L`industria chimica europea

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L`industria chimica europea
Chemical Report
CHIMICA
&MERCATO
Attualità
High Level Group:
L’industria chimica europea
Case History
Intervista
Faccia a faccia con Paolo Pirro
vice-presidente Assobase
Ammoniaca:
Ammonia Casale,
un brevetto centenario
ATTUALITÀ - PERSONAGGI - TRENDS
di Elena Barassi
L’industria chimica europea
Strumento per un futuro sostenibile
High Level Group on the Competitiveness
of the European Chemicals Industry
European Commission
Enterprise and Industry
Si sono recemente conclusi i lavori del High Level Group sulla competitività dell'industria chimica
europea promosso dalla Commissione UE. Le conclusioni sono molto importanti non solo per il
grande lavoro svolto negli ultimi due anni e per le indicazioni emerse, ma anche perché sono condivise
da tutte le componenti. Di conseguenza appare di grande rilevanza il riconoscimento dell'industria
chimica come “strumento per un futuro sostenibile” e come motore dell'innovazione di tutta l'industria.
L’industria chimica europea ha un ruolo
fondamentale per lo sviluppo economico e
il benessere, attraverso l’offerta di prodotti e materiali innovativi e garantendo soluzioni tecnologiche in pressoché tutti i settori dell’economia. Con 1.2 milioni di lavoratori e un fatturato di 537 miliardi di euro
(2007) è uno dei più grandi settori indu-
striali ed un’importante fonte di occupazione diretta e indiretta in molte regioni
dell’Unione Europea. Le principali sfide per
l’umanità necessitano di nuove soluzioni,
molte delle quali possono essere implementate solamente attraverso nuovi materiali e nuove sostanze. Si stima che la
popolazione mondiale crescerà in meno di
50 anni dai 6.7 miliardi attuali a 9.2 miliardi
nel 2050, e che la speranza di vita sarà più
elevata con una popolazione che invecchierà fino a livelli prima d’ora mai sperimentati. Ciò ha forti conseguenze per tutte
le società e le regioni e pone una pressione estremamente elevata sulle risorse
naturali disponibili.
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Il modo in cui produciamo e utilizziamo l’energia deve cambiare radicalmente; diversificare le materie prime di base e ridurre la
domanda di energia diventano una necessità; acqua pulita, cibo migliore e progresso
nella assistenza sanitaria sono le sfide principali. Megatrends come quelli citati riflettono le preoccupazioni e i bisogni della società. Essi determineranno le priorità della
ricerca e dello sviluppo nel campo della chimica. Le Nazioni Unite hanno proclamato il
2011 come l’Anno Internazionale della Chimica proprio per enfatizzare l’importanza
della chimica nell’uso sostenibile delle risorse naturali. Un’industria chimica sostenibile
è indispensabile per affrontare alcuni di que-
dell’industria chimica europea e di identificare i fattori alla base dei rapidi cambiamenti strutturali in atto. L’industria europea
in generale, e la sua industria chimica in
particolare, stanno affrontando una serie di
sfide enormi. Queste includono la rapida
globalizzazione con una nuova divisione
del lavoro tra Paesi sviluppati ed emergenti, la corsa verso un uso più sostenibile
delle materie prime e dell’energia, per
combattere il cambiamento climatico, e il
bisogno di rispondere ai cambiamenti
sociali, come l’invecchiamento della popolazione. Il Gruppo aveva il compito di sviluppare una visione di lungo periodo e di
sti urgenti temi globali. L’industria sviluppa
settore al fine di far fronte a queste sfide e
continuamente innovazioni, generate dalla
ricerca nel campo della chimica e delle altre
assicurare occupazione e crescita attraver-
scienze, per una vasta gamma di applicazioni pratiche. Allo stesso tempo è fortemente responsabile per il cammino verso un
uso sostenibile delle risorse naturali e la
riduzione della domanda di energia, dell’inquinamento, degli sprechi e delle emissioni
di gas serra, per la sicurezza dei prodotti
chimici e delle loro applicazioni. Tradizionalmente, l’Europa è stata leader nella produzione chimica, una posizione, evidenziata
da un importante surplus commerciale, che
è tuttavia diminuito negli ultimi anni. Riconoscendo l’importanza strategica del settore,
la Cina e l’India si sono impegnate con successo per costruire strutture produttive di
grandi dimensioni e sempre più sofisticate.
