Sapito settembre-dicembre 2013 e

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Sapito settembre-dicembre 2013 e
28 settembre 2013
- Sapito alle Canarie
… e dopo un periodo di due settimane di inattività, in cui Sapito è rimasto
ormeggiato nel porto della bella Arrecife a Lanzarote, si è tornati a fare
sul serio con una settimana di crociera tra le due isole più settentrionali
dell’arcipelago canario: Lanzarote e Fuerteventura. Ospiti di eccezione
due cari amici di lunga data di Luca: Domenico e Carlo. Sapito si è così
destreggiato in navigazioni non lunghe, ma impegnative, vista la presenza
quasi costante di un fastidioso ed inusuale vento di sud ovest di direzione
perfettamente contraria a quella di navigazione, che rendeva vana
qualsiasi velleità di veleggiare.
Ma parliamo un po’ dei posti visitati: Lanzarote e Fuerteventura si sono
rivelate una piacevole sorpresa, dopo gli scempi urbanistici visti nella
penisola spagnola e alle Baleari.
La gente in primis, caratterizzata da una grande cordialità, semplicità e da
un notevole orgoglio per le proprie radici isolane.
Il clima poi: in un inizio di autunno, da noi in Italia caratterizzato da
crescenti precipitazioni e da abbassamenti repentini delle temperature, qui
si gode di una stagione secca e mite, con gran giovamento per le
articolazioni di chi vi scrive, dopo una primavera/estate tra le più difficili
per i dolori patiti alle stesse.
I paesaggi poi, che definire lunari non rende ancora l’ idea della inaccessibilità ed aridità
che li caratterizza. Risaltano fra questi il grande deserto di lava a sud di Lanzarote,
neanche lontanamente percorribile causa le forme taglienti che lo caratterizzano, e le
grandi distese di sabbia sparse per Fuerteventura, che culminano in candide e deserte
spiagge di ampiezze mai viste.
Sicuramente tra le due isole, Lanzarote ha visto un maggior sviluppo turistico, anche se
ancora sostenibile, viste le circoscritte zone relegate ad accogliere i turisti provenienti
soprattutto dal nord Europa. Certo che in queste zone i cari amici spagnoli sono riusciti a
sbizzarrirsi nelle loro architetture troppo spesso faraonico/kitsch, però si tratta del male
minore.
La cucina è molto semplice e saporita, dominata dall’ usanza tutta spagnola delle Tapas:
un modo economico e veloce di mangiare e socializzare, che consiste nel ridurre le
porzioni a pochi bocconcini, così da poter sia piluccare, che fare un vero pasto, in
compagnia di amici con cui compartire più tipi di pietanze e sapori. Di tipico nelle isole
il buon pesce, ma soprattutto la carne di capra, di una qualità eccelsa, che ricorda un po’
quella delle isole croate più aride.
Molto buoni anche i formaggi di Fuerteventura, sempre di pecora, ed i vini, soprattutto
bianchi, di Lanzarote.
Insomma, sintetizzando, dei gran bei posti dove poter cercare anche delle tipologie di turismo un po’ diverse dal
canonico albergone inserito nel classico “divertificio”, ed il tutto a prezzi abbastanza modici.
A chi volesse fare mare consiglio sicuramente le enormi spiagge di Fuerteventura, frequentate da kite e wind surfer di
tutta Europa.
Per i subacquei posso solo segnalare la presenza di molti diving nei centri turistici più grandi. Certo le immersioni non
saranno caratterizzate da colori e temperature da Mar Rosso, ma vista la poca frequentazione di questi mari, potrebbero
esserci delle sorprese positive.
