- Quadri degli Studenti

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- Quadri degli Studenti
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Editoriale
I nuovi rappresentanti
Il Quadri degli studenti
L’esperienza dei tutors
5 giorni per diventare tutors
Bochum 2008
Riforma Gelmini
Toy Lamp Contest
Esoticamente souk
Italiani alla riscossa
Il matrimonio di Giovanna
Grazie morte
Tu di che cosa hai paura?
Per amore del genio
Aria sottile
La ragazza di giada
Al mercato della carne
Professione allegria
Il Quadri dell’atletica fa sognare
Il ciclismo:un sport al limite
Le assurde richieste delle star
Tongue twisters
Il Quadriverba
I Ditloidi
Fumetti
Uomo Obiettivo:Prof. Giuliano Cisco
Direttrice:
Francesca Trombetta
3ALG
Impaginatori: Sara Pezzato 3ALG
Claudia Bevilacqua 4AI
Vicedirettori: Federico Ceretta 3AI
Alberto Cimmino 3CLG
Responsabili delle sezioni:
“Dal Quadri”: Andra Meneganzin 3ALG
“Da Mondo”:
Francesca Trentin 3ALG
“Giochi”:
Elena Marangoni 5BT
“Io Pirla”:
Davide Stefani 5CI
Recensioni:
Godi Valeria 4ALG
Sezione Grafica:Romano Francesca 5CI
”Frasi Prof”:
Alice Zambonin 3BLG
Marta Pilotto 3BLG
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Il ritratto della copertina è di Laura
Gelain. Il resto del quadro e il quarto
di copertina è di Francesca Romano
Redazione
Ceretta Federico
Conti Alfredo
Costa Elena
D’Odorico Lidia
Danieli Cleo
Deghenghi Alice
De Boni Sara
Ferretto Francesca
Gelain Laura
Godi Valeria
Maistrello Davide
Marangoni Elena
Meneganzin Andra
Pezzato Sara
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3CLG
3CLG
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Pilotto Marta
Pozzan Gabriele
Rigo Francesca
Rizzetto Alice
Romano Francesca
Salvatelli Feliciana
Savoca Enrico
Spiller Agata
Stefani Davide
Trentin Francesca
Trombetta Francesca
Venturini Lorenzo
Zambonin Alice
Durante le glaciazioni, dalle nostre parti, crescevano muschi e licheni,
c’erano le renne e passeggiava Babbo Natale
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Francesca Trombetta 3^ALG
E d eccoci qua. Un altro anno scolastico è cominciato tra lezioni, assemblee, compiti in classe, interrogazioni. Quando il prof. Cisco l’anno scorso mi ha detto “Ti voglio come direttrice del giornalino!”io, devo ammetterlo, ero piuttosto orgogliosa: avere questo ruolo nel giornalino di questo grandioso istituto è un bell’onore. E poi ha i suoi vantaggi… come quello di potersi sedere per un’ora alla settimana in cattedra,capendo finalmente come fa quel professore a beccare sempre te quando stai cercando astutamente di copiare...Ma tralasciamo queste formalità e passiamo ad argomenti seri. Intanto,un caloroso benvenuto alle classi prime! Non indagherò sulla scelta che vi ha portato ad iscrivervi a questo prestigioso liceo che vi accoglierà per (speriamo!) cinque lunghi anni ma sappiate che (anche se probabilmente non ne siete affatto convinti), avete preso la decisione giusta. Mi sento in dovere di fare un sincero in bocca al lupo anche ai nuovi rappresentanti degli studenti,quattro baldi giovani che stanno cercando in tutti i modi di soddisfare le nostre esigenze,ma ancora noi non abbiamo visto il famigerato orto con tutte le sue fresche verdurine...ragazzi è questo che vogliamo in realtà! E a proposito di cibarie… avete notato la macchinetta di frutta e yogurt davanti al giardinetto? Fenomenale! Finalmente qualcosa di sano invece dei soliti panini che sanno di plastica.. Passiamo all’attualità:un argomento scottante di questi ultimi mesi è di sicuro la riforma dell’Onorevole Ministro Gelmini, che ha fatto mobilitare milioni di persone in tutta Italia. Anche il Quadri, con l’assemblea d’istituto di due giorni, ha voluto informare gli studenti su come potrebbe cambiare il nostro liceo con l’approvazione di questa legge. Assemblea che ho ritenuto piuttosto utile, visto che a volte quello che manca maggiormente nei giovani di oggi è l’informazione,si hanno delle opinioni basate sui “sentito dire” o coniate dagli amici e dagli adulti. Bisogna cercare di ragionare con la propria testa:crescere significa anche questo. Ovviamente il Quadrifoglio non poteva rimanere indifferente all’argomento: nel primo numero ci sono degli articoli interessanti proprio su questo problema. Ma non sono gli unici articoli di rilievo del rinomato Quadrifoglio. Si parlerà di sport,viaggi in paesi sconosciuti
(ad esempio Olanda e Germania),si leggeranno racconti di scrittori in erba o si potranno ammirare fumetti e ritratti. Di sicuro è stata rinnovata anche la sezione dell’io pirla,la mitica raccolta di articoli più o meno intelligenti,ci saranno poi recensioni di libri e film e articoli di approfondimento e attualità. E non possono non esserci il Quadriverba e i Ditloidi,immancabili compagni di gioco durante le ore scolastiche. In effetti,sono convinta che questo numero sia un piccolo capolavoro(e non sono ASSOLUTAMENTE di parte)..posso solo dire che la redazione si è impegnata moltissimo e ha lavorato proprio bene. Invito tutti a esprimersi se pensano che ci sia qualcosa che non va o se non apprezzano qualche articolo o argomento… accettiamo sempre nuove proposte!E se qualcuno avesse voglia di scrivere qualche articolo anche senza per forza partecipare alle riunioni… beh siete tutti benvenuti! Dopo questo slancio di affetto verso la redazione e il giornalino vi lascio alla lettura! PS:avete notato che questo numero è uscito prima degli altri anni??Forse quest’anno riusciremo a realizzare il sogno di pubblicare anche il quarto numero del Quadrifoglio! La Redazione augura agli studenti del Quadri e alle loro famiglie un Buon Natale Devo solo sentire la mano alzata di chi sto chiamando
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Lorenzo Venturini 3^BLG
(Chi volesse ulteriori delucidazioni, trova il neo‐
rappresente di istituto 24/7 in area fumatori!) 
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 Nome? Francesco  Cognome? Tapparo  Classe? 3^BT  Perché ti sei candidato? Perché ho degli ideali che penso siano comuni a molti altri studenti… penso che serva un po’ di cambiamento e per incentivare gli studenti ad una maggiore collaborazione.  Perché pensi di essere stato votato? Perché…questa è dura…(dopo qualche minuto)perché penso di essere una persona.. seria.  Come va con i rappresentanti delle altre liste? Penso che una collaborazione sia possibile…ed è già stata improntata, anche se ci sono alcuni punti da chiarire.  Chi è il rappresentante con cui vai piu’ d’ accordo? Bruno.  Chi è il tuo idolo? Barack (Obama)? Macché..Beh..non lo disprezzo, ma non è il mio idolo! Piuttosto..effhh… Brian Eno!  Qual è il tuo primo obiettivo? Beh… mi piacerebbe che gli studenti fossero piu’ stimolati, vorrei fornir loro piu’ incentivi per farli riflettere sui problemi della scuola, soprattutto la nostra. nome: Federico cognome: Bruno classe 4AST perché ti sei candidato? Perché mi piacerebbe cambiare il modo di pensare della gente, vorrei che da parte degli studenti ci fosse più interesse. perché pensi di essere stato votato? ..Non saprei..forse perché ho la faccia simpatica..e mi conoscono in tanti.. come va con i rappresentanti delle altre liste? ..Alti e bassi, come in tutte le relazioni tra persone.. qual è il rappresentante con cui vai più d’accordo? Francesco Tapparo, perché è della mia stessa lista.. chi è il tuo idolo? Penso che Giorgio Gaber e Fabrizio De Andrè si spartiscano il ruolo qual è il tuo obiettivo come rappresentante? Vorrei cercare di creare negli studenti più interesse per la scuola. Non mi aspetto che alla fine dell’anno tutti siano più interessati, ma mi basterebbe che ce ne fosse anche uno solo in più rispetto all’inizio di quest’anno scolastico! Non hai mai visto il cartone animato dell’uomo-spazzola e della donnapaletta?
Elena Marangoni 5^BT
DOMANDE 1‐Perché ti sei candidato? Perché ti hanno votato? Cosa vuol dire fare il rappresentante? 2‐Quali sono le priorità della nostra scuola? Cosa bisogna cambiare? 3‐Credi ci saranno, per quanto visto in campagna elettorale, difficoltà di collaborazione con gli altri rappresentanti? 4‐Hai intenzione di tentare una carriera politica in futuro? Hai un modello politico a cui ti ispiri? 5‐Quante bugie hai detto in campagna elettorale? Nome: Gioia Cognome: Pozza classe: 3cst 1)Sinceramente devo ancora capirlo...hehehe ‐perchè mi hanno votato: mah, misteri della vita! ‐cosa vuol dire fare il rappresentate: riuscire a conciliare le varie esigenze per accontentare un po' tutti, sempre e solo per il meglio della scuola. 2)‐Priorità per la scuola: informazione e responsabilizzazione di tutti noi. ‐cosa bisogna cambiare: il nostro liceo è uno dei più belli e nuovi di tutta Italia, non c'è nessun rischio per quanto riguarda la sicurezza, non andiamo a scuola con la paura di morire perchè un soffitto ci crolla addosso. Per questo motivo credo che le cose da cambiare siano davvero pochissime e che al massimo si possano migliorare dei servizi che la scuola comunque offre; ad esempio si possono ampliare i posteggi per biciclette e moto, migliorare la qualità dei prodotti all'interno delle macchinette,...oppure aggiungere qualche dettaglio cha ancora manca come ad esempio gli specchi nei bagni o un giardino botanico. 3) Credo che successivamente alla scorsa assemblea, siano stati trovati dei punti in comune, e che finalmente si riesca a collaborare. Inoltre io e Debora facciamo parte anche del gruppo animatori e siamo sicure che il loro aiuto sia provvidenziale per la buona riuscita delle assemblee. 4) Non nascondo di averci pensato, si vedrà! Il mio modello politico è Gandhi: la nonviolenza è uno stile di vita ed un metodo per ottenere positivi cambiamenti sociali. E’ essere il cambiamento che si vuole vedere, senza che questo comporti distruzione, umiliazione, punizione di chi vi si oppone. 5) Poche :P Nome: Debora Cognome: Lunardi Classe: 4^ALG 1)Sicuramente perché lo reputavo importante e per la voglia di fare e di impegnarmi. Penso che chi mi ha votata l’abbia fatto perché ha fiducia in me … Fare la rappresentante vuol dire un sacco di cose poco alla volta le stiamo scoprendo tutte. 2)Beh come scuola siamo messi piuttosto bene non ci sono grandi problemi da affrontare … adesso poi che è arrivata la macchinetta della frutta …. 3)Sicuramente le difficoltà si sono già viste, ma tra di noi abbiamo chiarito quindi sono convinta che collaborare non sarà poi così difficile … 4)Non lo so ancora … probabilmente no perché al momento le mie aspirazioni sono altre … per quanto riguarda il modello politico si, posso dire di essere schierata politicamente … … 5)Ovviamente NESSUNA! Non sono mica come Giovanna D’Arco che sente le voci!
