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tornerà will return
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blue intervista
Kentornerà
Parker
intervista blue
will return
Ivo Milazzo è uno dei papà del famoso anti-eroe del fumetto italiano ed è appena uscito nelle librerie
con Uomo Faber, storia a fumetti di Fabrizio De Andrè. In questa intervista racconta il suo lavoro, i
suoi ultimi personaggi, il progetto per i 150 anni dell’Unità d’Italia. E assicura che prima o poi
riproporrà un’avventura del cow boy figlio del ‘68
Ivo Milazzo is one of the fathers of the anti-hero in Italian comics. His Uomo Faber, just out
in the book shops, is the story - told in comic book form - of Italy’s most famous singersongwriter, Fabrizio De André. We interviewed him about his work, his latest characters, and
his project to celebrate the 150 years of a unified Italy. He assures us that sooner or later he
will draw up another Ken Parker adventure
photo Matteo Macor
Matteo Macor
en Parker tornerà, prima o poi. Questi sono i tempi di Fabrizio De Andrè e di Sir Baden Powell, presto arriveranno i ragazzi del ’15-‘18, un giorno
toccherà a Tina Modotti. Il guaio delle interviste a grandi artisti e scrittori, è che
vengono sempre prima i loro personaggi:
gli eroi di carta, inchiostro e immaginazione, che spesso e volentieri finiscono per
rubare la scena a chi li ha creati. È il caso
di Ivo Milazzo, 63 anni, di mestiere disegnatore di fumetti, matita e co-autore
con Giancarlo Berardi di uno dei personaggi più amati del cartoon italiano: quel
Ken Parker, anticonformista cow-boy dal
volto umano che spara poco e pensa tanto, di cui si chiede il gran ritorno “su striscia” ormai da quindici anni. Dall’ultima
uscita, in realtà, il disegnatore ligure ha illustrato altri mostri sacri del fumetto e
dell’avventura, ma per tutti gli appassionati rimane soprattutto uno dei due papà
del “Lungo fucile” (questo il soprannome
indiano di Ken) del Montana.
Per raccontarsi a Blue, il fumettista ci porta nel suo studio, venti metri quadrati di
libri e pennelli con vista sul vecchio ca-
K
ooner or later, Ken Parker will return.
It’s the era of Sir Baden Powell, or was
it, of Fabrizio De André, maybe the boys
from 1915 to 1918 will soon be here, and one
day also Tina Modotti. The problem with
interviewing a great writer and artist is that
his characters are more real than real life. His
heroes, in ink and imagination, end up
stealing the scene from their creator. This is
case when dealing with Ivo Milazzo, 63,
whose job is to design cartoon strips, and
who created , with co-author Giancarlo
Berardi, one of Italy most loved character in
comics, Ken Parker, the anti-conformist
cowboy with the human face, who shoots
little and thinks a lot, and for whom the
public has been clamoring, waiting for 15
years now to see him return. Since the last
Parker series came out, the cartoon artist has
illustrated other sacred monsters of comic
book fame, but for fans, nothing can touch
the “Long Rifle” (the nickname the Indians
give Parker in the comic strip) from Montana.
In order to tell us about it, the cartoonist
takes Blue into his studio. It is twenty square
meters of books and paintbrushes looking
out over the alleyways of the medieval part
S
Ivo Milazzo al lavoro nel suo
studio della vecchia Chiavari
Ivo Milazzo at work in his studio
in the medieval part of Chiavari
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PhotoMacor
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Nato a Tortona nel 1947 ma
genovese d’adozione, Ivo Milazzo
cresce artisticamente a Rapallo,
nell’ambiente dello Studio Bierrecì.
È qui che inizia a lavorare con
Giancarlo Berardi (insieme, nella
foto sopra, da giovanissimi), con cui
nel ’74 (grazie alle avventure di Ken
Parker) entra nella scuderia di
Sergio Bonelli. In coppia con
l’amico autore, oltre a collaborare
con Lanciostory e Orient Express,
realizza altri fumetti come
Welcome to Springville, Tiki, Tom’s
bar e Giuli Bai, ambientato nella
Genova anni ’50. Sciolto il sodalizio
artistico con Berardi, il disegnatore
di Chiavari lavora a Nick Raider,
MagicoVento e uno speciale di Tex
per Bonelli, per poi dedicarsi a
progetti indipendenti come La
grande avventura di Baden Powell,
(con Paolo Fizzarotti), Il Boia Rosso
(con Francesco Artibani) e il recente
Uomo Faber.
