IL football americano conquista VARESE

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IL football americano conquista VARESE
ANNO XII - N.3
APRILE 2011
VARESEFOCUS
IL football
americano
conquista VARESE
Poste Italiane s.p.a. - Spedizione in Abbonamento Postale - D.L. 353/2003 (conv. in L. 27/02/2004 n° 46) art. 1, comma 1, DCB (VARESE)
Editoriale
Il sentimento di unità nazionale
Pubblichiamo il testo dell’intervento svolto dal Presidente
dell’Unione Industriali Michele Graglia in occasione
dell’incontro, a Varese, tra il Presidente della Repubblica
Giorgio Napolitano e le rappresentanze delle associazioni
imprenditoriali locali. L’incontro si è svolto lo scorso 21
marzo, in occasione delle celebrazioni per i 150 anni
dell’Unità d’Italia.
Signor Presidente della Repubblica,
desidero innanzi tutto esprimerle un sentito ringraziamento per questa sua visita a Varese, che è
uno dei luoghi emblematici nella storia del Risorgimento italiano. Una storia che si intreccia con
quella della Resistenza e dalla quale è scaturito il bene più prezioso per una nazione: la Libertà.
La Libertà è una e indivisibile. Essa si declina in varie forme, dalla partecipazione alla guida della
cosa pubblica, alla libera iniziativa economica, all’istruzione, al credo religioso e altro ancora.
In questo nostro territorio credo siamo stati capaci di fare buon uso della Libertà. Ci siamo distinti
in modo particolare nella capacità di intraprendere. Gli annali della storia dell’impresa italiana
annoverano molti nomi legati a questo territorio, autoctoni o qui trasferiti. Qui, tutti hanno trovato
un ambiente favorevole all’esercizio dell’impresa. Qui l’impresa si è moltiplicata dando particolare
evidenza a quel modello di sviluppo basato sulla piccola e media impresa familiare. Qui si sono
insediate diverse imprese multinazionali.
L’occupazione nell’industria varesina sfiora il 63%. Le esportazioni varesine rappresentano il 40%
del Pil locale. Il nostro contributo alla formazione del PIL nazionale è pari all’1,7%. Il territorio della
piccola provincia di Varese è pari soltanto allo 0,4% di quello italiano.
Oggi le nostre imprese sono impegnate a ri-orientare la propria attività e i propri modelli operativi
per mantenere le posizioni acquisite nell’economia mondiale di fronte alle profonde trasformazioni
indotte dalla repentina globalizzazione del mercato.
E’ un compito non facile. Vorremmo poterlo compiere in un contesto più favorevole, sotto diversi
profili: quello locale, che soffre ancora per la carenza di adeguate infrastrutture di trasporto
nonostante il considerevole impegno delle istituzioni locali e della Regione, negli ultimi tempi; quello
nazionale, nel quale faticano a farsi strada quelle riforme apparentemente condivise dai più e
inspiegabilmente frenate da logiche della politica che facciamo fatica a comprendere e
condividere. Logiche che probabilmente si spiegano anche per l’affievolimento del sentimento di
unità nazionale.
Esso merita dunque di essere maggiormente coltivato nella coscienza di ciascun cittadino e
sommamente in coloro che per la collettività sono impegnati rivestendo cariche politiche.
Siamo, le confesso, stupiti, più ancora come cittadini che come imprenditori, quando osserviamo,
purtroppo quotidianamente, i litigi di fazione portati all’estremo. Abituati, da imprenditori, al
pragmatismo del fare, assistiamo impotenti alla perniciosa inutilità della contrapposizione
preconcetta. Segno, anche questo, di quanto si sia affievolito il sentimento di unità nazionale.
E’ una perdita grave, per nulla priva di conseguenze.
Invochiamo stabilità, ma non solo di governi e di parlamenti, Stabilità negli indirizzi di fondo
dell’azione politica, che devono travalicare la fisiologica rotazione degli esecutivi. Stabilità nella
visione che si ha del Paese e del suo futuro. Stabilità nelle regole, senza la quale
Continua a pag. 28
Anno XII - n.3/2011
- VARESEFOCUS 1
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Questo numero di “Varesefocus” è stato chiuso il giorno 8
aprile 2011. Il prossimo numero di “Varesefocus” sarà in
edicola con “Il Sole 24 Ore” di lunedì 23 maggio 2011.
“Varesefocus” ospita articoli e opinioni che possono anche non coincidere con le posizioni
ufficiali dell’Unione degli Industriali della Provincia di Varese. Valore di abbonamento annuo
Euro 20,00 (nell’ambito dei servizi istituzionali dell’editore)
Interventi e contributi di: Luigi Bignami, Giornalista; Stefano Dadamo, Giornalista; Andrea Della Bella, Giornalista; Maria
Grazia Gasparini, Giornalista; Margherita Giromini, Pedagogista; Orlando Mastrillo, Giornalista; Luisa Negri, Giornalista; Riccardo
Prando, Giornalista; Paola Provenzano, Giornalista; Stefano Quintarelli; Sergio Redaelli, Giornalista; Verena Vanetti.
In redazione: Laura Bardelli, Davide Cionfrini, Silvia Giovannini, Mauro Luoni, Luca Massi.
Fotografi: Archivio AgustaWestland, Archivio Reuters, Archivio Whirlpool, Daniele Belosio, Franco Garbin, Mauro Luoni,
Carlo Meazza, Jaques Perler, Flavio Zulle.
Segreteria di redazione: Viviana Maccecchini, Maria Postiglione.
Si ringrazia Parlamondo Srl di Gallarate per le traduzioni in inglese.
M
A
R
I
base aerea NATO di Sigonella, in
Sicilia. REUTERS/Max Rossi
Economia
12
Materie prime, costi non
secondari
Gita a...
60
29
12
15
Reti d’impresa per agguantare
la competitività
Lavoro
17
Al lavoro con (diverse) abilità
AgustaWestland sempre più
leader nell’ala rotante
37
BAFF 2011, nona edizione
39
Vittorio Sereni una mostra da
ascoltare
44
La Cascina Colombara
Scienza
51
Voyager 1 34 anni di info dallo
spazio
Quando l’aula si trasforma in
laboratorio permanente
51
Università
22
25
Università Cattaneo
Produzione snella, alla LIUC
nasce il Lean Club
27
Energia ed export cruciali per le
imprese
Territorio
29
31
65
Il 2011 Anno Internazionale
della Chimica
100 anni di Borghi, 100 anni di
Whirlpool
La chiesa della Purificazione a
Caronno Pertusella
Storia
70
Carità, beneficenza e la nascita
dell’ospedale di Luino
75
I 125 anni del libro Cuore
Arte
77
80
Nella caverna del tesoro di
Giacometti
Le parole dipinte di Luigi Rossi
82
Novità al Castello di Masnago
83
Mostre e appuntamenti
Gourmet
87
Master PMI, ritorno alla grande
Vita associativa
Parco dell’Argentera, alla ricerca
di un tram chiamato desiderio
Provincia da scoprire
34
Formazione
20
O
Merlot: dai castelli di Bordeaux
alle vigne delle Prealpi
High Tech
Sport
53
90
Una strategia digitale per lo
sviluppo
Il football americano conquista
Varese
Costume
Motori
56
93
Press Start
Foto dal mondo
58
Un airone vola come un elicottero
americano decolla dalla pista della
Audi A6, la “leggerezza”
viaggia in classe business
In libreria
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De gustibus
Anno XII - n.3/2011
- VARESEFOCUS 5
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FOCUS
Focus
Nord Africa,
Medio Oriente,
Giappone
terremoti per l’economia
Nel giro di poche settimane il mondo è apparso
piccolo e instabile, scosso da una parte da venti
di guerra e dall’altra dalla minaccia nucleare
della centrale di Fukushima.
Lo tsunami
D
ai terremoti provocati dalle rivolte
è partita quella che è stata
In Africa Settentrionale si
sociali in Nord Africa e Medio
ribattezzata “la rivoluzione dei
concentra il 4% degli scambi
Oriente, al terremoto vero e proprio che
gelsomini” che ha portato alla fine,
commerciali per le imprese
ha sconvolto il Giappone: nel giro di
dopo 18 anni di potere, il regime di
varesine e le esportazioni, in
poche settimane il mondo è apparso
Ben Alì. La protesta si è propagata
particolare, hanno messo a
piccolo e instabile, scosso da una parte
in Algeria e a gennaio si parlava di
segno nel 2010 performance
da venti di guerra e dall’altra dalla
rivoluzione del couscous: la rabbia
importanti in Egitto (+99%),
minaccia nucleare della centrale di
in piazza per effetto del rincaro dei
Algeria (+23%) e Tunisia (+19%). beni alimentari. A febbraio ha
Fukushima. Internet e i social network
hanno contribuito, nell’uno come
dovuto abbandonare il Paese anche
nell’altro caso, ad accelerare il flusso
il raìs egiziano Mubarak, alla guida
delle informazioni. Le variabili dell’economia reale,
del Paese da 30 anni. In Libia intanto si accendevano
insieme a quelle della finanza e della moneta, sono
lotte tribali scoppiate proprio dai territori cirenaici
precipitate sotto l’effetto domino di rincari e speculazioni.
confinanti con l’Egitto: mentre il regime di Gheddafi
Scenari di globalizzazione che fanno guardare al domani
rispondeva con una repressione sanguinaria, la
con incertezza e gettano ombra sulla situazione
diplomazia internazionale reagiva con lentezza e grande
economica ancora difficile.
indecisione. Intanto dal Nord Africa la protesta si è
propagata al di là del Golfo Persico: in Yemen, Siria,
Nord Africa e Medio Oriente: non solo gas
Giordania, Barhein fino ad arrivare in Iran.
e petrolio
Tutto inatteso? Non proprio. Nel luglio scorso il
Tutto è cominciato il 17 dicembre scorso in Tunisia: da lì
settimanale The Economist riportava un ampio e
Anno XII - n.3/2011
- VARESEFOCUS 7
FOCUS
Focus
dettagliato spaccato della polveriera Nel Medio Oriente il made in
e Tunisia) ai 200 milioni di abitanti
rappresentata dal Nord Africa e dal Varese ha fatto registrate i più alti
(considerando anche Marocco,
Vicino Oriente, in particolare per
Algeria, Mauritania, Giordania,
tassi di aumento dell’export. Nei
quanto riguardava Egitto e Arabia
primi nove mesi del 2010: un vero Libano e Siria), che al momento
Saudita. Lo scenario è quello di
appaiono però dominati
e proprio boom pari ad un
Paesi con regimi autoritari e con
incremento del 49% sui valori dello dall’incertezza.
una popolazione giovane, istruita,
Ancora maggiore è l’incertezza che
stesso periodo del 2009.
abituata a utilizzare i social network
arriva dal capitolo delle risorse
ed informata su quello che accade
naturali come gas e petrolio di cui la
nel mondo occidentale. Ma con poche speranze per il
zona interessata dalle rivolte popolari è ricca. C’è la
futuro. Mentre è tutt’altro che ristabilita la tranquillità
preoccupazione legata all’ulteriore aumento della
nell’area del mediterraneo, si fanno già i conti con i
schizofrenia sulle quotazioni delle materie prime, i cui
danni provocati da improvvisi fermi dell’economia, dalla
rincari stanno già oggi mettendo a dura prova i margini
recrudescenza del flusso migratorio, dall’impennata dei
e l’organizzazione delle aziende, in molti settori. Per
costi per la materie prime.
l’Agenzia internazionale dell’energia i rischi di
La fotografia per il Varesotto è presto detta. Nell’Africa
recessione economica si corrono con il costo del petrolio
Settentrionale si concentra il 4% degli scambi
sopra i 90 dollari al barile, mentre per altri analisti
commerciali per le imprese varesine e le esportazioni, in
questo rischio comincia dopo i 120 dollari al barile.
particolare, hanno messo a segno nel 2010 performance
Le implicazioni, sotto il capitolo energia, per il nostro
importanti in Egitto (+99%), Algeria (+23%) e Tunisia
Paese, rischiano di essere piuttosto rilevanti. La Tunisia,
(+19%), mentre sono fortemente arretrate in Libia (-47%)
ad esempio, pur non avendo risorse energetiche proprie,
e sono state praticamente stabili in Marocco (+2,2%).
detiene i diritti di transito del Transmed, il gasdotto che
Ancora più strategici i mercati del Medio Oriente dove il
collega l’Algeria con l’Italia: il gas algerino rappresenta
made in Varese ha fatto registrate i più alti tassi di
il 34% del gas importato dal nostro Paese (quello Russo
aumento dell’export: nei primi nove mesi del 2010
rappresenta il 30%). Con il cambio di regime si potrebbe
abbiamo assistito a un vero e proprio boom pari ad un
registrare un innalzamento dei diritti di passaggio
incremento del 49% sui valori dello stesso periodo del
(attualmente molto bassi). L’Egitto poi, inutile ricordarlo,
2009, raggiungendo i 476,5 milioni di euro, pari all’8%
ha un ruolo importantissimo per i traffici sia di petrolio
dell’export provinciale. In nessun’altra parte al mondo si
che di derrate alimentari, conferitogli dal controllo sul
è riusciti a far meglio. Mercati promettenti, dove
canale di Suez. Infine la Libia: diciassettesimo produttore
risiedono dai 95 milioni di abitanti (quelli di Egitto, Libia
mondiale di petrolio
vede la presenza
dell’italiana Eni nella
Ancora maggiore è
esplorazione ed
l’incertezza che arriva dal
Operazioni militari in Libia
estrazione di gas e
capitolo delle risorse
petrolio dal 1959. Il
naturali come gas e
24% del petrolio
petrolio di cui la zona
consumato in Italia
interessata dalle rivolte
arriva proprio dalla
Libia da cui importiamo popolari è ricca.
anche il 13% del gas.
Nel caso libico le
implicazioni per l’Italia vanno al di là della questione
“risorse”. Nel complesso l’Italia rappresenta il primo
partner commerciale della Libia: nel primo semestre del
2010 l’interscambio tra i due Paesi è cresciuto del 12,5%
rispetto all’anno precedente. La Libia è anche azionista
di Unicredit (con il 7,5% del capitale) ed ha quote in Eni
(1%) e Finmeccanica (2%).
Giappone: trema la terza economia
mondiale
Terremoto e tsunami hanno sconvolto un Paese, il
8 VARESEFOCUS - Anno XII - n.3/2011
FOCUS
Focus
Bombardamenti in Libia
Nei giorni immediatamente seguenti al
Giappone che è la terza potenza
Difficile dire se gli oltre 74
sisma si sono visti gli effetti sulla
economica del mondo, ma anche lo
milioni di euro di merci
stato con il più alto debito pubblico al
made in Varese esportate in produzione dovuti al grave deficit nel
settore dell’approvigionamento
mondo (pari al 200% del Pil).
Giappone nel 2010 siano
Da sola l’economia nipponica,
destinate a contrarsi oppure energetico: undici dei cinquanta
reattori nucleari presenti nel Paese
nonostante la recessione che l’ha colpita
a crescere.
sono stati fermati, mentre passano
duramente nell’ultimo anno e mezzo,
settimane accompagnate dalla paura
contribuisce a formare il 6% del Pil
per un disastro nucleare.
mondiale ed è chiaro che un suo rallentamento non
Ciò ha costretto allo stop molte imprese nel comparto
può non avere ripercussioni su tutto il sistema
della componentistica auto ed elettronica. Settori nei
economico mondiale. Tuttavia gli analisti appaiono
quali la produzione giapponese è un colosso in grado
divisi nel considerare costi e benefici: paradossalmente,
di mettere in difficoltà tutti gli ingranaggi che stanno a
infatti, le difficoltà dei giapponesi potrebbero finire per
valle rispetto alle sue produzioni. Basti pensare che in
avvantaggiare altri competitor sul mercato mondiale e
Giappone si produce il 92% dei cambi automatici, il
l’impossibilità di produrre in patria potrebbe
22% dei motori, il 20% dei semiconduttori incluso il
aumentare le importazioni verso il Sol Levante. Difficile
40% dei flash memory chip impiegati nei computer
dunque dire se gli oltre 74 milioni di euro di merci
tablet, nei telefonini e nei computer delle auto, l’intera
made in Varese esportate in Giappone nel 2010 siano
produzione mondiale delle pellicole protettive per
destinate a contrarsi oppure a crescere. Dai primi
monitor a cristalli liquidi, 89% dei software per
calcoli emerge che le perdite subite potrebbero avere
videogiochi, il 46% delle pile per telefonini e
un peso stimato intorno all'1% del Pil nipponico, anche
percentuali tra il 70 e il 90 per cento di componenti
se alcuni analisti finanziari vedono costi pari a 180
elettronici come
miliardi di dollari, pari a circa il 4% del Pil. Le stime
wafer di silicio e
dalla Banca Mondiale prevedono che al Giappone
La Banca Mondiale prevede
circuiti integrati. In
serviranno almeno cinque anni per completare la
che al Giappone serviranno
conseguenza di tutto
ricostruzione da un terremoto che ha provocato danni
almeno cinque anni per
ciò anche Toyota,
per 235 miliardi di dollari, mettendo ko strade, ponti,
completare la ricostruzione.
Nissan e Honda
ospedali e non solo.
Anno XII - n.3/2011
- VARESEFOCUS 9
FOCUS
Focus
Stop per molte imprese nel
hanno bloccato la
comparto della
produzione negli
stabilimenti in
componentistica auto ed
Giappone e un
elettronica. Settori nei quali
gigante come la Sony
la produzione giapponese è
ha chiuso
un colosso in grado di
temporaneamente i
mettere in difficoltà tutti gli
battenti di diversi
ingranaggi che stanno a
stabilimenti in patria a
valle rispetto alle sue
causa della scarsità
produzioni.
delle materie prime. Il
modello produttivo
giapponese, basato sulla produzione on demand e
sull’azzeramento delle scorte, rischia di avere
ripercussioni a livello globale: con la produzione
interna praticamente ferma è destinata a crescere la
domanda di beni sui mercati. Potenzialmente una spinta
alla ripresa economica, ma anche un’incognita (nel
breve periodo) per il livello dei prezzi delle materie
prime e dei generi alimentari.
A ciò si sono uniti effetti monetari come
l’apprezzamento dello yen, dovuto al rientro di capitali
in valute estere da parte di banche e assicurazioni per
far fronte allo sforzo della ricostruzione e del
pagamento dei premi in patria. La borsa di Tokio, nei
giorni immediatamente seguenti sisma e tsunami, ha
subito ingenti perdite e lo spettro della speculazione ha
messo a dura prova il sistema.
Paola Provenzano
NORTH AFRICA, THE MIDDLE EAST AND JAPAN ARE
CAUSING ECONOMIC TURMOIL
In the space of a few weeks we have come to see the world as
small and unstable. It has been shaken both by threats of war
and by the risk of a nuclear disaster at Fukushima. North Africa
represents 4% of trade for companies in the Varese area and in
2010 exports, in particular, significantly increased in Egypt
(+99%), Algeria (+23%) and Tunisia (+19%). In the Middle East
goods made in Varese showed the highest increase in the first
nine months of 2010 with an astonishing growth of 49%
compared to the same period in 2009. It is therefore difficult to
say whether the 74 million euros worth of goods exported to
Japan in 2010 will decrease or increase in the future.
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ECONOMIA
Nel film Tron: Legacy della Disney,
scene nel mondo al silicio di un
computer per combattere programmi
impazziti alla conquista del pianeta.
Economia
Materie prime,
costi non
secondari
Una strategia europea sulle
materie prime. L’apprezzamento
di Confindustria.
L’
eccessiva volatilità dei prezzi su tutti i
elettriche e il fotovoltaico. Ma l'aumento
Identificate 14 materie
mercati delle materie prime più
dei prezzi delle materie prime rischia di
prime cruciali per
importanti influisce negativamente sulla
aumentare l'inflazione. Inoltre molti
l'industria europea come il Paesi hanno introdotto misure
competitività dell'industria europea. Per
limitare i danni la Commissione europea ha magnesio, il cobalto, la
protezionistiche che contribuiscono ad
grafite e molti materiali
proposto una serie di misure sulla gestione
alzare ulteriormente i prezzi. Soprattutto
alla base dello sviluppo
delle materie prime più importanti. Le
la fluttuazione dei prezzi dei prodotti
delle nuove tecnologie.
misure previste riguardano l'identificazione
agricoli ha un impatto sugli agricoltori, i
delle materie prime essenziali, le azioni da
produttori di cibo e i consumatori, anche
intraprendere nei confronti dei paesi
nei paesi più poveri.
extraeuropei in materia di commercio e sviluppo,
Sono state identificate 14 materie prime cruciali per
l'estrazione delle materie prime nell'Unione Europea, la
l'industria europea come il magnesio, il cobalto, la
normativa europea di tutela della natura e le nuove
grafite e molti materiali alla base dello sviluppo delle
opportunità fornite dal 7° programma quadro di ricerca.
nuove tecnologie. Cresce anche l'importanza delle
I rischi per l'industria europea derivano dal fatto che una
cosiddette terre rare, una serie di materie (17 per la
grande quantità della produzione mondiale proviene da
precisione) che sono alla base dell'industria
pochi Paesi: la Cina per l'antimonio, il fluoro, la grafite, il
tecnologicamente di punta e vengono usati per telefoni
magnesio o il tungsteno; la Russia con i metalli del gruppo
cellulari, computer, macchine fotografiche digitali, ma
del platino; la Repubblica Democratica del Congo per il
anche per i veicoli elettrici, gli ibridi e i catalizzatori
cobalto e il Brasile. La competitività dell'industria europea
delle autovetture.
dipende in modo cruciale da un accesso efficiente e sicuro
Le misure proposte mirano a garantire un
a queste materie, in particolare per lo sviluppo delle
approvvigionamento equo e sostenibile delle materie
moderne tecnologie rispettose dell'ambiente, come le auto
prime sui mercati mondiali, favorire un
12 VARESEFOCUS - Anno XII - n.3/2011
approvvigionamento sostenibile
nell'Unione Europea,
incrementare l'efficienza delle
risorse e promuovere il
riciclaggio. Viene prevista
anche la regolamentazione dei
mercati finanziari, per evitare
speculazioni di ogni tipo:
saranno riviste le direttive sugli
abusi di mercato e sui mercati
degli strumenti finanziari. L'UE
sviluppa una "diplomazia delle
materie prime" con i paesi extra
europei per assicurarsi
l'accesso.
La prima iniziativa della
Commissione sulle materie
prime risale al 2008, ma oggi
l'azione è resa urgente dai
postumi della crisi e dalla volatilità accresciuta dei
prezzi. Tra i risultati già ottenuti c'è la risoluzione di una
controversia con la Cina, paese che detiene una gran
quantità di materie prime, all'Organizzazione Mondiale
del Commercio, sulle restrizioni commerciali su materie
come la bauxite, il manganese e lo zinco. Una
cooperazione approfondita partirà con l'Africa, basata
sulla promozione della governance, gli investimenti e le
conoscenze geologiche, con benefici sia per l'industria
europea che per i paesi esportatori africani. L'Unione
europea lavorerà a stretto contatto con gli Stati membri
per migliorare le norme per l'estrazione sostenibile
all'interno dell'UE: recentemente l'Unione ha pubblicato
le regole per consentire l'attività estrattiva anche nei siti
protetti dalla rete "Natura 2000" e nelle zone limitrofe a
quelle protette. Terzo aspetto, il riciclaggio delle materie
prime: la Commissione delle azioni mirate sulla raccolta
e la riutilizzazione dei rifiuti, ad esempio sui veicoli o i
prodotti elettrici ed elettronici. Le ispezioni sui rifiuti alle
frontiere interne ed
esterne all'Unione
Le misure riguardano:
Europea saranno
identificazione delle materie
intensificate.
prime, azioni nei confronti dei
Il 7° programma
paesi extraeuropei su
quadro sulla
ricerca e
commercio e sviluppo,
l'innovazione
estrazione delle materie prime
metterà a
nella UE, tutela della natura e
disposizione delle
nuove opportnunità nel 7°
risorse per le
programma quadro di ricerca.
attività di ricerca e
di innovazione
lungo l'intera catena del valore delle materie prime,
dall'estrazione alla lavorazione, il riciclaggio e
l'efficienza delle risorse per la sostituzione.
Mauro Luoni
ECONOMIA
Cresce anche l'importanza
delle terre rare, una serie
di materie usate per
telefoni cellulari, computer,
macchine fotografiche
digitali, veicoli elettrici, gli
ibridi e i catalizzatori delle
autovetture.
Marcegaglia: bene la proposta della Commissione UE
“Con la proposta sulle materie prime la Commissione UE pone un ulteriore, importante tassello per delineare una politica
industriale europea che persegua gli obiettivi della strategia Europa 2020 - questo il commento di Emma Marcegaglia,
presidente di Confindustria - si tratta di una misura che va nella giusta direzione, perché riporta al centro del dibattito
politico l’economia reale e la definizione di politiche volte al rilancio della competitività
delle imprese”.
Come già segnalato nella lettera che la presidente Marcegaglia aveva inviato al
vicepresidente della Commissione UE Antonio Tajani, le difficoltà di approvvigionamento
e la concentrazione, solo in alcuni paesi, di materie prime vitali per l’industria, mettono a
rischio produzione, competitività e capacità di innovazione delle imprese europee e
italiane. La proposta Ue, per la quale va riconosciuto il forte impegno del vicepresidente
Tajani, si fa carico di queste criticità, indicando una lista di 14 prodotti su cui concentrarsi
per garantirne la disponibilità. Da un lato, la Commissione delinea un campo d’azione
concreto e una nuova strategia europea per garantire la sicurezza di
approvvigionamento; dall’altro, non esclude di valutare possibili effetti sui prezzi delle
materie prime derivanti dalla speculazione nei mercati finanziari.
Anno XII - n.3/2011
- VARESEFOCUS 13
ECONOMIA
Economia
Reti d’impresa
per agguantare
la competitività
Dalla condivisione di fasi produttive, alla
realizzazione di progetti comuni nei
campi della ricerca e
dell’internazionalizzazione. Nel sistema
manifatturiero si fa strada il contratto che
permette le aggregazioni di aziende,
lasciando immutati gli assetti proprietari.
L’esempio sul territorio di Infrabuild, una
rete di dieci imprese lombarde che operano nella
fornitura di prodotti e servizi per le infrastrutture e
la mobilità sostenibile.
Vittorio Gandini, direttore Unione Industriali:
“Siamo fortemente convinti che le aggregazioni
possano essere una risposta concreta alla
crescita del nostro tessuto imprenditoriale”.
F
ar diventare grandi i piccoli, senza snaturare l’identità
convegno organizzato sul tema insieme all’Università
delle singole realtà aziendali. Che da oggi, per crescere
Carlo Cattaneo-LIUC - siamo fortemente convinti che le
aggregazioni possano essere una risposta concreta alla
sui mercati e diventare più competitive, hanno un’arma in
crescita del nostro tessuto imprenditoriale. Un tessuto fatto
più: quella del contratto di rete d’impresa che ha da poco
da PMI che, mettendo a fattor comune alcune
fatto ufficialmente il suo ingresso nel nostro ordinamento
competenze, possono riuscire insieme ad ottenere sui
giuridico. Con uno scopo ben preciso: permettere al
mercati risultati superiori a quelli che potrebbero avere
sistema produttivo italiano, fatto soprattutto di Pmi, di poter
andando separati. E lo dico con la convinzione che in
crescere. Le reti, infatti, permettono alle imprese che le
questi casi le regole della matematica non valgano. Non
costituiscono di mettere in comune risorse ed esperienze
vale più la regola 1+1=2, ma 1+1 deve dare almeno 2,5.
senza rinunciare alla propria autonomia. Più imprese si
Il processo di aggregazione genera del valore aggiunto
possono mettere insieme con alleanze che ne lasciano
difficile da raggiungere da soli”. Da qui il messaggio alle
intatti i singoli assetti proprietari e societari. Diversi i campi
imprese: “Associazioni come la nostra - ha continuato
nei quali possono prendere vita queste forme avanzate di
Gandini - devono farsi carico, e noi lo faremo, di favorire
collaborazione. Per esempio: sviluppo e condivisione di
la nascita di aggregazioni tra imprese. Devono essere un
fasi produttive o logistiche, realizzazioni di servizi o
luogo di incontro tra imprenditori. Un luogo dove potersi
progetti comuni nel campo della ricerca, creazioni di reti
scambiare opinioni, confrontarsi, dove
di subfornitura, adozione di marchi, loghi,
packaging unici per più aziende. Il tutto
Le reti permettono alle possano generarsi quei legami che poi
sfociano in collaborazioni tra imprese”.
tramite la sottoscrizione di un contratto e di
imprese di mettere in Una trentina quelle che hanno partecipato al
un programma di rete che definiscono i
comune risorse ed
convegno per sentire dagli interventi dei
rapporti, gli obblighi e i benefici tra le parti
esperienze senza
professori dell’Università LIUC e
costituenti.
“Come associazione - ha spiegato il Direttore rinunciare alla
dell’Università LUISS Guido Carlo i dettagli
propria autonomia ed degli aspetti di governance, dei profili
dell’Unione degli Industriali della Provincia di
identità.
Varese, Vittorio Gandini, in un recente
contrattuali, della normativa fiscale offerti al
Anno XII - n.3/2011
- VARESEFOCUS 15
ECONOMIA
Economia
le infrastrutture e la mobilità sostenibile. Infrabuild:
questo il nome della rete il cui scopo è quello di
offrire un servizio integrato dalla ricerca, alla
costruzione, sino alla gestione di un’infrastruttura.
