Dipinti antichi 7 aprile 2006, ore 10:30

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Dipinti antichi 7 aprile 2006, ore 10:30
Dipinti antichi
7 aprile 2006, ore 10:30
1
Guillaume Courtois (1628– 1679) cerchia
Ritratto di uomo con cappello, olio su rame su legno, 16,5 x 13,5 cm, con cornice, (Wo)
EURO 7.000 – 9.000
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US$ 8.500 – 10.900
2 –
Pittore toscano della fine del XVI secolo
Ritratto di nobildonna, olio su tela, 22 x 18 cm, con cornice, (Wo)
EURO 5.000 – 7.000
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US$ 6.100 – 8.500
3 –
Pittore italiano del XVII secolo
Ritratto di gentiluomo con cappello nero, olio su tavola, 52 x 40 cm, cornice originale
intagliata dorata, (Wo)
EURO 6.000 – 9.000
[EOT]
US$ 7.300 – 10.900
4
Pittore veneziano del XVI secolo
Ritratto di nobildonna, olio su tela, 124 x 94 cm, bellissima cornice originale del XVII secolo,
intagliata dorata, (Wo)
EURO 15.000 – 18.000
US$ 18.200 – 21.900
Provenienza: collezione privata viennese
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5 –
Italia, XVI secolo
Ritratto di uomo con un mantello orlato di pelliccia e un copricapo nero, con l’iscrizione
“FRA. JABOBUS FOSSATUS. AEQUES. HYEROSO. MITANUS. ANNO 1475”, olio su tela,
69 x 56,5 cm, con cornice, (Wo)
EURO 10.000 – 14.000
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US$ 12.100 – 17.000
6
Pittore italiano del XVIII secolo
Giove, nelle vesti di un’aquila, rapisce il bel fanciullo Ganimede che gli fa da coppiere, olio su
tela, 95,6 x 127 cm, senza cornice, (Wo)
EURO 4.000 – 6.000
US$ 4.900 – 7.300
Provenienza: collezione privata della Germania meridionale
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7
Scipione Pulzone da Gaeta (Gaeta 1550 ca. - 1598 Roma)
Ritratto di dama con il suo cagnolino, olio su tela, 190 x 110 cm, con cornice, (Wo)
EURO 15.000 – 25.000
US$ 18.200 – 30.400
Perizia: Dott. Claudio Strinati, sovrintendente ai Beni Culturali e al Polo Museale di Roma 6
dicembre 2005. Il dott. Strinati ha esaminato personalmente il dipinto, accettandolo quale
opera autografa del “celeberrimo Pulzone, ritrattista della Roma di fine Cinquecento”
databile al tempo dei suoi ultimi ritratti...”.
Provenienza: collezione privata europea
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8
Pompeo Batoni (Lucca 1708 – 1787 Roma) bottega
Ritratto della principessa Giacinta Orsini Buoncompagni Ludovisi, duchessa di Arce (1741 –
1759), olio su tela, 135 x 99 cm, cornice, (Wo)
EURO 60.000 – 90.000
US$ 72.900 – 109.300
Questo brillante ritratto è una replica da maestro di bottega, tratta dal famoso originale,
conservato presso la Collezione Fondazione Cassa di Risparmio di Roma. .
Giacinta Orsini, figlia del principe Domenico Orsini e della principessa Anna Erba Odescalchi,
sposò Antonio Buoncampagni Ludovisi, duca di Arce, nel 1757. La duchessa, che morì di
parto all’età di diciotto anni, fu un’acclamata poetessa e membro dell’Academia dell’Arcadia
(con il nome di Euridice Aiacense), l’accademia letteraria romana; il suo ritratto - il dipinto
più esplicitamente letterario fra le opere di Batoni - fa riferimento ai suoi molti talenti e
interessi intellettuali di vario genere. La duchessa indossa un vestito blu ornato di trine e un
mantello foderato di ermellino, dipinto con meticolosa tecnica, il braccio sinistro è
appoggiato su una pila di libri sopra un clavicordo, e alla sua destra tiene una lira e una
corona d’alloro. Uno dei volumi sopra il clavicordo è di Petrarca, un altro porta l’iscrizione
“Anacreon” (presumibilmente un riferimento al poeta classico greco Anacreonte). Vicino a
questi vi è il busto di Minerva, uno degli elementi accessori più comuni nei ritratti di Batoni,
che si rifà alla statua in marmo, a figura intera, della “Minerva”Giustiniani (Haskell/Penny
1981, pp. 269–271, fig. 140). Vi è anche un mappamondo e, accanto ai fogli di musica, un
portamatita. La scena sullo sfondo mostra Pegaso sul monte Elicona mentre crea la fonte
Ippocrene, sacra alle muse, che si dice abbia ispirato la poesia, ed è quindi rappresentata qui
come tributo alla duchessa per essersi distinta come poetessa. Nonostante la grande abiltà
tecnica nella resa dei costumi dipinti, Battoni realizzò un numero piuttosto esiguo di ritratti
di donne e gli furono commissionati relativamente pochi ritratti da committenti italiani. In
ogni caso, l’importanza che i suoi contemporanei diedero a questo ritratto è suggerita dalla
presenza di alcune repliche e dall’esistenza di un’altra versione autografa, apparsa sul
mercato dell’arte in anni recenti (vendita, Sotheby’s, New York, 24 gennaio 2002, lotto 44).
Bibliografia: cfr. Clark, Bowron, 1985, pp. 271–272, n. 206; “Una collezione da scoprire...”,
1999, p. 92; n. 26; “Il Neoclassicismo in Italia...”, 2002, n. VII 6.
Provenienza: antica collezione privata Svizzera
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9 –
Giovanni Paolo Panini (Piacenza 1691/2 – 1765 Roma) attribuito
Architetture con la Torre delle Milizie e il Colosseo a Roma; olio su tela, 50 x 98 cm, con
cornice, (Wo)
EURO 18.000 – 24.000
US$ 21.900 – 29.100
Questo dipinto è una geniale contaminazione di monumenti classici con edifici medievali o
rinascimentali, o di pura fantasia, con un Sileno e con Bacco bambino, conservato presso i
Musei Vaticani a Roma;
Provenienza: collezione privata della Germania occidentale;
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10
Viviano Codazzi (Bergamo 1604 – 1670)
Capriccio architettonico, olio su tela, 65 x 49 cm, con cornice, (Wo)
EURO 12.000 – 18.000
US$ 14.600 – 21.900
Ringraziamo il Prof. David R. Marshall per l’attribuzione del dipinto a Viviano Codazzi
(comunicazione orale).
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11
Jan Frans van Bloemen (Anversa 1662 – 1749 Roma) attribuito
Paesaggio con figure, olio su tela, 49 x 39 cm, con cornice, (Wo)
EURO 7.000 – 12.000
US$ 8.500 – 14.600
Provenienza: Svizzera, collezione privata
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12 –
Giovanni Battista Busiri (attivo a Roma nella prima metà del XVIII secolo)
Paesaggio con il Tevere e il Ponte Milvio (noto anche come “Ponte Mollo”); in primo piano
viandanti in sosta e un pescatore, olio su tela, 39,5 x 57,5 cm, con cornice, (Wo)
EURO 15.000 – 18.000
US$ 18.200 – 21.900
Claude Lorrain ha dipinto una veduta analoga, ma che ritrae la riva opposta del Tevere.
Perizia: Prof. Giancarlo Sestieri, 24 gennaio 2006: Questo “paesaggio con ponte Milvio”
costituisce un notevole contribuito all’ aspetto artistico del Busiri, di certo più valido e
motivato del pittore di tempere, col quale si affermò maggiormente in vita, e al quale è
affidata principalmente la sua attuale notorietà. A raffronto colla presente pittura potrei
indicare diverse opere, non ancora però pubblicate; ma tra i recenti recuperi più recenti,
esemplificativo risulta il paragone colla sua “Veduta del Foro con lïArco di Costantino”,
firmata per esteso, venduta all’asta (8. 12. 2005, n. 360) di Sotheby’s Londra.
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13
Hendrik Frans van Lint (Anversa 1684 – Roma 1763)
Paesaggio con il tempio della Sibilla a Tivoli, firmato e datato in basso a destra “HF. van Lint.
F. Ao 1727”, olio su tela, 28 x 49 cm, con cornice, (Wo)
EURO 50.000 – 70.000
US$ 60.700 – 85.000
Esistono diverse varianti della composizione del presente dipinto eseguite tra gli anni 20 e 30
del 1700. Veduta fantasiosa con il tempio della Sibilla a Tivoli, firmato e datato 1734, presso
Colnaghi, Londra fino al 1948. Veduta fantasiosa con il tempio della Sibilla a Tivoli, firmato e
datato 1734, Roma, collezione privata. Veduta fantasiosa de Tivoli con il tempio della Sibilla,
firmato e datato 1737, ubicazione sconosciuta. (A. Busiri Vici, Peter, Hendrik e Giacomo Van
Lint, tre pittori di Anversa del ‘600 e ‘700 lavorano a Roma, Roma, 1987, pp. 104–107, ill. n.
98,101, 103, p. 224, ill. n. 269). ci sono anche diversi disegni preparatori e un ‘incisione
eseguiti da Henrik Frans van Lint che si trovano al British Museum, Londra e presso il
Philadelphia Museum of Art (ivi, pp. 104–107 ill. nn. 99, 100, 102, 105).
Provenienza: collezione privata europea
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14
Francesco Foschi (Ancona – 1780 Roma) cerchia
Paesaggio con ponte e una torre, olio su tela, 67 x 93 cm, con cornice, (Wo)
EURO 6.500 – 8.500
US$ 7.900 – 10.300
Provenienza: collezione privata della Germania meridionale
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15 –
Francesco Foschi (Ancona 1750 – 1805 Roma)
Ampio paesaggio fluviale montuoso con torrente e figure, olio su tela, 66.5 x 105 cm, con
cornice, (Wo)
EURO 35.000 – 45.000
US$ 42.500 – 54.600
Ringraziamo la dottoresssa Marietta Vinci per aver accettato il presente dipinto quale opera
autografa di Francesco Foschi (comunicazione orale). Questo splendido paesaggio affascina
non solo per la sua alta qualità, ma anche per la rarità del soggetto. Francesco Foschi infatti
deve la sua straordinaria posizione nella pittura italiana del XVIII secolo quasi esclusivamente
al suo essere pittore di paesaggi invernali. Dunque questo quadro rappresenta una grande
rarità, perchè è uno dei pochissimi suoi paesaggi estivi. Uno dei suoi promotori fu il papa
Benedetto XIV. Chiara testimonianza della qualità delle sue opere è la circostanza che suoi
dipinti fossero accolti nella famosa collezione Borghese.
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16 –
Francesco Casanova (Londra 1727 – 1802 Brühl bei Wien)
Banditi rapiscono una giovane donna; olio su tela, 52 x 76 cm, con cornice, (Wo)
EURO 10.000 – 14.000
US$ 12.100 – 17.000
Francesco Casanova era il fratello del famoso avventuriero e seduttore Giacomo Casanova,
le cui Memorie contengono la maggior parte delle vicende della sua vita. Cresciuto a
Venezia, Francesco Casanova si trasferì nel 1751 a Parigi, diventando un pittore alla moda.
Diderot lo definì “un grand peintre”. Nel 1783 si stabilì a Vienna per passarvi il resto della
sua vita. Qui creò, per Caterina la Grande di Russia, un famoso ciclo di dipinti che
raffigurano le vittorie della zarina sui Turchi. Fu soprattutto pittore di cavalieri e battaglie e
di quadri a sfondo storico.
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17 –
Jacques Courtois detto il Borgognone (St. Hyppolyte 1621 – 1676 Roma) attribuito
Battaglia di cavalleria, olio su tela, 72 x 132,5 cm, con cornice, (Wo)
EURO 12.000 – 16.000
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US$ 14.600 – 19.400
18 –
Girolamo Pesci (Roma 1679 – 1759)
Mosè fa scaturire l’aqua dalla roccia; olio su tela, 73 x 88 cm, con cornice, (Wo)
EURO 30.000 – 40.000
US$ 36.400 – 48.600
Perizia: Prof. Giancarlo Sestieri, 30 gennaio 2006: L’episodio qui rappresentato è stato tra i
piú raffigurati nell’arte cristiana di tutti i tempi - tra l’altro è stato considerato un simbolo del
ristoro spirituale che l’uomo riceve dalla chiesa - e in particolare è stato prediletto dai
pittori seicenteschi di estrazione barocca. Il cui gusto espositivo poteva infatti trovare in esso
una esplicazione ideale. Del Pesci si possono indicare altri dipinti di gusto ancora barocco,
come l’affresco della sagrestia della Chiesa della Maddalena in Roma, la “Ultima Cena” e la
“A ssunzione della Vergine” del Castello Visovice in Boemia. La prima esposizione biografica
sul Pesci, nel “Repertorio della Pittura Romana della fine del Seicento e del Settecento”
(Allemandi ed., Torino 1994, I, pp. 146 -147, III, figg. 889 – 94).
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19
Johann Carl Loth detto il Carlotto (Monaco 1632 – 1698 Venezia) attribuito
Ercole e Onfale, olio su tela, 142,5 x 175 cm, con cornice, (Wo)
EURO 6.000 – 9.000
US$ 7.300 – 10.900
Provenienza: collezione privata austriaca
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20 –
Francesco e Pietro Graziani (attivi a Napoli e Roma tra fine XVII e inizio XVIII secolo)
Battaglia con alta torre, olio su tela, 37 x 73 cm, con cornice, (Wo)
EURO 20.000 – 26.000
US$ 24.300 – 31.600
I Graziani sono chiaramente due. La critica moderna, seguendo forse pure il Thieme-Becker
che non fece distinzione tra Pietro e Francesco, è propensa a riunire l’ampio gruppo di
omogenee “battaglie”, sotto l’unica paternità di Pietro, al quale andrebbero ascritte anche
quelli citate sotto il nome di Francesco, di cui egli avrebbe assunto l’appellativo.
Bibliografia: cfr. battaglie simili in Giancarlo Sestieri, “I Pittori di Battaglie - Maestri Italiani e
Stranieri”, Ed. De Luca, 1999, pp. 363–371, ill. 6–31.
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21
Cornelis de Wael (Anversa 1529 – 1667 Roma)
Due scene di assedio con scontro fra fanti e cavalieri; pendants, olio su tela, ognuno di 84 x
132 cm, con cornici, (2), (Wo)
EURO 60.000 – 90.000
US$ 72.900 – 109.300
La decisiva maturazione di Cornelis de Wael avvenne in Italia, dove soggiornò
prevalentemente a Genova, trascorrendo poi l’ultimo decennio a Roma. Nel 1621 egli e suo
fratello Lucas ospitarono nella loro casa genovese il van Dyck, del quale subirono
positivamente l’influenza nelle loro opere più impegnative. Nel biennio 1625–26 essi furono a
Roma. Dall’Urbe Cornelis tornò in Liguria. Il de Wael aveva acquisito in Spagna”la fama di
virtuoso di far battaglie”. I suoi quadri furono acquistati dal re Filippo III, e si trovano in
collezioni genovesi. Le rappresentazioni militari di Cornelis - tra cui pure battaglie navali e
spostamenti di truppe - sono impostate a una descrizione articolata e a una caratterizzazione
analitica delle figure e dei loro particolari.
Bibliografia: si veda una composizione molto simile al presente dipinto in: Giancarlo Sestieri,
“I Pittori di Battaglie”, Ed. Luca, 1999, p. 627 (ill.).
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22
Scuola veneziana 1380 ca.
Madonna con Bambino, un santo, angeli, due monache e un religioso, olio e tempera su
fondo oro, su tavola, 41 x 33 cm, con cornice, (Wo)
EURO 8.000 – 12.000
US$ 9.700 – 14.600
Ringraziamo il Signor Everett Fahy, The Metropolitan Museum of Art, New York, per
l’attribuzione e la datazione del presente dipinto.
Provenienza: da un castello tirolese
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23
Ambrogio da Fossano detto il Bergognone (Milano ? ca. 1453 – 1523)
La Vergine con Bambino in un paesaggio, olio su tavola, tondo, diam. 52 cm, cornice
originale, dorata su entrambi i lati e intagliata a tergo, (Wo)
EURO 50.000 – 60.000
US$ 60.700 – 72.900
Si ringrazia il Professor Everett Fahy per avere accettato il dipinto come opera autografa
(charming roundel) di Bergognone in base ad una fotografia. Si confronti la presente tavola
con Madonna con il Bambino, Santa Caterina da Siena e un monaco certosino, della
Pinacoteca di Brera di Milano: le analogie si riscontrano nel viso della Vergine, nello sguardo
rivolto verso il basso e nel paesaggio che fa da sfondo. Si nota infatti la presenza di un
monastero come nella tavola della National Gallery di Londra, Madonna con Bambino in
trono, collezione privata. (G. C. Sciolla, Ambrogio da Fossano detto il Bergognone, Milano,
1998, p. 199, ill. n. 21; p. 209, ill. n. 26; p. 202, ill. n. 22) Ricorrente la presenza del libro
identificato per tradizione con il Libro della Sapienza, da cui deriva la Mater Sapientiae.
Quando il libro è retto dal Bambino, come in questo caso, rappresenta i Vangeli.
.
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24
Defendente Ferrari detto Ferrari da Chivasso (Chivasso 1490 ca. - dopo 1535)
Pietà, olio e tempera su tavola, 56,5 x 84,5 cm, senza cornice, (Wo)
EURO 25.000 – 35.000
US$ 30.400 – 42.500
Perizia: ringraziamo Mr. Everett Fahy, The Metropolitan Museum of Art, New York, per
l’identificazione del pittore del presente dipinto: “It is a characteristic work by Defendente
Ferrari; unpublished so far as I can see. You can compare it with the depiction of the same
subject in one of the wings of the triptych in the Istituto Rosmini, Stresa Borromeo, that
Defendente signed and dated 1523 (reproduced by Berenson, ‘Italian Pictures of the
Renaissance: Central Italian and North Italian Schools’, 1968, vol. III, ill. 1253.”
Provenienza: collezione privata viennese
Defendente fu attivo nella regione di Torino. Dipinse opere religiose. Una Pietà simile al
dipinto in questione si trova presso la cattedrale di Chivasso. Portella di destra del trittico di
Defendente Ferrari a Stresa Borromeo, Istituto Rosmini.
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25
Francesco Brini (Firenze 1540 ca. – 1586)
La Vergine con il Bambino e i santi Caterina, Giovanni Gualberto e il Giovannino; olio su
tavola, 52 x 43 cm, con cornice, (Wo)
EURO 15.000 – 20.000
US$ 18.200 – 24.300
Sul retro della tavola è presente un vecchio adesivo con la scritta “Solario 103“ La
identificazione dell’artista è stata fornita da Everett Fahy, The Metropolitan Museum of Art.
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26
Jacopo Robusti detto Tintoretto (Venezia 1518 – 1594) bottega
L’orazione di Cristo nell’orto degli ulivi; olio su tela, 85 x 137 cm, con cornice, (Wo)
EURO 17.000 – 25.000
US$ 20.600 – 30.400
Un gruppo molto simile ai due opostoli dormienti in basso a destra nel presente dipinto si
può notare nella composizione di Jacopo Tintoretto “Orazione nell’orto” alla Scuola di San
Rocco a Venezia (si veda riproduzione in cat.).
Provenienza: negli anni 1950 galleria Sankt Lucas a Vienna; in seguito collezione privata
austriaca
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27
Giovanni Bellini (Venezia 1430 – 1516) seguace del XVI secolo
Pietà, olio su tela, 94 x 157 cm, antica cornice intagliata, dorata, (Wo)
EURO 15.000 – 20.000
US$ 18.200 – 24.300
La radiografia del presente dipinto (si veda riproduzione in cat.) mostra nell’angolo in alto a
sinistra il busto di un uomo, probabilmente la figura del pittore o del donatore, che più tardi
fu ridipinto.
Provenienza: Monaco, proprietà privata
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28
Scuola fiorentina del XVI secolo
L’annunciazione alla Vergine, olio su tela, 118 x 152 cm, senza cornice, (Wo)
EURO 9.000 – 12.000
US$ 10.900 – 14.600
Provenienza: collezione privata viennese
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29 –
Girolamo Mazzola Bedoli (Viadana 1500? - 1569 Parma)
Annunciazione alla Vergine, olio su tela, 57 x 48,5 cm, cornice originale dell’epoca, (Wo)
EURO 12.000 – 16.000
US$ 14.600 – 19.400
Perizia: Prof. Giancarlo Sestieri, 9 dicembre 2005: “Quali confronti più atti a confermare la
paternità del Bedoli si possono citare la ‘Madonna con Bambino e Santi’ della chiesa di San
Michele a San Michele di Tiorre, pubblicata nel catalogo della Mostra ‘arte in Emilia 4’ (a cura
di A. Ghidiglia Quintavalle e L. Fornari, Parma 1971–72, n. 40); la ‘Annuciazione’ della
Pinacoteca Ambrosiana, proveniente dalla chiesa di San Francesco di Viadana (vedi ‘La
Pinacoteca Ambrosiana’, Neri Pozza ed., Vicenza 1969, pag. 192); e il ‘Matrimonio mistico di
Santa Catarina’ della Galleria Nazionale di Parma (vedi ‘Catalogo delle opere. Il
Cinquecento’, Cassa di Risparmio di Parma e Piacenza, 1998, n.182, pag. 63).”
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30 –
Giovanni Stanchi (Roma 1608 - notizie sino al 1675)
Brocca in maiolica di Deruta con fiori, olio su tela, 61 x 51 cm, cornice dorata e intagliata,
(Wo).
EURO 25.000 – 35.000
US$ 30.400 – 42.500
Perizia: Prof. Giancarlo Sestieri, 4 febbraio 2006: L’analisi della morbida rappresentazione, di
alta sensibilità cromatica e luministica, pur nella sua acuta oggettivazione mimetica dei singoli
elementi consentono di assegnare con precisione questa opera. Giovanni Stanchi (Roma
1608 - notizie sino al 1675), la cui figura è stata solo di recente focalizzata
soddisfacentemente, con cospicui contributi dovuto a L. Ravelli (“Stanchi dei Fiori”, Grafica &
Arte ed., Bergamo 2005) e a S. Proni (La famiglia Stanchi, in”Pittori di natura morta a Roma.
Artisti italiani 1630 – 1750”, a cura di G. e U. Bocchi, Arti Grafiche Castelli, Viadana 2006,
pp. 244 – 328). .
Perizia per il vaso: Dr. Margit Bauer, Museum für Kunsthandwerk Francoforte/Meno:
identificata quale maiolica di Deruta della prima metà del XVI secolo;
Un simile mazzo di fiori con lo stesso vaso fu esposto alla Hallsborough Gallery, London,
1961 come opera di Mario Nuzzi.
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31
Giacomo del Po (1659 – 1726) cerchia
L’incoronazione della Vergine, olio su tela, 66 x 54 cm, con cornice, (Wo)
EURO 1.800 – 2.600
US$ 2.200 – 3.200
Bozzetto per un dipinto di soffitto.
Provenienza: collezione privata viennese
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32
Mario Nuzzi detto Mario dei Fiori (Roma 1603 – 1673) attribuito
Un mazzo di fiori in un vaso dorato con decorazioni ornamentali, olio su tela, 120 x 90 cm,
con cornice, (Wo)
EURO 18.000 – 25.000
US$ 21.900 – 30.400
Perizia: dott. Claudio Strinati, Sopraintendete ai Beni Culturali e al Polo Museale di Roma, 7
dicembre 2005; il dott. Strinati ha esaminato il dipinto in originale e accettato come “opera
di alta qualità e di magnifica conservazione, di Mario Nuzzi detto Mario dei Fiori. Tipica
l’impostazione del vaso splendidamente lavorato e posto su un appoggio di pietra, mentre i
fiori si stagliano verso l’alto come un vero e proprio trofeo, secondo una concezione ormai
barocca che il pittore ampliò a dismisura, creando una nuova concezione della Natura Morta,
in cui alcuni fiori troneggiano sulla verticale mentre altri quasi cadono sul piano di appoggio
creando una piacevolissima armonia, come si deve, del resto, proprio nell’opera emblematica
dell’ artista, databile alla seconda metà del sesto decennio, il suo’Ritratto al cavalletto mentre
lavora’ nelle collezioni d’arte di Palazzo Chigi all’Ariccia, dove proprio il quadro che il
maestro sta dipingendo può essere utilmente comparato al nostro, tanto simile ne sono
l’impostazione e lo stile, al punto che mi sembra che debba spettare al dipinto qui in esame
anche la stessa data del quadro dell’Ariccia. E tale nuova concezione è pienamente riflessa
nel nostro dipinto, vivido e nitido, dove l’ombra e la luce si mescolano in un flusso cromatico
sottile e potente nel contempo.”
Provenienza: collezione privata europea
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33
Pietro Dandini (Firenze 1646–1712) cerchia
Santa Caterina, olio su tela, 77 x 57,5 cm, con cornice, (Wo)
EURO 6.000 – 10.000
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US$ 7.300 – 12.100
34
Guido Reni (1575 – 1642) cerchia
Amore dormiente in un paesaggio, sullo sfondo il castello dell’amore, 54 x 71 cm, bellissima
cornice dorata neoclassica,(Wo)
EURO 2.000 – 3.000
US$ 2.400 – 3.600
Provenienza: collezione privata viennese
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35 –
Jacob van de Kerckhoven detto Jacopo da Castello (Amsterdam 1640 – 1712 ca. Venezia)
Volatili, un pappagallo e porcellini d’India in un paesaggio; Natura morta di caccia; pendants,
olio su tela, ognuna 68 x 117 cm, cornici originali intagliate, (2), (Wo)
EURO 60.000 – 80.000
US$ 72.900 – 97.100
Si tratta di due opere tipiche di Jacopo da Castello, formatosi sulla scia del fiammingo Jan Fyt
e lungamente attivo a Venezia. Il modellato fermo e netto accentuato dal contrasto
luministico dichiara l’origine nordica del pittore, mentre i colori bruno rossastri e il
chiaroscuro di natura caravaggesca denotano l’accostamento a modelli italiani, in particolare
napoletani, cioè Giovan Battista e Nicola Maria Recco. Una simile commistione di elementi
induce a collocare le due tele nella fase di mezzo dell’attività del Castello.
Bibliografia riprodotti in: Federico Zeri “La natura morta in Italia”, Electa, Tomo I, 1989, tav.
n. 360.
Provenienza: collezione privata della Germania meridionale.
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36
Pittore italiano del XVII secolo
La bottiglia di vino rovesciata; olio su tela,
76 x 120 cm, con cornice, Wo)
EURO 4.000 – 6.000
US$ 4.900 – 7.300
Provenienza: proprietà privata della Germania occidentale.
EOT]
37
Baldassarre De Caro (Napoli 1689 – 1750)
Due nature morte con lepri e uccelli, una coppia, olio su tela, ognuno 73 x 100 cm, con
cornici, (2), (Wo).
EURO 8.000 – 12.000
US$ 9.700 – 14.600
Provenienza: collezione privata europea.
[EOT]
38 –
Scuola italiana del XVIII secolo
Mazzo di fiori con rose e un tulipano, olio su tela, 28 x 45 cm, cornice antica, (Wo)
EURO 5.000 – 6.000
US$ 6.100 – 7.300
Pendant del seguente
[EOT]
39 –
Scuola italiana del XVIII secolo
Mazzo di fiori con rose e un garofano, olio su tela, 28 x 45 cm, cornice antica, (Wo)
EURO 5.000 – 6.000
US$ 6.100 – 7.300
Pendant del precedente
[EOT]
40
Giuseppe Arcimboldo, imitatore del XVIII secolo
Ritratto di un pascià turco, olio su tela, 53 x 43 cm, con cornice, (Wo)
EURO 8.000 – 12.000
US$ 9.700 – 14.600
La faccia è composta, alla maniera di Arcimboldo, di puttini nudi.
Provenienza: collezione privata portoghese.
[T]
41
Giovan Battista Pace (Roma 1650 – 1699)
Ritratto di uomo barbuto in posa oratoria; olio su tela, 63 x 52 cm, con cornice, (Wo)
EURO 6.000 – 9.000
US$ 7.300 – 10.900
Giovan Battista Pace è “inquadrabile nello stretto ambito di Pier Francesco Mola...è figlio del
celebre pittore di nature morte Michelangel Pace da Campidoglio” (prof. Sestieri).
Perizia: Prof. Giancarlo Sestieri, 19 dicembre 2005: Giovan Battista Pace “dipinse
prevalentemente per la famiglia Chigi... nella stretta orbita del Mola... I paragoni che si
possono stabilire con immagini simili alla presente, sono in particolare quelle di San Giuseppe
nelle sue varie versioni del “Riposo durante la fuga in Egitto” (Coll. Guglielmi a Roma e
Museo Nazionale di Stoccolma).
