ALLEGATO A Relazione Tecnico Descrittiva

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ALLEGATO A Relazione Tecnico Descrittiva
LAVORI DI COMPLETAMENTO DEL CAMPUS DELLA SCIENZA DELLA TECNICA
E DELL’AMBIENTE
RELAZIONE TECNICO ILLUSTRATIVA
1. NORMATIVE DI RIFERIMENTO
−
D. Lgs. n. 163 /2006 (Codice Cont ratti);
−
D.P.R. n. 207/2010 (Regolamento di e secuzione e attuazione del D .Lgs. 163/2006);
−
D.Min. LL.PP. 19.04.2 000 n. 145 (Regolamento recante capitolato generale d’appalto
dei lavori pubblici);
−
D.Lgs. n. 81/2008 (Testo Unico sulla Salute e Sicurezza sul Lavoro);
−
D.M. 14/01/2008 (Nuove Norme Tecniche sulle Costruzioni);
−
D.Lgs. 42/2004 (Codice dei Be ni Cult urali e del Paesaggio);
−
D.M. 18.12.1975 (Norme Tecniche re lative all’edilizia scolastica)
−
D.P.R. n. 151 11.08.2011 (Nuovo regolament o di Prevenzione Ince ndi)
−
D.M. 26/8/1992 (Norme di prevenzio ne incendi per l'e dilizia scolastica);
2. PREMESSA
L’intervento prev isto in progetto è da int endersi quale completamento del progetto
preliminare gene rale approvato con D.G.C. n. 45 del 08 .03.2005 per il quale a t utt’oggi
risultano realizzati 4 interventi aventi ad oggetto:
a) Esecuzione recinzioni esterne;
b ) Lavori di realizzazione campus della scienza della tecnica – 1 ° lott o funzionale inter-
vento per il quale con Det. N. 950 del 19.09.2012 è stato approvato il collaudo tecnico amministrat ivo;
c) Esecuzione lavori di sistemazioni esterne al campus per il quale con Det. N. 960 de l
20.09.2012 è stato approvato il collaudo tecnico amministrat ivo approvato;
d ) Realizzazione Casa Custode per il quale so no ad oggi in corso le o perazioni d i collau-
do tecnico amministrativo.
L’esecuzione degli int erventi so pra descritt i ha richie sto l’acquisizione di Nulla Osta di
Enti Terzi quali: il Se rvizio di t utela paesaggistica, per l’interve nto delle sistemazioni
esterne, con Det. N. 1431 del 30.03.2011, ASL8 parere igienico sanitario e VV.F. per le
attività so ggette a co ntrollo di prevenzione incendi;
3. FINALITA’ DELL’OPERA E OBIETTIVI DA PERSEGUIRE
Gli obiettivi ge nerali che la realizzazione dell’opera in oggetto int ende perse guire risultano coerenti alla variante urbanistica approvata con D.C.C. N. 5 3 del 05.05.2004 con i
parametri edificatori previsti nel progetto Pilota del bando Polis e in continuità agli inRelazione tecnico illustrativa 1 / 30
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terventi prece dentem ente descritt i e attuati dalla amminist razione comunale. con
l’inte rvento in oggett o si inte nde realizzare :
−
Esecuzione rete di alimentazione idrica inte rna al Campus;
−
Esecuzione impiant i di approvvigionamento idrico in parte da alimentare mediante
consorzio di bo nifica (acqua grezza) che approvvigionerà la rete antincendio, impianto di irrigazione con relativi se rbatoi di accumulo, servizi igienici (W.C.), ed in parte
da alimentare mediante rete potabile ad uso alimentare con approvvigionamento
proveniente o da pozzo esistente e di nuo va realizzazione ovvero da fornit ura tramite servizio di approvvigionamento esterno;
−
Esecuzione intervent i di sistemazio ne a ve rde ne lle aree limitro fe ai fabbricati esistenti re alizzati in pre cedenti inte rventi e nei nuovi fabbricati pre visti in pro getto;
−
Esecuzione (complet amento) dei camminam enti pe donali
−
Esecuzione (completamento) dei camminam enti carrabili ed intervento di stabilizzazione mediante fresat ura, compattazione e rullatura del materiale in sito per la realizzazione di nuovo strato di usura, addizionato co n miscela legant e tipo STABIL SAN A
dei camminamenti esistenti
−
Intervento di ristrut t urazione pesante con demolizione e relat iv a ricost ruzione, ne l
rispetto della sagoma e volumetria preesiste nte di n. 3 fabbricati da dest inare uno a
Sala Esposit iva Mult imediale (fabbricato n. 4) uno a laboratori archeologici (fabbricato n. 5) e d il te rzo destinato a infopoint e servizi pubblici (fabbricato n. 3);
−
Intervento di nuova edificazione di DUE edifici da de stinare uno a scuola materna
(fabbricato n. 1) e il secondo a centro form azione co n relat ivi laboratori (fabbricato
n. 2);
−
Intervento di demolizione di ulteriori tre fabbricati ident ificati ai numeri 15/17/22;
−
Intervento di realizzazione camminamento dalla viabilità esistent e al cance llo posto
su territorio de l comune di Monserrato;
−
Intervento di completamento degli “scavi archeologici” sull’are a indicata nella planimetria gene rale .
−
Intervento di revisione impianto trattament o acque esistente e re alizzazione di nuovo pozzo.
4. DISPONIBILITA’ DELL’AREA
L’area oggetto di inte rvento individuata ne l territorio comunale in localit à “Cuccuru Angius” ricade totalment e, come rappresent at o nelle planimetrie allegate, nella dispo nibiRelazione tecnico illustrativa 2 / 30
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lità della Amminist razione Comunale di Selargius ed in parte de l Comune di Monserrato.
Pertanto l’intervento in progetto non necessità pe r la sua att uazione di att ivare procedure espropriat ive.
5. VINCOLI DI LEGGE RELATIVI AL CONTESTO IN CUI L’INTERVENTO E’ PREVISTO
L’area oggetto di intervento non risulta compresa all’interno delle aree a rischio idrogeologico dal PAI vige nte nonché dallo studio di compatibilità idraulica geologica e geotecnica e laborato dalla amministrazione comunale ai sensi de ll’art. 8 c. 2 de lle N.T.A.
del PAI.
Nella prog ettazi one dell’intervento si dovr à tenere conto de lla presenza de l Riu Saliu,
e della necessità di acquisire per l’approvazione del progetto definitivo, il N.O. Paesaggistico in ordine agli intervent i previsti ricadent i all’interno della fascia di rispetto di
150 metri dal rio come evidenziato ne lle tavole.
Nella prog ettazione occorrerà inoltre consi der are le prescrizioni della so printendenza
archeologica e de lle indagini archeologiche pre liminari con particolare riferimento ai
nuovi edifici previsti in pro getto (fabbricato 1 e fabbricato 2).
Nell’area ogg etto di i ntervento no n risultano ide ntificat i con riferimento al P.P.R. be ni
paesaggistici.
6. COMPATIBILITA’ URBANISTICA
Con deliberazio ne del Consiglio Comunale n. 109 in data 30/10/2003 è stato recepito ed
approvato il proget to pilota finanziato ne ll’ambito de l PON “Assistenza tecnica e Azioni
di sistema” del QCS It alia Obiett ivo 1 2000-2006, denominato “La polveriera – Campus
delle arti e dei mestie ri” piano per il recupe ro e la valorizzazione di un sito militare dimesso. Con successiva Deliberazio ne de l Co nsiglio Comunale n. 5 3 del 05.05.2004 è stata approvata la variante al P.R.G. vige nte in ordine alla destinazione d’uso delle are e
dell’Ex Polveriera, da zona “ E “ – Agricola – a Zona “ G “ – Se rvizi Pubblici e di Interesse
collettivo (anche a liv ello inte rcomunale) al fine di re nde re l’area compatibile anche con
i parametri edilizi gli interventi previsti ne l Progetto Pilota di cui sopra.
7. STUDIO DI PREFATTIBILITA’ AMBIENTALE
L’intervento previsto in progetto come già ribadito è di complet amento agli interve nt i
precede ntemente att uati dalla Amminist razione Comunale in coerenza al Progetto Pilot a
approvato.
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Non si rit iene necessario, per quanto rilevat o, in conside razione della tipologia di intervento e vista l’asse nza di vincoli ambientali, paesaggistici, dover procedere ad uno studio più approfondito di prefatt ibilità ambie ntale c he si prefigge di verificare la compatibilità dei lavori con le prescrizioni, la pianificazione e d il re gime vincolistico esistent i
e di st udiare i prevedibili effett i de ll’interve nto sull’ambiente e sulla salute .
L’area di intervento è stata oggetto di bo nifica precauzionale di ordigni esplosiv i residuat i be llici, co n verbale di const atazione di avvenut a bonifica (v erbale n. 340) rilasciato dall’Ispettorato della Infrastrutture dell’Esercito (10° Rep. Infrast rutt ure) del
06.09.2010.
L’intervento da realizzarsi sarà perfettament e inte grato ne l terreno che lo ospita; di se guito sono punt ualme nte evidenziat i i pote nziali pu nti di discontinuit à con l’esistente e
vengono descritte le attività progettuali che ne consentiranno la perfetta integrazione;
Sbanc amenti: Sono st ati evitati importanti sbancamenti che pote ssero ferire la collina
ospitante l’ex polverie ra;
Altezza dei fabbricati: Si è scelto di non superare il piano fuori te rra al fine di realizzare uno sky-line costante, non invasivo, qualificato dalla cupola e dal planetario e che si
integrasse pie nament e con il legge ro pendio delle colline circost anti;
Strade interne: Si è scelto di ripristinare la strada esiste nte, pe raltro in buo no stato,
con interve nti localizzati in terra stabilizzat a;
Effetti sui cittadini: La tipologia e le caratt eristiche degli interve nti realizzat ivi fanno
chiaramente intendere che non vi sarà alcun impatto negat ivo sulla salute dei citt adini.