Messe insieme, infatti, le imprese coprono tutte le
fasi di realizzazione di un’opera infrastrutturale:
ricerca, ideazione, sviluppo, produzione,
costruzione, gestione. “Agendo come sistema - ha
spiegato Matteo Castiglioni, della Castiglioni Srl
che aderisce a Infrabuild - vogliamo rafforzare e
far evolvere le imprese che appartengono alla rete
verso una competitività durevole, vogliamo
contribuire alla crescita in termini di volumi,
prodotti e persone coinvolte. Possiamo così
Il convegno sulle reti d’Impresa
rendere più forte e competitivo il sistema
produttivo che rappresentiamo, aumentandone
Le imprese che hanno
sistema produttivo da questo tipo di
visibilità, conoscenza dei mercati, competenze
costituito la rete
aggregazione.
organizzative e capacità di agire come
Infrabuild coprono tutte
Tutti aspetti di una normativa risultato
squadra”. Con risultati pratici già raggiunti sul
le fasi di realizzazione di campo, per esempio, attraverso progetti portati
anche di un’azione di lobby portata
un’opera infrastrutturale. avanti con la Provincia di Monza-Brianza e il
avanti dalla stessa Confindustria, come
Comune di Jesolo per lo sviluppo di innovativi
sottolineato da Fulvio D’Alvia, Direttore
sistemi di mobilità con postazioni evolute di
di RetImpresa Confindustria: “Una
realtà, quella che rappresento, nata su input di 56
parcheggio in sicurezza di biciclette basate sulla
associazioni del sistema confindustriale, tra cui la stessa
tecnologia della Radio Frequency Identification (Rfid).
Unione Industriali varesina. Con lo scopo di sensibilizzare
E di esempi di reti d’impresa stanno per sorgere anche
sia le imprese, sia l’istituzione sull’importanza, per il
all’interno dell’Energy Cluster, l’aggregazione delle
nostro sistema produttivo, di puntare sulla formula delle
aziende lombarde che forniscono prodotti e servizi per la
reti come strumento di competitività”. E i risultati si
generazione e la distribuzione di energia elettrica.
cominciano a vedere: “In una manovra di soli tagli, come
L’obiettivo è di riuscire, tramite appunto un contratto di
l’ultima portata avanti dal governo, una delle poche voci
rete, a sostenere un progetto di innovazione di processo
che ha visto stanziate delle risorse per fornire vantaggi
attraverso una piattaforma studiata per l’applicazione
fiscali alle imprese, seppur minimi, è stata proprio quella
all’interno delle imprese, anche in questo caso, della
delle reti d’impresa”. Il messaggio è chiaro. Anche al
tecnologia Rfid. Come spiegato da Silvia Pagani,
Ministero dell’Economia c’è chi punta sulle reti per
responsabile di Energy Cluster.
Davide Cionfrini
incrementare la competitività del Paese. Ciò attraverso
incentivi fiscali consistenti nella sospensione, per tutto il
periodo del contratto di rete, del pagamento delle imposte
THE CREATION OF BUSINESS NETWORKS TO
su quella parte di utili accantonati dalle imprese in
HARNESS COMPETITIVENESS
apposita riserva e destinati agli investimenti previsti dal
This ranges from the sharing of production stages to the
programma di aggregazione. Agevolazione che, tra
development of common research and international projects.
l’altro, ha positivamente superato il controllo dell’Unione
Agreements which make company networking possible without
Europea, sempre attenta ad impedire che dietro degli
affecting ownership status are becoming popular in the
incentivi si nascondano i (vietati) aiuti di Stato.
manufacturing industry. An example of this in the Varese area is
Da quando si è avuta notizia del via libera Ue, sono più di
Infrabuild, a network of ten Lombard businesses which supply
trenta i contratti di rete sottoscritti in Italia. E c’è chi ci
crede anche tra gli imprenditori del territorio. Dove un
products and services for infrastructures and sustainable
esempio di rete d’impresa è
mobility. Tax incentives, which allow companies to suspend
sorto a gennaio. A costituirla
payment of certain taxes, have been implemented. This means
Reti d’impresa
sono dieci imprese lombarde, tra
that the tax to be paid on any earnings set aside by the network
stanno per sorgere
cui due della provincia di
of companies for its investments can be suspended for the
anche all’interno
Varese, che operano nella
duration of the agreement.
fornitura di prodotti e servizi per dell’Energy Cluster.
16 VARESEFOCUS - Anno XII - n.3/2011
LAVORO
Lavoro
Al lavoro con (diverse) abilità
Dal convegno nazionale all'Università dell'Insubria
di Varese, nel marzo scorso, uno stimolo per
riflettere sulle potenzialità delle persone disabili, in
particolare Down, all'interno del mondo del lavoro.
da quello medico, all'approccio psicologico, sociologico,
agli aspetti giuridici ed economici. Sempre con rigore
scientifico.
Una sessantina i relatori coinvolti seguiti con attenzione da un
Un mondo di
numero chiuso di trecento
cooperative
a poca correttezza del politicamente corretto, ci impone
partecipanti - protagonisti dei vari e sociali e realtà
di parlare di persone diversamente abili, lasciando però
più disparati ambiti del lavoro e
pubbliche che
un margine di dubbio che quell'avverbio nasconda un
della cultura: dal regista Andrea
accompagnano
giudizio di merito. In realtà, il convegno intitolato
Chiodi, che ha letto un
ragazzi.
“La persona Down e il mondo del lavoro”, che
passo del libro “Il viaggio
Una sensibilità,
ha visto Varese protagonista lo scorso marzo,
del Signor Down nel
verso il mondo
aveva, invece, l'obiettivo di mettere in luce le
mondo dei grandi” al fotografo Carlo Meazza
dei disabili e del che, con la collaborazione dell'architetto
opportunità reciproche per i lavoratori con la
sindrome di Down e per le aziende, senza
varesino Jacopo Pavesi, ha realizzato una
lavoro, tutta
buonismi ma con molteplici punti di vista positivi: varesina.
mostra fotografica sul tema del lavoro e
L
i
Le immagini di questo servizio appartengono alla
mostra fotografica di Carlo Meazza “La persona
Down e il mondo del lavoro” allestita fino al 5 aprile
2011 all’Università degli Studi dell’Insubria a Varese.
Anno XII - n.3/2011
- VARESEFOCUS 17
LAVORO
Lavoro
Il lavoro piace:
Provincia Dario Galli, aveva
sottolineato come sul territorio non
un filmato per
“manchino iniziative, mirate ad
parlare delle
ottenere risultati concreti di
potenzialità dei
inserimento, perché anche in questo
disabili.
settore, si dimostra attento e
reattivo”. Basta una semplice ricerca
su Internet, in effetti, per scoprire un mondo di cooperative
sociali e realtà pubbliche che hanno l'obiettivo di
accompagnare i ragazzi disabili verso il mercato del
lavoro. (E viceversa). A partire dalla stessa Provincia, cui
la normativa del '99 affida il compito di agevolare
l'occupazione dei disabili tramite il Collocamento Mirato
Disabili e i suoi servizi. Mirati per l'appunto.
Ma non sono solo rose. A raccontarcelo è Giovanna
Brebbia, Responsabile scientifico del Convegno: “Del tema
specifico si parlava veramente poco. C'è in realtà la
necessità di diffondere informazioni e
promuovere qualcosa di nuovo, non solo in
dell'integrazione sociale, fino ad educatori,
La persona Down
termini di progetti, ma anche di atteggiamenti,
rappresentanti delle istituzioni coinvolte, delle
deve avere una
in generale e in particolare. Per questo
scuole, dell'imprenditoria locale. Per spiegare il preparazione fin
abbiamo organizzato l'evento, che è la
lavoro dei ragazzi disabili anche ai non
dall'infanzia per
prosecuzione ideale del precedente, un
addetti è stato, inoltre, realizzato per
iniziare un percorso successo di numeri, ma soprattutto di
l'occasione un filmato a cura degli universitari
consapevole.
creazione di rete”.
di Scienze della Comunicazione dell'Insubria
La necessità, quindi, è quella di creare
dal titolo “Il lavoro piace”, che ha ripreso i
prospettive partendo da un punto di vista pragmatico: ci
ragazzi all'opera nei vari ambiti, dal supermercato alla
sono persone che nascono con delle “stigmati” ma, con
mensa.
metodo, rigore e chiare linee, possono ottenere ottimi
Un evento non da poco, dunque, il secondo, a due anni di
risultati ed un inserimento occupazionale e sociale
distanza, di livello nazionale ospitato dal nostro territorio.
proficuo, per loro stesse e per tutto l'ambiente di lavoro
Indice certo di una sensibilità diffusa verso il tema del
(l'azienda ma anche i colleghi).
lavoro, presentato nel suo valore, ma anche nella sua
Ma quali sono i temi in gioco? Facile banalizzare. In
bellezza, e di un'attenzione tutta nostrana al mondo dei
realtà, non si tratta semplicemente di collocare una
disabili che si conferma in diversi ambiti, come quello
persona con handicap in un impiego che le si adatti il più
sportivo in cui Varese vanta non solo iniziative, ma anche
possibile. La persona con sindrome di Down o disabile
atleti di altissimo livello.
deve avere una preparazione adeguata, che va avviata in
Alla presentazione del convegno, il presidente della
tenera età: alla famiglia occorre intravedere
prospettive possibili fin dall'infanzia per iniziare un
Rock’n Roll per la ricerca sul Parkinson
percorso consapevole delle opportunità che la vita
e il mercato del lavoro offrono anche ai loro figli.
Venerdì 13 maggio 2011, ore 21, al Teatro
A Varese, le realtà deputate e gli operatori che
Politeama di Varese, concerto Rock’n Roll “Elvis
lavorano con passione straordinaria, sono tante e
Therapy”a favore della ricerca sul morbo di
il loro impegno, come racconta Brebbia, non si
Parkinson con spectacular band di Luca Guenna
esaurisce nell'inserimento
e con la partecipazione di Claudia Donadoni,
in un posto di lavoro, ma
che presenterà lo spettacolo e si esibirà in duet
Evidenziare limiti e
continua con un
con Luca Guenna, nonché del grande jazz guitar
offrire prospettive,
monitoraggio
successivo
e
man Gigi Cifarelli.
diffondere e
un
percorso
mirato
Organizzato da As.P.I. - Associazione Parkinson
all'integrazione
vera
e
stimolare best
Insubria-Onlus con il patrocinio della
propria.
Integrazione,
practise: una delle
Fondazione Comunitaria del Varesotto.
dunque è una parola
finalità del
Ingresso libero.
chiave nel rapporto tra la
convegno.
18 VARESEFOCUS - Anno XII - n.3/2011
Un progetto di scambio tra i Tra queste, giusto per citarne una, il
persona disabile e il mercato del lavoro.
nuovissimo progetto di scambio tra i
Un'altra è autonomia: l'obiettivo a cui
ragazzi del De Filippi di
ragazzi della scuola alberghiera De Filippi
concorre l'impegno di tutti e una
Varese e della Cooperativa
condizione necessaria per il lavoratore,
L'Ancora di Lurate Caccivio. di Varese e la Cooperativa L'Ancora di
Lurate Caccivio: un'iniziativa di
per la famiglia, e la stessa azienda. Per
condivisione che, tra l'altro, coinvolge due
farlo, però, occorre fiducia, altra keyword
province e due realtà molto diverse per uno stesso
evidenziata nel convegno: offerta ai ragazzi, in primo
obiettivo.
luogo dai genitori e poi dalle imprese.
Silvia Giovannini
E poi la comunicazione. Evidenziare limiti e offrire
prospettive, diffondere e stimolare best practise era una
www.ricercaperlavita.it
delle finalità principali del convegno, anche partendo da
iniziative positive sui generis.
LAVORO
Lavoro
Bticino: non solo teoria
Dal Collocamento Mirato Disabili al NIL di Varese, alle Cooperative sociali: le realtà varesine che
intervengono attivamente per agevolare il primo contatto e il successivo inserimento nel mondo del
lavoro delle persone disabili sono molte. Ma cosa ne pensano le aziende?
Un esempio sicuramente positivo è quello di BTicino, che non si limita ad ospitare lavoratori, ma ha
allestito all'interno della propria struttura un apposito laboratorio dedicato alle persone con disabilità
principalmente psichiche. A raccontarci il percorso è Daniele Dassi, Direttore Risorse Umane. Tutto
comincia nel 1981 con una convenzione con il CFP: nasce un laboratorio ad hoc finalizzato
all'inserimento di ragazzi con problemi psicofisici, tutti giovani maggiorenni, tra i 10 e 15 all'anno. Il
percorso si struttura in due fasi: una iniziale, in cui vengono formati ad
un'attività pertinente al core business dell'azienda. In questa prima tappa,
i ragazzi vengono accolti e seguiti dagli operatori del CFP, che, in un
contesto protetto, isolato dal resto della produzione, ne verificano
capacità e limiti. Qui iniziano ad avere i primi contatti con il mondo del
lavoro, fatto anche di regole relazionali e di comportamento. Nella
seconda fase, di regime, vengono inseriti nel processo produttivo vero e
proprio, in posizioni lavorative reali a tutti gli effetti, ovviamente ciascuno
secondo le proprie predisposizioni. Qui, sempre sotto osservazione, c'è la
prova della bontà del percorso precedente e
dell'effettiva autonomia del singolo, alla prova con
Dall'inizio del
il lavoro vero. A questo punto, se il ragazzo è
progetto, accolti pronto per l'inserimento in un posto di lavoro,
oltre 300
viene avviato verso le imprese che si rendono
ragazzi: 221
disponibili ad assumerlo. Dall'inizio del progetto
sono stati accolti oltre 300 ragazzi: 221 hanno
hanno trovato
trovato lavoro. Di questi, 40 in Bticino.
lavoro. 40 in
Un percorso non sempre facile, in parte correlato
BTicino.
all'andamento generale del mercato, e che, quindi,
ha visto tarature in corso d'opera, sempre, però con
continuità. “Sono stati rarissimi i casi di difficile gestione” racconta Dassi
“in generale, intorno ai ragazzi si sviluppa una grande attenzione da
parte dei colleghi: insomma, ci si affeziona! Alla base però ci vuole un
ambiente preparato e personale adeguatamente formato (dal tutor
aziendale, al responsabile, a chi si occupa dell'ergonomia). Ma tutti
questi rapporti di scambio reciproco, hanno permesso di seminare una
sensibilità che poi rimane nel tessuto aziendale”. (S.G,)
L'esempio di
BTicino: all'interno
della struttura un
apposito laboratorio
CFP dedicato alle
persone con
disabilità.
www.bticino.it
Anno XII - n.3/2011
- VARESEFOCUS 19
FORMAZIONE
Formazione
Quando l’aula
si trasforma in
laboratorio
permanente
Il Club dei 15 lancia la sfida della “Didattica
Laboratoriale”. In una ricerca dell’Università LIUC
gli esempi di successo di questo metodo
d’insegnamento.
20 VARESEFOCUS - Anno XII - n.3/2011
C’
è un nuovo modo per insegnare agli studenti: si
può essere professori e alunni in classe, come se
si fosse ricercatori in laboratorio. Questa pratica si
chiama “Didattica Laboratoriale” e consiste nel
coinvolgere i ragazzi in lezioni con un maggior grado
di interattività. A lanciare la sfida al mondo
dell’istruzione è il Club dei 15, il network delle
associazioni territoriali di Confindustria dove più alta
è l’incidenza del sistema manifatturiero nella
creazione del Pil locale, di cui fa parte anche l’Unione
degli Industriali della Provincia di Varese. Tanto che
un suo past presidente ne è il coordinatore: Alberto
Ribolla. È sua, infatti, la firma in calce alla prefazione
di una ricerca presentata dall’Università Carlo
Cattaneo - LIUC, che mira proprio a diffondere i
principali casi di successo di “Didattica Laboratoriale”
ottenuti sul campo. “E se riuscissimo a trasformare le
aule delle nostre scuole in laboratori permanenti? scrive Alberto Ribolla -. Ambienti di insegnamento in
grado di stimolare la curiosità degli studenti, di
creare un maggiore
coinvolgimento, di
combinare la conoscenza,
che è prima di tutto teoria,
in abilità, che è prima di
tutto competenza. Come in
un laboratorio senza
soluzione di continuità,
appunto. Anche in materie
prettamente concettuali e
dottrinali come la
matematica e l’italiano”.
Non è solo il lancio di un
guanto di sfida. La ricerca
“Competenze, didattica e
laboratorio” , svolta
dall’Università LIUC su
mandato del Club dei 15,
contiene esempi concreti di
laboratori in aula realizzati
nei cosiddetti “Istituti
dell’innovazione
Manifatturiera”. Un pool di
scuole partner del progetto
di rivalutazione
dell’istruzione tecnica
portato avanti dal Club dei
15, nell’ambito del
protocollo d’intesa firmato
da Confindustria e MIUR
(Ministero dell’Università e
della Ricerca) nel 2009. In
un manuale pensato ad uso
dei docenti sono stati raccolti e commentati i risultati di
queste esperienze. Come la realizzazione di uno
spettacolo con l’obiettivo di rinforzare le conoscenze
del romanzo manzoniano “I Promessi Sposi”.
O l’apprendimento di alcune leggi matematiche
attraverso l’applicazione nel gioco d’azzardo. Oppure
ancora la costruzione di aerei di carta con l’obiettivo
che rimangono in aria il più possibile, e la redazione
di relativi manuali operativi. Fino alla progettazione e
alla costruzione di un vero e proprio Go-Kart. È in
questi casi pratici che i 17 istituti partner del Club dei
15 hanno declinato nel concreto la teoria della
“Didattica Laboratoriale”.
Da Ancona a Pordenone, fino al Varesotto, attraverso
la partecipazione al Club dell’ISIS “Isaac Newton” di
Varese, scelto come partner dall’Unione Industriali.
Davide Cionfrini
Istituti tecnici: aumentano le iscrizioni
Valorizzare gli istituti tecnici, per aumentare le iscrizioni. Un obiettivo che il Club dei 15 si è dato due anni fa. Un
progetto di valorizzazione della cultura tecnico-scientifica che comincia a dare i primi risultati. A dirlo i dati sulle preiscrizioni per l’anno scolastico 2011-2012. In Lombardia, per esempio, gli iscritti agli istituti tecnici sono aumentati del
3%, in provincia di Varese del 2%. Ma, dato ancor più significativo per il Club dei 15, è che tra gli istituti scelti come
partner i balzi in avanti sono stati ancor più consistenti, con incrementi tra il 20 e il 30%. Solo all’Isis di Varese,
partner dell’Unione Industriali, gli iscritti al primo anno degli indirizzi tecnico-industriali sono raddoppiati. Qualcosa
dunque si muove. Altro obiettivo del Club era quello di avvicinare le ragazze a questo tipo di istruzione. Nei mesi
scorsi, infatti, si è svolta una campagna di comunicazione denominata “Progetto Rosa”. E anche su questo versante
qualche risultato in più è stato raggiunto. Sempre all’Istituto tecnico varesino, per esempio, si è passati dalle 13 iscritte
alle classi prime di settembre 2010, alle 37 previste per il prossimo anno scolastico. Piccoli aggiustamenti. Forse, nulla
più. Ma che rappresentano comunque un miglioramento. (D.C.)
FORMAZIONE
Formazione
UNIVERSITA’
Università Cattaneo
Produzione
snella, alla LIUC
nasce
il Lean Club
Dopo l’esempio della Toyota e, a seguire, quelli di
altre imprese di grandi dimensioni, ora la Lean
Production investe anche le piccole e medie imprese.
Perché i risultati sono tanto più apprezzabili quanto
più l’intera filiera viene coinvolta.
K
aizen, kanban, muda. Parla giapponese la ricerca
dell'efficienza assoluta, del “fare di più e meglio, con
meno”. Sembra filosofia ma è un approccio molto concreto
quello della scuola di pensiero “lean“ (dall'inglese:
letteralmente “snello”), nata dall'esempio della Toyota.
L'Università Carlo Cattaneo - LIUC, che alle tematiche lean
ha dedicato una nuova unità di studi, non si è fatta sfuggire
questo filone di pensiero: è ora di applicarlo anche alle
piccole e medie imprese (Pmi), spina dorsale del sistema
industriale locale e nazionale. Perchè se varie grandi
aziende hanno compreso la
necessità di cambiare, lo devono
L'Università LIUC
fare anche i fornitori: e la
rivoluzione deve discendere lungo
ha dedicato alle
tematiche lean una tutta la filiera.
Se ne è discusso in un incontro che
nuova unità di
ha richiamato presso l'ateneo ben
studi.
164 imprese, non solo lombarde. È
stato loro presentato il progetto
Lean Club, che vede in prima fila LIUC con l'Unione
Industriali varesina, AgustaWestland, Alenia Aermacchi,
BTicino, Sices Group e Slimpa. Le aziende hanno portato la
propria testimonianza, seguita da un vivo dibattito.
LIUC non giunge solo oggi a promuovere la cultura lean:
all’interno della laurea magistrale in Ingegneria Gestionale
è previsto infatti dall'anno accademico 2011-2012, un
orientamento in Lean Manufacturing, per formare giovani
talenti capaci di rendere lean le imprese o di gestire quelle
già ben avviate su questa strada
A presentare il Lean Club è stato il suo direttore Tommaso
22 VARESEFOCUS - Anno XII - n.3/2011
Rossi, docente presso la Facoltà di
Ingegneria dell'ateneo. Obiettivo del Club è
costituire un network per lo scambio di
esperienze tra soci, ma anche condurre
attività di “lean assessment” per valutare la
propensione “lean” delle imprese; proporre
attività di formazione sia a singole aziende
che a intere filiere; organizzare visite di
benchmark (comparazione) ad imprese
associate o note come “lean”; promuovere
viaggi di studio in Giappone e Stati Uniti.
Apprendere insomma ad accrescere la produttività senza
investimenti costosi, e farlo insieme, associandosi.
Il “lean” è un approccio
basato sul concetto di valore
All’interno della laurea
per il cliente, ha ricordato
magistrale in Ingegneria
per l’Unione Industriali il
Gestionale è inoltre
direttore Vittorio Gandini,
che investe l'organizzazione previsto un
orientamento in Lean
e il modo di pensare delle
Manufacturing.
aziende e le sta
rivoluzionando. Può farlo
anche per le PMI: “Oggi le imprese maggiori richiedono
ai fornitori di adeguare produzione e standard funzionali
alle esigenze dei committenti. Un cambiamento necessario
e positivo, per alcuni epocale, che migliorerà il complesso
delle performance aziendali”.
Chiave dell'approccio “lean” è l'eliminazione di ogni
spreco (muda, in giapponese) per concentrarsi sui processi
a maggiore valore aggiunto, recuperando risorse,
economiche, tecniche e di tempo, e tagliando tutto ciò che
è di ostacolo alla “perfetta” linea produttiva. È quasi una
seconda natura alla Toyota. La sua visione viene a
superare il taylorismo-fordismo e la sua suddivisione fra
chi fa e chi pensa, a favore di un coinvolgimento totale,
dalle maestranze all'alta dirigenza. Perchè spesso il
problema, si è detto, quando si tratti di cambiare sistemi
“non sono gli operai, ma i capi”. Per l'approccio “lean”
servono però anche diffusione dei valori aziendali e una
filosofia positiva a tutti i livelli: e realizzare una lean
enterprise è una maratona, non sono i 100 metri, non si
deve essere impazienti.
Hanno introdotto la tematica per la LIUC il prof. Carlo
Noè, ordinario di Impianti Industriali Meccanici, e gli
ingegneri Luigi Battezzati e Fabrizio Bianchi. Quest'ultimo
ha esposto le origini storiche di questo approccio: centrale
la figura dell'ing. Taiichi Ohno per lo sviluppo di queste
metodologie, sorte dalla necessità e non tanto codificate
quanto applicate concretamente. A partire
dall'eliminazione dei muda, gli sprechi, i “sette peccati
capitali” dell'organizzazione industriale: trasporti non
necessari, sovrapproduzione, movimenti inutili dei
lavoratori, attese, prodotti difettosi, guasti durante la
UNIVERSITA’
Università Cattaneo
I “sette peccati capitali”
dell'organizzazione industriale:
trasporti non necessari,
sovrapproduzione, movimenti inutili
dei lavoratori, attese, prodotti difettosi,
guasti durante la lavorazione, scorte.
lavorazione, scorte. Le virtù sono invece
linearità e precisione dei processi produttivi,
lavoro di gruppo, focus sui singoli prodotti e
sul loro flusso di valore; una tendenza quasi
zen alla perfezione. Tutto a ritmi di mercato,
con flessibilità, processi veloci e prevedibili,
tempi di consegna brevi (just-in-time),
controllo di produzione a vista,
coinvolgimento dei fornitori come partner e
del personale in tutte le scelte. Questo è lo
spirito Toyota: questa è la filosofia lean. I
Le virtù sono invece
visuali, per valutare dove si annidino i “colli di
risultati possono essere clamorosi, con
bottiglia” che strozzano il flusso produttivo.
riduzioni dal 50 al 90% di tempi e spazi
linearità e precisione dei
necessari. Per arrivarvi, i giapponesi si
processi produttivi, lavoro Del Sole (AgustaWestland) raccontava
affidano a veri e propri maestri
di gruppo, focus sui singoli l'adozione (2006) del digital manufacturing:
dell'organizzazione, i sensei, che “aprono
prodotti e sul loro flusso di un unico modello, tridimensionale, per tutti
coloro che, tra stabilimenti e reparti
la mente” e insegnano, con poca teoria e
valore; una tendenza
molta pratica, a scartare ciò che non è
quasi zen alla perfezione. lontanissimi, lavorano ad esempio su un
nuovo elicottero. Risultato, meno rimpalli e
essenziale al luogo e al tempo della
perdite di tempo, e l'eliminazione della carta.
produzione.
Si è inoltre creato un unico gruppo integrato di progetto
Alla giornata inaugurale sono intervenuti i relatori
riunito in una struttura temporanea; l'elaborato base va poi
Gianpaolo Iacchetti (BTicino), Giorgio Agrati (Sices Group),
ai vari centri d'eccellenza per i dettagli. Il time-to-market è
Roberto Del Sole (AgustaWestland), Franco Filippi (Alenia
così sceso da 80 ai 39 mesi.
Aermacchi), Diego Nuvolone (Slimpa), con storie di
Per Alenia Aermacchi, Franco Filippi ha evidenziato la
successo e di conversione al modello “lean”.
rivoluzione cui l'azienda è stata spinta dai partner: prima
Concetto chiave adottato da tutti è quello del kaizen
(“cambiamento in meglio”), ossia eventi di sospensione del
Pratt&Whitney, che nel 1999 ha “imposto” l'adozione dei
lavoro e confronto per ripensare alle modalità produttive e
kaizen, poi l'americana Goodrich che nel 2008 ha
ottimizzarle. BTicino ha ormai formato in chiave
“folgorato” i visitatori venuti dal Varesotto con il suo
“lean”centinaia di lavoratori, e persino i massimi azionisti,
approccio “lean”. “Abbiamo visto il sistema Toyota
applicato, una miriade di piccoli strumenti applicati alla
moltiplicando la produttività. Agrati per Sices ha descritto
produttività”. Adottati cinque strumenti (il metodo 5S), in
tra l'altro il visual shop floor mangement per la gestione
delle fasi di lavorazione con i kanban square, o buffer
Aermacchi si è presto scatenata una tempesta di idee
innovative: per una gondolamotore, i tempi di produzione
Quarto anniversario per il Lab#ID
sono scesi da 212 a 139 ore.
Quarta “candelina” per il Lab#ID, il laboratorio RFId (identificazione a radiofrequenze)
Ma dietro ogni grande
attivo all’interno della Facoltà di Ingegneria dell’Università Carlo Cattaneo. Il prossimo
azienda ci sono sempre i
19 aprile si festeggia in LIUC il suo quarto anniversario. L'invito è presso l’Auditorium
subfornitori: ed è tempo che la
dell’ateneo dalle ore 14.30 per un appuntamento consolidato che vuole ringraziare e far
rivoluzione tocchi anche i
incontrare i partner istituzionali (Unione Industriali, Camera di Commercio) e industriali,
“piccoli”.
nonché le organizzazioni che compongono il network promosso da Lab#ID. Saranno
Stefano Dadamo
condividisi e promossi i progetti realizzati nell’ultimo anno dal laboratorio, e si traccerà
lo “stato dell’arte” sui sistemi RFId cercando di individuare le possibili linee
dell'evoluzione futura del settore. (S.D.)
www.liuc.it
Anno XII - n.3/2011
- VARESEFOCUS 23
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Master PMI,
ritorno
alla grande
Dopo cinque edizioni, il master viene ora riproposto
con un profilo nazionale, come un asset formativo
voluto dalla Piccola Industria di Confindustria.
all’azione, in grado di fornire logiche, metodologie
e strumenti per la gestione delle Pmi, ma anche di
favorire un’applicazione immediata “sul campo” dei
concetti appresi in aula.
I contenuti dei programmi didattici sono
riconducibili alle seguenti aree: contabilità e finanza
aziendale; imprenditorialità
e passaggio generazionale;
Un master per chi
innovazione nelle e delle
vuole acquisire
Pmi; pianificazione e
competenze
controllo; produzione e
imprenditoriali e
logistica; diritto e fiscalità
manageriali
d’impresa; marketing e
comunicazione; la forza
avanzate nell’ambito
delle Pmi: incontri con
delle PMI.
aziende di successo;
UNIVERSITA’
Università Cattaneo
L’
Università Cattaneo riprende lo
svolgimento di un master in
Management della piccola e media
impresa. Non è una novità assoluta,
perché tale Master è già stato attivato
negli scorsi anni per cinque edizioni.
Ora, esso viene ripreso con una
valenza nazionale, essendo stato
riconfigurato insieme al Consiglio
Centrale della Piccola Industria di
Confindustria, che considera tale
iniziativa formativa come uno degli
asset più qualificati della propria
attività rivolta al vasto settore delle
imprese di ridotta dimensione.
Per le imprese, soprattutto, si tratta di
una opportunità da valutare
attentamente.
Non esiste infatti nel panorama
accademico italiano un Master
specificamente progettato per le PMI.
