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Per secoli scienziati ed artisti
hanno speculato sull’origine dei sogni,
tentando di comprenderne il significato.
Molte teorie hanno ascritto i sogni
a forze esterne misteriose.
Oggi, grazie al progresso delle neuroscienze,
è possibile costruire un modello del sogno
e degli altri stati di coscienza
basato sul cervello.
Osservando le rappresentazioni dei sogni
nell’arte occidentale,
possiamo finalmente cominciare a costruire
una visione realistica
della creativa mente umana.
Allan J. Hobson
Harvard Medical School, Boston
In gran spolvero, stasera, un repertorio che vede protagonisti personaggi come Frank Sinatra, Ella
Fitzgerald, Ray Charles, Duke Ellington, Louis Armstrong, Glenn Miller e altre grandi icone del jazz. Il
piccolo ensemble estratto dalla Federico II Jazz Orchestra darà una scossa alla propria scaletta, per la
gioia di chi ascolta, e soprattutto del prof. Hobson, il quale ha chiesto espressamente una serie di brani ai
quali è evidentemente affezionato. Guai, adesso, a vederlo distratto mentre i nostri prodi (ma si può dire,
in periodo di par condicio?) musicisti suonano.
Tra le “hits” – pare strano chiamarle così dopo sessant’anni, ma se a suonarle è ancora buona parte del
pianeta, tant’è – in programma, “Dream When You’re Feeling Blue”, conosciuta anche col più semplice
“Dream”: un brano scritto da Johnny Mercer e cantato da quelli che sono stati i più grandi interpreti della
musica moderna, da Sinatra alla Fitzgerald, fino ad arrivare a Ray Charles.
“Did You See a Dream Walking?” accompagnava, nel 1933, il film “Sitting Pretty”. Composta da Herry
Revel e Mack Gordon, ugual sorte ha avuto in tempi recenti: inserita nella colonna sonora di “The Green
Mile” (a noi noto come “Il miglio verde”) la canzone ha goduto nuovamente di una certa popolarità anche
al di fuori degli States. Anche per questo brano, la lista di interpreti illustri è considerevole, annoverando
Bing Crosby, Gene Austin, il Fats Domino coinvolto di recente nel disastro di New Orleans, e molti altri
artisti. “Laura” è uno standard tra i più suonati finanche in territorio nostrano, scritto dal grande
compositore di musiche per film David Raksin, e rivisitato da buona parte dei jazzisti internazionali nei
modi più disparati.
L’orchestra di Glenn Miller, poi, aveva tra i suoi cavalli di battaglia un brano che ora, addirittura, si può
scaricare come suoneria per il telefono cellulare (e questo è tristemente un buon indice di successo per
una composizione): “In The Mood”. Accade spesso che, a furia di ascoltare lo stesso brano suonato dallo
stesso artista, si finisca col commettere degli errori di attribuzione. “In The Mood” non è stato scritto da
Miller, come molti, erroneamente, pensano. Il padre di questo spartito è il molto meno famoso Joe
Garland, Miller la registrò per la prima volta nel ’39, con la propria, celeberrima, compagine di jazzmen.
“Take The A Train” è certamente il più noto tra i brani in scaletta, e anche in questo caso le attribuzioni
errate sono in agguato. Non è Duke Ellington il compositore di questo evergreen, bensì Billy “Sweet Pea”
Strayhorn, uno dei più geniali creatori di musica jazz mai esistiti (che fu membro dell’ellingtoniana
orchestra dai ventidue anni d’età, e ne rimase il primo arrangiatore per tutta la vita). Il brano, connotato
da un forte valore metaforico per la comunità nera d’America, è stato proposto nel corso degli anni in
tutte le salse: dalle sigle degli spot cinematografici alle già menzionate suonerie per telefonini. Più o
meno la stessa sorte – in quanto ad attribuzioni - è toccata a ”Blueberry Hill”, portato alla ribalta da Louis
Armstrong (anche conosciuto come “Satchel Mouth”, e da qui “Satchmo” a causa delle dimensioni che il
suo sorriso riusciva a raggiungere) ma scritto da Al Lewis, Larry Stock, e Vincent Rose.
Buon ascolto a tutti.
Stefano Piedimonte
PROGRAMMA MUSICALE
Dream when you're feeling blue
You tell me your dream
Did You see a dream walking?
Laura
In the mood
Blueberry Hill
Five foot two, eyes of blue
Take the A train
(J. Mercer)
(G.Kahn, P. Weirick)
(J. Mc Hugh, D. Fields)
(D. Raskin)
(J. Garland)
(Al Lewis, L. Stock, V. Rose)
(S. Lewis, J. Young, R. Henderson)
(Duke Ellington)
ENSEMBLE FEDERICO II JAZZ ORCHESTRA
CARMEN VITIELLO
GIULIO MARTINO
BRUNO ROTOLI
FLAVIO GUIDOTTI
GIOVANNI ROMEO
MICHELE FIORE
voce
sax
sax
pianoforte
batteria
contrabbasso
Allan J. Hobson
J. Allan Hobson è professore ordinario di Psichiatria presso la
Harvard Medical School di Boston, nel Massachusetts.
Nato il 3 giugno 1933 ad Hartford, Connecticut, consegue il bachelor
degree presso la Wesleyan University nel 1955, seguito nel 1959
dalla laurea in Medicina e Chirurgia presso la Harvard Medical
School. Tra il 1959 e il 1960 svolge l’internato presso il Bellevue
Hospital di New York; dal 1960 al 1961 e dal 1964 al 1966 è interno
in Psichiatria al Centro di Sanità Mentale del Massachusetts General
Hospital di Boston. Durante l’anno accademico 1963-64, il dott.
Hobson è membro straordinario dell’Istituto Nazionale di Sanità
Mentale, presso il Dipartimento di Fisiologia dell’Università di Lione,
in Francia.
Tra i suoi incarichi clinici e accademici:
1964-67:
Ricercatore associato presso il Dipartimento di Fisiologia
della Harvard Medical School (HMS)
1965-66:
Assistente di Psichiatria presso la HMS
1965-67:
“Psichiatra Senior” presso il Centro di Sanità Mentale del Massachusetts (MMHC) di
Boston.