Provenienza: proprietà privata della Germania occidentale
[EOT]
42
Maestro italiano del XVII secolo
Natura morta con funghi in una scodella di terracotta, tralci d’uva e verdura, olio su tela, 70
x 85 cm, con cornice, (Wo)
EURO 12.000 – 16.000
[EOT]
US$ 14.600 – 19.400
43 –
Giovanni Battista Colombo (Arogno 1717 – 1793)
Interno di osteria con musica, ballo e giocatori di carte, firmato in basso a sinistra, “I B.
Colombo Pixt”, olio su tela, 71,5 x 88 cm, con cornice, (Wo)
EURO 18.000 – 24.000
US$ 21.900 – 29.100
Giovanni Battista Colombo fu principalmente un decoratore teatrale e viaggiò in Italia,
Austria, Germania, Polonia e altri paesi dell’ Europa centrale. Famoso è il suo soffitto per
l’Opera di Ludwigsburg in Germania. Dipinse anche su tela e su tavola.
[EOT]
44 –
Francesco Ruschi (Roma 1610–1661 ca.)
Venere e Adone, olio su tela, 76 x 109 cm, con cornice, (Wo)
EURO 15.000 – 20.000
US$ 18.200 – 24.300
Ringraziamo il Prof. Giancarlo Sestieri per aver confermato il dipinto quale opera autografa
di Francesco Ruschi (comunicazione orale). Ruschi è un singolare pittore, allievo del Cavalier
d‘Arpino e seguace di Pietro da Cortona ma innamorato dei modi veneziani, massime
veronesiani e poi mazzoniani. Tradisce sempre un certo impaccio e una tendenziale
contraddizione in termini di linguaggio. È tuttavia pittore carico di impeto sentimentale e
come tale apprezzabile nei quadri drammatici o con personaggi storici.
[EOT]
45
Francesco Curradi (Firenze 1570 ca. – 1661)
Marta e sua sorella, la Maddalena penitente, firmato in basso a destra “Il Cav/ero(?) Curradi”,
olio su tela, 167 x 149 cm, bella cornice intagliata, (Wo)
EURO 40.000 – 70.000
US$ 48.600 – 85.000
Francesco Curradi, allievo del Naldini, fu, parallelamente al Passigano, fra quanti tentarono
di ravvivare formule manieristiche con colore alla veneta. Si distingue per la sensibile mestizia
che aleggia nei suoi dipinti e per una soffusa religiosità.
Provenienza: collezione privata europea
[EOT]
46 –
Domenico Fedeli detto il Maggiotto (Venezia 1712 – 1793)
Un astronomo, olio su tela, 42,5 x 56,5 cm, cornice originale intagliata, dorata,(Wo)
EURO 20.000 – 25.000
US$ 24.300 – 30.400
Perizia: Prof. Ugo Ruggeri, gennaio 2006: “... una notevole ‘scena di genere’ del Maggiotto,
latamente ispirata a modelli del suo maestro, Giovan Battista Piazzetta... della prima
maturità.. opera di bella qualità... una notevole aggiunta al catalogo del pittore”.
[EOT]
47
Antiveduto Grammatica (Roma 1569 – 1626) attribuito
Giuditta, 105 x 95 cm, con cornice, (Wo)
EURO 25.000 – 35.000
US$ 30.400 – 42.500
Perizia: Dott. Claudio Strinati, sopraintendente ai Beni Culturali e al Polo museale di Roma 2
dicembre 2005; il Dott. Strinati ha esaminato il dipinto in originale accettandolo come
“opera bellissima e originale di Antiveduto Grammatica in ottimo stato e in particolare
estremamente vicino al suo analogo, sempre del Grammatica, custodito presso il Museo
Nazionale di Stoccolma. La presente opera è una cospicua testimonianza di una fase cruciale
della storia della pittura a Roma nel primissimo Seicento.”
Provenienza: collezione privata europea
[EOT]
48 –
Giovanni Francesco Barbieri detto il Guercino (Cento 1591- 1666 Bologna)
Il sudario di Cristo; olio su tela, 56 x 46 cm, con cornice, (Wo)
EURO 15.000 – 25.000
US$ 18.200 – 30.400
Perizia: ringraziamo il Prof. Erich Schleier per aver definito questo dipinto, a partire da una
foto, opera autografa di Guercino (lettera del 2 dicembre 2005). Nicholas Turner scrive a
partire da una foto del presente dipinto:”I too gave it to Guercino, placing a black-and-white
reproduction in my files” (lettera del 21 dicembre 2005). E in una lettera del 6 gennaio 2006
Turner scrive che pensava”the picture to be by Guercino”. Mr. Turner chiese in una lettera
a Sir Dennis Mahon una sua opinione del “sudario”. Sir Dennis Mahon informò il Dorotheum
di ritenere il “sudario” opera autografa del Guercino degli anni 1624/25 - “an autograph
work by Guercino 1624/25” (comunicazione orale del 21 gennaio 2006).
Provenienza: Cardinale Antonio Barberini, Roma (Un quadro con un sudario di Cristo in tela
bianca con cornice di ebano e anello d’ argento. Due cornici sopraporte, interamente dorate
- Nella stanza di Giuseppe vicino alla stanza della divina sapienza. (inventario 1644 no. 70);
Don Maffeo Barberini, Roma ( Testa del Salvatore Coronato di Spine alto p. mi 2 e larga
11/2 con cornice liscia Nera e Oro, mano di Annibale Caracci); Cardinale Carlo Barberini,
Roma (Un Salvatore in Tela da Testa, cornice nera e oro, opera del Caracci, inventario
1692); famiglia Barberini fino agli anni 1960 (sempre come opera di Annibale Carracci con il
numero 70 in fondo a destra. Lo stesso numero si ritrova nel presente dipinto.
Prof. Schleier: “There cannot be any doubt that the (sudario) is the Barberini picture” lettera
del 27 dicembre 2005); 1980 Galleria Heim, London Asta: Christie’s Londra,19 aprile 1985,
lotto 102 come Annibale Carracci; collezione privata della Germania meridionale.
Esposizione: 1980 Heim Gallery, London, From Tintoretto to Tiepolo, 10 giugno - 29 agosto,
come opera di Annibale Carracci (Catalogo no. 7).
Bibliografia: M. Lavin, “Seventeenth Century Barberini Documents and Inventories of Art”,
1975; IV inv. 44. pag. 161. n. 70; VII, inv. 72, pag. 286, n. 582; VI, inv. 92 – 104, pag. 439, n.
273.
[EOT]
49
Giovanni Francesco Barbieri detto il Guercino (Cento 1591- 1666 Bologna)
Due uomini, un frammento, olio su tela,
120,5 x 100 cm, senza cornice, (Wo)
EURO 15.000 – 20.000
US$ 18.200 – 24.300
Questa immagine di due “Vecchioni” è la parte sinistra, probabilmente leggermente ridotta
in alto e in basso, di una versione autografa del quadro rappresentante “Susanna e i
vecchioni” del Museo del Prado di Madrid di Giovanni Francesco Barbieri detto il Guercino,
eseguito nel 1617 per il cardinale Alessandro Ludovisi (più tardi Papa Gregorio XV) e
passato poi in eredità a Filippo IV di Spagna.
Perizia: prof. Giancarlo Sestieri, 16 novembre 2005: “L’autografia del grande frammento qui
preso in esame risulta dall’alto livello pittorico generale, che appare non inferiore al quadro
ora al Prado. L. Salerno (”I dipinti del Guercino”, U. Bozzi ed., Roma 1988, n. 34, pag. 35–55)
ricorda l’esistenza di copie, nessuna delle quali in collezioni tedescheo austriache private.
Comunque la qualità del tessuto cromatico, la penetrante azione luministica e l’intensa
fluidità plastica nella resa dei panneggi di questo grande frammento, ne attestano pienamente,
a mio giudizio, la paternità del Guercino.”
Il presente dipinto non era stato toccato da almeno 150 anni e fu pulito prima di quest’ asta
per incarico del committente;
Provenienza: collezione privata austriaca
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50
Michelangelo Cerquozzi (Roma 1602 – 1660)
Mercurio e Argo, olio su tela, 42 x 32 cm, con cornice, (Wo)
EURO 6.000 – 9.000
[EOT]
US$ 7.300 – 10.900
51
Luca Giordano (Napoli 1634 – 1705)
Ratto di Proserpina, olio su tela, 203,5 x 169 cm, senza cornice, (Wo)
EURO 25.000 – 35.000
US$ 30.400 – 42.500
Il tema del rapimento appare spesso nella pittura del Giordano. Nelle composizioni sono
sempre presenti donne con movimenti di torsione del busto e con le mani alzate in segno di
difesa come nel Ratto delle sabine a Caserta, Palazzo Reale. Particolare la presenza del
cavallo simile ai cavalli di altre opere dell’artista. I colori, lo stile e la violenza che transpare
dalla composizione, sono tipici dei dipinti di Luca Giordano. (cfr. D. Ferrari, G. Scavizzi, Luca
Giordano, l’opera completa, Napoli, 1922, p. 141, ill. n. LXXXV, 711, ill. n. 583).
[EOT]
52
Sebastiano Conca (Gaeta 1680–1764)
Il ratto d’Europa, olio su tela, 75,5 x 100 cm, con cornice, (Wo)
EURO 35.000 – 45.000
US$ 42.500 – 54.600
Perizia: prof. Giancarlo Sestieri, 10 dicembre 2005: “Questo ‘Ratto di Europa’ costituisce una
significativa nuova acquisizione al catalogo di Sebastiano Conca, in quanto oltre ad offrirci un
rappresentativo saggio della sua personalità artistica, qui espressa ai suoi migliori livelli
qualitativi ed interpretativi, in una fase di felice esplicazione in chiave rococò della sua
originaria matrice tardo barocca, ci attesta della diffusa popolarità e della conseguentemente
larga commitenza, da lui acquisite a Roma sin dall’inizio del secondo decennio. Infatti la sua
accattivante trattazione di questo popolare tema mitologico dovette evidentemente
incontrare un più che lusinghiero successo, come ci attestano l’altra versione pittorica nella
collezione Ingold a Vigevano, e quella incisa dallo stesso Sebastiano e Giacomo Leopardis (in
‘Venezia appresso Francesco Aglietti e compagni’). Alle quali si viene ora ad aggiungere il
presente esempio, che differisce sostanzialmente dalle due suddette, pur attenendosi a un
analogo schema di dinamica ma equilibrata composizione, imperniato sulla leggiadra figura di
Europa, assisa sul toro, e circondata dalle sue ancelle e vari amorini, ed inquadrata su un
accennato sfondo marino. Ma le figure secondarie sono assai variate sia nel dipinto che nell’
incisione, pur con strette attinenze, quali gli angioletti che reggono la corda del toro, mentre
la posizione del toro risulta invertita nel quadro già noto, ma non quella di Europa che però
è diversamente atteggiata. Differenze che ci testimoniano della versatilità del Conca, capace
di variare con disinvoltura su un tema, mantenendo sempre ben vive le sue più positive
peculiarità. Non è da escludersi il reperimento di un terzo dipinto, più strettamente
aderente alla stampa. Per i confronti col quadro citato e l’ incisione si possono esaminare il
catalogo, curato dal sottoscritto, della mostra sull’autore, tenutasi a Gaeta nel 1981
(‘Sebastiano Conca 1680 – 1764’, Centro Storico Culturale ‘Gaeta’, n. 24, pp. 138–139); e il
‘Repertorio della Pittura Romana della fine del Seicento e del Settecento’, a cura di G.
Sestieri, Allemandi ed., Torino 1994, II, fig. 298), in cui ho ripubblicato il quadro della
collezione di Vigevano. Nel caso di una mia aggiornata redazione di una monografia su
Sebastiano Conca, vi includerò senza meno questa opera; della quale avrei piacere di potere
avere un trasparente per una sua una pubblicazione a colori.
Bibliografia: si veda l’analoga composizione rovesciata nella collezione Ingold a Vigevano,
riprodotta in Giancarlo Sestieri, “Repertorio della Pittura Romana della fine del Seicento e
del Settecento”, 1993, Roma, tomo II, n. 298.
Provenienza: collezione privata viennese
[EOT]
53
Francesco Trevisani (Capodistria 1655 – 1746 Roma)
“Apollo e Marsia” e “Apollo e Pan”; pendants, olio su tela, ognuno “ 174 x 123 cm, con
cornice, (2), (Wo)
EURO 50.000 – 60.000
US$ 60.700 – 72.900
Perizia: Prof. Giancarlo Sestieri, 8 febbraio 1999: “questi due notevoli quadri rappresentano
due nuove importanti acquisizioni al catalogo di Francesco Trevisani, che fu uno dei
caposcuola della pittura romana durante la prima metà del Settecento. Le due tele
appartengono evidentemente alla sua prima fase romana (si trasferì nell’Urbe nel 1678),
ancora sotto il diretto ascendente del suo maestro A. Zanchi - nella cui bottega si era
educato giovinetto a Venezia - e antecedenti il suo esordio ufficiale romano in S. Silvestri in
Capite (1695–96). Comunque esemplificativo è il confronto tra i due quadri, qui presi in
esame, e i modelletti per il suddetto ciclo chiesastico (vedi G. Sestieri, ‘Repertorio della
Pittura Romana della fine del Seicento e del Settecento’, III, figg. 1084–1085). Sono due
opere quindi che, oltre al loro alto livello qualitativo, esplicano significativamente il passaggio
del Trevisani dalla primitiva matrice veneta, di cui si può godere il pregnante pittoricismo,
alle successive raffinatezze di un dipingere più decantato e filtrato dalla chiarezza espositiva
marattesca. In definitiva due testimonianze basilari per penetrare nella prima maturazione del
maestro di Capodistria, che in effetti, grazie a questa sua commistione veneto-romana,
costituì l’elemento più rivitalizzante del piuttosto monotono panorama tardo-barocco della
pittura romana. Le due scene si riferiscono, la prima, alla punizione di Apollo, mentre si
accinge a scorticare Marsia, che aveva osato sfidarlo a una gara di musica; e la seconda
all’altra tenzone musicale tra il dio e Pan, con al centro il re Mida, ancora senza le orecchie
asinine, inflittegli quale punizione per il suo giudizio favorevole al satiro.”
Provenienza: collezione privata europea
[EOT]
54
Sante Creara (Verona 1571 – 1630)
Diana con le ninfe in un parco davanti ad una fontana a getto, firmato in basso a destra “S.
CREARIUS. F.”, olio su lastra d’ardesia, 44 x 34,5 cm, con cornice, (Wo)
EURO 20.000 – 30.000
US$ 24.300 – 36.400
Sante Creara fu allievo di Brusasorci e eseguì fra altro molti dipinti per la chiesa di Santa
Caterina a Verona. Creara incontrò molto il gusto popolare nella sua vastissima attività,
arrivando a riformulare il linguaggio aristocratico. Quale disinvolta trasformazione subiscano
le colte citazioni praghesi e fiorentine del maestro lo si può vedere in una perla di naiveté
come il Cristo con la Vergine e Santi francescani del Museo di Castelvecchio a Verona,
immagine squsisitamente devozionale ad uso monastico, dove una sorprendente ingenuità
culturale è tuttavia sorretta da preziosità cromatiche ancora manieristiche e da indubbio
mestiere professionale.
Bibliografia: cfr: La pittura in Italia. Il Seicento, Electa, 1989, tomo I., pp. 149, 155, tav. 196.
[EOT]
55
Paris Bordone, cerchia
Cristo e la Samaritana al pozzo, olio su tela, 66 x 75 cm, con cornice, (Wo)
EURO 8.000 – 12.000
US$ 9.700 – 14.600
Provenienza: proprietà privata della Germania occidentale
[EOT]
56
Pittore veneziano del XVIII secolo
L’evangelista Matteo, olio su tela, 43 x 34 cm, senza cornice, (Wo)
EURO 10.000 – 15.000
US$ 12.100 – 18.200
Il dipinto è tradizionalmente considerato opera di Giovanni Battista Tiepolo, e da questi
donato a Christoph Franz von Hutten, vescovo-principe di Wuerzburg, in carica dal 1724 al
1729.
Provenienza: collezione privata della Germania meridionale
[EOT]
57
Giuseppe Antonio Pianca (Agnona di Borgosesia/Vercelli 1703 – dopo il 1757)
Paesaggio con casolari e figure, olio su tela, 43,5 x 54 cm, con cornice, (Wo)
EURO 18.000 – 22.000
US$ 21.900 – 26.700
Perizia: Prof. Ugo Ruggeri, 25 gennaio 2006:”Questo dipinto infatti ha vive analogie con due
paesaggi in collezione privata a Bergamo resi noti da Mina Gregori (in “Paragone” 1975, n.
303, figg. 60, 61) e ancora con altri, di varie collezioni, pubblicati da Filippo Maria Ferro
(“Paragone” 1975 n. 303, fig. 52), e infine con quelli resi noti da Giovanni Testori
(“Paragone” 1967, n. 205, figg. 61–64), dai quali ha avuto origine il riconoscimento
dell’Attività del Pianca come paesaggista. Tipica del Pianca, anche in questo suo inedito, à la
stesura pittorica, modernissima, debitrice dei modi del Magnasco e simile, anche, a quelli di
Marco Ricci. È evidente, infatti, il ricorso del Pianca a soluzioni paesistiche di tipo veneto, che
appaiono qui anche in rapporto con Giuseppe Zais e Francesco Zuccarelli.”
[EOT]
58
Bartolomeo Pedon (Venezia 1665 – 1733)
Paesaggio fluviale con figure, olio su tela, 52 x 47 cm, con cornice, (Wo)
EURO 12.000 – 16.000
US$ 14.600 – 19.400
Perizia: Prof. Giancarlo Sestieri, 24 gennaio 2006 come opera autografa di Pedon. “Questo
paesaggio è chiaramente inquadrabile nell’ambito della scuola veneta d’inizio Settecento, con
una impostazione equidistante tra Marco Ricci e Giuseppe Zais. Anche l’ispirazione
paesaggistica rimanda alle colline prealpine del Veneto. Infatti esso è da assegnare a
Bartolome Pedon, un originale e bizzarro artista - del quale il Temanza scrive “era eccellente
nelli Paesi e nelle Tempeste” - che risulta iscritto nella Fraglia dei pittori di Venezia nel 1716.
[EOT]
59 –
Giovan Battista Cimaroli (Salò 1687 – 1771 Venezia)
Paesaggio con casolari e figure sulla riva di un lago, olio su tela, 32 x 48 cm, con cornice,
(Wo)
EURO 20.000 – 25.000
US$ 24.300 – 30.400
Perizia: Prof. Ugo Ruggeri, gennaio 2006: come opera autografa di Cimaroli: “in questo
dipinto Cimaroli si palesa protagonista del paesismo veneto settecentesco, accanto allo Zais
e soprattutto allo Zuccarelli, con il quale è stato spesso confuso, imprimendo alla
caratterizzazione arcadica di tale ‘genere’ pittorico una cifra stilistica del tutto personale,
anche qui evidentemente nella costruzione del paesaggio per piani orizzontali e nella ricca
fermezza del trattamento pittorico. Le figurine, o ‘macchiette’, potrebbero essere di un
autore diverso, da identificare ulteriormente, come era nella prassi delle ‘botteghe’
veneziane del secolo XVIII”.
[EOT]
60
Francesco Guardi (Venezia 1712 – 1793)
Capriccio lagunare con obelisco, olio su tela, 21 x 30,5 cm, con cornice, (Wo)
EURO 60.000 – 80.000
US$ 72.900 – 97.100
Perizia: Dario Succi, 31 marzo 2005: “Questo bellissimo e delizioso capriccio ambientato in
uno scorcio di suggestivo paesaggio lagunare è opera autografa di Francesco Guardi... il
dipinto, inedito verrà da me pubblicato e inserito nel catalogo dei dipinti di Francesco
Guardi, attualmente in preparazione.”
Dario Succi scrive: “La partitura luministica del dipinto risulta molto elaborata, passando
dalla ombreggiatura vellutata del primo piano alle tonalità grigio azzurre e argentee del
fondo, in cui cielo e mare sembrano confondersi. In secondo piano si scorge un edificio che
ricorda la Torre di Marghera, resa famosa da una splendida incisione del Canaletto,
pubblicata intorno al 1745. Il dipinto affascina per il senso di evidenza monumentale che da
esso emana nonostante le dimensioni ridotte in cui sono collocati i vari elementi compositivi
(muro, piramide, pino marittimo, costa rocciosa, imbarcazioni, torre lontana) i quali
interagiscono tra loro in un gioco prospetticò felicemente equilibrato dal primo all’ ultimo
piano. Le caratteristiche particolari dello stile e della tecnica di Francesco Guardi sono
riscontrabili nel tocco leggero e brioso che caratterizza le architetture e le piccole bellissime
figure (“macchiette”) che contribuiscono a scandire la profondità del dipinto. Questa
preziosa fantasia lagunare, intrisa di una luminosità cangiante con delicate sfumature argentee
che esaltano la preziosità della finissima materia pittorica, costituisce una prova significativa
della capacità espressiva di Francesco Guardi. Per le sue caratteristiche stilistiche e per
l’intimo lirismo venato di una sottile malinconia tipicamente veneziana, il dipinto è collocabile
nella fase matura dell’attività del maestro veneziano, cioè intorno al 1785.
Prof. Egidio Martini: “opera sicura e luminosa di Francesco Guardi”. Il prof. Martini confronta
il dipinto presente a simili composizioni nella collezione du Duca di Montellano di Madrid,
presso la Galleria Toot e le collezione Hiffe di Londra. Il Prof. Martini scrive: “Questo
paesaggio...è una delle creazioni più tipiche del pittore veneziano, eseguito con un tocco e
una scrittura lieve e delicata, dove ogni elemento si perde entro un’atmosfera tenera e
luminosa. È una visione, questa, che ricorda più che altri luoghi, la laguna di Venezia, nella
quale si vede una delle tante isole e, ancora una bianca vela che si perde all’orizzonte. Tutto
il dipinto è trattato con dei toni di colore dolci grigio-argentei, cioè come una delle cose più
spirituali e spontanee create dal Guardi nel suo tempo maturo, un dipinto che ritengo sia da
considerare, unitamente alle opere su accennate, eseguito tra il 1770 e il 1780.
Provenienza: collezione privata europea
[EOT]
61
Giacomo Guardi (Venezia 1764 – 1835)
Veduta del ponte di Rialto, Venezia; guazzo su carta, 14 x 22,5 cm, con cornice, (Wo)
EURO 9.000 – 12.000
US$ 10.900 – 14.600
Il dipinto reca iscrizione e firma a tergo, molto probabilmente autografe: “Veduta del ponte
di Rialto In Campo S. Marina No.5684 dimandà Giacomo de Guardi”.
Provenienza: collezione privata della Germania settentrionale. Giacomo Guardi ha dipinto
tante volte lo stesso motivo popolare con leggere variazioni.
[EOT]
62
Antonio Canal detto il Canaletto, seguace del XIX (?) secolo
Venezia, veduta del Canal Grande, olio su tela, 38 x 63 cm, con cornice, (Wo)
EURO 13.000 – 16.000
US$ 15.800 – 19.400
Provenienza: collezione privata, Berlino.
[EOT]
63
Giovanni Domenico Tiepolo (Venezia 1727 – 1804)
Sant’Antonio da Padova con il Gesù Bambino, olio su tela , 39,5 x 32 cm, con cornice, (Wo)
EURO 20.000 – 25.000
US$ 24.300 – 30.400
Perizie: Rodolfo Pallucchini: “... una caratteristica opera devozionale di Gian Domenico
Tiepolo tanto nella sua... forma cromatica come nella tipologia, è databile tra l’ottavo ed il
nono decennio del Settecento”. prof George Knox, 9 maggio 1996: “This is an admirable
example of a small devotional picture by Domenico Tiepolo, that is unrecorded in the
literature as I know. It may be compared with the somewhat larger Vincent Ferrer in the
Museo Civico Udine... and the numerous images of St. Joseph and the Christchild... Both St.
Vincent Ferrer and St. Anthony of Padua appear in the altarpeace by Domenico at Zianigo of
c. 1778 ... may be proposed fo the present picture.”
Ringraziamo al Signor Pietro Scarpa, Venezia, per aver confermato il dipinto opera autografa
di Giandomenico Tiepolo.
Provenienza: collezione privata della Germania settentrionale
[EOT]
64 –
Girolamo Pesci (Roma 1679 – 1759)
La Maddalena penitente; olio su tela, 58 x 48 cm, con cornice, (Wo)
EURO 20.000 – 25.000
US$ 24.300 – 30.400
Perizia: Prof. Giancarlo Sestieri, 16 dicembre 2005: “Girolamo Pesci è divenuto a Roma uno
dei maggiori caposcuola dopo la morte del Maratti nel 1713 e fu uno dei suoi più coerenti e
sensibili seguaci, proponendone con vivace originalità l’ indirizzo pittorico ed interpretativo
in squisita chiave rococò” (Sestieri). Per una prima introduzione a questo notevole pittore, si
può consultare il volume curato da Giancarlo Sestieri,”Pittura Romana della fine del Seicento
e del Settecento” (Allemandi ed. Torino 1994, I, pp.146–147, figg. 889-894).
Provenienza: già Gallery Richard Feigen, New York (etichetta sul retro).
[EOT]
65
Orazio Gentileschi (1563 – 1693) bottega
Il riposa nella fuga in Egitto, replica del XVII secolo del dipinto del Kunsthistorisches
Museum, Vienna, olio su tela, 252 x 141 cm, senza cornice, (Wo)
EURO 3.000 – 5.000
US$ 3.600 – 6.100
Provenienza: collezione privata austriaca
[EOT]
66
Jacopo Negretti detto Palma il Giovane (Venezia 1544 – 1628)
La Maddalena, olio su tela, 100 x 83 cm, cornice originale intagliata e dorata primi XVII
secolo, (Wo)
EURO 20.000 – 30.000
US$ 24.300 – 36.400
Perizia: prof Pietro Zampetti: come opera autografa di Palma Giovane.
Esposizioni: “Peintres de Venise, de Titien a Canaletto”, Lodève, Francia, Musée de Lodève,
ottobre/novembre 2000
Biblografia: F. Caroli, “I seni di Palma, Quadri e sculture”, Nr. 28, 1997 Edizione Smac;
“Peintres de Venise, de Titien á Canaletto”, Milano, Electa 2000.
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67 –
Pittore napoletano del XVIII secolo
La Madonna porge il rosario ad una anima del Purgatorio; sul retro della tela originale,
iscrizione e data “In Sino 1749” e firma(?) “Antonio Spagnol...(?)”, olio su tela, 56 x 36 cm,
con cornice, (Wo)
EURO 7.000 – 9.000
[EOT]
US$ 8.500 – 10.900
68
Maestro lombardo del XVIII secolo
La vergine al tempio, bozzetto per una pala d’altare; olio su tela, 71 x 42 cm, bella cornice
intagliata, dorata, (Wo)
EURO 9.000 – 12.000
US$ 10.900 – 14.600
Provenienza: collezione privata viennese
[EOT]
69
Cristofano Allori detto il Bronzino (Firenze 1577 – 1621) cerchia
San Giovanni Battista, olio su tavola, 56 x 42 cm, cornice intagliata, dorata del XVII secolo,
(Wo)
EURO 5.000 – 7.000
US$ 6.100 – 8.500
Provenienza: collezione privata della Germania occidentale
[EOT]
70 Carlo Francesco Nuovolone (Milano 1609 – 1662) attribuito
Madonna con il Bambino, olio su tela, 115 x 91 cm, con cornice, (Wo)
EURO 17.000 – 20.000
US$ 20.600 – 24.300
Provenienza: collezione privata della Germania settentrionale
[EOT]
71 –
Scuola veronese del XVIII secolo
Noè ebbro, olio su tela, 150 x 100 cm, con cornice, (Wo)
EURO 25.000 – 30.000
US$ 30.400 – 36.400
Ringraziamo il dott. Fabrizio Magani per il riferimento alla scuola veronese.
[EOT]
72 –
Francesco Celebrano (Napoli 1724 – 1814)
San Giuseppe con il Bambino Gesù, olio su tela, 77 x 62 cm, vecchia cornice “Salvator Rosa”,
intagliata, dorata, (Wo)
EURO 25.000 – 28.000
US$ 30.400 – 34.000
Il prof. Nicola Spinosa (si veda bibliografia) confronta il presente dipinto con due
composizioni simili presso il Museum of Fine Art, Springfield (Mass. USA) e lo ritiene una
opera della maturità dell’artista.