Diverso il discorso per i velisti: nonostante i porti siano molto economici se confrontati con quelli dei nostri mari, questi
sono pochi e i ridossi quasi inesistenti nel lato est delle isole, l’ unico frequentabile causa le grandi onde oceaniche che
spazzano il lato ovest. Qui le barche che si incontrano sono quasi tutte quelle che poi faranno il grande salto verso i
Caraibi, il Brasile o il Sud Africa. L’ unico motivo buono per noi velisti dovrebbe essere il vento costante da nord, ma
purtroppo per me quando mi serviva non l’ ho trovato.
Per chi volesse solo visitare i posti o solo rilassarsi, o passare qui qualche periodo della nostra stagione fredda,
consiglierei, soprattutto in periodi non di punta, di osare un po’ e comprare solo il biglietto aereo, confidando in una
buona ricettività e buoni prezzi di case ed auto a noleggio.
Ora Sapito passerà alcuni giorni per manutenzioni al porto di Gran Tarajal, poi la partenza per l’isola di Sal a Capo
Verde.
Per ora ciao a tutti, venitemi a trovare, ci potremo divertire da metà ottobre al 20 di novembre a Capo Verde.
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16 ottobre 2013
- Sapito entra nella fascia tropicale
Ci eravamo lasciati al porto di Gran Tarajal a Fuerteventura, dove dopo
alcune sistemazioni alla barca Luca ha accolto a bordo il nuovo
compagno di avventura, l’amico Oscar, medico in pensione. Dopo la
cambusa di rito si parte per il porto di Las Palmas a Gran Canaria, dove
arriviamo dopo 85 miglia di mare piuttosto scorbutico, con qualche
soddisfazione a vela con un vento al lasco sui 20 nodi. Ma quello che
più ci rimarrà impressa di questo luogo è l’accoglienza riservataci
all’arrivo al marina e presso il pontile assegnatoci, dove si stava
festeggiando un grande evento velico dell’isola per la fine della
stagione di regate delle locali vele latine: morale della favola i vincitori
sembravamo Oscar ed io, visto che ci hanno letteralmente ricoperto di
regali, bevande e cibarie per la barca, oltre ad una ottima cena.
Il giorno dopo, martedì 8 ottobre, partenza per Mindelo – Capo Verde
sull’isola di Sao Vicente.
Ma appena fuori dal porto si verifica un inconveniente: non si sa come,
ma issando la randa, ci accorgiamo di un grosso strappo all’attaccatura
della seconda stecca. Si rientra in porto con le pive nel sacco a
mendicare una veloce riparazione che per fortuna la veleria del marina
ci riesce ad effettuare: partenza rimandata a domani 9 ottobre.
Complessivamente abbiamo percorso oltre 1000 miglia molte di cui a vela al lasco, incontrando anche situazioni
faticose, con mare spesso formato ed incrociato, con onde anche oltre i tre metri e vento fino a 45 nodi. Record di
velocità in planata sull’onda 12,6 nodi.
Vari inoltre i problemini ed acciacchi registrati, primo fra tutti il mancato funzionamento della ricarica delle batterie da
parte dei motori. Ciò ci ha preoccupato non poco nei primi giorni di navigazione, inducendoci a ridurre al massimo i
consumi di bordo per non rischiare di arrivare alla fine crociera senza più elettricità con tutti i problemi anche di
orientamento che ciò avrebbe comportato. Per fortuna i pannelli fotovoltaici hanno fatto la loro parte, contribuendo in
modo sostanziale al buon esito della navigazione.
Durata complessiva della traversata poco più di sei giorni e mezzo con arrivo di notte oggi verso le 3 ora locale (-3 ore
dall’Italia).
Ora altra permanenza in porto per le debite riparazioni e regolazioni e poi qualche giretto tra le isole di Capo Verde,
pronti per il primo grande balzo a fine novembre con l’attraversamento dell’Atlantico fino alla Martinica. A presto e
saluti a tutti gli amici del Sapito.
