focus audio

Commenti

Transcript

focus audio
elettroradio
informazioni
elettroradio
informazioni
PERIODICO TRADE LEADER NEI SETTORI ELETTRONICA DI CONSUMO ED ELETTRODOMESTICI * ANNO 55 *
HoMedics porta
i centri bellezza
all’interno
degli store
Copertina HoMedics.indd 1
Le fiere
di primavera
scuotono
i mercati
consumer e
professional
Wireless e
mobile
rilanciano il
mondo dell’audio
Aspirazione:
un settore
sempre
in salute
Gaming e
merchandising:
un’opportunità
che fa business
02/04/15 09.39
gabbia 1 pag.indd 1
09/04/15 15.40
elettroradio
informazioni
elettroradio
informazioni
periodico trade leader nei settori elettronica di consumo ed elettrodomestici * anno 55 *
HoMedics porta
i centri bellezza
all’interno
degli store
Ei-Elettroradio
Informazioni
Le fiere
di primavera
scuotono
i mercati
consumer e
professional
Wireless e
Aspirazione:
mobile
un settore
rilanciano il
sempre
mondo dell’audio in salute
Gaming e
merchandising:
un’opportunità
che fa business
Periodico Trade
per industria
e distribuzione
• Audio • Video
• Elettrodomestici
• Informatica
• Telecomunicazioni
anno LV
chiuso in redazione
il 31 marzo 2015
edito da: la publiedim s.r.l.
direzione, amministrazione
e pubblicità:
via matteo civitali, 51
20148 milano
telefono: 02 48.70.32.01 r.a.
fax: 02 48.70.36.14
e-mail: [email protected] (redazione)
[email protected] (grafica)
testata iscritta nel registro della
stampa presso il tribunale di
milano il 18-06-2007 con il
n. 385 - iscritta nel registro degli
operatori di comunicazione con il
n. 6107 - direttore responsabile:
fiorenza moradei coordinamento redazionale:
roberto bonin ([email protected]) Social media manager:
roberto zarriello
impaginazione:
adm studio - cologno monzese stampa: ingraph s.r.l. via bologna 104/106,
20038 seregno (mb)
telefono: 0362 24.00.69
le opinioni espresse dai singoli autori non
impegnano la direzione - le norme sulla
pubblicità prevedono l’obbligo di ospitare
qualsiasi messaggio di ditte regolarmente
costituite e registrate; pertanto né
la direzione né la casa editrice sono
responsabili di quanto pubblicato su
annunci pubblicitari a pagamento,
in quanto ogni ditta firmataria è
chiamata a rispondere in proprio
spedizione in abbonamento
postale 45% - art. 2 comma 20/b - legge 662/96
- filiale di milano i dati forniti dai sottoscrittori
dell’abbonamento vengono
utilizzati esclusivamente per l’invio
della pubblicazione e non vengono
ceduti a terzi per nessun motivo.
A.N.E.S.
Periodico associato a:
ASSOCIAZIONE NAZIONALE
EDITORIA PERIODICA SPECIALIZZATA
in questo numero:
6
Cover Story
26
HoMedics: il benessere diventa “social”
10
di Marco Passarello
News
Aziende, Trade
12
Eventi
32
CeBIT 2015: un balzo nel futuro dell’ICT
di Federico Cociancich
Social
di Barbara Bianchi
38
Internet of Things e Social Media:
nuove connessioni e nuove esperienze
Psicology
Il suono tutto intorno a te
40
di Marco Passarello
42
di Raffaele Gomiero
44
Trade Marketing
Gaming
Non solo per i gamer
di Dott.ssa Paola Nicolini
Offerte per veri intenditori
Tecnologia
Miracast, la tua emittente privata
Essere un valido manager
24
Smart home
di Federico Cociancich
di Roberto Zarriello
23
Focus audio
Wireless e multiroom trainano
il mercato audio
Tweeting in Barcelona
22
Aziende
di Federico Cociancich
dal nostro inviato Roberto Bonin
20
30
Gibson Innovations: al centro della musica
MWC: il mondo Mobile
si mostra a Barcellona
16
Focus aspirazione
Aspirazioni frustrate
48
Nintendo: ecco il nuovo 3DS!
In-store
GamePeople: obiettivo espansione
di Massimo Bolchi
di Raffaele Gomiero
50
Un po’ di sostenibile chiarezza
di Arch. Olivia Carone
04sommario.indd 4
09/04/15 15.48
gabbia 1 pag.indd 1
09/04/15 17.23
editoriale
“U
Le leggi
della dinamica
n corpo mantiene il proprio stato
di quiete o di moto rettilineo uniforme, finché una forza non agisce su di
esso”, recita il primo principio della dinamica, una delle leggi della fisica meccanica più note. E forse è proprio quello che
sta aspettando il mercato in questo particolare momento: una forza esterna che
agisca su di esso, e che sia in grado di
alterare in qualche modo il suo normale
andamento.
Tutto sembra difatti evolversi, in modo
propriamente “di quiete”, secondo le direzioni intraprese tempo fa; direzioni in cui
aggregazione ed efficienza rappresentano
le due principali forze motrici, in grado di
imprimere quell’accelerazione necessaria
per la ripresa dell’intero settore.
Ecco per cui succedersi nuove importanti
tappe del percorso già intrapreso, come il
concretizzarsi di una nuova realtà distributiva specializzata, data dall’incontro di
Expert ed Elite, il perfezionamento del
nuovo gigante Unieuro, il riorganizzarsi di
numerose insegne e l’alleanza tra varie
realtà della GDO. Il tutto, accompagnato
dalla chiusura di punti vendita poco performanti, dal restyling e riconversione
di store ormai obsoleti e dall’apertura di
nuovi, localizzati in posizioni più strategiche o ancora poco presidiate.
A fungere da “accelerazione”, direttamente proporzionale e nella stessa direzione della forza agente come recita invece il secondo principio della dinamica,
è l’industria, con la sua forza innovatrice
e comunicativa, basata sulla concretezza
di laboratori di Ricerca & Sviluppo e reparti markcom che, nonostante crisi economica, riduzione dei consumi e budget
sempre più contenuti, continuano a far
sentire la loro presenza e la loro influenza. D’altra parte, una delle “sacre leggi”
del marketing riporta a chiare lettere come sia fondamentale aumentare gli investimenti in comunicazione proprio nei
momenti di difficoltà: non a caso, Henry
Ford soleva infatti ripetere che “Chi smette di fare pubblicità per risparmiare soldi
è come se fermasse l’orologio per risparmiare il tempo”.
Quello che invece sembra proprio non
voler cambiare, è quella “forza uguale e
contraria”, citata dal terzo principio della
dinamica, che si oppone allo sviluppo: la
corsa spasmodica alla promozionalità. Se
è vero che tale strumento rimane forse
quello più efficace nella dura guerra alla
conquista di nuove quote di mercato, è
infatti altrettanto vero che, se utilizzato
in modo inconsapevole o esagerato, può
davvero divenire col tempo un’autentica
“arma di distruzione di massa”, in grado
di nuocere sia agli attaccanti che ai difensori. Occorrerebbe forse una sorta di
“Convenzione di Ginevra” anche nel modo del retail, con cui fissare norme super
partes chiare e precise onde evitare catastrofi di difficile controllo e risoluzione.
Ricordarsi sempre che le formule della fisica hanno sempre bisogno dell’apporto
delle regole della matematica; e, come
ben noto, “la matematica non è un’opinione”. Ma, soprattutto, è assai ben chiaro che sia il cliente che il mercato non
fanno sconti, né tantomeno Tassi zero.
Le armi segrete, quelle davvero in grado
di poter fare la differenza, rimangono –
non ci stancheremmo mai di ripeterlo - la
multicanalità, la digitalizzazione e il servizio: strumenti che – se ben utilizzati – sono
in grado di adattarsi e plasmarsi alle nuove esigenze e abitudini dei consumatori e
alle nuove regole del mercato. Non solo il
consumatore difatti ha conosciuto una sua
rapida evoluzione, ma l’intera filiera, dalla
produzione del prodotto fino al post-vendita; e non sempre, purtroppo, si tratta di
evoluzioni in senso positivo. Come in qualsiasi forma di adattamento, bisogna per
cui “adeguarsi al modificarsi delle condizioni esterne”, individuandone le criticità
e le opportunità. E, una volta individuate,
agire di conseguenza: e ahinoi, purtroppo
le soluzioni più semplici non necessariamente sono anche quelle più efficaci.
La Redazione
cover story
L’azienda americana
punta a valorizzare il
reparto salute e bellezza
per mezzo di un vero
e proprio progetto di
category management
HoMedics
il benessere diventa “
L
a mission è sempre la stessa:
“Realizzare prodotti in grado di
semplificare il mantenimento del
vostro benessere, perché riteniamo che la cura di sé rivesta un’importanza primaria”.
Ed è proprio da questi concetti, e
soprattutto dal fatto che “nulla è
più importante della nostra salute”, che trae spunto la nuova strategia di HoMedics; una strategia
che, come sottolinea un’altra parte
della mission stessa, ha l’obiettivo
di “mettere a disposizione degli
ottimi alleati per il nostro benessere fisico e mentale”.
Tenendo quindi fede a questi asset
ben precisi, l’azienda americana si
presenta ora sul mercato mettendo in campo ciò che di meglio ha
saputo esprimere in questi anni:
innovazione e qualità e affidabilità
dei prodotti. E lo fa presentandosi in una veste nuova, che meglio
gli si addice, ossia quella di un vero e proprio consulente di salute e
06 - 07
bellezza in grado di occuparsi del
benessere della persona nel luogo a lei più congeniale, tra le mura della propria abitazione, al fine
di mantener fede alla promessa di
‘benessere domestico’ che ha da
sempre nei confronti dei suoi consumatori.
Da qui prende il via un nuovo posizionamento di HoMedics, molto
più consono alla sua vera natura
di “specialista della salute e della
bellezza”, che si pone a pieno titolo tra le aziende proprie del mondo professionale, o meglio dire
prosumer, piuttosto che marcatamente consumer.
E proprio in quest’ottica, l’azione comunicativa dell’azienda verrà per cui potenziata e ampliata,
occupando tutto l’arco dell’anno
e non solo i periodi commercialmente più intensi, a sottolineare,
ancora una volta, come i prodotti
per la salute e il benessere non siano utili solo in particolari periodi
dell’anno o per celebrare qualche
speciale ricorrenza, ma bensì un
bene indispensabile di cui dotarsi,
per aiutare se stessi a stare bene e
per alleviare o risolvere le piccole
problematiche della vita di tutti i
giorni.
Punto vendita
e nuovi media
Il nuovo cambio di strategia passa soprattutto attraverso un nuovo
modo di comunicare al cliente finale; una comunicazione che cambia non solo nei contenuti e nella
grafica, ma anche nelle modalità
e nei mezzi utilizzati, adattandosi
sia alle nuove esigenze del mercato sia alle nuove abitudini e stili di
vita dei consumatori.
Punti focali dell’azione comunicativa di HoMedics sono ovviamente
gli store specializzati, intesi come
principali luoghi di contatto con il
consumatore finale, allo scopo di
informarlo e orientarlo alle miglio-
ri scelte per il proprio benessere. A
tale scopo, la società ha ideato un
apposito progetto di category management, messo a punto in collaborazione con l’agenzia di comunicazione MagN3t, con cui dar vita
ad aree dedicate alla salute all’interno dei negozi, e non solo in ottica di semplice shop-in-shop, ma
di vere e proprie aree esperienziali in grado di donare al reparto
bellezza l’atmosfera di un reale
centro estetico. Grazie a un nuovo
layout particolarmente impattante, studiato grazie all’ausilio di uno
studio grafico operante da anni nel
mondo della moda e del fashion,
i materiali pop e pos saranno declinati secondo le tre aree del beauty, del massaggio e della luce
pulsata presidiate dall’offerta di
HoMedics, caratterizzate rispettivamente, dai claim “La tecnologia
della bellezza”, “Il massaggio che
ti meriti” e “La luce che ti fa bella”. Si tratta, più in particolare, di
Sabrina Trombetti, Country
Manager di HoMedics Italia,
e Dante Cesaro, Brand Manager
di HoMedics Italia
a “social”
quattro differenti soluzioni espositive nate per ospitare i prodotti
dell’azienda, tra cui i device per la
cura del viso, del corpo, delle mani
e dei piedi, i prodotti della gamma
per l’epilazione Duo, i massaggiatori per la cervicale, i piedi e per
la stimolazione manuale, e per la
prova in-store delle sedute massaggianti. Soluzioni nate non tanto
con l’intento di brandizzare l’area
espositiva, ma al contrario con lo
scopo di rendere meglio riconoscibile l’intero reparto, adottando
un approccio alla vendita del tutto
innovativo, caratterizzato da una
comunicazione customizzata sul
cliente finale: soluzioni, tra l’altro,
che da test compiuti su un selezionato campione di negozi, sono in
grado di aumentare la redditività dello scaffale di più del 200%.
Sdoganando, tra l’altro, questo genere di dispositivi dalla categoria
degli “acquisti d’impulso” che, sicuramente, non gli rende giustizia.
“L’idea è quella di offrire ai nostri partner commerciali non solo
la possibilità di creare una nuova
categoria con rotazioni e marginalità al di sopra della media dei
prodotti dell’elettronica, ma anche
di generare nuovo traffico, normalmente destinato a centri benessere, profumerie e department
store”, tiene a precisare Sabrina
Trombetti, Country Manager di
HoMedics Italia. “Un’opportunità
che sposa l’esigenza dei rivenditori di migliorare il proprio
mix e di ravvivare e modernizzare i propri spazi di
vendita”.
Ovviamente, al nuovo
tipo di esposizione,
l’azienda
affiancherà anche un’adeguata campagna di in-store
promotion, per
mezzo sia di promoter dedicati che
I
l cambio di strategia
passa attraverso
un nuovo modo di
comunicare al cliente
finale
attraverso un rafforzamento della
formazione agli addetti alla vendita al fine di renderli del tutto autonomi nella spiegazione delle caratteristiche e delle principali feature dei prodotti ai visitatori degli
store.
Altro particolare focus dell’azione
comunicativa di HoMedics è rappresentato dal web che, affiancandosi alle attività di PR e ai tradizionali media utilizzati dall’azienda, ricopre un ruolo di primo piano all’interno del mix media. Una
scelta quasi obbligata dettata non
solo dalle nuove abitudini multicanali dei consumatori, ma soprattutto dalla necessità di instaurare
con loro un dialogo del tutto paritetico, non più unilaterale ma tipicamente “social”, grazie al quale poter informare e raccogliere
preziosi feedback, utili soprattutto al miglioramento dei prodotti
e dei servizi. L’azione di HoMedics
in rete comprende un po’ tutti gli
strumenti messi a disposizione dal
web 2.0, dai tradizionali investimenti in adv display e search, fino
ad arrivare al social media marketing e al blogger engagement. Una
strategia di comunicazione con
uno scopo ben preciso: risvegliare
la voglia di salute, rendendola social e virale.
La tecnologia
della bellezza
L’innovazione è da sempre il fiore
all’occhiello di HoMedics, fin dalla
sua fondazione, testimoniata dai
continui investimenti in Ricerca &
Sviluppo e dalla qualità dei prodotti, testata e controllata costantemente da un apposito team di
esperti.
Appunto per questo, negli ultimi
anni l’offerta dell’azienda americana si è andata via via ampliando, comprendendo al suo interno
dispositivi altamente tecnologici studiati specificatamente per il
benessere psico-fisico degli utenti.
Dai massaggiatori fino ad arrivare
ai prodotti per il trattamento del
cover story
V
ogliamo che
HoMedics sia il
punto di riferimento
dell’elettronica
applicata al wellness
e alla bellezza
dolore o dell’aria degli ambienti
interni, passando per i dispositivi
per la bellezza, il suo portafoglio
prodotti offre davvero un’ampia
gamma di soluzioni per il proprio
comfort e per le varie problematiche di tutti i giorni.
Ultimo nato della grande famiglia
di dispositivi per la bellezza e la
cura del corpo è ad esempio Duo
Pro, un nuovo dispositivo per la riduzione permanente dei peli superflui e per il foto ringiovanimento, basato sulle due tecnologie indipendenti a luce pulsata e fluorescente avanzata, normalmente
utilizzate nei centri bellezza di tutto il mondo.
“Tutti i nuovi lanci sono importanti, ma Duo Pro ci consente di rafforzare la nostra posizione di azienda
di riferimento nell’elettronica della bellezza”, spiega a tal proposito Sabrina Trombetti. “Vogliamo
infatti che HoMedics sia il punto
di riferimento dell’elettronica applicata al wellness e alla bellezza.
Un’immagine che unisca i concetti di rapidità, efficacia e semplicità
della tecnologia alle esigenze della cura di del proprio benessere e
del proprio aspetto”.
Più nello specifico, Duo Pro è un sistema non invasivo che, lavorando sotto la superficie della pelle,
non prevede alcuna rimozione diretta dei peli, riducendone di conseguenza la crescita con il minimo
dolore. La presenza delle due tecnologie AFT e IPL permette inoltre
di eseguire trattamenti altamente
flessibili, selezionando la tecnologia più adatta in base all’area da
trattare e alla tipologia di pelle, e
assicurando così un risultato mirato e un trattamento professionale
e duraturo nel tempo. È possibile
difatti scegliere tra AFT che emette fino a 1 impulso al secondo, per
trattamenti facili e veloci e adatti
anche per le pelli più sensibili, oppure trattamenti IPL a singolo impulso, con il vantaggio di un maggiore controllo quando si applica
una potenza superiore.
Oltre la salute
e il benessere
HoMedics non vuol dire solo salute e benessere, ma anche controllo
del peso e audio di qualità, rappresentati dagli altri tre marchi trattati dall’azienda americana: Salter,
Jam e House of Marley.
Anche per questi tre brand è in
previsione un ampliamento e rafforzamento dell’attività di comunicazione che, come per HoMedics,
interesserà tutto l’arco dell’anno e
coinvolgerà in particolar modo il
web e i punti vendita.
Per quanto riguarda Salter, storico
marchio inglese di bilance, la stra-
08 - 09
tegia rispecchia quella utilizzata
per HoMedics, con importanti investimenti sugli store, per mezzo
di un progetto di category management finalizzato a dare maggiore visibilità alla categoria della
bilance, spesso ingiustamente trascurata dalle logiche distributive.
Nuove soluzioni espositive e un
nuovo posizionamento interessano anche House of Marley, il marchio di cuffie e diffusori audio contraddistinto dall’effige del leggendario re del reggae Bob Marley.
Molte sono le iniziative a supporto
del nuovo concept di marca, migrato da un’immagine tipicamente
“giamaicana” a un’immagine più
prettamente giovane e freestyle.
Molto significativa, in tal senso, è
ad esempio, la partnership con la
trasmissione radiofonica “ Mi Casa” di Radio 105, condotta dal DJ
Max Brigante.
Per quanto riguarda infine il marchio di speaker wireless Jam, le
iniziative intraprese saranno per lo
più mirate a replicare anche in Italia il successo già riscontrato in altri
Paesi, come nel Regno Unito dove
ricopre una posizione di leader incontrastato.
Cattura l’azione,
passa ad Extreme
Registra video 4K Ultra HD1 sulla tua
action camera con le schede di memoria
microSDHC™/microSDXC™ SanDisk Extreme®.