Ragioni di scelta del sito: La scelta de l sit o della ex polveriera è legata alle azioni di
pianificazione che dal 1994 individuano il no do com e strategico e come dimensione territoriale della cit tà e porta de lla stessa sull’area vasta. Sce lto il sito, per i motivi sopra
citati, si è pensato di diminuire l’impatto de gli edifici mediante la realizzazione dei corpi di fabbrica co n un’altezza limitat a pe r re nderla compat ibile co n l’andamento de l terreno.
Misure di c ompensazi one ambientale: L’e dificazione verrà ampiamente compensata dagli ampi interventi di realizzazio ne di verde attrezzato che andrà a coronare sia gli interventi già ese guiti che quelli in fase di ese cuzione col presente intervento.
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Di seguito si inquadra l’intervento dal punt o di vista paesaggistico, dei be ni cult urali e
paesaggio, del Piano per l’assetto idrogeolo gico, de ll’urbanistica e delle Norme in materia ambientale
D.Lgs n.42/2004 - Codice dei beni cultur ali e del paes aggio
Per quanto riguarda l’eventuale tute la di cui l’art. 10 (be ni culturali) del D .Lgs
n.42/2004, come già detto, il Ministero per i Beni e le Attivit à Culturali con prece dente
nota prot. n. 1308 del 02.03.2009 comunicava l’assenza de i requisiti di inte resse culturale;
Per quanto riguarda l’eventuale t utela di cui l’art. 142 (aree tutelate per le gge) de l
D.Lgs n.42/2004, il sit o dell’ex polverie ra ricade in parte all’interno dei 150 dal Rio Saliu.
Gli intervent i che ricadono all’interno di tale fascia sono, in sinte si:
•
Ristrutturazione pesante con demolizione e ricostruzione dei fabbricati esiste nti nn.
3-4-5 (ex 7-8 -9) da destinare rispett ivamente a Infopoint, Sala espositiva mult imediale e d a laboratorio archeologico;
•
Demolizione dei fabbricati n.17 e 22, attualmente in avanzato stato di degrado e pericolanti;
•
Completamento dei pe rcorsi pe donali;
•
Manutenzio ne e completamento dei percorsi carrabili esistenti;
Per tali interventi dov rà essere richiesta specifica autorizzazione di cui all’art.146 (autorizzazione).
Si fa prese nte che le scelte adottate per la progettazione delle o pere sopraindicate sono state guidate dalla necessità di minimizzare gli impatti sull’ambiente , riproponendo
pertanto i medesimi caratteri già pre senti nel sito, infatt i:
1) Le finit ure esterne de i fabbricati oggetto di ristrutt urazio ne pesante saranno infatt i
murature sempliceme nte intonacate e tinte ggiate con colori de lle terre, copertura a
falde con tegole in lat erizio, canali di gronda e pluviali in rame. Viene mantenuta sia
la medesima sagoma dei fabbricati preesiste nti che la medesima altezza alla gro nda.
2) I percorsi pe donali saranno realizzati con PIASTRE IN CEMENTO co n superficie marte llinata, dimensioni 40x40x4 con solcature sulla facc ia superiore a formare disegni ge -
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ometrici vari, dat i in opera allett ati con malta bast arda e la sigillatura dei giunt i con
beverone di cemento.
3) La manutenzione straordinaria dei percorsi carrabili verrà realizzata mediante riporto, compattazione e rullatura di misto granulare di cava nonchè fornit ura e posa in
opera di un sistema st abilizzante in polvere (del tipo STABILSANA o prodotti similari)
miscelato con le gante idraulico, acqua e misto granulare di cava.
Piano paes aggistico regionale
Come si evince dallo stralcio del PPR alle gat o, il sito de ll’ex polve riera non ha vincoli di
natura paesaggistica dovuti alla pre senza di beni paesaggistici.
STRALCIO DELL’AMBITO A1 – GOLFO DI CAGLIARI – Sez.557-III
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Pai – Piano per l’assetto idrogeologico
SUB BACINO FLUMENDOSA CAMPIDANO CIXERRI – STRALCIO TAV. HI 21/26
Come si evince dallo stralcio del PAI allegat o, il sito dell’ex polve riera non ha vinco li di
natura idrogeologica. L’area di interve nto come evidenziato ne i paragrafi precede nt i
non risultano incluse tra le Aree PAI a rischio idro geologico comprende ndo la verifica
della ine siste nza di vincoli nasce nti in conseguenza dello Studio di Compat ibilit à Idraulica Geologica e Geotecnica predisposto dalla Amministrazione comunale per tutto il
territorio ai sensi dell’articolo 8 comma2 N.T.A. PAI.
PRG vigente – PUC adottato
Dal punto di vista spe cificatamente urbanistico, invece, il sito risulta pe r la porzione di
territorio apparte nent e al Comune di Selargius Zona “ G “ – Servizi Pubblici e di Interesse collettivo (anche a livello intercomunale), sia ne l PRG vige nte che nel PUC adottato.
Si evide nzia come sia stata adottata specifica variante al PRG per rendere il sito compatibile con l’inte rvento di cui trattasi.
Per la porzione di territorio ricadente nel Comune di Monserrato, invece, risult a zona E
nel PRG vige nte e G nel PUC adottato. Si fa presente l’ intervent o previsto in tale porzione di territorio è unicamente quello de lla Manute nzio ne e completamento dei pe rcorsi carrabili esiste nt i.
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D.Lgs. 152/2006 - Norme in materia ambi entale
Le opere previste nel progetto di completamento non risultano soggette nè a V.I.A. di
competenza regionale nè a verifiche di assoggett abilità, secondo quanto riport ato
nell’Allegato B1 di cui alla D.G.R. 34/33 del 07.08.2012, precisando che l’impianto di
depurazione (esiste nt e) ha una potenzialità di 250 Aeq molto al di sotto de i 10.000 Ae q
previsti nell’Allego B1 lett. t . per la verifica di assoggettabilità.
8. ANALISI DELLO STATO DI FATTO (ANTE OPERAM)
I rilievi e ffettuati hanno consent ito di avere certezza sulle reali dimensio ni e delle co ndizioni al contorno de gli inte rventi previsti in progetto. Nello spe cifico dai sopralluoghi
è risultato quanto segue:
a) INTERVENTO APPROVVIGIONAMENTO IDRICO: L’assenza di acquedotto di aliment azione idrica di acqua potabile ho indotto il gruppo di pro gett azione alla analisi di due soluzione progettuali di seguito descritte . La prima prevedeva la realizzazione di una rete di adduzione idrica con allaccio dalla SP8. Il t racciato ipotizzato teneva conto de lle quote piezometriche di allaccio alla nuova rete non rite nendo ammissibile la re alizzazione di un impianto di rilancio. Il tracciato ipotizzato si ritiene rapprese ntasse ,
la migliore soluzione tecnica con la quale garantire l’approvvigionamento idrico. Il
tracciato ipotizzato risultava in parte previsto su strade comunali e d in parte su
strade vicinali o interpoderali in are a agricola. I n fase di e laborazione ed analisi erano emerse problemat iche legate sia alla realizzazione de lla ret e sia in particolare
agli e levati costi di gestione che l’inte rvento comporterebbe. Infatti ai costi puri di
realizzazio ne si dovevano conside rare i maggiori costi per la istit uzio ne e trascrizione delle servit ù no nché i costi di gestione del sistema di allarme obbligatoriamente
da realizzare in questi casi (lunghe zza condo tta circa 2900 metri in area agricola). Le
soluzione del t racciat o ipotizzat a te neva anche conto anche di soluzio ni alternat ive
non percorribili pe r problemi di pie zometriche all’imbocco e quote di arrivo.
La seconda ipotesi progettuale ipotizzata, prevista in progetto, prevede invece che
l’approvvigionamento idrico del campus avvenga con una doppia distribuzione di cui
la prima rise rvata all’acqua NON POTABIL E e approvvigioname nto da consorzio di
bonifica nonchè dal recupero delle acque meteoriche, su se rbat oi di accumulo che
garantisco no l’aliment azione all’impiant i antincendio, impiant i irrigazione, servizi igienici W .C. di tutti gli edifici oggetto del presente intervento, la seconda invece garantisce la dist ribuzio ne di ACQUA POTABIL E, con approvvigio namento proveniente
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da pozzo esiste nte e autorizzato e nuovo pozzo previsto in proget to ovvero mediante
servizio este rno di fornitura.
Tale seconda ipotesi progettuale pur no n rappresent ando la soluzio ne tecnica migliore, rappresent a, oggi, sulla base delle infrastrutturazioni idriche presenti territorio, la migliore soluzione in termini di cost i/benefici. Si ritiene comunque doveroso
evidenziare come la prima soluzione rappresenti comunque un inte rvento da programmare in quanto si risolverebbe de finitivamente la problematica dell’apporto idrico di acqua potabile per uso aliment are.
b) RISTRUTTURAZIONE FABBRICATI ESISTENTI NN. 3-4-5: Lo stato attuale de i tre fabbricati esistent i, per i quali il Ministero per i Be ni e le Attività Culturali con prece dente nota prot. n. 1 308 del 02.03.2009 comunicava l’assenza dei re quisit i di inte resse cult urale di cui all’articolo 10 del D.lgs. 42/04 e smi prese ntano un livello di
degrado, come da documentazione fotografica alle gata, da imporre un inte rvento di
ristrutturazione pe sante de gli stessi con demolizio ne e ricost ruzio ne nel rispetto
della sagome
c)
e volumetrie esistenti. I fabbricati o ggett o di ristrutt urazione risultano compresi
nella fascia di rispetto dei 150 metri dal RIU SALIU.
d) NUOVA EDIFICAZIONE FABBRICATI NN. 1 – 2: La realizzazione dei nuovi fabbricat i è
prevista, come rappre sentato ne lla documentazione fotografica, su aree attualmente
libere è ubicate al di fuori della fascia di rispetto dei 150 metri dal RIU SALIU come
evidenziato nella t avola A-04. Si fa presente che nelle vicinanze del fabbricato n.1 è
stata eseguita una campagna di scavo archeologico su un’are a avente una este nsio ne
di circa 2040 mq.
e) COMPLETAMENTO CA MMINAMENTI CARRABILI: L’intervento di completamento dei
camminamenti carrabili è previsto in buona parte su area già dest inata a viabilità di
servizio delle caserme tte esistent i, come risulta dalla documentazione fotografica allegata sui quali è prev isto il rifacimento de llo strato di usura. Tale previsione e scelta progettuale è deriv ata dai risultati delle prove su piastra effet tuate ed allegate al
progetto. L’intervento prevede nel tratto finale la realizzazio ne ex novo di un tratto
di viabilit à con la quale verrà garantita la comunicazione a un accesso presente ne l
territorio del Comune di Monserrato. L’intervento s ulla viabilità è compresa
all’interno della fascia di rispetto dei 150 metri dal RIU SAL IU.
