Programma visita guidata a Dublino

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Programma visita guidata a Dublino
Viaggio d’istruzione a Dublino, Irlanda.
dal 24 al 28 APRILE 2012
5B BIO docente accompagnatore Federico Agen
5C BIO docente accompagnatore Rossella Lombardo
Volo:
compagnia: RYANAIR
Andata:
24 Apr Partenza dall’Aeroporto di Pisa ore 7.05 Arrivo all’aeroporto di Dublino 8.50
Ritorno:
28 Apr Partenza dall’Aeroporto di Dublino ore 9.15 Arrivo all’aeroporto di Dublino 12.55
Ci ritroviamo alle ore 5.00 in aeroporto a Pisa, zona Check-in (Chi vi
accompagna può parcheggiare l’auto nel Parcheggio n.3 proprio di fronte all’entrata
dell’aeroporto, gratis i primi 15 minuti).
Limitazioni del Bagaglio a mano: dimensioni massime 55 cm x 40 cm x 20 cm,
peso massimo 10 Kg. Attenzione il bagaglio viene misurato in appositi
dimensionatori, se non entra anche per pochissimo viene considerato bagaglio da stiva e
deve essere pagato sul momento, il costo aggiuntivo è di 40 Euro. Qualunque oggetto,
comprese macchine fotografiche, borse o borsette devono essere inseriti nel bagaglio a
mano, altrimenti verranno considerate bagaglio aggiuntivo e soggette a pagamento (40
Euro). Non trasportate nel bagaglio a mano oggetti contundenti o taglienti (es. forbicine) o
liquidi al di sopra di 100 ml, questi inseriteli nel bagaglio aggiuntivo che al Check-in
mandate in stiva, del peso massimo di 15 Kg.. I contenitori per liquidi inferiori a 100
ml nel bagaglio a mano devono essere messi in apposite buste trasparenti con chiusura.
Alloggio:
FOUR COURTS HOSTEL
15-17 Merchants Quay
Dublin 8, Ireland
Tel: 353 1 672 5839; Tel: 353 1 672 5840;
Fax: 353 1 672 5862
e-mail: [email protected]
Visita il sito dell’Hostel:
www.fourcourtshostel.com/
http://
Come arrivarci dall’aeroporto:
- C’è un taxi fuori della sala arrivi. Il costo è di circa €
20 - € 25.
- Hop sul bus n ° 748 che va alla stazione di Heuston e
chiedere di essere lasciato fuori al Quay commerciante.
Questa fermata è proprio accanto al nostro ostello e
costerà € 6.
- C’è anche un servizio di autobus 24 ore, il pullman
Air Express che ti porta a O’Connell Street al prezzo di
€ 7.
- Una opzione più conveniente è l’autobus # 41 o #
2
16A che vi porterà a O’Connell Street e una breve passeggiata lungo il fiume si arriva a noi. Questo
bus costa € 2.20
Dalla stazione degli autobus: Il numero 90 avrà un costo di soli € 1,90, o un taxi dovrebbe costare
circa € 6,00. È inoltre possibile prendere il Tram (€ 1,40) e scendere a The Four Courts, siamo
proprio di fronte al fiume.
Dalla stazione ferroviaria: bus n ° 90 L’corre tra le due stazioni Heuston e Connolly e passa proprio
fuori dalla nostra porta! Il tram passa anche tra Heuston e Connolly, ma si deve attraversare il fiume
dalla fermata Four Courts.
Servizi dell’hotel
Servizi generali
reception 24 ore su 24, camere non fumatori,
camere/strutture per ospiti disabili, camere
per famiglie, ascensore, check-in e check-out
express, cassetta di sicurezza, riscaldamento,
deposito bagagli, negozi, area fumatori
Attività
sala giochi, massaggi, biliardo, karaoke,
freccette, biblioteca, accessori per barbecue,
escursioni in bicicletta
Altri servizi
navetta aeroportuale, servizio lavanderia,
cambio valuta, noleggio biciclette, pranzo al
sacco, banco escursioni, fax/fotocopiatrice,
servizio navetta (a pagamento), distributore
automatico
(bevande),
distributore
automatico (snack)
Internet
Gratis! Internet Wi-Fi è disponibile nelle
aree pubbliche gratuitamente.
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Dublino:
DUBLINO e dintorni.
Dopo il boom economico degli anni ’90 che
ha risollevato le sorti della Tigre Celtica
(Irlanda), Dublino si è trasformata da una
città assonnata, quale descritta da James
Joyce, ad un capitale che sprizza vivacità ed
autostima e dove risuonano denaro ed affari.
Sulle rive del fiume Liffey, si snoda dal
centro costituito dalle case più vecchie,
basse, ai grandi edifici in stile georgiano o
vittoriano, come L’Ufficio centrale delle
Poste, la dogana e il Trinity College; non
mancano oasi di pace da ricercare nei vicoli
nascosti e negli ampi spazi verdi.
Affascinante è anche la visione della città dagli imbarcaderi e dai numerosi ponti. Il centro
città piuttosto piccolo e si può facilmente girare a piedi. Gran parte delle attrazioni si
trovano a sud del fiume Liffey (Trinity College, St. Stephen Green, la Cattedrale di S.
Patrizio, Grafton Street e Temple Bar). A nord del fiume ci si diverte con i venditori
ambulanti di Moore Street e Mary’s Lane. Ad est del centro i canali conducono verso una
zona densa di ristoranti e bar con uno splendido panorama sul fiume. Ad ovest si
raggiungono il grande monumento nazionale di Kilmainham Goal (la visita è doverosa) e la
più grande distesa verde di Europa, Phoenix Park.
