Rassegna Selpress

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Rassegna Selpress
Rassegna Stampa
Martedì 26 Aprile 2016
Sommario
Testata
Data
Pag. Titolo
p.
1. EDITORIA
Sole 24 Ore (Il)
23/04/2016
25 Media - Rcs sceglie gli advisor per l'Ops di Cairo
1
(R. Fi.)
Milano Finanza
23/04/2016
32 Il cda di Rcs chiama gli advisor per le
contromosse (Montanari Andrea)
2
MF mercati
finanziari
26/04/2016
10 Rcs, clima rovente in Unidad Editorial per i 224
tagli (Montanari Andrea)
3
Giornale (il)
24/04/2016
15 «Poteri forti» all'esame dei fondi (Restelli Massimo)
4
Italia Oggi
23/04/2016
Italia Oggi
26/04/2016
Daily Media
26/04/2016
Corriere della Sera
23/04/2016
38 Caltagirone, l'utile sale a 85,3 milioni
8
Messaggero (Il)
23/04/2016
18 Caltagirone spa via al bilancio, in aumento ricavi
e profitti (Cifoni Luca)
9
Mattino (Il)
23/04/2016
13 Caltagirone spa, in aumento ricavi e profitti
11
Italia Oggi
26/04/2016
21 I quotidiani Finegil valgono oro, il taglio delle
tirature sarà pesante
12
Italia Oggi
23/04/2016
19 Il Foglio, Arpe esce. Mainetti editore unico
13
4 L'analisi - Cairo è uno dei pochi imprenditorimanager (Ruggeri Riccardo)
12 Un colpo di coda sul Corriere? (Credit Gianni)
1 Per RCS MediaGroup primo trimestre 2016 con
ebitda e raccolta in crescita dell'1,1%
5
6
7
(Capisani Marco)
Tutto Soldi - supp.
La Stampa
25/04/2016
25 "Dagli elenchi al web. PagineSì ora cresce coi
servizi per le Pmi" (Merico Chiara)
14
Sole 24 Ore (Il)
26/04/2016
21 Editoria - Usa Today punta sul Los Angeles
Times (D'Ascenzo Monica)
15
Repubblica (la)
26/04/2016
21 Valzer nell'editoria americana nuovo scossone di
Usa Today (Rampini Federico)
16
Italia Oggi
26/04/2016
19 Gannett, maxi offerta per Tribune
17
Wall Street Journal
Europe (The)
26/04/2016
13 Gannett Aims to Buy Tribune Publishing
18
Financial Times
26/04/2016
13 USA Today owner Gannett in $815m takeover
offer for Tribune Publishing
19
QN
24/04/2016
30 Razzante - Il giornalismo di qualità (Razzante
20
Ruben)
QN
26/04/2016
34 Brillano le 5 stelle al giornalismo. La Riviera
premia l'informazione (Giordano Alessandra)
21
Repubblica (la)
26/04/2016
43 È morto il giornalista Franco Fiori
23
Corriere della Sera
26/04/2016
25 La guerra di Erdogan contro i giornalisti (Ferrara
24
Antonio)
Corriere della Sera
25/04/2016
6 Ora sono i giornalisti europei a finire nel mirino di
Erdogan (Ricci Sargentini)
25
Testata
Data
Pag. Titolo
p.
1. EDITORIA
Repubblica (la)
25/04/2016
8 Turchia, reporter olandese fermata per un tweet
27
(Ansaldo Marco)
Foglio (il)
23/04/2016
1 Reporters sans vergogne. Apri l'indice sulla
libertà di stampa e scopri che Vatileaks è più
grave di Charlie e che il Niger fa meglio d'Israele
28
(Meotti Giulio)
Pais (El)
24/04/2016
30 Un viaje con El Pais de todos
Italia Oggi
26/04/2016
DailyNet
26/04/2016
Italia Oggi
26/04/2016
Italia Oggi
25/04/2016
26 In Italia i procedimenti avviati dall'Agcm sono
pochi
34
Italia Oggi
23/04/2016
20 Chessidice in viale dell'editoria
36
Italia Oggi
26/04/2016
20 Chessidice in viale dell'editoria
37
Libero
23/04/2016
20 Mondadori fa Banzai in barba a De Benedetti (De
38
1 Terremoto sui periodici tedeschi
28 Chiuso il paywall, il Sun punta sui video, con il
70% dei suoi contenuti che include questa
componente
1 Edicola Italiana al rilancio
29
31
32
33
Stefano Tobia)
Messaggero (Il)
26/04/2016
1 Fabiano (Rai Uno): «Pronti a sacrificare audience
per fare vero servizio pubblico» (Marincola Claudio)
39
Affari & Finanza 25/04/2016
supp. la Repubblica
5 Affari in piazza - Campo vuole un palinsesto solo
olimpico per Rai2 (Carli Stefano)
42
Sole 24 Ore (Il)
24/04/2016
9 Rai. Nomine esterne, lite Usigrai-azienda
43
Giornale (il)
23/04/2016
8 In Rai scoppia la guerra tra gli ex di «Repubblica»
44
(Bracalini Paolo)
Giornale (il)
24/04/2016
3 La Rai sotto accusa per 17 dirigenti esterni:
«Costano soltanto 4 milioni...»
45
Italia Oggi
23/04/2016
1 I dati Auditel - Mediaset, marzo da dimenticare
46
(Plazzotta Claudio)
Fatto Quotidiano (Il) 26/04/2016
1 Così ingrassano Mediaset con spot e soldi
pubblici (Tecce Carlo)
48
Repubblica (la)
26/04/2016
21 Vivendi studia offerte combinate MediasetTelecom (Pons Giovanni)
50
Milano Finanza
23/04/2016
32 Pay Tv. Rivoluzione francese (Montanari Andrea)
51
Corriere della Sera
26/04/2016
31 Microsoft, pace con Google (Ferraino Giuliana)
53
CorrierEconomia
25/04/2016
4 Wall Street Sorride solo il gigante Google (Cometto
54
Maria Teresa)
Affari & Finanza 25/04/2016
supp. la Repubblica
CorrierEconomia
25/04/2016
12 Diritto all'oblio, le violazioni di Google alle
pronunce della Corte
4 Le sorti di Yahoo! - I conti a sorpresa della
promessa sposa. Verizon sull'altare? (Sclaunich
56
57
Greta)
Repubblica (la)
24/04/2016
14 "Mandateci idee" ecco la prima Carta scritta con il
web (Ciai Omero)
58
Testata
Data
Pag. Titolo
p.
2. ORGANISMI DI SETTORE
Sole 24 Ore (Il)
23/04/2016
18 Cassazione - Legittima la normativa Inpgi sul
cumulo fra pensione e reddito
60
Italia Oggi
23/04/2016
34 La Corte di cassazione, conferma la
legittimazione della disciplina dell'Inpgi sul regime
del cumulo tra pensioni e altri redditi.
61
1 Antitrust Ue, web economy sotto accusa (Cappellini
62
3. NUOVE TECNOLOGIE
Sole 24 Ore (Il)
25/04/2016
Micaela)
Sole 24 Ore (Il)
25/04/2016
1 Pagamenti più facili con le nuove carte (Fedi Gaia
64
Giorgio)
4. RELAZIONI SINDACALI
Italia Oggi
26/04/2016
33 Co.co.co., runico modo per sfuggire ai controlli è
sanare (Parisi Mauro)
67
Sole 24 Ore (Il)
26/04/2016
38 Formazione - L'apprendistato per i quindicenni
secondo regole Ue (Tscholl Josef;Bocchieri Gianni)
68
5. FIEG - WEB
SpotAndWeb.it
22/04/2016
1 RCS Med/aGroup: miglioramento dell'eb/tda e dei
ricavi pubblicitan rispetto al IQ2015
69
Stampa.it (La)
22/04/2016
1 RCS in controtendenza, cresce l'attesa dopo
l'offerta di Cairo e il no del cda
70
Stampa.it (La)
22/04/2016
1 RCS: migliora l' Ebitda nel primo trimestre
72
6. TWOSIDES
Mattino (Il)
25/04/2016
40 Locandina
73
Mattino (Il)
25/04/2016
40 Pubblicità
74
Mattino (Il) - ed.
Benevento
23/04/2016
30 Pubblicità
75
Mattino (Il) - ed.
Benevento
23/04/2016
40 pubblicità
76
Mattino (Il) - ed.
Benevento
26/04/2016
36 Pubblicità
77
Estratto da pag.
Sabato
23/04/2016
25
Direttore Responsabile
Diffusione Testata
Roberto Napoletano
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EDITORIA Servizio *• pagina 27 Servizio *• pagina 27
Media. In campo Unicredit, Citi,
Intermonte Rcs sceglie gli advisor per
POps di Cairo
v < II gruppo Rcs sta per
definire gli advisor preposti a
supportare la società a fronte
dell'offerta pubblica di
scambio lanciata dall'editore
Urbano Cairo. Secondo quanto
riferito ieri da Radiocor Plus,
gli advisor che potrebbero
essere selezionati sono
Unicredit, Citi e Intermonte.
Mentre gli studi legali in pole
position per affiancare la
società che edita il Corriere
della Sera sono lo studio
Chiomenti e lo studio Cleary.
Il tutto mentre il mercato
continua a scommettere su un
prossimo arrotondamento
dell'offerta. Ieri il titolo Rcs ha
chiuso in progresso dello
049% a 0,61 euro, al di sopra
dunque del valore messo sul
Questo, probabilmente,
compiici anche le voci di una
possibile contromossa in arrivo
dalla Francia. Indiscrezione
che, allo stato, non trova
conferme ma che certamente
assieme alle dichiarazioni di
alcuni soci, tra i quali Diego
Della Valle e Pirelli, che hanno
definito di fatto
insoddisfacente la proposta sul
piano economico, alimenta le
speranze del mercato di vedere
aggiustata al rialzo la proposta
di Cairo. In virtù di tutto
questo l'attenzione attorno al
titolo Rcs da parte di Consob è
alta. Come riferito ieri da
Radiocor Plus l'andamento
delle quotazioni è
costantemente sotto
osservazione dopo il lancio
dell'Ops lo scorso 8 aprile. Gli
uomini di Giuseppe Vegas, in
particolare, stanno conducendo
verifiche specifiche, con
EDITORIA
uno sguardo anche alle sedute
precedenti il lancio dell'offerta,
in merito all'operatività e agli
intermediari che si sono rivelati
particolarmente attivi sul titolo
del gruppo editoriale. Intorno
alle Rcs aleggia infatti aria di
contesa che, come detto,
potrebbe produrre delle
contromosse. Nella seduta
successiva all'annuncio di
Cairo, le Rcs non sono riuscire
a fare prezzo nelle prime
contrattazioni per poi schizzare
subito del 28%. Tra l'altro nelle
sedute precedenti P8 aprile, si
sono notati forti acquisti
nell'ultima fase degli scambi.
R.Fi
©
RIPRODUZIONERISERVAT
A
Rcs Andamento del
titolo a Milano
Variazione 0,60 0,55
0,50 0,40 0,35 22/03
22/04
Pag.
1
Estratto da pag.
Sabato
23/04/2016
32
Direttore Responsabile
Diffusione Testata
Pierluigi Magnaschi
65.542
M JLT JLe di Andrea Montanari : entre il titolo Rcs Mediagroup contìnua a salire, arrivando a 0,61 euro e
allontanandosi così dal valore implicito attribuitogli dall'offerta pubblica di scambio promossa lo scorso 8 aprile dalla
Cairo Communication (0,527 euro per azione), i numerosi attori in campo si stanno attrezzando in vista del lancio della
stessa ops, atteso per luglio. Così giovedì 21 il consiglio d'amministrazione del gruppo editoriale milanese, presieduto
da Maurizio Costa e guidato dall'amministratrice delegata Laura Cioli, oltre ad approvare i conti preliminari del primo
trimestre (chiuso con ricavi in calo del 4,2% a 219,8 milioni di euro, un ebitda negativo di 3,4 milioni e un
indebitamento in crescita a 509 milioni), avrebbe delineato la strategia da seguire per far fronte al blitz di Urbano Cairo,
che è assistito dagli advisor finanziari Banca Imi (gruppo Intesa Sanpaolo, azionista della stessa Rcs con il 4,17% e
principale creditore della casa editrice di via Rizzoli con oltre 160 milioni) e Equita e dallo studio legale Bonelli Erede.
Dalla riunione del board sarebbe emersa la volontà di definire una sorta di piano-B da predisporre per far fronte
all'offerta dell'editore alessandrino. Per questa ragione sono stati individuati gli advisor finanziari e legali; dopo un
rapido sondaggio tra le banche italiane ed estere la scelta è ricaduta (anche se ancora l'incarico formale non è stato
ancora assegnato) su Unicredit (istituto esposto nei confronti di Rcs per 54,4 milioni di euro), Citi, Intermonte e sugli
avvocati Roberto Casati (partner dello studio internazionale Cleary Gottlieb Steen & Hamilton) e Michele Carpinelli
(studio Chiomenti). Uno squadrone, insomma, allestito per valutare al meglio tutte le alternative possibili. Ma quale
può essere la strategia difensiva del cda di Rcs, che già si è dichiarato contrario all'offerta della Cairo Communication
definendola «non congrua»? Il primo obiettivo cui puntare, in assenza di piani industriali alternativi e di ipotesi di m&a,
è la massima tutela del valore dell'azienda e il modo migliore e diretto per centrarlo, secondo più fonti finanziarie vicine
al dossier consultate da MF-Milano Finanza, potrebbe essere la promozione di un'azione legale che punti a congelare
l'offerta pubblica di scambio di Cairo Communication (il prossimo 12 mag-0,65 0,60 RCS MEDIAGROUP quotazioni
m euro VaY.%sùÏ22"gên"'Ï6 s/ 0,40 22 gen'16 gio si riunirà l'assemblea straordinaria del gruppo di Urbano Cairo per
approvare l'aumento di capitale propedeutico alla proposta carta-contro-carta). Le modalità e i contenuti di questa
possibile mossa legale sono ancora tutti ancora da definire; va però sottolineato che intanto l'iniziativa consentirebbe al
cda di Rcs di prendere tempo prezioso per arrivare alla definizione dell'accordo di ristrutturazione del debito con le
banche creditrici (Intesa, Ubi, Unicredit, Bnp Paribas, Bpm e Mediobanca), elemento, questo, essenziale per la
realizzazione del piano industriale stand alone approvato lo scorso ___22 apr '16 dicembre dal board guida to da Cioli.
Intanto sullo sfondo resta l'offerta avanzata da Dalian Wanda per rilevare il business di Rcs relativo all'organizzazione e
alla gestione di eventi sportivi. Al proposito giova ricordare che il colosso cinese poco tempo fa aveva già presentato
una proposta da valore di 150 milioni. Allora l'avance venne rispedita al mittente. Ora però, magari in asse con Cairo,
l'operazione forse potrebbe andare in porto, (riproduzione riservata)
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II cda di Rcs chiama gli advisor per le contromosse
EDITORIA
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2
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Martedì
26/04/2016
10
Direttore Responsabile
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Pierluigi Magnaschi
79.055
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Rcs, clima rovente in Unidad Editorial per i 224 tagli di Andrea Montanari In attesa dell'assemblea
dei soci di giovedì (domani è invece in calendario quella della Cairo Communications, che venerdì 8
aprile ha lanciato Tops), in casa Rcs Mediagroup il clima si scalda per i tagli minacciati in Spagna.
La controllata Unidad Editorial - pagata 1 miliardo nel 2007 e principale causa della crisi finanziaria
e patrimoniale del gruppo di via Rizzoli - è al centro dell'ennesimo piano di contenimento costi che,
questa volta, prevederebbe 224 esuberi, il 15,5% dell'attuale organico, dei quali 38 dipendenti
dell'area Corporate e ben 185 giornalisti (tra questi 58 al quotidiano El Munda, 24 alla testata sportiva
Marca e 16 ail'economico Expansion). Un'altra significativa sforbiciata dopo quelle che negli ultimi
anni hanno portato la controllata iberica di Rcs da 2.200 a 1.438 dipendenti. Per questa ragione, il
personale di Unidad Editorial è in fermento e la redazione di El Munda, secondo quotidiano del
mercato locale per diffusione, ha reagito duramente con un documento in cui si richiedono le
dimissioni dei vertici di Unidad Editorial, a partire dal presidente esecutivo Antonio Fernandez
Gallano, il dg Javier Cabrerizo, il capo del personale Tomas Pereda e il cfo, Raffaella Papa. Quella
dei dipendenti è una forma di protesta forte e diretta ad arrivare a una mediazione con un gruppo
tuttavia al centro di una complessa ristrutturazione del debito (508 milioni) e alle prese con la
valutazione dell'ops di Cairo per la quale sono stati chiamati in causa gli advisor Unicredit, Citi,
Intermonte e gli avvocati Roberto Casati (studio Cleary Gotdieb Steen&Hamilton) e Michele
CarpinelÜ (Chiomenti), (riproduzione riservata)
EDITORIA
Pag.
3
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Domenica
24/04/2016
15
Direttore Responsabile
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Alessandro Sallusti
83.271
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AZIONISTI Arriva una settimana di appuntamenti finanziari
decisivi «Poteri forti» alP esame dei fondi Al via le assemblee di
Rcs, Cairo e Intesa: soci grandi e piccoli a confronto su casi bancari
e futuro del «Corriere»
Massimo Restelli
I Le due grandi partite aperte di
Piazza Affari - quella editoriale
per il controllo del Corriere
della Sera dopo l'offerta di
Urbano Cairo e quella bancaria
con il fondo Atlante e l'aumento
di Popolare Vicenza - stanno
per toccare con mano l'umore
dei piccoli soci e, soprattutto,
quello dei fondi e investitori
istituzionali, sempre più pesanti
nel capitale e nelle percentuali
di voto. L'occasione è quella di
una settimana ricca di
assemblee. Si inizia mercoledì
con l'assise di Cairo
Communication che ha valutato
Rcs circa 700 milioni tramite
un'offerta di scambio, cioè carta
contro carta, cogliendo di
sorpresa i soci storici
Mediobanca (6,2%), Pirelli
(4,4%) e Unipol (4,2%) che non
hanno gradito la proposta. Gli
occhi sono puntati su Diego
Della Valle (primo socio del
Corriere con il 7,3%) e sulla
stessa Piazzetta Cuccia che pur
in uscita, cerca una
contromossa. L'obiettivo
minimo è indurre a un rilancio
Cairo che, tuttavia, già così si
farebbe carico di un gruppo
seguire perché cade mentre è in pieno
svolgimento la ricapitalizzazione da
1,5 miliardi di Popolare Vicenza.
Intesa è grande finanziatrice del
fondo Atlante in
Sole 24 Ore, che nominerà
presidente Giorgio Squinzi,
mentre continuano le manovre
per trovare il nuovo ad dopo
l'uscita di Donatella Treu.
sieme alle fondazioni coordinate Sabato sarà infine Bpm a
eleggere il Cds in un'assemblea
da Giuseppe Guzzetti e a
importante come termometro
Unicredit. Sebbene Intesa sia,
con 2,7 miliardi di utili, l'istituto delle istanze dei dipendenti-soci
in vista dell'assise che a
più solido del Paese, Atlante
novembre approverà la fusione
rappresenta l'ultima arma
con il Banco Popolare.
dell'intera industria per
attenuare l'incubo di 200
miliardi di sofferenze e far
ripartire il consolidamento. Il
fondo, puntellando gli aumenti
chiesti dalla Bce anche fino a
diventare il padrone di casa
degli istituti salvati, offrirà
anche una sorta di «scudo»
rispetto alle cause intentate dai
soci, come alla stessa Vicenza.
Ma per Intesa l'assemblea sarà
anche l'ultimo appuntamento di
Bazoli con i soci: il presidente e
ideatore della banca nata dalle
ceneri del fallimento del Banco
Am-
brosiano di oltre 30 anni fa,
lascia il vertice, ma non esce
di scena: da presidente
emerito continuerà a
consigliare e a seguire le
partite più delicate, a partire
dal Corriere. Mercoledì fari
Cairo Communication offre 0,12
puntati sull'assemblea di
delle sue azioni ogni titolo Rcs,
Mediaset, fresca dell'alleanza
pari a una Cairo ogni 8,33 titoli
finanziaria e industriale con la
Rcs
francese Vivendi. Giovedì
sarà invece il turno sia della
base di Rcs sia delle Generali.
Dove, dopo il contrastato
addio dell'ad Mario Greco,
sarà il successore Philippe
Donnet a dover convincere il
in perdita e che, considerando la mercato: malgrado il rimbalzo
cessione dei Libri a Mondadori, delle ultime settimane, da
inizio anno il titolo resta sotto
ha debiti per 400 milioni.
Venerdì scorso dopo che Della del 19% in Piazza Affari. Gli
Valle si è definito «compratore» analisti si interrogano sulla
e quindi possibile polo
fattibilità dell'attuale DEUS
aggregante, il titolo Rcs ha
EX MACHINA Bazoli
strappato del 4,7% in Borsa,
continuerà a guidare le grandi
posizionandosi oltre il
partite II nodo del Sole 24 Ore
concambio dell'Ops Ma dalla
piano stand alone: il gruppo
parte di Cairo c'è il padre
che, pur attivo in 60 Paesi, ha
putativo del Corriere, Giovanni in Italia un terzo dei ricavi.
Bazoli, con la banca che
Venerdì toccherà al gruppo
presiede, Intesa Sanpaolo, che
sempre mercoledì riunisce i
propri soci. Altra assemblea da
EDITORIA
PARTITE La
sede del
«Corriere
della Sera» in
via Solferino a
Milano. In alto
Giovanni
Bazoli, che
lascia Intesa
dopo tre
decenni di
presidenze, e
(sotto)
l'editore
milanese
Urbano Cairo,
che ha lanciato
un'offerta per
conquistare la
Rcs
Pag.
4
Sabato
23/04/2016
4
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Diffusione Testata
Pierluigi Magnaschi
41.297
L'ANALISI Cairo è uno dei pochi imprenditori-manager C ome sempre avviene
quando c'è DI RICCARDO RUGGERI ii mezzo Urbano Cairo, dopo l'uscita di
una notizia bomba (ieri La7, ora il Corriere), cala un silenzio operoso. Come
studioso di business e di management, dopo la morte del mitico Michele Ferrero,
considero Cairo tra i pochi nuovi imprenditori-manager di cui disponiamo, nella
marea di imbarazzanti deal maker, incensati come manager. Lo apprezzo anche
come persona perbene, durante le tante indagini su Fininvest, fu coinvolto,
patteggiò, Berlusconi lo licenziò. La strategia che persegue è la migliore, perché
la più difficile: acquistare aziende tecnicamente fallite come La7 a costo zero con
dote incorporata, così sarà, se ce la farà, per il Corriere con la tecnica del «carta
contro carta», ristrutturarle. Come dice Maurizio Crozza, «Cairo riesce a
comprarsi l'Italia senza tirar fuori un euro». Un sacco di supermanager si
spacciano per ristrutturatori, ma sono banali «Rambo manager» per allocchi colti,
questo è mestiere raffinato, di pochi. Si osservi cosa ha fatto nella La7, taglio
feroce dei costi, aumento della qualità del prodotto, posizionamento da editore
puro: servizio ai clienti con Tra i molti deal maker incensati come dei manager
una informazione completa, nessuna sudditanza verso i vari Poteri, esclusiva
fedeltà al conto economico e allo stato patrimoniale della società. Qualora
riuscisse ad acquisire il Corriere, Cairo diventerebbe un mito per tutti quelli della
mia generazione, costretti a vivere sotto la monarchia assoluta, antiliberale di
Cuccia e dei suoi imbarazzanti salotti. Un hypercorsivo del Corriere del Ticino di
Massimo Donelli lo paragona a Giuseppe Garibaldi. No, Cairo è un
«mandrogno», figlio di quella terra in riva al Tanaro dove vennero a rifugiarsi,
secondo alcuni, ex saraceni dalla pelle scura, in fuga da feroci tribù genovesi,
furono grandi allevatori di cavalli e comportamenti zingareschi. Noi piemontesi
riconosciamo ai «mandrogni» superiori capacità nel commercio, insuperabili
nelle trattative. «Ma Cairo ce la farà a vincere?», si chiede Donelli, e si risponde:
«Molti dicono di sì, pochi lo dicono ad alta voce». Questo è un caso
emblematico, i nipotini di Cuccia chiamano mercato i loro mercatini rionali,
dove non si capisce chi vende e chi compra, Cairo no.
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Estratto da pag.
EDITORIA
Pag.
5
Estratto da pag.
Martedì
26/04/2016
12
Direttore Responsabile
Diffusione Testata
Pierluigi Magnaschi
41.297
C'è calma piatta dopo l'offerta di Cairo. Unicredit e Intesa sono su
fronti contrapposti Un colpo di coda sul Corriere Non si esclude
intanto l'arrivo di capitali stranieri
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DI GIANNI CREDIT Rcs è
orientato a scegliere
Unicredit come defender
contro l'Ops di Cairo
Communication, appoggiata
da Intesa Sanpaolo. In
altri tempi (neppure
troppo lontani) il tutto
avrebbe fatto notizia e
occupato gran spazio
sui media. La cosa
invece è scivolata
quasi nelle brevi di
cronaca in quest'ultimo
fine settimana di fine
aprile 2016. Nessuno
che si appassioni al
possibile (forse
probabile) cambio di
proprietà del Corriere
della Sera dopo più di
trent'anni. È dal 1984
che via Solferino si
regge su equilibri
quasi personali fra
vertici di Mediobanca
(ma Enrico Cuccia e
Vincenzo Maranghi
sono
come l'inverno 1939-40 in
Urbano Cairo
Europa. Nessuno sembra aver vo
glia neppure di registrare che
Unicredit (primo azionista di
Mediobanca, a sua volta
azionista storica e ancora
rilevante di Rcs) si ritroverebbe a
fronteggiare Intesa negli stessi
giorni in cui si sta consumando
un altro strano
incontro-scontro: su
Atlante, Popolare di
Vicenza e i riassetti
bancari in corso o in
vista. Sì perché il
veicolo salva-banche
è tutto made in Intesa
(Fondazione Cariplo,
Fondazioni di Intesa,
Cdp, ed è stato
costruito in tutta fretta
per subentrare a
UniCredit, che si
sarebbe dovuto
sobbarcare l'intera
ricapitalizzazione
della Vicenza. Ma il
piano disegnato da
Giuseppe Guzzetti,
presidente dell'Acri, e
scomparsi da tempo), la famiglia da Carlo
Sole 24 Ore sembra adeguata
all'esigenza di dare un futuro al
Corriere. Giuseppe Vita
(presidente di Unicredit ma
anche della tedesca Springer)
tornerà sui suoi passi
dopo aver definito la inedia
industry italiana e il Corriere
troppo periferici Oppure sarà
Agnelli (che ha però appena
Gerardo Braggiotti - nel cda
deciso una diversa partnership
Rcs in rappresentanza di molti Messina, Geo di Intesa, sotto
editoriale con Espressoa trovare nella sua agenda
gli
sguardi
attenti
di
palazzo
Repubblica) e Giovanni Bazoli,
Ghigi e del Tesoro, ha tagliato parigina qualche cognome
che sta peraltro concludendo il
giusto Cairo, in fondo, si
fuori Mediobanca: storica
suo lungo regno su Intesa
acconterebbe della Gazzetta
«aggiusta-tutto» della finanza
Sanpaolo. Ed è quasi un quarto
dello Sport e si renderebbe
di secolo, simmetricamente, che italiana, già attiva su molti
il quotidiano viene codiretto da
dossier bancari del momento, a presumibilmente disponibile a
essere canale di qualche flusso
Paolo Mieli e Ferruccio de
cominciare da Popolare di
finanziario utile a far quadrare
Bortoli, tuttora editorialistiVicenza. UniCredit in campo
dioscuri
con Mediobanca a difesa di Rcs il cerchio dell'indebitamento
bancario di Rcs. Vedremo: a
contro Cairo-Intesa può
segnalare un chiarimento, fra i inizio degli anni '80 o ancora
del pur bravissimo Luciano
nel 2005 attorno ai cambi di
Fontana, a lungo luogotenente due campioni
proprietà (reali o tentati) del
di entrambi. Un regime» che ha
Corriere si rimodellavano pezzi
nazionali:
«Nemici
come
prima»,
avuto ragione, undici anni fa,
della storia del Paese.
anche del tentativo di scalata di sul Corriere ora si fa su serio,
IlSussidiario.net
ecc.
ecc.
