periodico del volontariato reggiano

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periodico del volontariato reggiano
DARVOCEINFORMA
PERIODICO DEL VOLONTARIATO REGGIANO
darvoce in collaborazione con Consorzio Oscar Romero e consorzio quarantacinque
All’interno: Il Volontariato Reggiano per il terremoto_Nicaso:”Contro le mafie è importante che tanti facciano poco”_Turismo sociale, quest’estate è boom_Le nuove cariche sociali di DarVoce_e altro...
LA TERRA
TREMA
31
Direttore Resp: Vincenzo Cavallarin - Comitato di Redazione: U. Bedogni, L. Piacentini - Hanno collaborato: Adriano Arati, Andrea Bellani, Susanna Cattani, Cécile Derny, Francesco Sarcone, Federica Troisi - Editore prop.: DarVoce - Stampa: L’Olmo Soc. Coop: Sociale, Montecchio Emilia (RE)
FOTO TROISI
Redazione: via Gorizia, 49 - 42124 Reggio Emilia - Tel. 0522.791979 - Fax 0522.302110 - www.darvoce.org - E-mail: [email protected] - Reg. 974, 12.10.98 - Trib. RE Sp. A.P. art. 2 c. 20/c 2662/96 Fil. RE - T. Risc. T. percue - “Poste Italiane s.p.a. - Spedizioni in abbonamento Postale - D.L. 353/2003 (conv. In L. 27/02/2004 n°46) art. 1, comma 2, DCB - Reggio Emilia” 1/2010 - Chiuso in redazione il 14/06/2012
ANNO XIV GIUGNO 2012
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I
TERREMOTO.
COESI Il Volontariato Reggiano
PRATICI per il terremoto
IRONICI
l 20 maggio improvvisamente si è tesa una corda.
Il 29 era già al limite. E l’archetto dei media ha
cominciato a suonare senza sosta; poi, come se ce
ne fosse bisogno, ci si è messa anche la Commissione
Grandi rischi, come se nei campi non si leggessero
i giornali e non si guardasse la televisione. O forse
proprio per questo è stata fatta quella confusa conferenza stampa vaga e irresponsabile che in tanti hanno
battezzato come un gesto “per lavare le mani”. E’
questo l’aspetto grottesco di quella comunicazione
che come primo immediato effetto, oltre al grande
ritorno della paura, ha avuto la cancellazione delle
prenotazioni di alberghi. Per non parlare delle ripercussioni sulle industrie e sulla ricostruzione: se prima
la delocalizzazione era un fantasma da esorcizzare,
dopo la divulgazione dello studio della Commissione,
le cose si sono fatte molto più complicate. Trovale,
oggi, le imprese disposte ad investire. Una risposta
statistica che ha riportato indietro l’orologio pscicologico di parecchi giorni. E quella della psicologia è
una partita importantissima perché ad un tratto sono
riaffiorate le nostre fragilità trasformate in incubo.
La gente fa quello che può per resistere, gli emiliani
con la loro predisposizione innata all’ottimismo e
al lavoro, in poco tempo sono diventati ancora una
volta se stessi, una comunità coesa, pragmatica e
ironica che riesce a trovare il sorriso anche in quelle
tende blu. Nei giorni scorsi nei campi del modenese è
arrivata la visita di un pezzo grosso, il capo della Lg
electronics. All’ingegnere coreano la gente ha chiesto
un mega schermo per guardale gli Europei di calcio e
lì per lì ti scappa anche il sorriso ma un attimo dopo
capisci. Ti può anche crollare la casa, possono anche
scomparire le cose più belle del tuo paesino e con
esse anche le tue radici, ma ora siamo qui, siamo vivi
e siamo tutti assieme e assieme si ricomincia. E per
sostenere questa comunità benga il megaschermo, ben
vengano i concerti, le cene ecc.. E’ l’Emilia ragazzi,
qui le cose le si toccano con mano.
Vincenzo Cavallarin.
Volontari della Protezione Civile
R
accolta fondi, attività sanitarie di supporto, intrattenimento, accoglienza, aiu to a persone con
disabilità. E’ impossibile delineare in maniera chiara il numero
delle associazioni di volontariato
impegnate in favore delle popolazioni colpite dal territorio che
ha compito la nostra regione.
Sono troppe, decine e decine
che si stanno prodigando in
ogni modo. Accanto all’opera
preposta e insostituibile della
Protezione Civile e delle Anpas,
impegnate in prima linea, il volontariato reggiano ha risposto
in maniera corale e collettiva:
dalle zone della Montagna fino
a quelle aree della Bassa che più
duramente e drammaticamente
hanno conosciuto il sisma del 20
e del 29 maggio.
Le segnalazioni che stanno
continuando ad arrivare a DarVoce in queste ore sono davvero
tante. Ci sono i Vip, i clown in
corsia che hanno offerto i loro
intrattenimento rivolto principalmente ai bambini dei campi,
o l’Avis di S. Ilario che sta raccogliendo libri per le biblioteche
distrutte. In montagna l’associazione che raccoglie i fans dello
sciatore olimpico Giuliano Razzoli ha promosso un’asta benefica, mentre la società Reggiana
di Archeologia ha messo a disposizione le proprie competenze
per attività manuali e didattiche
anche con attività ricreative di
carattere archeologico.
L’operazione, delicata e al
tempo stesso indispensabile, è
coordinare la disponibilità delle
associazioni e dei cittadini che
possono fare tanto oggi e domani, superata l’emergenza. Anche
a Reggio Emilia si è costituito
un tavolo guidato dalla Provincia
per capire e coordinare il lavoro
delle associazioni. Il Centro di
coordinamento provinciale (Ccp)
di Reggio Emilia per l’emergenza
sismica si è insediato il 7 giugno
e Luciano Gobbi terrà i Rapporti
con Enti locali e volontariato
del terzo settore. DarVoce si
è messa a disposizione con i
Csv delle province colpite per
non disperdere le offerte e le
competenze che appartengono
al volontariato e per agevolare
le operazioni burocratiche che
mettano i volontari nella condizione di poter lavorare. Si farà
carico, dove è necessario, insieme
al Coordinamento regionale dei
Centri di servizio delle polizze
assicurative indispensabili per
coprire i volontari che operano
a favore dei terremotati.
C’è il centro di coordinamento provinciale
D
02
al 7 giugno nella
sala operativa della
Provincia in vi a
della Croce rossa, si è
insediato il Centro di
coordinamento provinciale (Ccp) istituito dal
Dipartimento nazionale
di Protezione civile per
coordinare a livello territoriale le attività di Le tende
soccorso e assistenza
alla popolazione e ai comuni colpiti dal terremoto e gli
interventi provvisionali strettamente connessi alle prime
necessità, così come previsto dall’ordinanza 3 del capo
Dipartimento Franco Gabrielli. La stessa ordinanza ha
istituito la Direzione di comando e controllo (DiComaC)
nella sede dell’Agenzia regionale di Protezione civile della
Regione Emilia-Romagna a Bologna, di fatto trasferendo direttamente nella regione più colpita dal sisma le
strutture operative del Servizio nazionale
di Protezione
Civile, anche in
previsione del
passaggio di
consegne che
avverrà nella
fase successiva allo stato
di emergenza.
Per il momento, sarà la DiComaC
a garantire il supporto alle attività dei centri di coordinamento
istituiti a livello provinciale
(Ccp) che, a loro volta, supporteranno i Centri operativi comunali (Coc) istituiti dai sindaci
nei propri territori. Per Reggio
Emilia, il prefetto Antonella De
Miro, d’intesa con la presidente
della Provincia Sonia Masini, ha
decretato l’istituzione del Centro
di coordinamento provinciale
presso la Sala operativa provinciale già allestita dal 20 maggio
al Centro unificato di Protezione
civile (Cup) di via della Croce
rossa realizzato nell’aprile 2009
dalla Provincia e dal Coordinamento delle associazioni del volontariato con la collaborazione
di Regione Emilia-Romagna e
Comune di Reggio Emilia. La
Provincia di Reggio Emilia (e
quella di Modena, a Marzaglia)
hanno già realizzato una struttura idonea ad ospitare il Ccp.
Il prefetto, che rimane titolare
dell’emergenza di protezione
civile, coordina direttamente la
funzione ordine e sicurezza pubblica. “Questa macchina, queste
donne e questi uomini sono già
rodati e grazie all’ottima collaborazione con la Prefettura,
tutte le altre istituzioni coinvolte
e il mondo del volontariato, contiamo di assicurare attraverso
il Centro di coordinamento provinciale una funziona tecnica e
concreta in supporto ai Centri
operativi dei Comuni, cercando
di rendere più precisi e più snelli
i passaggi procedurali fino a
quando, cessata l’emergenza, si
aprirà la fase della ricostruzione
affidata al commissario Errani e
agli enti locali”.
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TERREMOTO 1.
Una sede per la
DOMANDE
FREQUENTI
Croce Blu di Mirandola
Croce Blu di Mirandola
U
na sede per la Croce Blu
di Mirandola. È il
progetto che vuole portare avanti la Croce Verde di
Castelnovo Monti per sostenere la pubblicazione assistenza
modenese, che ha perso la
propria sede durante il sisma
che propria a Mirandola ha
colpito con grandissima forza.
