TREDESE aprile definitiv#603EA

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TREDESE aprile definitiv#603EA
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LONDON AND SURROUNDS
I know perfectly well that almost
no-one will have realised that this
column had been stopped since
last summer, however the insistence of the affable editor convinced me to once again put in
writing my meditations on the
coin-op sector. I also think that
some people were happy that
the ‘Cassandra’ of the coin-op
sector had gone into selfimposed exile, however it
seems obvious that my
intention is certainly not to
make readers feel even
more pessimistic, but
rather to set off some
alarms, if possible in time,
on the dangers that we are
facing, or to give timely interpretations, within the limits of
my expertise, on the flurry of
laws, decrees and memos that
we have been submerged with
daily.
Having said that, I will provide
some short news on the latest events,
starting from the…
So perfettamente
tati molto più concreti
che quasi nessuno si
individuando i colpesarà accorto della
voli senza sparare nel
sospensione di questa
mucchio.
rubrica già dall’estate
A questo proposidi Tiziano Tredese
scorsa, però l’insito sono doverose due
stenza del simpatico
considerazioni:
editore mi ha convinto a rimettere per
a) se fossimo dei Santi… saremmo
iscritto le mie elucubrazioni mentali sul
in Paradiso, visto che siamo ancora
mondo dell’Automatico. Penso anche
sulla terra…
che qualcuno abbia goduto constatando
b) a quel “qualcuno” che ha visto la
che la Cassandra dell’Automatico si
pagliuzza nell’occhio del vicino non
era auto-sospesa, però mi sembra
accorgendosi della trave nei suoi locali,
ovvio che la mia intenzione non è certo
consiglierei una buona visita oculistica
di rendere ancora più cupo l’umore dei
anche perché i Funzionari dei
miei lettori ma di cercare di lanciare
Monopoli hanno dimostrato di vederci
degli allarmi, se possibile con congruo
molto bene!
anticipo, sui pericoli cui stiamo andando incontro o di dare tempestivamente
Decreto comma 7
interpretazioni seppur nei limiti delle
Ci sarebbe materia per una tesi di
mie capacità, alla pioggia di leggi,
laurea in giurisprudenza tanti sono i
decreti e circolari da cui siamo quotiproblemi irrisolti e i guai che sta procudianamente sommersi.
rando all’intero settore.
Premesso ciò, vediamo di dare solo
Dico io, ma per quattro apparecchi
qualche flash sugli ultimi avvenimenti
7c falsi che circolano in Italia (che tutti
a partire dal…
sanno dove sono e di chi sono) è possibile far sparire un’intera categoria?
…Caso Biella
Tanto per fare un esempio, pare
Sicuramente le ragioni per “fare
che da oggi, 1° febbraio 2006, tutti i
qualcosa” il PM le avrà ben avute, però
giochi 7a) e 7c) che i distributori,
anche un bambino avrebbe condotto le
importatori, produttori hanno in casa,
operazioni di sequestro e controllo in
invenduti, ma con regolare Nulla Osta
maniera più corretta e oculata: tanto
alla Distribuzione, non possano più
caos e danni incalcolabili indistintaessere commercializzati perché non
mente per buoni e cattivi, mentre bastaverrebbe più rilasciato il Nulla Osta per
va essere più precisi per ottenere risulla Messa in Esercizio… sconvolgente!
LONDRA E
DINTORNI
… BIELLA CASE
Surely the prosecutor had good reasons for “doing something”, however
even a child would have conducted the
confiscation and control operations in a
fairer and more precise manner: so
much chaos and incalculable damage
for both good and bad alike, while having been more precise would have
achieved much more concrete results,
identifying the guilty parties without ‘firing into the crowd’.
In this regard, two points are worth
making:
a) if we were saints … we would be
in Paradise, and so given that we are
still on earth…
b) those who see the ‘mote in their
brother’s eye’ without seeing the
‘haystack’ in their own premises should
have their eyes checked, even because
the officers from the State Monopolies
demonstrated that they can see very
well!
PARAGRAPH 7 DECREE
There would be enough subject
matter for a graduate thesis in law given
the many unresolved problems and the
trouble that this is bringing to the entire
sector.