O
forse
no:
forse
il
Gianpiero Fiorani, Stefano
silenzio stesso dei giornalisti e
Ricucci e Giovanni
dei poligrafici del Corriere (che
Consorte all'epoca delle Opa
un tempo avrebbero giù brandito
bancarie: un assalto alla fine
i leggendari «accordi del 1970»)
più impegnativo di quello da
indica che un'epoca volge al
250 milioni di euro «in carta
termine e non solo per il
Cairo». Hanno ragione gli
Corriere. Se Mediobanca vuoi
davvero reimporre in via
osservatori (talvolta anche i
protagonisti, come Diego Della Solferino il suo blasone dovrà
comunque inventarsi qualcosa di
Valle) a minimizzare con
adeguato: neppure l'ipotesi di
fastidio l'Ops sul Corriere:
come se fosse un nonfatto, una fusione « nazionalconfindustriale» con il
drôle de guerre,
EDITORIA
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6
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Martedì
26/04/2016
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Vittorio Parazzoli
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Per RCS MediaGroup primo trimestre 2016 con ebitda e
raccolta in crescita dell'1,1% Giovedì scorso, il CdA
presieduto da Maurizio Costa ha esaminato i risultati
preliminari d'esercizio al 31 marzo; la redditività risulta in
ripresa, mentre la negatività è sensibilmente ridotta
———————————————————————
— 12 Laura Cioli, a.d. di RCS MediaGroup
Bilanci RCS MediaGroup chiude il primo trimestre 2016 con ebitda e raccolta pubblicitaria in crescita Giovedì scorso,
il consiglio di amministrazione presieduto da Maurizio Costa ha esaminato i risultati preliminari d'esercizio al 31
marzo; ('advertising migliora dell'1,1%, redditività in ripresa con negatività sensibilmente ridotta RCS MediaGroup
chiude il primo trimestre 2016 con un calo dei ricavi netti, ma una crescita sul fronte pubblicita rio e un miglioramento
dellebi tda II consiglio di amministra zione della società presieduta da Maurizio Costa ha esaminato i n sultati
preliminari desercizio gio vedi scorso, m anticipo rispetto ail assemblea dei soci del 28 apri le come annunciato gia a
mar gme del consiglio del 13 aprile riunito per visionare I offerta d ae quisto presentata da Urbano Cai ro, per valutarla
di conseguenza I ricavi netti consolidati di Grup po al 31 marzo 2016 si attestano a 219,8 milioni di euro, il 4,2% in
meno dei 229,4 a perimetro omo geneo (escluso Area libri) dello stesso periodo 2015 La raccolta pubblicitaria
ammonta a 97,4 mi lioni di euro e migliora dell 1,1%, che sale al 2% se si escludono dal confronto con il primo
trimestre del 2015 le attività cessate di Sfera China e Gazzetta TV Si verifica un trend migliorativo anche rispet to alle
assunzioni per il periodo di Silvia Antonini del Piano Industriale 20162018 I ricavi diffusionali ammontano a 94,7
milioni di euro, m flessione di 12,4 milioni rispetto al 2015, di cui 5 milioni relativi al diverso piano editoriale degli
add on (senza ef fetto sul margine) e il rimanente per il previsto calo dei mercati di riferimento sia in Italia che m Spa
gna Lebitda ante oneri e proven ti non ricorrenti e pari a 3,4milio ni di euro rispetto ai 15,5 milioni per primo trimestre
2015, m netto miglioramento di oltre 12 milio ni rispetto al pari periodo dell an no precedente raggiunto grazie al
contributo di tutte le aree di bu smess La performance registrata nel primo trimestre 2016 contri buisce per più del
40% ail mere mento atteso dal Gruppo RCS per I intero anno, a ulteriore conferma dell obiettivo previsto per il 2016
Lebitda post oneri e proventi non ricorrenti e negati per 3,7 milio ni di euro, m crescita di 12,5 mi lioni di euro rispetto
ai 16,2 mi lioni del 31 marzo 2015 Risultati questi raggunti anche grazie alla riduzione dei costi Sono state irn
plementate tutte le iniziative di efficienze previste a Piano e sono stati pianificati ulteriori interventi di ottimizzazione
che permette ranno di superare il target annuale pari a 40/45 milioni netti Lmdebi tamento finanziario netto nel pri mo
trimestre di quest anno rag giunge i 509 milioni di euro (508 milioni al 31 marzo 2015, 487 mi lioni al 31 dicembre
2015), men tre si sarebbe attestato a 411 mi lioni considerando gli effetti della cessione dellArea Libri, avvenuta il 14
aprile scorso (prezzo incassa to 127,1 milioni e posizione finan ziaria netta al 31 marzo 2016 posi tiva per 29,1
milioni) La differenza rispetto al 31 dicembre 2015 de rivada 15 milioni di Luro relativi ail Area Libri, influenzata
dalla con sueta stagionalità, 16 milioni per gli esborsi degli oneri non ricor renti gia accantonati al 31 dicem bre 2015,
e +9 milioni m relazione alle attività correnti, che eviden ziano un netto miglioramento n spetto al pari periodo dell
anno precedente Lammimstratore de legato Laura Cioli ha commen tato m una nota Le buone per formance registrate
nel primo trimestre di esecuzione del Piano confermano m pieno gli obietti vi che ci siamo posti Siamo qum di molto
confidenti m merito alle opportunità di crescita e sviluppo che attendono il nostro Gruppo e continueremo a
fecalizzarci sulla realizzazione dei progetti strategi ci che abbiamo avviato
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In breve Caltagirone,
l'utile sale a 85,3 mih'ora
L'assemblea degli
azionisti della
Caltagirone spa, holding
del gruppo Caltagirone,
ha approvato il bilancio
al 31 dicembre 2015 che
chiuso, a livello
consolidato, con ricavi
complessivi per 1,35
miliardi di euro (1,34
miliardi al 31 dicembre
2014) e un risultato
netto, inclusa la quota di
pertinenza dei terzi,
positivo per 85,3 milioni
(in crescita dai 65 milioni
nel 2014). Il risultato
netto di competenza del
gruppo è stato positivo
per 44,9 milioni (da 37,4
milioni al 31 dicembre
2014). Su proposta del
cda è stato deliberato un
dividendo pari a 0,05
euro per azione che sarà
posto in pagamento il 25
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Caltagirone spa via al
bilancio, in aumento
ricavi e profitti ^11
presidente
Caltagirone: «Attese
soddisfazioni rilevanti
dalla nuova mission
affidata a Vianini»
L'ASSEMBLEA ROMA Ricavi e
profitti in crescita per la
Caltagirone spa, holding del gruppo
Caltagirone, che ieri ha approvato il
bilancio al 31 dicembre 2015,
deliberando un dividendo di 5
centesimi da assegnare a ciascuna
azione. Il risultato netto ha
raggiunto 85,3 milioni, con un
miglioramento di oltre il 30%
rispetto ai 65 milioni realizzati nel
2014. L'utile di competenza del
gruppo è 44,9 milioni, contro i 37,4
milioni dell'esercizio 2014. Da
segnalare che sono cresciuti a 1,35
miliardi anche i ricavi operativi. LE
ATTIVITÀ Alla Caltagirone spa
fanno capo le diverse attività del
gruppo che si esprimono nei settori
dei grandi lavori, del cemento,
dell'immobiliare, del finanziario e
dell'editoria. Per quanto riguarda il
futuro, il presidente Francesco
Gaetano Caltagirone ha sottolineato
che si attende « soddisfazioni
rilevanti nei prossimi esercizi»
dalla trasformazione della
controllata Vianini Industria.
Questa società - grazie al
l'acquisizione di Domus Italia e dei
suoi 2.200 appartamenti - diventerà
«una struttura per la locazione di
immobili residenziali» secondo un
modello già affermato all'estero, ad
esempio in Germania, ma del tutto
nuovo in Italia. «L'auspicio»
espresso da Caltagirone è che la
Vianini del futuro «modifichi
sostanzialmente la redditività» a
vantaggio anche della holding.
Vianini Idustria (che dismetterà
quel che resta della parte
EDITORIA
Francesco Gaetano Caltagirone, presidente della Caltagirone spa
industriale) è dal 1890 una storia di
cambiamenti fatti per sfruttare le
opportunità di volta in volta offerte
dal mercato. Il presidente del
gruppo ha quindi sottolineato la
qualità del pacchetto immobiliare
che Domus ha portato in dote a
Vianini e in particolare il fatto che
gli appartamenti siano tutti situati
in Roma, terza città europea per
abitanti dopo Londra e Parigi.
«ALLA CAPITALE
SERVE UN GRANDE
SINDACO PER UN
GRANDE RILANCIO.
RESTITUIRE
L'ORGOGLIO Al
ROMANI MORTIFICATI
DA TUTTI»
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IL FONDO ATLANTE
L'assemblea della holding
capogruppo è stata anche
l'occasione per fare alcune
valutazioni sull'attualità economica
e politica. Sul fondo Atlante, voluto
dal governo per garantire la ricapi-
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talizzazione del sistema bancario, il
giudizio di Caltagirone è positivo:
«Dovrebbe aiutare la
stabilizzazione, è importante per il
Paese». Anche se, ha aggiunto, «la
soluzione di un problema dipende
sempre da quanto è grande il
problema, e questo non lo
sappiamo». Sulla partita politica,
soprattutto quella che si sta
giocando a Roma in vista
dell'elezione del
Ritaglio stampa ad uso esclusivo interno, non riproducibile
———
sindaco, l'imprenditore ha
precisato di voler attendere i
programmi, perché «bisogna
valutare anzitutto i programmi,
non le persone». Ma alla Capitale
«serve un grande sindaco per un
grande rilancio», in modo che «i
cittadini di Roma, mortificati da
tutti, possano ricominciare ad
essere orgogliosi della città».
Insomma, il presidente del
gruppo Caltagirone auspica
«un'atmosfera vincente e non più
quell'atmosfera perdente vissuta
negli ultimi anni». Due a suo
avviso le priorità: «La gestione
dell'emergenza, vale a dire le
buche, la pulizia e i trasporti; e
poi programmi di grande respiro
per cui la città possa cominciare a
volare, a fare progetti». L.Ci. ©
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23/04/2016
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Via al bilancio
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Caltagirone spa, in aumento ricavi e profitti II presidente
Caltagirone: attese soddisfazioni rilevanti dalla mission affidata
a Vianini
ROMA Ricavi e profitti in
crescita per la Caltagirone spa,
holding del gruppo Caltagirone,
che ieri ha approvato il bilancio
al 31 dicembre 2015, deliberando
un dividendo di 5 centesimi da
assegnare a ciascuna azione. Il
risultato netto ha raggiunto 85,3
milioni, con un miglioramento di
oltre il 30% rispetto ai 65 milioni
realizzati nel 2014. L'utile di
competenza del gruppo è 44,9
milioni, contro i 37,4 milioni
dell'esercizio 2014. Da segnalare
che sono cresciuti a 1,35 miliardi
anche i ricavi operativi. LE
ATTIVITÀ Alla Caltagirone spa
fanno capo le diverse attività del
gruppo che si esprimono nei
settori dei grandi lavori, del
cemento, dell'immobiliare, del
finanziario e dell'editoria. Per
quanto riguarda il futuro, il
presidente Francesco Gaetano
Caltagirone ha sottolineato che si
attende « soddisfazioni rilevanti
nei prossimi esercizi» dalla
trasformazione della controllata
Vianini Industria. Questa società
- grazie all'acquisizione di
Domus Italia e dei suoi 2.200
appartamenti - diventerà «una
struttura per la locazione di
immobili residenziali» secondo
un
modello già affermato
all'estero, ad esempio in
Germania, ma del tutto
nuovo in Italia.
«L'auspicio» espresso da
Caltagirone è che la
Vianini del futuro
«modifichi
sostanzialmente la
redditività» a vantaggio
anche della holding.
Vianini Industria (che
dismet-
«Alla
Capitale
serve un
grande
sindaco
per un
grande
rilancio»
storia di cambiamenti fatti per
sfruttare le opportunità di volta
in volta offerte dal mercato. Il
presidente del gruppo ha quindi
sottolineato la qualità del
pacchetto immobiliare che
Domus ha portato in dote a
Vianini e in particolare il fatto
che gli appartamenti siano tutti
situati in Roma, terza città
europea per abitanti dopo
Londra e Parigi.
II presidente Francesco Gaetano Caltagirone
IL FONDO ATLANTE
L'assemblea della holding
capogruppo è stata anche
l'occa
sione per fare alcune valutazioni
suH'attualità economica e politica.
Sul fondo Atlante, voluto dal
governo per garantire la
ricapitalizzazione del sistema
bancario, il giudizio di Caltagirone
è positivo: «Dovrebbe aiutare la
stabilizzazione, è importante per il
Paese». Anche se, ha aggiunto, «la
soluzione di un problema dipende
sempre da quanto è grande il
problema, e questo non lo
sappiamo». Sulla partita politica,
soprattutto quella che si sta
giocando a Roma in vista
dell'elezione del sindaco,
l'imprenditore ha precisato di voler
attendere i programmi, perché
«bisogna valutare anzitutto i
programmi, non le persone». Ma
alla Capitale «serve un grande
sindaco per un grande rilancio»,
in modo che «i cittadini di Roma,
mortificati da tutti, possano
ricominciare ad essere orgogliosi
della città». Insomma, il
presidente del gruppo
Caltagirone auspica
«un'atmosfera vincente e non più
quell'atmosfera perdente vissuta
negli ultimi anni». Due a suo
avviso le priorità: «La gestione
dell'emergenza, vale a dire le
buche, la pulizia e i trasporti; e
poi programmi di grande respiro
per cui la città possa cominciare
a volare, a fare progetti». L.Ci. ©
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tera quel che resta della parte
industriale) è dal 1890 una
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26/04/2016
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41.297
PER RIENTRARE NEI LIMITI ANTITRUST / quotidiani Finegil valgono oro,, il taglio delle tirature
sarà pesante DI CLAUDIO PLAZZOTTA Con la creazione di un grande polo di quotidiani, da
Repubblica alla Stampa, passando per II Secolo XIX e i giornali Finegil, il gruppo Espresso arriva a
controllare il 23% della tiratura nazionale, apparentemente violando, quindi, i limiti Antitrust che
parlano di un tetto fissato al 20%. I vertici del gruppo si sono ripromessi di sistemare le tirature entro la
fine dell'anno, per rientrare nei parametri. Ma la casa editrice potrebbe anche essere costretta a cedere
qualche quotidiano locale. E possiamo immaginare la sofferenza per gli azionisti dell'Espresso al solo
pensiero di andare a toccare quell'autentico goiellino del sistema di quotidiani locali Finegil. Un sistema
che, da solo, produce un risultato operativo positivo per quasi 18 milioni di euro a fronte di un fatturato
di 158 milioni di euro nel 2015. La divisione Repubblica, quella che invece controlla l'omonimo
quotidiano e i suoi allegati, pur fatturando 200,1 milioni di euro, ha un risultato operativo di appena 3,5
milioni di euro. Uguale a quello della divisione digitale, che sovrintende a tutti i siti internet del gruppo
Espresso e che sta soffrendo parecchio il calo degli investimenti pubblicitari, con ricavi a 51,9 milioni
di euro, giù del 3,3% rispetto al 2014, un mol a 4,2 mln (-38,7% sul 2014) e un risultato operativo,
appunto a quota 3,5 mln, in discesa del 42%. Male i periodici, che, con un fatturato di 23,5 milioni di
euro (-9,9% sul 2014), hanno un risultato operativo negativo per 6,3 milioni, dopo il rosso di 5,8 milioni
nel 2014. Insomma, alla fin fine è pur sempre la tradizione a tirare la volata ai conti del gruppo
editoriale di Carlo De Benedetti: i 17 quotidiani locali, ben radicati nel territorio, e l'oliatissimo sistema
radiofonico, che con Deejay, Capital ed m2o, anche nel 2015, ha assicurato ricavi per 57,7 milioni di
euro (+5,7% sul 2014) e un risultato operativo positivo per 11,8 milioni di euro, a fronte dei 9,7 mln del
2014. Margini che in Rti-Mediaset, con R101 e Finelco, per ora si sognano. ———© Riproduzione
riservata——| > Altri articoli sul
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Sabato
23/04/2016
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Pierluigi Magnaschi
41.297
Uimmobiliarista tratta ancora per la Gazzetta Mezzogiorno // Foglio, Arpe esce
Mainetti editore unico DI MARCO A. CAPISANI Matteo Arpe sta per uscire
definitivamente dal Foglio. La sua quota al 32,5% nel quotidiano diretto da Claudio
Cerasa sarà ripresa da Valter Mainetti che già ne detiene il 65% (mentre il restante
2,5% fa capo formalmente al senatore di Ala Denis Verdini). Quindi, Mainetti diventerà
di fatto l'unico azionista del Foglio. Secondo quanto risulta a ItaliaOggi, un accordo tra
Arpe e Mainetti ancora non è stato formalizzato, nonostante il lungo confronto, ma ora
l'intesa è imminente. Una volta che le azioni saranno passate al solo immobiliarista del
gruppo Sorgente, subirà un'accelerata anche il piano editoriale del giornale secondo le
linee guida individuate da Cerasa. A proposito del direttore, ci sono stati movimenti in
casa Foglio anche nell'omonima cooperativa che gestisce la testata (a differenza della
Foglio edizioni srl che la possiede). Nella cooperativa Cerasa è stato nominato a.d. così
come Cristiano Sartori, che ne seguirà in particolare la gestione finanziaria e i rapporti
con gli organi di controllo. Alla presidenza della cooperativa, invece, arriva Giuliano
Ferrara, fondatore e storico direttore della testata. Sul fronte di Mainetti, però, c'è un
secondo dossier che continua a rimanere aperto: quello per rilevare la Gazzetta del
Mezzogiorno. Le trattative con l'editore Mario Ciancio Sanfilippo continuano e, in
parallelo, quelle con la famiglia Curci che ha in portafoglio il 30% del quotidiano
pugliese attraverso la Barieditrice. Al momento non è stato raggiunto ancora un punto
di svolta. Invece, il passaggio di quote da Arpe a Mainetti è solo l'ultimo episodio di
una più lunga serie tra i due imprenditori. Già alla fine dello scorso febbraio, infatti,
Arpe aveva deciso di non esercitare attraverso la società Sator l'opzione per salire al
48,75% del Foglio. Diritto che, se esercitato, avrebbe portato Mainetti a scendere fino a
un altro 48,75%. Bisogna poi risalire al novembre 2015 quando sia Mainetti sia Arpe
erano arrivati alle rispettive quote del 65% e del 32,5%, attraverso un aumento di
capitale di 3 milioni. Entrambi, però, avevano ufficializzato il loro ingresso nella Foglio
edizioni srl prima ancora, a inizio giugno 2015, quando sono usciti di scena Paolo
Berlusconi, che deteneva il 48,30%, Verdini con il 21,42% e Ferrara al 14,28%. In
particolare, Arpe aveva iniziato a interessarsi alla testata a inizio 2015, con l'obiettivo di
garantirne continuità e crescita. Adesso, Mainetti potrà dedicarsi completamente al
Foglio e pensare a come raggiungere il 100% della Gazzetta del Mezzogiorno. Mentre
Arpe si concentrerà sull'investimento in Banzai (gruppo di Paolo Ainio guidato dall'a.d.
ex Rcs Pietro Scott Jovane), che ha dato l'esclusiva a Mondadori per trattare
l'acquisizione di alcuni suoi siti verticali. Nel portafoglio editoriale di Arpe ci sono
infine Lettera43, Pagina99, Rivista Studio e Undici. ———©Riproduzione riservata
——|
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Lunedì
25/04/2016
25
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Sauro Pellerucci, fondatore e presidente T vr\T \
\xinn (ÏRITPO "Dagli elenchi al web Pagine SI
ora cresce coi servizi per le Pmi" CHIARA
MFRICO
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———
Vent'anni tra elenchi telefonici e strategie
web: Pagine Sì!, il secondo operatore
italiano nel settore degli elenchi cartacei,
festeggia due decenni di attività al servizio
delle piccole e medie imprese, con uno
sguardo sempre più proiettato al futuro,
cioè al business online. Fondata nel 1996 a
Terni, l'azienda si è specializzata nel
settore dell'editoria pubblicitaria
multimediale, e produce oltre 8 milioni di
copie all'anno di Elenco Sì!, distribuite
gratuitamente in 70 province italiane. Il
modello di distribuzione segue una logica
precisa, che tiene conto della sempre
crescente diffusione di Internet: nelle
grandi città come Roma e Milano gli
elenchi di Elenco Sì! sono disponibili solo
in versione online. Il servizio di Pagine Sì!
si differenzia rispetto alla concorrenza
anche per un altro aspetto: è totalmente
gratuito, e non prevede alcun rimborso in
bolletta a carico degli utenti. Ma il futuro è
online: l'azienda, attraverso la business unit
Si4Web, supporta infatti le piccole e medie
imprese realizzando siti internet e offrendo
strategie per migliorare la loro visibilità
sulla Rete. «L'essere stati un esempio di
piccola impresa che ha saputo competere
con i monopoli ci ha trasformato in un
punto di riferimento per le pmi italiane,
che sentono la necessità di un partner che
le sappia affiancare nella comunicazione e
guidare verso la vendita online - afferma
Sauro Pellerucci, fondatore e presidente di
Pagine Sì! -. Il nostro fatturato supera i
venti milioni di euro ed è ormai composto
prevalentemente da servizi forniti per il
web». presentato durante la scorsa edizione
di Vinitaly e realizzato proprio per
supportare la vendita all'estero di vini
italiani, anche attraverso filmati girati nei
vigneti, che mostrano ai clienti di tutto il
mondo come e dove nasce il vino.
EDITORIA
Pag.
14
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Martedì
26/04/2016
21
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Roberto Napoletano
145.182
Editoria FOCUS
IL RIASSETTO
IN USA Usa
Today, Opa per
conquistare il Los
Angeles Times
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Monica D'Ascenzo MILANO
Usa Today lancia un'Opa sul
LosAngelesTimeseilChicago
Tribune. La notizia, resa
pubblica ieri, ha trascinato al
rialzo i titoli di Tribune
Publishing in Borsa e animato
il settore editoriale americano.
Gannett ha lanciato un'offerta
di acquisto ostile sul Tribune
Publishing con una operazione
valutata 815 milioni di dollari,
debito incluso. Il gruppo
editoriale che controlla il
quotidiano "Usa Today" punta
ad apliare il
proprio portafoglio di quotidiani.
seduta di Wall Street di ieri.
proprio portafoglio di quotidiani.
All'offerta Tribune ha risposto
L'offerta risale al 12 aprile scorso,
quando il gruppo Gannett ha messo il 22 aprile spiegando di avere
sul piatto 12,25 dollari per azione in arruolato Goldman Sachs e
contanti per rilevare il concorrente. Lazard come advisor finanziari
La cifra si confronta con un valore e Kirkland & Ellis come
del titolo Tribune che venerdì scorso
advisor legale. L'uscita allo
era pari a 7,52 dollari. Il premio
offerto aveva fatto volare nel pre- scoperto di ieri arriva, quindi,
mercato il titolo di Tribune del 56% dopo due settimane di
a 11,75 dollari. Un rialzo che poi
trattative private, che non
non si è affatto ridimensionato
hanno portato alla conclusione
durante la
dell'operazione. In questo
modo Gannett gioca la carta
della pressione del mercato
suH'editrice preda. Continua >
pagina22
Editoria. L'editore Gannett lancia un'Opa per conquistare il gruppo Tribune Usa Today punta sul Los Angeles
Times Monica D'Ascenzo » Continua da pagina 21 Usa Today, terzo quotidiano statunitense per diffusione e tra i
primi dieci quotidiani di lingua inglese al mondo per diffusione conta 8 milioni di lettori al giorno tra carta stampata
e web e 22 milioni di dowloads su cellulare. Nato nel 1982, secondo le rilevazioni di AAM Publisher nel secondo
trimestre fiscale terminato nel settembre 2015, Usa Today ha visto una media giornaliera di vendite di 916.550
copie dal lunedì al venerdì con i suoi 37 centri stampa negli Stati Uniti. A livello internazionale, invece, raggiunge
le 26.835 copie. Se l'operazio ne andrà in porto sposerà gli storici Los Angeles Times, nato nel 1981 e quarto
quotidiano americano, e il Chicago Tribune, fondato nel 1847 e ottavo giornale negli States. Nella ricerca di nuovi
margini con le pubblicazioni online, i grandi editori stanno puntando sul consolidamento delle testate per poter
tagliare i costi e cre-IL VALORE L'offerta è stata lanciata a 12,25 dolla riper azione per un controvalore di 815
milioni compreso il debito da 390 milioni di dollari della preda are sinergie, come sta avvenendo d'altra parte anche
in Italia con l'operazione che ha visto il matrimonio tra La Stampa e Repubblica. Lo scorso anno, infatti, i dati
hanno visto valori record per acquisizioni e fusioni nel comprato dall'inizio della crisi del 2008.: 70 quotidiani sono
stati ceduti per un vcontrovalore combinato di 827 milioni di dollari, secondo i dati di Dirks, Van Essen & Murray.
Gannett ha già acquisito 15 quotidiani, incluso Milwaukee Journal Sentinel, mentre Tribune Publishing aveva
conquistato il San Diego Union- Tribune. Ma proprio il gruppo oggi preda aveva fallito nell'acquisizione di due
giornali del Sud California, a seguito del divieto arrivato dal Dipartimento di Giustizia americano per problemi di
concorrenza. Ora i due gruppi si trovano ad avere poche sovrapposizioni territoriali e questo dovrebbe aiutare ad
avere il via libera all'operazione dal Dipartimento. Il mercato resta, comunque, perplesso per l'operazione
considerato che i fondamentali del settore non sono affatto rosei così come le prospettive, ma Gannett
evidentemente vede nella crescita dimensionale l'arma per combattere il rallentamento del mercato editoriale.
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Valzer nell'editoria americana nuovo scossone di
Usa Today Da Gannett 815 milioni di dollari per
IDS Angeles Times e Chicago Tribune Nell'ultimo
anno settanta operazioni di cambio di proprietà nel
settore
sul fronte degli assetti proprietari avviene
in un settore che si è rimpicciolito da
allora, anche se non in maniera così
brutale come si potrebbe credere. Nel
2009 l'insieme delle vendite di quotidiani
Usa era di 44 milioni di copie al giorno,
FEDERICO RAMPINI Usa Today vuole aggregare a oggi è sceso a 41 milioni. L'effetto della
sé due testate storiche della stampa americana. Il
concorrenza di nuovi media digitali, e
primo e unico "giornale nazionale" degli Stati Uniti
soprattutto dei social media divenuti la
(Usa Today non ha radici in un mercato
metropolitano) lancia un'offerta per i due quotidiani
principale fonte d'informazione per le
più importanti della West Coast e del Midwest: Los
giovani generazioni, è stato più
Angeles Times e Chicago Tribune. L'annuncio
pronunciato sul fronte delle entrate
avviene al culmine di un'ondata di fusioni e
pubblicitarie. Nella raccolta pubblicitaria
acquisizioni nella carta stampata, un settore che si è
improvvisamente rimesso in movimento suscitando
il grande avversario non sono tanto i
appetiti di ogni sorta. Ma anche in una logica di
singoli media digitali, quanto i megaaggregazione e riduzione delle aziende editoriali in
aggregatori come Google e Facebook.
campo, ai fini di ridurre i costi. L'offerta lanciata
Eppure l'appetibilità della carta stampa
dall'editore di Usa Today, la public company
Gannett, ha un valore totale di 815 milioni di dollari torna ad essere evidente. La tipologia degli
così suddiviso: 400 milioni di esborso netto, il
acquirenti è molto differenziata. Un
rimanente sotto forma di assunzione dei debiti. La
gruppo come Gannett ha una chiara
preda, in questa che vorrebbe essere un'operazione
strategia aziendale e sia pure all'interno di
amicheun mercato più ristretto punta alla
leadership, al consolidamento, ai guadagni
di efficienza e redditività che possono
venire dal consolidamento. Altri
protagonisti di acquisizioni recenti,
soprattutto nella stampa locale, sono stati
imprenditori industriali di settori diversi
dall'editoria, seguendo a volte quella che è
la tradizionale logica "politica":
l'acquisizione di un giornale monopolista
in una città o in una contea, può esaltare la
vole, è l'éditrice Tribune Publishing. Per
visibilità dell'editore e la sua capacità di
avere un'idea delle dimensioni di questi
relazione con i notabili della politica
gruppi, Gannett con Usa Today e una
locale. In parallelo sono andati avanti
miriade di altre testate è di gran lunga il
filoni molto diversi nella stampa. C'è chi
numero uno con una quota del 12% del
mercato nazionale della carta stampata, e ha perseguito il modello delle non profit,
un fatturato di 2,9 miliardi. Gannett vale il ad esempio con il giornalismo
investigativo (vedi ProPublica) finanziato
doppio della News Corp, di Rupert
Murdoch, proprietaria fra l'altro del Wall con il mecenatismo, seguendo una
Street Journal. L'éditrice Tribune, oggetto tradizione americana che ha dato risultati
della proposta di Gannett, ha un fatturato nel campo delle università, dei musei,
degli ospedali. Ma quello che accade con
di 1,67 miliardi e il 5% di quota di
mercato, cioè un peso equivalente al New la mossa di Gannett sottolinea il ritorno in
forze di un editore puro per affrontare le
York Times. Il gruppo Hearst, che
prossime sfide con i colossi del digitale.
dominava la stampa locale ai tempi del
suo fondatore (William Randolph Hearst
ispiratore del "Citizen Kane" di Orson
E LOCALI Usa Today è il
Welles), dopo tante eure dimagranti oggi NAZIONALE
quotidiano più diffuso negli Stati Uniti e il più noto
ha solo il 2% del mercato americano.
tra quelli di Gannett, che possiede anche una serie di
L'editrice Tribune Publishing
ha un fatturato di 1,67 miliardi
e una quota di mercato del
5%, pari al New York Times
II Wall Street Journal ha censito l'anno
scorso ben 70 operazioni di cambio di
proprietà di giornali: fusioni, acquisizioni,
per un valore complessivo di 827 milioni.