© 2015 SanDisk Corporation. Tutti i diritti riservati. SanDisk e SanDisk Extreme sono marchi
commerciali di SanDisk Corporation, registrati negli Stati Uniti e in altri Paesi. I marchi e i loghi
microSD, microSDHC e microSDXC sono marchi commerciali di SD-3C, LLC.
1
Richiesto dispositivo compatibile. Il supporto per video in Full HD (1.920 x 1.080) e 4K Ultra HD (3.840
x 2.160) può variare in base al dispositivo host utilizzato, alle caratteristiche dei file e ad altri fattori.
Fare riferimento al sito web: www.sandisk.com/HD. La classe di velocità UHS 3 indica una prestazione
concepita per supportare la ripresa di video in tempo reale con dispositivi host abilitati all'UHS.
RACCONTA STORIE
Affida i tuoi ricordi a
DI VITA CON LE
SCHEDE DI MEMORIA
GIANFRANCO LANCI CRESCE IN LENOVO
news aziende
In un nuovo ruolo, ancora più elevato, di leadership, Gianfranco Lanci è stato nominato Corporate President di Lenovo, con
effetto dal 1° aprile 2015.
Lanci diventa così leader di tutte le organizzazioni di vendita per aree geografiche
di Lenovo e aggiunge la responsabilità
dell’Enterprise Business Group al suo attuale ruolo di capo del PC Group aziendale.
Avrà quindi responsabilità globale end-toend delle prestazioni e della gestione aziendale in queste aree, pur mantenendo la sua
attuale posizione di Lenovo Chief Operating Officer. Lanci era entrato
in Lenovo nel mese di aprile del 2012 e ha 30 anni di esperienza nel
business dei personal computer, con numerosi ruoli di leadership ricoperti presso Texas Instruments e Acer.
Lenovo ha anche annunciato la nomina di Gerry Smith a Executive
Vice President e Chief Operating Officer di PC & EBG, posizione che
riporta a Lanci. Nel suo nuovo e più ampio ruolo, Smith avrà la responsabilità di spingere la crescita e la redditività per due settori chiave che
rappresentano oggi più dell’80% del fatturato totale, e diventa leader
delle Global Operations per queste aree di business.
ADDIO A
PEPPINO FUMAGALLI
Con affetto e con profonda tristezza abbiamo salutato il Cavalier
Peppino Fumagalli, figura di riferimento del nostro settore all’interno
del quale ha saputo trovare nuovi
importanti percorsi capaci di tener
alto il valore dell’inprenditoria italiana nel nostro Paese e nel mondo
intero. Una storia, quella del Gruppo Candy, che si è intrecciata con
quella della nostra rivista Elettroradio Informazioni seguendo, pur su
due differenti strade, un percorso
parallelo all’insegna della passione
per il proprio lavoro e per il mondo degli elettrodomestici. Una figura indimenticabile con cui abbiamo
condiviso molti momenti professionali mai disgiunti da una sempre
grande attenzione ai valori umani e
all’impegno nella vita e nel lavoro.
Fiorenza Moradei
10 - 11
YANNICK FIERLING
AD DI HAIER EUROPE
Haier ha annunciato la nomina di Yannick
Fierling ad Amministratore Delegato di Haier Europe. Fierling guiderà la sede centrale
e operativa di Haier Europe a Parigi.
Di nazionalità francese, Fierling succederà a René Aubertine e sarà il secondo europeo a cui verrà affidata la gestione complessiva di Haier Europe, la guida europea
di Haier Group. La sua nomina rafforza l’impegno di Haier a diventare uno degli attori principali nel mercato europeo, puntando
su una strategia di localizzazione. In qualità
di leader mondiale nella produzione di elettrodomestici, anche in Europa Haier mira a essere tra i primi cinque maggiori produttori nel settore
degli elettrodomestici.
NUOVA LEADERSHIP IN IMQ
Antonella Scaglia è il nuovo Amministratore Delegato di IMQ, Istituto Italiano del Marchio di Qualità. Nel suo nuovo ruolo Scaglia avrà due obiettivi ben precisi per l’anno
2015: il potenziamento della tecnologia dei
laboratori di prova e lo sviluppo della gamma di servizi destinati alle imprese. Il tutto
per un investimento di circa 5,5 milioni di
euro e con previsioni di un aumento del fatturato del 7% rispetto al 2014.
CHER WANG ALLA
GUIDA DI HTC
Il Consiglio di Amministrazione
di HTC Corporation ha nominato Cher Wang, Presidente e Cofondatore di HTC, nuovo Chief
Executive Officer, con effetto
immediato. Peter Chou passa a
un nuovo ruolo strategico mirato
all’innovazione di prodotto.
Negli ultimi due anni Cher Wang
è stata sempre più coinvolta nella gestione di diversi aspetti del
business, per consentire a Chou
di concentrarsi sullo sviluppo
del prodotto, un ruolo in cui ha
dimostrato esperienza e competenza tecnologica. Il Consiglio di Amministrazione e il team
esecutivo ha convenuto che era
ora opportuno formalizzare tale
avanzamento di carriera e apportare le modifiche organizzative necessarie per consentire
HTC di procedere alla fase successiva del suo sviluppo.
Cher Wang vanta una lunga carriera nel settore dell’elettronica.
La sua visione strategica della
tecnologia e dell’imprenditorialità le ha permesso di stabilire una
serie di grandi successi all’interno di imprese IT.
NUOVO KEY
ACCOUNT MANAGER
PER L’ITALIA IN TP
VISION EUROPE
TP Vision Europe ha annunciato
l’arrivo di Alberto Tirenna, nominato Key Account Manager
per l’Italia.
Nel suo nuovo ruolo, Tirenna rafforzerà ulteriormente la posizione dei Tv Philips in Italia grazie
alla sua profonda conoscenza
dell’area Vendite.
Alberto Tirenna ha iniziato la
sua carriera nella distribuzione
e supporto di prodotti di elettronica di consumo approdando
nel 2009 in LG Electronics e ricoprendo in seguito la carica di
Mass Merchant Market and Distribution Key Account. Nel 2015
fa il suo ingresso in Haier come
Key Account Manager Brown
Goods.
IS
IN
Is
in
va
vis
es
La
Ex
Mi
in
Sp
Ca
&
Id
lat
far
zio
co
aF
sa
e
Co
ma
be
ro
U
T
Gio
to
Nu
co
te
ei
din
m
Co
e
nu
ze
30
Tra
ne
vid
me
li e
ar
ng
elel
ou
po
ha
msim
ra
le
pare
c-
ara.
lla
lina
er-
R
to
oer
afozie
za
la
ne
etdo
ridi
Di15
me
wn
news trade
ne
aoef
to
a
to
CONTINUA LO SVILUPPO DI
UNIEURO
I SOCI ELITE ENTRANO
IN EXPERT
I soci del consorzio Elite sono entrati
in Expert Italy dando vita a una nuova compagine il cui fatturato totale previsto è di circa 1,8 miliardi di euro, Iva
esclusa.
La sede del gruppo è quella attuale di
Expert Italy in via Gustavo Fara 35 a
Milano. Le imprese che sono entrate
in Expert come nuovi soci, sono Comet
Spa, Ires Spa, Grancasa Spa, Barni
Carlo Spa, Carretti & C. Srl e Di Salvo
& Della Martira S.r.l.
I due consiglieri di Elite Marco Cervellati e Luciano Tisiotto sono entrati a
far parte del Consiglio di Amministrazione di Expert Italy, mentre la direzione
commerciale del gruppo è stata affidata
a Fabio Cecchi, a cui riporta il responsabile del coordinamento commerciale
e delle vendite Paolo Cocci Grifoni.
Confermati invece il Presidente Tommaso Leso e il Direttore Generale Roberto Omati per quanto riguarda l’intero Gruppo Expert Italy.
UN NUOVO STORE
TRONY A ROMA
Giovedì 26 marzo Trony ha inaugurato un nuovo punto vendita in via Appia
Nuova 450° Roma, presso il centro
commerciale Appio Il nuovo store parte integrante del Gruppo EDOM S.p.a.
e impiega 24 addetti alla vendita coordinati dal Direttore Alessandro Sgamorra.
Con 1.650 mq di superficie e 4 casse
e un parcheggio da 400 posti auto, il
nuovo negozio conta su 4.000 referenze e un bacino d’utenza stimato di oltre
300mila potenziali clienti..
Tra i reparti attivi, tutti quelli compresi
nelle categorie del format Trony: audio
video, telefonia, informatica, videogame e accessori, climatizzatori, piccoli e grandi elettrodomestici, incasso e
articoli per la casa.
Continua il piano di sviluppo della rete di
Unieuro che, dopo l’acquisizione dei punti vendita Dixons Travel presenti negli aeroporti italiani di Roma Fiumicino, Milano Linate e Milano Malpensa, ha aperto un nuovo store in Veneto. Si tratta di un cambio di
indirizzo: dalla precedente sede di Treviso,
il punto vendita si trasferisce a Silea (Treviso), presso il centro commerciale EMISFERO di via Eroi di Podrute 3/5,
Uscita A27 Treviso Sud, a sua volta rinnovato e ampliato.
Con una superficie complessiva di 1.100 mq e 4 casse, impiega lo stesso personale della precedente location, per un totale di 15 addetti. Nella
stessa giornata ha inaugurato anche un nuovo Unieuro City: Fanfoni,
esercente emiliano di lunga data operante con marchio Expert. Lo scorso 25 marzo ha poi aperto i battenti anche il nuovo punto vendita Unieuro City di Collecchio (Parma). L’insegna ha proseguito inoltre nel processo di restyling degli store con i due negozi di Pinerolo (Torino) e Somma
Lombardo (Varese) che, sempre mercoledì 25 marzo, hanno riaperto
le porte con una nuova veste, in linea con l’attuale concept di Unieuro.
MARCO MAZZANTI TORNA IN MEDIAMARKET
Marco Mazzanti è stato nominato Purchasing Director di MEDIAMARKET S.p.A., riportando direttamente al CEO Joachim
Rösges. Marco Mazzanti vanta già una lunga esperienza all’interno di MEDIAMARKET,
iniziata nel 1996 come direttore del punto
vendita Media World di Rimini e culminata
come Direttore Acquisti dal 2007 al 2013.
LA CENTRALE SISA
SI RIORGANIZZA
La Centrale SISA SpA si riorganizza, con l’obiettivo di
ottimizzare e implementare le attività strategiche, per
migliorare sempre più la gestione e l’efficienza della
struttura. La Direzione Generale SISA, affidata a Marco Ravagnan (foto 1) prosegue con il processo di attuazione delle linee corporate volto al miglioramento
continuo delle attività strategiche dell’azienda che si
riversano anche nel perfezionamento delle prestazioni e nella individuazione di ulteriori opportunità legate
al mondo IT per relazioni sempre più strette e attuali
con il consumatore. Marco Calcagno (2) è stato nominato nuovo Direttore Commerciale con l’obiettivo di
rafforzare le potenzialità commerciali e le relazioni con
i partner della IDM. Il Direttore Marketing e Comunicazione SISA Danilo Preto (3) continua la sua attività
con operazioni diversificate mirate a occupare le aree
di riferimento nei confronti del consumatore, dell’industria, delle istituzioni con la partecipazione anche
nelle Associazioni di categoria. La Direzione MDD è
stata invece affidata a Germano Ottone (4), già in SISA con una lunga esperienza con altri incarichi, con
l’obiettivo di sviluppare sempre più una già solida area
MDD rafforzando e segmentando l’offerta attraverso
le tre linee SISA.
1
2
3
4
CARLO SANGALLI
ANCORA PRESIDENTE
DI CONFCOMMERCIO
L’Assemblea di
ConfcommercioImprese per l’Italia ha confermato, per acclamazione, Carlo
Sangalli
alla
guida della Confederazione per
il quinquennio
2015-2020. Nella sua relazione all’Assemblea, Sangalli ha evidenziato, tra le
azioni più significative della Consiliatura
appena conclusa, l’avvio di un importante processo di riorganizzazione, riqualificazione e rinnovamento della Confederazione, anche grazie all’adozione del
nuovo Statuto e del Bilancio sociale, con
l’obiettivo di rendere il sistema associativo più moderno, più agile e più efficace
a tutti i livelli. Nel corso dell’Assemblea
sono stati anche rinnovati i componenti
del Consiglio Generale, del Collegio Sindacale e del Collegio dei Probiviri
LE COOP ADRIATICHE
SI FONDONO
Via libera alla fusione delle tre più grandi cooperative di consumatori del Distretto Adriatico, Coop Estense, Coop
Adriatica e Coop Consumatori Nord
Est. I Consigli di Amministrazione delle
tre cooperative hanno infatti deliberato, con voto unanime nelle tre rispettive
sedi, un progetto di fusione i cui obiettivi e contenuti industriali e sociali saranno sottoposti successivamente al vaglio delle rispettive assemblee dei soci.
La nuova realtà che vedrà la luce sarà
rappresentata da una grande cooperativa in grado di vantare ben 2,6 milioni
di soci, 4,2 miliardi di euro di fatturato, 19.700 collaboratori e ben 334 punti
vendita di cui 45 ipermercati.
A CARMAGNOLA
IL 25ESIMO
STORE DI
DIMO EURONICS
Giovedì 19 marzo scorso il socio Euronics Dimo Spa, ha inaugurato il suo
25mo punto di vendita a Carmagnola
(Torino), in via Sommariva, all’interno
del parco commerciale “Il Conte di Carmagnola”. Il nuovo negozio si sviluppa
su una superficie di circa 2.150 mq, di
cui oltre 1.700 mq destinati alla vendita,
e occupa 28 addetti.
eventi
Si è concluso i primi di marzo il Mobile World
Congress, l’appuntamento in cui i protagonisti
del mondo della telefonia mobile si incontrano
per presentare novità, sia in ambito dispositivi, sia
per quanto riguarda reti e servizi, per identificare
gli ultimi trend e affinare strategici accordi
commerciali
di Federico Cociancich
Il mondo Mobile si
mostra a Barcellona
T
ante novità quest’anno, anche
se poche quelle eclatanti. Tra
i grandi produttori, infatti, solo
Samsung e HTC hanno scelto la
fiera di Barcellona per annunciare
i loro nuovi top di gamma mentre
LG Electronics ha mostrato per la
prima volta in Europa il G Flex2,
ufficialmente annunciato a inizio
anno al CES di Las Vegas. In compenso abbiamo potuto ammirare
tanti smartphone di fascia media
e qualche tablet, fatta eccezione
per l’Xperia Z4 e pochi altri, che
ormai sembrano suscitare ben
poco interesse. Sono praticamente scomparse alcune categorie di
prodotto come quelle dei diffusori audio Bluetooth, e degli auricolari, ormai evidentemente diventati commodities, mentre possiamo affermare senza pericolo di
smentita che questo è stato l’anno degli smartwatch. I produttori hanno probabilmente cercato
di battere sul tempo Apple, che
il 9 marzo ha annunciato (nuovamente) al mondo il proprio Watch
e che come al solito prevede di
vendere diversi milioni di pezzi.
Fatto sta che di orologi intelligenti ne abbiamo visti di ogni forma
e con tantissime funzioni, oltre a
quelle classiche di assistenza al
fitness e alert fisico per gli eventi
dello smartphone associato. I produttori ci hanno fatto capire che
12 - 13
in una visione più globale di casa connessa, lo smartwatch potrà
trovare un proprio spazio anche
per il controllo di dispositivi come
la Tv, per fungere da chiave elettronica per la casa o l’auto, e per
tenere sotto controllo alcuni parametri importanti per la nostra salute. La fiera è stata inoltre l’occasione anche per vedere le prime
sperimentazioni sulle reti 5G, su
dispositivi per la realtà aumentata, sull’integrazione della tecnologia con il mondo automotive e
più in generale sull’integrazione
tra tutto ciò che è connesso, ovvero mercato definito machine to
machine.
Smartwatch
avanti tutta
L’ultima tendenza, dopo i primi
“patacconi” sembra quella di andare verso modelli più simili agli
orologi tradizionali, sia come forma, sia come aspetto del quadrante. All’ora digitale a volte si
preferisce persino quella classica
data dalle lancette, magari sacrificando qualche funzione evoluta. Tra tutti spiccano i nuovi LG
Watch Urbane e Urban LTE, sia
per l’estetica particolarmente riuscita, sia per le funzionalità: tra
le tante c’è quella che consente
di connettersi all’auto per aprire la portiera e mettere in moto
senza bisogno di cercare le chiavi. Particolarmente riusciti anche
i nuovi Huawei Watch, con corpo
in metallo in acciaio inox forgiato a freddo e display Amoled da
1,4 pollici in zaffiro antigraffio, resistono all’acqua e sono di forma
circolare con diametro di 42 mm.
Basati su Android Wear, gli Watch
vantano una serie di funzioni per
il monitoraggio della forma fisica
attraverso sensori integrati come
il cardiofrequenzimetro e il barometro, un sensore a 6 assi e un
microfono. Gli Watch sono disponibili in 3 colori (oro, argento e
nero) e con più di 40 personalizzazioni del quadrante.
Anche Alcatel Onetouch ha prestato il suo watch: economico,
dall’aspetto analogico grazie alla cassa e al quadrante rotondo
e con cinturini dall’aspetto classico. Ha la particolarità di integrare
un connettore USB standard nella
parte terminale del cinturino per
una ricarica che non necessita di
alcun accessorio.
Per quanto riguarda gli smartband
il quello che più ci ha colpito è stato il Garmin Vivofit 2, forse non
particolarmente riuscito dal punto
di vista estetico, ha l’indiscutibile
vantaggio di avere un’autonomia
di un anno pur con il display sempre acceso. Un device in meno da
mettere in carica la sera.
Non solo smartphone
Il MWC è diventata una vetrina internazionale per tutto ciò che è alta tecnologia, e capita sempre più
I perché di un successo
Più di 93.000 visitatori da oltre 200 nazioni, di cui circa 5.000 CEO di aziende; 2.000 espositori; più di 3.800
giornalisti e analisti da tutto il mondo e ben 310 oratori per più di 140 eventi. Ecco solo alcuni degli incredibili
numeri dell’edizione 2015 del MWC, una fiera che continua a crescere di anno in anno, nonostante la crisi e i
prezzi da capogiro sia per gli espositori, sia per i visitatori (è una fiera risolta esclusivamente ai professionisti del
settore). Merito di un’eccellente organizzazione in grado di supportare a pieno i visitatori, con hostess e steward
nei punti nevralgici di tutta la città; gli espositori, garantendo l’accesso solo ai professionisti; di un calendario
favorevole e di una location come Barcellona, che pur essendo messa a dura prova nei giorni della fiera (hotel e
ristoranti sono tutti full) dimostra di avere le carte in regola per un grande evento come questo.
La macchina organizzativa non si ferma ed è già attiva per la prossima edizione; l’appuntamento è, sempre a
Barcellona, dal 22 al 25 febbraio dell’anno prossimo.
Per visualizzare
il reportage fotografico
Samsung Galaxy S6
eventi
Con un giorno di anticipo rispetto all’inizio della fiera, con un
evento al Centre de Convencions Internacional de Barcelona,
Samsung ha presentato il vero protagonista del MWC2015.