1966-67:
Assistente universitario di Psichiatria presso la HMS
1967-69:
Professore Associato in Psichiatria presso la HMS
1967 ad oggi: Direttore del Laboratorio di Neurofisiologia presso la HMS
1967 ad oggi: Preside di Psichiatria presso la HMS
1969-74:
Assistant Professor di Psichiatria presso la HMS
1972-74:
Professore incaricato di Psichiatria presso la Brown University di Providence, RI
1972:
Direttore del Programma di Training per il Gruppo di Psicoterapia
1974:
Professore Associato di Psichiatria presso la HMS
1978 ad oggi: Professore Ordinario di Psichiatria presso la HMS
1980-86:
Direttore del Programma HMS di Insegnamento di Scienze Comportamentali
Il Professor Hobson ha ottenuto numerosi incarichi presso università straniere, nel 1988 come Lettore
presso il Dipartimento di Psicologia dell’Università di Bologna in occasione del novecentesimo anniversario
di tale Ateneo. Grazie alla sua brillante carriera il dott. Hobson ha conseguito numerosi premi e
riconoscimenti, tra cui l’ammissione alla Boylston Medical Society e la medaglia d’oro “Benjamin Rush”
per il miglior esperimento scientifico, conferitagli dalla American Psychiatric Association nel 1978. Ha
conseguito il Premio della Sleep Research Society come Insigne Scienziato nel 1998. Oltre a molteplici
incarichi nel collegio della Harvard Medical School, il prof. Hobson ha preso parte a svariati collegi medici
nazionali e regionali, e ha collaborato al quadro editoriale di varie riviste mediche. Ha ottenuto numerosi
incarichi di consulenza tra cui Consulente Esperto di Psichiatria per la Commissione di Riabilitazione del
Massachusetts nel 1965.
I suoi principali interessi nel campo della ricerca sono: le basi neurofisiologiche della mente e del
comportamento; il sonno e il sogno; la storia della neurologia e della psichiatria. Ha scritto numerosi
articoli per riviste scientifiche, e vari capitoli per diversi libri di medicina, tra cui: The Dreaming Brain,
pubblicato da Basic Books nel 1988, e Sleep, pubblicato dalla Scientific American Library nel 1989. I
lavori più recenti del dott. Hobson sono incentrati sugli aspetti cognitivi del sonno e i suoi benefici. I
concetti e i risultati di questo nuovo lavoro sono riportati in The Chemistry of Conscious States (Little
Brown, 1994) e Consciousness (Scientific American Library, 1998), Dreaming as Delirium (The MIT Press,
1999), The Dream Drugstore (MIT Press, 2001), Out of Its Mind: Psychiatry in Crisis (Persus Books,
2001), e Dreaming, an Introduction to Sleep Science (Oxford, 2002), From Angels to Neurones: Art and
the New Science of Dreaming (Mattioli 1885, 2005).
Di particolare rilievo nell’ambito di tale progetto è il suo ruolo di ideatore, regista e produttore di
Dreamstage, An Experimental Portrait of the Dreaming Brain, presentato al Carpenter Center for the
Visual Arts nel maggio del 1977, allestito su territorio nazionale dal 1980 all’82, e a Bordeaux, in Francia,
nel 1984. Il prof. Hobson è stato consulente di alcuni musei scientifici con la Società di Neuroscienze ed è
stato particolarmente influente per la progettazione e il finanziamento dello Human Brain Exhibit al
Boston’s Museum of Science del 1986. In occasione del cinquantesimo anniversario della ricerca sul
sonno da quando, Aserinsky scoprì l’attività REM nel 1953, ha prodotto il DVD Dreamstage 2003, di cui
5000 copie sono state distribuite ai colleghi durante il meeting della Sleep Research Society nel giugno
2003.
Gli articoli degli incontri si trovano all’indirizzo:
www.comeallacorte.unina.it
COME ALLA CORTE DI FEDERICO II
Dagli angeli ai neuroni: l’arte e la scienza dei sogni
DAGLI ANGELI AI NEURONI L'ARTE E
LA NUOVA SCIENZA DEI SOGNI
L'angelo dei cristiani è solo l'ultima
di una lunga serie di agenzie effimere a cui
venga affidata la responsabilità di spiegare
Allan J. Hobson
Professore di Psichiatria
Harvard Medical School di Boston
le
meravigliose
visioni
notturne
rappresentate dai nostri sogni. Gli angeli
sono i discendenti degli dei alati pagani,
portatori delle "forme ingannevoli" di Swift.
Nel corso degli ultimi due millenni, molti
sognatori e pensatori occidentali hanno
attribuito
le
esperienze
oniriche
a
dei
messaggeri alati provenienti dall'aldilà, non
Those dreams that on the silent night intrude,
essendo a conoscenza dei meccanismi di
And with false flitting shapes our minds delude,
auto-creazione
Jove never sends us downward from the skies,
Ora,
Nor can they from infernal mansions rise;
But all are mere productions of the brain,
And fools consult interpreters in vain.
all'alba
insiti
del
nelle
terzo
loro
teste.
millennio
del
calendario cristiano, ci stiamo rendendo
conto che il sogno è uno stato di coscienza
le cui caratteristiche uniche e la cui stessa
Quei sogni che si insinuano nella notte silenziosa,
esistenza sono generate da trasformazioni
E che con forme ingannevoli illudono le nostre menti,
fisiche
Non ce le manda Giove dai cieli,
neuroscienza moderna ha iniziato a mettere
Né possono sorgere dalle residenze degli inferi;
in chiaro. Pur non essendo affatto giunto a
Bensì non sono altro che prodotti del cervello,
completamento,
E stolti son coloro che invano consultano gli
paradigmatico - dallo spirituale angelo al
interpreti.
e
chimiche
nel
cervello
questo
che
la
passaggio
fisico neurone in quanto principale artefice
Jonathan Swift, On Dreams, 1727
del sogno - ha implicazioni di vasta portata
per l'umanità, in generale, e per le teorie
sulla produzione e sulla fruizione dell'arte,
in particolare.
Il
passaggio
paradigmatico
dall'Angelo al Neurone, che svilupperò in
questa presentazione, venne concepito un
secolo fa da Sigmund Freud. L'influenza di
Freud
sul
nostro
modo
di
pensare
Centro di Ateneo per la Comunicazione e l’Innovazione Organizzativa
Università degli Studi di Napoli Federico II
5
a
COME ALLA CORTE DI FEDERICO II
Dagli angeli ai neuroni: l’arte e la scienza dei sogni
proposito della produzione e della fruizione
biologicamente
dell'arte è stato profondo. Secondo Freud,
socialmente
dobbiamo
la
discutibile. In maniera simile a quella in cui
all'impatto
di
molte
individuali
e
culturali
nostra
sensibilizzazione
forze
biografiche
collettive
che
imperativi
e
condizionate,
è
proibizioni
socialmente
lo scolasticismo medievale ha portato a
secoli di esegesi testuale e decodificazione
contribuiscono a dare forma alle opere
di
simboli,
d'arte e a determinarne il loro contenuto.
vincolato
Ma, dal momento che la teoria estetica di
accademico e popolare a uno sforzo volto a
Freud fu formulata in assenza di specifici
ridurre la creatività a una prova di un
dettagli neurofisiologici, essa non solo ha
conflitto psicopatologico.
bisogno di rettifiche bensì persino di essere
riformulata.
