inutili, cicostano 13 miliardi l` o - Azienda Ospedaliero

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inutili, cicostano 13 miliardi l` o - Azienda Ospedaliero
.
INDICE RASSEGNA STAMPA
.
3. Sanità nazionale
Qn
13/03/2015
p. 12
Il ministro e gli sprechi nella sanità «Gettati 13 miliardi in
esami inutili»
Bruno Ruggiero
1
Qn
13/03/2015
p. 12
«Pazienti accontentati per paura delle denunce»
Alessandra
Malpelo
3
Avvenire
13/03/2015
p. 10
Salute. Lorenzin: «Troppi esami inutili, ci costano 13 miliardi
l'anno»
4
Corriere Della Sera
13/03/2015
p. 13
Lorenzin: troppi esami inutili, sprechi per 13 miliardi
5
Corriere Della Sera
13/03/2015
p. 13
Un bando per i commissari Consob Spending review, la
partita dei nomi
Corriere Della Sera
13/03/2015
p. 23
Ebola, le vittime salgono a 10 mila E negli Usa arriva un altro
contagiato
Corriere Della Sera
13/03/2015
p. 25
Sole e cielo artificiali in Radiochirurgia
Corriere Della Sera
13/03/2015
p. 34
Quando è giusto rinnegare il grano
Anna Meldolesi
10
Espresso
19/03/2015
p. 48
Con Salvini si lottizza di più
Paolo Biondani
12
Espresso
19/03/2015
p. 73
Testamento con polemiche
Giornale
13/03/2015
p. 16
«Giovane, italiano, garibaldino: ecco l'inventore del cesareo»
Il Fatto Quotidiano
13/03/2015
p. 14
Sanità lombarda: Salvini sceglie dirigenti ospedalieri
Italia Oggi
13/03/2015
p. 28
Infermieri, prestazioni non esenti
Italia Oggi
13/03/2015
p. 30
Studi medici, l'Irap nella delega fiscale
20
Libero
13/03/2015
p. 17
Al San Raffaele l'esoscheletro bionico per tornare a
camminare
21
Mattino
13/03/2015
p. 5
Sanità, spreco da 13 miliardi li per esami preventivi inutili
Messaggero
13/03/2015
p. 17
«Gli italiani fanno troppi esami inutili» Il ministro Lorenzin
annuncia la stretta
24
Repubblica
13/03/2015
p. 24
"Troppi esami inutili 13 miliardi sprecati e rischi per la salute" Elena Dusi
Lorenzin vuole tagliarli
25
Sette
13/03/2015
p. 101
Uno stimolo (elettrico) per riprendersi dall'ictus
27
Sole 24 Ore
13/03/2015
p. 15
Humanitas, luce a Radiochirurgia
28
Sole 24 Ore
13/03/2015
p. 16
In Campania al via 1.118 assunzioni
29
Sole 24 Ore
13/03/2015
p. 42
L'Andi rilancia sulla precompilata
30
Sole 24 Ore
13/03/2015
p. 42
Irap e medici, parola al governo
Marco Bellinazzo
31
Stampa
13/03/2015
p. 16
Tre milioni di risarcimento per la gemellina nata disabile
Franco Giubilei
32
Venerdi Repubblica
13/03/2015
p. 57
Fiocchetto lilla: ricordiamoci dell'anoressia
Emanuele Tirelli
33
Francesco Di
Frischia
6
8
9
15
Eleonora Barbieri
16
18
Franco Ricca
19
Antonio Galdo
22
Dario Oscar
Archetti
8. La Ricerca
Nazione Pisa
13/03/2015
p. 27
Una bottiglia d'olio per combattere i tumori
Espresso
19/03/2015
p. 104
Le statine fanno bene al cuore, ma male agli occhi
Agnese
Codignola
35
Espresso
19/03/2015
p. 105
Metti ogni giorno in tavola
Paola Emilia
Cicerone
36
Oggi
18/03/2015
p. 28
«Ho deciso: voglio fare il trapianto di testa!»
Edoardo Rosati
37
Indice Rassegna Stampa
34
Pagina I
ministro e gli sprechi ella sanità .
«Gettati 13 miliardi in es
inutili»
0
I.orenzin: ho fatto tre ecográfce, le mie amiche u
b runa Ruggero
ROMA
IL MINISTRO della Salute, Beatrice Lorenzin, in stato interessante,
si scaglia contro gli sprechi nel settore sanitario Una voce di bilancio che, se razionalizzata, disarmerebbe le mani di forbice che tagliano prestazioni e servizi ai cittadini per far quadrare i conti. «Costano all'Italia 13 miliardi di euro
l'anno, altro che manovre finanziarie - ha scandito la Lorenzin per questo il ministero lavora a
protocolli stringenti per le direzioni generali, a partire dagli esami
che si fanno in gravidanza».
P ER AVE R E UN'IDEA delle risorse recuperabili basta moltiplicare
i costi degli esami superflui per il
numero di donne che ogni anno
intraprendono la maternità, oltre
500mila. «Io ho dato il mio contri-
«Anche sui giorni i d egenza
in ospedale a volte si tende
a dilatare troppo i tempi»
buco - ha aggiunto con una battuta il ministro in dolce attesa durante un forum promosso dall'Ansa - ma mentre io fino ad oggi ho
fatto tre analisi e altrettante ecografie, quelle davvero necessarie,
due amiche che avevano scoperto
di essere incinte come me, ogni
dieci giorni fanno un esame».
D'altra parte, ragionare in termini di sostenibilità complessiva del
3. Sanità nazionale
sistema-paese significa prendere
atto di un altro «tema urgente».
«Nel 2050, con i tassi di natalità
attuali, in Italia non nasceranno
più figli - ha aggiunto Beatrice
Lorenzin - Bisogna cominciare a
centrare il problema con politiche attive, e questo sarà un tema
dei prossimi governi, di qualunque colore». Ma se spesso si abbonda ingiustificatamente nelle
prescrizioni di ecografie e analisi,
molto si potrebbe recuperare anche sul fronte dei periodi di degenza ospedaliera, in molti casi eccessivi: «Due-tre giorni di ricovero in più o in meno valgono miliardi». In questa ottica si lavora
per aggiornare il Patto per la Salu-
ogni 10 gîomî
del processo, ovvero che richieda
di passare dalla fase della lottizzazione politica a quella, appunto,
della governane.
«PER QUESTA RAGIONE - ha insistito il ministro della Salute nel cosiddetto decreto Madia (sulla pubblica amministrazione, ndr)
ho proposto un provvedimento
per la riforma della selezione della dirigenza, dei direttori sanitari
e dei primari, che indica al mondo politico di fare un passo indietro,ma ne consente due in avanti
ai sistemi di valutazione oggettivi
delle performance dei manager.
Stiamo parlando di poche persone che gestiscono 112 miliardi di
budget».
«La politica deve uscire
dalla fase della lottizzazione
di manager e primari»
te senza incidere sulle leve che pesano sui cittadini ma solo per sfoltire «la massa di inappropriatezze» recuperando due miliardi». In
quest'ottica, l'obiettivo è di recuperare due miliardi.
OLT RE A Q UELLI C H E il ministro definisce sprechi, prendendo
spunto dalle storie di ordinaria
malasanità, la Lorenzin ha indicato pure un problema di gestione
Pagina 1
U
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Gli esami inutili, spesso
richiesti per rassicurare
medici e pazienti, costano
all'Italia 13 miliardi di euro
l'anno . Le gravidanze ogni
anno sono oltre 500mila,
94M
e migliaia di ecografie, ad
esempio , vengono eseguite
senza una reale necessità
aí
Il ministero sta lavorando
a protocolli vincolanti per
limitare gli sprechi, a partire
dagli esami che si fanno in
ostetricia. L'obiettivo è di
arrivare a due miliardi di
tagli secondo l'intesa Stato
Regioni, con risparmi anche
sulle procedure di acquisto
0
Considerando i trend di
crescita della natalità,
secondo le statistiche
«al ritmo attuale, in Italia
nel 2050 non nasceranno più
figli». Sulla fecondazione
eterologa il ministero ha
ribadito il no all'ipotesi
di retribuire le donatrici
3. Sanità nazionale
Pagina 2
I PROTOCOLLI VANNO APPLICATI, MA C't CHI TEME LE RICHIESTE DI INDENNIZZO
«pazienti accontentati per paura delle denunce»
Alessandra MaLpeLo
GI N ECOLOGI , CHI RURGHI e ortopedici sono
tra le categorie più tartassate dai legali per
presunti errori in corsia. La gara a chi stacca
più ricette, a chi ripete le ecografie, a chi
chiede analisi e pareri di specialisti a volte
superflui, è figlia della paura: il dubbio di aver
fallito una diagnosi o una terapia, il timore
che i familiari possano prendersela con il
curante se la malattia ha preso il sopravvento.
Altre volte però sono proprio i pazienti a
trasmettere le loro ansie e vogliono sentirsi
rassicurati dalla mole di esami. Secondo
Claudio Cricelli, presidente della Simg,
Società italiana di medicina generale, è questo
un circolo vizioso dal quale si esce con il
dialogo, e con un senso di responsabilità da
parte di tutti. Dunque dottore, troppe
prescrizioni inutili? «Partirei dal caso citato
dal ministro Lorenzin - risponde Cricelli quando dice di voler razionalizzare un
percorso di assistenza e monitoraggio della
gravidanza. Per fortuna in molte regioni, io
faccio l'esempio della Toscana ma ci sono
situazioni simili in tutta Italia, la donna
gravida entra in un circuito di controlli
chiaramente individuati che prevede tutte le
prescrizioni diagnostiche, da eseguire a partire
I
Le prescrizioni eccessive seg nalate
anche pri ma dell'arrivo in farmacia
dal terzo mese. Questi percorsi, adottati e
condivisi, dimostrano che, invece di nuovi
protocolli, basta fare applicare quelli che già
esistono, e che garantiscono di eseguire solo
esami utili». I medici sono presi tra due
fuochi. Devono guardarsi dalle società che,
per lucro, vendono ai familiari la promessa di
ottenere lauti risarcimenti per presunti errori
sanitari tutti da dimostrare. Ci sono poi le
compagnie assicurative che incrementano gli
importi delle polizze (divenute obbligatorie)
mentre le direzioni ospedaliere cercano di
arginare l'emorragia di richieste di indennizzo
che mandano in tilt i bilanci. Ecco spiegato
perché si ripetono a volte in maniera
ossessiva, analisi e consulti. «I pazienti si
sentono rassicurati e il medico si circonda di
pezze d'appoggio per cautelarsi».
L'ATTEGGIAMENTO definito medicina
difensiva è stato importato dagli Usa, consiste
nel prescrivere esami e visite a più non posso
per dimostrare, nell'eventualità di un
processo, che il medico si è prodigato in ogni
modo. «Questo problema non riguarda la
medicina generale - spiega Cricelli - in
quanto le ricette dei medici di famiglia
vengono monitorate, ancora prima di arrivare
in farmacia. Se si verifica un ricorso eccessivo
alle analisi gli strumenti di controllo lo
segnalano. Quindi direi che noi medici del
territorio siamo una sorta di pompieri.
Laddove ci sono focolai di iperprescrizione
noi arriviamo... con l'estintore».
FI DUCIA Claudio Cricelli,
presidente della Simg, Società
italiana di medicina generale
3. Sanità nazionale
Pagina 3
Salute.
`
renzin«Tropp
i esami 'inutili, cicostano 13 miliardi l'
ROMA
l roppe analisi ed esami diagnostici inutili
per gli italiani: facendo i conti, costano oltre 13 miliardi al Sistema sanitario nazionale. Per questo, sono in arrivo protocolli e norme "stringenti" per impedire gli eccessi e recuperare risorse finanziarie preziose, tanto più in
tempi di crisi. Ad indicare la via - a dimostrazione che in questo settore, già colpito dai tagli, è
ancora possibile realizzare risparmi virtuosi- è
stato il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin.
