Sussidio Educativo Estate Ragazzi 2007

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Sussidio Educativo Estate Ragazzi 2007
“Per te faro fiamme e
fuoco”
Sussidio Estate Ragazzi 2007
Diocesi di Imola
INDICE
Indice
1. Presentazione obiettivi e schemi riassuntivi
2. Storia, Personaggi, Drammatizzazione e suoni
della storia
3. Cosa Si Fa: attività, giochi e spunti di preghiera per
elementari e medie-superiori. Contiene anche la
scheda personaggio.
4. Laboratori
1. Presentazione obbiettivi e
schemi riassuntivi
L’Estate Ragazzi di quest’anno inizia da un uovo
Un uovo chiuso, un uovo misterioso. Un uovo che
nasconde un grande mistero che potrà cambiare o
meno la vita dei nostri ragazzi. Dentro l’uovo c’è
l’altro, qualcosa che non siamo noi, ma che ci offre una grande possibilità quella di
poterci mettere in relazione.
L’uovo si schiude alla relazione! I nostri bimbi come uova saranno chiamati ad aprirsi,
a mettersi in gioco, ad impegnarsi a crescere e a far crescere i nuovi amici che
incontreranno sul loro cammino, come ci si prende cura di una piccola creatura nata da
un uovo. Questo è il tipo di relazione che ci impone l’uovo.
Cosa troveranno i nostri ragazzi dentro l’uovo?
Un cucciolo, come loro?
Un drago?
Un aiuto per la vita?
La promessa di diventare cavalieri? O quella di diventare santi?
Tanti nuovi amici?
Troveranno il Signore dentro quest’uovo?
Dentro quest’uovo i nostri ragazzi troveranno tutte queste cose, ma soprattutto
TROVERANNO SE STESSI impegnati quotidianamente nella lotta tra il bene e il
male, immersi nella rassicurante presenza di amici, educatori, famigliari e persone che
gli vogliono bene.
Anche il progetto che noi consegneremo è un uovo.
Non è un organismo definitivo che vi risolve tutti i problemi gestionali di un campo
estivo,
ma uno spunto. Un guscio per partire, da cui potrete tirare fuori con il vostro impegno,
la vostra sensibilità e la vostra creatività, tutto quello che vi serve per trasformare la
vostra Estate Ragazzi in un’esperienza piena ed edificante, per i vostri ragazzi e per
voi.
La commissione che ha preparato il progetto è piuttosto eterogenea, comprende
diverse sensibilità. Ognuno ha pensato attività e proposte partendo dal proprio mondo
di esperienze.
Abbiamo sperimentato su di noi i temi di AMICIZIA, RESPONSABILITÀ e DONO
DI SÉ, RISPETTO, FRATELLANZA, PERDONO, ASCOLTO, FIDUCIA, RADICI e
APPARTENENZA, FAMIGLIA. Alcune idee vi sembreranno più adatte a voi, altre
meno, ma sicuramente rispecchiano le esigenze di altre realtà.
A voi spetta il lavoro di mediazione per farlo aderire al meglio a quelli che sono i
vostri ragazzi.
Questo progetto è pieno come un uovo.
Le drammatizzazioni sono lunghe per darvi la possibilità di dilungarvi su certi aspetti,
ma ci sono anche i riassunti, perché non siete obbligati a drammatizzare tutto e potete
scegliere di collegarvi da un tema all’altro facendo raccontare, in breve, al vostro
cantastorie quello che avete scelto di saltare.
Quest’uovo è pieno di extra.
Contiene alcune cartine dell’Alagaesia, il luogo dove si ambienta la storia.
Aforismi e percorsi musicali per suscitare un confronto con i ragazzi su varie
tematiche.
Materiale sui bans, a cui speriamo di riuscire ad aggiungere anche un video illustrativo
(tempi permettendo).
Sitografia e contatti internet e telefonici che possono risultarvi utili per comunicare il
Vangelo con il linguaggio e gli strumenti dei nostri ragazzi.
Veglie di preghiera per educatori.
Giochi, storielle e indovinelli sui draghi.
Preghiere di varia natura.
Tutte le idee che abbiamo scartato che restano comunque validi spunti per attività
future anche oltre l’Estate Ragazzi.
Ecc. ecc.
Quest’uovo che è il progetto per l’Estate Ragazzi 2007 contiene anche qualche novità,
anche se tuttora in fase di ridefinizione.
Sfruttando tutta la ricchezza della letteratura FANTASY vorremmo trasformare il
periodo che i nostri ragazzi trascorrono all’Estate Ragazzi in un lungo gioco di ruolo,
dove loro stessi si sentano protagonisti e responsabili delle loro avventure. Per fare ciò
stiamo elaborando una scheda personale per ogni bambino, che ricalca quelle dei
giochi di ruolo “veri” dove il bimbo può annotare di volta in volta le nuove scoperte e
in quali aspetti si sente cresciuto.
Vorremmo poi lasciare dopo ogni tema un simbolo che rievochi nella memoria dei
ragazzi le cose meravigliose di cui sono stati partecipi.
Per arricchire le vostre drammatizzazioni stiamo cercando alcuni effetti sonori che
sottolineino i rumori della storia. Non saranno molti, ma se usati in modo opportuno
credo che possano contribuire a coinvolgere i bambini nell’ascolto della storia.
Un altro elemento che caratterizza la cultura Fantasy è il gioco di carte di cui i
bambini sono spesso troppo succubi. I giochi di carte che ci sono in giro partono da
logiche di mercato senza scrupoli che mirano ai soldi dei genitori dei bambini, senza
curarsi degli effetti nefasti che hanno poi sui minori.1
Il gioco di carte che proponiamo noi esula dalle logiche commerciali, visto che viene
distribuito gratuitamente e copiosamente. Non vanta fini pedagogici espliciti, ma si
presta ad edificanti spunti di riflessione, che emergeranno meglio se si gioca insieme
agli animatori o in famiglia.
1
Le carte commercializzate fanno leva sul conformismo e come tutti i prodotti legati alle leggi di marketing
puntano a generare bisogni effimeri nell’utenza, che spesso è rappresentata da bambini, quindi soggetti con una
limitata capacità critica. La logica di fondo delle carte commerciali è “valgo se ho”, per cui periodicamente
escono carte nuove ed evoluzioni che impongono al bambino l’acquisto al semplice scopo di non sentirsi
inferiore agli altri. La brama di avere carte più potenti, e di sentirsi quindi più valevole degli altri spesso spinge i
minori ad assumere atteggiamenti decisamente poco dignitosi, sono frequenti le menzogne e i furti, tanto che nel
Regno Unito fu posto il divieto di introdurre a scuola le carte di Pokemon e molti insegnanti, anche in Italia si
lamentano per le dinamiche nefaste che quotidianamente si verificano intorno a queste carte. Nel cartone
animato Ju-gi-hoo a chi perde la partita viene anche estorta la carta più potente del suo mazzo; nella realtà questo
genera sconforto e frustrazione nel bimbo che ha perso ed un gioco serve per svagarsi o divertirsi, non per subire
traumi. Per non parlare dei club elitari che si vengono a creare tra i possessori di carte, dai quali vengono
emarginati i bambini che non ne hanno.
TEMA: La Relazione
Presupposti:
In un contesto sociale e culturale caratterizzato da tendenze individualistiche e dalla
fatica ad allargare gli orizzonti, i ragazzi chiedono di pensare e sognare “in grande”, per
impegnarsi in un cammino capace di far sperimentare loro il gusto del futuro e del
crescere insieme.
Ambientazione: ERAGON
Il tema di quest’anno trae ispirazione da uno dei più importanti
casi editoriali di questi ultimi anni. La storia di “Eragon”. Il libro
è il primo di una trilogia
L’autore Christopher Paolini ha scritto Eragon quando aveva
quindici anni. Gran lettore, appassionato di fantasy, ha avuto come insegnanti i suoi
genitori, che hanno finanziato la pubblicazione di Eragon a loro spese nel 2002. Il
giallista Carl Hiassen ha scoperto il romanzo in una piccola libreria del Montana, l'ha
letto, l'ha proposto al suo editore. Da lì, il passo al successo internazionale è stato
brevissimo.
In Eragon si possono trovare tutti gli archetipi delle storie tradizionali che parlano di
avventura e di eroi. “Quando mi sono diplomato alle scuole superiori, volevo scrivere una
classica storia di eroi. Così ho strutturato la storia che avevo in mente in una trilogia il
cui schema ripercorresse tutto ciò che avevo imparato leggendo altri libri in cui l'eroe si
evolve e raggiunge la sua maturità.”
Eragon è il primo episodio della Trilogia dell'Eredità; il secondo, Eldest, è uscito nel
2006, mentre a Natale è arrivato al cinema il film di Eragon, con la partecipazione di
Jeremy Iron e John Malkovic.
Perché LA SCELTA DEL FANTASY?
Da diversi anni la cultura legata alla letteratura fantasy s’è insinuata tra i ragazzi grazie
a giochi di carte (Magic, Juh Gi Oh), cinema (Il Signore degli Anelli, Le Cronache di
Narnia, Harry Potter), la musica (Rhapsody, Blind Guardian), libri game (Lupo Solitario),
giochi di ruolo (Dungeons & Dragons), giochi da tavolo (Hero Quest), ecc. Al di là dei
contenuti questo genere letterario è accompagnato da una metodologia coinvolgente
dove spesso si invita il fruitore a calarsi nei panni del protagonista (giochi di ruolo, libri
game, ecc.)
Perché allora non cogliere l’occasione di tali metodi per far sperimentare ai ragazzi, in
modo metaforico, la difficile sfida che ci pone la vita per diventare cavalieri, ovvero
cosa è opportuno fare per realizzare pienamente il desiderio di santità che c’è in ognuno
di noi?
Questa riflessione sarà aiutata da parallelismi con la storia, anche se i ragazzi saranno
chiamati a rispondere in prima persona di quello che è il loro percorso personale in
relazione a quello ideale.
FINALITÀ EDUCATIVA:
METTERSI IN RELAZIONE PER
DIVENTARE “GRANDI”
Insieme a Eragon i bambini/ragazzi sono coinvolti in un viaggio virtuale che li
aiuterà a prendere coscienza di cosa possono significare le molteplici
relazioni che intrecciano quotidianamente nella loro vita: la famiglia, gli amici, l’incontro
con culture diverse e con il proprio contesto di appartenenza. I bambini/ragazzi
constateranno che le relazioni richiedono ascolto, responsabilità, dono di sé, perdono,
fiducia, rispetto.
Comprendere quindi che le relazioni saranno ricche e fruttuose nella misura in cui loro
saranno disposti a mettersi in gioco totalmente.
Ma la relazione si consolida anche in senso verticale: il primo amico che ci aiuta a
crescere sani e veri è lo Spirito del Signore che, nella misura in cui ci apriamo ad una
relazione fedele e affettuosa con lui, semina grazie sulla nostra strada, e come
immancabile compagno di viaggio continuamente ci sostiene, puntella, sprona a dare ed
ottenere il meglio di noi.
La vera forza del cavaliere sarà la capacità di aprirsi in volo verso il mondo dell’altro in
modo libero, autentico e accogliente, senza pregiudizi o barriere, ma con
rispetto e premura.
OBIETTIVI:
1)
INTRODUZIONE
Soprattutto per quelle realtà che fanno diverse settimane di attività, vi consigliamo di
sfruttare il primo giorno o i primi giorni per fare in modo che i ragazzi possano conoscersi
reciprocamente.
- Il bambino/ragazzo impara i nomi dei suoi compagni di viaggio, ne saggia le qualità e vi
si confronta.
- Il Bambino / Ragazzo s’impegna ad intraprendere un cammino che lo impegnerà e gli
darà la possibilità di crescere.
- Il Bambino / Ragazzo sperimenta la possibilità di esprimersi pienamente e liberamente
all’interno di un gruppo di coetanei e con gli educatori ed animatori.
2)
UNA FAMIGLIA PICCOLA MA SPECIALE: (LA FAMIGLIA)
- Il bambino/ragazzo riflette su tutti i sacrifici e gli sforzi che i suoi famigliari compiono
quotidianamente per lui, tutti quei gesti che non sono atti dovuti, ma scelte d’amore.
- Considera poi le azioni che lui compie o potrebbe compiere per il bene dei suoi
famigliari.
- Imparare a riconoscere e a ringraziare del dono dei nostri cari.
3)
IL MIO AMICO È UN DRAGO: (AMICIZIA)
– Il B./R. riflette su quali siano le cose più belle dell’amicizia e considera che senza amici
tali cose non sono raggiungibili, quindi è necessario per essere contenti avere dei buoni
amici
- Il B./R. ragiona sul fatto che se tutti chiedono amicizia ci si ritrova solo con domande e
desideri senza risposte, è necessario che qualcuno inizi ad offrire amicizia cosicché
qualcuno possa trovarne. In pratica il concetto è che è sempre meglio dare che angustiarsi
nella voglia di avere per sé.
Non c’è vera gioia se non c’è condivisione. Ricercando la compagnia degli amici potrò
condividere la gioia che sto vivendo in questi giorni e avere veri compagni di viaggio.
Condividere i pesi con gli amici aiuta a sentirli anche più leggeri.
4)
CAVALIERE O CODARDO?: (RESPONSABILITÀ)
- Il B./R. riflette su come nella vita possa essere protagonista di cose grandi, o
accontentarsi di vivere al di sotto del proprio potenziale, ma ciò dipenderà in primis da
loro stessi. Oggi stesso viene chiesto loro di mettercela tutta per diventare cavalieri/santi,
realizzarsi pienamente per quello che è il loro potenziale, senza rinviare o cincischiare con
inutili perditempo. [riferimenti a santi della loro età]
- Coglie il valore della fatica quotidiana e la necessità di compiere con volontà il proprio
dovere.
In un cammino non mancano le proposte impegnative; tuttavia siamo sempre chiamati a
puntare in alto, a non accontentarci del nostro piccolo orticello, ma a guardare oltre.
A parole sono capace, ma quando arriva il momento ho il coraggio di affrontare le scelte
impegnative e mantenere fede all’impegno preso? Essere coraggioso significa mettersi in
gioco fino in fondo con intelligenza e generosità.
Maturare un atteggiamento di responsabilità significa per il ragazzo divenire consapevole dei
doni che lo Spirito ha posto e continua a porre in lui, saperli accogliere per rispondere a tale
ricchezza rendendo visibile nella sua vita la novità del regno, che Gesù ha affidato alla chiesa
perché l’annuncio di vita nuova raggiunga tutti.
5)
LE VERITÀ NASCOSTE: (RADICI)
- Il B./R. riflette sulle cose che lo hanno aiutato a crescere e quelle che invece si sono
rivelate mode inutili e passeggere. Riconosce nell’affetto e nell’amore la costruzione della
sua persona.
– Analizza le tradizioni della sua famiglia, dei suoi compagni, del suo paese e s’interroga
sui significati originari; riconoscendo nell’accoglienza e nella reciproca solidarietà il
motore della nostra nazione.
- Il B./R. riconosce nella Parola di Dio il “libretto delle istruzioni per l’uso della vita ” e
s’impegna ogni giorno a leggere un paragrafetto dopo aver invocato lo Spirito Santo.
- - Il B./R. medita sui requisiti essenziali per stare in gruppo.
“è come se fossi stato gettato in un mondo con strane regole che nessuno mi spiega”
lamenta il giovane E. a pag. 167. Nella realtà quotidiana che i nostri ragazzi vivono c’è
un sovraccarico di informazioni, stimoli, richieste, che non è affatto facile mantenere
le idee chiare e ricordarsi chi si è. In risposta alla confusione il suo amico e mentore
Brom gli parla della lingua antica, la fonte e origine della magia, le radici che una
volta riscoperte aiutano a riconoscere la realtà per quella che è. Tali radici noi le
troviamo nella Parola del Signore, nei “comandamenti”, nelle beatitudini, nell’esempio
di Gesù. Alla luce e sotto la guida della parola possiamo davvero chiamare le cose con
il loro nome, riconoscere la verità nelle azioni e nelle situazioni. L’ammonimento di
Brom è: “Se infrangi le regole la pena è la morte”, come un albero che senza radici è
destinato a perire. Anche per noi una vita senza ideali, persa dietro piccole cose non è
vita.
6)
I NEMICI DI OGGI POTREBBERO ESSERE GLI ALLEATI DI DOMANI:
(RISPETTO):
- Il B./R. riconosce che ogni persona è unica e speciale, con una propria storia e un
proprio modo di vivere e in quanto tale ha risorse e ricchezze che non vanno denigrate, ma
accolte e condivise affinché insieme si possa beneficiare del dono dell’altro.
- Il B./R. riconosce che gli adulti che ha intorno sono li per lui e pertanto meritano
collaborazione e rispetto.
Ognuno di noi ha un carattere diverso, delle abitudini diverse dalle mie, ma non per questo
tutti devono fare o pensare come me. La diversità è ricchezza e io devo avere rispetto di tutti e
cercare di vedere sempre positivamente il modo di pensare di ognuno.
7)
QUESTA È LA MIA CASA: (APPARTENENZA)
- Il B./R. si pensa in base ai suoi ruoli (figlio, fratello, amico, giocatore di ____, scout,
ACRino, bimbo del catechismo, parrocchiano, Imolese, Italiano, ecc.) e pensa a cosa
potrebbe fare per migliorare i vari ambiti della sua vita dei quali è parte.
8)
TANTI I POPOLI DI UN’UNICA TERRA, DIVERSI I FIGLI DI UN UNICO
PADRE: (FRATELLANZA)
- Il B./R. si fa promotore di iniziative di accoglienza e conoscenza delle diverse persone
che contribuiscono a rendere autentica la vita. Contribuisce a realizzare occasioni di
incontro e di scambio tra persone diverse; in particolare focalizza all’interno della
comunità di ragazzi qualcuno che gli sembra un po’ in disparte (è impossibile che non ci
sia nessuno, specialmente nei gruppi ampi) più distante e si impegna a conoscerlo meglio
e ad integrarlo nel gruppo.
- Il B./R. medita sul fatto che ognuno è fatto a modo suo, siamo tutti diversi, ma questo
non deve costituire un limite alla relazione quanto un arricchimento reciproco.
Spesso tra di noi ci sono divisioni perché giudico gli altri, mi costruisco dei pregiudizi. Così
facendo non riuscirò ad essere accogliente fino in fondo e a fidarmi dell’altro. Per camminare
e crescere insieme in serena armonia devo essere disposto ad accogliere tutti.
9)
IL PERCORSO SVELATO: (DONO DI SÉ)
- Il B./R. sperimenta che nella misura in cui è disposto a mettersi in gioco può rinnovare le
relazioni, le situazioni e le persone che ha intorno, mentre se si risparmia o tutela il suo
interesse non guadagnerà nulla di significativo
- Il B./R. scopre che nell’amicizia con il Signore ha un tesoro prezioso che può e deve
spandere a piene mani per arricchire le persone che ha incontra ogni giorno.
Quello che possiedo mi è stato donato affinché anch’io possa a mia volta donarlo agli altri.
Non è mai tempo perso quello che io dono a chi può condividere con me questi momenti di
vita insieme.
10)
UN GRAVE DILEMMA: (PERDONO)
- Il B./R. analizza il fatto che è sempre meglio perdonare che conservare i rancori o
vendicarsi; è senza dubbio più opportuno dal punto di vista dello stress, delle relazioni,
delle possibilità che l’amicizia o la simpatia offrono.
- Il B./R. sono invitati a vivere un’esperienza di riconciliazione con Dio attraverso una
celebrazione penitenziale organizzata all’Estate Ragazzi.
Quando mi lascio guidare troppo dalla mia impulsività non riesco a perdonare, così covo del
rancore rischiando di compromettere la gioia che potrei vivere in questi giorni. Mi conviene
quindi imparare a perdonare, solo così sarà possibile affrontare insieme agli altri la vita.
Eragon sa perdonare perché giudica il mercante di schiavi oltre non solo per le azioni
malvagie che ha commesso. Non vede nell'altro solo le sue azioni, ma anche la sua parte
buona che magari non è stata espressa.
Veniamo perdonati sempre da Dio perché ci conosce bene, e sa il buono che c'è in noi aldilà
dei peccati che abbiamo commesso.
Allo stesso modo noi possiamo perdonare se sappiamo giudicare l'altro non solo per lo sbaglio
che ha commesso, ma per il suo grande valore complessivo.
11)
E VA BENE COSÌ, SENZA PAROLE: (ASCOLTO)
- Cosi come Eragon sperimenta, da parte del Re dei Varden e del Re del popoli dei Nani ,
l’essere ascoltato nonostante la sua giovane età anche il B./R. si impegna ad ascoltare di
più le persone che ha intorno, ma non semplicemente la loro voce, quanto il loro stato
d’animo, la loro storia, le loro sensazioni.
- Il B./R. fa silenzio per imparare ad ascoltare suoni, rumori che prima non aveva
considerato
- Il B./R. sperimenta il gusto di una preghiera silenziosa, perché come diceva Madre
Teresa: <<Il frutto del silenzio è la preghiera>>
Ascoltare gli altri vuol dire guardare oltre i propri comodi e mettersi in atteggiamenti di
disponibilità nei confronti degli altri
12)
MI FIDO DI TE: (FIDUCIA)
- I ragazzi riconoscono i propri pregi e i pregi degli altri e si impegnano a valorizzare gli
altri più che a diffidare di loro
– I ragazzi riflettono sulle maschere che di tanto in tanto indossano per far credere di
essere quello che non sono e s’impegnano ad essere più limpidi e veri possibili.
– I ragazzi compiono atti di fiducia nei confronti dei loro compagni
Dentro ognuno di noi c’è un grande potenziale, ma talvolta lo nascondiamo per qualche
ingiustificato timore, o per seguire delle inutili mode. Quanto è difficile riuscire a conoscere
fino in fondo le persone! A volte anche io faccio fatica a vivere con trasparenza il mio
rapporto con gli altri e spesso mi faccio guidare da doppi interessi o indosso come una
maschera. Quanto più riuscirò ad essere trasparente nei miei atteggiamenti tanto più potrò
vivere bene insieme agli altri.
Ma come: siamo insieme da tanto tempo e ancora non ti fidi dei tuoi amici? A volte bisogna
essere capaci di credere anche senza vedere, di fidarsi della parola dell’altro; chi non si fida
vivrà sempre nella sicurezza della sua solitudine!
LA NARRAZIONE
Il testo di riferimento, pur essendo già praticamente un classico della letteratura fantasy, è
molto recente, pertanto non ci sono ancora molte mediazioni narrative.
Il libro in se è lungo e per quanto avvincente possa risultare alla lettura forse non sortisce lo
stesso effetto all’ascolto; anche se ci si può provare (considerando però che noi abbiamo
un po’ riaggiustato la storia).
Il film uscito a dicembre 2006 ha una trama leggermente modificata rispetto al libro, inoltre i
personaggi assumono atteggiamenti e caratteristiche diversi rispetto a quanto ci ha
suggerito il romanzo di Paolini. Anche se fosse già disponibile il dvd vi sconsigliamo di
proporlo ai bambini per l’Estate Ragazzi, salvo per quei brevi momenti in cui la storia non
devia dall’impostazione che vi abbiamo proposto.
La riduzione teatrale che abbiamo preparato è stata fatta apposta per sottolineare determinati
aspetti. Talvolta può sembrare lunga e complessa, ma non è difficile riadattarla secondo le
vostre esigenze.
Una valida alternativa alla drammatizzazione può essere la lettura del copione assegnando le
parti, ma senza recitarlo effettivamente.
Si può altresì sfruttare il copione per far recitare i ragazzi nell’allestimento di un film; ma
attenzione: la realizzazione di un filmato per quanto semplice possa sembrare richiede un
enorme quantitativo di risorse, tempo, pazienza. Il rischio è che l’intera esperienza si
finalizzi alla realizzazione di un video.
Un metodo sicuramente più semplice per contestualizzare le tematiche proposte alla storia del
cavaliere consiste nel narrare solo i riassunti dei vari atti teatrali, seguendo su una grande
mappa dell’Alagaësia il percorso compiuto dai nostri protagonisti.
Se i vostri ragazzi sono molto motivati all’idea di recitare potreste allestire un laboratorio
teatrale e far si che siano i ragazzi a preparare la drammatizzazione per il giorno dopo.
Qui di seguito vi proponiamo anche alcune idee per un accompagnamento musicale alle
vostre rappresentazioni.
Colonne Sonore: Eragon – Original Soundtrack; oppure The Lord Of The Ring/Il Signore
degli Anelli – Colonna Sonora/Original Soundtrack
Musiche Eteree: Enya – Carribean Blue; oppure Loreena Mc Kennit – …
Power Metal: Blind Guardian – …; o Divine Fire – Glory Thy Name; o Metatrone – The
Powerful Hand; o Rhapsody - …
ALCUNI PERSONAGGI
Vedi file personaggi
TESTI DI RIFERIMENTO
Christopher Paolini – Eragon – Fabbri Editore, Milano 2004
Christopher Paolini – Eldest – Fabbri Editore, Milano 2006
Dragologia, il libro completo dei draghi – Fabbri Editore, Milano 2004
APPROFONDIMENTI
Susanna Bonino – Bambini e nonviolenza, EGA, Torino 1987
Tonino Lasconi – Amico Dio, AVE, Roma, 1989
Marsilio Parolini – Il Libro dei Giochi, PIEMME (AL) 2001
SITOGRAFIA
www.estateragazzi.net
www.grest.it
(vedi anche nella cartella Appendice il file “contatti interessanti”
DOVE TRAVARE NUOVI BANS
Crativ – Ri-Bim Bum Bans (CD e DVD) – Ed. Antoniano Bologna, 2005
Bansando (CD) – ACR di Assisi
Bans Mania (2 CD) – LDC
www.grest.it/bansmania (da la possibilità di vedere i video, scaricare i testi e le
indicazioni)
www.sehaisetediluce.it/bans.htm (da la possibilità di scaricare i testi e le indicazioni)
www.azionecattolica.it/settori/MSAC/sezione/zaino/tutto_msac/bans (da la possibilità
di scaricare i testi e le indicazioni)
www.sobrero.it/odb/bans.htm (da la possibilità di scaricare i testi e le indicazioni)
www.creativ.it (per l’acquisto di Ri-Bim Bum Bans)
Incontrandosi di giorno e di notte davanti a sidro di mele e sofficini findus decongelati,
sottraendo tempo all’affetto dei loro cari, ma non alla giusta rivoluzione dell’amore di
Dio contro l’oppressione del regno delle tenebre,
HANNO LAVORATO PER ALLESTIRE QUESTO
PROGETTO
LORENA CAPPIELLO (L’Elfa Portatrice dell’Uovo)
ELENA SPADONI (L’Amichevole Dragonessa)
LUCA BALDUZZI (Lo Spettro Evanescente)
ILARIA MANIERI (La Misteriosa Erborista)
CHIARA BUSATO (La Bella Figlia Del Macellaio)
MICHELE CASTELLARI (Il Fraterno Cugino)
GIORGIO DALL’OSSO (Il Coraggioso Re dei Ribelli)
ANDREA ZANELLATI (L’imponente Re dei Nani)
ILARIA MICCICHÈ (La Saggia Guaritrice)
LORENZO GIULIANI (Il Longanime Fabbro del Paese)
MICHEL PADOVANI (Il Silente Gatto Mannaro)
MATTEO BUSCAROLI (Il Solerte Figlio del Rinnegato)
DON FABIO GENNAI (Il Mentore che Sprona)
GIAN LUCA FELICE (Il Dittatore Spietato)
Senza il contributo di ciascuno di loro nulla di ciò sarebbe stato possibile!
Che la vostra spada resti affilata!
SCHEMI RIASSUNTIVI PER LE ELEMENTARI
IL PROGETTO
SOTT’OCCHIO
Capitoli
Drammatizzia Obiettivi
di Riferimento mo
educativi Elementari
- I bambini si conoscono, imparano i loro nomi ed
eventualmente qualche caratteristica positiva
- i bambini si preparano ad intraprendere una
grande avventura che può cambiare la loro vita
Cap 1: Prologo
1.
Lo
Spettro
INTRODUZIONE
della Paura
(prendiamoci un po’
Cap
2:
Il
di
tempo
per
Ritrovamento
conoscerci)
(da pg.7 a 15)
Nella cartella “La
Storia
e
la
Drammatizzazione
” file 01
Attività
Giochi
Idee per
Preghiera
N° 1 Decoriamo le
uova
N° 2 Passeggiata
con Smorffie
N° 3 Iniziali e
Qualità
N° 4 La Macchina
Gioco n° 1 Alla
ricerca della pietra
blu
Gioco n° 2 La
catena degli occhi
belli
N° 3 Metti l’uovo
al sicuro
Nella
cartella Gv 1,35-39 Giovanni battista indica Gesù
“Cosa si fa”
ai discepoli e questi lo seguono
file “Spunti per la
preghiera”
IL PROGETTO
SOTT’OCCHIO
Capitoli
Dramma
di Riferimento tizziamo
Cap 3: La Valle
Palancar
Cap 4: Storie di
UNA
Draghi
(da pg.16 a 46)
MA
2.
FAMIGLIA
PICCOLA
SPECIALE:
(LA FAMIGLIA)
Attività
N° 5 Foto
Famiglia
la Riferimenti
Biblici
Giochi
Obiettivi
educativi Elementari
Nella cartella “La
Storia
e
la
Drammatizzazione”
file 02
Idee per
Preghiera
- Il bambino riflette su tutti i sacrifici e gli
sforzi che i suoi famigliari compiono
quotidianamente per lui, tutti quei gesti
che non sono atti dovuti, ma scelte
d’amore.
- Considera poi le azioni che lui compie o
potrebbe compiere per il bene dei suoi
famigliari.
- Imparare a riconoscere e a ringraziare
del dono dei nostri cari.
la Riferimenti
Biblici
di Gioco n° 4 Corsa Nella cartella “Cosa Col 3, 18-21 (Morale Domestica)
si fa”
a tre gambe
Lc 2, 41-51 (La perdita e il ritrovamento
Gioco n° 5 Maghi, file “Spunti per la di Gesù nel tempio)
Silfidi, Giganti
preghiera”
IL PROGETTO
SOTT’OCCHIO
Capitoli
Drammatizzi Obiettivi
di Riferimento amo
educativi Elementari
Cap 5: Un dono
del Fato
Cap 6: Risveglio
Cap 7: Tè per
due
Cap 8: Il Potere
di un Nome
Cap
9: Il Futuro
3. IL MIO AMICO
È UN DRAGO: Mugnaio
(da pg.47 a 78)
(AMICIZIA)
Nella
cartella
“La Storia e la
Drammatizzazio
ne” file 03
Attività
Idee per la Riferimenti
Preghiera
Biblici
N° 6 Eliseo
Gedeone
Giochi
– Il BAMBINO riflette su quali
siano
le
cose
più
belle
dell’amicizia e considera che senza
amici tali cose non sono
raggiungibili, quindi è necessario
per essere contenti avere dei buoni
amici
- Il BAMBINO ragiona sul fatto
che se tutti chiedono amicizia ci si
ritrova solo con domande e
desideri
senza
risposte,
è
necessario che qualcuno inizi ad
offrire amicizia cosicché qualcuno
possa trovarne. In pratica il
concetto è che è sempre meglio
dare che angustiarsi nella voglia di
avere per sé.
e Gioco n° 6 alla Nella
cartella Gv. 15,12-17 “Voi siete miei
conquista
della “Cosa si fa”
amici” dice Gesù.
file “Spunti per
tana
Gioco n° 7 Caccia la preghiera”
al Tesoro (di voce
in voce)
Idea di fondo: Non c’è vera gioia se non c’è condivisione. Ricercando la compagnia degli
amici potrò condividere la gioia che sto vivendo in questi giorni e avere veri compagni di
viaggio. Condividere i pesi con gli amici aiuta a sentirli anche più leggeri
Dramma
tizziamo
Obiettivi
educativi Elementari
Cap 10: Stranieri a
Carvahall
Cap 11: Sulle Ali
del Destino
Cap 12: La Morte
4. CAVALIERE O dell’Innocenza
Cap 13: Veglia di
CODARDO?:
Dolore
(RESPONSABILI
Cap
14:
TÀ)
L’Ingiustizia
della Vita
Cap 15: L’arma di
un Cavaliere
(da pg.79 a 111)
Nella cartella
“La Storia e la
Drammatizzaz
ione” file 04
- Il BAMBINO riflette su come nella
vita possa essere protagonista di cose
grandi, o accontentarsi di vivere al di
sotto del proprio potenziale, ma ciò
dipenderà in primis da loro stessi. Oggi
stesso vien chiesto loro di mettercela
tutta per diventare cavalieri/santi,
realizzarsi pienamente per quello che è
il loro potenziale, senza rinviare o
cincischiare con inutili perditempo.
[riferimenti a santi della loro età]
- Coglie il valore della fatica quotidiana
e la necessità di compiere con volontà il
proprio dovere.
Attività
Giochi
Idee per la Riferimenti
Preghiera Biblici
N° 7 Riflessione sul
Vangelo
N° 8 I Luoghi della
responsabilità
Gioco n° 8 Staffetta
della Responsabilità
Gioco n° 9 Salva
L’uovo
N° 10 Il Ponte
Umano
N° 11 Il Bruco
N° 12 Staffetta con
le uova di drago
Nella cartella
“Cosa si fa”
file
“Spunti
per
la
preghiera”
IL PROGETTO
SOTT’OCCHIO
Capitoli
di Riferimento
Lc 14,28-33 lasciare tutto per seguire
Gesù
Mt 25,14 – 30 La Parabola dei Talenti
Lc 12,35-38 Siate pronti come quei
servi che il padrone troverà svegli al suo
ritorno.
Idea di fondo: In un cammino non mancano le proposte impegnative; tuttavia siamo sempre
chiamati a puntare in alto, a non accontentarci del nostro piccolo orticello, ma a guardare
oltre.
A parole sono capace, ma quando arriva il momento ho il coraggio di affrontare le scelte
impegnative e mantenere fede all’impegno preso? Essere coraggioso significa mettersi in
gioco fino in fondo con intelligenza e generosità.
Maturare un atteggiamento di responsabilità significa per il ragazzo divenire consapevole dei
doni che lo Spirito ha posto e continua a porre in lui, saperli accogliere per rispondere a tale
ricchezza rendendo visibile nella sua vita la novità del regno, che Gesù ha affidato alla chiesa
perché l’annuncio di vita nuova raggiunga tutti.
Dramma
tizziamo
Obiettivi
educativi Elementari
Cap 16: L'arte del
Sellaio
Cap
17:
Therinsford
Cap 19 Yazuac, La
Città Fantasma
5. LE VERITÀ Cap
20
NASCOSTE):
Ammonimenti
(RADICI)
Cap 21 La Magia È
Semplice
(da pg.112 a 190)
Nella cartella
“La Storia e la
Drammatizzazi
one” file 05
- Il Bambino riflette sulle cose che lo hanno
aiutato a crescere e quelle che invece si sono
rivelate mode inutili e passeggere. Riconosce
nell’affetto e nell’amore la costruzione della sua
persona.
– Analizza le tradizioni della sua famiglia, dei
suoi compagni, del suo paese e s’interroga sui
significati
originari;
riconoscendo
nell’accoglienza e nella reciproca solidarietà il
motore
della
nostra
nazione.
- Il Bambino riconosce nella Parola di Dio il
“libretto delle istruzioni per l’uso della vita ” e
s’impegna ogni giorno a leggere un paragrafetto
dopo aver invocato lo Spirito Santo.
- - Il Bambino medita sui requisiti essenziali per
stare in gruppo.
Attività
Idee per la Riferimenti
Preghiera
Biblici
IL PROGETTO
SOTT’OCCHIO
Capitoli
di Riferimento
Giochi
N°
9
L’albero Gioco n° 13 Le Nella cartella 2 Tm 3, 11b – 16 (L’importanza di
“Cosa si fa”
genealogico
dei Parole Magiche
restare saldi alle proprie radici,
Gioco
n°
14
Le
file
“Spunti
per
luoghi
nonostante
le
persecuzioni)
Immagini Magiche la preghiera”
Mt 6, 5-13 La consegna del Padre
Nostro
Mt
22,34-40
Il
Comandamento
Principale
Idea di fondo: “è come se fossi stato gettato in un mondo con strane regole che nessuno mi
spiega” lamenta il giovane E. a pag. 167. Nella realtà quotidiana che i nostri ragazzi vivono
c’è un sovraccarico di informazioni, stimoli, richieste, che non è affatto facile mantenere le
idee chiare e ricordarsi chi si è. In risposta alla confusione il suo amico e mentore Brom gli
parla della lingua antica, la fonte e origine della magia, le radici che una volta riscoperte
aiutano a riconoscere la realtà per quella che è. Tali radici noi le troviamo nella Parola del
Signore, nei “comandamenti”, nelle beatitudini, nell’esempio di Gesù. Alla luce e sotto la
guida della parola possiamo davvero chiamare le cose con il loro nome, riconoscere la verità
nelle azioni e nelle situazioni. L’ammonimento di Brom è: “Se infrangi le regole la pena è la
morte”, come un albero che senza radici è destinato a perire. Anche per noi una vita senza
ideali, persa dietro piccole cose non è vita.
IL
PROGETTO Capitoli
di Riferimento
SOTT’OCCHIO
Dramma
tizziamo
Obiettivi
educativi Elementari
Cap 23 Con Gli Occhi
Di Un Drago
Cap 25 Teirm
6. I NEMICI DI OGGI
Cap 26 Un Vecchio
POTREBBERO
Amico
ESSERE
GLI Cap 28 Letture E
ALLEATI
DI Complotti
DOMANI:
Cap 29 Ladri Al
Castello
(RISPETTO):
(da pg.191 a 261)
Nella cartella
“La Storia e la
Drammatizzazi
one” file 06
- Il bambino riconosce che ogni persona è
unica e speciale, con una propria storia e
un proprio modo di vivere e in quanto
tale ha risorse e ricchezze che non vanno
denigrate, ma accolte e condivise
affinché insieme si possa beneficiare del
dono
dell’altro.
- Il BAMBINO riconosce che gli adulti
che ha intorno sono li per lui e pertanto
meritano collaborazione e rispetto.
Attività
Idee per la Riferimenti
Preghiera
Biblici
Giochi
N° 10 Il Regista delle Gioco n° 15 o 15 bis
Gioco n° 16 o 16 bis
buone maniere
N° 11 Il Venditore di
Giornate
N° 12 Insieme è meglio
Nella cartella
“Cosa si fa”
file “Spunti per
la preghiera”
Mt 7,1-5 Perché guardi la pagliuzza
nell’occhio
…
Lc. 6,27-38 Non giudicate e non …
Mc. 4,24 Con la stessa misura con cui
misurate …
Idea di fondo: Ognuno di noi ha un carattere diverso, delle abitudini diverse dalle mie, ma non
per questo tutti devono fare o pensare come me. La diversità è ricchezza e io devo avere
rispetto di tutti e cercare di vedere sempre positivamente il modo di pensare di ognuno.
Dramma
tizziamo
Obiettivi
educativi Elementari
Cap 30 Un Errore
Fatale
Cap 31 Una Visione
Perfetta
Cap 32 Maestro Di
7. QUESTA È LA
Scherma
MIA
CASA: Cap 33 Dras-Leona La
(APPARTENENZA)
Fangosa
Cap 34 Tracce d'olio
Cap 35 Gli Adoratori
Dell'helgrind
(da pg.262 a 312)
Nella cartella
“La Storia e la
Drammatizzaz
ione” file 07
- Il BAMBINO si pensa in base ai suoi
ruoli (figlio, fratello, amico, giocatore di
____, scout, ACRino, bimbo del
catechismo,
parrocchiano,
Imolese,
Italiano, ecc.) e pensa a cosa potrebbe
fare per migliorare i vari ambiti della sua
vita dei quali è parte.
Attività
Giochi
Idee per la Riferimenti
Preghiera Biblici
N° 14 Amebe
N° 15 I miei padroni
N° 16 Lettura ed
analisi del vangelo “la
pecorella smarrita”
N°
17
Canzone
“Goccia dopo goccia”
Gioco n° 17 L’Olio di
Hellgrind
Gioco n° 18 Fuga dai
Ra’zac
Nella cartella
“Cosa si fa”
file
“Spunti
per
la
preghiera”
IL PROGETTO
SOTT’OCCHIO
Capitoli
di Riferimento
Mt 8,18-22 Come è successo ad Eragon,
anche i discepoli di Gesù sono chiamati a
lasciare tutto per appartenere a tutto e tutti
in Lui
Capitoli
di Riferimento
Dramma
tizziamo
Obiettivi
educativi Elementari
Nella
cartella
“La Storia e la
Drammatizzazio
ne” file 08
8.
TANTI
I
POPOLI
DI
UN’UNICA
TERRA, DIVERSI
FIGLI
DI
UN
UNICO PADRE:
(FRATELLANZA)
Cap
36
La
Vendetta
Dei
Ra'zac
Cap 37 Murthag
Cap 38 L'addio di
un Cavaliere
Cap 40 La Cattura
Cap
41
Du
Sundavar Freohr
Cap
42
I
Prigionieri
Prendono Il Volo
(da pg.313 a 365)
- Il Bambino si fa promotore di
iniziative di accoglienza e conoscenza
delle
diverse
persone
che
contribuiscono a rendere autentica la
vita. Contribuisce a realizzare
occasioni di incontro e di scambio tra
persone diverse; in particolare
focalizza all’interno della comunità di
ragazzi qualcuno che gli sembra un
po’ in disparte (è impossibile che non
ci sia nessuno, specialmente nei
gruppi ampi) più distante e si impegna
a conoscerlo meglio e ad integrarlo nel
gruppo.
- Il Bambino medita sul fatto che
ognuno è fatto a modo suo, siamo tutti
diversi, ma questo non deve costituire
un limite alla relazione quanto un
arricchimento reciproco.
Attività
Giochi
Idee per la Riferimenti
Preghiera
Biblici
N° 18 Coloriamo
l’uovo
N° 19 Canzone
“Amico Nemico”
Gioco n° 19 la
locanda di Shea
Gioco
n°
20
Inidentificabili
N°
21
Primo
Soccorso
N°
22
Palla
Prigioniera
N° 23 L’Entrata
della prigione
Nella
cartella Mt 23,8-11 “Uno solo è il vostro
“Cosa si fa”
Maestro e voi siete tutti fratelli”
file “Spunti per
la preghiera”
IL PROGETTO
SOTT’OCCHIO
Idea di fondo: Spesso tra di noi ci sono divisioni perché giudico gli altri, mi costruisco dei
pregiudizi. Così facendo non riuscirò ad essere accogliente fino in fondo e a fidarmi dell’altro.
Per camminare e crescere insieme in serena armonia devo essere disposto ad accogliere tutti.
IL PROGETTO
SOTT’OCCHIO
Capitoli
Dramma
di Riferimento tizziamo
Obiettivi
educativi Elementari
- Il BAMBINO sperimenta che nella
misura in cui è disposto a mettersi in
gioco può rinnovare le relazioni, le
situazioni e le persone che ha intorno,
mentre se si risparmia o tutela il suo
interesse non guadagnerà nulla di
significativo
- Il BAMBINO scopre che nell’amicizia
con il Signore ha un tesoro prezioso che
può e deve spandere a piene mani per
arricchire le persone che ha incontra ogni
giorno.
Cap
43
Un
Guerriero e un
Guaritore
Cap 44 Acqua
Dalla Sabbia
Cap 45 Il Fiume
9. IL PERCORSO Ramr
SVELATO:
Cap 47 Il Percorso
(DONO DI SÉ)
Svelato
(da pg.366 a 408)
Nella
cartella
“La Storia e la
Drammatizzazio
ne” file 09
Attività
Idee per la Riferimenti
Preghiera
Biblici
Giochi
N° 20 Visita ai vigili Gioco n°
Mattone
del fuoco
mattone
N° 13 Un Dono
N° 20 bis
24 Nella
cartella
su “Cosa si fa”
file “Spunti per
la preghiera”
Mc 1,35-38 Gesù va a predicare dove può.
/ Lc 10,30-35 il buon Samaritano / Gv
12,23-26 Se il chicco di grano non muore
… / Sal 39 / Mt 25,14-30 o Lc 19, 12-27
far fruttificare i talenti che Dio ci ha dato.
Idea di fondo: Quello che possiedo mi è stato donato affinché anch’io possa a mia volta
donarlo agli altri. Non è mai tempo perso quello che io dono a chi può condividere con me
questi momenti di vita insieme.
Dramma
tizziamo
Obiettivi
educativi Elementari
Cap 48 Uno Scontro
di Volontà
Cap
49
Fuga
Attraverso la Valle
Cap 50 Un Grave
10. UN GRAVE Dilemma
Cap 51 In Cerca di
DILEMMA:
Risposte
(PERDONO)
(da pg.409 a 461)
Nella cartella “La
Storia
e
la
Drammatizzazion
e” file 10
- Il BAMBINO analizza il fatto che è
sempre
meglio
perdonare
che
conservare i rancori o vendicarsi; è
senza dubbio più opportuno dal punto
di vista dello stress, delle relazioni,
delle possibilità che l’amicizia o la
simpatia
offrono.
- Il BAMBINO sono invitati a vivere
un’esperienza di riconciliazione con
Dio attraverso una celebrazione
penitenziale organizzata all’Estate
Ragazzi.
Attività
Giochi
Idee Preghiera Riferimenti Biblici
N° 21 “6 1 tesoro”
Gioco n° 25 il nodo
umano
Gioco
n°
26
Spartacus
N° 27 Staffetta ad
ostacoli
N° 28 I Mercanti di
Schiavi
N° 29 Le Gallerie dei
Nani
Nella
cartella
“Cosa si fa”
file “Spunti per la
preghiera”
IL PROGETTO
SOTT’OCCHIO
Capitoli
di Riferimento
Lc 6, 36-38 Siate Misericordiosi
Lc 15,11-32
Parabola del Padre
Misericordioso
Lc. 17, 3-4 Perdona fino a 7 volte
Mt 6, 11-16 Se perdonate sarete
perdonati
Mt 18,19-22 Quante volte dovrò
perdonare?
Mt 18,23-35 Prabola del servo crudele
Idea di fondo: Quando mi lascio guidare troppo dalla mia impulsività non riesco a perdonare,
così covo del rancore rischiando di compromettere la gioia che potrei vivere in questi giorni.
Mi conviene quindi imparare a perdonare, solo così sarà possibile affrontare insieme agli altri
la vita.
Drammatiz Obiettivi
PROGETTO Capitoli
di Riferimento ziamo
educativi Elementari
SOTT’OCCHI
- Cosi come Eragon sperimenta, da parte del Re dei
Varden e del Re dei Nani , l’essere ascoltato nonostante
la sua giovane età anche il Bambino si impegna ad
ascoltare di più le persone che ha intorno, ma non
semplicemente la loro voce, quanto il loro stato
d’animo, la loro storia, le loro sensazioni.
- Il BAMBINO fa silenzio per imparare ad ascoltare
suoni, rumori che prima non aveva considerato
- Il BAMBINO sperimenta il gusto di una preghiera
silenziosa, perché come diceva Madre Teresa: «Il frutto
del silenzio è la preghiera»
Cap 53 Ajihad
Cap 56 Il Re
Della
11. E VA BENE Montagna
COSÌ, SENZA Cap 57 La Prova
Di Arya
PAROLE:
(da
pg.462 a
(ASCOLTO)
547)
Nella cartella
“La Storia e la
Drammatizzaz
ione” file 11
Attività
Giochi
Idee per la Riferimenti
Preghiera Biblici
N° 22 Deserto
Gioco n° 30 Le
Famiglie
Gioco n° 31 Le
Chiavi
N°
32
Fugfa
silenziosa
N° 33 Giorno e
notte
N° 34 Giochi ad
Arena
N° 35 Gioco del
Semaforo
Nella cartella
“Cosa si fa”
file
“Spunti
per
la
preghiera”
1 Re 19,11-13 L’incontro di Elia con Dio
1 Sam 3,1-18 La vocazione di Samuele
Lc 10,38-42 Marta e Maria
Lc 1,26-38 Annunciazione
Dt.
6,
1-9
Ascolta
Israele
Idea di fondo: Ascoltare gli altri vuol dire guardare oltre i propri comodi e mettersi in
atteggiamenti di disponibilità nei confronti degli altri
…
IL PROGETTO
SOTT’OCCHIO
Capitoli
Dramma Obiettivi
di Riferimento tizziamo educativi Elementari
Cap 58 L'ombra
Della Guerra
Cap
59
La
Battaglia Di
Farthen-Dur
12. MI FIDO DI
(da pg.548 a
TE: (FIDUCIA)
576)
Nella
cartella “La
Storia e la
Drammatiz
zazione”
file 12
Attività
Idee per Riferimenti
la
Biblici
Preghier
a
Giochi
- I ragazzi riconoscono i propri pregi e i
pregi degli altri e si impegnano a
valorizzare gli altri più che a diffidare di
loro
– I ragazzi riflettono sulle maschere che di
tanto in tanto indossano per far credere di
essere quello che non sono e s’impegnano
ad essere più limpidi e veri possibili.
– I ragazzi compiono atti di fiducia nei
confronti dei loro compagni
N° 23 Fidati di chi si Gioco n° 36 Nella
1 Gv 3,1-2 Siamo realmente figli di Dio
cartella
Passeggiata
della
affida
Gv 16,31 – 17,5 Vi dico queste cose
“Cosa si fa” perché
N° 24 Lupi e agnelli fiducia
abbiate
pace
in
me
Gioco
n°
37 file “Spunti Gv 20,26-29 Gesù risorto incontra san
la
Alzarsi aiutandosi per
Tommaso
preghiera”
N° 38 L’ameba
N° 39 AvantiIndietro
N°40 Le Sculture
N° 41 Tronchi
d’albero
Idea di fondo: Dentro ognuno di noi c’è un grande potenziale, ma talvolta lo nascondiamo per
qualche ingiustificato timore, o per seguire delle inutili mode. Quanto è difficile riuscire a
conoscere fino in fondo le persone! A volte anche io faccio fatica a vivere con trasparenza il
mio rapporto con gli altri e spesso mi faccio guidare da doppi interessi o indosso come una
maschera. Quanto più riuscirò ad essere trasparente nei miei atteggiamenti tanto più potrò
vivere bene insieme agli altri.
Ma come: siamo insieme da tanto tempo e ancora non ti fidi dei tuoi amici? A volte bisogna
essere capaci di credere anche senza vedere, di fidarsi della parola dell’altro; chi non si fida
vivrà sempre nella sicurezza della sua solitudine!
SCHEMI RIASSUNTIVI PER MEDIE E SUPERIORI
IL PROGETTO
SOTT’OCCHIO
Capitoli
di Riferimento
Drammatizziamo Obiettivi
educativi Medie e Superiori
Cap 1: Prologo Lo
1.
Spettro
della
INTRODUZIONE
Paura
(prendiamoci un po’ Cap
2:
Il
di
tempo
per Ritrovamento
conoscerci)
(da pg.7 a 15)
Nella cartella “La
Storia
e
la
Drammatizzazione”
file 01
Attività
Giochi
Idee
per
Preghiera
N° 31 Decorare le
uova
N° 32 Iniziali e
Qualità
N° 33 La Macchina
Gioco n° 51 Alla Nella cartella “Cosa si Gv 1,35-39 Giovanni battista indica
ricerca della Pietra fa”
Gesù ai discepoli e questi lo
Blu
file “Spunti per la seguono
Gioco n° 52 Metti preghiera”
l’uovo al sicuro
IL PROGETTO
SOTT’OCCHIO
Capitoli
di Riferimento
Cap 3: La Valle
Palancar
UNA Cap 4: Storie di
Draghi
MA (da pg.16 a 46)
2.
FAMIGLIA
PICCOLA
SPECIALE:
(LA FAMIGLIA)
Attività
N° 34 Foto
Famiglia
N° 35 Canzoni
Giochi
di Gioco
n° 53 La
famiglia Bredford
Gioco n° 54 Corsa a
tre gambe
- I ragazzi si conoscono, imparano i
loro nomi ed eventualmente
qualche caratteristica positiva
- i ragazzi si preparano ad
intraprendere una grande avventura
che può cambiare la loro vita
la Riferimenti
Biblici
Drammatizziamo Obiettivi
educativi Medie e Superiori
Nella cartella “La
Storia
e
la
Drammatizzazione”
file 02
Idee
per
Preghiera
- Il ragazzo riflette su tutti i
sacrifici e gli sforzi che i suoi
famigliari
compiono
quotidianamente per lui, tutti quei
gesti che non sono atti dovuti, ma
scelte d’amore.
- Imparare a riconoscere e a
ringraziare del dono dei nostri cari.
la Riferimenti
Biblici
Nella cartella “Cosa si Col 3, 18-21 (Morale Domestica)
fa”
Lc 2, 41-51 Perdita e ritrovamento
file “Spunti per la di Gesù nel tempio
preghiera”
IL PROGETTO
SOTT’OCCHIO
Capitoli
di Riferimento
Drammatizziamo Obiettivi
educativi Medie e Superiori
Cap 5: Un dono del
Fato
Cap 6: Risveglio
Cap 7: Tè per due
Cap 8: Il Potere di
un Nome
Cap 9: Il Futuro
3. IL MIO AMICO
Mugnaio
È UN DRAGO:
(da pg.47 a 78)
(AMICIZIA)
Nella cartella “La
Storia
e
la
Drammatizzazione”
file 03
– Il ragazzo riflette su quali siano
le cose più belle dell’amicizia e
considera che senza amici tali
cose non sono raggiungibili,
quindi è necessario per essere
contenti avere dei buoni amici
- Il ragazzo ragiona sul fatto che
se tutti chiedono amicizia ci si
ritrova solo con domande e
desideri
senza
risposte,
è
necessario che qualcuno inizi ad
offrire amicizia cosicché qualcuno
possa trovarne. In pratica il
concetto è che è sempre meglio
dare che angustiarsi nella voglia di
avere per sé.
Attività
Giochi
Idee
per
Preghiera
N° 36 Test
Gioco n° 55 Chi trova
un amico trova un
tesoro
Gioco n° 56 Lettura
del pensiero
Nella cartella “Cosa si Gv. 15,12-17 “Voi siete miei
fa”
amici” dice Gesù.
file “Spunti per la
preghiera”
la Riferimenti
Biblici
Idea di fondo: Non c’è vera gioia se non c’è condivisione. Ricercando la compagnia degli
amici potrò condividere la gioia che sto vivendo in questi giorni e avere veri compagni di
viaggio. Condividere i pesi con gli amici aiuta a sentirli anche più leggeri.
Dramma
tizziamo
Obiettivi
educativi Medie e Superiori
Cap 10: Stranieri a
Carvahall
Cap 11: Sulle Ali del
Destino
Cap
12: La Morte
4. CAVALIERE O
dell’Innocenza
CODARDO?:
(RESPONSABILI Cap 13: Veglia di Dolore
Cap 14: L’Ingiustizia della
TÀ)
Vita
Cap 15: L’arma di un
Cavaliere
(da pg.79 a 111)
Nella cartella
“La Storia e la
Drammatizzazi
one” file 04
- Il ragazzo riflette su come nella vita possa
essere protagonista di cose grandi, o
accontentarsi di vivere al di sotto del proprio
potenziale, ma ciò dipenderà in primis da loro
stessi. Oggi stesso vien chiesto loro di
mettercela tutta per diventare cavalieri/santi,
realizzarsi pienamente per quello che è il loro
potenziale, senza rinviare o cincischiare con
inutili perditempo. [riferimenti a santi della
loro
età]
- Coglie il valore della fatica quotidiana e la
necessità di compiere con volontà il proprio
dovere.
Attività
Giochi
Idee per la Riferimenti
Preghiera
Biblici
N° 37 Riflessione su
un brano
N°
38
Approofondimento
sul
tema
Responsabilità
in
Eragon
N° 39 Video internet
“Loro ce l’hanno
fatta”
Gioco n° 57 Staffetta della
responsabilità
Gioco n° 58 salva l’uovo
N° 59 Il Ponte umano
N° 60 Staffetta con le
uova di drago
Nella cartella
“Cosa si fa”
file “Spunti per
la preghiera”
IL PROGETTO
SOTT’OCCHIO
Capitoli
di Riferimento
Lc 14,28-33 lasciare tutto per seguire
Gesù
Mt 25,14 – 30 La Parabola dei Talenti
Lc 12,35-38 Siate pronti come quei
servi che il padrone troverà svegli al
suo ritorno.
Idea di fondo: In un cammino non mancano le proposte impegnative; tuttavia siamo sempre
chiamati a puntare in alto, a non accontentarci del nostro piccolo orticello, ma a guardare
oltre.
A parole sono capace, ma quando arriva il momento ho il coraggio di affrontare le scelte
impegnative e mantenere fede all’impegno preso? Essere coraggioso significa mettersi in
gioco fino in fondo con intelligenza e generosità.
Maturare un atteggiamento di responsabilità significa per il ragazzo divenire consapevole dei
doni che lo Spirito ha posto e continua a porre in lui, saperli accogliere per rispondere a tale
ricchezza rendendo visibile nella sua vita la novità del regno, che Gesù ha affidato alla chiesa
perché l’annuncio di vita nuova raggiunga tutti.
IL PROGETTO
SOTT’OCCHIO
5. LA VERITÀ
DELLE COSE (o
LE
VERITÀ
NASCOSTE):
(RADICI)
Attività
Capitoli
di Riferimento
Dramma
tizziamo
Obiettivi
educativi Medie e Superiori
Cap
16: L'arte del
Sellaio
Cap 17: Therinsford
Cap 19 Yazuac, La Città
Fantasma
Cap 20 Ammonimenti
Cap 21 La Magia È
Semplice
(da pg.112 a 190)
Nella cartella
“La Storia e la
Drammatizzazi
one” file 05
- Il RAGAZZO riflette sulle cose
che lo hanno aiutato a crescere e
quelle che invece si sono rivelate
mode inutili e passeggere. Riconosce
nell’affetto
e
nell’amore
la
costruzione della sua persona.