Ad oggi, i volontari della Croce
Blue svolgono il loro lavoro
in un container e non hanno
altro luogo in cui stare per
occuparsi dell’organizzazione
e della gestione del palazzetto
dello sport di Mirandola che
accoglie in questo momento
molti abitanti di quelle zone
senza più nulla. La Croce
Verde di Castelnovo Monti –
impegnata nei soccorsi dai
primissimi giorni del sisma – ha
preso a cuore la situazione di
un’associazione che “in questo
momento ha tanto bisogno di
aiuto e vicinanza perché in
queste situazioni ci si sente soli
più che mai”. È stata organizzata, una raccolta fondi per la
ricostruzione della sede crollata: è importante per i volontari
e per tutta la cittadinanza riaverla in breve tempo, dato che
è un essenziale luogo di ritrovo
per ciascuno. La Croce Verde
castelnovese lancia quindi un
appello: “Chiediamo di aiutarci ancora una volta confidando
nella generosità di tutti, quella
che ha permesso la raccolta
alimentare svoltasi giovedì 31
maggio a cui hanno partecipato davvero molte persone. Il
20 maggio scorso sono bastati
pochi secondi per distruggere
il frutto del lavoro e anche dei
sacrifici di tutti i volontari
della Croce Blu di Mirandola
e ora tocca a noi aiutarli per
ricostruire mattone su mattone
il loro punto di ritrovo, la loro
seconda casa. Le certezze in
quei territori sono davvero
poche e la terra continuando a
tremare non aiuta ad aumentarle. Noi, insieme a voi, gli
stiamo offrendo un progetto
concreto di ricostruzione. Ancora una volta vi chiediamo di
aiutarci ad aiutare, insieme è
più bello e produttivo e ancora
una volta vi diciamo: grazie!”
Per le donazioni: IBAN
IT 10 I 08623 66280
000040121184 Causale “Una
sede per la Croce Blu” Per
informazioni: 327-16 10 236
www.croceverdecm.it.
terremoto.volontariamo.it
D
a quel 20 maggio, quando
la terra ha cominciato a
tremare, è diventato uno dei
siti di riferimento per capire cosa e
come fare per il terremoto.
terremoto.volontariamo.com, il
sito messo a punto a tempo di
record dal Csv di Modena, che in
breve ha raggiungo gli oltre 80mila
contatti, sarà anche il riferimento
regionale per le associazioni e i cittadini. E’ quanto è emerso da una
riunione che si è tenuta a Modena
e a cui hanno partecipato i Centri
di Servizio per il volontariato di
Modena, Reggio, Ferrara, Bologna
e Mantova. Obiettivo dell’incontro,
sollecitato dalla Regione, sommare
le forze e mirare l’informazione sul
tema degli aiuti. Da qui la decisione di convogliare i principali punti
di riferimento per consentire alla
associazioni e ai cittadini di agire
a diverso titolo per le popolazioni
colpite dal sisma. Oltre ad un costante aggiornamento delle notizie,
con la modalità del calendario
saranno a breve pubblicati i diversi
eventi organizzati in regione,
ma sarà anche
possibile capire
come effettuare
le donazioni sui
principali conti
correnti attivati.
Notevole rilievo
ha l’area “Richieste e Beni”,
una specie di cerco-offro in cui in termini chiari e
tipologie definite sarà facile capire
di cosa c’è veramente bisogno. La
pagina contiene i dati aggiornati,
sulle informazioni che provengono
dai Centri Operativi Comunali
(C.O.C.) dei comuni emiliani colpiti, dai campi autogestiti e dalle
associazioni di volontariato attive
sul territorio. Uno snodo centrale
per l’emergenza che consente di
non disperdere le risorse e calibrare l’offerta in ragione della
domanda. Presto anche quest’area
sarà aggiornata dai Csv delle aree
colpite offrendo una fotografia
www.terremoto.volontariamo.it
delle azioni compiute nei diversi
territori. Altra area di grande valore è “Diventa Volontario”. Qui si raccoglie le disponibilità dei cittadini e si prepara una banca dati
utile per la fase successiva a quella
di emergenza, grazie alla compilazione di un modulo articolato che
raccoglie ogni specificità di profilo
si riuscirà ad avere un’ idea chiara
sulla quantità di volontari disponili.
Infine, anche le imprese che intendono donare grossi quantitativi di
prodotti possono trovare i contatti
per rivolgersi alla sala operativa
della protezione civile.
I
l Dipartimento nazionale della Protezione civile
ha pubblicato sul proprio sito alcune risposte
alle domande più frequenti arrivate al Contact
Center. Le richieste dai cittadini – raccolte tramite
numero verde 800 840 840 e form online – riguardano principalmente donazioni, offerte di aiuto
e iniziative a favore della popolazione coinvolta
nell’emergenza terremoto. Queste sono alcune
delle risposte fornite dal Dipartimento nazionale,
integrate con le specificità di Reggio Emilia.
Come posso dare un contributo per aiutare le
popolazioni colpite dal terremoto?
In questa fase dell’emergenza è più utile dare
un contributo in denaro con l’SMS solidale 45500
o con un versamento sul conto corrente attivato
dalla Regione Emilia-Romagna o su quello intestato a “La Provincia di Reggio Emilia per le
emergenze e la solidarietà”. Il Dipartimento della
Protezione Civile non ha attivato alcuna raccolta
di beni e generi di prima necessità. Tuttavia, se
preferisci l’invio di beni rispetto alle donazioni
in denaro, puoi rivolgerti ad un’organizzazione
di volontariato o al sito www.terremoto.volontariamo.it.
Vorrei aiutare personalmente la popolazione
coinvolta nel sisma. Posso partire?
Ti ringraziamo per la tua offerta d’aiuto, ma ti
ricordiamo che per contribuire agli interventi nelle
zone colpite da disastri, è necessario far parte di
un’organizzazione di volontariato già addestrata
all’intervento. Se fai già parte di un’organizzazione, rivolgiti al tuo referente per indicazioni. Se,
invece, in occasione di questo evento hai pensato
per la prima volta di offrire il tuo aiuto, ti invitiamo a consultare l’elenco delle organizzazioni di
volontariato di protezione civile iscritte nel registro nazionale sul sito della Provincia o su www.
terremoto.volontariamo.it, oppure a prendere
contatto con un’organizzazione iscritta nell’elenco della tua regione o con il Coordinamento delle
organizzazioni di volontariato di Protezione civile
della Provincia di Reggio Emilia.
Vorrei rendere disponibile per le persone colpite
dal terremoto un alloggio. È possibile?
Ti ringraziamo per la tua disponibilità, ma
questa tipologia di sistemazione (camper, roulotte,
camere libere, abitazioni) non permette di assicurare standard omogenei e servizi equivalenti in
tutte le zone interessate dal sisma.
Sono il responsabile di un’azienda e vorrei
mettere a disposizione gratuitamente dei beni per
le popolazioni colpite dal sisma. A chi mi posso
rivolgere?
Puoi comunicare la tua disponibilità al Contact
Center del Dipartimento della Protezione Civile
chiamando il numero verde 800840840 oppure
compilando il form online disponibile sul sito web
del Dipartimento. La tua offerta sarà inoltrata
ai Centri di coordinamento sul territorio che la
valuteranno.
La mia organizzazione vorrebbe promuovere
un’iniziativa in un’area di accoglienza. A chi possiamo rivolgerci?
Potete inviare la vostra proposta al Contact
Center del Dipartimento della Protezione Civile
compilando il form online disponibile sul sito web o
inviando un’email alla casella di posta [email protected]
regione.emilia-romagna.it attivata per l’emergenza dall’Agenzia Regionale di Protezione Civile.
03
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L’INTERVISTA.
Nicaso: “Contro le mafie è
importante che tanti facciano poco”
R
ispetto delle regole, della democrazia, dell’educazione
alla cittadinanza attiva, dell’informazione.
Questi i temi saranno il filo conduttore di “Noicontrolemafie”, la Festa della legalità, giunta alla sua
seconda edizione, promossa dalla Provincia in collaborazione con il consorzio Oscar Romero. Una settimana
ricca di appuntamenti, dal 15 al 19 maggio, ha portato
a Reggio esperti e testimoni della lotta alla mafia: magistrati, giornalisti, studiosi. Ospiti illustri come Nicola
Gratteri, Ignazio De Francisci, Giuseppe Gennari, Gianluigi Nuzzi, Francesca Barra, Enrico Bellavia e Manfredi
Giffone. La direzione scientifica della festa è di Antonio
Nicaso, giornalista e scrittore, uno dei massimi esperti di
‘ndrangheta a livello internazionale. Tiene corsi estivi di
storia della questione meridionale e storia delle organizzazioni criminali per post laureati al Middlebury College
(Vermont, USA).
Dottor Nicaso, perché proprio a Reggio Emilia una
Festa della legalità?
Le mafie sono presenti dove c’è da gestire denaro
e potere. Reggio Emilia non è immune dalla presenza
mafiosa. Da tempo, viene considerata «il salvadenaio»
della ‘ndrangheta in Emilia Romagna. La Festa della
legalità non è stata pensata come momento di denuncia,
ma come presa di coscienza collettiva per avviare nelle
scuole percorsi di cittadinanza e legalità. Le scuole devono
formare pensiero critico, decostruire miti e stereotipi e
promuovere una pedagogia della resistenza alla passività.
Per troppo tempo si è ritenuto che le mafie attecchissero
solo al Sud, ma soprattutto che la lotta alle mafie spettasse agli altri. Invece è importante che tanti facciano
poco, piuttosto che pochi facciano tanto.
Dalla sua esperienza reggiana che cosa ricava su
questa città?
È una città che ha grandi risorse, soprattutto umane.
Ho incontrato moltissimi giovani e ho notato la loro voglia
di partecipazione, di condivisione di valori alternativi a
quelli delle mafie. Il Consorzio Romero sta facendo un
lavoro straordinario nelle scuole di ogni ordine e grado.