II ministro Beatrice Lorenzin
3. Sanità nazionale
o»
Gli esami inutili legati alla medicina difensiva,
ha avvertito il ministro, «costano all'Italia 13
mld l'anno, altro che manovre finanziarie. Il ministero sta lavorando a protocolli che evitino gli
sprechi, a partire dagli esami che si fanno in
gravidanza».
Per avere un'idea delle risorse recuperabili, basta moltiplicare i costi degli esami in eccesso per
le donne in gravidanza ogni anno, che sono oltre 500 mila. Ma se spesso si abbonda nelle prescrizioni di ecografie e analisi, molto si potrebbe
recuperare anche sul fronte dei ricoveri, in vari
casi eccessivi, almeno a detta del ministro: «Duetre giorni in più nella degenza valgono miliardi».
Insomma, lo spazio per recuperare risorse c'è e
senza "danneggiare" i cittadini: «Lavorerò per
applicare il Patto perla Salute non incidendo sulle leve che pesano sui cittadini ma lavorando con
forza - ha chiarito il ministro - sulla massa di inappropriatezze». In quest'ottica, l'obiettivo è
fare dei 2 miliardi di taglia carico della sanità previsti dall'intesa tra Stato e Regioni «l'anticipo del
Patto»: si punta a risparmiare anche su centrali
d'acquisto e parte delle risorse energetiche.
Lorenzin ha quindi assicurato che entro giugno
arriveranno i nuovi Livelli essenziali di assistenza, con un impatto «sostenibile» pari a 420 milioni. Quindi un riferimento alla cronaca, in vista della scadenza del 31 marzo che sancirà la
chiusura degli Ospedali psichiatrici giudiziari
(Opg): «Non voglio fare una terza deroga - ha
detto Lorenzin - e chi non ha rispettato i tempi
se ne assumerà la responsabilità. Si potrà arrivare anche al commissariamento». Quanto alle tecniche di fecondazione eterologa, ribadito il «no»
all'ipotesi di pagamento delle donatrici.
Pagina 4
0 Il caso
Lorenzin: troppi esami inuti ', sprechi per 13 miliardi
Troppe analisi ed esami
diagnostici inutili per gli italiani:
facendo i conti costano oltre 13
miliardi al bilancio del Sistema
sanitario nazionale. Per questo
sono in arrivo protocolli e norme
«stringenti» per impedire gli
eccessi e recuperare risorse
finanziarie preziose, tanto più in
tempi di crisi. Ad indicare la via è
stato ieri il ministro della Salute,
Beatrice Lorenzin. Gli esami inutili
legati alla medicina difensiva
3. Sanità nazionale
«costano all'Italia 13 miliardi
l'anno, altro che manovre
finanziarie. Per questo il ministero
sta lavorando a protocolli stringenti
per le direzioni generali che evitino
gli sprechi, a partire dagli esami
che si fanno in gravidanza». Per
avere un'idea delle risorse
recuperabili basta moltiplicare i
costi degli esami in eccesso perle
donne in gravidanza ogni anno,
che sono oltre 5oo mila. Ma se
spesso si abbonda nelle
prescrizioni di ecografie e analisi,
molto si potrebbe recuperare anche
sul fronte dei ricoveri dal momento
che i periodi di degenza sono in
vari casi eccessivi: «Due-tre giorni
in più nella degenza valgono
miliardi». Insomma lo spazio per
recuperare risorse c'è e senza
danneggiare i cittadini: «Lavorerò
per applicare il Patto per la Salute
non incidendo sulle leve che
pesano sui cittadini», ha aggiunto.
E, RiDRO DU? ONE RiSf RVA'A
Pagina 5
Un bando per i commissari Consob
Spendine review, la partila dei nomi
BalRula d'arresto sulla scella dei successori di Col Iarelli, le mosse del Tesoro
ROMA Il tema della spending review rimane sul tavolo, tra gli
argomenti centrali del lavoro
del governo Renzi, ma per il
successore di Carlo Cottarelli
non sono ancora forse maturi i
tempi. Ieri il Consiglio dei ministri non si è pronunciato su
questo argomento. Se ne riparlerà, dicono le voci ufficiali, in
una delle prossime riunioni
dell'esecutivo. I tagli a sprechi e
inefficienze tra ministeri, enti
locali e aziende partecipate
vanno avanti lo stesso, perchè,
in fondo, la nomina non è una
priorità.
L'ipotesi è la nomina degli
attuali consulenti di Palazzo
Chigi, l'economista Yoram Gutgeld (55 anni, deputato pd), e
Roberto Perotti (53, docente all'Università Bocconi), ma non è
escluso che al posto di una investitura ufficiale, come commissari, si scelga la strada di un
incarico meno ingessato, da
«referenti» per la spesa pubblica. Un ruolo che consentirebbe
ugualmente la collaborazione e
i contatti con il Tesoro, lasciando nella mani del ministero la
regia del bilancio e della spesa
pubblica. Del resto il Mef sta
già confrontandosi con Gutgeld e Perotti su altri temi eco-
Concorso
Ieri il premier
Matteo Renzi
ha informato il
Consiglio dei
ministri che a
partire da
lunedì verrà
avviata la
ricerca e la
selezione di
candidati per
i posti
attualmente
vacanti di
commissari
della Consob
La ricerca
sarà fatta con
«un bando
internazionale,
all'insegna
della
trasparenza».
Con questo
metodo il
governo vuole
individuare
i due
componenti
di sua
competenza
della
Commissione
nazionale per
le Società e la
Borsa
3. Sanità nazionale
L'iter di
selezione sarà
Io stesso
utilizzato dal
ministero dei
Beni culturali
con
un'inserzione
sull'Economist
per individuare
i direttori dei
principali
musei. Un
modello
definito da
Palazzo Chigi
«aperto alla
trasparenza»
nomici e «non sono importanti
le stellette, ma continuare a lavorare con nuovo slancio», sussurrano fonti del dicastero,
aiutati magari anche da «chiarezza operativa» sui ruoli e i
compiti di ogni organismo,
tecnico e politico.
Non è comunque un mistero
che il presidente Renzi e lo
stesso ministro Padoan vogliano accelerare sulla revisione
dei conti pubblici, dopo l'uscita di Cottarelli, tornato al Fondo monetario internazionale
(Fmi): il premier aveva promesso di voler sforbiciare la spesa
di «quasi due punti di Prodotto
interno lordo» nell'arco di un
triennio. Tradotto in cifre, stiamo parlando di 30 miliardi sugli 8oo di spesa pubblica annua.
Cottarelli, a sua volta, che
aveva pilotato la spending review dall'ottobre 2013 (su incarico del governo Letta) al settembre scorso, non aveva però
avuto un grande feeling con
l'attuale esecutivo. E da Palazzo
Chigi e dal ministero dell'Economia non hanno ancora chiarito che fine abbiano fatto i voluminosi dossier che l'ex commissario aveva elaborato, in
collaborazione con 25 gruppi
di lavoro che avevano avanzato
proposte sui singoli settori.
Escludendo alcune slide diffuse un anno fa dallo stesso Cottarelli, il cuore del suo lavoro
probabilmente costituirà la ba-
se di quello che ora sono comunque chiamati a portare
avanti Gutgeld e Perotti. Il primo, con un passato in McKinsey, negli ultimi tempi ha studiato con attenzione i risparmi
ottenibili eliminando gli sprechi in asl e ospedali e negli enti
locali, soprattutto usando i costi standard e mettendo online
le spese dei Comuni. Il secondo, invece, è chiamato a affondare il coltello sul tema, tanto
discusso, sui costi della politica, dopo avere verificato, tra
l'altro, il problema del cattivo
utilizzo dei fondi strutturali europei e delle modalità per aiutare le imprese. Inoltre è stato
lo stesso Perotti a sostenere la
norma di fissare il limite a 240
mila euro per lo stipendio dei
dirigenti pubblici. Nella riunione del governo, però, si è affrontato, tra l'altro, anche il tema della scelta dei due commissari della Consob mancanti: Renzi ha informato i ministri
che sarà preparato un bando
pubblico, aperto a livello internazionale, per selezionare i
candidati. Rinviata la nomina
di un commissario per la bonifica dell'ex Italsider di Bagnoli.
Francesco Di Frischia
© RIP RODUZIOfd= RSERVA'A
Pagina 6
I I piano di revisione della spesa
(dati In m ardi
di giuro)
2,8
!:osti potìtica
0A
Ric;uzicrnetrasterimerrti
10
Spese per settori
10
Il profilo
Yoram Gutgeld,
55 anni,
consigliere
economico dei
governo
3. Sanità nazionale
Pagina 7
I dati dell'Oms
Ebola, le vittime
salgono a 10 mila
E negli Usa arriva
un altro contagiato
I decessi provocati dal virus
Ebola in Africa Occidentale
hanno superato quota io mila
(10.004 per l'esattezza) mentre
i casi di contagio sono arrivati
a 24.350. A dirlo è l'ultimo
aggiornamento
dell'Organizzazione mondiale
della sanità (Oms)
sull'epidemia che ha colpito in
particolare tre Paesi africani
(Guinea, Liberia e Sierra
Leone). Tra i contagiati c'è
anche un operatore sanitario
americano che ha contratto il
virus in Sierra Leone dove
lavorava come volontario e che
sarà trasferito d'urgenza negli
Usa per farsi curare
all'ospedale di Bethesda.
0 RIPRODUZIONE RISERVATA
3. Sanità nazionale
Pagina 8
L : rI
i
man itas
Sole e cielo artificiali
in Radiochirurgia
Luce naturale negli ambienti
chiusi degli ospedali per far
stare meglio i pazienti durante
i trattamenti. E la decisione
dell'Humanitas di Rozzano che
ha scelto di portare all'interno
della Radiochirurgia la
tecnologia CoeLux che
permette di riprodurre la luce
naturale e l'immagine del sole
e del cielo. L'obiettivo è quello
di ridurre l'ansia che insorge
quando ci si trova costretti in
un ambiente chiuso o senza
finestre. CoeLux si basa sulla
combinazione di tre elementi
di base: materiali
nanostrutturati, un sistema
Led di ultima generazione che
riproduce le caratteristiche
spettrali della luce solare e
sofisticati sistemi che
riproducono la profondità del
cielo e il sole all'infinito.
0 RIPRODUZIONE RISERVATA
3. Sanità nazionale
Pagina 9
Da Gwyneth Paltrow al tennista Noval< Djol<ovic: la dieta
gluten free conquista i non celiaci. In Italia un mercato da 250 milioni
di euro. Ma l'Aic protesta: «Si banalizzano medicine salvavita»
Quando è giusto
il grano
hi volesse mandare un cesto omaggio a Charlize
Theron è avvisato: l'attrice non ama la moda dei
prodotti senza glutine.
Qualche tempo fa il conduttore di un talk show
le ha fatto recapitare a casa dei cupcake gluten free
e lei lo ha ripagato definendoli «immangiabili,
peggio del cartone». La moda del gluten free è una
stupidaggine, ha dichiarato a scanso di equivoci.
Ma di Theron ce n'è una, mentre sono tante le
Gwyneth Paltrow, Jennifer Aniston, Victoria Beckham, Oprah Winfrey, Miley Cyrus, Kim Kardashian, Jessica Alba pronte a decantare gli effetti
mirabolanti della dieta che mette al bando il complesso proteico contenuto nel grano. Sono americanate, capricci per vip, l'Italia resterà impermeabile, vien da pensare. Chi potrebbe mai voltare le
spalle al grano nel paese della trinità pasta-panepizza?
Invece è bene non dare nulla per scontato. Il fenomeno non solo ha raggiunto dimensioni sorprendenti negli Stati Uniti, ma inizia a essere diffuso anche qui. Abbastanza da preoccupare l'Associazione italiana celiachia (Aic). «Per i celiaci i
prodotti senza glutine sono come medicine salvavita. Il fatto che vadano di moda tra i non-celiaci
genera soltanto confusione», sostiene la presidente dell'Aic Elisabetta Tosi. Il mercato del gluten free nel nostro paese vale 250 milioni di euro.
