Decisione n. 1424 del 6 dicembre 2010

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Decisione n. 1424 del 6 dicembre 2010
Decisione N. 1424 del 06 dicembre 2010
IL COLLEGIO DI ROMA
composto dai signori:
Dott. Giuseppe Marziale ………..…………... Presidente
Avv. Bruno De Carolis ………………………. Membro designato dalla Banca d'Italia
Prof. Avv. Giuliana Scognamiglio…………..
Membro designato dalla Banca d'Italia
Prof. Avv. Gustavo Olivieri…… ……. …
Membro
designato
dal
Conciliatore
Bancario Finanziario per le controversie in
cui
sia
parte
un
cliente
professionista/imprenditore
Membro designato da Confindustria, di
concerto con Confcommercio,
Confagricoltura
e
Confartigianato
[Estensore]
Prof. Avv. Federico Ferro Luzzi…………
nella seduta del 17.09.2010 dopo aver esaminato
x il ricorso e la documentazione allegata;
x le controdeduzioni dell'intermediario e la relativa documentazione;
x la relazione istruttoria della Segreteria tecnica,
Fatto
La società ricorrente, nel paventare un comportamento fraudolento ai propri
danni, riferisce che:
a)
alla fine dell’estate del 2008, ha ricevuto presso la propria sede la visita
di un promotore della società A (società operante anche nel campo della
mediazione creditizia) che, in virtù di una convenzione intrattenuta con
l’intermediario (banca) le ha proposto un’operazione di finanziamento (importo
complessivo € 37.800,00) che si sarebbe dovuta articolare nelle seguenti fasi:
1)
cessione alla società A (mediatore creditizio) di alcuni macchinari
aziendali (macchine da cucire) della società ricorrente;
2)
il noleggio “di altre (ovvero delle stesse) attrezzature ad opera di una
società terza ad essa collegata”, la società B, anch’essa legata alla banca da
rapporto di convenzione;
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3)
il finanziamento del noleggio ad opera della banca;
b)
l’azienda ricorrente, valutata soddisfacente e congrua la proposta, che le
consentiva di ottenere liquidità e di continuare ad utilizzare i macchinari utili alla
continuazione della propria attività, ha aderito e in esecuzione delle indicazioni
fornite dalla società A, esclusivamente tramite mail (vds. mail del 5 agosto, 9 e 23
settembre 2008) ha provveduto a:
x
compilare “l’offerta beni” e del “modulo di richiesta di valutazione della
locazione operativa”;
x
compilare e sottoscrivere con la società B il contratto di noleggio relativo
ad alcuni beni strumentali specificati in un elenco, “solo richiamato ma non
allegato al modulo contrattuale”;
x
compilare e sottoscrivere con la banca, il contratto di finanziamento del
noleggio sopracitato nel quale, in particolare, delegava l’Istituto di credito a
versare l’intero importo del finanziamento, pari alla sommatoria dei canoni di
noleggio, direttamente alla società B, società con essa convenzionata (all.4);
x
formalizzare la cessione dei beni aziendali alla società A mediante
l’emissione di due fatture (fatt. nn. 211 e 212).
c)
Successivamente, mentre la ricorrente ha adempiuto i propri obblighi
contrattuali, iniziando anche a pagare i previsti i canoni di noleggio mediante RID
bancaria, la società A, ha provveduto a versare alla società resistente solo parte
della somma dovuta (€ 16.200, pari all’importo indicato nella fattura n. 212, ma
ometteva di versare il rimanente importo del finanziamento pari ad € 21.600,00);
d)
ai ripetuti solleciti della ricorrente la società A ha risposto eccependo una
serie di presunti inadempimenti contrattuali da parte della ricorrente in relazione ai
quali, a definizione della questione, ha proposto un pagamento a stralcio di €
10.000,00;
e)
la ricorrente, conseguentemente a tali circostanze, ha sospeso il
pagamento della rate del finanziamento;
f)
in relazione a ciò, la società B ha comunicato di avvalersi della clausola
risolutiva espressa contemplata nel contratto (art. 20) trattenendo i corrispettivi
ricevuti dalla banca, in forza del contratto di finanziamento stipulato dalla
ricorrente;
g)
la banca, provvedeva a sollecitare i pagamenti delle rate insolute ed in
data 30/04/2009 informava la ricorrente di una successiva azione legale salvo
saldo immediato di Euro 3.045,00;
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h)
la ricorrente inviava alla banca, dapprima il telegramma del 25/08/2009
(all.10) e, in data 21/12/2009 - a seguito dell’avvenuta segnalazione presso le
centrali rischi - una lettera (all.11) con la quale rappresentava all’intermediario di
essere vittima di un evidente raggiro, evidenziando anche i danni subiti.