È una cifra record come non si registrava
dal 2008. E questo attivismo
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Robert J. Dickey, ceo del gruppo
Gannett
USA TODAY LE TESTATE
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testate locali. Il Los Angeles Times e il Chicago
Tribune, proprietà di Tribune Publishing, sono
quarto e ottavo
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Veditore di Usa Today vuole acquisire il gruppo del LA Times per
creare sinergie fra le testate Gannett, maxi offerta per Tribune Sul
piatto 724 mln di euro in contanti, +63% sulla Borsa
DI ANDREA SECCHI Gannett,
l'editore americano di Usa Today
e di altre 107 testate locali, vuole
acquisire la Tribune publishing,
proprietaria del Los Angeles
Times, del Chicago Tribune e di
altri nove quotidiani. Vuole
fortemente, è il caso di dire,
perché per l'operazione ha messo
sul piatto 815 milioni di dollari
in contanti (723,5 mln di euro),
12,25 dollari per azione (10,9
euro), ovvero il 63% in più
rispetto alla quotazione dei titoli
Tribune di venerdì scorso. La
società sarà valutata così 5,6
volte il margine operativo lordo
dello scorso anno. Non solo,
dopo aver espresso più volte la
propria intenzione direttamente
al ceo Justin Dearborn e al primo
azionista di Tribune Michael
Farro (16,6%) ottenendo solo
resistenza, ieri ceo di Gannett
Robert Dickey ha reso pubblica
l'offerta in modo che il
management sia costretto a te
rientra perciò nell'ampliamento
di questo network. La parola
chiave è consolidamento,
come sta accadendo ormai nei
diversi mercati e nei diversi
media (Repubblica-Stampa e
Vivendi-Premium forse dicono
qualcosa, mentre è un po'
differente ciò che sta
accadendo con Cairo e Rcs). Il
percorso era già chiaro dallo
scorso anno, quando Gannett si
è separata dalla società madre,
Tegna, e il rafforzamento dei
quotidiani locali attraverso
un'opera di consolidamen
Dickey. Concludendo in
maniera perentoria:
«continuare a rifiutare di aprire
un dialogo con noi servirà
soltanto per ritardare la
possibilità che i vostri azionisti
ricevano il valore della nostra
offerta tutta in contanti. Noi,
comunque, siamo preparati a
considerare tutte le alternative
per completare questa
transazione». I riflessi in borsa
per Tribune non si sono
ovviamente fatti attendere: nel
premarekt ieri le azioni sono
cresciute del 54% a 11,56
dollari (10,26 euro).
to era stato indicato come la via
per superare la crisi della carta
stampata. Peraltro anche
Tribune Publishing nell'agosto
del 2014 si era separata dalla
Tribune co. poi ribattezzata
Tribune Media: da una parte i
giornali in perdita, dall'altra la
tv. Ma mentre Gannett oggi è
un'azienda senza debiti che
ner conto anche della volontà
finanzierà l'acquisto con una
degli altri azionisti e quindi
linea di credito di 500 mln
palesando un'offerta ostile. Il
(443,9 mln di euro) già
disegno di Gannett è di
presente e poi cercherà altre
riempire alcuni dei buchi
risorse nel mercato, Tribune ha
geografici che ha in termini di al contrario 390 milioni di
copertura con i propri giornali e dollari di debito (346,2 mln di
così con la raccolta
euro) e perdite nel 2015 per 2,8
pubblicitaria. E unendo le
milioni di dollari (2,5 mln di
proprie testate con quelle di
euro) contro i 42,3 milioni di
Tribune riuscirebbe a
utile (37,55 mln di euro) di un
espandersi ulteriormente sul
anno prima. I ricavi sono
territorio.
invece scesi del 3,2% a 954,7
Contemporaneamente
mln di dollari (847,6 mln). La
otterrebbe sinergie che
prima mossa di Gannett verso
produrranno risparmi per 50
Tribune è stata una lettera dello
milioni di dollari all'anno (44
scorso 12 aprile che però aveva
mln di euro). Senza tagliare sui ricevuto una risposta per niente
gior
collaborativa. Così Dickey
nalisti, però, ha avvertito
Dickey, ma agendo su altre
voci di costo. Negli ultimi
mesi, il gruppo editoriale ha
lavorato nella creazione dello
Usa Today Network, una rete
che unisce i giornali locali
Gannett sia in termini di
scambio di contenuti che di
raccolta pubblicitaria. Tribune
EDITORIA
ha voluto scoprire le carte con
tutti gli azionisti, sicuro che la
sua offerta sia molto allettante.
«Quello che speriamo», si legge
nella nuova missiva resa
pubblica ieri, «è di sederci con il
board di Tribune e lavorare per
una transazione. Siamo sicuri che
con la cooperazione tra le due
società potremo completare la
due diligence in breve tempo e
raggiungere un accordo», ha
scritto
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Patience Wheatcroft
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Gannett Aims to Buy Tribune Publishing BY LUKAS I. ALPERT AND JOSHUA
JAMERSON Gannett Co. on Monday went public with its proposal to acquire
Tribune Publishing Co. in a deal valued at about $400 million that would combine
titles like USA Today, the Los Angeles Tunes and Chicago Tribune, as the
struggling U.S. newspaper industry increasingly consolidates. Gannett is offering
$12.25 in cash for each share of Tribune, a 63% premium to the stock's closing
price Friday. Including the assumption of Tribune's debt, Gannett said the deal has a
total value of $815 million. "By combining, we would create a company with the
financial stability and flexibility equipped to preserve journalistic integrity, lugli
standards and excellence for years to come," Gannett Chief Executive Robert
Dickey wrote in a letter to his counterpart at Tribune, CEO Justin Dearborn. hi the
letter, Gannett said it was disappointed with Tribune's response to its proposal made
April 12 and frustrated with its "refusal to begin constructive discussions with us."
In a statement Monday, Tribune said it told Gannett Please see OFFER page £2 The
Los Angeles Times Is Tribune's largest revenue generator.
OFFER
Continued from the prior page
that it is completing
arrangements with financial
and legal advisers to assist it
in reviewing the offer and
would "respond to Gannett as
quickly as feasible." Gannett's
proposal comes amid a frenzy
of newspaper industry deals,
as bigger players scout for
bargains to help give them the
economic advantages of scale
in a business under pressure
on multiple fronts. Gannett
already is the largest
publisher, with 12% of U.S.
newspaper daily circulation,
according to the Alliance for
Audited Media. Gannett owns
107 mostly small- and midmarket U.S. dailies in 34
states, as well as its flagship,
USA Today. Last summer,
after Gannett was spun off as
a newspaper group from
television properties that now
make up Tegna Inc., Mr.
Dickey said the company
would aggressively pursue
acquisitions of larger market
publications. Tribune
Publishing also was separated
from television holdings but
has struggled to find its
footing as an independent
company since the split in late
2014, less than two years after
its predecessor company
emerged from bankruptcy.
Tribune owns 11 big dallies in
disparate markets that have
made it difficult to combine
costs as well as others have.
then, from $24.50 a share to
$7.52 at market close Friday.
On Monday, follovwng news
of the proposal, shares of
Tribune Publishing jumped
53% to S11.48 in afternoon
trading. "There is no question
that this offer is driven by the
fact that prices are so low,"
said William Smead, chief
executive of Smead Capital
Management, which owns a
5.1% stake in Gannett. "In this
marketplace, very few people
want to own these companies
until we find out where the
bleeding stops," he said.
Gannett shares rose 5.3% to
$16.60 by midafternoon
Monday. Before that, the stock
had
risen roughly 5.4% since its
June 2015 spinoff. Gannett's
revenue last year slipped 9% to
$2.89 billion, while Tribune's
operating revenue fell about
2.1% to $1.67 billion. Earlier
this month, Gannett closed a
deal to acquire the Journal
Media Group's 15 daily
newspapers for $280 million.
The conclusion of that deal
was delayed amid a review by
the U.S. Department of Justice,
but it was ultimately approved.
Tribune Publishing also has
sought greater scale but has
been thwarted in its efforts. In
March, the Justice Department
blocked a deal by Tribune to
purchase a string of Southern
California papers owned by
Freedom Communications Inc.
on antitrust grounds. Analysts
said they didn't expect a
possible Gannett-
• ^rt^fcflrmBs Gannett owns 107 mostly small- and
mid-market U.S. dallies, as well as Its flagship, USA
Today.
operate in different markets. "If
there are issues, it may affect a
property or two rather than the
combination as a whole," said
Jim Friedlich, CEO of Empirical
Media Advisors, a consulting
firm that advises media
companies on digital strategies
and has worked with Tribune.
Gannett said it can quickly
consummate a transaction
without any financing conditions
and without threatening the taxfree treatment of Tribune's
spinoff. A person familiar with
the matter said News Corp,
owner of The Wall Street
Journal, which previously has
expressed interest in the Los
Angeles Times, wouldn't be
interested in pursuing Tribune
now.
The company has reported
declining year-over-year
revenue in almost every quarter Tribune deal to encounter any
since the spinoff. Its stock
major regulatory issues as their
price has tumbled 69% since
properties largely
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26/04/2016
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USA Today owner Gannett in $815m
takeover offer for Tribune Publishing
SHANNON BOND AND JAMES FONTANELLA-KHAN —
NEW YORK Gannett, the publisher of USA Today, has moved to
extend its lead as the biggest print and digital news organisation
in the US with a $815m takeover proposal for Tribune
Publishing, owner of the Los Angeles Times and the Chicago
Tribune newspapers. Gannett, which also owns 92 US regional
titles and the UK's Newsquest, has been on the hunt for deals at a
time of rapid consolidation in American newspapers, which have
found their advertising revenues and newsstand sales under
pressure from the rise of digital media. Tribune has had a
turbulent ride since its former parent company emerged
from bankruptcy four years ago and,
earlier this year, shook up the
management and strategy of its
portfolio of papers. Its shares have
tumbled more than 50 per cent in the
past 12 months. Gannett yesterday
proposed an allcash offer of $12.25 per
Tribune share, representing a 63 per
cent premium to the stock's closing
price on April 22. When the Tribune's
debt of approximately $390m is
included, the total deal value is $815m.
In a letter released with the offer,
Gannett expressed disappointment at
Tribune's refusal to begin talks about a
combination, which it said would help
both companies make the transition to a
more internet-driven business. Tribune
said it had told Gannett last
week that it was hiring Goldman Sachs
and Lazard to help review the proposal.
Gannett suggested a combination with
Tribune would create synergies of
approximately $50m a year, giving
both groups greater financial stability
and the flexibility to maintain high
journalistic standards. The proposal is
Gannett's biggest expansion attempt
since it separated its publishing assets
from its faster-growing broadcast and
digital operations in 2014. It was
among a number of publishers to do so
— including Time Warner, News Corp
and Tribune itself— as they grappled
with an industry-wide drop in print
advertising revenues and a shift from
print to digital outlets by readers.
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Domenica
24/04/2016
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L-INTERVENTO di
RUBEN RAZZANTE*
IL GIORNALISMO DI
QUALITÀ
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VALORIZZARE esempi di giornalismo
attento e scrupoloso, rispettoso dei principi
deontologici e ispirato a correttezza e amore
per la verità. Dovrebbe essere questa
l'ambizione diogniPremio giornalistico,
soprattutto se patrocinato dall'Ordine nazionale
dei giornalisti, paladino dell'etica nel diritto di
cronaca e potenziale garante della qualità
dell'informazione. E, per quanto riguarda il
Premio internazionale "Cinque stelle al
giornalismo", certamente lo è, fin dalla sua
inaugurazione, undici anni fa. Lunedì 25 aprile
ail 'Hotel Palace di Milano Marittima saranno
assegnati i riconoscimenti del Premio
internazionale "Cinque Stelle al giornalismo".
A riceverli saranno: Andrea Cangini, direttore
del Quotidiano Nazionale (II Resto del Carlino,
La Nazione, II Giorno), Antonio Di Bella,
direttore di Rai News, Luciano Fontana
direttore del Corriere della Sera, Myrta
Merlino, giornalista e conduttrice televisiva de
La7, Annette Reubesamen, giornalista tedesca.
ANCORA UNA VOLTA, dunque, è stata
scelta una rosa di prestigiosi professionisti
dell'informazione che saranno protagonisti nel
corso di una serata presentata da Massimo
Giletti e Vira Carbone. Quest'anno, nel corso
della serata di gala, oltre ai riconoscimenti
attribuiti dalla giuria, verranno consegnati altri
due premi. Uno di questi, il Premio Batani,
voluto dalla famiglia in ricordo del patron
Tonino Batani, scomparso il 22 dicembre
scorso, verrà assegnato a Giorgio Squinzi,
imprenditore assai stimato e presidente uscente
di Confindustna. Il secondo premio speciale
andrà a Giancarlo Mazzuca per i 60 anni del
quotidiano II Giorno. Mazzuca è stato direttore
di varie testate del gruppo Riffeser Monti e ha
saputo guidare II Giorno in una difficile
transizione, passata anche attraverso Expo
2015, evento internazionale ospitato da
Milano, culla di quel quotidiano. Con lui alla
guida del Giorno si sono rinverditi i fasti della
gloriosa tradizione montanelliana, basata sui r
acconti popolari rigorosamente separati
dall'interpretazione dei fatti e dalla critica.
Indra Montanelli ha sempre raccomandato ai
suoi allievi e collaboratori di servire il lettore
senza preconcetti né pregiudizi, descrivendo
gli avvenimenti e commentandoli, semmai, a
parte. Giancarlo Mazzuca è stato uno dei più
fedeli interpreti degli insegnamenti
montanelliani e ha saputo riprodurli sia nella
sua quotidiana attività giornalistica sia nei suoi
pregevoli libri nei quali parla spesso del suo
rapporto con il Maestro, anche attraverso
aneddoti ed episodi inediti. A Milano
Marittima, il 25 aprile, aleggerà nell'aria anche
la figura dell'intramontabile Indra. *Docente di
Diritto deH'informazione all'Università
Cattolica di Milano e Presidente della giuria
del Premio "Cinque stelle al giomausmo"
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Martedì
26/04/2016
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MASS MEDIA TRA CULTURA
E ATTUALITÀ
Da sinistra, il direttore del "QN" e del "Resto del Carlino" Andrea Cangini, Ruben Razzante (presidente della
giuria), Paola Batani, figlia di Tonino, ideatore del premio e scomparso a dicembre, Antonio Di Bella (Rai
News), Annette Reubesamen e Luciano Fontana, direttore del "Corriere della Sera". In alto, Giancarlo
Mazzuca, direttore del "Giorno"
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Brillano le 5 stelle al giornalismo La Riviera premia
Finformazione // riconoscimento ai direttori di QNResto del Carlino e Corsera
L'evento si è confermato uno degli
appuntamenti mondani più attesi
in tutta la riviera romagnola,
grazie al suo mix di cultura,
attualità, moda ed eleganza.
Numerose le autorità presenti, che
hanno applaudito i grandi nomi del
giornalismo che la giuria
presieduta da A MILANO
MARITTIMA Oltre 500 invitati:
conduttore della cerimonia
Alessandra Giordano MILANO
MARITTIMA (Ravenna)
Massimo Giletti L'omaggio alla
ATMOSFERA delle grandi occasioni stampa tedesca Ruben Razzante ha
ieri sera a Milano Marittima, dove al
voluto premiare per il loro lavoro:
Palace Hotel si è svolto il Premio
Andrea Cangini, direttore del "Qn"
Internazionale "Cinque Stelle al
e del Resto del Carlino, Antonio
Giornalismo", giunto all'undicesima
Di Bella, direttore di Rai News,
edizione. Circa 500 persone hanno
Luciano Fontana, direttore del
partecipato alla serata organizzata in
modo impeccabile dal Gruppo Batani "Corriere della Sera", Myrta
Select Hotels e patrocinato dall'Ordine Merlino, giornalista de La7
Nazionale dei Giornalisti.
(assente), Annette
Undicesima •••••••i
Due trofei speciali: a
Giancarlo Mazzuca
per i 60 anni de "II
Giorno" e a Squinzi
il "Batani"
EDITORIA
Reubesamen, giornalista tedesca del
Welt Am Sonntag. Conduttore della
cerimonia, anche quest'anno,
Massimo Guetti, che in virtù del
legame con Milano Marittima non
ha mancato l'appuntamento. Ed è
stato proprio lui il primo a ricordare,
dal palco, la figura di An
tonio "Tonino" Batani, il grande
albergatore scomparso pochi
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26/04/2016
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giorni prima di Natale
giorni
che,prima
nel di Natale
che, nel di questa terra. Ieri
promozione
2006, ideò questo premio
2006, ideò
per questo premio
sera è per
stata la volta di Annette
richiamare in Romagna
richiamare
grandiinnomi
Romagna
grandi
nomi di questo
«Sono
felicissima
del giornalismo nazionale
del giornalismo
e
nazionale
premioe- ha detto - perché adoro
internazionale e accendere
internazionale
i
e accendere
l'Italia, iche sono vent'anni che mi
riflettori sul turismoriflettori
e la suasul turismoda
e la
sua
occasioni
di scrivere. È un
industria. DUE i premi
industria.
speciali
DUE i premi
speciali
paese
favoloso, che non smette
conferiti in questa edizione.
conferiti in
Il primo
questa edizione.
Il primo
mai di stupire
e che ha una
a Giorgio Squinzi, presidente
a Giorgio Squinzi, presidente
ricchezza artistica e culturale che
uscente di Confindustria,
uscentealdiquale
Confindustria,
è continui
al quale
è apprezzata nel
a Molto
stato conferito il Premio
stato conferito
Batani, il Premio Batani,
della serata
voluto dalla famiglia
voluto
per ricordare
dalla famiglia
il corso
per ricordare
il anche la sfilata
delle
patron e premiare chi
patron
nel corso
e premiare
della chi
nel sfavillanti
corso dellacreazioni della
Maison Bartorelli e di preziosi
vita
vita
si è distinto nella professione. «
Sono molto orgoglioso di questo
premio - ha dichiarato Squinzi soprattutto perché è alla memoria
di Tonino Batani, un grande amico
e un imprenditore che ha fatto la
differenza in questa terra. L'evento
di stasera è molto importante in
quanto oggi la comunicazione è
fondamentale in tutti gli ambiti
della società, qualsiasi professione
si fàccia». UN
RICONOSCIMENTO speciale
anche a Giancarlo Mazzuca, che
venne premiato alla prima edizio-
orologi, indossati da bellissimi
modelli. Accanto al Gruppo
Batani, i partner della
manifestazione, da Apt Emilia
Romagna a Bper, da Bartorelli
Gioiellerie a Federeventi Emilia
Romagna, da Dolp's Studio
all'Associazione Italotedesca dei
Giornalisti.
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ne del "Premio Cinque Stelle". Ieri
sera a Mazzuca è stata consegnata una
medaglia d'oro per i 60 anni di attività
del quotidiano "II Giorno", di cui è
direttore. « Dirigo "II Giorno" da tre
anni e mezzo - ha detto - e ricevere
questo riconoscimento è una grande
soddisfazione, in quanto è una
testimonianza che il giornale
lombardo è molto vivo e sono
orgoglioso del suo successo». Nel
corso della serata Giletti ha anche
colto l'occasione per parlare di vari
temi d'attualità con i professionisti
della comunicazione. Il conduttore
televisi
vo, nel leggere le motivazioni dei
premi, ha richiamato più volte il
ruolo dell'informazione nella ha
commentato il direttore del "Qn"
Andrea Cangini - non è un premio
alla persona, ma un
riconoscimento alla testata. La
forza del nostro giornale è il
radicamento territoriale, reso
possibile grazie al lavoro di tanti
colleghi che hanno come obiettivo
principale i lettori». COME è
ormai tradizione, nella rosa dei
premiati anche un giornalista di
lingua tedesca. Era stato proprio
Tonino Batani a voler questo
premio, per rinsaldare il rapporto
con la Germania, che in passato fu
il bacino turistico della Romagna,
e per riconoscere alla stampa
d'Oltralpe il ruolo avuto nella
EDITORIA
Pag.
22
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26/04/2016
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CAGLIARI È morto il giornalista
Franco Fiori CAGLIARI. Franco
Fiori, protagonista della cultura e
del giornalismo sardo, è
scomparso nella notte tra
domenica e lunedì. Aveva 83
anni. Pubblicista dal '65, fratello
minore dei giornalisti Vittorino e
Peppino Fiori, è stato
vicesegretario nazionale della
Federazione della Stampa, più
volte consigliere nazionale della
Fnsi, addetto stampa della
Regione, presidente del Corecom,
dirigente del Fsi, sovrintendente
del Teatro Lirico di Cagliari,
direttore di periodici culturali e
sindacali.
EDITORIA
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Martedì
26/04/2016
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Luciano Fontana
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LA GUERRA DI ERDOGAN
CONTRO I GIORNALISTI
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Fare il giornalista in Turchia e
pretendere di essere libero di
esercitare il diritto di critica è un
crimine e insieme un insulto
all'autorità costituita. Lo sa bene
il direttore del glorioso
quotidiano Cumhuryet Can
Dundar, che sta collezionando
condanne. Rischia l'ergastolo
perché è accusato di spionaggio
per aver rivelato, con prove
documentali e con un video non
smentibile, una assoluta verità:
che il regime inviava armi ai
jihadisti più estremi in Siria e in
Iraq, con l'aiuto, la protezione e la
scorta dei servizi segreti turchi.
Non è tutto. Ieri Dundar è stato
condannato a pagare un'ammenda
di 9.000 euro (al cambio ufficiale
dell'importo in lire turche) per
aver accusato il presidente Recep
Tayyip Erdogan, che allora era
primo ministro, e suo figlio Bilal,
di un traffico d'oro con l'Iran. D
condannato Dundar è davvero un
giornalista verticale, che ha tutta
la nostra ammirazione. Anche
perché ha dichiarato che «se la
ricerca della verità è un crimine,
continueremo a commettere quel
crimine».
Onestamente, sulla Turchia non si
sa più cosa pensare, perché tutti
gli argini per contrastare
l'autoritarismo di Erdogan sono
saltati. Adesso la «guerra» del
regime non è rivolta soltanto ai
giornalisti turchi e ai social
media, che secondo il « dittatore»
infangano colpevolmente
l'immagine del Paese, ma anche
contro i reporter stranieri,
obbligati a sottostare a un diktat:
chi scrive contro il governo non è
il benvenuto, e chi è nel Paese
può essere querelato e perseguito.
Sappiamo molto bene che i
giornalisti non sono mai piaciuti
al potere: nei Paesi dittatoriali,
semi dittatoriali, e persino nelle
democrazie. Inutile addolcire la
realtà con qualche aggettivo: il
reporter è sempre considerato un
fastidioso ficcanaso. Negli Stati
Uniti, che sono culla di
democrazia, il giornalista è
rispettato e temuto. Nelle
democrazie deboli è appena
tollerato (e non sempre).
Figuriamoci dove la democrazia è
stata rottamata! Antonio Ferrari
^P @ferrarìant ©
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EDITORIA
Pag.
24
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Lunedì
25/04/2016
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Primo piano Le sfide dell'Occidente
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Ora sono i giornalisti europei a finire nel
mirino di Erdogan Fermata reporter olandese.
Il caso dell'orchestra di Dresda e gli armeni
L'email II 21 aprile è
stato chiesto ai turchi in
Olanda di segnalare
post o tweet offensivi
«Molti di noi davano per
scontato che le norme di lesa
maestà, usate dal presidente
• Permetta Ebru
Erdogan per difendersi dalle
Umar, reporter
critiche in Turchia, non
olandese, è stata
svegliata dalla
avrebbero potuto essere
polizia turca
applicate in Europa. E invece
sabato nolte e
portata in questura eccoci qui. Il dominio di
per aver insultato Erdogan si estende già
all'Europa». Le parole dello
Erdogan su
Twitter •
scrittore Douglas Murray sullo
Rilasciata
Spectator riassumono lo sdegno
Domenica la
di molti europei dopo la querela
donna è stata
per diffamazione presentata dal
rilasciata ma le è
presidente turco nei confronti
stato proibito di
lasciare il Paese • del comico tedesco Ian
L'articolo Umar
Boehmermann e autorizzata
aveva scritto un
dalla cancelliera tedesca Angela
articolo sul
Merkel. Nulla di nuovo. Da
quotidiano
quando è stato eletto capo dello
olandese Metro
Stato, nell'agosto del 2014,
molto critico nei
confronti di
Erdogan ha fatto causa a 1.845
Erdogan e del suo persone in Turchia. Il problema
governo • La
è che ora, dopo la firma
protesta II premier
dell'accordo con la Ue sui
olandese Mark
migranti, nel mirino ci sono i
Rutte e il suo
giornalisti europei. Sabato notte
ministro degli
Esteri Koenders
la reporter olandese di origine
hanno protestato
turca Ebru Umar è stata tirata
verso i loro
giù dal letto dalla polizia a
omologhi ad
Kusadasi, nelAnkara
l'Ovest della Turchia, per aver
insultato Erdogan su Twitter. Ieri
è stata rilasciata ma le è stato
proibito di lasciare il Paese, n
ministro degli Esteri olandese
Bert Koenders ha espresso il suo
disappunto all'omologo turco
Mevlut Cavusoglu. n governo
olandese è preoccupato. La
giornalista aveva scritto un
articolo sul caso dell'email
inviata il 21 aprile dal consolato
turco di Rotterdam a tutte le
organizzazioni turche in Olanda
in cui si chiedeva di segnalare
post e tweet insultanti verso
Erdogan o la Turchia apparsi nei
Paesi Bassi. Il consolato turco ha
parlato di un «malinteso» ma il
premier Rutte si è detto
EDITORIA
«stupito» e ha chiesto
spiegazioni. Non tira aria
migliore in Germania. Sabato
sera al fotografo greco Giorgos
Moutafis, in servizio per la
Bud, è stato negato 10 scalo ad
Istanbul per andare 11 Libia, n
19 aprile al direttore della
redazione del Cairo della
televisione tedesca Ard, Volker
Schwenk, è stato negato
l'ingresso in Turchia. Merkel ha
protestato ma poi si è
ugualmente recata nel campo
profughi di Gaziantep. Ieri è
scoppiata un'altra polemica. Il
progetto Aghet dedicato al
genocidio armeno dall'Orchestra
Sinfonica di Dresda ha
infastidito Ankara che ha chiesto
alla Commissione europea di
ritirare il finanziamento di 200
mila euro. L'agenzia per
l'educazione e la cultura della
Commissione ha detto che
«l'erogazione della somma non è
in discussione» ma ha rimosso il
link al progetto sul suo sito web
e ha chiesto al manager
dell'orchestra Markus Rindt di
«addolcire il testo» e non
menzionare più la
parola «genocidio». Intanto la
Germania, sul sito del ministero
degli Esteri, consiglia ai turisti
che vanno in Turchia di «non
fare dichiarazioni politiche
pubbliche e a non esprimere
simpatie per gruppi terroristici».
Ma cosa succederà se il
Bundestag a giugno riconoscerà
il genocidio armeno A irritare
Ankara c'è anche la risoluzione
del Parlamento europeo del 14
aprile, definita da Erdogan
«provocatoria», in cui si
contestano le «intimidazioni ai
giornalisti», «la presa di
possesso illegale di numerosi
giornali» e la repressione delle
opposizioni. Che fare? Per ora lo
Spectator ha deciso di riderci su
e ha indetto un «concorso» per
premiare la poesia più offensiva
nei confronti di Erdogan. Al
vincitore andranno 1.000 sterline.
«In gioco — scrive Murray — c'è la
nostra libertà». Monica Ricci
Sargentini © RIPRODUZIONE
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1.845 Le
cause per
insulti a
Erdogan
intentate in
Turchia
contro
giornalisti,
accademia e
semplici
cittadini iööö
Sterline il
premio per il
concorso
indetto dallo
Spectator per
la poesia più
offensiva nei
confronti di
Erdogan
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Lunedì
25/04/2016
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Yerevan Su genocidio il
passo di Clooney George
Clooney è volato a Yerevan
per partecipare a una
cerimonia in ricordo del
genocidio degli armeni. Il
24 aprile 1916 è ricordato
come l'inizio del massacro
dei civili armeni sotto
l'Impero Ottomano. Quel
giorno 200 intellettuali
furono uccisi. In tutto, tra il
1915 e il 1916, morirono un
milione e mezzo di persone.
La Turchia non ammette che
si trattò di genocidio (Vahan
Stepanyan/Ap).