Se vi possono sembrare tante le 5.00 persone presenti
all’annuncio, sappiate che è stato seguito in streaming da
più di un milione di persone nel mondo, a testimonianza
dell’attesa per il nuovo terminale della casa coreana. Il nuovo
top di gamma si declina in due versioni: quella classica
e la nuova Edge con il display che si curva leggermente
di lato proseguendo sui bordi. In realtà il design è stato
notevolmente rinnovato anche per il “classic” che utilizza adesso una
scocca in metallo e una tecnologia di stampaggio unica nel suo genere
per integrare il vetro Gorilla Glass 4. Il risultato sono due smartphone
spessi appena 6,8 mm per 138 g nel Galaxy S6 e 7 mm e 132 g per
la versione S6 Edge, con schermo Super Amoled da 5,1” e altissima
risoluzione (2.560 x 1.440). Il Galaxy S6 e il Galaxy S6 Edge integrano
il primo processore mobile al mondo dotato di tecnologia a 14 nm
da 64 bit, un nuovo sistema di memoria (3 GB) e una unità flash UFS
2.0, per garantire prestazioni più elevate e una maggiore velocità con
un minore consumo energetico. Entrambi gli smartphone vantano
una fotocamera frontale 5 Mpixel e una posteriore da 16 Mpixel ad
alta sensibilità, luminosa e veloce, dotata di obiettivo F1.9 e sensori
ad alta risoluzione che permettono di scattare foto di qualità, anche
in presenza di poca luce, anche se questo lo abbiamo già sentito in
altri mille modelli. Una delle più grandi innovazioni che portano
con sé questi nuovi device è legata al tempo di ricarica: è garantita
un’autonomia fino a 2 ore di riproduzione video HD dopo soli 10 minuti
di alimentazione. Inoltre è (finalmente) integrato il sistema di ricarica
wireless ed è di questi giorni l’annuncio di un accordo tra il produttore
coreano e Ikea per la realizzazione di mobili con piani di alimentazione
wireless integrata. L’S6 pensa inoltre al mercato business integrando
Knox, la piattaforma di sicurezza mobile end-to-end in grado di offrire
una protezione completa in tempo reale contro potenziali attacchi di
malware e altre minacce. I nuovi smartphone sono infine ovviamente
compatibili con il nuovo sistema di pagamento Samsung Pay, in
aperta concorrenza con quello annunciato da poco da Apple. Per
l’ennesima volta i due produttori hanno sviluppato sitemi differenti e
non compatibili a tutto scapito dei consumatori finali. Samsung Galaxy
S6 e Galaxy S6 Edge sono disponibili in Italia dal 10 Aprile, preceduti
da una importante campagna pubblicitaria che coinvolge tutti i media.
spesso che mercati presentino le
proprie novità a Barcellona. Uno
degli ambiti più vicini in questo
momento è quello automotive;
Ford ha mostrato l’ultimo modello di auto elettrica e ha presentato due modelli di biciclette a pedalata assistita. A renderle uniche
sono proprio le tecnologie derivate dal mondo dell’auto come i
sensori a ultrasuoni posteriori che rilevano quando un veicolo le sta
sorpassando avvisando il ciclista tramite una
vibrazione del
manubrio. L’altra
interessante innovazio-
14 - 15
ne sta nel fatto che ogni bicicletta può trasformarsi in un centro di
raccolta dei dati sul traffico e sulla circolazione urbana che viene
trasmessa a una centrale tramite
smartphone.
Qualcomm ha invece mostrato
come è possibile, grazie ai propri processori, traferire l’esperienza d’uso degli smartphone nel
mondo dell’auto. In una Maserati quattroruote modificata ad hoc,
ha mostrato sistemi multi-display,
funzioni di controllo vocale, specchietti retrovisori digitali, connessioni LTE e ricarica wireless dei dispositivi mobili come smartphone
e tablet. Non vedo l’ora che sia il
futuro.
LG Electronics
Tecnicamente LG ha presentato il
suo G Flex2 al CES di Las Vegas a
gennaio, ma è stato comunque
uno degli smartphone più ammirati a Barcellona.
Il Flex2 ha una forma originale
e funzionale, è potente e leggero, e la cover posteriore ha uno
speciale trattamento in grado di
far scomparire i graffi superficiali in pochi secondi. Il display curvo è da 5,5 pollici con risoluzione Full HD, utilizza il potente processore Octa-Core a 64-bit Qualcomm Snapdragon 810, mantiene
i comodi tasti posteriori e scatta
a 13 Mpixel. LG non ha puntato
su un’autonomia straordinaria,
quanto sui tempi di ricarica: in
appena mezz’ora si raggiunge il
50% della carica. I nuovi annunci
si sono concentrati su prodotti di
fascia media e sugli smartwatch.
Con i nuovi Magna, Spirit, Leon e
Joy, LG vuole riconquistare l’affollato mercato dei telefoni sotto i
200 euro proponendo comunque
un design premium, ottimi display e funzionalità utente introdotte con la Serie G, come Gesture Shot (lo scatto controllato dalla
mano) e Glance View, che mostra
una serie di informazioni sul device (data, ora, messaggi, chiamate) semplicemente scorrendo il dito verso il basso, anche a display
spento.
eventi
CeBIT 2015
Ormai interamente
votata al mondo
professionale, la grande
fiera di Hannover
continua a crescere e
a catturare l’attenzione
di tutto il settore
dell’information
and communication
technology
dal nostro inviato
Roberto Bonin
Un balzo nel
futuro dell’ICT
I
l CeBIT cambia forma, ma non
sostanza. Ed è sempre un grande successo di pubblico e di critica, così come testimoniano i risultati più che lusinghieri raccolti anche quest’anno della kermesse
tedesca: 220mila visitatori, 3.300
aziende espositrici provenienti da
oltre 70 Paesi, più di 200 speaker
di fama internazionale e, soprattutto, una spesa pro-capite per piani di
investimento in IT e in applicazioni
digitali di ben 150.000 euro.
Numeri in costante crescita che,
16 - 17
anno dopo anno, confermano la
grande fiera di Hannover (di cui
quest’anno Elettroradio Informazioni era media partner, ndr) come
uno dei più importanti eventi a livello mondiale in tema di IT e ICT.
Abbandonato definitivamente il
settore consumer, lasciato ormai in
eredità ai “cugini” berlinesi dell’IFA, il CeBIT sta ora vivendo una
sorta di seconda giovinezza, spinto dalla corsa alla digitalizzazione
delle imprese, indipendentemente
dalla loro dimensione e natura, e
dall’avvento di sempre nuove tecnologie in grado di garantire rapidità, efficienza e sicurezza ai diversi
flussi di lavorazione.
In barba a tutti coloro che la volevano ormai una fiera in decadenza, non più capace di fornire valore aggiunto al settore della digital
economy, quindi, il CeBIT ha saputo rinnovarsi e assumere una nuova identità che, già nelle più fastose edizioni dei primi anni del terzo millennio, aveva accennato ad
attribuirsi: addio per cui a eventi
spettacolari e a stand tutti votati
all’entertainment e al divertimento di curiosi e teenager e spazio
invece a spazi espositivi più sobri
ed eleganti destinati interamente
a professionisti e a manager d’azienda. Padiglioni in cui prodotti come server, router, data center, software gestionali e apparecchiature
professionali per l’automazione, la
sicurezza e il printing hanno preso
il posto di Tv, cellulari, Pc, impianti
audio, videogame, console di gioco e accessori di ogni tipo e fattura.
Proprio la digital economy, sapientemente riassunta nello slogan
“d!conomy”, è stata il leitmotiv di
questa edizione, a testimoniare la
vertiginosa crescita dell’influenza
dell’information technology in tutti
gli ambiti dell’economia e della società e il suo ruolo di motore dell’innovazione che da essa ne deriva.
Ben rappresentata tutta l’industria
del’IT e dell’ICT mondiale, a iniziare
da grosse multinazionali del settore come IBM, SAP, HP, Microsoft,
Intel, Huawei, Samsung, ZTE, Brother, Konica Minolta e Kyocera,
fino ad arrivare a una fitta schiera
di piccole e medie imprese molto
attive soprattutto nel campo delle
applicazioni software per i settori
bancario, industriale e della pubblica amministrazione. Lista davvero interminabile di società, tra cui
spuntano anche nomi assai noti nel
mondo consumer, come ad esempio TCL e HiSense, che hanno approfittato del CeBIT per presentarsi
al grande pubblico anche nella nuova veste professionale. Ben rappresentati, inoltre, il mondo del networking e della sicurezza informatica, con la presenza di aziende leader di settore, come AVM, D-Link,
TP-Link, Kaspersky Lab e Sophos.
Particolarmente ampia la partecipazione delle aziende provenienti
dal’estremo Oriente e, in particolare dalla Cina, Paese partner dell’edizione 2015. Presente anche la
nostra Italia, con una ristretta area
presidiata dal Ministero dello Sviluppo Economico e dall’Italia Trade Agency.
Molto focus, inoltre, è stato riserva-
to ai giovani, grazie ad ampi spazi
dedicati al recruiting, alle università
e alle start-up: aree in cui si sono
potute apprezzare – e toccare con
mano – le reali potenzialità di crescita di questo mercato e del grado di innovazione ad esso associato. Innovazione assaporata anche
nelle migliaia di case history che
hanno fatto da sfondo agli innumerevoli convegni e workshop in programma, animate da oltre 200 speaker di fama internazionali in mezzo ai quali si sono registrate anche
vere e proprie guest star della new
economy, come ad esempio Jack
Ma, Fondatore e Presidente di Alibaba Group, il famoso hacker Kevin Mitnick, e l’arcinoto Edward
Snowden, collegato in video con
il giornalista investigativo Glenn
Greenwald.
Davvero tanti i temi affrontati in
questa edizione, alcuni dei quali veramente d’attualità, come il
cloud computing, il CRM, la stampa 3D, la gestione dei Big Data, la
sicurezza dei pagamenti in rete, il
lavoro in mobilità e l’utilizzo delle
nuove piattaforme social e dei nuovi media in ottica business e profittabilità. Temi a cui si sono poi aggiunti anche nuovi trend già anticipati dalle grandi fiere hi-tech dei
mesi scorsi, il CES di Las Vegas e il
Mobile World Congress di Barcellona, come le tecnologie nel mondo dell’automotive, la wereable
technology e le nuove piattaforme per la smart home. Oltre, ovviamente, ai temi, sempre in voga,
dell’ecologia e del risparmio energetico.
Per visualizzare
il reportage
fotografico
Da segnalare, infine, la perfetta
organizzazione messa in campo
dall’ente fieristico della cittadina
della Bassa Sassonia che, oltre a
mezzi di trasporto veloci e puntuali
e una cartellonistica precisa e di facile comprensione, ha disseminato
le zone strategiche dell’intera area
urbana con personale in grado di
fornire tutte le informazioni e l’assistenza necessarie per raggiungere
gli spazi espositivi. Vita dura invece
per i famigerati “cacciatori di gadget” che si sono dovuti arrendere
di fronte a un prezzo del biglietto di
ben 60 euro: scelta oculata dell’ente tedesco per ribadire, una volta in
più, la natura prettamente business
dell’evento.
La prossima edizione del CeBIT si
terrà, sempre ad Hannover, dal 14
al 18 marzo 2016, anche se un assaggio supplementare della fiera si
potrà assaporare in occasione del
CeBIT Event che aprirà i suoi battenti a Sydney (Australia) il prossimo 5 maggio.
Tra gli stand di
Hannover Messe
“Poco fumo e tanto arrosto” quello
che si è potuto trovare tra gli stand
del CeBIT 2015, occasione in cui le
aziende espositrici hanno preferito far prevalere proposte concrete
piuttosto che progetti o dispositivi
di prossima realizzazione. Nonostante questo, però, l’innovazione
l’ha fatta veramente da padrone,
con tecnologie che, nella loro totalità, hanno fatto assaporare un
vero e proprio squarcio di futuro, e
non solo in ambito professionale e
eventi
aziendale, ma anche in ambito privato e socio-economico.
Dall’ambulanza e automobile della
polizia connesse in rete e dotate di
apparecchiature automatizzate fino
ad arrivare al negozio o all’aula scolastica digitalizzate, passando da
piattaforme per la comunicazione e
il rapporto con le pubbliche amministrazioni: la fiera ha davvero riservato non poche sorprese, perfettamente in linea con le più moderne
esigenze di cittadini e imprese.
Pur dai toni assai sobri imposti dalla
concretezza del settore professionale, anche il CeBIT non si è potuto
sottrarre alla consueta “gara” allo
stand più imponente e appariscente tra i colossi dell’ICT: grandi spazi
espositivi, allestiti per le grandi occasioni, hanno difatti caratterizzato
la cinque giorni sassone di multinazionali come IBM, SAP, Samsung,
Huawei, Microsoft e HP.
Tutto all’insegna della corretta gestione dei dati e delle più moderne
piattaforme di telecomunicazione,
18 - 19
la partecipazione di Huawei al CeBIT 2015, arricchita da interessanti sessioni formative e informative
del suo management, impegnato a
diffondere una vision aziendale che
proietta l’azienda cinese in un futuro in cui la parola “innovazione”
funge da collante e comune denominatore tra i diversi aspetti della
vita, sia professionale che non professionale.
Decisamente votato al business e,
in particolar modo, all’informatica gestionale, la partecipazione di
SAP che in questa edizione della
fiera ha voluto fare le cose davvero in grande, riempiendo quasi un
intero padiglione con il suo slogan
“Discover Simple” e comparendo
con il suo marchio e con i suoi prodotti in quasi tutto lo spazio fieristico, ospitato all’interno degli stand
dei suoi innumerevoli partner.
Assai sobria ed elegante, invece,
la scelta fatta da Samsung che
ha voluto portare ugualmente
un po’ di mondo consumer all’in-
terno delle mura del CeBIT, mettendo in mostra i suoi modelli di
smartwatch, tablet e smartphone, compresi gli ultimi due nuovi
arrivati, il Galaxy S6 e il Galaxy S6
Edge. Ovviamente, corredati da accessori, periferiche e applicazioni
software studiate appositamente
per il mondo professionale e il lavoro in movimento.
Sulla stessa linea anche la partecipazione di Microsoft che, unitamente al grande universo di applicativi associati ai mondi Windows
e Office, ha messo in mostra le più
recenti release dei suoi tablet Surface e dei suoi smartphone Lumia.
Anche in questo caso ovviamente
rivisitati da un punto di vista prettamente professional. Presente in fiera, poi, anche il colosso americano
Google, con un piccolo stand tutto
dedicato alla piattaforma Android
e ai device della linea Nexus.
Molto appariscente e ricca di effetti
scenici, invece, la presenza in fiera
dell’operatore tedesco T-Mobile, a
cui va indubbiamente la “palma”
dello stand più bello: un ampio
spazio espositivo, ricco di monitor
e postazioni multimediali, caratterizzato da un soffitto formato da
centinaia di ombrelli aperti, colorati
rigorosamente nel colore aziendale
porpora, quasi a richiamare un’ambientazione da fiaba.
Decisamente importante, e strategica ai fini del business, infine, la
scelta di dedicare un ampio spazio
al “Planet Reseller”, inteso come
grosso centro di acquisto e contrattazione per i numerosi buyer intervenuti in fiera: due interi padiglioni
affollati di aziende distributrici e rivenditrici, stracolme di ogni genere
di prodotti, sia di natura consumer
che professionale.
LAVAGGIO
PERFETTO.
ASCIUGATURA
PERFETTA.
LAVASCIUGA ÖKOKOMBI.
COMBINAZIONE DI ECCELLENZA.
La lavasciuga più efficiente al mondo è finalmente arrivata.
Rispetto alle tradizionali lavasciuga di Classe Energetica A,
la ÖKOKOMBI consuma fino al 40% di energia in meno.
Grazie all’esclusiva tecnologia a pompa di calore, il processo
di asciugatura non necessita più di acqua. Lava e asciuga
senza pause fino a 6 kg di vestiti. Risultati perfetti con ogni
tipo di carico e con ogni tipo di tessuto, anche i più delicati,
come la seta. www.aeg-electrolux.it
social
Tweeting in
Il fascino del Mobile World
Congress di Barcellona ha tenuto
banco anche tra i cinguettii degli
appassionati hi-tech… e non solo…
Barcelona
di Barbara Bianchi
P
er questo mese l’analisi di The
Fool si concentra su uno degli “eventi tecnologici” più attesi
dell’anno: il Mobile World Congress di Barcellona.
L’analisi si focalizza su come
gli utenti italiani hanno parlato
dell’evento prendendo in considerazione l’intera durata dell’edizione 2015 del MWC dal 2 al 5
marzo scorso.
Sono emersi 11.479 tweet prodotti da 3.607 utenti unici che hanno
generato una mole di impression
pari a 94.141.907
L’evento è stato coperto per lo
più da autori e da account di siti e blog specializzati che si sono
impegnati nel riportare in Italia le
novità dal mondo hi-tech presentate durante il Mobile World Congress di Barcellona.
Questa tipologia di utente risulta
essere molto seguita all’interno
del panorama twitter italiano e
lo dimostrano, oltre all’elevatissimo numero di Impression, i quasi
15 milioni di follower totali.
I tre utenti più attivi sono ricondu-
20 - 21
cibili ad account che riprendono
notizie dal mondo tech e diffondo le ultime novità tecnologiche
riprendendole da diverse fonti
italiane. A seguito di questi si trovano gli account di siti che trattano temi come il Mobile e la tecnologia a tutto tondo. @pianetacellular, legato all’omonimo blog,
tratta tutte le novità dell’universo della telefonia mobile confrontandole tra loro pubblicando
102 contenuti. Altro esempio è @
spazioitech altro blog che parla di
tecnologia a 360 gradi con una
forte propensione social con molti
contenuti video ed immagini.
Diversa invece la classifica degli
utenti che hanno generato più
impression dove i blog settoriali
lasciano spazio a testate nazionali
come @la_stampa o a piattaforme come @androidworldit (sito di
riferimento per tutti gli utenti Android italiani) e ancora @wireditalia il giovane magazine sempre
attento al panorama tecnologico.
L’account più attivo legato alle
aziende produttrici è @Lumiaitalia: l’account ufficiale di Microsoft Lumia Italia che non si limita solo a pubblicare tweet legati
ai nuovi dispositivi Lumia ma interagisce retwittando altri utenti.
Anche le compagnie telefoniche
italiane sono della partita con @
TIM_Official che riprende articoli
sul MWC2015 da importanti testate e @VodafoneIt che rilancia link
a post pubblicati dal blog proprietario.
Interessante osservare la tag
cloud e le classifiche delle parole
e degli hashtag più utilizzati dagli
utenti, se si escludono gli hashtag
legati all’evento come #mwc15
e #wmc2015 sono i produttori di
software a fare da padroni con
#microsoft che ha ottenuto 299
menzioni, complice anche il già
citato nuovo lumia, e #android
che segue a 257.
#Apple si ferma a quota 193 men-
Nei tre grafici, dall’alto in basso:
la timeline degli orari, gli utenti
attivi e quelli popolari
tre, se si parla di dispositivi, il più
menzionato è sicuramente il neonato Samsung Galaxy S6.
Subito dopo il nuovo smartphone
della casa coreana si posiziona il
nuovo prodotto dalla squadra Microsoft: il Lumia640. A chiudere il
podio delle case produttrici è il colosso cinese Huawei il cui hashtag
di riferimento ha collezionato 108
citazioni.