Esso è rivolto a coloro che intendono
acquisire competenze imprenditoriali e
manageriali avanzate nell’ambito della
direzione delle piccole e medie
imprese. In particolare, il percorso è pensato per:
diplomati o laureati interessati a creare una nuova
azienda; manager e imprenditori che vogliano
ottimizzare la gestione della propira attività,
migliorandone i risultati; figli di
imprenditori interessati ad
Una metodologia
assumere un ruolo di leadership didattica di tipo
nell’azienda di famiglia.
attivo. Previsti
La metodologia didattica è di
stage aziendali.
tipo “attivo”, orientata cioè
internazionalizzazione; organizzazione, gestione e
sviluppo delle risorse umane.
Le sessioni d’aula coprono complessivamente 7
settimane distribuite su 10 mesi. Sono previsti stage
aziendali.
(M.L.)
www.liuc.it
Anno XII - n.3/2011
- VARESEFOCUS 25
Energia ed
export cruciali
per le imprese
Energi.Va e Provex, approvvigionamento
energetico e internazionalizzazione. I bilanci delle
due realtà consortili legate all’Unione Industriali.
Con una riflessione sulla perdurante dipendenza
energetica dell’Italia dall’estero.
Paese sono trascorsi
Il Presidente di
diversi anni, ma il
Energi.Va, Gianluigi
sistema industriale non
Casati: “Serve una
sembra averne tratto
politica energetica che
grandi benefici, se è
sappia affrontare i
vero che il prezzo
problemi a 360 gradi”.
all’ingrosso dell’energia
elettrica è ancora oggi
più alto del 37% rispetto a quello medio europeo”.
Come dire: i consorzi riescono a strappare i migliori
prezzi sul mercato, ma ciò non basta. Occorre un
Progetto-Paese: “La liberalizzazione dei mercati
energetici è condizione necessaria ma non sufficiente
per conferire competitività ad un sistema industriale”.
Le aspettative delle imprese sono rivolte a “un progetto
di più ampio respiro, nel quale la politica energetica
riveste un ruolo di primaria importanza”.
VITA ASSOCIATIVA
Vita associativa
T
empo di bilanci per i consorzi legati all’Unione
degli Industriali della Provincia di Varese. Da
una parte le attività di Energi.Va sul fronte
dell’approvvigionamento energetico delle imprese.
Dall’altra l’aiuto che Provex fornisce nelle
iniziative di internazionalizzazione e di importexport dell’industria locale. Due realtà al servizio
della competitività del territorio che nei giorni
scorsi hanno svolto le proprie assemblee per fare
il punto sui risultati raggiunti nel 2010.
Raccogliere la domanda di energia del sistema
produttivo per fare massa critica e spuntare sul
mercato condizioni migliori di quelle che le
imprese otterrebbero presentandosi da sole è la
missione che porta avanti ormai da 12 anni
Energi.Va, uno dei maggiori consorzi di acquisto
di fonti energetiche italiani, costituito dall’Unione
Industriali nel 1999. Una realtà che oggi conta
una rete di 181 imprese consorziate: 83 per
l’acquisto della sola energia elettrica, 22 per il
gas metano e 76 per il rifornimento di entrambe
le fonti. Il tutto per un consumo annuo di quasi
500 milioni di kilowattora di elettricità e di 50
milioni di metri cubi di metano.
Questa la consistenza del consorzio la cui assise
è partita da una constatazione del Presidente di
Energi.Va, Gianluigi Casati: “Dall’avvio della
liberalizzazione del mercato elettrico nel nostro
Nato 12 anni fa, Energi.Va conta oggi 180
imprese consorziate che si riforniscono di
energia elettrica e 70 di gas metano.
Anno XII - n.3/2011
- VARESEFOCUS 27
VITA ASSOCIATIVA
Vita associativa
Non è solo un problema di mix di fonti. Al
la confederazione di nove nazioni ex
Nel 2010 Provex ha
di là della questione nucleare e dello
partecipato in media a Unione Sovietica.
sviluppo di energie alternative, per Casati,
una rassegna fieristica Unire le forze tra imprese è la chiave di
altro punto debole sul quale urge
volta per affrontare i mercati, per il
ogni settimana.
intervenire è quello delle infrastrutture:
Presidente di Provex, Carlo Gallazzi.
“Una rete elettrica efficiente può contribuire
Secondo cui è sempre più necessario,
in modo significativo a ridurre il prezzo dell’energia su
soprattutto per le piccole imprese “cercare
collaborazioni e unire le forze per organizzarsi in reti
cui pesano le strozzature nella rete di trasmissione in
e gruppi con obiettivi condivisi. È la naturale
alcuni punti del Paese”. Con la conseguenza che alcuni
impianti non sono in grado di generare tutta l’energia
evoluzione di un nuovo modo di fare impresa nella
che potrebbero. Risultato: un Prezzo Unico Nazionale
globalizzazione”. Da qui la strategia scelta da Provex:
“Il Consorzio dovrà sempre più orientarsi a rispondere
più alto pagato da tutti i consumatori. Non basta,
a tale esigenza. Anche nella consolidata attività di
insomma, intervenire su un unico fattore. Ciò che serve,
partecipazione alle fiere dovrà attivarsi quale
ha concluso Casati, è “una politica energetica che
sappia affrontare i problemi a 360 gradi, anziché con
coordinatore di progetti specifici settoriali che
approcci parziali e spesso disorientanti per gli
accompagnino, da una parte, le imprese che vogliono
operatori”.
‘fare business’ e, dall’altra, le istituzioni e tutti quei
Il bilancio di Provex, invece, si basa sulla partecipazione
soggetti utili alle imprese per il raggiungimento dei
a 32 manifestazioni fieristiche all’estero e 5
propri obiettivi”.
Davide Cionfrini
internazionali in Italia con l’adesione di 20 imprese
consorziate in rappresentanza di tutti i settori
www.ggi.univa.va.it
merceologici, per un totale di 58 presenze sui mercati
esteri. In pratica, tenuto conto dei periodi di ferie, si
tratta di una rassegna alla settimana. Numeri tratteggiati
dall’Assemblea annuale che ha confermato alla
Presidenza, per il terzo mandato consecutivo,
Segue da pag. 1
l’imprenditore Carlo Gallazzi della Linea Dori Srl di
il corpo sociale si trova disorientato e, alla lunga,
Solbiate Olona.
prova disaffezione verso le regole medesime. Stabilità
Un aiuto, quello dato al sistema produttivo nella
presenza agli eventi
nelle regole anche per favorire gli investimenti
espositivi nei quattro angoli
economici,
dall’interno e dall’esterno e così poter
L’Assemblea di Provex del mondo, che è andato
avere una prospettiva di crescita che riassorba le
ha confermato alla
ben oltre al semplice
sacche
ancora troppo grandi della disoccupazione,
Presidenza
supporto organizzativo.
specialmente nelle regioni più deboli.
l’imprenditore Carlo
Provex, infatti, ha affiancato
Gallazzi.
Il sentimento di unità nazionale è dunque tutt’altro che
le imprese anche nei tre
bandi che la Regione
la celebrazione di una ricorrenza. E’ ciò che deve riLombardia ha emanato per l’assegnazione alle Pmi di
orientare verso uno stile di comportamento, in tutti,
voucher per la partecipazione a fiere internazionali e
teso alla ricerca sincera del bene comune. A mettere
alle missioni all’estero. Bandi di cui il Consorzio si è
sempre
l’interesse generale dinnanzi ai tornaconti
confermato ente attuatore ottenendo 34 voucher per le
particolari: quelli degli individui, delle comunità locali,
imprese.
delle corporazioni. Oppure, quelli elettorali.
Attività fieristiche, ma non solo. Il Consorzio ha
confermato anche il supporto fornito alle imprese
La sua presenza tra noi, Signor Presidente, ci ricorda
garantendo tutti i servizi indispensabili per operare sui
e ci attesta, nella sua persona, quanto sia alto il ruolo
mercati esteri: dalle informazioni commerciali, alle
della politica se esercitata come servizio alla
traduzioni, passando per il servizio di interpretariato, la
collettività
e null’altro.
ricerca di partner e il corriere espresso.
Di questo abbiamo più di tutto bisogno. Questo
È proseguita inoltre l’attività portata avanti in sinergia
vorremmo fosse il lascito delle celebrazioni del 150°
con “PuntoRussia” la struttura operativa dell’Unione
Industriali a Mosca che rappresenta un supporto per le
anniversario dell’unità d’Italia.
imprese che vogliono affrontare i mercati dei Paesi
Michele Graglia
appartenenti alla Comunità degli Stati Indipendenti (Csi),
28 VARESEFOCUS - Anno XII - n.3/2011
Il 2011 Anno
Internazionale
della Chimica
Con l’occasione, Federchimica ha rilanciato gli
eventi denominati “Fabbriche aperte” per
avvicinare la popolazione ai siti produttivi del
settore. Due sono quelle che si trovano in
provincia di Varese: Lamberti spa di Albizzate e
Industriale Chimica srl di Saronno.
I
l 2011 è l'Anno Internazionale della Chimica: lo ha
proclamato l'ONU per celebrare le conquiste della
chimica e del suo contributo al benessere dell’umanità. La
chimica è fondamentale per la nostra comprensione del
mondo e dell’universo, le trasformazioni molecolari sono
essenziali alla produzione di
cibo, medicine, carburante, e
innumerevoli manufatti e prodotti.
La chimica fa intimamente parte
della nostra vita quotidiana, al
punto che finiamo per
dimenticarcene, sottovalutandone
il contributo irrinunciabile. Ogni
parte della nostra casa, degli
oggetti che utilizziamo, dei
prodotti che ogni giorno ci
assistono è fatta di chimica. Si
può ben dire che vivere senza
chimica non è possibile, e che il
nostro futuro, senza
l’indispensabile apporto della
scienza chimica, sarebbe assai
peggiore.
Per rappresentare il ruolo della
chimica nella nostra vita e nelle nostre case,
Federchimica ha realizzato un video, intitolato “Vivere
senza Chimica?” che racconta in modo scherzoso e
paradossale (ma estremamente realistico) cosa ci
accadrebbe se decidessimo di rinunciare alla chimica. Il
Video è stato realizzato in collaborazione con il
Ministero dell’Università e della Ricerca e fa parte del
Progetto Lauree Scientifiche.
Ogni oggetto è fatto di chimica, o perché è composto di
materiali chimici, o perché grazie alla chimica esso si
conserva o si preserva da contaminazioni esterne, o
perché esso è composto anche di materiali chimici, senza
i quali non potrebbe esistere nel suo complesso.
Pensiamo ad esempio a un computer, che è fatto anche
di chimica, o all’automobile, che al 50% (dalla vernice,
ai componenti in plastica ecc.) è fatta di chimica.
Diventa pertanto
impossibile elencare
Quanta chimica, per
tutti gli oggetti della
esempio, c’è in un’auto?
chimica che fanno
parte della nostra vita Tantissima, e sempre di più.
quotidiana. Per
Tutti elementi fondamentali
grandi
per garantire migliori
raggruppamenti, si
prestazioni, sicurezza e
possono tuttavia
rispetto dell’ambiente.
TERRITORIO
Territorio
La chimica fa intimamente
parte della nostra vita
quotidiana, al punto che
finiamo per dimenticarcene,
sottovalutandone il
contributo irrinunciabile.
Anno XII - n.3/2011
- VARESEFOCUS 29
TERRITORIO
Territorio
ricordare i prodotti di plastica, gli additivi In occasione dell’Anno
che l'industria chimica ha portato avanti
alimentari, le fibre artificiali e sintetiche, i
con decisione nel nostro paese per
Internazionale della
detergenti, i cosmetici, le pitture, le
consolidare un rapporto di credibilità,
Chimica, le manifestazioni
vernici, gli inchiostri, gli adesivi. Ma c’è
affidabilità e fiducia con le varie istanze
Fabbriche Aperte si
tanta altra chimica nella nostra vita. I suoi
della società italiana. Negli anni, il
concentreranno nelle
prodotti sono infatti spesso incorporati
numero dei partecipanti è cresciuto in
settimane centrali di
nella stragrande maggioranza degli
modo esponenziale tanto da rendere
maggio (7-22).
oggetti a noi familiari: televisori, telefoni
Fabbriche Aperte un’iniziativa che ha
cellulari, elettrodomestici e tanti altri.
caratterizzato la politica di
Quanta chimica, per esempio, c’è in un’auto?
comunicazione dell’intero settore chimico.
Tantissima, e sempre di più. Tutti elementi fondamentali
In occasione dell’Anno Internazionale della Chimica, le
per garantire migliori prestazioni, sicurezza e rispetto
manifestazioni Fabbriche Aperte si concentreranno tutte
dell’ambiente. Un’auto europea contiene chimica per un
nelle settimane centrali di maggio (7-22). In tutt’Italia
valore compreso tra 800 e 2.500 euro, a seconda del
saranno 97 le imprese che si apriranno al territorio e di
modello.
queste 2 saranno quelle con sede in provincia di Varese.
Nel 2011 le imprese della chimica in Italia avranno
Eccole: Industriale Chimica srl di Saronno e Lamberti
occasione di riprendere un appuntamento di dialogo col
spa di Albizzate.
Mauro Luoni
territorio, in una cornice nazionale adeguata in termini di
attenzione e valorizzazione, per mostrare quanto sia
Tutte le iniziative internazionali in programma sono
continuamente migliorato il nostro modo di fare impresa.
disponibili sul sito
L'apertura degli stabilimenti chimici al pubblico con
www.chemistry2011.org
l’operazione Fabbriche Aperte si è rivelata come una
scelta strategica di trasparenza, apertura e confronto,
TERRITORIO
Territorio
100 anni di Borghi,
100 anni di
Whirlpool
Una singolare congiunzione di date: sul finire
del 2010 Gianni Borghi,
fondatore della mitica Ignis,
avrebbe compiuto
cent’anni. E cent’anni
compie quest’anno la
multinazionale Whirlpool, oggi
erede del complesso produttivo fondato da Borghi.
Sulla cui figura si farà presto una fiction televisiva
ispirata al libro di Gianni Spartà “Mister Ignis”.
C
on circa 12.000 dipendenti, una presenza sui
società è guidata dalla convinzione che tutti hanno
mercati di oltre 30 paesi europei e siti produttivi in
bisogno di un luogo confortevole da chiamare casa e
sette paesi, Whirlpool Europe, Middle East & Africa
vanta 100 anni di esperienza nella creazione dei modi
(EMEA) è una società interamente
migliori per cucinare, pulire,
controllata da Whirlpool Corporation,
refrigerare e conservare.
A Cassinetta un centro di
l’azienda leader a livello mondiale nella
Nel 1991, quando l’azienda è già la
eccellenza nel quale designer, prima fabbrica nel settore del
produzione e commercializzazione di
ergonomisti, antropologi,
grandi elettrodomestici. Nel 2010,
“bianco” negli USA, in Brasile, in
sociologi e psicologi
Whirlpool Corporation ha avuto un
Messico, essa acquista l’intero
fatturato annuale di 18,4 miliardi di
pacchetto della divisione
decifrano le tendenze della
dollari, 71.000 dipendenti e 67 centri di società per inventare i
elettrodomestici della Philips, nella
produzione e di ricerca tecnologica in
quale era confluita anni prima la
prodotti di domani.
tutto il mondo. L’azienda
Ignis fondata da Gianno Borghi, e si
commercializza i marchi Whirlpool,
attesta così sul Vecchio Continente.
Maytag, KitchenAid, Jenn-Air, Amana, Brastemp,
Oggi Whirlpool è il marchio preferito dagli italiani e
Bauknecht e altri importanti brand quasi in ogni paese
dai francesi.
del mondo. Il Centro Operativo Europeo di Whirlpool
I 100 anni di Whirlpool sono stati contrassegnati da
si trova in Italia, a Comerio, provincia di Varese.
una grande attenzione all’innovazione a alla
Fondata nel novembre 1911, Whirlpool Corporation
sostenibilità ambientale. E’ stata una delle prime
ha influenzato la vita familiare con elettrodomestici in
imprese al mondo a dotarsi nel 1970 di una struttura
grado di utilizzare sino al 50% di energia e acqua in
per il controllo ambientale e nel sito produttivo di
meno rispetto al passato per tutto il secolo scorso. La
Cassinetta di Biandronno esiste uno dei cinque centri
Anno XII - n.3/2011
- VARESEFOCUS 31
TERRITORIO
Territorio
di eccellenza al mondo nei quali designer,
color presente sul mercato fino agli
Elettrodomestici in
ergonomisti, antropologi, sociologi e
anni '80, familiarmente detto da tutti
grado di utilizzare sino cumenda, in lombardo
psicologi decifrano le tendenze della società
per inventare i concetti di domani e offrire al al 50% di energia e
“commendatore”. E’ stato una delle
acqua in meno rispetto figure di maggiore spicco nel
mercato le innovazioni che apportano ogni
al passato.
giorno reali benefici per i consumatori.
panorama industriale non solo
Grazie al lavoro di questi tecnici, negli ultimi
varesino, ma italiano. L’emblema di
dieci anni dalle fabbriche Whirlpool sono
quei self made men che furono
usciti elettrodomestici in grado di utilizzare sino al 50%
protagonisti del miracolo economico nel Dopoguerra.
di energia e acqua in meno rispetto al passato. Le
La sua figura è stata ampiamente illustrata dal
lavatrici con tecnologia “sesto senso”, ad esempio,
giornalista varesino Gianni Spartà nel volume “Mister
sono in grado di adattare automaticamente la quantità
Ignis”: Giovanni Borghi nell'Italia del miracolo di acqua ed energia necessarie durante il ciclo di
Segrate, Mondadori, 2002 (v. Varesefocus n. 7/2002)
lavaggio. Ma il risparmio di energia elettrica può
e ora quel libro ispirerà una fiction televisiva a puntate
arrivare sino al 70% se le lavatrici, quelle “green
inserita nel piano di produzione 2011 per la regia di
generation”, utilizzano nel loro ciclo acqua riscaldata
Renzo Martinelli, autore di film come Porzûs (1997),
direttamente dai pannelli solari. Anche le cucine e i
Vajont - La diga del disonore (2001), Il mercante di
frigoriferi sono dotati di tecnologie in grado di
pietre (2006), Carnera - The Walking Mountain (2008)
ottimizzare i processi di cottura e refrigerazione,
e Barbarossa (2009). Il cumenda sarà interpretato da
ottenendo notevoli risparmi di energia.
Francesco Salvi. Molte scene saranno girate tra
Si tratta di una evoluzione significativa dei prodotti che
Comerio, Cassinetta di Biandronno e lo stadio Franco
sulle sponde del lago di
Ossola di Varese, anche a ricordare il forte impegno dei
Varese avevano iniziato ad
Borghi nel sostenere le attività sportive del Varesotto.
La fiction su Giovanni essere costruiti da Giovanni
(M.L.)
Borghi interpretata
Borghi, fondatore della
da Francesco Salvi
Ignis e titolare della
www.whidpoolcorp.com
per la regia di Renzo Emerson, nota azienda
www. whirlpool.it
toscana produttrice di tv
Martinelli.
32 VARESEFOCUS - Anno XII - n.3/2011
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TERRITORIO
Territorio
AgustaWestland
sempre più leader
nell’ala rotante
Trasporto offshore (a supporto dell’industria petrolifera e del gas),
trasporto passeggeri e VIP/corporate, elisoccorso e ricerca e
soccorso, attività di polizia ed altre ancora. La versatilità è la chiave
del successo commerciale degli elicotteri targati Cascina Costa.
A
mmonta a 570 milioni di sterline il primo importante
contratto del 2011 ottenuto da AgustaWestland, la
società di Finmeccanica leader in campo elicotteristico a
livello mondiale che apre il nuovo anno con un grande
successo nel Regno Unito. Attraverso tale contratto
l’azienda fornirà servizi di supporto e manutenzione alla
flotta di elicotteri AW101 Merlin del Ministero della Difesa
britannico dall’anno in corso fino al 2016 nel quadro di un
più ampio impegno contrattuale della durata complessiva
di venticinque anni e di cui quest’ultimo accordo
rappresenta solo la seconda fase, senza contare che
AgustaWestland ha già in corso attività simili per altri
modelli di elicottero in Gran Bretagna e nuove opportunità
potranno esser colte in futuro nel paese. Il contratto IMOS
(Integrated Merlin Operational Support) appena siglato
consente una massimizzazione dell’efficacia operativa delle
macchine, anche rischierate in teatro operativo, e assicura
risparmi pari a circa 500 milioni di sterline in venticinque
34 VARESEFOCUS - Anno XII - n.3/2011
anni ai contribuenti del Regno Unito. Un risultato
importante alla luce della sempre crescente rilevanza
che stanno assumendo per l’azienda il business del
supporto al cliente e dei servizi di addestramento. Il
contratto è stato poi seguito da altri successi
commerciali che hanno visto protagonista in particolare
l’AW139 entro i primi tre mesi del 2011 con diversi
contratti in vari paesi tra cui Qatar, Portogallo, Cina e
India e per una ampia gamma di applicazioni quali
trasporto offshore, elisoccorso, trasporto VIP/corporate
e compiti di polizia.
Per l’azienda di Finmeccanica si tratta di fatto solo dei
primi successi dell’anno che fanno seguito alla
TERRITORIO
performance del 2010, nel corso del quale la società ha
ottenuto diversi importanti contratti portando avanti al
contempo la sua strategia di respiro globale attraverso
importanti partnership internazionali e il suo impegno
nell’innovazione tecnologica che ne fa un vanto per
l’industria aeronautica italiana. Tra le principali vendite
effettuate lo scorso anno da AgustaWestland sul
mercato mondiale si ricordano i dodici elicotteri AW101
destinati al trasporto governativo in India, nove ulteriori
T129 per l’Esercito turco che si aggiungono ai 50 già
ordinati, l’aggiornamento di ulteriori nove Lynx Mk.9A
dell’Esercito britannico e il costante e crescente successo
dell’elicottero AW139 sul mercato mondiale per lo
svolgimento di molteplici missioni quali trasporto
offshore (a supporto dell’industria petrolifera e del gas),
trasporto passeggeri e VIP/corporate, elisoccorso e ricerca e
soccorso, attività di polizia ed altre ancora. Sul piano delle
partnership conta segnalare la joint venture costituita con la
società indiana Tata per la realizzazione di una linea di
assemblaggio del modello AW119 in India, l’inaugurazione
della linea di assemblaggio della LIATEC (joint venture
detenuta per il 25% da AgustaWestland) in Libia e la posa
della prima pietra della linea di assemblaggio dell’AW139 in
Russia in collaborazione con l’azienda russa Russian
Helicopters. A ciò si aggiunge l’accordo con Boeing per
offrire una variante specifica dell’AW101 per soddisfare il
nuovo requisito relativo al futuro elicottero presidenziale
statunitense. AgustaWestland inoltre continua a rimanere un
punto di riferimento nell’innovazione in campo aeronautico e
lancia nel 2010 due nuovi prodotti, il GrandNew a febbraio
(e già disponibile sul mercato) e l’AW169 a luglio con i quali
punta a rafforzare ancora di più in futuro il proprio ruolo di
leader nel settore dell’ala rotante.
Anno XII - n.3/2011
- VARESEFOCUS 35
A n d y Wa r h o l © / ® / TM T h e A n d y Wa r h o l F o u n d a t i o n f o r t h e V i s u a l A r t s , I n c .
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TERRITORIO
Territorio
BAFF 2011,
nona edizione
Si avvia al primo decennale il Busto Arsizio Film
Festival, rassegna cinematografica pensata per
dare visibilità a film che altrimenti rischierebbero di
non averne.
I
l Busto Arsizio Flm Festival, edizione 2011, ha voluto
riaccendere il desiderio. Proprio questo è il tema della
nona edizione della rassegna cinematografica bustocca
svoltasi dal 2 al 9 aprile scorso.
"L'uomo è un desiderio senza fine" diceva la locandina
che ha fatto bella mostra di sè per le vie cittadine e il
primo desiderio avverato è stato proprio la possibilità di
continuare questa esperienza culturale legata al cinema
nella città del Basso Varesotto: “Il Censis dice che c'è, tra
gli italiani, un fortissimo calo del desiderio - ha detto
l'assessore alla cultura Claudio Fantinati - il cinema è
l'arte che meglio sa esprimere il desiderio dell'uomo di
guardare oltre e non fermarsi ai piccoli desideri meschini
della vita quotidiana”.
Per Andrea Castellanza, direttore dell'Icma e regista, il
suo stesso lavoro “è desiderio di riprodurre la vita
attraverso l'obiettivo di una telecamera”. Questo tema è
stato sviluppato e sviscerato dagli ospiti che sono giunti a
Busto Arsizio in occasione della settimana del cinema,
dalle clip proiettate prima di ogni film e delle grandi
pellicole, che lo hanno rievocato attraverso i tipici
linguaggi
cinematografici. Una
Il Busto Arsizio Flm Festival di queste “pillole di
2011 ha voluto
desiderio” è stata
proiettata durante la
riaccendere il desiderio:
conferenza stampa di
"L'uomo è un desiderio
presentazione del Baff:
senza fine".
“Saranno anche
piccole lezioni di
cinema - aveva commentato il presidente del Baff,
Gabriele Tosi - anche i film in concorso hanno molto da
dire sul tema del desiderio”.
Gli ospiti principali del festival di quest'anno sono stati
l'attore romano Valerio Mastandrea, già protagonista di
diverse pellicole proiettate al Baff e interprete del film che
quest'anno ha rappresentato l'Italia gli Oscar “La prima
Da sinistra, Alessia Barella
e Claudia Donadoni
cosa bella” di Paolo
Il Festival ha coinvolto
Virzì. Altro ospite di
rilievo Silvio Muccino, come tutti gli anni le sale
di diversi Comuni intorno a
giovane attore e ora
anche regista, sulle
Busto Arsizio.
orme del fratello
Gabriele, con la
pellicola dal titolo “Un altro mondo”. Oltre al mondo
attoriale e della regia, è stato rappresentato anche quello
legato alla stampa cinematografica con la presenza del
giornalista e critico cinematografico Tonino Pinto che ha
portato al Baff un suo personale ricordo del produttore
cinematografico da poco scomparso Dino De Laurentiis
con la proiezione di un video da lui realizzato. Ma è
l'ospite americano, quest'anno, ad aver sbalordito: il Baff
ha portato a Busto Arsizio Michael Madsen, una delle
“Iene” del grande regista Quentin Tarantino autore di
pellicole come “Pulp Fiction” e Kill Bill. Da segnalare
anche la presenza di Maurizio Crozza, uno dei comici
più irriverenti della tv italiana, il quale ha partecipato
alle riprese di un cortometraggio realizzato dai ragazzi
dell'Istituto cinematografico Antonioni, diretti da Max
Anno XII - n.3/2011
- VARESEFOCUS 37
TERRITORIO
Territorio
Croci, sul bullismo nel quale recita,
stati La scomparsa di Patò di Rocco
Importante la sezione
insieme al figlio, nella parte del padre.
Mortelliti, tratto dall’omonimo racconto
Made in Italy scuole:
Il Festival del cinema, giunto ormai alla
di Andrea Camilleri; e poi La prima
proiezioni presentate al
sua nona edizione, ha coinvolto come tutti
notte della luna di Massimo Gugliemi,
mattino e dedicate ai
gli anni le sale di diversi Comuni intorno a
produzione storica internazionale
ragazzi delle scuole e che
Busto Arsizio. Oltre alle sale cittadine
ambientata in Russia.
hanno registrato il tutto
(Manzoni, Fratello Sole, teatro Sociale,
Non sono mancati anche gli omaggi a
esaurito.
Lux, teatro Sant'Anna, cinema San
personaggi che hanno fatto la storia del
Giovanni Bosco) sono state coinvolte anche
cinema e scomparsi nel 2010, come gli
la sala Ratti di Legnano, il cinema delle
sceneggiatori Furio Scarpelli e Suso
Arti e il teatro del Popolo di Gallarate, la sala Area 101
Cecchi d’Amico, ma anche al produttore Dino de
di Olgiate Olona e il cinema Dante di Castellanza. Non
Laurentiis, quest’ultimo con la proiezione del
sono mancati, anche quest'anno, gli appuntamenti a
documentario L’italiano di Hollywood.
contorno del Festival con le serate al Melograno (che da
Importante la sezione Made in Italy scuole: proiezioni
quest'anno ha spostato la sua sede da Busto Arsizio a
presentate al mattino e dedicate ai ragazzi delle scuole e
Castellanza, in via Novara 25), con gli incontri del
che hanno registrato il tutto esaurito. Proiettati infine film
tendone di piazza San Giovanni a Busto Arsizio e le
della passata stagione ma dal contenuto fortemente
lezioni a Villa Calcaterra, nella sede dell'Icma.
sociale, come 20 sigarette sugli italiani morti in Iraq, Un
Diversi i film programmati nella sezione principale, il
altro mondo di Silvio Muccino sull’interculturalità, La
Made in Italy, tutte anteprime di opere in cerca di
prima cosa bella di Virzì.
Orlando Mastrillo
visibilità. Secondo il presidente Tosi è questa l’anima del
Festival, dare visibilità a film che altrimenti rischierebbero
di non averne. In concorso, tra gli altri, ci sono quindi
C
Convention
Colazioni di lavoro
Coffee break
In una cascina immersa
nel verde, sale attrezzate
per meeting e riunioni
Ristorante
Via Hermada, 20 - Malnate (VA) - tel. 0332 860969
[email protected] - www.cascinadiodona.it
Vittorio Sereni una mostra da
ascoltare
TERRITORIO
Territorio
Parole per musica fiorite in mostra, a Palazzo
Verbania di Luino, dal 16 aprile al 28 maggio.
