PER-CORRERE LA VITA BUONA DEL VANGELO: UN

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PER-CORRERE LA VITA BUONA DEL VANGELO: UN
PERPER-CORRERE LA VITA BUONA DEL VANGELO:
UN PELLEGRINAGGIO ATTRAVERSO I MISTERI DEL ROSARIO
“L’UOMO PELLEGRINO NELLA LUCE E VERSO LA LUCE”
La luce: alcune considerazioni generali
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rassicura, rende tutto visibile (al contrario delle tenebre che invece fanno paura)
le tenebre sono semplicemente assenza di luce: è la luce che vince sempre le tenebre
la luce non può essere catturata o imprigionata
nella luce agiscono i giusti, coloro che agiscono secondo verità, in sincerità: in questo senso la luce è
quasi sinonimo di pulizia, purezza, assenza di macchia (infatti la luce del Signore smaschera le colpe
e le iniquità [Sal 90,8] perché la luce è spuntata per il giusto [Sal 97,11] e per il retto di cuore)
La luce: alcune considerazioni bibliche
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tema assai ricorrente nella Scrittura che viene proposto con sfumature diverse1
è protagonista dalla prima all’ultima pagina della Scrittura:
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in principio Dio crea la luce con la sua Parola (Dio disse luce. E luce fu. Dio vide che la luce era
buona: e Dio separò la luce dalle tenebre, Gen 1,3-4) e sempre con la sua Parola crea la
lampada maggiore per illuminare il giorno e quella minore per illuminare la notte (Gen 1,16)
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tutto viene ricapitolato in Cristo Agnello immolato: è Lui la lampada di Dio che illumina la
Gerusalemme celeste con la sua gloria e dunque non c’è bisogno della luce del sole o della luna
(Ap 21,23 e 22,5)
-
tra la creazione e la ricapitolazione in Cristo l’uomo pellegrino incontra e si confronta (e
qualche volta si scontra) con l’esperienza della luce pasquale: è il Cristo Risorto che rende
chiara e distinta la meta verso cui il peregrinare dell’uomo tende e rende accessibile all’uomo la
gloria del regno dei cieli; sarà la luce della Parola a guidare gradualmente i passi verso la
Gerusalemme celeste (Sal 119,105) perché la strada dei giusti è come la luce dell’alba, che
aumenta di splendore fino all’apparire del giorno (Pr 4,18)
La luce: alcune considerazioni metodologiche
•
1
per ogni mistero vengono proposti i passi biblici di riferimento2
Per una riflessione biblica sul tema della luce vedi le schede bibliche preparate per il tema pastorale di quest’anno
“Pregare il Rosario con Bernadette”; si indicano alcuni tra i principali passi biblici in cui si fa riferimento al tema della
luce, con diversi significati e riferimenti: (Antico Testamento)Gen 1,3-5 e 1,14-18; Es 13,21; Lv 12,2; 2Sam 23,4; Tb
13,13; Gb: 24,13; 29,3 e 38,19; Sal: 18,29; 27,1; 36,10;43,3; 89,6; 90,8; 97,11; 119,105; Pr: 4,18; 6,23; 13,9; Sap 5,6 e
18,4; Is: 9,1; 45,7; 58,8 e 60,1-3; Bar 5,9; Dn 3,72; Ab 3,4; Sof 3,5. (Nuovo Testamento) Mt: 4,16; 5,14-16 e 10,27; Lc
11,35-36; Gv: 1,4-9; 3,19-21; 5,35; 8,12; 9,5; 12,35-36 e 12,46; At 13,47; Rm 2,9 e 13,12; Ef 5,8; 1Ts 5,5; 1Gv 1,5-7; Ap:
18,23; 21,23-24 e 22,5.