Bibliografia: cfr: Nicola Spinosa, Pittura napoletana del Settecento dal Rococò al Classicismo,
Napoli 1987, p. 89, cat. no. 64 con ill.
[EOT]
73
Corrado Giaquinto (Molfetta 1703 – 1766 Napoli) attribuito
Pietà, olio su piombo, ovale, 16 x 12 cm, senza cornice, (Wo)
EURO 5.000 – 7.000
US$ 6.100 – 8.500
Perizia: Dott. Claudio Strinati, sopraintendente ai Beni Culturali e al Polo museale di Roma ,
3 dicembre 2005: il dott. Strinati ha esaminato questo dipinto in originale e lo ha accettato
come “opera veramente rara e pregevole del grande Corrado Giaquinto”
Il dott. Strinati scrive: “Lo stile sottile e fluente e la morbidezza straordinaria del tratto mi
sembrano doversi avvicinare al periodo maturo del Giaquinto, poco prima del suo
trasferimento in Spagna, tanto che noto delle somiglianze tra l’enorme pala d’altare della
Trinità dei Condotti a Roma, databile al 1749 e raffigurante ‘La Trinità con gli schiavi liberati’,
e il minuscolo dipinto qui in esame che ha, del resto, la stessa poderosa monumentalità di un
quadro di grandi dimensioni perchè strutturalmente maestoso e nobilmente composto.
Ritengo, quindi, che anche la nostra ‘Pietà’ debba essere datata intorno alla metà del secolo
diciottesimo. Sicuramente è opera a destinazione privata, per lo Studiolo di un ecclesiastico
o di un intellettuale e potrebbe provenire proprio dall’ambiente dei Trinitari di Via Condotti,
per il quale Giaquinto lavorò tanto, se si pensa che i tre chiodi della Croce posti in basso nel
nostro dipinto a creare una sorta di triangolo, richiamano proprio il mistero trinitario.
Un’opera, quindi, di estremo interesse storicoartistico e di indubbia qualità.”
Provenienza: collezione privata viennese
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74
Sebastiano di Francesco Luciani detto Sebastiano del Piombo (Venezia 1485 ca. - 1547
Roma) cerchia
Ritratto di un ecclesiastico, olio su tela, 136 x 99 cm, con cornice, (Wo)
EURO 6.000 – 8.000
US$ 7.300 – 9.700
Provenienza: collezione privata europea
[EOT]
75 –
Leonardo da Vinci, seguace
Replica della“ Monna Lisa“, oggi conservata al Louvre, Parigi, olio su tela, 75 x 53 cm,
splendida cornice barocca intagliata e dorata, (Wo)
EURO 16.000 – 18.000
US$ 19.400 – 21.900
Replice della „Monna Lisa“, come la presente, sono rare prima del 1800, soprattutto se
paragonate alle numerose copie di altri opere famose del Rinascimento italiano, come quelle
di Raffaello o Michelangelo. La sola possibile spiegazione per questa particolarità risiede nella
circostanza che la “Monna Lisa” passò direttamente dalle mani di Leonardo alla collezione di
Francesco I re di francia, e da quel momento in poi non fu pubblicamente accessibile. Dal
1607 l’originale fu conservato nella collezione reale a Fontainebleau. Soltanto nell’anno 1800,
dopo la trasformazione del Louvre in un museo pubblico e il trasferimento della „Monna
Lisa“ nello stesso, il pubblico ebbe la possibilità di vedere e studiare il dipinto. E tuttavia solo
nel 1911, dopo il sensazionale furto della Gioconda, la fama di questo quadro prese a salire
ad altezze vertiginose.
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76
Pittore olandese del XVII secolo
Ritratto di giovane in costume da pastore, a destra l’iscrizione “AET...”, olio su tavola, 61 x
46 cm, con cornice, (Wo)
EURO 5.000 – 7.000
US$ 6.100 – 8.500
Provenienza: proprietà privata della Germania occidentale
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77
Peter Paul Rubens (Siegen 1577 – 1640 Anversa) bottega
Studio di testa maschile per il ritratto di un gentiluomo, olio su tavola, 44 x 38 cm, antica
cornice intagliata, dorata, (Wo)
EURO 25.000 – 30.000
US$ 30.400 – 36.400
Perizia: prof Justus Müller Hofstede, 28 ottobre 1997. Il prof Müller Hofstede riconosce il
presente ritratto quale opera autografa di Rubens „ nato evidentemente quale stadio
preparatorio per un un ritratto più grande, per il quale il maestro ha fissato qui i tratti
fisiognomici del rappresentato“ “Il rappresentato”, scrive Müller Hofstede, “indossa quel tipo
di largo aperto collare che si può notare, intorno al 1620, anche nella ritrattistica di Anton
van Dyck aufkam”. Müller Hofstede paragona il nostro dipinto con ritratti di Van Dick
conservati nella pinacoteca del principe Liechtenstein (Ritratto di uomo a tre quarti) e nella
pinacoteca di Dresda (Ritratto di giovane), entrambi databili intorno al 1620. Müller
Hofstede data „per ragioni stilistiche“ il presente studio di testa maschile, da lui esaminato in
originale, „intorno al 1620“: „ la viva intensità di espressione contribuisce alla qualità del
dipinto“.
Provenienza: Il dipinto vanta una lunga e interessante serie di vicissitudini.Intorno al 1800 si
trovava nella collezione Duke of Cumberland; prima del 1831 nella collezione Hausmann ad
Hannover. Nel 1857 fu acquistato da re Giorgio V di Hannover e passò nel castello di
Blankenburg, nella pinacotega della casa arciducale Braunschweig-Lüneburg Con altre parti
dela galleria fidecommissa della famiglia ducale fu esposto nel 1905 alla pinacotecanazionale di
Kassel e fu lì catalogato come opera autografa di Rubens dal dr. Eisenmann, direttore delle
Kasseler Kunstsammlungen. Il 27 aprile 1926 fu messo all’asta come opera autografa di
Rubens con il numero di catalogo 136 nella casa d’aste Cassirer & Helbing a Berlino. Nella
prefazione al catalogo Wilhelm von Bode, il famoso Generaldirektor del Kaiser-FriedrichMuseum di Berlino, ha segnalato il dipinto quale opera autografa di Rubens. Sul retro del
dipinto si trovano le seguenti etichette originali: “Cumberland 136”, “Schloß Blankenburg
GEMÄLDEVERZEICHNIS Nr.0341”,”FIDEIKOMMISS-GALERIE Kat. Eisenmann Nr.579 Kat.
v.1905 Nr.470 Kat. v...”, “Nr.483”,”No 27”.
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78
Goavaert Flinck (Kleve 1615 – 1660 Amsterdam) attribuito
Ritratto maschile con abito nero e collare bianco aperto, in basso, a sinistra, tracce di
monogramma, olio su tela, 74 x 65 cm, con cornice, (Wo)
EURO 70.000 – 100.000
US$ 85.000 – 121.400
Bibliografia: J. W. Moltke, Govaert Flinck, Amsterdam 1965, p. 127, n.292; A. Blankert & L. J.
Slatkes, catalogo della mostra Nieuw Licht op de Gouden Eeuw, 1986 – 1987, p. 306,
riproduzione 132; F. Tissink & HF. De Wit, Corcumseschilders in de Gouden Eeuw, Utrecht
1987, p.30–31, con riproduzione.
Esposizioni: Boston, USA, Art in New England, 1939, n.44, riproduzione XXII; Utrecht,
Museum 1986–1887, Nieuw Licht op de Gouden Eeeuw; Herzog Anton Ulrich - Museum,
Braunschweig 1986 – 1987, cat. p. 306, riproduzione 132.
Provenienza: Galleria d’arte Durand-Ruel, Parigi; Mrs. Washington B. Thomas, Boston, Mass.,
USA, 1939; Mrs. William Tudor Gardiner, Boston 1962; proprietà privata della Germania
settentrionale
[EOT]
79 –
Ambrosius Benson (Lombardia verso 1495 – 1550 Brugges) cerchia
Ritratto maschile, olio su tavola, 32 x 21 cm, con cornice, (Wo)
EURO 5.000 – 7.000
[EOT]
US$ 6.100 – 8.500
80
Jan Massys (morto 1575) seguace
Salome con la testa di Giovanni Battista, olio su rame, 40 x 34 cm, con cornice, (Wo)
EURO 5.000 – 7.000
US$ 6.100 – 8.500
Provenienza: proprietà privata austriaca
[EOT]
81
Scuola olandese del XVII secolo
Ritratto di un fanciullo con veste verde, olio su tavola, 72 x 58 cm, con cornice, (Wo)
EURO 4.000 – 6.000
[EOT]
US$ 4.900 – 7.300
82
Pittore de L’Aia, prima metà degli anni ’40 del XVII secolo
Probabile ritratto del pittore Anthonie Palamedesz (Delft 1600/01 – 1673 Amsterdam), olio
su tavola, 67 x54 cm, con cornice, (Wo)
EURO 4.500 – 7.500
US$ 5.500 – 9.100
Provenienza: proprietà privata viennese
[EOT]
83
Jan van Mieris (Leida 1660 – 1690 Roma)
Suonatrice di liuto, a destra sul libro firma e data illeggibili, olio su tavola, 20 x 16 cm, con
cornice, (Wo)
EURO 3.500 – 4.500
[EOT]
US$ 4.200 – 5.500
84 –
Adriaen Hanneman (L’Aia intorno al 1601 – 1671) attribuito
Ritratto di un giovane in posa da condottiero, olio su tela, 101 x 76 cm, con cornice, (Wo)
EURO 7.500 – 9.000
US$ 9.100 – 10.900
Il dipinto è tradizionalmente considerato un ritratto giovanile dell’Arciduca Ludwig Wilhelm,
Governatore dell’Olanda meridionale (il Belgio odierno) e fondatore delle collezioni
imperiale del futuro Kunsthistorisches Museums, di Vienna. La somiglianza del soggetto con il
giovane Asburgo è in verità innegabile.
[EOT]
85
Anthonis van Dyck, imitatore del XIX secolo
Maria con il Bambino, olio su tela, 124 x 112 cm, con cornice, (Wo)
EURO 7.000 – 10.000
US$ 8.500 – 12.100
Il dipinto è una replica di grande spontaneità e qualità della composizione del 1688,
conservata alla Royal Collection a Londra.
Provenienza: collezione privata viennese
[EOT]
86
Erasmus Quellinus (Anversa 1607 – 1678)
La Maddalena penitente, olio su tela, 118,5 x 90,5 cm, bella cornice antica dorata e intagliata,
(Wo)
EURO 18.000 – 25.000
US$ 21.900 – 30.400
Erasmus Quellinus fu uno dei più fecondi pittori della cerchia di Rubens, del quale egli fu
sllievo e collaboratore, e con il quale collaborò in occasione di molti importanti
committenze, quali ad esempio l’apparato decorativo dei festeggiamenti per l’insediamento
dell’arciduca Ferdinando d’Austria a governatore di Anversa, oppure per il castello da caccia
Torre de la Parada di re Fiippo IV a Madrid (1636–1638). De Bie lo definì un Protogene, il cui
“Pennello non ha uguali” e come un “filosofo tra i pittori”. Quellinus fu considerato accanto
a Rubens come un Apelle del suo tempo.
[EOT]
87 –
Anthonis van Dyck (Anversa 1599 – 1641) e bottega
Ritratto di Sir Basil Dixwell (1585 – 1642), olio su tela, 202 x 123 cm, con cornice, (Wo)
EURO 40.000 – 60.000
US$ 48.600 – 72.900
Sir Basil Dixwell fu membro del parlamento inglese, nel 1626, per la fazione di Hythe (“the
bravest man in the house of commons”) e fu fatto nobile nel 1627 da Carlo I . Un ritratto a
mezzobusto (108 x 87 cm) realizzato da van Dyck a partire dal presente a figura intera di Sir
Basil Dixwell si trova in una collezione privata, quale “from a full length version of the
portrait which passed by descent to Lady Capel Cure (her sale, Christie’s London, 20
novembre 1931, lotto 95 – confronta bibliografia).
Provenienza: dalla proprietà del rappresentato, passato in eredità al bisnipote George
Oxenden, Boome Park; poi a Muriel Oxenden, Lady Capel, Cure; messo all’asta da
Christie’s, Londra, 20 novembre 1931, lotto 95; aggiudicato a Hartveld.
Bibliografia: Susan J. Barnes, Nora De Poorter, Oliver Millar and Horst Vey, “Van Dyck, A
Complete Catalogue of the Paintings”, 2004, p. 510.
[EOT]
88 –
Cornelis van Poelenburgh (Utrecht intorno al 1586 – 1667)
Paesaggio ideale con ninfe e mucche, olio su tavola , 20 x 27 cm, con cornice, (Wo)
EURO 4.000 – 6.000
[EOT]
US$ 4.900 – 7.300
89 –
Anthonie Mirou (Frankenthal prima del 1586 – dopo il 1661) attribuito
Paesaggio boschivo con cacciatori, olio su tavola, 31 x 52 cm, con cornice, (Wo)
EURO 12.000 – 15.000
[EOT]
US$ 14.600 – 18.200
90 –
Dirck Dalens III. (Amsterdam 1688 – 1753)
Paesaggio fluviale con vitelli e figure di fronte a una casa e barche sul fiume, in basso a sinistra
firmato “DDALENS”, olio su tela, 42 x 35 cm, con cornice, (Wo)
EURO 10.000 – 15.000
US$ 12.100 – 18.200
Dirck Dalens III. dipinse pannelli con paesaggi, castelli e feste della mietitura per dimore
nobiliari e palazzi aristrocratici, soprattutto ad Amsterdam, Leida und L’Aia. I suoi quadri si
avvicinano stilisticamente e tematicamente a quelli di Adam Pynacker e di Frederick e Isaac
de Moucheron.
[EOT]
91 –
Johannes Schoeff (L’Aia 1608 – dopo il 1666 Bergen op Zoom)
Paesaggio fluviale olandese con casolari e barche da pesca, olio su tavola,
47,5 x 67 cm, con cornice, (Wo)
EURO 20.000 – 25.000
US$ 24.300 – 30.400
Johannes Schoeff è un singolare pittore di paesaggi de L’Aia, della cerchia di Jan van Goyen.
Bibliografia: confronta una composizione molto simile in: Walther Bernt, “Die
Niederländischen Maler des 17. Jahrhunderts”, 1970, tomo III, riproduzione n.1047.
[EOT]
92 –
Scuola olandese intorno al 1700
Città fluviale con imbarcazioni e figure, in basso, a sinistra, iscrizione: “T. Michau”,
olio su tavola, 23,5 x 29 cm, con cornice, (Wo)
EURO 8.000 – 10.000
[EOT]
US$ 9.700 – 12.100
93
Abraham Storck (Amsterdam verso il 1635 – verso il 1710) bottega
Un porto meridionale con trealberi all’ancora, una galera e molte figure, olio su tela, 71 x
88,5 cm, con cornice, (Wo)
EURO 20.000 – 25.000
US$ 24.300 – 30.400
Provenienza: Asta Dorotheum Vienna, 17 novembre 1981, cat. n. 166, riproduzione XX,
come opera autografa di Abraham Storck, aggiudicato per 400.000 scellini; collezione privata
viennese
[EOT]
94 –
Jan Griffier il G. cerchia
“Paesaggio renano” con eleganti cavalieri, olio su tela, 42 x 35 cm, con cornice, (Wo)
EURO 8.000 – 12.000
[EOT]
US$ 9.700 – 14.600
95 –
Thomas Heeremans (Haarlem verso il 1640 – 1697)
Villaggio fluviale con molte imbarcazioni e figure, in basso a sinistra, firmato e datato in modo
non chiaro, olio su tela, 60,5 x 84 cm, con cornice, (Wo)
EURO 35.000 – 40.000
[EOT]
US$ 42.500 – 48.600
96 –
Pittore tedesco del XVIII secolo
Paesaggio fluviale con un ponte e figure, olio su rame, 17 x 24 cm, cornice originale, dorata e
intagliata, (Wo)
EURO 4.000 – 5.000
[EOT]
US$ 4.900 – 6.100
97
Huybert van Westhoven (Amsterdam intorno al 1643 - vor 1687)
Cacciatore seduto al margine del bosco, che scruta lontano il paesaggio, con attrezzi per la
caccia, in basso a sinistra firmato “H. V. WESTHOVEN F.”, olio su tela, 106 x 142 cm, con
cornice, (Wo)
EURO 9.000 – 12.000
US$ 10.900 – 14.600
Huybert van Westhoven fu interessante pittore di paesaggi e nature morte, fedele a un suo
personale percorso, lontasno dai sentieri più dibattuti. Essendo noti solo pochi suoi dipinti, il
il presente quadro ha alto valore anche per la sua rarità
Provenienza: collezione privata dell’Europa orientale
[EOT]
98
Herman Saftleven (Rotterdam 1609 – 1685 Utrecht)
Paesaggio renano, in mezzo a sinistra, su una pietra, monogramma scarsamente leggibile
“HS”, olio su tavola, 69 x 83 cm, con cornice, (Wo)
EURO 40.000 – 50.000
US$ 48.600 – 60.700
Herman Saftleven compì numerosi viaggi lungo la valle del Reno. Ma il suo soggiorno
decisivo ebbe luogo nel 1650/1651, come scrive il dottor Schulz : “nel 1651, dopo questo
soggiorno, vedono la luce nel suo atelier una serie di paesaggi renani…. dipinti spesso con
realistici motivi architettonici e topografici”
Perizia: dott. Wolfgang Schulz, autore della monografia su Herman Saftleven, con catologo
dell’opera 25 giugno 1995, quale opera autografa dell’artista che „ si distingue tra l’altro per
un’interessante, dal punto di vista della storia culturale, restituzione dei modelli di
imbarcazioni e navi del sistema di navigazione del Reno di quel tempo“ Il dott. Schulz
accoglierà una riproduzione del presente dipinto, con numero di catalogo 77, nella seconda
edizione aggiornata della sua monografia su Herman Saftleven.
Provenienza: colezione privata della Germania occidentale
[EOT]
99
Abrahamsz. Beerstraaten (Amsterdam 1643 – 1665?)
Villaggio invernale con mulino a vento, una slitta trainata da cavalli e pattinatori sul ghiaccio,
olio su tela, 69 x 66 cm, con cornice, (Wo)
EURO 30.000 – 40.000
US$ 36.400 – 48.600
Perizia: Willem van de Watering, 5 novembre 1991
Provenienza: collezione privata della Germania occidentale
[EOT]
100 –
Klaes Molenaer (Haarlem verso il 1730 – 1676)
Paesaggio invernale con uomini in slitta e pattinatori su ghiaccio, in basso a sinistra firmato
“K. Molenaer”, olio su tela, 64,5 x 82,5 cm, con cornice, (Wo)
EURO 30.000 – 50.000
[EOT]
US$ 36.400 – 60.700
101
David Teniers (Anversa 1610 – 1690 Bruxelles) bottega
Paesaggio fluviale e montano con pastori e gregge, in basso a destra con monogramma “DT”
(legato), olio su tavola, 59 x 84 cm, cornice dorata e intagliata, (Wo)
EURO 30.000 – 40.000
US$ 36.400 – 48.600
Provenienza: collezione privata della Germania occidentale
[EOT]
102
Andries Vermeulen (Dordrecht 1763 – 1814 Amsterdam)
Giochi sul ghiaccio, olio su tavola, 52 x 73 cm, con cornice, (Wo)
EURO 5.000 – 7.000
[EOT]
US$ 6.100 – 8.500
103 –
Louis de Caullery
(Caullery/Cambrai prima del 1582 – 1621/22 Anversa) attribuito
La battaglia di Troia, in basso a sinistra con monogramma “LC oder LG (legato) Pinx.”,
olio su tavola, 64 x 84,5 cm, con cornice, (Wo)
EURO 8.000 – 14.000
US$ 9.700 – 17.000
Provenienza: proprietà privata della Germania occidentale
[EOT]
104 –
Dirck Verhaert (attivo a L’Aia, Haarlem e Leida dal 1631 – al 1664)
Il rogo di Troia, in basso a sinistra con monogramma “DVH”,
olio su tavola, 60 x 83,5 cm, con cornice, (Wo)
EURO 10.000 – 14.000
US$ 12.100 – 17.000
A sinistra, in primo piano, Enea che porta in salvo il vecchio padre Anchise dalla città in
fiamme, seguito dal figlio Ascanio. A destra il cavallo di Troia. Dirck Verhaert appartiene alla
cerchia dei pittori olandesi di paesaggio, legati alla maniera italiana. Le sue città portuali del
sud, spesso su un golfo, come nel caso della presente composizione sono precisamente rese
fin nei minimi dettagli, tutte di un inconfondibile colore del giallognolo al rossiccio. Egli ha
monogrammato quasi tutti i suoi quadri.
[EOT]
105
Monogrammista “IB” o “TB” (Olanda XVII secolo)
Navi in mare agitato, in basso a destra su un relitto monogramma “IB” o “TB”, olio su tavola,
32 x 40 cm, con cornice, (Wo)
EURO 3.000 – 5.000
US$ 3.600 – 6.100
Le lettere del monogramma si sono tradizionalmente interpretate come le iniziali di Jan
Theunisz. Blankerhoff (Alkmaar 1628 – 1669 Amsterdam).
Provenienza: collezione privata viennese
[EOT]
106
Adriaen van der Kabel (Rijswijk 1631 – 1705 Lione)
Capriccio con il porto di Rodi con la Torre di S. Nicola, olio su tela, 83 x 146 cm, con
cornice, (Wo)
EURO 10.000 – 12.000
US$ 12.100 – 14.600
Provenienzo: collezione privata portoghese
[EOT]
107
Pieter van de Velde (Anversa 1634 – dopo il 1687) attribuito
La battaglia di Lepanto, in basso a sinistra sui relitti monogramma poco decifrabile(?), olio su
tela, 113 x 166 cm, con cornice, (Wo)
EURO 12.000 – 18.000
US$ 14.600 – 21.900
Fino al 1571 l’impero ottomano mantenne il predominio sul mediterraneo. In quell’anno la
flotta della Santa Alleanza, che univa le forze di Spagna, Venezia e del Papa, sotto il comando
di Giovanni d’Austria, ottenne a Lepanto, nel golfo di Corinto, una storica vittoria sui turchi.
Il predominio ottomano sul mediterraneo fu in tal modo spezzato. Analogamente finirono i
due assedi di Vienna, il bastione dell’occidente cristiano sul continente, nel 1529 e nel 1683,
cui si pose fine vittoriosamente grazie all’esercito imperiale e alle truppe del re di Polonia
Johann Sobieski. La minaccia di un dilagare delle armate turche sull’Europa cristiana fu così
bandito per sempre. La vittoria navale di Lepanto rimase per secoli viva nel ricordo delle
genti e trovò espressione nelle più diverse forme dell’arte. Il presente dipinto testimonia
della recezione pittorica della storica vittoria di Lepanto in Olanda, nella seconda metà del
XVII secolo, in una nazione dunque che grazie alle sue tradizioni marittime sentiva una
profonda affinità con quel tipo di avvenimenti storici. Ringraziamo la signora Marijke de
Kinkelder, Rijksbureau voor kunsthistorische Dokumentatie (RKD), L’Aia, per la conferma
della forte somiglianza del presente dipinto con le opere di Pieter van de Veldes.
Provenienza: collezione privata viennese.
[EOT]
108
Pieter van de Velde (Anversa 1634 – dopo il 1687) attribuito
Navi da guerra olandesi all’ancora, e imbarcazioni a vela e a remi di fronte a un porto con
venditori di pesce, il maestoso trealberi sulla parte destra del quadro potrebbe essere una
nave da guerra inglese, olio su tela, 120 x 207 cm, con cornice, (Wo)
EURO 12.000 – 18.000
US$ 14.600 – 21.900
Ringraziamo la signora Marijke de Kinkelder, Rijksbureau voor kunsthistorische
Dokumentatie (RKD), L’Aia, per la conferma della forte somiglianza del presente dipinto con
le opere di Pieter van de Veldes.
Provenienza: collezione privata austriaca
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109
Jan Brueghel d. J. (Anversa 1601 – 1678) bottega
La fucina di Vulcano, allegoria del fuoco, olio su tavola, 27 x 43 cm, con cornice, (Wo)
EURO 14.000 – 20.000
US$ 17.000 – 24.300
Provenienza: Asta di Dorotheum del 6 marzo 1996 della collezione dell’attore, regista e già
direttore del Theater in der Josefstadt prof. Franz Stoß (lotto 19). Il prof. Stoss ha guidato
per 44 anni il Theater in der Josefstädt e si considera il direttore teatrale più longevo al
mondo nella sua carica; fu anche un divo del cinema e della televisione; in seguito, proprietà
privata viennese.
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110
Joost de Momper (Anversa 1564 – 1635) attribuito
Vasto paesaggio montano con cascata, una città fortificata, un torrione e viandanti, olio su
tela, 96 x 147 cm, con cornice, (Wo)
EURO 30.000 – 50.000
US$ 36.400 – 60.700
Il dott. Klaus Ertz, autore del catologo di Joost de Momper, è del parere, a partire da una
foto, che il quadro si possa attribuire a una prima fase di attività dell’artista, intorno al 1600.
E’ probabile, dopo un suo esame dell’originale, che si possa esibire una perizia del dott.
Hertz.
Provenienza: console Zimmermann, Castello Tremsbüttel presso Amburgo; famiglia di
commercianti di Amburgo, proprietà privata, Amburgo.
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111
Karel Beschey (Anversa 1708 – 1776)
Paesaggio con fattorie lungo un fiume, olio su rame, 11,5 x 17,5 cm, con cornice, (Wo)
EURO 9.000 – 12.000
US$ 10.900 – 14.600
Provenienza: collezione privata viennese
Perizia: dott. Robert Eigenberger, direttore della Akademie der Bildenden Künste a Vienna,
giugno 1949, quale opera autografa di Jan Brueghel il Giovane.
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112
Josef van Bredael (Anversa 1688 – 1739 Parigi) cerchia
Paesaggio costiero con un torrione e venditori di pesce, olio su tavola, 17 x 24 cm, con
cornice, (Wo)
EURO 8.000 – 12.000
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US$ 9.700 – 14.600
113
Jan Brueghel il G. (Anversa 1601 – 1678) cerchia
Una dama a pranzo su un tavolo inbandito in un paesaggio con frutti di campo osservata da
una scimmietta, allegoria della terra, olio su tavola, 41 x 31 cm, con cornice, (Wo)
EURO 6.000 – 9.000
Pendant del seguente
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US$ 7.300 – 10.900
114
Jan Brueghel il G. (Anversa 1601 – 1678) cerchia
Una dama seduta su un cannone, che nutre un pappagallo, allegoria della guerra, olio su
tavola, 41 x 31 cm, con cornice, (Wo)
EURO 6.000 – 9.000
US$ 7.300 – 10.900
Pendant del precedente
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115 –
Pieter Gysels (Anversa 1621 – 1691) attribuito
Paesaggio boschivo con viandanti, olio su tavola, 41 x 67 cm, con cornice, (Wo)
EURO 12.000 – 16.000
US$ 14.600 – 19.400
Provenienza: Galleria Commeter, Amburgo, anni ’20 del Novecento (etichetta sul retro);
proprietà nobiliare viennese.
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116
Abraham Govaerts (Anversa 1589 – 1626)
Allegoria dell’autunno, olio su tavola, 56 x 81 cm, con cornice, (Wo)
EURO 60.000 – 90.000
US$ 72.900 – 109.300
Da destra arriva Diana con faretra e arco tenendo una lepre uccisa in mano, un levriero la
segue. Fa vedere la lepre a Cerere seduta, dea della vegetazione, della crescita e maturazione
dei frutti da campo e da giardino, che regge la cornucopia con frutti e carciofi.