Born to the north of Liguria, in
Tortona in 1947, Ivo Milazzo has
been a Ligurian from a very early
age. He grew up artistically in
Rapallo around Studio Bierrecì. This
is where he met Giancarlo Berardi
(together in the photo above), with
whom he entered Sergio Bonelli’s
“cartoon workshop”, creating the
adventures of Ken Parker. Together
with his Genoese friend, he
collaborated on Lanciostory and
Orient Express, and did other comic
books like Welcome to Springville,
Tiki, Tom’s bar and Giuli Bai, set in
the Genoa of the fifties. He split up
with Berardi, to work on Nick
Raider, MagicoVento, and a Tex
Willer special for Bonelli, and then
start some independent projects
like La grande avventura di Baden
Powell, (with Paolo Fizzarotti), Il
Boia Rosso (with Francesco
Artibani) and recently, Uomo Faber
ruggio di Chiavari, e si mette al tavolo da
lavoro per finire a tratti veloci l’ultima sua
creazione: un Ken Parker firmato 2010
con tanto di capelli biondi al vento e vecchio Kentucky a canna lunga in mano.
A l l o ra è v e ro , Ke n s t a t o r n a n d o . .
E invece no, mi spiace deludere tante
aspettative. Io e Giancarlo l’abbiamo lasciato in una prigione della Florida, qualche anno fa. Forse è tornato libero, chissà: in futuro torneremo a realizzare una
sua avventura. Per ora abbiamo entrambi
altri progetti: io mi sono buttato sulle
“graphic novel”, non mi attirano più le serie. E per tornare indietro deve valerne la
pena...
D à f a st id io r i ce v e re s e m p re l a s t e ss a
d o m a n d a , o f a p i a c e re c h e u n s u o p e r so na g g io sia c o sì a m a t o ?
Fa piacere, anche perché il nostro lavoro
di fumettisti lo facciamo chiusi in quattro
mura: per fare un numero di 90 pagine si
sta anche sei mesi da soli a disegnare, e
non si sa niente del risultato finché non
ci si trova in contatto con il pubblico. Viviamo nell’era dei videogiochi, il fumetto
è inevitabilmente meno importante di un
tempo, ma alle fiere italiane ed europee
mi accorgo ancora di quanti appassionati
ci siano, quanta voglia di contatto con
autori e personaggi.
Perch é a l ei e a B era rd i t ut t i ch i ed o no
s em p re d i K en Pa r k er ?
Abbiamo creato “Lungo fucile” nel ’74 per
entrare nella scuderia Bonelli, ispirati dal
Robert Redford di Corvo Rosso non avrai il
of Chiavari. Milazzo sits down at the table to
finish, with rapid penstrokes, his latest
creation: a Ken Parker dated 2010 with
masses of blond hair blowing in the wind,
and his old long-bored Kentucky hanging
from his hand.
So it’s true! Ken is coming back…
Well, no. I’m sorry to disappoint you. When
Giancarlo and I last saw him, he was still in
prison in Florida, and that was a few years
ago. Maybe he’s been released. Who knows.
Perhaps he will be back at some time in the
future. But at the moment both Giancarlo
and I have our own projects going on. I have
thrown myself into the “graphic novel”, so I
really am not all that attracted by comic book
series any more. Once I decide something, I
rarely retrace my steps.
Does it get i rritati ng when intervi ewers
always ask you the same question, or does
it make you happy that your character is
so loved?
It makes me happy. This is also because our
work as cartoonists is done closed in by four
walls. If you are creating a work of art of 90
pages, you sometimes spend six months
drawing, off by yourself. And then you don’t
know how it will be received until it comes
into contact with the public. We are living in
an era of videogames, and so, inevitably,
comics become less important over time. But
I must say, that when I go to the trade fairs
both in Italy and in other parts of Europe, I
realize how many passionate fans there are
out there; people so anxious to come in
contact with the authors and their characters.
mio scalpo: non volevamo un pistolero, né
un eroe alla Tex Willer. Per questo ha rotto gli schemi ed è stato molto amato: Ken
è un normale uomo del West, vive avventure western ma soffre e prova emozioni,
sente il caldo e il freddo, ha le sue idee e
una sua complessità. Per far crescere una
figura così “umana”, i soggetti e disegni
erano studiatissimi: ogni dettaglio, i temi
trattati, le inquadrature, la gestualità,
l’espressività dei personaggi erano pensati per poter parlare al lettore. Può essere
bello e dettagliato finché si vuole, ma chi
compra il fumetto non lo fa solo per
l’estetica, ma anche
per come sa emozionare, evocare, comunicare.
But, why do peopl e alway s as k y ou and
Berardi about Ken Parker?