Due terzi sono i prodotti erogati dal sistema sanitario ai celiaci diagnosticati, l'altro terzo è consumato da persone che non ne avrebbero bisogno.
In parte sono i familiari dei celiaci che spesso, per
comodità, preparano un unico piatto di pasta
buono per tutti. In parte sono persone convinte di
avere un'intolleranza scientificamente non dimostrata o seguaci delle ultime tendenze alimentari.
Il registro nazionale conta 4000 alimenti senza
glutine, nel 1981 erano un centinaio, ci informa
l'Aic.
3. Sanità nazionale
Anche la palatabilità è migliorata parecchio rispetto al passato. «Bisogna abituarsi a sapori un
po' diversi ma la battaglia dei dolci è sostanzialmente vinta», sostiene Simona Fiori i cui cupcake
potrebbero, forse, conquistare anche la bella
Charlize. Piuttosto che usare i premiscelati, la
contributor di Cucina Corriere con il suo blogNoglu preferisce mescolare da sola le farine prive di
glutine, come quelle ottenute da riso, mais, sorgo,
amaranto, miglio, grano saraceno. Certo non hanno la stessa elasticità del frumento, bisogna manipolarle diversamente. Ma le crostate, di cioccolata
o di crema pasticcera, magari guarnite di fragole,
possono assicurare un buon compleanno anche ai
bambini celiaci. Il pane senza glutine fatto in casa,
in confronto, è più impegnativo, ma il risultato
può essere di gran lunga superiore alla controparte confezionata.
Un turista straniero sarebbe autorizzato a pensare che la patria degli spaghetti sia il posto peggiore al mondo per i celiaci e invece è vero il contrario, come hanno riconosciuto il New York Times
e l'International Business Times. «Mia moglie è
intollerante al glutine. A prima vista la mia idea di
una vacanza italiana appariva folle», premette Andrew Curry. «La maggior parte delle persone ci ha
preso per pazzi quando abbiamo detto che saremmo andati in ferie in Italia», esordisce Michael Learmonth, che ha una figlia celiaca. Entrambi i reportage di gastro-viaggio proseguono raccontando di ristoranti e gelaterie attrezzati per evitare le
contaminazioni, personale bene informato, pasti
gustosi e vari consumati in completa sicurezza: polenta, risotti come la panissa vercellese, farinata di
ceci, ma anche ottime pizze gluten free. In effetti in
Italia si contano 3800 strutture che aderiscono al
network dell'Aic. Il lavoro dell'associazione sul territorio e il fatto che il glutine sia considerato un
problema di salute prima che una moda contribuiscono a far prendere le necessità dei celiaci sul se-
Pagina 10
rio, più che in altri paesi. La prossima occasione
per rilanciare il messaggio sarà l'Expo, ci dice Tosi:
«Entro il 20,a nove miliardi di persone abiteranno
il pianeta e 11i dovrà nutrirsi senza glutine». Fanno go milioni di individui, a cui vanno aggiunti i
convertiti alla moda.
I sondaggi dicono che per la fine del 2015 un
terzo degli americani potrebbe acquistare prodotti marchiati gluten free. Davvero troppi se si considera che solo una persona ogni cento è celiaca e
molti non sanno nemmeno di esserlo. In nessun
caso i numeri giustificano un business che sfiora i
9 miliardi di dollari l'anno e crescerà ancora. Prendete le dichiarazioni di personaggi come il tennista Novak Djokovic, che nel suo libro propone una
strategia in 14 giorni senza glutine per l'eccellenza
fisica e mentale. Metteteci la cassa di risonanza
mediatica e il passaparola con le sue promesse di
purezza e snellezza. Il gioco è fatto. Un tempo volevamo separare il grano dal loglio, oggi sempre
più persone vogliono separarsi dal grano senza un
vero motivo. Difficile immaginare un voltafaccia
più immeritato.
Anna Meldolesl
@annameldolesi
Entro il 2050,9 miliardi
di persone abiteranno
il pianeta e l'1% dovrà
nutrirsi senza glutine
«Immangiabili», per
Charlize Theron, dei
cupcake gluten free
avuti in regalo
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3. Sanità nazionale
Pagina 11
Vizi leghisti
Con SaMnì si lottizza di più
I carabinieri sequestrano la mappa della spartizione della sanità lombarda.
Con le pagelle di fedeltà dei manager E il segretario che pesa più di Maroni
di Paolo Biondani
N DIRIGENTE SANITARIO DI FEDE LEGHISTA si è
fatto sequestrare le liste dei raccomandati di partito collocati ai vertici dei grandi ospedali lombardi. I documenti, scoperti durante una perquisizioU ne collegata all'inchiesta sull'Expo di Milano,
contengono l'elenco dei 45 direttori generali della sanità
lombarda. In teoria dovrebbero essere tecnici impermeabili
alle pressioni politiche, selezionati fra i professionisti più capaci e meritevoli. Accanto a ogni nome, invece, su queste liste
c'è la sigla del partito di riferimento. E dei protettori politici
di quei super funzionari.
Per i magistrati di Milano le carte sequestrate sono sconfortanti. Vent'anni dopo Tangentopoli, gli ospedali della regione
più ricca d'Italia continuano a essere governati con il vecchio
sistema della lottizzazione: la spartizione selvaggia delle cariche pubbliche tra i partiti e i capi-corrente. L'unica differenza
rispetto agli scandali del passato è che nella Lombardia di
oggi a farla da padrona sembra
essere la Lega, che secondo questi
atti controlla da sola quasi metà
di quelle poltrone da 15 mila
curo al mese.
I documenti sulla lottizzazione
delle nomine sono stati trovati
per caso dalla polizia giudiziaria
della Procura di Milano durante
le indagini che, partendo dal misterioso suicidio di un funzionario della sanità milanese indagato per 'ndrangheta (vedi box a
pag. 50), sono poi arrivate a scoperchiare anche le tangenti sugli
appalti dell'Expo 2015. Un troncone di questa maxi-inchiesta è
tuttora aperto e riguarda proprio
gli affari dei grandi ospedali lombardi, inquinati da reciproci favoritismi tra imprese private,
politici e dirigenti pubblici. E
così, in mezzo a migliaia di atti
3. Sanità nazionale
ormai depositati nei processi, ora spuntano un paio di carte
che i pubblici ministeri continuano a utilizzare, negli interrogatori di questi mesi, come "documenti-cornice", in grado di
mettere in evidenza il quadro generale.
PROTETTI E PROMOSSI
Si tratta, in particolare, di due liste riservate, scritte e annotate
a penna nei primi mesi del 2013, nello stesso periodo delle
elezioni che hanno consegnato la presidenza della Regione
Lombardia alla Lega di Roberto Maroni. Numerosi direttori
di Asl e ospedali vengono però etichettati (anche o soltanto)
come «fedelissimi» dell'attuale leader Matteo Salvini, che già
allora, sull'onda delle inchieste sulle ruberie dei tesorieri della
Lega nell'era di Umberto Bossi, era diventato il numero due
del partito in Lombardia. L'elenco dei presunti lottizzati riguarda anche Forza Italia e le altre componenti del centrodestra. E sembra fotografare la mappa del potere e sottopotere
Pagina 12
lombardo nei mesi cruciali della crisi di Forza Italia, che qui è
coincisa con la fine dei quasi vent'anni di dominio dell'ex
governatore ciellino Roberto Formigoni, oggi europarlamentare, finito sotto processo per corruzione proprio con l'accusa
di tangenti multi-milionarie sulla sanità.
FEDELISSIMI E CANI SCIOLTI
Il primo documento è un elenco dei direttori generali delle 15
Asl e dei 30 ospedali più importanti della Lombardia. L'originale sembra stampato al computer e si presenta come una
tabella divisa in colonne: accanto alla città c'è il nome del
manager pubblico in carica all'inizio del 2013. A fianco
qualcuno ha aggiunto a penna, in stampatello, la sigla «L»,
che si ripete per 20 volte, mentre altri 24 nomi sono targati
«Pdl». Solo in una provincia periferica appare la scritta «Pd»,
riferita a un direttore generale che la stessa Regione Lombardia ha però sostituito d'autorità già nella primavera 2013,
«commissariando» la suaAsl.A togliere ogni ipotetico dubbio
sul significato politico delle sigle L, Pdl e Pd è il secondo documento, interamente scritto a penna e sequestrato allo
stesso dirigente leghista, di cui i magistrati hanno evitato di
rivelare il nome, probabilmente perché è coinvolto nel troncone d'inchiesta ancora in corso. In questa lista i manager
sanitari vengono collegati, invece che alle sigle dei partiti, ai
loro presunti protettori politici. Ad esempio, accanto al nome
di Maria Cristina Cantù, che tra il 2012 e il 2013 ha guidato
gli ospedali di Gallarate e poi di Monza, c'è questa scritta:
«Fedelissima Salvini/Maroni». Dalla primavera del 2013, in
effetti, l'ex dirigente pubblica è entrata ufficialmente nella
Lega come assessore alla Famiglia della giunta Maroni. Con
la targa di «fedelissimo di Salvini» vengono poi segnalati
diversi altri "tecnici", come Walter Locatelli, numero uno
della ricchissima Asl di Milano; Renato Pedrini, che controlla la sanità in Val Camonica; Ermenegildo Maltagliati (Garbagnate, Milano) o Danilo Gariboldi (Chiari, Brescia).
La stessa lista dei presunti sponsor politici attribuisce ai
manager degli ospedali lombardi una griglia di valutazioni
molto singolari: si va da «fedelissimo» a «cane sciolto», passando per «bravo», «medio», «non bravo», «pessimo». Questi
giudizi sono spesso accompagnati da note sulla maggiore o
minore «disponibilità» verso il partito. Il direttore di un grande ospedale della Brianza, ad esempio, viene schedato come
«cane sciolto»,dunque «pessimo», ma con questa spiegazione:
«Non risponde! L'unico che può allinearlo è Bruno Caparini».
Che è uno dei fondatori della Lega, amicissimo di Bossi e padre
di un politico lumbard che è onorevole a Roma fin dal 1996.
DIRETTORI IN COMPROPRIETA
A Maroni personalmente viene attribuito un tesoretto di sei
direttori generali sparsi da Varese a Lodi. Altri manager
della sanità vengono invece collegati, con tanto di frecce, a
leghisti lombardi come Stefano Galli o Davide Boni. In due
casi, accanto al nome del governatore, tra gli amici del manager ospedaliero compare un blocco di politici, chiamato
«gruppo Varese», che comprende il sindaco leghista Attilio
Fontana. L'attuale leader Matteo Salvini però è l'unico che
può vantare alcuni fedelissimi in "comproprietà" con il
varesino Maroni, altri con il bresciano Caparini.
II governatore lombardo
Roberto Maroni e, a
sinistra, Matteo Salvini
Se la seconda lista è totalmente
manoscritta, anche la parte stampata della prima non risulta scaricata da Internet: sembra invece
la fotocopia di un atto interno
della Regione Lombardia, proveniente dal «Comitato ristretto di
assessori» che governa la sanità e
i servizi sociali alle famiglie. Nelle ultime colonne della tabella,
infatti,ci sono i punteggi assegnati per calcolare i bonus: i premi
variabili concessi ogni anno ai
direttori generali, in aggiunta allo
stipendio di 155 mila curo. Il
problema è che quei punteggi
ufficiali non coincidono affatto
con i giudizi politici sulla presunta bravura dei tecnici «fedelissimi» o «cani sciolti». La seconda
lista, insomma, non misura gli
ipotetici meriti sanitari, ma sembra un documento da utilizzare
all'interno della Lega, per sapere
quali dirigenti sono pronti a obbedire al partito e quale politico
possa «allineare» gli altri. Su >
3. Sanità nazionale
Pagina 13
Vizi Ieghisti
II lato oscuro dei camici padani
45 direttori schedati nelle liste leghiste,
solo uno, Alberto Zoli, responsabile
dell'area di emergenza, viene indicato
come «ottimo tecnico: no politica».