Is it worth, for four counterfeit 7c
machines in all of Italy (that everyone
knows where they are and who they are
owned by), making an entire category
disappear?
Just to give an example, it seems
that as of today, February 1 2006, all
7a) and 7c) games that the distributors,
importers, manufacturers have in stock,
unsold, but with Approval for
Distribution, can no longer be sold
because the Approval for Operation will
not be issued… extremely worrying!
I have some 2005 model Touch
Screens, what should I do?
Spend 6000 euro for each type and
hope, one day, to get approval with new
provisions? Should I have applied by 31
January for the Approval for Operation,
pay the ISI tax and VAT and then keep
them new on show, hoping that some-
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ASCOLTANDO L’ESPERTO
Non ci resta altro che consolarci con ... i
baci antistress.
Nothing else to console us... the anti-stress
kiss.
Io che ho dei Touch Screen modello 2005 cosa devo fare?
Spendere 6000 euro per tipo e sperare, un giorno, di ottenere l’omologazione con le nuove disposizioni?
Dovevo chiedere entro il 31 gennaio il
N.O. Messa in Esercizio, versare ISI
ed IVA forfetari e tenermeli belli e
nuovi in esposizione, sperando che
qualcuno venisse ad acquistarli? Chi
sapeva di questa “disposizione interna”
dei Monopoli? Oppure rottamarli?
Forse questa era la soluzione migliore,
via il dente, via il dolore. Peccato che
costino diverse migliaia di euro ciascuno!
Non entro nella tematica delle
nuove omologhe per questi giochi: i
Monopoli “hanno promesso” che ci
aiuteranno a risolvere tutti i problemi
generati dal Decreto e dalla circolare
già uscita a completamento dello stesso.
Però, giusto per evidenziare ancora
le molte perplessità rimaste in sospeso:
a) Che ne sarà di tutti i Metal Slug
1, 2, X, 3, 4, 5? Li dovremo omologare? E se sì, uno per uno?
b) Un touch screen con giochi mul-
tipli, con più modelli di prontoscheda
deve pagare 6000 euro (già un’enormità) o 6000 euro per tot modelli? Io
che, al massimo del mio splendore
commerciale, ho venduto una ventina
di apparecchi della Merit su due
modelli, a quanto dovrei vendere i
prossimi per rientrare delle spese?
c) Oltre a doverci dotare di un
automezzo con sponda idraulica (come
cortesemente suggeritoci dai Monopoli
in una informativa pubblicata sul loro
sito) quanto costerà la trasferta a Roma
del gioco e l’“eventuale custodia del
prototipo” che potrà essere decisa da
AAMMS (circolare del 18 novembre)?
d) Che dire infine dell’”esame del
Codice Sorgente del software” (o del
suo “deposito”, non è ancora chiaro)
dove è ammessa la presenza di una
persona
incaricata
dal
produttore/importatore sia per le spiegazioni del caso che per la custodia del
codice stesso per tutto il tempo necessario all’esame?
Se è comprensibile che gli Enti
Omologatori (non ancora designati) si
facciano aiutare nella “lettura” del
codice sorgente, per quanto tempo
dovremmo remunerare, ad esempio, un
ingegnere americano o giapponese per
la sua presenza a Roma?
Non mi dilungo sull’argomento per
non deprimervi ulteriormente… però
ditemi voi qualcosa di positivo. Io
voglio essere ottimista, anzi devo
esserlo per continuare a credere che i
vari Contento, Tino, Barbarito eccetera, non abbiano in mente un piano per
l’azzeramento dei videogiochi in Italia,
però mi auguro che si sbrighino e
rispondano rapidamente ai nostri quesiti, diversamente, il Capo supremo
della Merit mi ha cortesemente annunciato, durante il meeting di Londra del
24 gennaio u.s., che lui continuerà a
produrre i suoi Force 2006 per gli altri
cento Paesi del
mondo e che del
mercato italiano, a
Sala giochi all’aeroporto di Stanton:
due giocatori sulle
AWP.
Games arcades at the
Stanton airport: two
players on the AWPs.
one would buy them? Who knew about
this “internal provision” of the State
Monopolies? Should I simply scrap the
machines? Perhaps this is the best solution, out of sight, out of mind. Shame
they cost a few thousand euro each!