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Matteo Bertozzo 3^AI
Forum, arcade, spazi in cui trovare aiuto nelle materie, simpatiche compagnie e le notizie più importanti …. … un’utopia ??? CERTO CHE NO (almeno al Quadri)!!! Quadri degli studenti, il magnifico portale creato dagli studenti per gli studenti, è tutto questo! Quest’anno rinnovato inoltre nella sua veste grafica (o almeno lo sarà presto!) Come fare per accedere ??? Facilissimo, basta cliccare nel sito della scuola su “Sito degli studenti” e registrarsi alla voce Forum con la vostra password personale di 10 caratteri (per ulteriori informazioni vedi sotto). I vantaggi saranno immensi, oltre a quelli già citati:  Possibilità di conoscere meglio la “gente” del Quadri  Possibilità di restare in contatto con amici e conoscenti  Spazio per proporre ai rappresentanti di istituto e al gruppo animatori attività per le assemblee  Presentazione dei gruppi della scuola E tantissime altre cose che potrai scoprire solo registrandoti !! Che cosa aspettate??? Vi è stato consegnato dai vostri rappresentanti di classe un foglietto, simile a quello riportato a lato, in cui compare la vostra password per la registrazione al “Quadri degli studenti”. Ricordiamo che la password sarà il vostro riconoscimento all’interno del sito, quindi non divulgatela. Per registrarvi accedete a internet e digitate come indirizzo web http://
studenti.liceoquadri.it. Leggete le note relative all’utilizzo e cliccate su accetto per proseguire. A questo punto compilate tutti i campi richiesti, tenendo presente che i dati inseriti in tale momento rimarranno validi per tutto l’anno (quindi inseriteli corretti!!!!) E ora il gioco è fatto!BUONA NAVIGAZIONE!! QUADRI DEGLI STUDENTI TEAM
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Because going to the cinema alone is … da sfigati!!!
Sara De Boni e Alice Rizzetto 5^ALG
Vi ricordate il vostro primo giorno al Quadri?Come scordare quelle prime ore a passeggio per la scuola, che sembrava così vuota! (anche perché mancavano ancora i quattro quinti degli studenti) e la chiacchierata con quei vostri..compagni d’avventura più grandi che vi hanno accolto in questo nuovo mondo che sarebbe stato tutto per voi per i successivi cinque anni…stiamo parlando dei cari amici TUTORS che ogni anno si prendono questo piacevole compito e si preoccupano di seguire i nuovi arrivati della scuola durante il loro percorso iniziale…con questa intervista speriamo di mostrarvi lo SPLENDIDO rapporto che si crea tra ogni tutor e il suo “tutorato”… TUTOR TUTORATA NOME Cami Asia ETA’ 18 14 CLASSE 5ALG 1ALG A CHE ORA TI SEI SVEGLIATA IL PRIMO GIORNO DI SCUOLA? “Presto!!!..alle sette!!” (perché di solito si alza alle sette e quaranta..) “Sette e mezza” ..pure lei però se la prende comoda!! COS’HAI PORTATO CON TE? “Niente!! No dai..dei soldi per le macchinette..” “La borsa, con il diario” Eh sì..anche noi eravamo diligenti in prima!! CON COSA HAI FATTO MERENDA? “Io e Michela (altra tutor) ci siamo fatte prendere la cioccolata…” oddio queste hanno già schiavizzato i tutorati!!! “ e poi sneakers e robe varie!” insomma i classici delle macchinette del Quadri… “Con il gelato!” ..in effetti il distributore dei gelati affascina sempre!! COS’HAI PENSATO ENTRANDO? “Ancora … dai che è l’ultimo!” …si spera!! “Che figo!” dicono tutti così all’inizio … SAPEVI DOVE ANDARE? “NO..ho cercato le altre tutor e dopo un’ora abbiamo trovato dove dovevamo andare..è stato un colpo di fortuna!” “No!!” Beh ok, da lei si può aspettarselo.. COS’HAI PENSATO QUANDO HAI VISTO L’ALTRA? “Siccome era la prima dell’elenco mi è rimasta in mente” Sì ma..la domanda era COS’HAI PENSATO QUANDO L’HAI VISTA!!.... “Simpatica, dai …” Almeno lei ha risposto alla domanda!! CHE MESSAGGIO VUOI LASCIARE ALL’ALTRA? “Cioè..che… spero si trovi bene” Ragazzi, che profondità d’animo!! “Spero che venga promossa e se ne vada!!” È così che si dimostra il proprio affetto verso i tutors… Per rispetto a chi interrogo e soprattutto a chi è interrogato!!
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Valeria Beghini (5ALG)
Dal 15 al 19 giugno ho partecipato al primo Corso di Educazione alla Salute organizzato dal dottor Basilio Dalle Carbonare e l’ Ordine dei Medici di Vicenza. Ci siamo trovati in 90 ragazzi di 3^ e 4^ superiore dei licei scientifici e classici della città e della provincia. Della nostra scuola eravamo ben in 10!! Accompagnati dalla professoressa Chiericati oltre a me anche Vedovato Susanna, Michelin Barbara, Siviero Valentina, Ferliga Federico, Bevilacqua Claudia, Lovo Vanessa, Bicego Davide, Bedin Roberta e Paccagnella Jacopo. Cosa si proponeva questo corso? Lo scopo di questo corso era quello di fornirci informazioni per una precisa conoscenza dei meccanismi biologici e psicologici alla base delle più comuni problematiche di oggi come l’uso di droghe e le malattie sessualmente trasmissibili. Dopo un incontro individuale a maggio con il dott. Basilio dalle Carbonare, coordinatore del corso, ci siamo ritrovati il 15 giugno allo Sporting Hotel ad Asiago, sede del corso, accolti da una calorosa equipe di assistenti che ci consegnato la nostra cartellina da veri professionisti e lo stesso pomeriggio abbiamo fatto le foto per i pass!! Quattro giorni pieni di conferenze ci aspettavano!! E’ stato un andirivieni di medici vicentini, professori universitari ed esperti in materia pronti a rispondere alle nostre domande e informarci su rischi e pericoli senza rendere le lezioni troppo teoriche o specifiche ma portandoci esempi concreti delle loro esperienze. Due ore di conferenza alla mattina, tre al pomeriggio; gli argomenti più importanti sono stati le malattie della pelle, il concetto di dipendenza patologica, le sostanze d’abuso, le droghe, le malattie sessualmente e siero‐
trasmissibili, il doping, il sistema nervoso, l’anoressia e la bulimia; e a render tutto ciò ancora più “speciale” i continui flash accecanti del fotografo!! Per tutti gli argomenti trattati ci sono stati rilasciati all’inizio del corso dei fascicoli e un cd (appunto il materiale che c’era dentro la cartellina da “vero professionista”) con ciò che sarebbe stato spiegato, per cui non eravamo troppo vincolati a prendere appunti ma piuttosto stimolati a seguire le presentazioni. Ad esempio… vi siete mai chiesti perché e come si diventa dipendenti da qualcosa? O come si sviluppa la personalità di un individuo? O soprattutto cosa bisogna sapere prima di farsi un tatuaggio o un piercing?? Particolarmente interessante è stata la lezione tenuta dal dottor Vincenzo Balestra, direttore del Sert di Vicenza, che, munito solo di pennarello e lavagna ha spiegato attraverso un semplice diagramma cosa porta ad una dipendenza patologica da qualcosa che può essere ad esempio la droga, influenzata dallo sviluppo della personalità e dalle relazioni familiari. Il tempo libero non è stato da meno: tra pranzi e cene al ristorante, pause relax in piscina e in palestra dell’hotel e partite degli Europei di calcio da seguire c’è stato sempre un bel da fare!! Tanto che 5 giorni sono davvero volati e se il corso verrà riproposto l’anno prossimo si pensa di prolungarlo ad una settimana anche per approfondire meglio le tematiche. Ma c’è di più!! Non è stato un semplice corso di 5 giorni. Oltre all’attestato di partecipazione consegnato l’ultimo giorno che ci conferisce un credito scolastico, ora, con il titolo di TUTORS della salute ci proponiamo di divulgare durante le prossime assemblee ciò che più ci ha colpito invitando anche dove ci sia la possibilità alcuni esperti che hanno tenuto il corso tra cui lo stesso Dalle Carbonare. Vi aspettiamo numero si!!! 8
Ho perso il filo che volevo dire prima
Elena Costa, Francesca Ferretto e Lidia D’Odorico con la collaborazione della 3^CLG
L’uomo‐obiettivo del Giornalino ci chiese (a long long time ago) un articolo originale, stupefacente, fantasmagorico, gormitico; e noi quindi glielo scriviamo. Un paragone interessante che possiamo fare tra Italia e Germania riguarda la scuola (visti anche i disastri che sta combinando la nostra cara Gelmini). Partiamo dalla cosa più importante: la distribuzione delle ore. I tedeschi hanno sei ore ogni giorno fino a venerdì. Voi direte “Ma che palle sei ore al giorno! Si diventa scemi!” e invece no, signore e signori, perché sono organizzate in modo da non risultare pesanti ai poveri studenti: infatti, le ore sono da 45 minuti (allora esiste qualcuno che capisce che non riusciamo a rimanere concentrati eternamente!) con pausa di 5 minuti ogni ora, e ogni due intervallo di 15 minuti. Geniale no? E non avete idea di quanto sia bello dormire fino alle 10 il sabato! Tocchiamo altri due argomenti in ambito “scuola”: i compiti e le lezioni in classe. Tanto per iniziare, i nostri amici del nord non vengono riempiti di compiti come tacchini pronti per il giorno del ringraziamento. Nessuno dei ragazzi da cui siamo stati studiava più di due ore al giorno, e non venivano fatti loro sconti per il fatto che ci avevano a casa. Oltre al fatto che non erano assolutamente stressati e ansiosi per i troppi compiti o interrogazioni: i test vengono fissati all’inizio di ogni bimestre, dopo una regolare vacanza tra blocchi di due mesi. Le lezioni in classe sono poi completamente l’opposto delle nostre. Mentre qui un prof sarebbe capace di parlare anche per due ore di fila, e far prendere appunti finché il cervello non va in cancrena e la mano non si stacca fisicamente dal braccio, là l’insegnante colloquia con gli studenti, loro parlano, intervengono, partecipano in un modo qui praticamente inconcepibile. E poi, altro punto importantissimo, loro hanno la CAFFETTERIA! Una sottospecie di bar con tanto di cassa e signora biondo platino che ti serve con gran sorriso. Sul bancone compaiono gli emblemi della panetteria tedesca: panini gonfi fino a scoppiare, pane zuccheroso con gocce di cioccolato, krapfen e ciambelle ricoperte di ogni sorta di glassa o crema o decorazione colorata che urla “mangiami mangiamiii”. Alla vista delle delizie tedesche (vedi i quintali di margarina e di ogni grasso animale immaginabile) il nostro colesterolo ha dato un party… E oltre a tornare con un nodo in gola, ci siamo pure portati la nuvoletta ‘alla Fantozzi’ (ecco perché dal 12 novembre l’Italia sta subendo un calo di temperature di rilevanza storica). E’ stata una tra le più belle esperienze vissute in questi tre anni. Abbiamo conosciuto persone nuove e ci siamo immersi nel mondo tedesco, lasciandoci pervadere dalle fantastiche sensazioni regalateci dai nostri fratelli nordici. Un mega grazie alle prof che ci hanno accompagnato (e sopportato!). Herzliche Grüβe (grazie a Seba per la collaborazione) Fra 1300 anni signorine, quando sarete nonne, la stella polare sarà
cambiata di posizione
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Meneganzin Andra 3^ALG