II grattacielo
milanese con la
nuova sede
della Regione
I magistrati di Mani Pulite, vent'anni
Lombardia
fa, consideravano la lottizzazione delle
nomine come l'anticamera della corruzione. La Costituzione
infatti stabilisce che alle cariche pubbliche dovrebbero accedere solo tecnici indipendenti, selezionati con pubblici concorsi rigorosi e imparziali. Se invece un raccomandato deve il
posto a un partito, diventa più difficile resistere alla tentazione di ricambiare i favori al protettore politico e alle imprese
che gli finanziano la campagna elettorale.
IL REATO CANCELLATO
Proprio per questo, ai tempi di Tangentopoli, era reato la
lottizzazione in sé. Una contro-riforma del 1997 ha però dimezzato l'accusa di abuso d'ufficio, legalizzando così i raccomandati dei partiti. Ora la lottizzazione, anche quando è
provata, può diventare solo un indizio di un sistema corruttivo. Come è già successo proprio in questa inchiesta. Gianstefano Frigerio, ex tesoriere democristiano condannato per
una marea di tangenti nel 1992-1994, quindi eletto parlamentare di Forza Italia nel 2001, quando era già pregiudicato, è
stato riarrestato nel 2014 come burattinaio politico degli
appalti dell'Expo. L'indagine, che gli è già costata una nuova
condanna, ha svelato che Frigerio controllava anche una sua
3. Sanità nazionale
LA LISTA DEI LOTTIZZATI della Lega è solo l'ultimo
tassello di un quadro impressionante della sanità
lombarda, disegnato da una serie di indagini
innescate nel luglio 2010 da una tragica storia di
mafia . A Milano è appena scattata la storica retata
contro la ' ndrangheta (trecento arresti) quando
il capo dell'ufficio appalti dell ' ospedale San Paolo
muore precipitando dall'ottavo piano : Pasquale Libri,
origini calabresi , amico di alcuni boss, era indagato
per mafia . Per chiarire il mistero di quell'apparente
suicidio , la Procura comincia a indagare sugli affari
sanitari e a intercettare il direttore amministrativo
dell'ospedale milanese, Pierluigi Sbardolini. Dalle
sue telefonate parte il troncone che porta all'arresto
di due imprenditori protetti da Gianluca Guarischi, ex
politico lombardo di Forza Italia, già condannato per
tangenti , poi diventato mediatore di nuove corruzioni,
secondo l 'accusa , nell'interesse di Formigoni.
Nell'indagine spunta un secondo mediatore politico,
Leonardo Boriani , ex direttore maroniano della
" Padania ": anche lui viene condannato per tangenti.
Per fare soldi con altri ospedali , però, i funzionari
corrotti spiegavano al telefono che «bisogna passare
dal professore ». Nel 2013 la polizia giudiziaria scopre
che «il professore » è l'ex onorevole berlusconiano
Gianstefano Frigerio , un grande pregiudicato di
Tangentopoli . Ed è allora che scoppia lo scandalo
dell'Expo: le microspie registrano l'industriale
Enrico Maltauro , Frigerio e altri faccendieri come
il "compagno" Primo Greganti mentre concordano
tangenti in percentuale sulle grandi opere. Dopo
le condanne per l'Expo , ora l'inchiesta continua.
E punta ancora sugli affari d'oro della sanità.
rete di dirigenti sanitari, con cui manovrava appalti per decine di milioni nei grandi ospedali lombardi.
Ora le liste leghiste forniscono un nuovo riscontro: vari
direttori targati Pdl vengono associati alla coppia «Frigerio
/ Lucchina». Il ciellino Carlo Lucchina era il direttore generale di tutta la sanità regionale ai tempi di Formigoni. Frigerio invece era l'eminenza grigia dell'ala berlusconiana.
Quando è stato riarrestato, non aveva più alcuna carica
ufficiale. Eppure riceveva nel suo ufficio riservato una dozzina di direttori generali, tutti rimasti in carica. E ad alcuni
di loro, come Mauro Lovisari, che guida la sanità a Lecco,
le liste leghiste attribuiscono ben tre protettori politici:
Galli, Lucchina e Frigerio. Ovvero: Lega, Cl e Forza Italia.
Esclusivamente Pdl è invece la copertura attribuita ad altri
manager di lungo corso, come Pietro Caltagirone, da
vent'anni ai vertici della sanità lombarda nonostante una
condanna definitiva per aver truccato gare d'appalto nei suoi
ospedali: già ai tempi di Formigoni, infatti, la maggioranza
Lega-Pdl ha varato una versione morbida della legge Severino, che ha tolto ogni ostacolo alla nomina di quel particolare tipo di pregiudicati. ■
Pagina 14
CURE SANITARIE
Testamento
con polemiche
TRIESTE È polemica dopo che il 3
marzo il Consiglio regionale del
Friuli Venezia Giulia ha approvato (30 voti a favore, tre contrari,
due astensioni e 14 non votanti) la
possibilità di ricorrere al testamento biologico. Se il ministro
della Salute Beatrice Lorenzin non
si esprime, Eugenia Roccella, deputato di Area popolare, è netta:
«Le Regioni non sono piccoli Stati che possono decidere per conto
(S. L.)
loro su questa materia».
3. Sanità nazionale
Pagina 15
«Giovane, italiano, garibaldino:
ecco l'inventore del cesareo»
Eleonora Barbieri
Sì, c'è un signore che ha inventato ilparto cesareo. «Sipensa che si sia sempre fatto,
si crede che Cesare sia nato così, ma
nonèvero: solofinoal39anni fa, una donna che doveva
subire un cesareo era condannata a morte». Paolo
Mazzarello insegna
Storia della Medicina all'università di P aviaefinoapoco tempo
fa era anche direttore
del Museo perla storia dell' ateneo. «Ogni volta che entravo
Edoardo Porro lavorava al San Matteo di Pavia: nel 1876 scoprì
la tecnica per salvare madre e bebè. Uno studioso ne racconta la storia
c'era l'utero di questa
donna, Giulia Cavallini
e gli strumenti usati da
Edoardo Porro per
operarla». Sono loro, Giulia Cavallini,
nataadAdriainVeneto e arrivata al
SanMatteo diPavia nell'aprile
del 1876, appenasposataeincintagiàdame-
si (il neomarito e padre
del bambino era Carlo Dell'Acqua, cantante o «suggeritore
drammatico» di Gambolò, una
cittadina del Pavese) ed Edoardo Porro, medico milanese che
dirigeva il reparto di Ostetricia a
Pavia, i protagonisti di unarivoluzione. Mazzarello ha deciso
di raccontarla in un libro, Esi sal-
Edoardo
Porro
Camillo
Golgi
Medico e ginecologo , milanese nato a Padova, ha studiato a
Pavia e proprio q uand o d irigeva il reparto di ostetricia dei
San Matteo ha effettuato una
operazione rivoluzionaria: il
primo cesareo moderno
Camillo Golgi è il primo italiano a ricevere il premio Nobel,
che gli viene attribuito per la
medicina, pergl i studi sul sistema nervoso . Golgi è a lungo
professore di Patologia generale all' università di Pavia
Alessandro
Volta
Cesare
Lombroso
Unaltro illustre professorea ricoprire una cattedra all'ateneo di Pavia éAlessandroVolta: l'uomo che ha rivoluzionato
gli studi sul l'elettricità nella città sul Ticino insegna Fisica e
svolge molti esperimenti
Pionieredegli studi sullacriminalità el' antropologia criminale, celebre perle su eteorie «forti»>sullafisiognomica, Lombroso studiò all'ateneo di Pavia e
poi vi insegnò anche Psichiatria eAntropologia
3. Sanità nazionale
vò anche la madre: «È stato Porro il primo a pensare di salvare
entrambi, la madre e il bambino: è stato lui ainventareilparto
cesareo e a cambiare la storia e
lavita delle donne». Un medico
italiano, giovane (nel 1876, l'anno dell'intervento, aveva 34 anni), «appassionato», che spesso
«non si faceva neanche pagare»
e che dopo la laurea in medicina aveva trascorso qualche anno a combattere fra i garibaldini, a Bezzecca e a Mentana, lui
che pure «era molto cattolico,
ma come molti giovani attratto
dalla rivoluzione» e dall'ideale
risorgimentale di pensiero ed
Pagina 16
ATA EPOCALE
Oggi è routine, ma fino
ad allora le donne erano
condannate a morire
M
azione, per cui «anche sul campo di battaglia faceva il medico».
Porro è a Pavia da pochi mesi
quando si trova di fronte Giulia
Cavallini, il caso che aspettava.
Perché Porro «aveva pensato a
lungo al problema», a come salvare madre e bambino:
«Un'idea che era sotto gli occhi
di tutti, eppure solo lui ha trovato una soluzione». Per secoli,
una donna costretta al cesareo
«era destinata a unafine terribile, la morte immediata per
emorragia oppure dopo trequattro giorni, per setticemia».
Morivano tutte? «Praticamente
sì, i casi di sopravvivenza sono
rarissimi e quasi miracolosi». Il
cesareo era diffuso nell'antichità e nel medioevo, ma solo «per
tentare di salvare il feto e battezzarlo»: cioè, quando la donna
era ormai morta, si estraeva il
bambino sperando che fosse
F
ancora vivo (la Chiesa arrivò a
raccomandare la pratica fra il
tredicesimo e il quattordicesimo secolo, per la cura delle anime dei piccoli). «È solo alla fine
del Cinquecento che si tentano
le prime operazioni su donne vive», ma la morte ètalmente sicura che «sono considerate una
violenza, un modo peruccidere
la donna». E così si va avanti per
secoli, fino al 1876: «Oggi in Italia il 37-38 per cento di donne
partorisce con un cesareo, in
Campania addirittura il 62 per
cento: è unintervento ormai banalizzato, la gente non sa che fino a poco più di un secolo fa le
donne erano condannate. È
pazzesco, e ci dice anche di
quanto ha fatto la medicina,
troppo spesso criticata in nome
di certe mode» dice Mazzarello.
Porro ha davantia sé questi secoli bui per le donne, secoli di
morti cruente, di ricoveri in
ospedali agghiaccianti, di decessi all'ordine del giorno anche per una semplice febbre,
una piccola infezione: e decide
che vuole fare qualcosa, che
vuole cambiare le cose. Giulia
Cavallini è la sua occasione: «Alta 1,48, avevailbacino deformato a causa del rachitismo che
l'aveva colpita da bambina» e
Porro «capisce subito che la situazione è drammatica: il canale del parto è troppo stretto, lui
lo chiama "lo spazio perduto"».
Per Giulia, «intelligentissima»,
significa la fine. Ma non per la
mente di Porro : in un intervento «di circaun' ora» applica quella che poi sarà definita, nei libri
di medicina, la Porro's operation, la«tecnicadiPorro »: «Aveva capito che la causa delle
emorragie e delle infezioni era
l'utero, perciò lo asporta». Nasce Maria Alessandrina Cesarina: una bimba sana, che sta bene. La madre Giulia pure.
Certo, Porro l'aveva lasciata
senzautero, e quindi sterile. «Alloracome oggi, immediatamente dopo un progresso della
scienza si pone un problema
bioetico ». Il problema se lo pone anche qualche invidioso che
accusa Porro, il quale però va
dalvescovo di Pavia e di fatto ne
ottiene l' avallo perlasuaoperazione, con questa argomentazione: se ancora si castrano i ragazziper farli cantare nei cori, a
maggiorragione si potrà sterilizzareuna donnapersalvarlelavita. Da allora la tecnica si diffondeintuttoilmondo («poièsostituitanelgiro diunadecinad'anni, ma ancoraoggi siusain situazioni di emergenza »), Porro diventa una celebrità, senatore
del Regno, famoso e potente.
