contente. A
mezzogiorno cominciano le vacanze di Natale che dureranno fino a giovedì.
26 dicembre Tesseramento: i figli e figlie della Lupa sono tutti i bambini nati il 1936-35-34-33, mentre le
Piccole Italiane sono le bambine nate il 1932-31-30-29-28-27, e le Giovani Italiane sono le nate nel 192625-24-23.
Stamani incomincia a darsi la refezione ai bambini poveri e di cui sono l’Economa.
27 dicembre Ha avuto inizio la refezione scolastica. Il primo turno è stabilito per i maschietti. Nella mia
classe sono stati scelti i più poveri, gli appartenenti a famiglie numerose ed i figli dei richiamati alle armi.
28 dicembre Mi sono assentata dalla scuola perché una grande sciagura ha colpito la mia casa. La morte
di un giovanissimo fratello mi ha spezzato il cuore.
30 dicembre Stamani, come al solito, mi sono recata a scuola alle nove meno 20 minuti. Appena in
classe, e quasi dietro di me, è venuto il Provveditore accompagnato dall’Ispettore Palombo e dal maestro
fiduciario. In classe vi erano anche le bambine. Il superiore ha detto che soltanto le maestre anziane sono
sempre a posto osservando la puntualità dell’orario.
31 dicembre Per fare che i maestri osservino il giusto e preciso orario scolastico da stamani si va alla
scuola maschile ad apporre la firma di presenza.
1 gennaio I risultati che speravo dalla lettura quotidiana e dagli esercizi di dettatura ortografica mi hanno
soddisfatto. I miei alunni leggono con speditezza e scrivono sotto dettatura con una certa sicurezza. Va da
sé che alcuni della classe sono delle pecore zoppe e che perciò restano un po’ indietro. Anche in aritmetica
ho avuto fino adesso buoni risultati, ma alcuni mi seguono a fatica perché, se non mi sbaglio, a loro manca
quel che si dice il bernoccolo dell’aritmetica.
3 gennaio Un nuovo anno! Nuova vita di studi, di propositi e di pensieri, ma soprattutto l’augurio della
vittoria finale. È questa sempre la nostra aspirazione, è questo che chiediamo al Signore tutte le mattine
pregando. L’aspettiamo da un momento all’altro ed in questa attesa i bimbi fanno a gara nel raccogliere i
rottami di ferro e portando i soldini, quale contributo alla confezione di indumenti di lana per i combattenti.
4 gennaio Lunedì è il giorno dell’Epifania, parlo dei re Magi, e dei doni che portarono a Gesù. Ricordo che
tutti gli anni la Befana porta i suoi doni ai bambini buoni ed anche il Duce ha mandato i suoi doni ai bambini
poveri, ma quest’anno i doni sono tutti per i nostri valorosi soldati che combattono per la gloria e la
grandezza della Patria.
Ho parlato della Befana fascista che si ricorda dei dimenticati.
5 gennaio Mentre continua la raccolta dei rottami di ferro e della carta da macero, ho pensato alla raccolta
dei fondi per la bibliotechina di classe. Difatti da più settimane ritiro un soldo per alunno. I più pronti e i più
assidui sono alcuni alunni, figli di poveri, che amano la lettura.
Le mie alunne lavorano. Con pazienza e con lentezza eseguono il lavoro iniziato. Sciarpe, calze, guanti,
passamontagna confezionano per i nostri soldati.
7 gennaio Ho distribuito le tessere della GIL. I piccoli sono contenti. Colgo l’occasione per incitare i pochi
ritardatari a completare il loro tesseramento e parlo dei benefici derivanti dall’appartenenza alla nobile
istituzione del Regime. Mi sono di esempio la refezione scolastica e la befana fascista, i cui benefici sono
noti anche ai piccoli.
8 gennaio Ho parlato stamane della nostra Amata Regina. Del bene che la Sovrana compie giornalmente a
pro dei poveri e di tutti coloro che si rivolgono a Lei, al suo cuore di vero Angelo.
9 gennaio Siccome oggi ricorre l’anniversario del Re Galantuomo ho ricordato quanto Egli fece per
l’unificazione dal giorno della sua ascesa al trono fino al giorno della sua morte: le battaglie combattute e vinte
e del suo animo generoso e veramente grande.
14 gennaio Stamani i tetti delle case erano coperti di neve. Le bambine hanno fatto gran festa. Ho parlato dei
benefici che questa porta alle nostre campagne ed ho fatto fare un dettatino occasionale. Oggi il dettato è
riuscito bene. Quasi nessuno l’ha sbagliato. Speriamo che migliorino anche nelle altre discipline, specie nella
lettura. La maggior parte però mi segue, sono solo pochi che non mi accontentano. Speriamo che si sveglino
al cambiare della stagione.