Con riguardo ai rapporti con la banca la ricorrente evidenzia che l’intera
condotta dell’intermediario nella vicenda è stata contraria ai canoni di trasparenza,
diligenza e buona fede negoziale.
In particolare:
a)
la banca, attraverso la convenzionata società B, ha delegato alla società
A l’integrale gestione dell’operazione di lease-back. “Dal canto suo, la [società A]
ha condotto l’operazione con la [ricorrente] in maniera anomala e, ….., in
violazione palese della disciplina di riferimento di settore”. Essa, infatti, ha assunto
il duplice ruolo di mediatore creditizio e acquirente/cessionaria dei cespiti aziendali
della ricorrente; ha gestito direttamente i rapporti tra la ricorrente e le controparti al
fine di ottenere il finanziamento per la locazione dei beni, sovraintendendo a tutte
la fasi negoziali, facendosi carico di ogni incombenza relativa all’accordo, inviando
- infine - alla ricorrente i contratti di finanziamento e di noleggio, le deleghe RID, la
proposta di finanziamento con le indicazioni per la compilazione e la firma;
b)
tutte le fasi precontrattuali e contrattuali si sono svolte per posta
elettronica ovvero via fax , la società ricorrente non ha avuto alcun contatto diretto
né con la banca nè con la società B; l’accordo si è perfezionato, quindi, in spregio
delle disposizioni antiriclaggio in materia di identificazione e registrazione delle
operazioni e completamente al di fuori di quel principio di “know your customer"
che costituisce la regola fondamentale della due dilingence e della
regolamentazione bancaria;
c)
nella fase pre-contrattuale, la mancanza di trasparenza si è estrinsecata
in un comportamento dell’istituto di credito non idoneo a porre l’utente in
condizione di trarre, dalla semplice consultazione della documentazione
pervenuta, gli elementi necessari per esprimere un consenso consapevole;
d)
la ricorrente:
x
ad oggi non dispone ancora degli esemplari definitivi dei contratti,
regolarmente firmati dalle controparti e con l’indicazione obbligatoria dei tassi
d’interesse praticati e il passaggio dei beni ceduti/locati; infine non è stato
formalizzato alcun documento di consegna ovvero di collaudo/ messa in opera
degli stessi;
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x non ha ricevuto o avuto modo di consultare il Foglio Informativo previsto
dagli art. 5 e 6 (con riferimento ai contratti conclusi a distanza) della Deliberazione
CICR del 4/03/2003 recante la “Disciplina della trasparenza delle condizioni
contrattuali delle operazioni e dei servizi bancari e finanziari”;
x nella fase di conclusione dell’accordo ha ricevuto dalla banca un documento
contrattuale che non conteneva l’indicazione in cifre del tasso d’interesse pattuito.