Freud
desideri
convinto
inconsciamente
che
fare
l'adulto
ritorno
moderna
grandi
psicanalisi
segmenti
del
ha
pensiero
In questa presentazione, suggerirò il
fatto
era
la
che
il
sistema
autoattivante
e
caoticamente aperto del cervello sognante
al
fornisce la base per mettere insieme arte e
mondo perduto dell'infanzia. Il sogno è uno
scienza attraverso una sintesi nuova ed
dei modi in cui si esprime questo desiderio,
emancipante.
l'arte è un altro. Secondo Freud, gli artisti
obiettivi sarà indicare che la neurofisiologia
possiedono il dono esclusivo di restare in
del sogno è in grado di offrire una nuova
contatto con le prime esperienze della loro
comprensione della creatività e del processo
vita e di manifestarle attraverso il proprio
creativo,
lavoro; e l'ispirazione creativa dipende dalla
dell'imprevedibilità. La mia posizione e la
capacità dell'artista di distillare le immagini,
sua critica della psicanalisi possono essere
le emozioni e le aspirazioni perdute della
illustrate
propria infanzia.
L'École des Savants. Delvaux e i Surrealisti
Io suggerirò che le idee di Freud
hanno inconsapevolmente perpetuato gli
aspetti
dell'agenzia
preordinazione,
l'interpretazione,
angelica,
la
che
come
profezia
invece
la
e
avrebbero
dovuto rimpiazzare. Inoltre, suggerirò che
la psicoanalisi di Freud, che riguarda i
prodotti della mente, tra cui le opere d'arte,
in
quanto
compromessi
tra
impulsi
puntavano
Pertanto,
accettando
dal
a
quadro
uno
dei
il
di
esplorare
Paul
miei
vincolo
Delvaux,
l'imprevedibilità
creativa della mente sognante, in quanto
fonte
di
ispirazione
artistica,
e
a
descriverla, come ha fatto Delvaux nel
paesaggio onirico che sta al centro del suo
dipinto e di cui sia lo psicanalista che parla
con la persona che sta sognando davanti a
lui, sulla destra, che il neurobiologo* (* Il
neurobiologo è il Professor Lindenbrock,
Centro di Ateneo per la Comunicazione e l’Innovazione Organizzativa
Università degli Studi di Napoli Federico II
6
COME ALLA CORTE DI FEDERICO II
Dagli angeli ai neuroni: l’arte e la scienza dei sogni
ispirato o copiato da un'incisione di Edouard
della terra di Jules Verne) che esamina un
Rion
cervello senza vita, sul lato sinistro, sono
che
illustra
l'edizione
Hertzel,
pubblicata nel 1864, di Viaggio al centro
inconsapevoli.
Paul Delvaux (1897-1994)
L'école des savants (1958), Museum des XX. Jahrhunderts, Vienna (Austria)
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COME ALLA CORTE DI FEDERICO II
Dagli angeli ai neuroni: l’arte e la scienza dei sogni
ECCO COSA SOGNANO GLI ANIMALI
Il sogno è uno stato della coscienza
caratterizzato
Giancarlo Vesce
da
percezioni
basate
sull’esperienza (memoria), che generano
Professore di Anestesiologia Veterinaria
Università degli Studi di Napoli Federico II
emozioni (sentimenti): personalmente non
ho difficoltà a riconoscere agli animali le
doti
di
percezione,
memoria
e
sentimenti. Si tratta infatti di un fenomeno
comune a molte specie animali, che svolge
funzioni
vitali
informazioni,
favorire
quali
consolidare
archiviare
le
la
e
memoria
l’apprendimento
di
nuove
procedure (memoria procedurale). Durante
il sogno, stato particolare della coscienza in
cui si verificano dei cambiamenti nel livello
di attivazione cerebrale, tutti i mammiferi
Gli elementi misteriosi del sogno
hanno
accresciuto
per
secoli
l’ipotesi,
alquanto egocentrica, secondo cui l’attività
onirica
costituisse
una
prerogativa
dei
cervelli superiori e che fosse quindi un
privilegio dell’uomo. A vantaggio dei fautori
di tale ipotesi giocava l’impossibilità di
manifestano
loro
sogni,
unica
prova
tangibile
dell’attività onirica.
una questione da ricondurre alla natura
della loro coscienza, la quale potrebbe
la
consapevolezza
del
sogno. Tuttavia, anche la coscienza è una
dote fortemente dibattuta negli animali,
cosa che incrementa i dubbi sulla loro
facoltà di sogno.
tipo
di
attività
attivazione. Inoltre le loro manifestazioni
comportamentali, i fenomeni elettrici, gli
eventi neuro-umorali e l’effetto dei farmaci
risultano
identici
a
quelli
riscontrati
nell’uomo.
Ma andiamo per gradi. La scienza dei
sogni, come molte altre discipline mediche,
ha fondato i propri passi sull’osservazione
Che gli animali sognino o meno è
compromettere
stesso
cerebrale, ovvero uno stato di massima
interrogare gli animali riguardo il contenuto
dei
lo
del
comportamento
scoperta
del
degli
sonno
correlazione con
REM
animali.
e
la
La
sua
il sogno (Aserinsky e
Kleitman, 1953) fu seguita da una lunga
serie
di
indagini
che
ne
confermarono
l’esistenza in molte specie animali; era
evidente tuttavia un’ampia variabilità tra le
specie, che non consentiva facili illazioni.