15 gennaio Quasi tutti gli alunni mi seguono nello svolgimento del programma, ma di fronte a quelli
d’intelligenza sveglia non mancano elementi che procedono con una certa lentezza. A questi maggiormente è
rivolta la mia attenzione per avere la soddisfazione di avviarli tutti sulla via del sapere.
Per l’insegnamento della lettura e della scrittura ho adottato il nuovo metodo solo in parte, senza allontanarmi
dal vecchio, i cui risultati sono noti. Presentare tutte le lettere contemporaneamente, come suggerisce la
Cottarelli Gaiba, sarebbe stato a mio parere, motivo di confusione nella mente dei piccoli. Dai primi esperimenti
ho notato che sarebbe stato difficilissimo avviare i bambini alla dettatura. Ho cercato quindi di integrare il
nuovo col vecchio metodo fonico sillabico, fermandomi sulla presentazione delle singole lettere e sulla
formazione delle parole relative.
I progressi sono notevoli. Una buona percentuale scrive con notevole correttezza anche sotto dettatura. Per
molti alunni la scrittura dev’essere curata nella forma e nella pulizia. Spero che la mia insistenza e la volontà
dei piccoli mi faranno riuscire nell’intento.
18 gennaio Con circolare inviata dal Regio Provveditore siamo stati invitati a raccogliere la lana. Gli alunni
hanno subito aderito ed ho raccolto kg 1,900, detta lana sarà inviata a Matera per la pulitura e servirà per
confezionare indumenti di lana da inviarsi ai nostri gloriosi soldati. Ho detto ai bambini che tutti e tutto per la
Patria. Tutti siamo impegnati e tutti contribuiremo alla vittoria dell’Asse.
19 gennaio Nella relazione inviata al direttore ho comunicato d’aver raccolto £ 8, kg 10 di ferro e kg 2 di
carta.
22 gennaio Come tutti gli altri giorni in principio della lezione ho letto e spiegato il bollettino del Comando
Supremo. Con piacere noto che i ragazzi si interessano assai dell’andamento della guerra; godo nel vedere
che tutta la scolaresca si mostra contenta quando gli eventi sono a noi favorevoli.
Con piacere abbiamo appreso che il nostro collega Federici Paolo ha avuto l’incarico della direzione del
circolo di Pisticci. A lui vadano le nostre congratulazioni e i migliori auguri. Egli è noto a tutti per le sue
impareggiabili qualità di perfetto educatore che ha sempre compiuto con scrupolosità e zelo il suo dovere.
Noi continueremo a compiere il nostro scrupoloso dovere, specie nella grande ora che tutti ansiosamente e
febbrilmente viviamo.
23 gennaio Ogni bimbo si presenta a scuola col suo bioccolo di lana. La spontaneità dell’offerta, dimostra
che essi hanno capito la nobiltà del fine. La lana servirà per confezionare indumenti per i nostri soldati, per
coloro che combattono strenuamente sulle aspre montagne della Grecia, tra il freddo e la neve, sotto
l’infuriare della tempesta. Così dissi ai miei scolari e questi, compreso il significato delle parole, le ripetono a
qualcuno che ancora non ha adempiuto al suo dovere, quasi incitamento ad aderire alla bella iniziativa ed a
riconoscere il sacrificio dei nostri soldati. Fra tutti si è accesa una gara che mi permetterà di inviare a Matera
un bel mucchio di lana.
24 gennaio Nei giorni scorsi ho inviato la relazione mensile riguardante lo svolgimento delle attività nella
scuola.
25 gennaio Le raccomandazioni da me fatte alla scolaresca di contribuire alla raccolta del ferro, della lana,
ed alla confezione degli indumenti di lana per i nostri soldati han dato ottimi risultati. Si sono raccolti in
classe circa due quintali di ferro; poi kg 2,600 di lana ed oltre lire trenta in denaro. Ho raccomandato
stamane di interessarsi per la raccolta di altri metalli: rame, ottone e nichelio. I ragazzi hanno promesso che
presto porteranno i metalli necessari alla Patria per il raggiungimento dell’immancabile vittoria.
27 gennaio Continua la raccolta dei rottami di ferro con entusiasmo malgrado gli sfavorevoli avvenimenti
dell’Africa. Siamo sicuri che se anche ora si perde, la vittoria non mancherà alle nostre armi e ripianteremo il
tricolore là dove oggi i nemici mercenari hanno issato il loro simbolo di prepotenza e di ingiustizia.
