Tigers Making of Classics Polo gallery

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Tigers Making of Classics Polo gallery
Tigers
North Sails Magazine n. 1/2013 - Copia Omaggio
Tom
Schnackenberg
Making of
I vincenti vanno Winners pick
con i vincenti
winners
Classics
Californian
Sicily
Polo gallery
Pratiche,
colorate,
irrinunciabili
Practical,
colorful,
indispensable
01.13_TIgers_1
BEVI RESPONSABILMENTE.
A
SKYY&FRUIT.
UN INCONTRO CHE DÀ VITA
A QUALCOSA DI UNICO.
SKYY&FRUIT NEI GUSTI SKYY PEACH,
SKYY STRAWBERRY E SKYY PASSION FRUIT.
pagina sette, il baffuto Schnaky parla con
i computer e porta in cantina le macchine
per cucire.
C’è chi fa il Peter Pan sulle vele, in volo tra
passato e futuro.
Si naufraga a Malta tra la sabbia arancione
e un tempo fermo chissà da quando.
Coste, telai, cilindri e pecore.
Potresti incontrarli per strada se viaggi in
motocicletta.
O tra queste pagine se continui a leggere.
E siamo solo al secondo numero di questo
magazine, dove le intuizioni diffondono cultura,
le vele trasportano i pensieri e gli uomini
trasmettono emozioni.
Esiste ancora un mondo in cui il razionale e
l’emotivo sono parte della stessa terra: il mare.
Dove le sfide si possono testare e ciò che
costruisci ha sempre un’anima.
Un’anima e un corpo.
Terra e mare.
The sea is my land, dicono in North Sails.
Così, prima di augurarvi buona lettura volevamo
condividere una notizia.
Il 2012 è stato un anno importante per il nostro
team. Abbiamo raccontato a tutti quelli che
condividono con noi la passione per lo sport
e la sfida, una storia vera. La nostra. L’abbiamo
fatto con un progetto di comunicazione
completo, dalla campagna stampa, al sito,
al magazine, al film “Tigers. Diventa quello per
cui sei nato”.
E proprio il trailer del film vince il primo premio
nella categoria campagne integrate in occasione
del 44° Key Award, un riconoscimento tutto
italiano che premia i migliori film pubblicitari di
sempre e i migliori spot dell’anno.
Un film in grado di tradurre in immagini lo spirito
che ha animato le Tigri
di Lowell North.
Appunto anima e
corpo.
Terra e mare.
The sea is my land.
O
n Page seven, a bearded Schnack
talks to computers and puts his sewing
machines into storage.
A modern-day Peter Pan flits here and there over
his sails, laminating the past to the future.
Shipwreck on Malta’s orange sands where time
has stood still longer than anyone can tell.
Coastlines, frames, cylinders, and sheep.
You might meet them on the road if you are on
a motorcycle, or on these pages if you go on
reading.
And this is just the second issue of the
magazine, where intuition is a vehicle for culture,
sails carry thoughts, and men evoke emotions.
There is still a realm where the rational and the
emotional are bound together: the sea. A world
where ventures can be put to the test and
everything you build always has a soul, a body
and a soul: land and sea. As they say in North
Sails, “the sea is my land”.
Before wishing you happy reading, we would like
to share some news. 2012 was an important
year for our team. To all those who share our
passion for sports and challenges, we had a true
story to tell: our own story. We told it through
a total communication plan, from the press
campaign and website to the magazine and
the film “Tigers: Be what you were born to be”.
The film trailer won first prize in the Integrated
Campaign category of the 44th Key Awards, an
Italian prize that rewards the best advertising films
of all time and the current year’s best spots.
A film that translates the spirit that moves the
Tigers of Lowell North into images. Body and
soul, land and sea: the sea is my land.
La purezza di SKYY Vodka incontra la frutta più
pregiata in tre gusti raffinati e inimitabili.
SKYY&Fruit si riconosce subito per l’alta
percentuale di succo di frutta e per la presenza
di soli aromi naturali: sono questi gli ingredienti
della più naturale eleganza.
2_TIgers_01.13
01.13_TIgers_3
6
Tigers
Tom Schnackenberg.
14 True colors
Vestire il colore.
Dress up in color.
18 Welcome to the beach
Un tuffo nello stile.
A plunge into style.
20 3DL
Tigers
27 Mix and Match
Tom
Schnackenberg
North Sails Magazine n. 1/2013 - Copia Omaggio
Le vele senza cuciture.
Seamless sails.
Making of
I vincenti vanno Winners pick
winners
con i vincenti
Classics
Focus su tendenze, colori e tessuti.
Focus on trends, colors and fabrics.
Californian
Sicily
Polo gallery
Pratiche,
colorate,
irrinunciabili
Practical,
colorful,
indispensable
34 Absolute beginners
12- 36 months.
Tigers
Six-monthly
Magazine
Year 2
Number 1
36 Making of
Editorial Design:
Zero Starting Ideas, Milano
48 Itinerari controcorrente
Contributors for this issue:
Andrea Brunazzi
Federica Cresto
Francesca Dicecca
Enrico Grassi
Giovanni Lo Iacono
Federico Repetto
Photos:
Archivio North Sails
Archivio Veleria North Sails Carasco
Gero Cacciatore
Bepi Ghiotti
Print:
Amilcare Pizzi, Cinisello Balsamo, MI
Special thanks:
Grant Dalton
Massimo Cannata - Garage Inc, Modica
Ristorante Duomo, Ragusa Ibla
Hotel la Corte del Sole, Lido di Noto (SR)
The Xara Palace Relais&Chateaux, Mdina MALTA
Quercetti, giocare intelligente
Interview with Grant Dalton.
46 Summer flavours
Dress code da spiaggia.
Dress code fit for the beach.
Sinking in Malta.
56 Padelle all’attracco
Insalata d’alto mare.
Seafood salad from the open seas.
58 Classics
Californian Sicily.
68 Toys
Due ruote in porto.
Two wheels at the harbor.
70 Design
Tutti a tavola.
Everyone to the table.
74 Polo gallery
Pratiche, colorate, irrinunciabili.
Practical, colorful, indispensable.
78 Teens love colors
4-14 years.
Registrazione al Tribunale richiesta
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Tom Schnackenberg
The Legend of Lowell North and his Tigers
Nel 1979 Peter Mahr, l’allora
presidente della North Cloth, si
accorse che il poliestere usato per
la costruzione delle vele, cambiava
caratteristiche se era orientato
secondo l’ordito o la trama.
Così scrisse un appunto alla North:
“Può darsi che stiamo facendo le vele
in maniera sbagliata”.
La sfida fu raccolta da uno dei migliori
e più lucidi uomini di North Sails,
il neozelandese Tom Schnackenberg.
Tom riferendosi al suo abbigliamento.
“Poi tornammo al loft e Lowell mi
mostrò la veleria. North Sails era una
veleria così importante e Lowell una
persona così importante che io non
sapevo cosa pensare. Ero nervoso”.
Ma né il vestito né l’imbarazzo
impedirono a Schnackenberg di
superare l’esame.
Era il 1975, sei anni prima della
rivoluzione dei personal computer,
quando Tom, dopo un corso di
programmazione durato sei settimane,
si sedette davanti a una tastiera e
scrisse un programma come piaceva
a lui. Si chiamava
Genoa Program.
Suo padre, per Natale, gli regalò
un manuale di regata senza che il
figlio avesse mai
messo piede su una
barca. “Mi piacque
“Quando
Ma mancava
molto leggerlo e
comprammo la
ancora un
l’anno dopo ne
prima barca sapevo
elemento.
arrivò un altro.
giá navigare: saltai a
E Schnackenberg
Quando finalmente
bordo e via”.
lo trovò nel 1976,
comprammo la
quando andò a
prima barca sapevo
visitare il centro
già navigare: saltai
di ricerca della General Motors nel
a bordo e via. Ci avevo pensato
Michigan. Era un triangolo.
molto prima di allora”. Pensare
Immaginate di sbucciare un’arancia
molto è il punto forte di un tipo come
e poi dividere la buccia di ogni
Schnackenberg ma non l’unico.
spicchio in una serie di piccoli
Infatti, nonostante la decisione iniziale
triangoli. Se stendete i triangoli,
di intraprendere la carriera di fisico,
otterrete pressappoco un’arancia,
Tom non ci pensò molto a lasciare
tutto e dedicarsi alla vela. Alla sua vera ovvero un sistema bidimensionale
per rappresentare un oggetto
passione.
tridimensionale. Ecco cosa faceva il
nuovo programma Tin Sail, divideva
Il passo successivo fu incontrare
la superficie in triangoli provandone
Lowell North.
le combinazioni e, al contrario del
Quella mattina, un Tom in abito
velaio tradizionale dava forma alle vele
formale, cravatta e scarpe serie, si
non solo in senso orizzontale, ma in
trovò dinanzi un Lowell in pantaloni
qualsiasi direzione.
corti, scarpe da barca e camicia
Prima di Tin Sail si disegnava solo
hawaiana. Com’era nel suo stile,
quello che si poteva costruire, adesso
privo di fronzoli e formalità, lo portò
il velaio poteva sognare delle soluzioni
immediatamente su una barca
che poi il computer stesso avrebbe
ormeggiata al San Diego Yacht Club.
realizzato. Questo nuovo strumento
“Mi sono sentito un idiota” racconta
6_TIgers_01.13
ha messo in grado i velai di North di
sperimentare con estrema libertà nuove
forme e di confrontare vele diverse tra
loro, portando il taglio delle vele su un
piano logico. Senza TinSail gran parte
del successivo lavoro di North Sails
con il CAD e il CAM, rispettivamente i
programmi dedicati alla progettazione
e alla costruzione di una vela tramite
computer, il progetto del plotter cutter
e il 3DL che ha debuttato nel 1992,
sarebbe stato davvero impossibile.
Tom Schnackenberg era diventato
un eroe, era l’uomo che parlava ai
computer.
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Tom Schnackenberg, David Miller
Moro di Venezia 1992
8_TIgers_01.13
In 1979, Peter Mahr, then president of touring the boat, Lowell took him back
North Cloth, realized that the polyester to the loft to see the sails being made.
they were using for their sails behaved North Sails was such a big name and
differently depending on whether it was Lowell was so important that Tom was
not sure what to think and could not
oriented along the warp or along the
weft. And so he wrote a note to North help feeling a bit unnerved.
Sails expressing his suspicion that they But neither his attire nor his
embarrassment kept Schnackenberg
were not making their sails in the right
from passing the test. It was 1975, six
way.
years before the revolution of personal
The challenge was picked up by
computers, when Tom, having just
one of the best and brightest men of
completed a six-week programming
North Sails, the New Zealander Tom
course, sat down at the keyboard and
Schnackenberg. Some Christmases
ago, his father had given him a how-to wrote a program just the way he liked
it. He called it “Genoa Program”. But
book on sailboat racing. Although
something was still missing.
he had never set foot on deck, Tom
loved reading the manual and received Schnack found it in 1976, when
he went to visit the General Motors
another one the following year. When
R&D Center in
the family finally
Michigan: it was
bought their first boat,
a triangle. Imagine
he already knew how
peeling an orange
to sail. He jumped
“When the family
and then dividing
aboard and off they
finally bought their
the rind from each
went. He had been
first boat, he already
segment into a
thinking about it a
knew how to sail.
series of small
lot before then. And
He jumped aboard
triangles. If you
thinking is one of Tom
and off they went”.
lay out the
Schnackenberg’s
triangles
strengths, but not the
you will obtain a two-dimensional
only one.
representation of a three-dimensional
Although he had initially set out to be
object, in this case an orange.
a physicist, Tom was quick to decide
Schnackenberg’s new program,
to drop it all and dedicate himself to
sailing, his true passion. And then one Tin Sail, divided the surface of the sail
morning he met Lowell North. Tom was into triangles and tested their various
combinations. Unlike the traditional
dressed formally in jacket and tie and
sailmaker, who gave form to the sails
polished shoes. Lowell greeted him in
only in the horizontal direction, this
shorts, deck shoes and a Hawaiian
program did it in any direction.
shirt, true to style: direct and casual.