EDITORIA
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Lunedì
25/04/2016
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Mario Calabresi
327.329
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IL CASO.HA 15 ORE IM PI COMTROI CRITICI Turchia, reporter olandese fermata per un tweet
U GIORNALISTA Ebru
Limar, 45 anni, nata
all'Aja da genitori turchi,
è editorialista del
quotidiano "Metro" È
stata arrestata mentre era
in vacanza a Kusadasi,
sul Mar Egeo, in Turchia
calciatore Hakan Sukur, il "Toro del
Bosforo", capitano della Nazionale e attivo in più squadre italiane, rischia svariati
anni di carcere per diversi messaggi
contro il suo ex capo: Sukur era
parlamentare nelle file del partito
conservatore di origine religiosa fondato
MARCO ANSALDO Un tweet critico dentro un da Erdogan, ma dallo scorso dicembre si è
trasferito a vivere in California. Di recente
hashtag insultante verso il Presidente Tavyip
è poi esploso il caso del comico tedesco
Erdogan. E una giornalista olandese, di origini
turche, finisce arrestata mentre è in vacanza a
Jan Boehmermann, autore di una poesia
Kusadasi, sul Mar Egeo, in Turchia. Un fermo
satirica, ritenuta insultante verso Erdogan
durato 15 ore, e poi il ritorno in albergo, ma la
sulla rete Zd/, perseguito dalla stessa
reporter non ha per ora ricevuto il permesso di
lasciare il Paese. Sabato sera Ebru Umar, 45 anni, giustizia in Germania su decisione del
governo Merkel e oggi sotto scorta C'è
nata all'Aja da genitori turchi, editorialista del
quotidiano Metro, ha dato notizia del suo arresto, inoltre il caso del corrispondente del
sempre via Twitter: «Polizia alla porta. Non è uno settimanale Der Spiegel espulso dal
scherzo». Ha passato la notte in guardina, e
Paese. E nei giorni scorsi quello del
domenica ha ricevuto una telefonata dal premier
reporter della tv tedesca Swr, Volker
dei Paesi Bassi. Sotto accusa il contenuto di
Schwenk, al quale è stato negato
alcuni tweet, inviati da un hashtag
l'ingresso al suo arrivo all'aeroporto:
particolarmente diffamatorio nei confronti del
Capo dello Stato turco. Nel messaggio, inoltre,
voleva spingersi nel Sudest dell'Anatolia
Erdogan veniva definito come "un dittatore". In
per un reportage sulle zone curde. Ieri,
un altro tweet la reporter criticava un di
infine, è stato espulso anche il fotografo
del quotidiano tedesco Bild, di nazionalità
greca.
plomatico di Ankara residente in
Olanda per aver chiesto ai connazionali
di dare conto degli insulti contro il loro
Presidente. Di recente la Umar ha
pubblicato un articolo critico sulla
Turchia e sul suo leader. Ma lo stesso
Erdogan da qualche tempo ha deciso di
rispondere punto su punto.
Quello della giornalista olandese non è
certo il primo caso controverso, anche
se adesso si tratta di un inviato
straniero. Lo scorso ottobre il direttore
del quotidiano Zaman era stato arrestato
per alcuni tweet. E persino l'ex
EDITORIA
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Sabato
23/04/2016
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Claudio Cerasa
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Reporters sans vergogne. Apri Endice sulh libertà di stampa e scopri die Vatìkaks è più grave di Charlie e che il Niger fa meglio dlsraek
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TVT ella piatta Finlandia i giornalisti saranno sicuramente più li1N
beri che in Inghilterra. Però degli inglesi, che la stampa l'hanno
inventata, secondo Reporters sans frontières (Rsf) fanno meglio
persino quei liberali del Ghana. E' uno dei tanti sfottò della
____________DI GIULIO MEOTTI____________ classifica che
stila ogni anno Rsf. E come ogni anno, i nostri giornali si
scandalizzano che l'Italia sia settantesima in lista, proprio nei giorni
in cui le redazioni tagliano e cuciono intercettazioni di un ministro
in carica (non è forse il massimo esempio di libertà di stampa').
Sfogliando la lista di Rsf c'è da sbellicarsi dalle risate. L'Olanda
svetta e non si sa perché, visto che è il paese di Theo van Gogh, di
Ayaan Hirsi Ali, degli arresti di vignettisti come Gregorius Nekschot e dei processi a Geert Wilders. Quest'ultimo non è
un giornalista, obiettano. Ma è stato processato per il documentario
"Fitna". Quello non è vero giornalismo, rispondono. Domina
l'indice, come sospesa fuori dalla realtà, la Danimarca, nonostante a
settembre il Jyllands-Posten, per ricordare la maggior crisi
planetaria per la libertà di parola, abbia ripubblicato la stessa pagina
del 2005, ma al posto delle vignette su Maometto dodici spazi
bianchi. La classifica di Rsf si riferisce al 2015: non c'è stato
l'attentato al caffè di Copenaghen in cui giornalisti e vignettisti
discutevano di libertà di parola' Valeva così poco quella del regista
ucciso al caffè, Finn Noergaard' E come ha fatto la Germania a
precipitare in classifica dietro alla Giamaica' Ovvio, per le
aggressioni ai giornalisti durante le manifestazioni di Pegida. Un
vero attentato alla democrazia. Ma il prossimo anno c'è da aspettarsi
una risalita tedesca: basterà soltanto ignorare Jan Bóhmermann, il
comico a processo per le rime su Erdogan. Nell'inverosimile logica
di Reporters sans frontières, il processo Vatileaks contro Emiliano
Fittipaldi dell'Espresso e Gianluigi Nuzzi pesa di più dei dodici
morti a Charlie Hebdo, visto che la Francia si piazza quaranta posti
più avanti di noi. Nonostante a Parigi, da anni, si processino
giornalisti e scrittori e gli si tolga il microfono (caso Zemmour). E
gli Stati Uniti del quarto potere che hanno inventato il primo
emendamento 240 anni fa' Dietro Namibia, Belize e Tonga. Colpa
del prode Edward Snowden, riparato nel paradiso dell'informazione
russa, e di qualche sassata afro a Ferguson, in Missouri. Infine,
Reporters sans frontières piazza Israele al centesimo posto, poco sopra la Nigeria di Boko Baram e altri cessi
islamisti. Meglio fanno persino il Niger e il Senegal. Ma non era
Israele uno dei paesi più liberi al mondo per una stampa, vivace e
irriverente, capace di far cadere i governi e di far tremare l'esercito e
che vanta il più alto tasso di lettori di qualsiasi paese del mondo'
Non secondo Reporters sans frontières. Israele, reo di buttare giù
qualche antenna di Hamas, sta bene dietro baluardi della libertà di
parola come il Mozambico e il Libano. Anastas Mikoyan,
funzionario russo sotto Stalin e Kruscev, ha riassunto così questa
concezione della libertà di stampa: "Quando un milionario ha dieci
giornali e dieci milioni di persone non hanno i giornali, questa non è
libertà di stampa". Praticamente l'idea di Pluralismus della nostra
corporazione giornalistica.
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Pag.
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Domenica
24/04/2016
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Un viaje con EL PAIS de todos El periódico celebra su 40Q aniversario con
una espectacular exposición multisensorial. La muestra presenta la
transformación digital e invita a los lectores a una conversación global
pipe de Estado •^* »là 1
l*KM*fMBII*4f| * f!J r M,
El Pais, con la Constitution «
Jai. tu i: k cl Pul .p. n i»,
PATRICIA PEIRÓ, Madrid EL
PAIS celebra su 40fi aniversario
con una espectacular exposición
en Madrid del 2 al 8 de mayo. Los
visitantes participarân de un viaje
global cargado de historias,
personajes, interacción y
creatividad; disfrutarân de un
encuentro multisensorial,
innovador y tecnologico, y
recordarân los grandes momentos
vividos en Espana y en el mundo
en las cuatro ultimas décadas. La
muestra es uno de los actos
principales de està efeméride e
invita a los lectores-espectadores a
unirse a la conversación global.
La exposición, ùnica en contenido
y presentación, con mas de 600
métros cuadrados, recorrera los
acontecimientos que ban
contribuido a la transformación de
la sociedad. Un universo visual y
sensorial invadirâ el Palacio de
Cibeles de Madrid durante los
siete primeros dias de mayo. Este
escenario privilegiado, con sus
2.500 métros cuadrados
coronados por una cupula de
cristal a 30 métros de altura,
acogerâ los actos centrales del
aniversario del periódico —entre
elios, la entrega de los premios
Ortega y Gasset durante la cena
de gala del dia 5 de mayo—.
dicados a estas cuatro décadas y a
las que estân por llegar Una
muestra de la evolución de un
periódico de papel, nacido en los
albores de la democracia en
Espana, basta un medio que habla
a ciudadanos de lodo el mundo
gracias a su gran transformación
digital. Para Antonio Cano,
director de EL PAIS, los actos del
409 aniversario del periódico y la
gran exposición del Palacio de
Cibeles son "una oportunidad para
recordar el pasado pero, sobre
lodo, una manera de conquistar el
futuro; el apasionante trayecto
desde el primer nùmero del 4 de
mayo de 1976 basta la gran
transformación digital. La
exposición es un homenaje a
todos los que ban crecido con el
periódico y a Ias nuevas
generaciones que se incorpo-
ran dia a dia. Se trata de una
celebración de la palabra, el
pensamiento, la imagen, la creación,
la innovación y la globalidad. Y, lo
mas importante, buscamos rendir
tributo a nuestros lectores". La
exhibición està dividida en siete
espacios con diferentes temâticas.
El primero de elios presenta una
videoinstalación de gran impacio
proyectada en una pantalla de mas
de ocho métros de largo por très de
alto. El discurso narrativo gira en
torno a 40 palabras representativas
Del papel al digital Mas de 350
los valores del periódico, tales
imâgenes icómcas, 120 primeras de
como referenda, información,
paginas históricas (40 nacionales, liderazgo, pensamiento, innovación,
40 internacionales y 40 portadas compromise, globalidad, entre otras.
de El Pms Semanai), 15 pantallas El segundo espacio pone en valor la
con la tecnologia de
palabra: que contamos en el
periódico y como lo hacemos.
Una selección de portadas históri
cas de EL PAIS convivira en esta
estancia con el trabajo en Internet
y las nuevas narrativas, desde el
disefio creativo, Ias coberturas o
los especiales, basta los videos,
las infografias o las redes sociales.
Imâgenes icónicas La tercera
instalación es un gran espectàculo
con la imagen como referente.
300 fotografìas agrupadas en
cuatro temâticas: iconos,
momentos, protagonistas y
présidentes. Instantâneas grabadas
en la memoria colectiva, que
describen el paso del tiempo,
comparten este lugar ]unto a
retratos inolvidables de personales
relevantes. Mas de un centenar de
imâgenes de la historia de EL
PAIS abren el camino a uno de los
mo-
mentos estrella de esta exposition:
el espacio Hemos crecido juntos.
Veremos a siete personalidades
que forman parte de nuestra vida.
El periódico Ies ha acompanado
desde sus primeras pasos
visualización mas avanzada
(plasma, LED, interactividad y
proyección) y siete espacios deEDITORIA
Pag.
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Domenica
24/04/2016
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profesionales basta el dia de hoy.
Està propuesta traslada un
mensaje que forma parte de
nùestro ADN: EL PAIS ha crecido
con la sociedad y la sociedad ha
crecido en las paginas de EL
PAIS. Aqui recordaremos Ias
fotografias mas icónicas de Ias
trayectorias de Penèlope Cruz,
Rafa Nadal, Felipe VI, Pedro
Almodovar, Ana Belén, Joan
Manuel Serrat y Maribel Verdû.
El cuarto recinto proyecta la
imagen global del periódico y
tributa un homenaje al idioma
espanol. Una pantalla-escultura de
ocho métros de altura se
transforma en una gran cascada de
palabras con 40 titulares históricos
de dimension internacional. Goyo
Rodriguez, comisario de la
exposition, resume asi la esencia
de este espacio y de toda la
muestra: "Proponemos un viaje
ilusionante con EL PAIS como
motor y testigo de la
transformation de Espana y el
mundo en estas cuatro décadas.
Un viaje en el que mostramos la
fuerza de EL PAIS como
periódico de referencia en
espanol, como institution, como
marca global y como medio
abierto a la sociedad y los
lectores. La exposition es una
mirada agradecida al esfuerzo que
ha hecho la sociedad por avanzar
bacia la modernidad y una apuesta
por los valores del periódico". El
visitante accede a continuation a
la sala concebida como un
inmenso "gracias" a los lectores,
los auténticos protagonistas de la
information. En este recinto, Ips
actuales vinetistas de EL PAIS,
Forges, El Roto y Peridis, ban
preparado su particular
felicitación al lector con unas
creaciones inc
nuevos relates. Como explica el
director del periódico, Antonio
Cafio, "la sociedad y los medios
de comunicación tenemos nuevos
retos y nosotros, como periódico
global en espanol, ofrecemos
nuevas respuestas con la misma
actitud y el mismo objetivo de
siempre: querer comprender".
ditas. También habra un recuerdo
para otros dibujantes que forman
parte de la historia del periódico,
como Màxime y Romeu. La
muestra termina con una historia
excepcional en realidad virtual. Un
viaje en 360 grados a la zona cero
de Fukushima cinco anos después
del tsunami y del accidente nuclear
en Japon. iPor que este colofón?
Porque EL PAIS ha vivido muchas
experiencias en estas cuatro
décadas, pero aspira a seguir
explorando nuevos caminos y a
construir
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Martedì
26/04/2016
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Pierluigi Magnaschi
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Nasce Woche.,
più compatto
dello Spiegel e
costa meno ^H
Giardino a pag
21 a^m
Frankfurter Allgemeine il pia autorevole quotidiano lancia il suo
primo settimanale Terremoto sui periodici tedeschi Nasce Woche,
più compatto dello Spiegel, costa meno
da Berlino ROBERTO
GIARDINA a miglior difesa è
l'attacco, cioè con investimenti
_e_invasione di campo. La
inkfurter Allgemeine, il più
autorevole quotidiano tedesco con
la Süddeutsche Zeitung, per
reagire alla lenta perdita di copie e
di pubblicità, venerdì ha lanciato
un suo settimanale nelle intenzioni
rivolto ai giovani lettori. Woche
esce con un giorno di anticipo
sullo Spiegel, e dovrà affrontare
una concorrenza agguerrita,
confrontandosi anche con il
domenicale di casa, la Frank furte
Allgemeine am Sonntag. Senza
dimenticare l'altra rivista di
informazione Focus, e al venerdì
esce anche il magazin della
Süddeutsche. Ma lo stile sia
grafico che degli articoli del
nuovo venuto appare diverso: una
versione compatta nelle
dimensioni, un centimetro
d'altezza in meno dello Spiegel,
appena 74 pagine, poco più della
metà dello storico settimanale di
Amburgo, a 3,50 euro contro 4,60.
L'abbonamento costà 13,90
euro, 11,90 nella versione
digitale. Prezzo di favore per
gli studenti: 6,95 euro al mese
per il cartaceo, un euro in
meno per il digitale. Per il
numero d'esordio si è rimasti
prudenti sulla tiratura, 200
mila copie, contro le 250 mila
del quotidiano. Naturalmente,
non si hanno ancora dati
indicati sulle vendite, ma
nell'ansia di evitare le rese si è
compiuto un altro errore. Io ho
comprato Woche al sabato, e
domenica me lo sono ritrovato
in omaggio tra le pagine della
Frankfurter am Sonntag. Un
regalo irritante per chi ha già
speso 3 euro e 50. Woche
dovrebbe approfondire i terni
della
EDITORIA
settimana, e anticipare quelli della
prossima. La Faz è seria, forse
noiosa a volte, bene informata, e
conservatrice. Il settimanale non
dovrà essere diverso nei contenuti,
europei. Se non sarà firmato lo
si dovrà soprattutto ai tedeschi
che da mesi scendono in strada
a protestare. Altri temi in
copertina: le pensioni, il conto
si avverte, ma solo più accattivante lo pagheranno i giovani, e il
caso Böhmermann, il comico
per i giovani. Bisogna intendersi
processato perché ha offeso
sull'età: per Thomas Lindner,
l'amministratore delegato, sono i
Erdogan. «I giudici sono privi
lettori a par
di humor», avverte il
settimanale. In sintesi, a parte
tire dai 29 anni. L'età media di
gli errori del debutto, l'offerta
chi acquista il quotidiano è
di articoli è ricca, e la scrittura
superiore ai 40. Ma la super
efficace. Alla FAZ sono
offerta per i giovanissimi dimo
stra che si pensa saggiamente al convinti che per conquistare
futuro. D primo numero tradisce nuovi lettori e non perdere i
tuttavia una lieve incertezza. In
vecchi non bisogna imitare la
copertina, Frau Merkel e Obama rete o la tv. Basta puntare sul
sono rappresentati come
buon giornalismo.
supererei dei fumetti, con il
titolo: Deutschland und Amerika,
das unterschätzte Bündnis,
l'alleanza sottovalutata. Il
presidente americano, dopo
Londra, ha incontrato la
Cancelliera domenica ad
Hannover, e ieri ha visitato la
fiera insieme con i leader
europei, tra cui il nostro Renzi.
L'ultima visita in Europa di
Obama alla fine del suo mandato
però è stata seguita con intere
pagine da tutti i media, e la
copertina di Woche appare
vecchia dopo appena 48 ore. Gli
articoli insistono sul solido
legame tra Berlino e
Washington, quando invece i
tedeschi sono convinti che i
rapporti non siamo mai stati così
tesi, a causa dell'Ucraina, delle
sanzioni contro Putin che
colpiscono l'industria della
Germania,
gli errori in Siria e in Libia che
hanno provocato l'esodo di
disperati verso l'Europa, e il colpo
inferto alla Volkswagen. Alla
vigilia dell'arrivo di Obama, decine
di migliaia hanno manifestato
contro gli Usa per il Ttip, il trattato
di libero scambio tra Europa e
America che secondo molti sarà
disastroso per gli
Pag.
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26/04/2016
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Direttore Responsabile
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distribuiti solo sul sito, ma su tutti i canali social da YouTube a Facebook fino a Snapchat Discover, come spiega un lungo articolo di Digiday 'Nel giro di
cinque anni, vorrei che News U K Dopo aver detto addio al paywall, il Sun sta provan do ad aumentare la diffu sione dei suoi contenuti attraverso il
rafforzamento dell'area video In partico lare, i filmati non sono più Editorip Chiuso il paywalj, il Sun punta sui video, con il 70% dei suoi contenuti che
include questa componente La testata ha lanciato una pagina Facebook dedicata, ed è pronta a varare tre verticali, segmentando le news The Sun e The
Times sia no conosciuti per la pro duzione video più che per essere giornali cartacei", ha detto Derek Brown, head of strategy del Sun Oggi, il 70% dei
contenuti del Sun include la componente vi deo, mentre la testata ha lanciato la pagina Racebo ok The Sun Video, che ha gia 150mila like E, nel frat
tempo, l'editore si prepara a varare una serie di pagine verticali, sempre su Racebo ok Cooking, Motoring, The Sun Life, sulla scia di quanto hanno fatto
con successo publisher come BuzzFeed 'Eventualmente mi piace rebbe arrivare a 100 verti calì, ma mi accontenterei per adesso di partire bene con questi
tre ha detto Brown II primo obietti vo e una crescita sana del la pagina Video, poi di quel la dei tre verticali" A oggi, con un team in house di 9 persone e
numerosi contri buti esterni, vengono distn buiti circa 10 filmati ongi nah al giorno Verticahzzare la distribuzione delle noti zie può rivelarsi una scom
messa vincente, in attesa di capire l'utilizzo della funzio ne Facebook Elve, per ades so molto limitata
EDITORIA
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26/04/2016
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Edicola
Italiana
pronta al
rilancio •
Capitani a
pag 20
Per la piattaforma digitale 135 mila abbonamenti a quotidiani e 45
mila tra settimanali e mensili Edicola Italiana al rilancio In arrivo la
vendita delle singole copie e degli articoli
DI MARCO A. CAPISANI E
cola italiana compie il io primo
anno di aperira come piattaforma
igitale che vende quotidiani e
magazine. Tirata su la saracinesca
virtuale lo scorso gennaio, ha
registrato finora 135 mila
abbonamenti di quotidiani e 45
mila tra settimanali e mensili,
secondo dati aziendali. Vendite
che si sono tradotte per il
consorzio creato dai gruppi
editoriali RcsCorriere della Sera,
EEspressoRepubblica,
Mondadori, II Sole 24 Ore, La
Stampa e il gruppo CaltagironeMessaggero in un primo bilancio,
al 31 dicembre scorso, con un
fatturato complessivo di quasi 321
mila euro, un ebit negativo per
19,2 mila euro e una perdita netta
sempre di 19,2 mila euro. Invece,
Premium Store, start-up di Digital
magics, indipendente da Edicola
italiana ma che gestisce in
esclusiva e sviluppa la
piattaforma, non ha ancora
depositato il bilancio 2015. «
Possiamo dire che l'anno scorso
abbiamo mosso un business di
395 mila euro», dichiara a
ItaImOggi Alberto Fioravanti,
fondatore e ceo di Premium
Store nonché fondatore e
presidente esecutivo di Digital
magics. «Mi aspettavo di più,
anche se siamo una start-up e le
perdite sono previste. Però, nel
solo primo trimestre 2016 il
fatturato è stato di 300 mila euro
e prevediamo per Finterò anno
ricavi per 1,5 milioni. Il breakeven? Più avanti». Comunque
vada, al moment», non è facile
la vita per Edicola italiana
nonostante il mondo
dell'editoria italiana sia in
subbuglio tra fusioni e
concentrazioni e spesso il
digitale venga visto come il
principale binario di sviluppo. A
non aiutare la piattaforma
digitale ci sono gli stessi editori
che hanno sviluppato
competenze e strutture
EDITORIA
proprie per attirare i lettori
disposti a emigrare dalla carta
al web, a cui si aggiunge la
concorrenza
telecomunicazioni, banche e
assicurazioni. In parallelo,
offriremo alle aziende
abbonamenti per i dipendenti (le
cosiddette copie multiple, ndr) e
prodotti ad hoc come giornali in
web édition da vedere
all'interno delle loro intranet». A
breve, in aggiunta, Edicola
italiana introdurrà la vendita
della copia singola e non esclude
di sperimentare quella del
singolo articolo sulla falsariga
dell'olandese Blendle (vedere
ItaliaOggi del 19/11/2014). Oggi
la piattaforma comprende oltre
70 testate tra quotidiani e
magazine. «Vogliamo crescere
sui quotidiani, che sono i più
richiesti, senza trascurare quelli
locali», prosegue Fioravanti, che
ha lanciato di recente anche
l'applicazione di Edicola italiana
sia per Apple sia per Android.
«Tra le riviste vanno bene quelle
su viaggi e cucina. I femminili,
in particolare, rimangono sempre
forti». Edicola italiana ha svelato
anche una sorpresa sulle
abitudini di acquisto e lettura
degli italiani: la formula all you
can read, per leggere senza limiti
medio scontato sui 20 euro per un tutte le testate offerte a un prezzo
abbonamento mensile a un
forfettizzato, in realtà, «non ha
quotidiano, quando invece in
rivelato una grande presa sul
un'edicola tradizionale il prezzo
viaggia almeno sugli 1,5 euro per pubblico», conclude Fioravanti.
«Forse dipende dal prezzo.
copia. Mentre l'abbonamento
annuale a un mensile costa intorno Vedremo». ———
©Riproduzione riservata——U
ai 50 euro e quello di un
degli store online alla Apple e
delle varie applicazioni.
Insomma, già in Italia ci sono
pochi lettori, pochi abbonati e
ancora meno utenti disposti a
pagare su internet, in più il
contesto di mercato non è
molto favorevole come invece
è stato in Francia con LeKiosk,
per esempio. Chiosco online
partito prima della nostra
Edicola italiana e con alle
spalle addirittura risorse da
spendere in comunicazione a
suon di spot e iniziative
marketing nelle strade delle
città transalpine. E dire che
dalla sua Edicola italiana ha
settimanale è poco più alto.
Allora, per crescere la piattaforma
deve battere strade diverse, più di
nicchia rispetto a quella che porta
al grande pubblico indistinto di
lettori o, nelle parole di
Fioravanti, «deve innovare».
Come? «Innanzitutto,
proseguendo con le iniziative
speciali realizzate assieme alle
grandi imprese», spiega il
manager, «come fatto con Eni e il
suo programma di fidelizzazione
You&Eni. Chi raccoglieva punti
facendo benzina poteva poi
abbonarsi a una testata.
Allargheremo quest» modello a
operatori delle
Pag.
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Lunedì
25/04/2016
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In Italia i procedimenti avviati dalPAgcm sono pochi
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Non ricompresa nello studio di
Allen&Overy, e proprio l'indomani
delle indicazioni che l'Antitrust,
presieduta da Giovanni Pitruzzella, ha
fornito per dare il via all'acquisizione di
Rcs Libri da parte di Mondadori, come
si presenta l'Italia nel controllo delle
operazioni di M&A? Il quadro
italiano del public enforcement
antitrust da parte dell'Agcm nel 2015
si è connotato per un dato di
sostanziale consolidamento in termini
di numero di istruttorie chiuse rispetto
al 2014. L'Agcm ha chiuso nel 2015
14 procedimenti a fronte delle 15
istruttorie chiuse al 31 dicembre 2014.
Una considerazione prospettica che
muova dal numero di casi avviati nel
2015 denota una flessione: a fronte
dei 16 procedimenti aperti nel 2014,
ne sono stati avviati solo 11 nel 2015,
un dato inferiore anche al 2013.
«Anche ad ammettere che tutti
i casi attualmente pendenti si
concludessero nel 2016, il che appare
difficilmente ipotizzabile a dispetto della
breve durata media delle istruttorie, il
numero di procedimenti conclusi sarebbe
al più in linea con quello del 2015 e 2014.
Più specificamente gli ultimi 3 mesi del
2015 hanno visto l'apertura di 6 nuove
istruttorie, mentre nei primi 9 mesi
dell'anno si era registrato l'asfittico dato
di appena 5 procedimenti nuovi: anche
l'incipit del 2016 è stato tutt'altro che
brioso, con 1 solo caso avviato nei primi
tre mesi, probabilmente anche in ragione
della scadenza del mandato di uno dei tre
componenti del collegio e della nomina
del nuovo componente prof. Ainis»
commenta Alessandro Greco, partner,
responsabile Ue, Concorrenza e
regolazione dei mercati di Eversheds In
generale, un confronto con i dati di
attività recente di altre autorità di
concorrenza in paesi Ue - più o meno
sofisticate e strutturate - rivela un tasso di
interventi dall'Agcm per procedimenti
antitrust tendenzialmente ancora al di
sotto delle aspettative ingenerate dalla
indipendenza, alta
qualificazione e competenza e notevole
autonomia finanziaria dell'autorità
(indubbiamente rafforzata dal meccanismo
di finanziamento interamente a carico
delle imprese introdotto a decorrere dal
2013). «Tra i numerosi fattori che
incidono su questo tasso relativamente
esiguo di enforcement, spiccano
fecalizzazione sulle fattispecie di c.d.
bid rigging, ovvero di forme di
concertazione in materia di gare di
appalto (7 degli 11 casi di intese chiusi
nel 2015), laddove la scelta dei settori
merceologici coinvolti sembra a volte
ristagnare su mercati e segmenti di
business già oggetto di reiterata
indagine (calcestruzzo e cemento, gas
medicali, accordi interbancari, tariffe e
condotte degli ordini professionali).
Tuttavia emerge un altro aspetto: si
assiste ad un sensibile aumento in
valore delle sanzioni e maggior
equilibrio tra accertamenti di violazione
e accettazioni di impegni. «Con
riferimento all'ammontare complessivo
delle sanzioni applicate dall'Agcm
all'esito dei procedimenti conclusi, si è
assistito ad una crescita esponenziale
nell'anno 2015, in coincidenza
prassi, nelle condotte e nelle clausole
contrattuali -, non sono la norma come
era in passato, né ad esse si riconosce
più la capacità di moralizzare il
mercato in quanto tali, indi-
con l'applicazione delle Linee Guida in
materia di calcolo delle sanzioni ai sensi
dell'art. 15 L. 287/90, delle quali l'Agcm
si è dotata alla fine del 2014. In non
pochi procedimenti per intesa
riguardanti imprese di modeste
dimensioni, il quantum della sanzione ha
raggiunto o quasi il massimo edittale del
10% del fatturato, in
ragione di un'applicazione inflessibile
del valore del 15% delle vendite
rilevanti per le fattispecie molto
gravi: si è trattato di una sterzata
netta, rispetto ad un precedente
trattamento alquanto mite anche delle
intese orizzontali molto gravi,
peraltro coincidente con un'agenda di
enforcement orientata a casi di ambiti
geografici e settori di business di
dimensioni contenute» chiosa Greco.
Infine, è da valutare positivamente il
Valeria Falce
riequilibrio nel biennio
2014-2015 tra decisioni di
violazione e accettazioni
di impegni
senza accertamento di
infrazione: «Nel complesso,
nonostante singoli casi più
complessi e innovativi, la
politica di enforcement
antitrust dell'Agcm nel breve
e medio termine non può che
avere ampi margini di
miglioramento» conclude.
«L'impegno dell'
rizzandolo spontaneamente verso un
funzionamento efficiente. È quanto ha
insegnato il caso sull'organizzazione
dei servizi marittimi nel Golfo di
Napoli, riaperto per mancata attuazione
degli impegni a suo tempo assunti e
conclusosi con multe salate» spiega
Valeria Falce. I riflettori dell'Antitrust
puntano ora sul mercato e a 360 gradi.