1^ febbraio Questa mattina, leggendo il Bollettino delle Forze Armate, mi sono accorta che alcune alunne
mi precedevano nella narrazione di alcuni fatti più salienti. Esse seguono con vivo interesse lo svolgimento
e il susseguirsi delle vicende or buone ed or tristi della guerra, a cui prendono parte parenti vicini e lontani
delle stesse alunne. Una di esse ha il padre al fronte greco e non manca di parlare di quanto lo stesso
scriva.
2 febbraio Ho parlato oggi dei festeggiamenti che si fanno in tutta Italia in onore della Milizia Volontaria
Sicurezza Nazionale istituzione voluta dal Duce. Ho rievocato gli atti di valore compiuti dai Militi in
occasione della conquista dell’Impero, in terra di Spagna e nella guerra che ora si combatte su tutti i nostri
fronti.
6 febbraio Stamane in principio della lezione dopo aver letto il Bollettino del Comando Supremo delle
forze Armate ho nuovamente raccomandato agli scolari di interessarsi per la raccolta del ferro e degli altri
metalli. Ho parlato dell’accordo firmato il giorno 11 febbraio del 1929 tra il Vaticano e l’Italia, accordo che
ha portato gloria alla Chiesa e pace all’Italia.
7 febbraio Ho comunicato stamane, agli alunni, che il loro condiscepolo Caroppo, in questi giorni, lascerà
questa scuola per trasferirsi nel Comune di Giovinazzo dove il Padre, maresciallo dei RR. CC., è stato
trasferito. Tutti gli alunni sono rimasti assai mortificati dato che vogliono molto bene al compagno.
8 febbraio Oggi avranno luogo i funerali di un caduto in guerra, il primo del nostro paese. I piccoli alunni
ne sono informati. Dall’argomento traggo motivo per una lezione di educazione politica. Parlo della Guerra
e dei suoi sacrifici, dei nostri valorosi soldati e dei nostri gloriosi caduti, al rispetto e al culto dei quali
devono essere educati tutti i bimbi d’Italia.
9 febbraio Tutte le mattine faccio pregare per i soldati, ma stamane abbiamo recitato una preghiera
speciale perché abbiamo appreso che il padre di un bambino, Porcari, è stato ferito alla mano destra e il
padre di Mercorella non manda notizie di sé.
11 febbraio All’inizio della lezione dopo la lettura e la spiegazione del bollettino del Comando Supremo
delle Forze Armate ho parlato alla scolaresca della Conciliazione della Chiesa con lo Stato avvenuta il
1929 per volere del nostro Duce. Ho ricordato delle ragioni della inimicizia fin dal 1870, gli sforzi fatti pel
passato per far cessare l’inimicizia e della vittoria riportata dal Duce per aver potuto concludere il patto
d’amicizia.
16 febbraio Stamani è stato qui, com’era stato annunziato, il Federale. Ha parlato a lungo del momento
bellico che attraversiamo augurando la Vittoria finale per la Patria nostra. Erano presenti le autorità locali,
i Fasci maschili, i Fasci femminili, i Fasci di combattimento e gli organizzati tutti che hanno cantato gli inni
della Patria. Il Corteo formatosi con gli organizzati e col Federale ha girato le vie del paese.
17 febbraio Stamane come al solito abbiamo letto e commentato il Bollettino di Guerra e come sempre
abbiamo pensato alla Vittoria che con certezza non potrà mancare alle nostre armi, perché la causa per
cui si combatte è giusta e santa ed è la rivendicazione dei popoli numerosi, forti e ansiosi di vivere contro
il dispotismo inglese. Vivremo ne siamo certi a costo di qualsiasi sacrificio, ed in un giorno non lontano e
felice dall’azzurro infinito del cielo, senza limiti, senza barriere, aggiungeremo l’azzurro sterminato del
mare, libero per tutti i popoli, perché tutti hanno dato per esso un tributo di uomini forti e coraggiosi
sacrificatisi per un avvenire migliore dei loro figli.
21 febbraio In seguito alla circolare del Regio Provveditore in merito alla raccolta del bioccolo di lana, ho
spiegato ai ragazzi il significato simbolico del fatto e li ho invitati a dare il loro piccolo contributo. La
maggior parte ha risposto all’invito e così ho potuto raccoglierne quasi un chilo.
Vaccinazione. Stamani è venuto in classe l’Ufficiale Sanitario per fare alle bambine le iniezioni
antidifteriche.
22 febbraio Il Sig. Direttore ha riunito gli insegnanti di prima classe per dare istruzioni sul sillabario.
Abbiamo preso visione della circolare ministeriale e stiamo mettendo in atto le norme relative. Io sono già
sulla buona via, ma devo rivolgere maggiore attenzione ai ritardatari. Cerco sempre di integrare il nuovo
metodo col vecchio.
