Vite ruba - Comune di Empoli

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Vite rubate
a cura di Stefania Passaglia
Chiuso il raduno mondiale di Toronto, il Pontefice dà appuntamento a Colonia nel 2005.
Di fronte a 800 mila persone, nella messa e nell’omelia che hanno concluso la giornata mondiale della gioventù di Toronto, il
Papa ha voluto affrontare un argomento difficile, quello della pedofilia dei sacerdoti. Il Pontefice non si è tirato indietro, esprimendo “la vergogna e la tristezza” per gli scandali ma esortando i fedeli a “pensare e a stare vicino alla larga maggioranza di
religiosi generosamente impegnati a fare il bene”.
“Falsi profeti”. “Sono vecchio e un po’ stanco, voi siete giovani, ma m'identifico con le vostre speranze”. E, partendo da questo
senso di identificazione, ricordando “le tenebre” naziste e comuniste sotto di cui ha vissuto, il Papa ha esortato i giovani a impegnarsi per “umanizzare il mondo” e a resistere ai “falsi profeti” che possono offrire soltanto “illusioni e parodie della felicità”.
Un crimine. Dopo che decine di scandali pedofilia negli Stati Uniti hanno coinvolto sacerdoti, il 23 aprile scorso Giovanni Paolo II
ha convocato in Vaticano i cardinali americani e ha definito gli abusi sessuali un “crimine” e “un peccato sconvolgente”.
Tolleranza - Il 14 giugno, a Dallas, la conferenza episcopale ha votato un documento di “tolleranza quasi zero”: i sacerdoti che si
sono macchiati di pedofilia non saranno sospesi, ma sarà vietato loro di frequentare i fedeli.
Colti in fragrante insieme a minorenni prostituti. Uno è stato preside di una scuola cattolica.
Poche ore prime che il Papa condannasse pubblicamente la pedofilia, veniva reso noto che altri 2 sacerdoti cattolici statunitensi sono stati arrestati in episodi collegati a questo fenomeno. Si tratta di due preti del New Jersey, uno dei quali già preside di
una famosa scuola cattolica. William Giblin, di 70 anni, ed Eugene Heyndricks, di 60, sono finiti in manette in Canada il 19 luglio
scorso, con l’accusa di aver adescato minori. Sono stati colti in flagranza dalla polizia. I due sacerdoti sono stati rimossi dai loro
incarichi attuali. Gli ar resti sono collegati a un giro di violenza della polizia contro la prostituzione, che in questo caso coinvolgeva ragazzi di 14 anni. Nell’operazione, avvenuta in una cittadina del distretto di Plateau Mont- Royal, sono state arrestate altre
28 persone. Heyndricks è accusato di due episodi di pedofilia e rischia fino a 5 anni di carcere, se sarà provata la sua colpevolezza. Più grave la posizione di Giblin, che era stato a capo della scuola di Seton Hall Prep, e che rischia fino a 10 anni di prigione. I due religiosi sono stati rilasciati dietro cauzione, ma dovranno comparire in tribunale a ottobre.
Ha respinto la richiesta di estradizione in Italia e ogni offerta di collaborazione dell’ambasciata. Ha preferito restare chiuso in un
carcere cambogiano, provando a rallentare il processo e confidando fino all’ultimo in una sentenza mite. L’uomo, 30 anni, elettricista milanese, ha fatto male i suoi conti. Il caso era diventato troppo clamoroso e le stesse autorità locali ne avevano ordinato la massima pubblicità, proprio per evitare che il silenzio favorisse aggiustamenti dell’ultima ora. Così il giudice ha deciso di
confermare il nuovo corso della Cambogia contro il turismo sessuale, ha condannato l’italiano per abuso sessuale nei confronti
di 4 minorenni a dieci anni di carcere. E’ il terzo occidentale condannato per turismo sessuale e pedofilia in Cambogia negli ultimi anni. Avevano subito la sua sorte, nel’95, due britannici, condannati a uno e tre anni. l’italiano, nato a Milano nel novembre
del’71, era giunto in Cambogia il 9 giugno del 2001, dopo avere fatto scalo a Bangkok. Motivo ufficiale della visita: turismo. La
sua vacanza si è interrotta 6 giorni dopo, quando la polizia lo ha trovato in una radura di un’isola, vicino al lago Tonle Sap, in
compagnia di 4 ragazzini, tutti maschi dai 10 ai 14 anni. Erano nudi, i bimbi e l’uomo, e non c’è voluto molto agli agenti per capire di cosa si trattava. Arrestato, ha subito confessato: “Si, ho avuto rapporti sessuali con loro, ma sono ragazzi di strada, prostituti: li ho regolarmente pagati, tre dollari per ognuno”. L’uomo, che era seguito dalla polizia, ha spiegato che era il secondo
giorno che aveva rapporti sessuali con loro e che in precedenza aveva avuto altre 4 esperienze con ragazzi di strada in case
abbandonate di Phnom Penh. Ai giornalisti che lo hanno avvicinato dopo la sentenza, ha detto che si trattava di “una decisione
ingiusta, erano consenzienti”. Ora dovrà scontare 9 anni in un carcere cambogiano e già questo primo anno non è stato facile.