Con la metropolitana di superficie (DART , Dublin Area Rapid Transport) si possono
raggiungere i dintorni di Dublino. A nord si può apprezzare una camminata a St. Anne’s
Park, a Killestero intorno al promontorio di Howth Head, i cui sentieri portano a panorami
su montagne, verdi campagne e scogliere.
A sud si susseguono piccole località balneari di epoca georgiana e vittoriana (Dun
Laoghaire, imbarco principale per traghetti a Dublino, Dalkey, con le sue strette viuzze,
conserva suggestive atmosfere). Segue l’esclusiva Killiney, sulla cima della Killiney Hill,
ricca di residenze esclusive. A Sandycove il J. Joyce Museum . La DART porta fino alla
vecchia località di Bray.
Programma della visita dal 24 al 28:
24 APRILE , martedì :
5.00 ritrovo dei partecipanti e Check-in presso l’aeroporto “G. Galilei” di Pisa in
orario convenuto e partenza con volo low cost alle ore 7.05. Arrivo a Dublino alle ore 8.45,
ora locale,
10-10.30 Check-out e raggiungimento dell’Ostello Four Courts per deposito
bagagli (probabile che le camere non siano disponibili prima delle 12!).
4
11-12 Brunch in centro a Dublino Temple Bar[1]: mitico quartiere della città. E’ il
cuore artistico e culturale di Dublino, oltre ad essere il principale centro del divertimento
dublinese. Questo quartiere è risorto negli anni novanta e oggi è il punto di incontro di
milioni di giovani di tutto il mondo.
12.30-14.30 (passando per il Tourist
Office) a seguire visita del Trinity Co
llege [2] : i più grandi scrittori
irlandesi hanno studiato qui Jonathan Swift, Bram Stoker, Samuel
Beckett - per citarne qualcuno.
Questa università venne costruita nel
1592 quando Elisabetta I volle
sottrarre all’influenza papista i suoi
sudditi irlandesi. All’interno, da non
perdere è la Old Library, con i suoi
oltre 200.000 volumi qui custoditi.
Da citare:
cinquemila manoscritti
greci e latini e un testo originale di
Shakespeare. Al termine passeggiata
per Grafton Street[3], la via ideale
per fare shopping. Qui infatti si trovano negozi e importanti mall per gli amanti dello
shopping; inoltre la via è disseminata di artisti di strada che allieteranno in vari modi la
passeggiata. Nella vicina Moore Street dal lunedì al sabato mercato dei fiori di ogni
genere.
15-17 Visita al Aviva Stadium[4]. Da Grafton Street andando verso il fiume arriviamo a
Tara Street Station, dove prendiamo la DART fino a Lansdowne Rd. Station.
La DART, Dublin Area Rapid Transit, è una linea di treni elettrici che corre sul livello
stradale o su rotaie elevate, e collega il centro di Dublino con la periferia. Parte dalla
Connolly Station, da Tara Street, da Pearse Street e da Lansdowne Road ed effettua 28
fermate, tra cui Malahide, Howth e il porto di Dun Laoghaire. Parte ogni 10-20 minuti
5
dalle 7 a mezzanotte, e la domenica
dalle 9.30 alle 23. I biglietti si trovano
alle biglietterie della stazione di
partenza o alla Stazione Centrale, al 34
di Lower Abbey Street. Il treno è molto
veloce e il percorso si snoda sulla costa:
da Dublino, si va a nord passando per
Malahide e Howth, oppure a sud
attraverso la baia di Dublino. Quando
comprate i biglietti, fatevi dare anche
gli orari, perché nelle ore di punta
spesso sono in ritardo.
Iarnród Éireann - DART Lansdowne
Road railway station Direct to Aviva
Stadium
Rientro in ostello, tempo utile per riposarsi e:
19.30 uscita serale per la cena (....gli irlandesi hanno orari diversi, ma troveremo chi ci
darà da mangiare!)
Dove mangiare a Dublino
Con la crescita del turismo, Dublino si arricchisce continuamente di nuovi ristoranti e pub,
molti dei quali di ottima qualità. Giovani chef irlandesi di talento hanno rinnovato i menu
enfatizzando ingredienti locali di buona qualità: non c'è che l'imbarazzo della scelta.
Mangiare fuori a Dublino non è economico, ma potete risparmiare con gli speciali menu
serviti prima delle 19, o mangiando fuori per pranzo, che è meno costoso.
Pub a Dublino
Più convenienti dei ristoranti di Dublino che non sono economici, i mille pub di Dublino,
che offrono tradizionalmente la miglio convenienzaSi possono consumare dai semplici
sandwich a zuppe e piatti più sostanziosi.La maggioranza dei
pub a Dublino serve anche da mangiare senza orari restrittivi,
ma ricordate che tra le 19 e le 20 la cucina chiude.Potrete
gustare piatti unici come la Irish Steak, la classica bistecca di
manzo irlandese guarnita con patate, insalata e, a richiesta,
funghi e cipolla. Potete chiedere un Irish Stew, se preferite lo
spezzatino di agnello, mentre se chiederete un Dublin Coddle vi
serviranno stufato con salsicce.Nel pub potete consumare anche
la classica colazione irlandese con pancetta, uova fritte, black
pudding e salsicce, spendendo intorno ai 5 euro.Se proprio non
potete rinunciare ai dolci a colazione, la classica fetta di torta di
mele la troverete sempre, ma non sarà un autentico Irish
Breakfast tanto caro agli irlandesi che ne fanno il pasto
principale. Poi, fino all'ora di cena, si limiteranno a un veloce
spuntino a metà giornata.