“U
na mostra che restituisce la
voce alla poesia. In un
allestimento multimediale, fra
gocce sonore, video,
proiezioni e installazioni,
perché le parole di Vittorio
Sereni scorrano leggere
nell'aria, prende vita un
percorso che rievoca i luoghi
del poeta, i suoi ricordi, il suo
messaggio poetico,
accompagnato dalle
testimonianze di amici e
compagni, dense di memorie e
riflessioni”. È con queste
parole che il sindaco
di Luino Andrea
Pellicini ha
annunciato la
mostra dedicata
a Vittorio Sereni
(1913-1983), voce tra
le più alte della poesia
italiana del secondo
Novecento. Il Comune di
Luino, il Centro Culturale
Frontiera e l'Università degli Studi
dell'Insubria, con la collaborazione
dell’ISIS “Città di Luino-Carlo
Volontè”, hanno promosso infatti, nella
cornice dello storico Palazzo Verbania, la
mostra “Vittorio Sereni. Parole per musica
fiorite. Una mostra da ascoltare”.
L'iniziativa, invitando a ritornare sul
rapporto di Sereni con le sue
radici luinesi, sulla
sponda lombarda
del Lago
Il luinese Vittorio Sereni
(1913-1983), voce tra le più
alte della poesia italiana del
secondo Novecento.
Anno XII - n.3/2011
- VARESEFOCUS 39
TERRITORIO
Territorio
Maggiore, presenta per la prima volta Un allestimento multimediale, letteraria”, ideata e realizzata dagli
studenti dell’ISIS “Città di Luino Carlo
un progetto dedicato alla sua poesia
fra gocce sonore, video,
Volontè”. Qui si vuole condurre i
che, sulla sottesa falsariga dei
proiezioni e installazioni.
visitatori, sollecitandoli con linguaggi
manoscritti e delle edizioni storiche,
diversi, sulle strade del mondo che Vittorio Sereni ha
privilegia l'ascolto diretto delle sue parole, in
percorso, “viandante stupefatto, avventurato nel tempo
registrazioni d'epoca e riletture odierne.
nebbioso” dell’esistenza e della poesia. La postazione,
In questo evento il visitatore è chiamato ad accostarsi a
dotata di schermi tattili, propone una “passeggiata
Vittorio Sereni, alla sua lirica “nutrita di bellezza” come scriveva Dante Isella - a scoprirne i segreti, gli
letteraria” nella Luino sereniana, attraverso una
affetti, le passioni lungo un percorso sensoriale,
mappa che visualizza, in tempo reale, dettagli lirici,
segnato da impressioni tattili e ricco di immagini, scatti
approfondimenti storici, documenti fotografici. Una
di vita privata e scorci di luoghi amati, di orizzonti
proiezione virtuale invita all’esplorazione di
“quell’andar lontano e mettere in gioco la propria
legati al suo paese, natale e sempre vissuto,
sorte di creatura” che fu la sofferta esperienza
“attonito/specchio di me una lacuna del cuore”.
Camminando lungo un corridoio, che ospita una
biografica dello scrittore. Al termine della navigazione,
installazione in cui fluttuano sul soffitto bozze di poesie
il visitatore può ritirare una mappa reale, per
e celebri copertine, s'incontra la sezione “Album”
proseguire all’aperto, con libera autonomia
dedicata alle fotografie più note del poeta, tratte dagli
interpretativa, l’itinerario geo-poetico sui “luoghi
album di famiglia, arricchita da una sequenza inedita
sereniani” nel cuore della città.
degli anni di Algeria, e da istantanee cortesemente
A cornice della mostra, e per arricchirla, sono previsti
messe a disposizione da un importante archivio
incontri serali a tema con i curatori, momenti musicali
fotografico milanese; tutte immagini di “occasioni” di
e reading animati da attori noti. Sono in calendario,
vita e di poesia.
nei giorni festivi, visite guidate a cura degli studenti
Originale e innovativa la sezione “Navigazione
dell'ISIS, mentre i curatori restano a disposizione per
visite concordate.
Nel bookshop della
Palazzo Verbania a Luino
mostra è possibile
trovare il catalogo
dell'esposizione
Una mostra che
privilegia l'ascolto
diretto delle parole, in
registrazioni d'epoca e
riletture odierne.
documentaria, Luino e
immediati dintorni, già
promossa lo scorso anno
dai Comuni di Varese e
Luino, dall'Università
dell'Insubria in
collaborazione con il
Centro Culturale
Frontiera, oltre ai
quaderni dedicati a
Vittorio Sereni
nell'ambito del progetto
“150italiani” di Fabriano
Boutique.
(M.L.)
40 VARESEFOCUS - Anno XII - n.3/2011
INFORMAZIONE PUBBLICITARIA
8 e 15 MAGGIO 2011
PRIMA EDIZIONE
CONCORSO DI
PITTURA
DOPPIO EVENTO CULTURALE E
GASTRONOMICO IN CANTELLO
PRESSO
RESIDENZA
Per iniziativa degli operatori
economici realizzatori del
complesso immobiliare, in
collaborazione con “Pro Loco
Cantello” e sotto il patrocinio
dell’Amministrazione Comunale,
prende il via la prima edizione
del concorso di pittura
“Residenza Villa Matilde”, in
occasione della 71^ Fiera
dell’Asparago di Cantello.
Una ricorrenza che dal 1939 attrae
un folto pubblico alla riscoperta di
un antico e tipicissimo sapore del
territorio. La mostra di pittura
contribuisce a dare nuovo e più
diffuso rilievo all’evento.
Perché un evento culturale
promosso da una realtà di
costruttori?
Risponde ANTONIO CIAPPARELLI:
“una sfida alla crisi, una
dimostrazione di stile e di
ottimismo per valorizzare l’arte
pittorica come mezzo di
comunicazione ed evoluzione,
nonche’ promuovere il contesto
architettonico nel quale la
mostra stessa e’ ubicata”.
Residenza Villa Matilde costituisce
infatti una prestigiosa realizzazione,
totalmente di nuova costruzione,
composta da venti esclusive unità
residenziali a ridosso del parco
comunale. Alcune di queste sono
ancora disponibili alla vendita.
w w w . v i l l a m a tperi linfo
d eeregolamento
.net
Asparagi di Cantello
La storia di un paese
che ha legato il suo
nome ad un ortaggio
diventato protagonista
in cucina
Il paese, gli asparagi e le ricette per gustarli
firmate da grandi cuochi
Domenica 15 maggio alle ore 15.00, nel
contesto della mostra di pittura, FULVIO
CAVADINI presenterà il suo nuovo libro
fotografico dedicato agli Asparagi di
Cantello.
Nel testo sarà narrata la storia di questo
straordinario prodotto, la coltivazione e la
degustazione.
Oltre al pregiato apparato iconografico, vi
compariranno esclusive ricette firmate da 16
Chef dei più rinomati ristoranti della provincia
di Varese e del Canton Ticino.
I due temi del concorso:
Sezione 1:
Cantello: luoghi, personaggi,
tradizionale fiera degli
asparagi.
Sezione 2:
Tema libero.
Orari di apertura:
Dom. 8 e 15 maggio 2011
dalle 9.00 alle 18.00
Evento promosso da:
IMMOBILIARE
Fonti
Nuove s.r.l.
impresa
di costruzioni
TEL. 031.3509034 valli & parnigoni
TERRITORIO
Territorio
La Cascina
COLOMBARA
Ai margini della popolosa Saronno, un piccolo
agglomerato urbano dove si respira ancora
aria di campagna.
L
a Cascina o Cassina Colombara, alle porte di
oggi non esiste più. Nei secoli passati è stata demolita e
Saronno, oggi è conosciuta più per l’indicazione
proprio la mancanza di un edificio religioso per il culto
stradale della stazione ferroviaria di Saronno Sud che
ha indotto i colombaresi a costruirne una nuova nel
per la sua storia che affonda le radici addirittura nel
1910, vicinissima alla corte. Tutti insieme hanno
Medioevo. Il nome lascia trapelare un’antica
contribuito alla costruzione di questa piccola chiesetta
consuetudine, l’allevamento di colombi che, nei secoli
che consente tuttora agli abitanti di assistere alle
passati, era appannaggio solo dei Signori o dei Monaci
funzioni domenicali. C’era anche una leggenda, lo
e i contadini non ne usufruivano, se non … per la cattura
scrive ancora il Pini, secondo la quale
abusiva, quasi sempre tollerata. Anche
quando arrivava il temporale dalla
allora c’era una piccola chiesetta, anzi
parte della Cassina Colombara i
Il nome lascia trapelare
era un oratorio dedicato a San Solutore
contadini dovevano: “piantà lì la
un’antica consuetudine,
zappa e tuscoss e scapà a la svelta”.
(un soldato martire cristiano) e ci sono
l’allevamento di colombi
Fino ai primi dell’800, c’erano ancora i
documenti che ne testimoniano ancora
“resti” delle rigogliose selve che nei
l’esistenza nel 1621, come scrisse il
che, nei secoli passati, era
secoli passati si estendevano a perdita
maestro Vittorio Pini, nel suo dotto
appannaggio solo dei
d’occhio e attorniavano l’antico
libretto “Cassina Colombara”.
Signori o dei Monaci.
agglomerato abitativo a struttura
La chiesetta/oratorio di antica memoria,
44 VARESEFOCUS - Anno XII - n.3/2011
prendere le uova fresche e
il latte appena munto,
portando sul manubrio la
“caldarina”. “Allora ricorda il Banfi - non si
chiudevano mai le porte di
casa e le famiglie si
aiutavano tra di loro per il
lavoro nei campi o nell’aia.
D’inverno per andare fuori
Cascina o a Saronno, non
si andava in bicicletta ma
“si portava” la bicicletta a
causa delle strade tortuose
e sterrate che diventavano
ghiacciate ed erano piene
di buche”. Ancora oggi c’è
una sola strada che collega
l’abitato alla Cascina, una
strada che è il cordone
ombelicale che la lega al
Comune di appartenenza.
La favola della Colombara
è durata fino alla fine degli
anni ’50 quando il lavoro
nei campi non rendeva più
e quindi si cercava
occupazione in una delle
numerose fabbriche
saronnesi, anche queste
scomparse dal territorio.
Adesso, i terreni coltivati
sono pochissimi e intorno
alla Colombara e si vedono
già i risultati di un’edilizia
selvaggia che non ha
L’antico agglomerato
quadrangolare con le stalle, i pollai, le
tenuto conto in alcun modo
rimesse per gli attrezzi, il forno comune
dell’ambientazione del luogo, un
abitativo aveva struttura
per cuocere il pane e un pozzo per
patrimonio architettonico rurale tipico
quadrangolare con le
l’approvvigionamento dell’acqua. Al
che sarebbe stato, senza dubbio,
stalle, i pollai, le rimesse
centro l’aia. Già nel XV secolo, il feudo
meritevole di maggiori attenzioni e dove
per gli attrezzi, il forno
era di proprietà dei conti Borromeo,
l’adattamento al moderno non avrebbe
comune per cuocere il
famiglia quasi egemone sul territorio,
dovuto prescindere dall’armonia e dalla
pane e un pozzo.
che restarono “padroni di casa” fino al
storia del passato. I grandi lavori in
1928 quando, come racconta Giorgio
corso, come lo spostamento della
Banfi la cui famiglia è da generazioni
ferrovia Saronno/Seregno che partirà
residente: “I conti vendettero tutte le proprietà agricole e
dalla stazione di Saronno Sud alla Colombara, stanno
le case ai coloni della cascina che continuarono per
rendendo un po’ critica la situazione del borgo e questi
qualche decennio a coltivare i campi e a mantenere i
problemi, dicono i residenti, sono purtroppo destinati ad
gelsi per la coltivazione dei bachi da seta, una delle
amplificarsi poichè il piano regolatore prevede un
attività principali dei colombaresi dal 1920 al 1940”.
raddoppio della cubatura dell’abitato attuale contiguo al
Fino agli inizi degli anni ‘60 molti saronnesi ricordano
vecchio nucleo originario, stravolgendone, di fatto, la
che andavano in bicicletta alla “Colombara “per
peculiarità.
Anno XII - n.3/2011
TERRITORIO
Territorio
- VARESEFOCUS 45
TERRITORIO
Territorio
Oggi l’aia è stata sostituita
da uno spazio verde poco
frequentato perchè ha
perso le sue caratteristiche
come, del resto, le hanno
perse i nuovi residenti
dell’antica Cascina.
dove i ruoli si scambiavano. A
mezzogiorno, alcuni di noi
andavano al Circolo con la
“schiscetta” e si prendeva a
pagamento solo il vino e si
restava a chiacchierare.
“Oggi sono rimaste circa 20
famiglie ma un tempo - continua
il racconto - ogni famiglia aveva
molti figli e l’aia era…vivace.
Un po’ dello spirito della Cascina, nonostante i continui
Fino al 1954 o giù di lì, c’era anche una scuola
cambiamenti, permane ancora
elementare con una sola maestra e tutti
soprattutto nelle serate estive quando,
eravamo in un’unica aula dove, in base
fuori dal Circolo Famigliare, unico posto
all’età, si imparava il programma”.
Fino agli inizi degli anni
Oggi l’aia è stata sostituita da uno
di ristoro della zona, si vedono seduti
‘60 molti saronnesi
spazio verde poco frequentato perchè
giovani e vecchi a chiacchierare
andavano in bicicletta alla ha perso le sue caratteristiche come, del
insieme. Fino agli anni 60, racconta il
“Colombara “per
resto, le hanno perse i nuovi residenti
Banfi, il Circolo Famigliare era gestito
acquistare le uova fresche
dell’antica Cascina Colombara.
dalla comunità e al mattino i contadini
e il latte appena munto.
Amaramente, conclude Giorgio Banfi,
di ritorno dai campi si fermavano per
“non c’è la volontà di conservare le
bere un bicchiere di vino e fare
tradizioni del passato, pur nella
colazione con pane e pancetta. Le
necessità di dotarsi di sistemazioni moderne”.
donne non potevano entrare, o meglio, era usanza che
Maria Grazia Gasparini
non lo facessero eccetto che alla festa di Sant’Agata
Cantello, per la sagra dell’Asparago 1° concorso di pittura
Villa Matilde
www.villamatilde.net
46 VARESEFOCUS - Anno XII - n.3/2011
All’interno della 71° sagra dell’Asparago Bianco di Cantello, che dal 1939 tiene vivi i
fasti di questo esclusivissimo prodotto, viene organizzato quest’anno il 1° concorso
di pittura, aperto a tutti gli artisti maggiorenni. La mostra delle opere in concorso
sarà allestita a Villa matilde, via Turconi 3.
L’evento è promosso dagli operatori economici realizzatori del complesso
immobiliare, quale: “sfida alla crisi, dimostrazione di ottimismo per valorizzare l’arte
pittorica come mezzo di comunicazione ed evoluzione, nonché promozione del
contesto architettonico nel quale la mostra stessa è ubicata”.
I concorrenti si potranno cimentare su due temi: “Cantello: luoghi, personaggi,
tradizionale Fiera dell’Asparago” e “Tema libero”. La mostra rimarrà aperta al
pubblico nelle domeniche 8 e 15 Maggio. Premiazione 15 Maggio ore 17.00.
Per maggiori informazioni ed accesso alle gallerie fotografiche sul territorio di
Cantello:
LA TUA UNIVERSITÀ,
IL TUO FUTURO:
5
MILLE
LA LIUC.
MOLTIPLICA
GS07311
IL TUO DOMANI
Sostenere la LIUC con il 5 per mille dell’Irpef, è molto semplice! Basta firmare
nell’apposito riquadro del CUD 2011, del modello 730 – 1 redditi 2010, o del
modello UNICO persone fisiche 2011, riportante la scritta “Finanziamento agli
enti della ricerca scientifica e della università”, segnalando il codice fiscale
02015300128 dell’Università Carlo Cattaneo – LIUC. La nostra Università si
finanzia prevalentemente con tasse d’iscrizione degli studenti e contributi liberali.
Un particolare ringraziamento a tutti coloro che hanno contribuito.
5
MILLE RAGIONI PER SCEGLIERCI.
Conoscere la LIUC
l’Università per le imprese
e le professioni.
L’Università Carlo Cattaneo – LIUC è nata nel 1991
per iniziativa dell’Unione degli Industriali della Provincia di Varese. Castellanza è a 15 km da Milano
lungo l’autostrada e la linea ferroviaria MI-Malpensa, in un’area con le più importanti imprese produttive nazionali. L’Università mantiene costanti
relazioni con imprese e ordini professionali, consentendo l’adeguamento dei corsi di laurea alle esigenze del mondo del lavoro. La testimonianza di
uomini d’azienda ed estesi programmi di scambi
internazionali e di stage arricchiscono il patrimonio
culturale personale e facilitano l’inserimento degli
studenti nell’attuale contesto lavorativo globale. I
tempi di inserimento dei laureati nel mondo del lavoro dimostrano l’efficacia di questo modello.
L’OFFERTA FORMATIVA
Facoltà di Economia
•Laurea in Economia aziendale (180 CFU)
•Laurea magistrale in Economia aziendale (120 CFU)
Facoltà di Giurisprudenza
•Laurea magistrale in Giurisprudenza (300 CFU)
In base al Decreto Ministeriale del 25 novembre
2005, il corso di laurea e laurea magistrale in Giurisprudenza è ora un percorso a ciclo unico di cinque anni.
Facoltà di Ingegneria
•Laurea in Ingegneria gestionale (180 CFU)
•Laurea magistrale in Ingegneria gestionale (120 CFU)
VERSO IL MONDO DEL LAVORO
Il servizio Placement ha contatti abituali sia con il
bacino delle piccole e medie imprese, sia con
grandi imprese e multinazionali: durante l’anno
sono programmati numerosi incontri per i laureandi
e, dopo ogni sessione di laurea, i nominativi sono
segnalati ad una mailing-list di imprese e soggetti
potenzialmente interessati in tutta Italia.
Viene effettuato un colloquio pre-laurea con ciascun laureando, finalizzato alla verifica delle proprie aspirazioni professionali per un migliore
inserimento in ambito lavorativo. Nel costante rapporto tra l’Università e le imprese, il servizio Placement, dopo ogni sessione di laurea, segnala
nominativi di laureati dotati delle competenze richieste, sempre in base alle necessità delle aziende
e delle istituzioni, che in alcuni casi chiedono di effettuare in Università recruiting di gruppo prima
dei colloqui selettivi individuali
nelle loro sedi. Da segnalare come
più che positivo il fatto che nell’anno
2010 si sono inserite nella mailinglist del Placement 399 nuove imprese che portano a 4.500 il totale
delle aziende operanti con il servizio Placement.
I tempi medi d’occupazione dei
nostri laureati si sono stabilizzati in
2 mesi e mezzo.
I FRUTTI DEL TUO
5XMILLE ALLA LIUC
Chi sceglie di donare
il 5 per 1000 alla LIUC
ha la certezza di poter
sostenere l’Università
in ambiti ben precisi:
i fondi pervenuti
sono stati destinati
ai servizi agli studenti
ed in modo particolare
a sovvenzioni e
premi di merito
e ad incrementare
la dotazione libraria
della biblioteca.
STAGE: UNA CONCRETA OCCASIONE
L’INTERNAZIONALIZZAZIONE
Efficace complemento alla formazione accademica,
lo stage rappresenta sempre più spesso per tutti gli
studenti una prima concreta esperienza di lavoro.
La LIUC può considerarsi leader in Italia per il numero di stage offerti: riesce infatti ad assicurare a
tutti gli studenti che ne fanno richiesta l’effettuazione almeno di uno stage nel proprio ciclo di studi.
Nel corso del 2010 gli stage effettuati sono stati ben
873, con un aumento dell’8% rispetto al 2009.
• un ampio programma di mobilità studentesca,
con 98 accordi in 37 Paesi nel mondo. Nel corso
dell’anno accademico 2009/2010 sono stati
circa 200 gli studenti che hanno partecipato
ai programmi di studio o stage all’estero e 150
gli studenti stranieri che hanno trascorso un
periodo di studio presso la LIUC. Un laureato su
tre partecipa ai programmi di mobilità;
• sono presenti studenti provenienti da tutti i paesi
europei e dell’est nonché da Australia, Canada,
Giappone, Taiwan, Singapore, Usa, Argentina,
Cina, Tailandia, Messico;
• 42 corsi di Economia Aziendale, Ingegneria e
Giurisprudenza in lingua inglese, 53 docenti
insegnano nel programma internazionale, di cui
44 interni e 9 provenienti dall’estero;
• un’intero corso di laurea magistrale in inglese:
International Business Management;
• doppio titolo di laurea, italiana e estera, con le
università partner della LIUC, (attualmente 16
studenti LIUC in Regno Unito, Francia, Argentina,
Australia, e Romania);
• stage all’estero con il progetto LLP/Erasmus
(presso imprese e istituti legali negli Stati della
Comunità Europea).
• summer school in Cina e Arizona: percorsi
intensivi presso la Fudan University di Shangai e
l’Arizona State University di Phoenix.
SKILLS & BEHAVIOUR
Gli studenti sono aiutati a far emergere le proprie
abilità (skills) attraverso metodi innovativi di apprendimento, utilizzati nel quadro della formazione manageriale e post-universitaria, che li porteranno a
padroneggiare abilità comportamentali (behaviour)
diverse da quelle acquisite durante l’attività didattica.
Il progetto vede coinvolti esperti provenienti da grandi
aziende e consulenti che si occupano di formazione
manageriale; hanno partecipato 1.508 studenti.
BORSE DI STUDIO AA 09/10: €1.760.000
• borse di studio, premi di merito, premi per tesi di
laurea: € 542.000;
• contributi per alloggi: € 90.000;
• mobilità internazionale: € 213.000;
• compensi per 150 ore: € 45.000;
• riduzioni retta per merito/reddito: € 870.000.
Didattica professionale
I Master universitari,
la ricerca, la formazione.
Primo livello: Merchant banking; Funzioni di coordinamento delle professioni sanitarie – COPS; Clinical risk management – MACRIM; Management
delle relazioni bancarie nel terzo settore – MARTES.
Secondo livello: Merchant banking; Assicurazioni, previdenza e assistenza sanitaria obbligatoria
e complementare – MAPA; Criminologia Forense –
MACRIF; Governo clinico per la medicina interna –
CGM; Gestione e organizzazione delle strutture
ospedaliere – MAGOSO; Master in diritto delle biotecnologie; Helicopter & Airplane Master – H&A; Direzione, amministrazione, finanza e controllo di
gestione – CFO; Health technology assessment e
management delle strutture sanitarie – HTEAM;
Risk management e gestione della qualità in sanità
– MARIQUAS; Management per dirigenti di struttura complessa – MADISCO.
CENTRI DI RICERCA
CEPA: Centro di ricerca sulla pubblica amministrazione
CARED: Centro di ateneo per la ricerca educativodidattica e l’aggiornamento dei docenti
CERST: Centro di ricerca per lo sviluppo
del territorio
CETIC: Centro di ricerca per l’economia e le tecnologie dell’informazione e della comunicazione
CREMS: Centro di ricerca in economia e management in sanità
CRMT: Centro di ricerca sui trasporti e sulle infrastrutture
CERMEC: Centro di ricerca sul management
e sull’economia della cultura
C-LOG: Centro di ricerca sulla logistica
CRC: Centro di ricerca sul crimine
CERICO: Centro di ricerca sulla complessità
Lab#ID: Applicazioni sistemi RFid
LeanClub: Ricerca su Lean Production
Archivio del cinema industriale
e della comunicazione d’impresa
Unità di studi interdisciplinari
per l’economia sostenibile
Unità di studi su tecnologia, innovazione
Unità di studi sull’etica
LIUC innovazione e brevetti
FORMAZIONE
Ampia gamma di corsi a catalogo e su commessa,
finalizzati a rispondere alle esigenze delle imprese.
Tra i corsi di formazione finanziata ricordiamo l’Executive master management lab, finanziato da Fondirigenti. È proposto anche un corso avanzato di
General management: l’Advanced leadership program. Ultime novità: Lindt academy, prima company academy LIUC, dedicata ai giovani manager di
Lindt & Sprüngli e il Master in management della
piccola e media impresa – MAPI, realizzato in collaborazione con Piccola Industria – Confindustria.
GS07311B
MASTER UNIVERSITARI
SCIENZA
Scienza
Scienza
Voyager 1
34 anni di
info dallo spazio
Gli scienziati della Nasa prevedono che la sonda continuerà ad inviare informazioni alla Terra fino al
2025, quando saranno 48 anni da che venne lanciata. Un patrimonio di dati incomparabile sui sistemi
solari.
C’
è un oggetto, costruito dall’uomo, che in
1990 la Nasa ricontattò la sonda
Giove e Saturno sorvolati
questi mesi ha raggiunto i confini del
per verificarne l’efficienza e si
nel 1979 e nel 1980. Da
sistema solare e si sta perdendo negli spazi
scoprì che essa avrebbe potuto
quel momento la sonda
interstellari della nostra galassia. Si tratta della
ascoltare la Terra, rilevare alcune
iniziò un lungo viaggio che informazioni e inviarle al nostro
sonda Voyager 1. Essa venne lanciata dalla
l’avrebbe portata ai confini pianeta fino al 2025, quando
Nasa nel 1977 con lo scopo di passare vicino a
del sistema solare.
due grandi pianeti del sistema solare: Giove e
saranno 48 anni da che venne
Saturno. Il primo venne sorvolato nel 1979 ad
lanciata. Negli ultimi anni alla
una distanza di circa 349.000 km (grosso
sonda è stato chiesto di studiare
modo la distanza minima tra la Terra e la Luna). Grazie
il “vento solare”, ossia il flusso di particelle che
ad essa non solo si studiarono, come mai era stato fatto
fuoriescono dal Sole e permeano il sistema solare. Ad
prima, le strutture del gigante dei pianeti, ma si
essa venne dato il compito primario di tenerlo sotto
scoprirono i vulcani attivi sul satellite, vulcani che
controllo fino a rilevare quando esso sarebbe sparito o
emettono grandi quantità di zolfo. A Saturno invece,
quando esso sarebbe stato sopraffatto dalle radiazioni
Voyager 1 arrivò nel novembre del 1980, quando lo
cosmiche che provengono dalla nostra galassia, la Via
sorvolò a circa 120.000 km d’altezza (circa un terzo
Lattea. In quel momento infatti, la sonda sarebbe
della distanza Terra-Luna). Per la prima volta si poterono
arrivata ai confini del sistema solare e avrebbe iniziato
osservare con estremo dettaglio gli anelli del pianeta e si
a superarlo. Quello sarebbe stato il momento in cui
osservò da vicino l’atmosfera del satellite Titano.
avrebbe lasciato alle sue spalle l’eliopausa, il confine
A quel punto la sonda iniziò un lungo viaggio che
estremo del sistema solare.
l’avrebbe portata ai confini del sistema solare per
Da allora la sonda ha eseguito il suo compito con
superarlo e immergersi nel vuoto della Via Lattea. Nel
estrema affidabilità. Di tanto in tanto la sonda viene
Anno XII - n.3/2011
- VARESEFOCUS 51
SCIENZA
Scienza
La sonda sta muovendosi
riaccesa ed essa, comunicando con i
pianeta. Esso venne concepito affinché
tecnici della Nasa, riversa a terra le
ad una velocità di 17 km al una qualunque civiltà extraterrestre che
informazioni che raccoglie nel suo viaggio. secondo. Anche a questa
dovesse catturare la sonda possa avere
In questo momento essa sta muovendosi
un’idea di come è fatta la Terra e da
velocità essa potrebbe
ad una velocità di 17 km al secondo, se si
chi è abitata e qual è il grado di cultura
arrivare alla stella più
vuole poco più di 61.000 km all’ora, ed è
che l’umanità aveva raggiunto al
vicina, Proxima Centauri,
l’oggetto più veloce mai costruito
momento del lancio della sonda. Il tutto
solo tra 73.600 anni.
dall’uomo. In ogni caso, tuttavia, anche a
venne ideato da un astronomo della
questa velocità la sonda potrebbe arrivare
Cornell University, Carl Sagan, il quale
alla stella più vicina, Proxima centauri,
immise nel disco 115 immagini, suoni
solo tra 73.600 anni.
naturali come quelli prodotti dalle onde del mare, dal
Da alcuni anni a questa parte gli scienziati erano arrivati
vento o dai tuoni oltre che versi di animali vari e sinfonie
più volte a sostenere che il confine del sistema solare era
musicali. Vennero aggiunti anche i saluti dell’umanità in
stato sorpassato dalla sonda. Una prima volta era
55 lingue diverse (compreso l’italiano).
successo nel 2003. Allora infatti, la sonda rilevò che il
Anche la sonda gemella Voyager 2 che studiò da vicino
flusso del vento solare era ridotto al minimo, tanto da
tutti i pianeti gassosi esterni del sistema solare (Giove,
rendere quasi impossibile il rilevamento delle particelle
Saturno, Urano e Nettuno) sta seguendo la stessa sorte di
del vento solare stesso. Ma poi, un approfondimento dei
Voyager 1. Anch’essa viene contattata di tanto in tanto
dati, fece capire che vi era stato un errore. Nuovamente
dalla Nasa e giusto settimana scorsa ha fatto suoi 3 dei
si ipotizzò che il limite fosse stato toccato nel 2005, ma
segnali inviategli dalla Terra. Gli altri non è riuscita ad
anche allora si stabilì che vi era stata un’anomalia nella
interpretarli. Voyager 2 si trova a 14 miliardi e 100
raccolta delle informazioni. Ora, per la terza volta, gli
milioni di chilometri dal Sole. Quando lascerà il sistema
scienziati della Nasa sostengono che i confini del sistema
solare non avrà di fronte a sé una stella da raggiungere
solare sono stati raggiunti, ma questa volta ne sono
e tra circa 290.000 anni dovrebbe passare a circa 4,3
certissimi. “Ora siamo sicuri che il vento solare termina il
anni luce dalla stella Sirio, che si trova a 8,6 anni luce
suo flusso a 17,4 miliardi di chilometri dal Sole ed è
dalla Terra. Una distanza enorme perché un qualunque
stato raggiunto dalla sonda il 3 dicembre 2010”, spiega
“siriano”, caso mai esistesse, possa essere in grado di
Ed Stone, responsabile scientifico del progetto Voyager.
rilevare la presenza della sonda ed eventualmente
Per avere un’ulteriore certezza della scoperta il
decidere di catturarla. Ma c’è una nota da sottolineare.
responsabile della Nasa ha chiesto alla sonda di ruotare
Se anche oggi la sonda fosse catturata da noi terrestri,
di 70 gradi la sua posizione, così che gli strumenti
avremmo serie difficoltà a leggere quel disco d’oro
potessero rilevare anche il più piccolo flusso di vento
concepito agli inizi degli anni Settanta, perché non
solare se mai ci fosse stato. “Va detto che ci ha molto
abbiamo più alcun supporto adatto a decifrarlo e a fatica
sorpreso che la sonda sia riuscita nell’operazione.
potremmo ricostruirne uno. Ci riusciranno mai gli
Nonostante che essa si trovi ad oltre 16 ore luce da noi
extraterrestri? Sarebbe molto bello saperlo.