In particolare, grazie al loro vantaggio in termini di feedstock, i Paesi del Medio Oriente
attraggono forti investimenti nella petrolchimica. Conseguentemente, la quota europea
della produzione globale di prodotti chimici
sta diminuendo in molti segmenti. Il vantaggio competitivo dell’Europa è a rischio. La
Commisione Europea ha creato l’High Level
Group che coinvolge una vasta gamma di
stakeholder come parte della propria politica industriale. Il suo compito era di esaminare le sfide alla posizione competitiva
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fare raccomandazioni di politica a livello di
High Level Group
so un’industria chimica europea prospera e
innovativa. Bilanciare le esigenze economiche, sociali e ambientali, seguendo i principi dello sviluppo sostenibile, è stato un
tema importante tenuto ben presente nell’elaborazione delle considerazioni finali.
L’High Level Group ha incominciato il suo
lavoro nel settembre del 2007 e lo ha concluso nel febbraio 2009. Durante questo
periodo, il clima economico generale è
cambiato drammaticamente. È ancora
troppo presto per valutare la reale portata e
la durata dell’attuale crisi economica e
finanziaria, che per molti versi è unica.
Comunque è ovvio che abbia forti ripercussioni sul settore chimico che vede tra i
suoi clienti più importanti l’edilizia e l’industria dell’auto.
L’industria chimica europea - Strumento per un futuro sostenibile
L’elevata volatilità dei mercati del petrolio e
del gas, fornitori di risorse ed energia,
complicano ulteriormente la situazione. Ciò
aumenta la necessità di avere una visione
più chiara dei principali driver di mediolungo termine per l’industria chimica, che è
complessa e fortemente diversificata,
come indicazione per lo sviluppo e l’implementazione delle misure di sostegno a
livello europeo e nazionale. Lo scopo del
Rapporto finale è di spiegare questi trend e
di identificare le misure per favorire la posizione competitiva dell’industria. Nel suo
incontro finale del 19 febbraio 2009, l’High
luppo, il collegamento tra la ricerca, la chimica (e le scienze correlate) e l’innovazione
è particolarmente forte nell’industria chimica. Soprattutto, risulta necessario incrementare la quantità e la qualità della R&S e
l’efficacia dell’innovazione, in particolare
incoraggiando maggiori sforzi da parte del
settore privato. La proprietà intellettuale è di
importanza strategica per l’industria chimica
che è un’industria basata sulla scienza e ad
alto contenuto di tecnologia. Nel settore chimico i costi significativi per l’attività di R&S
e per lanciare nuovi prodotti sul mercato
richiedono regole appropriate ed efficaci dal
stati raggiunti come evidenziato da una forte
riduzione nel numero di incidenti e nella
quantità di emissioni, da una migliore
gestione dei prodotti e dalla progressiva
sostituzione delle sostanze chimiche più
pericolose con altre meno dannose. Tutto
questo dovrebbe formare le basi per una
maggiore fiducia nell’industria chimica.
Uso responsabile
delle risorse naturali
L’industria chimica trasforma le materie
prime in una moltitudine di nuove sostanze
e preparazioni che vengono utilizzate in una
Level Group ha approvato questo rapporto
punto di vista dei costi relativamente alla
e ha evidenziato le seguenti conclusioni.
tutela della proprietà intellettuale (IPR). La
vasta gamma di applicazioni in quasi tutti i
settori dell’economia. L’industria chimica si
contraffazione sta diventando un problema
basa prevalentemente sul petrolio e sul gas,
considerevole per l’industria chimica euro-
ma fa ricorso anche a materie prime rinnovabili come l’amido, gli oli vegetali e l’etanolo. La disponibilità e il costo di queste materie prime, insieme ai prezzi dell’energia,
sono per gran parte del settore un elemento
di costo decisivo che influenza fortemente la
competitività internazionale.