Nonostante i telefoni di ultima
generazione facciano da padroni
nelle discussioni il tweet più popolare riguarda l’abbigliamento
sportivo ed è di @Intel_Italia che
pubblica in un contenuto le foto
della maglia sportiva con tanto di
videocamera incorporata prodotta da FirstV1sion: “Ti piacerebbe
vedere lo #sport dal punto di vista dell’atleta? Con @FirstV1sion
puoi #MWC15” con ben 48 retweet ottenuti.
trade marketing
di Massimo Bolchi
Quello dell’audio
appare sempre più un
mercato in ripresa
che, seppur non ai
livelli dei grandi fasti
del passato, può
riservare non poche
sorprese
C’
era una volta l’audio. O forse
meglio, l’Hi-Fi. Non che queste definizioni appartengano ormai al passato: solamente, la trasformazione dei supporti e la digitalizzazione della musica hanno
determinato effetti sull’industria
e sulla distribuzione che potrebbero essere assimilati al passaggio di Attila l’Unno.
La forbice che si divarica, il classico simbolo tanto spesso usato per
indicare le direzioni divergenti
che alcuni (o molti) settori imboccano, dall’alimentare fresco alla
distribuzione dei redditi dei cittadini, nel caso del comparto audio
si è aperta ai limiti della slogatura
- ci si passi la metafora.
E tutto questo avviene quando la
domanda di musica, in termini di
fruizione da parte dell’utente finale, è più viva che mai.
Ma si esplicita attraverso modalità radicalmente cambiate rispetto
anche solo a non molti anni fa.
Pensiamo all’automotive, o all’hifi domestico.
In entrambi i casi, ma con ancora
maggiore evidenza nel secondo,
la domanda si è spaccata tra i “pochi” che, oltre all’ascolto, si appassionano agli strumenti che lo
rendono possibile, e quelli, molto più numerosi, che pur cercando
di ascoltare la musica al meglio,
chiedono soluzioni pratiche, veloci, ed economicamente accessibili. Senza voler contare coloro
- e rappresentano la stragrande
maggioranza - per i quali la musica si ascolta sullo smartphone
(al massimo su un Mp3 player) e comprano quasi esclusivamente
24 - 25
Offerte per v
accessori quali docking station o
cuffie. Il primo gruppo tra quelli
elencati è costituito dagli “hobbisti del suono” o per meglio dire “audiofili”, che oggi, benché
in lenta flessione, rappresentano
una nicchia consolidata, che ha i
propri referenti nei produttori e
nei rivenditori altrettanto specializzati. Difficile ipotizzare un loro
“crollo” a breve: sono uno zoccolo
duro capace di vivere e prosperare in un’era economica che tuttora
si caratterizza per la lunga coda.
Ma i “grandi numeri” sono un’altra cosa: i grandi numeri non si
fanno con le nicchie. E il mercato di massa, complice la ridotta
capacità di spesa, si va orientando verso prodotti in cui il prezzo
contenuto fa spesso aggio anche
sul tanto citato rapporto qualità/
prezzo.
Le dinamiche in atto sono tuttavia differenziate a seconda che si
prenda in considerazione la quasi
infinita offerta di accessori che richiede la presenza di un mobile
digital device come sorgente del
suono, oppure gli impianti di riproduzione stand alone e/o portatili che ancora occhieggiamo
r veri intenditori
degli scaffali della grande distribuzione specializzata.
In quest’ultima accezione, il declino dei supporti fisici e la diffusione dello streaming sta facendo
gradualmente sparire intere categorie di prodotto, determinandone però la rinascita sotto nuova
forma. Il problema è che l’attrattività dei brand storici si va dissolvendo - basta guardare alla parabola Sony - mentre il consumatore medio ha difficoltà a percepire
e valorizzare le differenze tra un
articolo e l’altro, quando l’informazione si riduce a una scheda
tecnica i cui parametri si ripetono
ossessivamente - come per i notebook, gli smartphone e i tablet
- senza però riuscire a incidere
efficace,ente sulla scala del valore. Fa parziale eccezione - come
quasi sempre - il caso Apple, grazie da un lato alla sua forte percezione identitaria, e dall’altro al
suo essere ancora un “sistema”
relativamente chiuso, soprattutto
nella mente dell’acquirente-tipo.
Quanto scritto finora, comunque,
non vuole essere una sottovalutazione di un settore che dispone
ancora di potenzialità interessan-
ti. Lo conferma, ad esempio, la dichiarata volontà di Samsung di
ritagliarsi un ruolo di primo piano anche nel mercato audio, come già fatto nei televisori e e nei
mobile device. La multinazionale
coreana prevede infatti un’espansione e un forte ritorno di interesse per i prodotti audio, dopo gli
anni della crisi legati in buona misura alla “trasformazione” della
musica in “intangible asset”. Come ha spiegato Robert King, Vice-President of consumer electronics di Samsung UK e Ireland, “il
mercato audio offre un’incredibile
opportunità. L’intero settore audio
si sta rigenerando, con l’emergere
degli speaker wireless multiroom,
capaci di offrire agli utenti la musica dove, come e quanto vogliono. Pensiamo vi sia una grande
opportunità per espandere quel
mercato e migliorare le prestazioni sonore”.
E andando poco indietro con la
memoria, basti ricordare a metà
dell’anno scorso la mega acquisizione, per oltre tre miliardi di dollari di Beats Audio, azienda produttrice di cuffie Hi-Fi e speaker
audio che - in pieno stile Cuper-
tino - uniscono tecnologia e coolness, ma che era già entrata anche nel mercato della musica in
streaming con un proprio servizio.
Ma allontaniamoci per il momento dai grandi e futuristici scenari
per tornare a posare - metaforicamente - lo sguardo sugli scaffali dei retailer. Certamente le direzione indicata da Samsung rappresenta il domani del comparto,
ma l’oggi rivela una oggettività
differente.
L’audio, inteso come prodotto in
senso lato, appare per il moneto ancora “satellite”: vuoi dei televisori nella sue versione home
theater, vuoi del personal digital
device nella sua declinazione mobile. Se poi consideriamo la sua
presenza all’interno della attività
promozionali, non possiamo che
concludere che il suo appeal presso il grande pubblico viene valutato dai maggiori retailer limitato,
al punto che lo spazio dedicato ai
suoi prodotti nei volantini - metro
di misura empirico ma in genere
significativo - è davvero ridotto.
Si esaminino alcuni dei più recenti flyer delle maggiori catene. In
quello Media World dedicato al
15° compleanno in Italia dell’insegna, nelle 12 pagine è presente solo un modello di cuffia hi-fi
Beats, in un modesto spazio su
per giù equivalente a quello riservato a una tipologia “in estinzione” come i navigatori audio. Un
po’ meglio va nel volantino Trony “Tagliati per la convenienza”,
dove trovano posto un set di altoparlanti Trust e una mezza pagina
dedicata ai sistemi sonori, in cui
spicca una sound bar Samsung.
Situazione analoga si riscontra
nell’offerta “Grandi Sconti” di
Unieuro, che vede al piede di due
diverse pagine la Sound Plate di
LG Electronics e i sistemi audio
Onkyo, mentre un altro “piedino”
e riservato alle cuffie “Hi-Fi”.
Solo nel volantino di Mondadori
Store “Offerte Sorprendenti” conquista la prima di copertina una
cuffia Hi-Fi, ancora di Beats, presentata con uno sconto rilevante,
e all’interno trovano spazio diffusori (JBL) e altre cuffie Hi-Fi (Sony).
Che dire? Bisognerà attendere
ancora po’ di tempo per vedere
avverarsi la previsione di Robert
King.
Le frontiere “social” del futuro
social
Internet of Things e Social Media
di Roberto Zarriello
nuove connessioni
e nuove esperienze
I
l 2015, non c’è dubbio, è l’anno che consacra l’Internet of
Things. È già un po’ che se ne
parla in giro, ma con l’aumento di
tecnologie wearable e dispositivi
sempre più automatici collegati alla rete, la nostra vita che per
cambiare completamente.
Dopo tutto, se gli smartphone
hanno generato un tale impatto sulla società, perché fermarsi
al telefono? Perché non un’auto?
O un frigorifero? O un tostapane
che twitta quando i nostri toast
sono pronti?
Si prevede che l’Internet of Things
coinvolgerà più di 50 miliardi di
dispositivi entro il 2020.
Orologi, occhiali, elettrodomestici
e auto diventeranno sempre più
smart e, come diretta conseguenza, sempre più social.
Le persone saranno collegate per
creare una rete intelligente e creare valore per coloro che scelgono di farne parte.
Il Social Internet of Things è l’interconnessione di servizi, oggetti e
persone, dove gli utenti hanno la
possibilità di creare i propri servizi social personalizzati attraverso
l’utilizzo di API pubbliche. Affinché
ci sia un vero internet sociale delle
cose, i dati devono essere liberi e
condivisi su più piattaforme (o una
piattaforma universale).
Questa rete ibrida interconnessa
getterà le basi per la creazione di
nuove esperienze sociali online e
offline. Wearable e altri prodotti
connessi sono dispositivi che offrono esperienza, emozione e dati e che permettono di produrre
il massimo valore per le persone.
Una delle questioni principali da
affrontare in virtù di questi cam-
22 - 23
S
i prevede che
l’Internet of Things
coinvolgerà più di 50
miliardi di dispositivi
entro il 2020
biamenti in vista è senza dubbio
la privacy. Se tutto sarà connesso
e i dati pubblici accessibili su piattaforme aperte, che ne sarà del
diritto alla riservatezza?
Gli oggetti saranno in grado di
comunicare tra loro e collegarsi ai dispositivi di altre persone.
La privacy non morirà, semplicemente dovremo abituarci ad una
concezione della privacy diversa
e adattata all’era digitale.
I social media avranno il loro ruolo anche nell’healthcare: i pazienti saranno in grado di connettersi facilmente e comodamente ai
migliori medici e operatori sanitari e mantenere una comunicazione online costante con chi
li sta curando. E perché non uti-
lizzarli anche per la gestione del
traffico? Cosa che già è possibile
fare in parte con l’app Waze, il
navigatore sociale in cui gli automobilisti condividono informazioni in tempo reale sul traffico e le
condizioni stradali.
I cambiamenti che l’Internet delle cose porteranno nelle nostre
vite possono essere tutti ricondotti a un’unica parola: comunità. Se i nostri dispositivi digitali
connessi a Internet possono collegarsi ovunque andiamo, saremo in grado di entrare di volta in
volta in micro comunità collegate al contesto in cui noi interagiamo, anche se per brevi periodi di
tempo. Tali micro comunità forniranno un’esperienza più ricca.
Essere un valido
manager
e
psicology
Non c’è leadership senza membership
P
er comprendere la dinamica
aziendale e le sue potenzialità messe in atto bisogna conoscere chi è ai vertici della gerarchia, soprattutto i manager che
seguono vari settori. Un’organizzazione è efficace ed efficiente
nel momento in cui è guidata da
validi leader, che sappiano infondere condivisione, fiducia e senso
di appartenenza al gruppo di lavoro. Si sente spesso la domanda: Si nasce o si diventa un bravo
manager?
Possedere una propensione naturale alla leadership è importante,
ma non basta! C’è chi nasce con
un’alta potenzialità a diventare
un ottimo manager ma non lo diventa, sia nel lavoro che nella vita, così pure persone meno predisposti naturalmente ad assumere
un ruolo manageriale ma che, attraverso una formazione continua
ed esperienze sul campo, affinano le proprie capacità. Il talento è
un dono, il merito è saperlo usare.
Un manager deve sempre tenere
a mente alcuni aspetti, come la
pianificazione, ovvero progettare
e imparare a gestire al meglio le
situazioni, e la comunicazione. Saper scrivere, dialogare e ascoltare sono tre paletti fondamentali.
Il consenso e l’ascolto dei dipendenti si ottiene anche attraverso
la comprensione dei loro bisogni:
non c’è leadership senza membership!
Un’altra caratteristica importante
è quella di abituarsi a prendere
decisioni e prepararsi anche alla possibilità di poterne prendere qualcuna sbagliata, comunque
fondamentale per iniziare davvero a tendere alla leadership. La
Dott.ssa Paola Nicolini
Psicoterapeuta
e sessuologa clinica
[email protected]
paura non deve paralizzare un
manager, bensì deve essere riconosciuta e trasformata in energia
e sfida personale positiva.
E’ importante inoltre avere una
adeguata capacità economico-finanziaria, al fine di raggiungere
sia un obiettivo strettamente economico-finanziario, sia la valutazione delle performance e misurare i progressi compiuti per raggiungere gli obiettivi individuali e
aziendali, attraverso la condivisione dei Key Performance Indicators (KPI).
Ma essere un valido manager implica anche saper delegare, altrimenti è ad alto rischio la stessa
mission aziendale. Delegare vuol
dire fidarsi degli altri componenti
del team-work e stimolare le loro
capacità e senso di responsabilità,
se serve anche attraverso una sana competizione.
Risulta implicita e fondamentale un’elevata capacità di problem
solving, per affrontare, risolvere i problemi e offrire ai collaboratori strumenti adeguati, oltre
a feedback costruttivi strategici,
questi ultimi validi soprattutto
quando si devono gestire performance scarse.
Ho avuto il piacere di conoscere
Serena Gerlinzani, General Manager di Biophil Italia SpA, società specializzata nella distribuzione di materie prime per il settore cosmetico.
Lascio a Serena le ultime parole
di questo articolo, in quanto, da
valido manager, è riuscita a sintetizzare il segreto del suo successo:
“Passione: cavalcare costantemente il business in movimento,
e mettere la passione nella quotidianità imprenditoriale ci consentirà di raggiungere il successo. Perseveranza, nonché un atteggiamento positivo da trovare
e ritrovare quotidianamente e nei
momenti più difficili. Innovazione
e Rinnovazione, lavorare con altre
persone per imparare da loro, imparare dagli errori e migliorarsi.
Azione Costante per sconfiggere
la staticità.
Sarà vincente colui che saprà costruirsi una reputazione, fondata
su caratteristiche personali su cui
costruire il proprio decalogo manageriale”.
focus Aspirazione
Gli aspirapolvere
ancora non
agganciano la
ripresa, depressi
da promozioni
inopportune
Product Manager di Ariete, “La crisi
dei consumi e la ricerca di prodotti
sempre in promozione hanno sicuramente influenzato”. Per Andrea
Romeo, Responsabile Marketing
Home Appliances di Samsung: “Il
mercato dei robot in Italia ha pesato molto, anche rispetto agli altri
Paesi europei. Ora che è in contrazione è più difficile da recuperare, e
quindi sul totale rimane un segno
negativo”.
Un’etichetta
ancora da digerire
di Marco Passarello
N
el mercato dell’aspirazione
la situazione è rimasta quasi invariata rispetto all’anno scorso: i dati di vendita rilevati da GfK
mantengono complessivamente
un lieve segno negativo: -2,8%
a volume, -1% a valore. Dati certamente non catastrofici, ma che
sottolineano come la ripresa che
in Europa ha già toccato questo
settore da più di un anno da noi
stenti ancora ad arrivare. L’unico comparto trainante è quello
delle scope elettriche ricaricabili, che segnano un +14% a volume e +17,7% a valore, ma che non
bastano a risollevare il mercato
dell’aspirazione nel suo insieme.
Aspirazioni
frustrate
Tutta colpa
delle promozioni
Per Simone Cazzaniga, Product
Manager Home & Garden di Kärcher, la situazione ha spazio per
migliorare: “Il fatto che il dato generale sull’aspirazione sia migliore
dell’anno scorso indica l’inizio di un
trend in crescita. Sarà fondamentale supportare questa positiva inversione di tendenza con adeguate operazioni sia commerciali che
26 - 27
di marketing”. Ottimista anche
Giampaolo Coggi, Product Manager Aspirazione e Stiro per Rowenta: “Se il mercato tradizionale si è
dimostrato ancora in sofferenza,
il mercato delle scope ricaricabili continua a crescere a doppia cifra. L’innovazione tecnologica è sicuramente una leva che spinge la
crescita della categoria, ed è forse
questo l’elemento chiave che permetterà al settore di ritornare a cre-
scere”. Pietro Mariotto, Marketing
Manager per la categoria Home
Appliances di LG Electronics Italia,
incolpa della situazione le promozioni smodate: “Nel campo dell’aspirazione in generale c’è l’effetto
distorsivo di promozioni aggressive,
che quando si interrompono danno
effetti negativi. I segmenti di fascia
alta e di valore hanno in realtà un
trend positivo, non negativo”. Anche per Donatella Mannini, Senior
Per il mercato si tratta anche di un
momento particolare, dato che lo
scorso settembre è stata introdotta la nuova normativa europea, che
impone un tetto alla potenza degli aspirapolvere e l’applicazione di
un’etichetta energetica che specifica i consumi e la qualità dell’aspirazione. Gli operatori sembrano ritenere prematuro un giudizio sull’operazione, senza però escludere
che possa aver contribuito a causare l’attuale ristagno del mercato.
Secondo Pietro Mariotto “le etichette energetiche sono utilissime perché hanno fissato standard comuni, e favoriscono chi già in partenza puntava a favore dell’efficienza
energetica, dei materiali ecocompatibili e di una capacità aspirante ottimale. È un primo passo, ma
non sempre i clienti finali hanno
percepito il valore dei prodotti con
le nuove indicazioni”. Per Donatella Mannini “l’introduzione dell’etichetta energetica è stata una vera
rivoluzione sul mercato, soprattutto
nel comportamento d’acquisto dei
consumatori. È presto però per fare un bilancio perché sul mercato
ancora sono presenti prodotti della vecchia generazione, il che potrebbe aver creato una situazione
di stasi”.
Anche Giampaolo Coggi fa notare che “più della metà dei prodotti
venduti a fine anno erano ancora di
vecchio tipo, con consumi superiori
a 1.600 W. È quindi difficile fare un
bilancio, i consumatori finali sono
ancora nella fase di educazione alla
lettura dell’etichetta. Nel 2015 potremo vedere i reali effetti e capire
se questa innovazione farà crescere il mercato con prodotti più green.
Gli italiani sono particolarmente attenti ai consumi, e questo potrebbe innescare un circolo positivo di
sostituzione degli aspirapolvere”.
Daniela Pighini, Managing Director di Dyson per l’Italia, afferma:
“Le categorie coinvolte dall’introduzione dei parametri di etichettatura energetica sono state colpite
da una pressione promozionale nei
mesi precedenti all’entrata in vigore, per favorire il cambio di gamma. Questo ha generato una rotazione a volume più alta, senza portare un vero valore alla categoria.
Ciò vale in particolare per i prodotti
sotto i 1.000 W, che però una volta erano territorio ‘esclusivo’ delle
private label, mentre ora i maggiori
brand operano all’interno di questo
segmento, che vede anche un aumento del prezzo medio”.
Conclude Andrea Romeo: “Sarà determinante il momento in cui le etichette energetiche saranno rodate,
e tutti riusciranno a interpretarle.
Altrimenti si rimane nel limbo del
“consumare poco” senza avere bene in testa cosa significhino gli altri
parametri. L’etichetta dà molto peso (circa il 50%) al consumo, ma persino un prodotto da 70 euro può essere
di classe energetica A, anche
se poi non aspira… Una volta il
consumatore riteneva che il prodotto che consuma di più fosse
anche quello che aspira di più.