«Però è un po' sfortunato: qualche anno prima, durante un intervento, si infetta di sifilide da
una paziente». Morirà per questo, a sessant'anni, all'inizio del
nuovo secolo, da «martire della
scienza», l'uomo che per primo
ha pensato di salvare anche le
madri.
LE BRACCIA DELLA
Oggi il parto cesareo è un intervento di routine, ma fino alla fine dell'Ottocento era troppo rischioso.
Sotto, la copertina del libro di Paolo Mazzarello « E si salvò anche la madre» ( Bollati Boringhieri)
3. Sanità nazionale
Pagina 17
1
///////
/14, r / rr ir
NELL' INCHIESTA su Expo la polizia
giudiziaria della Procura di Milano
ha sequestrato un documento con la
spartizione delle poltrone della sanità e le pagelle di fedeltà politica dei
manager. Il vero re "della lottizzazione" degli ospedali lombardi è
Matteo Salvini, più influente persino
3. Sanità nazionale
del governatore Roberto Maroni per
le nomine dei dirigenti. Nella lista
compaiono i nomi di tutti i direttori
generali delle 15 Asl e dei 30 ospedali pubblici più importanti della
Lombardia. Come riferisce L'Espresso in edicola oggi, accanto a ogni
nome è riportata la sigla di un par-
tito: 20 in quota Lega, altri 24 del Pdl,
solo uno per il Pd, ma è stato rimosso. Queste carte sono state compilate prima del 2013, prima degli arresti per le tangenti di Expo, partendo da atti interni della Regione Lombardia. Dei 45 direttori generali citati
nella lista sequestrata, 38 sono
tutt'ora in carica, compresi indagati
e in qualche caso già condannati. Tra
i 24 manager dell'allora Pdl c'è un'ulteriore divisione in due correnti: Cl e
Forza Italia. A gestire quest'ultima
quota era Gianstefano Frigerio, ex
parlamentare di FI, già pregiudicato
di Tangentopoli.
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nftrmieri, prestazioni non esenti
No all'esenzione dall'Iva delle prestazioni
assistenziali effettuate da infermieri messi a
disposizione da un'agenzia di fornitura di lavoro temporaneo: né il personale né l'agenzia
possono infatti qualificarsi come "organismi
riconosciuti aventi carattere sociale", le cui
prestazioni sono esenti dall'imposta. Lo ha
stabilito la corte di giustizia Ue nella sentenza
12 marzo 2015, causa C-594/13, risolvendo le
questioni sollevate dalla cassazione tedesca,
concernenti l'interpretazione degli articoli
132, par. 1, lett. g) e 134, lettera a), della direttiva Iva (200611121Ce), in particolare la prima delle due disposizioni, che dichiara esenti
«le prestazioni di servizi e le cessioni di beni
strettamente connesse con l'assistenza e la
previdenza sociale, comprese quelle fornite
dalle case di riposo, effettuate da enti di diritto
pubblico o da altri organismi riconosciuti dallo
stato membro interessato come aventi carattere sociale». Le questioni erano state sollevate nell'ambito di una controversia riguardante
una società di somministrazione di lavoro a
tempo determinato, che aveva messo a disposizione il proprio personale infermieristico ad
istituti di cura e a prestatori di cure a domicilio. I dipendenti della società venivano inseriti
negli istituti di cura e fornivano le prestazioni
su incarico e in regime di subordinazione con
gli istituti stessi . Al fine di risolvere la controversia circa il diritto o meno di qualificare le
prestazioni in esame esenti dall'Iva in base
alla suddetta disposizione , i giudici tedeschi
ritenevano necessario interpellare la corte di
giustizia Ue per sapere:
- se uno stato membro possa esercitare il potere discrezionale di riconoscere lo status di
organismo avente carattere sociale nel senso
di comprendervi le persone che forniscono i
loro servizi a casse previdenziali e a casse di
assistenza per persone non autosufficienti, ma
non il personale infermieristico qualificato che
fornisce i propri servizi a persone;
- nel caso in cui il suddetto personale debba
3. Sanità nazionale
essere riconosciuto come organismo avente carattere sociale, se la società di somministrazione di lavoro a t.d. che fornisce detto personale
a istituti di cura riconosciuti debba a sua volta fruire del medesimo riconoscimento. Dopo
avere richiamato la propria giurisprudenza
sulla nozione di «organismo» di carattere sociale e requisito del riconoscimento pubblico,
la corte ricorda che a norma dell'art. 9 della
direttiva si considera soggetto passivo chiunque eserciti un'attività economica in modo
indipendente; tale condizione esclude dalla
tassazione i lavoratori subordinati e altre persone se essi sono vincolati al rispettivo datore
di lavoro da un contratto di somministrazione
di lavoro o da qualsiasi altro rapporto giuridico che crei vincoli di subordinazione in relazione alle condizioni di lavoro e di retribuzione
e alla responsabilità del datore di lavoro. Ne
discende che l'esenzione prevista dalla disposizione in questione non può essere applicata
direttamente al personale di una società di
somministrazione di lavoro a tempo determinato. Peraltro, le uniche prestazioni rilevanti
ai fini Iva, nella fattispecie , non sono i servizi
forniti dai dipendenti della società nell'ambito
di un rapporto di subordinazione con gli istituti di cura, ma quelle offerte dalla società di
somministrazione di lavoro a tempo determinato, consistenti nella messa a disposizione di
tali lavoratori. Questa attività, osserva ancora
la corte, non costituisce, in quanto tale, una
prestazione di servizi di interesse pubblico effettuata nel settore sociale, a prescindere dal
fatto che il personale utilizzato sia infermieristico o che sia messo a disposizione di istituti
di cura riconosciuti. In conclusione, in simili
circostanze né il personale infermieristico, né
la società di somministrazione di lavoro che lo
mette a disposizione degli istituti a carattere
sociale, possono essere qualificati «organismi
riconosciuti come aventi carattere sociale» a
fini di esenzione Iva.
Franco Ricca
Pagina 19
Studi* medici, l'Irap
nella delega fiscale
Studi medici , l'autonoma organizzazione ai fini Irap
rinviata nel decreto di attuazione della delega fiscale. L'individuazione di specifici ulteriori parametri
qualitativi e quantitativi per definire la sussistenza
di un'autonoma organizzazione può avvenire solo
con un eventuale intervento normativo . Lo precisa
Enrico Zanetti , ministero dell'economia, rispondendo all'interrogazione di Giovanni Paglia ( Sel) ieri
in commissione finanze della camera. La questione
riguardava l'esclusione dall 'Irap per quei medici
convenzionati con il servizio sanitario che operano presso gli ambulatori sanitari della AsI e che si
avvalgono di collaboratori di studio per agevolare
l'accesso ai servizi da parte dell 'utenza. Zanetti nella
sua risposta ha ricordato le forti oscillazioni della
giurisprudenza sulla debenza per i lavoratori autonomi dell'Irap. Anche se ha evidenziato come per la
recente normativa e per gli indirizzi interpretativi
dell'Agenzia delle entrate, il caso rappresentato rientra in quel concetto di autonoma organizzazione
e concretezza il presupposto impositivo del tributo
regionale. « Risultano esclusi dal tributo », sì legge
nel documento , « quei medici che non si avvalgono
di collaboratori, attesa la carenza del presupposto
impositivo.
Cristina Bartelli
©Riproduzione riservata-
3. Sanità nazionale
Pagina 20
II primo centro del Lazio a dot - -' `el robot Ekso
Al San Raffaele
r
::: ROMA
INIMIN Poter stare di nuovo in piedi sulle proprie gambe. E tornare a camminare. t il sogno di tutti quelli che non
possono più farlo. Persone vittime di
traumi o affetti da patologie neurodegenerative che di fatto passano i loro
giorni su una sedia a rotelle. Un sogno
destinato a diventare realtà all'Irccs
San Raffaele Pisana di Roma, grazie
all'esoscheletro bionico Ekso. Di cosa
si tratta? Di un modernissimo gioiello
della tecnologia nel campo della riabilitazione degli arti inferiori che permette, a chi lo indossa, indipendentemente dal grado di difficoltà motoria,
di stare in piedi e muoversi correttamente con tutto il proprio peso corporeo. La camminata viene resa possibile attraverso dei sensori che rilevano il
peso spostato e fanno scattare i singoli
passi. In pratica motori a batteria sostituiscono le funzioni neuromuscolari,
governando le gambe di persone con
paralisi (anche totale) e scarsa forza
negli avambracci.
L'Istituto capitolino sarà il primo
centro laziale ad utilizzare il device
progettato e studiato negli Stati Uniti
per il training riabilitativo del cammino di pazienti affetti da patologie neurologiche come lesioni midollari, ictus, sclerosi multipla, lesioni cerebrali
traumatiche e sindrome di Guillain
Barrè. «L'esoscheletro robotico indossabile, realizzato in acciaio e carbonio», spiega Claudio Ceresi, responsabile Riabilitazione Italia dell'Emac di
Genova, azienda leader nel settore
3. Sanità nazionale
b i on i co per
dei dispositivi biomedici, «si indossa
come fosse una tuta e viene azionato
da quattro motori elettromeccanici
alimentati da due batterie che garantiscono un'autonomia di circa quattro
ore. Sedici sensori collegati al corpo
del paziente permettono al robot di
trasformare le sue intenzioni in movimenti delle gambe».
L'équipe specialistica afferente
all'unità operativa di neuroriabilitazione del San Raffaele, diretta dal prof.
Marco Franceschini, sta perfezionando in questi giorni il training formativo con esperti internazionali per poter trattare i primi pazienti già a partire dall'inizio di aprile.
Il sistema, oltre ai vantaggi fisioterapici, consente ai pazienti che lo utilizzano notevoli progressi sia da un pun-
.
r
L
rc r.
` r Jr
L'esoscheletro Ekso
to di vista psicologico che della qualità di vita. Come spiega Patrizio Sale,
responsabile dell'area di Ricerca Robotica dell'Istituto di via della Pisana,
«gli esoscheletri vengono sviluppati
per consentire a persone con difficoltà di movimento di alzarsi, stare in piedi e camminare, contribuendo così
anche a migliorare la loro forza e resistenza. Pur non sostituendo completamente la sedia a rotelle, le gambe bioniche consentono ad esempio ai loro
utilizzatori di lavorare nuovamente
anche in posizione eretta».
Una differenza non certo di poco
conto per chi si è abituato a guardare
il mondo solo da una certa altezza, dalla visuale offerta cioè dalla sedia a rotelle su cui è costretto a vivere. Perché
riconquistare la posizione eretta, e addirittura camminare ancora, grazie
appunto all'aiuto di Ekso, cambia davvero in meglio la qualità della propria
vita.
Pagina 21
à, spreco da 13 mardi
per esami preventivi inutili
l ministro ore zi : diminuiscono le nascite, aumentano i test
Antonio Gaido
Siamo diventati un popolo di malati
cronici. Sospesi nel limbo di un'ipocondria collettiva che, finanziata dallo
Stato attraverso ilgeneroso Servizio sanitario nazionale, si traduce in uno
spreco quotidiano. Le nascite sono in
calo, ma i test preventivi aumentano e
pesano sulla spesa. Ieri il ministro Beatrice Lorenzin ci ha comunicato che lo
spreco per gli esami inutili (a partire
dalle ecografie che le donne fanno a raffica durante la gravidanza) ha un costo
di 13 miliardi di giuro l'anno. «Io ho scoperto di essere incinta contemporaneamente a due amiche - ha raccontato ma mentre io a oggi ho fatto tre analisi
e tre ecografie, quelle che sarebbero necessarie, le mie amiche ogni 10 giorni
fanno un esame, hanno fatto una serie
di analisi che io non ho fatto. Se si moltiplica questo dato per tutte le future
mamme, che in Italia sono circa 50Omila l'anno, si ha una dimensione del problema».
