Pieghevole Tv digitale

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Pieghevole Tv digitale
TEST noi consumatori
periodico settimanale di informazione e studi su consumi, servizi, ambiente
Anno XII • n. XX • XX giugno 2000
Sped. abb. post. comma 20/c art. 2 l. 662/96 • filiale di Roma
LA GUIDA
DEL
CONSUMATORE
Adiconsum
LA NUOVA
TELEVISIONE
LA GUIDA
DEL
CONSUMATORE
L A N U O VA
TELEVISIONE
La TV satellitare e digitale
associazione italiana difesa consumatori e ambiente
sistema servizi cisl
TEST noi consumatori - anno XII - numero 39 - 23 ottobre 2000
• Direttore: Paolo Landi • Direttore responsabile: Francesco Casula • Vice direttore: Donata Monti • Comitato
di redazione: Angelo Motta, Benedetto Romano, Donata Monti, Giovanbattista Gassi • Amministrazione: Adiconsum, via Lancisi 25, 00161 - Roma • Registrazione Tribunale di Roma n. 350 del 9.06.88 • Spedizione in
abbonamento postale comma 20/c art.2 L662/96 Filiale di Roma • Redazione del testo a cura di: Mauro Vergari
• Consulenza tecnica: Eutelsat, Nokia, Confartigianato • Progetto grafico e impaginazione: Claudio Lucchetta
• Disegno in copertina: Fabio e Alessio Marzi • Illustrazioni e foto concesse dalla rivista “Satellite” • Abbonamento: L. 25.000 (L. 15.000 per iscritti CISL) - Versamento su c.c.p. 64675002 intestato ad Adiconsum • Abbonamento + iscrizione all’Adiconsum: L. 65.000 (L. 30.000 per iscritti CISL) • Stampa: Abete Industria Poligrafica
s.p.a., Roma, Via Prenestina 683
• Finito di stampare in ottobre 2000
Associato all’Unione
Italiana Stampa Periodica
Sommario
Introduzione ............................................................................... 5
IL MERCATO DELLE TELECOMUNICAZIONI .................................. 7
La richiesta di nuovi servizi ......................................................... 7
Il rilancio della televisione .......................................................... 7
LO SVILUPPO DEI SATELLITI PER TELECOMUNICAZIONI ............
Il passato, l’intuizione di Clarke
e le prime esperienze mondiali ................................................
La vocazione del satellite .........................................................
Si crea Eutelsat .........................................................................
L’attuale flotta di Eutelsat ........................................................
Il polo a 13° est ........................................................................
S.E.S. proprietaria di ASTRA ....................................................
La flotta di ASTRA a 19,2° est ..................................................
Le bande di frequenza satellitari: la suddivisione .....................
Le bande di frequenza: banda S , banda C e banda Ku ..........
La banda dell’interattività: banda Ka .......................................
La fascia di Clarke ....................................................................
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TV SATELLITARE: NASCE UN NUOVO MERCATO ........................
I mercati: l’Europa Occidentale ................................................
I mercati: l’Europa Orientale ....................................................
I mercati: il bacino del Mediterraneo .......................................
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DALL’ANALOGICO AL DIGITALE ..................................................
Il declino della tv analogica ......................................................
Il digitale rivoluziona l’elettronica di consumo .........................
I vantaggi del digitale ..............................................................
La tecnica di compressione MPEG-2 ........................................
Lo standard DVB ......................................................................
Nuovi usi della televisione ........................................................
L’accesso condizionato .............................................................
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L’OFFERTA DELLA TELEVISIONE DIGITALE .................................. 31
I vantaggi per l’utente ............................................................. 33
SCEGLIERE L’IMPIANTO ...............................................................
Come decidere .........................................................................
Componenti dell’impianto ........................................................
Ricevitore per canali in chiaro ..................................................
Ricevitore per canali a pagamento ...........................................
La diversa offerta fra la tv analogica e la digitale .....................
La scelta dei satelliti e l’impianto .............................................
Ulteriori indicazioni sull’installazione........................................
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IMPIANTO CONDOMINIALE ........................................................ 54
Perché l’impianto condominiale .............................................. 54
Tipologia degli impianti ........................................................... 55
DIRITTO DI PARABOLA ................................................................
Per installare una parabola non occorrono autorizzazioni ........
Diritto all’installazione nel proprio stabile ...............................
Difendersi in assemblea condominiale .....................................
Impianto satellitare per gli affittuari ........................................
Leggi e regole per gli impianti condominiali ............................
L’approvazione di un impianto centralizzato ............................
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LE DOMANDE PIU’ COMUNI ....................................................... 68
IL VOCABOLARIO DEI TERMINI USATI ......................................... 83
introduzione
Introduzione
Questa guida vuole offrire al consumatore gli strumenti per conoscere la “nuova
televisione” realizzata grazie all’applicazione di nuove tecnologie. Mi riferisco alla televisione che viene dal cielo attraverso i satelliti geostazionari. Leggendo queste pagine
ci si accorgerà che la televisione non è più uguale a quella che tutti conosciamo. L’utente
si trasforma: non più passivo, ma addirittura interattivo. Il televisore non è più solo una
scatola nera, ma è il mezzo per accedere ad un archivio multimediale, utilizzabile esclusivamente secondo gli interessi e i bisogni di ognuno. Fra pochissimi anni non servirà
neanche l’apparecchio televisivo perché grazie all’utilizzo della larga banda, l’accesso
alla multimedialità avverrà attraverso molteplici apparati. Una grossa opportunità, quindi,
di crescita personale a disposizione di tutti.
Molti pensano che queste nuove tecnologie siano difficili da usare e che siano dedicate, quindi, solo ad un gruppo selezionato di persone. Questa guida vuole dimostrare
che tutti possono familiarizzare con la tv satellitare, basta approfondirne la conoscenza.
Realizzando questa guida ho ritrovato gli stessi stimoli che nel lontano 1995 mi spinsero, insieme ad un gruppo di appassionati, che ancora collabora con me (Luigi Della
Rocca, Stefano Romoli Venturi, Piero Brienza, Ernesto Nigro e Antonio Bertucciotto), a
creare il Club Amatori Sat, trasformato poi in Movimento Teleutenti Sat, con lo scopo di
divulgare questa nuova tecnologia che offre sviluppo culturale e formativo senza dimenticare i diritti degli utilizzatori.
La diffusione di una nuova tecnologia crea, naturalmente, anche un nuovo mercato
e origina tutte le problematiche legate al diritto del consumatore. L’ADICONSUM, che
ha nel suo DNA l’attenzione verso tutte le innovazioni, prima fra tutte le associazioni
consumatori, ha accolto con entusiasmo nel 1998, la nostra esperienza creando il settore: Adiconsum Teleutenti Sat.
Dopo aver letto questa guida, spero che ogni consumatore saprà districarsi con
maggiore facilità fra le varie offerte commerciali, evitando acquisti incauti ed eventuali
soprusi.
Questa guida è stata realizzata grazie all’interessamento di EUTELSAT e della FNAII
- ANAE - CONFARTIGIANATO, con la collaborazione della Nokia e del sito internet
Satellite.it, che ringrazio per la sensibilità e la disponibilità dimostrata nei confronti dei
consumatori.
La veloce evoluzione tecnologica, purtroppo, farà invecchiare presto alcune informazioni, i consumatori quindi dovranno usare questa guida come punto di partenza
per la propria conoscenza e continuare ad acquisire notizie rivolgendosi all’Adiconsum,
alle riviste specializzate e ai vari siti internet.
Buona lettura.
Mauro Vergari
Responsabile Adiconsum Teleutenti Sat
[email protected]
LA NUOVA TELEVISIONE
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il mercato delle telecomunicazioni
IL MERCATO
DELLE
TELECOMUNICAZIONI
La richiesta di nuovi servizi
I settori merceologici dell’elettronica di consumo hanno subito, negli
ultimi anni, un’evoluzione tecnologica tale da trasformare in modo sensibile le abitudini e le esigenze delle persone: la televisione a colori e le
emittenti televisive private hanno risvegliato il mercato dei televisori, i
videoregistratori e le videocamere hanno completato la gestione in proprio delle immagini. Altri settori come l’informatica e la telefonia cellulare
hanno veramente rivoluzionato le esigenze delle persone stimolando la
richiesta di qualche cosa di nuovo, mai esistito prima.
Ma cos’è che fa nascere o rifiorire un mercato? La risposta è semplice: il
servizio di cui l’utente può fruire. L’esponenziale richiesta di telefonini
non è dovuta tanto all’oggetto che viene proposto nei negozi, ma al servizio che si offre. In pratica la richiesta di una determinata categoria merceologica e la conseguente vendita del prodotto dipende principalmente dal
servizio che il prodotto stesso permette di dare all’utente.
Quindi possiamo dire che senza servizio il prodotto perde di interesse.
Il rilancio della televisione
Ripercorrendo le tappe che hanno segnato l’evoluzione del settore
della televisione notiamo che ci sono differenti aspetti che potrebbero
risvegliare il mercato.
Da un lato abbiamo il miglioramento qualitativo dell’immagine: dalla TV
in bianco e nero siamo passati al colore, poi alla trasmissione satellitare
analogica DTH (Direct to Home), ancor più migliorata dalla tecnologia
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il mercato delle telecomunicazioni
MAC (Multiplexed Analogue Components), per arrivare infine alle immagini in formato 16:9, precursori della futura alta definizione.
Dall’altra parte troviamo invece una evoluzione dei servizi fruibili per
mezzo della televisione: al 1° canale RAI si sono aggiunti il 2° e il 3° canale.
Si sono aggiunte poi le televisioni delle nazioni di confine, le TV locali private, per arrivare infine ai network privati nazionali. Tramite la ricezione
satellitare si possono ora aggiungere le emittenti estere oltre confine.
Come possiamo notare, per quanto riguarda i servizi offerti dalla televisione, l’evoluzione agli occhi dell’utente è significativa in termini di
quantità di programmi ricevibili che offrono la possibilità di incrementare la scelta verso l’emittente preferita. In realtà fino ad oggi non è mai
esistita una vera e propria evoluzione dei contenuti televisivi che rappresentano invece l’aspetto principale da considerare per risvegliare
questo mercato, cominciando a pensare ad una diversificazione del servizio. Oggi l’utente è abituato ad una televisione passiva, generalista. In
pratica cambiando canale si cambia l’emittente ma il tipo di servizio è
identico a quello precedente.
Dove orientare allora le risorse per sviluppare questo mercato ristagnante da tempo?
Migliorare la qualità dell’immagine? Oggi sarebbe come creare un
mercato di nicchia simile a quello dell’ Hi-Fi professionale.
Aggiungere le emittenti da tutto il mondo? Sarebbe interessante per gli
stranieri in Italia o per coloro che vogliono imparare una lingua straniera o
scoprire i costumi di altri popoli, ma anche questo è un mercato di nicchia.
La cosa che può dare una sensibile ripresa a questo mercato deve
poter soddisfare le esigenze di tutti, della massa.
Qualcosa di nuovo, come ad esempio la telefonia cellulare, che sia in
grado di stimolare l’interesse della gente. Questo qualcosa è la diversificazione del servizio televisivo raggiungibile grazie alla TV digitale, la
“Nuova tv”. Con la TV digitale si passa da un tipo di televisione
generalista ad una TV tematica, da una TV passiva ad una TV interattiva
con nuovi servizi on-line mai avuti prima d’ora.
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LA NUOVA TELEVISIONE
il mercato delle telecomunicazioni
Come la tv tradizionale, la tv digitale può essere trasmessa via terra
(cioè attraverso l’etere), via cavo e via satellite: così si parla di Digital
Video Broadcasting via terra, via cavo e via satellite. Quel che cambia
è la struttura del segnale (che riguarda i mezzi di produzione e ricezione), e solo in misura marginale il suo sistema di trasmissione. La maggiore espansione della tv digitale nel nostro Paese sta, attualmente, avvenendo attraverso il satellite.
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lo sviluppo dei satelliti per telecomunicazioni
LO SVILUPPO
DEI SATELLITI
PER TELECOMUNICAZIONI
Il passato, l’intuizione di Clarke
e le prime esperienze mondiali
“Collocare nello spazio radioripetitori fissi, che consentano di diffondere sulla Terra immagini e suoni”: è l’affascinante teoria formulata nel
1945 dal fisico inglese Arthur Clarke, che oggi è realtà. Clarke indicava
un anello attorno alla Terra, a circa 36.000 km di distanza dalla superficie (oggi noto come “Fascia di
Clarke”), dove un corpo lanciato in orbita subisce due forze,
quella di gravità e quella centrifuga, che si bilanciano alla
perfezione. A quella distanza, un
satellite non cade sulla Terra né
si perde nello spazio: rimane
semplicemente “fisso”. Il primo
satellite geostazionario commerciale, Early Bird, è stato lanciato vent’anni
dopo e ha consentito di trasmettere un canale TV tra le due sponde
dell’Atlantico, oppure 240 canali telefonici. Le previsioni di operatività
erano di 18 mesi, ma Early Bird continuò a funzionare per 6 anni.
La vocazione del satellite
Nonostante i sogni avveniristici di Arthur Clarke, la trasmissione di immagini televisive è rimasta a lungo in secondo piano, perché i satelliti delle
prime generazioni furono impiegati soprattutto per la trasmissione di co-
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LA NUOVA TELEVISIONE
lo sviluppo dei satelliti per telecomunicazioni
municazioni telefoniche come alternativa ai ponti radio terrestri e ai cavi
sottomarini. E’ diventato naturale che il telefono cominciasse a lasciare il
satellite con l’introduzione della fibra ottica che permette di far viaggiare in
un solo filo un numero enorme di comunicazioni telefoniche.
A questo punto, il satellite ha cominciato ad essere usato per le trasmissioni televisive dirette all’utente, cioè ricevute indipendentemente
da ciascun apparecchio televisivo. Possibilità, limiti ed economia del satellite diventano molto più chiari se si va a vedere a grandi linee come è
fatto, che cosa sa fare e come lavora: per fortuna, non occorre essere
degli ingegneri. Un satellite infatti non è altro che un costosissimo
“scatolone” e le moltissime parti di cui è composto possono appartenere alla cosiddetta “piattaforma” oppure al “carico utile”. La prima comprende tutto ciò che serve alla navigazione del satellite e a mantenerlo lì
dove deve restare, oltre ai pannelli solari e alle batterie che devono
rifornirlo di energia. Il secondo comprende invece le antenne e tutte
quelle apparecchiature elettroniche che servono a ricevere i segnali inviati da terra e a ritrasmetterli.
Si crea Eutelsat
Nel 1977, i diciassette Paesi che formavano la “European Conference
of Posts and Telecommunications” si posero un obiettivo: realizzare
reti di comunicazione satellitare in grado di unificare l’Europa anche nello
spazio e non più solo sulla Terra, attraverso telecomunicazioni sia fisse
che mobili. Nasceva così Eutelsat con sede a Parigi. Il nome unifica le
iniziali delle quattro parole inglesi “European Telecommunications Satellite Organization”.
Quando, nel 1983, ci fu il lancio del primo satellite di Eutelsat, la
televisione via satellite nel Vecchio Continente era agli albori. Di lì a
poco, però, ci sarebbe stato quell’imponente boom economico e tecnologico che ha portata Eutelsat all’attuale sviluppo testimoniato dal
continuo proliferare di network e canali.
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lo sviluppo dei satelliti per telecomunicazioni
In quegli anni si comprese come il trasmettere dallo spazio, piuttosto
che attraverso ponti-radio terrestri, avrebbe comportato lo sviluppo potenzialmente illimitato di nuovi canali e una qualità di ricezione ineguagliabile. Eutelsat è stato così fra i primi attori della scena europea, non
solo a cogliere le immense potenzialità di questa particolare branca delle telecomunicazioni, ma anche a favorirne la crescita. E’ per questo
motivo che attualmente Eutelsat deve la propria visibilità internazionale
soprattutto al ruolo leader nell’ambito della cosiddetta “Nuova Tv”,
definibile, a grandi linee, come satellitare, tematica e digitale.
Oltre che in ambito televisivo Eutelsat è protagonista, grazie al lancio
dei suoi satelliti, in settori fondamentali per il futuro sviluppo europeo come
la multimedialità, la telefonia, la radiofonia, e la fornitura di tutta una serie
di servizi ad alto valore aggiunto per le aziende e il mondo imprenditoriale.
Dal 1985, l’organizzazione è amministrata in base ad un trattato internazionale, ratificato da ognuno dei 47 Stati Membri che la compongono.
Eutelsat si è presentata all’appuntamento con il Duemila forte di questi
numeri: 47 Paesi Firmatari, 15 satelliti operativi, 6 satelliti in costruzione,
300 unità di personale e un fatturato che, nel 1998, ha raggiunto i 450
milioni di Euro, pari a quasi mille miliardi di lire. Sono cifre che fanno di
questa organizzazione il primo operatore europeo e il quarto operatore
mondiale. Oggi è in corso un’importante trasformazione: il nuovo assetto
giuridico prevede la creazione di una società di diritto privato per azioni.
Parallelamente, i 47 paesi firmatari costituiranno un’organizzazione
intergovernativa leggera, che continuerà a garantire i quattro principi
fondamentali di Eutelsat:
• Fornire servizi di utilità pubblica.
• Servire tutte le aree degli stati membri (copertura pan-europea).
• Offrire i servizi equamente a tutti gli utenti (no discriminazione).
• Praticare un comportamento equo verso la concorrenza.
La sede di Eutelsat a Parigi:
70, rue Balard
Cedex 15, Paris
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LA NUOVA TELEVISIONE
lo sviluppo dei satelliti per telecomunicazioni
L’attuale flotta di Eutelsat
L’area attualmente coperta dai satelliti Eutelsat include quattro continenti: Europa, Africa, ampie zone dell’Asia e America. Solo nel continente
europeo, l’utenza di canali televisivi trasmessi dai satelliti di EUTELSAT è
quantificabile in circa 81 milioni di abitazioni. Nuovi lanci arricchiranno di
servizi le posizioni orbitali già utilizzate e ne apriranno di nuove.
Ognuno dei quindici satelliti geostazionari che compongono l’attuale
flotta di Eutelsat è in grado di offrire una gamma di opportunità estesa e
differenziata. Insieme con le utenze domestiche vanno annoverate anche
quelle professionali: i broadcaster che si avvalgono dei ponti satellitari per
le contribuzioni radiotelevisive, le aziende cui è destinato il servizio VSAT e
le compagnie di trasporto che, con i terminali Euteltracs ed Emsat, sono in
grado di conoscere la posizione dei loro carichi con un margine d’errore di
qualche metro, di inviare e ricevere messaggi in aree amplissime, comprese quelle non coperte da reti Gsm.
Mentre la posizione orbitale a 13° Est rappresenta il “polo commerciale” di EUTELSAT, le altre posizioni di cui l’operatore dispone sono la risposta alle esigenze dei numerosi altri utenti di EUTELSAT: operatori TV e radio, società di servizi multimediali e compagnie di telecomunicazioni.
Il dislocamento in orbita di satelliti in posizioni orbitali oggi comprese
fra i 15 gradi Ovest ed i 48 gradi Est consente ad Eutelsat di operare la
trasmissione di 500 canali televisivi, i quattro quinti dei quali rispondono ai
requisiti previsti dallo standard digitale DVB (Digital Video Broadcasting).
Cinque satelliti Hot Bird a 13° Est realizzano soprattutto trasmissioni televisive. Le altre tre “famiglie” satellitari sono la “W”, la “Eutelsat I” e la “Eutelsat
II”. Tutti i satelliti gestiti da Eutelsat sono stati costruiti da consorzi europei
guidati da British Aerospace, Matra e Alcatel, così come europei sono la
gran parte dei vettori utilizzati per la loro messa in orbita (Ariane). Due
satelliti, il Kopernikus ed il Telecom 2, sono stati acquisiti nella flotta Eutelsat
in virtù di importanti accordi internazionali dopo essere stati messi in orbita
rispettivamente da Deutsche Telekom e France Telecom.
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lo sviluppo dei satelliti per telecomunicazioni
Il polo a 13° est
La posizione orbitale dei 13° Est si rivela in breve tempo strategica per
EUTELSAT, soprattutto per la trasmissione televisiva. Infatti è sufficientemente centrata rispetto al continente e ciò significa che il segnale ha una
buona visibilità in tutti i Paesi. La presenza delle due piattaforme digitali
italiane, Stream e TELE+, su questa posizione orbitale, l’hanno trasformata
nel polo di riferimento degli utenti italiani.
13° Est erano stati acquisiti da
EUTELSAT nel 1983 con il lancio
del satellite F1 della prima serie.
I satelliti HOT BIRD sono realizzati in cinque esemplari, e rappresentano la “punta di diamante”
di EUTELSAT. Il primo HOT BIRD
della serie è la prima occasione
di “co-locazione” per il consorzio
europeo. “Co-locare” dei satelliti significa piazzarli in orbita vicini tra loro in modo tale che risultino ricevibili
da Terra con un’unica antenna orientata verso lo stesso punto. La “Posizione HOT BIRD”, a 13° di longitudine Est appunto, nasce con la co-locazione
del satellite II-F1 e di HOT BIRD 1. Rispetto alla seconda serie di EUTELSAT,
la serie degli HOT BIRD 1 ha subìto modifiche sostanziali alle antenne e
nella potenza di lavoro, che arriva a 70 W. I transponder, operanti in banda
Ku, sono sedici, con 8 di riserva ciascuno e una larghezza di banda fissa, di
36 MHz. La copertura, definita “Super-widebeam” è unica, centrata sull’Europa. HOT BIRD 1 viene lanciato da Kourou il 28 marzo 1995. I sedici
transponder di questo satellite coprono la banda da 11,2 a 11,6 GHz. Dopo
il primo HOT BIRD, EUTELSAT affida la riprogettazione completa degli
altri quattro a Matra Marconi Space. La piattaforma Eurostar 2000 consente di produrre satelliti dalle caratteristiche superiori: una vita media di 1215 anni, una potenza elevata e una copertura del territorio mirata. HOT
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LA NUOVA TELEVISIONE
lo sviluppo dei satelliti per telecomunicazioni
BIRD 2, con 20 transponder da 33 MHz, viene lanciato il 21 novembre
1996. HOT BIRD 3 è lanciato il 2 settembre 1997. Ha 19 transponder da 33
MHz e uno da 60 Mhz. HOT BIRD 4, con 17 trasponder da 33 MHz, 2 da 36
MHz e 1 da 50 MHz, sale in orbita il 27 febbraio 1998 e porta a bordo un
carico denominato Skyplex, costruito dall’italiana Alenia Aerospazio, che
consente di effettuare il multiplex di diversi segnali direttamente a bordo
del satellite. HOT BIRD 5 viene lanciato il 9 ottobre 1998 e porta 22
transponder con larghezze di banda variabili tra 33 e 72 MHz. Anche questo esemplare dispone di Skyplex, attivo, stavolta, su ben tre transponder.
La fortuna della posizione orbitale HOT BIRD a 13° Est è tale che
EUTELSAT ha deciso di arricchirla di servizi multimediali, commissionando ad Alcatel la costruzione di HOT BIRD 6. Il satellite verrà consegnato
nell’inverno del 2001. Si tratta del primo satellite del consorzio ad adottare la banda Ka in 4 trasponditori sui 32 totali. Sarà così possibile ricevere e anche trasmettere da qualsiasi postazione, sia che si tratti di uffici
che di unità abitative. Lo sviluppo di componenti di grande efficienza e
basso costo permetterà l’impiego a Terra di antenne bidirezionali con
diametro inferiore al metro e con potenze limitate a 2-4 Watt. Anche
HOT BIRD 6 adotta il sistema Skyplex per alimentare 6 trasponditori.
I progetti futuri di EUTELSAT non hanno sosta, infatti, è stata commissionata la messa in orbita di un HOT BIRD 7.
S.E.S. proprietaria di ASTRA
Un altro polo satellitare di interesse per i consumatori italiani è ASTRA a
19,2° est. Quando in Italia cominciava ad esserci
un certo interesse per le trasmissioni televisive da
satellite, tutte le parabole erano puntate verso i
satelliti ASTRA. Da questa posizione si riceveva,
infatti, il maggior numero di trasmissioni in chiaro.
ASTRA e EUTELSAT sono in continua competizione anche se oggi quest’ultima, trasmettendo tan-
LA NUOVA TELEVISIONE
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lo sviluppo dei satelliti per telecomunicazioni
tissimi programmi in italiano, ha ormai attirato l’interesse degli italiani. Grazie alla posizione orbitale dei due poli, non troppo distanti fra loro, è
possibile ricevere entrambi i satelliti con la medesima parabola.
SES (Société Européenne des Satellites) con base a Lussemburgo è
l’operatore di ASTRA, creata nel 1985, è un’impresa privata. SES è quotata alla Borsa di Lussemburgo e Francoforte con quotazioni su SEAQ
Internazionale a Londra e su XETRA.
La flotta di ASTRA a 19,2° est
La flotta ASTRA ammonta a 9 satelliti di cui 8 sono collocati nella
posizione orbitale di 19.2° Est e 1 è stato posizionato presso la posizione orbitale di 28,2° Est. due nuovi satelliti saranno aggiunti al sistema
ASTRA prima della fine del 2001.