Ora invece trova che un prodotto da 700 Watt è comunque in
classe A e può avere prestazioni pari al precedente. Se non gli
vengono spiegati gli altri parametri si troverà spaesato”.
Robot incompresi
Una parte importante nel
ristagno del mercato è il
calo dei robot aspirapolvere, che perdono ben il
-27,1% a volume. Le perdite a valore sono più
contenute, -8,3%, il che
fa pensare che siano soprattutto i modelli economici ad essere espulsi dal
mercato. Secondo Giampaolo Coggi “la discesa è
legata al calo delle aspettative dei consumatori verso le reali capacità del prodotto, anche se le ultime
innovazioni apportate (nelle fasce prezzo più elevate)
stanno portando la categoria a garantire le presta-
Donatella Mannini, Ariete
Daniela Pighini, Dyson
Simone Cazzaniga, Kärcher
zioni attese. Per la prima volta da
tempo i robot hanno avuto una fine
d’anno positiva: potranno tornare a
crescere se adeguatamente supportati da innovazioni”. Per Pietro
Mariotto “la difficoltà è nel far percepire al cliente finale che il robot
non è un gadget. Dà un guadagno
notevole in termini di risparmio di
tempo e di qualità della vita, aiuta
moltissimo nella pulizia e anche
nella prevenzione, soprattutto per
chi tiene animali o soffre di allergie. Ma perché sia efficace deve
avere una tecnologia innovativa,
che si paga”. Andrea Romeo aggiunge che “quando la categoria
è esplosa sono stati introdotti
prodotti di fascia medio-bassa
che hanno banalizzato il mercato. Questo ha aumentato i volumi nel passato, ma ha distrutto
il prezzo e ha rovinato la categoria. Il robot deve contenere
tecnologie che lo rendano efficace: sensori, rilevamento
dello sporco, mappatura della casa. Perciò la categoria si
sta spostando nuovamente
verso tecnologie innovative,
e i prezzi salgono. Va sottolineato che il robot non sostituisce l’aspirapolvere. L’ideale
è usarlo durante la settimana,
e passare l’aspirapolvere nel
weekend”.
Per Daniela Pighini i robot “sono apprezzati dal consumatore
per l’autonomia e indipendenza
che garantiscono. Ma è apparenza, perché hanno bisogno di costante manutenzione,
come un aspirapol-
vere tradizionale, e con prestazioni minori. Inoltre l’impossibilità per
un robot di eseguire tutti i compiti
di pulizia lo relega al ruolo di aspirapolvere secondario. Forse occorre
aspettare il prodotto giusto… come
il Dyson 360 Eye.
ca A, con una rumorosità di soli 59
dB grazie a nuovi materiali e ad accorgimenti come il motore sospeso. Il filtro PureAir gli permette di
raggiungere la classe A anche per
quanto riguardo le remissioni di
polvere.
Ariete: due colori
Dyson:
il motore del Duemila
La linea “verde” di Ariete, detta
Eco Power, vanta prodotti in doppia classe A, sia con motore ciclonico, come il Green Force Plus, sia
con sacchetto, come il Green Force
Compact. Ambedue con assorbimento di 700 W, come vuole la normativa. Ma vengono promossi in
classe A anche i prodotti della linea
“rossa”, come l’aspirapolvere ciclonico Jet Force, il compatto Smart
dotato di doppio sacchetto, uno in
carta e uno in stoffa, e anche il robot Pro Evolution, con sistema autonomo di navigazione e dotato di
spazzole laterali per gli angoli.
Bosch: silensiosissimo
La proposta di Bosch è l’aspiratore a traino In’genius ProSilence 59
mod. BGL8SIL59 in classe energeti-
Ci ha raccontato Daniela Pighini: “È
in arrivo la nuova gamma di scope senza filo Dyson V6, il cui cuore
è proprio il motore digitale Dyson
V6 che dà il nome alla gamma. Abbiamo investito più di 250 milioni
di sterline nello sviluppo del nostro
motore brevettato, che raggiunge
i 110.000 giri al minuto. Grazie alla densità di potenza fornita, i nostri apparecchi sono estremamente
agili e garantiscono una grande capacità di aspirazione. In questi giorni stiamo presentando il modello
Dyson V6 Fluffy la cui caratteristica è l’esclusiva spazzola progettata
dai nostri ingegneri per consentire
di far fronte contemporaneamente,
sia alla polvere fine che a quella di
grandi dimensioni”.
focus Aspirazione
Con Kärcher
aspirapolvere ovunque
Potenti e flessibili, gli aspiratori Kaercher Multiiuso della serie
MV sono ideali per un utilizzo a 360°, domestico o hobbistico:
dalla pulizia della casa, al giardino, al box, fino all’impiego in
piccole attività commerciali. Offrono tutto ciò che serve per
lavorare in velocità e piena efficienza: per esempio il filtro è
estraibile con la pressione di un pulsante e può essere pulito
automaticamente al fine di mantenere sempre costante la
potenza d’aspirazione. Una presa apposita rende possibile
il collegamento con i più comuni elettroutensili , come un
trapano o una smerigliatrice, e agevola qualsiasi lavoro integrato
con l’aspiratore. La struttura in acciaio inossidabile. come nel
caso del top di gamma MV6 Premium. rende il prodotto ancora
più stabile e robusto. Grazie a queste ed altre caratteristiche,
gli aspiratori Kärcher Multiuso sono inarrestabili su ogni tipo
di superficie e contro ogni tipo di sporco: solido o liquido,
fine o grossolano.
Electrolux:
la trasformista
Electrolux presenta Ultraenergica ZS345, scopa elettrica in classe
energetica A, con funzionamento
ciclonico senza sacco e un kit di accessori completo che le permette
di trasformarsi per ogni esigenza di
pulizia della casa. Altra novità è l’aspirapolvere a traino UltraOne Zuoquattro, anch’esso in classe energetica A e dotato di numerosi accessori, ma con funzionamento a sacco.
Imetec:
si ferma da sola
Tra le nuove proposte di Imetec la
scopa elettrica Start&Stop, senza filo, senza sacchetto e in classe energetica A, dotata di una tecnologia
che ferma automaticamente il motore durante le pause per ripartire
automaticamente quando viene di
nuovo impugnata. Altra scopa elettrica senza filo e di tipo ciclonico è
la Duetta Cordless 2 in 1, che ha la
particolarità di potersi trasformare
in un miniaspirapolvere per la tavola e le altre suppellettili.
constatare come i test condotti dalle più importanti riviste tecniche di
settore abbiano attestato la grande
efficacia ed affidabilità delle nostre
soluzioni. La gamma 2015 presenterà ulteriori vantaggi rispetto al
passato in termini di silenziosità e
risparmio energetico: siamo certi
genererà ottimi risultati anche in
termini di vendite”.
LG: tutto senza fili
Pietro Mariotto ci ha raccontato
che “è in arrivo un progetto che è
stato presentato a livello europeo
e non è ancora presente in Italia.
Una linea definita CordZero: robot,
scope elettriche e aspirapolvere a
traino, tutti senza fili, già lanciati in Asia con risultati di vendita
molto buoni. I risultati sono entusiasmanti: chi si
abitua a un aspirapolvere senza filo, che
ti segue senza fatica
grazie alle ruote robotizzate, troverà
obsoleta qualunque altra tecnologia. Si ricarica come
un cellulare, ma dura
40 minuti ed è quindi
usabile anche su grandi superfici”. Altra novità è il robot Hom-Bot
Square VR64701LVMP, con
il sistema di mappatura
della stanza potenziato grazie a un nuovo
processore: è più veloce ed
efficiente, con risparmio di tempo
ed energia. La forma squadrata gli
permette di andare a pulire negli
angoli.
di rumorosità è cinque volte più silenzioso della gamma Silence Force, grazie al motore più compatto
ed efficiente e alle nuove spazzole
estremamente silenziose. Presenta
l’esclusiva impugnatura Turbo Ergo
Comfort Silence con scelta di prese ergonomiche: power, freedom,
comfort. Il secondo è il Silence Force Multicyclonic, più silenzioso (68
dB) e compatto rispetto alla versione precedente. Presenta una filtrazione a 3 livelli: filtro in spugna,
micro filtro, filtro Hepa 13. Questo
garantisce una filtrazione quasi totale della polvere ed è stato pensato soprattutto per i consumatori
allergici.
Samsung:
il mondo dei robot
Rowenta presenta due traini, con
e senza sacco. Il primo è il Silence
Force Extreme, che con i suoi 64 dB
Andrea Romeo afferma che “Un
progetto per noi determinante è il
robot PowerBot che abbiamo appena lanciato. È caratterizzato dal
sistema di aspirazione ciclonico, da
un motore inverter, e da molti sensori. Oltre a creare una mappa virtuale della casa, esegue anche una
scansione frontale completa, senza
più punti ciechi, che gli permette di
orientarsi anche tra i fili elettrici o
le gambe delle sedie, e perciò ha
diversi vantaggi rispetto ai concorrenti e ai prodotti precedenti, oltre
a essere più potente. In più abbiamo i traini che vanno a completare
la gamma nella fascia media. Non
soltanto sono in classe A, ma sono
migliori anche nella forza aspirante
e nella qualità dell’aria. Riusciamo
così ad avere un prodotto distintivo anche nella fascia tra i 150 e i
200 euro”.
Giampaolo Coggi, Rowenta
Pietro Mariotti, LG Electronics Italia
Rowenta:
il silenzio è d’oro
Kärcher:
per tutti gli usi
Ci ha detto Simone Cazzaniga: “Nel
2015 sosterremo la nostra gamma
di aspiratori a sacchetto e quella dei
Multiuso, capaci di aspirare sia solidi che liquidi e pertanto di grande
utilità in casa e in giardino, in cortile o nel box. Siamo orgogliosi di
28 - 29
Andrea Romeo, Samsung
Assistance
aziende
Una nuova vita per Gibson Innovations
che, dopo l’acquisizione da parte di
Gibson Brands, si presenta al mercato
in una nuova veste, tutta votata alla
musica e al lifestyle
La nuova sede di
Gibson Innovations
Al centro
della musica
U
n incontro memorabile. Da
una parte un pezzo di storia dell’elettronica di consumo e
dall’altra una leggenda della musica. Se a unire le loro forze sono infatti due brand del calibro di
Royal Philips e Gibson, il “matrimonio” non può che essere d’eccezione e lasciare un segno indelebile nel futuro dell’audio.
E’ ciò che è accaduto il giugno
scorso, con la definitiva acquisizione di Gibson Innovations da parte di Gibson Brands, al termine di
un lungo percorso che ha visto prima la separazione della divisione
LE dal resto della struttura di Philips, e poi la creazione di una nuova società, completamente autonoma dal resto della multinazionale olandese.
“Nel settembre 2012 si decise di
scorporare la divisione audio video, chiamata allora Lifestyle Entertainment, dal resto di Philips,
al fine di renderla totalmente indipendente dal resto della struttura, dotandola di un proprio mar-
30 - 31
keting, una propria forza vendita,
una propria logistica, ecc…”, spiega Michele Piemontese, Amministratore Delegato di Gibson Innovations. “Il risultato fu – un anno dopo – la nascita di una nuova
azienda, Woox Innovations, con il
proprio quartier generale confermato a Honk Kong, anche se ancora di proprietà di Philips”.
“Dopo una prima trattativa di
vendita con Funai (gennaio 2013,
ndr) non andata a buon fine, nello scorso aprile è poi arrivata l’offerta d’acquisto da parte di Gibson
Brands che ha rilevato l’intera società (con un investimento di 135
milioni di dollari, ndr)”, continua
Piemontese. “Da allora è iniziato
un processo di acquisizione che
vedrà l’integrazione del business
audio di Woox Innovations e del
marchio Philips all’interno dell’offerta di Gibson Brands. La massima espressione operativa di tale
integrazione si toccherà a maggio,
quando Woox Innovations diventerà Gibson Innovations”.
Pur storicamente concentrata sul
settore degli strumenti musicali,
Gibson ha nel suo portafoglio anche importanti marchi dell’elettronica di consumo e dell’audio professionale, come Onkyo (in partecipazione, ndr), TEAC, Tascam,
Stanton e KRK Systems.
“La nostra nuova logica sarà quella del multi-brand”, sottolinea Piemontese. “Gibson Innovations sarà quindi il braccio CE di Gibson
Brands, partendo da subito con
una ricca serie di novità”.
“Pur appartenente alla stessa
azienda, il business degli strumenti musicali resterà del tutto distaccato dalla nostra sfera di competenza, per ovvi motivi di carattere
organizzativo e di logiche distributive”, tiene a precisare Piemontese. “Le due anime inizieranno tuttavia a collaborare e a coesistere
come in una grande famiglia”.
La nuova strategia
La nuova Gibson Innovations ha
quindi un’anima multi-brand e af-
Il mito continua
L’immagine del grande B.B. King che strimpella una chitarra Gibson è ben
impressa nella mente di tutti i musicisti e gli appassionati di musica. Così
come le note fuoriuscite dalle custom di vere e proprie leggende del rock
come Frank Zappa, Eric Clapton e Jimmy Page dei Led Zeppelin.
E non potrebbe essere altrimenti vista la storia ultracentenaria della
leggendaria casa costruttrice di Nashville. L’avventura di Gibson inizia
infatti nel lontano 1894 in una piccola cittadina del Michigan, quando
Orville Gibson iniziò a costruire i suoi primi mandolini, prodotti dalla cui
commercializzazione nascerà poi nel 1902 la prima società, la Gibson
Mandolin-Guitar Mfg. Co, Ltd. Da allora la storia della multinazionale
americana, la cui sede storica si trasferirà più tardi nella capitale del
Tennessee, la patria della musica country, è stata contornata da alti e
bassi, fino all’entrata dell’attuale CEO e proprietario Henry Juszkiewicz
che, oltre a risanarla e a imprimerle una nuova svolta imprenditoriale,
le ha ridato lo smalto di un tempo, con tassi di crescita del 20% anno
su anno.
fiancherà a Philips e Fidelio anche
i tradizionali marchi Onkyo e Gibson e i nuovi marchi Trainer by
Gibson e GoGear.
“Continueremo la distribuzione
delle varie categorie di prodotti a
marchio Philips e Philips Fidelio, a
cui aggiungeremo anche un nuovo marchio con posizionamento
entry chiamato GoGear” spiega
Michele Piemontese. “Per quanto
riguarda invece Onkyo, un Trade
Mark License Agreement, ci consentià di entrare nei nuovi segmenti cuffie e BT speakers”.
“Diverso è invece il discorso del
brand Gibson che vedrà prodotti
di fascia più elevata e dal design
davvero ricercato, legato in particolar modo alla storicità del marchio e quindi alla linea di strumenti musicali”, continua Piemontese,
che aggiunge: “Durante l’ultima
edizione del CES di Las Vegas, inoltre, abbiamo presentato un nuovo
brand, Trainer by Gibson, dedicato
agli sportivi e agli amanti del fitness e che vede come testimonial
il campione d’atletica giamaicano
Usain Bolt”.
L’obiettivo è quindi è quello di
presentarsi al mercato, per l’ultimo quarter dell’anno, con un ampio portafoglio prodotti declinato
secondo i vari marchi GoGear, Philips, Philips Fidelio, Trainer by Gibson, Gibson e Onkyo.
Ovviamente anche la distribuzione sarà organizzata in modo diverso a seconda della tipologia
di prodotto e del rispettivo target
di riferimento: destinati a un ampio pubblico quelli a brand Philips
30-31Woox.indd 31
e GoGear, mentre con una distribuzione selettiva quelli a marchio
Philips Fidelio, Onkyo, Gibson e
Trainer. Lo stesso vale anche per
la presenza sui punti vendita che
vedrà un’espressione differente a
seconda del brand. Anche se, come tiene a sottolineare Piemontese, “il core business sarà ancora focalizzato sul marchio Philips e
sui suoi principali prodotti, come
cuffie, Dect, multiroom, soundbar
e BT speaker”.
Molte novità sono anche attese
sul fronte delle iniziative di PR e
comunicazione, sempre in linea
con quelle di successo del recente
passato, come ad esempio la partnership con MTV e con il mondo
dei fashion blogger.
Henry Juszkiewicz, Gibson
G
ibson Innovations
sarà il braccio
CE di Gibson Brands,
partendo da subito con
una ricca serie di novità
Michele Piemontese,
Gibson Innovations
09/04/15 15.53
focus audio
Wireless
e multiroom
trainano il mercato
Per la prima volta dopo anni di trend negativo
a doppia cifra dell’intero comparto consumer
electronics, alcune categorie, tra cui quella
dell’audio, finalmente contribuiscono a risollevare
un settore in contrazione, per quanto ancora in
sofferenza, dando uno spiraglio di ottimismo
audio
di Federico Cociancich
T
ablet e smartphone fanno parte del nostro stile di vita e ci
permettono di accedere alla musica preferita grazie a tre tipi di
servizi oggi in forte crescita: streaming di brani, librerie musicali
e web radio. Anche in Italia molti consumatori ormai conoscono bene questi servizi e il trend
di diffusione mostra una crescita
sostenuta. L’evoluzione del modo
di ascoltare e fruire della propria
musica preferita sta guidando anche l’evoluzione del mondo audio, specialmente con i diffusori
wireless e le cuffie, tornate di moda soprattutto tra i giovani.
Il multiroom, inoltre, è una soluzione connessa che ci permette
di riprodurre i nostri brani preferi-
32 - 33
ti da smartphone, tablet e Pc con
soluzioni audio che hanno una integrazione perfetta con il nostro
modo di ascoltare la musica dentro casa grazie all’audio potente e
alle connessioni wireless. Il multiroom è solo una delle soluzioni
disponibili e si basa sull’utilizzo
di una rete Wi-Fi. Nel mercato ne
esistono anche altre per ascoltare la musica wireless in mobilità, come i diffusori Bluetooth ad
esempio. Per entrambe le tecnologie le vendite sono in crescita e
i dispositivi audio connessi hanno
superato i 14 milioni di euro nel
2014 con un trend del +174% a valore rispetto l’anno precedente. Il
mix di prodotto ha raggiunto nuove fasce prezzo più convenienti e
pertanto porta una riduzione del
prezzo medio nel mercato a 236
euro (era 250 euro nel 2014).
Le soluzioni audio multiroom non
sono prive di limitazioni: richiedono una rete Internet domestica
stabile e una certa domestichezza da parte dei consumatori con i
prodotti IT.
Il mercato degli altoparlanti portatili Bluetooth, è l’altra rivelazione del mondo audio infatti, con
quasi 25 milioni di euro di valore
raggiunto nel 2014 si attesta come uno dei mercati più interessanti e con trend di crescita importanti per il 2015.
Tra i più giovani, ma non solo, le
cuffie stanno sostituendo gli auricolari per l’ascolto di musica in
mobilità e hanno il vantaggio di
essere utilizzabili anche per la gestione delle telefonate. A parte
poche eccezioni, questo mercato è caratterizzato da una grande
frammentazione dei marchi, con
una notevole offerta di prodotti
no-brand di origine asiatica.