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f) COMPLETAMENTO CA MMINAMENTI PEDON ALI: L’intervento di completamento dei
camminamenti pe donali è previsto in coere nza dei nuovi corpi di fabbrica in progetto e a completamento dei fabbricat i esistent i.
9. AUTORIZZAZIONI PARERI E/O NULLA OSTA NECESSARI
Prima di procedere alla ident ificazione delle autorizzazioni, pare ri o nulla osta comunque denominati da acquisire ai fini della approvazio ne de l proget to definitivo, a mezzo
di confe renza di se rvizi ai se nsi dell’art icolo 14 della L. 241/90 e smi, si ritie ne utile
chiarire alcuni aspett i sui pareri espressi in sede di confere nza di servizi pre liminare tenutasi, ai se nsi dell’art. 14 bis Legge 241/90 e smi in dat a 17.09.2 013 nonché sul pare re
successivo espresso dall’UTR con nota prot. N. 33044 XIII3 .2 del 2 9.09.2014.
La conferenza di serv izi, te nutasi ai sensi dell’artico lo 14 bis Legge 241/90 e smi sul
progetto preliminare, si è resa necessaria per acquisire le prescrizione degli e nti te rzi
necessari per la corre tta elaborazione de l progetto definitivo da sottoporre a conferenza di servizi per acquisizio ne del parere e/o N.O. definitivi. Si pre cisa che la soluzione
progettuale sottopost a a conferenza di se rvizi pre liminare del 17.09.2013 prevedeva la
realizzazio ne di una rete di approvvigio namento idrico dalla SP8 per la quale erano st ati
richiesti i pareri di ABBANOA S.p.A., Provincia di Cagliari Settore Viabilità, Servizio del
Genio Civile, prevede ndo l’att raversamento in briglia de l Riu Saliu della rete idrica in
progetto e l’allaccio dal pozzetto posto sulla fascia di rispet to della SP8. L a soluzio ne
prevedeva inolt re la possibilità di utilizzare la fornit ura di acqua grezza fornita dal Consorzio di Bo nifica, per il quale il CBSM ha e spresso parere favore vole come da verbale
allegato.
Dalla confere nza di servizi, è emerso dal parere ASLCagliari la necessit à di verificare,
prima de ll’invio de l progetto all’UTR, la fat t ibilità alla potabilizzazione de ll’acqua grezza fornita dal Consorzio. Non avendo avuto certezza sulla provenienza dell’acqua gre zza, si è proceduto a revisionare il pro getto preliminare , limitatam ente alle modalità approvvigionamento idrico del campus, prevedendo quale soluzione progettuale que lla indicat a nel paragrafo 8 ed allegat a al progett o inviato all’UTR.
In particolare si precisa come peraltro evidenziato nel paragrafo 8 che la soluzione pro gettuale ipot izzata, per la approvvigioname nto idrico del campus, avvenga mediante re alizzazione di una doppia distribuzione int erna in cui la prima riservata all’acqua NON
POTABILE provenie nte dall’approvvigio namento da consorzio di bonifica nonchè dal re cupero de lle acque meteoriche, aliment anti i serbatoi di accumulo che garant iscono
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l’alimentazione all’im pianti ant ince ndio, impianti irrigazione, servizi igienici W.C. degli
edifici oggetto di inte rvento, la seconda che garantisce la distribuzio ne di ACQUA POTABILE, co n un appro vvigionamento proveniente da pozzo esistente e autorizzato e dal
nuovo pozzo previsto in pro getto ovvero mediante servizio esterno di fornitura.
Altro elemento recepito nella pro gettazione preliminare post a a bando di gara è re lativa
ai rapporti aeroilluminant i dei diversi ambienti, dei fabbricati o ggetto di interve nto,
funzione de lla destinazione d’uso nonchè al fattore medio di luce diurna non inferiore
al 2%.
Ciò detto i pareri ne cessari da acquisire in sede di confe renza di servizi sul progetto definitivo dovranno esse re almeno i se gue nti:
−
Servizio Tutela Paesaggistica pe r le provincie di Cagliari e Carbonia-Iglesias;
−
Ministero per i beni e le attività culturali – Soprinte nde nza per i beni archeologici;
−
Assessorato Provinciale Lavori Pubblici – Set tore Ambiente;
−
ASL8 di Cagliari Dipart imento di Prevenzione Servizio Igiene Sanità Pubblica;
−
ASL8 di Cagliari Servizio Igie ne de gli Aliment i e della Nutrizione;
−
Consorzio di Bo nifica della Sardegna Meridionale;
−
Enel S.p.A.
Limitatamente alle att ività specifiche de l progetto definit ivo risulterà nece ssario acquisire eventualmente anche il pare re del Ministero dell’interno – Comando Provinciale de i
Vigili del Fuoco per le attività (event uali) soggette al cont rollo di prevenzione incendi
secondo quanto riport ato nell’alle gato I DPR 151/2011 e smi;
I progett isti comunque dovranno rece pire t utte le pre scrizioni contenute nei pareri espressi in sede di co nferenza di servizi de l 1 7.09.2013 di seguito riportate
−
Parere Servizio Tute la Paesaggistica per le provincie di Cagliari e Carbonia-Iglesias
Prot. n. 44421/TP/CA-CI de l 16.09.2013;
−
Parere Soprinte nde nza per i be ni Archeologici per le provincia di Cagliari e Oristano
Prot. n. 4788 del 02.0 8.2013;
−
Parere ASLCagliari Se rvizio Igie ne e Sanità Pubblica Prot. n. PG/2013/0108243 del
17.09.2013;
−
Parere ENEL Dist ribuzione acquisito via PEC in dat a 29.08.2013 con Prot. n. 26378;
Oltre a tali pare ri espressi in sede di conferenza di servizi e non solo risult a necessario
conside rare le prescrizioni co ntenute nel P arere Unità Tecnica Regionale (Voto n. 133)
Prot. n. 33044 XIII3.2 del 29.09.2014 citato in premessa.
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10. PRESCRIZIONI - REGOLE E NORME TECNICHE DA RISPETTARE NELLA PROGETTAZIONE
La progett azio ne preliminare elaborat a ha recepito alcune indicazioni emerse in se de di
conferenza di servizi preliminare ed in part icolare in ordine ad alcune delle prescrizioni
rilasciate dalla ASLCagliari co n nota prot. n. PG/2013/0108243 del 17.09.2013 ovvero
contenute nel verbale della confe renza di servizi. In particolare il proget to rispetta pe r
tutti gli ambient i ad uso didat tico un rappo rto aero illuminante compreso tra 1/5 e 1/7
della supe rficie di pav imento mentre per gli altri è stato garantit o un rapporto almeno
di 1/8 de lla superficie . La progettazio ne de gli edi fici ha inoltre t enuto conto, non solo
del rapporto aero illuminante ma anche de l fattore medio di luce diurna che non dovrà
essere inferiore al 2%.
La progettazione pre liminare elaborata, posta a base di gara, garantisce alt resì il requisito di accessibilità, a persone diversamente abili, richiesto dal D.M. 236/89 e più specificatamente richie sto dal D.P.R. 503/96 recante norme per l'eliminazione de lle barriere
architettoniche negli edifici, spazi e servizi pubblici quali camminamenti, marciapiedi,
arredo urbano.
Nella progettazio ne definitiva si dovrà te nere conto dei requisiti minimi richiest i nel
progetto con part icolare rife rimento a:
-
D.M. 14/01/2008 (Nuove Norme Tecniche sulle Costruzioni) nella progett azio ne di
tutte le opere strut turali portanti degli edifici prev isti in progetto (fabbricat i
1/2/3/4/5)
si
dovrà
garant ire
pe r
tutti
gli
e lementi
Portant i
(Tra-
vi/Pilastri/ Setti),solai (Copertura/Interpiano ) e tutti gli element i separanti una resistenza al fuoco almeno pari a REI 90 ovvero superiore se dal calcolo del carico di incendio, calcolato secondo il D.M. 9 marzo 2007 - Prestazioni di resistenza al fuoco
delle costruzioni nelle attività soggette al co ntrollo del C.N.VV e secondo le modalità
stabilite ne lla Lettera Circolare n. 414/4122 sott. 55 del 28 marzo 2008;"risultasse
necessario garant ire una resistenza supe riore;
-
NORME CEI 64-8 (Impiant i elettrici ut ilizzat ori a tensio ne nomina le non superiore a
1000 V in corre nte alt ernata e a 1500 V in corrente cont inua). Per tutti gli edifici oggetto di intervento occorrerà fare rife rimento alla norma CEI 64-8 – 7 Edizione nella
progettazione degli im pianti.