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Università degli Studi di Napoli Federico II
8
COME ALLA CORTE DI FEDERICO II
Dagli angeli ai neuroni: l’arte e la scienza dei sogni
Un quarto di secolo dopo, Allison e Cicchetti
frequente
(1976)
di
avvalorando l’ipotesi, formulata per l’uomo,
statistica
che i sogni siano piuttosto stereotipati tra
sonno,
individui della medesima specie. Una più
dimostrando che il sonno REM ha una
recente evidenza dell’attività onirica degli
durata
al
animali (Louie e Wilson, 2000) è stata
dorme
conseguita registrando nel ratto l’attività di
condussero,
su
39
specie
mammiferi,
una
ricognizione
sistematica
sulle
variabili
rischio
inversamente
di
del
proporzionale
predazione:
chi
non
negli
predatori,
tranquillo sogna poco! Le analogie tra uomo
diversi
e animali riguardano l’intero repertorio del
struttura cruciale per la formazione della
sonno, dal numero delle sue fasi alla loro
memoria. L’attività di tali neuroni veniva
sequenza
metabolismo
registrata prima sui soggetti svegli, durante
cerebrale all’imaging funzionale, fino alla
l’apprendimento di un percorso (rinforzato
patologia del sonno che non risparmia agli
da una ricompensa), quindi durante le
animali sindromi quali la narcolessia e
successive fasi di sonno REM. Grazie alle
l’apnea
diverse
e
caratteri,
ostruttiva.
dal
Molto
di
quanto
neuroni
animali
dell’ippocampo,
registrazioni
una
contemporanee
sappiamo sul sogno è stato osservato sul
impiegate da tali autori, è stato possibile
gatto, un modello prezioso per la fisiologia
dimostrare che durante il sogno i soggetti
della vita di relazione; studi cui hanno
ripercorrevano
contribuito scienziati italiani quali Valentino
esplorato da svegli, e persino individuare in
Moruzzi e Ottavio Pompeiano. Alla loro
quale
scuola si è formato Adrian Morrison , autore
trovavano in un determinato momento del
di studi sulla paralisi che interviene in
sogno. Testimonianze e rapporti dettagliati
concomitanza
su sogni di animali sono abbondanti e
onirica
della
(1982).
fenomenale
L’immagine
attività
riportata
preciso
spaziano
dagli
fedelmente
punto
del
elefanti
il
labirinto
percorso
alle
si
scimmie,
accanto dimostra il comportamento di un
fornendo una innegabile evidenza etologica
gatto che, in seguito a precise lesioni del
della loro attività onirica, non di rado
tronco cerebrale, entrando nella fase REM
segnata da manifestazioni di paura. Le
interpreta il “sogno” con un’azione disinibita
argomentazioni riferite in questa sede non
dall’assenza
soggetto
risulteranno nuove a coloro che hanno
insegue una preda immaginaria mimando
familiarità con gli animali e con il loro
una classica tattica di caccia. Tale “sogno”,
comportamento durante il sonno, e sanno
che dopo la lesione si ripete ad ogni nuovo
che in alcuni momenti esso è identico a
episodio
quello dell’uomo che sogna.
di
della
sonno
paralisi:
REM,
il
risulta
molto
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COME ALLA CORTE DI FEDERICO II
Dagli angeli ai neuroni: l’arte e la scienza dei sogni
la nuova scienza del sogno” ricorda tra
SOGNI E ARTE
l’altro
Antonio Giuditta
che
cammino
Professore di Fisiologia
Direttore del Centro Interdipartimentale per le
Neuroscienze
Università degli Studi di Napoli Federico II
alla
si
fine
dell’affascinante
raggiunge
un
traguardo
ambizioso, la scienza del sogno identificata
nell’attuale visione fisiologica di Hobson. Si
entra così in un territorio controverso,
solcato da opinioni discordanti non solo
Sulla natura e sull’origine dei sogni è
sulla natura dei sogni ma anche su quella
plausibile che l’uomo si sia interrogato sin
dell’uomo. Non sono infatti pochi quelli che
dai primi barlumi della sua coscienza, molto
ancora sostengono che l’uomo sia fatto
prima di quanto non dicano i documenti
della stessa sostanza dei sogni!
giunti
fino
a
noi.
E’
quindi
più
che
comprensibile che in quelle epoche i sogni
venissero considerati messaggi degli dei,
poi
divenuti
gli
angeli
della
tradizione
cristiana. Dovevano essere convinzioni ben
radicate se ci sono poi voluti secoli e secoli
di ripensamenti per sostituire ad una genesi
del tutto estranea all’uomo, processi e
attività
presenti
all’interno
dell’uomo.
Questo è l’affascinante cammino che viene
descritto con grande maestria da Allan
Hobson e Hellmut Wohl nel volume “Dagli
angeli ai neuroni”.
La
storia
Ed è appunto questo convincimento
poetico, adulatorio e indimostrato, che ha
fatto lievitare le obiezioni ad una scienza
del
sogno
basata
sulle
sofisticate
conoscenze fisiologiche del cervello che
dorme di sonno attivo, quando i sogni si
fanno più numerosi, più vividi e più bizzarri.
Si propone infatti che sotto la spinta di
stimoli casuali il cervello riesca a tessere
storie oniriche variopinte e imprevedibili
che ne riflettono la straordinaria potenza
creativa, la stessa che prende forma nei
prodotti dell’arte. Ritorna così il confronto
radicale
mai sopito con l’eterogenea schiera dei
mutamento è tuttavia solo una parte del
fautori dell’anima, della mente, dello spirito
libro,
considerate
riconoscibile
di
nel
questo
robusto
filo
di
entità
distinte
dagli
oggetti
Arianna che si intreccia ad una spendida
materiali di cui il cervello è composto.
ricchezza
per
Parrrebbe quindi, ancora una volta, che non
dimostrare che la bizzarria e la creatività
riesca a farsi strada nessuna via di mezzo,
del sogno sono da sempre figlie della stessa
nessuna
profonda sostanza dell’arte e della creatività
superare gli opposti estremismi.
di
immagini
pittoriche
concezione
unitaria
capace
artistica. Il sottotitolo che sottolinea “Arte e
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Università degli Studi di Napoli Federico II
10
di
COME ALLA CORTE DI FEDERICO II
Dagli angeli ai neuroni: l’arte e la scienza dei sogni
IL SOGNO IN LETTERATURA
a formulare, nel Prologo dell’antologia Libro
de sueños, l’ipotesi, di inquietante fascino,
Antonio Saccone
dei sogni come il più antico e non meno
Professore di Letteratura Italiana Moderna e
Contemporanea
Università degli Studi di Napoli Federico II
complesso dei generi letterari, collaborando
a consolidare l’idea che lo statuto di un
sogno in un testo di invenzione letteraria
Hanno congruenza i sogni di carta,
ovvero i sogni di cui è gremito l’universo
della finzione letteraria, con l’universo dei
sogni ‘veri’ che - via regia dell’inconscio,
secondo la parola di Freud - occupano parte
del nostro sonno? Senza dubbio sì, se si
riflette sul fatto che il sogno, quello che si
sogna ‘realmente’ fuori del testo letterario,
è
strutturato
come
un
linguaggio:
figurazione del carattere non univoco della
verità esso è, dunque, al pari del sogno
raccontato, suscettibile di commento e di
interpretazione.
D’altro
canto
si
può
concepire un sogno che non sia un sogno
raccontato? Se ciò non è possibile, ne
consegue che la scena onirica si può mirare
solo attraverso la mediazione linguistica. In
questo quadro, se narrare, dentro e fuori la
letteratura, è sempre mentire, il somnium
fictum costituisce una doppia menzogna.
