Istituto Storico della Resistenza Senese e dell`Età

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Istituto Storico della Resistenza Senese e dell`Età
SIENA – ISRSEC Rivista delle proposte didattiche annuali - Anno 1, n. 1
Centro accreditato dal Miur per la formazione storica
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Le nostre collaborazioni
Anpi San Gimignano
Anpi Siena
Archivio UDI
Aresteatro
ASF, Aktion Sühnezeichen Friedensdienste - Action Reconciliation Service for Peace
Asmos
Associazione CGIL SPI
Associazione Amici di Romano Bilenchi, Colle Val d’Elsa
Associazione Culturale Modellisti Senesi
Associazione Culturale Serpe Regolo, Sovicille
Associazione Culturale Visionaria
Associazione Culturale Incontrotesto
Associazione Culturale Topi Dalmata
Associazione Giardino Chiuso
Associazione La Scintilla
Associazione Sportiva UISP
Biblioteca Comunale degli Intronati
Centro Artistico Senese Siena Art Institute
Centro Culturale Mara Meoni
Centro di ricerca Franco Fortini
Centro Culturale Archivio dell’UDI
Centro Culturale Le Murate
Centro guide turistiche di Siena e Provincia
Cesvot
Cinema Spazio Uno
Compagnia teatrale LaLut
Comune di Monteriggioni
Comune di Monteroni d’Arbia
Comune di San Gimignano
Comune di Siena
Cooperativa Il Boscofuoritempo
Coop Cooperativa Sociale Centrale, Sede di Siena
Culture Attive
Fondazione Fortes
Fondazione Montepaschi
Gabinetto Viesseux, Firenze
Gruppo informale Altomare
Istituto Ernesto De Martino
Museo della Deportazione di Prato
Provincia di Siena
Radio Popolare Milano
Rai Radio3
Segretariato italiano Studenti di Medicina (SISM), sede di Siena
Scuola di lingua italiana Dante Alighieri
Scuola di Lingua e cultura italiana Saena Julia
Scuola delle guide senesi Istituto Dante Alighieri
Scuola Europea, sede di Siena e di Firenze
Università degli Studi di Siena e Firenze
Vernice Progetti Cultura
Con il patrocinio della Regione Toscana
Editoriale
Sarà il 2015 un anno particolare, segnato da un doppio anniversario, i cento anni
dell’ingresso in guerra dell’Italia e la fine della Seconda guerra mondiale con la
liberazione del nostro paese e dell’Europa dall’atrocità nazifascista. Una guerra di
trenta anni, 1915-1945, cupa e terribile, dalla quale è sorta la nostra democrazia.
Davvero, a guardarla, sembrano perfette nella loro inquietante potenza le parole
che Walter Benjamin usava nell’osservare un’opera di Paul Kleee: << C'è un quadro
di Klee che s'intitola 'Angelus Novus'. Vi si trova un angelo che sembra in atto di
allontanarsi da qualcosa su cui fissa lo sguardo. Ha gli occhi spalancati, la bocca
aperta, le ali distese. L'angelo della storia deve avere questo aspetto. Ha il viso
rivolto al passato. Dove ci appare una catena di eventi, egli vede una sola
catastrofe, che accumula senza tregua rovine su rovine e le rovescia ai suoi piedi.
Egli vorrebbe ben trattenersi, destare i morti e ricomporre l'infranto. Ma una
tempesta spira dal paradiso, che si è impigliata nelle sue ali, ed è così forte che egli
non può più chiuderle. Questa tempesta lo spinge irresistibilmente nel futuro, a cui
volge le spalle, mentre il cumulo delle rovine sale davanti a lui al cielo. Ciò che
chiamiamo il progresso, è questa tempesta. " (Tesi di filosofia della storia).
L’Istituto Storico lavorerà nella sua bella e articolata proposta didattica e di attività
per far conoscere quella lunga tempesta di trenta anni e anche altre vicende del
Novecento, per offrire strumenti e metodi per affrontarle nelle aule e al di fuori
delle aule. I linguaggi della ricerca storiografica e della memoria, i percorsi museali
delle nostre “Stanze della memoria” e l’incontro con gli spazi segnati dalle tragiche cicatrici della
guerra, come Casa Giubileo o Pietraporciana, saranno accompagnati dal cinema, dal teatro, da
quelle forme espressive e artistiche che possono potenziare e rendere più coinvolgente il
racconto. Di una cosa siamo convinti, che come l’affermazione dei valori democratici e di libertà,
frutto della Resistenza, così anche la conoscenza corretta della vicenda storica non è partita che si
vinca una volta per tutte negli anni della formazione. C’è un analfabetismo storico di ritorno
sempre più evidente, a cui occorre dare risposta rafforzando e qualificando il nostro impegno,
sicuramente a servizio delle più giovani generazioni, ma sempre di più mirando a un mondo
adulto distratto o raggiunto da retoriche falsificanti. È la missione dell’Istituto Storico della
Resistenza. Vorremmo che fosse la missione, insieme a noi, di tanti altri.
Dario Ceccherini
La storia come movimento critico
Forse in modo un po’ provocatorio vorrei rispondere, con questo breve articolo, a tutti quei colleghi
che mi hanno confessato di affrontare con difficoltà l’insegnamento della storia, trovando alunni
refrattari e intolleranti a tale disciplina, che implicitamente, ma poi neanche tanto, non riescono a
rispondersi a banali domande: la storia è utile? Perché perdere tempo ad immagazzinare una
sequela di dati e di informazioni che sembrano interessare solo i docenti e la scuola? Non è meglio
occuparsi del presente in vista del futuro, che sono categorie temporali della possibilità?
A questo punto le risposte degli adulti molte e forse inutili per i ragazzi: la storia è una passione, un
divertimento, una vocazione intellettuale. Dal piano estetico si va a anche a quello etico: la storia è
memoria del passato, è ricordo dei morti, è preservazione e comprensione della propria identità.
Infine, dal piano etico si passa a quello pragmatico: la storia serve a formare i cittadini del futuro,
serve a imprimere i valori civici e morali della comune convivenza.
Malgrado gli interventi ministeriali che sempre più intervengono con direttive per la costruzione di
una scuola basata sulle competenze, molti sono ancora gli scogli ed i pregiudizi che gli insegnanti
devono fronteggiare e non solo nella trasmissione della storia.
Il problema è sicuramente strutturale: si devono trasmettere i rudimenti di una disciplina a un
universo di valori che sembra aver perso interesse per la memoria e per l’uomo.
I fattori come sappiamo sono molti, ne traccerò solo alcuni. Uno fra tutti che mi sento di dover
segnalare fra i primi, sta nel criterio che oggi sembra misurare genericamente l’apprendimento di
tutte le materie e anche di quelle umanistiche: l’utilità. La storia o la storia della letteratura, sembrano le più
inutili delle discipline in un mondo regolato dalla ragione strumentale, subordinato al valore economico e al
funzionalismo del mercato.
Ma la condanna del “dio mercato” non basta a spiegare il fenomeno, perché dobbiamo andare oltre.
L’insegnante oggi deve uscire dai suoi modelli scolastici ed universitari per avvicinarsi, consapevolmente e con
strumenti adeguati, allo spazio dei giovani. Infatti la sfida alla storia non è stata lanciata soltanto
dall’utilitarismo della società di mercato o dall’eterno presente che pare aver eliminato la storicità dal mondo
contemporaneo. L’insegnante sempre e comunque, deve sapersi attualizzare ed è soprattutto nel suo fermo
convincimento interiore che troverà la ragione per esprimersi sui metodi e sui meriti del caso.
Forse la storia non è un modello, né maestra di vita o una categoria data una volta per tutte, perché la storia è
una disciplina estetica, etica e pragmatica allo stesso tempo. Essa serve ed è utile. Ma la sua utilità non risiede
nella capacità di fornire gli strumenti adatti a una professione; non risiede nella capacità di rendersi flessibile alle
esigenze di un mercato che cambia continuamente. La sua utilità risiede nell’umanità di cui essa è portatrice.
Scienza dell’uomo nel passato, come dice Bloch, essa pone al centro del suo interesse l’essere umano nel tempo.
Non privilegia una categoria particolare, non è ancorata al passato come non è proiettata meccanicamente verso
il futuro. La storia non forma soltanto le coscienze, non prepara il ragazzo a un’esistenza matura e responsabile.
La storia indica un ventaglio di possibilità, è come un vademecum che aiuta a orientarsi nell’oceano burrascoso
delle peripezie quotidiane. Aspira a essere scienza pratica prima che teoretica. Può essere pragmatica nel
momento in cui il ricordo del passato viene assunto come qualcosa di attuale, come una fonte di ispirazione che
può guidarci nell’agire futuro.
Allora, forse la storia è movimento critico….
“Mio caro figliolo, risponderebbe Bloch al fanciullo, la storia è una guida incerta, insicura e tuttavia
fondamentale nel cammino dell’uomo nella vita”.
Paola Santucci
Pensare la didattica
Che cosa è uno studio di caso
Un docente durante la sua lezione usa dei documenti. Racconta una storia; ogni tanto si
interrompe. Mostra un documento e fa vedere in che modo la storia che racconta viene
confermata, illustrata, problematizzata da quell’oggetto del passato. La sua attività
comunicativa si basa su tre elementi:



La lezione (un testo orale)
Uno o più documenti
I raccordi fra questi documenti e la lezione
Ora, immaginate di dare ai vostri allievi solo due di questi elementi: la lezione (che
potremmo considerare un “testo”) e dei documenti e di invitarli a cercare loro i raccordi.
Se fate così, avrete costruito uno “studio di caso”. Se sarà efficace e o meno, dipenderà
dalla qualità del testo e dei documenti, e dalla qualità del pezzo di storia che avrete
scelto: non da questa tecnica didattica. Questo strumento entra nel novero delle
didattiche partecipate, un termine con il quale possiamo indicare il complesso di
attività, con le quali non si comunica agli allievi una conoscenza storica compiuta (come
succede attraverso la lezione, o la visione di un film, di un documentario o durante una
visita guidata), ma si chiede loro di collaborare alla costruzione di questa conoscenza.
Rientra nell’alveo delle didattiche costruttitiviste. In particolare, si colloca a metà fra il
documento strutturato, così come viene di solito presentato nella manualistica italiana,
e il laboratorio storico, così come è stato elaborato in Italia (historia ludens, Clio92, rete
didattica dell’Insmli, ecc).
