Corso base per direttori di coro

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Corso base per direttori di coro
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CORSO PER DIRETTORI DI CORO
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CORSO PER DIRETTORI DI CORO
Pubblicato dalla Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni
© 1992 by Intellectual Reserve, Inc.
Tutti i diritti riservati
Printed in the United States of America
Aggiornato al 2005
Testo inglese approvato: 10/05
Approvato per la traduzione: 10/05
Traduzione dell'opera originale Conducting Course
Italian
SOMMARIO
Introduzione al corso base di musica ........ 1
Consigli agli studenti ................................. 3
Movimenti e ritmo ..................................... 4
Conteggio dei movimenti .......................... 6
Indicazione del tempo ............................... 7
Tempo e andamento (velocità) .................. 8
Il movimento in battere ............................. 9
Figure musicali e ritmo ............................. 10
Esercizi con le sillabe ritmiche ................. 11
Combinazioni ritmiche .............................. 12
Lettura del ritmo degli inni ...................... 13
Come usare l’innario ................................. 16
Schemi di direzione .................................. 18
Il movimento in battere ........................... 19
Lo schema a tre movimenti ..................... 20
Il movimento preparatorio ..................... 22
La chiusura finale .................................. 24
La chiusura tra una strofa e l’altra .......... 26
Attacchi in levare ................................... 28
La chiusura tra una strofa e l’altra in inni
con attacco in levare ........................... 30
La corona ............................................ 31
Le crome .............................................. 32
Lo schema a quattro movimenti .............. 34
Come esercitarsi sullo schema a quattro
movimenti .......................................... 35
La chiusura finale .................................. 36
La chiusura tra una strofa e l’altra .......... 37
Attacchi in levare ................................... 38
La chiusura tra una strofa e l’altra negli
inni con attacco in levare ..................... 39
Le corone ............................................. 40
Chiusura: Ripasso ................................. 41
Figure col punto di valore ...................... 42
Inni contenenti figure col punto di
valore .................................................. 43
Lo schema a due movimenti ................... 44
La chiusura finale ................................... 46
La chiusura tra una strofa e l’altra .......... 47
La chiusura tra una strofa e l’altra negli
inni con attacco in levare ..................... 48
Le corone ............................................. 49
Le semicrome ......................................... 50
Esercizi sulle semicrome ........................ 51
Esercizi sulle figure puntate ................... 52
Indicazione del tempo di ^ ..................... 53
Lo schema in sei movimenti .................... 54
La chiusura finale ................................... 56
La chiusura tra una strofa e l’altra .......... 57
La chiusura tra una strofa e l’altra negli
inni che iniziano in levare ..................... 57
Gli schemi a sei movimenti alterati ........... 58
Il doppio schema a tre movimenti ......... 58
Lo schema alterato a quattro
movimenti .......................................... 59
Lo schema a due movimenti ................. 60
Indicazione del tempo di % .................... 61
Le terzine ................................................ 62
Alcuni suggerimenti sulla direzione ........ 63
Interpretazione degli inni ......................... 64
Canto a prima vista ................................. 65
Istruzioni per gli insegnanti ..................... 67
Come organizzare i programmi del
corso base di musica ........................... 67
Nei pali ............................................... 67
Nei rioni ............................................... 67
Nelle aree in sviluppo .......................... 67
Nella casa ........................................... 68
Istruzioni fondamentali .......................... 68
All’insegnante: Come cominciare .......... 68
Doveri durante le lezioni ........................ 68
Come insegnare i principi della
musica .............................................. 68
Come esercitarsi nelle tecniche
musicali ........................................... 69
Come assegnare i compiti per casa ..... 69
Metodi di insegnamento efficaci .......... 69
Suggerimenti per l’insegnamento del
corso per i direttori di coro .................. 71
Corso base di musica - Schema di
lezione ................................................ 72
Istruzioni per i direttori di coro ................ 73
Tecniche per dirigere un coro .................. 73
Il movimento preparatorio ..................... 73
Espressione del viso e contatto degli
occhi .................................................... 73
Come usare il braccio e la mano
sinistra ................................................ 73
Come usare la bacchetta ...................... 74
Tecniche di direzione corale .................... 75
Come scegliere la musica adatta ............. 76
Musica adatta all’occasione ................... 76
Riunione sacramentale ........................ 76
Altre occasioni ..................................... 76
Musica adatta al coro ............................ 76
Dimensione del coro ........................... 76
Capacità dei cantanti ........................... 76
Voci miste ........................................... 76
La varietà ............................................ 76
Frequenza delle prove e delle esibizioni
del coro ............................................ 77
Abilità dell’accompagnatore ................ 77
Come conferire varietà al canto
degli inni ............................................... 77
Prima delle prove .................................... 78
Preparare te stesso ................................ 78
Programmare le prove ........................... 78
Preparare il luogo delle prove ................ 78
La prova ................................................... 79
L’ordine del giorno delle prove .............. 79
Come provare un nuovo brano
musicale .............................................. 79
Date una scorsa generale alla musica ... 79
Insegna le note ................................... 79
Riunisci i gruppi vocali ......................... 80
Perfeziona l’esecuzione ........................ 80
Fai un ripasso ...................................... 80
Istruzioni per la buona riuscita delle
prove .................................................. 80
Principi del bel canto ................................ 81
Posizione del corpo ................................ 81
Respirazione .......................................... 81
Qualità timbrica .................................... 81
Intonazione, insieme ed equilibrio .......... 82
Dizione .................................................. 82
L’esibizione ............................................. 83
Ingredienti per un coro di successo ......... 83
Istruzioni per dirigere la musica
dei bambini ............................................ 84
Dirigere il livello di altezza del suono ........ 84
Come insegnare la musica ....................... 84
Glossario dei termini musicali ................. 85
Certificato di diploma .............................. 97
Indice ......................................................... 99
INTRODUZIONE AL CORSO
BASE DI MUSICA
La musica è sempre stata una parte
importante nel culto dei Santi degli Ultimi
Giorni. Essa ispira e rafforza, porta sentimenti di
bellezza e di unione, ed è un modo eccezionale
di esprimere sentimenti riguardanti il Vangelo.
Molti membri della chiesa desiderano
imparare a leggere la musica, dirigere gli inni e
suonare uno strumento a tastiera. Il corso base
di musica ha lo scopo di aiutarti a imparare
queste tecniche. Così facendo arricchirai la tua
vita e sarai in grado di servire in nuovi modi.
Il corso base di musica è composto di due
parti: il corso per direttori di coro e il corso di
tastiera. Non è necessario che tu abbia già una
preparazione musicale per iniziare questi corsi.
Mentre progredisci nello studio, imparerai a
sviluppare queste tecniche musicali in un
ordine attentamente pianificato.
Devi cominciare con il corso per direttori di
coro. Dopo averlo frequentato saprai leggere le
note e conoscerai gli elementi del ritmo. Saprai
anche usare l’innario della chiesa e dirigere la
maggior parte degli inni. Dopo aver frequentato
il corso di tastiera saprai leggere la musica e
suonare alcuni inni semplici su qualsiasi
strumento a tastiera.
Il corso base di musica può essere usato nei
rami, rioni, pali e nelle case per insegnare a tutte
le persone interessate, che appartengano o no
alla Chiesa. Nessuna spesa eccetto il costo dei
materiali, deve essere addebitata. I materiali per
il corso per direttori di coro e di tastiera sono
elencati di seguito:
Corso per direttori di coro (33619 160)
Manuale del corso per direttori di coro
Compact disc per il corso per direttori
di coro
Corso di tastiera (33620 160)
Manuale per il corso di tastiera
Compact disc per il corso di tastiera
Inni semplificati (31249 160; disponibile
anche separatamente)
Cardboard Keyboard
Music note cards
Carrying sack
Tastiera elettronica (80509; quattro ottave
complete, adatta per suonare tutti gli inni)
Ordinare questi articoli al centro distribuzione.
1
CONSIGLI AGLI STUDENTI
Il corso per direttori di coro ha lo scopo di
insegnarti tutte le tecniche di cui avrai bisogno
per servire come direttore della musica nel
tuo rione o ramo e per insegnare agli altri a
dirigere. Sebbene tu possa sentirti insicuro
nell’uso delle nuove tecniche, la Chiesa ha
bisogno di te per aiutare gli altri a imparare.
L’insegnamento migliorerà le tue capacità e
ti darà più sicurezza.
In questa sezione vi sono alcuni
suggerimenti che ti aiuteranno a seguire
con successo questo corso:
1. Segui il corso con ordine. Questo
corso è programmato per aiutarti
ad imparare i concetti secondo una
progressione logica. Anche se conosci
già un concetto, ripassalo ed esegui
gli esercizi assegnati.
2. Cerca di conoscere bene ogni
concetto e ogni tecnica prima di
procedere oltre. Esercitati fino a
quando ti senti sicuro. Se un esercizio
è troppo difficile per te, fai del tuo
meglio e vai. È meglio portare a termine
il corso che interromperlo a causa delle
difficoltà che incontri nell’apprendere
una o due tecniche. Con la pazienza e
l’esercizio alla fine conoscerai bene
tutti i concetti e tecniche.
3. Segui tutte le istruzioni nel fare
esercizio. Questo ti aiuterà ad
imparare più velocemente le tecniche.
4. Usa i sussidi consigliati. Il compact
disc (CD) che accompagna il corso
contiene esempi di quello che devi
imparare. I numeri entro le caselle nel
presente manuale si riferiscono agli
esempi numerati sul CD che illustrano
le tecniche di base.
5. Usa l’innario ufficiale della Chiesa, Inni
(34832 160). Il presente manuale spesso
rimanda all’innario; quindi devi usarlo
continuamente nel seguire questo corso.
6. Usa il Glossario dei termini musicali
per conoscere meglio le parole scritte
in grassetto nel manuale. Ognuna di
queste parole compare in grassetto la
prima volta che viene usata.
7. Usa le tecniche man mano che le
impari. Mentre servi il Signore, aiutando
gli altri ad adorarLo mediante la musica,
Egli ti aiuterà. «La mia anima si diletta
infatti nel canto del cuore; sì, il canto
dei giusti è una preghiera per me, e
sarà risposto con una benedizione sui
loro capi» (DeA 25:12).
3
MOVIMENTI E RITMO
Il primo passo per leggere il ritmo consiste nel trovare il movimento.
Il movimento in musica è costante, come il battito del cuore o il ticchettio
di un orologio. Il ritmo di un brano musicale si basa su un movimento
fondamentale. Quando batti il piede mentre ascolti una musica stai
sentendo il movimento fondamentale e lo stai scandendo con il piede.
Questo movimento fondamentale si può rappresentare con figure
musicali poste alla stessa distanza l’una dall’altra, come queste:
œ œ œ œ œ œ œ œ œ œ œ œ
* 1 Esegui l’esercizio ritmico battendo su un tavolo o sulle tue ginocchia.
Batti un colpo per ogni figura.
* I numeri nei quadratini neri indicano i brani selezioni corrispondenti sul CD.
Ogni esempio inizia con una misura di suoni in cui viene scandito il tempo.
4
Nella musica scritta movimenti e note sono raggruppati in battute o
misure. Le misure sono suddivise da stanghette.
misura
stanghetta
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La musica può essere scritta con un numero indefinito di movimenti per ogni misura. La maggior parte degli inni e delle
canzoni per bambini ha tre movimenti per ogni misura, come puoi vedere sopra, oppure quattro movimenti, due movimenti
o sei movimenti per misura, come nell’illustrazione seguente.
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2 Batti il ritmo di ciascuna linea di figure musicali che è su questa pagina. Batti uniformemente, un colpo per ciascuna figura.
Non ti fermare alle stanghette.
5
Conteggio dei movimenti
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Conta: 1
2
3
Se sai contare correttamente i movimenti potrai leggere meglio il
ritmo. Conta i movimenti di ciascuna misura negli esempi che seguono,
ricominciando da uno dopo ciascuna stanghetta.
œ œ œ
œ œ œ
œ œ œ
1
1
1
3
2
2
3
2
3
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Conta: 1
2
3
4
1
2
3
4
1
2
3
4
1
œ œ œ œ œ œ œ œ
Conta: 1
2
1
2
1
2
3 Conta a voce alta e batti le mani per gli esempi precedenti e per quelli della pagina precedente.
6
1
2
2
3
4
Indicazione del tempo
Puoi sapere quanti movimenti ci sono
in ogni misura di qualsiasi inno o canzone
leggendo l’indicazione del tempo all’inizio
della musica. Il tempo è composto da due
numeri, uno sopra l’altro:
34
44
24
Il numero superiore indica il numero di
movimenti di ogni misura. Il numero inferiore
indica la figura che costituisce il movimento
fondamentale di ciascuna misura. In seguito
imparerai più cose sul numero inferiore.
34
œ œ œ œ œ œ œ œ œ
Il tempo di questo esempio è # (leggi: “Tre quarti”).
Conta i movimenti di ogni misura e scrivi: @, #, o $ nelle caselle seguenti.
œ œ œ œ œ œ œ œ œ
œœœœ œœœœ œœœœ
œ œ œ œ œ œ œ œ
Apri il libro degli inni e trova il tempo, misure e stanghette in alcuni inni.
Cerca “Indicazione del tempo” nel Glossario dei termini musicali di questo
manuale per avere ulteriori informazioni.
7
Tempo e andamento
(velocità)
Il numero di movimenti per misura e
l’indicazione del tempo di solito rimangono
uguali dall’inizio alla fine di un brano. Solo in
alcuni inni cambia l’indicazione del tempo (vedi
per esempio “Santi, venite”, Inni, No. 21).
Un altro aspetto del ritmo, che di solito
rimane uguale per tutto il brano è il Tempo:
esso indica la velocità del movimento
fondamentale e deve rimanere costante
da un movimento all’altro.
4 Batti per tre volte con le mani il ritmo dei
seguenti esercizi usando ogni volta una velocità
diversa. Prima batti le mani velocemente, poi
lentamente, e poi con velocità intermedia.
Conta mentre batti.
34
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œ œ œ
œ œ œ
44
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8
Il movimento in battere
Ogni movimento di una misura è
importante, ma il primo, il movimento in
battere, è quello più forte. Anche se esso
viene sentito più intensamente, non viene
suonato o cantato più forte.
Batti con le mani il ritmo delle seguenti
linee di figure musicali cercando di dare
enfasi ai movimenti in battere.
44
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œ œ œ
œ
œ œ
24
œ
œ
œ
œ
œ
œ
Quando ascolti un brano puoi scoprire il tempo
cercando di sentire i movimenti in battere. Dal
momento che sai che il movimento in battere è il
primo, continua a contare i movimenti fino a quando
senti un movimento in battere. Il numero di movimenti
da un movimento in battere al successivo costituisce il
numero superiore nell’indicazione del tempo.
œ
œ
œ
œ œ
œ
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œ
œ
œ
œ
œ
œ œ
œ
œ
œ
œ
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Ascolta una registrazione musicale o qualcuno che suona il pianoforte.
Riesci a sentire il movimento? La velocità di movimento è rapida o lenta?
Batti le mani cercando di dare enfasi ai movimenti in battere. Conta i
movimenti per trovare il numero superiore nell’indicazione del tempo.
9
Figure musicali e ritmo
I movimenti sono scritti sulla pagina come
figure musicali. Esistono varie figure, ciascuna
con un diverso valore o numero di movimenti.
L’indicazione del tempo con un quattro al
numero inferiore (denominatore) conferisce
alle note i seguenti valori:
semiminima ( q ) un movimento
minima ( h ) due movimenti
minima con punto
di valore ( h. ) tre movimenti
semibreve ( w ) quattro movimenti
L’indicazione del tempo con altri numeri al
denominatore assegna a queste stesse note
un differente numero di movimenti.
10
Puoi imparare velocemente a leggere il ritmo usando sillabe ritmiche per esprimere
ciascuna figura. Pronuncia “Ta” per il primo movimento di ciascuna nota e “a” per gli altri
movimenti della nota.
Nome della figura
Numero
di movimenti
Semiminima
1
Minima
2
Minima con punto di valore
3
Semibreve
4
Figura
q
h
h.
w
Sillaba ritmica
ta
ta-a
ta-a-a
ta-a-a-a
Esercizi con le sillabe ritmiche
5 Batti le mani con movimento costante pronunciando ad alta voce le sillabe
ritmiche degli esempi sottostanti. Gli asterischi indicano quando devi battere le
mani. Studia e ripeti le sillabe ritmiche fino a quando le hai imparate bene.
44
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Ta
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ta
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ta
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ta
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Ta
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44
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34
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Ta - a - a - a
*
*
*
*
Ta - a - a - a
*
*
*
*
Ta - a - a - a
*
*
*
*
11
Combinazioni ritmiche
Le quattro figure che hai imparato possono essere combinate tra loro in vario modo in
una misura. Queste combinazioni conferiscono a ogni brano musicale un ritmo particolare.
6 Batti le mani con movimento costante pronunciando ad alta voce le sillabe ritmiche degli esempi sottostanti.
44
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ta
ta
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Ta - a
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Ta
Ta
ta
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ta
Ta - a - a - a
ta
ta
ta
Ta - a
ta - a
Ta - a - a
ta
Ta - a - a - a
Nota la doppia stanghetta alla fine della riga. La doppia stanghetta
viene apposta alla fine di un brano musicale.
Dividi in battute i seguenti esempi disegnando le stanghette. Il numeratore
nell’indicazione del tempo ti dirà quanti movimenti devi inserire in ciascuna
misura. Metti la doppia stanghetta alla fine di ogni riga.
44
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œ œ œ œ ˙ ˙ ˙. œ w
24
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34
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˙ œ ˙ œ œ œ œ ˙.
7 Pronuncia ad alta voce le sillabe ritmiche di queste tre righe. Successivamente
batti con le mani il tempo mentre pronunci ad alta voce le sillabe ritmiche.
12
Lettura del ritmo degli inni
Leggi la musica come se leggessi un libro—da sinistra a destra. Quando
arrivi alla fine di una riga, inizia la riga successiva senza fermarti.
Batti il tempo con le mani e pronuncia ad alta voce le sillabe ritmiche
degli inni delle pagine seguenti.
8
Umilmente, Salvatore
(Inni, No. 102)
34
˙
Ta - a
œ œ œ œ ˙
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ta
ta
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ta
ta
Ta - a
Ta
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ta
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˙
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˙
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œ œ œ œ
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13
9
Il dì declina
(Inni, No. 101)
44
˙
Ta - a
14
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˙
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ta
ta - a
Ta
ta
Ta - a
ta
ta
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10
Dolce è il lavoro del Signor
(Inni, No. 91)
34
œ œ œ ˙
Ta
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15
COME USARE L’INNARIO
Molti inni che dirigerai provengono
dall’innario; devi quindi conoscere le sue
indicazioni. Queste indicazioni ti aiuteranno a
dirigerli. Le voci sotto elencate sono numerate
come esempio nell’inno a pagina 17.
1. Titolo dell’inno.
2. Numero dell’inno. E’ preferibile usare
come riferimento il numero dell’inno
anziché il numero di pagina.
3. Indicazione dello stato d’animo, che
suggerisce il sentimento generale o
l’atmosfera dell’inno.
4. Tempo o velocità suggerita (frequenza
di movimenti per minuto) per l’inno.
Questo esempio, q = 84–96 ci dice che
in 60 secondi possono essere eseguite
dalle 84 alle 96 semiminime, oppure tre
semiminime ogni due secondi.
5. Simbolo della chiave di violino ( & ) e
della chiave di basso ( ? ). Questi sono
situati sul pentagramma (
).
6. Alterazioni in chiave, che mostrano in
quale tonalità è stato composto l’inno e
quali sono le note alterate con diesis o
bemolli.
7. Indicazione del tempo (vedi pag. 7).
8. Parentesi introduttive, che suggeriscono
una adeguata introduzione con il
pianoforte o con l’organo.
16
9. Testo dell’inno. Vi sono sei strofe in
questo testo.
10. Strofe addizionali del testo. Ti consigliamo
di aggiungerle quando canti l’inno.
11. Autore del testo.
12. Compositore o provenienza della musica.
13. Passi delle Scritture che possono essere
collegati agli inni. Studia questi passi delle
Scritture per cercare di comprendere
meglio il significato e lo spirito degli inni.
Apri l’innario all’inno “O mio Signor”
(Inni, No. 50) e cerca gli elementi sopraelencati.
Questo inno ha un ritornello sulla seconda
pagina che viene cantato dopo ogni strofa.
Sfoglia l’innario e cerca un altro inno che abbia
un ritornello.
La sezione “Come usare l’innario” (Inni,
pagg. 257-265) contiene altre informazioni utili.
Apri l’innario a pagina 261 e leggi le indicazioni
per i direttori di coro privi di esperienza.
Con adorazione
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6
5
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q = 84 -96
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-
Le note in chiave di violino sono per le voci femminili
(anche se spesso gli uomini cantano le note più alte o
la melodia).
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do
po le
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#3 ˙
? 4 ˙
Soprano
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˙
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˙
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Contralto
Tenore
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Basso
Le note in chiave di basso sono per le voci maschili.
˙˙ ..
c’è
fra noi,
mi di - strar - rà,
trà più ten - tar,
di ve - ri - tà
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fi - ne al
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91
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3
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Dolce è il lavoro del Signor
➞
1
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˙.
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œœ
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8
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e poi par - lar
dei pia - ni
Suoi.
l’a - ni - ma mia
ri - po - se - rà.
sa - rà scon - fit - to
˘ chi fa tre - mar.
ci gui - de - ran - no in e - ter - ni - tà.
œ œ œ
œ œ œ
5. Peccato non tentare più
i nostri occhi e il nostro cuor.
Ogni paura fugherem,
sul male alfin vittoria avrem.
Testo: Isaac Watts, 1674 –1748
Musica: John J. McClellan, 1874 –1925
˙˙
˙
˙
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œ œ œ œ ˙.
œ œ œ ˙.
6. In cielo ognun veder potrà
la luce dell’eternità;
riceverem divin poter
ereditando il regno in ciel.
13
Salmi 92:1–5
Enos 1:27
17
SCHEMI DI DIREZIONE
I direttori di coro aiutano le persone a
cantare insieme. Essi fanno ciò scandendo il
tempo di un inno con gesti delle braccia che
seguono uno schema costante. Questi schemi
si basano sul numero di movimenti per misura,
che è il numero superiore nell’indicazione del
tempo. I quattro schemi di movimento più
comunemente usati nella direzione della
musica sono lo schema a tre movimenti, lo
schema a quattro movimenti, lo schema a
due movimenti e lo schema a sei movimenti.
Nota: ogni illustrazione di schema di
movimento di questo manuale mostra dei
piccoli cerchi numerati che indicano dove
avvengono i movimenti di ogni schema. Fai
rimbalzare leggermente la mano quando arrivi
al cerchietto per enfatizzare ogni movimento.
Dovrai muoverti più velocemente in alcune
parti dello schema rispetto ad altre per
mantenere un ritmo costante.