Gibson Innovations è un’azienda Gibson Brands con quartier
generale a Hong Kong e con oltre 1.900 dipendenti nel mondo,
che commercializza prodotti audio, per l’home entertainment e
accessori. Da circa un anno ha in
licenza i prodotti audio e home
entertainment a marchio Philips.
Ecco l’interessante commento di
Domenico Rizzo, Marketing &
PUBBLIREDAZIONALE
SONOS: una casa piena di musica
“Casa dolce casa, musica dolce
musica”. Anche un famoso detto
della cultura popolare italiana
può trovare completamento nelle
funzionalità offerte dai sistemi
multiroom di Sonos, in grado di
migliorare l’ambiente domestico
grazie a un suono potente, chiaro e
assolutamente privo di distorsioni,
rigorosamente senza fili.
L’azienda americana, distribuita
in esclusiva in Italia da Nital Spa,
propone dei diffusori amplificati
senza fili di diversa natura,
dimensioni e caratteristiche, che
possono essere posizionati nella
medesima stanza, in modalità stereo
o home theater, o in stanze diverse,
a prescindere dalla sorgente del
suono stesso, sia esso un tablet, un
Pc, uno smartphone o un servizio in
streaming in rete, come ad esempio
Deezer.
Il centro nevralgico dell’intero
sistema sono i tre diversi diffusori
della linea PLAY:
pubb Sonos.indd 3
PLAY:1, il più compatto della
famiglia, può essere utilizzato come
diffusore singolo o come canale di
un impianto stereo o home theater,
a seconda delle preferenze; PLAY:3,
è rappresentato invece da un
sistema hi-fi a tre vie che permette
di sonorizzare ambienti più ampi
e che può essere posizionato sia
in orizzontale che in verticale, sia
in appoggio che a parete, PLAY:5,
il più VOLUMINOSO, con cinque
amplificatori digitali integrati e
ciascuno dotato di cinque diffusori,
amplificazione in classe D e
subwoofer dedicato.
Per poter integrare gli speaker
Sonos all’interno della rete
domestica è davvero semplice: è
sufficiente posizionarli nel luogo più
congeniale e collegarli alla corrente,
scaricare l’applicazione mobile
“Sonos” gratuita, disponibile sia
per dispositivi iOS che Android, e
identificare la sorgente musicale con
la stessa app.
Una delle funzionalità più importanti
dei diffusori Sonos è infatti quella di
creare una rete propria, al riparo
da eventuali interferenze, in grado
di propagarsi e ripotenziarsi da
punto a punto, in modo da coprire
efficacemente tutti gli ambienti
domestici.
Ma non è tutto. Il sistema Sonos
può essere anche utilizzato come
moderno apparato home theatre,
grazie alle potenzialità della
PLAYBAR, una potente soundbar
dotata di nove amplificatori digitali in
classe D e di un sofisticato sensore
di orientamento in grado di regolare
l’equalizzazione.
Grazie all’inserimento di un
dispositivo SUB, anch’esso
wireless, è poi possibile estendere
ulteriormente l’impianto sonoro
in gamma bassa, utilizzando – a
completamento – una coppia di
PLAY:1 come diffusori posteriori.
08/04/15 12.53
focus audio
Trade Marketing Leader Italy Israel Greece Malta Cyprus di Gibson
Innovations.
“I prodotti audio Wi-Fi sono diversi dai prodotti audio più tradizionali perché richiedono una installazione sulla rete internet domestica. Anche il funzionamento attraverso l’app e il pc è una novità
per il consumatore che è abituato
ad utilizzare supporti fisici come il
CD oppure le memorie USB. Gran
parte del nostro sforzo in Gibson
Innovations è mirato al miglioramento della consumer experience e della semplicità di utilizzo e
di installazione dei nuovi sistemi
multiroom, un percorso che avevamo già avviato quattro anni fa
con lo sviluppo delle prime app
per le docking Apple e Android.
Si tratta di prodotti complemen-
Domenico Rizzo, Gibson Innovations
Sabrina Trombetti, House Of Marley
Alberto Staderini, Bose
tari al mondo mobile, tuttavia la
nostra impressione è che essi rimangono perfetti sostituti dei sistemi audio più tradizionali e pertanto dovrebbero rimanere nel
settore audio. Il consumatore infatti ha iniziato a fare delle scelte di acquisto che hanno gradualmente spostato i volumi di vendita dal mercato dei micro/mini
tradizionali alle docking e infine,
a partire da quest’anno, all’audio
connesso. Se mettiamo a confronto i trend nei tre mercati infatti lo
switch dei volumi verso il multiroom è evidente.
L’audio multiroom e i dispositivi
mobili sono tra loro complementari, ma non sottovalutiamo il
ruolo svolto dai fornitori di servizi musicali online: Spotify, Deezer
e iTunes, per citarne solo alcuni,
sono già oggi un elemento chiave della consumer experience. In
Gibson Innovations siamo esperti
nella manifattura di prodotti audio ovvero l’hardware, mentre
per il software abbiamo scelto di
affidarci al fornitore di servizi musicali più dinamico nel suo genere, si tratta di Spotify. L’integrazione tra il nostro hardware e l’app
di Spotify porterà vantaggi significativi per il consumatore. Grazie al servizio Spotify Connect già
incluso nella versione premium
dell’app Spotify potremo avviare
uno streaming diretto verso i dispositivi multiroom, un vantaggio
che ci permetterà di continuare a
usare lo smartphone senza interrompere la musica e risparmiare
la batteria, cosa sempre preziosa.
Non solo questo ma anche tanti altri servizi avanzati forniti da
Spotify.
Esistono soluzioni connesse più
semplici che possono rappresentare una alternativa al multiroom, come l’audio che si connette tramite Bluetooth ad esempio,
che negli ultimi tempi è diventato sempre più “intelligente”. Basti pensare alla funzionalità multipair che consente oggi di collegare fino a tre dispositivi mobili
ad una singola cassa altoparlante
con notevole semplicità d’uso.
Il mercato dell’audio comprende
anche le cuffie. Un mercato per
noi importantissimo, che supera i 90 milioni di euro e che negli
ultimi anni ha visto come fattore
guida la connotazione di accessori fashion attribuibile ad un prodotto che non è solo un mezzo
per ascoltare musica ma anche
un complemento di stile; lo sanno bene i ragazzi, i millenials, che
emulano lo stile dei propri idoli
rap e pop. Ma il 2014, ed il trend
è destinato a divenire ancora più
marcato, ha mostrato un altro segnale di cambiamento nella categoria cuffie, con un marcato spostamento verso i modelli dotati
di microfono; ancora una volta il
binomio con smartphone e tablet
si palesa, in questo caso per alternare l’ascolto della musica a chiamate telefoniche e via applicazioni per conferencing.”
Non è un semplice altoparlante
multiroom (è accoppiabile con altri per
lo streaming dei propri brani in qualsiasi
stanza), ma integra Spotify Connect, per
controllare la propria musica dall’app
attraverso il telefono o tablet.
34 - 35
Sonos è stato uno dei primi marchi ad introdurre sistemi multiroom nel nostro Paese, concentrandosi su prodotti di qualità piuttosto alta. Ecco il commento di Andrea Greggio, Product Manager
di Sonos. “Siamo da oltre vent’anni distributori di prodotti hi-tech
legati al concetto di “passione”
e “innovazione” e condividiamo
con Sonos le stesse brand value.
Per questo motivo la sfida che ci
ha proiettato in un settore, quello dell’audio, ricco di tecnologia
e di passione, è ogni giorno più
coinvolgente ed interessante. Oggi, con la sempre maggiore diffusione della musica liquida, gli apparecchi audio devono necessariamente “dialogare” con i device
digitali usati comunemente: computer, smartphone, tablet.
La tecnologia Wi-Fi sta segnando
una vera svolta e Sonos lo aveva capito già nel lontano 2002; in
tutti questi anni l’azienda americana ha lavorato per rendere que-
ART: KALIMERA.IT
Lo scatto vincente.
Cellularline presenta la gamma di accessori sport per non rinunciare
ai vantaggi dello smartphone anche durante gli allenamenti.
Cardio, Waistband e Armband sono perfetti per running e fitness. Per non perdere mai il ritmo, invece, arriva Kite Sport:
una coloratissima gamma di auricolari con lo speciale sistema
Ear-Grip per il massimo comfort e stabilità. Tanti colori e funzionalità
per la voglia di sport e movimento all’aria aperta che scatta con
l’arrivo della primavera.
Cardio
Waistband Running
Colori:
Armband Fitness
Armband Running
Colori:
Colori:
Kite Sport
Colori:
www.cellularline.com
focus audio
Sony è sempre Sony
Nonostante il recente spin-off delle attività audio video
(probabilmente per una vendita futura), attualmente in
perdita, Sony ha presentato diverse novità in questo inizio
2015: una nuova gamma di diffusori wireless portatili,
nuove cuffie Bluetooth e nuovi sistemi audio pensati per
le feste. I diffusori wireless sono caratterizzati dal design
compatto, un audio potente e le tecnologie Bluetooth/
NFC, che permettono di riprodurre musica in streaming
accostando semplicemente lo smartphone al diffusore.
Con la funzionalità vivavoce, inoltre, è possibile utilizzarli
per rispondere alle chiamate, continuando ad ascoltare le
proprie canzoni preferite una volta terminata la telefonata. Le nuove cuffie Bluetooth puntano sulla
qualità audio grazie a un sistema (LDAC) che permette di trasmettere una quantità di dati tre volte
superiore rispetto ai normali collegamenti Bluetooth, eliminando ritardi e consentendo l’utilizzo di lettori
musicali ad alta risoluzione. I nuovi sistemi audio, infine, sono pensati per i più giovani: si collegano
senza fili a smartphone e tablet e sfruttano un’apposita app che li trasforma in fari da discoteca che,
producendo giochi di luce a ritmo della musica, aumentano il coinvolgimento.
sta connessione stabile e di grande qualità anche per la delicata riproduzione audio. Ha capito inoltre che i contenuti sarebbero cambiati e ne ha seguito l’evoluzione:
oggi, infatti, si parla di streaming,
cloud e provider musicali. Sonos
è riuscita a mettere insieme tutto
questo in un unico prodotto senza escludere da questo mondo i
puristi dell’audio proponendo nella propria gamma anche prodotti
che permettono di collegare vecchi sistemi analogici e trasformarli in attualissimi riproduttori wireless di contenuti digitali.
Il mercato dell’audio in Italia sta
crescendo rapidamente e Sonos
sta riscuotendo interessanti risul-
tati, grazie anche ai molti partner
commerciali che hanno creduto
nel progetto e nella nostra gamma prodotto”.
House Of Marley, è stato tra i primi marchi a introdurre un design
caratterizzato dalla combinazione
di materiali eco-sostenibili, un look molto originale e giovanile e
da una buona resa acustica. Ogni
dettaglio, dalla scelta dei materiali, alla loro provenienza, passando per la qualità del suono e ai
colori dei vari modelli disponibili,
è stato studiato per rispondere ai
principi e alla filosofia di 1Love, il
movimento globale avviato dalla
famiglia Marley, che promuove
Pioneer cambia
per sopravvivere
Pioneer ha annunciato una nuova riorganizzazione a livello europeo
che di fatto scorpora quasi tutti i settori del produttore giapponese.
La gamma di prodotti per i DJ, uno dei settori in cui è oggi Pioneer
è più attiva, è stata scorporata in una nuova società denominata
Pioneer DJ Europe. Per quanto riguarda invece il segmento di prodotti
audio, video, cuffie e accessori collegati, la distribuzione passa
a Onkyo Europe, in seguito alla cessione della divisione a Onkyo,
uno dei diversi brand Gibson. Per quanto riguarda la distribuzione
non dovrebbero esserci grandi cambiamenti: Pioneer ha infatti
annunciato che i propri negozi ufficiali rimarranno attivi, così come la
rete di assistenza per i prodotti audio/video.
36 - 37
iniziative e cause benefiche focalizzate sui giovani, il pianeta e la
pace. Ecco un sintetico commento sul mercato italiano di Sabrina
Trombetti, Country Manager Italy
di House Of Marley.
“Fondato dalla famiglia di Bob
Marley, questo brand offre esclusivi prodotti audio earth-friendly
e lifestyle e introduce un nuovo
concetto di design nel mondo audio. Siamo presenti in oltre venti
Paesi nel mondo e stiamo riscuotendo un enorme successo. In
particolare, per il mercato italiano l’obiettivo è quello di accrescere la distribuzione incrementando
da un lato la presenza dei prodotti
nel canale specializzato e dall’altro di integrarci in un canale più
selezionato che si sposi perfettamente con la filosofia e il target
del Brand, quello dei negozi Action Sport/Lifestyle.
Nei prossimi mesi inoltre organizzeremo numerose attività di
visibilità a livello social puntando su performance sonore, spirito
earth-friendly e un’allure fashion
del brand che accresceranno la
nostra awareness e che contribuiranno alla crescita e al successo di
House Of Marley”
Il marchio Bose non ha certo bisogno di presentazioni, l’offerta
del produttore americano spazia
in diversi mercati, dalla casa, alle automobili, alla mobilità e agli
ambienti pubblici. I suoi punti di
forza sono i sistemi per l’home
entertainment e Wave, le cuffie
audio con tecnologia noise cancelling, gli altoparlanti Bluetooth
e le soluzioni professionali. Ecco la
dichiarazione di Alberto Staderini, Consumer Marketing Manager
di Bose Italia.
“Nell’ultimo anno abbiamo visto
un mercato molto dinamico, nel
quale nuove tipologie di prodotti sono andate ad affiancare segmenti più maturi. Se il segmento
delle soundbar e soundbase continua ad essere molto interessante e tiene vivo l’home cinema
grazie a prodotti di successo come il Solo 15 TV e le nuove “mini soundbar” dei sistemi CineMate, le cuffie e i diffusori Bluetooth
confermano la loro crescita presso un pubblico sempre più vasto.
I diffusori Bose SoundLink continuano ad essere il riferimento
del mercato e il nuovo SoundLink
Colour ha aperto la strada ad un
pubblico ancora più grande, mentre le nuove cuffie hanno riconfermato la leadership tecnologica
nel segmento della riduzione del
rumore (grazie alle QuietComfort
25) e guadagnato l’interesse dei
più giovani grazie alla nuova serie
SoundTrue. Ma il segmento che ha
mostrato maggior crescita nonché
l’interesse di tanti player è quello
del Wi-Fi e multi-room, nel quale
Bose è entrata da poco più di un
anno, diventando subito il riferimento assieme a un altro brand.
I sistemi SoundTouch si distinguono per la loro qualità e semplicità di utilizzo ed offrono tantissime
caratteristiche che li rendono un
ecosistema molto flessibile: si può
partire con un prodotto e poi aggiungerne altri, da diffusori come
il SoundTouch 20 a veri e propri
sistemi home cinema come il Lifestyle 535, per ascoltare la stessa musica in tutte le stanze o canzoni diverse per ogni stanza, al
volume desiderato e da ogni sorgente: internet radio, musica dal
PC, servizi musicali come Spotify
e Deezer. Proprio con quest’ultimo abbiamo un’offerta speciale:
acquistando un sistema wireless
Bose si avrà un mese gratuito di
Deezer Premium+ e sarà possibile abbonarsi per un anno a metà
prezzo.”
homedics.indd 3
03/04/15 17.53
smart home
Le applicazioni e i dispositivi audio nella Smart Home sono tra i più
richiesti dagli utenti. Massima interazione tra smartphone e impianti
audio e soprattutto musica liquida in tutta la casa rappresentano
le ultime tendenze del settore
T
di Federico Cociancich
utti i produttori sembrano
essere concordi sul trend di
quest’anno: “Se le sound bar sono
state il successo del 2014, l’audio
multi room sarà quello del 2015”.
Ma quali sono gli elementi più
importanti per un sistema audio
Hi-Fi della casa connessa? Tralasciando la qualità audio, il cui valore è soggettivo e ahimè direttamente proporzionale al prezzo,
gli elementi fondamentali di un
sistema sono la connettività e la
possibilità di riprodurre il maggior numero di sorgenti possibili.
CD, USB, ingresso audio (Aux-in),
rete LAN (anche wireless), DLNA,
AirPlay, Chromecast Web radio e
ora Spotify Connect… queste sono solo alcune delle sorgenti che
l’impianto ideale dovrebbe essere
in grado di riprodurre. A compli-
to non è sempre semplice e non
consente lo streaming diretto ma
solo la copia e la condivisione
di file. Ad Apple va riconosciuto
il merio di aver reso la procedura semplicissima tramite AirPlay:
mentre ascolti un brano sul tuo
iPhone (o iPod o iPad) basta un
tocco sull’icona AirPlay e puoi trasferire l’audio sul tuo impianto
Hi-Fi o diffusore wireless, purché
questi siano ovviamente compatibili. Ora anche Android di Google ha la possibilità di mandare in
streaming i segnali audio e video
tramite Chromecast, ma questi
sistema non è molto diffuso soprattutto nei sistemi audio. Il Miracast, pur utilizzabile anche per
l’audio, è stato pensato espressamente per la riproduzione dei video (specialmente dai tablet) e
ha il pregio di utilizzare la tecnologia Wi-Fi Direct che non richiede
una rete wireless esistente.
Il flusso musicale
di LG
Il produttore coreano ha studiato
un nuovo sistema, LG Music Flow,
appositamente per l’audio multiroom: costituito da vari elementi, tra cui Speaker, Sound Bar, e
Network Bridge (i dispositivi che
collegano via wireless i diversi dispositivi audio della casa). I vari
elementi possono essere posizionati in ogni stanza, per riprodurre lo stesso brano in tutta la casa
o brani diversi in ogni ambiente.
Grazie a un’app, è possibile controllare tutte le unità audio da
smartphone o PC con la possibilità
di generare automaticamente una
care ulteriormente la situazione
c’è la compatibilità o meno con
il tipo di compressione audio: file con uno stesso formato possono essere stati creati con un algoritmo di compressione diversa e non funzionare allo stesso
modo con tutti i player. Uno dei
limiti dei vecchi sistemi è intrinseco negli strumenti di controllo
come i normali telecomandi o le
classiche manopole: se dobbiamo
scorrere migliaia di brani o anche
un menù con centinaia di web radio questi strumenti non sono più
adatti. È quindi necessaria l’interazione con smartphone e tablet
per sfruttare i display touch e le
tastiere.
Gli standard
DLNA è stato il primo sistema
pensato per la condivisione dei
file multimediali attraverso la rete domestica tra smartphone, Tv
e impianti Hi-Fi. Il funzionamen-
38 - 39
int
n
o
r
Il suono tutto o
a te
playlist per ricreare una determinata atmosfera o di trasmettere
automaticamente la musica in riproduzione sul proprio smartphone non appena entrati in casa.
Spotify Connect
Spotify è un servizio musicale
grazie al quale è possibile ascoltare in streaming fino a 30 mi-
lioni di brani di varie case discografiche incluse Sony, EMI, Warner Music Group e Universal, ed
etichette indipendenti. Utilizzato
con smartphone la riproduzione
è gratuita ma solo in riproduzione
casuale e con alcuni inserti pubblicitari. È possibile quindi ascoltare solo le nostre playlist, quelle
create da altri utenti a cui siamo
iscritti, e tutta la musica in catalogo, ma senza possibilità di scegliere un brano specifico. Per poter riprodurre qualunque brano,
e copiarlo localmente, bisogna
sottoscrivere un abbonamento
Premium a 10 Ð al mese. Chi si è
abbonato alla versione Premium
può anche utilizzare l’interessante funzione Connect che permette di ascoltare la musica in streaming attraverso gli altoparlanti
connessi al proprio computer e a
dispositivi compatibili, controllandone la riproduzione mediante
un’app per smartphone.
