III lezione_strutture in muratura e a telaio. II parte

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III lezione_strutture in muratura e a telaio. II parte
Strutture a piloni cavi in muratura portante
La struttura a piloni cavi in muratura portante descrive una tecnica costruttiva che si pone in modo equidistante tra il
sistema trilitico e quello murario, tra il principio di distribuzione concentrata dei carichi – i piedritti compressi che
sostengono l’architrave - e il principio di distribuzione lineare dei carichi –il muro omogeneamente compresso a sostegno
dell’impalcato. La disposizione sul piano di base dei “monoliti” è libera: tuttavia essa è regolamentata da una maglia
geometrica di riferimento, all’interno della quale vengono disposti “liberamente” i piloni in modo tale da rispettare sia
l’organizzazione tipologico-spaziale –un organismo centralizzato, lineare, a pettine a griglia etc- sia l’equilibrio della
struttura.
I sostegni verticali sono sinteticamente descritti come pilastri “megalitici” a sostegno di una struttura sovrastante
orizzontale : una lastra rigida monolitica con tessitura bidirezionale. Una tettonica così concepita caratterizza la spazialità
interna mediante una chiara dialettica tra gli opposti: volumi materici e l’“immateriale vuoto”, lo spazio libero.
La dialettica tra spazi serviti e serventi, tra spazialità libera e spazialità conclusa .
Le masse murarie -i piloni - in relazione alla sovrabbondante quantità di materia , si modificano, trasformandosi da piloni
pieni a piloni cavi : delle stanze murarie chiuse, introverse, elementi portanti della struttura architettonica.
Sul piano funzionale esse si identificano come spazi “specializzati”: strutture “serventi” ,- stabili ed invarianti, contrappunti
visuali e materici rispetto alle fluide dinamiche che caratterizzano la libera spazialità degli ambiti compresi.
Struttura a piloni cavi (abitati)
P. Zumthor Terme di Vals , 1997
P. Zumthor Terme di Vals , 1997
P. Zumthor Terme di Vals , 1997
P. Zumthor Terme di Vals , 1997
P. Zumthor Vals , 1997
P. Zumthor Terme di Vals , 1997
P. Zumthor Terme di Vals , 1997
Strutture a telaio
Il principio del telaio si basa sul fatto che il piedritto e “l’architrave” ovvero il pilastro e la trave sono collegati tramite vincoli
d’incastro più o meno perfetti oppure a cerniera sfruttano le loro proprietà elastiche.
La ripetizione dei piedritti (pilastri) in verticale e degli architravi (travi) in orizzontale genera dei telai tridimensionali :
schemi strutturali a gabbia o ascheletro indipendente.
Nelle strutture elastiche a scheletro indipendente le murature di chiusura dell’edificio, l’involucro, sono necessariamente di
tamponamento e svolgono una funzione portante non principale dando solo un contributo alla rigidezza orizzontale.
Struttura a scheletro indipendente in c.a. Genova 1906
Le Corbusier
La maison Dom-ino 1914
Le Corbusier e Pierre Jeanneret 1926/27
La casa unifamiliare e la casa collettiva alla
esposizione del Weossenhof di Stoccarda
Le Corbusier e Pierre Jeanneret 1926/27
La casa unifamiliare alla esposizione del Weossenhof di
Stoccarada
Le Corbusier e Pierre Jeanneret 1926/27
La casa unifamiliare alla esposizione del Weossenhof di
Stoccarada
Le Corbusier e Pierre Jeanneret 1926/27
La casa unifamiliare alla esposizione del Weossenhof di
Stoccarada
Le Corbusier e Pierre Jeanneret 1926/27
La casa collettiva alla esposizione del Weossenhof di
Stoccarada
I cinque punti per una nuova architettura:
1 I pilotis
L’ossatura a scheletro in c.a. indipendente
2 I tetti terrazzo
Il tetto giardino; guardare e vivere il paesaggio dall’alto
3 La pianta libera
Una organizzazione di spazi svincolata dalla struttura ;
4 La finestra a nastro
Osservare il paesaggio in una sequenza senza fine;
5 La facciata libera
Comporre il rapporto tra interno ed esterno in assenza di
vincoli strutturali.
