Colpi di genio per la Coppa America

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Colpi di genio per la Coppa America
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Nautica
1 - 15 MAGGIO 2006
Terzo Raduno Sciallino
I Cantieri Navali Sciallino, il Comune di Portovenere,
l’Ente Parco Nazionale delle Cinque Terre e il Porto
del Mezzano, organizzano la terza edizione del
Raduno Sciallino che si terrà dal 13 al 16 luglio e che
sarà caratterizzata da un programma ricco di eventi e
spazi culturali.
Quest’anno, oltre all’immancabile battuta di pesca, la
manifestazione prevede momenti di enogastronomia,
escursioni naturalistiche e storiche presso i meravigliosi siti che il territorio offre. Grazie ad una rinnovata
ed elegante sede dotata di centro fitness, centro massaggi e sauna, Fezzano si presta ad ospitare l’evento,
gli armatori e le loro imbarcazioni.
Caterina Grosso
L
e vele più belle d’Europa, forse
del mondo, le fanno qui, in una
valle fiorita alle spalle del mare
di Lavagna, la Valfontanabuona. In
una bassa costruzione, in un enorme
«open space» di parquet chiaro, una
quarantina di persone lavorano per
creare e realizzare vele di carbonio, di
kevlar, di spectra. «Questo è un lavoro
che, pur avvalendosi di alte tecnologie,
è artigianale - spiega Alessio Razeto,
responsabile commerciale della North
Sails - e ogni veleria nel mondo che
lavora con il nostro stesso marchio ha
sviluppato il prodotto secondo le proprie
esigenze. Noi abbiamo la presunzione
di dire che lo facciamo meglio degli
americani». La prima cosa da capire è
che una vela non è piatta, ma ha una
profondità. In passato questa profondità si otteneva accoppiando i pannelli
con delle curve; con la nuova tecnologia
North Sails le vele sono assemblate su
uno stampo. L’idea, venuta a due geniali
svizzeri dieci anni fa, è stata comprata e
sviluppata dalla North Sails. La vela in
carbonio, per intenderci quella di Coppa
America e di Mascalzone Latino, è un
pannello unico, il carbonio imprigionato dentro due pellicole di mylar. «La
fibra di carbonio non è uniforme - spiega
ancora Razeto - ma viene stesa secondo
i carichi diversi che dovrà sopportare; è
più densa dove c’è più carico e le tensioni
vengono previste prima al computer.
La differenza tra una vela e l’altra la fa il
progetto». A loro volta i progetti si fanno
con i software esclusivi di derivazione
Coppa America, dove tutto è spinto al
massimo. I progettisti Paolo Montalbani e Vittorio d’Albertass partono dalle
misure della barca per creare il piano
velico. Lo schermo del loro computer
è fitto di numeri che corrispondono a
sezioni della vela in senso verticale e
orizzontale, prua-poppa. Loro danno
un input e il computer risponde con un
output. Semplice? Affatto. Per definire
una curva bisogna“dire” al computer che
la curva deve “passare” per determinati
punti, di colore nero, mentre i grigi sono
interpolazioni. Il computer disegna una
curva logica che passa per quei punti.
«In barca - spiega Montalbani - bisogna
saperci andare perché i software simulano le condizioni del mare; perciò bisogna inserire tutte le variabili, la sezione
dell’albero alle varie altezze, le caratteristiche dei materiali, cambiare le regolazioni delle vele». Qui nasce il problema,
dicono alla North Sails: di solito chi si
avvicina alla vela è benestante. Difficile
quindi trovare, tra i ragazzi disoccupati
dei corsi di formazione, velisti e aspiranti
velai. «Dai corsi comunque escono
giovani validi - commenta Razeto - ma
arrivare ad avere artigiani affidabili che
riescano a conferire alla vela le qualità
che “fanno il sogno” del cliente è tutto
un altro discorso». Ci vogliono almeno
quattro anni e ne occorrono complessivamente fino a quindici per conoscere
tutti i processi costruttivi. Un laser a 35
mila volts taglia e cauterizza i tessuti
che provengono in rotoli da North Sails
America. I pannelli sono numerati e gli
artigiani, precisi e silenziosi, li assem-
Trofeo Tre Pievi
A Domaso la 1^ tappa della seconda edizione
del Trofeo Tre Pievi, regata dedicata alle
categoria Fun. Quattro le prove disputate su un
percorso a bastone posto tra la foce dell’Adda
e Domaso. Il 1° posto, classe Fun, è andato a
ITA 11 timonata da Fabio Mazzoni dell’L.N.I. di
Milano seguita da ITA 210 di Fabio Mondelli e
da ITA 627 di Massimo Sala. Nella classe SB3
ha vinto ITA 3187 di Luca Bacci del Circolo
Canottieri Domaso, seguito da ITA 3211 di
Alessandro Castelli e da ITA 3189 di Ilaria
Brindicci Bonzani. La finale a settembre.