Luigi Bignami
(ciò significa che ogni messaggio radio impiega 16 ore
per arrivarci) essa ha raccolto il nostro comando e si è
orientata a dovere. Ma
anche nella nuova
VOYAGER 1: 34 YEARS WORTH OF DATA
La Nasa sostiene che i
posizione la sonda non
GATHERED IN SPACE
confini del sistema
ha rilevato alcun flusso di
solare sono stati
particelle solari. Ora
According to Nasa scientists the probe will keep sending data to
raggiunti dalla sonda e
possiamo affermare che
earth until 2025, some 48 years after it was launched. It has
che il vento solare
essa si trova realmente
provided a wealth of unequalled data on solar systems and
termina il suo flusso a
oltre i confini del sistema
passed over Jupiter and Saturn in 1979 and 1980. Since then,
17,4 miliardi di
solare”.
the probe has been continuing its long journey which has taken it
chilometri dal Sole.
Ora la sonda continuerà
to the edge of the solar system. The probe travels at a speed of
il suo viaggio, che può
17km per second and even at this speed it could reach the
essere definito interstellare, verso la costellazione di
nearest star, Proxima centauri, in just 73,600 years. Nasa claims
Ofiuco e tra circa 40.000 anni, se mai sarà rimasta
that the probe has already reached the edge of the solar system
integra, passerà a circa 1,5 anni luce dalla stella
and that the solar wind stream stops at some 17.4 billion
chiamata AC+793888. A bordo della sonda vi è un
kilometres from the Sun.
disco d’oro che contiene suoni e fotografie del nostro
52 VARESEFOCUS - Anno XII - n.3/2011
HIGH TECH
High Tech
Una strategia digitale per
lo sviluppo
L’Italia affronta da tempo un ritardo,
non solo economico, ma anche
infrastrutturale e culturale, rispetto alle
principali economie occidentali. Un
gap che si sta ampliando. Il tentativo
di correre ai ripari col progetto
“Agenda Digitale”.
L’
evoluzione tecnologica determina gli sviluppi
economici e sociali. Il XIX secolo è stato
caratterizzato dalle macchine a vapore, il XX secolo
dall’elettricità. Il XXI secolo è il secolo digitale; cultura,
conoscenza e spirito innovativo sono i volani che
proiettano nel futuro.
Alcune informazioni: a livello globale la “internet
economy” supera i 10.000 miliardi di dollari. Il
Commissario europeo per la Società dell’Informazione,
opportunità per rilanciare l’Italia portando benefici
Neelie Kroes, considera l’agenda digitale elemento base
all’intera economia e società italiane. Occorre porre
della sostenibilità socio-economica. Nel Regno Unito vale
concretamente il tema digitale al centro del dibattito
già oggi il 7,2% del PIL, più del settore sanitario, e il
politico nazionale attraverso proposte organiche per
governo ha sviluppato il piano “Digital Britain” per
una Agenda Digitale per l’Italia che sia una strategia
garantire alla Gran Bretagna un futuro tra le maggiori
collettiva con una visione di lungo periodo. Una sfida
economie del sapere digitale. Il
che ha incassato recentemente
Giappone e la Corea del Sud sono stati
anche l’appoggio di
L’evoluzione tecnologica determina
tra i primi Paesi a darsi una strategia
Confindustria. La stessa
gli sviluppi economici e sociali.
digitale.
Presidente Emma Marcegaglia
D’altro canto, l’affermarsi
Il governo tedesco ha redatto il progetto
ha, infatti, annunciato la
dell’economia digitale rende
“Digital Deutschland 2015”, nel quale,
convocazione di un tavolo,
tra le altre cose, si stima che la banda
necessario affrontare trasformazioni proprio con lo scopo di
ultralarga genererà 1 milione di nuovi
affrontare il tema e impostare
radicali dei modelli di sviluppo.
posti di lavoro in Europa. In Francia il
una strategia.
Presidente Sarkozy ha assegnato allo
Porre il Paese nelle condizioni
sviluppo delle infrastrutture ICT 4,5 miliardi di euro, 500
di sviluppare appieno le potenzialità di Internet e delle
milioni in più di quanto raccomandato dal rapporto
nuove tecnologie significa agire su diversi fronti.
strategico “Investir pour l’avenir”. La Spagna si è data
Lavoro: creare centinaia di migliaia di posti di lavoro,
come obiettivo di investire in innovazione il 4% del PIL
ad alto valore aggiunto, proiettati verso il futuro.
entro il 2015 ed arrivare a 150 brevetti annui per
Impresa: consentire a quello straordinario patrimonio
milione di abitanti. In USA il Presidente Obama ha
rappresentato dalle nostre piccole e medie imprese di
nominato per la prima volta un direttore dell’informatica
essere più competitive e generare nuova ricchezza.
e delle telecomunicazioni, un “Chief Information Officer”
Cittadinanza: continuare a migliorare trasparenza,
federale.
semplificazione ed efficienza della Pubblica
Trarre esempio da questi Paesi può costituire la maggiore
Amministrazione, con nuovi servizi per i cittadini.
Anno XII - n.3/2011
- VARESEFOCUS 53
HIGH TECH
High Tech
Occorre porre concretamente servizi: sia servizi finali che
Cultura: recuperare per il nostro Paese
il tema digitale al centro del
quel ruolo storico come esempio di
infrastrutturali, includendo i necessari
imprenditorialità, ma anche come leader
standard per l’e-business e per i beni
dibattito politico nazionale
nella produzione di ricerca, sapere e
digitali (o “neobeni puri”, secondo la
attraverso proposte
innovazione. Equità: ridare all’Italia un
definizione del CNEL);
organiche per una Agenda
tessuto economico e sociale capace di
alfabetizzazione: per far conoscere e
Digitale per l’Italia.
valorizzare il talento, il merito, la
sperimentare a cittadini, imprenditori,
competenza, il coraggio con maggiore
funzionari e classe dirigente i vantaggi
equità nelle opportunità e nei diritti. Diritti: non solo
della digitalizzazione; regolamentazione: le norme
garantire a tutti i cittadini l’accesso alla rete, ma anche
giuridiche e regolamentari da adottare riguardanti la
porre “realmente” gli individui nelle condizioni di
cittadinanza digitale nonché in materia di transazioni tra
sfruttare appieno il potenziale espressivo, formativo,
privati e con la PA, con una rilettura delle filiere in
creativo e lavorativo fornito dalle nuove tecnologie,
termini di ri-organizzazione di rapporti tra le imprese e
individuando anche forme efficaci di tutela della persona.
tra queste e i fornitori di servizi di supporto.
Per ottenere questi risultati è necessario andare oltre i
Naturalmente non è possibile prescindere dal
provvedimenti in ambiti
coinvolgimento sistematico e strutturato degli stakeholder
circoscritti. La sfida è
per garantire l’apporto delle intelligenze operative
quindi
dare
al
Paese
una
multidisciplinari necessarie. Le tecnologie digitali non
Per ottenere risultati è
strategia
organica,
una
sono solo un importante mezzo di comunicazione
necessario andare oltre i
Agenda
Digitale
che
interpersonale sul quale focalizzarsi per evidenziare gli
provvedimenti in ambiti
ricomprenda
almeno
usi distorti che ne possono conseguire. Sono invece una
circoscritti. La sfida è
quattro aspetti.
grande occasione, estesa ad ogni settore dell’economia e
dare al Paese una
Infrastrutture
della società, per favorire profonde trasformazioni
strategia organica.
tecnologiche: per
mediante la digitalizzazione.
Luca Massi e Stefano Quintarelli
massimizzare
l’inclusione, restare allineati alle principali economie ed
www.agendadigitale.org
assicurare la continuità operativa dei servizi essenziali;
La Ricerca europea vista da vicino
Il Centro Comune di Ricerca di Ispra si apre ai visitatori.
Sabato 14 maggio 2011, dalle 10.00 alle 17.00 (ultimo
ingresso alle 16.00), chi vorrà potrà incontrare ricercatori
provenienti da tutta Europa mentre utilizzano le tecnologie
più avanzate per assicurare la sicurezza degli alimenti,
analizzano immagini satellitari per prevedere la prossima
inondazione, guidano camion su un banco a rullo per
misurarne le emissioni di CO2. In breve, forniscono un
supporto importante alle politiche europee mirate a rendere
l’Europa migliore, più sicura e più competitiva.
Con la sua ricerca multidisciplinare in sette istituti ripartiti
su cinque paesi, il Centro Comune di Ricerca costituisce il
“braccio scientifico” della Commissione Europea. Dopo
Bruxelles e Lussemburgo, Ispra è la terza sede della
Commissione Europea per ampiezza. La giornata “porte
aperte” è l’occasione ideale per scoprire le attività di ricerca
in vari campi importanti quali la sicurezza pubblica.
Iscrizione obbligatoria: www.jrc.ec.europa.eu/ispra-openday2011 - Tel. (+39) 0332 78 64 00.
54 VARESEFOCUS - Anno XII - n.3/2011
COSTUME
Costume
PRESS START
Il mondo dei videogiochi: tra cifre da capogiro,
dilettevole e utile. E qualche precauzione d'uso.
I NUMERI IN “GIOCO”
Bambini che girano con la DS (ora anche 3D!) nella
tasca del grembiule e console più o meno accessoriate in
quasi tutte le case. Per non parlare di pc, cellulari,
palmari e tablet... Basterebbe uno sguardo alle abitudini
comuni per una fotografia di massima della diffusione
del gioco digitale.
Ma se proprio volete dei numeri - sbalorditivi per chi non
è del ramo ma solo fruitore - ecco gli ultimi dati sul
mercato videoludico in Italia forniti dall'AESVI
(Associazione Editori Software
Nel 2010 in Italia, Videoludico Italiana): nel 2010
20 milioni di pezzi il giro d'affari del mercato di
videogiochi si conferma al di
venduti: cioè 33
sopra di 1,1 miliardi di euro
videogiochi e 5
console al minuto! per il terzo anno consecutivo. In
pratica? Si parla di 20 milioni
di pezzi venduti: 33 videogiochi
e 5 console al minuto! Numeri che colpiscono, tanto più
se letti alla luce della crisi economica generale, oltre che
di quella specifica di altri mercati internazionali del
digital game e del fatto che la rilevazione tiene conto,
almeno per quanto riguarda i software, solo dei canali di
distribuzione tradizionali e non dell'online. E, non ultimo,
se si considera che il commercio in questo settore è
notoriamente condizionato dalla pirateria.
Ma, in questo andamento da capogiro, quali sono i
must? Gli italiani sembrano preferire l'intrattenimento
casalingo a quello “mobile”: le console da casa nel 2010
hanno avuto un trend più positivo rispetto a quelle
portatili, ma anche al PC. Per quanto riguarda i gusti,
invece, l'anno scorso è stato segnato dai Mondiali di
Calcio con il successo di Pro Evolution Soccer e Fifa
2011, dai nuovi capitoli delle grandi saghe (tipo Call of
Duty), dai racing e dai giochi per tutta la famiglia (come
ad esempio Wii Party). Una tendenza relativamente
recente, poi, è la caccia all'accessorio, per la
personalizzazione a go go: dal wireless buzzer alla
balance board.
E Varese? All'interno di un mercato tanto prolifico, la
nostra provincia se la “gioca” molto bene con imprese
importanti testimonial del settore videoludico. Dalla
Leader Spa di Gazzada, dal 1984 sul mercato
56 VARESEFOCUS - Anno XII - n.3/2011
internazionale, oggi considerata il principale distributore
di videogiochi in Italia, alla Cidiverte di Gallarate, che,
tra l'altro, rappresenta in esclusiva Take2 e distributrice
di giochi noti come il recente Top Spin.
MANO SUL MOUSE, PIEDI PER TERRA
Un mercato che affascina, quindi. Sbagliato, però,
pensare che siamo un paese di meri giocatori. Oggi, il
videogioco non è più solo puro intrattenimento, ma ha
assunto il ruolo di vero e proprio strumento di
comunicazione e formativo. Per avere un'idea delle sue
potenzialità, banalmente, basti pensare alla comunissima
Wii Fit, per chi vuole mantenersi in forma senza uscire di
casa, da associare agli esercizi, sempre firmati
Nintendo, per il Brain training: mens sana in corpore
sano al digitale.
Ma non solo. La stessa Aesvi sostiene e promuove studi e
ricerche scientifiche sulla funzione sociale e pedagogica
del videogioco e persino sui suoi aspetti narrativi ed
artistici: si parla
addirittura di
Sul territorio, Leader di
gameart.
Gazzada e Cidiverte di
Chi è a contatto
Gallarate, distributori dei nomi
con i cosiddetti
più importanti del settore.
nativi digitali può
intuire al volo di
cosa stiamo
parlando: alcuni
giochi, oltre allo
svago, allenano il
bambino alla
lettura, ne
stimolano i riflessi e
le capacità
manipolative,
sollecitano la
deduzione logica,
l'analisi e la
capacità di
scegliere, lo
aiutano ad
imparare nuove
lingue,
rappresentano lo
La funzione
pedagogica del
videogioco e gli
aspetti narrativi
ed artistici: si
parla addirittura
di gameart.
svezzamento per l'acquisizione di competenze
In secondo luogo è l'evoluzione dei
Giochi che allenano il
informatiche. Per quanto riguarda i più
giochi stessi a rispondere a nuove
bambino alla lettura,
grandicelli, poi, i giochi digitali possono essere
esigenze e sensibilità. Solo per citare un
sollecitano la
usati come strumenti d'apprendimento
esempio, il nuovissimo National
deduzione logica e la
scolastico e, con l'introduzione dei multiplayer,
Geographic Challenge! per Black Bean
capacità di scegliere.
possono rappresentare il primo passo verso le
Games, publisher del Gruppo Leader
comunità digitali.
(disponibile per Ps, Wii, Pc e Xbox): si
Potenzialità enormi. E pericoli, ovviamente, penseranno
tratta di un party game per
in molti. Del resto, dai tempi degli scacciapensieri o del
la famiglia, una sorta di
National Geographic
C64, ci si confronta sul rischio di abuso o dipendenza
viaggio virtuale alla
Challenge! esempio
da videogame. Rischi, peraltro, che non dipendono dallo
scoperta del mondo con un
lampante di proposta
strumento, ma dall'uso che se ne fa. E dall'educazione
archivio d'immagini e
che coniuga parte
all'uso. Più recente, invece, e fortemente connessa
contenuti firmati National
all'esponenziale crescita del web 2.0 e dei social
Geografic. Al di là del gioco ludica, apprendimento
divertente, occasione
network, è la sensibilità nei confronti della sicurezza on
in sé, è una dimostrazione
line. Sono gli stessi produttori, però, a farsi carico di
evidente di come i produttori di relazione.
tutte queste preoccupazioni, realizzando iniziative e
siano portati a sviluppare
campagne informative per promuovere un uso sicuro
proposte che coniugano alla
degli strumenti digitali trai giovanissimi. “Mano sul
parte ludica, un'opportunità sia per l'apprendimento
mouse e piedi per terra. E' più di un gioco è la tua vita”,
rapido e divertente, sia per stare in compagnia.
Silvia Giovannini
ad esempio, è lo slogan eloquente dell'ultimo Safer
Internet Day. E non mancano le iniziative congiunte delle
www.avsi.it
imprese, con il Moige o le Associazioni di tutela dei
consumatori. Iniziative rivolte direttamente ai giovani,
www.leaderspa.it
ma anche alle famiglie e agli insegnanti.
www.cidiverte.it
Anno XII - n.3/2011
COSTUME
Costume
- VARESEFOCUS 57
FOTO DAL MONDO
Un airone vola come un elicottero americano
decolla dalla pista della base aerea NATO di
Sigonella, in Sicilia. REUTERS/Max Rossi
58 VARESEFOCUS - Anno XII - n.3/2011
FOTO DAL MONDO
Anno XII - n.3/2011
- VARESEFOCUS 59
RUBRICHE
Gita a …
Parco dell’Argentera,
alla ricerca di un tram
chiamato desiderio
Uscita ciclistica un po’ impegnativa, ma di grande
suggestione: fra mulini, cave d’argento e un santuario a
picco sul lago Ceresio.
“L
a grande rete di linee elettriche del
Varesotto si arricchisce di un nuovo
tronco che dipartendosi dalla ferrovia VareseLuino a Ghirla, attraversando la pittoresca Val
Marchirolo, discende a Ponte Tresa sul lago di
Lugano ove si affianca alla linea a vapore che
segue il fiume Tresa sino a Luino, tocca il
pontile dei piroscafi e mette i viaggiatori a
poca distanza dall’altra linea elettrica che da
Ponte Tresa (Svizzera) conduce a Lugano”.
60 VARESEFOCUS - Anno XII - n.3/2011
Da Ponte Tresa in
direzione di Varese
lungo la strada
carrozzabile, poi a
destra per la
ciclopedonabile che
attraversa il Parco
dell’Argentera a
Cadegliano Viconago.
La Cronaca Prealpina del 15 luglio 1915,
ignara o quasi delle vicende belliche da
poco iniziate, esaltava così le “valli
montane” che “continuano intanto il
cammino sulla via del progresso”. Non
sapeva, il giornale varesino, che proprio i
postumi della guerra mondiale (in
apparenza tanto lontana dagli orizzonti
prealpini) avrebbero spazzato via di lì a
pochi decenni le linee tramviarie che
RUBRICHE
Tra Ardena e Brusimpiano
Lungolago a Ponte Tresa
Mulino dipinto nel parco dell’Argentera
facevano del Varesotto un ambiente turistico di livello
SULLE TRACCE DI ANTICHI MULINI
Lasciata l’auto in uno dei parcheggi del paese, si inforca
europeo. Ponte Tresa diventava così non più solo meta di
la bicicletta in direzione di Varese, decidendo di
contrabbando per i traffici illeciti con la dirimpettaia
affrontare finché si è freschi la salita
Confederazione elvetica, ma luogo di
che dai 200 metri circa sul livello del
villeggiatura ricercato grazie alla romantica
Un bosco di castagni e
mare ci porterà nel giro di quattro
posizione tra fiume e lago. Trascorso quasi un
chilometri a quota 300. Occorre un
secolo da allora, una passeggiata su due ruote robinie con vecchi mulini
affrescati all’esterno e un po’ di allenamento, questo sì, ma non
da queste parti conserva in parte il fascino di
vecchio ponte ad arcate
si tratta di pendenze da professionisti
allora, alla ricerca di quel tram che oggi
della vecchia tramvia.
e poi nessuno vieta di fare quattro
qualcuno chiama “desiderio”.
Anno XII - n.3/2011
- VARESEFOCUS 61
RUBRICHE
Gita a...
Madonna del latte ad Ardena
Il vecchio ponte ferroviario a Cadegliano Viconago
passi a piedi; piuttosto, per il primo quarto d’ora occorre
sopportare il traffico che ci scorre accanto, piuttosto
intenso nelle ore di punta; ma un chilometro e mezzo
dopo la partenza lasciamo la carrozzabile e prendiamo
la ciclabile sulla destra per inoltrarci subito dopo in un
fitto bosco di castagni e robinie: siamo nel Parco
comunale dell’Argentera, ovvero in un… altro mondo.
Zona di miniere di galena argentifera, manganese e
salice già nota ai Romani, ma anche di mulini per la
macina di cereali e produzione di olio. Alcuni di essi
(affrescati esternamente) sono stati in parte recuperati e
rappresentano un buon motivo per una o più soste
favorite da panchine, aree pic-nic e rastrelliere per le
bici; ad un certo punto si
incontra anche una
Discesa verso
postazione attrezzata per
Brusimpiano e ritorno a
il tiro con l’arco. Il Parco
Ponte Tresa via Lavena,
appartiene al territorio
dove le due rive,
comunale di Cadegliano
italiana e svizzera, del
Viconago ed è
lago di Lugano quasi si
interamente attraversato
toccano.
dalla ciclabile che, dopo
mezzo chilometro
dall’entrata nel Parco,
s’impenna d’improvviso, ma solo per un centinaio di
metri. Quindi torna quasi in piano in concomitanza con
le prime case del paese.
UN BALCONE “MARIANO” SUL LAGO
Si prosegue indirizzati dalla cartellonistica specifica e,
lasciato il lavatoio sulla sinistra, ci si dirige verso il ponte
ad arcate che permette di scavalcare la valletta
sottostante e oltre il quale si incontrano i basamenti della
linea elettrica dell’antico tram: per chi viveva da queste
parti cent’anni or sono, esso doveva rappresentare
davvero un… desiderio! Dopo il ponte, in meno di un
THE ARGENTERA PARK, ON THE LOOKOUT FOR
SOMETHING TO FILL YOUR HEART'S DESIRES
This cycle route is quite hard work but really
picturesque as it takes you past mills, silver mines and a
sanctuary on a hilltop overlooking lake Ceresio. Start at Ponte
Tresa heading towards Varese and take the carriageway. Then
turn right and join the cycle and pedestrian pathway which goes
through the Argentera Park at Cadegliano Viconago. Here you
will find a wood full of chestnut and robinia trees as well as old
frescoed mills and an old arched bridge which used to be for the
tramway. At the top of the hill you rejoin the carriageway, cross
it and head towards Ardena. Stop off at the Mariano Sanctuary.
Head down towards Brusimpiano and back towards Ponte Tresa
via Lavena where the two shores of the Lugano lake, one Italian
and the other Swiss, almost meet.
62 VARESEFOCUS - Anno XII - n.3/2011
Gita a...
RUBRICHE
In cima al pendio di nuovo la
carrozzabile, da attraversare
per proseguire verso Ardena.
Un sosta al santuario mariano.
chilometro si raggiunge la cima del
pendio. Ancora poche pedalate a
fianco della carrozzabile, ma sempre
su pista protetta e, attraversata la
strada, si prosegue in direzione di
Ardena. Si tratta di una via piuttosto
stretta e, purtroppo, non ben curata
per quanto riguarda il fondo
asfaltato, ma almeno pochissimo
battuta dalle auto. Si sale ancora, ma
lievemente fintanto che, lasciate le
ultime abitazioni, ci troviamo nuovamente immersi nel
bosco, tanto fitto da impedire quasi del tutto la vista del
lago sottostante. Sarà una sorpresa, allora, imboccare il
chilometro e mezzo di discesa per arrivare al santuario
mariano di Ardena (sopra l’altare è l’affresco
trecentesco della Madonna del latte), affacciato sul
valico di Ponte Tresa e sui primi baluardi elvetici.
Una sosta obbligata per ritemprare lo spirito a tutto
tondo. Pochi metri e la strada scende per tre chilometri
La stretta tra le due rive del lago di Lugano
di rettilinei e tornanti sino a Brusimpiano, dove vale la
pena sostare sul lago. Da qui il ritorno direzione Lavena,
dov’è possibile lasciare la strada per imboccare una
ciclopedonale di grande suggestione anche perché arriva
alla “stretta”, un punto del lago che divide Italia e
Svizzera con uno spazio che non supera i settantaottanta metri. Quando si torna sulla strada si è ormai
concluso il percorso circolare.
Riccardo Prando
SOSTE CON BUONA CUCINA
Ci troviamo in zona di lago, quindi di turismo diffuso e le occasioni dove fermarsi per un pranzo completo o un
semplice spuntino non mancano. Segnaliamo due locali storici, presenti sul territorio ormai da diversi decenni. Il
ristorante pizzeria Carillon si trova sulla collina che scende verso Ponte Tresa, a lato della strada provinciale (via
Grumello 4): l’origine valtellinese dei gestori garantisce piatti della tradizione gastronomica di quel luogo, ma
anche una cucina di tipo internazionale. Un tavolo vista lago completa il richiamo del locale, aperto tutti i giorni;
risponde al numero telefonico 0332-550311. Più “sul lago” di così non si può per quanto riguarda l’Osteria del
Lago, appunto (0332-550108, chiuso il
mercoledì), che si trova alla “stretta” di Lavena.
Locale senza pretese, ma che vale la pena sia
per la posizione sia per la specialità della casa,
ovvero pasta fatta in casa e ravioli di zucca. Non
manca, anche in questo caso, la terra
panoramica. (R.P.)
DISTANZE: anello km 15
TEMPO: 2 ore
DIFFICOLTA’: medio-alta per la prima metà, caratterizzata
da una pendenza pressoché continua che in media è del
6-7 per cento
DA VEDERE: lungolago e lungo fiume a Ponte Tresa; parco
comunale dell’Argentera a Cadegliano Viconago, con
elementi bosco, torrente, mulini, ponte ad arcate; chiesetta
d’impianto settecentesco con affreschi ad Ardena.
Anno XII - n.3/2011
- VARESEFOCUS 63
RUBRICHE
Provincia da scoprire
La chiesa
della Purificazione
a Caronno
Pertusella
In questo numero Varesefocus
parla della Chiesa della
Purificazione, che il Comune di
Caronno Pertusella ha
riconsegnato alla città lo scorso
febbraio in tutto il suo splendore,
dopo i recentissimi restauri.
Anno XII - n.3/2011
- VARESEFOCUS 65
RUBRICHE
LA STORIA E L’ARCHITETTURA
Il 2 febbraio si celebra la
Presentazione di Nostro Signore e la
Purificazione di Maria Vergine. Questa
festa in cui vengono benedette le
candele, simbolo del battesimo che
purifica dal peccato originale, è
popolarmente chiamata Candelora.
Nel cuore di Caronno, in una piccola
piazzetta, con tanto di insegne che
annunciano i restauri appena conclusi, la
Chiesa della Purificazione si presenta
quasi inaspettata agli occhi dei passanti.
L’edificio sacro è stato costruito alla fine
del XV secolo (1483) ed è dedicato alla
Purificazione di Maria, episodio narrato
nel Vangelo di Luca. La Vergine, nel momento in cui
presentò Gesù al Tempio per la circoncisione, purificò sé
stessa, poiché, secondo la legge ebraica, ogni donna era
detta impura per un periodo di quaranta giorni dopo il
parto di un figlio maschio. La chiesa, lunga e slanciata, ha
una facciata semplice, con tre monofore, che si conclude
con un timpano triangolare. È accompagnata da un alto
campanile costruito nel 1545, un tempo dotato di
orologio. Al suo interno, un’unica navata, illuminata da sei
aperture semicircolari, si apre lateralmente in due
cappelle, dedicate alle Sante Anna e Caterina, e termina
con un presbiterio ed un’abside più bassi rispetto al corpo
centrale. Secondo gli studi più recenti, l’attuale edificio è
considerato l’ampliamento di una cappella dedicata a
Santa Maria, costruita sulla via dell’antico castrum
medioevale e collegata al monastero di San Pietro, dove
viveva una comunità femminile affiliata al ramo
benedettino fruttuariense. Tale cappella apparteneva alla
“Scuola di Carità”, confraternita che operava sul territorio
caronnese soprattutto per quanto riguarda l’assistenza e il
sostentamento dei più poveri e bisognosi.
Benedetta nell’anno 1500 con il nome di Santa Maria La
Nova, la chiesa, presso cui ebbe sede la “Scuola di
Carità”, fu amministrata dalla congregazione religiosa,
anche se, dalla fine dello stesso secolo, la potente famiglia
degli Omati di Milano ebbe una grande influenza su
questa organizzazione. Gli Omati avevano, infatti, estese
66 VARESEFOCUS - Anno XII - n.3/2011
proprietà a Caronno ed un ruolo
significativo in Santa Maria Nova,
come si evince dai documenti che
citano cospicui lasciti in denaro o
terreni da parte della casata.
Il nome degli Omati compare tra i
committenti delle opere d’arte che
abbellirono l’edificio sacro: è
molto probabile che le scelte
artistiche della chiesa siano state influenzate da questa
famiglia che fece da tramite tra gli scolari di Santa Maria
e l’ambiente colto milanese.
Tra metà Cinquecento e metà Seicento, Santa Maria Nova
venne arricchita da pregevoli decorazioni pittoriche ed
ampliata con le due cappelle laterali: l’epigrafe in marmo
nella cappella di Santa Caterina elogia il suo fondatore,
Cesare Omati, capitano dell’esercito di Carlo V.
Nel secoli successivi il ruolo degli Omati fu continuato
dagli eredi, la famiglia dei conti Rainoldi; l’edificio subì
riparazioni e
modifiche che però
La Chiesa della Purificazione o
non cambiarono
Chiesa Nuova conserva affreschi
l’impianto
di Giovanni Paolo Lomazzo agli
cinquecentesco. Tra
esordi della sua carriera pittorica
Ottocento e
e la pala dell’altare maggiore
Novecento la
realizzata da Bernardino Campi.
“Scuola” fu prima
sotto il controllo
statale dei sovrani asburgici, e poi trasformata in Ente
Comunale di Assistenza: in questo arco di tempo, la
Chiesa Nuova conobbe lavori di riassetto e di parziale
rinnovo, fino agli interventi di restauro dei nostri giorni.