– Analizza le tradizioni della sua
famiglia, dei suoi compagni, del suo
paese e s’interroga sui significati
originari;
riconoscendo
nell’accoglienza e nella reciproca
solidarietà il motore della nostra
nazione.
- Il RAGAZZO riconosce nella
Parola di Dio il “libretto delle
istruzioni per l’uso della vita ” e
s’impegna ogni giorno a leggere un
paragrafetto dopo aver invocato lo
Spirito
Santo.
- - Il RAGAZZO medita sui requisiti
essenziali per stare in gruppo.
Giochi
Idee per la Riferimenti
Preghiera
Biblici
N° 40 Creiamo la Gioco n° 61 Le Parole Nella cartella 2 Tm 3, 11b – 16 (L’importanza di
“Cosa si fa”
Creazione con le Magiche
restare saldi alle proprie radici,
Gioco
n°
62
Le
Immagini
file “Spunti per nonostante
ombre
le
persecuzioni)
Magiche
la preghiera”
Mt 6, 5-13 La consegna del Padre
Nostro
Mt 22,34-40 Il Comandamento
Principale
Idea di fondo: “è come se fossi stato gettato in un mondo con strane regole che nessuno mi
spiega” lamenta il giovane E. a pag. 167. Nella realtà quotidiana che i nostri ragazzi vivono
c’è un sovraccarico di informazioni, stimoli, richieste, che non è affatto facile mantenere le
idee chiare e ricordarsi chi si è. In risposta alla confusione il suo amico e mentore Brom gli
parla della lingua antica, la fonte e origine della magia, le radici che una volta riscoperte
aiutano a riconoscere la realtà per quella che è. Tali radici noi le troviamo nella Parola del
Signore, nei “comandamenti”, nelle beatitudini, nell’esempio di Gesù. Alla luce e sotto la
guida della parola possiamo davvero chiamare le cose con il loro nome, riconoscere la verità
nelle azioni e nelle situazioni. L’ammonimento di Brom è: “Se infrangi le regole la pena è la
morte”, come un albero che senza radici è destinato a perire. Anche per noi una vita senza
ideali, persa dietro piccole cose non è vita.
IL PROGETTO
SOTT’OCCHIO
Capitoli
di Riferimento
Drammat Obiettivi
izziamo educativi Medie e Superiori
Cap 23 Con Gli
Occhi Di Un Drago
6. I NEMICI DI Cap 25 Teirm
Cap 26 Un Vecchio
OGGI
Amico
POTREBBERO
Cap
28 Letture E
ESSERE
GLI
ALLEATI
DI Complotti
DOMANI:
Cap 29 Ladri Al
(RISPETTO):
Castello
(da pg.191 a 261)
Nella
cartella “La
Storia e la
Drammatiz
zazione”
file 06
Attività
Idee per Riferimenti
la
Biblici
Preghier
a
Giochi
- Il RAGAZZO riconosce che ogni persona è
unica e speciale, con una propria storia e un
proprio modo di vivere e in quanto tale ha
risorse e ricchezze che non vanno denigrate,
ma accolte e condivise affinché insieme si
possa beneficiare del dono dell’altro.
- Il RAGAZZO riconosce che gli adulti che
ha intorno sono li per lui e pertanto meritano
collaborazione e rispetto.
N° 41 Il Venditore Gioco n° 63 o 63 bis Nella
Virus
cartella
di giornate
Gioco n° 64 o 64 bis
Mt 7,1-5 Perché guardi la pagliuzza
nell’occhio
“Cosa si fa” Lc. 6,27-38 Non giudicate e non sarete
file “Spunti giudicati
per
la Mc. 4,24 Con la stessa misura con cui
preghiera”
misurate
…
Idea di fondo: Ognuno di noi ha un carattere diverso, delle abitudini diverse dalle mie, ma non
per questo tutti devono fare o pensare come me. La diversità è ricchezza e io devo avere
rispetto di tutti e cercare di vedere sempre positivamente il modo di pensare di ognuno.
IL
PROGETTO Capitoli
di Riferimento
SOTT’OCCHIO
Dramma
tizziamo
Obiettivi
educativi Medie e Superiori
Cap 30 Un Errore Fatale
Cap 31 Una Visione
Perfetta
Cap 32 Maestro Di
Scherma
7. QUESTA È LA MIA Cap 33 Dras-Leona La
Fangosa
CASA:
Cap
34 Tracce d'olio
(APPARTENENZA)
Cap 35 Gli Adoratori
Dell'helgrind
(da pg.262 a 312)
Nella cartella
“La Storia e la
Drammatizzaz
ione” file 07
- Il R. si pensa in base ai suoi ruoli
(figlio, fratello, amico, giocatore di
____, scout, ACRino, bimbo del
catechismo, parrocchiano, Imolese,
Italiano, ecc.) e pensa a cosa
potrebbe fare per migliorare i vari
ambiti della sua vita dei quali è
parte.
- I ragazzi riflettono su ciò che
possono fare per migliorare le realtà
a cui appartengono
Attività
Giochi
Idee per la Riferimenti
Preghiera Biblici
N° 42 Analisi del Brano
“Le Stelle Marine”
N° 43 I miei padroni
N°44 Riflessione sulla
Parabola della Pecorella
Smarrita
N° 45 Ascolto di una
canzone di Lenny Krawitz:
“I Belong to You”
Gioco n° 65 L’olio
dell’Hellgrind
Gioco n° 66 Fuga dai
Ra’zac
Nella cartella
“Cosa si fa”
file
“Spunti
per
la
preghiera”
Lc 15, 4-7 La Pecorella Smarrita
Mt 8,18-22 Come è successo ad
Eragon, anche i discepoli di Gesù
sono chiamati a lasciare tutto per
appartenere a tutto e tutti in Lui
IL PROGETTO
SOTT’OCCHIO
8.
TANTI
I
POPOLI
DI
UN’UNICA
TERRA, DIVERSI
FIGLI
DI
UN
UNICO PADRE:
(FRATELLANZA)
Attività
Capitoli
di Riferimento
Dramma
tizziamo
Obiettivi
educativi Medie e Superiori
Cap
36
La
Vendetta
Dei
Ra'zac
Cap 37 Murthag
Cap 38 L'addio di
un Cavaliere
Cap 40 La Cattura
Cap
41
Du
Sundavar Freohr
Cap
42
I
Prigionieri
Prendono Il Volo
(da pg.313 a 365)
Nella cartella
“La Storia e la
Drammatizzaz
ione” file 08
- Il R. si fa promotore di iniziative di
accoglienza e conoscenza delle diverse
persone che contribuiscono a rendere
autentica la vita. Contribuisce a realizzare
occasioni di incontro e di scambio tra
persone diverse; in particolare focalizza
all’interno della comunità di ragazzi
qualcuno che gli sembra un po’ in disparte
(è impossibile che non ci sia nessuno,
specialmente nei gruppi ampi) più distante e
si impegna a conoscerlo meglio e ad
integrarlo
nel
gruppo.
- Il R. medita sul fatto che ognuno è fatto a
modo suo, siamo tutti diversi, ma questo
non deve costituire un limite alla relazione
quanto un arricchimento reciproco.
Giochi
Idee per la Riferimenti
Preghiera Biblici
N° 46 Lettura e Gioco n° 67 Alla Nella cartella Mt 23,8-11 “Uno solo è il vostro Maestro e
“Cosa si fa”
analisi di “Quando Locanda di Shea
voi siete tutti fratelli”
file
“Spunti
Gioco
n°
68
finisce la notte”
la
Inidentificabili (Alce per
preghiera”
Rossa)
N°
69
Primo
Soccorso
N°
70
Palla
Prigioniera
N° 71 Entrata
Idea di fondo: Spesso tra di noi ci sono divisioni perché giudico gli altri, mi costruisco dei
pregiudizi. Così facendo non riuscirò ad essere accogliente fino in fondo e a fidarmi dell’altro.
Per camminare e crescere insieme in serena armonia devo essere disposto ad accogliere tutti.
IL PROGETTO
SOTT’OCCHIO
Capitoli
Dramma Obiettivi
di Riferimento tizziamo educativi Medie e Superiori
Cap
43
Un
Guerriero e un
Guaritore
Cap 44 Acqua
Dalla Sabbia
9. IL PERCORSO
Cap 45 Il Fiume
SVELATO:
Ramr
(DONO DI SÉ)
Cap
47
Il
Percorso
Svelato
(da pg.366 a
408)
Nella
cartella “La
Storia e la
Drammatiz
zazione”
file 09
Attività
Idee per Riferimenti
la
Biblici
Preghier
a
Giochi
N° 47 Visita ai Gioco n°
Mattone
Vigili del fuoco
N° 48 Cartellone mattone
“Insieme è meglio”
N° 49 “Io e i soldi”
Gioco
di
simulazione
N° 49 bis
72 Nella
su cartella
“Cosa si fa”
file “Spunti
per
la
preghiera”
- Il RAGAZZO sperimenta che nella misura in
cui è disposto a mettersi in gioco può rinnovare
le relazioni, le situazioni e le persone che ha
intorno, mentre se si risparmia o tutela il suo
interesse non guadagnerà nulla di significativo
- Il RAGAZZO scopre che nell’amicizia con il
Signore ha un tesoro prezioso che può e deve
spandere a piene mani per arricchire le persone
che ha incontra ogni giorno.
Mc 1,35-38 Gesù va a predicare dove può. / Lc
10,30-35 il buon Samaritano / Gv 12,23-26 Se il
chicco di grano non muore … / Sal 39 / Mt
25,14-30 o Lc 19, 12-27 far fruttificare i talenti
che Dio ci ha dato.
Idea di fondo: Quello che possiedo mi è stato donato affinché anch’io possa a mia volta
donarlo agli altri. Non è mai tempo perso quello che io dono a chi può condividere con me
questi momenti di vita insieme.
IL PROGETTO
SOTT’OCCHIO
Capitoli
Dramma Obiettivi
di Riferimento tizziamo educativi Medie e Superiori
Cap 48 Uno
Scontro
di
Volontà
Cap 49 Fuga
Attraverso la
10. UN GRAVE Valle
Cap
50
Un
DILEMMA:
Grave
(PERDONO)
Dilemma
Cap 51 In Cerca
di Risposte
(da pg.409 a
461)
Nella
cartella “La
Storia e la
Drammatiz
zazione”
file 10
Attività
Idee per Riferimenti
la
Biblici
Preghier
a
Giochi
- Il RAGAZZO analizza il fatto che è sempre
meglio perdonare che conservare i rancori o
vendicarsi; è senza dubbio più opportuno dal
punto di vista dello stress, delle relazioni, delle
possibilità che l’amicizia o la simpatia offrono.
- Il RAGAZZO sono invitati a vivere
un’esperienza di riconciliazione con Dio
attraverso una celebrazione penitenziale
organizzata all’Estate Ragazzi.
N° 50 Sei un tesoro Gioco n° 73 Nodo Nella
cartella
Umano
e te lo dico
Lc 6, 36-38 Siate Misericordiosi
Lc 15,11-32 Parabola del Padre Misericordioso
Gioco
n°
74 “Cosa si fa” Lc. 17, 3-4 Perdona fino a 7 volte
file “Spunti Mt 6, 11-16 Se perdonate sarete perdonati
Spartacus
la Mt 18,19-22 Quante volte dovrò perdonare?
N° 75 Staffetta ad per
preghiera”
ostacoli
Mt 18,23-35 La parabola del servo che non
N° 76 I Mercanti
perdona
di Schiavi
N° 78 Le Gallerie
dei Nani
Idea di fondo: Quando mi lascio guidare troppo dalla mia impulsività non riesco a perdonare,
così covo del rancore rischiando di compromettere la gioia che potrei vivere in questi giorni.
Mi conviene quindi imparare a perdonare, solo così sarà possibile affrontare insieme agli altri
la vita.
IL PROGETTO
SOTT’OCCHIO
Capitoli
Dramma Obiettivi
di Riferimento tizziamo educativi Medie e Superiori
Cap 53 Ajihad
Cap 56 Il Re
Della
Montagna
Cap 57 La Prova
11. E VA BENE
Di Arya
COSÌ,
SENZA
(da pg.462 a
PAROLE:
547)
(ASCOLTO)
Nella
cartella “La
Storia e la
Drammatiz
zazione”
file 11
Attività
Giochi
Idee per Riferimenti
la
Biblici
Preghier
a
N° 51 Deserto
Gioco n° 78 Le
Chiavi
Gioco n° 79 Fuga
silenziosa
N° 80 Se Fosse …
N° 81 Costruiamo
la città di roccia
N° 82 Giochi ad
Arena
Nella
cartella
“Cosa si fa”
file “Spunti
per
la
preghiera”
- Cosi come Eragon sperimenta, da parte del Re
dei Varden e del Re del popoli dei Nani ,
l’essere ascoltato nonostante la sua giovane età
anche il RAGAZZO si impegna ad ascoltare di
più le persone che ha intorno, ma non
semplicemente la loro voce, quanto il loro stato
d’animo, la loro storia, le loro sensazioni.
- Il RAGAZZO fa silenzio per imparare ad
ascoltare suoni, rumori che prima non aveva
considerato
- Il RAGAZZO sperimenta il gusto di una
preghiera silenziosa, perché come diceva Madre
Teresa: «Il frutto del silenzio è la preghiera»
1 Re 19,11-13 L’incontro di Elia con Dio
1 Sam 3,1-18 La vocazione di Samuele
Lc 10,38-42 Marta e Maria
Lc 1,26-38 Annunciazione
Dt.
6,
1-9
Ascolta
Israele
Idea di fondo: Ascoltare gli altri vuol dire guardare oltre i propri comodi e mettersi in
atteggiamenti di disponibilità nei confronti degli altri
…
Dramma
PROGETTO Capitoli
di Riferimento tizziamo
SOTT’OCCHIO
Obiettivi
educativi Medie e Superiori
Cap 58 L'ombra
Della Guerra
Cap
59
La
Battaglia Di
Farthen-Dur
(da pg.548 a
12. MI FIDO DI TE: 576)
(FIDUCIA)
Nella cartella “La
Storia
e
la
Drammatizzazione”
file 12
- I ragazzi riconoscono i propri
pregi e i pregi degli altri e si
impegnano a valorizzare gli altri
più che a diffidare di loro
– I ragazzi riflettono sulle
maschere che di tanto in tanto
indossano per far credere di
essere quello che non sono e
s’impegnano ad essere più
limpidi
e
veri
possibili.
– I ragazzi compiono atti di
fiducia nei confronti dei loro
compagni
Attività
Giochi
Idee
per
Preghiera
N° 52 Fidati di chi si
affida (quiz sulla fiducia)
N°53 Lupi e Agnelli
N° 54 Saltinmente sulla
fiducia
Gioco n° 83 Mafia
Gioco
n°
84
Passeggiata della
fiducia
N°
85
Un
corridore Cieco
N° 86 Alzarsi
Aiutandosi
N° 87 L’Ameba
N° 88 Il Binario
N° 89 Le Sculture
N° 90 Il Venditore
di fiducia
Nella cartella “Cosa si 1 Gv 3,1-2 Siamo realmente figli
fa”
di
Dio
file “Spunti per la Gv 16,31 – 17,5 Vi dico queste
preghiera”
cose perché abbiate pace in me
IL
la Riferimenti
Biblici
Gv 20,26-29 Gesù risorto
incontra
san
Tommaso
Idea di fondo: Dentro ognuno di noi c’è un grande potenziale, ma talvolta lo nascondiamo per
qualche ingiustificato timore, o per seguire delle inutili mode. Quanto è difficile riuscire a
conoscere fino in fondo le persone! A volte anche io faccio fatica a vivere con trasparenza il
mio rapporto con gli altri e spesso mi faccio guidare da doppi interessi o indosso come una
maschera. Quanto più riuscirò ad essere trasparente nei miei atteggiamenti tanto più potrò
vivere bene insieme agli altri.
Ma come: siamo insieme da tanto tempo e ancora non ti fidi dei tuoi amici? A volte bisogna
essere capaci di credere anche senza vedere, di fidarsi della parola dell’altro; chi non si fida
vivrà sempre nella sicurezza della sua solitudine!
2.Storia, Personaggi, Drammatizzazione e suoni della
storia.
Per Drammatizzare meglio:
1)In qualunque momento potete sostituire la drammatizzazione o accorciarla
utilizzando i riassunti della drammatizzazione preparati apposta per chi salta dei
passaggi. Ma attenzione, ci sono 2 TIPI di RIASSUNTI. Quelli di raccordo tra una
parola e le altre e quelli che invece spiegano tutti i paricolari in modo da sostituire la
drammatizzazione ai fini di suscitare comunque una riflessione sul tale ambito!
2)Spesso le drammatizzazioni sono lunghe per facilitarne l'esposizione in quelle realtà
che propongono la drammatizzazione sia al mattino che al pomeriggio o per aiutare chi
vuole soffermarsi più giorni su alcuni obiettivi.
3)LEGGETEVI I COPIONI CON AMPIO ANTICIPO!!! Una
Drammatizzazione o narrazione aiuta i bambini a cogliere meglio i messaggi.
buona
4)Potete trovare tutte le descrizioni dei personaggi nel file personaggi.
5) Brom è il cantastorie, ma questo non deve essere immediato per i bambini, perciò
quando sono presenti nella stessa scena sia Brom che il cantastorie, si può camuffare
un altro attore da cantastorie.
Il cantastorie poi, potrebbe anche leggere i suoi racconti da una antica pergamenna
sbruciacchiata (è però fondamentale che se la sia letta prima e non faccia una prima
lettura davanti ai bambini, con il rischio di incespicarsi e non trasmettere il messaggio
nel modo opportuno).
6) La figura di Katrina può essere facilmente omessa togliendo le sue battute e quelle a
fine scena 4 in cui Eragon parla di quello che pensa Roran. tale parte però può
diventare uno spunto interessante per far riflettere i ragazzi sulle tematiche relative
all'affettività!
7) Eragon e Saphira comunicano telepaticamente, per cui gli altri non sentono quello
che si dicono. Potreste rendere l'idea bloccando la scena quando i 2 dialogano e
facendo parlare solo loro, magari un passo più vicini al pubblico, oppure specificare
prima della narrazione che anche se parlano a voce normale, in realtà gli altri non
possono sentirli.
8) Alla fine della scena 6 c'è un riassuntino di come Galbatorix è diventato dittatore.
Potreste fare in modo che Eragon, per sua curiosità personale, chieda a Brom di riraccontarlo ogni lunedì, così da spiegare ai nuovi arrivati al campo come è iniziato il
tutto.
9) Nella storia ci sono almeno due cavalli. Scegliete voi come rappresentarli, se
usando degli attori o delle sagome di cartone.
10)Per facilitare la lettura del copione per i vostri attori, vi conviene evidenziare tutto
il testo e ingrandire il carattere (da 12 a 14 pt.) così sarà più semplice leggerlo per i
vostri attori (a meno che loro non si sentano di impararlo a memoria).
11) Gli Urgali avrebbero le corna. Valutate voi se lasciargliele o meno per la
drammatizzazione.
12)Saphira può essere rappresentata da una persona o da una grande sagoma di
cartone, a voi la scelta.
13) Vi abbiamo preparato anche dei suoni per arricchire le drammatizzazioni, in
particolare i fuori campo. Scegliete voi in quali scene utilizzarli.
TITOLO: ERAGON (Fabbri editori, 2004)
RIASSUNTO: Molto tempo fa sorse la stirpe dei Cavalieri dei Draghi,
uomini potentissimi con il compito di proteggere e difendere il popolo.
Grazie alla pace che essi mantenevano, tutte le creature di Alagaësia
vivevano in armonia tra di loro. Ma dopo la morte del Drago di
Galbatorix, cavaliere di particolare potenza, egli impazzì e cominciò ad
accusare i Cavalieri di essere responsabili della morte del suo fedele
compagno. Con l’aiuto di un giovane cavaliere, Morzan, egli si ribellò alla
stirpe dei cavalieri. Altri dodici uomini si allearono a Galbatorix, diventando i Tredici
Rinnegati. Sconfissero i Cavalieri e Galbatorix divenne re di tutta l’Alagaësia. Con se
aveva però tre uova di drago, che aveva sottratto ai Cavalieri. Brom, cavaliere a cui era
morto il drago, si ribellò all’autorità del re, gli rubò un uovo e uccise Morzan,
privandolo della sua spada rossa, Zar’roc. Portò l’uovo dai Varden, una popolazione
governata da Ajihad, abitanti presso i nani, nei monti Beor. Essi si scambiavano
abitualmente l’uovo con gli elfi, in attesa che capitasse nelle mani della persona giusta
per schiudersi. Durante uno di questi spostamenti, Arya, l’elfa portatrice dell’uovo,
viene attaccata da un branco di Urgali intenzionati a rubarle l’uovo. Lei con la magia
cerca di inviare l’uovo a Brom, ma questo si perde sulla Grande Dorsale. E’ Eragon a
trovarlo durante una battuta di caccia.
Convinto che sia una pietra preziosa, vuole venderla per sfamare la sua famiglia.
L’uovo però si schiude, rivelando un piccolo drago blu, che Eragon chiamerà Saphira.
Eragon fa crescere di nascosto il cucciolo, fino a quando i Ra’zac, creature alla ricerca
dell’uovo scomparso a Galbatorix, non uccidono Garrow, zio di Eragon. Il ragazzo
vuole quindi inseguire i Ra’zac per vendicarsi, e parte con il suo drago e con Brom.
Durante il viaggio Brom istruisce Eragon su ciò che è la magia, gli insegna a duellare
e gli regala Zar’roc. Nel tragitto, Eragon diventa un vero e proprio uomo: uccide un
Urgali e diventa un bravo spadaccino. Purtroppo, dopo un incontro con i Ra’zac, Brom
viene ferito gravemente e non potendo proseguire per il viaggio chiede di essere
lasciato presso un suo amico. Il ragazzo trova però un nuovo compagno di viaggio:
Murtagh, che si rivelerà il figlio di Morzan, ma che nutre buone intenzioni nei
confronti di Eragon e che vuole rovesciare l’impero. I due salvano Arya dalla prigione
e si avviano verso la residenza dei Varden, per curare l’elfa che è stata avvelenata
mortalmente. Qui Eragon scopre tutta la verità sull’uovo di Saphira, sui Varden e su
Brom. E’ in questo luogo che avviene l’importante battaglia contro gli Urgali, che
vogliono invadere la dimora dei nani. Eragon, allo stremo delle forze per l’impegno
mostrato in battaglia, riesce ugualmente a uccidere Galbatorix, così viene incoronato
Gran Cavaliere.
SUPERRIASSUNTO: Molto tempo fa sorse la stirpe dei Cavalieri dei Draghi, uomini
potentissimi con il compito di proteggere e difendere il popolo.
Purtroppo uno di loro (Galbatorix) impazzì e sterminò quasi tutti i
suoi compagni instaurando in Alagaësia un regno di terrore. Con se
aveva tre uova di drago, che aveva sottratto ai Cavalieri.
Uno dei pochi cavalieri sopravvissuti (Brom) si ribellò all’autorità
del re, gli rubò un uovo e lo portò ai ribelli, i Varden. Essi si
scambiavano abitualmente l’uovo con gli elfi, in attesa che capitasse nelle mani della
persona giusta per schiudersi. Durante uno di questi spostamenti, Arya, l’elfa
portatrice dell’uovo, viene attaccata dalle truppe di Galbatorix (Urgali) intenzionati a
rubarle l’uovo. Lei con la magia cerca di inviare l’uovo a Brom, ma questo si perde tra
i boschi e viene trovato da un ragazzo: Eragon. Lui pensa che sia una pietra preziosa e
vuole venderla per sfamare la sua famiglia, l’uovo però si schiude, rivelando un
piccolo drago blu, che Eragon chiamerà Saphira.
Eragon fa crescere di nascosto il cucciolo, fino a quando 2 Ra’zac, mandati da
Galbatorix, uccidono lo zio di Eragon. Il ragazzo vuole quindi inseguire i Ra’zac per
vendicarsi, e parte con il suo drago e con Brom.
Durante il viaggio Brom istruisce Eragon su ciò che è la magia, gli insegna a duellare e
ad essere un buon cavaliere. I due vivono diverse esperienze e conoscono nuovi amici,
finché non vengono trovati loro dai Ra’zac.
Sarà Murtagh a salvarli, ma Brom viene ferito gravemente e non potendo proseguire
per il viaggio chiede di essere lasciato presso un suo amico. Eragon e il suo nuovo
amico proseguono il viaggio, salvano Arya dalla prigione e arrivano dai Varden.
Ben presto però arrivano anche Galbatorix e le sue truppe, così si svolge una furente
battaglia. Eragon, allo stremo delle forze riesce a uccidere Galbatorix, così viene
incoronato Gran Cavaliere.
I PERSONAGGI2:
ERAGON: è il protagonista del romanzo. Un ragazzo che all’inizio del
racconto ha poco meno di sedici anni. Durante una battuta di caccia troverà
un uovo di drago e ne alleverà con premura3 il nascituro. Proprio in virtù del
suo buon cuore Eragon viene scelto da Saphira per diventare un cavaliere.
La vita del ragazzo sarà stravolta, una volta ricevuta una proposta tanto
grande (è facile leggervi un parallelismo con l’occasione di una vita in Cristo) non gli sarà più
possibile accontentarsi di una vita ordinaria4.
A volte però si lascia prendere dallo sconforto e dalla malinconia, anche se il suo lungo
viaggio gli ha insegnato ad essere più forte e duro.
Descrizione fisica
Ha penetranti occhi nocciola, con sopracciglia scure. Dopo il suo lungo viaggio attraverso
l’Alagaësia si presenta come un ragazzo forte5, robusto e muscoloso e con il volto più maturo:
gli zigomi più pronunciati, la linea della mascella più marcata, senza più le
rotondità della fanciullezza, il tutto tende a dargli un’aria aliena e selvaggia.
Presenta sulla mano destra il gedwëy ignasia, un segno argentato che gli permette di
utilizzare la magia e che copre abitualmente con un guanto.
Carattere
È indubbiamente un ragazzo responsabile, trova l’uovo mentre andava a caccia per
procurare il cibo alla sua piccola famigliola. L’essere stato abbandonato dalla madre
dopo la nascita lo ha reso un po’ insicuro6 e bisognoso d’affetto. Ha un rapporto
molto fraterno con suo cugino Roran ed è legatissimo allo zio Garrow. Si affeziona subito alla
dragonessa della quale si prende amorevole cura da quando è cucciola. È altruista7 e non
sopporta le ingiustizie.
Abbigliamento
Veste in modo semplice, è un contadino con un paio di pantaloni
pesanti ed una camicia abbondante.
SAPHIRA: Accanto ad Eragon c’è sempre Saphira, la dragonessa.
Gli è complementare e i due dipendono l’uno dall’altra, infatti un
drago muore se muore il suo cavaliere. I due comunicano attraverso
la mente, espandendo i propri pensieri8. E’ cresciuta sana e molto
velocemente. Alla fine del racconto è addirittura in grado di sputare
2
Tutte le note a piè di pagina relative ai personaggi sono tratte dal libro Eragon.
Cfr. pag. 54
4
Da pag. 398 “E anche se il pensiero di costruirsi una casa nella sicurezza e dell’isolamento lo attirava, era stato
testimone di troppe atrocità commesse in nome di Galbatorix […] Non era più soltanto una questione di vendetta
[…] era suo dovere difendere coloro che non avevano la forza di resistere alla tirannia di Galbatorix.” + cfr.
anche pag 302 e 305
5
Da pag. 203 “Mi sto indurendo, e non solo nel fisico, pensava con una certa amarezza.”
6
Da pag. 16 “In cuor suo il ragazzo non era convinto di possedere chissà quale talento”
7
Da pag. 272 “Saphira! Gli Urgali! Proteggi Brom!”
8
Da pag. 58 “C’era sempre una piccola parte di lui connessa con il drago”
3
fuoco. In linea di massima succedono cose magiche quando ci sono i draghi di mezzo: questi
influenzano anche la conformazione fisica e mentale dei loro cavalieri9 rendendoli più forti
fino a prolungare loro la vita.
Descrizione fisica
Le sue scaglie sono blu, con occhi azzurri agghiaccianti. Presenta dei denti aguzzi e degli
scaglioni sulla schiena. Ha un aspetto imponente e vigoroso, con possenti ali nervose.
Carattere
In tutta l’avventura Saphira mantiene uno spirito talvolta infantile, magico e giocoso. Da
subito sviluppa un ottimo rapporto con il suo cavaliere di cui non manca di essere gelosa. È
molto protettiva e dolce, ma allo stesso tempo stimola Eragon a reagire nei momenti di
dolore10. E’ potente in battaglia ed è stata in grado di cacciare e di proteggersi già da molto
piccola.
Abbigliamento
Ovviamente un drago non si veste se non di un’armatura durante lo scontro finale o di una sella, ma vi
sconsigliamo di occuparvene per le drammatizzazioni. Potreste rappresentarla con una grande sagoma
dietro cui mettere un’attrice o vestire una persona da dragonessa. Inizialmente Saphira dovrebbe essere
piccola, ma potete sempre dire che il tempo passava molto velocemente e la dragonessa cresceva
molto rapidamente.
BROM si presenta a Eragon come un vecchio cantastorie11, ma in realtà è un ex cavaliere a cui è
morto il drago. È in grado di usare la magia e di parlare con Saphira, così come riesce
ad entrare nella mente di qualsiasi essere umano. Egli coltiva la speranza che ritornino i
tempi dei cavalieri dei draghi e nella sua terra venga ristabilito l’equilibrio. È un uomo
che ha aspettato per anni che la promessa di un “liberatore” si compisse ed ora si
prodiga in tutto e per tutto affinché il ragazzo possa crescere e fortificarsi, finanche a
dare la vita per lui12. Per esigenze sceniche nella nostra narrazione Brom non muore,
ma resta a casa di Shea per guarire, lasciando che Eragon e Murtagh proseguano verso
i Varden.
Descrizione fisica
Ha una lunga barba bianca che gli copre il torace, ed è leggermente pelato e un
po’ gobbo; ciò nonostante è un ottimo spadaccino. Ha un grosso naso adunco e gli occhi
incassati nella fronte sporgente. E' vissuto così a lungo grazie al fatto che i draghi prolungano
la vita ai cavalieri.
Carattere
È molto saggio e sa sempre13 cosa è meglio14 per Eragon. È un maestro rigoroso ed esigente15
e visto che vuole istruire il ragazzo al meglio non lo risparmia in nulla.
Abbigliamento
9
Da pag. 69 “In quale altro modo quel drago cambierà la mia vita? Non solo mi è entrato nella mente, ma anche
il mio corpo si trasformerà!”
10
Da pag. 505 “Che cosa sono diventato, Saphira?” […] “Trova pace in ciò che sei e dove ti trovi.”; ma anche da
pag. 113 “Il nostro destino è tentare l’impossibile, realizzare grandi imprese” e sempre da pag. 113 “Avrò la
forza di affrontare tutto questo? Avrai me”
11
Da pag. 270 “Eragon ricordò quando pensava che Brom fosse soltanto un vecchio scorbutico […] si rese conto
di quanto era stato ignorante.”
12
Da pag. 315/316 “Il compagno [un Ra’zac] esitò, poi […] scagliò il pugnale contro Eragon. Una strana luce
risplendette negli occhi di Brom. Si gettò davanti a Eragon, […] il pugnale lo colpì con un tonfo sommesso, e il
vecchio crollò riverso a terra.”
13
Da pag. 262 “Brom prosegui imperturbabile. «Hai un bravo marito; […] ma perfino lui non può affrontare i
tempi difficili senza il sostegno di chi ama. »”
14
Da pag. 234 “Alla fine Brom disse: «[…] “Il vero coraggio consiste nel vivere e soffrire per ciò in cui credi”»
15
Da pag. 138 “Dovrei forse assecondare la tua incompetenza?”
Lo si può vestire da vecchio cantastorie, magari con una cappa nera. La sua spada Zar’roc ha
la lama rossa e l’impugnatura elaborata finemente. Quando si fermerà per guarire lascerà
Zar’roc ad Eragon.
MURTAGH16 è il figlio di Morzan uno dei 13 rinnegati di Galbatorix. Viene cresciuto nel
palazzo di Galbatorix, che incontra raramente, ma che stima fino a quando non si rende conto
di quanto sia crudele17. Fugge dal castello con l’idea di rovesciare il re e
cerca Eragon. Lo trova nel momento di maggior bisogno, quando catturato
dai Ra’zac rischia la vita. Murtagh mette in fuga i due mostri e soccorre i
prigionieri. Di poco più grande di Eragon gli fa un po’ da fratello maggiore,
rischiando più volte la sua stessa vita per salvarlo. Murtagh vive anche un
grande senso di colpa per ciò che ha commesso suo padre e per questo viene
inizialmente stigmatizzato dai Varden.
Descrizione fisica
E’ Murtagh, Murtagh è più alto e più grande di qualche anno di Eragon. Ha una massa di
ricci castani, con occhi penetranti18 e un aspetto inizialmente serio.
Carattere
Si rivela un compagno fidato per Eragon, un ottimo spadaccino e combattente. E’ un ragazzo
simpatico ma misterioso, che si mostra poco a poco. Decisamente molto
coraggioso.
Abbigliamento
Murtagh è un signorotto cresciuto nel palazzo del re, pertanto andrà vestito con
eleganza, ma a causa del suo passato ha numerosi nemici, quindi l’abbigliamento dovrà
essere funzionale al combattimento.
ARYA è un’elfa molto importante per il suo popolo. Aveva l’incarico di
custodire l’uovo per gli elfi e condivideva questo onere con Brom per i Varden. E’ in grado di
utilizzare la magia, così come tutti gli altri elfi e così come loro è’ un’abilissima combattente.
Viene salvata de Eragon e Murtagh dalla prigione del re dove viene rinchiusa dopo l’agguato
del primo capitolo. Durante la sua prigionia compariva ad Eragon in sogno. A causa di un
avvelenamento Arya resta incosciente fino agli ultimi capitoli, risvegliandosi in tempo per la
battaglia finale.
Descrizione fisica
È decisamente attraente, Eragon ne rimane subito affascinato, con un viso espressivo, alta,
magra, capelli scuri e occhi verdi penetranti e con il tatuaggio di un diamante sulla schiena.
Carattere
Ha una personalità forte e combattiva, non a caso era a capo della delegazione che
custodiva l’uovo. Ha un forte senso di giustizia ed un gran desiderio che l’Alagaësia
venga liberata.
Abbigliamento
Nonostante l’impegno attivo in battaglia Arya è una personalità importante, quindi
va vestita un po’ come una guerriera e un po’ come una principessa; tra l’altro
arriva in prigione dopo un terribile agguato pertanto il suo abbigliamento sarà quasi
sempre logorato dallo scontro.
16
La biografia essenziale di Murtagh si trova da pag-434 a 436, poi da pag. 456 a 460.
Cfr. pag 459
18
Cfr. pag. 317
17
GALBATORIX: Anche se in gioventù era un cavaliere Galbatorix è rimasto psichicamente
compromesso dalla morte del suo drago. Questo dolore lo porterà a compiere
azioni orribili fino a sterminare tutto l’ordine dei cavalieri. Non è chiaro quali
terribili piani abbia in serbo per l’Alagaësia, ma indubbiamente il suo disagio
si spinge troppo oltre.
Descrizione fisica
Come tutti i cavalieri anche Galbatorix ha vissuto a lungo, perciò dimostrerà una certa età; ma
a questo si aggiungono anche le sue stregonerie per allungargli la vita e la potenza.
Carattere
È implacabile e terribile con i nemici, intrusivo e manipolativo. Non sempre riesce a
controllare la sua ira funesta. Vuole dominare tutta la terra dell’Alagaësia e ogni suo abitante,
di qualunque razza esso possa essere.
Abbigliamento
È un cavaliere vestito di nero, oscuro, lucido, elegante, misterioso.
Gli URGALI esseri atroci con i quali Galbatorix si allea in un delirante progetto di conquista totale
dell’Alagaësia.
Descrizione fisica
Assomigliano agli umani, con gambe storte, braccia tozze e massicce, un paio di corna e un
raccapricciante odore di carne avariata. Una particolare specie di Urgali sono i Kull, esseri
imponenti e molto potenti.
Carattere
Inarrestabili, crudeli, seguono un capo ed eseguono ciecamente gli ordini, ma senza capo sono
disorientati.
Abbigliamento
Sono tipo degli orchi con lunghe corna (nel film non hanno le corna, ma la faccia tutta striata
di nero). Vestono di stracci, pelli, pellicciotti e materiale di recupero.
PERSONAGGI MINORI:
Garrow è lo zio di Eragon, che viene presto ucciso dai Ra’zac. Egli ha perso la moglie da
giovane, ma ha fatto da padre ad Eragon e a suo figlio Roran. Severo, ma molto paterno,
lavora come contadino nella sua fattoria. In occasione della dipartita di suo figlio Roran fa un
discorso bellissimo sulla libertà, la giustizia, la fedeltà e l’onestà19.
Figlio di Garrow è Roran. Di poco più grande del cugino Eragon gli è molto legato; il loro
rapporto fraterno li educa molto profondamente. Anche lui lavora nei campi del padre, ma
responsabilmente decide di lasciare tutto per andare in un altro villaggio e diventare mugnaio
per garantire una vita serena a Katrina, la sua fidanzata, che ha ferma intenzione di sposare20.
Il padre di Katrina si chiama Sloan ed è il macellaio21 di Carvahall. Un ometto vestito con una
chiara camicia di cotone e un grembiule sporco di sangue; dalla cintura gli pendevano dei
coltelli. Volto giallastro e butterato, occhietti neri e sospettosi, provava una certa antipatia
verso Eragon e la sua famiglia. Anch’esso vedovo aveva a cuore solo sua figlia.
19
Cfr pag. 80
Cfr. pag. 41 (bacio tra Roran e Katrina) e pag. 73 (Roran informa Eragon del suo progetto di matrimonio)
21
Cfr. pag. 18 e 19
20
Horst è il fabbro di Carvahall. E’ un uomo alto e massiccio, con una lunga barba nera. Egli
aiuta Eragon più di una volta, lo ospita a casa sua e lui e sua moglie gli stanno particolarmente
vicini dopo la traumatica22 morte di Garrow.
Merlock è il venditore di pietre preziose e gemme a cui si rivolge Eragon per avere
informazioni sulla pietra/uovo che ha trovato.
Jeod è un vecchio amico di Brom, che accoglie e ospita il compagno ed Eragon quando
arrivano a Teirm. È alto, i capelli grigi e spettinati, e una lunga cicatrice sulla schiena, sua
moglie è alquanto indisponente23. Jeod è un gran lettore, Eragon imparerà a leggere a casa
sua, inoltre una sua importante uscita può essere utilizzata nella drammatizzazione per
invitare i ragazzi a riflettere sulla Parola di Dio.24
Shea è un personaggio aggiunto nella nostra narrazione, accoglie Brom morente e riesce a
guarirlo.
Ajihad è Il re dei Varden. La sua pelle ha il colore dell’ebano25 oliato, il cranio rasato, una
barba nera, corta e curata gli copre il mento e il babbro superiore. Sul volto dai lineamenti
decisi, spiccano gli occhi severi e intelligenti. Spalle larghe e possenti. Indossa una camicia
viola e una veste rossa ricamata con fili d’oro (non per la battaglia). Il suo portamento fiero ed
eretto emanava un’immensa autorità.
Nella Scena 23 compaiono anche Rasmus il consigliere di Ajihad e una Guardia dei Vaden.
In più dalla 24 s’inserisce Rothgar, il re dei Nani per il finale. Tra i nani annoveriamo anche
Orik che salva la vita a Eragon, Saphira e Murtagh. Egli è nipote di Rothgar, il re dei nani.
22
Da pag. 111 “Con la sua morte, in cos’altro poteva credere?”
Cfr. pag. 262
24
Da pag. 228 “Questi libri […] danno un senso alla mia vita” Nella drammatizzazione Jeod potrebbe
apostrofare questa frase prendendo in mano una BIBBIA
25
Cfr. pag. 472
23
STA PER SUCCEDERE QUALCOSA DI GRANDIOSO, SIETE
PRONTI? (INTRODUZIONE)
SCENA 1
PERSONAGGI:
Cantastorie,
Brom (vecchio) entra in scena, cercando a destra e a manca la strada da seguire per
raggiungere i bambini che stava cercando.
Cantastorie: Ah...ma dove saranno finiti!? Ma si…sicuramente si saranno nascosti dietro a quel
cespuglio…( si avvicina al cespuglio) vi ho visti…mah…non sono neanche qui…ma dove si
saranno nascosti… eppure gli abitanti del villaggio mi avevano assicurato che li avrei trovati
qui.
(rivolto ai bambini) scusate nani avete visto dei bambini di umani!? Come siete voi!
No, mi state prendendo in giro… aspettate che guardo meglio, sapete la vecchiaia gioca brutti
scherzi…per tutte le bacche selvatiche e i fiori di camomilla, siete proprio dei bambini di
umani! In effetti pensandoci meglio non potevate essere dei nani, Eh, non avete la barba.
Come!? Chi sono io!? Io sono il cantastorie di Carvahall.
Come?! Dov'è Carvhall! Non vi hanno mai raccontato niente su Carvahall?
Bè allora dovremo rimediare ed incominciare tutto dall'inizio.
Dovete sapere che Carvahall si trova in un mondo magico chiamato Alagaësia, abitato da
tante creature.
A sud-est i monti Beor, le montagne dei nani, grandi costruttori di fortezze ed esperti minatori
sempre alla ricerca di pietre preziose nelle loro caverne. Sapete sanno costruire armi e
armature fantastiche, inoltre la loro cucina è sensazionale, mangiano carne affumicata e
bevono birra fino a scoppiare. Sapete hanno una lunghissima barba, e nonostante siano alti
poco più di un metro arrivano a pesare diverse centinaia di chili.
Al nord le grandi foreste del Du Weldenvarden, abitate dalle creature più magiche di tutti i
tempi, gli elfi, la cui magia è superiore a quella di ogni altra creatura vivente.
Dovete sapere che, al contrario dei nani, essi non mangiano la carne, ma bensì solo bacche,
ghiande, frutta e verdura, che riescono a far crescere con l'uso della magia.
Come!? Come fanno a far crescere le piante con la magia!? Bè in questa maniera…….Un du
evarynìa ono varda!
(Brom estrae un pomodoro o un qualunque altro frutto o verdura disponibile per mostrare che
la magia funziona).
Visto è così che fanno… come!? Volete sapere come ho fatto? Eh eh eh, se velo dicessi non
sarebbe più un segreto e poi non si può utilizzare la lingua degli elfi a sproposito solo loro
possono concedere il permesso a chi non appartiene alla loro razza.
Be ma torniamo a noi…
Dove eravamo rimasti? Ah si ora ricordo! A ovest potete trovare la grande valle Palancar,
abitata dagli uomini e dal malvagio re Galbatorix, ed è proprio qui, nella città di Carvahall che
la nostra storia ha inizio.
Dovete sapere che molto tempo fa sorse una stirpe, quella dei Cavalieri dei Draghi, uomini
potentissimi con il compito di difendere e proteggere il popolo.
Grazie alla pace che essi mantenevano, tutte le creature di Alagaësia vivevano in armonia tra
loro . Ogni cavaliere era legato ad un drago, che era anche il loro più grande amico.
Ma un giorno accadde la disgrazia.
Il drago di Galbatorix, un cavaliere di eccezionale potenza, venne ucciso e lui incolpò i
cavalieri dei draghi come i responsabili della morte del suo drago.
Con l'aiuto di un giovane cavaliere, Morzan, egli si ribellò alla stirpe dei cavalieri e assieme
ad altri dodici rinnegati sconfissero tutti i cavalieri.
Galbatorix divenne così re di tutta Alagaësia, insieme al drago nero che aveva rubato,
facendolo diventare il suo più fedele servitore.
Successe poi che Brom, l’ultimo cavaliere rimasto, rubò al re crudele un uovo di drago per
darlo agli Elfi. Fu solo che, durante un viaggio, questi furono assaliti dal re Galbatorix in
persona e Arya, l’elfa che custodiva l’uovo, riuscì appena in tempo a spedirlo il più lontano
possibile: sulla Grande dorsale, i monti che sovrastavano la città di Carvahall.
Ed è cosi che ha inizio la nostra storia.
[Tempi di recitazione dall’inizio a qui 7’]
ANTEFATTO (capp. 1 – 2)
SCENA 2
PERSONAGGI: Cantastorie,
Arya
Galbatorix
Elfo 1
Urgali 1
Elfo 2
Urgali 2
Cantastorie: Il vento ululava nella notte. Un vento freddo. Tra il buio iniziava a delinearsi una
figura, con sembianza umane e i suoi occhi sembravano incandescenti…una figura tenebrosa,
che incuteva timore: un cavaliere nero.
Era circondato da 12 esseri con le gambe storte e braccia tozze e massicce, due corna
spuntavano dietro piccole orecchie. Erano armati con spade e tondi scudi, e prendevano il
nome di Urgali.
Ma cosa vogliono questi personaggi?
Volevano tendere un agguato ad un’Elfa e alla sua scorta a cavallo. L’Elfa aveva i capelli neri
come ali di corvo, e due occhi splendenti che emanavano una forza irresistibile. Era armata
con spada, arco e faretra. Ansiosamente, portava con sé una bisaccia, che teneva sempre
sottocontrollo.
Galbatorix: Ahrggrr… su avanti, mandria di sporchi mostri… sparpagliatevi!
nascondetevi dietro gli alberi e i cespugli… fermate chiunque si avvicini…sento già nell’aria
il profumo di vittoria…ah! ah! ah!
(scena) in lontananza si sente il verso di un gufo…
Galbatorix: Preparatevi… il momento è vicino … ah! ah! ah! Ora nascondiamoci!
rumori di gemiti degli urgali, risate un po’ ignoranti…
rumore di cavalli in avvicinamento…
entrano l’elfa e i 2 elfi di scorta
Arya: Ragazzi fermatevi! Ho una strana sensazione. (Arya mostra autorevolezza, ma non perde
d’occhio la sua preziosa bisaccia)
Elfo Uno: Vuoi che vada a riprendere i cavalli Arya?
Arya: Forse è meglio, prima ce ne andiamo da qui, meglio è!
Elfo Due: Oh no! Queste sono le impronte di tanti urgali, è una trappola!
Saltano fuori Galbatorix e gli urgali e inizia una lotta
Galbatorix: Ah! Ah! Ah! Ormai è troppo tardi, siete in trappola!
Urgali Uno: Garjzla ! Garjzla! (o altri versi animaleschi a discrezione)
Durante il combattimento gli elfi maschi cadono a terra privi di sensi.
Galbatorix: Prendetela è lei che voglio…
Arya: Non mi prenderete mai …
L’elfa si ritrova circondata dai cattivi
Galbatorix: boetq istalri…. Rendimi ciò che è mio o farai una brutta fine!
Arya: Non mi arrenderò mai …
Gli Urgali la afferrano, ma l’elfa si libera ritrova circondata dai cattivi
Arya: Lasciatemi! … Ho detto lasciatemi…
allunga la mano nella bisaccia e prese un grande zaffiro, lo sollevò in alto , pronunciando
poche parole. e lo lanciò verso la grande dorsale.
Galbatorix: Nooo! Che hai fatto sciocca! La pagherai cara!
Galbatorix colpisce la dama, che cade a terra.
Galbatorix: Ora damigella sarai mia prigioniera! E voi branco di stolti andate a recuperare il mio
prezioso gioiello! … Chissà dove l’avrà mandato?
SCENA 3
PERSONAGGI:
Eragon
Cantastorie
Cantastorie: Già chissà dove la magia e la paura avevano spedito quella strana pietra? Forse oltre
quella foresta, forse lontano o forse vicino? Fatto sta che proprio quella notte sulla Grande
Dorsale si era avventurato Eragon.
Eragon era un giovane ragazzo di 15 anni, quasi 16 che per aiutare la sua famiglia a procurarsi
qualcosa da mangiare ogni tanto si spingeva a cacciare proprio tra i boschi della grande
dorsale
Eragon entra di soppiatto, in punta di piedi, con un arco in mano come se puntasse ad un
cervo che è fuori scena
Eragon: (parlando con se stesso) Feeermo … mi muovo lento … ti sto seguendo da un’ora, mi
spiace ma a casa mia abbiamo fame e quei tuoi prosciutti fanno proprio al caso nostro! … È
arrivato il momento! Ora!
Eragon lancia la freccia, ma il cervo fugge
Eragon: Nooo! Mi sei scappato, che scocciatura. Chissà come la prenderà zio Garrow? Che fatica
dover rincorrere i cervi …
Eragon si accorge della pietra ovale blu, tra l’erba alta
Eragon: … e questa che cos’è?
Mah è solo una pietra … Cosa? Una pietra??? Qui?? Cosa ci fa una pietra qui!?
Mmm … ma che bella! Chissà quanto vale? Magari potrei venderla per comprare della carne
per lo zio Garrow e Roran …
Chissà da dove viene? … e poi? L’ho trovata proprio io, una pietra così speciale, io che
speciale non sono! Chissà a cosa serve? Avrà uno scopo? … e se invece non l’ho trovata per
caso? … se in realtà ero destinato a trovarla?…. ma va!…
È giusto che la prenda io?… ma si! Se l’ho trovata qualcosa vorrà dire, e cioè, che qualcuno
ha capito la mia fatica e mi ha voluto premiare!
La porterò a Carvahall e la userò per pagare la carne! Mmm, la sto già pregustando!
Mmmm….
[Tempi di recitazione dell’antefatto 4’]
STA PER SUCCEDERE QUALCOSA DI GRANDIOSO, SIETE
PRONTI? (INTRODUZIONE)
SCENA 1
PERSONAGGI:
Cantastorie,
Brom (vecchio) entra in scena, cercando a destra e a manca la strada da seguire per
raggiungere i bambini che stava cercando.
Cantastorie: Ah...ma dove saranno finiti!? Ma si…sicuramente si saranno nascosti dietro a quel
cespuglio…( si avvicina al cespuglio) vi ho visti…mah…non sono neanche qui…ma dove si
saranno nascosti… eppure gli abitanti del villaggio mi avevano assicurato che li avrei trovati
qui.
(rivolto ai bambini) scusate nani avete visto dei bambini di umani!? Come siete voi!
No, mi state prendendo in giro… aspettate che guardo meglio, sapete la vecchiaia gioca brutti
scherzi…per tutte le bacche selvatiche e i fiori di camomilla, siete proprio dei bambini di
umani! In effetti pensandoci meglio non potevate essere dei nani, Eh, non avete la barba.
Come!? Chi sono io!? Io sono il cantastorie di Carvahall.
Come?! Dov'è Carvhall! Non vi hanno mai raccontato niente su Carvahall?
Bè allora dovremo rimediare ed incominciare tutto dall'inizio.
Dovete sapere che Carvahall si trova in un mondo magico chiamato Alagaësia, abitato da
tante creature.
A sud-est i monti Beor, le montagne dei nani, grandi costruttori di fortezze ed esperti minatori
sempre alla ricerca di pietre preziose nelle loro caverne. Sapete sanno costruire armi e
armature fantastiche, inoltre la loro cucina è sensazionale, mangiano carne affumicata e
bevono birra fino a scoppiare. Sapete hanno una lunghissima barba, e nonostante siano alti
poco più di un metro arrivano a pesare diverse centinaia di chili.
Al nord le grandi foreste del Du Weldenvarden, abitate dalle creature più magiche di tutti i
tempi, gli elfi, la cui magia è superiore a quella di ogni altra creatura vivente.
Dovete sapere che, al contrario dei nani, essi non mangiano la carne, ma bensì solo bacche,
ghiande, frutta e verdura, che riescono a far crescere con l'uso della magia.
Come!? Come fanno a far crescere le piante con la magia!? Bè in questa maniera…….Un du
evarynìa ono varda!
(Brom estrae un pomodoro o un qualunque altro frutto o verdura disponibile per mostrare che
la magia funziona).
Visto è così che fanno… come!? Volete sapere come ho fatto? Eh eh eh, se velo dicessi non
sarebbe più un segreto e poi non si può utilizzare la lingua degli elfi a sproposito solo loro
possono concedere il permesso a chi non appartiene alla loro razza.
Be ma torniamo a noi…
Dove eravamo rimasti? Ah si ora ricordo! A ovest potete trovare la grande valle Palancar,
abitata dagli uomini e dal malvagio re Galbatorix, ed è proprio qui, nella città di Carvahall che
la nostra storia ha inizio.
Dovete sapere che molto tempo fa sorse una stirpe, quella dei Cavalieri dei Draghi, uomini
potentissimi con il compito di difendere e proteggere il popolo.
Grazie alla pace che essi mantenevano, tutte le creature di Alagaësia vivevano in armonia tra
loro . Ogni cavaliere era legato ad un drago, che era anche il loro più grande amico.
Ma un giorno accadde la disgrazia.
Il drago di Galbatorix, un cavaliere di eccezionale potenza, venne ucciso e lui incolpò i
cavalieri dei draghi come i responsabili della morte del suo drago.
Con l'aiuto di un giovane cavaliere, Morzan, egli si ribellò alla stirpe dei cavalieri e assieme
ad altri dodici rinnegati sconfissero tutti i cavalieri.
Galbatorix divenne così re di tutta Alagaësia, insieme al drago nero che aveva rubato,
facendolo diventare il suo più fedele servitore.
Successe poi che Brom, l’ultimo cavaliere rimasto, rubò al re crudele un uovo di drago per
darlo agli Elfi. Fu solo che, durante un viaggio, questi furono assaliti dal re Galbatorix in
persona e Arya, l’elfa che custodiva l’uovo, riuscì appena in tempo a spedirlo il più lontano
possibile: sulla Grande dorsale, i monti che sovrastavano la città di Carvahall.
Ed è cosi che ha inizio la nostra storia.
[Tempi di recitazione dall’inizio a qui 7’]
ANTEFATTO (capp. 1 – 2)
SCENA 2
PERSONAGGI: Cantastorie,
Arya
Galbatorix
Elfo 1
Urgali 1
Elfo 2
Urgali 2
Cantastorie: Il vento ululava nella notte. Un vento freddo. Tra il buio iniziava a delinearsi una
figura, con sembianza umane e i suoi occhi sembravano incandescenti…una figura tenebrosa,
che incuteva timore: un cavaliere nero.
Era circondato da 12 esseri con le gambe storte e braccia tozze e massicce, due corna
spuntavano dietro piccole orecchie. Erano armati con spade e tondi scudi, e prendevano il
nome di Urgali.
Ma cosa vogliono questi personaggi?
Volevano tendere un agguato ad un’Elfa e alla sua scorta a cavallo. L’Elfa aveva i capelli neri
come ali di corvo, e due occhi splendenti che emanavano una forza irresistibile. Era armata
con spada, arco e faretra. Ansiosamente, portava con sé una bisaccia, che teneva sempre
sottocontrollo.
Galbatorix: Ahrggrr… su avanti, mandria di sporchi mostri… sparpagliatevi!
nascondetevi dietro gli alberi e i cespugli… fermate chiunque si avvicini…sento già nell’aria
il profumo di vittoria…ah! ah! ah!
(scena) in lontananza si sente il verso di un gufo…
Galbatorix: Preparatevi… il momento è vicino … ah! ah! ah! Ora nascondiamoci!
rumori di gemiti degli urgali, risate un po’ ignoranti…
rumore di cavalli in avvicinamento…
entrano l’elfa e i 2 elfi di scorta
Arya: Ragazzi fermatevi! Ho una strana sensazione. (Arya mostra autorevolezza, ma non perde
d’occhio la sua preziosa bisaccia)
Elfo Uno: Vuoi che vada a riprendere i cavalli Arya?
Arya: Forse è meglio, prima ce ne andiamo da qui, meglio è!
Elfo Due: Oh no! Queste sono le impronte di tanti urgali, è una trappola!
Saltano fuori Galbatorix e gli urgali e inizia una lotta
Galbatorix: Ah! Ah! Ah! Ormai è troppo tardi, siete in trappola!
Urgali Uno: Garjzla ! Garjzla! (o altri versi animaleschi a discrezione)
Durante il combattimento gli elfi maschi cadono a terra privi di sensi.
Galbatorix: Prendetela è lei che voglio…
Arya: Non mi prenderete mai …
L’elfa si ritrova circondata dai cattivi
Galbatorix: boetq istalri…. Rendimi ciò che è mio o farai una brutta fine!
Arya: Non mi arrenderò mai …
Gli Urgali la afferrano, ma l’elfa si libera ritrova circondata dai cattivi
Arya: Lasciatemi! … Ho detto lasciatemi…
allunga la mano nella bisaccia e prese un grande zaffiro, lo sollevò in alto , pronunciando
poche parole. e lo lanciò verso la grande dorsale.
Galbatorix: Nooo! Che hai fatto sciocca! La pagherai cara!
Galbatorix colpisce la dama, che cade a terra.
Galbatorix: Ora damigella sarai mia prigioniera! E voi branco di stolti andate a recuperare il mio
prezioso gioiello! … Chissà dove l’avrà mandato?
SCENA 3
PERSONAGGI:
Eragon
Cantastorie
Cantastorie: Già chissà dove la magia e la paura avevano spedito quella strana pietra? Forse oltre
quella foresta, forse lontano o forse vicino? Fatto sta che proprio quella notte sulla Grande
Dorsale si era avventurato Eragon.
Eragon era un giovane ragazzo di 15 anni, quasi 16 che per aiutare la sua famiglia a procurarsi
qualcosa da mangiare ogni tanto si spingeva a cacciare proprio tra i boschi della grande
dorsale
Eragon entra di soppiatto, in punta di piedi, con un arco in mano come se puntasse ad un
cervo che è fuori scena
Eragon: (parlando con se stesso) Feeermo … mi muovo lento … ti sto seguendo da un’ora, mi
spiace ma a casa mia abbiamo fame e quei tuoi prosciutti fanno proprio al caso nostro! … È
arrivato il momento! Ora!
Eragon lancia la freccia, ma il cervo fugge
Eragon: Nooo! Mi sei scappato, che scocciatura. Chissà come la prenderà zio Garrow? Che fatica
dover rincorrere i cervi …
Eragon si accorge della pietra ovale blu, tra l’erba alta
Eragon: … e questa che cos’è?