24 febbraio Ho letto all’inizio della lezione il bollettino del Comando Supremo delle Forze Armate e mi sono
intrattenuto a raccontare alcuni episodi di vero eroismo compiuti da alcuni nostri combattenti. Ho pesato il ferro
raccolto dagli alunni e ho rilevato con piacere che si sono raggiunti i kg 270, ancora altro verrà portato a scuola
nei prossimi giorni.
Ieri, alle ore cinque ascoltammo alla radio il grande discorso del Duce. Questa mattina, nella prima ora di
lezione ne ho lungamente parlato alle mie alunne, alle quali ho lungamente spiegato i punti più importanti. Non
ho mancato di far rilevare lo sforzo immenso che l’Italia sta facendo per fronteggiare il potente nemico; quello
che ancora bisogna fare per portare a termine la guerra.
A primavera verrà il bello in tutti i quattro punti cardinali. L’Italia, a fianco dell’alleata Germania combatterà sino
all’ultimo sangue e darà ad ognuno la giusta ricompensa. I nostri soldati che scrivono eroiche pagine di storia,
sono cari al cuore di tutti. Un triplice grido varcherà le terre e gli oceani: Italia, vittoria, pace con giustizia fra i
popoli.
Ho provato gran piacere sentirlo ripetere nei punti più importanti, sentir essi ragionare di guerra, dei nostri
valorosi soldati che certamente riconquisteranno le posizioni perdute perché i discendenti di grandi avi,
conoscono l’arte di ritornarvi, mentre l’Inghilterra non avendo appreso bene quell’arte sarà sconfitta sempre su
tutti i fronti.
27 febbraio Ho preso visione delle circolari inviate dal nostro Provveditore agli studi. Fra queste è riportato il
saluto rivolto dal nuovo Sottosegretario Bodrero chiamato a sostituire il nostro giovane ministro volontario di
guerra.
Affinché la nostra scuola prenda sempre più viva parte agli avvenimenti di guerra, il Sig. Provveditore, con
recente circolare ha stabilito che gli stessi avvenimenti vengano illustrati alla scolaresca in un’ora di lezione del
lunedì. Anch’io dovrò parlare ai miei piccoli alunni; compito arduo, ma non meno interessante.
In quest’ora di alta tensione patriottica, anche i cuori dei bimbi fremono in segreta e trepidante attesa. La santità
della Guerra, il sacrificio e il valore dei nostri soldati, la certezza della vittoria e le glorie della nostra Italia,
convenientemente presentati dalla calda parola del maestro, sapranno toccare le candide anime dei nostri
Balilla ed accenderle di quel santo amore per la Patria, che è fine del nostro compito educativo.
28 febbraio Stamane si sono svolte le onoranze funebri in memoria dell’eroico caduto Larocca Nicola che ha
immolato la sua giovane esistenza sul fronte greco. Ai funerali hanno partecipato le autorità e una
rappresentanza delle organizzazioni giovanili. All’eroico caduto la nostra imperitura riconoscenza, le nostre
preghiere e il sentito ricordo.
1^ marzo Il signor Direttore, come aveva promesso, ha visitato la mia classe. Ha dato ordine di riassumere
su d’un quaderno tutti gli avvenimenti riguardanti la guerra della settimana e poi spiegarli agli alunni. Ha
raccomandato il giornale: Piccola Italiana.
Ho preso nota della circolare inviata dal Regio Provveditore per la raccolta dei libri da inviare ai militari.
Ho invitato i bambini a contribuire a questa nobile iniziativa con i loro piccoli risparmi. I soldati, dopo la
battaglia e nelle ore di riposo hanno bisogno di distrazione e di sollievo spirituale che solo un buon libro può
dare.
3 marzo Giusta circolare dell’Ill.mo Signor Provveditore agli Studi della Provincia, seguendo gli ordini impartiti
dal distinto Superiore, stamane ho letto prima il bollettino del Comando Supremo delle Forze Armate e dopo
mi sono intrattenuto a lungo sugli episodi di maggiore importanza, ai fini del conseguimento della vittoria
finale.
Ho detto ai piccoli alunni quanto dissero il Duce ed Hitler nei loro discorsi, ho parlato dell’accordo di recente
concluso con la Bulgheria, del valore dimostrato dai nostri valorosi soldati di terra, del mare e del cielo sul
fronte Greco e su quello Africano ed ho esaltato l’impresa della riconquista dell’isola di Castel Rosso. Infine
ho detto, agli alunni, di mettermi in iscritto gli argomenti trattati nella lezione loro fatta.