He led Tom onto a boat moored at the Before the advent of Tin Sail,
sailmakers designed sails by making
San Diego Yacht Club. Tom says he
and testing them. Now they could
felt like an idiot dressed that way. After
dream of solutions that the computer
would resolve. This new tool allowed
Lowell North’s sailmakers great
freedom of experimentation with new
shapes. It allowed them to make
comparisons and establish a logical
rationale for sail design. Without
Tin Sail, much of the success of
subsequent work using ComputerAssisted Design and Manufacturing
(CAD and CAM), the cutting plotter,
and the 3DL sail, which debuted in
1992, would have been impossible.
Tom Schnackenberg had become a
hero: he was the man who spoke to
computers.
The special North Sails edition is wholly
dedicated to the Tigers of Lowell North.
A polo shirt for Lowell North, Tom
Whidden, Peter Barrett, and Tom
Schnackenberg. A polo shirt to don
their temper and sport their victories
in the emblems and medals of the
Olympics, the America’s Cup, and
other preeminent sailing competitions.
Exclusive packaging, featuring the
faces of the communication campaign
and bearing the logo of the Tigers
- four sails reflected in the water
looking like the claw marks of a tiger completes this gift idea for sailing lovers
and especially for those who feel the
passion that has guided the great men
of North Sails: the Tigers.
01.13_TIgers_9
Tutta dedicata alle Tigers
of Lowell North la special
edition firmata North Sails.
Una polo per Lowell North,
Tom Whidden, Peter Barrett
e Tom Schnackenberg. Una
polo per indossare il loro
carattere e le loro vittorie che
appuntano ai capi gli stemmi
e le medaglie delle Olimpiadi,
della Coppa America e delle
più importanti competizioni in
ambito velico. Un packaging
esclusivo, fregiato dei
volti della campagna di
comunicazione e firmato col
logo delle Tigers - quattro
vele che specchiandosi sul
mare diventano un graffio di
tigre - completa questa idea
regalo per gli amanti della
vela e soprattutto di quella
passione che ha guidato i
grandi della North Sails, le
Tigri.
The special North Sails
edition is wholly dedicated to
the Tigers of Lowell North.
A polo shirt for Lowell North,
Tom Whidden, Peter Barrett,
and Tom Schnackenberg.
A polo shirt to don their
temper and sport their
victories in the emblems and
medals of the Olympics,
the America’s Cup, and
other preeminent sailing
competitions. Exclusive
packaging, featuring the
faces of the communication
campaign and bearing the
logo of the Tigers – four
sails reflected in the water
looking like the claw marks
of a tiger – completes this
gift idea for sailing lovers and
especially for those who feel
the passion that has guided
the great men of North Sails:
the Tigers.
SPECIAL EDITION
10_TIgers_01.13
Lowell vince la
medaglia d’oro alle
Olimpiadi di Città
del Messico nella
Star Class. È il
1968.
Lowell wins the
gold medal in
the Star Class at
the Mexico City
Olympics. The year
is 1968.
Il neozelandese
Schnackenberg
si aggiudica nel
1987 la Admiral’s
Cup come Sail
Coordinator del
Team New Zealand.
New Zealander
Tom Schnakenberg
won the 1987
Admiral’s Cup as
Sail Coordinator
for Team New
Zealand.
Tre volte vincitore
dell’America’s
Cup come tattico
(1980-1987-1988)
e cinque volte della
Newport-Bermuda
Race nella Class A.
Three-time winner of
the America’s Cup
as tactician (1980,
1987, 1988) and
five-time winner of the
Newport-Bermuda
Race, Class A.
Conquista
la medaglia
d’argento alle
Olimpiadi estive di
Tokyo del 1964
nel Finn Class.
Peter won the silver
medal in the Finn
Class at the Tokyo
1964 Summer
Olympics.
01.13_TIgers_11
Lowell
North
is a true
legend,
not just
a tale
The film, the people, the stories. Discover the tigers of Lowell North.
northsails-sportswear.com
12_TIgers_01.13
01.13_TIgers_13
INSOLENT
YELLOW
C0 M0 Y100 K0
NATURAL
GREEN
C84 M10 Y57 K0
MIND
BLUE
C97 M77 Y0 K0
14_TIgers_01.13
Insolente, sfrontato,
sfacciato. Giallo! Un
colore che sa tingersi di
carattere. O lo si odia o
lo si adora. Fate la vostra
scelta.
TRUE
COLORS
Insolent, cheeky,
bold. Yellow! It's full of
personality. You either
love it or hate it. You
decide.
Indossare il verde è
naturale. Come l’arrivo
della primavera o il
vento che soffia. E stesi
all’ombra di un albero
vi sentirete finalmente a
contatto con la natura.
Wearing green is as
natural as the arrival of
spring or the blowing
wind. Lying in the shade
of a tree, you'll finally feel
in touch with nature.
Indossatelo come un
abito mentale. Come
chi ha dentro il mare e
tutte le sue sfumature.
Dall’azzurro di una
passeggiata sul molo
al blu sfida di chi deve
cavalcarlo con una vela.
Wear it to express your
attitude and your deep
love for every nuance
of the sea, from the sky
blue of a stroll on the pier
to the bold blue of the
expert sailor riding the
waves.
01.13_TIgers_15
LOVE
FUCSIA
C0 M48 Y85 K0
Non tutte le donne amano
il tacco 12. Un colore
deciso, un pantalone che
accompagna le forme e
un capello selvaggio al
vento, conoscono bene
il significato della parola
femminilità.
Not all women love 12
cm heels. Vibrant color,
perfectly fitting trousers,
and hair tousled by the
wind all know the real
meaning of femininity.
ENERGY
ORANGE
C0 M48 Y85 K0
PASSION
RED
C0 M94 Y83 K0
16_TIgers_01.13
Una spremuta di energia
per il look. L’arancione
caldo e accogliente
ma con un certo piglio.
Quello che tiri fuori
quando cambia il vento.
Give your look a boost of
energy with orange. It's
warm and welcoming,
but it still has gumption,
which is what kicks into
play when the wind
changes.
Ci vuole passione ogni
giorno, in ogni gesto.
Deve infiammare i
pensieri perché tengano
vive le azioni. Il rosso ti
dice sono pronto, fai la
tua mossa.
You need passion every
day, in everything you do.
It ignites your thoughts
and keeps you going.
Red tells you it's ready,
so the next move is
yours.
01.13_TIgers_17
È tutto pronto per la Primavera/Estate 2013. I toni fluo, i colori brillanti
e le stampe sono protagonisti di un originale outfit da spiaggia.
La donna veste a righe o a fiori, l’uomo spazia dalle stampe rigate,
al floreale, al camouflage, dalle tinte più tenui a quelle fluo. Moltissimi
anche i materiali, leggeri e resistenti capaci di adattarsi a qualsiasi
tipo di estate vogliate trascorrere. Un tuffo nello stile.
Welcome to the beach
18_TIgers_01.13
Everything is ready for Spring/Summer 2013: fluorescent hues, brilliant
colors and prints are the stars of original beachwear. For women,
it's stripes or flowers. For men, there's everything from stripes, floral
prints, and camouflage with colors ranging from subtle pastels to fluo
tints. There is a wide variety of light and sturdy fabrics able to adapt
to any summer activity. Take the plunge and dive into style!
01.13_TIgers_19
3 D L
li fermava con un altro strato di
pellicola di Mylar poi asciugava
la colla con un ferro da stiro. A
mano.
La vela pezzo unico era un’idea
così pazzesca che in pochi
in North gli diedero credito.
Questi pochi si chiamavano
però Terry Kholer, Tom Whidden
e Jay Hansen ed erano pronti
Niente più cuciture.
ad accettare quella sfida.
Niente ferzi uniti tra loro.
Whidden, che è la Tigre delle
La vela è un pezzo unico.
vendite North Sails, sapeva
Diventa più leggera.
che se un’innovazione andava
Veloce.
fatta, quello era il momento
Tridimensionale.
migliore e quella era l’azienda
Diventa 3DL.
migliore, perché in North la parola
Nel 1994 North Sails decide che
“tecnologia” non è mai rimasta
è tempo di rivoluzione e si mette
solo una parola.
nelle mani dello svizzero Jean
Così Whidden incontrò Baudet.
Pierre ‘J.P.’ Baudet e del suo
“Fin dall’inizio ero convinto che
fedele amico Luc Dubois.
la strada migliore per il successo
J.P è il Peter Pan della vela.
del 3DL fosse di combinare la mia
A lui piace veleggiare, ma ancor
idea con l’esperienza North in
più, a lui piace costruire le idee.
quelle aree”.
Forse perché da bambino si
Per J.P. era giunto il momento di
tagliò un dito cercando di cucire
una vela, pensò bene di abolire le confrontarsi con la realtà.
macchine da cucire e costruire le Durante le vacanze di Natale
sue amate vele in un pezzo unico. del 1988/1989 Baudet e Dubois
costruirono una vela di 7 metri
Ecco cosa fece.
che un paio di mesi più tardi fu
Nel 1990, il Peter Pan della vela,
issata sul lago di Ginevra con
era in un magazzino nascosto
buoni risultati. Si trasferirono
all’interno di un edificio di
quindi nel loft di Milford dove
North. Era appeso al soffitto con
per sei lunghi, solitari, caldi
un’imbracatura da deltaplano e
mesi lavorarono in casa North
volava su uno strano stampo di
Sails alla costruzione di una
legno. Lo stampo somigliava a
nuova vela. Nessuno sapeva che
una mezza ala e Baudet stava
fossero là, il 3DL rimaneva ancora
stendendo almeno 4.500 metri
un progetto sottobanco. Per i
di costosi fili di Kevlar su una
due svizzeri non furono giorni
pellicola di Mylar fissata sullo
stampo. Dopo aver steso i fili J.P. facili: non conoscevano la lingua,
20_TIgers_01.13
non erano più a casa e l’ansia da
prestazione era molto alta.
Ciononostante la vela fu un
successo e per Baudet e Dubois
arrivò l’incarico di costruirne una
nuova per la Coppa America che
si sarebbe svolta nel gennaio del
1992 a San Diego.
“Era un po’ come passare dalla
semplice costruzione di una
villetta a quella complicata di
un grattacielo avendo solo sei
mesi di tempo” racconta M.
Levitt ne Le vele più famose
del mondo. Baudet e Dubois
lavoravano su uno stampo
lungo 36 metri e largo 14, e
J.P. stava impazzendo per la
progettazione della superficie
dello stampo. Un giorno mentre
era all’aeroporto di San Francisco
si fermò a guardare il nastro
distributore dei bagagli: era
rigido ma poteva seguire percorsi
complessi. Poche ore dopo
era in fabbrica che cercava di
costruire un modello replicando
lo stesso meccanismo del nastro
trasportatore dei bagagli. Il
modello funzionava come pure
funzionò lo stampo in scala reale.