Al tuonare delle parole "riforma" e "Ministro Gelmini", pericolosamente utilizzate nella stessa frase, lo studente impugna la forca, le sue ambizioni e scende in piazza quasi per atto riflesso, un'associazione mentale che ritrae il Ministro legato saldamente ad un palo pronto per il rogo. Spesso, su tematiche di questo spessore come la metamorfosi di un'istruzione che si colloca al centro dell'attualità, si rischia di banalizzare, forse per una conoscenza poco profonda a riguardo o a causa di uno spirito poco critico che si lascia sedurre dalla massa dei cortei, senza mettere in esame le proprie motivazioni. Noi ci proponiamo, invece, di osservare da diverse angolazioni il problema e lasciare uno spazio più ampio alla riflessione personale. Sicuramente questa non è la prima volta che i problemi dell'istruzione suscitano discussione e contrapposizioni anche violente, che da oltre quarant'anni (vera anomalia italiana nell'Unione Europea), dall' introduzione della scuola media unica, approvata nel 1962, relega ambiziosi disegni di riforma alla carta. Eppure i dati disponibili sulla scuola e l'università sono tutt'altro che rassicuranti e dimostrano in modo palese che il nostro sistema educativo non funziona, oltre ad essere eccessivamente costoso. Non vi è una scuola Italiana tra le prime 150 del mondo, tra i più alti sempre a livello mondiale è il numero dei nostri insegnanti proporzionato agli alunni che assorbe il 90% del bilancio della Pubblica istruzione. Il peso degli stipendi, perciò, non solo è insostenibile per i conti pubblici che impongono, appunto, di ridurlo ma le retribuzioni sono compresse a livelli bassi. Un grande paradosso tipico del nostro sistema è che la scuola materna italiana è tra le migliori del mondo mentre l'università investe sempre meno e non riesce, perciò, ad essere competitiva. Questi sono tutti tratti di uno scenario che invoca dei cambiamenti, un progetto educativo coerente. E' così che il ministro soffoca tra le carte poste sulla sua scrivania per preparare norme attuative a favore di un'innovazione tanto desiderata e, soprattutto, per far quadrare i contri stabiliti dalla Finanziaria. Vi proponiamo ora, alcuni tra i punti principali e più discussi della riforma e due ipotetiche persone, x e y, di due ideologie opposte che si confrontano su diversi livelli (ciò non deve essere interpretato come un gesto di schizofrenia, bensì volto ad ampliare degli orizzonti spesso limitanti). ‐Con una disposizione precisa il decreto legge 137/2008 approvato definitivamente il 29 ottobre mette fine all'esperienza dei moduli avviata nel 1990,ovvero l'assegnazione di gruppi di due classi (modulo)a tre insegnanti, misura che ha suscitato forti critiche alle quali il Governo risponde parlando di maestro "prevalente". x: "In una scuola che cambia in fretta, per adattarsi alla confusione della società, il maestro unico potrebbe costituire un valido punto di riferimento per il bambino. Un bambino di 6 anni cerca in un adulto delle figure di continuità, garantita a casa dai genitori ed è importante che una coerenza di pensiero venga mantenuta anche in ambiente scolastico, nei cinque anni più delicati della sua crescita e della sua formazione. Il solo desiderio è quello di avere un modello degno di stima e da lui imparare quante più cose possibili, da un' unica figura che gli garantisce sicurezza e protezione." y:"Si potrebbe anche presentare una figura di riferimento sbagliata, che non corrisponde ad esigenze pedagogiche e formative. L'opportunità di avere diversi insegnanti con cui misurarsi è di importanza fondamentale: un unico maestro sarebbe limitante e non permetterebbe il confronto con varie sensibilità e conoscenze interiorizzate in modo differente." ‐Le università potrebbero decidere di diventare private, le rette da pagare aumenterebbero a dismisura e si avrebbe un conseguente taglio dei fondi fino al 25% ed una drastica riduzione del personale docente: un professore assunto ogni cinque licenziati. 10
Laetamini non c’entra niente con il letame
x:" la privatizzazione delle università non deve essere necessariamente vista come un male. Vi è un enorme capitale umano e fisico che non viene utilizzato in modo efficiente. Credo che nessuno abbia dubbi che vi siano parti (geografiche, disciplinari e amministrative) del settore universitario dove licenziamenti siano necessari e salutari. Tale proposta, oltre a ottenere un beneficio monetario immediato, porterebbe alla valorizzazione a lungo termine del patrimonio e della tradizione culturale italiani. y:" Una simile proprosta aprirebbe l'opportunità universitaria ad un numero ancor più ridotto di persone che non sempre si identificano con quelle più qualificate, ma con quelle che hanno maggiori disponibilità economiche. Attualmente i costi universitari sono già troppo alti, questo di certo non incentiva lo studio e la ricerca ma è un forte attacco al futuro dell'istruzione" ‐Da quest'anno anche il voto in condotta fa media per gli studenti delle medie e delle superiori e coloro che non meritano almeno il sei vengono automaticamente bocciati o non sono ammessi agli esami. x:"La scelta del ministro è piuttosto ragionevole, si proprone di far fronte agli atti di bullismo e restituire autorità agli insegnanti. E' fondamentale curare la formazione dello studente non solo sul piano didattico ma anche comportamentale, due dimensioni che potrebbero sembrare scisse ma che spesso si rivelano essere una conseguente all'altra" y:"Un voto basso in condotta non è uno strumento utile a risolvere i problemi di comportamento. La bocciatura deve dipendere dal rendimento complessivo nelle diverse materie. Come accade anche nei PERCHE’ MAI
confonti della DOVREBBERO ESSERE
legge, la INSODDISFATTI?
consapevolezza IO FACCIO SOLO
della presenza di UN’OPERA DI BENE!
sanzioni non è mai riuscita ad annullare le violazioni." Abbiamo così saggiato alcune tematiche di questa grande questione dell'attualità che ci riguarda da vicino, molteplici sono le problematiche e ancor più complessi i tratti di questo piano, spesso accusato di essere poco riformista. La stessa Gelmini ha più volte riconosciuto che il testo della legge n 169/2008 è una somma di atti amministrativi con pochissime novità assolute. Rimangono senza risposta gli interrogativi riguardo al futuro dell'istruzione e lo studente misura le proprie ambizioni con le possibilità che gli verranno offerte da questo nuovo sistema. Per il resto gli striscioni dei manifestanti s'ingegnano in una retorica sempre più fine: "ora i tagli, a quando il cucito?". NO
TAGLI
ALLA
SCUOLA PUBBILCA
Noi prof ci diciamo : “ Ma vara ti che erori che i fa!”
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Francesca Romano 5^CI
“Gioca per diffondere spontaneità, creatività, libera espressione...contribuisci a riAnimare l'inAnimato!” Con questo tema la Ludiko, piccola società di designers di giocattoli, ha portato anche a vicenza il concorso ToyLampContest. Scopo del concorso: decorare nel modo più creativo possibile una Idoll Lamp, lampada bianca a forma di fantasmino prodotta proprio dalla Ludiko come altri “oggetti di design” (tanto belli quanto costosi). La realizzazione delle opere ha avuto luogo la notte del 31 Ottobre al Borsa Cafè, sotto la Basilica Palladiana, qui Le ragazze del Gattolente
i nove concorrenti hanno trovato altrettanti tavolini, ognuno con un'Idoll accesa e un cartellino col proprio nome. Ad accoglierli in questa atmosfera così particolare c'erano, vestite da gatte, le ragazze del Gattolente, il negozio che porta a Vicenza i prodotti e le attività della Ludiko. Alle 21 hanno dato il via al concorso e ognuno con i propri strumenti, dai markers alla stoffa, ha personalizzato la propria lampada mentre il locale si riempiva di gente che girava tra i tavoli osservando e commentando le opere. La premiazione è avvenuta il 13 Novembre dopo che le lampade sono rimaste esposte al Borsa per due settimane. Al vincitore, il writer Damien, è stata regalata una Idoll bianca, mentre la sua opera verrà prodotta in serie limitata dalla Ludiko. Agli altri un premio di consolazione e la loro La lampada vincitrice: "the kold heart"
(Altre foto dei partecipanti e delle altre lampade sul sito ilgattolente.spaces.live.com) Alunni del Quadri al lavoro
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Eh si! Non sono mica Rambo!
Francesca Trentin 3^ALG
Una mano tesa, parole sussurrate con un filo di voce in un arabo rasposo. Il cieco mi si avvicina con rassegnazione porgendo nel vuoto indefinito la mano, gli occhi bianchi guardano persi in un vuoto invisibile. Sono occhi rovinati dal vento e dalla sabbia, qualche cataratta mai curata, un uomo del deserto, con la pelle bruna e rugosa di qualcuno che ha vissuto la dura vita tra le dune. Il cappuccio nero gli cade all'indietro svelando radi capelli bianchi. Un passo ed è sparito tra la folla del souk. Una donna completamente avvolta il uno chador nero e integrale siede sulla terra battuta e si dondola avanti e indietro allucinata nella sua disperazione. Gli occhi scuri e ammalianti sono così annacquati dalle lacrime che darle un'età è impossibile. Le sue disgrazie, le sue tre sventure, giacciono a qualche centimetro dai suoi piedi sporchi. Sono biondi, diafani, con gli occhi rossi e gli occhiali spessi, si dondolano come la madre nell'incoscienza di ciò che la loro nascita abbia rappresentato per lei, che ora si ritrova ripudiata in mezzo a una strada. Profumo di fiori d'arancio, puzzo di piscio, fango, urti, contatti, frusciare di sacchetti di carta che profumano di unto pane, dopobarba, carne, mosche che riempiono la bocca, cannella, mucchi di spezie, giallo, rosso, nero, marrone, verde, cumino. Velo, non velo, solo occhi, una mano calda che mi sfiora un attimo, vecchi raggrinziti che fumano sugli usci e osservano. Osservano una donna che urla pazza contro chi passa, gli occhi registrano il passare dei turisti dal loro negozio un metro per due. Uno particolarmente anziano è seduto vicino a una cesta di vimini: è addormentato e sembra più morto che vivo. Gli si avvicina un uomo e gli porge una moneta. Bravo, fa la carità, uno dei pilastri dell'Islam. E invece quello si risveglia di colpo, si guarda intorno ed estrae dal cesto una sigaretta che porge discretamente al cliente. Di contrabbando certamente, altrimenti perché così tanta circospezione? Marlboro, accendino, fumo, puzza. Il souk marocchino è così: ogni angolo ha una rivelazione, ogni metro dieci facce. Berberi, arabi, mauritani, eredi dei francesi colonizzatori passeggiano, guardano e comperano. Il vero souk non è quello che vende tappeti, vasi e "cianfrusaglie varie" riconoscibile in ogni degna zona turistica. No, è quello dove sì vende di tutto, da scarpe spaiate a cozze tranquillamente adagiate sulla strada sterrata. E' qualcosa che riempie, stordisce, confonde, urla nella testa di colui che osa entrarvi. E' quello dove i bambini ti assalgono gridando "Una caramella, s'il vous plait!", dove si vendono le gomme sfuse, che i piccoli comprano e succhiano avidamente scambiandosele l'un l'altro. Sorrisi, domande, ca va?, la mosqueta?, derecha! Il Marocco che ho visto io è un paese di contraddizioni: la modernità che avanza affiancata dalle vecchie credenze. L'estrema povertà, ma anche la ricchezza delle zone commerciali. I ragazzi che ascoltano le favole di un cantastorie che si esibisce con una scimmietta mentre messaggiano con il cellulare. Le note dei banjos, tamburi e pifferi si mescolano al rap sparato a tutto volume dai negozi di dischi. Ma nonostante questo è ancora possibile vedere i venditori che, seduti su tappeti logori, provano a convincerti che un estratto di sirena possa davvero migliorare le cose!
