V COMM 43_16_07_2014 - Consiglio Regionale

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V COMM 43_16_07_2014 - Consiglio Regionale
XI LEGISLATURA
V COMMISSIONE PERMANENTE
(Affari istituzionali e statutari, forma di governo, elezioni, disciplina del referendum, autonomie locali, usi
civici, rapporti esterni e con l'Unione europea, organi di garanzia, beni e attività culturali, identità
linguistiche, spettacoli e manifestazioni, attività sportive, corregionali all’estero)
Verbale n. 43 del 16 luglio 2014
Consigliere
Presente
MARTINES Vincenzo
Sì
PAVIOTTI Pietro
Sì
ZIBERNA Rodolfo
Sì
LAURI Giulio
Sì
BIANCHI Elena
Sì
CIRIANI Luca
No
DIPIAZZA Roberto
Sì
FRATTOLIN Eleonora
Sì
GABROVEC Igor
Sì
MORETTI Diego
Sì
NOVELLI Roberto
Sì
SHAURLI Cristiano
Sì
TONDO Renzo
No
VIOLINO Claudio
Sì
Sostituito da
Sono presenti i seguenti componenti della Giunta regionale:
Assessore alla cultura, sport e solidarietà TORRENTI
Assessore alla funzione pubblica, autonomie locali e coordinamento delle riforme, caccia e
risorse ittiche PANONTIN (nel pomeriggio per il punto 2)
Sono presenti i seguenti funzionari:
Direttore centrale della Direzione cultura, sport e solidarietà Anna DEL BIANCO, Direttore del Servizio
attività culturali della medesima Direzione Gianpaolo GASPARI
Direttore del Servizio affari istituzionali e locali, polizia locale e sicurezza della Direzione centrale
funzione pubblica, autonomie locali e coordinamento delle riforme Gianfranco SPAGNUL
Sono presenti i seguenti consiglieri (senza delega) di altra Commissione:
Elio DEANNA; Alessandro COLAUTTI
Ordine del giorno
Convocazione alle ore: 10.00
Ore 10.00:
1. Audizioni in merito al disegno di legge n. 56 “Norme regionali in materia di attività culturali“ e alla
proposta di legge n. 8 “Nuove norme in materia di beni e attività culturali nella Regione Friuli
Venezia Giulia” dei seguenti soggetti:
VERDI TRIESTE
Teatro Giovanni da Udine
FITA UILT
UGF
USCI
ANBIMA
ERT
CINETECA DEL FRIULI
ARTS
AGIS TRIVENETO
CINEMAZERO
CENTRO PER LE ARTI VISIVE VISIONARIO
CAPPELLA UNDERGROUND
Associazione Palazzo del Cinema - Hisa Filma
Istituto Regionale di Studi e Documentazione sul Movimento Sindacale Livio Saranz
Istituto Friulano per la Storia del Movimento di Liberazione
Istituto Regionale per la Storia del Movimento di Liberazione del FVG
VICINO/LONTANO - UDINE
E'STORIA
MITTELFEST
PORDENONELEGGE
Centro Iniziative Culturali di Pordenone
Laboratorio immaginario scientifico
IRCI - Istituto Regionale per la cultura istriano-fiumano-dalmata di Trieste
ARLEF
Civica Accademia d’Arte Drammatica Nico Pepe
Confcooperative FVG settore cultura
Coro Polifonico Ruda
2
Coro del Friuli Venezia Giulia
FederEsuli
Unione degli Istriani
Comitato 482
Fondazione Coronini
Piano FVG Davide Fregona
Piccolo Festival FVG Gabriele Ribis
SKGZ
SSO
ORTOTEATRO Soc. Coop.
CRAF-FVG
CSS Teatro stabile di innovazione del FVG
Compagnie indipendenti di produzione teatrale
Coordinamento arti visive
Ore 14.30:
2. Esame generale della Relazione sullo stato di conformità dell’ordinamento regionale agli atti
normativi dell’Unione europea per l’anno 2013.
3. Seguito dell’esame dei seguenti progetti di legge abbinati:
a) disegno di legge n. 56 “Norme regionali in materia di attività culturali“;
b) proposta di legge n. 8 “Nuove norme in materia di beni e attività culturali nella Regione Friuli
Venezia Giulia” (di iniziativa del consigliere De Anna e altri).
Lavori
Inizio lavori: ore 10.10
Nell’Aula consiliare del Consiglio regionale il Presidente MARTINES, accertata la sussistenza del quorum
costitutivo, apre la seduta della V Commissione.
Punto n. 1 all’ordine del giorno
Ore: 1o.10
Il Presidente MARTINES, introducendo brevemente il punto 1 all’ordine del giorno, e cioè le audizioni sui
progetti di legge n.ri 56 e 8 riguardanti la cultura, invita i rappresentanti degli enti presenti a intervenire
ciascuno per cinque minuti. Prima di cedere la parola ai rappresentanti, informa che saranno chiamati a
intervenire seguendo l’ordine dell’elenco dei partecipanti all’audizione (allegati 1 e 2); riferisce che degli
interventi, delle memorie presentate (allegato n. 3) e di ulteriori indicazioni fornite, la Commissione terrà
conto nell’iter di approvazione del provvedimento che si concluderà in Aula nella sessione di fine mese.
Intervengono: Aldo PRESOT della FITA-UILT il quale spiega che l’associazione che rappresenta si occupa
di teatro amatoriale, riunisce ottanta compagnie delle quattro province, è nata nel 2009 con l’intento di
creare un unico interlocutore per tutte le compagnie; chiede quale sarà il ruolo delle associazioni
storiche come l’Armonia di Trieste e l’Associazione teatrale friulana di Udine che non sono associate alla
FITA-UILT; si esprime a favore dell’impostazione del disegno di legge n. 56 che dà un riconoscimento di
carattere regionale.
Maurizio NEGRO dell’UGF descrive l’attività dell’associazione, che si occupa della salvaguardia del
folclore regionale, della tradizione e della cultura, svolge attività nelle scuole e opera anche a livello
internazionale; chiede alcuni chiarimenti, come riportati nella memoria fornita, e che nel testo di legge
sia inserita una finalità specifica che ricomprenda il settore del folclore.
3
Franco COLUSSI dell’USCI spiega che si tratta di un’associazione di secondo livello, comprendente le
associazioni delle quattro province e dell’ambito della minoranza slovena; si occupa di gruppi corali, ma
non solo, svolge anche attività editoriale e di ricerca del patrimonio storico-musicale, pertanto
suggerisce di precisare le diverse attività, come indicato nella memoria fornita; giudica positivamente il
fatto che l’USCI sia citato nel disegno di legge come referente riconosciuto dalla regione.
Eugenio BOLDARINO dell’ANBIMA descrive le peculiarità i diversi filini dell’attività dell’associazione che
si occupa delle bande, come spiegato nella memoria fornita; esprime soddisfazione per la prevista
convenzione per poter programmare le attività.
MALCANGI Alessandro dell’ERT sostiene la necessità di una legge regionale in materia e cita le leggi
regionali 5/2008, non attuata, e 68/1981; esprime preoccupazione per i contenuti della normativa
nazionale che prevede l’interdisciplinarietà; Manzoni fa riferimento alla memoria fornita e descrive
l’attività: le stagioni teatrali, il teatro-scuola e la gestione tecnica dei teatri al fine della promozione e
della formazione del pubblico; invita a tenere conto che l’ente non è solo organo di distribuzione, ma
svolge anche una funzione sociale.
Il Presidente MARTINES rassicura sull’atteggiamento collaborativo con il proponente Deanna e
l’assessore.
Marco FORTUNATO di CINEMAZERO interviene anche in rappresentanza di Cineteca del Friuli e
Cappella underground; facendo riferimento alla memoria anticipata agli uffici si sofferma sugli standard
di riferimento che chiede siano in linea con quelli nazionali e internazionali, richiama l’attenzione
sull’importanza della didattica nel settore dell’audiovisivo, sul sistema di accreditamento delle
mediateche, sulla necessità di favorire il cinema non solo nelle aree montane e svantaggiate, ma anche
nei centri urbani minori, sulla periodicità degli incontri della Commissione regionale per il cinema e
l’audiovisivo.
Drago STOKA della SSO si esprime a favore del disegno di legge n. 56; pone l’accento sulla specialità
della Regione che vede la presenza della minoranza slovena; invita a cogliere l’opportunità di rispondere
alle particolari esigenze culturali.
Tristano MATTA dell’Istituto Livio SARANZ apprezza i contenuti del capo IV che risponde alle esigenze
degli istituti che promuovono ricerca e formazione, danno lavoro a giovani ricercatori e gestiscono
importanti patrimoni da tutelare.
Alberto BUVOLI dell’ISTITUTO FRIULANO PER LA STORIA DEL MOVIMENTO DI LIBERAZIONE condivide
il giudizio positivo e si sofferma sulla necessità di aggiungere l’attività didattica che gli Istituti svolgono
a favore dei docenti.
Sergio ZUCCA dell’ISTITUTO REGIONALE PER LA STORIA DEL MOVIMENTO DI LIBERAZIONE NEL
FRIULI E VENEZIA GIULIA condivide il giudizio positivo appena espresso sul disegno di legge, poiché
l’Istituto gestisce un notevole patrimonio archivistico e bibliotecario e svolge attività didattica.
Federico ROSSI in rappresentanza di MITTELFEST esorta ad aggiungere il riferimento alla specialità
della Regione e a tener conto della miriade delle associazioni, definite humus fondamentale e vitale
della cultura, fa quindi riferimento alla memoria depositata i merito ai festival e ai distretti.
Michela ZIU di PORDENONE LEGGE invita a tener conto dei festival e preannuncia la trasmissione di
una nota.
4
Fabio CARNIELLO del LABORATORIO IMMAGINARIO SCIENTIFICO suggerisce di aggiungere il termine
tecnologico e chiede chiarimenti sull’art. 22, sull’ “utile ragionevole”, sulle tempistiche e sulla triennalità
dei finanziamenti.
L’assessore TORRENTI fornisce i chiarimenti richiesti sul regime di esenzione degli aiuti in materia di
cultura.
Chiara VIGINI dell’IRCI descrive le finalità dell’Istituto nato nell’83, indica la necessità di coltivare i
rapporti con l’Altoadriatico, non condivide l’articolo 23 perché l’istituto non fa memoria, ma cultura,
valorizzazione della memoria storica.
William CISILINO dell’ARLEF precisa che l’associazione ha la finalità di tutelare il friulano e tutte le
lingue minoritarie, critica l’abrogazione della legge regionale 5/2008, e il regolamento vigente che
esclude dalla partecipazione ai bandi le attività svolte nelle lingue minoritarie; chiede un coordinamento
fra le politiche linguistiche e quelle culturali, in applicazione dell’articolo 6 dello Statuto.
Diana BARILLARI dell’ACCADEMIA NICO PEPE pone l’accento su: internazionalizzazione, innovazione e
formazione, nell’ambito della cultura, per avere un’apertura che consenta di potersi esprimere ed
emergere.
Francesco ROSSI della CONFCOOPERATIVE-SETTORE CULTURA apprezza l’impianto del disegno di
legge, si sofferma sulla previsione, a livello nazionale, dei circuiti multidisciplinari, proponendo l’ERT
come unico circuito, chiede di essere coinvolti anche successivamente in fase di definizione della
normativa; propone di inserire nel testo di legge un riferimento all’europeismo.
Pierpaolo GRATTON del CORO POLIFONICO DI RUDA, facendo riferimento alla memoria depositata,
esprime preoccupazione per il fatto di non essere più inseriti nel disegno di legge, nonostante l’obiettivo
di qualità che ha avuto e ha l’associazione nel settore del canto corale; la Regione dovrebbe a suo parere
sostenere anche questo settore e le associazioni di primo livello, riconoscere l’associazione come ente di
rilevanza regionale, interlocutore diretto della Regione.
Cristiano DELL’OSTE del CORO DEL FRIULI VENEZIA GIULIA descrive la realtà amatoriale che
rappresenta, l’attività che svolge il Coro da tredici anni, l’importanza della formazione della coralità
giovanile, critica l’obbligo di doversi associare all’USCI, considerati gli ingaggi di notevole rilievo e il
bilancio in attivo del Coro.
Paolo RADIVO della FEDERAZIONE DELLE ASSOCIAZIONI ESULI FRIULANI GIULIANI DALMATI descrive
le finalità culturali e sociali dell’associazione, il mantenimento dell’aggregazione delle realtà culturali
disperse con l’esodo in vita di un’identità, cultura dialetto; apprezza l’inserimento a pieno titolo di tali
associazioni nel testo del disegno di legge e, riferendo i contenuti della memoria, chiede maggior
flessibilità per quanto riguarda le spese.
Enrico BRANDMAYR dell’UNIONE DEGLI ISTRIANI riferisce che l’associazione compie sessanta anni e
apprezza l’esplicita menzione nel testo del disegno di legge; chiede di includere l’associazione degli esuli
per la divulgazione e la preparazione nelle scuole.
Carlo PUPPO del COMITATO 482 fa riferimento alla nota scritta fornita e si sofferma sulla “memoria
storica,” di cui critica la nozione riduttiva, invitando ad avere una visione dinamica della cultura; sulla
differenza fra politica linguistica e politica culturale, critica la discriminazione attuata con gli ultimi bandi
nei confronti delle minoranze linguistiche.
5
L’assessore TORRENTI replica negando che ci sia stata discriminazione.
Enrico GRAZIANO della FONDAZIONE CORONINI onlus riferisce sullo scopo della fondazione e giudica
il progetto di legge attuale e concreto, apprezzando la progettualità prevista; preannuncia la
presentazione di una memoria.
Davide FREGONA presidente di PIANO FVG riferisce i contenuti della memoria fornita riguardo le
attività, la rete di collaborazioni, anche con il comune di Sacile; esprime apprezzamento per la proposta
normativa giuntale e, in particolare, la parte sugli spettacoli dal vivo e sui distretti culturali.
Gabriele RIBIS del PICCOLO FESTIVAL FVG presenta l’associazione, nata nel 2007, che svolge attività
principalmente nel settore delle opere da camera, rappresentate in dimore storiche; invita a tutelare
l’opera, l’ambito musicale, a dare importanza alla formazione delle professionalità e del pubblico, alla
circuitazione delle opere teatrali, tenendo conto della dimensione dei teatri.
Fabio SCARAMUCCI di ORTOTEATRO descrive la cooperativa e suggerisce di prevedere nei regolamenti
parametri simili a quelli del FUS e, al contempo, di trovare una collocazione per le piccole realtà teatrali;
si riserva di trasmettere una memoria e chiede di essere coinvolti nella stesura dei regolamenti.
Lucia D’ANDREA del CRAF, riguardo al capo III del disegno di legge, propone alcune modifiche su
conservazione, catalogazione e digitalizzazione del patrimonio fotografico; il coordinatore del CRAF,
Walter LIVA, apprezza l’inserimento nel testo della fotografia, si sofferma sulla conservazione delle
immagini che implica risorse, suggerisce di eliminare il riferimento al restauro, di competenza del
Ministero.
Claudio MONSUTTI della FONDAZIONE LUIGI BON ritiene che si potrebbe aspettare la definizione della
normativa per raccordarla a quella nazionale; interviene in merito all’Osservatorio, ritenendolo
ridondante, alle associazioni amatoriali, che si distinguono dall’USCI, ai distretti culturali, che ritiene non
ancora chiari.
L’assessore TORRENTI spiega i finanziamenti ministeriali tramite il FUS.
Marco SARTORE dell’AGIS Tre Venezie riferisce sul disegno di legge all’esame della regione Veneto e
apprezza quello della regione Friuli Venezia Giulia, soprattutto per il concetto di programmazione dello
spettacolo; illustra poi le osservazioni contenute nella memoria fornita; propone, tra l’altro, di allargare
le funzioni del comitato, comprendendo anche lo spettacolo dal vivo, di modificare la composizione
dell’Osservatorio, che abbia il compito di monitorare i risultati della programmazione triennale; di
configurare l’ERT come circuito multidisciplinare, senza escludere altri soggetti, che sia inserito nella
programmazione.
Tarcisio MIZZAU del Teatro Giovanni da Udine riferisce i contenuti della memoria fornita, proponendo
alcune modifiche al testo del disegno di legge.
Alberto BEVILACQUA del CSS Teatro stabile di innovazione, esaminato il contesto in cui interviene la
proposta normativa, si sofferma in particolare sul teatro di prosa e sui teatri di ospitalità, sui circuiti
multidisciplinari previsti dalla normativa statale, sull’articolo 12 del disegno di legge, suggerendo un
collegamento fra funzione dell’ARLEF e produzione degli spettacoli dal vivo, per evitare doppioni o
disarmonie.
6
Giuliano ZANNIER dell’ARMONIA descrive l’attività dell’associazione e riferisce che non hanno problemi
nel doversi associare alla FITA-UILT; preannuncia la presentazione di una memoria.
Claudio MEZZELANI dell’ASSOCIAZIONE TEATRALE FRIULANA critica il fatto di non essere citati nel
disegno di legge, avendo l’associazione caratteristiche peculiari storiche, culturali e progettuali diverse
da quelle della FITA-UILT; non condivide la scelta della FITA-UILT come referente unico e preannuncia la
presentazione di una memoria.
Alessandro DEL PUPPO di PALINSESTI di San Vito al Tagliamento riferisce in merito all’arte
contemporanea, su come valorizzarla, promuoverla; propone una modifica all’articolo 21 per riconoscere
la necessità della valorizzazione dell’arte contemporanea non solo nelle manifestazioni espositive;
concorda infine sulla progettualità triennale prevista dal testo di legge.
Maura CATALANO della NUOVA COMPAGNIA DI PROSA di Trieste esprime rammarico per non essere
stati forti presso l’ente regionale nel motivare la propria attività, pur riconosciuta a livello nazionale;
invita a definire parametri seri e propone una modifica all’articolo 7 per finanziare anche le imprese di
produzione.
Cesare GENUZIO della FHOTO IMAGO interviene anche a nome di 11 circoli che si occupano di cultura
fotografica; riferisce il contenuto della memoria depositata in cui è criticato il disegno di legge; apprezza
invece la proposta di legge n. 8, in cui c’è un intero capo sulla fotografia.
Giuliana CARMI del COORDINAMENTO ARTI VISIVE si sofferma sulle novità presenti nel disegno di
legge: partenariato, residenze e distretti; invita a essere più precisi e a tener conto della intersettorialità;
non condivide la mancanza di compenetrazione fra attività culturale e patrimonio regionale, che sarà
invece oggetto di un altro provvedimento; propone un’effettiva funzione pratica dell’Osservatorio, con
diversa composizione e compiti valutativi e d’indirizzo.
Giulia BRAIDOTTI del COMITATO ARTISTE Friuli Venezia Giulia riferisce che il comitato raggruppa
artiste in vari campi dell’arte per stimolare l’attenzione sulla presenza femminile in tutte le arti e, in
particolare, nello spettacolo dal vivo, ritenendo importante contrastare la discriminazione di genere.
Tullio SVETTINI dell’ASSOCIAZIONE GRADO TEATRO riferisce il contenuto della memoria presentata,
dichiarando che fa parte della FITA-UILT, svolge attività da cinquant’anni; elenca inoltre gli spettacoli
tenuti.
Terminata l’audizione, il Presidente MARTINES ringrazia i rappresentanti degli enti intervenuti e
sospende la seduta dopo aver ricordato che i lavori riprenderanno nel pomeriggio alle ore 14.30.
Sono le ore 13.30
Punto n. 2 all’ordine del giorno
Ore: 14.45
Il Presidente MARTINES, dichiarata riaperta la seduta, introduce brevemente il punto 2 all’ordine del
giorno: l’esame generale della Relazione sullo stato di conformità dell’ordinamento regionale agli
atti normativi dell’Unione europea per l’anno 2013; riferisce che le Commissioni I, II, IV e VI hanno
già preso atto delle parti di competenza della Relazione.
Il Presidente passa la parola all’assessore PANONTIN che la cede subito al dott. Spagnul.
7
Il dott. SPAGNUL illustra la relazione in cui la Giunta regionale dà conto al Consiglio: dello stato di
conformità dell’ordinamento regionale all’ordinamento europeo; delle procedure d’infrazione
formalmente aperte nei confronti dello Stato italiano, ai sensi degli articoli 258 e 260 del TFUE, in
riferimento a inadempienze di obblighi comunitari da parte della Regione; dei provvedimenti legislativi e
regolamentari con cui la Regione ha recepito nel 2013 le direttive comunitarie, nonché, in merito agli
aiuti di Stato, della circostanza che la Commissione europea non ha adottato, nel 2013, nessuna
decisione negativa di incompatibilità degli aiuti notificati dalla Regione. Il dott. Spagnul riferisce in sulle
procedure d’infrazione, fornendo anche gli ultimi aggiornamenti sulle stesse e, in particolare, sulla
questione degli OGM.
Interviene il consigliere NOVELLI per chiedere chiarimenti sull’argomento; il dott. SPAGNUL riferisce
sull’intervento legislativo riguardante gli OGM su cui né la Commissione europea, né gli altri Stati hanno
sollevato rilievi.
In assenza di richieste di intervento, il Presidente MARTINES dichiara che la Commissione prende atto
della relazione; si propone quindi come relatore per l’Aula. Poiché nessuno solleva obiezioni, così rimane
stabilito.
Punto n. 3 all’ordine del giorno
Ore: 15.05
Passando al punto 3 dell’ordine del giorno, il Presidente MARTINES, dichiara aperto il dibattito generale
sul disegno di legge n. 56, scelto come testo base.
Intervengono nel dibattito il consigliere DEANNA il quale descrive il calo delle risorse per la cultura,
riferisce dell’esigenza di una programmazione triennale e di avere certezza di bilancio; ritiene necessario
un passaggio in Commissione dei regolamenti previsti e apprezza il tentativo di superare le difficoltà
burocratiche; invita a non schiacciare alcune associazioni che hanno espresso preoccupazione per la loro
esclusione dal testo di legge e a prevedere la possibilità di gestire eventi straordinari.
Il Presidente MARTINES ritiene importante il coinvolgimento del territorio nelle decisioni strategiche e
pertanto propone di coinvolgere il Consiglio regionale nelle decisioni; propone di contestualizzare
l’intervento normativo, integrando l’articolo 1 con un riferimento alla specialità regionale.
L’assessore TORRENTI ritiene inadeguato costituire un fondo unico regionale; si dichiara disponibile al
coinvolgimento del Consiglio regionale, ad esempio il documento della Giunta potrebbe essere
esaminato dal Consiglio e al miglioramento del testo.
La consigliera FRATTOLIN critica la fretta nell’esaminare il provvedimento sulla cultura, senza avere
prima realizzato la riforma degli enti locali; ritiene l’atteggiamento della giunta poco rispettoso nei
confronti degli operatori e dei consiglieri.
Il consigliere ZIBERNA condivide la necessità di una condivisione in merito alla cultura.
Il consigliere NOVELLI sottolinea l’importanza delle associazioni minori, delle piccole realtà, invitando a
trovare delle soluzioni anche per esse.
Il consigliere PAVIOTTI si dichiara favorevole al passaggio in Commissione del documento triennale di
politica culturale regionale, esprime invece perplessità per il passaggio dei regolamenti.
8
Il consigliere VIOLINO, dopo aver criticato il fatto che non sia stato costituito un comitato ristretto, si
sofferma sul concetto di cultura, invitando a inserire nell’articolo 1 un riferimento alla specificità del
territorio regionale.
Il consigliere LAURI apprezza il disegno di legge per la riforma con cui si intende restringere gli enti
destinatari dei finanziamenti e rendere meno discrezionale la scelta, rispetto al passato; ritiene
necessario arricchire le finalità della legge e propone di introdurre il coinvolgimento degli “stati generali”
nell’elaborazione del documento programmatorio.
Anche il consigliere COLAUTTI e il consigliere MORETTI propongono di dare rilievo al ruolo del Consiglio
regionale e di integrare il contenuto dell’articolo 1.
Il consigliere SHAURLI è d’accordo nell’integrare l’articolo 1, specificando le peculiarità della Regione, e
nel rafforzare il ruolo del Consiglio regionale, anche per dare forza all’operato dell’assessore.
L’assessore TORRENTI interviene in sede di replica fornendo risposte sulle questioni sollevate:
l’integrazione dei principi della legge, l’osservatorio, l’aggregazione delle associazioni, il partenariato
europeo, la prossima normativa sul patrimonio culturale, gli eventi straordinari, l’intersettorialità.
Terminata la replica, il Presidente MARTINES chiude la seduta.
Fine lavori: 17.40
Allegati
1.
2.
3.
Elenco dei soggetti invitati all’audizione
Elenco dei soggetti partecipanti
Raccolta delle memorie
IL PRESIDENTE
Vincenzo MARTINES
IL CONSIGLIERE SEGRETARIO
Giulio LAURI
IL VERBALIZZANTE
Anna Leone
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16 luglio 2014 - h. 10.00
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LUGLIO 2014
Servizio processo legislativo
Audizioni in merito ai progetti di legge n.ri 56 e 8 in materia di cultura
XI LEGISLATURA
V Commissione
Riproduzione e diffusione ad uso interno.
INDICE
Ente Regionale Teatrale - ERT..................................................................................................................................1
Fondazione Teatro nuovo Giovanni da Udine .............................................................................................. 14
Associazione teatrale friulana ATF ..................................................................................................................... 16
Associazione L’ARMONIA ....................................................................................................................................... 29
Federazione italiana teatro amatori - Unione italiana libero teatro (FITA UILT).......................... 38
Civica Accademia d’Arte Drammatica Nico Pepe di Udine .................................................................... 40
Fondazione “Luigi Bon”............................................................................................................................................. 42
Associazione Grado Teatro..................................................................................................................................... 44
Istituto musicale Guido Alberto Fano .............................................................................................................. 45
Il Polifonico .................................................................................................................................................................... 46
Piano FVG........................................................................................................................................................................ 54
Unione gruppi folcloristici del FVG UGF .......................................................................................................... 65
Piccolo festival del FVG............................................................................................................................................ 78
TRIESTE CONTEMPORANEA................................................................................................................................. 81
Istituto regionale per la storia del movimento di liberazione nel Friuli Venezia Giulia ............ 86
Confcooperative - Federcultura Turismo sport FVG.................................................................................. 88
Comitato 482 ................................................................................................................................................................ 90
Palinsesti rassegna d’arte contemporanea – San Vito al Tagliamento .......................................... 92
Comitato Artiste FVG................................................................................................................................................ 98
Cinemazero ................................................................................................................................................................. 105
CRAF ............................................................................................................................................................................... 108
Photo Imago ............................................................................................................................................................... 109
Unione società corali del FVG – USCI ............................................................................................................ 112
Istituto regionale per la Cultura Istriano-fiumano-dalmata............................................................... 113
Fondazione Pordenone legge ............................................................................................................................ 115
e rt
33 LUO Udìite
via Marco Volpe, 13
t. +39 0432 224211
f. +39 0432 204882
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Ente Regionale Teatrale
del Friuli Venezia Giulia
CHI SIAMO
L'Ente Regionale Teatrale è un'Associazione senza fine di lucro con personalità
giuridica di cui all'art. 14 e seguenti del Codice Civile che opera in qualità di
"Organismo di diritto pubblico" AI SENSI DELL'ART. 3 COMMA 26 Dg. Lgs. 163/2006,
come evidenziato dall'AVCP con nota prot. 2906/12/OSAM/MIVA del 11/01/2012 che
lo qualifica anche come "stazione appaltante" (che le allego). L'ERT è iscritto al REA
di Udine al numero 232316.
L'Associazione ERT è composta da 34 associati: la Regione FVG, le 4 province, 21
Comuni, tra cui Udine e Gorizia, la Comunità Collinare del Friuli, 4 enti di produzione
di spettacolo cori sede in regione e 3 associazioni private senza fini di lucro.
