Elisabetta Moneta Mazza

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Elisabetta Moneta Mazza
MIGRAZIONE, INTEGRAZIONE, COMUNICAZIONE
ALUNNI ITALIANI NELLA SCUOLA TEDESCA
Elisabetta Moneta Mazza - Università degli Studi dell’Insubria
Obiettivo del contributo è mettere in luce la funzione della comunicazione interculturale in
ambito scolastico, funzione che assume particolare rilevanza nell’attuale contesto storico,
caratterizzato da ampi flussi migratori. In particolare verrà trattato il tema dell’interazione
sociale tra tedeschi e italiani residenti in Germania, mettendo in risalto come la percezione
dell’italianità possa influire negativamente sul rendimento scolastico dei giovani italiani.
Concluderà la relazione la proposta di interventi atti a modificare l’immagine dei migranti
all’interno della comunità scolastica e, conseguentemente, i processi comunicativi nella scuola.
Anche se gli italiani sono apparentemente ben inseriti nel mondo tedesco (cfr. Bertelsmann
Stiftung 2009), la loro vita non è priva di difficoltà, prima tra tutte la carente formazione dei
giovani. Da recenti studi risulta che un’altissima percentuale di scolari italiani, circa il 50%,
frequenta la Hauptschule, che non dà accesso all’università, mentre quasi il 10% frequenta la
Sonderschule, che è destinata ad alunni con difficoltà di apprendimento (cfr. Pichler 2010).
Questi dati, le cui ripercussioni sulle possibilità di carriera sono evidenti, non fanno che
confermare quanto evidenziato da ricerche precedenti (cfr. Moneta Mazza 2001, 2000). E’ stato
tentato più volte di spiegare questo fenomeno. Ursula Boos-Nünning, una delle maggiori esperte
di migrazione in Germania, ha recentemente attribuito la causa di quella che lei chiama la
“Bildungsmisere” italiana all’apparente integrazione degli italiani, che non si fanno notare in
modo negativo nella società tedesca e che anzi vengono apprezzati o addirittura amati per la
loro cultura e il loro stile di vita. I loro figli non sembrano quindi aver bisogno di aiuti
particolari. Ma l’immagine stereotipata dell’italianità contiene anche aspetti negativi (cfr.
Moneta Mazza 2001, 2000), che potrebbero causare l’insuccesso scolastico dei giovani.
Secondo una ricerca dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, infatti, gli insegnanti tedeschi
considerano che i loro scarsi progressi siano dovuti ai deficit culturali di cui gli italiani stessi
sarebbero portatori. Potrebbe essere così provocato il fenomeno della “profezia che si auto
adempie”. Se i docenti tedeschi, influenzati da stereotipi e pregiudizi vecchi di secoli, si
aspettano dagli discenti italiani un rendimento scolastico inferiore a quello degli altri alunni,
possono suscitare reazioni che confermano le loro aspettative. Nella relazione verranno portati
esempi di questi stereotipi e pregiudizi, radicati nell’immaginario tedesco e tuttora perpetuati
dai media. Emblematiche, a questo proposito, le pesanti riserve avanzate dalla stampa tedesca in
occasione della candidatura di Draghi alla presidenza della Banca Centrale Europea, motivate
unicamente dalla nazionalità del candidato. Verranno poi illustrati i risultati di un progetto del
Polo di formazione e ricerca per la comunicazione interculturale dell’Università degli Studi
dell’Insubria, i corsi di Alta Formazione e il Master FILIS (Formatori Interculturali di Lingua
Italiana per Stranieri). Scopo del progetto è formare docenti in grado di riflettere criticamente
sul loro stesso atteggiamento mentale e sul loro modo d’agire e interagire con migranti. Sulla
base di questa riflessione possono essere stabilite linee d’azione atte a favorire l’inserimento dei
discenti nel sistema scolastico e nella vita professionale e sociale del paese di accoglienza.

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