Tuttavia la sua verosimiglianza non può non
essere presa sul serio, anche in accordo a
quella
«sospensione
dell’incredulità»
implicitamente pattuita da ogni atto di
lettura.
sia
legittimamente
tra
sogno
e
letteratura ha sollecitato Jorge Luis Borges
allo
statuto che un sogno ha al di fuori di
questo. Il discorso ha tanta più rilevanza se
riferito alle
innumerevoli opere che nel
secolo scorso hanno assunto, all’interno
della loro configurazione narrativa, il sapere
freudiano come materiale da costruzione,
paradigma compositivo. Si prenda il caso
(canonico) della Coscienza di Zeno di Italo
Svevo in cui, se si discredita la legittimità
terapeutica
della
psicoanalisi,
se
ne
mutuano, a livello non solo tematico ma
anche
retorico-espressivo,
le
modalità
comunicative e i fondamenti epistemologici.
In questo romanzo spicca per ampiezza e
significatività
il
cosiddetto
“sogno
di
Basedow”. Esso, raffigurando in termini
degradati l’istanza paterna, vale a dire
l’istanza del divieto, della Legge, di cui il
personaggio di Basedow dovrebbe essere
garante, conferma la singolare ambivalenza
che
governa
il
protagonista,
desiderio
le
sue
inconscio
del
continue
approssimazioni e fughe dinanzi all’oggetto
desiderato.
L’intercambiabilità
apparentabile
desiderio
Quel
sogno
paradossale
(che
soddisfa
un
appare,
in
realtà, tale solo a chi non abbia familiarità
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11
COME ALLA CORTE DI FEDERICO II
Dagli angeli ai neuroni: l’arte e la scienza dei sogni
con la dottrina freudiana): l’insoddisfazione
continuo
del desiderio di Zeno. Il desiderio inconscio
indefinitivamente
di quest’ultimo, infatti, non è fare all’amore
andirivieni tra ordine e avventura, norma e
con Ada, la donna che gli si è rifiutata, ma
trasgressione che costituisce la fisionomia
piuttosto
sospesa del personaggio sveviano, il suo
interdetto.
che
quel
L’esito
compromesso,
desiderio
è
destinato
un
ad
rimanga
nevrotico
essere
disdetto
e
quello
a
riproporre
strategico
vivere in stato di permanente lapsus.
di
Centro di Ateneo per la Comunicazione e l’Innovazione Organizzativa
Università degli Studi di Napoli Federico II
12
COME ALLA CORTE DI FEDERICO II
Dagli angeli ai neuroni: l’arte e la scienza dei sogni
ai neuroni: l’arte e la nuova scienza dei
LO SCHERMO ONIRICO
sogni, nell’intrecciare i fili di connessione
Ettore Massarese
tra
Professore di Discipline dello Spettacolo
Università degli Studi di Napoli Federico II
l’arte
problematiche
cinematografica
oniriche,
e
le
segnalano
la
rilevanza dell’opera di Ingmar Bergman. Il
film preso in esame è Il posto delle fragole,
Nei suoi studi sullo sviluppo mentale
dove grazie alla tecnica del flashback, il
del bambino Jean Piaget ci dice come,
protagonista sovrappone, nella drammatica
almeno sino all’età di cinque anni, tutti noi
incoerenza propria dei sogni, frammenti
siamo portati a considerare il materiale
della propria infanzia a distorsioni spazio
onirico
alla
temporali che prefigurano lo scenario di una
mente, come uno scenario fatto di immagini
disperata solitudine prossima alla morte:
che
come a dire lo sguardo di un bambino che
come
qualcosa
veleggiano
nel
di
buio
esterno
della
stanza,
fantasmi che attivano ancestrali paure e
persiste nel corpo di un vecchio.
fantasmagoriche emozioni; solo dopo il
sesto anno di età cominciamo a collocare i
sogni
“dentro
la
testa”
e
prendiamo
consapevolezza che hanno a che fare con la
nostra attività mentale, con la sfera del
nostro privato. Forse è proprio la memoria
di
questa
percezione-rappresentazione
‘esterna’ del sogno che spiega lo stupore e
la fascinazione ‘infantile’ che ancora oggi ci
prende all’interno di una sala buia sul cui
fondo
danzano
rappresentazioni
storie
di
e
‘fantasmatiche’
corpi.
Finiamo
insomma, all’interno di un cinema, per
ritrovarci in quella condizione di soglia, di
realtà sospesa, di ‘credulità’ innocente con
la quale accettavamo le avvenienze dei
sogni come finestre o porte su altri mondi.
Non a caso, a mio avviso, J. Allan Hobson e
Hellmut Whol nel loro volume Dagli angeli
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COME ALLA CORTE DI FEDERICO II
Dagli angeli ai neuroni: l’arte e la scienza dei sogni
E’ il classico esempio di un cinema
che
si
fa
occhio
della
mente,
che
In quest’opera Bergman dimostra,
con forza, come il cinema possa restituirci
consapevolmente allestisce uno scenario nel
lo
quale la realtà quotidiana fa i conti con
sequenza che qui vale la pena di segnalare
l’oscuro territorio dell’inconscio, deposito
è quella nella quale lo zio “fanciullone” dei
dei desideri e delle pulsioni non espresse. Il
due bambini protagonisti mette in funzione,
cinema in questo caso allude, più che al
al buio della loro cameretta, una lanterna
sogno, alla sua narrazione, alla funzione,
magica: l’incanto di immagini fiorite, fate,
cara a Freud, di portare verso i gradi della
paesaggi fiabeschi inonda gli occhi dei
consapevolezza e di un equilibrio possibile i
protagonisti, le pareti della loro camera
frammenti dell’io. Ma dove, a mio parere,
divengono membrane porose che assorbono
Bergman esemplifica, con un impatto visivo
e rifrangono visioni d’altri mondi. E’ il
memorabile,
la
a
cinema nella sua semplicità istitutiva di
percepire
sogni
scenario
luce, buio colore, movimento, in uno con il
indistinguibile dal quotidiano è nel film
dono infantile di sospendere e alleggerire il
Fanny e Alexander.
peso della percezione del vero. In questa
i
disponibilità
come
infantile
uno
sguardo
incantato
dell’infanzia.