Perizia: prof. Claus Grimm, 27 ottobre 1980, quale opera autografa di Abraham Govaerts;
dott. Ursula Härting, 11 giugno 1991, come opera di Abraham Govaerts
Bibliografia: Ursula Härting/ Kathleen Borms, “Abraham Govaerts Der Waldmaler (1589 1626)”, 2003, p.163, ill. 174
Provenienza: Galleria Brian Koetser, Londra, 1973, cat. n.45; collezione privata della
Germania occidentale
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117 –
Gillis van Conixloo I. (attivo nel XVI secolo ad Anversa dove fu maestro di bottega dal 1539)
attribuito
Assalto di banditi in un paesaggio boschivo, olio su tavola, 58 x 78 cm, con cornice, (Wo)
EURO 10.000 – 15.000
US$ 12.100 – 18.200
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118
Denis van Alsloot (Malines 1570 – 1628 Bruxelles)
e Hendrick de Clerck (Bruxelles intorno al 1570 – 1629)
Cefalo e Procride, olio su rame, (sul retro il marchio del ramaio di Bruxelles Pieter Stas:
“PS”), 30 x 34 cm, con cornice, (Wo)
EURO 19.000 – 24.000
US$ 23.100 – 29.100
Denis van Alsloot fu pittore di corte dell’arciduca Albrecht e della sua sposa Isabella,
governatori dei paesi Bassi asburgici a Bruxelles. Su incarico degli “arciduchi”, come erano
chiamati i due principi reggenti, Denis van Alsloot dipinse feste, processioni e scene di vita
di corte che gli valsero la celebrità. La sua personale predilezione però andava ai paesaggi
boschivi che egli dipinse con una finezza prossima a quella di Brueghel il Vecchio. Questo
tipo di dipinti è ravvivato come dimostra anche il presente “Cefalo e Procride” con figure
mitologiche o bibliche. Il presente dipinto è frutto di collaborazione con il suo compatriota
Hendrick de Clerck, che dipinse le figure. Una simile composizione, con lo stesso soggetto
“Cefalo e Procride” si trova Vienna al Kunsthistorisches Museum. De Clerck fu pittore di
scene storiche e fu anch’egli attivo per gli „arciduchi“ a Bruxelles.Ci sono numerosi dipinti,
distribuiti nelle maggior parte dei grandi musei del mondo, eseguiti in collaborazione dai due
pittori. In tutti questi lavori le figure mostrano l’influenza dell’ultimo manierismo. Con il loro
stile minuzioso, la vivace coloritura, e la ricchezza della composizione si collocano all’interno
della tradizione del XVI secolo, e in particolare nella scia del Brueghel dei Velluti (Jan
Brueghel il Vecchio), di Hendrick van Balens e di Gillis van Coninxloos.
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119 –
Jan Brueghel il V. (Bruxelles 1568 – 1625 Anversa)
“Paesaggio con mulino su una collina“, in basso a sinistra firmato e datato “BRUEGHEL
1608”, olio su rame, 10,5 x 14 cm, con cornice, (Wo)
EURO 100.000 – 150.000
US$ 121.400 – 182.100
Perizia: dott. Klaus Ertz, 9 gennaio 2006, quale “opera autografa di Jan Brueghel il Vecchio,
risalente all’anno 1608, in ottimo stato di conservazione“ con „colori spessi e pastosi“ che „
lasciano un’impressione di luminosità da pietra preziosa“. “La pennellata è estremamente
dettagliata. L’artista insegue acribicamente e con tecnica brillante ogni dettaglio; ciò è
particolarmente evidente se si osservano i carri, le figure e gli animali, nonché le corone degli
alberi in lontananza“. “ Con questo quadro” scrive il dott. Hertz inoltre“ Brueghel crea
ancora una volta un piccolo capolavoro, di una altissima qualità, tale da non avere eguali nella
pittura del suo tempo“ „.. Il dott. Ertz accoglierà con rispettiva illustrazione il presente
dipinto nel prossimo volume di aggiornamento del suo catalogo dell’opera dell’artista,
pubblicato nel 1979. Il dott. Hertz paragona il presente dipinto con le quattro opere
seguenti, tutte di assolutamente certa attribuzione all’artista e con le quali sussiste una
stretta relazione in ordine alla composizione, ai caratteri propriamente pittorici, così come
alle singole forme:
1. “Strada con mulini”, Roma, Palazzo Spada, inv. n. 138, tavola, 30,3 x 47,4 cm, firmato in
basso a sinistra: BRVEGHEL 1607
Bibliografia: Ertz 1979, cat. 151, ill. 36; Ertz, in: catalogo della mostra “Breughel-Brueghel”,
Essen-Vienna 1997/98, cat. 64 con riproduzione a colori.
2. “Pianura con mulini” Schwerin, Staatliches Museum, inv. n. G23, tavola, 17 x 22,5 cm,
datazione proposta intorno al 1607
Bibliografia: Ertz 1979, cat. 162, ill. 179; Ertz, in: catalogo della mostra “Breughel-Brueghel”,
Essen-Vienna 1997/98, cat. 65 con riproduzione a colori.
3. “Mulini a vento su ampia pianura” Monaco, Alte Pinakothek, inv. n. 1892, rame, 9,5 x 15
cm, siglato in basso a destra: BRVEGHEL 1611
Bibliografia: Ertz 1979, cat. 236, ill. 37; Ertz, in: catalogo della mostra “Breughel-Brueghel”,
Essen-Vienna 1997/98, ill. 1 in cat. 65
4. “Mulini a vento in ampia pianura” Dresda, già Gemäldegalerie, inv. n. 886, tavola, 26,5 x
37,5 cm.
Jan Brueghel il Vecchio nasce nel 1568 come secondogenito di Pieter Brueghel il Vecchio; nel
1596, dopo un viaggio in italia tra il 1589 e il 1590, apre un suo atelier ad Anversa; nel 1597
viene accolto nella gilda dei pittori di Sankt Lucas; dopo il matrimonio con Isabella de Jode
nel 1601 gli nasce un figlio, il futuro pittore Jan Brueghel il Giovane; nel 1602 viene eletto
decano della gilda di S. Luca; verso il 1604 è in viaggio a Praga; dopo la morte nel 1603 della
prima moglie, sposa nel 1604 Katharina von Marienburg; nel 1606 è documentata per la
prima volta la sua attività per la corte di Bruxelles; verso il 1613 intraprende con Peter Paul
Rubens e Hendrik van Balen un viaggio nei paesi Bassi; lavorerà spesso assieme a questi due
pittori e amici, ma anche con Josse de Momper il Giovane, Sebastiaen Vrancx, Hendrik van
Steenwijck il Giovane e altri ancora; il 13 gennaio 1625 muore di colera.
Nell’opera di Jan Brueghels il Vecchio si rispecchia la frattura nella pittura di paesaggio
intorno al 1600. A partire da un paesaggio onnicomprensivo con punto di fuga alto e
privilegiamento delle linee vetricali sulle orizzontali, e con ben distinto allineamento dei piani
prospettici, si sviluppa progressivamente il paesaggio piatto tipico dei Paesi Bassi con
preferenza per le linee orizzontali sulle verticali e con punto di vista e orizzonte basso. La
suddivisione in tre colori (marrone, verde, blu per primo piano, piano di mezzo e sfondo) si
modifica a favore di una tonalità unica che abbraccia tutta la superficie dipinta.
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120
Pieter Brueghel il G. (Anversa 1564 – 1637/1638)
Villaggio con Sacra Famiglia in cerca di rifugio per la notte, in basso a sinistra firmato “P.
BREUGHEL”, olio su tela, 43 x 59 cm, con cornice, (Wo)
EURO 200.000 – 300.000
US$ 242.800 – 364.300
Perizia: dott. Klaus Ertz, 31 gennaio 2006. Il dott. Ertz scrive: “il qui presente dipinto di
Pieter Brueghel il Giovane è già stato accolto, nel 2000, con il numero E 227 quale opera
autografa nel mio catalogo dell’opera pittorica di Pieter Brueghel il Giovane e ivi riprodotto
con il numero 324. Il giudizio di allora formulato a partire da una foto è stato ora
confermato dall’esame dell’originale.” Dott. Ertz definisce “del tutto eccezionale” lo stato di
conservazione del dipinto e afferma: “quando sarà eliminata la patina torbida e ingiallita, i
colori avranno un risalto fresco e luminoso, sono straordinariamente ben conservati nel loro
spesso e pastoso stato originale..” Brueghel, dice Ertz, è in queste “tipiche rappresentazioni
di villaggi fiamminghi più che mai inconfondibile nel tocco e nel linguaggio formale”.
La composizione del dipinto si basa sui seguenti elementi: uno stagno, un sentiero con
funzione di triangolo in primo piano, un gruppo di case, la coppia di alberi al centro, così
importante per gli accenti verticali, e le scene con persone che chiaccherano e che
gesticolano, che compaiono in innumerevoli variazioni in tutte le opere dell’artista. Davanti
alla locanda si beve ed è quasi in sordina che San Giuseppe si informa di una camera. Questo
modo quasi accessorio di narrare storia biblica ci è familiare lungo tutto il XVI secolo.”
“I tratti stilistici caratteristici per Pieter Brueghel il Giovane si ritrovano tutti in questo
dipinto: l’alta perfezione pittorica, la pennellata che fissa ogni dettaglio in chiari precisi
contorni, le figure che sembrano irrigidite nel loro movimento e tuttavia, pur nella loro
impronta caricaturale, hanno forte carica espressiva, e anche i piccoli gruppi che riempiono
vitalmente lo spazio. Del tutto tipico di Pieter il Giovane è la quasi totale assenza di linee
diritte che non vengano quasi subito interrotte. Si vedano ad esempio gli angoli dei tetti e
soprattutto gli alberi che si torciono serpentinamente verso l’alto. Queste linee ondeggianti
portano movimento alla composizione e sono tipiche del tardo periodo di Pieter Brueghel il
Giovane” Nella sua perizia il dott. Ertz cita cinque opere di Pieter Brueghel il Giovane a
questa molto affini dal punto di vista cronologico e della composizione:
1. ‘Sacra Famiglia in cerca di un riparo per la notte’ Svizzera, proprietà privata, 1986, tavola,
35 x 43 cm, firmato in basso a destra ‘P. BREVGHEL’, databile dopo il 1616
Bibliografia: Ertz 2000, cat. 226, ill. 321.
2. ‘Il pranzo dei contadini all’aperto’ Praga, Nationalgalerie, inv. n. DO-4137, tavola, 44 x
58,5 cm, firmato ‘“P. BREVGHEL’, databile dopo il 1616
Bibliografia: Ertz 2000, cat. 1122, ill. a colori 653.
3. ‘Strada di paese con suonatore di zampogna’ Parigi, proprietà privata, 1988, tavola, tondo,
19,8 cm, firmato nel mezzo in basso ’P. BREVGHEL’, databile dopo il 1616
Bibliografia: Ertz 2000, cat. 1121, ill. 663.
4. ‘Veduta di villaggio con calesse’ Paesi Bassi, marchiato Van Hees, 1969, tavola, 24 x 30 cm,
firmato in basso a sinistra ‘P. BREVGHEL’, databile dopo il 1634
Bibliografia: Ertz 2000, cat. 1116, ill. 667.
5. ‘Villaggio con danze di contadine’ Innsbruck, Tiroler Landesmuseum Ferdinandeum, inv. n.
69, tavola, 27 x 37,5 cm, firmato in basso a sinistra ‘P. BREVGHEL 1634’
Bibliografia: Ertz 2000, cat. 1191, ill. a colori. 680.
“Tutti questi esempi sono firmati secondo la grafia ‘BREVGHEL’. Dal 1616 Pieter il Giovane
adotta proprio questo tipo di grafia per la sua firma, mentre precedentemente egli aveva
adottato la forma ‘BRVEGHEL’, quindi la ‘V’ prima della ‘E’. Di conseguenza è opportuno
datare il dipinto in esame in un periodo successivo al 1616.”
“La classificazione del dipinto in esame dal punto di vista della storia dell’arte”, prosegue il
dott. Ertz, dovrebbe essere la seguente: “Villaggio con Sacra Famiglia in cerca di un riparo
per la notte” e “opera autografa di Pieter Brueghel il Giovane, eseguita dopo il 1616 ad
Anversa”.
Pieter Brueghel il Giovane è nato ad Anversa nel 1564, suo padre era il famoso Pieter
Brueghel il Vecchio e Jan Brueghel il Vecchio era suo fratello. E’ documentabile un suo
periodo come allievo di Gillis van Coninxloo. In quanto figlio di un maestro di bottega, nel
1584/85 fu accolto nella gilda di S. Luca di Anversa come maestro libero. Pieter il Giovane
visse tutta la vita in difficili condizioni economiche, non possedette mai una casa propria e
non potè compiere l’allora obbligatorio viaggio di formazione in Italia. Sembra non aver mai
lasciato Anversa dove norì nel 1637/38 all’età di circa 73 anni.
Bibliografia: Klaus Ertz, PIETER BRUEGHEL DER JÜNGERE - DIE GEMÄLDE MIT
KRITISCHEM OEUVREKATALOG, Luca Verlag Lingen 1988/200, volume I, p.298, n. E 227
illustrazione a p. 443, n. 324.0
Provenienza: collezione privata Jenny Mautner, Vienna; Asta di Dorotheum, Vienna, 17
novembre 1930, lotto 31, con ill.; proprietà privata viennese.
Nel XIX secolo probabilmente per ragioni di conservazione la tavola originale è stata
raddoppiata e più tardi integrata da un nuovo supporto parchettato.
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121
Jan Brueghel il V. (Bruxelles 1568- 1625 Anversa?) attribuito
e Hans Rottenhammer (Monaco di Baviera 1564 o 1565 – 1625 Augusta)
La fuga di Enea con il padre Anchise e il figlio Ascanio da Troia in fiamme, olio su rame, 41 x
56,5 cm, sul retro della lastra dirame si trova il marchio del ramaio Pieter Stas e la data
1608, con cornice, (Wo)
EURO 70.000 – 90.000
US$ 85.000 – 109.300
Perizia: dott. Klaus Ertz, 25 giugno1996, come opera originale di Jan Brueghel il Vecchio e di
Hans Rottenhammer. Il dott. Ertz scrive: “Le figure risentono l’influenza della scuola
veneziana, sono di eccezionale bellezza e di altissima qualità pittorica. La finezza da miniatura
anche nelle parti paesaggistiche si armonizza interamente alle figure. Una combinazione piena
di fantasia di motivi riscontrabili nell’opera di Jan Brueghel il Vecchio, come Castel dell’Ovo
a Napoli, la cattedrale di Anversa, una torre d’ accesso di una città fiamminga il tempio di
Gerusalemme e ponti ad arcate, si fondono qui in un capolavoro, a rappresentare Troia.” Il
dr. Ertz accoglierà una riproduzione del presente dipinto, come opera originale dei due
fiamminghi, nella prossima integrazione del suo catalogo dell’opera pittorica Jan Brueghel il
Vecchio.
Provenienza: collezione privata della Germania occidentale
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122
David Vinckboons (Malines 1576 – 1632 Amsterdam) attribuito
Incontro nel bosco, olio su rame, 17 x 23 cm, con cornice, (Wo)
EURO 24.000 – 28.000
US$ 29.100 – 34.000
Perizia: Ellen Bernt, 9 settembre 1992, come opera originale di David Vinckboons
Provenienza: collezione privata della Germania occidentale
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123
Frederick van Valckenborch (Anversa 1570 – 1623 Norimberga)
L’incendio di Troia, olio su rame, 17,5 x 27 cm, con cornice, (Wo)
EURO 45.000 – 55.000
US$ 54.600 – 66.800
Perizia: dott. Alexander Wied, Kunsthistorisches Museum, Vienna,
24 dicembre 1993, come opera originale di Frederick van Valckenborch, dal periodo tardo
dell’artista intorno al 1620.
Provenienza: collezione privata della Germania settentrionale
Frederick è il fratello più giovane di Gillis ed è con quest’ultimo facilmente confondibile. La
presenza di entrambi è documentabile a Roma nel 1590/91. Frederick fu attivo nel 1594 a
Vienna, dove realizzò il suo famoso dipinto “die Bauernkirchweih” (la consacrazione di una
chiesa contadina). Lì eseguì pure il disegno a penna di un „paesaggio di fantasia con coppia di
pellegrini“, oggi all’Albertina. Ottenne consecutivamente la cittadinanza a Francoforte e a
Norimberga, dove morì. E’ probabile che egli abbia studiato a Venezia, come tanti artisti del
nord di quel tempo, e precisamente presso Pauwels Frank detto Paolo Fiammingo, che
appunto vi soggiornava. E’ fuori dubbio il suo rapporto con Gillis van Coninxloo e con
Pieter Schoubroeck. Frederick animò le forme mutuate da Coninxloo con nuova vitalità
drammatica e sviluppò in direzione del fantastico le serene atmosfere di quest’ultimo. Tipica
per questo pittore è la predominante atmosfera spettrale del presente dipinto, così come la
viva alternanza di luci e ombre, luce e oscurità. Frederick van Valckenborch è uno dei più
significativi rappresentanti del tardo manierismo.
Provenienza: collezione privata della Germania settentrionale
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124 –
Jacob Jordaens (Anversa 1595 1678)
Ritratto di Abraham Graepheus, olio su tavola, 62 x 46 cm, con cornice, (Wo)
EURO 25.000 – 30.000
US$ 30.400 – 36.400
Il presente dipinto è da mettere in relazione con il satiro dell’omaggio a Pomona del Musée
des Beaux Arts di Bruxelles, rappresentato sulla destra con un bambino sulle spalle (cfr. R. A.
d’Hulst, Jacob Jordaens 1982, p. 107, ill. 79). Graepheus (1572 – 1624) era il factotum della
gilda di S. Luca di Anversa e il modello preferito sia per Jordaens che per van Dyck. Fu
pittore a sua volta e nel 1572 accolto come Maestro nella gilda. Si chiamava in realtà
Abraham de Graef, ma latinizzò in seguito il suo nome in Graepheus. Non ci sono pervenuti
suoi dipinti. E’ quindi verosimile che egli abbia rinunciato relativamente presto alla sua
attività di pittore a favore dell suo lucroso ufficio nella gilda, tanto più che si trattava di
incarico molto prestigioso. Il “factotum” era preposto alla vendita delle opere dei membri
della gilda e alle attività contabili ma anche alla cura dell’altare della gilda per le festività
religiose. Costituiva anche una sorta di figura paterna per i pittori, paragonabile quindi nelle
sue funzioni a un odierno gallerista. Non stupisce dunque che egli fosse eternato anche da
altri pittori di Anversa, tra i quali Anthonis van Dyck e Cornelis de Vos, fratello di Paul de
Vos, anch’egli attivo nella bottega di Rubens, specialmente per le rappresentazioni di animali.
Jacob Jordaens lo utilizzò numerose volte come modello. Un foglio con due studi a olio di
questa fisionomia particolarmente espressiva si trova nel Museum voor Schone Kunsten di
Gent, un’altra tavola al Detroit Institute of Art e una tela al Musée de la Chatreuse a Douai.
Come altri amici e parenti raffigurati in composizioni simili – possiamo definirli ritratti, studi
oppure teste di carattere, anche Abraham Graepheus si ritrova in composizioni di più vaste
dimensioni di Jordaens. Così ad esempio a Douai nelle vesti di un pastore nel “Offerta a
Cerere” del Prado a Madrid . Il presente ritratto riappare nella “Allegoria della fertilità” al
Musées des Beaux-Arts di Bruxelles. Abraham Graepheus morì nel 1654. Le sue
raffigurazioni nelle opere di Jordaens sono databili intorno al 1620 e ricadono in tal modo
nella fase più decisiva per lo sviluppo di questo artista. Egli sviluppa la sua propria pittura e si
appresta ad uscire dalla bottega, e quindi dall’ingombrante ombra di Rubens, ormai famoso.
Negli anni 1620/21 forma il suo primo allievo, Charles du Val. Significativa per il suo stile
personale sarà da allora in poi specialmente la sua marcata sensibilità per i caratteri da lui
dipinti.
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125
Mattheus Terwesten (L’Aia 1670 – 1757) attribuito
Venere e Marte, Amore e amorini nella fucina di Vulcano, olio su tela, 153 x 132 cm, senza
cornice, (Wo)
EURO 7.000 – 10.000
US$ 8.500 – 12.100
Provenienza: collezione privata austriaca
[EOT]
126 –
Peter Paul Rubens (Siegen 1577 – 1640 Anversa) cerchia
Un condottiero viene portato in un carcere da un soldato e da un moro, olio su tela, 84,5 x
69 cm, con cornice, (Wo)
EURO 18.000 – 22.000
[EOT]
US$ 21.900 – 26.700
127 –
Jan Pauwel Gillemans il G. (Anversa 1651 – prima del 1704)
Baccanale di putti nel parco di un castello, nel mezzo tracce di firma, olio su tela, 116 x 172
cm, con cornice, (Wo)
EURO 45.000 – 50.000
US$ 54.600 – 60.700
Il pittore fiammingo di nature morte Jan Pauwel Gillemans il Giovane fu allievo di Joris van
Son, a sua volta pittore di nature morte, ad Anversa. Creò soprattutto nature morte con
frutta di piccolo formato. Il dipinto presente è una delle opere principali di questo artista e
uno dei suoi rari lavori di grandi dimensioni. Gillemans come Joris van Son si muove sul
solco dell’importante pittore di nature morte Jan Davidsz. de Heem.
[EOT]
128
Matthäus Terwesten (L’Aia 1670 – 1757)
La dea Cerere circondata da tre amorini, in basso a sinistra firmato e datato
“M/TERWE/STEN 1732”, olio su tela, 65 x 55 cm, con cornice, (Wo)
EURO 12.000 – 15.000
US$ 14.600 – 18.200
Matthäus è il più giovane dei due fratelli Terwesten responsabili delle decorazioni pittoriche
dei castelli di Berlino e Potsdam. La sua formazione si svolse dapprima con il fratello
Augustin, più vecchio di lui di 21 anni, e in seguito con Willem Doudijns e con Daniel
Mijtens a L’Aia, divenendo uno dei primi allievi dell’accademia di quella città. Dopo aver
studiato l’antico a Roma tra il 1695 e il 1697 seguì il fratello Augustin a Berlino, che era
stato intanto nominato pittore di corte del principe elettore Federico II (il futuro re di
Prussia Federico I) . Matthäus si mise in luce come pittore fra l’altro con due soffitti dipinti
per il castello di Charlottenburg, che si ritengono perduti. Dal 1977 possono vedersi lì altre
sue opere: quattro dipinti di grandi dimensioni con scene dall’Eneide di Virgilio, che egli
aveva prodotto (dal 1699) nel corso della sua successiva, fortunata attività a L’Aia. Lontani da
ogni drammaticità questi dipinti denotano un carattere altamente decorativo che si ritrova
anche nel piccolo quadro con la dea Cerere. Essa siede, levando un calice d’oro, in attitudine
accentuatamente invitante, accanto a una cornucopia dalla quale spuntano le ricche messi
della fertilità a cui è preposta. Il presente dipinto è senz’altro paragonabile con “La
liberazione di andromeda” dello stesso artista, datato 1697, conservato al museo Herzog
Anton Ulrich di Braunschweig.
Provenienza: Il dipinto e probabilmente identico al quadro “een Ceres met Kindertjes en
meer Bijwerk door denzelven” presente all’asta del lascito di Matthäus Terwesten, L’Aia,
Pictura, 20 settembre 1757, n. 34.
[EOT]
129
Philippe de Champaigne (Bruxelles 1602 – 1674 Parigi) bottega
Il martirio di Santo Stefano di fronte alle mura di una città fortificata, olio su tela, 81 x 68,5
cm, con cornice (Wo)
EURO 8.000 – 12.000
US$ 9.700 – 14.600
Bibliografia: B. Dorival, Supplement au catalogue raisonné (catalogo dell’opera) “Philippe de
Champaigne”, 1992, n. 83 (con riproduzione) come opera originale di Philippe de
Champaigne intorno al 1667 in collaborazione con la sua bottega. B. Dorival ipotizza un
intervento del nipote dell’artista Jean Baptiste de Champaigne, per la stretta affinità della
presente composizione con „La lapidazione di San Paolo“ di quest’ultimo (Musée de
Longchamp a Marsiglia).
Provenienza: asta Louis de Chauvelin, Parigi 21 giugno 1762, lotto 23; collezione Armenault.
asta, Parigi 6 novembre 1826; asta, Parigi 28–29 novembre 1831, lotto 23; collezione La
Fontaine, Parigi, 1 dicembre 1831, lotto 18: collezione D. L., Asta Caen,
10 ottobre 1837, lotto 38; proprietà privata della Germania occidentale
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130 –
Jacob de Wit (Amsterdam 1695–1754)
Baccanale, olio su tela, 184 x 123,5 cm, con cornice, (Wo)
EURO 90.000 – 120.000
US$ 109.300 – 145.700
Il presente dipinto è in stretta relazione con quello della collezione Gerhardt, Budapest, che
fu messo all’asta da Lepke, Berlino, il 10 novembre 1911, lotto 100. Opere di questo tipo di
Jacob de Wit, di grandi dimensioni e fortemente colorate, sono meno conosciuto delle
numerose grisaglie di putti, ma furono molto popolari presso i ricchi mercanti di
Amsterdam, che desideravano arredare le loro case all’ultima moda. Esempi analoghi si
trovano al museo Bisschoplijk, Haarlem e al museo del teatro di Amsterdam. Un disegno
collegabile al presente dipinto, sanguigna e gesso nero, è conservato nella collezione
dell’Ecole Superieure des Beaux Arts, Parigi. Jacob de Wit fu nel XVIII secolo uno degli artisti
più ricercati e meglio pagati del suo paese. Tutti coloro che disponevano di adeguati mezzi
finanziari e avevano sentore delle correnti pittoriche alla moda riempivano le loro pareti con
opere di questo artista che dipingeva nello stile che, originatosi in Francia, si stava
estendendo a tutta Europa. Purtuttavia nei Paesi Bassi questi nuovi sviluppi della pittura
incontrarono più resistenze che negli altri centri dell’arte europei, per essere qui fin troppo
saldo il legame con la tradizione pittorica dell “epoca d’oro”. Ma alla fine del XVII secolo i
temi tradizionali, paesaggio e natura morta, con il loro sempre costante monito simbolico
sulla “vanità delle cose” avevano raggiunto il loro estremo limite di sviluppo. I grandi maestri
di quei generi erano quasi tutti già scomparsi intorno agli anni ottanta del ‘600 e i loro
seguaci non erano in grado di proporre significativi progressi o rinnovamenti. Nuove
correnti pittoriche come quella di Gerard de Lairesse o del suo discepolo e amico Albert
van Spiers, cresciuto artisticamente a Roma, trovarono sì qualche risonanza nell’Olanda
calvinista, ma si urtarono anche contro grosse resistenze, per il loro essere spesso in secca
contraddizione con con l’eredità dei grandi fiamminghi, come ad esempio Rembrandt. Per
questo motivo la penetrazione dei loro principii fu relativamente lenta, mentre la Francia ad
esempio gia si muoveva in una temperie da XVIII secolo grazie all’Académie Royale e alla
cerchia di artisti operanti alla corte di Versailles. Solo una generazione più tardi Jacob de Wit
fu in grado di rivitalizzare la vita artistica anche ad Amsterdam, la città che aveva nel
frattempo assunto un ruolo egemone per la politica e l’economia dei Paesi Bassi. A soli nove
anni era già allievo di Albert van Spiers e quattro anni più tardi si portava ad Anversa per
perfezionare lo studio. Qui egli non soltanto apprese la teoria dell’arte ma si esercitò nella
copia di molte opere di Rubens, van Dyck e altri grandi fiamminghi. Nel 1715 de Wit fa
ritorno ad Amsterdam, riceve molti incarichi per pale d’altare, nelle quali è particolarmente
presente il modello di van Dyck, ma è ricercato anche come pittore di scene storiche e per
la decorazione di edifici pubblici e privati. Tra le sue opere più famose il grande dipinto ( 5 x
12 m) con scene dalla vita di Mosè per la Vroedschapskamer al palazzo reale, Amsterdam,
per il quale egli eseguì anche alcune grisaglie. Queste imitazioni dipinte di decorazioni a
stucco contribuirono grandemente alla sua fama; alludendo al suo nome, esse furono
chiamate “wities”, poichè “wit ”in fiammingo signica bianco.
Ma anche nel campo della pittura di storia e sacra egli conosce uno straordinario successo
e diviene il più richiesto e pagato pittore del suo tempo nei Paesi Bassi. Che egli facesse le
decorazioni per le proprie opere non gli provoca nessuna caduta di immagine, poiché i temi
dell’antichità e i tipici putti che le caratterizzavano erano parte del gusto del tempo e si
ritrovavano in tutte le forme dell’arte. Nel presente dipinto in modo particolare Jacob de
Wit rende però consapevolmente manifesto che egli non è solo un epigone dello stile di
Francia e non è affatto confinato al registro decorativo, il che del resto non potrebbe
minimamente giustificare il suo enorme successo. Ci mostra piuttosto un’opera del tutto
originale che esprime la sua personale visione in accordo con la sua formazione alla scuola
dei grandi fiamminghi Rubens e van Dyck. Il suo paesaggio mostra un baccanale pieno di
sensualità, nel quale accanto agli uomini si avvicendano anche satiri e putti. In margine
all’accadere, come una firma, si nota il pittore stesso che, a destra dell’albero, rivolge lo
sguardo allo spettatore. Il suo violino è certo un segno del rapporto con l’antico, da egli
stesso introdotto nella moda della buona società fiamminga, ma lo mostra anche fedele alla
sua propria tradizione pittorica. Riferendosi infatti al motto oraziano “Ut pictura poesis” i
pittori del XVII secolo avevano l’ambizione di studiare e applicare, come fa la poesia, le leggi
dell’armonia, elevando così la pittura da arte meccanica al rango di arte liberale. Quale
simbolo della loro comprensione, anche teoricamente meditata, delle leggi dell’armonia, è
spesso presente negli autoritratti uno strumento musicale, quasi sempre appunto un violino.