Del resto non c'è da meravigliarsi,
visto che gli italiani sfornano le tac come le pizze margherite: due cittadini
su tre ne fanno una all'anno, e magari
chi ne ha veramente bisogno deve
aspettare tre mesi prima di avere l'appuntamento. Con l'aggravante che esiste una vera giungla sui costi delle tac:
in Campania volano 1.554 euro (con
24 slide), nel Lazio
1.397, in Emilia Romagna ne bastano
Proposta
1.027.
Introdurre
Perché tante difnorme per
ferenze? Mistero.
limitare
La corsa agli esami
è solo la punta di
il ricorso
un iceberg. Prena prove
diamo il caso dei rinon
coveri in Pronto
necessarie
soccorso . La cronaca ci racconta di situazioni apocalitti-
3. Sanità nazionale
che in grandi città, come Napoli e Roma, dove i pazienti non trovano posto,
passano da un ospedale all'altro (e in
qualche caso ci rimettono la pelle), finiscono gettati in un corridoio su una barella. Intanto però, nel 2014, 24 milioni
di cittadini hanno bussato alla porta di
un Pronto soccorso, uno ogni cinque
minuti nei grandi ospedali. Di questi la
stragrande maggioranza erano malati
immaginari, come dimostra il fatto
che soltanto nel 16% dei casi è stato necessario il ricovero. Per evitare la ressa
dovrebbe funzionare la rete dei medici
di famiglia, 24 ore su 24, come primo
livello di assistenza. Ma questa rete, salvo eccezioni, non esiste e così abbiamo preso l'abitudine di andare al Pronto soccorso come al bar per prendere
un caffè. Un altro deterrente è il ticket,
ovvero una tassa di 25 euro per tutti coloro che sipresentano inPronto soccorso con il codice bianco (ovvero, con un
caso ritenuto non urgente). Alcune regioni lo hanno introdotto con risultati
interessanti.
Ancora più pesante lo spreco dei farmaci. Di quelli che acquistiamo, sempre con la generosa copertura del Servizio sanitario nazionale, circa 1 chilo a
testa, per ogni abitante, finisce nella
spazzatura. Nelle nostre case, negli armadietti per i medicinali, abbiamo
una sorta di infermeria con il 40 per
cento delle confezioni che hanno superato il limite massimo di validità. Non
servono a nulla. A conti fatti, ogni famiglia italiana spreca qualcosa come
80-100 euro l'anno in farmaci non utilizzati. E la categoria dove lo sperpero è
più significativo è anche la più costosa,
quella degli antibiotici. Ne ingoiamo
quasi il 40 per cento in più rispetto alla
media europea, con un doppio effetto:
soldi bruciati e scarsa efficacia dei medicinali perché un uso eccessivo degli
antibiotici rende i batteri assuefatti.
L'altro lato della medaglia nell'Italia
dei malati cronici, pronti a imbottirsi
di pillole per guarire dal nulla, è la fetta
di popolazione, quasi 400mila cittadini, che non possono permettersi alcuna medicina. Un'Italia della salute dove si spreca, e un'altra dove si crepa.
Per spezzare la catena dell'orrore, a
proposito dei farmaci, bisognerebbe lavorare su un'alleanza tra i consumatori, i farmacisti e i medici. Un'alleanza
per risparmiare, non per sprecare come avviene oggi. Con i consumatori
che, specie con i farmaci gratuiti, non
badano a spese; i medici che firmano
ricette in bianco, senza un rigoroso
controllo delle reali necessità di un paziente; i farmacisti che chiudono gli occhi quando chiediamo una medicina
senza la prescrizione. Già, perché con i
farmaci l'Italia fai-da-te si esprime al
meglio: e un consumatore su quattro li
acquista senza neanche consultare il
medico e senza la necessaria prescrizione.
Analisi, radiografie, visite in Pronto
soccorso, farmaci: l'ombra dello spreco avvolge l'intero
sistema sanitario
nazionale. Estesa a
1
qualsiasi tipo di for- Dai pasti
niture all'interno
degli ospedali e del- a i ricoveri
le case di cura con- II sistema
venzionate. Perfi- è un
no il cibo: il 40% colabrodo
cento di pranzi e cene portati dagli in- per malati
fermieri nelle cor- immaginari
sie degli ospedali
durante i vari turni, spesso a orari assurdi (come si fa a
cenare alle cinque delpomeriggio?), finiscono nel cestino dell'immondizia.
Eppure qualcuno ha pagato. E il conto
è finito nel calderone di quel ministero
della Salute che invece di ennesime riforme dovrebbe occuparsi di una buona manutenzione del sistema, con un
solo, preciso obiettivo: migliorare le
prestazioni e renderle omogenee su
tutto il territorio nazionale, e ridurre gli
sprechi. Spiegando agli italiani, con
ogni mezzo, che sentirsi un popolo di
malati cronici è un lusso che oggi non
possiamo più permetterci.
Pagina 22
I nuovi nati in Italia
TOTALE 2013
L'ANDAMENTO
80% -------
F;d:_Cij
1 cli n 1^nna
------ 20%
lenne
;aliane
da ì-jenw?
s1í?nLe
Fl' ' J h,!l ,^ 0 F? G I O F FI G L I P6 t ? Ol' , ' ,.' A
2,20
9
S;3
3. Sanità nazionale
.,95
^003
00"
2C'
2112 2013
134
2008
1,27
2113
N: A . f{iímetri
Pagina 23
Saníta, una spesa dí 13 mílíardí
«Gli italiani fanno troppi es ami inutili»
Il m inistro Loren z in annuncia la stretta
Troppe analisi ed esami
diagnostici inutili per gli
italiani: facendo i conti, costano
oltre 13 miliardi al bilancio del
Sistema sanitario nazionale.
Per questo, sono in arrivo
protocolli e norme «stringenti»
per impedire gli eccessi e
recuperare risorse finanziarie
preziose, tanto più in tempi di
crisi. Ad indicare la via - a
dimostrazione che in questo
settore, già colpito dai tagli, è
ancora possibile realizzare
3. Sanità nazionale
risparmi virtuosi - è stato il
ministro della Salute, Beatrice
Lorenzin, durante un Forum
all'Ansa. Gli esami inutili legati
alla medicina difensiva, ha
avvertito il ministro, «costano
all'Italia 13 mld l'anno, altro che
manovre finanziarie. Per
questo il ministero sta
lavorando a protocolli
stringenti per le direzioni
generali che evitino gli sprechi,
a partire dagli esami che si
fanno in gravidanza».
Pagina 24
`Troppi esami inutili
13 miliardi sprecati
e fischi perla salute 55
Lorenzin vuole tagliarli
Il ministro: comincerò dai test di gravidanza
Prontaa riduffe anche i giorni di ricovero
Na lavorerò per n on pesare sui cittadini 15
ROMA Il ministro della Salute
Beatrice Lorenzin ha preso spunto dal suo pancione. «Gli esami
inutili- ha detto - costano all'Italia 13 miliardi all'anno, altro
che manovre finanziarie. Per
questo il ministero sta lavorando
a protocolli stringenti per evitare
gli sprechi, a partire dai test in
gravidanza». In attesa di due gemelli, la Lorenzin è una mamma
virtuosa. «Ho scoperto di essere
incinta - ha raccontato - insieme a due amiche, ma mentre io
ho fatto tre analisi etreecografìe,
le mie amiche fanno un esame
ogni 10 giorni. Se si moltiplica
questo dato per tutte le future
mamme, che in Italia sono
500mila all'anno, si ha la dimensione dei problema».
Il ministero della Salute ha la
necessità impellente di tagliare
due miliardi, secondo quanto
previsto dall'intesa tra Stato e
Regioni. «Lavorerò per non pesare sui cittadini, ma tagliando sul1 amassa delle inappropriatezze»
ha spiegato il ministro, rievocando un problema annoso non solo
nel nostro paese. Oltre ai 480 milioni di visite all'anno, ai 64 milioni di esami diagnostici e ai 2,2
miliardi di pillole che ciascun italiano manda giù quotidianamente, la Lorenzin punta a sfoltire i
giorni di ricovero in ospedale.
«Due o tre giorni in più nella degenzavalgono miliardi», ha spiegato.
Il problema non è solo il denaro. 15 miliardi di esami radiologici che ogni anno si effettuano nel
mondo, con le loro radiazioni, so-
3. Sanità nazionale
no responsabili - secensire gli esami inutili più prescritti. «Un
condo uno studio del
NewEnglandJournal
intervento farmacoof Medicine logico o diagnostico è
dell' 1, 5%-2% di tutinappropriato-chiati i tumori. «Il problerisce la Quadrino madei costi esiste, ma
quando viene prescritto a tutti ma è utinon è l'essenziale. C'è
anche il rischio delle
le solo ad alcuni pafalse diagnosi di mazienti. Gli interventi
lattia, che a loro volta CRITICA
medici appropriati sono quelli indicati teconducono ad altri te- Il ministro della
st» sottolinea Silvana Salute Beatrice
nendo presente la
Quadrino, fra i fonda- Lorenzin
persona che si ha datori del movimento
vanti». In cima alla liSlow Medicine e coautrice del lista delle prestazioni inutili figubro "Slow medicine: perché una
rano risonanza magnetica alla
medicina sobria, rispettosae giuschiena, al ginocchio e alla testa,
sta è possibile". L'associazione,
test per le intolleranze alimentache si ispira al movimento dei meri, antibiotici, farmacicontroilredici americani Choosing wisely
flusso gastroesofageo, sonniferi.
La causa dell'eccesso di pre(scegliere con saggezza), ha conscrizioni è la paura dei medici di
sultatovarie società mediche per
essere denunciati (la cosiddetta
medicina difensiva), ma anche il
marketing delle ditte farmaceutiche. «Il mio sogno è fare farmaci per le persone sane», ammise
nel 1976 il direttore della Merck,
Henry Gadsden, con la rivista
Fortune. La stessa Lorenzin riconosce: «L'inversione di tendenza
non si farà in sei mesi. Si tratta di
dare alle direzioni sanitarie protocolli più stringenti, con deroghe affidate alla discrezionalità
del medico». «Non vorremmo
però - mette in guardia la Quadrino-che una manovra contro
le prescrizioni inappropriate finisca per andare nella direzione di
uno smantellamento del sistema
sanitario pubblico. Quel che conta è cambiare la mentalità di medici e pazienti».
Pagina 25
La medicina difensiva
Esami e analisi
tatti ogni anno in Italia
50 milioni
Gli esami di radiologia
tradizionale,
come le rx
11 milioni
Le tac
9 milioni
Le risonanze
Le prestazioni
da ridurre al minino
Radiologia
Risonanza alla colonna
vertebrale
nell'area lombare
Risonanza all'encefalo
per piccoli
disturbi
Risonanza
del ginocchio
I_a stia
al torace
preoperati oi ia
3. Sanità nazionale
Pagina 26
di Dario Oscar Archetti
orchetti. [email protected]
DOLORI ADDIO
Uno stimolo (elettrico)
per riprendersi dall'ictus
L
/ ictus lascia segni più o
meno gravi. Molto dipende
dalla tempestività con cui si
interviene, con farmaci o chirurgicamente, sulle zone del cervello colpite
dall'emorragia. Poi dai tempi rapidi
della riabilitazione neurologica, che
deve seguire protocolli di lavoro ben
definiti con il fisioterapista . Il colpo
cerebrale produce emiplegia destra se
colpisce l'emisfero sinistro e viceversa: in pratica, si perdono parzialmente o completamente , a seconda della
gravità della lesione, i movimenti
volontari di un lato del corpo. Nella
rieducazione motoria, i tempi sono
fondamentali perché prima si riattivano i circuiti cerebrali, minori saranno
i danni lasciati dall 'ictus, maggiore
sarà la possibilità di una restituito
ad integrum della coordinazione,
dei movimenti fini delle mani, delle
braccia, del cammino, dell 'equilibrio
e della comprensione.