-
Tutti gli edifici dovranno essere dotati di un impianto di illuminazione di emergenza
con autonomia minim a di 1 ora in grado di garantire un livello di illuminamento minimo lungo le vie di esodo di almeno 5 lux;
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-
Tutti gli edifici 1/2/3/4/5 dovranno essere dotati di im pianto rile vazione e d allarme
incendio di tipo digitale ad autoapprendime nto conforme alle norme UNI 9795:2010
con impianto di diffusione sonora avente autonomia minima di 1 ora, da realizzare
conforme alle norme CEI EN 60849 (CEI 100 – 55);
-
Tutti gli edifici 1/2/3/4/5 dovranno essere dotati di un proprio quadro gene rale di
comando misura e protezione, con aliment azione da quadro Power Center di distribuzione esistente , presente nel locale cabina MT/BT, dotato di trasformatore co n
potenza nominale 1000 KVA con Potenza massima disponibile dal TRAFO di 850 KW
che ha te nuto co nto dei carichi previst i anche pe r gli edifici ogge tto del prese nte intervento. I quadri generali da prevedere in ciascuno dei nuovi e difici dovranno essere realizzati conformemente alle norme CEI EN 61439 e dovranno essere di t ipo chiuso a parete e/o colo nna con una distribuzio ne e protezione dei circuit i, da realizzare
con interruttori magnetotermici diffe renziali, in grado di garant ire un sezionamento
spinto con “fuori servizio” per linee Luci/FM/Emergenza/ecc. per singolo circuito .
Tutti i Diffe renziali da inst allare no n potranno essere di t ipo AC ma di tipo A ovvero
di tipo B se necessario;
-
Limitatamente Agli Edifici 1-2 questo dovranno essere pro gettati con riferimento alle norme di prevenzione incendi per edilizia scolastica di cui al D.M. 26.08.1992 e
smi per edifici di Tipo 1 con caratterist iche di resistenza al fuoco delle strutt ure portanti e separanti almeno pari a REI 90 come evidenziato al punto precede nte ovvero
un REI superiore se, dal calco lo del carico di incendio, calcolat o secondo il D.M. 9
marzo 2007 - Prestazioni di resistenza al fuoco delle costruzioni nelle attivit à soggette al cont rollo del C.N.VV e seco ndo le modalità stabilite ne lla Lettera Circolare
n. 414/4122 sott. 55 del 28 marzo 2008;" risultasse necessario garantire una resistenza superiore, con part icolare riguardo i laboratori art igianali. Per quanto concerne gli impiant i elet trici occorrerà fare riferimento anche alle norme CEI 64-52 che
rappresent ano una Guida pe r l'inte grazione degli impianti elett rici utilizzatori e pe r
la predisposizio ne di impiant i ausiliari, te le fonici e di trasmissio ne dati ne gli edifici
con part icolare riferimento agli edifici scolastici . Specificatam ente per l’e difici in
oggetto, occorre fare riferimento per quant o applicabile anche le nuove linee guida
per l’edilizia scolast ica del MIUR. Ne lle aule destinate a laborato ri occorrerà prevedere prese CEE interbloccate da 16A 2P+T ed anche prese CEE 32A 3P+T;
-
Limitatamente agli e difici 1 e 2 le aule dovranno e ssere dotate ciascuno di un sottoquadro aliment ante i punti presa UNEL presenti nelle aule in num ero minimo pari a 5
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con standard italiano /tedesco, oltre alle prese CEE interbloccat e 2P+T e 3P+T da
prevedere obbligatoriamente nei laboratori;
-
Limitatamente all’e dificio 3 dest inato a infopoint, dovrà essere progettato nel rispetto de l D.M . 22.02 .2006 recante la “Regola tecnica di prevenzione incendi per la
progett azione, la cos truzione e l'esercizio di edifici e/o locali destinati ad uffici"fermo restando i requisiti richiest i a tut ti per t utti fabbricati in ordine alle presenza di impiant i di protezione attiva e passiva. I n questo caso il numero minimo di
prese UNEL con standard italiano/tedesco non dovrà essere inferiore a 7/locale;
-
Limitatamente all’edificio dest inato a Sala Espositiva M ultimediale (edificio 4), dovrà
essere progettato con riferimento al DM 569 del 20.05.1992 recante le norme per gli
edifici storici ed art istici destinat i a musei, galleria, fiere e most re significando comunque che tale previsione costituisce un requisito minimo richie sto per il fabbricato in oggetto, senza la possibilità di utilizzo delle deroghe previste dallo stesso de creto in quanto di fatt o pertine nti a strutture esistent i.
-
Tutti gli edifici (1/2/3/4/5) dovranno rispett are i requisiti di isolamento termico previsto per la zona clim atica “C” dal D.lgs. 192/05 e smi ed in ult imo dal DPR 59/09
nonché, in termini di requisit i acust ici passivi ed il rispetto de i limiti di cui al piano
di classificazione acustica comunale vige nte e tratt andosi di intervento di e difici
pubblici o a uso pubblico, si dovranno rispettare le ulte riori disposizioni previste
all’articolo 4 comma 15 del DPR 59/09 lett. a/b/c. Al fine di limitare i fabbisogni energet ici per la climatizzazione estiva e di contenere la temperatura interna degli
ambient i, si dovrà prevedere nella progett azione definitiva la presenza di sistemi
schermant i esterni, o vvero dimostrando la non convenienza de gli stessi in termini
tecnico – economici, l’utilizzo nelle superfici vetrate un fattore solare ≤ 0,50 e tale
valutazione dovrà essere evidenziat a nella relazio ne tecnica ai se nsi dell'art icolo 28,
comma 1, della le gge 9 gennaio 1991, n. 10.
Per l’intervento nel suo complesso, la progettazione dovrà preve dere l’utilizzo di materiali ottenuti da mat eriale riciclato nella misura no n infe riore al 30% del fabbisogno
medesimo, nel settore edile, stradale e ambientale , conformemente alle previsioni contenute nel D.M. 203/2003 e Circolare ministeriale 5205/2005 (Green Public Procure ment). A tal fine si dovrà verificare la fattibilità del riut ilizzo de i materiali provenie nt i
dalle demolizioni de i fabbricati, quali sottofondi sui nuovi camminamenti stradali e pedonali, se idone i, inquadrabili quali sott oprodotti ai sensi art. 184 ter del D.lgs.
205/2010 e smi.
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11. INTERVENTI PREVISTI IN PROGETTO
Sintet icamente gli int erventi prev isti in progetto sono quelli ripo rtati in premessa. Più
specificamente vengo no descritt i i singoli interventi con riportat i gli element i prest azionali richiest i in se de di pro gettazione che andranno a costit uire il capitolato speciale
prestazionale.
a) RISTRUTTURAZIONE FABBRICATI N. 3-4-5:L’intervento di ristrutturazio ne in pro getto
prevede la demolizione dei corpi di fabbrica esistenti e la ricostruzione nel rispetto
della sagoma e volumetrie preesiste nti. Tut ti i fabbricati in proge tto si sviluppano su
unico livello (Piano Terra) avent i copert ura a falde inclinate co n superficie copert a
rispett ivamente di 119 mq; 275 mq e 160 mq.
Il fabbricato N. 3, di superficie di circa 119 mq, destinato a info point sarà provvisto
anche di un blocco servizi igie nici ape rti al pubblico dist inti per sesso;
I fabbricati N. 4 e N. 5 , avent i rispett ivamente una supe rficie pari a 275 mq e 160 mq
saranno dest inati a Sala Espositiva Multime diale e Laboratorio Archeologico.
Il vincolo progett uale previsto nell’inte rvento di rist rutt urazione, oltre al rispetto
delle norme tecniche per le costruzio ni di cui al DM 14.01.2008 e norme CEI per gli
impianti, i nuovi edifici dovranno comunque rispettare i re quisiti di isolamento termico previsto per la zona climatica “C” dal D.lgs. 192/05 e smi ed in ultimo dal DPR
59/09 nonché, in termini di requisiti acust ici passivi e d il rispett o dei limiti di cui al
piano di classificazione acustica comunale vigente . Si precisa in ordine al DPR 59/09
e smi che trattandosi di interve nto di nuova costruzio ne di edifici pubblici o a uso
pubblico, si dovranno rispett are le ulte riori disposizioni previste all’articolo 4 comma 15 del DPR 59/09 lett. a/b/c.
Al fine di limit are i fabbisogni energetici pe r la climatizzazione estiva e di conte nere
la temperatura interna de gli ambie nti, occorrerà prevede re ne lla progettazione definitiva la presenza di sistemi schermant i esterni, ovvero dimostrando la non convenienza de gli stessi in termini tecnico – economici, preve dendo in tale caso nelle superfici vetrate un fatt ore solare ≤ 0,50 e tale valut azione dovrà essere evide nziata
nella relazione tecnica ai se nsi dell'articolo 28, comma 1, della legge 9 gennaio
1991, n. 10, previsione contenut a nel DPR 5 9/09 art. 4 comma 19.
Di seguito si riportano gli interve nti di t ipo edile e d impiant istico minimi da prevedere ne ll’intervento:
-
Esecuzione demolizione compl eta di fabbricato: La demolizione completa del
fabbricato (murat ure perimetrali portant i – tramezzature – solaio di copert ura)
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verrà eseguita per me zzo di mezzi meccanici mediante utilizzo di pinze idrauliche
senza ricorrere a demolizio ni di tipo contro llato. Oltre alla demolizione de l fabbricato (fuori terra) v errà eseguita la demolizione del massetto e l’esecuzione di
uno scavo a sezione o bbligata propede utico alla realizzazione di un vespaio ventilato tipo iglù o equivalente;
-
Esecuzione nuove fondazioni i n c.a.: E ‘pre vista la re alizzazione di nuove fo ndazioni a travi rovesce sezione a T, con schem a a grat iccio, con calcestruzzo ave nte
una resistenza caratte ristica non inferiore a C25/30 (Rck≥ 300 daN/cmq) con armature longitudinali del diametro non infe riore a φ14 tipo B450C e copriferro di
almeno 3 cm. L’utilizzo dello schema a graticcio costituisce elemento vincolante
in conside razione de gli schemi st rutt urali de gli e lementi portant i;
-
Vespai o aerato (tipo i glù): È previst a la realizzazione di un vespaio areato avente
un spessore complessivo di cm 50/51 costituito da una magro ne di sottofondazione di cm 10 su cui verranno posat i i casseri a perdere tipo Iglù o equivalente
di alte zza cm 20. Sui casseri verrà posato un massetto di cm 5 con rete elettrosaldata filo 515 in grado di garant ire un sovraccar ico di almeno 1 100 daN/mq con
soprastante massetto di cm 10 pe r la posa degli impianti a pavime nto. Al di sopra
del massetto si dovrà prevedere la posa di un pannello per isolam ento termico in
EPS spessore 6 cm co n de nsit à di almeno 3 3 daN/mq su cui verrà posato un massetto alleggerito in argilla espansa di cm 10. I cavedi creati al di sotto dell’iglù
verranno utilizzat i pe r il passaggio degli impiant i fognari interni ai locali destinat i
a servizi igie nici;
-
Strutture in Elevazi one in c.a.: Le strutture in elevazione saranno rapprese ntate
da pilastri aventi se zione minima 30x30 da realizza re in calcestruzzo con resistenza caratteristica minima C30/35 (Rck≥ 350 daN/cmq) ed arm ature longitudinali del diametro non inferiore a φ12 tipo B450C con coprife rro di almeno 3 cm.