Cosa non è lo studio di caso
Lo studio di caso è più semplice di un laboratorio. Più facile da costruire e da svolgere in classe. Rapido, può
durare anche una mezz’ora. In questa ipotesi di lavoro, cercheremo di contenerlo nei limiti di un’ora. E’
meno inutile di un documento strutturato. Infatti, un documento con le domande guida per la sua
comprensione, non è altro (dal punto di vista dell’apprendimento) che un testo normale, corredato da
domande di comprensione. Perde, dunque, la sua specificità di documento e si allinea agli altri testi,
contenuti nel manuale. Il docente incassa semplicemente il fatto che l’allievo (se tutto va bene) capisce che
cosa dice quel documento. Ma dovrebbe mettere nel conto che, attraverso questa attività, non acquista
nessuna abilità storica specifica (nonostante le liste di competenze, sbandierate spesso dai manuali). Uno
studio di caso, però, consente meno aspettative didattiche del laboratorio storico. Questo, infatti, di per sé
punta sempre a un doppio obiettivo: il raggiungimento di una conoscenza, e l’acquisizione di alcune
capacità di ragionare storicamente. Lo studio di caso punta fondamentalmente al trasferimento di una
conoscenza. Un trasferimento attivo, però. Come se all’allievo si consegnassero gli elementi di una scatola
di montaggio, con delle brevi istruzioni per l’uso. Lo studio di caso e la realtà italiana.
L’esperienza degli ultimi trent’anni ci ha mostrato che (almeno in Italia) gli insegnanti integrano con
grande difficoltà la didattica diretta con quella partecipata. Possiamo pensare che una parte di questa
difficoltà sia dovuta alla cura e al tempo che richiede lo svolgimento di un laboratorio o di un gioco
didattico o altre strutture didattiche molto complesse. Lo studio di caso, perciò, può essere una buona
mediazione fra tradizione e modernità. Gli studi di caso, perciò, potrebbero essere proposti come una
struttura didattica da inserire anche nel corso di una programmazione tradizionale, composta
prevalentemente da lezioni. In una versione professionale più elaborata, una programmazione potrebbe
essere composta da un certo numero di lezioni; uno o due laboratori; una o due esperienze “di rottura”,
come escursioni studio (in luogo delle visite guidate) o giochi (finalmente previsti dai programmi di base) e,
infine, un buon numero di studi di caso.
Antonio Brusa
Novecento.org. Didattica della storia in rete
Corsi e seminari di storia contemporanea già promossi e che possono
essere prenotati definendo modalità e numero degli incontri con i
docenti interessati:
Cittadinanza e Costituzione
Democrazia e Consenso
Le stragi dei vincitori
Migranti e Migrazioni
Olocausti dimenticati e Shoah
Universo Lager
Le immagini del razzismo
Resistenza senza frontiere
Fascismo e Consenso
Fascismo e razzismo
La Guerra Fredda e il Muro di Berlino
La storia di Israele
La Storia della Democrazia
La storia del Parlamento italiano
Dialoghi con la Costituzione
Caccia alle streghe
Obiettivi specifici e finalità saranno concordate direttamente con i docenti.
Contributo di un intervento nelle classi: euro 2,50 per studente
Possono inoltre essere create ex novo attività, su percorsi cinematografici già sviluppati
negli anni precedenti o su nuove pellicole a richiesta dei docenti.
Per maggiori informazioni contattare:
SEGRETERIA, prof. Aldo di Piazza,
tel. 0577 271510, via San Marco, 90 – SIENA
per ricerche di archivio e prestito libri, email: [email protected] [email protected]
ATTIVITA’ DIDATTICA, prof. Paola Santucci,
tel. 348 4412832, email: [email protected]
PERCORSI MUSEALI, ATTIVITA’ DIDATTICA, INIZIATIVE,
dott. Laura Mattei, tel. 0577 236607, 338 8062038
Museo – Stanze della Memoria, (apertura mercoledì – venerdì ore 15,00 – 18,30),
email: [email protected]
LABORATORI
TEATRALI
Le Stanze Teatralizzate
Uno dei principali impegni dell’Istituto Storico della Resistenza Senese e dell'Età Contemporanea
per la gestione di un luogo così simbolico è di rendere le Stanze uno spazio-laboratorio per gli
studenti, attraverso il quale conoscere uno dei pezzi di storia senese tra i più intensi e drammatici,
ma allo stesso tempo di eccezionale slancio popolare e umano verso traguardi di emancipazione
sociale e di libertà.
In questo luogo già così definito nella sua identità, il teatro irrompe, spezza il filtro che protegge il
visitatore dalle immagini, i video, l'audio, crea un coinvolgimento emotivo e rende più tangibile un
pezzo di storia nazionale fatta da donne e uomini, soprattutto giovani che come oggi, agiscono, si
muovono, in una realtà complessa da capire e di cui non sempre si sentono parte attiva.
Nelle Stanze della Memoria due attori evocano personaggi e storie a volte amare, tragiche,
contraddittorie e paradossali per raccontare le difficoltà di vivere e scegliere della propria vita in
un contesto di repressione, guerra e lotta per la propria libertà.
Destinatari
Studenti delle classi medie inferiori e superiori
Ogni percorso può ospitare un numero massimo di 40 persone
Sviluppo
Arrivo del gruppo alle Stanze della Memoria dove sarà accolto e introdotto all'esperienza.
Ogni azione teatrale tenderà a renderli partecipi di ciò che accade e non spettatori passivi.
I/le ragazzi/e entreranno nella stanza dove si svolge la prima azione scenica al termine della quale
saranno invitati a proseguire il percorso, per trovare un'altra azione e altre immagini e così via fino
all'ultima stanza, quella dedicata alla liberazione.
Quindi il gruppo si riunisce nella sala dell'accoglienza con la direttrice del museo e gli attori.Dopo
una condivisione emotiva dell'esperienza le/i ragazze/i saranno guidati alla rielaborazione del
percorso sul piano storico e sociale per arrivare alla contemporaneità e all'incidenza di quegli
eventi nella loro vita quotidiana.
Durata: 1,00/1,30 ora compresa la rielaborazione
Costo 7,00 euro per studente
Laboratorio teatrale per le classi medie inferiori e superiori
Questo progetto parte dalla considerazione che il compito specifico della scuola è
condurre le ragazze e i ragazzi alla maturità emotiva e cognitiva facendo proprio il valore
della reciprocità nella relazione per poter più agilmente accogliere l’altro/a e imparare ad
agire nella comunità come cittadini attivi.
Ogni sviluppo delle capacità di scelta e di orientamento nella propria vita, come ogni processo di apprendimento,
è accompagnato dal sentire, dal pensare, dal sognare. Poiché chi siamo si rivela attraverso quello che diciamo e
che facciamo nello stare insieme agli altri, attraverso il discorso e l'azione, si può dire che la capacità di porre
attenzione e cura alla propria soggettività, oltre che all'apertura verso il riconoscimento delle pluralità delle
esperienze, delle storie, dei pensieri altrui può modificare positivamente il rapporto con il mondo e la percezione
di sé nel mondo.
Rispetto a ciò, il linguaggio espressivo e artistico del teatro permette di rompere alcuni schemi mentali e apre a
nuove possibilità di ricerca.
Si propone quindi un percorso laboratoriale in cui, avvalendosi del linguaggio del teatro, la storia della prima metà
del Novecento diventi materiale di indagine e sperimentazione di alcuni concetti del vivere insieme quali:
SOLITUDINE
RISPETTO
INTESA
UGUAGLIANZA
LAVORO
AUTORITA'
Ogni incontro sarà dedicato ad un concetto per poi, al termine del percorso, trovare una sintesi o meglio una via
possibile in cui il nostro agire nella società acquisisca senso e valore per sé stessi e per la collettività; una maggiore
consapevolezza del presente.
Il percorso si articola in:
-n. 7 incontri di 2 ore ciascuno per un totale di 14 ore in classe.
-n.10 ore di programmazione per classe.
Destinatari: Classi delle scuole medie inferiori e superiori
Luogo: A scuola - Stanze della Memoria.
Tempi: Il laboratorio può essere realizzato per singole classi durante le ore curriculari o in orario
extrascolastico, con un gruppo misto, trasversale di alunni, massimo 15.
Budget dei costi: 900 Euro lordi
Strumenti: Saranno utilizzati oggetti vari, costumi e musiche. Inoltre saranno effettuate riprese video necessarie
allo svolgimento del laboratorio e per le quali si richiede l'autorizzazione da parte dei genitori dei minori per il solo
uso didattico e non esterno.
Note: Possono partecipare al laboratorio solo gli studenti che hanno effettuato il percorso teatrale "Comparse"
con Massimiliano Poli e Silvia Signorini alle Stanze dalla Memoria. Ciò rappresenta un atto di conoscenza reciproco
necessario per instaurare un rapporto di fiducia e rispetto nel laboratorio.
Laboratori
Per
l’infanzia
I Topi Dalmata nascono a Siena nel 2010; i CapiTopi sono Margherita Del
Ministro (tecnica e scenografa), Davide Falletti (operatore museale
esperto in didattica per l’infanzia, grafico, disegnatore) Margherita Fusi
(attrice, autrice, regista, docente teatrale), Alberto Massi (musicista,
attore, autore). Attualmente l’Associazione consta di circa 250 soci.
Scopo dell’associazione è la volontà di portare o riportare lo spettatore,
o comunque il fruitore, verso una forma di spettacolo fruibile, condiviso e
originale.
Dai 5 agli 11 anni.
I progetti-laboratorio potranno essere svolti alle Stanze della Memoria.
GIANBURRASCA
una lettura disegnata sulla Resistenza
con la creazione di cartelloni
"E certo il nostro Giannino non poteva comprendere i misteri della politica
per i quali a volte la difesa fatta da un'anima semplice e ingenua può recar
più danno d'un'offesa lanciata dall'anima più nera e perversa"[Vamba]
Essere sé stessi e vivere in prima persona tutte le fasi della propria vita, in
particolare quelle legate alla crescita e alla scoperta del mondo che
abbiamo intorno. E se ce lo impediscono, fare resistenza. Cercare alleati,
muoversi clandestinamente, agire in nome della libertà. La storia di
Gianburrasca narrata e disegnata assieme ai piccoli per ricordare loro che
oltre l’ubbidienza ci sono il coraggio e la curiosità.
Durata del laboratorio circa h 2,00’
Il materiale per l’elaborazione dei disegni, sarò fornito dai Topi.