We created the “Long Rifle” in 1974, under
Bonelli, inspired by the movie with Robert
Redford called Jeremiah Johnson. We weren’t
looking for a gunfighter, nor a hero like Tex
Willer. Our character broke the mold, and
that’s why he has become so loved. Ken’s just
a normal guy in the Far West; he lives
western adventures, but he suffers and has
feelings, he feels the heat and the cold, he
has is own ideas and his own complexity. To
make a character so human, the subjects and
the drawings were meticulously studied:
every detail, every theme we
In queste immagini, il
disegnatore ligure in azione e
(sotto) il lavoro finito: una
versione 2010 di Ken Parker per
le pagine di Blue. Tra i più
grandi fumettisti italiani,
Milazzo disegna soprattutto con
china e acquerelli
In these photos, the Ligurian
artist in action, and (below) the
finished work: a 2010 version of
Ken Parker custom-made for
Blue. Milazzo is among Italy’s
greatest cartoonists. He uses
mainly ink and watercolors
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blue intervista
Fabrizio De Andrè
(nell’illustrazione sotto)
visto dal tratto inconfondibile
di Milazzo (nella foto sopra,
alla mostra dello scorso
febbraio al Museo Luzzati di
Genova). Uomo Faber, uscito in
anteprima con Repubblica nel
2009, è nelle librerie da questa
primavera
Fabrizio De Andrè by Milazzo
(in the photo above, at the
show last February at the
Luzzati Museum in Genoa).
Uomo Faber, first published in
the national newspaper, La
Repubblica, in 2009, and now
in the bookshops
intervista blue
Un a n ti ero e, un a n ti Tex W i l l er. I n ef fe t t i , s tu p i s c e c o n q u a l e d i v e r s i t à s i v i v a n o l e e m o zi o n i n ei d u e f u m et t i . .
Tex è l’eroe della nostra infanzia, ho anche avuto il piacere di disegnarne un numero, accettando la sfida di inserire un po’
di Milazzo nella canonicità di una istituzione del fumetto. Ma se il cow boy di Bonelli è figlio di un’Italia contadina che nel
dopoguerra aveva bisogno di avventure ed
eroi senza macchia e senza paura, il nostro è nato dalla generazione del Sessantotto, più preparata, sensibile anche ai temi che inserivamo nelle avventure del
West: l’omosessualità, il razzismo, l’ecologia, il lavoro.
B at t ag l i e d a F a b r i z i o D e An d r è .
Come è nato il suo Uom o Fab e r, u s c i t o c o n D e A g o s t i n i e R e p ub b l i c a ?
L’idea di raccontare
De André risale al 2008
e si è concretizzata solo
dopo varie vicissitudini. Io
e Fabrizio Calzia, genovesi
entrambi, ci siamo trovati
d’accordo nel non fare una
biografia, andare oltre al
personaggio fine a se
stesso, non raccontare
i fatti noti a tutti ma le
sue parole e i suoi pensieri.
discussed, the way we framed things, the
gestures used, the expressions on the faces of
the characters, everything was designed to
communicate with the reader. Details and
beauty are one thing, but when you buy a
comic books, you are also looking beyond
esthetics for a moving, evocative,
communicative experience.
An anti-hero, an anti-Tex Willer. It’s funny
how the two comic book series affect the
reader in such different ways…
Tex is the hero of our childhood. I have
actually had the pleasure of drawing up an
issue - I accepted the challenge of trying to
slip in a bit of Milazzo into the holiness of the
cartoon structure. But if Bonelli’s cowboy was
the product of a backwards Italy at the end
of WWII, needing adventures and heroes that
were pure and unmarked and felt no fear, our
hero grew out of the generation of the sixties,
smarter, sensitive, well aware of other themes
- ecology, work, racism, homosexuality - in his
western adventures.
T h e B a t t l e s o f F a b r i z i o D e A n d r é [ I t a l y ’s
greatest singer-songwriter]. How did your
U o m o F a b e r , w h i c h h a s j us t b e e n
p u b l i s he d b y D e A g o s t i n i a n d L a
Repubblica, come about?
It was an old idea that solidified over time
after various set-backs. I wanted to do De
André as a comic book. Fabrizio Calzia and I
are both Genoese, like De André. We both
wanted not to do a biography; we wanted to
concentrate on personality, not events, on De
André’s words, on his thoughts. This is why
the lines of my drawings are sketched, barely
accentuated, the colors are massed; it is a
way to evoke the different images of the
famous singer-songwriter that everyone has
in his mind. Even the cover has its
significance: it represents a man who goes
against the current and thus finds his role in
the world. It is not the usual image of the
moody, tormented, singer that we all know:
his cigarette is still in his hand, but for us, he
is smiling.