Mah è solo una pietra … Cosa? Una pietra??? Qui?? Cosa ci fa una pietra qui!?
Mmm … ma che bella! Chissà quanto vale? Magari potrei venderla per comprare della carne
per lo zio Garrow e Roran …
Chissà da dove viene? … e poi? L’ho trovata proprio io, una pietra così speciale, io che
speciale non sono! Chissà a cosa serve? Avrà uno scopo? … e se invece non l’ho trovata per
caso? … se in realtà ero destinato a trovarla?…. ma va!…
È giusto che la prenda io?… ma si! Se l’ho trovata qualcosa vorrà dire, e cioè, che qualcuno
ha capito la mia fatica e mi ha voluto premiare!
La porterò a Carvahall e la userò per pagare la carne! Mmm, la sto già pregustando!
Mmmm….
[Tempi di recitazione dell’antefatto 4’]
IL MIO AMICO È UN DRAGO [AMICIZIA] (capp. 5-9)
Cantastorie: Dopo essere tornato a casa Eragon si precipita subito dal macellaio Sloan, ma non
riesce a barattare la pietra per la carne. Accorre in suo aiuto il suo amico Horst che allertato da
Katrina, figlia di Sloan, si offre di pagare la carne per il ragazzo e la sua famiglia. Così
Eragon ritorna a casa con la carne e la pietra blu.
Il giorno seguente Eragon, suo cugino Roran e lo zio Garrow, si recarono in paese per
scambiare la pietra con una ingente somma di denaro. Però le trattative non andarono per il
meglio e ancora una volta Eragon dovette tenersi la pietra misteriosa.
Prima di tornare a casa Eragon incontra Brom, il cantastorie del villaggio, mentre raccontava
una storia avvenuta anni e anni orsono. Essa parlava dell'origine di Alagaësia e della nascita
dei Cavalieri dei Draghi, di come erano stati traditi e come Galbatorix era riuscito a diventare
il re di Alagaësia, sopprimendo la stirpe dei cavalieri con l'aiuto dei rinnegati.
SCENA 7
PERSONAGGI: Cantastorie,
Roran
Eragon
Saphira (attrice o pupazzo)
Eragon è a letto, con la pietra tra le mani, prova a sentire i diversi suoni che fa se
battuta con materiali diversi e prova ad aprirla, senza ottenere risultati
Eragon: Bene, proviamo a sentire che suoni fa la pietra se la colpisco con materiali diversi …
Sarà davvero cava? Cosa c’è dentro? (Una sorpresa su 5?) Mah!? Per essere dura è dura!
Mi sa che è meglio andare a dormire, ci penserò domani.
Il ragazzo si addormenta, ma viene svegliato nel sonno di soprassalto da dei rumori
come squittii (vedi eventuali allegati sonori), pigolii ed impugna per la paura un
coltello.
Eragon: Ma cosa sono questi rumori? Topi? Che suoni strani, non ne avevo mai uditi così. Boh?
Ora tutto tace, tornerò a dormire. (Quando Eragon si corica sopraggiungono altri rumori)
Che succede? Sarà mica … ? No … è impossibile? ( altri rumori) … eppure … Sembra
quasi.. la pietra! Sta a vedere che è proprio la pietra! Mah?! Oppure mi sono immaginato tutto
… Si sa, la stanchezza gioca brutti scherzi. Devo aver lavorato di fantasia, meglio rimettersi a
dormire.
I rumori riprendono e Eragon si sveglia nuovamente un po’ arrabbiato
Eragon: Ma basta! Che cos’è che fa tutto questo rumore? ...
La pietra/uovo cade e ne sguscia fuori un drago. (si potrebbe far cadere dietro al letto, e da
lì qualcuno potrebbe muovere un pupazzo a forma di drago. Oppure si può non mostrare il
drago, ma affidarsi alle parole e le espressioni di Eragon. Oppure si potrebbe fare un
costume da drago per un attrice piccola)
Eragon: (Stupito) Non è possibile, … la … la pietra era un uovo! (Sorpreso e contento) … Un
uovo … di drago! Che sballo!
Bello cucciolino, vieni dal dado!
Eragon allunga una mano per toccare il cucciolo, ma rimane come bruciato.
Eragon: (urlando) Ahh brucia! L’ho appena toccato e mi sono bruciato la mano! Non riesco più
neanche a muovermi per il male. (Guardandosi poi la mano scopre spaventandosi che sul
palmo si è formata una macchia bianca a forma di ovale) … e questo segno … che male, mi è
anche rimasto il segno della bruciatura! Però è strano, non sembra per niente uguale alle altre
bruciature! Questa è d’argento e ha una misteriosa forma ovale … non è il segno di una
bruciatura comune, meglio non farlo vedere in giro….lo coprirò con un guanto!
Il drago cerca di toccarlo, lui scappa ma poi incerto lo accarezza e il drago si lascia
accarezzare, ma di tanto in tanto pigola per la fame.
Eragon: Sai, mi hai fatto male, ma sei davvero carino. Da come pigoli, mi sa che sarai molto
affamato …
Eragon esce dalla scena tornando subito con della carne per il cucciolo. Il drago dopo
aver consumato il pasto fa le fusa a Eragon
Eragon: Mi hai tenuto sveglio tutta la notte, ma penso che diventeremo buoni amici, e per un
amico si può fare questo ed altro!
Un drago … è incredibile! Chissà quante cose potremmo fare insieme? Certo che se l’impero
ti scoprisse, potremmo essere tutti condannati a morte. Forse farei meglio ad ucciderti? … Ma
come potrei tu sei già mio amico! Non potrei mai farti del male, a costo della mia stessa vita!
Ti terrò nascosto! Nessuno se ne accorgerà in questa regione sperduta! Ti alleverò volentieri,
ma dovrò farlo di nascosto!
Entrambi si addormentano.
Cantastorie: Quando Eragon si risvegliò, il mattino seguente trovò il draghetto già sveglio che lo
guardava con curiosità. Eragon si vestì in tutta fretta e usci a portare il cucciolo in un posto
segreto, nella foresta. Li gli preparò una tana e un guinzaglio, così che non scappasse.
Entra Eragon con il drago al guinzaglio, lo lega da qualche parte.
Eragon: Finché resterai qui, non ti succederà niente, ma mi raccomando … resta qui! Va bene?”
Eragon torna a casa e incontra Roran.
Roran: Cos’era tutto quel rumore di stanotte?
Eragon: Rumore? Io no non ho sentito niente! (in tono canzonatorio) Avrai sentito le campane
sognando la tua bella!
Roran: Spiritoso! Andiamo piuttosto a lavorare che mio padre già ci aspetta!
I due cugini escono di scena ed entra il cantastorie.
Cantastorie: Eragon lavorò nei campi con zio Garrow e Roran per tutto il giorno, ma il suo
pensiero andava continuamente al draghetto. Temeva di non avergli lasciato abbastanza cibo,
o peggio ancora che qualcosa sentendolo pigolare si fosse avvicinato per mangiarlo. Così
appena ebbe finito il lavoro tornò nella foresta per controllare. Fortunatamente non era
successo alcunché di negativo, anzi il drago si era spostato e da solo era riuscito a catturare
qualche preda per pranzare.
Eragon va dal cucciolo.
Eragon: Vedo che sei riuscito a procurarti il cibo da solo, sei bravissimo! Ma mi raccomando,
non esporti troppo al pericolo, in questa foresta ci sono animali pericolosissimi ed io non
voglio che ti accada nulla di male!
Cantastorie: Tornando a casa, a cena e durante la notte Eragon non smetteva mai di pensare al
suo nuovo amico. Si preoccupava per lui, si chiedeva come poteva fare per aiutarlo a crescere
in tutti i sensi, nel corpo, nel cuore e nello spirito. Non aveva grandi idee, ma sapeva che
avrebbe fatto qualunque cosa per il suo amico.
Nei giorni successivi Eragon tornò sempre dal drago, tanto che ben presto le sue visite a
divennero una piacevole abitudine per entrambi. Garrow e Roran provarono a chiedergli
perché trascorreva tanto tempo fuori, ma lui tutte le volte riusciva a cambiare discorso.
In poche settimane il drago raddoppiò le sue dimensioni, cresceva a vista d’occhio, anche
grazie all’attenzione e alla cura del suo amico umano.
Ma un bel giorno successe qualcosa di incredibile, Eragon si accorse che dentro il suo cuore e
nella sua mente riusciva a sentire gli stessi sentimenti e le sensazioni che provava il drago.
D’altra parte anche il cucciolo capiva da subito quello che il suo amico umano voleva
comunicargli, prima ancora che lui parlasse. I due impararono a leggersi nel pensiero.
SCENA 8
PERSONAGGI: Cantastorie,
Eragon
Saphira (attrice o pupazzo)
Brom (che sarebbe il cantastorie, nono camuffato. Quando sono in scena
contemporaneamente si può camuffare un altro attore.)
Eragon passeggia per il villaggio per andare da Brom
Eragon: Oggi ho deciso di venire in città per chiedere a Brom, il vecchio cantastorie, delle
informazioni sui draghi. Lui saprà sicuramente molte cose. Se riesco a scoprire qualcosa di
più sui draghi, potrò mettere al corrente Garrow e Roran sul mio drago! Ecco, la casa di Brom
è proprio qua!
Il ragazzo bussa alla porta ed entra da Brom
Brom: Accomodati giovanotto. In che cosa posso esserti utile?
Eragon: Salve signore avrei delle domande da porle, piccole curiosità, nulla di serio, ma penso
che solo lei abbia le risposte che cerco.
Brom: Spero di no! Sai ragazzo, nella vita è molto più importante avere delle domande che
trovare risposte. Comunque dimmi …
Eragon: (impacciato) Sì dunque …. Volevo sapere … sui Cavalieri dei Draghi, come hanno
cominciato, perché sono importanti, da dove vengono i draghi?
Brom: Una domanda per volta, ragazzino!! Dunque cominciamo dal principio. I draghi sono qui
da sempre, da molto prima della venuta degli uomini. Prima che arrivassero gli elfi, erano
solo loro e i nani ad abitare questa terra. Poi, quando arrivarono gli elfi, iniziò una guerra tra
questi e i draghi, che non si concluse finchè un giovane elfo, di nome Eragon …
Eragon: (sorpreso) Si chiamava proprio come me?
Brom: … Sì ragazzo, hai un nome importante! … dicevo che questo elfo trovò un uovo di drago
e lo allevò. Insieme lui e il suo drago riuscirono a fare comunicare le due razze portando la
pace e armonia fra i due popoli e venne istituito l’ordine dei cavalieri dei draghi.
Eragon: E … e … Quanto sono grandi i draghi?
Brom: Più di una casa, e non smettono mai di crescere. E considera che possono vivere molto,
molto a lungo, perché i draghi muoiono solo se uccisi o se muore il loro cavaliere, cosa che
non succede secondo la normale lunghezza della vita umana, perché i draghi sono magici e
influenzano tutto ciò che li circonda, compreso il loro cavaliere …
Eragon: … Come i draghi influenzano la vita dei loro amici?
Brom: Innanzitutto la vita dei cavalieri diventava più lunga; poi il loro fisico si fortificava e
diventava più resistente; la vista più acuta, le orecchie più attente. Col tempo le orecchie dei
cavalieri umani diventarono più appuntite, quasi come quelle degli elfi!
Eragon di scatto si tocca le orecchie per sentire se sono cambiate
Brom: Tutto bene ragazzo, perché sei scattato?
Eragon: No! Nulla, è quasi ora che io vada, ma prima potrebbe dirmi dei nomi di draghi? Così
per curiosità.
Brom: Certo … (meditabondo) Dunque … c’erano Jura, Hìrador, Metatrone, Briam, Gagliardo,
Paraclitus e altri nomi maschili, per le dragonesse c’era Noà, Dolkenera, Venidomine, Turris
Eburnea … e … Saphira. Ma ora mi devi spiegare perché tanta curiosità.
Eragon: Mi spiace, ma devo proprio andare…grazie ancora signor Brom, è stato gentilissimo!
Eragon esce da casa di Brom e si dirige verso la foresta da Saphira.
Eragon: Brom ha detto che i draghi sono magici e con la loro magia influiscono anche sui loro
cavalieri. (perplesso e rassegnato) Il mio drago sta già sconvolgendo la mia vita, prima mi è
entrato nella mente e presto o tardi cambierà anche il mio corpo!
Eragon davanti a Saphira.
Eragon: Ciao amico è arrivato il momento di trovarti un nome. Che ne dici di “Gagliardo” o
“Metatrone”, o “Jura”, Briam? … No mi sa che nessuno di questi ti piace, eppure sono dei bei
nomi per un dragone … a meno che … a meno che tu non sia … una dragonessa. Sei una
femmina? (sorpreso e contento) Sììì, sei una dragonessa! Allora il tuo nome potrebbe essere
… “Noà”? “Turris Eburnea”? “Dolkenera”? aspetta ce n’era un altro bello … Com’era già …
? Ah sì, “Saphira”! Vedo che ti piace! D’ora in poi il tuo nome sarà Saphira!
Cantastorie: Il nome Saphira piaceva molto alla dragonessa e l’amicizia tra il ragazzo e il drago
si fortificava ogni giorno di più e spesso riuscivano a comunicare con la mente anche a
distanze notevoli. A casa invece tutto si preparava a cambiare, Roran aveva deciso di andare
a Therinsford a lavorare da un mugnaio, per guadagnare i soldi sufficienti per farsi una casa e
sposare Katrina.
Questo ad Eragon dispiaceva molto, Roran era come un fratello per lui e pensava che non si
sarebbero mai divisi. Ma in cuor suo sapeva che questo era il suo bene, così condivideva con
Saphira il dispiacere, ma a casa cercava di farsi vedere contento. Era sempre pronto ad
incoraggiare il cugino, perché era certo che quella era la sua strada!
CAVALIERE O CODARDO [RESPONSABILITÀ] (capp. 10-15)
Cantastorie: Dopo aver riportato a casa la pietra, senza aver scoperto cosa in realtà fosse, Eragon
si corica, ma viene svegliato da strani rumori. Gli sembra impossibile, ma si accorge che il
frastuono proviene proprio dalla misteriosa pietra blu, la quale ad un tratto si schiude
liberando un piccolo drago. Eragon prova ad accarezzarlo, ma al contatto viene scottato e
sulla sua mano si forma una strana cicatrice argentata a forma di spirale. Il mattino seguente si
reca nel bosco dove costruisce una tana per il suo nuovo amico. Nel pomeriggio si reca a casa
di Brom il cantastorie per farsi raccontare qualcosa di più sui draghi: come farli crescere,
quale era la loro storia, ma soprattutto quali erano i nomi da dare ad un Drago. Eragon ritorna
dal cucciolo e cerca di capire quale nome gli piaccia. Intuisce che il drago è una femmina ed
insieme decide di chiamarla Saphira. Ogni giorno il ragazzo fa visita alla dragonessa e tra i
due cresce un’amicizia davvero speciale. Presto scopre di poter comunicare con lei tramite i
pensieri.
SCENA 9 (La scena si svolge per esterni, dall’uscio di casa di Garrow, fino a Carvahall)
PERSONAGGI: Cantastorie (sta buonino al lato del palco in attesa che arrivino le sue
battute)
Eragon,
Roran,
Garrow
Roran: (seduto, si sta allacciando gli stivali. A terra c'è il grosso zaino) Babbo, vieni con noi?
Eragon: Sì zio, vieni con noi!
Garrow: è meglio di no …
Roran: A me farebbe molto piacere se ci accompagnassi!
Eragon: E per un giorno potresti lavorare solamente di pomeriggio!
Garrow: No, è meglio così … (rivolgendosi a Roran) Hai preso tutto?
Roran: Direi di sì.
Eragon: Sì zio, vieni con noi!
Garrow: (annuendo ed estraendo dalla tasca un borsellino di monete che porge a Roran) Li ho
messi da parte per te… Non è molto, ma ti basterà se desideri comprare qualche gingillo…
Roran: Grazie, ma non sprecherò il mio denaro in cose superflue.
Garrow: Fa' come vuoi; sono tuoi… Non ho altro da darti, tranne la mia benedizione... Accettala,
se vuoi, per quello che vale…
Roran: (con la voce rotta dall'emozione) Sarò onorato di riceverla!
Garrow: (Lo bacia sulla fronte, poi si volta e dice con voce stentorea) Ho parole per tutti e due,
poiché entrambi vi state affacciando sul mondo. Fatene tesoro, perché vi saranno utili nella
vita… (fissa i ragazzi con sguardo severo) Per prima cosa, non permettete a nessuno di
dominare la vòstra mente o il vostro corpo. Badate che i vostri pensieri siano sempre liberi.
Un uomo può essere libero, eppure vivere in ceppi peggiori di quelli che ha uno schiavo. Non
date agli altri solo la vostra attenzione, ma il vostro cuore. Mostrate rispetto per chi possiede il
potere, ma non seguitelo ciecamente. Commentate con logica e raziocinio, ma non giudicate.
Non considerate nessuno superiore a voi, qualunque sia il suo rango. Tenetevi strette le vostre
convinzioni, e gli altri vi ascolteranno. (prosegue in tono più lento) Per quanto riguarda le
questioni d'amore, il mio unico consiglio è di essere onesti. Questo è il vostro strumento più
potente per schiudere un cuore e garantirvi il perdono.
Vivete sempre in modo responsabile! (Tace, alquanto compiaciuto del proprio discorso.
Prende lo zaino di Roran) Ora figlio mio andare. L'alba è vicina …
Roran: (s’infila lo zaino in spalla e abbraccia Garrow) Tornerò il prima possibile!
Garrow: Bene! Ma adesso vai, e non preoccuparti di noi…
Cantastorie: I ragazzi e Garrow si separarono a malincuore. Eragon e Roran uscirono di casa,
poi si voltarono e lo salutarono con la mano. Garrow ricambiò il saluto con la mano ossuta; i
suoi occhi tristi seguirono i ragazzi che si avviavano sul sentiero. Dopo un lungo istante
chiuse la porta…
Roran: (si ferma, in tono cupo) Questo è tutto il nostro mondo…
Eragon: (si guarda indietro a contemplare la fattoria) Un bel mondo, però…
Roran annuisce, poi raddrizza le spalle e s'incammina
Cantastorie: Era ancora prestò quando giunsero a Carvahall, ma trovarono la bottega del fabbro
già aperta…
Eragon e Roran rientrano
Eragon: Me ne vado subito! (abbraccia forte Roran e gli dice addio).
Roran: (sorpreso) Non resti ancora un po’?!?
Eragon: (reprimendo una risata) Non ho niente da fare qui, e non voglio vederti partire!
Roran: (perplesso) D'accordo. Immagino che questa sia l'ultima volta che ci vedremo per
parecchi mesi…
Eragon: (asciutto) Sono convinto che passeranno in fretta! Abbi cura di te e torna presto! (lo
abbraccia ancora e si allontana dalla bottega)
Eragon e Roran escono
[Tempi di recitazione della scena 9: 4’ circa]
SCENA 10 (Siamo sempre per le strade di Carvahall)
Eragon
Brom
PERSONAGGI: Cantastorie,
Sloan*
Ra’zac uno*
Ra’zac due*
*a meno che non si lasci la scena al racconto del cantastorie facendo immaginare ai bambini
quel che succede
Cantastorie: Mentre tornava a casa, Eragon sentì una voce sibilante provenire da dietro una casa.
Per quanto avesse un buon udito, dovette fare uno sforzo per cogliere le parole… Eragon
riconobbe la voce di Sloan, e capi subito che stava confabulando con qualcuno dell’uovo del
drago, e di lui… Spiò da dietro l'angolo. In mezzo alla strada c'erano due uomini alti, con
lunghi mantelli neri, il volto coperto dal cappuccio e le mani guantate… Uno degli stranieri lo
vide e lanciò un eloquente grugnito al compagno. Si volsero di scatto, pronti all'attacco...
Eragon trattenne il fiato, in preda a un terrore mortale. Il suo sguardo rimase inchiodato sui
volti nascosti, mentre un potere immenso s'impadroniva della sua mente e gli impediva
qualsiasi movimento... Non so cosa sarebbe successo se Brom non fosse intervenuto…
Eragon avvicina l’orecchio ad un muro e sgrana gli occhi, poi si accorge che i ra’zac lo
vedono e si sente male, ma subito si avvicina Brom, che però ignora il pericolo.
Brom: Eragon! (il ragazzo trasale nel sentirsi chiamare).
Gli stranieri si bloccano, scoccano un’ultima occhiata a Eragon poi scivolano via. Eragon
crolla a terra, tremante
Brom: (tendendogli la mano e aiutandolo ad alzarsi) Ragazzo, che ti prende? Ti senti bene?
Eragon: (deglutendo, annuendo senza parlare e guardandosi intorno in cerca di qualcosa di
insolito) All'improvviso ho avuto un capogiro ... ora è passato … Strano, non so come sia
successo…
Brom: Ti rimetterai, ma forse è meglio che te ne torni a casa!
Eragon: (preoccupato) Hai ragione. Forse sta arrivando una malattia…
Brom: Allora per te non c'è posto migliore di casa! È una lunga camminata, ma una volta
arrivato, sono sicuro che ti sentirai meglio! Vieni, ti accompagno sulla strada!
Eragon: Perché mi stava cercando?!?
Brom: (stringendosi nelle spalle) Pura curiosità … Ho saputo che eri in città e mi chiedevo se ti
erano servite le informazioni sui draghi …, ma ora è meglio che torni a casa!
Accompagnandolo con la mano Brom gli sfila accidentalmente il guanto, che cade a terra
Brom: (chinandosi a raccoglierlo, scusandosi) Che sbadato! Tieni il tuo guanto. (lo porge a
Eragon)
Non appena Eragon lo prende, Brom gli stringe il polso e lo gira di scatto per guardare
l’ovale argenteo sul palmo del ragazzo. Gli occhi di Brom scintillano, ma lascia che Eragon
ritragga la mano e si rimetta il guanto.
Brom: Cos’hai sulla mano?
Eragon: (borbottando, turbato, e avviandosi di corsa) … mi spiace, ma devo correre a casa,
arrivederci!
Eragon fugge via verso casa sua
Cantastorie: Mentre correva verso casa per allertare Garrow dell’imminente pericolo, Eragon,
con la mente, avvertì Saphira dell’accaduto. La dragonessa restò sgomenta, in preda al panico,
raggiunse il ragazzo, lo prese tra gli artigli e lo portò in una radura lontana. Eragon non
riusciva a capire le ragioni del gesto di Saphira, perché la sua mente era come un muro e per
la prima volta non riusciva a comunicare con lei. Per tutta la notte tentò di convincerla a
riportarlo indietro, ma lei ribadiva di avere una responsabilità nei suoi confronti, e che in quel
caso la fuga rappresentava l’unico modo per potersi salvare da quei due mostri.
Stava già sorgendo l’alba quando Eragon finalmente riuscì a convincer Saphira a riportarlo
alla fattoria, ma al loro ritorno trovarono una terribile sorpresa.
La casa era distrutta dalle fiamme e lo zio Garrow giaceva moribondo tra le macerie.
Probabilmente era stata opera di quei due uomini oscuri che parlavano con Sloan.
Con l’aiuto della dragonessa il ragazzo cercò di portare lo zio a Carvahall, ma purtroppo non
c’era più nulla da fare.
Horst, il fabbro, e sua moglie accolsero il ragazzo in casa con loro e tutti i compaesani
cercavano di confortarlo, ma da quel momento le cose non sarebbero più state le stesse. Dopo
un dolore così grande, Eragon non potè fare a meno di cominciare ad interrogarsi sul suo
futuro …
Una notte mentre piangeva nel suo letto, con il pensiero, si confronto con Saphira su ciò che
avrebbe potuto fare …
[Tempi di recitazione della scena 10: 3’ circa]
SCENA 11 (Siamo sempre per le strade di Carvahall)
PERSONAGGI: Cantastorie,
Brom
Eragon
Saphira (voce fuori campo)
Eragon: Non posso vivere così! Garrow se n'è andato per sempre! E quando arriverà il mio
momento, anch’io incontrerò lo stesso fato. Gli affetti, la famiglia, le conquiste... tutto ti viene
strappato via, senza lasciarti niente. Qual è il valore di ciò che facciamo?
Saphira: Il valore consiste nell’atto. Il tuo valore ha fine quando ti arrendi e non provi più il
desiderio di cambiare, di vivere la vita. Hai parecchie strade davanti a te: scegline una e
dedicati a essa anima e corpo. Saranno le azioni a darti una nuova speranza e un nuovo scopo.
Eragon: Ma che cosa posso fare?
Saphira: Quello che fai, fallo bene! L'unica vera guida è il tuo cuore. Nulla può aiutarti, se non il
suo desiderio supremo: la voglia di tornare ad essere felice e far si che altri possano essere
felici.
Eragon: Nel mio cuore ora c’è tanto dolore e una gran rabbia! Cosa dovrei fare, inseguire gli
stranieri e vendicare la morte di mio zio?
Saphira: Non credo che dolore e rabbia possano essere buoni consiglieri, di solito ci fanno agire
impulsivamente e quindi sbagliamo, ma sicuramente è arrivato per te il momento di lasciare
tutto e intraprendere un nuovo cammino!
Eragon: (traendo un profondo, ma tremante respiro) Perché?
Saphira: Ho riflettuto molto negli ultimi giorni, e ho capito che cosa significa essere drago e
Cavaliere. Il nostro destino tentare l'impossibile, realizzare grandi imprese senza timore;
mettere al servizio dei più deboli le nostre capacità e le nostre energie. È la nostra
responsabilità per oggi e per il futuro.
Eragon: Non m’importa quel che dici; non sono buoni motivi per partire! Io qui sono nato e
cresciuto, questa è la mia casa e la mia vita.
Saphira: La gente comincia a sospettare della mia presenza. Hanno trovato le mie impronte. Se
restiamo mi scopriranno; e poi, niente più ti lega a questi luoghi. Non è questa la tua casa, ne
la tua famiglia ...
Eragon: (con foga) … ma Roran non è morto!
Saphira: Se resti, dovrai spiegargli che cosa è successo davvero. Lui ha il diritto di sapere come e
perché suo padre è morto. Che cosa credi che farà quando saprà di me?
Eragon: … ma come farò? … Avrò la forza di affrontare tutto questo?
Saphira: Avrai me.
Cantastorie: Eragon allora si alzò. La decisione era impegnativa, ma sapeva che doveva
andarsene da Carvahall, perché gli abitanti iniziavano a fare troppe domande, e lui non voleva
che scoprissero Saphira. Si vestì in fretta e prese poche cose, non era certo di oggetti che
avrebbe avuto bisogno. Uscì di casa prima che sorgesse il sole. Non sapeva di preciso dove
sarebbe andato, ma aveva la certezza che non poteva più vivere solo per se stesso e che da ora
la sua vita sarebbe stata al servizio dei più deboli. Passando per i vicoli si accorse che
qualcuno lo stava seguendo, affrettò il passo finchè non pensò di aver seminato l’inseguitore,
ma non appena fu uscito da Carvahall venne fermato da Brom …
Brom: Vai da qualche parte?!? Vuoi scappare ancora prima che Garrow sia seppellito?
Eragon: (urlando) Non sono affari tuoi! Perché mi hai seguito?
Brom: Spero piuttosto che tu abbia abbastanza carne per il tuo drago …
Eragon: Ma di che cosa parli?!?
Brom: (incrociando le braccia) Non mi inganni. So come ti sei procurato quel segno sulla mano,
il gedwëy ignasia, il palmo luccicante: hai toccato un cucciolo di drago. So perché sei venuto
da me con tutte quelle domande, e so che ancora una volta i Cavalieri vivono.
Eragon: (in tono sommesso) Come l'hai scoperto?
Brom: C’erano tracce e indizi dappertutto; sono solo stato molto attento. Chiunque con le giuste
informazioni ci sarebbe arrivato. Ora, dimmi come sta il tuo drago?
Eragon: La mia dragonessa! Si chiama Saphira e sta bene. Non eravamo alla fattoria quando
sono arrivati gli stranieri.
Eragon: (rivolto a Saphira) Chissà che Brom non lavori per gli stranieri? Forse vogliono che lui
scopra dove voglio andare per poterci tendere un agguato. Vieni Saphira!
Saphira: No … resterò a guardarvi per un po’ svolazzando sulle vostre teste.
Eragon: Cosa?
Brom: (con uno strano sorriso sulle labbra) Le ho parlato, e lei ha acconsentito a restare in volo
finché non avremo appianato i nostri contrasti. Come puoi vedere, non hai altra scelta se non
rispondere alle mie domande. Adesso dimmi, dove hai intenzione di andare?!?
Eragon: (sbigottito tra se e se, ma rivolto verso il pubblico) Come fa Brom a parlare con
Saphira? (rivolto verso Brom) Voglio inseguire gli stranieri ed evitare che possano ancora far
del male.
Brom: (con tranquillità) Un’impresa ardua per un ragazzo così giovane. Certo un impegno
encomiabile, che saprai come portare a termine. Tuttavia, ho idea che un piccolo aiuto non ti
sarà d’intralcio, e poi si sa noi vecchi, in quanto saggi, abbiamo una responsabilità educativa
nei confronti di voi giovani.
Eragon: Perché vuoi venire con me?
Brom: Ho un certo interesse nel mantenerti vivo!
Eragon: Che cosa significa?
Brom: Per farla breve, sono un cantastorie, e si da il caso che tu rappresenti per me una gran bella
storia. Sei il primo Cavaliere al di fuori del controllo del re in oltre cento anni. Che cosa
succederà? Morirai come un martire? Ti unirai ai Varden? O ucciderai re Galbatorix?
Domande affascinanti, E io sarò lì a testimoniare ogni tuo passo costi quel che costi.
Eragon: (verso il pubblico) Mi sta davvero offrendo il suo aiuto, o è una trappola? Brom ha
convinto Saphira a fidarsi di lui, e hanno parlato attraverso la mente. Se lei non è preoccupata
... (rivolto verso Brom) Non mi serve aiuto, ma se vuoi venire...
Brom: Sono certo che non te ne pentirai, anzi per arricchire la storia ci vorrebbe una spada
speciale …
Brom tira fuori un fagotto tutto bendato e comincia a dipanare la stoffa, un lembo alla volta,
come se fossero le bende di una mummia. Dal fagotto estrae una bellissima spada rossa e la
porge ad Eragon. Che rimane sbalordito.
Brom: Un tempo questa era l'arma di un Cavaliere. Quando un Cavaliere terminava
l'addestramento, gli elfi gli facevano dono di una spada. Questa spada si chiama Zar'roc.
Considerala tua, credo proprio che ti servirà.
Eragon: Non so come ringraziarti
Brom: Speriamo piuttosto che resti sempre affilata e ora andiamo, prima che qualcuno venga a
cercarti.
I due escono di scena
[Tempi di recitazione della scena 11: 4’ circa]
LE VERITÀ NASCOSTE [RADICI] (CAPP. 15-22)
Cantastorie: Il cugino di Eragon, Roran, aveva deciso di partire per un paese non troppo vicino,
per lavorare come fornaio, così da guadagnare un po’ di soldi per costruirsi una casa e sposare
Katrina. Dopo aver salutato il padre si fa accompagnare dal cugino all’appuntamento. Ma
prima di tornare alla fattoria Eragon si accorge che due loschi figuri stanno cercando
informazioni sulla sua pietra blu, e li vede parlare con Sloan, il macellaio, il quale indirizza i
due stranieri verso casa sua. Eragon corre subito verso casa per avvisare suo zio, ma Saphira
spaventata per quei due stranieri lo raggiunge volando, e dopo averlo afferrato con le zampe
lo porta via. Il giorno seguente i due tornano alla fattoria, ma trovano la casa distrutta e lo zio
Garrow morto. In preda a rabbia e dolore Eragon e Saphira decidono di partire
all'inseguimento degli stranieri, ma si imbattono in Brom che si offre di accompagnarli.
SCENA 12 (La scena si svolge nella foresta dove si sono accampati la notte: alberi, 2 tende
dove hanno dormito, 2 ciotole x l colazione e qualcosa da mangiare)
PERSONAGGI: Cantastorie,
Brom
Eragon
Saphira (attrice o pupazzo)
La scena si apre con Eragon che dorme, Brom gli sta preparando la colazione.
Eragon: (sbadiglia) Buongiorno Brom.
Brom: Buongiorno ragazzo.
Eragon: Brom, tu che conosci tante storie e tante leggende … mi sai dire chi erano quei due
loschi figuri che mi hanno fatto questo?
Brom: Si chiamano Ra'zac. Nessuno sa se sia il nome della loro razza. I Ra'zac non si sono mai
visti prima dell'ascesa al potere di Galbatorix. Non sono umani. Quando ho intravisto la testa
di uno di loro, mi è sembrato di scorgere un becco e occhi neri grandi quanto il mio pugno.
Quanto ai loro poteri, sono più forti di qualunque uomo e possono fare salti di incredibile
altezza.
Eragon: Pensi che li troveremo?
Brom: Se non li troviamo noi, ci troveranno loro!
Eragon si alza come per interrompere la conversazione, poi prende un panno dallo
zaino e lo mostra a Brom
Eragon: Ho un po’ di pelle nello zaino, vorrei fare una sella per cavalcare Saphira.
Brom: Sai, i draghi usavano due tipi di selle. Le prime erano dure, sagomate come una sella per
cavalli. Ma per farle ci vogliono tempo e attrezzi adatti. Le altre erano più sottili, nient'altro
che uno strato imbottito fra il Cavaliere e il suo drago. Si usavano quando era necessario
essere rapidi e mobili, anche se non erano comode come quelle sagomate.
Eragon: Sai com'erano fatte?
Brom: Meglio: posso fartene una.
Eragon: Grazie!
Brom: Ma tu stai attento: un giorno potresti aver bisogno di fartela da solo.
Mentre Borm lavora e il ragazzo lo aiuta il cantastorie spiega …
Cantastorie: I due amici finirono in fretta la colazione e trascorsero buona parte della giornata a
confezionare la sella. Con il permesso di Saphira, Brom le prese le misure del collo e del
torace. Poi ricavò cinque strisce da una delle pelli, e sulle altre disegnò e ritagliò una decina di
sagome. Ogni nastro di pelle era lungo più del necessario, affinché la sella si adattasse alla
dragonessa anche nei mesi a venire. La parte principale della sella era composta da tre parti
identiche, cucite insieme e imbottite.
Eragon: Hai fatto un ottimo lavoro
Brom: Ho cercato di fare del mio meglio, dovrebbe andarti bene; la pelle è abbastanza robusta.
Saphira: Non vuoi provarla?
Eragon: Magari domani
Brom: Pensavo che domani potremmo partire, ti senti pronto?
Eragon: (malinconico) Già, domani lascerò il mio paese e le mie radici!
Brom: Avremo bisogno di cavalli.
Eragon: Tu, forse, ma io ho Saphira.
Brom: Non esiste cavallo al mondo che possa tenere dietro a un drago volante, e Saphira è troppo
giovane per portarci entrambi. E poi sarà più sicuro se viaggiamo insieme, e a cavallo faremo
prima che a piedi.
Eragon: Forse hai ragione, ma io non ho soldi, e non voglio rubare, è sbagliato.
Brom: Tranquillo ragazzo, ho abbastanza soldi per entrambi.
I due escono di scena
Cantastorie: Il mattino seguente l’alba era grigia, spazzata da un vento tagliente. La foresta era
silenziosa. Dopo una leggera colazione. Brom ed Eragon spensero il fuoco e si misero gli
zaini in spalla, pronti a partire. Eragon legò l'arco e la faretra a un lato dello zaino per poterli
raggiungere facilmente in caso di necessità. Saphira accettò la sella; l'avrebbe portata finché
non avessero trovato i cavalli. Eragon fissò a lungo il paesaggio che stava per lasciare, fino ad
ora era stata tutta la sua vita. La casa dove era nato, il prato dove giocava da bambino, le mura
che lo avevano visto crescere, i ragazzi suoi coetanei che ben conosceva. In cuor suo si
chiedeva se mai un giorno sarebbe potuto tornare.
Viaggiavano in silenzio, concentrati sull'andatura. Di tanto in tanto Eragon faceva qualche
domanda e il cantastorie rispondeva ben lieto di poter insegnare la storia dei grandi cavalieri
al giovane apprendista. In un certo senso quelle erano le sue nuove radici.
Eragon talvolta sorrideva pensando a quanta conoscenza possedeva quello che per lui era
sempre stato un povero vecchio cantastorie, mezzo pazzo.
Rientrano in scena Eragon e Brom
Brom: Sai, quando un drago depone l'uovo, il piccolo all'interno è già pronto a nascere, ma
aspetta per anni finché non trovano la persona destinata a essere il loro Cavaliere.
Eragon: Vuoi dire che Saphira avrebbe potuto anche non nascere davanti a me?
Brom: È possibile, se non le fossi piaciuto.
Brom improvvisamente si prepara ad un combattimento, lancia un bastone ad Eragon
affinché possa difendersi e lo sfida.
Brom: In guardia!
Eragon: Come? (rivolto verso Saphira, cioè al pubblico) Non ci credo, a forza di raccontarmi di
cavalieri, il vecchietto si è infervorato ed ora vuole allenarsi con me … Va bene, se è quello
che vuole … Cercherò di non fargli troppo male!
I due combattono con i bastoni ed entro breve Eragon si trova per terra senza aver
colpito neanche una volta il maestro. Si rialza e continua, ma Brome è molto più svelto
e agile di lui e presto lo sbatte ancora a terra. Eragon lascia il bastone e Brom glielo
porge ancora dicendo …
Brom: Forza ragazzo! Un vero nemico non ti tratterebbe con i guanti, e nemmeno io. Dovrei
forse assecondare la tua... incompetenza per farti sentire meglio? Non credo proprio.
Eragon: Lascia perdere, ne ho avuto abbastanza.
Eragon si volta per allontanarsi quando Brom gli abbatte un colpo violento sulla sua
schiena. Eragon si gira di scatto, ringhiando.
Brom: Non voltare mai le spalle al nemico! Raccogli il bastone e combatti!
Eragon si prepara.
Brom: Non agitare le braccia … Piega le ginocchia
Mentre combattono escono di scena.
Cantastorie: il combattimento durò a lungo, Brom si era dimostrato un maestro alquanto
esigente.
Quando ebbero finito, Eragon si accasciò sulle coperte con un gemito. Gli faceva male
dappertutto: Brom non c’era certo andato leggero, con quel bastone. Saphira emise un lungo
grugnito divertita ricordandogli che il giovane era stato battuto dal vecchietto. Nel tentativo di
difendere l'orgoglio ferito, Eragon si voltò su un fianco, e di lì a poco si addormentò.
SCENA 13 (la scena si svolge nella foresta all’inizio e poi si sposta nella città distrutta e in
fiamme)
PERSONAGGI:
Cantastorie,
Eragon
Brom
Urgali 01
Cavallo Fiammabianca (anche finto)
Saphira (attrice o pupazzo)
Urgali 02
Cavallo Cadoc (comparsa)
Cantastorie: Il giorno dopo Eragon aveva le braccia coperte di lividi, ed era troppo indolenzito
per muoversi. Brom alzò lo sguardo dalla pappa d’avena che stava preparando per colazione e
sogghignò. Si misero di nuovo in marcia, camminando svelti per arrivare a Therinsford prima
di mezzogiorno. Eragon disse a Saphira di nascondersi per evitare che qualche paesano la
vedesse. Una volta entrati a Therinsford si diressero presso un venditore di cavalli ed
acquistarono 2 stupendi esemplari. Uno si chiamava Fiammabianca e l’altro Cadoc.
Rientrano in scena Eragon e Brom, e si siedono per parlare.
Eragon: Quando eravamo nella stalla, con la mente sono riuscito a parlare con il cavallo! Non
pensavo che fosse possibile.
Brom: È insolito che uno della tua età possieda questa capacità. La maggior parte dei Cavalieri
devono esercitarsi per anni prima di comunicare con qualcosa che non sia il loro drago. Si
vede che impari in fretta!
Eragon: … e ora dove andiamo?
Brom: Con i nostri nuovi cavalli arriveremo a Yazuac in meno di due giorni di viaggio. Lì ci
ristoreremo e riprenderemo un po’ di energie, visto che il viaggio è ancora lungo.
Eragon: Saphira è andata a cacciarsi la cena. Se dobbiamo accamparci qui occorrerà preparare un
fuocherello, ci penso io!
Eragon si procura il legname e cerca di accenderlo, ma ha delle difficoltà
Eragon: Non riesco ad accenderlo, con questo dannato vento. Vedi se ci riesci tu; altrimenti
avremo una cena fredda.»
Brom: Volentieri!
Anche Brom tenta, ma ha delle difficoltà finché non dice una parola magica e il fuoco si
accende
Brom: Brisingr!
Eragon: Il fuoco si è acceso! Come hai fatto?
Brom: Ragazzo devi ancora imparare ad accendere un fuoco?
Cantastorie: Dopo cena i due amici si esercitarono con le spade finte mentre Saphira li guardava
divertita. Dopo l’allenamento entrambi si addormentarono confortati dal tepore della
dragonessa. Il dì seguente cercarono un nascondiglio per Saphira ed entrarono nella città di
Yasuac, anche se la trovarono distrutta e saccheggiata.
(La scena si svolge nella città….case distrutte, infiammate e poi si sposta nuovamente nella
foresta…)
Eragon: Ma dove sono tutti?
Brom: Ho uno strano presentimento…
Eragon: Guarda Brom, per terra ci sono delle orme strane
Brom: Sono le impronte degli urgali, scappiamo via subito.
Alle spalle di Brom entrano in scena due Urgali che lo colpiscono a tradimento facendolo
cadere a terra privo di sensi. Eragon prende la mira con l’arco e grida BRISINGR..
All’istante gli urgali cadono al suolo morti.
Eragon: (Gridando) Brisingr!
Per lo sforzo anche Eragon cade in ginocchio e chiama Saphira
Eragon: (rivolto a Saphira) Saphira vieni ho bisogno di te!
Saphira: Arrivo subito!
La dragonessa arriva, prende Eragon e Brom e li accompagna fuori dal villaggio
Saphira: Ora vi porto in un posto sicuro!
Una volta depositati su un posto sicuro Brom si riprende ed Eragon lo tampina di domande.
Eragon: Brom! Spiegami! Cosa è successo? Io … io … ho fatto una magia? Non è vero? Come è
potuto succedere. Io non sono né un mago né uno stregone e non ho mai sentito parlare di
magia … come è possibile???
Brom: Dovresti essere orgoglioso: pochi rimangono illesi nel loro primo scontro con un Urgali.
Ma il modo in cui li hai uccisi è molto pericoloso. Avresti potuto distruggere te stesso e
l'intera città.
Eragon: Non ho avuto scelta. Tu eri K.O., se avessi aspettato, mi avrebbero fatto a pezzi!
Brom: Non hai idea di ciò che hai fatto.
Eragon: Allora dimmelo! Ho cercato una risposta a questo mistero, ma non ci capisco niente. È
come se fossi stato gettato in un mondo con strane regole che nessuno mi spiega.
Brom: Questa magia, perché di magia si tratta, ha delle regole, come il resto del mondo. Se
infrangi le regole, la pena è la morte, senza eccezioni. I tuoi gesti sono limitati dalla tua forza,
dalle parole che conosci e dalla tua immaginazione.
Eragon: Che cosa intendi per parole?
Brom: Quando hai colpito gli Urgali, hai detto qualcosa?
Eragon: Sì. Brisingr. L’ho sentita da te mentre accendevi il fuoco.
Brom: Lo supponevo. Brisingr è una parola che appartiene a un’antica lingua che usavano tutti
gli esseri viventi. Tuttavia col tempo è stata dimenticata, finché gli elfi non l’hanno portata di
nuovo, venendo dal mare. La insegnarono alle altre razze, che la usarono per fare cose
straordinarie. Questa lingua ha un nome per ogni cosa, se sai trovarlo.
Eragon: Ma che cosa c'entra con la magia?
Brom: Questa è la magia! La lingua descrive la vera natura delle cose, non gli aspetti superficiali,
quello che tutti vedono. Per esempio, fuoco si dice brisingr. Non è solo un nome, ma è il
fuoco stesso. Se conosci il suo vero nome, puoi far fare al fuoco ciò che vuoi.
Eragon: Il fuoco ha lavorato per me, perché io l’ho chiamato con il suo nome. Ma perché dopo
aver detto una sola parola sono crollato a terra stremato?
Brom: La magia ti sottrae energia come se usassi le braccia e la schiena per compierla. Ecco
perché ti sei sentito stanco dopo aver ucciso gli Urgali. Hai corso un terribile rischio. Se la
magia avesse avuto bisogno di più energia di quanta ne conteneva il tuo corpo, ti avrebbe
ucciso. Devi usare la magia soltanto per quelle imprese che non si possono compiere in modo
normale.
Eragon: Come si fa a sapere quanta energia richiede un incantesimo?
Brom: Di solito non si sa. Per questo motivo i maghi devono conoscere a fondo i propri limiti, ed
essere cauti. Una volta che decidi di sprigionare la magia per un determinato scopo, non puoi
richiamarla indietro, anche se capisci che ti ucciderà. I giovani Cavalieri come te seguivano
un rigido periodo di addestramento per irrobustire il corpo e rafforzare il controllo della
mente. Questo periodo durava parecchi mesi, a volte addirittura anni, finché il Cavaliere non
veniva giudicato abbastanza responsabile da poter usare la magia.
Eragon: Come faccio a usarla?
Brom: Ogni cosa ha una radice. La lingua antica ti permette di chiamare le cose con il loro nome,
di vedere la realtà per quella che è. Allora nulla ti potrà più fare paura e tutto sarà come sotto
il tuo controllo. Per esempio, se tu non avessi detto brisingr, non sarebbe successo niente! È la
parola che fa la differenza! Devi pronunciare la parola o la frase dell'antica lingua che
descrive le tue intenzioni.
Brom ed Eragon escono di scena per lasciare posto al cantastorie
Cantastorie: Brom continuò a raccontare ad Eragon il grande potere della Parola antica: di come
vi si poteva ricorrere per curare le persone e per parlare con gli animali; poi iniziò ad
insegnare al ragazzo alcune delle parole fondamentali. Eragon imparava in fretta, anche se
doveva ancora fare tanto esercizio.
Vi dirò che questa è la parte della storia che mi piace di più. Infondo noi cantastorie narrando
leggende e gesta antiche aiutiamo le persone a riflettere sulle proprie radici, sul loro personale
percorso storico, che le ha portate ad essere quello che sono oggi. Per crescere occorre non
perdere mai di vista le proprie radici, perché solo sapendo chi siamo possiamo migliorare. E
poi spesso la realtà diventa confusa e la Parola autentica ci porta a riconoscere cosa è vero da
cosa è falso.
mi raccomando … occhi aperti!
I NEMICI DI OGGI POTREBBERO ESSERE GLI ALLEATI DI
DOMANI [RISPETTO] (CAPP. 23-28)
Cantastorie: Salve ragazzi! Allora … dove eravamo rimasti? Brom, Eragon e Saphira lasciano il
loro paese e si mettono alla ricerca dei Ra’zac. A Therinsford acquistano due cavalli, per
andare più veloci, poi fanno tappa presso la città di Yazuac; ma non appena entrano nel paese
vengono assaliti da un gruppetto di crudeli urgali, pronti a farli a pezzettini. Brom viene
colpito a tradimento, ma Eragon senza farlo apposta, nel furore della sua ira e della paura,
pronuncia una parola nella lingua magica. I due mostri cadono a terra esanimi e anche Eragon
si sente improvvisamente stanco; così Saphira arriva a metterli in salvo. Una volta al sicuro il
ragazzo chiede a Brom di insegnargli la magia dell’antica lingua.
SCENA 14 [Questa scena non è fondamentale, ma si offre come spunto di riflessione
sulla diversità dei punti di vista. Per la realizzazione potreste aggiungere un narratore
che legga le descrizioni delle azioni scritte inclinate.] (Ambientazione : la scena è
ambientata per una parte in cielo mentre Eragon impara a volare; per il resto della
scena all’interno di un bosco.)
PERSONAGGI:
Eragon
Saphira (attrice o pupazzo)
Brom
La scena si apre con Brom che prepara Eragon per il suo volo di ricognizione sul suo
drago.
Saphira: Oggi è un gran giorno! È ora che il mio cavaliere provi la sella sul suo drago!
Brom: Ricorda: tieni le ginocchia strette, guidala con i tuoi pensieri, e piegati in avanti il più
possibile. andrà tutto bene, se non ti farai prendere dal panico.
Brom aiuta Eragon a salire sul dorso di Saphira
Saphira: Sei pronto?
Eragon: (spaventato) no, ma andiamo!
saphira con un balzo si lancia verso l’alto poi con un battito d’ali su! sempre più su!
Eragon: è meravi...
Eragon non riesce a terminare la frase perché Saphira esegue una brusca manovra che
per poco non lo fa cadere..
Eragon: (spaventato) non farlo più! mi sembrava di cadere.
Saphira: Devi farci l'abitudine. se vengo attaccata in volo, questa è una delle manovre più
semplici. Adesso ti mostro che cosa significa volare davvero.
Eragon: come?
Saphira: stai tranquillo e non avere paura.
Eragon si protende verso il collo di Saphira e volano insieme ancora più in alto e più
veloci.
Eragon: (entusiasta) è stato eccezionale!le nostre menti si sono fuse insieme, ho visto attraverso
i tuoi occhi, mi sembrava che fossimo una cosa sola. come fai ad atterrare quando volare è
così bello?
Saphira: Devo pur mangiare. ma sono lieta che sia piaciuto anche a te.
Eragon: piaciuto? è una ben misera parola per descrivere un'esperienza simile. sai, ora mi pento
di non aver volato di più con te; non avrei mai pensato che potesse essere così. vedi sempre
tanto blu?
Saphira: Così sono fatta. voleremo insieme più spesso, adesso?
Eragon: sì! ogni volta che potremo
Saphira: bene
Si inserisce nei loro pensieri la voce (fuoricampo) di Brom.
Brom: (arrabbiato) che cosa credete di fare lassù? scendete immediatamente. Ho trovato
qualcosa d'importante
Eragon: Brom? Sei tu?
Brom : adesso fai atterrare quella lucertola troppo cresciuta, lo sono nella radura sotto di voi.?
Eragon e Saphira raggiungono Brom.
Eragon: (ansioso) Che cosa succede?
Brom: Ero più a valle, lungo il fiume, quando ho notato che le tracce dei ra'zac erano scomparse.
Guarda il terreno …
Eragon: … l'unica spiegazione che mi viene in mente è che i ra'zac se ne siano andati a dorso di
drago. oppure hanno uccelli giganteschi su cui sono volati in cielo. Tu hai qualche altra
ipotesi?
Brom: No, ma se i ra'zac si sono spostati con delle cavalcature volanti sarà impossibile seguirli.
Eragon: Uffa!
Eragon si gira e cammina, da un calcio per terra ma inciampa perché il suo piede va a
sbattere contro qualcosa di duro piantato per terra.
Brom: Ragazzo cosa hai tovato?
Eragon: Ahi!! Non so, Brom, vieni a vedere
Brom: Questo è olio di seithr, annusando, questo è uno strumento ideale per la tortura è piuttosto
raro e costoso. Vedi quest’incisione è il simbolo del re questo significa che appartiene ai
ra’zac …
Eragon: Se quest’olio è davvero così raro come dici possiamo controllare nelle città costiere i
registri delle spedizioni e scoprire chi lo ha ordinato e dove l’hanno mandato!?
Brom: Geniale! La costa è disseminata di città e villaggi dove le navi possono attraccare.
suppongo che Teirm sia la località più adatta per cominciare, dato che controlla la maggior
parte dei commerci. e poi per quanto ne so, il mio vecchio amico Jeod si è stabilito lì. Non ci
vediamo da parecchi anni, ma sono sicuro che ci aiuterà, e dato che è un mercante, è possibile
che abbia accesso a quei registri.
Eragon: Allora sbrighiamoci a partire!
[Tempi di recitazione della scena 14: 3’ 40” circa]
SCENA 15 (Ambientazione : la scena è ambientata per le vie della cittadina di Teirm,
la scena parte dalla porta d’ingresso del paese e segue per le vie della cittadina fino a
concludersi dentro la casa di Jeod che è collocata sulla strada del quartiere ovest di
Teirm)
PERSONAGGI: Cantastorie,
Guardia
Eragon
Bottegaio
Brom
Jeod
Moglie di Jeod
Cantastorie: Durante il viaggio verso Teirm Eragon si allenò nella conoscenza della lingua antica
e nel controllo della magia, ormai era in grado di cacciare usando la magia; mentre ogni sera
continuavano i duelli serali con brom. Quando furono più vicini a Teirm Eragon e Brom
pensarono di cambiarsi i nomi, ormai l’impero sapeva chi erano e li stava cercando, perciò
dovevano stare più attenti, fu così che Brom divenne Neal ed Eragon suo nipote Evan.
Teirm era una città costiera una delle più grandi città mercantili dell’impero per riuscire ad
entrare in città Saphira fu costretta ad allontanarsi dalla compagnia.
Brom: (preoccupato) Questo è il nostro primo esame. speriamo che non abbiano ancora ricevuto
nostre notizie dall'impero e che non ci arrestino. Qualunque cosa accada, non farti prendere
dal panico e non comportarti in maniera sospetta.
Eragon: Va bene “zio Neal”!
Eragon e Brom si avvicinano alla guardia all’ingresso della città
Guardia: (annoiato e severo) NOME!
Brom: Io sono Neal
Guardia: (impaziente) E quest'altro chi è?
Brom: Be', ci stavo arrivando, è mio nipote, Evan, il figlio di mia sorella, non...
Guardia: SÌ, SÌ, HO CAPITO. CHE COSA SIETE VENUTI A FARE QUI?
Eragon: (scherzoso) Andiamo a trovare un suo vecchio amico. Io lo accompagno perché magari
si perde, se capite cosa intendo. non è più tanto giovane, ed è rimasto un po' tocco, sapete.
Guardia: Mmm, passate. ma tu bada che il vecchio non combini qualche pasticcio.
Una volta passato il controllo Brom borbotta sullo scherzo di Eragon
Brom: Un po’ tocco, eh???
Eragon: Scusa, ero entrato nella parte!
Brom: Vieni ora cerchiamo di trovare il vecchio Jeod, entriamo in quella bottega e chiediamo al
bottegaio.
Bottegaio: Benvenuti, siete qui per comprare o per vendere? Comunque siete i benvenuti.
Brom: Per un’informazione in realtà: sai dove posso trovare un uomo che si chiama Jeod?
Bottegaio: Jeod vive nel quartiere ovest della città, vicino ad Angela, l'erborista. Dovete trattare
affari con lui?
Brom: Più o meno.
Bottegaio: Vento in poppa allora!
Cantastorie: Brom ed Eragon se ne andarono, diretti verso il quartiere ovest della città,
decisamente una delle più belle zone di Teirm. Stanno cercando Jeod il mercante per sapere
chi ha acquistato l’olio malefico usato dai perfidi Ra’zac. Riconobbero subito l’erboristeria di
Angela, così dedussero che quella accanto poteva essere la casa di Jeod. Si fermano davanti a
una porta con un batacchio rotondo, pendente da una testa di leone di bronzo. Brom bussò tre
volte, ma nessuno rispose.
Eragon: Forse è la casa sbagliata. proviamo quell'altra.
Moglie d.J.: (acida) Desiderate?
Brom: Jeod abita qui?
Moglie d.J :Si è mio marito, ma è molto occupato! Vi stava aspettando?
Brom: No, ma veniamo da molto lontano e abbiamo bisogno di parlare con lui urgentemente.
Moglie d.J.: (acida) È occupato.
Brom: (scocciato ma cortese) Potreste dargli un messaggio da parte mia. digli che un suo
vecchio amico, di Gil'ead lo aspetta fuori la porta.
La donna chiude la porta. Eragon e Brom attendono guardandosi intorno circospetti. La
porta si spalanca e appare Jeod.
Jeod: (sorpreso) Brom...?
Brom: È bello rivederti, amico mio! Sono lieto che la memoria non ti abbia tradito, ma non usare
quel nome. nessuno deve sapere che sono qui.
Entrano in casa.
Jeod: Vecchio mio, credevo che fossi morto. che cosa ti è successo? Perché non mi hai fatto più
sapere nulla?
Brom: Chi sarebbe il vecchio? l'ultima volta che ti ho visto, i tuoi capelli non erano grigi.
Jeod: E tu sei lo stesso di vent'anni fa. Piuttosto, il ragazzo? (guardando Eragon) Presumo che
adesso tu stia onorando il tuo compito.
Brom: No, non è così semplice. lo zio di Eragon è stato ucciso dai ra'zac. Gli hanno bruciato la
casa e lui si è salvato per un soffio. Merita di vendicarsi, ma ci hanno lasciati senza tracce da
seguire, e così abbiamo bisogno di aiuto per trovarli.
Brom si alzò e s'infilò una mano sotto il mantello. Estrasse la fiaschetta dei Ra'zac. La lanciò a
Jeod.
Brom: Contiene Olio di Seithr, del tipo pericoloso. È dei ra'zac. l'hanno persa lungo il cammino
e noi l'abbiamo trovata. Dobbiamo controllare i registri delle spedizioni di Teirm per poter
risalire ai compratori dell'olio. In questo modo troveremo il covo dei ra'zac.
Jeod: Vi state imbarcando in un'impresa che richiederà mesi per essere portata a termine. ma c'è
un problema più grosso. I registri che cerchi sono conservati nel castello e solo
l’amministratore, li può consultare.
Eragon: Sai quanto dovremo restare?
Brom: Difficile a dirsi. Dipende. Dobbiamo arrivare ai registri e non sappiamo quanto tempo ci
metteremo a trovare quello che cerchiamo. Dovremo collaborare tutti: è un'impresa immane.
Jeod: domani parlerò con l’amministratore per sapere se ci permette di consultarli.
Eragon: Non credo che potrò essere d'aiuto … io non so leggere.