Il presente progetto potrò essere sviluppato anche fuori dall’orario
scolastico.
Margherita Fusi cell. 339 5245309, mail [email protected]
Materiali resistenti
Laboratori sulla memoria per bambini e famiglie
La soffitta delle storie
La soffitta delle storie è un luogo dove i ragazzi incontrano altri ragazzi e insieme giocano a
raccontare se stessi e gli altri, è un luogo abitato da oggetti in disuso che portano però con
sé i frammenti della storia di una famiglia, di un periodo, di un momento. Qui, attraverso i
mille linguaggi del teatro, il bambino può trovare nuove forme per il racconto di sé e
l’ascolto dei coetanei.
I bambini e le famiglie porteranno un oggetto salvato dalla soffitta per condividerlo, per
creare, per far nascere ricordi collettivi da oggetti evocativi, dando così luogo a un percorso
che custodisce memorie e impressioni scatenate dall’oggetto e dalle idee che esso suscita.
Al termine del laboratorio verrà realizzata una visita animata dai racconti dei bambini.
CIP!
Prendendo spunto dalla scheda madre di un computer giochiamo sulla percezione della
memoria contenuta in un piccolo spazio. I bambini costruiranno la loro mini scatola della
memoria con la tecnica della diapositiva, delle trasparenze e della proiezione: ciascuno può
creare la propria memoria che, unita a quelle altrui, diviene memoria collettiva per dare
luogo a una storia comune, passata e contemporanea .
Al termine del laboratorio saranno realizzate micro performance delle micro memorie.
TRAMEmoria
Storie, frammenti, immagini, personaggi del passato e dell’immaginario abitano nei tessuti;
ad ogni tessuto o trama corrisponde un personaggio che prenderà vita e verrà animato dai
bambini e dalle famiglie.
Il supporto sarà la gruccia - l’ambiente dove il personaggio ha vissuto e vive – la quale verrà
tematizzata con materiali di recupero appartenenti al mondo della sartoria e del tessile.
Scampoli di ricordi di seta o di cotone, di raso o sintetici, generano a loro volta storie
perfette o storie con le toppe.
Margherita Fusi cell. 339 5245309, mail [email protected]
L’associazione Aresteatro ha sede a Siena dove promuove e sviluppa attività di
produzione, ricerca e formazione nel campo dell’improvvisazione teatrale, con una
particolare attenzione alla commistione dei linguaggi e alla riscoperta delle tradizioni
popolari.
Improvvisazione non soltanto come formula originale di spettacolo, ma come lavoro
profondo sulla creatività, sull’ascolto di sé e dell’altro e sull’identità dell’artista, che
assume un ruolo centrale nella rappresentazione, sia a livello individuale che di gruppo.
Aresteatro si occupa di formazione e aggiornamento sull’arte estemporanea per
insegnanti e attori professionisti, ma opera anche in contesti scolastici.
Francesco Burroni, direttore artistico di aresteatro detiene in esclusiva per l’Italia i diritti
d'autore del format/spettacolo
“Match d’improvvisazione teatrale ®” ed è capofila di una rete diffusa su tutto il
territorio nazionale e internazionale.
Laboratorio di Improvvisazione Teatrale
di Francesco Burroni
Con questo laboratorio per ragazzi dai 10 ai 15 anni, lavoreremo per
sviluppare lo stimolo dei meccanismi creativi; ci eserciteremo secondo le
strutture di base dell'improvvisazione; analizzeremo e metteremo in pratica
con giochi, gli stili teatrali, cinematografici, televisivi; punteremo a realizzare
una creazione collettiva; ci potremo allenare anche nella pratica della
struttura del "Laboratorio di improvvisazione teatrale®" insieme a Margherita
Gravagna.
L’obiettivo è di creare una “squadra di
improvvisazione” senese che potrà affrontare
in match allievi delle scuole di altre città che
fanno parte della Rete Nazionale del Match di
improvvisazione®.
Il corso si costituisce in sei incontri con cadenza
bisettimanale al costo di euro 30 al mese,
presso le Stanze della Memoria dalle 17,30 alle
19,00.
Per informazioni
Cell 338.5308293
www.francescoburroni.it
[email protected]
Scrittura creativa
Scrittur
a
Scrittura
creativa
creativa
Scrittura
creativa
Scrittura creativa per ragazzi
Scri
t
di Elisabetta Casagli e Valentina Tinacci
Il Laboratorio di scrittura creativa nasce per
appassionare i ragazzi alla scrittura, per aiutare chi
trova difficoltà alla lettura narrativa e alla poesia e
superare problemi di concentrazione, con un
approccio immediato, giocoso e di gruppo.
Il corso è suddiviso in gruppi di lavoro distinti per
età:
ciclo elementari e medie inferiori.
I gruppi saranno formati al massimo da dieci
ragazzi.
Negli incontri si affronteranno esercizi di
riscrittura, di reinvenzione di un testo, di
elaborazioni di gruppo, lasciando lo spazio alla
lettura e confronto dei propri elaborati.
Sarà possibile arrivare alla produzione di un
elaborato finale da presentare e inserire on- line
nel sito dell’Istituto Storico e di Aresteatro.
Cadenza degli incontri bisettimanali per un totale
di sei lezioni.
Per informazioni:
Elisabetta Casagli
Cell 340 6890215 mail [email protected]
Scrittur
creativ
Stanze della Memoria, Percorso museale, Via Malavolti, 9 - 53100 – Siena
Archivio – Biblioteca – Sede ISRSEC, San Marco, 90 – 53100
Casa Giubileo – Badia Isola, Monteriggioni
Casa Giubileo è il luogo in cui, il 28 marzo del ’44, fu consumato l’eccidio di diciannove giovani partigiani
nei pressi di una casa colonica immersa nei boschi senesi. Luogo simbolo della Resistenza in provincia di
Siena è dal 1997 laboratorio didattico per la storia contemporanea. Offre una molteplicità di percorsi di
lavoro concordati con gli insegnanti con l’apertura degli archivi e/o la visione di filmati ad hoc. Possono
essere organizzate anche attività di educazione ambientale attraverso escursioni ed esercitazioni. E’
presente una foresteria che ospita fino a 20 persone.
Laboratorio storico – naturalistico di Pietraporciana (Sarteano)
Il podere di Pietraporciana faceva parte della vasta tenuta “La Foce”, di proprietà dei marchesi Origo.
Dopo l’armistizio, nel 1943 i marchesi misero a disposizione della lotta partigiana alcuni poderi come basi
logistiche e Pietraporciana divenne sede del comando partigiano della zona. Il 27 giugno 1944,
Pietraporciana fu luogo di battaglia che portò alla liberazione di Chianciano. Nel 1985 la marchesa Iris
Origo dona al comune di Chianciano il podere. Dal 1996, l’area in cui è inserita la struttura (all’interno del
comune di Sarteano) entra a far parte del sistema delle Riserve Naturali Senesi e nello stesso anno il
podere viene ristrutturato dal comune di Chianciano. Attualmente quindi il Podere è utilizzabile come
struttura ricettiva alberghiera (Rifugio Escursionistico) capace di ospitare fino a 24 persone, per progetti
attinenti alla storia ed allo studio del territorio naturale.
Anche quest’anno l’ISRSEC ha
elaborato nuovi corsi di
aggiornamento per docenti:
Storia, Memoria e
Tecnologia,
a cura di Irene Lupi
Memorie del passato, riprese nel
presente.
(In allestimento a partire da
Gennaio)
Il corso, attraverso una serie di
lezioni frontali e di workshops, si
propone di preparare i docenti alla
creazione di un prodotto
multimediale che racconti Storia e
Memoria. Lo studio di caso dal
quale partire quest’anno potrà
essere l’eccidio di Montemaggio
con l’intervista all’unico
sopravvissuto ancora vivente,
Vittorio Meoni. Sono previste
escursioni per le riprese anche nei
luoghi dell’evento.
Ogni docente al momento
dell’iscrizione, riceverà un bag
strumentale.
Memorie per dopodomani
a cura di Laura Mattei
Il corso si sviluppa all’interno della
mostra su Franco Fortini alle Stanze
della Memoria, organizzata per il
ventennale della sua scomparsa e si
propone di promuovere l’opera ed il
pensiero dell’autore, attraverso
iniziative di diverso carattere
espressivo.
L’ISRSEC anche quest’anno, ha preparato una serie di
percorsi didattici e di aggiornamento per studenti e
insegnanti di ogni ordine e grado di scuole e
dell’università, forte di una lunga esperienza nel campo
della formazione sulla storia del Novecento, del
Novecento Senese e del suo vasto patrimonio
documentario. Per tale attività è riconosciuto dal
Ministero dell’Istruzione come Agenzia Formativa
R
all’interno della rete INSMLI e dall’Ufficio Scolastico
I
Regionale con una apposita convenzione.
V
L’Istituto Storico Senese opera per costruire progetti che
I
tengano conto dei bisogni provenienti dal mondo della
S
T
A
scuola e della società contemporanea, privilegiando
come sempre la condivisione delle attività con gli
insegnanti, l’analisi della situazione classe per una
efficace articolazione degli interventi e delle strategie di
D
I
D
A
T
T
I
C
A
insegnamento, di comunicazione, di calibratura degli
obiettivi e con la verifica dei risultati, dove richiesti,
privilegiando iniziative di respiro e rapporti continuativi
con le scuole e i docenti.
L’Istituto è convinto della validità culturale della storia
quale materia formativa permanente e come indagine
sul passato sia nel ricordo delle memorie, sia nelle
restituzioni degli studi e delle ricerche scientifiche,
accompagnata dalla riflessione sul mondo
contemporaneo, per una lettura critica non solo del
passato, ma anche e soprattutto del presente.
L’Istituto lavora per rispondere ai bisogni formativi degli
studenti, costruendo iniziative, attività e progetti
nell’ottica di proporre agli insegnanti, ma anche ai
cittadini, quell’attitudine dell’imparare per insegnare che
è alla base di ogni crescita professionale e civile,
privilegiando il metodo attivo attraverso corsi di
aggiornamento, libere letture, presentazioni di volumi e i
laboratori didattici.
Storia e Memoria del Novecento
Progetti didattici
Storia e Memoria sono due termini di una stessa area semantica spesso confusi e ritenuti
quasi sinonimi; caratterizzate la prima dal distacco consapevole dal passato e la seconda dalla
sua nostalgica ed incessante rievocazione, rappresentano due poli opposti di una stessa linea che
a volte si incontrano, sovrapponendosi, altre si allontanano, entrando in contrapposizione.