Settori che sino a qualche anno fa
venivano lambiti occasionalmente
dall'Agcm, oggi non sono risparmiati
da richieste di approfondimento. «È il
caso, ad esempio, del settore
farmaceutico, che viene scandagliato
rispetto a profili sino ad ora inediti, ma
anche di quello bancario e finanziario,
che viene perlustrato rispetto ai servizi
di pagamento ma non solo; è il caso dei
diritti sportivi, rispetto al quale si
attende da giorni un responso finale; è
il caso del settore
Antitrust nella lotta contro cartelli ed
intese si conferma - ed anzi si
commenta Valeria Falce, ordinario di
diritto dell'economia all'Università
Europea di Roma e of counsel dello
studio Gianni Origoni Grippo Cappelli
senz'altro le eccessive attribuzioni di
& Partners. «Si assiste innanzitutto ad
competenze all'Agcm da parte del
una inversione di tendenza: meno
legislatore, in particolare con le riforme
impegni, più accertamenti istruttori e
Monti, e l'inadeguato funzionamento del
più sanzioni. Le decisioni patteggiate programma di clemenza» aggiunge Greco. quelle che evitavano approfondimenti
La tipologia di casi di intese perseguiti
e multe salate in cambio di modifiche
lascia poi emergere una chiara
nelle
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del vending, per la prima volta
interessato da verifiche
concorrenziali» aggiunge Falce.
Anche le nuove tecnologie diventano
oggetto di crescente attenzione. «In
questo contesto, mi pare si vada
affinando la sensibilità giuridica ed
economica rispetto alle implicazioni
antitrust legate alla digitalizzazione
di settori economici. Penso
all'istruttoria sui servizi alberghieri
on line, questa sì conclusa con
impegni, ma anche alle meditate
riflessioni sul caso Uber. Si assiste
poi ad una non trascurabile novità: le
procedure di selezione e affidamento,
i bandi e le gare pubbliche sono al
centro della riflessione antitrust,
perché è in questa fase che si gettano
le basi della futura concorrenza e
perché da questa fase dipende la
concorrenza futura. I casi sono molti
e toccano prodotti e servizi disparati,
ora è il caso dell'affidamento dei
servizi di ristoro sulla rete
autostradale, ora quello dei servizi di
pulizia nelle scuole, ora sono i
servizi di bonifica e smaltimento».
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CHESSIDICE IN VIALE DELL'EDITORIA Rcs, i conti sorprendono e il titolo sale. Rcs ha chiuso
ieri la seduta di borsa con un +0,49% a 0,613 euro all'indomani della pubblicazione dei risultati
trimestrali preliminari, stupendo il mercato sul fronte dell'ebitda e del debito. Kepler Cheuvreux ha
dichiarato che i «risultati preliminari del primo trimestre hanno battuto le nostre aspettative in
termini di ebitda e debito netto», con un miglioramento dell'efficienza dei guadagni per il 2016. Nel
dettaglio, spiegano gli analisti, i margini hanno beneficiato «del taglio dei costi più marcato delle
attese». Anche a detta di Banca Akros, i risultati preliminari di Rcs hanno evidenziato alcuni
numeri incoraggianti. La raccolta si è rivelata in leggera crescita anno su anno e i progressi sul
fronte dell'ebitda e del debito sono stati migliori del previsto. Secondo il sito di Milano Finanza,
comunque, il cda è pronto a una contromossa rispetto all'offerta di Cairo Communication, che
potrebbe essere anche rappresentata da un'azione legale per bloccare l'ops e dare tempo per una
rinegoziazione del debito con le banche. Il Secolo XIX festeggia i 130 anni. Il 25 aprile 1886 usciva
a Genova il primo numero de II Secolo XDL Per celebrare i suoi primi 130 anni di vita il
quotidiano ha deciso di regalare ai lettori un supplemento di 64 pagine, un numero da collezione
allegato gratuitamente al quotidiano domani. Al suo interno viene raccontato come sono cambiati il
rapporto con la storia, il modo di scrivere, di fare l'inviato, di raccontare gli eventi sportivi e di
spettacolo, l'economia, come si è modificata la pubblicità, come si è trasformata la macchina del
giornale dal piombo all'informazione digitale e come si è sviluppato il modo di costruire il
quotidiano. Il numero speciale costituisce solo la prima tappa di una serie di avvenimenti sul
territorio. Atresmedia supera Mediaset Espana nella raccolta. Non accadeva dal primo trimestre del
2014: Atresmedia, la catena televisiva di Planeta (De Agostini) ha superato Mediaset Espana sulla
raccolta pub blicitaria del primo trimestre di quest'anno. L'editore fra gli altri di Antena 3 e La
Sexta ha raccolto 217,3 milioni di euro, con una crescita dell'8,1 %, raggiungendo una quota di
mercato del 43,6%. Mediaset Espana ha invece ricavato 213,2 milioni, con una quota del 42,8%.
Quest'ultima resta comunque in testa in quanto ad ascolti. DigiTouch acquista il 10% di Open Gate
Italia. DigiTouch, uno dei maggiori player indipendenti italiani attivi nel digital marketing quotato
sul mercato Aim Italia, ha acquisito il 10% di Open Gate Italia, società di consulenza specializzata
in public affairs, media relations, strategy & regulation e digital pr. L'operazione è stata
formalizzata mediante la sottoscrizione di un aumento di capitale interamente riservato a
DigiTouch, che vi ha provveduto parte per cassa e parte mediante il conferimento di azioni proprie.
Fondata a Roma nel 2008 da tre manager di aziende leader nei settori delle telecomunicazioni,
media e Ict (Laura Rovizzi, Franco Spicciariello e Tullio Camiglieri), Open Gate Italia è
specializzata nella gestione sinergica delle attività di relazioni istituzionali, affari regolamentari e
comunicazione corporate. L'approccio consulenziale strategico, spiega una nota, costituisce un
tratto in comune con il Gruppo DigiTouch e la complementarietà dei servizi offerti permette di
creare valore reciproco, sia in termini di aumento delle competenze, che di generazione di nuovo
business sulle reciproche basi clienti. DigiTouch entra di fatto nel capitale sociale di Open Gate
Italia (ripartito ora in: 57,60% Laura Rovizzi; 17,98% Franco Spicciariello, 14,42% Tullio
Camiglieri, 10% DigiTouch). Trent'anni di Bell'italia. Il 29 aprile del 1986 usciva il primo numero
di Bell'italia. Trent'anni dopo è in edicola per celebrare il traguardo Bell'italia 30 anni. Il numero da
collezione del mensile di Cairo Editore diretto da EmanuelaRosa-Clot ha ottenuto una raccolta
pubblicitaria complessiva di 116pagine su una fogliazione raddoppiata di 292 pagine.
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26/04/2016
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Google pensa, a fermare gli ad
blocker bloccando le
pubblicità intrusive. Per ora è
solo una discussione in corso
con gli editori europei che
fanno parte della Dni, Digital
news initiative: Google
vorrebbe combattere gli ad
blocker, i programmi che
bloccano le pubblicità su
internet, ma lo vorrebbe fare a
suo modo, ovvero fermando
attraverso il suo browser
Chrome le inserzioni più
fastidiose. Una sorta di ad
blocker per fermare gli ad
blocker commerciali
insomma, eliminando la
necessità degli utenti di
ricorrere a tali strumenti.
L'uso degli ad blocker, infatti,
è collegato in primo luogo
all'utilizzo di formati che
infastidiscono l'utente,
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più che alle preoccupazioni
sulla privacy. New York
Timespronto a tagliare
centinaia di posti. L'editore
del quotidiano di New York
ha già cominciato i colloqui
con i sindacati dei lavoratori:
entro l'anno sono necessari
circa 200 tagli di posti di
lavoro e sarebbe meglio
arrivarci con accordi per la
fuoriuscita volontaria. I
licenziamenti dovrebbero
cominciare alla fine dei
giochi olimpici in Brasile a
fine agosto e continuare sino
ail'8 novembre, l'Election
day. Il New York Times
starebbe pianificando anche
il ridimensionamento o
persino una chiusura
dell'ufficio parigino per
portare i redattori a Londra.
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Sabato
23/04/2016
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Dopo Rcs Libri Mondadori fa Banzai in barba a De Benedetti
Vicina l'acquisizione delle attività media (Giallo Zafferano e
Pianeta Donna) della società digitak. Interessavano anche
all'Espresso. L'esclusiva scade il 30
;;;TOBIA DE STEFANO •••
Un passo nella Old Economy,
leggasi Rcs Libri, e l'altro nel
futuro. Se dovesse
concretizzarsi la strategia a
due gambe, entro una
settimana la Mondadori
metterà le mani su Giallo
Zafferano, Soldi Online,
Studenti.it e Pianeta Donna, le
attività digital di Banzai (sono
esclusi i siti news «II Post» e
«Giornalettismo»), la prima
piattaforma nazionale di eCommerce e tra i principali
editori digitali in Italia. La
notizia era nota (l'esclusiva è
partita il 17 marzo e si
concluderà il 30 aprile) ma ha
subito un'accelerazione dopo
che l'amministratore delegato
della casa editrice di Segrate,
Ernesto Mauri, ha ammesso
che i legali stanno lavorando
intensamente all'operazione.
«La trattativa è in corso - ha
spiegato - A oggi non ci sono
problemi particolari e non ce
ne aspettiamo che facciano
saltare l'operazione. Banzai
rappresenta l'optimum per noi,
è fondamentale, ci sono altre
situazioni ma di piccola entità,
che sono meno importanti.
Noi incrociamo le dita,
pensiamo che vada bene, se
poi non dovesse essere così
vedremo di fare altro. Con
questa acquisizione
diventeremmo
immediatamente leader nel
settore digitale, ha 18 milioni
di visitatori unici mensili e
con i nostri arriveremmo a
20». Un bel colpo. Che era
finito nel mirino anche degli
altri competitor. Compresi gli
arcinemici de L'Espresso.
«Prima che ci concedessero
l'esclusiva - ha evidenziato
Mauri - eravamo in 4, ma la
nostra offerta
EDITORIA
era la migliore». Fanno gola
Bompiani. © RIPRODUZIONE
soprattutto le sinergie che potrebbero RISERVATA
nascere tra i brand dove Monadadori
è leader di merca-
to (leggasi i femminili) e i
portali come Giallo Zafferano e
Pianeta Donna che hanno
grandi potenzialità di crescita.
E del resto, i vertici di Banzai
stanno già pensando a come investire la nuova liquidità in
entrata. «Banzai - sottolineava
la scorsa settimana il presidente
Paolo Ainio - non ha bisogno
di "cash" per cui, se entrasse, lo
investiremmo sull'e-commerce, che già oggi rappresenta il
90% del nostro business e dove
siamo leader in Italia».
Insomma, il prezzo sarà uno
degli elementi fondamentali
per la chiusura positiva
dell'operazione. Indiscrezioni
parlano di una distanza che
man mano si è assottigliata e
che partiva da una valutazione
iniziale poco superiore ai 40
milioni di euro e una richiesta
che faceva fatica a discostarsi
dai 50. La parte alta della
forchetta dei multipli.
L'esborso comunque sarebbe
compatibile con gli 80 milioni
di euro che Mondadori ha
previsto di investire nel digitale
tra il 2016 e il 2018. Poi sarà il
tempo delle dismissoni. Dopo
l'acquisizione di Rcs Libri,
infatti, il Garante della
Concorrenza ha imposto alla
casa editrice di Segrate di
vendere sia Marsilio che
Bompiani: «Abbiamo ricevuto
offerte anche dall'estero - ha
voluto precisare Mauri - da
gruppi europei e
d'oltreoceano». « Pensiamo di
fare molto più in fretta rispetto
ai limiti imposti dal Garante».
Che sono di sei mesi per
Marsilio e nove per
Pag.
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Martedì
26/04/2016
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Virman Cusenza
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L'intervista
Fabiano (Raiuno):
così faremo vero
servizio pubblico
Claudio Marincola
I uando il Rischiatutto di Mike
registrò l'ultima puntata Andrea
Fabiano, l'attuale I direttore di
Ramno, non era cora nato. Il
remake affidato a Fabio Fazio ha
funzionato, è stato seguito sul
primo canale da oltre 7 milioni e
500 mila spettatori. Ieri e oggi
hanno in comune un dato
inconfutabile: che piaccia o meno
Ramno in termini di ascolto tra i
grandi servizi pubblici europei è la
seconda rete più vista in assoluto.
Apag.9
Andrea Fabiano
«Pronti a sacrificare audience per fare vero servizio
pubblico» ^Parla il direttore di Raiuno: «Più
^«Porta a Porta passerà da 4 a 3 serate
approfondimenti e nuovi linguaggi» meno cronaca
nera e "emotainment"»
uando il Rischiammo di Mike
registrò l'ultima puntata Andrea
Fabiano, l'attuale direttore di
Raiuno, non era ancora nato. Il
remake (affidato a Fabio Fazio ha
Snato, è stato seguito sul primo
canale a oltre 7 milioni e 500 mila
spettatori. Ieri e oggi hanno in
comune un dato inconfutabile: che
piaccia o meno Raiuno in termini
di ascolto tra i grandi servizi
pubblici europei è la seconda rete
più vista in assoluto (fa meglio solo
Bbcl, in un contesto molto
differente). È l'unica Rete
generalista in crescita. E Fabiano,
barese di 40 anni su cui ha
scommesso Antonio Campo
Dall'Orto, non ha nessuna
intenzione di invertire la tendenza.
Il nuovo Rischiatutto dal punto di
vista degli ascolti è stato un
successo. La tv più di altri media
interpreta e orienta le tendenze.
Non crede però direttore che
riproporre gli amarcord faccia
molto operazione-nostalgia
Ballando con le stelle».
EDITORIA
«No, non direi proprio. Abbiamo
voluto riproporre a 40 anni di
distanza la modernità che già
all'epoca aveva questo programma
adattandolo ad un contesto diverso.
Recuperare un pezzo della nostra
storia e riproporlo in chiave
contemporanea fa parte della strada
che come servizio pubblico
vogliamo intraprendere. E' un
percorso che in questi primi mesi
del 2016 ci ha consentito di
consolidare il nostro primato di
gradimento e ascolti con uno share
in prima serata che è tornato sopra
il 20%, una crescita di quasi 1
punto conseguita soprattutto grazie
ad una delle migliori stagioni di
fiction e di intrattenimento degli
ultimi anni, caratterizzata tra gli
altri dal successo del secondo
Sanremo di Carlo Conti, dal
rilancio in grande stile del varietà
con il talento di Pausini e Cortellesi
e dalla conferma di Lo farete anche
per le fiction? «Grazie
all'intuizione e al lavoro dei
colleghi di Rai Fiction, su
questo fronte abbiamo seguito un
percorso duplice. Da un lato
lavoriamo sui titoli molto amati,
penso a Don Matteo o a Montalbano
che quest'anno hanno registrato il
miglior ascolto di sempre, e su quelli
di grande impegno civile, ricordo ad
esempio che il 10 maggio avremo il
tv movie su Felicia Impastato, la
madre di Peppino, e due settimane
dopo Boris Giuliano, il poliziotto
eroe ucciso dalla mafia a Palermo.
Dall'altro lavoriamo invece per
utilizzare nuovi linguaggi, nuove
storie come "Tutto può succede-
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Martedì
26/04/2016
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re" o "È arrivata la felicità". È un
percorso che va guardato tutto nel
suo complesso». Ce le farete un
giorno a vendere anche all'estero i
nostri prodotti «Abbiamo
cominciato a farcene carico con
precise scelte editoriali: dal tipo di
storie, ai formati e ai linguaggi più
attraenti per il mercato
internazionale. È chiaro che non si
può cambiare tutto di punto in
bianco. Su alcuni prodotti un
cambiamento già c'è stato e i
segnali sono arrivati. Penso ad
esempio a "II Sistema", fiction
anche questa di impegno civile, che
abbiamo lanciato su RaiUno e
presentato a Cannes». L'offerta
informativa della Rete e il numero
di edizioni dei Tg. Nel Piano
industriale se ne parla molto. In
concreto cosa farete? «Nella Rete
più importante del servizio
pubblico l'informazione è il primo
pilastro. Da una parte abbiamo il
Tgi con il quale abbiamo ormai
rapporti di sempre più stretta
collaborazione. Dall'altra l'offerta
della Rete in cui il lavoro sarà
sempre più quello di cercare di
andare verso la profondità dei fatti.
Vogliamo proporre nuove formule
di rac-
Direttore Responsabile
Diffusione Testata
Virman Cusenza
139.923
vista del rapporto con il pubblico, e
non parlo solo della dimensione
dell'ascolto, sono molto forti e
vitali. Con Giletti stiamo lavorando
anche per una serie di nuovi
progetti e ne parleremo quando
presenteremo i palinsesti. La forza
di Porta Porta sta nell'essere capace
di trattare una varietà di argomenti,
nella prossima stagione verrà
sviluppata su tre serate invece di
quattro per dare più spazio in
seconda serata ad altri progetti
legati ad un mix tra intrattenimento
e nuove Vespa perderà una serata,
dunque: c'entra qualcosa l'intervista
al figlio di Runa? «No, nel modo
conto della realtà. Due esempi
concreti: il format di "Petrolio", di più assoluto. Era una decisione
fatto un reportage per immagini, o presa prima di cui Tornando
indietro, lei rimanderebbe in onda
quello di "Cose nostre", un
programma che abbiamo lanciato a quell'intervista? «Le critiche anche
molto forti e veementi che sono
gennaio e che racconta storie di
state fatte non mi possono lasciare
giornalisti minacciati dalla
criminalità». Avrete il coraggio di indifferente, chiaro. Ma in futuro,
proporli anche in prima serata? «Il come abbiamo spiegato in
4 luglio manderemo in prima serata Vigilanza, ci sarà un confronto
sempre più coordinato con la
proprio una nuova versione di
dirczione editoriale per
"Cose Nostre": saranno storie di
l'informazione in modo da gestire
persone che si sono ribellate alla
al Per l'estate cosa si prevede? «Il
mafia. È una linea di racconto
piatto forte saranno gli Europei di
nuovo, sono i nuovi linguaggi su
calcio, le 27 partite in diretta a cui
cui vogliamo lavorare in futuro
seguirà uno show in collaborazione
affiancando la realtà al dibattito e
con Raisport. Poi ci saranno le
al confronto tipico dei talk.
serate dei Wind Music Awards con
Vogliamo essere audaci,
Carlo Conti. Il 31 maggio ci sarà
sacrificando magari qualcosa in
una grande festa con la nazionale di
termini di ascolto pur di essere in
calcio per festeggiare i 10 anni
linea con la nostra missione di
della vittoria dei mondiali. Il 9
servizio pubblico: meritarci il
giugno proporremo un nuovo
canone è la nostra vera partita.
Pensiamo ad un contenimento della viaggio notturno di Alberto Angela
cronaca nera, dopo averla eliminata che dopo il Museo Egizio di Torino
farà tappa a Firenze, un grande
la domenica, e al superamento
evento culturale di cui siamo
delle formule di emotainment che
particolarmente orgogliosi anche
abbiamo percorso ma non hanno
per la mobilitazione delle eccellenti
colto nel segno». Cosa pensa dei
talk? Anche lei li vede moribondi? professionalità della produzione
Rai. Inoltre proporremo un ciclo di
«Ci sono talk e talk, è sbagliato
seconde serata con Franco Di Mare
fare
sui fenomeni legati al terrorismo o
all'immigrazione, un racconto sul
un ragionamento generale. Ogni
prodotto ha la sua storia, è diverso campo per raccontare cosa sta
succedendo nel nostro continente.
dagli altri. Guardando in casa
nostra abbiamo "l'Arena" di Giletti Rail deve avere l'ambizione di
e "Porta a Porta", che dal punto di
EDITORIA
parlare a tutti ma anche di variare
quello che propone. Io sono
convinto che il nostro pubblico sia
pronto ad accogliere nuove
proposte anche "eccentriche", sta a
noi osare: con la prossima stagione
televisiva lo dimostreremo».
Claudio Marincola
©RIPRODUZIONERISERVATA
II caso Rima
Nessun
collegamento
con la riduzione
di serate per
Porta a porta
dalla prossima
stagione: ma in
futuro maggiore
coordinamento
editoriale I
programmi I
talk show
Nessun
ragionamento
generale,
ognuno ha la
sua storia. Con
Giletti sono allo
studio anche
una serie di
nuovi progetti
Pag.
40
Estratto da pag.
Martedì
26/04/2016
1
Direttore Responsabile
Diffusione Testata
Virman Cusenza
139.923
Le fiction Continueranno le
produzioni più amate, come il
Commissario Montalbano o Don
Matteo, con un occhio al mercato
internazionale
Ritaglio stampa ad uso esclusivo interno, non riproducibile
———
Selpress è un'agenzia autorizzata da Repertorio Promopress
II direttore di Raiuno, Andrea
Fabiano (foto ANSA)
«PUNTEREMO SU
RACCONTI DI GRANDE
IMPEGNO CIVILE, COME IL
TV MOVIE SULLA MAMMA
DI PEPPINO IMPASTATO»
«PUNTEREMO SU
RACCONTI DI GRANDE
IMPEGNO CIVILE, COME IL
TV MOVIE SULLA MAMMA
DI PEPPINO IMPASTATO»
EDITORIA
Pag.
41
Estratto da pag.
Lunedì
25/04/2016
5.
Direttore Responsabile
Diffusione Testata
Mario Calabresi
311.406
AFFARI IN
PIAZZA
Ritaglio stampa ad uso esclusivo interno, non riproducibile
———
Selpress è un'agenzia autorizzata da Repertorio Promopress
La parola d'ordine ai settimo piano di Viale
Mazzini, che ospita lo stato maggiore della Rai,
è "Lo sport è il numero 1". Il verbo è stato
coniato dal dg Campo Dall'Orto epare - troverà
un prima concreta incarnazione con le prossime
Olimpiadi. Quando, per tre settimane, dovrebbe
venire stravolto completamente il palinsesto di
Rai2. Che sarà la "rete Olimpica" non solo di
nome ma anche di fatto. Il piano sarebbe infatti
quello di un palinsesto di 24 ore al giorno di
gare e servizi di accompagnamento, comprese
rievocazioni storiche a tema, con contenuti da
ripescare nelle Teche Rai. Un modo per
sfruttare al meglio i diritti sulle competizioni di
Rio 2016 con una copertura senza precedenti,
visto che a Rai2 si aggiungeranno Raisport 1 e
2. Il problema verrà dopo. A Olimpiadi chiuse,
sarà meno facile continuare a declinare lo sport
al NI. Perché per farlo si dovrà andare sul
mercato a comprare diritti. Forse
AntonioCampo pensa di dirottare qui una
Campo parte della maggior quota di Dali' Orto
canone che incasserà. Basterà
EDITORIA
Pag.
42
Estratto da pag.
Domenica
24/04/2016
9
Direttore Responsabile
Diffusione Testata
Roberto Napoletano
145.182
RAI Nomine esterne, lite
Usigrai-azienda
Ritaglio stampa ad uso esclusivo interno, non riproducibile
———
Selpress è un'agenzia autorizzata da Repertorio Promopress
La battaglia sulle nomine
esterne in Rai finisce davanti
all'Autorità Nazionale
Anticorruzione e alla Corte
dei conti. Ad annunciare un
esposto contro i vertici della
tv pubblica per la presunta
violazione dello statuto e
delle regole sul reclutamento
del personale contenute nel
Piano Anticorruzione sono
PUsigrai, il sindacato dei
giornalisti interni, e il
senatore di Fi Maurizio
Gasparri, membro della
Commissione di Vigilanza. E
proprio davanti alla
bicamerale il deputato Pd
Michele Anzaldi chiede che
riferiscano al più presto i
responsabili del rispetto delle
norme interne in materia.
Oggetto del contendere sono
i dirigenti chiamati dal dg
Antonio Campo Dall'Orto
(foto) nei nove mesi di guida
della tv pubblica, che
supererebbero i limiti
consentiti. «Lo Statuto e il
Piano Triennale
Anticorruzione sono stati
pienamente rispettati replica l'azienda e per la
prima volta nella storia della
Rai i nuovi dirigenti hanno
quasi tutti contratti triennali,
il che consentirà di
risparmiare cifre molto
significative negli anni a
venire».
EDITORIA
Pag.
43
Estratto da pag.
Sabato
23/04/2016
8
Direttore Responsabile
Diffusione Testata
Alessandro Sallusti
83.271
In Rai H Viale Mazzini Scintille tra Cda e il dg Dall'Orto li Scintille tra Cda e il dg Dall'Orto I scoppia la guerra
tra gli ex di «Repubblica» ititrust) contro le assunzioni dei vecchi colleghi Merlo e Verdelli So^mT^S' matera™
Francesco Siddi, ex segretario del sin_________ esterni il capo del legale, il capo del giornalista del gruppo
Espresso-Repub- dacato nazionale dei giornalisti, è sal-
Ritaglio stampa ad uso esclusivo interno, non riproducibile
———
Selpress è un'agenzia autorizzata da Repertorio Promopress
Paolo Bracalini
H Siamo già a quota 21 dirigenti esterni
assunti in Rai da quando la direzione
generale è affidata al manager renziano
Antonio Campo Dall'Orto. Esterno un
direttore di rete (Tre, la Bignardi), esterni
il direttore e il vicedirettore delle news
Rai (Verdelli e Merlo),
esterni il capo del legale, il capo del
marketing, il capo del settore digitale,
e altre figure di vertice. Eppure il
nuovo Statuto Rai modificato lo
scorso febbraio, come fa notare il
deputato Pd della Vigilanza Michele
Anzaldi, prevede una quota massima
di dirigenti pari al 5% sul totale. E se
si fanno due conti la soglia è già stata
superata: da ultimo bilancio i dirigenti
in Rai sono 258, quindi le assunzioni
di esterni da parte di «Campo» o
«CdO» (così viene abbreviato il
cognome del dg Rai) non dovrebbero
superare le 12-13 unità, cifra già
abbondantemente sforata. I vertici di
Viale Mazzini si difendono citando un
parere legale, secondo cui la quota non
si applica retroattivamente alla totalità
dei dirigenti Rai, ma solo alle
assunzioni successive alla data di
approvazione del nuovo statuto. Una
tesi che non convince tutti. Tra i più
agguerriti va annoverato un ex storico
Francesco Siddi, ex segretario del
sindacato nazionale dei giornalisti, è
saltato sulla sedia: «È accettabile che
noi consiglieri veniamo a conoscenza
delle nomine tramite sms o tweet
esterni? E devo proprio ricordare che
la Rai è un'azienda pubblica e in
quanto tale non può assumere
pensionati?». C'è anche questo e non è
un dettaglio. In forza della legge
Madia sulle aziende pubbliche, ai
nuovi membri del Cda Rai è stato
negato uno stipendio nel caso fossero
pensionati. Si da il caso che l'ex
Repubblica Francesco Merlo sia
pensionato, ma per lui sia previsto
eccome uno stipendio in Rai (si dice
sopra i ISOmila euro). Sulle barricate
anche i sindacati (Cgil, Uil, Ugl,
Usigrai) contro il dg renziano
«arrivato con annunci di grandi
riforme» ma «fermo al '900: controllo
del potere piazzando perlopiù amici
nei luoghi chiave». Un «pozzo di
potere», come scriveva Merlo, nuovo
dirigente Rai.
giornalista del gruppo EspressoRepubblica, da cui arrivano anche due
assunzioni esterne di Carlo Verdelli e
Francesco Merlo. Valentini non è più a
Repubblica ma all'Antitrust, col ruolo
di portavoce. Su Twitter scrive: «Se la
Rai ha sforato sui dirigenti esterni
occorre un esposto alla Corte dei Conti
per danno erariale». Peraltro in Rai, per
legge, c'è un magistrato delegato dalla
Corte dei conti per monitorare la
gestione patrimoniale dell'azienda
pubblica. I consiglieri del Cda,
legalmente responsabili delle delibere
della Rai, sono molto nervosi. Se
qualcuno contestasse davvero, con un
esposto, un possibile danno erariale, ci
andrebbero di mezzo in prima persona.
Con la beffa di pagare per decisioni di
cui, spesso, non vengono neppure
informati, o soltanto a cose fatte. Come
per la nomina di Merlo a vicedirettore
dell'Informazione Rai. Un consigliere
molto sensibile alla materia come
EDITORIA
Pag.
44
Estratto da pag.
Domenica
24/04/2016
3
Direttore Responsabile
Diffusione Testata
Alessandro Sallusti
83.271
La mangiatoia di Mamma Rai è sempre colma. Di fronte
alla denuncia all'Autorità Nazionale Anticorruzione e alla
Corte dei Conti del sindacato Usigrai e anche del senatore
azzurro, Maurizio Gasparri, per chiedere conto
dell'assunzione di 20 consulenti esterni (arruolati, sembra,
in pieno spregio delle regole vigenti) la Rai replica con
fermezza che le assunzioni non sono 20 ma soltanto 17 e
che costano alla Rai un'inezia. Ovvero soltanto 4 milioni di
euro. Chiaro? Un'azienda che ha oltre 12.000 dipendenti ha
ritenuto indispensabile sborsare altri 4 milioni di euro per le
consulenze. La stessa azienda che vanta un bilancio in
rosso per 30 milioni di euro per il 2015.
Il sindacato dei giornalisti e Gasparri puntano il dito contro
il direttore generale Antonio Campo Dall'Orto ricordando
che il numero dei manager presi dall'esterno non deve
superare il 5 per cento dei dirigenti interni che sono 252.