Indicazione del tempo
34
Numero di movimenti
per misura
Schema di movimento
3
3
1
44
2
4
4
1
2
24
3
2
2
1
68
6
6
3
18
2
1
4
5
Il movimento in battere
Ogni schema di movimento inizia con un
energico movimento del braccio verso il basso.
Questo è il movimento in battere. Si trova in
corrispondenza del primo movimento di ogni
misura, qualunque sia il tempo.
Esercitati ad eseguire questo gesto dicendo “uno” mentre fai il piccolo rimbalzo in basso.
Per esercitarti ad eseguire il movimento in
battere stai in piedi con le gambe leggermente
divaricate, distendi il braccio destro portando
la mano all’altezza della spalla e piega il
gomito. Tieni la mano rilassata e gira il palmo
leggermente verso il basso. Fai un energico
movimento verso il basso terminando con un
piccolo rimbalzo della mano più o meno
all’altezza della vita.
movimento in battere
rimbalzo
1
Ascolta la parte 11 del CD (“Dolce è il lavoro del Signor” [Inni, No. 91]). Conta a voce alta insieme
alla voce incisa sul CD. Esercitati a eseguire i movimenti in battere portando il braccio verso il basso
ogni volta che dici “uno”.
19
Lo schema a tre movimenti
Usa lo schema a tre movimenti per le
canzoni che hanno tre movimenti per misura.
Porta il braccio verso il basso per il primo
movimento, spostalo verso destra per il
secondo movimento e riportalo in alto al punto
di partenza per il terzo movimento. Esegui con
enfasi il piccolo rimbalzo sul primo movimento
e gli avvallamenti sul secondo e terzo
movimento. Ogni rimbalzo e avvallamento,
segnati da un cerchietto sul diagramma,
prende il nome di ictus. L’ictus mostra con
chiarezza dove si trova il movimento e rende
la tua direzione musicale facile da seguire.
Esercitati ad eseguire lo schema a tre
movimenti varie volte per rendere i tuoi gesti
scorrevoli e regolari. Tieni fermi spalla e polso
(il polso si piega lievemente solo per dare
enfasi ai movimenti) e lascia che siano gomito
e avambraccio a muoversi.
3 avvallamento
rimbalzo
1
20
2
avvallamento
Dolce è il lavoro del Signor
(Inni, No. 91)
3
#3
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1
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pia
˙
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3
2
˙
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mo - strar
#
1
˘
&
3
2
œ
Esercitati a eseguire lo schema a tre movimenti seguendo la sezione 12 (“Dolce è il lavoro
del Signor” [Inni, No. 91]) sul CD. Segui le note di questa pagina mentre fai esercizio.
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2
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3
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1
˙.
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noi,
œ
œ
˙.
-
ni
Suoi.
2
Continua ad esercitarti con i
seguenti inni sul CD. Concentrati
sulla direzione musicale piuttosto
che sulla lettura delle note.
13 “Seguitemi” (Inni, No. 68)
14 “Gesù, se sol io penso a Te”
(Inni, No. 85)
15 “Umilmente, Salvatore”
(Inni, No. 102)
16 “Gesù nacque in umiltà”
(Inni, No. 117)
17 “Fai ciò che è ben”
(Inni, No. 147)
18 “Mamma e papà, insegnatemi
insiem” (Inni, No. 193)
21
IL MOVIMENTO
PREPARATORIO
Con il tempo #, se il movimento numero uno è il primo movimento dell’inno, allora il movimento
numero tre è il movimento preparatorio.
Il movimento preparatorio consiste in
un piccolo gesto del braccio che precede
immediatamente il primo movimento di un
inno. Esso avverte i cantanti che la musica
sta per iniziare. Permette ai cantanti di
inspirare e attaccare insieme.
movimento preparatorio
3
L’accompagnatore di solito suona
un’introduzione per ciascun inno o canzone.
Durante l’ultima misura dell’introduzione
stendi il braccio per assumere la posizione
di direzione. Quando finisce l’introduzione
esegui il movimento preparatorio e inizia
con il regolare schema di movimento.
movimento in battere
1
22
Esercitati ad eseguire l’inizio dell’inno “Dolce è il lavoro del Signor” (Inni, No. 91) assumendo la
posizione di attesa e dirigendo il movimento preparatorio e la prima riga di note. Canta le parole
mentre dirigi.
3
3
#3
& 4œ
1
3
1
2
œ
˘˘
Per esercitarti a eseguire il movimento
preparatorio assumi la posizione di attesa
(come illustrato nella figura). Pensa “uno, due”,
alza il braccio per il movimento preparatorio
mentre dici “tre”, abbassalo mentre dici “uno”.
Fai esercizio con questo schema contando a
voce alta fino a quando non ti sentirai sicuro
nell’eseguire il movimento preparatorio.
Dol - ce è il
la
-
vo
1
2
˙
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-
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2
3
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1
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Si
-
2
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Ripeti l’esercizio più volte. Puoi inoltre fare esercizio con gli esempi 14 e 15 del CD.
“Gesù, se sol io penso a Te” (Inni, No. 85), e “Umilmente, Salvatore” (Inni, No. 102).
23
LA CHIUSURA FINALE
La chiusura finale è un gesto che si esegue
durante l’ultima misura di un inno, che segnala
ai cantanti quando devono smettere di cantare.
posizione
mantenuta
Per preparare la chiusura finale, interrompi
l’esecuzione dello schema di movimento
all’ultima sillaba del testo, sia che questa si
trovi all’inizio o al centro della misura. Tieni il
braccio teso lontano dal corpo e leggermente
a destra. Mantieni questa posizione fino alla
fine della misura, alza il braccio ed esegui la
chiusura con i gesti illustrati nella figura.
1
(2)
chiusura
3
3
1
24
2
Per esercitarti nella chiusura finale assumi la
posizione di attesa, alza leggermente il braccio
ed esegui la chiusura abbassando il braccio e
facendolo rimbalzare verso destra. Devi fare un
gesto non molto ampio ma preciso (il rimbalzo
deve essere eseguito dove termina la musica).
Supponiamo che tu stia dirigendo le ultime quattro misure di un inno. Conta “uno, due, tre”
mentre dirigi tre misure e mentre tieni il braccio in posizione di attesa durante l’ultima misura.
Per concludere l’inno esegui la chiusura mentre dici “tre” nell’ultima misura.
(2)
1
Il movimento di chiusura deve essere
effettuato con il gomito e la spalla, e non con
il polso. Quando hai completato il movimento
abbassa il braccio e tienilo aderente al corpo.
Esercitati ad eseguire la chiusura finale fino
a quando i tuoi gesti non saranno scorrevoli.
3
1
œ
3
2
œ
1
œ
3
1
2
œ
œ
3
œ
2
œ
œ
˙.
œ
Ripeti questo esercizio fino a quando non ti senti sicuro. Conta regolarmente fino all’ultima misura,
dove puoi rallentare leggermente il movimento. Esegui questo esercizio con “Dolce è il lavoro del
Signor”, come mostrato a pagina 21. Puoi inoltre esercitarti nella chiusura finale con “Seguitemi”
(Inni, No. 68), con “Gesù nacque in umiltà” (Inni, No. 117) e con “Fai ciò che è ben” (Inni, No. 147).
1
3
#3
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1
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1
2
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poi
2
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1
2
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3
3
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1
(2)
2
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3
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pia
1
2
at
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3
night.
Suoi.
1
2
3
25
LA CHIUSURA TRA
UNA STROFA E
L’ALTRA
La chiusura tra una strofa e l’altra è diversa
dalla chiusura finale perché comprende un
movimento che introduce una nuova strofa.
Preparati a eseguire questa chiusura come
per la chiusura finale, interrompendo lo schema
di movimento e stendendo il braccio quando
arrivi all’ultima sillaba del testo. Mantieni questa
posizione fino al termine della misura; esegui
poi la chiusura e il movimento preparatorio
come illustrato.
Per esercitarti ad eseguire la chiusura e il
movimento preparatorio assumi la posizione
di attesa come se tu dovessi trattenere
l’ultima sillaba. Esegui la chiusura sollevando
leggermente il braccio e poi abbassandolo
verso sinistra con il gesto della chiusura.
Devi poi alzare il braccio dopo il rimbalzo
per iniziare il movimento preparatorio e poi
abbassarlo immediatamente per il movimento
in battere forte del nuovo verso. Esercitati
ad eseguire questa chiusura, il movimento
preparatorio e il movimento in battere svariate
volte. Fai in modo di passare da un gesto
all’altro con una certa fluidità.
26
movimento preparatorio
chiusura
3
posizione
mantenuta
1 (2)
3
1
2
Ora esercitati a contare mentre esegui
la chiusura, il movimento preparatorio e il
movimento in battere. Conta “uno, due, tre”
mentre dirigi una misura. Poi mantieni la
posizione per l’ultima misura contando
“uno, due”, alza il braccio e mentre dici “tre”
esegui la chiusura e il movimento preparatorio.
Prosegui con il movimento in battere e
continua a contare per altre due misure.
3
1
1
Rallenta il movimento alla fine di
una strofa e fermati un attimo prima
del movimento preparatorio della strofa
successiva per dar tempo ai cantanti di
portare gli occhi sull’inizio della pagina
e di prender fiato tra una strofa e l’altra.
(2)
3
3
1
2
œ œ œ
˙.
1
1
2
3
2
3
Ripeti questo esercizio fino a quando avrai
raggiunto una certa pratica in queste tecniche.
Una volta che le hai imparate puoi dirigere un
inno dall’inizio alla fine. Usando le tecniche
che hai imparato dirigi tutti i versi della sezione
19 del CD, di “Dolce è il lavoro del Signor”
(Inni, No. 91). Puoi dirigere la tua classe o il
tuo insegnante, oppure puoi cantare tu stesso.
“Gesù, se sol io penso a Te” (Inni, No. 85)
“Umilmente, Salvatore” (Inni, No. 102)
“Gesù nacque in umiltà” (Inni, No. 117)
“Fai ciò che è ben” (Inni, No. 147)
1
2
2
œ œ œ
œ œ œ
1
1
2
3
2
3
3
Altri inni che potresti dirigere sono:
“Seguitemi” (Inni, No. 68)
3
1
(2)
3
#3
& 4œ
1
pia
3
#3
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2
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Suoi.
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1
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Dol - ce
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2
œ
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sto
27
ATTACCHI IN LEVARE
Osserva “Oh, quanto dolce” (Inni, No. 73).
La prima nota dell’inno (la nota su cui si
inizia a cantare) è il terzo movimento della
misura. I primi due movimenti si trovano
nell’ultima misura dell’inno. Le note iniziali di
misure incomplete vengono chiamate note in
levare. Le note in levare sono comuni negli
inni. Esse consentono al metro musicale di
coincidere con il metro del testo di un inno.
Quando, con un tempo in #, l’inno inizia
in levare (sul terzo movimento), il movimento
preparatorio è situato sul secondo movimento.
Esercitati mantenendo il braccio in posizione
d’attesa, poi spostandolo a destra per il
secondo movimento (movimento preparatorio)
e in seguito verso l’alto per il terzo movimento
(il movimento in levare). Esegui questo
schema svariate volte. Ripeti questo esercizio
fino a quando non ti sentirai sicuro.
attacco in levare
3
2
movimento preparatorio
28
Esercitati a eseguire il movimento
preparatorio per l’attacco in levare dirigendo la
prima riga di “Oh, quanto dolce” (Inni, No. 73).
Puoi inoltre fare esercizio nel movimento
preparatorio e nel movimento in levare con
i seguenti inni:
“Bisogno ho di Te” (Inni, No. 59)
“Signore resta qui con me” (Inni, No. 100)
“Attonito resto” (Inni, No. 114)
“Iddio ebbe carità” (Inni, No. 105)
“Col capo sul fieno” (Inni, No. 124)
3
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4
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Oh,
3
1
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2
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Si -
29
LA CHIUSURA TRA
UNA STROFA E
L’ALTRA IN INNI CON
ATTACCCO IN LEVARE
Continua a fare esercizio su questi gesti dirigendo e contando due misure come se tu stessi
terminando una strofa, e due misure come se tu stessi per cominciarne un altro. Dirigi una misura,
poi mantieni la posizione di attesa sull’ “uno”, alza il braccio e sul “due” esegui la chiusura e il
movimento preparatorio. Attendi un attimo e sul “tre” alza il braccio verso sinistra e riabbassalo
sull’ “uno”. Prosegui dirigendo due misure.
Negli inni con attacco in levare la chiusura
tra una strofa e l’altra è simile alla chiusura
finale, eccetto che per il movimento del braccio
che continua verso destra per eseguire un
movimento preparatorio.
Per esercitarti a eseguire questi gesti assumi
la posizione di attesa come per trattenere la
sillaba finale di una strofa. Esegui il normale
gesto di chiusura, ma fai rimbalzare il braccio
verso destra. Continua il moto verso destra
come movimento preparatorio, poi a sinistra
e in alto per il movimento in levare e poi verso
il basso per il movimento in battere. Esegui
questa chiusura, il movimento preparatorio, il
movimento in levare e il movimento in battere
svariate volte.
3
1
2
3
1
œ
3
1
2
œ
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˙
œ
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3
1
2
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2
œ
œ
Come hai già imparato, devi rallentare leggermente il movimento alla fine di un verso e fermarti un
attimo prima dell’attacco della successiva, per dar tempo ai cantanti di ritrovare l’inizio della pagina e
di prender fiato. L’attesa non deve interrompere la regolarità del ritmo.
Usando queste tecniche per passare da una strofa all’altra, esercitati a dirigere interamente inni
che iniziano in levare. Fai esercizio dirigendo tutti i versi dell’inno “Oh, quanto dolce!” (Inni, No. 73)
contenuto nella sezione 20 del CD. Scegli altri inni su cui ti potrai esercitare nella lista a pagina 29.
30
La corona ( U ) posta sopra una nota indica
che si deve prolungare quella nota per uno o
più movimenti.
Nell’inno “Ti siam grati, o Signor, per il
Profeta” (Inni, No. 11) c’è una corona sopra
l’ultima sillaba della seconda riga: “Ti siam
grati, o Signor, per il Vangelo”. La nota sopra
la sillaba lo è una semiminima con la corona.
La semiminima di solito ha il valore di un
movimento, ma la corona ci indica che
dobbiamo mantenere quella nota più a
lungo del solito.
U
œ
˙
ge
Mentre dirigi devi considerare la corona come se si trattasse di una chiusura. Quando arrivi
alla fermata tieni fermo il braccio nella posizione di attesa. Alla fine della fermata esegui una
chiusura seguita da un movimento preparatorio, poi continua lo schema di movimento per le
note dopo la corona. Non fermarti tra la chiusura e il movimento preparatorio; la “coda” della
chiusura diviene infatti il movimento preparatorio.
Esercitati a dirigere queste quattro misure fino a quando riuscirai a dirigere la corona con facilità.
3
3 ˙
b
4
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1
Suo
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1
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3
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1
1
2
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œ
œ
œ
mo
2
-
ris
-
˘
LA CORONA
se un
lo
Dirigi per intero “Iddio ebbe carità” (Inni, No. 105), nella sezione 21 del CD.
31
LE CROME
Una semiminima ( q ) può essere suddivisa a metà per formare due note
del valore di mezzo movimento ciascuna. Queste note del valore di mezzo
movimento vengono chiamate crome. Le crome hanno un prolungamento
ricurvo sul gambo ( e ) oppure sono unite da asticelle ( q q ). Di solito due o
quattro crome possono essere unite da un’unica asticella. Le crome devono
essere eseguite con una velocità doppia rispetto alle semiminime.
œ
œ
œ
œ
œ
œ
œ
œ
œ
œ
œ
œ
La sillaba ritmica delle crome è ti-ti. Pronuncia “ti” sul movimento e “ti”
sul punto a metà strada tra un movimento e l’altro.
43 œ œ œ œ œ œ
Ta - ra
ta - ra
ta - ra
œ œ œ œ œ œ
j j j j j j
œ œ œ œ œ œ
Ta - ra
Ta - ra
ta - ra
ta -
ra
ta -
ra
ta - ra
22 Batti con le mani un colpo per ogni movimento mentre ripeti ad alta voce i seguenti ritmi. Il segno * indica il movimento.
42 œ
œ
œ œ œ
œœœœ œ œ
œœœ
œœœ
œœœœ ˙
Ta
*
ta
*
Ta - ra
*
*
*
*
*
ta
*
*
*
*
*
*
*
*
23 Pronuncia le sillabe ritmiche delle note seguenti mentre batti con le mani un movimento costante.
32
44
œ
œ
œ œ œ œ œ
œ
œ
œ œ œ œ œ œ œ
œ
œ œ œ
œ
œ
œ œ œ œ œ
˙
œ œ œ œ œ
œ
œ
˙
œ œ œ œ ˙
*
Or congedaci, Signore
(Inni, No. 96)
bb 4
b
& 4œ œœœ œ
Pronuncia le sillabe ritmiche delle note sottoindicate.
24 Cantale mentre batti con le mani un movimento costante.
œ œ œœœ
œ œœœ œ
œœœœ˙
bb
b
& œ œœœ œ
œ œ œœœ
œ œœœ œ
œœœœ˙
b
b
œ
œ
œ
b
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œ
&
œ œ œœœ
œ œœœ œ
œ œ ˙
b
b
& bœ œœœ œ
œ œ œœœ
œ œœœ œ
œœœœ˙
33
Lo schema a quattro movimenti
Per la musica con il tempo in $ usa lo
schema a quattro movimenti. Porta il braccio
verso il basso sul movimento in battere
(movimento uno), a sinistra sul movimento
due, un movimento più lungo verso destra sul
movimento tre, in alto sul movimento quattro.
Ricorda di dare enfasi al piccolo rimbalzo sul
movimento uno e agli avvallamenti sui
movimenti due, tre, e quattro, affinché il tuo
modo di dirigere sia più facile da seguire.
avvallamento
4
rimbalzo
2 avvallamento
1
3
avvallamento
34
COME ESERCITARSI
SULLO SCHEMA A
QUATTRO MOVIMENTI
Or congedaci, Signore
(Inni, No. 96)
Fai esercizio sullo schema a quattro
movimenti diverse volte, rendendo i tuoi
movimenti scorrevoli e regolari.
4
2
1
3
2
1
3
Or con - ge - da - ci, Si - gno - re,
1 2
3
4
1 2
3
4
bb
b
& œ œœœ œ
Con la
pa - ce
bb
b
& œ œ œœ œ
Nel
de - ser - to
bb
b
& œ œ œœ œ
nel de - ser - to
œ œ œ œœ
Tua nel cuo - re
œ œ œ œœ
del - la
vi - ta
œ œ œ œœ
del - la
vi - ta
1
2
4
œ œœœ œ
con la
1 2
3
œ œœ œ˙
Tua be - ne - di - zion.
3
4
1
2
3 4
œ œ œœ œ
o - gni
1
2
3
œ œœ œ˙
ma - le af - fron - te - rem.
œ œ œœ œ
œ œ
ci
il Tuo a - mor,
dis - se - ti
œ œ œœ œ
ci dis - se - ti
˙
œœœ œ ˙
il
˘
bb 4
b
& 4 œ œ œœ œ œ œ œ œœ
4
˘
4
4
˘
Esercitati nello schema a quattro movimenti
mentre ascolti l’ascolto di 24 “Or congedaci,
Signore” (Inni, No. 96) sul CD. Segui le note
su questa pagina e canta le parole mentre
dirigi. Potresti anche esercitarti nello schema
a quattro movimenti sugli esempi 25, 26, e
27, “Il dì declina” (Inni, No. 101), “We will sing
of Zion” (Hymns, No. 47), e “Quando studio le
Scritture” (Inni, No. 175).
Tu - o a - mor.
35
LA CHIUSURA FINALE
La chiusura finale per lo schema a quattro
movimenti si fa come la chiusura finale che
hai già imparato. Sull’ultima sillaba mantieni
il braccio fermo. Mentre la chiusura si avvicina,
alza leggermente il braccio, poi portalo in
basso, rimbalzando verso destra per effettuare
la chiusura.
posizione
mantenuta
1
(2
3)
Esercitati nella chiusura finale dirigendo quattro misure come se concludessi un inno a
quattro movimenti. Conta mentre dirigi tre misure, poi sull’ultima misura mantieni il braccio
fermo mentre conti “uno, due, tre”; esegui la chiusura sul “quattro”. Ripeti alcune volte,
ricordando di effettuare il movimento di chiusura dal gomito, non dal polso. Esercitati nella
chiusura finale mentre dirigi gli inni a quattro movimenti elencati a pag. 35.
chiusura
4
1 (2
4
1
2
2
36
1
3
4
1
2
3
1
2
3
œ œ œ œ œ œ œ œ œ œ œ œ w
3
1
3
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1
2
3
4
4
4
4
2
3)
1
2
3
4
1
2
3
4
Esercitati in questa chiusura e nel movimento preparatorio contando e dirigendo due misure
come se finisse un verso e altre due misure come se ne cominciasse uno nuovo. Dirigi una
misura; poi mantieni la posizione, contando “uno, due, tre”. Sul “quattro” esegui la chiusura
e il movimento preparatorio, attendi un attimo e poi porta il braccio in basso per il movimento
in battere e dirigi due misure intere.
LA CHIUSURA TRA
UNA STROFA E
L’ALTRA
La chiusura tra un verso e l’altro negli inni
a quattro movimenti è come la chiusura tra
un verso e l’altro negli inni a tre movimenti.
La chiusura alla fine di un verso è seguita
da un movimento preparatorio per iniziare
la strofa successiva.
Fai esercizio in questi movimenti alcune volte, ricordando di rallentare leggermente il
conteggio nell’ultima misura prima di iniziare la nuova strofa. Quando ti senti pronto,
esercitati negli inni elencati a pag. 35, collegando le varie strofe.
movimento
preparatorio
chiusura
4
4
1 (2 3)
posizione
mantenuta
1 (2) 3
2
1
4
1
2
4
4
œ œ œ œ w
3
1
2
3
4
1
2
3
1
3
4
1
2
3
œ œ œ œ œ œ œ œ
2
3
4
1
2
3
4
1
2
3
4
37
ATTACCHI IN LEVARE
Esercitati dirigendo questi inni in $ che iniziano in levare:
28 “Noi, che il Signore amiam” (Inni, No. 71)
4
1
2
3
3
œœ
œ œ œ œ œ ˙.
œ
˘
Noi
1
2
3
che il Si - gno - re a - miam,
bbb 4 ˙
b
4œ
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3
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1
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1
2
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1
2
3
d’I - sra - e
3
œ œœ
-
le,
di -
31 “La Tua casa amiam” (Inni, No. 155)
4
4
4
## 4
& 4œ œ œ œ œ ˙
gio -
30 “Un fermo sostegno” (Inni, No. 49)
4
4
4
3
4
1
2
œ œ ˙
mo so - ste
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-
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4
44
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3
La
2
Tu - a
1
3
˘
4
44
b
&
29 “O re d’Israel” (Inni, No. 6)
4
2
˙.
ca - sa a - maim,
1
3
œ
di -
LA CHIUSURA TRA
UNA STROFA E
L’ALTRA NEGLI INNI
CON ATTACCO IN
LEVARE
Esercitati nella chiusura e nei movimenti in levare dirigendo e contando due misure come se
tu stessi finendo una strofa, e due misure come se ne cominciasse una nuova. Dirigi una misura,
mantieni ferma la posizione su “uno, due”, solleva il braccio e sul “tre” esegui la chiusura e il
movimento preparatorio. Sul “quattro” porta il braccio in alto per il levare. Fai seguire al
movimento di ripresa due misure di direzione dello schema a quattro movimenti come mostrato.