Il nuovo carro ponte con sei
movimenti riusciva a stendere
più filato rispetto al precedente
che procedeva un filo alla volta e,
invece del rullino per l’incollaggio
e l’asciugatura della colla veniva
utilizzato un sacco vuoto come
per gli scafi.
Il processo di costruzione
iniziava a sembrare un processo
industriale.
01.13_TIgers_21
che del contributo di una singola
vela. Ma è certo che il 3DL era
un denominatore comune”. Si
leggeva in un articolo della rivista
Yachting del 1993.
Durante il SORC, otto dei nove
La Coppa America si avvicinava e vincitori issavano vele 3DL.
Nella Coppa America del 1995
loro lavoravano senza sosta. Per
il 3DL fu la vela dei vincitori.
scaldare il laminato dopo che i
Nell’Admiral’s Cup del 1997
fili erano stesi, acquistarono ben
le barche con il 3DL hanno
dieci ferri da stiro e li legarono
occupato i primi dieci posti.
insieme su un lungo pezzo di
Numerosi anche i record del
legno. Uno di loro si sarebbe
mondo battuti montando le nuove
seduto sul carrello volando
avanti e indietro lungo la vela per vele 3DL. Alle vittorie seguirono
le vendite. Nel 1994 North Sails
completare l’operazione.
apre un nuovo loft a Minden in
Monte ore: dodici. Era come
Nevada. Con i suoi 3.200 metri
stirare un campo di grano.
quadrati era la più grande veleria
Ma quando le due vele 3DL
furono montate su Stars & Stripes del mondo. E lo è ad oggi.
Non vince l’idea.
nel 1992, durarono all’incirca
Non vincono i mezzi per
10 minuti prima che il vento si
realizzarla.
facesse troppo forte.
Vince la squadra.
“Il fatto è che questi genoa
di 3DL non funzionavano - si
legge in un articolo di North
No more seams. No more panels
News firmato da Jay Hansen sewn together. The sail is a single
nonostante tutti i test precedenti
piece. It is lighter, faster, threeavessero raggiunto le nostre
dimensional. It is 3DL.
aspettative per laminazione,
In 1994, North Sails decided
tenuta e sensazione tattile.
that it was time for a revolution
I problemi di produzione
and went to Swiss sail designer
creavano vele che non
Jean-Pierre “J.P.” Baudet and his
superavano i test di durata”.
faithful friend Luc Dubois. J.P. is
Tuttavia i lavori in North non si
the Peter Pan of sailing. He likes
fermarono.
sailing, but even more, he likes
Si migliorarono carro ponte,
to build ideas. When he was a
laminazione, stampaggio,
boy he cut his finger trying to
software e altri settori della
sew a sail. Perhaps that’s why
produzione. E così nel gennaio
he decided to get rid of sewing
del 1993, durante la Key West
Race Week e il successivo SORC, machines and make his beloved
sails out of one piece of material.
tra una regata e l’altra, arrivò la
And that’s exactly what he did.
gloria.
“Sette barche alla Key West Race In 1990, J.P. was sequestered
away in a back room of the North
Week issavano vele 3DL. Due
Sails loft in Milford, Connecticut,
hanno vinto le rispettive classi e
suspended from the ceiling in a
solo una è scesa sotto il quarto
posto. Questi risultati parlano più hang-glider harness, swinging
delle barche e dei loro equipaggi, back and forth over a strange
22_TIgers_01.13
wooden mold that looked like a
half-wing. Baudet was stretching
out at least 4,500 meters of
expensive Kevlar yarn on a sheet
of Mylar draped over the mold.
After laying out the fibers, J.P.
fixed them in place with another
sheet of Mylar and then dried the
glue by hand, with an iron.
The one-piece sail was such a
crazy idea that few at North Sails
paid it much attention. But these
few went by the names of Terry
Kholer, Tom Whidden and Jay
Hansen, and they were ready to
take up the challenge. Whidden,
the Tiger in charge of North Sails
marketing, knew that if they were
going to innovate, that was the
best time and North Sails was
the best company, because here
“technology” was never just a
word. And so Whidden met with
Baudet, who was convinced
right from the start that the best
hopes for success with 3DL was
to combine his idea with the
experience of North Sails. The
moment had come for J.P. to put
his ideas to the test.
During Christmas vacation 198889, Baudet and Dubois made
a 7-meter sail that would be
hoisted a couple months later
on Lake Geneva, performing
well. The two then moved to the
Milford loft, where for six long,
solitary and sweltering months
they worked on a new sail. No
one knew they were there: 3DL
was still a secret. These were
not easy days for the two Swiss:
they didn’t speak English, they
were far from home, and there
was a lot of pressure on them
to perform. In spite of it all, the
sail was a success and Baudet
and Dubois were commissioned
to make another one for the
upcoming America’s Cup in
Stabilimento di
Milford. Alcuni
stampi sono
così grandi da
poter produrre
un’intera randa
per barche di
Coppa America.
Milford loft.
Some of the
molds are large
enough to
make an entire
mainsail for an
America’s Cup
yacht.
01.13_TIgers_23
January 1992 in San Diego.
Michael Levitt wrote in The North
Sails Story that it was a bit like
going from building a simple
house to building a complex
skyscraper in only six months.
Baudet and Dubois worked on
a mold 36 meters long and 14
meters wide. J.P. was wracking
his brains about how to design
the surface of the mold. One
day when he was at the San
Francisco airport, he stopped to
watch the baggage belt: it was
rigid but could follow complex
pathways. A few hours later he
was in the factory trying to build
a model that replicated the same
mechanism. The model worked,
and so did the full scale mold.
The new bridge crane with six
movements could lay out more
yarn than its predecessor, which
put down one strand at a time
and, instead of the roller for
gluing and drying, there was an
empty sack like they use for hulls.
The process for constructing
one-piece sails was beginning to
resemble a full-fledged industrial
process.
The America’s Cup was getting
closer and the two worked
without pause. To speed up
the glue-setting process, they
brought in ten irons and mounted
them together on a long piece
of wood to heat the laminate
after laying out the yarn. One of
them sat on the assembly, flying
back and forth over the sail to
complete the operation. This step
24_TIgers_01.13
alone required twelve hours of
work, it was like ironing an entire
corn field.
Unfortunately, when the two
sails were installed on Stars
and Stripes in 1992, they lasted
only about 10 minutes before
the wind got too strong. In an
article in North News, Jay Hansen
wrote that in spite of the fact
that the 3DL genoas had met all
their expectations in terms of
lamination, tactile qualities and
impermeability, problems in the
production process had resulted
in sails that could not stand the
test of time.
But North Sails did not give
up. Improvements were
made to the bridge crane, the
lamination process, the mold,
the software and other aspects
of the production process. And
in January 1993, during the
Key West Race Week and the
subsequent SORC, the sails
achieved their glory.
The April 1993 issue of Yachting
stated "Seven boats at Key
West [...] carried sails made with
North's new 3DL. Two won their
classes and only one placed
lower than fourth. Those results
speak more for the boats and
their crews than the contributions
of a single sail (type). But there's
no getting around the fact that
3DL was a common thread."
And during the SORC, eight
of the nine winners used 3DL
sails. The 3DL was also the sail
used by the winner of the 1995
America’s Cup. Boats hoisting
3DL sails took the top ten places
in the Admiral’s Cup 1997. And
there were soon quite a few
new world records set with the
innovative sails.
Victories were followed by sales.
In 1994, North Sails opened a
new loft in Minden, Nevada.
With 3,200 square meters of
floor space, it was and still is the
largest sail loft in the world. It’s
not the idea that wins, and it’s not
the tools for realizing it:
it’s the team.
Bolina stretta,
le vele in kevlar
e mylar sono
semitrasparenti.
Close hauling.
The Kevlar/
Mylar sails are
translucent.
Sotto e a destra
alcune fasi
della saldatura
tridimensionale.
Below and right:
steps in the
three-dimensional
lamination
process.
01.13_TIgers_25
Un mix di tendenze, colori e tessuti che non definiscono uno stile, ma più stili. Quelli del match
tra capi diversi, che ci piace fare ogni giorno. Per vestirci da noi stessi. Per portare fuori la nostra
personalità e sentirci addosso la forza del vento e l’energia del mare. Anche in città.
Trends, colors and fabrics are blended to define not one but many styles. We like to coordinate
different items to feel at ease, express our personality, and feel the power of the wind and energy of
the sea upon us, even in the city.
Un look, due anime. Fuori:
una giacca in tessuto tecnico,
rivestita internamente,
con zip a contrasto e un
pantalone in comodo e
fresco cotone. Dentro: bikini
a stelle e strisce per tuffarsi
in mare e in città.
One look, two souls.
Outside: a lined jacket
in technical fabric with
a contrasting zipper and
comfortable light cotton
trousers. Inside: a stars-andstripes bikini for a plunge
into the sea or city.
26_TIgers_01.13
01.13_TIgers_27
Con uno short in gabardina
stretch, si può andare
dappertutto. Indossatelo
con una felpa colorata,
coloratissima, vitaminica per
dare più tono al vostro look.
You can go anywhere in
stretch gabardine shorts.
Wear them with a brightly
colored sweatshirt to give
your look a vibrant burst of
energy.
Stile maschile. Materico ed
essenziale con un retrogusto
nautico. Prende lo stile
dall’America, le tonalità dal
carattere e il massimo del
comfort dai tessuti.
Menswear, textured and
sleek, with a nautical
mood. It's American style
in bold colors and supercomfortable fabrics.
28_TIgers_01.13
Il nuovo sportivo riesce a
essere anche femminile.
Basta una scarpa, un abitino,
un colore, un tocco tutto
personale per essere sport
woman wear. A ognuna il
suo dress code.
The new athlete can also
be feminine. All it takes is
a shoe, a dress, a color, and
a totally personal touch to
turn into sportswear for
women. To each her own
dress code.
01.13_TIgers_29
Una giacca non va solo
indossata, va interpretata.
Vale assolutamente la pena
di scegliere la sfrontatezza
del giallo quando puoi
contare su un capo solido,
windbreaker e waterproof.
Per non bagnarsi le idee.
A jacket is not just worn:
it must be interpreted. It's
definitely worth choosing
sassy yellow when you
can count on a well-made
garment that's waterproof
and windproof and will keep
your ideas dry.
La giacca antipioggia strizza
l’occhio al mondo della vela.
È realizzata nell’esclusivo
Tyvek Dupon, un tessuto
unico dalla spalmatura
tecnica che gli conferisce un
aspetto increspato. Per chi si
sente parte del Team.
The rain jacket salutes the
sailing world. It's made of
exclusive Dupont Tyvek,
a unique fabric with a
technical coating that gives
it a wrinkled look. It will
make you feel part of the
Team.
Lo short è da fluo! Svegliate
il vostro look giornaliero
con una secchiata di colore
per cancellare la monotonia.
These shorts are made for
laughing.
Fluorescent shorts! Wake
up your everyday look with
a splash of color that chases
away the ho-hum blues.
These shorts are made for
laughing.
30_TIgers_01.13
01.12_TIgers_31
IL FILM, I PERSONAGGI, LE STORIE. SCOPRI THE TIGERS OF LOWELL NORTH.
northsails-sportswear.com
32_TIgers_01.13
01.13_TIgers_33
ABSOLU T E
BEGINN ERS
12 - 36 MON THS
BOY
GIRL
Graziosi i vestitini con
le ruche in stile giovane
tennista.
Un’ancora approda
sulle t-shirt mentre blu,
bianco e rosa colorano
le giacche e i gilet
realizzati in resined
nylon. E un piccolo
bottoncino a forma
di cuore regala a tutte
un po’ di dolcezza.
