la generazione rubata - Cinemambiente 2007

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la generazione rubata - Cinemambiente 2007
LA
GENERAZIONE
RUBATA
Rabbit-Proof Fence
Australia, 2002, 35mm, col., 94’
Regia/Director
Phillip Noyce
Sceneggiatura/Screenplay
Christine Olsen
Fotografia/Photography
Christopher Doyle, Brad Shield
Montaggio/Editing
Veronika Jenet, John Scott
Musica/Music
Peter Gabriel
Interpreti/Cast
Everlyn Sampi, Tianna Sansbury,
Laura Monaghan, David Gulpilil,
Kenneth Branagh
Produzione/Production
Australian Film Commission, Hanway,
Lotteries Commission of Western
Australia, Showtime Australia, South
Australian Film Corporation
Contatti/Contacts
Mikado Film
Via Vittor Pisani 12, Milano, Italy
ph. +39 02 67070665/ +39 02 67070685
fax +39 02 66711488
Ambientato negli anni’30, il film racconta
il razzismo e la segregazione dai primi
del ‘900 fino agli anni ’70 in Australia.
Nell’Ovest infatti era stato varato un
programma di epurazione che prevedeva di togliere alle famiglie aborigene i
bambini meticci per chiuderli in campi
di concentramento e prepararli a una
nuova vita nella società dei bianchi. La
vicenda è quella coraggiosa e vera, già
narrata nel 1966 in un libro dalla figlia di
una delle protagoniste, di tre bambine
meticce: Molly di 14 anni, sua sorella Daisy
di 8 e la loro cuginetta Gracie di 10 anni
che, segregate nel campo di Moore River,
riuscirono a tornare nel loro villaggio
percorrendo 1500 miglia in poco più di
un mese a piedi nudi, attraverso steppe e
deserto, riuscendo a sfuggire ai poliziotti
e a un cacciatore nativo (interpretato da
David Gulpilil, il più famoso attore aborigeno del cinema australiano), con l’unico
riferimento di un recinto a prova di coniglio, immensa protezione costruita nel
1901 per l’intera lunghezza dell’Australia
dell’Ovest per tenere non solo i conigli
lontani dai campi, ma anche e soprattutto
per dividere i territori abitati dagli aborigeni, da quelli popolati dai bianchi.
The setting is Western Australia in the early
1930s, and the movie speaks on the racism
and segregation, stated by law decrees
lasting till the 70s. There was a true erasing
program, in fact the Aboriginal children of
mixed caste should be separated from their
parents and relocated in settlements to start
a new life inside white assimilation facilities.
The strong and true story first account was
written in 1966 by Molly’s daughter, in her
book Follow the Rabbit-Proof Fence and
the movie is about three young Aboriginal
girls: Molly (14), her sister Daisy (8) and their
little cousin Gracie (10), who, segregated in
a settlement at Moore River, succeeded in
coming back to their village after a long
bare feet travel for more than a month and
1500 kilometres across harsh landscapes
and deserts, chased by policemen and a
native hunter (interpreted by David Gulpilil,
the most famous Aboriginal actor of Australian cinema).
The rabbit-proof fence is a potent symbol: a
dividing line across Western Australia, built
by settlers in 1901 to protect themselves
from something they introduced to the
country in the first place, but also to keep
apart white men and natives. In this film, it is
a barrier, a strange paradoxical monument,
but it is also a point of contact, a thread in
the labyrinth, a way home.
Il regista Phillip Noyce, qui anche nei panni di produttore del progetto, dopo Ore
dieci calma piatta, Giochi di potere e Il collezionista di ossa, abbandonando il filone
hollywoodiano, punta su un argomento
scottante per il proprio paese.
Director Phillip Noyce, after Dead Calm
(1989) Patriot Games (1992) the Bone
Collector (1999) with Rabbit-Proof Fence
(he is also the producer) has left Hollywood
atmospheres to deal with a hot subject, an
unresolved issue of Australian history.
Festival e Premi/Festivals and Awards
Premio dell’Australian Film Institute per il miglior film e migliore colonna sonora.
Premio del Pubblico ai Festival di Aspen, Edimburgo e Valladolid
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ECO KIDS

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