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Manifestazione contro le mafie a Reggio Emilia
Gran parte del merito va al presidente Ponzi, alla dottoressa
Frammartino che è l’anima dei
percorsi di cittadinanza e legalità, ma sopreattutto ai tanti
insegnanti, ai tanti giovani che
alla indifferenza preferiscono la
consapevolezza.
Quale livello di coscienza
nella società civile ha riscontrato, rispetto alla presenza
della criminalità organizzata?
La società civile è forte, consapevole, interessata. Gli anticorpi non bastano, le mafie
purtroppo riescono a infiltrarsi
nelle pieghe della nostra economia, soprattutto in momenti difficili, come questi. Non bisogna
abbassare la guardia, bisogna
fare rete. Chi combatte la mafia
da solo perde. L’unica strategia
è quella di fare squadra, creare
comunità. Dove c’è Stato e dove
c’è Società, la mafia arranca.
“L’essere una società aperta è la vostra vera forza”. Lo
ha detto il procuratore Grandinetti, è d’accordo con le sue
parole e con la contrapposizione alle società chiuse che
agevolano la proliferazione del
fenomeno mafioso?
Reggio Emilia mi ricorda
molto la città in cui vivo da quasi
25 anni. Toronto ha fatto della
diversità una grande ricchezza.
Reggio Emilia non è da meno.
Mi piace la vostra società capace
Antonio Nicaso
di accogliere i nuovi arrivati e
di coinvolgerli nelle sue dinamiche sociali e culturali. L’ho
notato dal livello di scrittura di
quattro studenti immigrati che
hanno partecipato a un corso
di scrittura creativa. Un livello
altissimo, un linguaggio ricco
di sfumature, sentimenti e sensazioni. Sono d’accordo con il
procuratore Grandinetti. Al Nord
la ghettizzazione degli immigrati
ha prodotto solo violenza. Anche
l’urbanistica aiuta a combattere
i fenomeni criminali presenti sul
territorio.
Lei era a Reggio Emilia nel
giorno in cui a Brindisi sono
esplosi tre ordigni lasciando
a terra una ragazza di 16 anni.
Da studioso del fenomeno che
idea si è fatto di quel gesto?
Non crede che ci si sia affrettati troppo nel dire non è opera
della mafia?
Le indagini stanno facendo
il loro corso. E i magistrati non
possono escludere nessuna ipotesi. Io posso fare solo qualche
considerazione, sostenendo che
si è trattato sicuramente di un
atto terroristico. Non saprei
specificarne la matrice, anche
se tenderei a escludere quella
mafiosa.
Che interesse avrebbe avuto la Sacra Corona Unita a
colpire degli studenti, nel momento in cui, dopo una serie
di condanne, sta cercando di
rialzare la testa e recuperare
consenso?
La scuola per definizione è un
luogo sicuro, tranquillo, pieno di
vita. Chi ha fatto esplodere quelle tre bombole di gas ha voluto
seminare terrore, inquietudine,
incertezza. Ho apprezzato molto
la reazione della gente non solo
in Puglia, ma anche nel resto del
Paese. Ero a Reggio Emilia quando migliaia di persone, tantissimi
giovani, si sono riuniti davanti al
municipio, dove sono risuonate
forti le parole di politici, educatori e studenti. Non ci faremo
intimidire.
Vincenzo Cavallarin FOTO TROISI
vacanze solidali
Turismo sociale,
quest’estate è boom
I
l turismo, secondo la definizione che ne dà l’Organizzazione mondiale del turismo,
“comprende le attività di persone che viaggiano verso e risiedono in luoghi al di fuori dei loro
ambienti abituali, per diletto,
affari o altri scopi”. Queste persone che si spostano sul pianeta
ogni anno sfiorano il miliardo
(sette volte tanto il volume di 40
anni fa), e producono attività per
quasi 6 trilioni di dollari: secondo il World Travel and Tourism
Council, il settore rappresenta
il 10% circa del Pil mondiale, e
più del 10% degli investimenti.
Per molti Paesi è la fonte prin-
cipale delle entrate negli scambi
con l’estero, e, dunque, un possibile e decisivo fattore di sviluppo. Al tempo stesso, però, può
veicolare sfruttamento sociale
ed economico e depauperamento
ambientale, soprattutto nelle nazioni meno sviluppate. Anche per
questo negli ultimi anni, insieme
ai grandi motori tradizionali del
settore – le vacanze balneari e
quelle invernali - hanno avuto
una diffusione crescente anche
varie forme di turismo responsabile, più attento all’ambiente, più
rispettoso delle identità e delle
culture locali. Ma non finisce qui.
L’estate del 2012 si annuncia
come quella del boom dei campi-lavoro. Vacanze a low cost e
impegno. Da Libera, che condi-
vide come obiettivo la lotta contro le mafie e per la legalità, a
Legambiente, fino alle proposte
delle coop sociali, sono molte le
possibilità di fare vacanza “impegnate”.
Insomma, vacanze solidali in
tempo di crisi? Lunaria, la più
importante rete a livello internazionale delle organizzazioni
che promuovono l’educazione
interculturale, la comprensione
e la pace attraverso il servizio
volontario è convita che “si può
fare”. Lunaria propone di rispondere alla crisi sviluppando
la socialità, praticando la solidarietà dal basso e oltre i confini,
partecipando ad attività collettive di protezione ambientale,
animazione culturale e sociale
o di ricostruzione di centri giovanili e sociali. Ogni anno la rete
internazionale di Lunaria mobilita più di 18.000 volontari per
un totale di 1 milione di ore di
servizio volontario a favore delle comunità locali, per la pace,
contro il razzismo. Nel 2011 Lunaria ha inviato all’estero 371
volontari, in 16 anni attività più
di 16.500 giovani e meno giovani provenienti da tutto il mondo
hanno partecipato ai progetti
proposti da Lunaria. I campi di
volontariato sono aperti a tutti: giovani e adulti. Specifiche
proposte sono rivolte ai minori;
una particolare attenzione viene
dedicata alla promozione della
partecipazione delle persone diversamente abili.
05
DARVOCEINFORMA 31
E’
ballarò
è in città
un bel viaggio quello effettuato dalla cooperativa siciliana Ballarò, che partita dalla
Sicilia, passando da Ferrara, è arrivata un
anno fa a Reggio Emilia per gestire l’Ostello della Ghiara. Un viaggio bello, ricco di significati, e
specialmente che sta dando risultati positivi per
la cooperativa, per l’Ostello e per tutta la città.
La cooperativa Ballarò è nata nel 2005 a seguito di un’esperienza maturata come Associazione
Studentesca all’Università di Palermo. Lo spirito
che ha contraddistinto l’associazione è stato improntato alla cooperazione tra studenti universitari, che hanno unito le loro competenze per dar vita
a forme di attività che potessero creare sviluppo e
offrire occupazione a giovani laureati. Il settore in
cui si è sviluppata l’attività della cooperativa è stato il settore turistico, e in particolare la gestione
di strutture ricettive a basso costo e per studenti,
dove ha acquisito una importante professionalità.
Partita dalla esperienza della residenza universitaria San Saverio, nel 2007 la cooperativa si è
aggiudicato l’appalto per la gestione a Ferrara
dell’Ostello comunale.
L’Ostello della Ghiara
06
Ballarò ha ormai consolidato la sua esperienza in varie strutture: una esperienza che è stata
utilissima per rilanciare l’Ostello reggiano, situato
nello splendido edificio dei chiostri della Ghiara, in
via Guasco, restituendolo ai reggiani. Un edificio
splendido, che ora grazie anche a Ballarò comincia
ad essere conosciuti non solo dai tanti turisti italiani ed esteri che vi alloggiano, ma appunto anche
dai reggiani. Il rapporto con il territorio e con i
reggiani è una scelta ben precisa della cooperativa,
che da alcune settimane ha anche aperto l’Osteria
“Al Chiostro della Ghiara”, dove si possono gustare nelle serate di mercoledì, venerdì e sabato ottimi
aperitivi e piatti siciliani. Nel bellissimo chiostro
vengono poi organizzate mostre e concerti.
Proprio nei giorni scorsi, è stato fatto un bilancio del primo anno di attività, alla presenza
dell’assessore del Comune di Reggio Emilia Mimmo Spadoni. Un bilancio più che positivo, come
affermato sia dall’assessore che dalla cooperativa.
“È stato un anno travolgente ed entusiasmante
– ha detto il presidente di Ballarò Massimiliano
Lombardo – che ci ha coinvolto in un’esperienza molto intensa e sulla quale stiamo puntando
molto.” Lo Student’s Hostel della Ghiara (questo
l’attuale nome della struttura), a fronte di una
previsione di 10.000 presenze, ha registrato in
questo primo anno di apertura 12.000 presenze.
Questa struttura è oggi la più importante tra
quelle gestite dalla cooperativa Ballarò e i buoni
risultati raggiunti sono, tra l’altro, il risultato di un
lavoro di rete con le altre nostre strutture presenti
in Emilia-Romagna e in Toscana.” La cooperativa
Ballarò aderisce a Legacoop, che ricordiamo proprio all’Ostello della Ghiara ha organizzato una
bella iniziativa promossa dai giovani cooperatori.
puglia.
Campi di volontariato sui
beni confiscati alle mafie
Arci e Libera insieme da giugno a settembre
S
acco a pelo e tanta voglia
di essere utili e capire.
Si terranno anche
quest’anno i campi di volontariato sui terreni confiscati alla
Sacra Corona Unita, organizzati
da Arci Reggio e Spi/Cgil con
la collaborazione di Libera,.