L’Europa ha risorse limitate in termini di
combustibile fossile e di feedstock rinnovabili. È perciò d’importanza primaria assicurare l’accesso sicuro e a prezzi competitivi
al petrolio e al gas naturale (metano) e una
migliore efficienza del mercato del gas
Maggiore innovazione
e ricerca
Il cammino verso un uso più sostenibile
delle risorse richiederà nuove soluzioni chimiche. In particolare, la lotta al cambiamento climatico e altre sfide ambientali e sociali, che emergono nel contesto globale, rappresenteranno un focus molto importante
per la ricerca e lo sviluppo nella chimica e
nelle scienze correlate. Le opportunità di
business che ne risulteranno per la chimica
europea dovrebbero essere pienamente
sfruttate. Un’industria chimica di successo
offre soluzioni chimiche sempre più trasversali lungo tutta la filiera produttiva. L’industria e il settore pubblico a tutti i livelli
dovrebbero perciò rafforzare i cluster innovativi e i processi aperti di innovazione che
facilitano una cooperazione attraverso i vari
settori e i confini. Dal momento che l’innovazione è più della semplice ricerca e svi-
pea. Preoccupazioni relative alla salute e
alla sicurezza rendono il problema ancora
più serio e pericoloso per i prodotti chimici
rispetto ad altri tipi di prodotto. La Commissione e tutti gli attori coinvolti nella lotta alla
contraffazione e alla pirateria negli Stati
Membri, inclusa l’industria chimica, dovrebbero cooperare per facilitare le investigazioni e consentire la severa applicazione delle
norme contro la contraffazione in Europa e
nel mondo, nonché sviluppare iniziative di
sensibilizzazione dell’opinione pubblica. La
fiducia di consumatori, clienti e investitori ha
un’importanza centrale. Il bisogno di migliorare la gestione e la comunicazione della
sicurezza chimica lungo la filiera fino al consumatore finale è una priorità da molti anni.
L’industria chimica ha un’eredità difficile per
quanto riguarda la sicurezza degli impianti e
dei prodotti. Significativi miglioramenti sono
in Europa attraverso una sua effettiva liberalizzazione; la fornitura stabile nel lungo
periodo di elettricità, anche attraverso contratti a lungo termine con i produttori o la
maggiore cogenerazione nei siti produttivi
combinando la generazione di vapore e la
produzione di corrente elettrica per soddisfare la domanda di calore necessaria a
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CHIMICA & MERCATO -
High Level Group
certi prodotti chimici (ad esempio tensioattivi, ingredienti alimentari ed enzimi) e fibre.
Negli anni recenti, c’è stata una crescente
competizione per queste materie prime a
causa del loro utilizzo per la produzione di
bio-fossili ed energia. Incentivi sotto forma
di sussidi o di regolamentazione nell’ambito
dell’agricoltura o delle politiche energetiche
possono seriamente minacciare gli utilizzi
stabiliti di materie prime di origine naturale
nell’industria chimica. L’accesso a materie
prime rinnovabili di un livello qualitativo sufficientemente elevato e a prezzi di mercato
competitivi a livello globale è essenziale per
un’industria chimica europea competitiva.
Per quanto riguarda le materie prime rinnovabili, un’ulteriore apertura del mercato
dovrebbe essere accompagnata da garanmolti processi. L’elevato livello di integrazio-
fine di ampliare la sua base di feedstock, in
ne dell’industria chimica europea lungo la
particolare attraverso un maggiore ricorso a
filiera produttiva è uno dei suoi principali
vantaggi competitivi. È questa integrazione
che ha permesso fino ad ora all’industria
europea di compensare ampiamente la sua
materie prime di origine naturale rinnovabili
in sostituzione e ad integrazione dei feedstock fossili. Anche se in linea di principio un
gran numero di sostanze chimiche può
posizione meno favorevole in termini di
essere prodotto a partire da materie prime
risorse e disponibilità di energia. La maggior
rinnovabili, le difficoltà tecniche e logistiche
globale e l’industria chimica è un’industria
globalizzata con una base produttiva molto
parte dei 300 siti di produzione europei sono
non vanno sottovalutate. La produzione
forte nelle economie emergenti. Ciò richiede
distribuiti in 30 poli chimici. Il successo di