La
chiave inviterei a rileggere l’autobiografia
del regista svedese che nel titolo richiama
la
sequenza
queste
descritta.
brevi
Potrei
considerazioni
chiudere
con
una
riflessione intorno al titolo del volume di
Hobson e Whol: se è vero che la nuova
scienza
dei
sogni
ci
dimostra
che
le
immagini oniriche sono prodotte dall’attività
elettrochimica dei neuroni, il cinema e le
altre
arti
soprattutto
della
quando
rappresentazione,
queste
richiamano
quella parte di noi che possiamo chiamare
‘bambino’,
‘angelica’
ci
di
restituiscono
avvertire
il
la
capacità
sogno
come
fabbrica dell’invisibile, del non materiale,
del divino infine.
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COME ALLA CORTE DI FEDERICO II
Dagli angeli ai neuroni: l’arte e la scienza dei sogni
MITO E SOGNO
Sogni sono alate, e con le loro rapide ali,
che sbattono senza far rumore, si spostano
Rossana Valenti
in un istante alle diverse estremità della
Professoressa di Letteratura Latina
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Terra.
Nel mondo antico, infatti, i sogni
sono dotati di una loro esistenza nel tempo,
È sterminato l’universo del sogno:
fantasmi cari all’immaginazione popolare,
allegorie letterarie, passioni e incubi abitano
questo territorio, in cui ogni oggetto, ogni
esperienza si moltiplica e si prolunga in
forme nuove, continuamente diverse: non a
caso si chiama Morfeo (dalla parola greca
morphe,
che
personaggio
significa
mitologico
“forma”)
il
incaricato
di
assumere le figure degli esseri umani e di
mostrarle ai dormienti.
non limitata al momento della visione del
dormiente; sono reclusi in un sito, il “luogo
dei sogni”, che è uno spazio lontano e
inaccessibile
all’esperienza
umana:
l’oltretomba per Omero e Virgilio, il paese
dei Cimmeri per Ovidio, un’isola nel cuore
dell’Oceano per Luciano. Così come altre
forze della sfera psicologica - la Paura, la
Vergogna, le Maledizioni -
i sogni sono
attivati da impulsi esterni alla mente degli
uomini: per questo motivo i Greci, in ogni
Morfeo non compare nei miti greci:
epoca,
quando
descrivono
esperienze
probabilmente è un’invenzione dei poeti
oniriche, non dicono di “avere” o “fare”, ma
alessandrini, dai quali attinge il poeta latino
solo di “vedere” un sogno: questo “visita” il
Ovidio, che così lo descrive: Morfeo è uno
sognatore, e gli “sta sopra”, come attesta
dei mille figli del Sonno, e nessuno meglio
anche
di
forma,
incubare, giacere sopra). Lungo questa
l’incedere, l’espressione e il timbro di voce
linea, i Romani dicevano che il sonno
delle persone alle quali si sostituisce. Ma -
“abbraccia”
dice Ovidio - Morfeo imita solo le forme
“scioglie” dal sonno: mentre noi moderni
umane, mentre uno dei suoi fratelli, Icelo,
parliamo
imita gli animali, e un altro, Fantaso, si
un’espressione che rimanda ai diversi livelli
trasforma nelle cose inanimate.
di
lui
riesce
ad
assumere
la
il
veglia
termine
i
di
o
italiano
dormienti
un
di
sonno
“incubo”
e
il
risveglio
“profondo”,
sospensione
(da
con
dell’attività
Il Sonno (in greco Hypnos) è figlio di
cosciente, gli antichi fanno riferimento a un
Nyx (la Notte) e dell’Erebo (la Tenebra
diverso sistema di rappresentazione, ancora
infernale), e fratello gemello di Thanatos (la
intriso di motivi mitologici.
Morte): tutte le divinità del Sonno e dei
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COME ALLA CORTE DI FEDERICO II
Dagli angeli ai neuroni: l’arte e la scienza dei sogni
Un altro elemento di forte contrasto
antichi,
invece,
il
sogno
aveva
una
tra l’idea moderna del sogno e quella
dimensione collettiva, ed era considerato un
elaborata dalla cultura classica sta nella
tramite tra il piano ultraterreno e la vita
prospettiva in cui si colloca l’attività onirica:
sociale, un messaggio la cui decifrazione
per noi, oggi, il sogno è sempre un evento
riguardava tutti i membri della comunità: in
individuale, sia che lo si consideri sul piano
seguito a un sogno, venivano istituiti culti,
neurofisiologico, sia che lo si analizzi nella
costruiti templi, fondate città.
storia
psicologica
della persona. Per gli
Eufonio, cratere (510 a. C.), New York – Metropolitan Museum
Il cratere raffigura Sonno e Morte, alati, che trasportano il corpo di Sarpedonte, mentre al centro è
rappresentato Hermes, che ha l’incarico di condurre le anime dei morti all’Ade.
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COME ALLA CORTE DI FEDERICO II
Dagli angeli ai neuroni: l’arte e la scienza dei sogni
I SOGNI DEGLI ANTICHI: RELIGIONE,
SCIENZA, MAGIA E ... POLITICA
confluenza
tra
esperienza
del
sacro
e
Valeria Viparelli
quelle discipline empiriche che sono in
Professoressa di Letteratura Latina
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grado di prevedere che, dato un certo
scienza naturale e risultava molto vicina a
segno o sintomo, accadrà il tale evento.
Accanto al somnium si pone, nelle
“La credenza degli antichi che il
classificazioni degli antichi, anche il sogno
sogno sia inviato dagli dei per dirigere le
che chiamavano oraculum: in questo caso
azioni degli uomini era una teoria completa
l’intervento della divinità è diretto. E’ dal
del sogno e spiegava tutto ciò che è
campo della scienza medica, sviluppatasi in
necessario sapere dal sogno” (S. Freud): il
parallelo
somnium,
distinguevano
divinatorie (quanto alla sintomatologia e
riflesso
alla prognosi) e magiche (quanto alla cura),
che
gli
dall’immagine
antichi
ipnica,
e
alla
manifestazione di uno stato psichico, ha
che
un’origine
sull’atteggiamento
soprannaturale
e,
quando
ci
laicizzazione
provengono
con
di
pratiche
attestazioni
cui
si
accedeva
riguarda il futuro, ha un significato e un
all’esperienza di questo tipo di sogno; tale
valore premonitore per il dormiente. Due
atteggiamento
sono le misteriose porte dei sogni: “una ha
che lo avvicinavano più al mondo della
battenti di corno, l’altra d’avorio... quelli
magia che a quello della religione. Comune
che vengono fuori dal lucido corno, li
tra i Greci e nota anche ai Romani (Plaut.,
incorona la verità” (cosi parla la sapiente
Curc. 266; Verg., Aen. VII 81-106) era una
Penelope
pratica
nel
diciannovesimo
libro
poteva assumere aspetti
divinatoria
che
consisteva
nel
dell’Odissea, 562 ss.). I sogni ‘veritieri’
recarsi a dormire in un tempio dedicato a
nella maggior parte dei casi sono comunque
un dio che si rivelava nei sogni in seguito a
sogni
un
opportune sollecitazioni e richieste. Il sonno
loro
doveva essere preceduto dall’osservazione
interpretazione, affidata a un indovino, si
dei riti prescritti per purificarsi e assicurarsi
poneva come una delle tante tecniche
della buona disposizione del dio; la sua
divinatorie allora in uso. Artemidoro, nel II
volontà si poteva così conoscere attraverso
sec.
un
simbolici,
linguaggio
caratterizzati
enigmatico.
d.C.,
La
scrive
da
un’opera
basata
sogno
(incubare
=
‘provocato’.