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Fast food a Dublino
Offrono una soluzione economica le catene di fastfood internazionali e quelle meno costose, da
Pizzaland a Wimpy, fino ai ristoranti cinesi e alle
kebab house presenti in ogni angolo e piuttosto
brutti e mal tenuti rispetto agli standard degli
altri paesi europei; fa una piacevole eccezione
Beshoff Ocean Foods.
21,00 passeggiata serale in centro (si accettano
suggerimenti razionali per il dopocena) e
pernottamento.
25 APRILE, mercoledì :
8.30 Colazione. sveglia alle 7.30-8.00 (considerate che avete un bagno per gruppo!),
pronti a salpare alle 9.00.
9.30 visita al National Gallery of Ireland[5]:
l’ingresso al museo è gratuito, mentre le visite guidate sono a pagamento e da prenotare in
anticipo. Vale la pena di visitarlo, poichè contiene opere delle principali scuole europee.
Tra gli artisti principali di cui si citano opere troviamo - Rembrandt, Caravaggio,
Velasquez, El Greco, Couture, Picasso e Monet. Una zona del museo è dedicata alle opere
di Jack B. Yeats e alla sua famiglia.
11.00 Al termine passeggiata
per St. Stephen’s Park[6]: il
parco pubblico di epoca
vittoriana più famoso
d’Irlanda, apprezzato per le
sue spettacolari e
coloratissime aiuole fiorite.
12.00 Pranzo libero. Nel
pomeriggio itinerario a piedi
per Dublino: Cattedrale di S.
Patrizio, Dublin castle,
passeggiata lungo il fiume
Liffey, attraversando O’
Connell Bridge, centro
nevralgico di Dublino, il
centralissimo ponte sul Liffey,
dedicato all'eroe della libertà
irlandese Daniel O'Connell, la
cui statua si trova al suo
termine, dove inizia O'Connell
Street, la via più celebre della
città. Questa è un ampio viale
con caffè, ristoranti, alberghi e
il grande edificio neoclassico
del General Post Office, che fu
7
quartiere generale della insurrezione del 1916. La via termina in Parnell Square, bella
piazza con eleganti edifici settecenteschi, tra i quali spicca il Rotunda Hospital.
16.00 visita al Guinness Storehouse: dove un tempo avveniva la fermentazione della
birra, oggi sorge il museo dedicato alla birra. Questa
attrazione è senza
dubbio la più visitata a
Dublino e si trova
proprio nel cuore della
città a St. James’ s Gate
Brewery. L’ingresso al
museo costa €11,00,
per studenti. Una visita
al museo vale davvero
la pena, anche per
scoprire il passato di
questa birra e la sua
storia. All’ultimo piano
del museo si trova il
Gravity Bar, dove
viene offerta una pinta
di questa tipica birra e
dove è inoltre possibile
godere della vista di
Dublino dall’alto.
La fermata della Luas
più vicina si trova al
St. James's Hospital.
Dalla fermata andare
a destra, in James’s
Street. All'incrocio con
Echlin Street girare a
destra. Arrivare alla
fine della strada e
girare a sinistra (di
fronte all'Old Harbour
Pub). Prendere la
prima strada a sinistra,
Market Street. L'entrata pedonale della GUINNESS STOREHOUSE® è sulla sinistra.
La GUINNESS STOREHOUSE® è aperta ogni giorno dalle 9.30 alle 17 (ultimo ingresso
alle ore 17).
18.00 Rientro in ostello, tempo utile per riposarsi e uscita serale per la cena (ore
20.30: gli irlandesi hanno orari diversi, ma
troveremo chi ci darà da mangiare),
passeggiata serale in centro(si accettano suggerimenti per il dopocena) e
pernottamento.
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26 APRILE, giovedì :
8.30 Colazione. sveglia alle 7.30-8.00
prima colazione in ostello;
9.00 mezza giornata dedicata alla visita
della costa del sud e il tour dei
giardini (Dùnlaghaire, Sandycove, baia
di Killiney, giardini Powerscourt....)
utilizzando prima da Four Courts il tram
LUAS, fino alla stazione di Connolly,
dove prendiamo la DART fino a
Kinniley.
Attraverso questo tour sarà possibile
ammirare il verde dell’Irlanda in tutto il
suo splendore e la spettacolarità delle
sue coste a picco sul mare con panorami
mozzafiato.
10.00 Bray, località balneare.
Bray (Bré, anticamente Brí Chulainn in gaelico irlandese) è una città nel nord dellacontea di
Wicklow. Bray è un centro urbano molto affollato e una località costiera di circa 30.000 abitanti
nella costa orientale della propria nazione a circa 20 km a sud di Dublino. Nel centro hanno sede
anche molte industrie, oltre che residenza molti pendolari diretti a Dublino in macchina o per il
sistema ferroviario DART; è, non per ultimo, una market town per le aree circostanti e ancora attira
turisti, specialmente da Dublino nei fine settimana. 11.30 Kinniley, località residenziale, sulla
cui collina si può ammirare tutta la baia di Dublino.
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12.30 pranzo sulla costa
14.30 Dalkey, cittadina costiera con
fortificazione "Archibold's Castle".