Ripeti alcune volte. Ricorda di rallentare leggermente prima del levare. Quando ti senti sicuro
nel farlo, esercitati dirigendo tutte le strofe degli inni a pag. 38.
Negli inni a quattro movimenti che iniziano
in levare, la chiusura tra una strofa e l’altra è
la stessa che hai imparato per gli inni a tre
movimenti con attacco in levare.
attacco in levare
4
4
movimento
preparatorio
1 (2) 3 chiusura
posizione
mantenuta
2
1
1 (2) 3
4
1
2
4
4
œ œ œ œ ˙.
3
1
2
3
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1
2
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1
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3
œ œ œ œ œ œ œ œ œ
2
3
4
1
2
3
4
1
2
3
4
39
LE CORONE
Esercitati dirigendo questi inni con corone:
32 “Sia lode a Dio” (Inni, No. 153)
˘
lo - de a
4
1
cui
lo - de a
nel
U œ
3
œ œ œ
-
l’al - to
33 “Now thank we all our God (Hymns, No. 95)
34 “Io so che vive il Redentor” (Inni, No. 82)
35 “Per ricordar chi un di morì” (Inni, No. 113)
40
pro - vie - ne in
1
2
3
Lui
1
2
ciel,
al
1
2
3
U
œ œ œ œ
œ œ œ
ab - bon - dan - za
o - gni
4
œ œ œ œ
˘
sia
da
4
2
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Dio
3
œ œ œ œ
œ œ œ œ
Sia
U
1
2
3
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4
2
1
3
œ œ œ œ
˘˘
1
2
3
4
˘
#4
& 4 œ
#
4
4
4
Pa - dre e al Fi - glio
2
1
U
3
œ œ œ
Suo,
l’A - gnel.
3
CHIUSURA: RIPASSO
Sia che un inno inizi in levare o in battere,
la chiusura finale è sempre a destra.
Negli inni con attacco in levare, la chiusura
è effettuata a destra.
Hai imparato che negli schemi a tre e a
quattro movimenti tutte le chiusure cominciano
alzando leggermente il braccio appena prima di
eseguire il movimento di chiusura.
posizione
mantenuta
chiusura
levare
posizione
mantenuta
Negli inni con attacco in battere, la
chiusura è effettuata a sinistra.
movimento
preparatorio
posizione chiusura
mantenuta
Nella chiusura tra una strofa e l’altra, muovi il
braccio verso destra o verso sinistra a seconda
se la nuova strofa inizia o no in levare.
Prima di dirigere l’inno non decidere
soltanto quale schema di movimento devi
usare, ma anche quale chiusura devi usare,
considerando se l’attacco sia o no in levare.
Può esserti utile dire a te stesso: “levare a
destra, battere a sinistra.”
movimento preparatorio
chiusura
posizione
mantenuta
41
FIGURE COL PUNTO DI VALORE
Un punto accanto a una figura ne prolunga la durata di metà del suo
valore. Una minima ( h ) vale due movimenti. Se aggiungi un punto ad
essa ( h. ), il suo valore aumenta della metà del valore originale della figura,
facendola valere tre movimenti. Lo stesso avviene con le semiminime.
Confronta i ritmi a destra.
Una semiminima ( q ) vale un movimento. Se aggiungi un punto ( q. )
il suo valore aumenta di metà del valore originale, facendola valere un
movimento e mezzo. L’altra metà del movimento è di solito scritto con
una croma ( e ).
œ
œ
œ
œ
Ta
ta
ta
ta
œ
œ
œ
œ
œ
Ta
ta - ra
ta
ta - ra
œ
œ.
j
œ œ.
j
œ
Ta-a
ra
ra
ta-a
36 Batti le mani con un movimento costante e pronuncia le seguenti sillabe ritmiche:
4
4œ
œ
œ.
Ta
*
ta
*
ta
*
42
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*
j
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43 œ .
Ta
*
j
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*
ta
*
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*
˙
-
ta
*
a
*
-
a
*
-
-
a
*
ta
*
INNI CONTENENTI
FIGURE COL PUNTO
DI VALORE
O Dio, eterno Padre
Indipendentemente dal ritmo di un inno, il
tuo lavoro consiste nell’indicare un movimento
costante tramite il tuo schema di movimento.
Sebbene molti inni contengano figure col
punto di valore e altri ritmi complicati, non
devi cambiare il tuo schema di movimento
per indicare questi ritmi. I seguenti inni
contengono le figure col punto. Esercitati
a dirigere mentre ascolti il CD.
39 “Guidaci, o grande Geova” (Inni, No. 51)
&
##
42 “Mio Padre vive in ciel” (Inni, No. 191)
œ
noi
&
##
œ
Dio,
œ
e - ter - no
œ œ.
og - gi
œ.
j
œ ˙
œ.
œ
Ti
j
œ œ
œ
j
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˘
&
œ
œ œ . j
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e
fa’ che
3
œ
Pa
-
œ
-
mo
-
ri
œ œ
ri - cor - dia - mo
il
œ
œ
3
œ
J
ciel
no - me
di
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j
œ
œ
Tu - o
gran
˙.
˙.
˙.
l’ac - qua e il
˙.
3
Ge - sù:
œ
˙
1
2
las - sù,
œ.
œ
con - sa - cra
˙
œ.
vi - vi in
œ
œ œ
˙
pu
œ
œ
nel
1
2
dre, che
˙
pre - ghia
Se a - gli oc - chi Tuoi siam
##
1
2
3
˘
41 “O speranza d’Israele” (Inni, No. 164)
œ
O
40 “Lode all’Altissimo (Inni, No. 46)
1
2
3
4
œ
-
pan,
˙.
˘
## 4
& 4 œ
4
˘˘
38 “Bisogno ho di Te” (Inni, No. 59)
4
4
˘
37 “O Dio, eterno Padre” (Inni, No. 104)
(Inni, No. 104)
de a - mor.
43
Lo schema a due movimenti
Usa lo schema a due movimenti per gli
inni con l’indicazione di tempo di @ o !.
Porta il braccio in basso e verso destra per
il movimento uno, poi in alto e all’interno per
il movimento due. Ogni ictus indica dove
avviene il movimento.
Esercitati nello schema a due movimenti
facendo movimenti scorrevoli e regolari.
2
1
44
Esercitati nello schema a due movimenti
mentre ascolti gli esempi 43 e 44 nel CD.
“Quando la tempesta s’avvicinerà” (Inni, No.
150) e “God Speed the Right” (Hymns, No.
106). Se lo desiderate potete esercitarvi con
l’inno “Esultiamo” (Inni, No. 31). Segui le
note nell’innario mentre dirigi.
43 “Quando la tempesta s’avvicinerà” (Inni, No. 150)
2
2
Nell’ultima riga di “Quando la tempesta
s’avvicinerà” c’e scritto rit. sopra la chiave di
violino e due misure più avanti c’è scritto a
tempo. Rit. è l’abbreviazione di ritenuto o
ritardando. Essa indica che devi rallentare il
tempo. A tempo indica che devi ritornare al
tempo precedente. Quando dirigi l’ultima riga
di “Quando la tempesta s’avvicinerà” devi
rallentare il movimento per due misure, poi
devi riportare il movimento al tempo iniziale
per le ultime tre misure.
## 2
& 4œ
2
1
1
œ
œ
Quan - do
1
la
2
œ
œ
tem -
œ
œ
pe - sta
1
œ
s’av - vi
2
-
44 God Speed the Right (Hymns, No. 106)
Il tempo di “Esultiamo” e “God Speed
the Right” è !; ciò significa che ci sono due
movimenti per misura e che la minima è il
movimento fondamentale.
2
2
1
22 œ .
&
Now
1
2
jœ
œ
to heav’n
2
1
œ
our
œ.
prayer
1
jœ
œ
œ
as - cend - ing,
2
45
LA CHIUSURA FINALE
La chiusura finale per lo schema a due
movimenti viene fatta come la chiusura finale
negli altri schemi di movimento che hai
imparato. Mantieni il braccio fermo sull’ultima
sillaba del testo e poi esegui la chiusura
sull’ultimo movimento.
posizione
mantenuta
Esercitati in questa chiusura finale dirigendo quattro misure come se concludessi un inno a
due movimenti. Dirigi tre misure; poi sull’ultima misura mantieni la posizione ferma su “uno” e
esegui la chiusura sul “due”.
Ripeti alcune volte, poi fai esercizio sulla chiusura finale, gli inni a pag. 45.
chiusura
2
1
1
2
2
1
2
1
46
2
2
1
1
œ
œ
œ
œ
œ
œ
˙
1
2
1
2
1
2
1
2
LA CHIUSURA FRA
UNA STROFA E
L’ALTRA
Esercitati nella chiusura tra una strofa e l’altra contando e dirigendo due misure come
se finisse una strofa, e altre due misure come se ne cominciasse una nuova.
La chiusura fra una strofa e l’altra negli inni a
due movimenti è come la chiusura tra una strofa
e l’altra che hai già imparato. La chiusura di una
strofa è seguita dal movimento preparatorio del
verso successivo.
2
1
2
2
1
movimento preparatorio
chiusura
2
2
1
œ
œ
˙
1
2
1
2
1
œ
œ
œ
œ
1
2
1
2
posizione
mantenuta
1
Ripeti questi movimenti alcune volte finché ti senti sicuro nell’eseguirli. Poi dirigi le
strofe degli inni a pag. 45.
2
1
47
LA CHIUSURA TRA
UNA STROFA E
L’ALTRA NEGLI INNI
CON ATTACCO IN
LEVARE
Esercitati in questi movimenti dirigendo due misure come se finisse una strofa e due misure
come se ne cominciasse una nuova. Conta mentre dirigi.
Continua a esercitarti dirigendo “Il Padre diede il Suo Figliuol” (Inni, No. 111).
2
1
Negli inni in due tempi con attacco in levare
la chiusura fra una strofa e l’altra è eseguita
come negli inni a tre e a quattro movimenti.
levare
2
movimento
preparatorio
2
2
1
2
1
1
œ
œ
œ
œ
œ
œ
œ
œ
1
2
1
2
1
2
1
2
Nota: Negli inni che hanno ! come indicazione di tempo le semiminime valgono metà movimento.
Quando il levare di questi inni è una semiminima, il movimento preparatorio e il levare sono eseguiti
velocemente per indicare la metà di un movimento anziché un movimento intero.
1
chiusura
posizione
mantenuta
1
2
2
2
2
22
œ œ œ œ ˙.
1
1
1
2
1
1
œ
2
45 “La dove sorge Sion” (Inni, No. 5)
46 “Poiché io molto ho avuto” (Inni, No. 133)
48
1
œ œ œ œ
œ œ œ œ
1
1
Esercitati alcune volte, poi dirigi tutti i versi dei seguenti inni:
“Anziani d’Israele” (Inni, No. 201)
2
2
2
LE CORONE
47 “Vivi il Vangelo” (Inni, No. 192)
Ripassa la corona a pag. 40 di questo
corso. Due esempi di corone nel tempo di due
movimenti sono illustrati in questa pagina.
Segui le istruzioni per questi inni e fai
esercizio su di essi con il CD.
&
2
1
b 42 œ
2
1
œ
œ œ
Vi
-
vi il
1
Van
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1
2
œ
œ œ
tut - ta
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1
vi
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J J
2
1
-
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1
2
e
2
pa
- ce
1
2
a -
48 “Il Padre diede il Suo Figliuol” (Inni, No. 111)
2
2
1
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b
& b2 ˙
Il
2
1
1
U
˙
1
œ œ œ œ ˙
Pa - dre
2
2
˘
“Il Padre diede il Suo Figliuol” (Inni, No.
111) comincia con un movimento in levare;
in questo modo il movimento preparatorio è
sul movimento in battere. Tutte le corone in
questo inno possono essere dirette come
mostrato nell’illustrazione.
2
2
˘
La corona in “Vivi il Vangelo” (Inni, No. 192)
richiede un movimento in più e una chiusura.
Il movimento in alto è più veloce del solito;
avviene sulla croma alla parola e.
die - de il
2
˙
Suo
Fi
1
2
-
2
1
1
˙
gliuol,
Cri
1
2
œ œ œ œ
-
sto Ge - sù, qual
1
2
49
LE SEMICROME
Due crome ( e ) possono essere divise a metà, formando quattro
figure che valgono B di movimento ciascuna. Queste figure sono le
semicrome che hanno due gambi ( x ) oppure sono collegate tra loro
da due asticelle ( q q ). Quattro semicrome ( q q q q ) eguagliano il valore
di una semiminima ( q ). Le sillabe ritmiche per le semicrome sono
ti - ri - ti - ri.
œ
œ
œ
œ
œ
œ
œ
œ
œ
œ
œ
œ
œ œ œ œ œ œ œ œ œ œ œ œ œ œ œ œ
49 Batti le mani una volta per ogni movimento e pronuncia le sillabe ritmiche.
Il segno * sotto le parole indica il movimento. Mantieni regolari i battiti.
44
œ œ œ œ œ œ œ œ œ
Ta - ra
*
34
œ
50
ta - ri - ra - ri
*
ta - ra
*
œ
œœœœ ˙
*
*
*
œ
œ
œœœœ ˙
*
*
*
*
*
ta
*
*
*
œ œ œœœœœœœœœ
œœœœœ œœœœœ
œ œ œœœœœ œ œ
*
*
*
*
*
*
*
*
*
œ
œ
œ
œ œ œ œ ˙.
*
*
*
*
œ œ
œ
œ œ œ œ œ œ œ œ ˙.
*
*
*
*
*
*
*
*
*
*
*
*
*
ESERCIZI SULLE SEMICROME
Quando si riuniscono due o tre semicrome in un gruppo di quattro
si ottengono alcuni ritmi interessanti, come si vede a destra.
Il ritmo formato da una croma col punto e una semicroma ( q. q )
viene usato spesso negli inni. Esso ha un movimento irregolare, corto,
sfuggente, diverso dal regolare ti, ti. Questo ritmo a volte è chiamato
“ritmo puntato”. La sillaba ritmica è ta - ri.
œ œ œ œ
œ œ œ œ
œ œ œ œ
œ œ œ
œ
œ œ
œ.
Ta - ri - ra
ta
ra - ri
ta
-
œ
œ
-
œ
ri
50 Batti con le mani un movimento costante e pronuncia il ta - ra sottoindicato quindi il ta -ri.
44 œ
œ.
œ
*
Ta
*
œ
œ
œ
*
*
œ œ.
-
ri
ta
*
œ
ri
ta
*
œ
*
œ œ.
-
œ
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ta
*
œ
*
œ œ.
-
œ
*
œ œ.
-
œ
œ œ.
œ
œ
*
œ œ.
œ
*
œ œ.
œ
ri
*
*
*
*
51 Batti con le mani un movimento costante e pronuncia le sillabe ritmiche sottoindicate.
44
œ œ œ œ œ. œ œ
Ta - ra
ta - ra
ta
-
ri
œ œ œ œ œ. œœ
œ œ œ. œœ œ œ. œ œ. œœ. œ˙
ta
43 œ . œ œ œ œ . œ œ œ œ . œ œ . œ œ . œ œ . œ ˙ œ . œ œ œ œ . œ œ œ œ . œ œ . œ œ . œ œ . œ ˙
Ta - ri
ta
ta
ta - ri
51
ESERCIZI SULLE FIGURE PUNTATE
Pronuncia le sillabe ritmiche dei seguenti inni. Poi canta le parole mentre dirigi gli inni.
52 “Lode all’uomo” (Inni, No. 19)
2
4
& œ
2
1
2
1
-
de
al - l’uo
U
œ
œ. œ œ œ
œ
J J
1
-
mo
1
œ
œ. œ œ œ œ œ
Lo
2
che
i
suoi
ne - mi
1
2
-
ci
or
œ œ œ œ
lot
-
˘
2
2
ta - no in -
53 “Ti siam grati, o Signor, per il profeta” (Inni, No. 11)
4
## 4
& 4 œ. œ œ œ. œ œ. œ œ. œ ˙
3
1
2
˘
Ti siam gra - ti, o
52
3
Si-gnor, per il
1
2
Pro - fe
3
œ œ. œ
-
ta che
ci
4
4
1
2
3
U
œ œ
1
2
œ œ. œ œ. œ œ. œ ˙
˘
4
gra - ti, o
Si - gnor, per il
54 “Attonito resto” (Inni, No. 114)
56 “Signore, resta qui con me” (Inni, No. 100)
55 “Avanziamo insiem nel lavoro del Signor” (Inni, No. 151)
57 “Genti, guardate” (Inni, No. 166)
Van - ge
-
lo
3
˘
4
che il
INDICAZIONE DEL TEMPO DI ^
Sai già che il numero superiore dell’indicazione di tempo mostra il numero
dei movimenti per misura. Il numero inferiore indica il tipo di nota che esprime
il movimento fondamentale. Se il numero in basso è due, allora la minima è il
movimento fondamentale. Se il numero in basso è quattro, allora la semiminima
è il movimento fondamentale.
Fino ad ora hai imparato a dirigere inni in cui le semiminime ( q ) o le minime
( h ) sono il movimento fondamentale. Gli inni scritti in * hanno quattro movimenti
per misura e la croma è il movimento fondamentale. Nel tempo di ^ ci sono sei
crome per misura.
Nel tempo di $, #, e @, le crome sono collegate in gruppi di due ( q q ) o
quattro ( q q q q ). Nel tempo di ^ le crome sono collegate in gruppi di tre ( q q q ).
Le tre note possono essere riunite insieme o divise nei modi che hai già
imparato, ma il risultato deve sempre essere pari a sei movimenti (sei crome)
per misura.
Seguono alcune sillabe ritmiche per il tempo di ^:
Nome della nota
Numero di
movimenti
Croma
1
Semiminima
2
Semiminima col punto
3
Minima col punto
6
Semicroma
A
Croma col punto,
semicroma
1A, A
Nota
e
q
q.
h.
x
e. x
Sillaba ritmica
la
la-a
la-a-a
la-a-a-a-a-a
ti
la-ti
Confrontare con la tabella a pagina 10
Studia i seguenti esempi:
6œ
8œ
œ
œj œ œ œj
œ œ
œ
œ œ
œ.
œ
œ œ œ
œ.
œ œ œj œ œ œj œ œ œ œ œ œ
œ. œ œ œ. œ œ œ œ œ œ œ œ œ œ
58 Batti con le mani i movimenti con andamento costante e pronuncia le sillabe ritmiche:
68
œ œ œ œ œ œ œ. œ.
œ œ œ œ œ œ ˙.
j j
j j
68
œ œ œ œ œ œ œ œ œ . œœ œ . œœ ˙ .
j j
j
œ œ œ œ œ œ œ œ œ œ œ œ œ œ œ ˙.
j
œ œ œ œœ œ. œ.
œ. œœ œ . œœ ˙ .
59 Batti il ritmo di “Su vette ardite mai forse andrò” (Inni, No. 170).
53
Lo schema a sei
movimenti
60 “Venite a Cristo” (Inni, No. 69)
6
b6
b
& 8
5
4
1
2
3
6
2
3
1
j œ. œ.
œ. œ œ
˘
Quando dirigi gli inni col tempo di ^ o %,
puoi usare lo schema in sei movimenti. Porta
il braccio verso il basso sul movimento uno,
vai con mezzo movimento alla metà del corpo
sul movimento due, e la restante metà sul
movimento tre, torna indietro sul movimento
quattro, verso destra sul movimento cinque
e poi in alto sul movimento sei.
Esercitati a diregere questi inni in ^. Dirigi le corone e le chiusure come è
mostrato in basso e nella pagina seguente.
Ve - ni - te a
b .
b
& œ
2
5
4
1
Cri - sto
œ
da
gran
j œ.
œ
3
sof -
fri
2
3
che
œU.
1
2
œ œj œ . œ .
œ.
5
4
6
3
6
4
-
5
4
1
vi
6
6
3
5
re,
œ.
u
1
2
1
4
5
6
bb œ .
3
&
il
54
2
5
4
1
œ
Re
-
j .
œ ˙œ .
3
den
tor.
6
2
4
1
œ
5
œ
J
˙.
˙.
4
œ
-
1 (2 3 4 5) 6
2
4
con - so - la
6
3
1
2
3
6
5
œ
J
dia - mo
5
61 “Su vette ardite mai forse andrò” (Inni, No. 170)
6
5
Su
jœ
œ
œ œ œ
2
3
œ
5
4
1
˘
&
6
2
3
œ œ
J
1
4
˘
b 68 œ
6
vet - te ar - di - te mai
for - se an - drò,
62 “Un povero viandante” (Inni, No. 20)
6
œ œ œ œœ
b b b b 68 œ
œ
œ
œ
œ
&
œ œ œ
J
5
Un
3
2
1
4
po - ve - ro
œ
J
né
j .
œ œ œ œ œ œ
3
2
1
4
5
œ Uœ œ œ . œ œ œ œj
J
J
5
4
1
2
3
6
ta - glie for - se non con - dur - rò
lI’d - di - o
5
4
1
2
3
per
o - no -
63 “E’ dolce l’ora del pregar” (Inni, No. 86)
6
6
5
6
6
5
3
2
1
4
5
vian - dan - te spes - so
6
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4
pre - gar;
5
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m’in -
55
LA CHIUSURA FINALE
La chiusura finale per lo schema in sei
movimenti è la stessa che hai imparato per
tutti gli altri schemi di movimento.
posizione
mantenuta
Esercitati nella chiusura finale dirigendo quattro misure come se finisse un inno in sei movimenti.
Sull’ultima misura mantieni la posizione sul movimento uno fino al cinque ed esegui la chiusura sul
sesto movimento.
Esercitati su questa chiusura e eseguila con gli inni a pag. 55.
chiusura
1 (2 3 4 5) 6
1 (2 3 4 5) 6
6
3
6
3
56
2
1
4
5
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1
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3
4
5
6
1
2
3
4
5
6
LA CHIUSURA TRA
UNA STROFA E
L’ALTRA
6
La chiusura tra una strofa e l’altra negli inni
in sei movimenti è la stessa che hai imparato
per gli altri schemi di movimento. Fai esercizio
contando e dirigendo due misure come se
finisse una strofa e due misure come se ne
cominciasse una nuova.
LA CHIUSURA TRA
UNA STROFA E
L’ALTRA NEGLI INNI
CHE INIZIANO IN
LEVARE
La chiusura tra una strofa e l’altra degli
inni in sei movimenti con attacco in levare si
esegue allo stesso modo degli altri inni con lo
stesso attacco.