Pretty dresses with young
tennis star ruffles.
An anchor lands on
T-shirts while blue, white
and pink give color to
jackets and vests made
of resin-coated nylon. A
little heart-shaped button
adds a sweet touch to
everything.
Sportswear anche
per i più piccoli, per
i capitani di domani.
Motivi a stelle e strisce
si rincorrono sulle t-shirt
mentre le giacche si
fanno leggere, pratiche
e piene di tutta la libertà
di muoversi, scoprire
e crescere.
Children's sportswear
for tomorrow's captains.
Stars-and-stripes motifs
run across T-shirts while
practical light jackets
give kids the freedom
to move, explore, and
grow.
MY FIRST
Un piccolo ometto, una
piccola polo. La prima.
Con la bandiera
americana, con lo sport
addosso, con la voglia
di diventare grandi.
Racchiusa in uno special
pack.
A little boy and a little
polo shirt. His first. With
an American flag, a
sportswear mood, and
an urge to look all grown
up. It comes in a special
package.
Making of
Curiosità dietro le quinte o dietro le vele, per capire quello che non racconta mai nessuno.
Curiosity behind the scenes or behind the sails, to understand the things that no one ever tells you.
I vincenti vanno
con i vincenti
Winners pick winners
Interview with Grant Dalton
Grant Dalton, sette
regate intorno al mondo
e oltre 375.000 miglia
nautiche percorse in regate
transoceaniche, è un guru
nel mondo della nautica.
Leggendario rimane il suo
giro intorno al mondo di 62
giorni come skipper di Club
Med, con cui batte diversi
record, come la distanza
percorsa in 24 ore (656
miglia marine) e la più veloce
circumnavigazione del globo
(62 giorni e 7 ore).
36_TIgers_01.13
E notevole è il lavoro di
squadra svolto accanto
all’Emirates Team New
Zealand per ridare orgoglio
e passione al mondo della
vela neozelandese e formare
un team degno di vincere
le sfide più audaci. È così
che l’Emirates Team New
Zealand conquista il rispetto
internazionale e scrive un
avvincente capitolo nella
storia dell’America’s Cup.
Oggi Dalts, come recita il
suo nickname, è CEO di
Emirates Team New Zealand
e l’abbiamo incontrato
dietro le quinte della
trentaquattresima Coppa
America per sentire un po’
cosa ne pensa di questa
edizione e farci spiegare
come nasce un team
vincente.
In che modo l’avvento dei
giganti AC72 ha cambiato il
mondo della vela sportiva?
In fondo non l’ha cambiato,
la competizione c’è ancora.
Ma ha cambiato l’America’s
Cup in termini di match
racing. Non è più come una
volta: la partenza, gli ingaggi
che si facevano con i vecchi
monoscafi e prima ancora
con i 12 metri. Oggi, in un
certo senso, conta più la
velocità: devi affrontare la
regata concentrandoti sulla
tua barca.
In che cosa è diversa la
trentaquattresima Coppa
America? Avvicina il pubblico
o allontana soltanto i velisti?
La trentaquattresima Coppa
America è decisamente
diversa dalle precedenti
edizioni. L’incidente di
Oracle - quando hanno
scuffiato - ha attirato un
nuovo pubblico di curiosi: è
finito su tutte le grandi reti
televisive americane - CNN,
NBC, CNBC - ed è stato
visto da un sacco di gente
che non seguiva la Coppa.
I velisti probabilmente non
li allontana, anzi direi che li
affascina. Sicuramente, però,
ha ridotto la domanda di
velisti sul mercato, perché
non ci sono molti team, dati
i costi proibitivi. Così, anche
se le imbarcazioni sono
veramente belle e i velisti
molto interessati, tanti
restano disoccupati perché
mancano le squadre.
L’Emirates Team New
Zealand ha varato il suo
AC72 dopo 18 mesi di lavoro
ed è in gara dall’agosto 2011.
Com’è la vita di squadra?
A inizio 2011, non appena
è cominciata la campagna
e Oracle e Alinghi hanno
risolto i loro problemi,
siamo ripartiti. È stata
dura perché ci siamo
dovuti autofinanziare, e
allora non avevamo un
soldo, abbiamo dovuto
creare il team progettuale,
disegnare il modello,
costruire il prototipo e poi,
terminata la prima barca,
metterci a lavorare sulla
01.13_TIgers_37
seconda. Bisogna fare una
pianificazione attenta e
prudente, ma soprattutto
bisogna trovare le persone
giuste. E nel nostro team
cominciano a brillare nuove
stelle. Non sono certo
grandi nomi, ma ragazzi
che hanno voglia di fare e
che riconoscono il proprio
valore. Dei grandi!
Allora, come si sta nel team?
Beh, diciamo che in questo
momento, a qualche
38_TIgers_01.13
mese della Coppa, non ci
sentiamo proprio tranquilli.
È possibile, e sottolineo
possibile, che ci sia un
vantaggio semplicemente
perché abbiamo una certa
esperienza e siamo piuttosto
affidabili. Ma non dormiamo
certo sugli allori. Anzi,
proprio per paura di farci
troppe illusioni, abbiamo
alzato il tiro.
Parliamo un po’ delle vele.
Non c’è che dire, la vita è
cambiata per North Sails.
Da quando ha acquisito il
controllo di Southern Spars,
la società è coinvolta in ogni
fase della costruzione del
wing, che di fatto è un suo
prodotto. Ma ora abbiamo
meno vele. Abbiamo un
gennaker e un jib, ancora
in fibra di carbonio e in via
di sviluppo, vele sempre
molto importanti. Ma la cosa
essenziale è proprio questo
wing che dobbiamo a North
Sails e a Southern Spars.
Quante volte ha fatto il giro
del mondo?
Mah, l’ultima volta che le ho
contate erano otto… giusto?
Non me lo ricordo più… Ci
sono! Sette più una come
skipper, quindi otto in totale.
Perché la vela? Non saprei,
è difficile dirlo… Perché no?
In questo Paese molti fanno
vela, è uno sport diffuso anche se oggi il tempo non è
un granché. Io stesso vengo
da una famiglia di velisti:
mio fratello, mio padre, mio
nonno, il mio bisnonno.
Era logico che cominciassi
anch’io. Ho avuto la fortuna
di poterne fare un lavoro e
non ho più smesso. Ma come
in ogni sport, ci vuole una
gara importante. Proprio
come l’America’s Cup, che
per noi dell’Emirates Team
New Zealand è un po’ il
Santo Graal della vela.
“Una vittoria è una vittoria”,
ha detto. Che cos’è, modestia
o un modo per mettere le
mani avanti?
Già, una vittoria è una
vittoria. E quando lo scontro
è serrato e le squadre sono
quattro a quattro, pronte
per lo spareggio nel “best
of nine”, il pubblico si
appassiona come non mai.
Ma tu non ti diverti. Per te
il divertimento è vincere
con un distacco di miglia
e miglia, essere talmente
avanti agli altri che alla fine
non hai più niente di cui
preoccuparti.
Come si sceglie un equipaggio
vincente?
In un certo senso, è
l’equipaggio che ti sceglie.
Tu hai dei parametri di
selezione: ti servono
progettisti, velisti, personale
amministrativo, addetti
al marketing, supporto di
terra. E i migliori scelgono
il meglio. Voglio dire
che è importante creare
un ambiente di lavoro
piacevole e stimolante, in
cui le persone si sentano
apprezzate - perché di fatto
lo sono - e sappiano di avere
buone chance di vincere
- perché questo non è un
mestiere come un altro.
Allora saranno loro a farsi
avanti: è semplice, i vincenti
vanno con i vincenti.
01.13_TIgers_39
Seven around-the-world
races, over 375,000 nautical
miles logged on transoceanic
regattas, Grant Dalton is a
guru of the sailing world. His
record-breaking performance
as skipper of Club Med are
the stuff of legend, such as
the fastest time around the
world (62 days and 7 hours)
and the greatest distance
sailed in 24 hours (656
nautical miles).
And there is something of
legend in what he has put
into the Emirates Team New
Zealand to create a crew
ready to undertake the most
40_TIgers_01.13
daunting challenges and
achieve the most audacious
feats. He has restored
pride and passion to New
Zealand sailing. Emirates
Team New Zealand has won
international admiration
and written a compelling
chapter in the history of
the America’s Cup. We met
“Dalts”, now CEO of the
team, behind the scenes of
the thirty-fourth America’s
Cup to find out what he
thinks of this year’s race and
get some insight into how a
winning team is born.
How has the arrival of
the AC72 yachts changed
competitive sailing?
Well, the arrival of the
AC72 yachts hasn’t changed
competitive sailing as such
because it’s still a contest.
It’s changed the America’s
Cup in terms of match
racing. It’s not the same pure
match racing: the starting,
the close-covering that you
used to get in the old boats
and in the 12-metres before
that. It’s more sort of speedrelated that you just got to
get fast around the course
and sail your own race, to a
point.
How is the 34th America’s Cup
different from its predecessors?
Is it drawing a larger audience
or only alienating sailors?
The 34th America’s Cup
is quite different than its
predecessors. I think the
incident with Oracle, when
they took their boat over,
drew a whole new crowd that
were drawn to that sort of
thing, it was on CNN, NBC,
CNBC and all the major
networks in the States, so
it was a whole crowd that
hasn’t been involved before.
It’s probably not alienating
the sailors, because they’re
fascinated. But what it’s
done is that it’s reduced the
capacity in the marketplace
for sailors to work, because
there’s not many teams
because it’s so expensive.
So although the sailors are
very interested and the
boats are very cool, there’s
a lot of them that are left
unemployed because there
are not enough syndicates,
based on the cost.
Emirates Team New Zealand
has launched an AC72 after
eighteen months of work and
has been competing since
August 2011. How is team
life?
As soon as the campaign got
started we got going again
after Oracle and Alinghi
sorted out their issues, and
that was really the beginning
of 2011. It’s been busy
because we had to fund it-at
that point we really had no
money-we had to put the
design team together, design
the boat, build the first
boat and then now, having
finished with this boat get
into getting ready to sail the
second boat. So, you have
to plan pretty carefully, you
have to be quite deliberate,
but ultimately you’ve got to
have the right people. And
there are a lot of stars that
are starting to show up in
our team, which has really
no obvious stars in terms
of names, but a lot of guys
putting their hand up to
say, you know, I get this and
I understand it, I’m worth
what I’m paid. And they are;
we’ve got some great people.
And generally summing up,
life on the team is … ?
Well, generally summing
up where we are I guess at
this point with a number of
months to go but not that
many until the Cup: we’re
not at all comfortable. It’s
possible, I’m not saying it
is, but possible that we’re
ahead of the pack just simply
because we’ve done a bunch
of sailing and we’re fairly
reliable. But there’s no way
that that’s manifesting itself
here as complacency. Not
at all, in fact if anythingbecause we’re scared of
getting complacent-we’ve
actually almost lifted our
game even more.
Let’s talk a little bit about
the sails.
Life’s changed a bit for
North Sails. And with the
ownership of Southern
01.13_TIgers_41
Spars, they’re very much
involved with the building
of the wing, in fact this is
their product. But now we
don’t have as many sails.
And so we have a gennaker
and a jib, and they’re still
carbon fibre and they’re
still developing, and they’re
still really important. But
the main sort of “item” of
getting us through the water
is this wing and North Sails
is very much involved with
that with Southern Spars.
You’ve sailed around the
world how many times?