L'associato versa una quota annuale stabilita dallo statuto; Il Presidente e il consiglio
di amministrazione sono nominati dall'assemblea degli associati ed operano a titolo
gratuito.
COSA FACCIAMO
L'Ente Regionale Teatrale, nel rispetto dell'autonomia dei suoi associati, si propone di
promuovere la cultura e l'attività teatrale, musicale e dello spettacolo dal vivo nella
Regione Friuli Venezia Giulia, considerandoli insostituibile e prezioso patrimonio di
valore culturale, sociale e formativo della collettività.
A tal fine l'ERT provvede a:
a)
programmare e distribuire spettacoli e gestire qualificate rassegne, in accordo
con gli Enti Locali o con altri organismi operanti sul territorio della Regione;
b)
promuovere la formazione del pubblico, in particolare dell'infanzia e della
gioventù, e la diffusione della cultura artistica, teatrale e musicale, attraverso
iniziative di promozione e di didattica, percorsi di formazione, di educazione e di
ricerca e realizzando un'offerta culturale e di servizi coordinata e distribuita sul
territorio regionale anche in vista del migliore e più ampio possibile accesso del
pubblico, in collaborazione con soggetti pubblici e privati;
c)
promuovere la diffusione della cultura del teatro nella scuola e
l'educazione dei bambini e dei ragazzi alla conoscenza del linguaggio
teatrale ed artistico in generale, creando occasioni strutturate di
formazione e fruizione nelle scuole di ogni ordine e grado e nelle
università;
d)
programmare e gestire manifestazioni e festival, anche in collaborazione con
altri organismi regionali o nazionali, se del caso con la stipula di convenzioni annuali
o pluriennali;
e)
stipulare convenzioni con gli Enti proprietari per la gestione di
strutture sede di rassegne programmate o gestite dall'ERT;
f)
collaborare con le altre realtà regionali che si occupano o esercitano attività di
spettacolo dal vivo anche per mezzo di enti all'uopo costituiti;
-1-
g)
collaborare con altre realtà regionali per lo sviluppo e la diffusione del
repertorio drammatico e musicale regionale, con particolare riguardo alla
valorizzazione di giovani autori e del teatro per l'infanzia e la gioventù;
h)
valorizzare le lingue minoritarie, la loro cultura, storia e tradizione;
i)
realizzare, su incarico della Regione, delle Province o dei Comuni, restauri,
adeguamenti o integrazioni di dotazioni tecniche in sale utilizzate dall'ERT;
j)
promuovere la qualificazione professionale del proprio personale e di quello
degli enti associati o convenzionati;
k)
ogni altra iniziativa tendente alla diffusione ed alla valorizzazione, anche
storica, della cultura teatrale e musicale nella Regione.
L'ERI nel 2014 ha organizzato 22 qualificate rassegne teatrali in accordo con
le amministrazioni comunali interessate, raggiungendo nella stagione
2013/14 l'altissima percentuale dell'85% di presenze sui posti disponibili, di cui
più del 60% abbonati quindi pubblico grandemente fidelizzato alle nostre attività.
Per la stagione 2013/14 parliamo di 160 repliche di spettacolo con 5.500
abbonati e circa 55.500 presenze, cui si aggiungono la rassegna amatoriale
"Teatro in collina" con una ventina di spettacoli e la rassegna domenicale
rivolta alle famiglia "Piccolipalchi" con altre 22 repliche suddivise in 7 poli
aggregativi. Per un totale di più di 200 repliche di spettacolo. Ma la nostra
attività non si limita alla programmazione degli spettacoli da noi direttamente
organizzati ma ci occupiamo della gestione tecnica di una decina di questi teatri
fornendo personale , assunto dall'ERT su ogni singola piazza, per permettere ai
comuni (che ci rimborsano integralmente questi costi ma che non potrebbero
sostenerli direttamente) di mantenere aperti i teatri per tutte le varie iniziative
promosse direttamente da loro stessi o da associazioni varie del territorio,
affiancando i comuni nell'attività di promozione degli eventi e nella loro gestione,
cioè fornendo personale qualificato per gestire le biglietterie elettroniche, le squadre
di emergenza con personale dotato di patentino per interventi ad alto rischio,
personale di custodia, compito estremamente difficile in quanto si tratta di reperire
personale sempre disponibile ma pagato solo per le giornate effettivamente lavorate
(contratti a chiamata), personale tecnico per la gestione di impianti luci e fonica già
disponibili nei teatri, nonché per quelli di riscaldamento e di antincendio. Tutto ciò
permette ai comuni di far diventare i teatri veri e propri centri di aggregazione
(fondamentali in questo momento di disgregazione sociale aggravata dalla crisi
economica) in cui si possono svolgere anche saggi delle scuole di danza, cori, eventi
cinematografici, assemblee e riunioni di vario tipo, conferenze, spettacoli per bambini
e di associazioni amatoriali. Tutto ciò rende i teatri della nostra regione veri centri
polivalenti di aggregazione che i cittadini vivono come casa propria, cosa che non
avviene in altre Regioni. Tutto ciò senza la presenza del'ERT, che fornisce il
necessario supporto di conoscenze e di capacità formative ed organizzative, non
sarebbe possibile. Tornando poi al discorso delle nostre stagioni, i teatri così
affollati dimostrano che 22 stagioni non sono troppe ma rispondono ad una reale
domanda di cultura e di voglia di uscire di casa e di vivere collettivamente delle
emozioni; se fossero semidesertì non avrebbero ragione di esistere ma riscuotendo
un così ampio successo, sarebbe una gravissima responsabilità della classe politica
lasciare queste domande di cultura senza una risposta e sostituire alla vivacità delle
proposte e dei teatri pieni il nulla del deserto.
-2-
L'ERT è anche riconosciuto dal Ministero per i Beni e le Attività culturali tra gli
"Organismi di distribuzione, promozione e formazione del pubblicn (art. 14
Ci:M: 12/1112007 e successive niodifiche. ed integrazioni 1DM: 03/08/2010). L'Ente
Regionale Teatrale vive quindi fino in fondo la sua funzione di distribuzione di
spettacoli, ma senza mai dimenticare di essere anche un organo di promozione e
formazione del pubblico. L'ERT accompagna gli abitanti della Regione in una crescita
culturale che parte dal mondo della scuola con iniziative rivolte addirittura ai nidi e
alla scuola della prima infanzia, con spettacoli che si tengono sia nelle scuole che in
teatro, e con laboratori rivolti agli insegnanti; attività che poi prosegue nelle
elementari e nelle medie inferiori così da abituare nuovo pubblico ad andare a teatro,
a considerarlo fin da piccoli una "abitudine necessaria", divertente e stimolante, a
viverlo non solo come spettatori passivi, ma anche come soggetti attivi, con un
contatto diretto con gli attori, con iniziative in- cui i bambini diventano anche
sceneggiatori e registi di rappresentazioni da loro stessi messe in scena partendo
dalla lettura di libri.; Quindi formazione del pubblico ed educazione ad "apprezzare il
bello" fin da piccoli; tutta questa attività rivolta al mondo della Scuola dell'infanzia e
delle elementari, grazie al nostro Ente, raggiunge anche i più sperduti centri della
Carnía e del Carso contribuendo cosi a far sentire gli abitanti di queste zone non
emarginati ma inseriti in un generale processo di sviluppo culturale. Tra spettacoli
per i nidi, per la scuola dell'infanzia e per il primo e secondo ciclo della scuola
elementare e della media il settore teatroescuola dell'ERT (riconosciuto dalla
Regione FVG con apposito capitolò di legge) organizza 154 repliche con 21.200
spettatori, senza contare i partecipanti ai laboratori ed ai progetti speciali,
coinvolgendo le scuole di più di 100 Comuni sparsi nelle quattro province,
anche quelli più sperduti dove iniziative di compagnie private non potrebbero
arrivare, mentre nei capoluoghi di Provincia affianca e rafforza l'attività di importanti
Compagnie che da tempo agiscono sul territorio (CSS ad Udine, CTA a Gorizia,
Ortoteatro a Pordenone e La Contrada a Trieste) regolando questa collaborazione
con apposite convenzioni.
Ci sono poi le iniziative legate• al. •Monde della scuola media superiore, Colte "AdOtta
uno spettacolo", che coinvolge gli studenti della provincia di Pordenone, e "Dentro la
scena", rivolto a alle scuole di Monfalcone, che offrono- un'opportunità di
accostamento al teatro e di conoscere l'arte teatrale nella varietà dei suoi linguaggi e
nel suo spessore culturale, civile ed estetico attraverso la fondamentale mediazione
degli insegnanti.
Tutta questa attività di promozione e formazione fa crescere il pubblico, lo abitua ad
andare a teatro con regolarità, e non solo per "grandi eventi", ed è la base che ci
permette di avere quel 85% di posti occupati rispetto a quelli disponibili nei nostri
teatri. A questa preparazione, fin dalla più tenera età, si aggiunge una
programmazione oculata, con proposte di grande qualità, rispondenti ai gusti più
diversi del nostro pubblico. Una programmazione che inserisce il "grosso nome"
all'interno di proposte attente alle tematiche sociali, ai nuovi linguaggi teatrali ed alla
nuova drammaturgia, senza mai dimenticare che una stagione teatrale deve essere
anche un momento piacevole e quindi ecco l'inserimento di "intelligenti" commedie
brillanti. L'ERT presenta cartelloni differenziati al loro interno, che attirando gli
appassionati di un tipo di teatro, li stimola ad assistere a spettacoli di generi diversi
-3-
che gli "vengono portati a domicilio" e con un "marchio di qualità" ERT, a prezzi
estremamente contenuti,
Sempre più fitta negli ultimi anni si è fatta la collaborazione tra ERT e i teatri di
produzione della Regione: gli spettacoli prodotti da CSS, Artisti associati di Gorizia, da
La Contrada di Trieste ed il Teatro Stabile pubblico del FVG, e da Compagnie più
giovani come l'Accademia Nico Pepe, il Teatro Incerto, il Teatro della Sete, ecc,
rappresentano ormai più di un terzo delle più di 200 repliche proposte dell'ERT. Ma
la collaborazione è andata più avanti arrivando ad una vera e propria collaborazione
istituzionale attraverso la nascita di ARTS, associazione che raggruppa i principali
enti primari culturali della Regione.
L'ERT poi, in collaborazione con I'ARLEF ed all'interno del progetto "Farle", si
propone di valorizzare la conoscenza della lingua friulana attraverso
l'inserimento nelle proprie stagioni di spettacoli di grande qualità in lingua friulana.
Vogliamo poi ricordare che I'ERT è particolarmente impegnato nella diffusione del
repertorio drammatico contemporaneo ed infatti circa il 90% degli spettacoli
inseriti nelle proprie stagioni sono di autori del '900.
Infine l'ufficio tecnico dell'ERT, con i propri esperti e qualificati tecnici , affianca i
Comuni nella valutazione degli interventi di ristrutturazione e di miglioria delle
strutture teatrali e negli interventi di straordinaria manutenzione e qualora si
verifichi il caso provvede direttamente ad interventi dí manutenzione che si
presentino con carattere di urgenza, che se non effettuati potrebbero portare alla
chiusura dei teatri. Nonché affianca i Comuni nell'elaborazione dei DUVRI,
documento di valutazione dei rischi interferenziali, dei Pos, dei piani di evacuazione
e nell'elaborazione ed applicazione di tutti quei documenti che le norme relative alla
sicurezza, sempre più rigide e specifiche, impongono obbligatoriamente a tutti i
luoghi di pubblico spettacolo.
CONCLUSIONI E NUOVI COMPITI
Per la stagione 2014/15 l'ERI conferma la programmazione delle 22 stagioni di
prosa, oltre all'ampia attività di teatroescuola ed alla gestione tecnica di vari
teatri, ma il progetto triennale che I'ERT presenterà al Ministero per il triennio
2015/17 vedrà !'ERT essere non più solo ente di distribuzione della prosa ma anche
di musica e dì danza con un minimo di 35 repliche per ognuno di questi due
settori. Per quanto riguarda la danza il nuovo circuito "multidisciplinare ERT"
collaborerà strettamente con Artisti Associati di Gorizia ed il suo direttore Valter
Mramor che da sempre si sono occupati di questa disciplina, mentre per quanto
riguarda la musica il primo impegno dell'ERT sarà la circuitazione dell'Orchestra
Sinfonica regionale.
Il nuovo circuito multidisciplinare, attività di distribuzione che si affiancherà alle
sempre fondamentali attività di teatroescuola e di gestione tecnica dei teatri,
richiederà una particolare attenzione da parte della Regione affinché anche
musica e danza possano confermare i brillanti risultati che I'ERT raggiunge nelle
stagioni di prosa.
-4-
e rt
33[01111db-1e
Nlacco Volpe, 13
L. +39 0432 32421 1
ef.1102811.400320
r. +30 0 132 20,1/382
III 01007,1130302
Fece Regionale Teatrale
Friuli Venezia Civile
STAGIONE TEATRALE 2013/2014
DELL'ENTE REGIONALE TEATRALE DEL FRIULI VENEZIA GIULIA
La Stagione Teatrale 2013/2014 dell'Ente Regionale Teatrale del Friuli Venezia Giulia
ha interessato 22 teatri, nel dettaglio:
1. ARTEGNA -Nuovo Teatro Mons. Lavaroni
2. CASARSA DELLA DELIZIA - Teatro Pier Paolo Pasolini
3. CIVIDALE DEL FRIULI - Teatro Adelaide Ristori
4. CODROIPO - Teatro Comunale Benois - De Cecco
5. COLUGNA - Teatro Luigi Bon
6. CORDENONS - Auditorium A. Moro
7. GEMONA DEL FRIULI - Cinema Teatro Sociale
8. GRADO - Auditorium B. Marin
9. LATISANA - Teatro Odeon
10.LESTIZZA - Auditorium Comunale
11.MANIAGO - Teatro Comunale G. Verdi
12.MONFALCONE - Teatro Comunale
13.PALMANOVA - Teatro Comunale G. Modena
14.PONTEBBA - Teatro Italia
15.PRATA DI PORDENONE - Teatro Pileo
16.PREMARIACCO -Teatro di Orsaria
17.SACILE - Teatro Zancanaro
18.SAN DANIELE DEL FRIULI - Auditorium alla Fratta
19.SAN VITO AL TAGLIAMENTO - Auditorium Centro Civico
20. SEDEGLIANO - Teatro Plinio Clabassi
21. TOLMEZZO - Auditorium L. Candoni
22. ZOPPOLA - Auditorium Comunale
Nel complessa sono stati rappresentati n°74 spettacoli per un totale di n°160 giornate
recitative di cui è importante evidenziare che n°24 rappresentazioni sono di
produzione regionale, per un totale di n°57 recite.
Le produzioni regionali inserite nei cartelloni del circuito sono (in ordine alfabetico):
1. A. Artisti Associati di Gorizia con "Che fine ha fatto Baby Jane?"
2. A. Artisti Associati di Gorizia con "Talk radio"
3. Ambaradam con "S.O.S."
4. Arearea con "A Rebours"
5. Associazione I Papu con "Fratelli unici"
6. Associazione Internazionale dell'Operetta FVG con "Un calicetto con Suppe"
7. ATF / Accademia Sperimentale dello Spettacolo della Carnia con "La vedova
scaltra"
8. Civica Accademia d'Arte Drammatica Nico Pepe con "Mistero buffo e altre
storie"
9. Colonos Associazione con "Frico e supprissata"
10.CSS Teatro d'Innovazione del FVG con "La solitudine del tennista"
11.CSS Teatro d'Innovazione del FVG con "Predis"
12.EtaBeta Teatro con "Paradiso 3x2"
13.Golden Show di Trieste con "Operetta eterno amore"
14.Grado Teatro con "Mena de le candele (Casanova de stralonga)"
15.Harmony Gospel Singers in concerto
-5-
www.erti-vg.it
in [email protected] t
Theriinn A. kirdign;zini" di
con lfi fyngieffitel" vincitor e
Studentesco di Codroipo
17. La Contrada Teatro Stabile di Trieste con "Due paia di calze di seta di Vienna"
18. La Contrada Teatro Stabile di Trieste con "II metodo"
19. La Contrada Teatro Stabile di Trieste con "Prigioniero della seconda strada"
20. Nuova Compagnia di Prosa con "Nemici come prima"
21. Nuove Tecniche con "L'ori"
22. Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia con "Il tormento e l'estasi di Steve Jobs"
23. Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia con "OtHello. L'H è muta"
24. Vettori Ultramondo con "La vita non è un film di Doris Day"
Inoltre anche nella Stagione 2013/2014 sono stati inseriti n°4 balletti, organizzati in
collaborazione con a. Artisti Associati - Circuito Danza del Friuli Venezia Giulia, nei
teatri di Gemona del Friuli, Latisana, Palmanova e Tolmezzo.
Riepiloghiamo alcuni brevi dati della stagione 2013/2014:
n°53.850 presenze totali
n°5.443 abbonati totali
85% la media di affluenza di pubblico nei teatri (come da grafico allegato).
(83% nella stagione 2012/2013, 82% nella stagione 2011/2012, 81% nella stagione 2010/2011, 77% nella stagione
2009/2010, 77% nella stagione 2008/2009, 78% nella stagione 200712008)
n posta teatro da Ma 300
n p0511 teatro da 410 a 503
n posti teatro ria 3115 a no
Grafico della percentuale di afflusso di pubblico nei teatri del circuito
-6-
- niann14, organizza ta in collaborazione con
Prosegue la rassegna Teatro in enilinm 2
la Comunità Collinare Servizio Associato Cultura, e che ha coinvolto nell'attività 7
comuni limitrofi a San Daniele del Friuli:
1. CASSACCO - Auditorium
2. DIGNANO - Sala Teatro
3. MAJANO Auditorium Comunale
4. MORUZZO Auditorium Puppo
5. RAGOGNA - Sala Teatro S. Giacomo
6. RIVE D'ARCANO - Sala polivalente di Rodeano Basso
7. TREPPO GRANDE - Villa 13eliavitis
Sono stati rappresentati n°20 spettacoli di compagnie amatoriali della regione aderenti
all'Associazione Teatrale Friulana.
Anche per la stagione 2013/2014 la rivista "Spettacolo in Regione" è stata distribuita
in tutti i teatri dei circuito, nei punti IAT, nelle sedi della Banca di Credito Cooperativo e
in numerosi altri luoghi di aggregazione della regione. Rispetto alle stagioni passate la
rivista è stata portata a un formato tascabile per facilitarne la consultazione; non è stata
modificata la periodicità, Mantenendo i due numeri annuali, il primo dedicato alla
programmazione delle stagioni_di prosa e il secondo con la presentazione dell'attività
del progetto-thatroescuola.
Grande attenzione è stata riservata al nuovo sito internet (ertfvg.it), strumento che,
visti i sempre crescenti dati relativi ai contatti, è divenuto fondamentale per comunicare
e interagire in tempo reale con pubblico e addetti ai lavori. Inoltre sono state
implementate le pagine Facebook e Twitter, aggiornate quotidianamente affinché
chiunque lo desideri sia sempre in grado di avere notizie di "prima mano" circa l'attività
del circuito e gli appuntamenti in scena.
-7-
e rt
33100 Udine
viti Marco Volpe, 13
t. +39 0432 224211
E +39 0432 204882
c.t. 002004003211
p.i. 01007480302
www.ertfvg.it
[email protected]
Ente Regionale Teatrale
del Friuli Venezia Giulia
Ente Regionale Teatrale del Friuli Venezia Giulia/teatroescuola
1988/2014 - 26 anni
L'attività del Ente Regionale Teatrale del Friuli Venezia Giulia-teatroescuola è giunta nel
2013/2014 alla sua 26^ stagione.
•
COS'Ù TEATROESCUOLA
•
•
•
sono le attività attraverso cui si realizza la funzione dell'ERT FVG di EDUCAZIONE
DEL PUBBLICO
É una funzione riconosciuta e affidata all'ERT FVG dal MIBAC e dalla REGIONE
FRIULI VENEZIA GIULIA
l'ambito principale delle azioni è la SCUOLA dai nidi d'infanzia alla scuola secondaria
di primo grado (0-14 anni)
•
accanto a questo ambito principale, cura azioni rivolte alle FAMIGLIE e in generale
all'infanzia e al TERRITORIO
•
svolge poi un'importante funzione e si impegna con azioni e strumenti per la
valorizzazione, la promozione, la qualificazione degli OPERATORI DEL TEATRO
RAGAZZI a livello regionale e nazionale
COSA FA TES PER LA SCUOLA
P>
•
FORMAZIONE DEGLI OPERATORI DELLA SCUOLA, con il
riconoscimento
dell'Ufficio Scolastico Regionale FVG MIUR
•
•
•
RASSEGNE DI SPETTACOLO e LABORATORI ALUNNI articolati a livello territoriale in
"progetti di zona" in collaborazione con le Amministrazioni Comunali ed Enti
Locali di riferimento
PROGL I II SPECIALI DI LABORATORIO E RICERCA
COSA FA TES PER LE FAMIGLIE
•
Rassegne teatrali PICCOLIPALCHI in collaborazione con le Amministrazioni Comunali
e i Teatri del Circuito ERT
•
FORMAZIONE E DIVULGAZIONE per gli adulti
LABORATORI E PROGL l l 1 SPECIALI per adulti e bambini insieme
•
COSA FA TES PER GLI OPERATORI ARTISTICI
1>
•
FORMAZIONE degli operatori artistici e teatrali
Partecipazione ed organizzazione a RICERCHE, INCONTRI, CONVEGNI, TAVOLE
ROTONDE, SEMINARI, FESTIVAL
OSSERVAZIONE E DOCUMENTAZIONE delle risorse artistiche e teatrali nazionali e
regionali
VALORIZZAZIONE E PROMOZIONE delle risorse artistiche e teatrali nazionali e
regionali
-8-
TL TES 2ni 319n14 - LINEE DI INTERVENTO
RASSEGNE DI SPETTACOLO
•
Obiettivo primario dell'ERT FVG- teatroescuola è garantire la centralità delle RASSEGNE
DI SPETTACOLO, sia in ambito scolastico (Progetti di Zona) sia per le famiglie
(PICCOLIPALCHI), valorizzate attraverso i percorsi di EDUCAZIONE
ALL'ASCOLTO e strutturate in reti territoriali co-partecipate anche da più
soggetti pubblici e privati. Tale obiettivo risponde alla funzione primaria dei Circuito
Teatrale, funzione da un lato educativa e sociale (infanzia e territorio) dall'altro
necessaria rete di sostegno e accoglienza degli operatori produttivi del settore artistico
teatrale nazionale.
L'azione si è concentrata nelle seguenti direzioni:
— consolidare e razionalizzare l'offerta delle rassegne scolastiche già presenti nel
territorio cercando il miglior equilibrio fra risorse, fabbisogno, crescita;
— raggiungere con i servizi alle scuole i territori non ancora coinvolti nell'attività del
teatroescuola sia attraverso l'attrazione degli alunni in poli di servizio già attivi e
capaci di accoOere ulteriori bacini di utenza, sia aprendo nuovi progetti
territoriali;
Queste linee di lavoro si sono tradotte in un aumento delle repliche da un lato
e in una maggiore — e migliore - partecipazione alle repliche in programma
dall'altro.
Le linee di lavoro delle rassegne scolastiche hanno trovato un'applicazione ancor più
efficace nell'ambito delle rassegne per le Famiglie PICCOLIPALCHI.
La Stagione 13/14 è stata impostata con una riduzione degli appuntamenti programmati.
Rispetto ai 35 della stagione precedente sono stati infatti realizzati 22 appuntamenti
(meno 37 %). Questo a causa delle minori risorse disponibili per l'attività istituzionale
dell'ERT dedicata all'infanzia e della difficoltà crescente delle Amministrazioni comunali,
partner delle rassegne domenicali, a mantenere invariato il proprio investimento
nell'iniziativa. Le azioni però progettate e gli obiettivi prefissati sono stati ampiamente
raggiunti. Complessivamente hanno partecipato alle iniziative dí PICCOLIPALCHI 13/14,
oltre 2616 persone, bambini e adulti; rispetto alla stagione 12/13 che aveva contato un
complessivo di 3426 persone; dunque le rassegne 13/14 hanno ammortizzato la
riduzione drastica di occasioni con una migliore e crescente partecipazione da parte del
pubblico agli eventi "sopravvissuti" grazie alla sinergia e rete di servizi culturali impostata
fra le piazze.
Il dato è evidenziato dalla media matematica delle presenze per replica:
Stagione 12/13, media di 97 presenze agli spettacoli
-9-
ctzgif,nni 1 3/ 1 4, medi=
1 19 presenze agli snetta-oli (+ 18%1
CiÒ è per noi di estremo interesse nella sua composizione qualitativa dimostrando come
le azioni realizzate quest'anno abbiamo concretamente inciso cambiando di segno la
percezione e il coinvolgimento delle famiglie all'offerta del teatro dei PiccoliPalchi.
Dati consuntivi complessivi Stagione 2013/2014:
si sono realizzate un complessivo di 176 repliche: 154 repliche di spettacolo
nell'ambito delle rassegne scolastiche (dai nidi alle scuole secondarie di primo grado), 22
repliche di spettacolo nell'ambito dei cartelloni dei PiccoliPalchi.
Sono 34 le compagnie nazionali e regionali coinvolte nell'attività.
Sono 43 gli spettacoli circuitati.
Oltre 21.222 spettatori coinvolti
t>
LA FORMAZIONE E LA RICERCA
L'investimento in formazione e ricerca continua ad impegnare la progettazione e
la strutturazione del-teatroescuola al fine di trovare una modalità e un'identità di
funzione sostenibile e adeguata al fabbisogno artistico e di servizio al territorio.
Sono migliaia i bambini, i ragazzi e gli insegnanti coinvolti nelle attività di laboratorio e
progetto speciale del teatroescuola.
Nella stagione 2013/2014 si sono realizzati:
INIZIATIVE FORMATIVE PER GLI INSEGNANTI, GLI EDUCATORI, I BIBLIOTECARI
E GLI OPERATORI ARTISTICI CON IL RICONOSCIMENTO DELL'UFFICIO
SCOLASTICO REGIONALE PER IL FVG
• FARE TEATRO A SCUOLA SECONDO NOI - 5° edizione, 28-29-30 ottobre 2013
Giornate formative al Teatro Nuovo Giovanni da Udine
Medaglia di rappresentanza del Presidente della Repubblica
In collaborazione con la Fondazione Teatro Nuovo Giovanni da Udine
Nell'ambito del programma dí "Appuntamenti a teatro" realizzato in collaborazione con il
TIG Teatro per la gioventù del CSS Teatro Stabile di Innovazione del FVG e il sostegno
del Comune di Udine.
L'edizione 2013/2014 delle giornate FTSSN ha proposto percorsi di lavoro incentrati sul
teatro che sceglie di parlare ai bambini, diretto agli orecchi della mente e del cuore
raccontandosi attraverso le forme, il corpo, lo spazio e la costruzione di relazioni fra SPAZIO
e FORMA.
- 10 -
Alle giornate hanno partecipato oltre 300 persone; 150 gli insegnanti• dai nidi alle scuole
secondarie di primo grado; 48 ore di laboratorio e incontri, 18 relatori.