Brom: Questo rallenta i miei piani, ma non è un danno irreparabile. Mi basterà insegnarti a
leggere. Non ci vorrà molto, se ti impegni sul serio.
Jeod: vedrai, ti piacerà. C’è tanto da imparare sui libri e sulle pergamene. (Jeod prende in mano
una bibbia) Questi libri sono miei compagni, fanno ridere, piangere, danno un senso alla vita
o ti aiutano a capirla! E poi per tutto il tempo che avrete bisogno potrete alloggiare a casa mia.
A cosa serve una casa tanto bella se non si condivide con degli amici?
[Tempi di recitazione della scena 15: 6’45” circa]
SCENA 16 [Questa è la scena principale sul tema rispetto.] (Ambientazione :la scena
è ambientata per tutta ala sua durata all’interno della libreria infinita di Jeod,
all’interno della quale vi è sia tavolo che sedie che tanti tanti libri.)
PERSONAGGI: Cantastorie,
Eragon
Jeod
Brom (come maestro può essere sostituito da Jeod, da sua moglie o da un altro
attore che fa solo il maestro, così da suddividersi le parti fra più attori)
Cantastorie: La permanenza a Teirm si faceva interessante, Brom aveva avuto la possibilità di
rincontrare un suo vecchio amico ed Eragon stava imparando a leggere. Ora voi sapete
imparare a leggere non è facile, ma Eragon ce la metteva tutta, studiava anche di notte, voleva
veramente crescere anche in cultura; poi Brom era un maestro buono e sapeva davvero tante
cose, in più Jeod aveva una libreria infinita. Anche a lui piaceva la cultura. … In pochi giorni
Eragon aveva imparato a leggere discretamente anche se faceva ancora fatica con alcuni dei
caratteri più difficili.
La scena si apre con Brom ed Eragon intorno ad un tavolo pieno di libri (mettete una
bibbia in bella vista, che almeno passi un messaggio indiretto).
Brom: Ora che sai leggere, per migliorare le tue capacità, ti vorrei consigliare questa lettura.
Eragon: “Cultura e storia degli Urgali”? è uno scherzo?
Brom: Pensi che gli urgali siano malvagi?
Eragon: Quando penso alla morte, vedo il muso di un urgali. Sono peggio delle bestie. Le cose
che hanno fatto...
Brom: Eragon, che opinione ti faresti degli umani se li dovessi giudicare soltanto dalle azioni dei
guerrieri sul campo di battaglia?
Eragon: Che centra? È diverso. Gli urgali meritano di essere spazzati via, fino all'ultimo.
Brom: Anche le donne e i bambini? Quelli che non ti hanno mai fatto del male e mai te ne
farebbero? Gli innocenti? Li stermineresti, condannando l'intera razza all'estinzione?
Eragon: Loro non ci risparmierebbero mai, se ne avessero l’occasione.
Brom: (spazientito) Eragon! Non voglio mai più sentirti usare una simile scusa, che siccome
qualcuno ha fatto o farebbe una cosa, tu puoi fare altrettanto. È spregevole, meschino, indizio
di una mente inferiore. Sono stato chiaro?
Eragon: sì, maestro.
Brom: Cosa sai degli urgali in realtà?
Eragon: conosco le loro forze e le loro debolezze, e so come combatterli. So quanto mi basta di
sapere.
Brom: Perché odiano e combattono gli umani, secondo te? Cosa sai della loro storia e delle loro
leggende, o della loro vita quotidiana?
Eragon: Perché è così importante?
Brom: Ricorda solo che a un certo punto, i tuoi nemici di sempre potrebbero diventare tuoi
alleati! Così va la vita.
Cantastorie: Eragon cominciava a capire quanto fosse stato stupido a giudicare una razza per le
azioni di alcuni, certo aveva visto urgali fare cose spregevoli, ma non si era mai chiesto quali
erano i motivi di fondo. Forse esisteva davvero un modo per farli diventare in qualche modo
degli alleati. Eragon si lanciò a leggere con curiosità la vita di quelle bizzarre creature
sperando di trovare spunti preziosi o punti in comune, ma più che altro aveva imparato una
grande lezione: IL RISPETTO.
[Tempi di recitazione della scena 16: 2’ 45” circa]
QUESTA È LA MIA CASA [APPARTENENZA] (CAPP. 29-35)
Cantastorie: Ci siamo tutti! Bene, vediamo però se vi ricordate cosa è successo la volta
precedente!
Eragon inizia a volare con Saphira e la sensazione che prova è indescrivibile. Per la prima
volta vede il mondo come lo vedono i draghi. A quei tempi nessun uomo poteva avere un
punto di vista tanto elevato. Brom intanto riesce a trovare le tracce dei Razac che hanno preso
il volo sulla sella di uccelli enormi. I mostri hanno lasciato però un indizio: una fiaschetto
contenente Olio di Seithr: un olio rarissimo. Così Brom ed Eragon si recano così a Teirm,
un’importante città di mare dove venivano registrate le merci commerciate. Li abitava Jeod,
un vecchio amico del cantastorie.
Vediamo però se vi ricordate tutto. Cosa fa Eragon a casa del loro nuovo amico!? Si, inizia
proprio a leggere un libro sugli urgali e scopre che in verità non sono cattivi come sembrano,
perciò anche voi ricordatevi che ogni creatura merita rispetto!
Intanto dopo qualche settimana di soggiorno a casa di Jeod e della sua signora arriva la sera
tanto attesa. Questa notte i nostri amici s’introdurranno nella sala dei registri nel palazzo
dell’amministratore di Teirm, per scoprire chi ha acuistato l’Olio di Seithr e in che paese è
stato spedito. La ci saranno di certo i Ra’zac. Ma ora state a vedere!
SCENA 17 (Luoghi: casa di Jeod, archivi del castello, esterno)
PERSONAGGI: Eragon
Cantastorie
Brom
Jeod
Saphira (voce fuori campo)
Guardia
Moglie di Jeod
Siamo a casa di Jeod è notte ed Eragon dorme e Brom e Jeod gli stanno intorno in
piedi.
Brom: (scuotendo Eragon che dorme): Sveglia ragazzo, sveglia! Il sole è calato e dobbiamo
sbrigarci se vogliamo trovare quelle carte prima di domani.
Eragon: (sbadiglia e si veste) Yahwn! Sono pronto, non stavo dormendo, mi ero appena
appisolato un po’. Piuttosto come raggiungeremo l’archivio? Avete un piano?
Jeod: (ammicca) Quello è affar mio, basterà far scivolare un po’ di denaro nelle mani giuste e…
Brom: Sei Pronto? Forza andiamo!
I 3 si spostano da un’altra parte del palco
Jeod: Questo è il portone della reggia dell’amministratore. In una stanza ci sono tutti i registri con
i traffici economici. Se qualcuno ha comprato l’Olio di Seithr, qui c’è scritto!
Jeod bussa al portone
Guardia: Chi è là?
Jeod: Figgot carissimo, ma non riconosci i vecchi amici? (si fa avanti con aria gioconda)
Guardia: (abbassa l’alabarda) Jeod? Che cosa ci fai qui in piena notte?
Jeod: Volevo solo invitarti a bere qualcosa all’ osteria…
Guardia: (sospira) Non posso davvero, non fino a quando sarò in servizio. Vediamoci là alle due
e mezza!
Jeod: (ammicca) Ti andrebbe allora di fare compagnia a 30 o 40 di questi miei amici mentre io e
questi due signori andiamo a visitare gli uffici (estrae un sacchetto e lo porge alla guardia)
Guardia: Non so cosa tu abbia in mente, ma non farmi passare dei guai (si fa scivolare il
sacchetto in tasca e si allontana)
Jeod e i suoi amici entrano alle spalle della guardia uscendo di scena, poi rientrano da
un’altra entrata con candele accese, torce o lumini di varia natura. In questa sala c’è una
grande libreria e una cartina dell’Alagaësia.
Jeod: Questa è la sala dei registri, diamoci da fare
I 3 iniziano a guardare e sfogliare uno dopo l’altro tutti i libri della libreria. Dopo un po’
bisbigliando (ma facendosi sentire dal pubblico) si confrontano …
Jeod: (sfoglia i registri) Temo siano meno utili di quanto sperate, ogni città con qualche
gioielliere ha ricevuto consegne di olio Seithr nell’ultimo anno.
Eragon: (Scrutando la cartina) Di certo possiamo supporre che uno dei rifugi dei Ra-zac sia a
Uru’baen
Brom: (in posa riflessiva)dovrebbe trattarsi di un posto dislocato su uno dei maggiori snodi viari
affinché i Ra-zac possano operare comodamente in tutto l’impero
Jeod: Per quanto riguarda il sud, escludendo Uru’baen, sede imperiale, l’unico grande crocevia è
Dras-Leona e i dati sulle spedizioni potrebbero avvalorare una simile ipotesi vista la quantità
d’olio e l’entità delle cifre spese.
Eragon: (alza la testa di scatto e fa cenno di tacere) Shh! Sento dei passi per le scale, che siano
le guardie?
Cercando di fare in silenzio e velocemente rimettono in tutta fretta a posto i fascicoli per poi
fuggire da una porta secondaria. Entra il cantastorie.
Cantastorie: Le guardie passarono, ma non si accorsero di nulla. I nostri amici fuggirono scaltri
da un’uscita secondaria. Ora però Eragon e Brom sapevano dove andare: sarebbero andati a
cercare i Ra’zac a Dras-Leona. Era quindi arrivato il tempo degli addii.
Entra solo Eragon che cerca Saphira, la quale risponde come voce fuori campo.
Eragon: Saphira mi senti?
Saphira: Ti sento, anche se non posso starti vicino.
Eragon: Ieri notte siamo andati bene, siamo riusciti a trovare informazioni utili prima che le
guardie ci scoprissero.
Saphira: Per fortuna, se vi avessero catturato sarei dovuta venire a spaccare tutto per liberarvi.
Eragon: Hai trascorso bene queste settimane?
Saphira: Sì, in questi boschi il cibo non manca, poi sapevo che tu stavi bene. Sei stato bene vero?
Eragon: (un po’ triste) Il periodo che ho trascorso qui è stato... quasi normale. Non voglio
lasciare Teirm …che cosa non darei per mettere di nuovo radici e restare qui e vivere come
tutti gli altri.
Saphira: Ti senti a casa?
Eragon: è un po’ come essere tornati alla fattoria, ad una vita normale … ma ormai questa vita
non mi appartiene più. La mia casa sei tu Saphira, siamo noi e il nostro impegno per liberare
questa terra dall’oppressione e dal male. L’Alagaësia è la mia casa! Noi le apparteniamo e
dobbiamo difenderla!
Saphira: Piccolo, io sono con te!
Arrivano anche Brom con qualche bagaglio, Jeod e sua moglie Helen che però mantiene
sempre un’aria fredda e distaccata, quasi infastidita.
Brom: Eccoti ragazzo! Sei pronto a partire?
Jeod: Fate buon viaggio e attenzione ai pericoli!
Eragon: Grazie di tutto signor Jeod, lei è stato cortese e simpatico, mi dispiace andar via.
Brom: Grazie anche a lei Helen, so che le abbiamo arrecato disturbo, ma lei è stata gentile e
discreta. Ha un bravo marito; ne abbia cura. Esistono ben pochi uomini dotati del suo stesso
coraggio e della sua determinazione. Ma perfino lui non può affrontare i tempi difficili senza
il sostegno di chi ama.
E tu Jeod vecchio mio, mi mancherai, ma sai che devo andare.
Jeod: Già amico mio, la tua casa è il mondo. Addio.
Eragon: Ciao.
Eragon e Brom escono da una parte, mentre Helen e Jeod dall’altra. Brom ed Eragon
rientrano e atterra presso di loro anche Saphira. Eragon le corre incontro e l’abbraccia.
Brom: O.K. per oggi abbiamo camminato abbastanza, ci vuole ancora molto per arrivare a DrasLeona, quindi tanto vale fermarsi qui.
Eragon: Che dici riprendiamo I nostri allenamenti con le spade?
Brom: Stavo proprio per dirlo io.
Brom ed Eragon combattono per un po’, ma stavolta è Eragon ad avere la meglio e disarma
Brom.
Eragon: Non posso quasi crederci. È la prima volta che vinco nei nostri allenamenti.
Brom: Beh hai avuto un buon maestro, ma devo riconoscere che hai del talento.
sono ormai giorni che siamo partiti da Teirm. Chiedi a Saphira di alzarsi in volo per vedere
quanto ci manca per raggiungere Dras-Leona.
Il ragazzo fissa in silenzio il drago per pochi istanti. Saphira si alza per un volo di
ricognizione e dopo poco Eragon si collega mentalmente con lei e vede ciò che lei vede.
Eragon: Saphira mi ha mostrato un’immensa montagna frastagliata nel mezzo della pianura.
L’avvisteremo appena superato il colle.
Brom: È l’Helgrind, sovrasta Dras-Leona. Vuol dire che ci stiamo avvicinando. Si tratta di un
luogo terribile e malsano e abitato da forze oscure. Presto saremo in città.
Rientra Saphira e interrompe il discorso. Brom rimane in disparte, non sente il loro discorso.
Saphira: ed io dovrò nuovamente starmene in disparte. È un ruolo che non mi si confà per nulla,
se doveste trovarmi nei guai non potrei far nulla per aiutarvi”
Eragon: porta pazienza, sarà solo per qualche giorno.
SCENA 18
Tempo di recitazione: 7 minuti circa
Luoghi: esterno città di Dras-Leona, rifugio dei Ra’zac
PERSONAGGI: Eragon
Mercante di schiavi
3 o 4 soldati
Brom
Saphira (voce fuori campo)
2 o 3 Schiavi (di coreografia)
Ra’zac Uno
Ra’zac Due
Mercanti di schiavi e schiavi
Brom e Eragon entrano nella città di Dras-Leona.
Brom: Eccoci! Siamo entrati nella città di Dras-Leona
Eragon: Miseria e opulenza sfrenata, chi vive nel lusso e chi sta male; mi sento davvero lontano
da Carvahall. Prima d’ora non avevo mai visto nemmeno uno schiavo.
Brom: È un commercio che è rifiorito negli ultimi anni. Dras-Leona è una città bellissima e letale
qui affluiscono genti da tutto l’impero e tutto è esattamente quello che appare ma allo stesso
tempo il suo contrario.
Eragon: Cercherò di tenerlo presente.
Brom: Dovremo indagare separatamente, diamoci appuntamento qui stasera.
Brom esce, Eragon cammina nel mercato e si imbatte in un asta di schiavi.
Eragon: Saphira puoi vedere attraverso i miei occhi questo scempio?
Saphira: è uno spettacolo indecente
Eragon: Quando avremo finito con i Ra-zac ci occuperemo anche di questo. Davvero la posta in
gioco è molto più alta. Ora so che ci uniremo ai Varden per liberare anche questa terra dalle
sopraffazioni.
Saphira: non avrei accettato nessun’altra decisione.
Eragon: Ora voglio andare a curiosare sulla montagna dell’Helgrind. Brom ha detto che è un
posto terribile. Secondo me i ra’zac stanno li.
Saphira: Vai ma sii cauto e tienimi informata.
Eragon esce di scena ed entra il cantastorie
Cantastorie: Eragon s’intrufolò all’interno di quel macabro santuario. Tutto era nero e oscuro,
ma non c’era anima viva. Eragon si soffermo per poco a guardare le figure disegnate alle
pareti che rappresentavano sacrifici umani e disgustato si girò verso l’uscita per tornare da
Brom. Proprio in quel momento però dalla porta d’ingresso entro una figura ombrosa tutta
vestita di nero. Era un Ra’zac. Eragon sentì montare la collera, ma da solo contro quel mostro
non avrebbe potuto farcela e in più il Ra’zac stava proprio davanti all’unica via di fuga.
Eragon era in trappola! Con destrezza, incoccò una freccia e la scagliò, seguita subito da altre
due. Il Ra'zac schivò i dardi con rapidità disumana, poi corse verso di lui sibilando lungo il
passaggio fra i banchi. Il suo mantello fluttuava come le ali di un corvo. In quel momento, con
suo sommo orrore, Eragon vide entrare nella cattedrale un folto drappello di soldati e
istintivamente si volse in cerca di una via di fuga. Notò un’apertura alla sinistra dell'altare. Il
rumore dei passi dei Ra'zac alle sue spalle gli fece accelerare il passo, finché non si ritrovò
davanti a una porta chiusa.
La prese a pugni e calci nel tentativo di aprirla, ma il legno era troppo robusto. I Ra'zac lo
avevano quasi raggiunto. In preda al panico, inspirò a fondo e urlò nell’antica lingua:
«Jierda!» Con un lampo, la porta si infranse e cadde di schianto. Eragon la scavalcò con un
balzo e riprese a correre.
Ormai era fuori da quel luogo orribile, ma il mostro con i soldati lo stavano inseguendo. Corse
per oltre un miglio prima di avere il coraggio di fermarsi a riprendere fiato. Non del tutto
certo di aver seminato gli inseguitori, trovò un mercato affollato e si nascose sotto un carro.
Eragon entra nella scena del mercato e si nasconde sotto un carro
Eragon: Saphira avverti Brom, sono stato visto dai Ra-zac. Sono riuscito a fuggire ma dobbiamo
lasciare la città.
Saphira: ci penso io, tu pensa a fuggire. Dirò a Brom di attenderti in un luogo tranquillo. Tu non
ti fermare: sei in grave pericolo!
Eragon: (Borbottando) Come se non lo sapessi …
Il cantastorie riprende ed Eragon rotolando fuori da sotto il carro e guardandosi circospetto
esce di scena.
Cantastorie: Eragon,. Tornò di corsa al Globo d'Oro, fece in fretta i bagagli, sellò i cavalli e li
condusse sulla strada. Brom arrivò poco dopo, scuro in volto, il bastone in pugno. Salì in
groppa a Fiammabianca e fuggirono insieme, ma poco fuori da Dras-Leona i due terribili
mostri tesero un’imboscata ai nostri amici e riuscirono a catturarli e legarli.
Brom e Eragon entrano in scena camminando,
Eragon: Saphira sta arrivando!
Brom: Ragazzo hai rischiato grosso, ma qui dovremmo essere al sicuro.
Alle loro spalle entrano i 2 Ra’zac. E colpiscono Brom alle Spalle, poi immobilizzano Eragon
e li legano.
Ra’zac due: Sssssbagli di grosssssso vecchio sciocco.
Ra’zac uno: (Rivolto ad Eragon) arrenditi ssssei in trappola.
Eragon: (dimenandosi inutilmente) No lasciatemi!
Atterra Saphira e ruggisce contro i Ra’zac. Che velocemente puntano un’arma al collo di
Eragon immobilizzato.
Ra’zac due: Ssse non ti lasci legare uccideremo il tuo cavaliere!
Saphira si lascia legare da un ra’zac.
Ra’zac uno: (Rivolto al pubblico) Penso che la loro ssstoria sia finita, ma lo vedremo domani!
[Tempo di recitazione delle scene 17 e 18: circa 8’]
Messaggio educativo: dall’esperienza del mercato degli schiavi scaturisce nell’essere psichico
Eragon-Saphira la riflessione sulla sua appartenenza de facto al tutto organico uomo-storiasocietà verso il quale cominciano ad avvertire la propria responsabilità. Da missione di
vendetta il viaggio si fa crociata contro le ingiustizie del sistema capitalistico dell’Alagaesia e
per la liberazione delle masse oppresse.
DIVERSI FIGLI DI UN UNICO PADRE (FRATELLANZA)
cap.36-42
Cantastorie: Eragon , Brom e Jeod riescono ad arrivare ai registri di spedizione dell’olio di
Faitr, e riescono a scovare il nascondiglio dei Ra’zac che si trova sull’Hengrid. Brom ed
Eragon rincominciano ad allenarsi con la spada ed Eragon scopre la verità sull'amicizia tra
Jeod e Brom. I due hanno infatti collaborato alla liberazione dell’uovo di Saphira. Girando
per le strade della città Brom ed Eragon si imbattono nei Ra’zac. Vengono catturati e insieme
a loro anche Saphira.
SCENA 19
PERSONAGGI: Cantastorie,
Eragon
Ra-zac 1
Saphira
Ra-zac 2
Murtagh
Brom
Shea
Eragon e Brom sono seduti, con le mani legate insieme dietro la schiena e privi di sensi.
Eragon si sveglia, si guarda intorno e il suo sguardo incrocia quello di un Ra-Zac.
R1- Il veleno fa effetto, a quanto pare. Non riesce ad usare la magia. Bene, così non ci darà
fasssstidio.
Eragon: Saphira hanno preso anche te?
R1- Sssi è messa a collaborare quando abbiamo minacciato di ucciderti!
L’attenzione dei Ra-Zac è catturata da un gemito di Brom che rotola su un fianco.
R2- Sssi sta riprendendo.
R1- Dagli altro veleno.
R2- Uccidiamolo e bassta, ci ha già dato troppi problemi.
R1- Le issstruzioni del re ssono di tenerli in vita…
R2- Possiamo sempre dire che è rimasto ucciso quando li abbiamo catturati.
R1- D’accordo. Somministragli altro veleno e poi slegalo.
Eragon si dimena per liberarsi dalla corda.
R1- Smettila!
I due Ra-Zac prendono Brom da parte. Uno gli tira indietro la testa, l’altro prende la spada
per tagliargli la gola. A questo punto entra in scena Murtagh (che per Eragon e Brom è uno
sconosciuto), che lancia una raffica di frecce verso i due Ra-Zac.
R1- Chi è stato?
Una seconda raffica di frecce li raggiunge. Uno dei due è ferito e scappa. L’altro raccoglie il
pugnale e urla
R2- Non ti lascerò scappare vivo! (e lancia un pugnale a Eragon).
Brom si alza con uno sforzo e viene colpito al posto di Eragon. Il ragazzo e il suo maestro
cadono a terra privi di sensi.
Eragon si risveglia, ha l’aria confusa ma si accorge di poter comunicare con Saphira.
Eragon: Sei ferita?
Saphira: No, ma Brom si.
Eragon si alza sulle ginocchia e vede Murtagh di fianco al fuoco.
Eragon: Chi sei?
Murtagh: Mi chiamo Murtagh.
Eragon: Perché ci hai aiutati?
Murtagh: I Ra-Zac non sono soltanto nemici vostri, anch’io li stavo seguendo.
Eragon scruta per un po’ Murtagh.
Eragon: Come sta Brom?
Murtagh: Male. Il pugnale gli è penetrato fra le costole.
Eragon si avvicina a Brom che è steso e comincia a svolgere la benda che gli proteggeva la
ferita.
Murtagh: Sarebbe meglio non farlo, o si dissanguerà a morte.
Eragon: Aiutami Saphira, sono troppo debole per guarire da solo la ferita.
Saphira: Sono qui.
Eragon: Waise Heal! (Eragon con la magia cerca di guarire la ferita.)
Murtagh: E’ guarito del tutto?
Eragon: Posso solo curare ciò che sta in superficie. Non ne so abbastanza per guarire i danni
interni e il veleno dei Ra-Zac è ancora in circolo nel suo sangue. Piuttosto, dobbiamo
andarcene prima che tornino con i rinforzi.
Murtagh: Tu forse sei in grado di viaggiare, ma lui no (e indica Brom)
Eragon: (rivolto a Saphira) Se riusciamo a fare una barella, puoi portare Brom fra i tuoi artigli?
Saphira: Si, ma l’atterraggio sarà difficile!
Eragon: (rivolto a Murtagh) Lo può portare Saphira, ma dobbiamo costruire una barella. Ci pensi
tu? Io non ne ho la forza.
Murtagh: Va bene. Mi bastano due rami robusti e una coperta.
Murtagh prepara la barella e vi deposita Brom
Eragon: Grazie per averci aiutati. Adesso faresti meglio ad andartene. Allontanati da noi il più in
fretta possibile. Sarai in pericolo, se l’impero ti scopre con noi. Non possiamo proteggerti, e io
non voglio che ti accada nulla di male per causa nostra.
Murtagh: Bel discorsetto, non c’è che dire. Ma dove andrete? Conosci un posto nelle vicinanze
dove potrete stare al sicuro?
Eragon: No.
Murtagh: Allora credo che vi accompagnerò finchè non sarete fuori pericolo. Se resto con voi ho
maggiori possibilità di incontrare i Ra-Zac e accadono cose interessanti, intorno a un
Cavaliere.
Eragon: (rivolto a Saphira) Se Murtagh si rivelasse indegno di fiducia…
Saphira: E perché dovrebbe, ha rischiato la sua vita per salvarci!
Eragon: D’accordo, unisciti a noi, intanto andiamo a cercare un posto più sicuro.
Eragon e Murtagh caricano Brom sulla barella legata a Saphira quando Brom spalanca gli
occhi e gli affera un braccio.
Brom: Ragazzo puoi lavarmi la mano destra?
Eragon: Non mi sembra il momento, ma se insisti … lo farò.
Eragon va a cercare l’otre dell’acqua, la porta a Brom e gli lava la mano. Nascosto da una
polvere rosa vede il gedwëy ignasia.
Eragon: Ma questo è… il gedwëy ignasia … Tu sei … un Cavaliere.
Brom: Tanto tempo fa … ma non più. Durante il mio addestramento, feci amicizia con un altro
novizio…Morzan, prima che diventasse un Rinnegato. Lui ci tradì consegnandoci a
Galbatorix…e nella battaglia il mio giovane drago rimase ucciso. Si chiamava… Saphira.
Eragon: Perché non me l’hai detto prima?
Brom: Perché… non c’era motivo. Ascolta ragazzo! Questa è una ferita crudele, non posso
continuare il viaggio con te. Ma ho bisogno di sapere qual è il tuo scopo. Una volta ottenuta la
vendetta cosa farai? Vuoi nasconderti per il resto dei tuoi giorni, o aiutare i Varden a liberare
l’Alagaesia?
Eragon: Non so … forse è tempo che vada dai Varden.
Brom: Credo sia la scelta migliore… a Gil’ead c’è un uomo, Dormand, che è in grado di aiutarti
a trovare i Varden. E ora ti chiedo un ultimo favore. Sulla strada per Gil’ead troverai una
locanda. Si chiama “Le tre Spade” ed è gestita da un mio vecchio amico, Shea. Conosce le arti
dei guaritori meglio di chiunque altro in tutta Alagaësia. Se mai riuscirò a resistere fino ad
allora, lasciatemi da lui.
Eragon: (rivolto a Murtagh) Porteremo Brom alla locanda oggi stesso. Non sei obbligato a venire
con noi. Hai già fatto molto.
Murtagh: Vi accompagnerò fino alla locanda. Non sei ancora nelle condizioni di poter viaggiare
da solo.
Cantastorie: Eragon, Murtagh e Saphira si muovono verso la locanda. Atterrarono prima di
giungere alla locanda, in un posto riparato. Non era prudente farsi vedere con Saphira in un
posto molto frequentato, come una locanda. Da li proseguirono senza di lei. Quando
arrivarono a “Le tre Spade” era già pomeriggio inoltrato. I ragazzi entrano con Brom nella
locanda e vengono accolti da Shea.
Shea: Salve, benvenuti nella mia locanda. Posso esserle utile?
Eragon: Mi chiamo Eragon e sono qui perché ho bisogno di aiuto per un mio amico che è ferito
ed è stato avvelenato.
Shea: Brom?! Cosa gli è successo?
I ragazzi esitano un istante
Shea: Potete fidarvi di me, penso che Brom ve l’abbia detto.
Eragon: Siamo stati sorpresi da un gruppo di Ra-Zac …l’hanno ferito con un pugnale e gli hanno
provocato queste ustioni. Non posso dirti molto altro sul suo stato di salute. Ci ha detto che tu
probabilmente saresti riuscito a curarlo.
Shea: La ferita è molto profonda, ma farò del mio meglio. Quanto a voi, se volete, vi posso dare
una stanza; se siete amici di Brom, siete anche amici miei.
Eragon: Grazie. Dobbiamo proprio andare. Abbi cura di Brom. (rivolto verso Brom incosciente)
e tu amico cerca di farcela!
Shea: Buona fortuna.
Murtagh + Eragon: Arrivederci.
Cantastorie: Tornarono da Saphira. Accesero un fuoco e mangiarono. Non parlarono molto,
erano stanchi e scossi dagli eventi recenti. Subito dopo la cena si coricarono. Eragon si
svegliò la mattina dopo.
Murtagh: Come stai?
Eragon: Malissimo. Ma dobbiamo partire.
Murtagh: Mi dispiace chiedertelo in un momento simile, ma devo sapere…Il tuo Brom, è quel
Brom? Quello che uccise Morzan in duello?
Eragon: Si. Come sai queste cose? Parli di segreti ignoti ai più, insegui i Ra-Zac e sei comparso
proprio quando avevamo bisogno di te. Sei uno dei Varden?
Murtagh: Sono in fuga, come te. Non appartengo né ai Varden né all’Impero. E non servo
nessuno se non me stesso. Quanto a salvare voi, devo ammettere che avevo sentito parlare di
un nuovo Cavaliere. Dove hai preso la spada?
Eragon: Me la diede Brom.
Murtagh: L’ultimo Cavaliere a possederla fu Morzan, un uomo spietato e brutale.
Eragon: Non avevo idea che fosse sua. Comunque sia, ho intenzione di tenerla.
Eragon: (rivolto a Saphira) Ci possiamo fidare di Murtagh? Quanto vorrei che Brom fosse qui
per dirmelo.
Saphira: Non abbiamo motivo per dubitare. Ci ha salvato la vita.
Eragon: Dobbiamo partire. Non c’è tempo da perdere.
Murtagh: Se andrete dai Varden, a Gil’ead vi dovrò lasciare. Per me incontrarli sarebbe
pericoloso quanto entrare a Uru’baen disarmato.
Cantastorie: Si misero in viaggio. Cavalcavano di giorno e la notte riposavano. Il viaggio
procedeva senza imprevisti, non c’erano tracce di Urgali o Ra-Zac, ed Eragon stava
riprendendo le forze.
SCENA 20
PERSONAGGI: Cantastorie,
Ra-zac 1
Shea
Eragon
Ra-zac 2
Eragon e Murtagh sono in centro alla scena.
Murtagh
Brom
Saphira
Eragon: Adesso che ho ripreso le forze, ti andrebbe di allenarti con me?
Murtagh: Con le spade? Non vorrei che ci facessimo male!
Eragon: Posso usare la magia per smussare il taglio. Dammi la tua spada. La farò tornare come
prima dopo l’allenamento.
Esitante Murtagh gli porge la spada ed Eragon con un gesto della mano fa la magia,
bisbigliando delle parole nell’antica lingua, e gliela restituisce, fa la stessa cosa sulla sua
spada e poi iniziano a duellare. Nel frattempo comincia a parlare il cantastorie.
Cantastorie: Il duello si svolgeva alla pari. Nessuno dei due riusciva ad avere un vantaggio
sull’altro, e si stancavano allo stesso ritmo. Da quel giorno in poi si allenarono tutte le sere.
(Eragon e Murtagh smettono di duellare ed escono di scena).
Ci misero quasi un mese ad arrivare a Gil’ead. Nel frattempo Eragon si era rafforzato e tra lui
e Murtagh si era costruito un legame molto stretto, nonostante i misteri che avvolgevano il
passato del ragazzo. Decisero di accamparsi a due miglia dalla città per meditare sul da farsi.
Entrò solo Murtagh nella città, perché Eragon sarebbe immediatamente stato riconosciuto
dalle guardie. Era già passato il tramonto quando Murtagh fece ritorno.
Murtagh: Dormand ha accettato di incontrarci domani mattina all’alba.
Eragon: Se tutto va bene domani mattina saremo già in viaggio.
Murtagh: No, andrete solo voi. Come ho già detto, io dai Varden non vengo.
Eragon: Speravo tu ci avessi ripensato. Non sopporto l’idea di dovermi separare da un altro
compagno di viaggio.
Murtagh: Adesso dormiamo, poi domani vedremo.
Cantastorie: Eragon e Murtagh si sdraiano e si addormentano; ma poco dopo arrivano degli
Urgali intenzionati a catturare Eragon e Saphira. Murtagh si sveglia di soprassalto e reagisce
immediatamente, andando all’attacco, ma Eragon è già circondato da altri Urgali. Uno lo
colpisce alla testa, così lo immobilizzano e lo portano via. Murtagh riesce a raggiungere
Saphira, gli sale in groppa e i due si allontanano in volo.
Eragon fu portato nella prigione di Gil’ead e gli somministrarono lo stesso veleno che i RaZac avevano usato per togliergli la magia. Quando riprese conoscenza Eragon si accorse di
essere sotto l’effetto del veleno, non era lucido nel pensare e non riusciva ad evocare le parole
dell’antica lingua. Spiando dalla porta della cella vide passare dei soldati con una prigioniera.
Eragon la riconobbe come la ragazza che spesso vedeva nei suoi sogni. Era legata, malconcia
e sanguinante. A chiudere la fila c’è un Cavaliere Nero.
Eragon: E’ lei la ragazza che vedo nei miei sogni … devo salvarla!
E quel Cavaliere Nero … non sarà mica il terribile Galbatorix? Oh no! Stavolta sono
spacciato! Devo trovare il modo di uscire di qui. Ma come faccio? Quella droga ha
annebbiato la mia mente e prima che passi l’effetto me l’avranno già somministrata di
nuovo. Ma come fanno, qui non c’è nulla se non la scodella del cibo e l’acqua da bere.
Eragon si avvicina alla ciotola con l’acqua da bere, l’avvicina alla bocca, ma
improvvisamente si ferma.
Eragon: Ha uno strano odore…ma certo! Il Veleno deve essere nell’acqua e nel cibo! Devo
resistere, fingerò di essere sotto l’effetto del veleno, ma non mangerò né berrò finchè non avrò
di nuovo il mio potere … ho bisogno della magia. Allora potrò liberare l’elfa. Intanto questa
minestra la svuoto dalla finestra della cella.
Cantastorie: Eragon si addormentò, in attesa che l’effetto del veleno svanisse completamente.
Quando la mattina dopo si svegliò aveva completamente ripreso il controllo di sé e dei suoi
poteri. Con un semplice incantesimo aprì la porta della sua cella, e si ritrovò in un corridoio
buio e freddo. In quel momento entrarono due Urgali e lo riconobbero. Eragon fece ricorso
alla magia per mettere K.O. quello a lui più vicino, quando all’improvviso un uomo
incappucciato entrò dall’altra parte del corridoio e con una freccia colpì l’altro Urgali
mettendolo in fuga. Chissà chi era?
Eragon: Sei tu Murtagh? Come sei riuscito ad entrare?
Murtagh: Non c’è tempo per le spiegazioni. Tra pochi minuti arriverà Saphira a prenderci.
Eragon: Dobbiamo salvare l’elfa…non andrò via senza di lei.
Murtagh: Elfa? … cosa? Va bene, anche se credo che faremmo meglio ad andarcene.
I due scrutano dagli spioncini delle celle, poi, con un gesto della mano Eragon apre la cella
dell’elfa. La trovano a terra, priva di sensi.
Murtagh: La porto io. Non sei nelle condizioni per poterla portare tu. Questa è la tua spada
(gliela porge) Ho pensato che ti potrebbe essere ancora utile … ma ora sbrighiamoci,
dobbiamo raggiungere l’ultimo piano della torre. Saphira sfonderà il tetto.
Cantastorie: I ragazzi con l’elfa s’incamminano su per le scale della torre, ma quando arrivano
nell’ultima stanza scoprono che li stava proprio il terribile Cavaliere Nero.
Galbatorix: Ebbene, mio giovane Cavaliere, non mi aspettavo che riuscissi ad evadere dalla tua
cella, ma visto che sei qui che ne dici di misurarti con me? Sempre che tu abbia capito chi ti
sta davanti!
Eragon: (come se lo dicesse tra se e se) Galbatorix ….
Galbatorix attacca per primo. Eragon si difende in duello ma arretra a ogni scontro e presto
si trova con le spalle al muro, faccia a faccia con Galbatorix.
Galbatorix: Potresti essere un pezzo importante nella partita che si sta giocando nell’impero,
rifletti! … Puoi scegliere se stare dalla parte del più forte o rimanere schiacciato come un
verme per cercare di difendere persone che non conosci neanche …
… Avresti molti privilegi se ti sottometti al mio potere!
Eragon: Saphira dove sei? Ho bisogno del tuo aiuto!
In quel momento entra Saphira, facendo un gran trambusto (sfonda il soffitto, entra e carica i
3 amici). Murtagh, che nel frattempo ha appoggiato l’elfa sul drago, colpisce Galbatorix alle
spalle con una freccia. Poi i tre saltano sul drago e fuggono via.
Galbatorix: Siete degli sciocchi se pensate di sfuggirmi … vi troverò ovunque e per voi sarà la
fine!
Galbatorix si toglie la freccia ed esce di scena
Cantastorie: I nostri eroi presero il volo cercando di fuggire il più lontano possibile, Eragon,
Murtagh e la misteriosa elfa. Erano ancora in pericolo, ma Eragon sapeva che doveva la vita a
Murtagh, l’aveva salvato un’altra volta. Non era più un estraneo, ora sentiva che erano legati
da un’amicizia speciale, per la prima volta da quando Roran se ne era andato, Eragon sentiva
di aver trovato di nuovo un fratello.
[Tempi di recitazione di queste 6 pagg. 20’ circa]
IL PERCORSO SVELATO (DONO DI SÉ) cap. 43-47
Cantastorie: Eragon e Brom si risvegliarono prigionieri. Erano stati drogati per cui non erano in
grado di usare la magia per liberarsi. Ad un tratto delle frecce sibilarono nell'aria e colpirono
uno dei Ra’zac, i quali scapparono, ma prima di fare ciò, lanciarono un coltello nella
direzione di Eragon. Brom si frappose e così venne ferito gravemente. Il mattino seguente il
ragazzo che li aveva salvati rivelo la sua identità. Il suo nome era Murthag. A causa della
ferita di Brom i due giovani furono costretti a lasciare Brom a una locanda. Durante il viaggio
Brom svelò la sua vera identità. Anche lui come Eragon era un cavaliere. Il gruppo ripartì
senza Brom, ma di notte vennero sorpresi ed Eragon catturato e condotto in un castello dove
riuscì a liberarsi con l'aiuto di Murthag e a scappare dalle grinfie del cavaliere nero:
Galbatorix. I giovani volarono sulla groppa di Saphira e con loro portarono l’elfa prigioniera
del cavaliere, ma non poterono volare a lungo perché la giovane draghessa non era abbastanza
forte per portare tre passeggeri e come se questo non fosse sufficiente aveva numerose ferite
lungo le ali.
SCENA 21
PERSONAGGI: Cantastorie,
Eragon
Saphira
Murtagh
Arya (l’elfa resta ancora incosciente tutto il tempo, salvo la sua voce
fuoricampo quando Eragon cerca di interrogarla))
La scena si apre con Saphira accovacciata ed Eragon chino vicino a lei che osserva le
ferite. Eragon fa scorrere le mani sulle ali della dragonessa per guarirla con la magia.
Eragon: Guarda Murthag, mentre fuggivamo i soldati ci hanno lanciato delle frecce. Hanno
trapassato la sottile membrana delle ali di Saphira, per fortuna che Brom mi ha insegnato
alcune parole nella lingua antica che servono per guarire queste ferite.
Saphira: C’è ancora una freccia incastrata qua dietro, mi da fastidio.
Eragon: Murthag mi aiuti a tenerle ferma l'ala che devo togliere questa freccia?
Mostra a Murtagh dove mettere le mani.
Murthag: Certo!
Eragon: sentirai dolore, ma finirò presto, cerca di non muoverti... potresti farci del male
Saphira: sono pronta
Saphira si muove quando Eragon le toglie la freccia e per questo manda a gambe all’aria Murtagh.
Murthag: : (stupito) mi ha colto alla sprovvista
Saphira: Scusami
Eragon: Saphira non voleva farti del male.
Murthag: Dimmi piuttosto come facciamo a portare l’elfa, è ancora priva di sensi.
Eragon: Non possiamo di certo abbandonarla qui!
Murthag: No di certo, ma rallenterà comunque la nostra fuga
Saphira: La porterò io!
Eragon: (verso Murthag) Non ci rallenterà se la porta Saphira.
Murthag: Buona idea
Eragon: Grazie Murthag, per quello che hai fatto, hai rischiato la tua vita per me un’altra volta.
Non lo dimenticherò mai.
Murthag: Se non diamo qualcosa di noi non diamo nulla. Ora andiamo o ci saranno addosso.
Escono di scena come se iniziassero il viaggio.
Cantastorie: I nostri amici ripresero il viaggio. Non sapevano di preciso dove andare, ma
avevano la certezza che i soldati di Galbatorix li stavano inseguendo e se non fossero fuggiti
alla svelta sarebbero stati catturati tutti e tre. Durante il viaggio Saphira portava l’elfa
misteriosa che purtroppo non dava segno di riprendersi.
Rientrano come se avessero percorso un lungo cammino, c’è anche Saphira con l’elfa.
Saphira:
Eragon: Mi chiedo come mai non si sia ancora svegliata. sono passate molte ore da quando
abbiamo lasciato Gil'ead.
Murthag: Eppure respira anche se molto debolmente.
Eragon: Chissà che cosa le hanno fatto?
Murthag: Per quanto ne so, lei è il primo elfo che il re abbia mai catturato da quando si sono
ritirati in isolamento in un luogo segreto. Temo che Galbatorix l’abbia torturata per scoprire i
suoi segreti. Se avesse scoperto il loro rifugio, il re avrebbe dichiarato guerra e inviato tutto
l'esercito. Chissà se gli uomini di Galbatorix sono riusciti a farsi dire da lei dove si trovano i
suoi simili prima che la salvassimo?
Eragon: non lo sapremo finché non avrà ripreso i sensi. Ma adesso raccontami che cosa è
successo dopo che mi hanno catturato. come sono finito a Gil'ead?
Murthag: gli urgali lavorano per l'impero.
Eragon: che cosa?
Murthag: Ho sentito dire che gli urgali stavano lasciando la regione per migrare a sud-est, come
se fossero diretti nei deserto di Hadarac.
Eragon: . Se davvero il re li controlla, perché li manda da quella parte?
Murthag: Forse sta radunando un esercito Urgali per scopi personali, o forse stanno per fondare
una città urgali.
Saphira: che orrore
Eragon: Sono troppo stanco per pensare. Qualunque sia il piano di Galbatorix, una cosa è certa:
sarà fonte di guai. Hai rischiato la vita per salvarmi; ho un debito con te. non sarei mai
riuscito a fuggire da solo.
Murthag: sono contento di essermi reso utile. La cosa che mi preoccupa di più in questo
momento è dove andremo, con tanti uomini a darci la caccia. I soldati di Gil'ead domattina ci
cercheranno, e quando avranno trovato le tracce dei cavalli capiranno che non sei volato via
con Saphira.
Eragon: Ma noi saremo già scappati.
Murthag: Sì. Intanto prepariamo un giaciglio per la nostra ospite.
Murtagh distende una coperta per l'elfa. Quando ve la deposero, lui e Eragon si accorgono di
tutte le ferite riportate dall’elfa durante la prigionia.
Murthag: (inorridito) Guarda quante ferite ha sul corpo questa povera creatura.
Eragon: (triste) Non credevo che si potesse dare così tanto dolore ad un’unica persona
Murthag: puoi guarirla?
Eragon: (preoccupato) ... non lo so. Le ferite sono così tante
Saphira: Eragon! è un'elfa. non puoi permettere che muoia. Stanco o no, affamato o no, devi
salvarla. Unirò le mie forze alle tue, ma sarai tu a invocare la magia.
Eragon: Sì. Hai ragione. Murthag ci vorrà del tempo. Puoi procurarmi del cibo? e per favore fai
bollire qualche straccio per bendarla. Non riuscirò a guarire tutte le ferite, almeno proverò a
curarne il più possibile.
Murthag: non è il caso di accendere il fuoco, potrebbero vederci. Dovrai usare stracci non lavati,
e il cibo sarà freddo.
Saphira: So che ti costa molta fatica, ma è la cosa migliore da fare.
Eragon posa con delicatezza una. mano sulla schiena dell'elfa. Saphira si accovaccia
accanto a lui.
Eragon: WAISE HEILL!
Eragon accarezza con cura la schiena e le braccia ferite dell’elfa per qualche minuto. Poi
stremato si inginocchia a terra.
Murthag: È finita?
Eragon: (stremato) Sì.
Saphira: Hai fatto un buon lavoro!
Murthag: Sopravviverà?
Eragon: (dubbioso) Non lo so. Gli elfi sono forti, ma nemmeno loro possono sopportare una
violenza simile senza conseguenze. Sarà meglio rimetterci in marcia. Non possiamo
permetterci di restare qui, non con i soldati così vicini.
Murthag: Ma da che parte andiamo?
Eragon: Dovremmo trovare i Varden e cercare asilo da loro
Murthag: Ma non sappiamo dove sono…
Eragon: Forse L’elfa lo sa. Cercherò di entrare nella sua mente e glielo chiederò.
Eragon si china sull’elfa le appoggia una mano alle tempie e si concentra. L’elfa
risponde con una voce fuori campo, oppure poterte farle aprire gli occhi per questo
dialogo.
Arya: (guardinga) Fermo! Chi sei?
Eragon: Non farmi del male, sono un cavaliere e un amico!
Arya: Come ti chiami?
Eragon: Eragon, e tu?
Arya: ... Arya. perché mi hai chiamata in questo modo? Sono ancora prigioniera dell’impero?
Eragon: No, io ti ho liberata da cinque giorni, ma tu per tutto questo tempo non ti sei mossa né
hai detto una parola.
Arya: Durante la prigionia mi hanno dato un raro veleno che mi ha immobilizzato mente e corpo,
devo prendere l’antitodo se no morirò entro pochi giorni.
Eragon: Dove si trova l'antidoto?
Arya: Possiamo chiederlo soltanto agli Elfi o ai Varden.
Eragon: Ma io non so dove stanno ne gli elfi ne i Varden. Siamo a sud, vicini a Furnost. Dove
posso portarti?
Arya: Ti dirò dove sono i Varden se mi dai la tua parola che non rivelerai mai a Galbatorix, e se
giuri nella lingua antica che non mi hai ingannata in alcun modo e che non hai intenzione di
fare del male agli elfì, ai nani, ai varden o alla razza dei draghi.
Eragon: Giuro
Arya: Vai nei Monti Beor, nel monte Farthen Dũr. … poi ti chiedo di non chiamarmi più, non
avrei le energie per risponderti! In bocca al lupo!
Arya interrompe il contatto.
Eragon: (trepidante ai compagni) Dobbiamo andare dai Varden
Murthag: Quanto sono lontani?
Eragon: Abbastanza, ma abbiamo pochi giorni prima che muoia perciò non ci resta che partire
subito.
Murthag: (Un po’ irritato) Andate via ora!
Eragon: Andate? … Ma cosa ti prende?
Murthag: Io dai Varden non verrò!
Eragon: Non capisco, qual è il motivo di tanta ostinazione?
Murthag: Non importa il motivo per cui mi trovo in questa situazione, ma posso dirti che i
Varden non mi accoglierebbero a braccia aperte.
Eragon: Anch’io ho fatto cose di cui non vado orgoglioso, perciò non ti giudico, ma non puoi di
certo vagare da solo con gli Urgali che ti danno la caccia! Dimmi di che si tratta.
Murthag: Non è questo. non ho fatto niente per meritare questo trattamento; sarebbe stato più
facile rimediare, se fosse così. no... il mio unico crimine è quello di esistere.
Saphira: Eragon, non possiamo permetterci di perdere altro tempo, dobbiamo partire subito!
Eragon: Mi dispiacerà lasciarti Murthag, ma come vedi non ho alternative. Potresti
accompagnarci almeno nella traversata del deserto?
Murthag: Il deserto? … Se è l’unica strada … non vi lascerò morire dopo tutta la fatica che ho
fatto per liberarvi! Verrò con voi, ma quando troverete i Varden io me ne andrò!
Eragon: Grazie Murthag!
Murthag: Piuttosto, come faremo con l’acqua, non abbiamo abbastanza scorte per il deserto?
Eragon: Dimentichi che io conosco la “Lingua Antica”. Voglio fare un esperimento …
Eragon si china appoggia due dita sul terreno e farfuglia delle parole nell’antica lingua
(idros venit) e l’acqua, incomincia ad affiorare.
Murthag: (stupefatto) Stai facendo affiorare l’acqua dalla terra, come hai fatto?
Eragon: (ironico) Bastava chiamarla.
Sorridono e si preparano per partire, poi escono di scena.
IL PERCORSO SVELATO (PERDONO) cap. 48-51
Cantastorie: Eragon e compagni atterrarono dopo un lungo viaggio. Le ali di Saphira erano ferite
e dopo averle curate procederono a curare le numerose ferite che le tortura di Galbatorix
avevano procurato all'elfa e per fare ciò Eragon unì le sue forze con quelle di Saphira. Le
ferite erano state curate ma l'elfa non si risvegliava. Così Eragon con la magia riuscì a
risvegliare l'elfa momentaneamente, la quale le rivelò come raggiungere i Varden. Devono
raggiungere i monti Beor nel loro rifugio entro quattro giorni, o lei morirà a causa del veleno
somministratole.
I giovani partirono così alla volta del deserto di Hadrac. Eragon estrarrà l'acqua dal terreno
con la magia, così potranno attraversarlo senza problemi.
SCENA 22
PERSONAGGI: Cantastorie,
Eragon
Saphira
Arya (l’elfa resta incosciente tutto il tempo)
Capo dei Mercanti
Mercante Uno
Mercante Due
Tre
(all’occorrenza potete aggiungerne un quarto per fare numero)
Murtagh
Mercante
La scena si apre su una landa deserta. I nostri protagonisti sono posizionati dietro una
roccia alta, quasi nascosti. Ma dall’altra parte ci sono i mercanti di schiavi.
Saphira: Eragon, io ho fame, sono vari giorni che non mangio qualcosa. Ho bisogno di andare a
caccia.
Eragon: Siamo nel deserto Saphira, cosa credi di poter trovare?
Saphira: Ma Eragon per i miei gusti il deserto è pieno di cibo.
Eragon: Va bene, vai, ma non allontanarti troppo, anche se siamo fuori dall'impero gli Urgali
sono sempre in giro.
Saphira: Tornerò tra poco. (parte)
Cantastorie: Eragon, Murthag, Arya e Saphira sono accampati dopo la lunga fuga dagli Urgali
dei giorni precedenti, sono molto stanchi, ma il pericolo incombe su di loro. Infatti dei
mercanti di schiavi armati li osservano da dietro una collina e sono intenzionati a rapirli per
farli diventare schiavi.
Saphira esce di scena, ma dall’altra parte del muro di roccia arrivano i mercanti di
schiavi che iniziano a spiare Murthag e Eragon mentre si riposano o duellano o leggono un
libro o cucinano.
Aguzzino Uno: Guardate là, quei due giovani e quella ragazza potrebbero essere un ottimo
bottino, se poi li catturiamo di sorpresa senza farli neanche combattere varranno ancora di più.
Capo: Allora state pronti, al mio segno li circondiamo.
Piano piano i mercanti di schiavi iniziano a circondare Murthag e Eragon cercando di non
farsi notare.
Murthag: Eragon, dietro quella collina ci sono delle persone che si stanno avvicinando. Non
sono Urgali, forse potrebbero essere un'avanguardia dei Varden.
Eragon: Arya mi ha fatto vedere che i Varden si trovano ancora a varie leghe di distanza. Io non
mi fido troppo. Probabilmente faremmo meglio a scappare.
Murthag: No, i cavalli sono troppo stanchi, ci raggiungerebbero in un attimo. L'unica soluzione
sarà combattere se ce ne sarà necessità. Avverti Saphira che c'è bisogno di lei.
Eragon: Meglio coprire Arya, non vorrei che si accorgessero che è un'elfa. Comunque potrei
provare di spaventarli e metterli in fuga con la magia, senza che ci sia bisogno di combattere.
Murthag: No sono convinto che in questi casi l'unica cosa da fare sia combattere ed ucciderne il
più possibile per convincere gli altri che è meglio andarsene. Sfodera Zar'roc.
Il capo degli schiavi da il segnale e i mercanti si stringono in cerchio (o semicerchio per
la scena) intorno agli amici.
Capo: Catturiamoli!!
I mercanti di schiavi circondano Eragon, Murthag. Eragon e Murtag tengono le spade
ben strette ma non iniziano a combattere.
Capo: Bene, due giovani forti e senza neanche una ferita. Varranno una fortuna. E chissà chi c'è
sotto quella coperta. Tu, vai a vedere! (Si rivolge a Mercante 2)
Mercante Due: E' un'elfa, l'impero ci pagherà tantissimi soldi per lei!
Murthag: Cosa volete? Noi siamo uomini liberi, non ci potete impedire di proseguire per la
nostra strada!
Capo: (Sardonico) Uomini liberi? Non più, caro il mio schiavo. Deponete le armi e avrete salva
la vita.
Mercante Uno: Poi senza ferite da combattimento varrete ancora di più.
Eragon: Saphira, arriva subito! Sono dei mercanti di schiavi!
Saphira: Che persone orribili. Stai pronto, sono quasi dietro di loro!
Eragon: Ora Murthag! Saphira, attacca!
Viene ingaggiata una lotta tra Murthag e il capo dei mercanti, Eragon combatte con un
altro e Saphira si avventa su altri 2 mercanti cogliendoli alle spalle. Si combatte per un
minuto finché Eragon non grida Brisingr (fa eventualmente un incantesimo col fuoco)
i mercanti fuggono spaventati, tranne il Capo dei Mercanti, che, colpito, è a terra
stordito e sta cercando di rialzarsi.
Eragon: Vedi Murtag, è bastato un semplice incantesimo per spaventarli e farli fuggire! …Ma
cosa stai facendo?
Murthag si sta avvicinando deciso con la spada sguainata al Capo dei Mercanti, che è
in ginocchio, stremato e senza alcuna arma.
Capo: (Intontito, si rivolge a Murthag) Ragazzo sei stato bravo, unisciti a noi, l’impero pagherà
molti soldi per la vostra elfa …
Murthag gli avvicina la spada alla gola.
Capo: (più spaventato, quasi supplicante) … poi il commercio degli schiavi è fruttuoso,
diventerete ricchi, altro che questo deserto.
Murthag: Gli aguzzini come te mi fanno schifo!
Murthag sta per uccidere l’uomo, ma Eragon lo blocca afferrandogli il collo. Il
mercante si alza con uno scatto e fugge via.
Murthag: Lasciami! Che cavolo stai facendo?
Eragon: Che cavolo stavi facendo tu? Sei impazzito! Volevi ucciderlo?
Murthag: Era una persona orribile, vendeva esseri umani, non aveva scrupoli
Eragon: Ma non era comunque necessario ucciderlo!
Murthag: ha provato ad ucciderci e ora che l’hai lasciato scappare racconterà di noi alle truppe di
Galbatorix.
Eragon: Se anche fosse stata la persona più crudele dell’Algaësia non avresti dovuto ucciderlo.
Che senso ha combattere Galbatorix e il suo impero del male se anche noi ci comportiamo
come lui, se non sappiamo perdonare?
Murthag: Adesso è colpa mia? (Sarcastico) Scusa se ti ho salvato la vita. Se avessi perdonato
come dici tu forse mi avrebbero già fatto la pelle.
Eragon: Non te ne faccio una colpa, ma la nostra impresa ha senso solo se sapremo comportarci
diversamente da Galbatorix. Il bene può nascere dal perdono, non di certo dalla vendetta.
Murthag: Mah … Adesso non ti voglio sentire, vado a controllare che non ci siano altri spioni
intorno.
Murthag esce di scena stizzito e Eragon inizia a parlare con Saphira
Eragon: Saphira, sono confuso. Alcune delle cose che ha detto Murthag sono vere, forse.
Istintivamente anch’io avrei fatto come lui.
Saphira: Se vogliamo veramente riportare la pace in Algaësia dobbiamo sapere lottare contro il
male, fuori e dentro di noi. Dobbiamo perdonare chi sbaglia, altrimenti il male vincerà su di
noi. Si può stare bene insieme solo se ci si perdona a vicenda. Solo chi è perdonato può
trovare la forza di cambiare.
Eragon: (Ripetendo a se stesso) Solo chi è perdonato può trovare la forza di cambiare. … Mi è
venuta voglia di fare pace con Murthag!
Eragon esce e anche Saphira. Entra il cantastorie.
Cantastorie: Eragon è poi riuscito a fare pace con Murthag, che allontanandosi aveva riflettuto
sulle parole del compagno ed aveva capito che per sconfiggere il male bisogna ricorrere al
bene, altrimenti il male cambia solo esecutore, ma dilaga rinvigorito. Quella notte Murtag
pianse amaramente pensando che tutto il male che aveva vissuto un po’ lo avesse segnato
anche nei ragionamenti. Ma Eragon e Saphira l’avevano perdonato ed ora lui aveva voglia di
cambiare modo di ragionare e vincere il male con il bene: con il perdono!
I nostri amici proseguirono il loro viaggio verso i monti Beor, senza sapere di essere inseguiti
da bande di Urgali velocissimi e fortissimi che si avvicinano sempre di più. Riusciranno i
nostri amici ad arrivare in tempo dai Varden? Lo scopriremo forse domani.
E VA BENE COSÌ … SENZA PAROLE (ASCOLTO) cap. 52-57
Cantastorie: Incominciamo con la ricapitolazione…vi ricordate cosa è successo! A si, ma siete
sicuri che vi ricordate proprio bene!! Ne siete sicuri! Ma per sicurezza lo facciamo lo stesso.
I tre compagni Eragon, Murtag e Saphira, stanno portando Arya dai varden, ma nel loro
cammino si imbattono in un gruppo di briganti mercenari che riescono a sconfiggere solo
grazie al tempestivo intervento della dragonessa. Murtag si dimostra però spietato nei
confronti degli assalitori, e infatti uccide il loro capo. Per questo Eragon si era arrabbiato con
Murtag. Murtag si era fatto sopraffare dalla rabbia e non aveva perdonato la malvagità di
quell’uomo; ma solo perdonando, cioè combattendo il male con il bene potranno battere
Galbatorix, altrimenti faranno la sua stessa fine.