Ah, last count I think I’ve
sailed around the world
eight times… is that right? I
actually can’t remember! Ah,
seven and run one. So yes,
42_TIgers_01.13
eight in total. Why sailing?
Dunno, it’s hard to really
say that, why anything? In
this country a lot of people
sail, it’s very common-even
though the weather’s not
too good today. And so I
come from a family that
sailed: my brother sailed, my
father sailed, my grandfather
sailed, my great grandfather
actually sailed. And so it was
just logical that you’d start to
sail. And I was lucky enough
to be around when it became
a profession. And I’ve never
stopped. But you need an
outlet for competition, just
like any sport. And really it’s
that competition that draws
all of the people here on
Emirates Team New Zealand
to what is ultimately the
Holy Grail of sailing: the
America’s Cup.
a point. You’ve got certain
parameters of people that
you need: designers, sailors,
A win’s a win. Is that modesty administration, marketing,
or hedging your bets?
shore crew. And winners
Well I know, a win is a win.
seem to pick winners. I
And I know it’s really good
mean, you want to create an
for the public when it’s really environment where people
close and it goes down to the want to be, where they want
wire and it’s the best of nine to work, where they feel
and it’s equal, four all, or
valued-because they are-and
whatever. But there’s no way they know they’ve got a good
that that’s fun. The only fun chance with their effortsraces are the ones you win by because this is not a normal
miles and you’re so far ahead job-of success. And in the end
in the end that you don’t
those people come forward
have to worry about it all the and it becomes, I think,
way up the last bit.
pretty simple: winners pick
winners.
How do you choose a winning
team?
Well, a winning team
tends to choose itself, to
Stile
tecnico
È una collezione speciale
questa dedicata a Emirates
Team New Zealand, perché
unisce ricerca stilistica,
innovazione e tecnicità. Capi
performanti, waterproof
e windproof, tessuti
elasticizzati che si asciugano
rapidamente e materiali
innovativi in grado di
assicurare comfort e libertà
di movimento. Pronti per
ogni sfida insomma, un
po’ come gli atleti della
Nuova Zelanda che diventa
Technical
Style
protagonista assoluta di
t-shirt, polo e felpe con
i suoi colori e con la sua
bandiera, parte originale
del design del capo. Bianco,
rosso e blu navy diventano
il codice colore anche per il
beachwear. Così lo sportivo
diventa di tendenza.
The collection dedicated to
Emirates Team New Zealand
is special in the way it
combines style, innovation
and technical performance
in waterproof and windproof
garments, fast-drying stretch
fabrics, and innovative
materials ensuring comfort
and freedom of movement
under all conditions. They
are ready for any challenge,
just like the New Zealand
athletes, whose original
colors and flag feature
proudly on T-shirts, polo
shirts and sweatshirts.
White, red and navy blue
also provide the color code
for beachwear. Athletes now
set the trend.
01.13_TIgers_43
Become
what you
were born
to be
The film, the people, the stories. Discover the tigers of Lowell North.
northsails-sportswear.com
44_TIgers_01.13
01.13_TIgers_45
Summer flavours
ARANCIO, ROSSO, VERDE, FUCSIA,
GIALLO. LA PRIMAVERA ESTATE DI
NORTH SAILS È PRIMA DI TUTTO
COLORE. UN’INIEZIONE DI VITAMINA,
ENERGIA E GIOIA SPALMATA SUI
BIKINI, SULLE INFRADITO E SULLE
T-SHIRT IN JERSEY, ACCOMPAGNATA
DA UNA GRAFICA MINIMAL CHE
DISEGNA OMBRELLONI, BARCHETTE
DI CARTA, STELLE MARINE, ANCORE.
PERCHÉ C’È FLAVOUR D’ESTATE,
ATMOSFERA DI SOLE, DI MARE, DI
AMICI, DI LUNGHE GIORNATE DA
PASSARE FUORI, DA VIVERE APPIENO.
PERCHÉ QUALCHE VOLTA BASTA UN
COLORE PER ACCENDERE UN OUTFIT,
PER FAR EMERGERE IL CARATTERE, PER
REGALARSI UN SORRISO.
ORANGE, RED, GREEN, FUCHSIA, AND
YELLOW: THE SPRING AND SUMMER OF
NORTH SAILS IS ALL ABOUT COLOR.
IT'S A BURST OF VITAMIN-CHARGED
ENERGY AND JOY FOR BIKINIS,
FLIP FLOPS, AND JERSEY T-SHIRTS,
ACCOMPANIED BY MINIMALIST PRINTS
OF SUN UMBRELLAS, PAPER BOATS,
STARFISH, AND ANCHORS. COLOR HAS
A SUMMERY FLAVOR AND REMINDS
US OF THE SUN, SEA, FRIENDS, AND
ENJOYING LONG LAZY DAYS OUTDOORS.
SOMETIMES ALL YOU NEED IS COLOR
TO BRIGHTEN AN OUTFIT, BRING OUT
YOUR PERSONALITY, AND GIVE YOU A
SMILE.
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01.13_TIgers_47
Itinerari Controcorrente
Per trascorrere un weekend, gli itinerari migliori tra porti, cultura, specialità e divertimenti.
Upstream Routes
A weekend outing, the best itineraries for harbors, culture, specialties, and entertainment.
Sinking in Malta
48_TIgers_01.13
Q
uasi duemila anni fa San Paolo ha
fatto naufragio qui.
Un’isola brulla. Pochi alberi. Molto vento.
Sabbia arancione. Acqua calda. Zucche
gialle e fichi d’india ovunque. La costa a
ponente è ripida e si tuffa in mare.
A levante la città di La Valletta
sparpagliata in insenature piccole
e grandi. Bay si chiamano: baie.
Circondate a volte da enormi condominialberghi di cemento o edilizia minore
Marsaxlokk, Sud di Malta.
Paese dei pescatori, pochi
moli, le barche sono quasi
tutte ormeggiate in rada.
Marsaxlokk, in southeastern
Malta. A fishing village with
a small harbor, almost all the
boats are moored offshore.
01.13_TIgers_49
Isola di Comino,
davanti all’isola
di Gozo. Un
dettaglio della
pietra calcarea e
una tipica piccola
imbarcazione
decorata con
i caratteristici
“occhi”.
Island of Comino
off Gozo. A detail
of the calcareous
stone and a
typical small boat
decorated with
the characteristic
"eyes".
A sinistra uno dei
portoni colorati di
Mdina. In basso,
dalla cittadella si
scorge La Valletta
e il mare.
Interno del
curatissimo Xara
Palace e uno dei
vicoli dove farsi
trasportare in
calesse.
Left: one of the
colorful doors of
Mdina. Below:
Valletta and the
sea can be seen
from the walls of
the town. Interior
of the well kept
Xara Palace and
one of the narrow
lanes you can
travel in a horsedrawn buggy.
50_TIgers_01.13
con poche finiture e senza uno stile
caratteristico.
Sembra di essere tornati nei paesi
dispersi della Sardegna degli anni
settanta. Niente fiori, pergole, piante
ornamentali… niente. Serramenti
in alluminio anodizzato nelle finiture
meno gradevoli. Intonaci terrosi.
Blocchetti di cemento a vista. Un
tassista ti accompagna volentieri in giro
tutto il giorno. Arrivi a Mdina. Vittima
della macchina del tempo. Un luogo
incantato. La pietra gialla dei muri e delle
pavimentazioni. Le strade strettissime.
I portoni colorati. Tutta l’isola sembra lì
davanti agli occhi increduli affacciati dal
terrazzino sui bastioni dello Xara Palace.
L’aria è meravigliosa e la colazione non è
da meno. è un’isola fortemente turistica
e questo ha fatto perdere un po’ di
fascino a chi sogna un luogo segnato
dal tempo e dalla posizione. Il vento non
manca. Come pure la voglia di fare dei
suoi abitanti. Ho scoperto angoli selvaggi
sconosciuti nelle cartine.
S
e amate la natura non potete fare a
meno di andare a Gozo. Traghetto
e via, in luoghi ancora più incantati su
quest’isola a Nord di Malta. Tutto il
bello concentrato. Passando davanti a
Comino impossibile resistere alla voglia di
andare in barca nella azzurrissima radura
di acqua bassa dove il sole brucia senza
pudore. Non andarci ad Agosto è forse
un buon modo per renderle giustizia.
01.13_TIgers_51
Gozo, verso la
spiaggia di Ir-Ramla.
Gozo, looking toward
the beach of Ir-Ramla.
Mdina, alcuni
scorci della città
silenziosa.
Mdina, views of
the “silent city”.
54_TIgers_01.13
A stark island. Few trees. Lots of
wind. Orange sand. Warm water.
Yellow squash and prickly pears
everywhere. The western coast is
steep and rocky, a perfect place
for diving into the sea. Saint Paul
was shipwrecked here almost two
thousand years ago. To the east
Valletta wraps itself around bays
of varying size with its enormous
cement hotels and condominiums,
and smaller buildings with few
adornments and no particular
style.
I feel like I’m back in the remote
towns of Sardinia in the 1970s.
No flowers, pergolas, ornamental
plants …. nothing. Anodized
aluminum window frames with
unattractive finishes. Earthy
plaster. Unadorned cement blocks.
The taxi drivers are happy to take
you around all day. You come to
Mdina. Victim of a time machine.
An enchanted place. The yellowish
stone of the walls and paving
stones. Narrow streets. Colorful
doors. The whole island seems to
be there before your incredulous
eyes, standing on the terrace
looking out at the bastions of the
Xara Palace.
The air is marvelous and the
breakfast too. The island is very
touristy, which takes some of the
charm away for those who dream
of a place marked only by time
and geography. The wind is not
lacking, nor is the inhabitants’
determination to keep busy. I
discovered wild and uncharted
corners.
If you love nature you absolutely
must go visit Gozo. A ferry takes
you to the even more enchanting
spots on this island north of Malta.
It is a concentrate of beauty. When
you see Comino it is impossible to
resist the urge to put your boat into
the bright blue shallow water where
the sun burns without reserve.
Perhaps the best way to do it justice
is to say: don’t go there in August.
AB
01.13_TIgers_55
Padelle all’attracco
Stagionalità, golosità, finger food e tante gustose ricette per conoscere la cucina di mare.
A fish bite
Seasonality, delectability, finger food and a host of tasty recipes to familiarize yourself with sea cuisine.
Ciccio Sultano’s recipe, Ristorante Duomo, Ragusa Ibla, 2 ** Michelin
Insalata
d’alto mare
Seafood salad from the open seas
Ingredienti per 4 persone:
· 200 g di totani puliti
· 200 g di seppie pulite
· 200 g di moscardini a due
ventose puliti
· 1 peperoncino fresco
· Sale integrale di Trapani
· Olio extra vergine d’oliva
· Origano
· Prezzemolo qb
· 1 limone
Incidere i pesci aiutandosi
con un coltello, quindi
condire con l’aglio privato
dell’anima e tagliato a fette,
l’origano, il prezzemolo
tritato, qualche fetta di
peperoncino, olio e succo
Ingredients for 4 people:
· 200 g of squid, cleaned
· 200 g of common
cuttlefish, cleaned
· 200 g of octopus, cleaned
· 1 clove of garlic
· 1 fresh cayenne pepper
· Unrefined Trapani sea salt
· Extra virgin olive oil
· Oregano
· Parsley
· 1 lemon
Use a knife to cut up
the squid, cuttlefish and
octopus. Cut garlic and
remove germ, then slice.