Allo scopo di fornire un collegamento globale ai suoi clienti e utenti,
ASTRA sta espandendo il raggio geografico. Satelliti più potenti come
ASTRA 1K, che sarà lanciato nel 2001, accresceranno l’area di copertura
di ASTRA nel cuore nevralgico del mercato europeo. E’ stato acquistato
il 34,13% di AsiaSat, primo operatore satellitare in Asia. Le aree di copertura di ASTRA e ASIASET forniscono un accesso al 74% della popolazione mondiale in Europa, Asia e Australia. SES vuole accrescere la sua
area di copertura entrando in società con gli operatori satellitari in America. I maggiori programmatori europei e internazionali utilizzano ASTRA
al fine di trasmettere servizi in lingue diverse al loro pubblico europeo.
ASTRA porta correntemente più di 700 servizi televisivi e radiofonici
digitali e analogici a più di 77 milioni di famiglie in tutta Europa.
Le bande di frequenza satellitari:
la suddivisione
L’ultima assegnazione delle frequenze risale alla Warc del 1985 (Warc
è la Conferenza mondiale che assegna le radiofrequenze a livello plane-
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LA NUOVA TELEVISIONE
lo sviluppo dei satelliti per telecomunicazioni
tario). Alle comunicazioni satellitari sono assegnate numerose bande,
con definizione della “zona” (l’Europa è in Zona Itu 1, l’America in Zona
2, il resto del pianeta è in Zona 3). Itu, da cui prendono nome le zone, è
l’acronimo di International Telecommunications Union. Si tratta di
un’agenzia specializzata, con sede operativa a Ginevra, costituita in seno
all’Organizzazione delle Nazioni Unite.
Le bande di frequenza:
banda S , banda C e banda Ku
Le bande utilizzate per la televisione satellitare sono quattro, definite
dalle sigle S, C, Ku e Ka. La banda S è poco sfruttata e, tra quelle riservate alla TV via satellite, è quella a frequenza più bassa. Essa offre pochi
canali. I due unici operatori che fanno ancora uso di questa banda sono
Arabsat e Insat. La banda C, un tempo molto utilizzata, è oggi in declino. Viene impiegata in America per le contribuzioni tra emittenti. Gli
operatori europei non la utilizzano.
La banda Ku è la regina della TV digitale via satellite per il grande
pubblico. Unisce buone caratteristiche di propagazione a un diametro
della parabola di ricezione decisamente più piccolo rispetto a quello
necessario per la banda C. La sua ulteriore suddivisione in tre sottobande
(Fss, Dbs e Sms), creata una ventina d’anni fa, è stata superata dai fatti,
per cui tutta la banda viene utilizzata indistintamente per espletare tutti
i servizi. La banda in uso dai satelliti va da 10,7 GHz a 12,75 GHz, con
polarizzazione lineare dei segnali.
La banda dell’interattività: banda Ka
E’ sempre maggiore l’interesse del pubblico, e di conseguenza
anche degli operatori satellitari, per la banda Ka. Di frequenza decisamente più elevata rispetto alla Ku, la Ka è nella sua accezione più
allargata quella che va da 17,7 a 31 GHz (l’interpretazione più
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lo sviluppo dei satelliti per telecomunicazioni
restrittiva la vuole invece da 17,7 a 21,2 GHz). Si tratta di frequenze
riservate alla bidirezionalità per le microutenze.
La tecnologia per lo sfruttamento di questa banda è ormai sufficientemente sviluppata da far scendere i prezzi degli elementi di ricezione e trasmissione per il pubblico ed essa comincia dunque a
rappresentare una valida alternativa per le trasmissioni interattive
tra gli utenti e tra i broadcaster e gli utenti.
La banda Ka è ad esempio l’ideale per una connessione ad Internet completamente via satellite.
Nord
0
.00
Km
39
Sud
I satelliti per diffusione diretta
sono posizionati sull’orbita geostazionaria,
la cosiddetta fascia di Clarke, che dista 36.000
chilometri dall’equatore e 39.000 dall’Italia.
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LA NUOVA TELEVISIONE
lo sviluppo dei satelliti per telecomunicazioni
La fascia di Clarke
LA NUOVA TELEVISIONE
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tv satellitare: nasce un nuovo mercato
TV SATELLITARE:
NASCE
UN NUOVO MERCATO
I mercati: l’Europa Occidentale
Dopo quello statunitense, il mercato della televisione nell’Europa occidentale è il più importante al mondo per volume d’affari. La ricchezza di
differenze culturali e linguistiche ha creato un mercato addirittura più ampio di quello americano. La Germania ha tutti i canali, pubblici e privati,
ripetuti su satellite e lì il mercato dei bouquet digitali è in fase di decollo. Il
mercato francese digitale risulta uno dei primi ad aver avuto sviluppo: gli
operatori via satellite sono ben tre. Si tratta di Canal Satellite Numerique
(del gruppo Canal+), TPS (parzialmente in mano pubblica) e ABSat (gruppo privato, complementare agli altri due). In Italia operano Tele+ in diffusione Hertziana e D+ in digitale, società controllate da Canal+. Stream,
controllata da Telecom Italia, opera in digitale sia via cavo che via satellite.
La Spagna dispone di due bouquet digitali, uno dei quali, privato, è Canal
Satelite (del gruppo Canal+). L’offerta digitale Via Digital invece è pubblica. La Gran Bretagna ha nella BSkyB di Rupert Murdoch l’unico attore della
scena satellitare; con un’offerta molto ricca in analogico. In Scandinavia e in
Benelux esiste un mix tra l’offerta cablata e quella satellitare, che si sta
rapidamente riconvertendo al digitale. Tradizionalmente in mano a Nethold,
il mercato della pay tv è stato trasferito a Canal+ quando, qualche anno fa,
la società francese ha acquistato l’intero pacchetto della società sudafricana.
I mercati: l’Europa Orientale
Dopo i fatti del 1989, l’Europa orientale ha vissuto una stagione di frizzanti cambiamenti, anche nel mondo dei media. Le strutture dell’informa-
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LA NUOVA TELEVISIONE
tv satellitare: nasce un nuovo mercato
zione si sono liberalizzate e l’Oirt (associazione tra le televisioni dell’ex
blocco orientale) si è integrata con Ebu (Unione europea dei broadcaster).
Nel giro di pochi anni, sono comparsi anche investitori privati che hanno
trovato nel satellite il metodo più semplice ed economico di diffusione
televisiva. EUTELSAT si è adoperata per offrire assistenza alle nascenti realtà commerciali. L’esempio più clamoroso di sviluppo è la Polonia, dove si è
toccato e superato il traguardo del milione di antenne paraboliche installate per la ricezione dei canali provenienti da EUTELSAT. Oggi in Polonia
sono disponibili sia canali trasmessi in analogico che in digitale, con una
piattaforma in chiaro e una, codificata, facente capo al gruppo Canal+.
Croazia e Slovenia si sono dotate ognuna di una propria piattaforma digitale. La Russia, il più promettente – e ampio – mercato dell’Europa orientale,
è ritenuta di importanza così strategica che EUTELSAT ha deciso di aprire
una nuova posizione orbitale, quella a 48° Est, dedicata specificamente
alla Russia. Inoltre, in cooperazione con il governo russo, è stata ultimata lo
scorso anno la costruzione del satellite Sesat (Siberian European Satellite),
che servirà i territori russi e fungerà da ponte con l’Europa occidentale.
Sesat verrà lanciato nel 2000 dalla base russa di Baikonur, in territorio kazako,
con un vettore Proton di fabbricazione russa, commercializzato da
International Launch Services.
I mercati: il bacino del Mediterraneo
Il bacino del Mediterraneo è il crocevia di culture e popoli diversi che ha
avuto nel corso dei secoli numerosi contatti e intrecci con l’Europa. Proprio
questi Paesi sono oggi importanti clienti di EUTELSAT. Molti satelliti della
flotta offrono infatti un’ottima copertura non solo dell’Europa, ma naturalmente anche del bacino del Mediterraneo, ed era perciò naturale che questi stessi Stati ne usufruissero. Attualmente il “polo” arabo irradia soprattutto da 16° Est, anche se alcune emittenti vengono diffuse anche da altri
satelliti. La TV araba si è evoluta di pari passo con quella europea, tanto che
molti canali sono sia in analogico che in digitale.
LA NUOVA TELEVISIONE
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dall’analogico al digitale
DALL’ANALOGICO
AL DIGITALE
Il declino della tv analogica
L’offerta di canali diffusi in modalità analogica ha raggiunto ormai il suo
massimo storico: i “vecchi” standard di trasmissione come il Pal, il Secam e
il Mac sono in effetti destinati ad essere soppiantati dalla tv digitale, ma va
ribadito che questo processo sarà lento e graduale. Tanto graduale che,
stando alle previsioni degli
operatori e dei gestori dei vari
satelliti europei ed internazionali, saranno necessari almeno altri 6 o 7 anni prima di arrivare ad una tv integralmente digitale. La ragione è semplice: il passaggio dalla vecchia alla nuova tecnologia
deve tener conto di decine di
milioni di abitazioni già dotate di sistemi di ricezione analogici. Nella sola Gran Bretagna, per fare un esempio, ci sono circa 5 milioni
di persone abbonate ai canali a pagamento della Sky Television, diffuse in
analogico attraverso i satelliti Astra. Sarebbe impensabile costringere tutti
questi utenti a passare, da un giorno all’altro, alla tv digitale, i cui costi sono
ancora piuttosto elevati. Lo stesso problema si presenta in Germania, dove
il lancio della tv digitale, avvenuto tre anni fa, ha raccolto solo una tiepida
accoglienza tra gli oltre nove milioni di telespettatori satellitari, tutti dotati
di sistemi di ricezione analogici. Nel mercato italiano le cose sono differen-
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LA NUOVA TELEVISIONE
dall’analogico al digitale
ti: il fatto che nel nostro Paese la tv sat analogica abbia conosciuto, sino ad
ora, una diffusione meno eclatante rende più rapido ed indolore il passaggio al digitale. Insomma, se si cercano emittenti televisive italiane via satellite, l’analogico risulterà una scelta fortemente limitante (attualmente sono
attive solo le tre reti RAI, ed Eurosport in lingua inglese). Se invece si vuole
un ampio panorama di televisioni europee ed extraeuropee, molte delle
quali in chiaro, senza spendere troppo, l’analogico è, ancora, la scelta più
opportuna.
E’ evidente, però, che se si vuole un nuovo uso del mezzo televisivo,
occorre allora rivolgersi alla tecnologia digitale.
Il digitale rivoluziona l’elettronica di consumo
La tecnologia digitale, ancor prima di essere introdotta nelle trasmissioni televisive, fu ampiamente utilizzata in altri mezzi di comunicazione.
Uno dei più diffusi apparati di elettronica di consumo che adotta una
tecnologia digitale è il lettore di compact disc. Il CD e DVD che si
inseriscono nel lettore contengono in sé informazioni di carattere digitale, ed ha soppiantato in breve tempo il mercato dei vecchi dischi in
vinile e del nastro incisi con informazioni analogiche.
Altri settori dove si nota una massiccia introduzione della tecnologia
digitale sono rappresentati dalle videocamere e fotocamere. Perfino
nella recente telefonia cellulare si sta già largamente affermando la tecnologia digitale GSM in sostituzione al sistema pioniere ETACS.
Il futuro inoltre ci riserva nuovi sistemi digitali anche per le tradizionali reti telefoniche fisse.
I vantaggi del digitale
Ma allora quali sono i vantaggi della tecnologia digitale? Perché si
sta introducendo in modo significativo in tutti i settori dell’elettronica
tra i quali anche nella televisione?
LA NUOVA TELEVISIONE
23
dall’analogico al digitale
Una delle ragioni più significative sta nella robustezza e affidabilità
del segnale digitale.
Le informazioni digitalizzate mantengono intatta la loro caratteristica
sia nel tempo che durante tutti i processi di manipolazione che un segnale subisce durante il trasporto nella catena di amplificazione, trasmissione, ecc.
Un segnale di tipo analogico riproduce fedelmente l’andamento di
una informazione, una voce, una immagine ecc.. ma subisce una trasformazione involontaria della propria struttura a causa di inevitabili disturbi che la componentistica elettronica introduce.
Se prendiamo come esempio la voce captata da un microfono, possiamo definire un segnale analogico la trasformazione della voce in segnale elettrico. La fedeltà di questo segnale dipende principalmente
dalle caratteristiche dello strumento che trasforma la voce in segnale
elettrico, cioè il microfono.
La fedeltà del segnale analogico che si ottiene viene compromessa
dai disturbi che si sommano ad esso durante il passaggio nei componenti elettronici di un amplificatore, di un trasmettitore o di un semplice
pezzo di cavo che sta tra microfono e amplificatore.
Come si può mantenere la caratteristica originale di un segnale? La
risposta sta proprio nella sua digitalizzazione.
Torniamo allora all’esempio del microfono. Il segnale elettrico analogico che otteniamo dal microfono viene analizzato punto per punto,
viene cioè campionato. Ogni campione corrisponde ad un certo livello
di ampiezza del segnale, al quale valore viene attribuita una informazione fissata su due livelli: alto oppure basso. In pratica si raggiunge lo
scopo di convertire dei livelli di ampiezza di un segnale elettrico in combinazioni di livelli alti, che chiameremo 1, e di livelli bassi che chiameremo 0. Per esempio un punto del segnale viene cifrato in 0001, mentre
un altro in 1010 e così via per tutti gli altri livelli.
Nella lunga catena di componenti tra il microfono e l’altoparlante si
ottiene così il vantaggio di trasportare informazioni fisse (0 e 1), dette
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LA NUOVA TELEVISIONE
dall’analogico al digitale
anche bit. Prima dell’altoparlante ci sarà un decifratore in grado di interpretare il messaggio 0 e 1, ma sarà completamente sordo alle variazioni
analogiche introdotte dai disturbi.
Questa tecnica ci permette di digitalizzare qualsiasi informazione
analogica, voce e immagine, traducendola in stringhe di dati digitali
che compongono una lunga serie di 0 e di 1.
Un aspetto significativo che ha rallentato l’introduzione della tecnologia digitale nei vari settori è stata la gestione delle stringhe di
dati. Ogni punto campionato corrisponde ad un alto numero di livelli 0 e 1, significa che se in analogico l’informazione è contenuta in
certi spazi in ordine di grandezza e di tempo, in digitale questi spazi
dovrebbero essere più grandi. E’ come avere un tubo dentro il quale
fino ad oggi passava una certa quantità di liquido, mentre ora dobbiamo far passare nello stesso tubo molto più liquido per ottenere
alla fine lo stesso risultato.
Il tubo rappresenta la catena di trasporto, specialmente nella parte
relativa alla larghezza di banda disponibile in trasmissione. In pratica se
vogliamo trasmettere un segnale digitale, non tanto l’informazione audio ma le immagini, la banda di trasmissione tipicamente disponibile
oggi è piuttosto stretta.Per risolvere il problema occorre disporre di una
tecnica di compressione.
La tecnica di compressione MPEG-2
Grazie all’introduzione di nuovi componenti elettronici oggi è possibile
mettere in pratica le teorie in merito alla tecnica di compressione delle
informazioni digitali. La digitalizzazione delle informazioni infatti, oltre a
mantenere intatta la qualità del messaggio trasportato, permette la manipolazione delle stesse allo scopo di ridurre la quantità di dati trasmessi.
La tecnica di compressione chiamata MPEG-2 (Moving Picture
Experts Group) permette di ridurre notevolmente il flusso di dati da
trasmettere definendo inoltre il rapporto qualità/compressione dell’im-
LA NUOVA TELEVISIONE
25
dall’analogico al digitale
magine. Occorre tener presente che è sempre in corso un’evoluzione di
questo metodo di compressione, per ridurre sempre più lo spazio necessario per la trasmissione. Attualmente nella sperimentazione della tv
digitale terrestre si utilizza l’MPEG-4.
L’MPEG-2 adotta delle tecniche di riduzione della ridondanza, cioè
vengono eliminate le informazioni ripetitive in termini di spazio e tempo
contenute nell’immagine televisiva in movimento.
Se prendiamo per esempio una inquadratura che mantiene per una
decina di secondi lo stesso paesaggio o sfondo di una scena, sarà sufficiente trasmettere all’inizio dell’inquadratura le informazioni relative al
tipo di sfondo e per quanto tempo mantenerlo, piuttosto che continuare a trasmetterlo occupando inutilmente spazio di trasmissione.
La compressione delle immagini digitali raggiunge mediamente un
livello tale che ci permette di occupare uno spazio di trasmissione circa
6/8 volte inferiore allo spazio occupato da un canale televisivo analogico. Ovviamente più si comprime, più le informazioni, soprattutto inerenti ai dettagli dell’immagine, vengono scartate, non trasmesse.
La qualità e i dettagli di una immagine è vincolata dalla quantità di compressione dell’immagine stessa. Chi trasmette può decidere quanto comprimere in funzione della qualità dell’immagine da
trasmettere e dalla quantità di eventi da fornire contemporaneamente
all’interno dello stesso trasmettitore. Nella tv via satellite, Mpeg-2
consente così di allocare su un unico trasponditore (dove prima ci
stava un solo segnale), fino a 8 programmi, contribuendo alla drastica
riduzione dei costi, al miglioramento della qualità del servizio e alla
diffusione del mezzo.
Chi trasmette, grazie alla dinamicità del sistema di compressione, ha
inoltre la facoltà di definire diverse combinazioni di eventi da inviare in
funzione della qualità richiesta dal tipo di servizio. Per esempio si possono trasmettere 6 film con commenti multilingua, oppure 128 radio stereo ovviamente con la stessa qualità di un compact disk, oppure alcuni
eventi con qualità studio, un film in 16:9 ed alcune radio, ecc.
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LA NUOVA TELEVISIONE
dall’analogico al digitale
Lo standard DVB
La tecnologia digitale nell’ambito della trasmissione televisiva e dei
dati è stata standardizzata dal consorzio Europeo DVB (Digital Video
Broadcasting).
Il consorzio DVB si compone
di oltre 220 organizzazioni di 30
paesi che comprendono broadcasters, produttori di elettronica di consumo, associazioni e
operatori network. Il consorzio
DVB si è preposto di fondare uno
standard unico a livello mondiale
per la trasmissione digitale di immagini, suoni e dati.
Lo standard DVB adotta principalmente il sistema di compressione MPEG-2 Main Level @ Main Profile ed introduce una standardizzazione per la gestione delle informazioni di dialogo tra trasmissione
e ricezione (per altri aspetti meno rilevanti).
Tutte le apparecchiature di trasmissione e di ricezione, di programmi digitali, devono essere DVB compatibili. La compatibilità deve
essere identificabile attraverso l’affissione del marchio DVB. La sua
assenza non garantisce la corretta ricezione dei segnali digitali.
Nuovi usi della televisione
La moltiplicazione dei canali televisivi possibile grazie alla TV digitale
potrebbe far pensare solo ad un incremento di nuove emittenti televisive da affiancare a quelle tradizionali. Non è così.
Cambia, infatti, il ruolo dell’emittente televisiva che fino ad oggi produceva contenuti televisivi, li gestiva attraverso uno studio di regia e li
LA NUOVA TELEVISIONE
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dall’analogico al digitale
trasmetteva agli utenti. Ora, con la TV digitale nasce un nuovo ruolo,
quello dell’operatore denominato provider. Una organizzazione che si
occupa di produrre o acquistare contenuti televisivi, impacchettarli in
bouquet, trasmetterli, ma soprattutto cerca di interagire con l’utente
per vendere il prodotto televisivo assieme a nuovi servizi quali l’home
banking, l’home shopping, internet, ecc.. che in digitale, si integrano
perfettamente anche con la televisione.
La vendita dei servizi offerti da un operatore avviene attraverso la sottoscrizione di un abbonamento. I segnali digitali vengono trasmessi in maniera cifrata (scrambling) per offrire i servizi acquistati esclusivamente agli abbonati. Il provider fornisce all’abbonato una smart card, formato carta di
credito, contenente le chiavi di accesso per il servizio acquistato. La smart
card viene inserita nel ricevitore digitale installato presso l’utente che grazie ad un microchip rimette in chiaro le informazioni codificate.
Il provider ha la possibilità di attivare nuove smart card (abbonamenti), disattivarle oppure abilitarle per nuovi servizi.
Quindi la TV digitale permette di trasmettere in modo scrambling,
per rendere l’informazione non riconoscibile a chiunque, e gestire l’attivazione delle smart card a distanza attraverso il sistema SMS (Subscriber
Management System).
L’accesso condizionato
Il provider deve anche risolvere un gravoso problema: proteggere il
proprio sistema, per impedire lo sviluppo di un mercato clandestino di
smart card. Si rende quindi necessario sviluppare dei sistemi di
criptazione per rendere non visibile il segnale agli utenti non abbonati.
Con la TV digitale la protezione dei programmi è sofisticata e viene realizzata con un apposito circuito (spesso incorporato nel decoder) che
consente il controllo d’accesso da parte della stessa emittente, denominato, appunto, Accesso Condizionato. Tutti i ricevitori devono comunque decodificare le trasmissioni “in chiaro”.
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LA NUOVA TELEVISIONE
dall’analogico al digitale
Negli ultimi anni si è accesa una vera e propria lotta per il predominio
di un sistema di accesso condizionato sull’altro, lotta che non ha ottenuto altro risultato se non il rallentamento della crescita del mercato. Il
vero problema per l’utente finale, è che, attualmente, l’Accesso Condizionato, permette l’uso di tutti i servizi solo su gli apparecchi riconosciuti dai singoli provider. In altre parole, in un Paese dove esistono due
bouquet concorrenti (che fanno uso di diversi accessi condizionati), l’utente è normalmente costretto a dotarsi di due differenti decoder anche se
essi, in realtà, funzionano esattamente secondo lo stesso principio.
Per porre fine a questa problematica, il Parlamento italiano, unico in
Europa, ha emanato una Legge che impone l’uso di un unico decoder
per abbonarsi ai servizi di qualsiasi operatore europeo e ha dato incarico all’Autorità Garante delle Comunicazioni di disporre le regole per il
controllo dell’ attuazione della Legge.
L’Autorità garante ha emanato una direttiva (Delibera n. 216/00/
CONS) indicando le possibili soluzioni da adottare:
• La soluzione software, con l’impiego di un sistema operativo comune che sappia gestire i servizi di qualsiasi operatore.
• L’interfaccia comune, in pratica uno slot presente nel ricevitore, dove
inserire qualunque tipo d’accesso condizionato (ricevitori Common
Interface).
• La trasmissione dei programmi con la codifica dell’operatore concorrente (simulcrypt).
Attualmente non è possibile avere un sistema operativo comune
che è, in ogni modo, in fase di studio avanzato. Con molta probabilità
sarà possibile averlo con l’avvento della tv digitale terrestre.
Oggi, per rispettare la legge, è necessario ricorrere alle altre due
soluzioni. Le emittenti, su invito del Garante, si sono dichiarate disponibili a trasmettere in simulcrypt, permettendo di abbonarsi a più
provider con un unico ricevitore. Le aziende costruttrici, invece, stanno intensificando la produzione di ricevitori con Common Interface,
che garantiscono la ricezione di più emittenti indipendentemente dalla
LA NUOVA TELEVISIONE
29
dall’analogico al digitale
codifica, nel pieno rispetto della Legge. Se si è decisi all’acquisto è consigliabile orientarsi verso questi apparati anche se non è garantita la
totale visione della Pay-tv e dei canali interattivi.
Se non si è interessati ad abbonarsi a più pay-tv o all’offerta in
chiaro che su EUTELSAT è comunque un’attrattiva, è consigliabile
non acquistare il ricevitore digitale, ma noleggiarlo dall’operatore
prescelto. Cosi facendo l’utente si troverà in possesso di un ricevitore
sempre all’avanguardia tecnologicamente, con la garanzia di un utilizzo
completo dei servizi messi a disposizione.
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LA NUOVA TELEVISIONE
l’offerta della televisione digitale
L’OFFERTA
DELLA TELEVISIONE
DIGITALE
I vantaggi per l’utente
Trasmissioni in chiaro:
Molte sono le trasmissioni in chiaro ricevibili con un ricevitore digitale, anche preso a noleggio attraverso l’abbonamento ad uno specifico
operatore. Attualmente dalla posizione orbitale di 13° est si ricevono
circa 330 canali. Anche l’operatore, proprietario di servizi a pagamento,
può decidere di offrirne alcuni in chiaro (solitamente si parla di eventi
televisivi) senza mescolare le informazioni digitali, cioè senza scrambling.
L’operatore sceglie questo tipo di sistema per promuovere I propri eventi
o perché comunque si tratta di trasmissioni televisive già diffuse in analogico senza sottoscrizione di abbonamento. Le trasmissioni digitali in
chiaro vengono anche chiamate Free-to-air.
Trasmissioni in Pay-TV:
Sono i servizi offerti a pagamento, cioè in Pay-TV. L’utente sottoscrive un abbonamento, mentre l’operatore, utilizzando un accesso condizionato, trasmette l’abilitazione alla relativa smart-card per il servizio
acquistato. Questo sistema permette all’operatore di vendere abbonamenti e con ciò di consolidare un parco clienti sui quali costruire nuove
forme di servizio e di opportunità.