Non è l’unico italiano in carcere in Cambogia, Un altro, di 28 anni, è detenuto nel carcere di Banteay Mean Chey, nel nord- ovest
del Paese. Fu fermato a Poipet nel 2001, dopo la denuncia di un ragazzo di 12 anni. Il giovane raccontò che una sera l’uomo gli
aveva proposto 40 dollari per andare a letto con lui. Ma dopo il rapporto, gliene diede soltanto otto. In seguito alla segnalazione, la polizia fece una perquisizione della stanza d’hotel nel quale alloggiava e lo trovò con un altro bambino che aveva subito la
stessa sorte. Storie come tante in Cambogia, uno dei Paesi più a rischio del Sud-est asiatico per la prostituzione minorile. Le
ragazzine di Svay Pak, il quartiere a luci rosse di Phnom Penh, si vendono nei bordelli a 2 dollari all’ora, ma per i bambini di strada basta molto meno. Spiega Marco Scarpati, di Ecpat Italia, organizzazione che si occupa di prostituzione minorile: “Alcuni bambini si sono venduti per una coca cola. Ora la Cambogia ha deciso la linea dura contro il turismo sessuale, dopo la legge del ’96.
Ancora molto resta da fare, soprattutto per i bambini cambogiani. 250 dollari (250 euro) è quanto vale oggi la vita di un bambino in Cambogia”.
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Il fenomeno
Clienti e vittime nel mondo
Gli italiani che abusano di minori durante i viaggi turistici sono 100 mila. Ogni anno un milione di bambini è introdotto nel mercato della prostituzione e della pornografia.
La stima: il gir o d’af fari
Cinque miliardi di dollari l’anno: questo, secondo Ecpat Italia (End Chil Prostitution Pornography and Trafficking), il giro d’affari intorno alla prostituzione infantile nel mondo.
Cambogia: minori e Aids
La Cambogia è, nel Sud-est asiatico, il Paese con il più alto tasso di diffusione di Aids e uno dei paesi più a rischio per il traffico di minori. Tra le prostitute (10mila solo a Phnom Penh), il 35% ha meno di 17 anni. Il 42,6% sono sieropositive.
La violenza, per una ragazzina milanese appena adolescente, aveva l’inconfondibile odore di cloro di una piscina, a Milano. Il suo
istruttore di nuoto, M.F. milanese di 42 anni, è stato fermato per pedofilia con l’accusa di aver abusato ripetutamente dell’allieva bambina. 14 anni, la passione per il nuoto. Ma quelle lezioni in piscina si erano trasformate da tempo in una terribile esperienza di abusi. Le violenze sono continuate fino in cui la vittima ha raccontato in famiglia le cose che accadevano durante le lezioni di nuoto. Uno sfogo che ha permesso ai genitori di sporgere denuncia, e che ha condotto all’arresto del presunto pedofilo, fermato all’aeroporto mentre si accingeva a imbarcarsi per l’Inghilterra.
San Gimignano – I giudici hanno affidato l’incontro ad un tecnico perché sbobini una cassetta nella quale è stata registrata la
testimonianza di una bambina che racconta alla sua maestra cosa le faceva quel vicino di casa. L’uomo è accusato di violenza
sessuale.
Boston – Paul Shanley, un ex prete al centro dello scandalo della pedofilia nella Chiesa cattolica Usa, è stato arrestato a San
Diego, in California. È accusato di aver molestato una trentina di ragazzi a Boston; il mandato di cattura è stato spiccato per lo
stupro di uno di questi. L’ex prete negli anni Settanta fu trasferito di parrocchia in parrocchia sebbene l’arcidiocesi fosse a conoscenza delle sue tendenze sessuali e delle sue opinioni in materia di pedofilia professate pubblicamente ad un convegno della
North American Man- Boy Love Associaton.
Il blitz: I numeri
7 persone in manette
23 denunce
29 personal computer sequestrati
800 videocassette
1.100 floppy disk
500 cd rom utilizzati per la diffusione di immagini pedo - pornografiche
La tecnica
Le vittime vengono attirate con la promessa di vedere cassette pornografiche e di ricevere carte da collezione introvabili.
Le vittime
Adolescenti di 12, 13 anni, molti di famiglie benestanti, che non hanno dato segno di disagio e sofferenza. Le famiglie non
hanno partecipato quanto stesse loro accadendo.