I won’t go into the topic of new
approvals for these games: the State
Monopolies “have promised” that they
will help us resolve all the problems generated by the Decree and by the memos
already issued in relation to this.
However, just to once again highlight the remaining points of confusion:
a) What will happen to all the Metal
Slug 1, 2, X, 3, 4, 5? Do we have to get
approval for them? And if so, one by
one?
b) Does a touch screen with multiple
games, with multiple models of universal
cabinet, have to pay 6000 euro (already
an enormous sum) or 6000 euro multiplied by the number of models? In my
case, in the best times I sold twenty or
so Merit machines in two models, so
how much should I sell the next ones to
cover the costs?
c) As well as having to fit a vehicle
with hydraulic tailgate (as kindly suggested by the State Monopolies in a
report published on their website), how
much will it cost to deliver the game to
Rome and the “possible storage of the
prototype” that may be decided by the
State Monopolies (memo of 18
November)?
d) Finally, what can we say about
the “examination of the software Source
Code” (or its “deposit”, which is not yet
clear) where the presence of a person
delegated by the manufacturer/importer
is allowed so as to provide explanations
and to safeguard the code for the
required time?
While it is understandable that the
Approval Organizations (not yet designated) ask for help in “reading” the
source code, how long do we need to
pay, for example, an American or
Japanese engineer during their stay in
Rome?
I won’t go on with this point so as
not to depress you any further… however please tell me something positive. I
want to be optimistic, indeed I have to
be in order to continue to believe that
the various officials Contento, Tino,
Barbarito etc. are not planning to wipe
out video games in Italy, however I hope
they hurry up and replay quickly to our
questions, otherwise, as the head of
Merit kindly announced during a meeting
in London on 24 January, he will continue to make his Force 2006 for the other
hundred or so countries in the world and
will happily forget the Italian market, in
these conditions, saving on the translation that is already costing a lot of
money for nothing.
So, I may be the ‘Cassandra’, however these are real facts: unless the procedures are sped up and the costs of
approval of new products are drastically
reduced (there are already too few on
the market) in Italy we will only have Win
Win Bingo and the like!
PARAGRAPH 6A) AND VTL
I have already expressed my technical comment on the new paragraph 6a
machines in the letter to the Honourable
Giaretta published in the previous issue
of Play Machine Europe and so there is
nothing left to say, except:
a) returning from London I visited
the games arcades in the airport. If I’m
not mistaken, the pushers operated on
10 pence, that is, around 15 cent (and
not with 50 cent tokens as in Italy), just
like the famous English AWPs worked
on 10 pence (that is, 15 cent and not 1
euro as in Italy) for a maximum win of 25
pounds (75 euro).
The interesting thing is that there
were 2 people playing the AWPs and
the only VTL present was
always idle. It’s well to say
that “they” are English and
“we” are Italian, however I
still can’t understand the difference in price – that 15
cent against 1 euro – AWPs
are working and VTLs
aren’t! Perhaps the English
don’t understand anything
about games!
b) Regarding the
Decree on the technical
rules for the production of
paragraph 6a machines,
already sent to Brussels for
approval (congratulations for
the timing), from a somewhat superficial reading I have seen no
indications on how to limit the presence
of supergames. It is clear that as a manufacturer/reseller I am happy that these
machines are “free” and, certainly the
“third collectors” will be even more
happy as, despite the new profession of
window cleaners, will take home five
times the profits of the current paragraph
6 machines!
However, will we always have
enough players to stay in business,
when they discover how they will be
much more “plucked” than now?
Frankly, and selfishly, I hope so, given
that it seems that at least 30 million
Italians, rather than go to work, go to
play, making “State Gaming” the second
Italian company in terms of turnover. In
substance, to keep us in business we
simply have to attract the players to our
machines, getting them away from Lotto,
Superenalotto, Tris, Casinos, Lotteries,
etc., exploiting the physical principle
according to which “in nature nothing is
created and nothing is destroyed, but
rather everything is transformed”.
If it is truly difficult to follow the reasoning of the experts from the State
Monopolies in the spending forecasts for
Italian gaming, shown in the report
enclosed with the 2006 Budget that predicts exponential growth in tax income,
while the GDP is tragically falling below
even the most pessimistic level, we really can’t understand how the State
Monopolies have independently decided
to remove from the market goods that
have only been 1/4 or 1/5 depreciated.