“prof ma stiamo realmente facendo queste cose?”
“No, è tutto virtuale, fra un po’ scompare tutto … guarda, non ho neanche
firmato il registro!”
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Meneganzin Andra 3^ALG
I prodi esploratori italici approdarono in terra olandese il 4 Ottobre dell’anno 2008, nella remota cittadina di Breda, nord Brabant. Ogni dettaglio dimostrava la scoperta di un nuovo continente: non una rotatoria, la musicalità del dialetto vicentino veniva ad essere sostituita dai suoni gutturali delle vecchine per strada, non un moro Mediterraneo, bensì un’ orda di ariani, alti, possenti e prosperosi. Scesi dall’autobus che da Charleroi ci aveva portati a destinazione, fin da subito, nell’aria, si era percepita la mancanza del carboidrato italiano, motivo per alcuni di una lunga carestia settimanale. Ad attenderci vi erano dei visi conosciuti, chiome bionde situate ad un’altezza maggiore di come le ricordavamo e le lunghe braccia pronte ad afferrarci e condurci nel luogo che, per una settimana, avremo chiamato “casa”. Come non ricordare le celebri scalette a chiocciola, causa dell’aumento del tasso di mortalità, soprattutto per coloro che, durante la notte, spinti da impellenti bisogni, dovevano raggiungere un bagno al piano di sotto. L’aroma mattutino di bacon e i lipidici pasti, ognuno potrebbe raccontare un’esperienza diversa a riguardo, diversa dalla realtà vicentina nella quale si era soliti coccolarsi. Dopo una prima fase di insediamento e di studio delle abitudini dei nativi, durata un paio di giorni, si era giunti al cuore dello scambio. Le gite ad Amsterdam e a Rotterdam furono tristemente perseguitate da un ossessivo uso della cartina in varie cacce al tesoro, volte ad accumulare foto in luoghi desolati che comportarono lunghe ed estenuanti marce nei meandri delle varie città. Questa fu la causa per cui un gruppo di esploratori ad Amsterdam sfociò casualmente nelle vie della “perdizione morale”, rallegrate dalla presenza di socievoli ragazze che, per supplire alla mancanza di manichini nei negozi, posavano loro stesse dietro alle vetrine. Ma Amsterdam non fu solo coffè shop e le ben note viuzze a luci rosse alle 4 di pomeriggio, gli avventurieri infatti visitarono il museo di Vincent Van Gogh, un passionale, potremmo azzardare, viaggio tra opere di indiscutibile effetto sulla nostra sensibilità artistica (tentativo di occultare in maniera ampollosa qualche sbadiglio …). A Rotterdam fummo ancora immersi nell’arte moderna del museo Bojmans‐van Beuningen e dopo pranzo, ci venne concesso un piacevole giro in barca in quello che viene detto uno dei più grandi porti del mondo. La sera, dopo sfibranti marce, era in balia dei nostri accesi spiriti, tra feste, cene insolite come quella al pancake’s house che ci ha portati a serio rischio obesità o serate danzanti al ritmo pulsante del folklore vichingo. Per chi ebbe occasione di venire, il fun park di Efteling fu la prova della matrice sadica del divertimento olandese, ma che riscosse grande successo. Una settimana, purtroppo per gli avventurieri, passò più in fretta del previsto, e non lasciò il tempo necessario per aggiungere qualche altro lemma al vocabolario di imprecazioni in olandese, ci limiteremo quindi a proporre qualche più “sobria” espressione. La serata d’addio si rivelò essere leggermente bagnata e non per il piovoso clima, fastidiosa costante olandese. La mattina dopo sarebbe iniziata la rimpatriata, momento di incontenibile gioia per coloro che avevano annesso al repertorio delle preghiere serali una per la dea Pasta, o dea Pizza, per altri meno felice perché ormai abituati alle usanze dei nativi o legati in modo particolare ad alcuni di questi. Così gli italici esploratori, la sera del 10 Ottobre, fecero ritorno nel tanto amato stivale, alcuni con l’idea di rivedere ancora la nuova e mirabolante terra, preferibilmente senza cartine lette al rovescio e cacce al tesoro … (inglese ‐olandese) ‐kiss me soflty = kus me zacht ‐you’re stupid! = jy bent gak! ‐you’re hot… = jy bent heet ‐i’ve really missed you = ik mis je heel erg! ‐i’m crazy of you = ik ben gek op jou! ‐you are my treasure = jy bent meyn schatje! ‐you’ve got a nice booty = jy hebt een lekker kontje ‐I love guys with blond hair and blue eyes = ik hou van ‐it’s cold = het is kaud!! jongens met blond haar en blauwe ogen ‐mmm…nice weather! = ik wil sex met jou! (censura) love you! = Ik hou van jou! * uso pratico= di evidente matrice perversa. 14
G. vieni alla lavagna e scrivi: “ Io ho un pisello odoroso rosso”
Gianmarco Zanon della classe 2 BT ha vinto il primo premio del concorso “Il Piovene per i Ragazzi”, bandito da Il Giornale di Vicenza e dalla Banca Popolare di Vicenza, con una cronaca di viaggio dal titolo “Il matrimonio di Giovanna”. Il testo premiato sarà pubblicato nel prossimo numero del Quadrifoglio. Prof.ssa Lorenza Novello IL MATRIMONIO DI GIOVANNA La scusa per il viaggio è stata il matrimonio di Giovanna. Forse lei non pensava che avremmo affrontato un viaggio così lungo, invece… Macchina carica e via: prima tappa S. Gennaro Vesuviano, un paese poco lontano da Napoli, con la fama di essere una delle capitali della camorra. Il vulcano è lì, minaccioso, le case trascurate e grigie, i muri tappezzati di enormi epigrafi “E’ morta Caterina ‘a fioraia”, le strade ricoperte di cartacce. Una pompa di benzina nel bel mezzo della piazza principale. Più che cupo, questo paese sembra in perenne clima di festa: gente allegra, motorini scorrazzanti, automobili che salutano con un bel colpo di clacson. Impossibile offrire qualcosa: ospiti di amici di famiglia, sembra che i negozianti si siano passati parola. Dopo tre giorni, la temuta Salerno ‐ Reggio Calabria, l’imbarco a Villa S. Giovanni, Siracusa, l’oasi di Vendicari costellata da grotte naturali, Capo Passero, il punto estremo dove il Mediterraneo accoglie il Mar Ionio, i templi immortali di Agrigento e poi la risalita verso Taormina. Da lì si prende una stretta strada verso i monti: assenza assoluta di case per parecchi chilometri, curve e controcurve e la strada finisce lì, ad Antillo, minuscolo villaggio di duecento anime abbarbicato sui pendii di una montagna. Di giovani se ne vedono pochi. Appena possibile se ne vanno a cercare lavoro e fortuna. I più fortunati a Sant’Alessio o a Taormina, la maggior parte al nord, in particolare in Trentino e in Veneto. Fin poco tempo fa c’era una Scuola Media, ora c’è solo una Scuola Elementare. E di cinque classi ce ne sono tre. Eppure il paese mi sembra bello. Si prosegue a piedi, le stradine interne mi ricordano certe calli veneziane che spesso percorro. Giovanna e Marco arrivano con al seguito il corteo degli invitati. Dai balconi le donne urlano gli auguri e lanciano petali. La chiesa è un po’ buia e le grandi statue che la perimetrano danno un senso di oppressione. La cerimonia sembra interminabile. La benedizione finale è una liberazione, credo, anche per gli sposi. All’esterno l’inaspettata tradizione locale. Niente riso all’uscita. La sposa raccoglie da alcuni cesti manciate e manciate di monetine che lancia nel piazzale sottostante. Tutti i ragazzini del paese sono lì ad attendere questo momento. Si mette in gioco mio fratello più piccolo, vergognosamente mi butto anch’io. Per decine di minuti a contenderci le monetine. All’improvviso si avverte odore di fumo. Passa un elicottero: sta andando a spegnere un incendio nel versante opposto del monte. Si spegne la festa. Ritorniamo a casa per il versante adriatico, non prima però di fare una breve visita ad amici pugliesi. Erano quindici anni che Al Bano non regalava un concerto al suo paese natio, Cellino San Marco. Spero di non mietere vittime come l’altra volta
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Arrivati la sera stessa, Roberto si fa in quattro per procurarci i biglietti della zona riservata. Un po’ mi dispiace. Noi, lì per caso, e molti compaesani al di là delle transenne. Una festa di popolo, con tanto di fuochi d’artificio alla fine. Il giorno dopo, immersi tra vigneti ed ulivi secolari, cena nella tenuta del cantante. Entrando, in un’ala, un convegno sulla mafia. Da S. Gennaro ad Antillo, fino a Cellino: l’ho sentita la cappa delle organizzazioni criminali. L’ho sentita nei racconti delle persone che ci hanno generosamente ospitato. Tante piccole storie che portano ad un unico, grande sistema fondato sulla paura, dal quale solo alcune persone riescono ad uscire. Le denunce da loro fatte sono un misto di rassegnazione e desiderio di riscatto. Nessuna delle due prevale sull’altra. Sono lì. In attesa. In attesa magari che l’informazione dia spazio anche a notizie positive provenienti da quei luoghi. Meno cronaca nera e più bellezza: bellezza dei luoghi , bellezza delle persone. Gianmarco Zanon 2^BT Michael Somma 3^BT
Immaginate se qualcuno vi dicesse che morirete tra un minuto. Il vostro volto acquisterebbe un espressione vuota e i vostri pensieri, le vostre memorie, i ricordi più belli scorrerebbero come un fiume che, abituato a non avere acqua per la siccità, si ritroverebbe in piena per una pioggia improvvisa. Immaginate se qualcuno vi dicesse che morirete tra un giorno. Vivreste attimi di panico ma dopo poche ore sentireste il bisogno di vedere e passare del tempo con le persone a voi più care proprio come un bambino che si vede abbandonare sui banchetti di scuola al suo primo giorno e farebbe qualsiasi cosa per vedere la mamma e il papà. Immaginate se qualcuno vi dicesse che morirete tra un anno. Imparereste a cogliere le vere bellezze di questo mondo e a osservare e capire un qualcosa che fino ad allora vi era rimasto sconosciuto ma pur sempre vicino. Soprattutto sentireste il bisogno di fare cose che non avreste mai fatto, di dire cose che non avreste mai detto, di passare del tempo con persone che non avevate amato. Immaginate se qualcuno vi dicesse che non morirete mai. All’inizio sareste allegri ma con il passare del tempo guardereste tutto ciò che vi circonda con indifferenza e iniziereste ad odiare e ad essere odiati, perché la vostra vita non avrebbe un senso. Immaginate di vivere in un periodo lungo ma finito, dove sono presenti delle tappe e degli ostacoli da superare che vi aiutano a crescere , dove le persone si impegnano a sfruttare al meglio il proprio essere sia con se stessi che con gli altri, dove ci si diverte, si fanno sacrifici , si gode, ci si riposa. E’ bello pensare che questo tipo di vita sia la nostra. Poi arriva la morte e finisce tutto … Ma è proprio per questo che la vita è bella. Morte, grazie.