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gli spunti di riflessione fanno riferimento a tutti i passi biblici indicati
i misteri vengono riletti attraverso la categoria del pellegrinaggio: quindi l’attenzione viene
focalizzata sui verbi che indicano il movimento
la ripetizione di alcune parole vuole sottolineare le attenzioni formative dell’associazione; in
particolare:
-
“per-correre”: è il termine che caratterizza il cammino formativo dei giovani
-
“tappa, meta, sentiero, via, passi”: sono le parole che entrano in relazione col “percorrere” e segnano il tracciato del cammino
-
“verso e con”: sono le parole che indicano il carisma dell’Unitalsi e che si trovano ripetute
nei primi due articoli dello Statuto3
-
“con-siderazioni”: è la parola che invita alla riflessione al termine di ogni mistero, cercando
di evidenziare il senso del servizio associativo (con-siderazioni= guardare insieme verso la luce
del cielo)
I misteri della luce nella Lettera Apostolica Rosarium Virginis Mariae di Giovanni Paolo II4
Passando dall'infanzia e dalla vita di Nazareth alla vita pubblica di Gesù, la contemplazione ci porta su quei
misteri che si possono chiamare, a titolo speciale, 'misteri della luce'. In realtà, è tutto il mistero di Cristo
che è luce. Egli è « la luce del mondo » (Gv 8, 12). Ma questa dimensione emerge particolarmente negli anni
della vita pubblica, quando Egli annuncia il vangelo del Regno. Volendo indicare alla comunità cristiana
cinque momenti significativi – misteri 'luminosi' – di qesta fase della vita di Cristo, ritengo che essi possano
essere opportunamente individuati: 1. nel suo Battesimo al Giordano, 2. nella sua auto-rivelazione alle
nozze di Cana, 3. nell'annuncio del Regno di Dio con l'invito alla conversione, 4. nella sua Trasfigurazione e,
infine, 5. nell'istituzione dell'Eucaristia, espressione sacramentale del mistero pasquale.
Ognuno di questi misteri è rivelazione del Regno ormai giunto nella persona stessa di Gesù. È mistero di
luce innanzitutto il Battesimo al Giordano. Qui, mentre il Cristo scende, quale innocente che si fa 'peccato'
per noi (cfr 2Cor 5, 21), nell'acqua del fiume, il cielo si apre e la voce del Padre lo proclama Figlio diletto (cfr
Mt 3, 17 e par), mentre lo Spirito scende su di Lui per investirlo della missione che lo attende. Mistero di
luce è l'inizio dei segni a Cana (cfr Gv 2, 1-12), quando Cristo, cambiando l'acqua in vino, apre alla fede il
cuore dei discepoli grazie all'intervento di Maria, la prima dei credenti. Mistero di luce è la predicazione con
la quale Gesù annuncia l'avvento del Regno di Dio e invita alla conversione (cfr Mc 1, 15), rimettendo i
peccati di chi si accosta a Lui con umile fiducia (cfr Mc 2, 3-13; Lc 7, 47-48), inizio del ministero di
misericordia che Egli continuerà ad esercitare fino alla fine del mondo, specie attraverso il sacramento della
Riconciliazione affidato alla sua Chiesa (cfr Gv 20, 22-23). Mistero di luce per eccellenza è poi la
Trasfigurazione, avvenuta, secondo la tradizione, sul Monte Tabor. La gloria della Divinità sfolgora sul volto
di Cristo, mentre il Padre lo accredita agli Apostoli estasiati perché lo ascoltino (cfr Lc 9, 35 e par) e si
2
Vengono indicati tutti i passi evangelici che fanno riferimento a quel mistero; la riflessione, pur tenendo presente
tutti i riferimenti biblici, presta particolare attenzione sul brano biblico indicato per primo.
3
L’Unitalsi è un’Associazione pubblica di fedeli che, in forza della loro fede e del loro particolare carisma di carità, si
propongono di incrementare la vita spirituale degli aderenti e di promuovere un’azione di evangelizzazione e di
apostolato verso e con le persone ammalate, disabili e in difficoltà, in riferimento al messaggio del Vangelo e al
Magistero della Chiesa” (art. 1 Statuto); L’Associazione attua il fine di cui all’articolo precedente anche svolgendo un
servizio verso e con le persone ammalate, disabili e in difficoltà, promuovendo il culto Mariano mediante la
preparazione, la guida e òa celebrazione di pellegrinaggi a Lourdes e ai Santuari Italiani e Internazionali (art. 2
Statuto).
4
Lettera Apostolica Rosarium Virginis Mariae del Sommo Pontefice Giovanni Paolo II all’Episcopato, al Clero e ai fedeli
sul Santo Rosario del 16 ottobre 2002 (n. 21)
dispongano a vivere con Lui il momento doloroso della Passione, per giungere con Lui alla gioia della
Risurrezione e a una vita trasfigurata dallo Spirito Santo. Mistero di luce è, infine, l'istituzione
dell'Eucaristia, nella quale Cristo si fa nutrimento con il suo Corpo e il suo Sangue sotto i segni del pane e
del vino, testimoniando « sino alla fine » il suo amore per l'umanità (Gv 13, 1), per la cui salvezza si offrirà in
sacrificio.