1(2 3 4 5)
6
5
4
1
2
3
6
2
3
5
4
1
6
1
2
3
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œœœœœœ œœœœœœ
1 2 3 4 5 6
1 2 3 4 5 6
1 2 3 4 5 6
1 2 3 4 5 6
6
1(234) 5
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3
2
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1
6
1
2 3
4
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1
2
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6
3
4
5
5 6
2
3
1
2
1
3 4
4
5
5 6
Fai esercizio come mostrato nell’illustrazione.
57
Gli schemi a sei movimenti alterati
Fai esercizio su questo schema con gli inni seguenti:
64 “Venite a Cristo” (Inni, No. 69)
IL DOPPIO SCHEMA A
TRE MOVIMENTI
Questo schema, come quello tradizionale
a sei movimenti, è adatto agli inni più lenti.
Il doppio schema a tre movimenti è formato
da uno schema ampio a tre movimenti
seguito da uno più piccolo.
6
4
5
4
6
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b
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1
1
2
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3
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65 “Come vi ho amati” (Inni, No. 197)
6
1
5
3
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4
6
˘
Puoi anche usare i seguenti schemi a sei
movimenti alterati per gli inni in ^ e %.
2
œ.
œ.
vi ho a - ma
-
ti,
Fai esercizio su questo schema con i seguenti inni:
LO SCHEMA
ALTERATO A
QUATTRO
MOVIMENTI
66 “E’ dolce l’ora del pregar” (Inni, No. 86)
Questo schema può essere usato con inni
a velocità moderata in 6 movimenti. Tralascia
il secondo e quinto movimento dello schema
tradizionale a sei movimenti e rallenta o fermati
in corrispondenza a questi movimenti tralasciati.
Lo schema è diretto in questo modo:
1
2
3
4
5
6
veloce lento veloce veloce lento veloce
6
6
(2)
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j
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67 “Su vette ardite mai forse andrò” (Inni, No. 170)
6
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1
˘
6
6
for - se an - drò,
(5)
4
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J
né
59
LO SCHEMA A DUE
MOVIMENTI
Pratica questo schema con i seguenti inni:
68 “Oh qual furente tempesta” (Inni, No. 63)
Lo schema a due movimenti è
particolarmente adatto agli inni veloci in
^ . I primi tre movimenti avvengono sul
movimento in battere, gli ultimi tre sul
movimento e in levare.
(6)
(6)
(5)
(5)
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6
4
(3)
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1
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(6)
Oh, qual fu - ren - te
1
tem - pe
(3)
(2)
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J
sta
s’ad -
(5)
69 “Ho aiutato il mio prossimo in questo dì?” (Inni, No. 136)
(6)
(6)
4
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4
(3)
(3)
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1
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˘
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60
œ œ
nel - le
INDICAZIONE DEL TEMPO DI %
Un’altra indicazione di tempo che ha sei movimenti all’interno di ogni
misura è %. Il movimento principale è la semiminima (come è indicato dal
4 nella parte inferiore dell’indicazione del tempo). Le figure di ogni misura
devono eguagliare il valore di sei semiminime. Studia gli esempi sottoindicati.
6 œ œ œ œ œ œ œ œ œ œ œ œ œ œ jœ œ œ jœ œ œ œ œ œ œ
4 .
œ œ. œ œ œ. œ œ œ œ œ œ œ œ œ œ
˙
˙.
˙
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Dirigi i seguenti inni in % usando qualsiasi schema di sei movimenti che
hai imparato.
71 “Cantiamo insieme il grande amor” (Inni, No. 106)
70 “Nato è Gesù” (Inni, No. 123)
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6
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61
Le terzine
Hai imparato che una semiminima ( q ) può essere divisa a metà
(formando due crome) e di nuovo a metà (formando quattro semicrome).
Una terzina ( q q q ) è formata da un gruppo di tre note che insieme formano
una semiminima. La terzina ha sempre un piccolo ( £ ) scritto sopra o sotto
di essa e ha il valore di un movimento composto. La sillaba ritmica della
terzina è “ti - ti - ti”.
Le note contenute in una terzina si possono combinare come seque:
j j
œ œ œ
œ
£
£
Le prime due misure dell’esempio sottoindicato vengono contate così:
uno, due, tre, quattro, ti-ti-ti, ta ti-ti-ti, ta. Batti un movimento costante e
pronuncia le sillabe ritmiche:
44
œ œ œ œ
*
*
*
*
£
£
£
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œœœ œ œœœ œ œ œ œœœ œ œœœœœœ œ œ
*
*
*
*
£
34 £
œœœ œ œ œœœ ˙
*
*
*
Esercitati a dirigere questi inni con terzine:
72 “Padre mio” (Inni, No. 182)
73 “Più forza Tu dammi” (Inni, No. 77)
62
*
*
*
*
*
*
£
œ œ œ œ.
*
*
*
*
*
*
*
j £
œ œœœ ˙
*
*
*
*
ALCUNI SUGGERIMENTI SULLA DIREZIONE
4. Non fare movimenti del braccio troppo
ampi o troppo piccoli. Essi devono
essere abbastanza ampi da essere visti
dal fondo della congregazione, ma mai
esagerati o scomodi per te.
7. Fai in modo che i movimenti del braccio
aiutino a esprimere il carattere dell’inno.
Usa movimenti energici per un inno
gioioso e movimenti calmi per un inno
riverente.
1. Esercitati dirigendo davanti a uno
specchio a figura intera. Cerca di
eseguire i movimenti del braccio in
modo scorrevole e regolare. Muovi
solamente il braccio. Non ondeggiare
o non muovere il corpo al ritmo della
musica, ma non tenerlo neanche rigido.
Stai saldo e rilassato.
5. Guarda la congregazione mentre dirigi,
spostando lo sguardo da una parte
all’altra del gruppo per incoraggiarlo a
cantare. (Se impari a memoria gli inni
potrai liberare gli occhi dal libro). Il
contatto degli occhi con la congregazione
è molto importante all’inizio e alla fine
dell’inno e tra una strofa e l’altra.
8. Mentre dirigi, se perdi il segno nello
schema di movimento muovi il braccio
su e giù a tempo di musica finchè
troverai di nuovo il segno. Un’altro
schema di movimento che può essere
usato in qualsiasi momento è la figura
di un otto orizzontale.
2. Evita di fare movimenti con il polso molle.
6. Fai in modo che l’espressione del tuo viso
rifletta il carattere dell’inno; assicurati che
sia un’espressione piacevole.
Ora che hai imparato tutti gli schemi e sai
tutto ciò che devi fare per dirigere un inno
intero, puoi cominciare a sviluppare uno stile
di direzione apprezzabile. Seguono alcune
indicazioni su come puoi far ciò:
3. Mantieni semplici gli schemi di
movimento. I movimenti fioriti, larghi
o eccessivi non sono necessari e
possono confondere l’accompagnatore
e la congregazione. Un buon direttore
si deve seguire facilmente.
63
INTERPRETAZIONE DEGLI INNI
Come direttore della musica devi interpretare
l’andamento espressivo di ogni inno e
trasmetterne lo spirito e il carattere attraverso
i gesti. Nel cantare gli inni la congregazione sta
adorando il Signore. Attraverso il tuo stile di
direzione puoi rendere questo modo di adorare
un’esperienza banale o significativa.
Per far sì che il canto degli inni sia
un’esperienza significativa per la congregazione,
ti devi preparare. Studia gli inni prima delle
riunioni e decidi in quale maniera li dirigerai.
Alcuni suggerimenti riguardo a come puoi fare
ciò sono elencati sotto.
Primo, determina qual è il carattere
generale o atmosfera dell’inno. Ogni inno
possiede un’indicazione di andamento, per
esempio con devozione o gioiosamente,
collocata sopra le prime misure. Essa
suggerisce il tempo o velocità dell’inno e
quanto forte o piano bisogna cantare. Leggi
le seguenti indicazioni di andamento e cerca
di descrivere in base a ognuna di esse come
può essere cantato un inno.
64
con reverenza
con esultanza
con energia
selennemente
con gioia
maestoso
quieto
risolutamente
Dopo aver letto l’andamento dell’inno,
leggi il suo testo e decidi qual è il messaggio.
E’ l’inno una preghiera, un’espressione di lode
o qualche altro messaggio di adorazione?
Mentre leggi, cerca di sentire cosa provava
l’autore mentre scriveva le parole. Leggi le
referenze scritturali in fondo all’inno per
aiutarti a capire meglio il suo messaggio.
L’indicazione metronomica che segue
l’andamento dell’inno ti dice anche con
quale velocità deve essere cantato l’inno.
(Il metronomo è uno strumento che scandisce
un movimento costante a varie velocità.)
L’indicazione metronomica è composta
da una piccola figura, la quale mostra il
movimento fondamentale dell’inno, e da
uno o due numeri i quali suggeriscono quanti
movimenti devono avvenire in un minuto.
L’indicazione q=66-88 indica che la velocità
consigliata ti permette di avere fra sessantasei
e ottantotto semiminime al minuto. Dato che
un minuto è composto da sessanta secondi,
l’indicazione 66 ti dice che le semiminime
devono essere appena più veloci di una
per secondo. L’inserimento di ottantotto
semiminime in sessanta secondi rende il
movimento ancora più veloce.
Quando hai deciso l’andamento e la velocità,
esercitati dirigendo l’inno alcune volte. Stabilisci
la velocità e mostra l’andamento dell’inno con
il movimento preparatorio e poi mantieni la
stessa velocità e andamento per tutto l’inno.
Fai esercizio con l’accompagnatore affinché
egli sappia cosa aspettarsi.
Mentre dirigi, mostra lo spirito della musica
attraverso le espressioni del viso e i movimenti
del braccio. Sii cauto e moderato nelle
espressioni. Mantieni semplice il tuo stile di
direzione, affinché niente nella tua maniera di
dirigere possa distrarre. La cosa più importante
è cercare lo Spirito mentre svolgi la tua
chiamata. Fai si che lo Spirito ti riempia con la
gioia della vera adorazione, cosicché tu possa
comunicare questa gioia alla congregazione.
CANTO A PRIMA VISTA
Cantare a prima vista significa seguire e
cantare una linea di note. Questa breve
introduzione al canto a prima vista ti aiuterà
a imparare a leggere le note, e ciò ti aiuterà
ad imparare le melodie non familiari di inni e
canzoni. Queste tecniche ti saranno utili per
insegnare agli altri semplici letture di note e
per lavorare con i cori.
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➡
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Unisono
giù
➡
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Nomi degli intervalli:
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➡
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➡
ripetere
Le note scritte si muovono su e giù in
altezza o ripetono la stessa altezza. Con la
pratica puoi imparare a conoscere la distanza
fra due note scritte e fino a che punto devi
alzare o abbassare il tono della voce per
intonare le note. La distanza fra una nota e
quella successiva è chiamata intervallo. La
musica a destra mostra intervalli comuni,
cominciando con l’intervallo più piccolo–
l’unisono, o nota ripetuta- e passando a un
intervallo di seconda, terza e così via fino
all’ottava.
Seconda
Terza
Quarta
Quinta
Sesta
Settima
Ottava
œ œ œ œ œ œ œ œ œ œ œ
œ
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74 Ascolta sul CD gli esempi di questi intervalli. Canta gli intervalli (canta “la, la”) dopo aver
ascoltato ognuno di essi. Guarda la tabella degli intervalli mentre canti, seguendo le note con
gli occhi.
65
Per acquistare più sicurezza con questi intervalli, associali con le melodie
di inni che già conosci. Gli intervalli comuni e gli inni che li contengono
sono elencati qua sotto.
“Come vi ho amati”
(Inni, No. 197)
Terza
“È dolce l’ora del pregar”
(Inni, No. 86)
Quarta
“Noi che il Signore amiam”
(Inni, No. 71)
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“Con canti e lodi inneggerem”
(Inni, No. 107)
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“Lode all’Altissimo”
(Inni, No. 46)
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“La luce del Signor” (ultima riga)
(Inni, No. 194)
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“Chiamati a servirLo”
(Inni, No. 156)
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“Il di declina”
(Inni, No. 101)
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ISTRUZIONI PER GLI INSEGNANTI
L’obiettivo del corso base di musica ha due
aspetti. Primo, aiuta gli studenti ad imparare le
tecniche fondamentali del musicista. Secondo,
li prepara a insegnare queste tecniche agli altri.
Gli studenti possono usare il manuale e i
materiali necessari per imparare da soli, ma
di solito essi progrediscono più velocemente
quando un insegnante mostra le tecniche,
risponde alle domande e dà incoraggiamento.
Ogni persona che ha frequentato il corso
deve essere disposta a insegnare agli altri.
Se tutti gli studenti diventeranno insegnanti
del corso, presto ci saranno molti musicisti
capaci, in grado di servire in casa, in chiesa
e nella comunità.
Queste istruzioni spiegano come si
organizzano i programmi del corso base
di musica. Essi offrono anche il materiale
necessario per aiutare gli insegnanti a
insegnare il corso a uno studente o una classe.
ORGANIZZAZIONE DELLA MUSICA NEI PALI E NEI RIONI
Presidente della musica di palo
Vescovato
Consigliere della musica di rione (membro del vescovato)
Nei pali
Il corso base di musica può essere insegnato
nel rione o nel palo sotto la direzione dei
dirigenti del sacerdozio di palo (vedi lo schema
di organizzazione della musica per i pali e i
rioni). I presidenti della musica di palo possono
organizzare e insegnare il corso o chiedere
ad altri di farlo. I membri della classe del palo
possono essere i rappresentanti di rione, che
possono a loro volta insegnare dopo aver
frequentato il corso.
Nei rioni
Presidenza di palo
Consigliere della musica di palo (membro del sommo consiglio)
COME ORGANIZZARE
I PROGRAMMI DEL
CORSO BASE DI MUSICA
Presidente della musica di rione
Il presidente della musica di rione deve far
sì che i membri interessati del rione ricevano
un’istruzione musicale. Sotto la direzione del
vescovato, il presidente della musica di rione
può organizzare e insegnare il corso base di
musica o chiedere ad altri di svolgerlo.
Nelle aree in sviluppo
Insegnante del corso base di musica
Studenti del corso base di musica
Direttori della musica di rione, organisti, pianisti
In alcune aree della Chiesa dove ci sono
pochi membri e risorse limitate, ogni unità
della Chiesa può tenere una propria classe per
risparmiare tempo e spese. Sarebbe meglio
provvedere all’istruzione individuale o usare il
Corso base di musica in casa. Membri capaci
possono essere chiamati come specialisti in
musica per coordinare il programma del
Corso base di musica.
67
Nella casa
Le famiglie possono usare il Corso base di
musica nelle loro case di loro iniziativa. Anche
i genitori che conoscono poco la musica
possono usare il corso con successo nella casa.
ISTRUZIONI
FONDAMENTALI
Sia che tu viva in un palo, rione o area in
sviluppo della Chiesa, segui queste istruzioni
fondamentali quando organizzi il programma
del Corso base di musica.
1. Mantieni semplice l’organizzazione. Lavora
sotto la direzione dei dirigenti locali del
Sacerdozio. Segui le linee di autorità del
sacerdozio, le organizzazioni e le ausiliarie.
2. Se è utile, prima insegna il corso a livello
di palo ai rappresentanti che provengono
da ogni rione. Questi rappresentanti
possono successivamente diventare
insegnanti nei propri rioni.
3. Sii disposto ad adattare il programma.
Progetta il tuo corso base di musica in
modo da venire incontro alle particolari
necissità di ogni palo e rione. Alcune
unità della Chiesa potrebbero gradire
un programma di musica completo con
numerose classi, riunioni settimanali,
ampie disponibilità di tempo e risorse
da parte dei membri delle classi. In altre
unità della chiesa si può scegliere un
programma più limitato con meno
studenti, meno riunioni per le lezioni e
maggiori possibilità di ricevere lezioni
individuali da un’insegnante o di
studiare da soli.
68
4. Come tutti i programmi della Chiesa il
corso base di musica deve venire incontro
ai bisogni delle persone, e non ai bisogni
dell’organizzazione. I programmi di
musica possono aiutare le persone ad
accrescere i loro talenti e scoprire nuovi
modi di servire.
ALL’INSEGNANTE:
COME COMINCIARE
Tenere il corso base di musica è
un’emozionante possibilità. Se non hai mai
insegnato le tecniche musicali in passato,
presto ti accorgerai di come è gratificante
aiutare gli altri a sviluppare i loro talenti.
Prima di tenere questo corso devi
raggiungere una certa dimestichezza con il
materiale del corso. Insegnerai con gli stessi
materiali del corso che saranno usati dai tuoi
studenti. Leggi i manuali e ascolta in anticipole
i CD, prestando attenzione ai concetti, all’ordine
e al modo in cui sono presentati.
Quando tieni il Corso base di musica, è
meglio che tu cominci con il Corso per direttori
di coro. Gli esercizi presentati nel Corso per
direttori di coro pongono le fondamenta per gli
esercizi presentati nel Corso di tastiera. Anche
gli studenti che sanno già dirigere la musica
devono ripassare il Corso di direzione e ascoltare
il relativo CD prima di iniziare il Corso di tastiera.
Una volta che hai acquisito una conoscenza
generale dei materiali, sarai pronto per
cominciare a preparare determinati schemi di
lezione. Scrivendo uno schema come sussidio
per la lezione diventerai più sicuro mentre
insegni; esso ti sarà utile quando terrai di
nuovo il corso. Lo schema può essere molto
sintetico: basta un elenco dei numeri delle
pagine che vuoi insegnare in una lezione.
Oppure può essere abbastanza dettagliato:
un elenco di ogni concetto che deve essere
insegnato con le attività e i compiti che intendi
far svolgere. Potrai copiare lo schema della
lezione a pag. 72, che ti aiuterà a prepararla.
I tuoi studenti potrebbero aver bisogno
di maggior o minor tempo di quello che hai
previsto per imparare i concetti che insegni,
perciò non preparare troppe lezioni in anticipo.
La quantità del materiale che spieghi in ogni
lezione dipenderà dalla abilità dei tuoi studenti.
Il Corso base di musica insegna in modo
semplice tutti i concetti e tecniche necessarie
per dirigere e suonare la musica della Chiesa.
Non dovresti aver bisogno di usare nessun
materiale addizionale; questo potrebbe
complicare i concetti o non essere disponibile.
Prepara le tue lezioni in modo che siano
semplici e chiare, seguendo l’ordine dei
materiali del corso il più possibile.
DOVERI DURANTE LE
LEZIONI
I tuoi doveri in classe sono quelli di insegnare
i principi della musica, aiutare gli studenti a fare
gli esercizi e assegnare i compiti per casa.
Come insegnare i principi della
musica
Questo corso offre semplici spiegazioni dei
principi musicali. Per insegnarli bene studia
ogni principio attentamente, scoprendone i
collegamenti con quelli già esposti e quelli
successivi. Scopri i modi in cui puoi usare la
lavagna o altri aiuti visivi. Trova dei modi per
chiarire un principio e mostra come esso si
collega a ciò che gli studenti già sanno.
Non impiegare molto tempo della lezione
per parlare dei principi della musica. Insegna
un principio nella maniera più chiara e veloce
possibile, poi fai esercizio con gli studenti. Se
gli studenti sono confusi, lo noterai quando
proveranno a esercitarsi. Sarà più facile
rispondere alle domande o spiegare le cose
più chiaramente a questo punto.
Come esercitarsi nelle tecniche
musicali
Gli esercizi vengono assegnati per quasi
ogni principio del Corso per direttori di coro e
di quello di tastiera. Il tuo compito può essere
semplicemente quello di istruire gli studenti a
fare esercizio nelle tecniche musicali, facendo
attenzione a aiutando dove c’è bisogno, e
facendo loro ripetere gli esercizi assegnati
se necessario.
L’esempio di un tipico esercizio assegnato si
trova a pag. 9. Il compito assegnato è quello di
ascoltare la musica (1) scoprire il movimento
della musica, (2) determinare l’andamento, (3)
battere con le mani il movimento, (4) contare il
movimento, e (5) determinare l’indicazione di
tempo. Per aiutare gli studenti a svolgere questi
compiti porta un po’di musica. Potrai procurare
alcuni brani di musica che rappresentino una
varietà di tempi. Se gli studenti hanno difficoltà
con un compito assegnato, devi mostrare,
spiegare e dare qualsiasi altro aiuto agli studenti
che possono averne bisogno. Incoraggiali a
continuare a esercitarsi finché tutte le tecniche
sono state imparate.
Mentre esamini il materiale del corso e
prepari lo schema della lezione, nota questi
esercizi da assegnare. Essi devono occupare
la maggior parte del tempo della lezione.
Come assegnare i compiti per casa
Per sviluppare le tecniche musicali, gli
studenti devono studiare e esercitarsi a casa.
Alla fine di ogni lezione ripassa gli argomenti
e assegna il compito per casa. Incoraggia gli
studenti a esercitarsi almeno mezz’ora al giorno.
Gli studenti di tastiera possono usare la tastiera
di cartone per esercitarsi a casa. Gli studenti del
Corso per direttori di coro devono usare il CD
e esercitarsi davanti allo specchio. Sottolinea il
fatto che quanto più gli studenti si esercitano,
tanto più velocemente impareranno.
I compiti per casa possono essere gli
esercizi del manuale del corso. Puoi anche
creare speciali esercizi da assegnare per aiutare
gli studenti a superare una particolare difficoltà.
Cerca di dare abbastanza lavoro affinché gli
studenti continuino a progredire, ma non tanto
da non poterlo finire. Cerca anche di dare
varietà agli esercizi che assegni, per mantenere
desto l’interesse degli studenti.
Riguarda sempre i compiti assegnati per
casa. All’inizio di ogni lezione ripassa i principi
imparati nelle lezione precedente e chiedi agli
studenti di eseguire gli esercizi che hanno
fatto a casa.
Metodi di insegnamento efficaci
1. Fai partecipare attivamente gli studenti
mentre imparano. Poichè gli esercizi
musicali sono esercizi fisici, gli studenti
li imparano meglio attraverso la pratica
fisica. Guardare e ascoltare non basta.
Gli studenti hanno bisogno di toccare,
fare, sentire, e muoversi.
I seguenti cinque punti del metodo di
insegnamento ti aiuteranno a coinvolgere
fisicamente i tuoi studenti nel processo di
apprendimento. Usa e adatta questi passi
ad ogni nuovo esercizio o concetto che
insegnerai.
INSEGNANTE
A. Spiega
STUDENTE
Ascolta
B. Esegue
Osserva
C. Esegue,
corregge,
loda
Esegue,
si corregge
D. Osserva
Esegue
E. Ascolta
Spiega
Passo A: l’insegnante spiega il nuovo
principio e descrive l’esercizio mentre
lo studente ascolta.
Passo B: l’insegnante esegue l’esercizio,
mostrando il nuovo principio agli studenti.
Passo C: lo studente e l’insegnante
eseguono il nuovo esercizio insieme.
L’insegnante loda le cose fatte bene e
corregge con gentilezza quelle fatte
male, aiutando lo studente a correggere
e a migliorare.
Passo D: lo studente esegue l’esercizio
da solo per l’insegnante.
Passo E: lo studente mostra di aver
capito i principi e gli esercizi spiegandoli
o insegnandoli a sua volta all’insegnante
o a un altro studente.