Tante alternative
Non c’è solo spotify, sono ormai
tanti i servizi che offrono la musica in streaming anche nel nostro
paese, in attesa che Apple lanci il proprio Beat music. Tra i più
interessanti e conosciuti c’è Deezer (deezer.com), anch’esso disponibile in versione prova, puoi
ascoltare solo i primi 30 secondi
dei 20 milioni di brani presenti nel
catalogo, o quella premium (10Ð
al mese). Google Play Music è
anch’esso un sistema molto simile, che ha il vantaggio di “aggiungere” i tuoi brani personali, che
potrai così ascoltare su qualunque
dispositivo. Per gli audiofili amanti dell’alta qualità adesso c’è anche Tidal (tidalhifi.com). Costa il
doppio degli altri ma la maggior
parte del suo catalogo è disponibile in formato FLAC a 16 bit e 44
KHz con un bit rate di 1411 Kbit/s:
attenzione all’uso di banda quando siete in giro, ma la differenza si
sente eccome.
S
e le sound bar
sono state il
successo del 2014,
l’audio multi room
sarà quello del
2015”. Ma quali sono
gli elementi più
importanti per un
sistema audio Hi-Fi
della casa connessa?
Un sistema per visualizzare sul televisore
filmati provenienti da PC, tablet e smartphone
tecnologia
Miracast
la tua
emittente
privata
di Marco Passarello
A
S
i tratta di una
connessione
di tipo Wi-Fi Direct
che consente a
due dispositivi
di riconoscersi
e “parlarsi”
direttamente
tutti gli utenti di smartphone,
tablet e computer portatili è
capitato di desiderare di avere a disposizione uno schermo più grande, per condividere un videogioco
o la visione di un filmato con altre persone, o semplicemente per
maggiore comodità. La soluzione
ideale è collegare il dispositivo a
un televisore, ma non sempre è
fattibile: fino a qualche tempo fa
l’unica soluzione era usare un cavo HDMI, costoso e spesso non sufficientemente lungo per potersi
sedere alla distanza giusta. Molti
smartphone e tablet, inoltre, non
avevano questa possibilità, essendo privi di uscita HDMI. Ora però si
sta diffondendo uno standard che
permette di collegare smartphone e tablet a un televisore in modo
semplice e senza bisogno di alcun
cavo: Miracast.
HDMI via Wi-Fi
Miracast utilizza per la trasmissione il diffusissimo standard Wi-Fi.
Più precisamente si tratta di una
connessione di tipo Wi-Fi Direct
(che consente a due dispositivi di
riconoscersi e “parlarsi” direttamente, senza che sia presente un
access point a mediare lo scambio
dei dati), con l’aggiunta di protocolli di negoziazione che permettono di trovare in modo automatico
i settaggi ottimali, evitando all’utente di doversi preoccupare della
scelta del codec o della risoluzione.
Miracast permette di trasmettere
video con risoluzione 1080p e audio surround 5.1: è perciò l’equivalente di un segnale HDMI trasmesso via Wi-Fi. Usare Miracast è semplicissimo: basta cercare sul dispositivo la relativa opzione, attivarla,
e selezionare il televisore dall’elenco dei ricevitori disponibili. Nel giro di poco video e audio verranno
riprodotti anche attraverso il televisore. Tutto questo, ovviamente,
presuppone che sia il dispositivo
trasmittente, sia il televisore siano
compatibili con Miracast.
Android, Windows & C.
Lo standard Miracast è stato lanciato ufficialmente il 31 maggio 2012
dalla Wi-Fi Alliance, l’organizzazione non-profit che sovrintende
alla certificazione degli standard
legati al Wi-Fi. Sul sito web www.
wi-fi.org viene mantenuta una lista aggiornata di tutti i dispositivi
40 - 41
ufficialmente compatibili con Miracast (ma, come vedremo più avanti, esistono modo per usare il sistema anche con dispositivi non certificati). A partire dalla versione 4.2
il più diffuso sistema operativo per
dispositivi mobili, Android, supporta Miracast nativamente (tuttavia
alcuni dispositivi della serie Nexus,
quella prodotta direttamente da
Google, non sono compatibili anche se hanno versioni successive del software). Anche il sistema
operativo Windows a partire dalla
versione 8.1 è compatibile con Miracast. A partire dalla versione 3.5
anche Intel ha adottato Miracast
per il suo sistema video wireless
L
o standard
Miracast è stato
lanciato ufficialmente
il 31 maggio 2012
dalla Wi-Fi Alliance
Wi-Di. I dispositivi Apple, invece,
utilizzano un sistema differente e
non compatibile (vedi riquadro).
Chiavette Miracast
Che fare se il televisore non è in
grado di ricevere il segnale Wi-Fi?
Il problema è facilmente risolvibile acquistando per poche decine di
euro una chiavetta (dongle) Miracast. Inserendola nella porta HDMI si mette il televisore in grado
di ricevere il segnale Miracast da
qualunque dispositivo. Da notare
che le chiavette di questo genere
richiedono alimentazione esterna,
di solito attraverso una porta Micro USB. Se il televisore è dotato di
una porta USB si può prendere l’alimentazione da lì, altrimenti occorrerà un alimentatore USB collegato
a una presa elettrica.
Esistono anche chiavette Miracast
trasmittenti. Queste vanno inserite
in una porta USB e permettono a
un computer portatile di riprodurre
video sul televisore (smartphone e
tablet non hanno la possibilità di
sfruttare questo tipo di dispositivi).
Difetti e problemi
Il difetto principale del modo in cui
è costruito il sistema Miracast è la
sua scarsa flessibilità: riproduce
esattamente sul televisore ciò che
appare sullo schermo del dispositivo originale, e non sono possibi-
li altre modalità. Questo significa,
per esempio, che non è possibile
visualizzare sul televisore un cartone animato per i bambini e allo stesso tempo usare il tablet per
controllare la posta, cosa che invece è permessa da altri sistemi.
Più grave è il problema dello scarso rigore con cui lo standard è stato
adottato. Per cominciare, lo stesso nome “Miracast” spesso viene
tralasciato per utilizzare una diversa terminologia (per esempio,
sui dispositivi Samsung si chiama
“AllShare Cast”). Ma soprattutto,
spesso lo standard non viene adottato in modo completo, col risultato che anche dispositivi certificati che dovrebbero essere del tutto
compatibili tra loro spesso non lo
sono. Il consumatore, quindi, può
avere qualche difficoltà a capire
se il prodotto che sta acquistando
sarà in grado di fare ciò che desidera. Nonostante questi problemi,
ci sentiamo di dire che Miracast è
una comodità cui è preferibile non
rinunciare.
La concorrenza: AirPlay e ChromeCast
Come abbiamo visto, i dispositivi Apple non sono
compatibili con Miracast. Utilizzano invece un sistema alternativo chiamato AirPlay. I due sistemi sono
concettualmente simili, ma quello Apple è molto più
sofisticato, e consente per esempio di visualizzare un
film sul televisore mentre sul dispositivo si sta facendo tutt’altro. Perché funzioni è però necessario collegare al televisore una periferica AppleTV: non esistono
televisori compatibili.
Un modo alternativo per trasmettere contenuti da un
dispositivo al televisore è Google Chromecast. Si tratta
di una chiavetta in vendita a soli 35 €, che va inserita
nella porta HDMI della TV. L’hardware è molto simile
alle chiavette Miracast viste in precedenza (inclusa la
necessità di ricevere alimentazione elettrica via USB).
Tuttavia il funzionamento è diverso. Chromecast non
sfrutta Wi-Fi Direct, ma si collega alla rete Wi-Fi di casa. Una volta effettuato il collegamento, è possibile riprodurre sul televisore contenuti multimediali presenti
su siti web appositamente creati, utilizzando apposite
app (per Android o iOS) oppure il browser Chrome. È
anche possibile visualizzare il contenuto di qualunque
scheda del browser Chrome; in questo caso però il risultato dipende dal dispositivo utilizzato e dal tipo di
contenuto, e non sempre è soddisfacente. In altre parole, Chromecast non è un dispositivo per visualizzare
i contenuti presenti su un computer o un tablet, ma
essenzialmente per lo streaming dei filmati da Internet.
In questo ha ottenuto un grande successo, risultando il
player più utilizzato negli USA.
gaming
Non solo
per i gamer
di Raffaele Gomiero
Il merchandising legato ai più importanti titoli in commercio può
rappresentare una buona occasione di guadagno e di visibilità
I
l mondo del gaming non si basa
solamente sulla vendita del gioco vero e proprio, ma anche – e soprattutto - sul merchandising che
ruota intorno ai titoli più importanti. Pur trattandosi di un mondo
particolarmente vasto, però, occorre fare dei distinguo e individuare
quella fetta di mercato in grado di
riscuotere, da sola, gran parte del
successo di critica e di vendita capace di sostenere l’intero settore:
stiamo infatti parlando di quei prodotti derivanti dai videogiochi più
venduti, tra cui regnano sovrani i
personaggi Nintendo e tutto ciò
che concerne il campione d’incassi “Assassin’s Creed”. Per meglio
42 - 43
addentrarci in questo complesso
mondo, abbiamo chiesto ai maggiori esponenti del settore import l’attuale situazione di mercato, nonché le strategie impiegate
in passato e quelle in serbo per i
prossimi mesi dell’anno.
Bee Group
L’azienda è giovane ma dietro ad
essa c’è una figura storica nel settore importazione in Italia. Il punto di forza di Bee Group è senza
dubbio la vastità del suo catalogo
e nonostante l’azienda sia nata da
pochissimo è già tra i protagonisti
dell’importazione in Italia. Siamo
andati a scambiare due chiacchiere
proprio con Giovanni Termagnini,
Presidente e Amministratore Delegato di Bee Group, il quale ha una
profonda conoscenza dell’importazione da Giappone e Stati Uniti
in tutte le sue sfaccettature e ci ha
potuto spiegare come funziona la
logica d’importazione e soprattutto le variabili con cui si deve fare i
conti durante tutti i mesi dell’anno.
“Sia il 2014 che il periodo natalizio sono andati bene tutti dei numeri che sono proporzionati in base al periodo, anche se devo dire
che sono andati molto meglio delle attese. Il nostro settore ha una
relativa stagionalità, e tutto si basa sull’uscita dei prodotti, motivo
Vs Zombie’, gioco che ha avuto un
successo clamoroso su smartphone e tablet per cui molto conosciuto anche dai casual gamer che rappresentano sicuramente una fetta
più grossa di pubblico rispetto agli
hardcore gamer, il che si traduce in
vendite ampiamente superiori.
EMP
Anche l’ecommerce ha la sua importanza ed EMP è tra i pochi in
Italia a commercializzare gadget di
videogiochi veramente esclusivi.
Alberto Gaglio, Country Manager,
EMP Mailorder Italia: “Di tutto il
merchandise legato ai videogiochi è l’abbigliamento quello che
va per la maggiore come t-shirt e
felpe, in particolare quello di ‘Assassin’s Creed’. Se si sconfina negli
accessori invece, i portafogli hanno un buon successo, in particolare
quello a forma di Playstation 1 sta
andando forte. Per noi rappresenta
per cui un prodotto può cambiare
il fatturato di un intero mese, poi
ovviamente tra ottobre e dicembre
si fa più del fatturato dell‘ anno.
Siamo nati nel 2013 per cui siamo
attivi sul mercato da pochissimo,
proprio per questo quest’anno ci
aspettiamo ragionevolmente di
raddoppiare il fatturato. In ogni caso siamo già contenti di quanto abbiamo già raggiunto fino adesso.
Sicuramente i prodotti con più successo sono state le action figures
piu snodate e particolareggiate
come quella di ‘Assassin’s Creed’,
anche se sono ampiamente più
costose rispetto ad altre abbiamo
visto che il pubblico collezionista
preferisce spendere di più e avere un prodotto di altissima qualità
piuttosto che risparmiare qualcosa
ed avere tra le mani una riproduzione che non lo appaga al 100%,
inoltre alcune action figures forniscono codici per sbloccare determinati contenuti all’ interno del gioco
da cui e tratto ed essendo questi
contenuti esclusivi i collezionisti di
achievement le tengono molto in
considerazione.
Sicuramente in futuro aggiungeremo altri brand, ancora non sappiamo quali perché siamo costantemente alla ricerca di prodotti nuovi
che abbiamo gli standard di qualità richiesti dai nostri clienti.
In esclusiva abbiamo la McFarlane
che è stata l‘ azienda che ha lanciato le action figures come prodotti da collezione distinguendoli dal giocattolo, tra i suoi brand
ci sono ‘Assassin’s creed’ e ‘Halo’, poi abbiamo Goodsmile Company, il secondo gruppo giapponese di prodotti per collezionisti dopo
Bandai-Tamashii Nations, tra i suoi
prodotti vendono molto i Nendoroid del mondo Nintendo e Metal
Gear Solid. Poi abbiamo la Funko
che produce piccoli pupazzetti super deformed che vengono mediamente 15 euro al pubblico e proprio questa abbordabilità di prezzo fa avvicinare il pubblico all’acquisto, naturalmente c’è massiccia
presenza di personaggi tratti da videogiochi come ‘Assassin’s Creed’,
‘Evolve’, ‘God of War’ e altri. Oltre
a questi distribuiamo altri brand
che anche se non li abbiamo in
esclusiva rappresentano delle entrate importanti come ad esempio
le action figure di ‘Final Fantasy’ di
Square, quindi si parla dei protagonisti di tutti i capitoli della saga
che abbiamo visto in questi anni.
Poi abbiamo la Neca che sta riproponendo personaggi dei videogiochi realizzati riprendendo gli anni
80/90 e l’aspetto vintage per molti
attrae più di quello moderno. Ultima ma non certo in ordine di importanza c’è la Diamond, la quale tratta le action figure di ‘Plant
Enrico Bergamini, Cosmic Group
Alberto Gaglio, EMP Mailorder Italia
I
l nostro settore
ha una relativa
stagionalità, e tutto
si basa sull’uscita dei
prodotti, motivo per
cui un prodotto può
cambiare il fatturato
di un intero mese
gaming
intorno al 4-5% del fatturato, che
nel caso di EMP, con un catalogo di
oltre 25.000 prodotti di ogni tipo, è
un risultato significativo. E’ un segmento che è cresciuto bene nell’ultimo paio d’anni.
Vendiamo merchandise di molti
brand di videogame: tra i più recenti ricordiamo ‘Destiny’, ‘Watch
Dogs’ o ‘Evolve’, oltre a brand classici come ‘Call of Duty’, ‘World of
C
he il 3DS sia la console più venduta del mondo non è certo un
segreto. Fino ad oggi la famiglia
3DS ha venduto oltre i 50 milioni
di unità in tutto il mondo tra normale e XL diventando la console più
venduta. Sono passati circa 4 anni dal suo lancio del 2010 e per il
3DS è giunto il momento di un restyling, non solo esternamente ma
anche internamente. Il New 3DS si
presenta sia per forma che per dimensioni molto simile al precedente ma con una forma leggermente
più arrotondata, con lo schermo superiore più grande di circa il 20%.
La versione XL si presente invece
praticamente identica alla precedente, solamente un po’ più leggera. La novità più importante è
l’inserimento di tasti aggiuntivi; un
secondo minuscolo stick analogico
Simona Portigliotti
44 - 45
sopra il tasto Y e due tasti dorsali di
fianco ai L e R tradizionali. Notevoli
migliorie sono state fatte anche a
livello hardware: il processore interno è più performante, il che riduce i tempi di caricamento di alcuni
giochi e l’accensione della console,
ed è stato inserito un sistema 3D Ultra Stabile, una tecnologia 3D che
grazie a un Led a infrarossi abbinato alla telecamera segue lo sguardo
del giocatore e adatta l’effetto 3D
in tempo reale in base alla posizione della testa. Ma cosa si aspettano
da queste nuove console? Lo abbiamo chiesto direttamente a Simona
Portigliotti, Brand Manager Handheld Console di Nintendo Italia.
“Possiamo dire che il lancio è andato molto bene, sopra le nostre
aspettative per cui i forecast dei
prossimi mesi sono decisamente
importanti. Dopo esserci rivolti al
pubblico gamer in fase di lancio,
ora ci rivolgeremo ai bambini, in
vista del picco di stagionalità legato alla fine della scuola, puntando
molto sulle cover intercambiabili e
la compatibilità con gli Amiibo.
Il lancio della nuova versione della
console è andato molto bene, sia
in Italia che in tutta Europa. Possiamo tranquillamente dire che ha
venduto molto di più in day one
anche del Nintendo 3DS XL, sebbene quest’ultimo fosse stato lanciato in un periodo molto più favorevole dal punto di vista dei consumi. Il trend vede l’XL come console
Warcraft’, ‘The Elder Scrolls’, ‘Diablo’ o Nintendo in generale, o ancora ‘Little Big Planet’ e ‘Minecraft’. Non c’è quindi una restrizione di sorta, dipende molto anche dai periodi: i brand di maggior
successo chiaramente tendono a
essere presenti in maniera più costante nel catalogo.
A livello di merchandise legato ai
videogame il 2014 è andato molto
Nintendo:
ecco il
nuovo 3DS!
più forte, ma prevediamo
di crescere anche con la
normale sui kids grazie
alle cover intercambiabili
che verranno mostrate in
tutti gli spot TV. La New 3DS non
ha stravolto il prodotto con novità
super eclatanti, ma l’ha reso semplicemente ottimale. Ora il 3DS
ha davvero tanti argomenti in più
proprio per rispondere alle eventuali critiche che potevano essergli rivolte in passato: è potente e
veloce, non dà più assolutamente
fastidio agli occhi, ha accessori super divertenti come le cover e gli
amiibo e soprattutto vanta una line up davvero ricca e invidiabile.
Visto il successo eclatante delle limited edition di Monster Hunter 4
e di Zelda, andate letteralmente a
ruba, stiamo inoltre pensando se-
riamente a nuove versioni speciali
per il futuro, ma al momento è ancora tutto in fase di studio.
Non riusciamo però a fare una stima precisa del tasso di conversione, ma viste le forti promo legate
al trade-in che vengono comunicate dai retailer al momento pensiamo che saranno molti a voler fare
questo passaggio. Dai commenti
dei nostri utenti ci rendiamo conto che la New Nintendo 3DS è la
console perfetta per convincere
all’upgrade i lapsed gamer che si
erano fermati al DS Lite o quelli
che avevano preso il primo Nintendo 3DS e non l’XL successivo.
I titoli sugli scaffali
Battlefield Hardline
bene; il segmento continua a crescere, e il successo riscosso da ‘Destiny’ ha inciso positivamente anche sul relativo merchandise e in
generale sotto il periodo natalizio
il merchandise videoludico è cresciuto in maniera decisa.
Contiamo di continuare a crescere
in questo settore, arricchendo il catalogo con nuovi articoli e guadagnando clienti interessati a questo
ambito. Negli anni scorsi EMP era
presente anche alla Gamescom di
Colonia, e speriamo di poter ripetere l’esperienza. In generale EMP
si concentrerà molto sul proprio
settore di riferimento, ovvero il
merchandise ufficiale, che sia musicale o di videogiochi o legato al
cinema e alle serie Tv.
