le cabanon - Dipartimento di Architettura e Disegno Industriale Luigi

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le cabanon - Dipartimento di Architettura e Disegno Industriale Luigi
SECONDA UNIVERSITA’ DEGLI STUDI DI NAPOLI DIPARTIMENTO DI ARCHITETTURA E DISEGNO INDUSTRIALE CORSO DI LAUREA IN ARCHITETTURA LABORATORIO DI PROGETTAZIONE
ARCHITETTONICA 1
a.a. 2013 / 2014
PROF. ARCH. CHERUBINO GAMBARDELLA
TUTOR
ARCH. MARIA GELVI
ARCH. CONCETTA TAVOLETTA
ARCH. GIANLUCA FERRIERO
LE CABANON
Le Corbusier
Charles-Edouard Jeanneret detto Le Corbusier, nome d'arte che si era dato a ricordo di un suo zio materno, nasce a La Chaux-deFonds, in Svizzera, il 6 ottobre 1887. Tra le figure più influenti della storia dell'Architettura, viene ricordato – assieme a Ludwig Mies
van der Rohe, Walter Gropius, Frank Lloyd Wright e Alvar Aalto – come maestro del Movimento Moderno. Pioniere nell'uso del
calcestruzzo armato per l'architettura, è stato anche uno dei padri dell'urbanistica contemporanea. Membro fondatore dei Congrès
Internationaux d'Architecture moderne, fuse l'architettura con i bisogni sociali dell'uomo medio, rivelandosi geniale pensatore della
realtà del suo tempo.
« L'architettura è il gioco sapiente, corretto e magnifico dei volumi sotto la luce. »
Nel suo testo teorico Vers une architecture Le Corbusier aveva enunciato i cinque punti dell’architettura moderna:
I Pilotis (pilastri) sostituiscono i voluminosi setti di muratura che penetravano fin dentro il terreno, per fungere infine da fondazioni, creando
invece dei sostegni molto esili, poggiati su dei plinti, su cui appoggiare poi i solai in calcestruzzo armato. L’edificio è retto così da alti piloni
puntiformi, di cemento armato anch’essi, che elevano la costruzione separandola dal terreno e dall’umidità. L’area ora disponibile viene
utlizata come giardino, garage, o, se in città, per far passare le strade.
Il Toit terrasse (tetto a terrazza) restituisce all’umo il verde, che non è solo sotto l’edificio ma anche e soprattutto sopra. Tra i giunti viene
messo il terreno e seminati erba e piante, che hanno una funzione coibente nei confronti dei piani inferiori e rendendo lussureggiante e
vivibile il tetto, dove si può realizzare anche una piscina. Il tetto giardino è un concetto realizzabile anche grazie all’uso del calcestruzzo
armato: questo materiale rende infatti possibile la costruzione di solai particolarmente resistenti in quanto hanno la capacità di sopportare la
trazione generata dalla flessione delle travi (gravate del peso proprio e di quanto vi viene appoggiato), molto meglio dei precedenti sistemi
volti a realizzare piani orizzontali.
Il Plan libre (pianta libera) è resa possibile dalla creazione di uno scheletro portante in cemento armato che elimina la funzione delle
murature portanti che 'schiavizzavano' la pianta dell'edificio, permettendo all'architetto di costruire l'abitazione in tutta libertà e disponendo le
pareti a piacimento.
La Façade libre (facciata libera) è una derivazione anch'essa dello scheletro portante in calcestruzzo armato. Consiste nella libertà di creare
facciate non più costituite di murature aventi funzioni strutturali, ma semplicemente da una serie di elementi orizzontali e verticali i cui vuoti
possono essere tamponati a piacimento, sia con pareti isolanti che con infissi trasparenti.
La Fenêtre en longueur (o finestra a nastro) è un'altra grande innovazione permessa dal calcestruzzo armato. La facciata può infatti ora
essere tagliata in tutta la sua lunghezza da una finestra che ne occupa la superficie desiderata, permettendo una straordinaria illuminazione
degli interni ed un contatto più diretto con l'esterno.
Questi canoni esposti da Le Corbusier verranno applicati in una delle sue più celebri realizzazioni, la Villa Savoye a Poissy, nei dintorni di
Parigi.