69
Se uno studente sembra confuso
mentre segui questi passi, ritorna
al passo A e ricomincia da capo,
rendendo la tua spiegazione più
semplice e facendo più esempi.
2. Mentre insegni nuovi esercizi, associali con
gli esercizi che gli studenti già conoscono.
Questo rende più comprensibile il nuovo
esercizio e permette di aumentare la
coordinazione fisica degli studenti. Insegna
in modo che ogni esercizio imparato
conduca logicamente al nuovo esercizio
successivo. Combina gli esercizi in svariati
modi per aggiungere diversità e
divertimento alle tue lezioni. Prendi in
considerazione le seguenti attività: (a) batti
le mani con un movimento costante
mentre canti, (b) dirigi mentre pronunci
le sillabe ritmiche sulle note, (c) canta
mentre ti eserciti sulle chiusure, e (d)
accelera o rallenta il tempo mentre suoni
il piano o dirigi.
3. Sii disposto ad adattare le lezioni. Ogni
classe o studente può avere necessità
diverse. Sii sensibile a queste esigenze e
adatta le lezioni mentre le tieni. Se il testo
sembra procedere troppo velocemente per
uno studente, concedi più tempo, fai fare
più esercizio o aggiungi altri argomenti di
ripasso o di rinforzo. Se il testo procede
troppo lentamente per uno studente,
presenta più principi per ogni lezione o
assegna dei compiti in più per mantenerlo
occupato e più attivo.
Sei libero di introdurre concetti in un
ordine diverso da quello in cui il materiale
li presenta. Incoraggia sempre il
70
progresso, ma lascia che sia la capacità
dello studente a decidere con quale
velocità dovrai insegnare i principi.
4. Ripassa regolarmente. All’inizio di ogni
lezione dedica alcuni minuti a ripassare
gli argomenti già insegnati. Puoi fare
alcune domande di ripasso che
metteranno a fuoco le menti degli
studenti e li prepareranno a imparare
qualcosa di nuovo. Lascia spiegare agli
studenti quello che ricordano. E’ bene
anche dedicare alcuni minuti alla fine
della lezione per ripassare quello che è
stato imparato quel giorno.
Puoi anche fare un ripasso più lungo
ogni quattro-sei lezioni, ripassando tutti
gli argomenti e esercizi importanti in
quelle lezioni. Progetta questi ripassi
come intervalli fra i diversi argomenti.
I ripassi sono più utili quando sono
divertenti. Vedere la nota a pag. 74 che
spiega attività divertenti che siano buone
ed efficaci.
5. Adopera i trucchi mnemonici. Questi
trucchi illustrano i concetti e aiutano gli
studenti a ricordarli.
Un trucco mnemonico può essere
un’illustrazione, una storia o una parola
chiave che rappresenta un principio.
I trucchi mnemonici rendono più chiari
gli insegnamenti.
6. Sii divertente. Adopera umorismo e
fantasia per rendere piacevole la
lezione. Molto incoraggiamento, lodi, e
entusiasmo produrranno buoni risultati.
7. Aiuta a superare lo scoraggiamento. Aiuta
gli studenti a rendersi conto che è naturale
trovare delle difficoltà nell’imparare nuovi
esercizi. Come la maggior parte delle
tecniche, quelle musicali richiedono
molto tempo e esercizio prima di poterle
eseguire bene. Il tuo incoraggiamento e
il tuo atteggiamento positivo sono molto
importanti per aiutare gli studenti a
superare lo scoraggiamento.
8. Sii coerente e puntuale. Tieni le lezioni
regolarmente nello stesso giorno, ora e
luogo ogni settimana. Tieni un registro
delle presenze degli studenti. Sii coerente
nel tuo modo di insegnare, fai sempre
quello che prometti di fare e controlla i
compiti che assegni. Assicurati che ogni
nuovo principio che insegni sia coerente
con quello che hai insegnato nelle lezioni
precedenti. Incoraggia i tuoi studenti a
sviluppare la loro disciplina.
9. Riconosci che il corso ottiene altri
benefici oltre a quelli in campo
musicale. Anche se il futuro servizio
dei tuoi studenti sarà un grande aiuto
per la Chiesa, forse un beneficio ancora
più grande sarà rappresentato dai
sentimenti di soddisfazione, progresso
e stima di sè dei suoi studenti. Essi
diventeranno ancora più sensibili alla
bellezza e all’espressione artistica. Una
delle più grandi insegnanti di musica
del mondo, Shinichi Suzuki, disse:
“Insegnare musica non è il mio scopo
principale. Io voglio formare dei buoni
cittadini. Se un bambino ascolta della
buona musica fin dal giorno della
nascita e impara a suonarla, svilupperà
sensibilità, disciplina e perseveranza.
Egli avrà un animo bellissimo”.
10. Cerca la guida spirituale attraverso la
preghiera, il digiuno e lo studio delle
Scritture per trovare aiuto nel tuo
compito di insegnante.
SUGGERIMENTI PER
L’INSEGNAMENTO DEL
CORSO PER I DIRETTORI
DI CORO
1. Gran parte del Corso per direttori di
coro insegna agli studenti a leggere ed
eseguire il ritmo. Le sillabe ritmiche
(Vedi pag. 10) sono diverse da quelle
tradizionalmente usate, ma sono semplici
e facili da pronunciare in qualsiasi lingua.
Puoi decidere di usarle solo brevemente,
prestando più attenzione ai nomi
tradizionali delle note delle semiminime
e minime. Oppure puoi usarle al posto
dei nomi tradizionali delle note. Potresti
semplicemente indicare una successione
di semiminime dicendo “ta” per ogni
nota. Allora ogni semiminima sarebbe
chiamata come “ta”. Questo ti eviterà
di spiegare cosa vuol dire semiminima.
Le sillabe ritmiche possono aiutare a
imparare a leggere e dirigere la musica in
modo più veloce e divertente. Puoi aiutare
gli studenti che vogliono approfondire la
loro conoscenza musicale a imparare i
principi della ritmica tradizionale al di
fuori della lezione.
2. Siccome imparare a dirigere la musica è
meno difficile che imparare a suonare uno
strumento a tastiera, le lezioni per direttori
di coro possono attirare più studenti delle
lezioni di tastiera. Quando insegni a una
classe numerosa, impiega degli assistenti
di musica che ti aiutino a dare una
attenzione personalizzata ogni studente.
Un assistente dell’insegnante può essere
qualsiasi persona qualificata, per esempio
studenti che più avanti nel corso base di
musica. Durante la lezione gli assistenti
possono passare da uno studente all’altro
individualmente, dando aiuto dov’è
necessario. Puoi anche dividere la classe
in gruppi più piccoli per le attività di
apprendimento e di esercizio, con un
insegnante assistente per ogni gruppo.
3. Devi disporre di una stanza abbastanza
ampia da permettere agli studenti di avere
lo spazio necessario per stare in piedi e
muovere le braccia liberamente per dirigere.
4. Per evitare confusione quando insegni gli
schemi di direzione, dirigi dando le spalle
agli studenti. In questo modo le braccia
degli studenti si muoveranno nella stessa
direzione del tuo.
5. Incoraggia gli studenti a cantare le parole
degli inni mentre dirigono. Cantare
mentre si dirige è una buona abitudine
da prendere.
6. Il più spesso possibile fai che ogni studente
diriga di fronte alla classe come se essa
fosse una congregazione che canta.
7. Quando è possibile lascia che gli studenti
si esercitino con musica suonata dal
pianista o da uno stereo. Quando impieghi
un pianista, puoi fermare la musica e
cominciare da capo senza perdere tempo
a cercare di trovare il punto giusto sulla
registrazione. Se il pianista è disponibile,
assicurati che gli studenti si esercitino a
dirigere gli inni cominciando con una
introduzione. Nel corso per direttori di
coro sul CD invece di una introduzione
viene data una misura intera di battiti
ritmici prima della misura d’inizio dell’inno.
8. Per fare miglior uso del tempo durante
gli esercizi di pratica in classe, dividi gli
studenti a due a due. Ogni studente di
fronte a un compagno, eseguirà il nuovo
esercizio. I compagni servono per superare
le difficoltà e correggere le esecuzioni.
Puoi usare questi brevi periodi di esercizio
con un compagno ogni volta che insegni
una nuova tecnica.
9. Aiuta gli studenti a sentire l’atmosfera degli
inni. Metti in evidenza che per diventare
veramente efficaci come direttori, essi non
si devono limitare a imparare gli schemi di
direzione; devono anche capire e sentire il
messaggio di ogni inno che dirigono.
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72
CORSO BASE DI MUSICA
SCHEMA DI LEZIONE
CORSO BASE DI MUSICA
SCHEMA DI LEZIONE
Data in cui sarà tenuta: ____________________
Data in cui sarà tenuta: ____________________
❑ Direzione ❑ Tastiera
Lezione: _____ Pagine da insegnare: _________
❑ Direzione ❑ Tastiera
Lezione: _____ Pagine da insegnare: _________
A. __________________________________________________
__________________________________________________
B. __________________________________________________
__________________________________________________
C. __________________________________________________
__________________________________________________
D. __________________________________________________
__________________________________________________
E. __________________________________________________
__________________________________________________
F. __________________________________________________
__________________________________________________
G. __________________________________________________
__________________________________________________
A. __________________________________________________
__________________________________________________
B. __________________________________________________
__________________________________________________
C. __________________________________________________
__________________________________________________
D. __________________________________________________
__________________________________________________
E. __________________________________________________
__________________________________________________
F. __________________________________________________
__________________________________________________
G. __________________________________________________
__________________________________________________
Attività speciali:
Attività speciali:
Illustrazioni e altro materiale necessario:
Illustrazioni e altro materiale necessario:
Esercizi assegnati per casa:
Esercizi assegnati per casa:
ISTRUZIONI PER I DIRETTORI DI CORO
Questa sezione presenta informazioni
sulla direzione ed esercizi per i direttori di
coro. Contiene informazioni su (1) tecniche
avanzate di direzione, (2) scelta della musica
adatta, (3) come fare arrangiamenti di inni
semplici, (4) come insegnare la musica a un
coro e tenere prove efficienti, (5) i principi del
bel canto, e (6) come esibirsi con successo.
Tecniche per
dirigere un coro
Sia che tu diriga una congregazione o un
coro, i tuoi compiti fondamentali sono sempre
gli stessi: far cantare i cantanti assieme e
aiutarli a interpretare la musica. Un coro deve
cantare con maggiore abilità artistica di una
congregazione, perciò devi usare delle tecniche
di direzione più avanzate rispetto a quelle
necessarie per dirigere una congregazione.
Le tecniche di cui necessiti per dirigere con
successo un coro sono:
1. Efficaci movimenti preparatori.
2. Significative espressioni del viso.
3. Dirigere con il braccio sinistro.
4. Saper quando devi usare la bacchetta.
Usando queste tecniche, puoi dirigere una
varietà di tempi, dinamiche e stili musicali.
Il coro può rispondere ai tuoi segnali cantando
con maggior sentimento e rendendo la musica
più significativa per gli ascoltatori.
IL MOVIMENTO
PREPARATORIO
Il movimento preparatorio e i movimenti che
lo precedono immediatamente fanno iniziare la
musica con un attacco ben riuscito. Mentre
prendi posto davanti al coro e alzi il braccio per
dirigere, assicurati che ogni componente del
coro e l’accompagnatore siano pronti per
iniziare. Durante questo breve momento, senti
il ritmo e l’andamento della musica. Senti il
movimento nel tempo adatto oppure conta
una misura di movimenti in silenzio.
Quando tutto è pronto, dirigi il movimento
preparatorio. Fai in modo che questo
movimento rispecchi le tue intenzioni riguardo
alla musica, la dinamica e l’emozione. Se la
musica è lenta e solenne, il movimento
preparatorio deve essere lento e produrre un
sentimento di solennità. Se la musica è gioiosa
e vigorosa, il movimento preparatorio deve
mostrare questo stato d’animo e andamento.
Il coro può allora rispondere fin dalla prima
nota, cantando con quell’espressione musicale
che tu desideri.
ESPRESSIONE DEL
VISO E CONTATTO
DEGLI OCCHI
L’espressione del viso e il contatto degli
occhi sono due dei tuoi strumenti più
importanti. Usali costantemente. Per fare
questo devi conoscere la musica abbastanza
bene da non guardarla per la maggior parte
del tempo. Usa gli occhi e il viso per dire al
coro quale espressione desideri che essi
mettano nella musica. Prima che la musica
inizi, dai con lo sguardo un segnale di
attenzione e di incoraggiamento. Quando
la musica finisce, mostra una espressione
di apprezzamento e di approvazione.
COME USARE IL
BRACCIO E LA
MANO SINISTRA
Il braccio e la mano sinistra sono degli
strumenti molto importanti per la direzione
di un coro. Seguono alcuni modi di usarli:
1. Usa tutte e due le braccia per eseguire il
movimento preparatorio e il movimento
in battere. Continua a dirigere con tutte e
due le braccia per una misura intera e più,
facendo in modo che il braccio sinistro
rispecchi quello destro. Poi lascia cadere
il braccio sinistro sul fianco.
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2. Usa tutte e due le braccia per le chiusure e
per rispecchiare lo schema di movimento
allo scopo di dare enfasi (specialmente
quando rallenti o acceleri il movimento).
3. Usa il braccio e la mano sinistra per
chiarire lo stile, l’andamento o il fraseggio.
4. A volte una o più voci cantano una parte
diversa da quella che sta cantando il
resto del coro. Usa la mano sinistra per
inviare istruzioni al coro, mentre il braccio
74
destro conduce il movimento. Questi
segnali delle mani sono elencati sotto
“Tecniche di direzione corale” a pag. 75.
Usando il braccio e la mano sinistra puoi
migliorare la comunicazione con il coro; ma
non farne un uso eccessivo. Quando devi
dirigere solo il movimento usa il braccio
destro, lasciando riposare il braccio sinistro
lungo il fianco.
COME USARE LA
BACCHETTA
Se stai dirigendo un coro numeroso, la
bacchetta aiuta i cantanti a vedere cosa stai
facendo e a cantare insieme. Ma la bacchetta
non può esprimere quello che può la mano
nell’interpretare la musica, e non è molto utile
con i cori più piccoli.
Tecniche di direzione corale
Caratteristica musicale
Tecnica di direzione
Caratteristica musicale
Tecnica di direzione
Forte (o f )
Usa un ampio schema di movimento,
tenendo le braccia lontane dal corpo.
Tieni il palmo sinistro in alto, oppure con
il braccio sinistro rispecchia lo schema di
movimento per dare enfasi.
Solenne, riverente,
o legato
Usa uno schema di movimento
scorrevole e arrotondato, con rimbalzi
leggeri sul movimento.
Brillante, gioioso o staccato
Usa uno schema di movimento animato e
angolare, con rimbalzi netti sul movimento.
Un’unica linea vocale è
più importante delle altre
Usa la mano sinistra per dare il segnale
con il palmo in alto al gruppo vocale più
importante, palmo in basso per gli altri
gruppi.
Una parte del coro canta
mentre l’altra sta in silenzio
Mettiti di fronte al gruppo che deve
cantare.
Parte del coro fa la chiusura
mentre l’altra parte continua
a cantare
Prima della chiusura guarda il gruppo che
deve chiudere. Dai il segnale di chiusura
con la mano sinistra (la mano destra
continua lo schema dei movimenti) e
poi mettiti di fronte al gruppo che deve
continuare a cantare.
La parte del coro che sta in
silenzio si unisce alla parte
che canta
Prima guarda i cantanti che devono
cominciare a cantare; poi fai il movimento
preparatorio con la mano sinistra e
introducili. Rispecchia lo schema di
movimento con la mano sinistra per
una misura o più.
Parte del coro mantiene una
nota, mentre l’altra parte
canta altre note
Tieni la mano sinistra, col palmo in alto,
in direzione del gruppo che sta
mantenendo la nota. Continua lo schema
di movimento con la mano destra.
Piano (o p)
Usa uno schema di movimento piccolo,
con le braccia vicine al corpo. Tieni il
palmo sinistro in basso.
Allegro
Usa uno schema di movimento veloce,
con movimenti chiari e distinti rimbalzi
sui movimenti.
Andante
Usa uno schema di movimento lento,
con movimenti aggraziati e leggeri
rimbalzi sui movimenti.
Crescendo (o cresc.)
Usa uno schema di movimento che
aumenti di dimensione. Tieni il palmo
sinistro in alto e spingilo in su, muovendo
le braccia distanti dal corpo.
Diminuendo (o dim.)
Usa uno schema di movimento che
diminuisca di dimensione. Tieni il palmo
sinistro in basso e spingilo in giù,
muovendo le braccia più vicine al corpo.
Accelerando (o accel.)
Rendi lo schema di movimento più
veloce, con movimenti che diventino
più netti e il tempo più pronunciato.
Rallentando
(ritardando o rit.)
Rendi lo schema di movimento più
lento, con movimenti che diventino più
aggraziati e il tempo meno pronunciato.
75
Come scegliere la musica adatta
Scegliere la musica adatta significa scegliere
la musica che è adatta all’occasione e adatta
al coro.
MUSICA ADATTA
ALL’OCCASIONE
La maggior parte delle esecuzioni corali
verranno fatte durante le riunioni sacramentali,
ma ci sono anche altre occasioni in cui a un
coro può esser chiesto di esibirsi, quindi avrà
bisogno di cantare musica adatta all’occasione.
Riunione sacramentale
La musica della riunione sacramentale
deve accentuare la sacra natura della
riunione. Di regola la musica della riunione
sacramentale è rappresentata dai nostri inni
dei Santi degli Ultimi Giorni. Quando adoperi
altra musica, scegli un testo con un idoneo
messaggio del Vangelo e musica che abbia
un significato religioso piuttosto che uno stile
mondano e popolare. E’ meglio che i pezzi
siano brevi e non complicati. Coordinandoti
con il presidente della musica e il vescovato,
puoi scegliere musica che si adatti al tema
della riunione o al messaggio degli oratori.
Altre occasioni
Può anche essere chiesta a un coro di
cantare alla conferenza del palo, serate al
caminetto, funerali, serate dei talenti o altre
attività e feste della comunità. Considera la
76
stagione dell’anno, il tema o lo scopo della
riunione, o la festività e potrai scegliere la
musica migliore. Le conferenze di palo e i
funerali avranno la stessa natura sacra e
spirituale che hanno le riunioni sacramentali.
Le serate al caminetto possono ugualmente
avere um argomento sacro, ma possono anche
riguardare soggetti stagionali. Attività e feste
della comunità possono dare al coro
l’occasione di esibirsi in selezioni di musica
popolare (assicurati che sia conforme agli
standard della Chiesa).
MUSICA ADATTA
AL CORO
Considera i seguenti punti quando scegli la
musica per il coro.
Dimensione del coro
Per un coro piccolo (da otto o dodici
esecutori) o per un coro di bambini la musica
scritta all’unisono o a due voci può essere la
migliore. Per i cori più grandi scegli musica
all’unisono, a due, a tre o quattro voci. Se il
coro è piccolo, evita la musica che necessita
di un volume pieno, alto e consistente per
essere efficace. Non usare il Coro del
Tabernacolo Mormone come esempio per
scegliere la musica. La musica destinata a cori
grandi e ben addestrati difficilmente può essere
eseguita bene dalla maggior parte dei cori di
rione. Puoi incrementare un piccolo coro di
adulti facendo occasionalmente cantare con
loro un gruppo di bambini o di giovani.
Capacità dei cantanti
Tieni conto delle capacità dei cantanti del tuo
coro. Evita musica con note troppo alte o basse
perchè le possano cantare agevolmente. Stai
attento a non scegliere musica con note dal
movimento veloce, ritmi difficili o linee musicali
con molti intervalli larghi fra le note. Dovrai
anche evitare armonie insolite e contrappunto
(musica formata da parti vocali che si svolgono
indipendentemente l’una dall’altra).
Voci miste
Tieni conto del numero di cantanti che hai
per ogni parte vocale. Se hai un piccolo numero
di uomini, indeboliresti il volume delle loro voci
dividendoli in parti di basso e di tenore; sarà
meglio scegliere o arrangiare musica che unisca
le voci maschili in una sola parte, di solito la
parte del basso.
La varietà
Scegli musica che porti varietà nelle prove
e nelle esecuzioni del coro. Inni solenni, temi
religiosi gioiosi, musiche per occasioni
speciali, musiche stagionali, temi patriottici
e canzoni che ispirino hanno tutte posto nel
repertorio di un coro. I componenti del coro
saranno più fedeli ed entusiasti se piacerà loro
quello che canteranno.
Frequenza delle prove e delle
esibizioni del coro
Scegli musica che il coro possa imparare
nel tempo a disposizione per le prove. Se il
coro si esibisce spesso, scegli musica facile
da imparare. Se scegli musica più complicata,
assicurati di provarla molte settimane prima
di eseguirla. Se scegli musica che il coro può
imparare nel tempo a disposizione per le
prove, i cantanti saranno abbastanza sicuri
da poter aggiungere spirito e sentimento alla
loro esecuzione.
Abilità dell’accompagnatore
Assicurati che il tuo accompagnatore sia in
grado di suonare la musica che scegli. Concedi
tempo in abbondanza all’accompagnatore per
imparare la musica prima delle prove.
Come conferire varietà
al canto degli inni
La maggior parte della musica cantata da
un coro è quella costituita da inni cantati come
appaiono nell’innario. Tuttavia a volte, variando
il modo in cui un inno è cantato, accresce
l’interesse sia di chi ascolta che di chi canta e
si può rendere l’inno più espressivo. Seguono
alcuni modi di variare il canto degli inni:
1. Cantare all’unisono o in due parti. Molti inni
hanno un suono elegante quando vengono
cantati all’unisono da uomini, donne o
da tutti insieme. Altri inni risultano cantati
meglio con la combinazione a due parti
usando le parti del soprano e del contralto.
Donne e uomini possono cantare tutte e
due le parti, oppure gli uomini possono
cantare la melodia e le donne, la parte
dei contralti.
2. Cambiare l’arrangiamento delle voci da
SCTB (Soprano, contralto, tenore, basso)
a quello con tutti uomini (TTBB) o a quello
con tutte donne (SSC o SSCC). Quando
cambi le voci da SCTB a TTBB, usa le
stesse note e assegna ai bassi la parte del
basso, ai baritoni la melodia (di un ottava
più bassa), ai secondi tenori la parte del
tenore e ai primi tenori la parte del contralto
(all’attuale altezza piuttosto che a un’ottava
più bassa):
Cambia SCTB in SSC assegnando ai primi
soprani la parte del soprano, ai secondi
soprani la parte del contralto e ai contralti la
parte del tenore. Per SSCC, alza la parte del
basso di un’ottava per i secondi contralti.
3. Usa l’assolo o un gruppo di voci (a) nella
melodia con l’accompagnamento del piano
o dell’organo , (b) con le parti delle voci a
coro muto, o (c) senza accompagnamento.
4. Fai un coro di bambini o di giovani che
canti con un coro di adulti, o che canti
uno o più versi da solo.