In questi misteri, tranne che a Cana, la presenza di Maria rimane sullo sfondo. I Vangeli accennano appena
a qualche sua presenza occasionale in un momento o nell'altro della predicazione di Gesù (cfr Mc 3, 31-35;
Gv 2, 12) e nulla dicono di un'eventuale presenza nel Cenacolo al momento dell'istituzione dell'Eucaristia.
Ma la funzione che svolge a Cana accompagna, in qualche modo, tutto il cammino di Cristo. La rivelazione,
che nel Battesimo al Giordano è offerta direttamente dal Padre ed è riecheggiata dal Battista, sta a Cana
sulla sua bocca, e diventa la grande ammonizione materna che Ella rivolge alla Chiesa di tutti i tempi: « Fate
quello che vi dirà » (Gv 2, 5). È ammonizione, questa, che ben introduce parole e segni di Cristo durante la
vita pubblica, costituendo lo sfondo mariano di tutti i 'misteri della luce'.
IL BATTESIMO DI GESU’ NEL FIUME GIORDANO
[Mt 3,13-24; Mc 1,9-13; Lc 3,21-22; Gv 1,29-34]
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Per--correre la via verso il fiume Giordano:
Per
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Gesù comincia il suo ministero pubblico facendo un “pellegrinaggio” verso il Giordano dove
Giovanni Battista battezzava con acqua ma già annunciava che “colui che viene” avrebbe
battezzato in acqua e Spirito
-
presso il Giordano Giovanni Battista, “voce di uno che grida nel deserto”, invitava il popolo di
Israele a farsi battezzare per convertirsi e tornare a Dio
-
questo episodio indica la prima tappa del percorso di ogni cristiano che nel/attraverso il
sacramento del battesimo varca la soglia della Chiesa ed entra in comunione col Dio Uno e
Trino: il mandato del Cristo Risorto inviterà i suoi discepoli a battezzare tutte le genti nel nome
del Padre del Figlio e dello Spirito Santo, entrando così a far parte della comunità messianica
(vedi Mt 28,19-20; Mc 16,15-16)
-
Gesù si mette in fila con tutti gli altri peccatori (è l’Emmanuele, il Dio-con noi) per immergersi
nel peccato dell’uomo, per essere solidale con noi, per farsi - con noi e per noi - maledizione e
peccato affinché possiamo partecipare alla benedizione della sua vita (Gal 3,13; 2Cor 5,21)
-
Gesù si lascia battezzare da Giovanni Battista per indicare la sua totale e umile adesione alla
volontà del Padre e al suo progetto salvifico inaugurato nel battesimo
-
Gesù viene per abolire la maledizione nella quale l’uomo era incappato violando la Legge,
quindi prima è necessario che adempia tutti i precetti affinché possa liberare l’uomo da ogni
condanna (Giovanni Crisostomo)
PerPer-correre la via verso l’acqua:
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-
Gesù si immerge nelle acque del Giordano e subito riemerge quasi a prefigurare/anticipare la
temporaneità/precarietà della sua morte in croce e la sua resurrezione
-
attraverso il Battesimo ogni cristiano si immerge nella morte di Cristo e con lui si innalza verso
la luce della vita eterna: coloro che infatti entrano nell’acqua del Battesimo come creature di
carne, subito si sollevano diventando figli di Dio
PerPer-correre la via verso la luce:
-
-
come lo Spirito di Dio aleggiava sulle acque nella creazione (Gen 1,2) allo stesso modo il
Battesimo di Gesù inaugura una nuova creazione e preannuncia la sconfitta delle tenebre e
della morte
il fedele, confortato dalla voce di Dio e sostenuto dallo Spirito Santo intraprende il cammino
verso la luce
Alcune con-siderazioni:
-
ogni pellegrinaggio, perché sia tale, attende la presenza di Gesù: è la sua presenza ad illuminare
il senso del cammino e ad orientare verso la meta; l’Unitalsi difatti organizza pellegrinaggi e
non viaggi turistici poiché intende “incrementare la vita spirituale degli aderenti e di
promuovere un’azione di evangelizzazione e di apostolato verso e con le persone ammalate,
disabili e in difficoltà, in riferimento al messaggio del Vangelo e al Magistero della Chiesa” (art.