L’Archbold’s Castle si trova a Dalkey, un
sobborgo costiero situato a 13 Km da Dublino.
Raggiungere questa località è molto semplice grazie
al DART, la metropolitana locale, che ogni 15
minuti vi porterà a destinazione. L’Archbold’s
Castle è uno dei 7 castelli (o case fortificate) di
Dalkey, tuttavia oggi ne rimangono intatti solo 3. Il
castello non è molto grande e presenta una base
quadrata. Sfortunatamente non è aperto al pubblico.
Se si vuole vedere un’esempio di castello - casa
fortificata, vale la pena di andarci.
Sandycove (in gaelico irlandese Cuas an
Ghainimh) situata a 9 km da Dublino, sulla costa
orientale. La Torre di James Joyce (James Joyce
Tower). Il luogo è famoso per la “Torre di James
Joyce” una delle 26 “Martello Tower” costruite
dagli inglesi per difendere l’Irlanda da una
probabile invasione francese.
I francesi però non sbarcarono mai in Irlanda e
10
molti anni dopo la British War Departmen decide di affittare la torre.
Il primo a prenderla in affitto fu lo scrittore irlandese Gogarty che decise di invitare molti letterari
del tempo, tra cui anche James Joyce. Joyce accettò l’invito, in quel periodo però aveva già scritto
un’opera The Holy Office dove aveva parlato male di molti scrittori irlandesi, compreso Gogarty
(che era uno studente di medicina e sognava di diventare uno scrittore famoso).
Gogarty decise di vendicarsi, durante la notte sparò alcuni colpi contro Joyce dicendo poi di aver
avuto un sogno in cui una pantera tentava di assalirlo e che gli spari non erano rivolti a Joyce ma
alla pantera del suo sogno. Joyce rimase miracolosamente illeso, gli spari colpirono il muro sopra di
lui, il poeta decise così di lasciare la torre.
È proprio in questa
torre che James Joyce
ebbe l’ispirazione per
scrivere l’Ulisse ed è
qui che è ambientato
il primo capitolo del
libro.
16.00 Sandycove,
17.00 rientro per
Dublino
17.30 hostel, riposo
prima della cena
19.30 cena nei
dintorni.
27 APRILE ,venerdì:
8.30 Colazione. sveglia alle 7.30-8.00 prima colazione in ostello;
9.00 tour costa nord (Howth.... a seconda del tempo anche il castello di Malahide,
Giardini Nazionali Botanici, Casinò di Marino). Anche questo tour contribuirà ad una
maggiore conoscenza del paesaggio irlandese e delle sue tradizioni : i castelli medievali,
i siti megalitici più antichi delle piramidi, risalenti a 3.200 a.C.;
10.00 Howth, promontorio da percorrere a piedi, qualche ora, visita al faro di Baily,
Nose di Howth, sentiero delle scogliere, vecchia abbazia di Howth, Old Abbey Tavern.
13.00 pranzo libero.
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15.00 rientro a Dublino, possibilità di
visitare Phoenix Park, uno dei parchi
più vasti e più belli d'Europa, è
attraversato da un lungo viale rettilineo
che avvicina edifici di rappresentanza.
All'estremità est si può ammirare un
obelisco eretto nel 1800: il Wellington
Monument; a seguire visita al
Killmainham Goal, simbolo
dell’indipendenza e dell’orgoglio
irlandese (tour interno su prenotazione).
Rientro in hotel, cena .
21.30 possibilità di effettuare il tour
dei fantasmi: condotti da una guida
professionale, verranno illustrati gli
aspetti più misteriosi della città, i suoi
fantasmi, le sue leggende, visitando
angoli sconosciuti della vecchia Dublino
(durata 2 ore, costo 30 euro circa). La
visita va prenotata per tempo.
23.30 Rientro in hotel e pernottamento.
28 APRILE , sabato:
6.00 sveglia
6.30 partenza per l’aeroporto.
7.30 arrivo in aeroporto, colazione.
9.15 partenza volo aeroporto di Dublino, Arrivo a Pisa alle ore 12.55.
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Breve storia dell’Irlanda:
Il mito racconta che i primi abitanti dell’Irlanda
furono i Firbolg, discendenti di una stirpe di
conquistatori dai poteri magici . Questa versione della
storia del Paese si riassume in un ciclo di racconti su
vari corteggiamenti, tradimenti, battaglie e gesta di
eroi e di eroine come Fionn Mac Cumhaill, Diarmuid
e Grainne, Deirdre of the Sorrows e Cuchulainn. In
realtà si trattava più propriamente di un gruppetto di
pescatori e raccoglitori di cibo che per primi
attraversarono le coste di Antrim, provenienti dalla
Scozia, circa 10.000 anni fa, al termine dell’ultima era
glaciale. Poco si conosce di questi primi abitanti che
finirono per stanziarsi sulle sponde di laghi o in riva
al mare.
Quando i primi Celti iniziarono ad arrivare dal centro
Europa, intorno al 500 a. C., la cultura irlandese
aveva fatto passi da gigante durante le successive Età
della pietra, del Bronzo e del Ferro, che avevano
lasciato il paesaggio segnato da camere funerarie, cerchi di monoliti e necropoli.
L’irlandese divenne lingua universale in un Paese diviso da dinastie rivali che
eleggevano al loro interno un proprio re. Le famiglie vivevano in abitazioni di legno
circondate da terrapieni e fortificate da mura di pietra. La terra era di proprietà
comune, il bestiame rappresentava la prima forma di ricchezza e l’allevamento era
diffuso ovunque. G>li scontri tra i vari regni dinastici divennero all’ordine del giorno.