Gli incontri
Dopo il primo “abboccamento” avviene l’incontro. I ragazzi vengono costretti ad avere rapporti, anche di gruppo, di natura sessuale.
Le minacce
I pedofili si garantiscono il silenzio delle loro vittime minacciando di divulgare quanto ripreso e fotografato.
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Questo il bilancio dell’operazione Atlantis, blitz antipedofilia che ha riguardato 10 regioni della penisola. L’indagine è durata un anno
e ha consentito a 50 poliziotti di coltivare un migliaio di contatti. Di questi il 30 per cento è fatto di minorenni, come hanno accertato le indagini: alcuni hanno meno di 14 anni. 4 degli arrestati risiedono in Lombardia (sono stati loro concessi i domiciliari), gli
altri 3 in Umbria e in Emilia Romagna. Il caso più clamoroso a Reggio Emilia dove M. C., 29 anni, è accusato non solo di aver scambiato materiale pedo- pornografico attraverso la rete, ma di averlo anche prodotto, filmato numerosi incontri avuti con almeno 4
ragazzini della città. Attirava le sue vittime con il fascino del proibito: cassette pornografiche e carte da collezione introvabili. L’uomo,
per la polizia postale che ha condotto le indagini, approfittando del suo lavoro (è dipendente di un’attività commerciale della città
collegata al videonoleggio) per contattare giovanissimi che poi attirava a sé con la promessa di far vedere cassette porno o di procurare carte da collezione, molto ambite dai ragazzini. Gli accertamenti della polizia hanno permesso di ricostruire oltre un anno di
abusi. Solo la madre di uno dei ragazzi vittime di violenza ha raccontato agli inquirenti, che le hanno dovuto comunicare la drammatica notizia, che negli ultimi tempi si era insospettita per il crescere numerico di telefonate ricevute a tarda sera dal figlio. Il meccanismo di adescamento era semplice. Dopo il primo abboccamento avveniva l’incontro, spesso in circoli ricreativi della città. Lì i
ragazzini venivano convinti ad avere incontri, anche di gruppo, di natura sessuale, anche a casa di M. C., che vive con i genitori. Il
pedofilo si garantiva il silenzio delle vittime elargendo loro piccole somme di denaro o anche minacciando di divulgare quanto ripreso e fotografato. M. C. è stato individuato dagli investigatori grazie all’abitudine di scambiare con gli altri pedofili il materiale che filmava e al ‘vizio’ di vantarsi, ‘chattando’ con i complici, dei suoi successi. In manette, ma agli arresti domiciliari, in Emilia sono finite altre 2 persone, accusate però solo di aver scambiato materiale pedo- pornografico in rete.
Gli altri 4 arrestati sono lombardi. Ai quattro, tra i 20 e i 44 anni, sono stati concessi gli arresti domiciliari, è contestata la detenzione e lo scambio di materiale pedopornografico. L’inchiesta, partita un anno fa, è nata grazie al costante monitoraggio da parte
di agenti sotto copertura nella chat. I pedofili on line, 2 milanesi, uno della provincia di Bergamo, l’altro di Vigevano, cercavano contatti con minori soprattutto sotto i 14 anni. Nelle loro case sono stati trovati floppy disk con foto di bambini, sono stati sequestrati
cd rom e computer.
Roma – Prima c’era soltanto il televisore, adesso c’è anche Internet a fare da baby sitter nelle famiglie. Ma queste ultime sono consapevoli del rischio che corrono gli adolescenti?
“Pensano che sia uno strumento analogo al televisore – risponde Domenico Volpini, direttore della polizia postale e delle comunicazioni che ha por tato a termine “Atlantis”,– ma con Internet si spalanca una porta su casa nostra. E questo costituisce un rischio
per i minorenni”.
Il fatto che i genitori sottovalutino questi pericoli favorisce i pedofili.
“Certo. Anche perchè i pedofili nelle chat si camuffano da adolescenti e poi puntano a tramutare gli incontri virtuali in incontri reali”.
Si può azzardare una stima dell’estensione del fenomeno?
“C’è una crescita esponenziale in parallelo a come cresce Internet. Vale dire: più si diffonde Internet tra la popolazione, più pedofili identifichiamo”.
La scuola può aiutare a prevenire?
“Certo. La scuola e le altre istituzioni. Di recente, ad esempio, il ministro per l’innovazione tecnologica Luciano Stanca ha formato
un comitato tecnico per la navigazione consapevole in Internet per evitare di finire nelle trappole virtuali”.
– 7 arresti, 23 persone denunciate, 29 personal computer sequestrati e stessa sorte per 110 floppy disk, 800 videocassette e 500 cd-rom utilizzati per la trasmissione delle immagini in rete.