Una volta riappacificati i nostri amici si sono rimessi in cammino, senza sapere di essere
pedinati da un esercito di Kull, Urgali più grossi, più veloci e più pericolosi. Purtroppo i nostri
amici sono stati raggiunti proprio nella zona del Farthen Dur, e se la sarebbero vista davvero
brutta se non fossero intervenuti i Varden che con un attacco a sorpresa sono riusciti a liberare
Eragon, Murtag e Saphira che ora si trovano al cospetto di Ajihad re dei Varden.
SCENA 23 (sala del trono di Ajihad re dei Varden)
PERSONAGGI: Cantastorie,
Ajihad
Eragon
Consigliere
Saphira
Guardia
Murtagh
Eragon è finalmente arrivato dai Varden, e viene da loro accolto anche se con una certa
diffidenza. Viene ricevuto sia da Ajihad, re dei Varden, che da Rothgar, re dei Nani. Sono due
personaggi molto potenti, esperti e autorevoli, ma lo ascoltano nonostante la sua giovane età.
Ajihad: Dimmi Rasmus cosa abbiamo scoperto degli stranieri che abbiamo salvato dagli Urgali?
Consigliere: Sono 2 ragazzi con un drago e con loro portavano l’elfa Arya, ma era priva di sensi.
Ajihad: Arya? Che le era successo?
Consigliere: L’abbiamo portata subito dai guaritori ed ora sta meglio. Il ragazzo, Eragon, e il suo
drago, Saphira, l’hanno salvata dalle prigioni di Galbatorix.
Ajihad: Molto bene! Quante cose si scoprono potendo scandagliare la mente delle persone! Che
mi dici dell’altro ragazzo?
Consigliere: Nulla, sommo Ajihad, il giovane s’è rifiutato di farsi guardare i ricordi.
Ajihad: Cosa? Si è rifiutato? Va be’ che è una pratica un po’ dolorosa, ma come pensa che
possiamo fidarci delle sue parole, senza aver visto la sua storia! È sicuramente un traditore,
ecco perché vuole nasconderci la sua storia.
Consigliere: Abbiamo ascoltato le parole del giovane cavaliere, il quale sostiene che il suo amico
è affidabile.
Ajihad: Dimmi Rasmus, siamo in guerra contro il regno del male, possiamo ascoltare le parole di
un sedicenne?
Consigliere: Mi dica signore, come dobbiamo agire?
Ajihad: Falli entrare al mio cospetto, voglio ascoltare cosa hanno da dire.
Esce il Consigliere e rientra con Eragon, Saphira e Murtag
Ajihad: Benvenuti Eragon e Saphira, vi attendevamo da molto tempo. Prima di potervi ascoltare
privatamente devo però parlare con Murtag. Ragazzo, tu rifiuti di farti esaminare la mente?
Murtag: Sì, non permetterò mai a nessuno di entrare nella mia mente, è l'unica cosa veramente
mia.
Ajihad: Ora che ti ascolto ho una strana impressione. La tua voce non mi è nuova, penso di
sapere chi sei. Mostrami la tua schiena.
Murtag mostra la schiena, ha una vistosa cicatrice
Ajihad: È come pensavo. Tu sei il figlio di Morzan, il primo dei Cavalieri rinnegati, servo di
Galbatorix. Ti ordino: fatti esaminare la mente?
Murtag: MAI!
Ajihad: Allora non mi lasci altra scelta. Portatelo in una cella isolata, e nessuno gli parli finché
non verrò io.
Entra una guardia che con il consigliere blocca Murtag e lo porta fuori scena. Eragon
rimane sbigottito alla notizia che il suo amico Murtag è il figlio del terribile Morzan.
Eragon: Perché lo hai fatto imprigionare, non ha commesso nulla di male.
Murtag: Forse è come dici tu, il tuo amico è affidabile, ma io sono il capo dei Varden e devo
ascoltare anche il mio popolo. Cosa pensi che direbbero se sapessero di avere in casa il figlio
di un loro nemico del passato? Ha scoperto il nostro nascondiglio segreto. Se Galbatorix gli
estorcesse questa informazione, anche contro la sua volontà, noi saremmo perduti e con noi
tutta l’Alagaësia!
Eragon: Arya come sta? E' già guarita?
Ajihad: Se ne stanno prendendo cura i nostri guaritori, è molto grave, ma sta migliorando. Se non
fosse stato per il tuo intervento sarebbe morta. Ti siamo molto grati per questo. Arya è stata
per molti anni la custode dell'uovo di Saphira, era incaricata di portarlo dagli elfi ai Varden, in
attesa che si schiudesse davanti al suo Cavaliere. Poi c'è stata l'imboscata degli Urgali
comandati da Galbatorix, e lei ha cercato con la magia di mandarla a Brom.
Eragon: … e invece l’ho trovato io. Ecco perché Brom mi si è avvicinato. Lui era destinato ad
essere il mio maestro! Avrei potuto ascoltarlo di più!
Ajihad: Brom non è certamente riuscito ad insegnarti tutto quello che avrebbe voluto, ma
certamente, conoscendo la sua saggezza, ti avrà insegnato le cose più importanti per la tua e la
nostra sopravvivenza.
Eragon: Brom mi ha insegnato molto. È stato ascoltando lui che sono cresciuto, nel corpo e nello
spirito.
Ajihad: Allora dimmi allievo di Brom ho bisogno di sapere da te: pare che Galbatorix abbia
stretto un’alleanza con gli Urgali per formare un grande esercito di uomini e Urgali ed
attaccarci.
Eragon: La cosa è ancora peggiore perché gli Urgali ci hanno seguiti fin da voi. Temo che presto
attaccheranno.
Ajihad: Questa non ci voleva. Darò ascolto alle tue parole e cercherò di preparare una buona
difesa. Ora puoi andare, ma attento: qui non tutti ti vedranno di buon occhio, infondo anche
Galbatorix era un Cavaliere. Soprattutto i nani, che ci ospitano, hanno molta diffidenza verso i
Cavalieri e i draghi. In molti cercheranno di influenzarti, ma tu dovrai cercare di essere il più
possibile libero. I Cavalieri influenzati da menti malvagie hanno già fatto troppi danni.
Eragon: Mi dici che in tanti vogliono molto da me. Ma tu cosa vuoi da me?
Ajihad: Da te mi aspetto che tu agisca con giustizia, che impari a conoscere ed usare le tue
immense doti per il servizio del bene. Dovrai imparare a distinguere il bene dal male e non
farti influenzare. Dovrai anche capire che la lotta contro Galbatorix ti costringerà a scelte
molto difficili e a responsabilità grandi. Dovrai ascoltare tutti, ma saper discernere il bene e la
voce del Grande Spirito.
Eragon: Come comincio?
Ajihad: Per il momento riposati, ci attende un’impresa che verrà ricordata nelle nostre canzoni.
Ti restituisco la spada che era di Morzan, ma so che tu la userai meglio.
Eragon: Grazie per avermi dato ascolto. E' molto strano per me essere accolto da persone così
importanti.
Ajihad: Grazie a te ragazzo, ora ti lascio, devo andare a preparare gli uomini.
Ajihad esce lasciando soli Eragon con Saphira.
Eragon: Allora, Saphira, come ti è sembrato il re dei Varden.
Saphira: È certamente una persona molto saggia, e ripone molta fiducia in noi, nonostante siamo
così giovani e ci abbia appena conosciuto.
Eragon: È vero, anche se è una persona così importante mi ha ascoltato veramente, ha voluto
sapere quello che ho visto e quello che ho intenzione di fare. Mi ha prestato la massima
attenzione, mi ha consigliato, ma non mi ha obbligato a compiere nessuna scelta.
Ora nascondo Zar'roc, così possiamo andare da Rothgar, il re dei nani.
Saphira: No, non avere paura di quella spada, hai ascoltato Ajihad? Fai quello che meglio credi
della tua spada. Ricordati che è grazie ad essa che sei arrivato fin qua.
Eragon: Hai ragione, mi presenterò da Rothgar con Zar'roc.
Eragon e Saphira escono di scena, stanno andando da Rothgar.
SCENA 24 (sala del trono di Rothgar re dei nani)
PERSONAGGI: Cantastorie,
Ajihad
Eragon
Consigliere
Saphira
Guardia
Murtagh
Eragon e Saphira arrivano alla sala del trono di Rothgar. Il re è gia dentro, seduto al suo
trono. Il cavaliere s’inchina davanti al re.
Rothgar: Benvenuti Eragon e Saphira, non inchinarti davanti a me ragazzo. È un onore
ricevervi.
Eragon: Anche per me è un onore essere ricevuto dal re dei nani.
Rothgar: Che brutta spada! … Zar'roc. Avrei preferito non rivederla: ha portato molta sventura
tra noi. Ma apprezzo la tua scelta di presentarti con essa. Nelle tue mani quella spada
diventerà strumento di difesa, non di distruzione. Attento però a come ti comporti. Molti nani
ti vedono con diffidenza, non dimenticano quello che ci hanno fatto i draghi e i Cavalieri. Io
ho fiducia in te, ma non tutti ne hanno. Sii prudente.
Eragon: Mi sono accorto di questo appena sono entrato nel Farthen Dur.
Rothgar: Voglio chiederti una cosa: perché sei venuto da noi.
Eragon: Per trovare riparo e riposo dopo la mia lunga fuga dall'impero.
Rothgar: È solo la necessità di fuggire dall'impero che ti ha spinto da noi? Noi ti possiamo
accogliere, ma prima o poi Galbatorix ci troverà e non sarai al sicuro neanche da noi.
Eragon: No, non è solo per fuggire che sono venuto qui. Ma anche perché ho capito che solo
lottando insieme ai Varden potrò sconfiggere Galbatorix e liberare tutti gli uomini di Algesia
dalla sua malvagia tirannia.
Rothgar: Hai ragione, hai detto cose molto belle, ma ricordati che sarà difficile realizzarle. Lo
vedi il mio trono? E' stati scolpito in modo molto squadrato, è scomodo sedersi qui. E' per
ricordare ad ogni re quanto sia difficile e complicato comandare e prendere le giuste decisioni
per tutti. Questo vale anche per te, che avrai un ruolo di grande responsabilità.
Eragon: Farò tesoro di quello che mi hai detto. Ti ringrazio per avermi ricevuto. Ora però voglio
andare finalmente a riposarmi.
Rothgar: Vai Eragon. Purtroppo temo che la tua tranquillità qui non durerà ancora molto a
lungo.
Eragon esce e dopo un po’ anche Rothgar. Entra allora il Cantastorie
Cantastorie: Avete visto ragazzi? Eragon prova l'esperienza di essere ascoltato da persone
importanti. I due re prestano attenzione a tutto ciò che Eragon dice, lo consigliano, ma lo
lasciano libero di scegliere. Il vero ascolto parte da prestare attenzione non solo con le
orecchie a ciò che l'altro vuole dire. Il vero ascolto non ha pregiudizi, ma sa comunque
consigliare, senza però obbligare. Chi ascolta veramente condivide i problemi, le gioie e le
difficoltà dell’altro. Ora tocca a voi, se volete diventare dei veri cavalieri imparate a prestare
ascolto agli altri. Chissà quante codse belle scoprirete.
MI FIDO DI TE [FIDUCIA] (capp. 58-59)
Cantastorie: Eragon è riuscito a raggiungere i Varden. Viene subito portato al cospetto del loro
re, il quale riconosce Murtag. Il ragazzo di cui Eragon si era a lungo fidato era in verità il
figlio di Morzan, uno dei rinnegati. Per questo viene imprigionato. Eragon si reca poi al
cospetto del re dei nani. Ambedue i re sono contenti della sua presenza, ma non altrettanto di
quella di Murtag e della spada di Eragon: Zar-roc, che era appartenuta al crudele Morzan.
Arya è stata guarita e nel poco tempo a disposizione aiuta Eragon e Saphira negli allenamenti
con la spada e con la magia. Il giovane cavaliere ne avrà molto bisogno, infatti pare che i
nemici debbano arrivare presto.
SCENA 25 (Sala del Trono di Ajihad) La scienza si svolge all'interno della roccaforte di
Ajihad, attrezzata di armerie e di mappe del Father-dur, dove verrà indicato il piano difensivo.
PERSONAGGI: Cantastorie
Saphira
Eragon,
Arya,
Orik,
Ajihad
In scena ci sono tutti i personaggi
Cantastorie: Eragon viene chiamato dal nano Orik il quale è stato la sua guida per il Farthen-Dur
al cospetto di Ajihad.
Ajihad: Ben arrivati, passo subito al problema: le nostre sentinelle hanno avvistato un enorme
esercito di Urgali e sono pronti a sferrarci un attacco devastante. L’unico modo per riuscire o
almeno sperare di riuscire a fermali è di dirigerli in tre tunnel affinché possiamo contenerli in
piccole zone e non prendano altre vie impreviste, perciò voi due dovrete dirigervi nella zona
più alta del tunnel e aiutare gli altri che si trovano già in quella postazione
Orik: Bene bene ci prepariamo … presto Eragon indossa questa armatura, poi proviamo insieme
a mettere un’armatura a Saphira
Eragon: Un’armatura per draghi?
Orik: Non crederai che i draghi combattano senza protezione?
Eragon: Cosa ne pensi Saphira?
Saphira: Proviamo!
Orik fa indossare ad Eragon e Saphira le armature.
Eragon: Ti ringrazio moltissimo per questi doni, che sono stati molto apprezzati!”
Orik: Non avere fretta di ringraziare…aspetta di vedere se l’armatura ti salverà la vita
Ajihad: Molto bene! Ora che siete pronti potete andare!
Eragon: Prima però grande Ajihad avrei una cortesia da chiederti.
Ajihad: Certo ragazzo, dimmi pure.
Eragon: Per questa battaglia vorrei Murtag al mio fianco!
Ajihad: Non posso farlo cavaliere. Qui c'è in gioco il destino di tutti noi!
Eragon: Ditemi o mio re. Voi vi fidate di me e del mio drago ?
Ajihad: Certo, e anche i nani e i Varden!
Eragon: E allora in nome di questa fiducia vi chiedo di liberare Murtag. Mi ha salvato la vita in
più di una occasione. Se non fosse stato per lui non saremmo mai arrivati fin qui.
Ajihad: Lui è il figlio di un traditore, un rinnegato!
Eragon: Non è stato lui a scegliere il passato di suo padre. E' qui per potersi riscattare. Abbiate
fiducia in lui e non ve ne pentirete.
Ajihad: Mi metti a dura prova ragazzo, ma per la fiducia che ripongo in te e nel tuo drago, dovrò
confidare anche nella buona fede dell’amico di cui vi fate garanti. Orik per favore, va a
liberare Murtag. Il figlio di Morzan combatterà al nostro fianco.
Orik esce di scena ed Eragon si volta verso Arya
Eragon: Anche tu combatterai?
Arya: Farò quello che devo fare. Dimentichi che sono più forte con la magia di chiunque,qui,
compreso te. Se arriverà Galbatorix, chi potrà sconfiggerlo se non io?
Eragon: Già … hai ragione
SCENA 26 (La scienza si svolge all'esterno sul campo di battaglia, dove si svolgerà l'intero
duello tra i cavalieri, e la fine della battaglia.)
Eragon,
Murtag,
PERSONAGGI: Cantastorie
Saphira
Arya,
Un Educatore (fuori scena) che faccia partire l’applauso finale.
Galbatorix
Cantastorie: Ajihad, Rothgar e il loro esercito ultimarono i preparativi per la battaglia. L'esercito
era pronto e Murtag era al fianco di Eragon e Saphira.
Entrano in scena Murtag ed Eragon
Murtag: Eragon dimmi, perché mi hai fatto liberare ora che hai scoperto chi sono?
Eragon: Ho sempre saputo chi eri! Certo, non conoscevo i tuoi segreti, ma ho sempre avuto piena
fiducia in te!
Murtag: Grazie Amico!
Eragon: Io ti devo ringraziare, non sarei qui se non fosse stato per il tuo aiuto. Ma questa gente
non ti conosce come ti conosco io. Questa è la tua possibilità per riscattare il tuo onore.
Murtag: Non la mancherò!
Irrompe in scena Arya tutta trafelata
Arya: Ci siamo! Gli Urgali hanno forzato i portoni e sono entrati a frotte. Conviene dividerci.
Ajihad sta già sorvegliando con i suoi uomini l’ingresso a sud; Rothgar e i nani già
combattono ad ovest. Io corro a dare rinforzo a Nord, chi viene con me?
Eragon: Murtag, vai tu, io e Saphira controlleremo le postazioni ad est!
I tre escono di corsa. A scena vuota entra Galbatorix
Galbatorix: Questa dovrebbe essere l’ala est, ormai abbiamo sbaragliato tutti questi ribelli! Ma
sento dei passi, è meglio nascondersi qua dietro!
Galbatorix si spinge sul fondo della scena camuffandosi dietro qualcosa. Arriva Eragon che
con il pensiero parla con Saphira.
Eragon: Saphira sono sul posto, ma non c’è nessuno. Resta a combattere lì dove sei, ti raggiungo
subito!
Eragon si guarda intorno con un po’ di sospetto.
Eragon: Però è strano che qui non ci sia nessuno? Ne soldati ne Urgali.
Galbatorix balza fuori e colpisce Eragon.
Galbatorix: Sei in trappola giovane cavaliere!
Eragon: Non mi prenderai mai vivo!
Galbatorix: Ma a me va bene anche prenderti morto … Ah Ah
I due iniziano a duellare, con la spada, con la magia o come vi pare. Dopo qualche minuto
però Eragon viene ferito e cade in ginocchio.
Galbatorix: Così ti voglio, in ginocchio davanti al supremo signore del male! Saresti potuto
diventare un mio consigliere, ti avrei fatto vice nel mio regno del terrore; ma tu hai preferito
unirti a questa feccia, ai poveracci. Ed ora io li schiaccerò, come schiaccio te ora.
Con un piede Galbatorix spinge il petto di Eragon atterrandolo, poi alza la spada per
trafiggerlo, ma prima che sferri il colpo Eragon rotola di lato, scatta in piedi e impone le
mani toccando la testa di Galbatorix e gridando “BRISINGR”.
Eragon: (gridando) BRISINGR!!!
Galbatorix: No! Non è possibile … Giovane cavaliere, ricorrendo alla Parola Antica hai sconfitto
il male, ma io … io …
Galbatorix stramazza al suolo ed Eragon cade in ginocchio.
Eragon: Grazie all’Antica parola ho sconfitto il male. Ora l’Alagaesia è libera dall’oppressore!
Halleluja!
Un educatore potrebbe far partire un applauso.
Cantastorie: Improvvisamente tutti gli Urgali smisero di combattere. Era come se si fossero
risvegliati da un sogno. Non sapevano dov’erano ne perché. Il malvagio Galbatorix era
riuscito con un maleficio a controllare le loro menti per molti anni e li aveva spinti a
combattere per i suoi loschi piani. Ora che erano liberi dal maleficio anche loro potevano
ricominciare ad avere delle vite più regolari, magari in armonia con gli altri popoli e razze.
L’Alagaesia era finalmente libera.
Ajihad e Rothgar, insieme a Brom e ad Arya, istituirono un consolato per governare bene
quelle terre. Brom era guarito perfettamente e di tanto in tanto girava ancora per i paesi a
raccontare questa storia … e io lo so bene!
(Il Cantastorie si toglie per un attimo il cammuffamento e rivela di essere Brom, poi riprende
a parlare)
Eragon e Saphira si dedicarono invece alla ricerca di altre uova di drago e di altri cavalieri.
L’ordine dei cavalieri venne ripristinato e offrì i suoi servigi per tutelare i più deboli e i più
bisognosi.
Se anche voi volete iscrivervi potete lasciare il vostro nome a quel drago che c’è alle vostre
spalle. (Il cantastorie indica un punto dietro i bambini, poi mentre tutti si voltano sparisce).
Un educatore fa partire un applauso.
LA NARRAZIONE NON DRAMMATIZZATA
Può succedere che per l’età dei vostri ragazzi o per urgenze tecniche non possiate
drammatizzare la storia di Eragon. Come fare allora a coinvolgere i ragazzi in questa
avventura affascinante? Abbiamo qualche idea per voi …
Il testo di riferimento, pur essendo già praticamente un classico della letteratura fantasy, è
molto recente, pertanto non ci sono ancora molte mediazioni narrative. Vi sconsigliamo il
film, sebbene sia già uscito in DVD, non è molto fedele alla storia originale e si discosta
molto anche dallo stile che gli abbiamo dato noi.
Molte di queste attività possono essere svolte anche nei giorni in cui sono previste le uscite,
sul pullman o con il cattivo tempo.
Il libro in se è lungo e per quanto avvincente possa risultare alla lettura forse non sortisce lo
stesso effetto all’ascolto; anche se ci si può provare (considerate però che noi abbiamo un
po’ riaggiustato la storia).
La riduzione teatrale che abbiamo preparato è stata fatta apposta per sottolineare determinati
aspetti. Talvolta può sembrare lunga e complessa, ma sarà per voi semplice riadattarla
secondo le vostre esigenze.
Se il coraggio non vi manca potreste anche cimentarvi in un musical cambiando le parole alle
canzoni che piacciono ai vostri ragazzi.
Una valida alternativa alla drammatizzazione può essere la lettura del copione assegnando le
parti, ma senza recitarlo effettivamente.
Si può altresì sfruttare il copione per far recitare i ragazzi nell’allestimento di un film.
Attenzione: la realizzazione di un filmato per quanto semplice possa sembrare richiede un
enorme quantitativo di risorse, tempo, pazienza. Il rischio è che l’intera esperienza si
finalizzi alla realizzazione di un video.
Un metodo sicuramente più semplice per contestualizzare le tematiche proposte alla storia del
cavaliere consiste nel narrare solo i riassunti dei vari atti teatrali, seguendo su una grande
mappa dell’Alagaësia il percorso compiuto dai nostri protagonisti.
Ecco qui di seguito i RIASSUNTI delle DRAMMATIZZAZIONI da poter utilizzare quando non
potete drammatizzare.
INTRODUZIONE
Il Cantastorie (Brom da vecchio) entra in scena, cercando a destra e a manca la
strada da seguire per raggiungere i bambini che stava cercando.
Cantastorie: Quella che sto per raccontarvi è una storia fantastica dove un ragazzo più o meno
della vostra età farà una scoperta sensazionale che cambierà per sempre la sua vita e quella
del suo popolo: gli abitanti dell’Alagaësia.
Un tempo l’Alagaësia era una terra popolata da tante creature diverse che vivevano in pace tra
loro. A governare il regno e tutelare la pace pensavano i Cavalieri dei Draghi, uomini
potentissimi con il compito di difendere e proteggere il popolo. Ogni cavaliere era legato ad
un drago.
Ma un giorno accadde la disgrazia.
Dopo la morte del suo drago il cavaliere Galbatorix impazzì e si ribellò alla stirpe dei
cavalieri. Assieme ad altri dodici rinnegati sconfissero i cavalieri diventando re e oppressori
di tutta Alagaësia.
Successe poi che Brom, l’ultimo cavaliere rimasto, rubò al re crudele un uovo di drago per
darlo agli Elfi. Fu solo che, durante un viaggio, questi furono assaliti dal terribile Galbatorix.
Arya, l’elfa che custodiva l’uovo, usando la magia, spedì l’uovo il più lontano possibile: sulla
Grande dorsale, proprio dove Eragon stava cercando di procurare il cibo per la sua famiglia.
Ed è cosi che ha inizio la nostra storia.
01 ANTEFATTO (capp. 1-2)
Cantastorie: In una notte di luna piena, mentre stava inseguendo un cervo sulla Grande Dorsale,
un giovane quindicenne, di nome Eragon scorse tra l’erba folta una strana pietra blu. Era
grande quasi come il suo torace e perfettamente levigata. Il ragazzo si rallegrò: non era
riuscito a cacciare nulla, ma avrebbe potuto rivendere quella pietra in cambio di una notevole
cifra.
02 FAMIGLIA (capp. 3-4)
Cantastorie: Giunto a Carvahall Eragon si precipitò dal macellaio Sloan, il quale restò
incuriosito da quella pietra, ma non potendole attribuire un valore si rifiutò di vendergli la
carne. Allora Eragon tornò a casa con la sua misteriosa pietra.
Eragon viveva con suo zio Garrow e suo cugino Roran. Roran era per lui come un fratello;
aveva due anni in più ed erano cresciuti praticamente insieme. Sua madre l’aveva
abbandonato da loro dopo averlo partorito e nessuno aveva mai avuto più notizie di lei. Zio
Garrow era rimasto vedovo da 5 anni, ma zia Gelsomina era stata una buona mamma di
riserva. Eragon, però, non riusciva a capire per quale motivo sua madre si fosse comportata
così. Sentiva che qualche cosa gli mancava.
L’indomani Eragon, tornò a Carvahall per cercare di conoscere il valore della pietra, ma non
riuscirono a trovare nessuno che sapesse dirgli che tipo di pietra fosse. Prima di tornare a casa
Eragon incontrò Brom, il cantastorie del villaggio, che stava raccontando una storia avvenuta
anni e anni orsono. Essa parlava dell'origine di Alagaësia e della nascita dei Cavalieri dei
Draghi, di come erano stati traditi e come Galbatorix era riuscito a diventare il re di
Alagaësia, sopprimendo la stirpe dei cavalieri con l'aiuto dei terribili rinnegati.
03 AMICIZIA (capp. 5-9)
Cantastorie: Dopo aver riportato a casa la pietra, senza aver scoperto cosa in realtà fosse, Eragon
si coricò, ma venne svegliato da strani rumori. Gli sembrò impossibile, ma si accorse che
quegli strani pigolii provenivano dalla misteriosa pietra blu, la quale ad un tratto si schiuse
liberando un piccolo drago. Eragon prova ad accarezzarlo, ma toccandolo gli si formò sul
palmo della mano una strana cicatrice argentata a forma di spirale. Il mattino seguente si recò
nel bosco dove costruì una tana per il suo nuovo amico.
Nel pomeriggio si recò a casa di Brom il cantastorie per farsi raccontare qualcosa di più sui
draghi e per trovare delle idee su un nome da dare al piccolo. Eragon tornò dal cucciolo e al
momento di fargli scegliere il nome, scoprì che si trattava di una femmina di drago ed insieme
decisero di chiamarla Saphira. Ogni giorno il ragazzo faceva visita alla dragonessa e tra i due
nacque un’amicizia davvero speciale. Presto Eragon scoprì che lui e la sua draghessa
potevano comunicare attraverso il pensiero.
04 RESPONSABILITÀ (capp. 10-15)
Cantastorie: Nella famiglia di Eragon stava per succedere qualcosa di sorprendente: Roran aveva
deciso di partire. Voleva andare a Therinsford a lavorare da un fornaio, così da guadagnare un
po’ di soldi per costruirsi una casa e sposare Katrina, la bella figlia del macellaio. La notizia
della separazione, seppur momentanea, portò ovviamente un po’ di dispiacere ad Eragon.
Garrow invece sembrava comunque soddisfatto, era fiero di avere un figlio così maturo e
responsabile da occuparsi del suo futuro e da pensare a farsi una famiglia.
Il giorno della partenza Eragon accompagnò Roran nel posto dove aveva dato appuntamento
al mugnaio di Therinsford per partire. Ma prima di tornare alla fattoria Eragon si accorse che
due loschi figuri stavano cercando informazioni sulla sua pietra blu. Uno di loro era altissimo,
mentre l’altro un po’ più tarchiato. Entrambi vestivano di nero ed erano molto coperti
nonostante facesse molto caldo. Li vide parlare con Sloan, il macellaio, il quale indirizzò i due
stranieri verso casa sua. Eragon si mosse velocemente, voleva avvisare zio Garrow, ma
Saphira spaventata per quei due stranieri lo raggiunse volando, e dopo averlo afferrato con le
zampe lo portò lontano per proteggerlo. Il giorno seguente i due tornarono alla fattoria, ma
trovarono la casa distrutta e lo zio Garrow morto.
In preda a rabbia e dolore Eragon e Saphira decisero di partire all'inseguimento degli stranieri,
ma sulla loro strada trovarono Brom, il saggio cantastorie. Lui conosceva tutto sui draghi e sui
cavalieri e guardando la cicatrice argentata sulla mano di Eragon capì che anche lui era un
cavaliere. Brom si offrì di accompagnarli per insegnare ad Eragon tutto ciò che doveva sapere
sui draghi. Ancora sofferente per la perdita dello zio, Eragon non aveva voglia di camminare
con nessuno, ma Saphira lo convinse a fidarsi del vecchio, così i tre partirono insieme.
05 RADICI (CAPP. 15-22)
Cantastorie: Brom, Eragon e Saphira lasciarono il loro paese per mettersi alla ricerca dei Ra’zac.
Giunsero a Therinsford dove acquistarono due cavalli, per andare più veloci; poi si spostarono
a Yazuac. Naturalmente prima di entrare in città chiedevano a Saphira di nascondersi da
qualche parte.
La città di Yasuac era deserta e stranamente silenziosa. Non c’era anima viva ed Eragon e
Brom erano piuttosto sospettosi. All’improvviso un Urgali balzo alle spalle dei due e colpì
Brom a tradimento. Il povero cantastorie perse i sensi lasciando da solo il cavaliere. A questo
punto Eragon era davvero spaventato! Lui da solo contro due urgali grandi, grossi e assetati di
sangue. Cercò di scappare, mentre con la mente chiamava Saphira perché andasse ad aiutarlo.
S’infilò in un piccolo spazio tra le pareti di due case, ma ahimè si era messo in un vicolo
cieco. Era troppo tardo per uscire, entrambi gli urgali gli si avvicinavano smaniosi di
mangiare la sua carne. Eragon non sapeva davvero come fare, provava rabbia, e terrore, ma
sapeva che avrebbe combattuto fino alla fine. Rapidamente estrasse una freccia dalla faretra e
nel furore della sua ira, scoccò il dardo gridando “BRISINGR!”. La freccia fu avvolta da
strane fiamme azzurre e colpendo il primo urgali li fece saltare tutti e due a terra coperti da un
fuoco blu che li consumava. Senza saperlo aveva invocato la magia della lingua antica che
ogni cavaliere ha dentro di sé. Eragon si sentì stremato dallo sforzo e strisciò fuori dal
cunicolo dove Saphira lo raccolse e lo portò con Brom in un luogo più sicuro.
Una volta al riparo il cantastorie spiegò a Eragon che ogni cavaliere aveva dentro di se la
magia dell’antica lingua.
Poi aggiunse: «Questa magia ha delle regole, come il resto del mondo. Se infrangi le regole, la
pena è la morte. I tuoi gesti sono limitati dalla tua forza, dalle parole che conosci e dalla tua
immaginazione. La Parola Antica è la base del potere, dovrai studiarla! La lingua descrive la
vera natura delle cose, non gli aspetti superficiali, quello che tutti vedono. Per esempio, fuoco
si brisingr per far fare al fuoco ciò che vuoi. Ed è quello che è successo oggi. Ma attento, se la
magia avesse avuto bisogno di più energia di quanta ne conteneva il tuo corpo, ti avrebbe
ucciso. Devi usare la magia soltanto per quelle imprese che non si possono compiere in modo
normale.»
Eragon lo fissava perplesso, aveva tante domande nel suo cuore, così Brom continuo:
«Per adoperare la magia, devi essere in grado di invocare questo potere con la volontà. Devi
conoscere la Parola di Verità che è la radice e l’origine di tutte le cose, per questo tutte le cose
gli obbediscono. Se diventi amico della Parola sarai amico di tutto il creato.»
I giorni si susseguivano sempre secondo lo stesso schema. Per prima cosa, Eragon si sforzava
di conoscere la Parola Antica. La sera si allenava con Brom con delle spade finte.
Con l'intensificarsi degli allenamenti, Eragon acquistò sicurezza e agilità, e imparò a muoversi
con la rapidità di un serpente. I suoi colpi divennero più pesanti, e il braccio non gli tremava
più quando parava gli attacchi. I duelli duravano di più via via che imparava a difendersi da
Brom. Anche Saphira continuava a crescere, ma più lentamente di prima. Era più alta dei
cavalli, adesso.
06 RISPETTO (CAPP. 23-28)
Cantastorie: Ad un certo punto dell’inseguimento Eragon e Brom trovarono lungo la via una
fiaschetta contenente Olio di Seithr: un olio rarissimo, che poteva appartenere solo ai Ra’zac.
I nostri amici decisero così di recarsi a Teirm, un’importante città di mare dove venivano
registrate le merci commerciate.
A Teirm abitava Jeod, un vecchio amico del cantastorie che li avrebbe di certo aiutati.
Rimaneva però un piccolo problema: Eragon aveva fatto il contadino per tutta la vita e non
aveva mai avuto la possibilità di imparare a leggere. Ancora una volta Brom con cura e
pazienza gli insegnò l’ABC. Studiando sui libri Eragon trovo un trattato sugli usi e costumi
degli Urgali e scoprì che non erano sempre stati un popolo crudele e insensato, ma infondo
anche loro erano figli dell’Alagaesia e come tali meritavano rispetto. Forse gli Urgali erano
vittime di qualche maleficio di Galbatorix, è per questo che avevano perso il buon senso.
Ora che aveva imparato a leggere Eragon, assieme a Jeod e Brom s’introdusse nella sala dei
registri nel palazzo dell’amministratore di Teirm, per scoprire chi avesse acquistato l’Olio di
Seithr e in che paese era stato spedito. Quello sarebbe stato di certo il paese dei Ra’zac.
07 APPARTENENZA (CAPP. 29-35)
Cantastorie: Eragon, Brom e Jeod riuscirono a trovare tra le pagine dei registri di spedizione che
l’olio di Seithr era stato spedito a Dras-Leona sull’Helgrid e i postini non avevano mai fatto
ritorno.
Era ormai arrivato il tempo di riprendere il viaggio, ad Eragon dispiaceva lasciare Teirm, era
da tanto che non viveva più in una casa in modo normale, ma ormai la sua casa era
l’Alagaesia. Se voleva continuare a stare con Saphira non poteva fermarsi in una città.
In pochi giorni raggiunsero la città di Dras-Leona e per la prima volta Eragon vide dei
mercanti di schiavi. Provo ribrezzo, gli sembrava così assurdo che delle persone potessero
venire private della propria libertà, così giurò a Saphira che insieme avrebbero combattuto per
liberare l’Alagaesia e il suo popolo da ogni forma di oppressione.
Eragon e Brom si mossero tra la gente in modo molto scaltro, con dei travestimenti per non
farsi riconoscere. Saphira stava ovviamente fuori città, nascosta tra i boschi. Purtroppo però i
Ra’zac li aspettavano e gli tesero un’imboscata. Una volta catturati Eragon e Brom fecero
atterrare anche Saphira e minacciando il suo cavaliere con un coltello la convinsero a farsi
legare. Ormai i nostri amici erano in trappola.
08 FRATELLANZA (capp. 36-42)
Cantastorie: Eragon e Brom si risvegliarono prigionieri. Uno dei Ra’zac stava per uccidere
Brom, ma all’improvviso una freccia lo colpì. Chi l’aveva lanciata? A quella ne fece seguito
un’altra, poi un’altra ancora sibilò nell'aria e presto s’infittì una misteriosa pioggia di dardi
contro i due mostri. I Ra’zac furono messi in fuga, ma uno prima di fuggire lanciò un coltello
al petto di Brom, ferendolo molto gravemente. Subito dall’ombra dei cespugli emerse un
giovane arciere di nome Murthag. Era stato lui a salvarli, diceva di essere un nemico dei
Ra’zac e dell’impero. Avrà avuto un anno o due in più di Eragon, ma non scuciva nulla sul
suo passato. I due giovani, con l’aiuto della draghessa, accompagnarono Brom da un suo
amico guaritore, ma la ferita era troppo grave e lui non poteva più ripartire con loro.
Prima di lasciare i suoi amici Brom rivelò ad Eragon un incredibile segreto che aveva tenuto
nascosto fino ad ora. Anche lui come Eragon era stato un cavaliere; aveva sconfitto Morzan
rubandogli l’uovo di Saphira ed ora collaborava con i Varden e gli Elfi per la liberazione
dell’Alagaesia dalle forze del male. Uomini ed Elfi? Che strana impressione, più cose
scopriva Eragon, meno aveva l’impressione di capire.
Eragon, Saphira ed il loro nuovo amico ripresero il viaggio. Murtag era misterioso, tanto
diverso da Eragon, ma per la prima volta dopo tanto tempo, nonostante le notevoli differenze
e qualche diffidenza, il cavaliere sentiva di aver finalmente trovato un fratello.
Una notte poi successe una cosa stranissima. Eragon sognò una donna. Era un’elfa che gli
diceva di essere stata imprigionata a Gil’ed e gli chiedeva di andare a liberarla. Eragon si
svegliò di soprassalto e subito svegliò anche Murtag per chiedergli consiglio. A Gil’ed c’era
la prigione imperiale; sarebbe stato da pazzi recarsi proprio lì. E poi che cosa centravano loro
con gli elfi? Nonostante tutti questi dubbi in virtù della fratellanza fra Uomini, Elfi e Draghi, i
nostri amici s’introdussero nella prigione di Gil’ed per salvare la ragazza. Non fu facile, ma
riuscirono a liberare l’elfa prima di essere scoperti. La ragazza era bellissima, si chiamava
Arya, ma a causa delle torture e dei veleni rimaneva in stato di coma e non riusciva a
svegliarsi.
09 DONO DI SÉ (capp. 43-47)
Cantastorie: Non fu facile evadere dalle prigioni di Gil’ed portando a peso Arya. Saphira nella
fuga era stata bersagliata dalle frecce e aveva le ali sanguinanti e un po’ sforacchiate. Eragon
cercò, ricorrendo alla magia dell’Antica Parola di guarirla, ma ne uscì esausto. Eppure anche
l’elfa presentava sul suo esile corpo tutti i segni delle torture subite in carcere. Ancora una
volta il cavaliere si sacrificò. Unì le sue forze a quelle di Saphira per cercare di guarire l’elfa.
Riuscì a sanare tutte le sue ferite, ma non c’era verso di svegliarla dal coma; solo per un
attimo l’elfa aprì gli occhi, ringraziò e spiegò che il veleno che le aveva somministrato
Galbatorix l’avrebbe presto uccisa. L’unico modo per salvarla era portarla subito dai Varden, i
quali avevano di certo l’antidoto. Prima di ricadere nel sonno spiegò come raggiungere il
nascondiglio dei Varden, tra i Monti Beor.
All’idea di andare dai Varden Murtag s’irrigidì. Non ne voleva sapere, c’era qualcosa di
sospetto nel suo rifiuto; ma non avrebbe potuto abbandonare i suoi amici proprio ora che gli
Urgali stavano per ragiungerli; così rinunciò ai suoi timori e accettò di partire verso i Monti
Beor.
Vista l’urgenza i ragazzi partirono subito, senza riposarsi un minuto di più, ma ancora non
sapevano quanti pericoli li attendevano.
10 PERDONO (Capp. 48-51)
Eragon, Murtag, Arya e Saphira si stanno dirigendo verso i Varden, ma durante una sosta
vengono assaliti da dei mercanti di schiavi seriamente interessati a derubargli tutto e
rivenderli come schiavi. Inoltre accorgendosi che la fanciulla è un’elfa complottano di
venderla all’impero in cambio di una ingente somma di denaro. Il combattimento non dura
molto, perché quando arriva Saphira quei vigliacchi scappano, lasciando a terra il loro capo.
Murtag gli si avvicina fermamente intenzionato ad ucciderlo, ma Eragon colpisce il suo amico
lasciando scappare il malvivente.
Murtag ed Eragon iniziano a litigare. Per Murtag quello era un essere spregevole che non
meritava di vivere, mentre Eragon sosteneva che la vendetta non serve a nulla e che bisogna
perdonare per aiutare le persone a migliorarsi. Se anche loro avessero ceduto all’ira non
sarebbero stati poi diversi da Galbatorix. E come avrebbero poi potuto combattere il male
facendo altro male?
Murtag si fermò a riflettere e pianse amaramente pensando a come tutte le tristi esperienze
che aveva vissuto lo avevano portato a dimenticare la gioia del perdono e la speranza nel
cambiamento. Eragon aveva ragione: non si può combattere il male con il male, altrimenti
vincerebbe il male. Bisogna combattere il male con il bene e con il perdono, solo così si può
sperare di migliorare il mondo e le persone.
Il gruppo proseguì poi verso i Monti Beor, anche se ormai gli Urgali li avevano quasi
raggiunti.
11 ASCOLTO (Capp. 52-57)
Cantastorie: Fu così che dopo tanto cammino i nostri eroi vennero raggiunti dagli Urgali.
Sarebbero stati certamente sterminati se non fossero intervenuti i Varden e i Nani a salvarli.
Una volta messi al sicuro i ragazzi con il drago vennero subito condotti al cospetto del re
Ajihad, mentre Arya fu portata con urgenza dai guaritori dei Varden perché le fosse
somministrato l’antidoto. Ajihad guardò i ragazzi stupito e prima che la situazione fosse
chiarita fece arrestare Murtag.
Eragon rimase basito quando scopriì che il suo amico era il figlio di Morzan, uno dei rinnegati
che aveva collaborato con Galbatorix allo sterminio dei cavalieri e dei loro draghi. Eppure il
cavaliere si fidava ancora del suo compagno di viaggio, anche se purtroppo non poteva fare
nulla per liberarlo. I guaritori Varden riuscirono anche a risvegliare Arya ed Eragon scoprì
che era stata lei a custodire insieme a Brom l’uovo di Saphira e che lui lo aveva trovato a
seguito dell’agguato di Galbatorix agli elfi.
I festeggiamenti però dovevano attendere, infatti Galbatorix aveva già scoperto il
nascondiglio dei Varden e presto sarebbe arrivato per distruggerli.
FQ
12 FIDUCIA (Capp. 58-59)
Cantastorie: Ajihad e Rothgar, il re dei nani chiesero ad Eragon, nonostante la sua giovane età,
di organizzare la difesa, ma lui pretese che il suo amico Murtag fosse liberato e potesse
combattere al suo fianco. Dopo un primo momento di titubanza i re acconsentirono. Per la
fiducia che avevano verso Eragon dovevano fidarsi anche del suo amico.
La notte stessa gli urgali entrarono a frotte nella fortezza, scassinando e distruggendo tutto.
Gli umani ed i nani erano, però, già pronti a difendersi. Eragon e Saphira avevano al loro
fianco Murtag, che aveva approfittato della prigionia per riposarsi. Quella per lui era la
possibilità di riscattare la sua fiducia e di certo non l’avrebbe sprecata.
Ognuno era impegnato a combattere, mentre Eragon cercava Galbatorix. Lo trovò presto e i
due ingaggiarono un duello tra spade e magie. Eragon stava per rimanere sopraffatto, ma ad
un certo punto sentì dentro di sé tutta la fiducia e la stima dei suoi amici. Questo barlume di
speranza gli diede rinnovato vigore e con un tremendo sforzo riuscì ad abbattere il crudele
dittatore. L’Alagaesia era finalmente libera.
(Un educatore fa partire un applauso.)
Ajihad e Rothgar, insieme a Brom e ad Arya, istituirono un consolato per governare bene
quelle terre. Brom era guarito perfettamente e di tanto in tanto girava ancora per i paesi a
raccontare questa storia … e io lo so bene! (Il Cantastorie si toglie per un attimo il
cammuffamento e rivela di essere Brom, poi riprende a parlare)
Eragon e Saphira si dedicarono invece alla ricerca di altre uova di drago e di altri cavalieri.
L’ordine dei cavalieri venne ripristinato e offrì i suoi servigi per tutelare i più deboli e i più
bisognosi.
Se anche voi volete iscrivervi potete lasciare il vostro nome a quel drago che c’è alle vostre
spalle (Il cantastorie indica un punto dietro i bambini, poi mentre tutti si voltano sparisce).
Un educatore fa partire un applauso.
I RIASSUNTI DELLE DRAMMATIZZAZIONI
Eccovi qui di seguito i riassunti sostitutivi per le tematiche che deciderete di non
approfondire. Vi basterà mettere in bocca al cantastorie queste brevi righe per
riallacciare il filo della storia.
INTRODUZIONE
Il Cantastorie (Brom da vecchio) entra in scena, cercando a destra e a manca la
strada da seguire per raggiungere i bambini che stava cercando.
Cantastorie: Ah...ma dove saranno finiti!? Ma si…sicuramente si saranno nascosti dietro a quel
cespuglio…( si avvicina al cespuglio) vi ho visti…mah…non sono neanche qui…ma dove si
saranno nascosti… eppure gli abitanti del villaggio mi avevano assicurato che li avrei trovati
qui.
(rivolto ai bambini) scusate nani avete visto dei bambini di umani!? Come siete voi!
No, mi state prendendo in giro… aspettate che guardo meglio, sapete la vecchiaia gioca brutti
scherzi…per tutte le bacche selvatiche e i fiori di camomilla, siete proprio dei bambini di
umani! In effetti pensandoci meglio non potevate essere dei nani, Eh, non avete la barba.
Mi presento: io sono il cantastorie di Carvahal, una città che si trova nel magico mondo
chiamato Alagaësia.
Un tempo l’Alagaësia era una terra popolata da tante creature diverse che vivevano in pace tra
loro. A governare il regno e tutelare la pace pensavano i Cavalieri dei Draghi, uomini
potentissimi con il compito di difendere e proteggere il popolo. Ogni cavaliere era legato ad
un drago, che era anche il loro più grande amico.
Ma un giorno accadde la disgrazia.
Dopo la morte del suo drago il cavaliere Galbatorix impazzì e si ribellò alla stirpe dei
cavalieri. Assieme ad altri dodici rinnegati sconfissero i cavalieri diventando re e oppressori
di tutta Alagaësia.
Successe poi che Brom, l’ultimo cavaliere rimasto, rubò al re crudele un uovo di drago per
darlo agli Elfi. Fu solo che, durante un viaggio, questi furono assaliti dal re Galbatorix in
persona e Arya, l’elfa che custodiva l’uovo, dovette, usando la magia, spedirlo il più lontano
possibile: sulla Grande dorsale, i monti che sovrastavano la città di Carvahall.
Ed è cosi che ha inizio la nostra storia.
01 ANTEFATTO (capp. 1-2)
Cantastorie: Un giovane quindicenne, di nome Eragon per aiutare la sua famiglia a procurarsi
qualcosa da mangiare ogni tanto si spingeva a cacciare proprio tra i boschi della grande
dorsale e fu lì che cercando del cibo trovò invece l’uovo di drago Il ragazzo pensava che fosse
una pietra preziosa, così la portò a Carvahall sperando di scambiarla con del cibo.
02 FAMIGLIA (capp. 3-4)
Cantastorie: Dopo essere tornato a casa Eragon si precipitò subito dal macellaio Sloan, ma non
riesce a barattare la pietra per la carne. Accorse in suo aiuto il suo amico Horst che allertato
da Katrina, figlia di Sloan, si offrì di pagare la carne per il ragazzo e la sua famiglia. Così
Eragon
ritornò
a
casa
con
la
carne
e
la
pietra
blu.
Il giorno seguente Eragon, suo cugino Roran e lo zio Garrow, si recarono in paese per cercare
di conoscere il valore della pietra, ma non scoprirono nulla. In compenso Eragon incontrò
Brom, il cantastorie del villaggio, mentre raccontava una storia avvenuta anni e anni orsono.
Essa parlava dell'origine di Alagaësia e della nascita dei Cavalieri dei Draghi, di come erano
stati traditi e come Galbatorix era riuscito a diventare il re di Alagaësia, sopprimendo la stirpe
dei cavalieri con l'aiuto dei terribili rinnegati.
03 AMICIZIA (capp. 5-9)
Cantastorie: Dopo aver riportato a casa la pietra, senza aver scoperto cosa in realtà fosse, Eragon
si coricò, ma venne svegliato da strani rumori. Gli sembrò impossibile, ma si accorse che
quegli strani pigolii provenivano dalla misteriosa pietra blu, la quale ad un tratto si schiuse
liberando un piccolo drago. Eragon prova ad accarezzarlo, ma toccandolo gli si formò sul
palmo della mano una strana cicatrice argentata a forma di spirale. Il mattino seguente si recò
nel bosco dove costruì una tana per il suo nuovo amico.
Nel pomeriggio si recò a casa di Brom il cantastorie per farsi raccontare qualcosa di più sui
draghi e per trovare delle idee su un nome da dare al piccolo. Eragon tornò dal cucciolo e al
momento di fargli scegliere il nome, scoprì che si trattava di una femmina di drago ed insieme
decisero di chiamarla Saphira. Ogni giorno il ragazzo faceva visita alla dragonessa e tra i due
nacque un’amicizia davvero speciale. Presto Eragon scoprì che lui e la sua draghessa
potevano comunicare attraverso il pensiero.
04 RESPONSABILITÀ (capp. 10-15)
Cantastorie: Il cugino di Eragon, Roran, aveva deciso di partire per un paese non troppo vicino,
per lavorare come fornaio, così da guadagnare un po’ di soldi per costruirsi una casa e sposare
Katrina. Dopo aver salutato il padre si fece accompagnare dal cugino all’appuntamento. Ma
prima di tornare alla fattoria Eragon si accorse che due loschi figuri stavano cercando
informazioni sulla sua pietra blu. Li vide parlare con Sloan, il macellaio, il quale indirizzò i
due stranieri verso casa sua. Eragon corse subito verso casa per avvisare suo zio, ma Saphira
spaventata per quei due stranieri lo raggiunse volando, e dopo averlo afferrato con le zampe lo
portò lontano per proteggerlo. Il giorno seguente i due tornarono alla fattoria, ma trovarono la
casa distrutta e lo zio Garrow morto. In preda a rabbia e dolore Eragon e Saphira decisero di
partire all'inseguimento degli stranieri, ma si imbatterono in Brom, il saggio cantastoire, che si
offre di accompagnarli.
05 RADICI (CAPP. 15-22)
Cantastorie: Brom, Eragon e Saphira lasciarono il loro paese per mettersi alla ricerca dei Ra’zac.
A Therinsford acquistarono due cavalli, per andare più veloci; ma durante una tappa presso la
città di Yazuac vennero assaliti da un gruppetto di crudeli urgali, pronti a farli a pezzettini.
Brom venne colpito a tradimento, ed Eragon spaventato e nel furore della sua ira, pronuncia
una parola nella lingua magica. Senza saperlo aveva invocato la magia della lingua antica che
ogni cavaliere ha dentro di sé. I due mostri caddero a terra esanimi e anche Eragon si sentì
stremato dallo sforzo; così Saphira accorse a metterli in salvo. Una volta al sicuro Brom
insegnò al ragazzo la magia dell’antica lingua.
06 RISPETTO (CAPP. 23-28)
Cantastorie: Ad un certo punto dell’inseguimento Eragon e Brom perdono ogni traccia dei
Ra’zac, ma il mio collega, Brom, riconosce lungo la via una fiaschetto contenente Olio di
Seithr: un olio rarissimo, che poteva appartenere solo ai Ra’zac. I nostri amici decisero così di
recarsi a Teirm, un’importante città di mare dove venivano registrate le merci commerciate.
Li abitava Jeod, un vecchio amico del cantastorie.
Assieme a Jeod, Brom ed Eragon s’introdussero nella sala dei registri nel palazzo
dell’amministratore di Teirm, per scoprire chi aveva acquistato l’Olio di Seithr e in che paese
era stato spedito. Quello sarebbe stato di certo il paese dei Ra’zac.
07 APPARTENENZA (CAPP. 29-35)
Cantastorie: Eragon, Brom e Jeod riescono ad arrivare ai registri di spedizione dell’olio di
Seithr, e riescono a scovare il nascondiglio dei Ra’zac che si trova sull’Helgrid. Prima di
ripartire Eragon scopre che Jeod e Brom avevano collaborato per rubare un uovo di drago
dalle mani del perfido Morzan, amico di Galbatorix.
Una volta giunti sull’Helgrind Saphira, Brom ed Eragon sono vittime di un’imboscata e
vengono catturati dai terribili Ra’zac.
08 FRATELLANZA (capp. 36-42)
Cantastorie: Eragon e Brom si risvegliarono prigionieri. Erano stati drogati per cui non erano in
grado di usare la magia per liberarsi. Uno dei Ra’zac stava per uccidere Brom, ma
all’improvviso una freccia lo colpì. Chi l’aveva lanciata? A quella ne fece seguito un’altra,
poi un’altra ancora sibilò nell'aria e presto s’infittì una misteriosa pioggia di dardi contro i due
mostri. I Ra’zac furono messi in fuga, ma uno prima di fuggire lanciò un coltello al petto di
Brom, ferendolo molto gravemente. L’arciere che li aveva salvati si chiamava Murthag era un
nemico dei Ra’zac e dell’impero, così si unì ad Eragon e Saphira. I due giovani
accompagnarono Brom da un suo amico guaritore, ma la ferita era troppo grave e lui non
poteva più ripartire con loro. Prima di lasciare i suoi amici Brom rivelò la sua vera identità.
Anche lui come Eragon era stato un cavaliere; aveva sconfitto Morzan rubandogli l’uovo di
Saphira ed ora collaborava con i Varden per la liberazione dell’Alagaesia dalle forze del male.
Eragon, Saphira ed il loro nuovo amico Murthag ripresero il viaggio, ma di notte una donna
tormentava il sonno di Eragon. Era un’elfa imprigionata a Gil’ed che chiedeva aiuto. Fu così
che i nostri amici s’introdussero nella prigione di Gil’ed per salvare la ragazza. Ma a causa
delle torture e dei veleni l’elfa Arya non riusciva a svegliarsi.
09 DONO DI SÉ (capp. 43-47)
Cantastorie: Dopo la fuga dalle prigioni di Gil’ed Eragon unì le sue forze a quelle di Saphira per
cercare di guarire l’elfa con l’aiuto della Lingua Antica. Le ferite erano state curate ma l’elfa
non si risvegliava. Così Eragon con la magia riuscì a risvegliare l'elfa momentaneamente, la
quale le rivelò come raggiungere i Varden. La loro nuova destinazione erano i monti Beor, lì
avevano sede i Varden. È solo che avrebbero dovuto fare in fretta, altrimenti l’elfa non
avrebbe resistito. I ragazzi partirono subito, ma non sapevano ancora quanti pericoli li
attendevano.
10 PERDONO (Capp. 48-51)
[Quello che accade in questi capitoli è specifico sul perdono. Se saltate questa parola potete
saltare il resoconto]
11 ASCOLTO (Capp. 52-57)
Cantastorie: Fu così che dopo tanto cammino i nostri eroi vennero raggiunti dagli Urgali.
Sarebbero stati certamente sterminati se non fossero intervenuti i Varden e i Nani. Vennero
subito portati al cospetto del re Ajihad, il quale però fece arrestare Murtag. Eragon scoprì che
il suo amico era il figlio di Morzan, uno dei rinnegati che aveva collaborato con Galbatorix.
Eragon si fidava ancora di Murtag, ma purtroppo non poteva fare ancora nulla per liberarlo. I
guaritori Varden riuscirono anche a risvegliare Arya ed Eragon scoprì che era stata lei a
custodire insieme a Brom l’uovo di Saphira.
I festeggiamenti però dovevano attendere, infatti Galbatorix aveva già scoperto il
nascondiglio dei Varden e presto sarebbe arrivato per distruggerli.
12 FIDUCIA (Capp. 58-59)
Cantastorie: Ajihad e Rothgar, il re dei nani chiesero ad Eragon di organizzare la difesa, ma lui
pretese che il suo amico Murtag fosse liberato e potesse combattere al suo fianco. Dopo un
primo momento di titubanza i re acconsentirono. Per la fiducia che avevano verso Eragon
dovevano fidarsi anche del suo amico.
La notte stessa gli urgali entrarono nella fortezza attraverso le gallerie sotterranee, ma gli
umani ed i nani erano già pronti a difendersi. Eragon e Saphira avevano al loro fianco Murtag,
che aveva approfittato della prigionia per riposarsi. Quella per lui era la possibilità di
riscattare la sua fiducia e di certo non l’avrebbe sprecata.
Ognuno era impegnato a combattere, mentre Eragon cercava Galbatorix. Lo trovò presto e i
due ingaggiarono un duello tra spade e magie. Eragon stava per rimanere sopraffatto, ma ad
un certo punto sentì dentro di sé tutta la fiducia e la stima dei suoi amici. Questo barlume di
speranza gli diede rinnovato vigore e con un tremendo sforzo riuscì ad abbattere il crudele
dittatore.
Improvvisamente tutti gli Urgali smisero di combattere. Era come se si fossero risvegliati da
un sogno. Non sapevano dov’erano ne perché. Il malvagio Galbatorix era riuscito con un
maleficio a controllare le loro menti per molti anni e li aveva spinti a combattere per i suoi
loschi piani. Ora che erano liberi dal maleficio anche loro potevano ricominciare ad avere
delle vite più regolari, magari in armonia con gli altri popoli e razze.
L’Alagaesia era finalmente libera.
Ajihad e Rothgar, insieme a Brom e ad Arya, istituirono un consolato per governare bene
quelle terre. Brom era guarito perfettamente e di tanto in tanto girava ancora per i paesi a
raccontare questa storia … e io lo so bene! (Il Cantastorie si toglie per un attimo il
cammuffamento e rivela di essere Brom, poi riprende a parlare)
Eragon e Saphira si dedicarono invece alla ricerca di altre uova di drago e di altri cavalieri.
L’ordine dei cavalieri venne ripristinato e offrì i suoi servigi per tutelare i più deboli e i più
bisognosi.
Se anche voi volete iscrivervi potete lasciare il vostro nome a quel drago che c’è alle vostre
spalle (Il cantastorie indica un punto dietro i bambini, poi mentre tutti si voltano sparisce).
Un educatore fa partire un applauso.
3.Cosa Si Fa: attività, giochi e spunti di preghiera
per elementari e medie-superiori. Contiene anche la
scheda personaggio.