Ieri fu l’anniversario della morte del Duca della Vittoria. Ho detto agli alunni che dobbiamo ricordare anche
Diaz, benedicendo la sua opera gloriosa e ricordando a Dio la sua anima buona. Si fa ordine di raccogliere
per i soldati libri e denaro per l’acquisto. Non manco corrispondere con la mia opera persuasiva.
4 marzo Altro ferro è stato portato in classe dagli alunni. Ho raccomandato la raccolta degli altri metalli ed ho
insistito, perché gli alunni che fossero forniti di libri ne portassero qualcuno bello da mandare ai nostri valorosi
soldati che si battono da eroi per la maggior grandezza della Patria nostra.
Stamani verso le dieci accompagnati dal Cappellano della GIL sono venuti in classe i Missionari. Desiderano
che tutti i bambini facciano la prima Comunione. Non mancherò adoperarmi in modo che i miei bambini
possano partecipare tutti al Sacro Convito.
Il Direttore stamani ha chiesto il nominativo del peso del ferro, peso che fu verificato ieri in classe. Il peso
raccolto nel mese di febbraio dai miei alunni è kg 195, abbastanza soddisfacente.
5 marzo Dopo diversi giorni di assenza da parte di alcuni alunni, la frequenza è ritornata normale. Le
assenze erano dovute a febbri influenzali, ma ora, col ritorno del bel tempo, tali inconvenienti sono
eliminati. Oggi sono presenti ben 48 alunni, se si considera che dei 53 iscritti, due si sono trasferiti e tre
sembrano intenzionati ad abbandonare la scuola, nonostante i miei richiami fatti anche ai genitori.
Dai 48 scolari, quasi tutti assidui e volenterosi, ho separato il gruppo dei più lenti, i quali non possono
seguire gli altri, abbastanza avanti nel programma secondo il nuovo metodo del sillabario. Tutti, però,
prendono viva parte alla vita della scuola, cosa che ho fatto notare anche al Sig. Direttore in una sua breve
visita. Egli mi ha fatto buone raccomandazioni d’indole didattica, delle quali non indugerò ad approfittare.
6 marzo Abbiamo pesato i rottami di ferro: 155 chili raccolti. In verità non troppo, ma i ragazzi, quando ho
riferito loro che alcune altre classi hanno superato di molto i 200 chili, mi hanno promesso che faranno ogni
sforzo per far figurare la nostra classe al primo posto in questa raccolta.
7 marzo Questa mattina mi sono divertita molto leggendo il diario di una scolara. Ella raccontava del
rammarico suo e della mamma per aver perduto ieri sette galline uccise dal morbo infettivo che da qualche
tempo in questo paese fa strage di polli. Il diario era scritto con tanta naturalezza di sentimenti che non ho
potuto fare a meno di lodarla e rimproverare in cuor mio i genitori. La conducono in campagna, trascurando
la scuola.
8 marzo Ho detto ad un bambino: perché tu non hai portato neanche un poco di ferro?
“Perché, -mi ha risposto- la nonna non vuole, dal ferro si fanno le palle per uccidere mio padre che è in
guerra”.
No, - ho chiarito io - tua nonna non sa quello che dice. Se noi non mandiamo i mezzi a tuo padre egli non
potrà difendersi e verrà ucciso dai nemici.
Io insisto sempre per eliminare, attraverso i bambini, certi grossolani errori inveterati nella mente del popolo
ignorante.
9 marzo Come lunedì scorso, anche oggi, dopo la lettura del Bollettino del Comando Supremo delle Forze
Armate ho intrattenuto la scolaresca sugli episodi di maggiore importanza verificatisi nella settimana scorsa.
Ho parlato delle festose accoglienze fatte dalla popolazione della Bulgheria alle truppe Germaniche. Ho
detto che sul Fronte Greco i nostri valorosi soldati hanno ripreso parecchie posizioni importanti che ci
serviranno per la prossima avanzata. Che sul fronte dell’Africa Occidentale, in Cirenaica si è avuta l’eroica
resistenza delle nostre truppe a Giarabub e nell’Oasi di Cufra e che nell’Africa Orientale a Cheren i nostri
valorosi soldati hanno arrestato l’avanzata nemica.
10 marzo Due alunni da qualche giorno si presentano a scuola in disordine e sforniti dell’occorrente. Mando
a chiamare i genitori per richiamare la loro attenzione sui figlioli.
Ho ultimato la raccolta del denaro destinato all’acquisto dei libri. Ho raccolto £ 15.
Ho raccolto i seguenti libri per i soldati: Manlio Pompei: Sono contadino e me ne vanto. Leone Tolstoi:
Resurrezione e il Vangelo del soldato: 2 copie. I fioretti di San Francesco. Con me e con gli alpini. I libri del
mare. Le vie d’Italia.