LA PALA D’ALTARE
Nel 1558 la “Scuola di Carità” provvide al rifacimento
dell’altare maggiore con un’ancona (grande cornice)
RUBRICHE
Il Manierismo è una corrente artistica italiana del
Cinquecento, che si ispira alla maniera, cioè allo
stile, di grandi artisti come Raffaello Sanzio e
Michelangelo Buonarroti.
lignea, decorata da doppie colonne incise e dorate e
completata con un dipinto su tavola raffigurante la
“Presentazione al Tempio”. Nel Settecento l’ancona venne
purtroppo rimossa e sostituita con l’attuale; a quest’epoca
risalgono inoltre le quadrature dell’abside, che dilatano
illusionisticamente lo spazio conferendo al piccolo
ambiente una grande ariosità.
La pala d’altare fu commissionata nel 1560 al pittore
cremonese Bernardino Campi (1520-1591), conosciuto e
segnalato alla confraternita da Cesare Omati: ritrae
Maria che presenta al Sacerdote Simeone il piccolo Gesù
appoggiato all’altare. Alle loro spalle ci sono tre coppie di
figure che osservano e commentano la scena, incorniciata
da un baldacchino di cui si nota in alto la copertura a
frange. Il dipinto, modello per il pittore di altre
realizzazioni successive, ha una composizione centrale e
simmetrica, è caratterizzato da colori brillanti e dai gesti
dei personaggi, che coinvolgono lo spettatore
nell’episodio rappresentato.
Verso la fine del 1800, a causa dei diffusi distacchi della
pellicola pittorica, la tavola fu sottoposta ad un intervento
di trasporto del colore dal legno sulla tela. L’opera, già
pulita e foderata nel 1988, a causa di altri danni subiti da
un tentativo di furto, è in fase di restauro grazie al
contributo della Regione Lombardia ed attualmente
sostituita in chiesa da una copia.
I CICLI DI AFFRESCHI
Negli stessi anni in cui Bernardino eseguiva la
“Presentazione al Tempio” un altro maestro, il milanese
Giovanni Paolo Lomazzo (1538-1592), era presente nella
chiesa di Caronno realizzando gli affreschi del presbiterio
(1566). Questi artisti furono due importanti esponenti della
pittura manierista in Lombardia e nell’Italia settentrionale.
Lomazzo eseguì sulle vele della volta i quattro Evangelisti
con i rispettivi simboli e sulle pareti le Storie di Maria:
guardando l’altare, a destra, lo “Sposalizio della
Vergine”, a sinistra, la “Fuga in Egitto”, sormontate nelle
lunette rispettivamente dalla “Adorazione dei Pastori” e
dalla “Adorazione dei Magi”.
Questi affreschi meritano di essere visti per la loro
bellezza e perché sono la prima opera giovanile
dell’artista. Lomazzo dipinse con colori chiari e cangianti
scene all’aria aperta, distese su tutte le pareti, pervase da
un’atmosfera serena con una disposizione armoniosa delle
figure. La sua arte ricorda la produzione di Bernardino
Luini e di Gaudenzio Ferrari, due pittori che si aprirono
alle novità introdotte da Leonardo e che segnarono gli
sviluppi della pittura lombarda nella prima metà del
Cinquecento. I protagonisti delle Storie di Maria sono
rappresentati attraverso un intenso dialogo di gesti e
sguardi; lo studio della realtà e degli aspetti più immediati
della vita quotidiana si ritrova inoltre nell’attenzione che
Lomazzo rivolge alla descrizione dei dettagli e alla varietà
dei particolari. La critica d’arte ipotizza nella figura del
pretendente dai capelli lunghi e rossicci dello “Sposalizio
Anno XII - n.3/2011
- VARESEFOCUS 67
RUBRICHE
Provincia da scoprire
della Vergine”
un autoritratto
del pittore, il
quale raffigura
anche il
committente
degli affreschi,
Cesare Omati,
come il Re
Magio che offre
l’incenso a San
Giuseppe.
Gli affreschi
delle pareti
furono strappati
nel 1962 e
portati su tela,
per poi essere
ricollocati dopo
un intervento di
restauro degli
stessi ed
un’operazione
di bonifica delle
La Chiesa della Purificazione è
pareti, invase
un bene culturale e uno dei
dall’umidità di
luoghi di culto mariano presenti
risalita.
sul territorio a nord di Milano
L’arco trionfale,
che formano un “sistema
che collega la
museale diffuso” meritevole di
navata alla
essere valorizzato.
zona dell’altare
appena
descritta, è stato decorato nei primi anni del Seicento da
un artista della cerchia del pittore Giovanni Battista De
Advocatis, che utilizzò modelli e invenzioni del maestro
senza la sua supervisione. Questi affreschi raffigurano
nella lunetta in alto la “Gloria di Maria Assunta” fra
schiere di angeli musicanti, cui segue poco sotto
l’“Annunciazione”, mentre nei piedritti, entro finte nicchie,
si trovano San Carlo Borromeo e San Biagio (la cui
ricorrenza cade il 3 febbraio, il giorno dopo la festa della
Purificazione di Maria).
I RESTAURI
La chiesa si trovava in un grave stato di conservazione,
soprattutto per problemi di umidità (infiltrazioni d’acqua,
fenomeni di condensa e di risalita capillare), principale
causa del degrado sia esterno che interno degli intonaci e
degli affreschi.
Il restauro, iniziato nel 2008 e diretto da un
raggruppamento temporaneo di professionisti di alto
livello, è stato ultimato nel dicembre 2010. Il progetto ha
previsto in primo luogo lavori di bonifica, consolidamento
68 VARESEFOCUS - Anno XII - n.3/2011
e messa in opera dell’edifico, oltre al restauro delle
superfici esterne e della navata; successivamente è stata
eseguita la conservazione degli affreschi dell’arco trionfale
e del coro.
Per combattere i danni dell’umidità, è stato installato un
vespaio aerato e si è deciso di riscaldare la struttura con
un impianto a terra, soluzione che ha determinato la posa
di un nuovo pavimento in cotto.
L’intervento è stato finanziato in parte con fondi
dell’Amministrazione Comunale e in parte con il contributo
della Regione Lombardia, oltre alla partecipazione di Riva
Acciai S.p.A, Caronno Pertusella Servizi srl e Banca di
Credito Cooperativo di Barlassina. Il costo dell’intervento
a conclusione lavori
ammonta ad un complessivo
Una curiosità: durante
di circa €. 927.000.
i lavori di scavo è
Contemporaneamente ai
restauri, il gruppo storico di
venuto alla luce lo
Caronno Pertusella, insieme
scheletro di un bovino
ai progettisti e alle imprese
con una moneta di età
che hanno eseguito i lavori,
federiciana in bocca.
ed in collaborazione con le
L’interpretazione più
Soprintendenze di Milano e
accreditata è quella di
della Lombardia per i Beni
una sepoltura
Architettonici, Archeologici
intenzionale a scopo
e per il Patrimonio Storico
rituale.
Artistico, ha realizzato un
bellissimo libro su questo
edificio. Il volume, che contiene ricerche storiche e indagini
scientifiche, racconta, attraverso numerose immagini, la
storia e l’arte della Chiesa della Purificazione, illustrando
gli interventi eseguiti sull’antico manufatto. La Chiesa della
Purificazione si trova in Via Adua a Caronno Pertusella,
ed oggi è di proprietà del Comune che ha sede in Piazza
Aldo Moro, 1.
Verena Vanetti
THE CHURCH OF PURIFICATION AT CARONNO
PERTUSELLA
This church has recently been restored to its former
glory by Caronno Pertusella Council. You can now admire
frescoes painted by Giovanni Paolo Lomazzo at the start of his
career as well as the main altarpiece by Bernardino Campi. At a
time when Bernardino was working on the “Presentation of Jesus
at the Temple”, another artist, Giovanni Paolo Lomazzo (15381592) from Milan, was creating frescoes for the presbytery in the
Caronno church (1566). These artists were two important
exponents of mannerist painting in both Lombardy and northern
Italy. The Church of Purification is both a piece of cultural
heritage and an example of several Mariano places of worship in
the area to the north of Milan which make up the “ diffuse
museum network” which is well worth conserving.
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RUBRICHE
Storia
Carità,
beneficenza
e la nascita
dell’ospedale
di Luino
Il povero, immagine di Cristo, ha diritto
all’assistenza e la carità è benefica anzitutto per
il donatore. Fu così che nacquero gli ospizi,
i brefotrofi, gli ospedali e i lebbrosari.
I
l milanese Giacomo Ceruti,
La povertà è
pittore di pale sacre e di
innanzitutto un
figure popolane nel ‘700, li
problema morale e la
ritraeva con tanta efficacia
Chiesa se ne fa carico,
da guadagnarsi tra i posteri
da secoli, rifacendosi
il soprannome di Pitocchetto.
all’insegnamento
Nei secoli passati
evangelico.
mendicanti, vagabondi e
accattoni - o pitocchi,
appunto - popolavano le vie
delle città in modo molto più massiccio e vistoso di oggi.
Era una turba di poveri e derelitti, di orfani, vecchi e
malati che il gesuita e matematico luinese, Francesco Luini,
descriveva nel 1784 “smilzi,
insecchiti, lanternuti, anneriti,
increspati e macilenti, armati
sempre di poderosi bastoni, di
stampelle, di croccie e di gruccie di
varia forma e figura…”.
La povertà è innanzitutto un
problema morale e la Chiesa se ne
fa carico, da secoli, rifacendosi
all’insegnamento evangelico: “Per
sant’Agostino il superfluo del ricco è
il necessario del povero - spiega
Pierangelo Frigerio, autore con
Sergio Baroli del bel libro “La
pubblica assistenza nella storia della
70 VARESEFOCUS - Anno XII - n.3/2011
Mons. Gerolamo Comi
società luinese” (Francesco Nastro Editore, 2008) - il
modello del cristiano è san Martino che divide il mantello
col mendicante ignudo. Il povero, immagine di Cristo, ha
diritto all’assistenza e la carità è benefica anzitutto per il
donatore. Fu così che nacquero gli ospizi, i brefotrofi, gli
ospedali e i lebbrosari”.
CERI AL SACRO MONTE
La miseria è il volto crudele della società di ogni epoca.
Tra il ‘500 e il ‘700 la crescente indigenza e le carestie
Con il diploma di Francesco Sforza nel 1456,
seguito dalla bolla pontificia di Pio II nel 1458,
l’Ospedale Maggiore di Milano - la Ca’ Granda,
oggi sede dell’Università Statale - assunse la
supervisione degli ospedali dei centri minori e
diventò il punto di riferimento dell’assistenza
socio-sanitaria nel ducato di Milano.
Nel 1838, Luino si rese
cicliche aumentavano il divario tra ricchi e
l’Unità d’Italia e si esaurì a poco a
indipendente da Milano con poco soltanto nei primi decenni del
poveri e la plebe urbana, ingrossata dal
l’apertura dell’ospedale
proletariato contadino spesso senza lavoro, si
‘900.
“L’istituto
dell’affido dei minori ha
arrabattava per sopravvivere. La povertà era
grazie alla munifica
avuto
larga
diffusione nel Luinese
causa di turbamenti sociali e diventava un
donazione disposta dal
come
in
tutte
le aree pedemontane
problema politico. Così i duchi di Milano
nobile Giovanni Luini
- spiega Sergio
della
Lombardia
s’impegnarono a organizzare la grande
Confalonieri.
Baroli -, se ne trova traccia sui
macchina assistenziale, traendone vantaggio di
registri e nelle liste parrocchiali e i
immagine e consenso di clientele.
numeri sono spesso stupefacenti. L’ospedale Maggiore di
Con il diploma di Francesco Sforza nel 1456, seguito
Milano e l’ospizio di Santa Caterina alla Ruota affidavano
dalla bolla pontificia di Pio II nel 1458, l’Ospedale
i bambini esposti a chi si offriva di ospitarli dietro
Maggiore di Milano - la Ca’ Granda, oggi sede
pagamento. Nel Canton Ticino non esisteva l’assistenza
dell’Università Statale - assunse la supervisione degli
all’infanzia abbandonata ed era invalso l’uso di lasciare i
ospedali dei centri minori e diventò il punto di riferimento
neonati sgraditi sulla riva del lago a Tronzano e nei
dell’assistenza socio-sanitaria nel ducato di Milano. Non
dintorni. Se appena nati venivano dati in affido alle balie
c’erano alternative, del resto. L’umanista Domenico della
di campagna per l’allattamento, se erano più grandicelli
Bella, detto il Macaneo, dipingeva nel 1490 la folla dei
venivano presi in carico dalle famiglie che ricevevano, in
pellegrini accorsi a Santa Maria del Monte in cerca
dell’unica consolazione possibile per tante sventure:
cambio, biancheria e un compenso liquidato in due rate
ricorrere alla grazie divina per intercessione della
annue. La chiamavano la “pensione di san Carlo”.
Madonna e dei santi. “E’ motivo di grande meraviglia scriveva - osservare i doni
d’oro e d’argento, i ceri
sospesi alla volta o esposti
sulle pareti, gli ex-voto dei
malati ivi risanati e degli
sciancati subitamente
rinvigoriti che con la
preghiera ottennero la
guarigione da piaghe,
ascessi, cancrene e da
ogni tipo di grave
malanno…”.
RUBRICHE
Storia
LA RUOTA DEGLI
ESPOSTI
Miseria, abbandono,
malattia. Dove non
arrivava l’ospedale, carità
e beneficenza erano
l’unico conforto in un
connubio d’iniziative
private, laiche e religiose.
Un problema drammatico
era rappresentato dagli
orfanelli e dai bambini
illegittimi, i cosiddetti “figli
della colpa”, abbandonati
sul sagrato delle chiese e
nelle “ruote degli esposti”.
Il fenomeno fu
quantitativamente rilevante
nel Varesotto fra il 1830 e
Anno XII - n.3/2011
- VARESEFOCUS 71
RUBRICHE
Storia
UN NOME AI TROVATELLI
rispondere meglio alle esigenze tecniche ed
Un alto prelato di
I soldi aumentavano se il piccolo era
assistenziali, grazie anche alla generosità
famiglia indunese,
minorato e in molti casi l’affido era
dei luinesi, sulla scia dell’assistenza e della
seguito dall’abbandono così che i bambini monsignor Gerolamo
cura un tempo fornita esclusivamente dalla
Comi, rese possibile il Ca’ Granda di Milano. La Cassa di
finivano sulla strada. Solo i più fortunati
completamento del
riuscivano a rendersi indipendenti e ad
Risparmio si assunse i costi con il contributo
progetto.
avere una vita normale.
decisivo di un alto prelato di famiglia
Quando l’abbandono non era dichiarato
indunese, monsignor Gerolamo Comi, che
dai genitori indigenti, si attribuivano al
rese possibile il completamento del progetto
neonato, con il battesimo, generalità di fantasia: i
messo a punto dall’architetto Paolo Mezzanotte. Comi
cognomi più ricorrenti erano Degli Innocenti, Degli
promosse anche la
Esposti, Esposito, Venturini, Diotallevi ecc. A Milano si
costruzione separata di
Tra i benefattori
usava spesso il cognome Colombo che evoca la
un ricovero per anziani,
dell’asilo di Luino-Creva,
colomba, il simbolo dell’ospedale Maggiore. Non
che è poi diventato
si ricordano anche Luigi
mancavano aspetti deplorevoli, come l’abitudine di
residenza sanitaria
Colombi e Luigia Pozzi,
sfruttare i trovatelli adolescenti con pesanti carichi
assistenziale. La
nonni materni del poeta
quotidiani di lavoro.
fondazione autonoma
Dal punto di vista strettamente sanitario, con l’andare
ha celebrato nel 2007 il Vittorio Sereni.
del tempo il diritto di ricevere assistenza presso
centenario della
l’ospedale Maggiore di Milano non si poteva più
donazione.
“godere” gratuitamente (anche se il diritto era
Negli anni Venti del secolo scorso l’ospedale di Luino
riconosciuto dalle tavole fondative dell’ospedale e ci
divenne “di Circolo” essendo riferimento del territorio.
furono sentenze che diedero ragione a chi le
Nel corso degli ultimi due secoli la città ha sviluppato
rivendicava). Così, nel 1838, Luino si rese indipendente
altre forme d’assistenza ai poveri (congregazioni di
da Milano con l’apertura dell’ospedale grazie alla
carità, ECA, servizi sociali), alla maternità e
munifica donazione disposta dal nobile Giovanni Luini
all’infanzia (condotte ostetriche, asili nido, colonie) e al
Confalonieri, per testamento, nel 1803. La prima sede
territorio (condotte mediche e farmacie). Tra i
fu nella stessa casa del donatore in piazza San
benefattori dell’asilo di Luino-Creva, si ricordano anche
Francesco.
Luigi Colombi e Luigia Pozzi, nonni materni del poeta
Vittorio Sereni. Le attività sono sempre state affiancate
NOBILI E MONSIGNORI
da forme di volontariato integrato al servizio pubblico.
A partire dall’inizio del XX secolo si compì lo sforzo di
Sergio Redaelli
costruire un nuovo e moderno edificio in grado di
72 VARESEFOCUS - Anno XII - n.3/2011
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I 125 anni
del libro Cuore
Opera fondante del sentimento di unità nazionale
per intere generazioni, il libro Cuore è stato scritto
nel 1886, venticinque anni dopo la nascita del
Regno d’Italia, ed è stato per cent’anni il più
venduto dopo l’altro bestseller per l’infanzia:
Pinocchio.
P
avrebbe potuto avere. “Ah! Lo vedranno i fabbricanti di
libri scolastici come si parla ai ragazzi poveri e come si
spreme il pianto dai cuori di dieci anni, sacro Dio!”,
scrisse nel 1886 ai suoi editori. Non gli mancava
neppure la capacità autocritica che gli fece ammettere,
senza troppa ipocrisia, i propri limiti letterari e artistici.
In alcuni appunti del 1874 anticipa con lucidità i propri
difetti che, decenni dopo, gli furono imputati da critici
autorevoli: “…un manzonismo annacquato, senza
coraggiose affermazioni; [...] un tirar sempre al cuore a
tradimento, quando si dovrebbe tirare alla testa…”
Perché il titolo “Cuore” pare evidente: il cuore sede dei
sentimenti, contrapposto alla ragione, un cuore sensibile
che serviva ai giovani italiani per imparare ad amare la
nuova patria, lunga dalle Alpi alla Sicilia. Serviva un
cuore per appassionarsi a vicende di bambini calabresi,
di fanciulli veneti e romagnoli, di piccoli eroi, anche del
quotidiano, oggi così lontani dalla nostra cultura. Ma se
pensiamo al tasso di analfabetismo del paese postunitario, capiamo meglio perché poteva essere
solo l’immediatezza del cuore a vincere su una
più rigorosa razionalità che la neonata scuola
italiana non era ancora in grado di fornire. Una
scelta deliberata, dunque, dettata più da
esigenze di carattere sociale e pedagogico che
dal gusto personale dell’autore.
RUBRICHE
Storia
arliamo di Cuore perché ricorre il 150° anniversario
dell’Unità d’Italia. Ma lo
rispolveriamo anche per ricordare
che è stato un libro fondamentale
per la formazione di intere
generazioni, compresa quella di
noi adulti di oggi. Almeno fino
agli anni Sessanta, nel nostro
paese non si è potuto parlare di
Figure del nostro immaginario
letteratura per l’infanzia
Ci sono Garrone, il gigante “dall’anima nobile”
tralasciando Cuore. Uscì nel 1886,
che incarna la bontà semplice e sincera del
quasi cinquant’anni dopo l’ultima
popolo; Franti, il delinquente irrecuperabile
edizione dei Promessi Sposi, e a
“sospeso dalla scuola per tre giorni che tornò
venticinque dalla nascita del
più tristo e più insolente di prima”; il muratorino
Regno d’Italia; per il suo valore
dal viso di lepre “con il suo naso a pallottola”;
culturale oggi lo consideriamo un
Derossi, bello e bravo. Poi Precossi, picchiato
tentativo di unificazione nazionale
dal padre alcolizzato; Nobis, il figlio di papà;
attraverso un’opera letteraria. Il
Coraci, arrivato da Reggio Calabria, “un
libro più regalato per la Prima
Il titolo “Cuore” pare
ragazzo di viso molto bruno, coi capelli neri,
Comunione a generazioni di
evidente: il cuore sede dei
con gli occhi grandi e neri, con le sopracciglia
bambine e bambini, con la sua
sentimenti, contrapposto
folte e raggiunte sulla fronte…”.
copertina cartonata, rossa, un
alla ragione, un cuore
Quando il calabrese viene accolto
linguaggio accessibile ai più, un
sensibile che serviva ai
dall’abbraccio del migliore della classe, il
sistema di valori condiviso dal
giovani italiani per
maestro aggiunge “Perché questo fatto potesse
Paese, ha avuto il merito di saper
accadere, che un ragazzo calabrese fosse
interpretare la carica ideale utile a imparare ad amare la
come in casa sua a Torino e che un ragazzo di
rinsaldare una giovane nazione.
nuova patria.
Torino fosse come a casa propria a Reggio di
Fu un’operazione dall’esito
Calabria, il nostro paese lottò per cinquant'anni
straordinario, che qualcuno
e trentamila italiani morirono. Voi dovete rispettarvi,
paragona al ruolo avuto dalla televisione nell’Italia del
amarvi tutti fra voi; ma chi di voi offendesse questo
secondo dopoguerra.
compagno, perché non è nato nella nostra provincia, si
Ma per il suo autore, il successo del libro non fu poi così
renderebbe indegno di alzare mai più gli occhi da terra
inaspettato. Giornalista esperto, accorto conoscitore dei
quando passa una bandiera tricolore”.
meccanismi sottesi alla realtà sociale del suo tempo, era
ben consapevole della funzione che un libro del genere
Anno XII - n.3/2011
- VARESEFOCUS 75
RUBRICHE
Storia
il racconto mensile del maestro di
Scritto come diario,
Uscito il primo giorno di scuola dell’anno
racconta un anno di scuola Enrico.
1886, nell’Italia umbertina, per conto
di Enrico, un bambino di 10 La piccola vedetta lombarda, un
dell’Editore Treves, ebbe un grande
anni della buona borghesia ragazzino di dodici anni, morì per una
successo, più di quaranta edizioni e una
fucilata nemica nel 1859, durante la
torinese, che frequenta la
decina di traduzioni in lingue diverse. E’ il
guerra per la liberazione della
terza elementare a Torino.
libro più popolare tra i ragazzi, dopo
Lombardia, pochi giorni dopo la
Pinocchio di Collodi. Pare che l’autore, per
battaglia di Solferino e San Martino,
scrivere le pagine di scuola di Cuore, si sia ispirato alla
vinta dai Francesi e dagli Italiani contro gli Austriaci. Era
un orfano coraggioso, orfano che nessuno piangerà,
vita scolastica dei figli Ugo e Furio.
dopo l’omaggio che gli tributarono i soldati piemontesi.
Scritto come diario, racconta un anno di scuola di Enrico,
Abbiamo sempre creduto che questo racconto fosse frutto
un bambino di 10 anni della buona borghesia torinese,
della fantasia di De Amicis. E invece… Nel 2009 gli
che frequenta la terza elementare presso la sezione
storici Fabrizio Bernini e Daniele Salerno hanno portato
Baretti a Torino. Alle sue annotazioni si intercalano
a termine e pubblicato una minuziosa ricostruzione del
interventi, sotto forma di lettera, da parte dei genitori e
fatto, basata sui documenti d’archivio dell’epoca, che
della sorella, e trovano posto nove racconti, dettati ogni
conferma la reale esistenza di Giovanni Minoli e l’evento
mese dal maestro. Protagonisti dei racconti mensili sono
della sua morte prematura. Scoprirono che Giovanni
sempre ragazzi, ogni volta provenienti da una diversa
morì in ospedale sei mesi dopo essere stato ferito dagli
regione del neonato Regno d’Italia, capaci di gesti di
Austriaci, e questo spiegherebbe come mai non si siano
abnegazione o di eroismo, per difendere la patria, o la
reperiti documenti legati a quella giornata di giugno del
famiglia o valori come l’onestà o l’altruismo. Sono
1859.
modelli di vita espressione di un’ideologia e dei valori
Giovanni Minoli
della borghesia umbertina, pervasi da un’ottica del tutto
nacque nel 1847 e
laica; non si parla del Natale e delle altre ricorrenze
Il libro rappresenta l'Italia
morì, appunto, a
religiose, nel libro. Così si esprimeva il concetto di Stato
di allora, con uno strato
Voghera, nel
formatosi dopo l’Unità, e le cui basi erano state poste da
sociale retrogrado e una
dicembre del 1859.
Cavour, in quel Piemonte che fa da sfondo alle vicende di
élite separata, e ci offre un
Il padre, Carlo
Cuore.
affresco storico del paese
Antonio e la madre,
post-unitario di grande
Attualità del libro Cuore, tra ammiratori e
Carolina Valle lo
spessore.
detrattori
lasciarono orfano in
Che attualità può avere un romanzo in cui la parola
tenera età. Fu
“dovere” è usata 133 volte, “pensare” 123, ma
accolto come famiglio in un’azienda agricola della
“divertirsi” e “giocare” possono annoverare solo una
campagna di Voghera. Il 20 maggio 1859, durante le
prime fasi della battaglia di Montebello, Minoli salì in
dozzina di citazioni? Apparentemente nessuna.
cima ad un gattice, posto nelle vicinanze della cascina
Ricordiamo il sarcasmo distruttivo di Umberto Eco negli
Scortica dove abitava, per fornire ad un reparto di
anni Settanta, quando uscì con “Elogio di Franti”, il
cavalleggeri dell'esercito sardo in avanscoperta
protagonista ribelle e “negativo” del romanzo; e quello
informazioni, sulla presenza in zona di reparti austriaci.
di Arbasino, che fece una rilettura sapientemente
Non appena ebbe comunicato la posizione delle truppe
“velenosa” del testo per mettere in luce le debolezze
nemiche, fu centrato al petto da un colpo di fucile
dell’autore, con disprezzo chiamato “Edmondo de’
austriaco. Il reparto di cavalleria fece immediato ritorno
languori”.
a Voghera, dov’era insediato il quartier generale francoIl libro rappresenta appieno l’Italia di allora, con uno
sardo per riferire l’accaduto e accompagnare Minoli in
strato sociale retrogrado e una élite separata, e ci offre
ospedale. La grave ferita al polmone e la pochezza delle
un affresco storico del paese post-unitario di grande
tecniche mediche del tempo, portarono alla morte
spessore: possiamo considerarlo un libro di storia, di
Giovanni dopo sei mesi di sofferenze, nel dicembre
sociologia se non, addirittura, di politica.
1859. Egli fu vegliato fino all’ultimo giorno da soldati
piemontesi e francesi.
Tra verità e fantasia
“In una bella mattinata del mese di giugno…quando, un
Margherita Giromini
piccolo drappello di cavalleggieri di Saluzzo andava di
lento passo, per un sentiero solitario, verso il nemico,
esplorando attentamente la campagna…”. Così comincia
La fortuna di Cuore
76 VARESEFOCUS - Anno XII - n.3/2011
RUBRICHE
Arte
Nella caverna
del tesoro
di Giacometti
Sculture , dipinti e disegni dell’artista elvetico alla
Gam.
F
orse l’amore di Michael Peppiatt, già redattore di Le
Monde e corrispondente artistico del New York
Times a Parigi, tra i massimi esperti dell’arte di Bacon e
curatore della mostra di Alberto Giacometti, promossa
dalla Fondazione Zanella, sta anche nel rimpianto di
non aver avuto il coraggio di bussare alla porta di
quello studio. Lo studio di via Hyppolite, dietro
Montparnasse, dove lo svizzero Giacometti (19011966) lavorò per buon parte della sua vita, dal ‘27
fino al ‘66, e dove ritraeva i suoi modelli preferiti, la
moglie Annette, la sorella Ottilia, il fratello Diego.
Peppiatt s’arrestò, era il gennaio di quell’anno, davanti
alla soglia, non bussò, non chiese. Ebbe timore, forse
ebbe paura di quell’incontro, nonostante avesse in
tasca un’ amichevole presentazione siglata dallo stesso
Bacon.
Di lì a qualche tempo Giacometti morì. Qualcuno ha
voluto ricompensare il timido e sconosciuto visitatore di
quella sua discrezione. E un’attenta erede dell’artista
gli ha nel tempo lasciata aperta la porta,
permettendogli di trovare, accanto alla ricompensa
morale, un tesoro, anzi, la caverna del tesoro. E di
scovare, tra una moltitudine di opere integre e opere
distrutte, diverse mai esposte prima in Europa,
centinaia di disegni, oltre a dipinti di familiari, carte e
molte risposte su Giacometti.
Oggi quel tesoro, accanto a opere provenienti dalla
Gnam di Roma e ad alcune collezioni private, si è in
parte riversato e materializzato nella importante mostra
di Gallarate realizzata sotto l’alto patrocinio del
Presidente della Repubblica
(sponsor Ricola, B.P.M, Amsc Uno scultore immenso,
e Fnm). Dove il mistero
noto per essere
Giacometti rivela tutta la
l’eccentrico forgiatore
grandezza dell’uomo, uno
di creature minime,
scultore immenso, noto per
essenziali e quasi
essere l’eccentrico forgiatore
corrose dal tempo.
di creature minime,
Annette assis grande
Anno XII - n.3/2011
- VARESEFOCUS 77
RUBRICHE
Arte
essenziali e quasi corrose dal
tempo. In realtà a metterle alla
prova, più che il tempo e la
situazione di precarietà e limitatezza
fisica del ristretto e oscuro studio,
polveroso di gesso e ricoperto di
graffi alle pareti, era stata
soprattutto l’incontentabile mano
dell’artista. “Non so se so fare una
testa” confessa a uno dei suoi più
attenti ed esperti estimatori che
l’osserva al lavoro, mentre il video
Giacometti
in mostra restituisce il sorriso
smorzato - quello che Peppiatt non
colse - la sua voce ruvida di scettico,
il viso incorniciato dal tosone dei capelli, dentro lo
studio cavernoso, che davvero sembra l’antro di un
mago. E infatti l’arte di Giacometti è magica. Magica
nel suo destino di incompiutezza, magica in quella
certezza nobile e filosofica di artista che sa di non
sapere niente, magica perché figlia di uno dei secoli
più devastanti e carichi di speranze. Quel novecento
drammatico, di cui lui sembra essere l’anima, come
recita il titolo della mostra, che nulla gli risparmiò,
nella sorte comune ma anche in quella privata, turbata
per sempre dal suicidio della sorella.