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Nel momento in cui sapevi le cose andavi via come una freccia
lubrificata
Federico Ceretta 3^AI
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Ma tu di che cos’è che hai paura? Come di cosa ho paura? Ma sì, cosa ti angoscia? Un pensiero, un’idea, un’immagine che ti martella dentro. Che quando parli, dormi, cammini resta lì sotto, ad incrinare ogni momento di felicità, a farti sentire che prima o poi c’è una fine. Deve pur esserci qualcosa. Si, in effetti c’è. Però non è proprio paura. E’ più un senso di predestinazione, come se non avessi scelta. E che cos’è? Impazzire. Impazzire? Tu? Sì, impazzire, uscire di testa, dare di matto. Credi sia tanto difficile? Ti sei mai chiesto qual è il limite, dove finisce la creatività e dove tu cominci ad essere un’anomalia? Penso sempre che possa succedere in una notte. Ti alzi come tutti gli altri giorni, ti metti le pantofole, sbadigli un po’ e all’improvviso sei il padrone del mondo. Giusto e sbagliato sono concetti che non hanno senso, puoi farne ciò che ti pare. Puoi prendere la ragione in una mano e stritolarla finché non te ne restano neanche le briciole. Puoi dar fuoco alla verità e pretendere che questa ne esca più bella. Puoi sentire il brulicare degli uomini sulla tua pelle e trattarli col disprezzo con cui si schiacciano gli insetti. In effetti non sei molto diverso da Dio. Il mondo è fatto a tua immagine e somiglianza. E’ di questo che ho paura. No, non ti credo. So che se il mondo intero fosse nelle tue mani, tu ne reggeresti il peso. E lo sai anche tu. Dimmi la verità. Cos’è che ti fa davvero paura? La verità? Se sei pazzo, dentro di te sei Dio. Se sei Dio non c’è niente che possa fermarti. Di questo ho paura. Corro il rischio che essere artefice della mia realtà, creatore di ogni legge dell’universo, possa piacermi. E allora non so fino a dove potrei arrivare. Se cavalco i fulmini e imbriglio i venti, posso avere un limite? Sarei un fucile puntato sulla folla, e io non voglio sparare. A volte sembra che manchi tanto così dal cadere. A volte, quando ci si sente immobili in mezzo alla vita che gira intorno come un vortice. Brevi immagini, suoni spezzati, ma niente che riesca ad avere un senso. Tu vorresti mettere una mano in questa coscienza vorticosa per trattenerne una qualsiasi stupida parte, perché almeno un frammento di ciò che senti sia fermo con te al centro del nulla. Solo che non ci riesci. Qualsiasi cosa cominci a girare non si ferma più e alla fine, quando il tuo stesso corpo rotea senza più appartenerti, tutto quello che vuoi è entrare con tutto te stesso nel vortice e dimenticare di aver mai ricordato. E allora perché non farlo? Cos’è che ti trattiene? Perché tutta questa fatica? Non lo fai perché non puoi. Non lo fai in nome di quell’ultima, piccola, insignificante fiammella che ancora fa luce e ti rappresenta. Così resisti, la ripari dai venti e la nutri; sai, però, che un giorno dovrà spegnersi, o brucerà il mondo. Per questo, quando riesco a vedere oltre gli inganni della mia mente, il mio unico desiderio è di imprigionarla lì dove sta. Perché, in realtà, io ho paura dell’Uomo, di quello che può fare. Ho paura che si svegli dal suo torpore. Ho paura che spezzi le sue catene. Se ci mettiamo così tanto tempo per concentrarci a ‘nemo a “ciupese
sull’Astego”
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Cleo Danieli (3^ALG) e Valeria Godi (4^ALG)
Titolo del film: Factory Girl Regista: George Hickenlooper Interpreti principali: Sienna Miller (Edie), Guy Pearce (Andy) Genere: biografico Durata: 90' Produzione: USA, 2006 Un ritmico suono di tacchi sull’asfalto ed il rimbalzo di una pelliccia a fantasia leopardo, avvolgono la corsa disperata che vi proietterà quasi con violenza nel capolavoro pop di George Hickenlooper. In quell’esile volto rigato dalle lacrime riconoscerete Sienna Miller (neoconsacrata attrice proprio dalla presente pellicola) alias Edith Minturn Sedgwick: dalla Cambridge Art School con aspirazioni pittoriche e speranze gonfie di miele, giunge nella vita reale portando in tasca ingenuità e bellezza inviolate, come ogni uptown girl che si rispetti. La accoglie una frenetica New York, una psichedelica New York, non semplice ambientazione, scena o fondale della storia, ma una vanitosa prima donna, protagonista, vorticosa ed ipnotica. Una metropoli che sgorga fiumi di Martini bianco, pieces di teatro contemporaneo e mostre grafico‐
fotografiche, genitrice e protettrice di chiunque voglia tuffarsi nel brulicante mondo dell’arte, un lusso a portata di tutti nei travolgenti anni '60. E, uno scalino sopra a tutti, c’è lui, il re degli emergenti, l’idolatrato e osannato Andy Warhol. Pallido al limite della malattia, con gli eccentrici modi di fare di un pazzo apatico sull’orlo del delirio, trascina Edie all’interno del suo reame, la “Factory”, letterale fabbrica di ogni tipo d’arte immaginabile, alla totale mercée di tale eclettico visionario. Mentre sul palco, la famiglia Sedgwick inscena la propria recita di perfezione, Andy scaverà per suo e nostro piacere nella mente di Edie, regalandoci uno scorcio nel torbido dietro le quinte, rivoltando l’idillio, riesumando il passato. Tra palloncini argentati, strascichi di carta stagnola, perpetue feste e banchetti di metanfetamine, i volgari cortometraggi 18
un qualsiasi significato, risultano acclamati successi cinematografici, mentre una Edie graziosa ma inesperta, viene ribattezzata superstar mondiale. Ai nostri occhi invece, la suddetta “grande attrice” si riduce a vezzosa decorazione, piacevole soprammobile che un genio filantropo, più spettatore che regista, si diverte ad appoggiare all’interno della scena, col puro intento di catturare lo sguardo. Breve intervallo romantico dai riccioli dorati: il profeta musicante Christensen (già visto negli ultimi due episodi di guerre stellari e nello spericolato Jumper) propone ad Edie il suo amore sano, sensuale, palesemente opposto a quell’ossessione possessiva e gelosa che l’artista prova nei confronti della musa prigioniera. Personificazione stessa degli anni '60, esagerato tiranno e narciso, inspiegabilmente carismatico, dal fascino annacquato, Andy accarezza, lusinga, anche una volta soltanto: chiunque, come un burattino, si inchina al suo volere. Crea l’oro più effimero, plasma icone, regala il successo, versa calici di fama, per strapparli via poco più tardi, lasciando la nostra “poor rich girl” sola e nuda a fare i conti col proprio palmo della mano, solcata da una linea della vita spezzata. Un film crudo abbastanza da scandalizzare Dylan e Lou reed, doppiamente interpretabile come la livida figura del protagonista, pennella senza alcun limite o pudore il meglio ed il peggio di ogni suo soggetto. Impreziosito da una colonna sonora decisamente accattivante, se non vi annoierà a morte, vi ucciderà di adorazione, lasciandovi però il bruciore amaro di un sorso di vodka trangugiato troppo in fretta perché il palato possa esserne a pieno soddisfatto. Non fare ragionamenti da donna della strada
Edie: Devi guardare oltre quello che è ovvio. Sarà anche solo un quadro ma è un’idea... E l’uomo dietro a quell’idea è la cosa interessante. …: Io penso che lui abbia le priorità un po’ centrifugate, sai: il mondo va a fuoco e quest’uomo crea dei di spazzatura. Edie: Forse il mondo andrà anche a fuoco ma questo non vuol dire che dobbiamo essere cinici. Edie: Cosa devo fare? Andy: Beh... essere te stessa... Edie: Quale me stessa? Andy: Come ti pare, stella di mare. Davide Maistrello 2^AI
Il libro “Aria sottile“ è basato sull’esperienza di Jon Krakauer, un giornalista americano appassionato di alpinismo che nel maggio del 1996 si unisce alla spedizione commerciale “Adventure Consultants” di Rob Hall formata da tre guide molto competenti e otto clienti relativamente inesperti il quale obiettivo è scalare l’Everest, la montagna più alta nel mondo. La spedizione parte sotto ottimi auspici, qualche incidente iniziale non sembra compromettere il morale della spedizione, ma nel giorno previsto per effettuare l’ascensione una serie di ritardi e contrattempi e una tempesta che coglie di sorpresa i quattro gruppi che si trovano sulla cima, mettono a repentaglio la vita degli alpinisti. Moriranno quindi sia Rob Hall che Scott Fischer, i due alpinisti organizzatori delle due spedizioni commerciali più importanti, Andy Harris, una giovanissima guida per la prima volta sull’Himalaya, ma soprattutto Doug Hansen e Yasuko Namba, due clienti della spedizione di Hall che sarà poi accusata di aver gestito male i tempi e le procedure di un’occasione così importante, e tre soldati membri di una spedizione indo‐tibetana. Invece Jon Krakauer, l’autore del libro, sarà uno dei pochi a rientrare avendo programmato con attenzione i tempi di ritorno ed essendo sempre stato in testa al gruppo dei 21 scalatori. Il libro non vuole essere il classico racconto di montagna che può essere letto soltanto dagli appassionati (e ve lo dice una persona che non capisce nulla dell’argomento), ma una cronaca dettagliata dei fatti avvenuti in quella primavera del 1996 ricordata come una delle più tragiche degli ultimi vent’anni e un’accusa contro le spedizioni commerciali formate da ricchi “turisti della montagna” che per cifre pari a circa centomila dollari vengono praticamente accompagnate in vetta dalle guide e dagli sherpa, portatori nepalesi che si occupano delle provviste e dell’equipaggiamento. Per questi ed altri motivi il libro può interessare chiunque sia rimasto colpito dalla tragica scalata avvenuta quest’estate, nel mese di agosto, sulla vicina montagna del K2, che ha avuto un’importante risonanza mediatica con molti esperti del settore Il soggetto non siamo noi, non siamo loro, ma siamo ognuno
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Rigo Francesca 4^BT
<< Dovetti rammentarmi chi e cosa fossi: l'unica figlia di una famiglia che per nove generazioni aveva procreato eruditi imperiali del rango più elevato. Ero promessa. Avevo i piedi fasciati. Se fosse accaduto qualcosa di sconveniente, non avrei saputo fuggire come se fossi stata una ragazza dai piedi grandi e neppure fluttuare lontano su una nube spettrale come avrebbe potuto fare Liniang. Se mi avessero sorpresa, si sarebbe rotto il fidanzamento. Una ragazza non poteva fare nulla di più grave che mettere in imbarazzo e disonorare la famiglia in quel modo, ma ero stupida e sciocca e avevo la mente offuscata dal desiderio. Premetti con forza le dita sugli occhi e collegai quel dolore all'immagine materna. Se avessi avuto un po' di buon senso, avrei scorto dentro di me la sua delusione. Se avessi avuto un po' di buon senso, avrei capito quanto sarebbe stata violenta la sua ira. Invece, cercai di invocarne la dignità, la bellezza, la statura. Questa era casa mia, il mio giardino, il mio padiglione, la mia notte, la mia luna, la mia vita. Attraversai il ponte a serpentina ed entrai nel Padiglione a cavallo del vento dove lui mi stava aspettando. Sulle prime non ci scambiammo una parola. Forse era sorpreso del mio arrivo; dopo tutto, non deponeva a mio favore. Magari temeva come me che ci sorprendessero. O forse mi stava assorbendo allo stesso modo in cui io lasciavo che mi pervadesse i polmoni, gli occhi, il cuore. >> Cina, XII secolo. Peonia, una ragazza di sedici anni dai "piedi di giglio", vive segregata in casa dalla nascita e qui attende di andare in sposa ad un uomo scelto dal padre e che non ha ma visto. Nel giorno del suo compleanno, il padre fa rappresentare, all'interno della dimora, la sua opera teatrale preferita nonostante sia proibita alle donne: Il padiglione delle peonie. Ed è proprio qui che il destino di Peonia viene per sempre segnato da un incontro imprevisto con l'amore. Per lei sembra quasi di rivivere la sua opera preferita da protagonista. Tutto cambia. Niente e nessuno ha più senso, soprattutto il matrimonio imminente. La "ragazza di giada" sceglie di opporsi come può. Si chiude in camera, non mangia, non dorme. Trascorre le ore infinite a leggere l'opera, che le ha cambiato la vita. E a scrivere. Imprime sulla carta i suoi sentimenti, le sue paure e le sue speranze. Ne esce un ritratto dato dalle parole piuttosto che dai colori. Rimane chiusa in sé stessa per cinque mesi concedendosi solo qualcosa da bere. Ormai la fame non l'attanaglia, l'appetito lo sazia dalle parole piene di lui. Non si accorge di stare morendo finchè i suoi parenti non la portano fuori in giardino e non la abbandonano al freddo della notte come dice la tradizione. Muore cinque giorni prima delle nozze. Muore pensando a lui. Ma, come aveva scritto anche a lato di una pagina dell'opera, "Da vivi gli esseri umani amano. Da morti continuano ad amare. L'amore che si estingue con la morte non è vero amore." E il suo amore, si estinguerà o la guiderà da lui anche oltre la morte? P.S.: non vi preoccupate, non vi ho svelato la fine ... siamo solo all'inizio ... ora comincia il vero viaggio. 20