ATTIVITÀ PER I BAMBINI DELLE ELEMENTARI
Mi raccomando prima di iniziare ogni attività nei gruppi di studio concedetevi un ban
introduttivo o un rapido gioco di socializzazione o comunicazione.
INTRODUZIONE:
Attività n° 01
Nome :
Materiali:
Descrizione:
Obiettivi
educativi:
DECORAZIONE DELLE UOVA
Uova di struzzo (reperibili c/o Fontanelice), pittura blu e
pennelli.
Oppure tanta carta di giornali, colla e palloncini
Si svuotano le uova e si colorano. Successivamente ogni
bambino scrive il proprio nome su ogni uovo.
Oppure si gonfiano i palloncini e si rivestono di pezzettini di
carta di giornale imbevuti in colla diluita con acqua. Dargli
una forma da uovo il più possibile e lasciare asciugare.
I bambini si preparano ad iniziare l’avventura aiutandosi a
vicenda, fare un uovo da soli è difficilissimo, ma in tre e
meglio.
Note:
Attività n° 02
Nome :
PASSEGGIATA CON SMORFIE
Materiali:
Descrizione:
Si gironzola x la stanza e ad ogni stop dell’agevolatore si saluta chi ci si
trova innanzi, facendo una faccia assurda.
Obiettivi
educativi:
Note:
È un’attività propedeutica significativa che aiuta a conoscersi
e rompere il ghiaccio.
Attività n° 03
Nome :
INIZIALI E QUALITÀ
Materiali:
Descrizione:
Si considerano le lettere con cui inizia il proprio nome e si scelgono
delle caratteristiche che si hanno che inizino con le medesime lettere.
(Es. Gianni Ferri = G.F. = Generoso Fidato)
Dopo che ognuno ha espresso le proprie qualità, si fa un altro giro dove
è il gruppo a scegliere 2 diverse qualità per quel bambino (Es. Gianni
potrebbe diventare anche Gentile e Fortunato).
Obiettivi
educativi:
Note:
È un’attività propedeutica significativa che aiuta a conoscersi
e rompere il ghiaccio.
Attività n° 04
Nome :
LA MACCHINA
Materiali:
A turno ognuno sceglie di essere il pezzo di un’automobile e si
posiziona, senza dire che pezzo è, nello spazio dove decidiamo di
costruire la macchina. Ognuno deve guardare bene dove si è collocato il
giocatore che lo ha preceduto, perché dopo si ricostruirà l’auto ed
ognuno dovrà prendere il posto di chi si è collocato prima di lui. Il
primo in questo caso si posizionerà dove si era messo l’ultimo.
Descrizione:
Obiettivi
educativi:
Note:
È un’attività propedeutica significativa che aiuta a conoscersi
e rompere il ghiaccio.
FAMIGLIA:
Attività n° 05
Nome :
LA FOTO DI FAMIGLIA
Materiali:
macchine fotografiche e costumi tipici
Descrizione:
Ogni bambino s’immedesima in un ruolo della propria
famiglia, travestendosi. Per ogni personaggio della famiglia si
scatta una foto. Una volta sviluppate, si uniscono formando la
famiglia al completo.
Le foto si possono ritagliare e posizionare su un cartoncino,
dove il bambino ha già preparato uno sfondo (es. una stanza,
un prato, un cortile ecc…)
Obiettivi
educativi:
Note:
C’è l’immedesimazione del bambino in ogni personaggio della famiglia,
cercando di fargli capire che importanza ha il parente per lui.
Volendo l’educatore può dare l’incarico al bambino di
immedesimarsi in una caratteristica particolare del parente.
AMICIZIA:
Attività n° 06
Nome :
LETTURA E RIFLESSIONE SUL BRANO ELISEO E GEDEONE
Materiali:
La storia di Eliseo e Gedeone la trovate tra gli allegati +
eventuale vangelo + un cartellone e dei pennarelli
Descrizione:
Obiettivi
educativi:
Note:
Leggiamo il brano proposto, poi ci poniamo delle domande:
Pensi che esistano amici come Gedeone ed Eliseo?
Come ti saresti comportato al loro posto? Perché?
Hai amici che sai che si sarebbero comportati così?
Quali credi siano o quali sai che sono le sensazioni che si possono
avere quando l’amicizia è così vera?
Quali sono le qualità che cerchi in un amico?
E tu, accogli tra i tuoi amici, nel tuo gruppo, altri amici che
cercano la tua amicizia oppure chiudi il tuo cerchio e non lasci che
qualcun altro entri?
Conosci qualcuno che ha dato la propria vita per i suoi amici?(si
può leggere il brano del vangelo “vi ho chiamato amici” Gv.
15,11-17 o quello dell’ultima cena Lc. 22, 24-30) ti senti tra gli
amici di Gesù?
I bambini riflettono sull’amicizia
Per non dimenticare la nostra riflessione si può disegnare un
grande cuore in cui scriviamo i nomi dei nostri amici ma dove
lasciamo anche degli spazi vuoti, per gli amici che incontreremo
lungo l’Estate Ragazzi.
RESPONSABILITÀ:
Attività n° 07
Nome :
LETTURA E RIFLESSIONE SU MT. 25, 14-30
Materiali:
Vangeli o fotocopie
Descrizione:
Prima di leggere il brano del Vangelo (Mt. 25,14-30) chiediamo ai bambini di
ricostruirlo.
Presentiamo un antefatto: un padrone distribuisce dei talenti ai suoi servi,
spieghiamo loro che i talenti sono dei lingotti d’oro di grande valore. Poi
chiediamo loro come si comporterebbero se ricevessero 5, 3 o un talento.
Come lo impiegherebbero, cosa ci farebbero, ecc.
Cerchiamo di far loro capire a quali risultati potrebbero portare le loro scelte e
che mettere in gioco le proprie sostanze può aiutare farle fruttificare.
Ora leggiamo Matteo 25, 14-30
Obiettivi
educativi:
Note:
i bambini riflettono sulle conseguenze delle loro azioni.
Attività n° 08
Nome :
I LUOGHI DELLA RESPONSABILITÀ
Materiali:
Descrizione:
Il gruppo riflette su quali comportamenti e scelte rendono Eragon responsabile,
e quindi su quali atteggiamenti e comportamenti possono aiutarci a rispondere
all’invito che Gesù ci fa ad essere responsabili
TRACCIA
Gesù ci ha affidato il compito fondamentale di prendere coscienza della
necessità e dell’importanza di assumerci seriamente le nostre responsabilità, e
di diventare quindi uomini maturi e liberi. Ma per raggiungere questo
traguardo, quali esperienze di vita possono aiutarci nella nostra formazione?
Andiamole a scoprire nella vita di Eragon…
- ACCETTAZIONE DI SÉ: significa prendere coscienza in maniera obiettiva delle
nostre capacità e dei nostri limiti (Eragon è stato destinato ad essere un
Cavaliere, e dovrà imparare ed esercitarsi nelle abilità e nei poteri propri di un
Cavaliere), per superare sia i momenti di depressione (l’assassinio dello zio
Garrow) che quelli di autoesaltazione (l’utilizzo un po’ sprovveduto della
magia durante l’imboscata degli Urgali a Yazuac nel capitolo ventesimo)
- DISPONIBILITÀ E CAPACITÀ DI SACRIFICIO: significa avere voglia di mettersi
in discussione sospendendo le proprie convinzioni e il proprio giudizio
(dialogo con Saphira all’inizio del capitolo quindicesimo), e saper stare al
proprio posto anche quando costa fatiche e dispiaceri
- SERIETÀ: significa svolgere con impegno i propri compiti, mantenere gli
impegni presi e le promesse fatte, e scoprire che le cose che contano veramente
sono raggiungibili solamente attraverso impegni concreti e duraturi
Obiettivi
educativi:
Note:
RADICI:
Attività n° 09
Nome :
L’ALBERO GENELOGICO DEI LUOGHI
Materiali:
carta igienica, vinavil, cartoncino colorato.
Descrizione:
Si costruisce un albero tridimensionale aiutandoci con la carta
igienica e sui rami verranno appese delle foglie fatte di
Obiettivi
educativi:
cartoncino dove i bambini dovranno scrivere i luoghi nei quali
sono cresciuti, cioè i luoghi delle loro radici (es. la scuola
materna frequentata, i luoghi di villeggiatura, ecc…)
Far riscoprire al bambino l’importanza dei luoghi in cui è
cresciuto e l’importanza del non dimenticare le proprie
radici… fondamento della nostra vita!
Note:
RISPETTO:
Attività n° 10
Nome :
Materiali:
IL REGISTA DELLE BUONE MANIERE
costumi da teatro/cinema, sedia da regista
Descrizione: tutti i bambini sono i cerchio e tra loro ne vengono scelti alcuni per interpretare
le parti di una scenetta molto semplice. (ad esempio: un ragazzo va dal
giornalaio, fa la spesa poi incontra una ragazza che gli piace e vuole dichiararle
il suo amore).
La scenetta viene ripetuta diverse volte secondo le indicazioni di questo
“pazzo” regista che critica a ripetizione i suoi attori urlando dalla sua sedia
frasi del tipo:
- Cosa state facendo questa scena deve essere più veloce!
- Lenta!
- Violenta!
- Gentile!
- Arrabbiata!
- Dolce!
Ad ogni indicazione del regista gli attori devono ripetere la scena da capo e poi
ancora e ancora….
Fino a quando non si esaurisce la fantasia del regista o la pazienza degli attori.
Obiettivi al termine della rappresentazione è necessario che vengano poste alcune
educativi: domande ai bambini come: in quale occasione pensate che la ragazza sia stata
più felice? Il giornalaio sia felice di avere un cliente come il ragazzo?Per
spostare la riflessione su come è giusto trattare le altre persone. Solo se sono io
tratto le altre persone con rispetto e con gentilezza mi posso aspettare che loro
facciano lo stesso.
è bene che alcuni dei ruoli principali almeno nella prima rappresentazione
Note:
siano recitati dagli animatori/educatori per lanciare la situazione e rendere più
chiaro e divertente lo svolgersi della scenetta.
Attività n° 11
Nome :
IL VENDITORE DI GIORNATE.
fogli, biro, un fischietto, cartellone, pennarelli, prospetto giornata (vedi
allegati)
Descrizione: I ragazzi vengono divisi in piccoli gruppi (10-15 massimo) a ciascuno viene
dato un foglio con riportati sulla sinistra gli orari di una giornata tipo
[trovate il prospetto “La mia giornata” nella cartella allegati] e sulla
colonna di destra devono essere scritte le attività che ciascun bambino
vorrebbe fare (o che fa) a seconda dell’orario.
Ad esempio 10.00 sveglia, 11.00 tv.
Poi due ragazzi alla volta si alzano dal cerchio e al fischio devono convincere
uno con l’atro ci chi abbia scritto l’orario migliore: il più bello, il più
efficace, il più giusto, ecc.
Gli “scontri” proseguono fino a quando tutti i bambini non abbiano giocato.
Materiali:
Bambini
Descrizione: prendete un unico grande cartellone dove sono riportato gli orari della giornata
e tutti insieme i bambini devono compilarlo decidendo insieme il programma e
le attività che vorrebbero fare durante la loro giornata ideale.
Obiettivo
educativo:
far capire che ciascuno di noi ha delle esigenze diverse e che se anche non sono
uguali a noi le dobbiamo rispettare perché siamo tutti diversi ma nessuno è
migliore degli altri.
Attività n° 12
Nome :
Materiali:
Descrizione:
INSIEME È MEGLIO
cartellone, tempere di vari colori, pennarelli
riuniti in cerchio viene chiesto a ciascun ragazzo di pensare ad una
o più suo talento, capacità, qualità. Poi a turno i ragazzi
procederanno nel colorarsi una mano e poi lasciare la loro
impronta sul cartellone, di fianco all’impronta delle loro mani
dovranno scrivere la qualità che hanno pensato.
Dopo che tutti hanno scritto la o le loro qualità, in ordine si
potrà collegare la propria impronta a quella di un altro
ragazzo/a secondo un criterio qualsiasi (lui è bravo a giocare a
calcio io non lo sono). Si andrà avanti fino a quando non si
saranno esaurito i collegamenti possibili (per rendere più
colorato il tutto sarebbe bello se i collegamenti fossero di
colori diversi).
Obiettivi
educativi:
Note:
lo scopo è quello di far capire che se io ho un talento posso
farlo fruttare al meglio se questo lo spendo (collego) per un
mio amico.
nel caso che qualche ragazzo non esprima nessun
collegamento è importante la presenza dell’educatore che lo
sforzi a trovare un collegamento per fargli capire che anche
lui fa parte della comunità.
Attività n° 13
UN DONO
Nome :
Materiali:
Descrizione:
Obiettivi
educativi:
Note:
da definire
Fase 1: laboratorio manuale (può essere sostituita da un
laboratorio già previsto nell’arco della settimana)
Fase 2: il lavoro che è stato realizzato viene poi scambiato
con un nostro amico del campo.
io dono all’altro al mio amico il risultato del mio lavoro del
mio impegno, glielo dono perché gli voglio bene.
lo scambio viene fatto uno ad uno, un bambino non può
ricevere più di un dono dagli altri bambini, un altro
rimarrebbe senza.
APPARTENENZA:
Attività n° 14
Nome :
GIOCHIAMO ad AMEBE e ci riflettiamo su
Materiali:
Descrizione:
I bambini si metteranno a coppie tenendosi per mano e facendo così dei
piccoli cerchi, ogni coppia dovrà strappare alle altre amebe un componente
che andrà così a prendere per mano i componenti dell’ameba, che così
diventerà più grande. Alla fine si andranno a formare un unico grande
cerchio. Vincono i bambini che appartengono all’ameba gigante.
Queste Amebe sono molto più forti rispetto alle amebe iniziali composte
soltanto da due bambini, infatti l’unione fa la forza ed in questo caso solo
uniti si vince.
Alla fine del gioco l’educatore farà notare questo aspetto del gioco ai
bambini.
Obiettivi
educativi:
Note:
I bambini considerano il senso di appartenenza come elemento di
vittoria nella quotidianità.
Attività n° 15
Nome :
I MIEI PADRONI
Materiali:
Due sagomine che trovate nella cartella Allegati e qualche matita
Descrizione:
Si consegna ai ragazzi la sagoma di un omino dicendo che è un
appezzamento di terra appartenente a tanti proprietari; poi si chiede loro di
immedesimarsi nel poderino e di dividere quel pezzo di terra in più parti (con
una matita) a seconda di quelli che sarebbero i loro proprietari se loro stessi
fossero un orticello.
Il bambino considera che certe relazioni richiedono
un’appartenenza reciproca che in qualche modo
ci vincola, come se avessimo dei padroni,
ma che è comunque un’esperienza che ci gratifica.
Obiettivi
educativi:
Note:
Attività n° 16
Nome :
LETTURA e ANALISI di un BRANO
Materiali:
Vangeli o fotocopie
Descrizione:
Lettura del brano della “Pecorella Smarrita” Lc 15, 4-7
L’educatore dovrà portare a una piccola riflessione sul brano concentrando
l’attenzione sulla figura della pecora che, allontanandosi dal proprio gregge,
si sente sola e smarrita. Ogni bambino si deve immedesimare con una pecora
e riflettere su cosa potrebbe fare se fosse sola e non apparterrebbe a nessuno.
Obiettivi
educativi:
Note:
Il Bambino riflette sulla gioia di appartenere alla famiglia di Dio
Attività n° 17
Nome :
ASCOLTO DI “GOCCIA DOPO GOCCIA” E RIFLESSIONE
Materiali:
Il testo di “Goccia Dopo Goccia” lo trovate nella cartella Allegati
Descrizione: Si ascolta con i bambini la canzone (NON allegata!). Poi si chiede loro qual è
la frase della canzone o la parola che gli è piaciuta di più.
Poi si chiede ai bambini se gli vengono in mente degli esempi di cose che da
sole sembrano irrisorie, ma quando sono in gruppo sono più potenti.
Il bambino riflette su come l’appartenenza ad un gruppo lo tuteli
per certi aspetti della vita.
Obiettivi
educativi:
FRATELLANZA:
Attività n° 18
Nome :
COLORIAMO L’UOVO
Materiali:
Colori a dito o colori lavabili e atossici + un cartellone a forma di uovo
Descrizione:
Ognuno sceglie un colore che lo rappresenti, poi spiega perché lo ha scelto (o
perché è il suo preferito, o per qualche sua peculiarità che lo rendono diverso
da tutti gli altri, ecc.) Si bagna il palmo della mano in un po’ di colore a dito
(quello lavabile con l’acqua). A turno, si va a colorare con la propria impronta, un
cartellone a forma di uovo, segno che insieme possiamo fare nascere qualcosa,
nonostante siamo tutti diversi.
Obiettivi
educativi:
Attività n° 19
Nome :
Leggiamo e riflettiamo su “AMICO NEMICO
Il testo della canzone “Amico Nemico” di Roberta Pagnetti. Chi l’avesse
potrebbe anche farla ascoltare. [Trovate il testo nella cartella Allegati]
Materiali:
Questa canzone ha partecipato alla 38° Edizione dello Zecchino d'Oro (1995)
Descrizione: Analizziamo il testo della canzone “Amico Nemico
La canzone sottolinea come nonostante le persone siano diverse, per cultura,
tradizioni, modi di pensare e di vivere, ma anche semplicemente per interessi
siano spesse accomunate da qualcosa: l’avere sogni e progetti. L’educatore
dovrebbe cercare di sottolineare questo aspetto, di guidare il bambino a
capire che, nella diversità, siamo tutti uomini, fratelli con sogni e speranze.
Se poi qualcuno la conosce sarebbe bello provare a cantarla insieme!
Obiettivi
educativi:
DONO DI SE:
Attività n° 20
Nome :
“VISITA AI VIGILI DEL FUOCO”
Materiali:
---
Descrizione: Nell’ambito della settimana in cui viene trattato il tema del dono di se può
Obiettivi
educativi:
essere del caso di fare una visita o ricevere una visita dei vigili del fuoco, o
di un infermiere o di uno di quei mestieri in cui si spende la vita per gli
altri.
L’esempio di queste persone è l’esempio concreto di una vita spesa al
servizio per gli altri.
Attività n° 20 bis
Nome :
LETTURA E COMMENTO DI 2 BRANI
Materiali:
I brani “Caro Bambù” e “Il Riso e le bacchette” li trovate negli
allegati.
Descrizione: Lettura dei brani e discussione guidata dagli educatori
Obiettivi
educativi:
PERDONO:
Attività n° 21
Nome :
6 UN TESORO E TE LO SCRIVO
I bigliettini a forma di cassaforte che trovate negli allegati.
Materiali:
Descrizione: Anche in una persona crudele e spietata come il Venditore di Schiavi
Obiettivi
educativi:
Note:
Eragon era riuscito a vedere qualcosa di buono. Anche noi vogliamo
allenarci a vedere negli altri il loro valore. Disponiamo i bambini in cerchio.
Ogni bambino scrive una cosa positiva dell’amico che sta alla sua destra e
di quello che sta alla sua sinistra, poi gli consegna il biglietto.
I bambini riconoscono i pregi degli altri. Questo favorisce l’autostima.
Vedi attività integrative negli spunti di preghiera il gioco del nodo umano
ASCOLTO:
Attività n° 22
Nome :
DESERTO
Una preghiera di Madre Teresa (è la n° 32 nel file “Preghiere” nella cartella
Allegati) ed un altro eventuale testo a discrezione vostra.
Descrizione: Si può fare un piccolo momento di deserto. Si chiede ai ragazzi di cercare
un posticino riservato, solo per loro, in chiesa o dove ritengono più
opportuno, l’importante è che dall’inizio alla fine del deserto nessuno parli
(soprattutto gli educatori che devono dare l’esempio). Nel loro posto si
Materiali:
Obiettivi
educativi:
Note:
chiede ai ragazzi di meditare su una preghiera di Madre Teresa ed un altro
eventuale testo se ritenete opportuno, poi nel silenzio, considerando che
stanno cercando di ascoltare cosa Dio vuol dire loro riflettono con questa
traccia di domande:
1) è faticoso fare silenzio?
2) perché?
3) sei d’accordo con questa riflessione di Madre Teresa?
4) cosa ti sta dicendo il Signore attraverso questo silenzio?
5) E tu, cosa stai dicendo a Gesù in questo silenzio?
I ragazzi sperimentano la fatica e il gusto del silenzio, condizione
fondamentale per l’ascolto e l’accoglienza degli altri.
Se si è in uscita in un parco o bosco, il momento di preghiera viene più
bello perché Dio ci parla anche attraverso la bellezza del Creato.
Si chiede ai bambini di elencare i suoni che sentono e a scrivere una
preghiera personale sulla bellezza del Creato, e riflettere sul fatto che nel
silenzio si possono udire e osservare cose straordinarie che normalmente
non si colgono.
FIDUCIA:
Attività n° 23
Nome :
FIDATI DI CHI SI AFFIDA
3 persone di cui uno con una caratteristica specifica, molto significativa (Es.
Seminarista, Consacrato, Campione di un qualche sport, ecc.)
Descrizione: Si dividono i ragazzi in 4 o 5 gruppetti di investigatori.
Si fanno sedere dietro ad un tavolo tre persone, di cui uno solo ha una storia
particolare (Es. un seminarista sconosciuto ai bambini) gli altri 2
mentiranno per far credere ai bambini di essere loro quelli con una storia
speciale. Ogni gruppo di ragazzi a turno potrà fare una domanda ad un solo
sospettato; poi si segnano le idee e i sospetti. Al termine di un tempo
prestabilito dall’educatore devono dire chi secondo loro si è fidato davvero
della promessa di Dio tanto da entrare in seminario e chi invece mente.
I ragazzi riflettono su cosa può spingere una persona a fidarsi di Dio tanto
Obiettivi
educativi: da lasciare tutto per lui e cercano di capire chi da messaggi degni di fiducia
e chi no.
Per i piccoli è bene limitare la durata dell’interrogazione e magari fornire
Note:
una griglia con delle domande mirate.
Materiali:
Attività n° 24
Nome :
LUPI E AGNELLI
1 carta lupo e 1 carta agnello x ogni squadra (vedi allegati).
Materiali:
Descrizione: Ci si divide in due gruppetti di massimo 7 elementi e ci si pone a distanza in
modo da non sentirsi ragionare. All’interno di ogni squadra si sceglie un
presidente ed un ambasciatore. Si consegnano alle due squadre 2 carte: carta
lupo e carta agnello; poi si inizia il gioco.
Nei gruppi si decide la carta da giocare, poi il presidente la consegna
all’ambasciatore. Gli ambasciatori si recano al centro del campo e al
segnale convenuto dell’educatore gli mostrano la propria carta. Se entrambi
giocano Agnello prendono +2; se escono 2 lupi questi si sbraneranno a
vicenda (-2); se vengono giocati un lupo ed un agnello, rispettivamente +3 e
–3.
L’arbitro che senza spiegare nulla notificherà i punteggi aggiornati.
Vincono dopo 5/6 manche le squadre con un punteggio sopra lo zero. Si
parte da –2.
Se lo si ritiene opportuno ogni 2/3 manche le squadre possono mandare i
loro diplomatici (figura da scegliere prima) a discutere su cosa intendono
giocare.
Se i ragazzi si lanciano in un gioco aggressivo dopo sarà più bello discutere
su come la fiducia reciproca avrebbe giovato a tutti.
Al termine del gioco chiedete ai bambini cosa hanno provato e se è stato
facile fidarsi degli avversari?
Obiettivi
educativi:
Note:
I bambini sono sperimentano che la fiducia reciproca è un punto di forza
Cerchiamo di non dare troppe indicazioni ai bambini. Più avranno paura di
perdere più faranno il gioco aggressivo e più ci sarà da discutere dopo su
come la sfiducia mette a repentaglio il buon equilibrio delle cose.
Eventualmente un animatore può insidiare dei dubbi nefasti alle squadre.
ATTIVITÀ PER I RAGAZZI DELLE MEDIE E SUPERIORI
Mi raccomando prima di iniziare ogni attività nei gruppi di studio concedetevi un ban
introduttivo o un rapido gioco di socializzazione o comunicazione.
INTRODUZIONE:
Attività n° 31
Nome :
Materiali:
Descrizione:
Obiettivi
educativi:
DECORAZIONE DELLE UOVA
Uova di struzzo (reperibili c/o l’allevamento
di Fontanelice), pittura blu e pennelli.
Oppure tanta carta di giornali, colla e palloncini
Si svuotano le uova e si colorano. Successivamente ogni
bambino scrive il proprio nome su ogni uovo.
Oppure si gonfiano i palloncini e si rivestono di pezzettini di
carta di giornale imbevuti in colla diluita con acqua. Dargli
una forma da uovo il più possibile e lasciare asciugare.
I bambini si preparano ad iniziare l’avventura aiutandosi a
vicenda, fare un uovo da soli è difficilissimo, ma in tre e
meglio.
Note:
Attività n° 32
Nome :
INIZIALI E QUALITÀ
Materiali:
Descrizione:
Si considerano le lettere con cui inizia il proprio nome e si scelgono
delle caratteristiche che si hanno che inizino con le medesime lettere.
(Es. Gianni Ferri = G.F. = Generoso Fidato)
Dopo che ognuno ha espresso le proprie qualità, si fa un altro giro dove
è il gruppo a scegliere 2 diverse qualità per quel bambino (Es. Gianni
potrebbe diventare anche Gentile e Fortunato).
Obiettivi
educativi:
Note:
È un’attività propedeutica significativa che aiuta a conoscersi
e rompere il ghiaccio.
Attività n° 33
Nome :
LA MACCHINA
Materiali:
A turno ognuno sceglie di essere il pezzo di un’automobile e si
posiziona, senza dire che pezzo è, nello spazio dove decidiamo di
costruire la macchina. Ognuno deve guardare bene dove si è collocato il
giocatore che lo ha preceduto, perché dopo si ricostruirà l’auto ed
ognuno dovrà prendere il posto di chi si è collocato prima di lui. Il
primo in questo caso si posizionerà dove si era messo l’ultimo.
Descrizione:
Obiettivi
educativi:
Note:
È un’attività propedeutica significativa che aiuta a conoscersi
e rompere il ghiaccio.
FAMIGLIA:
sotto i 14 anni
Attività n° 34
Nome :
LA FOTO DI FAMIGLIA
Materiali:
macchine fotografiche e costumi tipici
Descrizione:
Ogni bambino s’immedesima in un ruolo della propria
famiglia, travestendosi. Per ogni personaggio della famiglia si
scatta una foto. Una volta sviluppate, si uniscono formando la
famiglia al completo.
Le foto si possono ritagliare e posizionare su un cartoncino,
dove il bambino ha già preparato uno sfondo (es. una stanza,
un prato, un cortile ecc…)
Obiettivi
educativi:
Note:
C’è l’immedesimazione del bambino in ogni personaggio della famiglia,
cercando di fargli capire che importanza ha il parente per lui.
Volendo l’educatore può dare l’incarico al bambino di
immedesimarsi in una caratteristica particolare del parente.
Adolescenti
Attività n° 35
Nome :
ASCOLTO CANZONI E DIBATTITO
testi e cd di
Materiali:
Descrizione:
Biagio Antonacci – Lo Conosco Poco (dal cd “Biagio Antonacci” del
1994)
Biagio Antonacci – Happy Family (da “Il Mucchio”)
Madonna – Keep it Together (Anno 1989, cd “Like a Prayer”)
La Famiglia (Canto Scout)
Ascoltiamo i brani, leggiamo i testi e diciamo cosa ci ha colpito, cosa
pensiamo delle tre situazioni, cosa hanno in comune con noi e cosa no.
In particolare per il canto scout “La Famiglia” cerchiamo di
concretizzare le metafore chiedendoci cosa vogliono dire in concreto
quelle immagini figurate.
Obiettivi
educativi:
Note:
Confrontarsi con alcune tipologie di famiglie.
AMICIZIA:
Attività n° 36
Nome :
TEST SULL’AMICIZIA
Materiali:
Test sull’amicizia + La mano e la Sabbia (vedi allegati)
Descrizione:
Somministriamo ai ragazzi i test sull’amicizia avendo cura di non
stampare i punteggi nei loro fogli, ma nei nostri si. Dopo discutiamo dei
risultati, senza giudicare nessuno, ma facendo discorsi generali, ognuno
sa da dove parte.
Al test facciamo seguire la lettura de “La Mano e La Sabbia”.
Obiettivi
educativi:
Note:
I bambini riflettono sull’amicizia
RESPONSABILITÀ:
Attività n° 37
Nome :
RIFLESSIONE
Materiali:
Descrizione:
Il gruppo riflette su quali comportamenti e scelte rendono Eragon responsabile,
e quindi su quali atteggiamenti e comportamenti possono aiutarci a rispondere
all’invito che Gesù ci fa ad essere responsabili
TRACCIA
Gesù ci ha affidato il compito fondamentale di prendere coscienza della
necessità e dell’importanza di assumerci seriamente le nostre responsabilità, e
di diventare quindi uomini maturi e liberi. Ma per raggiungere questo
traguardo, quali esperienze di vita possono aiutarci nella nostra formazione?
Andiamole a scoprire nella vita di Eragon…
- ACCETTAZIONE DI SÉ: significa prendere coscienza in maniera obiettiva delle
nostre capacità e dei nostri limiti (Eragon è stato destinato ad essere un
Cavaliere, e dovrà imparare ed esercitarsi nelle abilità e nei poteri propri di un
Cavaliere), per superare sia i momenti di depressione (l’assassinio dello zio
Garrow) che quelli di autoesaltazione (l’utilizzo un po’ sprovveduto della
magia durante l’imboscata degli Urgali a Yazuac nel capitolo ventesimo)
- DISPONIBILITÀ E CAPACITÀ DI SACRIFICIO: significa avere voglia di mettersi
in discussione sospendendo le proprie convinzioni e il proprio giudizio
(dialogo con Saphira all’inizio del capitolo quindicesimo), e saper stare al
proprio posto anche quando costa fatiche e dispiaceri
- SERIETÀ: significa svolgere con impegno i propri compiti, mantenere gli
impegni presi e le promesse fatte, e scoprire che le cose che contano veramente
sono raggiungibili solamente attraverso impegni concreti e duraturi
Obiettivi
educativi:
Note:
Attività n° 38
Nome :
Approfondimento più personale del tema della responsabilità
Materiali:
Descrizione:
Ascolto e riflessione/risonanza guidata sulla canzone La linea d’ombra di
Jovanotti
1) «Per la prima volta nella vita mia mi trovo a saper quello che lascio e a non
saper immaginar quello che trovo»… ho paura di affrontare una situazione di
cui non posso o non riesco a comprendere immediatamente il risultato finale?
2) «Mi offrono un incarico di responsabilità»… quali sono le responsabilità
che mi vengono affidate in famiglia e nella società (scuola, gruppo sportivo,
gruppo di amici)?
3) «E’ dolce stare in mare quando son gli altri a far la direzione, senza
preoccupazione»…
cerco di vivere ogni situazione attivamente/da
protagonista e non semplicemente passivamente/come spettatore?
4) «Mi hanno detto che la paga è interessante, e che il carico è segreto ed
importante»… per che cosa sono disposto ad impegnarmi? Solamente per le
cose che interessano a me?!?
5) «Domani andrò giù al porto e gli dirò che sono pronto a partire»… su
chi/che cosa posso essere sicuro di fare affidamento per impegnarmi
completamente in ogni situazione?
Obiettivi
educativi:
Note:
Attività n° 39
Nome :
Materiali:
Descrizione:
LORO CE L’HANNO FATTA E NOI?
Pc connesso ad internet con una buona connessione
ed eventuale video proiettore.
L’attività consiste semplicemente nel far vedere alcuni dei
video proposti ai ragazzi e poi parlare con lore delle loro
impressioni.
Tra i protagonisti abbiamo cercato di selezionare campioni (e
non) dello sport anche tra i meno conosciuti e/o pagati
Obiettivi
educativi:
proprio per rendere più reale il confronto.
Il fatto che gli altri mi dicano che non ce la posso fare o che il
fatto che io incontri delle difficoltà nel realizzare i miei sogni
non può essere un blocco al mio desiderio di realizzare i miei
sogni, sarà un ostacolo ma se mi impegno potrò superarlo.
Materiale audio-video reperibile sul sito www.youtube.com
Titolo:
Link:
1)Difficoltà: difronte alle difficoltà come reagisco… non mi tiro indietro di fronte alle
difficoltà anzi continuo a lottare per dare il meglio di me.
Spot Adidas 2007 - Impossible is
http://www.youtube.com/watch?v=AjbhMXjRyS0
Nothing - Jeremy Wariner
Spot Adidas 2007 - Impossible is
Nothing - St Margarets
Spot Adidas 2007 - Impossible is
Nothing - Jonah Lomu
http://www.youtube.com/watch?v=nLzT85W-Op4
http://www.youtube.com/watch?v=9rTttFOWJV4
2) “se si chiude una porta di apre un portone”
Spot Adidas 2007 - Impossible is
http://www.youtube.com/watch?v=E-6vU5mt3ZY
Nothing - Yelena Isinbayeva
Spot Adidas 2007 - Impossible is
http://www.youtube.com/watch?v=t2Nu6jCMq2c
Nothing - Lionel Messi
3) che importanza dò al giudizio degli altri
Spot Adidas 2007 - Impossible is
http://www.youtube.com/watch?v=gp2aVHq5acU
Nothing - Alyson Felix
Spot Adidas 2007 - Impossible is
http://www.youtube.com/watch?v=vaepfMuL7k8
Nothing - Gilbert Arenas
RADICI:
gran
Attività n° 40
Nome :
CREIAMO LA CREAZIONE
Materiali:
Telo bianco e un faretto
Descrizione:
I ragazzi dovranno creare con ombre tailandesi la genesi, che essendo il
primo libro della bibbia racchiude le radici di tutti noi. quindi i ragazzi
useranno tutta la loro fantasia per creare queste ombre.
Obiettivi
educativi:
Note:
I ragazzi riscoprono la bellezza della creazione e soprattutto
l’importanza di ricordare da chi siamo stati creati.
Il gruppo educatori può scegliere prima quale parte della
creazione far ricostruire…tutta sarebbe un po’ lunga!!
RISPETTO:
Attività n° 41
“IL VENDITORE DI GIORNATE.”
Nome :
Materiali:
fogli, biro, un fischietto, cartellone, pennarelli, prospetto giornata (vedi
allegati)
Adolescenti
Descrizione:
I ragazzi vengono divisi in piccoli gruppi (10-15 massimo) a ciascuno viene
dato un foglio con riportati sulla sinistra gli orari di una giornata tipo
[trovate il prospetto “La mia giornata” nella cartella allegati] e sulla
colonna di destra devono essere scritte le attività che ciascun bambino
vorrebbe fare (o che fa) a seconda dell’orario.
Ad esempio 10.00 sveglia, 11.00 tv.
Poi due ragazzi alla volta si alzano dal cerchio e al fischio devono convincere
uno con l’atro ci chi abbia scritto l’orario migliore: il più bello, il più
efficace, il più giusto, ecc.
Gli “scontri” proseguono fino a quando tutti i bambini non abbiano giocato.
Descrizione: prendete un unico grande cartellone dove sono riportato gli orari della giornata
e tutti insieme i bambini devono compilarlo decidendo insieme il programma e
le attività che vorrebbero fare durante la loro giornata ideale.
Obiettivo
educativo:
far capire che ciascuno di noi ha delle esigenze diverse e che se anche non sono
uguali a noi le dobbiamo rispettare perché siamo tutti diversi ma nessuno è
migliore degli altri.
APPARTENENZA:
Attività n° 42
Nome :
ANALISI di un BRANO
Materiali:
Il brano delle stelle marine (lo trovate nella cartella Allegati)
Descrizione: Leggiamo un brano con i ragazzi e riflettiamo insieme.
Ecco di seguito qualche spunto …
Basta una piccola azione da parte di ognuno di noi per migliorare il posto
dove noi viviamo?
Cosa spinge il ragazzo a prendere l’iniziativa e raccogliere la prima stella
marina?
Quali sono le “stelle marine”?
Possiamo noi raccogliere per primi una “stella marina”?
Raccolgo stelle marine o guardo in mare le stelle marine depositarsi sulla
spiaggia?
Obiettivi
educativi:
Note:
I ragazzi riflettono su ciò che possono fare per migliorare le realtà a cui
appartengono
Attività n° 43
Nome :
I MIEI PADRONI
Materiali:
Due sagomine che trovate nella cartella Allegati e qualche matita
Descrizione:
Si consegna ai ragazzi la sagoma di un omino dicendo che è un
appezzamento di terra appartenente a tanti proprietari; poi si chiede loro di
immedesimarsi nel poderino e di dividere quel pezzo di terra in più parti (con
una matita) a seconda di quelli che sarebbero i loro proprietari se loro stessi
fossero un orticello.
Il ragazzo considera che certe relazioni richiedono
un’appartenenza reciproca che in qualche modo
ci vincola, come se avessimo dei padroni,
ma che è comunque un’esperienza che ci gratifica.
Obiettivi
educativi:
Note:
Attività n° 44
Nome :
LETTURA e ANALISI di un BRANO
Materiali:
Vangeli o fotocopie
Descrizione:
Lettura del brano della “Pecorella Smarrita” Lc 15, 4-7
L’educatore dovrà portare a una piccola riflessione sul brano concentrando
l’attenzione sulla figura della pecora che, allontanandosi dal proprio gregge,
si sente sola e smarrita. Ogni bambino si deve immedesimare con una pecora
e riflettere su cosa potrebbe fare se fosse sola e non apparterrebbe a nessuno.
Obiettivi
educativi:
Note:
Il Bambino riflette sulla gioia di appartenere alla famiglia di Dio
Attività n° 45
Nome :
ASCOLTO DI “I BELONG TO YOU” E RIFLESSIONE
Materiali:
Il testo e la traduzione di “I Belong to You” li trovate nella cartella Allegati
Descrizione:
Si ascolta con i ragazzi la canzone di Lenny Krawitz e intanto ognuno si
È
Obiettivi
educativi:
Note:
legge il testo. È una canzone un po’ ambigua, non è chiaro se è rivolta ad una
persona o al buon Dio. È l’appartenere a Lui che rende la sua vita completa e
lo fa sentire dolce. Dopo l’ascolto si riflette insieme sulla canzone. Si chiede
loro qual è la frase
della canzone che gli è piaciuta di più e perché.
Ecco una mini traccia con delle domande:
- Di chi pensi che stia parlando Lenny Krawitz in questa canzone?
- C’è qualcuno o qualcosa che vi fa sperimentare dolcezza?
- A chi appartenete e chi vi appartiene?
Il ragazzo riconosce nella scelta di legarsi agli altri un elemento che lo fa
sentire bene e lo realizza.
FRATELLANZA:
Attività n° 46
Nome :
lettura e analisi di “QUANDO FINISCE LA NOTTE”
Materiali:
Il brano “Quando finisce la notte” lo trovate nel libro di Bruno Ferrero, Il
Canto del Grillo o nella cartella Allegati
Descrizione:
Dopo aver fatto leggere il brano ai ragazzi
riflettiamo con questa traccia di domande:
Cosa vuol dire accettare gli altri?
Cosa vuol dire accogliere una persona?
Le diversità sono negative o positive?
Persone diverse possono fare insieme qualcosa?
È più facile accogliere una persona o giudicarla diversa?
Le persone con cui sono a contatto nella mia quotidianità sono tutte come
me?
Obiettivi
educativi:
DONO DI SE:
Attività n° 47
Nome :
“VISITA AI VIGILI DEL FUOCO”
--Materiali:
Descrizione: Nell’ambito della settimana in cui viene trattato il tema del dono di se può
essere del caso di fare una visita o ricevere una visita dei vigili del fuoco, o
di un infermiere o di uno di quei mestieri in cui si spende la vita per gli
altri.
Obiettivi
educativi:
L’esempio di queste persone è l’esempio concreto di una vita spesa al
servizio per gli altri.
Attività n° 48
Nome :
Materiali:
Descrizione:
Obiettivi
educativi:
Note:
“INSIEME È MEGLIO”
cartellone, tempere di vari colori, pennarelli
riuniti in cerchio viene chiesto a ciascun ragazzo di pensare ad una
o più suo talento, capacità, qualità. Poi a turno i ragazzi
procederanno nel colorarsi una mano e poi lasciare la loro
impronta sul cartellone, di fianco all’impronta delle loro mani
dovranno scrivere la qualità che hanno pensato.
Dopo che tutti hanno scritto la o le loro qualità, in ordine si
potrà collegare la propria impronta a quella di un altro
ragazzo/a secondo un criterio qualsiasi (lui è bravo a giocare a
calcio io non lo sono). Si andrà avanti fino a quando non si
saranno esaurito i collegamenti possibili (per rendere più
colorato il tutto sarebbe bello se i collegamenti fossero di
colori diversi).
lo scopo è quello di far capire che se io ho un talento posso
farlo fruttare al meglio se questo lo spendo (collego) per un
mio amico.
nel caso che qualche ragazzo non esprima nessun
collegamento è importante la presenza dell’educatore che lo
sforzi a trovare un collegamento per fargli capire che anche
lui fa parte della comunità.
Attività n° 49
Nome :
Materiali:
“IO E I SOLDI”
soldi di carta(finti), cartelloni, fogli, colori
Descrizione:
I ragazzi sono divisi in due o più squadre a ciascuna delle quali viene
data una somma di denaro di partenza che corrispondono alla “quota di
sussistenza”. Lo scopo dei ragazzi e riuscire ad arrivare al pranzo
avendo guadagnato altri soldi per poter mangiare un pasto più
abbondante e più buono.
Come possono guadagnare? Facendo dei reali lavoretti di cui c’è
bisogno nel campo solare, i quali saranno riportati in un cartellone con
affianco il compenso che verrà dato loro a lavoro ultimato.
Ad esempio:
lavori di oggi
Lavoro
compenso
15$
Pulizia bagni
Spazzare le sale
Raccogliere cartacce
Apparecchiare
9$
5$
4$
Ciascuna squadra può scegliere quale/i lavoro/i fare e starà a loro poi
decidere come spendere quello che hanno guadagnato.
Per questo si consiglia di dare più alternative di spesa oltre al solo
pranzo.
Ad esempio:
attività di oggi
Attività
costo
Pranzo abbondante
Pranzo sussistenza
10$
15’ di gioco al computer
Beauty Center
Cinema
10$
10$
8$
5$
Se ad esempio la loro “quota di sussistenza” e di 5$ starà a loro decidere
come spendere i soldi che hanno.
Una volta giunti a pranzo starà a loro decidere se hanno sufficiente soldi
per un pranzo e di che tipo. (sarebbe opportuno che il pranzo di
sussistenza fosse decisamente inferiore a quello abbondante)
Obiettivi
educativi:
Far capire ai ragazzi il valore ed il rispetto dei soldi, e del lavoro, se ho i
soldi per potermi comprare tutto quello che voglio vuol dire che
qualcuno ha lavorato anche per me (babbo e mamma) e io devo
rispettare loro e i soldi che mi vengono concessi e non sperperarli perché
il fatto che io li abbia e costato loro fatica e lavoro.
Note:
Esiste una priorità nelle esigenze della persona e anche se oggi siamo
abituati a perderla di vista in realtà dobbiamo tenerla sempre presente.
Nel caso i ragazzi usino in malo modo i loro soldi, si dovrà prima
sicuramente in un primo momento sembrare rigidi sul fatto che non
hanno i soldi quindi non hanno il diritto al cibo (come farebbe un vero
negoziante). Questo non toglie che successivamente è strettamente
necessario dare loro la loro porzione di cibo e non lasciarli a digiuno.
Attività n° 49 bis
Nome :
LETTURA E COMMENTO DI 2 BRANI
Materiali:
I brani “Caro Bambù” e “Il Riso e le bacchette” li trovate negli
allegati.
Descrizione: Lettura dei brani e discussione guidata dagli educatori
Obiettivi
educativi:
PERDONO:
Attività n° 50
Nome :
6 UN TESORO E TE LO SCRIVO
I bigliettini a forma di cassaforte che trovate negli allegati.
Materiali:
Descrizione: Anche in una persona crudele e spietata come il Venditore di Schiavi
Obiettivi
educativi:
Note:
Eragon era riuscito a vedere qualcosa di buono. Anche noi vogliamo
allenarci a vedere negli altri il loro valore. Disponiamo i bambini in cerchio.
Ogni bambino scrive una cosa positiva dell’amico che sta alla sua destra e
di quello che sta alla sua sinistra, poi gli consegna il biglietto.
I bambini riconoscono i pregi degli altri. Questo favorisce l’autostima.
Vedi attività integrative negli spunti di preghiera il gioco del nodo umano
ASCOLTO:
Attività n° 51
Nome :
DESERTO
Una preghiera di Madre Teresa (è la n° 32 nel file “Preghiere” nella cartella
Allegati) ed un altro eventuale testo a discrezione vostra.
Descrizione: Si può fare un piccolo momento di deserto. Si chiede ai ragazzi di cercare
un posticino riservato, solo per loro, in chiesa o dove ritengono più
opportuno, l’importante è che dall’inizio alla fine del deserto nessuno parli
(soprattutto gli educatori che devono dare l’esempio). Nel loro posto si
chiede ai ragazzi di meditare su una preghiera di Madre Teresa ed un altro
Materiali:
Obiettivi
educativi:
Note:
eventuale testo se ritenete opportuno, poi nel silenzio, considerando che
stanno cercando di ascoltare cosa Dio vuol dire loro riflettono con questa
traccia di domande:
1) è faticoso fare silenzio?
2) perché?
3) sei d’accordo con questa riflessione di Madre Teresa?
4) cosa ti sta dicendo il Signore attraverso questo silenzio?
5) E tu, cosa stai dicendo a Gesù in questo silenzio?
I ragazzi sperimentano la fatica e il gusto del silenzio, condizione
fondamentale per l’ascolto e l’accoglienza degli altri.
Se si è in uscita in un parco o bosco, il momento di preghiera viene più
bello perché Dio ci parla anche attraverso la bellezza del Creato.
Si chiede ai bambini di elencare i suoni che sentono e a scrivere una
preghiera personale sulla bellezza del Creato, e riflettere sul fatto che nel
silenzio si possono udire e osservare cose straordinarie che normalmente
non si colgono.
FIDUCIA:
MEDIE e elem
Attività n° 52
Nome :
FIDATI DI CHI SI AFFIDA
3 persone di cui uno con una caratteristica specifica, molto significativa (Es.
Seminarista, Consacrato, Campione di un qualche sport, ecc.)
Descrizione: Si dividono i ragazzi in 4 o 5 gruppetti di investigatori.
Si fanno sedere dietro ad un tavolo tre persone, di cui uno solo ha una storia
particolare (Es. un seminarista sconosciuto ai bambini) gli altri 2
mentiranno per far credere ai bambini di essere loro quelli con una storia
speciale. Ogni gruppo di ragazzi a turno potrà fare una domanda ad un solo
sospettato; poi si segnano le idee e i sospetti. Al termine di un tempo
prestabilito dall’educatore devono dire chi secondo loro si è fidato davvero
della promessa di Dio tanto da entrare in seminario e chi invece mente.
I ragazzi riflettono su cosa può spingere una persona a fidarsi di Dio tanto
Obiettivi
educativi: da lasciare tutto per lui e cercano di capire chi da messaggi degni di fiducia
e chi no.
Per i piccoli è bene limitare la durata dell’interrogazione e magari fornire
Note:
una griglia con delle domande mirate.
Materiali:
Attività n° 53
Nome :
LUPI E AGNELLI
1 carta lupo e 1 carta agnello x ogni squadra (vedi allegati).
Materiali:
Descrizione: Ci si divide in due gruppetti di massimo 7 elementi e ci si pone a distanza in
modo da non sentirsi ragionare. All’interno di ogni squadra si sceglie un
presidente ed un ambasciatore. Si consegnano alle due squadre 2 carte: carta
lupo e carta agnello; poi si inizia il gioco.
Nei gruppi si decide la carta da giocare, poi il presidente la consegna
all’ambasciatore. Gli ambasciatori si recano al centro del campo e al
segnale convenuto dell’educatore gli mostrano la propria carta. Se entrambi
giocano Agnello prendono +2; se escono 2 lupi questi si sbraneranno a
vicenda (-2); se vengono giocati un lupo ed un agnello, rispettivamente +3 e
–3.
L’arbitro che senza spiegare nulla notificherà i punteggi aggiornati.
Vincono dopo 5/6 manche le squadre con un punteggio sopra lo zero. Si
parte da –2.
Se lo si ritiene opportuno ogni 2/3 manche le squadre possono mandare i
loro diplomatici (figura da scegliere prima) a discutere su cosa intendono
giocare.
Se i ragazzi si lanciano in un gioco aggressivo dopo sarà più bello discutere
su come la fiducia reciproca avrebbe giovato a tutti.
Al termine del gioco chiedete ai bambini cosa hanno provato e se è stato
facile fidarsi degli avversari?
Obiettivi
educativi:
Note:
I bambini sono sperimentano che la fiducia reciproca è un punto di forza
Cerchiamo di non dare troppe indicazioni ai bambini. Più avranno paura di
perdere più faranno il gioco aggressivo e più ci sarà da discutere dopo su
come la sfiducia mette a repentaglio il buon equilibrio delle cose.
Eventualmente un animatore può insidiare dei dubbi nefasti alle squadre.
Attività n° 54
Nome :
SALTINMENTE SULLA FIDUCIA
Fogli di carta (La tabella già pronta è in allegati) e biro
Materiali:
Descrizione: Ci si divide in gruppetti di studio (max 12 elementi). Si formano delle
coppie e ad ogni coppia viene consegnato un foglio su cui i ragazzi
disegneranno una tabella con otto categorie: Persone di cui mi fido
pienamente; Cose di cui mi fido pienamente; Capacità di cui mi fido
pienamente; Persone, Cose, Capacità di cui non mi fido; varie (es. animali,
situazioni, ecc.) di cui ci si fida o no.
Si sceglie una lettera dell’alfabeto a caso e si stabilisce un tempo (3’) entro
cui bisogna aver trovato nomi da scrivere in quelle categorie.
Ogni parola vale da 0 a 3 punti ad insindacabile giudizio dell’educatore;
non per ripetizione, ma per effettiva affidabilità del valore espresso (es. le
persone care valgono tre, i pokemon o gi sconosciuti 0. Forza, Ricchezza e
Bellezza non valgono 3)
Obiettivi
educativi:
Note:
I Ragazzi riflettono su cosa è degno di fiducia e cosa non lo è.
C’è da argomentare parecchio.
UN SIMBOLO RIASSUNTIVO PER OGNI PAROLA
(ELEMENTARI)
Per aiutare i nostri bambini a fare sintesi e a ricordarsi un po’ dei contenuti che abbiamo
proposto loro, vorremmo consigliarvi di fargli portare una bisaccia (la borsa del viaggiatore
che magari aveva anche Eragon) dove loro potranno raccogliere tutti gli oggetti che di volta in
volta troveranno sul loro percorso. Oggetti simbolici che hanno il compito di ricordargli i
concetti a cui sono legati.
INTRODUZIONE
Nella nostra sacca all’inizio dell’avventura mettiamo un piccolo ovetto blu, simbolo di un
qualcosa che sta per schiudersi nelle nostre vite.
FAMIGLIA
Per la sacca, per ricordare le riflessioni compiute sulla famiglia consegneremo ad ogni
bambino una stampa della foto che abbiamo realizzato dove loro si vestivano da parenti.
AMICIZIA
Picc
Nella nostra sacca per ricordare l’importanza dell’amicizia, non quella banale e superficiale,
con cui ci si appropria degli altri, ma quella vera, che ci riempie e ci dà persone sempre
accanto e ci da le cose belle che se no non avremmo, mettiamo una corona da re fatta con il
cartoncino, per ricordare il re che cercava amici, poi il foglio con la storia di Eliseo e
Gedeone.
RESPONSABILITÀ
Per la sacca, per ricordare le riflessioni compiute sulla famiglia consegneremo ad ogni
bambino una moneta di cioccolato o un qualcosa di prezioso (Finto) per rievocare, come nella
parabola dei talenti che ad ognuno è affidato un valore grande di cui è responsabile.
RADICI
Per la sacca, per ricordare le riflessioni compiute su come le nostre radici ci aiutano ad essere
veri e coerenti nella quotidianità, consegneremo ad ogni bambino una fotocopia del brano
biblico utilizzato per la preghiera. Perché è la Bibbia il libro che narra le nostre radici cristiane
e ci aiuta a vivere la realtà non come peso gravoso, ma con la gioia e la “magia” di chi è stato
salvato definitivamente.
RISPETTO
Riponiamo nella nostra bisaccia lo schema della nostra giornata ideale per ricordarci che altri
hanno giornate e stili di vita completamente diversi, ma tutti validi e degni di rispetto.
APPARTENENZA
Riponiamo nella nostra bisaccia la sagoma del personaggio che ci rappresenta, su cui abbiamo
scritto chi sono i nostri padroni, le persone a cui apparteniamo, grazie alle quali ci sentiamo
amati.
FRATELLANZA
Picc
Consegniamo ai bambini un cartoncino con il Padre Nostro per ricordarci sempre che siamo
figli di un unico padre, quindi siamo tutti fratelli.
Oppure un origami (che faremo realizzare a loro) con i bambini che si tengono per mano.
DONO DI SÉ
Nella nostra bisaccia riporremo il dono che ci è stato consegnato durante l’attività 13; simbolo
della buona volontà e dell’affetto di qualcuno per me e che anche io ho dato ad altri.
Oppure un mattoncino che ci ricorda l’importanza di collaborare e donare se stessi per la
costruzione di qualcosa di grande.
PERDONO
Nella nostra bisaccia riporremo una mentos o un palloncino per ricordarci che se non
perdoniamo gli altri rischiamo di far esplodere le relazioni.
Oppure lasciamo loro la preghiera di Madre Teresa.
ASCOLTO
Lasciamo loro la preghiera di Madre Teresa.
FIDUCIA
Consegniamo ai bambini un rosario (di quelli preparati nell’apposito laboratorio) per
ricordargli che la preghiera è un atto di affidamento molto significativo e che la Madonna non
tradisce mai la fiducia di chi la prega con costanza e cuore sincero.
UN SIMBOLO RIASSUNTIVO PER OGNI PAROLA (MEDIE)
Per aiutare i nostri ragazzi a fare sintesi e a ricordarsi un po’ dei contenuti che abbiamo
proposto loro, vorremmo consigliarvi di fargli segnare sulla loro carta personaggio (la borsa
del viaggiatore che magari aveva anche Eragon) tutti gli oggetti che di volta in volta
troveranno sul loro percorso. Oggetti simbolici che hanno il compito di ricordargli i concetti a
cui sono legati.
INTRODUZIONE
Nella nostra sacca all’inizio dell’avventura segniamo una strana pietra blu, simbolo di un
qualcosa che sta per schiudersi nelle nostre vite.
FAMIGLIA
Nella nostra sacca per ricordare le riflessioni compiute sulla famiglia segneremo di aver
trovato una foto ritratto della nostra famiglia.
AMICIZIA
Nella nostra sacca per ricordare l’importanza dell’amicizia, non quella banale e superficiale,
con cui ci si appropria degli altri, ma quella vera, che ci riempie e ci dà persone sempre
accanto e ci da le cose belle che se no non avremmo, segniamo un sacchetto di sabbia con una
piccola pergamena con scritta la storia della mano e della sabbia.
RESPONSABILITÀ
Nella bisaccia della scheda del personaggio scriveremo di aver trovato un lingotto d’oro, cioè
un talento.
RADICI
Nella bisaccia della scheda del personaggio scriveremo di aver trovato una Bibbia. È la Bibbia
il libro che racchiude l’essenza della magia. Narra le nostre radici cristiane e ci aiuta a vivere
la realtà non come peso gravoso, ma con la gioia e la “magia” di chi è stato salvato
definitivamente.
RISPETTO
Nella bisaccia della scheda del personaggio scriveremo di aver trovato un libro sugli usi e
costumi degli Urgali. Come Eragon informandosi sugli Urgali ha scoperto che non sono
sempre stati crudeli e insensati, ma è stata la stregoneria a ridurli così, pertanto occorre
rispettare ciò che sono nell’attesa di liberarli dal loro stato. Anche noi dobbiamo ricordarci
sempre di non giudicare gli altri in nessun caso, perché Dio li ama e ha grandi prospettive per
loro. Noi dobbiamo aiutarli a realizzarsi secondo il piano di Dio.
APPARTENENZA
Nella bisaccia della scheda del personaggio scriveremo di aver trovato una stella marina
essiccata. Questa ci ricorderà che non dobbiamo mai smettere di lottare per rendere il mondo
e la nostra terra migliori; perché questa è la nostra casa e il nostro mondo.
FRATELLANZA
Nella bisaccia della scheda del personaggio scriveremo di aver trovato un’antica pergamena
con su scritto nella lingua antica il Padre Nostro. Questo dovrebbe ricordarci sempre che
siamo figli di un unico padre, quindi siamo tutti fratelli.
DONO DI SÉ
Nella bisaccia della scheda del personaggio scriveremo di aver trovato un MATTONE che ci
ricorda l’importanza di collaborare e donare se stessi per la costruzione di qualcosa di grande.
PERDONO
Nella bisaccia della scheda del personaggio scriveremo di aver trovato una pergamena con un
magico espediente per migliorare le relazioni. Sulla Pergamena del Perdono c’è scritto “Se
qualcuno ha qualcosa di negativo nei tuoi confronti, o se tu provi qualche risentimento,
liberatevi da questi affanni con il perdono!
ASCOLTO
Nella bisaccia della scheda del personaggio scriveremo di aver trovato una bottiglietta con
un’etichetta particolare “Il Silenzio”. È di certo una pozione magica, la conserviamo
nell’attesa di scoprirne i benefici effetti.
FIDUCIA
Grandi
Nella bisaccia della scheda del personaggio scriveremo di aver trovato un rosario (magari
questo glielo si può consegnare davvero, dopo averglielo fatto preparare in un apposito
laboratorio) per ricordargli che la preghiera è un atto di affidamento molto significativo e che
la Madonna non tradisce mai la fiducia di chi la prega con costanza e cuore sincero.