Storia e Memoria assumono un’importante valenza etica rispondendo ad un’esigenza
morale di pietas e soprattutto riflettono non solo su ciò che è stato, ma anche su ciò che siamo
stati, per una visione più chiara e completa del nostro presente.
L’ISRSEC quale portavoce di un’etica della responsabilità, base su cui costruire un’idea condivisa
riguardo il passato, vuole con il tema di questo anno, ‘Storia e Memoria del Novecento’ ,
realizzare una sorta di compenetrazione e contemporaneamente ridefinire i contorni, tra queste
due realtà, attraverso una serie di attività che ad ampio spettro generino coinvolgimento e
promuovano, soprattutto fra le nuove generazioni, la conoscenza e la riflessione su fatti storici
riguardanti la realtà contemporanea, fondamentali per la formazione di una positiva coscienza
civile. Accanto a lezioni di storia, verranno perciò presentate raccolte di documenti di tipo
soggettivo, per leggere storie personali e la memorie dei protagonisti degli eventi.
Su questa base si sviluppano i progetti didattici della proposta ISRSEC, raggruppate attorno ai
seguenti nuclei tematici:
Storia, Memoria, Shoah
Storia, Memoria, guerra
Storia, Memoria, date civili
Storia, Memoria, Shoah
Anche quest'anno l'ISRSEC, organizza il Progetto della
Memoria della Shoah, che consiste in un corso di
preparazione, rivolto ad alunni e docenti delle scuole
medie e superiori di Siena e della sua provincia,
partecipanti questi ultimi, ai viaggi del Treno della
Memoria, nei campi di concentramento e di sterminio
della Germania nazista, organizzati dalla Regione
Toscana ogni due anni.
Il corso ideato e progettato dall'ISRSEC e diretto dalla
responsabile didattica, Paola Santucci, si articola in un
ciclo di lezioni e laboratori di storia, che hanno lo scopo
di ricostruire e illuminare il contesto storico ed
ideologico in cui si attuarono deportazioni e stermini.
Il progetto si propone di comporre in ogni incontro un
quadro storico generale rigoroso ed articolato della
prima metà del Novecento italiano ed europeo per una
ricostruzione del contesto in cui maturarono il
genocidio antiebraico e il sistema concentrazionario
nazista, non perdendo di vista i mutamenti intervenuti
nella nostra attualità.
Inoltre vuole:
 comprendere il profilo della storia locale;
 proporre alla riflessione, specifici prodotti culturali (testi,
filmati, repertori di fonti e bibliografie) di particolare
rilievo su queste tematiche e testimonianze di
sopravvissuti;
 lavorare su temi storici attraverso l’uso delle fonti;
 stimolare la comprensione e la "lettura" dei luoghi di
memoria europei da visitare;
 educare alla cittadinanza attiva.
Il progetto troverà la sua sede presso le Stanze della
Memoria per visite guidate e laboratori da stabilire con i
docenti e per gli incontri nelle classi se richieste.
Si potranno anche concordare appuntamenti didattici per
interventi nelle sedi delle scuole, ma non per la proiezione
del video proposto.
Programma
6 Novembre 1943 – 6 novembre 2014
A settantuno anni dall’evento della deportazione degli ebrei senesi l’Istituto Storico della Resistenza di Siena
ricorda e racconta.
Proiezione
Documentario – Intervista
Gli ebrei senesi raccontano, produzione ISRSEC
L’Istituto Storico fra il 2001 ed il 2002, ha realizzato un video con interviste ad ebrei senesi che vissero in quei
giorni la tremenda esperienza della deportazione nei campi di concentramento. Anche nella nostra città dunque,
furono applicate le leggi razziali del 1938 con le loro nefaste conseguenze.
Alba Valech Capozzi ci ha lasciato una testimonianza scritta nel suo libro A 24029, pubblicato dall’ISRSEC.
Attività
Le attività possono in alternativa essere scelte secondo la seguente programmazione.
Attività di laboratorio sul tema Antisemitismo italiano e leggi razziali
h. 1,30’
Visione del video
h. 55’
________________________________________________
Visione del video
h.
55’
Visita guidata al Museo (completa)
h. 2.30’
________________________________________________
Visione del video
h.
55’
Visita guidata al Museo (1° piano)
h. 1,30
________________________________________________
Calendario




Lunedì
Giovedi
Martedi
Giovedi
27 ottobre
30 0ttobre
4 Novembre
6 Novembre
ore 10,00 - 13,00
ore 10,00 - 13,30
ore 10,00 - 13,00
ore 10,00 - 13,30
I docenti che intendano portare le classi alle Stanze della Memoria, dovranno prenotare in anticipo.
Contributo
Ingresso al museo ed attività didattica euro 3 per studente.
Lezione in classe euro 2,50 per studente.
Le Stanze della Memoria vogliono essere una finestra che si affaccia su un panorama storico da
cui trarre motivi quotidiani di riflessione per un impegno civile sempre rinnovato.
In questo senso vengono naturalmente a predisporsi come uno spazio laboratoriale aperto a innumerevoli
percorsi didattici. Secondo la tematica di quest’anno ‘Storia e Memoria’, tutti i percorsi saranno costruiti
su documenti eterogenei quali fotografie, manifesti, pagine letterarie, testimonianze orali e scritte,
giornali, tabelle statistiche, canzoni, video, schede e questionari in formato cartaceo o informatico, con i
quali gli studenti assumano un ruolo di primo piano, attraverso l’utilizzo diretto dei materiali e degli
esercizi proposti, imparando a leggere, interrogare e interpretare i documenti.
Per tali motivi proponiamo in questa sezione delle attività che prevedano una lezione laboratorio ed una
visita guidata alla parte del museo relativa al tema della shoah.
Tutte le attività si propongono i seguenti obiettivi:
 conoscenza delle origini dell’antisemitismo
 conoscenza dei fatti storici più rilevanti legati all’antisemitismo durante il XIX e XX sec.
 rafforzamento delle competenze documentarie
Titoli dei Percorsi sulla shoah
Antisemitismo, leggi razziali, shoah,
L’antisemitismo in Italia e in Germania tra ‘800 e ‘900,
Le immagini dell’antisemitismo,
Fascismo antisemitismo e razzismo,
Gli ebrei senesi.
Le attività dovranno essere prenotate anticipatamente e avranno il seguente sviluppo:
Laboratorio didattico presso il Museo
h. 2,30
Visita guidata al Museo (solo la parte di interesse)
h. 1,30
Visita guidata al Museo completa
h. 2,30
Ingresso al Museo con visita didattica euro 3 per studente
Laboratorio didattico presso il museo euro 3 per studente
Giorno della Memoria 2015
Rassegna cinematografica sulla shoah
Con la collaborazione dell’Associazione culturale Visionaria
Il cinema ha rappresentato per il XX secolo la principale modalità espressiva di tutti i movimenti
culturali che in esso si sono sviluppati. Inoltre l'arte del cinema, si avvale del potente effetto evocativo,
simbolico e allegorico delle immagini, analogamente a quanto facevano e fanno ancora le favole, i miti, le
leggende, ed i sogni. I laboratori didattici dell’ISRSEC consentono di avvicinarsi a questa arte, tentando di
conoscerne il linguaggio, le potenzialità educative e formative, per rendere la visione del film non
occasionale, ma una pratica affine alla lettura di un testo narrativo.
Utilizzare il potere delle immagini con fini formativi, offre la possibilità di elaborare le emozioni in
processi complessi che hanno la finalità di stimolare nell'individuo elementi fondamentali di crescita quali:
 Lo sviluppo di nuove competenze
 La realizzazione del suo cammino di crescita
 La realizzazione dei propri progetti profondi
Negli ultimi decenni, sono progressivamente mutate le forme della conoscenza e i metodi della
costruzione di tale conoscenza dato che si sta passando costantemente verso l'uso di strumenti sempre
più legati alla tecnologia e allo sviluppo di nuovi media, per una fruizione orientata all'ascolto e
soprattutto alla visione che assume così una completa centralità nell'acquisizione di forme di conoscenza.
Il cinema appare dunque come lo strumento di comunicazione per eccellenza, essendo anche un
mezzo capace di coinvolgere fantasie, bisogni di identificazione e di curiosità dei ragazzi.
Attraverso la sua fruizione guidata infatti è possibile:






Aumentare la conoscenza della realtà storico/culturale
Stimolare la riflessione e la consapevolezza del sé
Migliorare la propria accoglienza e quella dell’altro
Facilitare la crescita nelle cosiddette aree di migliorabilità
Favorire i punti di forza
Stimolare la motivazione al cambiamento e alla crescita
A sostegno del suo ruolo educativo nella scuola e a supporto delle programmazioni didattiche
elaborate dal corpo docente, l’ISRSEC propone anche quest’anno un calendario di proiezioni relativo alla
Shoah in collaborazione con Mediateca Visionaria di Siena.
Ogni percorso è stato studiato secondo progetti cinematografici di qualità, mirati, rispetto all'età
degli studenti e secondo criteri storici, geografici, politici.
A supporto della visione e per una maggiore comprensione della stessa, l’ISRSEC mette a
disposizione del corpo docente e degli studenti:
Percorso storico- geografico di riferimento
Sinossi del film
Note di regia
Scheda di approfondimento e spunti di riflessione sui temi proposti dal film
Bibliografia inerente l'argomento trattato
Senza destino (Autobiografico)
Regia: Lájos Koltai,
Interpreti: Marcel Nagy, Miklós B. Székely, Zoltán
Bezerédy, Péter Vall.
Durata: 130’
Produzione: Ungheria, Germania, Gran Bretagna,
2005.
Il film di Lajos Koltai, direttore della fotografia di
István Szabó, si basa sul romanzo autobiografico di
Imre Kertész. Racconta la prigionia dello scrittore
ungherese ebreo deportato, da bambino, nei
campi di concentramento di Auschwitz e
Buchenwald. Quella che era un'infanzia felice e
spensierata si trasforma presto in una maturità
dolorosa, vissuta in un vortice di crudeltà e
degenerazione.
Si consiglia anche la lettura del testo che ha dato
ispirazione al film di Imre Kertész, Essere senza
destino, Feltrinelli, 2004 per una riflessione sulla
restituzione della storia nella trasposizione
cinematografica.