1 Statuto)
-
ogni pellegrinaggio dell’Unitalsi può rappresentare per ogni pellegrino, malato o non,
un’esperienza di incontro col Cristo e tale l’esperienza deve saper comunicare tutta la bellezza
dell’incontro: il pellegrinaggio per alcuni potrebbe essere una scoperta o riscoperta della propria
fede, una specie di “memoria battesimale” che risveglia la vita spirituale del fedele
-
l’immersione del fedele nell’esperienza del pellegrinaggio vuole essere una tappa importante
del suo cammino verso la luce del Cristo, un punto iniziale che poi si sviluppa e prende forma
nella vita quotidiana
-
luce e acqua caratterizzano l’esperienza di Santa Bernadette
LE NOZZE DI CANA
[Gv 2,1-12]
•
PerPer-correre la via verso le nozze di Cana
-
le nozze sono segno dell’alleanza tra Dio e l’uomo, un’alleanza che vive dell’amore tra lo sposo
e la sposa, tra Creatore e creatura, ma senza Gesù il banchetto rischia di rimanere triste,
svuotato di senso, mancante del suo protagonista principale
•
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-
Gesù non partecipa al banchetto da solo, ma insieme alla Madre e ai suoi discepoli, anch’essi
invitati alle nozze indicando da subito che non saranno soggetti passivi nel progetto di salvezza,
ma avranno un ruolo attivo
-
Gesù attraverso il segno compiuto alle nozze di Cana inaugura la sua vita pubblica nel Vangelo
di Giovanni, come era successo con il Battesimo nel racconto degli altri evangelisti
PerPer-correre la via di Maria verso il Figlio e verso i servi del banchetto
- la mancanza del vino interrompe la festa, il banchetto viene privato della gioia, del vino che
rallegra
-
Maria interviene perché il Figlio faccia qualcosa, va da lui anche se non è giunta ancora “l’ora”,
lei è Madre premurosa verso i suoi figli, anche a costo di apparire “inopportuna”
-
Maria si preoccupa che i servi facciano esattamente quello che il Figlio gli dirà: è sempre la
Parola che guida il peregrinare dell’uomo, Maria lo sa perché ha accolto quella stessa Parola nel
suo grembo e ora si trova a confermare nell’ascolto della Parola i suoi figli nel grembo della
Chiesa
PerPer-correre la via dei servitori verso i commensali
- anche i servi del banchetto diventano testimoni e protagonisti: loro infatti sanno che il vino
bello/buono/nuovo viene dall’obbedienza alla parola di Gesù e dall’ascolto dei consigli della
Madre
-
anche i servi adesso diventano – in qualche modo - protagonisti del banchetto, se non altro
perché potranno testimoniare il miracolo di Gesù
-
il servizio non esclude dunque dal banchetto nuziale, ne mortifica il “rango” dei servitori
con--siderazioni:
Alcune con
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ogni pellegrinaggio è un banchetto al quale Cristo partecipa come protagonista assoluto che
porta in dono il vino della gioia da servire a coloro che soffrono e vivono la croce della malattia
-
l’Unitalsi svolge “un servizio verso e con le persone ammalate, disabili e in difficoltà…attraverso
volontari che si impegnano a prestare servizio gratuito in spirito di autentica carità cristiana”
(art. 2 Statuto): pertanto l’unitalsiano è sempre pronto a fare quello che il Signore dirà, il suo
servizio trova inizio e compimento nella Parola del Signore che rimane l’unico motivo del suo
agire
-
l’unitalsiano sa di essere come i servi alle nozze di Cana: esegue quanto il Signore gli dice, è
testimone delle meraviglie che opera ed ha il privilegio di servire alla mensa dei malati e dei
sofferenti il vino buono che tutto allieta e rende nuovo
-
l’unitalsiano si muove senza protagonismo personale, ma come i servi al banchetto di Cana è
pronto a cedere il vino buono al “maestro di tavola”, nel rispetto dei ruoli e nella
consapevolezza che la Chiesa è un unico corpo in cui il servizio di ciascuno è importante per la
buona riuscita del banchetto nuziale
-
l’unitalsiano sa di poter sempre contare sul conforto della Madre, della quale promuove “il culto
Mariano mediante la preparazione, la guida e la celebrazione di pellegrinaggi a Lourdes e ai