In dettaglio, sul modulo risultano omesse le indicazioni del TAEG, delle condizioni
secondo cui il TAEG può essere modificato; dell’importo delle altre spese e oneri
che non sono inclusi nel TAEG;
x non ha ottenuto copia del contratto richiesta alla banca ai sensi dell’art 119
T.U.B in data 0l/02/2010;
e)
ha rilevato che “nella fase esecutiva, in considerazione del fatto che ci
troviamo di fronte ad una fattispecie negoziale complessa nella quale
intervengono attori diversi, sarebbe stato compito, anche nella cura dell’interesse
del cliente, farsi parte diligente e attivare un’istruttoria minima al fine di individuare
le ragioni per cui l’operazione si era interrotta. La banca, invece, allarmatasi per la
sospensione dei rid ed in assenza di adeguati riscontri, si è limitata ad inviare i
citati solleciti, minacciare “azioni legali e segnalare la presunta inadempienza alle
centrali di rischio”, divenendo con il suo comportamento una concausa degli eventi
dannosi”;
f)
ha subito danni notevolissimi dalla vicenda in esame, scaturiti in via
immediata e diretta dall’inadempimento e dalla condotta dell’intermediario nella
vicenda de qua e che hanno comportato, in primis, la segnalazione alle centrali dei
rischi finanziari; tale situazione, conseguentemente, avrebbe determinato:
-
insormontabili difficoltà per l’accesso al credito,
-
la revoca degli affidamenti,
-
la reformatio delle condizioni bancarie praticate,
-
la chiusura unilaterale di alcuni rapporti di conto corrente,
-
la mancata erogazione di tre Special già deliberati,
la collocazione in morosità riguardo l’assicurazione dei fornitori
(concerie, accessoristi,etc.),
il diniego dell’accoglimento di un finanziamento in leasing per l’acquisto
di un capannone industriale per un importo di circa Euro 800.000,00,
-
un elevatissimo rischio di protesto dei titoli (assegni, Ri.Ba),
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la sospensione di ogni progetto di sviluppo e crescita dell’azienda (c.d.
progetto Ward, in grado di moltiplicare il fatturato, in un anno, da dieci a quindici
volte),
l’accantonamento di un Progetto presentato al Ministero dello Sviluppo
Economico (Bando Industria 2015 — Protezione del Made in Italy —— nr. di
partecipazione [omissis]), un enorme danno d’immagine e reputazionale con
fornitori e partners;
-
la riduzione di dieci unità di personale e dei livelli produttivi.
Si costituiva l’intermediario resistente eccependo, in via pregiudiziale,
l’irricevibilità del ricorso poiché introdurrebbe elementi di novità rispetto al reclamo
dell’11.03.2010, tra i quali:
a)
l’asserita conclusione del contratto di finanziamento a distanza,
attraverso documentazione trasmessa a mezzo posta elettronica dalla società A
alla ricorrente;
b)
la lamentata mancanza di trasparenza in sede di trattative e successiva
stipula del contratto di finanziamento del noleggio;
e)
la mancata identificazione del richiedente il finanziamento;
d)
la presunta configurazione di un’operazione di "sale and lease-back"
“non menzionata invece nel reclamo, ove, correttamente, la ricorrente parla di un
contratto di finanziamento del noleggio di beni strumentali e non di cessione di
beni aziendali alla [società A]”.
Parte resistente, inoltre e nel merito:
a) nega che vi sia stata un’operazione di sale e lease back e che la stessa
abbia riguardato i macchinari descritti dalla ricorrente (macchine da cucire).
L’intermediario sostiene che la ricorrente ha richiesto un finanziamento del prezzo
di noleggio di una fotocopiatrice Xerox Copycentre Docucolor;
b) fa presente che la cliente avrebbe richiesto il finanziamento dell' importo
complessivo del noleggio della fotocopiatrice pari a € 28.725,00, da rimborsarsi in
47 rate mensili di € 611 ,50 (oltre a spese di incasso bancario per €2,50 ed
imposta sostitutiva sulla prima rata) dall’1.11.2008 al 01.09.2012;
c) rileva che, esperita l’istruttoria, la richiesta di finanziamento relativa al
noleggio della fotocopiatrice è stata accolta. Il contratto di finanziamento (allegato
1), trasmesso dal rivenditore convenzionato, contrariamente a quanto sostenuto
dalla ricorrente, risulta completo in tutte le sue parti e debitamente sottoscritto; la
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ricorrente ha dichiarato di averne ritirata copia, unitamente all'Avviso “Principali
norme di trasparenza” ed al “Foglio Informativo”;