Essere senza destino (titolo originale Sorstalanság,)
è un romanzo di formazione dello scrittore premio
Nobel per la letteratura 2002 Imre Kertész,
pubblicato per la prima volta in Ungheria nel 1975,
ed in Italia nel 1999 da Feltrinelli. Nel libro l'autore
traspone parte della propria esperienza in quella di
un adolescente ebreo ungherese deportato in vari
lager durante l'ultimo periodo della Seconda
guerra mondiale, da cui riesce a stento a
sopravvivere.
Ai docenti interessati potrà essere preparata una cartellina didattica sul tema
Contributi ed attività didattica
Attività didattica
h. 1’
Visione del film
h, 1,30’
Riflessione sui temi
h. 0,30
Euro 3 per studente
Per le terze classi della scuola media
Per la scuola superiore
Proiezione: con prenotazione
L'isola in via degli uccelli (Narrativo)
Regia: Soren Kragh-Jacobsen
Interpreti: Jordan Kiziuk, Patrick Bergin, Jack Warden
Durata: 107'
Produzione: Danimarca, Germania, Gran Bretagna,
1997
Nel ghetto di Varsavia, prima di essere rastrellato e
deportato con gli altri ebrei, un padre ordina al
figlioletto Alex di nascondersi tra le rovine di una
vecchia fabbrica, promettendogli che tornerà a
riprenderlo. In compagnia di un bianco topino e di
una copia sgualcita del Robinson Crusoe di Daniel
Defoe, Alex comincia la dura lotta per la
sopravvivenza, allietata soltanto dall'idillio con la
piccola Stasja.
Si consiglia anche la lettura del testo che ha dato
ispirazione al film di Orlev Uri, L’isola in via degli
Uccelli, Salani, 2009, per una riflessione sulla
restituzione della storia nella trasposizione
cinematografica.
Forse il maggior successo di Orlev (1981) è ambientato nel ghetto di Varsavia che l’autore conobbe
assai bene. Qui il suo alter ego Alex ha undici anni; il
padre viene prelevato dalle SS e la madre scompare,
lasciandolo solo in un edificio in parte distrutto da
una bomba. In alto, fra i tetti, Alex si sente naufrago
e il suo rifugio non è poi tanto diverso dall’isola di
Robinson Crusoe.
Venerdì è un topolino bianco, che vive con lui la
lotta contro il freddo e gli stenti, mentre in strada i
coetanei non ebrei possono vivere in “libertà”.
Ai docenti interessati potrà essere preparata una cartellina didattica sul tema
Contributi ed attività didattica
Attività didattica
h. 1’
Visione del film
h, 1,07’
Riflessione sui temi
h. 0,30
Euro 3,00 per studente
Per le terze classi della scuola media
Proiezione: con prenotazione
Ogni cosa è illuminata
(Come ri-creare la memoria)
Regia di Liev Schreiber
Interpreti: Elijah Wood, Boris Leskin, Eugene
Hutz, Laryssa Lauret, Jonathan Safran Foer
Durata: 106’
Produzione: Stati Uniti, 2005
E’ il racconto di uno studente americano deciso
a trovare in Ucraina la donna che salvò suo
nonno dalla furia nazista. Jonathan, compiendo
un viaggio nella memoria ricostruisce la vita del
villaggio di Trachimbord, uno dei numerosissimi
shtetl bruciati e dimenticati durante la Seconda
Guerra Mondiale. Un luogo che ha smesso per
sempre di essere geografico, sopravvivendo
soltanto nell'anima di coloro che ne hanno
pazientemente raccolto e conservato, fino a
collezionarle, le tracce. Il viaggio di Jonathan si
avvia da una fotografia del nonno ritratto
accanto ad Augustine. Ad accompagnare la sua
ricerca sarà un altro nipote, Alexander Perchov,
voce narrante del film, e un altro nonno che
scopriremo "sopravvissuto" ed ebreo. Sarà un
viaggio nella memoria intima dei tre viaggiatori.
Si consiglia anche la lettura del testo che ha
dato ispirazione al film di Jonathan Safran Foer,
Ogni cosa è illuminata, Guanda, 2004, per una
riflessione sulla restituzione della storia nella
trasposizione cinematografica
Ai docenti interessati potrà essere preparata una cartellina didattica sul tema
Contributi ed attività didattica
Attività didattica
h. 1
Visione del film
h, 1,06’
Riflessione sui temi
h. 0,30’
Euro 3,00 per studente
Per le terze classi della scuola media
Per la scuola superiore
Proiezione: con prenotazione
La rosa bianca
(La resistenza giovanile nella Germania nazista)
Regia di Marc Rothemund,
Interpreti: Julia Jentsch, Gerald Alexander Held,
Johanna Gastdorf, Fabian Hinrichs, André Hennicke
Durata 117’
Produzione: Germania, 2005
Il 17 febbraio del 1943, quando il governo tedesco
dichiarò caduta e perduta Stalingrado, un gruppo di
studenti dell'università di Monaco si convinse che la fine della guerra fosse ormai prossima. Otto mesi di
bombardamenti continuati e le numerose perdite di
soldati sul fronte orientale accrebbero l'ottimismo e
l'euforia del movimento di resistenza studentesco de
La Rosa Bianca. I tempi secondo i giovani, erano
maturi per il loro sesto volantino rivoluzionario. Non
era però maturo il popolo tedesco. In soli cinque
giorni furono processati e ghigliottinati. Alcuni
testimoni raccontarono il lungo applauso che accolse il
ritorno in accademia del sorvegliante delatore.
Questa storia prende avvio ed è favorita dal ritrovamento di documenti inediti conservati per decenni
negli archivi della Germania Est e resi pubblici soltanto
nel 1990. A partire dai verbali originali degli interrogatori e dalle numerose testimonianze, come quella della compagna di cella Else Gebel, Rothemund costruisce un film dove il 90% delle parole e delle azioni sono
autentiche, soltanto due occasioni non sono vere.
Ai docenti interessati potrà essere preparata una cartellina didattica sul tema
Contributi ed attività didattica
Attività didattica
h. 1
Visione del film
h, 1,17’
Riflessione sui temi
h. 0,30
Euro 3 per studente
Per la scuola superiore
Proiezione: con prenotazione
Storia di una ladra di libri
(L’importanza della cultura)
Regia di Brian Percival,
Interpreti: Geoffrey Rush, Emily Watson, Sophie
Nélisse, Ben Schnetzer, Nico Liersch.
Durata 125’
Produzione: USA, Germania 2013
Germania, 1939. Liesel Meminger è una ragazzina
di pochi anni che ha perduto un fratellino e rubato
un libro che non può leggere perché non sa leggere. Abbandonata dalla madre, costretta a lasciare
la Germania per le sue idee politiche, e adottata da
Rosa e Hans Hubermann, Liesel apprende molto
presto a leggere e ad amare la sua nuova famiglia.
Generosi e profondamente umani gli Hubermann
decidono di nascondere in casa Max Vandenburg,
un giovane ebreo sfuggito ai rastrellamenti tedeschi. Colto e sensibile, Max completa la formazione
di Liesel, invitandola a trovare le parole per dire il
mondo e le sue manifestazioni. Perché le parole
sono vita, alimentano la coscienza, aprono lo spazio all'immaginazione, rendono sopportabile la
reclusione. Fuori dalla loro casa intanto la guerra
incombe e la morte ha molto da fare, ricoverando
pietosa le vittime di Hitler e dei suoi aguzzini, deci si a fare scempio di uomini e di libri.
Si consiglia la lettura del testo che ha dato ispirazione al film di, Markus Zusak, La bambina che salvava i libri, Fras sinelli, 2007, per una riflessione
sulla restituzione della storia nella pellicola.
Ai docenti interessati potrà essere preparata una cartellina didattica sul tema
Contributi ed attività didattica
Attività didattica
h. 1’
Visione del film
h, 1,25’
Riflessione sui temi
h. 0,30
Euro 3 per studente
Per le terze classi della scuola media
Per la scuola superiore
Proiezione: con prenotazione
Contributi
Vento di primavera (Shoah in
Francia)
Regia di Rose Bosch
Interpreti: Jean Reno, Mélanie Laurent, Gad
Elmaleh, Raphaëlle Agogué, Hugo Leverdez
Durata 115’
Produzione: Francia, Germania, Ungheria,
2010
Il film è basato sulla storia vera di un ragazzo
ebreo durante la retata del Velodromo
d’Inverno avvenuta a Parigi, nel luglio 1942,
durante la quale ci fu un arresto di massa degli
ebrei, effettuato dalla polizia francese,
complice dei nazisti.
Vento di primavera appartiene al filone dei
film francesi che rivisitano in chiave
fortemente autocritica il ruolo di diverse
autorità di quel Paese durante l'occupazione
nazista tra il 1940 ed il 1944 e la loro attiva
complicità nella persecuzione degli Ebrei.
Il titolo originale, La rafle, significa «retata»,
«rastrellamento» sicuramente parola più
concreta e pregnante del banale Vento di
primavera.
Contributi ed attività didattica
Attività didattica
h. 1’
Visione del film
h, 1,15’
Riflessione sui temi
h. 0,30
Euro 3 per studente
Per le terze classi della scuola media
Per la scuola superiore
Proiezione: con prenotazione
Percorso didattico
Addio Palestina!
La definiscono guerra. Non lo è. Perché non lo è mai stata. Inutile risalire all’antica causa del conflitto con la
Palestina. Le ragioni religiose – sionismo ebraico contro islamismo arabo – si sono perse nel tempo che fu, per
lasciare spazio a quelle politiche e di guerra. Oggi siamo di fronte alla risolutezza militare israeliana, cresciuta in
poco più di cinquant’anni e
avallata dagli U.S.A.,
dalla Nato, dall’Onu e
dall’Europa. Oggi il
quotidiano “Israel Hayom” –
“Israele oggi” si è
rivolto a Netanyahu con questo
titolo: “Vai fino in
fondo”. Ancora una volta le
forze armate non solo
ammazzano civili inermi, ma
impediscono l’arrivo di
generi di prima necessità. Il
campo profughi di Shati
– 70 mila persone – non ha più
acqua. Non è una
guerra. È già un genocidio. E
non serve il rigore della
giurisprudenza o qualche
autorità per
riconoscere un dato di fatto. E
l’Italia cosa fa? Sostiene
Israele. Grazie alla
cooperazione militare
data dalla Legge n° 94 del 17
maggio 2005, che
coinvolge l’industria bellica e
l’esercito in attività
“soggette all’accordo di
sicurezza”. Ovvero
altamente segrete. Ad oggi
sappiamo che sta
fornendo i primi dei 30 velivoli M-346 da addestramento avanzato, costruiti da Alenia Aermacchi (Finmeccanica),
utilizzabili anche come caccia per l’attacco al suolo. A questa guerra che non è un guerra ma è un massacro, la
Palestina dovrebbe poter sopravvivere. Affinché il suo popolo possa conservare il diritto di essere tale!