L’incubazione
mettersi
giacere)
a
era
sull’interpretazione
dei
sogni
sull’osservazione
e
sull’esperienza:
praticata soprattutto a Epidauro nel tempio
l’oniromanzia si situava così al punto di
del dio della medicina, Asclepio: gli ex voto
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COME ALLA CORTE DI FEDERICO II
Dagli angeli ai neuroni: l’arte e la scienza dei sogni
attestano guarigioni prodotte da rivelazioni
di giorno, da svegli, davano al governo, per
in sogno e lunghe iscrizioni descrivono
procurarsi dei sogni andavano a dormire
guarigioni
dio.
fuori dalla città nel tempio di Pasifae:
Oniromanzia e magia si incontrano dunque
consideravano infatti veritiere le profezie
nel punto in cui prevale, sulla capacità di
avute nel sonno”. Addormentarsi in un
farsi interpreti della voce degli dei, la
tempio per provocare l’apparizione degli dei
volontà
in
di
miracolose
costringerli
operate
a
dal
rivelarsi
per
sogno
poteva
dunque
far
parte
ottenere qualcosa e/o per ricevere buoni
dell’attività politica degli uomini al potere,
consigli, a beneficio di se stessi o del
che in questo modo anche nel sonno
proprio gruppo: ed è qui che il discorso
riuscivano a compiere il loro dovere di
sull’oniromanzia e sui sogni ‘provocati’ si
servitori della patria! Notizia interessante,
intreccia persino con la politica. Racconta
ma forse da non divulgare visto l’uso che
Cicerone nel de divinatione (I 96): “I capi
oggi si fa dei sogni in politica.
degli Spartani, non contenti delle cure che
Rilievo votivo attico di marmo della prima metà del sec. IV a.C. Atene. Museo Archeologico Nazionale 3369
Un malato è guarito nel tempio mediante la incubatio
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COME ALLA CORTE DI FEDERICO II
Dagli angeli ai neuroni: l’arte e la scienza dei sogni
persegue la salvaguardia dello stato di
IL FUOCO DEL SOGNO
sonno, vulnerabile all’irruzione di desideri,
Francesco Napolitano
mediante
Ricercatore di Neuroscienze
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appagamento sostitutivo, sulla falsariga del
allucinazione
di
un
loro
seguente sketch. L’ingresso nel sonno fa
implodere il fuoco percettivo a vantaggio di
Nel De anima Aristotele afferma che
quello onirico, che trova ora a valle campo
la psiche umana è presa tra due fuochi
libero a causa dell’avvenuto mutamento
complementari, sogno e percezione, e che
egoico, e a monte combustibile fornito dalla
sogniamo sempre, anche di giorno, solo che
persistenza di residui mnestici recalcitranti
non possiamo accorgercene perché il fuoco
al
onirico è prevaricato dall’accecante bagliore
metafora freudiana, sono buoni imprenditori
dell’incendio
del sogno, ma non posseggono il capitale
potrebbe
percettivo.
essere
emendamenti
da
L’affermazione
sottoscritta
Freud,
senza
che
convoca
sonno.
necessario
Questi
per
ultimi,
sollecitare
con
la
classica
coscienza
onirica, capitale che può essere fornito solo
proprio il vecchio Aristotele per fargli dire
dal link con intensi desideri interdetti e che
che
resterebbe
il
sogno
è
l’attività
psichica
del
perciò
sequestrato,
dormiente. E che si sogni sempre, anche di
l’interdizione
giorno,
truccando le carte in tavola (mediante
è
corollario
di
quella
teoria
freudiana secondo cui esistono due regimi
integrati
di
funzionamento
psichico,
non
fosse
se
condensazione/spostamento
revocabile
di
rappre-
sentazioni). Il risultato del trucco è quasi
processo primario e processo secondario, a
sempre vincente, riesce a forzare la dogana
governo
censoria e a sollecitare la coscienza onirica
rispettivamente
di
inconscio
e
preconscio/coscienza. Le dinamiche attive
fornendole
nel processo primario sono condensazione e
all’apparenza bizzarro, non più tale se con
spostamento (di affetti e rappresentazioni),
buon
e sono appunto esse a caratterizzare il
lavoro
un
prodotto
interpretativo
si
ultimo
riesce
a
percorrere a ritroso, dal sogno manifesto a
lavoro onirico, prestazione psichica devoluta
quello
a condurre dal sogno latente, depositario
onirico.
del significato onirico, al sogno manifesto,
però
latente,
Per
il
cammino
chiudere,
poche
del
lavoro
parole
di
che quel significato distorce offrendolo a
filosofia della scienza. Uno dei fantasmi che
rievocazione
alieno,
abitano il pensiero umano prende il nome di
incomprensibile e assurdo. La distorsione
riduzionismo eliminativo e si incarna nella
come
filmato
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COME ALLA CORTE DI FEDERICO II
Dagli angeli ai neuroni: l’arte e la scienza dei sogni
tesi
della
cosiddetta
type
dalla combinazione di due approcci, l’uno
identity, secondo cui la psiche è il cervello
downward è di competenza psicoanalitica,
(equazione
dai
discutibile
mind-brain
quanto
quella
piani
alti
psichici
costituiti
da
cartesiana, secondo cui la psiche è la
rappresentazione/affetto verso quelli bassi
coscienza), e perciò gli eventi psichici sono
cerebrali
costituiti
eventi cerebrali. Contro questa tesi militano
viceversa
l’altro,
solidi argomenti, ma ciò che più conta è
competenza
sottolineare che essa appartenne anche a
essere integrazione fra i due approcci, così
Freud (un vigoroso materialista, a dispetto
come diceva Freud nel 1909, è questione
di una vulgata che lo disconosce come
che sarà in campo un secolo dopo di noi.
tale), ma solo fino alla definitiva messa a
Cioè adesso.
da
neuroni/sinapsi,
bottom-up
neurologica.