Le travi dovranno ave re una base minima di 30 cm. Sui pilast ri e travi, ad eccezioni di quelli interni al corpo di fabbrica si dov ranno applicare panne lli in polistirene spessore 3 cm avente de nsit à minim a di 25 daN/m3 per eliminare i po nti
termici tra e lementi st rutturali e murat ure;
-
Muratur e Perim etrali Esterne: Le sce lte progettuali adottate che comunque costituirà vincolo proge ttuale sia per la pro gettazione definitiva che esecut iva è
quello della adozio ne di soluzioni che siano sia ri spondent i ai requisiti di isolamento termico previsto per la zona climatica “C” dal D.lgs. 192/05 e smi che ai
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requisit i acust ici passivi dell’e dificio nel rispetto del piano di classificazione acustica comunale vigent e. In tale ottica le murat ure perimetrali esterne (non portanti) saranno del t ipo a cassetta con spessore complessivo di cm 38 costituiti da
muratura esterna spessore 20 cm con intonaco su ent rambe le facce premiscelato
di calce e cemento spessore 1,50 cm applicazione di pannello isolante termoacustico spessore cm 6 con parete interna forato da 8 cm con intonaco premiscelato
di calce e cemento av ente un una trasmittanza inferiore a 0,40 W/m2K con potere fonoisolante Rw> 5 2 dB.
-
Tinteggiatur e Esterne/Interne: Le tinteggiat ure este rne saranno di tipo silossanico con colori delle terre in coerenza all’intervento già re alizzato nel 1° lotto.
Queste pitt ure so no indicate per il restauro e la tinteggiat ura di facciate este rne
di edifici sia antichi sia con nuovi intonaci mai trattati. Ottime anche per la tinteggiatura di superfici situate in zone umide , che restano inalterat e per molti anni, grazie alla caratteristica impe rmeabilità ed alla resistenza agli agent i atmosferici .
-
Sol aio di Copertura: I Solai di copertura previsti in progetto saranno realizzat i
con capriate in le gno lamellare di cast agno con puntoni ed arcare cci mentre per
la orditura secondaria è previsto l’utilizzo di legno di abete con t avolato di spessore di 35 mm. Il pacchetto di copert ura compreso il tirante da realizzare in acciaio dovranno essere trattati con vernici intumescenti tali da garantire una resistenza almeno R90. Il pacchetto di copert ura completo di isolamenti termici e
impermeabilizzazione dovrà garant ire una trasmitt anza non superiore a 0,38
W/m2K valore limite per la zona climatica “C” per pareti orizzo ntali o inclinate.
-
Infissi Esterni: Gli infissi esterni saranno in alluminio con prof ili t ipo planet 62tt
a taglio termico con struttura vetro 6/7-14Argon – 8/9 vetri basso emissivi antinfortunistici ed antisfo ndamento, per i vetri esterni. La trasmitt anza degli infissi
Uw non dovrà comunque essere superiore a 1,70 W/m2K. Tutti gli infissi saranno
dotati di marcat ura CE. Gli infissi che andranno a costit uire via di esodo dovranno ino ltre essere conformi alla normat iva UNI EN 14351-1:2010 specifiche per le
uscite di emergenza e dovranno avere una struttura vetro 8/9-10Argon-11/12. In
alternativa all’alluminio si potranno utilizzare, se richiesti in fase di acquisizione
pareri della tutela al paesaggio, infissi in legno aventi stesse caratterist iche pe r
quel che conce rne la struttura vetro nonché possedere quanto meno gli stessi requisiti di isolamento t ermico.
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-
Porte Interne: Le porte interne de l fabbricato saranno in PVC ri gido ant iurto di
luce netta minimo 90x210 tipo Connecticut in possesso di certificazioni per reazione al fuoco al più 1 eccezion fatta per i servizi igienici. I colori delle porte verranno ide ntificate con il progetto definitivo;
-
Pavimentazioni e rivestimenti (interni): Tut te le paviment azioni interne dovranno essere realizzate con piastrelle in gres porcellanato avente una re siste nza
all’abrasione almeno PEI5. Trattandosi di luoghi di lavoro le stesse piastrelle dovranno garantire anche un coefficie nte di rugosit à almeno pari a R10. Anche i rivestimenti previsti pe r i servizi dovranno e ssere in gres porce llanato per una altezza non infe riore a metri 2,00;
-
Impianti Tecnologici Inter ni ai fabbricati: E’ prevista la realizzazione ex novo di
tutti gli impianti tecnologici al servizio de l fabb ricato tra i quali vi sono almeno:
-
Impianto Elettrico: Nel progetto di rifacim ento dell’impianto elettrico, ci si
baserà alla norma CEI 64-8 V3 ent rata in v igore il 01 settembre 2 011, che pur
essendo riservato pe r le residenze de finisce un livello minimo di prestazione
degli impianti, elettrici utilizzatori a tensio ne nominale non supe riore a 1000
V in corrente alte rnat a e a 1500 V in corrente continua. La seque nza operativa
per lo sviluppo de l progetto della rete di distribuzione interna do vrà preve dere:
−
Definizione carichi pe r impianto di illuminazione e di alt ri apparecchi ut ilizzatori inte rni al fabbricato o facent i parte dei servizi comuni;
−
Definizione dei circuit i secondari (numero) in funzione dei carichi relat ivi
ai singoli impiant i e o utilizzatori fissi o mobili previst i;
−
Determinazione de lla Potenza de ll’im pianto, in funzio ne dei carichi e dei
fattori di contemporaneità.
−
Dimensionamento proprio de ll’impianto con la sce lta de i conduttori, che
saranno unipolari tipo N07V-K non pro paganti l’ince ndio e a ridotta emissione di gas eccezio n fatta per l’impianto rilevazione incendi e emergenza
per i quali verranno installat i condutto ri tipo FTG10OM1 resistent i
all’ince ndio per 120 minut i in grado di garantire l’ese rcizio de gli impiant i;
−
Progettazio ne de lle protezioni per le quali v errà garantito un se zionamento dei diversi serv izi con magnetotermico diffe renziale per o gni circuito
luce o FM sensibilit à da 30 mA. Tale logica permette, in caso di guasto, vada fuori serv izio il singolo circuito.
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Tutte le pre se previst e in pro getto saranno poste e ntro scatole incassate tipo
503(minimo) a 3 moduli (minimo) con pre se di tipo bipasso (1 modulo) e posta
a fianco una presa standard tede sco/italiano tipo (schuko). Tale scelta scat urisce per evitare l’utilizzo di adattatori per elettrodomestici che present ano il
più delle volte spine con passo tedesco. Per ogni fabbricato, in fase di proget tazione de finitiva, do vrà essere effettuato il calcolo di fulminazione ai sensi
delle norme CEI 81-1 e CEI 81-3 con dimensionamento de ll’event uale impianto
di protezione LPS. Per i laboratori saranno previste prese inte rbloccate a 16A
e 32 A.
-
Impianto Illuminazi one- Emergenza: Impianto Illuminazione: dell’impianto di
illuminazione , con corpi illuminanti t ipo a plafone dovrà essere predisposto
conformemente alle norme UNI EN 15193 (Energy performance o f buildings –
Energy re quirements for light ing) orient ate al risparmio energetico ed alla riduzione dell’impatto ambientale ne ll’e dilizia. Alla base de lla progettazio ne
dell’impianto di illuminazione dei fabbricat o si do vranno adottare sistemi di
controllo del flusso luminoso che incidono positivamente sui consumi di e nergia e in particolare quale quello di prevede re una riduzione dell’illuminazio ne
o uno spegnimento della stessa qualora i locali non fossero occupat i con una
gestione del tipo aut omatico a illuminame nto costante. Tali sist emi permettono con utilizzo di reattori dimmerabili, oltre a quanto già evide nziato, di ridurre l’emissione lum inosa de gli apparecchi quando nei locali il contributo di
luce diurna (luce naturale) è sufficie nte. I livelli di illuminamento da garant ire
nei diversi locali è funzio ne de lla destinazione d’ uso de gli stessi (500 lux per
Laboratori), 100 lux per corridoi, servizi igienici) e pe rtanto la progettazione
illuminotecnica si orienterà verso l’ut ilizzo di corpi che abbiano caratterist iche tecniche e curve fotometriche tali da garantire un confort visivo ottimale
con un notevole grado di uniformit à e un indice di resa cromatica. I plafoni da
prevedere di tipo sospeso tipo giano dovranno essere compat ibili per sistemi
dimmerabili, e dovranno essere dotat i di dispositivo di emergenza avente una
autonomia minima di 1h in grado di garantire un illuminamento lungo le vie di
esodo di almeno 5 lux a 1 metro dalla supe rficie di calpest io. In corrispo ndenza della uscita verrà prevista l’installazione di lampade di emergenza 1x18W
con autonomia minim a di 1 ora.
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Tutti i corpi illuminanti dovranno avere un grado di protezione minimo IP20,
in ambient i ordinari o vvero IP40 per i locali da destinare a servizi igie nici ovvero IP65 qualora l’att ività specifica lo richieda.