INCONTRI FORMATIVI APERTI ALLA PARTECIPAZIONE DI TUTTI GLI
INTERESSATI
BRIE DI CONTE DON DI LENGHE con il sostegno di ARLEF — laboratorio di formazione per i
lettori volontari in lingua friulana (due moduli, 27 ore di laboratorio)
LIBRI 10.14, incontri di formazione legati al progetto speciale Bibliostaffetta-Rimbambook
QB, QUANTO BASTA PER ANDARE, STARE E TORNARE A TEATRO - gennaio/marzo 2014
CARTOLINE DALLA TERRA DI NESSUNO, marzo 2014
LABORATORI E PROGETTI SPECIALI PER GLI ALUNNI
Nella stagione 2013/2014 sono stati coinvolti nella formazione rivolta ai bambini e ai ragazzi
(dai nidi alla scuola secondaria di primo grado) sia nell'ambito dei laboratori "ordinari" che
nei progetti speciali di ricerca del teatroescuola oltre 41 soggetti formativi per la
massima parte regionali. Sono state coinvolte (a diverso titolo e grado) le scuole di
Artegna, Pradamano, Moimacco, Pontebba, Moggio, Tarvisio, Resia, Ugovizza, Resiutta,
Chiusaforte, Sacile, Brugnera, Faedis, San Giorgio della Richinvelda, Ronchi dei Legionari,
Tern di AcTuiléia, Aquileia, Grado, Prernariacco, Gradisca d'ISonzo, Porcia, Villa Vicentina,'
Monfalconé, Udine, Ovaro, Paluzza, Ampezzo, Forni di Sopra, Mortegliano, Codroipo, Trieste.
Questi i PROGETTI SPECIALI E DI RICERCA realizzati:
TDV (Teatro di Voci) in collaborazione con USCI Unione Società Corali del FVG,
TFN (Teatro Fatto di Niente) in collaborazione con il Comune di Udine,
MATS (Musica Arte. Teatro + Scienza) in collaborazione con il Comune. di Monfalcone,
LSD (Parola Letta, Scritta, Detta) in collaborazione con AIB Associazione Italiana
Biblioteche e i sistemi bibliotecari coinvolti,
Teatro Fantasma in collaborazione anche i servizi educativi dei Comuni di Ronchi dei
Legionari, Grado, Gorizia, Trieste, Monfalcone e di Udine.
Per la realizzazione delle iniziative di formazione sono state attivate
collaborazioni con: AIB Associazione Italiana Biblioteche, Arpa/LaRea Laboratorio di
educazione ambientale, Sistema bibliotecario del Medio Friuli, Sistema Bibliotecario
dell'Hinterland Udinese, Biblioteche comunali di Udine, Martignacco, Pieris-San Canzian,
Ronchi dei Legionari, Buja, Remanzacco, Bordano, Premaricco, Codroipo, ConSorzio
Bibliotecario del Monfalconese, SAF autoservizi, Comune di Lestizza, Comune di Artegna,
Fondazione Teatro Nuovo Giovanni da Udine, ARLEF, Istituti Comprensivi delle scuole dei
territori coinvolti,
Associazione Culturale Teatro al Quadrato nell'ambito del festiva!
Trallallero, CSS Teatro Stabile di innovazione del FVG, Cooperativa Libraria Cluf, Libreria La
Pecora Nera, La Baracca Testoni Ragazzi (BO), USCI Unione Società Corali del FVG,
Associazione 0432.
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teatroescuola ha inoltre collaborato e sostenuto la realizzazione del programma formativo del
progetto regionale "CrubLeie Leggendo" dell'AIB Associazione italiana Biblioteche — Coop
Damatrà (UD).
DOVE
Questi i progetti di zona 2014:
provincia di Udine
progetto Carnia, progetto Va! Canale/Canal del Ferro, progetto Latisana/Basso
progetto Friuli collinare, progetto Tarcento/Nimis/ Magnano in Riviera, progetto Cividale del
Friuli-Valli del Natisone-Noi Cultura, progetto Pic Progetto Integrato Cultura (Codroipo),
progetto Gemona del Friuli, progetto Artegna, progetto Faedis, progetto Udine, progetto Nidi
d'infanzia, altri progetti dí singole iniziative nella Provincia di Udine
provincia di Gorizia
progetto Gorizia, progetto Grado, progetto Ronchi dei Legionari, progetto Monfalcone,
progetto Cormons, progetto Romans d'Isonzo, progetto Gradisca d'Isonzo, progetto nidi
d'infanzia, altri progetti di singole iniziative nella Provincia di Gorizia
provincia di Pordenone
progetto San Giorgio della Richinvelda, progetto San Vito al Tagliamento, progetto Maniago,
progetto Montereale Valtellina, progetto Prata di Pordenone, progetto Brugnera, progetto
Cordenons, progetto Sacile, progetto Zoppola, altri progetti di singole iniziative nella
Provincia di Pordenone
provincia di Trieste
-progetto Trieste;- progetti di--singole iniziative -
CHI
Hanno presentato i propri spettacoli in teatroescuola 2013/2014
A. Artisti Associati
A.S.T.Ri. Associazione Scuola Teatro
Riminese
Accademia perduta/Romagna Teatri
Accademia perduta/Romagna Teatri
Ass. Kosmocomico Teatro
Ass. Latoparlato
Associazione Culturale Principio Attivo Teatro
Associazione Culturale Principio Attivo Teatro
Associazione Culturale Tra il Dire e il Fare
Associazione Signapola
Associazione Teatro al Quadrato
C.T.A
Coltelleria Einstein
Compagnia II Melarancio
Compagnia II Melarancio
Cooperativa Thalàssia
CSS Teatro stabile di innovazione del FVG
CSS Teatro stabile di innovazione del FVG
Erbamil
Fontemaggiore
Da una goccia nel mare
Volare a tutti i costi, forse
E sulle case il cielo
Goccia a goccia
Piccolo passo
Lulù. Una storia di luce e ombra
La bicicletta rossa
Hanà e Mon)
Cenerentola across the universe
Il cuore di Chisciotte
Maman canaje
Il pesciolino d'oro
Il principe felice e la rondine d'inverno
10 parole
Viaggio ad Auschwitz A/R
La grande foresta
L'acqua e il mistero di Maripura
La scatola dei giochi
Smart Energy
Il miracolo della mula
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Koreja
La Baracca
La Baracca
La Baracca.
Paladini di Francia
DCWUU
Diuuu e indi i [I nei vili in i la
Cikeciak
Spot
Antartica. Lo straordinario viaggio di
Shackleton
Ode alla vita
X.T.C.2
Scatenati
Onda Teatro
Pariampazzutu
Piacenza Kultur Dom
Scarlattine Progetti
SOLARES Fondazione delle Arti - Teatro
Briciole
Teatro Evento
Teatro Evento
Teatro Evento
Teatro Gioco Vita
Teatro Pirata
Teatrodistinto
Unoteatro
Unoteatro
Pop up - un fossile di cartone animato
Bianca Nera
Piccoli movimenti colorati
Ti chiamo
Piccolo Asmodeo
Voglio la luna
Il gioco del lupo
B come Babau
Favola della libertà
Hanno realizzato per noi laboratori e progetti speciali:
Chiara Carminati
Claudio Parrino
Arianna Sedioli
Luigi Berardi
Vera Salton
Giusi Quarenghi
SiMone Baraccetti
Micol Sperandio
Martina Monetti
Serena di Blasio
Michele Polo
Denis Monte
Marco Rogante
Luisa Vermiglio
Belinda De Vito
Roberto Piaggio
Valentina Sfiligoi
Suomi Vinzi
Valentina Rivelli
Mario Bianchi
Roberto Frabetti
Valeria Frabetti
Giovanna Pezzetta
Ilaria Tondardini
Coop Damatrà
Gruppo educatrici Teatro Fantasma
Claudio Mariotti
Anna Fascendini
Giulietta Debernardi
Maria Ellero
Daniel Gol
Alessandro Nosotti
Laura Squeraroli
Michela Urban
Marco Geronimi Stoll
Giuseppe Bevilacqua
Massimiliano Tappari
Emanuele Bertossi
Massimo Somaglino
Giorgio Cozzutti
Monica Aguzzi
Guido Feruglio
Roberto Cocconi
Maria Giulia Campioli
Alessandra Croatto
Alessandro Libertini
Veronique Nah
Marco Carbone
Alessandra Benettoni
Marco Carrozzi
Marta Nardin
Elena Braidotti
Anna Savanelli
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Regione FVG
Disegno Legge Regiona
Cultura 2014 n.
Contributo del Giovanni da Udine sulle parti generali (articoli 4 e 5) e sullo spettacolo dal vivo (articolo 6
e seguenti).
1.
Il disegno di legge semplifica le norme, ordinandole su schemi ripetuti per ogni segmento delle
attività culturali considerate. Perdendo, forse per troppa fedeltà al modello, delle opportunità di
chiarezza e completezza.
2.
Negli gli articoli 4 e 5, il disegno di legge prevede un Documento di politica culturale regionale e un
Osservatorio regionale della cultura. Fra le informazioni che l'Osservatorio raccoglie, per redigere
relazioni sulla base delle quali viene poi effettuata l'analisi del contesto di ogni segmento, non si
riesce a scorgere nulla che riguardi lo stato patrimoniale, economico ed amministrativo dei soggetti
regionali di spettacolo dal vivo. Questo vuoto è pericoloso, perché le analisi servono alla definizione
successiva delle linee d'intervento.
L'offerta culturale dello spettacolo dal vivo cammina sulle gambe di soggetti (associazioni,
fondazioni, enti) la cui salute o malattia dice molto sull'efficacia ed efficienza della politica culturale
regionale. Da qui un suggerimento: si preveda che relazioni e bilanci di previsione e consuntivi dei
soggetti di spettacolo finanziati dalla regione, redatti su schemi obbligatori, siano inviati
all'Osservatorio, che con elaborazioni semplici potrà trasformarli in fonti informative di sistema. Ad
apposito regolamento fissare i dettagli. Fermarsi ad indicatori di frequenza e simili significherebbe
rinunciare ad un complesso d'informazioni utili ín se stesse ed atte a dare conferma o ad aprire ad
ulteriori verifiche, in presenza di dati non concordanti.
3.
Il disegno di legge rinvia ai regolamenti non soltanto modalità operative o formalità, ma anche
scelte sostanziali: ad esempio, nell'ad 9 (Finanziamento per la gestione di teatri di ospitalità e
produzione), comma 2, viene rinviata a regolamento la definizione de "i requisiti dei beneficiari".
Questi requisiti dovrebbero essere stabili molto più di un regolamento, e dunque stabiliti per legge,
per consentire ai soggetti di lavorare in tranquillità, con prospettiva di continuità.
4.
Non si trovano tracce, almeno ad una lettura attenta ma veloce, di incentivi che indirizzino i
soggetti di spettacolo dal vivo verso collaborazioni almeno in aree della loro attività non
concorrenziali, dove i vantaggi sarebbero grandi.
Restringendo il campo ai soggetti regionali di spettacolo dal vivo di interesse nazionale, culturale e
regionale, è facile osservare che:
da una parte, in quanto soggetti operanti con fondi pubblici, sono tenuti ad adempimenti
sempre più sofisticati ed impegnativi nelle aree di gestione amministrativa e di gestione del
personale (piano anticorruzione, regolamenti vari, trasparenza degli atti, ecc.);
dall'altra, per mancanza di fondi, tendono a basarsi su strutture troppo snelle per poter
provvedere appropriatamente a queste esigenze.
Sarebbe di grande utilità che questi teatri unissero le forze per un servizio comune nelle aree
amministrativa e del personale. Perché questo auspicio di razionalizzazione si realizzi, occorre che
venga offerto un incentivo convincente, del resto indispensabile perché il compito non è semplice
nemmeno sul piano tecnico.
- 14 -
5. Il medesimo discorso si può fare per quanto riguarda la comunicazione via web, le cui potenziaiità
sono oggi sfruttate in piccola parte; e per quanto riguarda veri, professionali piani di marketing e di
111111.7LIU1 e , che in buona parte potrebbero essere progettati e realizzati in comune, coinvoige..ndo
anche chi promuove il turismo, con beneficio di tutti. Lasciando senz'altro ai singoli soggetti il
compito di mantenere il rapporto con il pubblico affezionato, salvaguardando la propria identità.
Anche in questo caso, il compito non è facile; l'obiettivo può essere raggiunto soltanto con una
convinta spinta morale e fornendo mezzi adeguati.
rel
11... PRESIDENT
Tz;z1c.:a
1
- 15 -
Associazione teatrale friulana
Alla c. a. del Presidente
della V Commissione consiliare
Vincenzo Martines
Si fa seguito alla richiesta di codesta spettabile Commissione, inviando una
memoria delle nostre considerazioni rispetto al Disegno di Legge N° 56.
Se da un lato plaudiamo al comma 1 dell'articolo 24 che riconosce e sostiene il
teatro amatoriale regionale, non possiamo, nel secondo coma, non contestare
l'individuazione della FITA-UILT come unico soggetto di rilevanza regionale.
Come già esposto durante l'audizione, ribadiamo i seguenti punti:
1)Abbiamo incontrato l'Assessore Torrenti in data 3 febbraio insieme con le
altre due associazioni rappresentanti il teatro.amatoriale in regione. In
quella sede è stato evidenziato come caratteristiche diverse di: storia,
operatività, campi d'intervento, dessero a ciascuna entità fisionomie
complementari, ma non intercambiabili. Nella stessa sede si ipotizzava la
creazione di un consorzio fra le associazioni che garantisse un
interlocutore unico con l'assessorato.
2) La nostra associazione già durante la precedente legislatura aveva
proposto un'unione fra le parti con l'incoraggiamento dell'allora
Assessore De Anna. C'era stata la firma per un accordo preliminare, ma poi
l'Armonia e la FITA-UILT si erano defilate.
3) Avevamo avuto assicurazione di ulteriori incontri con l'assessorato per
definire una legge che fosse di reciproca soddisfazione. Questo non è
avvenuto, o, perlomeno, non ha coinvolto l'ATF.
4) Non possiamo pensare di far dipendere la nostra associazione da una
consorella che, evidentemente ha impressionato codesta Commissione, ma non
ha sicuramente la storia, il prestigio, il percorso culturale, i contatti
e la progettualità costruiti dall'Ass. Teatrale, Friulana in 27 anni di
impegno appassionato.
5)Voglio ricordare che oltre alla gestione di una sede sociale, una
biblioteca teatrale e un magazzino a servizio dei materiali scenici dei
nostri associati, l'associazione ha una segretaria regolarmente assunta.
ASSOCIAZIONE TEATRALE FRIULANA — Via Manin, 18 — cap 33100 UDINE
telifax 0432 510856 [email protected]
partita iva/codice fiscale 01530600301
- 16 -
Concludendo: se la definizione di un referente unico per il teatro amatoriale
regionale è la volontà dell'Assessorato, ci troviamo in perfetto accordo, ma
chiediamo che la scelta non venga effettuata riconoscendo un primato ad una
delle tre realtà, ma chiedendo di ultimare un iter consociativo già iniziato.
Allegata alla presente, trasmettiamo una breve storia della nostra associazione
e copia delle schede tecniche da voi richieste.
Ringraziando per l'attenzione e rimanendo a disposizione, si augura buon lavoro.
Distinti saluti.
Claudio Mezzelani
Presiden e
ale Friulana
Associazio
Udine, 17 luglio 2014
ASSOCIAZIONE TEATRALE FRIULANA — Via Mania, 18 — cap 33100 UDINE
tel/fax 0432 510856 [email protected]
partita iva/codice fiscale 01530600301
- 17 -
- 18 -
Associazione Teatrale Friulana 1987-2013
Via Manin, 18 - 33100 UDINE
tel/fax 0432.510856
Info: [email protected]•alefriulana.com
Sito Internet: www.associazioneteatralefriulana.com
Consiglio Direttivo
Presidente: Claudio Mezzelani
Vice-presidente: 4 h ru P;c4 eMicock
Segretario: Marco Zarni5
Consiglieri: Paolo Sartori, Fabio. Zuliani
Revisori dei Conti
Cristiano Francescutto,
1soll
), Paolo Zoratti
Segreteria
Daniela Zorzini
Biblioteca
Anna Pia Bernardis
- 19 -
Fondata il 19 gennaio 1987, per iniziativa di alcuni appassionati di Teatro
Friulano, (Pietro Aldrigo, Paola Beltrame, Eliseo Ber tossi, Giuseppe Corbatto,
Danilo D' Olivo, Gianfranco Milillo, Dani Pagnucco, Federico Rossi, Tullio Svettini
e Anna Toppano) l'Associazione Teatrale Friulana è un organismo culturale
riconosciuto di interesse Regionale e può contare attualmente su 56 compagnie
iscritte provenienti dalle province di Gorizia, Pordenone e Udine.
L'A.T.F. ha contribuito:
—ad organizzare .per i propri associati, in collaborazione con i Comuni e le altre
realtà culturali locali, numerose serate e rassegne cli teatro prevalentemente in
lingua friulana, ma anche nelle varie parlate dialettali regionali ed in lingua italiana.
Sono stati messi in scena, cli media, ogni anno, oltre 150 spettacoli in teatri o in
altri spazi teatrali anche in piccoli paesi laddove 11 teatro professionistico non
arriva, seguiti da circa 18.000 spettatori. In 26 anni sono stati organizzati oltre
3.000 spettacoli in innumerevoli località del FVG.
— alla crescita sul piano culturale ed artistico dei gruppi teatrali associati:
tutela.ndoli ed assistendoli nelle loro attività;
promuovendo, organizzando, coordinando laboratori e corsi per la formazione di
attori, registi e tecnici, con professionisti del teatro quali:
Claudio . de Maglio (espressione corporea), Fabio Comana • (clown), Giuliano
Bonanni (commedia dell'arte e regia.), Fulvio Cimarosti (trucco teatrale) Alberto
Bevilacqua (illuminotecnica), Fabio Scaramucci (uso della voce, dizione), Giorgio
Arnodeo (animazione teatrale), Giuliana Musso ( clown e improvv. teatr.), Riccardo
Maranzaria (attori e regia), Massimo Smaglino (attori e regia ), Claudia Contin
(espressione fisica per attori), Ferruccio Merisi (voce tra corpo e testo, attori,
regia), Roberto C u ppone (scrittura per la scena), Stefano
Laudato(illuminotecnica), Luca Ferri (laboratorio di regia) e molti altri ancora.
L' ATF ha messo a disposizione degli associati:
—luoghi e strutture teatrali sul territorio;
—Biblioteca teatrale;
—Numero Verde Drammaturgia Digitando il "Numero Verde Drammaturgia" 800
17 25 20, si entra in contatto con due professionisti drammaturghi, che
- 20 -
valuteranno le problematiche e suggeriranno soluzioni concrete, anche cori
interveflti in loco.
— Critico teatrale Un giornalista critico teatrale è a disposizione della compagnia
che lo richiederà., per visionare lo spettacolo e stendere un pezzo (ovviamente neri
pubblicabile) che evidenzi luci e ombre della messinscena per indirizzare il lavoro
di perfezionamento;
—convenzione con il teatro Nuovo Giovanni da Udine
(spazi per prove, abbonamenti a prezzo ridotto);
—convenzione con la Fondazione Bon di Colugna
(spazi per laboratori e prove, abbonamenti a prezzo ridotto);
—magazzino
( per il ricovero di scenografie, costumi e attrezzature).
A.T.F. ha favorito:
--l'avvicinamento e l'incremento del numero degli appassionati alle manifestazioni
artistiche teatrali friulane, mediante l'organizzazione di spettacoli, incontri,
giornate di studio, convegni, pubblicazioni ed attività editoriali, manifestazioni sul
territorio regionale. Ricordiamo in particolare: •
. il convegno sulla. drammaturgia in _lingua .friulana .nel ambito del ventennale
dell' associazione;
la presentazione dei libri editi dall'ATF (antologie dei lavori teatrali di Luciano
Rocco e di Gianni Gregoricchio, le raccolte dei testi premiati ai nostri concorsi per
testi teatrali in lingua friulana);
il convegno sul teatro amatoriale con L. Lunari, nell' ambito della giornata al
Giovanni da Udine "Un Teatro pieno di teatro";
il"Dialogo aperto fra relatori e pubblico sullo stato dell' arte del teatro in lingua
friulana", nell' ambito dei festeggiamenti per il venticinquennale dell' ATF (che ha
visto la partecipazione dei rappresentanti della Provincia e del Comune di Udine
insieme a quelli del teatro professionistico del Friuli Venezia Giulia);
i concorsi e i festival del teatro amatoriale friulano.
- 21 -
L' ATF ha stimolato la scrittura di testi teatrali originali in lingua
friulana:
Nel mese di febbraio 2012 si è conclusa la X edizione del concorso che è a cadenza
biennale. Negli anni ha sempre avuto il prezioso sostegno della Regione FVG, il
patrocino delle Province di GO, PN, UD, della Società. Filologica Friulana e
dell'Ente Friuli nel Mondo, che nel loro sito internet hanno pubblicato il bando di
,
concorso divulgandolo così anche a tutti i Fogolars Friulani d Italia e del mondo. 11
bando è stato anche spedito a tutte le biblioteche del FVG.
Le dieci edizioni hanno visto la partecipazione totale di oltre 150 autori di teatro
con 275 testi teatrali.
Fra i partecipanti anche nomi illustri come Carlo Sgorlon, Leonardo Zanier e fra i
premiati menzioniamo: Carlo Tolazzi, Paolo Sartori, Gianni Gregoricchio, Giovanni
Morsan, Alberto Luchini, Franca Mainardis, Pietro Biasatti, Luciano Rocco,
Giacomo Vit.
Della Giuria hanno sempre fatto parte personalità di importanza regionale e
nazionale (I professori: Sergio Sarti, Angela Felice, Paolo Patui, Silvana Fachin
Schiavi, Gianni Sergio Pascoli, Gianni Cianchi. Claudio De Maglio Direttore
dell'Accademia "Nico Pepe". Gli attori: Massimo Somaglino ed Elvio Scruzzi. Gli
scrittori:- Gianni Gregoricchio, Carlo Tolazzi. I giornalisti: Alessandro Montello,
Fabiana
I testi premiati sono stati stampati e donati a tutte le biblioteche del FVG,
Oltre 25 testi premiati e segnalati, sono stati messi in scena dalle compagnie che
hanno avuto il sostegno dell'ATF che ha contribuito all'allestimento e alla
circuitazione.
L' ATF ha prodotto spettacoli in lingua friulana con la partecipazione delle
compagnie associate:
—Nel 1998 LIS OLMIS DI BERTRANT di Pietro Biasatti (I0 premio al concorso
per testi teatrali in lingua friulana 1994). Regia di Ferruccio Merisi. Lo spettacolo
ha partecipato al MITTELFEST 1998.
—Nel 2002 CAINO (Strfssant vie pe gnot) di Luigi Candoni. Regia di Massimo
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Smaglino. Lo spettacolo ha partecipato a "Centmilfueis”, rassegna promossa dal
Comune dì Udine.
- Nel 2003 CUATRI RAIS A BRISCULE di Luciano Rocco - tradotto in friulano da
Gianni Gregoricchio. Regia di Andrea Chiappori.
- Nel 2010 MARI AGHE di Franca Mainardis (r premio teatro bambini al
concorso per testi teatrali in lingua friulana 2006). Regia di Daniela Zorzini.
Lo spettacolo, per bambini e famiglie, co-prodotto dalla. Fondazione del Teatro
Nuovo "Giovanni da Udine", ha debuttato nello stesso teatro, nell'ambito del
progetto "Sipari Furlari" dedicato al teatro in lingua friulana, con straordinario
successo dì pubblico (1045 spettatori) e di critica. Dal Giornale dello Spettacolo
dell'AGIS, "Mari Aghe" risulta lo spettacolo per bambini più visto in Italia in una.
sola recita nel 2010. Lo spettacolo, che è stato selezionato
dall'ERT/Teatro&Scuola e da LaREA - Laboratorio Regionale di Educazione
Ambientale dell'ARPA FVG, perché offre spunti utili per percorsi di educazione
ambientale orientata alla sostenibilità, ha circuitato in vari teatri della regione.
L'ATF ha organizzato:
- "Festival del teatro amatoriale del Friuli"
Ogni edizione ha visto la partecipazione di oltre 20 compagnie associate. ll
Festival prevede l'iscrizione di spettacoli in lingua friulana, in altri idiomi della
regione, nonché in italiano.
La giuria composta da validi rappresentanti del teatro friulano, seleziona e premia
il miglior spettacolo, la migliore regia, la migliore scenografra, il miglior attore e
Un premio viene conferito allo spettacolo di maggiore gradimento da parte del
pubblico.
L'ATF ha pubblicato:
9 antologie dei testi premiati nelle edizioni del concorso per testi teatrali in
lingua friulana (le prime due edizioni a cura della Società Filologica Friulana);
- Antologia delle opere teatrali del commediografo pordenonese LUCIANO
ROCCO con la prefazione della prol'. Angela Felice;
- 23 -
- Antologia delle opere teatrali del commediografo friulano GIANNI
,,
i-1,2_ 6› ■
dei prof nianni ("ianchi.
GREGORICCI-110 L- ulL
- Testo teatrale per bambini "MARI AGHE" di Franca Mainardis, arricchito dalle
filastrocche create da Mauro Tubetti (Di Tubet). In lingua friulana con testo a
fronte in italiano. Il libretto è stato stampato e promosso grazie alla sinergia di
diversi soggetti: ATF, la Banca Popolare di Cíviclale, l'editore Kappavu, il teatro
Nuovo "Giovanni da Udirle".
L'ATF e gli eventi:
- "Un Teatro pieno di teatro". Il 29 maggio 2010 il Teatro Nuovo "Giovanni da
Udine" nell ' ambito del progetto "Sipari Furlan", ha messo a disposizione dell' ATP
tutti gli spazi possibili del teatro per una grande kermesse teatrale denominata "Un
Teatro pieno di teatro". Per un'intera giornata tutti i 54 gruppi teatrali dell' ATI',
hanno avuto l'opportunità di incontrare il pubblico, gli operatori, gli appassionati
di teatro amatoriale friulano. Un'occasione di incontro e di festa anche per i gruppi
impegnati, che si sono scambiati esperienze, contatti, materiali, confrontandosi su
temi comuni in un convegno che ha visto la presenza di Luigi Lunari personalità
affermata del teatro italiano. Sul palcoscenico si sono alternate tutte le compagini
raccontando la storia della letteratura teatrale in Friuli con un' antologia di testi
dalla metà dell' 800 ai giorni nostri. Sono seguiti momenti di spettacolo in sale
alternative al palcoscenico individuate all'interno del teatro e normalmente non
frequentate dal pubblico, dove i gruppi hanno avuto la possibilità di presentare il
proprio repertorio. _A corollario di tutto questo "fare" teatro, ci sono stati: un
punto informazioni dell' Associazione; esposizioni di costumi di scena; raccolte di
locandine e materiale "storico"; proiezioni video-.
- "Microcosmi". Nel 2013 tramite una convenzione tra l' ATP ed il Mittelfest,
dodici attori delle nostre compagnie associate sono stati selezionati per
partecipare allo spettacolo-evento "Microcosmi" per la regia di Giorgio
Pressburger.
L'Associazione Teatrale Friulana è membro fondatore della "Farie Teatral
Furlane" (unica realtà non professionistica).
- 24 -
RELAZIONE STATI GENERALI della CULTURA - 15 Giugno 2011
TEATRO AMATORIALE
Se oggi tutti doverosamente dobbiamo ringraziare per questo incontro, la parte che
rappresento lo deve fare doppiamente, poiché con questo invito, riceve un riconoscimento di
identità culturale per troppo tempo negato. L'articolata realtà del teatro amatorìale ha, si, le sue
radici (peraltro lodevoli) nel ritrovo dopolavoristico e parrocchiale che faceva dell'aggregazione il
fine ultimo trascurando attitudini culturali, artistiche e pedagogiche, ma negli anni è cresciuta
attivando percorsi virtuosi che l'hanno impegnata su più fronti e in un caso, quello della lingua
friulana, ne hanno fatto l'unica realtà continuatrice di una tradizione secolare. Per decenni,
complice il servizio pubblico d'inforniaziOne, siamo stati esclusi dall'ambito culturale friulano e
dico friulano e non regionale non a caso, visto che le compagnie dell'area triestina hanno avuto
sempre maggior attenzione, quindi oggi, qui, approfitto per riportare alle istituzioni e agli
operatori presenti, molti dei quali compagni di avventure teatrali, alcuni dati a titolo
esemplificativo per orientare la relazione.