Adesso non posso uscire sennò il preside mi vede sempre in giro
Gabriele Pozzan 3^AI
Un tempo, quando il vento soffiava sul granturco, La madre invece viene presa per ricavare il latte capitava di sentire le urla degli animali che, per che noi vediamo pubblicizzato dalle solite pochi tragici istanti, risuonavano dalla capanna nel famigliole perfette, anche se questi signori non si retro della casa, e poi via, un lavoro di tutta la degnano di farci sapere che alla mucca viene fatta famiglia per raccogliere il sangue, macellare produrre una quantità di latte anche dieci volte l’animale, prendere i pezzi per i prosciutti, maggiore di quella che avrebbe dovuto produrre mettere le ossa da parte. Il maiale che fino a quel per il vitello, e che questo comporta momento aveva vissuto tranquillo nella fattoria, infiammazioni alla mammelle a un terzo delle avrebbe allietato parecchie cene e, con la vendita mucche da latte; conclusosi l’arco di vita delle dei salumi, portato qualche soldo che male non mucche da latte queste non vengono macellate, faceva. perché ormai la loro carne è dura e non più Molto spesso come risposta a un vegetariano buona; ma il genio umano ha trovato qualcosa in viene citato il “cerchio della vita” o “l’animale più cui trasformarle per evitare sprechi: dadi da grosso che mangia l’animale più piccolo”. Certo, minestra! nella natura selvaggia succede Le galline, i maiali, tutti gli animali così, chi non ha visto filmati o che mangiamo sono diventati foto di un ghepardo acquattato prodotti da catena di montaggio, tra i cespugli, pronto a saltare al macello gli animali spesso non addosso a una gazzella ancora vengono nemmeno anestetizzati ignara del suo destino? E allora, a dovere, e così vengono fatti a dicono, perché noi umani pezzi o buttati in vasche d’acqua dovremmo porci dei problemi a bollente ancora vivi. mangiare gli animali? “Come il Inoltre il commercio della carne leone mangia la zebra, noi non porta solo dolore agli abbiamo diritto di mangiare la animali, per produrre un chilo di mucca”. carne vengono consumati in L’unico problema è che siamo, media quindici chili di vegetali, e appunto, esseri umani, e da siccome dalle nostre parti lo esseri umani riusciamo a prendere ogni cosa e spazio per le coltivazioni comincia a scarseggiare portarla avanti indiscriminatamente pensando di da dove prendiamo tutti questi vegetali? Ma dai avere chissà quali diritti. paesi del Sud del mondo, è ovvio! Da quei paesi in I nostri prosciutti tanto pubblicizzati con scene di cui ogni giorno muoiono decine e decine di felicità e caldi ambienti familiari sono pezzi di persone per la fame. Il Brasile, la Colombia, il animali che hanno cominciato, proseguito e finito Messico, che contano milioni di abitanti denutriti la loro vita in una grande catena di montaggio, al esportano milioni di tonnellate di mangime per gli contrario delle gazzelle e delle zebre che animali da macello che noi mangiamo. trascorrono la loro esistenza nella natura. Forse è utopico pensare di diventare tutti Prendiamo per esempio un vitello da macello e vegetariani, ma un’utopia è sempre un’utopia seguiamo la sua vita: poco dopo la nascita il finchè tutti pensano sia irrealizzabile. Tuttavia piccolo e la madre vengono allontanati (e essere informati e agire di conseguenza, per esempio riducendo il consumo di carne, può entrambi ne soffrono pesantemente), il vitello aiutare il mondo e la gente che ci abita; anche passerà il resto della sua breve vita in un box largo rinunciando per una volta alla settimana alla carne e lungo quanto lui, e verrà nutrito con una dieta si fa qualcosa di buono. Meno ragù, più aglio olio e con forte carenza di ferro per rendere la sua carne peperoncino! bianca e tenera, per poi essere infine macellato. Ma l’hanno acquistato con i punti Star quel bidello???
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Pengo Marco 5^CI
Dottorclown Italia raggruppa coloro che, a titolo di volontariato,si occupano di "comicoterapia" all'interno di ospedali e case di riposo. Sono uomini e donne di norma occupati in tutt’altra professione che un paio di giorni la settimana indossano l’abito del clown per far sorridere i bambini, i genitori e il personale medico‐infermieristico. La comicoterapia ha ormai una sua valenza in campo mondiale, molte sono le ricerche scientifiche che la sostengono e quotidianamente constata la funzione medica e purificatrice della Risata. Sono uno studente del Quadri e da un anno e mezzo faccio parte dell’associazione italiana “Dottor clown”. Ogni mercoledì sera alle 18:30 prendo su il mio zaino, salgo sullo scooter e corro fino all’ospedale di Vicenza con la voglia di vivere ogni volta un’esperienza tanto diversa quanto emozionante. Una volta arrivato in ospedale mi dirigo veloce (sono sempre in ritardo) verso gli spogliatoi, saluto i miei amici e amiche clown, preparo tutto l’occorrente per andare a fare il giro per le stanze. Così inizia la serata da clown. Chissà, stasera magari mi trasformerò in un supereroe di Dragonball, oppure dovrò costruire il più bel palloncino che si sia visto nella faccia della terra e che raffiguri un’astronave, oppure dovrò cantare ad una vecchietta una delle sue canzoni popolari preferite,oppure fare un balletto classico come lo farebbe un elefante, oppure… ogni sera mi può succedere di tutto!
OCCORRENTE NECESSARIO:
PALLONCI
NI
TRUCCO
CUORE PRONTO A DARE
IL NASO ROSSO
ABBIGLIAMENTO COLORATO
+ CAMICE
E PRONTO A RICEVERE TANTO
Fare il clown per me significa molto. Saper di poter donare un sorriso con una battuta,con uno sguardo, con un suono o con solo una semplice parola vuol dire arricchirmi ogni volta di qualcosa che ciascuna persona nella sua sofferenza riesce a donarmi. Per essere clown non serve essere super uomini o super donne, non serve neppure aver vinto una competizione di simpatia o saper fare i numeri di giocoleria migliori del mondo, basta aver voglia di dedicare un po’ di tempo e di fatica per persone che chiedono solo di trovare un diversivo che li distolga dalla loro malattia. Per diventare clown basta partecipare a un corso e seguire un tirocinio presso l’ospedale. Per informazioni potete visitare il sito www.dottorclownitalia.org o chiedere ai studenti‐
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“L’arrivo di un buon clown esercita sulla salute di un ospedale un’influenza benefica superiore a quella di venti asini carichi di medicinali.” Patch Adams Ahh … la Kefiah … tu sei l’amica di Arafat
Alberto Cimmino 3^CLG
Forse non tutti sanno che la nostra (più o meno) illustre scuola vanta una rosa di atleti di caratura nazionale. Dopo lo schiacciante successo ottenuto l'anno scorso nella fase regionale, il team di atletica leggera del Quadri si era qualificato per la fase nazionale, svoltasi il 23‐24‐25 Settembre 2008 a Lignano Sabbiadoro, in provincia di Udine (che è in Friuli‐Venezia‐Giulia, per chi avesse un brutto rapporto con la Geografia). La squadra, che ha avuto l'onore di rappresentare non solo il nostro liceo, ma anche Vicenza e il Veneto stesso, era formata da 8 atleti, specializzati nelle diverse discipline, sotto la guida della professoressa Diana Tomasi: nei 100m Sebastian Tiso (3BI), Alessandro Pino (2AT) nei 300m, nel salto in alto Paolo Marzari (3CI), nei 110hs (ostacoli) Alessandro Berto (2BI). E ancora il pesista Alessandro Sanson (3CST), il discobolo Roberto Costa (3BST), Il sottoscritto (Alberto Cimmino, 3CLG) nei 1000m e, last but not least, Francesco Turatello (2CI), il saltatore in lungo. Siamo arrivati la sera di lunedì 22 settembre, ci siamo sistemati nell'albergo e siamo andati a dormire presto in vista della giornata di gare successiva, non senza aver socializzato con le nostre vicine di stanza della squadra femminile del Veneto (Montebelluna, Treviso). Il giorno dopo ci siamo recati sul campo di gara con una certa tensione, scoprendo che la nostra squadra si distingueva non solo per essere matematicamente la favorita alla vittoria, ma anche per la scarsità dell'equipaggiamento. Infatti tutti gli altri esibivano una tuta fornitagli dalla scuola, dalla provincia o dalla regione, cosa totalmente aliena al nostro liceo, ed alcuni esibivano persino canotte da atletica con il nome dell'istituto d'appartenenza e la provincia. Noi invece ostentavamo delle magnifiche magliette extra‐large azzurrine, le tute più diverse e le più disparate paia di pantaloni da atletica, dato che i pantaloncini forniti dalla scuola sono cosi scomodi da compromettere gli esiti delle gare. Comunque ora è d'obbligo parlare delle nostre prestazioni. Per capire quanto segue conviene leggere la NOTA a piè pagina. In ogni caso è necessario sapere che nelle gare vince chi fa il numero minore di punti, e quindi chi primo arriva, meno punti fa. Nella prima giornata si sono delineati i punteggi di Alessandro Sanson (getto del peso), che non è riuscito ad entrare in finale lanciando a 11.50m e classificandosi diciottesimo, solo quinto però di squadra (quindi 5 punti). Si fermano anche Paolo Marzari (salto in alto), e Alberto Cimmino (1000m), entrambi chiudendo la gara al di sotto delle proprie possibilità. Il primo ha saltato la misura di 1.73m, quindicesimo, portando 7 punti, il secondo (il sottoscritto) ha corso il chilometro in 2'47'', al sedicesimo posto, portando però solamente 2 punti alla squadra davanti erano quasi tutti individuali). Sebastian Tiso, invece ha avuto accesso alle semifinali del giorno dopo, ma lì si è fermato, diciassettesimo, con 6 punti, e con un tempo per lui alto di 12''31 dovuto ad un recente infortunio. Anche Alessandro Berto,l'ostacolista, si è fermato alle semifinali. Per lui 4 punti e un quattordicesimo posto, col tempo di 16''57. Gareggia il mercoledì anche Roberto Costa (disco), ma non accede alla finale del giorno dopo classificandosi ventiquattresimo, con 7 punti. Alessandro Pino, nei 300m, entra invece in finale A migliorando il suo record personale con il tempo di 36''27. Per lui ci sarà poi il sesto posto, con però 3 punti di squadra. Francesco Turatello (salto in lungo) vola in finale saltando ben 6.69m nella fase di qualificazione al primo salto, lasciando gli avversari a bocca aperta. Nella fase finale non delude gli innumerevoli occhi puntati su di lui e al terzo salto trova la rincorsa ideale per cadere, con un ovazione generale, a 6.75m dalla linea. E per lui è oro nazionale! E ovviamente un solo punto. E dunque mancava solo la staffetta. E la staffetta avrebbe deciso le sorti. Il tabellone diceva: Vicenza 25, Rieti 28, Udine 27. Queste le squadre candidate alla vittoria, nonché alla qualificazione per la fase internazionale di Madrid, in rappresentativa Italiana. E le staffette scendono in campo. La nostra è Tiso‐Berto‐Turatello‐Pino. E arriva terza. E quella di Rieti seconda. E Udine prima. Un paio di conti ed ecco. Tre squadre a pari merito, con 28 punti! Mai successo! Il cronista esalta l'unicità della situazione. ma accidenti proprio a noi doveva capitare la situazione unica, non potevamo semplicemente vincere, no? Comunque in questi casi il regolamento parla chiaro: si confrontano i piazzamenti dei vari atleti (nella classifica di squadra). Dunque il Quadri vanta un primo, un secondo, (perché non un contorno e un dolce?) un terzo, un quarto e così via, ma Rieti ha un primo e due secondi posti, e Udine addirittura due primi posti. Quindi il Veneto, Vicenza, il Quadri, NOI siamo terzi. E l'amarezza di tutte le speranze svanite copre la gioia del podio. E il mancato viaggio a Madrid brucia. Anche perché finalmente avremmo avuto delle belle tute. Azzurre con scritto Italia. Per questo ritorniamo a testa bassa in albergo e anche per questo chiunque abbia un atleta in classe avrà notato che non sprizzava molta gioia, al ritorno, nel raccontare come era andata. Questo è però soltanto ciò che ci deve spingere a migliorarci continuamente.