14 dicembre 2013 - Sapito
attraversa l’Atlantico
…e dopo una lunga permanenza nel porto di Mindelo – isola di Sao Vicente,
a Capo Verde, Sapito ed il suo equipaggio hanno iniziato a fare sul serio,
preparandosi alla prima importante traversata, quella atlantica, con oltre
duemilacento miglia da percorrere.
Ma andiamo per ordine: dopo l’ arrivo a Capo Verde, Luca e l’amico Oscar
avevano lasciato la barca a Marina Mindelo ed erano tornati in Italia.
Luca ha così potuto passare un breve periodo in famiglia e con gli amici.
Poi, procuratosi alcuni pezzi e ricambi per la barca, il nove novembre è
rientrato all’imbarcazione.
Da qui è iniziato un periodo di frenetici lavori di sistemazioni, riparazioni e
di acquisti per la cambusa,
per poter essere pronti per la partenza per il grande salto verso i Caraibi,
fissata per il 25 di novembre. Mindelo a dire la verità si è rivelata posto
piuttosto difficoltoso per dei buoni acquisti: prezzi molto alti con poca scelta
e scarsa qualità. Nel frattempo man mano arrivavano i vari componenti
l’equipaggio:
primo Marco, ingegnere messicano che vive e lavora a Roma, poi il
palermitano Valerio, quindi Francesco, ammiraglio spezzino in pensione,
per finire con il caro amico Gian Paolo e l’ingegnere vicentino Franco.
Equipaggio che si è dimostrato da subito molto affiatato e motivato.
Il 23 novembre, con qualche giorno di anticipo sul programma, Sapito,
completato il suo carico con un notevole rifornimento di carburante,
è potuto partire per la grande avventura, coronando il sogno di una vita dei
componenti del suo equipaggio.
All’ inizio un buon vento sui venti nodi ha fatto procedere speditamente
l’imbarcazione verso la metà, con medie di 135/140 miglia giornaliere,
illudendo tutti sulla possibilità di una crociera lampo.
Ma già al terzo giorno le cose sono cambiate, con i venti che si sono prima
molto indeboliti, girando poi addirittura in senso contrario. Da registrare la
percorrenza minima di 89 miglia, di bolina e contro una discreta onda.
Fantastici comunque gli scenari ed i panorami, con albe e tramonti dagli
svariati colori, arcobaleni di una nitidezza mai vista, alternati a cieli stellati
in cui pareva di poter toccare gli astri.
La vita di bordo scorreva lenta e tranquilla, con poche attività che
scandivano la giornata: l’issata del gennaker nei mattini di poco vento, la
cala delle lenze quando la cambusa lo necessitava, la preparazione dei pasti,
oltre a grandi letture ed ascolto di musica, duro riposo e meditazioni varie.
Da registrare varie abboccate alle lenze, con molte esche strappate, e la
cattura di due tonnetti e sei lampughe, oltre ad una mostruosamente grande
liberatasi sotto bordo. Molti, inoltre, i pesci volanti raccolti a bordo ogni
mattina.
24 dicembre 2013 - La traversata atlantica
9 gennaio 2014 - Sapito
ai Caraibi con la famiglia di
Luca: Martinica – Grenadine
…e dopo la lunga navigazione oceanica è arrivato il momento di più
placidi e rilassanti trasferimenti tra le isole caraibiche a sud della
Martinica.
All’arrivo alla Martinica dalla traversata, a Le Marin, l’equipaggio
si è rilassato prendendosi qualche giorno di relax, con visita
dell’isola e qualche bagno nelle acque della bella isola dei territori
francesi d’oltremare. Poi, Franco, Paolo e Francesco, sono tornati
alle loro normali attività, mentre si è andato costituendo il nuovo
equipaggio formato da Luca, Marco e Valerio, reduci dalla
traversata, a cui si sono aggiunti la famiglia di Luca (Giulia,
Lorenzo, Luisa e Leonardo) e Claudia, moglie di Marco.