Nei comuni di Torchiarolo,
Mesagne e San Pietro Vernotico
(Brindisi), affidati alla cooperativa Libere Terre di Puglia,
tanti giovani scelgono di fare
un’esperienza di volontariato e
di formazione civile sui terreni
confiscati alle mafie gestiti dalle
cooperative sociali di Libera
Terra.
Segno questo, di una volontà
diffusa di essere “protagonisti”
e di voler tradurre questo impegno in una azione concreta di
responsabilità e di condivisione.
La durata di questa esperienza è di 10 giorni, e il periodo va
da fine giugno a metà settembre,
l’obiettivo principale è diffondere una cultura fondata sulla
legalità e giustizia sociale che
possa efficacemente contrapporsi alla cultura della violenza,
del privilegio e del ricatto. Si
dimostra così, che è possibile
ricostruire una realtà sociale ed
economica fondata sulla pratica
della cittadinanza attiva e della
solidarietà.
Caratteristica fondamentale è
l’approfondimento e lo studio
del fenomeno mafioso tramite
il confronto con i familiari delle
vittime di mafia, con le istituzioni e con gli operatori delle
cooperative sociali.
Volontarie al lavoro
Pomodori legali
L’esperienza dei campi di
lavoro ha tre momenti di attività
diversificate:
- il lavoro agricolo o attività di
risistemazione del bene
- la formazione
- l’incontro con il territorio per
uno scambio interculturale.
Spesso dopo la confisca i
clan sono soliti distruggere il
bene confiscato per renderlo in
condizioni disastrate.
La nostra azione è proprio
quella di sistemarlo il prima
possibile per renderne possibile
la piena restituzione alla collettività tramite il riutilizzo sociale.
E’ la rappresentazione più efficace della memoria che diventa
impegno, è il segno tangibile del
cambiamento necessario che si
deve contrapporre alla “mafiosità materiale e culturale”
dilagante nei nostri territori.
Le giornate sono strutturate
così: la mattina per almeno 3
ore si svolge il lavoro di campo.
Nel pomeriggio si organizzano
momenti di formazione ed approfondimento sul fenomeno
delle mafie grazie a testimonianze dirette di chi ogni giorno si impegna nella lotta alle
mafie sui territori. La sera è il
momento privilegiato per momenti ludico/culturali tramite
l’organizzazione di momenti
di incontro e confronto con le
comunità locali. Sono previste
inoltre delle escursioni sul territorio.
Il lavoro dei volontari si è
dimostrato negli anni di fondamentale importanza per le
cooperative e le associazioni.
Grazie ai volontari la produzione agricola è notevolmente
cresciuta come anche l’opera
di risistemazione dei beni si è
fortemente velocizzata.
Sia le cooperative che le
associazioni sono costrette ad
operare in contesti di grandissime difficoltà dovute soprattutto
alla mancanza
di risorse. In
questo senso
i volontari e
le volontarie
sono riusciti
a fornire un
supporto senza precedenti
improntato sul
principio della corresponsabilità, ove
ognuno di noi
è chiamato a
fare la propria
parte.
Per informazioni e iscrizioni:
campidellalegalità@arci.it
0522 392137
DARVOCEINFORMA 31
L’estate di Legambiente BIOLOGIOCO...
”
SOMEGGIATO
”
per partecipare alla tutela
IL TREKKING sugli asini
della natura
ITINERANTE E AVVENTUROSO!
L
egambiente Reggio Emilia, in collaborazione
con Legambiente Ligonchio e l’Ostello dei
Balocchi (www.ostellodeibalocchi.it), propone
dal 30 luglio al 3 agosto per ragazzi di età compresa
tra i 7 e i 13 anni un campo estivo itinerante “someggiato” (cioè con l’asino) con partenza e arrivo
dall’Ostello dei Balocchi, interamente svolto nel cuore
del Parco Nazionale dell’Appennino Tosco Emiliano.
L’idea nasce con l’intento di promuove la conoscenza dell’asino, animale da sempre amico dell’uomo, che induce ad adottare uno stile lento e pacato
per vivere i luoghi, attraversare i paesaggi, promuove
la riflessione e le serene relazioni interpersonali. Il
turismo someggiato è una formula innovativa che
raccoglie gli stimoli dal nostro passato e li proietta
sui bisogni di un accorto rapporto con l’ambiente, per
vivere esperienze profonde di contatto e osservazione.
Quando la fretta e la superficialità allontanano
dall’essenza della vita, l’asino animale lento, sicuro
nei suoi passi uguali, porta a guardare con occhi
tranquilli e penetranti ciò che di essenziale ci circonda
e dona benessere all’esistenza. E’ la scoperta delle
piccole cose, della natura, del paesaggio e degli ambienti che fanno diventare spettacolare ogni viaggio.
Il viaggio con l’asino permette di imparare ad assaporare il gusto di rallentare, di esplorare andando
avanti, perchè l’asino rallenta il passo e rafforza il
pensiero. Il vero viaggio non consiste nel conoscere
nuove terre, ma nell’avere nuovi occhi per capirle.
M
are e montagne, luoghi
da sogno, non solo da
ammirare ma pure da
salvaguardare. Anche quest’anno
Legambiente offre con Volontariambiente 2012 la possibilità
ai giovani di tutte le età di fare
un’esperienza unica con i campi
di volontariato sparsi in tutta la
Penisola. Un modo per contribuire in maniera concreta alla tutela
e alla salvaguardia dell’ambiente
divertendosi in buona compagnia
in luoghi da sogno: dalle più belle
isole del mediterraneo (Alicudi,
Favignana, Laguna di Venezia,
Asinara, Capraia, Itaca) alle
cime alpine (Dolomiti, Carnia,
Valchiavenna), dalle spiagge
incantevoli (Acciaroli, Gallipoli,
Siracusa, San Rossore) ai borghi
più suggestivi (Finale Ligure, Noli,
Castelnuovo del Garda, Lecco,
Montereale Valcellina, Sortino).
“Legambiente riconosce nel
volontariato una forza insostituibile per costruire, insieme
a cittadini di tutte le età, ma
soprattutto a partire dai più giovani, una società giusta e solidale
– dice Rossella Muroni, direttore
generale di Legambiente – Nel
2011 ai campi di Legambiente
hanno partecipato oltre 3000
volontari provenienti da tutta
Italia e da altri 40 paesi. I campi
sono un’occasione di crescita,
un’esperienza di viaggio e d’impegno sociale concreto all’insegna
del divertimento; ma soprattutto
sono un modo per avvicinare i
ragazzi alle tematiche ambientali rendendoli protagonisti nella
tutela dell’ecosistema attraverso
numerose attività sul territorio”.
Volontariambiente 2012 parte
dal mare. Nelle splendide isole
di Alicudi (Me) e di Favignana
(Tp), nell’Area Marina Protetta
delle Isole Egadi, si svolgeranno
attività di ripristino ambientale,
pulizia e sensibilizzazione che
coinvolgeranno anche turisti e
residenti. Il monitoraggio dei
flussi turistici e gli interventi di
recupero dei sentieri si svolgeranno invece nelle spiagge di:
Acciaroli (Sa), Siracusa, Parco di
San Rossore (Pi), Parco della Laguna Nord a Venezia-Isola della
Certosa, Gallipoli (Le). La tutela
del mare e degli ecosistemi marini
passa anche attraverso la scoperta e la conoscenza dell’universo
acquatico. Nelle isole del Parco
Nazionale dell’Asinara (Ss), di
Swimtrekking
Capraia (Li) - Parco Nazionale
dell’Arcipelago Toscano e di Itaca
(Grecia), ci saranno i campi di
swimtrekking attraverso i quali si
potranno esplorare e monitorare
i fondali marini e i tratti costieri.
Tra le altre attività in programma i volontari realizzeranno un
censimento delle specie marine
e infine raccoglieranno rifiuti da
riutilizzare per realizzare opere
artistiche da fotografare e poi
distruggere per smaltire correttamente i materiali utilizzati.
Dal mare alla montagna: i
campi di volontariato 2012 fanno tappa in altri luoghi da sogno
come Alpignano (To) oppure a
Lamon (Bl) - Parco Nazionale
Dolomiti Bellunesi, dove si potrà ammirare la maestosità e
la bellezza incontaminata delle
Dolomiti. Le attività in programma riguarderanno lo studio delle
culture locali attraverso la riscoperta e la promozione di manifestazioni artistiche, folkloristiche
(sagre, festival, ecc.) e laboratori
artigianali, tra i quali ad esempio
Festambiente Alpi, nella Riserva
dei Bagni di Masino (So). Non
mancheranno passeggiate, escursioni più lunghe e traversate per
scoprire il fascino delle faggete,
delle creste rocciose, dei borghi
più suggestivi come Castelnuovo
del Garda (Vr) sull’omonimo
Lago.
A Lecco, invece, ci sarà il
campo di Ambiente e Legalità organizzato insieme a Libera. Nella
Riserva Naturale Orientata di
Pantalica, a Sortino (Sr) i volontari proteggeranno un immenso
tesoro, patrimonio dell’umanità.
A Comeglians (Ud) – in Carnia, i
boschi dell’area alpina a ridosso
dell’Austria e della Slovenia,
saranno lo splendido scenario in
cui i volontari svolgeranno attività
di manutenzione e ripristino di
vecchi sentieri.Per informazioni
e prenotazioni si può contattare Legambiente ai numeri:
06/86268323-4-5-6, attivi dal
lunedì al venerdì dalle 10 alle 18.