Prof. a studente : “Lei è un dipendente pubblico, si contenga!”
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NOTA: Ecco alcune basilari nozioni sulle gare e sul sistema di calcolo dei punti. Ad ogni competizione prendono parte 42 atleti, due per ciascuna regione (Trentino e Alto Adige separate) uno qualificato come individuale (senza squadra) e l'altro in rappresentativa della squadra classificatasi prima nelle fasi regionali. Le gare consistono in una fase di qualificazione e una finale, eventualmente anche una semifinale. Alla fine viene stilata la classifica generale. Basta togliere da questa gli atleti individuali per ottenere la classifica di squadra. Quindi a questi atleti rimanenti vengono assegnati i punti, un punto al primo, due al secondo, tre al terzo e così via. Ogni atleta della squadra totalizza un certo numero di punti, che vengono sommati a quelli degli altri. Vince la squadra che ha meno punti, in sette delle otto gare. Il punteggio più alto (corrispondente al piazzamento peggiore) viene scartato. Tutto questo è più difficile a Lorenzo Venturini 3^BLG
Il ciclismo: grande sport di fatica, determinazione, sacrificio, di campioni nati con talento, forgiati da allenamenti in condizioni estreme, o sport falso, corrotto, che non riesce mai a rialzarsi da situazioni fuori dal limite della legalità? Queste sono le due facce del ciclismo, una estremamente positiva, l’ altra il lato peggiore della medaglia. L’aspirazione a migliorarsi ed ottenere sempre più vittorie ha provocato, negli ultimi 20’ anni, un’ esplosione nell’ uso delle sostanze dopanti:migliaia di atleti, oggi, a qualunque livello, ne fanno uso molte volte pericoloso, oltre che scorretto. La figura del ciclista, però,con il suo lato umano e agonistico, secondo me, rimane al centro dell’ “impresa eccezionale”. A parere mio, infatti, non bisogna considerare solo l’uso del doping, a scapito del ciclista vero, talentuoso, altruista e vincente, che rende bello e avvincente questo sport:il Bartali del Giro 1940,ad esempio, che tornò indietro ad aiutare 24
maglia rosa, Coppi, in seria crisi, lo stesso Fausto Coppi, che vinse numerose edizioni delle competizioni più importanti, le emozioni che ci regalò Pantani, e quelle che ci regalano ancora oggi numerosi atleti di altissimo livello, sono persone, momenti, ricordi che non verranno mai dimenticati dagli appassionati. Questi comportamenti, la passione e il sacrificio di questi campioni, conferiscono nobiltà al gesto atletico e rendono non legittime ma comprensibili certe devianze. Molti accusano questo sport, criticano fortemente la presenza del doping, di scarsi e inefficienti metodi di controllo
(giustamente);ma poi, di fronte alla massima espressione agonistica quale può essere una fuga solitaria, una scalata del Pirata Pantani, diventano i sostenitori più assidui. Come potrebbe,allora, un appassionato di ciclismo, abbandonare questo fantastico sport, anche se ambiente di polemiche e scandali per quanto riguarda il doping? Tu stai andando via per tangenti tue … ci vorrebbe Di Pietro per
starti dietro
Alfredo Conti 4^AST
Curiosando a tempo perso su internet mi sono imbattuto in un interessante sito che pubblicava le richieste delle star per il backstage. Molte fra queste sono insolite, altre semplicemente bizzarre. Eccone pubblicate alcune: MADONNA
Otto specchi di grandi dimensioni, una corda per saltare, centocinquanta scatole di fragole, té dello Yorkshire, té verde biologico , spray per ambienti alla vaniglia, acqua BLINK 182
Una cassa di birra corona , quattro casse di acqua Evian, succo d'arancia fresco, latte,succo di mela e di uva, patatine assortite , frutta già sbucciata e ricoperta da pallicola trasparente. BRUCE SPRINGSTEEN
Croissant alla cannella , the verde , confezioni di pizza surgelata,barrette di cioccolata assortite,un petto di pollo grigliato, ketchup, senape , maionese, frutta secca e un custode per le chitarre dalle 10:00. RED HOT CHILI PEPPERS
Succo di Aloe, 5 kiwi già sbucciati , 3 banane , coca‐cola latte di soia aromatizzato alla vaniglia e togliere dallo spogliatoio tutti gli oggetti triangolari. PEARL JAM
Bibite assortite, burro d'arachidi , cesto con frutta fresca assortita birra light , super alcolici quali Vodka , Jack Daniels , Gin. Qualcuno mi ha raccontato che in città nei negozi a tutto 1€ vendono
le aureole
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Davide Stefani 5^CI
Ci siamo tutti cimentati negli scioglilingua, e tutti abbiamo fatto almeno una volta una figuraccia sbagliandoli. Ma gli scioglilingua, oltre ad essere difficili da pronunciare, sono anche particolarmente comici per le frasi di cui si servono per attorcigliare la vostra lingua. Ho raccolto un po' di scioglilingua che ho trovato particolarmente difficili e/o divertenti, eccoli qua: Lucio dice a Licio:"Lascia l'ascia liscia sull' uscio" [careful, with that axe, Licio] A quest'ora il questore in questura non c'è. [ripassa più tardi] Che i generali regolino i loro orologi. [ecco perché l'esercito arriva in ritardo] Peppe dà la pappa al pupo, il pupo dà la pappa a Peppe: tanta pappa pappa il pupo quanta pappa pappa Peppe. [il pupo dà la pappa a Peppe?!?] Pietro Paolo Parzianese, povero pittore poco pratico, promise pinger Porta Portese per poco pochissimo prezzo. Partitosi prima, pentitosi poi, pregò partir per Padova, propria paterna patria. [ce l' avete fatta? prrrr] Quanti rami di rovere roderebbe un roditore se un roditore potesse rodere rami di rovere? [che domande, ma è ovvio! no, eh?] Sassaiola a Sassari su un assassino assiro ossessionato dal sesso assiduo. [ecco le pene più severe per gli assassini] Se il coniglio gli agli piglia togligli gli agli e tagliagli gli artigli. [dagli al coniglio!] Se sei gnomi magnano sei gnocchi con gli occhi, con gli occhi quanti gnocchi magna ogni gnomo? [allora...sei, diviso il numero di occhi, per radice cubica dell'altezza media...tutti a digiuno che è me
glio] Sotto il mio palazzo c'è un povero cane pazzo, dategli un pezzo di pane a questo povero pazzo cane. [eddai, non vorrete farlo morire di fame!] Tra tre trite trote tre triglie in teglia. [si Mangia!] Un pezzo di pizza che puzza da pazzi nel pozzo del pazzo che puzza da un pezzo. [questo invece la fame me l'ha fatta passare] Una rara rana nera sulla rena errò una sera, una rara rana bianca sulla rena errò un po' stanca [che girovaghe queste rane] Chi fu quel barbaro barbiere che sbarbò barbaramente la barba di Bartolomeo Barbetta in piazza Barberini? Se i pesciolini scemi vanno a sciami da Pescia ad Altopasci e piove a scroscio l'uscita va a scatafa
scio. [se i pesci vanno dove?] Orrore, orrore, un ramarro verde su un muro marrone! [che carini i ramarri**] Se una serva non ti serve a che serve che ti serva una serva che non serve? serviti di una serva che ti serve e manda la serva che non serve a chi si serve di una serva che non serve. [mi sembra ovvio] Come? Facili? Provate questi in inglese allora! XD 
How much wood would a woodchuck chuck,if a woodchuck could chuck wood? He would chuck, he would, as much as he could, and chuck as much wood as a woodchuck would if a woodchuck could chuck wood. 26
Siete uno più sfigato dell’altro
[Quanto legno getterebbe una marmotta, se una marmotta potesse gettare legno?Ne lancerebbe, se potesse, quanto potrebbe, e getterebbe tanto legno quanto vorrebbe una marmotta, se una marmotta potesse lanciare legno.] 
Betty Botter bought some butter. 'But' she said, 'This butter's bitter. If I put it in my batter it will make my batter bitter.' So she bought a bit of butter better than her bitter butter. And she put it in her batter and her batter was not bitter. So it was better Betty Botter bought a bit of better butter! [Betty Botter comprò del burro. 'Ma', disse, 'Questo burro è amaro. Se lo mettessi nella mia pastella, renderebbe la mia pastella amara'. Allora comprò un po' di burro migliore del suo burro amaro. E lo mise nella sua pastella e la sua pastella non fu amara. Quindi fu un bene che Betty Botter avesse comprato un po' di burro migliore.] 