Speaking of painting and drawing, when
di d you reali ze that y ou coul d be an
artist?
When people call me an artist, I’m not sure if
it’s a compliment or not. There is not a great
Per questo il tratto del mio disegno è poco dettagliato, solo accennato, il colore è
posizionato a macchia: un modo per evocare la diversa immagine di De André che
ognuno ha in mente. Anche la copertina è
significativa: rappresenta un uomo controverso che crediamo abbia trovato il suo
ruolo nel mondo. Non è la solita immagine del cantautore tenebroso che conosciamo tutti: la sigaretta in mano c’è sempre, ma sorride.
S i pa r l a d i t a v o l e e p e n ne l l a t e : q ua n d o
h a c a p i t o d i p o t e r f a re l ’ a r t i s t a ?
Quando mi danno dell’artista non so mai
se prenderlo come un complimento o meno, non c’è grande cognizione di causa
quando si usa questa parola: il disegno diventa arte quando ha una valenza innovativa, il mio mestiere è raccontare delle
storie, tutto lì. In famiglia eravamo tutti
gran disegnatori, io tra tutti ho avuto la
fortuna di poter sfruttare questo dono ma
ho iniziato senza sapere bene cosa aspettarmi. L’ho realizzato solo dopo anni.
Ne l 2 0 07 h a d i s e gn a t o B a d en Po w el l , i l
f on da t or e d e l m ov i m e nt o S c o ut , l ’ a nn o
s c or s o D e A n dr é , i n f ut ur o ?
Sto lavorando ad un progetto delle edizioni San Paolo sui 150 anni dell’Unità
d’Italia, patrocinato da Ministero dei Beni
Culturali, Rai Trade e Rai Net: sei volumi,
ognuno con una matita diversa, che usciranno a inizio 2011. Io disegnerò la prima
guerra mondiale.
In cantiere poi ho sempre la storia di Tina
Modotti, fotografa e attrice vissuta tra la
Udine fascista, gli Stati Uniti di Sacco e
Vanzetti, la Russia sovietica, il Messico e
la guerra civile spagnola: si chiamerà “Tina o Maria”?
Di Ken Parker non chiediamo più, “prima
o poi ritornerà”. Peccato perché i suoi papà avrebbero bisogno di lui: sono dieci
anni che, quando non disegna, Ivo Milazzo lavora per sensibilizzare e estendere il Diritto d’Autore alla categoria dei
fumettisti. In Italia, da più di 60 anni, dopo aver incontrato senatori, deputati,
ministri e commissioni parlamentari, ancora oggi il fumetto non ha una normativa che lo tuteli. b
cause and effect cognition when we use the
word. A drawing becomes art when it has
innovative value, but my trade is to tell
stories: that’s it. In my family we all drew well.
I was the one who was lucky enough to be
able to take advantage of this gift, but I
started down this path without knowing
where it would lead me. I realized it only after
the first few years.
In 2007 y ou drew up B aden Powel l, the
founder of Boy Scouts. Last year you did
De André. So, what’s in the future?
I am working on a project for the publishers,
San Paolo, under the patronage of the
Italian Ministry of Culture, Rai Trade
and Rai Net [Rai is Italian National
Television], on the 150 years of
a unified Italy. There are six
volumes, each one using a
different artist, and they are all
coming out in 2011. I will be
drawing up the First World War.
I also have been toying with
the idea of Tina Modotti, the
actress and photographer
who divided her time
between Udine [in
northeast Italy] under
the Fascists, the United
States of Sacco and
Vanzetti, the Soviet
Russia, Mexico, and the
Spanish Civil War. I’d like
to call it, “Tina or Maria”?
At Blue, we no
longer dare ask
Milazzo if Ken
Parker will be
back. At some
point or the other,
Ken Parker will return.
That’s a pity, because his
father needs him. For
the last ten years Ivo
Milazzo has been working
to expand copyright rights to
cartoon/comic strip artists’ work.
In Italy, for more than 60 years, after
having met senators, deputies,
minister and parliamentarians, the
cartoon is still not protected by law. b
Ispirato al Jeremiah Johnson di
Corvo rosso non avrai il mio
scalpo di Pollack, Ken Parker ha
accompagnato la crescita di
un’intera generazione.
Personaggio complesso e
realistico, con pregi e difetti
umani, vive in un West che fa
solo da sfondo, pretesto per
affrontare temi mai prima
toccati dal fumetto
Inspired by the movie Jeremiah
Johnson, directed by Sidney
Pollack, Ken Parker takes Italian
comic book art to its highest
point. A generation has grown
up with this complex and
realistic cartoon figure,
with human faults and
human qualities
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