LETTURE BIBLICHE E SPUNTI PER LA PREGHIERA
Potete trovare anche alcuni Gesti
nella cartella Appendice
Dopo ogni lettura vi consigliamo un sempre piacevole momento di risonanza, sia con i grandi che
con i piccoli dove ognuno può ripetere la frase o la parola che lo ha colpito di più.
SPUNTI PER LA PREGHIERA – INTRODUZIONE:
(ci vogliamo preparare ad intraprendere un grande viaggio insieme)
Citazioni Bibliche: Gv 1,35-39 Giovanni battista indica Gesù ai discepoli e questi lo
seguono
Preghiere: Preghiera Dell'accoglienza (Vedi Appendice)
Canti: ‘ Camminerò
‘ Siamo Arrivati
‘ L’Emmanuel
‘ Insieme come Fratelli
‘ È Bello
‘ Dolce Sentire
‘ Da la mano a tuo fratello
‘ Vocazione
SPUNTI PER LA PREGHIERA – FAMIGLIA:
Citazioni Bibliche: Col 3, 18-21 (Morale Domestica)
Lc 2, 41-51 (La perdita e il ritrovamento di Gesù nel tempio)
Brani da leggere:  Le mani di mio padre (vedi Allegati)
Preghiere n° 13 o 14 dell’Allegato “Preghiere”
Canti: ‘ Il Disegno
‘ La Famiglia
SPUNTI PER LA PREGHIERA – AMICIZIA:
Citazioni Bibliche: Gv. 15,12-17 “Voi siete miei amici” dice Gesù.
Preghiere n° 15 o 31 dell’Allegato “Preghiere”
Gesto: ci si tiene per mano mentre si recita il Padre Nostro
Canto: ‘Amatevi Fratelli
‘ Insieme Come Fratelli
‘ Ti Ringrazio mio Signore
SPUNTI PER LA PREGHIERA – RESPONSABILITÀ:
Citazioni Bibliche: Lc 14,28-33 lasciare tutto per seguire Gesù
Mt 25,14 – 30 La Parabola dei Talenti
Lc 19, 12-27 Far fruttificare le mine che Dio ci ha dato
Mt. 25, 31-46 La Parabola sull’aiuto ai fratelli
Lc 12,35-38 Siate pronti come quei servi che il padrone troverà svegli al suo ritorno.
Preghiere n° 16 o 17 dell’Allegato “Preghiere” + Magari si può consegnare ai
ragazzi la preghiera n°3 o 5 chiedendo loro di recitarla responsabilmente
tutte le mattine prima di venire all’Estate Ragazzi.
Gesto: ogni ragazzo pone la firma o l’impronta digitale su un cartellone in cui sta scritto “Il
coraggio di partire” (Vedi anche Attività correlata)
Canto: ‘ Grandi Cose
‘ Magnificat
‘ Vivere La Vita
‘ Partirò Ogni Giorno
SPUNTI PER LA PREGHIERA – RADICI:
Citazioni Bibliche: 2 Tm 3, 11b – 16 (L’importanza di restare saldi alle proprie radici,
nonostante le persecuzioni)
Mt 6, 5-13 La consegna del Padre Nostro
Mt 22,34-40 Il Comandamento Principale
Sal. 1 – Beato l’uomo che non segue il consiglio degli empi …
Sal. 17 (18) - … Signore, mia roccia …
Sal 111 (112) – Beato l’uomo che teme il Signore
Sal 118 (119) – La legge di Dio, in particolare i versetti compresi tra 33-40 + 4148 + 57-64 + 65-72
Sal. 136 (137) – Canto dell’esule
Preghiere n° 19 o 18 dall’Allegato “Preghiere”
Canto: ‘ Ogni mia parola (Potete anche cantarla a canoni sovrapposti)
‘ Cammina Cammina
‘ Il Disegno
‘ Beato l’uomo/Salmo 1
‘ Symbolum ‘80/Oltre le memorie/Ma la tua parola
‘ Camminiamo Sulla Strada
‘ Te Al Centro Del Mio Cuore
‘ Shéma Israel (Giovani Verso Assisi 2003)
SPUNTI PER LA PREGHIERA – RISPETTO:
Citazioni Bibliche: Mt 7,1-5 Perché guardi la pagliuzza nell’occhio …
Lc. 6,27-38 Non giudicate e non sarete giudicati
Mc. 4,24 Con la stessa misura con cui misurate …
Lc 14,12-14 Quando offri un pranzo invita chi non può ricambiarti e avrai un
tesoro nei cieli
Lc 5,29-32 Gesù è venuto per i peccatori, non per i sani
Gesto: in Chiesa facciamo bene la genuflessione davanti al santissimo
Preghiere n° 13 dall’Allegato “Preghiere”
Canto: ‘ Andate Per Le Strade
‘ E Sono Solo Un Uomo / Symbolum ‘78
‘ Vieni e Seguimi
SPUNTI PER LA PREGHIERA – APPARTENENZA
Citazioni Bibliche: ” Lc 15, 4-7 La parabola della Pecorella Smarrita
Mt 8,18-22 Come è successo ad Eragon, anche i discepoli di Gesù sono chiamati a
lasciare tutto per appartenere a tutto e tutti in Lui
Gesto: si chiede ai ragazzi in piccoli gruppi di scrivere una preghiera che potrebbe essere la
Preghiera dei Fedeli per la Messa di Domenica prossima
Gesto: In un mega-cerchio ognuno dice un’intenzione per cui vorrebbe pregare e
tutti recitano un’Ave Maria. Se si fanno dei gruppetti da 10 si può dire un
rosarietto in cui ogni partecipante esprime un motivo di preghiera che gli
sta a cuore.
Preghiere n° 11 o 12 o 10 o 9 dall’Allegato “Preghiere”
Canto: ‘ L’unico maestro (Vedi Cartella Allegati per il testo)
‘ Io con Voi
‘ E Sono Solo Un Uomo / Symbolum ‘78
‘ Il Signore è il Mio Pastore
‘ Ti Ringrazio Mio Signore
SPUNTI PER LA PREGHIERA – FRATELLANZA
Citazioni Bibliche: Mt 23,8-11 “Uno solo è il vostro Maestro e voi siete tutti fratelli” Dopo la
lettura l’educatore può sottolineare i versetti che contengono il concetto chiave:
siamo tutti figli di Dio, abbiamo pari dignità e non spetta a noi giudicare gli altri
Preghiere n° 26 dall’Allegato “Preghiere”
Gesto: Recitare il Padre Nostro o il canto conclusivo tenendoci per mano.
Canto: ‘ Amatevi Fratelli
‘ Io con Voi
‘ Ti Ringrazio Mio Signore
‘ Servo per amore
‘ E sono solo un uomo / Symbolum ‘78
SPUNTI PER LA PREGHIERA – DONO DI SÉ
Citazioni Bibliche: Lc 10,30-35 Il buon Samaritano
Gv 12,23-26 Se il chicco di grano non muore
Mc 1,35-38 Gesù va a predicare dove può.
Sal 39
Preghiere n° 21 o 20 dall’Allegato “Preghiere”
Gesto: in un attimo di silenzio prendere un impegno personale (fare un favore a
qualcuno), poi come promemoria ce lo scriviamo nei biglietti “Dono di sé”
in Allegati.
Canto: ‘ Eccomi
‘ Servo per amore
‘ Come Maria
‘ Pentecoste ’81 (RnS)
‘ Io Ti Offro
‘ Il Chicco Di Frumento
SPUNTI PER LA PREGHIERA – PERDONO
Citazioni Bibliche: Lc 15,11-32 Parabola del Padre Misericordioso Sottolineare la
differenza tra il padre (Dio), che corre incontro al figliol prodigo, lo fa entrare in casa
e fa festa per lui (vive pienamente la gioia del perdono) e il fratello maggiore, che
giudica il fratello minore solo per gli errori che ha commesso, che non sa quindi
perdonare, e per questo non è felice (non vuole partecipare alla festa)
Lc 6, 36-38 Siate Misericordiosi
Lc. 17, 3-4 Perdona fino a 7 volte
Mt 6, 11-16 Se perdonate sarete perdonati
Mt 18,19-22 Quante volte dovrò perdonare?
Mt 18,23-35 La parabola del servo che non perdona
Preghiere n° 22 o 23 dall’Allegato “Preghiere”
Gesti (alcuni sono compresi nell’attività): 1) Ogni bambino chiede perdono ad un altro per
qualche cosa e si scambiano un gesto di pace
2) Ogni bambino scrive una cosa positiva di un amico con cui ha litigato e gli
consegna il biglietto
3) I bambini per gruppetti sono attorcigliati per mano e devono cercare di liberarsi
senza mai staccare le mani dal compagno per ricomporre il cerchio iniziale.
Significato: nell’amicizia a volte nascono incomprensioni, ma il perdono fa sì che
l’amicizia rimanga forte.
4) Mentos e Coca-Cola Light. Si prende un bottiglietta di Coca cola light, ci si infila
dentro mezzo pacchetto di mentos, la coca cola fa quindi un effetto geyser e schizza
fuori come una fontana. Si può usare come gesto in preghiera con gli adolescenti:
ognuno porta una mentos all’educatore come simbolo di un’offesa che non ha
perdonato. L’educatore poi infila tutte le mentos nella bottiglia, avvolta in carta
stagnola in modo che non si veda che è coca cola, e fa la “magia”, spiegandone poi il
significato: troppi sgarbi e offese non perdonate fanno scoppiare l’amicizia. (non
stare troppo vicini alla Coca cola che ci si sporca.) (In alternativa può essere fatta
con un palloncino. Ogni bambino soffia nel palloncino, poi l’educatore lo prende
alla fine e lo fa scoppiare, sempre con lo stesso significato.
5) I ragazzi, per gruppetti vengono legati tutti insieme ed alcuni sono chiamati a
scioglierli come segno di liberazione dal legame del peccato. Il gesto termina con lo
scambio della pace.
Canto: ‘ Amarezza
‘ Accoglimi (Sequeri)
‘ Come è Grande
‘ Gesù (RnS)
‘ Padre Perdona
SPUNTI PER LA PREGHIERA – ASCOLTO
Idee: Si può fare un piccolo momento di deserto (vedi attività correlate)
Se si è in un parco o all’aperto si può fare il momento di preghiera sulla bellezza del
Creato ascoltando i suoni della natura. Ciascun bambino può poi scrivere una
preghiera personale sulla bellezza del Creato (nel Biglietto per Preghiera All’Aperto
che c’è in Allegati), e riflettere sul fatto che nel silenzio si possono udire e osservare
cose straordinarie che normalmente non si colgono.
Citazioni Bibliche: 1 Re 19,11-13 L’incontro di Elia con Dio (Il Signore parla nel silenzio ed
è nelle cose più semplici.)
1 Sam 3,1-18 La vocazione di Samuele (Per adolescenti. Ascoltare Gesù per capire
il disegno che ha su di noi, cercando di capire, ripensando le esperienze che
abbiamo fatto, i doni che ci ha dato, quando siamo veramente felici…)
Lc 10,38-42 Marta e Maria (Ascoltare non è solo sentire.)
Lc 1,26-38 Annunciazione (Maria ascolta l’angelo e dice di sì.)
Dt. 6, 1-9 Ascolta Israele …
Lc 10, 21-24 “Molti hanno desiderato udire ciò che voi udite”
Lc 11, 5-13 Bussate e vi sarà aperto
Preghiere n° 32 dall’Allegato “Preghiere”
Canto: ‘ Amo
‘ Shéma Israel (Giovani Verso Assisi 2003)
‘ Ascolta Israel (Dt. 6,4) (RnS)
‘ Volgete gli occhi (RnS)
SPUNTI PER LA PREGHIERA – FIDUCIA
Citazioni Bibliche: 1 Gv 3,1-2 Siamo realmente figli di Dio
Gv 16,31 – 17,5 Vi dico queste cose perché abbiate pace in me
Gv 20,26-29 Gesù risorto incontra san Tommaso
Sal 26 (27) Il Signre è mia difesa, di chi avrò timore?
Sal 1 Beato l’uomo che confida nel Signore
1Mac. 2, 49-63 Mattatia prima di morire ricorda ai suoi figli che si possono fidare di
Dio
1 Sam 19, 1-7 Gionata intercede per la salvezza di Davide
Gb 4,1-9 Gli amici di Giobbe cercano di rincuorarlo nel suo dolore
Gb 8,5-22 Gli amici di Giobbe cercano di rincuorarlo nel suo dolore
Gb 42, 1-5 Giobbe conferma la sua fiducia in Dio
Gesto: Recitiamo il Credo
Preghiere n° 24 dall’Allegato “Preghiere”
Canto: ‘ Dio Ha Visitato il Suo Popolo
‘ Magnificat
‘ Sei Il Mio Rifugio (RnS)
‘ Ti Esalto Dio Mio Re
‘ Symbolum 77 / Tu sei la mia vita
‘ Solo In Dio
GIOCHI COLLEGABILI ALLA STORIA DI ERAGON
Oltre ai classicissimi Bandiera Genovese, Bandiera Italiana, Scalpo, Scacchi Umani, Palla
Prigioniera, Plaidomania (pallavolo con un plaid), Rubabandiere Figurate, Palle Basi, Calcio
su Telone Insaponato, Bombardamento/Massacro, Palla 7, Skiaccia 5, Alce Rossa, Totem,
ecc. su cui sapete già tutto, per cui non ci siamo pronunciati, vi abbiamo messo qui di seguito
alcuni giochi che per il nome, l’ambientazione o l’attitudine si pongono come elementi di
continuità tra la storia e i contenuti che proponiamo, poi voi scegliete quello che è più indicato
per i vostri ragazzi, ma mi raccomando, non fate sempre gli stessi giochi solo perché ve lo
chiedono loro!
PREMESSA FONDAMENTALE:
Il fatto di scegliere insieme un nome, un inno e uno stemma aiuta molto i bambini a sentirsi
parte della squadra!!! Questa attività va svolta all’inizio ed è riconducibile sia
all’INTRODUZIONE, sia alla FAMIGLIA, all’AMICIZIA, alla RESPONSABILITÀ, alle
RADICI o all’APPARTENENZA.
INTRODUZIONE (giochi di conoscenza)
Gioco n° 01
Nome :
ALLA RICERCA DELLA PIETRA BLU
Le uova di drago preparate nell’attività della decorazione delle
uova
Gli educatori nascondono le uova, preparate dai bambini nel
Descrizione:
laboratorio, che successivamente verranno cercate dagli stessi
bambini.
Ogni bambino che trova un uovo con su scritto il nome di un/a
bambino/a dovrà consegnarla al legittimo proprietario.
[Il gioco può essere anche organizzato a squadre]
Momento in cui i bambini si aiutano a vicenda e imparano a
Obiettivi
conoscersi meglio.
educativi:
Questa modalità di gioco è stata creata perché accade che spesso
Note:
molti bambini appartenenti allo stesso campo non interagiscono
mai tra di loro; con lo scambio delle uova possono avere anche
un minimo di contatto.
Materiali:
Gioco n° 02
Nome :
LA CATENA DEGLI OCCHI BELLI
Materiali:
Descrizione: Gioco molto efficace per far conoscere un gruppo.
La consegna è semplicissima: formate una fila indiana; all'inizio si metterà
il partecipante con gli occhi più scuri e alla fine quello con gli occhi più
chiari..
Al termine del gioco, a mo' di biscia, la fila passa davanti a se stessa in
modo che tutti possano ammirare ... la catena degli occhi belli.
Obiettivi
educativi:
Note:
Conoscersi e divertirsi insieme
Adatto per piccoli e grandi gruppi, sia per interni che per esterni.
Stesso gioco ma con il colore dei capelli o il colore della pelle, con l'altezza
o con la misura dei piedi, ...
Gioco n° 03
Nome :
PALLA FERMO/METTI L’UOVO AL SICURO
Una Palla o un Freesby o un oggetto da passarsi
Materiali:
Galbatorix
vuole impossessarsi dell’uovo, ma Arya lo teletrasporta con la
Descrizione:
magia. Ci si divide in 2 grandi squadre. Le squadre hanno una meta
ciascuna che devono raggiungere. Ogni meta è un punto. Chi ha la palla in
mano non può muovere i piedi in alcun modo, perciò dovrà passare la palla.
Obiettivi
educativi:
Note:
Divertirsi insieme
FAMIGLIA
Gioco n° 04
Nome :
CORSA A TRE GAMBE
Materiali:
Descrizione: Questo è un classico gioco da fare padre e figlio, ma noi lo faremo tra
ragazzi!
Si traccia una linea di partenza ed una d'arrivo.
Ogni bambino si sceglierà un compagno.
Con un fazzoletto ogni coppia di giocatori si legherà assieme una gamba (la
destra con la sinistra del compagno).
Al via tutti correranno verso il traguardo.
Lo scopo del gioco è arrivare primi al traguardo.
Obiettivi
educativi:
Note:
Divertirsi insieme
Gioco n° 05
Nome :
MAGHI, SILFIDI, GIGANTI
Materiali:
Descrizione: Nelle magiche lande dell’Alagaesia è possibile incontrare strane creature,
appartenenti a varie famiglie o razze.
Ci si divide in due squadre che si collocano su due righe frontali distanti al
massimo 2 metri. Le squadre si allontanano per decidere a che famiglia
appartengono (Maghi, Silfidi o Giganti), poi tornano sulle loro righe e al tre
dell’arbitro grideranno contemporaneamente la loro identità.
I maghi cattureranno le Silfidi, le Silfidi abbindolano i Giganti, mentre i
Giganti schiacceranno i Maghi.
La squadra dall’identità dominante deve prendere l’altra. Che fuggirà verso
una tana lontana. Se entrambe le squadre appartengono alla stessa razza, si
tornerà a scegliere.
Chi viene preso diventa membro effettivo della squadra che lo ha preso.
Vince la squadra che avrà inglobato tutti gli avversari.
Obiettivi
educativi:
Note:
Divertirsi insieme
AMICIZIA
Gioco n° 06
Nome :
ALLA CONQUISTA DELLA TANA:
Un grande cartellone, il tabellone del gioco con disegnato il percorso (se
disponete di un pavimento liscio nulla vi vieta di fare delle caselle con lo
scotch di carta o con dei fogli A3 e usare i bambini come segnalino)
Materiali:
Un dado gigante, o anche piccolo, di quelli normali, ma quello grande forse
prende più i ragazzi e ci si può disegnare al posto dei puntini, delle zampe
che indicano i passi da fare.
Descrizione: E' un maxi gioco dell'oca dove alla fine si arriva alla tana costruita da
Eragon per Saphira. Lungo il percorso però ci sono vari ostacoli da
superare, alcuni che ti fanno retrocedere di qualche casella, altre che ti
lasciano fermo un turno (a scelta degli educatori).
Si può giocare a più squadre, a seconda di quanti sono i ragazzi.
Nel tabellone metteremo delle caselle particolari che apriranno
alla possibilità di sottoporsi a delle prove
Capirsi tra Eragon e Saphira non è sempre facile, a volte
bisogna capire cose nascoste tra le parole: i ragazzi devono
risolvere due indovinelli (ne trovate qualcuno nell’appendice) e
ad esempio se indovinano vanno avanti, se ne indovinano uno
possono stare fermi e se non ne beccano nessuno tornano
indietro di una casella. In qualche casella si può inserire la
prova di disegno, seguendo il gioco di visual game: ad un
ragazzo viene detta una cosa da disegnare e i compagni devono
indovinare, più difficile si può fare bendando chi disegna, altra
variante è far scrivere qualcosa al bendato;
(per l'ultima casella ad esempio )Per Eragon dare a Saphira una
tana è molto importante, la considera infatti molto indifesa:
proponiamo ai ragazzi una sfida, cioè di attaccare bendati la
sagoma di Saphira nella sua tana (è il gioco della coda
dell'asino) i compagni della squadra possono urlare e dare
suggerimenti mentre le altre squadre fanno del rumore per
ostacolarli.
Altre prove possono essere prove di mimo, prese dal gioco tabù
o altre ancora.
Obiettivi
educativi:
Note:
Divertirsi insieme
Gioco n° 07
Nome :
CACCIA AL TESORO:
CHI TROVA UN AMICO, TROVA UN TESORO (per elementari)
Materiali:
Tanti adulti, delle biro, il foglio firme (vedi allegati),
l’indizio finale, una preghiera sull’amicizia
Descrizione: è una caccia al tesoro di voce in voce.
Ai bambini viene consegnato un foglio con lo spazio per far firmare gli
amici che incontreranno durante la caccia al tesoro.
Ogni foglio inizia e prosegue con i nomi di un adulti coinvolti nell’Estate
Ragazzi o residenti vicino al luogo dove si trovano i bambini.
Rispettando RIGOROSAMENTE l’ordine dei personaggi (sfalsato per ogni
squadra) i bambini cercheranno in giro per la parrocchia o per il quartiere
(sempre accompagnati da uno o due educatori) l’adulto per farsi fare la
firma. (Questo non firmerà se prima di lui ce ne dovesse essere un altro).
L’ultimo adulto dopo aver firmato consegnerà ai bambini l’indizio per il
super amico misterioso (Chi trova un amico trova un tesoro e questo vale
più dell’oro, ma se di un amico vuoi essere certo devi tenere a lui il cuore
aperto. Resta comunque un amico speciale che ti è vicino nel bene e nel
male. Ti da la vita e il sostegno perché, lui è tra l’altro il figlio del Re. Se
non hai capito, ora guarda più su e corri nel luogo dove sai c’è …) che sarà
ovviamente Gesù nel tabernacolo! Una volta arrivati alla cappellina i
bambini troveranno una preghiera sull’amicizia e la scritta “AVETE
VINTO!”. Consegneranno tutto all’arbitro che ne decreterà l’ordine di
arrivo.
Obiettivi
educativi:
Note:
Conoscersi e divertirsi insieme
potete ridurre la preghiera ad un puzzle, così i bambini saranno costretti a
leggerla per ricomporla.
RESPONSABILITÀ
Gioco n° 08
Nome :
STAFFETTA DELLA RESPONSABILITÀ
Una benda o sacco sulla testa per ogni squadra.
Materiali:
Descrizione: Si benda il primo di ogni squadra e il II lo accompagnerà responsabilmente
lungo un percorso. Avendo cura di non farlo sbattere o cadere. Ultimatoli
percorso sbenda il giocatore, che passa ultimo della fila, e indossa la benda.
Si riparte. Vince la squadra che ha condotto sani e salvi più elementi o che
ha impiegato meno tempo o che ha avuto meno penalità.
Obiettivi
educativi:
Divertirsi insieme
Gioco n° 09
Nome :
SALVA L’UOVO
Materiali:
Un uovo e tre basi
Descrizione:
Si dividono i bambini in 3 o 4 squadre che si dispongono su 4 file dietro
una linea. Alla parola convenuta parte il primo di ogni fila. Il primo dei
4 che riesce deve prendere un oggetto a forma di uovo posto al centro
del campo e sedersi su una delle tre sedie o basi poste verso il fondo del
campo. Il corridore fa guadagnare alla sua squadra 1pt per ogni volta
che si siede su una sedia (fino ad un massimo di 3 cambi + 1 altro punto
se torna alla base). Se i rappresentanti delle altre squadre lo toccano
prima che lui si sia seduto in modo definitivo (incluso il passaggio da
una sedia all’altra) la squadra del corridore prende zero punti.
Obiettivi
educativi:
Note:
Divertirsi insieme
Le squadre possono essere anche 5 o 6 e composte da gruppi
eterogenei; ma conviene assicurarsi che siano distribuite in
modo che i piccoli corrano contro i piccoli e i più grandi con i
loro coetanei. Magari fate disporre i giocatori in ordine di
altezza.
Gioco n° 10
Nome :
IL PONTE UMANO
Materiali:
Scotch di carta, un campo ampio e dei canestri.
Descrizione:
Il gioco è suddiviso in 4 parti o livelli da eseguirsi in sequenza.
Dividete i ragazzi in squadre a seconda del numero di canestri che
intendete usare.
Parte I: trovare le crocette di scotch che l’educatore ha posizionato
davanti ai canestri, chi prima arriva sceglie la sua.
Parte II: chi fa canestro (è bene che siano vicini per favorire anche i più
piccoli) si sposta dal campo da basket al campo da calcio, chi sbaglia il
tiro si rimette in fila.
Parte III: al campo i bambini medio grandi costituiscono un ponte seduti
a terra con le ginocchia alte (2 di fronte), il bimbo più leggero si toglie
le scarpe e percorre il ponte (camminando sulle ginocchia dei grandi)
aiutato da altri due valletti piccoli. I ragazzi costituenti il ponte dopo
essere stati superati possono rimettersi in fila per essere di nuovo
percorsi.
Parte IV: vince la squadra che prima riesce a far attraversare il campo da
calcio al suo piccolo facendolo passare sulle ginocchia dei grandi.
Obiettivi
educativi:
Note:
Divertirsi insieme
Potete riconoscere premi speciali anche alla prima squadra che fa 20
canestri; alla più veloce sulla mezza distanza di traversata; a quella che
ha mostrato più collaborazione tra i membri.
Gioco n° 11
Nome :
IL BRUCO
Materiali:
Descrizione:
Si formano almeno due squadre che impersonano ognuna un bruco.
I giocatori si dispongono in fila indiana a distanza ravvicinata, ma senza
toccarsi. Chi impersona la testa del bruco ne guida i movimenti: può
camminare, correre, arretrare e inventarsi l'andatura che preferisce.
Lo scopo di ogni squadra è di tagliare il bruco avversario in una parte
del corpo, di solito quella in cui i giocatori si distanziano troppo tra di
loro, insinuandosi poi nello spazio libero,che si è formato, se ne
ingloberà la parte finale (la coda) aumentando così la lunghezza.
Vince il bruco che, allo scadere del tempo prestabilito, risulta essere il
più lungo.
Le teste di bruco avranno la responsabilità di non perdere troppi pezzi di
coda.
Obiettivi
educativi:
Note:
Divertirsi insieme
Se i partecipanti sono molti è meglio formare dall'inizio vari bruchi: la
confusione è assicurata!
Gioco n° 12
Nome :
STAFFETTA CON LE UOVA DI DRAGO
Materiali:
Palloncini ed eventualmente acqua.
Descrizione:
Se siete sul selciato potete organizzare delle gare dove si soffiano i
palloncini a terra o li si rotolano con il naso. Altrimenti fate una
staffetta dove i portatori dell’uovo/palloncino devono stringere il
palloncino tra i loro petti o i loro fianchi o le fronti, senza mai usare le
mani.
Obiettivi
educativi:
Note:
Divertirsi insieme
RADICI
Gioco n° 13
Nome :
LE PAROLE MAGICHE
diversi scatoloni con le lettere scritte sulle varie facce
Materiali:
Le
4
sq.
Si dispongono equidistanti su 4 file. Verrà consegnata loro una
Descrizione:
definizione e questi passandosi gli scatoloni con le lettere dovranno
ricomporre la parola corrispondente a tale definizione. (es. quadrupede che
abbaia uno solleva uno scatolone mostrando “C”, il suo vicino quello
con la “A”, un altro “N” e l’ultimo “E”.
Obiettivi
educativi:
Note:
Divertirsi insieme
Vi conviene scegliere parole corte e distribuire le lettere in modo
che ogni parola le abbia su scatoloni diversi
(non mettete le lettere di una parola sullo stesso scatolone.).
Gioco n° 14
Nome :
LE IMMAGINI MAGICHE
fogli giganti e pennarelli
Materiali:
A
turno
il
rappresentante
di ogni sq. schizza su un foglio una parola. Se
Descrizione:
indovina il disegno uno della sua sq. essi guadagnano 1punto, altrimenti la
sq che indovina si aggiudica il disegno successivo.
Obiettivi
educativi:
Note:
Divertirsi insieme
RISPETTO
(a causa di un disguido tecnico i meravigliosi giochi di Chiara e Michele (N° 15 e 16) sono
andati persi poco prima della stampa del cd, cercheremo di rimediare con questi 2 surrogati)
(Ci scusiamo per il gap, soprattutto con Chiara e Michele!)
Gioco n° 15 bis
Nome :
VIRUS GIGANTE
Scotch di carta o nastro bianco rosso o laccetti identificativi.
Materiali:
Descrizione: Tra tutti i ragazzi vengono scelti 5 virus (circa uno ogni 10 partecipanti). I
partecipanti si muovono su un ampio campo dove gli pare. I virus
cercheranno d’infettarli toccandoli. Chi viene preso si siede per terra in
attesa di essere liberato. Per venire liberato dai compagni liberi questi
dovranno prendergli i piedi e sbatterli tra loro tre volte scandendo LI-BERO.
Chi è stato liberato corre dall’educatore che gli mette un segno di
riconoscimento (scotch di carta in fronte, nastrino intorno al braccio, ecc.).
Da questo momento è immune ai virus!
Se alcuni immuni accerchiano un virus e scandiscono “LI-BE-RO” lo
sanano e lui diventa un immune, ma non può liberare i compagni.
Vincono i virus se riescono a bloccare quasi tutti i partecipanti.
Vincono i sani se riescono a sanare tutti i virus.
Obiettivi
educativi:
Note:
Divertirsi insieme e riflettere sulla riabilitazione dei cattivi
Variante: Se i virus accerchiano un sano questo diventa virus. Ma in questo
caso anche gli immuni possono liberare i compagni.
Gioco n° 16
Nome :
PALLA BASE
una palla; cinque o sei sedie o basi.
Materiali:
Descrizione: Si dispongono le sedie in modo da formare un poligono regolare.
I ragazzi vengono divisi in 2 squadre dello stesso numero di giocatori. Una
starà dentro il poligono(difesa), l’altra fuori (attacco).
A turno un attaccante lancerà la palla in modo che faccia il primo rimbalzo
nell’area del poligono, poi inizierà a correre lungo il perimetro finché la
palla non arriva al catcher della difesa. Tutti i difensori cercheranno di far
pervenire la palla al catcher che una volta avutala in mano griderà “stop”.
Se gli attaccanti sono in piedi vengono eliminati, se sono riusciti a sedersi
su una sedia/base sono salvi e continueranno la loro corsa con il prossimo
lancio degli attaccanti.
Gli attaccanti che avranno terminato il giro avranno guadagnato un punto e
una vita per uno di quelli che è stato eliminato, che tornerà così a correre.
Finiti i corridori le squadre si invertono. Vince la squadra che avrà
totalizzato più punti.
Obiettivi
educativi:
Note:
Divertirsi insieme
Gioco n° 16 bis
PALLA CORDA
Nome :
una palla; una corda
Materiali:
Descrizione: I bambini vengono divisi in 2 gruppi, composti dallo stesso numero di
partecipanti.
In mezzo si tende una corda.
Parte il primo bambino con la palla in mano, arrivato vicino alla corda,
lancia la palla in alto, cercando di farla passare sopra e ricadere dalla parte
opposta.
Nello stesso tempo, si china e si infila sotto la corda passando dall'altra
parte; deve riuscirci se non vuole essere eliminato dal gioco.
Se il giocatore prende la palla senza lasciarla cadere per terra, deve fare 3
salti, prendere la mira e lanciarla ad un giocatore della squadra avversaria.
Il bambino che la riceve deve fare esattamente la stessa cosa.
Vince la squadra che rimane con più giocatori.
Obiettivi
educativi:
Note:
Divertirsi insieme
APPARTENENZA
Gioco n° 17
Nome :
Materiali:
Descrizione:
CERCA L’OLIO DI HENGRID
Eventuali casacche per distinguere le squadre +
colori lavabili + spugne per l’infermeria
Ci sono due squadre ognuna divisa all’interno in due gruppi: gli
Eragon (attaccanti) e i difensori (guardie). Eragon deve entrare negli
archivi per scoprire dove si trova l’olio di Hengrid nell’impero, per
fare questo egli dovrà raggiungere la base (archivio) avversaria
presieduta dalle guardie avversarie che potranno fermarlo al tocco delle
loro alabarde*; se un Eragon viene toccato per ricominciare a giocare
deve recarsi in infermeria dove gli sarà lavata la ferita con una
spugnetta da un educatore che contemporaneamente dirà la formula per
guarire le ferite “icsiraug”; nel caso che gli Eragon riescano ad entrare
nella base avversaria l’educatore all’interno della base farà leggere loro
una frase abbinata ad un numero che loro dovranno ricordare e
riscrivere poi una volta tornati alla loro base.
Al termine del gioco si ricomporrà grazie ai numeri il messaggio che
indicherà il luogo all’interno del campo dove si troverà l’olio. Vince
chi trova l’olio per prima.
Per le medie si può rendere un po’ più complesso il messaggio da
ricostruire, evitando di dare i numeri relativi alla sua ricostruzione o
consegnandolo nel linguaggio dei draghi. (vedi Appendice
“Incantesimi, indovinelli e giochi sui draghi.)
Divertirsi insieme
Obiettivi
educativi:
Note:
*gli Eragon indosseranno un sacco della spazzatura o rimarranno in
costume e le guardie avranno le mani sporche di colore, possibilmente
rosso, col quale feriranno l’intruso
Gioco n° 18
FUGA DAI RAZAC
Nome :
Materiali:
Descrizione:
Ci sono due squadre le quali si invertiranno i ruoli del gioco in due
manche.
Eragon e Brom devono scappare da Dras-Leona coi loro cavalli senza
essere colpiti dai Razac. Per far questo dalla squadra dei due eroi
partiranno 4 persone alla volta (due cavalli che si prenderanno sulle
spalle i due uomini) che attraverseranno l’area presieduta dai Razac fino
a raggiungere il cancello della città cioè la salvezza. I Razac per fermarli
avranno a disposizione delle palline che lanceranno agli intrusi.
Verranno contate tutte le volte che gli eroi vengono colpiti e poi si
cambierà i ruoli.
Vince la squadra che in tutto è stata colpita di meno.
Obiettivi
educativi:
Note:
Divertirsi insieme
FRATELLANZA
Gioco n° 19
Nome :
ALLA LOCANDA DI SHEA
Materiali:
Materiale per la costruzione di una barella
Descrizione:
È una staffetta. Eragon e Murtagh costruiscono una barella per Brom
affinché Saphira possa trasportarlo fino alla locanda di Shea,
nella speranza che lui possa guarirlo.
Il gioco si compone di due fasi. In una prima fase ogni squadra (da 15-20
persone circa) deve costruire una barella con due bastoni (o manici di scopa)
e dei cordini. Finita la realizzazione inizia una staffetta. Le squadre si
dispongono in fila divise sui due lati del campo( cioè ogni squadra si
smezza). A coppie si porta, utilizzando la barella, un carico (o uno dei bimbi
Obiettivi
educativi:
più piccoli), fino al lato opposto dove la barella viene passata a un’altra
coppia che torna indietro. La squadra che finisce prima sarà la vincente
perché ha raggiunto più in fretta la locanda.
Divertirsi insieme
dalla terza elementare in su
Gioco n° 20
INIDENTIFICABILI (Variante di Alce Rossa)
Nome :
Materiali:
Descrizione: Arrivati a Gil’ead Murtagh entra nella città alla ricerca di Dormand che gli
Obiettivi
educativi:
Note:
avrebbe condotti fino ai monti Beor. Il suo è un gesto di fraternità verso
Eragon, visto che sicuramente Galbatorix gli stava dando la caccia. Anche
Murtagh però è ricercato e deve cercare di non farsi identificare.
I bambini si divideranno in due squadre, i Murtagh che hanno un alcerossa
(codice alfa-numerico scritto su un pezzo di stoffa legato alla fronte) e i
soldati di Galbatorix. I soldati difendono una base che rappresenta la casa di
Dormand cercando di identificare i Murtagh leggendo il codice
dell’alcerossa. Dopo una prima manche, le squadre invertono i ruoli. Vince la
squadra che è riuscita ad entrare più volte in base durante il suo turno di
attacco. (per comodità si può dare loro dei cartoncini ogni volta che entrano).
Divertirsi insieme
Il gioco si presta a un ambiente con alberi, cespugli e nascondigli in modo
che chi attacca possa in qualche modo nascondersi durante l’avvicinamento.
Valgono le regole classiche dell’alcerossa (non si può coprire il codice con la
mano o appoggiandosi a un’altra persona…è consentito proteggersi solo con
i nascondigli offerti dal luogo)
da terza elementare in su
Gioco n° 21
Nome :
PRIMO SOCCORSO
Materiali:
Descrizione:
Obiettivi
Brom è stato ferito e deve essere curato.
Dopo una breve parte teorica, fatta magari sotto forma di gioco (tipo
quizzettone) (potete trovare qulche idea nell’Appendice) si può ipotizzare
una parte di simulazione sempre svolta in modo ludico. Ad esempio, una
caccia al tesoro in cui ad ogni tappa si trova una prova tipo Pronto Soccorso
(fare una fasciatura ad uno del gruppo, una medicatura, una steccatura,
simulare con una scenetta come ci si comporta in caso di un colpo di sole, di
una puntura da insetto, di un ustione di primo grado…). Un’altra prova può
essere quella di proporre delle scenette su situazioni di emergenza.
Divertirsi insieme
educativi:
Gioco n° 22
Nome :
PALLA PRIGIONIERA
una palla; una corda lunga per separare il campo (o una rete da pallavolo);
due corde per definire le prigioni.
Descrizione: Richiamiamo la situazione della prigione di Gil’ed.
Il gioco è caratterizzato dalla presenza di 2 squadre divise in 2 diverse metà
campo. Le 2 squadre si lanciano una palla.
La palla viene detta avvelenata, perché quando tocca qualcuno direttamente
lo fa prigioniero.
Se un giocatore passa con il piede la linea che separa i due campi, allora
viene fatto prigioniero.
E' possibile avere anche la rete come separazione e quindi questo gioco può
essere fatto anche in un campo da pallavolo, aggiungendo le prigioni in
fondo a ciascuna metà campo.
Un giocatore di una squadra tira la palla verso i giocatori dell'altra squadra.
Se nel tirare la palla, egli colpisce l'avversario in una parte del corpo e la
palla poi cade a terra, allora lo fa prigioniero.
Se invece nel tirare la palla, l'avversario blocca la palla direttamente, senza
che sia caduta a terra, allora è lui ad essere fatto prigioniero.
Se nel tirare la palla, questa rimbalza e poi colpisce l'avversario, non
succede niente, ma si fa solo cambio palla.
I prigionieri si collocano nello spazio circoscritto dietro il campo avversario
e se riescono a prendere la palla al volo tornano ad essere liberi.
Lo scopo del gioco è fare tutti i giocatori della squadra avversaria
prigionieri o avere più elementi liberi allo scadere del tempo.
Materiali:
Obiettivi
educativi:
Divertirsi insieme
Gioco n° 23
Nome :
L’ENTRATA DELLA PRIGIONE
Un’area delimitata tra due pali/alberi.
Materiali:
Descrizione: Un giocatore o due fanno le guardie della prigione di Gil’ed. tutti gli altri
devono riuscire ad entrare attraverso lo spazio tra i due pali (l’ingresso
ampio della prigione) senza farsi toccare dalle guardie.
Chi viene toccato dalle guardie entra e si mette in fila, in piedi con un
braccio alzato.
Chi riesce ad intrufolarsi senza essere toccato può sedersi e chiamare a
sedersi il primo della fila dei presi.
Quando tutti i Murthag saranno entrati si fa la conta tra quelli in fila per
scegliere i nuovi guardiani della prigione.
Obiettivi
Divertirsi insieme
educativi:
DONO DI SE’
Gioco n° 24
Nome :
Materiali:
MATTONE SU MATTONE
cartoncini con disegnati un mattone, con il calcestruzzo, tegole,
cordella bianca e rossa, scotch da pacchi.
Descrizione: i bambini vengono divisi in 2 o più squadre, ognuna delle quali ha una base
che deve proteggere contenente i suoi cartellini (mattoni, calcestruzzo,
tegole).
Le squadre si dividono in attacco e difesa. Lo scopo è quello di conquistare
i cartellini delle altre squadre.
La sfida a scalpo al braccio (pezzo di scotch attaccato al braccio che i
difensori e attaccanti si devono togliere).
Il gioco dura fino a quando lo si vuole.
I bambini, una volta fischiata la fine devo cercare di costruire una casa con i
pezzi che hanno conquistato (di norma questo dovrebbe risultare
impossibile poiché ne avranno in sovrabbondanza di uno o di un altro
elemento).
Obiettivi
educativi:
Note:
Con i pezzi di tutti si contribuisce un unico grande palazzo simbolo del fatto
che collaborare porta più frutti che gareggiare.
se tengo i miei talenti per me non riuscirò a costruire il mio palazzo perché
ho solo i mattoni (ad esempio) e mi serve anche il cemento e le tegole, ma
se li condivido con gli altri tutti riusciranno a costruire il loro palazzo.
oltre che al palazzo si possono fare tanti altri esempi: gocce
mare.
PERDONO
Gioco n° 25
Nome :
NODO UMANO
Materiali:
Descrizione: Nell’amicizia a volte nascono incomprensioni, ma il perdono fa sì che
l’amicizia rimanga forte. Per simboleggiarlo chiediamo ai bambini di fare
questo gioco. Li dividiamo in gruppetti da 10. li facciamo mettere in cerchio
e gli facciamo fare tanti passi avanti finché le loro spalle non si sfiorano.
Poi si conteranno per 2. Ad occhi chiusi i numeri 1 lanceranno in avanti la
Obiettivi
educativi:
mano destra cercando di afferrare la mano di qualcun altro, mentre
contemporaneamente i numeri 2 faranno lo stesso con la sinistra. Gli
animatori controllano che non restino mani spaiate. Dopo si allacciano
anche le mani destre e sinistre rimanenti. Si fanno aprire gli occhi ai ragazzi
che devono cercare di sciogliere il nodo umano senza mai staccare le mani
dal compagno. Alla fine otterremo un bel cerchio.
Il perdono scioglie i nodi e ristabilisce l’armonia.
I bambini si divertono insieme e socializzano.
Gioco n° 26
Nome :
SPARTACUS
Una palla non dura
Materiali:
Descrizione: tutti i ragazzi si mettono in cerchio ed uno sta al centro. È come
“bombardamento” o “massacro”, ma al centro del cerchio c’è un solo
ragazzo che si può difendere con uno scudo. Il giocatore è eliminato solo se
viene colpito dalla palla nel corpo, non in testa. Chi lo colpisce va al centro.
Obiettivi
educativi:
Divertirsi insieme
Gioco n° 27
Nome :
STAFFETTA AD OSTACOLI
Materiali:
Descrizione: Per rievocare la fuga di Eragon, Murtagh e Saphira tra i monti Beor
inseguiti dagli Urgali vi consigliamo una Staffetta ad ostacoli con disturbi
esterni: percorso durante il quale degli altri ragazzi o educatori disturbano
chi sta giocando lanciando gavettoni, palle di carta…
Obiettivi
educativi:
Divertirsi insieme
Gioco n° 28
Nome :
I MERCANTI DI SCHIAVI (Strega Con Palla)
Materiali:
Descrizione: Per rievocare i mercanti di schiavi che cercano di catturare i nostri eroi. Si
fanno 2 squadre in un campo rettangolare con una palla. La palla può essere
passata solo facendola rimbalzare per terra. Si può lanciare la palla per
catturare un avversario. Se lo si colpisce al volo, questo è catturato e si deve
mettere in ginocchio nel punto in cui è stato colpito, senza potersi spostare.
Se invece riesce a prendere la palla al volo, viene catturato e si deve mettere
in ginocchio chi ha lanciato la palla. Chi è in ginocchio può comunque
partecipare al gioco passando e lanciando la palla, senza però potersi
spostare dal posto in cui è. Quando un giocatore viene catturato, tutti i
giocatori che sono stati catturati da lui diventano liberi (possono tornare a
giocare normalmente). Se due giocatori della stessa squadra si passano la
palla senza farla rimbalzare per terra, allora chi l’ha passata viene catturato
e si deve mettere in ginocchio (viene liberato solo quando il suo compagno
che ha preso la palla al volo viene catturato). Vince la squadra che riesce a
catturare tutti gli avversari.
Obiettivi
educativi:
Divertirsi insieme
Gioco n° 29
Nome :
LE GALLERIE DEI NANI
Materiali:
Descrizione: Per arrivare dai Varden sani e salvi i nostri eroi dovranno cercare di
intrufolarsi nelle gallerie del Frthen-Dur scavate dai nani.
Ci di sivide in due o più squadre. I partecipanti di ogni squadra si
dispongono su file a gambe aperte e con le braccia appoggiate sulle spalle
del compagno davanti.
L'ultimo giocatore della fila dovrà staccarsi dal bambino che ha davanti,
piegandosi a gattoni per terra, si infilerà nella galleria formata dalle gambe
ad arco degli altri bambini.
Uscendo dalla galleria dovrà fermarsi davanti al primo giocatore,
allungando così la galleria.
Il bambino che ora è diventato l'ultimo dovrà a sua volta fare la stessa cosa.
Il gioco prosegue finché una squadra non ha compiuto tutta la traversata del
campo.
Obiettivi
educativi:
Note:
Divertirsi insieme
ASCOLTO
Gioco n° 30
Nome :
LE FAMIGLIE
Materiali:
Descrizione: I bambini vengono divisi su due file opposte di uguale numero. Si
dispongono su due lati del campo. Ad ogni bambino viene assegnato il
nome di un animale, specificandone il verso. Ogni bambino avrà un
compagno dell’altra squadra che avrà il suo stesso animale. Al via, i
bambini devono trovare il loro compagno, rintracciandosi con i versi degli
animali. Quando le coppie si trovano si devono mettere a sedere. L’ultima
coppia che si forma viene eliminata. Si va avanti a manche successive, ogni
volta ridando i nomi degli animali.
Obiettivi
educativi:
Note:
Prestare ascolto e divertirsi insieme
Le file possono essere anche 4, così le famiglie saranno più numerose.
Con i bambini più piccoli si può evitare di eliminare gli ultimi, magari si fa
un applauso ai più veloci.
Gioco n° 31
Nome :
LE CHIAVI
Materiali:
Descrizione: Un bambino è seduto in mezzo al cerchio bendato, dietro di lui ha un mazzo
di chiavi. Viene scelto un “ladro” tra i bambini in cerchio, che deve cercare,
in silenzio, di rubare le chiavi. Se il bambino bendato sente rumore, deve
cercare di colpire il ladro con un dormibene o una mazza morbida.
Obiettivi
educativi:
Note:
Prestare ascolto e divertirsi insieme
E’ importante che il gioco venga fatto in silenzio.
Gioco n° 32
Nome :
UNA FUGA SILENZIOSA
Materiali:
Descrizione: I nostri eroi stanno attraversando i Monti Beor, ma ci sono Urgali
dappertutto. Riusciranno ad ultimare il percorso facendosi beccare meno
volte possibili?
Percorso staffetta cercando di stare attenti a non fare rumore. Un arbitro
segna un punto ad ogni rumore sentito. Vincerà la squadra che ha meno
punti.
Obiettivi
educativi:
Imparare ad essere più silenziosi e divertirsi insieme
Gioco n° 33
Nome :
GIORNO & NOTTE
Materiali:
Descrizione: I bambini sono divisi in due squadre, una di fronte all’altra. Ogni squadra
ha un nome (p. es Eragon e Saphira). Un educatore racconta un brano di
Eragon , ed ogni volta che dice Eragon quella squadra deve inseguire l’altra
e cercare di toccarne i componenti che intanto scappano. Chi viene toccato
è eliminato. Quando viene detto il nome Saphira sarà invece quella squadra
ad inseguire gli Eragon. Vince la squadra che riesce ad eliminare tutti i
componenti dell’altra.
Obiettivi
educativi:
Prestare ascolto e divertirsi insieme
Note:
Si può fare come variante che i bambini presi non vengono eliminati,
ma incorporati nell’altra squadra. Vincerà la squadra che ha incorporato
tutti gli avversari, quindi vincono tutti.
Gioco n° 34
Nome :
GIOCHI AD ARENA DIVISI IN GRUPPETTI
Materiali:
Descrizione: Ambientazione: i Varden si allenano a combattere in vista della battaglia
del Farthen Dur. Quindi le sfide saranno di questo tipo.
Ci si divide in vari gruppi e ogni gruppo è gestito da un educatore che fa
fare ai bambini delle sfide diverse (lotta a galletto, coccodrilli, scalpo,
corsa…). Chi vince la sfida rimane a giocare, il perdente viene rimpiazzato
da un altro giocatore, finché per ogni gruppo non si trova un vincitore. I
vincitori di ogni gruppo si sfidano alla fine per trovare il campione.
(dividere grandi e piccoli nelle sfide.)
Obiettivi
educativi:
Note:
Divertirsi insieme
Sotto gli otto anni
Gioco n° 35
Nome :
GIOCO DEL SEMAFORO
Materiali:
Descrizione: Tutti i bambini si mettono in fila.
L'animatore del gioco, può pronunciare "verde", "rosso" e "giallo".
Nel caso pronunci la parola "verde", i bambini dovranno avanzare; se
pronuncia "rosso" dovranno immobilizzarsi.
Poi, se pronuncia "giallo..." seguito dal nome di un animale, i bambini
dovranno avanzare, imitando i gesti e il verso di quel determinato animale.
Obiettivi
educativi:
Note:
Divertirsi insieme
FIDUCIA
Gioco n° 36
Nome :
Materiali:
PASSEGGIATA DELLA FIDUCIA
Descrizione: A coppie: A chiude gli occhi e B lo guida a spasso per l’aula tenendogli la
mano. A deve fare in modo che B non sbatta da nessuna parte e B deve
riuscire a non aprire gli occhi.
a tempo scaduto ci si invertono i ruoli.
Obiettivi
educativi:
Note:
Prestare FIDUCIA e divertirsi insieme
Gioco n° 37
Nome :
ALZARSI AIUTANDOSI
Materiali:
Descrizione: Due partecipanti si siedono schiena contro schiena. Agganciare le braccia
del compagno in modo da potersi tenere forti schiena contro schiena e
aiutandosi l'un l'altro cercare di alzarsi e poi di sedersi.
Obiettivi
educativi:
Note:
Prestare FIDUCIA e divertirsi insieme
Adatto per piccoli e grandi gruppi, sia per interni che per esterni.
Variante: Seduti faccia contro faccia, le mani palmo contro palmo. Alzarsi e
sedersi senza lasciarsi le mani
Gioco n° 38
Nome :
L’AMEBA
una corda lunghissima
Materiali:
Descrizione: I partecipanti (ca. 20) si uniscono vicino, vicini in modo da formare una
"palla". Attorno alla "palla" viene avvolta una corda. A questo punto la
"palla" inizia la sua avventura cercando di farle superare degli ostacoli e
delle direzioni.
Obiettivi
educativi:
Note:
Prestare FIDUCIA e divertirsi insieme
Se si formano 2 o 4 amebe è possibile fare una gara di velocità su un
percorso. Adatto per grandi gruppi, sia per interni che per esterni.
Gioco n° 39
Nome :
AVANTI - INDIETRO
Materiali:
Descrizione: A due a due, uno in faccia all'altro,, posti ad una certa distanza in modo che,
allungando le braccia, le mani possano toccarsi. Quindi mettere le mani
contro le mani del compagno. Piegare pian piano le braccia fino ad arrivare
molto vicini con i visi, senza muovere i piedi. Quando si è vicini ci si
spinge dolcemente fino ad arrivare in piedi diritti, mani contro le mani, poi
ci si lascia ancora andare in avanti e così di seguito.
Obiettivi
educativi:
Note:
Prestare FIDUCIA e divertirsi insieme
Adatto per piccoli e grandi gruppi, sia per interni che per esterni.
Gioco n° 40
Nome :
LE SCULTURE
Materiali:
Descrizione: Ci si mette a coppie, poi si sceglie chi fa lo scultore e chi la creta. Lo
scultore plasma con le sue mani il corpo del suo amico dandogli la forma
che ritiene opportuna. Per imprimere un’espressione facciale, lo scultore la
mostra con la sua faccia. Per direzionare lo sguardo si schioccano le dita.
Gli occhi della statua dovranno guardare il punto dove sono state schioccate
le dita.
A tempo scaduto si fanno vedere agli altri scultori le opere compiute e
s’invertono i ruoli.
Obiettivi
educativi:
Note:
Prestare FIDUCIA e divertirsi insieme
Adatto sia per interni che per esterni.
Gioco n° 41
Nome :
I TRONCHI D’ALBERO
Materiali:
Descrizione: Distendersi sul ventre, vicini, vicini, uno all'altro, le braccia allungate in
avanti. L'ultimo della fila, sdraiato, passa sopra agli altri rotolandosi e si
metterà all'altro capo del percorso. Così di seguito fino all'ultimo
concorrente.
Obiettivi
educativi:
Note:
Prestare FIDUCIA e divertirsi insieme
Adatto per piccoli e grandi gruppi, sia per interni che per esterni.
GIOCHI COLLEGABILI ALLA STORIA DI ERAGON
Oltre ai classicissimi Bandiera Genovese, Bandiera Italiana, Scalpo, Scacchi Umani, Palla
Prigioniera, Plaidomania (pallavolo con un plaid), Rubabandiere Figurate, Palle Basi, Calcio
su Telone Insaponato, Bombardamento/Massacro, Palla 7, Skiaccia 5, Alce Rossa, Totem,
ecc. su cui sapete già tutto, per cui non ci siamo pronunciati, vi abbiamo messo qui di seguito
alcuni giochi che per il nome, l’ambientazione o l’attitudine si pongono come elementi di
continuità tra la storia e i contenuti che proponiamo, poi voi scegliete quello che è più indicato
per i vostri ragazzi, ma mi raccomando, non fate sempre gli stessi giochi solo perché ve lo
chiedono loro!
PREMESSA FONDAMENTALE:
Il fatto di scegliere insieme un nome, un inno e uno stemma aiuta molto i ragazzi a sentirsi
parte della squadra!!! Con i più grandi però questo non basta, sono necessari forti e frequenti
momenti di interdipendenza, di contatto fisico (soprattutto attraverso i bans!!!), di aiuto
reciproco.
INTRODUZIONE (giochi di conoscenza)
Gioco n° 51
Nome :
ALLA RICERCA DELLA PIETRA BLU
Le uova di drago preparate nell’attività della decorazione delle
uova
Gli educatori nascondono le uo
Descrizione:
va, preparate dai bambini nel laboratorio, che successivamente
verranno cercate dagli stessi bambini.
Ogni bambino che trova un uovo con su scritto il nome di un/a
bambino/a dovrà consegnarla al legittimo proprietario.
[Il gioco può essere anche organizzato a squadre]
Momento in cui i bambini si aiutano a vicenda e imparano a
Obiettivi
conoscersi meglio.
educativi:
Questa modalità di gioco è stata creata perché accade che spesso
Note:
molti bambini appartenenti allo stesso campo non interagiscono
mai tra di loro; con lo scambio delle uova possono avere anche
un minimo di contatto.
Materiali:
Gioco n° 52
Nome :
PALLA FERMO/METTI L’UOVO AL SICURO
Una Palla o un Freesby o un oggetto da passarsi
Materiali:
Descrizione: Galbatorix vuole impossessarsi dell’uovo, ma Arya lo teletrasporta con la
magia. Ci si divide in 2 grandi squadre. Le squadre hanno una meta
ciascuna che devono raggiungere. Ogni meta è un punto. Chi ha la palla in
mano non può muovere i piedi in alcun modo, perciò dovrà passare la palla.
Obiettivi
educativi:
Note:
Divertirsi insieme
FAMIGLIA
Gioco n° 53
Nome :
LA FOTO DELLA FAMIGLIA BREDFORD
delle palle o qualcosa da passarsi per ogni squadra.
Materiali:
4
sq
si
dispongono
su 4 file strette. Si passano la palla e si girano di 180°.
Descrizione:
Ad ogni giro ultimato il primo della fila va al centro. Quando saranno 6
formeranno una piramide (tre a carponi alla base, due sopra di loro e uno su
tutti). Il settimo gli si posizionerà davanti fingendo di essere il fotografo.
Tutti gli altri della squadra gridano CHEESE. Vince la squadra che per tre
volte realizza la foto più velocemente.
Obiettivi
educativi:
Note:
Divertirsi insieme
Gioco n° 54
Nome :
CORSA A TRE GAMBE
Materiali:
Descrizione: Si traccia una linea di partenza ed una d'arrivo.
Ogni bambino si sceglierà un compagno.
Con un fazzoletto ogni coppia di giocatori si legherà assieme una gamba (la
destra con la sinistra del compagno).
Al via tutti correranno verso il traguardo.
Lo scopo del gioco è arrivare primi al traguardo.
Obiettivi
educativi:
Note:
AMICIZIA
GRANDI
Divertirsi insieme
Gioco n° 55
Nome :
CACCIA AL TESORO: CHI TROVA UN AMICO, TROVA UN TESORO
Materiali:
Tra gli allegati trovate del materiale che potrà risultarvi utile per
questa caccia al tesoro specifica sull’amicizia
Descrizione: vedi allegato “Caccia al tesoro - Chi trova un amico”
Obiettivi
Conoscersi e divertirsi insieme
educativi:
Note:
Gioco n° 56
LETTURA NEL PENSIERO
Nome :
Materiali:
Descrizione: Gioco molto efficace per far conoscere un gruppo.
Come Eragon e Saphira comunicavano attraverso il pensiero senza parlare,
così faremo fare anche ai ragazzi.
La consegna è semplicissima: formate una fila indiana ordinata secondo la
data di nascita; all'inizio si metterà il partecipante più giovane e alla fine il
più vecchio.
L’unico problema è che i partecipanti non potranno mai ricorrere alle
parole, ma dovranno capirsi a gesti o come ritengono opportuno; ma senza
proferire alcuna parola.
Al termine del gioco si chiede a tutti la data di nascita e si verifica se ci si è
riusciti.
Obiettivi
educativi:
Note:
Conoscersi e divertirsi insieme
Varianti: Ordinarsi per colore dei capelli, colore della pelle,
altezza, misura dei piedi, ecc. …
RESPONSABILITÀ
Gioco n° 57
Nome :
STAFFETTA DELLA RESPONSABILITÀ
Una benda o sacco sulla testa per ogni squadra.