L'associazione che rappresento (Associazione Teatrale Friulana), che .cito ad esempio non
per autoreferenzialità, ma perché ne conosco í dati, conta 56 compagnie iscritte con un
potenziale di circa 600 operatori. Lo scorso anno abbiamo gestito 24 rassegne teatrali in regione
con un totale di 120 spettacoli e 20000 spettatori. Ma oltre all'ATF ci sono realtà nazionali con
rappresentanza regionale come la FITA e la U1LT che raccolgono altri appassionati e non ultime
le numerose e attivissime compagnie dell'area triestina.
Fatta questa doverosa premessa, il primo punto su cui voglio porre l'attenzione è la
necessità di essere riconosciuti ufficialmente come operatori culturali. Il nostro apporto è
fondamentale per:
- 25 -
•
Capillarità. Siamo presenti in tutti i centri minori, anche gestendo in prima
persona rassegne di teatro, in luoghi a volte sprovvisti di una sala teatrale ad hoc,
assolvendo a una richiesta che il teatro professionistico non potrebbe mai
soddisfare.
•
Propedeutica al teatro. I nostri spettatori molte volte scoprono con noi il teatro,
maturano coni nostri spettacoli e spesso diventano gli spettatori attenti e
preparati del teatro professionistico dei grandi teatri.
•
Opportunità. Molti giovani, consumata l'esperienza del teatro scolastico e non
volendo o non potendo seguire strade d'impegno professionistico, trovano naturale
sbocco della loro passione nelle nostre compagnie.
Tutto questo è frutto del lavoro di operatori che per obblighi statutari non ricevono un
compenso economico, ma questo non significa che l'attività si possa condurre a costo zero.
Molte volte ho sentito la frase; - Gli amatoriali se hanno i soldi fanno, se non li hanno, fanno lo
stesso.- Questo non corrisponde alla verità dei fatti, anzi, rischia di compromettere in maniera
irreparabile il nostro lavoro. Contributi ridotti drasticamente da un anno ad un altro non
significano la rinuncia a qualche progetto, significano la paralisi dell'associazione. Da qui la
necessità di avere fondi stabili che per progetti pluriennali si traducano in contributi a cadenza
pluriennale. Un'attenta valutazione non può non tenere conto poi che i nostri contributi vengono
nella quasi totalità dei casi reinvestiti in Regione, creando un flusso virtuoso e non dispersivo dei
fondi erogati.
A margine di questo discorso, suggeriamo all'Assessorato alla Cultura di aprire un dialogo presso
le amministrazioni comunali affinché i fondi assegnati siano utilizzati con "coraggio", premiando
le scelte non scontate e banali, che vanificano il nostro sforzo per una crescita fattiva della
cultura teatrale.
In questi ultimi anni molto è stato fatto dalle organizzazioni amatoriali per coordinare il
proprio lavoro, per approfondire e condividere temi comuni, per sviluppare strategie di reciproca
condivisione. Siamo assolutamente convinti che solo con il superamento dei reciproci confini, con
il dialogo aperto, con l'oblio di antiche diffidenze, si possa migliorare. Sull'esempio di enti oggi
qui presenti, che hanno voluto aggregare individualità similari, riteniamo sia giunto il momento di
- 26 -
favorire ufficialmente la nascita dì un tavolo di coordinamento per le realtà amatoriali che possa
diventare interlocutore privilegiato con l'Amministrazione Regionale.
Passo successivo dovrebbe essere quello di aprire un confronto costruttivo con il mondo
professionistico per individuare dove e come le due strade si possono incontrare. Se da sempre
gli amatoriali si sono rivolti ai professionisti con occhio attento verso la loro attività artistica
interpretata sempre come occasione di apprendimento; per attività di formazione: conduzione di
laboratori, regie; per supporti tecnico—logistici: noleggio di attrezzature, affitto di spazi teatrali;
non sempre c'è stata dall'altro polo, la curiosità di osservare la nostra attività e scoprire se ci
fossero dei punti di contatto e possibile collaborazione.
Ci riteniamo, per esempio, pronti a condividere e rimpolpare stagioni teatrali che la crisi
economica ha ridotto all'osso. Siamo consci che la nostra formazione non ci permette di
competere con le eccellenze, ma siamo sicuri di poter produrre risultati dignitosi che sommati al
costo risibile se confrontato con i prezzi ufficiali, devono promuovere perlomeno un
ragionamento a riguardo. A diffbrenza di tanto Mondó professionistico, siamo pronti ad essere
monitorati e scelti nel nostro lavoro, indirizzati anche, aiutati magari. Sia chiaro, tutto questo
non per togliere opportunità ad altri, ma per moltiplicare a costo tendente a zero le occasioni di
teatro in regione e soddisfare le giuste aspettative di quei gruppi che molto fanno per la loro
crescita artistica e che molto spesso si trovano a cogliere ì frutti del loro impegno fuori dai
confini regionali, in rassegne e concorsi che offrono il meglio del teatro amatoriale italiano e che
a volte superano in affluenza e gradimento le stagioni di teatro. professionistico.
L'ultimo punto che voglio affrontare è legato a due problemi che uniti potrebbero
trasformarsi in benefici. Da un lato il teatro amatoriale è spesso alla ricerca di spazi dove
condurre la propria attività (prove, laboratori, spettacoli), ma nell'impossibilità di pagare affitti
regolari, dall'altro molte amministrazioni si trovano ad aver ristrutturato la sala teatrale o
polifunzionale del paese, ma non hanno poi i fondi necessari alla sua conduzione, rischiando di
abbandonarla ad un inevitabile precoce deperimento. Noi ci proponiamo come custodi virtuosi di
questi spazi, per i quali riteniamo di essere il naturale destinatario, con rapporti di caso in caso
condivisi con gli amministratori, rendendoci disponibili alla loro gestione in cambio dell'utilizzo
per i nostri scopi statutari.
- 27 -
Grazie.
Claudio Mezzelani
presidente Associazione Teatrale Friulana
[email protected]
celi. 3396781721
- 28 -
Oggetto:
Allegati:
I: Associazione L'ARMONIA Trieste / nota
scheda_TEATRO_AMATORIALE_FVG.pdf
Da: L'ARMONIA
Inviato: giovedì 17 luglio 2014 18:38:57 ((UTC 1.00 h) Amsterdam, Berlino, Berna, Roma,
Stoccolma, Vienna
A: Martines Vincenzo; Paviotti Pietro; Ziberna Rodolfo; Lauri Giulio; Bianchi Elena; Ciriani Luca;
Dipiazza Roberto; Frattolin Eleonora; Gabrovec Igor; Moretti Diego; Novelli Roberto; Shaurli
Cristiano; Tondo Renzo; Violino Claudio; C.R.Quinta Commissione; Leone Anna; Dorigo Massimo
Cc: Torrenti Gianni; Ass. Cultura, Sport e Solidarietà
Oggetto: Associazione L'ARMONIA Trieste i nota
Spettabile
V Commissione Consiliare
Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia
A seguito della Vostra richiesta di una memoria scritta sulla proposta di Legge 56, Vi inviamo la
presente per chiarire la nostra posizione ed il nostro punto di vista.
1. Spiace che nonostante gli incontri con l'Assessore e le note richieste e puntualmente
presentate, il legislatore non abbia tenuto conto della "specialità" dell'Associazione L'ARMONIA
L'ARMONIA è in pratica il "teatro stabile del Dialetto triestino" per quanto riguarda le attività
messe in campo, l'organizzazione, la produzione di spettacoli (modalità assente dalla FITA
UILT), l'ospitalità. Tutto ciò fa de L'ARMONIA un "caso" unico in Italia che la Regione dovrebbe
continuare a riconoscere e promuovere anziché confondere tra !e altre attività teatrali amatoriali
della Regione.
2. L'ARMONIA è l'Associazione dí Compagnie più antica tra quelle riconosciute dalla Regione per
il Teatro amatoriale, produce nell'anno il maggior numero di spettacoli, presenta un bilancio di
gran lunga superiore a quello delle altre realtà e a fronte di questo incassa contributi dalla
Regione molto inferiori.
3. La bozza di Legge prevede il potenziamento della segreteria della FITA UILT per consentirle
di far fronte agli impegni che le deriveranno dall'essere rappresentante unico del Teatro
amatoriale in Regione, non tenendo conto che L'ARMONIA è l'unica delle tre Associazioni
regionali (L'ARMONIA, ATF, FITA-UILT) ad avere una sede propria e dal 1994 un dipendente con
contratto a tempo indeterminato.
4 Una riflessione: Siamo preoccupati fin d'ora per il rapporto, a tutt'oggi cordiale e collaborativo
tra L'ARMONIA, l'ATF e la FITA-UILT che potrebbe essere incrinato dai possibile seme della
discordia che la Legge 56 potrebbe rappresentare.
- 29 -
5. La conclusione Se l'intendimento della Regione di affidarsi all'unico interlocutore FITA-U1L T
non dovesse mutare, accetteremo l'idea di associarci alla FITA-UILT consapevoli però che la
maggior "specialità" del nostro territorio rischi così di rimanere nell'ombra.
- T, che
Si aitectaAap'aeritelci ztataclefie attività:del 2013_, 1'e,c12tto cordATF e fa.FITA4-1M
abbiamo gin inviato a fine aprile all'Assessorato.
AugurandoVi le gandiane "amorevole capacità, chiara intuizione e assoluta tolleranza" indicate da
Gianni Torrenti nella Newsletter Cultura, Vi auguriamo buon lavoro e Vi inviamo un cordiale
saluto
Giuliano Zannier
Presidente de L'ARMONIA
L'ARMONIA - Associazione tra le Compagnie Teatrali Triestine via Baiamonti, 12
34145 TRIESTE
Tel. 040.660428
celi. presidente 347.2592820
celi. segreteria 347.9750848
Fax 040.3482897
i nfo©teatroarmonia .it
www teatroa rmo n ia.it
Ai sensi de! D.Lgs.196/2003 si precisa che le informazioni contenute in questo messaggio sono
riservate ed a uso esclusivo del destinatario. Qualora il messaggio in parola Le fosse pervenuto
per errore, La invitiamo ad eliminarlo senza copiarlo e a non inoltrarlo a terzi, dandocene
gentilmente comunicazione.
Grazie.
Pursuant to Legislative Decree No. 196/2003, you are hereby informed that this message contains
confidential information intended only for the use of the addressee. 1f you are not the addressee,
and have received this message by mistake, please delete it and irnmediately notify us.
You may not copy or disseminate this message to anyone.
Thank you.
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formativi dell'AccademiaNicoPepe
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Spettacolo in lingua italiana
TRIESTE ESTATE-comunedi
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ProgettoMONS. SANTIN:
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strada dell'Amore I Onlus(spettacolo
in linguaitaliana)
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viale Trento, 3
33170 PORDENONE
C.E. 91075610930
MEMORIA PER LA QUINTA COMMISSIONE DEL CONSIGLIO REGIONALE
L'Associazione Regionale FITA-UILT del Friuli Venezia Giulia, nasce nel 2009 su stimolo
dell'Assessore Regionale Molinaro per rappresentare tutte le compagnie teatrali amatoriali
della regione, legalmente costituite e affiliate a Federazioni Nazionali. In quel momento,
come tutt'ora, le Federazioni Nazionali rappresentate in Friuli Venezia Giulia sono la FITA
e la UILT_ Ecco il perché del nome della ragione sociale. Fin dal primo anno (inizio attività
ad agosto) hanno aderito 72 compagnie, per stabilizzarsi sulle attuali 80. Le compagnie
affiliate coprono il territori di tutte e quattro le provincie della Regione, senza limiti di
linguaggio espressivo: dall'italiano alle lingue minoritarie, e ai dialetti di varia origine.
OGGETTO SOCIALE
Si caratterizza nel promuovere l'arte teatrale in ogni sua forma,
linguaggio ed espressione, facendone una attività di utilità sociale, morale e culturale,
attraverso la promozione della cultura teatrale in ogni forma e con ogni mezzo consentito.
Consente la gestione di ogni forma di attività culturale, didattica e ricreativa legata al
teatro, ed in particolare a quello amatoriale. Mantiene e cerca di estendere i contatti fra
gruppi e associazioni con analoghe finalità, o comunque attinenti a quelle per cui
l'Associazione è sorta. Favorisce l'allestimento di spettacoli teatrali munendosi dei mezzi
necessari e delle previste autorizzazioni, nel rispetto delle norme vigenti. Promuove la
pratica teatrale con l'organizzazione di corsi e lezioni, anche nell'ambito scolastico, e nelle
varie specializzazioni. Promuove la ricerca e la divulgazione della cultura teatrale, anche
mediante l'organizzazione di convegni, manifestazioni, concorsi sia a carattere locale o
regionale, che nazionale ed internazionale. Per l'attuazione dei propri scopi sociali,
l'Associazione potrà avvalersi e/o collaborare con artisti, mimi, attori, musicisti, danzatori,
coreografi, cantanti, scenografi, registi, conferenzieri, consulenti ed esperti provenienti
anche dal mondo professionistico.
SPECIFICITA'
L'Associazione organizza in collaborazione con le compagnie affiliate
rassegne di spettacoli in lingua italiana e in tutte le parlate locali, e cura corsi di
avviamento e specializzazione al teatro. Non vengono distribuiti contributi alle compagnie
per le loro attività, ma vengono incentivate le iniziative che hanno ricadute sul territorio,
partecipando alle spese pro quota,
L'Associazione riunisce compagnie teatrali amatoriali di tutte le provincie, senza
distinzione di linguaggio o repertorio, purché legalmente costituite e affiliate a Federazioni
Nazionali.
Per l'organizzazione non si avvale di personale dipendente o a compenso, ma solo con
l'ausilio di volontariato. Le sedi sociali ed operative sono presso le residenze del
presidente e del segretario, in modo da non dover avere spese di affitto locali. Per questo
le spese di gestione sono solo 111 % del bilancio, riservando tutto il resto alla
promozione del teatro.
PROVINCE DI PROVENIENZA DEGLI ENTI ASSOCIATI IN %
Provincia di Pordenone 28 %
Provincia di Udine
42,7 %
- 38 -
Provincia di Gorizia
Provincia di Trieste
8,5
20,8 %
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Disponibilità finanziarie permettendo, si intende estendere il numero dei luoghi nei quali
proporre le rappresentazioni, in speciale modo nei centri minori e zone disagiate, ove non
arriva lo spettacolo professionistico. Si vorrebbe poter intervenire maggiormente nelle
zone pedemontane e montane, nelle quali allo stato attuale l'attività teatrale è molto poco
attuata, anche se questo richiederebbe maggiori investimenti finanziari e operativi,
mancando in loco compagnie attive che fungono da partner nei progetti. Potenziare le
attività dei corsi di avviamento e specializzazione al fine di migliorare la qualità delle opere
proposte.
II riconoscimento come Associazione di interesse Regionale, e riferimento per il settore del
teatro amatoriale, permetterebbe una attività continuativa fin dai primi giorni dell'anno,
mettendola alla pari con le consorelle che si dedicano alle attività dei Cori, delle Bande e
dei Gruppi Folkloristici, tutti settori pregnanti dello spettacolo dal vivo, molto attivi nella
nostra Regione.
Si esprime pertanto il proprio pieno assenso al Disegno di Legge presentato dalla Giunta
Regionale, confidando che le possibilità di Bilancio possano riportare la contribuzione a
quelli che sono gli effettivi fabbisogni, magari incrementandoli con delle dotazioni
specifiche per la lingua friulana e i dialetti minoritari che in questa stesura non hanno
potuto trovare copertura.
In fede
Il presidente
-Aldo Presot-
INDIRIZZO SEDE:
N. TEL/FAX
Brugnera
Chions
0434-624764
0434-648255
via San Michele, 45 (sede legale)
via Marconì, 24 (sede operativa)
Brugnera
Chions
INDIRIZZO E.MAIL
[email protected]
POSTA CERTIFICATA: [email protected]
N. CELL.
PRESIDENTE
Aldo Presot
- 39 -
333.4728448
Civica Accademia d'Arte drammatica "Nico Pepe"
Oggetto:
I: nota sintetica relativa alla audizione svoltasi ieri
Da: Civica Accademia d'Arte Drammatica Nico Pepe
Inviato: giovedì 17 luglio 2014 11:38:13 ((UTC + 1.00 h) Amsterdam, Berlino, Berna, Roma, Stoccolma, Vienna
A: Leone Anna; C.R.Quinta Commissione
Cc: Martines Vincenzo; Dorigo Massimo
Oggetto: nota sintetica relativa alla audizione svoltasi ieri
Egregio dott. Vincenzo Martines
Presidente V Commissione consiliare del Friuli Venezia Giulia
Mi pregio allegare nota sintetica relativa alla audizione svoltasi ieri, ringraziando ancora per l'invito e la
possibilità offerta di presentare le nostre indicazioni.
Siamo disponibili a partecipare a ulteriori elaborazioni o collaborazioni per implementare un disegno di
legge che è importantissimo per il settore culturale.
Cordiali saluti
dott.ssa Diana Barillari
Perché siamo e vogliamo diventare sempre più speciali, un terna che è dí grande attualità per la nostra
regione in questa fase di cambiamento. Una specialità da intendersi come sistema nella fattispecie quello
dello spettacolo dal vivo, dove la Civica Accademia d'Arte Drammatica "Nico Pepe" è pronta a fare
la propria parte.
La cultura potrebbe dare un. importante contributo al cruciale tema della specialità.
Premesso che siamo alla vigilia di una "rivoluzione" per quanto riguarda la legislazione sullo spettacolo dal
vivo a livello nazionale e ambiti e normative sono ancora in via di definizione, riteniamo che sia possibile
apportare il contributo del sistema regionale, dove la filiera - produzione. distribuzione, formazione - è già
operante. Possiamo e dobbiamo far valere il nostro valore aggiunto, intendo come sistema, nell'ambito del
quale la Nico Pepe può contribuire mettendo in campo le proprie competenze.
Dobbiamo pensare "glocal", coltivare le nostre radici profondamente infisse nel territorio e nella
sua pluralità linguistica e al contempo proiettarci verso l'orizzonte dell'Europa e del inondo: globali e locali.
proprio per non perdere l'identità.
Ai futuri attori alla Nico Pepe già da anni sì insegna a parlare friulano, italiano, inglese, francese. tedesco
oltre ai tanti dialetti nazionali.
i punti cardinali di questa progetto sono:
internazionalizzazione,
innovazione,
- 40 -
alta formazione
-Internazionalizzazione: rapporti in particolare con il mondo del teatro dell'Est Europa dove la pedagogia
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una dimensione europea e oltre per l'attore di domani
-Alta formazione: per cambiare il sistema i livelli di competenza e formazione devono crescere e evolversi.
stare al passo dei tempi, l'orizzonte quindi non è più solo quello nazionale, e come regione geograficamente
periferica per l'Italia siamo invece al centro in una mappa europea: occasione da cogliere per porre le basi di
una formazione per il nuovo attore europeo;
-Innovazione: attraverso il confronto e il continuo aggiornamento e monitoraggio delle nuove tecniche
espressive e proposte è necessario operare sempre in maniera incisiva come contesto territoriale attuando
una sinergia con gli operatori dello spettacolo esistente in particolare i settori della produzione e della
distribuzione.
Ci permettiamo si segnalare la necessità di arricchire la proposta di legge con inserimento di normative
volte a favorire il ricambio generazionale, incentivando ffirme di aiuto per compagnie e artisti giovani e
innovativi, offrendo loro la possibilità di mettersi alla provi e farsi vedere, una vera e propria "start upg
dello spettacolo.
Cordiali saluti
Civica Accademia d'Arte Drammatica Nico Pepe di Udine
2
- 41 -
Fondazione "Luigi Bon"
Alla cortese attenzione
del Presidente
della V Commissione permanente
Dott. Vincenzo Martines
OGGETTO: suggerimenti in merito al Disegno di legge n.56
COMMENTI GENERALI
Una legge quadro dovrebbe avere dei contenuti importanti che si distinguano in maniera netta dal
passato, in questo caso invece stiamo parlando di un riordino generale in cui si distingue una chiarezza
di suddivisione di settori ma a cui poi non si da dei chiari criteri.
Questa legge tutela eccessivamente i grandi teatri (Teatro Verdi di Trieste in primis), e tutti quei teatri
che hanno un finanziamento FUS, dando così una fotografia della nostra regione poco rispondente alle
vivacità culturale della stessa, vero motore di nuova economia per la nostra regione.
Si parla di un ente (I'ERT) che diventa ente di circuitazione di prosa musica e danza anticipando così le
scelte ministeriali che però non sono ancora legge. Ci permettiamo di consigliare di attendere la
legge nazionale onde evitare spiacevoli sovrapposizioni e errate valutazione delle disposizioni
ministeriali non ancora definitive. Comunque accentrare settori così diversi può essere un rischio
qualitativo su cui conviene riflettere attentamente.
La legge così scritta non tutela soprattutto tutti quelli che non sono grandi teatri (ovvero quasi tutti)
...non sono riconosciuti o indicati criteri (attenzione non parliamo di regolamenti ma di criteri che
sono il vero banco di prova di una politica sana) per essere ammessi a finanziamento ...non c'è una
riconosciuta una storicità di finanziamento regionale (6 anni ad esempio) non un criterio tipo proprietà
dello stabile o un minimo di uno/due assunti a tempo indeterminato (ricordiamo l'importanza di
tutelare i posti di lavoro)
Pare quindi evidente una eccessiva discrezionalità da parte del potere politico a decidere chi verrà
finanziato senza preoccuparsi di trovare dei criteri quanto più possibili oggettivi che non portino gli
enti che da anni sostengono l'attività culturale della regione, a dover temere ogni cambio di legislatura.
Non è chiaro, inoltre, cosa sarà demandato culturalmente ai comuni o agli enti che andranno a
sostituire le province.
ANALISI NEL DETTAGLIO
Art 5 L'osservatorio regionale. La regione sceglie chi finanzia e si autogiudica, è già ridondante . Gli
uffici regionali hanno già tutti i dati per costruire un analisi chiara del panorama regionale. Inutile
creare nuove fonti di spesa. Se poi l'attività di questo osservatorio non è già avviata, non è realistico
pensare che le sue risultanze possano dare spunti come descritto all'art.4
Art 7 punto 2 a) Vengono riconosciuti solo i Teatri finanziati da Fus ma mancano le associazioni e i
concorsi speriamo solo per una dimenticanza.
Fondazione Luigi Bon
via Patrioti, 29 - 33010 Colugna di Tavagnacco (UD)
T 0432 543049 - F 0432 410706
www.fondazionebon.com [email protected]
P. IVA 01614080305 - C.F. 80002530303
- 42 -
Fondazione "Luigi Bon"
Pagina
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Alt 7 punto 2 b) e c) quali sono i criteri decisionali? La storicità, i dipendenti, la sede di proprietà .....
Ribadiamo che i criteri non devono essere in un regolamento (documento che spiega 1' operatività) ma
devono essere descritti in modo chiaro nella legge.
Art 7 punto 3 e 4 si consiglia di attendere le disposizioni ministeriali.
Art 12 un articolo che potrebbe essere contestato come aiuto di stato. E poi perché fare un caso delle
produzioni del Verdi? Eccezione discriminatoria e irrispettosa delle altre realtà.
Cap VI
1) Si nota la totale assenza dell 'ATF.
2) Non riconosce gli unici due cori di rilevanza internazionale che abbiamo ovvero il Coro del FVG e il
Coro di Ruda e li inserisce nell' Usci che ha altre finalità.
Cap VIII art 26
Le residenze multidisciplinari : non si chiarisce il contenuto e le finalità e se questa qualifica diventa
un aggiunta per un teatro già finanziato o se invece devono essere dei nuovi enti. Il "riequilibrio
territoriale", queste due parole non dovrebbero esserci essendo previsto un ente di distribuzione
regionale.
Cap IX distretti culturali
Non è assolutamente chiaro il contesto, anche in questo caso si consiglia di attendere le nuove
disposizioni in sostituzione delle province per capire se ci può essere un affiancamento oppure se i
distretti sono "altro" da questo.
Titolo IV
Art 29 n.2 Un "utile ragionevole" senza una percentuale numerica definita può essere senz'altro
impugnato da chiunque.
Art 31 punto I questo articolo così importante dato che parla degli aiuti di stato deve essere
maggiormente dettagliato (gli anticipi per gli enti sostenuti dal FUS non rientrano ad esempio negli
aiuti che creano concorrenza sleale?)
Grati per la disponibilità dimostrataci e certi che i nostri semplici suggerimenti troveranno riscontro
nelle Vostre decisioni cogliamo l'occasione per porgere i più cortesi saluti.
Tavagnacco, 15 luglio 2014
Fondazione Luigi Bon
Il Direttore Claudio Mansutti
- 43 -
Promemoria dell'Associazione "Grado Teatro" in merito ai progetti di legge nn. 56 e 8 in materia di
L'Associazione "Grado Teatro" beneficiava del contributo regionale essendo allora in "tabella
regionale" per la cultura, mentre successivamente è stata finanziata con regolare legge finanziaria
regionale (ultimo contributo di C 10.000,00 per l'anno 2012 regolarmente rendicontato). Purtroppo si è
vista privata del contributo con la legge finanziaria del 2013 per mancanza di 5 punti valutativi.
Non si è inteso partecipare ai bandi regionali per il 2014, tranne che offrendo il partenariato alla
FITA-UILT, essendone soci.
In vista della discussione dei progetti di legge regionali per la cultura, fa presente alla Commissione
regionale che "Grado Teatro" svolge da 50 anni un'attività amatoriale unica in regione, valorizzando la
storia, le tradizioni ed il dialetto di Grado, anche attraverso le poesie di Biagio Marin, con la rassegna
"Teatro in Piazza" nel centro storico di Grado, quindi pure con una valenza turistica e partecipando dal
1970 alle stagioni teatrali del Comune di Grado in collaborazione con l'E.R.T. del quale il Comune è socio
fondatore.
Non sono mancate, anche grazie al contributo della Regione, le frequenti trasferte in Istria,
Quarnero e Dalmazia presso le Comunità Italiane colà residenti.
Sperando di tenerne conto, con stima e fiducia
Associazione "Grado Teatro"
Il Direttore Artistico
(Tullio Svettini)/1
7:2"
'27
Associazione «GRADO TEATRO»
Via Marconi, 11
34073 GRAVO (Gorizia)
Cod. FIsc. 90005250312
Grado, 15 luglio 2014
Part. IVA M440180313
Svettini Tullio
34073 GRADO (GO)
Vie Martiri della Libertà, 51
Tel. 0431.81323 - 333.7634721
E-mail: [email protected]
- 44 -
http: 'post-d.3 . nosta i bero. i tleptps Ma i I ipre n.iew" I
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V Commissione consiliare audizione in merito ai progetti di legge allegati in materia di
cultura, Trieste
luglio 2014
ISTITUTO MUSICALE GUIDO ALBERTO FANO
Spilimbergo
A mezzo cons. reg. Zecchinon
Egregio Assessore
visto il Disegno di Legge n H "Norme regionali in materia di attività culturali" e considerato II
progetto dei corsi internazionali di perfezionamento musicale per il quale te scrivo, non trovo
rispondenza in nessuno dei TrroLr dei disegno di legge, se non negli articoli Art. IO
- (Finanziamento a progetti regionali di rilevanza internazionale, nazionale e regionale) e Art. Il (InCeiltiVi annuali per progetti regionali) dello Spettacolo dal vivo (TITOLO rro che dovrebbero
comprendere oltre a rappresentazioni teatrali, musicali e di danza anche percorsi di alta formazione
professionale rivolta in particolare ai giovani.