Il programma completo è
consultabile sul sito:
www.legambiente.it/volontariato/
campi.
PRIMA TAPPA, LUNEDI:
da Casalino di Ligonchio a Sologno, “Le antiche
vie dei Pastori e della transumanza”;
SECONDA TAPPA, MARTEDI:
da Sologno alle Fonti di Poiano; “La valle
incantata dei Gessi Triassici, i quarzi neri e il
fiume degli esploratori”;
TERZA TAPPA, MERCOLEDI:
dalle Fonti di Poiano fino a Castellaro; “I Gessi
del triassico…un tuffo nella preistoria”;
QUARTA TAPPA,GIOVEDI:
da Castellaro a Montecagno; “La via dei Frati...
gli eremi e le antiche fortezze dell’Appennino”;
QUINTA TAPPA VENERDI:
da Montecagno a Ligonchio “La magia dell’Acqua... il torrente Ozola e la Centrale Idroelettrica di Ligonchio”
PER INFO, PRENOTAZIONI E CONTATTI:
Stefano 3474878744 E-mail: [email protected]
07
DARVOCEINFORMA 31
Campi a km zero con le
coop Zora e Stradello
cooperative.
Natura, apprendimento e divertimento nei campi estivi
S
tanno avendo sempre più successo i Campi estivi che
in molti comuni della provincia vengono organizzati
per i giovani delle scuole elementari e delle scuole
medie. Si possono considerare vacanze a km zero: si
tratta di intense giornate di attività ricreative, sportive,
culturali, a pochi chilometri da casa, coordinate da personale specializzato. Molti di questi campi estivi, che
spesso sono pongono grande attenzione ai temi della
natura, sono organizzati da cooperative sociali. Abbiamo
chiesto al Consorzio cooperative sociali Quarantacinque
di segnalarci alcune di queste esperienze realizzate dalle
cooperative associate al consorzio.
Lo Stradello e Zora hanno la sede in un bel podere sulle prime colline sopra Scandiano, a Pratissolo.
Quest’anno, con la collaborazione di un’altra cooperativa,
Solidarietà 90, hanno deciso di organizzare, “Natura in
gioco”, un campo estivo rivolto ai giovani dai 6 ai 12 anni
che sfrutta le potenzialità del podere, con animali, tanti
spazi verdi (siamo in piena campagna), un bellissimo
Lo Stradello
maneggio. Il tema educativo si
fonderà su aspetti come l’ambiente, il riuso dei materiali, la
conoscenza della natura. Una
bella iniziativa sarà “Sentieri
in gioco”, la festa itinerante nel
podere per i bambini e le loro
famiglie, in programma domenica 10 giugno. Per informazioni:
cooperativa Zora (0522 98260),
Angelo Di Carlo (329 3708404).
Invece delle vacanze all’estero per imparare una lingua può
essere interessante il “Kaleidos
city camp” a San Prospero Strinati di Reggio Emilia, un campo
estivo in inglese organizzato dalla cooperativa sociale Solidarietà
90. La stessa cooperativa, che ha
una lunga esperienza nel settore,
organizza in tutta la provincia 13
campi, a Reggio Emilia, Albinea,
S. Ilario d’Enza, Cadelbosco Sopra, Correggio, Viano, Novellara.
Per informazioni e iscrizioni: Solidarietà 90, tel. 0522-293718,
www.solidarieta90.it.
Lo scorso anno ha avuto un
grande successo il “Baby Camp”
organizzato a Praticello di Gattatico dalla cooperativa sociale
Re.search in collaborazione con
il Comune. L’esperienza si ripeterà anche quest’anno dal 2 luglio
al 10 agosto, per i bambini dai
2 ai 5 anni. Grande spazio verrà
dato alle attività all’aria aperta:
sono in programma una biciclettata a Nocetolo, gite al mare e sul
Po, una uscita al Parco acquatico
di Valeggio sul Mincio, e una
interessante esperienza di orientering nella Riserva Naturale di
Valle Re. Le iscrizione al servizio,
presso il Comune di Gattatico
avverranno dal 9 al 23 giugno.
Informazioni: 0522 294959,
340 7958642, [email protected]; [email protected]
Una full immersion nella
campagna è “Tempo estivo summer campus”, organizzato dalla
cooperativa sociale Augeo presso l’azienda agricola Il Bove a
Villa Sesso (Reggio Emilia), nel
periodo dall’11 giugno al 14
settembre. Un orto biologico e
animali da cortile faranno da
contorno ad un contesto idonea
ad ospitare bambini e ragazzi
che vogliono vivere l’esperienza
della vita all’aria aperta e della
fattoria tradizionale emiliana. Il
centro estivo presso Il Bove vuole
mettere in contatto i partecipanti
con la realtà di una vera azienda
agricola, dove la cura degli ani-
mali da cortile, il giardinaggio
e le attività di cucina sono opportunità per conoscere il ciclo
naturale delle cose. Il campo è
bilingue: italiano e inglese (con
insegnante madrelingua). Informazioni: Augeo 338/7193556,
www.augeocoop.it.
La cooperativa sociale Il
Poliedro di Guastalla organizza
invece i campi estivi nel Mantovano, gestiti in convenzione con
enti locali e parrocchie. Il Poliedro promuove, all’interno dei
servizi estivi, attività ludiche e
ricreative in grado di coinvolgere
i bambini, le famiglie, le associazioni di volontariato e le diverse
agenzie educative presenti sul
territorio in un’ottica di piena
valorizzazione del tempo ludico.
Il campo-giochi estivo consente
ai bambini, agli educatori e alla
comunità intera di incontrarsi,
dialogare e promuovere i valori
all’educazione. Le attività prevedono gite settimanali presso
oasi ecologiche e naturalistiche,
fattorie didattiche, parchi acquatici, castelli e rocche, giochi
cooperativi, attività sportive.
Informazioni: Il Poliedro,
tel. 0522 824142, [email protected]
ilpoliedro.re.it
VacanzEsperienza: in viaggio col Sociale
L’accordo tra Gcn e Wwf per il turismo responsabile
I
08
l Gruppo Cooperativo Nazionale Cgm (Consorzio Gino
Mattarelli), la più grande rete di cooperative sociali
in Italia, e WWF Ricerche e Progetti hanno firmato
un accordo per lanciare le vacanze sostenibili 2012. Da
quest’anno i campi estivi per minori del progetto VacanzEsperienza della società cooperativa Luoghi per Crescere, gestiti dai consorzi di cooperative sociali di Cgm,
saranno inseriti nel catalogo di proposte “Vacanze con il
WWF 2012” e rispetteranno la Carta di Qualità del Turismo Responsabile della celebre organizzazione mondiale.
Condividendo il presupposto che la vacanza sia sempre un
momento di svago ma anche un’opportunità importante
di incontro, scoperta e conoscenza della natura, il mondo
del turismo responsabile WWF e Luoghi per Crescere,
afferente al Gruppo Cooperativo Cgm, si riconoscono nei
medesimi valori di riferimento, definiti e codificati dalla
Carta di Qualità del Turismo Responsabile: qualità dei
progetti educativi e delle attività proposte, educazione e
sensibilità ambientale, valore ecologico dei programmi,
assistenza organizzativa ai partecipanti, pregio delle località e qualità delle strutture ricettive, sostenibilità, qualità
dell’alimentazione e attenzione
alla valorizzazione del territorio
locale. Ci sarà così la possibilità
di scegliere soggiorni in alcune
località di pregio immerse nella
natura del nostro Paese, nel segno della sostenibilità sociale e
ambientale: Olle in Val di Sella
e l’Altopiano di Vezzena in Trentino Alto Adige, Antignano sulla
Costa Livornese, San Rossore
nel Parco Regionale Migliarino, l’area protetta del Parco di
Montioni, il mare di Marina di
Pisa in Toscana, il Parco dei
Colli di Bergamo in Lombardia
e Saint Barthelemy a Nus in
Valle d’Aosta. In questi splendidi contesti naturali, bambini e
ragazzi soggiorneranno in case
vacanza ristrutturate e potranno
Parco San Rossore
dedicarsi alle attività più varie:
dai laboratori didattici e artistici,
alle escursioni in mountain bike,
dal trekking all’orienteering nei
boschi, per citarne solo alcune.
I progetti VacanzEsperienza
nascono dalla pluriennale esperienza del Gruppo Cgm nella
gestione di servizi educativi e
ideazione di vacanze dedicate
ai minori. La gestione completa
del soggiorno, dal coordinamento
all’organizzazione, dai trasporti
all’assistenza medica e ad altri
servizi accessori, è di esclusiva competenza degli operatori
socio-educativi di Luoghi per
Crescere.
DARVOCEINFORMA 31
darvoce.
Le nuove cariche
sociali di DarVoce
N
uovi vertici per DarVoce,
l’associazione di associazioni che gestisce l’omonimo Centro di Servizio per
Volontariato della provincia di
Reggio Emilia.
A metà maggio DarVoce ha
rinnovato le proprie cariche sociali, con le votazioni andate in
scena 12 maggio, giorno fissato
per l’assemblea annuale dei soci,
con la presentazione del bilancio.
Da chi è rappresentata oggi
DarVoce? Il nuovo presidente è
Umberto Bedogni, eletto con
35 voti dall’assemblea dei soci.
Prende il posto di Tito Gobbi,
presidente per tre mandati, che
ha deciso di non ripresentarsi.