Materiali:
Descrizione: Si benda il primo di ogni squadra e il II lo accompagnerà responsabilmente
lungo un percorso. Avendo cura di non farlo sbattere o cadere. Ultimatoli
percorso sbenda il giocatore, che passa ultimo della fila, e indossa la benda.
Si riparte. Vince la squadra che ha condotto sani e salvi più elementi o che
ha impiegato meno tempo o che ha avuto meno penalità.
Obiettivi
educativi:
Divertirsi insieme
Gioco n° 58
Nome :
SALVA L’UOVO
Materiali:
Un uovo e tre basi
Descrizione:
Si dividono i bambini in 3 o 4 squadre che si dispongono su 4 file dietro
una linea. Alla parola convenuta parte il primo di ogni fila. Il primo dei
4 che riesce deve prendere un oggetto a forma di uovo posto al centro
del campo e sedersi su una delle tre sedie o basi poste verso il fondo del
campo. Il corridore fa guadagnare alla sua squadra 1pt per ogni volta
che si siede su una sedia (fino ad un massimo di 3 cambi + 1 altro punto
se torna alla base). Se i rappresentanti delle altre squadre lo toccano
prima che lui si sia seduto in modo definitivo (incluso il passaggio da
una sedia all’altra) la squadra del corridore prende zero punti.
Obiettivi
educativi:
Note:
Divertirsi insieme
Le squadre possono essere anche 5 o 6 e composte da gruppi
eterogenei; ma conviene assicurarsi che siano distribuite in
modo che i piccoli corrano contro i piccoli e i più grandi con i
loro coetanei. Magari fate disporre i giocatori in ordine di
altezza.
Gioco n° 59
Nome :
IL PONTE UMANO
Materiali:
Scotch di carta, un campo ampio e dei canestri.
Descrizione:
Il gioco è suddiviso in 4 parti o livelli da eseguirsi in sequenza.
Dividete i ragazzi in squadre a seconda del numero di canestri che
intendete usare.
Parte I: trovare le crocette di scotch che l’educatore ha posizionato
davanti ai canestri, chi prima arriva sceglie la sua.
Parte II: chi fa canestro (è bene che siano vicini per favorire anche i più
piccoli) si sposta dal campo da basket al campo da calcio, chi sbaglia il
tiro si rimette in fila.
Parte III: al campo i bambini medio grandi costituiscono un ponte seduti
a terra con le ginocchia alte (2 di fronte), il bimbo più leggero si toglie
le scarpe e percorre il ponte (camminando sulle ginocchia dei grandi)
aiutato da altri due valletti piccoli. I ragazzi costituenti il ponte dopo
essere stati superati possono rimettersi in fila per essere di nuovo
percorsi.
Parte IV: vince la squadra che prima riesce a far attraversare il campo da
calcio al suo piccolo facendolo passare sulle ginocchia dei grandi.
Divertirsi insieme
Obiettivi
educativi:
Note:
Potete riconoscere premi speciali anche alla prima squadra che fa 20
canestri; alla più veloce sulla mezza distanza di traversata; a quella che
ha mostrato più collaborazione tra i membri.
Gioco n° 60
Nome :
STAFFETTA CON LE UOVA DI DRAGO
Materiali:
Palloncini ed eventualmente acqua.
Descrizione:
Obiettivi
educativi:
Note:
Se siete sul selciato potete organizzare delle gare dove si soffiano i
palloncini a terra o li si rotolano con il naso. Altrimenti fate una
staffetta dove i portatori dell’uovo/palloncino devono stringere il
palloncino tra i loro petti o i loro fianchi o le fronti, senza mai usare le
mani.
Divertirsi insieme
RADICI
Gioco n° 61
Nome :
LE PAROLE MAGICHE
diversi scatoloni con le lettere scritte sulle varie facce
Materiali:
Descrizione: Le 4 sq. Si dispongono equidistanti su 4 file. Verrà consegnata loro una
definizione e questi passandosi gli scatoloni con le lettere dovranno
ricomporre la parola corrispondente a tale definizione. (es. quadrupede che
abbaia uno solleva uno scatolone mostrando “C”, il suo vicino quello
con la “A”, un altro “N” e l’ultimo “E”.
Obiettivi
educativi:
Note:
Divertirsi insieme
Vi conviene scegliere parole corte e distribuire le lettere in modo
che ogni parola le abbia su scatoloni diversi
(non mettete le lettere di una parola sullo stesso scatolone.).
Gioco n° 62
Nome :
LE IMMAGINI MAGICHE
fogli giganti e pennarelli
Materiali:
Descrizione: A turno il rappresentante di ogni sq. schizza su un foglio una parola. Se
indovina il disegno uno della sua sq. essi guadagnano 1punto, altrimenti la
sq che indovina si aggiudica il disegno successivo.
Obiettivi
educativi:
Note:
Divertirsi insieme
RISPETTO
(a causa di un disguido tecnico i meravigliosi giochi di Chiara e Michele (N° 63 e 64) sono
andati persi poco prima della stampa del cd, cercheremo di rimediare con questi 2 surrogati)
(Ci scusiamo per il gap, soprattutto con Chiara e Michele!)
Gioco n° 63 bis
Nome :
VIRUS GIGANTE
Scotch di carta o nastro bianco rosso o laccetti identificativi.
Materiali:
Tra
tutti i ragazzi vengono scelti 5 virus (circa uno ogni 10 partecipanti). I
Descrizione:
partecipanti si muovono su un ampio campo dove gli pare. I virus
cercheranno d’infettarli toccandoli. Chi viene preso si siede per terra in
attesa di essere liberato. Per venire liberato dai compagni liberi questi
dovranno prendergli i piedi e sbatterli tra loro tre volte scandendo LI-BERO.
Chi è stato liberato corre dall’educatore che gli mette un segno di
riconoscimento (scotch di carta in fronte, nastrino intorno al braccio, ecc.).
Da questo momento è immune ai virus!
Se alcuni immuni accerchiano un virus e scandiscono “LI-BE-RO” lo
sanano e lui diventa un immune, ma non può liberare i compagni.
Vincono i virus se riescono a bloccare quasi tutti i partecipanti.
Vincono i sani se riescono a sanare tutti i virus.
Obiettivi
educativi:
Note:
Divertirsi insieme e riflettere sulla riabilitazione dei cattivi
Variante: Se i virus accerchiano un sano questo diventa virus. Ma in questo
caso anche gli immuni possono liberare i compagni.
Gioco n° 64
Nome :
PALLA BASE
una palla; cinque o sei sedie o basi.
Materiali:
Si
dispongono
le
sedie
in modo da formare un poligono regolare.
Descrizione:
I ragazzi vengono divisi in 2 squadre dello stesso numero di giocatori. Una
starà dentro il poligono(difesa), l’altra fuori (attacco).
A turno un attaccante lancerà la palla in modo che faccia il primo rimbalzo
nell’area del poligono, poi inizierà a correre lungo il perimetro finché la
palla non arriva al catcher della difesa. Tutti i difensori cercheranno di far
pervenire la palla al catcher che una volta avutala in mano griderà “stop”.
Se gli attaccanti sono in piedi vengono eliminati, se sono riusciti a sedersi
su una sedia/base sono salvi e continueranno la loro corsa con il prossimo
lancio degli attaccanti.
Gli attaccanti che avranno terminato il giro avranno guadagnato un punto e
una vita per uno di quelli che è stato eliminato, che tornerà così a correre.
Finiti i corridori le squadre si invertono. Vince la squadra che avrà
totalizzato più punti.
Obiettivi
educativi:
Note:
Divertirsi insieme
Gioco n° 64 bis
PALLA CORDA
Nome :
una palla; una corda
Materiali:
Descrizione: I bambini vengono divisi in 2 gruppi, composti dallo stesso numero di
partecipanti.
In mezzo si tende una corda.
Parte il primo bambino con la palla in mano, arrivato vicino alla corda,
lancia la palla in alto, cercando di farla passare sopra e ricadere dalla parte
opposta.
Nello stesso tempo, si china e si infila sotto la corda passando dall'altra
parte; deve riuscirci se non vuole essere eliminato dal gioco.
Se il giocatore prende la palla senza lasciarla cadere per terra, deve fare 3
salti, prendere la mira e lanciarla ad un giocatore della squadra avversaria.
Il bambino che la riceve deve fare esattamente la stessa cosa.
Vince la squadra che rimane con più giocatori.
Obiettivi
educativi:
Note:
Divertirsi insieme
APPARTENENZA
Gioco n° 65
Nome :
Materiali:
Descrizione:
CERCA L’OLIO DI HENGRID
Eventuali casacche per distinguere le squadre +
colori lavabili + spugne per l’infermeria
Ci sono due squadre ognuna divisa all’interno in due gruppi: gli
Eragon (attaccanti) e i difensori (guardie). Eragon deve entrare negli
archivi per scoprire dove si trova l’olio di Hengrid nell’impero, per
fare questo egli dovrà raggiungere la base (archivio) avversaria
presieduta dalle guardie avversarie che potranno fermarlo al tocco delle
loro alabarde*; se un Eragon viene toccato per ricominciare a giocare
deve recarsi in infermeria dove gli sarà lavata la ferita con una
spugnetta da un educatore che contemporaneamente dirà la formula per
guarire le ferite “icsiraug”; nel caso che gli Eragon riescano ad entrare
nella base avversaria l’educatore all’interno della base farà leggere loro
una frase abbinata ad un numero che loro dovranno ricordare e
riscrivere poi una volta tornati alla loro base.
Al termine del gioco si ricomporrà grazie ai numeri il messaggio che
indicherà il luogo all’interno del campo dove si troverà l’olio. Vince
chi trova l’olio per prima.
Per le medie si può rendere un po’ più complesso il messaggio da
ricostruire, evitando di dare i numeri relativi alla sua ricostruzione o
consegnandolo nel linguaggio dei draghi. (vedi Appendice
“Incantesimi, indovinelli e giochi sui draghi.)
Obiettivi
educativi:
Note:
Divertirsi insieme
*gli Eragon indosseranno un sacco della spazzatura o rimarranno in
costume e le guardie avranno le mani sporche di colore, possibilmente
rosso, col quale feriranno l’intruso
Gioco n° 66
Nome :
FUGA DAI RAZAC
Materiali:
Descrizione:
Ci sono due squadre le quali si invertiranno i ruoli del gioco in due
manche.
Eragon e Brom devono scappare da Dras-Leona coi loro cavalli senza
essere colpiti dai Razac. Per far questo dalla squadra dei due eroi
partiranno 4 persone alla volta (due cavalli che si prenderanno sulle
spalle i due uomini) che attraverseranno l’area presieduta dai Razac fino
a raggiungere il cancello della città cioè la salvezza. I Razac per fermarli
avranno a disposizione delle palline che lanceranno agli intrusi.
Verranno contate tutte le volte che gli eroi vengono colpiti e poi si
cambierà i ruoli.
Vince la squadra che in tutto è stata colpita di meno.
Obiettivi
educativi:
Note:
Divertirsi insieme
FRATELLANZA
Gioco n° 67
Nome :
ALLA LOCANDA DI SHEA
Materiali:
Materiale per la costruzione di una barella
Descrizione:
È una staffetta. Eragon e Murtagh costruiscono una barella per Brom
affinché Saphira possa trasportarlo fino alla locanda di Shea,
nella speranza che lui possa guarirlo.
Il gioco si compone di due fasi. In una prima fase ogni squadra (da 15-20
persone circa) deve costruire una barella con due bastoni (o manici di scopa)
e dei cordini. Finita la realizzazione inizia una staffetta. Le squadre si
dispongono in fila divise sui due lati del campo( cioè ogni squadra si
smezza). A coppie si porta, utilizzando la barella, un carico (o uno dei bimbi
più piccoli), fino al lato opposto dove la barella viene passata a un’altra
coppia che torna indietro. La squadra che finisce prima sarà la vincente
perché ha raggiunto più in fretta la locanda.
Divertirsi insieme
Obiettivi
educativi:
Gioco n° 68
Nome :
INIDENTIFICABILI (Variante di Alce Rossa)
Materiali:
Descrizione: Arrivati a Gil’ead Murtagh entra nella città alla ricerca di Dormand che gli
Obiettivi
educativi:
Note:
avrebbe condotti fino ai monti Beor. Il suo è un gesto di fraternità verso
Eragon, visto che sicuramente Galbatorix gli stava dando la caccia. Anche
Murtagh però è ricercato e deve cercare di non farsi identificare.
I bambini si divideranno in due squadre, i Murtagh che hanno un alcerossa
(codice alfa-numerico scritto su un pezzo di stoffa legato alla fronte) e i
soldati di Galbatorix. I soldati difendono una base che rappresenta la casa di
Dormand cercando di identificare i Murtagh leggendo il codice
dell’alcerossa. Dopo una prima manche, le squadre invertono i ruoli. Vince la
squadra che è riuscita ad entrare più volte in base durante il suo turno di
attacco. (per comodità si può dare loro dei cartoncini ogni volta che entrano).
Divertirsi insieme
Il gioco si presta a un ambiente con alberi, cespugli e nascondigli in modo
che chi attacca possa in qualche modo nascondersi durante l’avvicinamento.
Valgono le regole classiche dell’alcerossa (non si può coprire il codice con la
mano o appoggiandosi a un’altra persona…è consentito proteggersi solo con
i nascondigli offerti dal luogo)
Gioco n° 69
Nome :
PRIMO SOCCORSO
Materiali:
Descrizione:
Obiettivi
educativi:
Brom è stato ferito e deve essere curato.
Dopo una breve parte teorica, fatta magari sotto forma di gioco (tipo
quizzettone) (potete trovare qulche idea nell’Appendice) si può ipotizzare
una parte di simulazione sempre svolta in modo ludico. Ad esempio, una
caccia al tesoro in cui ad ogni tappa si trova una prova tipo Pronto Soccorso
(fare una fasciatura ad uno del gruppo, una medicatura, una steccatura,
simulare con una scenetta come ci si comporta in caso di un colpo di sole, di
una puntura da insetto, di un ustione di primo grado…). Un’altra prova può
essere quella di proporre delle scenette su situazioni di emergenza.
Divertirsi insieme
Gioco n° 70
Nome :
PALLA PRIGIONIERA
una palla; una corda lunga per separare il campo (o una rete da pallavolo);
due corde per definire le prigioni.
Descrizione: Richiamiamo la situazione della prigione di Gil’ed.
Il gioco è caratterizzato dalla presenza di 2 squadre divise in 2 diverse metà
campo. Le 2 squadre si lanciano una palla.
La palla viene detta avvelenata, perché quando tocca qualcuno direttamente
lo fa prigioniero.
Se un giocatore passa con il piede la linea che separa i due campi, allora
viene fatto prigioniero.
E' possibile avere anche la rete come separazione e quindi questo gioco può
essere fatto anche in un campo da pallavolo, aggiungendo le prigioni in
fondo a ciascuna metà campo.
Un giocatore di una squadra tira la palla verso i giocatori dell'altra squadra.
Se nel tirare la palla, egli colpisce l'avversario in una parte del corpo e la
palla poi cade a terra, allora lo fa prigioniero.
Se invece nel tirare la palla, l'avversario blocca la palla direttamente, senza
che sia caduta a terra, allora è lui ad essere fatto prigioniero.
Se nel tirare la palla, questa rimbalza e poi colpisce l'avversario, non
succede niente, ma si fa solo cambio palla.
I prigionieri si collocano nello spazio circoscritto dietro il campo avversario
e se riescono a prendere la palla al volo tornano ad essere liberi.
Lo scopo del gioco è fare tutti i giocatori della squadra avversaria
prigionieri o avere più elementi liberi allo scadere del tempo.
Materiali:
Obiettivi
educativi:
Divertirsi insieme
Gioco n° 71
Nome :
ENTRATA
Un’area delimitata tra due pali/alberi.
Materiali:
Descrizione: Un giocatore o due fanno le guardie della prigione di Gil’ed. tutti gli altri
devono riuscire ad entrare attraverso lo spazio tra i due pali (l’ingresso
ampio della prigione) senza farsi toccare dalle guardie.
Chi viene toccato dalle guardie entra e si mette in fila, in piedi con un
braccio alzato.
Chi riesce ad intrufolarsi senza essere toccato può sedersi e chiamare a
sedersi il primo della fila dei presi.
Quando tutti i Murthag saranno entrati si fa la conta tra quelli in fila per
scegliere i nuovi guardiani della prigione.
Obiettivi
educativi:
Divertirsi insieme
DONO DI SE’
Gioco n° 72
Nome :
Materiali:
MATTONE SU MATTONE
cartoncini con disegnati un mattone, con il calcestruzzo, tegole,
cordella bianca e rossa, scotch da pacchi.
Descrizione: i bambini vengono divisi in 2 o più squadre, ognuna delle quali ha una base
che deve proteggere contenente i suoi cartellini (mattoni, calcestruzzo,
tegole).
Le squadre si dividono in attacco e difesa. Lo scopo è quello di conquistare
i cartellini delle altre squadre.
La sfida a scalpo al braccio (pezzo di scotch attaccato al braccio che i
difensori e attaccanti si devono togliere).
Il gioco dura fino a quando lo si vuole.
I bambini, una volta fischiata la fine devo cercare di costruire una casa con i
pezzi che hanno conquistato (di norma questo dovrebbe risultare
impossibile poiché ne avranno in sovrabbondanza di uno o di un altro
elemento).
Obiettivi
educativi:
Note:
PERDONO
Con i pezzi di tutti si contribuisce un unico grande palazzo simbolo del fatto
che collaborare porta più frutti che gareggiare.
se tengo i miei talenti per me non riuscirò a costruire il mio palazzo perché
ho solo i mattoni (ad esempio) e mi serve anche il cemento e le tegole, ma
se li condivido con gli altri tutti riusciranno a costruire il loro palazzo.
oltre che al palazzo si possono fare tanti altri esempi: gocce
mare.
Gioco n° 73
Nome :
NODO UMANO
Materiali:
Descrizione: Nell’amicizia a volte nascono incomprensioni, ma il perdono fa sì che
Obiettivi
educativi:
l’amicizia rimanga forte. Per simboleggiarlo chiediamo ai bambini di fare
questo gioco. Li dividiamo in gruppetti da 10. li facciamo mettere in cerchio
e gli facciamo fare tanti passi avanti finché le loro spalle non si sfiorano.
Poi si conteranno per 2. Ad occhi chiusi i numeri 1 lanceranno in avanti la
mano destra cercando di afferrare la mano di qualcun altro, mentre
contemporaneamente i numeri 2 faranno lo stesso con la sinistra. Gli
animatori controllano che non restino mani spaiate. Dopo si allacciano
anche le mani destre e sinistre rimanenti. Si fanno aprire gli occhi ai ragazzi
che devono cercare di sciogliere il nodo umano senza mai staccare le mani
dal compagno. Alla fine otterremo un bel cerchio.
Il perdono scioglie i nodi e ristabilisce l’armonia.
I bambini si divertono insieme e socializzano.
Gioco n° 74
Nome :
SPARTACUS
Una palla non dura
Materiali:
Descrizione: tutti i ragazzi si mettono in cerchio ed uno sta al centro. È come
“bombardamento” o “massacro”, ma al centro del cerchio c’è un solo
ragazzo che si può difendere con uno scudo. Il giocatore è eliminato solo se
viene colpito dalla palla nel corpo, non in testa. Chi lo colpisce va al centro.
Obiettivi
educativi:
Divertirsi insieme
Gioco n° 75
Nome :
STAFFETTA AD OSTACOLI
Materiali:
Descrizione: Per rievocare la fuga di Eragon, Murtagh e Saphira tra i monti Beor
inseguiti dagli Urgali vi consigliamo una Staffetta ad ostacoli con disturbi
esterni: percorso durante il quale degli altri ragazzi o educatori disturbano
chi sta giocando lanciando gavettoni, palle di carta…
Obiettivi
educativi:
Divertirsi insieme
Gioco n° 76
Nome :
I MERCANTI DI SCHIAVI (Strega Con Palla)
Materiali:
Descrizione: Per rievocare i mercanti di schiavi che cercano di catturare i nostri eroi. Si
fanno 2 squadre in un campo rettangolare con una palla. La palla può essere
passata solo facendola rimbalzare per terra. Si può lanciare la palla per
catturare un avversario. Se lo si colpisce al volo, questo è catturato e si deve
mettere in ginocchio nel punto in cui è stato colpito, senza potersi spostare.
Se invece riesce a prendere la palla al volo, viene catturato e si deve mettere
in ginocchio chi ha lanciato la palla. Chi è in ginocchio può comunque
partecipare al gioco passando e lanciando la palla, senza però potersi
spostare dal posto in cui è. Quando un giocatore viene catturato, tutti i
giocatori che sono stati catturati da lui diventano liberi (possono tornare a
giocare normalmente). Se due giocatori della stessa squadra si passano la
palla senza farla rimbalzare per terra, allora chi l’ha passata viene catturato
e si deve mettere in ginocchio (viene liberato solo quando il suo compagno
che ha preso la palla al volo viene catturato). Vince la squadra che riesce a
catturare tutti gli avversari.
Obiettivi
educativi:
Divertirsi insieme
Gioco n° 77
Nome :
LE GALLERIE DEI NANI
Materiali:
Descrizione: Per arrivare dai Varden sani e salvi i nostri eroi dovranno cercare di
intrufolarsi nelle gallerie del Frthen-Dur scavate dai nani.
Ci di sivide in due o più squadre. I partecipanti di ogni squadra si
dispongono su file a gambe aperte e con le braccia appoggiate sulle spalle
del compagno davanti.
L'ultimo giocatore della fila dovrà staccarsi dal bambino che ha davanti,
piegandosi a gattoni per terra, si infilerà nella galleria formata dalle gambe
ad arco degli altri bambini.
Uscendo dalla galleria dovrà fermarsi davanti al primo giocatore,
allungando così la galleria.
Il bambino che ora è diventato l'ultimo dovrà a sua volta fare la stessa cosa.
Il gioco prosegue finché una squadra non ha compiuto tutta la traversata del
campo.
Obiettivi
educativi:
Note:
ASCOLTO
Divertirsi insieme
Gioco n° 78
Nome :
LE CHIAVI
Materiali:
Descrizione: Un bambino è seduto in mezzo al cerchio bendato, dietro di lui ha un mazzo
di chiavi. Viene scelto un “ladro” tra i bambini in cerchio, che deve cercare,
in silenzio, di rubare le chiavi. Se il bambino bendato sente rumore, deve
cercare di colpire il ladro con un dormibene o una mazza morbida.
Obiettivi
educativi:
Note:
Prestare ascolto e divertirsi insieme
E’ importante che il gioco venga fatto in silenzio.
Gioco n° 79
Nome :
UNA FUGA SILENZIOSA
Materiali:
Descrizione: I nostri eroi stanno attraversando i Monti Beor, ma ci sono Urgali
dappertutto. Riusciranno ad ultimare il percorso facendosi beccare meno
volte possibili?
Percorso staffetta cercando di stare attenti a non fare rumore. Un arbitro
segna un punto ad ogni rumore sentito. Vincerà la squadra che ha meno
punti.
Obiettivi
educativi:
Imparare ad essere più silenziosi e divertirsi insieme
Gioco n° 80
Nome :
SE FOSSE
Materiali:
Descrizione: Si è tutti in cerchio. Viene scelto un bambino che esce dal cerchio,
abbastanza da non sentire gli altri. Intanto gli altri scelgono un bambino tra
quelli in cerchio o un personaggio famosissimo tratto dalla saga di Eragon.
Il bambino fuori dal cerchio tornerà in cerchio e proverà ad indovinare chi è
stato scelto ponendo agli altri bambini domande del tipo “se fosse un
(albero, animale, gioco…) cosa sarebbe?”. Gli altri bambini dovranno
rispondere in base alle caratteristiche del bambino scelto.
Obiettivi
educativi:
Note:
Prestare ascolto e divertirsi insieme
Gioco adatto ai bambini più grandi, dalla quarta in su.
Si può fare sia dentro che fuori; in gruppetti da massimo 16 giocatori.
Gioco n° 81
Nome :
COSTRUZIONE DELLA CITTÀ DI ROCCIA
Tanti scatoloni e palline di carta
Materiali:
Descrizione: Ambientazione: nei tempi passati i Nani con grande fatica hanno costruito
le loro città di roccia perché i draghi provavano a distruggerle.
Ci sono due squadre A e B. La squadra A ha a disposizione degli scatoloni
con i quali deve costruire una torre disponendoli uno sopra l’altro (alto
almeno un paio di metri). Intanto la squadra B lancia palle di carta per
cercare di demolire la torre. La squadra A si può difendere dal
bombardamento con due o più giocatori che con mazze cercano di
respingere le palline come a baseball. Quando la squadra A ha finito il muro
si scambiano i ruoli. Vince la squadra che riesce a costruire il muro nel
minor tempo possibile.
Obiettivi
educativi:
Note:
Divertirsi insieme
Si può fare una variante con più squadre che giocano
contemporaneamente (occorre però più materiale).
Gioco n° 82
Nome :
GIOCHI AD ARENA DIVISI IN GRUPPETTI
Materiali:
Descrizione: Ambientazione: i Varden si allenano a combattere in vista della battaglia
del Farthen Dur. Quindi le sfide saranno di questo tipo.
Ci si divide in vari gruppi e ogni gruppo è gestito da un educatore che fa
fare ai bambini delle sfide diverse (lotta a galletto, coccodrilli, scalpo,
corsa…). Chi vince la sfida rimane a giocare, il perdente viene rimpiazzato
da un altro giocatore, finché per ogni gruppo non si trova un vincitore. I
vincitori di ogni gruppo si sfidano alla fine per trovare il campione.
(dividere grandi e piccoli nelle sfide.)
Obiettivi
educativi:
Note:
Divertirsi insieme
FIDUCIA
Gioco n° 83
Nome :
GLI INFILTRATI (MAFIA)
Materiali:
Descrizione: Nel nascondiglio dei Varden ci sono degli infiltrati dell’impero, occorre
scoprirli prima che loro ci eliminino.
Ci si dispone in cerchio in modo che tutti possano vedere tutti.
L’educatore gestisce il gioco da fuori.
Tutti i giocatori chiudono gli occhi (se non si gioca onestamente non è
bello).
L’educatore sceglierà in base al numero di giocatori presenti, un quarto di
“mafiosi” o “infiltrati” e gli toccherà la testa. Poi dirà gli umani a cui ho
toccato la testa sono infiltrati, possono aprire gli occhi e guardarsi. Solo i
mafiosi apriranno gli occhi per capire chi sono i loro alleati.
Poi tutti chiuderanno gli occhi e l’educatore dirà «è giorno, aprite tutti gli
occhi.»
L’educatore chiederà a ciascuno dei partecipanti, compresi i mafiosi (che
non dovranno far capire la loro identità) chi secondo loro può essere un
mafioso.
Quando tutti avranno indicato chi per loro è il presunto mafioso, i tre che
avranno ricevuto più nomination, dovranno discolparsi. Si rifarà un giro
d’opinione, ma gli indiziati non possono votare. Chi riceve più nomine
viene buttato fuori dal Farthen-Dur e automaticamente viene eliminato dal
gioco.
L’educatore dice: «è notte». Tutti chiudono gli occhi tranne gli infiltrati che
con gli sguardi decideranno chi eliminare. L’educatore allora dirà ad alta
voce «la tal persona è stata eliminata dagli infiltrati» quello è fuori gioco. Si
rifà il doppio giro di nomination e si elimina qualcun altro.
Lo scopo per i mafiosi è accusare gli altri giocatori e far si che vengano tutti
eliminati, mentre i Varden buoni dovranno cercare di scoprire chi sono i
mafiosi e nominarli.
Obiettivi
educativi:
Note:
Divertirsi insieme
Purtroppo chi viene eliminato si diverte di meno. Tra l’altro possono
nascere dissapori per le fiducie dimostrate o meno. È più indicato per dei
ragazzi grandi!
È noto anche come il gioco dei lupi mannari. Si può giocare sia dentro che
fuori.
È meglio giocare in gruppetti da meno di 16 giocatori
Gioco n° 84
Nome :
PASSEGGIATA DELLA FIDUCIA
Materiali:
Descrizione: A coppie: A chiude gli occhi e B lo guida a spasso per l’aula tenendogli la
mano. A deve fare in modo che B non sbatta da nessuna parte e B deve
riuscire a non aprire gli occhi.
a tempo scaduto ci si invertono i ruoli.
Obiettivi
educativi:
Note:
Prestare FIDUCIA e divertirsi insieme
Gioco n° 85
Nome :
IL CORRIDORE CIECO
Un paio di bende
Materiali:
Descrizione: I partecipanti si dispongono faccia faccia su due fila a ca. 1 m 50 / 2m di
distanza. Si dispongono in linea diritta oppure creando delle curve in modo
da creare un percorso, una pista come quella del bob. A questo punto un
partecipante, a occhi bendati, deve correre il più rapidamente possibile fra
le due fila. I partecipanti in fila, con le loro mani, devono mantenere il
corridore sulla giusta strada.
Obiettivi
educativi:
Note:
Prestare FIDUCIA e divertirsi insieme
Adatto per grandi gruppi, sia per interni che per esterni.
Gioco n° 86
Nome :
ALZARSI AIUTANDOSI
Materiali:
Descrizione: Due partecipanti si siedono schiena contro schiena. Agganciare le braccia
del compagno in modo da potersi tenere forti schiena contro schiena e
aiutandosi l'un l'altro cercare di alzarsi e poi di sedersi.
Obiettivi
educativi:
Note:
Prestare FIDUCIA e divertirsi insieme
Adatto per piccoli e grandi gruppi, sia per interni che per esterni.
Variante: Seduti faccia contro faccia, le mani palmo contro palmo. Alzarsi e
sedersi senza lasciarsi le mani
Gioco n° 87
Nome :
L’AMEBA
Materiali:
Descrizione: I partecipanti (ca. 20) si uniscono vicino, vicini in modo da formare una
"palla". Attorno alla "palla" viene avvolta una corda. A questo punto la
"palla" inizia la sua avventura cercando di farle superare degli ostacoli e
delle direzioni.
Obiettivi
educativi:
Note:
Prestare FIDUCIA e divertirsi insieme
Adatto per grandi gruppi, sia per interni che per esterni.
Gioco n° 88
Nome :
Materiali:
IL BINARIO
Descrizione: Metà dei partecipanti al gioco sono sdraiati sulla schiena e formano una fila
ben chiusa di persone spalla a spalla.
L'altra metà dei giocatori si sdraia e mette la propria testa tra due teste della
prima fila, formando un binario o una cerniera.
Tutti alzano le mani con il palmo rivolto verso l'alto.
Un giocatore viene aiutato a sdraiarsi sulle mani degli altri e viene
trasportato fino in fondo al binario.
Fate attenzione alla sicurezza di chi viene trasportato.
Obiettivi
educativi:
Note:
Prestare FIDUCIA e divertirsi insieme
Adatto per piccoli e grandi gruppi, sia per interni che per esterni.
Gioco n° 89
Nome :
LE SCULTURE
Materiali:
Descrizione: Ci si mette a coppie, poi si sceglie chi fa lo scultore e chi la creta. Lo
scultore plasma con le sue mani il corpo del suo amico dandogli la forma
che ritiene opportuna. Per imprimere un’espressione facciale, lo scultore la
mostra con la sua faccia. Per direzionare lo sguardo si schioccano le dita.
Gli occhi della statua dovranno guardare il punto dove sono state schioccate
le dita.
A tempo scaduto si fanno vedere agli altri scultori le opere compiute e
s’invertono i ruoli.
Obiettivi
educativi:
Note:
Prestare FIDUCIA e divertirsi insieme
Adatto sia per interni che per esterni.
Gioco n° 90
Nome :
IL VENDITORE DI FIDUCIA
Carta e penna x ogni squadra
Materiali:
Descrizione: Ogni squadra composta da al massimo una decina di elementi dovrà
inventare un prodotto insolito (es. Stura lavandini a molla, Deodorante alla
salsiccia, Bevanda al gusto di lavanda tarmicida, ecc.)
Poi ideare una campagna pubblicitaria di vendita: uno spot, una scenetta, un
jingle musicale, ecc.
Obiettivi
educativi:
Note:
Divertirsi insieme
UNO STRUMENTO FONDAMENTALE:
LA SCHEDA DEL PERSONAGGIO
Uno degli elementi fondamentali del gioco fantasy è la Scheda Del Personaggio! Da
quando inizieranno l’avventura dell’Estate Ragazzi, i vostri ragazzi smetteranno di
essere semplicemente Marco, Andrea e Silvia, ma diventeranno Marco, Andrea e
Silvia Aspiranti Cavalieri.
Per calarsi meglio nella parte, il loro primo giorno di campo gli consegneremo la
Scheda del Personaggio, che ciascuno dovrà compilare e personalizzare per esprimere
le proprie caratteristiche o quelle ideali.
Tali schede possono venire esposte su una grande parete, affinché ogni bambino possa
aggiornarla quando è necessario; o conservate dagli educatori e rese quando vanno
aggiornate o consegnate ai ragazzi che se le gestiscono in proprio.
A COSA SERVE?
La scheda ci serve per visualizzare il percorso di crescita dei ragazzi durante la loro
partecipazione al campo e fare memoria di alcune situazioni positive vissute; inoltre
richiama i ragazzi ad un impegno concreto e li aiuta ad entrare nel ruolo di aspiranti
cavalieri.
Dopo ogni gruppo di studio, gioco, esperienza formativa o di preghiera, ecc.
l’educatore deciderà di quanti punti è cresciuta o calata una certa caratteristica dei
partecipanti, poi chiederà loro di aggiornare la loro scheda del personaggio
aggiungendo +3, +2, +1, -1 al loro punteggio.
Ad esempio dopo le attività relative all’amicizia il gruppo di ragazzi che è stato più
partecipativo o ha dimostrato di aver capito meglio, potrà segnare +3 sulla propria
scheda, vicino alla voce generosità. Chi ha partecipato più distrattamente o dimostra di
non aver capito il messaggio potrà aspirare ad un solo punto in più (in generosità), a
discrezione degli educatori.
Altro esempio: la squadra che vince il gioco sulla famiglia fa guadagnare ai suoi
membri 2 punti in responsabilità.
LA LEALTÀ CHE CI AIUTA A CRESCERE
Ogni aggiornamento della scheda richiede la massima onestà da parte dei ragazzi,
innanzitutto perché imbrogliando prenderebbero in giro solo loro stessi e la loro voglia
di crescere, poi perché i giochi se non si rispettano le regole perdono di gusto. Chi sa
di aver imbrogliato può sottrarsi qualche punto in lealtà.
I bambini potranno incrementare i loro punteggi anche attraverso Bonus decisi
arbitrariamente dall’educatore di riferimento; magari per aver tenuto un
comportamento lodevole o aver dimostrato un eccezionale spirito di collaborazione.
GLI AMBITI DI CRESCITA
Gli abbinamenti tra attività e punteggi che vi consigliamo sono i seguenti, ma è
opportuno che ogni campo li personalizzi a seconda della propria esperienza.
Argomento trattato fa maturare punti in Ambito in cui si è Cresciuti
Famiglia
guadagni in
Responsabilità
Amicizia
guadagni in
Generosità
Responsabilità
guadagni in
Responsabilità
Radici
guadagni in
Onore
Rispetto
guadagni in
Lealtà
Appartenenza
guadagni in
Onore
Fratellanza
guadagni in
Ascolto
Dono di sé
guadagni in
Generosità
Perdono
guadagni in
Lealtà
Ascolto
guadagni in
Ascolto
Fiducia
guadagni in
Fiducia
Le voci “Forza” e “Intelligenza” le abbiamo messe per fare un parallelismo con il
gioco di carte dell’Estate Ragazzi. Nulla vieta che i ragazzi disegnino la loro carta e la
aggiungano al loro mazzo personale.
COME DETERMINARE I PUNTI DI PARTENZA?
I Punti Vita di partenza corrisponderanno al doppio dell’età del ragazzo (ad esempio
un ragazzo di 8 anni avrà 16 punti vita). Scegliete voi come farli aumentare o
diminuire, basta che non arrivino mai a zero. Nei giochi di ruolo lo 0 comporta
l’eliminazione dal gioco.
Per determinare i valori in Generosità, Responsabilità, Onore, Lealtà, Ascolto, Fiducia,
Forza, Intelligenza si parte da 1 punto base per ogni caratteristica, poi si distribuiscono
altri 10 punti + il tiro di un dado tra le varie caratteristiche a discrezione del
compilatore della scheda.
Per i bambini più piccoli partite da 3 punti d’ufficio per tutti.
E GLI EDUCATORI?
Anche l’educatore deve farsi una scheda per dimostrare che anche lui in prima persona
ci sta dentro ad una proposta educativa e di crescita personale.
Scheda Personaggio
Nome:
immagine
Soprannome:
Razza:
P.ti vita:
Bisaccia: ___________________________________________________________________________
_____________________________________________________________________________________
_____________________________________________________________________________________
Pregi: _____________________
___________________________
___________________________
___________________________
caratteristica
Generosità
Responsabilità
Lealtà
Onore
Ascolto
Fiducia
Forza
Intelligenza
Difetti: ____________________
____________________________
____________________________
____________________________
p.ti iniziali
Alleati: __________________
__________________________
__________________________
__________________________
p.ti guadagnati
Bonus
SCHEDA PERSONAGGIO ESEMPIO DI COMPILAZIONE
Scheda Personaggio
Nome: Jinn
Soprannome:
Razza: umano
P.ti vita: 42
Bisaccia: Un sacchetto di sabbia, la pergamena con l’invocazione allo Spirito Santo, un mattoncino, una piccola canna di
bambù _____________________________________________________________________________
__________________________________________________________________________________
Pregi:
onesta
volontà
caratteristica
Difetti:
testardaggine
p.ti iniziali
Generosità
8
Responsabilità
10
Lealtà
9
Onore
10
Ascolto
7
Fiducia
9
Forza
8
Intelligenza
8
Alleati: i fratelli tohr
p.ti guadagnati
bonus
Laboratori
UN DRAGO VOLANTE:
occorrente:
una borsina di plastica
due bacchette di sostegno per piante, lunghe 46 cm
spago
nastri
nastro adesivo
colori acrilici o tempere + colla vinilica
forbici matita e righello
come procedere:
1)Ritagliare da una borsina senza scritte un quadrato di plastica di 48
cm e fare tre segni a 14 cm dal lato superiore
2) Unire i segni sui lati della plastica. Controllare che la plastica siacirca
un cm più ampio del telaio.
Ritagliare l’aquilone.
3) Attaccare del nastro adesivo sul davanti e sul retro: sulla linea centrale (11 cm dalla cima e
7 dal fondo), e agli angoli.
4) Ripiegare ogni angolo e praticare due buchi in ciascuna aletta.
Nel nastro adesivo attaccato sulla linea centrale tagliare due fessure.
5)colorare il drago e lasciarlo asciugare: si possono usare colori acrilici o colla vinilica e
tempere, ma può succedere che il colore si scrosti un po’.
6)prendere le strisce di nastro, raggrupparle all’estremità e praticare un foro.
7) Girare l’aquilone e far passare una bacchetta attraverso i buchi. Avvolgere poi con il nastro
adesivo ogni estremità della bacchetta.
8) Infilare i nastri sull’altra bacchetta, spingerla nei fori superiori e inferiori e sotto la prima
bacchetta. Fissare le estremità.
9) Girare l’aquilone. Spingere le estremità del filo attraverso le fessure nel centro
dell’aquilone e fissarle sul dorso.
10) Formare un piccolo cappio in modo che stia ad angolo retto rispetto all’aquilone, e si avrà
una briglia su cui legare una estremità del filo. Annodare bene
COME PREPARARE DELLE BOTTIGLIE VOLANTI A FORMA DI DRAGO
Uno dei laboratori di maggior successo tra le novità dell’anno scorso è stato indubbiamente
quello delle bottiglie volanti. Quest’anno ve lo riproponiamo in una rinnovata veste.
SPIEGA N°1
Materiali:
2 bottiglie di plastica da ½ litro
Nastro adesivo (possibilmente del colore del vostro drago)
Cartoncino e carta velina quanto basta
2,3 tondini di plastica
Asta di lancio
Procedimento:
1.
assemblare il drago come in figura (le ali è possibile farle anche con un telaio
di cartoncino e l’interno in carta velina per rendere più leggera la struttura)
2.
posizionare l’asta di lancio con un inclinazione relativamente bassa per
permettere al drago di planare
3.
riempire per 1/3 la bottiglia intera con dell’acqua e tapparla con la valvola
attaccata ad un compressore
4.
posizionare il drago sull’asta di lancio infilando quest’ultima nei tondini di
plastica
5.
pompare l’aria all’interno della bottiglia (mantenendo una certa istanza
dall’asta e dalla sua traiettoria) e in pochi attimi il drago volerà coprendo una certa
distanza.
SPIEGA N°2
COME COSTRUIRE UN RAZZO AD ACQUA. (modello base semplificato)
Procurati 2 bottiglie di plastica (PET) da mezzo litro. Un tappo di sughero che possa chiudere
ermeticamente una bottiglia. Scotch. Uno spinotto appuntito da attaccare alla pompa della bici
per gonfiare il serbatoio.
1) Fora per tutta la lunghezza il tappo di sughero con un buco che ci servirà per iniettare
l’aria.
2) Taglia a metà una delle 2 bottiglie in modo da avere un cono (è l’ogiva del nostro razzo).
3) Con lo scotch fissa la mezza bottiglia al fondo di quella intera (sarà il nostro serbatoio)
4) Fissa due anelli o cilindri cavi in linea sulla bottiglia.
5) Prepara la rampa di lancio usando un manico di scopa e tienila verticale.
6) Versa nel serbatoio 160 ml d’acqua.
7) Tappa con il sughero bucato la bottiglia e inserisci lo spinotto della pompa
8) Capovolgi il razzo in modo da avere il serbatoio verso il basso, fallo scorrere sulla rampa
9) Comincia a gonfiare (Quando avrai insufflato abbastanza aria il razzo schizzerà in alto)
AVVERTENZE
1. NON SOSTARE ASSOLUTAMENTE COL VOLTO SOPRA e DI FIANCO LA
BOTTIGLIA:immaginate,prevedete tutte quelle traiettorie che il missile potrà avere,al
fine di disegnare nello spazio un Cono. Questo avrà la punta che corrisponde al collo
della bottiglia e l insieme delle linee che unisco la punta alla base del Cono(in alto nel
cielo),rappresentano le probabilità delle rotte che la bottiglia può eseguire. State al di
fuori di questo cono.
2. NON SPARARLA NEI PRESSI DI FINESTRE O FILI ELETTRICI
3. NON SPARATELA VICINO ALLE STRADE...se cade in mezzo al traffico potreste
mettere a rischio la vita e incolumità della gente, non quanto come danni diretti della
bottiglia(inesistenti) ma tanto per lo spavento che un automobilista avrebbe a ritrovarsi
una bottiglia piovuta dal cielo in mezzo la strada o sul cofano.
Sono particolarmente pericolosi questi Razzi per quel che riguarda il rischio ESPLOSIONI:
può capitare che i serbatoi plastici di questi razzi vengano caricati al di sopra del loro limite
strutturale, cedendo e provocando pericolose esplosioni. Queste esplosioni sono senza
fiamma, ma comunque violente. E' necessario utilizzare solo bottiglie di bibite gassate e che
abbiano il simbolo PET dentro un esagono(PET puro) e no dentro un tondo (PET reciclato).
L'uso di parti metalliche aggrava la pericolosita' in caso di esplosione. Gli effetti di una
esplosione di un razzo caricato anche a sole 8atm a pochi metri possono essere particolamente
gravi.
SPIEGA N°3
Dal sito www.razziadacqua.altervista.org
Bottiglia volante
Questa signori è la cosa più semplice che possiate fare,indipendentemente dalla fonte di aria
che usiate,dalla presenza o meno di rampa o di meccanismi vari di sgancio.
MATERIALE:
Taglierino
2 bottiglie 1 o più Valvole delle camera d'aria
Nastro isolante e telato
Fonte d'aria (pompa per bici, pompa per palloni)
COSTRUZIONE Innanzitutto prendete una bottiglia e mettetela da parte:questa sarà il nostro
serbatoio. Prendete invece la seconda e tagliatela a metà,alla base del cono,in modo da
ottenere il cilindro dritto della bottiglia:
Il cono ovviamente si mette da parte, invece con la parte bassa
creeremo una rudimentale rampa di lancio: nella parte bassa
apriremo col taglierino una sorta di finestrella bella larga. Questa
ci servirà per fare entrare il tubo della pompa che andrà collegato
al missile:
N.B. in particolare qui si vede il tubo di una pistola con
manometro(compressore)dove il tubo di gomma
è molto rigido,non si piega, in particolare
potrebbe dare un problema,risolto più avanti
Fatto anche questo non ci resta che preparare la Valvola della camera d'aria:sarebbe la parte
dove voi attaccate la pompa per gonfiare le gomme. Le potete trovare dal vostro gommista,a
un costo basso Prendetene 4-5... si perdono facilmente e scegliete la dimensione media.
A questo punto dovete cominciare un lavoro certosino col nastro isolante e la valvola:giro per
giro dovete arrotolare il nastro(sempre teso e ben stretto) attorno alla parte gonfia della
valvola,aumentandone lo spessore. Come nella la foto, partite da destra verso sinistra del
rigonfiamento e date diversi giri di nastro facendolo sempre ben aderire. Ovviamente non
dovete esagerare:questa parte rigonfiata dovrà entrare nelle bocca della bottiglia non a filo ma
con uno sforzo considerevole(anche con l aiuto di pinze).
L ultimo giro di nastro(telato però) deve essere dato per assecondare,facilitare l entrata della
valvola nella bottiglia:date una forma conica. Considerate che a comprimersi non sarà il
nastro ma la parte gommosa della valvola:la zona gonfia è tutta gomma con solo il buco per
far entrare l'aria.
Ora dovrete fare diverse prove, del tipo se la valvola entra ed esce a mano dalla bocca della
bottiglia... non và assolutamente bene... considerate che una valvola fatta bene può rimanere
bloccata fino a 3-4atm minimo. Io personalmente ne ho fatte alcune da 5atmosfere(per
inserirle ci voleva il martello), ovvero che hanno retto la pressione fino a 5 atm,rimanendo
incastrate li nel collo della bottiglia per poi volar via.A riguardo potete scaricare i video
attinenti alle prove di pressione
Insomma una valvola ben fatta come minimo per inserirla dovete usare le pinze e faticare.
A questo punto prendete armi e bagagli e recatevi alla zona di lancio... un parchetto VUOTO
...
NORME DI LANCIO DELLA BOTTIGLIA SEMPLICE Siccome si tratta di lanciare una
semplice bottiglia,senza ogiva,pinne,pesi,ci riduce considerevolmente tutte le piccole
possibilità di far danni. La bottiglia quando cade inoltre lo fa planando e senza alcun danno.
Però parte... sempre allerta quindi:
Ecco però cosa potete fare tranquillamente:
1. L'assistente può sostare a lato della base per reggerla a patto che stia a lunghezza del
braccio e con la testa bassa(fuori dal Cono)
2. In caso di mancata partenza l'assistente può aiutare la fuoriuscita della valvola con le
mani PUNTANDO SEMPRE IL MISSILE IN ALTO!!!!
3. Chi controlla il flusso d'aria può stare nei pressi della
"rampa"
FASE DI LANCIO
Sistematevi nel vostro
parchetto,campo,date un occhio in giro che non ci siano
innocenti e cominciate la procedura di lancio:
1-Riempite la bottiglia con 470-500ml d'acqua(pesatela su
una bilancia da cucina,fate prima)
2-Asciugate la bocca della bottiglia(fa più aderenza) e inserite la
valvola(come nella foto)
3-Fate passare il tubo della pompa nella finestrella della base e attaccatelo alla valvola
4-Sistemate la bottiglia in posizione inclinata dentro la "rampa" e appoggiate per terra la
"rampa".
PROBLEMA:se magari il tubo è troppo rigido,non si piega,non riuscirete ad appoggiare la
rampa. Potete risolvere la cosa così:
Prendete un altra base di bottiglia(nella foto è quella dell'uliveto perchè ha un diametro
maggiore quindi si incastra meglio)e la mettete sotto l altra:cosi alzate la finestrella e il tubo
può stare quasi rigido. Mi raccomando la bottiglia leggermente inclinata,in modo che parta
lontano da voi,cose e persone.
A questo punto o con la pompa per bici,per palloni o col compressore cominciate a dare aria e
preparatevi per la doccia improvvisa...quando siete molli la bottiglia è già volante sopra le
vostre teste...
Per chi usa Pompa da bici o pallone potrebbe succedere che mentre pompate l'aria,la base e
tutto il resto traballi e si ribalti:qui entra in gioco il vostro assistente,il quale rispettando le
norme di lancio può benissimo sostenere la base... e farsi una doccia
Per chi usa Pompa da pallone o Compressore il consiglio è quello di verificare le atmosfere
nel manometro per stabilire quanto regge la vostra valvola e a quanto è partita la bottiglia.In
questo modo sapete quanto regge la vostra valvola.
APPROFONDIMENTI DA http://it.wikipedia.org/wiki/razzo_ad_acqua
Un razzo ad acqua è un razzo che sfrutta acqua e aria compressi ad alta pressione per la
propulsione. Non vengono assolutamente utilizzate sostanze chimiche o esplosivi
Le prestazioni di questi mezzi possono essere sorprendenti: una banalissima bottiglia di
plastica convertita a razzo, con dentro 470 ml di acqua ed aria ad una pressione di 8-9
atmosfere può spingere il razzo sino a 150 metri d'altezza, con una velocità di partenza di ben
130 Km/h
La costruzione di un razzo ad acqua parte da materiali molto comuni e spesso riciclati come
bottiglie di plastica, CD-ROM, cartone, plastica, nastri isolanti ecc. Spesso si utilizza colla
bicomponente per ottenere giunture a tenuta stagna. Le rampe di lancio sono solitamente
costruite con tubi di plastica o di metallo e assi di legno sagomate; il metodo di sgancio più
comune chiamato Garden System consiste nell'incollare al fondo del razzo una presa per la
canna del giardino, al momento del lancio, tramite un filo o una corda, si sgancia la presa
liberando la pressione
Generalmente un razzo ad acqua consiste sempre nel caricamento di un serbatoio con 1/3 di
acqua e 2/3 di aria compressa ad una ben precisa presione, al di sotto del valore massimo
usato nel collaudo ed entro i limiti strutturali della serbatoio. Per il lancio è necessario
costruire un sistema di caricameto aria e sgancio, che puo' essere di vari tipi, a seconda
dell'ingegno e fantasia del creatore.
Resta il fatto comunque che questi sono dei mezzi volanti e che pertanto rispettano i principi
dell'aerodinamica di tutti i razzi. Infatti sono dotati di ogiva, transizione e pinne, viene
studiato il Centro di Pressione Aeredinamico e il baricentro
Generalmente un razzo ad acqua consiste sempre nel caricamento di un serbatoio con 1/3 di
acqua e 2/3 di aria compressa ad una ben precisa pressione, al di sotto del valore massimo
usato nel collaudo ed entro i limiti strutturali della serbatoio. Per il lancio è necessario
costruire un sistema di caricamento aria e sgancio, che puo' essere di vari tipi, a seconda
dell'ingegno e fantasia del creatore.
Resta il fatto comunque che questi sono dei mezzi volanti e che pertanto rispettano i principi
dell'aerodinamica di tutti i razzi. Infatti sono dotati di ogiva, transizione e pinne, viene
studiato il Centro di Pressione Aeredinamico e il baricentro
MAPPA DI ALAGAESIA CON CARTA RICICLATA
Il sistema migliore per scoprire come viene prodotta la carta riciclata è … riciclarla!
La ricetta è molto semplice:
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si raccoglie la carta usata
si spezzetta
si bagna
si riduce in pasta lavorandola a lungo con le mani (o con un frullatore usato da un
adulto)
si prepara un foglio per volta stendendo un sottile strato di pasta su un telaio
si fa asciugare il foglio
si usa la carta per disegnare la mappa di Alagaesia (usare penne a
sfera)
il laboratorio presenta la difficoltà di trovare un telaio abbastanza grande da
stendere fogli per tutti, per rimediare a questo si può reperire in ferramenta
una rete abbastanza fine o più semplicemente stenderla con un matterello su
della plastica e lasciarla asciugare al sole
LABORATORI A PAGAMENTO
L’AGENZIA DI ANIMAZIONE DOLCETTO SCHERZETTO
È lieta di proporvi vari tipi di laboratori, tra cui …
1. Aquiloni & Aquilotti (per medie e elementari)
2. Scuola di piccolo circo (per medie e elementari)
3. Impariamo riciclando (elementari)
Per informazioni potete rivolgervi ad Andrea 349 0096 403
La Libreria per ragazzi Giu
allestire alcuni laboratori di
Giù, in via Emilia 233 a Imola si è resa disponibile per
DISEGNO
FAVOLE
GIOCOLERIA
Varie ed eventuali
Per maggiori informazioni potete contattare (PER TEMPO) Stefano
allo 0542 21949 (dal lunedì al sabato, 9/12 e 16/19.30 escluso giovedì pomeriggio),
oppure 0542 21717 (Quando non è al lavoro),
oppure su [email protected] , ma mi raccomando contattatelo per tempo, così potrà organizzare
attività più belle!
Il Laboratorio di Scrittura Espressiva darà a voi e ai vostri ragazzi la possibilità di cambiare il
vostro rapporto con “lo scrivere”, dandovi la possibilità di creare idee, suggestioni e
descrizioni scrivendo liberamente.
Questo laboratorio richiederebbe la figura di una professionista, noi ve ne indichiamo una, se
avete bisogno di informazioni, accordi o altro vi lasciamo il suo numero di cellulare.
Arianna Sabattani 349 3671 918
Eccovi un generico elenco di ipotetici Laboratori che non siamo riusciti ad
approfondire in tempo, ma vi lasciamo come elenco nominale per offrirvi
qualche spunto.
Murales (se non volete decorare i muri delle vostre parrocchie potete sempre stendere dei
fogli giganti di carta da pacco sopra i muri o al suolo e liberare la fantasia)
Laboratori Sportivi di varia natura in collaborazione con le associazioni e le realtà sportive del
vostro territorio. (Potreste anche rivolgervi a dei ragazzini esperti in tale ambito, senza sperare
in un allenatore professionista; poi affiancargli uno dei vostri educatori. In particolare vi
consigliamo gli sport meno noti, ma ben presenti nella zona di Imola e circondario come
Ultimate/Frisbee, Pallamano, Basket, Ping Pong (C’è un’associazione presso S. Caterina a
Imola), Baseball, Pattinaggio, ecc.) A seconda del vostro quartiere potrebbe essere facile
reperire esperti di Baseball, Basket, Ultimate, Calcio a 5, Hip Hop, Pattinaggio, ecc.
disponibili ad insegnare ai ragazzi i trucchi del mestiere
Il Giornalino: Ogni parrocchia potrebbe stamparsi un proprio giornalino del campo che
racchiuda le esperienze e le impressioni di tutti i partecipanti.
Inni, Stemmi, Bandiere: ogni squadra potrebbe avere un proprio inno composto dai ragazzi,
una bandiera e uno stemma che li rappresentano. Si potrebbe fare lo stendardo della
parrocchia per l’E.R.
Recitazione: Anche della storia di Eragon, grazie al nostro copione.
Danza: Se ogni realtà reperisse degli esperti o a discrezione degli animatori.
Narrazione:: Il Lab dei cantastorie, che inventano favole, bans, filastrocche, poesie ecc.
(eventualmente avrei una professionista da proporre alle varie realtà).
Bansmania: I bambini affiancati ad un animatore esperto potrebbero imparare bans da
proporre ai compagni durante le giornate del campo.
Rendiamo + bello il mondo: Si tratta di un gruppetto incaricato di ripulire e mettere in ordine
gli ambienti.
Primo soccorso (solo x i più GRANDI): In collaborazione con i volontari della Croce Rossa o
un esperto si possono organizzare brevi lezioni di primo soccorso; possono sempre tornare
utili!!!
Origami: Se ogni realtà reperisse degli esperti o a discrezione degli animatori.
Libri pop-up: Se ogni realtà reperisse degli esperti o a discrezione degli animatori.
Scacchi: Un gioco di strategia fondamentale che ci aiuta a pensare alle mosse dell’altro.
Statuine e Bassorilievi in gesso
Lavorazione di cuoio (lavoro molto medioevale, potreste chiamarlo “L’arte del sellaio”)
Sbalzo su rame
Pirografia
Macramè
Pittura su magliette
Ricamo e uncinetto (così si coinvolgono le nonne e ci si ricollega al tema RADICI)
Laboratorio musicale. Sfruttando le basi musicali presenti nel cd potete scrivere canzoni e
ricantarle sul tema musicale dell’inno dell’anno scorso. Se poi avete dei musicisti potrete
comporre canzoni e inni per il prossimo anno.
Costruzione strumenti musicali con materiale di recupero
Falegnameria
Musical. Perché non provate a trasformare Eragon in un musical? In questo sussidio ci sono
tutte le battute, a voi lasciamo pensare a musiche e balletti.
Fiori, Piante e proprietà:
Nella storia le cure sono sempre legate alle proprietà medicinali di erbe e fiori. A partire da
questo si potrebbe realizzare un erbario.
Con l’aiuto di un esperto, o documentandosi si può realizzare con i bambini un quadernino.
L’attività può svolgersi in più modi. Se c’è l’opportunità si può fare una gita all’aria aperta e
andare a raccogliere o a vedere in parchi o giardini botanici alcune piante e realizzare il
quaderno con foto e accanto le proprietà mediche e non che lo caratterizzano.
Spaventose maschere da Urgali o altrettanto terribili ma bellissime da drago con palloncini: Si
gonfia un palloncino e si ricopre di carta pesta, dandogli la forma di una voluta, in questo caso
il muso di un drago, poi, quando la carta pesta si è asciugata, si fa scoppiare il palloncino, lo
si taglia in modo da renderlo pronto ad essere indossato

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