Non è possibile restare indifferenti di fronte ad un genocidio che va avanti da più di 60 anni.
lan Pappé (storico israeliano): "Vivere all'ombra dell'Olocausto ed aspettarsi di essere perdonati di ogni cosa
che fanno, a motivo della loro sofferenza passata, mi sembra un eccesso di pretese. Evidentemente non hanno
imparato molto dalla sofferenza dei loro genitori e dei loro nonni."
Josè Saramago (scrittore, poeta e critico letterario portoghese): "Quello che sta accadendo in Palestina è un
crimine che possiamo paragonare agli orrori di Auschwitz".
Noam Chomsky (intellettuale statunitense): "Israele è un regime stalinista".
Norman G. Finkelstein (storico statunitense autore del testo, L'industria dell'Olocausto. Lo sfruttamento della
sofferenza degli ebrei): "Se gli israeliani non vogliono essere accusati di essere come i nazisti, devono
semplicemente smettere di comportarsi da nazisti".
La riflessione prenderà spunto dai seguenti testi:
Edward W. Said, La questione palestinese, Il Saggiatore 2011
Pappé Ilan, La pulizia etnica della Palestina, Fazi 2008
Piece Research Institute in the Middle East, La storia dell’altro, israeliani e palestinesi, Una città 2004
Video tratti da:
Stefano Rizzelli, Francesco Cirafici, Correva l’anno, Ben Gurion e la nascita dello Stato di Israele, Regia di A.
Bevilacqua, 2010.
Per le terze classi della Scuola media
Per la Scuola Superiore
Tra Memoria e Ricordo
Giorno del ricordo 2015
Riflessioni sul testo
UN PERCORSO TRA LE VIOLENZE DEL NOVECENTO NELLA PROVINCIA
DI TRIESTE
a cura dell’Istituto Regionale per la Storia del Movimento di Liberazione nel Friuli Venezia
Giulia con il contributo della Provincia di Trieste, 2006
Questa iniziativa didattica tende a favorire la conoscenza delle tragedie che hanno segnato
la storia del Novecento nella Venezia Giulia. Come dichiarato dagli autori, la pubblicazione
va letta non come esempio di una possibile “memoria condivisa”, ma come una guida che
nel percorrere, attraverso l’individuazione di luoghi e monumenti, i drammi del secolo
scorso, si propone come agile strumento alla riflessione, alla conoscenza e al
riconoscimento delle diverse memorie. Gli episodi ricordati non possono essere tradotti
sullo stesso piano,
poiché non
ebbero le stesse
matrici, né le
stesse motivazioni.
Questo testo
tenta di rifuggire
dalla
semplificazione che
alle volte
rischia di
accompagnare gli
excursus
storiografici
destinati alla
larga divulgazione,
e riconosce
un giusto peso ai
fatti ed ai
protagonisti.
Trieste e la
sua provincia sono state per anni coinvolte in una costante altalenanza di convivenza e di
lacerazione, di speranze e di illusioni, di atrocità e di mistificazioni che per troppo tempo
hanno offuscato una comprensione reale di cosa abbia voluto dire essere cittadini della
Venezia Giulia nel secolo scorso.
Il Percorso sarà corredato dalla visione di spezzoni del documentario “Le vie della
Memoria”, realizzato dall’Istituto Regionale del Friuli Venezia Giulia, con la collaborazione
dell’Università di Trieste.
Il percorso si svolgerà presso le Stanze della Memoria
Contributi
Ingresso Museo ed attività didattica Euro 3,00 per studente
Il dramma della guerra e della liberazione a Siena
Storia, Memoria, guerra
Perché la guerra?
L’umanità non sembra aver attraversato nessun
periodo prolungato senza guerre. Si può affermare
perciò che la guerra, con i suoi orrori e le sue
crudeltà, sembra appartenere al patrimonio
genetico della nostra specie. Ma perché la storia
umana è un succedersi ininterrotto di atrocità, un
"immenso mattatoio»? (Hegel)
Freud ci risponde dicendo che nell'uomo c'è
un'ineliminabile spinta aggressiva e distruttiva, che
solo l'incessante processo di civilizzazione potrà
frenare.
Il nostro incessante lavoro nel percorso di riflessione
storica e civile vuol dare un contributo lungo la
strada di crescita dei nostri giovani, sviluppando in
loro la volontà a migliorarsi personalmente e a
migliorare la realtà circostante.
Siamo convinti infatti, che solo un lavoro continuo
verso la conoscenza, la comprensione, la
consapevolezza, la ricerca della verità, l’umanità
potrà cambiare e forse immaginare di vivere senza
la guerra.
Percorso didattico
Cronache di guerra a Siena dal 25 luglio ‘43, alla liberazione
Riflessioni sul tema della seconda guerra mondiale vissuto dalla nostra città, attraverso le pagine del testo
di Luca Luchini, Siena 1940-1944. Il dramma della guerra e della liberazione, Siena, Il Leccio. La
ricostruzione rigorosa dell’autore ci restituisce una città abbastanza tranquilla all’annuncio, diramato dalla
radio alle 22.40 di domenica 25 luglio 1943, dell’avvenuta esautorazione di Mussolini e della nomina a
Capo del Governo del maresciallo Pietro Badoglio, già con il cambiamento della toponomastica stradale.
Più concitati sono, invece, gli avvenimenti che seguono l’8 settembre: il “tutti a casa” di Siena è scandito
dal caos all’interno delle formazioni militari, dallo svuotamento, abbandono e saccheggio delle caserme,
da episodi clamorosi come quello del battaglione del V bersaglieri che, proveniente da Volterra, si sbanda
e si discioglie proprio alle porte della città. Fra i pochi a vedere lucidamente in prospettiva, scrive Luchini,
c’è Mario Bracci che commenta “L’armistizio non è la pace; è una resa e quando ci si arrende non si sa
quale sarà la sorte”. Il testo
passa in rassegna anche i
bombardamenti tra il ’43 ed il
’44.
Il percorso sarà corredato da
spezzoni del documentario War
News prodotto dall’ISRSEC che
riporta filmati e reportage
originali dei bombardamenti su
Siena e la sua liberazione.
Le attività possono essere
scelte secondo le seguenti
forme:
Laboratorio sulla Seconda guerra mondiale e la liberazione
h. 2.00
Spezzoni del video War News
h. 0,30’
Ingresso al Museo ed Attività di laboratorio sul tema
h. 2,00
________________________________________________
Visione del video
h.
55’
Visita guidata al Museo (completa)
h. 2.30’
________________________________________________
Visione del video
h.
Visita guidata al Museo (2° piano)
h. 1,30
Contributi
Euro 3,00 per studente
Obiettivi specifici e finalità saranno concordate direttamente con i docenti
55’
Percorso didattico
I bombardamenti aerei degli alleati sull’Italia
Nella seconda guerra mondiale i bombardamenti aerei hanno avuto una parte decisiva, dal blitz tedesco
su Londra fino alle atomiche sganciate nell’agosto 1945 su Hiroshima e Nagasaki. A lungo confinato alla
dimensione militare, questo aspetto della guerra sta conoscendo in anni recenti un interesse nuovo,
allargato in particolare agli effetti sulle popolazioni e al dibattito sulla legittimità di tali interventi.
Il presente percorso pertanto, si propone di indagare, tenendo presenti gli avvenimenti che portarono allo
scatenarsi della seconda guerra mondiale, alcuni episodi di cruda violenza e di sterminio, di cui si sono
macchiati gli eserciti e di conseguenza i governi, statunitense e sovietico per una riflessione più critica
della dimensione “guerra” che ha portato e porta ancora oggi a determinare la morte di numerosi civili
indifesi verso la ricerca di una maggiore consapevolezza del presente da parte degli studenti.
L’incontro si articola attraverso:
- la lettura dei brani più significativi dei seguenti testi:
Nicola Labanca, I bombardamenti aerei sull'Italia, Il Mulino, 2012
C. Baldoli, Andrew Knapp, Richard
Overy, Bombing, states and
peoples in western Europe, 1940 –
1945, Continuum International
Publishing Group, 2011
- con la visione di documentari
dell’Istituto Luce sui
bombardamenti di Roma, Milano,
(strage di Gorla), Genova, Torino,
Grosseto, Siena
- con le interviste a testimoni
- con l’attività didattica preparata
ad hoc
Destinatari: Scuola Media
Scuola Superiore
Consigliati
M. Gioannini G. Massobrio, Bombardate l’Italia. Storia della guerra di distruzione aerea, 1940-45, Rizzoli
2007
G. Gribaudi, Guerra totale. Tra bombe alleate e violenze naziste: Napoli e il fronte meridionale, 19401944, Bollati Boringhieri, 2005
A. Rastelli, Bombe sulla città. Gli attacchi aerei alleati: le vittime civili a Milano, Mursia 2000
Contributi
Euro 3,00 per studente
Obiettivi specifici e finalità saranno concordate direttamente con i docenti
.
Percorso didattico
Bomba atomica, trattati di pace, mondo diviso
La realizzazione delle bombe nucleari è dovuta a numerosi scienziati e ad una catena di successive
scoperte, iniziate da Enrico Fermi nel 1934.
Molti scienziati tedeschi, per evitare le persecuzioni naziste, si erano trasferiti negli Stati Uniti. Anche in
Italia la politica razziale del regime fascista aveva costretto all'esilio molti intellettuali e scienziati, fra
questi, il fisico E. Fermi, sposato con un'ebrea, che approfittando del viaggio in Svezia per ritirare il premio
Nobel (1938), cercò rifugio negli Stati Uniti. Qui si costituì una comunità di scienziati di altissimo livello,
che mise a disposizione del governo le proprie conoscenze in materia di scienza applicata all'industria
bellica e alla guerra. Albert Einstein, altro fisico tedesco emigrato, il 2 agosto 1939, indirizzò una lettera al
presidente Roosevelt con la quale lo informava della possibilità di costruire un nuovo tipo di bomba basata
sulla fissione nucleare. Con l'ingresso in guerra degli Stati Uniti nel dicembre del 1941, prese avvio il
programma nucleare denominato "Progetto Manhattan".