Bedogni, pensionato dal
1997, dal 1998 al 2011 è componente dell’Auser provinciale,
nei primi tre anni come vice
presidente e poi come presidente. E’ consigliere di DarVoce da
due legislature, consigliere del
Movimento del Volontariato e
rappresentante del Movimento
nel coordinamento del Forum
del III Settore di Reggio Emilia. Oltre al presidente, sono state
rinnovate tutte le cariche sociali
di DarVoce: Consiglio direttivo,
Probiviri e Sindaci revisori.
Il nuovo consiglio direttivo
di DarVoce sarà formato da
Claudia Casoni, Sostegno e Zucchero, distretto di Reggio Emilia
(24 preferenze), Maria Elena
Ghinolfi, Emmaus, distretto di
Reggio Emilia (17 preferenze),
Massimo Becchi, Legambiente
Reggio Emilia, distretto di Reggio Emilia (15 preferenze), Walter Baricchi, Club Unesco Reggio
Emilia, distretto di Reggio Emilia
(14 preferenze), Angela Zini,
Lega contro i Tumori, distretto
di Reggio Emilia (14 preferenze), Pietro Messori, ABC Emilia
Romagna, distretto di Reggio
Emilia (13 preferenze), Patrizia
Audisio, Casa del Tibet, distretto
di Montecchio Emilia (11 prefe-
Umberto Bedogni, Presidente di DarVoce
renze), Giuseppe Bertani, AVIS,
distretto di Reggio Emilia (10
preferenze), Vincenzo Caprari,
Coordinamento Protezione Civile
Reggio Emilia, distretto di Reggio Emilia (9 preferenze).
Il collegio dei sindaci revisori
sarà formato da M.Pellegrino
Donati, Croce Bianca Sant’Ilario-Campegine-Gattatico, distretto di Montecchio Emilia e Anna
Salsi, Avis Comunale, distretto
di Reggio Emilia, come sindaci
ordinari e da due supplenti: Vincenzo Franco, Auser Provinciale,
distretto di Reggio Emilia, e Massimo Giaroli, Fa.Ce., distretto di
Reggio Emilia.
Il collegio dei probiviri sarà
formato da Andrea Fontana,
EMMAUS, distretto di Reggio
Emilia, Vittorio Gazzotti, GLM
Reggio, distretto di Reggio Emilia, e Littoria Picciati, Lega contro i tumori, distretto di Reggio
Emilia.
Dopo le votazioni, è stato illustrato il bilancio – economico e
sociale – di DarVoce per il 2011,
e al termine sono stati annunciati
i nuovi rappresentanti. Non prima di un intervento di Tito Gobbi,
che ha ringraziato associazioni
e collaboratori del centro per la
sua lunga esperienza prima di
passare la parola ad Umberto
Bedogni, nuovo presidente di
DarVoce, che ha parlato delle
sfide a cui DarVoce è atteso in un
periodo di crisi sociale e economica in cui il volontariato è chiamato ad un ruolo importante.
LA LETTERA DI
TITO GOBBI
L
ascio la presidenza
na non di cer to il
volontariato, resto
a disposizione del nuovo
presidente e del relativo
direttivo per qualsiasi
aiuto che la mia esperienza può mettere a vostra
disposizione. DarVoce
mi è entrata nel sangue e
non posso perderla, vorrei
continuare ancora con voi
il cammino che parte dalla solidarietà. Voi direte,
va se questi sono i tuoi
obiettivi, perché lasciaTito Gobbi
re? Lascio perché trovo
giusto il ricambio, forze nuove, con giuste motivazioni
che sappiano sempre alimentare il nostro mondo. Ho
avuto tanto dal volontariato, il ruolo che ho svolto mi
ha privilegiato nel farmi conoscere un mondo a 360
gradi, fatto di persone meravigliose che di fronte ad
un destino tragico hanno saputo reagire con dignità ed
abnegazione. E che ci permette ora, di fronte ad una
crisi così drammatica, di darci la speranza di superarla
e guardare al futuro con serenità; preoccupazioni sì,
ma convinti che uniti ce la possiamo fare. La parola
d’ordine è fare rete. Per non dimenticare nessuno, ringrazio tutti per la collaborazione ed in principal modo
lo staff con il quale ho l’orgoglio di poter dire che siamo
cresciuti insieme.
Ho fatto tre mandati: il primo mi è servito per capire la mission ed il ruolo del centro, il secondo la
risoluzione dell’organigramma ed il consolidamento
della struttura; infine il terzo, quello della crisi, che ha
portato il centro verso un nuovo metodo di lavoro e di
alleanze,collaborando con assiduità con le istituzioni e
con le altre organizzazioni del mondo della solidarietà,
per arrivare a protocolli d’intesa.
DarVoce è cresciuta, sono arrivato quando le organizzazioni di volontariato erano 25. Ora, con le nuove
entrate, sono 86, e questo dato la dice lunga sul nostro
lavoro e la nostra forza.
Davvero grazie di cuore. Ci aspetta un futuro denso di
preoccupazione, ma sono fermamente convinto che se
saremo uniti supereremo anche questa prova. Ripeto,
dobbiamo fare rete, questo non deve essere solo uno sterile slogan, ma dobbiamo credere in quello che facciamo,
dobbiamo partecipare e soprattutto ascoltare anche
l’altro. Conoscendoci potremo facilitare le nostre scelte.
Il momento del commiato è di per sé sempre triste, si
chiude un capitolo, ma la vita continua e c’è sempre un
dopo. E spero di farne parte ancora per un bel pezzo.
Viva il Volontariato, Viva DarVoce, Viva tutti voi.
Grazie
Tito Gobbi
Corso di giornalismo sociale e nuovi media
R
accontare l’immigrazione,
il carcere, il volontariato, il
terzo settore.
Oppure la povertà, i senza casa, la
disoccupazione, i disastri ambientali, la mafia.
Giornalismo sociale vuol dire anche questo, e di questo si parlerà
nel corso di specializzazione che
prevede lezioni frontali e una serie
di incontri con giornalisti, per poter aver un confronto diretto con
chi, quotidianamente, lavora nel
mondo dell’informazione. L’obiettivo e la speranza – vista la peculiarità dell’argomento
e il coinvolgimento diretto di
una realtà come DarVoce – è
di coinvolgere anche volontari e
rappresentanti del terzo settore
reggiano.
Centrato sull’analisi dei principali modelli produttivi legati
alla macchina dell’informazione,
con specifico riferimento alla
crisi dei giornali quotidiani (anche free-press) e al giornalismo
multimediale, il corso analizza
il lavoro del giornalista, la sua
deontologia professionale, e in
generale i profondi cambiamenti
che negli ultimi anni hanno interessato la professione e il mercato
dell’informazione.
Viene inoltre dato spazio alle
teorie sul giornalismo, agli sviluppi dell’informazione on line e
del “giornalismo sociale”. Sono
previste in aula testimonianze
specifiche di giornalisti e esperti
del settore. Il corso di specializzazione
su Giornalismo sociale e Nuovi
Media, promosso dalla Facoltà
di Scienze della Comunicazione
e dell’Economia dell’Università
di Modena e Reggio Emilia
assieme a DarVoce e all’agenzia
di stampa Redattore Sociale, si
terrà in autunno a Reggio Emilia.
La partecipazione non è riservata ai soli laureati: anche
i diplomati interessati possono
iscriversi; per gli studenti dell’ateneo avrà valore di 6 crediti
formativi.
Informazioni e pre-iscrizioni:
[email protected] - 0522 791979.
www.darvoce.org/giornalismo-sociale
09
DARVOCEINFORMA 31
LA RICERCA.
L’Osservatorio del Terzo Settore
presenta i dati 2012 del no profit reggiano
S
ono 888 le organizzazioni sociali di cui si compone
il terzo settore reggiano: 104 Cooperative sociali
(52 quelle censite nel 2011), 243 (220) Organizzazioni di volontariato, 541 (409) associazioni di promozione sociale. 338.000 sono soci di queste organizzazioni
(pari al 64% della popolazione).
Questi i dati che emergono dall’indagine sul no profit
reggiano promossa dall’Osservatorio del Terzo Settore
di Reggio Emilia e voluta da Fondazione Manodori,
Provincia di Reggio Emilia, Comune di Reggio Emilia,
Camera di Commercio di Reggio Emilia, Forum del Terzo
Settore e Centro di Servizio per il Volontariato Dar Voce.
Ben 35.000 le risorse umane impiegate nel Terzo
Settore di cui 5.000 lavoratori dipendenti, un comparto
che a Reggio Emilia genera oltre 313 milioni di euro.
Queste le stime che arrivano dal lavoro dell’Osservatorio del terzo settore di Reggio Emilia che ha raccolto
le informazioni attraverso
questionari somministrati a
ciascuna organizzazione integrandole con dati provenienti
dagli archivi amministrativi
per censire il numero delle
organizzazioni,ma anche
per raccogliere informazioni
sull’attività svolta e misurare
il valore aggiunto economico
e sociale del settore. Il terzo
settore spesso rischia di non
essere leggibile con i tradizionali strumenti di analisi e con
le tradizionali categorie con
le quali i fenomeni sociali ed
economici vengono studiati e
La presentazione dei candidati
questo cono d’ombra spesso
diventa controproducente per il Settore stesso nel momento in cui si rapporta con le comunità di riferimento e
con i suoi sostenitori e finanziatori.
Questo importante studio, il primo di questa portata
a livello nazionale, che vede la città del Tricolore capofila
regionale, si avvale anche di un portale Internet dedicato
(http://osservatorioterzosettore.
provincia.re.it) che viene aggiornato in tempo reale con
l’intervento diretto degli Enti
per offrire una carta di identità
virtuale delle organizzazioni.