5. Forma un quartetto (un cantante da ogni
gruppo o tutti uomini o tutte donne) che
canti un verso.
6. Fai che la congregazione si unisca al canto
dell’ultimo verso dell’inno.
7. Fai suonare a un violino o flauto un verso a
parte, con il canto del coro muto, oppure
che suoni la parte del discanto mentre il
coro canta.
8. Varia le dinamiche, cantando un verso più
forte o più piano degli altri.
9. Varia il tempo, cantando un verso
leggermente più veloce o più lento
degli altri.
10. Usa un accompagnamento apposta
preparato per il piano o l’organo, mentre
i cantanti cantano la melodia all’unisono.
11. Canta un verso (generalmente l’ultimo) in
una tonalità diversa spostandolo sopra di
mezzo tono o di un tono intero.
12. Metti insieme questi suggerimenti: per
esempio, fai cantare al coro il verso uno
all’unisono e il verso due a SCTB; nel verso
tre fai cantare ai soprani la prima frase, i
contralti si uniscono alla seconda, i tenori
alla terza e i bassi all’ultima; fai cantare al
solista il verso quattro, e poi ai SCTB di
nuovo il verso cinque.
77
Prima delle prove
Prima delle prove ti devi preparare,
programmare le prove, e preparare il luogo
delle prove.
PREPARA TE STESSO
Per prepararti studia a fondo la musica.
Decidi come interpretare la musica e fai dei
segni con il lapis per aiutarti a insegnare e a
dirigere. Devi imparare abbastanza bene la
musica affinchè tu possa guardare i membri
del coro mentre dirigi. I seguenti punti ti
aiuteranno a prepararti:
1. Leggi il testo ad alta voce per capire il
suo messaggio con il relativo andamento
ed espressività.
2. Esamina la musica, notando l’indicazione
del tempo, l’indicazione di andamento
(quanto veloce o lento deve essere),
l’indicazone della dinamica (quanto forte
o piano deve essere suonato) e qualsiasi
altra indicazione d’espressione. Potrai
cerchiarle o sottolinearle.
3. Esamina la musica di nuovo,
pronunciando le parole a ritmo mentre
dirigi o batti un movimento costante.
4. Impara la linea melodica e cantala mentre
dirigi, seguendo il tempo e le dinamiche
indicate nella musica. Cerca di sentire lo
stile e l’andamento della musica. Quando
aggiungi sentimento alla musica, non
enfatizzare troppo nessun aspetto.
Mantieni semplice la tua interpretazione.
78
5. Abbi una buona conoscenza di ogni
parte vocale, cerchiando qualsiasi ritmo
o nota che può essere difficile. I passaggi
difficili avranno bisogno di una speciale
attenzione durante le prove.
6. Trova i punti della musica dove una linea
vocale inizia e termina indipendentemente
dalle altre o dove una linea diventa più
importante delle altre. Segna questi punti
nella musica in modo da poterli segnalare
ai cantanti al momento opportuno.
7. Esercitati a dirigere la musica dall’inizio
alla fine, usando una buona tecnica e gesti
espressivi. Immagina il coro davanti a te,
visualizzando dove sarà posizionata ogni
sezione dei cantanti. Esercitati stando di
fronte o gestualizzando in direzione della
sezione che avrà bisogno del tuo attacco.
Dirigere di fronte allo specchio può aiutarti
a migliorare la tua tecnica.
8. Ti puoi incontrare con l’accompagnatore
prima delle prove per discutere la vostra
interpretazione della musica e per
esercitarti a dirigere con
l’accompagnamento.
PROGRAMMA LE PROVE
Per usare efficacemente il tempo delle prove
devi fare un programma. Guarda il calendario
delle esecuzioni del coro e decidi quali brani del
coro hanno bisogno di essere provati. Scrivi i
titoli e i numeri delle pagine dei pezzi e quanto
tempo sarà necessario per provarli uno
per uno. Dì al tuo accompagnatore cosa hai
programmato di fare. A volte i pezzi avranno
bisogno di più tempo di quello che hai
programmato. Sii abbastanza flessibile, per
far sì che le prove vadano incontro ai bisogni
del coro.
PREPARA IL LUOGO
DELLE PROVE
Accordati con i tuoi dirigenti del sacerdozio
abbastanza in anticipo per stabilire il tempo e il
luogo delle prove. Fai in modo che i membri del
coro siano a conoscenza di ciò che riguarda le
prove. Poi assicurati che sia accessibile il locale
e disponibile nel tempo fissato per le prove.
Assegna le posizioni in modo che ogni
membro del coro possa vederti e sentire il
piano o l’organo. Di solito i soprani sono posti
alla tua sinistra quando stai di fronte al coro e
sono vicini ai bassi; i contralti di solito sono
vicini ai tenori; ma qualsiasi disposizione che
sia efficace per il tuo coro è accettabile.
Arriva in anticipo per predisporre ogni cosa,
disponi la musica sul leggio e saluta i coristi
mentre arrivano.
La prova
Le prove non hanno soltanto la finalità di
prepararvi per i concerti; esse aiutano anche i
membri del coro a sviluppare il senso di unità
e di amicizia così importante per un coro di
successo. Quando la prova è positiva e
piacevole, i coristi partecipano fedelmente.
Dato che persone che fanno parte della Chiesa
e fedeli meno attivi possono essere invitati a
cantare, le prove del coro possono divenire
un’occasione per fare amicizia e per imparare.
Un coro adempie al suo scopo quando ogni
corista compie un progresso personale
cantando nel coro. Puoi far sì che questo
accada grazie a prove efficaci e piacevoli.
L’ORDINE DEL GIORNO
DELLE PROVE
I seguenti punti compongono un tipico
ordine del giorno della prova di un coro di rione:
1. Preghiera di apertura (assegnata dal
presidente del coro)
2. Annunci dati dal presidente del coro
3. Presentazione di nuovi coristi da parte
del presidente del coro
4. Altri affari riguardanti il coro.
5. Il tempo dedicato alla prova, che di solito
comprende:
a. Un piccolo periodo di tempo per
scaldare le voci mediante esercizi
vocali di riscaldamento, un inno
conosciuto oppure un’altro brano
b.
c.
d.
e.
di musica semplice (per esempio,
“Bisogno ho di Te”) (Inni, No. 59)
o “Sia lode a Dio” (Inni, No. 153).
Arie musicali più difficili o altri brani
impegnativi.
Musica nuova.
Altra musica in cui il coro ha bisogno
di esercitarsi.
Un brano che il coro sa eseguire bene.
COME PROVARE
UN NUOVO BRANO
MUSICALE
Qui di seguito sono suggeriti alcuni punti
per provare un nuovo brano musicale. Tutti
questi punti non devono essere svolti in una
sola prova; il procedimento può essere esteso
e sviluppato in diverse settimane.
Da’ una scorsa generale alla musica
Una lettura generale della musica dà ai
membri del coro una idea e un senso generale
di quella che sarà l’esecuzione musicale. Leggi,
oppure lascia che qualcuno del coro legga il
testo ad alta voce e ne esponga brevemente
il messaggio. Successivamente fai che il coro
canti o accenni a bocca chiusa il motivo
dell’intero brano. Poi spiega brevemente gli
aspetti caratteristici, gli elementi interessanti,
l’andamento e lo stile della musica.
Insegna le note
Il modo migliore per insegnare le note
consiste nel dividere i cantanti in gruppi vocali
(soprano, contralto, tenore, basso) e fare le
prove a gruppi. Le prove divise per gruppi fanno
risparmiare tempo e tengono i cantanti occupati
a imparare le loro parti, invece di dover aspettare
il loro turno per esercitarsi. Sebbene sia meglio
mandare ogni gruppo in stanze separate,
potrebbe essere più pratico dividere il coro in
due gruppi, uomini e donne. Un assistente del
direttore del coro può aiutare i gruppi separati.
Se non è possibile suddividere il coro, lavora con
ogni sezione di cantanti a turno, mentre gli altri
sussurrano la melodia delle loro note.
Le seguenti indicazioni hanno lo scopo di
aiutarti ad insegnare la nuova musica al coro:
1. Dividi il brano in piccole parti e insegnale
un poco per volta. Per dividere il brano
cerca i punti dove avvengono interruzioni
naturali, oppure dividi il pezzo in brani di
una o due pagine.
2. Per ogni brano musicale prendi ogni
gruppo vocale e fagli esaminare la sua
parte mentre le note vengono suonate
sul piano o sull’organo. I cantanti
possono essere in grado di ascoltare
meglio le loro note se l’accompagnatore
le suona in ottave. I cantanti possono
sussurrare la melodia o cantare “a”
mentre imparano le note.
79
3. Insegna i ritmi difficoltosi facendo
battere le mani o facendo dire le parole
col ritmo giusto.
4. Insegna le parti difficili cantandole o
suonandole mentre il coro ascolta.
Poi fai ripetere ai cantanti quello che
ascoltano. Prova a far cantare un
passaggio difficile cinque o sei volte
di seguito, oppure molto lentamente.
5. Mentre un gruppo impara le proprie
note, fai in modo che gli altri gruppi
studino le loro o le sussurrino in coro
muto per sentire se sono in armonia
con il resto del coro.
6. Mentre i cantanti imparano le note,
fai suonare all’accompagnatore le
sole linee vocali piuttosto che l’intero
accompagnamento. Per scoprire se i
cantanti conoscono bene le proprie note,
falli cantare senza il piano o l’organo.
7. Quando ogni gruppo vocale è in grado
di cantare il brano musicale, unisci due
gruppi insieme (i bassi e i tenori oppure
i soprani e i contralti). Aggiungi il terzo
gruppo e poi il quarto. Ascolta per
scoprire le note sbagliate o altre
difficoltà, correggi e vai avanti con
il successivo brano musicale.
Riunisci i gruppi vocali
Quando ogni gruppo vocale conosce la
propria parte, metti tutti gli elementi insieme.
Dirigi il coro per tutto il pezzo, ascoltando
sempre attentamente per scoprire se ci sono
difficoltà. Dai disposizioni ai cantanti riguardo
al tempo, alle dinamiche e all’interpretazione.
80
Dedica la maggior parte del tempo a
provare quelle parti della musica che hanno
bisogno di attenzione. Questo è il momento
giusto per prestare attenzione ai dettagli della
musica, assicurandosi che gli aspetti tecnici
siano corretti ed eseguiti nel modo giusto.
Perfeziona l’esecuzione
Quando gli aspetti tecnici sono corretti,
perfeziona l’esecuzione concentrandoti
sulla fusione armonica dei gruppi vocali e
sull’interpretazione. Ciò aggiungerà raffinatezza
artistica ed espressione musicale all’esibizione
del coro.
Fai un ripasso
Prima di concludere la prova durante la quale
il coro ha imparato una nuova canzone, fai che il
coro canti la canzone un’ultima volta. Poi ripassa
il nuovo brano durante ogni prova del coro fino
al momento in cui dovrà essere eseguito, perché
ci sarà bisogno di reimparare qualcosa.
ISTRUZIONI PER LA
BUONA RIUSCITA
DELLE PROVE
1. Ripeti soltanto se è necessario un
miglioramento; assicurati che i membri
del coro comprendano lo scopo delle
ripetizioni. Invece di fare esercizio
sull’intero brano dedicati a migliorare
i passaggi difficili.
2. Procedi velocemente con la prova.
Parlate il meno possibile, cantate
molto e non perdete tempo.
3. Quando provate una musica nuova,
non fermare il coro troppo spesso.
Le continue interruzioni esasperano i
membri del coro e portano via tempo
agli esercizi. Piuttosto che interrompere
a ogni difficoltà, dai istruzioni ai membri
del coro mentre cantano. Correggiamo
uno o due difetti e lascia gli altri per il
futuro. Per esempio, se decidi di
perfezionare l’intonazione, ignora gli
errori di pronuncia, di respirazione, o
di dinamica. Tieni a mente che alcuni
difetti si correggono da soli ripetendo
il canto del brano.
4. Impartisci istruzioni brevi e spiega
la difficoltà con esattezza. Quando
interrompi il coro, spiega qual è la
difficoltà, come risolverla, da dove si
deve riprendere a cantare; poi fai che
l’accompagnatore suoni la nota di
inizio di ogni brano.
5. Impara a dare istruzioni riferendoti a
pagina, linea, e numero della misura
(“I contralti, per favore, cantino
cominciando da pagina due, terzo rigo,
seconda misura”). Adopera sempre
termini musicali che il coro sia in grado
di capire.
6. Incoraggia i membri del coro a chiederti
aiuto quando ne hanno bisogno.
7. Sii entusiasta nel lodare il coro e positivo
quando indichi gli errori. Complimentati
spesso con i cantanti e fai in modo che
sappiano che apprezzi il loro lavoro.
Usa tatto quando parli dei difetti; fai una
critica generale piuttosto che criticare
8.
9.
10.
11.
12.
una persona. Lavora a fondo con il
coro, ma divertiti anche. Come dirigente
sviluppa quelle qualità positive che
faranno desiderare ai coristi di fare del
loro meglio per te.
Di solito non dovrai cantare con il
gruppo. Accenna le parole senza fare
rumore durante le prove e le esibizioni
e ascolta il coro.
Di tanto in tanto prepara i coristi per le
esibizioni facendoli stare in piedi durante
le prove.
Evita fatica e sforzi vocali facendo una
piccola pausa a metà prova. Gli annunci
potranno essere fatti durante questa
pausa.
Stabilisci e segui un regolare programma
di prove. Mantenere lo stesso programma
per tutto l’anno è importante per la
stabilità del coro. Anche se i coristi
possono prendersi individualmente
una vacanza, il coro non deve farlo.
Stabilisci una linea di condotta per le
presenze del coro. I coristi devono sempre
chiedere il permesso e giustificarsi
quando non possono partecipare, e
soltanto i coristi che partecipano a un
numero sufficiente di prove possono
aspettarsi di cantare alle esibizioni. Spiega
queste linee di condotta anticipatamente
per evitare malintesi.
Principi del bel canto
Per cantare bene è necessario che siano
corrette: posizione del corpo, respirazione,
intonazione, fusione equilibrio e dizione.
Ogni direttore di coro deve insegnare questi
principi e ricordarli continuamente ai loro
coristi. Quando un corista migliora, tutto il
coro migliora.
POSIZIONE DEL CORPO
La posizione corretta per cantare è quella
in piedi, con i piedi leggermente divaricati, la
schiena comodamente dritta e la testa tenuta
eretta in modo naturale. Le spalle sono tenute
indietro e basse, il petto e la cassa toracica
sono tenuti alti. I coristi devono tenere in alto
la musica, con le braccia lontane dal corpo,
così possono vedere il direttore appena sopra
lo spartito. I coristi devono stare in piedi senza
rigidità o tensione, con il corpo ben pronto in
posizione corretta ma rilassato; se stanno
seduti, devono sedersi in modo eretto e
lontani dallo schienale della sedia.
Quando dirigi, tieni il corpo nella giusta
posizione come esempio da ricordare al coro.
RESPIRAZIONE
Una corretta respirazione è indispensabile per
cantare bene; essa aiuta i cantanti a sviluppare
una bella qualità timbrica, a sostenere le frasi
musicali e a cantare costantemente in modo
intonato. Quando i cantanti prendono fiato
devono aprire la gola e inspirare profondamente
riempiendo i polmoni completamente. Mentre
cantano, devono far sì che i muscoli addominali
sostengano e controllino la fuoruscita dell’aria.
Non dovrebbe mai esserci rigidità nella gola;
una gola aperta è essenziale per avere
un’intonazione libera e rilassata.
Come direttore del coro tu decidi quando
il coro deve prendere fiato—di regola fra una
frase e l’altra, in prossimità di una virgola o
di un periodo musicale—e i coristi devono
prendere fiato contemporaneamente. Nei
passaggi più lunghi devono distribuire e
suddividere la respirazione in modo da non
interrompere la fuoruscita dell’aria spezzando
le frasi musicali. I coristi dovranno segnare il
loro spartito con una matita nei punti in cui
devono prendere fiato.
QUALITÀ TIMBRICA
Una delle caratteristiche della voce, è il
timbro. Quando la voce ha una scarsa qualità
timbrica, il suono risulta debole e affannato,
con una qualità di suono nasale oppure
instabile. Una buona qualità timbrica risulta
risonante, ricca e precisa. Questi sono alcuni
metodi per sviluppare una buona qualità
di suono:
1. Canta con la gola aperta e rilassata.
Pensa ad usare l’energia del corpo per
cantare e considera la gola solamente
come un tubo aperto.
81
2. Sostieni il fiato tenendo fermo il
diaframma. Questo elimina sprechi di
aria che creano un suono affannato.
3. Mantieni il suono vigoroso e fermo,
anche quando canti piano.
4. Non pensare al timbro vocale come se
provenisse dal petto e dalla gola; pensa
ad esso come se provenisse dalla
sommità della testa. Cerca di concentrarlo
in quel punto per ottenere un suono ricco
e risonante.
5. Cerca di affinare e controllare il suono
delle vocali. Tutti i cantanti devono
intonare i suoni delle vocali allo stesso
modo.
82
INTONAZIONE, INSIEME
ED EQUILIBRIO
Quando un coro è ben fuso e intonato,
nessuna voce individuale prevale, ma c’è un
suono corale unificato. Quando un coro è
ben equilibrato, nessun gruppo di voci prevale
sugli altri. I seguenti sono alcuni modi per
raggiungere un buon insieme ed equilibrio:
1. Chiedi a ogni corista di ascoltare
attentamente coloro che gli sono
accanto, cercando di eguagliare il
suono che sente.
2. Insisti nel far pronunciare
uniformemente le parole, le vocali
e il legato (vedi pag. 90).
3. Assicurati che ogni gruppo vocale sia
udito chiaramente e nel giusto rapporto
con gli altri. Per esempio, i contralti non
devono cantare più forte degli altri
cantanti a meno che la loro parte abbia
più importanza nella musica. La melodia
è molto più importante e deve essere
udita sempre chiaramente.
4. Nota in che modo la grandezza di ogni
gruppo vocale influisce sull’equilibrio
del coro. Se ci sono solo alcune voci
di basso, esse sicuramente avranno
bisogno di cantare più forte per creare
un volume di suono equilibrato.
DIZIONE
Quando i coristi hanno una buona dizione,
pronunciano chiaramente le parole che
cantano. Una buona dizione è indispensabile
perchè il pubblico possa sentire le parole e
capire il messaggio.
L’esibizione
Il coro spende la maggior parte delle energie
e del tempo per le prove, ma la sua ragione
d’essere è il concerto. I migliori cori si esercitano
e si esibiscono regolarmente. Prove settimanali
e almeno due esibizioni al mese sono suggerite
per i cori di rione. Una esibizione a ogni riunione
sacramentale sarebbe ancora meglio.
Sforzati sempre di raggiungere l’eccellenza
musicale e la spiritualità. Anche con un talento
limitato il coro può essere ben equilibrato, ben
fuso e in armonia. Se ogni cantante si concentra
sul compito di adorare il Signore e di ispirare gli
ascoltatori, il coro può accrescere la spiritualità
delle riunioni sacramentali.
Seguono alcune indicazioni per la buona
riuscita delle esibizioni:
1. Tieni una breve sessione di riscaldamento
delle voci prima dell’esibizione. Se ciò non
è possibile, fai in modo che il coro canti
una musica di preludio per la riunione.
Questa servirà a riscaldare le voci e creerà
una atmosfera favorevole al culto.
2. Insisti sull’aspetto: i coristi devono
indossare vestiti adatti ed evitare di
muoversi e distrarsi mentre cantano.
3. Prima della riunione distribuisci la musica
e spiega l’ordine dei numeri musicali.
4. Quando è il momento di esibirsi, tu
e l’accompagnatore prendete posto.
Fai segno al coro di alzarsi e, dopo il
canto, fai di nuovo un segno perchè
si siedano contemporaneamente; dopo
di che tu e l’accompagnatore ritornate
al vostro posto.
5. Ignora gli errori durante le esibizioni.
Se viene fatto un grosso errore e i
cantanti non possono continuare, ferma
la musica, dì al coro da dove deve iniziare
e ricomincia di nuovo da quel punto.
Ingredienti per un
coro di successo
Riassumendo, questi sono i dieci ingredienti
per un coro di successo:
1. Prove tenute regolarmente
2. Prove brevi, dove tutti lavorano con
impegno
3. Musica piacevole e non troppo difficile
da imparare
4. Direttore del coro e accompagnatore
entusiasti e ben preparati
5. Serietà e applicazione
6. Sostegno da parte dei dirigenti del
sacerdozio
7. Esibizioni tenute regolarmente
8. Miglioramento delle capacità vocali
9. Unità e amicizia fra i componenti del coro
10. Ricompense spirituali e gioia nel servizio
83
ISTRUZIONI PER DIRIGERE
LA MUSICA DEI BAMBINI
84
Dirigere il livello di
altezza del suono
Quando i bambini hanno imparato la
canzone cantandola con sicurezza, puoi
sostituire questo tipo di direzione con schemi
di movimento regolari, se lo desideri.
Dirigere indicando se un suono è acuto o
grave è il metodo più utile quando insegni una
nuova canzone ai bambini. Esso mostra la
direzione che prendono le note nella melodia
e insegna anche il ritmo della canzone.
La migliore posizione della mano per
questo tipo di direzione è quella orizzontale,
con il palmo rivolto verso il basso. Per dirigere,
muovi la mano verso l’alto quando l’altezza del
suono ascende, e verso il basso quando
invece discende.
Come insegnare
la musica
Quando le note sono ripetute sulla stessa
altezza, tieni la mano allo stesso livello, ma
falla rimbalzare in avanti per accentuare il
ritmo di ogni nota della melodia.
Di regola la musica per i bambini deve
essere scelta dall’Innario dei bambini oppure,
in occasioni opportune dall’innario. Quando
insegni musica ai bambini, fai le seguenti cose:
1. Impara a memoria parole e musica prima
di insegnare la canzone ai bambini.
2. Insegna ai bambini a cantare liberamente
con un’intonazione chiara. Evita di farli
cantare con voce forte e innaturale.
3. Insegna la nuova musica ai bambini
facendo loro ascoltare la melodia per
diverse volte prima di farli cantare.
4. Aiuta i bambini a imparare la canzone
nel modo più veloce possibile.
5. Mantieni l’interesse dei bambini scegliendo
diversi tipi di canzoni. Aiutali a imparare le
canzoni facendo loro domande riguardo
alle parole e alla musica; talvolta possono
essere fatti dei gesti per illustrare i
messaggi delle canzoni.
GLOSSARIO DEI TERMINI MUSICALI
Accelerando, accel.
Per accelerare il tempo gradualmente.
Accento
Per accentuare una nota o un accordo
suonandolo più forte o appena più lungo.
œ
>
œ>
Accompagnamento
La musica in secondo piano che accompagna
la melodia. Il piano o l’organo procurano
l’accompagnamento per un assolo del cantante,
del gruppo, coro, o della congregazione.
Accoppiatori
Registri di organo che non producono un
suono proprio ma che collegano svariati suoni
dell’organo.