12 marzo Domani si avrà, qui, la visita, assai gradita, dell’ottimo Sig. Provveditore agli Studi, ne ho
parlato agli scolari ed essi hanno dimostrato la loro viva contentezza per tale autorevole visita.
Questa mattina, dopo la lettura dell’elenco dei Caduti della Patria, ho invitato le mie alunne a recitare
preghiere e a rivolgere un mesto pensiero di infinita riconoscenza a tutti coloro che hanno dato la vita
per la nostra Patria.
13 marzo Nel locale della biblioteca comunale presieduta dal Sig. Regio Provveditore, ha avuto luogo
un convegno per la Scuola Media Unica. Le relazioni sui vari argomenti sono state sufficientemente
elaborate, ma quella della Sig.na Dott. Cardellini, sulla “Cronaca” e “La biblioteca di classe” è stata più
approfondita e particolareggiata. Appunto perciò, su tale relazione si è avuta una più viva discussione
da parte del Sig. Preside, dell’Ispettore Palombo e del Direttore Didattico Federici. Più esatta, secondo
me, fra tutte le osservazioni, mi è parsa quella dell’Ispettore Palombo circa la tanto dibattuta questione:
se la cronaca deve essere corretta o no. Egli, riportandosi allo spirito della riforma Gentile, e
precisamente alla parte riguardante l’insegnamento del disegno nella scuola elementare, ha detto che,
essendo la cronaca lo specchio della personalità del discente, essa non va corretta.
A conclusione del convegno ha preso la parola il Sig. Provveditore il quale, attenuando il carattere
molto accentuato del punto di vista di qualche interlocutore, ha segnato e consigliato la via da seguire
che è quella del giusto mezzo. Infine ha parlato il Sig. Regio Provveditore dicendo che alla scuola deve
essere costantemente teso l’animo di chi ad essa è preposto, perché è nella scuola che si forma la
famiglia, la società, la Patria, è dalla scuola che sono usciti i giovani che combattono oggi senza soste,
con spregio della vita per il trionfo dell’Italia fascista.
18 marzo Questa mattina ho parlato alle mie alunne del nuovo incendiario aggressivo inglese costituito
da piastrine di celluloide e fosforo. Poi ho parlato della circolazione stradale e delle norme a cui
attenersi.
20 marzo Oggi siamo andati a Bernalda per presenziare al convegno didattico tenuto dal Sig. Regio
Provveditore agli studi a tutti gli insegnanti di questo circolo. Si è parlato della biblioteca di classe e
dell’arte del maestro di far nascere nell’alunno l’amore alla lettura, unico mezzo per avviare i fanciulli alla
conquista di una più alta coscienza umana. Si intende che per giungere a questo dobbiamo innanzitutto
leggere noi molto bene.
Cercherò anch’io di leggere di più sia per seguire i consigli dei superiori e sia per appagare un bisogno
naturale della mia anima, qualche volta trascurato per forza maggiore, con grande rincrescimento.
21 marzo L’oculata scelta dei libri, la lettura libera, ma controllata dal maestro, l’organizzazione di una
biblioteca di classe, devono mirare a far sorgere nei fanciulli il desiderio della lettura, perché essi
possano non solo scrivere bene, ma improntare le loro azioni ai più nobili sentimenti patriottici ed a
rettitudine morale.
26 marzo Questa mattina, al soldato Lopatriello, venuto nella mia classe a porgere il suo saluto prima di
ritornare sul campo di battaglia, le mie alunne hanno voluto offrire un pacchettino contenente un paio di
calze in lana, tre fazzoletti e un barattolo di marmellata.
29 marzo Ho notato che un alunno compie atti sgarbati per la strada. Lo rimprovero solennemente
davanti a tutta la scolaresca e ricordo a tutti le norme da osservare anche fuori della scuola.
Stamani sono riuscita a far contare fino a 1000 un alunno molto negato per gli esercizi di aritmetica.
Vistosi lodato ha gioito, promettendomi di studiare con più amore questa disciplina. Staremo a vedere e
sarà la gioia mia più grande se riuscirò a promuoverlo alla 4^ classe.
1 aprile Stamani ho consegnato ai bambini le pagelle con la media del 15 marzo, giusto ordini
ministeriali.
7 aprile Ho riassunto, anche stamane, gli avvenimenti più importanti della nostra guerra, durante la
settimana scorsa. Ho trattenuto a lungo gli scolari sulle nostre vittorie in Africa Occidentale e sul fronte
Iugoslavo e Greco. Gli scolari ne sono rimasti entusiasti e dopo il mio dire hanno voluto cantare gli Inni
della Patria.