Con la sua visibile presenza in mezzo al baccanale, che egli sembra quasi inaugurare con la
musica, de Wit lascia un esauriente manifesto della sua consapevole poetica di artista con la
quale egli ha così profondamente segnato la vita artistica ad Amsterdam.
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131
Thomas Willeboirts Bosschaert (Bergen-op-Zoom 1614 – 1654 Anversa)
Susanna al bagno, olio su tela, 138 x 116, con cornice, (Wo)
EURO 6.000 – 9.000
US$ 7.300 – 10.900
Perizia: Jan De Maere, 25 gennaio 2006, quale opera tarda di Willboirts Bosschaert, che
risente dell’influenza di van Dyck e per la quale non è da escludere, in alcune parti, la
collaborazione della bottega.
Provenienza: proprietà privata della Germania occidentale
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132 –
Abraham Hondius (Rotterdam um 1625 – 1695 Londra)
Mercurio, Argo e Io, in basso a destra, sulla bottiglia d’acqua, firmato “Abraham Hondius”,
olio su tela, 99 x 126 cm, con cornice, (Wo)
EURO 25.000 – 30.000
US$ 30.400 – 36.400
Hondius, nato a Rotterdam, fu pittore di cruenti combattimenti animali e di episodi
mitologici. La presente raffigurazione mitologica, nella quale Mercurio fa addormentare con il
suo flauto Argo, designato dalla gelosa Giunone a gurdiano Io, amata da Giove, e trasformata
in giovenca, è un capolavoro di questo artista per la sua compiutezza compositiva, coloristica
e drammatica.
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133
Cornelis de Vos (1584 – 1651) cerchia del XVII secolo
L’ adorazione dei Magi, olio su tela, 46,5 x 67,5 cm, con cornice, (Wo)
EURO 5.000 – 7.000
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US$ 6.100 – 8.500
134 –
Hans Jordaens III. (Anversa intorno al 1595 – 1643)
La contenenza di Scipione, in basso a sinistra firmato “H. Jordaens. F.”, olio su tela,
37 x 53 cm, con cornice, (Wo)
EURO 12.000 – 16.000
US$ 14.600 – 19.400
Hans Jordaens fu pittore di paesaggi con la rappresentazione del passaggio del Mar Rosso da
parte degli ebrei e di altri temi veterotestamentari. Il trattamento vivace e le tinte forti delle
piccole figure di contorno si avvicina allo stile di Frans Francken il Giovane, ma tradisce
chiaramente l’influenza di Rubens. Durante la seconda guerra punica, Scipione conquistò la
città spagnola Catagena (209 a.c.). Tra la preda di guerra si trovava una bella fanciulla che fu
assegnata al condottiero. Ma quando Scipione venne a sapere che la giovane era già
promessa la fece restituire allo sposo.
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135
Frans Francken d. J. (Anversa 1581 – 1642) attribuito
La cattura di Gesù, olio su rame, 53 x 67 cm, con cornice, (Wo)
EURO 7.000 – 9.000
US$ 8.500 – 10.900
Provenienza: collezione privata Madrid
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136
Simon de Vos (Anversa 1603–1676) attribuito
Il banchetto di Erode, olio su rame, 79 x 101 cm, con cornice,(Wo)
EURO 8.000 – 12.000
US$ 9.700 – 14.600
Il presente dipinto è una replica, lievemente modificata, dell’originale di Rubens, conservato
oggi alla National Gallery di Edimburgo. Ma, essendo stato il dipinto originale scozzese
ridotto da ogni lato, a sinistra addirittura di un terzo, è legittimo supporre che Simon de Vos
abbia dipinto questa replica di piccole dimensioni ad Anversa quasi in contemporanea alla
creazione di Rubens. Un’altra replica dell’opera di Edimburgo, anchessa di mano di Simon de
Vos, e anch’essa con piccole variazioni, si trova alla Gemäldegalerie der Staatlichen Museen
a Berlino (cat. 1996, n. 1109).
Provenienza: proprietà privata portoghese
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137
Simon de Vos (Anversa 1603 – 1676) cerchia
L’annunciazione a Maria, olio su rame, 85 x 62,5 cm, con cornice, (Wo)
EURO 25.000 – 30.000
US$ 30.400 – 36.400
Perizia: Prof. Justus Müller-Hofstede, 12 settembre 1990, quale opera autografa di Simon de
Vos.
Provenienza. Collezione privata della Germania meridionale
[EOT]
138 –
Pieter Coecke van Aelst (Aelst 1502 – 1550 Bruxelles) bottega
Maria con il bambino, olio su tavola, 69 x 52,5 cm, antica cornice intagliata, (Wo)
EURO 20.000 – 25.000
US$ 24.300 – 30.400
Il Rijksbureau voor kunsthistorische Documentatie de L’Aia ha archiviato il presente dipinto
come “Pieter Coecke van Aelst - Atelier”.
Provenienza: galleria Gebr. Douwes, Amsterdam, 1971 come opera autografa di Pieter
Coecke van Aelst; collezione privata della Germania occidentale.
Ringraziamo il signor Willem van de Watering per aver trattato di questo dipinto.
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139
Maestro dell’adorazione di Groote (Anversa, inizio XVI secolo) cerchia
La nascita di Cristo, olio su tavola, 73 x 56 cm, con cornice, (Wo)
EURO 14.000 – 18.000
US$ 17.000 – 21.900
Il Maestro dell’adorazione di Groote è così chiamato in relazione all’altare a portelli con
l’Adorazione dei Magi, conservato a Kitzburg, e possesso del barone di Groote. bewahrten
Flügelaltar mit der Anbetung der Könige benannt. Friedländer ha messo in stretta relazione
con quest’opera un gruppo di dipinti, le cui figure sono caratterizzate da una accentuata
espressività gestuale.
Perizia: Max Friedländer, 19 ottobre 1928 (in fotocopia), come opera proveniente dalla
cerchia immediata del Maestro dell’adorazione di Groote.
Bibliografia: cfr. Max J. Friedländer, Altniederländische Malerei, 1933, volume 11.
Provenienza: asta Rudolph Lepke Kunst-Auctions-Haus, Berlino W 35, Potsdamer Straße
122a-b, 1928, n.150, riproduzione; proprietà privata berlinese.
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140
Jan Brueghel (Anversa 1601 – 1678)
e Pieter van Avont (Mecheln/Malines 1600 – 1652)
Riposo nella fuga in Egitto, olio su tela, 18 x 23,5 cm, con cornice, (Wo)
EURO 40.000 – 50.000
US$ 48.600 – 60.700
Perizia: dott. Klaus Ertz 9 dicembre 1993. Dott. Ertz paragona questo dipinto tra l’altro a
composizioni molto simili dei due pittori, conservate al Kunsthistorisches Museum a Vienna
e alla Alte Pinakothek a Monaco. Il dott. Ertz accoglierà una riproduzione del presente
dipinto, quale „ opera autografa e straordinariamente ben conservata“ di Jan Brueghel il
Giovane e di Pieter van Avont nel volume di aggiornamento del suo catalogo dell’opera di
Jan Brueghel il Giovane, del 1984.
Provenienza: collezione privata della Germania occidentale
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141
Andries Daniels (Anversa verso 1580, attivo a Anversa 1598 – 1602) bottega
Grande e decorativo mazzo di fiori con tulipani, rose e altri fiori in un vaso con decorazioni
plastiche, olio su tavola, 64 x 49 cm, sul retro il marchio a fuoco della città di Anversa, con
cornice, (Wo)
EURO 20.000 – 30.000
US$ 24.300 – 36.400
Provenienza: collezione privata della Germania occidentale
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142 –
Willem van Leen (Dordrecht 1753 – 1825 Delft)
Un mazzo di fiori con tulipani, palle di neve ........., una rosa e altri fiori in un vaso, in primo
piano un cesto con pesche e uva, in basso a sinistra firmato “Van Leen. f.”, olio su tela, 80,5 x
59,5 cm, con cornice, (Wo)
EURO 25.000 – 30.000
US$ 30.400 – 36.400
Willem van Leen studiò a Parigi, venne poi a Rotterdam e ritornò nel 1787 a Parigi. Con la
Rivoluzione del 1789 egli ritornò in Olanda e si stabilì a Delfshaven. In Olanda egli dipingeva
con grande successo esclusivamente nature morte con fiori e frutta, utilizzate anche come
miniature per coperchi di scatola. Dipinti suoi si trovano nei musei di Dordrecht, Danzica,
Lussemburgo, Boymans Rotterdam e Bruxelles.
[EOT]
143 –
Andries Daniels (Anversa verso 1580 – attivo nel primo quarto del XVII secolo)
Un mazzo di fiori in un vaso di terracotta panciuto, olio su tavola , 59 x 49 cm, con cornice,
(Wo)
EURO 60.000 – 80.000
US$ 72.900 – 97.100
Sul retro della tavola si trovano il marchio a fuoco della città di Anversa e quello del
fabbricante di tavole Guillam Aertsen.
Perizia: Dott. Klaus Ertz, 20 ottobre 2005
Dott. Ertz data il dipinto verso 1620, localizzandolo a Anversa, e cita nella sua perizia
numerosi quadri di fiori di Daniels con composizioni strettamente imparentate con quella del
presente dipinto. Tra l’altro opere in asta presso Ader Tajan, Parigi 1993 e Christie’s, Londra
1988 e 2001. Dott. Ertz sottolinea anche „lo straordinario stato di conservazione“ del
presente dipinto, i cui „colori evocano una luminosità e uno splendore tipico dell’arte
fiamminga dei primi del XVII secolo” (cfr. perizia). Andries Daniels fu allievo di Pieter
Brueghel il G. Egli collaborò spesso con il pittore di figure Frans Francken il G., il quale
realizzò le figure per le corone di fiori di Daniels. Per la loro alta qualità quest’ultime sono
spesso scambiate per opere di Jan Brueghel il G.
Verso il 1600 si registra nella pittura neerlandese un significativo cambiamento: i fiori
diventano un soggetto degno di rappresentazione. Fino a quel momento i fiori erano
comparsi nella pittura d’Occidente sotto forme diverse: come fiore singolo e come piccolo
mazzo in un vaso erano spesso un attributo allegorico della storia della salvazione o del
carattere umano. Ma già nel 1592 erano state pubblicate a Francoforte le Archetypa di Jacob
Hoefnagel e sempre negli anni ’90 seguivano gli studi ad acquerello di Georg Flegel. Nell’anno
1594 Joris Hoefnagel elaborava la prima composizione autonoma basata tutta su fiori, vaso e
insetti. Il prossimo passo consisteva nel rendere pubblico queste acquisizioni e lo fecero
artisti come Jacob de Gheyn, Roelant Savery, Ambrosius Bosschaert il V. e, già nel 1606, Jan
Brueghel il V. La grande epoca della natura morta e della pittura di fiori si registra a Anversa
nel secondo decennio del XVII secolo. Anche se il momento delle grandi Wunderkammer di
epoca manierista, volute da principi religiosi e secolari, era ormai passato, rimaneva il
bisogno di opere manieriste. Erano soltanto cambiati i committenti: la borghesia aveva
cominciata ad allestire collezione artistiche e i dipinti di fiori erano, come ancora oggi, tra i
generi favoriti. In questa nuova costellazione ha trovato il suo posto Andries Daniels. I suoi
dipinti stanno nella tradizione del grande Jan Brueghel il V., il quale fece “da padrino” anche
al dipinto qui proposto.
[EOT]
144 –
Scuola austriaca del XVIII secolo
Un mazzo di fiori con rose e altri fiori, olio su rame, 30,5 x 23 cm, con cornice, (Wo)
EURO 15.000 – 20.000
[EOT]
US$ 18.200 – 24.300
145
Jan van Huysum (Amsterdam 1682 – 1749) bottega
Rose, tulipani, garofani, peonie e altri fiori in un vaso di vetro, olio su tela, 67 x 50 cm, con
cornice, (Wo)
EURO 25.000 – 35.000
US$ 30.400 – 42.500
Provenienza: collezione privata belga
[EOT]
146
Dionys Verburgh (verso 1655 – prima del 1722 Rotterdam)
Ampio paesaggio fluviale con una barca e viaggiatori, olio su tela, 66 x 100 cm, con cornice,
(Wo)
EURO 15.000 – 20.000
US$ 18.200 – 24.300
Nel paesaggio panoramico si fa sentire l’influenza del pittore paesaggista Philip Koninck.
[EOT]
147
Pieter Stevens (Mechelen verso 1567 - dopo 1624 Praga) attribuito
Paesaggio boschivo montuoso con le rovine di un castello e cavalieri, olio su tavola,
22 x 28 cm, con cornice, (Wo)
EURO 20.000 – 25.000
US$ 24.300 – 30.400
Cfr. la composizione invertita nel catalogo della mostra “Prag um 1600” del
Kunsthistorisches Museum Vienna, Luca editore, 1988, p. 287, n. 167: Dresda Staatliche
Kunstsammlungen, Gemäldegalerie Alte Meister, Inv. n. 82/08, und p. 285, n. 165, Kassel,
Staatliche Kunstsammlungen, Gemäldegalerie Alte Meister, Inv. n. L1069
[EOT]
148
Jan Wildens (Antwerpen 1586 – 1653) cerchia
Paesaggio boschivo con viaggiatori, olio su tela, 55 x 71 cm, con cornice, (Wo)
EURO 8.000 – 12.000
[EOT]
US$ 9.700 – 14.600
149
Jacques van der Weyhen (1588 – 1653)
Veduta di un ampio paesaggio con un viale fiancheggiante un fossato e un castello
rinascimentale con figure eleganti, olio su tavola, 50 x 64 cm, con cornice, (Wo)
EURO 18.000 – 24.000
US$ 21.900 – 29.100
Perizia: Jan de Maere, 25 gennaio 2006
Provenienza: Count Scarborough 1968; Old Master Gallerys, London A. und E.M. Wengraf,
esposto 1968, cat. n. 21.
[EOT]
150
Lodewyk de Vadder (Bruxelles 1605 – 1655) atribuito
Ampio paesaggio boschivo con figure, olio su tela, 82 x 108 cm, con cornice, (Wo)
EURO 10.000 – 15.000
US$ 12.100 – 18.200
Provenienza: collezione privata svizzera
[EOT]
151 –
Jan Wynants (Haarlem verso 1630 – 1684 Amsterdam)
Ampio paesaggio fluviale boschivo olandese con figure durante una sosta, in basso a sinistra
firmato e datato “Jwynants 1660”, olio su tela, 51 x 67,5 cm, con cornice, (Wo)
EURO 15.000 – 20.000
US$ 18.200 – 24.300
Jan Wynants è tra i più imporanti pittori paesaggisti del gruppo di artisti di Haarlem e
Anversa. Egli stesso non ha mai dipinto figure, queste sono solitamente dovute a Lingelbach,
Adriaen van de Velde, Barent Gael o Philips Wouwerman. I personaggi del dipinto qui
proposto sono probabilmente di Barent Gael o di Lingelbach.
[EOT]
152
Cornelis Hendriksz., Vroom (verso 1591–1661 Haarlem) attribuito
Paesaggio boschivo con un boscaiolo e cacciatori, olio su tela, 31 x 40 cm, con cornice,
(Wo)
EURO 10.000 – 14.000
[EOT]
US$ 12.100 – 17.000
153
Meindert Hobbema (Amsterdam 1638 – 1709) cerchia
Ampio paesaggio olandese con una casa contadina, un cavaliere con il suo cavallo alla
mangiatoia e altre figure, olio su tela, 95 x 124 cm, senza cornice, (Wo)
EURO 12.000 – 15.000
[EOT]
US$ 14.600 – 18.200
154 –
Govert Dircksz. Camphuysen (Gorkum 1623/24 – 1672 Amsterdam)
Interno di cucina: due serve preparano pietanze, in basso a sinistra firmato “G.
Camphuysen”, olio su tavola, 48,5 x 64,5 cm, con cornice,(Wo)
EURO 10.000 – 14.000
US$ 12.100 – 17.000
Camphuysen era un pittore di Amsterdam, specializzato in paesaggi e animali da gregge nella
maniera di Paulus Potter. I suoi interni contadini sono invece più rari. La loro caratteristica è
una grande naturalezza, tipica anche per il dipinto qui proposto. La profondità di campo è
sottolineata da un’efficace illuminazione.
[EOT]
155 –
Pieter van den Bosch (Amsterdam 1613 – dopo il 1663 Londra)
Interno di cucina con due serve al lavoro e una donna alla finestra, olio su tavola, 47 x 38 cm,
con cornice, (Wo)
EURO 10.000 – 14.000
US$ 12.100 – 17.000
Una serva quasi identica compare del dipinto di Pieter van den Bosch, messo all’asta da
Christie’s, Londra, 1981; un altro dipinto simile di Bosch si trova presso gli Staatliche Museen
zu Berlin, Gemäldegalerie, ill. in cat. n. 1188 e in Walther Bernt,”Die Niederländischen
Maler...”, 1969, n. 153.
Perizia: Walther Bernt, 9 dicembre 1962 (è disponibile la fotocopia)
Esposizioni: Museo di Leida, 1962
Provenienza: collezione Arthur Kay Esqu. (come Gerard Dou); Sir Harold Farquchar (come
Gerard Dou)
[EOT]
156 –
Quirin Gerritsz. van Brekelenkam (Zwammerdam verso 1620 – 1668 Leida)
Una merlettaia, olio su tavola, 34 x 27,5 cm, bella cornice antica, (Wo)
EURO 8.000 – 12.000
[EOT]
US$ 9.700 – 14.600
157 –
Gerrit Lundens (Amsterdam 1622 – 1686)
Compagnia allegra durante il gioco “La main chaude”, in basso a destra firmato e datato “g
Lundens 1671”, olio su tela, 37,5 x 30,5 cm, con cornice, (Wo)
EURO 18.000 – 24.000
US$ 21.900 – 29.100
Provenienza: già collezione Dr. C. J. K. van Aalst, Hoevelaken.
Gerrit Lundens raffigurò soprattutto interni contadini nella maniera di Jan Miense Molenaer e
Richard Brakenburgh, nonché botteghe di barbieri e luoghi per il ballo.
[EOT]
158
Gillis van Tilborgh (Bruxelles 1625 – 1678)
Compagnia mondana a tavola su una terrazza, olio su tela, 61,5 x 49 cm, sul retro della
tavola il marchio a fuoco della città di Anversa, con cornice, (Wo)
EURO 10.000 – 15.000
US$ 12.100 – 18.200
Perizia: Sia Jan De Maere che Willem van de Watering hanno esaminato il dipinto in originale
e hanno confermato la sua autografia.
Bibliografia: Una composizione molto simile di una tavolata mondana, e dove il gruppo
centrale è quasi identico a quello del dipinto qui proposto, è riprodotta in Walther Bernt,
“Die Niederländischen Maler des 17. Jahrhunderts”, 1970, vol. III, n. 1181. Gillis van Tilborgh
dipinse innanzitutto tavolate mondane, osterie contadine con feste nuziali e risse. I suoi
personaggi sono vicini a quelli di Craesbeeck e di Gonzales Coques e ogni tanto anche di
Teniers, che fu probabilmente suo maestro.
[EOT]
159 –
Christoph Jacobsz. van der Lamen (Anversa verso 1606 - verso 1651)
Elegante compagnia intenta al vino e al gioco, olio su tavola, 66,5 x 106,5 cm, con cornice,
(Wo)
EURO 15.000 – 20.000
US$ 18.200 – 24.300
Le scene di società di Christoph Jacobsz. van der Lamen sono vicine alle composizioni
dell’olandese Anthonie Palamedesz.
[EOT]
160 –
Johannes Glauber (Utrecht 1646 - verso 1726 Schoonhoven)
Paesaggio con Apollo e Dafne, olio su tela, 67 x 83,5 cm, con cornice, (Wo)
EURO 15.000 – 18.000
US$ 18.200 – 21.900
Pendant di cat. n. 161
Ringraziamo Prof. Erich Schleier per aver paragonato questo e il seguente dipinto con
composizioni di Glauber molto simili, conservate presso i Staatliche Museen, Kassel e il
Herzog Anton-Ulrich Museum, Braunschweig (e-mail, 20 gennaio 2006). Johannes Glauber
era un pittore paesaggista olandese che creò paesaggi di impronta italiana, animati da scene
mitologiche e da animali. Le figure sono dovute tra l’altro a Gerard de Lairesse e Dirck Maas.
[EOT]
161 –
Johannes Glauber (Utrecht 1646 – um 1726 Schoonhoven)
Paesaggio con figure mitologiche, olio su tela, 67 x 83 cm, con cornice, (Wo)
EURO 15.000 – 18.000
US$ 18.200 – 21.900
Cfr. il testo di cat. n. 160.
Pendant di cat. n. 160
[EOT]
162
Balthasar Paul Ommeganck (Anversa 1755 – 1826)
Pascolo nelle Fiandre con una coppia di pastori, pecore e un asino, in basso a destra firmato
e datato “BP Ommeganck 1816”, olio su tavola, 41 x 54 cm, con cornice, (Wo)
EURO 10.000 – 14.000
Provenienza: collezione privata belga
US$ 12.100 – 17.000
[EOT]
163
Scuola di Rembrandt del XVII secolo
Paesaggio fluviale boschivo con rovine e Cristo che benedice una donna, olio su tela, 103 x
130 cm, con cornice, (Wo)
EURO 18.000 – 25.000
US$ 21.900 – 30.400
Provenienza: collezione privata della Germania settentrionale
[EOT]
164
David Teniers il G. (Anversa 1610 – 1690 Bruxelles)
Paesaggio fluviale montuoso con pastori e un gregge, in basso al centro firmato “D. Teniers”,
olio su tela, 68 x 93 cm, con cornice, (Wo)
EURO 50.000 – 70.000
US$ 60.700 – 85.000
Perizia: Dott.ssa Margret Klinge, 9 gennaio 2006, come “opera autografa di David Teniers il
G.”. Dott.ssa Klinge: “Con il chiaro e delicato colorito di sfondo e cielo, la captazione
suggestiva e espressiva del paesaggio e la descrizione animata di uomini e animali questo
quadro appartiene a un gruppo di opere dipinte dall’artista verso il 1650“. La dott.ssa Klinge
inserirà questo dipinto nel catalogo delle opere di Teniers il Giovane.
Provenienza: già collezione Countess of Carnavon; asta Christie’s, Londra, 31 maggio 1918,
cat. n. 156; asta Christie’s, Londra, 16 novembre 1973, cat. n. 32; galleria d’arte Cohen,
Londra; asta Sotheby’s Mak van Waay, 31 ottobre 1977, n. 129a; Kunstsalon Francke, BadenBaden 1979; collezione privata della Germania occidentale
Esposizioni: Portland Art Museum, Portland, Oregon, USA, No. L80.15.1 (adesivo sul retro)
[EOT]
165 –
Johann Baptist Govaerts (Anversa 1701 - verso 1746 Magonza?)
Natura morta con uva, pesche e fiori e con un nido d’uccello, in basso a sinistra
monogrammato “I. B. G.”, olio su tela, 49 x 39,5 cm, con cornice, (Wo)
EURO 28.000 – 36.000
US$ 34.000 – 43.700
J. B. Govaerts è allievo di Alexander van Bredael; dal 1740–1745 era pittore di corte a
Magonza. Dipinse soprattutto scene di genere e nature morte.
[EOT]
166 –
Johannes Borman
(L’Aia, attivo dal 1653 – 1658 a Leida, 1659 Amsterdam - dopo 1660)
Natura morta con uva, una pesca, noci e un bicchiere veneziano riempito di vino, olio su
tavola, 41 x 32,5 cm, con cornice, (Wo)
EURO 14.000 – 18.000
US$ 17.000 – 21.900
Johannes Borman lavorò inizialmente sotto l’influenza di Jan Davidsz. de Heem, poi di
Willem Kalf. In questo dipinto gli oggetti sono accostati sotto un cono di luce diffusa, una
soluzione tipica per lo stile di Borman.
Perizia: Walther Bernt, 17 maggio 1976, come “opera sicura, caratteristica e ben conservata
di Johannes Borman”.
[EOT]
167 –
Barend van der Meer (Haarlem 1659 - verso 1696)
Natura morta con pesche, uva e noci in una ciotola d’argento, olio su tela, 60 x 50,5 cm, con
cornice, (Wo)
EURO 20.000 – 25.000
US$ 24.300 – 30.400
Barend van der Meer morì relativamente giovane e questo è uno dei motivi per la rarità dei
suoi dipinti. “Le sue nature morte testimoniano del gusto per lo sfarzo manifestato dai
cittadini di Amsterdam diventati ricchi” scrive Laurens Bol.
[EOT]
168
Jan Philip van Thielen (Mechelen 1618 – 1667) cerchia
Un mazzo di fiori con tulipani, veccia, rose e peonie in un vaso di vetro, olio su tela, 45 x 32
cm, con cornice , (Wo)
EURO 15.000 – 18.000
[EOT]
US$ 18.200 – 21.900
169
Abraham Brueghel (Anversa 1631 – 1690/97) cerchia
Un mazzo di fiori in un vaso di vetro, olio su tela su tavola, 39 x 30 cm, con cornice, (Wo)
EURO 25.000 – 35.000
US$ 30.400 – 42.500
Provenienza: collezione privata della Germania meridionale
[EOT]
170
Joris van Son (Anversa 1623 – 1667) cerchia
Natura morta con prosciutto, frutta e un boccale di parata dorato, olio su tela, 72 x 100 cm,
con cornice, (Wo)
EURO 15.000 – 18.000
[EOT]
US$ 18.200 – 21.900
171 –
Peter Jacob Horemans (Anversa 1700 – 1776 Monaco di Baviera)
Natura morta con stoviglie da parata in argento, frutta e un pappagallo, in basso a destra
firmato e datato “P. Horemans 1757”, olio su tavola, 31,5 x 24,5 cm, con cornice, (Wo)
EURO 20.000 – 25.000
US$ 24.300 – 30.400
Peter Jacob Horemans era fratello e allievo di Jan Josef a Anversa. Durante il garzonato si
stabilì probabilmente a Monaco dove divenne nel 1725 pittore di corte del principe elettore
Karl Albrecht. Grande popolarità godevano la sue rappresentazioni di feste della corte,
solitamente di piccolo formato, e soprattutto le sue squisite nature morte. La maggior parte
delle sue opere si trova nella Amalienburg nel parco del castello di Nymphenburg; e ancora
in vari castelli bavaresi e nei musei di Augusta, Brunswick, Burghausen, Erlangen, Firenze,
Gottinga, Monaco (Nationalmuseum), Amburgo, Nottingham, Norimberga (Germanisches
Nationalmuseum), Schleißheim e Spira.
[EOT]
172
Armadietto fiammingo da gabinetto del XVII secolo
con undici cassetti, tre porte e un cassetto segreto, ebano e palissandro con barrette a
fiamma incassate in oro, altezza 58 cm, larghezza 59 cm, profondità 32,5 cm, i cassetti e le
porte sono dipinte con scene bibliche e episodi della vita di Cristo dovuti a un artista della
cerchia di Frans Francken il G. (1581 – 1642), (Wo)
EURO 5.000 – 7.000
US$ 6.100 – 8.500
Provenienza: collezione privata viennese
[EOT]
173
Abraham Bosschaert (Anversa 1612 - dopo 1639)
Mazzo di fiori con tulipani, una rosa, altri fiori e una cedronella in un vaso di vetro, in basso
al centro firmato “J(?) Bosschaert. f”, olio su tavola, ottagonale, 37,5 x 28 cm, ovale, con
cornice, (Wo)
EURO 35.000 – 44.000
US$ 42.500 – 53.400
Bibliografia: il dipinto è conosciuto al Rijksbureau voor kunsthistorische Documentatie
(RKD) a L’Aia e vi è registrato come opera autografa di Abraham Bosschaert.