Accordo
Un gruppo di tre o più note suonate o cantate
contemporaneamente. Un accordo spezzato
(vedi Arpeggio) è un accordo le cui note vengono
suonate una alla volta. Vedi anche Triade.
# ˙˙˙
Allegro
Vedi Indicazioni dell’andamento e del tempo.
Alterazioni in chiave (Armatura di chiave)
I diesis o i bemolli che si trovano fra la chiave
e l’indicazione del tempo all’inizio del brano
musicale. Le alterazioni in chiave determinano
la tonalità del brano.
#3
ß& 4
Alterazione in chiave
Í
Alterazione in chiave
➞
A tempo
Per ritornare al tempo originale (del brano)
o riprendere la velocità. Questa indicazione
generalmente segue la parola rit. (ritardando o
gradualmente più lento) o accel. (accelerando,
o gradualmente più veloce). Vedere l’ultima linea
di “Quando la tempesta s’avvicinerà” (Inni, No.
150). A tempo può anche seguire una parte di
musica che ha un’indicazione di tempo più lenta
o più veloce rispetto a quella indicata all’inizio
del brano. A volte essa è anche indicata come
tempo 1.
Accordare
Operazione che realizza la giusta intonazione
delle corde o degli altri corpi negli strumenti
musicali, regolandoli in base al “la” del
diapason o corista.
Adagio
Vedi Indicazioni dell’andamento e del tempo.
Alla breve
Per eseguire il tempo di $ più vivacemente
e velocemente, considera la minima ( h ) invece
della semiminima ( q ) come movimento
fondamentale. Conosciuto anche come tempo
tagliato o a cappella indicato dal segno C.
C
Allargando
Per rallentare la velocità “allargando” il
movimento.
Allegretto
Vedi Indicazioni dell’andamento e del tempo.
# 43
➞
A cappella
Esecuzione di brani corali senza
accompagnamento musicale.
?
Alterazioni
Segna queste alterazioni musicali delle note
come di seguito:
b
#
n
bemolle: abbassa una nota di mezzo
tono. (Semitono)
diesis: alza una nota di mezzo tono.
bequadro (o naturale): annulla il diesis
o il bemolle.
L’effetto delle alterazioni transitorie (che
vengono segnate prima della nota e non in
chiave) rimane valido attraverso tutto l’arco
della misura nella quale esse avvengono anche
se sono scritte una volta sola. La stanghetta
cancella le alterazioni della misura precedente.
85
Altezza
La frequenza al secondo delle vibrazioni
di un suono in rapporto all’acuto o al grave.
Una nota acuta possiede molte più vibrazioni
al secondo di una grave. Quando intoni la
tua voce a un suono del pianoforte, stai
intonando la frequenza del suono, in questo
modo noi diciamo che sei “intonato” (o in
tono). Se la tua voce è sopra o sotto il tono,
sei “stonato” (o fuori tono). Tono, e nota sono
a volte usati intercambiabilmente parlando di
suono musicale.
Andante
Vedi Indicazioni dell’andamento e del tempo.
Aria musicale
Una composizione musicale scritta per i cori.
Armonia
1. La combinazione di due o più note
musicali cantante o suonate in un accordo.
2. Un’indicazione per cambiare dal canto
all’unisono al canto polifonico, come nel
sistema quattro di “Io so che vive il Redentor”
(Inni, No. 82).
Arpeggio
Le note musicali di un accordo suonate una
alla volta, normalmente cominciando dalla nota
più bassa e continuando verso la nota più alta
dell’accordo. Chiamato anche accordo spezzato.
Basso
La linea vocale più bassa nella chiave di
basso. Vedi anche Estensioni vocali.
Bemolle
Vedi Alterazioni.
86
Cantare a più voci o parti
Eseguire un inno o una canzone con ogni
gruppo vocale (normalmente soprano,
contralto, tenore, e basso) che canta la sua
propria parte o linea musicale. Questo a volte
è riferito al canto a quattro voci e produce una
melodia piena di armonia risonante. È comune
anche il canto a due voci e a tre voci. Vedi
anche Parte e Estensioni vocali.
Cantata
Un lavoro per coro e solisti che consiste in
una serie di brani corti. È simile a un oratorio
ma è più corto ed è scritto per un numero
minore di esecutori e concerti. La cantata è
normalmente accompagnata da un organo o
un pianoforte, e l’oratorio da una orchestra.
Vedere anche Oratorio.
Circolo delle quinte
Un diagramma che mostra i rapporti fra
le tonalità maggiori e le relative alterazioni in
chiave. La tonalità di Do maggiore, la quale
non ha nessun diesis o bemolle, si trova sulla
cima del cerchio. Procedendo in senso
orario, avanzando di un intervallo di quinta e
aggiungendo un diesis per volta, troviamo le
tonalità di Sol, Re, La, Mi, Si, Fa diesis, e Do
diesis maggiore.
La tonalità di Do diesis maggiore ha un
massimo di sette diesis. Cominciando dalla
parte in basso del cerchio con la tonalità di
Do bemolle maggiore, che ha un massimo di
sette bemolli, il cerchio va avanti procedendo
in senso orario a intervalli di quinta, eliminando
un diesis per volta finchè viene raggiunta di
nuovo la tonalità di Do maggiore nella parte
alta del cerchio.
Do
( b ) Fa
Sol ( # )
( b b ) Si b
Re( # # )
( b b b )Mib
b
( b b b b )La
La( # # # )
b
( b b b b b ) ( b b b b) ( b b b b b b )
b b
Re
#
#
( # # # # # # ) Do
b
b
Do
b
Sol
Fa
#
Si ( # #
Mi ( # #
##
##
)
#)
#
(# # # # #)
In fondo al cerchio delle quinte troviamo un’area
dove i diesis e i bemolli si sovrappongono,
mostrando che è possibile scrivere alcune scale
in due modi. In altre parole, le scale di Fa diesis
maggiore e Sol bemolle maggiore hanno le
stesse note alterate quando vengono suonate
sulla tastiera (vedi anche Toni Enarmonici).
Chiave di violino
Sul pentagramma viene messo il simbolo
chiave di violino.
La chiave di violino viene usata per le note
acute che vengono di solito suonate dalla
mano destra sulla tastiera. Vedi anche Chiave.
&
Chiave di tenore
Usata in arrangiamenti di inni per voci
maschili. In questo caso le note in chiave di
tenore sono suonate o cantate come se fossero
note della chiave di violino, ma vengono
suonate o cantate un’ottava più bassa.
B
Chiave musicale
Un simbolo all’inizio del pentagramma che
indica le altezze dei suoni (secondo rigo).
&
La chiave di Sol o di violino, si
arriccia intorno al Sol sopra il
Do centrale.
?
La chiave di Fa oppure chiave
di basso si trova centrata sul Fa
sotto il Do centrale (quarto rigo).
B
Vedi Chiave di tenore.
Contralto
La linea vocale più bassa nella chiave di
violino. Vedi anche Estensioni vocali.
Corale
Canto liturgico della Chiesa Luterana,
introdotto in Germania all’inizio del XVI
sec. da M. Lutero, e che rappresentò
un’importante ruolo storico nello sviluppo
della forma del nostro inno moderno.
“Qual forte rocca è il Signor” (Inni, No. 38)
è un esempio di corale.
Coro
Un gruppo di cantanti che usa diversi
esecutori per ogni parte vocale e generalmente
esegue musica per servizi riligiosi e riunioni
della Chiesa (vedi anche Estensioni vocali).
Comunemente ci sono cori di uomini, cori di
donne e cori misti per uomini e donne. Sono
comuni anche cori di giovani e bambini.
Corona
Una fermata. La nota o la pausa che si
trova sotto il segno della corona ( U ) deve
essere tenuta un po più a lungo della sua
normale durata. L’esecutore o il direttore
decidono quanto.
Crescendo, cres.
Cantare o suonare gradualmente più forte.
Diapason o corista
Strumento acustico o elettronico che
produce la vibrazione corrispondente al “la” e
sulla quale si accordano gli strumenti musicali.
Diesis
Vedi Alterazioni.
Diminuendo, dim.
La stessa cosa di decrescendo.
Dinamiche
I segni di dinamica indicano la sonorità di
come deve essere suonato o cantato un brano
musicale. I seguenti segni di dinamica sono i
più comuni:
pp
(pianissimo)
p
(piano)
mp (mezzo piano)
Da capo, D.C.
Per ripetere il pezzo musicale dall’inizio.
D.C. al fine sigifica ripetere il pezzo dall’inizio
fino al punto segnato con la scritta fine.
Dal segno, D.S.
Per ripetere il pezzo musicale dal punto
indicato con il segno %. D.S. al fine significa
ripetere dal segno % fino al punto segnato con
la scritta fine.
Decrescendo
Cantare o suonare gradualmente più piano.
mf
(mezzo forte)
f
(forte)
ff
(fortissimo)
Direttore
Qualcuno che dirige un coro, congregazione,
o un gruppo di strumentisti. Il direttore
attraverso i movimenti del braccio e della mano,
mostra i movimenti, scandisce il tempo, indica
le dinamiche e interpreta l’andamento
espressivo e il fraseggio.
Dolce
Cantare o suonare dolcemente e
delicatamente.
87
(le voci acute delle donne), contralto (le voci
gravi delle donne), tenore (le voci acute degli
uomini) e basso (le voci gravi degli uomini).
#3
& 4 ˙˙
➞
Doppia stanghetta
Due stanghette appena distanziate l’una
dall’altra che indicano la fine di una sezione
musicale. Quando la stanghetta destra è più
spessa e marcata di quella sinistra, essa indica
la fine del brano musicale.
➞
➞
#3 ˙
? 4 ˙
Duetto
Un lavoro musicale per due esecutori, con
o senza accompagnamento.
Ensemble
Dal piccolo al medio gruppo di esecutori,
normalmente con non più di uno o due
musicisti per parte. Possono anche eseguire
con o senza direttore.
Espressione
Le variazioni di tempo, dinamica, e
fraseggio usate per aggiungere significato
emotivo o spirituale alla musica. Una
esecuzione senza espressione è blanda e può
lasciare gli ascoltatori annoiati e non coinvolti.
Un buon musicista va al di là del cantare o
suonare semplicemente le note per trasmettere
all’ascoltatore significati più profondi e
espressioni di emozione e spiritualità.
Estensioni vocali
Le quattro estensioni vocali principali
nell’inno e nel canto corale sono: soprano
88
➞
Doppio pentagramma
La chiave di violino e la chiave di basso
collegate da una parentesi graffa. Vedi anche
Sistema.
soprano
˙
˙
œœ
œœ
contralto
tenore
˙
œœ
œ
œ
œ
œ
Soprano: Do–Fa
&
œ
œ
œ
Contralto: Sol–Re
? bœ
Tenore: Si b–Fa
? œ
Basso: Sol–Re
w
h
q
e
x
Semibreve o intero
Minima
Semiminima
Croma
Semicroma
Finali
Alcuni inni hanno finali diversi per ogni verso.
basso
I pentagrammi che seguono illustrano le
estensioni delle note che ogni voce dovrebbe
essere in grado di cantare senza troppo sforzo.
&
Figure musicali
Simboli di notazione sul rigo musicale che
rappresentano suoni musicali e loro durata.
œ
Frase
Una serie di note o misure che rappresentano
un pensiero musicale. Alla fine della frase, c’è a
volte un riposo, una pausa nella musica e una
virgola nel testo.
Gli inni sono composti da due o più frasi
“Un verde colle v’è lontano” (Inni, No. 115)
è composto di due frasi di quattro misure
ognuna. “Il dì declina” (Inni, No. 101) ha
quattro frasi di quattro misure ognuna.
Fraseggio
Articolazione di un brano musicale in
piccole unità (frasi) per renderlo più gradevole.
Normalmente una frase ha una crescita gentile
e naturale e calo di volume o di intensità.
Spesso l’ultima nota di una frase è addolcita,
attenuata e leggermente accorciata per
permettere un respiro prima che la frase
successiva cominci.
Gambo
Parte della figura musicale formata da una
linea verticale attaccata alla figura. Una figura
singola nella parte più alta del pentagramma
avrà il gambo che va verso il basso e una
singola figura nella parte bassa del
pentagramma avrà il gambo che va verso l’alto.
Quando una figura possiede due gambi, uno
che punta verso l’alto e l’altro che punta verso
il basso deve essere cantata da tutte e due le
voci. Due o più note possono condividere un
gambo quando i loro valori sono uguali.
#3
& 4
#3
? 4
£
œ
œ
œ
œœ œ œ
£ J
Pa - dre mi
j
£
œ œ œ
J
Ibrido
Un registro d’organo che ha caratteristiche
di più di una famiglia di suoni d’organo.
Ictus
Il punto in uno schema di direzione dove
avviene il movimento. Nello schema di direzione
disegnato sull’innario, esso è mostrato da un
piccolissimo cerchio in fondo a ogni curva.
Un piccolo rimbalzo con il braccio e la mano
nell’ictus, rende il movimento chiaro e facile
da seguire. (Vedi Inni, pp. 262-263).
œ
œ
2
-
4
3
Indicazione Numero di movimenti per battuta
del
Movimento fondamentale
tempo
2
2
2
4
3
4
44
68
98
128
o,
œ
Glissando
Nel suonare la tastiera, scivolando da una
nota all’altra con il pollice o l’indice e il medio.
Grand’organo
Nell’organo, una delle due o tre tastiere.
Nell’organo a due tastiere, il grand’organo è
la tastiera in basso; nell’organo a tre tastiere,
è quella centrale. Vedi anche Manuali.
1
1
2
2
1
2 movimenti per battuta
minima o un mezzo (h)
2 movimenti per battuta
semiminima o un quarto (q)
3 movimenti per battuta
semiminima (q)
4 movimenti per battuta
semiminima (q)
6 movimenti per battuta
croma o un ottavo (e )
9 movimenti per battuta
croma (e )
12 movimenti per battuta
croma (e )
3
Indicazione del tempo
Simbolo formato da due numeri, uno sopra
l’altro, che si trova all’inizio di un brano musicale
e indica la misura ritmica di un brano. Il numero
inferiore mostra quale figura è il movimento
fondamentale (la figura che ottiene un
movimento); il numero superiore indica quanti
di questi movimenti fondamentali avvengono
all’interno di una misura.
Indicazioni dell’andamento e del tempo
Parole che indicano la velocità di un brano
musicale. Queste parole sono spesso in
italiano e vengono usate nella maggior parte
della musica. Seguono le comuni indicazioni
di tempo, dalla più lenta alla più veloce.
Largo
Allegretto
Lento
Allegro
Adagio
Vivace
Andante
Presto
Moderato
Prestissimo
Inno
Testo originariamente scritto in lode a Dio.
Questo termine include una vasta varietà di
canti sacri.
89
w
& ww w w ww ww ww ww ww w
Unisono
3ª
5ª
7ª
2ª
4ª
6ª Ottava
Quando due note sono scritte una sopra
l’altra affinché tutte e due vengano suonate
contemporaneamente, si ha un intervallo
armonico (vedi l’esempio in alto). Quando
una nota è seguita dall’altra, come sotto,
esso è chiamato intervallo melodico.
w
& w w w w w
3ª
5ª
Ottava
Introduzione
Frasi corte o frasi suonate prima che
l’inno cominci come preparazione per la
congregazione o per il coro. L’introduzione dà
la tonalità o l’altezza, il tempo, e l’andamento
espressivo dell’inno. Essa ricorda ai cantanti
la musica dell’inno. (Vedi “Come usare
l’innario”, Inni, pp. 257-258).
Legato
Suonare o cantare scorrevolmente,
collegando le note con uno stile fluente
senza interruzioni o spazi.
90
Legatura di portamento
Una linea curva sopra o sotto due o più note.
Collega le note della legatura, suonandole in
modo legato. La legatura può anche indicare
che una sillaba è cantata su due o più note.
œ œ œ
Legatura di valore
Breve linea curva che collega due note
della stessa altezza. La prima nota è suonata
o cantata e viene tenuta per la durata di tutte
e due le note congiunte. œ œ è tenuta per due
movimenti; œ ˙ è tenuta per tre.
œ ˙
Loco
Vedi Ottava.
Maggiore e minore
Due tipi di tonalità, scale, o accordi.
Le tonalità maggiori sono basate sulle scale
maggiori e normalmente hanno un suono
allegro e felice. Le tonalità minori sono basate
su scale minori e generalmente hanno un
suono più cupo e triste delle scale maggiori.
Vedi anche Scala.
Manuali
Nell’organo, le tastiere suonate dalle mani.
Ogni tastiera controlla un certo gruppo di
canne. Vedi anche Grand’organo.
Marcato
Una linea corta posta sopra o sotto una
nota che indica che essa deve essere suonata
con enfasi (ma con meno enfasi di quello che
il segno d’accento indicherebbe).
œ
Intervallo
La distanza in altezza o spazio fra due toni
o note. L’intervallo fra due note della stessa
altezza è detto unisono o intervallo di prima.
Lo spazio fra una nota e la sua nota vicina è
l’intervallo di seconda. Quello fra tre note è
chiamato di terza, e così via come è mostrato
nel pentagramma sottostante.
œ
Melodia
La successione di note che da al brano
musicale la propria melodia. La linea melodica
è la linea più prominente della musica. È la linea
che canticchi o che ricordi più vividamente.
Un’inno ottiene la propria identità dalla sua
melodia. Anche se gli accordi e il movimento
armonico di un’inno possono essere simili agli
altri inni, la sua melodia sarà unica. La melodia
di un’inno si trova normalmente nella linea del
soprano. Le altre voci (CTB) accompagnano e
sono in armonia con la melodia.
Metro
1. Il modo in cui i movimenti sono suddivisi
entro le misure. Il metro di un pezzo musicale
è indicato nell’indicazione di tempo.
2. Il testo di un’inno ha anch’esso un
metro, il quale si riferisce al numero delle
sillabe in ogni frase.
Metronomo
Un congegno che mantiene un movimento
costante del tempo dai 40 ai 208 battiti al
minuto. L’indicazione metronomica è situata
all’inizio di ogni inno nell’innario. La figura
musicale indica il movimento fondamentale,
e i numeri indicano quanti di questi movimenti
devono avvenire in un minuto.
Se non hai un metronomo, usa un
orologio che indichi i secondi. Un tempo di
60 significherebbe un movimento al secondo.
Un tempo di 120 significherebbe due
movimenti al secondo. Vedi anche Tempo.
➞
➞
➞
➞
➞
➞
Mezzo tono
Il più piccolo intervallo musicale, che si forma
suonando due note adiacenti sulla tatiera.
Minore
Vedi Maggiore e minore.
Misura o battuta
Piccola divisione in un pezzo musicale.
Le misure vengono indicate da stanghette e
contengono il numero dei movimenti mostrati
nella parte superiore dell’indicazione di tempo.
Per esempio, ogni misura nel tempo di $ ha
quattro movimenti.
Misura
➞
➞
4
œ
&4 ˙ œ œ œ œ œ ˙ ˙
Modulazione
Una serie di note o accordi che producono
una scorrevole transizione armonica da una
tonalità all’altra.
Movimento
Segna il passare del tempo musicale.
Un movimento regolare e costante, come il
ticchettio di un orologio, è la base di tutto il
ritmo della musica. Vedi anche Movimento
fondamentale.
Movimento fondamentale (Unità di
movimento)
La misurazione costante del tempo stabilita
da movimenti regolari, i movimenti del braccio
di un direttore, il battere del piede oppure il
contare ad alta voce o senza essere uditi. Il
numero inferiore dell’indicazione di tempo
mostra quale tipo di figura rappresenta il
movimento fondamentale. Se il numero
inferiore è 4, la semiminima rappresenterà il
movimento fondamentale. Se il numero è 8, il
movimento principale sarà la croma (ottavo).
Vedi anche Indicazione del tempo.
Movimento in battere
Il primo movimento di una misura. È sentito
più forte degli altri movimenti, ed è indicato dal
direttore con un chiaro movimento in battere
del braccio.
Movimento in levare
L’ultimo movimento della misura, indicato
nel dirigere con un movimento del braccio verso
l’alto. Inoltre: una o più note alla fine di una
misura che fungono da inizio di un inno o di una
strofa. (Per ulteriori informazioni vedi pag. 28).
Movimento preparatorio
Il movimento che il direttore effettua appena
prima del primo movimento di una canzone o
inno. Esso indica che l’inno sta cominciando,
definisce il tempo e l’andamento espressivo
dell’inno, e permette di prendere fiato
velocemente prima di iniziare a cantare.
Notine comuni
Note ripetute in una parte vocale diversa.
Per esempio, se i tenori cantano il Do centrale
in un accordo e nell’accordo successivo i
contralti cantano la stessa nota, essa sarà
una nota comune.
& ˙˙
˙
? ˙
˙
˙
˙
Notine (note suggerite)
Piccole note negli inni che sono facoltative.
Per imparare ad usare queste note vedi “Note
d’attacco”, Inni, pag. 264.
Oratorio
Un lungo lavoro musicale, che consiste
nel realizzare una composizione musicale per
insiemi vocali, solisti e orchestra. Il Messiah
di Handel è un oratorio molto conosciuto.
Movimento parallelo
Due linee vocali le cui altezze si muovono
nella stessa direzione. Nel movimento contrario
esse si muovono in direzioni opposte.
91
Ottava
Suonare la nota un’ottava più alta o più
bassa di quello che è scritto. Il simbolo 8va
sopra una nota significa suonare la nota di
un’ottava più alta. Lo stesso simbolo sotto
una nota significa suonarla un’ottava più
bassa. Quando più di una nota è coinvolta,
il simbolo di ottava è seguito da una linea di
puntini sopra o sotto la nota interessata. Alla
fine di un passaggio di ottava a volte compare
la parola loco, che vuol dire tornare a suonare
le note come sono scritte.
8va
& œ œœœ
?œ œœœ
8va
Ottava
Intervallo composto dalla combinazione di
un suono con quello successivo più alto o più
basso dello stesso nome. Vedi anche Intervallo.
Parentesi graffa
La parentesi è usata per unire i due
pentagrammi musicali in un doppio
pentagramma. La graffa indica che
queste due chiavi devono essere suonate
contemporaneamente.
ß&
Í
Pausa
Un simbolo che indica una determinata
lunghezza di silenzio. Le pause vengono tenute
lo stesso numero di movimenti come le loro
rispettive note dello stesso nome.
Ó
Œ
‰
≈
pausa di un intero o di semibreve
pausa di una minima o di un mezzo
pausa di un quarto o di semiminima
pausa di un ottavo o di croma
pausa di un sedicesimo o di semicroma
Pedale della sordina
Smorza il suono.
Pedali
Nel pianoforte, premendo il pedale destro
si sostengono i suoni, e premendo il pedale
sinistro si fa in modo che il piano suoni più
dolcemente e delicatamente.
92
Pentagramma
Cinque linee e quattro spazi che formano
un grafico per la notazione musicale.
?
Parte
Musica per una qualsiasi voce. Alcune
volte linea viene usato per significare una
linea melodica che una determinata voce
canta. Quindi la linea melodica di tenore
e la parte di tenore significano la stessa cosa.