Trasmissioni in PPV:
I servizi offerti in Pay-Per-View permettono di offrire agli abbonati degli
eventi aggiuntivi al tradizionale abbonamento Pay-TV. In pratica è l’utente
che decide di prenotare l’acquisto di un singolo evento proposto in ag-
LA NUOVA TELEVISIONE
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l’offerta della televisione digitale
giunta al normale abbonamento. Per l’uso della PPV è indispensabile che
l’utente comunichi all’operatore la volontà di acquistare quell’evento specifico. Per fare questo si utilizza un modem, collegato tra il ricevitore digitale presso l’utente e la linea telefonica, attraverso i messaggi presenti sullo schermo TV all’atto della conferma d’acquisto, si attiva la chiamata verso l’operatore per inviare la richiesta. L’operatore attraverso il proprio Centro Servizi provvederà a trasmettere l’abilitazione alla relativa smart card
per l’evento specifico. Questo servizio è attualmente disponibile solo
con ricevitori compatibi con l’operatore che fornisce il servizio.
Near Video On Demand:
La Pay Per View spesso permette l’acquisto di eventi trasmessi in
Near Video On Demand, cioè l’evento acquistato è proposto nello stesso momento su differenti canali televisivi sfasando di qualche minuto
(solitamente 15 minuti) tra loro l’orario d’inizio. In questo modo l’evento
acquistato è sempre disponibile durante la giornata.
Trasmissione di servizi interattivi:
In un contesto di trasmissione digitale diventa facile la convivenza
delle informazioni televisive con altri tipi di media digitali tipicamente
disponibili attraverso il Personal Computer.
Nasce così la possibilità di trasmettere anche applicazioni interattive come
giochi, sondaggi, test acquisti di prodotti e quant’altro la fantasia
multimediale mette a disposizione. In questo caso, l’utente che lo desidera, scarica nel proprio ricevitore l’applicazione che gli permette di effettuare determinate operazioni attraverso l’uso del telecomando del ricevitore
digitale. Questo servizio è attualmente disponibile solo con ricevitori
compatibi con l’operatore che fornisce il servizio.
Servizi interattivi on-line:
L’operatore può anche mettere a disposizione dei servizi interattivi
on-line che permette a due o più utenti di interagire, oppure di avere
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LA NUOVA TELEVISIONE
l’offerta della televisione digitale
accesso a banche dati esterne. Per i servizi interattivi è indispensabile
che il ricevitore digitale supporti un software compatibile con il linguaggio adottato dall’operatore. I linguaggi più comuni oggi sono
“Mediahighway” usato da TELE+ e “Open-TV” usato da STREAM.
Il Servizio EPG:
Sempre grazie alla tecnologia digitale ora è possibile per l’operatore
associare ai propri eventi televisivi una serie d’informazioni di testo, e in
futuro di grafica, inerenti all’evento in corso o a quelli successivi. Questo
servizio chiamato EPG (Electronic Program Guide) rappresenta una guida agli eventi e permette all’utente di consultare il titolo del programma
in corso, delle informazioni aggiuntive come la trama del film oppure
l’ora di inizio e di fine del film.
L’EPG facilita la navigazione tra i vari eventi filtrando il tema della
trasmissione desiderata, film, sport ecc..
Aggiornamento del ricevitore:
L’operatore, in accordo con le case costruttrici dei ricevitori, può inviare attraverso il satellite, l’aggiornamento del sistema operativo. Questo strumento permette di avere sempre un ricevitore tecnologicamente all’avanguardia per ricevere i migliori servizi. In base alle caratteristiche del ricevitore l’aggiornamento può avvenire sia in modalità automatica, cioè senza l’intervento dell’utente, o agendo, con semplici operazioni, sui menù operativi del ricevitore stesso.
Un’offerta più ricca
Sono oltre cento i canali tematici dei bouquet digitali italiani. Ma con
un impianto satellitare si vedono anche tutti i canali in chiaro, non raccolti in bouquet specifici: oggi sui satelliti di Eutelsat e di ASTRA ne
vanno in onda più di quattrocento, in tutte le lingue europee. Ora vi
daremo una panoramica dei programmi legati alle tematiche più diffu-
LA NUOVA TELEVISIONE
33
l’offerta della televisione digitale
se. Non tutti i canali sono inseriti in questa guida, vista la nascita continua di nuove produzioni.
Cinema
Il primo segno nel cielo è la celluloide,
dove splendono le stelle di un cinema
che, un secolo dopo la proiezione dei fratelli Lumière, è come rinato nel firmamento della “Nuova Tv”.
Volti di indimenticabili divi ed emozioni
di ogni tempo vivono sui teleschermi dei
quattro canali di Tele+, che giorno e notte sono animati dai capolavori di tutti i
generi cinematografici, compresi quelli vietati ai minori, films famosi e passati alla Storia, o ancora tutti da scoprire. Anche Stream con l’opzione cinema Stream offre film recentissimi in multiprogrammazione, senza soste.
Gli omaggi a grandi registi, le retrospettive nel segno della curiosità e i cicli
dedicati ai temi più insoliti fanno di Studio Universal di Stream un canale
per chi nel cinema cerca sia l’evasione che il divertimento intellettuale. Un
“cinema personalizzato” si chiama Palco che tramite l’abbonamento pay
per view, offre preziose proiezioni casalinghe all’ora più gradita,e di notte
anche film piccanti. (Magari in compagnia di amici e parenti invitati a prendere posto “in sala”.) Un altro cinema a uso e consumo del telespettatore
è quello della PrimaFila di Stream. Anche in questo caso il sistema pay per
view permette di ricevere nel proprio salotto i film appena usciti dal circuito
delle prime visioni. La pazza gioia dei cinefili è Cinemovie e CineCinema 1
e 2, che con le sue programmazioni assortisce i film più rari, i cult-movies
più amati da migliaia di fans, i film a luce rossa e i più esclusivi speciali
realizzati fra le quinte degli studi cinematografici. Sorprendenti viaggi nel
passato e poetici “amarcord” in bianco e nero sono le quotidiane magie di
CineClassics, canale dedicato a quei Maestri che con il loro genio hanno
fatto la storia della decima musa. (I canali “Cine” sono in opzione con un
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LA NUOVA TELEVISIONE
l’offerta della televisione digitale
abbonamento a D+ , mentre Cinemovie è con Stream.) La voglia di stare
“tutti in famiglia” davanti a un bel film che lascia il segno nel cuore è quella
a cui risponde Hallmark, con i suoi palinsesti ricchi di titoli avventurosi,
sentimentali, ispirati a valori positivi. Il sorriso ed il buon umore è garantito
dai film di Comedy Life di Stream e quelli di Happy channel di D+.
Un posto per i grandi film di avventura, azione e fantascienza è riservato da Stream con il canale Duel TV.
Una nuova “sala digitale” è quella aperta da RaiSat Cinema, che per
lanciare il proprio marchio si sospende fra passato e futuro, alternando
ai grandi titoli di ieri quelli della più recente produzione.
Sport
La seconda tappa dell’odissea “telespaziale” tocca la costellazione dell’Arena, che si fa riconoscere per le emozioni
che solo lo sport regala al pubblico.
Quel pallone che per un pelo non è
entrato. E quell’altro, che un soffio di vento ha spinto dentro la rete. Il rigore! Il rigore che non c’era, e quello che invece
c’era, eccome se c’era, eppure l’arbitro
ha dato il primo e non ha visto il secondo... Gioie e delusioni di anticipi e posticipi di serie A vengono catturate
dal calcio in diretta su Tele+. Si gioca fuori e in casa nello stesso tempo. Sì,
perché quello che sta tirando “in diretta” nella Tv del salotto è proprio il
capitano della squadra del cuore, andata a battersi in trasferta, ma non per
noi... E lo stesso vale per il nostro portiere, che ha appena parato un rigore!
Ogni domenica si gioca “solo in casa” da quando ci sono +Calcio di D+ e
Campionato Stream. E chi non ha fatto in tempo ad abbonarsi all’intera
stagione, può vedere le singole partite in pay per view.
La tensione sotto il casco, il giro prima del via, i semafori, la partenza,
gli incidenti, i sorpassi, i rientri ai box, l’ultimo giro, l’ultima curva, i fiumi
LA NUOVA TELEVISIONE
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l’offerta della televisione digitale
di champagne stappati dal podio. E’ questo il copione di ogni gran premio di Formula Uno. E durante tutto il campionato mondiale lo raccontano le telecamere di +F1.
Ci sono anche i rombi delle motociclette da corsa, i devastanti “uppercut”
dei campioni di pugilato, le emozionanti volate dell’atletica, i “testa a testa” fra i giganti del tennis, le fulminanti schiacciate del volley e gli incredibili “tiri da tre” del basket. Niente paura, se ne occupa Eurosport e Sport
Stream. L’emozione agonistica si rivela anche nelle discipline meno seguite
o nelle serie minori degli sport di massa. Che dire infatti di una partita di
pallamano sempre sul filo del pari? O, perché no, di un torneo di bocce che
si decide all’ultimo pallino? O anche di uno scontro al vertice nel calcio di
C2? Questo e altro si vede su RaiSport.
Perché non scommettere sulla squadra preferita o su un cavallo pronto
a partire? E’ facile essere informati, basta sintonizzarsi su Snai sat.
Show
Il volo continua decifrando i segnali
che ci giungono dalla costellazione dell’Evasione, cara agli amanti dello Spettacolo e dell’Intrattenimento, smaniosi
di trovare inedite evasioni.
Paperi sventurati e topi perspicaci,
depositi ricolmi di dollari e stravaganti
trovate degne di un... Pippo! Tutto questo, e altro, rendono imperdibili i cartoni
animati di Disney Channel. Cojoti catastrofici e conigli irresistibili, gatti stupidamente meravigliosi e supersonici prodigi con il sombrero di Speedy
Gonzales. E’ lo scoppiettante menù quotidiano di Cartoon Network. Un
concentrato di mistero, avventura, giochi a premi e internet nell’ultimo arrivato dei canali per ragazzi, Fox kids. Nostalgici tuffi nel passato di telefilm
e canzoncine che hanno scolpito il cuore di intere generazioni sono i tesori
della programmazione offerta da Canal Jimmy. Balletti travolgenti, strepi-
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LA NUOVA TELEVISIONE
l’offerta della televisione digitale
tosi passi a due, coriandoli di umorismo, assoli di divi e passerelle di
soubrette. Sospesa fra glorioso passato e sorprendente futuro, ecco la filosofia di RaiSat Show. Tutto quello che da sempre i ragazzi sognano, ovvero
risate, avventure, esplorazioni, musica, e un indispensabile pizzico di poesia luccicano nei palinsesti programmati da RaiSat Ragazzi.
E la semplice voglia di giocare? Trova sfogo nella magnetica
interattività dei videogames che, tratti dai cartoni animati, entrano nelle
case attraverso +Giochi, inserito nell’offerta D+, e In Game TV Action e
Strategy, di Stream Interattivo.
News
Nello zodiaco della Nuova Tv si ammira infine la costellazione del Jet,
supersonico volatile che è simbolo della
comunicazione rapida, totale, spettacolare, ininterrotta. Quella delle News.
L’occhio di Bloomberg Tv spazia
dalla Borsa ai pettegolezzi, dalle “pillole” di politica internazionale alle più
aggiornate “predizioni” dell’oroscopo.
Le sonde televisive di Inn esplorano le realtà locali e altrettanto fa
Team TV. Grazie alle sinergie con le emittenti cittadine e regionali, che
realizzano tutto quanto viene messo in onda, questi due canali rivelano
l’Italia più sommersa e sorprendente.
Mobilitandosi in tutti i “punti caldi” dei cinque continenti, Cnn fa
notizia 24 ore su 24. Le antenne di Cnbc “captano” invece le Borse e
i centri finanziari in cui si fa l’economia planetaria. E nel fine settimana regalano fantastiche ore di sport. Le radici di Bbc World affondano nella storia di una sigla britannica che da sempre è esempio di
informazione libera. E che ora “vola” via satellite.
Il destino di RaiNews24? Portare la Tv pubblica italiana nell’orbita
delle grandi emittenti internazionali dell’informazione. Così l’Italia ha
LA NUOVA TELEVISIONE
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l’offerta della televisione digitale
voce nel coro. Gli orizzonti di CanaleViaggi sono per chi è stufo di “stessa
spiaggia stesso mare” e cerca, invece, mete dove arricchirsi dentro oltre
che abbronzarsi fuori.
La presenza di EuroNews brilla sin da quando si è deciso di creare
un’informazione europea basata su reportage esclusivi, notiziari e approfondimenti. Informazione politica senza fine con il canale Camera
dei Deputati con le dirette del parlamento italiano e con Ebs dal parlamento Europeo.
L’originalità di Seasons consiste in una programmazione diretta a chi
pratica la caccia o la pesca senza dimenticare il rispetto dell’ambiente.
La tecnologia di E.Vision con le informazioni dal mondo dell’informatica
e delle comunicazioni.
Cultura
Cultura come viaggio nel tempo e
nello spazio. E’ quella di Discovery
Channel e National Geografic Channel,
i cui documentari spaziano dai geroglifici
delle piramidi egizie alle cime dei grattacieli di New York. E’ quella di Planete,
che con le immagini dei propri reportage
lascia scoprire la storia e la bellezza di tutti
i popoli della Terra. E’ quella di Marcopolo, lanciatosi con le sue telecamere sulle tracce delle più affascinanti
spedizioni compiute da esploratori romantici e coraggiosi. Cultura come
ritorni al passato e sguardi sul futuro. La irradia Rai Nettuno Sat, che accoglie l’audience alle sue lezioni universitarie trasmettendo ovunque in chiaro, con ben due canali. La diffonde RaiSat Educational, struttura
multimediale completa in convenzione con il Ministero della Pubblica Istruzione e patrocinata dalla Presidenza della Repubblica, dalla Presidenza dell’Unione Europea, dal Papa, dalla Presidenza dell’Assemblea delle Nazioni
Unite e dall’Unesco. La comunica RaiSat Art, offrendo l’opportunità di ca-
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LA NUOVA TELEVISIONE
l’offerta della televisione digitale
pire come possano nascere i capolavori della creatività estetica. La propone RaiSat Album, facendo riapparire sul video i personaggi e le storie del
più lontano “passato televisivo”. La esprime TvL, che “insegna” le lingue
straniere con programmi all’insegna del divertimento. La ammannisce RaiSat
Gambero Rosso, invitando a “gustare” solo con gli occhi i vini e le pietanze
della più raffinata gastronomia.
Cultura come meditazione religiosa su questo mondo che cambia, si
trasmettono anche attraverso Eutelsat le parole e le immagini di due
canali culturali appositi, quali Sat2000 e Telepace.
Musica
Bombardamenti di rock, techno e
notturne tendenze giovanili si aggrovigliano multicolori nei video, negli speciali e nella fiction che rendono possibile un mito già degno del Duemila chiamato Mtv.
Una finestra sempre aperta sulle voci,
i segreti e gli eventi futuri della musica
italiana. E’ quella a cui ci si affaccia attraverso i video, le interviste e i servizi
speciali proposti da Match Music. Tutta la musica italiana con i programmi televisivi della famosa radio Solomusicaitaliana . Cultura come
festa di suoni che esplodono nelle musiche della Terra. Arriva dai concerti, dalle danze e dalle favolose notti all’opera di Classica. Strepita
nelle “sessions”, nei sax arrabbiati e nelle ritmiche afroamericane di Bet
on Jazz. Spazia dalla poesia dei cantautori alle più evocative magie etniche in Multimusica.
LA NUOVA TELEVISIONE
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scegliere l’impianto
SCEGLIERE
L’IMPIANTO
Come decidere
Attualmente dal satellite si possono ricevere sia trasmissioni analogiche sia digitali. Nei paragrafi precedenti abbiamo specificato che le trasmissioni analogiche sono destinate alla chiusura e che per sfruttare pienamente le nuove tecnologie la scelta deve cadere sul digitale.
L’analogico, comunque, può ancora suscitare interesse, soprattutto
se non si desiderano programmi in lingua italiana e servizi a pagamento.
Altra scelta da fare è relativa all’impostazione dell’impianto. Quanti
satelliti ricevere, uno, due o diversi? Comporre un impianto monofeed,
multifeed o motorizzato?
Per rispondere a questi interrogativi è necessario porsi prima alcune
domande.
Si è interessati alle trasmissioni sportive? La musica è una delle passioni
principali? Si preferisce passare delle serate visionando film di recente programmazione? Occorre, quindi decidere quale tipo di canali si vogliono
ricevere e i relativi satelliti. Dopo queste considerazioni è necessario sapere se le trasmissioni desiderate sono in chiaro o codificate e se sono analogiche o digitali. Stabiliti questi elementi basilari la scelta dell’impianto si
delinea chiaramente in modo pressoché automatico. Il mercato ormai offre
prodotti d’elevato valore tecnologico, impedendo la possibilità di fare acquisti sbagliati, permettendo di concentrarsi su quei particolari che rendono l’impianto su misura, nel rispetto delle personali esigenze. Cercheremo
ora di schematizzare, il più possibile, quelle indicazioni che saranno necessarie per fare le scelte più appropriate, tenendo,però, in maggior considerazione la ricezione digitale. Bisogna comunque tenere presente che i ser-
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LA NUOVA TELEVISIONE
scegliere l’impianto
vizi trasmessi, via satellite, sono in continua evoluzione e che per una corretta informazione è consigliabile rivolgersi ai rivenditori specializzati, documentarsi con i settimanali del settore, disponibili in edicola, e collegarsi
ai siti internet dei vari operatori.
Componenti dell’impianto
L’impianto individuale è più adatto alle abitazioni singole e prevede
l’installazione di un apparato di ricezione costituito da:
• Un’antenna parabolica, un disco di alluminio o di materiale sintetico
che capta i segnali provenienti dal satellite e li riflette, concentrandoli, sul convertitore (detto anche LNB).
Le parabole più diffuse sono
quelle a ottica centrata e quelle offset. Nelle prime, il fuoco
coincide con il centro esatto
della parabola, la cui forma è
perfettamente circolare. Nelle parabole offset, di forma più
allungata (quasi ovoidale), il
fuoco è spostato rispetto al
centro del disco.
E’ consigliabile l’acquisto
delle parabole offset che offrono un rendimento maggiore e una facile installazione. Occorre tener presente che qualsiasi
deformazione del disco provoca una diminuzione del rendimento a
discapito della qualità del segnale.
Per ricevere la TV digitale e analogica in Italia è sufficiente una parabola
da 70 cm. È’ consigliabile, se è possibile aumentare il diametro, per
ottenere una buona qualità di ricezione anche con cattive condizioni
atmosferiche. Il costo commerciale è fra le 60.000 e le 100.000 lire.
LA NUOVA TELEVISIONE
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scegliere l’impianto
• Un convertitore, posto di fronte al fuoco della parabola, ha lo scopo
di amplificare il segnale ricevuto e di convertirlo ad una frequenza
più bassa, in modo tale da poterlo trasferire, attraverso un cavo, al
ricevitore. Per ricevere le trasmissioni digitali, occorre dotarsi di un
convertitore Universale che sia adeguato alla forma della parabola e
che abbia un basso rumore (disturbo) causato dall’amplificazione del segnale. Il rumore si
identifica in decibel (dB). Minore è questo valore, maggiore
sarà quindi la sensibilità del convertitore. Un “buon” convertitore è caratterizzato da una figura
di rumore inferiore al valore di
1.0 dB. Il costo varia fra le
50.000 e le 150.000 lire.
• Un ricevitore, rende compatibili al televisore i segnali provenienti
dal convertitore. I prezzi dei ricevitori sono strettamente legati sia
alle particolari caratteristiche sia mettono a disposizione dell’utente sia - a parità di caratteristiche - alla qualità dei materiali elettronici utilizzati per la loro costruzione. Gli apparecchi analogici ormai appartengono alla categoria dei ricevitori economici perché
poco diffusi. Il basso costo non identifica un prodotto di scarsa
qualità, anzi, i ricevitori analogici hanno ormai raggiunto il massimo sviluppo tecnologico. L’acquisto può essere fatto con la massima sicurezza e nella certezza di una buona dotazione di caratteristiche accessorie. Il costo di un Kit completo, composto dal ricevitore, dal convertitore universale e dalla parabola, si attesta fra
le 150.000 e le 250.000 lire.
Per gli apparecchi digitali invece il discorso è diverso poiché sono
apparecchiature molto complesse, soprattutto se dedicate ad un
particolare operatore.
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LA NUOVA TELEVISIONE
scegliere l’impianto
Il ricevitore digitale ha il compito di sintonizzare le frequenze ricevute, demodulare la tecnica digitale adottata secondo lo standard DVB,
decriptare i segnali scramblati, per le trasmissioni pay, decomprimere e ricostruire le informazioni
precedentemente compresse secondo lo standard MPEG-2, ed infine dialogare con un modem per l’interagire verso l’Operatore.
Il ricevitore si può immaginare suddiviso sotto due aspetti:
hardware e software.
L’hardware rappresenta tutta la parte elettronica che costituisce il
ricevitore vero e proprio, mentre il software è il sistema operativo
che permette la gestione di tutte le funzionalità.
Per meglio comprendere le caratteristiche di un ricevitore digitale è necessario distinguere se intendiamo fare un acquisto legato
all’abbonamento ad un operatore o se intendiamo ricevere solo
canali in chiaro.
Ricevitore per canali in chiaro
Quando si è intenzionati ad usufruire dei programmi in chiaro è
consigliabile l’acquisto del ricevitore digitale.
In questo caso occorre acquistare un prodotto che sia semplice
da usare e che sia dotato di sistemi di controllo per la ricezione da
più poli satellitari. Anche il numero di prese Scart è importante ai fini
di semplificare le connessioni con il Tv e il Vcr di casa.
E’ importante, comunque, che il ricevitore offra la possibilità, un
domani, di abbonarsi a un’emittente pay.
E’ valido, quindi, l’acquisto di un ricevitore Common Interface
che permette all’occorrenza di inserire il modulo per l’accesso condizionato e la smart card.
LA NUOVA TELEVISIONE
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scegliere l’impianto
Ricevitore per canali a pagamento
Ricevitori dedicati
E’ sconsigliato l’acquisto, se si è intenzionati ad abbonarsi ad un
solo operatore, preferendo il noleggio che garantisce il completo utilizzo dei servizi offerti, liberando il consumatore da una scelta legata alla
complessità tecnologica del ricevitore.
Questi ricevitori conosciuti come set-top box, adottano un software
proprietario secondo i canoni imposti e un hardware con il sistema di
decriptaggio chiuso per l’Operatore specifico.
Un aspetto fondamentale che costituisce l’hardware è la sezione di
decriptaggio dei segnali scramblati o accesso condizionato.
Ogni Operatore adotta il proprio sistema di criptaggio per la fornitura di servizi a pagamento, il ricevitore dovrà disporre del relativo sistema di decriptaggio a lui compatibile.
La parte software di un ricevitore digitale è paragonabile al sistema
operativo di un computer come Dos o Windows, ecc.. Racchiude tutte
le funzionalità, i menù di impostazione, l’impostazione grafica delle varie schermate e tutto quello che fa ragionare l’hardware.
Il software ha un’importanza rilevante per l’operatore, perché deve
reagire in un determinato modo secondo le necessità dell’operatore
stesso.
Per esempio se l’operatore desidera inviare un messaggio ad un abbonato, sarà il software del ricevitore che dovrà riconoscere il messaggio ed evidenziarlo in un determinato modo sullo schermo del televisore affinché l’abbonato lo possa ricevere. Oppure sarà l’operatore che
definisce i parametri d’attivazione del modem per le richieste PPV, in
questo caso è importante che il software sia costruito e reso compatibile per reagire secondo le esigenze dell’operatore.
Software e hardware devono quindi rispettare certi parametri per la
compatibilità con i servizi proposti da un Operatore.
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LA NUOVA TELEVISIONE
scegliere l’impianto
La legge dispone che tutti i ricevitori digitali, anche quelli dedicati
ad un operatore, devono lo stesso garantire la ricezione dei canali
trasmessi in chiaro e servizi offerti da altro operatore. L’introduzione
di questa legge crea alcune difficoltà tecniche ed è per questo che il
Garante delle Comunicazioni ha concesso alcune deroghe. Con il
simulcrypt, l’operatore s’impegna a trasmettere anche con le chiavi di
criptaggio della concorrenza, riuscendo così a vendere i propri servizi
anche agli abbonati dell’operatore concorrente, possessori di un ricevitore dotato del sistema di decriptaggio differente. Come deroga è stato concesso che la ricezione della concorrenza passa essere priva di quei
servizi definiti interattivi come la PPV. Per attuare il Simulcrypt deve,
naturalmente, esserci un accordo tra gli operatori interessati. In assenza
dell’accordo, la legge non sarebbe applicata e gli utenti che volessero
usufruire di più operatori dovrebbero usare più ricevitori o dotarsi di
ricevitori Common Interface.
Ricevitori Common Interface
Il ricevitore dotato di Common
Interface, prevede la possibilità di
estrarre e sostituire dal ricevitore
digitale il modulo dell’Accesso
Condizionato che è installato su
di un modulo PCMCIA., L’interscambio del modulo di decriptaggio permette all’utente di accedere ai servizi offerti da vari operatori senza dover cambiare il ricevitore, è la soluzione tecnologica più flessibile per l’utente e che rispetta le disposizioni relative all’unico decoder.