Neppure il Capo Vi (teatro amatoriale, folclore, cori e bande) può racchiudere questo progetto.
In relazione al Capo 'VI, l'Istituto Fano pur essendo un Istituto musicate, con la realizzazione dei
corsi internazionali di perfezionamento musicale nulla ha a che spartire con PANBIlviA proprio per
l'altissimo profilo professionale che oggettivamente L corsi hanno e dimostrano avere sempre
qualitativamente e notoriamente in crescita da sedici armi.
Quest'anno sarà ospite per rn.astorclass e conferenze il maestro OMER MEIR WELLBER per fare
solo un esempio di ciò a cui mi sto riferendo.
Nessuna velleità quindi di essere quel che non :si può raggiungere ed essere, ma nemmeno nessuna
filosofia del "facciamo ciò che si può" del mondo amatoriale o folcloristico come giustamente
dovrebbe salvaguardare l'ANBIMA.
Ecco questo è il punto: chi riesce a creare tanto per la società civile del territorio dove opera, i
giovani e il loro futuro, nei numeri e nei sostanziosi oggettivi profili artistici e didattici spesso valemmo di chi con un bel contentino da professionista si accredita come mentore della cultura,
ricevendo tanti compensi e finanziamenti, dati a priori guardando e valutando soltanto carte.
Basterebbe visitare i corsi fin programma dal 28 luglio al 3 agosto p.v.)
per rendersi conto dì ciò di etti sto parlando, come hanno fatto l'ex consigliere Piero Colossi e l'ex
assessore Elio De Anna,
il fatuo che il progetto nasca da. un Istituto musicale non significa che quesiti sia amatoriale (come
sono quelli dell'Ambimal) e ciò non deve alimentare il pregiudizio sul suo operato, sulla qualità del
progetto e sulla sua realizzazione.
Pertanto la invito a trovare uno spazio di considerazione finanziaria nel disegno di legge per questo
progetto e per quelli che come questo verrebbero istintivamente relegati in un ambito che non gli
appartiene per qualità, capacità, crescita e sviluppo esponenziale come è stato fatto giustamente per
il concorso internazionale città di Porcia per strumenti ad ottone inserito in finanziaria.
Resto In attesa di un suo riscontro. Cordiali saluti
II presidente
dott.ssa Giulia Battistella
- 45 1 di 1
16/07/2014 I I :25
i/ POLIFONICO IN CIFRE
Fondato nel 1945 svolge attività concertistica ininterrotta da 70 anni. Ha cantato in
tutto il mondo: Argentina, Brasile, Stati Uniti, Canada, Filippine, Cina, Mongolia,
Corea e in tutta Europa (Portogallo, Spagna, Francia, Belgio, Irlanda, Germania,
Norvegia, Finlandia, Estonia, Lettonia, Lituania, Russia, Slovenia, Austria, Croazia,
Serbia, Bulgaria, Ungheria, Grecia, Svizzera).
In 70 anni ha tenuto più di 3.000 concerti con programmi diversi: folclore, polifonia
sacra e profana di tutte le epoche specializzandosi negli ultimi anni nel periodo
Romantico e nella musica contemporanea.
Ha vinto numerosissimi primi premi ai più importanti concorsi corali regionali,
nazionali e internazionali: il primo a Udine nel 1946, l'ultimo a Derry (Irlanda) nel
2013. Primi premi a: Gorizia, Arezzo, Vittorio Veneto, Ravenna, Roma, Orvieto,
Tallin, Vienna e Linz. Alle Olimpiadi corali di Graz (2008) e Shaoxing (2010) il coro ha
vinto tre allori olimpici, risultato mai raggiunto da nessun coro italiano.
Negli anni non sono mancate le collaborazioni con diverse orchestre per la
predisposizione di particolari concerti sinfonico-corali. Tra queste l'Orchestra
filarmonica di Udine, l'Orchestra del Friuli Venezia Giulia, I virtuosi italiani e I
virtuosi di Aquileia. Concerti si sono tenuti in Italia e all'estero.
Intensa è stata anche la sperimentazione di nuovi linguaggi con la collaborazione
con altri diversi artisti. Si ricorda, in particolare, il ciclo di concerti jazz con Claus
Ghesing, Glauco Venier e Norma Winstone e, recentemente, la collaborazione con
Remo Anzovino con il quale è stata incisa la Suite for Vajont-9 ottobre 1963 divenuta
`simbolo' della tragedia e brano ufficiale delle manifestazioni del ricordo.
Ha un archivio storico di particolare rilevanza (oltre 5.000 titoli) oggetto negli ultimi
anni dei lasciti delle famiglie Tomasin, Pinat, Famea e Delbianco. E' intenzione del
Polifonico mettere on line questo patrimonio in modo che sia fruibile sia da studiosi
sia da cori che intendono ampliare il proprio repertorio. Inoltre ci siamo attrezzati
per favorire le ricerche storiche sulla musica corale in Fvg con una stanza dedicata
per la consultazione.
I coristi provengono da tutta la regione, dopo la fase del coinvolgimento del paese di
Ruda. Alcuni anche da fuori regione perché desiderosi di svolgere una attività di
qualità con un repertorio raffinato e di particolare impatto. Negli anni ha 'generato'
diversi posti di lavoro, uno dei quali stabili.
In fede
- 46 -
il POLIFONICO - ATTIVITA' EDITORIALE
Negli anni Settanta il Polifonico ha intrapreso una attività di collaborazione con
l'Archivio diocesano di Udine. L'accordo venne 'approvato' dal Consiglio regionale
che finanziò il progetto. Di che si trattava? Di recuperare in archivio partiture di
autori attivi in Friuli Venezia Giulia e, in particolare, nella cappella civica del duomo
di Udine, dei secoli XVI in su. Sono stati individuati diversi autori dei quali si sono
recuperate le musiche, pubblicate, eseguite e registrate.
In particolare: 'Messa da Requiem' di Bartolomeo Cordans
`Messa solenne' di Alberto Mazzucato
`Tre messe brevi' di Giovanni Battista Tomadini
`Magnificat' di Giovanni Battista Tomadini
`Miserere a due cori' di Giovanni Battista Tomadini
`Brani per strumenti a tastiera' di Giovanni Battista Tomadini
`Tre messe brevi' dei fratelli Rampini
***
Contestualmente sono state commissionate oepre a compositori contemporanei per
rinnovare il repertorio e aiutare il cori del Friuli Venezia Giulia ad attingere anche
ad un repertorio contemporaneo di non facile accesso:
In particolare: Stabat Mater' di Daniele Zanettovich
`Te Deum' di Orlando Dipiazza
`Le sette trombe dell'Apocalisse' di Marco Sofianopulo
`Padre nostro' di Gianna Visintin
`Come un nastro di porpora' di Ivo Petric
`Light' di Matteo Andri
`Caruso' di Valter Sivilotti
`Tu nell'universo' di Valter Sivilotti
`Pagina bianca' di Valter Sivilotti
In fede
- 47 -
Onici n i e tradizi O 2
POLIFONICO
i r q anade
1i Ve rtezi(LGiu
Nel 2002 il Polifonico ha intrapreso una attività di schedatura, catalogazione e
sistemazione storica di tutti gli organi della Regione in collaborazione con la
Soprintendenza che in parte fornisce foto e altro materiale d'archivio. Perché?
Ci eravamo accorti, nella nostra attività concertistica, che nemmeno gli organisti
nostri collaboratori spesso conoscevano le caratteristiche foniche degli strumenti
che poi avrebbero suonato. Spesso, poi, questi strumenti - quasi sempre restaurati
con soldi della regione - rimanevano 'muti' per decenni vanificando il lavoro di
restauro. Allora, in collaborazione con un comitato scientifico costituito ad hoc e
formato da insigni studiosi e professionisti della materia, abbiamo intrapreso
questa scommessa.
Abbiamo deciso di suddividere le pubblicazioni per diocesi (quindi con uno
sconfinamento anche nel vicino Veneto) e abbiamo cominciato. A tutt'oggi sono
stati pubblicati i volumi relativi alla diocesi di Trieste (don Giuseppe Radole),
all'arcidiocesi di Gorizia (Lorenzo Nassimbeni) e il primo dei tre volumi nei quali è
stata suddivisa l'arcidiocesi di Udine (ne sono previsti tre) e relativo agli organi della
Carnia e Canal del Ferro. All'appello mancano i volumi relativi alla diocesi di
Concordia-Pordenone (2015) e i due relativi all'arcidiocesi di Udine. Il tutto sarà poi
completato da un volume relativo all'iconografia degli organi e da un catalogo dei
principali organari attivi in Friuli Venezia Giulia dal Cinquecento.
Va precisato che questo lavoro è unico in Italia. Cioè non esiste altra regione d'Italia
dove si stia procedendo a questo lavoro di catalogazione e riorganizzazione. Il
plauso per questo lavoro è arrivato da diverse associazioni internazionali di studiosi
dello strumento e da diversi organisti attivi in Italia ed in Europa. Per loro infatti i
volumi sono praticamente degli strumenti di lavoro.
In fede
- 48 -
il POLIFONICO - I NOSTRI PROGETTI MUSICALI
Negli anni sono stati diversi i progetti musicali organizzati dal Polifonico e che di volta in
volta hanno coinvolto e interessato altri cori della regione o di fuori regione, complessi di
musica classica, trii, duetti, organisti o artisti di provenienza estera. Eccone in sintesi le
caratteristiche
Concerti aperitivo: Organizzati a Ruda in sala Giovanni Quargnal i Concerti aperitivo per
dieci anni hanno caratterizzato le domeniche mattina di tantissimi appassionati di musica
del nostro paese ma poi anche di tutto il Basso Friuli. Si sono esibiti cori, complessi di
musica rock, musicisti italiani e stranieri. Sempre sostenuti anche dal comune di Ruda i
Concerti aperitivo sono diventati un punto di riferimento anche per sponsor locali.
Quaresima in Musica: E' il progetto firmato in collaborazione con la Fondazione cassa di
Risparmio di Gorizia. Da diversi lustri vengono organizzati concerti in provincia di Gorizia,
proprio neI periodo pasquale, nei quali proporre musiche intonate al particolare momento
liturgico. Anche in questi concerti sono sempre stati coinvolti altri cori del Friuli Venezia
Giulia e musicisti regionali.
Sacre meditazioni: Progetto nato 20 anni fa è sempre stato sostenuto dalla Fondazione Cassa
di risparmio di Udine e Pordenone. Naturalmente di volta in volta si sono uniti sponsor
privati, quest'anno Eurotech. Il progetot mira a proporre concerti di musica sacra, ma non
solo, nelle località turistiche del Friuli Venezia Giulia. Uno degli obiettivi dle progetto è
offrire ai turisti opportunità artistiche per meglio completare la loro permanenza nella
nostra regione.
Note d'estate: Si tratta di un ciclo concertistico proposto sempre d'estate, all'aperto,
solitamente nelle ville della Bassa friulana. Anche questo progetto, oltre a quello regionale,
si avvale delle collaborazioni di aziende vitivinicole e altri sostenitori privati. Anche a Note
d'estate partecipano gruppi di musicisti di fama nazionale. Da alcuni anni intervengono in
qualità di solisti i cantanti del coro lirico Giuseppe Verdi di Trieste.
Cororgano: E' il progetto storico del Coro Polifonico di Ruda, partito oltre 30 anni fa, e
sempre sostenuto, fra gli altri, dalla Provincia di Udine. L'obiettivo è di sfruttare l'enorme
patrimonio organistico presente in Fvg (da questo punto di vista è una delle regioni più
ricche d'Italia) e di proporre al pubblico programmi musicali conseguenti. A questo
progetto, negli anni, hanno partecipato una decina di organisti (alcuni provenienti
dall'Olanda e dalla Germania), circa venti cori italiani e stranieri, complessi locali oltre al
Polifonico. Sono stati proposti tantissimi programmi musicali in prima assoluta.
CantaNatale: Da oltre venti anni il Polifonico organizza concerti nel periodo natalizio da1118 dicembre al 6 gennaio - con l'intento di valorizzare il lavoro di altri musicisti e
complessi corali. Tutta la regione è stata coinvolta anche se sì è sempre privilegiato i piccoli
centri rispetto alle grandi città.
In fede
- 49 -
il POLIFONICO - I DATI ECONOMICI
Riteniamo, infine, che non siano da disprezzare i dati economici del Polifonico, sia
quelli diretti e relativi all'attività, sia quelli, diciamo così, indiretti, relativi al
`ritorno' per la regione Friuli Venezia Giulia.
Il contributo regionale - fondamentale per la programmazione dell'attività
dell'anno e del triennio successivi - rappresenta circa un-terzo del bilancio della
nostra associazione. Questo significa che il coro, con la certezza del contributo
regionale, è in grado di implementare le risorse che via via gli vengono assegnate
grazie al coinvolgimento di sponsor o sostenitori privati che investono sul coro e
sulla sua qualità.
In questi anni il coro ha sviluppato una forma organizzativa di lavoro
sufficientemente stabile: in sostanza possiamo dire di aver generato un posto di
lavoro fisso e a tempo indeterminato; cinque posti di lavoro a tempo determinato
(relativamente ai singoli progetti culturali che via via vengono proposti) e altri
lavori part-time relativamente ai collaboratori che partecipano all'attività del nostro
gruppo.
Interessanti ci paiono anche i dati economici di ritorno per la Regione. In altre
parole il Coro versa l'Iva trimestralmente. Circa diecimila € quindi ritornano,
annualmente, nelle 'tasche' della Regione.
In fede
- 50 -
i/ POLIFONICO
- COSA CHIEDIAMO
i.. - Di rimanere a bilancio regionale. In altre parole ci aspettiamo che la Regione
trovi un sistema adeguato (albo delle eccellenze?) per garantire già a
dicembre (cioè nella Finanziaria) la nostra associazione e permetterle lo
svolgimento dell'attività. In questo senso il Coro Polifonico di Ruda potrebbe
essere esplicitamente riconosciuto di `rilevanza regionale' e quindi comparire
nel comma 2 dell'art. 24 del Disegno di legge 56.
2. - Riteniamo di non poter essere 'confusi' con il resto della coralità (attività
ricreativa, importante, ma ricreativa). Vogliamo sperare che la Regione sappia
e voglia individuare e 'sostenere' chi ha puntato in questi decenni sulla qualità
3. - L'Usci (associazione di seconda categoria cui fanno riferimento le
associazioni provinciali e non i singoli cori) non può essere nostro
interlocutore. Già in passato si era tentata questa strada che poi la regione
dovette abbandonare.
In fede
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257 Cenestra Male Choir
257 Thùringer Mannerchor "Ars Musica" e.V.
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Hubertus Weimer
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----
del filali venezia gialla
-
Nota DDL 56
a seguito di audizione in data 16.07.2014
La proposta di legge in oggetto espone sostanzialmente delle linee guida per la gestione del
"sistema Cultura" della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia.
Si auspicherebbe che fossero già illustrati nel dettaglio i regolamenti che ne consentiranno la
messa in opera in quanto questi si palesano come essenziali per il funzionamento della stessa.
In particolare andrebbero esplicati i seguenti punti:
Individuazione e definizione dei beneficiari
Criteri di valutazione di progetti o attività e della loro realizzazione.
Composizione e funzionamento dell'Osservatorio regionale della Cultura.
- Composizione della Commissione valutativa di cui all'Art. 9, comma 2.
- Tempistica di presentazione delle domande di finanziamento e di conseguente erogazione dei
contributi. Allo stato attuale si segnalano situazioni di estrema criticità con saldi dei contributi che
giungono oltre un anno dopo la realizzazione dell'evento per cui sono stati destinati.
Si evidenzia e concorda con Titolo I articolo 2, comma 2 "la partecipazione dei cittadini, singola e in
forma associata, è considerata elemento fondamentale del processo complessivo di produzione
culturale, secondo i principi e le finalità della presente legge."
La presente legge tratta però troppo marginalmente il processo formativo culturale concentrandosi
sul sistema ed in particolare, per lo Spettacolo dal Vivo, su alcune strutture principali.
Si pone attenzione sulla formazione del pubblico che in gran parte promana dall'attività di
associazionismo e di amatorialità che non sembra adeguatamente considerata. Un pubblico più
colto ed attento contribuisce alla crescita della panorama culturale ed al miglioramento della
società come all'Art. 2 comma 1.
La formazione del pubblico è elemento fondante anche nel nuovo programma Creative Europe
2014-2020 dell'Unione Europea perché in assenza di rinnovamento del pubblico sarebbe a rischio
la stessa esistenza di istituzioni culturali basilari per l'identità culturale nazionale e regionale.
- 78 -
piccolo festival
del
venezia gialla
Formazione non solo il pubblico bensì di artisti cui le associazioni sopraccitate contribuiscono
essenzialmente. Anche questo tema viene toccato troppo marginalmente e quasi solo
relativamente alla formazione teatrale senza citare quella relativa alla musica, alla danza, alle arti
figurative etc.
Non parliamo di un ambito che potrebbe essere relativo all'Istruzione bensì dell'alta formazione,
cioè di quell'anello di congiunzione fra l'ambito accademico (nel caso della musica quello dei
Conservatori) e quello professionale (le Fondazioni lirico-sinfoniche e le Orchestre).
Anche la professione artistica necessita di un percorso formativo pari a quello delle altre
professioni. Al momento questa tipologia formativa non è contemplata nelle categorie relative dei
Fondo Sociale Europeo.
Eppure esistono progetti già attuati in altre regioni come Maggio Musicale Fiorentino per la
Regione Toscana, Teatro Lirico Sperimentale di Spoleto per la Regione Umbria e ATER EmiliaRomagna con la Scuola dell'Opera Italiana.
Progetto di questo tipo possono prevedere ['attivazione di corsi per tutte le professionialità che
concorrono alla realizzazione di uno spettacolo dal vivo: dal solista, al professore d'orchestra, al
maestro collaboratore , scenografi, costumisti, macchinisti e così via. Le produzioni che ne
conseguono possono contribuire grandemente all'offerta sul territorio ed alla formazione del
pubblico.
Vorremo in questo senso capire quali sono gli enti di Alta formazione citati all' Art. 3 comma 2 con
cui la Regione si prefigge di collaborare.
Una forma di realizzazione di un eventuale progetto formativo potrebbe forse trovare spazio nelle
Residenze multidisciplinari come da art. 26, ma anche di queste andrebbe meglio specificato
l'identità e il funzionamento.
A questo proposito si valuta positivamente l'Art. 12. Si ritiene però che la proposta di circuitazione
delle opere liriche debba tener maggior conto della realtà delle sale teatrali della Regione per cui
sarebbe adeguato pensare a produzioni ad hoc. in ogni caso si ritiene la quantità delle
- 79 -
piccolofestival
del friuli venezia gialla
rappresentazioni proposte in circuitazione nettamente inadeguata alla richiesta del pubblico e
paragonata a quella di altre forme di spettacolo dal vivo.
In questo senso l'idea di affidare all'ERT (art. 7, comma 4) la diffusione degli spettacoli potrebbe
essere positiva, ma non tutte le tipologie di spettacoli hanno costi simili e alcuni rimarrebbe
automaticamente tagliate fuori creando un appiattimento dell'offerta.
Per questo s'invita a tenere debitamente conto delle caratteristiche delle diverse forme di
spettacolo dal vivo e dei loro differenti costi di produzione.
Si ritiene compito di questa spettabile Amministrazione regionale garantire una equilibrata offerta
culturale fra le varie forme d'arte senza che questa sia dettata da ragioni solo economiche o di
mero riscontro di pubblico.
Gabriele Ribìs
Presidente Piccolo Festival del Friuli Venezia Giulia
[email protected]
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_Al~stival.org
- 80 -
Trieste
contemporanea
- PROPOSTI
PUNTI
ALLA RIFLESSIONE
NELL'ELABORAZIONE DEL TESTO DELLA NUOVA LEGGE SULLE ATTIVITA' CULTURALI (*)
interventi regionali in materia di attività culturali da qui a diversi anni a
venire.
La sensibilità dell'argomento è chiara a tutti.
Ringraziando per l'audizione odierna e augurando buon lavoro alla Commissione e a
Gianni Torrenti sintetizziamo alcuni punti di insieme. Mi permetterò, scusandomi in
anticipo della libertà che mi prendo, di fare un volo d'uccello generale, piuttosto
che, al solito, lamentare negligenze nel settore di competenza come oggi ho visto
fare un po' da tutti.
Prego di valutare queste mie considerazioni in piena amicizia e per quanto esse
eventualmente possano aiutare fattivamente il vostro difficile lavoro. Chi mi
conosce sa che il mio dire, a volte diretto e crudo, è a fin di bene, credendo
fermamente che si deve rendere eccellente quanto possibile, normativamente e con la
collaborazione di tutti gli attori in campo, la proposta culturale e l'identità
specialistica che il nostro territorio deve ritagliarsi competitivamente nel
complessivo sistema dell'attuale offerta culturale europea.
L'auspicio è che la nuova legge sia efficace almeno per quanti anni la LR 68/1981
lo è stata. Allora la legge fu grandemente innovativa nella visione - raggiunta
certamente con successo - dí "diffondere" la cultura nel territorio. Interventi
regionali per lo sviluppo e la diffusione delle attività culturali era un
emblematico e sintetico titolo che dava subito percezione della politica culturale
che determinava le conseguenti scelte di legge.
Senza titoli impegnativi :- ), la nuovo proposta legislativa si assume
responsabilità - come è scritto nella presentazione introduttiva - "precettiva,
programmatoria, organizzativa e innovativa". A nostro avviso non può prescindere
però da chiarire già in legge la responsabilità di indirizzo della politica
culturale che si colloca a monte di queste pur necessarie componenti tecniche e che
deve, fin d'ora a nostro avviso, guidare i successivi strumenti del Documento e
dell'Osservatorio.
Ad esempio almeno un quarto del testo sottoposto alla Commissione è un ripetersi di
disposizioni quasi identiche che rimandano ad un numero impressionante dí
regolamenti a venire. Ma quando mai li scriveremo? E come lì colmeremo
giustificatamente le possibili, al momento, lacune di legge?
Esempio: non sono presenti in legge i singoli puntuali criteri di adozione di quel
futuro regolamento specifico, che invece dovrebbero esserci in quanto
ragionevolezza richiede differenza ed equilibrato uso della parte legislativa e di
quella esecutiva (e che spiegherebbero meglio anche la prevista nuova
compartimentazione delle attività_).
In ogni modo a noi piacerebbe puntare sull'innovatività piuttosto che sulla
precettistica...
I punti più innovativi del disegno di legge sono partenariato, residenze e
distretti.
Innanzitutto, esemplifico rozzamente e me ne scuso, bisognerebbe indicare meglio la
posizione che assumerà l'ente regionale. L'importanza di queste nuove direttive, ci
sembra, è fondamentale per il futuro sviluppo dei progetti 2015-2017, previsti
triennali, quindi immediati (!) da parte degli attori culturali regionali. Mentre
il testo ora non dice nulla in merito (qui neanche che un regolamento verrà_).
Quando si parla ad esempio di distretti: cosa significa "realizza condizioni
strutturali"? la Regione intende essere partner di questi distretti o sostenerli
dall'esterno? Si obbliga a sostenerli? Auspica soltanto la loro costituzione?
Potranno essere infiniti per provincia o dovranno essere numerati e discussi con i
governi locali?... e via discorrendo...
Spero che tutti si stiano accorgendo che le direttive sulla Grande Guerra, di fatto
sprecano energie creative che vengono usate solo pour cause di finanziamento e
frenano così molta innovazione e sperimentazione in campo culturale per quattro
anni... Vogliamo fare anche una legge generale che nasce con handicap?
- 81 -
C'è inoltre una differenza sostanziale rispetto al lontano cambio di decennio 70-80
in cui quella legge 68 "pioniera" veniva scritta. Oggi la velocità delle
modificazioni nel comparto culturale - come negli altri campi del resto - è molto
diversa da allora e rapidissima. La legge ne deve tener conto,
- -
--
-
--
- • • - • •.• -
ZTTA 7'T71,
2
-
diverse attività culturali non tiene già più. Bisogna quindi rischiare sul fronte
innovatività (come si era rischiato nel 1981.).
Ma bisogna individuare in legge l'innovatività di oggi.
A questo proposito, si individua anche una bipolarità, per così dire imbarazzante,
della legge.
In una prima parte ci sono i "capi" disciplinari: un'insiemistica "fisicamente
addensativa" e come dicevamo già molto stretta. Dopo molti interventi di oggi si
potrebbe usare un termine più forte: quasi "ghettizzante".
In una seconda parte, ci sono tre "concetti astratti" a nostro avviso giustamente
plurisettoriali ma non sviluppati in termini di innovazione come sarebbe già
possibile (partenariato, residenze e distretti).
Ballerini, in mezzo ai due, quello che non si sa ora classificare né da una parte
né dall'altra: memoria storica - che forse dovrebbe andare direttamente nel capo
IV, come l'intervento illuminante di Vigini stamattina può far sperare - e il
grande insieme del teatro amatoriale, folclore, cori e bande, che la Regione
tramite la precedente impostazione di legge ha aiutato e non può ora abbandonare...
Decisamente, qui, anche sentendo il Coro di Ruda, la materia è difficile, ma non
per questo l'amatorialità deve essere trattata come "concorrente" rispetto al
teatro professionale, come ho recentemente sentito dire... Ma siamo matti?: è il
settore-vivaio per la cultura teatrale "alta", sempre che questa definizione sia
quella che la Regione vuole... Bisogna piuttosto dare normativamente degli strumenti
sostenibili...
Siamo d'accordo che la pubblicazione della responsabilità della politica culturale
debba essere affidata come missione principale al Documento, ma a nostro avviso
esso deve essere fortemente connesso al lavoro dell'Osservatorio e dettagliato in
legge
(una piccola cosa che proporrei di modificare, almeno per stile, rispetto al
mandato consultivo della Commissione da subito è "Se il parere non è espresso entro
30 giorni dalla trasmissione, si prescinde dallo stesso" sostituendo con qualcosa
del tipo; l'assessore... trasmette
per un parere "da formulare entro 30 giorni"...)
L'Osservatorio, può certamente verificare post quem l'operato regionale e gli
effettivi successi degli incentivi dati ai soggetti culturali, ma deve
assolutamente mettere in campo, a monte delle sue valutazioni, delle indicazioni di
priorità per l'osservazione/giudizio ricevute dalla legge. Ancora una volta questo
deve essere fatto per legge e non per successivo regolamento...
Tra di esse, primaria secondo noi, è la valutazione della qualità. Qualità delle
iniziative di rilievo internazionale svolte su territorio regionale e
vicendevolmente qualità delle performances degli artisti del nostro territorio
all'interno della scena internazionale, solo per citare alcuni cruciali argomenti
che devono essere disposti per legge tra i compiti di questo nuovo strumento che
non può solo riferire poi in regolamento della quantità,..
Mi stanco di dire questa cosa. La Regione deve prevedere di predisporre a questi
fini di qualità aiuti economici o strutturali o di patrimonio di relazioni che
tuttora mancano. In parole semplici, l'osservatorio di. fra 20-30 anni dovrebbe
poter contare tra i successi reali della politica culturale regionale
"storicizzabile", ad esempio, non il numericamente crescente e fumosissimo indotto
culturale della Barcolana, ma, lo dico nelle arti visive che è il mio settore come
puro esempio paradossale, se ci sono state presenze al MOMA degli artisti formati
con l'aiuto dalla Regione o_ perché non ci sono state...