Esperimento riuscito.Il dipartimento di Psicologia dell'università Milano
Bicocca e il centro di Neuroscienze
NeuroMi hanno ideato e condotto per
due anni un interessante esperimento
sulla riabilitazione motoria. Lo studio
era centrato sull'aprassia ideomotoria,
cioè il deficit dei gesti volontari, e
ha ottenuto risultati importanti. Una
zona spesso lesionata dall'ictus è la
parte posteriore dell'emisfero sinistro
del cervello: in pratica, si ha un danno
al lobo parietale sinistro. È l'area che
"programma" i movimenti volontari, come i semplici (ma
in realtà complessi) gesti
3. Sanità nazionale
della mano che eseguiamo facendo
"ciao" o il segno di "ok". Nello studio,
è stata utilizzata una stimolazione
elettrica transcranica non invasiva, a
bassa intensità, applicata alla corteccia parietale posteriore sinistra per io
minuti a seduta. Ed è stato riscontrato
che i movimenti volontari, in fase di
riabilitazione, riprendevano più rapidamente ed erano più accurati. Un
risultato non da poco per le patologie
neurologiche, dove ottenere il giusto
movimento significa anche avere
meno dolori articolari, meno deficit
muscolari, più autonomia in breve
tempo. E costi ospedalieri inferiori.
Intervenire in fretta . In particolare,
per quanto riguarda la ripresa dei movimenti spalla-gomito-mano, riuscire
a eseguirli il più presto possibile vuol
dire anche allontanare il rischio di
una delle più dolorose conseguenze
dell'ictus, la "sindrome spalla-mano".
È una condizione nella quale il
braccio si gonfia, per colpa della stasi
venosa e linfatica, fa un gran male,
perché si infiammano alcune terminazioni nervose, e manca la forza
muscolare. Oltre a essere invalidante,
rallenta la rieducazione, perciò va
a scapito della salute generale del
paziente. E ovviamente comporta un
carico di assistenza maggiore da parte
dei familiari. In caso di ictus, dunque,
qualsiasi stimolo a una precoce
ripresa, psicologico o elettrico che
sia, può fare la differenza: dal punto
di vista strettamente fisico, ma
soprattutto nella qualità
della vita.
Pagina 27
Humanitas, luce
a Radiochirurgia
Per laprimav olta inItaliala
tecnologia innovativa CoeLux,
che riproduce la luce naturale
in ambienti chiusi, è stata
installata all'interno del reparto
di Radiochirurgia Gamma
Knife dell'istituto clinico
Humanitas di Milano.
3. Sanità nazionale
Pagina 28
In Campania al via
1.118 assunzioni
La Regione Campania dà il
via all'assunzione di i.n8
unità nelle aziende sanitarie.
Il presidente Stefano
Caldoro ha emanato due
decreti. Si attua la deroga
parziale del blocco del turn
over iniziato nel 2009, in
considerazione della
valutazione positiva sul
rispetto dell'obiettivo di
risparmio realizzato: nel
2014 il costo del personale è
stato inferiore di 350 milioni
di curo circa rispetto al tetto
previsto.
3. Sanità nazionale
Pagina 29
L'Andi rilancia
sulla precompilata
Il presidente di Andi
(Associazione dentisti
italiani), Gianfranco Prada,
ha proposto al
sottosegretario
all'Economia, Enrico
Zanetti, di «inserire nella
"delega fiscale" un comma
per rinviare al tempo
dell'avvio della fatturazione
elettronica generalizzata
l'obbligo di collegamento al
sistema tessera sanitaria,
prevedendo nel frattempo la
raccolta dei dati per il 730
precompilato attraverso
l'anticipo a gennaio della
trasmissione dello
spesometro, obbligo già
previsto per tutti i
professionisti ad aprile e che
contiene tutti i dati
3. Sanità nazionale
Pagina 30
«d á1
Irap e medici, parola al governo
Il nodo è stato affrontato ieri nel question time in commissione Finanze alla Camera
Anche in questo caso delega fiscale decisiva per fissare le regole
Marco Bettinazzo
MILANO
Il problema dell'esistenza o
meno di un'autonoma organizzazione per il pagamento dell'Irap sarà risolto dal Governo in
esecuzione della delega fiscale.
L'impegno è stato confermato
e rafforzato dal ministero dell'Economia nel question time di
ieri alla commissione Finanze
della Camera. In risposta a una
interrogazione dei deputati di
Sei, Giovanni Paglia e Marisa
Nicchi, via XX Settembre ha, infatti, precisato che «l'individuazione di specifici ulteriori parametri qualitativi e quantitativi
per definire la sussistenza di
un'autonoma organizzazione
può avvenire solo con un eventuale intervento normativo e
non in via amministrativa».
In quest'ottica si richiama la
legge 23/2014 che all'articolo n,
comma 2, ne demanda al Governo la determinazione «anche
mediante la definizione di criteri
oggettivi, adeguandola ai più
consolidati principi desumibili
dalla fonte giurisprudenziale, ai
fini della non assoggettabilità
dei professionisti, degli artisti e
dei piccoli imprenditori all'imposta regionale sulle attività
produttive».
La questione posta all'attenzione del ministero riguardava, in particolare, l'esenzione
dall'Irap per i medici di medicina generale convenzionati
con il Servizio sanitario nazionale, che operano presso gli
ambulatori delle Asl e che si
avvalgono di collaboratori di
studio «al fine di agevolare
l'accesso ai servizi medici di
base da parte dell'utenza».
Questo personale, perciò, non
dà alcun concreto vantaggio
economico ai medici, ma viene
assunto esclusivamente per rendere più efficiente il funzionamento degli ambulatori. Situa-
zione diversa, dunque, dai professionisti che assumono (sostenendo i relativi costi) personale
da impiegare nell'ambito dell'attività medica dello studio. Alla
luce degli indirizzi dell'agenzia
delle Entrate, il presupposto impositivo per l'Irap, nasce quando
i medici ricorrono aforme di collaborazione di terzi, in via non
occasionale. Viceversa, sono
esclusi dal pagamento del tributo quei medici che non si avvalgono di collaboratori.
I1 ministero spiega che la Cassazione non è giunta a conclusioni univoche sull'argomento.
Con alcune sentenze del 2009 e
del ton a sezioni unite (12108 e
8556) la Suprema corte ha precisato che l'Irap si applica tutte le
volte in cui il lavoratore autonomo impiega, in modo non occasionale,lavoro altrui, ancheparttime, con mansioni di segretariato o con funzioni meramente accesorie. Nel 2013 (sentenze n.
22020 e 22022) la stessa Cassazione ha detto che l'impego di un solo dipendente part-time addetto
allo studio costituisce una mera
comodità per il medico, senza
accrescerne la capacità produttiva, per cui in tali circostanze
non c'è obbligo di versare l'Irap.
Orientamento ribadito con la
sentenza 958 del 2014. Anche le
commissioni tributarie sono divise, essendo dirimente «l'impiego di beni strumentali odi lavoro altrui in misura eccedente a
quanto necessario per l'esercizio dell'attività professionale del
medico di base». Occorre, in definitiva, un quidpluris rispetto alla razionale autoorganizzazione
del professionista, che spetterà
al Governo identificare.
VF
110 N L 1115 E RVATA
APPROFONDIMENTO ONUNE
La risposta a1question time
ww r.quotidianofisco .iisote24ore.com
L'interesse
si calcola a mano
mano, magli interessi il Fisco,
qualora abbia chiesto troppi
soldi ai contribuenti e debba
restituirli, li calcolerà e li verserà.
C'è solo bisogno di unpo'di
pazienza. Speci eseparliamo di un
contenzioso durato 24 anni.
L'agenzia delleEntrate -si scopre
grazie a un'interrogazione dei
deputati Fregolente Causi - non ha
ancora «un'apposita applicazione
informatica che consenta il calcolo
automatico degli interessi dovuti
sugli importi oggetto di rimborso».
Per questi si procede tuttora con
modalità manuale (a differenza,
evidentemente, di quando c'è di
mezzo una cartella esattoriale).
3. Sanità nazionale
Pagina 31
Tre milioni di risarcimento
per la gemellina nata disabile
All'ospedale di Lugo c'erano poche culle termiche
La donna inviata a Ferrara con l'auto del marito
ndici anni fa, una donna incinta si fece acU compagnare dal marito all'ospedale di Lugo per un
controllo, perché accusava
forti contrazioni. Nonostante
la situazione molto problematica riscontrata dai medici,
come si legge nella citazione a
giudizio, la donna «fu invitata
a raggiungere con mezzi propri e senza l'ausilio di personale sanitario l'ospedale
S.Anna di Ferrara», dove arrivò due ore più tardi a causa
del traffico e dove fu sottoposta a un taglio cesareo d'urgenza. Una delle due bambine
(era un parto gemellare) riportò danni gravissimi che
provocarono un'invalidità al
100%. Ora la famiglia, dopo
aver tentato invano la trattativa extragiudiziale, ha citato
in giudizio l'Azienda Usl della
Romagna, chiedendo un risarcimento danni per quasi
tre milioni di euro.
La drammatica vicenda
viene ricostruita nell'atto di
3. Sanità nazionale
A giudizio
Una donna
chiede
tre milioni
di risarcimento peri danni
cerebrali
riportati nel
parto dalla
figlia
citazione presentato al tribunale civile di Ravenna dai legali
dei genitori: il 25 marzo del
2004 la donna, alla 38ma settimana di gravidanza, arrivò all'ospedale di Lugo per un controllo. Aveva forti contrazioni e
i medici che la videro riscontrarono con l'ecografia una sofferenza fetale, un accumulo di liquido nella cavità addominale e
una diminuzione del liquido
amniotico. Nonostante ciò, si
sostiene nell'atto, la madre non
venne trattenuta né dirottata
all'ospedale di Ravenna, anzi, le
venne consigliato di recarsi alla
struttura sanitaria di Ferrara e
di farlo coi suoi mezzi, dato che
sia a Lugo che a Ravenna c'era
«carenza di culle termiche». Ci
vollero due ore per arrivare al
Sant'Anna di Ferrara, sempre a
bordo dell'auto del marito: le
due bambine nacquero con
parto cesareo d'urgenza, ma le
condizioni della prima nata
erano gravissime, tanto che
venne ricoverata in terapia intensiva neonatale. Da allora, un
calvario di altri ricoveri e interventi: oggi la bimba è affetta da
encefalopatia ipossico-ischemica che la rende del tutto non
autosufficiente e bisognosa di
assistenza continua.
Pagina 32
UNA GIORNATA DEDICATA Al DISTURI3I ALIMENTARI. SECONDA CAUSA DI MORTE PER LE ADOLESCENTI
FIOCCHETTO LILLA :
RICORDIAMOCI
DELL'ANORESSIA
di Emanuele Tirelli
Ne soffrono più di tre milioni di italiani e ogni aralo si registrano 8.500 nuovi casi. Senza contare quelli sommersi. Sono i
disturbi del comportamento alnnentare, ai quali il 15 marzo
sarà dedicata la N Giornata nazionale del fiocchetto lilla, con almeno
65 appuntamenti in tutta Italia. L'ideatore è Stefano Tavilla, fondatore dell'nssociazione « Mi nutro di viso a>, e padre
di Giulia, mancata a 17 anni a causa della bulimia. Sorso proprio anoressia e bulimia le
Saranno almeno 65
gli appuntamenti
patologie più diffuse, ma non le sole. C'è per
per sensibilizzare
esempio anche il binge eatingdisorder• (distursui disturbi alimentari:
bo da alimentazione incontrollata) car atterizInformazioni su www.
zato da frequenti abbuffate compulsive con
minutradivitait
aumento incontrollato del peso fino all'obesità. Capita spesso che i sintomi di queste patologic nonvengano riconosciuti in tempo e che,
in particolare, la progressiva perdita di peso,
legata al rifiuto del cibo o al vomito indotto,
passi inosservata fino a diventare grave. Eppure l'Organizzazione mondiale della sanità
dice che i Dea sono la seconda causa di morte
per le adolescenti dopo gli incidenti stradali e
interessano in modo consistente adulti e preadolescenti, con un aumento preoccupante
GIORNATA
DEI DISTURBI
anche tra i bambini. Già nel 2009, il 10 per
DELCOMPORTAMENTO
cento dei pazienti seguiti dal centro dell'ospeALIMENTARE
dale Niguarxla dï Milano aveva urnetà compresa tra gli 8 e 112 anni. E l'allarme è stato confermato più di recente anche dal Bambino Gesù di Rorna, dove, nel
2013, 30 dei 300 pazienti avevano meno di 12 anni.