Cosmic Group
La prima azienda a portare in Italia i prodotti Bandai a prezzi contenuti punta molto sulle statuette,
prodotti di alta fascia dal prezzo
sensibilmente più alto ma in grado di soddisfare il pubblico più esigente. Enrico Bergamini, Direttore Commerciale e Marketing di
Nuovo episodio per Battlefield,
uno dei titoli voltati al multiplayer
più giocati degli ultimi anni. Questa volta niente ambientazioni
belliche ma tutto si svolge in città e al posto di soldati controlleremo agenti di polizia. Per il resto gli
elementi “storici” ci sono tutti; un
single player cortissimo per farsi
le ossa, un multiplayer enorme e
praticamente infinto e una grafica
ineccepibile.
Piattaforme: PC, PS3, PS4, Xbox
360, Xbox One
Cosmic Group srl: “L’anno è stato buono, e in crescita rispetto a
quello precedente. Natale è stato
buono ma non è stato quello che ci
ha fatto migliorare l’annata, che è
stata costante a livello di crescita.
Sul fatturato il merchandising pesa
non più del 5%. L’inizio del 2015
è stato discreto e si spera di riuscire a fare almeno, in caso peggiore, come lo scorso anno. Ma le
premesse sono buone.
La percentuale del licensing videogame per noi è piuttosto bassa.
A parte alcuni classici come ‘Assasin’s Creed’ e ‘Super Mario’ non ci
sono stati fenomeni nuovi e rilevanti per noi e per le nostre aziende di riferimento. Tendenzialmente i prodotti più venduti sono le
figure dedicate a certi classici del
mondo manga-anime come i robot come ‘Goldrake’ o ‘I Cavalieri
dello Zodiaco’. Abbiamo avuto una
buona crescita anche per il mondo
dei GUNPLA, ossia i kit di montaggio dedicati alla saga di ‘Gundam’.
Ogni anno inseriamo nuovi brand
a catalogo e siamo già in trattativa
con varie realtà”.
The Legend of Zelda:
Majora’s Mask
Dopo Ocarina of Time torna in versione rivista e corretta anche Majora’s Mask, una delle avventure
più belle in assoluto dell’immortale saga RPG di Nintendo. Anche nel piccolo schermo del 3DS
la giocabilità è rimasta immutata
e il titolo non ha perso lo smalto
di un tempo e risulta attualissimo.
Per goderselo al 100% è meglio
giocarlo su 3DS XL però.
Piattaforma: Nintendo 3DS
BloodBorne
Dai creatori degli acclamatissimi
Demon’s Souls, Dark Souls e Dark
Souls 2 ecco l’ultima frontiera dell’RPG fantasy: Bloodborne. Un sistema di combattimento tutto votato ad attacco e schivate rispetto
al solito parata/attacco è la differenza più evidente mentre la
corposa presenza di allucinazioni
rende la storia ancora più surreale. Un acquisto obbligato per chi
ama il fantasy: venderà, e molto!
Piattaforma: PS4
Multiplayer Edizioni
Leader assoluto per quanto riguarda i libri tratti dai videogiochi Multiplayer Edizioni da quando è
nata si è sempre aggiudicata tutte le licenze migliori ed ha saputo
sfruttarle al meglio. Tra i suoi libri
troviamo la saga di “Halo”, “Mass
Effect”, “Assassin’s Creed” e alcuni saggi di trend che raccontano
particolari periodi come il recentis-
simo “Console Wars”. Ma non si solo libri campa l’azienda, per sapere
di cos’altro si nutre siamo andati a
chiederlo direttamente al suo fondatore.
Andrea Pucci, Fondatore e Amministratore Unico NetAddiction Srl:
“Multiplayer Edizioni nel 2015
avrà la distribuzione esclusiva per
l’Italia della linea TOYS Nintendo .
I pupazzi verranno distribuiti all’in-
Mario Party 10
Decimo episodio per il party game di Nintendo con protagonisti
Mario & C. intenti a completare un simil-gioco dell’oca pieno
zeppo di minigiochi. Se nei passati episodi si poteva giocare in
4 questa volta si sale di numero,
fino a 5 giocatori si potranno sfidare contemporaneamente nella stessa stanza con la dinamica
del 4-contro-1, dove l’1 è impersonato da Bowser che farà di
tutto per impedire ai protagonisti di raggiungere la meta.
Piattaforma: Nintendo Wii U
Final Fantasy: Type 0
Rimasterizzazione in HD dell’episodio uscito anni fa su PSP,
questo Type-0 si mantiene all’altezza della saga di FF mantenendo alto sia il livello di storia
che quello di grafica. Questa volta sarà una lotta contro il tempo
nel vero senso della parola, sarà
infatti il tempo a determinare le
nostre azioni, missioni principali
e side quest comprese, per cui
attenzione, ogni secondo sarà
prezioso!
Piattaforme: PS4, Xbox One
terno della grande distribuzione di
giocattoli e videogiochi. La media
è di 25 titoli l’anno. Nel 2014 abbiamo avuto un piccolo calo nelle
vendite della collana Videogiochi
da Leggere rispetto alla collana
Apocalittici, quindi i romanzi di genere horror e fantascienza apocalittica. Abbiamo inserito di recente
Multipop, una collana che raccoglie
generi letterari molto ispirati dalla
cultura videoludica e popolare, come il fantasy. Abbiamo in cantiere due romanzi in cui l’iconografia
avrà un’impronta importante: ‘The
Queen Of the Tearling’, per esempio, conterrà illustrazioni di Roberto Recchioni e ‘I Cavalieri del Nord’
avrà invece una copertina scelta
grazie a un contest letterario organizzato con l’Associazione Game Art Gallery. I videogiochi da
leggere si difendono bene però e
quest’anno inizieremo la pubblicazione dei romanzi di ‘Halo’ anche
in ebook. Le guide strategiche rappresentano ancora una percentua-
46 - 47
le importantissima del fatturato,
soprattutto per il fatto che localizziamo ogni guida in 4 lingue: italiano, francese, spagnolo e tedesco.
La guida più venduta è stata anche per quest’anno a brand ‘GTA’
con ‘Grand Theft Auto V’ aggiornata ed estesa , che ha bissato quasi il successo di quella precedente
per le vecchie console. Quest’an-
Andrea Pucci, NetAddiction
no possiamo già confermare un art
book molto bello, ‘The Art of The
Witcher’, e la guida strategica di
‘The Witcher 3’.
Game Over
Abbiamo parlato con grandi aziende che hanno dalla loro il vantaggio di avere sottomano importanti
brand, ma come hanno affrontato l’importazione i classici negozi?
Molti hanno iniziato anni fa, prima
ancora che gli importatori ufficiali
aprissero e le varie licenze vennero distribuite, per loro molto spesso voleva dire andare direttamente in Giappone o negli Stati Uniti a
contattare direttamente le aziende, questo gli consentiva di avere dei prodotti veramente unici,
poi è arrivato internet e di conseguenze l’ e-commerce e le cose sono cambiate drasticamente. Come
hanno affrontato la loro avventura nell’importazione? Lo abbiamo
chiesto a uno di loro.
Claudio De Angelis, proprietario
negozio Game Over, Roma: “Mi occupo di gadget da quando ho aperto l’attività. Ho iniziato ad acquistare giochi, gadget e altro materiale
import per passione personale per
poi accorgermi che alcuni articoli,
chiamiamoli “esotici”, riscuotevano
un gran successo presso il pubblico
che non aveva occasione di ammirarli in altri negozi.
Il vero collezionista punta al “pezzo” a tiratura limitata, alla statua del supereroe prodotta in 500
pezzi piuttosto che al robot/mech
giapponese in metallo o iperdettagliato. C’è un grande ritorno al vintage anche nei videogiochi o nel
collezionismo in generale. Spesso ci rivolgiamo al Giappone per
acquistare console o videogames
mai usciti in Europa e il pubblico
si dimostra affamato di questo genere di articoli. Ovviamente ora è
diventato più semplice reperire alcuni articoli grazie alla miriade di
siti di e-commerce e ai venditori
privati che affollano il web. Personalmente però amo anche andare
sul posto per cercare qualche articolo particolare. In più di un’occasione, ad esempio, mi sono recato
a Tokyo e ho trovato delle chicche
che su web sarebbe stato impossibile reperire. Per un’attività come
la mia, soprattutto all’inizio, sono
importanti a livello di immagine,
come si dice... “fanno vetrina”. Con
il tempo però il mercato import sta
diventando sempre più importante, sono ancora molti gli articoli che
non vengono venduti nei canali ufficiali europei e soprattutto italiani,
ma come dicevo prima il pubblico
li cerca, ne è affamato.
Inutile nascondere che la crisi si è
fatta sentire, ma proprio per alleggerire un po’ questa situazione ho
cercato di affiancare ai prodotti che
tradizionalmente vanno di più nel
periodo natalizio, alcuni articoli in
grado di catturare l’occhio e di caratterizzare il Game Over rispetto
a tutti gli altri negozi di videogiochi e gadget. In questo momento
ho la passione per i ‘LEGO’. Come
al solito ne prendo alcuni che piacciono a me, ma sto vedendo che
anche il pubblico adulto apprezza.
Poi non perdo mai di vista il mondo
Nintendo, nelle mie vetrine ho alcune chicche di Super Mario e soci
che farebbero sgranare gli occhi a
chiunque. E nel mio cuore rimarrà
sempre la passione per la serie ‘Resident Evil’ e per il ‘Joker’”.
in-store
Numeri in crescita per il network di vendita di videogame
di Raffaele
Gomiero
GamePeople
obiettivo espansione
N
Walter Marzullo
ata dall’esperienza di Db-Line,
uno dei maggiori distributori
in Italia di videogame e presente
da 20 anni sul mercato, GamePeople in un solo anno ha instaurato
una partnership con oltre 60 punti vendita specializzati, entrando di
prepotenza tra i protagonisti del
settore.
A supporto di ogni punto vendita c’è un’avanzata logistica e soprattutto disponibilità immediata dei prodotti e una velocissima
evasione degli ordini, aspetti determinanti per qualsiasi settore e
soprattutto nei videogiochi dove
tutto si svolge molto in fretta. Ma
cosa pensa una realtà così grande
del mercato? Ne abbiamo parlato
direttamente con il suo responsabile Walter Marzullo.
Un bilancio del 2014 e in particolar modo del periodo natalizio
“Siamo pienamente soddisfat-
48 - 49
ti di come si è concluso l’anno
2014 per il network GamePeople. Rispetto allo scorso anno la
performance del Gruppo ha registrato un incremento di fatturato
pari al 23%. Questo dato testimonia la validità della nostra formula di affiliazione, un perfetto mix
di “franchising-indipendente”per
il settore retail. Il nostro affiliato,
pur lavorando in perfetta autonomia, può contare su un’azienda
strutturata che gli fornisce supporti commerciali, tecnici e logistici favorendo lo sviluppo del business videoludico in un mercato
sempre più esigente e competitivo.
Riguardo al Natale, l’intero network ha risposto in modo eccellente alle richieste del mercato, offrendo una serie di offerte variegate e super concorrenziali. Inoltre, tutti i punti vendita hanno dato una decisa spinta alle vendite di
console next-gen, buona premessa per l’anno in corso”.
E per quanto riguarda il 2015 e
le previsioni per i prossimi mesi?
“L’anno è iniziato con l’apertura di
nuovi store GamePeople in città
come Ferrara e Roma. Per i prossimi mesi siamo in procinto di annunciare altre importanti aperture
sull’intero territorio nazionale”.
Come è composta la vostra attuale rete vendita?
“Al momento abbiamo 72 punti
vendita affiliati in Italia, suddivisi
tra le nostre due nostre formule
di affiliazione denominate - Invite
ed Exclusive. Formule che sono in
grado di adattarsi alle esigenze e
ai bisogni dei diversi imprenditori, trovando così un punto di equilibrio tra opportunità e necessità
del punto vendita. Abbiamo ovviamente negozi che performa-
Un vostro parere sul mercato e
sull’introduzione della digital
delivery
“Il settore dei videogame è sostanzialmente cambiato in questi
ultimi anni e gli scenari futuri di
un possibile sviluppo su questo
mercato sono vari.
La diffusione di nuove piattaforme da gioco come smartphone e
tablet continueranno ad attrarre
nuovi giocatori e nuovi consumatori con modi alternativi di fruire
il videogame anche attraverso il
digital delivery.
In Italia, però, abbiamo ancora dei limiti pratici non irrilevanti, scoraggiati dall’idea di dover
scaricare 50-60 GB di dati con il
supporto di una linea dalle prestazioni altalenanti per non dire
scadenti”.
G
amePeople in
un solo anno
ha instaurato una
partnership con oltre
60 punti vendita
specializzati, entrando
di prepotenza
tra i protagonisti
del settore
E in merito all’usato?
“La vendita di giochi usati rimane una importante fonte di sostenibilità per il punto vendita
specializzato in videogame. Nei
nostri store GamePeople, grazie
a un software gestionale avanzato, l’affiliato riesce ad offrire
una corretta e aggiornata valutazione dell’usato in modo da differenziarsi da altri competitor del
mercato”.
e
Un nuovo store a Roma
no meglio rispetto ad altri, come
i punti vendita di Napoli, Roma e
Faenza, ma devo ammettere che
la maggioranza degli store GamePeople raggiungono importanti
obiettivi di vendita.
GamePeople, inoltre, realizza per
l’affiliato esclusivi materiali di comunicazione per il punto vendita come poster, flyer, cataloghi,
espositori, gadget, fidelity card,
gift card e servizio di assicurazione
denominato “savethegame”, per
promuovere il brand GamePeople,
ampliare la pedonabilità all’interno dei negozi e aumentare la fidelizzazione dei clienti”.
Pensate in futuro di spostarvi in
altri mercati paralleli?
“Si, e in particolar modo nei mercati che abbiano un punto in comune con il nostro core-business:
toys, elettronica e gadget”.
Game Over di Roma a breve assumerà le insegne di GamePeople.
Ecco i perché di questa scelta, direttamente dal responsabile del
punto vendita Claudio De Angelis.
“Ho scelto GamePeople come affiliazione per il mio negozio perché
ormai da anni ho rapporti di lavoro ottimi con coloro che hanno
creato questo marchio. GamePeople seleziona i suoi affiliati con
cura, scegliendo attività presenti sul mercato da tempo, che abbiano
ottenuto risultati di prestigio e che possano garantire al marchio (e
all’attività stessa) una crescita nel tempo.
Si sono presentati con una proposta interessante che mi permette
di offrire vantaggi ai clienti e offerte competitive pur mantenendo
intatta l’identità della mia attività, il Game Over, che ormai è
conosciuta (e riconosciuta) in tutta la città, e anche fuori. Proprio la
possibilità di far parte del circuito GamePeople pur mantenendo la
nostra identità è davvero grandiosa: diciamo che sta iniziando l’era
Game Over 2.0.
In più, vi è la possibilità di offrire ai clienti vantaggi come una fidelity
card, sconti periodici su giochi e console, offerte speciali in particolari
periodi dell’anno, prenotazioni sui titoli in uscita (spesso con bonus),
gadget esclusivi e altre novità in arrivo.
Una non ben chiara nomenclatura spesso provoca
confusione e cattiva informazione
in-store
Un po’ di
sostenibile chiarezza
Arch. Olivia Carone
Pres. Ass. Casaclima Network
Milano e docente IED
[email protected]
T
roppo spesso sentiamo gli stessi termini utilizzati per descrivere fenomeni diversi e ciò crea
confusione, contribuendo a rafforzare la nostra già ben sviluppata
pigrizia intellettuale e inattività
sull’argomento “sostenibilità” che
dovrebbe invece vederci in primissima linea ed attivi. Alcuni dei
più utilizzati:
Greenwashing
Il termine deriverebbe dall’uso
originale di “whitewashing” cioè
i tentativi di insabbiare e “ripulire” deliberatamente da documenti, fatti e azioni negative,
allo scopo di ricostruire un’immagine nuova, migliore e più
credibile. Nel caso del “greenwashing” si tratta di ricreare un’ immagine più ecologica senza che
ciò sia del tutto vero nella realtà,
ovvero un’immagine che manca
di consistenza o copre comportamenti scorretti o scarsa attività a
favore dell’ambiente, attraverso attività prevalenti di pubblicità e marketing. Il risultato della
diffusione di questa pratica po-
50
co trasparente consiste in azioni
ingannevoli verso il consumatore (diffusione di prodotti con nome che presenta il suffisso “bio”,
“eco” etc., mirato a far credere lo
siano realmente) e che danneggiano anche fortemente le aziende veramente green.
Al contrario la credibilità di un’azione ‘verde’ utilizza marchi certificati e riconosciuti, sistemi di
certificazione di qualità e generalmente dichiara le azioni e le
scelte operate e attuate.
Energia primaria
Si tratta di quella risorsa naturale che produce energia senza ricorrere a trasformazioni di altre
fonti energetiche cioè utilizzabile
direttamente come si trova in natura. Per esempio lo sono le fonti
rinnovabili: energia solare, eolica,
idroelettrica, geotermica, biomasse, oppure le fonti non rinnovabili: petrolio, nucleare, carbone, gas
naturale.
All’opposto le fonti secondarie
derivano da trasformazioni, per
esempio la benzina e l’elettricità
prodotta da centrali che utilizzano gas o carbone o nucleare come
fonte energetica primaria.
pio lo zolfo che diventa pericoloso
acido solforico) e danneggi piante, coltivazioni, animali etc.
Potenziale
di acidificazione AP
e potenziale di effetto
serra o indice GWP
Impianti ecologici
e rinnovabili
GWP significa Global Worming Potential ossia il contributo che un
materiale o una sostanza danno
alla creazione dell’Effetto Serra,
a sua volta causa del surriscaldamento del pianeta, determinato
dalle emissioni in atmosfera di
gas climalteranti, in particolare la
CO2 o anidride carbonica. L’indice
misura nell’arco di 100 anni l’effetto serra provocato dal gas, p.
esempio:
• per l’anidride carbonica:
CO2 = GWP100 1
• per il protossido di azoto:
N2O = GWP100 310
Il potenziale di Acidificazione AP
invece valuta l’impatto che la sostanza presente in atmosfera, ricadendo sulla terra insieme alla
pioggia, si trasformi in una soluzione acidificante (come ad esem-
Alcune tra le fonti di energia sono
definite rinnovabili, cioè forniscono energia senza che ciò ne riduca la quantità iniziale che consideriamo potenzialmente infinita. Lo
sono per esempio: il sole, il vento,
l’acqua, le maree, il calore della
Terra.
Gli impianti che le utilizzano per
produrre energia elettrica o calorica fruibile dall’uomo si definiscono impianti a energia rinnovabile.
Lo sono, per esempio: impianto
solare termico, impianto solare
fotovoltaico, impianto geotermico, impianto idroelettrico.
Le cosiddette fonti non rinnovabili, invece sono costituite da una
quantità finita di risorse, se pur
grande, come ad esempio il petrolio, il carbone, il gas naturale e
andranno ad esaurirsi con l’attuale velocità di utilizzo.

Documenti analoghi