In quel clima di incertezza storica, in quelle condizioni
di precarietà esistenziale, Giacometti, l’artista arrivato
dalla val Bregaglia, per anni lavora e lavora, traccia
chilometri di matita, riempie ogni angolo di giornale,
abbozza ovunque su qualunque pezzo di carta:
macina schizzi nei bistrot, interroga con la matita i
personaggi dell’attualità, le cui facce riproduce dalle
foto dei quotidiani, può essere l’assassino di John
Kennedy o il mito Marilyn, o la modella dello scandalo
Profumo.
A questo proposito Peppiatt ha scovato e spaziato tra
300 disegni. “Ero commosso, sentivo la presenza di
Giacometti come se i suoi schizzi stessero cadendo
direttamente dalle sue mani”.
L’intero percorso del Maga è proprio questo, un tuffo
nell’antro magico di Giacometti, tipico artista-genio del
Novecento che meglio di chiunque riflette nella sua arte
la drammaticità di un secolo oscurato dalle tragedie
ma vivificato dalla sua voglia di rinascita. L’allestimento
di Maurizio Sabatini, già autore del bel percorso
d’inaugurazione del maga dedicato a Modigliani,
conduce e indaga tra specchi e lunghe ombre, come
quella della “Grande donna” (1960) che si stampa sul
muro, e porta dentro. Dentro il ventre di momenti
storici fondamentali, dentro la testa e il cuore di un
uomo selvatico e schivo come un felino. Ecco i tre
ritratti del padre, ecco ancora i ritratti della moglie
78 VARESEFOCUS - Anno XII - n.3/2011
Nella sua arte la drammaticità
di un secolo oscurato dalle
tragedie ma vivificato dalla
sua voglia di rinascita.
Annette, della sorella Ottilia, del
nipote Silvio, ecco il sorprendente
‘Buste d’homme’ del 1964.
C’è un ritratto tormentato di Diego
e quello di Ottilia, dopo il suicidio
di lei, e forse per questo ridotto
fino all’osso. Un secondo gruppo di
lavori propone ‘Homme qui
marche’ e ‘Femme débout’ del
1952, a figura intera, e alcuni busti di Annette. Ricca
la fondamentale sezione dei disegni, accanto a quella
‘privata’ dei ritratti pittorici di parenti, come “La
madre” (1947), e degli amici (anche l’amico prof.
Corbetta), ricchissima quella documentaria, con
manoscritti, foto, e giornali e libri con le tracce
illuminanti del suo febbrile bisogno di disegnare.
Peppiatt sottolinea di aver scavato soprattutto nel
Dopoguerra, nel Giacometti che più s’avvicina a se
stesso. Quello che non trova ma continua a cercare,
che frequenta poco la luce del giorno come un
Diogene, ma può dire di aver illuminato coi suoi
discorsi il percorso di amici che si chiamano Sartre,
Matisse, Genet, Samuel Beckett .
Ancorato al presente per lucidità di pensiero,
Giacometti ha cercato le risposte nel passato e nella
storia - anche nella ‘sorella’ arte egizia - per poter
guardare al futuro, in una modernità di intuizione e
esecuzione che non ebbe pari compagni di viaggio. A
vegliare su di lui, com’è sempre per i grandi,
nonostante le tante comparse della sua vita - amici,
donne per bene e amanti, e un fratello avvinghiato alla
sua esistenza come un ramo dello stesso albero - fu la
forza della solitudine. Sua sola e sincera compagna di
un instancabile cammino verso la verità.
Luisa Negri
GIACOMETTI - L’ANIMA DEL NOVECENTO
Sculture/dipinti/disegni
6 marzo - 5 giugno 2011
Maga Museo Arte Gallarate - Via De Magri, 1
Tel. 0331-706011 - www.museomaga.it
Orari: 9,30 -17,30 da martedì a sabato
Catalogo Electa a cura di Michael Peppiatt,
schede di Casimiro Di Crescenzo
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RUBRICHE
Arte
Le parole dipinte
di Luigi Rossi
In mostra a Rancate quadri e illustrazioni del
figlioccio di Carlo Cattaneo.
“T
u hai la finezza, l’eleganza, per colorire quell’epoca
così caratteristica”. Così Giacomo Puccini scriveva
all’amico artista Luigi Rossi, illustratore dei suoi libretti
d’opera. A testimoniarlo è un carteggio del 1892, custodito
nella casa museo Rossi di Capriasca, nel Cantoe Ticino. Le
stesse parole si ritrovano nella bella mostra di Rancate,
sostenuta anche dall’ambasciata di Francia in Svizzera,
dedicata all’artista nato a Lugano. Quasi una scatola
magica, una rassegna gioiello, incentrata sul pittore
simbolista e noto illustratore, cittadino svizzero di radici
italiane, con studio a Milano.
Quella di Rancate è una piccola, per dimensioni, ma ricca e
raffinata rassegna. Ricca lo è per significato e contenuti,
soprattutto per la cura con cui è stata realizzata e l’amore
che sempre si dovrebbe richiedere e dedicare a eventi dove
contenuti e intrecci culturali e storici si prestano, anche
attraverso le opere, a cogliere e rappresentare, meglio di
qualunque riflessione, l’eccezionale ricchezza di scambi che
può intercorre tra personalità, epoche e paesi
apparentemente distanti tra loro.
“Luigi Rossi 1853 -1923 - Corrispondenze tra immagine e
testo - Daudet, Loti e Lucini” s’ intitola la mostra, che ha
come obiettivo primo quello di sottolineare lo stretto legame
tra parola e disegno, quella capacità che ha l’artista di far
affiorare ‘parole dipinte’. Operazione che si compie,
sottolinea il curatore usando le parole di Giovanni Pozzi,
“sull’orlo del visibile parlare”. Ma è sempre cura della
mostra evidenziare come dall’illustrazione si possa
approdare alla poesia, in questo caso dell’amico poeta
Lucini (precursore del simbolismo italiano secondo
Sanguineti) che di Rossi era profondo estimatore e che
dall’osservazione dell’opera di quest’ultimo trarrà ottimi
versi. Da l’Armée du travail (l’ armata del lavoro) trarrà
invece l’incipit per il suo romanzo del 1895 intitolato Gian
Pietro da Core.
Lo scrupoloso curatore della mostra e del catalogo, e forse
anche qui sta la spiegazione di tanta devozione al lavoro, è
Matteo Bianchi, che dell’artista è nipote e che ha lavorato a
fianco a fianco con il conservatore di Rancate Mariangela
Agliati e con Mario Mondo.
Con i familiari ha meticolosamente conservato e archiviato
tutto ciò che riguarda la vita dell’avo pittore, noto soprattutto
per essere stato
famoso illustratore
La mostra è suddivisa in
dal 1885 al 1890 in
due parti: una dedicata alle
terra di Francia. Il
opere pittoriche, l’altra alle
Tartarin des Alpes, il
edizioni delle sue famose
Pinocchio dei
illustrazioni letterarie,
francesi, di Alphonse
accanto a lettere autografe,
Daudet, fu
fotografie e documenti.
magnificamente
corredato dalle
illustrazioni di Rossi ed ebbe un successo senza pari. Così
come avverrà, con ancora più alti risultati artistici, per
Sapho, dello stesso Daudet, parimenti premiato dagli
Armee du travail
80 VARESEFOCUS - Anno XII - n.3/2011
affezionati lettori.
La resa degli
acquerelli di Rossi,
proposti attraverso
le riproduzioni dei
fratelli svizzeri
Guillame, era di
grande freschezza
e immediatezza,
grazie alle nuove
tecniche di stampa,
con sistema
fotomeccanico d’
immagine retinata.
“Madame
Crysanthème”,
La raccolta delle ostriche
opera di Loti,
l’estroso
attiva delle Cinque Giornate di Milano, sarà esule
personaggio che lo vorrà suo ospite nella
Un capolavoro di
in Svizzera e convinto teorico di un federalismo
villa museo di Rochefort-sur-Mer, avrà a sua
pittura e poesia, ma
simile a quello elvetico. Luigi Rossi fu, da parte
volta un successo non secondario, anche se
soprattutto un affresco sua, testimone di un socialismo moderato,
Rossi non visiterà mai le terre descritte e
di umana devozione.
soprattutto inscritto in una sensibilità attenta al
abitate per anni dall’amico. Ma la sua
sociale, come testimonia anche la sua opera
delicata interpretazione dei paesaggi
pittorica. Interessante è la presentazione in mostra dell’”Arc en
giapponesi e dei sentimenti di madame Crysanthème
ciel” (L’arcobaleno, 1911), opera dedicata ai Denti della Vecchia
faranno dire all’autore che davvero, grazie a una giusta
e presentata, per i cinquant’anni dell’Unità d’Italia, a Roma, nel
intuizione, non avrebbe potuto meglio rappresentarli se li
padiglione svizzero.
avesse avvicinati di persona. Rossi Illustrerà anche volumi di
Il merito della rassegna è quello della scoperta o riscoperta di un
René de Chateaubriand, Victor Hugo, Gottfried Keller e
artista, ma anche della sfaccettatura infinita e dotta di rimandi tra
Marcel Prévost.
arte e arte, tra segno e parola scritta, tra parola e parola,
La mostra è suddivisa in due parti: una dedicata alle opere
compresa la parola cantata e dolcissima di Puccini.
pittoriche , i capolavori simbolisti Rêves de jeunesse, Armèe
Nel contenitore dedicato all’arte di Rossi corre insomma
du travail, Il mosto e le varianti della “Scuola del dolore”,
l’abbraccio complesso della cultura e della storia umana,
portato evidente di un ‘antico’ amore artistico per Jules
scorrono voci e volti e ricordi di uomini impressi su scenari
Breton. Una seconda sala propone le edizioni delle sue
infiniti. Come infinite sono le spiagge dell’Atlantico visto dagli
famose illustrazioni letterarie, accanto a lettere autografe,
occhi del pittore, dove il vento gioca a scompigliare le bianche
fotografie e documenti che provengono dalla casa di
cuffie e gonfia le gonne delle giovanissime “Raccoglitrici di
Capriasca, amata da Rossi e vissuta nelle pause estive.
ostriche”.
All’onirica visione pittorica di alcune tra le maggiori opere
Un capolavoro di pittura e poesia, ma soprattutto un affresco di
esposte, si rivela in altre la capacità di cogliere il disagio di
umana devozione.
una quotidianità fatta di lavoro pesante o di sofferenza e
(L..N.)
prevale un sentimento di tristezza serenamente affrontata,
una vena di melanconia poetica. Come affiora in “Scuola
del dolore” dove Rossi sfiora un’atmosfera quasi
Luigi Rossi - 1853-1923
morbelliana, che richiama a quella dell’albergo dei poveri,
Corrispondenze tra immagine e testo
il Pio Albergo Trivulzio, in cui il coetaneo Angelo Morbelli
Daudet, Loti e Lucini
(1853-1919), detto anche ‘il poeta della vecchiaia’, ebbe
27 marzo -21 agosto 2011
per qualche anno uno studio-osservatorio. Il Morbelli fu
Pinacoteca cantonale Giovani Zust,
allievo del Bertini a Brera, come Rossi, negli stessi anni di
Rancate (Mendrisio) - Cantone Ticino - CH
frequentazione dell’allora giovanissimo artista svizzero.
Un’ altra notizia curiosa. Il padre di Rossi era tipografo e
Orari: Fino a giugno, da martedì a domenica 9.00/12.00-14.00/17.00
amico di Carlo Cattaneo. L’amicizia tra i due uomini farà sì
Luglio e agosto, da martedì a domenica 14.00/18.00
che Rossi diventi figlioccio di colui che, dopo l’esperienza
Anno XII - n.3/2011
RUBRICHE
Arte
- VARESEFOCUS 81
Arte
RUBRICHE
Novità al Castello di
Masnago
V
Il riallestimento delle opere
comprende l’esposizione di
alcuni cimeli provenienti dai
depositi del Museo.
a dato merito al Conservatore
Daniele Cassinelli di aver pensato
e provveduto al riallestimento espositivo delle
opere del Castello di Masnago di Varese,
compresa la concreta dotazione di un rinnovato
bookshop, di un vano guardaroba e una nuova
sala conferenze al primo piano, dedicata al lascito Bolchini-De Grandi del 1965. Si tratta di
uno dei lasciti che hanno consentito di rendere più ricco il patrimonio museale varesino,
accanto alla donazione Luigi Villa dei primi anni Novanta e a quella di Jeanne Brambilla.
Un passo in avanti dunque, che non può che far piacere. Nella novità espositiva del
riallestimento, in ordine cronologico, della collezione permanente, che data dal ‘600 agli
artisti di oggi, come Vittorio Tavernari, Enrico Baj, Adriano Bozzolo, va segnalata anche la
giusta riscoperta di opere uscite alla luce dai depositi dei Civici Musei: una “Orazione
nell’orto”, tratta da un dipinto di Franceso Cairo
e il “Ritratto di Girolamo Ghirlanda”, scultura
dell’artista Vincenzo Vela di Ligornetto.
Sono stati inseriti nel percorso anche l’arazzo
cinquecenteso di Girolamo Romanino, l’olio su
carta di Lodovico Pogliaghi riguardante la
basilica di san Vittore, e il grande foglio di
Dadamaino Utile e nuovo strumento anche la
realizzazione di tre libretti, indispensabile guida
per chi vuol cogliere il senso di un percorso che
lega tra loro le opere della collezione e lo
storico edificio, in cui risuonano i nomi dei sui
antichi abitanti, le famiglie Martignoni e
Mantegazza. Accanto al merito della novità va
sottolineato il lungo cammino che ancora deve
compiere la realtà museale cittadina per
riportare alla luce altre buone opere
dimenticate nei depositi e soprattutto quel
patrimonio archeologico, che costituisce il vero
vanto museale cittadino, tanto caro agli storici
Luigi Borri e a Mario Bertolone. Si invoca anche, da
lungo tempo, che si dia una sede al patrimonio
risorgimentale mai esposto, che è un altro vanto
cittadino. La mostra risorgimentale proposta dal
Comitato per le celebrazioni guidato da Luigi Barion
in occasione dei centociquanta anni dell’Unità, a Villa
Mirabello, ha attirato cittadini e non, curiosi di
vedere da vicino un assaggio di quel patrimonio
fatto, oltre che di gloria , di lacrime e sangue,
versato anche dai varesini.
Luisa Negri
82 VARESEFOCUS - Anno XII - n.3/2011
M O S T R E
E
A P P U N TA M E N T I
Chantal Joffe - Donald Baechler
Uberto Bonetti. Futurista - Varese e le città d’Italia
Doppia personale
Saranno esposte circa 60 opere degli anni 30 comprendenti varie aeroviste di città italiane
RUBRICHE
Arte
Sino al 30 aprile 2011
Sino al 23 aprile 2011
duetart gallery - Varese - vicolo S. Chiara 4,
via griffi 3 - tel. 0332 231003
www.duetart.com - [email protected]
Orari: da martedì a sabato 15.30 - 19.30. Ingresso libero
Gabriele Genini. Tratto levante - Rumore
di matita - Carta di riso
Spazio Lavit - Varese - Via Uberti 42,
tel. 0332 312801 - www.spaziolavit.com
Orari: da martedì a venerdì 17.00-19.30,
sabato e domenica 16.00-19.30.
Chiuso 22, 23 e 24 aprile.
Marta Sforni. Berlin embassy
Mostra personale
La mostra personale presenta, oltre agli straordinari dipinti, alcune chine
di grande formato.
Sino al 15 maggio 2011
Sino al 1 maggio 2011
Chiostro di Voltorre - Gavirate - P.zza Chiostro 23,
tel. 0332 731402
www.chiostrodivoltorre.it - [email protected]
Galleria Villa Morotti - Daverio
Piazza Monte Grappa 9, tel. 0332 947123
www.galleriavillamorotti.it
[email protected]
Orari: da martedì a domenica 10.00-12.30 e 14.00-19.00. Ingresso euro
5,00 intero, euro 3,00 ridotto, gratuito fino a 14 anni, over 65, disabili e
gruppi scuole
Marco Bergamaschi e Antonio Franzetti. Percorsi
paralleli
Il parallelo tra Bergamaschi e Franzetti consiste nel ritratto
esistenziale, nella lettura psicologica dell'essere e dell'esistere, nella
distanza tra la coscienza dell'uomo e la generalità della sopravvivenza.
Sino al 30 aprile 2011
La casa dei colori e delle forme - Sala degli
Alberiblu - Maccagno - Via Matteotti 20, tel 333 8370475
Orari: sabato e domenica 15.30-18.00. Ingresso libero
La materia dell’arte quando la scoperta di nuovi
materiali influenza la Musa
La mostra si pone l’obiettivo di esaminare il rapporto fra artista e uso
della materia nella realizzazione dell’opera d’arte.
Sino al 26 aprile 2011
Palazzo Comunale - Comerio
Via Stazione 8 - tel. 0332 743156
Orari: da lunedì a sabato 9.00-12.30. Ingresso libero
Orari: da martedì a sabato 10.00-12.30 e 15.0019.00, domenica 15.00-19.00. Ingresso libero
Franco Francese. Opere 1953-1992
L’esposizione è composta da 27 opere, dipinti, tempere, pastelli, da
“Ragazza che legge” del 1953, a “Melanconia bianca”, del 1992.
Sino al 30 giugno 2011
Bambaia Galleria d’Arte - Busto Arsizio
Via Carlo Porta 2 (angolo corso Europa),
tel. 0331 622440
Orari: da martedì a sabato 17.00-19.30 domenica e
festivi 16.30-19.30.
Ingresso libero
Artisti contemporanei
Bonalumi, Asveri, Barnils, Carena, Cascella, Lodola, Esposito, Celiberti,
Emblema, Lista, Marrocco, Konningen, Rotella, Scanavino, Beluffi, Ros,
Gregorovich, Fantuzzi, Beyus, Messina, Antonelli.
Sino al 23 aprile 2011
Galleria Cascina dell’Arte - Busto Arsizio
Via Vespri Siciliani 5/7 - per info 333 4314289
Orari: da giovedì a domenica 16.00-19.00
Ingresso libero
A cura di Laura Bardelli
Anno XII - n.3/2011
- VARESEFOCUS 83
RUBRICHE
Arte
M O S T R E
E
A P P U N TA M E N T I
Oriente incontra Occidente
Mostra collettiva di artisti internazionali
Dal 5 al 21 maggio 2011
Sheraton Milan Malpensa Airport Hotel
& Conference Centre - Terzo piano Aeroporto Malpensa Terminal 1 per info tel. 0331 245976 www.dialogaarte.com - [email protected]
Sguardi nella città
La mostra si pone come omaggio ad alcune delle firme più
celebri della fotografia italiana, ma anche come volontà di
dichiarare l’impegno che emerge dal lavoro degli autori intorno
al tema della città.
Sino al 29 maggio 2011
Il Chiostro Arte Contemporanea - Saronno
Viale Santuario 11 - tel. 02 9622717
www.ilchiostroarte.it - [email protected]
Orari: da martedì a venerdì e domenica 10.00-12.30 e 16.00-19.00,
sabato 10.00-12.30 e pomeriggio su appuntamento. Ingresso libero
Giro d’Italia in 150 scatti
Rassegna capace di interpretare il paesaggio, la storia, l’architettura e la vita sociale del nostro
Paese, coinvolgendo una schiera di fotografi provenienti da diverse regioni: Laura Mazza, Virgilio
Carnisio, Matteo Coltro, Andrea Franzosi, Claudio Argentiero, Mario Vidor, Davide Grossi, Duccio
Nacci, Luciano Montemurro, Davide Niglia, Luigi Meroni, Sergio Luzzini, Michele L’Annunziata,
Andrea Bertani, Boris Gradnik, Carlo Bevilacqua, Gianni Nocera, Maurizio
Ioia, Carmine Marinaro, Fabrizio Nocera, Maria Teresa Scarano, Stefano
Taffoni, Torri,Umberto Armiraglio, Bruno Cattani, Paolo Simonazzi, Elio
Ciol.
Dal 1 al 15 maggio 2011
Inaugurazione domenica 1 maggio, ore 11.30
Villa Pomini - Castellanza
Via Don Testori 14, tel. 0331 526263
www.archiviofotografico.org
Orari: venerdì e sabato 15.00-19.00, domenica 10.00-12.00 e 15.00-19.00
Ingresso libero
Premio Chiara alla Carriera 2011 a Franca Valeri
Il Premio Chiara alla Carriera viene conferito a Franca Valeri
“Per l’intelligenza e l’ecletticità con cui, come scrittrice, attrice,
ha stigmatizzato, con raffinata e caustica ironia, le frivolezze e
le ipocrisie degli italiani, dando vita a personaggi capaci, oltre
che di far ridere, di far riflettere su vizi e vizietti pubblici e privati”
domenica 8 maggio 2011, ore 17.15
Luino, Teatro Sociale, via XXV Aprile 13
Pic-nic di Pasquetta
Una bella occasione per una giornata all’aria aperta con la
possibilità di effetuare pic-nic che non prevedano l’accensione di
fuochi. Per i bambini giochi e attività insieme agli animatori.
Lunedì 25 aprile 2011, ore 10-18
Monastero di Torba - Gornate Olona - tel. 0331 820301
Villa Della Porta Bozzolo - Casalzuigno - tel. 0332 624136
Tutti gli eventi di primavera nei Beni FAI su www.fondoambiente.it
84 VARESEFOCUS - Anno XII - n.3/2011
Premio Riccardo Prina. Fotografia e parola
Il concorso, nato per ricordare il critico d’arte e di fotografia, è
rivolto a fotografi professionisti e non, di età compresa tra i 20 e i
35 anni, residenti in Italia e nella Svizzera italiana. Ogni
partecipante deve presentare un’opera inedita, con un testo
attinente, il tutto compreso nelle dimensioni massime 50 x 70 cm,
entro martedì 26 aprile 2011 esclusivamente via e-mail
all’indirizzo [email protected], unitamente alla
documentazione richiesta e alla scheda di partecipazione
debitamente compilata. Le opere verranno valutate dalla giuria
tenendo in considerazione sia il valore fotografico che la qualità
del testo di accompagnamento e saranno esposte in una Mostra dal titolo “Premio
Riccardo Prina, fotografia e parola” alla Galleria Ghiggini di Varese, nel mese di
settembre 2011, durante il Premio Chiara Festival del Racconto.
Il Vincitore riceverà un Premio di 1.500 euro e la premiazione avverrà nel mese di
settembre durante l’inaugurazione della mostra.
Maggiori informazioni, bando e scheda di partecipazione: www.premiochiara.it,
www.ilfestivaldelracconto.it tel. 0332 335525
Premio Chiara Giovani 2011
Il concorso di narrativa ha lo scopo di incentivare le attitudini
linguistiche e letterarie dei giovani ed è rivolto a giovani nati tra il 1
gennaio 1986 e il 31 dicembre 1996. I concorrenti sono invitati a
produrre un breve racconto originale ed inedito sulla traccia:
“Amore mio”. Ogni elaborato dovrà essere massimo di 6000
battute dattiloscritte e dovrà pervenire in 6 copie, entro giovedì 12
maggio 2011 al seguente indirizzo: Premio Chiara Giovani, AMICI
DI PIERO CHIARA, Viale Belforte 45, 21100 Varese unitamente
alla documentazione richiesta e alla scheda di partecipazione debitamente
compilata. La giuria letteraria selezionerà i racconti finalisti che verranno pubblicati
in un volume che verrà inviato alla Giuria popolare del Premio Chiara che voterà un
racconto. Dalle preferenze espresse si formerà una graduatoria per i seguenti premi:
1° 500 euro, 2° Consolle Nintendo Wii, 3° Gioiello DoDo, 4° Macchina fotografica
digitale, 5° Parure Faber-Castell, 6° Occhiali da sole. La premiazione dei vincitori
avverrà domenica 16 ottobre 2011 ore 16.00, Chiostro di Voltorre a Gavirate.
Maggiori informazioni, bando e scheda di partecipazione: www.premiochiara.it,
www.ilfestivaldelracconto.it tel. 0332 335525
RUBRICHE
Arte
Truka, terracotta policroma
con interventi al terzo
fuoco, 2009, 76 cm.
Courtesy Galleria C.A.O.S.
Roma
GIORGIO LAVERI. SILENT MOVIE
Mostra dedicata alle opere più importanti della produzione di uno dei protagonisti della scultura ceramica contemporanea.
Nel percorso espositivo saranno presenti opere inedite omaggio al cinema di Francis Ford Coppola e al celebre film
“Il Padrino” con protagonisti Marlon Brando e un giovane Al Pacino.
Dal 14 maggio al 4 giugno 2011
Inaugurazione: sabato 14 maggio, ore 18.00
Durante il vernissage un tocco di revival con una spiritosa performance in abiti anni '30.
MAC Temporary Gallery - Gallarate - Via Luigi Riva 8, tel. 347 1625144
Orari: da lunedì a venerdì 14.30-19.30, sabato 10.00-19.30. Ingresso libero
Anno XII - n.3/2011
- VARESEFOCUS 85
ini del Ticino
Qualità, Tradizione e Passione
RUBRICHE
Vigneti a Arzo
Gourmet
Merlot:
dai castelli di
Bordeaux alle
vigne delle Prealpi
Cabernet Sauvignon, Cabernet Franc e Merlot
sono le tre uve principali con cui si produce il
celebre “uvaggio bordolese”. Trapiantato anche in
Italia alla fine dell’800, prospera sui colli di
Morazzone.
N
el 1959, quando venne in Italia per commemorare la
battaglia di Solferino vinta cent’anni prima dai
franco-piemontesi contro i croati di Radetzky, il generale
Charles De Gaulle si portò dietro una costosissima
fornitura di vini di Bordeaux, la “capitale” francese dei
castelli e dei Premier Grand Cru: erano preziose bottiglie
di Mouton Rothschild del 1859, l’anno di Solferino e il
presidente italiano Giovanni Gronchi, destinatario del
regalo, ebbe il privilegio di gustare un nettare sublime.
Cabernet Sauvignon, Cabernet Franc e Merlot sono le tre
uve principali con cui si producono i famosi rossi di
Bordeaux, un connubio celebre in tutto il mondo come
“uvaggio bordolese”. Il Merlot in particolare è un vitigno a
bacca rossa il cui nome trae origine dalle beccate del
merlotto, il merlo
giovane ghiotto dei
Il Merlot è un vitigno a
suoi dolci acini. A
bacca rossa il cui nome
queste tre uve vanno
trae origine dalle beccate aggiunte in rari casi
Malbec e Petit Verdot.
del merlotto, il merlo
Nel dipartimento della
giovane ghiotto dei suoi
Gironda, di cui
dolci acini.
Bordeaux è capoluogo,
il Merlot era già
rinomato a fine ‘700. La regione si trova lungo la costa
occidentale francese, sull'oceano Atlantico, e le
caratteristiche ambientali e climatiche sono regolate
dall'estuario della Gironda e dai due fiumi che vi
scorrono, il Dordogna e la Garonna. I porti della Gironda
consentono un facile attracco per le navi mercantili che,
sin dal tempo che fu, caricavano il vino e prendevano il
largo verso i Paesi di interesse commerciale per la Francia.
I MITICI CHATEAU DEL VINO
Il Bordolese produce 700 milioni di bottiglie l'anno, fra
cui alcune fra le più costose e rinomate al mondo,
etichette “leggendarie” come Chateau Lafite-Rothschild,
Chateau-Margaux, Chateau-Latour, Chateau MoutonRothschild e il bianco Chateau-Yquem: bottiglie da
collezione che si vendono a peso d’oro alle aste di
Sotheby’s e di Christie’s. E’ in questa regione che ha
avuto origine il modello d’enologia più imitato, non solo
per la produzione dei vini rossi di qualità, ma anche dei
vini bianchi secchi e liquorosi (Sauternes e Bersac).
Il primo Chàteau a vocazione viticola fu edificato nel
1525 negli immediati dintorni di Bordeaux: è il famoso
Chàteau Haut-Brion a Pessac (il suo vigneto è oggi
circondato dalla periferia residenziale della capitale
regionale). Nel XVIII secolo nacquero come funghi
almeno cento castelli e altrettanti, o forse di più, furono
Vigneto della Gironda
Anno XII - n.3/2011
- VARESEFOCUS 87
RUBRICHE
Gourmet
costruiti nel secolo successivo. L’attività
agricola e l’eleganza architettonica fanno
di queste signorili dimore dove si produce
il vino l’evoluzione, in un certo senso,
della villa rustica di Pompei e delle ville
venete di Andrea Palladio, anch’esse al
centro di lussureggianti vigneti e zone
vinicole.
Nel dipartimento francese
della Gironda, di cui
Bordeaux è capoluogo, il
Merlot era già rinomato a
fine ‘700.
è legata all'eleganza e all'intensità dei
sapori, piuttosto che all'imponente
struttura e potenza. La composizione del
terreno costituisce un fattore importante. I
terreni ghiaiosi della regione assicurano
un eccellente drenaggio dell'acqua, ed è
proprio grazie a questa caratteristica che
una delle più estese zone vitivinicole di Bordeaux è stata
nominata Graves.
