Beatrice Lampariello École Polytechnique Fédérale de Lausanne

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Beatrice Lampariello École Polytechnique Fédérale de Lausanne
Beatrice Lampariello
École Polytechnique Fédérale de Lausanne – CH
Contributi teorici di Rossi, 1962-63: verso una “metodologia scientifica” dell’urbanistica
La costruzione dell’impalcato teorico di quello che diverrà uno dei piu celebri saggi dell’architettura del novecento,
L’architettura della città, pubblicato da Aldo Rossi nel 1966, inizia a delinearsi nei primi anni sessanta. Le questioni
relative al ruolo dell’urbanistica nello studio e nel disegno della città e del territorio in relazione all’architettura,
la sociologia, l’economia e la politica, e quelle relative alla definizione degli strumenti operativi capaci di gestire
una pianificazione a scala territoriale, sono i temi cruciali discussi e analizzati in seminari, libri e articoli. Ma nel
tentativo di definire, anche da un punto di vista normativo, gli strumenti della pianificazione, le sue relazioni
con l’architettura, la sociologia, l’economia e la politica e le sue modalità di applicazione, è la stessa disciplina
urbanistica a essere oggetto di discussione, alla ricerca dei fondamenti per una sua rifondazione scientifica.
Rossi interviene attivamente nei dibattiti incentrati sulla configurazione che la città contemporanea sta
assumendo e sui principi e le modalità della pianificazione territoriale. Scrive contributi in “Casabella-Continuità”
e partecipa a seminari e convegni, tra i quali, il seminario organizzato nel gennaio del 1962 a Stresa dal settore
dell’Istituto Lombardo per gli Studi Economici e Sociali dedicato al “Progetto sulla struttura urbanistica dell’area
metropolitana”; il convegno nazionale dell’Istituto Nazionale di Urbanistica tenuto a Milano nel novembre 1962;
e il Corso perimentale di preparazione urbanistica, organizzato dalla Fondazione Adriano Olivetti ad Arezzo tra il
20 marzo e il 3 aprile 1963. I temi affrontati in queste occasioni, insieme alle pubblicazioni di urbanisti e sociologi
studiati sullo sfondo della ricerca condotta per conto dell’Istituto Lombardo per gli Studi Economici e Sociali,
rappresentano per Rossi dei riferimenti fondamentali per comprendere i fenomeni urbani. Ma lo studio della
configurazione della città spinge Rossi a continuare a soffermarsi sugli aspetti teorici della disciplina urbanistica,
nel tentativo di mettere a punto una “metodologia” fondata su principi scientifici e capace di evitare il “vizio
tipico italiano” di “porre delle tesi che formano manifesti, e poi immediatamente cercare una verifica pratica”. È
sullo sfondo di questo complesso contesto culturale, qui ricostruito attraverso libri, articoli e documenti inediti
conservati presso il MAXXI e la Fondazione Adriano Olivetti, che Rossi inzierà nell’estate 1963 a redigere la prima
bozza de L’architettura della città, provvisoriamente intitolata Manuale d’urbanistica.