Santuari Italiani ed Internazionali” (art. 2 Statuto) e dalla quale riceve precise indicazioni su
come fare la volontà del Figlio
L’ANNUNCIO DEL REGNO E L’INVITO ALLA CONVERSIONE
[Mc 1,15]5
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PerPer-correre la via verso la Galilea:
- Gesù percorre la strada che Giovanni Battista, ultimo dei profeti, aveva preparato per lui: Gesù
è colui che porta a compimento quanto i profeti avevano annunciato fino a quel momento
-
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5
la Galilea è il luogo della quotidianità, il luogo dove si era sempre svolta la vita di Gesù e proprio
la quotidianità diventa il luogo straordinario in cui incontrare Dio
PerPer-correre la via verso il Regno di Dio
- Gesù annuncia che è giunto a maturazione il momento propizio e decisivo per la storia umana:
è un momento di assoluta importanza nell’ottica/economia della salvezza
-
Gesù annuncia che il Regno di Dio è vicino perché è già presente oggi nella sua persona e nella
sua opera e troverà compimento definitivo alla fine dei tempi
-
il presente dell’uomo ora tende verso il futuro, è un pellegrinaggio verso il compimento ultimo,
verso quel futuro totalmente nuovo a cui i profeti di Israele avevano fatto ripetutamente
riferimento
-
avere chiara la meta presuppone fare scelte qualitativamente diverse a livello spirituale, ma
anche a livello sociale e politico
Vedi anche Mc 2,3-13, Lc 7,47-48 e Gv 20,22-23 per riflettere sul senso della remissione dei peccati per coloro che si
accostano a Cristo con fede sincera
•
-
è un invito ad essere parte attiva del Regno che è la presenza attiva dello Spirito nella nostra
vita: con Gesù lo Spirito entra nel mondo; con il dono dello Spirito siamo protagonisti
-
l’uomo deve cambiare mentalità, lasciare i suoi pensieri e lasciarsi guidare da Dio: solo
attraverso un percorso di fede riesce a dare risposte adeguate alle domande di vita
PerPer-correre la via verso la conversione:
-
il modo per accedere a questo Regno di Dio è la conversione6, cioè percorrere un cammino
nuovo e volgere i propri passi alla luce di Cristo
-
l’uomo deve ri-orientare il proprio andare mettendosi sulla scia/dietro al Maestro verso quel
cammino che Gesù stesso ha percorso
-
concretamente l’uomo deve credere alla Parola, al Vangelo, al lieto annunzio di Gesù se vuole
percorrere la via della salvezza; Gesù è la parola fatta carne e quindi credere a lui significa
orientarsi verso la salvezza, invertire, insieme ai fratelli, la sua condotta, avere chiara la meta
Alcune con
con--siderazioni:
-
l’Unitalsi, a motivo del suo particolare carisma, si propone come luogo ordinario della carità e
dell’ascolto del Vangelo e dell’insegnamento della Chiesa (art. 1 Statuto)
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l’Unitalsi testimonia uno stile di vita autentico che invita alla conversione affinché dall’ascolto
della voce di Dio e della Chiesa possa suscitare scelte adeguate e far maturare atteggiamenti
coerenti con l’insegnamento evangelico
LA TRASFIGURAZIONE DI GESU’
[Lc 9,28-36; Mt 17,1-9; Mc 9,2-9]
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PerPer-correre la via verso il Monte Tabor:
- Gesù non si mette in pellegrinaggio da solo, ma – come spesso avviene in molti episodi
importanti del suo ministero – pone accano a sé i suoi discepoli e li immerge nella comunione
-
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Gesù insegna che è la preghiera il contesto ideale di ogni annuncio e rivelazione, il respiro della
vita cristiana nel cui ambito ogni insegnamento può essere dato e compreso
Con-versione significa fare insieme una inversione di marcia: il cristiano non si converte da solo ma all’interno della
famiglia ecclesiale, nella quale viene accolto, confortato e sostenuto
-
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PerPer-correre la via verso
verso il volto luminoso
- il volto di Gesù cambia aspetto, diventa diverso da qualunque altro: è il vero aspetto di Gesù,