d) il convenzionato, con timbro apposto sul contratto di finanziamento del
noleggio ha altresì attestato che le firme sul contratto di finanziamento sono state
apposte dal richiedente e che copia dello stesso contratto di finanziamento è stata
a questi consegnata compilata in ogni sua parte;
e) osserva che l' importo della rata mensile, pari a € 611,50, corrisponde al
canone di noleggio del bene strumentale indicato sul contratto di noleggio
(allegato 2) stipulato tra la ricorrente e la società B (€ 509,58 + IVA al 20%= €
611,50);
f) il TAEG riportato sul contratto di finanziamento sottoscritto con la banca è
dello 0,20%, corrispondente alle spese di addebito bancario. Si tratta di un tasso
fisso, non soggetto a variazioni in corso di rapporto;
g) fa presente che nelle mail prodotte dalla ricorrente a riprova dell’operazione
di sale e lease back , tra i documenti allegati, compare il nome di altro
intermediario cui probabilmente la documentazione – e l’operazione - afferisce;
h) circa i propri rapporti con la società A e la società B “con particolare
riferimento al contratto di finanziamento del noleggio concluso dall'odierna
ricorrente”, la banca fa presente che:
x
in seguito alla stipula di un accordo trilaterale in data 10.1.2007, la
società A (che aveva già sottoscritto un contratto di convenzionamento con banca
il 06.7.2006), si è impegnata a promuovere, attraverso la propria rete, il prodotto
del noleggio di beni strumentali a lungo termine;
x
il soggetto interessato a noleggiare un bene strumentale si rivolge ad un
punto vendita della società A cui manifesta le proprie esigenze;
x
in base a quanto richiesto, la società A verifica sul mercato le offerte
migliori per il prodotto e le sottopone al richiedente. Se quest'ultimo trova la
proposta di proprio gradimento, la società A provvede a far sottoscrivere il
contratto di noleggio del bene prescelto e la relativa richiesta di finanziamento;
x
la banca, esperita l'istruttoria, se ritiene accoglibile la richiesta di
finanziamento, liquida per ordine e conto del soggetto finanziato l’importo
corrispondente alla sommatoria dei canoni di noleggio alla società B che acquista
il bene prescelto noleggiandolo al cliente.
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Diritto
Il Collegio rileva, in via pregiudiziale, come sia da accogliere l’eccezione di
irricevibilità del ricorso, sollevata da parte resistente, per evidente difformità tra
quanto eccepito in sede di reclamo e il contenuto del ricorso all’Arbitro bancario
Finanziario.
La necessaria, sostanziale, coincidenza del contenuto dei due momenti
necessari alla procedura è chiaramente evidenziata: tanto (i) nella Delibera Cicr
275/2008, la quale statuisce che “Il ricorso è preceduto da un reclamo
all'intermediario, anche qualora quest'ultimo abbia promosso forme di
composizione delle controversie basate su accordi con le associazioni dei
consumatori” (cfr. art. 4), quanto (ii) nelle “Disposizioni della Banca d’Italia sui
sistemi di risoluzione stragiudiziale delle controversie in materia di operazioni e
servizi bancari e finanziari”, ove è dato leggere come (cfr. Sez. VI, § 2): “Il cliente
rimasto insoddisfatto o il cui reclamo non abbia avuto esito nel termine di 30 giorni
dalla sua ricezione da parte dell’intermediario può presentare ricorso all’Arbitro
Bancario Finanziario. Il ricorso ha ad oggetto la stessa contestazione del reclamo
ed è sottoscritto dal cliente”.
Orbene, e come puntualmente eccepito, il ricorso sottoposto all’Arbitro Bancario
Finanziario presenta importanti profili di novità rispetto al reclamo al tempo
notificato all’intermediario, odierno resistente (in via meramente esemplificativa
quanto esaustiva: l’asserita conclusione del contratto di finanziamento a distanza,
attraverso documentazione trasmessa a mezzo posta elettronica dalla società A
alla ricorrente; la lamentata mancanza di trasparenza in sede di trattative e
successiva stipula del contratto di finanziamento del noleggio; la presunta
configurazione di un’operazione di "sale and lease-back"), novità che ne
modificano sostanzialmente la natura vuoi sotto il profilo dell’evidenziazione del
“fatto” vuoi sotto quello della “natura giuridica” dell’operazione poi sottoposta a
censura e giudizio di questo Collegio.
P.Q.M.
Il Collegio dichiara il ricorso irricevibile.
IL PRESIDENTE
firma 1
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