Equilibrio e senso di giustizia furono incoraggiati dal sistema di principi liberali, noto
come Brehon Law , al quale la società finì indicativamente per attenersi.
In questa società prospera e vigorosa giunse, quindi, il Verbo introdotto per la prima
volta in Irlanda dal predicatore itinerante Patrizio nel 432. A quel tempo il paese era
diviso in 4 grandi regni o province ( Ulster, a nord, Cinnacht, a ovest, Leinster, ad est,
Munster, a sud), ciascuna governata da un sovrano. San patrizio e i primi missionari
cristiani decisero saggiamente di collaborare con la religione druidica ufficiale delle
popolazioni celtiche irlandesi. Costruirono gran parte delle chiese e dei monasteri su siti
già ritenuti sacri e mostrarono rispetto per i capi. Come ricompensa, ottennero che
l’irlanda abbracciasse con fervore il messaggio cristiano.
Con il cristianesimo fiorirono arti e letteratura. I monasteri divennero i centri culturali
dai quali i monaci irlandesi partivano per diffondere la parola in tutta Europa ed oltre.
Fiorirono la poesia, la musica, la scultura e le arti orafe. Il VII e il VIII secolo furono il
periodo d’oro della storia irlandese, che culminò con la produzione di celebri opere
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d’arte come Il calice di Ardagh e La
spilla di Tara[4], entrambe del VIII
secolo, oggi al National Museum of
Archaeology and History, e
nell’incomparabile Book of Kells,
dell’800 circa, oggi al Trinity
College di Dublino. Da lì in avanti i
Vichinghi non furono ben accolti;
Brian Boru, sovrano di Irlanda,
riuscì a sconfiggerli nella battaglia
di Clontarf nel 1014. Dovette
passare un secolo prima che altri
invasori volgessero lo sguardo oltre
il mare di Irlanda.
I Normanni occuparono il Regno
unito nel 1066, ma trascorsero altri
100 anni prima che invadessero l?
Irlanda. Inizialmente si limitarono a dimostrare la loro potenza bellica costruendo
castelli sulle terre che andavano conquistando; ma, dopo alcune sconfitte militari, enl
corso dei secoli e dei matrimoni dinastici, finirono per stanziarvisi definitivamente, in
gran parte in una striscia di terra intorno a Dublino, nota come Pale (perché difesa da
steccati o palizzate), sistemandosi più o meno in prossimità dei nativi irlandesi.
Temendo che la Chiesa Cattolica Romana invadesse dall’Irlanda il suolo inglese, il re di
Inghilterra Enrico VIII , poi sua figlia Elisabetta I, accesero il fuoco sotto il calderone del
Paese nel XVI secolo con una serie di imposte fiscali punitive, confische ed
estromissioni legali alle famiglie cattoliche irlandesi influenti. Nel 1541 Enrico VIII si
fece proclamare sovrano di Irlanda, innescando un’ondata di repressione che sfociò, a
sua volta, nel risentimento e nella ribellione. Le nazioni cattoliche d’Europa, desiderose
di smussare la supremazia inglese sui mari e di riportare lo Stato protestante tra i
ranghi della Chiesa Cattolica Romana, videro nell’Irlanda cristiana il trampolino di lanci
per invadere il Regno Unito. L’esercito alleato di soldati spagnoli e italiani, sbarcato
sulla penisola di Dingle nel 1580, subì una grave sconfitta per mano delle forze della
Corona inglese, cui seguirono violenti atti di ribellione e repressione, che costrinsero i
capostipiti delle grandi famiglie irlandesi a migrare oltreoceano; in quella che divenne la
Grande Colonizzazione (Plantations) dell’Ulster, i contadini protestanti scozzesi e
inglesi furono incoraggiati , mediante sovvenzioni in terre e denaro, a stanziarsi in tutto
il nord dell’Irlanda, al fine di sottrarre terre a potenti ed influenti mani cattoliche. La
situazione peggiorò nel secolo successivo quando la Guerra Civile inglese si estese
all’Irlanda. Dopo 10 anni di lotte disordinate, Oliver Cromwell arrivò nel paese con i
suoi cavalleggeri per dare inizio a forti repressioni, assai peggiori di quelle del periodo
elisabettiano.
Questo triste periodo proseguì per tutta la prima metà del 1700; dopo la campagna
repressiva di Cromwell, le speranze dei cattolici furono riposte in Giacomo II, sovrano
cattolico, che sembrò concedere migliori opportunità, ma nell’arco di pochi anni furono
introdotte le terribili Leggi Penali (Penal Laws), il nuovo codice legislativo che privava i
cattolici del diritto di voto, di educare i figli secondo la propria fede, e del diritto di
proprietà: era chiaro l’intento di effettuare una sorta di epurazione etnica in seno alla
maggioranza cattolica. Il veto più severo fu quello di celebrare messa, tanto che il
cattolicesimo divenne un culto clandestino, con preti minacciati di morte e fedeli che
lottavano tra povertà e disperazione. Le rivolte scoppiavano e venivano represse. Esse
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culminarono alle fine del 1700 ottenendo un alleggerimento delle Leggi penali. Nel 1782
fu concessa l’indipendenza parlamentare, ma nel 1801 il Patto dell’Unione abolì il
Parlamento irlandese imponendo il controllo diretto da Londra. Solo quando l’energico
avvocato irlandese, Daniel O’ Condor vinse la battaglia per costringere Westminster a
rispondere ai bisogni degli irlandesi, conquistò un seggio in Parlamento.