Occuparci di quale fu l’origine e la storia degli studi che portarono alla realizzazione della bomba atomica
fa nascere una serie di questioni delle quali ci occuperemo e su cui le nuove generazioni possono trovare
numerose connessioni con il presente e aprire spazi interdisciplinari.
Ne riassumiamo alcune di seguito:
a) scientifiche, relative al problema della scissione e dei processi nucleari in genere; b) tecniche, relative ai
piani di produzione su vasta scala degli elementi pesanti scissionabili e alla costruzione di bombe
atomiche;
c) militari, relative all'efficacia della bomba stessa e al suo impiego;
d) giuridiche e politiche, relative al controllo statale e internazionale degli armamenti atomici e
dell'energia nucleare;
e) tecnico-economiche, relative allo sfruttamento industriale dell'energia nucleare a scopi pacifici;
f) biologiche, relative agli effetti della bomba atomica sugli organismi viventi e alle modificazioni
ambientali in genere da essa prodotta.
Vogliamo inoltre riflettere sui più importanti trattati di spartizione dell’Europa.
Contributi
Euro 3,00 per studente
Obiettivi specifici e finalità saranno concordate direttamente con i docenti
Percorso didattico
Progetto T4, storia di uno sterminio
L’operazione, passata sotto il nome Aktion T4, fu sistematicamente eseguita dal 1939 al 1945 e rappresentò, sul
piano organizzativo, la “prova generale” dell’Olocausto. Oltre 80 mila persone disabili a vario titolo furono uccise
e 375 mila sterilizzate dal regime nazista, in quanto ritenute “vite che non meritano di essere vissute”. Lo
sterminio sistematico ebbe inizio ufficiale con una lettera di Hitler dell’ottobre 1939, in cui si autorizza la
“concessione di una morte pietosa ai pazienti considerati incurabili”.
Sotto il
pretesto di
un’eutanasia
di massa fu in
realtà
studiata una
macchina da
massacro a
catena
industriale, lo
scopo fu di
annientare
tutti gli esser
umani che
non
rientravano
nei parametri
di integrità e
capacità di
produrre
funzionali
alle logiche del Reich. Lo sterminio dei disabili ebbe una giustificazione crudelmente scientifica, coinvolse medici,
personale amministrativo e tecnico. Per uccidere nella miglior maniera possibile furono addirittura studiate
soluzioni tecnologiche all’ avanguardia per i tempi. Fin dall’agosto del 1939 furono istituiti presso ospedali e case
di cura 22 reparti infantili, ufficialmente preposti a cure specialistiche, ma in realtà destinati all’eliminazione dei
bambini sotto i tre anni giudicati fisicamente o psichicamente disabili. Fu creata la Commissione per le malattie
genetiche ed ereditarie che disponeva di una rete di 500 medici sparsi in tutta la Germania e l'Austria e
organizzati in "Centri di consulenza per la protezione del patrimonio genetico e della razza".
Per l’attività didattica ci si avvale della visione di documentari dell’epoca: Opfer der Vergangenheit" (Vittime del
passato,1937) e "Das Erbe" (L'eredità), tradotti in italiano.
Bibliografia
F. Henry, Le origini del genocidio nazista, Editori Riuniti 1997
G. Giovanni, La strada per Auschwitz, Bruno Mondadori 2004
P. Leon, Il nazismo e lo sterminio degli ebrei, Einaudi 1955
A. Pavia – A. Tiburzi, Aktion, T4 Eutanasia, le radici dello sterminio, Fondazione Memoria della Deportazione,
2000
A. Ricciardi von Platen, Il nazismo e l’eutanasia dei malati di mente, Le Lettere, 2000
Obiettivi specifici e finalità saranno concordate direttamente con i docenti
Contributi
Euro 3,00 per studenti
Storia, Memoria, date civili
Le offerte formative di questa sezione riguardano le
date civili definite dal calendario civile della Repubblica
italiana, pensate per produrre dei percorsi che
ricostruiscano gli eventi fondamentali del Novecento,
attraverso alcune “storie” del nostro recente passato,
mettendo in evidenza i conflitti, le speranze, le lotte e
le conquiste che hanno accompagnato la difficile
edificazione di un senso comune di appartenenza
italiana ed europea.
La conoscenza della storia nello sviluppo della persona,
deve anche rappresentare uno strumento per la lettura
del presente e la costruzione del futuro e soprattutto
per la riscrittura di “nuovi” patti di cittadinanza
nazionali ed europei “nuovi” perché si pongono di
fronte alla sfida di inglobare gli stranieri che si
stabiliscono in Europa e perché le istituzioni devono
sentirsi chiamate a rifondare una cittadinanza plurima,
nazionale ed europea.
La conoscenza della Memoria darà il senso più intimo e
personale di chi visse quei tremendi momenti del
nostro passato, evidenziando personalità ed esperienze
individuali che sempre arricchiscono e non solo di
pathos, la conoscenza.
E’ in tal senso che abbiamo costruito questi percorsi di
storia e di memoria, riprendendo ancora una volta in
prestito la cinematografia con pellicole rappresentative
che possano fornire spunti ed occasioni di riflessione e
non solo per gli studenti.
25 Aprile
Il partigiano Jonny
Regia di Guido Chiesa
Interpreti: Andrea Prodan, Stefano Dionisi, Claudio
Amendola, Alberto Gimignani, Fabrizio Gifuni.
Durata 135’
Produzione: Italia 2000
Rientrato in divisa nella natia Alba, (Cn) dopo l’8
settembre, lo studente universitario Jonny, si ritira in
una villa nelle langhe per studiare letteratura inglese,
ma dopo la morte di un amico, si unisce prima ad una
banda di partigiani comunisti, poi a una formazione di
autonomi. Disilluso da entrambi, si ritrova a passare da
solo il duro inverno del '44, scoprendo la vera ragione
d'essere partigiano con fatica cerca di rimanere sé
stesso.
Un film asciutto e severo che rispetta profondamente
lo spirito del romanzo incompiuto di Fenoglio. Nel
mettere lo sguardo di Johnny al centro della
narrazione, ne ha fatto un film molto fisico, sul faticoso
e doloroso mestiere di sopravvivere sui monti con il
carico di pioggia, neve, fango, agguati, fughe, sangue,
paura, rappresaglie, solitudine. Probabilmente il primo
film che racconta con efficacia cosa fosse un
rastrellamento e che della guerra per bande espone la
casualità.
Si consiglia la lettura del testo di Beppe Fenoglio, Il
partigiano Jonny, Einaudi 2005.
Contributi ed attività didattica
Attività didattica
h. 1’
Visione del film
h. 1,35’
Riflessione sui temi
h. 0,30
Euro 3,00 per studente
Per le terze classi della scuola media
Per la scuola superiore
Proiezione: con prenotazione
25 Aprile
L’uomo che verrà
Regia di Sergio Diritti
Interpreti: n Alba Rohrwacher, Maya Sansa, Claudio
Casadio, Greta Zuccheri Montanari, Stefano Bicocchi.
Durata: 117’
Produzione: Italia 2010
L'eccidio di Marzabotto è uno di quegli episodi che
premono sulla grandezza della Storia per stringerla
dentro alla dimensione del dolore del singolo. Per
raccontare quella strage degli ultimi giorni del
nazifascismo nella quale vennero uccisi circa 770
paesani radunati nelle case, nei cimiteri e sui sagrati
delle chiese, Giorgio Diritti si affida a un proposito:
partire dalla lingua del dialetto per raccontare una
comunità e dal linguaggio del cinema per costruire un
messaggio sull'identità culturale. L'uomo che verrà si
confronta direttamente con la memoria storica e
tende a ricostruire il massacro in modo strategico e
senza risultare affettato, puntando sul lato
emozionale. Non più il punto di vista di uno straniero
che tenta di confondersi e integrarsi con quello di una
comunità ostile, ma quello di un piccolo membro di
una collettività, Martina, che si congiunge e si scambia
con quello di tutte le vittime della strage.
Contributi ed attività didattica
Attività didattica
h. 1’
Visione del film
h, 1,15’
Riflessione sui temi
h. 0,30
Euro 3,00 per studente
Per le terze classi della scuola media
Per la scuola superiore
Proiezione: con prenotazione
C
9 Maggio
Diaz
Regia Daniele Vicari.
Interpreti: Claudio Santamaria, Jennifer Ulrich,
Elio Germano, Davide Iacopini, Ralph
Amoussou.
Durata 120’
Produzione: Italia 2012
Questo film racconta i fatti del G8 di Genova.
Diaz è il nome della scuola della città, resa
tristemente celebre a causa della violenta
irruzione della polizia, avvenuta la sera del 21
luglio 2001, al termine dei lavori della
conferenza del G8.
La notte del 21 luglio 2001, 93 persone, di età,
nazionalità e condizione sociale differente, si
trovano a pernottare nella scuola Diaz, messa a
disposizione dal comune di Genova come
dormitorio, sede del media center e dell'assistenza legale dell'organismo promotore, dopo
che, durante la giornata, un automezzo della
polizia, passato più volte di fronte all'edificio,
era stato per alcuni momenti circondato da un
gruppo di no-global e fatto oggetto del lancio,
andato a vuoto, di una bottiglia di vetro. Nella
notte, circa 350 poliziotti fanno irruzione nella
scuola, aggredendo con inaudita violenza e
sadismo le persone all'interno, le quali, dopo
essere state ferite (alcune in modo grave)
vengono arrestate.
Contributi ed attività didattica
Attività didattica
h. 1’
Visione del film
h, 1,15’
Riflessione sui temi
h. 0,30
Euro 3,00 per studente
Per la scuola superiore
Proiezione: con richiesta
Percorso didattico
Guerra civile, civili in guerra
Dall’8 Settembre 1943 verso la Liberazione. Cronaca di una guerra civile europea e italiana
Attraverso la visione di pezzi di documentari storici dell’Istituto Luce, dell’Archivio nazionale
cinematografico della Resistenza, cinegiornali d’epoca, testimonianze e con riflessioni mirate, proveremo
a raccontare
quel periodo della
storia
europea ed
italiana di
guerra civile e di
resistenza che
portò l’Italia e
l’Europa a
liberarsi del
nazifascismo.