questi poli chimici dipende da una valida
combinazione di fattori chiave disponibili
localmente, dall’uso condiviso di infrastrutture e servizi, dall’accesso alle principali
modalità di trasporto e dalla vicinanza al
mercato e ai clienti. Le imprese che fanno
parte di poli chimici di successo beneficiano
dell’ottimizzazione dei costi delle strutture e
di un migliore accesso alle risorse. La produzione centralizzata dell’energia e del
vapore spesso permette loro di emettere
minori quantitativi di gas serra. Tuttavia in un
certo numero di Stati Membri l’industria è
industriale necessita di un flusso continuo di
una gran quantità di feedstock con un livello di qualità costante. Questo requisito rappresenta una differenza sostanziale rispetto
all’uso di materie prime rinnovabili per la
generazione di energia e di alcuni combustibili, per i quali la composizione chimica e la
purezza rivestono un’importanza minore. Gli
sviluppi tecnologici possono alleviare alcuni
di questi problemi. Al momento attuale,
sembra troppo presto per considerare pos-
un’attenzione particolare per gli effetti glo-
ancora piuttosto dispersa per ragioni storiche. La pesante dipendenza dagli idrocarburi fossili, i prezzi elevati del petrolio e del
gas e l’ambizione di ridurre le emissioni di
gas serra hanno portato ad un considerevole impegno da parte dell’industria chimica al
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sibile il ricorso a feedstock rinnovabili nell’industria chimica in sostituzione di feedstock fossili. Tuttavia l’enorme potenziale
atteso nel lungo periodo rende l’attività di
ricerca e sviluppo industriale in questo
ambito una priorità. L’utilizzo di materie
prime rinnovabili come l’amido, la cellulosa,
lo zucchero, gli oli vegetali e altri grassi ha
una lunga tradizione nella produzione di
zie di sostenibilità con la dovuta considerazione per le norme del WTO (World Trade
Organisation). Ovunque possibile l’Unione
Europea dovrebbe sforzarsi di ottenere
accordi sugli standard internazionali.
Il cambiamento climatico è un problema
bali delle misure di politica.. Accordi di settore per la riduzione delle emissioni di gas
serra e il risparmio energetico possono rappresentare un’importante modalità per ottenere la partecipazione dell’industria localizzata nelle economie emergenti, in particolare per permettere a questi Paesi di dare un
contributo significativo alla riduzione delle
emissioni mondiali.
La Commissione Europea, ha istituito questo HIGH LEVEL GROUP per individuare le
azioni necessarie ad assicurare un futuro
al settore della chimica.
Con la collaborazione di Federchimica e
del Cefic, ha quindi predisposto un documento di analisi sulla situazione della chimica europea e sulle sfide che è chiamata
ad affrontare.
Chemical Report
CHIMICA & MERCATO -
Intervista
L’industria chimica di base in Italia
Le “big” in prima linea
ASSOBASE è l'Associazione che, nell'ambito di Federchimica, inquadra il
comparto della chimica di base. Rappresenta 48 aziende, prevalentemente
Quello che caratterizza questi tre settori è
momentaneamente come il cloro-soda
multinazionali, che fatturano il 90% del
settore sul mercato italiano ed occupa-
che si tratta di società i cui impianti sono
in genere di grosse dimensioni, che i pro-
ed il dicloroetano di Syndial di Marghera,
no circa 11.000 addetti. La mission di
dotti realizzati rimangono in gran parte
all’interno dell’industria chimica per essere
trasformati in altri settori dalle stesse
aziende produttrici e che il costo delle
materie prime e dell’energia incide notevolmente sul prezzo del prodotto. Il punto
di partenza della chimica industriale organica di base sono gli steam cracking.
Le aziende attive nella chimica di base
sono in gran parte straniere, fra queste
alcune hanno produzioni attive nel nostro
Paese, altre sono importatrici dei loro
prodotti dall’estero ed infine altre li commercializzano nel nostro Paese.
Il settore è stato recentemente caratterizzato da alcune chiusure, come lo steam
cracking di Gela, il cloro- soda di Torviscosa, l’ Evonik MEDAVOX di Bussi sul
Tirino (produzione di H2O2) e di altre
che si spera che siano chiuse solo
res di Polimeri Europa.