Questi ricevitori usano, ovviamente, un sotfware operativo realizzato
dall’azienda costruttrice e non dalle emittenti (come avviene nei ricevitori dedicati) che potrebbe non essere compatibili con tutti i servizi offerti. Al momento dell’acquisto è necessario che l’utente s’informi circa
le potenzialità del ricevitore Common Interface che intende acquistare.
LA NUOVA TELEVISIONE
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scegliere l’impianto
Tutti i ricevitori Common Interface, comunque, ricevono i programmi trasmessi degli operatori italiani, tranne alcuni servizi interattivi.
Attualmente è possibile trovare in commercio i moduli per
il decriptaggio dei più diffusi sistemi: Irdeto (usato da Stream
e D+), Viaccess, Nagra e Conax
Cryptoworks . Per quanto riguarda la codifica Seca (usato
da D+) sono in commercio dei
moduli prodotti dalla Aston che
utilizzando la codifica Astoncrypt emulano perfettamente il
sistema Seca.
La diversa offerta fra la tv analogica e la digitale
Trasmissioni analogiche
Trasmissioni digitali
Trasmissioni gratuite straniere
Trasmissioni gratuite, in italiano e
in lingua straniera, in aumento
Pochi programmi Tv a pagamento,
solo stranieri (1)
Molti programmi Tv a pagamento (2)
Molti programmi generalisti
Molti programmi tematici
Nessun servizio aggiuntivo
Alcuni servizi aggiuntivi (3)
Offerta dei canali in forte diminuzione Offerta in costante aumento
Basso costo del ricevitore
Alto costo del ricevitore(4), disponibile
anche a noleggio ma solo abbinato
all’abbonamento alle pay-tv
1) I canali pay analogici sottoscrivibili in Italia sono solo erotici e necessitano
dell’acquisto di un decoder.
2) Tele+/D+ e i Stream
3) Per servizi aggiuntivi si intendono, canali interattivi, pay per view (PPV), guida
elettronica ai programmi, near video on demain, internet via satellite, ecc.
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LA NUOVA TELEVISIONE
scegliere l’impianto
La scelta dei satelliti e l’impianto
La scelta di quale e quanti satelliti si desidera ricevere, determina la
caratterizzazione dell’impianto.
Mono feed
E’ evidente che il polo satellitare di
Eutelsat posizionato a 13 gradi est con
la corposa presenza di programmi
espressamente dedicati al nostro paese venga preso come riferimento per
tutti gli impianti con un unico LNB
(mono feed). Da qui infatti provengono un elevato numero di trasmissioni
tra cui quelle di Rai, Mediaset, Cecchi
Gori, Stream e Tele+, ovviamente in lingua italiana. Questo tipo di impianto è
sicuramente il più semplice sia come
componenti sia come installazione.
L’impianto si compone del ricevitore satellite (digitale o analogico), della
parabola e dell’LNB chiamato comunemente anche convertitore.
Quest’impianto, nella versione analogica, è il più economico in commercio. E’ possibile trovare dei kit (confezione comprendente gli elementi necessari) con prezzi inferiori alle 200.000 lire.
La semplicità strutturale di questo genere di impianto, permette anche un costo d’installazione molto ridotto. Spesso si potrebbe, addirittura, essere tentati di installare l’impianto per proprio conto ma, come
approfondiremo in unaltro capitolo, la Legge 46/90 ne vieta la possibilità. È preferibile, quindi, spendere alcune centinaia di migliaia di lire
rivolgendosi a un professionista ed essere sicuri che l’impianto sia in
grado di rendere al 100% delle sue effettive possibilità.
LA NUOVA TELEVISIONE
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scegliere l’impianto
Ricorrere ad un installatore abilitato offre:
• massimo rendimento dell’impianto;
• la garanzia nel caso qualcosa non dovesse funzionare a dovere;
• il rilascio del certificato di conformità, che libera dalla responsabilità civile e penale sulla realizzazione dell’impianto.
L’impianto digitale è sicuramente più complesso, soprattutto per il
puntamento del satellite, che necessita di un misuratore di campo. Strumento che è sempre utilizzato da un installatore qualificato. I ricevitori
analogici tollerano abbastanza gli errori di installazione, mentre i ricevitori digitali hanno bisogno di un segnale perfetto. Le trasmissioni digitali non hanno mezze misure, o si vedono bene o non si vedono per niente. Oltre a un perfetto puntamento della parabola, quindi è necessario
avere anche un buon segnale. Occorre tener presente che piccoli particolari possono ridurre notevolmente il segnale. Le condizioni
metereologiche, la posa del cavo, l’ intestazione del cavo nei connettori
“F” possono disturbare il transito delle elevate frequenze all’interno del
cavo, mettendo il ricevitore nelle condizioni di non essere in grado di
ricomporre le immagini e i suoni trasmessi in origine. Questo accade
perché i dati ricevuti in ingresso non sono sufficienti per identificare con
chiarezza l’identità dei segnali sorgente da convertire nel formato compatibile al tuner del televisore. L’effetto di questa interpretazione si traduce sul televisore con la presenza di un quadro nero.
Dual feed
Oltre i 13 gradi est esistono
altri poli molto interessanti, ci riferiamo ai satelliti di Eutelsat a
7gradi per i servizi multimediali
e a quelli di Astra posizionati a
19,2 gradi est dai quali provengono un rilevante numero di
canali (sia analogici sia digitali)
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LA NUOVA TELEVISIONE
scegliere l’impianto
d’importanza internazionale. Vista la vicinanza dei poli satellitari, può
essere utile predisporre il proprio impianto per la loro ricezione. Questo impianto è provvisto di due convertitori (LNB). L’impianto dual feed
è la soluzione migliore per ricevere il maggior numero possibile di canali
con il minimo della spesa. Rispetto a un impianto mono feed occorre
aggiungere altri tre componenti. Il primo elemento aggiuntivo è il supporto che permette di sostenere i due LNB (secondo componente
aggiuntivo). Per usare correttamente i due convertitori occorre dotarsi
del terzo componente che ha il nome di commutatore o switch. Quest’ultimo, permette di far funzionare il giusto convertitore in base al
programma richiamato sul ricevitore satellite. Il ricevitore dal canto suo
dovrà naturalmente colloquiare con il commutatore installato, attraverso degli standard di commutazione: il sistema DiSEqC, il tono 60 Hz o la
tensione 0-12 volt. Occorre, quindi, fare attenzione al momento dell’acquisto, perché il ricevitore e lo switch abbiano il medesimo standard. Il costo dell’installazione è simile a quello di un apparato mono
feed con l’aggiunta dei nuovi componenti.
Se si acquista inizialmente un impianto mono feed, questo potrà essere “esteso”, successivamente al dual feed purché si faccia attenzione
allo standard di comunicazione presente sul ricevitore. In questi casi però
si avrà un costo maggiore. Infatti, occorrerà chiedere per la seconda
volta l’intervento dell’installatore. Si consiglia di decidere il tipo d’impianto al momento della prima installazione.
Multi feed
E’ una configurazione d’impianto molto rara. Usata nel caso non si
voglia allestire un impianto motorizzato. Questa conformazione viene
realizzata per ricevere due poli satellitari distanti fra loro. Occorrono
più parabole, di maggiori dimensioni, tenendo presente che, con gli
attuali standard di commutazione, si possono controllare fino ad un
massimo di 4 LNB (4 parabole o 4 poli satellitari diversi). Lo standard
consigliabile è il DiSEqC.
LA NUOVA TELEVISIONE
49
scegliere l’impianto
Realizzare un impianto Multi Feed con 4 convertitori non è conveniente, sia per il costo dell’installazione sia per il costo dei materiali da
utilizzare. E’ più conveniente un impianto motorizzato.
Motorizzato
Con lo sviluppo della “nuova tv” digitale, gli impianti mobili sono
diventati poco diffusi. Sono riservati ai veri appassionati che non si pongono limiti di spesa e che andando a “caccia di segnali” vogliono vederne il più possibile. Questi impianti prevedono grosse parabole con grandi
spazi per l’installazione. I costi d’installazione sono molto elevati, dato
che sono necessarie molte ore di lavoro e particolari ancoraggi per la
stabilità dell’impianto. Nella guida offriremo solo alcuni cenni, visto che
chi vuole possedere questi tipi
d’impianti ha gia una conoscenza
approfondita della materia.
La soluzione semi motorizzata
è l’unica che può adattarsi anche
all’utente medio, con qualche pretesa in più. Permette la copertura
solo di una determinata porzione
dell’arco polare. Questa impostazione permette costi contenuti, offrendo una certa libertà di movimento. Uno dei vantaggi dell’impostazione
semi motorizzata è che può essere allestita anche su un apparato mono
feed già installato. Oltre ai consueti elementi che configurano un sistema di
ricezione mono feed, è sufficiente inserire un motore e un sistema di
puntamento che serve per memorizzare le posizioni dei satelliti da “puntare”. Naturalmente, questa è una soluzione economica che non può essere
applicata a parabole oltre un certo diametro (max 100cm.), permette la
ricezione dei satelliti che trasmettono con elevata potenza.
Un’altra soluzione presente sul mercato prevede lo spostamento del
convertitore sui diversi fuochi riflessi, presenti su di una parabola. Il suo
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LA NUOVA TELEVISIONE
scegliere l’impianto
funzionamento è semplice e non richiede degli interventi sulla struttura
di sostegno dell’antenna. Si tratta di una barra che al suo interno contiene una vite senza fondo la quale viene mossa da un piccolo motorino
elettrico. Sopra a questa vite scorre una “sella” su cui viene agganciato
il convertitore. In questo modo il convertitore è libero di muoversi su di
un asse orizzontale che può così essere collocato sui diversi fuochi riflessi dall’antenna. Non è consigliabile, dato che permette la ricezione di
pochi satelliti e in caso di maltempo non garantisce il funzionamento.
L’impianto motorizzato è il più completo, ma è anche l’impianto
satellitare più complesso e più costoso. Permette la ricezione di tutte le
trasmissioni emesse da satellite sia in banda “Ku” che in banda “C”. Gli
impianti motorizzati sono molteplici, in quanto vi sono innumerevoli
possibilità e combinazioni fra i diversi elementi che li compongono. Un
impianto “tradizionale” è composto normalmente da un ricevitore con
posizionatore incorporato (pochissimi quelli digitali) o esterno. Il
posizionatore ha il compito di portare automaticamente l’antenna verso il satellite che trasmette il canale richiamato dall’utente con il telecomando. Per muoversi, la parabola, ha bisogno di un motore elettrico
che può essere un attuatore o un motore Horizon-Horizon. Viste le differenti potenze dei segnali trasmessi dai satelliti dislocati sull’arco polare,
il diametro della parabola deve essere correttamente dimensionato anche per poter ricevere i satelliti con i segnali più deboli. In questo caso
è importante la collocazione geografica in cui si risiede in quanto per il
nord, il centro e il sud le dimensioni variano sensibilmente.
Ulteriori indicazioni sull’installazione
Nel caso l’abitazione si trovasse in un condominio non provvisto di
un impianto centralizzato satellite, l’installazione può essere effettuata
o sul balcone oppure sul tetto dello stabile di residenza. Queste due
variabili dipendono dalla collocazione dell’appartamento il quale se ha
un’area esposta a sud può giovare dell’installazione a parete solitamen-
LA NUOVA TELEVISIONE
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scegliere l’impianto
te su di uno dei balconi dell’appartamento. In mancanza di aree esposte
a sud si dovrà ricorrere per forza maggiore, all’installazione della parabola sul tetto dello stabile. Una volta identificato l’impianto più adatto
alle proprie esigenze, è necessario prestare attenzione anche alla scelta
dei materiali - la parabola, ad esempio, deve essere costruita con materiali in grado di resistere alle sollecitazioni atmosferiche - e all’installazione, che deve essere realizzata da personale specializzato seguendo la “regola dell’arte”.
Infatti l’installazione d’impianti radiotelevisivi, antenne o sistemi di
ricezione satellitare, e degli impianti elettronici in genere, è soggetta
all’applicazione delle norme previste dalla legge 5 marzo 1990 n. 46 (L.
5 marzo 1990 n.46, art.1, lettera b).
A tale proposito, l’articolo 2 della legge 46/90 stabilisce che sono
abilitate a realizzare e installare gli impianti “tutte le imprese singole o
associate iscritte al Registro Ditte di cui al R.D. 20/09/1934 n°2011 e
successive modificazioni e integrazioni, o nell’Albo Provinciale delle Imprese Artigiane di cui alla legge 8/08/85 n° 443.” E’ bene tenere presente che la legge 46/90 è stata approvata per rispondere all’esigenza di
fornire al consumatore una garanzia di sicurezza nell’utilizzo degli impianti, soprattutto domestici, tenendo presente il gravissimo fenomeno
degli incidenti causati da installazioni difettose o cattivo funzionamento
degli stessi impianti, compresi quelli radiotelevisivi e d’antenna.
Per tali motivi gli installatori abilitati sono tenuti a rilasciare, al termine dei lavori, una dichiarazione di conformità dell’impianto in base alla
normativa vigente. Unitamente alla dichiarazione di conformità deve
essere rilasciata:
• la documentazione relativa all’impianto, con schema e relazione dei
lavori, compreso l’elenco dei materiali usati ed eventuale fotocopia
delle dichiarazioni di conformità dei materiali stessi, rilasciate dalle
ditte costruttrici;
• il certificato di riconoscimento dei requisiti rilasciato dalla Camera di
Commercio, Industria e Artigianato;
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LA NUOVA TELEVISIONE
scegliere l’impianto
• la relazione dei calcoli necessari per stabilire se il sistema di antenne
deve essere connesso ad un apposito impianto di protezione per le
scariche atmosferiche.
Riguardo quest’ultimo aspetto si segnala che l’antenna è la parte
dell’edificio più esposta alla fulminazione e che per installare l’antenna a
regola d’arte è necessario:
• valutare sempre se è necessaria la protezione contro i fulmini;
• far realizzare l’eventuale impianto di protezione secondo quanto prescritto dalla normativa tecnica edita dal Comitato Elettrotecnico Italiano - CEI
Si fa presente inoltre che per gli impianti radiotelevisivi e le antenne
non c’è obbligo di progetto. Infatti il Regolamento di attuazione della
Legge 46/90 (DPR 447 del 6/12/91) all’art.4 lettera d) dispone l’obbligo
del progetto, tra l’altro, per l’installazione, la trasformazione e l’ampliamento degli impianti elettronici in genere, quando coesistono con impianti elettrici con obbligo di progettazione, nonché degli impianti di
protezione da scariche atmosferiche (parafulmini).
La legge sancisce anche la responsabilità del committente (Utente o
Consumatore), il quale è tenuto ad affidare i lavori di installazione, ampliamento, manutenzione e trasformazione degli impianti solo ed esclusivamente agli Installatori o alle Imprese d’Installazione abilitate.
Ricordiamo che in caso di incidente, il Committente o il Consumatore
che non sia in grado di dimostrare di aver affidato il lavoro a imprese
abilitate, è considerato responsabile insieme all’esecutore dell’installazione e quindi soggetto a sanzioni anche sul piano penale.
Qualora l’installazione sia in tutto od in parte realizzata su parti comuni dell’edificio, l’amministratore è tenuto a vigilare che la sua realizzazione sia conforme alle norme vigenti. Egli risponderà in proprio e
quale rappresentante del condominio per i danni eventualmente causati a terzi dall’installazione d’impianti non conformi alle prescrizioni di
legge. (Art. 1130 e ss. c.c.).
LA NUOVA TELEVISIONE
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impianto condominiale
IMPIANTO
CONDOMINIALE
Perché l’impianto condominiale
Perché lo prevede la legge e permette di tutelare l’ambiente: la
legge 249/97 ha stabilito (art.3, c.13) che, “a partire dal 1 gennaio 1998
gli immobili, composti da più
unità abitative di nuova costruzione o quelli soggetti a ristrutturazione generale, per la ricezione delle trasmissioni radiotelevisive satellitari si avvalgono di
norma di antenne collettive e
possono installare o utilizzare
reti via cavo per distribuire nelle singole unità le trasmissioni ricevute
mediante antenne collettive”.
Effettuare questa scelta, come conseguenza, contribuisce ad un’operazione di salvaguardia e di tutela del patrimonio ambientale e
paesaggistico delle nostre città, spesso deturpato dalla selva di antenne
paraboliche installate sui balconi delle abitazioni.
Perché fa risparmiare: la legge per gli incentivi alle ristrutturazioni immobiliari e le conseguenti circolari applicative del Ministero delle Finanze –
hanno previsto che, anche per il 2000, la realizzazione di “opere finalizzate
alla cablatura degli edifici .... per realizzare .... antenne collettive” può essere considerata tra quegli interventi il cui importo è detraibile del 36% dalla
dichiarazione dei redditi. Conviene quindi utilizzare tale disposizione perché diventi possibile contenere in maniera davvero sensibile i costi per poter
accedere alla nuova tv digitale via satellite e ai servizi ad essa collegata.
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LA NUOVA TELEVISIONE
impianto condominiale
Perché è di facile realizzazione: le soluzioni tecnologiche messe a
punto oggi dall’industria satellitare consentono di convertire e adattare, alla ricezione satellitare, gli impianti tv centralizzati già esistenti, o
realizzarne di nuovi negli edifici sprovvisti . Ciò significa che, in linea di
massima, gli edifici che hanno già un impianto centralizzato, non debbono farsi carico di opere murarie ma possono semplicemente aggiungere dei moduli specifici, senza effettuare interventi nelle abitazioni.
Tipologia degli impianti
La prima grande differenza riguarda l’esistenza o meno di un impianto centralizzato per la ricezione della televisione terrestre. L’indicazione
comunque decisiva per chi si accinge a fare realizzare l’impianto centralizzato è di rivolgersi a tecnici/installatori con abilitazione professionale comprovata attraverso l’esibizione del certificato di iscrizione all’Albo Imprese Artigiane della Camera di Commercio della Provincia, con riferimento esplicito alla parte della lettera b) art. 1 della
L. 46/90, e con adeguata strumentazione tecnica. Si ricorda, a tale
proposito, che, chiunque autorizzi l’esecuzione dei lavori da parte di
ditte o personale non abilitato, in violazione dell’art. 10 della L. 46/
90, è soggetto alla sanzione amministrativa prevista dall’art. 16 della
stessa Legge 46/90.
Le soluzioni per un impianto centralizzato
in presenza di uno predisposto alla ricezione terrestre
Quando ci troviamo in un edificio dove è presente un impianto centralizzato di ricezione per la tv terrestre è possibile adattarlo alla ricezione per la tv satellitare. Si può optare fra due sistemi: la conversione IF
– IF (segnali analogici e digitali) e la transmodulazione QPSK-QAM (solo
segnali digitali). E’ opportuno chiarire che entrambi i sistemi sono limitati nei confronti di un impianto individuale o centralizzato di nuova realizzazione.
LA NUOVA TELEVISIONE
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impianto condominiale
La tecnica chiamata IF-IF consiste in una centralina d’antenna satellitare
che allinea nella gamma 1°IF solo le frequenze di uno o più bouquet
permettendo al segnale di viaggiare nei cavi già esistenti di un condominio. E’ importante chiarire che i cavi preesistenti, nella maggior
parte dei casi, dovranno essere sostituiti provocando una grossa mole
di lavoro che fa sconsigliare questo tipo d’impianto.
Questa tecnica è limitativa dal punto di vista della flessibilità: non è
possibile, infatti, ricevere tutti i canali trasmessi dal satellite. Si deve,
quindi, scegliere quali distribuire e in caso di nuove frequenze o spostamento delle stesse è necessario l’intervento dell’installatore. Un altro
aspetto da considerare nel caso si adotti questa tecnica riguarda la catena di accessoristica d’antenna (partitori, amplificatori, ecc.) presente
lungo la distribuzione: questi sono “tarati” per lavorare sulle frequenze
terrestri (40 – 870MHz) e spesso, come già descritto, devono essere
sostituiti.
Per evitare quest’ultimo inconveniente esiste una variante chiamata
sistema IF-S-IF. Consiste nel convertire le frequenze IF in frequenze terrestri nella banda S (circa 300MHz) così da poter viaggiare tranquillamente all’interno della distribuzione esistente. In casa dell’utente verrà
installato un convertitore che riporta i segnali sulle frequenze di 1°IF.
L’utente dovrà fornirsi di un ricevitore comunemente in commercio.
Nell’ambito della tecnologia digitale esiste il sistema di modulazione
QAM che è più adatto per viaggiare in grosse reti cablate di distribuzione. Anche questo sistema permette di ricevere solo una parte dei canali
disponibili, garantendo però la ricezione delle due piattaforme italiane.
Introducendo dei sistemi composti da centraline d’antenna, dette
transmodulatori, è possibile convertire le frequenze di 1°IF in frequenze
terrestri modulando i segnali digitali in QAM. In questo modo si ottiene
il vantaggio di mantenere l’impianto di distribuzione senza dover eseguire alcuna modifica. Questa soluzione garantisce sicurezza di affidabilità
del segnale distribuito, ma necessita di un ricevitore digitale particolare,
dedicato esclusivamente alle reti cablate QAM.
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LA NUOVA TELEVISIONE
impianto condominiale
Le soluzioni per la realizzazione
di un nuovo impianto centralizzato
Se si decide di realizzare un nuovo impianto centralizzato si dovranno
prevedere delle opere murarie, ma si avrà anche la garanzia di avere una
ricezione dal satellite senza limitazioni, anche con il sistema Dual Feed .
Questa scelta può essere effettuata negli edifici sprovvisti di
centralizzazione dell’impianto televisivo ed in quelli dove gli utenti non
vogliono fare rinunce. Il sistema è definito Multicavo IF radiale e permette di distribuire le frequenze di 1°IF (la gamma di frequenze 950 –
2150 MHz disponibili dall’LNB) ad un certo numero di utenti.
Questa tecnica permette due tipi di distribuzione: o a “stella” o a
“cascata”. La prima, adatta per un ridotto numero di utenti, prevede la
partenza di tutti i cavi da un unico punto, il multiswitch, per raggiungere
ogni appartamento. Quello a cascata, invece, adatto per un gran numero di utenti, prevede una distribuzione con quattro cavi (ogni singolo
cavo commuta la polarizzazione V/H e la banda bassa/alta), che si affianca all’impianto d’antenna TV tradizionale. I quattro montanti ripartiscono
il segnale alle varie utenze per mezzo
di una catena più o meno lunga di
commutatori multiswitch.
Queste tecniche hanno il vantaggio
di portare in casa dell’utente un segnale dalle caratteristiche identiche al segnale disponibile in antenna. In pratica
è come se ogni utente avesse ognuno la propria antenna con il vantaggio della massima flessibilità di ricezione futura: se un operatore aggiunge o muove le frequenze di trasmissione, questo sistema è adattabile. L’utente può utilizzare qualsiasi ricevitore in
commercio.
LA NUOVA TELEVISIONE
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diritto di parabola
DIRITTO
DI PARABOLA
Per installare una parabola
non occorrono autorizzazioni
La giurisprudenza ha affermato che il diritto alla installazione di antenne riconduce al diritto primario alla libera manifestazione del proprio
pensiero ed alla ricezione del pensiero altrui, riconosciuto dall’art. 21
della Costituzione, diritto che non incontra, nei rapporti tra privati, altro
limite oltre quello di ostacolare il pari diritto altrui oppure di pregiudicare l’altrui diritto di proprietà. Questo è il principio di base al quale deve
attenersi tutta la nostra legislazione, in materia.
Alcuni potrebbero ritenere che per installare una parabola ci sia bisogno di un’ autorizzazione specifica. Non è così, e la conferma è data
dal decreto n. 55 dell’11 febbraio 1997 il quale dà attuazione alla direttiva CEE 94/46. L’art. 6 di tale decreto precisa che l’abbonamento alle
radiodiffusioni nazionali costituisce titolo alla installazione ed alla utilizzazione di antenne destinate alla ricezione di programmi radiotelevisivi
da satellite. L’unica cosa, quindi, che la legge richiede ai possessori di
antenne paraboliche, è il regolare pagamento del canone televisivo.
Diritto all’installazione nel proprio stabile
Nel principio espresso nell’art. 21 Cost. rientra anche l’installazione
di antenne su beni di proprietà esclusiva altrui, quindi anche l’installazione di antenne sul lastrico solare condominiale, contro la volontà dell’assemblea dei condomini. Ciò è chiarito dall’art. 397 del D.p.R. 23/3/
73, n.156, secondo il quale i proprietari di immobili o di porzioni di im-
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LA NUOVA TELEVISIONE
diritto di parabola
mobili non possono opporsi alla installazione sulla loro proprietà di antenne destinate alla ricezione di servizi di radiodiffusioni appartenenti
agli abitanti dell’immobile stesso.
L’art. 232 del D.p.R. 23/3/73, n.156 stabilisce inoltre che i fili o i cavi
collegati ad un’antenna, possono passare, anche senza il consenso del
proprietario, sia al di sopra che al di sotto delle proprietà pubbliche o
private, sia dinanzi a quei lati di edifici ove non siano finestre o altre
aperture praticabili a prospetto. Prosegue l’articolo di legge in esame
affermando che il proprietario o il condominio non possono opporsi all’appoggio, nell’immobile di loro proprietà, di antenne, di sostegni, nonché al passaggio di condutture, fili, o qualsiasi altro impianto occorrente
per soddisfare le richieste di utenza degli inquilini o dei condomini. La
legge prescrive, chiaramente, che i fili o i cavi, però, devono essere collocati in modo da non impedire il libero uso della cosa secondo la sua
destinazione.