-
Impianto Rilevazi one e allarm e Incendi : In ciascun fabbricato dovrà prevede rsi la installazione di un impianto di rilevazione automatica de ll’ince ndio da
progettare conforme mente alle norme UNI 9795 edizione 2010 con conduttori
resistenti
all’ince ndio
per
almeno
120
minut i
tipo
“ElanFire”ovvero
FTG10OM1. Tutt i i rilevatori di fumo foto-ottico dovranno esse re dotati di uscita scr e dovranno far capo a una unica centralina ant ince ndio del tipo digitale ad autoapprendimento ed indirizzo conforme alle norme EN 54 parte 2 a
4 loop completo di targhe ott ico acustiche, pulsant i di allarme a rottura di vetro, pulsant i di sgancio, ripetitori ottici ecc.. Oltre all’impianto di rilevazione
incendi si dovrà prevedere l’installazione di impia nto di diffusione sonora (ai
fini ant ince ndio) tipo VES da realizzare co nformemente alle norm e EN-60849,
CEI 100-55, EN54-16, EN54-24. L’impianto di diffusio ne sonora si dovrà interfacciare con la rilevazione e allarme ince ndio tramite conso lle da posizionare
in corrispo nde nza del locale de stinato a centro di controllo per le emergenze .
Si rit iene opportuno prevedere la installazione di un pannello in remoto nel
fabbricato del custode per la tacit azione de ll’alla rme ince ndio.
-
Impianto Rete dati e telefonica e di ffusione sonora: Ciascuna palazzina dovrà
essere dotata di impianti pe r rete dat i con cablaggio strutt urale avente categoria almeno 6 completo di armadio di dist ribuzione di piano RACK da almeno
19”nonché di rete tele fonica e diffusione so nora.
-
Impianto Anti ntrusi one: Ciascun fabbricat o dovrà essere dotat o di impianto
antintrusione che dov rà interfacciarsi con la casa custode;
-
Impianto di Climatizz azione: Ciascun fabbricato sarà dotato di impianto di
climatizzazio ne reversibile inverno/estate . L a scelt a della soluzione impiantistica da proporre per garantire il raggiungimento di condizioni t ermoigrometriche di benessere all'interno dell’edificio, si baserà sull'analisi preliminare
della localizzazione orientamento e destinazione d’ uso. Si è ritenuto opportuno prevedere un impianto flessibile che potesse ris pondere alle normative vigenti ed ai requisiti di comfort particolari nel rispetto de lle at tività svolte
nelle diverse zone, e contemporaneamente essere controllato in modo modulare e settoriale pe r poter ridurre al minimo i costi di gestione. L 'impianto tiRelazione tecnico illustrativa 20 / 30
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po previsto, in fase di progetto preliminare , è un im pianto misto aria primaria-ventilco nvettori, dove gli element i principali saranno la pompa di calore
aria-acqua i recuperatori di calore posizionati nel controsoffitt o dei bagni.
Completa l’impianto la rete di distribuzione e ripresa de ll’aria primaria da realizzare mediante uso di canalizzazioni in acciaio inox ovvero in lamiera zincata per la parte passante entro controsoffitt o dei servizi igie nici, la rete di distribuzione de l fluido termovettore acqua costituito dai collettori complanari
e dai ventilconvettori a pavimento nonché dalla rete di e spulsione dell’aria
dai serv izi igienici. D i seguito si riportano le caratteristiche minim e dei diversi
componenti costit uenti l’impianto:
⇒ POMPA DI CALORE: La pompa di calore aria/acqua dovrà essere reversibile, con fluido frigorigeno innocuo per l’ozo no tipo R410A, e dovranno essere in versione extra silenziata con vent ilatori a ridotto regime di rotazione, con batterie co ndensant i maggiorate e vano compressori insonorizzato, il cui posizio namento verrà definito in sede di progett azio ne definitiva;
⇒ RECUPERATORI DI CALORE: Per il rispetto delle disposizioni pe r il ricambio
d’aria previsto dalla norma UNI 10339 si è optato in coerenza con gli interventi già effett uat o nel primo lotto all’utilizzo di recupe rato ri di calore, pe r installazione orizzo ntale, costit uito da un recupe ratore di t ipo aria-aria a tre velocit à completo di batteria aggiuntiva di post-trattamento
idonea al raffre ddame nto/riscaldamento de ll’aria fi no al valore di temperatura di pro getto.
⇒ RETE DI DISTRIBUZIONE E RIPRESA DELL’ARIA PRIMARIA: La distribuzione
dell’aria avverrà tram ite una rete di canalizzazioni in lamiera zincata, in
controsoffitto. L’utilizzo della lamiera zincata si rit iene nece ssaria in
quanto questa garant isce una migliore resistenza meccanica nel tempo,
una migliore lavorabilità e sopratt utto una maggiore igie ne. In alternativ a
alla lamiera è possibile proporre pannelli tipo PAL coibe ntat i ave nti reazione al fuoco al più 0-1. Per quanto invece concer ne le canalizzazioni a
vista, queste sono st ate previste a sezio ne circolare in acciaio inox, in
quanto garantiscono un gradevole impatto v isivo, mentre le canalizzazioni
su cont rosoffitto, saranno previste in lamiera zinc ata/panne lli coibentat i
tipo PAL a se zione ret tangolare.
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La buona distribuzio ne dell'aria dovrà essere assicurata dall’utilizzo di diffusori multi dire zionali e bocchette di mandata collegati al canale tramite
spezzoni di canalizzazioni flessibili avent i re azio ne al fuoco al più 1 di lunghezza non superiore a 5 diametri. La ripresa dell’aria avviene nel corridoio e negli spazi comuni, ed è costituita da bocchette di ripresa e griglie
di transito per porta o muro ad alette ant iluce.
⇒ VENTILCONVETTORI: In tutt i i locali i terminali previst i sono raspp resentati da vent ilconvettori a pavimento, t ipo ARMEC o equivale nte, alimentati
da un impianto a due tubi. La sce lta de i modelli di ve ntilconvettore da utilizzare dovrà tene re conto oltre alle caratt eristiche di potenzialità richiesta anche per le ulte riori caratte rist iche che atte ngono alla rumorosità,
modalità di installazio ne, assistenza garantit a, ecc.
⇒ RETE DI DISTRIBUZIONE DEL FLUIDO TERMOVETTORE: La rete di distribuzione del fluido vettore dovrà essere realizzata pre feribilmente con tubazioni in rame coibe nt ato di spe ssore minimo 1 mm e tubazioni aventi diametro non inferiore a 12 mm dotati di coppe lle di isolamento term ico conformi alla L.10/91. In alternativa alle tubazioni in rame si potrà optare anche con ut ilizzo di t ubazioni in mult istrato. Onde co nsent ire un sezionamento punt uale dell’impianto a monte de lla dist ribu zione verranno inst allati dei collet tori complanari.
⇒ RETE ESPULSIONE DELL’ARIA: L’espulsio ne dell’aria è assicurat a da una rete di espulsione posizionata nel controsoffitto dei bagni. I siste ma di espulsione è costituito da espulsori canalizzati, da t ubazio ni in PVC, da valvoline di ripresa in PVC, da griglie di transito. Questo sistema garant isce
un ricambio dell’aria richiesto dalla norma UNI 10339 e pone in depre ssione i se rvizi igienici in modo da evit are uscite di cattivi o dori.
-
Impianto Produzione Acqua Cal da Sanitari a: Coerentemente alle prescrizioni
prevista dal D.Lgs. 192/05 e smi, ciascun fabbricato dovrà essere dotato di
impianto di produzio ne di acqua calda sanitaria (AC S) rappresentato da un
impianto solare -termico, a circolazione forzata, da posizionare preferibilmente sulla co pertura co n pannelli complanari in grado di garant ire almeno il 50%
del fabbisogno. L’ulte riore aliquota di fabbisogno di ACS verrà garant ita mediante utilizzo di boiler elettrici. L’ubicazione precisa de i panne lli solari potrà
essere de finita solo in sede di progett azione definitiva. In alternativa
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all’utilizzo di t ale tecnologia si potrà prev edere altra tecnolo gia a basso impatto quali il geotermico essendo i fabbricati in a rea soggetta a tutela paesaggistica.
-
Impianto Idrico – Fog nari o: L’impianto idrico interno a ciascun fabbricato dovrà essere realizzato con tubazio ni preferibilmente in rame coibe ntato diametro minimo 12 mm e dotati di coppelle per l’isolamento termico conformi alla
L. 10/91. A monte dell’impianto si dovrà prevedere un collettore complanare
di tipo verticale e/o orizzontale che garant irà l’alimentazione a t utti gli ut ilizzatori previsti. L’impianto idrico come il fognario dovrà anch’esso rispettare i
dettami
dei
05/12/1997
re quisit i
e
acustici
pertanto
sarà
passivi
degli
ne cessario
per
edific i
la
previsti
rete
idrica
dal
DPCM
prevedere
l’installazione di ammortizzatori. Completa l’impianto di alimentazione idrica
interna l’esecuzione di allaccio corrente lungo la viabilità e ste rna carrabile.
Per quanto riguarda l’impianto fognario interno questo verrà re alizzato con
tubazioni IN PVC tipo GHEBERIT silent o equivale nte da realizzare conformemente alle previsioni di cui al DPCM 05.12.1997 e quindi si dovrà prevedere
l’installazione di manicotti elastici in corrisponde nza di curve, gomiti, ecc..