Viareggio – Insieme alla moglie, costringeva due sorelle minorenni fatte venire appositamente dall’Ecuador a lavorare sulle spiagge
della Versilia (ma in precedenza anche a Venezia e Rimini) per vendere dalla mattina alla sera chincaglierie di ogni genere: dai prodotti tipici dell’artigianato sudamericano ai cd di musica latina. E se la sera non portavano a casa un buon incasso, l’uomo le mandava
a dormire senza cena. Un vero e proprio sfruttamento ai limiti della schiavitù quello a cui l’uomo, 35 anni, ecuadoregno, aveva costretto la piccola, 13 anni, e la sorella, di un paio di anni più grande. Tutto questo perché l’uomo – ora in carcere a Lucca per introduzione
clandestina di extracomunitari a fini di lucro, ma il suo capo potrebbe presto essere modificato in riduzione in schiavitù – si era accordato con il padre delle due ragazze assicurandogli mille dollari a testa in cambio della loro “manodopera”. A far venire alla luce la terribile storia e mettere così fine allo sfruttamento delle due ragazzine (ora ospite in un centro di accoglienza per minori) è stata la cliente di un bagno di Lido di Camaiore di origini sudamericane a cui la ragazzina di 13 anni – grazie alla possibilità in lingua – aveva rac19
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contato la sua disavventura. A quel punto la donna ha avvisato la polizia. Gli agenti sono riusciti a scoprire altre due “carovane” di
ecuadoregni che a loro volta sfruttavano altri otto minorenni costringendoli a vendere merce grazie alla compiacenza di una ditta di
Milano.
Londra – I peccati sono ancora un segreto, ma i peccatori e il confessore sono ben in vista. L’ultima novità sono confessionali
insonorizzati ma con un bel vetro sul davanti. Il cambiamento è la conseguenza di una serie di scandali all’interno della Chiesa
cattolica e l’obiettivo dichiarato è di consentire agli altri di vedere quello che succede, di proteggere i bambini e gli adulti da qualsiasi rischio di abuso da parte del sacerdote e di proteggere lo stesso sacerdote da false denunce. I nuovi confessionali sono
già entrati in funzione in Inghilterra, nella Cattedrale di Plymouth ed in alcune chiese di Nottingham, Liverpool, Cardiff a
Westminster. Ma saranno presto utilizzabili in tutte le chiese di Inghilterra e Galles. E dagli Stati Uniti giunge notizia di un’iniziativa simile: è stata la diocesi di San Josè, California, a disporre che tutti i confessionali siano dotati di vetri trasparenti.
Brescia – A denunciarlo ai carabinieri è stato un altro prete dopo aver raccolto le confidenze di alcuni bambini e le lamentele dei
genitori sulle sue attenzioni morbose. Così, dopo l’inchiesta, il parroco 42enne di un paese della Franciacorta è stato allontanato dal paese, trasferito in una zona rimasta segreta con l’obbligo di dimora.
Il tribunale dei minori ha restituito la potestà di genitore al tassista milanese che era stato ingiustamente accusato di abusi sulla
figlioletta di 3 anni. Il caso aveva provocato una spaccatura anche tra i magistrati. Indagato dal 1996, il padre era stato assolto
con formula piena nel dicembre 2000. Ora i giudici minorili hanno definitivamente archiviato anche la procedura di tutela: la bambina, che oggi ha 9 anni, torna così ad essere legalmente affidata ai propri genitori, che sono tornati a convivere 3 mesi fa, dopo
una lunga separazione causata proprio dall’inchiesta. Prima dell’assoluzione, il tribunale dei minori gli aveva tolto la potestà
anche sul figlio primogenito. Tra il 1997 e il 2000 il tassista ha dovuto vivere lontano da casa, con il permesso di rivedere per
una volta la settimana solo il figlio primogenito, che è disabile.
Pescara – Un altro arresto nell’ambito dell’inchiesta su un traffico di bambini tra l’Albania e l’Italia. Si tratta di un albanese, 50
anni, cognato di un uomo arrestato il 28 agosto scorso assieme alla moglie, accusata di avere portato illegalmente in Italia dal
2000 a oggi 26 bambini di età compresa tra i 4 e gli 11 anni, spacciandoli per i propri figli. Il cinquantenne è stato bloccato a
Popoli (Pescara) vicino all’abitazione di uno dei figli della sua ex moglie. È accusata di associazione per delinquere, sequestro di
persona, ricettazione, falso documentale, favoreggiamento all’immigrazione clandestina. L’uomo ha due figli, che un paio d’anni
fa furono sottratti ai genitori dal Tribunale dei minorenni e affidati a un istituto. Salgono così ad almeno 62 i minori portati illegalmente in Italia da questo gruppo di albanesi.
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