Le Corbusier, i quattro tipi di composizione:
Si possono riconoscere : Villa La Roche 1923-25; Villa Baizeau
1928-30; Volla Stein 1926-28 Villa Savoye a Poissy 1928_1931
Le Corbusier, la terrazza coperta di villa Baizeau 1928
Le Corbusier, La villa La Roche 1923-25
Una articolazione spaziale continua e fluida. L’ossatura in c.a riduce al
minimo i confini spaziali tra gli ambienti interni ed interni / esterni.
Le Corbusier, La villa La Roche 1923-25
La galleria d’arte su pilotis
Le Corbusier, La villa La Roche 1923-25
Le Corbusier
Villa Stein a Garches, 1926-28
L’ossatura dom.ino come soggeto.
Una casa difficile.
Le Corbusier
Villa Stein a Garches, 1926-28
L’ossatura dom.ino come soggeto.
Una casa difficile.
L e Corbusier afferma che questa casa
rappresenta una vera sfida alla propria
abilità di progettista: “ la compressione
dei diversi elementi all’interno di un
involucro rigido, assolutamente puro.
Problema
complesso
,
può
rappresentare
un piacere per lo
spirito..” La facciata libera, la pianta
libera e conseguentemente l’ossatura
portante in c.a. ,o pilotis.
Composizione cubica , dentro ben
compressi e liberi seguendo
gli
andamento più convenienti gli spazi, le
stanze, e fuori un prisma puro.
L.C. distingue fra forme prossime al
nostro corpo , organiche soggette alla
biologia dell’abitare, e forme più
distanti , disposte alla contemplazione
della ragione. In sintesi la dualità tra la
forma nella sua dimensione pubblica,
istituzionale
e quella privata
dell’abitare. “ Due fattori indipendenti
convivono simultanei, inseparabili: un
fenomeno biologico e un fenomeno
plastico.
Il sistema di proporzionamento geometrico.
Un rettangolo suddiviso in una successione ABABA e un rettangolo aureo di base definiscono la pianta e gli
alzati . Tutti gli elementi , strutturali e di ripartizione interna ed esterna , seguono questa impostazione
ordinatrice.
La geometria, la struttura , la pianta.
5
2.5
Le Corbusier purista:
Un dualismo tra fenomeno plastico e fenomeno
biologico. “Il biologico influenza il buon senso , il plastico
la sensibilità e la ragione”
Natura morta 1957
1
3
2
4
Una composizione del fronte Nord composto da uno schermo sottile, leggero e sospeso alla struttura la cui orditura
risulta arretrata dal fronte di 1,25 in modo tale da liberare l’angolo. Finestre in lunghezza a nastro sintetizzano in una
decisa figurazione la complessità dell’organismo abitativo. “ la facciata non è altro che un velo di vetro o di muratura che
chiude la casa”. La sezione aurea regolamenta la composizione degli elementi architettonici ( finestre, porte, logge,
pensiline ecc.)
“ Ampie zone abitative fluiscono l’una
nell’altra, e zone compresse al
minimo” si posizionano rendendo le
rigorose geometrie dei reticoli
distinguibili.
Sintesi sui principi costruttivi
Reticoli murari a cellule chiuse
Sintesi sui principi costruttivi
Dal sistema a setti paralleli al telaio
Sintesi sui principi costruttivi
Dal sistema a setti paralleli al telaio
Sintesi sui principi costruttivi
Sistema portante a setti irregolari
Sintesi sui principi costruttivi
Sistema murario a cellule chiuse. Solaio bi-direzionato
Sintesi sui principi costruttivi
Sistema murario a setti paralleli. Solaio mono-direzionato ed aperture
Sintesi sui principi costruttivi
Il telaio
Sintesi sui principi costruttivi
Struttura a telaio con tessitura del solaio mono direzionato
Sintesi sui principi costruttivi
Struttura a telaio con tessitura del solaio mono direzionato
Sintesi sui principi costruttivi
Struttura a telaio con tessitura del solaio bi- direzionato

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