La legge precisa che per l’installazione e la manutenzione di una parabola è possibile imporre ad altro il passaggio nell’immobile di sua proprietà del personale che deve svolgere il lavoro. Facciamo riferimento
all’art. 232 comma 3 del D.p.R 156/1973, richiamato dall’art. 397, secondo il quale, il proprietario è tenuto a sopportare il passaggio ove
si dimostri la necessità di effettuarlo per l’installazione, la riparazione o la manutenzione delle antenne destinate alla ricezione dei servizi di radiodiffusione; in questo caso, al proprietario non è dovuta alcuna indennità.
Il proprietario dell’antenna può, addirittura, avvalersi di un provvedimento di urgenza per ottenere una immediata tutela, il tutto purché
non ne risulti menomato, in modo apprezzabile, il diritto di proprietà.
Difendersi in assemblea condominiale
Spesso nelle assemblee di condominio viene impedita l’installazione
di una parabola, facendo riferimento al regolamento di condominio o a
LA NUOVA TELEVISIONE
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diritto di parabola
delibere precedenti. Occorre, per chiarezza, fare una distinzione tra regolamento condominiale e regolamento contrattuale. Con il primo si
intende il regolamento approvato con le maggioranze previste dal Codice Civile. Con il secondo, invece, si intende quell’insieme di regole
che vengono accettate da tutti i condomini e, per i nuovi condomini,
quelle che vengono accettate con il contratto di compravendita, al momento cioè dell’acquisto dell’immobile.
Possono questi regolamenti impedire il diritto all’installazione di una
parabola?
La risposta è nelle leggi citate nel paragrafo precedente. E’ assodato
che l’installazione di antenne su beni di proprietà esclusiva altrui, nonché l’installazione di antenne sul lastrico solare condominiale, può
avvenire anche contro la volontà dell’assemblea dei condomini. Quindi
è evidente la conseguente impossibilità, per il semplice regolamento
condominiale, di vietare l’installazione di antenne paraboliche.
Pertanto, la delibera dell’assemblea condominiale che vieti ad un
condomino l’installazione di un’antenna autonoma, in mancanza di un
pregiudizio concreto all’uso o al decoro del bene comune, è giuridicamente nulla, con la conseguenza che il condomino leso può fare accertare il proprio diritto all’installazione.
Lo strumento più idoneo a contrastare i divieti ingiustificati è quello
previsto dall’art.700 codice procedura civile, (ci riferiamo alla tutela in
via d’urgenza). Con tale strumento è possibile ottenere dal Giudice competente un provvedimento immediatamente esecutivo che consentirà
di esercitare il diritto all’installazione della propria parabola.
Un altro strumento giuridico che offre tutela a coloro che vengono
menomati nel loro diritto ad usufruire di antenne paraboliche, va individuato nelle così dette azioni possessorie previste e regolate dal codice
civile negli artt. 1168 e 1170.
La complessità degli strumenti giuridici, qui analizzati, non possono
essere esplicitati completamente in questa guida. E’ importante, comunque essere consapevoli che l’utente è tutelato nel suo diritto dalla legge
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LA NUOVA TELEVISIONE
diritto di parabola
e che all’occorrenza potrà rivolgersi ad un legale o ad una associazione
consumatori, che esaminerà ogni caso specifico, improntando le giuste
azioni risolutive.
Impianto satellitare per gli affittuari
Se si è in affitto, è consigliabile inviare al proprietario dell’abitazione
(anche agli ENTI), una raccomandata A.R. per comunicare l’installazione. Vista l’esistenza del diritto alla parabola non occorre richiedere un’autorizzazione dell’amministrazione.
Nella lettera verranno citate le normative vigenti, che motivano la
propria richiesta e permettono di ricevere un eventuale diniego in forma scritta.
Purtroppo, siamo a conoscenza che molti Enti, non permettono ai
propri inquilini di installare parabole sul tetto condominiale. Coloro che
si trovano in questa situazione sono invitati ad inviare una comunicazione simile a quella qui indicata. Dopo aver ricevuto un divieto scritto si
può far valere il proprio diritto rivolgendosi all’ Adiconsum.
LA NUOVA TELEVISIONE
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diritto di parabola
RACCOMANDATA A.R.
Preceduta da invio per FAX
Spett.le _____________________________
Oggetto: Comunicazione di installazione impianto satellitare
Il sottoscritto ______(nome e cognome)____________________ vostro
affittuario presso lo stabile di via_____________________________________
int:_______,piano_________ in________(città)_________ tel:__________
comunica che entro 15 giorni dall’invio della presente, installerà sul terrazzo condominiale un impianto per la ricezione di segnali televisivi via
satellite, composto da una antenna parabolica del diametro di 85 cm. ,
da un convertitore e da una staffa a elle. E’ evidente che l’impianto sarà
effettuato da un tecnico abilitato e nel rispetto delle normative vigenti.
Sarà mia cura non arrecare nessun danno alle parti di Vostra proprietà e
di permettere il medesimo diritto ad altri inquilini.
Rendo noto alle SS.VV., solo a titolo informativo, le disposizioni di
legge in merito, applicate nel nostro paese:
- Sentenza emessa dalla Cassazione Civile sez. II il 6.11.85 nella causa
tra il Sig. Acinapura ed il condominio Colli Aminei di Napoli. Vi è
indicata una tutela totale, libera e illimitata in ordine alla possibilità di
installare l’impianto sul lastrico solare.
- Decreto legislativo n. 55 dell’11 febbraio 1997 il quale dà attuazione
alla direttiva CEE 94/46.
L’art. 6 di tale decreto statuisce che l’abbonamento alle radiodiffusioni nazionali costituisce titolo alla installazione ed alla utilizzazione
di antenne destinate alla ricezione di programmi radiotelevisivi da
satellite.
- La Corte di Cassazione, con sentenza del 5 giugno 1998, ha precisato
che è consentita la installazione di una antenna sul tetto comune da
parte di un singolo condomino, a condizione che, per le dimensioni
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LA NUOVA TELEVISIONE
diritto di parabola
dell’antenna in rapporto a quelle del tetto, o per altre ragioni di fatto, tale uso non escluda per gli altri la possibilità di fare del tetto
stesso analogo uso particolare.
- L’art. 232 comma 2 del cosiddetto codice postale (D.P.R. 156/1973)
statuisce che il proprietario o il condomino non possono opporsi all’appoggio di antenne, sostegni, nonché al passaggio di condutture,
fili o qualsiasi altro impianto nell’immobile di sua proprietà quando si
tratti di impianto di telecomunicazioni occorrente per soddisfare le
richieste di utenza degli inquilini o dei condomini.
- La giurisprudenza ha chiarito che l’installazione di antenne televisive
rappresenta una facoltà riconducibile al diritto alla libera informazione sancito dall’art. 21 della Costituzione (Cass. Civ. 16.2.83, n. 7418 e
Cass. Civ. 6.11.85, n. 5399).
- Sempre la Corte di Cassazione ha precisato in più occasioni che qualora sia installata una antenna centralizzata per volontà della maggioranza dei condomini, l’assemblea non può vietare al singolo condomino l’installazione dell’antenna autonoma a meno che, così facendo, venga arrecato un qualche pregiudizio alle parti comuni dell’edificio oppure venga pregiudicata la possibilità di utilizzazione delle
parti comuni da parte degli altri condomini (Cass. Civ. 5399/85 e Cass.
Civ. 7825/90).
Se alla presente non farà seguito nessuna Vostra comunicazione sarà
inteso che da parte Vostra non vi è alcuna opposizione al mio diritto di
installazione.
Grato per l’attenzione rimango a Vostra disposizione per qualsiasi
chiarimento.
Distinti saluti
Data___________________
Firma_____________________________
LA NUOVA TELEVISIONE
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diritto di parabola
Leggi e regole per gli impianti condominiali
Due sono le vigenti normative da tenere in considerazione circa la
installazione di impianti centralizzati per la ricezione di programmi tv via
satellite.
La prima è il “Testo unico in materia postale, di bancoposta e di
telecomunicazioni” (DPR n.156, 29 marzo 1973, art. 232 comma 2) che
stabilisce, sostanzialmente, la possibilità per ciascun condomino o inquilino di utilizzare anche parti comuni dello stabile (per appoggiare
antenne, sostegni, nonché per fare passare condutture, fili, ecc.) al fine
di realizzare impianti per la ricezione televisiva.
La seconda - assai più importante - è la cosiddetta “Legge Maccanico”
(L. n. 249, 31 luglio 1997, art. 3 comma 13) che introduce un deciso
indirizzo legislativo all’installazione di antenne centralizzate.
L’approvazione di un impianto centralizzato
Per prima cosa, dobbiamo capire quale tipo di maggioranza è necessaria per deliberare la realizzazione di impianti centralizzati destinati
a tutti i condomini e, soprattutto, pagati da tutti. Le maggioranze si
diversificano a seconda che nell’edificio esista già un impianto televisivo
centralizzato o meno.
Impianto centralizzato per la ricezione
della tv terrestre già esistente
Riconvertirlo ed adattarlo ad un impianto satellitare significa modificare un impianto tecnologico già esistente. Pertanto, così come comunemente avviene in questi casi, la deliberazione deve essere approvata
con le maggioranze previste dall’art. 1136 comma 1, 2 e 4 c.c. (Pretura
Roma 28.12.63, Pretura Roma 13.2.79 e Trib. Milano 14.9.92).
In prima convocazione sarà necessaria la presenza di tanti condomini che rappresentino almeno i due terzi del valore dell’edificio ed i due
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LA NUOVA TELEVISIONE
diritto di parabola
terzi dei partecipanti al condominio: la delibera sarà approvata con un
numero di voti che rappresenti la maggioranza degli intervenuti ed almeno la metà del valore dell’edificio (oltre 500 millesimi).
In seconda convocazione non sarà necessaria la presenza di un numero minimo di condomini ma la delibera dovrà, comunque, essere approvata con il voto favorevole della maggioranza degli intervenuti e di
oltre 500 millesimi.
Presenza, esclusiva, di antenne singole
In questo caso si tratta di deliberare una vera e propria miglioria e non
semplicemente di integrare un impianto esistente. La giurisprudenza ha
precisato che per miglioria deve intendersi non un’innovazione necessaria,
ma una innovazione diretta al miglioramento o all’uso più comodo o al
maggior rendimento delle cose comuni (Cass. Civ. 30.5.96, n. 5028). Ciò
significa che l’installazione di un’antenna centralizzata rientra nel concetto
di miglioria di cui all’art. 1120 c.c., pertanto, i condomini possono deliberarne l’installazione con le maggioranze previste dagli artt. 1120 e 1136 c.c.
In prima convocazione l’assemblea sarà regolarmente costituita con
l’intervento di tanti condomini che rappresentino i due terzi del valore
dell’edificio e i due terzi dei partecipanti al condominio: la delibera dovrà
essere approvata con un numero di voti che rappresenti la maggioranza
dei partecipanti al condominio e i due terzi del valore dell’edificio (oltre
666,6 millesimi).
In seconda convocazione non è richiesta la presenza di un numero
minimo di condomini ma la delibera dovrà, comunque, essere approvata con i voti favorevoli della maggioranza dei partecipanti al condominio e dei due terzi del valore dell’edificio (oltre 666,6 millesimi).
Immobile fatiscente o particolarmente povero dal punto
di vista degli impianti tecnologici esistenti
Quando tali caratteristiche siano riferibili allo stato iniziale dell’immobile, si potrebbe ipotizzare che la realizzazione di un impianto all’avan-
LA NUOVA TELEVISIONE
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diritto di parabola
guardia, quale l’impianto satellitare centralizzato, rappresenti una vera
e propria innovazione di carattere voluttuario. In questo caso non è sufficiente che la delibera sia approvata con la maggioranza anche qualificata, in quanto i condomini dissenzienti non possono essere obbligati a
contribuire alle spese. Prevede, infatti, l’art. 1121 c.c. che, qualora l’innovazione abbia carattere voluttuario rispetto alle particolari condizioni
dell’edificio e consista in impianti suscettibili di utilizzazione separata, i
condomini non interessati sono esonerati dal partecipare alla spesa.
Centralizzato per pochi condomini
Gruppi di condomini possono decidere di realizzare l’impianto centralizzato indipendentemente dall’approvazione dell’assemblea condominiale
Le leggi citate hanno chiarito che il proprietario o il condomino non
possono opporsi alla realizzazione di qualsiasi impianto nell’immobile di
sua proprietà quando si tratti di impianto di telecomunicazioni. Quindi i
condomini, riuniti in gruppi, possono installare antenne paraboliche, a
meno che non ci siano particolari ragioni in contrario (come ad esempio
nei casi in cui non vi sia spazio disponibile oppure ragioni di estetica
impediscono l’installazione dell’antenna). In questo caso gli interessati
possono, dare mandato all’amministratore del condominio di far predisporre un impianto satellitare limitato ai loro appartamenti facendosi
loro stessi carico di tutte le spese I condomini dissenzienti, cioè coloro
che in primo momento decidono di non partecipare all’iniziativa, così
come coloro che li succedano nella proprietà dell’immobile, potranno
successivamente partecipare all’innovazione contribuendo alle spese di
esecuzione e di manutenzione
Anche nel caso in cui l’impianto centralizzato venga realizzato solo
da una parte dei condomini, questi hanno diritto alle detrazioni fiscali
introdotte dalla legge per gli incentivi sulle ristrutturazioni per il 2000.
Nel caso, invece, in cui sia un singolo condomino ad installare l’antenna
parabolica, questo non avrà diritto ad alcuna agevolazione fiscale.
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LA NUOVA TELEVISIONE
diritto di parabola
Impianto centralizzato e antenne individuali
Dalla Corte Costituzionale abbiamo ricevuto indicazioni chiare. Se
esiste un impianto centralizzato, l’assemblea non può vietare al singolo
condomino l’installazione di un’antenna autonoma.
Inoltre è evidente che non può essere imposto a coloro che già possiedono un’antenna di eliminarla.
La Cassazione (con sentenza del 2.8.69, n. 2916) ha anche specificato che le spese devono essere ripartite in parti uguali tra i condomini,
trattandosi di spesa destinata a servire in parti uguali gli stessi, e cio’ ai
sensi dell’art. 1123 c. 1 e 2 del Codice Civile. Questa è la prassi ormai
consolidata , ma nulla vieta che in sede di delibera i condomini decidano per la ripartizione delle spese secondo i millesimi di proprietà.
LA NUOVA TELEVISIONE
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le domande più comuni
LE DOMANDE
PIU’ COMUNI
La qualità della tv via satellite è migliore
di quella della tv terrestre?
Sì, senza dubbio. Nel caso della tv analogica, il segnale che arriva dai satelliti non subisce le interferenze tipiche della tradizionale trasmissione terrestre. Le antenne terrestri possono ricevere segnali provenienti
da trasmettitori diversi, che spesso si disturbano a vicenda, generando immagini doppie, disturbi, perdite di colore ed altri spiacevoli effetti. La parabola invece è estremamente selettiva: riceve solo il segnale trasmesso dal satellite verso la quale è puntata, un segnale che, se ricevuto in modo ottimale, appare privo di qualsiasi disturbo o
interferenza. I segnali, inoltre, sono modulati in frequenza (anziché in ampiezza, come
nelle trasmissioni terrestri), per offrire immagini di altissimo livello di definizione e dettaglio. Vi è praticamente la stessa differenza qualitativa che c’è tra una radio trasmessa in onde medie ed una trasmessa in FM.
Perché anche la qualità audio è nettamente migliore?
Perché viene trasmesso con dei sistemi più
avanzati e con segnali “discreti” (il canale
destro e quello sinistro viaggiano su portanti
indipendenti l’una dall’altra). La maggior
parte dei canali televisivi via satellite trasmette con audio stereofonico di altissima qualità, degno dei migliori impianti hi fi, caratterizzato da un bassissimo livello di rumore. In
alcuni casi, l’audio è addirittura digitale, con
la stessa qualità di un compact disc.
Se installo una parabola, quindi, posso
anche fare a meno dell’antenna tradizionale?
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No. La parabola, e quindi l’impianto di ricezione via satellite, è in grado di ricevere solo
i segnali trasmessi dai satelliti. Ovviamente
molte tv locali non trasmettono ancora via
satellite, ma sfruttano i ripetitori terrestri. Per
poterle ricevere, quindi, sarà comunque necessaria la vecchia antenna terrestre.
Quali componenti servono per ricevere
la tv via satellite?
E’ necessario un impianto composto da vari
elementi. Il più evidente è la parabola: un
disco di alluminio o di materiale sintetico
che capta i segnali provenienti dai satelliti
e li riflette, concentrandoli, sul convertitore
(detto anche LNB, ovvero Low Noise Block
converter, blocco di conversione a basso
rumore). Questo secondo elemento si occupa di amplificare il segnale ricevuto e di
convertirlo ad una frequenza più bassa, in
modo tale da poterlo trasferire, attraverso
un cavo, al ricevitore. Il ricevitore è l’apparecchio che, collegato al televisore, vi consentirà di sintonizzare e memorizzare, con il
suo telecomando, i diversi canali ricevuti e
di visualizzarli sulla tv o di trasferirli ad un
videoregistratore.
Che differenza c’è tra un impianto fisso e
un motorizzato?
L’impianto fisso può essere puntato su una
sola posizione satellitare. Alcuni operatori,
come Astra e Eutelsat, dispongono di flotte
di satelliti posizionati su una stessa posizione orbitale, a poca distanza l’uno dall’altro.
La flotta Hot Bird di Eutelsat, ad esempio, è
composta attualmente da 5 satelliti collocati-locati sui 13 gradi Est, che vengono “visti”
dalla parabola come un solo satellite, con-
LA NUOVA TELEVISIONE
le domande più comuni
sentendo la ricezione di centinaia di canali
con un sistema a puntamento fisso. Un impianto motorizzato consente invece di spostare la parabola, direttamente dal telecomando, in modo da poter puntare tutti i satelliti visibili. Esistono anche altre alternative, come i sistemi Dual Feed (in grado di ricevere due posizioni satellitari differenti con
una stessa parabola a puntamento fisso, ad
esempio Astra ed Eutelsat) e le motorizzazioni lineari (in grado di spostare la parabola
su un arco più limitato, rispetto ai sistemi motorizzati completi, ma capaci di ricevere circa 8 diverse posizioni satellitari).
Come è possibile ricevere con una parabola fissa i segnali di un satellite in movimento?
I satelliti per le telecomunicazioni appartengono alla categoria dei “satelliti geostazionari”: questo significa che il loro movimento
segue, con estrema precisione, la rotazione
del nostro pianeta. Posizionati a 36.000 chilometri di altezza, i satelliti geostazionari si
muovono alla stessa velocità della Terra, rispetto alla quale, quindi, appaiono fissi.
E’ possibile trasformare un impianto fisso in un sistema motorizzato?
Sì. Per non spendere cifre esorbitanti, si
possono utilizzare, in questo caso, i sistemi
di motorizzazione più economici (come i
motori lineari) che si adattano facilmente
alle parabole di piccole dimensioni (fino a
100 cm. di diametro).
Quanti canali in più si possono ricevere
con un impianto motorizzato?
Questo dipende da vari fattori, come la dimensione della parabola, l’escursione che
questa riesce a compiere, e la visibilità dell’orizzonte alle estremità dell’arco. Anche se
la maggior parte delle emittenti europee è
concentrata sui satelliti Astra e Hot Bird,
esistono decine di altri canali diffusi da operatori differenti, oltre a segnali “di servizio”
che sfruttano le capacità dei diversi satelliti
LA NUOVA TELEVISIONE
intercontinentali. Con un impianto motorizzato di buona qualità, è possibile arrivare a
ricevere diverse centinaia di canali.
Di che dimensione deve essere l’antenna
parabolica?
Dipende dalla località nella quale si intende installare l’impianto e dal satellite (o dai
satelliti) che si desidera ricevere. Il fascio di
copertura della maggior parte dei satelliti
europei è puntato verso le zone centrali del
continente. Man mano che ci si sposta verso le zone più esterne, il segnale si fa più
debole, ed è pertanto necessaria una parabola di dimensioni maggiori. Per fare un
esempio, per ricevere i satelliti Astra in Italia sono necessarie parabole da 60-80 cm.
di diametro al Nord, 90-120 cm. al Centro e
150-180 cm. al Sud della penisola. I satelliti
delle generazioni più recenti (come gli Hot
Bird di Eutelsat) offrono una copertura più
uniforme di tutto il continente, garantendo
un buon livello di ricezione con una parabola da 75 cm. su tutto il territorio nazionale. Altri satelliti illuminano, con il loro segnale, solo una zona limitata del continente
(come i Thor norvegesi, il cui fascio di copertura è concentrato sulla penisola scandinava). In questo caso, una parabola da
almeno 180 cm. di diametro è essenziale.
Posso montarmi l’impianto da solo?
No, è vietato dalla legge. Anche se l’installazione di un sistema di ricezione via satellite non è molto difficile (almeno per i sistemi a puntamento fisso), è necessario rivolgersi ad un tecnico specializzato, abilitato
al rilascio della necessaria certificazione specificata dalle legge 46/90 (sicurezza degli
apparati radioelettrici). I sistemi motorizzati
sono decisamente più complessi, in quanto richiedono delle procedure di installazione, puntamento ed ottimizzazione estremamente delicati.
Posso utilizzare il mio balcone per installare la parabola?
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le domande più comuni
Sarebbe preferibile utilizzare il terrazzo condominiale, per motivi di impatto ambientale .E’ comunque possibile, a patto di avere
l’orizzonte verso Sud sgombro da ostacoli.
La parabola deve avere la possibilità di “vedere” il satellite, che è collocato sulla fascia
equatoriale a 36.000 chilometri di altezza.
Sulla traiettoria della parabola non devono
quindi esserci alberi, palazzi o altri elementi che possano oscurare la visibilità.
Posso utilizzare il terrazzo condominiale,
in alternativa?
Sì, senza problemi: la legge italiana sancisce il diritto individuale di installare “aerei
atti alla ricezione di trasmissioni radiotelevisive” sugli spazi comuni del proprio condominio. Le parabole, in questo, sono equiparate alle comuni antenne terrestri.
L’amministrazione del condominio può
vietarmi di installare la parabola?
No, a meno che tale divieto non sia espressamente inserito in un regolamento condominiale di tipo contrattuale (firmato ed accettato all’atto dell’acquisto dell’appartamento). Il diritto di installare un’antenna è
sancito dalla Costituzione Italiana ed è stato più volte ribadito sia nella legislazione ordinaria che in varie sentenze della Corte di
Cassazione.
Posso montare una parabola all’interno
di un’abitazione?
No. Seppure sia possibile, a patto di avere
comunque la visibilità dell’orizzonte verso
Sud attraverso una finestra, bisogna tenere
presenti alcune controindicazioni. Al di là di
quelle pratiche (una parabola è pur sempre
un oggetto di dimensioni rilevanti), vi sono
ragioni tecniche: ad esempio, il vetro delle
finestre contiene una certa percentuale di
piombo, elemento che attenuerebbe notevolmente il livello di segnale ricevibile.
Devo cambiare il televisore per ricevere
la tv via satellite?
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No, qualsiasi televisore può essere collegato ad un ricevitore sat. Per poter apprezzare appieno la differenza qualitativa con la tv
tradizionale, è comunque consigliabile collegare il ricevitore al televisore attraverso la
presa Scart (un connettore standard presente su tutti i televisori da una decina di anni a
questa parte). In alternativa, se il vostro televisore non fosse dotato di ingressi Scart,
potreste utilizzare l’uscita modulata in UHF
del ricevitore: in questo caso il segnale proveniente dal ricevitore, verrà visualizzato su
uno dei canali della banda UHF ricevuti dal
televisore (solitamente selezionabile tra i canali 30 e 39 della banda). I ricevitori non dotati di tale uscita sono illegali.
Posso ricevere anche il Televideo dei canali via satellite?
Sì. Esistono due modalità in relazione al tipo
di ricevitore. Alcuni ricevitori necessitano di
un televisore dotato della funzione Teletext,
basterà selezionarla dopo aver sintonizzato
sul ricevitore il canale sat desiderato.Altri
hanno la funzione Teletext integrata nel ricevitore e permettono l’uso del televideo
anche su televisori non dotati di tale funzione. Quasi tutti i canali televisivi ricevibili via
satellite sono dotati di un proprio Televideo.
Posso videoregistrare i programmi ricevuti via satellite?
Certamente. La maggior parte dei ricevitori è dotata di un’uscita Scart collegabile direttamente a qualsiasi videoregistratore domestico. Anche in questo caso, se il proprio
videoregistratore non fosse dotato di ingresso Scart, è possibile collegarlo al ricevitore tramite il cavo UHF.
La parabola è assimilabile ad un’antenna
tv tradizionale?
No: la parabola è, in realtà, un riflettore. Il
suo compito, a differenza delle tradizionali
antenne per la ricezione della tv terrestre, è
quello di riflettere, grazie alla sua particolare forma, i segnali radioelettrici trasmessi dai
LA NUOVA TELEVISIONE
le domande più comuni
satelliti. Questi segnali vengono convogliati in un punto detto “fuoco”, in corrispondenza del quale si installa il blocco illuminatore/convertitore.
Quanto deve essere grande la parabola?