Elan Cup Italia 2006
Si svolgerà a Grago, dal 20 al 21 maggio, il tradizionale
appuntamento di tutti gli armatori d’imbarcazioni
Elan, i quali si contenderanno il ricchissimo montepremi che da sempre contraddistingue questa manifestazione. Organizzata dall’Adria Ship, e con la collaborazione della Lega Navale Italiana Sezione di Grado, la
regata verrà suddivisa in due categorie di partecipanti:
Elan e Impression. Successivamente le imbarcazioni
saranno divise nuovamente in classi metriche. Una
classe speciale sarà dedicata all’Impression (by Elan),
dove sarà presento l’ultimo nato, il maxi natante 344,
premiato a Dusseldorf, dalla stampa Europea, quale
barca dell’anno 2006.
Colpi di genio per la Coppa America
Visita alla North Sails Italia dove realizzano vele ultra tecnologiche
per le imbarcazioni Vip della Famiglia Elkann e di Tronchetti Provera,
ma anche quelle da competizione issate da Mascalzone Latino
blano secondo le sequenze indicate.
Grande attenzione viene prestata alla
temperatura e all’umidità che devono
rimanere costanti. Non deve succedere
che un vela prodotta a marzo presenti
a luglio caratteristiche differenti. Alessio Razeto continua la sua accurata
spiegazione: «I materiali sono diversi.
Oltre al carbonio c’è lo spectra, puro
tessuto; a parità di spessore è cinque
volte più resistente dell’acciaio, ha
grande resistenza ai raggi uv; il kevlar,
con cui si fanno i giubbotti anti proiettile e le tute ignifughe della Nasa, ha
una buona durata, un buon rapporto
qualità prezzo, ma minore resistenza
ai raggi solari. Il carbonio, essendo già
frutto di una combustione, è resistentissimo agli uv, costa una follia e dopo
un tot di virate e di utilizzi...Carbonio e
kevlar sono i materiali più adatti per le
regate: con il kevlar se ne fanno tre, con
il carbonio due. In Coppa America un
genoa dura otto ore». Tutte vele North
Sails contengono il Gatorback, brevetto
di un reticolo a inclinazione precisa,
serve a sostenere i carichi sporadici cioè,
quando la vela, durante la virata, non
è trimmata correttamente e nessuno
può prevedere dove saranno i carichi.
E i prezzi? Chiediamo. Una vela per una
barca di quaranta metri può costare
anche centocinquantamila euro e
il tessuto pesa 300 chili. Tecnologia,
manodopera altamente qualificata
e materiali hanno un prezzo. Le vele
dello Stealth, ex barca dell’avvocato
Agnelli ora della famiglia Elkann, e le
vele della barca di Tronchetti Provera
sono nate qui. I componenti in serie,
tasche, stecche, sacchi per le vele,
provengono dalla fabbrica North Sails
in Sri Lanka, dove lavorano 400 operai.