C'è una netta prevalenza di casi femminili, ma le percentuali crescono anche tra i maschi (intorno al 10 per cento). «I disturbi del
comportamento alimentare derivano da traumi profondi» dice Fabiola De Clereq, che nel'91 ha fondato l'associazione Aba (www.bulimiannr(xsiaA), che ora ha nove sedi in altrettante regioni. «cLi abbiamo
visti però anche in piccoli di nove mesi. In questi casi il lavoro è più
breve e concentrato sulla madre u su entrambi i genitori. Con gli altri
pazienti una tempia deve dare risultati entro 18 mesi, oppure è meglio
cambiare strada per non sprecare tempo prezioso». Gli approcci terapeutici variano. Ad Arezzo, per esempio, c'è il. Centro di terapia
strategica dello psicologo e psicoterapeuta Giorgio Nardone, che
3. Sanità nazionale
punta a sbloccare i pazienti entro dieci sedute. Nel 2003, invece, all'interno della UsI Umbria 1, è sorta la residenza di Palazzo Francisci,
prima struttura residenziale extnaospeclaliera d'Italia, con degenze
dai tre ai cinque mesi. A dirigerla è la psichiatra e psicoterapeuta
Laura Dalla Ragione, responsabile scientifica di Sos Disturbi Alimentari (tel. 800-180969) e della mappatura dei 145 servizi nazionali pubblici e convenzionati (uwww.d sturbirr]irrarntarmn1i v-li).
Secondo Tavilla però ilproblema è ancora sottovalutato. «Bisogna
sensibilizzare le persone e le istituzioni perché i disturbi del comportamento alimentare siano considerati definitivamente pericolosi, individuati e curati il prima possibile, cori un percorso parallelo per i
genitori». Anche per questo, a Grosseto, è nata [email protected], che raccoglie 21 associazioni di familiari ed ex pazienti da tutta l'Italia.
■
Pagina 33
SETTIMANA D I PREVENZIONE. TESTIMO IAL «STORMS PISA»
Una bottiglia d'olio per combattere i tumori
INSI EME alla stagione primaverile arriva
la settimana nazionale della prevenzione
oncologica promossa dalla Lega Italiana
per la Lotta ai Tumori (Lilt) di Pisa. Dal
21 al 29 marzo, le sezioni provinciali della
Lilt distribuite su tutto il territorio nazionale, saranno alle prese con la promozione
di stili sani e corretti di vita, in favore della prevenzione. La Lilt di Pisa ha programmato, per sabato 21 marzo, una giornata in cui i volontari sensibilizzeranno la
popolazione pisana con la distribuzione di
materiale informativo sulla prevenzione
oncologica attraverso l'alimentazione e incontreranno i cittadini per dare consigli
utili e rispondere alle domande. Il simbolo dell'evento è la bottiglia di olio extraver-
8. La Ricerca
gine di oliva, che rappresenta nel mondo
la dieta mediterranea. Migliaia di volontari distribuiranno quindi in tutto il Paese
bottiglie d'olio, insieme a un utile opuscolo ricco di informazioni, consigli per la salute alimentare e ricette.
ALT RO appuntamento importante per il
mese di marzo sarà la campagna «Nastro
azzurro», dedicata agli uomini sopra i 50
anni, per la prevenzione del tumore alla
prostata. Come testilnonial della città è stata scelta la squadra di football americano
«Storms Pisa» (nella foto). Per informazioni sulle visite gratuite contattare il numero 050.830684.
AV
Pagina 34
Farmaci
Le statine fanno
bene al cuore,
ma male
agli occhi
EFFETTI PERICOLOSI Hanno
cambiato il destino di milioni di
persone in tutto il mondo, evitando loro che un rischio cardiovascolare si trasformasse in un
evento fatale. Ma come ogni medicinale, comportano effetti collaterali e tossicità. Il fatto è che,
nonostante le campagne di marketing ne abbiano spinto l'utilizzo spesso al limite dell'abuso, le
statine possono dare problemi
anche seri ai muscoli e, probabilmente, aumentano il rischio di
cataratta. Lo dimostra il lavoro
di due ricercatori dell'Università
della British Columbia. Come
sottolineato da alcuni esperti sul
"Canadian Journal of Medicine", è indispensabile informare
chi si appresta ad assumere questi
farmaci (spesso per tutta la vita)
del potenziale pericolo, anche se
a fronte di un rischio di infarti o
ictus, quello di cataratta è indubbiamente meno preoccupante. E
poi bisogna spiegare anche il
meccanismo attraverso cui questi
farmaci danneggiano l'occhio.
Agnese Codignola
8. La Ricerca
Pagina 35
Settimana dei cervello
Metti ogni
giorno in tavola
DIETA MEDITERRANEA Il cervello ha bisogno di frutta. E anche di
verdura, pesce, carboidrati, insomma di dieta mediterranea.
Sembra un vecchio slogan pubblicitario, è il tema scelto dalla Sin
Società Italiana di Neurologia
per la settimana del cervello, dal
16 al 22 marzo (info www.neuro.
it). «Ora sappiamo utilizzare la
dieta mediterranea per combattere l'ictus ma anche malattie neurodegenerative come Alzheimer e
Parkinson», spiega Aldo Quattrone, Presidente della Sin.
Per aiutare chi è a rischio Alzheimer a prevenire la malattia: «Gli
acidi grassi polinsaturi che si trovano nel pesce e le vitamine antiossidanti come la C e la E contrastano i radicali liberi che agevolano
la formazione delle placche caratteristiche della malattia», spiega
Carlo Ferrarese, ordinario di neurologia a Milano-Bicocca. E alcune vitamine, come la B12, e i folati aiutano a tenere sotto controllo
l'omocisteina, che se presente in
eccesso nell'organismo è tossica
per il sistema nervoso.
Per i malati di Parkinson, invece,
la dieta vegetariana è parte della
terapia: «Proteine e grassi animali interferiscono con l'assorbimento della levodopa, un farmaco fondamentale per i malati. Che
al tempo stesso hanno bisogno di
un buon apporto calorico, e di
fibre che agevolino il transito intestinale», spiega Quattrone.
Vale per tutti, invece, l'indicazione di proteggere il cervello limitando il consumo di sale - non più
di 5 grammi il giorno - ma anche
di zuccheri e alcool, consumando
pesce almeno due volte la settimana. E due super porzioni di
verdura e tre di frutta al giorno.
Paola Emilia Cicerone
8. La Ricerca
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SFIDE IL NEUROCHIRURGO DI TORINO HA UN CANDIDATO
« Ho deciso:
voglio fare
il trapianto
di testa!»
VALERY SPIRIDONOV Ë UN TRENTENNE RUSSO AFFETTO DA
UNA GRAVE MALATTIA GENETICA. E QUI CI SPIEGA PERCHÉ
INTENDE AFFRONTARE L' INTERVENTO DI SERGIO CANAVERO
di Edoardo Rosati
Milano, marzo
oveva succedere. Pri ma o poi
il «p aziente zero», con faccia
e carta d'id e ntità, sarebbe sicuraniente spuntato per dichiarare al
mondo intero: «Sì: voglio sottopormi al
trapianto di testa». Si chiama Valery
Spiridonov, di Vladiniir (in Russia), 30
D
anni. «ida i siedici iiii hanno sempre
detto che forse nos avrei superato
la ventina», confessa a Oggi. Val,
rispondendo via mail alle nostre
domande.
Valery è affetto da una grave condizione che affonda le radici in
un'anarchia del nostro lisa.
Nome in codice: malattia
di 1Verdiiig-Hoffmans.
Una severa forma di
atrofia muscolare spinale, caratterizzata da
un'imponente e progressiva debolezza mu-
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scolare, per una degenerazione (lei
neuroni che governano il movimento.
L'onda lunga planetaria del progetto
messo a punto dal dottor Sergio Canavero, il neurochirurgo torinese che da
un anno e mezzo preconizza il trapian-
to di testa (sia meglio sarebbe definirlo "scambio di corpi"), lo ha
inevitabilmente raggiunto. E
stregato. «Inutile nasconderlo, questo sentimento umano eli riuscire finalmente a
vivere con un corpo che fun
zioni. Così, già praia ini ero avvicinato
al tenia, Sapevo che il neurochirurgo
americano Robert White ci stava lavorando negli anni Settanta. Adesso ho
appreso che le possibilità tecniche per
ottenere una connessione del midollo
spinale ci sono. E allora ho contattato
Canavero, per dirgli che sono fernianiente intenzionato ad aiutarlo, affinché si concretizzi questo traguardo
della Medicina. Vedete, io non voglio
essere segregato nel mio handicap. Mi
piace dire: se davvero desideri qualco-
UN CASO SCIENTIFICO
A sinistra, il dottor Sergio
Canavero , 50, noto per i suoi studi
nel campo delle tecniche di
stimolazione cerebrale, e la cover
del New Scientist, che ha acceso
un recente dibattito sull'intervento
proposto dal neurochirurgo italiano.
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sa, agisci perché si avveri».
Valery ama la vita, da sempre proiettata nel futuro e nell'hi -tech. «Io lavoro
nella computer grafica tridimensionale, realizzando software per prodotti
educativi interattivi . Adoro gli effetti
speciali che ammiro nei film : quando
ho avuto il mio primo pc , be', sapevo
già quale mestiere avrei praticato».
«MI SENTO COME IL PRIMO
UOMO SULLA LUNA»
Internet e informatica sono il suo
universo, perché Valery può soltanto
pigiare tasti. «La inia malattia mi consente di sollevare tisi telefono, nulla
di più pesante». Si sente un po' Neil
Armstrong, Val, pronto a planare su
un terreno alieno. «Il mio più grande
obiettivo è proprio quello di diventare uno dei primi pazienti per questa
avventura incredibile. I1 pensiero di
riuscire in ima simile impresa mi aiuta
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ad allontanare il senso di depressione.
Sarebbe come ... " Boom!", sì, come un
viaggio verso Marte!».
La eco del lavoro (li Sergio Canavero, tra entusiasmi e bollenti polemiche, non accenna a sinorzarsi. Il suo
sconcertante intervento chirurgico si
configura coane una sorta di extrema
ratio per i casi clinici, appunto , estremi: come un malato terminale colpito da tumori nietastatiei che hanno
risparmiato il cervello, rata anche un
paziente tetraplegico , con una paralisi
ciel torsò e di tutti e quattro gli arti,
oppure alle prese con qualche grave
«MIA MADRE È UN
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MA SOSTI E NE
LA MIA SCELTA»
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malattia neuromuscolare degenerativa.
Uno "scambio di corpi", ovvero: la testa del soggetto ricevente su un corpo
donato. Canavero, dopo aver attizzato
l'attenzione persino del prestigioso
New Seientist, andrà negli Stati Uniti nel prossimo giugno per descrivere
ai chirurghi americani la sua "pazza
idea".
Gli chiediamo se non abbia paura.
«Ho compreso perfettamente tutti i
rischi e le incognite, però io sono fatto
così: l'intenzione di provare a cambiare la mia esistenza è forte», risponde,
«Anche inia madre sostiene con convinzione ogni inia scelta: certamente è
uri po' spaventata. Tra i miei amici, le
opinioni sono contrastanti, è ovvio. Ma
la maggior parte di loro nii rispettano.
La scienza sta rendendo migliori le vite di tutte le persone. E la tecnologia
è qui, per spazzare via i limiti. Anche
alle persone come me».
e
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