Questo dipende da vari fattori: se si desidera ricevere un solo satellite (o un gruppo
di satelliti collocati sulla stessa posizione
orbitale) di potenza elevata (ad esempio gli
Hot Bird di Eutelsat), la dimensione della parabola dovrà essere di almeno 75 cm. di diametro (questo per garantire un buon margine nel livello del segnale ricevuto, in modo
da non avere problemi anche in caso di forti perturbazioni meteoreologiche). Per la ricezione dei satelliti Astra, la dimensione
della parabola varia in base alla propria posizione geografica: tra i 60/80 cm. di diametro (al Nord) e i 150 cm., o anche di più (al
Sud). Per parabole dedicate alla ricezione
multisatellitare (parliamo quindi di impianti
motorizzati), è preferibile scegliere parabole di dimensioni maggiori (non tutti i satelliti sono potenti come Astra: in orbita ne esistono ancora diversi appartenenti alla vecchia generazione, di scarsa potenza, oltre a
satelliti il cui segnale non arriva con sufficiente potenza sulla nostra penisola). La regola generale, comunque, è semplice: più
grande è la parabola, migliori saranno le
prestazioni dell’impianto.
Quanti tipi di parabole esistono e quali
sono le loro differenze?
Possiamo riassumerli in cinque categorie,
ognuna delle quali ha i suoi pregi e i suoi
difetti. Le più diffuse sono quelle a ottica
centrata e quelle offset.
Esistono altre tipologie, meno diffuse (ma
non per questo meno efficaci) come le parabole a doppio riflettore chiamate cassegrain e gregoriane e infine quelle a tecnologia microstrip chiamate antenne piatte.
Quali differenze ci sono tra una parabola
a ottica centrata ed una offset?
LA NUOVA TELEVISIONE
In quelle ad ottica centrata il fuoco coincide con il centro esatto della parabola, la cui
forma è perfettamente circolare. Nelle parabole offset, di forma più allungata (quasi
ovoidale), il fuoco è spostato rispetto al centro del disco. A livello pratico, le differenze
tra un sistema e l’altro possono essere riassunte così: nelle prime i sostegni per il blocco illuminatore/convertitore creano un’ombra sulla parabola, attenuando quindi
(seppure in misura contenuta) la quantità di
segnale da essa riflesso. Nelle offset invece
i sostegni sono posti al di fuori della traiettoria del fascio di segnale che investe il disco. A parità di dimensioni quindi, le parabole offset offrono un rendimento superiore rispetto alle altre e con l’ulteriore vantaggio che il montaggio più verticale facilita lo
smaltimento dell’eventuale neve accumulata, problema particolarmente sentito nel
centro e nord Europa.
Quindi le parabole offset sono migliori
di quelle ad ottica centrata?
Non esattamente: questo discorso vale soprattutto per le parabole di dimensioni contenute (in linea di massima fino a 120 cm.).
Nelle parabole di dimensioni superiori, la
quantità di ombra proiettata sul disco dai
sostegni del convertitore diventa irrilevante rispetto alla superficie riflettente. Riassumendo, se si intende installare un disco di
dimensioni inferiori ai 120 cm., è preferibile
sceglierlo di tipo offset, mentre per i diametri maggiori si può utilizzare indifferentemente sia il tipo ad ottica centrata che
quello offset.
Cosa si intende per “efficienza” di un’antenna parabolica?
E’ il valore riferito alla percentuale di segnale
effettivamente riflettuto dalla parabola sul
convertitore. Una parabola ideale, ovviamente, dovrebbe avere un’efficienza pari al
100%. Purtroppo le parabole “ideali” non
esistono: ci sono molti elementi che inevitabilmente attenuano il segnale, prima che
71
le domande più comuni
questo venga riflesso dal disco. I più evidenti possono essere delle piccole imperfezioni del disco: anche una ammaccatura,
per quanto piccola, può contribuire a diminuire l’efficienza della parabola. Altre perdite di efficienza possono essere dovute al
fatto che il segnale, anziché venir riflesso,
può venire assorbito dal disco, seppur in minima parte. Soprattutto il blocco illuminatore/convertitore può incidere negativamente sull’efficienza complessiva del sistema: se questi elementi non coincidono esattamente con il fuoco della parabola, ad
esempio, avremo un’ulteriore diminuzione
del segnale. In linea di massima, una buona
parabola ha un’efficienza che si aggira intorno al 75%.
tutto, molto più difficile da “ammaccare” durante il trasporto e il montaggio, ed una minore sensibilità agli agenti climatici.
Cosa si intende per “guadagno” di una
parabola?
Si tratta del valore relativo al livello di sensibilità della parabola ai segnali provenienti
da una data direzione. Viene espresso in
decibel ed è legato sia alla dimensione del
disco (maggiori dimensioni, maggior guadagno) che alla effettiva efficienza della parabola.
A cosa serve e come funziona il convertitore in un impianto?
Il convertitore, o meglio, l’LNB (acronimo di
Low Noise Block converter, ovvero blocco
di conversione a basso rumore) è lo strumento sul quale vengono focalizzati i segnali
riflessi dalla parabola. Il suo compito è quello di amplificarli e di convertirli a frequenze
più basse, dai 10GHz circa a 1-2GHz, in
modo da consentire poi il loro trasferimento, attraverso il cavo coassiale, al ricevitore
domestico.
Con quale materiale deve essere costruita una parabola?
E’ possibile utilizzare sia materiali metallici
(l’alluminio è il più diffuso) che materiali sintetici (come la fibra di vetro). Le parabole in
alluminio sono più semplici da realizzare: un
foglio di metallo viene appoggiato su un
apposito calco e spinto da una pressa fino
ad assumere la forma desiderata. La facilità
di realizzazione incide ovviamente sul costo
finale, ormai molto contenuto per le parabole in alluminio. Le antenne in materiale sintetico sono più difficili da realizzare: alla fibra
di vetro, ad esempio, deve essere applicata
una sottostruttura metallica reticolare, che
costituirà l’elemento riflettente vero e proprio. A fronte di questo processo più complesso si ottengono però altri vantaggi: una
maggiore solidità della parabola, prima di
72
A cosa serve l’illuminatore, o feed, in una
parabola?
E’ l’elemento che viene posto in corrispondenza del fuoco della parabola, e che serve
a convogliare i segnali radioelettrici riflessi
da quest’ultima verso il convertitore. Spesso sottovalutato, il “feed” ha in realtà una
grande importanza: un illuminatore di bassa qualità, o un modello inadeguato alla
forma della parabola, può ridurne considerevolmente l’efficienza, attenuandone quindi la qualità. Per la ricezione di segnali digitali occorre un illuminatore universale.
Quanti tipi di convertitori esistono?
Attualmente i più diffusi sono quelli di tipo
“Universale”, ovvero LNB studiati per la ricezione sia della tv analogica che di quella
digitale. Si tratta di convertitori in grado di
ricevere entrambe le polarità lineari (orizzontale e verticale), selezionandole con la tensione di alimentazione inviata dal ricevitore, e l’intera gamma Ku (da 10.700 a 12.750
GHz), utilizzando il tono a 22 KHz per passare dalla fascia bassa (10.7-11.8 GHz) a
quella alta (11.8 - 12.75 GHz). Sono estremamente semplici, e vengono costruiti in
grandi numeri. Il costo, di conseguenza, è
molto contenuto. Tali convertitori vengono
inclusi, normalmente, nei kit completi. Alla
LA NUOVA TELEVISIONE
le domande più comuni
precedente generazione, ormai meno diffusa, appartengono gli LNB monobanda.
Ne esistono di quattro tipi, ognuno destinato ad una particolare banda di ricezione:
FSS (da 10.7 a 11.8 GHz), DBS (11.7 - 12.5
GHz), SMS (12.5 - 12.75 GHz) e banda C (3.9
- 4.2 GHz). Esistono inoltre convertitori
multibanda di tipo non Universale: si tratta
di convertitori privi di illuminatore e
polarizzatore, utilizzati ormai quasi solo in
impianti particolari, in grado di coprire tutta la gamma di frequenza della banda Ku
(da 10.7 a 12.75 GHz) con la commutazione
di banda attuata con il cambio di tensione
(13/18 Volts).
Cos’è la banda C? Che differenze ci sono
con la banda Ku?
Mentre la stragrande maggioranza dei satelliti europei trasmette nella fascia di frequenze denominata Ku, che va da 10.700 a
12.750 GHz (suddivisa a sua volta in tre fasce: FSS, da 10.7 a 11.7, DBS, da 11.7 a 12.5,
ed SMS, da 12.5 a 12.75 GHz), alcuni satelliti (come ad esempio gli Intelsat), utilizzano
anche una gamma di frequenze più bassa,
la banda C (da 3.7 a 4.2 GHz). Il vantaggio
offerto da questa gamma è quello di garantire, con la stessa potenza di trasmissione, una propagazione del segnale su un territorio più vasto (un segnale in banda C può
coprire ad esempio l’intero continente africano), anche se il livello di segnale a terra
risulterà complessivamente più debole (e,
di conseguenza, saranno necessarie parabole di dimensioni maggiori per riceverlo).
Per ricevere la banda C è necessario un apposito convertitore, differente da quelli utilizzati per la banda Ku.
Cosa si intende per figura di rumore di
un convertitore?
Nel processo di amplificazione di un segnale, l’LNB introduce inevitabilmente una certa quantità di rumore, che in termini pratici
si traduce in disturbo (visibile sulle immagini come un alternarsi di puntini bianchi e
LA NUOVA TELEVISIONE
neri, più o meno fitti). Con la figura di rumore si quantifica, in decibel, il livello di
questo rumore: minore è questo valore,
maggiore sarà quindi la sensibilità del convertitore. Un “buon” convertitore è caratterizzato da una figura di rumore inferiore
al valore di 1.0 dB. I modelli più recenti di
LNB sono ormai arrivati ad una figura di rumore bassissima, addirittura inferiore agli
0.6 dB. Per fare un paragone, i primi convertitori della Marconi (realizzati appena 8
anni or sono) avevano una figura di rumore
di 1.8 dB.
Perché non posso attaccare la parabola
direttamente al televisore?
L’antenna parabolica, da sola, non è in grado di consentire ad un televisore la ricezione della tv via satellite (a meno che il televisore stesso non sia dotato di un ricevitore
incorporato): se provaste ad attaccare il cavo
che scende dalla parabola direttamente al
televisore, non vedreste nulla. I segnali ricevuti viaggiano infatti su frequenze superiori a quelle della normale tv terrestre, per
le quali è necessario un sintonizzatore specifico, contenuto nel ricevitore sat.
Cosa si intende per ricevitore con posizionatore integrato?
E’ il circuito che controlla il puntamento di
una parabola motorizzata.
Un ricevitore con posizionatore integrato
consente di spostare automaticamente la
parabola da un satellite all’altro, semplicemente cambiando canale, associando ad
ogni canale il relativo satellite.
E’ possibile aggiungere il posizionatore
in un secondo tempo?
Sì, ma è bene accertarsi che il ricevitore sia
predisposto per un apposito posizionatore. Molti ricevitori sono dotati di un
connettore che consente il collegamento ad
un posizionatore della stessa marca. I due
apparecchi, in questo modo, possono essere controllati dallo stesso telecomando.
73
le domande più comuni
In caso contrario (se si utilizza quindi un ricevitore con posizionatore separato di altro tipo), i due apparecchi dovranno essere
controllati da due telecomandi differenti, e
non potranno quindi offrire quegli automatismi (spostamento della parabola sul satellite relativo al canale televisivo selezionato
ed autofocus) offerti dai sistemi con posizionatore integrato.
Ku che la C), sarebbe dunque necessario
ricorrere ad un accessorio esterno (eventualmente controllabile dallo stesso ricevitore,
con le funzioni di switch di cui parleremo in
seguito). I ricevitori dotati di doppio ingresso per LNB sono quindi preferibili, in previsione di future espansioni del proprio impianto di ricezione. Attualmente non ci sono
ricevitori digitali con doppio ingresso.
Quante memorie di posizione deve avere un ricevitore con posizionatore integrato?
Come per le memorie di programma, più ce
ne sono meglio è. Per poter spaziare tranquillamente sui vari satelliti europei, sono indispensabili almeno una ventina di posizioni
memorizzabili. Ma in vista di futuri sviluppi
(nuovi satelliti che verranno lanciati), sarebbe meglio avere a disposizione almeno una
quarantina di posizioni memorizzabili.
Quante uscite RCA o SCART deve avere
un ricevitore?
Ancora una volta, più ce ne sono meglio è.
Quelle indispensabili sono almeno tre, preferibilmente di tipo scart (è il connettore più
comune su qualsiasi apparecchio video):
una per il televisore, una per un decoder
esterno e una per il videoregistratore. Quasi tutti i ricevitori (almeno quelli con audio
stereo) sono inoltre dotati di uscite RCA per
il collegamento ad un impianto hi fi o per
quello ad un ulteriore decoder.
Cos’è la gamma di ricezione? Influisce
nella scelta dell’impianto?
E’ la fascia di frequenze che il ricevitore è in
grado di sintonizzare. I modelli più vecchi
avevano una gamma limitata alla fascia da
950 a 1.750 MHz, sufficiente per ricevere e
sintonizzare le frequenze della fascia FSS
(Fixed Satellite Service, ovvero le frequenze che vanno da 10.950 a 11.700 GHz: si tratta della “vecchia” fascia utilizzata dalla maggior parte dei satelliti europei). Questa gamma di ricezione risulta però insufficiente qualora si utilizzi un convertitore Universale,
multibanda. Quasi tutti i moderni ricevitori
sono quindi dotati di una gamma di ricezione estesa (da 950 a 2.050 MHz).
Quanti ingressi per LNB deve avere un
ricevitore?
La maggior parte dei ricevitori è dotata di
un solo ingresso per LNB. Se si desiderasse
utilizzare un secondo convertitore su questi
modelli (ad esempio per un impianto dual
feed, o per collegare al ricevitore una seconda parabola, o per ricevere sia la banda
74
Quali sono i sistemi di controllo per accessori esterni di un ricevitore?
Ne esistono di vari tipi. Il più versatile è il protocollo DiSEqC (Digital Satellite Equipment
Control), uno standard che consente di modulare, sullo stesso cavo che collega il ricevitore al convertitore, un segnale destinato al
controllo di commutatori, posizionatori o altre periferiche. Grazie al DiSEqC, ad esempio, si può realizzare un sistema multifeed o
un impianto motorizzato controllabile attraverso un unico cavo di discesa. Un altro sistema piuttosto diffuso è basato sul tono a
60 Hz, attraverso il quale è possibile controllare un commutatore per sistemi Dual Feed.
I ricevitori con posizionatore integrato, oltre
ovviamente alle uscite di controllo per il posizionatore, sono dotati di comandi per
polarizzatori meccanici e magnetici. In entrambi i casi, e però necessario collegare questi accessori attraverso cavi supplementari.
Molti ricevitori sono dotati della funzione OSD. A cosa serve?
LA NUOVA TELEVISIONE
le domande più comuni
Si tratta di un sistema di grafica su schermo:
tutte le informazioni relative alla programmazione del ricevitore, o quelle sul canale selezionato, vengono visualizzate direttamente
sullo schermo televisivo collegato al ricevitore, in sovrimpressione alle immagini o su
sfondo colorato. L’OSD (acronimo di On
Screen Display) facilita notevolmente la programmazione e la gestione dell’apparecchio,
consentendo l’utilizzo di veri e propri “menù”
per scegliere le varie funzioni.
A cosa serve la funzione “download”?
Alcuni ricevitori sono dotati di una funzione
(solitamente definita “download” o “data
transfer”) che ne consente una programmazione rapidissima. E’ una funzione dedicata
soprattutto agli installatori: basta collegare
due ricevitori l’uno all’altro, attraverso un
apposito cavo, e tutti i canali memorizzati
sul primo apparecchio verranno “copiati”
direttamente sulle memorie del secondo. In
questo modo, è possibile rendere rapidissime quelle programmazioni di tutte le varie memorie che, altrimenti, potrebbero richiedere anche qualche ora.
Cos’è un impianto motorizzato?
E’ un sistema di ricezione, naturalmente più
complesso di un sistema a puntamento fisso, in grado di gestire anche il movimento
della parabola. A differenza dei sistemi fissi, in un impianto motorizzato sono necessari alcuni elementi supplementari, primo
tra tutti il posizionatore d’antenna (spesso
già incorporato nel ricevitore). Il posizionatore è l’apparecchio che controlla il movimento della parabola e consente di memorizzare le posizioni dei vari satelliti ricevuti.
Gli altri elementi necessari in un sistema
motorizzato sono: il motore vero e proprio
(normalmente si tratta di un pistone meccanico detto “attuatore”) e un particolare
montante (il Polarmount) che consente alla
parabola di seguire, nel suo spostamento,
l’andamento dell’arco polare sul quale sono
collocati i satelliti.
LA NUOVA TELEVISIONE
Esistono anche dei sistemi di puntamento Az/El motorizzati?
Certamente: sono i sistemi che garantiscono la massima precisione nel puntamento,
oltre alla possibilità di puntare correttamente i satelliti in orbita inclinata (satelliti che,
avendo esaurito il proprio carburante, non
sono in grado di mantenere esattamente la
propria orbita geostazionaria). Si tratta di
sistemi che utilizzano però due diversi motori, che controllano separatamente elevazione del puntamento e movimento azimutale della parabola. La maggior parte dei
ricevitori con posizionatore integrato non
sono in grado di controllare questi sistemi,
utilizzati per lo più in ambito professionale.
Quanto deve essere lungo un attuatore?
Questo dipende dalla dimensione della
parabola utilizzata. Mediamente, per le parabole di piccole dimensioni (fino ad 85 cm.)
sono sufficienti attuatori da 12 pollici. Per le
parabole di medio taglio (da 85 a 150 cm.
di diametro) si passa ad attuatori da 18 pollici. Per le parabole di dimensioni maggiori
(da 180 cm. in su) sono invece necessari
attuatori di lunghezza maggiore (24 pollici).
E’ sconsigliabile utilizzare attuatori sovradimensionati rispetto alla parabola, in quanto il puntamento sarà più facilmente soggetto ad errori. Con un attuatore di dimensioni superiori al necessario è inoltre più facile spingere la parabola oltre i limiti consentiti dal montante utilizzato, con il rischio
conseguente di produrre danni meccanici
al sistema. Per questa ragione, la prima cosa
da fare in fase di installazione è quella di
memorizzare sul posizionatore i limiti di corsa dell’attuatore.
Che differenze ci sono tra i diversi tipi di
sensori?
Il sensore è l’elemento attraverso il quale il
posizionatore controlla di quanto si è spostata la parabola. I sensori di tipo reed sono
in pratica dei semplici interruttori: ad ogni
giro del motore che spinge l’attuatore, un
75
le domande più comuni
interruttore viene premuto meccanicamente. L’impulso prodotto viene inviato al
posizionatore, che può così controllare l’avvenuto spostamento. Negli attuatori ad effetto hall, si utilizzano dei sensori a transistor, mentre in quelli optomeccanici, l’impulso è fornito da un sensore ottico.
Cos’è una pay tv?
Si tratta di un’emittente a pagamento, visibile solo a coloro che si abbonano al servizio offerto. Attraverso i satelliti europei è
possibile ricevere svariate decine di pay
television che, naturalmente, sono tutte
codificate.
Un posizionatore è compatibile con qualsiasi tipo di attuatore?
Quasi sempre: è però consigliabile, prima
di fare un acquisto, verificare questa compatibilità sulle caratteristiche tecniche dell’apparecchio. Alcuni posizionatori (specialmente i modelli più economici) sono in grado di controllare soltanto gli attuatori con
sensori di tipo reed.
Cos’è una trasmissione televisiva codificata?
E’ una trasmissione le cui immagini sono
rese artificialmente inintelligibili, attraverso
vari metodi. Solo chi è in possesso di un apposito decodificatore, da collegare al ricevitore satellitare (alcuni ricevitori sono già
dotati di decoder integrato) e, se necessaria, della relativa smart card, può “rimettere in chiaro”, ovvero rendere nuovamente
visibile, la trasmissione tv.
E’ meglio scegliere un ricevitore con posizionatore separato o un ricevitore con
posizionatore integrato?
Un ricevitore con posizionatore integrato è
sicuramente preferibile, in quanto offre
maggiori facilitazioni (ad esempio il fatto di
muovere automaticamente la parabola verso un nuovo satellite cambiando semplicemente canali) e funzioni supplementari
(come l’autofocus) di indubbia utilità. Va
però sottolineato che anche alcuni ricevitori hanno la possibilità di interfacciarsi direttamente ad un posizionatore della stessa
marca, per consentirne il controllo con lo
stesso telecomando.
Se il mio ricevitore non offre la possibilità di collegare un posizionatore separato, come posso motorizzare l’impianto?
Il fatto di non poter collegare un posizionatore al ricevitore non impedisce la motorizzazione del sistema: sarà semplicemente un pò più scomoda la gestione della programmazione. Per passare da un satellite all’altro, non sarà sufficiente, in questo caso, cambiare canale: bisognerà comandare separatamente il posizionatore
per spostare la parabola sul satellite desiderato.
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E’ possibile abbonarsi alle pay tv europee dall’Italia?
Nella maggior parte dei casi, no. La ragione riguarda la problematica del diritto d’autore: ogni pay tv acquista i diritti d’autore
dei programmi che trasmette per un solo
territorio. Di conseguenza ogni pay tv offre
la possibilità di abbonarsi solo ai residenti
del proprio paese d’origine.
Cos’è la tv digitale?
A partire dall’inizio del 1996 in Europa è stata introdotta la trasmissione interamente
digitale: un programma televisivo, viene codificato e trasmesso in forma numerica. Immagini e suoni, in pratica, vengono “campionati”, ovvero convertiti in stringhe di dati
digitali, per poi essere trasmessi attraverso
i ripetitori satellitari.
Che differenza c’è tra tv digitale e tv analogica?
La differenza, per chiarirci, rispetto ai sistemi analogici, è la stessa che c’è tra un vecchio disco di vinile ed un compact disc. Sul
primo le informazioni sono incise in forma
“qualitativa”, mentre il CD contiene infor-
LA NUOVA TELEVISIONE
le domande più comuni
mazioni “quantitative”, rappresentate da
semplici bit (0 e 1).
Quali sono i vantaggi della tv digitale?
Ce ne sono parecchi: innanzi tutto a livello
qualitativo la tv digitale offre la possibilità
di trasmettere e ricevere segnali di altissimo livello, privi di qualsiasi disturbo. Con i
sistemi di correzione d’errore adottati in trasmissione, il degrado qualitativo e l’introduzione di fattori di disturbo, come il rumore
video e audio, vengono praticamente eliminati. E poi a livello quantitativo: grazie alla
compressione digitale, è possibile diffondere da un transponder satellitare (dove normalmente viene ospitato un solo canale televisivo analogico), fino a otto diverse emittenti televisive o decine di canali radiofonici.
Cos’è il DVB?
Acronimo di Digital Video Broadcasting, è
il sistema europeo per la tv digitale, elaborato da un consorzio al quale hanno partecipato i maggiori broadcaster, i tecnici e le
grandi industrie europee. Questo standard
è stato adottato anche da alcuni canali televisivi americani. Si divide in tre diversi
sottosistemi: il DVB-S per le trasmissioni
satellitari, il DVB-T per quelle terrestri e il
DVB-C per le trasmissioni via cavo.
Cos’è il sistema MPEG-2?
MPEG è l’acronimo di Motion Picture Expert
Group, un consorzio internazionale di ricerca che ha stabilito i canoni per la digitalizzazione e la compressione delle immagini
in movimento, elaborando lo standard
(MPEG-2) sul quale si basa il DVB europeo.
L’MPEG2 viene utilizzato anche nei nuovi
videodischi digitali DVD.
Cosa serve per ricevere la tv digitale via
satellite?
E’ necessario un impianto di ricezione sat
composto da: parabola, convertitore (preferibilmente di tipo Universale) e da un apposito ricevitore digitale, detto anche “set-
LA NUOVA TELEVISIONE
top box”. Il costo complessivo dell’impianto si aggira, attualmente, su cifre che vanno
dal milione in su, ma è anche possibile noleggiare il ricevitore, abbonandosi ai
bouquet a pagamento offerti dagli operatori italiani D+ o Stream.
Non è possibile utilizzare un convertitore di vecchio tipo?
Teoricamente si, ma non è consigliabile: i
ricevitori digitali sono preprogrammati per
funzionare con un convertitore Universale,
utilizzando il tono a 22 KHz per passare dalla banda bassa a quella alta e il cambio di
tensione 13/18 Volts per passare dalla
polarità orizzontale a quella verticale. Utilizzando LNB non universali, i ricevitori digitali non possono assicurare le funzioni di
sintonia automatica dei canali di ciascun
bouquet.
Non è possibile utilizzare un ricevitore analogico, magari con un decoder esterno?
No: il segnale digitale deve essere trattato
in modo profondamente diverso rispetto a
quello analogico, a partire dalla prima
demodulazione. Non è quindi possibile utilizzare un ricevitore analogico, e non esistono decoder digitali da affiancare al proprio
ricevitore.
Cosa si intende per “bouquet” digitale?
Il bouquet è l’offerta di emittenti diffuse da
uno stesso operatore. Ad esempio i canali
RaiSat 1, 2 e 3 fanno parte del “bouquet
Rai”, mentre emittenti come Match Music
Satellite, Cine Cinema e Classica fanno parte del bouquet D+.