Qualche giorno per riassorbire il fuso ed adattarsi al caldo e al sole
caraibico in qualche bella baia, poi la partenza della crociera con
meta le bellissime isole Grenadine, nello stato di Saint Vincent.
Navigazione sufficientemente agevole di bolina larga, passando al
largo dell’isola stato di Santa Lucia,
con la cattura di un piccolo barracuda a traina, ed arrivo a sera
inoltrata in una baia di Saint Vincent.
Il giorno successivo l’arrivo nella bella Bequia, prima e più
grande delle isole Grenadine. Qui, espletate le necessarie
pratiche doganali, l’equipaggio si è immerso nelle tipiche
atmosfere piene di colori, musica e profumi di queste isole,
dominate dalla cultura “rasta”.
E’ bello, anche se in questo caso molto costoso, fare
cambusa in posti dove la frutta e la verdura sono
diversissime da quelle delle nostre abitudini. Quindi
manghi, carambole, ananas, papaie, cocchi freschi dalle tinte
più disparate e dai sapori fragranti ed intensi, di frutta
matura che non ha dovuto patire viaggi di migliaia di
chilometri per giungere a noi. Non vi dico la bontà di risotti
e minestre fatti con una verdura sconosciuta, ma buonissima.
Altra peculiarità delle Grenadine è la presenza infestante, anche in poche spanne di acqua, delle aragoste, che qui
vengono offerte dappertutto e a prezzi molto modesti. Possiamo dire che qui tutto è caro impestato, a parte i prelibati
crostacei e poche alte cose.
Da Bequia ci siamo poi spostati verso sud, toccando l’esclusiva Mustique, le belle Canouan, Mayreau e Union, e le
stupende ma affollatissime Tobago Cays.Grandi bagni e snorkeling, con l’avvistamento di varie tartarughe, razze,
aquile di mare, un enorme barracuda di almeno 25 chili, oltre a murene, aragoste e dei più svariati carangidi e pesci.
Catturati inoltre per la felicità dei palati e del cambusiere due tonnetti di circa 2,5 chili l’uno, e qualche calamaro subito
trasformato in un ottimo risotto.
A Natale veloce puntata a Cariacou, isola dello stato di Grenada, per
sbarcare l’amico Valerio. Poi ritorno a Union per passare una stupenda
serata in un locale con un ottima ed economica cena ed una fantastica
steel band di sei elementi, tutti solo per noi, visto che eravamo gli unici
ospiti del locale.
Nota dolente della crociera la costante, anche se breve, presenza di
piogge e scrosci, soprattutto notturni, che comunque non hanno alterato
la bellezza di questi giorni passati in famiglia.
Ultimo dell’anno sulla via del ritorno, a Bequia, con bei fuochi artificiali
ed una atmosfera insolita per un capodanno da ricordare.
Veloce la bolina verso Santa Lucia, con punte di 9,7 nodi e media di
oltre 9. Notte passata nella bella Marigot Bay, che però non ha più il
fascino di qualche anno fa, vista la congestione di barche e persone.
Duro invece il rientro alla Martinica, con bolina molto stretta e mare
molto fomato, con onde contro fino a due metri e mezzo di altezza.
Infine difficile il distacco dalla famiglia, con i ragazzi pronti per
ricominciare le fatiche scolastiche. Appuntamento con loro in Polinesia
verso giugno, alle isole Tuamotu, mamma e promozioni permettendo.
Un benvenuto a Chicca e Giuseppe che stanno per unirsi al Sapito per
un lungo periodo, alla cara e collaudata amica Maria Luisa che sta per
arrivare anche lei a bordo, ed a Tiziano, neo acquisto in arrivo per una
breve vacanza.
Un saluto a tutti voi che ci leggete, ricordandovi che anche voi potrete essere amici attivi del Sapito, partecipando a
crociere e trasferimenti nei mari più belli del mondo. Contattate Luca o Giulia ai numeri e alle mail che potete trovare
nei contatti del blog.

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