This goes against the elementary rules
of the economy, as well as being an
abuse worthy of the best Bulgarian government.
However, why can’t these paragraph 6 machines, all connected (at
least as claimed by the various
Undersecretaries) with functional characteristics that are much “softer” than
the “harder” paragraph 6a machines,
continue to coexist with their titled bigger
brothers?
Perhaps these paragraph 6
machines are worse than the old
Giochi con vincita in denaro, in
una sala giochi inglese, funzionanti a 10pence (15centesimi).
Games with cash prizes, in an
English games arcades, operating
on 10 pence (15 cent)
queste condizioni, ne farà volentieri a
meno, anzi risparmierà una traduzione
che gli sta già costando un sacco di
soldi per niente.
Sarò pure una Cassandra, però
questi sono fatti reali: se non verranno
snellite le procedure e ridotti drasticamente i costi di omologazione dei
nuovi prodotti (già ce ne sono pochi
sul mercato) ci ritroveremo in Italia
solo con i Win Win Bingo e similari!
Comma 6a) e VTL
Il mio commento tecnico sui nuovi
apparecchi a comma 6a, l’ho già
espresso nella lettera all’onorevole
Giaretta pubblicata nel numero precedente di Play Machine Europe e ora
non resta che qualche ulteriore considerazione, ad esempio:
a) di ritorno da Londra mi sono
fermato nella saletta giochi dell’aeroporto. Se non ho visto male, le ruspe
funzionavano a 10pence cioè circa 15
centesimi di euro (e non con gettoni da
50 centesimi come le nostre), così
come i famosi Awp inglesi funzionavano a 10pence (cioè 15 centesimi di
euro e non 1 euro come i nostri) per
una vincita massima di 25 sterline (75
euro).
La cosa curiosa è che c’erano due
persone che giocavano sulle Awp e
l’unica Vtl presente è sempre stata inoperosa. Va bene che “loro” sono inglesi e “noi” italiani, però continuo a non
capire i 15 centesimi contro 1 euro,
Awp che lavorano e Vtl ferme!
Boh…forse sono proprio gli inglesi
che non capiscono nulla di giochi!
b) Riguardo al Decreto sulle regole
tecniche di produzione dei comma 6a,
già inviato per l’approvazione a
Bruxelles (a proposito, complimenti
per il tempismo), da una seppur superficiale lettura, non ho visto indicazioni
su come limitare la presenza dei supergames. Sia chiaro che da
produttore/rivenditore sono ben felice
che questi apparecchi siano “liberi” e,
certamente, molto più felici saranno i
“terzi raccoglitori” che, pur nella
nuova professione di lavavetri, si porteranno a casa ben cinque volte gli utili
degli attuali comma 6!
Però, avremo sempre giocatori in
quantità sufficiente da farci mantenere
in attività, quando questi scopriranno
di venire “spennati” molto più di adesso? Francamente, ed egoisticamente,
spero di sì dato che sembra che almeno
30 milioni di italiani, invece di andare
al lavoro, vadano a giocare rendendo il
“Gioco di Stato” la seconda azienda
italiana come fatturato globale. In
sostanza basterà far dirottare i giocatori
verso i nostri apparecchi, allontanandoli per esempio dal Lotto,
Superenalotto, Tris, Casinò, Lotterie,
ecc, sfruttando il principio fisico
secondo cui “in natura nulla si crea e
nulla si distrugge, ma tutto si trasforma” per dare continuità al nostro lavoro.
Se è veramente difficile seguire i
ragionamenti fatti dagli esperti dei
Monopoli nelle previsioni di spesa per
il gioco degli italiani, esposte nella
relazione esplicativa allegata alla legge
Finanziaria 2006 che prevede aumenti
esponenziali negli introiti sottoforma di
tasse, Preu eccetera, mentre il Pil sta
tragicamente scendendo al di sotto del
più pessimistico dei livelli, non si comprende proprio come i signori dei
Monopoli abbiano deciso autonomamente di far togliere dal mercato dei
beni leciti ammortizzati solo per 1/4 o
16
THE EXPERT APPROACH
1/5 del loro valore. Qui stiamo andando veramente contro le più elementari
regole dell’economia oltre che essere
sottoposti a dei soprusi degni del
miglior governo Bulgaro.