Provenienza: collezione privata della Germania settentrionale
[EOT]
174
Mathys Schoevaerdts (Bruxelles verso 1665 – 1694 o 1723)
Uno spettacolo di attori girovaghi in un villaggio, olio su tela, 41 x 58 cm, con cornice, (Wo)
EURO 10.000 – 14.000
US$ 12.100 – 17.000
Provenienza: collezione privata belga
[EOT]
175
Pieter Wouwerman (Haarlem 1623 – 1682) attribuito
Combattimento di cavalieri davanti a una città fortificata, in basso a sinistra firmato (?) e
datato “Wouwerman 1671”, olio su tela, 111 x 153 cm, con cornice, (Wo)
EURO 22.000 – 30.000
US$ 26.700 – 36.400
Provenienza: collezione privata Bruxelles
[EOT]
176
Martinus de la Court (Bruxelles 1640 – 1710)
“Mercato in Toscana”, in basso a destra monogrammato “MDL (legato) Court”, olio su tela,
70 x 100 cm, con cornice, (Wo)
EURO 12.000 – 18.000
US$ 14.600 – 21.900
Martinus de la Court fu pittore paesaggista e ritrattista. Proveniva da Bruxelles, ma nel 1693
entrò nella corporazione dei pittori di Delft e più tardi operò a Leida. Il riscontro di
un’influenza fiamminga fa pensare che questo dipinto sia nato durante il periodo a Bruxelles.
Provenienza: collezione privata viennese
Ringraziamo il sig. Willem van de Watering per la decifrazione della firma e per aver
riconosciuto nel dipinto una delle rare opere del pittore fiammingo-olandese Martinus de la
Court.
[EOT]
177 –
Cornelisz. Droochsloot (Utrecht 1630 – dopo il 1673)
La strada di un villaggio con molte figure, in basso al centro monogrammato e datato “CD.
f.1659”, olio su tavola, 35,5 x 52 cm, con cornice, (Wo)
EURO 20.000 – 25.000
[EOT]
US$ 24.300 – 30.400
178 –
Peter Tillemans (Anversa 1684 – 1734 Norton/Inghilterra) cerchia
L’assedio di una città fortificata, olio su tela, 63,5 x 76,5 cm, cornice originale intagliata e
dorata del XVII secolo, (Wo)
EURO 10.000 – 12.000
[EOT]
US$ 12.100 – 14.600
179 –
Philips Wouwerman (Haarlem 1619 – 1668)
Cavalieri con il suo cavallo e un cane durante una sosta in un paesaggio, in basso a sinistra
monogrammato “PH W”, olio su tavola, 23 x 18,5 cm, con cornice, (Wo)
EURO 25.000 – 30.000
US$ 30.400 – 36.400
Perizia: Prof. Wolfgang Maier-Preusker del 1. febbraio 2006 come opera autografa di Philip
Wouwerman
[EOT]
180
Johann Georg Hinz oder Hainz (Amburgo/Altona 1631 – 1688 Amburgo)
Pesche e uva in una ciotola Wan Li e un bicchiere con vino, olio su tela, 56 x 52 cm, con
cornice, (Wo)
EURO 18.000 – 25.000
US$ 21.900 – 30.400
Perizia: comunicazione scritta del 23 agosto 1996 della dott.ssa Karin Bastian-Kleinewerfers,
autrice di una tesi di dottorato su Hainz, pubblicata, come opera autografa di Johann Georg
Hainz; comunicazione orale di Drs. Fred Meijer, Rijksbureau voor Kunsthistorische
Documentatie, come opera autografa di Hainz.
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181
Georg Flegel (Olomuc 1566 – 1638 Francoforte/Meno)
Natura morta con frutta, volatili e un cardellino che sta becchettando dei frutti, olio su tela,
48 x 56,5 cm, con cornice, (Wo)
EURO 50.000 – 70.000
US$ 60.700 – 85.000
Georg Flegel è tra i maggiori pittori europei di nature morte dell’inizio del XVII secolo. Con
le sue prime opere, nate verso il 1600, egli fu il primo rappresentante in Germania di questo
nuovo genere.
Bibliografia: Anne-Dore Ketelsen-Volkhardt, Georg Flegel 1566–1638, catalogo delle opere,
Deutscher Kunstverlag, Monaco/Berlin0, 2003, p. 186, n. 11, ill. 61;
Il cardellino è l’unico elemento vitale che Flegel ha inserito tra gli oggetti inanimati, messi in
rapporto fra di loro con un sistema di linee diagonali. Questo uccello, il cui nome proviene
dalla sua predilezione per i semi dei cardi, allude emblematicamente alla passione di Cristo. Il
grappolo d’uva, sul quale è seduto il cardellino, è un simbolo dell’eucaristia in quanto allude
al vino che a sua volta sta per il sangue di Cristo. Il dipinto si distigue sia per la forza
simbolica che per la squisitezza del trattamento pittorico. Esso è una delle rare nature morte
di Flegel che hanno come protagonista un uccello. Un’altra natura morta con uccello presso
il Museum der bildenden Künste di Lipsia sottolinea la popolarità di questo soggetto.
Secondo Ketelsen-Volkhardt il dipinto è stato realizzato attorno al 1620 (p. 28).
[EOT]
182
Johann Baptist Hälszel (Berlino 1710 – 1777 Vienna)
Una lepre, un ciuffolotto e una lucertola in un bosco, olio su tela, 57 x 54 cm, con cornice,
(Wo)
EURO 6.000 – 9.000
US$ 7.300 – 10.900
Provenienza: collezione privata della Germania meridionale
[EOT]
183 –
Johann Georg Hinz o Hainz (Altona 1630 – 1688 Amburgo)
Natura morta con boccale da parata, ciotola di porcellana Wan Li, piatto di stagno, bicchiere
da birra, uva e pesche, olio su tela, 91 x 69 cm, con cornice, (Wo)
EURO 24.000 – 28.000
US$ 29.100 – 34.000
Johann Georg Hinz, così come Christian Berentz, Ottmar Elliger, J. Jacobsen e M. Scheits,
appartiene alla cerchia di pittori tedeschi formatasi sulla scuola olandese e che nella seconda
metà del XVII secolo fece di Amburgo un centro della pittura di nature morte in Germania.
La maestrìa nella raffigurazione della frutta e degli oggetti, il chiaroscuro dell’efficace
illuminazione e il colorito armonioso, fanno del presente dipinto uno dei capolavori
dell’artista.
[EOT]
184
Scuola spagnola del XVIII secolo
Natura morta con mele in una ciotola di ceramica, un panino e una brocca di terracotta, olio
su cartoncino, 40 x 52 cm, con cornice, (Wo)
EURO 5.000 – 7.000
US$ 6.100 – 8.500
Provenienza: collezione privata della Germania occidentale
[EOT]
185 –
Dominicus Gottfried Waerdigh (Amburgo 1700 – 1789 Plön)
Natura morta con un melone, uva e altra frutta, olio su tavola, 44 x 63 cm, firmato e datato
“D Waerdigh 78 Jahr 1778”, bella cornice antica dorata, (Wo)
EURO 20.000 – 25.000
US$ 24.300 – 30.400
Il pittore amburghese Waerdigh si formò sugli antichi maestri ollandesi. Egli realizzò
soprattutto paesaggi (del Reno) e vedute, più rare sono le sue nature morte di qualità.
[EOT]
186
P. Schenck (Germania XVIII secolo)
Trompe l’oeil di una tavola per affissioni con un’acquaforte da un dipinto di Adriaen van
Ostade, una pagina del giornale di Amburgo “RELATIONS COURIER”, una penna, un pettine
e un lettera con il seguente testo: “A Son altesse Serenissime Monsieur... Duc Regnant de
Mecklenbourg Pr(ince?) de Vandalis Treshum...”; sul margine inferiore dell’incisione firmato
“P(?) Schenck fecit et excudit”, olio su tela, 68 x 58 cm, con cornice, (Wo)
EURO 6.000 – 9.000
US$ 7.300 – 10.900
Provenienza: collezione privata viennese
[EOT]
187
Pittore tedesco verso 1600
Vanitas, in alto a destra su un foglio l’iscrizione latina “o infelix, quae prius anima mea nolebat
agere... Job. C. VI” (Antico Testamento, Giobbe); sul libro iscrizione: “Infans...”/”infanzia”,
“Adolescentia”/ “Giovinezza”, “Senectas”/”Vecchiaia”, olio su rame su tavola, 17 x 13,5 cm,
bella cornice antica ottagonale intagliata, (Wo)
EURO 4.000 – 6.000
US$ 4.900 – 7.300
Provenienza: proprietà privata austriaca
[EOT]
188
Pittore tedesco del XVII secolo
Doppio ritratto – allegoria della Vanitas: una giovane donna con collana di perle e un teschio
in un’unica raffigurazione, in alto l’iscrizione: “HAIT MIR MORGEN DIR” (Oggi a me, domani
a te), olio su tavola “scanalata”, 31,5 x 19,5 cm, senza cornice, (Wo)
EURO 7.000 – 9.000
US$ 8.500 – 10.900
Il dipinto è un cosiddetto “quadro scanalato”, realizzato su una tavola con scanalature, simile
a un’asse per lavare. Guardando il dipinto da posizione laterale appare soltanto una delle
rappresentazioni; in questo caso la giovane donna compare guardando da sinistra e il teschio
guardando da destra. Dipinti di questo genere sono estremamente rari e l’esempio qui
proposto, un classico oggetto da “Wunderkammer”, è dunque di grande interesse storicoartistico. Quadri scanalati appartengono alla categoria delle anamorfosi. Gli esempi più
famosi di una anamorfosi sono il teschio nel ritratto dei due ambasciatori francesi di Holbein
nella National Gallery di Londra e il ritratto con teschio di Maria Stuart a Edinburgo,
realizzato probabilmente dopo la sua morte. I quadri doppi erano particolarmente adatti per
ritratti di coppie.
Provenienza: collezione privata austriaca
Bibliografia: cfr. Eugen von Philippovich, Kuriositäten und Antiquitäten, 1966, p. 33 sgg.
[EOT]
189
Pittore tirolese del XVIII secolo
Due giocatori di carte, un uomo con pipa e un suonatore di gironda con un cagnolino in un
paesaggio (recto); Madonna col bambino, un religioso e un angelo con fiaccola che caccia
Lucifero (verso); dipinto cosiddetto “a lamelle” su due tele, olio su tela, 47 x 37 cm, cornice
antica, (Wo)
EURO 1.500 – 2.000
US$ 1.800 – 2.400
Il quadro qui proposto è un cosiddetto “dipinto a lamelle”. Esso è dipinto su due tele,
disposte come delle lamelle. Con l’aiuto di listelli lignei, applicati sul retro e in basso, le due
tele possono essere spostate in modo tale che da far apparire di volta in volta una delle due
raffigurazioni.
Provenienza: da un castello tirolese
[EOT]
190
Friedrich von Amerling (Vienna 1803 – 1887)
“La scultura”: Michelangelo, scolpendo il Mosè; “La pittura”: Raffaello dipingendo la Madonna
Sistina, coppia, olio su tela, grisaglie, ciascuna 160 x 60 cm, senza cornice, (2), (Wo)
EURO 4.000 – 6.000
US$ 4.900 – 7.300
Bibliographia: Günther Probst, catalogo delle opere “Friedrich von Amerling”, Vienna 1926,
p. 156, nn. 1356 e 1357, come decorazione del vano scale del castelletto Amerling, la
residenza del pittore nel V distretto di Vienna.
Provenienza: collezione privata viennese
[EOT]
191
Maestro di Brunswick verso il 1570
Una tavola dipinta su entrambi i lati: recto: un’istruzione religiosa; verso (grisaglia): il
Crocefisso con figure assistenziali; olio su tavola, 94 x 82 cm, con cornice, (Wo)
EURO 12.000 – 18.000
US$ 14.600 – 21.900
Un teologo protestante, seduto a un tavolo accanto al serpente innalzato, istruisce un padre
e i suoi quattro figli sul Vangelo di Giovanni, cap. 3: “Come Mosè nel deserto ha innalzato il
serpente di bronzo, così i figli dell’uomo saranno innalzati, perché tutti quelli che credono in
lui (Dio) non siano perduti, ma raggiungano la vita eterna”. La scena della Crocefissione sul
retro, con le sue figure assistenziali, è accompagnata da una citazione dal libro del profeta
Isaia, cap. 53, che si riferisce al Messia, che in quanto figlio dell’uomo, sarà il venturo principe
dei cieli.
Provenienza: collezione privata milanese
[EOT]
192 –
Jacob Bogdany (Eperjes 1660 – 1724 Finchley presso Londra) attribuito
Natura morta con frutta e fragole in una coppa di porcellana e un pappagallo, olio su tela, 62
x 73,5 cm, cornice originale inglese del XVIII secolo, intagliata e dorata, (Wo)
EURO 12.000 – 16.000
[EOT]
US$ 14.600 – 19.400
193 –
Wolfgang Heimbach (Ovelgönne/Oldenburg 1613 – dopo il 1678) bottega
Compagnia maschile intenda al vino e al fumo, in un’osteria a lume di candela, serviti da una
giovane ostessa e osservati attraverso la finestra da quattro uomini nel buio della notte, olio
su tavola, 22 x 29,5 cm, con cornice, (Wo)
EURO 8.000 – 12.000
[EOT]
US$ 9.700 – 14.600
194
ritirato
[EOT]
195
Franz Ignaz Roth (1697 – 1757 Würzburg) attribuito
Ritratto del conte dell’impero Friedrich Karl di Schönborn (1674- 1746 Würzburg), olio su
tela su tavola, 76 x 57,5 cm, con cornice, (Wo)
EURO 9.000 – 14.000
US$ 10.900 – 17.000
Perizia: Prof. Helmut Börsch-Supan, 20 dicembre 2002: “Il castello dei vescovi di Bamberga
nei pressi di Bamberga è stato ristrutturato per volontà di Friedrich Karl di Schönborn nel
1729/30 ad opera di Balthasar Neumann e nel 1736/38 di Johann Michael Küchel. Il ritratto,
nipote di Lothar Franz di Schönborn, principe vescovo di Bamberga nonché principe elettore
e arcivescovo di Magonza, è stato accettato nel 1705 nel capitolo del duomo di Bamberga e
nello stesso anno divenne anche vice-cancelliere imperiale a Vienna. Coadiutore del vescovo
di Bamberga dal 1710, divenne nel 1729 egli stesso vescovo della diocesi e nello stesso anno
anche vescovo di Würzburg. Il dipinto si basa su un ritratto di Jan Kupetzky, realizzato forse
ancora a Vienna. Eduard Safarik, nella sua monografia di questo pittore del 1928, lo ha
pubblicato nell’ill. 46 (n. 346). In quel momento esso si trovava nel castello SchönbornMallebern (Bassa Austria). Nel 1723 Kupetzky abbandonò Vienna per Norimberga. Da
Bamberga Friedrich Karl von Schönborn continuò a coltivare i rapporti con Kupetzky e
diventò un suo generoso mecenate. Nella qualità di pittore decoratore Franz Ignaz Roth,
allievo di Kupetzky e da quest’ultimo ritratto (si è conservata una mezzatinta basata su un
dipinto perduto), era fin dal 1727/28 attivo nella residenza di Würzburg. Si può ipotizzare
che egli sia l’autore del ritratto qui proposto, caratterizzato da una pennellata veloce di
grande esperienza. Roth fu pittore di corte a Würzburg.
[EOT]
196
Jan Cornelisz Vermeyen (1500 – 1559) scuola del XVI secolo
Ritratto dell’arciduca Massimiliano (1527 – 1576, dal 1564 imperatore Massimiliano II), olio
su tavola, ovale, 34 x 26 cm, antica cornice in radica, (Wo)
EURO 10.000 – 15.000
US$ 12.100 – 18.200
Il giovane principe, che ebbe la Toson d’oro nel 1546, tiene in mano un garofano, in segno
del fidanzamento. Le nozze con l’arciduchessa Maria furono celebrate il 13 settembre 1548.
La sposa era una figlia dell’imperatore Carlo V, lo sposo un figlio dell’imperatore Ferdinando
I., fratello di Carlo V e erede della porzione tedesca dell’impero. I rapporti di consanguineità
non potevano essere più stretti.
Perizia: Ludwig Meyer, Archiv für Kunstgeschichte, 27 gennaio 2006. Ringraziamo Ludwig
Meyer per l’identificazione del ritratto e per aver indicato come pittore Jan Cornelisz.
Vermeyen
Provenienza: alta aristocrazia tedesca della zona di Kassel; proprietà privata tedesca
[EOT]
197
Joseph Hickel (Leipa/Boemia 1736 – 1807Vienna) attribuito
Ritratto dell’arciduca Giovanni come direttore generale del genio (per le fortificazioni), dopo
il 1800, con collana della Toson d’oro e decorato dall’ordine di Maria Teresa, olio su tela, 73
x 56 cm, cornice originale dorata in stile impero, (Wo)
EURO 5.000 – 7.000
US$ 6.100 – 8.500
Questo dipinto ha probabilmente servito da modello per un’acquaforte con il ritratto
dell’arciduca Giovanni, custodita presso la collezione di ritratti della Biblioteca Nazionale
austriaca di Vienna e siglata con: “Hickel pinxit”.
L’arciduca Giovanni (Firenze 1782 – 1859 Graz) era il fratello minore dell’imperatore
Francesco II.(I.). Durante le guerre contro Napoleone egli era commandante generale delle
milizie in Tirolo e Stiria, nonché il responsabile per il corpo del genio militare. Nel 1819
incontrò Anna Plochl, figlia del maestro di posta di Aussee. 10 anni più tardi l’imperatore
concedeva il beneplacito per la loro unione matrimoniale. La discendenza di Giovanni ebbe il
titolo di conti di Merano. La sua importanza storica va cercata nell’impegno continuo per la
sviluppo sociale, economico e culturale della Stiria. Ancora oggi la composizione “Erherzog
Johann Jodler” ricorda questo popolare e amato membro della dinastia degli Asburgo. Per
l’identificazione del ritratto ringraziamo la dott.ssa Gerda Mraz, già direttrice del Bildarchiv,
Kaiserliche Fidei-Comiss- und Portraitsammlung della Biblioteca Nazionale austriaca.
Provenienza: collezione privata della Germania settentrionale
Pendant del seguente
[EOT]
198
Joseph Hickel (Leipa/Boemia 1736 – 1807Vienna) attribuito
Ritratto dell’arciduca Carlo nella veste di feldmaresciallo, dopo il 1800, con collana della
Toson d’oro e decorato con la croce dell’ordine di Maria Teresa, olio su tela, 73 x 56 cm,
cornice originale dorata in stile impero, (Wo)
EURO 5.000 – 7.000
US$ 6.100 – 8.500
L’arciduca Carlo (Firenze 1771 – 1847Vienna) era il fratello minore di Francesco II.(I.). Da
generale riportò importanti successi militari contro Napoleone e la sua vittoria più
clamorosa fu quella nella battaglia di Aspern, la prima sconfitta di Napoleone. In seguito alla
sua adozione da parte di Alberto di Sassonia – Teschen egli ereditò la famosa collezione di
arte grafica (“Albertina”) di Vienna. I rapporti con il fratello imperiale furono molto
conflittuali, mentre fu estremamente armonioso il matrimonio con la principessa protestante
Enrietta di Nassau – Weilburg, di 26 anni più giovane. Per l’identificazione del ritratto
ringraziamo la dott.ssa Gerda Mraz, già direttrice del Bildarchiv, Kaiserliche Fidei-Comissund Portraitsammlung della Biblioteca Nazionale austriaca.
Provenienza: collezione privata della Germania settentrionale
Pendant del precedente
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199
Johann Kupetzky (Bösing/ Slovacchia 1667 – 1740 Norimberga) attribuito
Ritratto del generale feldmaresciallo conte Siegbert von Heister, olio su tela, 77 x 61 cm,
con cornice, (Wo).
EURO 8.000 – 12.000
US$ 9.700 – 14.600
Il dipinto porta sul retro della tela originale l’iscrizione “Sibert Graff von Heister
Feldtmarschall und Oberster über ein Regiment... Gouverneur von Raab,... General in gantz
Ungarn Anno 712...(seguono informazioni su due delle sue quattro mogli e sui figli)”. Ritratti
simili per composizione e tratto pittorico di Kupetzky si trovano tra l’altro presso la
Österreichiche Galerie nel Belvedere,Vienna (Guido conte Starhemberg) e nel castello di
Detmold, collezione Freiherr von Fürstenberg (Tsar Pietro il Grande). Siegbert conte di
Heister (1648 – 1718), poi generale feldmaresciallo imperiale e consigliere segreto, iniziò la
carriera militare a 19 anni. Durante le guerre contro gli ottomani, nel 1683, una freccia turca
aveva perforato la sua volta cranica. Egli spezzò la freccia e la estra .... dal cranio! Nel 1697
egli partecipò con il principe Eugenio alla vittoria di Zenta, ma durante la guerra di
successione spagnola entrò in conflitto con quest’ultimo. Dal 1705 attivo in Ungheria,
soprattutto contro gli uscotti di Francesco Rákóczi. Nel 1717, all’età di quasi 70 anni, il
feldmaresciallo era presente alla battaglia di Belgrado, ma un attacco di debolezza impedì la
sua partecipazione al trionfo del principe Eugenio. Siegbert era sposato in prime nozze con
Maria Anna contessa di Zinzendorf e con lei ebbe due figli: il colonnello Georg Rudolf morì
nel 1717 durante la presa di Belgrado e suo figlio Johann Gottfried, nato postumo, diventerà
più tardi governatore del Tirolo (adesivo sul retro).
Provenienza: collezione privata milanese
[EOT]
200 –
Scuola svedese del XVIII secolo
Ritratto dell’attrice (?) Eleonora Christina von Winterfels, Född 1720 – 1741 (secondo
un’iscrizione sul retro), olio su tela, 74,5 x 60 cm, con cornice, (Wo)
EURO 9.000 – 15.000
[EOT]
US$ 10.900 – 18.200
201 –
Martin van Meytens (Stoccolma 1695 – 1770Vienna) bottega
Ritratto dell’imperatrice Maria Teresa, olio su tela, 91 x 72 cm, con cornice, (Wo)
EURO 10.000 – 15.000
US$ 12.100 – 18.200
Provenienza: proprietà nobiliare austriaca
[EOT]
202
Jacob van Schuppen (Parigi 1670 – 1751Vienna) bottega
Autoritratto, olio su tela, 125 x 94 cm, con cornice, (Wo)
EURO 4.000 – 6.000
US$ 4.900 – 7.300
Provenienza: collezione privata viennese
[EOT]
203
Cosmas Damian Asam (Benediktbeuern 1686 – 1739 Monaco di Baviera)
Ritratto del fratello dell’artista Egid Quirin Asam (1692 – 1750), olio su tela, 39,5 x 32 cm,
con cornice, (Wo)
EURO 13.000 – 18.000
US$ 15.800 – 21.900
Sul retro del dipinto l’iscrizione sbagliata “F. v. Schiller als Carlsschüler. A. Graff p”. Egid
Quirin Asam era scultore. Egli porta un camicione da lavoro blu e una camicia dal collo
aperto. Un ritratto a tre quarti di Egid Quirin Asam, anch’esso dipinto dal fratello, si trova
presso il museo diocesano di Frisinga. I tratti fisionomici, i capelli e il collo della camicia sono
quasi sovrapponibili al ritratto qui proposto. I due fratelli congeniali collaborarono durante
tutta la loro vita. Gli ambienti da loro creati sono considerati dei capolavori del bel
composto. La maggior parte delle loro opere si trova in Baviera, ma essi erano presenti
come architetti, scultori e pittori anche in Boemia, Slesia e Svizzera.
Perizia: Ludwig Meyer, Archivio per la Storia dell’Arte, Monaco di Baviera,
23 marzo 2005. Ringraziamo il sig. Meyer per l’identificazione del ritratto e del suo creatore,
nonché per lo studio delle interconnessioni storico-artistiche.
Provenienza: già Sächsische Kunstsammlung Dresda secondo un adesivo sul retro con il
numero “1748” (indicazione di una data o del numero di inventario).
[EOT]
204 –
Johann Heinrich Tischbein il V. detto “Kasseler Tischbein” (Haina 1722 – 1789 Kassel)
Antonio ferito presso Cleopatra, firmato e datato in basso a sinistra sull’angolo del tappeto
che cade sullo scalino: “J. H. Tischbein pinx 1776”, olio su tela, 82,5 x 105 cm, con cornice,
(Wo)
EURO 22.000 – 26.000
US$ 26.700 – 31.600
In questo quadro di storia Tischbein narra la svolta drammatica con la quale si conclude in
maniera tragica la storia d’amore tra la regina tolomeica Cleopatra e il console romano
Marcantonio. Come descritto da Plutarco, Cleopatra, rifugiata nel suo mausoleo in seguito
alla sconfitta di Antonio e la presa di Alessandria da parte di Augusto, aveva sparsa la notizia
falsa della sua morte. In seguito, Antonio, credendo di essere stato tradito da Cleopatra, si
uccise con la propria spada. Cleopatra lo trovò ancora in vita e egli morirà tra le sue braccia.
Al centro del dipinto Antonio, vestito col mantello rosso del generale, è sostenuto da alcune
serve. Cleopatra prende la sua mano e si volta, profondamente commossa e addolorata. La
sua figura vestita di bianco è il fulcro della composizione e la sua commozione è il vero
soggetto del dipinto. Nella funzione di pittore di corte dei conti di Assia-Kassel Johann
Heinrich Tischbein si era già occupato nel 1767 della storia di Cleopatra. Allora egli aveva
realizzato una serie di quattro dipinti di grandi dimensioni per la villa Weißenstein. Lì le
scene ricordavano soltanto gli episodi poco drammatici, mentre sembra che fu la lettura
approfondita di Plutarco a suggerirgli in seguito una inedita scelta di scene tragiche. Di queste
fa parte il dipinto qui proposto che propone un tema già affrontato nel 1767 (cfr.TiegelHertfelder, n. G. 33). Attorno il 1769 risalgono le coppie di piccoli dipinti raffiguranti
„Antonio ferito a morte“ e „Augusto presso la regina morente“, realizzati per il castello di
Weißenstein. Tischbein è tornato diverse volte sul tema di Antonio in fin di vita. Il paragone
tra le versioni dipinte nel corso di un decennio esemplifica lo sviluppo stilistico del maestro.
Se le due prime realizzazioni esprimono nonostante la loro drammaticità uno spirito ancora
tutto rococò, la presente versione, risalente al 1776, dimostra una chiara tendenza verso
l’ideale classicista. Il pittore, conosciuto sopratutto come ritrattista e formatosi a Parigi
presso Carle van Loo e a Venezia presso Giambattista Piazzetta, deteneva alla corte di AssiaKassel una posizione di grande influenza. Per distinguerlo dai numerosi membri di questa
famiglia di pittori egli è chiamato anche “Kasseler” Tischbein.
Bibliografia: Petra Tiegel-Hertfelder, “Historie war sein Fach”, Mythologie und Geschichte im
Werk Johann Heinrich Tischbeins d.Ä. (1722–1789), Worms 1996, p. 129, nota 31, p. 352,
G. 76.
[EOT]
205 –
Francois Boucher (Paris 1703- 1770) cerchia
Putti con un ceppo e una fiaccola accesa in una finestra ovale, allegoria del fuoco o
dell’inverno, olio su tela, 75 x 95,5 cm, con cornice, (Wo)
EURO 10.000 – 15.000
US$ 12.100 – 18.200
Boucher ha dipinto diverse allegorie con putti, raffiguranti gli elementi o le stagioni, di
formato ovale o rotondo, come per esempio „L’aria“ presso la Corcoran Gallery,
Washington, oppure “L’acqua”” del Museum of Fine Arts, Houston, USA.
Bibliografia: cfr. Alexandre Ananoff / Daniel Wildenstein, “Boucher, L’opera completa”, 1980,
nn. 65, 199, 283, 284 (ill.).
[EOT]
206
Cornelis Buys (Amsterdam 1745 – 1826)
Vecchio che suona il liuto; Giovane donna con pipa e fiasco di vino, coppia, entrambi i
dipinti firmati in basso a destra “Buys”, olio su tela, ciascuno 26 x 29 cm, con cornice, (2),
(Wo)
EURO 13.000 – 16.000
US$ 15.800 – 19.400
Buys era membro del direttivo dell’accademia reale di Amsterdam e un ricercato pittore di
paesaggi, vedute cittadine e scene di genere.