“I dati raccolti – spiega Guido
Caselli, responsabile del Centro
Studi Unioncamere dell’Emilia Romagna, che ha condotto
l’indagine – consegnano la fine
di un modello, quello delle organizzazioni piramidali che ha
nelle efficienze di scala l’obiettivo
principale e nell’organizzazione
burocratica gli strumenti per il
raggiungimento. Oggi le nuove reti
si devono basare su un modello
organizzativo partecipativo che
mobilita tutti i membri anche nel
processo decisionale e nell’individuazione della missione comune.
Una rete aperta al contributo di
tutti, alla libera circolazione delle
informazione e della conoscenza,
seguendo le modalità di massima
visibilità e trasparenza, questo –
conclude Caselli – perché un’idea
non può essere imposta dall’alto,
trova applicazione solo se attorno
ad essa si costruisce un consenso
diffuso”. Riccardo Faietti, portavoce del Forum reggiano del
Terzo Settore ha spiegato che
“lo sviluppo dell’Osservatorio
è la risposta alle crescenti domande in termini di sussidiarietà
e razionalizzazione del sistema
tra enti privati e pubblici in cui il
terzo settore è soggetto intermedio. La semplificazione
è il principio cardine di
tutto il lavoro che stiamo svolgendo nell’ambito del terzo settore”.
Umberto Bedogni, neo
presidente di DarVoce
ha detto: “crediamo in
un progetto che sistemi
e riordini il settore, ottimizzi per le associazioni
i processi di accreditamento, comunichi in
tempo reale la composizione e la rilevanza delle
associazioni stesse. Noi
dobbiamo far percepire
alle associazioni di volontariato che questo strumento
non è il solito questionario che
viene propinato ma può e deve
diventare uno strumento utile
e strategico per lo sviluppo del
nostro mondo”. Per la presidente
della Provincia, Sonia Masini, “Il
terzo settore rappresenta il protagonismo della società civile. Il
lavoro prodotto dall’Osservatorio
è insostituibile, ma è importante
non delegare qui tutto, si ingolferebbe. Oggi questo modello è
messo fortemente in discussione
dalla crisi economica e il modello
va ripensato, il futuro per la ripresa sta nei servizi alla persona.
Se non ci fosse la vostra partecipazione saremmo già finiti”.
L’assessore regionale alle Politiche sociali Teresa Marzocchi ha
parlato del grande interesse della
Regione per questo progetto che
verrà replicato in altre province e
in riferimento alla crisi economica ha spiegato che “Non bisogna
perdere le caratteristica del nostro territorio che è reagire alle
avversità. Se tiene questo settore
è un bel segnale”. Nel merito
dell’Osservatorio Marzocchi ha
sottolineato che l’importanza
sta proprio nella capacità di
condivisione con soggetti come la
Camera di Commercio e la Fondazione Manodori. Matteo Sassi,
assessore alle Politiche sociali
del comune di Reggio, sottolinea
“Quanto sia importante oggi
tentare di chiamare a raccolta i
soggetti forti della comunità in
una ammissione di responsabilità
per il bene comune. Il lavoro per
la coesione sociale oggi è prioritario quanto mai e questo il comune
sta realizzando con il Patto per
il welfare”.
Inserimento lavorativo: una interessante collaborazione
tra il Circolo Aquilone di Scandiano e Lo Stradello
“L’
10
Aquilone”, il circolo ricreativo di Scandiano
dove, grazie all’impegno di un gruppo di volontari,
si gioca a tombola con lo scopo di sostenere
concretamente la cooperativa sociale “Lo Stradello”,
dal 1988 si è dato e ha raggiunto obiettivi importanti,
sia sotto l’aspetto economico, sia sotto quello, ancor più
significativo, della solidarietà a favore di ragazzi disabili.
Negli ultimi tempi, nonostante le difficoltà imposte
dalla crisi generale, il circolo e la cooperativa hanno
puntato su un nuovo obiettivo: l’inserimento lavorativo
di alcuni ragazzi nel lavoro di pulizia dei locali dove il
circolo svolge l’attività (un ampio capannone di mille
metri quadrati di proprietà della cooperativa ma frutto,
anche questo, dello sforzo dei volontari del circolo). I
ragazzi dello Stradello che vanno all’Aquilone per fare
le pulizie, hanno voluto dare le loro impressioni su questa
attività un po’ anomala rispetto a quelle da loro svolte nei
Laboratori Integrati. Daniela: “Il fatto di rimettere tutto
in ordine mi fa stare bene; mi fa
pia-cere che i soci dell’Aquilone
ci diano questa opportu-nità e
li voglio ringraziare”. Ambra:
“Anche a me piace mettere in
ordine e poterlo fare anche guadagnando qualcosa”. Serenella:
“A me invece non piace pulire
e non capisco perchè quelli che
vanno giocare lasciano così tanto
sporco e non usano i cestini che ci
sono; però so che contribuisco al
lavoro di tutti”. Ida: “Lo faccio
volentieri anche se per me è un
lavoro ‘pesantuccio’. Secondo me
è bello che chi va a giocare a tombola ci dia la possibilità di poter
lavorare e sostenere lo Stradello,
ed è bello andare insieme, noi e
gli operatori, a lavorare”.
“Ecco un bell’esempio – spiega il presidente dell’Aquilone
Fulvio Torreggiani, ed ex presidente dello Stradello – di cosa
si intende quando si parla di
“sinergie” e di “valore aggiunto”
del Terzo Settore.
In sostanza questa esperienza
dimostra che giocare è bene, sapere perché, è meglio”.
DARVOCEINFORMA 31
CREATIVITà.
AFFARI
SOCIALI
Criba: pensare accessibile
“I
mmaginare il cambiamento
è il passo più difficile:
se pensiamo che qualcosa
sia impossibile da realizzare
non tentiamo nemmeno di realizzarla. Aprire la mente verso il
cambiamento è il primo step per
diventare “accoglienti” e per costruire - mattone dopo mattone
- una comunicazione inclusiva”.
Con questa premessa ha
preso vita ed è arrivato alla fine
il progetto ilcervelloaccessibile.
wordpress.com organizzato dal
CRIBA Emilia-Romagna e che
ha trovato piena accoglienza nel
corso di Grafica della Scuola Internazionale di Comics di Reggio
Emilia. Un progetto nato dalla
volontà di provare a superare
l’imbarazzo e la mancanza di
dimestichezza con cui ci si pone
nei confronti del mondo della
disabilità nel momento in cui si
vuole parlare di disabilità.
“Certamente si può definire
“di moda” – o per lo meno si
auspica che diventi sempre più
tale – quell’accessibilità intesa
come un piccolo scivolo che
rende percorribili alcuni gradini.
Molto meno di moda, invece, è il
pensare in maniera accessibile
e magari agire di conseguenza,
dando cioè accesso ai diritti,
alle necessità e forse anche ai
desideri di tutti…”. Le parole
di Giorgio Genta della Federazione italiana ABC (Associazione
Bambini Cerebrolesi), dalle quali
nasce l’idea del progetto stesso,
riassumono il presupposto che
ha guidato Il cervello accessibile: tendere a un’informazione
competente sulla disabilità che
operi affinché le fonti specializzate e di settore siano correttamente e pienamente utilizzate
dall’informazione generalista
e di mainstream, perché oggi
una disseminazione ampia nella
società civile dei valori fondanti
di cittadinanza e di pari dignità
delle persone con disabilità nel
nostro Paese primo passo verso
l’attuazione dei diritti.
Proprio pensando a diritti,
tutelati ma non ancora attuati,
è indispensabile creare un approccio nuovo, intervenire sui
punti di vista e sulla conoscenza
in modo che le azioni messe in
campo non siano più solo un fare
per includere ma derivino da un
ovile con
ammeraal
I
Progetto candidato al bando
pensiero inclusivo. Il focus del
progetto è stato, quindi, quello
della comunicazione inclusiva, il
filo conduttore quello della disabilità, pur nella consapevolezza
che gli elementi di comunicazione
inclusiva sono trasferibili a tutti
gli ambiti di potenziale esclusione e discriminazione. Uno degli
obiettivi principali? Scardinare
gli stereotipi che si celano e si
generano dietro a un’immagine
standardizzata e spesso troppo
eterodiretta della realtà guidati
dalla volontà di superare quelle
espressioni politicamente corrette come “diversamente abile”
ed espressioni connotate negativamente come “handicappato”
o “menomato”, o “ritardato”
e quelle rappresentazioni della
disabilità come disabilità prettamente fisica (sedia a ruote e
non vedente), che sono frutto di
una descrizione e di una comunicazione troppo semplificata di
Progetto candidato al bando
un tema così complesso.
I cinque incontri formativi,
in cui si sono alternati momenti
frontali caratterizzati da stimoli continui e supporti visivi, a
momenti di laboratori, giochi e
simulazione, il tutto arricchito
dalla “messa in situazione”
dei ragazzi coinvolti che sono
stati calati, senza preavviso o
preparazione, in case di riposo,
doposcuola, centri diurni per
persone con disabilità intellettive,
squadre di basket su sedia a ruote, hanno coinvolto 37 studenti e
si sono concretizzati in un bando
di concorso, indetto dal CRIBA
Emilia Romagna e dal CERPA
Italia Onlus. Al concorso hanno
partecipato 23 ragazzi, i cui
lavori saranno valutati da 70
giurati tra i quali il fumettista
Leo Ortolani, i blogger di Invisibili Franco Bomprezzi, Claudio
Arrigoni e Simone Fanti, l’ex
ministro Antonio Guidi, l’eurodeputato Niccolò Rinaldi e Teresa
Marzocchi, assessore regionale
a Promozione delle politiche
sociali. Tutti i lavori e molti altri
materiali grafici e video, nonché
quelli didattici utilizzati durante
il percorso formativo, sono disponibili sul sito del progetto:
ilcervelloaccessibile.wordpress.
com
l sociale può fare la differenza. Anche quando
la multinazionale che sposa la partenership è un
leader mondiale. E’ il caso di Ammeraal Beltech
Modular che distribuisce e produce una vasta gamma
di catene e nastri trasportatori, per la movimentazione interna delle merci, correlati dei rispettivi
accessori. E’ una delle aziende leader nella produzione di nastri modulari in plastica, nastri sintetici,
catene per la movimentazione interna delle merci
in numerosi settori, come l’industria dell’auto, del
cartone e dei prodotti alimentari, del packaging, ecc.