Vedi anche Cantare a più voci.
∑
Pedaliera
Nell’organo, la tastiera suonata con i piedi.
Pentagramma del basso
Il pentagramma del basso è indicato con il
segno della chiave di basso.
?
Il pentagramma del basso è riservato per
le note musicali gravi ed è generalmente
suonato dalla mano sinistra sulla tastiera.
Vedi anche Chiavi.
Piede
Un termine organistico che designa la
misura della lunghezza delle canne o un registro
d’organo. È indicato da un numero, seguito da
un apostrofo: Per esempio, 8' è lo stesso livello
di altezza come nel pianoforte, 16' è un’ottava
più bassa, e 4' è un’ottava più alta.
Pistoni
Bottoni rotondi, normalmente collocati
immediatamente sotto i manuali nella tastiera
dell’organo che sono usati per effettuare
cambiamenti veloci di registro. I pistoni
possono essere predisposti con qualsiasi
combinazione di registri.
Principale
Il registro d’organo che si adatta meglio ad
accompagnare il canto della congregazione.
È il suono più pieno dell’organo e serve come
base per la registrazione dell’organo.
Punto di valore
Quando una figura ha un punto accanto
ad essa, il punto ne aumenta la durata di una
metà del valore. In questo modo, nel tempo
di $ una semiminima con il punto ( q. ) ottiene
il valore di un movimento e mezzo invece di
un movimento; una minima con il punto ( h. )
ottiene il valore di 3 movimenti invece di due.
˙.
Quando una figura ha un punto sotto di essa
o sopra di essa, la nota è suonata staccata. Vedi
anche Staccato.
.
œ
Preludio
Musica suonata prima dell’inizio di una
riunione. Essa deve aiutare a creare dei
sentimenti di adorazione e incoraggiare la
riverenza e meditazione come preparazione
per il servizio o la riunione. Molti brani chiamati
“preludi” possono non essere appropriati per
l’adorazione. Usare gli inni per la musica di
preludio è appropriato ed è incoraggiato, ma
se scegli un’altro pezzo di musica, usa buon
giudizio nella selezione.
.
œ
.
Pot-pourri
Un lavoro musicale fatto collegando un
gruppo di melodie o inni e suonandoli senza
intervallo, come se fosse un unico brano.
œ
Postludio
Musica suonata alla fine di un servizio
religioso o di una riunione. La musica deve
essere conforme e continuare a mantenere
lo Sprito della riunione.
Quartetto
Musica a quattro voci (tutti uomini, tutte
donne, o misti).
Rallentando, rall.
Uguale al ritardando.
Registrazione
Il combinare i registri d’organo per produrre il
suono desiderato, o mischiare differenti registri
per creare un suono particolare nell’organo.
Registri
Placchette d’organo o manopole tiranti.
Vedi Registro.
Registri ad ancia
Registri d’organo che imitano gli strumenti a
fiato e gli strumenti a ottone di una orchestra.
Registri di mutazione
Sull’organo, qualsiasi registro (eccetto il
ripieno) le cui canne producono suoni diversi
dagli intervalli di ottave misurati dai registri
principali (registri 8'). Tutti i registri di terze
e di quinte e loro ottave sono mutazioni;
le manopole tiranti di questi registri sono
contrassegnate con frazioni come 2 2/3',
1 3/4', o 1 1/3'.
Registri di organo
Leve collocate sia in cima che ai lati della
tastiera dell’organo, sono anche chiamate
placchette o manopole tiranti. I nomi delle
qualità timbriche sono stampati sulle placchette.
Azionando i registri, l’aria viene inviata a un certo
numero di canne.
Registro
Un gruppo completo di canne d’organo
che producono un tipo di suono particolare.
(Gli organi elettronici non hanno canne, ma
ricalcano invece i suoni dell’organo a canne).
Registro principale
Qualsiasi registro di 8' dell’organo.
I registri principali devono essere usati quando
accompagni il canto della congregazione
perchè il livello d’altezza rassomiglia molto
di più a quello del pianoforte.
Ripieno
Registro d’organo che produce una
combinazione di due, tre o quattro suoni.
I registri o manopole tiranti sono contrassegnati
con numeri Romani II, III e IV in aggiunta ai lori
nomi regolari.
Ritardando, rit.
Un rallentando graduale del tempo. Esso
può essere usato appropriatamente alla fine
dell’introduzione di un’inno o alla chiusura
dell’inno.
93
Ritmo
L’organizzazione dei suoni. Il valore reale
delle note raggruppate in combinazioni diverse,
produce una varietà infinita di movimenti
ritmici nella musica. Quando batti con le mani
il valore reale delle note di un’inno, stai
battendo il ritmo dell’inno.
Ritornello
Un segno che indica una ripetizione della
musica fra le doppie stanghette, usando il primo
e il secondo dei finali se essi esistono. (Se c’è
soltanto un segno di ritornello, la musica si
ripete dall’inizio del brano musicale.) Se non
esistono finali separati, ripeti la sezione musicale
una volta per ogni verso del testo all’interno
di quella sezione. Se nessun testo è presente,
ripeti solo una volta a meno che sia annotato
diversamente nella musica. Vedi anche Finali.
{
fondamentali di quella tonalità. La scala per la
tonalità di Do maggiore è composta dalle note
Do, Re, Mi, Fa, Sol, La Si e Do suonate in
quest’ordine o all’inverso. È scritto così sul
rigo musicale:
œœ
& œ œœœœœ
Il nome della scala è basato sul nome
della prima e dell’ultima nota. Puoi suonare,
una scala maggiore in qualsiasi tonalità
cominciando da una nota e poi suonando
due toni, un semitono, tre toni, e un
semitono. Quando segui questo schema,
automaticamente suonerai tutti i diesis o
bemolli che appartengono alla scala della
tonalità interessata.
{
Rubato
Uno stile musicale libero con variabilità
ritmica.
Salmo
Un canto sacro di lode. I salmi dal libro dei
salmi originariamente venivano cantati negli
antichi servizi di adorazione invec che letti.
Essi hanno esercitato un ruolo importante
nello sviluppo storico della musica sacra.
Scala
Una serie di suoni musicali. Ci sono tre
tipi principali di scale: maggiore, minore e
cromatica. Ogni tonalità maggiore e minore
ha una scala che include tutte e sette le note
94
Simboli degli accordi
Vedi la sezione cinque nel manuale del
Corso di Tastiera.
Sistema del rigo musicale
Un gruppo di righi musicali che formano
una linea musicale attraverso la pagina. “Gesù
nacque in umiltà (Inni, No. 117) ha tre righi o
linee musicali. “Signore resta qui con me”
(Inni, No. 100) ne ha cinque.
Solo
Un lavoro musicale per un esecutore o per
un solo esecutore con accompagnamento.
Soprano
La linea vocale più alta nella chiave di
violino. Vedi anche Estensioni vocali.
Staccato
Un punto sopra o sotto una nota che indica
che essa deve essere suonata corta e staccata.
Rilascia il suono velocemente invece di dare
alla nota il suo valore completo. L’ultima parte
del movimento diventa una pausa, così il
tempo non è accelerato.
œ.
œ.
Tono Tono mezzo Tono Tono Tono mezzo
tono
tono
Le scale minori più comuni sono formate da:
un tono, un mezzo tono, due toni, un mezzo
tono, un tono e mezzo, e un mezzo tono.
Lo schema della scala cromatica è di dodici
mezzi toni. Essa include tutte e dodici le note
della tastiera e può iniziare da qualsiasi nota.
Vedi anche Mezzo tono e Tono intero.
Stanghette
Linee verticali che dividono le misure o
battute.
stanghetta
misura
stanghetta
misura
misura
Strofa
Un gruppo di linee che formano una sezione
del testo o della poesia; “Gesù nacque in umiltà”
(Inni, No. 117) ha quattro strofe.
Strofico
La disposizione musicale di un testo nel quale
tutte le sue strofe o versi vengono disposti nella
stessa musica. Gli inni sono strofici.
Tagli addizionali
Linee corte che rappresentano linee e spazi
sopra o sotto i limiti del pentagramma o rigo
musicale.
œ œ œ
DO
LA SI
ß& œ œ
œ
DO SI
LA DO RE MI
œ œ œ
Í
?
œ œ œ
MI RE
DO
I tagli addizionali vengono usati per estendere
la chiave di violino sotto il Do centrale e la
chiave di basso sopra il Do centrale. Per dare il
nome alla nota, conta sopra o sotto la linea del
Do centrale, contando ogni linea e spazio. Vedi
gli esempi sopra.
I tagli addizionali vengono anche usati per
estendere in alto la chiave di violino e in basso
la chiave di basso.
Tastiera del crescendo
Nell’organo, una delle due o tre tastiere.
La Tastiera del crescendo sarà quasi sempre
la tastiera più in alto. Vedi anche
Grand’organo e Manuali.
Tempo
L’indice di velocità di un brano musicale.
Tempo si riferisce alla velocità del movimento
fondamentale, non alla velocità di singole note.
Terzina
Gruppo di tre note eseguite nel tempo di
uno, due, o quattro movimenti. La terzina
mostrata qui equivale al valore di una
semiminima, cioè un quarto. Per contare
questo esempio pronuncia: “uno, due, ti - ti ti, quattro”.
£
4
& 4 œ œ œœœ œ
Il tempo è indicato all’inizio di un brano
musicale in due modi: con le parole (vedi
Indicazione di tempo) e fissando il numero
dei battiti per minuto con l’indicazione di
metronomo come q=66–84 (vedi Metronomo).
Tonalità
Il centro tonale di un brano musicale. Ogni
nome della tonalità ha lo stesso nome della
scala su cui è basata.
Le indicazioni metronomiche nell’innario
vengono fornite come giuste disposizioni di
tempo suggerite per gli inni. I direttori di musica
possono scegliere una velocità appropriata
basata su questi suggerimenti. Le parole che
accompagnano le indicazioni metronomiche
aiutano a interpretare le caratteristiche
espressive degli inni.
Ogni pezzo di musica tradizionale ha
una tonalità che è la base di tutta la sua
progressione armonica. Per esempio, un’inno
composto nella tonalità di Do maggiore
normalmente comincerà e finirà con l’accordo
di Do maggiore. Sebbene l’armonia possa
allontanarsi dal Do durante l’inno, essa
ritornerà sempre all’accordo di Do.
Tempo tagliato
Vedi Alla breve.
La tonalità di un’inno può essere determinata
in due modi. Il primo è quello di esaminare le
alterazioni in chiave. Imparando quanti diesis
o bemolli possiede ogni tonalità ti aiuterà a
scoprire la tonalità dell’inno. Vedi anche
Alterazioni in chiave e Circolo delle quinte.
Tempo 1° (primo)
Vedi A tempo.
Tenere
La stessa cosa come Corona.
Tenore
La linea vocale più acuta nella chiave di
basso. Vedi anche Estensioni vocali.
Il secondo modo di determinare la tonalità
dell’inno è quello di guardare l’ultima nota
dell’inno nella voce di basso. Se la nota finale
è un Do, allora l’inno è probabilmente scritto
nella tonalità di Do.
95
#
➞
➞
Toni enermonici
Suoni uguali ma che in rapporto alla
tonalità, hanno nomi diversi. Re diesis
maggiore e Mi bemolle maggiore sono esempi
di toni enarmonici. Nella tonalità con i diesis il
tono sarà chiamato Re diesis maggiore ma
nella tonalità con i bemolli sarà chiamato
Mi bemolle maggiore.
Re Mi
b
Tono
Suono.
Tono
Intervallo di 2° maggiore (tono intero)
Trasporto
Cambiare il brano musicale in una tonalità
che non è quella con la quale è stato scritto,
spostando tutte le note in alto o in basso dello
stesso numero di mezzi toni. Alcuni musicisti
riescono a trasporre a prima vista, mentre altri
preferiscono fare una trasposizione scritta.
Uno degli scopi della trasposizione musicale di
un pezzo può essere quello di collocarlo in una
tonalità più alta o più bassa per adattarlo
meglio alle esigenze vocali degli esecutori.
Tremolo
Registro di organo che fa vibrare il suono.
Questo registro è generalmente usato negli
assolo o nella musica di preludio. Vedi anche
Vibrato.
Triade
Accordo di tre note che comprende
un’intervallo di terza e un’intervallo di quinta.
Le tre note della triade sono chiamate
fondamentale, terza e quinta.
3ª
www
5ª
Le tre note della triade possono essere usate
in qualsiasi ordine; qualsiasi combinazione del
Do, Mi e Sol sarà sempre un accordo di Do.
96
Trio
Brano scritto per tre esecutori.
Unisono
Si dice cantare all’unisono quando tutti
quanti cantano la linea della melodia o motivo.
Il canto all’unisono può essere fatto sulla
stessa altezza di suono, come quando le donne
cantano insieme, o su due diverse ottave, come
quando cantano insieme uomini e donne.
Il canto all’unisono è di solito accompagnato
dalle altre parti, o da altro accompagnamento,
suonato sulla tastiera.
Valore
Numero dei movimenti che una nota riceve
in una misura.
Verso
Vedi Strofa.
Vibrato
Vedi Tremolo.
Vivace
Vedi Indicazioni dell’andamento e del tempo.
Vivo
Con vivacità, vivace.
C
O
R
S
O
B
A
S
E
D
I
M
U
S
I
CERTIFICATO DI DIPLOMA
Si attesta che
ha completato il Corso per direttori di coro
Data
Insegnante
C
A
Nota per gli insegnanti del Corso base di musica:
Quando lo studente completa con successo il corso per i direttori di
coro ricopiare il certificato contenuto nell’altra facciata del presente
foglio, compilarlo e consegnarlo all’interessato come riconoscimento
del conseguimento del diploma.
INDICE
A
A cappella, 85
A tempo, 45, 85
Accelerando, 85
Accento, 85
Accompagnamento,
85
Accoppiatori, 85
Accordo, 85
Adagio, 85
Adorazione mediante
la musica, 64
Alla breve, 85
Allargando, 85
Allegretto, 85
Allegro, 85
Alterazioni, 85
Alterazioni in chiave,
16, 85
Altezza, 65, 86
Andante, 85
Armonia, 86
Arpeggio, 85
Assistenti di musica,
71
Asticelle, 32, 50
Attacchi in levare, 28,
29, 30, 38, 39, 48
B
Bacchetta, uso della,
84
Basso, 17, 86
Bemolle, 86
C
Cantata, 86
Canto a più voci o
parti, 86
Canto a prima vista,
65–66
Canto degli inni,
varietà nel, 16, 28,
64
Carattere, 63, 64, 73
Indicazioni, 16, 64
Certificato di
diploma, 97
Chiave di basso, 16,
86
Pentagramma, 16, 86
Simbolo, 16, 86
Chiave di tenore, 87
Segno, 87
Chiave di violino, 16,
86
Segno, 16, 86
Chiave musicale, 87
Chiusura
Finale, 24, 25, 36,
41, 46, 56
Ripasso, 41
Tra una strofa e
l’altra, 26, 27, 30,
37, 39,41, 47, 48,
57
Circolo delle quinte,
86
Combinazioni
ritmiche, 12
Come assegnare i
compiti per casa, 3,
69
Come organizzare i
programmi del corso
base di musica, 67
Come scegliere la
musica adatta, 76
Abilità dello
accompagnatore,
76
Capacità dei
cantanti, 76
Dimensione del
coro, 76
Musica adatta
all’occasione, 76
Voci miste, 76
Come usare il
braccio e la mano
sinistra, 73–74
Compact disc, 3, 4
Compiti per casa, 69
Consigli agli
studenti, 3
Contatto degli occhi,
63, 73
Contralto, 17, 85
Corale, 87
Coro, 87
Sessione di
riscaldamento, 83
Corone, 31, 40, 49, 87
Corso base di musica
Flessibilità, 68, 70
Materiali, 1, 16, 68,
71
Organizzazione, 67
Crescendo, 87
Crome, 32, 42, 50,
51, 53, 62
Croma col punto,
51, 53
D
Da capo, 87
Dal segno, 87
Decrescendo, 87
Diapason, 87
Diesis, 87
Diminuendo, 87
Dinamiche, 87
Direttore, 87
Dirigere il livello di
altezza del suono, 84
Dolce, 87
Doppia stanghetta,
12, 87
Doppio
pentagramma, 88
Doppio schema a tre
movimenti, 58
Duetto, 88
E
Ensemble, 88
Espressione, 88
Espressione del viso,
63–64, 73
Estensioni vocali, 88
F
Figura di otto
orizzontale, 63
Figure musicali, 10,
88
Asticelle, 32, 50
Croma, 32, 42, 50,
53, 52
Croma puntata,
51—53
Gambo, 32, 89
Minima, 10
Minima puntata, 10,
42—53
Puntate, 42, 51, 52,
53, 93
Semibreve, 10
Semicroma, 50, 53,
62
Semiminima, 10, 42,
53, 61, 62
Semiminima
puntata, 42, 53
Terzine, 62
Finali, 88
Fraseggio, 92
G
Gambo, 32, 89
Glissando, 89
Glossario, 85
Grand’organo, 89
Grave, 88
I
Ibrido, 89
Ictus, 20, 44, 89
Imparare a memoria,
63, 84
Indicazione del
tempo, 7, 9, 10, 89
Indicazione del
tempo di 6/4, 61
Indicazione del
tempo di 6/8, 53
Ingredienti per un
coro di successo,
83
Innario, uso dell’, 3,
16–17
Inno, 89
Insegnamento
Assistenti, 71
Doveri in classe nell’,
68
Metodo dell’, in
cinque punti, 69
Musica dei bambini,
84
Ripasso come parte
dell’, 70
Suggerimenti, 71
Interpretazione, 64,
74
Intervallo, 65–66, 90
Introduzione, 22, 71,
90
Istruzioni per i
direttori di coro,
73–83
Per dirigere la musica
dei bambini, 84
Per gli insegnanti,
67–71
Per la buona riuscita
delle prove, 80
Per le esibizioni, 83
Per organizzare il
corso base di
musica, 67
L
Legato, 90
Legatura di
portamento, 90
Legatura di valore, 90
Lettura della musica,
1, 10, 13, 65–66
Loco, 90
99
M
Maggiore e minore,
90
Manuali, 90
Marcato, 90
Materiale per il
corso, 1, 16, 68, 71
Melodia, 90
Metodo di
insegnamento in
cinque punti, 69
Metro, 90
Metronomo, 64,
90–91
Mezzo tono, 91
Minima col punto,
10, 42, 53
Minore, 91
Misura, 5, 12, 91
Modulazione, 91
Movimento, 4, 6, 32,
91
Fondamentale, 4, 7,
8, 53, 91
In battere, 9, 19, 91
In levare, 28, 30
Preparatorio, 22,
26–31, 64, 73, 92
Movimento
fondamentale, 4, 7,
8, 53, 88
Movimento in
battere, 9, 19, 91
Movimento in levare,
91
Movimento parallelo,
91
Movimento
preparatorio, 22,
37, 64, 73, 91
Attacco in levare, 28,
37, 47
100
Movimento in
battere, 26, 27, 37,
47
Musica dei bambini
Come dirigere il
livello di altezza del
suono, 84
Come dirigere la, 84
Come insegnare la
musica ai bambini,
84
N
Nota col punto, 42,
53, 93
Notine, 91
Notine comuni, 91
Numero degli inni,
16
O
Oratorio, 91
Organizzazione della
musica nei pali e
nei rioni, 67
Organizzazione del
corso base di
musica, 87
Flessibilità del
programma, 68, 70
Istruzioni, 76
Ottava, 92
P
Parentesi graffa, 92
Parentesi
introduttive, 16
Parte, 92
Pausa, 92
Pedale della sordina,
87
Pedali, 92
Pedaliera, 92
Pentagramma, 94
Piede, 92
Pistoni, 92
Posizione per
dirigere, 19, 22, 23
Postludio, 93
Pot-pourri, 93
Preludio, 93
Preparazione, 64
Principi del bel
canto, 81–82
Dizione, 82,
posizione del
corpo, 81
Insieme ed
equilibrio, 82
Qualità timbrica, 81
Respirazione, 81
Principi della musica,
68
Prolungamento
ricurvo, 32, 50
Prove, 78–81
Continuità del
programma, 81
Istruzioni, 80–81
Linea di condotta
per la
partecipazione, 81
Musica nuova, 79–80
Ordine del giorno, 79
Perfezionamento, 80
Preparazione, 78
Preparazione
dell’ambiente, 78
Q
Quartetto, 93
R
Rallentando, 93
Registrazione, 93
Registri, 93
Registri ad ansa, 93
Registri di
mutazione, 93
Registri di organo,
93
Registro, 93
Registro principale,
93
Ripasso, 70
Ripieno, 93
Ritardando, 45, 93
Ritmo, 1, 4, 10, 12,
51, 71, 94
Combinazioni
ritmiche, 12
Ritmo puntato, 51,
52
Ritornello, 16, 94
Rubato, 94
S
Salmi, 94
Scala, 94
Schema a due
movimenti, 44–49
Schema a quattro
movimenti, 34–43
Alterato, 59
Schema a sei
movimenti, 54–57
Alterato, 58–60
Schema a tre
movimenti, 20–33
Schema della
lezione, 68, 72
Schemi di
movimento
A due movimenti,
18, 60.
Ampiezza dei, 63
A quattro movimenti,
18, 34, 59
A sei movimenti, 18,
54, 58
A tre movimenti, 18,
20
Gesti dei, 19, 20, 24,
34, 44, 54, 58, 59,
60, 63
Semplicità dei, 63,
64
Scopo del corso per
direttori di coro, 1,
3, 67
Semibreve, 10
Semicrome, 50, 53
Semiminima, 10, 42,
53, 61, 62
Semiminima
puntata, 42, 53
Sessioni di
riscaldamento, 83
Sillabe ritmiche, 10,
11, 32, 42, 50, 53,
62, 71
Simboli degli
accordi, 94
Sistema del rigo
musicale, 94
Solo, 94
Soprano, 17, 94
Staccato, 94
Stanghette, 5, 12, 85
Stile, 63, 64
Strofe, 16, 27, 28, 94
Strofico, 95
Suggerimenti per
l’esibizione, 83
T
Tagli addizionali, 95
Tastiera del
crescendo, 95
Tecniche di direzione
corale (diagramma),
75
Tecniche musicali,
69–70
Tecniche per dirigere
un coro, 73
Come usare il
braccio e la mano
sinistra, 73
Come usare la
bacchetta, 74
Tempo, 8, 64, 95
Indicazione del, 16,
64, 8
Tempo tagliato, 95
Tenere, 95
Tenore, 17, 95
Terzine, 62, 95
Testo degli inni, 16,
28, 64
Tonalità, 95
Toni enermonici, 96
Tono, 96
Trasporto, 96
Tremolo, 96
Triade, 96
Trio, 96
Trucchi mnemonici,
70
U
Unisono, 96
V
Valore, 96
Valore musicale, 10,
42
Varietà nel canto
degli inni, 77
Vibrato, 96
Vivace, 96
Vivo, 96
ITALIAN
4
02336 19160
33619 160
3

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