Per quanto concerne il collegamento alla rete fognaria esterna questa dovrà
essere realizzata con tubazioni in PVC φ 200 conforme alle norme UNI EN
1401-1 tipo SN4 con allacciamento alla rete esterna mediante po zzetto sifonato tipo “Fire nze”.
b ) NUOVI FABBRICATI N. 1-2: I nuovi fabbricat i previsti in progetto sono destinat i uno
a scuola materna avente una supe rficie coperta di circa 860 mq e il secondo, a centro di formazione con relativi laboratori, di super ficie cope rta di circa 1025 mq. Entrambi i fabbricat i si sviluppano su unico livello fuori terra. L’area su cui è prevista
l’edificazio ne è libera da fabbricati, e su di esse saranno previst e la realizzazio ne o
meglio il completamento dei camminament i esterni. Nello specifico si riportano la
caratteristiche costrut tive proprie previste in sede di progettazione preliminare:
-
Esecuzione fondazi oni in c.a. : E’ previsto preliminarmente l’esecuzio ne di uno
scavo di sbancamento sull’area di sedime del fabbricato per l’impostazione delle
quote di fondazione nel rispetto de lle previsioni di progetto. L e fondazioni da
prevedere saranno come per i fabbricat i 3-4-5 a travi rovesce a sezione a T con
suola avente larghe zza di alme no 90 cm con altezza di almeno 60 cm da posare su
magrone di fo ndazione spessore cm 10. Le caratteristiche di resistenza del calceRelazione tecnico illustrativa 23 / 30
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struzzo di fondazione a armatura saranno almeno pari a quelle previste per i fabbricati 3-4-5 .
-
Vespai o aer ato (tipo iglù): Anche per i nuovi fabbricati è prevista la realizzazione
di un vespaio aerato avente spessore 50/51 cm tipo iglù di caratte ristiche similari
a que lle già previste per i fabbricat i 3-4-5;
-
Strutture i n Elevazione in c.a.: Le strutture in elevazione dei nuovi fabbricat i,
rappresent ate da pilastri ave nti sezio ne minima 30x30 da re alizzare in calce struzzo dovranno garantire una resistenza caratterist ica minima C3 0/35 (Rck≥ 350
daN/cmq) e prevedere armature lo ngit udinali de l diametro non inferiore a φ12
tipo B450C con copriferro di almeno 3 cm. Le travi dovranno ave re una base minima di 30 cm. Sui pilastri e t ravi, ad eccezioni di quelli interni al corpo di fabbrica si dovranno applicare panne lli in polistire ne spe ssore 3 cm ave nte de nsit à minima di 25 daN/m3 per eliminare i ponti t ermici tra elementi st rutturali e murature;
-
Muratur e Ester ne: La tipologia delle murat ure pe rimetrali este rne saranno in linea con quanto già previsto per le palazzine n. 3-4-5 .
-
Impianti Tec nol ogici Inter ni ai fabbricati 1 -2: Per detti fabbricati sono previsti
quanto meno gli impianti [Elett rico – Emergenza – R ilevazione e Allarme Incendi
– Rete Dati e Telefonico – Diffusione Sonora – Ant intrusio ne – Climatizzazione –
Produzione ACS – Impianto idrico Fo gnario] con spec ifiche analoghe a quanto già
descritto per i fabbricati 3-4-5.
Dal punto di vista costruttivo le principali differe nze dei fabbricati 1-2 rispetto a
quelli precede ntemente descrit ti, atte ngo no principalmente a:
⇒ Tipologia del sol aio di copertur a nonché tipologia dei rivestiment i esterni previsti
in progetto in coerenza con le scelte e ffett uate pe r i fabbricati realizzat i ne l primo lotto funzionale. Più precisamente il solaio di copert ura proposto per i due
fabbricati è t ipo PLASTBAU pe r luci fino a 8,50 metri con un sovraccarico di 500
daN/mq olt re pe so proprio con t rasmittanza non superiore a 0,3 3 W/mqK avente
uno spessore di almeno 32 cm. Il solaio di copertur a dovrà comunque risponde re
oltre ai requisiti di isolamento termico anche ai requisiti acustici passivi previst i
dal DPCM 05.12.1997 in quanto le co perture risulteranno destinate a spazi di uso
pubblico ovvero quale spazio per inst allazione di impiant i per produzione ACS e
fotovoltaici;
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⇒ Rivestimento par eti esterne: Le paret i esterne dei due fabbricati, dovranno essere rivestite uno in parte con acciaio CORTEN, avente spessore minimo 3 mm, idoneo per rivestimento di facciate e sterne il secondo in parte con lastre di marmo
tipo “Biancone di Orosei” spessore cm 3 dimensioni singola last ra 100x50 cm;
⇒ Pavimentazione i nter na fabbricato n.1: Su tale fabbricato è pre vista la realizzazione di una pavimentazione interna, riservata agli spazi comuni e alle aule i n
gomma avente reazio ne al fuoco 1 tipo mo ndoplan o equivale nt e spessore di almeno 3 mm idoneo per aree ad alta de nsit à di calpestio su cui verranno applicat e
disegni,
loghi,
da definire
in sede
di
progettazione
de finit iva. La scelta
dell’utilizzo di una pavimentazio ne in gomma colorata anziché in gres porcellanato è dovuta alla specifica dest inazio ne del fabbricato (scolastico);
⇒ Porte I nter ne fabbricato n.1: Le porte inte rne de l fabbricato saranno in PVC rigido antiurto di luce ne tta minimo 80x210 tipo Connecticut in possesso di certificazioni pe r re azione al fuoco al più 1. I co lori delle porte verranno definite con il
progetto definitivo e comunque saranno in linea con la dest inazione d’uso del
fabbricato e con le colorazioni previste pe r le pavimentazioni;
c) CAMMINAMENTI ESTERNI CARRABILI: Il progetto prevede, come rappresentato negli
elaborat i grafico-progettuali il completame nto dei camminament i carrabili previsti a
servizio dei fabbricat i oggetto di intervent o. Come evidente dalla document azione
fotografica alle gata il tracciato di progetto ripropo ne i camminamenti già esistent i
nella ex polveriera al servizio delle case rmette. Le quote di progetto della viabilità
salvo i necessari raccordi alt imetrici, saranno in concreto que lla già rilevati e costituenti lo stato attuale . Per la viabilità esiste nte il progetto preliminare prevedere un
intervento di manute nzio ne straordinaria con il rif acimento previa fre satura e successiva stesa, livellatura e rullat ura di nuovo strato di usura in te rra stabilizzat a co n
leganti t ipo STABIL SANA. Il pacchetto de lla sovrastruttura di progetto, nel nuovo
tratto, dovrà garant ire una vita utile di almeno 50 anni ipotizzando un t raffico di
passaggi standard da 8,2t non infe riore a 250 e un numero di assi pari a 3. Lo spessore della sovrastrutt ura stradale è stato determinato in coerenza alla prove di piastra preliminare effet tuate lungo il t racciato, in cui si dovrà prevedere prevista la
fornit ura in opera di geotessile TNT peso di almeno 250 gr/mq. Il nuovo tratto previsto in progetto avrà uno strato di usura analogo a quello previsto per la viabilità esistente, ossia in terra stabilizzata mediante utilizzo di le gant i tipo STABIL SANA.
L’intervento, prevede inoltre la realizzazio ne del riprist ino de lle funzionalit à delle
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opere d’arte e siste nti quali pozzetti per lo smaltimento de lle acque meteoriche. Precisamente oltre a dov ersi prevedere la pulizia dei pozzetti si dov rà preve dere la sostituzione de lle condotte esistenti co n altre in calcest ruzzo armat o diametro interno
non infe riore a 600 mm con portata di almeno 80 KN/m. L’utilizzo di tali condotte
consente di ridurre al massimo i disservizi le gati all’esecuzione dello scavo. Al servizio dei camminament i carrabili è previsto la instal lazione di un im pianto di illuminazione esterna con corpi illuminant i tipo Logika 1 AEC o equivale nte già previst i e installati nell’area dest inata a parcheggio ave nti grado di isolament o II. Elemento vincolante, ne lla progett azione dell’impianto e nella sce lta della armatura stradale e
che lo ste sso dovrà e ssere rispondente alle previsioni delle Linee Guida Re gionali
per la riduzione de ll’inquinamento luminoso e relativo consumo pubblicate sul
B.U.R.A.S. in data 11.04.2008 n. 13 e smi.. I camminament i carrabili dovranno obbligatoriamente esse re dotati di barriere stradali bordo laterale tipo “N2” metalwood
(legno acciaio) o equivalente marcat i CE
d ) CAMMINAMENTI PEDONALI ESTERNI: Al servizio de i nuovi fabbricati previsti in pro-
getto l’intervento pro pone la realizzazio ne dei nuovi camminamenti pe donali avent i
caratteristiche simili a quelli già realizzat i con precedente inte rvento completi di
corpi illuminant i. L a sovrastrutt ura del cam minamento dovrà pre vedere una fondazione di almeno 30 cm in tout-ve nant di cava su cui verrà posato un massetto in calcestruzzo di cemento avente resistenza caratteristica RCK almeno C25/30 spessore di
15 cm con rete elettrosaldat a filo 515 tipo B450C. La pavimentazione sarà realizzata
in quadrotti di cemento dimensioni 40x40 spessore 38 mm. La fondazione della cordonata dovrà nece ssariamente avere una sezione minima di 40x20 cm su cui saranno
posate le cordonate prefabbricate sezione 12/15x25. Lateralmente al camminamento
ed esterno ad esso è previst a la re alizzazione di impianto di illuminazione esterna
con installazione di corpi illuminati tipo MUSA del la disano o equivale nte con grado
di iso lamento II.
e) SISTEMAZIONE ESTER NA A VERDE: il pro get to prevede la re alizzazione de lla sistema-
zioni a verde delle aree esterne ai fabbricati come ident ificat o negli e laborati di
progetto. La sistemazione non dovrà modificare le morfologia dei luoghi e pert anto
il
progetto
del
verde
“si
appoggerà”
sull’andamento
naturale
de l
terreno.