splendente, anticipo della gloria verso cui vuole condurci
-
•
Gesù si reca come maestro sul monte, lontano dalle preoccupazioni quotidiane, in disparte, per
poter assaporare e cogliere le delizie della sua Parola
la luce del volto di Gesù fa emergere l’invisibile, cioè la realtà nascosta, la meta verso cui siamo
diretti
PerPer-correre la via verso il quotidiano
-
Pietro, Giacomo e Giovanni vivono un’esperienza straordinaria e vorrebbero rimanere (fare una
tenda) sul monte e godere della visione gloriosa
-
L’esperienza straordinaria non è però egoistica, non può essere posseduta o trattenuta,
semmai condivisa da chi ascolta Cristo e lo segue nel suo Esodo che lo condurrà verso il Golgota
prima di poter splendere della luce pasquale
-
La voce di Dio ha confermato l’autenticità del volto glorioso del Figlio: dall’ascolto della sua
voce/Parola si compie il disegno di salvezza, un progetto che non può essere trattenuto o
modificato perché deve necessariamente passare attraverso la croce
con--siderazioni:
Alcune con
-
L’esperienza del pellegrinaggio è un’esperienza di preghiera nella quale il pellegrino viene
immerso: l’Unitalsi non trascura la preghiera, anzi è proprio la preghiera una delle
caratteristiche principali dei suoi pellegrinaggi; seguendo l’insegnamento/esempio di Gesù
riconosce e assegna alla preghiera l’ambiente ideale nel quale svolgere il proprio servizio (è
proprio la vita di preghiera che distingue il servizio dell’unitalsiano da una comune attività di
volontariato)
-
L’esperienza del pellegrinaggio non è egoistica, da fruire individualmente, a prescindere
dall’esperienza degli altri pellegrini, ma diventa vera solo se condivisa: il pellegrinaggio
unitalsiano mira alla comunione fraterna dei partecipanti, non certo alla soddisfazione delle
esigenze individuali dei partecipanti
Ogni pellegrinaggio vorrebbe far incontrare/scoprire al fedele il volto luminoso di Gesù affinché
da questa esperienza sia chiara la meta verso cui siamo indirizzati
-
-
L’esperienza straordinaria del pellegrinaggio va poi riportata nella vita quotidiana: è nel
quotidiano che il pellegrino dovrà fare memoria della sua fede e della straordinarietà del suo
Credo
-
L’esperienza del pellegrinaggio unitalsiano, anche quando faticosa, rinvigorisce l’entusiasmo del
fedele e dona nuova linfa; tuttavia non è fine a se stessa: se non diventa seme fecondo nella
quotidianità non serve a nulla, non orienta e illumina le scelte di vita rimane lettera morta
-
L’esperienza straordinaria del pellegrinaggio non nasconde il dolore, il passaggio per la croce,
non mente al fedele che il mistero di Cristo non può essere scisso e usufruito solo per la parte
che ci piace, ma va accolto per intero
L’ISTITUZIONE DELL’EUCARISTIA
[ Lc 22,7-20; Mt 26,26-29; Mc 14,22-25; Gv 13,1-17]
•
PerPer-correre la via verso la Pasqua
- Gesù manda i suoi a cercare un luogo dignitoso in cui celebrare la Pasqua: il Signore è sempre
pronto a donarsi come Agnello immolato e cerca ciascuno di noi per celebrare insieme la
Pasqua
-
Il luogo in cui viene celebrata la Pasqua è “al piano superiore”, un luogo diverso dalle
quotidiane faccende, è il luogo elevato della comunione intima con Dio, luogo curato e adorno
nel quale gustare l’intimità col Signore, anticipo del banchetto celeste7
-
La Pasqua del Signore è culmine e fonte della vita del cristiano8
-
Il cristiano partecipa attivamente alla preparazione/celebrazione della Pasqua9
7
Nella liturgia terrena noi partecipiamo per anticipazione alla liturgia celeste che viene celebrata nella santa città di
Gerusalemme, verso la quale tendiamo come pellegrini (SC 8).
8
L'Eucaristia è « fonte e culmine di tutta la vita cristiana ». « Tutti i sacramenti, come pure tutti i ministeri ecclesiastici
e le opere di apostolato, sono strettamente uniti alla sacra Eucaristia e ad essa sono ordinati. Infatti, nella santissima
Eucaristia è racchiuso tutto il bene spirituale della Chiesa, cioè lo stesso Cristo, nostra Pasqua » (CCC 1324).