Ma questi comma 6, tutti collegati
(almeno così affermano i vari
Sottosegretari di turno) con caratteristiche funzionali tali da farli qualificare
dei sottoinsiemi molto, molto più
“soft” dei più “hard” comma 6a, perché non possono continuare a coesistere con i blasonati fratelli?
Forse che questi comma 6 sono
peggiori dei vecchi videopoker? O rendono così poco ai Monopoli che
potrebbero dare solo fastidio ai nuovi
giochi?
Capisco che il 30 aprile 2004 dovevano scomparire tutti i giochi ritenuti
illegali… ma cosa fanno di male questi
comma 6 che sono 5 volte meno pericolosi dei nuovi?
Se tutto andrà “bene” a Bruxelles
dal primo luglio 2006 non si potranno
più vendere comma 6, non saranno
sicuramente pronti i comma 6a e cosa
farà l’industria italiana dell’automatico
(o almeno le aziende non iscritte
all’Acmi)?
E cosa diranno i “terzi raccoglitori”
quando si vedranno costretti a rottamare i loro gioielli pagati 3500/4500 euro
l’uno a partire già dal 1° novembre
2006 fino alla totale estinzione del
parco macchine entro il 30 aprile
2007? (bella festa il 1° maggio 2007!)
A dire il vero il Decreto, chiaro
come al solito, parla di Nulla Osta previsti dall’articolo 38, comma 4 e 5
della legge 23 dicembre 2000 n. 388 e
cioè, con un po’ di fantasia, dei Nulla
Osta alla Distribuzione e quelli per la
Messa in Esercizio. Però cosa succederà se i primi sono stati rilasciati nel
2004 e i secondi nel 2005 o 2006?
Quale dei due farà fede?
A parte questa piccola “svista”,
credo che una tale imposizione, in qualunque altro Paese del mondo (non
solo della civilissima Comunità europea) sarebbe diventata operativa in non
meno di tre anni!
Sono proprio curioso di vedere
cosa faranno “in concreto” le
Associazioni dei “terzi raccoglitori”
(escludendo a priori quella dei felicissimi costruttori) se dovessimo veramente
sottostare a tale angheria (con ragione-
vole certezza credo che l’amico
Eugenio, in compagnia o da solo, si
batterà comunque con tutte le sue forze
a livello Euromat/EU per contrastare
tale “bizzarra” trovata).
Finalmente Londra
Basta con le cattive notizie, tristi
presagi, acida ironia, finalmente una
ventata di ottimismo.
Il primo che ho incontrato alla
Fiera di Londra è stato un vecchio
amico, Michael Rudowicz presidente
di Aama, l’associazione americana dei
costruttori di apparecchi automatici.
Subito mi ha chiesto se gli potevo
mandare la nuova legge italiana sulle
Awp e quella sui videogiochi dato che,
per i suoi soci, l’Italia è, o meglio, è
stata uno dei principali mercati mondiali. Gli stavo sommariamente anticipando i contenuti con i miei commenti,
ovviamente negativi, quando vedo arrivare tre persone molto note: il sig.
Mauro Crivellente, il dott. Parlati e… il
dott. Tino. Riesco in qualche modo a
fermarle e a presentare il dottor Tino a
Rudowicz, dicendo al primo che
l’americano rappresenta i più grandi
costruttori mondiali di videogiochi e di
ticket redemption. Alla mia precisa
domanda al Direttore dei Monopoli
–“quando avremo anche noi in Italia le
Ticket Redemption”- ha risposto:”Le
faremo, Le assicuro che le faremo”, il
tutto di fronte a due titolati testimoni
italiani ed uno americano; se ora qualcuno mi chiedesse “cosa hai visto di
importante a Londra?” non avrei dubbi
a rispondere:”il dottor Tino”!
Se manterrà la promessa, sicuramente le sale giochi, i bowling, i Fec
avranno ancora un futuro!
Diversamente….
Dal punto di vista tecnico poche
altre cosa da dire su una fiera che è,
comunque, il riassunto di quelle precedenti Jamma ed Amoa e la base per
quelle future: Rimini, Malaga, Mosca,
ecc.