L’estensione de ll’intervento è di circa 1,20 Ha. La sistemazione a verde prevede quale scelta pro gettuale la realizzazione di am pi prati verdi posati a zolle o rotolo su cui
verrà prevent ivamente posata uno strat o di terra da colt ivo per migliorare
Relazione tecnico illustrativa 26 / 30
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l’attecchimento delle piante arboree. La zona a verde dovrà e ssere dotata di impianto di irrigazione da re alizzare preferibilmente con irrigatori POP-UP di tipo statico e
dinamico nonché co n la tecnologia della irrigazione a goccia. Le tubazio ne
dell’impianto di irrigazione saranno in PEAD PE 100 del diametro minimo da 32 mm
PN6. Conside rata l’est ensione dell’impianto si rit iene quanto mai necessario frazionare lo stesso in alme no 4 zone, ognuna delle quali farà capo a un proprio impianto
di sollevamento gestit o da centralina di irrigazione digitale tipo gardena confort che
potrà gestire fino a 12 settori comandati ciascuno da e lettrovalvola completo di po zzetti di ispezione. Le aree ide ntificate sono rappresent ate dall’are a verde prossima
al fabbricato 1 e 3 di estensione di circa 4 500 mq, la seconda invece dovrà gestire
l’area a verde prossim a al corpo di fabbrica 2 di estensione di circa 2000 mq mentre
la terza area di estensione di circa 3200 mq andrà a gest ire l’are a verde prossima ai
fabbricati 3 -4-5 ident ificati ne lla planimetria ge nerale . La quart a zona andrà a gestire l’area prossima all’impianto di depurazione. Si precisa che il dimensionament o
dell’impianto di irrigazione avverrà in sede di progett azione definitiva. Complet a
l’impianto di irrigazio ne in ciascuna il serbatoio di accumulo de l tipo prefabbricato
di capacit à ciascuno di 15/20 mc e l’impianto di pressurizzazione da ubicare in idoneo manufatto posto in prossimit à della riserva idr ica. Oltre alla realizzazione
dell’impianto di irrigazione e de l prato l’int ervento prevede la messa a dimora di essenze arboree arbustive ed erbacee mediterraneo.
f)
COMPLETAMENTO SC AVI ARCHEOLOGICI: Il progetto prevede il completamento della
campagna di scavo iniziata con alt ro interve nto, nell’are a prossima al parche ggio realizzato . Lo scavo di sbancamento si dovrà eseguire per brevi tratti, fino al raggiungimento de llo st rato geologico sterile non intaccato da intervent i antropici e la lavorazio ne dovrà avvenire sotto la cont inua sorveglianza e indicazione della Dire zio ne
Scient ifica Archeologica. Le attrezzat ura da prevedere ne llo scavo saranno o un mezzo meccanico leggero con be nna a lama piatta e/o mediante ut ilizzo di attrezzat ure
manuali quali pala, piccone, ecc. Si precisa che sarà onere dell’impresa oltre alla esecuzione de i lavori con ausilio di mezzi me ccanici anche l’onere per l’assistenza pe r
l’attivit à di scavo con operaio comune no nché l’o nere per la direzione scie ntifica
(Archeolo go rilevatore ).
g) RETE IDRICA (DISTRIBUZIONE INTERNA CAMPUS): L’intervento prevede la realizza-
zione della rete di distribuzione interna al campus per i nuovi fabbricati previst i in
progetto e alla esecuzione dell’allaccio alla rete esistente di alim entazione de i fabRelazione tecnico illustrativa 27 / 30
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bricati realizzat i con precede nte inte rvent o. La condotte previste in progetto dovranno e ssere in ghisa sferoidale de l diamet ro di 60 mm da posare entro scavo a sezione ristretta da re alizzare lungo il camminamento carrabile previsto in progetto
ovvero lungo i nuovi camminamenti pe donali per l’alimentazione dei fabbricati n. 1 e
n. 2 . Olt re all’impiant o di alimentazione idrica ai nuovi edifici si dovrà prevedere la
installazione in prossimità degli accessi di idranti so prasuolo DN 50 aventi ciascuno
due sbocchi DN 45 e 1 per carico autopompa DN 70. Nella esecuzione della rete idrica inte rna al campus si dovrà prevedere una doppia distribuzio ne per t utti i nuovi
fabbricati in progetto di cui una riservata ai servizi igie nici (WC) che verrà aliment ata dai serbatoi di accumulo di acqua grezza proveniente dal conso rzio di bonifica ovvero proveniente dal recupe ro delle acque piovane che andranno a servire anche gli
impianti antincendio e l’impianto di irrigazio ne. La seconda rete di distruzione dovrà
essere de dicata all’utilizzo di acqua potabile con cui verranno alimentati t utti gli altri terminali de i fabbricati previst i in progetto nonché la rete di alimentazione dei
fabbricati esistent i.
L’intervento di approvvigionamento idrico dovrà prevedere ino ltre la realizzazione di
serbatoi di accumulo distinti destinati ad acqua “ non potabil e” e ad acqua “potabi le” dotati o gnuno di impiant i de purazione/filtrazione posti a valle dei se rbatoi mentre per i primi e con particolare rife riment o al recupero di acque piovane si dovrà
prevedere la installazione di impianti di filtraggio e disinfe zio ne. Gli impianti di trattamento dovranno essere dimensionat i per un numero di abitanti equivalent i complessivo AE di 100÷150;
h ) NUOVO POZZO: E’ prevista la realizzazione di un nuovo pozzo trivellato diametro
300 mm, per una profondità presunta di 12 0 metri, per ut ilizzo di acqua potabile. A
tal fine nella realizzazione de l pozzo trivellato occorrerà eseguire l’incamicitatura
delle paret i da realizzare mediante posa in opera di ane lli in cls o vvero mediante posa in o pera di t ubazio ni in PVC atossico tale da evitare l’event uali inquinamento di
acqua dolce . Ne lla esecuzione de lla trive llazione s i dovrà e ffettuare effettuare
l’analisi de lle acque in continuo.
i)
RETE FOGNARIA ESTERNA: E’ prev ista realizzazione oltre che de ll’impianto fognario
interno anche la rete di smaltimento dei reflui esterni ai fabbricati. L a posa de lle
condotte avverrà lungo il camminamento carrabile previsto in progetto con posa di
tubazioni in GRES ce ramico del diametro minimo di 200 mm fino al recapito finale
rappresent ato dall’impianto di depurazione esistente .
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j)
ELETTRIFICAZIONE: L’intervento prevede la realizzazio ne della alimentazione elett rica di tut ti i fabbricati previst i in progetto nonché degli impiant i di illuminazione e sterna e impianti di autoclave prev isti per l’impia nti di irrigazione della aree previste per la sistemazione a verde. I cavidotti posati e ntro scavo a sezione ristrette dovranno avere una profondità di almeno 1,00 m ed avranno per le linee principali un
diametro minimo di 9 0 mm a doppia paret e tipo die letrix o equivalente su cui verranno fatti posare i conduttori unipolari a doppia guaina tipo FG7 O/R 0.6-1 KV.
k) IMPIANTO VIDEOSOR VEGLIANZA: L’intervento in progetto, prev ede in coerenza agli
intervent i già realizzati prece dentemente l’implementazione dell’impianto di videosorveglianza in Alta D efinizio ne (HD) tipo avigilon o equivalente con cablaggio a stella pe r ciascuna te lecamera di categoria almeno 5 con telecame re da e sterno antivandalo a Led 5.0 Me gapixel Day e Night co n portat a di almeno 6 0 metri da montare
su palo ave nte alte zza di 8,0 metri. Il cablaggio dell’impianto di videosorveglianza
dovrà fare rife rimento alla casa custode dove sono presente la ce ntrale di cont rollo;
l)
DEMOLIZIONE FABBRICATI N. 15-17-22: L’intervento prevede la demolizione di n. 3
fabbricati di cui due e precisamente il numero 15 in quanto ricadent i in are a di intervento del fabbricat o n. 1, il 17 in area ricade nte per il t ratto di nuova viabilità
carrabile e il numero 22 la demolizione si rende necessaria per questioni di sicurezza
nella e secuzione dei lavori.
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12. QUADRO ECONOMICO DI SPESA
Si riport a di seguito il quadro economico del progetto pre liminare redatto in conformit à
all’articolo 16 del re golamento di attuazione dei lavori pubblici (DPR 207/2010) di importo complessivo, so mme a disposizione co mpresa pari a €. 6.670 .384,37.
N.
IMPORTO
DESCRIZIONE
1
Importo Lavori soggetti a ribasso
€
4.678.534,50
2
Oneri di si curezza non soggetti a ribasso d'as ta
€
139.625,24
€
221.135,71
3
4
5
Onorari Progettazi one Defi ni ti va soggetti a ri bass o
Onorari Progettazi one esecutiva soggetti a ri bass o
€
167.702,97
TOTALE IMPORTO A BASE DI GARA (1+2+3+4)
€
5.206.998,42
SOMME A DISPOSIZIONE DELL'AMMINISTRAZIONE
6
IVA sui l avori e s icurezza (10%)
€
481.815,97
7
Oneri Previdenzial i + Iva su progetto Definitivo (Contri buto
€
Integrati vo+IVA22%)
Spese Tecni che di DL+Di rettore Operativo+Contabi li tà+CSE
€
(compreso oneri previ denzi al i e IVA di l egge)
Spese Tecniche per indagine geol ogiche - geotecniche e
archeol ogiche prel imi nari (compreso oneri previ denzi al i e €
IVA di l egge)
Incentivo per progetto PRELIMINARE
€
104.519,84
8
9
10
11
12
incentivo RUP
Spese per pubbl icità - contri buto AVCP - Commi ssi oni Cancel leria
13
Accantonamento per accordi bonari
14
381.504,99
15.537,58
14.320,00
€
30.000,00
€
40.000,00
€
144.544,79
Spese per Col laudo Tecni co - Amminis tati vo e s tati co
€
63.344,50
15
Spese Supporto RUP
€
30.000,00
16
veri fi ca progetto prel imnare
€
10.289,73
17
Spese prati ca VVF
€
1.500,00
18
Imprevi sti
€
100.762,54
19
Spese Redazione Piano di Gestione
€
20.000,00
20
Spese per Accatastamento
€
15.000,00
21
Spese Indagini Archeologi che
€
5.246,00
22
Ri l ievi, prove l aboratori o, all acci
€
5.000,00
23
TOTALE SOMME A DISPOSIZIONE
€
1.463.385,95
24
TOTALE FINANZIAMENTO (5+23)
€
6.670.384,37
I Progettist i
Ing. Giovanni MURGIA
Ing. Nicola CONCAS
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Geom. Fabrizio PERRA

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