specchio dei tempi-lettera cinema - CPD Consulta per le Persone in

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specchio dei tempi-lettera cinema - CPD Consulta per le Persone in
6/6/2011 - UNA LETTRICE SCRIVE A SPECCHIO DEI TEMPI
«Al cinema del Lingotto solo un disabile per volta» E scoppia la polemica
E' polemica tra la Consulta Torinese per le persone in difficoltà e l'Uci Cinemas, società che
gestisce l'arcinoto spazio cinematografico all'interno del Lingotto.
Una lettrice, ha scritto infatti negli scorsi giorni alla rubrica Specchio dei Tempi, raccontando la
disavventura di quattro amici, tre dei quali in carrozzina, che han dovuto rinunciare alla visione del
film poiché la sala non era attrezzata per ospitare più di una persona con disabilità alla volta.
Ecco la lettera: «Quanto scrivo è il resoconto di un venerdì sera di quattro amici: Francesca, Fabio,
Lillo e Gabriele, i quali decidono di andare al cinema a vedere il film del momento: Fast and
Furious, spettacolo di prima serata.
«Non è così semplice organizzare questa serata, perché Francesca, Fabio e Lillo vivono su una sedia
a rotelle. La buona volontà di Gabriele e di tutti quanti insieme, ad aiutarsi l’un con l’altro, li fa
arrivare alla cassa dell’Uci Cinema Torino Lingotto (ex Pathè). Immaginate dapprima la sorpresa,
poi la delusione seguita da: dispiacere, irritazione e anche collera nel vedersi rifiutare l’ingresso.
«La ragione addotta è che non possa entrare più di un disabile per sala! Certo ci sarebbe forse
un’altra sala, dove proiettano un film diverso, che può “sopportare”" l’ingresso di due carrozzine!
«La vita di un portatore di handicap è lotta quotidiana contro patologie di ogni genere, la sedia a
rotelle non è che la punta di questo iceberg; senza stare qui a far né filosofia, né demagogia, direi
che almeno il diritto di uscire insieme tra amici e socializzare, non dovrebbe essere negato e
assurgere a ulteriore fonte di discriminazione.
«Questa storia non la raccontano di prima persona Francesca, Fabio, Lillo e Gabriele, perché, come
spesso succede, i sentimenti forti e contrastanti del momento di delusione tendono ad esaurirsi e
scaricarsi con il passare delle ore. La racconto io, che sono una loro amica, e che vorrei che ci fosse,
non tanto giustizia, ma saggezza e discernimento nel gestire certe situazioni da parte di operatori
pubblici.
«Per finire la cronaca della serata, si sappia che, seppur con dispendio di fatica non indifferente, i
quattro sono rimontati in macchina, si sono diretti al cinema The Space di Beinasco, dove hanno
assistito alla programmazione del film serenamente».
La lettera, firmata con il solo nome di battesimo, "Paola", non è passata sotto il radar della
Consulta, che quindi ha deciso di intervenire scrivendo all’Uci Cinemas Lingotto.
“La Convenzione Onu, all'art. 2 - scrive il presidente della Consulta, Paolo Osiride Ferrero esorta ad evitare "ogni forma di distinzione, esclusione o restrizione sulla base della disabilità che
abbia lo scopo o l'effetto di compromettere o annullare il riconoscimento, il godimento o l'esercizio,
allo stesso livello degli altri, di tutti i diritti umani e le libertà fondamentali nei settori politico,
economico, sociale, culturale, civile e in ogni altro ambito".
"La Consulta per le Persone in Difficoltà è indignata. Le persone con disabilità - prosegue Ferrero cercano, con una fatica che a volte uccide la passione, di vivere un quotidiano fatto anche di
emozioni, di incontri con gli amici, di svago. Diritti che troppo spesso non vengono contemplati
dalle istituzioni. Per cui dilaga la vetusta mentalità che rinchiude la persona disabile nello stereotipo
di colei che vive un ruolo passivo nella società. Di chi esce di casa solo per cure, scuola o lavoro.
Questa cultura distorta crea situazioni come quella vissuta dai quattro amici in carrozzina che
domenica scorsa non volevano scalare una vetta di 3.000 metri! Volevano andare insieme al
cinema. Ma ciò, all' Uci Cinemas Lingotto, struttura superaccessoriata, non è possibile.
In ogni sala può entrare solo una carrozzina (in alcune, due). In altri cinema i posti riservati alle
persone con disabilità sono collocati davanti alla prima fila. Nessuno sceglierebbe quei posti! Altri
commenti sono superflui. Chiediamo - conclude la lettera - una riflessione seria con conseguenti
decisioni in merito”