Assobase è condizionata e determinata
dalla grande differenza delle produzioni
inquadrate. Infatti, da un lato il rispetto
della collettività, la tutela dell'ambiente,
la valorizzazione e l'ottimizzazione delle
risorse sono patrimonio comune di tutta
l'Associazione; dall'altro, invece, per le
produzioni più impegnative è determinante la collaborazione con le Istituzioni
e le Associazioni internazionali per mettere a punto metodologie e normative
che rendano sempre maggiore la sicurezza nella produzione, nel trasporto e
nell'utilizzo dei prodotti di pertinenza e
che accrescano l'adesione dei clienti a
queste metodologie, in modo da poter
perseguire uno sviluppo sostenibile del
settore.
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Il 90 % dele industrie di chimica di base in Italia aderiscono ad
Assobase. All’interno di questa, le aziende operano in tre settori
fondamentali: 1 - Chimica Inorganica di base, produzione di
acidi, basi, cloro, fosforo sali,carbonio (carboni attivi , nerofumo
e grafite), H2O2, ossigenati e terre decoloranti;
2 - Chimica Organica di base, produzione di olefine, diolefine
ciclolefine, aromatici, monomeri, solventi ed intermedi organici
diversi; 3 - Tensioattivi e Materie prime per la detergenza,
produzione di materie prime inorganiche ed organiche e
tensioattivi e coadiuvanti per la detergenza.
Secondo l’associazione di categoria l’industria della chimica di
base permane un luogo di costante rinnovamento.
ASSOBASE Ecco quanto emerge dalle parole
di Paolo Pirro, Vice Presidente di Assobase.
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e l’impianto rumene-fenolo di Porto Tor-
PAOLO PIRRO, Vice-Presidente Assobase
In un ambito molto eterogeneo qual è
quello della chimica di base, quali sono
i settori più rappresentativi?
Il ruolo e il valore dell’industria chimica di
base, il più delle volte, non vengono percepiti. Non è facile, infatti, riconoscere
direttamente i prodotti della chimica di
Oggi ci troviamo costretti a fronteggiare una crisi di portata mondiale. Quale è
lo stato di salute della chimica di base
in Italia?
ne e la ricerca sono pane quotidiano e terreno primario sul quale si realizza l’incontro tra
Università e mondo delle imprese e si avviano processi di trasferimento tecnologico a
Vale la pena di contestualizzare meglio la
situazione della chimica di base nel panorama del settore chimico. La chimica ita-
vantaggio di tutto il sistema produttivo.
Pur centrata su processi ormai consolidati,
base perché buona parte di questi
liana infatti, non si discosta in genere dalla
hanno la loro vita utile a valle all’interno
situazione della chimica europea che ha
della filiera chimica e, solo una minoranza arriva direttamente sul mercato, a
risentito pesantemente e in modo diffuso,
disposizione del consumatore.
Quindi è difficile comprendere l’impatto
anche se non omogeneo tra i diversi settori, della crisi mostrando già a fine 2008
pesanti cali produttivi. Stanno soffrendo di
l’ottimizzazione di questi ultimi, è al centro
delle attività di ricerca e di innovazione delle
aziende di chimica di base, con particolare
attenzione agli aspetti di sostenibilità, sia in
termini di consumi energetici che di impatto
ambientale /salute/sicurezza, di qualità dei
prodotti e di garanzie per i consumatori. In
base hanno sulla vita di tutti i giorni.
più i comparti ciclici e più esposti ai settori in crisi (beni durevoli, costruzioni, auto
questo senso, si può tranquillamente rappresentare l’industria chimica di base e
Essa rimane in effetti uno degli inevitabi-
ed elettrodomestici), rispetto ad altri quali
quella chimica in genere, come un luogo di
li centri dell’attuale sistema industriale
ed economico, capace di fornire beni
detergenti e cosmetici. Sufficientemente
costante rinnovamento. Il miglioramento
continuo consente infatti, di mantenere il
effettivo che i prodotti della chimica di
primari per gli impieghi diretti o intermedi per tutti gli altri settori della chimica a
valle (chimica fine, farmaceutica, materie
plastiche) , che a loro volta alimentano la
generalità degli altri settori industriali
(auto, costruzioni, elettrico ed elettronico, ambiente, salute, alimentare).
La chimica di base raggruppa aziende
diverse tra loro ma caratterizzate da due
fattori importanti: la grande dimensione
e le grandi produzioni.