In altre parole la visione strategica della risorsa culturale regionale dovrebbe
essere espressa in termini di visione di risultati che si vogliono raggiungere.
Questo a dire che, secondo noi, una politica culturale equilibrata deve
assolutamente prevedere anche aiuti alla ricerca e alla formazione - anche se
questi non si "attagliano" ai regolamenti quantitativi ai quali, leggendo i
recenti regolamenti redatti per i progetti culturali annuali, la nostra
amministrazione pare orientarsi.
- 82 -
Propongo di valutare la possibilità di inserire un quarto capo tra quelli che ho
descritto come concettuali e intersettoriali della nuova legge: "la Regione
promuove e sostiene LA FORMAZIONE E LA RICERCA nell'ambito delle attività culturali
previste dalla legge".
Formazione e ricerca, spesso in campo culturale messe in atto da piccole realtà
virtuose, sono la linfa dei nostri prossimi anni.
Il parallelo con le recenti polemiche da mondiale mancato sul vivaio assente del
calcio italiano_ è scontato e sembra persino triviale in questa sede...
Formazione e ricerca in campo artistico significano fermento e sperimentazione
affatto diversi da quanto richiesto nei settori dell'istruzione formale classica e
devono trovare spazio in questa legge "delle attività". Amici, operatori
giovanissimi e organismi di piccole dimensioni ma di grande respiro internazionale
che fortunatamente abbiamo in regione, che attuano questa sperimentazione virtuosa
e dei quali mi onoro di portare qui oggi la voce, sono preoccupati per la loro
sopravvivenza, che in questa legge non è espressa, Mi dicono di chiedere
nell'audizione il silenzio per la loro dipartita prossima_ Questo è dolorosissimo e
bisogna prevedere in una legge innovativa che non accada... Mi dicono: questa legge
tutela la crescita esponenziale di quegli attori che sono già abbondantemente
aiutati. Mi dicono rassegnati "va bene": risponde all'attuale trend di domanda di
fare grandi numeri e di mettere tutto nel pentolone "produttivo" del turismo.
Ma domani? Siamo sicuri che la domanda di fare marketing (piazzare sul mercato la
cultura_ a tutti i costi...) sia l'unica domanda di responsabilità regionale in un
progetto pluriennale? Essa imposta concettualmente la domanda futura dei suoi
cittadini? Cioè tutela l'altro aspetto: dare una prospettiva di offerta che
identifichi il possibile sviluppo culturale identitario regionale da qui a x anni?
La nostra proposta è quindi quella di affiancare ai nuovi "strumenti" distretti,
partenariati, residenze anche un quarto comparto che decida della ricerca e della
formazione per il nostro domani in maniera aperta e intersettoriale (con note
molto pratiche, ad esempio comprendendo incentivi quali borse e viaggi di studio
come era nella proposta Colonos dell'aprile 2013 - non vuoi dire che se non c'è
un'accademia territoriale, questo non debba essere previsto per i nostri artisti....
E prevedendo le acquisizioni nella futura legge sui beni culturali di opere:
elemento fondamentale, come diceva oggi anche Del Puppo, di una strategia organica
di crescita, vedi anche intervento Barillari, - che guarda con lungimiranza ad
attività"presenti" e a beni "futuri". Questo significa nei termini economici della
produttività che vengono richiesti al comparto culturale: investimento reale e
sostenibile_).
Propongo che l'intersettorialità - e la conseguente proposta di aprire il "capo"
ricerca e formazione - sia dunque nella stesura della legge un possibile
aggiustamento della rilevata contraddizione di vedere da una parte il faticoso e
anti-attuale compartimentamento disciplinare dei "Capi" e dall'altra l'apertura
intuitiva e non approfondita della multidisciplinarietà dei distretti, residenze,
partenariati. Riteniamo che l'intersettorialità, non solo nel campo culturale, sarà
il campo di prova del nostro prossimo domani.
Ma facendo regole nuove ci potremmo spingere anche più oltre nell'innovazione, ad
esempio prendendo in considerazione gli open data: assenti.
Non si prevede nulla con riferimento a questa straordinaria risorsa. L'aggregazione
dei dati relativi alle iniziative culturali deve avvenire in modo automatico per
essere disponibile a chi intenda utilizzarli per promuovere in generale il
territorio o in particolare gli eventi.
Ritornando all'intersettorialità essa è già presente implicitamente.
Qualche rapido esempio dei molti che si potrebbero fare; Audiovisivo e Multimediale
sta sia in arte che in cinema...; Divulgazione è fatta anche da organismi non nel
capo IV_ praticamente tutti_; molte rassegne e festival "ricchi" creano sempre più
spesso sezioni "Off", per spendere i soldi_ rappresentando altre discipline (e
spesso senza coinvolgere professionisti di quei campi_ questo aprirebbe un doloroso
capitolo di necessità di "controllo" sulle specificità delle professionalità?: ad
esempio perché un esperto di cinema si troverebbe autorizzato da finanziamenti
"dati al cinema" a "fare cose" nell'arte visiva? Ma è meglio neanche pensarci
perché se no dovremmo scrivere molte pagine e sappiamo che in questo caso la
- 83 -
quantità non premia :- ) Mi viene in mente che dobbiamo riflettere perché mai
premierebbe da altre parti_:- ).
"Abusano" queste rassegne dei finanziamenti "compartimentati" per "capi"? Anche qui
la legge dovrebbe spendere qualche parola.
ATTIVITA'&/VS BENI CULTURALI
Comprendiamo appieno le ragioni pragmatiche di funzionamento che spingono
l'Assessore a voler licenziare questa legge sulle attività in fretta, ma ci
permettiamo di sottoporre alcune considerazioni a riguardo.
Leggiamo che la preparazione del presente disegno di legge consapevolmente scinde
in due parti la materia culturale regionale, trattando ora solo le attività
culturali e affidando ad un tempo ulteriore da stabilirsi la trattazione di una
nuova regolamentazione regionale per i beni culturali (nei quali, speriamo, sarà
anche inclusa la soluzione alla problematica annosa sofferenza delle biblioteche).
A nostro avviso il problema che sorge non è tanto di fare una sola legge o due,
quanto quello di poter comunque esaminare in maniera integrata i vari aspetti della
materia complessivamente, stante che alcuni di essi assolutamente si sovrappongono.
Ad esempio può creare difficoltà interpretative trovare in una legge sulle
"attività" la valorizzazione e la conservazione dei beni cinematografici o la
gestione degli archivi della memoria storica, entrambi beni indiscussi del
patrimonio regionale appunto_ anche oggi Del Puppo sollevava delle proposte crosssector in ambito di "attività" di produzione di "beni" di arte contemporanea...
Secondo noi, se possibile, si dovrebbe procedere in parallelo con la promulgazione
di entrambe le nuove leggi.
In tal modo si potrebbe anche fare chiarezza sul problema tecnico degli aiuti alle
spese di funzionamento/ "gestione" degli istituti e degli organismi culturali.
Questo è un altro interessante punto da approfondire in legge, assieme a quello
degli aiuti alla "produzione". Non può infatti essere sbilanciato. Soprattutto in
un periodo di scarsezza di risorse.
Ovvero deve essere lasciata aperta a tutti i "capi" la possibilità di funzionare
(per in definitiva poter crescere: qui il punto dei tre livelli di finanziamento e
della permeabilità tra essi; l'equivoca definizione "Sono considerati progetti
proposti da organismi che svolgono attività di notevole prestigio
prevalentemente
in ambito regionale" Forse sono da dire qui i criteri_ chi decide il prestigio?
Cosa vuol dire "in ambito regionale" in termini di definizione di prestigio? Molti
altri punti... Assetto finanziario e autorizzazione della spesa complessiva:
prevedere almeno 1'1 per cento come faceva De Anna sulla spinta dei movimenti di
protesta di allora? "Blank" totale all'articolo norme finanziarie_ su tutto questo
- bilanci regionali in tempi di crisi - non capisco molto, ma credo che in linea
generale dovrebbe essere specificato in legge un orientamento di base...ecc.)
In linea generale la sproporzione dei capi è evidente. Teatro e Cinema. Cinema e
teatro. Titoli di capitoli e poco più per le altre discipline contemplate. Per di
più, come dicevamo, la griglia, in termini di contemporaneità del fare, è comunque
assolutamente stretta per molti dei capi individuati.
Comprendiamo in parte la ragione della sproporzione. La nuova legge è abrogativa di
precedenti leggi specifiche e strutturate (68/81 attività culturali, 5/2008
spettacolo dal vivo, 5/2009 mantenimento della memoria). Quindi prende da esse gli
indirizzi già consolidati.
Non me ne vogliano gli amici presenti del settore disciplinare coinvolto ma perché
non è abrogativa anche della legge 21/2006 cinema? O almeno di parti di essa di cui
l'attuale disegno di legge è una fotocopia? E' una dimenticanza nella marea di
abrogazioni listate-all'art. 33? D, piuttosto, perché non sí scioglie il problema
di chi per i contributi del Film Fund/Film Commission è competente (cultura o
attività produttive) prima di arrivare alla nuova legge',
E, di nuovo, in attesa di promulgare la legge sui beni culturali perché molte cose
stanno in questa legge? Poi verranno tolte e spostate dall'altra parte?
DOCUMENTO - OSSERVATORIO
Le proposte a riguardo sono molto diverse nei disegni di legge Torrenti e De Anna.
Sia per il Documento che per l'Osservatorio. Per il primo, la proposta De Anna
prevedeva che la Giunta tenesse conto delle risultanze di una conferenza regionale
- 84 -
esterna mentre la proposta Torrenti prevede l'approvazione della Giunta di una
formulazione del Documento interna agli uffici dell'assessorato.
Se pur a prima vista poco gestibile in termini organizzativi, il principio De Anna
di una consultazione preventiva partecipata sembra un procedimento democratico
importante da salvaguardare. Vediamo oggi la fretta di questa audizione allargata
Ò'
ria-- dai i a. -C-0 mniis
r o- st a t a -4:;1n'i-te-ri13--t- La nostra proposta ai fini di un'efficace operatività è quella di avvicinare le due
posizioni.
Perché non si pensa ad una Commissione consultiva generale, eletta dalla base degli
attori culturali in sua rappresentanza e formata anche da esperti esterni - che
lavori a stretto contatto con l'assessorato per scrivere il Documento (un tavolo,
come si definisce oggi)?
A fini di semplificazione potrebbe confluire in essa anche la commissione cinema,
l'unica prevista per i molti capi listati in legge. Questo potrebbe anche
accontentare gli attori dei diversi capi che per similitudine allora esigerebbero
la loro propria commissione...
Certo la commissione cinema era pensata nell'ambito di una legge speciale dedicata,
che però è in via di assorbimento nella nuova proposta di legge.
A proposito, perché sull'esperienza delle precedenti leggi emanate per alcuni capi
specifici che qui confluiscono non si approfitta di entrare più in dettaglio ora,
scrivendo una nuova legge, anche per i capi "lawless" ristabilendo un equilibrio di
assetto del testo di legge. Se la sproporzione di teatro e cinema proviene da leggi
già formate e qui abrogate, perché non approfittare per normare in maniera più
efficace anche gli altri capi? E non sta a me dire, perché è evidente a tutti,
anche numericamente oggi qui_ che l'arte visiva necessita di un maggiore interesse
regionale, a cominciare dal garantire una scelta di indirizzo di "attività" di
qualità nelle istituzioni pubbliche che conservano i "beni".
Bene. Questa commissione consultiva di esperti potrebbe essere pensata come vero e
proprio laboratorio per la stesura dei Documenti triennali. Ma essa dovrebbe essere
in contatto diretto con la parte tecnico-statistica dell'Osservatorio.
Perché non inserire in legge un meccanismo di collegamento tra gli strumenti del
Documento e dell'Osservatorio?: ad esempio un legame tra il parere espresso
dall'Osservatorio a fine triennio di cui si tenga conto espressamente nella
redazione del Documento relativo al triennio successivo. Una sorta di feedback. Se
non ha alcuna funzione effettiva, l'Osservatorio diventa un ente inutile, quindi
contrasta l'obiettivo della semplificazione.
E siamo sicuri che le sue funzioni debbano essere esercitate dall'amministrazione
regionale? O perché non pensare proprio a qualcosa di nuovo in un problema attuale,
reale e diffuso? Qualcosa che potrebbe essere apripista nazionale. Aggiungendo ai
compiti tipo quelli dell'Osservatorio Cultura del Piemonte anche i compiti
valutativi di qualità/di indirizzo legislativo per questa possibile innovativa
Commissione?_.
Purtroppo i punti sono molti di più di quelli brevemente evidenziati e speriamo di
poterli discutere nei prossimi giorni, nei quali ci mettiamo a disposizione della
Commissione dell'Assessore per una più approfondita analisi sui punti specifici del
testo proposto. Auguriamo buon lavoro e salutiamo con cordialità,
Giuliana Carbi
Trieste Contemporanea. Dialoghi con l'arte dell'Europa centro orientale
www.triestecontemporanea.it
[email protected]
+39 333 5313442
(*) Questa memoria che speriamo possa essere utile, per quanto "rapidamente"
formulata visto i tempi che ci sono stati dati, e salvo miei errori e omissioni, è
frutto delle discussioni fatte con gli organismi culturali che compongono Trieste
Contemporanea e la Casa dell'Arte di Trieste nonché con appartenenti a diversi
organismi culturali regionali e altri professionisti regionali nel settore delle
arti visive. Ringrazio particolarmente Paola Bristot, Federico Costantini, Massimo
Premuda e Elena Tammaro.
- 85 -
ISTITUTO REGIONALE PER LA STORIA
DEL MOVIMENTO. DI LIBERAZIONE NEL FRIU_LI VENEZIA GIULIA
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C.F. e p.IVA 00195210323
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11
ex:
Prot. n. 55/14
Trieste, 17 luglio 2014
Oggetto: osservazioni sul Disegno di legge n. 56
«Norme regionali in materia di attività culturali»
Illustre Dott. Vincenzo Martines, Presidente della V Commissione consiliare
Illustri Commissari della V Commissione consiliare
Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia
p. Oberdan, 6
34133 TRIESTE
Illustre Presidente,
avendo partecipato all'audizione di ieri mattina sul Disegno di legge n. 56 «Norme
regionali in materia di attività culturali» presentato dalla Giunta regionale il 7 luglio 2014,
riteniamo di dover fare le seguenti osservazioni:
1. Un giudizio assolutamente positivo sull'impianto del Disegno di legge, in modo
particolare per la previsione di un impegno finanziario triennale della Regione, che
consentirà agli Enti finanziati una programmazione non strozzata degli interventi;
2. La rete degli Istituti associati all'Istituto nazionale per la storia del movimento di
liberazione in Italia, rappresentata nella nostra Regione dall'Istituto regionale per
la storia del movimento di liberazione nel Friuli Venezia Giulia di Trieste e
dall'Istituto friulano per la storia del movimento di liberazione di Udine, ha
ottenuto dal MIUR il riconoscimento di agenzia formativa, con decreto ministeriale
del 25/05/2001, prot. n. 802 del 19/06/2001, rinnovato con decreto prot. n. 10962
dell'8/06/2005. Pertanto gli Istituti sunnominati sono inclusi nell'elenco degli Enti
accreditati. In base alla Convenzione con il MIUR gli Istituti possono usufruire di
Insegnanti comandati, con un impegno prevalentemente didattico, come risulta
dalle relazioni annuali presentate alla Regione Friuli Venezia Giulia. Gli Insegnanti
comandati presso gli Istituti, inoltre, in accordo con i! MIUR, ricevono una
formazione specifica per gli interventi didattici rivolti a docenti e discenti, con
particolare attenzione all'utilizzo delle nuove tecnologie. Da ultimo, l'Istituto
regionale per la storia del movimento di liberazione nel Friuli Venezia Giulia ha
stipulato una convenzione con l'Area Educazione, Scuola, Università del Comune
di Trieste e con l'Ufficio Scolastico Regionale per il Friuli Venezia Giulia per
interventi mirati alla costruzione di una cultura della cittadinanza attiva rivolta alle
scuole cittadine.
Per tale motivo chiediamo che nel Capo IV «Divulgazione della cultura
umanistica, storica, giuridica, economica, delle scienze sociali e
- 86 -
politiche e della cultura scientifica», all'art.22, il comma la sia così
Ante-nratn:,
rIPstion?
rPntri.
rliwitP7inne 1-dP-IlaclilturA:::_.umanistica, storica, giuridica, economica e delle scienze sociali e
politiche e l'organizzazione di iniziative della cultura nelle stesse
discipline, in modo particolare in ambito scolastico, attraverso
laboratori didattici e corsi di formazione per il personale
docente, oltre che per mezzo di pubblicazioni e prodotti
multimediali».
L'intervento nelle scuole e l'organizzazione di corsi di aggiornamento per
insegnanti è parte rilevante dell'impegno degli Istituti.
Nel ringraziarLa se vorrà tener conto delle nostre osservazioni, auguriamo a Lei ed
alla Commissione buon lavoro e La salutiamo molto cordialmente.
Sergio Zucca, Direttore
Fulvia Benolich, Bibliotecaria
- 87 -
Paolo Il, 15 — 33100 Udine — Codice Fiscale 80009470305 — www.confcoop-fvg.it — e-mail: friuliveneziagiulia©confccoperative.i
Confcooperative F.V.G. — viale Giovanni
Federcuitura Turismo e Sport F.V.G. Tel. 0432/600546 — Fax. 0432/526963
FEDERCULTURA TURISMO SPORT
Friuli Venezia Giulia
Prot. n. 319
Udine, 15 luglio 2014
Spett.le
V Commissione permanente
Consiglio regionale del F.V.G.
c.a.
Presidente Vincenzo Martines
Oggetto: nuovo ddlr 56 per le attività culturali — osservazioni per audizione del 16 luglio 2014.
La Confcooperative Federcultura, turismo e sport del F.V.G. ha preso attentamente in esame il
disegno di legge n. 56 in oggetto.
Per un'Organizzazione come la nostra che rappresenta molteplici cooperative le quali operano nel
settore interessato, prima di tutto desideriamo sottolineare che il tempo a nostra disposizione per
divulgare e socializzare il documento in oggetto con gli associati (e riceverne di conseguenza le
opportune osservazioni e suggerimenti) è stato davvero troppo esiguo, anche considerato il momento
attuale particolare nel quale molti responsabili delle nostre strutture sono impegnati nelle tournée estive,
nell'organizzazione di eventi e iniziative che vedono un picco stagionale proprio in questo periodo.
In considerazione di ciò nell'incontro odierno Confcooperative F.V.G. intende presentare un primo
documento dove vengono riportate alcune delle osservazioni formulate dalle associate, riservandoci fin
da ora di presentare quanto prima un documento aggiornato, di sintesi e condiviso che emerga da un
meditato confronto interno.
Osservazioni al ddlr n. 56 - Norme regionali in materia di attività culturali
Nota l
A cura di a.Artisti Associati società cooperativa
Rif. ddlr n. 56 - TITOLO III ATTIVITÀ CULTURALI - Capo I Spettacolo dal vivo
Art. 7 (Interventi della Regione)
3. La Regione riconosce e sostiene quale circuito dello spettacolo dal vivo della Regione l'Ente
regionale Teatrale del Friuli Venezia Giulia (ERT), con sede in Udine.
4. Per le finalità di cui al comma 3 la Regione dispone, a favore dell'ERT un finanziamento annuo
a fronte di particolari piani di intervento nel settore dello spettacolo, rivolti a promuovere la creazione di
nuovi circuiti teatrali e la diffusione degli spettacoli teatrali, musicali e di danza in tutto il territorio del
Friuli Venezia Giulia.
Osservazioni
La situazione attuale vede l'esistenza di due circuiti regionali riconosciuti dal Ministero per i Beni,
le Attività Culturali e il Turismo (MiBACT):
• l'E.R.T. per il settore della prosa;
• e a.Artisti Associati — Circuito Danza FVG per il settore della danza.
Il nuovo decreto ministeriale, il cui iter è tuttora in corso, introduce la possibilità che due o tre
discipline dello spettacolo dal vivo (prosa, musica, danza) siano accorpate dallo stesso soggetto che
diventerebbe "Circuito multidisciplinare". Tuttavia non elimina la possibilità che coesistano nella stessa
regione circuiti retti da soggetti diversi.
È inopportuno che la Regione F.V.G. individui esclusivamente I'E.R.T. quale circuito per Io
spettacolo dal vivo, poiché riteniamo che la legge regionale non debba escludere la possibilità, per altri
- 88 -
- - organismi della nostra- reolone --anche in futuro, -di sVOleOre l'attività di circuito e di ottenere ilsostegno
ìii ian4Itu io (rana rier_110; ìe r. v .L1. jj ÌVj iiebtli Udii° ;stesso iviipmL, ì
unè 1:13111;NUMIC 11 SLiCi
Chiediamo pertanto che siano modificati i commi 3 e 4 dell'art. 7 del disegno di legge in
discussione, in modo che siano incluse le diverse possibilità previste dal decreto ministeriale.
2
A cura di Ortoteatro società cooperativa
Il ddlr n. 56 è sicuramente un grande passo avanti per la nostra Regione e il provvedimento è
apprezzabile sia nei principi che nelle disposizioni puntuali.
Molti articoli però sono ancora fumosi per la mancanza del regolamento di attuazione. Ad
esempio: quando si parla di Osservatorio Regionale della Cultura sarebbe interessante sapere come e
da chi verrà composto (politici o funzionari?) e su che parametri si baserà?
Inoltre: come verranno valutate le gestioni triennali di spazi?
inoltre: le Residenze Multidisciplinari e i Distretti culturali sono abbozzati a grandi righe.
Riteniamo fondamentale quindi che la Confcooperative
Federcultura, turismo e sport venga
coinvolta nella stesura dei regolamenti che accompagneranno la legge.
Il tutto in tempi utili per un proficuo lavoro condiviso.
Nota
Nota 3
A cura di Puntozero società cooperativa
Manca a nostro avviso un chiaro riferimento all'importanza che hanno la normativa comunitaria ed
i progetti comunitari in materia culturale. Similmente a quanto fatto riguardo il FUS, si propone di inserire
un articolo in cui si sostenga che la regione riconosce come meritevoli i progetti culturali già approvati
dalla commissione europea all'interno dei programmi Creative Europe, e si impegna a sostenerli con
adeguato cofìnanziamento.
Distinti saluti.
Francesco Rossi
Responsabile FederculturalT/S FVG
Segreteria tecnica: doti. Stefano Chiandetti chiandetti.sRconicooperative.it, 34013857217.
- 89 -
Comitat - Odbor - Komitaat - Comitato 482
Eriulana"
buirie
'rei.: 0432 530614
D.p.e.: [email protected]
* -*
Audizione in V Commissione del Consiglio Regionale del Friuli - Venezia Giulia in
merito ai progetti di legge 56 e 8 in materia di cultura
Intervento del Comitàt Odbor - Komitaat - Comitato 482
Nel ringraziare la V Commissione del Consiglio regionale per l'invito a partecipare a questa
audizione, vorremmo chiarire che non è nostra intenzione proporre qui una valutazione
dettagliata degli aspetti positivi e negativi rilevati nei due progetti di legge proposti anche alla
nostra attenzione, ma soffermarci soprattutto su due elementi che a nostro avviso necessitano una
correzione.
Non ci sottraiamo tuttavia ad una valutazione generale, per quanto breve, dei testi pur con la
difficoltà di comparazione tra una proposta di legge che comprende anche i beni culturali e una
che invece rimanda il tema ad un altro testo di legge.
Concordiamo sulla necessità di una nuova legge che riorganizzi il settore, offra criteri chiari per
l'assegnazione delle risorse che la Regione intende investire nel settore culturale, e riduca in
maniera significativa la proliferazione di interventi normativi degli ultimi anni. Crediamo che, in
entrami i casi, si sarebbe potuto osare di più andando oltre agli aspetti tecnici - burocratici, e
proponendo una visione più incisiva del ruolo delle attività culturali nella società.
Se da entrambi i testi emerge una visione piuttosto statica della cultura anche per quanto riguarda
un sistema di assegnazione delle risorse che sembra troppo legato a criteri di "spesa storica", per
quanto riguarda il ddl 56 si nota una tendenza a sintetizzare eccessivamente gli ambiti
dell'espressione culturale, con il rischio dí marginalizzarne o escluderne alcuni. Ci auguriamo
dunque che strumenti operativi quali Osservatorio regionale della cultura e Documento di politica
culturale regionale sapranno analizzare più in profondità quanto si muove sul territorio dando
spinta e sostegno alle realtà più innovative.
Relativamente al ddl 56, inoltre, si nota un'attenzione per la Fondazione Teatro Lirico Giuseppe
Verdi di Trieste che appare sproporzionata. O ci troviamo di fronte ad un soggetto la cui statura è
così rilevante da richiedere una legge ad hoc, oppure sarebbe il caso dí segnalare "con nome e
cognome" anche gli altri soggetti di rilevante interesse, così da non creare - come si dice in lingua
friulana - "fis e fiastris" alimentando tensioni campanilistiche di cui nessuno, crediamo, sente la
necessità.
Venendo però ai due punti che ci premeva mettere in evidenza, cominciamo col segnalare che ci
lascia decisamente perplessi l'articolazione dell'art. 23 dedicato alla memoria storica in cui si fa
riferimento solo ed esclusivamente a due tipologie di "memorie": quelle di cui sono portatori le
associazioni dei profughi istriani, fiumani e dalmati, e quelle delle associazioni di ex combattenti,
partigiani, d'arma, ecc., come se la memoria storica di questa regione dovesse essere legata a fatti
risalenti alla seconda guerra mondiale e alle sue conseguenze. In tal modo, a nostro avviso, si
riduce e si orienta il concetto stesso di "memoria storica".
Per esperienza diretta sappiamo che le memorie divergono, assumendo ìn alcuni casi caratteri
contrapposti, eppure qui non si fa alcun cenno alle memorie - da quelle più antiche affidate alla
narrativa popolare a quelle del recente passato - delle comunità diverse che compongono il Friuli
- Venezia Giulia, a vicende, lotte, resistenze che hanno segnato la nostra storia. Faccio un solo
esempio, il Friuli è stato segnato tra gli anni '70 e '80 da numerose, partecipate e importanti lotte
antimilitariste e contro le servitù militari.
- 90 -
È questa memoria storica o no? Va preservata o cancellata? Possono farlo le realtà associative
citate in questo articolo che partono da ben altre basi culturali? Riteniamo ci sia la necessità di
-€:-51-1 un- annrn-nric,attumg-----Iran- 'S'Alt:~Y- rnp.j-a- criVbrd-cni7-c:j:
alla pluralità delle memorie, in cui non serve fare una lista delle associazioni, ma stabilire delle
modalità chiare per l'accesso al sostegno regionale tanto di queste realtà, quanto di altri soggetti
portatori di altre ed ulteriori memorie che caratterizzano le nostre terre.
Il secondo aspetto, quello che maggiormente ci preme segnalare, si riferisce alla assenza
pressoché totale di ogni riferimento alla pluralità culturale, linguistica, storica ed identitaria del
Friuli - Venezia Giulia. Un patrimonio davvero unico, una ricchezza assoluta, di cui però guardando le due proposte di legge - in buona sostanza non vi è traccia.