Provenienza: collezione privata belga
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207 –
Josef Adam Mölk oppure Mölck o Mölckh (Vienna 1714 – 1794)
La regina di Saba dà l’ordine per la decorazione del tempio, firmato e datato in basso a
sinistra “JOSEPH... MÖlCK INVENIT 1759”, olio su tela, 67 x 112 cm, con cornice, (Wo)
EURO 20.000 – 24.000
US$ 24.300 – 29.100
Per il testo vedi lotto 208
Pendant del seguente
[EOT]
208 –
Joseph Adam Mölk oppure Mölck o Mölckh (Vienna 1714 – 1794)
Re Salomone costruisce il suo magnifico tempio a Gerusalemme, firmato in basso a destra
con data poco leggibile “JOSEPH MÖLCK...”, olio su tela, 68 x 112 cm,
con cornice, (Wo)
EURO 20.000 – 24.000
US$ 24.300 – 29.100
Pendant del precedente
Non è determinabile con certezza se il pittore Joseph Anton Mölk sia nato verso il 1710
nella Germania meridionale oppure nel 1710 a Vienna. E tuttavia sicuro che egli fu il figlio del
pittore Mathias Mölk, attivo dal 1700 a Vienna, ma spesso impegnato fuori città. Joseph
Adam seguì le orme del padre e divenne artista di fama ancora maggiore. Nella storia
dell’arte compare per la prima volta nel 1730 allorché affrescò la chiesa di pellegrinaggio a
Neukirchen in Baviera. Seguirono numerose committenze in Baviera e nello Wurttemberg
che trovarono gli applausi dei ceti dirigenti. Joseph Adam Mölk è nominato nel 1743
“hochfürstlich württembergischen Kabinettmaler” e nel 1755 ‘k. k. Hofkammermaler in
Tirol”, mentre già nel 1744 Maria Teresa gli aveva conferito il titolo nobiliare. Dopo altri
grandi lavori, come per esempio gli affreschi della chiesa di Schlanders (Silandro) in Alto
Adige, si recò nel 1759 al castello di Nymphenburg presso la corte bavarese di Monaco e in
quel momento realizzò anche le opere qui proposte. A Monaco, proprio in quell’anno,
l’illuminato principe elettore Massimiliano III Giuseppe aveva fondato l’accademia delle
scienze bavarese. Massimiliano è sopranominato “il molto amato” anche per il suo impegno a
favore della cultura. Nel 1747 egli aveva fondato la manifattura di porcellana di
Nymphenburg e nel gennaio 1762 il piccolo Wolfgang Amadeus Mozart fu ospite alla corte.
Dal 1755 Massimiliano provvide alla rinnovamento in stile rococo degli interni del castello di
Nymphenburg. Oltre ai due dipinti firmati qui proposti, che devono dunque essere aggiunti al
catalogo delle opere di Joseph Adam Mölk, il pittore realizzò per la cappella del castello
dipinti accompagnate dall’iscrizione “Jos. Mölck, Churfürstl. Camer Mahler 1759”, nonché la
tela della „Morte di Giuseppe“, ugualmente databile al 1759 e oggi conservata presso il
Residenzmuseum. In questo stesso anno Joseph Adam Mölk partì da Monaco per Venezia.
Negli anni ’60 e ’70 la sua carriera, estremamente produttiva e piena di successi, gli fruttò
una serie di grandi committenze in Stiria. Mölk era in contatto con altri grandi maestri del
periodo come per esempio Kremser Schmidt ed era a capo di una grande bottega. Non
meno di 44 chiese e castello gli devono la loro decorazione pittorica. Le sue capacità
inventive furono illimitati.
[EOT]
209
Balthasar Denner (Amburgo 1685 - Rostock 1749)
Ritratto di una signora con vestito scollato di pizzo, olio su tela, 43x 35 cm, con cornice,
(Wo)
EURO 6.000 – 8.000
US$ 7.300 – 9.700
Perizia: Prof. Helmut Börsch-Supan, 23 maggio 1999, definisce il dipinto „un’opera tipica di
Balthasar Denner”.
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210
Anton Raphael Mengs
(Aussig/Boemia 1728 - Roma 1779) bottega
Ritratto di Ismael Mengs (1688–1765), olio su tela, 52 x 45 cm, bella cornice originale in stile
impero, dorata e con decoro a palmette, (Wo)
EURO 5.000 – 7.000
US$ 6.100 – 8.500
Ismael Mengs era il padre di Anton Raphael. Quest’ultimo viene descritto dai contemporanei
di carattere melancolino, fiero, taciturno, solitario e tirannico e si dice che egli – aveva anche
due figlie- torturava i figli quando era di cattivo umore. Ismael era originario di Copenaghen
e fu un ritrattista di successo. Lavorò a Lubecca, a Amburgo, alla corte di Mecklenburg, a
Dresda e a Lipsia. Fin dalla nascita, tutta la sua attenzione era rivolta all’educazione artistica
del figlio. Dal 1744 al 1749 egli visse, eccetto una breve interruzione, a Roma, poi ricoperse
la carica di pittore di corte a Dresda. Il dipinti qui proposto è una variante del ritratto
custodito presse il Art Institute of Chicago.
Provenienza: proprietà della Germania settentrionale
Bibliografia: cfr. il ritratto di Ismael Mengs dipinto dal figlio Anton Raphael in: Steffi Roettgen,
“Anton Raphael Mengs 1728 – 1779”, vol. I, n. 222, ill.
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211
Johann Heinrich Tischbein il V. (Haina 1722 – 1789 Kassel)
Ritratto di Sophie von Brand (1731 – 1782) seduta al suo scrittoio con tre folianti,
iscrizione“Histoire du Louis XIII” (Storia di Luigi XIII); il dipinto è firmato o segnato sul retro
“J. Tischbein pinx.1756”, olio su tela, 98 x 73 cm, con cornice, (Wo)
EURO 25.000 – 35.000
US$ 30.400 – 42.500
Perizia: Prof. Helmut Börsch-Supan, 2 ottobre 2004, opera autografa di Johann Heinrich
Tischbein. Prof. Börsch-Supan, sulla base di un ritratto conservato presso il Altes Schloß Bayreuther Eremitage, ha identificato nella ritratta Sophie von Brand. Tischbein utilizzò un
unico ritratto per entrambi dipinti, modificando invece la posizione e l’abbigliamento. A
Bayreuth Sophie porta un cappellino, tiene nella mano destra una maschera e raccoglie il
vestito con la sinistra. Nel dipinto qui proposto essa tiene in mano un a lettera a lei
indirizzata (si riconosce la dicitura “Madà” me). La busta è stata aperta. Ludwig Meyer elenca
nella sua perizia del 8 dicembre 2004 altri esempi a sostegno dell’autografia del dipinto e
dell’identificazione di Sophie von Brand.
Bibliografia: Deutsches Adelsblatt, 15 novembre 2002, n.11;’Von der Spree zum Tweed- Ein
Liebestraum des 18. Jahrhunderts’. Viene narrata la romantica storia d’amore tra Sophie von
Brand e il nobile inglese Patrick Home.
Provenienza: Contessa Hohnstein, Schloß Milkel, Kreis Bautzen (adesivo sul retro); Staatliche
Kunstsammlungen Dresda, Alte Gemäldegalerie (Inv. N. 652). Dopo il 1945 il dipinto era
stato confiscato e inserito nella galleria di Dresda. Nel 1960 fu restituito ai proprietari. Gli
antenati di Sophie Brand provenivano dalla Neumark di Brandenburgo e della Pommeriana
ulteriore (oggi Polonia) ed erano al servizio della corte prussiana, Sophie era dal 1748, e per
circa 35 anni, dama di corte (dame d’atour) della regina Elisabetta Cristina di Prussia (1715 –
1797), moglie di Federico il Grande. A corte Sophie veniva chiamata “Bella Dea”. Morì all’età
di cinquantun’anni per tisi e fu sepolta il 20 settembre accanto ai suoi genetori nella cripta di
famiglia nella parrocchiale di Berlino centro.
[EOT]
212 –
Johann Ludwig Ernst Morgenstern (Rudolfstadt 1738 – 1819 Francoforte/Meno)
Interno di chiesa con figure, olio su tavola, 41,5 x 32 cm, con cornice, (Wo)
EURO 10.000 – 14.000
US$ 12.100 – 17.000
Morgenstern fu soprattutto pittore di architetture. La sua specialità furono interni di chiese.
[EOT]
213
Maestro di Lüneburg verso il 1520
Santa Dorothea, sul retro pittura ornamentale originale gotica verso il 1520, olio e tempera
su tavola, 120 x 35 cm, cornice originale verso il 1520, (Wo)
EURO 10.000 – 15.000
US$ 12.100 – 18.200
S. Dorothea, riconoscibile per il cesto con fiori e mele, compone assieme alle sante Barbara,
Margherita e Catterina le quattro “Virgines Capitales”. Essa subì il martirio. Il dipinto era
originariamente la portella di destra di un altare che mostrava all’esterno due santi davanti a
una tenda di brocatello e all’interno altri due santi su fondo dorato, realizzati nella tecnica
del rilievo.
Perizia: Ludwig Meyer, Archiv für Kunstgeschichte, 20 dicembre 2005. Meyer si esprime a
favore di una nascita del dipinto in Bassa Sassonia e più particolarmente a Lüneburg. Egli
paragona il dipinto con due portelle conservate presso il Victoria & Albert Museum di
Londra e assegnate a un maestro di Lüneburg (Inv. n. 5894 1859).
Provenienza: collezione privata austriaca
[EOT]
214
Maestro tirolese verso il 1515
Due santi con una donatrice che porta sul capo il nome “Meran”, olio su tavola, 119,5 x 72,5
cm, senza cornice, (Wo)
EURO 16.000 – 25.000
US$ 19.400 – 30.400
Nei due santi, entrambi con la corona imperiale, si può riconoscere la coppia imperiale
tedesca Enrico II e Cunigonda. Grazie alle sue quattro torri angolari, il modello di chiesa
tenuto in mano da Cunigonda, è identificabile come il duomo di Bamberga nel quale i due
santi riposano in un sarcofago di pietra realizzato da Tilman Riemenschneider. Le tipiche
torri angolari di Bamberga trovano paralleli soltanto nelle cattedrali di Magonza, Spira e
Worms. La donatrice con il predicato “Meran”, e dunque indubbiamente residente a
Merano, porta anche l’iscrizione “Is. M”, per ora non decifrabile. Raffigurazione della coppia
imperiale, canonizzata a Roma, sono frequenti in tutta Europa.
Perizia: ringraziamo il sig. Ludwig Meyer, Archiv für Kunstgeschichte, per l’interpretazione
del dipinto e per la sua attribuzione, giustificata dal riscontro di significativi tratti stilistici, a
un maestro dell’Alto Adige.
Provenienza: collezione privata austriaca
Pendant del seguente
[EOT]
215
Maestro tirolese verso il 1515
L’incoronazione delle spine, olio su tavola, 119,5 x 72,5 cm, senza cornice, (Wo)
EURO 12.000 – 15.000
US$ 14.600 – 18.200
Provenienza: collezione privata austriaca
Pendant del precedente
[EOT]
216
Januarius Zick (Monaco di Baviera 1730- 1797 Ehrenbreitsten/Coblenza)
L’adorazione dei pastori, firmato sul presepe in basso a sinistra “Ja: Zick f”, olio su tela, 47 x
35,2 cm, con cornice, (Wo)
EURO 8.000 – 10.000
US$ 9.700 – 12.100
La narrazione ha luogo di notte, ma Zick non ha creato una scena propriamente notturna. Il
buio acquista importanza soltanto ai margini. L’intenzione di Zick era tutta rivolta verso
l’esemplificazione del passo della Bibbia che dice: “Io sono la luce del mondo, chi mi segue
non vagherà nelle tenebre, ma sarà nella luce della vita” (Giovanni 8, 12). Januarius Zick ha
affrontato più di una volta il tema dell’Adorazione dei pastori. La prima raffigurazione, un
piccolo schizzo, è datato 1752, l’ultima risale al 1793 (vedi Straßer 1994, rispettivamente G
48 e G 54). Per il nostro dipinto è di grande importanza la versione del 1762, conservata
presso il Wallraf-Richartz Museum di Cologna (Straßer 1994, G 51), perché vi è quasi
identica la scena nella parte sinistra. Comunque lì si tratta di una composizione orizzontale di
dimensioni più grandi (88 x 125 cm).
Bibliografia: Josef Straßer, “Januarius Zick (1730 – 1797). Gemälde, Graphik, Fresken”,
Weißenhorn 1994, n. Gb 15.
[EOT]
217 –
Christian Wilhelm Ernst Dietrich detto Dietricy (Weimar 1712 – 1774 Dresda)
Un eremita in un paesaggio boschivo e montuoso, firmato in basso a destra “C, W. E.
Dietrich”, olio su tela, 137 x 109,5 cm, con cornice, (Wo)
EURO 12.000 – 16.000
US$ 14.600 – 19.400
All’età di 12 anni Dietrich fu considerato un bambino prodigo e più tardi egli divenne pittore
di corte di Augusto III a Dresda. Egli fu un maestro dell’ecclettismo e dominò gli stili di quasi
tutte le scuole pittoriche straniere.
[EOT]
218
Simon Benedikt Faistenberger (Kitzbühel 1695 – 1759)
San Pietro, olio su tela, 95 x 67 cm, con cornice, (Wo)
EURO 4.000 – 6.000
US$ 4.900 – 7.300
Ringraziamo il dott. Johann Kronbichler, direttore del museo diocesano St. Pölten, per
l’identificazione di questo dipinto come opera autografa di Simon Benedikt Faistenberger.
Simon Benedikt Faistenberger era, accanto al pittore paesaggista Anton Faistenberger, il più
importante di questa dinastia tirolese di pittori che contava 19 membri. Molte chiese del
Tirolo settentrionale sono ornate con i suoi affreschi, ma egli fu anche un abilissimo
ritrattista.
Provenienza: collezione privata della Germania meridionale
[EOT]
219
Martino Altomonte (Napoli 1657 – 1745 Stift Heiligenkreuz/Austria) cerchia
Cristo portacroce, olio su carta, 34,5 x 27 cm, con cornice, (Wo)
EURO 3.000 – 5.000
[EOT]
US$ 3.600 – 6.100
220
Paul Troger (Welsberg 1698 – 1762Vienna)
L’ultima cena, bozzetto per l’abbazia di Zwettl in Bassa Austria, olio su tela, 33,5 x 89 cm,
cornice intagliata parzialmente dorata, (Wo)
EURO 12.000 – 17.000
US$ 14.600 – 20.600
Il quadro è lo schizzo per un grande dipinto di soggetto analogo nel refettorio dell’abbazia di
Zwettl e fa parte di una serie di complessivamente cinque dipinti.
Perizia: Dott. Johann Kronbichler, direttore del museo diocesano di St. Pölten, 15 dicembre
2005. Dott. Kronbichler vede un rapporto immediato con i due grandi dipinti nel refettorio
dell’abbazia di Zwettl, L’ultima cena e La lavanda dei piedi, e propone una datazione alla fine
degli anni ’50 del XVIII secolo.
Bibliografia: W. Aschenbrenner / G. Schweighofer, “Paul Troger - Leben und Werk”,
Salisburgo 1965, p. 110; M. Krapf, “Paul Troger und sein Zyklus der Refektoriumsbilder im
Zisterziensterstift Zwettl”, in “Wiener Jahrbuch für Kunstgeschichte”, N. S., 1987, p. 175sgg.,
in part. p.182.
Esposizioni: “Paul Troger”, Innsbruck, Tiroler Landesmuseum Ferdinandeum, 1962, cat. n.
69, ill. 24; “Paul Troger und die österreichische Barockkunst”, Stift Altenburg 1963, cat. n.
41–42, ill. Dr. Kronbichler inserirà il dipinto, come opera autografa e con illustrazione, nel
suo catalogo delle opere di Paul Troger di prossima pubblicazione.
[EOT]
221
Pieter Coecke van Aelst (Aelst 1502 – 1550 Bruxelles) scuola del XVI secolo
Maddalena unge i piedi di Gesù, olio su tavola, 53 x 63 cm, con cornice, (Wo)
EURO 6.000 – 8.000
US$ 7.300 – 9.700
Provenienza: collezione privata belga
[EOT]
222
Franz Sigrist (Alt Breisach 1727 – 1803Vienna)
Nove schizzi, parzialmente indipendenti, per pale d’altare, stazioni della via crucis, dipinti
devozionali, olio su carta, grisaglie, senza cornice, (Wo)
EURO 4.000 – 8.000
US$ 4.900 – 9.700
Riproduzione di un dipinto soltanto: a) Il Battista davanti a Erode e Erodias, 20,5 x 32,5 cm.
Questo dipinto fu esposto nel 1937 nella Österreichische Galerie del Belvedere, Vienna.
b) Due stazioni della via crucis: Simone di Cirene aiuta Cristo a portare la croce, 22,5 x 26,5
cm. c) Due stazioni della via crucis: Cristo viene derubato dei suoi vestiti e Cristo viene
crocefisso, 21,5 x 29 cm. Questo dipinto fu esposto nel 1937 nella Österreichische Galerie
del Belvedere, Vienna. d) Due raffigurazioni allegoriche, progetti per le porte di un armadio,
20,5 x 16 cm., esposte nel 1937 nella Östereichische Galerie del Belvedere, Vienna. e) La
Trinità con la croce, progetto per l’affresco dell’altar maggiore a Rust (Burgenland), 21 x
13,5 cm. Esposto nel 1937 nella Österreichische Galerie del Belvedere, Vienna. f) La
liberazione di S. Pietro, 19 x 16 cm. g) Una famiglia chiede intercessione presso un santo
vescovo, 21 x 16,5 cm. h) Apoteosi di S. Pietro, 15 x 12 cm. Esposto nel 1937 nella
Österreichische Galerie del Belvedere, Vienna. i) S. Pietro e Maddalena penitenti; Cristo a
Emmaus, due varianti per un affresco di timpano, 33 x 20 cm. Esposto nel 1937 nella
Österreichische Galerie del Belvedere, Vienna.
Franz Sigrist è tra i maggiori esponenti di una generazione di artisti, mirabilmente
rappresentata in Germania meridionale dalle opere di Johann Wolfgang Baumgartner e in
Austria da quelle di Franz Anton Maulbertsch. Come questi, anche Sigrist realizzò affreschi,
pitture da cavaletto e disegni per incisioni. La sua vita e le sue opere sono legate ai due
maggiori centri della pittura barocca tedesca, Vienna e Augusta.
Ebbe la sua formazione tra il 1744 e il 1753 presso l’accademia di Vienna, in quegli anni
dominata dallo stile di Paul Troger. Precocemente Sigrist sviluppò le basi per una maniera più
individuale, che all’insegna di una maggiore espressività supera il modello troghiano. Il
confronto con la pittura della Germania meridionale, di carattere più rococò rispetto a
quella di Vienna, portò la sua arte durante la permanenza a Augusta (1754 – 1764) a un
culmine. Realizzò squisiti schizzi a olio per gli editori di incisioni di Augusta Hertel und Herz,
pale d’altare per la chiesa votiva St. Thekla a Welden e per la Franziskuskapelle a Mering, e
soprattutto affreschi per i soffitti delle chiese di Zwiefalten e Seekirch sul Federsee. Dopo la
Guerra dei Sette Anni Sigrist ritornò a Vienna. Assieme al direttore dell’accademia Martin
van Meytens, Sigrist lavorò a una consistente serie di dipinti cerimoniali, commissionata dalla
corte imperiale. Per il vescovo Karl Esterházy egli realizzò nel 1780 nella tecnica dell’affresco
il soffitto del liceo a Eger in Ungheria; Sigrist era stato scelto in alternativa a Maulbertsch.
Questo affresco è considerato un’opera chiave del primo neoclassicismo. Ma negli schizzi a
olio e nelle pale d’altare Sigrist rimaneva fedele all’eredità barocca (p.es. a Maria
Langegg/Bassa Austria, a Rust e Unterfrauenhaid nel Burgenland). Sigrist elaborò una sintesi
personale della pittura di due centri artistici tedeschi della seconda metà del XVIII secolo,
registrando come un “seismografo” gli sviluppi dal rococò fino all’avvento del neoclassico.
Gli schizzi qui proposti esemplificano in maniera esauriente lo stile di Sigrist, le cui opere
furono spesso scambiate con quelle di altri artisti, primo fra tutti di Maulbertsch.
Provenienza: negli anni ’30 del XX secolo collezione Klaus, Vienna; in seguito collezione
privata della Germania occidentale
Bibliografia: tutti questi schizzi o olio sono elencati e riprodotti nel catalogo delle opere,
redatto da Berta Matsche von Wicht, “Franz Sigrist 1717 – 1803 Ein Maler des 18.
Jahrhunderts”, 1977 (pp. 209 – 222).
[EOT]
223
Adriaen van Eemont (Dordrecht 1627 – 1662) attribuito
Paesaggio montuoso mediterraneo con viaggiatori, olio su tela, 54 x 65 cm, con cornice,
(Wo)
EURO 7.000 – 12.000
US$ 8.500 – 14.600
Ringraziamo la signora Marijke C. de Kinkelder, Rijksbureau voor kunsthistorische
Documentatie (RKD), per l’attribuzione del dipinto a Adriaen van Eemont. Signora de
Kinkelder compara il dipinto con un’opera firmata di questo raro pittore, conservata al
Pawlowsk Palais in Russia. La studiosa ha identificato una serie di dipinti di Eemont, il quale è
spesso confuso con Nicolaes Ficke e l’omonimo A. van Emont di Dordrecht.
Provenienza: collezione privata viennese
[EOT]
224
Johann Jacob Hartmann (Kuttenberg verso 1680 – dopo il 1728 Praga)
Ampio paesaggio boschivo con fiume e molte figure, sullo sfondo una città: allegoria della
terra e dell’acqua, olio su rame, 82 x 120 cm, con cornice, (Wo)
EURO 40.000 – 60.000
US$ 48.600 – 72.900
Johann Jacob Hartmann è considerato il più importante artista europeo operante nel tardo
seguito di Jan Brueghel il V. La sue descrizioni della natura si innestano su quelle degli artisti
neerlandesi che l’imperatore Rodolfo II aveva chiamato cent’anni prima alla corte praghese. Il
soggetto, la composizione, il tocco pittorico nonché l’utilizzo della prospettiva attraverso i
colori (la sequenza in profondità di marrone o verde scuro, giallo e azzurro) risalgono a
Roelant Savery e Jan Brueghel il Vecchio.
Provenienza: collezione privata italiana
[EOT]
225 –
Pittore tedesco verso 1700
Giovani bagnanti vicino a una cascata nel bosco, in basso a destra firma illegibile “M N...
block”(?), olio su tela, 41 x 32 cm, con cornice, (Wo)
EURO 5.000 – 6.000
US$ 6.100 – 7.300
Pendant del seguente
[EOT]
226 –
Pittore tedesco verso 1700
Due donne con un bambino durante una sosta e una bagnante in riva a un ruscello nel bosco,
olio su tela, 41 x 32 cm, con cornice, (Wo)
EURO 5.000 – 6.000
US$ 6.100 – 7.300
Pendants del precedente
[EOT]
227 –
Christian Wilhelm Ernst Dietrich detto Dietricy (1712 – 1774) attribuito
Veduta di Tivoli con il tempio della Sibilla o di Vesta, una cascata e viaggiatori, olio su tavola,
84 x 107 cm, con cornice, (Wo)
EURO 25.000 – 30.000
[EOT]
US$ 30.400 – 36.400
228 –
Franz Joachim Beich (Ravensburg 1665 – 1748 Monaco di Baviera)
Ampio paesaggio delle prealpi con un passaggio sul fiume, olio su tela, 111,5 x 88 cm, con
cornice, (Wo)
EURO 10.000 – 15.000
US$ 12.100 – 18.200
Una composizione molto simile, anch’essa di formato verticale, fu esposta nella grande
mostra dedicata a Max Emanuel tenutasi nel 1976 presso il castello di Schleißheim vicino a
Monaco (n. 568).
Perizia: Ludwig Meyer, Archivio per la Storia dell’Arte, Monaco di Baviera, 20 dicembre
2005.
Ringraziamo il sig. Meyer per aver identificato il dipinto come „una tipica e bella opera di F. J.
Beich”. Beich arrivò a Monaco nel 1674, all’età di nove anni, e divenne più tardi uno degli
artisti della corte del principe elettore della Baviera Max Emanuel (1662 – 1726), che fece
decorare i suoi castelli, soprattutto Schleißheim e Nymphenburg, con i paesaggi di questo
artista. Dal 1704 al 1714 Beich era in Italia, a Roma e Napoli, realizzando per la locale
aristocrazia numerosi paesaggi. Ludwig Meyer data il presente dipinto dopo il periodo
italiano e dunque dopo il 1714. Egli scrive: ”Paesaggi di formato verticale non sono una
eccezione nella produzione di Beich. Essi si adattano specialmente agli ambienti alti abitati
dall’aristocrazia. In questo senso si può ipotizzare che il primo proprietario del dipinto sia
stato un membro della nobiltà bavarese. Buoni esempi di paesaggi di formato verticale di
Beich si conservano presso il Germanisches Nationalmuseum Norimberga (Inv. n. Gm 1370),
le Bayerischen Staatsgemäldesammlungen (Inv. n. 1547) e il Schlossmuseum Ludwigsburg (Inv.
n. 444).”
[EOT]
229
Johann Michael Rottmayr (Laufen 1654 – 1730 Vienna)
Vulcano nella fucina, olio su tela, 126 x 94 cm, con cornice, (Wo)
EURO 10.000 – 15.000
US$ 12.100 – 18.200
Provenienza: collezione privata europea
Si ringrazia il Professore Ugo Ruggeri per avere confermato l’attribuzione (con perizia scritta
non datata). Per l’attribuzione si veda il dipinto Giove e i Giganti a Chicago, Art Institute e il
dipinto Pietà a Monaco di Baviera, Pinacoteca, (E. Hubala, Johann Michael Rottmayr, Vienna,
1981, ill. n. 1;42)
[EOT]
230 –
Johann Georg Trautmann (Zweibrücken 1713 – 1769 Francoforte/M.)
Un venditore ambulante offre la sua merce in un villaggio, monogrammato in basso a destra
“TM f”, olio su tavola, 27,5 x 29,5 cm, con cornice, (Wo)
EURO 12.000 – 16.000
US$ 14.600 – 19.400
Trautmann ha dedicato altri tre dipinti a venditori ambulanti.
Bibliografia: cfr. G. Kölsch, Johann Georg Trautmann - Leben und Werk, Francoforte/M.
1999, pp. 355-6, n. G100–102.
Provenienza: Senatore D. Gwinner, Francoforte/M. (secondo un adesivo sul retro)
[EOT]
231 –
Franz Hochecker (Francoforte/Meno 1730 – 1782)
Paesaggio estivo con un villaggio sul fiume, barca a remi e figure, olio su tela, , 26 x 30 cm,
con cornice, (Wo)
EURO 6.000 – 8.000
US$ 7.300 – 9.700
Pendant del seguente
[EOT]
232 –
Franz Hochecker (Francoforte/Meno 1730 – 1782)
Paesaggio invernale con pattinatori davanti a un villaggio, olio su tela, 26 x 30 cm, con
cornice, (Wo)
EURO 7.000 – 9.000
US$ 8.500 – 10.900
Franz Hochecker fu allievo di suo cognato Christian Georg Schütz e lavorò nella maniera di
quest’ultimo.
Pendant del precedente
[EOT]
233
Philipp Hieronymus Brinckmann (Spira 1709 – 1761 Mannheim)
Gruppo di gentiluomini attendono alle operazioni di scarico di una nave in un porto del Sud,
monogrammato sul pacco in basso a sinistra “PHB”, olio su tela, 52,5 x 34 cm,
o. R., (Wo)
EURO 9.000 – 12.000
US$ 10.900 – 14.600
Provenienza: collezione privata della Germania meridionale
Perizia: Ringraziamo Prof. Dr. Helmut Börsch-Supan per l’identificazione del monogramma e
dell’artista (la perizia scritta del 28 novembre 2005 è disponibile). Prof. Börsch Supan
paragona la figura orientale in piedi, „verosimilmente il proprietario della nave“, con un
personaggio orientale di fattura quasi identica nel dipinto „Hamann, la regina Ester e il re
Ahasver“ dello Reiss-Museum di Mannheim. Brinckmann fu pittore della corte del principe
elettore a Mannheim e custode della famosa pinacoteca. Goethe lo ricorda in “Poesia e
verità” come un pittore che lo aveva impressionato.
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234
August Querfurt (Wolfenbüttel 1694 – 1761Vienna)
Accampamento militare, siglato in basso a destra, al di sotto del numero di inventario,
“AQu”, olio su rame, 36,5 x 48 cm, con cornice, (Wo)
EURO 8.000 – 12.000
US$ 9.700 – 14.600
Ringraziamo Prof. Giancarlo Sestieri per aver confermato che si tratti di un’opera autografa
di August Querfurt.