Le trasmissioni digitali via satellite sono
codificate o in chiaro?
Come accade per i canali analogici, anche
quelli digitali possono essere diffusi in entrambe le modalità: attraverso i satelliti europei è possibile ricevere decine di emittenti
digitali diffuse in modalità “Free To Air” (ovvero in chiaro). Con un impianto Dual Feed
77
le domande più comuni
in grado di ricevere sia i satelliti di Eutelsat
che di Astra, è possibile accedere a diverse
centinaia di canali numerici in chiaro. Molto
più elevato il numero delle pay tv digitali,
ovviamente codificate...
Quindi è necessario anche un decoder, oltre al ricevitore?
Per la ricezione di un segnale digitale codificato, si utilizzano ricevitori IRD
(Integrated Receiver Decoder, ovvero ricevitore con decoder integrato). L’integrazione dei circuiti di decodifica all’interno dei ricevitori può essere di due tipi:
attraverso un sistema “on board” di tipo
chiuso (i circuiti vengono assemblati sulla piastra madre dell’apparecchio) o attraverso uno standard modulare aperto
(come la Common Interface), basato su
uno slot nel quale inserire il modulo di
decodifica (detto CAM - Conditional
Access Module, ovvero Modulo d’Accesso Condizionato). I due sistemi possono
essere usati anche insieme.
Esistono diversi sistemi di codifica per la
tv digitale?
Attualmente in Europa ne vengono utilizzati almeno otto: Irdeto, Videoguard. Seca
(usate dalle pay-tv italiane), Viaccess,
CryptoWorks, Mediaguard, Conax, Nagravision.
Cos’è il SimulCrypt?
E’ una soluzione tecnica che consente di trasmettere un’emittente digitale con diverse
codifiche contemporaneamente.E’ il sistema scelto dalle Pay-tv italiane nel rispetto
delle normative emanate dall’autorità garante delle comunicazioni per realizzare il
decoder unico.
Cos’è la Pay per View?
E’ una delle offerte commerciali della televisione a pagamento, che offre la possibilità di acquistare singole trasmissioni (ad
esempio eventi sportivi, concerti, eccetera).
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E’ compatibile solo con ricevitori dedicati
al singolo operatore.
Cos’è il Near Video On Demand?
E’ una derivazione del sistema Pay per View
che sfrutta le grandi capacità della tv digitale. Dal momento che su un singolo
transponder possono essere “compressi”
circa 8 canali televisivi differenti, si trasmette uno stesso film su più canali, con l’orario
d’inizio sfalsato di un quarto d’ora. In questo modo l’utente, in qualsiasi momento
della giornata, potrà “comprare” quel film
e vederlo dall’inizio aspettando al massimo
un quarto d’ora. E’ compatibile solo con ricevitori dedicati al singolo operatore.
Come funziona la “compressione” digitale?
Per ridurre la quantità di informazioni necessarie a comporre le immagini, si sfruttano diverse tecniche. Alla base c’è l’eliminazione della ridondanza: mai trasmettere due
volte quello che può essere memorizzato e
riprodotto dal ricevitore. Ad esempio, visto
che per comporre un secondo di immagini
in movimento sono necessari 25 fotogrammi, in realtà molto simili tra di loro, il sistema digitale trasmette il primo fotogramma
per intero, mentre nei successivi vengono
trasmessi solo gli elementi differenti dal primo fotogramma.
La compressione fa decadere la qualità
delle immagini?
Solo in parte, dipende da quanto un canale
viene compresso. Il DVB prevede diversi livelli di compressione, a seconda del tipo di
immagini che vengono trasmesse.
Per un canale caratterizzato da immagini
molto statiche (ad esempio un canale di televendite o di news) si può utilizzare una
forte compressione senza notare decadimenti della qualità. Per un canale che trasmette invece sport, dove le immagini sono
in rapido movimento, sarà necessario utilizzare un livello di compressione minore.
LA NUOVA TELEVISIONE
le domande più comuni
La tv digitale è compatibile con il formato 16:9?
Certamente. Esistono già canali (Tele+ 16:9)
che trasmettono esclusivamente in formato
“widescreen”. La stessa Rai ha diffuso oltre
quaranta incontri del passato Campionato
del Mondo di Calcio in formato panoramico, e diffonde occasionalmente film e spettacoli in 16:9 attraverso i suoi canali digitali.
L’audio digitale è compatibile con i sistemi Dolby Surround Pro-Logic e Dolby
Digital?
Solo con il Dolby Surround Pro Logic .Con
l’audio della tv digitale è possibile andare
anche oltre, utilizzando i nuovi standard
come il Dolby Digital che offre 5 canali discreti, più uno dedicato al sub-woofer. E’
necessario dotarsi di ricevitori digitali con
un software idoneo e ricevere canali che
utilizzano il Dolby Digitale.
I ricevitori digitali con decoder integrato
possono ricevere i canali trasmessi in chiaro?
Certamente: i canali diffusi in modalità “Free
To Air” possono essere ricevuti con qualsiasi set-top box digitale, indipendentemente dal sistema d’accesso condizionato utilizzato da quest’ultimo.
Cosa significa “aggiornamento del
software”?
I ricevitori digitali sono molto simili, nel concetto, ad un personal computer: sono apparecchi sui quali possono essere installati
diversi tipi di software o sistemi operativi.
In questo modo è possibile aggiungere a
ciascun apparecchio nuove funzioni (ad
esempio la gestione dei servizi di Pay per
View, la possibilità di visualizzare il Teletext,
o di accedere a funzioni interattive). L’aggiornamento del software consiste nella sostituzione del sistema operativo con una
nuova versione più avanzata.
Come avviene l’aggiornamento del
software?
LA NUOVA TELEVISIONE
Nel caso di ricevitori dedicati ad un bouquet
di pay tv digitali, il software viene teletrasmesso via satellite. La maggior parte dei
ricevitori è dotata di un’apposita funzione
per verificare l’eventuale presenza di un
nuovo sistema operativo e consentirne il
telecaricamento. Alcuni apparecchi non richiedono neanche l’intervento dell’utente:
nel caso in cui l’operatore stia trasmettendo un aggiornamento del software, effettuano automaticamente il “download”
(caricamento) del nuovo sistema operativo.
Se si dispone invece di un ricevitore di tipo
“Free To Air”, l’aggiornamento deve essere eseguito tramite computer. L’industria che
ha fabbricato il ricevitore mette a disposizione dell’utenza la nuova versione del
software attraverso Internet o tramite la sua
rete commerciale. Il software viene “caricato” sul ricevitore collegandolo, attraverso
un cavo seriale, al connettore RS-232 del
Personal Computer.
Cos’è il Modem e a cosa serve?
Il Modem (il termine deriva da modulatoredemodulatore) è un apparecchio che consente di trasmettere e ricevere segnali digitali (in questo caso possiamo parlare di
“files”, ovvero dati destinati a computer) attraverso la rete telefonica. Nei sistemi digitali il Modem offre la possibilità di stabilire
un “return path” (ovvero un segnale di ritorno) tra l’abbonato e il fornitore del servizio (in questo caso Tele+). Lo scopo è quello di consentire l’utilizzo di servizi come
l’IPPV (Impulse Pay per View, ovvero pay per
view ad impulsi): ogni volta che si acquista
un programma in Pay per View, il costo della trasmissione viene memorizzato sulla
smart card dell’abbonato. Quando si supera un certo numero di programmi acquistati, o a scadenze prefissate (ad esempio una
volta al mese) il ricevitore, attraverso il
Modem, “chiama” il centro servizi di Tele+
per comunicare i dati accumulati (per consentire la fatturazione dei servizi). Se questo non avviene, magari perchè il Modem
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le domande più comuni
non è stato collegato correttamente, l’utente non avrebbe più la possibilità di acquistare ulteriori programmi in Pay per View.
film, o visualizzare l’elenco dei programmi
trasmessi da ciascun canale ad una data ora
della giornata.
Come si fa a sintonizzare un bouquet digitale?
Ciascun pacchetto di canali trasmette con
determinate caratteristiche, che vanno impostate nel menù di ricerca manuale dei canali: frequenza e polarizzazione (come per i
normali canali analogici), FEC e Symbol
Rate. Una volta introdotti questi dati, il ricevitore provvederà a sintonizzarsi sulla frequenza fornita e a memorizzare i canali trasmessi su di essa.
Cosa sono le Service Information?
Si tratta di segnali diffusi da ciascun bouquet
digitale che vengono utilizzati per “informare” costantemente il ricevitore su quali canali sono attivi, e su quali transponder si trovano: grazie a questa tecnica, per ricevere
ad esempio il bouquet di canali di Tele+, è
sufficiente introdurre i dati relativi ad un solo
transponder. A partire da questo, il ricevitore, attraverso le Service Information, otterrà automaticamente le frequenze e le caratteristiche necessarie per memorizzare
anche i canali diffusi dagli altri transponder.
Cos’è il FEC?
Il FEC (acronimo di Forward Error Correction) è un sistema di correzione d’errore che
consente, in caso di un momentaneo abbassamento del livello di segnale, di evitare la perdita dell’immagine e di mantenere
stabile la ricezione. Maggiore è il FEC, minore sarà la capacità del transponder per
contenere canali (ad esempio, un transponder con FEC a 2/3 può ospitare meno canali di uno con FEC a 3/4).
Cos’è il Symbol Rate?
Il Symbol Rate rappresenta la velocità di trasmissione al secondo, di dati digitali. Normalmente viene utilizzato, per la maggior
parte dei bouquet digitali, un rate di 27.500
simboli al secondo. Per i canali di servizio o
per quelli diffusi con la tecnica SCPC, si utilizzano velocità più basse. Ovviamente, minore è la velocità, minore è lo “spazio” disponibile per trasmettere altri canali.
Cosa significa EPG?
L’EPG, ovvero l’Electronic Program Guide
(guida elettronica ai programmi) è il sistema adottato nelle trasmissioni digitali che
consente di visualizzare sullo schermo delle informazioni dettagliate su ciascun programma trasmesso: è possibile, ad esempio, ottenere la trama e gli interpreti di un
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Cosa sono i canali SCPC?
Sono canali trasmessi con una particolare
modalità, utilizzata in particolare per emittenti non destinate alla ricezione pubblica:
in pratica, anzichè diffondere attraverso un
transponder un “pacchetto” di emittenti,
che di fatto condividono la stessa portante,
il transponder stesso viene segmentato in
modo da poter ospitare diverse portanti, ad
ognuna delle quali viene associato un singolo canale (la sigla SCPC significa proprio
Single Channel Per Carrier, ovvero singolo
canale per portante). Tra le emittenti che
utilizzano questo sistema c’è Rai International, il canale d’esportazione della Rai. Non
tutti i ricevitori digitali sono in grado di ricevere i segnali SCPC.
E’ possibile collegare alla stessa parabola
un ricevitore digitale ed uno analogico?
Certamente: è necessario utilizzare uno
splitter particolare, dotato di un ingresso (al
quale collegare il cavo proveniente dalla
parabola), due uscite (una per il ricevitore
digitale e una per quello analogico) e un
cavo di controllo, da collegare al piedino 8
della presa Scart del ricevitore analogico. Il
segnale proveniente dall’LNB viene inviato, in via prioritaria al ricevitore digitale. Ac-
LA NUOVA TELEVISIONE
le domande più comuni
cendendo il ricevitore analogico, lo splitter
commuta automaticamente su di questo,
escludendo temporaneamente il digitale.
Ovviamente non è possibile mantenere entrambi i ricevitori in funzione contemporaneamente. E’ possibile anche mettere i due
ricevitori direttamente in cascata senza usare alcuno switch.
E’ possibile utilizzare un ricevitore digitale in un sistema Dual Feed?
Certamente. Esistono diverse modalità, per
poter usare un solo cavo di discesa dai convertitori al ricevitore. La prima utilizza uno
switch esterno comandato da una tensione
0/12 Volts. In questo caso, è indispensabile
utilizzare però un cavo che porti questa tensione allo switch, o un coassiale dotato di
un conduttore supplementare, all’interno
della stessa guaina. La seconda utilizza invece un commutatore esterno controllabile
attraverso un tono a 60 Hz, che transita attraverso lo stesso cavo coassiale. Infine, è
possibile utilizzare un commutatore di tipo
DiSEqC, se il ricevitore è compatibile con
questo standard.
E’ possibile collegare un ricevitore digitale ad un sistema motorizzato?
Certamente. Occorrono ricevitori digitali
progettati per funzionare con sistemi motorizzati.
Cosa significa “Open Tv”?
Si tratta di un sistema operativo sviluppato
da Sun e Thomson, dedicato espressamente alle applicazioni multimediali per ricevitori digitali. In Europa, esistono già molti
servizi che utilizzano il linguaggio OpenTv.
Ad esempio, il canale Meteo del bouquet
francese TPS consente di navigare, con il
telecomando, attraverso una serie di menu
interattivi che offrono la possibilità di
visualizzare le previsioni meteoreologiche
relative alla propria zona geografica.
Cosa significa “[email protected]”?
LA NUOVA TELEVISIONE
E’ l’acronimo di Main Profile at Main Level,
ovvero il sistema di trasmissione utilizzato
nello standard DVB: Profilo e Livello rappresentano la qualità complessiva dei segnali
trasmessi e la loro compressione.
Per ricevere la tv digitale è necessario un
televisore digitale?
No: una volta ricevuti, i segnali digitali vengono riconvertiti in informazioni analogiche
dal ricevitore, per poter essere visualizzati
sotto forma di segnali RGB (le tre componenti cromatiche che compongono l’immagine televisiva, ovvero Rosso, Verde e Blu)
o direttamente in Pal videocomposito.
I canali italiani via satellite sono tutti a
pagamento?
No, esistono moltissimi canali diffusi in chiaro, ricevibili senza che ci sia bisogno di pagare alcun abbonamento (a parte, naturalmente, il canone, ovvero la tassa di possesso del televisore).
I canali italiani via satellite sono tutti in
digitale?
No: le tre reti Rai (RaiUno, RaiDue e RaiTre)
vengono diffuse anche in analogico, attraverso il satellite Hot Bird 1.
E’ vero che i programmi della Rai e della
Mediaset via satellite sono codificati?
La Rai e la Mediaset sona costrette a codificare alcuni programmi per i quali non hanno i diritti per tutta l’Europa. Si tratta soprattutto di alcuni avvenimenti sportivi e, più
sporadicamente, di film e tv movie. La Rai
utilizza in analogico la codifica Discret e in
digitale il Seca. La Mediaset oscura il segnale con una codifica industriale, impedendone completamente la visione. L’ordinanza
dell’Autorità Garante delle Comunicazioni
relativa all’unico decoder dovrebbe permettere la codifica in simulcrypt.
Che differenza c’è fra Pay per View e
Impulse Pay per View?
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le domande più comuni
Nel primo caso, la smart card viene precaricata con alcuni “gettoni”, che l’utente consuma ogni volta che accede ad un evento.
Questi gettoni possono essere preacquistati, telefonando al centro servizi del gestore.
Nel secondo caso, ogni evento viene invece acquistato singolarmente, attraverso una
connessione che il ricevitore effettua, tramite il modem incorporato, con il centro
servizi, in modo del tutto automatico.
Nessuna differenza, in teoria: un segnale
digitale è uguale, come caratteristiche, in
entrambi i sistemi. Nella diffusione via cavo
si è meno soggetti ad eventuali cali del livello di segnale dovuti ad agenti atmosferici: durante un diluvio, una parabola di piccole dimensioni potrebbe rivelarsi insufficiente alla ricezione del segnale. Il cavo,
naturalmente, non è soggetto a questi problemi.
C’è qualche differenza fra i canali Tele+
trasmessi via etere e quelli trasmessi via
satellite?
Le differenze sono sia a livello quantitativo
(via satellite, oltre ai canali Tele+ Nero e
Bianco, è possibile ricevere anche Tele+ Grigio e Tele+ 16:9) sia per l’aspetto qualitativo
(nella trasmissione via satellite, grazie al sistema digitale DVB, la qualità di immagini
e suoni è decisamente superiore).
Qual è il formato audio migliore che
un’emittente satellitare potrebbe trasmettere? E perché la maggior parte dei
film vengono trasmessi con un semplice
audio stereo (quando va bene?).
Il formato audio “ideale” è quello multicanale: ne esistono due versioni, una progettata dalla Dolby (Dolby Digital o AC-3) e una
basata sulla compressione MPEG (MPEG
5.1). Entrambi i sistemi offrono ben 5 canali
audio discreti (destro, sinistro, centrale, posteriore destro e posteriore sinistro), più un
canale per il subwoofer, e sono attualmente utilizzati nei dischi DVD.
A livello qualitativo, che differenza c’è fra
la ricezione satellitare in digitale e quella
via cavo?
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LA NUOVA TELEVISIONE
il vocabolario dei termini usati
IL VOCABOLARIO
DEI TERMINI USATI
Accesso condizionato. Sistema di codifica e
di gestione del parco abbonati di un pacchetto di pay television. Nella tv digitale è un
modulo inserito nel ricevitore IRD o in un particolare chipset installato direttamente sulla
piastra madre dell’apparecchio. I sistemi utilizzati in Italia sono Irdeto (Stream, SCT, D+),
Seca Mediaguard (D+) e videoguard (Stream)
ADR (Astra Satellite Radio). Sistema di trasmissione digitale per emittenti radiofoniche.
Attualmente viene utilizzato per la diffusione
di circa 40 canali, soprattutto tedeschi, diffusi
in chiaro su Astra. Lo standard ADR consente
anche la codifica del segnale.
Allineamento. Processo di ottimizzazione del
puntamento della parabola su un satellite.
Alta Definizione. L’immagine televisiva tradizionale è formata da 625 linee di definizione.
Nell’Alta Definizione, il numero di linee viene
raddoppiato, offrendo una qualità d’immagine e un livello di dettaglio superiori, vicini a
quelli offerti dalla pellicola cinematografica.
Analogico. Tecnicamente, è il sistema in cui il
segnale viene elaborato in forma continua,
l’opposto di un segnale digitale. Si tratta del
sistema utilizzato tradizionalmente per diffondere i programmi tv terrestre. Via satellite,
esistono decine e decine di emittenti che trasmettono in modalità analogica. Questo standard, verrà in futuro soppiantato da quello
digitale, economicamente più conveniente
per le emittenti e più versatile per gli utenti.
Attuatore. Motore lineare con sistema a
contro-reazione che permette lo spostamento della direzione di puntamento della
parabola.
LA NUOVA TELEVISIONE
Azimut. Valore espresso in gradi indicante la
posizione di un satellite sul piano orizzontale.
Banda base. Segnale non deenfatizzato e non
ancora adattato alle necessità del ricevitore
necessario per il corretto funzionamento di un
decodificatore analogico.
Banda C. La gamma di frequenze compresa
tra i 3.7 e i 4.2 GHz, utilizzata in particolare
dai satelliti per telecomunicazioni intercontinentali. Le caratteristiche di questa banda consentono di diffondere un segnale su aree geografiche vastissime, la cui ricezione è però
legata a parabole di dimensioni notevoli (normalmente superiori ai 3 metri di diametro) La
maggior parte dei canali televisivi utilizza questa banda esclusivamente a scopi professionali, mentre per la ricezione domestica diretta è invece privilegiata la banda Ku. Per ricevere la banda C è necessario un apposito convertitore, dotato di polarizzatore circolare, ed
un ricevitore in grado di effettuare l’inversione della polarità video, dal momento che i
canali analogici diffusi in banda C vengono trasmessi con immagini al negativo (senso di modulazione invertito).
Banda Ku. La gamma di frequenze compresa
tra i 10.7 e i 12.75 GHz, utilizzata dalla
stragrande maggioranza delle emittenti europee e internazionali per diffondere direttamente i propri segnali all’utenza domestica.
Per ricevere i canali trasmessi in questa banda è necessario un convertitore Universale,
installato su una parabola di dimensioni anche molto contenute (dai 70 cm. di diametro
in su).
CAM. Conditional Access Module, o modulo
d’accesso condizionato. Si tratta, nei sistemi
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il vocabolario dei termini usati
digitali, della circuitazione di decodifica necessaria a ricevere i canali criptati. Può essere
un modulo estraibile, come nel caso dei CAM
Irdeto o di quelli conformi allo standard Common Interface, o di un chipset integrato direttamente sulla piastra madre del ricevitore.
Canone. E’ la tassa sul possesso del televisore (o di qualunque apparecchiatura atta alla
ricezione di segnali televisivi) attraverso la
quale viene finanziata la tv pubblica. Viene
puntualmente evaso da migliaia di telespettatori, tanto che la Rai sta prendendo in considerazione l’ipotesi di codificare integralmente le proprie trasmissioni satellitari, distribuendo una propria smart card solo a coloro che
sono in regola con il pagamento.
Cavo. E’ il mezzo attraverso il quale transita il
segnale dalla parabola al ricevitore o, nel caso
della tv via cavo, è il sistema di distribuzione
del segnale adottato dalla Stream per la diffusione dei propri canali digitali, attraverso una
combinazione di rete in fibre ottiche e cavo
coassiale.
Centralizzato. Sistema di distribuzione del
segnale ricevuto da una o più parabole a diversi utenti. Si tratta della soluzione ideale per
evitare il proliferare delle parabole sul tetto.
Diverse alternative tecniche consentono di
realizzare impianti che, utilizzando anche il
cavo d’antenna preesistente (o, in alternativa, realizzando una nuova “calata” di cavi),
possono portare sia il segnale ricevuto dal satellite che quello della tradizionale antenna terrestre in ogni appartamento.
Chiave elettronica (Parental Lock). Possibilità di impedire la visione di canali particolari
se non si fornisce al sintonizzatore un numero
di codice
Cifra di rumore (Noise Figure). Misura, espressa in decibel, della quantità di rumore generata in un amplificatore o in un LNB. Minore è la
cifra di rumore, migliore sarà il segnale
Codifica. Sistema utilizzato per oscurare le immagini di una pay tv.
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Commutazione. 22 kHzSegnale inviato dal
ricevitore che permette di commutare i segnali
provenienti da due LNB, oppure di commutare tra due oscillatori locali presenti negli LNB
universali.
Convertitore. In un sistema di ricezione via
satellite è l’elemento, installato sulla parabola, che amplifica il segnale ricevuto e lo converte ad una frequenza intermedia (dai 900 ai
2.150 MHz), prima di immetterlo nel cavo che
collega l’impianto esterno al ricevitore domestico. Per ricevere i segnali della maggior parte dei satelliti europei, è necessario un convertitore di tipo Universale, compatibile sia
con le emissioni analogiche che con quelle
digitali.
Common Interface. Standard sviluppato nell’ambito del sistema DVB per consentire ad
ogni ricevitore digitale di interfacciarsi con differenti sistemi di accesso condizionato. In pratica si tratta di uno slot nel quale è possibile
inserire il modulo d’accesso condizionato
(CAM) e la smart card utilizzati dalla pay tv
digitale alla quale ci si desidera abbonare. Nel
caso si decida di sottoscrivere un abbonamento ad un altro operatore, che utilizza un sistema d’accesso condizionato differente, è sufficiente sostituire il modulo CAM e la smart
card, mantenendo il proprio ricevitore. Rispetta la normativa emanata da Garante delle Comunicazioni relativa all’unico decoder.
D+. E’ la piattaforma digitale a pagamento di
Tele +. Attualmente comprende svariate offerte: un bouquet “basic” con decine di canali tematici, alcuni canali in opzione, il servizio
“premium” Tele + e i servizi + Calcio e + Formula 1.
DBW. Valore in decibel (vedi sotto) indicante
la potenza del segnale irradiato dal transponder al centro del footprint. Maggiore è il valore, minore la dimensione della parabola necessaria per la ricezione del segnale.
Decoder. Apparecchio necessario per decodificare programmi televisivi criptati. Le pay
television, per impedire la visione dei propri
LA NUOVA TELEVISIONE
il vocabolario dei termini usati
programmi ai non abbonati, possono criptare
i loro segnali, utilizzando i vari standard di
codifica disponibili (ad esempio il Videocrypt
o il Mac/Eurocrypt per l’analogico, l’Irdeto o
il Seca per il digitale). In fase di ricezione, attraverso un relativo decoder abilitato, i segnali
verranno rimessi “in chiaro”, resi cioè nuovamente accessibili. Il decoder può essere integrato direttamente all’interno del ricevitore
(negli apparecchi IRD - Integrated Receiver
Decoder). Per abilitare il decoder, viene utilizzata in molti casi la Smart Card (vedi).
Doppia banda (Dual band). Convertitore in
grado di ricevere contemporaneamente due
diverse bande di frequenza.
Decibel (dB). Misura logaritmica. Viene usata
per indicare il guadagno o la perdita di segnale.
DSR (Digital Satellite Radio). Sistema di trasmissione audio digitale utilizzato da alcune
emittenti tedesche. Richiede l’utilizzo di un ricevitore apposito.
Declinazione. Angolo di aggiustamento tra un
montaggio polare e il piatto della parabola.
Deenfasi audio. Riduzione di una porzione
delle frequenze più alte di un segnale a modulazione di frequenza, utilizzato per neutralizzare gli effetti della pre-enfasi. Si tratta di
un sistema di trasmissione e ricezione atto a
migliorare il rapporto segnale/rumore.