Casa
Nel capanno di Le Corbusier
Fatto di tronchi e organizzato come la cabina di una nave
A Cap-Martin, in costa azzurra, il sogno poetico di un maestro dell' architettura
di Emanuele Altea
A diciassette anni ho avuto la fortuna di conoscere un committente che senza alcun pregiudizio mi diede l'incarico di costruirgli la
casa". È così che ha cominciato Le Corbusier, con la mancanza di pregiudizio. Qualità, questa, che anche a lui non mancava, visto che
decise di costruirsi la casa delle vacanze come un semplice quadrato di tronchi d'albero, a pochi metri dal mare. Lo aveva pensato
come il più bel regalo di compleanno per l'amata moglie Yvonne, ma era anche la realizzazione dei suoi sogni di semplicità e solitudine
di fronte al Mediterraneo. A un uomo in vacanza, diceva spesso Le Corbusier, non serve molto più di un letto, i servizi, un tetto e la
vista del sole che si riflette sul mare. Nel suo caso, c'era bisogno anche di un bel tavolo da lavoro, una lampada e varie matite di
scorta. Sì, perché non smetteva quasi mai di disegnare, pensare ed escogitare nuove soluzioni abitative da poter tramandare alle
migliaia di architetti che sono nati dopo di lui. Nuotare e disegnare. Alla fine il suo pensiero si concretizzò in quello che lui chiamava "le
cabanon", una sorta di capanno sulla collina rocciosa che guarda il mare a Roquebrune-Cap-Martin (3,66 x 3,66 metri in pianta e 2,26
di altezza). Guardandolo, non ci sono dubbi: Le Corbusier resta uno specialista di unità minime di abitazione. Congegni spaziali in cui
classificava, selezionava e poi stabiliva, secondo dei codici da lui fissati, i bisogni e le aspirazioni degli abitanti. I quali, d'altra parte, si
dichiaravano felicissimi di viverci. Le unità di abitazione le ha realizzate una alla volta, in cinque località diverse: Marsiglia, Nantes,
Berlino, Briey-en-Foret, Firminy. Ogni volta il maestro svizzero studiava e affinava i canoni che riteneva indispensabili per vivere bene.
Nel 1950 decise che questi studi dello spazio, decisamente rivoluzionari per l'epoca, potevano portare alla soluzione ideale per le sue
vacanze al mare. Le Corbusier disegnò il suo "cabanon" in 45 minuti, tenendo conto del Modulor, il suo sistema di proporzioni che
univa il metodo geometrico della sezione aurea con l'acuta e costante osservazione delle misure e dei movimenti dell'uomo, in ogni
momento della giornata. La casa, edificata tra il confine italo-francese e Monaco prevedeva all'interno solo oggetti incorporati alla
costruzione. Come su una barca, il tavolo, la libreria, i due letti, il guardaroba, il lavello e il servizio sono in un angolo della stanza. Non
sono mobili aggiunti, ma veri "arti" del corpo della casa. All'interno non c'è una cucina, perché l'architetto si preparava i pasti all'"Etoile
de mer", un piccolo caffè lì accanto, così vicino da sembrare tutt'uno con il capanno. Tutto nasceva da una vecchia amicizia con il
barista, un ex idraulico che l'aveva aiutato per la costruzione, addirittura offrendogli, alla fine, la possibilità di aprire una porta del
capanno direttamente nel bar. Dal legno grezzo di pino per l'esterno alla quercia all'interno, dal compensato per le pareti al tavolo in
noce, ogni elemento era stato prefabbricato in Corsica. La cabina sul mare, nei primissimi anni '50, era ormai finita, mancavano
soltanto i suoi affreschi sui compensati delle pareti o sulle imposte delle piccole e quadrate finestre verso il Mediterraneo e Monte
Carlo. Secondo i suoi più autentici desideri, che aveva più volte espresso in vita, quindici anni dopo Le Corbusier morì proprio lì, a
cento metri dalla casa delle vacanze e dal suo bar, in mare. Oggi, comunque lo si pensi, come capanno, "bungalow", cabina oppure
cella monacale, questo cubo di legno in Costa Azzurra è diventato meta di pellegrinaggi da parte di vacanzieri e curiosi di tutto il
mondo, che non si sognerebbero mai di vivere in una capanna, ma che per una vacanza nel "cabanon" darebbero tutto.
Costruito tra il 1951-1952, è dove Le Corbusier preferiva trascorrere le estati nei mesi di Agosto e Settembre. Importante fu l’incontro
con Thomas, il futuro proprietario del Campeggio dove si trova quest’architettura.
La costruzione de Le Cabanon avvenne in contemporanea rispetto a l’ideazione di Chandigarth r il completamento dell’Unitè
d’Abitation di Marsiglia. Fa parte di un gruppo di edifici raggruppato intorno a Letoile de Mer, che si compone di alcune cabine da
campeggio. Le Corbusier diceva:. "Ho un castello sulla Riviera che è 3.66 metri per 3.66 metri fatto per mia moglie. E’ un posto di
stravagante comfort e gentilezza. Si trova a Roquebrune, in un percorso che si raggiunge quasi dal mare. Una porta piccola, una
piccola scala e l'accesso a una cabina incorporata nei vigneti. Il sito è grande, una superba baia con ripide scogliere ”.
Dati tecnici
H. 2.26 metri
Pianta 3,66 x 3.66 metri
Per approfondire
Bruno Chiambretto, Le Corbusier à Cap-Martin, Parenthèses, Marseille 1987;
Filippo Alison (a cura di), Le Corbusier: L’ interno del Cabanon, Cassina-Triennale-Electa, Milano 2006;
AAVV., Le Corbusier et la Mediterranée, Parenthèses, Marseille 1987
Tra terra e acqua, Barbara Angi (a cura di), Massimiliano Botti - Le cabanon c’est moi, Aracne, Milano, 2010