Ho notato una incredibile presenza
di stand polacchi, con pugnometri, calciometri, eccetera un bel restyling dei
calciobalilla (dove l’Italia fa da padrona) e qualche “volo” su carambole a 8
lati oppure con piano “reverse”, ecc.
In sostanza c’è ancora la volontà di
fare della “ricerca” sugli apparecchi
meccanici e sportivi: a questo proposi-
videopoker? Or they make so little
money for the State Monopolies that
they only upset the new games?
I understand that all illegal games
had to disappear by 30 April 2004 … but
what is wrong with these paragraph 6
machines, which are 5 times less dangerous than the new ones?
If all goes “well” in Brussels, from the
first of July 2006 paragraph 6 machines
can no longer be sold, the paragraph 6a
machines will not be ready, so what will
the Italian coin-op industry do (or at least
the companies not registered with
ACMI)?
And what will the “third collectors”
say when they are forced to scrap their
jewels that they paid 3500/4500 euro for,
starting from November 1 2006 until the
total extinction of the machines by 30
April 2007? (a great Labour Day on May
1 2007!)
To tell the truth, the Decree, as clear
as usual, speaks about the Approval
envisaged by section 38, paragraph 4
and 5 of law no. 388 dated December
23, 2000, that is, with a little fantasy, the
Approval for Distribution and
Commissioning. However, what will happen if the former were issued in 2004
and the latter in 2005 or 2006? Which of
the two is valid?
Apart from this small “oversight”, I
believe that such an imposition, in any
other country of the world (not only the
highly civil European Union), would
become operational in no less than three
years!
I will be interested to see what the
Associations of the “third collectors”
(excluding the very happy manufacturers) will “concretely” do if this eventuality
should really occur (with reasonable certainty, I believe that my friend Eugenio
Bernardi, with others or alone, will fight
tooth and nail against such a “bizarre”
situation, also looking for the support of
Euromat/the EU).
FINALLY LONDON
Enough bad news, sad forecasts,
biting irony, and finally a breath of optimism.
The first person I met at the London
fair was an old friend, Michael Rudowicz,
the chairman of AAMA, the American
association of coin-op machine manufacturers.
He immediately asked me to send
him the new Italian law on AWPs and on
video games, given that, for his members, Italy is, or better was, one of the
main markets in the world. I was already
summing up the contents with my obviously negative comments, when I saw
three very well-known people approaching: Mr. Mauro Crivellente, Dr. Parlati
and… Dr. Tino. I managed to stop and
introduce Tino to Rudowicz, telling the
former that the American represented
the world’s largest manufacturers of
video games and ticket redemptions. To
my precise question – “when will we
have ticket redemptions in Italy” - the
manager of the State Monopolies
replied: “We will have them, I assure you
we will have them”, all in front of two
important Italian witnesses and one
American; now if someone asked me
18
Michael Rudowicz - presidente costruttori americani
di coin-op AAMA
Michael Rudowicz - chairman
of the American coin-op manufacturers’ association, AAMA
to grande interesse anche
per le pallacanestro.
Per quanto riguarda i videogiochi,
siamo alle solite: ennesima versione di
House of Death (4°), Virtua Tennis
(3°), Metal Slug (6°), Battle Gear (4°),
Time Crisis (4°) eccetera. Ovviamente
anche i prezzi sono i soliti – 16-17.000
euro per il tiro, 6-7.000 per il tennis,
eccetera a quanto andranno questi giochi dopo le spese per l’omologazione?
Rimangono poi le Redemption:
quelle a ticket e quelle che danno il
premio istantaneo. C’era una grande
varietà e qualche buona novità. Se non
perderemo ulteriormente tempo per la
collocazione delle prime a pieno titolo
nell’ordinamento giuridico nazionale e
non ci saranno particolari problemi per
l’omologa delle seconde, sicuramente
ci sarà un bel futuro sia per la produzione/commercio sia per la gestione di
tali giochi.
Volutamente ho dedicato non più
di cinque minuti alle Awp e Vtl, nella
sezione Ice, cioè quella dove si esponevano apparecchiature specifiche da
casinò, giusto per osservare qualche
bellezza stratosferica (non giochi mul-
tipli, ma ragazze superdotate!).