La storia dell’Irlanda fu, poi, caratterizzata dalla Grande Carestia (1845-1849), che
interessò anche il ‘900 .
Il fungo della patata , Phytophthora infestans, colpì un
Paese con una popolazione di 9 milioni di abitanti,
composta prevalentemente da contadini poveri ed
analfabetiche vivevano in famiglie patriarcali coltivando
piccoli appezzamenti di terreno in affitto e si cibavano
esclusivamente di questo tubero. Quando il fungo
velenoso trasformò in poltiglia intere coltivazioni, i
contadini si trovarono totalmente inermi. Il Governo
inglese rispose alla situazione con indifferenza; all’inizio
furono attivate misure per fronteggiare l’emergenza, quali
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la costruzione di depositi di cibo,
introduzione del mais, apertura di
ospedali e interventi di assistenza, ma
le autorità vennero presto travolte
dalla portata della catastrofe, dal gran
numero delle persone coinvolte, dalla
mancanza di infrastrutture. Il governo
inglese declinò ogni responsabilità del
disastro alle rappresentanze sindacali
locali, alle associazioni caritatevoli e
dei proprietari terrieri, inquadrandoli
come sfruttatori assenteisti. Tifo,
colera, febbri e dissenteria si diffusero
a macchia d’olio e decimarono la
popolazione: morirono in 4 anni circa
un milione di persone.
« Thousands are sailing
Across the western ocean,
To a land of opportunity
That some of them will never see,
Fortune prevailing
Across the western ocean
Their bellies full
Their spirits free
They’ll break the chains of poverty »
La conseguenza fu una fuga
dall’Irlanda, con la speranza di una
vita migliore, verso gli Stati Uniti, il
Canada, l’Australia. La fuga fu un vero
e proprio salasso per il Paese in
termini di giovani e di forza lavoro.
Oggi la popolazione irlandese è circa 3
milioni di abitanti, un terzo rispetto ai
tempi precedenti la carestia. Negli
emigrati rimase e rimane, tuttavia, il
senso di attaccamento alla patria a cui si mescolarono amarezza e senso di rabbia nei
confronti del Regno unito, ritenuto responsabile della piaga: questo rafforzò nel tempo
la nascita di sentimenti politici sottoforma di organizzazioni antibritanniche , come la
Fenian Brotherhood, fondata negli USA nel 1850, che ancora oggi si prodiga per le
comunità irlandesi espatriati a causa degli estremismi dell’Irlanda del Nord.
Dopo la carestia i movimenti politici irlandesi si organizzarono clandestinamente fino
ad incarnarsi nel movimento indipendentista, le cui azioni crebbero a dismisura col
tempo. Tutto questo contribuì a creare un Paese autonomo con l’insurrezione di Pasqua
del 1916 dove il costituito partito repubblicano irlandese si scontrò con le forze
britanniche soprattutto a Dublino; luoghi storici dei moti indipendentisti furono le
arcate del General Post Office in O’ Connell street, in cui , poi, fu letto il proclama che
inneggiava alla libertà del popolo irlandese. I moti finirono nel sangue con le numerose
esecuzioni dei leaders del movimento indipendentista da parte degli inglesi. Ci furono
bombardamenti per oltre una settimana che distrussero completamente l’ufficio
generale delle Poste, quartier generale degli insurrezionisti.
Il sentimento repubblicano si concretizzò nel movimento Sinn Fein (Solo Noi), che, al
termine delle prima guerra mondiale riuscì a portare all’attenzione del governo inglese
la questione irlandese. Seguirono scontri armati per 2 anni finchè nel 1921 con il trattato
Anglo-irlandese fu riconosciuta l’Irlanda come Stato libero ed indipendente , ad
esclusione delle litigiose contee del Nord. Il Paese fu così smembrato nell’Eire ,
indipendente, e nell’Ulster ancora sotto il dominio del Regno Unito.
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Il trifoglio
Il simbolo ufficiale dell’Irlanda è l’arpa celtica, ma anche il trifoglio
ha un significato speciale per il popolo irlandese, tanto da essere
spesso associato alla verde isola, a volte più della stessa arpa.
Lo shamrock (in gaelico seamrog = “summer plant”) è una qualità
di trifoglio, il “trifolium repens”, caratterizzato in estate dalla fioritura
di innumerevoli fiorellini bianchi.
La prima volta che il trifoglio fu citato per iscritto fu nel 1571, sebbene l’uso leggendario
che ne fece S. Patrizio preceda tale data di millenni. Secondo la tradizione, infatti, S.
Patrizio usò il trifoglio per illustrare il concetto di trinità ai Celti.
Oggi è difficile dichiarare vere o meno tali leggende che circondano il trifoglio, ma bisogna
ricordare che questa pinta era importante già per i Druidi, prima dell’arrivo di S. Patrizio.
Si credeva che avesse proprietà curative e l’associazione al numero 3 aveva un importante
significato nella numerologia antica, per la quale il 3 era un numero sacro con poteri
mistici.
Inoltre il trifoglio poteva avere proprietà profetiche, poiché a detta di molti, le foglie
rivolte verso l’alto erano simbolo di maltempo in arrivo. Infine i Druidi ritenevano che il
trifoglio potesse allontanare gli spiriti maligni.