Nondimeno la liturgia è il culmine verso cui tende l'azione della Chiesa e, al tempo stesso, la fonte da cui promana
tutta la sua energia. Il lavoro apostolico, infatti, è ordinato a che tutti, diventati figli di Dio mediante la fede e il
battesimo, si riuniscano in assemblea, lodino Dio nella Chiesa, prendano parte al sacrificio e alla mensa del Signore. A
sua volta, la liturgia spinge i fedeli, nutriti dei « sacramenti pasquali », a vivere « in perfetta unione »; prega affinché «
esprimano nella vita quanto hanno ricevuto mediante la fede »; la rinnovazione poi dell'alleanza di Dio con gli uomini
nell'eucaristia introduce i fedeli nella pressante carità di Cristo e li infiamma con essa. Dalla liturgia, dunque, e
particolarmente dall'eucaristia, deriva in noi, come da sorgente, la grazia, e si ottiene con la massima efficacia quella
santificazione degli uomini nel Cristo e quella glorificazione di Dio, alla quale tendono, come a loro fine, tutte le altre
attività della Chiesa.
9
È ardente desiderio della madre Chiesa che tutti i fedeli vengano formati a quella piena, consapevole e attiva
partecipazione alle celebrazioni liturgiche, che è richiesta dalla natura stessa della liturgia e alla quale il popolo
cristiano, « stirpe eletta, sacerdozio regale, nazione santa, popolo acquistato » (1 Pt 2,9; cfr 2,4-5), ha diritto e dovere
in forza del battesimo (SC 14).
•
•
PerPer-correre la via verso il pane e il vino
- quando viene l’ora Gesù si siede (letteralmente=si stende a tavola coi suoi: infatti non c’è
fretta, l’eucaristia sospende ogni preoccupazione, non c’è alcuna fretta) a tavola con i suoi: è
sempre presente quando la Chiesa si riunisce per celebrare l’eucaristia e desidera
ardentemente celebrare la Pasqua con noi10
-
è Cristo il vero servo di Dio che per amore spezza il pane e versa il vino a ciascuno di noi
invitati11
-
è Gesù ad istituire il memoriale del banchetto eucaristico, donandosi nelle specie del pane e del
vino come corpo spezzato e come sangue versato
PerPer-correre la via verso la carità
- Il compimento perfetto è costituito dal gesto di amore estremo, dalla donazione totale: Gesù
lava i piedi ai suoi per imprimere nella loro memoria il senso profondo della carità e del servizio
-
Lavando i piedi ai suoi Gesù insegna la sua Sapienza, è come se mettesse subito in pratica
quanto ha appena celebrato: Gesù è in mezzo a noi come colui che serve e questo ci chiama a
fare ciascuno nella propria vita, nella propria esperienza; Gesù dona a ciascuno l’esempio sul
quale misurare e confrontare le nostre azioni quotidiane
Alcune con
con--siderazioni:
10
-
l’Unitalsi pone al centro della sua vita il sacramento dell’eucaristia, quale culmine fonte di tutta
la vita del cristiano; cura in modo speciale gli spazi liturgici perché siano sempre degni e
consoni alla celebrazioni che vi si svolgono; coinvolge nella celebrazione tutti i fratelli,
specialmente quelli ammalati, disabili e in difficoltà affinché la partecipazione di ciascuno sia
davvero attiva
-
accanto all’eucaristia l’Unitalsi pone al centro della sua vita il servizio verso i malati, i disabili e
le persone in difficoltà affinché il carisma associativo della carità diventi il modo concreto di
vivere la fede in Cristo; come Gesù al termine del banchetto eucaristico si cinge i fianchi col
grembiule del servizio, allo stesso modo ogni singolo unitalsiano e tutta l’associazione insieme si
chinano verso la sofferenza dei fratelli e lavano i piedi a coloro che aggiungono quanto manca
ai patimenti del Cristo
Cristo è sempre presente nella sua Chiesa, e in modo speciale nelle azioni liturgiche (SC 7).
Al centro della celebrazione dell'Eucaristia si trovano il pane e il vino i quali, per le parole di Cristo e per
l'invocazione dello Spirito Santo, diventano il Corpo e il Sangue di Cristo. Fedele al comando del Signore, la Chiesa
continua a fare, in memoria di lui, fino al suo glorioso ritorno, ciò che egli ha fatto la vigilia della sua passione: « Prese
il pane... », « Prese il calice del vino... ». Diventando misteriosamente il Corpo e il Sangue di Cristo, i segni del pane e
del vino continuano a significare anche la bontà della creazione (CCC 1333).
11

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