Add garlic, oregano,
minced parsley, a few slices
56_TIgers_01.13
di limone, quindi cucinarli
velocemente in una padella
antiaderente. Sistemare in
un vassoio e mettere da
parte.
Per le verdure:
· 60 g cuori di spinaci
· 60 g cuori di bietola
· 60 g cuori di cicoria
· 60 g cuori di sanapo
N.B. (le verdure si possono
sostituire con quelle di
stagione disponibili).
· 1 spicchio d’aglio pulito
· Olio extra vergine d’oliva
· Sale integrale di Trapani qb
Saltare le verdure in padella
con l’olio e lo spicchio
of cayenne pepper, olive
oil and lemon juice. Sauté
quickly in non-stick pan.
Place on tray and set aside
to cool.
d’aglio, regolare di sale e
mettere da parte.
Per la zuppa di limone
fredda:
· 4 limoni pelati al vivo e
tagliati a cubetti
· 10 foglie di prezzemolo
· 1 peperoncino fresco
· Olio extra vergine d’oliva qb
· Sale integrale di Trapani
· 4 cucchiai di acqua
N.B (se si ha la possibilita si
può usare acqua di mare).
Condire i limoni con gli
ingredienti sopra elencati
e lasciare riposare un’ora,
quindi filtrare con un colino
la zuppa e porre in frigo.
Cold lemon soup:
· 4 peeled and diced
lemons
· 10 leaves of parsley
· 1 fresh cayenne pepper
· Extra virgin olive oil
Vegetables:
· Unrefined Trapani sea salt
· 60 g spinach hearts
· 4 tablespoons water
· 60 g beet hearts
N.B. (if available, use sea
· 60 g chicory hearts
water).
· 60 g mustard greens hearts Dress the diced lemons
N.B. (seasonal vegetables may with the other ingredients
be used instead).
and let stand one hour.
· 1 clove of garlic
Then filter the soup through
· Extra virgin olive oil
a sieve and refrigerate.
· Unrefined Trapani sea salt
Sauté the vegetables in a
pan with olive oil and garlic,
salt to taste and set aside.
Per l’impiatto:
Cucinare il pesce per 2
minuti nel forno a 220°C.
Nel frattempo sistemare
le verdure in 4 piatti fondi
quindi adagiarvi il pesce.
Versare la zuppa nel fondo
del piatto e completare con
un filo d’olio e sale.
Presentation:
Cook the fish for 2 minutes
in an oven at 220°C.
Put the vegetables in 4
bowls and arrange the fish
on top.
Pour the soup into the
bottom of the bowl and
season with a bit of oil and
salt.
01.13_TIgers_57
Classics
Nuovi e vecchi sogni, motori potenti per respirare l’aria di mare anche dalla terraferma.
Old and new dreams, powerful engines to breathe the sea air even while on dry land.
Tips from Giovanni Lo Iacono, a motorbike specialist
Californian Sicily
58_TIgers_01.13
É la luce che
cambia ai paralleli.
Un angolo magico
con il sole. Solo chi
non viaggia resta
in ombra.
The light changes
with latitude. A
magic corner of
the world with a
bit of sun. Only
those who don’t
travel remain in
the shadows.
01.13_TIgers_59
Pesca di conchiglie e polpi a
Marzamemi.
Sacca nautica in nylon con
logo ricamato.
T-shirt rossa, in jersey USA
100% cotone con stampe.
Shellfish and octopus fishing
in Marzamemi. Nylon sea
duffle with embroidered
logo.
Red T-shirt in 100%
American cotton jersey and
printed pattern.
I
l rumore delle ruote della valigia
ha una cadenza costante, nel suo
saltellare sulle giunzioni
del pavimento mentre scivola sulla
superficie lucida del terminal.
Tra qualche ora sarà tutto finito.
Mi assopisco un po’ sulla poltroncina
davanti all’imbarco. Sono stato sulle
strade lunghe e diritte alla ricerca della
libertà. Sono stato in riva all’oceano,
quello grande, con il desiderio di
vedere le spiagge dei surfisti. Mi ero
innamorato di quell’ambiente degli anni
60 e 70, dei film cult che parlano di
onde, tavole da surf e beat generation.
Sono un figlio degli anni 80, ho avuto
tutto e voglio anche questo. Il mare, la
vela, l’aria libera, respirare la vita con
una moto, responsabilmente immaturi e
costantemente giovani.
La moto muove i primi passi fuori
dal “garage”, dove l’hanno preparata
seguendo l’ispirazione della passione
creativa. Rendere giustizia al cosiddetto
“telaio a coda morbida”, laddove per
morbido si intende semplicemente il
non infinitamente rigido, risulta arduo
ma non impossibile per un preparatore
dell’estremo ovest, dove le idee
viaggiano nella luce del tramonto, libere
dagli stereotipi.
Lasciamo le strade tortuose e piene di
muretti a secco della piccola cittadina
per la ricerca impaziente dell’oceano, di
qualsiasi colore o odore esso sia. Tra la
vegetazione che accompagna la zona
di confine tra mare e terra viene fuori
una ciminiera. Si tratta di qualcosa di
anticamente coniugato con l’ambiente,
forse come un po’ tutta l’architettura
industriale degli inizi del secolo ormai
scorso, che parlava di paterne murature.
Uno stile architettonico che odora
maledettamente di storia, solo che non
mi sarei mai aspettato di trovarne i
segni in questa terra estrema. Faccio un
po’ amicizia con il bolide mentre alza
nuvole di polvere tra le disconnessioni
del piazzale antistante la vecchia
fonderia. Lì un tempo venivano forgiati
forti manufatti di acciaio, la linfa vitale
della rivoluzione industriale, energia allo
strato puro, allo stato fuso. L’acciaio con
cui il mio bolide occupa il suo spazio è
60_TIgers_01.13
Giovanni guida lungo la
costa.
T-shirt grigia in jersey USA
100% cotone con stampa
bandiera americana.
Casco North Sails bianco.
Giovanni riding along the
coast. Gray T-shirt in 100%
American cotton jersey with
printed U.S. flag. White
North Sails helmet.
pesante, cromato, ancora luccicante in
mezzo alla polvere. Tutta questa forza
non è un peso da sopportare. Il mio
desiderio di libertà va molto oltre gli
schemi imposti. Voglio essere leggero
e libero. Voglio sentire il vento sulle
braccia. Per sfiorare il vento marino su
e giù per questa splendida costa dorata
con il mio chopper, ho scelto di essere
leggero, innanzitutto nell’animo. Vesto
con dei pantaloni leggeri che sembrano
conoscere i colori e la brezza marina.
Viaggio senza giacca e indosso solo una
t-shirt. Tutto mi parla di libertà.
La mattina seguente mi sveglio con
croissant assortiti, cialde fritte di pasta
al cacao e bucce di agrumi, ripiene di una
crema di latte, che mi ricordano i nostri
cannoli, treccine al cioccolato, frutta e
succhi deliziosi. Si sta così bene che devo
trovare un valido motivo per alzarmi e
iniziare il mio giro con la moto.
La motocicletta ondeggia tra le curve
strette della strada litorale. Certo avevo
immaginato larghe strade a più corsie
costeggiare dritte e decise le rive del
Pacifico, con le onde lontane sovrastate
da puntiformi sagomine di surfisti nella
foschia lontana. Invece oggi vedo solo
strette strade tortuosamente fuse in
una vegetazione ricca di vigneti e cactus,
straordinariamente simili a fichi d’india!
Verso l’entroterra alcuni dolci rilievi
sembrano invitarmi ad una visita
verso il letto di un famoso fiume che,
attraverso un poderoso canyon, solca la
superficie della terra fornendo dall’alto
uno spettacolo molto suggestivo.
E seguendo questo richiamo, mi
arrampico sulla montagna attraverso
una strada molto promettente con
un panorama sulla verde costa. L’aria
si fa più fresca ed allora mi fermo per
indossare una leggera giacca. A un certo
punto sulla strada incontro un gregge
di pecore, che non sembra avere mai
fine, mentre attraversa la strada. Per
un po’ mi godo il rombo del bicilindrico
rullare al minimo con il suo zoppicare
irregolare: un soffio poderoso, pompato
da grossi muscoli, quasi soffocato negli
stretti tubi di scarico e meccanicamente
assortito di frequenze irregolari e
01.13_TIgers_61
Sole. Fichi d’india.
Conchiglie.
É estate.
Sun. Prickly pears.
Seashells.
It’s summer.
Sanpieri, fornace
abbandonata.
Tramonto.
Sanpieri,
abandoned
foundry.
Sunset.
ferragliose. L’imperfezione rappresenta
la perfezione in un mondo troppo
perfetto. Capisco che questo fiume
di ovini lanosi non è minimamente
disturbato dalla mia presenza e dal
rumore della meccanica. Alla fine della
transumanza riprendo il cammino,
non dopo non aver notato una certa
somiglianza tra il presunto cow boy ed i
nostri pastori nostrani…
Mentre proseguo la mia corsa nel
crepuscolo del giorno, faccio alcune
riflessioni su questo prototipo di
moto. La posizione in sella è raccolta
perché in questo design si è rinunciato
alle classiche pedane avanzate che
lascerebbero distendere le gambe, per
delle barre poggiapiedi
arretrate, che suggeriscono alle
ginocchia un angolo piuttosto chiuso.
Coerentemente il manubrio risulta
leggermente avanzato, a richiamare
il busto verso di sé. A questo punto la
sella avrebbe potuto essere leggermente
rialzata, alla ricerca di una postura retrò,
vicina allo stile pre-bellico di grosse
bicilindriche teutoniche. Ma tutto è
perfettibile…
adrenalina acustico-vibrazionale sui
rettilinei, mentre fatica un po’ nei
tornanti più stretti a causa della mole
e del manubrio stretto. Un oggetto
complessivamente onesto.
Il blu del mare mi incanta. Il tempo
del viaggio è maturo: sono finalmente
pregno di quel sentimento di leggerezza
e distensione. Odori, profumi ed
emozioni forti di questi luoghi mi
sono adesso familiari. Di quel familiare
che non è mai stancante, perché mai
effettivamente confidenziale, ma
solo vagamente amico. Il viaggio si è
compiuto, lentamente l’immagine di
quella terra verde e il blu del mare si
dissolvono nella mia immaginazione
mentre mi risveglio sulla poltroncina
dell’aeroporto. Sto per tornare a casa
ma ho un po’ di confusione tra i ricordi
del posto in cui sono appena stato.
Improvvisamente sul display delle
partenze compare il numero del mio
volo. Mi sveglio del tutto, leggo il display
e incredulo controllo il biglietto: il volo
Catania - Milano è in orario.
Nelle mie fantasie la sera arriva
sull’oceano con la promessa di una
frizzante brezza umida oceanica e una
scottante zuppa di granchio. Invece
adesso una calda brezza serale mi ispira
una cenetta a base di tonno e cernia
pescati di fresco, sotto un grazioso
pergolato ricavato in una piazzetta
raccolta ed accogliente, sul limitare del
vecchio borgo marinaro. Un viaggio
enogastronomico attraverso cinque
continenti, con una intricata alternanza
tra dolce, salmastro e sapido. Certo
che di strada ne hanno fatta da queste
parti, da quando si nutrivano solo di
hamburger e patate fritte…
Il giorno seguente mi avvio lungo la
strada litorale verso un tratto di costa,
di fronte al quale si staglia una piccola
isola, dove, si dice, le correnti di due
mari si incontrino in una schiumosa
danza. La motocicletta, dal corpo lungo
e radente l’asfalto, è in grado di produrre
62_TIgers_01.13
01.13_TIgers_63
Guasto. Risolto
con un pezzo
nuovo dallo
specialista Harley
Massimo Cannata,
0932garage.com a
Modica.