BOTTI DEL BRANDEBURGO
C’è una simpatica leggenda che riguarda i dintorni di
Bordeaux. Dice che le prime vigne furono impiantate dai
romani, che gli inglesi favorirono nel medioevo il
commercio internazionale dei vini, che i tedeschi
portarono il legno di quercia delle foreste del
Brandeburgo per fabbricare le botti, che i fiamminghi
bonificarono le paludi nel Medoc con una fitta rete di
canali di drenaggio ispirati ai loro polders, che gli
olandesi misero a punto l’uso dello zolfo per la
conservazione e l’invecchiamento in botte, che gli
spagnoli e i portoghesi si alternarono alla raccolta per
secoli in tempo della vendemmia e che gli abitanti di
Bordeaux, finalmente, inventarono l’enologia, la
moderna scienza dell’elevazione dei grandi vini,
lavorando un territorio vasto da 100 a 150 mila ettari di
viti secondo le epoche.
L'80% della produzione totale è di vini rossi, la cui fama
DAL TRENTINO AL VARESOTTO
Intorno al 1880 il vitigno Merlot fu trapiantato per la
prima volta nelle Tre Venezie e da lì si diffuse nel Veneto e
nel Trentino Alto Adige dove ha trovato, nel tempo,
favorevoli condizioni ambientali e l’habitat ideale negli
ambienti freschi e collinari. Oggi è coltivato in tutta l’Italia
fino alla Sicilia, alla Sardegna (e come vedremo anche nel
Varesotto), soprattutto in blend con il Cabernet e con
vitigni locali come il Sangiovese in Toscana. Entra nella
composizione di numerose Doc ed è molto diffuso anche
all’estero in California, Australia, Africa, nella viticoltura
cilena e sudamericana.
L’uva Merlot, vinificata in rosso, dà un vino “facile da
bere”, di colore rosso rubino non molto intenso, morbido e
vellutato. Al profumo ha un patrimonio aromatico
complesso, con caratteri differenti da zona a zona (non è
vero che si adatta ovunque). L'aroma ricorda la frutta
matura: mora, lamponi e fragole senza
sentori speziati o di peperone se non
Vigneto nel Canton Ticino
in caso, dicono gli esperti, di vini
giovani e di alte produzioni che
banalizzano la qualità. Il vino è
indicato per accompagnare carni
rosse, arrosti, selvaggina e formaggi
semistagionati.
LACRIME BIANCHE DI MERLOT
È stato ingiustamente accusato di
scarso carattere perché ha sofferto il
paragone con il fratello maggiore
Cabernet, ma a volte lo supera. È stato
anche definito un vino da concia o da
assemblaggio ma in purezza
raggiunge a volte i vertici della qualità.
In Italia si è ultimamente segnalato
all’attenzione delle guide di settore
un’originale versione di Merlot Blanc di
un’azienda udinese, vinificato in
Intorno al 1880 il vitigno
Merlot fu trapiantato per la
prima volta nelle Tre Venezie.
88 VARESEFOCUS - Anno XII - n.3/2011
bianco appunto, che richiama l’antica tradizione friulana
della Lacrima di Merlot. E’ un
vino bianco fermo, corposo e
L’uva Merlot,
profumato da gustare con
vinificata in rosso, dà
elaborazioni di pesce, sapori
un vino “facile da
speziati, stuzzichini di baccalà
mantecato, prosciutto cotto e
bere”, di colore rosso
pancetta affumicata.
rubino non molto
Prova invece a emulare gli
intenso, morbido e
importanti Merlot del Canton
vellutato.
Ticino la Cascina Ronchetto
sulle colline di Morazzone,
non lontano dai luoghi dove i volontari di Garibaldi
presero a schioppettate gli austriaci nell’estate del 1848.
Da oltre un secolo la Svizzera vinifica Merlot che può
invecchiare 24-36 mesi in barrique e l’azienda di
Morazzone punta proprio sul Merlot in purezza (cioè
ottenuto esclusivamente con uve Merlot) e su un uvaggio
di Merlot e Gamaret, un vitigno svizzero resistente
all’umidità adatto anche al clima varesino.
OTTIMO PUNTEGGIO A LUGANO
In previsione c’è anche un Bianco di Morazzone con uve
Chardonnay e il Merlot bianco con uve a bacca nera
vinificate in bianco, togliendo subito le bucce che danno il
colore. Il vino matura e fermenta due o tre mesi in
barrique e invecchia fino a due anni in bottiglia.
L’affinamento avviene in grandi botti di rovere francese.
La tenuta è di 55,5 ettari ma, per ora, soltanto seimila
metri quadrati sono coltivati a vite. Il 90 per cento dei
filari è a Merlot. I vigneti e la cantina sorgono intorno alla
casa padronale, alta su un declivio soleggiato dietro al
campo sportivo di Morazzone. Nuovissima è la
tecnologia in cantina con silos per la pressatura soffice e
la fermentazione termoregolata dell’uva.
I due vitigni (Merlot e Gamaret) danno uve per vini
strutturati con profumi complessi e una gradazione di
13 °C che si accompagnano bene alla cucina lombarda
fatta di brasati, selvaggina e formaggi. Di recente
l’azienda ha ottenuto a Lugano un ottimo punteggio al
concorso Mondial du Merlot.
Sergio Redaelli
IL “FRANCESE” CHE PIACE AGLI
ITALIANI
Dal Veneto alla Sicilia, si
sposa bene con bolliti,
arrosti e formaggi
stagionati. Un vino da
tutto pasto
RUBRICHE
Scheda 9: Il Merlot
CARATTERISTICHE - Colore
rosso rubino intenso che passa al
granato dopo un breve
invecchiamento, aroma erbaceo
e fruttato, sapore morbido, se
invecchia ha un retrogusto
amarognolo.
ZONA DI PRODUZIONE - In
numerose regioni d’Italia. Doc e
Docg nel Veneto e in Toscana.
Ottimi risultati in Sicilia,
vinificato in purezza. Si
accompagna bene con il
Cabernet Sauvignon.
TIPOLOGIE - Variano secondo
le zone di produzione. Il Veneto
annovera la maggior parte delle
Doc e Docg: Arcole, Breganze,
Colli Berici, Colli di Conegliano,
Colli Euganei, Lison
Pramaggiore, Merlara, Montello
e Colli Asolani, Monti Lessini, Piave.
TEMPERATURA - Ideale di servizio 18-20 gradi.
GRADAZIONE - Alcolica minima 10,5°.
ABBINAMENTI - Perfetto con carni rosse, roast-beef, bolliti,
arrosti, formaggi stagionati, pollame e coniglio. Vino da tutto
pasto secondo le tipologie.
PREZZI - Medi. Variano parecchio secondo le zone di
produzione e le tipologie.
(S.R.)
VENDITE DI VINI IN CRISI ANCHE NELLA GDO
Le vendite di vino nei supermercati nel 2010 risentono della contrazione dei consumi e confermano le difficoltà
dell’intero mercato nazionale del vino. Il dato emerge dall’anteprima dell’indagine sulle vendite di vino nella Grande
Distribuzione Organizzata (Gdo), realizzata dall’istituto di ricerca SymphonyIri Group per Veronafiere, di scena a
Vinitaly (Verona 7-11 aprile 2011, www.vinitaly.com). Le cifre delle vendite del vino confezionato (vino in bottiglia, da
tavola, a denominazione d’origine e brik), nel 2010 sull’anno precedente sono negative e fanno segnare -0,9% a
volume (+ 0,4% a valore). Crescono, invece, le vendite delle bottiglie da 0,75 litri a denominazione d’origine (Doc,
Docg e Igt) che aumentano del 2,3% a volume (3% a valore).
Anno XII - n.3/2011
- VARESEFOCUS 89
RUBRICHE
Sport
Il football
americano
conquista
Varese
Dopo il boom degli anni Ottanta e il successivo
declino di interesse, il foorball americano torna in
auge anche in provincia di Varese. Anche qui con
problemi di sostenibilità economica per le società.
Le attrezzature necessarie per scendere in campo
costano circa 800 euro e difficilmente le squadre
riescono a garantirle.
Cos’altro le piace del football?
E’ uno sport per tutti. Mi spiego meglio. Ho sempre avuto un
fisico poco adatto a quelle che vengono considerate le
discipline tradizionali, nel football invece ho trovato il giusto
equilibrio. Questo sport, infatti, proprio perché in campo
prevede molti ruoli, sa valorizzare le attitudine fisiche di un
giocatore: da quello col fisico più massiccio a quelli più
longilineo. E questo lo trovo bellissimo, poiché dà
l’opportunità di fare sport anche a un ragazzo “escluso” dal
calcio, basket, pallavolo.
C’
In Italia, dopo un periodo di grande successo la palla
ovale si è eclissata. Cos’è successo?
Sono stati anni indimenticabili. Eravamo in tanti a praticare
questo sport, tanto che
la Federazione stava
già studiando la
possibilità di ampliare
le divisioni fino alla
Serie D. Poi la cattiva
gestione economica del
movimento ha bloccato
ogni prospettiva di
sviluppo. Aggiungiamo
che qui in Italia
comanda solo uno
sport e il cerchio si
chiude.
era un tempo in cui l’America non era così lontana. In
quegli anni anche in Italia, da sempre patria del
calcio, l’interesse per il football a stelle e strisce cresceva e,
grazie a Canale 5, svelava il suo fascino. Erano gli Ottanta,
periodo dorato del football americano e dei derby tra i
varesotti Frogs e i Rhinos milanesi. Poi la crisi, i riflettori dei
grandi media che si spengono quasi del tutto, gli anni bui e
le difficoltà che crescono fino a diventare un fardello difficile
da sopportare anche per le solide spalle di questi atleti che
scendono in campo con casco e “armatura”.
Oggi, dopo quasi un decennio da “carbonari”, il football
americano italiano, sta cercando di riconquistare campo in
termini di praticanti e visibilità. “C’è ancora molto da fare spiega Antonio Cobucci, responsabile provinciale
dell’Associazione allenatori - nei momenti duri però
abbiamo custodito la passione e ora cerchiamo di dare vita
a un progetto”.
Cobucci, com’erano gli anni in cui c’era la televisione?
Negli anni Ottanta l’unica finestra sul football americano
era Canale 5, che trasmetteva una partita ogni
domenica a mezzogiorno. L’amore per questo sport è
nato guardando la tv e la prima cosa che mi ha colpito
è stato lo spirito di squadra. Nel football puoi avere il
più grande campione, ma se tutti gli altri compagni di
squadra non si danno una mano vincere è praticamente
impossibile.
90 VARESEFOCUS - Anno XII - n.3/2011
Nel football puoi avere
il più grande campione,
ma se tutti gli altri
compagni di squadra
non si danno una mano
vincere è praticamente
impossibile.
Insomma, sempre colpa del calcio?
Non è colpa di uno o dell’altro sport. Forse è giunto il
momento di lavorare tutti insieme a un cambio di
mentalità. Se ci riusciamo ci guadagna il football, ma
anche tutte le altre discipline che vantano moltissimi
praticanti, ma in termini di esposizione mediatica vengono
considerati di nicchia.
questione di manto rovinato. Basti pensare che al Mari di
Legnano si disputa perfino il palio. E sinceramente non
credo che due squadre di football siano più invasive di
una gara di cavalli. Quel che fa la differenza quindi è la
manutenzione e se una struttura risponde alle esigenze
di più discipline sportive, il mantenimento è sicuramente
più economico.
Il primo ostacolo da superare qual è?
Quello economico. Inutile girarci intorno. Non mi riferisco
però solo ai costi societari, ma a quelli che deve sostenere
una famiglia che ha un figlio che gioca a football. Le
attrezzature necessarie per scendere in campo costano
circa 800 euro e difficilmente le squadre riescono a
garantirle.
Soldi che mancano e strutture che scarseggiano sono i
problemi. E la soluzione?
La scuola e i giovani. Oggi chi fa sport non può più
trascurare questi aspetti. Amo uno sport che viene
dall’America, un Paese che sotto questo punto di vista ci
può insegnare tanto. La scuola dovrebbe dare la
possibilità non solo di praticare sport, ma anche di
scegliere la disciplina. Noi stiamo già facendo piccoli ma
importanti passi avanti e, a livello nazionale, abbiamo
un programma che ci permette in alcune scuole di
insegnare la versione Flag del football americano, che
non prevede contatto fisico. Qui in provincia poi tutte le
squadre stanno compiendo il grande sforzo di
coinvolgere sempre più giovani. La strada da seguire,
per intenderci, è quella intrapresa dal rugby: negli ultimi
anni ha lavorato molto bene sia sul territorio, che a
livello di comunicazione. E non è un caso che le gare
della nazionale siano ormai un evento molto seguito.
Andrea Della Bella
Immaginiamo che anche a livello di strutture non sia
tutto rose e fiori?
A dire il vero non solo nella nostra provincia. In Italia
credo che solo Bolzano possa godere di un campo in
sintetico e solo per il football. Ovunque dobbiamo
convivere e cercare di smentire con i fatti coloro che
pensano che roviniamo i campi da gioco. Ma anche in
questo caso è più che altro una questione di mentalità.
In che senso?
Le strutture adatte a ospitare più discipline sono
pochissime, sono invece molti i campi sotto utilizzati e
quasi sempre si tratta di campi di calcio. Non è
RUBRICHE
Sport
Frogs, Blue Storm, Skorpion: le squadre
del territorio
Non se ne parla molto, ma il football americano in provincia di
Varese ha ormai una storia di oltre trent’anni e attualmente
conta tre club e circa duecento tesserati. Il club più conosciuto e
blasonato, che ha attraversato tutte le epoche di questa
disciplina, sono i Frogs, sodalizio nato a Gallarate alla fine degli
anni Settanta, che ha vissuto anche una parentesi bustocca,
prima di trovare una sua collocazione a Legnano e che oggi
milita in A2 nel campionato a 11. La realtà societaria più
strutturata è invece quella dei Blue Storm di Gorla Minore, che
milita nella serie B del football a 9 e vanta una compagine Flag
(football americano senza contatto praticato dai giovani fino a
15 anni) tra le migliori a livello nazionale. Entrambi i club sono
tesserati Fidaf, ovvero la federazione riconosciuta a livello
europeo e mondiale e che raggruppa il 90 percento delle
società italiane. La squadra del capoluogo di provincia è quella
degli Skorpion, affiliata FIF (Federazione Italiana Football), gioca
al campo comunale di Vedano Olona. Nella ricca bacheca degli
allori vanta 2 titoli italiani, una Coppa Italia e nel 2010 l’Under
21 ha vinto il campionato italiano.
Anno XII - n.3/2011
- VARESEFOCUS 91
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RUBRICHE
Motori
Audi A6, la “leggerezza”
viaggia in classe business
La carrozzeria che perde 80 chilogrammi rispetto alle versioni precedenti. Il 21% in meno di consumi. Il lancio,
in un secondo momento, del modello Hybrid. E’ arrivata la settima generazione della berlina tedesca.
S
e è vero che ogni generazione ha una missione, la
settima dell’Audi A6 ce l’aveva scritta ancor prima di
nascere: aggiungere un altro capitolo vincente ai grandi
successi che lo storico modello della casa automobilistica
tedesca ha inanellato in questi anni. Per riuscirci la nuova
A6 punta su innovative soluzioni tecniche, l’alleggerimento
della carrozzeria attraverso l’alta percentuale di
componenti in alluminio, l’ampia gamma di sistemi di
assistenza e dei sistemi multimediali.
Cofano motore lungo, linea del tetto bassa e slanciata,
fiancate con linee pronunciate: esteticamente la A6 è un
concentrato di sportività ed eleganza su una berlina lunga
4,92, larga 1,87 e alta 1,46 metri. Misure che fanno del
veicolo uno dei più sportivi della categoria classe business.
Ma al di là dell’aspetto, è nei materiali che l’Audi ha
voluto dare il meglio di sé. L’uso di numerosi componenti
in alluminio e di acciai high-tech porterà la nuova A6 a
pesare fino a 80 chilogrammi in meno rispetto alle versioni
precedenti. Un risultato raggiunto senza il venir meno di
sicurezza e rigidità della carrozzeria. Con un elemento in
più: il basso livello di rumorosità nell’abitacolo.
Si riduce il peso, dunque, ma non solo. Scendono anche i
consumi. Sempre rispetto al modello precedente, calcolano
dall’Audi, il risparmio si aggirerà intorno al 21%. Delle 5
motorizzazioni quella più
parsimoniosa sarà la
gamma 2.0 TDI che, con
cambio manuale, consuma
una media di 4,9 litri di
carburante ogni 100
chilometri. Questo in attesa
del successivo lancio della
A6 Hybrid che abbatterà ulteriormente i consumi: il 2.0
TFSI e il motore elettrico garantiranno, infatti, una
propulsione sportiva sostenuta da una potenza di 245
cavalli, ma con un utilizzo di 6,2 litri di carburante ogni
100 chilometri.
Spazioso l’abitacolo che si presenta con un’atmosfera
improntata all’eleganza. Per quanto riguarda, invece, la
dotazione di equipaggiamenti di serie l’Audi A6 può
contare sul sistema di comando MMI Radio, il tasto
d’avviamento motore strat/stop, il volante multifunzione,
due monitor, climatizzatore automatico comfort, appoggia
braccia centrale anteriore, “Audi pre sense” e dispositivo
di regolazione della velocità. Proseguendo con gli interni,
inoltre, la vettura della casa dei quattro cerchi propone, su
richiesta, anche la luce diffusa e i sedili comfort con
funzione di ventilazione e massaggio. Sempre su richiesta
sono disponibili il sistema di navigazione MMI plus con
“MMI touch” e i servizi on line di Google e Advanced
Sound System della Bang & Olufen.
Il prezzo, come da sito Internet ufficiale Audi, parte da
41.900 euro.
Per toccare con mano e provare il nuovo modello della A6
la concessionaria per la provincia è Audi Zentrum Varese,
di viale Belforte 151. (D.C.)
La versione 2.0 TDI
con cambio manuale
consuma in media
4,9 litri di carburante
ogni 100 chilometri.
Anno XII - n.1/2011
- VARESEFOCUS 93
RUBRICHE
In libreria
Lucio Giunio Bruto e i Tarquini.
De gustibus
“La vita è come il cioccolato, è l'amaro che fa
apprezzare il dolce”. - (Xavier Brébion).
Titoli che sanno di gelato o erbe selvatiche, ma anche di
ghisa e di nebbia. Per una primavera... per tutti i gusti!
COME IL GELATO AL
CIOCCOLATO
Pene d'amore affogate in abbondante
salsa al cioccolato. Il romanzo è
piacevole - per restare nella dolce
metafora che ne è filo rosso - come
mangiare un buon gelato: quando se ne
assaggiano le prime pagine, si sa
esattamente come andrà a finire, ma è
comunque gustoso. Una scrittura
scorrevole, una trama semplice ma che
appassiona, per la prima prova letteraria
di un'autrice appena ventritreenne.
Chiara Maianghe
COME IL GELATO
AL CIOCCOLATO
Pietro Macchione Editore,
2011
Andrea Carandini
RES PUBLICA
Rizzoli, 2011
VittorDavide Ciccarese
CUCINARE
LE ERBE SELVATICHE'
Ponte alle Grazie, 2010
Angelo Roma
L’ANGELO RIBELLE
Marco Tropea Editore,
2010
Lorenzo Franzetti
DOVE FINISCE MILANO
Pietro Macchione Editore,
2011
94 VARESEFOCUS - Anno XII - n.3/2011
RES PUBLICA
Perfetto per chi apprezza il romanzo
storico, il nuovo lavoro di Carandini,
archeologo e scrittore, è una lettura
perfetta, seppur non un racconto alla
Valerio Manfredi, ma una narrazione
storica. Del resto il periodo trattato non
necessita di inventiva letteraria, già
suggestivo e carico di per sé di fatti,
intrighi, personaggi multisfaccettati: la
saga dei Tarquini e l'avvento della
Repubblica.
La quarta di
copertina
sembra un
subliminale
messaggio
politico.
Comunque la
si veda, la
storia è fatta
da
protagonisti di
carisma, nel
bene e nel
male, come
CUCINARE LE ERBE SELVATICHE
Premio Bancarella della Cucina, premio Libri da
Gustare, questo non è il consueto manuale di ricette, con
foto che di solito sembrano suggerire al lettore: “Provaci
pure, tanto tu non riuscirai
mai a rifarlo!”. E’' un testo
semplice, che valorizza il
territorio nazionale, e,
insieme, originale e
sorprendente. L'assunto è:
anche quelle che considerate
erbacce possono essere
ingredienti sfiziosi.
L'originalità nella banalità,
dunque: dalla borragine, già
ben nota ai Liguri per la
farcitura dei ravioli, alla
cicoria, più apprezzata al
sud, fino a vere e proprie
sorprese. L'idea, ad
esempio, di Fagottini
Melanzane e Margherita
non vi mette già appetito?
L’ANGELO RIBELLE
Un protagonista complesso,
dall'infanzia difficile, cuoco
sopraffino, bello e
apparentemente dannato.
Un’ambientazione originale
tra il fascino di Parigi e
Bruxelles e la Bergamo
operosa e pulsante dove vive
l'autore. Un romanzo d'avventura, “squisitamente”
avvincente e insieme raffinata ricerca esistenziale che
stimola alla riflessione. Un viaggio attraverso i sentimenti
secondo un percorso che sembra inevitabilmente
tracciato, ma stupirà il lettore
nell'intenso finale.
DOVE FINISCE MILANO
I fedelissimi del blog Cronache
milanesi su Varesenews.it non
potranno perdersi questa
chicca: dal blog al libro, il
lavoro di Lorenzo Franzetti, è
però una lettura per tutti. 31
racconti ambientati nella
“metropoli”, storie quotidiane
raccontante con il punto di
vista acuto del giornalista
pendolare (o come si autodefinisce
l'autore “narratore di provincia” che si
sente un po' “topo di campagna”).
Racconti che “sanno” di Milano, quella
reale, lontana - ma non troppo - dalle
passerelle di moda, e che faranno
sorridere - anche con un filo di
amarezza - chi vive o ha vissuto
l'esperienza del pendolare. Un libro nato
sul treno e - perché no? - da leggere in
treno. In un soffio, grazie ad una verve
stilistica sorprendentemente brillante.
MUTANDE DI GHISA
Il titolo di per
sé già
indurrebbe
all'acquisto...
No!
Attenzione: è
il libro stesso a
mettere in
guardia dagli
acquisti
incauti,
svelandoci tutti
quei “trucchi
che ci
irretiscono la
mente, spalancano i portafogli e
svuotano i conti in banca”. Una lettura
esilarante (iniziate dal test per scoprire se
siete “bastardi dentro” se ne avete il
coraggio) ma, soprattutto, utile prima di
usare la vostra carta di credito a
sproposito. Alla fine se non avrete le
mutande di ghisa, vi sarete comunque
aperti nuovi orizzonti (e fatto ottime
risate!).
SECOND LIFE... IL
COMPLOTTO
Una lettura interessante,
sospesa tra il reale, il
virtuale e il sogno.
Superata la ritrosia di
chi è scettico sulla
commistione tra il
classico romanzo e
sperimentazioni
narrative in chiave
“digitale”, troverete il
racconto curioso e
intrigante. Dall'autore “filosofo
per passione” e varesino
d'adozione, una storia che si
aggancia a Second Life e
strizza l'occhio a scienza e
tecnologia, con una buona
dose di suspance (il complotto
del titolo), ma che è in realtà
in gran parte racconto
esistenziale.
RUBRICHE
In libreria
Marco Fratini, Lorenzo
Marconi
MUTANDE DI GHISA
Rizzoli, 2011
TRILOGIA DI LOCARNO
Tre romanzi - il primo inedito
- in un'unica raccolta:
Giusquiamo, La famiglia di
Beatrice, Via S.Antonio.
Ambientati e dedicati a
Locarno (“La città non è solo
da amare; bisogna anche
difenderla...” Così apre la
Trilogia), i racconti si muovono
tra cronaca e storia. Storia di
uomini semplici, dai ritratti
ben caratterizzati. Molta
gioventù e alto senso civile e
civico.
IL LUPO GAROU
Il consiglio di Sara della Libreria del Corso di Varese, è
un romanzo sui generis a partire dalla copertina
“pelosetta”. Il secondo lavoro dell'autrice bavarese, è
una nuova avventura (e non ultima, forse, dato il
successo, che fa sperare nello sviluppo di una vera e
propria saga...) ambientata nel mondo delle pecore.
Miss Maple è la pecora più intelligente del gregge (e,
forse, del mondo) in grado di risolvere i misteri degli
umani. Questa volta, la detective ovina sarà alle prese
con uno strano delitto. Avvincente e divertente.
Alessandro Ceccoli
SECOND LIFE
... IL COMPLOTTO
Neftasia editore, 2010
Arnaldo Alberti
TRILOGIA DI LOCARNO
Nem, 2010
Leonie Swann
IL LUPO GAROU
Bompiani, 2011
QUELL'INSOLITO CASO DI VIA
CAVALLOTTI
Presentato con una splendida vetrina alla Libreria
del Corso di Varese e disponibile nelle due
versioni di copertina bianca e nera, il romanzo,
che ci piace pensare ambientato a Varese, per
citare Lorenzo Cavalli, è una suggestiva “galleria
di personaggi vividi, capaci di bucare la cornice
della narrazione con la loro incomprensibile
originalità”. L'autore, noto nome della cultura
varesina, è presidente del Cavedio e direttore
della scuola di scrittura “Scrivere il corto”. I
proventi andranno a sostegno dei progetti
africani del dottor Giorgio Salandini.
Fiorenzo Croci
QUELL'INSOLITO CASO
DI VIA CAVALLOTTI
Il Cavedio, 2011
Anno XII - n.3/2011
- VARESEFOCUS 95
In libreria
RUBRICHE
EDUCAZIONE LAICA
NEGLI ANNI CINQUANTA
Carlo Musso
EDUCAZIONE LAICA
NEGLI ANNI CINQUANTA
Ed. Arterigere, 2010
Luigi Stadera
QUANDO SI LAVORAVA
LA TERRA
Pietro Macchione Editore,
2011
Madeleine Wickham
VACANZE IN VILLA'
Mondadori, 2011
Ines De la Fressange
LA PARIGINA
L'Ippocampo Edizioni,
2011
96 VARESEFOCUS - Anno XII - n.3/2011
A cinque anni di distanza, la
pubblicazione degli Atti di un
Convegno varesino dedicato al
Villaggio scuola Sandro Cagnola,
non è scelta casuale: nel 2011
ricorre, infatti, il cinquantesimo dalla
morte di Sergio Rossi, direttore del
Villaggio della Rasa dal '52 al '61,
personalità carismatica ed energica
che, insieme alla moglie, diede impronta
e grande impulso allo sviluppo della
struttura. Un libro dedicato
dichiaratamente ad un’esperienza laica e
democratica, dagli spunti molto attuali.
QUANDO SI
LAVORAVA
LA TERRA
Coltura e
Cultura per
l'ultimo lavoro
di Luigi Stadera,
autore
appassionato
del territorio e
della sua gente,
che, dagli ultimi
personali
omaggi ai nostri laghi, torna ad
occuparsi di faccende agricole. Un testo
snello, scorrevole, che conduce il lettore
in un viaggio nella storia, dalla società
palafitticola a quella industriale, e nel
presente. Un testo arricchito dai dipinti di
Innocente Salvini (grazie alla
disponibilità della famiglia Visconti): una
scelta molto felice, perché il pittore di
Gemonio rappresentò, come pochi, la
ricchezza del mondo contadino.
VACANZE IN VILLA
Le divoratrici del genere, l’avranno
riconosciuta al volo: con il suo nome
reale, la scrittrice di chick lit più famosa e
apprezzata al mondo, Sophie Kinsella,
pubblica un nuovo romanzo. Sempre le
esperte, però, riconosceranno in questo
filone “senza pseudonimo”, uno stile
tendenzialmente diverso, forse più
amaro, ma anche più realistico. Le
esistenze di Chloe ed Hugh si intrecciano
loro malgrado: una commedia,
nemmeno a dirlo, sull’amore e sulla
necessità di difenderlo dalle insidie
della quotidianità.
LA PARIGINA
“Guida allo Chic”. Diciamolo, a costo
di sembrare polemici: l'autrice non è
l'esempio vivente della simpatia, ma
non si può negare che sia un'icona di
stile e grazia senza pari. Un elogio
dell'eleganza, da cui prendere spunto. Tanti consigli, ma
una sola regola, di cui la musa di Lagerfeld è
rappresentazione vivente: la sobrietà. Chic non è
indossare abiti costosi, ma si può essere femminili con
un paio di jeans. Una guida al buon gusto. Se siete per
il look total strass e lustrini, risparmiatevi la lettura.
Silvia Giovannini
(in collaborazione con la LIBRERIA del Corso di Varese)
MUSICA
BACH E I PIRATI VEGNÜÜ DE VAREES
Dal palco di Sanremo, dalla piazza Vittorio Veneto a
Torino per una Notte Tricolore dall'organizzazione tutta
varesina, per arrivare al Teatro CheBanca di Varese, con
due serate di tutto esaurito: la segnalazione del nuovo
cd è quasi d'obbligo per l'affetto verso il cantante
dimostrato dal nostro territorio. Yanez è il cantatissimo
(soprattutto da un pubblico teen) singolo che compare
nell’album omonimo. 15 brani tra cui Ciamel Amuur.
Per gli amanti della classica, una preziosità è
sicuramente l'edizione marzolina dei Concerti per
pianoforte di Johann Sebastian Bach. Il cd nasce dalla
collaborazione tra Riccardo Chailly, meraviglioso
direttore d'orchestra milanese,
e Ramin Bahrami il
celeberrimo pianista iraniano:
una doppia firma per un
entusiasmante viaggio nel
mondo di Bach.
Concerti per pianoforte di
JOHANN SEBASTIAN BACH
Decca, 2011
D. Van De Sfroos
YANEZ
Universal, 2011
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BUSINESS ALL’ESTERO?
NON LASCIARE TUTTO IL PESO ALLA TUA AZIENDA
Dal 1975 al fianco delle imprese che pensano che i confini non siano il traguardo ma l’inizio della propria attività
CHIAMA IL NUMERO 0331 774377 OPPURE VISITA IL SITO WWW.PROVEX.IT

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