8 aprile Ieri sera abbiamo avuto nella nostra parrocchia il predicatore. Molti bambini sono stati ad
ascoltare la Predica.
9 aprile Ho avuto l’onore di conoscere la nostra distinta Ispettrice venuta qui per la visita alla Scuola del
collega Dovasio. È venuta nella mia classe e si è compiaciuta per l’assiduità dei ragazzi alle lezioni e ciò
perché tutti gli alunni erano presenti in classe. Ha rivolto agli alunni belle ed elevate parole d’esortazione
a studiare per crescere buoni, forti e coraggiosi come la Patria vuole tutti i suoi figli. Tutti gli alunni sono
rimasti contenti della bella visita.
Siamo contenti per la ricorrenza, fra giorni, della Santa Pasqua. Pregheremo fervidamente Gesù per la
vittoria delle nostre armi. E già i giornali annunziano le prime vittorie su tutti i fronti, dandoci la gioia che
intere armate nemiche si arrendono al valore dei nostri soldati. Ad essi va in questi giorni il pensiero dei
bimbi, di ogni italiano e della Patria della quale ne sono il cuore.
10 aprile Giovedì Santo. È il primo anno che in questo giorno veniamo a scuola. Ciò è dovuto alla guerra
che molte cose ha stravolto. I bambini non hanno l’obbligo di venire a scuola, nonostante le mie
raccomandazioni, e molti banchi sono vuoti.
11 aprile Alla fine della lezione ho detto alla scolaresca che le vacanze per la Santa Pasqua inizieranno
domattina Sabato Santo ed avranno termine lunedì. Ho raccomandato a tutti di studiare molto in questi
tre giorni che non verranno a scuola e di mostrarsi sempre educati e buoni in famiglia e fuori.
Venerdì Santo.
Stamani, Montalbano è coperto di neve, la quale è continuata a cadere fin quasi alle 8. I banchi della
scuola sono addirittura vuoti, sia perché c’è la neve, sia perché si riversano tutti in chiesa ove aspettano
la processione dell’Addolorata e di Gesù morto.
15 aprile Anche stamane, a principio della lezione, ho riassunto gli avvenimenti più importanti della
settimana scorsa così densa di episodi lieti che ci riempiono l’animo di gioia. Il collasso Iugoslavo e
l’occupazione della nostra Dalmazia è stato l’argomento da me principalmente trattato. Ho parlato di tutti
gli altri avvenimenti al fronte Pirenaico ed in Africa Orientale. Ho notato che molti ragazzi avevano le
lagrime agli occhi dalla contentezza.
18 aprile Questa mattina sono arrivati finalmente i libri della biblioteca di classe. Li ho distribuiti anche
ricevendo dai piccoli fervide promesse di leggere molto e bene. La gioia che c’era negli occhi mi fa bene
sperare specialmente per alcuni che poco tempo dedicano alla lettura del libro di testo, malgrado le
raccomandazioni mie e di tutti i giorni. In questo però c’è anche il fatto che essendo grandicelli all’uscita di
scuola si recano in campagna ad aiutare i genitori nei lavori agricoli, rincasando a sera, tardi e stanchi. Ho
fatto rilevare ciò ai rispettivi genitori i quali mi hanno risposto che basta quello che apprendono nella scuola.
19 aprile Stamani, alle ultime ore di lezione, è venuto in classe il Direttore per ispezionare. Ha desiderato
che le bambine facessero il dettato e che compilassero pensierini di componimento. Ha interrogato
sull’aritmetica con molti esercizi orali di grammatica e di nozioni varie e di calcolo anche scritto alla lavagna
con l’intuizione delle quattro operazioni, indi si è proceduto alla lettura. Il Direttore è stato soddisfattissimo.
Avendogli chiesto consiglio sul modo di comportarmi in avvenire ha risposto che non ho bisogno di nulla, e
di continuare a procedere come procedo. Ha rilasciato ottimo certificato.
21 aprile Oggi tutta l’Italia ha celebrato la fausta data del 21 aprile: Natale di Roma e festa del lavoro; è
stata celebrata in un ritmo operoso e sereno e nella piena intensità di tutte le sue attività produttrici. Anch’io,
come ho appreso da una delle circolari del S. Direttore, ho illustrato ai piccoli il significato della data e i
motivi della guerra rivoluzionaria che il popolo italiano combatte a fianco della Germania per instaurare in
Europa la nuova civiltà del lavoro.
26 aprile Vi sono in classe oltre quattro quintali di ferro vecchio, raccolto dagli scolari.