Dunque al massimo avrebbero dovuto essere 13. Non solo.
L'Usigrai ricorda che in base alla legge anticorruzione
occorreva prima verificare che all'interno dell'azienda non
fossero già presenti profili professionali in grado di
svolgere il ruolo assegnato ai manager esterni. Gasparri
promette di «inchiodare Dall'Orto alle sue responsabilità»
giovedì prossimo quando il direttore generale verrà
ascoltato dalla Commissione di Vigilanza Rai.
Ritaglio stampa ad uso esclusivo interno, non riproducibile
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ESPOSTO ALLA CORTE DEI CONTI La Rai sotto accusa per i? dirigenti
esterni: «Costano soltanto 4 milioni...»
EDITORIA
Pag.
45
Estratto da pag.
Sabato
23/04/2016
1
Direttore Responsabile
Diffusione Testata
Pierluigi Magnaschi
41.297
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Mediaset perde 1,3 mln di
spettatori in prima serata
******* Plazzotta apag. 21
mamm,
I dati Auditel. Il Biscione perde 1,3 mln di spettatori in prima serata.
Nelle 24 ore è al 32,8% Mediaset, marzo da dimenticare Rai al 37%
di share., Discovery 6,3%, Sky 5,7%, La7 3,4%
DI CLAUDIO PLAZZOTTA LB
universo Mediaset, • nel giro di 12
mesi, ha perso circa 1,3 milioni di
telespettatori in prima serata: nel
marzo 2015 erano 10.265.526,
mentre nel marzo 2016 sono
8.975.766. Canale 5, da solo, è
calato di circa 600 mila
telespettatori medi, ma pure le
altre due reti généraliste del
Biscione perdono terreno su tutte
le fasce orarie: Italia Uno, nel
confronto col marzo 2015, scende
di mezzo punto di share in prima
serata e di 1,6 punti in seconda;
Rete 4, invece, cala di mezzo
punto in prime time e di 0,6 punti
in seconda serata; l'ammiraglia
Canale 5, come detto, fa una dieta
dimagrante di 1,2 punti in prima
serata e di 1,3 punti in seconda.
Insomma, se marzo va dimenticato
dalle parti di Cotogno Monzese, è
invece da incorniciare per Rai
Uno, che avvicina il 20% di share
medio in prima serata (Canale 5 è
al 16,4%) e balza di quasi 4,5
punti percentuali in seconda,
salendo a quota 17,5%. Il totale
dei canali Rai vale il 37,16% di
share nelle 24 ore, contro il
32,82% di Mediaset. Seguono,
rispettivamente, il gruppo
Discovery, a quota 6,26%, le reti
di Sky, al 5,72%, e il network La7,
che con due
soli canali raggiunge il 3,44%.
Analizzando, invece, la prima
EDITORIA
serata, che è poi quella che vale
di più in termini di investimenti
pubblicitari, la classifica cambia:
domina sempre Rai col 38,38% di
share, seguita da Mediaset al
33,47%. Ma al terzo posto c'è
Sky col 6,78%, davanti a
Discovery col 4,55%, tallonato da
vicinissimo dal network La7, al
4,42%. Quanto alle dinamiche dei
canali dei singoli gruppi che
inseguono Rai e Mediaset, non ci
sono particolari scostamenti per
quelli pay di Sky, mentre nella
offerta free c'è, ovviamente, il
prepotente ingresso di Tv8, già
all'1,50% medio in prima serata,
che, parzialmente, sta tarpando le
ali a Cielo, in calo di 0,4 punti in
prime time e fermo a quota
0,88% nel marzo 2016. In
Discovery sia Real Time, sia
Dmax confermano gli ascolti di
12 mesi prima, con la novità di
Nove che però, come già
ampiamente analizzato da
ItaliaOggi, è piuttosto basso, allo
0,75%, in prime time. Una share
non molto distante da quella di
La7d (0,60%) che ha un
palinsesto meno costoso. Le
buone performance di La7d,
appunto, mitigano il calo di La7:
di mezzo punto sulle 24 ore, di
0,4 punti in prima serata, dove la
media di marzo è del 3,83%.
Prosegue, infine, il momento non
brillante di Fox (flette iniziato, in
pratica, due anni fa con la nascita
di Sky Atlantic. ———©
Riproduzione riservata——HJ
Pag.
46
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Estratto da pag.
EDITORIA
1
Sabato
23/04/2016
Direttore Responsabile
Diffusione Testata
Pierluigi Magnaschi
41.297
Pag.
47
Estratto da pag.
Martedì
26/04/2016
1
Direttore Responsabile
Diffusione Testata
Marco Travaglio
45.694
• Appena arrivato a Palazzo
Ghigi, Renzi ha spostato i fondi
per la pubblicità verso Cologno
Monzese che passa da 44 mila a
329 mila euro. Un segnale. Così i
grandi gruppi controllati dal
Tesoro danno milioni alle tv di B.
O FELTRI E TECCE A PAG. 2 3
VIA ETKtiE Dei 3 milioni spesi per la pubblicità
istituzionale 1,25 sono uniti al Biscione. A Sky e Lay le
briciole: 275 mila euro Le larghe intese degli spot al
governo piace Mediaset
Ritaglio stampa ad uso esclusivo interno, non riproducibile
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REGALI Eni, Enel, Poste: tutti preferiscono il Biscione. Un
aiutino anche dal premier Così ingrassano Mediaset con spot
e soldi pubblici
GM spot istituzionali nel 2015 Escluse pubblicità di
servizio e campagne sociali e locali. Sui canali Rai è
gratuita Atte televisioni O ,o; 1,25 milioni € | g/ 187 mila €
I discovery 122 mila € I Spesa totale governo 3 milioni €
art In Internet 88 mila € Spesa totale Palazzo Cìnici
77O.OOO€ 185 mila € I Su Mediaset 201! 2014 H 44.0OO
€ In Intente! 2015 2014 329.OOO€
» CARIO TECCE
A nche in quest'epoca /\ di
restrizioni eco/ % nomiche e
retorica ./. A.SUÌ più sofisticati
dispositivi tecnologici, per la
pubblicità (leggi propaganda)
istituzionale, il governo
predilige i canali di Mediaset.
Con ancora più vigore, se
l'inquilino di Palazzo Ghigi è
versamenti di Palazzo Ghigi
EDITORIA
Matteo Renzi. il più autorevole
istituto di ricerca del settore sono eloquenti: il governo ha
investito 3 milioni di euro nel
2015, quasi la metà -1,25
milioni di euro - è finita al
Biscione. Un obolo ai siti
internet: 185.000 euro. Il
paragone è superfluo. Questo è
un
omaggio a una tradizione degli
esecutivi italiani, avviata da
Silvio Berlusconi, storpiata da
Enrico Letta e ripristinata dal
segretario dem. E vaprecisato
cheil calcolo non comprende le
attività di servizio, le
campagne sociali e che il
governo può riempire i
palinsesti del servizio pubblico
Rai a costo
Pag.
48
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Estratto da pag.
Martedì
26/04/2016
1
zero. Quando vuole, quanto
vuole, come vuole. IL DATO
più éclatante, però, proviene da
Palazzo Ghigi. Per lo scorso
anno, la Presidenza del
Consiglio ha stanziato 770.000
euro. Nessuna differenza di
risorse con il 2014. E il modo
di spesa che cambia. Agli inizi
del 2014 c'era Letta a Palazzo
Ghigi, poi il fiorentino l'ha
defenestrato: soltanto 44.000
euro dei 770.000 sono andati a
Mediaset. Il 2015 è un anno
renziano in purezza: il flusso di
denaro verso Colegno Monzese
ritorna efficace, 329.000 euro
su 770.000. Ai concorrenti, da
Sky a La7, un po' di spiccioli.
Poi c'è la solita mancia per
Internet (117.000) che, senza
scartabellare edotte analisi,
raggruppa una platea più
consistente. Un milione e
mezzo di euro non influisce sui
bilanci di Mediaset, ma i
seppur ridotti rispetto al
passato perché l'intero
ammontare s'è ridotto rappresentano una
dimostrazione d'affetto. E
anche una strategia: il governo
comunica attraverso Mediaset,
perché ritiene necessario e più
prezioso il pubblico di
Mediaset. Forse lo stesso
criterio ha condizionato pure le
scelte dei ministeri. Il dicastero
di Beatri-
Direttore Responsabile
Diffusione Testata
Marco Travaglio
45.694
ribadisce una prassi: a Mediaset
va sempre la porzione più
grossa, su questo fronte i ri-
vali competono a fatica. Con il
32 per cento degli ascolti, il
Biscione incassa il 58 per cento
(2 miliardi di euro) della
pubblicità per le televisioni. IL
CANONE Rai in bolletta offre
una ghiotta occasione al
gruppo di Berlusconi.
Imponendo un nuovo limite
agli introiti di Viale Mazzini, il
governo è intenzionato a far
confluire sul mercato
pubblicitario circa 300 milioni
di
3OO milioni Questa somma
potrebbe confluire sul mercato
televisivo quando alla Rai verrà
applicato un nuovo limite
euro. Il motivo: da subito
scompare l'evasione, il guadagno
con gli abbonamenti è maggiore
e costante. Il Biscione strepita
contro la Rai che svolge una
funzione pubblica e agisce da
società privata. E il governo è
d'accordo.
Qualedirezioneprenderanno i 300
milioni di euro? Questa domanda
non ha senso. Ovvio: sede di
Colegno Monzese, provincia di
Milano. © RIPRODUZIONE
RISERVATA
ce Lorenzin (Sanità) ha
acquistato pubblicità per
844.000 euro e l'ha divisa così:
420.000 per Mediaset, 40.000
per La7,19.000 per Discovery
e 9.000 per Sky. Il collega
Giuliano Poletti (Lavoro) ha
utilizzato in
esclusivailBiscione:699.
000euro in totale e dunque
416.000 a Mediaset. Dario
Franceschini (Cultura) è un
politico all'antica, e preferisce i
giornali, 105.000 euro su
236.000. Pier Carlo Padoan
(Economia) s'è imposto una
rigida austerità, circa 180.000
euro per le inserzioni sui
quotidiani e in televisione,
anche se Mediaset (79.000) è
in testa a qualsiasi tipologia di
classifica. Il denaro per la
pubblicità istituzionale non
smuove il sistema televisivo,
ma
EDITORIA
Pag.
49
Estratto da pag.
Martedì
26/04/2016
21
Direttore Responsabile
Diffusione Testata
Mario Calabresi
327.329
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Vivendi studia offerte combinate Mediaset-Telecom
GIOVANNI PONS MILANO. Che cosa farà Vivendi con il
100% di Mediaset Premium e il 24,9% di Telecom Italia? Di
certo non sono allo studio operazioni di accorpamento tra le due
aziende, che rimarranno separate ma entrambe sotto lo stesso
cappello francese. Però la convergenza e le sinergie saranno le
parole d'ordine dei prossimi mesi poiché i francesi hanno due
anni di tempo per portare Premium al pareggio, vista la dote di
120 milioni che permetterà di coprire i buchi del 2016 e 2017. In
questo periodo si cercherà di tagliare i costi, probabilmente con
un nuovo management a partire da un amrninistratore delegato
di nomina francese. Non è ancora chiaro se la sede rimarrà a
Cotogno Monzese, ma comunque è una decisione che verrà
presa presto. E poi si spingerà sull'aspetto commerciale cercando
offerte congiunte che possano beneficiare tutte le aziende del
gruppo Vivendi. Tanto per cominciare a Parigi la parte centrale
dell' assemblea è stata dedicata da Vincent Bolloré alla
presentazione di Studio Plus, il produttore di nuove mini serie tv
concepite appositamen-
te per gli smartphone, e con cui Telecom ha già
firmato un contratto di esclusiva per l'Italia. Inoltre
gli uomini di Arnaud de Puyfontaine stanno già
studiando come impostare un nuovo pacchetto che
potrebbe includere l'abbonamento alla banda larga
di Telecom, quello a Mediaset Premium con
Champions League e i film di Warner e Universal,
e poi la musica di Universal e i giochi di Gameloft.
Un modo per cercare di spingere sui contenuti di
casa Vivendi a scapito degli accordi In due anni
Bolloré deve risanare i conti delle pay tv in Francia
e in Italia ma dovrà anche investire risorse in nuove
produzioni e in diritti sportivi
Telco presenti in diversi paesi. Ma per far ciò
occorrerà anche investire e il banco di prova
saranno le prossime aste di diritti del calcio.
TYCOON MEDITERRANEO Vincent Bolloré
possiede quasi il 15% di Vivendi attraverso il suo
gruppo industriale che spazia dalla logistica, ai
porti e alle batterie per l'auto elettrica
che Telecom ha già in essere con Sky e con Netflix.
Con la pay tv di Rupert Murdoch la società guidata
da Flavio Cattaneo ha da quasi un anno un accordo
per distribuire i canali Sky attraverso il cavo di
banda larga in alternativa al satellite.
Ma questa offerta è schiacciata commercialmente
da quella che Sky ha lanciato con Fastweb, anche
se si tratta di tv via parabola Dunque la crescita che
Telecom sta registrando negli allacciamenti a banda
larga attraverso Sky è abbastanza limitata e poco
profittevole. Di qui la necessità di ampliare l'offerta
di contenuti per la cui visione occorre una
disponibilità di banda sempre superiore. Ecco
perché nell'alleanza ad ampio raggio tra Vivendi e
Mediaset vi è anche una joint venture dedicata alla
produzione di contenuti ad hoc per i mercati latini.
Canal Plus, sempre di proprietà di Vivendi, è già il
primo produttore europeo di film e ha già in essere
delle collaborazioni con Sky. Nei prossimi due anni
Vivendi cercherà dunque di mettere ordine nel
gruppo cercando di sanare sia il bilancio di Canal
Plus, che ha appena dichiarato perdite per 400
milioni, sia quello di Mediaset Premium,
investendo nella produzione di contenuti pregiati da
veicolare attraverso le
EDITORIA
Pag.
50
Estratto da pag.
Sabato
23/04/2016
32
Direttore Responsabile
Diffusione Testata
Pierluigi Magnaschi
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PAYTV Vivendi perde soldi in casa sua con Canal+, un business che è a rischio se non sarà
risollevato dall'accordo con la Bein Sports Come pensa di risanare Premium in Italia? Magari
grazie a Telecom Rivoluzione francese I GRANDI NUMERI DI CANAL+ I GRANDI
NUMERI DI MEDIASET PREMIUM In milioni di euro 2015 • Fatturato 5,513 • Ebita 454 •
Ebita Francia •264 • Abbonati (n°] 15,7 mln* * Compresi esercizi commerciali e hotel
21quotazioni in euro """"""""""""""vàf."%"s'ùÌ22gén;Ì6 20 "••-••"In milioni di euro 2015 •
Fatturato 640,95 • Ebit •114,84 • Risultato netto •83,88 • Abbonati (n°) 2,01 mln 22 gen'16 22
apr'16 4,0 quotazioni in euro """"'"22 gen'16 22 apr'16 GRAFICA MF-M.ANO FINANZA
GRAFICA MF-MILANO FINANZA
di Andrea Montanari emo
propheta in patria. Vincent
Bolloré, il finanziere bretone
che, pezzo dopo pezzo, sta
diventando uno dei dominus del
sistema economico-finanziario
italiano, i problemi principali ce
li ha in casa. Vivendi, colosso
francese che di fatto controlla
Telecom (24,9%) e che è
diventato un player del mercato
televisivo italiano rilevando il
100% di Mediaset Premium
(oltre al 3,5% del network di
Cologno Monzese, a sua volta
socio a 3,5% dell'azienda
transalpina) si porta appresso un
fardello chiamato Canal+
France. Perché se a livello
consolidato il polo tv (presente
anche in Polonia, Vietnam e
Nord Africa) macina ricavi
(5,513 miliardi, 1,1% rispetto al
2014) e ha margini comunque
rilevanti (l'ebita l'anno scorso è
stato di 454 milioni), a zavorrare
i profitti sono i sei canali gestiti
in territorio amico. Il business
domestico l'anno scorso ha
registrato un ebita negativo di
264 milioni, in netto
EDITORIA
peggioramento rispetto ai -188
milioni del 2014. E per
quest'anno, come hanno
annunciato i vertici di Vivendi, il
rosso potrebbe salire a 410
milioni. Una voragine tale che
Bolloré ha velatamente paventato
la possibilità di una chiusura
dell'attività. L'unica alternativa è
definire a breve l'alleanza sui
contenti con Bein Sports, il
gruppo televisivo (acquista anche
diritti sportivi) creato da Al
Jazeera, la tv all news del Qatar
che in Francia con 2,5 milioni di
abbonati sta creando grattacapi a
Canal+, scesa a 8,46
progetto di integrazione e di
rilancio di Premium in Italia:
operazione non facile viste le
difficoltà incontrate dai francesi in
casa propria. Tanto più che la piat
taforma digitale pay di Cologno
Monzese, fondata nel 2005,
continua a perdere (quasi 84
milioni l'anno scorso) e ha
investito più di 1,6 miliardi per
comprare i diritti della Champions
League per il 2015-2018 e quelli
delle partite delle otto migliori
squadre di serie A per lo stesso
periodo. Vivendi ha valutato
Premium tra
600 e 700 milioni come ha
dichiarato Tad Arnaud de
Puyfontaine a Repubblica. Un
valore inferiore ai 900 milioni
attribuiti alla pay tv da
Telefonica quando entrò nel
capitale rilevandone 111%.
L'intesa definita da Bolloré e
Pier Silvio Berlusconi è però più
ampia e riguarda la costituzione
di una piattaforma per la
distribuzione di contenuti antine di sostenibilità industriale e Netflix e la creazione di una
finanziaria per Canal+ nell'arco società per produzione di
contenuti tv. Ovvio che il perno
di un paio di anni.
Probabilmente, quindi, è questa di tutto è Premium, che a metà
2017 è attesa dalla sfida con Sky
la base su cui poggerà il
Italia
milioni di clienti complessivi
(5,7 milioni sono le famiglie). La
trattativa tra i due gruppi è su
base quinquennale, riguarda tutte
le piattaforme distributive ed è
incentrata la mole di diritti tv che
Belnha in portafoglio. Questa
opzione, una volta operativa,
nelle aspettative del management
di Vivendi porterà a una situazio
Pag.
51
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Sabato
23/04/2016
32
Direttore Responsabile
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Pierluigi Magnaschi
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per il rinnovo diritti della serie A.
Una sfida a suon di miliardi dopo i
945 milioni a stagione garantiti
dall'advisor Infront alla Lega
Calcio. Ma sarà una gara tutta da
ripensare, dopo le sanzioni
comminate dall'Antitrust (in totale
66 milioni, di cui 51,4 milioni a
Rti-Premium) per l'anomala
gestione dell'asta di metà 2014.
Con questi paletti, la vera sfida per
Vivendi è accrescere i ricavi
incrementando il bacino di
abbonati senza tagliare i costi,
ossia senza rinunciare ai diritti.
Per farlo, sostengono gli esperti
del settore e gli analisti, altro
modo non c'è che allearsi con un
operatore di Ue. Del resto in
Inghilterra British Telecom per
contrastare Sky ha iniziato a
comprare direttamente le
immagini delle partite della
Premier League. Mentre in
Spagna, Telefonica (della quale
Vivendi è azionista) da quando ha
rilevato il 100% della pay-tv
Digital+ ha risistemato i conti del
business da telefonica fissa. In
questo senso, Bolloré avrebbe un
unico modo per sviluppare
Premium: definire un accordo di
distribuzione in esclusiva dei suoi
contenuti con Telecom Italia,
partecipata dal gruppo transalpino.
Solo che l'operatore di tlc
dovrebbe rinunciare all'intesa già
in essere e proficua con Sky. Sarà
una dura partita. Che potrebbe
giocarsi ben oltre il novantesimo,
(riproduzione riservata)
Quotazioni, altre news e analisi su
www.milanofinanza.it/vivendi
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Martedì
26/04/2016
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Luciano Fontana
369.391
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Microsoft, pace con Google (giu.fer.) Google e
Microsoft fanno pace. I due gruppi americani
hanno deciso di sospendere e ritirare tutte le cause
legali depositate l'uno contro l'altro. Invece di
scontrarsi in tribunale, i due giganti tecnologici
privilegeranno il negoziato, n motivo? Sono
cambiate le priorità giuridiche, come spiega un
portavoce del Redmont. Ma la ragione vale di
sicuro anche per la società di Mountain View alle
prese con la battaglia legale che la oppone
all'antitrust Ue. Google è infatti accusata di abuso
di posizione dominante con il suo sistema
Android, che rappresenta l'8i% del mercato
mondiale. E inizialmente, anche Microsoft faceva
parte dei gruppi che hanno deposita to una a
Bruxelles. © RIPRODUZIONE RISERVATA
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Pag.
53
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Lunedì
25/04/2016
4
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539.000
Trimestrali Si aggrava la crisi dei pc e le vecchie glorie high-tech faticano a far
soldi con il mobile e il cloud Wall Street Sorride solo il gigante Google Fatturato e
utili in calo per lbm e Microsoft. Le «altre scommesse» di Alphabet in profondo
rosso
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DUELLO TRA TITANI Le trimestrali dei big dell'hi tech Dati al 21 aprile 2016 Alphabet Alphabet
DI MARIA TERESA COMETTO II
vecchio mondo dei personal computer
e dei grandi server aziendali contìnua
a declinare. Le vendite dei pc sono
calate dell'11,5% nel primo trimestre
di quest'anno secondo la società di
ricerche Idc, mentre i consumatori
usano sempre più gli apparecchi
mobili. E le imprese clienti del l'hightech risparmiano tagliando la spesa in
hardware e software installati in casa
a favore dei servi zi distribuiti via
Internet dalla «nuvola». La vecchia
guardia della tecnologia made in Usa
cerca di reagire puntando su mobile e
nuvola, ma con risultati non
entusiasmanti come si è visto dalle
ultime trimestrali di Ibm e Microsoft.
Mentre la ex dot.com Google,
diventata la seconda società al mondo
per valore in Borsa — con 522
miliardi di dollari di capitalizzazione,
poco sotto i 587 miliardi di
Apple — cavalca con successo il
passaggio dell'uso di Internet dalla
scrivania al mobile, ma ha sulla
testa la spada di Damocle dell'
EDITORIA
Antitrust europeo. Le cure Per
Ibm non sta ancora funzionando
la cura del dottor Watson, il
medico virtuale simbolo del
nuovo corso che la ceo Virginia
Rometty cerca per Big Blue da
quando ne ha preso la guida nel
gennaio 2012. Fatturato e
profitti che nel primo trimestre
2016 sono calati del 4,6% e del
13,5%. Rometty insiste a
spiegare che l'Ibm sta
diventando una società di
soluzioni cognitive e servizi
nella nuvola, impegnata nei
settori ad alta crescita e buon
margine di profitto come le
applicazioni dell'intelligenza
artificiale. Ma questi nuovi
business non stanno crescendo
tanto da compensare il crollo
dei vecchi. Ne ha preso atto da
tempo Wall Street, dove le
azioni Ibm sono in perdita del
20% dal gennaio 2012 contro il
guadagno del 64% dell'indice
S&P500. Per questo la poltrona
di Rometty traballa, dicono gli
azionisti scontenti. Analisti e
gestori danno più
Virginia Rometty non
riesce a trovare un
nuovo corso e rischia
il posto
credito a Satya Nadella, ceo di
Microsoft dal febbraio 2014 e alla
sua strategia «mobile e nuvola
prima di tutto». Sotto Nadella
infatti le quotazioni dell'azienda
di Redmond si sono rivalutate due
volte e mezza la media della
borsa americana. Ma il bilancio
del primo trimestre ha lo stesso
deluso le attese con un calo sia
del fatturato (-5,5%) sia dei
profitti netti (-24,6%). Prima
dell'annuncio dei risultati, le
azioni Microsoft erano
quasi tornate ai massimi del
dicembre 1999, anche se la
capitalizzazione è inferiore di 170
miliardi rispetto ad allora perché
nel frattempo l'azienda ha attuato
un massiccio programma di
riacquisto delle proprie azioni.
Dopo, le sue quotazioni sono
scese, soprattutto per la sorpresa
venuta dal segmento di business
«Nuvola intelligente», che
comprende i servizi on-demand
Azure per le
Pag.
54
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Lunedì
25/04/2016
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aziende: nonostante il giro d'affari
sia cresciuto del 3,3% a 6,1
miliardi, quasi un terzo del fatturato
totale, i suoi profitti operativi sono
calati del 14%. Pesa la concorrenza
del numero uno nel settore del
cloud computing, Amazon.com,
famosa per la politica dei prezzi
bassi. Anche i profitti del segmento
degli strumenti per Produttività e
business (un altro terzo del
fatturato), fra i quali spiccano tutte
le applicazioni di Office, sono
diminuiti: -6,6%. Mentre è andata
il dominio del suo sistema
operativo Android e delle sue
app sugli apparecchi mobili. Ma
proprio su questo l'Antitrust
europeo ha aperto una nuova
inchiesta. ^jl @mtcometto
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meglio alla parte More personal
computing, la più grande: il
fatturato è aumentato solo dello
0,9% (a 9,46 miliardi) ma i
profitti operativi sono balzati del
57%. L'adozione del nuovo
sistema Windows 10 procede
veloce secondo l'azienda
(funziona su 270 milioni di
apparecchi) ed è salito del 61% il
ricavato delle vendite dell'ibrido
laptop-tablet Surface (al netto dei
cambi di valuta). 11 gigante
Hanno continuato a crescere
invece sia il fatturato ( +17,4%)
sia i profitti netti (+19,6%) di
Alphabet, la holding che controlla
Google. Eppure il mercato si
aspettava ancora di più. In
particolare sperava che la
responsabile finanziaria Ruth
Porat imponesse un maggior
rigore nei conti della società
fondata e guidata da Larry Page.
Il budget del trimestre chiuso a
fine marzo era il primo su cui la
top manager — passata da
Morgan
II costo dei clic è
sceso del 9%, ma il
numero è in salita del
29%
Stanley a Google lo scorso
maggio — può aver avuto una
sostanziale influenza. Ed era il
secondo in cui sono stati separati
e resi trasparenti i conti di Google
— la macchina da soldi del
gruppo, grazie agli introiti della
pubblicità — rispetto a quelli
delle altre scommesse, cioè le
società che inventano nuovi
prodotti come gli apparecchi Nest
per la casa intelligente o i robot e
droni del laboratorio X. Queste
scommesse hanno perso più del
previsto, 802 milioni di dollari.
Gli affari di Google invece vanno
a gonfie vele, nonostante il costo
per click ( pagato dagli
inserzionisti quando un utente
cucca sulla pubblicità) sia sceso
del 9% perché sempre più click
vengono dagli apparecchi mobili,
su cui costa meno. Ma allo stesso
tempo il volume dei click mobili
è più che raddoppiato, facendo
crescere del 29% il totale e del
16,2% il fatturato pubblicitario.
Questo grazie al punto di forza di
Google,
EDITORIA
Pag.
55
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Lunedì
25/04/2016
12.
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Diffusione Testata
Mario Calabresi
311.406
Diritto all'oblio le
violazioni di
Google alle
pronunce della
Corte
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Strettamente connessa con
gli indennizzi monetar! è la
problematica della
reputazione, che ha un
Importante valore
commerciale (nel caso del
dirigenti Incide anche sulla
vantazione dell'azienda), e
del diritto all'oblio sul web.
«Qui è intervenuta l'Unione
europea», spiega Caterina
Flick, avvocato dello studio
Nunziante Magrone che
segue II problema. «È
successo che un cittadino
spagnolo si è rivolto
all'autorità garante della
privacy per una voce di
Google che lo riguardava e
che richiamava a un
vecchio articolo su una
vicenda spiacevole che
l'aveva riguardato ma poi si
era risolta». L'autorità ha
riconosciuto che l'attività
del motore di ricerca
costituisce trattamento di
dat! personali e ha sancito
la deindlclzzazlone della
"Uri" precisando che solo
II giornale poteva tenere
negli archivi online
l'articolo In questione.
Allora Google ha promosso
ricorso alla Corte di
Giustizia europea che però
ha confermato la posizione
dell'autorità, ribadendo che
II motore di ricerca è
obbligato a garantire la
deindlclzzazlone». L'affare
però si è complicato:
«Google ha Istituito una
sorta di sportello-reclami
online dove chl si ritiene
danneggiato può chiedere
la rimozione di Uri che
scottano. Ma si è tenuta
l'ultima parola, cioè II
diritto a riconoscere
effettivamente
all'appellante quello che lui
reclama. E qui tutto si
Italia, da ragione a non più
del 30% del reclami,
riportando In sostanza II
problema alle sua origine».
EDITORIA
Pag.
56
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Lunedì
25/04/2016
4
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Diffusione Testata
Luciano Fontana
539.000
01 Le sorti di Yahoo! I
conti a sorpresa della
promessa sposa Verizon
sull'altare
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LI offerta più bassa è ài quattro
miliardi di dollari, la più alta di otto.