Breakdown.
Resolved with a
new part by the
Harley specialist
Massimo Cannata,
0932garage.com
in Modica.
Old and new dreams, powerful engines
to breathe the sea air even while on dry
land.
The wheels of my suitcase keep up
a constant rhythm as they clip over
the joints in the smooth floor of the
terminal building. In a few hours it will
all be over. I doze off on the chair at the
gate. I am returning from the long and
straight roads of freedom. I was on the
shore of the ocean—the big one—with
the desire to see the surfer beaches. I
was in love with these settings from the
‘60s and ‘70s, the cult films that were all
about waves, surfboards and the beat
generation.
I am a child of the ‘80s, I have had
everything and I want this too. The sea,
sailing, open air, to breathe in life on a
motorcycle, responsibly immature and
ever young.
The bike takes its first steps outside of
the garage where it had been prepped
with creative passion. Doing justice to
the soft-tail frame, where “soft” just
means not totally rigid, is tough but not
impossible for an outfitter from the far
west, where ideas ride in the light of the
sunset, free of stereotypes.
We leave the winding roads and
mortarless walls of the small town
behind, impatiently seeking the ocean,
whatever color or smell it may have. A
smokestack rises from the vegetation
in the border zone between the sea
and the land. It is something that was
once bound to the environment, a bit
like all industrial architecture from
the beginning of the last century. An
architectural style that reeks wretchedly
of history, but I had never expected to
find such signs in this extreme land.
I take some time to get better
acquainted with my steed, raising dust
in the cracked parking lot in front
of the old foundry. It once produced
powerful pieces of steel, the lifeblood
of the industrial revolution, energy
in a pure state, in a molten state. The
steel allowing my steed to occupy space
is heavy, chromed, still shining in the
midst of all this dust. All this power is
no burden. My yearning for freedom
64_TIgers_01.13
goes well beyond the typical scenarios.
I want to be light and free. I want to
feel the wind on my arms. In order to
immerse myself more fully in the sea
air as I ride up and down this splendid
coastline on my chopper, I have chosen
to be light, in my soul first of all. I am
wearing lightweight pants that seem to
know the colors and breezes of the sea.
I travel in a T-shirt, no jacket. This is all
about freedom.
The next morning I am greeted by
assorted croissants, a fried chocolate
and citron wafer filled with a rich white
cream that reminds me of Sicilian
cannoli, chocolate pastries and delicious
fruit juices. It’s such a pleasure that I
have to search for a good reason to get
up and get back on the bike.
The motorcycle swings back and forth
along the sharp curves of the coast
road. I admit I had been expecting a
wide, multi-lane highway stretching
with determination down the Pacific
coast, with distant waves in the haze
dotted by surfers. Instead all I see are
narrow winding roads coiling in among
vegetation rich in vineyards and cactus,
extraordinarily similar to the prickly
pears I know from Italy!
Inland, soft contours beckon me to
visit the bed of a famous river that
has carved a vast canyon into the face
of the earth, providing a breathtaking
view from above. Responding to the
call, I climb the mountain along a very
promising road offering a spectacular
panorama of the green coast. The air
is cooler and I stop to put on a light
jacket. At a certain point I meet a flock
of sheep. The road is blocked by what
seems to be a never-ending flow. For
a bit I enjoy the deep and somewhat
irregular thrum of the idling twocylinder engine: its powerful respiration,
pumped by large muscles, is almost
suffocated in the narrow exhaust pipes
and mechanically intermixed with
irregular, almost clanking rhythms.
Imperfection represents perfection in an
overly perfect world. I realize that this
woolly river is not in the least disturbed
01.13_TIgers_65
A sud di
Marzamemi
South of
Marzamemi
by my presence or by the sound of the
machine. When the flood finally passes,
I resume my ride—after noting a certain
resemblance between the presumed
cowboy and the shepherds from back
home.
invigorating moist ocean breeze and a
piping hot crab chowder. Instead the
warm evening breeze inspires me to
seek a dinner of fresh caught tuna and
sea bass under a lovely pergola in a
small and welcoming square at the edge
of the old fishing village. A gastronomic
As I continue my journey in the fading
journey across five continents with
light, I think a bit about this prototype
an intricate alternation of sweet,
of motorcycle. The rider’s position is
briny and savory. They have certainly
relatively compact because the classic
made progress in these parts from
forward platform footrests, which would the days when all they used to eat was
have made it possible to stretch out my hamburgers and French fries…
legs, are omitted in this design in favor
The next day I set out along the coast
of bar-like, more rearward foot rests,
road toward a piece of coast with a
which imply a rather acute angle for the small island off it, where they say that
knee. In keeping with this position, the
the currents of two seas meet in a
handlebar is moved slightly forward,
frothy dance. With its long, pavementbringing the chest closer to the bike.
hugging form, the motorcycle is
At this point the seat could have been
capable of generating an acousticraised somewhat to create a sort of
vibrational adrenaline rush on the
retro posture, similar to that of the large straightaways, while its size and narrow
pre-WWII two-cylinder German models. handlebar makes it cumbersome on the
Whatever, there is always room for
switchbacks. An honest object overall.
improvement.
The blue of the ocean enchants me. I am
I imagine arriving at the ocean in
now fully immersed in my journey: I am
the evening with the promise of an
finally filled with the feeling of lightness
and peace that I had been seeking. The
smells, scents and strong emotions of
this place are now familiar to me. That
kind of familiarity that never grows
old, because it is never truly intimate,
but just vaguely friendly. The trip is
over. Slowly the image of that green
landscape and the blue of the ocean fade
in my imagination as I wake up again on
the chair at the airport. I am about to
go home but I there seems to be some
confusion in my memories of the place
where I have just been. Suddenly, my
flight number appears on the display. I
jerk myself alert, read the display and
look at my ticket incredulously: the
Catania-Milan flight is on time
66_TIgers_01.13
01.13_TIgers_67
Toys
I nuovi giocattoli, non per bambini. Per trovare nuovi desideri da esaudire.
New toys, but not for kids. New wishes to fulfill.
Enrico Grassi, “bike folder”
Gas! Gas! ma io ero in bici...
Tentavo disperatamente
di accelerare con la mano
destra per dare motore e
togliermi dalla curva ripida
che scendeva nel bosco.
Frena! Frena! Allora...
Lo schianto contro l’albero
non è come in un film.
Ti fai male. Non scivoli come
in moto sull’asfalto. E non
rimbalzi come uno scoiattolo.
Ma oggi vi parlo di bici molto
più tranquille. Pieghevoli o
smontabili. Magari in acciaio
inox adatto alla vita al mare.
Confrontate i bellissimi
modelli che sembrano in
tutto e per tutto bici normali,
con le ruote grandi e il
cambio.
Per piccoli spostamenti
restano comunque imbattibili
quelle classiche con le ruote
da 10 pollici, meglio ancora
se da 16 per migliorare il
confort e la pedalata.
Si prevede un boom per
queste ultime. Si stimano
oltre 38 milioni di nuove bici
pieghevoli entro 3 anni.
A pedalata assistita, ovvero
con batteria ricaricabile per
agevolare e migliorare le
prestazioni.
Sono più pesanti, almeno
dieci kg in più per il gruppo
di accumulo e il servomotore.
Però per chi si ricorda
quanto fosse poco efficace
(ma risolutivo) pedalare con
il mitico Ciao queste bici
sembrano delle macchine
volanti.
In molte città italiane ed
europee l’adozione di vaste
aree a circolazione limitata
68_TIgers_01.13
Due
ruote
in porto
1.
2.
o pedonale ha da sempre
contribuito a vedere
la bicicletta come l’unico
mezzo di vera mobilità
urbana.
Una recente indagine sui
tempi di percorrenza negli
spostamenti medi al di sotto
dei 5 km ha mostrato come
la moto sia il veicolo più
efficiente e subito “a ruota”
la bici. Poi... molto dopo... gli
altri veicoli a combustione.
La metropolitana batte si la
bici, ma solo sulle medie e
lunghe distanze.
Ora vorremmo più parcheggi
o un sistema antifurto più
efficace. Se vogliamo faticare
un po’ di più e avere meno
seccature possiamo usare
le sempre più diffuse reti
urbane a noleggio. Parigi
è invasa. Sono biciclette
pesanti e non molto veloci.
Per questo una bici super
pieghevole e leggera che si
possa infilare nell’ascensore
e seguirvi un ufficio o nel
baule è il massimo!
Non dimenticate di guardare
quei modelli con borsa e
accessori che nascondono e
proteggono la bella dagli urti
e dalla sporcizia.
Consiglio infine di usare una
pratica bomboletta spray di
grasso con cannuccia per i
mozzi e la ruota libera (poco)
e di usare quelle fantastiche
bombolette di prodotti
antipolvere lucidanti...
per mobili (!) che con uno
straccio pulito tengono la bici
in forma splendente.
Ad un costo ridicolo.
Come deve essere!
1, 2. Kinfolk
3. Montague
4. Pacific, If
5. Strida
6. Pacific, Carry Me
7. Beixo, Electra
8. Italjet, Diablo
Gas! Gas! But I was on my
bike... I tried desperately
to accelerate with my right
hand, gunning the motor
and get myself off the steep
curve sloping down into
the woods. Brake! Brake!
And then… Hitting the tree
was not like it is in a film. It
really hurts. You don’t slide
along the asphalt like with a
motorcycle. And you don’t
bounce back like a squirrel.
Today I am talking to you
about much more sober
bicycles: ones that can be
folded or disassembled.
Perhaps one with a stainless
steel frame that can stand
up to the briny sea air.
Compare the beautiful
models that look completely
like normal bikes with large
wheels and gears.
For short distances the
classic bikes with 10-inch
wheels are unbeatable,
although a 16-inch wheel
will improve comfort and
ease of pedaling. A boom
in these bikes is forecast
with an estimated 38 million
new folding bikes sold in the
next three years. They are
motor-assisted, powered
by a rechargeable battery
to ease effort and improve
performance. And they are
heavier: the battery and
motor alone weigh at least
ten kilos. However, for those
who remember just how
difficult and inefficient it
was to pedal the legendary
Ciao moped, these bikes
are like flying machines in
comparison. Large areas in
3.
4.
5.
6.
7.
8.
many Italian and European
cities are now closed off or
restricted in terms of vehicle
traffic, making the bicycle
the only truly effective option
for urban transportation.
A recent study of average
travel times for distances
under 5 km showed that
motorcycles are the fastest
with the bicycle right “on
their wheel” and all the other
internal combustion vehicles
trailing far behind. The
subway is faster than the
bicycle only over medium
and long distances.
Now we want more parking
spaces and a more effective
theft prevention system.
If we want to exert ourselves
a bit more and have fewer
unpleasant surprises, we
can use the increasingly
common city bike rental
networks. Paris is full of
them. The bikes are rather
heavy and slow. For this
reason a super lightweight
foldable bicycle that you can
take with you on the elevator
and into your office is tops!
And remember to take a
look at the models with
accessories and carrying
bags that protect your gem
from damage and dirt.
Lastly, I recommend using a
handy spray grease to keep
your hubs and freewheel
(needs just a bit) lubricated
as well as that fantastic
furniture dusting/polishing
spray that will keep your
bicycle in splendid form.
And the cost is ridiculous,
as it should be!
01.13_TIgers_69
Design
Non solo cime. Anche il design domestico può salire a bordo.