28 aprile Il bello, a primavera, come disse il Duce, è venuto. La Grecia ha ceduto le armi alle vittoriose
truppe italiane e tedesche. Il tricolore sventola su Corfù, gli Inglesi ancora una volta sono sconfitti. Si pensa
già alla riconquista dell’Africa Orientale e alla Vittoria finale.
Gli scolaretti sono felici e intravedono il presto ritorno dei loro cari dai campi di battaglia.
30 aprile Data la prossima chiusura della scuola, incomincio a fare interrogazione generale. In
complesso, specie le femmine mi seguono. Non così posso dire dei maschi, che sono molto
indisciplinati e svogliati, quindi cercherò di ottenere tutto ciò che mi sarà possibile. Siamo agli ultimi
giorni di lavoro.
Il programma è stato svolto completamente ed in questi giorni faremo sempre ripetizioni, sperando di
far del bene a tutti, anche a coloro che durante l’anno non hanno voluto studiare molto. E malgrado
ripetenti, mi tocca riprovarli nuovamente.
Me ne dispiace specie di una scolara, la quale è la più brava in istoria, intanto non sa contare come
una bambina di seconda classe. È molto sensibile e penso al dolore che proverà quando saprà della
riprovazione. Intanto non posso agevolarla, perché parecchie si trovano nelle sue condizioni. Speriamo
che in questo breve tempo possa ricredermi ed arrecare la gioia al cuore di ogni bimba, anche la più
tarda.
1 maggio Eccoci a maggio il mese dei fiori, il mese di Maria. Tutti i cuori si rivolgono a Lei. In chiesa
incominciano le funzioni del mese mariano. La maggior parte dei bambini si riversano in chiesa anche
perché si preparano per ricevere la Prima Comunione. Si aspetta in questo mese l’ispezione della
religione, secondo una circolare della Regia Ispettrice. Ogni giorno si fa ripetizione di religione. La mia
scolaresca è perfettamente a posto sia per la religione che per altre materie.
5 maggio Ho parlato stamane degli avvenimenti più importanti verificatisi nella settimana scorsa. Ho
rievocato molti atti di valore compiuti nella settimana scorsa dai nostri prodi soldati di terra, del mare e del
cielo.
Sono gli ultimi giorni di lezione. Il programma è svolto completamente con profitto anche dagli alunni
ripetenti di 3 o 4 anni. sono questi la maggior parte e li approverò, anche perché il loro animo s’è intristito
facendo per diversi anni la stessa classe.
10 maggio Oggi il signor direttore ha ispezionato la mia classe. Gli alunni sono stati molto contenti della
visita del Superiore, il quale ha avuto per diversi parole di lode e compiacendosi specialmente con la
scolara Di Trani Antonietta, molto brava in storia e geografia
11 maggio Al campo sportivo oggi tra una folta cornice di pubblico si è svolto il saggio ginnico per gli
organizzati della GIL dell’anno XIX.
Le diverse centurie di organizzati si sono succedute nelle loro evoluzioni con perfetto e magnifico ordine.
Dai Balilla, dalle Piccole Italiane alle Giovani Italiane si è potuto notare la scrupolosa preparazione
nell’esecuzione dei vari saggi che hanno suscitato un indescrivibile entusiasmo traboccante in numerosi
applausi rivolti ora ad una ora ad un’altra categoria della GIL.
Specialmente applaudite le Giovani Italiane.
12 – 13 – 14 maggio Avvicinandosi il 15 maggio, giorno della chiusura delle scuole secondo
l’ordinanza Ministeriale, mi affretto a fare interrogazioni di tutte le materie insegnate durante l’anno.
Mi fermo particolarmente sull’aritmetica e sugli esercizi di lingua, per accertarmi della capacità degli
alunni e per dare la promozione veramente a chi merita e chi può realmente sostenersi in 3^ classe.
Durante l’anno scolastico ho avuto cura speciale per la composizione e per l’aritmetica facendo fare
molti esercizi scritti e moltissimi esercizi orali di aritmetica e con soddisfazione ho avuto un buon
numero di promossi.
Dei 44 alunni presenti agli scrutini ne ho promossi 34 e con buono e lodevole di votazione.
Il programma è stato svolto per intero e così ho chiuso l’anno scolastico 1940-1941 XIX.
15 maggio Chiusura dell’anno scolastico e della scuola, però la Patria in armi ci farà continuare a
vivere ancora spiritualmente coi bimbi e con le loro famiglie fino a quando il grido della Vittoria finale
ed immancabile proromperà dal cuore di tutti. Già l’anno si chiude nel ricordo delle sfolgoranti Vittorie
nei Balcani e facciamo voti potendo inaugurare con l’animo in gioia per ulteriori fortunate imprese.