Vorrei chiarire a quanti pensassero che, essendoci già delle leggi di tutela apposite per le diverse
comunità linguistiche che compongono il Friuli - Venezia Giulia, il problema non sí pone, che non
si può confondere le politiche linguistiche con quelle culturali, anche se nessuno intende
trascurarne i legami. Le leggi per friulano, sloveno e tedesco si occupano principalmente di
politiche linguistiche che attengono settori quali pubblica amministrazione, istruzione, media, ecc.
ma non si occupano, se non marginalmente, di attività culturali. È dunque necessario e doveroso
esplicitare chiaramente il concetto anche nelle proposte di legge di cui si discute oggi, per evitare
situazioni inaccettabili e di natura evidentemente discriminatoria come quelle viste in occasione
dell'Avviso pubblico per iniziative progettuali riguardanti l'organizzazione di festiva!, rassegne
o altre manifestazioni, anche a carattere concorsuale, nei settori della musica, del teatro, della danza
e del folklore e l'organizzazione di manifestazioni espositive e di altre attività culturali, anche a
carattere didattico e formativo, nelle discipline delle arti figurative, delle arti visive, della fotografia
e della multitnedialíta pubblicato dalla Regione pochi mesi addietro in cui la "valorizzazione delle
lingue minoritarie" fosse uno degli elementi di esclusione.
La cultura parla in tutte le lingue e, per essere chiari, non è meno cultura se espressa in friulano, in
sloveno, in tedesco rispetto all'italiano. Per cui se non si vuole inserire in legge delle specifiche di
"discriminazione positiva", cosa che può aiutare ma può anche portare a ghettizzazioni, deve
almeno riconoscere esplicitamente la rilevanza della diversità linguistica, culturale ed identitaria
dal Friuli - Venezia Giulia e indicare chiaramente un principio di non discriminazione nei
confronti delle attività culturali prodotte nelle diverse lingue proprie della nostra regione.
Se non si vuole ricordare quanto previsto dagli articoli 3 e 6 della Costituzione della Repubblica
italiana e 3 dello Statuto di Autonomia del Friuli - Venezia Giulia, si ricordi che anche la nostra
Regione è tenuta a rispettare quanto previsto dalla Convenzione quadro europea per la protezione
delle minoranze nazionali - e, a scanso di equivoci, ricordo che nell'interpretazione teorica e
pratica che ne danno le istituzioni europee il concetto di "minoranza nazionale" si applica tanto ai
friulani, quanto agli sloveni ed ai germanofoni della nostra regione - che prevede, tra le altre cose,
di promuovere condizioni tali da consentire alle persone che appartengono a minoranze di
conservare e sviluppare la loro cultura e di creare le condizioni necessarie per la partecipazione
effettiva delle persone appartenenti a minoranze alla vita culturale, sociale ed economica. Le
proposte di legge di cui discutiamo qui oggi non possono dunque sottrarsi a tali criteri. Anche
perché, a nostro parere, non si tratta tanto di rispettare degli obblighi, ma soprattutto di
approfittare di opportunità che la nostra storia ci ha offerto.
Trieste, 16.07.2014
Il portavoce del Comitato 482
Carlo Puppo
- 91 -
annsesu 2014-16
rassegna d arte contemporanea
San Vito al Tagliamento (PN)
settembre -dicembre 2014
wArvw.palinsesti.org
Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, Provincia di Pordenone
Comune di San Vito al Tagliamento
Università degli Studi di Udine
Fondazione Ado Furlan
Associazione Culturale Grafite
Gruppo Volontari della Cultura di S. Vito
Linee guida di sviluppo triennale
1. Sviluppo della piattaforma espositiva tematica attiva per l'area triveneta e
internazionale;
2. Estensione del Premio "In sesto" a livello internazionale, con la partecipazione di
partner (artisti, musei, curatori) dell'area Alpe Adria.
3. Consolidamento e valorizzazione della collezione d'arte contemporanea come
patrimonio pubblico regionale, estendendo le joint ventures già attive con le realtà
museali del territorio;
4. una sempre maggiore convergenza e integrazione con le strutture e gli enti espositivi
regionali, per la migliore disseminazione delle esperienze sin qui svolte e una sempre
più efficace cross-fertilization.
PROGRAMMAZIONE 2014
Ephemera
Spazi urbani, San Vito al Tagliamento
Con l'attenzione alle nuove generazioni, segnata dalle precedenti edizioni, si apre una nuova
stagione di mostre dedicate al rapporto della nostra cultura con la gioventù e con la visione
del nostro futuro. Ephernera è una mostra dedicata ai giovani artisti dell'area triveneta che si
interroga sia sui linguaggi emergenti, sia sulla mancanza di prospettive future che
apparentemente sembra dominare lo scenario attuale. Gli artisti saranno chiamati a pensare
un'opera o un intervento effimero, cha abbia la peculiarità di auto-esaurirsi, di autodistruggersi, di porre fine attraverso il deperimento alla sua esistenza estetica. A questo
progetto si affiancherà il laboratorio Cantiere off tenuto dall'Associazione Grafite, la quale
coinvolgerà un fotografo contemporaneo nell'organizzazione e la realizzazione di una mostra
di fotografi giovanissimi.
- 92 -
Off 204
Palazzo Altari (San Vita al Taglianlento)
Sull'attualissimo tema del futuro e di come affrontare una qualsiasi prospettiva a lungo
termine verterà Off 2014 - cantieri di fotografia, un laboratorio che si conclude con una
mostra nella quale tre giovani artisti, selezionate dal curatore e dall'associazione, esporranno i
loro lavori sul tema dopo aver svolto un laboratorio sulla fotografia, sulla sua tecnica e sulle
sue possibilità tematiche. La mostra che ne risulta affiancherà quella generale di Palinsesti
offrendosi come un approfondimento necessario.
Punto fermo
Vent'anni d'arte contemporanea a San Vito al Tagliamento
Ex-Essiccatoi Bozzoli
Artisti nella collezione: Serse, Chris Gilmour, Beppino De Cesco, Nata, Lorenzo Missoni, Maria Elisabetta
Novello, Paolo Comuzzi, Walter Bortolossi, Elio Caredda, Manuela Sedmach, Sergio Scabar, Roberto Kusterle,
Giorgio Valvassori, Nicola Toffolini, Alessandro Ruzzier, Graziano Negri, Michele Spanghero, Carlo Bach, Maria
Teresa Onofri, Alessandra Lazzaris, Giammarco Roccagli.
In occasione del restauro e della riqualificazione dell'ex essiccatoio Bozzoli Palinsesti esporrà
la sua collezione di arte contemporanea costituita dalle opere dei più prestigiosi artisti
regionali viventi, costituita in occasione del ventennale della rassegna e proseguita in questi
anni con un lavoro costante e meticoloso e nell'intento di testimoniare le ricerche migliori e
più attuali degli artisti operanti innanzitutto sul territorio.
Premio "In sesto"
Il luogo come arte
Antico Ospedale dei Battuti (San Vita al Tagliamento)
Fondazione Ado Furlan (Pordenone)
Commissione internazionale
Giunto alla sesta edizione, il Premio di scultura e installazione nello spazio urbano si affida,
in una formula rinnovata, ad una commissione selezionatrice internazionale. Dopo cinque
anni di attività, e considerato il successo di pubblico - nell'edizione 2013 si è toccato il record
storico di 941 votanti, numero quasi raddoppiato rispetto agli anni precedenti - ormai
consolidato, il premio sceglie di aprirsi ad una dimensione internazionale e specialmente
all'Euroregione Alpe-Adria. Mantenendo inalterata la sua formula, in cui è il pubblico a
decidere il vincitore attraverso la votazione, il Premio coinvolgerà tre commissari e tre
rispettivi artisti da loro selezionati, dalle aree del Veneto, Friuli Venezia Giulia e Carinzia (nei
successivi anni si coinvolgeranno altri luoghi).
Come ogni anno, poi, presso la Fondazione Furlan di Pordenone esporrà l'artista vincitore
dell'edizione 2013, Guerrino Dirindin, il cui progetto verrà realizzato e inaugurato nel corso
del 2014 presso la corte antistante le Antiche Carceri di San Vita al Tagliamento.
- 93 -
palinsesti 201
rassegna. U arte contemporanea
San Vito al Tagliamento (PN)
28 novembre 2013 -19 gennaio 2014
un progetto di:
Denis Viva
a cura di:
Alessandro del Puppo, Giorgia Gastaldon, Giovanni Rubino, Alessandro Ruzzier, Valentino Turchetto,
Denis Viva
In collaborazione con:
Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, Provincia di Pordenone, Comune di San Vito al Tagliamento,
Comune di Udine, Università degli Studi di Udine, Fondazione Furlan
Relazione finale per l'edizione 2013
L'edizione 2013 di Palinsesti ha proseguito l'opera di apertura di nuovi laboratori e di
rinnovamento a favore delle giovani generazioni e delle associazioni culturali avviata nel 2012.
Nel perseguire questo suo intento di maggiore attenzione alle giovani risorse creative, non
solo del territorio, la rassegna ha dovuto fronteggiare un ulteriore e quasi esiziale taglio delle
risorse alle quali ha cercato di far fronte senza intaccare la struttura e l'ampiezza delle
iniziative avviate.Si sono individuate, dunque, alcune iniziative a budget contenuto che
avessero come fulcro la valorizzazione dell'arte del territorio e dell'area culturale limitrofa, ad
esempio la Slovenia.
In primis si è realizzata una retrospettiva di Graziano Negri, pittore astratto di fama nazionale
e recentemente scomparso, che è stata l'unica iniziativa intrapresa in Regione per
commemorare l'opera di uno dei suoi artisti più rilevanti del panorama attuale. In questa
iniziativa Palinsesti ha confermato il suo ruolo di valorizzazione del patrimonio che trascende
la sola attività espositiva e connota Palinsesti come un progetto culturale in grado di tutelare e
convertire in patrimonio l'offerta culturale del territorio.
In secondo luogo, valorizzando gli spazi degli Ex-Essicatoi appena riqualificati, Palinsesti ha
commissionato alle artiste slovene Meta Grg,urevie e Urga Vidic un progetto multimediale ad
hoc basato sul fascino e l'atmosfera creata da meccanismi cinetici e proiezioni video: la
testimonianza di una ricerca dell'arte programmata che ha profonde radici storiche nell'arte
del Novecento slovena e che trova ancora linfa vitale e rinnovamento nella continuità delle
giovani generazioni.
È stata coinvolta l'Associazione Grafite di Pordenone, composta da giovanissimi ed interessata
alla fotografia contemporanea, la quale nell'ambito di Palinsesti, con la supervisione di
Alessandro Ruzzier, ha potuto realizzare un laboratorio ed una mostra per giovani artisti del
territorio, confermando la vocazione generale della rassegna a promuovere e far maturare la
cultura visiva della regione presso il pubblico, gli operatori e gli artisti più giovani.
A questa mostra si è affiancata la quinta edizione del Premio In Sesto, che quest'anno è stata
caratterizzata dai progetti per le Antiche Carceri di San Vito al Tagliamento, spazio appena
- 94 -
restaurato e restituito alla comunità per il quale gli artisti in gara (Alessandra Lazzaris,
Luciano Celli, Guerrino Dirindin e Chris Gilmour) hanno pensato una scultura site specific
affidandosi, come semnre-alla votazione-del pubblico Nella stessa occasione- è stata realizzata
l•opera vincitrice della scorsa edizione di Gianni Pigna pensata per il giardino di Palazzo Rota
dall'artista che ha allestito anche una mostra personale alla Fondazione Furlan di Pordenone,
iniziativa inserita anch'essa nell'ambito della rassegna Palinsesti.
i. Attività culturali e mediazione col pubblico
Le attività culturali avviate a corollario della mostra sono state molteplici. In primis un
progetto formativo con l'Università degli Studi di Udine per offrire ai visitatori del Premio
delle visite guidate gratuite, condotte da alcuni studenti dell'Università coinvolti nel progetto.
A tale progetto formativo si è affiancato quello di mediazione col pubblico tenuto
dall'associazione di volontari "Amici della cultura" di San Vito al Tagliamento. Un progetto
che si è consolidato negli anni e che segna una vicinanza importante tra la cittadinanza e le
manifestazioni di arte, sebbene assai sperimentali, che la rassegna ha saputo promuovere
negli anni.
2. Partnership
Le partnership dei precedenti anni sono state confermate ed ampliate in direzione appunto
dell'associazionismo giovanile: la Fondazione Furlan a Pordenone e l'Associazione Grafite.
L'Università di Udine è stata coinvolta nell'intera fase di progettazione scientifica della
mostra, l'attivazione dei suddetti progetti formativi ed il coordinamento generale delle
attività culturali, condotto grazie alla collaborazione del prof. Alessandro Del Puppo, docente
di Storia dell'Arte Contemporanea presso l'Università friulana e con la curatela diretta di
alcuni dottorandi della stessa Università (Giovanni Rubino, Giorgia Gastaldon).
Il "Premio In Sesto" è stato in grado di far dialogare, avviando un'esperienza unica sinora in
regione, critici e direttori di Museo del territorio divenendo protagonista anche di alcuni
interventi di presentazione, ormai consolidati, alla Galleria d'Arte Moderna di Casa Cavazzini
a Udine.
Per la promozione e la divulgazione della mostra hanno collaborato: E-flux di Udine per la
grafica e la pubblicità, Vitamino di Sacile per la grafica web e per l'editoria on-line.
3. Statistiche
L'edizione conferma un suo pubblico stabile di affezionati e appassionati al quale quest'anno
si è aggiunto il risultato eccellente del Premio In Sesto che per la prima volta ha registrato la
quota di oltre 90o votanti. Se si considera, inoltre, che la media dei visitatori che partecipa
attivamente al Premio, attraverso il voto, è stimabile ad un terzo dei visitatori, e che il voto è
riservato ai maggiorenni, la rassegna di quest'anno aumenta il numero di presenze rispetto
agli anni precedenti, attestandosi almeno attorno alle 3000 presenze .
Al di là delle statistiche -pur sempre significative dato che Palinsesti possiede volutamente un
profilo culturale di ricerca e sperimentazione dei linguaggi artistici- la rassegna si è ormai
consolidata presso il pubblico, specializzato e non, nonché presso gli addetti ai lavori italiani.
Tuttavia, il netto taglio delle risorse rischia di pregiudicare alcuni degli aspetti che sono
essenziali e che hanno reso Palinsesti la principale iniziativa d'arte contemporanea della
Regione: la sua internazionalità, la commissione di progetti artistici specifici per i luoghi
storici della città, la creazione con il Premio e con la Collezione del Comune di un patrimonio
che testimoni la storia dell'arte del territorio. Senza una risalita nei finanziamenti non sarà
più a lungo sostenibile lo svolgimento di queste essenziali attività.
- 95 -
ic
5b
en-tIddr dl te
contemporanea
San Vito al Tagliamento (PN)
15 ottobre 2011 -13 febbraio 2012
un progetto di:
Alessandro Del Puppo, Denis Viva e Angelo Bertani
a cura di:
Denis Viva
In collaborazione con:
Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, Provincia di Pordenone, Comune di San Vita al Tagliamento,
Comune di Udine, Università degli Studi di Udine, Fondazione Furlan
Relazione finale per l'edizione 2011
L'edizione 2011 di Palinsesti si è contraddistinta come l'edizione del ventennale rassegna,
celebrando una data significativa attraverso il coinvolgimento degli artisti più prestigiosi del
panorama contemporaneo regionale. Sotto la selezione dei tre curatori storici della rassegna
(Angelo Bertani, Alessandro Del Puppo e Denis Viva), infatti, sono stati premiati diciotto
artisti della regione che hanno donato altrettante opere, esposte nella sezione della mostra
Punto fermo e che, alla fine di quest'ultima, entreranno a far parte della costituenda
collezione d'arte contemporanea del Comune di San Vito al Tagliamento. L'edizione ha
sancito e corroborato la già solida fama della rassegna nell'ambito territoriale, coinvolgendo
anche i capoluoghi di regione. La mostra, infatti, è stata itinerante: dapprima Palazzo Altan a
San Vito al Tagliamento, dopo Casa Cavazzini a Udíne e la Biblioteca Statale Isontina a
Gorizia, per approdare infine nei prossimi mesi, nel capoluogo di Regione, Trieste. A questa
mostra celebrativa si è affiancata la terza edizione del Premio In Sesto, dedicata ai giovani
artisti friulani ed aggiudicata ad Anna Pontel, con un notevole riscontro di pubblico e voti. (Si
ricorda che il Premio, unico nel suo genere, viene assegnato attraverso la votazione del
pubblico).
Sempre nel 2011, inoltre, sono state inaugurate le due opere vincitrici della scorsa edizione la
Scala di Massimo Poldelmengo (2009) e Due+ di Marotta & Russo (2010).
i. Attività culturali e mediazione col pubblico
Le attività culturali avviate a corollario della mostra sono state molteplici. In primis un
progetto formativo con l'Università degli Studi di Udine per offrire ai visitatori della mostra
delle visite guidate gratuite, condotte da alcuni studenti dell'Università coinvolti nel progetto.
Tale progetto ha coinvolto quattro progetti formativi per la visita guidata e la mediazione col
pubblico che si sono svolti durante la tappa a Udine, in cooperazione con la Galleria d'Arte
Moderna. A Gorizia, si è interagito, invece, direttamente con gli utenti della Biblioteca
- 96 -
inserendo alcune opere all'interno delle sale di studio e consultazione con un buon responso
da parte dei fruitori. Infine, a San Vito al Tagliamento -per la prima volta- l'attività di
suardiania--e---mediazionee-stata isvoltain una ,.-generosa e stretta - collaborazione con:
Associazioni culturali del territorio, in parttcoiare con "Amici della Cultura"' e la Pro-loco.
2. Partnership
Le partnership dei precedenti anni sono state confermate ed ampliate: la Fondazione Crup a
Pordenone, la GAMUD di Udine e la Biblioteca Statale Isontina di Gorizia. Tre istituzioni di
diverso profilo, ma di prima importanza sul territorio, impegnate nella promozione della
cultura su differenti fronti.
L'Università di Udine è stata coinvolta nell'intera fase di progettazione scientifica della
mostra, l'attivazione dei suddetti progetti formativi ed il coordinamento generale delle
attività culturali, condotto grazie alla collaborazione del prof. Alessandro Del Puppo, docente
di Storia dell'Arte Contemporanea presso l'Università friulana.
Il "Premio In Sesto" è stato in grado di far dialogare, avviando un'esperienza unica sinora in
regione, critici e direttori di Museo del territorio (PARCO di Pordenone, SPAC di Buttrio,
Galleria d'Arte Contemporanea di Monfalcone) in una sinergia che aveva come obiettivo la
selezione degli artisti partecipanti al Premio e la sensibilizzazione del pubblico, chiamato a
votare, ai significati delle loro opere.
Per la promozione e la divulgazione della mostra hanno collaborato: E-flux per la grafica e la
pubblicità, l'ufficio stampa Studio Creta e, per la grafica web, Vitamina.
3.Statistiche
L'edizione del ventennale si contraddistingue anche per il successo di pubblico. Innanzitutto
per il Premio "In Sesto" che ha registrato il numero più alto di votanti, prossimo agli 800 voti,
dall'avvio dell'iniziativa. Se si considera, inoltre, che la media dei visitatori che partecipa
attivamente al Premio, attraverso il voto, è pari all'incirca ad un terzo dei visitatori, la rassegna
di quest'anno conferma le 2000 presenze solo a San Vito (incluse le inaugurazioni collaterali
alla mostra). A questa cifra vanno ovviamente sommati i visitatori delle sedi di Udine,
Pordenone e Gorizia, che avvicinano la rassegna verso una stima di 400o visite. Un risultato
senz'altro eccellente per il settore dell'arte contemporanea.
Al di là delle statistiche -pur sempre significative dato che Palinsesti possiede volutamente un
profilo culturale di ricerca e sperimentazione dei linguaggi artistici- la rassegna si è ormai
consolidata presso il pubblico locale, specializzato e non, e presso gli addetti ai lavori italiani.
I progetti, i testi in catalogo e la selezione degli artisti avvengono seguendo un rigore
scientifico che deriva dalla collaborazione con l'Università di Udine.
Quest'edizione aggiunge, tuttavia, una prestigiosa nota a questo profilo: la concretizzazione
di un impegno, da parte di tutti gli enti che promuovono Palinsesti, per una politica museale,
di segno permanente e non effimero, per l'arte contemporanea, attraverso la committenza
pubblica e la nuova collezione d'arte contemporanea.
- 97 -
Comitato
artiste
- ti l TAO
40
AR:r1Sir
Gentile V Commissione Regionale
Rappresento un Comitato di donne artiste del Friuli Venezia Giulia , che si sono attivate per attuare
iniziative volte a superare il gap esistente di rappresentazione delle donne a livello culturale ed artistico.
Una delle iniziative deliberate da questo Comitato è proprio quella di incidere sulla nuova legge sulla
cultura affinché tenga conto di questa necessitg sociale. Per questo chiediamo di esser ascoltate.
Già la legge 5 del 2008 , mai applicata, richiamava in più punti questa necessità di riequilibrio, per cui
questa nostra iniziativa si appella anche a quanto già accolto dalla Amministrazione regionale di due
legislature fa chiedendone la continuità .
richiamo è anche alla normativa europea che in più provvedimenti rileva questa lacuna a cui provvede
con interventi a sostegno delta differenza di genere , per cui nei bandi della cultura europei , vi è
attenzione a valorizzare le opere e le creatività clelle donne e le iniziative volte a superare il gap esistente. (
Trattato di Maastricht - art.2. compensare una situazione di forte svantaggio per le donne; Trattato di
Amsterdam (1997): all'art. 3 2L'Unione Europea mira ad eliminare leineguaglianze nonché a promuovere la
parità tra uomini e donne". all'art. 13 introduce la procedura con cui predisporre i provvedimenti opportuni
per combattere le discriminazioni fondate sul sesso, rendendo così sistematico il principio del
mainstreaming ed alle numerose direttive emanate sulle questioni di parità di genere , oltre alle numerose
direttive emanate in tal senso dall'Unione europea).
Si riportano alcuni dati nazionali e regionali a dimostrazione evidente di una mancanza di presenza nelle
arti e nel mondo della cultura delle donne, che non fotografa una minore creatività e presenza della voce
femminile nella cultura , ma la discriminazione culturale che opera in una società in cu i linguaggi e le
rappresentazioni non tengono conto generalmente della differenza di genere .
L'urgenza non è solo quella di dare pari opportunità di presenza alle donne nelle stagioni teatrali, musicali e
delle artii figurative e negli altri campi culturali, l'urgenza è la rappresentazione simbolica della realtà che
manca dell'immaginario delle donne , dell'interpretazione della realtà a partire da un'altra visuale e dai
contributi di cui le donne sono portatici. Si tratta di riconoscere il principio della differenza, e delle
differenze, di cui quella di genere è quella di base da cuì scaturiscono le altre e della necessità di ridare
spazio ad altri linguaggi . che rispettino e trasmettano l'identità che deriva dalle caratteristiche socioculturali di appartenenza al genere contrastando la presunta neutralità dei linguaggi , delle forme d'arte e
della cultura (neutralità che nasconde un omologazione su temi , contenuti e linguaggi maschili assurti a
simboli di rappresentazione universale, in quanto da sempre manca il segno differente delle donne a livello
della rappresentazione).
Pertanto si invita questa Commissione ad inserire nella legge , come già nella legge 5 del 2008 il sostegno
delle donne in campo culturale per: realizzare
•
•
Una democrazia paritaria: uguaglianza sostanziale tra donne e uomini che condividono il
potere e lo spazio pubblico e privato ai sensi dei principi di cui alla Carta Costituzionale;
La diffusione del linguaggio di genere: linguaggio che rispetta e trasmette l'identità che
deriva dalle caratteristiche socio-culturali di appartenenza al genere, finalizzato a
contrastarne una presunta neutralità;
- 98 -
•
la conoscenza della produzione culturale ed artistica delle donne contemporanea e del
_
.
-„„_
PaSs.ato.
•
la conoscenza del le personalità femminili distintesi nel campo della storia, dell'arte e
della cultura, dell'impegno sociale e nel mondo del lavoro, degli studi scientifici e
matematici, dell'impresa e della politica, delle istituzioni e in ogni ambito rilevante per
l'educazione e l'istruzione scolastica,
•
Il sostegno al ruolo delle donne e dell'associazionismo femminile nell'elaborazione e
nella diffusione della cultura paritaria come leva fondamentale per il progresso della
società, della conoscenza, del comportamento, dei saperi e delle attitudini per
l'affermazione del rispetto reciproco nella diversità e nelle differenze.
1. Il riconoscimento che la lingua rispecchia la cultura di una società e ne è una componente
fortemente simbolica e che il linguaggio come la cultura e l'arte monosessuata è un potente
strumento di neutralizzazione dell'identità culturale e di genere che può condannare in modo
irreversibile le donne all'invisibilità linguistica, artistica e culturale
Gli strumenti per realizzare queste finalità potranno concrfetizzarsi negl iinterventi volti a sostenere la
cultura regionale con la
•
valorizzazione di progetti che abbiano come finalità il superamento attraverso la cultura e l'arte
della disparità di genere , sia nella quantità di presenze femminili nelle manifestazioni sia nei
contenuti delle manifestazioni stesse di linguaggi e prospettive di genere
•
valorizzare l'attenzione alla parità di genere degli organismi culturali sia nella loro composizione
interna sia nella programmazione delle manifestazioni
•
avere attenzione a dare spazio alla diffusione dell a cultura delle donne nei linguaggi e nelle forme
artistiche.
Bruna Braidotti
Trieste 16 luglio2014
Referente Comitato Artiste FVG
Si allega la proposta aperta con parte delle firme raccolte in questi anni
Ed i dati sulla rappresentazione delle donne
- 99 -
6 aprile 2014
Casa delle donne (UD)
-„pm
PI opoR A_
attuale dell'espressione artistica-culturale delle donne
in FVG.
B-
E' innegabile che a tutt'oggi nella nostra regione la
conoscenza, sensibilizzazione e diffusione dell'infinito mondo
creativo e artistico delle donne del passato e del presente
siano largamente deficitarie, rispetto alla quantità e qualità
della produzione delle artiste del Friuli Venezia Giulia
Riteniamo sia uno dei compiti più pressanti dell'attuale
Assessorato Regionale della Cultura, in prospettiva
dell'elaborazione dei prossimi provvedimenti legislativi,
colmare questo "gap" storico/culturale, sostenendo tutte le
iniziative che in Regione Friuli Venezia Giulia promuovono,
ricercano, diffondono e producono la capacità artistica
femminile.
chiediamo
In linea con le attuali direttive Europee e con il TRATTATO
DI AMSTERDAM adottato dalla Comunità Europea nel 1997
che recita "la Comunità cerca di eliminare le disuguaglianze e
promuove l'uguaglianza tra uomini e donne in tutte le
attività" e in riferimento alla CARTA DEI DIRITTI
FONDAMENTALI del 2000, art. 23 che dice "l'uguaglianza tra
donne e uomini deve essere assicurata in tutti i campi", che
nella nuova legge Cultura FVG, venga inserito un preciso
riferimento alla produzione artistica delle donne, cosi come
già formulato dalla legge regionale N°5 del 20.02.2008, art.3
punto b e art.4 punto e.
proponiamo
- 100 -
Il riequilibrio dello scarto storico e artistico dell'espressione
culturale _e creativa delle donne in FVG, individuando il
seguente uu
—
-
Valorizzazione, sostegno, incentivazione, sviluppo di tutte le
attività artistiche, progettuali, gestionali, organizzative e
divulgative che rappresentano l'espressione culturale creativa
delle donne in FVG"
Si richiede inoltre che tale obbiettivo vada inserito in tutti i
settori artistici su cui la Regione produrrà atti normativi.
Chiediamo a breve un incontro con l'Assessore alla Cultura
per offrire occasione di dialogo e approfondimento sulla
nostra proposta.