Il legame tra S. Patrizio e il trifoglio crebbe durante la repressione dei Cattolici irlandesi e
la confisca delle loro terre.
La prima volta che il trifoglio fu messo in mano a S. Patrizio fu su una moneta coniata dai
Cattolici Confederati di Kilkenny, nel 1645. I Confederati erano i Realisti che
volevano barattare la loro lealtà con la libertà di praticare il Cattolicesimo e assicurarsi la
resa delle loro terre confiscate.
La prima volta che il trifoglio viene citato come emblema risale al 1681, nel diario di
Thomas Dinely, che viaggiò in Irlanda sotto il regno di Carlo II: “The 17th day of March
yearly is Saint Patrick’s, an immoveable feast when ye Irish of all stations and conditions
wear crosses in their hats, some of pins, some of green ribbon, and the vulgar
superstitiuosly wear shamroges. 3 leaved grass which they likewise eat to cause a sweet
breath“.
Dinely associava l’indossare il trifoglio alle classi sociali più basse. Ad indossare il trifoglio
erano, infatti, gli stessi contadini il cui comportamento durante i pellegrinaggi tanto
colpiva i vescovi nel XVII e XVIII secolo.
Quando Jonathan Swift osservò uomini e donne irlandesi a Londra il 17 marzo 1713,
notò che indossavano croci, non trifogli. Questo perché a Londra si trovavano in visita
persone benestanti e/o aristocratiche.
Qualsiasi siano le antiche tradizioni riguardanti il trifoglio, dalla storia più recente risulta
che la pianta continua ad essere una potente icona.
Fu simbolo della ribellione e dell’indipendenza dalla Corona Britannica durante il regno di
Vittoria (1837-1901). Il significato del trifoglio era così potente che indossarlo
sull’uniforme militare era considerato crimine mortale. Tale oppressione servì solo a
infondere un peso culturale sempre maggiore, tanto che “the wearing of the green” è
diventato motivo di orgoglio nazionale.
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Appendice
Dublino:
[1] Temple Bar
Il quartiere più vivace e divertente di Dublino è Temple Bar, sulle sponde del fiume Liffey.
Tutto inizia da quello che adesso è un semplice pub, appunto Temple Bar, che in passato
era la residenza del rettore del Trinity College: William Temple.
La zona si iniziò ad animare quando fu stabilito un piano di restaurazione di vecchi edifici
e le stradine intorno furono ricoperte di pavè e rese pedonali. Molti importanti nomi dello
spettacolo contribuirono alla rinnovazione aprendo locali e partecipando alle attività della
zona.
Così Temple Bar divenne subito sinonimo di moda, meta di passaggio di ogni “Dubliner”
dall’animo giovane. Centro nevralgico non solo dei pub più famosi, ma del divertimento
nel senso più ampiamente irlandese. Le stradine che si sparpagliano fra un pub e l’altro
sono affollate da artisti di strada, musicisti e tantissimi pedoni, sono costeggiate da
ristoranti di tendenza, gallerie alla moda, da centri di esposizioni e centri culturali (come
The Ark un centro culturale interamente dedicato ai bambini),
fino a sfociare nelle Meeting House
Square, una piazza dove si svolgono
per tutta l’estate moltissimi concerti
gratuiti e dove vengono proiettati
diversi film.
Purtroppo il grandissimo affollamento
di turisti, soprattutto nei periodi clou
come ad Agosto o in primavera (se ci
passate ad Agosto credo che non
riusciate, non solo a trovare un tavolo
per bervi la vostra Guinness, ma
nemmeno un singolo irlandese non
circondato da italiani, spagnoli o
francesi), hanno fatto sì che un parte
dei dublinesi, che si considerano “in”,
abbia preferito altre zone della città.
The Oliver St John Gogarty Pub in Temple Bar
[2] Trinity College
Fondato nel 1592, è la più antica università di Dublino. Attualmente, il campus ospita più
di 12.000 studenti. L'attrazione più importante per i visitatori del Trinity College è la Old
Library (l'antica biblioteca). Questa biblioteca e la sua stanza più grande, conosciuta
come Long Room, con una lunghezza di 65 metri, insieme al Book of Kells (Libro di Kells)
attraggono ogni anno più di 500.000 visitatori.
La Long Room contiene una collezione di circa 200.000 libri, i più antichi della
biblioteca. Inoltre, accoglie una serie di busti di marmo e l'arpa probabilmente più antica
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d'Irlanda, che risale al XV secolo ed è realizzata in legno di rovere.
Ma, senza dubbio, il pezzo da novanta del Trinity College è il Book of Kells, conservato
nel Treasury. Questo libro è stato scritto all'incirca nell'anno 800 ed è decorato a meno con
disegni molto elaborati. Inoltre, è anche possibile visitare la parte antica del campus
universitario con una guida.
Il Libro di Kells ('Leabhar Cheanannais' in
Gaelico) (Book of Kells in inglese), conosciuto
anche come Grande Evangeliario di san
Colombano, è un manoscritto miniato,
realizzato da monaci irlandesi intorno all'800
nell'ambito dell'arte insulare. Per l'eccellenza
tecnica della sua realizzazione e la sua
bellezza, questo esempio dell'arte irlandese è
considerato da molti studiosi una delle più
importanti opere d'arte dell'epoca. Contiene la
traduzione latina dei quattro Vangeli,
accompagnata da note introduttive ed
esplicative, il tutto corredato da numerose
illustrazioni e miniature riccamente colorate.
