I luoghi dei ricordi La casa di mia nonna era situata nei pressi del

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I luoghi dei ricordi La casa di mia nonna era situata nei pressi del
 I luoghi dei ricordi
La casa di mia nonna era situata nei pressi del centro della città di
Salerno. Una villetta a due piani che affacciava sul giardino di mia zia, la
quale abitava al piano di sotto. Prima di entrare nel portone della villetta si
attraversava un piccolo vialetto. Qualche anno fa mio padre aveva fatto
installare un nuovo apparecchio elettrico: ben due citofoni uno fuori del
cancello e l'altro vicino al portone alla fine del viale. Chi desiderava entrare
in casa doveva quindi bussare due volte e chi rispondeva all'altro capo
doveva stare fermo ad aspettare che l'entrante effettuasse tutto il
percorso, in quanto affinché si aprisse la seconda porta doveva ribussare!!
Tutti erano contrari a questo tipo d’installazione, ma alla fine, mio padre
ha voluto fare come voleva. Asseriva che questo sistema fosse più sicuro.
“Ma è possibile che ogni volta dobbiamo fare i pastori lì davanti al
citofono??" Il presepe va fatto una volta ogni anno o no? Ia venit a fà i
pastorelli”. Quando mia nonna andava a rispondere al citofono, i primi
mesi dall’attivazione non faceva altro che ripeterlo e io e i miei fratelli non
riuscivamo a trattenere il riso specie per tutte le mosse che
accompagnava nelle sue esternazioni. Una mano poggiata sul fianco e il
piede che batteva freneticamente sul pavimento nell’attesa della seconda
citofonata che appena arrivava arrestava di colpo il suo gesticolare.
Ho vissuto tutta la mia infanzia e parte della mia adolescenza con mia
nonna in casa.
Vivere insieme è una piacevole scoperta: abitudini, momenti,luoghi
….tutto con la nonna veniva ad essere dipinto con i colori dell’ umorismo e
della felicità. La felicità non è una stazione cui si arriva, ma solo un modo
di viaggiare .Il viaggio dei miei genitori è stato abbastanza lungo. Oggi
compiono venticinque anni di matrimonio. E' d'obbligo una festa.
Decidiamo di pranzare in un locale non molto distante da casa. Si tratta di
un agriturismo, a metà strada tra una trattoria e un rudere di campagna. In
tinta con il luogo giustamente mio zio ha deciso di indossare una mise
adatta: camicia a quadrettoni rossi stile far west e pantaloni a zampa di
elefante. Gli mancava solo il cappello da cowboy , il fucile ed il quadro era
completo. I più maligni insinuavano di peggio, soprattutto sulla camicia.
“Chissà -pensavano- se in questi luoghi si praticano riti satanici. La
tovaglia del tavolo sembra essersi impossessata di Silvio(mio zio). Non
sarà mica indemoniato???”. Mia madre indossa un completino rosa e delle
scarpettine stile barbie. Mio padre avrebbe voluto ripercorre in questa
giornata tutte le tappe di quel famoso giorno di 25anni fa. Tra queste
tappe era incluso anche il vestito dello sposo. Missione impossibile. Il
tempo passa non solo per le cose, gli eventi che si trasformano poi a
seconda di come si sono vissuti, in tristi o felici ricordi, ma anche il nostro
corpo è soggetto a continui cambiamenti che possono volgere ad una
evoluzione o involuzione. La pancia del babbo non è riuscita a
comprimersi dentro l'abitino della ormai "vecchio sposo". E’ stata
soggetta ad una evoluzione piuttosto consistente. Mia zia mi sussurra
qualcosa all'orecchio. A mala pena riesco a capire qualcosa. Poi intuisco
che vuole che mi sieda vicino a lei. Strizzandomi l'occhio mi fa capire di
aspettare , poi in seguito avrei compreso il tutto. Mi bastò ben poco per
capirlo. Era quella una posizione strategica. Eravamo sedute vicino a
Gianluca mio cugino e suo nipotino. Era risaputo che Gianluca non
amasse mangiare molto. Il mio compito era quello di distrarre i vicini di
tavolo, facendo cadere tovaglioli o con movimenti particolari , mentre mia
zia furtivamente prendeva possesso delle pietanze che Gianluca aveva
lasciato nel piatto. E' così abile e veloce che neanch'io mi sono accorta di
nulla. Questa è stata la prima volta che ho sentito la madre di Gianluca,
contenta che il figlio avesse gradito il pranzo. “E' così difficile nel
mangiare- diceva- mi sa che ritornerò più spesso qui”. Poverina non
poteva immaginare cosa si celasse dietro il piatto vuoto del figlio.
Mi squilla il cellulare. Una voce stridente “Gossip gossip gossip!!!! Oggi si
vendono scoooooooooop!!!”. E’ Mara mi confida una notizia inaspettata.
Gennaro e Rosaria si sono lasciati. Il litigio, sfociato poi nella definitiva
rottura, ha avuto luogo, secondo gli ultimi bollettini, ieri sera. Tutto è partito
da Gennaro. Non riusciva più a sopportare l'atteggiamento di Rosaria.
Pensando che sarebbe stato solo un momento passeggero, aveva
tollerato fin troppo a lungo la situazione che invece rimaneva stazionaria,
senza mostrare alcun segno di cambiamento: Rosaria non gli dava
calore!!! Secca e colorita è stata la risposta di lei: -E mo' t'appic 'na stufa…sarebbe quasi ora no? Questo locale è una ghiacciaia..ma dove sono gli
altri? Ah eccoli tutti fuori per il taglio della torta. Si respira un'aria di festa.
Anche mia mamma sembra essersi rivestita di una luce nuova. Poi
d'improvviso sono colta da quei vuoti profondi …..sarebbe stato ancora più
bello se ci fossi stata anche tu, chissà se gli altri hanno pensato la stessa
cosa. Forse al momento del conto!?!?