Ma chissà se i buoni risultati raggiunti
nel primo trimestre di quest'anno
aiuteranno la ceo Marissa Mayer
(nella foto) a «spuntare» un prezzo
più alto per la vendita di Yahoo!. Il
colosso tech, in crisi da anni, ha
infatti deciso di risolvere le difficoltà
mettendosi in vendita. L'annuncio è
arrivato aliinizio dell'anno e procede a
grandi passi: negli scorsi giorni è
scaduto il termine per la
presentazione delle offerte e, nel giro
di poche ore, è stata diffusa la prima
trimestrale del 2016. Il colosso ha
riportato una perdita di 99,2 milioni
di dollari ma i profitti operativi sono
risultati migliori delle attese mentre il
fatturato è salito a 1,09 miliardi,
superando le previsioni degli analisti
che lo davano a 1,08 miliardi. Il
risultato? Un'accelerato in Borsa,
dove il valore del titolo è salito del
3,3%. Ma dietro all'interesse degli
investitori non ci sono solamente i
buoni risultati del bilancio. A influire
è soprattutto la fiducia per il futuro
dell'azienda che in parte ha forse già
iniziato a rialzare la testa (come
dimostra, appunto, la trimestrale
appena pubblicato) e chissà cosa
potrebbe fare se potesse contare
sull'appoggio di una nuova proprietà.
Tutto dipende ora da chi riuscirà ad
aggiudicarselo: ritiratisi molti grandi
nomi che parevano interessati (come
Time, At&T, Google, DailyMail) pare
che siano rimasti in campo l'operatore
telefonico Verizon, le paginegialle
americane YP e una manciata di
grandi fondi come Bain Kkr e Tpg. Il
più agguerrito è Verizon, che
vorrebbe mettere le mani su Yahoo!
per rafforzare i servizi video e
pubblicitari online, considerati la
rampa di lancio per crescere ancora in
un settore che considera strategico per
la sopravvivenza futura. Le
possibilità, economiche, ci sarebbero:
il colosso conta su una liquidità di 4,5
miliardi di dollari che potrebbe essere
messa in campo per assicurarsi
Sunnyvale. La trattativa potrebbe
concludersi in fretta. Pare che Yahoo!
sia intenzionata a concludere la
vendita entro giugno, anche se può
essere che l'asta si trascini ancora. In
ogni caso, i risultati positivi della
trimestrale lasciano ben sperare: forse
la società fondata nel 1994 da Jerry
Yang e David Filo potrebbe davvero
uscire dalle secche degli ultimi anni e,
se non ritornare ad
EDITORIA
essere il colosso che era, riavere lo
smalto perso in (tanti) anni di crisi e
investimenti sbagliati. GRETA
SCALUNICH
Pag.
57
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Domenica
24/04/2016
14
Direttore Responsabile
Diffusione Testata
Mario Calabresi
327.329
"Mandateci idee"ecco la prima
Carta scritta con il web A
Città del Messico una
Costituzione in crowdsourcing
i residenti coinvolti con
petizioni su piattaforme online
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D caso
OMERO Cl Al Città del Messico, che
entro l'inizio del 2017 cambierà status
trasformandosi da Distretto Federale in un
vero e proprio "Stato", il numero 32
all'interno della repubblica messicana, ha
lanciato il primo grande esperimento di
democrazia digitale. Nel passaggio
istituzionale è prevista, oltre alla creazione
di un Parlamento locale, anche la stesura
di una nuova Costituzione, e l'idea del suo
sindaco è stata quella di chiedere aiuto
agli oltre 9 milioni di residenti per
redigerla attraverso i social media. Un
crowdsourcing senza precedenti, non solo
in Messico, con il quale — sostiene il
primo cittadino Miguel Angel Mancera—
si vuole realizzare «un progetto di
Costituzione con un carattere democratico,
progressista, civico e plurale».
EDITORIA
residenti potranno presentare le loro
petizioni da inserire nella nuova
Costituzione. Per essere ascoltati
basteranno 5mila firme, mentre con
1 Ornila firme si avrà anche diritto
a essere ricevuti dalla nuova
Assemblea costituente. Alla fine
l'ultima parola spetterà comunque
all'Assemblea che non avrà
l'obbligo
conservare un controllo sulla nuova
Costituzione di Città del Messico,
capitale da sempre in mano alla
sinistra, il Congresso messicano ha
deciso che solo il 60% dei delegati
all'Assemblea costi
tuente sarebbe stato eletto con
voto popolare. Il resto verrà
designato in proporzione dal
presidente Pena Nieto, dal
Congresso e dallo stesso sindaco
Mancera Oltre a Change.org, che
di prendere in considerazione
tutte le proposto dei cittadini ma è nelle prime tre settimane dell'
evidente che questa grande
consultazione pubblica sarà un
importante banco di prova di
democrazia diretta. Dietro la
proposta di partecipazione
digitale di Mancera, un sindaco di
sinistra — appartiene al Prd di
Lopez Obrador —
eletto nel 2012 con il 60% dei
voti, c'è un braccio di ferro con il
potere centrale e con il presidente
Enrique Pena Nieto. Per
Pag.
58
Domenica
24/04/2016
14
Direttore Responsabile
Diffusione Testata
Mario Calabresi
327.329
esperimento ha già raccolto oltre
200 petizioni cittadine firmate da
più di 1 Ornila persone, per
tutti i residenti che non hanno
accesso a Internet sono state
create 300 postazioni digitali in
tutta la città. L'upgrade della
megalopoli ne aumenterà il
potere all'interno della politica
messicana e per questo ci sono
alcune limitazioni alla nascita
del nuovo Stato. Il capo del
governo locale avrà poteri da
governatore, e diritti come
l'aborto o le nozze gay non
potranno essere più contestati dal
resto del Paese. Ma, a differenza
di altri Stati, Città del Messico
non avrà competenze proprie in
materia di sanità e istruzione.
La capitale da
Distretto federale
diventa Stato e deve
adottare nuove leggi
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EDITORIA
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59
Estratto da pag.
Sabato
23/04/2016
18
Direttore Responsabile
Diffusione Testata
Roberto Napoletano
145.182
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CASSAZIONE/1 Legittima la normativa Inpgi sul cumulo fra pensione
e reddito La disciplina dell'Inpgi sul regime del cumulo tra pensioni e
altri redditi, definita nell'articolo 15 del proprio regolamento e
parzialmente difforme rispetto a quanto stabilito per l'Assicurazione
generale obbligatoria (Ago) secondo la Cassazione è legittima in quanto
- come per le altre Casse private - espressione della sua autonomia. Ne
da notizia lo stesso ente di previdenza dei giornalisti, riportando i
contenuti della sentenza 8067/16. «La disciplina Inpgi in materia di
cumulo pensione/reddito, è assolutamente legittima perché espressione
dell'autonomia normativa attribuita a detto Istituto in sede di
privatizzazione», spiega l'Ente in una nota. A conferma di tale
orientamento, la sezione lavoro della Cassazione richiama anche i
principi di recente espressi dalle Sezioni Unite della Cassazione, le quali
- nel risolvere il problema interpretativo del richiamo inserito
nell'articolo 24, comma 4, del DI 201/11 alle "forme esclusive e
sostitutive dell'Ago" - hanno escluso che il legislatore possa
ricomprendere l'Inpgi ogni qualvolta detti norme per l'Ago. La questione
della legittimità della norma regolamentare «non può essere risolta sottolinea ancora l'Istituto - senza tenere conto dell'intervenuta
privatizzazione dell'Inpgi e dei conseguenti ambiti di autonomia
attribuiti dalla legge a detto istituto». Il pronunciamento fa seguito a un
ricorso dell'Inpgi contro una sentenza della Corte d'Appello di Milano
che aveva condannato l'Istituto a restituire al giornalista le quote di
pensione incumulabili.
ORGANISMI DI SETTORE
Pag.
60
Estratto da pag.
Sabato
23/04/2016
34
Direttore Responsabile
Diffusione Testata
Pierluigi Magnaschi
41.297
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La Corte di cassazione,
conferma la legittimazione
della disciplina dell'Inpgi sul
regime del cumulo tra pensioni
e altri redditi. L'annuncio è
arrivato, ieri, dallo stesso ente
nazionale di previdenza dei
giornalisti che ha riportato i
contenuti della sentenza n.
8067/2016. «La disciplina
regolamentare Inpgi in materia
di cumulo pensione-reddito,
ancorché parzialmente
difforme dalla normativa
dettata per l'Assicurazione
generale obbligatoria, è
assolutamente legittima perché
espressione dell'autonomia
normativa attribuita a detto
Istituto previdenziale in sede
di privatizzazione», ha
Ritaglio stampa ad uso esclusivo interno, non riproducibile
———
spiegato l'ente in una nota.
ORGANISMI DI SETTORE
Pag.
61
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Lunedì
25/04/2016
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Roberto Napoletano
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NON SOLO GOOGLE E il web il bersaglio preferito dell'Antitrust Ue di Micaela Cappellini sorvegliata speciale
della Com-prese della new economy deten-ta a una singola azienda (1,06 mimissione Ue in materia di con-gono
almeno tre record negativi:liardialnteDequellodelcartello f^ ome finirà l'acuire Google è
correnzasleale.Lodimostrailbi-quello del comparto più multatopiùcolpito(i,4miliardiallalobby \-j
prestoperdirlo.Maunacosa lancio dell'attività dell'Antitrust(3,8 miliardi in 11 anni); quellodei produttori di monitor),
è certa: l'economia digitale è la europea dal 2004 a oggi. Le irn-della sanzione più alta mai inflit-* pagina il
Concorrenza. Il bilancio dell'attività di contrasto dalla riforma delle regole europee
del 2004 a oggi: multe comminate per 18,8 miliardi di euro Antitrust Ue, web
economy sotto accusa Non solo Google: il comparto digitale è quello più indagato
e sanzionato dalla Commissione
Micaela Cappellini v
Comeandràafinirel'ajfaire Google
non si sa: la Ue non stabilisce un
tempo entro cui vanno conclusi i
procedimenti antitrust, mentre
l'ammontare della multa - che non è
ancora stato fissato - quasi
certamente sarà inferiore al tetto
massimo dei 7 miliardi. Una cosaè
certa: computer, tablet, telefonini e
digital companies oggi sono il
sorvegliato speciale dell'Antitrust
quando si parla di abuso di
posizione dominante. Non solo in
Europa: « Sempre di più le
Authority mondiali si stanno
concentrando sulle posizioni
dominanti intese come conoscenza
dei dati, e non come misurazione
del potere economico, come
accadeva al tempo delle compagnie
petrolifere», spiega l'avvocato
Luciano Di Via, partner e
responsabile della practice Antitrust
di Clifford
concorrenza in occasione di gare
pubbliche».Ataleproposito,
èrilevante l'indagine sulla
L'economia digitale non è solo il partecipazione alle gare della
Consip da parte delle imprese di
comparto più sanzionato. È
consulenza che vendono servizi
anche quello con la multa più
di supporto alla Pa cofinanziati
alta mai inflitta dalla Ue a una
singola azienda (gli 1,06 miliardi dai fondi della Commissione Ue.
di euro pagati da Intel per abuso
di posizione dominante); quello
con la maggiore sanzione nei
confronti di un cartello (gli 1,4
miliardi di euro pagati dai
produttori di monitor per tv e
computer); e il settore dove le
multe pesano
percentualmentedipiùsuiprofittidi
settore: in media, più del 12% dei
guadagni, contro ad esempio
un'incidenza del 5% registrata
nel settore della chimica. Ad
oggi, oltre a Google, l'Antitrust
europeo ha tre dossier aperti nel
settore del digitale: tra questi ci
sono Amazon, per la questione
degli e-book, e Qualcomm, per i
vincoli all'uso esclusivo dei suoi
chip. Mentre PAuthority tedesca
I PRIMATI Le imprese della
è alle prese con un'indagine
new economy detengono il
contro
record negativo sia della
Facebookpergliabusinelmercatod
singola sanzione più elevata sia ei social network. A guardare
del totale multe al settore
bene il bilancio dell'attività del
DG Concorrenza della
Commissione, però, non sono gli
Chance. Il suo studio legale segue abusi di posizione dominante le
violazioni più ricorrenti in
il tema molto da vicino dato che
assiste FairSearch, l'associazione Europa. «Circa il 60% delle
indagini e delle sanzioni
delle imprese (come Expedia,
Nokia o Tripadvisor) che ha
dell'Antitrust Ue riguardano i
puntato il dito in Europa contro
cartelli - ricorda l'avvocato Di
Google prima per la questione del Via - che abbondano là dove è
motore di ricerca, e poi per
più difficile fare innovazione,
l'utilizzo di Android. Ovvero le
quindi nell'industria di base, in
due questioni pendenti davanti
materia di finanza, nei settori
alla CommissioneUe del colosso della chimica e dei metalli». E in
di Mountain View. Clifford
Italia? «La sanzione annunciata
Chance ha appena pubblicato il
la settimana scorsa contro
report annuale sull'attività
Mediaset, Sky, Lega Calcio e
dell'Antitrust nel mondo: dal
2004 - anno in cui sono cambiate InfrontperidirittitvdellaSerieA
dal2Oi5al2Oi8è certamente la
le regole europee in materia di
concorrenza - a oggi, il settore del decisione con il maggior impatto
digitale risulta quello più multato mediatico - spiega l'avvocato Di
Via - ma, da un punto divista
da Bruxelles, con 3,8 miliardi di
tecnico, il tema più caldo sul
euro di sanzioni cumulate. Un
quale ormai da qualche tempo si
quinto di tutte le multe inflitte
stadedicando l'Authority italiana
dalla Commissione Ue
è quello dell'alterazione della
NUOVE TECNOLOGIE
in materia di antitrust negli
ultimi undici anni, pari a oltre
18,8 miliardi di euro.
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La scure dell'Antitrust europeo LE DECISIONI ADOTTATE DALLA COMMISSIONE UE Dal 2004,
anno della riforma delle regole europee in materia di antitrust H Cartelli • Abuso di posizione
dominante • Altri accordi che violano al concorrenza 69 29 22 Numero di violazioni Multe in milioni
di euro I SETTORI PIÙ MULTATI DALLA UE DAL 2004 A OGGI Minerali non metalliferi
Computer, elettronica, ottica Prodotti chimici Macchinali e attrezzature Apparecchi elettrici Prodotti
farmaceutici Gomma e plastica Servizi finanziari ^? Vestiti e accessori Bevande 16.610 1.487 725
Ammontare delle multe comminate in % sul totale del fatturato annuale di settore Incidenza % delle
multe sul totale dei profitti di settore O 0,6 1,2 O 0 Metalli di base Prodotti petroliferi Poste e corrieri
Tabacco Telecomunicazioni Mezzi di trasporto Energia Tessile Prodotti in metallo Carta, prodotti della
carta 2.227,8 2.118,4 1.970,8 1.144,1 637,0 885,5 1.816,7 285,2 257,1 706,6 905,8 169,4 68,0 441,1
392,3 647,0 43,4 99,5 19,5 DOVE INDAGA L'ANTITRUST EUROPEO OGGI Mezzi di trasporto
Servi zi finanziari Numero di investigazioni in corso per settore EZ3 •t Computer, elettronica, ottica
Alimentare fi Riciclaggio dei rifiuti Trasporto ferroviario Trasporto navale Prodotti chimici Prodotti
farmaceutici Minerali non metalliferi Manutenzione di aeromobili Gas Trasporto aereo Software
Cinema e televisione Editoria Portali web Sport Fonte: Clifford Chance
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RISPARMIO&FAMIGLIA
Nuove cane: piùfacili
ipagamenti Inallegato *
pagine4e5
SPESE HI-TECH La tecnologia rivoluziona i
pagamenti di tutti i giorni Gaia Giorgio Fedì e
Gabriele Petruccìanì K pagine 4 e 5
RISPARMIO &
FAMIGLIA Spese hi-tech
NUOVE OPPORTUNITÀ Alcuni bancomat di nuova generazione consentono di comprare su internet con uno speciale
numero identificativo (Pan) FORMULE COMBINATE II soggiorno all'esterodi una o più settimane per motivi di studio si
abbina alla pratica per lo sport, anche peri principianti
Pagamenti più facili con le nuove carte Wallet, smartphone,
bancomat e app: i mezzi che semplificano lo shopping, anche quello
online
«Molti siti hanno cercato di
promuovere questi strumenti,
eliminando la commissione», spiega
Raimondo Penta, direttore prodotti di
CheBanca. «Ma il problema è la
mentalità di gran parte dei
risparmiatori, per i quali il bancomat
serve soprattutto per prelevare. Non è
cinando la carta a un Pos abilitato, e percepito come strumento dausare
ovviamente possono essere usate
online, dove il servizio di pagamento
anche online. Quanto alle carte di
principale resta PayPal», aggiunge
debito, o bancomat, alcune tipologie Penta. L'innovazione sui sistemi di
di nuova generazione consentono
pagamento ha portato di fatto uno
anche di comprare su Internet, grazie spostamento dalle carte ad altre
a uno speciale numero identificativo applicazioni: in particolare i
(Pan). Sono diversi gli istituti che
borsellini elettronici, o wallet, che
offrono carte di questo genere,
consentono di dematerializzare le
magari abbinate a determinati conti
carte, in modo da non dover inserire i
correnti: per esempio il Conto
dati a ogni transazione. Inoltre, «i
Yellow di CheBanca! eii ContoMax sistemi di pagamento si
di Banca Ifis. Sono utilizzabili su
stanno spostando verso le soluzioni
internet anche la la Unicredit MyPay, che ruotano attorno allo
personalizzabile con l'opzione
smartphone», sottolinea Penta. «I
Shopping Plus.
di Gaia Giorgio Fedi 1 sistema dei
pagamenti sta vivendo una fase di
grande fermento. Sul fronte delle
carte di pagamento, la nuova
frontiera sono le contactless, che
consentono di pagare con un gesto
semplicemente avvi
maggiore crescita», osserva Vincenzo
Scarlato, responsabile consumer
services di Vodafone Italia.
«L'innovazione segue due filoni
principali: da quindi gli acquisti online
- e dall'altra i proximity payment, cioè i
pagamenti di prossimità presso
esercenti fisici», aggiunge Scarlato. I
wallet consentono di fare pagamenti
dell'uno o
pagamenti con smartphone sono
l'area in cui al momento c'è
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dell'altro tipo, o entrambi. Vodafone
per esempio ha lancia to il servizio per
i pagamenti di prossimità Vodafone
Pay, integrato nel Vodafone Wallet,
con cui si possono aggiungere tutte le
carte di credito e la maggior parte
delle prepagate Visa e MasterCard,
scegliere un Pin e iniziare a fare
pagamenti contactless che
funzionano anche quando il telefono
è scarico o spento. «È un sistema
sicuro perché i dati vengono salvati
sulla Sim del telefono, che finora si è
dimostrato uno dei meccanismi più
efficaci», spiega Scarlato. Per i
pagamenti di prossimità tramite
smartphone ci sono anche Poste
Mobile e Tim Wallet. Tra i servizi
lanciati dagli istituti di credito, il
WoW di CheBanca! è un wallet che
consente di effettuare diversi tipi di
pagamenti tramite smartphone:
bollette e bollettini, ricariche
telefoniche, bollo auto, parcheggio (a
Bologna, Roma, Torino, e
prossimamente a Genova), i servizi
aeroportuali degli aeroporti milanesi
Sea; inoltre permette di confermare
gli acquisti online tramite Masterpass
e di trasferire denaro tra privati
tramite Jiffy e PayPal. Sono inoltre in
corso dei colloqui con Apple Pay e
Samsung Pay. Uno strumento di
pagamento elettronico che invece
non si fonda sulPutilizzo delle carte
ed è slegato dal mondo bancario è
quello lanciato da Satispay, startup
italiana partecipata da U-Start Club,
un circolo di investitoriprivatichefacapoallaboutiquedi
consulenza sul venture capital UStart.
Satispay consente di pagare online, nei
negozi fisici, e di scambiare denaro tra
i privati. Inquestocasonon si
dematerializzano le carte: il denaro
vieneprelevatoconricaricheperiodiche
gratuite dal proprio conto corrente (o
da una carta con Iban). «L'app sta
andando molto bene: ha già ottenuto
75mila download e sta crescendo molto
anche sul lato degli esercenti»,
spiegaAlbertoDalrnasso,
unodeifondatori di Satispay. È proprio
l'interesse delle aziende a trainare la
crescita del servizio: «Se per i
consumatori Satispay non costanulla,
pergliesercenti le transazioni sono
gratuite fino ai io euro, mentre al di
sopra di quella cifra si pagano 20
centesimi a transazione; un sistema
vantaggioso rispetto a carte di credito e
bancomat e che consente di
promuovere la cultura dei pagamenti
elettronici anche per spese modeste»,
spiega Dalmasso. Il servizio è comodo
e sicuro, perché si basa sulPlban e non
sul numero della carta di credito, e
perché non si devono mettere username
e password come accade con PayPal:
«Basta mettere il proprio numero di
telefono, e poi confermare il
pagamento tramite l'app sullo
smartphone, con il pin o l'impronta
digitale», conclude Dalmasso.
NUOVE TECNOLOGIE
Come cambiano le «carte» PAYPAL FUNZIONA| CARTE VIRTUALI ANCHE SU
SMARTPHONE I PER ACQUISTI ONLINE Inpassatohousatosporadicamente
PayPalemìsonotrovatabene. Ho appreso recentemente che con PayPal
adessosonoabilìtatianchei pagamentidasmartphoneevomi capirne dì più. PayPal ha
lanciatoil servizio PayPal Mobile, una app scaricabile sullo smartphone che consente di
accedere con il proprio cellulare ad alcune delle funzioni tipiche di questo servizio di
pagamento. La prima cosa da fare è attivare un account PayPal, se non lo si ha già:
ricordiamo che questo servizio funziona come un wallet, quindi al proprio account si
possono associare le carte di pagamento (o si può addirittura collegare direttamente alconto
corrente), e successivamente si potranno fare pagamenti senza dover inserire i dati
identificativi delle carte e del conto. Successivamente si deve attivare il servizio
PayPalMobile.inserendoil proprio numero di cellulare e creando un Pin perilservizio. Si
riceverà un codice di conferma via sms che dovrà essere inserito nel computer per
abilitareautomaticamenteil cellulare. Aquel punto sarà possibile
controllareilsaldo.inviareericevere denaro anche da smartphone.
Compromoltoonlineenonhomai avuto problemi. Di recente però ho
cambiatocartadicreditoehovistoche lanuovacartanonfunzionaperalcuni acquistìonline. Mi
hanno detto che si puòrisolvereilproblemacreandouna carta virtuale, come funziona? Se la
carta di credito non funziona per lo shopping su internet la prima cosa da fare è chiedere
alla banca. Spesso c'è un protocollo di sicurezza da attivare, con cui viene rilasciata una
password personale da inserire al termine della transazione. Si possono anche attivare carte
virtuali, che sono dei codici Pan che si possono utilizzare peri soli acquisti online. Si può
richiedere ad alcune banche (ma anche al Bancoposta) una carta prepagata virtuale con cui
effettuare in tutta sicurezza gli acquisti su internet. Oppure si può chiedere alla banca di
generare una carta virtuale dalla propria carta di credito tradizionale, come consente per
esempio Intesa Sanpaolo: viene generato un codice da usare per un'unica transazione,
quindi si ottiene una carta virtuale usa e getta che si può utilizzare solo per quei pagamenti
online non supportati dalla carta tradizionale. CARTE CONTACTLESS E SICUREZZA
Lamiabancamihadatounacartadi credito contactless. Ho sentito però che questi strumenti
sono pericolosi, perché dei malintenzionati potrebbero avvicinarsi almioportafogliocon un
Posmobileeportarmiviadeisoldi. Le carte contactless non sono più vulnerabili di quelle
tradizionali. Per poter funzionare, la carta contactless deve essere possa a distanza molto
ravvicinata dal Pos, di solito meno di quattro centimetri di distanza. Questo vuoi dire che è
piuttosto difficile per un malintenzionato avvicinarsi al portafoglio della vittima con un Pos
in mano senza essere notato.Ovviamentein luoghi molto affollati questo è in teoria
possibile, ma comunque complicato: il malintenzionato deve accenderei! Pos, inserire
l'importo e terminare la transazione in tempi brevi. Inoltre, va considerato che per importi
sopra i 25 euro serve l'inserimento del Pin o la firma della ricevuta, quindi un eventuale
furto dovrebbe avvenire al di sotto di quella cifra. Un ultimo aspetto da considerare è che i
pagamenti con Pos sono tracciati, quindi se vengono sottratti dei soldi dalla carta si è in
grado di risalire al Pos che li ha «rubati».
CARTE CONTACTLESS E SICUREZZA Lamiabancamihadatounacartadi credito contactless.
Ho sentito però che questi strumenti sono pericolosi, perché dei malintenzionati potrebbero
avvicinarsi almioportafogliocon un Posmobileeportarmiviadeisoldi. Le carte contactless non
sono più vulnerabili di quelle tradizionali. Per poter funzionare, la carta contactless deve essere
possa a distanza molto ravvicinata dal Pos, di solito meno di quattro centimetri di distanza.
Questo vuoi dire che è piuttosto difficile per un malintenzionato avvicinarsi al portafoglio della
vittima con un Pos in mano senza essere notato.Ovviamentein luoghi molto affollati questo è in
teoria possibile, ma comunque complicato: il malintenzionato deve accenderei! Pos, inserire
l'importo e terminare la transazione in tempi brevi. Inoltre, va considerato che per importi sopra i
25 euro serve l'inserimento del Pin o la firma della ricevuta, quindi un eventuale furto dovrebbe
avvenire al di sotto di quella cifra. Un ultimo aspetto da considerare è che i pagamenti con Pos
sono tracciati, quindi se vengono sottratti dei soldi dalla carta si è in grado di risalire al Pos che li
ha «rubati». Lamiabancamihadatounacartadi credito contactless. Ho sentito però che questi
strumenti sono pericolosi, perché dei malintenzionati potrebbero avvicinarsi almioportafogliocon
un Posmobileeportarmiviadeisoldi. Le carte contactless non sono più vulnerabili di quelle
tradizionali. Per poter funzionare, la carta contactless deve essere possa a distanza molto
ravvicinata dal Pos, di solito meno di quattro centimetri di distanza. Questo vuoi dire che è
piuttosto difficile per un malintenzionato avvicinarsi al portafoglio della vittima con un Pos in
mano senza essere notato.Ovviamentein luoghi molto affollati questo è in teoria possibile, ma
comunque complicato: il malintenzionato deve accenderei! Pos, inserire l'importo e terminare la
transazione in tempi brevi. Inoltre, va considerato che per importi sopra i 25 euro serve
l'inserimento del Pin o la firma della ricevuta, quindi un eventuale furto dovrebbe avvenire al di
sotto di quella cifra. Un ultimo aspetto da considerare è che i pagamenti con Pos sono tracciati,
quindi se vengono sottratti dei soldi dalla carta si è in grado di risalire al Pos che li ha «rubati».
Tempo fa ho letto di questo nuovo servizio chiamato Jiffy per trasferire denaro in tempo reale
direttamente dal cellulare. Ho letto anche che per trasferire il denaro è necessario aderire al
servizio messo a disposizione dalla propria banca. Ma se io aderisco al servizio e la persona a cui
voglio inviare il denaro non aderisce posso comunque trasferire i fondi? Il servizio di instant
payment messo a disposizione da Jiffy può essere utilizzato per inviare denaro anche ai non
aderenti. In questo caso il beneficiario riceverà un messaggio di notifica con l'invito a iscriversi
al servizio presso una banca aderente. Una volta registrato riceverà subito il denaro. Il
beneficiario che non vuole registrarsi a Jiffy può comunque ricevere il pagamento comunicando
il proprio Iban alla ba nca del mittente. Alcune banche hanno appositamente predisposto una
sezione dell'App dedicata a raccogliere i dati essenziali, come appunto l'Iban.di chi non vuole
aderire a Jiffy. Lamiabancamihadatounacartadi credito contactless. Ho sentito però che questi
strumenti sono pericolosi, perché dei malintenzionati potrebbero avvicinarsi almioportafogliocon
un Posmobileeportarmiviadeisoldi. Le carte contactless non sono più vulnerabili di quelle
tradizionali. Per poter funzionare, la carta contactless deve essere possa a distanza molto
ravvicinata dal Pos, di solito meno di quattro centimetri di distanza. Questo vuoi dire che è
piuttosto difficile per un malintenzionato avvicinarsi al portafoglio della vittima con un Pos in
mano senza essere notato.Ovviamentein luoghi molto affollati questo è in teoria possibile, ma
comunque complicato: il malintenzionato deve accenderei! Pos, inserire l'importo e terminare la
transazione in tempi brevi. Inoltre, va considerato che per importi sopra i 25 euro serve
l'inserimento del Pin o la firma della ricevuta, quindi un eventuale furto dovrebbe avvenire al di
sotto di quella cifra. Un ultimo aspetto
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Sto per aprire un nuovo conto
corrente, e nella scelta della banca
vorrei dare la precedenza a un
istituto che mi offra dei servizi di
pagamento innovativi e sicuri. In
particolare, mi interesserebbe avere
a disposinone delle carte o delle
applicazioni che mi consentano di
fare acquisti sia online sia nei
negozi fisici, e che magari offrano
anche altri servizi di pagamento di
altro genere (bollette, biglietti del
tram, eccetera).