Il percorso se
richiesto
potrà riguardare
anche e solo
la resistenza in
Toscana e nel
senese. Si
potranno
anche concordare
incontri
relativi al
Montemaggio
con escursione a
Casa Giubileo
oppure sulla
resistenza nel
sud di Siena con
escursione
presso il
Laboratorio di Pietra Porciana.
Si rende noto che tali escursioni possono essere programmate entro la metà di Ottobre e da
Aprile/Maggio a causa del percorso per raggiungere le località.
Contributi
Euro 3,00 per studente
Obiettivi specifici e finalità saranno concordate direttamente con i docenti.
Con il nome World History, si è imposta negli ultimi decenni del Novecento
una corrente della storiografia, praticata essenzialmente nei paesi di lingua
anglosassone, il cui esponente più noto è il canadese W.H. Mc Neill,
animatore del "Journal of World History" (pubblicato dal 1990) e autore
dell'opera canonica The Rise of the West. A History of the Human Community
(1964).
I risultati della World History sono di un'importanza più che evidente, specie
quando si tratta di dare il giusto rilievo ai centri primari di diffusione della
civiltà (a partire dalla Cina), alle vie di diffusione e alle "zone chiave del
mondo": la via della seta o l'oceano Indiano da un lato, la Bactriana, la
Transoxiana e il Madagascar dall'altro. Pur tuttavia, l'approccio mondialista
non è esente da critiche.
In Italia fino ad oggi, esiste un solo corso di World History all'Università di
Bologna.
Il nostro Istituto non è ancora in grado di far fronte adeguatamente ad un
impegno tanto difficile ed oneroso sul piano intellettuale, ma può invece
impegnarsi in modo franco verso un’esperienza di ricerca che lo porti a
raccontare fatti ed eventi avvenuti e che avvengono in luoghi ed in tempi che
non sono quasi mai rappresentati dalla storia scolastica consueta, a volte
scomodi, altre non conosciuti. Tali approfondimenti integrativi, non
respingono la tradizione eurocentrica che li fa comparire sulla scena solo
quando entrano in contatto con viaggiatori, missionari, scopritori o
conquistatori europei, ma semmai restituisce una lettura più aperta ad un
mondo sempre più grande, aiutando i giovani ad uscire da limiti politici e
geografici che possono spesso costituire barriere e limiti della mente.
Percorso didattico
Storie africane, tra povertà e globalizzazione
L’ultimo contadino, l’ultima collina
L’equazione è semplice, per quanto il risultato sia allarmante: nello scenario dell’economia
neoliberista il grande capitale finanziario (quello del
debito) si appropria dei due fattori di produzione
fondamentali per l’agricoltura, l’acqua e la terra, e
industrializza le coltivazioni, con la conseguenza che
sta andando persa la capacità di produrre cibo
mentre la popolazione aumenta. E’ questo l’assunto
fondamentale attorno al quale ruota The last farmer
di Giuliano Girelli, un documentario che dovrebbe
essere visto da chiunque per come riesce a
dimostrare che il genocidio in atto ai danni della
contadinità rischiamo di pagarlo tutti. Molti lo
troveranno eccessivamente ideologizzato ma
difficilmente riusciranno a smontarne le tesi,
peraltro veicolate in concetti espressi da un
intellettuale del calibro di Luciano Gallino. In un’ora
e mezza scarsa di filmato ci si trova a riflettere su
temi come la sovranità alimentare, la dispersione
dei saperi, l’ostinazione da parte del sistema nel
tentare di brevettare e privatizzare tutto ciò che è
bene comune. Siccome la forma è sostanza, il
massacro è anche semantico: per le istituzioni il
contadino è diventato “imprenditore agricolo” e
l’albero “materiale da riproduzione”.
Contributi ed attività didattica
Attività didattica
h. 1’
Visione del film
h. 87,47’
Riflessione sui temi
h. 0,30
Euro 3,00 per studente
Per la scuola superiore
Proiezione: con richiesta
Percorso didattico
Il genocidio cambogiano, Pol Pot e i Khmer Rossi
Il 30 luglio 2014, si è aperto a Phnom Penh, in Cambogia, il processo contro due ex leader dei
Khmer Rossi, Nuon Chea e Khieu Samphan. Si tratta dei più alti leader ancora in vita del
movimento di ispirazione maoista guidato da Pol Pot che prese il potere in Cambogia nel 1975,
mettendo in atto uno dei genocidi più feroci e sanguinari della storia. Il processo ai due Khmer
Rossi si svolge davanti ad un tribunale misto delle Nazioni Unite per l’accusa di genocidio. Quella
del 30 luglio è stata la prima udienza di un secondo procedimento, scorporato da un altro per
crimini di guerra e contro l’umanità, sempre contro i due ex leader politici. La divisione in due del
procedimento è stata disposta per arrivare almeno ad una sentenza di condanna per i due
imputati che hanno oltre ottant’anni ognuno e sono in deboli precarie di salute. Nuon Chea, 88
anni, è conosciuto anche come “fratello numero due”, mentre Khieu Samphan, 83 anni, è stato
presidente della “Kampuchea democratica”. Nel primo processo, i due ex leader sono stati
imputati per crimini di guerra e contro l’umanità commessi durante l’evacuazione forzata di
Phnom Penh, quando il movimento di Pol Pot prese il potere. Mentre l’accusa di genocidio a loro
carico nel secondo processo non riguarda lo sterminio di quasi 1,7 milioni di cambogiani (secondo i
calcoli dell’Università di Yale) messo in atto con sistematica ferocia negli anni del regime dei
Khmer Rossi, dal 1975 al 1979, bensì l’uccisione delle minoranze vietnamita e musulmana: circa
20mila vietnamiti e 100-500mila musulmani Cham. Il processo dovrebbe durare circa due anni
Contributi
Euro 3,00 per studente
Obiettivi specifici e finalità saranno concordate direttamente con i docenti.
La didattica di laboratorio, pone al centro della sua formazione lo studente. In
quest'ottica la funzione del docente non è più quella di detenere-trasmettere la
conoscenza, ma quella di lavorare alla progettazione e alla facilitazione della
ricerca che impegna lo studente. Conseguentemente l'attenzione non ricade più
tanto o soprattutto sull'acquisizione di contenuti quanto sul raggiungimento di
competenze che consentano autonomia di
indagine e di interpretazione sugli eventi
del passato e capacità di orientamento nel
presente.
Fare storia in Laboratorio richiede tempo e
pertanto presuppone l'abbandono di una
concezione "generalista" della disciplina
(quella in base alla quale si procede dal
passato remoto al presente senza
tralasciare alcun argomento) per
privilegiare un'organizzazione tematica e
diacronica, rispetto a quella
tradizionalmente cronologica che ha
costituito la base della formazione degli
insegnanti. Il laboratorio didattico tiene
conto dei più recenti sviluppi della ricerca
sull’apprendimento/insegnamento, che sottolineano la differenza tra
l’insegnamento come attività del docente e l’apprendimento quale attività
dell’alunno.
Trekking urbano. Le vie della memoria, nel Novecento senese, tra storia e
letteratura
Accanto ad una Siena storica fondata sulle tracce di uno straordinario passato
medievale e conosciuta da tutti, ne è cresciuta un’altra moderna di un certo
valore, anche se tenuta in scarsa considerazione, che trova le sue tracce nella
storia della città tra fine ‘800 e prima metà del XX secolo.
Il progetto che l’ISRSEC qui presenta vuole portare alla riflessione su questa
recente storia cittadina attraverso la realizzazione di un trekking urbano che porti
a conoscenza di quelle parti della città del ‘900 che legarono la quotidianità della
vita dei senesi sia alla grande storia (Prima e Seconda Guerra mondiale), sia alle
trasformazioni urbanistiche del tessuto cittadino, che alle tensioni politico-culturali
che attraversarono anche Siena e il suo territorio. Parlando di cultura senese,
abbiamo ritenuto opportuno ricostruire uno specifico percorso – itinerario
tozziano –che mira a far conoscere il grande scrittore senese attraverso le pagine
dei suoi capolavori che meglio si legano al tessuto della città progetto è indirizzato
prioritariamente alle scuole con cui l'ISRSEC ha un consolidato rapporto di
esperienze e contatti, ma vuole rivolgersi anche alla cittadinanza interessata alla
storia contemporanea.
Obiettivi specifici e finalità saranno concordate con i docenti in rapporto alla
tipologia dei percorsi
Si possono concordare itinerari diversificati su prenotazione.
Il numero massimo dei partecipanti è di 25.
Destinatari: Scuola Media
Scuola Superiore
Università
Cittadinanza
Costo: euro 7 per studente (Ingresso al Museo, guida, attività didattica)
Storia Politica del filo spinato
Il presente progetto creato per il “Centesimo” dall’inizio della Grande guerra trova
come contenuti principalmente la storia e gli eventi salienti della Prima Guerra
Mondiale, ma offre numerosi spunti di analisi e riflessione su numerose
problematiche “ALTRE”.
In poco più di un secolo infatti il filo spinato è diventato un simbolo universale di
oppressione, tirannia e violenza. Nato nell’America del Nord come dispositivo
destinato a contenere le mandrie e allontanare i Nativi, ha trovato un suo
massiccio impiego durante la guerra di trincea tra il 1914 e il ’18 e poi di nuovo
negli arcipelaghi concentrazionari del mondo intero nel corso di tutto il XX secolo.
Strumento poco costoso e straordinariamente efficace nel delimitare i territori
dell’inclusione e dell’esclusione, il filo spinato figura tra le invenzioni che hanno
segnato la storia del Novecento.
Ancora oggi, affiancando sofisticati dispositivi di controllo sociale, appare come
uno strumento a cui il potere non riesce a rinunciare. Dove lo troviamo? Delimita i
territori in cui vengono rinchiusi gli stranieri in attesa di espulsione o attorno ai
campi profughi prodotti dalle guerre in giro per il mondo e, in generale, in tutte
quelle situazioni in cui si intende rimarcare l’inviolabilità di un confine. Il suo
impiego tradisce uno dei segreti meglio custoditi dall’economia biopolitica: ciò che
si applica alle mandrie si applica anche all’uomo.
E’ obbligatoria la lettura dei seguenti testi
Oliver Razac, Storia politica del filo spinato, ed. Ombre Corte, 2005 (euro 8,00)
E.M.Remarque, Niente di nuovo sul fronte occidentale, ed. Oscar Mondadori,
(euro 9,00)
Obiettivi specifici, finalità e modalità di sviluppo del progetto saranno concordati
con i docenti.