I settori più rappresentativi sono quelli
della petrolchimica (derivati e intermedi
organici), del cloro-soda (cloro, soda
caustica, acido cloridrico, ipoclorito,
etc.), i prodotti inorganici di base (derivati dello zolfo, dell’azoto, del fosforo,
dell’ossigeno, e dei sali minerali in genere), tensioattivi e materie prime per la
detergenza.
soddisfacente la domanda nei settori alimentare e agricolo. In difficoltà anche l’esportazione a causa dell’ovvio calo generalizzato a livello internazionale della
domanda. In questo contesto, la chimica
di base, per la sua natura pervasiva non fa
certo eccezione e le sue performance non
si discostano in media da quelle del settore chimico in genere. La domanda, rispetto agli andamenti storici, rimane a livelli
nettamente inferiori e comunque chiaramente insoddisfacenti.
Un discorso che va sicuramente affrontato è quello dell’innovazione e la ricerca. In che modo e in che percentuale
questo avviene in tale settore?
La chimica è per definizione innovazione
e ricerca, vitali per la sua sopravvivenza. In
un’azienda chimica, che sia nei propri laboratori o nei propri siti produttivi, l’innovazio-
processo e la tecnologia dell’impianto
costantemente aggiornati e di offrire al mercato prodotti con caratteristiche sempre
migliori. Questo significa però che la conoscenza debba essere trasformata in realtà
produttiva, attraverso pratiche di continua
interazione tra ricerca di laboratorio e tecnologia dei processi industriali.
In particolare, che cosa si intende per
innovazione di prodotto e di processo?
La molla dell’innovazione risponde sostanzialmente a due bisogni: l’uno “esterno” che
viene dal mercato, l’altro “interno” che ha
origine nelle esigenze aziendali e/o di
rispondere a leggi e norme. L’innovazione di
prodotto, che porta ad immettere sul mercato direttamente a disposizione del consumatore o indirettamente attraverso la
filiera industriale a valle nuove sostanze
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Chemical Report
CHIMICA & MERCATO -
Intervista
AZIENDE ASSOCIATE
ASSOBASE
ACETATI S.P.A
AKZO NOBEL CHEMICALS S.P.A.
ALTAIR CHIMICA S.P.A.
ARKEMA S.R.L.
BALCHEM ITALIA S.R.L.
BASF ITALIA s.r.l.
B.P. ITALIA S.P.A.
CAFFARO CHIMICA S.r.l.
CHEMTURA ITALY S.R.L.
Ing. G.Russo, Presidente Consiglio Cloro Assobase; Dr. G. Rossi, Presidente PlasticsEurope Italia;
Dr. M. Falzone, Presidente Assobase; Dr. P.Pirro, Vice-presidente Assobase; Dr. G. Riva Direttore Assobase
DOW ITALIA S.R.L.
DOW ITALIA DIV. COMMERCIALE S.R.L.
o manufatti, meglio rispondenti alla
domanda della clientela, appartiene alla
prima tipologia di innovazione. Dall’altra
parte c’è l’innovazione di processo che
tende piuttosto a cercare nuove strade
produttive, con l’obiettivo, in genere, di
migliorare la sostenibilità dei processi in
nei suoi punti di forza (il tessuto produttivo caratterizzato dalla dinamica delle
pmi) ma anche e soprattutto nei suoi
punti di debolezza (la sudditanza strategica nei confronti delle altre nazioni europee e la criticità della logistica dei flussi
di importazione).
relazione a beni esistenti. Gli esempi
ECOFUEL S.P.A.
ECOSFERA S.R.L.
EIGENMANN & VERONELLI S.P.A.
ENI S.P.A. DIV. REFINING & MARKETING
ESSECO s.r.l.
ESSO ITALIANA S.R.L.
DIV. VENDITE PROD. CHIMICI
sono infiniti, ne possiamo citare alcuni ....
Previsioni, considerazioni,
EVONIK DEGUSSA ITALIA S.P.A.
l’acido peracetico che può sostituire l’i-
obiettivi per il 2009
La fase recessiva può dividersi in tre
EVONIK GOLDSCHMIDT ITALIA S.R.L.
parti. La prima ha visto un blocco quasi
totale degli acquisti che, oltre alla previ-
FLUORSID S.P.A.
sione della caduta di domanda, è stato
alimentato dalla crisi finanziaria e dalla
previsione di prezzi in forte caduta
(destoccaggio dell’intera filiera).