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Prima si diceva che con l'iphone
non si potevano fare acquisti con il
cellulare perché il telefono non
supportava le sim Nfc. Ora che i
nuovi modelli iphone 6 supportano
la tecnologia Nfc perché ancora
non si possono fare i pagamenti
via smartphone? Qual è il
problema? Sbaglio qualcosa? Con
il lancio dell'iPhone 6, il colosso
di Cupertino ha effettivamente
messo un piede nel mondo Nfc
(Near field communication), ma
rimanendo sempre confinato nel
suo recinto. I pagamenti con
smartphone, quindi, potranno
essere effettuati solo attraverso il
servizio Apple Pay, che permette
di caricare sul cellulare un numero
illimitato di carte di credito e di
debito semplicemente scattando
una foto a Ila ca rta stessa, che poi
sa rà caricata nell'applicazione
Passbook. In questo modo sarà
possibile creare un vero e proprio
wallet; un portafoglio virtuale che
potrà essere utilizzato sia online
sia offline. A oggi, però, Apple
Pay è disponibile solo negli Usa,
in Canada, nel Regno Unito e in
Cina.
NUOVE TECNOLOGIE
PAGAMENTI PIÙ COMODI E
PIÙ SICURI
Volevoaveredeichiarimentisulle
varie forme di pagamento rese
disponibili quando si fanno
acquisti su internet L'altro giorno
ho cliccato per concludere un
acquisto e come opzioni mi dava
carta di credito, Masterpasse Pay
Pal. Qual è la differenza tra la
carta e le altre due In tutti e tre i
casi il pagamento viene
effettuato con carta di credito o,
nel caso di Pay Pal, con la
disponibilità liquida presente sul
conto PayPal. Una delle
differenze principali sta nella
comodità di utilizzo. Scegliendo
la carta di credito bisognerà
inserire ogni volta i dati
identificati vi, quindi titolare e
numero della carta, e il codice di
verifica. Masterpass e PayPal,
invece, hanno già la carta di
credito collegata, di conseguenza
non bisognerà inserire tutte le
volte i dati. Inoltre, con
Masterpasse PayPal le
transazioni vengono gestite da
infrastrutture che implementano
tutte le misure di sicurezza per
proteggere i dati (sui siti
sconosciuti non si ha questa
sicurezza). ScAerfeocura rf»
G.G.Fedie G.Petrucciani
LA NORMA DI
RIFERIMENTO Direttiva Rsd
II quadro giuridico dei servizi
di pagamento è definito dalla
Direttiva 2007/54/Ce, detta Psd
(Payment services directive),
che ha creato un mercato unico
europeo dei servizi di
pagamento al dettaglio (la
cosiddetta area Sepa). La
direttiva è stata recepita in Italia
con il decreto legislativo
11/2010. Lotta al contante Uno
degli obiettivi dichiarati della
Psd è di stimolare l'utilizzo di
strumenti elettronici e
innovativi di paga mento per
ridurre il costo di inefficienti
strumenti quali quelli cartacei e
ilcontante. La normativa si
applica ai principali servizi di
paga mento effettuati in euro e
nelle altre valute degli stati
membri dell'Unione Europea e
dello spazio Economico
Europeo (Islanda, Liechtenstein
e Norvegia). Sono esclusi i
pagamenti tramite assegni o
cambiali e le operazioni
effettuate fuori dall'area.
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Martedì
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Pierluigi Magnaschi
41.297
LAVORO E PREVIDENZA
Per i preannunciati controlli ispettivi sugli
esoneri contributivi per le assunzioni a
tempo indeterminato, l'unica «roccaforte»
sicura è aderire alla sanatoria prevista ai
sensi dell'art. 54 del digs n. 81/2015.
Nell'anno in corso, e come è prevedibile
anche nei prossimi, gli occhi dei funzionari
si fisseranno soprattutto sulle passate
collaborazioni coordinate e continuative e
le partite Iva, anche quelle già oggetto di
«trasformazione» spontanea grazie alla
legge 190/2014. Del resto, le notizie che in
questo periodo sono giunte dai piani alti
del Ministero del lavoro, così come il
Documento di programmazione della
vigilanza per il 2016 adottato '«imiti» dalla
Commissione centrale di coordinamento
dell'attività di vigilanza, lasciano poco alla
fantasia Per quelle aziende che nel passato
hanno fruito di rapporti di lavoro
autonomo non genuino, anche se nel 2015
hanno assunto i propri collaboratori (anzi,
soprattutto se li hanno assunti e hanno
fruito degli sgravi contributivi), si prepara
un piatto «indigesto». Fatto, amministrativi
dei rapporti di lavoro, con contestazione
degli inadempimenti amministrativi
relativi alla dissimulazione dei rapporti di
lavoro dipendente (avere iscritto
falsamente, o nulla, sul Libro unico del
lavoro; non avere rilasciato le
e molto all'apprensione. innanzitutto
di disconoscimenti
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IL PIANO DI VIGILANZA 2016 Co.co.co., runico modo per sfuggire ai controlli è sanare
cosiddette lettere di assunzione; avere
omesso i corretti prospetti paga ecc:
tutti illeciti puniti con sanzioni
pecuniarie). Si passa poi al recupero
della differenze contributive Ivs e per
premi « risparmiati» in passato. Per
esempio rispetto agli omessi e ridotti
versamenti alla Gestione separata
dell'Inps. Chi ha poi inteso
«regolarizzare» già nel 2015 il
pregresso, approfittando anche dei
consistenti esoneri previsti dalla legge
(fino a Smila euro l'anno a lavoratore),
può attendersi i recuperi della ridotta, o
perfino nulla, contribuzione relativa. Il
tutto, chiaramente, condito da sanzioni
civili, che s'immagina, come per prassi,
saranno ritenute dagli Istituti le più
gravi: quelle
La situazione LA SALVAGUARDIA IL RISCHIO L'ANNUNCIO
Come annunciato con comunicati stampa dal Ministero del lavoro e
previsto dal Documento di programmazione per l'attività ispettiva
per l'anno 2016, è iniziata la campagna di controlli sugli esoneri
contributivi per le assunzioni di personale Per le aziende
che,fruendo di benefici contributivi, hanno fatto emergere molti
rapporti di collaborazione non genuini, specie nel corso del 2015, vi
è pericolo di « autodenuncia», con facile prova di illeciti
amministrativi, evasioni contributive e recuperi di agevolazioni già
fruite. Unica forma di garanzia dagli ispettori per chi non ha ancora
regolarizzato spontaneamente i collaboratori è la stabilizzazione per
co.co.co. e partite lva previste dal decreto legislativo n. 81/2015, la
quale sola permette di estinguere ogni pretesa pubblica.
per evasione. Ma per chi ha fruito degli
esoneri contributivi senza averne titolo
potrà andare pure peggio (si veda la
risposta a interpello del Lavoro, n.
2/2016). Si pensi al caso di un
co.co.pro. di un'azienda nel 2013, in
realtà, impiegato come un qualsiasi
lavoratore dipendente. È chiaro che la
condotta dell'azienda, oltre che
civilisticamente eccepibile, avrebbe
infranto le norme fondamentali in
materia di condizioni di lavoro e di
assicurazione sociale, previste dall'art.
1, commi 1175 e 1176, legge n.
296/2006. Tali disposizioni sono quelle
che, a fronte del rispetto della legge e
del ceni, ammettono l'azienda al Dure
regolare e a fruire di benefici e
agevolazioni di legge. Ebbene, è facile
immaginare una verifica
ispettiva «retroattiva» (per
legge fino a 5 anni in materia
amministrativa e fino a 10 in
materia di contributi)
sull'effettiva probità aziendale.
Con le contestazioni ,dei
funzionari, potrebbe «saltare»
il Dure ex post, 'con effetti a
catena non ^olo sugli esoneri
contributivi ex lege 190/2014 e
208/2015 eventualmente fruiti,
ma anche su ogni altra forma di
beneficio contributivo e
normativo goduto in azienda.
Un'ecatombe totale da cui, chi
già non ha trasformato i suoi ex
co.co.co. e partita Iva, può
uscire solo provvedendo a
sanare i passati rapporti di
lavoro con la
lavoratore, potrà seguirà l'estinzione di
ogni illecito per l'azienda. Per tutti gli
altri casi non « ufficialmente»
regolarizzati, la caccia pare ormai
aperta. Addirittura, per chi è emerso
spontaneamente nel corso del 2015
(molte aziende, spesso con decine e
decine di posizioni «sistemate» e fruenti
l'agevolazione), si può oggi dire che si
sia trattato di una pericolosa forma di
autodenuncia, che potrà rendere
senz'altro «facile» la vita e
l'accertamento degli ispettori. Mauro
Parisi
procedura di stabilizzazione prevista dal
decreto legislativo n. 81/2015. Con una
conciliazione presso una sede protetta e
l'impiego per almeno un anno del
RELAZIONI SINDACALI
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Formazione. I paradossi della legge
italiana L'apprendistato per i
quindicenni secondo regole Ue
Gianni Bocchierì JosefTschöll \ Dopo le modifiche alla disciplina
dell'apprendistato introdotte dal
decreto legislativo 81/2015, I3
definitiva costruzione del sistema
duale italiano rischia di dipendere
dal necessario raccordo tra la
disciplina per il conseguimento
della qualifica o del diploma e
quella del lavoro minorile.
Questanecessitàèstatamessa in
evidenza dalla risposta del
ministero del Lavoro all'interpello
11/2016 dei consulenti del lavoro,
con cui è stato precisato che gli
apprendisti quindicenni sono
considerati "bambini" in base alla
vigente disciplina del lavoro
minorile, con la sua conseguente
applicazione integrale in mancanza
di qualunque deroga per
l'apprendistato che coinvolga
minori (si veda il Sole 24 Ore del
31 marzo e del 5 aprile).
Glieffettidellarispostaall'interpello
non si limitano quindi alla
necessaria differenziazione tra
l'organizzazione dell'orariodilavoro
(35O4Oore settimali; 7 o 8
giornaliere). Nemmeno si tratta
solo di gestire diversamente il
lavoro notturno, per cui i
quindicenni non possono essere
impegnati in attività di formazione
on thè job tra le ore
22ele6otrale23ele7. Infatti, secondo
il dato formale della disciplina del
lavoro minorile, l'apprendista
"bambino" può sottoscrivere il
contratto di lavoro solo con
l'assistenza dei titolari della potestà
genitoriale. Inoltre, non può in
nessun caso svolgere molte attività,
determinando situazioni anche
paradossali, per cui, per esempio,
non potrebbe esercitarsi in azienda
con il saldatore. In linea teorica,
questi paradossi possono riguardare
anche gli apprendisti "adolescenti",
anche se la circolare 1/2000 del
ministero del Lavoro ha chiarito
che essi possono essere impiegati
in processi produttivi e lavori
vietati, per indispensabili motivi
didattici o di formazione
professionale. Tuttavia, nella nuova
dimensione del sistema duale, la
RELAZIONI SINDACALI
soluzione di questa circolare
potrebbe essere insufficiente,
inquanto rappresenterebbe solo
una deroga amministrativa alla
disciplinageneraledellavorominor
iIe,asuavoltamodificataneli999
per l'adeguamento alla direttiva
formazione inalternanza o di
tirocinio nell'impresa e consente
di autorizzareperparticolarisettori
l'impiego degli adolescenti
durante il periodo di divieto del
lavoro notturno. Pertanto, la
direttiva comunitaria non
impedisce ai decreti correttivi del
Jobs act di integrare la disciplina
94/33 del Consiglio dell'Unione
dell'apprendistato duale con
europeariguardantelaprotezione
quella del lavoro minorile, per il
dei giovani sul lavoro, senza
tener conto della specificità delle definitivo consolidamento del
sistema duale italiano.
esperienze di integrazione di
©RIPRODUZIONE
istruzione, formazione e lavoro
tramite l'apprendistato. Del resto, RISERVATA
l'esigenza della modifica o
dell'integrazione della disciplina
del lavoro
minorilenonèstataawertitanemme
no in sede di riscrittura
dell'apprendistatoduale.
Quest'ultima avrebbe potuto
contemperare il diritto
costituzionale alla salute e alla
sicurezza dei minori con il loro
diritto a esperienze di lavoro
appropriate, previsto dalla carta
comunitaria dei diritti sociali
fondamentali dei lavoratori
(Consiglio europeo di Strasburgo
del 9 dicembre 1969), al fine di
assicurare il loro inserimento
professionale traL'OPPORTUNITA La direttiva
comunità ria consente una certa
elasticità delle norme pertutelare i
ragazzi che si preparano al lavoro
mite la formazione. Eppure la
stessa direttiva 94/33/Ce esorta le
legislazioni nazionali a cercare
questa composizione dei diversi
diritti del minore, prevedendo
esplicitamente che un'esperienza di
lavoro appropriata può contribuire
all'obiettivo di preparare igiovani
alla vita professionale e sociale di
adulti, a condizione di evitare che
ciò nuoccia alla loro sicurezza,
salute e al loro sviluppo. Inoltre
prevede che l'età minima di
ammissione al lavoro sia di 15
anni, consente di portare l'orario di
attività dei bambini a 8 ore al
giorno e a 40 ore settimanali,
purché i lavori siano svolti
nell'ambito di un sistema di
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Venerdì
22/04/2016
Spot and Web RCS Med/aGroup: miglioramento dell'eb/tda e dei ricavi pubblicitan rispetto al IQ2015 http://www.spotandweb.it/news/802966/rcs-mediaaroup-mialioramento-dellebitda-e-dei-ricavi-pubbhcitari- nspetto-al-iq2Q15.html 22/04/2016 • M-.LPRES.s • |
Medii MonlwtHni i Nninta]* | Ascolta la radio
[1 Consiglio di Amministrazione di RCS MediaGroup si è riunito oggi sotto la presidenza di Maurizio Costa per esaminare
i risultati preliminari
RCS MediaGroup miglioramento dell'ebitda e dei ricavi pubblicitari rispetto al IQ2015 - Spot and WebSpot and Web
consolidati al 31 marzo 2016.
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MEDIAGROUP
I ricavi netti consolidati di Gruppo al 31 marzo 2016 si attestano a 219,8 milioni di Euro, rispetto ai 229,4 a perimetro
omogeneo (escluso Area libri) del pari periodo 2015.1 ricavi pubblicitari evidenziano rispetto al pari periodo 2015 un
miglioramento dell' 1,1%, che aumenta a circa il 2% escludendo pal confronto le attività cessate di Sfera China e Gazzetta
TV: i ricavi pubblicitari si attestano quindi a 97,4 milioni di Euro, con un andamento pignorativo anche rispetto alle
assunzioni per il periodo del Piano Industriale 2016-2018.1 ricavi diffusionali ammontano a 94,7 milioni di Euro, in
flessione di 12,4 milioni rispetto al pari periodo 2015, di cui 5 milioni relativi al diverso piano editoriale degli add-on
(senza effetto sul margine) e il rimanente per il previsto calo dei mercati di riferimento sia in Italia che in Spagna.
L'EBITDA ante oneri e proventi non ricorrenti è pari a -3,4 milioni di Euro rispetto ai -15,5 milioni per primo trimestre
2015. Il significativo miglioramento di oltre 12 milioni rispetto al pari periodo dell'anno precedente è raggiunto grazie al
contributo di tutte le aree di business. L'ottima Derformance registrata nel primo trimestre 2016 contribuisce per più del
40% all'incremento atteso dal Gruppo RCS per l'intero anno, ad ulteriore conferma dell'obiettivo previsto per il 2016.
[L'EBITDA post oneri e proventi non ricorrenti risulta pari a -3,7 milioni di Euro, rispetto ai -16,2 milioni del 31 marzo
2015, evidenziando un incremento di 12, 5 milioni. .Tale risultato è stato raggiunto anche grazie al forte impegno sulla
riduzione dei costi. Sono state infatti implementate tutte le iniziative di efficienze previste a Piano e sono stati pianificati
ulteriori interventi di ottimizzazione che permetteranno di superare il target annuale pari a 40/45 milioni netti.
L'indebitamento finanziario netto al 31 marzo 2016 si attesta a 509 milioni di Euro (508 milioni al 31 marzo 2015, 487
milioni al 31 dicembre 2015), Imentre si sarebbe attestato a 411 milioni considerando gli effetti della cessione dell'Area
Libri, avvenuta il 14 aprile scorso (prezzo incassato 127,1 milioni e posizione finanziaria netta al 31 marzo 2016 positiva
per 29,1 milioni). La differenza rispetto al 31 dicembre 2015 deriva da -15 milioni di Euro relativi all'Area Libri,
influenzata dalla consueta stagionalità, -16 milioni per gli esborsi degli oneri non ricorrenti già accantonati al 31 dicembre
2015, e +9 milioni in relazione alle attività correnti, che evidenziano un netto miglioramento rispetto al pari periodo
dell'anno precedente. L'amministratore delegato Laura Cioli ha commentato con soddisfazione i risultati: "Le buone
performance registrate nel primo trimestre di esecuzione del Piano confermano in pieno gli obiettivi che ci siamo posti.
Siamo quindi molto confidenti in merito alle opportunità di crescita e sviluppo che attendono il nostro Gruppo e
continueremo a focalizzarci sulla realizzazione dei progetti strategici che abbiamo avviato." [] Tweet |B|
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22/04/2016 12.43 Commenti - Piazza Affari RCS in controtendenza, cresce l'attesa dopo l'offerta di Cairo e il no del cda FIA Online
News In verde e m controtendenza il titolo di RCS m tarda mattinata: l'azione segna un rialzo dell'1,85% e si porta a 62 centesimi dopo
un massimo a quota 62,5. Come noto è corso una partita per il controllo dell'editore de II Corriere della Sera e la Gazzetta dello sport che
ha registrato almeno tre eventi di peso negli ultimi mesi. Il primo è stato la notizia del disimpegno di FCA, attualmente primo socio del
gruppo con il 16,7% del capitale. Il secondo è stata l'offerta pubblica di scambio promosso dal socio (al 4,61%) Cairo Communication
che metteva sul piatto un'azione propria ogni 8,333 azioni RCS con una vantazione di 52,7 centesimi per ogni azione di RCS sui rapporti
del 7 aprile (55,1 centesimi tenendo conto del pagamento di un dividendo di Cairo Communication da 0,20 euro che dovrà essere
approvato dai soci il prossimo 27 aprile). Il terzo evento è stato il no secco del consiglio di amministrazione di RCA presieduto da
Maurizio Costa, nonostante il balzo dei titoli di oltre il 28% m Borsa visto il premio implicito all'ops di Cairo. A questo punto è emerso
chiaramente il dissenso tra i vari soci e stakeholder di RCS. L'offerta di Cairo Communication è vincolata al raggiungimento del
controllo del gruppo (50% delle azioni più una) e al congelamento dei pagamenti delle rate del debito bancario fino all'approvazione del
bilancio 2017 (quindi orientativamente alla primavera del 2018) oltreché chiaramente la rinuncia esplicita delle banche a una riscossione
anticipata degli stessi m caso di cambiamento di controllo. Proprio il debito da 487 milioni di euro di RCS rappresenta il massimo
problema del gruppo editoriale, ma si tratta di un debito controllato per circa il 90% da Intesa Sanpaolo che è anche socia al 4,17% della
stessa RCS. Intesa sosterrebbe i piani di Urbano Cairo per il gruppo ormai residente m via Angelo Rizzoh, contro l'offerta sono invece
Mediobanca (9,93% del capitale di RCS) e la stessa FCA, appoggiati da Unipolsai (4,6% ereditato dalla conquista di Fonsai incoraggiata
dalla stessa Mediobanca), mentre Diego Della Valle (attualmente socio al 7,32% di RCS), ha detto di essere compratore e non venditore,
ma ha anche detto: "Cairo è un amico, ha fatto bene a provarci, è il suo mestiere, quindi non la considero un'operazione ostile". Più
sfumata la posizione di Marco Tronchetti Provera, presidente di Pirelli che controlla il 4,43% di RCS. Il manager ha detto di stare con
RCS e ha lodato le doti imprenditoriali di Cairo nell'editoria, ossia non si è espresso esplicitamente sul caso, né è chiaro se abbia
intenzione di aderire o meno all'offerta. Essendo però Pirelli socia allo 0,09% di Mediobanca e membro del suo patto di sindacato ed
essendo lo stesso Marco Tronchetti Provera vice presidente di Mediobanca, pare difficile che la Bicocca (ormai cinese) possa schierarsi
apertamente contro Piazzetta Cuccia. Ieri una domanda su RCS è stata fatta anche al potente amministratore delegato di Vivendi (e
membro del cda della partecipata Telecom Italia) Arnaud de Puyfontaine che ha specificato semplicemente: "II Corriere mi interessa
come lettore, miglioro il mio italiano". A chi gli chiedeva se volesse intervenire nel dossier il manager ha esplicitamente risposto: "No.
Abbiamo già tante cose da fare". Difficile smentirlo, ma di certo le domande del mercato ai vari possibili soggetti interessati o
potenzialmente interessati a RCS continueranno nei prossimi giorni. Il nome di Mediobanca torna di frequente nel collegamento tra
Vivendi e RCS (la Financière du Perguet di Vincent Bollorè è il secondo socio con il 7,9% di Mediobanca dopo Unicredit). Va inoltre
osservato che l'altra grande partecipazione di Vivendi m Italia è Telecom Italia, della quale è il primo socio singolo. Nel consiglio di
amministrazione di Telecom Italia siede come indipendente proprio Laura Cioli, l'amministratore delegato di RCS al quale è affidato il
rilancio del gruppo da qualche mese. Fra l'altro di recente è stato interpellato anche Francesco Gaetano Caltagirone editore de II Mattino
di Napoli e de II Messaggero di Roma (tra le altre cose). Il manager ha lodato le capacità di Cairo, ma ha anche ricordato che esistono dei
limiti antitrust m Italia tirandosi quindi fuori dalla platea dei possibili investitori. Un patto di non
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RCS m controtendenza, cresce l'attesa dopo l'offerta di Cairo e il no del cda - LaStampa it belligeranza che però richiama ancora una
volta l'esigenza di Cairo di trovare altri alleati, anche perché il flottante del gruppo RCS è storicamente molto basso e dunque gli intrecci
tra i soci dell'editore potrebbero pesare m maniera rilevante nel successo o meno della sua offerta. Né si può escludere ancora che la
ritrovata contendibihtà del gruppo RCS dopo il disimpegno di FCA chiami m campo altri cavalieri bianchi. Di certo per una volta, con i
rialzi degli ultimi giorni, almeno per una volta gli azionisti di RCS festeggiano m Borsa. Per la maggior parte di loro, visti i prezzi di
carico e gli aumenti di capitale, sono recuperi di poco momento, ma almeno confermano che anche RCS può dimostrare un certo appeal
dopo anni di crisi. (GD)
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22/04/2016 08.24 Commenti - Piazza Affari RCS: migliora T Ebitda nel primo trimestre PTA Online News II Consiglio di
Amministrazione di RCS MediaGroup si è riunito sotto la presidenza di Maurizio Costa per esaminare i risultati preliminari consolidati
al 31 marzo 2016. I ricavi netti consolidati di Gruppo al 31 marzo 2016 si attestano a 219,8 milioni di Euro, rispetto ai 229,4 a perimetro
omogeneo (escluso Area libri) del pan periodo 2015. I ricavi pubblicitan evidenziano rispetto al pan periodo 2015 un miglioramento
dell'1,1%, che aumenta a circa il 2% escludendo dal confronto le attività cessate di Sfera China e Gazzetta TV: i ricavi pubbhcitari si
attestano quindi a 97,4 milioni di Euro, con un andamento migliorativo anche rispetto alle assunzioni per il periodo del Piano Industriale
2016-2018. I ricavi diffusionali ammontano a 94,7 milioni di Euro, m flessione di 12,4 milioni rispetto al pari periodo 2015, di cui 5
milioni relativi al diverso piano editoriale degli add-on (senza effetto sul margine) e il rimanente per il previsto calo dei mercati di
riferimento sia m Italia che m Spagna. L'EBITDA ante oneri e proventi non ricorrenti è pan a -3,4 milioni di Euro rispetto ai -15,5
milioni per primo trimestre 2015. Il significativo miglioramento di oltre 12 milioni rispetto al pan periodo dell'anno precedente è
raggiunto grazie al contributo di tutte le aree di business. L'ottima performance registrata nel primo trimestre 2016 contribuisce per più
del 40% all'incremento atteso dal Gruppo RCS per l'intero anno, ad ulteriore conferma dell'obiettivo previsto per il 2016. L'EBITDA
post oneri e proventi non ricorrenti risulta pan a 3,7 milioni di Euro, rispetto ai -16,2 milioni del 31 marzo 2015, evidenziando un
incremento di 12, 5 milioni. Tale risultato è stato raggiunto anche grazie al forte impegno sulla riduzione dei costi. Sono state infatti
implementate tutte le iniziative di efficienze previste a Piano e sono stati pianificati ulteriori interventi di ottimizzazione che
permetteranno di superare il target annuale pan a 40/45 milioni netti. L'indebitamento finanziario netto al 31 marzo 2016 si attesta a 509
milioni di Euro (508 milioni al 31 marzo 2015, 487 milioni al 31 dicembre 2015), mentre si sarebbe attestato a 411 milioni considerando
gli effetti della cessione dell'Area Libri, avvenuta il 14 aprile scorso (prezzo incassato 127,1 milioni e posizione finanziaria netta al 31
marzo 2016 positiva per 29,1 milioni). La differenza rispetto al 31 dicembre 2015 deriva da -15 milioni di Euro relativi all'Area Libri,
influenzata dalla consueta stagionalità, -16 milioni per gli esborsi degli oneri non ricorrenti già accantonati al 31 dicembre 2015, e +9
milioni m relazione alle attività correnti, che evidenziano un netto miglioramento rispetto al pan periodo dell'anno precedente.
L'amministratore delegato Laura Cioli ha commentato con soddisfazione i risultati: "Le buone performance registrate nel primo trimestre
di esecuzione del Piano confermano m pieno gli obiettivi che ci siamo posti. Siamo quindi molto confidenti m merito alle opportunità di
crescita e sviluppo che attendono il nostro Gruppo e continueremo a fecalizzarci sulla realizzazione dei progetti strategici che abbiamo
avviato." (RV) Vai alla scheda di dettaglio di: RCS MEDIAGROUP Software licenced by Fida Informaticaa cura di
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Lunedì
25/04/2016
40
Direttore Responsabile
Diffusione Testata
Alessandro Barbano
50.205
che la Puoi stare tranco, ii i L L L - > Le nostre
foreste, in dieci Puoi stare tranco, ii i L L L - >
Le nostre foreste, in dieci i anta ti di quelli
tagliati. cresciute di^/ìcftf^àefficie pari a quella
\ f\ \ > con 2.000 chili al secondo**,'v \ N, * la
carla è il materiale più riciclato d'Europa. Puoi
stare tranco, ii i L L L - > Le nostre foreste, in
dieci i anta ti di quelli tagliati. cresciute di^/
ìcftf^àefficie pari a quella \ f\ \ > con .000 chili
al secondo**,'v \ N, NATl/RAlM€NT€ lo
CARTA- li iato dello www.twosides.infe/it *
elaborazione Two Sides su dati FAO 2015 - **
fonte ERPC 2015 * la carla è il materiale più
riciclato d'Europa. Puoi stare tranco, ii i L L
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25/04/2016
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50.205
che la Puoi stare tranco, ii i L L L - > Le nostre
foreste, in dieci i anta ti di quelli tagliati.
cresciute di^/ìcftf^àefficie pari a quella \ f\ \ >
con 2.000 chili al secondo**,'v \ N, * la carla è
il materiale più riciclato d'Europa. NATl/RAlM
€NT€ lo CARTA-li iato dello
www.twosides.infe/it * elaborazione Two Sides
su dati FAO 2015 - ** fonte ERPC 2015
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23/04/2016
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" di quelli tagliati. elaborazione Two Sides su dati FAO 2O15 * * Ionie ERPC 2O15 elaborazione Two Sides su dati FAO
2O15 * * Ionie ERPC 2O15 che la carta promuove la Puoi stare tranq Le nostre foreste, in dieci anni, sono cresciute dì
superfic elaborazione Two Sides su dati FAO 2O15 * * Ionie ERPC 2O15 che la carta promuove la Puoi stare tranq Le n
NATU stre e il riciclo dei própri prodotti. foreste, in dieci anni, sono cres il lato iute dì
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Sabato
23/04/2016
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chela delle foreste Puoi stare tranquillo, Ai Europa sono più gli alben piantati di quelli tagliati. Le
nostre foreste, in dieci qhhi, sono cresciute di u|ìa superficie pari a quella dell'interessiate«*. fVidlre),
con 2.000 chili al secondo**, la carla ail materiale più riciclato d'Europa. NAT(/RAM*€NTE lo C?
LA CARTA-it feto Iwo Sid« «id« WO 2O15 ** fonte KPC 2015
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Martedì
26/04/2016
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che la carta promuove la Puoi stare 'Le nostre foreste, in dieci anni, sono cresciute di cio dei propri
prodotti. tagliati. :era**. E inoltre, con 2.000 chili al secondo**, pa. il lalo elaborazione Two Sides su
doti FAO 2015 - ** fonte ERPC 2015
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