Veloce ritorno a casa e rapido
bilancio economico di un giorno e
mezzo di fiera:
1) acquisto di alcuni campioni
di ticket redemption da esporre alla
fiera di Rimini e di molti gadget particolari per le Operazioni a Premio.
2) Offerta ad una grande azienda americana del sistema gestionale
per ticket redemption.
Non so se riuscirò a contribuire a
pareggiare la bilancia dei pagamenti
Italo/US, però almeno ci ho provato.
Termino con un’ultima considerazione: l’Atei è sempre la regina delle
fiere mondiali e anche questa edizione,
seppur senza “botti” particolari, l’ha
dimostrato; è obbligo però far notare
anche che questa mania di grandezza o
forse solamente magnanimità nel voler
accontentare tutti, ha portato a tener
operativo il piano superiore senza che
ci fosse un’adeguata pubblicità dello
stesso.
Risultato, al piano terra si faticava
a camminare, sopra non c’era quasi
nessuno. A farne le spese, credo, siano
stati proprio i due stand della Fiera di
Rimini/Sapar e Acmi/Monopoli, anche
se, a ben vedere, è stata una fortuna
che il primo non l’abbia visto quasi
nessuno: da come si presentava avrebbe certamente dato, della più importante esposizione italiana del coin-op,
una impressione a dir poco deludente,
mentre il secondo penso sia servito
solo per far appoggiare i cappotti a
qualche ospite invece di fargli fare la
fila al guardaroba!n
Parchi giochi nuovi ma anche... tante
belle hostess.
Speriamo che l’Enada Primavera
non sia come il suo stand a Londra.
New games at ICE but... many beautiful
hostesses, too.
We hope that Enada Primavera is better
than its stand in London.
“what important things did you see in
London?” I would no doubt reply: “Mr
Tino”!
If the promise is kept, surely games
arcades, bowling centres and FECs will
have a future! Otherwise….
From the technical point of view,
there is little else to say about a trade fair
that is, in any case, the summary of the
previous Jamma and AMOA shows, and
the basis for future ones: Rimini, Malaga,
Moscow, etc.
I noted an incredible presence of
Polish stands, with punching games,
soccer games, etc., a nice restyling of
table soccer (where Italy is the master)
and some 8-side pool tables or “reverse”
tables, etc.
In essence there is still the desire to
do “research” on the mechanical and
sporting machines: in this regard, there
is great interest in basketball too.
As concerns the video games, the
same old story: the latest version of the
House of Death (4), Virtua Tennis (3),
Metal Slug (6), Battle Gear (4), Time
Crisis (4) etc. Obviously the prices are
the same – 16 to 17,000 euro for the
shooting games, 6 to 7,000 for tennis,
etc. What will these games cost after
approval?
Then there were the redemptions:
with tickets and with instant prizes.
There was a large variety and some
good new releases. If we don’t waste
any more time in sorting out the national
laws and there are no special problems
for the approval of the latter machines,
surely there will be a bright future both
for the production/marketing and management of these games.
I purposely dedicated no more than
5 minutes to the AWPs and VTLs, in the
ICE section, that is, where specific casino equipment is shown, just to see some
stratospheric beauties (not multiple
games, but lovely girls!).
A quick return home and an economic summary of one and a half days
at the trade fair:
1) purchase of some samples of
ticket redemptions to display at the
Rimini exhibition and many special gadgets for the prize machines.
2) offer to a large American company of the management system for ticket
redemptions.
I don’t know if I will manage to balance Italian/US trade, but at least I tried.
I will end with one last thought: ATEI
is always the queen of exhibitions worldwide, and this year too, even if without
big “bangs”, it lived up to its reputation; I
should however note that this mania
about size or perhaps simply magnanimity in wanting to make everyone happy,
kept the top floor in operation even without suitable publicity.
The result was, on the ground floor
we couldn’t move, above it was empty.
Paying the price for this were the two
stands of the Rimini/Sapar exhibition
and ACMI/State Monopolies, even if it
was a good thing that the former was
almost unvisited: as it was presented, it
would certainly have given a disappointing impression of the most important
Italian coin-op exhibition, to say the
least, while the latter only served as a
place for guests to hand their coats,
rather than queue up at the cloakroom!q