La seconda fase vede una diffusa fermata degli impianti per evitare scorte di
invenduto a fronte di una grande incertezza sul futuro a breve: il risultato è una
fortissima caduta dei livelli produttivi tra
dicembre e gennaio/febbraio.
Nei prossimi mesi ci si può attendere –
con forti differenze tra i vari settori – una
HUNTSMAN SURFACE SCIENCES ITALIA S.R.L.
poclorito nel settore della disinfezione e
del trattamento dei reflui; l’ossido di propilene attraverso il processo a base
H2O2 invece della cloridrina.
Come si posiziona la chimica di base
italiana rispetto agli altri Paesi?
In particolare quali sono allo stato
attuale i paesi più competitivi.
La chimica di base (le grandi produzioni
chimiche) è sempre più appannaggio del
nord/centro Europa (Germania, Francia,
Olanda). Il centro sud e l’Italia in particolare, è invece sempre più dedicata a
quella che potremmo definire downstream o chimica di trasformazione.
Le ragioni vanno cercate nelle specifiche
problematiche del sistema Italia in termini di infrastrutture, costi dell’energia,
eccessiva burocrazia e quindi non garanzia dei tempi e ingiustificata severità nel
recepimento delle normative comunitarie
soprattutto in termini ambientali.
Questa situazione può essere valutata
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DUPONT DE NEMOURS ITALIANA S.R.L.
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riattivazione degli acquisti per normalizzare i magazzini delle materie prime e far
fronte alla ripresa dei livelli produttivi, ma
con una domanda che si stabilizzerà per
tutto il 2009 su livelli molto più bassi del
2008: si prevede un calo della produzione manifatturiera del 7% a cui dovrebbe
corrispondere un calo leggermente inferiore della produzione chimica (-5%).
EVONIK MEDAVOX S.P.A.
GRAFTECH S.P.A.
ITALMATCH CHEMICALS S.P.A.
KMG ITALIA S.R.L.
NITROL CHIMICA S.R.L.
NUOVA SOLMINE S.P.A.
PERSTORP S.P.A.
POLIMERI EUROPA S.P.A.
POLYNT S.p.A.
PROCHIN ITALIA S.P.A.
RADICI CHIMICA S.P.A.
RHODIA ITALIA S.PA.
SASOL ITALY S.P.A.
SHELL ITALIA S.P.A.
SOC. ELETTROCHIMICA SOLFURI E CLORODERIVATI S.P.A.
SOLVAY BARIO E DERIVATI S.P.A.
SOLVAY CHIMICA BUSSI S.P.A.
SOLVAY CHIMICA ITALIA S.P.A.
SYNDIAL S.P.A. ATTIVITA' DIVERSIFICATE
TESSENDERLO ITALIA S.R.L.
UOP M.S. S.R.L.
VINAVIL S.P.A
Chemical Report
CHIMICA & MERCATO Case History - Ammonia Casale
Ammoniaca
esteso ad altri tipi di reattori per la produzione di ammoniaca e metanolo. In particolare
questo concetto ha permesso di modernizzare efficacemente ogni tipo di reattore con
configurazione "assiale" adottato in tutto il
mondo prima dell'introduzione da parte di
Topsoe di reattori di sintesi ammoniaca
radiale. Il concetto assiale-radiale ha permesso la loro trasformazione, che è avvenuta praticamente in quasi tutti i reattori precedentemente esistenti di tipo assiale, elevando considerevolmente le loro prestazioni.
Introdotto nel 1985 in USA il reattore Kellogg
ha permesso di conseguire un aumento di
resa fino al 40% trasformabile in importante
riduzione di consumi energetici e/o aumento di capacità.