«Il gruppo North Sails Italia è proprietario al 100% di North Sails Mediterrannée,
al 70% di North Sails Croazia - spiega
Gigio Russo, amministratore delegato
- e ha un rapporto commerciale con
North Sails Nord-Est a Verona con un
fatturato, raddoppiato in cinque anni,
di 12 milioni di euro». Stare al passo non
è facile, le strutture sono passate dalla
dimensione artigianale alla semi industriale. «Noi facciamo le vele di Mascalzone - puntualizza Russo - mentre
quelle di Luna Rossa le fa North Sails
Danimarca. Comunque per la Coppa
del 2007 Bertarelli e il suo team hanno
ideato un nuovo formato inventando
regate di avvicinamento per le quali sia
il defender che il challenger regatano
insieme. Così gli sfidanti hanno modo
di fare allenamento, invece di fare le
prove in mezzo al mare da soli con la
barca-lepre. Ciò è molto importante dal
punto di vista tecnico per capire come
si sta andando rispetto agli altri, anche
se si raccolgono pochi punti». La vera
Coppa America è un evento piccolo,
una sola regata di due settimane che a
monte richiede investimenti di centinaia di milioni.
Sweet Anne Marie nuova regina dei mari
Prosegue il trend positivo del cantiere CRN che presenta il nuovo CL 128
e annuncia la costruzione in simultanea di 27 imbarcazioni da sogno
M
aestosa, elegante, confortevole. In perfetta linea con la
tradizione del cantiere CRN. È stata
battezzata con il nome di «Sweet Anne
Marie» l’ultima novità targata Custom
Line, frutto della collaborazione tra
il team tecnico del cantiere marchigiano e lo Studio Zuccon International
Project. Racchiuso da uno scafo bianco
in composito, il nuovo 128 piedi si caratterizza per un layout inconfondibile, per
la presenza di tre ponti coperti e di un
innovativo garage per il tender con
aperture laterali. Comfort e vita di bordo
si uniscono alle elevate prestazioni di
una linea planante capace di navigare
ad una velocità di 24 nodi. Il nuovo
maxy, la cui larghezza sfiora gli otto
metri e che può comodamente ospitare
dodici persone oltre gli otto membri
d’equipaggio, appartiene alla stessa
famiglia Custom Line 128’ premiata
L’architetto
Giovanni
Zuccon
dell’omonimo studio
«Zuccon
International Project»
e l’a.d.
di CRN
Lamberto
Tacoli
due volte a livello internazionale: lo
scorso settembre, con l’EuropeanYacht
Trophies di Yachts Magazine, e durante
lo «ShowBoats Awards 2004», come
«Best New Semi-Production Series».
Prosegue, dunque, la fase di crescita
che negli ultimi anni ha accompagnato
il cantiere dorico e il cui paradigma è
ben rappresentato dalla costruzione
simultanea di 27 imbarcazioni da 29 a 72
metri (6 delle quali in acciaio superiori ai
54 m). «Questo varo arriva a conclusione
di un periodo di duro lavoro, ma anche
grande entusiasmo, per il CRN che
nell’ultimo anno ha visto la firma di ben
24 contratti per imbarcazioni superiori
ai 30 metri... una enorme soddisfazione
per tutti noi e per il Gruppo Ferretti che
sul CRN sta fortemente investendo sottolinea con soddisfazione Lamberto
Tacoli, A.d. di CRN -. Il nuovo assetto
annunciato di recente ci permetterà
di sviluppare e ampliare ulteriormente
le competenze in termini di qualità di
prodotto nella fascia dei megayacht e
migliorare il servizio offerto al cliente.
Imbarcazioni in composito (il 128’
appunto e la Navetta 43 il cui prototipo
è in costruzione negli stabilimenti di
Ancona) e in acciaio (ben 6 i progetti in
costruzione dai 54 ai 72 metri) sono oggi
il core business sul quale stiamo fortemente lavorando per ottenere livelli di
eccellenza che ci permettano di porci
come valida alternativa alla scuola nord
europea nella nicchia dai 50 agli 80m.
Un traguardo che - prosegue Tacoli - è
ormai una realtà».
20 euro
Annuale 40 euro
Semestrale
c/c postale
intestato a n. 67559179
Mediaspee
d srl
F.C.