Che
è
vi
di
possa
punto di un dispositivo teorico derivante
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COME ALLA CORTE DI FEDERICO II
Dagli angeli ai neuroni: l’arte e la scienza dei sogni
esatto del pesce custodito dalla roccia. Le
IL SOGNO COME SCOPERTA
prime due notti furono vane, ma la terza lo
Stefano Pisani
trovò pronto. Si svegliò di soprassalto e
Allievo Master in Comunicazione e Divulgazione
Scientifica
Università degli Studi di Napoli Federico II
ancora al buio annotò la visione. Il giorno
dopo riuscì a estrarre senza danni il fossile.
Sogni di scienziati e sogni di artisti:
Stevenson
La scienza è in debito con il sogno:
non ha compreso del tutto le sue funzioni,
ma alcuni scienziati hanno sognato le loro
scoperte. Otto Loewi nel 1921 sognò per
due
volte
scoprire
il
l’esperimento
meccanismo
decisivo
di
per
trasmissione
sognò,
dopo
vani
sforzi
da
sveglio, la trama del Dottor Jekill e Mr.
Hyde; il plot di Misery venne a trovare
Stephen King mentre dormiva in aereo. Ma
anche sogni di ognuno di noi perché, come
diceva Marguerite Yourcenar, “i sogni degli
uomini nascono gli uni dagli altri”.
dell’impulso nervoso che gli valse il Nobel.
Friedrich August Kekulè vide in un sogno di
una notte di mezzo ‘800 un serpente che si
mordeva la coda, da qui la struttura ad
anello degli atomi del benzene. Il geniale
matematico indiano Srinivasa Ramanujan
sognò una mano che tracciava su uno
schermo insanguinato decisivi risultati sugli
integrali ellittici, che trascrisse, stavolta
senza
spargimenti
di
sangue,
al
suo
risveglio. Louis Agassiz, naturalista svizzero
IL SOGNO
Stefania Santoro
Allieva Master in Comunicazione e Divulgazione
Scientifica
Università degli Studi di Napoli Federico II
emigrato nel 1846 negli USA (dove divenne
uno
dei
fondatori
della
tradizione
scientifica), mentre compilava la Poissons
Fossiles, l’elenco di tutti i
conosciuti,
rinvenne
in
una
pesci fossili
lastra
un
campione dai contorni incerti. Incidere in
modo avventato avrebbe potuto distruggere
il reperto. Per tre notti di fila sognò il profilo
Vividi, bizzarri, emozionanti, illogici,
drammatici, i sogni hanno talvolta trame
degne dei migliori registi, talvolta prendono
forme simili a quelle della pazzia. Per la loro
natura
misteriosa
sono
stati
a
lungo
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COME ALLA CORTE DI FEDERICO II
Dagli angeli ai neuroni: l’arte e la scienza dei sogni
considerati
manifestazione
dimensione
misticamente
Quello
onirico,
rappresentazioni
di
una
preconscia.
prediletto
artistiche
dei
Un
regista
attivo
che
teatralizza
sentimenti ed affetti radicati nella storia
dalle
personale di ogni sognatore, sempre al
pittori
centro di quel vortice che è il suo sogno,
surrealisti, è anche il linguaggio con cui il
che
divino si rivela all’uomo; è, insomma, il
scomposto, pittoricamente rappresentato, e
luogo di incontro con l’aldilà.
dal quale ci si può magicamente lasciare
Sigmund
Freud
nel
1900,
ha
costruito attorno al sogno il concetto di
può
trasportare,
essere
rapiti
psicoanaliticamente
dalla
affascinante
grandiosità della psiche umana.
inconscio, nella sua teoria della mente che
vede
l’allucinazione
l’espressione
desiderio
del
della
sogno
soddisfazione
rimosso.
Da
allora
come
di
e
un
per
cinquant’anni il sogno è restato dominio
esclusivo della psicoanalisi; solo nel 1953,
la scoperta della fase del sonno REM, ha
permesso
l’indagine
a
livello
neuro-
del
sonno,
biologico.
La
fase
REM
caratterizzata da rapidi movimenti oculari, è
la fase in cui si ha la massima creazione
onirica.
registrata
L’intensa
in
questa
attività
fase
cerebrale
ha
sfatato
definitivamente la visione del sogno come
sospensione delle funzioni mentali.
Il sogno consiste nell’attivazione di
strutture
responsabili
di
emozioni
e
percezioni e nell’inibizione del ragionamento
logico.
Le
emotivamente
rappresentazioni
bizzarre
intense
risveglio
che
al
spariscono sono strategie messe in scena
dal nostro cervello.
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Apertura edizione 2005-06: The Terrorist Regia: Santosh Sivan
03/11/05
Rassegna cinema comico: Hollywood Party Regia: Blake Edwards
Rassegna Wim Wenders: Lo stato delle cose
10/11/05
24/11/05
Rassegna cinema del Mediterraneo: Intervento Divino Regia:Elia Suleiman
Rassegna cinema comico: Invito a Cena con Delitto Regia:Robert Moore
Rassegna joseph Losey: Il Servo
08/12/05
21/12/05
12/01/06
Rassegna cinema del Mediterraneo: Kadosh di Amos Gitai Regia: Amos Gitai
Rassegna cinema comico: Questo pazzo, pazzo mondo Regia: Stanley Kramer
26/01/06
02/02/06
Mahabharata I Regia: Ravi Chopra
16/02/06
Mahabharata II Regia: Ravi Chopra
23/02/06
Rassegna Wim Wenders: Buena Vista Social Club
Rassegna joseph Losey: Messaggero d'amore
02/03/06
16/03/06
Rassegna cinema del Mediterraneo: Arsenico e Vecchi Merletti Regia:F. Capra
30/03/06
Rassegna cinema del Mediterraneo: Private
13/04/06
Regia: Saverio Costanzo
Rassegna joseph Losey: Don Giovanni
20/04/06
Rassegna Wim Wenders: Paris, Texas
27/04/06
Rassegna cinema comico: La Strana Coppia
Regia: Gene Saks
Rassegna Wim Wenders: La Terra dell'Abbondanza
Rassegna joseph Losey: Per il Re e per la Patria | L'incidente
Rassegna cinema del Mediterraneo: Film Parlato Regia: Emanuel De Olivera
Rassegna cinema comico: Mon Oncle Regia: Jacques Tati
Rassegna cinema del Mediterraneo: Yol
Regia: Serif Goren
Rassegna cinema del Mediterraneo: Le Grand Voyage Regia: Ismael Ferrukhi
04/05/06
18/05/06
25/05/06
01/06/06
08/06/06
15/06/06
22/06/06

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