In aggiunta sin dagli anni 80 Casale ha promosso l'introduzione del metodo cosiddetto
in-situ per la modemizzazione dei reattori a
Un brevetto
centenario
La celebrazione del centenario della messa in marcia
del primo impianto pilota per la sintesi dell’ammoniaca è
l’occasione per ripercorrere la storia di un’azienda che fonda
le proprie radici proprio su un brevetto mondiale per la
produzione di ammoniaca
Molecola dell’ammoniaca
Con l'evento di nuove
tecnologie a più bassa
pressione idonee per
impianti di più grosse capacità, col pre-
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di alto valore ha riaffermato la
società al livello mondiale,
con innovazioni epocali nel
settore dell'ammoniaca. Uno dei
concetti introdotti e brevettato è stato
"collo di bottiglia" tipo Kellogg e Chimico
secondo i quali la maggior parte della produzione mondiale avveniva negli anni 80. A
quell’epoca il reattore ammoniaca era considerato un “mostro sacro intoccabile”. Per
cui è iniziato il rimpiazzo totale dei reattori a
collo di bottiglia, considerandoli obsoleti. Di
fatto l’operazione “chirurgica” operata da
Casale con in-situ retrofitting ha permesso
in modo estremamente più economico di
portare le prestazioni dei suddetti reattori a
livelli che ancora oggi sono paragonabili ai
reattori di nuova produzione. Rapidamente
Casale ha conquistato mercati quali USA,
Cina, Russia, India nel settore retrofitting di
ogni tipo di impianto ammoniaca, affermandosi anche nel settore di nuovi impianti con
propria tecnologia completa per la produ-
dominio negli anni 60 della ditta americana
Kellogg, Ammonia Casale ha all'epoca
perso la sua competitività; per vari anni è
uscita dal mercato. Grazie al contributo di
il nuovo disegno assiale-radiale por reattore ammoniaca (primo annuncio nella conferenza British Sulphur "Nitrogen" a Londra
zione di ammoniaca e più recentemente
estendendo la propria attività nei settori
degli impianti metanolo e urea e successivamente affacciandosi con propria tecnologia completa nel settore dei nuovi impianti.
banche luganesi e del management, la
società ha potuto ricompattarsi efficacemente in via della Posta 4, a Lugano all'inizio degli anni 80 dove un gruppo di tecnici
nel gennaio 1981), disegno che ha rappresentato con successo il cuore della modernizzazione di numerosi di impianti ammoniaca. Lo stesso concetto da allora è stato
Attualmente il gruppo Casale include 5
società: Ammonia Casale SA, Urea Casale
SA, Methanol Casale SA, Casale Chemicals
SA e Casale immobiliare SA.
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Una chiave del suddetto successo è stato rappresentato dal continuo reinvestimento degli utili conseguiti in attività di ricerca e sviluppo di nuove tecnologie. Più di 1000 brevetti estesi in tutto il mondo
fanno parte del bagaglio di proprietà intellettuale del gruppo.
AMMONIA CASALE
ALLA BASE DELL’AMMONIACA
All’inizio del secolo l'ammoniaca andava conquistando
un mercato sempre più consistente, in quanto elemento essenziale per produrre concimi chimici, derivati
che trovavano impiego nel settore delle produzioni belliche ed altri prodotti di minore importanza.
Il sistema di produrre ammoniaca in uso in Germania
fin dal 1912 richiedeva grandi quantità di energia, specialmente carbone, e pertanto mal si conciliava con la
scarsezza di tali materie in Italia. Di conseguenza, le
ricerche per questa produzione si indirizzarono, nel
nostro paese, verso un processo che avesse potuto
impiegare prevalentemente energia elettrica.
Gli studi più promettenti risultavano quelli dell'ingegner Fauser e dell'ingegner Luigi Casale. Casale costituì la Ammonia Casale S. A. con sede a Lugano, alla
quale affidò il suo brevetto mondiale per la produzione
di ammoniaca. Successivamente Casale, continuando
le proprie ricerche presso la IDROS di Terni, riuscì ad
ottenere ammoniaca pura facendo reagire idrogeno e
azoto direttamente, tramite circuiti ad altissima pressione. Il primo impianto, di piccole dimensioni, era
capace di 200 Kg/giorno.
A meno di sei anni da questa data esistono ventidue
fabbriche in dieci stati diversi: Italia, Francia, Belgio,
Inghilterra, Iugoslavia, Spagna, Svizzera, Stati Uniti
d'America, Giappone, con una capacità di produzione
di 760 tonnellate di ammoniaca al giorno.
Varie circostanze fecero si che il processo Casale non
fosse molto utilizzato in Italia, ma rapidissimo fu il suo
trionfo all'estero.