Fotostiftung Schweiz Programma annuale 2014 dall`8 marzo al 25

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Fotostiftung Schweiz Programma annuale 2014 dall`8 marzo al 25
Fotostiftung Schweiz
Programma annuale 2014
dall‘8 marzo al 25 maggio 2014
Così vicino, così lontano
Irene Stehli si è fatta conoscere grazie alle sue ricerche fotografiche in Repubblica Ceca. Per decenni ha
accompagnato le vicende della Signora Libuna, donna di origini zigane, a Praga – da quest’esperienza ne
risulta uno straordinario studio di lunga durata, in cui la fotografa non agisce semplicemente come
osservatrice esterna, bensì anche come amica e confidente. Nel 2004 questa “messa in opera di una vita”
viene pubblicata. Al di là di questo, a partire dal 1974 Irene Stehli ha realizzato molti altri progetti
contraddistinti da una particolare fusione tra fascinazione e partecipazione. Attraverso immagini di grande
sensibilità, ha raffigurato il modo in cui la gente comune affrontava la quotidianità e i rivolgimenti politici, o
ancora dove e come abitava, che luoghi frequentava, come condivideva gioie e dolori o in che modo tentava di
vincere la solitudine. Le forme di espressione di Irene Stehli si spingono oltre il puro aspetto documentale:
spaziano da una forma di reportage soggettivo a studi concettuali – ad esempio in una sua grande serie sulle
vetrine di Praga. Episodi dinamici, e spontanei entrano in relazione con composizioni statiche e quasi
minimaliste creando così delle situazioni carice di tensione.
dal 7 giugno al 12 ottobre 2014
1914/18 – Immagini dal confine
Gli anni tra il 1914 e il 1918, periodo in cui i confini svizzeri erano occupati dai soldati, hanno visto svilupparsi
una specifica categoria di documenti divisi tra immagine e testo: le cartoline postali fotografiche. Queste
cartoline, spedite a migliaia dai militi ai propri cari rimasti a casa, non erano semplicemente stampe di
produzione industriale. Anzi, si trattava di fotografie originali, spesso realizzate sul posto da fotografi
amatoriali su piccolo formato e poi ingrandite su carta fotografica: ritratti singoli o di gruppo, scene in cucina
o in lazzaretti, oppure momenti di socializzazione e svago. Da un lato era come se questi momenti fungessero
da calmante per tutti quanti. Dall’altro lato invece, traspare il modo in cui la Grande Guerra era veramente
percepita, ossia come questi uomini occupavano il loro tempo, e come lottavano contro le loro debolezze. La
Fondazione svizzera per la fotografia ha raccolto in questi ultimi anni più di 1000 di queste toccanti
testimonianze ed oggi verranno esposte e valorizzate per la prima volta.
dal 7 giugno al 12 ottobre 2014
1914/18 – Stephan Schenk, Crocevia
In parallelo all’esposizione “Immagini dal confine“, Stephan Schenk (*1962) espone il suo lavoro dal titolo
„Crocevia“: 14 fotografie dei più grandi campi di battaglia della prima guerra mondiale in Europa e oltremare.
Schenk sofferma il suo sguardo soltanto su scorci di quei terreni intrisi di storia, sollevando così un’importante
domanda, ossia: se le origini dell’ ”Età della catastrofe” possano essere rappresentate oggi principalmente
attraverso delle immagini convenzionali. Come logica conseguenza viene indagata anche la questione della
sua presunta oggettività fotografica. I suoi scatti, rielaborati secondo un procedimento digitale, danno
letteralmente vita a dei monumentali arazzi, e che a loro volta attingono da tradizionali forme ataviche. Le
opere installate alle pareti della sala espositiva forniscono il materiale per la costruzione di una diversa forma,
associativa, emotiva e non documentale della cultura della memoria.
dal 24 ottobre al 22 febbraio 2015
Rudy Burckhardt – Nella giungla della metropoli
Dal 1935 lo svizzero Rudy Burckhardt (1914-1999) si stabilisce a New York. Travolto dalla grande metropoli
per la sua varietà architettonica e dal frenetico brulicare di gente nelle strade, decide di fissare le proprie
impressioni su pellicola sia fotografica che cinematografica. Inizialmente, data la sua natura timida e schiva, si
dedica a ritrarre dettagli delle facciate e segni grafici di qualsiasi tipo. In seguito osserva l’affrettarsi dei
passanti in continuo transito. Infine il suo interesse è rivolto alle aree abbandonate del Queens, oppure alle
anonime vedute panoramiche dei tetti di Manhattan. In sostanza, le sue immagini anticipano i tempi: la
semplicità, la chiarezza, il rigore formale e la densità lirica nell’opera di Burckhardt sono da ricollegare ad una
radicale e moderna forma di linguaggio. Da molto tempo la sua opera è rimasta sconosciuta al grande
pubblico; in occasione del suo 100 anniversario verrà finalmente apprezzata da tutti quale importante
contributo alla fotografia internazionale.
www.fotostiftung.ch