L’azienda reggiana ha deciso si intraprendere una
collaborazione con la cooperativa sociale L’Ovile e la
sorpresa per entrambi è arrivata dal miglioramento
delle prestazioni in termini di qualità del prodotto.
Pietro Piacentini è il responsabile della Produzione
della Ammeraal e ci racconta questo rapporto così
particolare.
Signor Piacentini, come è nata l’idea di collaborare con una cooperativa? Quali sono state le
motivazioni?
L’organizzazione ha dovuto scegliere la strada
della continua trasformazione, in base al modificarsi
del mercato di riferimento e in funzione degli obiettivi da raggiungere, tra i quali la scelta tecnica delle
soluzioni proposte, ma anche la scelta specifica del
prodotto fornito rispetto alla applicazione, e non da
ultimo al servizio fornito, onde ottenere la massima
soddisfazione del cliente. Da qui è nata l’idea di attivare queste collaborazioni con aziende esterne che
potessero aumentare la potenzialità della produzione.
In questo contesto abbiamo pensato alla coop L’Ovile.
Nastri trasportatori Ammeraal Beltech Modular
Che tipo di rapporto di collaborazione è stato instaurato?
La sfida di questo rapporto collaborativo è stata
certamente la capacità della cooperativa di fornire
ad Ammeraal la forza lavoro in quantità diverse
rendendo attuabile quella flessibilità che il mercato
richiede; forza lavoro però con caratteristiche anche
di competenze e specificità , formata dal committente
ma anche mediante mutuo scambio. Potremmo dire
che alcuni esperti interni ad Ammeraal Beltec hanno
i corrispettivi presso la Cooperativa.
Quali sono i vantaggi, il valore aggiunto, gli elementi positivi di questa collaborazione per l’azienda?
Sicuramente abbiamo una più ampia copertura
della forza produttiva e una maggiore potenzialità
ci ha permesso di: ampliare la categorie e caratteristiche delle commesse da sviluppare, sviluppare la
fornitura nuovi prodotti/commodities e migliorare la
pianificazione del lavoro. Inoltre ci è stato possibile
attivare la Qualità della fornitura (free pass) e avere
una reciproca continuità della produzione, senza
lacune o eccedenze.
11
DARVOCEINFORMA 31
Le foto dei volontari
raccontano
musica.
Non + soli con BUS74
le povertà U
Fotografia dei volontari di Tannetum
“Nuove povertà – Le risposte del volontariato”.
È il titolo di una mostra fotografica visitabile a Reggio
Emilia da sabato 12 maggio all’interno del festival
internazionale Fotografia Europea. Si tratta di un
lavoro svolto da fotografi volontari del circolo fotografico Tannetum che hanno voluto documentare con
le immagini il lavoro e la passione messa in campo dal
volontariato reggiano contro le povertà. Promossa da
DarVoce e dal circolo Tannetum la mostra collettiva
sarà ospitata dal ristorante Opposto, in corso Garibaldi
31, nel centro storico di Reggio Emilia ed espone scatti
di Sabrina Bassi, Roberto Bigi, Daniele Buraia, Pasquale Colangelo, Raffaella Delli Gatti, Roberto Fochi,
Stefano Lorenzani, Manuel Romani e Gianfranco Salsi.
E’ scritto nello statuto del circolo ma è presente
nello spirito del gruppo l’obiettivo di mettere l’estetica
a servizio della comunicazione delle idee. Le belle foto,
l’arte, lo stile oltre che definire l’identità dell’individuo
devono parlare alla società, rilevarne i bisogni, indicare
i valori su cui costruire le risposte. L’arte fotografica
resta il mezzo più efficace per comunicare idee e valori,
senza i quali la bravura rischia di rimanere sterile e
fine a se stessa.
n progetto di DarVoce che
sta molto a cuore a BUS74.
Per sostenere il progetto
Non + soli, a supporto dell’amministratore di sostegno. DarVoce e l’associazione Bus 74
giovedì 21 giugno nel Chiostro
Grande di S.Pietro alle 21,30
saluteranno il solstizio d’estate
con i Virtuosi Italiani e le Otto
Stagioni. Nessun errore, saranno
proprio Otto. Due emisferi, due
culture, due capolavori della
musica classica saranno protagonisti di questo nuovo appuntamento estivo ideato e promosso
da Bus74 in collaborazione con
il Comune di Reggio Emilia e
Soli Deo Gloria. Le Quattro
Stagioni di Vivaldi sono una
delle composizioni più conosciute ed apprezzate in tutto il
mondo e Las Cuatro Estaciones
Porteñas di Piazzolla sono tra
le composizioni più eseguite del
musicista argentino, portato sui
palcoscenici di tutto il mondo da
immensi interpreti quali Martha
Argerich, Yo Yo Ma, Mischa
Mayskij, Gidon Kremer. Questo
ardito accostamento di due
composizioni create a quasi
trecento anni di distanza, l’una
a Venezia e l’altra a Buenos
Aires, delinea un vero e proprio
ciclo di otto stagioni che saprà
coinvolgere il pubblico in una
atmosfera unica e porterà gli
ascoltatori a intraprendere uno
splendido viaggio, guidato da
alcuni fra i più noti e stimati
I Virtuosi Italiani
protagonisti della scena musicale italiana. Eseguiranno
i concerti, infatti, I Virtuosi
Italiani diretti dal Maestro Alberto Martini, orchestra nata
nel 1989, tra le formazioni più
attive e qualificate nel panorama artistico internazionale
in particolare per il repertorio
barocco e il Maestro Marcello
Mazzoni il cui livello di eccellenza esecutiva non necessita
di presentazioni, in particolare
nella sua città. L’ingresso sarà
libero anche se sarà possibile
fare una donazione per questa
importante iniziativa di DarVoce. E’ importante partecipare
per godere di un eccezionale
evento musicale e, insieme,
valorizzare l’obiettivo solidale
della serata.
I Virtuosi Italiani, complesso nato nel 1989, è una delle
formazioni più attive e qualificate nel panorama artistico
internazionale. Molteplici sono
le collaborazioni con solisti e
direttori: Pierre Amoyal, Ramin
Bahrami, Lazar Berman, Pavel
Berman, Fabio Biondi, Stanislav
Bunin, Michele Campanella,
Bruno Canino,Gautier Capucon,
Giuliano Carmignola, Enzo
Dara, Pietro De Maria, Claudio
Desderi, Mariella Devia, Enrico
Dindo, Benedetto Lupo, Eva
Mei, Cinzia Forte, Roberto De
Candia, Patrick Gallois, Bruno
Giuranna, Natalia Gutman,
Barbara Hendricks, Vincenzo
La Scola, Katia e Marielle Labeque, Maxence Larrieu, Misha
Maisky, Lev Markiz, Massimo
Mercelli Federico Mondelci,
Andres Mustonen, Ilya Grubert,
Jin Ju, Kristof Penderecky, Massimo Quarta, Julian Rachlin, Vadim Repin, Dmitri Sitkovetsky,
Tatyana Vassilyeva, Pavel Vernikov, Elisso Virsaladze, Lilya
Zilberstein, e molti altri.
Roberto Vecchioni per AVD
I
12
Roberto Vecchioni in concerto
l grande Roberto Vecchioni ha
aggiunto una tappa al suo tour
per testimoniare la sua vicinanza all’Associazione Volontari Assistenza Domiciliare Onlus (Avd)
ma quella dello scorso 23 maggio
è stata anche l’occasione per
festeggiare i 18 anni di presenza
sul territorio dell’associazione.
Cornice di questa serata a base
di grande musica e solidarietà è
stato il teatro Valli dove il Professore, accompagnato da una
band di 6 elementi più una piccola sezione di archi ha ripercorso
in quasi tre ore di spettacolo gli
oltre 40 anni della sua incredibile carriera. Sono arrivate così
le grandi canzoni, quelle che
appartengono al nostro immaginario e alla nostra storia, ma
anche tante storie raccontate per
Il pubblico del Valli
“colorare il buio”. Il leit motiv, e
anche il titolo, dell’ultimo disco
che raccoglie tra gli altri alcuni
dei brani a lui più cari. Al Valli
si inizia da “Sogna ragazzo Sogna” in qualche modo dedicata ai
giovani (“la maggior parte si impegna, combatte, lotta, ci crede,
cade, si rialza”), eppoi “Ninni”,
“La stazione di Zima”, “Lettere
d’amore”, “Milady”, “Figlia”,
“Stranamore”, “Le rose blu” e
per i bis le immortali “Luci a San
Siro” e “Samarcanda”.
“Quello che canto l’ho vissuto
sulla mia pelle” disse a suo tempo il prof, nostro compagno di
viaggio da quarant’anni.

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