Not just ropes. Home design also comes aboard.
Tips from Federica Cresto, designer
Quattro pagine dedicate a
tutti gli amanti delle cose
belle, barche comprese. Ma
parliamo a chi ha un gusto
moderno, chi sa vedere la
funzione dietro la forma, a chi
non si accontenta di scegliere
i propri oggetti dallo scaffale
del negozio più vicino.
Perchè per circondarsi di
cose belle e utili bisogna
conoscere e riconoscere il
design. Parola inflazionata,
penseranno tutti quelli che lo
conoscono e rabbrividiscono
quando un piatto di “design
nautico” è decorato da
un girotondo di pesciolini
azzurri. Perchè un oggetto
è un progetto, e dietro ogni
progetto c’è un progettista.
E allora ricominciamo,
mischiamo le carte e
scegliamo ciò che nasconde
un’idea, e diamogli nuova
interpretazione all’interno
della nostra cambusa.
Buongustai del design,
preparate un bel bicchiere di
vino per accompagnare una
succulenta selezione di piatti...
vuoti!
Andatura di bolina, rischio
principale: la sbandata della
barca e la rottura dei piatti.
Quindi scegliamo il materiale
giusto.
Melamina: resina
termoindurente, non assorbe
odori nè grassi, brillante e
lucente come la porcellana,
ma soprattutto: resistente al
mare in tempesta. Come i
piatti Entity, capienti, colorati e
infrangibili.
Pescatori affamati che amano
fare grandi abbuffate di pasta
con le sarde, o amanti della
nouvelle cusine, si sa che
anche l’occhio vuole la sua
parte. A voi il compito di
70_TIgers_01.13
Tutti a
tavola
Per chi ama la barca, ma non pensa a compartimenti stagni.
For those who love boats but not living in sealed
compartments.
Breakfast, Mebel
Entity 16, Mebel
Mepra
scegliere il colore che meglio
si abbina alla pietanza tra i
piatti da portata della Mebel.
Un bordo colorato decorerà
i manicaretti con allegria, ma
senza fronzoli.
Non esiste pesce più fresco
di quello appena pescato,
rilassanti nasse o pesca d’alto
mare vi regaleranno il pesce
migliore per il vostro sushi.
Se c’è bonaccia e riuscite
a versare la salsa di soia, vi
proponiamo il set infrangibile
per gustare in comodità il
pesce crudo. E dopo questo
pranzetto di classe senza
neanche aver acceso i fornelli
potrete offrire ai vostri amici
un elegante aperitivo servito
direttamente in porto. Finger
food e spiedini saranno
saldamente serviti con
l’arboricolo design di Marco
Maggioni.
Se nella vostra cambusa è
rimasto poco spazio e ciò
che potete portare con voi
alla deriva è solo l’essenziale,
allora le ciotole impilabili
fanno al caso vostro. Il miglior
risultato nel minor spazio! E
per la preparazione del cibo, i
taglieri multifunzione saranno
indispensabili. Il Chop2Pot
è fatto apposta per non far
rotolare rondelle di carote
fin sotto i paglioli, mentre il
tagliere di Robedicasa ha
addirittura il refrigeratore,
adatto ai cuochi che devono
controllare anche il timone.
Se vi sentite veri lupi di mare
e vivete la barca in modo
spartano, tutti questi oggetti
potranno sembrarvi superflui,
ma di sicuro non lo saranno le
posate in plastica trasparente,
che questa volta si possono
lavare e riutilizzare.
Mebel
01.13_TIgers_71
Entity 13, Mebel
Italesse
72_TIgers_01.13
Four pages dedicated to
everyone who loves beautiful
things, boats included. We
talk to those with modern
tastes, who recognize the
function behind the form,
who are not content to pick
their possessions from the
shelves of the nearest store.
If you want to surround
yourself with beautiful and
useful things you have to
understand and recognize
design. Those who shudder
in horror thinking of dishes
with “nautical design”
decorated with a whirl of
little blue fish know the
word can get a bit hyped.
Because an object is the
result of a design and
behind every design there is
a designer.
And so let’s start over, let’s
shuffle the cards and choose
one that contains an idea,
give it a new interpretation
inside our cockpit.
Connoisseurs of design,
pour yourselves a nice glass
of wine to accompany a
succulent selection of ….
empty dishes!
The main risk in close
hauling is that the boat
might suddenly tack and the
dishes get broken. So let’s
choose the right material.
Melamine: a thermosetting
plastic that does not absorb
odors or fats, as smooth
and polished as porcelain,
but most importantly, one
that can stand up to stormy
seas. Like Entity dinnerware,
capacious, colorful, and
unbreakable.
Hungry fishermen who
love to feast on pasta
with sardines, or lovers of
nouvelle cuisine, know that
the eye also wants to play
its part. Yours is the task of
choosing among the Mebel
line of serving dishes the
Nest Utensils, Joseph Joseph
Chop2Pot, Joseph Joseph
Nest Plus, Joseph Joseph
color that best matches the
food.
A colored border will bring
cheer to your delicacies
without overdoing it. There
is no fish fresher than that
you have just pulled out of
the water, whether calmly
from a lobster pot or caught
in a thrilling deep sea fishing
battle, it will give you the
best fish for your sushi.
If the sea is calm and you
can pour the soy sauce
without risk of spills, we
propose the unbreakable
set for enjoying sashimi in
total comfort. And after this
classy lunch that you didn’t
have to cook, you can offer
your friends an elegant
aperitif served directly at
the marina. Finger food and
shish kebab will be safely
served on the arboreal
designs of Marco Maggioni.
If there isn’t much space
in your cockpit and all you
can bring out to sea with
you is the bare essentials,
then these stackable
bowls are just what you
need. The greatest utility
in the least space! And
for preparing food, the
multipurpose cutting
boards are indispensable.
The Chop2Pot is specially
designed to keep carrot
slices from rolling off and
getting lost under the pots,
while the Robe di Casa
cutting board actually
refrigerates food to make
life easier for chefs who also
have to keep their hand on
the rudder.
If you feel like you are a true
sea wolf and want a Spartan
boat, all these objects might
seem unnecessary, but the
same certainly can’t be said
for the transparent plastic
flatware, that now can be
washed and reused.
01.13_TIgers_73
Woman: sportiva
e femminile la
polo in piquet.
Woman: a sporty,
feminine piqué
polo shirt.
Ispirazioni:
bandiere
americane e
grafiche a tema
per uno stile che
veste USA.
Inspiration: U.S.
flags and themes
prints for AllAmerican style.
Dettagli:
vestibilità, piccoli
particolari e
grafiche parlano
di femminilità.
Details: a
feminine fit with
girly details and
prints.
Colore e calore:
rosso, blu,
bianco e giallo.
Color and
warmth: red, blue,
white and yellow.
POLO GALLERY
74_TIgers_01.13
01.13_TIgers_75
Tendenze:
patch con
bandiera USA
applicato sulla
spalla.
Trends: a U.S.
flag patch sewn
to the shoulder.
Idea regalo:
confezionata
in un esclusivo
sacchetto a stelle
e strisce.
Gift idea:
packaged in an
exclusive starsand-stripes bag.
Dalla bandiera
americana al
colore delle polo:
il mood è made in
USA.
From the
American flag to
color of the polo
shirt, the mood is
"Made in U.S.A."
Il particolare: il
marchio North
Sails è sempre
ricamato in colore
royal.
Detail: the
North Sails
logo is always
embroidered with
transparent royal
thread.
Man: comfort e
stile di una polo
in piquet.
Man: the comfort
and style of a
piqué polo shirt.
POLO GALLERY
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78_TIgers_01.13
Ancore e velieri per le ragazze, con qualche strass
qua e là, per sentirsi già grandi.
Anchors and sailboats for girls, with a few splashes
of rhinestones to still look feminine.
Pratici e colorati i giubbini corti arricchiti da zip a
contrasto o da cappucci.
Practical, colorful cropped jackets with zippers in a
contrasting color or hoods.
Una t-shirt ogni giorno per i teens che amano
vestire colorato, americano, sportivo.
A T-shirt a day for teens who love wearing colorful,
sporty, American-style clothes.
Felpe, cappucci, colori e tutto lo stile che i ragazzi
decideranno di indossare.
Sweatshirts, hoodies, colors and all the style that
teens want to wear.
4-14 years
01.13_TIgers_79
California, surf, bandiere, stelle e strisce, i ragazzi quest’estate indossano l’America.
California, surf, flags, stars-and-stripes - this summer the young ones will be sporting America.
NORTH SAILS STORES
80_TIgers_01.13
Agrigento Ph. +39 0185 2001
Alassio Ph. +39 0182 47 06 71
Alessandria Ph. +39 0131 26 56 53
Alghero Ph. +39 079 981 604
Ancona Ph. +39 071 207 2028
Asti Ph. +39 0141 324 327
Castelguelfo Ph. +39 0542 488 341
Castel Romano Ph. +39 06 505 76 545
Catania Ph. +39 095 74 93 419
Chiavari Ph. +39 0185 368 054
Ferrara Ph. +39 0532 242 816
Firenze Ph. +39 055 210 583
Fiumicino Ph. +39 06 650 030 14
Forte dei Marmi Ph. +39 0584 854 97
Genova Ph. +39 010 586 116
Genova Nervi Ph. +39 010 321 513
Gioia del Colle Ph. +39 080 34 34 861
Grosseto Ph. +39 0564 21733
Koper Ph. +386 562 760 52
La Spezia Ph. +39 0187 73 17 56
Lignano Sabbiadoro Ph. +39 0431 705 28
Livigno Ph. +39 0342 990 423
Livorno Ph. +39 0586 898 551
Marsala Ph. +39 0923 71 43 01
Mikolajki Ph. +48 87 421 5000
Milano Ph. +39 02 763 172 25
Napoli Ph. +39 081 764 766 2
Opatija Ph. +385 51 712 754
Orio al Serio Ph. +39 035 330 525
Porto Cervo Ph. +39 0789 920 33
Portoferraio Ph. +39 0565 916 624
Portofino Ph. +39 0185 267 136
Portoroz Ph. +386 5 6747 224
Rijeka Ph. +385 51 403 993
Rimini c/o Le Befane Ph. +39 0541 395 707
Riva del Garda Ph. 0464 030 405
Saint Tropez Ph. +33 4 949 727 03
Sanremo Ph. +39 0184 506 203
Santa Margherita Ligure Ph. +39 0185 293 652
Sassari Ph. +39 079 23 15 11
Sopot Ph. +48 58 736 554 9
Sylt Ph. +49 4651 299 3873
Torino c/o Ottogallery Ph. +39 011 667 4303
Torino Ph. +39 011 513 0211
Torino Grugliasco c/o Le Gru Ph. +39 011 770 94 24
Turgutreis Ph. +90 252 382 7135
Trieste Ph. +39 040 76 00 133
Varese Ph. +39 0332 236 149
Verona Ph. +39 045 59 65 98
Zadar Ph. +385 23 250 611
Zagreb Ph. +385 1 466 67 07
Tomasoni Topsail S.p.A.
Via E. Toti, 59 - Rapallo (GE)
Ph. +39 0185 2001
Fax +39 0185 26 33 59
northsails-sportswear.com
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01.13_TIgers_81
Let’s have another cup, New Zealand!
82_TIgers_01.13
01.13_TIgers_83
IL FILM, I PERSONAGGI, LE STORIE. SCOPRI THE TIGERS OF LOWELL NORTH.
northsails-sportswear.com
84_TIgers_01.13

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