Orari: dal Lunedì al Sabato:
dalle 9.30 alle 17.00 Prezzi: Adulti: 9 €, Studenti: 8 € , Gruppi: 6.50
€ a persona (per gruppi di più di 10 persone)
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[5] National Gallery of Ireland
Ospita la collezione d'arte irlandese e europea. Fondata nel 1854, aprì le porte al pubblico
dieci anni più tardi. Nel cuore di Dublino, nelle gallerie sono ospitate numerose pitture di
scuola irlandese, oltre che italiane, soprattutto barocche, e di grandi maestri olandesi.
L'ingresso è gratuito.
Tra le opere conservate:
- Condanna al rogo dei Santi Cosma e Damiano del Beato Angelico
- Madonna col bambino di Paolo Uccello
- Cattura di Cristo di Caravaggio
- Giuditta con la testa di Oloferne di Andrea Mantenga
- Ritratto di Baldassarre Castiglione di Tiziano
- Studio di nudi per la Caduta dei Giganti di Paolo Pagani
Caravaggio: cattura di Cristo.
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National Gallery of Ireland Millennium Wing
L’ala Millenium della National
Gallery of Ireland è situata
nell’angolo nord-ovest all’incrocio
con Clare Lane e Clare Street. L’edificio è a venti metri dal
livello stradale ed è costruito in
cemento rinforzato pietra di
Portland.
si trova a nord-ovest rispetto alla
Gallery.
L’edificio
è
stato
completato nel dicembre del 2001.
St. Patrick’s Cathedral
È la chiesa più grande d’Irlanda, consacrata sopra il famoso pozzo dove San patrizio
avrebbe battezzato alcuni convertiti nel 450 d. C. Probabilmente fu fondata nel 1191,
anche se l’aspetto odierno si deve ai massicci interventi di restauro conseguiti nel 1864.
Tra il 1713 ed il 1745 lo scrittore satirico Jonathan Swift, autore del romanzo “Gulliver’s
Travel”, divenne decano della chiesa. Nel 1742 venne eseguito per la prima volta il
“Messia” di Handel accompagnato da un coro combinato tra le chiese di St Patrick e Christ
Church.
Christ Church
La seconda chiesa della città è la Christ Church, che si pose sempre in competizione con
St Patrick’s. La cattedrale sorse nel 1030 nel quartiere medievale, vicino all’insediamento
vichingo. L’aspetto attuale deriva dalla sua ricostruzione nel 1172 grazie al conte Richard
de Clare, soprannominato Strongbow, il cui monumento funebre si trova nella navata
laterale sud. Oggi, come la St Patrick’s Cathedral, appartiene alla chiesa protestante
d’Irlanda.
[3] Grafton Street
Grafton Street è la seconda via commerciale di Dublino, contraltare di O’ Connell St, ma a
differenza di quest’ultima è via pedonale, costellata di lussuosi negozi, meta dello
shopping per celebrità. La domenica si possono trovare saltimbanco e banchetti di fiori,
anche se d’estate la via si popola tutti i giorni.
[6] t Stephen’s Green e Merrion Square
St Stephen’s Green è una delle più belle piazze di Dublino, popolata d’estate durante le
belle giornate. La sua storia è scandita da momenti tragici, in quanto fu sede di
impiccagioni e roghi pubblici. Intorno alla piazza si possono ammirare delle belle case in
stile georgiano. La vicina Merrion Square è anch’essa una grande piazza su cui si
affacciano case georgiane e centralmente occupata da un grande giardino, in cui si trova
la bizzarra statua di Oscar Wilde.
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[4] L’Aviva Stadium a Dublino (in precedenza denominato il Nuovo Stadio di Lansdowne Road) è
stato inaugurato nel maggio 2010 Ad opera dello studio Populous con Scott Tallon Walker
Architects, deve la sua forma, la massa, i materiali e l’aspetto al sito su cui sorge e ai suoi
dintorni. Una scintillante e trasparente copertura si erge a est e a ovest per ospitare la maggior parte
degli spettatori nel lato migliore del campo e si riduce in altezza a nord per minimizzare l’impatto
della costruzione nei quartieri adiacenti. La copertura trasparente, realizzata in lamelle in
policarbonato, si abbassa anche verso sud per massimizzare l’apporto di luce solare sul campo
sportivo e garantire la migliore superficie di gioco possibile. La forma ondulata trasparente è un
aggiunta effimera allo skyline di Dublino. Riflettendo il colore del cielo e le condizioni di luce, la
facciata della costruzione sembra in continua mutazione. La forma fluida e il rivestimento in
policarbonato che riflette il cielo attenuano l’impatto della struttura sullo skyline urbano. L’intensità
dell’esperienza di Lansdowne è rafforzata nel nuovo stadio con 50.000 posti a sedere, suddivisi in
quattro ordini, che godono di viste a tutto campo il più vicine possibili alla zona di gioco. Scorci
della città dall’interno dello stadio collegano questa intensa esperienza dello spettatore con la città
di Dublino. All’interno dell’Aviva Stadium gli spazi a doppia altezza che si innalzano offrono
attrezzature con vista sul campo di gioco e esternamente oltre la città. A disposizione degli
spettatori del nuovo stadio vi sono strutture di livello internazionale: da raffinati ed eleganti
ristoranti e lounge bar a enormi bar e ristoranti per il grande pubblico.
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prof.ri Rossella Lombardo e Federico Agen
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