Peter Piper picked a peck of pickled peppers, a peck of pickled peppers Peter Piper picked. If Peter Piper picked a peck of pickled peppers, where's the peck of pickled peppers Peter Piper picked? [Peter Piper ha preso un po’ di peperoni sott’aceto, un po’ di peperoni sott’aceto ha preso Peter Piper. Se Peter Piper ha preso un po’ di peperoni sott’aceto, dove sono quei peperoni che ha preso Peter Piper?] 
Sally'sister sells shells. She sells seashells on shore. The shells she sells are seashells she sees. Sure she sees shells she sells. [La sorella di Sally vende conchiglie. Vende conchiglie sulla spiaggia. Le conchiglie che vende sono le conchiglie che vede. Di sicuro vede le conchiglie che vende.] 
Red lorry, yellow lorry (facile? provate a ripeterlo 10 volte, poi ne riparliamo...) [Camion rosso, camion giallo] 
A noisy noise annoys an oyster. [Un rumore fastidioso disturba un’ostrica] 
Mr. See owned a saw. And Mr. Soar owned a seesaw. Now See's saw sawed Soar's seesaw before Soar saw See, which made Soar sore. Had Soar seen See's saw before See sawed Soar's seesaw, See's saw would not have sawed Soar's seesaw. So See's saw sawed Soar's seesaw. But it was sad to see Soar so sore just because See's saw sawed Soar's seesaw! [Mr.See aveva una sega. E Mr. Soar aveva un’altalena. Ora, la sega di See segò l’altalena di Soar prima che Soar vedesse See. Se Soar avesse visto la sega di See prima che See segasse l’altalena di Soar, la sega di Saw non avrebbe segato l’altalena si Soar. Quindi, la sega di See segò l’altalena di Soar. Ma fu triste vedere Soar prendersela così tanto solo perché See aveva segato l’altalena di Soar!] 
Three Swedish switched witches watch three Swiss Swatch watch switches. Which Swedish switched witch watch which Swiss Swatch watch? [Tre Streghe svedesi transessuali guardano I cinturini di tre orologi 'Swatch' svizzeri. Quale strega svedese transessuale guarda quale Cinturino di quale orologio 'Swatch' svizzero?] F. non ti richiamo più! Ti distruggo solo la carriera scolastica!
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Di Elena Marangoni 5^BT
(PS:Le definizioni in grassetto si riferiscono ai nostri insegnanti) 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 31 32 33 34 35 36 37 38 39 40 41 42 43 44 45 46 47 48 49 50 51 52 53 54 55 56 57 58 59 60 61 62 63 64 65 66 67 68 69 70 71 72 73 74 75 76 77 78 79 80 81 82 83 84 85 86 87 88 89 90 91 92 93 94 95 96 97 98 99 100 101 102 103 104 105 106 107 111 112 119 120 108 109 110 117 118 113 114 115 116 121 126 122 123 124 125 128 129 130 131 28
127 VERTICALI
ORIZZONTALI
1‐Città dove si trova il Palais des Papes | 8‐
L’uomo obiettivo | 19‐composto da elementi di qualità diversa | 20‐pronome indefinito femminile | 22‐Ragusa | 23‐si usa in Inghilterra per distinguere le ore del mattino | 24‐metà di una sfera | 25‐Il “capo” della scuola | 29‐relativo ai pesci | 31‐ Mukundi, conosciuto come “Daddy Reggae” | 32‐colui che desidera qualcosa in modo eccessivo | 33‐il superiore di un abbazia o di un monastero | 35‐acronimo usato nelle chat per esprimere divertimento | 36‐detto di un vino o di altro prodotto provvisto di un contrassegno che ne garantisce la zona di produzione | 38‐porzione di intestino tenue compresa tra il digiuno ed il cieco | 39‐decolla | 40‐molto lontana | 42‐detto del fenomeno della voce priva di vibrazioni laringee | 44‐Inizio del 5 Maggio di Manzoni | 45‐Pari in topi | 46‐Tratto di terra emersa circondata da ogni parte dalle acque del mare, di un lago, di un fiume | 48‐Insegnante di filosofia e storia | 51‐mollusco con conchiglia esternamente rugosa, privo di piede, frutto di mare pregiato | 56‐Sentimentale, appassionato o anche incline alla malinconia | 59‐ impara | 60‐Andare verso l’alto | 63‐pronome personale singolare | 64‐ Quasi Ovunque | 65‐Grande strumento a corde che si suona pizzicando con le dita | 66‐chiamare per nome | 68‐ “provavo” a Londra | 70‐il chiuso d’oltremanica | 71‐ Lower risk | 72‐abbreviazione del Libro di Zaccaria | 73‐il “padre” della lingua italiana, autore della Commedia | 74‐Internet Information Server | 75‐in parole composte della terminologia scientifica significa sangue | 77‐@ | 78‐
sede della Repubblica sociale italiana | 80
‐Acronimo per “fuori tema” | 81‐chi da alloggio e vitto per mestiere | 82‐Napoli | 83‐Consiglio d’amministrazione | 84‐
Saluto romano | 85‐Nasce dal Monviso | 87‐Università della Musica | 89‐ Medici in prima linea | 90‐Interessa l’egoista | 91‐Torneo Regionale di Calcio | 93‐ estremi senza estremi | 94‐Anagramma di rumori | 97‐Sassari | 99‐colui che fa le veci di un autorità in sua assenza, ma anche il cognome di un professore di scienze | 101‐ insegna disegno e storia dell’arte | 103‐dirige il gruppo musicale “Quadrifonie” | 106‐elemento HTLM che crea una lista numerata | 107‐ fotovoltaico | 108‐ nome di un personaggio secondario (una tartaruga) nel romanzo “Il libro della giungla” di Rudyard Kipling | 110‐ Gesù | 111‐Autore del manga One Piece | 112‐Sfortuna| 115
‐ European Tour Operators Association | 117‐Restia | 119‐Professoressa d’inglese responsabile di “English in action” | 121‐
Dissemini | 122‐Adoperai | 124‐Nome del protagonista e regista di Braveheart | 125‐Veste di lana portata da uomini e donne nell’antica Grecia | 127‐Gli estremi delle ragnatele | 128‐
Professoressa di educazione fisica, responsabile delle varie gare di atletica | 129‐Schermo a cristalli liquidi | 130‐
Oscillazioni dell’acqua del mare | 131‐
hanno lo stesso nome 1‐Protagonista di un bellissimo film francese che narra del suo “meraviglioso mondo” | 2‐Dal 1990 insegna nei corsi informatici filosofia e storia | 3‐Ci sono anche quelle spartitraffico e pedonali | 4‐
videogioco per diverse piattaforme che “simula” la vita criminale | 5‐Nucleo operativo regionale | 6‐Recente | 7‐
Anagramma di linea | 8‐Sono dispari nel Girare | 9‐colui che non conosce | 10‐ penultima nota musicale nel pentagramma | 11‐Cerco di fare quello che fa qualcun altro | 12‐la rete inglese | 13‐contrario di limo | 14‐Nome di Fanzone, chitarrista dei Nomadi | 15‐
separato | 16‐San Francisco | 17‐indica che il prodotto che lo porta è conforme ai requisiti essenziali per la commercializzazione e l’utilizzo nell’Unione Europea | 18‐Prodotti dalle ghiandole endocrine | 21‐Il più grande affluente del Po, in Lombardia | 26‐ Vicepreside e insegnante di Latino e Italiano | 27‐OpenOffice | 28‐Oro Buono E Luminoso | 30‐nona lettera dell'alfabeto ebraico | 34‐aperitivi o digestivi aromatici dal sapore amarognolo più o meno marcato. | 36‐
Inganno | 37‐comportamento dell'alunno nel contesto scolastico | 41‐parte del personale della scuola | 43‐ardente | 45‐
On The Roof | 47‐Nome della lettrice d’inglese | 49‐tutto ciò che è o ha la possibilità di essere | 50‐persone che stanno imparando qualcosa | 51‐
Principio di opportunismo | 52‐
insegnante d’inglese | 53‐Il contrario di coni | 54‐Clean Development Mechanism | 55‐Aerei E Invenzioni Da Osservare | 57‐Iacopo, protagonista di un famoso romanzo di Foscolo | 58‐qualità che rendono degni di lode | 59‐L’inizio dell’arrivo | 61‐attività che porta a forme creative di espressione estetica | 62‐famosa marca di jeans | 64‐Al Quadri ce ne sono tanti | 65‐Professoressa di materie letterarie e latino diventata mamma da poco | 67‐ il complesso delle cose inanimate e degli esseri viventi dell’universo | 69‐ lago lombardo | 76‐
Un Polo famoso | 78‐forma atipica di polmonite apparsa per la prima volta nella fine dei 2002 in Cina | 79‐specie di primate che vive solo in Madagascar | 81‐si dice di uomini scontrosi (in modo figurato) | 85‐“opposto” di poesia | 86‐
Ospite Unico | 88‐più piccolo | 92‐
Insegnante di religione responsabile del gruppo animatori | 95‐strumento musicale a fiato del gruppo dei legni | 96
‐norma, canone | 98‐Gruppo di api | 99‐
Principio di viltà | 100‐gonade femminile |102‐Piccola frazione del comune di Arsiè | 104‐Valutazione A Freddo | 105‐
“h” in greco | 109‐i cani lo sotterrano in giardino | 113‐grandi fiori di colore bianco, rosa, giallo e rosso che si trovano nei laghi | 114‐Alberi Simbolo di Ombra Ospitale | 116‐mezzo di trasporto su rotaia, utilizzato per il trasporto pubblico cittadino. | 118‐
abbreviazione di fotocamera, telecamera | 120‐Federazione Italiana Drama | 122‐ “come” in latino | 123‐
articolo determinativo maschile |124‐
1500 nel sistema di numerazione romano | 126‐Istant messaging A voi non servono ripetizioni, serve un cane da guardia
Davide Stefani 5^CI
Istruzioni: dovete cercare di capire il significato delle lettere. Prendete la numero 0 come esempio. Non ci sono limiti di tempo. Buon lavoro!
0.
7 N e B
7 Nani e Biancaneve
1.
4 P C
2.
45 G per la M G
3.
7 S nell' O M
4.
26 C in S
5.
3 C P (R, A, G)
6.
14 V in un S
7.
2 C di un G
8.
12 F di E
9.
139 A della C I
10.
12 G in C in una P di C
11.
6 E nella S di G S
12.
90 F la P nella S N
13.
3 M e D
14.
3 I dell' I
15.
88 T in un P (B e N)
16.
8 Z di un A
17.
7 P sulla C della S della L
18.
94 C in una C S di un P R
19.
4 A E (G, M, L, M)
20.
88 F in K B di T
21.
5 A in un P
22.
100 S in una C
23.
1 A per D T
24.
28 G per un M L
25.
5 C in un L
26.
2 L di M (P e D)
27.
47 C in un'A
28.
7 A di C per il P della R
29.
10 P I di A C
30.
3 T di C
31.
33 D d'A per G
32.
40 L e A B
33.
300 S nella B delle T
Mi offendi se dici che sono cattivo … io sono perfido! Inumano è già
più carino … cioè potremmo dire che sono perfidamente inumano ...
29
Savoca Enrico 2^BST
30
Ossificazione endocondrale … vi piace questo nome ragazzi? Sarebbe
perfetto come nome per una gatta...
Noi questi pivellini li abbiamo stroncati tutti e li abbiamo mandati a
raccogliere patate nei campi di pomodoro in Campania con i caporali della
camorra
31

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