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235
Franz Christoph Janneck (Graz 1703 – 1761 Vienna)
Società elegante al gioco delle carte, firmato in basso a sinistra “F. C. Janneck”, olio su rame,
26 x 35 cm, cornice originale, intagliata e dorata, del XVIII secolo, (Wo)
EURO 28.000 – 35.000
US$ 34.000 – 42.500
Provenienza: collezione privata viennese
[EOT]
236
Franz Xaver Wagenschön (Littisch/Boemia 1726 – 1790 Vienna)
La strage degli innocenti, olio su tela, 83 x 102 cm, con cornice, (Wo)
EURO 1.800 – 3.000
US$ 2.200 – 3.600
Una simile composizione di Franz Xaver Wagenschön fu venduta all’asta di Dorotheum
Vienna del 4 ottobre 2000 (lotto 358). Dobbiamo l’attribuzione del dipinto a Franz Xaver
Wagenschön a Ludwig Meyer dell’Archivio per la Storia dell’Arte, Monaco (lettera del 25
gennaio 2004).
[EOT]
237
Franz Anton Maulbertsch (1724 – 1796) cerchia
Un gruppo di cavalieri; Partenza per la caccia con il falcone; pendants, olio su tela, ciascuna
43 x 67 cm, cornice originale dorata stile impero, (2), (Wo)
EURO 35.000 – 40.000
US$ 42.500 – 48.600
Provenienza: collezione privata
[EOT]
238 –
Pittore tedesco verso 1700
Adamo ed Eva nel paradiso, olio su tavola, 42,5 x 32 cm, con cornice, (Wo)
EURO 9.000 – 12.000
[EOT]
US$ 10.900 – 14.600
239
Franz Christoph Janneck (Graz 1783 – 1761Vienna)
Una zingara legge la mano a una donna giovane; Un corteggiatore offre gioielli a una donna
giovane, sullo sfondo la mezzana, pendants, olio su rame, ovale, ognuno 15 x 17 cm, con
cornice, (2), (Wo)
EURO 18.000 – 25.000
US$ 21.900 – 30.400
Provenienza: Asta Galerie Charpentier, Parigi, 25 maggio 1935, lotti 60, 61 (come ferro); asta
Palais Galliera-Ader, Parigi, lotto 14, 9 dicembre 1967 (come ferro); collezione privata
viennese
[EOT]
240
Christian Georg Schütz il V. (Flörsheim 1718 – 1791 Francoforte/Meno)
Paesaggio fluviale con una torre e figure, olio su tela, 53 x 69 cm, con cornice, (Wo)
EURO 6.000 – 9.000
US$ 7.300 – 10.900
Bibliografia: cfr. paesaggi fluviali simili allo Städel, Francoforte, nel catalogo “Deutsche
Gemälde vor 1800 im Städel”, 1999, pp. 50 – 52; ill. 65, 66; tav. 100–103.
Provenienza: collezione privata viennese
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241 –
Adam Elsheimer (1578 – 1610) cerchia
Cristo in cammino verso Emmaus, olio su rame, 26 x 37 cm, con cornice, (Wo)
EURO 12.000 – 14.000
US$ 14.600 – 17.000
Questo dipinto è stato realizzato da un artista della cerchia più immediata attorno a Adam
Elsheimer. Il più vicino, dal punto di vista stilistico, è Carlo Saraceni detto Carlo Veneziano.
Di lui si conoscono una serie di sei dipinti di soggetto ovidiano, conservata presso il museo
di Capodimonte di Napoli, e soprattutto un piccolo dipinto su rame con il buon samaritano a
Boughton House, Inghilterra (vedi: Ottani Cavina, Carlo Saraceni, 1968, pp. 96–97, 108–109,
illustrazioni 52–58). Queste tavole, dipinte come quella qui proposta su lastre di rame
argentate, furono create da Elsheimer nel primo decennio del XVII secolo. Il dipinto qui
proposto, che si differenzia in sostanza dalle opere di Saraceni soltanto nella risoluzione delle
figure in primo piano, sembra essere stato realizzato all’inizio del XVII secolo da un artista
dell’immediata cerchia di Elsheimer.
Provenienza: Asta Sotheby’s, Londra, 20 aprile 1994 come “Circle of Adam Elsheimer”.
[EOT]
242
Hendrik Krock (Flensburg 1671 – 1738 Copenhagen) attribuito
Venere guarisce la ferita di Enea colpito da una freccia, olio su tela, 66 x 49 cm, con cornice,
(Wo)
EURO 6.000 – 8.000
US$ 7.300 – 9.700
Hendrik Krock lavorò a lungo a Roma. Il presente dipinto è un frutto della sua scuola
romana.
Provenienza: collezione della Germania settentrionale.
Nel corso degli scontri dei troiani con le armate di Turno, Enea fu ferito da una freccia che il
cerusico non riusciva a togliere. La dea Venere allora, madre dell’eroe, portò un’erba
salvifica e la mischiò in acqua con Ambrosia, il cibo degli dei. Quando il cerusico lavò la ferita
con quel liquido, la freccia si lasciò estrarre senza fatica. Hendrik Krock fu a lungo attivo in
Italia e fu allievo di Maratta a Roma. Dopo il suo rientro a Kopenhagen divenne pittore di
corte del re Friedrich IV.
[EOT]
243 –
Pittore tedesco verso il 1600
L’adorazione dei pastori, olio su tela, 133 x 93 cm, cornice originale Biedermeier dorata,
(Wo)
EURO 3.500 – 5.000
US$ 4.200 – 6.100
Provenienza: proprietà privata della Germania occidentale
[EOT]
244
Francesco Cantone oppure Canton (Udine 1671 – 1734 Vienna)
Scena popolare con rovine, in alto a sinistra firmato “Franciscus Cantone Fecit”, olio su tela,
35 x 50 cm, con cornice, (Wo)
EURO 4.000 – 6.000
US$ 4.900 – 7.300
Provenienza: collezione privata viennese
Pendant del seguente
[EOT]
245
Francesco Cantone oppure Canton (Udine 1671 – 1734 Vienna)
Scena di mercato, in basso a destra firmato “Francesco Cantone V.”, olio su tela, 35 x 50 cm,
con cornice, (Wo)
EURO 4.000 – 6.000
US$ 4.900 – 7.300
Provenienza: collezione privata viennese
Pendant del precedente
[EOT]
246
Johann Christian Klengel (1751 – 1824) cerchia
Paesaggio boschivo con fiume e una torre, olio su tavola, 62 x 88,5 cm, con cornice, (Wo)
EURO 4.000 – 6.000
US$ 4.900 – 7.300
Provenienza: collezione privata austriaca
[EOT]
247
Pittore tedesco del XVIII secolo
Assalto in un paesaggio montuoso, olio su tela, 40 x 47,5 cm, con cornice, (Wo)
EURO 3.000 – 5.000
US$ 3.600 – 6.100
Provenienza: collezione privata della Germania occidentale
[EOT]
248
Jacob van Stry (1765 – 1815) cerchia
Guardiano di muli in un paesaggio collinoso; Paesaggio fluviale con pastore e gregge;
pendants, olio su tela, ognuno 58 x 77 cm, belle cornici antiche dorate, (2), (Wo)
EURO 5.000 – 7.000
US$ 6.100 – 8.500
Provenienza: collezione privata Milano
[EOT]
249 –
ritirato
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250
David Teniers (1610 – 1690) imitatore del XIX secolo
Contadini in festa in un villaggio con nobili visitatori.
olio su tela, 82 x 111 cm, con cornice, (Wo)
EURO 3.000 – 5.000
[EOT]
US$ 3.600 – 6.100
251
Frederick de Moucheron (Emden 1633 – 1686 Amsterdam)
Paesaggio boschivo con un fiume con pescatori, siglato in basso al centro “De mouch...”, olio
su tela, 63 x 55 cm, con cornice, (Wo)
EURO 4.000 – 6.000
US$ 4.900 – 7.300
Provenienza: collezione privata viennese
[EOT]
252 –
Andries Vermeulen (Dordrecht 1763 – 1814 Amsterdam) cerchia
Paesaggio invernale con pattinatori, siglato a sinistra in basso “A. Verm...”, olio su tela, 70 x
92,5 cm, con cornice, (Wo)
EURO 10.000 – 15.000
[EOT]
US$ 12.100 – 18.200
253
Moses van Uyttenbroeck (L’Aia verso 1590 – 1648)
Scena pastorale, olio su tavola, 26 x 41 cm, con cornice, (Wo)
EURO 5.000 – 7.000
US$ 6.100 – 8.500
Provenienza: collezione privata belga
[EOT]
254 –
Barent Gael, seguace del XVIII secolo
Cavalieri in sosta davanti a un’osteria, olio su tavola, 25 x 31 cm, con cornice, (Wo)
EURO 3.000 – 4.000
[EOT]
US$ 3.600 – 4.900
255
Matthieu van Plattenberg
(Anversa 1606 – 1660 Parigi) attribuito
Navi durante una tempesta davanti a una costa rocciosa, olio su tela, 128 x 196 cm, con
cornice, (Wo)
EURO 7.000 – 12.000
US$ 8.500 – 14.600
Plattenberg, allievo di Eertvelt, fu un rinomato pittore di marine. L’influenza italiana si fa
sentire nella drammaticità delle sue marine. Dopo il suo rientro a Parigi egli fu nominato
“Peintre du Roi pour les marines” (pittore reale di marine). Il suo stile è vicino ai modi di
Eertvelts, Pieter Muliers Tempesta e Claes Wou.
Provenienza: collezione privata austriaca
[EOT]
256 –
Franz Werner von Tamm
(Amburgo 1658 – 1724 Vienna) cerchia
Natura morta con fiori, frutta e cacciagione, olio su tela, 43,5 x 57 cm, con cornice, (Wo)
EURO 10.000 – 14.000
US$ 12.100 – 17.000
Pendant del seguente
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257 –
Franz Werner von Tamm
(Amburgo 1658 – 1724 Vienna) cerchia
Natura morta con uva, fichi e cacciagione, olio su tela, 43 x 57 cm, con cornice, (Wo)
EURO 10.000 – 14.000
US$ 12.100 – 17.000
Pendant del precedente
[EOT]
258
Scuola di Rembrandt del XVII secolo
Cristo alla colonna della flagellazione, olio su tela, 120 x 84 cm, con cornice, (Wo)
EURO 4.000 – 6.000
US$ 4.900 – 7.300
Questa rappresentazione segue quella, di soggetto analogo ma di dimensioni più piccole,
conservata al Wallraf-Richartz-Museum di Cologna e che già fu attribuita a Rembrandt (cfr.:
Classici dell’Arte, Rizzoli, Milano, 1978, “Rembrandt”, illustrazione p. 128).
Provenienza: collezione privata della Germania occidentale
[EOT]
259 –
Joos van Cleve (1485 – 1540) seguace verso 1600
Madonna col Bambino e S. Anna, olio su tavola, 84,5 x 60,5 cm, senza cornice, (Wo)
EURO 5.000 – 7.000
US$ 6.100 – 8.500
Provenienza: proprietà privata della Germania occidentale
[EOT]
260 –
Scuola danese del XIX secolo
Coppa con frutta, firmato e datato “C. Mec 1851”, olio su cartoncino, 23 x 31,5 cm, con
cornice, (Wo)
EURO 4.000 – 5.000
[EOT]
261
US$ 4.900 – 6.100
Scuola neerlandese fine XVIII secolo
Natura morta con uva, mele e pere in un cesto, olio su tela, 44 x 55 cm, con cornice, (Wo)
EURO 3.000 – 4.000
US$ 3.600 – 4.900
Provenienza: collezione privata belga
[EOT]
262
Rembrandt, seguace verso 1900
Ritratto di un uomo barbuto, olio su tela, 98 x 75,5 cm, con cornice, (Wo)
EURO 1.000 – 1.600
[EOT]
US$ 1.200 – 1.900
263
Theodor van Loon (Bruxelles? 1581/82 – 1667)
Un re mago con il suo seguito offre i suoi doni, olio su tavola, 50 x 62 cm, con cornice,
(Wo)
EURO 6.000 – 9.000
US$ 7.300 – 10.900
Perizia: Prof. Giancarlo Sestieri, 4 febbraio 2006
Nella sua attribuzione a Theodor van Loon Prof. Sestieri si basa sulle analogie stilistiche e
tipologiche di questo dipinto con una serie di altre Adorazioni dei magi dello stesso artista.
Dipinti di questa serie si trovano nella collezione Liechtenstein Vienna/Vaduz e in collezione
privata a Bruxelles. Per un periodo Van Loon lavorò a Roma e lì fu allievo di Jacob de Hase.
Diversi dipinti, come anche quello qui presentato, denunciano una forte influenza dei pittori
Marcantonio Bassetti und Orazio Borgianni, entrambi attivi a Roma.
Provenienza: collezione privata portoghese
[EOT]
264 –
J. H. Bosch (attivo nei Paesi Bassi metà XVII secolo)
Il ratto di Europa, firmato e datato in basso a destra ‘JH. BOSCH 1645’, olio su tela, 70 x 93
cm, con cornice, (Wo)
EURO 20.000 – 25.000
[EOT]
US$ 24.300 – 30.400
265 –
Leonardo da Vinci, seguace del XVII secolo
Madonna col Bambino, replica del dipinto originale presso l’Alte Pinakothek a Monaco di
Baviera, olio su tavola, 58 x 43 cm, bellissima cornice antica, intagliata e dorata, (Wo)
EURO 8.000 – 12.000
US$ 9.700 – 14.600
[EOT]
266
Jacobello del Fiore (attivo a Venezia dopo 1380 – 1439) scuola
Lo sposalizio mistico di Santa Caterina, olio e tempera su tavola, 75,5 x 53 cm, cornice
integrale, (Wo)
EURO 12.000 – 16.000
US$ 14.600 – 19.400
Provenienza: collezione privata della Germania occidentale.
Perizia: Thierry de Maigret, Parigi 9 maggio 2003, come opera autografa di Jacobello del
Fiore con partecipazione della bottega.
[EOT]
267
Scuola spagnola del XVII secolo
La cena in Emmaus, olio su tela, 124 x 96 cm, con cornice, (Wo)
EURO 6.000 – 9.000
US$ 7.300 – 10.900
Secondo Ludwig Meyer, Archivio per la Storia dell’Arte, Monaco, il dipinto fa riferimento al
costante flusso di pellegrini diretti a Santiago de Compostela; nelle vesti di pellegrini, i due
apostoli sono invitati al tavolo del Signore, quello di sinistra con la boraccia, quello di destra
con il tipico cappello del pellegrino. La tecnica pittorica della natura morta coincide con
quella di Alejandro de Loarte, attivo a Toledo (verso 1590 – 1626).
Provenienza: dalla collezione dell’arciduca Francesco Ferdinando, successore al trono austroungarico; poi proprietà dell’ufficiale degli Ulani imperiali e reali barone von Dondorf, Tirolo.
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268
Scuola veneto-dalmata fine XVI secolo
La crocifissione, olio su tavola, 51 x 43 cm, senza cornice, (Wo)
EURO 1.000 – 1.500
US$ 1.200 – 1.800
Provenienza: proprietà privata della Germania occidentale
[EOT]
269 –
Scuola italiana XVII secolo
Esopo scrive la favola della tartaruga e dell’aquila, olio su tavola, 44 x 32,5 cm, con cornice,
(Wo)
EURO 8.000 – 12.000
US$ 9.700 – 14.600
In una delle sue favole Esopo narra la storia della tartaruga che supplica un’aquila di
apprenderle l’arte del volo, dietro ricompensa. Essa insiste nel suo proposito nonostante il
rifiuto dell’aquila, che sa impossibile che una tartaruga impari a volare. Allora l’aquila
trasportò la tartaruga consè nei cieli e, per accontentarla nel suo desiderio di volare da sola,
la lasciò cadere dall’alto.La tartaruga precipitò, urtò contro una roccia e morì.
Molte di queste favole si attribuiscono allo schiavo frigio Esopo, che visse presumibilmente a
Sardi intorno al 550 a.c., e ad esse in epoca più tardi si aggiunse un insegnamento morale
riassuntivo.: in questo caso il destino della tartaruga dovrebbe insegnare agli uomini ad
ascoltora i più saggi e nonrecarsi danno da soli. La trasparenza di queste favole in realtà non
avrebbe punto necessitato di tali spiegazioni riassuntive. Sono di tale forza di persuasioni da
aver fissato per millenni i “caratteri” della fiaba, qui ad esempio l’aquila come re dell’aria.
Anche Lutero rielaborò spesso queste mordenti narrazioni per illustrare le sue prediche
affermando di non conscere „ (…) a parte la Bibbia, molti altri libri che vi si potessero
comparare”.
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[EOT]
270
Pittore toscano del XVIII secolo
L’orazione nell’orto degli ulivi, olio su rame, 41 x 20 cm, con cornice, (Wo)
EURO 5.000 – 7.000
US$ 6.100 – 8.500
Provenienza: collezione privata viennese
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271
Giovanni Battista Gaulli detto il Baciccio (1639 – 1709) cerchia
La sacra famiglia, olio su tela, 63 x 50,5 cm, senza cornice, (Wo)
EURO 3.000 – 5.000
US$ 3.600 – 6.100
Provenienza: collezione privata viennese
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272 –
Gerolamo Starace (Napoli 1730 c. - 1794)
Scena mitologica con l’Olimpo degli dei, tra i quali sono riconoscibili Giove e Giunone,
Bacco, Mercurio, Crono, Apollo, Cerere e Diana, modello per un soffitto, olio su tela, 154,5
x 75,5 cm, con cornice, (Wo)
EURO 15.000 – 22.000
US$ 18.200 – 26.700
Perizia: Prof. Giancarlo Sestieri, 15 luglio 2005: “il presente dipinto è un modello eseguito di
certo quale tela preparatoria di una vasta decorazione, probabilmente ad affresco, del
soffitto di un palazzo nella stretta orbita di Francesco De Mura.” Il prof. Sestieri ritiene il
dipinto opera di Girolamo Starace. Lo paragona alla ‘Reggia di Apollo’ e alle ‘Allegorie delle
Stagioni’ nel Palazzo Reale di Caserta.
Provenienza: proprietà privata della Germania occidentale
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273 –
Giambattista Pittoni (Venezia 1687 – 1767) cerchia
L’adorazione dei magi, olio su tela, 46 x 62 cm, con cornice, (Wo)
EURO 3.000 – 5.000
US$ 3.600 – 6.100
Il dott. Filippo Pedrocco, direttore dei Musei Civici di Cà Rezzonico e Correr a Venezia,
ritiene il dipinto opera della cerchia di Pittoni (perizia da fotografia).
Provenienza: per 200 anni proprietà di una famiglia italiana vivente in Canada, considerata
opera di Giambattista Tiepolo; collezione privata Quebec, Canada
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274
ritirato
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275 –
Giovanni Battista Boncori o Buoncori (Compli/Teramo 1643 – 1699 Roma)
Riposo nella fuga in Egitto, olio su tela, 96,5 x 76 cm, antica cornice intagliata, dorata, (Wo)
EURO 12.000 – 18.000
US$ 14.600 – 21.900
Ringraziamo il Prof. Giancarlo Sestieri per l’attribuzione a G. B. Boncori (comunicazione
orale)
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276
Scuola romana del XVII secolo
Perseo libera Andromeda, olio su tela, 43 x 32 cm, cornice intagliata dorata, (Wo)
EURO 9.000 – 12.000
US$ 10.900 – 14.600
A tergo vecchia etichetta: “No.134 Bonaroti Michael Angelo”
[EOT]
277
Scuola bolognese fine del XVIII secolo
La vestale Tuccia, olio su tela, 97 x 81 cm, con cornice, (Wo)
EURO 4.000 – 6.000
US$ 4.900 – 7.300
Nell’antica Roma le Vestali erano sei sacerdotesse vergini, incaricate di custodire il fuoco
eterno nel tempio della dea Vesta e soggiacevano all’obbligo della verginità per tutta la
durata del loro ufficio. Qualora rompessero questo voto dovevano essere sepolte
viveSecondo una leggenda romana la vestale Tuccia fu accusata di aver infranto il voto. Per
provare la sua innocenza portò dell’acqua in vaglio senza che versarne nemmeno una goccia.
Provenienza: collezione privata viennese
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278 –
Scuola lombarda 1660 ca.
Ritratto di Paolina Valaresso, moglie di Niccolo Donado (iscrizione a destra), olio su tela,
124 x 96,5 cm, con cornice, (Wo)
EURO 10.000 – 15.000
US$ 12.100 – 18.200
Provenienza: John Carr, Esqu.; Bramhope Manor, Inghilterra, 1865; Sir William Hutt, Appley
Towers, Isle of Wright
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279
Elisabetta Marchioni
(Rovigo XVII/XVIII secolo) cerchia
Natura morta con fiori, olio su tela, 71 x 60 cm, con cornice, (Wo)
EURO 4.000 – 6.000
US$ 4.900 – 7.300
Provenienza: collezione privata, Monaco di Baviera
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280
Scuola emiliana del XVII secolo
Natura morta con pesci, olio su tela, 50 x 70 cm, con cornice, (Wo)
EURO 6.000 – 9.000
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US$ 7.300 – 10.900
281 –
Simon Luttichuys (Londra 1610 – 1661 Amsterdam)
Natura morta con un bicchiere riempito di vino, un panino e noci su un piatto d’argento, e
con rose su un tavolo drappeggiato, olio su tela, 44 x 35 cm, con cornice, (Wo)
EURO 25.000 – 30.000
US$ 30.400 – 36.400
Provenienza: negli anni ’60 del XX secolo Galleria d’arte de Boer, Amsterdam; poi collezione
privata.
Bibliografia: il dipinto sarà incluso da B. Ebert nel catalogo delle opere dei fratelli Simon
(1610–1661) e Isaac Luttichuys (1616–1673), di prossima pubblicazione. Simon Luttichuys
era il fratello di Isaac. Entrambi fratellli sono nati a Londra, ma la famiglia proveniva
originariamente da Amsterdam e in quella città essi fecerò ritorno. Sotto il profilo stilistico
Simon Luttichuys si orientò inizialmente su Pieter Claesz. Più tardi la sua maniera si avvicinò
a quella di Willem Kalf o Juriaen van Streeck.
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282
G. Carelli
(pittore napoletano prima metà del XIX secolo)
Paesaggio con torrente, una pastorella con mandria e un toro; paesaggio con un torrente,
due pastorelle e una mandria; entrambi firmati in basso “G. Carelli”, pendants, olio su tela,
ognuno 106 x 131 cm, cornici originali stile impero, (2), (Wo)
EURO 12.000 – 14.000
US$ 14.600 – 17.000
Provenienza: collezione privata europea
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283
Francesco Guardi, seguace
Due capricci, olio su tela, ognuno 17,5 x 11,5 cm, con cornice, (2), (Wo)
EURO 800 – 1.200
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US$ 970 – 1.500
284 –
Jean Belin de Fontenay (Caen 1653 – 1715 Parigi)
Un cesto con garofani, convolvoli, peonie e un girasole, con due vasi di parata blu-bianco e
due melograni, olio su tela, 85,5 x 68,5 cm, bella cornice antica, intagliata e dorata, del XVIII
secolo, (Wo)
EURO 10.000 – 15.000
[EOT]
US$ 12.100 – 18.200
285 –
Jacques Hupin (Auxerre XVII secolo)
Natura morta con tappeto, strumenti musicali, libri e un calamaio, olio su tela, 72 x 96,5 cm,
con cornice, (Wo)
EURO 25.000 – 30.000
US$ 30.400 – 36.400
Non sappiamo molto di Jacques Hupin, sebbene oggi i suoi dipinti si trovano al Louvre e in
altri grandi musei. Almeno un documento ci informa, che nel 1649 Hupin incontrò a Roma
Francesco Maltese. Nei secoli seguenti le opere di questi due artisti saranno spesso
scambiati. Partendo da Roma, questo tipo di natura morta, con oggetti preziosi, strumenti
musicali e libri adaggiati su un tappeto dalle pieghe morbide e profonde, si diffuse in varie
parti dell’Europa. Ricerche abbastanza recenti hanno dimostrato che Hupin contribuì
notevolmente alla diffusione e al successo di questo tipo di pittura in Francia.
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286 –
Scuola francese verso il 1700
Ritratto di un signore con giacca blu, jabot e parrucca coi ricciolini, olio su tela, 82 x 66 cm,
con cornice, (Wo)
EURO 8.000 – 12.000
[EOT]
US$ 9.700 – 14.600
287 –
Charles Beaubrun (Amboise 1604 – 1692 Parigi) cerchia
Ritratto della principessa reale Anna-Marie-Louise d’Orléans, Duchesse de Montpensier
(1627 – 1693), olio su tela, 105 x 88 cm, con cornice, (Wo)
EURO 7.000 – 9.000
US$ 8.500 – 10.900
La ritratta godeva a corte del titolo di “La Grande Mademoiselle”. Il re Luigi XIII era suo zio.
Ben volentieri essa avrebbe sposato suo cugino, il re Sole Luigi XIV, più giovane di undici
anni, ma il cardinale Mazzarino si oppose a questo matrimonio. Il ritratto segue una incisione
di Pierre Simon e un dipinto di Gilbert de Sève a Versailles.
Perizia: ringraziamo il sig. Ludwig Meyer, Archivio per la Storia dell’Arte, Monaco, per
l’identificazione della persona ritratta (lettera del 29 ottobre 2005).
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288 –
Alexander Roslin (Malmö 1718- 1793 Parigi)
Ritratto di un signore con parrucca incipriata e giacca rossa, olio su tela, ovale, 65 x 54 cm,
cornice originale intagliata e dorata del XVIII secolo, (Wo)
EURO 25.000 – 30.000
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US$ 30.400 – 36.400
289
Jean Baptiste Greuze (Tournus 1725 – 1805) bottega
Ragazza che legge, olio su tela, 82 x 67 cm, cornice originale dorata del 1800 circa, (Wo)
EURO 1.800 – 2.600
US$ 2.200 – 3.200
Provenienza: Collezione privata, Vienna
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290
Scuola russa (?) del XIX secolo
Ritratto di una donna giovane dalle spalle scoperte e dai capelli neri davanti a una tenda viola,
olio su tavola, 33 x 27 cm, con cornice, (Wo)
EURO 5.000 – 7.000
US$ 6.100 – 8.500
Questa pittura di un artista sconosciuto è un raro e squisito ritratto frontale e simmetrico.
L’impressione di tranquillità e serietà è ravvivata dallo sguardo degli occhi grigi, gentile e
indirizzato verso lo spettatore, dalle labbra leggermente aperte come per fare una domanda,
e dai capelli arricciati che cadono sulle spalle nude. Un ritratto pieno di armonia e bellezza.
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291
Sir Peter Lely recte Pieter van der Faes
(Soest presso Utrecht 1618 – 1680 Londra) cerchia
Ritratto di signora, olio su tela, 24 x 20 cm, con cornice, (Wo)
EURO 1.500 – 2.500
US$ 1.800 – 3.000
Il dipinto è forse stato ritagliato da una composizione più grande.
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292
Scuola francese del XVIII secolo
Nudo femminile, osservato dalla finestra da un giovane su una scala, tondo, guazzo su avorio,
diametro 8,5 cm, con cornice, (Wo)
EURO 500 – 700
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US$ 610 – 850
293 –
Scuola spagnola verso il 1800
Ritratto di una signora con vestito nero con merletti, olio su tela, 60 x 46,5 cm, con cornice,
(Wo)
EURO 15.000 – 18.000
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US$ 18.200 – 21.900
294
Scuola francese del XVIII (?) secolo
Amore e Psiche, sdraiata su un letto protetto da una tenda, olio su metallo, 27 x 32 cm,
cornice intagliata dorata, (Wo)
EURO 4.500 – 6.000
US$ 5.500 – 7.300
Provenienza: proprietà della Germania occidentale
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295
Johann Friedrich Tischbein (1750 – 1812) cerchia
Giuseppe e la moglie di Putifarre, olio su tela, 119 x 150 cm, con cornice, (Wo)
EURO 15.000 – 20.000
US$ 18.200 – 24.300
Provenienza: collezione privata viennese
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296
Marten de Vos (Antwerpen 1532 – 1603) zugeschrieben
L’adorazione dei Re Magi, in basso a destra data antica (?) “1595 anos”, olio su tavola, 110 x
66 cm, cornice antica dorata, (Wo)
EURO 12.000 – 18.000
US$ 14.600 – 21.900
Provenienza: il dipinto era in origine la pala dell’altar maggiore di una cappella in Europa
occidentale. Originariamente essa possedeva un’incorniciatura dipinta, di cui esistono ancora
due parti che saranno consegnate all’acquirente; collezione privata europea.
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