Comitato Artiste Friuli Venezia Giulia
Alice Conco (pittrice, scrittrice e promotrice di eventi) UD
Annamaria Cecconi (storica delle donne e docente di Conservatorio) UD
Anna Givani (illustratrice visiva) PN
Bruna Braidotti (regista, drammaturga, D.A. Scena delle Donne) PN
Giusi Brusatin (pittrice) PN
Silvia Lorusso Del Linz (regista e scrittrice) PN
Luigina Lorenzini (arti visive) UD
Marina Mariuzzo (poetessa) PN
Bianca Manzari (attrice) PN
Carla Manzon (attrice) UD
Sabrina Morena (regista e operatrice teatrale) TS
Marta Roldan (pittrice) PN
Luisa Sello (concertista, docente conservatorio, presidente AdM Udine) UD
- 101 -
--
- - Rappresentazione dati
Anno
artisti - e artiste Italiani/e_presenti-alla_Biennale_d_i_Venezia_(1895
26.13) settore Arti Visive
orine
tinfrini
_
Rappresentazione di artisti e artiste presenti nelle collezioni dei musei MACRO e MAXXI di
Roma.
tfond
- 102 -
,-•- V- •
90
•
,••._
so
70
60
50
Collezione MaXXI
40
wt Correzione Macro
30
20
10
o
%Donne
%Uomini
Fonte: archivi on-lìne dei musei
Rappresentazione grafica dei dati presi in considerazione
120
100
80
60 l21
Uomini
92
Donne
20
i
la -1--
I
72013/20142012/20132013/20142012120132013/20142012/20112013/20112012/2013i2013/2014'2012/201.32013/201412012/20131:
E
Argentina
Verdi Fi
Piccolo
Goldoni
Verdi i
PN
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I
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:Carignan°
i
E
Fonte: dati dai rispettivi wehsites
Rappresentazione dati relativi ad Artisti/e presenti al Mittelfest 2013 A/lusica/Teatro
et °ree_
•
Oltillfir
- 103 -
loflonne
80
60
50
Musica
40
N Prosa
30
20
10
%Donne
%uomini
Fonte: programma Nlittel fest 2013
Rappresentazione dati di Primi musicisti/e, direttori, direttrici e registi/e nelle stagioni
2013/2014 dei Teatri Verdi — Pordenone e Verdi — Trieste settore Musica
Teatro
tagione
yotiontint.
,Donne
90
so
70
60
SO
90
Sì %Uomini
30
N %Donne
20
10
1
2013/2014
2013/2014
Verdi Pordenone
Verdi Trieste
- 104 -
C /Pal A ERA
CINEMAZERO
Art. 4._— DnrnmAnfn di nnntirtar_idtHra!e regiona!e
Al comma 1 lettere d) ed e) inserire un riferimento alle politiche e agli standard nazionali
ed internazionali di settore
Art. 5 — Osservatorio regionale
Comma 3) Ne va garantita l'indipendenza, da cui la non afferenza all'Amministrazione
Regionale. Da prevedere la possibilità che la Regione possa stipulare convenzioni con enti
terzi, dotati di specifiche competenze, per lo svolgimenti di tale servizio.
In generale, non è molto chiara la funzione e la struttura dell'Osservatorio, in particolare in
relazione alla programmazione culturale. Da definire in maggior dettaglio:
Funzioni (tra cui il monitoraggio delle convenzioni triennali)
Struttura
Si sottolinea la necessità di:
Struttura articolata per settori corrispondenti ai vari ambiti, per garantirne la
specificità d'analisi; ogni settore deve avere i suoi criteri; a ogni settore deve corrispondere
un soggetto qualificato in seno all'osservatorio.
Allineamento agli standard nazionali ed internazionali
Possibilità di ricevere / richiedere consulenza dagli operatori di settore o delle
eventuali commissioni (es. Commissione Regionale Cinema)
Art. 14 — Manifestazioni cinematografiche di interesse nazionale e internazionale
Comma 1) inserire il parere consultivo della Commissione regionale per il cinema e
l'audiovisivo "La Regione, sentito il parere della Commissione regionale per il cinema e
l'audiovisivo, riconosce ..." (come previsto dall'art. 2 LR 21/2006)
Si suggerisce di inserire un riferimento alla produzione (ricordando che Film Found e Film
Commission sono afferenti all'Assessorato attività produttive) quale fattore rilevante per la
valorizzazione economica delle risorse culturali del Friuli Venezia Giulia.
Art. 15 — Enti di cultura cinematografica, mediateche
Comma 1) e Comma 2) inserire il parere consultivo della Commissione regionale per il
cinema e l'audiovisivo "La Regione, sentito il parere della Commissione regionale per il
cinema e l'audiovisivo, promuove ..." (come previsto dall'art. 2 LR 21/2006)
- 105 -
Comma 2) Per garantirne la specificità e la sostenibilità, andrebbe mantenuta l'ubicazione
delle Mediateche nelle citIA capoluogo,...definizione- che —dovrebbe _.sopravvivere
GIi
nr"trinni."
V.AN,IiILIGIA 1.r• MGII4 F.rl VYI1
Attenzione: esiste già una bozza di regolamento del sistema mediateche, approvata dallo
stesso, e aggiornata a pochi mesi or sono da Barattin I Lanzi. Si segnala una necessaria
verifica per il coordinamento con l'articolo 7 della LR 21/2006 sullo stesso tema.
Al comma 2, lettera d) sostituire le parole "anche al fine di" con le parole "in grado di" e
aggiungere, dopo "FIAF", anche l'Associazione delle Mediateche e Videoteche Italiane" e
il "Sistema Regionale delle Mediateche".
Necessario inserire al comma 2) la lettera e), indicante: "le attività di alfabetizzazione,
didattica e formazione nei settori del cinema, dell'audiovisivo e della multimedialità, in linea
con le forme di supporto e di sostegno previste dai programmi europei in materia"
(questo anche perché l'art. 8 LR 21/2006 viene abrogato).
In relazione al suddetto comma 2) lettera), andrebbe inserito anche che "La Commissione
regionale per il cinema e l'audiovisivo esprime parere consultivo in merito ai soggetti
qualificati per tale attività" (questo anche perché l'art.art. 5 co. 1 let. b LR 21/2006 viene
abrogato)
Art. 16 Cineteca del Friuli
Comma 4), va eliminata la dicitura "con diritto d'uso per scopi non commerciali".
Art. 17 —Cinema nelle aree montane e svantaggiate
Si propone di cambiare titolo all'articolo: "Cinema nei centri storici minori".
Ipotesi di riscrittura dell'articolo, per garantire un'applicabilità completa ed efficace:
1.
La regione riconosce nella diffusione della cultura cinematografica un importante
elemento di promozione e crescita culturale, sociale ed economica della comunità e del
territorio favorendo lo sviluppo di progetti ed iniziative qualificati per la valorizzazione e
l'implementazione dell'attività delle sale cinematografiche anche finalizzati alla circolazione
di rassegne e retrospettive dedicate ad autori, temi e generi cinematografici di qualità con
particolare attenzione alle necessità dei centri storici minori.
2.
Per le finalità di cui al comma 1 la Regione è autorizzata a concorrere con appositi
contributi alla realizzazione di progetti qualificati, annuali o pluriennali, posti in essere da
realtà operanti stabilmente nel territorio regionale da almeno tre anni che coinvolgano
ambiti territoriali di livello sovracomunale.
3.
IDENTICO
- 106 -
Art. 18 - Rinnovamento e adeguamento tecnologico delle sale cinematografiche
.7-1! isr()rulriF4
rarrihiarp. i- i-- nin niP2r-iironin inscoetznrin in nnrriin
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ifir krni.n". "17.0
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VII aA iiial Ulan .
111i 111V VGA/ I n..ek 411.,
adeguamento strutturale e tecnologico delle sale cinematografiche
Comma 2) inserire il parere consultivo della Commissione regionale per il cinema e
l'audiovisivo "L'Amministrazione regionale, sentito il parere della Commissione regionale
per il cinema e l'audiovisivo, sostiene ..."
Art. 20 - Commissione regionale per il cinema e l'audiovisivo
Al comma 1) lettera a) va inserito al posto dell'"'AFIC" un più generico "e le associazioni di
settore". Se proprio si vuole inserire un'indicazione pratica, oltre all'AFIC vanno inseriti
AGIS /AVI 1 FICE / EUROPA CINEMAS / Programmi MEDIA europei.
Inserire la lettera c) "La commissione esprime parere consultivo in merito agli articoli 14 /
15 / 17 / 18".
Al comma 2 inserire l'indicazione: "La commissione si riunisce almeno due volte all'anno".
Al comma 2) inserire la lettera e) "un rappresentante dell'AVI".
Art. 29 -Avanzo o utile netto
- 107 -
CRAF
Al presidente
della quinta commissione permanente
Regione FVG
cr.quinta.commregione.fvg.it
e, p.c. drs. Anna Leone
anna.leone(ffiregione.fvg.it
Oggetto: invio memoria a seguito dell'audizione di mercoledì 18 luglio 2014
Il CRAF esprime un giudizio positivo sul Disegno di Legge n. 56 "Norme regionali in
materia di attività culturali" per lo sforzo di ridefinire l'insieme delle norme e degli strumenti a
fronte dei consistenti cambiamenti economico-sociali in corso in Italia e in Europa.
In particolare, il CRAF sottolinea la valenza e la novità del comma 2 lett. b) dell'art. 3
"..,promuovere le iniziative culturali internazionali anche favorendo la partecipazione degli
operatori culturali regionali ai programmi finanziati direttamente della Commissione
europea.,." poiché ciò può permettere di avviare una procedura nella quale poi saranno gli
stessi operatori culturali a farsi parte attiva e la Regione Friuli Venezia Giulia vedrà altresì
confermato il suo ruolo di riferimento e di sostegno - anche non oneroso - per le diverse
attività con la possibilità di essere partner di progetti di particolare valenza culturale.
Per il Capo III Arti figurative, visive, della fotografia e della multimedialità, si rammenta
invece la necessità di integrare il riferimento alla fotografia, indicando alcune tematiche proprie
di questa disciplina quali:
la archiviazione, la conservazione e la digitalizzazione del patrimonio fotografico
esistente, per evitarne la dispersione o peggio la perdita, individuando nel CRAF il
Centro di riferimento regionale nel contesto della prevista successiva regolamentazione
dei Beni Culturali;
la valorizzazione del patrimonio fotografico attraverso mostre e pubblicazioni con lo
strumento previsto del 21.2.a "...finanziamento annuale a progetti triennali di rilevanza
regionale...".
Sempre per il Capo III si suggerisce di integrare, in riferimento alla fotografia,
indicando, come per la Cineteca di Gemona, il dettaglio delle azioni della Regione, definendo
pure le modalità delle collaborazioni e declinando gli indirizzi che consentano di perseguire
finalità regionali.
Di interesse rilevante è inoltre ogni attività finalizzata alla collaborazione in rete con
analoghe Istituzioni culturali europee anche per valorizzare il patrimonio fotografico regionale
esistente.
In sostanza, il CRAF potrebbe divenire il riferimento per la fotografia nella regione Friuli
Venezia Giulia.
- 108 -
Photo-Imago
Audizione del 16 luglio 2014
Cesare Genuzio per Photo-Imago
In relazione al disegno di legge N. 56 del 7 luglio 2014 presento le seguenti
considerazioni su quanto riguarda la promozione della cultura fotografica.
La cronistoria comincia nell'ottobre 2011 quando le seguenti associazioni e
rappresentanti delle istituzioni pubbliche elencate si sono riunite più volte presso
la sede della Regione a Udine per contribuire alla stesura di un progetto di legge
regionale che sarebbe stato presentato dal consigliere regionale Piero Colussi
con Stefano Alunni Barbarossa:
Centro Regionale di Catalogazione e Restauro
Centro Studi Nediza
Circolo Culturale Fotografico Carnico
Cesare Genuzio fotografo professionista in rappresentaza dì un gruppo di 24
fotografi
Circolo Fotografico Triestino
Civici Musei e Gallerie di Storia ed Arte di Udine
Consorzio Culturale del Monfalconese
Fototeca Territoriale Carnia Fotografia
Società Cooperativa Guarnerio
Associazione Culturale Metarte
Associazione culturale Photo-Imago Muggia
Ci fu anche un intervento scritto del Centro di Ricerca e Archiviazione della
fotografia nella persona del presidente Francesconi
ll lavoro svolto diede origine alla proposta di legge N. 126/2011
Le finalità della legge dovevano essere:
A) la gestione e la valorizzazione del patrimonio fotografico
B) la valorizzazione e diffusione della conoscenza della fotografia, storica e
contemporanea, quale forma di espressione artistica, culturale e locale
C) la formazione degli operatori per la valorizzazione e la gestione del patrimonio
fotografico e per la diffusione di iniziative culturali
Cesare Genuzio per Photo Imago
- 109 -
D) la promozione dello studio del linguaggio e della cultura fotografica nell'ambito
della programmazione didattica delle istituzioni scolastiche
E) il sostegno di. Iniziative per la próduzione e la divulgazione di opere
fotografiche
Poiché anche la consigliera regionale Mara Piccin con altri 5 consiglieri aveva
approntato un progetto di legge sul medesimo argomento la VI Commissione
unifico' le due proposte in un testo unificato.
Il fulcro della legge consisteva nel fatto che il polo di riferimento per l'attività di
ricerca e valorizzazione veniva attribuito al CRAF di Spilimbergo, prevedendo
una convenzione di durata quinquennale.
Tale convenzione avrebbe dovuto:
- individuare forme e modalità per l'indirizzo scientifico, per la programmazione e
la verifica annuale delle attività
- definire le modalità della collaborazione tra il CRAF e l'Istituto Regionale per il
Patrimonio Culturale di Villa Manin
- disciplinare i requisiti per la nomina del comitato scientifico e del personale
direttivo
E quindi a seguire prevedeva il ruolo delle fototeche pubbliche e private, l'attività
di studio e ricerca, le iniziative espositive, concorsi e premi, le attività editoriali, i
laboratori, l'attività didattica e gli stage.
Il tutto coronato dalla previsione degli strumenti finanziari.
All'inizio del 2012 l'assessore alla Cultura Elio De Anna lo fermo' con l'intenzione
di inserire il provvedimento in un testo unico sulla cultura, che vide la luce
nell'estate e morì nella culla in prossimità delle elezioni regionali.
testo di De Anna al Titolo V riprendeva gran parte dei provvedimenti del testo
Colussi Piccin.
Tutto questo e' scomparso nel disegno di legge della giunta regionale del 7 luglio
2014.
Se il ruolo della Cineteca Regionale e' ben saldo, con il riconoscimento di polo di
riferimento regionale per la cultura e l'attività cinematografica e audiovisiva, con
tanto dí specifici finanziamenti, il riferimento al CRAF per un ruolo analogo non
c'è.
Si parla genericamente e in maniera oscura e farraginosa di finanziamenti a
progetti triennali di rilevanza regionale.
Cesare Genuzio per Photo Imago
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Quindi non è più la Regione ad avere un ruolo attivo, a inventare e promuovere,
ma si limita a guardare cosa nasce nel territorio e poi, forse, finanzia.
E con tempi biblici: ci sono 180 giorni (sei mesi) di tempo dall'entrata in vigore
della legge solo per adottare il regolamento che stabilisce
- i requisiti dei beneficiari
- le modalità di presentazione della domanda di finanziamento e di rendiconto
- le modalità di selezione dei progetti da ammettere a finanziamento
- la composizione e i poteri della commissione valutativa
- le modalità di quantificazione della quota di risorse da assegnare per la
gestione di ciascun progetto
- le tipologie di spese ammissibili ai fini della rendicontazione del finanziamento
- le tipologie e la percentuale di spese generali di funzionamento ammesse
- le modalità di verifiche e controlli
- le modalità di concessione ed erogazione del contributo e di eventuali anticipi
- eventuali ulteriori effetti dell'ammissione al finanziamento
Si fa in tempo a morire, Kafka non avrebbe saputo scrivere meglio.
Vengo a sapere oggi che il consigliere De Anna ha ripresentato il suo progetto di
legge del 2012.
Osservo che prevede una trattamento più favorevole per quanto riguarda la
fotografia di quanto faccia il progetto di legge della Giunta Regionale del 7 luglio
2014.
Auspico quindi che le forze politiche di maggioranza e di opposizione trovino un
accordo per risolvere questo conflitto
Cesare Genuzio
16 luglio 2014
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Cesare Genuzio per Photo Imago
- 111 -
USCIFVG
Unione Società Corali • • • •
del Friuli Venezia Giulia • • • •
Alla cortese attenzione del Presidente
della V Commissione permanente
dott. Vincenzo Martines
Gentile Presidente,
facendo seguito al mio breve intervento nel corso dell'audizione di ieri mattina le faccio
pervenire alcune brevi osservazioni in merito al DDL n. 56.
Premetto a nome dell'USCI-FVG un giudizio positivo sull'impianto complessivo della legge e sul
riconoscimento che in essa viene dato all'Associazione che presiedo.
All'art. 2, comma 2 riteniamo importante aggiungere «della musica» (prima o dopo «lo spettacolo dal
vivo»). Questo perché la definizione di spettacolo dal vivo data all'art. 6 non comprende le diverse iniziative
di formazione, di studio e di ricerca, di salvaguardia del patrimonio musicale, di edizioni musicali ecc, che
l'USCI ed altre associazioni possono avere tra i propri compiti statutari.
Al capo VI, art. 24, 1, c) troviamo troppo restrittivo l'enunciato «la collaborazione fra i diversi gruppi corali»
per le ragioni appena esposte; suggeriamo di integrare almeno con «il settore del canto corale e la
collaborazione fra i diversi gruppi corali»
Al capo VI, art. 24, 2 c) va completato quanto tra parentesi: non (USCI) ma (USCI-FVG).
Nel DDL 56 non viene preso in considerazione il "patrimonio culturale": la valorizzazione dei beni, il
finanziamento alle strutture, altri interventi.
Riteniamo inoltre che non vadano privilegiati solo i grandi eventi, dal momento che la cultura diffusa sul
territorio e organizzata in rete è patrimonio da custodire, valorizzare e promuovere; sono presidi culturali di
territorio di grande valore e importanza soprattutto nei centri/paesi minori.
Nella fase di predisposizione dei decreti attuativi, vorremmo continuare questo proficuo confronto.
A margine di queste note, non essendoci stata possibilità di replica ieri ad alcune osservazioni portate dai rappresentanti
di due cori regionali, si puntualizza quanto segue:
l'Unione Società Corali del Friuli Venezia Giulia (USCI-FVG), che attualmente conta 328 cori associati ritiene di
essere interlocutore principale anche se non esclusivo della coralità regionale, pertanto se ci sono altre realtà che
meritano attenzione, trovano la nostra disponibilità e la nostra collaborazione.
Ringrazio per l'attenzione e resto a disposizione
Franco Colussi
Presidente USCI-FVG
17/07/2014
U.S.C.I. Friuli Venezia Giulia - Unione Società Corali del Friuli Venezia Giulia - Via Altan, 83/4 - 33078 San Vito al Tagiiamento (Pn)
tel, 0434 875167 - fax 0434 877547 - infori, uscifvg.it - www.uscifvg.it - c.f. 91003200937 - p.i. 01295730939
associata a Feniarco - Federazione Nazionale Italiana Associazioni Regionali Corali
- 112 -
Istituto regionale per la Cultura istriano-fiumano-dalmata
N. Pr. 70/014 P.
Trieste, 18 luglio 2014
Egr. Sig. Dott. Vincenzo Martines
Illustre Presidente della V Commissione consiliare
e p.c.
Illustri Commissari della V Commissione consiliare
Consiglio Regionale della R.A. Friuli Venezia Giulia
p. Oberdan, 6
34133 TRIESTE
Illustre Presidente,
grata per l’opportunità concessa all’Istituto che presiedo, di intervenire con osservazioni puntuali
all’audizione di mercoledì scorso, riassumo e completo quanto da me espresso in quell’occasione.
L’Istituto Regionale per la Cultura Istriano-fiumano-dalmata è stato promosso dall’Amministrazione
regionale oltre trent’anni fa “in attuazione dell’art. 1 della legge 22 dicembre 1982, n. 960, al fine di
favorire l’approfondimento dei problemi della cooperazione internazionale nonché dei peculiari problemi
delle aree di frontiera” (L.R. 62/1983, art. 5) con lo specifico compito della “conservazione e
valorizzazione del patrimonio storico e culturale e delle tradizioni delle popolazioni istriane”, e con la
caratteristica di essere “un’istituzione permanente” che possa “avvalersi di esistenti istituti e centri di
studio, di ricerca e di documentazione sulla storia e la cultura dell’Istria e delle Organizzazioni ed
Associazioni degli istriani operanti nel Friuli-Venezia Giulia, nonché della collaborazione dell’Università
degli Studi di Trieste e degli Enti locali”. Tutti questi aderirono infatti fin dal principio alla fondazione
dell’istituto e lo fecero in massa le associazioni degli esuli istriani, fiumani e dalmati, in quanto
riconobbero che la divulgazione della loro cultura era l’unica via di sopravvivenza alla loro memoria e alla
memoria della loro storia millenaria nell’Adriatico orientale e tragica nel secondo dopoguerra.
In tutti questi anni l’I.R.C.I. ha operato in questo senso.
Si sono aggiunti via via compiti di gestione anche fisica dei materiali relativi a questa storia e a questa
memoria, in collaborazione sia con gli enti e le autorità locali oltre che delle associazioni degli esuli e dei
privati. Le masserizie degli esuli attualmente conservate nel Magazzino 18 del Porto Vecchio sono state
affidate all’Istituto dalla Prefettura di Trieste e il Civico Museo della civiltà istriana, fiumana e dalmata
verrà inaugurato in ottobre, tanto per citare le manifestazioni più vistose dell’ente, ma sono da ricordare
numerosissimi e preziosi lasciti associativi - l’archivio del CLN dell’Istria, p.es. - e privati - l’archivio
Quarantotti Gambini, p.es. A ciò si sta affiancando, accanto alle iniziative culturali tradizionali di più
vario genere (editoria, convegni, mostre, manifestazioni teatrali, ricerche in tutti i campi...), l’attività con
le scolaresche e gli insegnanti (visite guidate, laboratori didattici, aggiornamento dei docenti, anche in
collaborazione con le singole scuole, con l’Uff. Scolastico Regionale e con il Ministero dell’Istruzione,
Università e Ricerca) non solo del bacino locale ma nazionale ed esteso anche all’Istria, Fiume e
Dalmazia. È questa l’attività che di anno in anno sta registrando maggiore e più qualificato incremento.
Per queste sue specificità, già attuali e in divenire, l’I.R.C.I. non è paragonabile ad alcuna altra
associazione “dei profughi istriani, fiumani e dalmati” come recita l’Art. 23, del Capo V (Mantenimento
della memoria storica) comma 1. a) del Disegno di Legge n. 56, ma d’altra parte non è meramente
assimilabile neanche ai “centri di divulgazione della cultura umanistica storica, giuridica, economica e
- 113 -
delle scienze sociali e politiche” a cui si riferisce l’art. 22 (Interventi della Regione) del Capo IV
(Divulgazione della cultura umanistica, storica, ecc.).
Se dunque l’intenzione del legislatore era inserire l’I.R.C.I. nel Capo IV, sarà necessario integrare il
Disegno di Legge n. 56 all’Art. 22 comma 1. a) come segue:
“la gestione di centri di divulgazione della cultura umanistica, storica, giuridica, economica e delle
scienze sociali e politiche e l’organizzazione di iniziative di studio e divulgazione della cultura nelle stesse
discipline, anche per mezzo di pubblicazioni e prodotti multimediali, di attività museali e di ambito
scolastico con laboratori didattici, gite di istruzione e di formazione docenti anche in collaborazione con
altre istituzioni regionali e statali”.
Se viceversa il legislatore intendeva comprendere l’I.R.C.I. nel capo V, l’integrazione dell’Art. 23 comma 1.
a) e b) dovrebbe allora essere la seguente:
a) “l’organizzazione di manifestazioni e la gestione di attività culturali, ivi comprese le attività didattiche
in senso lato, di formazione docenti e museali ai fini della conservazione e della valorizzazione della
cultura e delle tradizioni italiane dell’Istria, di Fiume e della Dalmazia da parte di istituti culturali a ciò
deputati e delle associazioni dei profughi istriani, fiumani e dalmati aventi sede nel territorio regionale,
nonché della federazione delle medesime promossa con riguardo al ruolo svolto, anche in
collaborazione con organi e istituzioni statali e regionali;
b) l’organizzazione di progetti miranti al mantenimento della memoria e della testimonianza storica tra
le quali il recupero e la divulgazione di materiale storico-documentale e l’organizzazione di incontri nelle
scuole, da parte delle associazioni rappresentative degli ex combattenti, partigiani, resistenti, deportati,
mutilati e invalidi di guerra, vittime civili di guerra, orfani, vedove di guerra o per cause di guerra, delle
associazioni d’arma e delle associazioni dei profughi istriani, fiumani e dalmati aventi sede nel territorio
regionale, nonché della federazione delle medesime promossa con riguardo al ruolo svolto, nonché di
istituti culturali a ciò deputati anche in collaborazione con organi e istituzioni statali e regionali”.
La ringrazio per l’attenzione che vorrà prestare alle osservazioni dell’Istituto che presiedo e auguro a Lei
e alla V Commissione un proficua prosecuzione dei lavori.
Porgo i più cordiali saluti.
Chiara Vigini
Presidente
I.R.C.I. - Istituto Regionale per la Cultura Istriano-fiumano-dalmata
via Duca d'Aosta, 1
34123 Trieste
Tel. 040.639188
Fax 040.639161
[email protected]
www.irci.it
- 114 -
• 99 9
•
fondazione
pordenonelegge.it
Pordenone.
Prot.n.
1 8 LUG. 2014
Egregio Signor
Vincenzo Martines
Presidente V Commissione
Consiglio regionale
TRIESTE
Egregio Presidente,
anzitutto la ringrazio per l'invito a presenziare all'audizione di ieri.
Come già anticipato dal direttore della Fondazione Michela Zin, poter dare il
nostro contributo in una fase così importante quale quella di stesura della
nuova legge regionale sulla cultura, è per noi motivo di grande orgoglio e
riconoscenza per il lavoro che i festival stanno facendo sul territorio.
In allegato ho il piacere di trasmetterle una sintesi dell'attività che oggi la
Fondazione Pordenonelegge.it nata nel 2013 ha totalmente ereditato in
merito a pordenonelegge.
Per quanto riguarda le proposte di legge:
- vorremmo essere rassicurati sulla necessitò dia vere almeno 10 anni
di personalità giuridica per poter accreditarsi di cui Titolo V art. 33
Legge n. 8;
- riterremmo opportuno favorire la relazione tra i festival culturali
visti i risultati che i 5 organismi regionali stanno già ottenendo e a
livello nazionale con la nostra partecipazione alla rete delle Città del
Libro. Andrebbe, quindi, compresa meglio la funzione dei Distretti di
cui al Capo IX art. 27 legge n. 56;
suggeriamo di differenziare per tipologia di attività l'Osservatorio
regionale;
sottolineiamo l'importanza di avere monitoraggi e verifiche certe,
condivise fin d'ora e che tengano conto di parametri di efficienza ed
efficacia univoci nonché una programmazione triennale.
Augurando a lei e a tutta la Commissione buon lavoro, la saluto
cordialmente.
iovanni Pav n
Presidente
Fondazione pordenonelegge.ft - Corso Vittorio Emanuele II n. 47 - 33170 Pordenone
Telefono 0434 381612 - Telefax 0434 381619 - [email protected] www.pordenonelegget
C. F. 91085390937 - P. I.01738520939
- 115 -
A cura della Segreteria generale - Area giuridico-legislativa
Servizio processo legislativo
PO Supporto al processo legislativo negli ambiti della
V Commissione permanente
Stampato in proprio dal Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia,
piazza Oberdan, 6 – 34133 Trieste

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