Digitale. Sistema di trasmissione numerico basato sul campionamento di immagini e suoni.
In Europa viene utilizzato lo standard DVB
(Digital Video Broadcasting), che prevede la
compressione del segnale attraverso il sisema
MPEG2.
DiSEqC. Sistema di collegamento tra ricevitore e periferiche di un impianto sat (LNB,
switch di commutazione, polarizzatore, motore) che invia tutti i segnali di controllo per
questi componenti solo attraverso il cavo
coassiale.
Dolby Surround. Sistema multicanale per la
riproduzione sonora, adottato in numerosi
film e programmi televisivi per garantire un
effetto “avvolgente”. Richiede l’utilizzo di un
amplificatore dotato di decoder Dolby
Surround o Pro-Logic incorporato (in grado
di estrarre, dal segnale stereofonico, i segnali
destinati ai diffusori supplementari, centrale
e posteriori).
LA NUOVA TELEVISIONE
Doppia polarità (Dual pole). Convertitore di
tipo “Marconi” in grado di ricevere entrambe
le polarità (orizzontale e verticale) selezionabili
dall’utente attraverso un cambio di tensione
(13/18 Volt).
Down Link. Percorso del segnale dal transponder del satellite a Terra.
DVB. Acronimo di Digital Video Broadcasting:
è lo standard di trasmissione digitale adottato in Europa, ed è basato sul sistema di compressione MPEG-2. Elaborato da un consorzio internazionale, il DVB prevede tre varianti: il DVB-S, dedicato alla trasmissione via satellite, il DVB-C per la tv via cavo e il DVB-T
per la trasmissione digitale attraverso ripetitori terrestri.
EIRP. (Effective Isotropic Radiated Power: potenza isotropica effettiva irradiata).
Potenza del segnale irradiato da un satellite
sulla Terra. Il valore EIRP è più alto al centro
del cono di copertura e decresce spostandosi
verso la periferia del footprint.
Elevazione. L’angolo verticale compreso fra
l’orizzonte e il satellite.
EPG. Acronimo di Electronic Program Guide,
ovvero guida elettronica ai programmi. Si tratta di un sistema tipico della tv digitale, che
consente di visualizzare direttamente sullo
schermo le informazioni relative al programma in corso, a quello successivo e alla programmazione delle emittenti ricevute.
Eurocrypt. Sistema di codifica associato allo
standard di trasmissione analogico D/D2-Mac.
Per poter ricevere i canali che utilizzano questo sistema, è necessario un decoder e una
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il vocabolario dei termini usati
smart card, rilasciata dall’emittente che si desidera ricevere. Il D2-Mac/Eurocrypt è utilizzato come sistema di codifica da numerose
emittenti nordeuropee e dai canali a luci rosse Rendez Vous e Eros Tv.
Fascia di Clarke. E’ la zona in cui orbitano i
satelliti geostazionari (come quelli per telecomunicazioni utilizzati per la diffusione della tv
via satellite), posta a 36.000 km di altezza sull’equatore. In questa fascia di cielo, i satelliti
si muovono con la stessa velocità angolare di
rotazione della Terra, rispetto alla quale appaiono quindi come punti fissi. La fascia prende il nome da Arthur C. Clarke (l’autore di
2001 Odissea Nello Spazio), il primo a
teorizzarne l’utilizzo negli anni ’40.
Footprint. L’area geografica coperta dai segnali trasmessi dal satellite.
Formato. Rapporto tra base e altezza di un’immagine, e di uno schermo tv. Il formato è un
dato degli standard televisivi. Il Pal, il Secam
e l’NTSC usano un formato di 4 a 3. I sistemi
HDTV, il D2-Mac, il Palplus usano il rapporto
di 16 a 9. Il DVB può usare entrambi.
Free To Air. I canali digitali irradiati in modalità “free to air” sono quelli privi di codifiche,
diffusi “in chiaro”. Possono essere ricevuti con
qualsiasi set-top box digitale, anche privo di
modulo d’accesso condizionato.
Frequenza intermedia. Gamma di frequenze
provenienti dal gruppo LNB, che il ricevitore
è in grado di sintonizzare. Può essere standard (950-1.750), estesa (950-2.050), ampia
(700-2.050). La banda estesa è necessaria per
ricevere tutti i canali dai diversi satelliti Astra,
dall’1A fino all’1D. L’ampia banda permette
anche la ricezione di tutti i satelliti Astra con
un vecchio LNB (non esteso). Con l’introduzione dei canali digitali, la banda estesa deve
essere ulteriormente ampliata a 2.150 MHz.
Hi Fi. L’audio della maggior parte delle emittenti satellitari, sia televisive che radiofoniche,
viene trasmesso con sistemi che garantiscono una qualità estremamente elevata. Sia nel
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caso di trasmissioni analogiche, nelle quali
viene utilizzato il sistema di riduzione del rumore Wegener Panda, sia nel caso delle trasmissioni digitali, l’audio sat è decisamente
Hi Fi (sigla di High Fidelity, ovvero Alta Fedeltà).
Illuminatore (Feed). Elemento che viene posto in corrispondenza del fuoco della parabola. Serve a convogliare i segnali riflessi dal disco parabolico all’LNB.
Internet. La rete delle reti, ovvero l’universo
delle comunicazioni telematiche. Relegata,
sino ad ora, al mondo della telefonia (per poter “navigare” nella rete è necessaria una connessione telefonica, attraverso cui ricevere e
trasmettere i dati), si sta spostando ora nel
mondo del satellite, in grado di garantire una
maggior velocità di distribuzione dei dati.
Installazione. Il montaggio e il puntamento
di un sistema di ricezione via satellite. Si tratta di una procedura delicata, essenziale per la
buona riuscita di un impianto. Deve eseguirla
un professionista abilitato.
IRD (Integrated Receiver Decoder). Ricevitore con decodificatore integrato.
Irdeto. Sistema di accesso condizionato (codifica) utilizzato sia da Tele + che da Stream.
Si basa su ricevitori equipaggiati di un modulo CAM (Conditional Access Module) da inserire in un apposito slot.
Larghezza di banda. Gamma di frequenze
occupate da un segnale.
LNB. Acronimo di Low Noise Block converter,
ovvero convertitore a basso rumore. E’ l’elemento sul quale vengono convogliati i segnali riflessi dalla parabola, la cui funzione è quella di amplificarli e convertirli ad una gamma
di frequenze inferiori, per poterli poi trasferire al ricevitore attraverso un cavo coassiale.
Per la ricezione dei canali sat digitali e analogici europei, è necessario utilizzare un convertitore di tipo “Universale” (con frequenze
d’ingresso da 10.7 a 12.75 GHz).
LA NUOVA TELEVISIONE
il vocabolario dei termini usati
LNB a tripla banda. LNB, con due oscillatori
locali, uno per la banda bassa a 9,75 GHz l’altro per la alta a 10,75 GHz, in grado di ricevere tutte le bande Ku (vedi). La selezione della
banda avviene o a tensione (13/18V) oppure
con il tono a 22 kHz.
LNB universale. Anche l’LNB universale incorpora, come quelli a tripla banda (vedi sopra),
due oscillatori locali. Quello per la banda bassa
è sempre a 9,75 GHz; il secondo invece è a
10,6 GHz. Con questo LNB la massima frequenza in banda Ku (12,750 GHz) viene spostata a 2.150 MHz.
Memorie. Numero dei canali che un ricevitore satellite, o un televisore, può presintonizzare. Si usa anche il nome Programmi.
Mesh. Antenna in metallo traforato. Le dimensioni dei fori, pur non compromettendo la capacità riflettente del disco, consentono alla parabola di offrire una minor resistenza al vento.
MMDS (Multipoint Microwave Distribution
System - sistema di distribuzione a microonde). Distribuzione ad utenti di trasmissioni
tv sulle frequenze satellite (11,7—12,5 GHz)
ma trasmesso da ripetitori terrestri. Per riceverlo è sufficiente un’antenna con un guadagno inferiore a quello delle parabole, un convertitore ed un ricevitore satellite.
Modem. Acronimo di MODulatore - DEModulatore: è l’apparecchio che converte un’informazione digitale in un segnale analogico,
per consentire la sua trasmissione attraverso
la comune rete telefonica. Nella tv digitale
viene utilizzato per collegare il ricevitore al
Centro Servizi della pay tv alla quale ci si è
abbonati, per consentire l’utilizzo di sistemi
di pay television.
Modulatore. Il modulatore interno dei ricevitori prende il segnale in banda base a 50 Hz e
625 linee, lo codifica secondo lo standard Pal
e lo carica su uno dei canali UHF.
Montaggio Az/El. Montante per parabole
utilizzabile per il puntamento fisso (le
LA NUOVA TELEVISIONE
regolazioni di elevazione e azimut sono quelle essenziali per poter puntare un satellite).
Montaggio Horizon-to-Horizon. Sistema di
motorizzazione della parabola che permette
un ampio raggio di movimento ed un puntamento molto accurato.
Montaggio polare (Polarmount). Montante
per sistemi motorizzati, in grado di far seguire automaticamente alla parabola nel suo
movimento azimutale, la variazione dell’elevazione dell’arco polare entro il quale sono
collocati i satelliti.
MPEG2. Sistema digitale di compressione dell’informazione, basato sull’eliminazione degli
elementi di ridondanza e su alcuni potenti
algoritmi in grado di ridurre sensibilmente la
dimensione del dato finale. Sviluppato da un
gruppo di ricerca internazionale (il Motion
Picture Expert Group, da cui l’acronimo MPEG),
è il sistema utilizzato per la compressione dei
dati digitali che compongono i segnali DVB.
Multicrypt. Sistema che consente di inserire,
in un ricevitore digitale, diversi moduli d’accesso condizionato grazie ad un’interfaccia di
tipo Common Interface.
Multifeed. Montaggio di più di un LNB su
un’antenna non motorizzata per ricevere i segnali di due, o più, satelliti vicini.
Near Video On Demand. Sistema che consente di acquistare un evento in pay per view
(ad esempio un film) limitando al minimo l’attesa del suo inizio: in pratica, lo stesso film
viene trasmesso su diversi canali con orari di
inizio sfalsati di quindici o trenta minuti.
NTSC. Standard di trasmissione utilizzato dalle
emittenti statunitensi e giapponesi. Usa 525
linee di scansione ed una frequenza di
semiquadro di 60 Hz.
Oscillatore locale. Dispositivo dell’LNB che
determina la banda di frequenza ricevuta
dall’LNB stesso, compreso tra i 13 e gli 11 GHz
circa, nella banda di frequenza intermedia.
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il vocabolario dei termini usati
On Screen Display. Sistema di programmazione dei ricevitori o di altri apparecchi basato su informazioni che vengono visualizzate
direttamente sullo schermo del televisore.
Posizionatore. Unità per il controllo di una parabola motorizzata. Ha un certo numero di memorie per le diverse posizioni satellite.
Programmi. Vedi Memorie.
Orbita geostazionaria. Vedi Fascia di Clark.
Pal. Standard di trasmissione utilizzato dalla
maggioranza delle emittenti europee in cui le
immagini sono composte da 625 linee, trasmesse con frequenza di 50 Hz.
Pal Plus. Standard di trasmissione tv caratterizzato dal formato 16:9 ma perfettamente
compatibile con l’attuale Pal.
Parabola. E’ il cuore di un sistema di ricezione
per la tv via satellite. Tecnicamente, si tratta di
una superficie di forma parabolica costruita con
materiali in grado di riflettere i segnali ricevuti
verso il convertitore. Il suo guadagno varia in
funzione del diametro: maggiori saranno le dimensioni, migliore sarà la qualità del segnale
ricevuto. Nella nostra penisola, per ricevere i
canali diffusi dai satelliti Hot Bird, è sufficiente
una parabola da 80 cm. di diametro.
Pay Tv. Televisione a pagamento: tutti i programmi di una pay tv sono codificati e per poterli “decodificare” è necessario pagare un canone di abbonamento. Chi non paga, non
vede...
Pay Per View. Una “variante” della pay tv, attraverso la quale è possibile “acquistare” un
singolo programma alla volta.
Polarizzazione. Andamento caratteristico
delle onde elettromagnetiche. Nelle trasmissioni via satellite può essere di quattro tipi:
lineare verticale od orizzontale, circolare
sinistrorsa o destrorsa.
Polarizzatore. Dispositivo che separa le onde
a polarizzazione lineare verticale da quelle
orizzontali. Il controllo può avvenire a tensione 13/18Volt (polarizzatore elettrico tipo
Marconi), oppure a corrente (polarizzatore
magnetico); infine a impulsi di tensione
(polarizzatore meccanico).
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QPSK, QAM. No, non vi spiegheremo il significato esatto di queste due sigle. Vi diciamo semplicemente che si tratta di due diversi
sistemi di modulazione di un segnale digitale, propri rispettivamente della tv via satellite
e di quella via cavo. I ricevitori digitali per il
satellite utilizzano sintonizzatori con demodulazione QPSK, quelli per la tv via cavo usano
invece la modalità QAM. Esistono però sistemi di distribuzione centralizzati del segnale basati sulla trasmodulazione QPSK - QAM. In
questo caso, anche se il segnale arriva dal satellite in modalità QPSK, il ricevitore domestico da utilizzare dovrà essere di tipo QAM.
RaiSat. E’ la società della Rai che si occupa
della realizzazione dei canali tematici, da Luglio disponibili attraverso il bouquet D+.
RCA. Tipo di presa per le uscite audio-stereo
o per i segnali audio-video composito.
Return Path. Letteralmente “sentiero di ritorno”. E’ il sistema che consente all’operatore
di pay tv la fatturazione dei programmi acquistati dall’utente attraverso la pay per view. A
bordo del ricevitore c’è un modem, collegato
alla linea telefonica domestica. Dopo aver
“comprato” un certo numero di eventi, il
modem si collega alla centrale operativa del
fornitore del servizio e “scarica” i dati relativi
ai programmi acquistati.
Ricevitore. Si tratta dell’apparecchio utilizzato per sintonizzare e memorizzare le diverse
emittenti ricevute dalla parabola. Può essere
di tipo analogico o digitale.
Scart. Tipo di presa con 21 pin per il collegamento dei dispositivi audio/video come videoregistratori, ricevitori, lettori DVD, decoder
e televisori. Attraverso i connettori Scart possono transitare sia segnali in videocomposito
che in RGB o in Y/C (Super VHS).
LA NUOVA TELEVISIONE
il vocabolario dei termini usati
Seca Mediaguard. E’ il sistema di accesso
condizionato sviluppato da Canal +.
Secam. Standard di trasmissione utilizzato in
Francia e nei Paesi dell’Est europeo in cui le
immagini sono composte da 625 linee trasmesse con frequenza di 50 Hz.
Sedici/noni (16:9). E’ il rapporto base - altezza delle trasmissioni “widescreen”. Si tratta
di un rapporto più vicino a quello utilizzato
negli schermi cinematografici, ideale quindi
per la visione in tv dei film. Esistono già diversi canali che trasmettono utilizzando il formato 16:9. Il rapporto normalmente utilizzato
nelle trasmissioni televisive tradizionali, invece, è di 4:3.
SimulCrypt. Soluzione tecnica che consente
di trasmettere un’emittente digitale con diverse codifiche contemporaneamente
Smart card. E’ la “tessera” da inserire nei
decoder, digitali ed analogici, per abilitarli alla
decodifica di un segnale codificato. All’interno della smart card c’è un piccolo chip sul
quale sono memorizzati i dati relativi all’abbonamento sottoscritto, necessari per decodificare il segnale.
Soglia statica. Valore minimo entro il quale il
circuito di demodulazione del ricevitore analogico riesce a funzionare correttamente. Minore è la soglia statica, maggiore è la sensibilità del ricevitore. E’ misurata in decibel.
Sottoportante. Segnale ausiliario del segnale tv satellite sul quale è possibile ‘caricare’
l’audio. I canali tv sat hanno diverse sottoportanti audio, localizzate fra 5.5 e 10 MHz dalla
portante del segnale video.
Splitter. Componente che divide un segnale
in ingresso in due segnali uguali sulle due, o
più, uscite. Importante è considerare l’attenuazione che introduce sul segnale
Stream. E’ la piattaforma digitale distribuita
via cavo e via satellite. Utilizza il sistema d’ac-
LA NUOVA TELEVISIONE
cesso condizionato Irdeto e offre un bouquet
di canali estremamente vario (BlueStream) con
un servizio di Pay Per View (PrimaFila) e di
canali interattivi.
Switch. Componente che permette di scegliere tra due segnali in ingresso inviandone uno
solo all’uscita. E’ controllato con un tono a 22
kHz o con un gradino di tensione a 12 V. In
pratica compie l’operazione contraria allo
splitter (vedi).
Symbol Rate. Letteralmente “velocità di simbolo”: è legato al bitrate con il quale viene
trasmesso un flusso di segnali digitali. Si tratta di un valore importante: la maggior parte
dei bouquet utilizza una velocità intorno ai
27.500 megasimboli al secondo, mentre diversi canali (in particolare quelli non destinati
alla ricezione pubblica, come i canali di servizio diffusi in modalità SCPC) sfruttano velocità molto più contenute. Per riceverli, il settop box deve essere in grado di riconoscere
segnali con symbol rate compreso tra 2 e 30
megasimboli al secondo.
Tele+. La prima pay tv italiana, attualmente
diffusa via etere e via satellite. Nella distribuzione satellitare, Tele + viene offerta in quattro canali “premium”: Tele+ Bianco, Tele+
Nero, Tele+ Grigio e Tele+ 16:9.
Timer. Temporizzatore per l’accensione e lo
spegnimento automatico di un apparecchio.
Transponder. I dispositivi, posti su un satellite, in grado di ricevere i segnali dalle stazioni
terrestri e di ritrasmetterli verso Terra.
Uplink. Percorso del segnale dalla Terra al satellite.
Videocrypt. Sistema di codifica utilizzato particolarmente dai canali anglosassoni.
Videoguard. Sistema di codifica utilizzato dall’operatore italiano Stream
Video On Demand. Sistema che consente
all’utente di scegliere, attraverso l’utilizzo del
89
il vocabolario dei termini usati
telecomando, il film che desidera acquistare
in Pay Per View, il cui inizio sarà immediato.
Per il momento il Video On Demand è
realizzabile esclusivamente attraverso le tecnologie legate al cavo.
90
Wegener Panda. Sistema di compressione
dell’audio stereo analogico utilizzato da numerosi canali sat. In ricezione, il Wegener Panda consente di ridurre la quantità di rumore
introdotta in fase di trasmissione.
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LA SPEZIA - VIA DEL CARMINE, 7 - 19121
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CHIAVARI - PIAZZA ROMA, 36 - 16043
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EMILIA ROMAGNA
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BOLOGNA - VIA MILAZZO, 19/F - 40121
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FERRARA - PIAZZA ENRICO TOTI, 5 - 44100
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RAVENNA - VIA F. NEGRI, 22 - 48100
Tel 054439777 - Fax 054434160
FAENZA - PIAZZA XI FEBBRAIO, 4 - 48018
Tel 054621906 - Fax 054621924
CESENA - VIA R. SERRA, 15 - 47023
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PIACENZA - VIA MALCHIODA, 1 - 29100
Tel 0523456075 - Fax 0523453964
FORLI’ - PIAZZA DEL CARMINE, 20 - 47100
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REGGIO EMILIA - VIA DEI MILLE, 6/4 - 42100
Tel 0522457969 - Fax 0522440086
MODENA - VIA RAINUSSO, 56/58 - 41100
Tel 059890897 - Fax 059828173
IMOLA - VIA F.LLI BANDIERA, 32 - 40026
Tel 054232051 - Fax 054230293
RIMINI - VIA CADUTI DI MARZABOTTO, 30 47900
Tel 0541777710 - Fax 0541774109
TOSCANA
Sede regionale:
FIRENZE - VIA RICASOLI, 28 - 50122
Tel 055216180 - Fax 055216180
Sedi territoriali:
LIVORNO - VIA GOLDONI, 73 - 57125
Tel 0586899782 - Fax 0586882093
AREZZO - VIA MARCO POLO, 27 - 52100
Tel 0575355672 - Fax 057524867
GROSSETO - VIA DELLA PACE, 132 - 58126
Tel 056424539 - Fax 056424436
LAZIO
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ROMA - VIA LANCISI, 25 - 00161
Tel 0644251170 - Fax 0644251171
LUCCA - VIA DELLA FRATTA, 36 - 55100
Tel 0583465111 - Fax 058348490
Sedi territoriali:
FORMIA - VIA VIRGILIO, 17bis – 04023
Tel 0771772500 - Fax 0771772500
MASSA - PIAZZA MERCURIO, 25A - 54100
Tel 058541772 - Fax 058545460
GAETA - VIA MONTE GRAPPA 2 - 04024
Tel 0771466408 - Fax 0771466408
CARRARA - VIA CECI, 11 - 54033
Tel 058574087 - Fax 058574037
RIETI - VIALE FASSINI, 20 - 02100
Tel 0746297999 - Fax 0746270750
PIOMBINO - VIA SAN FRANCESCO, 67 - 57025
Tel 0565220136 - Fax 0565220104
FROSINONE - VIA CASILINA NORD, 70 - 03100
Tel 0775270719 - Fax 0775872372
PISA - VIA VESPUCCI, 5 - 56125
Tel 050518237 - Fax 050518264
GROTTAFERRATA - PIAZZA BELLINI, 19 - 00046
Tel 069410110 - Fax 069410110
PISTOIA - VIA MATTEOTTI, 37 –
Tel 057333149 - Fax 057333155
VITERBO - STRADA TEVERINA, 7 - 01100
Tel 0761270701 - Fax 0761390877
PRATO - VIA PALLACORDA, 5 - 59100
Tel 0574699104 - Fax 057421076
LATINA - VIA TIBERIO, 30 - 04100
Tel 0773660429 - Fax 0773480026
MARCHE
Sede regionale:
MACERATA - V. S.MARIA DELLA PORTA, 43 - 62100
Tel 0733 232486 - Fax 0733 233764
ABRUZZO
Sede regionale:
PESCARA - CORSO VITTORIO EMANUELE, 50 65121
Tel 085299114 - Fax 085389190
Sedi territoriali:
ANCONA - VIA ASTAGNO, 9 - 60100
Tel 0712814398 - Fax 0712814398
PESARO - VIA PORTA RIMINI, 13 - 61100
Tel 0721370104 - Fax 072130212
ASCOLI PICENO - CORSO VITTORIO EMANUELE, 2 - 63100
Tel 0736251437 - Fax 0736251767
Sedi territoriali:
PESCARA - CORSO VITTORIO EMANUELE, 56 65121
Tel 085 299114 - Fax 085 389190
L’AQUILA - VIA CAMPONESCHI, 15 - 67100
Tel 08624842210 - Fax 08624842201
FERMO - VIA SAN ALESSANDRO, 3 - 63023
Tel 0734622624
MOLISE
Sede regionale:
CAMPOBASSO - VIA GARIBALDI, 39 - 86100
Tel 08449571 - Fax 087460624
CIVITANOVA MARCHE - PIAZZALE ROSSELLI 62012
Tel 0733770062 - Fax 0733770062
Sedi territoriali:
CAMPOBASSO - VIA GARIBALDI, 39 - 86100
Tel 087449571 - Fax 087460624
FANO - VIA GARIBALDI, 69 - 61032
Tel 0721805151 - Fax 0721803767
ISERNIA - VIA GORIZIA 23 - 86170
Tel 08653676 - Fax 0865411094
UMBRIA
Sede regionale:
PERUGIA - VIA CAMPO DI MARTE, 4/n5 - 06124
Tel 075506741 - Fax 0755003310
CAMPANIA
Sede regionale:
NAPOLI - VIA MEDINA, 5 - 80133
Tel 0815515120 - Fax 0815514395
CASERTA - VIA FERRARECCE 83 – 81100
Tel 0823328242 - Fax 0823355204
SALERNO - VIA MATTEO RIPA 2 – 84100
Tel 089225365 - Fax 089239244
PUGLIA
Sede regionale:
BARI - VIA CARULLI, 62 – 70121
Tel 0805246355 – Fax 0805247550
Sedi territoriali:
TARANTO - VIA REGINA ELENA,4 – 74100
Tel 0994532570 – Fax 0994594551
LECCE - VIALE DELLA LIBERTA’, 79 - 73100
Tel 0832391444 - Fax 0832391815
BRINDISI - VIA PALMIRO TOGLIATTI, 78 - 72100
Tel 0831583468 - Fax 0831583469
FOGGIA - VIA TRENTO, 42 - 71100
Tel 0881772049 - Fax 0881771681
BASILICATA
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MATERA - VIA DON MINZONI, 10 - 75100
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Sede territoriale:
POTENZA - VIA BEATO BONAVENTURA, 21 85100
Tel 0971411892 - Fax 097124831
CALABRIA
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CIRO’ MARINA - VIA CROTONE – 88811
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CROTONE - VIA ROMA, 41 - 88900
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SICILIA
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PALERMO - VIA DEGLI ORTI, 4 - 90143
Tel 091307761 – Fax 091487592
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PALERMO - VIA T.GARGALLO 4 - 90143
Tel 091307761 - Fax 091307761
CATANIA - VIA CROCIFERI, 55 - 95124
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CALTANISSETTA - VIA C.PULCI, 9/17 - 93100
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